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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELLA BASILICATA Facoltà di Ingegneria Corso di laurea di Ingegneria meccanica Insegnamento

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELLA BASILICATA

Facoltà di Ingegneria

Corso di laurea di Ingegneria meccanica

Insegnamento DISEGNO ASSISTITO AL CALCOLATORE

a.a. 2009/2010

Docente arch. Canio Santarsiero

INDICE

1

INTRODUZIONE AL PROGRAMMA AUTOCAD

7

1.1

HARDWARE RICHIESTO

8

1.2

MONITOR

8

1.3

PERIFERICHE OPZIONALI

9

1.4

PLOTTER

9

1.5

DISPOSITIVI DI PUNTAMENTO

9

1.6

COME INIZIARE A LAVORARE CON AUTOCAD

9

1.7

COME AVVIARE UNA SESSIONE DI AUTOCAD

10

1.8

AMBIENTI AUTONOMI

10

1.9

AMBIENTI DI RETE

10

1.10 LA SCHERMATURA DI AUTOCAD

11

1.11

CREAZIONE O APERTURA DI UN DISEGNO

12

1.12

SPECIFICARE UN NOME DI DISEGNO

12

1.13

INIZIARE UN NUOVO DISEGNO-UTILIZZANDO IL COMANDO NEW (NUOVO)

12

1.14

CREAZIONE DI UN FILE MODELLO DI DISEGNO

13

1.15

APRIRE UN DISEGNO ESISTENTE - UTILIZZANDO IL COMANDO OPEN (APRI)

13

1.16

SALVARE UN DISEGNO CORRENTE - UTILIZZANDO IL COMANDO SAVE (SALVA)

14

1.17

ESPORTAZIONE DI DISEGNI IN ALTRI FORMATI

16

1.18

USCIRE DA AUTOCAD - USCIRE E TERMINARE LA SESSIONE DI LAVORO

17

2

INTRODUZIONE ALL’IMMISSIONE DI COORDINATE

18

2.1

COORDINATE CARTESIANE

19

2.2

COORDINATE POLARI

20

2.3

COORDINATE CILINDRICHE

21

2.4

COORDINATE SFERICHE

21

2.5 COORDINATE RELATIVE

21

2.6 ULTIME COORDINATE

22

2.7 COORDINATE GLOBALI

22

2.8 ICONA DEL SISTEMA DI COORDINATE

22

2.9 IL SISTEMA DI COORDINATE UTENTE

22

2.9.1

CONTROLLO DEL SISTEMA DI COORDINATE UTENTE (UCS) IN 2D *

23

2.9

2 UNITÀ DI DISEGNO E SCALE

25

2.9.3 LIMITE ED ESTENSIONE DEL DISEGNO

26

2.9.4 ENTITÀ DI DISEGNO

26

2.9.5 COLORI E TIPI DI LINEE

27

3

LAYER

27

3.1

USO DEI LAYER

28

3.2

DIFFERENZA TRA CONGELAMENTO E DISATTIVAZIONE

29

3.3

ASSEGNAZIONE DEL COLORE E DEL TIPO DI LINEA DI DEFAULT AD UN LAYER

29

3.4

COME RENDERE CORRENTE IL LAYER SELEZIONATO -ATTIVARE O DISATTIVARE UN LAYER-

ASSEGNARE UN COLORE AD UN LAYER

29

3.5 CREAZIONE E DENOMINAZIONE DEI LAYER

29

3.6 CREARE UN NUOVO LAYER

30

3.7 RIMUOVERE UN LAYER INUTILIZZATO

30

3.8 MODIFICA DELLE IMPOSTAZIONI E DELLE PROPRIETÀ DI UN LAYER

31

3.9 ANNULLAMENTO DELLE MODIFICHE APPORTATE ALLE IMPOSTAZIONI DEI LAYER

31

3.9.1 MODIFICHE NON ANNULLABILI DELLE IMPOSTAZIONI DEI LAYER

32

3.9.2 FILTRO E ORDINAMENTO DELL'ELENCO DEI LAYER

32

4

TIPI DI LINEA

33

4.1

CARICAMENTO DEI TIPI DI LINEA

33

5

PUNTAMENTO

36

5.1

SUPPORTO AL PUNTAMENTO SNAP

36

5.2

INTRODUZIONE AGLI SNAP AD OGGETTO (OSNAP)

