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DATI DI COPERTINA E PREMESSA DEL PROGETTO E01089370

Impianti a gas per uso domestico alimentati da reti di distribuzione


Termini e definizioni

Gas plants for domestic and similar uses supplied by network


Terms and definitions

ORGANO CIG - Comitato Italiano Gas


COMPETENTE

CO-AUTORE

SOMMARIO La norma definisce i termini e le definizioni relativi agli impianti a gas per uso domestico alimentati da
rete di distribuzione.

Questo testo NON è una norma UNI, ma è un progetto di norma sottoposto alla fase di inchiesta pubblica, da utilizzare solo ed
esclusivamente per fini informativi e per la formulazione di commenti. Il processo di elaborazione delle norme UNI prevede che i
progetti vengano sottoposti all'inchiesta pubblica per raccogliere i commenti degli operatori: la norma UNI definitiva potrebbe
quindi presentare differenze -anche sostanziali- rispetto al documento messo in inchiesta.

Questo documento perde qualsiasi valore al termine dell'inchiesta pubblica, cioè il:06-06-10

© UNI - Milano. Riproduzione vietata. codice progetto: E01089370


Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo documento può essere riprodotta o diffusa con un mezzo
qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza il consenso scritto di UNI.
DATI DI COPERTINA E PREMESSA DEL PROGETTO E01089370

UNI non è responsabile delle conseguenze che possono derivare dall'uso improprio del testo dei progetti in inchiesta pubblica.

RELAZIONI La presente norma sostituisce la UNI 7128:1990.


NAZIONALI

RELAZIONI
INTERN.LI

La presente norma è stata elaborata sotto la competenza dell'ente federato all'UNI@


PREMESSA CIG - Comitato Italiano Gas@
@
La Commissione Centrale Tecnica dell'UNI ha dato la sua approvazione il giorno mese anno. @
@

VARIANTI
NAZIONALI

© UNI - Milano. Riproduzione vietata. codice progetto: E01089370


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Introduzione

La necessità di provvedere all’aggiornamento della presente norma è da ricercare nella esistenza di una pluralità di
provvedimenti che si sono succeduti nel tempo e che hanno originato una molteplicità di definizioni poco
coordinate tra di loro. Su questa base si è pensato di condurre un esercizio di sintesi mirato alla creazione di
definizioni univoche.
E’ importante sottolineare le valenze della presente norma alla quale è demandato un ruolo di riferimento per tutti
coloro che hanno la necessità di elaborare testi normativi con l’auspicio che possa essere anche strumento di
riferimento per l’applicazione della legislazione vigente in materia di impianti a gas. In seguito alla pubblicazione
della nuova edizione della UNI 7128, si valuterà la possibilità di allineare il contenuto delle norme esistenti, per la
parte terminologica.

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UNI 7128 E01089370

1 - Scopo e campo di applicazione


La presente norma definisce i termini e le definizioni relativi agli impianti domestici e similari per l’utilizzazione dei
gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia, a valle del punto di inizio, con l’obiettivo di razionalizzarne la
comprensione e l’applicazione concreta.
Con questa finalità sono stati redatti i termini e le definizioni riferite agli impianti domestici, ai loro componenti e
accessori, agli apparecchi, ai sistemi per l’adduzione dell’aria comburente per il ricambio dell’aria e l’evacuazione
dei prodotti della combustione, al settore edile, alle caratteristiche del combustibile, alle attività e agli operatori del
settore nonché quelle relative alle condizioni degli impianti e agli eventi.

2 - Riferimenti normativi
La presente norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in altre pubblicazioni. Tali
riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i
riferimenti datati, successive modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte
nella presente norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione della
pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).

UNI 9165 Reti di distribuzione del gas con pressioni massime d’esercizio minori o uguali a 5 bar -
Progettazioni, costruzioni e collaudi

UNI 10682 Piccole centrali di GPL per reti di distribuzione - Progettazione, costruzione, installazione, collaudo
ed esercizio

3 - Definizioni generali relative agli impianti

3.1 Impianto domestico o similare


Impianto a gas in cui gli apparecchi installati hanno tutti singola portata termica non maggiore di 35 kW1. Inoltre con
il termine “impianto similare” si intende indicare un impianto, destinato ad alimentare apparecchi di utilizzazione per
la produzione di calore, acqua calda sanitaria e per la cottura cibi, installato in ambienti ad uso non abitativo e non
considerati nel campo di applicazione di specifiche regole tecniche per la sicurezza dell’utilizzo del gas.

3.2 Impianto gas


Impianto costituito dai seguenti componenti:
⎯ impianto interno;
⎯ installazione e collegamenti degli apparecchi utilizzatori (apparecchi utilizzatori esclusi);
⎯ predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione dei locali di installazione degli apparecchi;

1
Alla data di pubblicazione della presente norma è in vigore il DM 12.04.1996, che prevede che più apparecchi termici alimentati a gas, di
seguito denominati apparecchi, installati nello stesso locale o in locali direttamente comunicanti sono considerati come facenti parte di un unico
impianto, di portata termica pari alla somma delle portate termiche dei singoli apparecchi. All'interno di una singola unità immobiliare adibita ad
uso abitativo, ai fini del calcolo della portata termica complessiva, non concorrono gli apparecchi domestici di portata termica singola non
superiore a 35 kW quali gli apparecchi di cottura alimenti, le stufe, i caminetti, i radiatori individuali, gli scalda acqua unifamiliari, gli scaldabagno
e i lavabiancheria.

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⎯ predisposizioni edili e/o meccaniche per l’aerazione dei locali di installazione;


⎯ predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico all’esterno dei prodotti della combustione ed il
collegamento al camino/canna fumaria;
⎯ predisposizioni per l’installazione di bombole o dal collegamento a recipiente fisso.
L’impianto gas, nei termini sopra proposti, coincide con l’impianto di utenza.

3.2.1 impianto interno: Vedere punto 3.3.

3.2.2 installazione e collegamenti degli apparecchi utilizzatori: Collegamento fisico, per mezzo di apposite
connessioni (per esempio, tubi flessibili, tubi rigidi, ecc.), tra l’impianto interno e gli apparecchi.

3.2.3 predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione dei locali di installazione degli apparecchi:
Realizzazione delle aperture o dei sistemi (per esempio, i condotti di ventilazione, sia singoli che collettivi) per la
ventilazione dei locali; rientrano in questa definizione anche i sistemi per la ventilazione meccanica controllata ed i
condotti di aspirazione dell’aria comburente per i soli apparecchi di tipo C6.

3.2.4 predisposizioni edili e/o meccaniche per l’aerazione dei locali di installazione: Realizzazione delle
aperture o dei sistemi (per esempio, i condotti di aerazione, sia singoli che collettivi) per l’aerazione; rientrano in
questa definizione anche i sistemi per l’aerazione meccanica controllata.