37

5.3

ATTIVAZIONE E DISATTIVAZIONE SNAP AD OGGETTO

42

5.4

MODALITÀ ORTOGONALE

42

5.5

GRIP E SELEZIONE OGGETTI I GRIP

42

5.6

COME SPOSTARE, RUOTARE, SCALARE O RIFLETTERE GLI OGGETTI UTILIZZANDO I GRIP

43

5.7

COME CAMBIARE LE DIMENSIONI DEL RIQUADRO DI SELEZIONE

44

5.8

SELEZIONE DI OGGETTI MOLTO VICINI

44

5.8.1 DEFINIZIONE DI UN'AREA DI SELEZIONE RETTANGOLARE

45

5.8.2 DEFINIZIONE DI UN'AREA DI FORMA IRREGOLARE

45

5.8.3 FILTRAGGIO DI GRUPPI DI SELEZIONE

45

5.8.4 COME ESCLUDERE GLI OGGETTI DA UN GRUPPO DI SELEZIONE

47

5.8.5 COME SALVARE UN ELENCO FILTRATO ASSEGNANDOLI UN NOME

47

6

BLOCCHI, ATTRIBUTI E RIFERIMENTI ESTERNI

48

6.1

BLOCCHI, LAYER DI DISEGNO E TIPI DI LINEA

48

6.2

BOCCHI INCASTRATI

49

6.3

USO DEI BLOCCHI

49

6.4

DEFINIZIONE DI UN BLOCCO

50

6.5

RIFERIMENTO DI BLOCCO

52

6.6

COMANDO DDINSERT-RIQUADRO DI DIALOGO INSERIMENTO BLOCCO

52

6.7

COMANDO INSERT

54

6.8

INSERT* – COME CONSERVARE LE ENTITÀ SINGOLE

56

6.9

BLOCCHI 1X1

56

6.9.1

IMPIEGO DEI COMANDI BLOCCO E DDINSERT/INSERT PER SEMPLIFICARE LA COSTRUZIONE

DELLE ENTITÀ

57

6.9.2

DISEGNI INTERI CONSIDERATI COME BLOCCHI

58

6.9.3

MODIFICA DEL PUNTO DI BASE PER L’INSERIMENTO

58

6.9.4

SERIE FORMATE DA BLOCCHI

58

6.9.5

WRITE BLOCK

59

6.9.6

ATTRIBUTI

59

6.9.6

COMANDO DDATTDEF-DEFINIZIONE DI ATTRIBUTO

62

6.9.7

RIDEFINIRE BLOCCHI CON ATTRIBUTI

64

6.9.8

INSERIMENTO DI BLOCCHI CON ATTRIBUTI

64

6.9.9

RIFERIMENTI ESTERNI

65

7

INTRODUZIONE ALLA QUOTATURA

67

FIGURA 47-LA QUOTATURA

67

7.1

PARTI DI UNA QUOTA

68

7.2

QUOTE ASSOCIATIVE E NON ASSOCIATIVE

68

7.3

CREAZIONE DI QUOTE LINEARI

69

7.4

QUOTE ALLINEATE

69

7.5

QUOTE DA LINEE DI BASE E CONTINUE

70

7.6

CREAZIONE DI QUOTE RADIALI

70

7.7

COME CREARE UNA QUOTA DEL DIAMETRO

70

7.8

COME CREARE UNA QUOTA DEI RAGGI

71

7.9

CREAZIONE DI QUOTE ANGOLARI

71

8

INTRODUZIONE AL TRATTEGGIO

74

8.1

STILI DI TRATTEGGIO

75

8.2

DEFINIZIONE DEI CONTORNI IN DISEGNI DI GRANDI DIMENSIONI

75

8.3

RIEMPIMENTO SOLIDO

76

8.4 INTRODUZIONE A NOTE ED ETICHETTE

76

8.5 CREAZIONE DI UNA RIGA SINGOLA DI TESTO

77

8.6 CREAZIONE DI UN TESTO MULTILINEA

78

8.7 GIUSTIFICAZIONE DI UN TESTO MULTILINEA

78

8.8 IMPOSTAZIONE DI UNA PAGINA PER LA STAMPA

78

1

Introduzione al programma AutoCAD

L'acronimo CAD sta propriamente per Computer Aided Design cioè Progettazione assistita dal Calcolatore. Il termine Design va inteso nel suo significato più completo di Progettazione, e non con il termine ridotto di Disegno. AutoCAD è il programma CAD (CAD, Computer Aided Design) più venduto al mondo. Deve questo primato soprattutto al fatto di essere un CAD generico, privo cioè di specializzazioni. Al momento attuale i termini CAD e AutoCAD risultano quasi sinonimi, almeno per l'utente non specializzato. In realtà AutoCAD, prodotto e distribuito in tutto il mondo dalla Autodesk, è solo uno tra i tanti programmi CAD in commercio. L’obiettivo del corso è fornire una conoscenza esauriente delle funzionalità di base di AutoCad, portando gradualmente coloro che fanno uso del disegno “tradizionale” ad interfacciarsi con lo strumento elettronico, acquisendo una propria metodologia corretta di lavoro. L' enorme successo di AutoCAD si basa essenzialmente su due fatti: l'essere rimasto sempre fedele a sé stesso, mantenendo la compatibilità tra le differenti versioni, ed essere un CAD generico, privo di specializzazioni particolari. on il sistema di disegno AutoCAD è possibile redigere disegni per la produzione di materiali edili, -Planimetrie di strutture complesse, -Disegni di dettaglio di pezzi meccanici -Rappresentazioni grafiche di nuove idee. Grazie agli strumenti di cui è dotato, che automatizzano l'esecuzione di operazioni ripetitive, l'aggiunta di modifiche è più facile e rapida che nel disegno su carta. AutoCAD è un programma di CAD generico, vale a dire non specializzato nel risolvere un particolare problema; tuttavia esistono centinaia di programmi add-on che lo specializzano. Autodesk pubblica annualmente una guida sulle centinaia di applicazioni europee di AutoCAD; a titolo esemplificativo si possono ricordare -Arredamento di interni -Calcolo strutturale -Progettazione meccanica -Piping, ovvero programmi per il progetto ed il dimensionamento di condutture e tubazioni di qualsiasi tipo, da impianti termici a elettrici o telematici. -Rendering: Effettuare il rendering di un oggetto virtuale significa ottenere una sua rappresentazione, generalmente prospettica, il più vicina possibile all’osservazione diretta dell'oggetto reale o di una sua fotografia. -Rilievo architettonico e topografia -Progettazione architettonica -Sistemi informativi territoriali (GIS o Geographical Information System)

Vantaggi del CAD rispetto ad un approccio di tipo tradizionale sono molteplici e si possono riassumere nei seguenti punti:

-possibilità di correggere e aggiornare più rapidamente i disegni; -velocizzazione delle azioni ripetitive; -estrazione di informazioni sia grafiche sia alfanumeriche da un disegno; -verifica strutturale, cinematica e dinamica con programmi dedicati (generano un modello numerico); -collegamento con un database centralizzato di tutto il processo produttivo; -realizzazione fisica del modello con macchine a controllo numerico, CAM. L'introduzione del CAD presenta però anche alcuni svantaggi o limiti, che si possono riassumere nei seguenti punti:

-il programma CAD impone una metodologia di disegno e quindi di progetto che condizionano l'utente; -è produttivo solo nella fase del progetto costruttivo, non nella fase di ideazione;

-in definitiva, rispetto al tecnigrafo, non permette una velocità maggiore durante l'azione normale di disegno ma è impareggiabile nelle parti ripetitive.

1.1 Hardware richiesto

Oltre alla configurazione richiesta base ( microprocessore, tastiera, schermo per il testo e unità di memoria su disco) il programma AutoCAD richiede un monitor grafico con una risoluzione ragionevolmente alta. Per i computer basati sui microprocessori che non hanno la capacità matematica della virgola mobile incorporata, è indispensabile anche un coprocessore matematico appropriato.

1.2 Monitor

Su alcuni computer, AutoCAD utilizza due monitor: uno per i messaggi di richiesta dei comandi e per la visualizzazione del testo, l’altro per la rappresentazione grafica. In questi sistemi lo schermo grafico può visualizzare anche un menu di schermo nel suo bordo destro e una singola riga per i messaggi di richiesta nella parte inferiore dello schermo. Su altri sistemi viene utilizzato un unico monitor, sia per la grafica che per il testo. In questo caso vengono riservate tre righe nella parte inferiore dello schermo grafico per l’immissione dei comandi e per i messaggi di richiesta; Il bordo destro può contenere il menu di schermo.

dei comandi e per i messaggi di richiesta; Il bordo destro può contenere il menu di

Figura 1-Drawing

1.3

Periferiche opzionali

Con la configurazione base descritta sopra si può imparare ad usare AutoCAD

visualizzare sul monitor. Per ottenere una copia su carta del disegno creato sono necessarie ulteriori periferiche.

e creare disegni da

1.4 Plotter

Per stampare un disegno creato con AutoCAD si può usare sia un plotter che una stampante con caratteristiche grafiche. E’ possibile configurare una o più periferiche d’uscita ed avere accesso a diversi file di configurazione del plotter. Alcune di queste periferiche sono interfacciate tramite una porta seriale RS232C, altre tramite una porta parallela del tipo Centronics ed altre ancora richiedono collegamenti speciali. Non tutti i plotter possono essere collegati a tutti i sistemi, per informazioni dettagliate al riguardo, consultare AutoCAD Guida alle interfacce.

1.5 Dispositivi di puntamento

Suggeriamo di aggiungere un dispositivo di puntamento, come un mouse o una tavoletta digitalizzatrice. Questi strumenti permettono di immettere istantaneamente comandi e punti. L’immissione tramite tastiera è relativamente semplice, ma ancora più semplice è puntare sullo schermo e premere un pulsante. Con una tavoletta di digitalizzazione è possibile non solo inserire comandi e posizione punti, ma anche copiare direttamente nel nuovo disegno dettagli già esistenti altrove, diamo ora una descrizione degli strumenti di puntamento utilizzabili con questo programma.

Mouse: Per utilizzare un mouse è sufficiente spostarlo sul piano della croce dello schermo. Per selezionare un punto o una voce di un menu si posiziona su di esso il puntatore a croce e si preme il pulsante del mouse. Se il mouse ha diversi pulsanti, li si può utilizzare per richiamare i comandi di AutoCAD usati più di frequente.

Tavoletta: L’operazione di selezione di un punto o di un comando su una tavoletta è simile a quella del mouse. La penna della tavoletta può essere spostata solamente sulla superficie della tavoletta stessa. La tavoletta offre due possibilità che gli altri sistemi di puntamento non hanno: è possibile allinearla al sistema di coordinate di un disegno già esistente su carta, in modo da riprodurne con AutoCAD una copia esatta, è inoltre possibile riservare fino a quattro aree della tavoletta per il posizionamento di altrettanti menu di tavoletta (vedere “Menu d tavoletta” ).

Alcuni dispositivi di puntamento sono interfacciabili tramite una porta seriale R2-232C, mentre altri richiedono collegamenti speciali. Non tutti i dispositivi di puntamento sono utilizzabili con tutti i sistemi, per ulteriori informazioni, vedere AutoCAD Guida delle interfacce.

1.6 Come iniziare a lavorare con AutoCAD

Questo capitolo introduce l’utente all’utilizzo di AutoCAD su sistemi autonomi o in rete, con informazioni su come aprire e creare dei disegni, abbandonare e terminare una sessione. Inoltre, esso contiene una descrizione generale delle varie tecniche di immissione di comandi e dati ed informazioni su come selezionare le varie entità e su come correggere gli eventuali errori commessi.

1.7

Come avviare una sessione di AutoCAD

I dischetti originali di AutoCAD contengono numerosi file:alcuni contengono il programma stesso, altri sono destinati a gestire le varie periferiche, altri ancora comprendono i file ausiliari con i vari menu, i tipi di caratteri per i testi, le definizioni dei motivi, ecc. In seguito occorre seguire le istruzioni fornite in AutoCAD giuda alle interfacce, installazione e funzionalità per installare i file ausiliari in modo che AutoCAD per le periferiche adottate. Il lancio di AutoCAD è leggermente diverso in un ambiente autonomo e su una rete. Nelle sezioni seguenti vengono spiegate tali divergenze.

1.8 Ambienti autonomi

Si consiglia di lanciare AutoCAD solo dal dispensa disco rigido o da un disco RAM con memoria sufficiente. Per l’installazione di AutoCAD sul disco rigido, si consiglia di fare riferimento ad AutoCAD Guida alle interfacce. Per caricare ed eseguire AutoCAD bisogna trovarsi nell’unità disco o nella directory contenente i file di programma AutoCAD e digitare :

unità disco>acad

in risposta al messaggio del sistema operativo. Su alcuni sistemi, per esempio DOS, durante la procedura di installazione viene concessa l’opzione di creare un file batch d’avvio che può quindi essere utilizzato per avviare AutoCAD. Per maggiori dettagli, consultare AutoCAD guida alle interfacce. Se si installano tutti i file AutoCAD in una directory e si posiziona questa directory sul percorso di ricerca del sistema operativo, si può eseguire AutoCAD anche trovandosi in un’altra directory. Per ulteriori informazioni al riguardo consultare AutoCAD guida alle interfacce.

1.9 Ambienti di rete

Consigliamo ai distributori e agli amministratori di sistemi di seguire le istruzioni sull’istallazione di AutoCAD in rete come descritto in AutoCAD Guida interfacce. Per utilizzare dal vostro sistema directory pubbliche e personali con AutoCAD, seguire le istruzioni dell’amministratore di sistema. Per lanciare AutoCAD , digitare:

unità disco>acad

su alcuni sistemi, per esempio DOS, durante la procedura di installazione viene concessa l’opzione di creare un file batch d’avvio che può essere utilizzato per avviare AutoCAD. Per gli ambienti di rete, sono disponibili diverse opzioni di configurazione che influenzano la modalità di accesso ad AutoCAD.

1.10 La schermatura di AutoCAD

Dopo aver avviato AutoCAD e completata la sua configurazione appare una schermata simile a questa rappresentata qui sotto.

UCS LINEA DI COMANDO AREA GRAFICA MENU’ DI SCHERMO
UCS
LINEA DI COMANDO
AREA GRAFICA
MENU’ DI SCHERMO

Figura 2-Drawing

CURSORE GRAFICO

Nella presente sezione vengano brevemente descritte le diverse parti della schermatura di AutoCAD. Alcune di queste voci vengano illustrate più dettagliatamente in seguito.

Linea di comando: Questa riga viene utilizzata per immettere i comandi dalla tastiera per rispondere ai messaggi di richiesta visualizzati dal programma. Area grafica: L’area sullo schermo dove vengono creati i disegni.Cursore grafico: Il cursore di schermo utilizzato per disegnare, selezionare entità e voci dai menu e dai riquadri di dialogo. A seconda del comando corrente o dello stato di AutoCAD, può avere la forma di una croce con casella di selezione, ecc. Menu di schermo: l’insieme dei menu e dei sottomenu contenenti i comandi di AutoCAD visualizzati alla destra dello schermo. Linea di stato: La riga nella parte alta dello schermo che può essere utilizzata per visualizzare informazioni quali per esempio il nome del piano corrente, lo stato dei diversi modi e le coordinate correnti del cursore grafico. Menu a discesa: Questi menu vengono resi disponibili spostando il cursore grafico nella linea di stato configurata.

Menu di cursore: Un menu che appare nel punto in cui si posiziona il cursore all’interno dell’area grafica quando si immette un pulsante specifico o una sequenza tasto/pulsante, come shift+ pulsante del sistema di puntamento.

1.11 Creazione o apertura di un disegno

Nelle seguenti sezioni vengono illustrate le procedure da seguire per creare un nuovo disegno o per caricare un disegno esistente in AutoCAD.

1.12 Specificare un nome di disegno

AutoCAD è in grado di lavorare su un disegno senza nome, il che significa che è possibile iniziare a lavorare immediatamente e salvare successivamente il disegno assegnandogli un nome di file, utilizzando i comandi SAVE (salva), SALVA DRAWING AS (salva come). Diversamente si può specificare subito un nome di file e quindi iniziare a lavorare utilizzando il comando NEW. Se desiderate iniziare a lavorare su un disegno esistente, utilizzate il comando OPEN (apri).

1.13 Iniziare un nuovo disegno-utilizzando il comando NEW (nuovo)

Il comando NEW consente di specificare un nome di file per un nuovo disegno prima di iniziare a lavorare su di esso. Alla richiesta del programma di specificare un comando, immettere NEW

Comando: new

AutoCAD visualizza il riquadro di dialogo Creare disegno nuovo simile a quello illustrato:

dialogo Creare disegno nuovo simile a quello illustrato: Figura 3-Select Ttemplate Qualora si stesse già disegnando

Figura 3-Select Ttemplate

Qualora si stesse già disegnando in AutoCAD prima di immettere il comando NEW,il programma consente all’utente di salvare prima quel lavoro. Il programma visualizzerà un riquadro di dialogo nel quale vengono elencati tutti i disegni esistenti. Quando si sceglie il file cliccando open il disegno si apre ed il programma gli assegna automaticamente l’estensione .dwg.

Rispetto al disegno tradizionale, un sistema CAD fornisce molte funzioni che rendono il lavoro più veloce e più preciso. Una funzione molto comoda è la possibilità di scegliere, quando si inizia un nuovo disegno, un disegno modello. -Il disegno modello, che corrisponde ad un foglio di disegno già squadrato, contiene le impostazioni di base

di un disegno che possono essere utilizzate per tutto il progetto.

-Il disegno modello si distingue per la diversa estensione dei file salvati, .DWT, mentre i normali file di disegno

di AutoCad hanno come estensione le lettere DWGAl momento di creare un disegno, è necessario specificare

il tipo di unità da utilizzare e altre impostazioni. È inoltre possibile scegliere le modalità per salvare il lavoro, compreso il salvataggio di file di backup.

Esistono sostanzialmente tre differenti metodi per creare un nuovo disegno* -Usa un default L'uso di un default costituisce un metodo rapido per iniziare un nuovo disegno. -Uso di un'autocomposizione Le autocomposizioni consentono di definire passo dopo passo le impostazioni di base del disegno. -Uso di file modello

Le impostazioni standard sono contenute in un file modello di disegno. Selezionare un file modello disponibile

o crearne uno.

1.14 Creazione di un file modello di disegno

Se è necessario creare più disegni che utilizzano le stesse convenzioni e impostazioni di default, per ridurre i tempi di elaborazione è possibile creare o personalizzare un file modello, anziché specificare le convenzioni e

le impostazioni ogni volta. Le convenzioni e le impostazioni comunemente memorizzate nei file modello includono:-Precisione e tipo di unità

- -Cartigli, bordi e logo

- -Nomi dei layer

- -Impostazione di griglia, snap ed orto

- Limiti di disegno (griglia)

- Stili di quota

- -Stili di testo

Il disegno in un sistema CAD e dunque anche con AutoCad avviene sempre in scala reale 1:1. Tutti i disegni vengono inseriti con misure reali corrispondenti ad unità di disegno. AutoCad non

utilizza un sistema predefinito di unità di misura come metri o centimetri ma solo unità di disegno che possono corrispondere a m, cm, mm a seconda del settore di utilizzo. In meccanica l’unità di misura è il mm, in edilizia

è il cm mentre in cartografia si utilizza il metro.