3.2.5 predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico all’esterno dei prodotti della combustione ed il
collegamento al camino/canna fumaria: Installazione dei canali da fumo, dei condotti di scarico fumi (solo per
apparecchi di tipo C6), dei camini, delle canne fumarie, dei condotti intubati, dei collettori fumari, dei terminali di
scarico, dei comignoli.

3.3 Impianto interno


Complesso delle tubazioni, dei componenti ed accessori (per esempio, valvole, giunzioni, raccordi) che
distribuiscono il gas dal punto di inizio (questo incluso) agli apparecchi utilizzatori (questi esclusi).
Nota - L’impianto interno comprende il complesso delle tubazioni installate nella parte sia interna che esterna del volume che delimita l’edificio.

3.4 Punto di riconsegna (dell’impianto di distribuzione)


Punto di confine tra l’impianto di distribuzione e l’impianto del cliente finale, dove l’impresa distributrice riconsegna
il gas per la fornitura al cliente finale.

3.5 Punto di inizio


Primo elemento dell’impianto soggetto all’applicazione della norma di installazione.

Nel caso di impianti domestici e similari alimentati da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682, a
seconda della tipologia impiantistica questo elemento può essere:
a) il rubinetto posto immediatamente a valle del gruppo di misura;
b) il rubinetto posto immediatamente a valle di una derivazione che alimenta un impianto domestico o similare,
qualora la tubazione principale del gas a valle del gruppo di misura è asservita ad impianti di tipologia diversa
da quelli ricadenti nella presente norma (per esempio: cicli produttivi, centrali termiche maggiori di 35 kW);
c) il rubinetto posto immediatamente a valle del gruppo di riduzione qualora l’impianto di cui al punto b) sia
alimentato con pressione maggiore di quella prevista dal campo di applicazione della pertinente norma di
installazione.

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UNI 7128 E01089370

Nel caso di impianti a GPL per uso domestico e similare alimentati da una o più bombole di GPL o da un deposito
di GPL per uso domestico, il punto di inizio dell'impianto interno è il seguente:
d) per gli impianti alimentati da una bombola singola, il raccordo di uscita della valvola della bombola stessa
(questa esclusa);
e) per gli impianti alimentati da bombole fra loro collegate, i raccordi di uscita delle valvole delle bombole stesse
(queste escluse);
f) per gli impianti alimentati da un deposito di GPL ad uso domestico, il gruppo di misura di utenza (questo
escluso) e, in mancanza di un gruppo di misura, la valvola di intercettazione generale dell'impianto (questa
inclusa).

4 Definizioni relative agli apparecchi


4.1 Apparecchio di Tipo A

Apparecchio non previsto per il collegamento a camino/canna fumaria o a dispositivo di evacuazione dei prodotti della
combustione all'esterno del locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell’aria comburente e l’evacuazione dei prodotti
della combustione avvengono nel locale di installazione.

4.2 Apparecchio di Tipo B

Apparecchio previsto per il collegamento a camino/canna fumaria o a dispositivo che evacua i prodotti della
combustione all'esterno del locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell'aria comburente avviene nel
locale d’installazione e l’evacuazione dei prodotti della combustione avviene all’esterno del locale stesso.

4.3 Apparecchio di Tipo C

Apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo dell'aria comburente, camera di combustione, scambiatore di
calore e evacuazione dei prodotti della combustione) è a tenuta rispetto al locale in cui l’apparecchio è installato. Il
prelievo dell'aria comburente e l’evacuazione dei prodotti della combustione avvengono direttamente all’esterno del
locale.

4.4 Apparecchio di cottura

Apparecchio destinato alla cottura dei cibi. Fanno parte della definizione i fornelli, i forni a gas e i piani di cottura
siano essi ad incasso, separati fra loro oppure incorporati in un unico apparecchio chiamato generalmente “cucina
a gas”

4.4.1 Apparecchio di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma

Apparecchio di cottura dotato di dispositivo che, in risposta a un segnale del rilevatore di fiamma, interrompe
l’alimentazione del gas in assenza della fiamma stessa.

4.5 Cappa da cucina a ricircolazione d’aria

Cappa che non dispone di collegamento all’esterno per l’evacuazione dei vapori di cucina.

Nota - Queste cappe sono generalmente chiamate “cappe filtranti” e sono dotate di ventilatore aspirante elettrico.

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4.6 Generatore di calore a legna

Generatore a combustibile solido (caminetti, termocaminetti, stufe, termocucine, ecc.) destinato al riscaldamento
ambientale, produzione di acqua calda sanitaria o cottura.

Nota 1 - Ai fini della presente norma, il termine si riferisce a tutti i generatori la cui installazione è disciplinata dalla norma UNI 10683.

Nota 2 - A seconda della tipologia, alcuni generatori interferiscono, durante il funzionamento, con l’ambiente di installazione a riguardo
dell’aerazione o della ventilazione.

4.7 Caldaia a gas

Apparecchio progettato e costruito per il riscaldamento degli ambienti; esplica la sua funzione mediante il
trasferimento dell’energia termica, sviluppata dalla combustione di gas, ad un fluido termovettore che alimenta un
impianto di riscaldamento.
Può avere, come funzione aggiuntiva ma non sostitutiva, la produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari.

4.7.1 Caldaia a gas per solo riscaldamento

Caldaia a gas progettata e costruita per essere destinata al solo riscaldamento degli ambienti.

Nota - Il termine è sinonimo di “caldaia a gas di tipo monotermico”.

4.7.2 Caldaia a gas combinata

Caldaia a gas progettata e costruita per essere destinata al riscaldamento degli ambienti e alla produzione,
istantanea o ad accumulo, di acqua calda sanitaria.

Nota - Il termine è sinonimo di “caldaia a gas di tipo combinato”.

4.8 Scalda acqua a gas

Apparecchio a gas per la produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari; l’acqua calda può essere destinata
anche ad usi similari purché dichiarati dal produttore dell’apparecchio.
Esplica la sua funzione mediante il trasferimento dell’energia termica, sviluppata dalla combustione di gas, ad
acqua di consumo che alimenta un impianto idrico-sanitario.

Nota Il termine è sinonimo di “scaldabagno a gas”.

4.8.1 Scalda acqua a gas istantaneo

Scalda acqua a gas per la produzione istantanea di acqua calda.

4.8.2 Scalda acqua a gas ad accumulo

Scalda acqua a gas per la produzione ad accumulo di acqua calda.

4.9 Caldaia standard

Caldaia per la quale la temperatura media di funzionamento può essere limitata in sede di progettazione.

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4.10 Caldaia a bassa temperatura

Caldaia che può funzionare in regime continuo, in cui la temperatura dell'acqua di alimentazione è compresa tra
35 °C e 40 °C e che, in certi casi, può dare luogo a condensazione.