-Per impostare l’unità di disegno si può: specificare il comando, immettere UNITS (unità)

Comando: units

Figura 4-Drawing Units
Figura 4-Drawing Units

1.15 Aprire un disegno esistente - Utilizzando il comando OPEN (apri)

Il comando OPEN consente di aprire un disegno esistente. Per aprire immettere il comando OPEN (apri):

Comando: open

Per aprire immettere il comando OPEN (apri): Comando: open Figura 5-Select File Nella finestra di dialogo

Figura 5-Select File

Nella finestra di dialogo Seleziona file, selezionare il file che si desidera utilizzare come modello, quindi scegliere open. Se si desidera eliminare il contenuto del file esistente, dal menù Modifica scegliere Cancella. (Equivalentemente dalla riga di comando: cancella) Selezionare oggetti: Utilizzare un metodo di selezione degli oggetti e premere INVIO.

1.16 Salvare un disegno corrente - Utilizzando il comando SAVE (salva)

Per salvare immettere il comando SAVE (salva):

Comando: save

salvare immettere il comando SAVE (salva): Comando: save Figura 6-Save Drawing As I file di disegno

Figura 6-Save Drawing As

I file di disegno vengono memorizzati per essere utilizzati successivamente come accade con qualsiasi altra applicazione Windows.

Inoltre in AutoCAD vengono fornite anche funzioni di salvataggio automatico, backup dei file e altre opzioni di memorizzazione. Quando si apportano modifiche ad un disegno, è opportuno salvarlo spesso. Il salvataggio impedisce la perdita dei dati nel caso in cui dovesse verificarsi un'interruzione di corrente o qualsiasi altro inconveniente. Per creare una nuova versione di un disegno senza modificare l'originale, è necessario salvarlo con un altro nome. I file di disegno di AutoCAD hanno estensione .DWG. Se si attiva l'opzione di salvataggio automatico, in AutoCAD il disegno viene salvato ad intervalli di tempo specificati. La procedura per salvare un disegno automaticamente è la seguente Immettere il comando OPTIONS (opzioni):

Comando: options

Immettere il comando OPTIONS (opzioni): Comando: options Figura 7-Options Nella scheda Open and Save (Apri e

Figura 7-Options

Nella scheda Open and Save (Apri e salva) della finestra di dialogo Opzioni, selezionare Automatic Save (salvataggio automatico) digitare il numero dei minuti che devono intercorrere fra un salvataggio e un altro. -Scegliere OK. Per default, ai file salvati automaticamente viene assegnato il nome nomefile_a_b_nnnn.sv$. Il nome file è il nome del disegno corrente, a rappresenta il numero di istanze dello stesso file di disegno aperte in una sessione di AutoCAD b rappresenta il numero di istanze dello stesso disegno aperte in diverse sessioni di AutoCAD; infine, nnnn è un numero casuale generato da AutoCAD. I file salvati automaticamente vengono eliminati quando in AutoCAD il disegno viene chiuso con la procedura normale. I file salvati vengono mantenuti in caso di blocco del sistema o interruzione dell'alimentazione. Nella finestra di dialogo Options, è possibile impostare AutoCAD in modo da consentire il salvataggio di un file di backup a intervalli regolari. Dunque quando si salva con nome per la seconda volta, in AutoCAD viene creata una copia di backup del disegno con estensione .bak. Ogni volta che viene utilizzato il comando SAVE o SAVE DRAWING AS con il nome del disegno corrente, di backup viene aggiornato. È possibile recuperare la versione di backup rinominando il file .bak con l'estensione .dwg. Per evitare di sovrascrivere il file originale, copiare il file in una cartella diversa.

Nota: è possibile attivare il salvataggio di backup nella scheda Open and Save (apri e salva) della finestra di dialogo Options spuntando:

Comando: options

Figura 8-Options Se si desidera utilizzare un disegno di AutoCAD in un'altra applicazione, è possibile

Figura 8-Options

Se si desidera utilizzare un disegno di AutoCAD in un'altra applicazione, è possibile convertirlo in un formato

specifico

È possibile esportare un disegno come file DXF contenente informazioni sul disegno che possono essere lette da altri sistemi CAD. Dal menù File►Save drawing as (salva con nome) ► selezionare in Tipo di file *.dxf ►Save.

DXF)

esportandolo.

(File

1.17 Esportazione di disegni in altri formati

Per tutti gli altri formati la procedura da seguire è la seguente Digitare EXPORT (esporta):

Comando: export

è la seguente Digitare EXPORT (esporta): Comando: export Figura 9-Export data - Nel menù a tendina

Figura 9-Export data

- Nel menù a tendina Tipo File scegliere il formato preferito. Alcuni esempi di formati di esportazione

File metafile (.WMF)

File bitmap (.BMP) File Litografia (.STL) File ACIS (.SAT) File 3D Studio (.3DS) File Blocco (.DWG) File e Estrazione (.DXX) File Encapsulated PS (.EPS)

È possibile salvare un disegno creato con AutoCAD in un formato compatibile con versioni precedenti di AutoCAD. In questo modo in AutoCAD viene creato un disegno con informazioni estratte o convertite in un altro tipo di oggetto. Se viene utilizzata la versione corrente di AutoCAD per aprire un disegno creato con una versione precedente, senza aggiungere alcuna informazione specifica della versione corrente, è possibile salvare il disegno nel formato della versione precedente senza perdita di dati.Se è necessario conservare un disegno creato in una versione precedente nel suo formato originale, bisogna utilizzare le opzioni Tipo di file nella finestra di dialogo Salva con nome per salvare il disegno nel suo formato originale. Poiché la memorizzazione di un disegno con versioni precedenti può causare la perdita di dati, si consiglia di assegnare un nome differente per evitare di sovrascrivere il disegno corrente.

1.18 Uscire da AutoCAD - Uscire e terminare la sessione di lavoro

Nelle sezioni seguenti viene illustrato come uscire da AutoCAD con i comandi EXIT (uscire) o CLOSED (chiudi). Se avete salvato le ultime modifiche, tramite il comando EXIT si esce direttamente dal programma. Al messaggio di richiesta di comandi, immettere il comando EXIT (uscire)

Comando: exit

comandi, immettere il comando EXIT (uscire) Comando: exit Figura 10-drawing Immettere il comando CLOSE. Comando:

Figura 10-drawing

Immettere il comando CLOSE.