4.11 Caldaia a condensazione e affine

Apparecchio per cui, a regime, in tutte od alcune condizioni di funzionamento e/o di installazione dell’impianto, il
costruttore prevede la formazione di condensa dei prodotti della combustione e/o all’interno dell’apparecchio e/o
nel sistema per l’evacuazione dei prodotti della combustione in quantità tale da richiederne il convogliamento o lo
smaltimento.

4.11.1 Caldaia a condensazione

Apparecchio nel quale, in condizioni normali di funzionamento e a talune temperature di funzionamento dell’acqua,
il vapore d’acqua presente nei prodotti della combustione è parzialmente condensato allo scopo di utilizzarne il
calore latente per uso riscaldamento e che soddisfa i requisiti di rendimento previsti dalla pertinente norma di
prodotto.

Nota Rientrano in questa definizione le caldaie a condensazione di cui alla UNI EN 677.

4.11.2 Caldaia affine

Apparecchio che, in taluni casi, dichiarati dal costruttore, può dare luogo a condensazione nel sistema di
evacuazione dei prodotti della combustione.

4.12 Stufa a gas

Apparecchio indipendente per il riscaldamento dei locali. Si distingue in apparecchi di tipo B e di tipo C,
quest’ultimo altrimenti definito come “stufa convettiva a gas”.

5 - Definizioni relative ai componenti e ai sistemi di giunzione degli impianti interni


(inclusi i sistemi di alloggiamento degli impianti interni e i rivestimenti)

5.1 Tubazione
Insieme di tubi e componenti.
Nota - Tra i componenti rientrano anche i gomiti, la raccorderia e i pezzi speciali.

5.2 Tubazione interrata


Tubazione posata nel terreno all’esterno del perimetro del corpo dell’edificio, definito dalle relative
pareti/fondamenta perimetrali esterne.

5.3 Canaletta
Struttura o nicchia, ubicata (o ricavata) sulle pareti perimetrali esterne o interne dell’edificio per la posa delle
tubazioni gas.

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5.4 Collegamento equipotenziale


Mezzo per assicurare che le tubazioni metalliche del gas e le altre parti metalliche dell’edificio, abbiano lo stesso
potenziale elettrico.

5.5 Collegamento flessibile


Tubo flessibile posizionato tra il rubinetto (alla fine della tubazione fissa) e il raccordo di entrata dell’apparecchio.

5.6 Collegamento rigido


Tubo rigido posizionato tra il rubinetto (alla fine della tubazione fissa) e il raccordo di entrata dell’apparecchio.

5.7 Dispositivo di intercettazione (rubinetto o valvola)


Meccanismo per l’intercettazione del flusso del gas, in tutto o in parte, in una tubazione.

5.8 Dispositivo di intercettazione generale (rubinetto, valvola, elettro-valvola)


Meccanismo di intercettazione che serve a chiudere un impianto interno.
Nota - Questo dispositivo è generalmente installato sulla tubazione di alimentazione, a monte della prima diramazione nel senso del flusso del
gas.

5.9 Dispositivo di intercettazione di un apparecchio


Meccanismo di intercettazione posto a monte di un apparecchio di utilizzazione.
Nota - Questo dispositivo, definito anche “rubinetto di utenza”, è posto a monte e in prossimità dell’apparecchio utilizzatore.

5.10 Guaina
Tubo di protezione in cui passa una tubazione gas.
Nota 1 - La guaina ha la funzione di proteggere meccanicamente il tubo gas o di convogliare eventuali trafilamenti di gas direttamente
all’esterno o in altri locali idonei.

Nota 2 - Comunemente la guaina è chiamata anche “controtubo”.

5.11 Giunto isolante monoblocco (dielettrico)


Componente destinato ad interrompere la continuità elettrica di una tubazione.

5.12 Contatore del gas2


Strumento inteso a misurare, memorizzare e visualizzare la quantità di gas combustibile (volume o massa) che vi
passa attraverso.

2
Definizione tratta dal Decreto Legislativo n. 22/07.

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5.13 Misuratore di portata


Strumento che misura la portata, cioè la quantità di gas (in volume, massa o quantità di sostanza) che transita in
un condotto, nell’unità di tempo.

5.14 Riduttore di pressione


Dispositivo che riduce la pressione del gas ad un valore prestabilito, avente per funzione essenziale quella di
decomprimere un gas da una pressione a monte variabile ad una pressione a valle regolata ad un valore
predeterminato.

5.15 Rivestimento protettivo


Rivestimento atto alla protezione da eventuale aggressione di agenti chimici od atmosferici di una tubazione gas. Il
rivestimento protettivo non ha la funzione di convogliare eventuali trafilamenti di gas all’esterno.
Nota - Il rivestimento protettivo evita anche i danni derivanti dai raggi solari.

5.16 Brasatura
Operazione nella quale le parti metalliche vengono unite mediante l’azione capillare di un metallo di apporto allo
stato liquido, che ha una temperatura di fusione minore di quella delle parti da unire tra loro.

5.17 Brasatura dolce


Giunzione mediante l’azione capillare di un metallo di apporto, che ha una temperatura di fusione minore di 450 °C.

5.18 Brasatura forte


Giunzione mediante l’azione capillare di un metallo di apporto, che ha una temperatura di fusione maggiore di
450 °C.

5.19 Giunto
Sistema di giunzione tra elementi di un impianto gas.

5.20 Giunto meccanico


Giunto in cui la tenuta al gas è ottenuta per compressione, con o senza guarnizione. Questo giunto può essere
facilmente smontato e rimontato.

5.21 Giunto filettato


Giunto in cui la tenuta al gas è ottenuta per mezzo dell’accoppiamento delle parti metalliche della filettatura con
l’ausilio o meno di materiali di tenuta.

5.22 Giunto di transizione


Pezzo speciale che realizza il collegamento tra tubi di materiale diverso.

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5.23 Raccordo a pressare


Giunto con uno o più terminali a pressare che incorporano un elemento di tenuta nel quale la giunzione si effettua
mediante pressione radiale o assiale sul giunto, tramite uno speciale utensile.

5.24 Raccordo a compressione


Giunto con uno o più terminali a compressione in cui la tenuta è ottenuta mediante compressione di un anello o
manicotto sulla parete esterna del tubo.
Nota - Ai sensi della UNI EN 1254-2 la tenuta è ottenuta per compressione, con guarnizione metallica o non metallica con o senza guarnizione
(tipo A) oppure, per deformazione del tubo (tipo B).

5.25 Raccordo adattatore


Dispositivo che comprende più di un tipo di terminale.

5.26 Catena (corona)


Attrezzo costruito in modo da avvolgere il raccordo a pressare.
Nota - Si definisce anche con il termine “ganascia a catena” oppure “ganascia a corona”.

5.27 Dispositivo per la rilevazione della perdita su raccordi non pressati


Accorgimento tecnico opzionale che permette di individuare, durante la prova di tenuta, eventuali raccordi non
pressati.
Nota - Il dispositivo è parte integrante del raccordo a pressare.

5.28 Presa di pressione


Dispositivo per il rilievo della pressione esistente in un punto dell’impianto gas; tale dispositivo è chiudibile a tenuta.

5.29 Rilevatore di fiamma


Dispositivo che, in presenza di fiamma sull’elemento sensibile, mantiene aperto il flusso del gas al bruciatore e alla
fiamma pilota (se esiste) e che interrompe il flusso del gas in caso di mancanza di fiamma.

5.30 Apposito alloggiamento


Struttura espressamente dedicata al posizionamento confinato delle tubazioni gas. Tale struttura presenta
adeguate caratteristiche di resistenza a fuoco e di aerazione.

6 - Definizioni relative ai sistemi per l’adduzione dell’aria comburente, per il ricambio


dell’aria e per l’evacuazione dei prodotti della combustione

6.1 Aerazione
Ricambio dell’aria necessaria sia per lo smaltimento dei prodotti della combustione sia per evitare miscele con un
tenore pericoloso di gas non combusti.

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6.2 Ventilazione
Afflusso dell’aria necessaria alla combustione.

6.3 Canale da fumo

Componente o componenti che raccordano l’uscita del generatore di calore al camino [UNI EN 1443:2005, punto
3.3.1].

Nota – Si tratta di un elemento o insieme di elementi costituiti da una o più pareti che collegano l’uscita fumi di un apparecchio al camino /
canna fumaria / camino intubato / terminale di tiraggio, funzionante in pressione negativa rispetto all’ambiente.

6.4 Condotto di evacuazione dei prodotti della combustione


Elemento o insieme di elementi costituiti da una o più pareti che collegano l’uscita dei prodotti della combustione di
un apparecchio al camino / canna fumaria / camino intubato / terminale di scarico, funzionante prevalentemente in
pressione positiva rispetto all’ambiente. Per apparecchi a gas di tipo C (escluso il tipo C6) e di tipo B dotati di
ventilatore nel circuito di combustione, il condotto di scarico è parte integrante dell’apparecchio.
Nota - Per apparecchi a gas di tipo C (escluso il tipo C6) e di tipo B dotati di ventilatore nel circuito di combustione, il condotto di scarico è
fornito dal costruttore dell’apparecchio.

6.5 Canna di aspirazione dell’aria comburente


Canna prevalentemente verticale atta a convogliare l’aria comburente al servizio di uno o più apparecchi
utilizzatori. Può essere singola o collettiva.

6.6 Condotto di aspirazione dell’aria comburente


Elemento o insieme di elementi costituiti da una o più pareti atto a convogliare l'aria comburente all’apparecchio
direttamente dall'esterno o dalla canna di aspirazione aria. Per apparecchi a gas di tipo C (escluso il tipo C6) è
parte integrante dell’apparecchio.
Nota - Per apparecchi a gas di tipo C (escluso il tipo C6), il condotto di aspirazione dell’aria comburente è fornito dal costruttore
dell’apparecchio.

6.7 Terminale di scarico a parete


Dispositivo installato, nel caso di scarico a parete, al termine di un condotto di scarico fumi o condotto di
esalazione (se funzionante con pressione positiva), atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della
combustione o vapori di cottura.

6.8 Terminale di tiraggio


Dispositivo installato, nel caso di scarico a parete, al termine di un canale da fumo o condotto di esalazione (se
funzionante con pressione negativa), atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione o i vapori
di cottura.

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6.9 Terminale di scarico a tetto


Dispositivo installato, nel caso di scarico a tetto, al termine di un condotto di scarico fumi o di un condotto per
intubamento atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione.

6.10 Terminale di aspirazione


Dispositivo installato all’estremo iniziale di un condotto di aspirazione aria comburente.
Può avere funzioni di allineamento del flusso, di filtrazione, di protezione dell’aspirazione.

6.11 Torrino di sbocco


Parte del camino o della canna fumaria che fuoriesce dal manto di copertura del tetto fino al comignolo (questo
escluso).
Nota - Il torrino di sbocco è anche chiamato “tratto finale”.

6.12 Comignolo (o Mitria)


Dispositivo installato alla sommità di un camino o canna fumaria (quindi, in caso di fuoriuscita dal tetto, alla
sommità di un torrino di sbocco) atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione.

6.13 Camino

Struttura consistente di una o più pareti contenente una o più vie di efflusso [UNI EN 1443:2005, punto 3.6].

Nota - Tale elemento ad andamento prevalentemente verticale, ha lo scopo di convogliare ed espellere i prodotti della combustione in
atmosfera.

6.13.1 Camino funzionante a pressione negativa


Camino dimensionato per funzionare con pressione interna minore della pressione esterna.

6.13.2 Camino funzionante a pressione positiva


Camino dimensionato per funzionare con pressione interna maggiore della pressione esterna.

6.14 Canna fumaria collettiva


Sistema fumario asservito a più apparecchi installati su più piani di un edificio, nel quale confluiscono i prodotti
della combustione provenienti dagli apparecchi. Può essere di tipo ramificato (CCR) o non ramificato (monoflusso).

6.14.1 Canna fumaria collettiva ramificata (CCR)


Sistema fumario asservito a più apparecchi installati su più piani di un edificio, costituito da una serie di condotti
singoli (secondari) – ciascuno dell’altezza di un piano – e un collettore principale (primario) nel quale confluiscono i
prodotti della combustione provenienti dai secondari.

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6.14.2 Canna fumaria collettiva monoflusso (non ramificata)


Sistema fumario asservito a più apparecchi installati su più piani di un edificio, costituito da un collettore principale
(primario) nel quale confluiscono i prodotti della combustione provenienti dagli apparecchi.

6.15 Condotto per intubamento


Condotto composto da uno o più elementi a sviluppo prevalentemente verticale, specificatamente adatto a
raccogliere ed espellere i prodotti della combustione, nonché a resistere nel tempo ai componenti degli stessi e
dalle loro eventuali condense, idoneo per essere inserito in un camino, canna fumaria, vano tecnico esistente o di
nuova costruzione (anche in nuovi edifici). Tale condotto può funzionare in pressione positiva o negativa.

6.16 Camino intubato


Sistema costituito da un condotto intubato e dal camino (o canna fumaria o vano tecnico, esistente o di nuova
costruzione) che lo contiene e comprensivo dell’eventuale intercapedine (di ventilazione o di aerazione, a seconda
dei casi).

6.17 Collettore di scarico fumi


Condotto che serve a raccogliere e convogliare i prodotti della combustione provenienti da due o più apparecchi
dello stesso tipo e alimentati con lo stesso combustibile, verso un camino/sistema intubato.
Nota - L’ubicazione degli apparecchi e gli imbocchi (al collettore) sono nello stesso ambiente.

6.18 Canale di esalazione per vapori di cucina


Elemento che collega la cappa di un apparecchio di cottura o un ventilatore ad un condotto (singolo o collettivo)
per vapori di cottura o direttamente verso l’atmosfera esterna.
Può funzionare a pressione negativa o positiva rispetto all’ambiente.