Comando: close

Figura 11-drawing 2 Introduzione all’immissione di coordinate Quando un comando richiede di specificare un punto,

Figura 11-drawing

2 Introduzione all’immissione di coordinate

Quando un comando richiede di specificare un punto, è possibile selezionarne uno mediante un dispositivo di puntamento (ad esempio il mouse) oppure digitare il valore di una coordinata alla riga di comando. È possibile immettere le coordinate 2D (cioè in un sistema a due dimensioni) sotto forma di coordinate Cartesiane (X,Y) o polari. Un sistema di coordinate cartesiane è composto da tre assi, X, Y e Z. Digitando i valori delle coordinate, si indica la distanza (in unità) e la direzione (+ , -) di un punto lungo gli assi X, Y e Z rispetto all'origine del sistema di coordinate (0,0,0). Nello spazio bidimensionale, i punti vanno specificati sul piano XY, noto anche come piano di costruzione, simile ad un foglio di carta millimetrata. Il valore X di una coordinata cartesiana specifica la distanza orizzontale, mentre il valore Y specifica quella verticale. L'origine (0,0) indica il punto di intersezione dei due assi. Nei sistemi di coordinate polari, i punti vengono individuati in base ad una distanza e ad un angolo. Sia con le coordinate cartesiane che con quelle polari, è possibile digitare le coordinate assolute in base all'origine (0,0) Le coordinate relative in base all'ultimo punto specificato. Un altro metodo per l'inserimento di una coordinata relativa consiste nello spostare il cursore per specificare una direzione e quindi immettere direttamente una distanza. Questo metodo è detto immissione diretta della distanza. In AutoCAD, è possibile digitare le coordinate utilizzando una notazione scientifica, decimale, ingegneristica, architettonica o frazionaria. Gli angoli possono essere specificati in gradi centesimali, radianti ed unità topografiche oppure in gradi, minuti e secondi. Questo stile viene specificato nella finestra di dialogo Unità di disegno cui si accede dalla voce di menu Formato. In AutoCAD, le coordinate della posizione corrente del cursore vengono visualizzate sulla barra di stato nella parte inferiore della dell'applicazione.

sulla barra di stato nella parte inferiore della dell'applicazione. Sono possibili tre tipi di visualizzazione: 18

Sono possibili tre tipi di visualizzazione:

La visualizzazione dinamica aggiorna la posizione delle coordinate X,Y mentre viene spostato il cursore. La visualizzazione di distanza ed angolo aggiorna la distanza relativa (distanza<angolo) mentre viene spostato

il cursore. Questa opzione è disponibile solo quando vengono disegnate linee o altri oggetti che richiedono più

di un punto. La visualizzazione statica aggiorna la posizione delle coordinate X,Y solo quando viene specificato un punto. Per visualizzare i valori delle coordinate di un punto è necessario Dal menù Strumenti, scegliere Interroga. Quindi scegliere Punto ID. Selezionare il punto che si desidera individuare.

I valori delle coordinate X,Y,Z verranno visualizzati alla riga di comando.

2.1 Coordinate cartesiane

Per utilizzare i valori delle coordinate per specificare un punto, digitare un valore per X e un valore per Y separandoli con una virgola (X,Y). Il valore di X rappresenta la distanza positiva o negativa lungo l'asse orizzontale. Il valore di Y rappresenta la distanza positiva o negativa, misurata in unità, lungo l'asse verticale. I valori delle coordinate assolute si basano sul punto di origine (0,0) dove gli assi X e Y si intersecano. Utilizzare le coordinate assolute se sono noti i valori precisi di X e Y delle coordinate del punto. Ad esempio, le coordinate 3,4 specificano un punto situato 3 unità lungo l'asse X e 4 unità lungo l'asse Y dall'origine.

I valori delle coordinate relative vengono calcolati rispetto all'ultimo punto specificato. Utilizzare le coordinate relative quando è nota la posizione di un punto rispetto a quello precedente. Per specificare una coordinata relativa, anteporle il simbolo @. Ad esempio, le coordinate @3,4 specificano un punto situato 3 unità lungo l'asse X e 4 unità lungo l'asse Y a partire dall'ultimo punto specificato.

Esempi:

Immissione di coordinate cartesiane assolute e relative

Ad esempio, per disegnare una linea che inizia in corrispondenza di un punto con un valore X pari a -2 e un valore Y pari a 1, e un punto finale pari a 3,4, digitare quanto segue alla riga di comando:

Comando: LINE (linea)

Specificare primo punto: -2,1

Specificare punto successivo: 3,4

Se invece si vuole disegnare una linea il cui punto finale è situato 5 unità in direzione di X e 3 unità in direzione di Y a partire dal punto iniziale in corrispondenza delle coordinate assolute -2,1.

Comando: LINE (linea)

Specificare primo punto: -2,1

Specificare punto successivo: @5,3

Per immettere una coordinata assoluta (2D) è necessario

Al messaggio di richiesta del punto, digitare la coordinata utilizzando il seguente formato:

x,y

X rappresenta la distanza e la direzione lungo l'asse orizzontale a partire dall'origine (0,0).

Y rappresenta la distanza e la direzione lungo l'asse verticale a partire dall'origine (0,0). Per immettere una coordinata relativa (2D) è necessario

Al messaggio di richiesta del punto, digitare la coordinata utilizzando il seguente formato:

@x,y

X rappresenta la distanza e la direzione lungo l'asse orizzontale dall'ultimo punto immesso.

Y rappresenta la distanza e la direzione lungo l'asse verticale dall'ultimo punto immesso. 2.2 Coordinate polari

Per specificare una coordinata polare, digitare una distanza e un angolo separati da una parentesi angolare (<). Ad esempio, per specificare un punto che si trova ad una distanza di 1 unità dal punto precedente e ad un angolo di 45 gradi, digitare @1<45.

Per default, gli angoli aumentano in senso antiorario e diminuiscono in senso orario. Per uno spostamento in senso orario, digitare un valore negativo per l'angolo. Ad esempio, digitare 1<315 equivale a digitare 1<-45. È possibile modificare le convenzioni per gli angoli del disegno corrente con la finestra di dialogo Unità di disegno.

Le coordinate polari possono essere assolute, ovvero misurate a partire dall'origine, o relative al punto precedente. Per specificare una coordinata relativa, anteporle il simbolo @.

Per cercare di chiarire il concetto proviamo a tracciare una linea mediante coordinate polari: si ricordi che l'impostazione di default di direzione dell'angolo è la seguente:

di default di direzione dell'angolo è la seguente: Figura 12-Direzione dell’angolo Nell'esempio riportato

Figura 12-Direzione dell’angolo

Nell'esempio riportato di seguito è mostrata una linea tracciata utilizzando le coordinate polari. -Comando: LINE (linea) -Specificare primo punto: 0,0 -Specificare punto successivo: 4<120 -Specificare punto successivo: 5<30

Figura 13 2.3 Coordinate cilindriche Il formato del punto cilindrico è un’altra variante 3D del

Figura 13

2.3 Coordinate cilindriche

Il formato del punto cilindrico è un’altra variante 3D del formato polare. Il punto viene specificato dalla sua distanza dall’origine dell’UCS, il suo angolo nel piano XY ed il suo valore Z. la distanza e l’angolo vengono separati dal simbolo <, e l’angolo e il valore Z da una virgola. Ad esempio, per specificare un punto ad una distanza di 7 unità di disegno dall’origine dell’UCS, ad un angolo di 45° relativi all’asse X dell’UCS (nel piano XY dell’UCS) e con la coordinata z 5.5, basta digitare: 7<45,5.5

2.4 Coordinate sferiche

Il formato del punto sferico è una variante 3D del formato polare. utilizzando questo formato, un punto viene specificato dalla sua distanza dall’origine del sistema di coordinate utente corrente, dal suo angolo nel piano XY e dal suo angolo rispetto al XY, ogni valore separato con il simbolo <. Ad esempio, l’UCS ad un angolo di 45 gradi dall’asse X dell’UCS (nel piano XY dell’UCS) e ad un angolo di 38 gradi rispetto al piano XY,basta digitare: 9<45<38

2.5 Coordinate relative

Come è stato illustrato in precedenza, le coordinate assolute sono relative all’origine dell’UCS corrente. Se desiderate specificare un punto come sfalsamento dall’ultimo punto specificato, basta digitare @ prima delle specificazioni seguenti. Se l’ultimo punto specificato era (10,6,4), digitare:

@ 2.5,-1.3,1.5

che equivale alla specificazione delle coordinate relative, una Z non definita è pari a zero. Ciononostante, se l’ultimo punto specificato era (10,6,2) le coordinate relative.