6.19 Condotto di esalazione per vapori di cucina


Sistema costituito da uno o più elementi, ad andamento prevalentemente verticale, atto a convogliare ed espellere,
a tetto in atmosfera, i vapori di cottura e i prodotti della combustione delle cucine e dei sistemi di cottura
caratterizzati da fuochi non confinati.
Nota - Tale condotto può essere singolo o collettivo.

7 – Definizioni relative ai sistemi per lo scarico delle condense

7.1 Acque reflue domestiche


Acque contaminate dall’uso e solitamente scaricate da WC, docce, vasche da bagno, bidè, lavabi, lavelli e pozzetti
a terra [UNI EN 12056-1:2001, punto 3.1.1].

7.1 Impianto di smaltimento acque reflue domestiche


Tutto l’impianto interno all’edificio dai vari punti di immissione fino ai collettori di fognatura.

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7.2 Impianto di scarico delle condense


Complesso di tubazioni ed accessori che consentono di scaricare i reflui frutto della condensazione dei prodotti
della combustione nell’impianto di smaltimento acque reflue domestiche o in un adeguato sistema di
raccolta/trattamento.

7.3 Collegamento tra apparecchio e impianto di scarico delle condense


Collegamento realizzato tra l’apposito scarico condense dell’apparecchio e l’impianto di scarico delle condense.

7.4 Sistema di scarico delle condense


Insieme dell’impianto di scarico delle condense e del collegamento tra apparecchio e impianto di scarico delle
condense.

7.5 Neutralizzatore condense


Dispositivo avente la funzione di innalzare il pH delle condense acide prodotte dall’apparecchio.

8 - Definizioni relative al settore edile

8.1 Androne
Volume dello stabile condominiale, adibito a transito, che dall’ingresso immette alle scale, ai cortili, ai singoli
appartamenti e ad altre pertinenze.

8.2 Autorimessa (Box)


Area coperta e delimitata da pareti almeno su tre lati, destinata esclusivamente al ricovero, alla sosta e alla
manovra degli autoveicoli, con i servizi annessi; non sono considerate autorimesse le tettoie aperte almeno su due
lati.

8.3 Edificio
Costruzione architettonica (corpo di fabbrica) costituito da una unità immobiliare dotata di autonomia funzionale
ovvero da un insieme autonomo di unità immobiliari funzionalmente e/o fisicamente connesse tra loro.

8.4 Edificio plurifamiliare


Edificio, singolo o parte di un edificio a schiera, corrispondente ad un insieme di più unità abitative.

8.5 Edificio unifamiliare


Edificio, singolo o parte di un edificio a schiera, corrispondente ad una unica unità abitativa.

8.6 Edificio residenziale


Edificio destinato prevalentemente ad uso abitativo.

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8.7 Lastrico solare


Superficie terminale dell’edificio; ha funzioni di copertura e protezione del medesimo edificio. Viene detto
praticabile se è meccanicamente resistente ai sovraccarichi, al calpestio ed è provvisto di parapetto.

Nota - Si differenzia sia dal tetto sia dalla terrazza a livello.

8.8 Locale
Spazio che possiede tutti i seguenti requisiti:
⎯ è agibile o abitabile;
⎯ è adeguatamente protetto dagli agenti atmosferici;
⎯ è fisicamente delimitato mediante pareti, realizzate con qualsiasi materiale (cementizio, laterizio, vetroso,
ligneo, ecc.) purché idoneo al tamponamento.
Nota - Il termine è sinonimo di vano e di stanza

8.9 Locale aerabile


Locale dotato di dispositivi che consentono l’aerazione su necessità.
Tali dispositivi possono essere costituiti da generiche aperture — apribili e comunicanti direttamente con l’esterno
— quali porte, finestre, porte-finestre, lucernari, ecc.
Si definiscono altresì aerabili i locali di installazione dotati di più aperture (porte, finestre, aperture permanenti) non
direttamente comunicanti con l’esterno, ma comunicanti con almeno due locali entrambi dotati di aperture apribili e
comunicanti direttamente con l’esterno.

8.10 Locale aerato


Locale, dotato di dispositivi che consentono l’aerazione permanente.
Tali dispositivi possono essere costituiti da:
⎯ una o più aperture comunicanti permanentemente con l’esterno, realizzate su pareti perimetrali, su serramenti
oppure su infissi;
⎯ condotti di aerazione.

8.11 Locale per l’aria comburente (Locale per la ventilazione indiretta)


Locale comunicante in modo permanente con il locale di installazione di apparecchi a gas, nel quale sono presenti
almeno due aperture di ventilazione:
⎯ la prima, rivolta direttamente verso l’esterno;
⎯ la seconda, destinata all’adduzione dell’aria comburente nel locale di installazione.

8.12 Locale ventilato


Locale dotato di dispositivi che consentono la ventilazione (diretta o indiretta).
Tali dispositivi possono essere costituiti da:
⎯ aperture permanenti rivolte verso l’esterno, realizzate su pareti esterne (o su serramenti od infissi);
⎯ aperture permanenti rivolte verso un locale per l’aria comburente;
⎯ canne di aspirazione dell’aria comburente.

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8.13 Locale non presidiato


Locale non utilizzato quotidianamente nelle usuali attività domestiche (per esempio: abbaino, sottotetto, soffitta,
sottoscala, cantina).

8.14 Locale uso bagno


Locale nel quale sono presenti uno o più dei seguenti sanitari: bidè, doccia, vasca da bagno, sauna, bagno turco.
Non rientrano nella definizione di locali ad uso bagno i locali contenenti esclusivamente sanitari quali lavabo, vaso,
vaso e lavabo, orinatoio, orinatoio e lavabo, vasca lavatoio o pilozzo.

8.15 Locale con pericolo incendio


Locale avente almeno una delle seguenti caratteristiche:
⎯ in esso si svolge una o più delle attività elencate nel D. M. 16/02/1982;
⎯ è soggetto a normativa specifica relativa alla prevenzione incendi.
Sono ritenuti locali con pericolo incendio i garages, le autorimesse e i box (con qualsiasi capacità di parcamento).

8.16 Locale potenzialmente pericoloso


Locale avente almeno una delle seguenti caratteristiche:
⎯ in esso si possono sviluppare atmosfere potenzialmente pericolose;
⎯ in esso il tenore di ossigeno è inferiore alla soglia di accettabilità per la salubrità ambientale;
⎯ in esso la concentrazione di vapore, polvere od altro particolato diffuso può assumere valori non tollerabili per
le persone o per gli animali domestici;
⎯ in esso la concentrazione di vapore, polvere od altro particolato diffuso può cagionare danni ai dispositivi di
sicurezza degli impianti gas o degli apparecchi utilizzatori.

8.17 Locali adiacenti


Due locali che hanno una parete divisoria (o più pareti divisorie) in comune.

8.18 Locali adiacenti e comunicanti


Due locali adiacenti dotati di un’apertura non permanente (porta, finestra, porta-finestra) comune ad entrambi.
Sono detti “comunicanti in modo permanente” quando esiste un’apertura permanente di transito di aria realizzata
su porte, finestre, porte-finestre, pareti divisorie comuni ad entrambi i locali.

8.19 Camera da letto


Locale, ad uso abitativo, normalmente adibito al riposo notturno.

8.20 Monolocale (Monocamera)


Unità abitativa costituita da un unico locale con annesso un locale ad uso bagno; può contenere un angolo cottura
eventualmente separabile mediante apposita struttura mobile.
Un monolocale è utilizzato anche come camera da letto.

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8.21 Pertinenza
Ogni locale, area o volume che è al servizio accessorio di una o più unità immobiliari e di cui costituisce una parte
inscindibile.

Nota - Esempi di pertinenze sono le soffitte, le cantine, i posti auto, i terrazzi di copertura.

8.22 Parti comuni di un edificio


Parti (muri, tetti, lastrici solari, scale, androni, portici, cortili, corridoi, ecc.) che sono poste al servizio comune o che
connettono funzionalmente più unità immobiliari.

8.23 Spazio esterno


Spazio, esterno al volume del corpo dell’edificio, definito – totalmente o parzialmente – dalle pareti perimetrali
esterne; si considerano spazi esterni anche gli ambienti non confinati, come – per esempio – i balconi, le logge
aperte, i lastrici solari.

8.24 Unità immobiliare


Porzione di fabbricato (o fabbricato, oppure insieme di fabbricati, ovvero area), che, nello stato in cui si trova e
secondo l'uso locale, presenta potenzialità di autonomia funzionale e reddituale.

8.25 Unità abitativa (Alloggio)


Unità immobiliare ad uso abitativo destinata ad un medesimo nucleo familiare; può essere disposto su un unico
livello o su più livelli.

8.26 Appartamento
Alloggio costituito dall’insieme dei locali destinati ad un medesimo nucleo familiare e disposto su un unico piano;
presenta accesso attraverso uno spazio privato ad uso comune (androne, cortile, scala, ballatoio, portico, ecc.).

8.27 Solaio
Struttura orizzontale che divide due piani (o volumi accessori) di un edificio.

8.28 Vano tecnico


Ai fini della presente norma, si definisce “vano tecnico”:
⎯ apposito vano,
⎯ locale specifico,
⎯ volume tecnico,
⎯ armadio esterno e simile,
dedicati ed idonei a contenere apparecchi utilizzatori.

Nota - Le norme specifiche precisano le modalità di installazione e le possibilità di alloggiare nei vani tecnici, oltre agli apparecchi utilizzatori,
anche accessori o componenti di impianto.

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8.29 Asola tecnica


Asola a sviluppo prevalentemente verticale, senza soluzione di continuità strutturale ai piani, con perimetro chiuso,
adibito al contenimento dei servizi tecnici dell’edificio.
Sono considerate “asole tecniche” anche i camini dismessi e le canne fumarie dismesse.

8.30 Filtro a prova di fumo3

Vano delimitato da strutture con resistenza al fuoco REI predeterminata, e comunque non inferiore a 60', dotato di
due o più porte munite di congegni di autochiusura con resistenza al fuoco REI predeterminata, e comunque non
inferiore a 60', con camino di ventilazione di sezione adeguata e comunque non inferiore a 0,10 m² sfociante al di
sopra della copertura dell'edificio, oppure vano con le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco e mantenuto in
sovrappressione ad almeno 0,3 mbar, anche in condizioni di emergenza, oppure aerato direttamente verso
l'esterno con aperture libere di superficie non inferiore ad 1 m² con esclusione di condotti.

9 Definizioni relative al combustibile ed alle grandezze fisiche

9.1 Condizioni di riferimento


Condizioni corrispondenti a una temperatura pari a 15 °C ed una pressione pari a 1 013,25 mbar, salvo indicazione
contraria.

9.2 Combustibile gassoso


Ogni sostanza combustibile che è in fase gassosa alla temperatura di 15 °C e alla pressione di 1 013,25 mbar.

9.3 Densità relativa all’aria [d]


Rapporto di masse di volumi uguali di gas e di aria secchi alle stesse condizioni di riferimento.

9.4 Perdita di carico [Δp]


Differenza fra le pressioni statiche misurate in due sezioni di una tubazione percorsa da un fluido gassoso.
Unità di misura: mbar.
Nota: La pressione statica corrisponde alla differenza fra la pressione totale e la pressione dinamica.
Il calcolo della perdita di carico può tener conto, quando necessario, della differenza di quota fra le sezioni e della densità del fluido gassoso.

9.5 Portata in volume [Qv]


Volume di gas transitato nell’unità di tempo, con il gas nelle condizioni di riferimento. Unità di misura: m³/h.

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Definizione tratta dal Decreto Ministeriale 30 novembre 1983.

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9.6 Portata in massa [M]


Massa di gas transitata nell’unità di tempo. Unità di misura: kg/h.

9.7 Portata termica [Q]


Quantità di energia termica transitata nell’unità di tempo corrispondente al prodotto delle portate (in volume od in
massa) per il potere calorifico, considerando il potere calorifico inferiore o – eventualmente per casi particolari – il
potere calorifico superiore. Unità di misura: kW.

9.8 Portata termica nominale [Qn]


Valore della portata termica dichiarato dal produttore; può essere un numero unico oppure essere compreso fra un
numero minimo ed uno massimo. Unità di misura: kW.

9.9 Portata termica nominale massima [Qn, max]


Valore massimo della portata termica nominale. Unità di misura: kW.

9.10 Portata termica nominale minima [Qn, min]


Valore minimo della portata termica nominale. Unità di misura: kW.

9.11 Potere calorifico di un gas [H]


Quantità di energia termica prodotta dalla combustione completa (alla pressione costante di 1 013,25 mbar)
dall’unità di volume o di massa di gas, considerando i costituenti della miscela combustibile nelle condizioni di
riferimento e riportando i prodotti della combustione alle stesse condizioni.
Si distinguono due tipi di potere calorifico:
⎯ potere calorifico superiore [Hs]: l’acqua prodotta dalla combustione si suppone condensata; unità di misura:
MJ/m³ oppure MJ/kg;
⎯ potere calorifico inferiore [Hi]: l’acqua prodotta dalla combustione si suppone allo stato di vapore; unità di
misura: MJ/m³ oppure MJ/kg.

9.12 Pressione di esercizio [Op]


Pressione presente nelle tubazioni nelle condizioni di funzionamento. Unità di misura: mbar.

9.13 Pressione massima di esercizio [Mop]


Pressione massima a cui la tubazione può essere impiegata, in condizioni di normale funzionamento. Unità di
misura: mbar.

9.14 Pressione di prova di tenuta [Ktp]


Pressione applicata all’interno della tubazione, durante la prova di tenuta. Unità di misura: mbar.