@ 2.5,-1.3

sarebbero equivalenti alle coordinate assolute (12.5,4.7,2), indipendentemente dall’elevazione corrente. Potete utilizzare un qualsiasi formato di coordinate assolute (cartesiano, polare, sferico o cilindrico) per la

specificazione relativa. Ada esempio, se l’ultimo punto specificato era (10,6,2), l’immissione @ 0,3 oppure @ 3<90 corrisponderebbe alle coordinate assolute (10,9,2).

2.6

Ultime coordinate

L’immissione di @ rappresenta un’abbreviazione per la specifica “@0,0,0” oppure per la specifica polare “@0<angolo” ad indicare una traslazione o rispetto all’ultimo punto ad esempio. Se l’ultimo punto specificato era (5,5,5), con @ si specificherebbe ancora lo stesso punto(5,5,5). AutoCAD memorizza le coordinate 3D (x,y,z) dell’ultimo punto immesso. La componente Z viene utilizzata solo se il comando corrente accetta l’immissione di punti tridimensionali.

2.7 Coordinate globali

Come già accennato, i punti sono espressi relativamente al Sistema di Coordinate Utente (UCS) corrente. AutoCAD dispone però di un dispositivo per permettere l’immissione di punti nelle coordinate globali (WCS). Basta aggiungere un asterisco(*) davanti alla componente X. Ad esempio:

*3,4,5

rappresenta il punto (3,4,5) nel Sistema di Coordinate Globali, indipendentemente dal Sistema di Coordinate Utente corrente. Analogamente, le coordinate cilindriche:

*92<45,2

specificano il punto 92 unità dall’origine del sistema globale, ad un angolo di 45 gradi dall'asse X (nel piano XY) e con il valore Z pari a 2. Questo modo globale Icona del sistema di coordinate è valido anche per le coordinate relative. Ad esempio:

@*0,1,5,0 e @*1.5<90 rappresentano entrambi uno sfalsamento di 1.5 unità dall’ultimo punto, in una direzione parallela all’asse Y. Si noti che l’asterisco deve seguire il simbolo @.

2.8 Icona del sistema di coordinate

Per facilitare il controllo dei diversi sistemi di coordinate definiti nel vostro disegno, abbiamo introdotto un’icona del sistema di coordinate. Tale icona mostra l’orientamento dell’UCS corrente indicando la direzione positiva degli assi X e Y. Nella figura seguente sono riportati alcuni esempi dell’aspetto che può assumere un ‘icona del sistema di coordinate e del tipo di informazioni che può trasmettere. Se il sistema corrente è il sistema di coordinate globali, sul braccio indicante l’asse Y dell’icona appare una G. Se l’icona è collegata all’origine dell’UCS corrente, alla sua base appare un +. Alla base del segnalatore appare un quadrato se state visualizzando l’UCS dall’alto (la sua direzione positiva Z positiva; se invece lo state visualizzando dal basso non appare nessun quadrato. Se si guarda all’UCS corrente lateralmente, in modo che uno degli assi risulti invisibile ( o formi con un altro asse un angolo di visuale inferiore ad un grado), definire punti tramite puntamento.

2.9 Il sistema di coordinate utente

Prima della realease 10 di Autocad, la creazione e l’editazione di disegni avveniva nell’ambito di un sistema di coordinate prefissato e non bidimensionale ma, addentrandosi nella terza dimensione, si ha spesso il bisogno di lavorare con punti situati in posizioni lungo gli assi di un sistema fisso di coordinate.

Figura 14 Ad esempio, supponiamo di voler disegnare un cerchio sulla faccia di un cubo

Figura 14

Ad esempio, supponiamo di voler disegnare un cerchio sulla faccia di un cubo il cui centro si trovi ad una distanza specifica da uno spigolo del cubo. Posizionare il centro del cerchio e orientarlo parallelamente alla faccia potrebbe presentare, in un sistema di coordinate fisso, una vera e propria impresa. AutoCad permette per questo di creare sistemi di coordinate individuali (sistemi di coordinate utente / UCS = User Coordeinate System) per semplificare alcune situazioni. L’UCS può essere collocato e orientato dove se ne ha bisogno nell’ambito dello spazio tridimensionale. AutoCad interpreta l’immissione di tutte le coordinate successive come facenti parte dell’UCS appena definito. Per disegnare il cerchio nella posizione desiderata, utilizzando il comando UCS per muovere l’origine del nostro sistema di coordinate su un vertice del cubo e allineare gli assi X e Y agli spigoli. Disegniamo poi il cerchio fornendo le coordinate (x,y) del centro. Nell’ambito del nuovo sistema di coordinate, punti che differiscono in tutti e tre gli assi del Sistema di Coordinate Globali, vengono interpretati come differenti solo per due assi. Questa facilita l’immissione delle coordinate e aiuta a lavorare più efficientemente. È possibile definire un numero illimitato di Sistemi di Coordinate Utente partendo dal Sistema di Coordinate Globali (o WCS = World Coordinate System). C’è sempre un sistema di coordinate corrente e, sia le coordinate immesse che la visualizzazione saranno relative ad esso. Se è attiva più di una finestra, per tutte varrà uno stesso UCS.

2.9.1 Controllo del Sistema di Coordinate Utente (UCS) in 2D *

In AutoCAD, sono disponibili due sistemi di coordinate: un sistema fisso, denominato Sistema di Coordinate Globali (world).e un sistema mobile, denominato Sistema di Coordinate Utente (UCS). Nel WCS (world)., l'asse X è orizzontale, l'asse Y è verticale e l'asse Z è perpendicolare al piano XY.

L'origine è il punto in cui gli assi X e Y si intersecano (0,0) nell'angolo inferiore sinistro del disegno. L'UCS

Generalmente, tutte le immissioni di coordinate utilizzano l'UCS

corrente. Uno spostamento dell'UCS può facilitare il lavoro su determinate sezioni del disegno. La rotazione dell'UCS aiuta a definire punti nello spazio tridimensionale oppure a specificare viste ruotate. Le modalità snap, griglia ed orto ruotano tutte in funzione del nuovo UCS.

viene definito in rapporto al WCS (world)

- È possibile riposizionare il Sistema di Coordinate Utente mediante:

Spostamento dell'UCS definendo una nuova origine. Allineamento dell'UCS con un oggetto esistente o con la direzione di visualizzazione corrente. Ruotare il sistema UCS corrente attorno ad uno degli assi. Ripristino di un UCS salvato. - Dopo avere definito un UCS, è possibile assegnare un nome, quindi ripristinarlo quando è necessario utilizzarlo nuovamente.

- L‘ opzione ripristina in sequenza fino a 10 sistemi di coordinate precedenti utilizzati nella sessione corrente.

- Quando un UCS con nome diventa superfluo, può essere eliminato. Inoltre, è possibile ripristinare l'UCS affinché coincida con il sistema WCS (world).

-Come definire una nuova origine dell'UCS Per definire una nuova origine dell'UCS è necessario Dal menù Strumenti (tools), scegliere Nuovo UCS (new UCS), quindi Origine. Specificare un punto per la nuova origine. La coordinata 0,0,0 viene ridefinita utilizzando punto specificato. Per ripristinare il WCS (world) è necessario Dal menù Strumenti, scegliere Altri UCS. Nella finestra di dialogo UCS, nella scheda UCS con nome, selezionare Globale (world). Selezionare Imposta corrente. Scegliere OK.

Globale (world). Selezionare Imposta corrente. Scegliere OK. Figura 15 – UCS Per ripristinare l'UCS precedente è

Figura 15 – UCS

Per ripristinare l'UCS precedente è necessario Dal menù Strumenti, scegliere Altri UCS. Nella finestra di dialogo UCS, nella scheda UCS con nome, selezionare Precedente. Scegliere Imposta corrente. Scegliere OK. Per salvare un sistema UCS è necessario - Dal menù Strumenti, scegliere Altri UCS. Il nuovo UCS viene visualizzato nell'elenco degli UCS come ANONIMO.