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10 Definizioni relative alle attività

10.1 Accertamento documentale


Insieme delle attività dirette a riscontrare, in via esclusivamente documentale, che l’impianto gas sia stato eseguito
(oppure modificato, ampliato, trasformato) secondo i requisiti essenziali di sicurezza.
Nota - Le attività possono essere dirette a riscontrare anche che l’impianto gas si trovi in stato di sicuro funzionamento.

Nota - L’accertamento può avvenire sia in sito che in luogo diverso. Il primo caso si configura, per esempio, nell’ambito della verifica di un
impianto gas con sopralluogo, costituendo la parte di controllo documentale; il secondo caso si riscontra, per esempio, nell’attività di
accertamento da parte del distributore tramite il proprio personale tecnico.

10.2 Allacciamento di un apparecchio


Collegamento tra l’impianto interno e l’apparecchio stesso tramite appositi raccordi o gruppi di allacciamento.

10.3 Dismissione
Intervento consistente nella separazione dell’impianto gas in due parti, dopo di che una parte (non autonoma dal
punto di vista funzionale) viene resa inattiva in modo permanente e senza rimozione della stessa.

10.4 Installazione
Insieme di operazioni finalizzate alla messa in opera (totale o parziale) di un impianto gas; può comprendere anche
la messa in servizio.
Nota - L’installazione di un impianto gas, nel caso più generale, comprende varie fasi:
⎯ ideazione della configurazione geometrica e funzionale;
⎯ scelta e reperimento dei materiali, dei componenti e degli apparecchi;
⎯ fissaggio degli elementi;
⎯ assemblaggio delle parti;
⎯ posa e collegamento degli apparecchi;
⎯ messa in servizio dell’impianto.

10.5 Manutenzione
Combinazione di tutte le azioni intese a mantenere (o ripristinare) un impianto gas (o parte di esso) nello stato per
cui è stato progettato o realizzato.

10.6 Manutenzione ordinaria


Intervento finalizzato a contenere il normale degrado d’uso di un impianto gas. Può comprendere la sostituzione
programmata di tubazioni o di giunzioni al fine di prevenire una perdita di funzionalità o sicurezza per
invecchiamento dei materiali.

10.7 Manutenzione straordinaria


Intervento che comporta la sostituzione di parti quali le tubazioni, gli accessori (rubinetti, gomiti, raccordi ecc.), i
collegamenti degli apparecchi, nonché la realizzazione o la modifica delle predisposizioni edili e/o meccaniche per
la ventilazione (o l’aerazione) del locale di installazione dell’apparecchio, le predisposizioni edili e/o meccaniche
per l’evacuazione all’esterno dei prodotti della combustione.
La definizione comprende anche i casi di smontaggio e successivo rimontaggio di parti al fine, per esempio, di
ripristinare la tenuta.

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10.8 Messa in servizio


Interventi da compiere per mettere l’impianto gas in condizioni di servizio conformemente al progetto.

10.9 Messa fuori servizio


Intervento di sospensione dell’erogazione del gas combustibile, mediante chiusura stabile ed eventuale sigillatura
dell’organo di intercettazione generale posto a monte o in corrispondenza del punto di consegna.

Nota - La sigillatura può essere sostituita da altra operazione (analoga ed equivalente dal punto di vista dell’efficacia) che dia evidenza
all’intervento di riattivazione dell’impianto.

10.10 Rimessa in servizio


Interventi da compiere per riportare l’impianto gas nelle normali condizioni di servizio dopo una messa fuori
servizio.

10.11 Messa in gas


Procedimento con cui si sostituisce l’aria che si trova nella tubazione (di un impianto gas) con il gas distribuito
[UNI EN 1775:2007, punto 3.7.1].
Nota - L’operazione si definisce, anche, con il termine “spurgo”.

10.12 Posa di un apparecchio


Installazione di un apparecchio, nel luogo predefinito, sia esso di tipo fisso che mobile. La posa può comprendere o
meno i collegamenti con i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, ma non comprende il
collegamento tra l’apparecchio e l’impianto interno.

10.13 Prova di resistenza meccanica


Procedimento per il controllo della conformità della tubazione ai requisiti di resistenza meccanica.

10.14 Ripristino della tenuta


Procedimento che, a seguito di interventi appositi, consente di ottenere un sistema (per esempio un impianto
interno o un sistema fumario) rispondente ai requisiti di tenuta.
Nota - Solitamente gli interventi appositi vengono preceduti dalla ricerca e localizzazione di uno o più punti di rilascio (di gas combustibile o di
altro fluido gassoso).

10.15 Verifica
Procedimento che consente di controllare i requisiti di sicurezza di un impianto gas.
Nota - La verifica dei requisiti di sicurezza tende a riscontrare, a seconda dei casi, la funzionalità o l’idoneità, le condizioni per il funzionamento
temporaneo o per quello illimitato.

10.16 Verifica di tenuta


Procedimento che consente di controllare i requisiti di tenuta.
Nota - La verifica di tenuta può essere effettuata, per esempio, su un impianto interno in esercizio oppure su un camino in esercizio.

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11 - Definizioni relative agli operatori


11.1 Accertatore4
Personale tecnico incaricato dal distributore di effettuare l’accertamento.

11.2 Installatore
Tecnico, abilitato ai sensi della legislazione vigente, che effettua (o che è incaricato di effettuare) operazioni di
installazione.
Nota - L’installatore opera al fine di garantire un livello adeguato di sicurezza all’impianto gas, in qualsiasi caso (impianto nuovo, impianto
ampliato, impianto trasformato e così via).

11.3 Manutentore
Tecnico, abilitato ai sensi della legislazione vigente, che effettua (o che è incaricato di effettuare) operazioni di
controllo e manutenzione.
Nota - Il manutentore opera al fine di garantire un livello adeguato di sicurezza all’impianto gas.
A seconda dei casi e delle necessità, egli può effettuare operazioni atte a limitare l’inevitabile degrado dell’impianto gas e degli apparecchi,
dovuto all’azione combinata di sollecitazioni meccaniche, sollecitazioni termiche ed usura, che ne possono ridurre il livello di sicurezza, sia
direttamente per rottura o disattivazione (degli apparecchi, dei componenti o dei dispositivi), sia indirettamente a causa di deriva dei valori delle
regolazioni.

11.4 Verificatore
Tecnico che effettua la verifica.

11.5 Controllore
Tecnico che effettua il controllo.

11.6 Fabbricante
Persona fisica o giuridica responsabile della fabbricazione di un prodotto, ovvero (a seconda dei casi e ove
previsto), della progettazione o della messa in opera del progetto, della ricerca e della ricezione dei singoli
componenti e/o dei gruppi funzionali costituenti il prodotto finito, nonché del fissaggio, dell’assemblaggio, del
collaudo funzionale, del confezionamento, dell’imballaggio e/o dell’etichettatura in vista dell’immissione in
commercio a proprio nome o marchio od altro segno distintivo.
Si definisce “fabbricante” anche la persona fisica o giuridica che rimette a nuovo un prodotto in conformità con la
normativa giuridica vigente.