- Nella finestra di dialogo UCS, nella scheda UCS con nome, selezionare ANONIMO e digitare un nuovo nome. È anche possibile selezionare ANONIMO e quindi fare clic con il pulsante destro del mouse e scegliere Rinomina dal menu di scelta rapida.

- Scegliere Salva.

- È possibile utilizzare fino a 255 caratteri: lettere, cifre e caratteri speciali quali il segno di dollaro ($), il trattino (-) e la sottolineatura (_). AutoCAD converte tutti i nomi di UCS in lettere maiuscole.

-Come ripristinare un UCS contrassegnato con un nome Per ripristinare un UCS contrassegnato con un nome è necessario

- Dal menù Strumenti, scegliere Altri UCS.

- Per visualizzare l'origine e la direzione degli assi di un UCS riportato nell'elenco, selezionarne il nome nella finestra di dialogo UCS e scegliere Dettagli. Al termine, scegliere OK per tornare alla finestra di dialogo UCS.

- Selezionare il sistema di coordinate che si desidera ripristinare e selezionare Corrente. Scegliere OK.

-Come eliminare un sistema UCS Per eliminare un sistema UCS è necessario

- Dal menù Strumenti (tools), scegliere Altri UCS.

- Nella finestra di dialogo UCS, nella scheda UCS con nome, selezionare l'UCS da eliminare.

- Scegliere CANC o fare clic con il pulsante destro del mouse e scegliere Elimina dal menù di scelta rapida.

- Non è possibile eliminare l'UCS corrente o un UCS con il nome di default ANONIMO. -Estrazione o calcolo delle informazioni geometriche dagli oggetti Comandi di interrogazione e di calcolo forniscono informazioni sugli oggetti del disegno ed eseguono calcoli utili. Tutti i comandi che esamineremo sono anche attivabili dal menù degli strumenti interroga.

sono anche attivabili dal menù degli strumenti interroga. -Informazioni sulle distanze, sugli angoli e sulle posizioni

-Informazioni sulle distanze, sugli angoli e sulle posizioni dei punti Per stabilire la relazione tra due punti, è possibile visualizzare:

- La distanza tra i punti

- L'angolo tra i punti nel piano XY

- L'angolo dei punti dal piano XY

- La distanza delta, o modificata, X, Y e Z tra i punti.

- Il comando ID elenca le coordinate X, Y e Z di un punto specificato-Informazioni sulle distanze, sugli

angoli e sulle posizioni dei punti Per calcolare la distanza e l'angolo è necessario

- Dal menù Strumenti, scegliere Interroga. Quindi, scegliere Distanza.

- Specificare il primo e il secondo punto della distanza che si desidera calcolare.

- AutoCAD visualizzerà un breve resoconto sulla riga di comando oppure, digitando F2 per visualizzare la

finestra AutoCAD, otterremo informazioni di questo tipo:

-Distanza = 186.1569, Angolo nel piano XY = 18, Angolo dal piano XY = 0 Delta X = 176.6112, Delta Y = 58.8462, Delta Z = 0.0000 -Informazioni sull'area È possibile calcolare e visualizzare l'area ed il perimetro di una sequenza di punti o di vari tipi di oggetti. Se è necessario calcolare la somma dell'area di più oggetti, è possibile visualizzare un totale aggiornato man mano che si aggiungono o sottraggono aree nel gruppo di selezione. -Calcolare un'area definita È possibile calcolare l'area racchiusa ed il perimetro o la circonferenza di cerchi, ellissi, polilinee, poligoni e solidi bidimensionali. Le informazioni visualizzate variano a seconda del tipo di oggetto selezionato. Cerchi, ellissi, solidi bidimensionali e curve spline piane chiuse: vengono visualizzati l'area e la circonferenza. Polilinee chiuse e poligoni: vengono visualizzati l'area e il perimetro. Per le polilinee spesse, l'area è definita in base al centro dello spessore. Oggetti aperti, quali curve spline e polilinee aperte vengono visualizzati l'area e la lunghezza. L'area viene calcolata come se il punto iniziale e il punto finale fossero uniti da una retta. Regioni: area combinata degli oggetti contenuti nella regione. Per calcolare l'area di un oggetto è necessario Dal menù Strumenti, scegliere Interroga. Quindi scegliere Area. Alla riga di comando digitare o (Oggetto). Selezionare un oggetto. AutoCAD visualizza l'area e il perimetro dell'oggetto selezionato.

2.9 2 Unità di disegno e scale

La distanza fra le due coordinate viene misurata in unità. Quindi, una linea disegnata fra i punti (1,1) e (1,2) è lunga 1 unità, come anche una linea disegnata fra i punti (1,1,0) e (1,1,1). Naturalmente è possibile fornire le coordinate di un punto con numeri decimali: la base di dati grafica di AutoCad memorizza fino a 14 cifre significative per ogni punto, quinti, volendo, si può posizionare un oggetto0 nelle coordinate

(507.841142,0.0038059).

Un’unità può corrispondere a qualsiasi tipo di misura richiesta dal vostro disegno; può essere in centimetri, in

Si può così disegnare usando unità del mondo reale, evitando

errori di conversione. Quando il disegno è terminato, è possibile stamparlo nella scala desiderata. Si può stampare un disegno (o parti di questo) in scale differenti eliminando il problema di copiare un disegno solo per modificare la scala. Lo spazio carta di AutoCad vi permette di posizionare, di modificare o di apporre delle annotazioni a queste viste senza influire sulla scala degli oggetti nel vostro disegno. Per informazioni dettagliate al riguardo, rimandiamo alla sezione “Spazio del modello e spazio carta”. AutoCad vi consente di scegliere tra vari formati per la visualizzazione e l’immissione di coordinate e distanze. Per esempio, potete scegliere la notazione decimale, frazionaria, architettonica, scientifica e anche formati ingegneristici. Lo stesso vale per gli angoli, i gradi decimali sono di norma, ma potete scegliere gradi centigradi, radianti, gradi/minuti/secondi o unità topografiche.

millimetri, in pollici, in piedi, in angstrom, ecc

2.9.3 Limite ed estensione del disegno

Il programma AutoCad presuppone che si stia disegnando in un’area rettangolare. I limiti del disegno sono appunto i lati di questo rettangolo in termini di coordinate di disegno. E’ possibile selezionare un limite qualsiasi. Supponiamo di voler disegnare un circuito stampato di 160 millimetri d’altezza per 200 millimetri di larghezza. Possiamo dare all’unità di disegno il valore di 1 millimetro e far corrispondere l’angolo a sinistra in basso del circuito stampato alle coordinate (o,o). possiamo quindi impostare i limiti del disegno:

Angolo in basso a sinistra: 0,0 Angolo in alto a destra: 10,8 E’ comunque possibile cambiare questi limiti qualora ci si accorga che sono troppo restrittivi per il disegno che si sta creando. Esiste anche la possibilità di disattivare del tutto il verificatore limiti AutoCad. L’estensione del disegno è definita come la grandezza corrente del disegno e mostra l’area nella quale al momento sono contenute informazioni grafiche. Se immaginate una serie di rettangoli che circondano le entità del disegno, l’estensione propria del disegno sarà definita dal rettangolo più piccolo all’interno del quale trovano posto tutte le entità.

2.9.4 Entità di disegno

La maggior parte del lavoro eseguito con AutoCad consiste nel posizionare entità in un sistema di coordinate. Con entità si intendono elementi predefiniti che possono essere inseriti nel disegno con un solo comando. Linee, archi e cerchi sono le entità utilizzate più frequentemente. Testi, attributi e quotature sono altrettante entità di uso corrente. I tipi di entità forniti dal programma AutoCad sono presenti nella tabella seguente:

Tipo d’entità

Descrizione

Linee

Linee possono essere disegnate con vari tipi di linea. Quando si disegna un segmento di linea si possono fornire sia coordinate bidimensionali (x,y) che tridimensionali (x,y,z).