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Definizione tratta dalla Delibera 40/04.

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12 - Definizioni relative alle condizioni degli impianti ed agli eventi


12.1 Dispersione
Fuoriuscita incontrollata di gas combustibile dall’impianto gas o dagli apparecchi utilizzatori in misura tale da
richiedere l’immediata messa fuori servizio dell’impianto e la bonifica degli ambienti.
Nota - Il termine è sinonimo di “fuga di gas”.

12.2 Tenuta
Attitudine di un sistema a contenere il fluido che lo percorre.
Si misura attraverso la perdita di fluido nell’unità di tempo (eventualmente riferita all’unità di superficie) attraverso le
pareti perimetrali che delimitano il flusso del fluido stesso.
Nota - Le unità di misura della tenuta sono solitamente il l/h e il l/sm².

12.3 Funzionalità
Attitudine di un impianto gas che presenta caratteristiche tali da consentire il suo funzionamento in condizioni
essenziali e basilari di sicurezza nel dato momento in cui viene verificata.

12.4 Idoneità
Attitudine di un impianto gas che, oltre a presentare le caratteristiche proprie della funzionalità, garantisce la
costanza nel tempo delle condizioni di sicurezza.

Nota - Il giudizio sull’attitudine tiene conto, oltre che dell’impianto gas, delle condizioni al contorno che possono influenzare la sicurezza.

12.4.1 Idoneità al funzionamento temporaneo


Attitudine qualitativa e quantitativa di un impianto gas che presenta caratteristiche tali da consentire il suo
funzionamento per un tempo definito e limitato in condizioni di sicurezza.

12.4.2 Idoneità al funzionamento illimitato


Attitudine qualitativa e quantitativa di un impianto gas che presenta caratteristiche tali da consentire il suo
funzionamento per un tempo indefinito e illimitato in condizioni di sicurezza.

Nota - A tale idoneità, riscontrata in seguito alla verifica, non viene assegnata una scadenza predefinita; quest’ultima dipende dalla legislazione
tecnica vigente e dalle norme applicabili.

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Bibliografia

UNI 7129-1 Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di distribuzione -
Progettazione e installazione – Parte 1: Impianto interno

UNI 7129-2 Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di distribuzione -
Progettazione e installazione – Parte 2: Installazione degli apparecchi di utilizzazione,
ventilazione e aerazione dei locali di installazione

UNI 7129-3 Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di distribuzione -
Progettazione e installazione – Parte 3: Sistemi di evacuazione dei prodotti della
combustione

UNI 7129-4 Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di distribuzione -
Progettazione e installazione – Parte 4: Messa in servizio degli impianti/apparecchi

UNI 7131 Impianti a GPL per uso domestico non alimentati da rete di distribuzione - Progettazione,
installazione, esercizio e manutenzione

UNI 7140 Apparecchi a gas per uso domestico – Tubi flessibili non metallici per allacciamento

UNI 9860 Impianti di derivazione di utenza del gas - Progettazione, costruzione, collaudo,
conduzione, manutenzione e risanamento

UNI 10640 Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale -
Progettazione e verifica

UNI 10641 Canne fumarie collettive e camini a tiraggio naturale per apparecchi a gas di tipo C con
ventilatore nel circuito di combustione – Progettazione e verifica

UNI 10642 Apparecchi a gas – Classificazione in funzione del metodo di prelievo dell’aria comburente
e di evacuazione dei prodotti della combustione

UNI 10683 Generatori di calore alimentati a legna o da altri biocombustibili solidi – Progettazione,
installazione e manutenzione

UNI 10845 Impianti a gas per uso domestico - Sistemi per l’evacuazione dei prodotti della
combustione asserviti ad apparecchi alimentati a gas – Criteri di verifica, risanamento,
ristrutturazione ed intubamento

UNI 11071 Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a condensazione e affini – Criteri
per la progettazione, l’installazione, la messa in servizio e la manutenzione

UNI 11137-1 Impianti a gas per uso domestico e similare – Linee guida per la verifica e per il ripristino
della tenuta di impianti interni in esercizio – Prescrizioni generali e requisiti per i gas della
I e II famiglia

UNI/TS 11147 Impianti a gas per uso domestico - Impianti di adduzione gas per usi domestici e similari
alimentati da rete di distribuzione, da bombole e serbatoi fisso di GPL, realizzati con
sistemi di giunzione e raccordi a pressare per tubi metallici - Progettazione, installazione e
manutenzione

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UNI 7128 E01089370

UNI/TS 11278 Camini/canali da fumo/condotti/canne fumarie metallici – Scelta e corretto utilizzo in


funzione del tipo di applicazione e relativa designazione del prodotto

UNI EN 30-1-1 Apparecchi di cottura a gas per uso domestico - Parte 1-1: Sicurezza – Generalità

UNI EN 437 Gas di prova - Pressioni di prova - Categorie di apparecchi

UNI EN 677 Caldaie di riscaldamento centrale alimentate a combustibili gassosi - Requisiti specifici per
caldaie a condensazione con portata termica nominale non maggiore di 70 kW

UNI EN 1254-2 Rame e leghe di rame – Raccorderia idraulica - Raccordi per tubazioni di rame con
terminali a compressione

UNI EN 1443 Camini - Requisiti generali

UNI EN 1775 Trasporto e distribuzione di gas – Tubazioni di gas negli edifici – Pressione massima di
esercizio minore o uguale a 5 bar – Raccomandazioni funzionali

UNI EN 12056-1 Sistemi di scarico funzionanti a gravità all'interno degli edifici - Requisiti generali e
prestazioni

Decisione N. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 luglio 2008 relativa a un quadro
comune per la commercializzazione dei prodotti e che abroga la decisone 93/465/CEE

Decreto Legislativo 2 febbraio 2007, n.22 “Attuazione della Direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di
misura”

Delibera 40/04 Adozione del regolamento delle attività di accertamento della sicurezza degli impianti di
utenza a gas. Testo coordinato con le integrazioni e modifiche apportate dalla deliberazione 22 luglio 2004,
n. 129/04, dalla deliberazione 15 marzo 2005, n. 43/05, dalla deliberazione 20 settembre 2005, n. 192/05,
dalla deliberazione 1 marzo 2006, n. 47/06, dalla deliberazione 27 aprile 2006, n. 87/06 e dalla deliberazione
14 luglio 2006, n. 147/06

Decreto Ministeriale 22/1/2008, n. 37 - Regolamento concernente l’attuazione dell’art. 11 quaterdecies,


comma 13, lettera a) della Legge 248 del 2 dicembre 2005 recante riordino delle disposizioni in materia di
attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici

Decreto Ministeriale 16/02/1982 Modificazioni del Decreto Ministeriale 27 settembre 1965 concernente la
determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi

Decreto Ministeriale 30/11/83 Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi

Decreto Ministeriale 12/4/96 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione,
la costruzione e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi

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