Archi e cerchi

Archi e cerchi possono essere disegnati con vari metodi e vari tipi di linea.

Punti

I

punti possono essere disegnati in forma di punti veri e propri oppure di quadrati, di crchi, di

X

o di tutte le combinazioni possibili di questi segni convenzionali. Potete posizionare entità

di

punto utilizzando sia coordinate bidimensionali che tridimensionali.

Testo

Potete scrivere righe di testo una pluralità di caratteri e variarne le dimensioni e l’inclinazione. Potete creare stili di testo servendovi delle funzioni per la creazione di immagini speculari, di obliquamente, di espansione o di restringimento.

Tracce

Le tracce sono linee bidimensionali con superficie piana e spessore definibile.

Poligoni

I

poligoni sono oggetti bidimensionali a 3 o 4 lati con superficie piena.

Forme

Le forme sono piccoli oggetti che possono essere definiti di fuori di AutoCad e posizionati nel disegno, ruotati o utilizzando una scala predefinita.

Blocchi

I blocchi sono oggetti composti formati da gruppi di entità.

Attributi

Gli attributi aggiungono a blocchi informazioni testuali costanti o variabili. E’ possibile scegliere se rendere gli attributi visibili o meno.

Quotature

Le quotature (generate quando la funzione di quotatura associativa è azionata) sono entità composte dello stesso genere dei blocchi , comprendenti linee, archi, frecce e un testo con un trascinamento di quota.

Polilinee

Le polilinee sono formate da linee bidimensionali connesse segmenti di arco, con tipi di linea, larghezza e assottigliamento delle estremità variabili. Attraverso semplici comandi è possibile costruire ellissi, poligoni regolari, cerchi pieni e anelli a partire da polilinee.

Polilinee 3D

Si tratta di oggetti tridimensionali composti da segmenti di retta (non è possibile servirsi di archi, tipi di linea differenti, larghezza e assottigliamento delle estremità).

Facce 3D

Si tratta di sezioni planari a tre o quattro lati. Possono essere combinate per costruire oggetti più complessi.

Reti 3D

Si tratta di reti poligonali tridimensionali di geometria rettangolare. E’ possibile specificare le dimensioni della rete e la posizione dei vertici. Vengono fuori comandi per la costruzione di superfici rigate, di rivoluzione e cilindri orientati.

Polireti

Le polireti sono delle reti poligonali di geometria arbitraria. Una polirete si crea definendo i vertici e le facce composte da questi vertici. Definire una polirete permette di evitare la creazione di molte facce 3D senza rapporto con i vertici coincidenti.

Finestre

Le entità finestre sono delle aree rettangolari nello spazio su carta che contengono una vista dello spazio del modello. E’ possibile spostare, copiare, stirare o scalare le finestre nello spazio carta.

Ad ogni entità può essere assegnata un’elevazione (una distanza sull’asse Z al di sopra o di sotto del piano XY dell’UCS corrente). Inoltre è possibile dare molte entità uno spessore, il che significa che possono essere innalzate di un certo valore. E’ possibile innalzare un’entità solo in direzione positiva sull’asse Z (direzione d’estrusione) dell’UCS nel quale è stata creata. Per controllare quale sia la direzione positiva dell’asse Z, servitevi della convenzione della mano destra.

2.9.5 Colori e tipi di linee Ad ogni entità possono essere associati un colore e un tipo di linea. Il colore ha un numero da 1 a 255 e definisce il colore con cui gli elementi vengono disegnati sullo schermo grafico. Il tipo di linea è una sequenza di segmenti, spazi e punti. Usando queste proprietà, si possono mettere in evidenza dettagli importanti e modifiche recenti, o indicare relazioni tra entità. Ad esempio, per i disegni di circuiti stampati si può assegnare un colore diverso alle tracce su ogni parte o piano del pannello. Per disegni di pezzi meccanici o progetti architettonici si può procedere in modo analogo, assegnando un tipo di linea speciale per marcare linee centrali o confini di proprietà.

3

Layer

È possibile assegnare porzioni del disegno a diversi layer (piani). Il numero dei layer definibili non è limitato. I layer in AutoCad sono paragonabili ai trasparenti usati correntemente nella stesura del disegno di un progetto. Questa struttura a layer permette di visualizzare e stampare varie parti di un disegno separatamente o in qualsiasi combinazione. Un file di disegno, ad esempio, può contenere la planimetria di una casa su un piano, l’impianto elettrico su un secondo piano, l’impianto idraulico su un terzo piano. Ciò permette di stampare o visualizzare la planimetria con l’impianto idraulico. Ad ogni piano sono associati un colore e un tipo di linea . si possono quindi usare questi, invece di specificare un colore e un tipo di linea per ogni singola entità. Un piano può essere congelato, non verrà quindi preso in considerazione nelle rigenerazioni successive (il che le renderà più veloci). È naturalmente possibile scongelare un piano precedentemente congelato in qualsiasi momento. Inoltre i layer possono essere bloccati, tuttavia le entità che si trovano su layer bloccati non possono essere modificate con comandi di editazione,

sebbene su questi layer si possa comunque modificare con comandi di richiesta informazioni ed i modi snap ad oggetti.

3.1 Uso dei layer

Quando si inizia un nuovo disegno, in AutoCAD viene creato un layer speciale denominato 0, al quale viene assegnato per default il colore numero 7 (bianco o nero, a seconda del colore dello sfondo), il tipo di linea CONTINUOUS,

del colore dello sfondo), il tipo di linea CONTINUOUS, Figura16 lo spessore di linea di default

Figura16

lo spessore di linea di default (l'impostazione di default è 0.01 pollici o 0.25 mm) e lo stile di stampa NORMALE. Il layer 0 non può essere eliminato o rinominato. Con AutoCAD è possibile ridurre la complessità visiva di un disegno e migliorare le prestazioni di visualizzazione controllando il numero di oggetti visualizzati o nascosti. Ad esempio, è possibile utilizzare i layer per controllare la visibilità di oggetti simili, quali parti elettriche, impianti meccanici o quote. È inoltre possibile bloccare un layer per impedire la selezione e la modifica involontarie degli oggetti presenti su di esso. Per visualizzare il gestore proprietà layer selezionare dal menù a tendina Formato (format) e quindi Layer (layer properties manager).

dal menù a tendina Formato (format) e quindi Layer (layer properties manager). Figura 17- layer propertie

Figura 17- layer propertie manager

3.2

Differenza tra congelamento e disattivazione

E’ possibile rendere invisibili dei layer di disegno disattivandoli o congelandoli. La disattivazione o il congelamento dei layer risulta utile se si desidera avere una visuale libera quando si lavora in dettaglio su un particolare layer o gruppo di layer oppure se non si desidera stampare certi dettagli, ad esempio le linee di riferimento. I layer possono essere congelati o disattivati a seconda della propria modalità di lavoro e delle dimensioni del disegno. E' utile disattivare un layer invece di congelarlo se si ha la necessità di ripristinarne spesso la visualizzazione. Quando si riattiva un layer, gli oggetti che contiene vengono automaticamente visualizzati. E' preferibile invece congelare un layer se si prevede che per lungo tempo non sarà necessario visualizzare gli oggetti presenti su di esso. Per visualizzare nuovamente i layer congelati è necessario scongelarli. Scongelando uno o più layer il disegno viene rigenerato. Il congelamento e lo scongelamento dei layer richiede più tempo dell'attivazione e della disattivazione.

3.3 Assegnazione del colore e del tipo di linea di default ad un layer

Ciascun layer dispone di proprietà associate, come il colore e il tipo di linea, le quali vengono assunte da tutti gli oggetti presenti sul layer. Ad esempio, se il Controllo del colore nella barra degli strumenti Proprietà oggetto è impostato su DALAYER, il colore dei nuovi oggetti viene determinato dall'impostazione del colore del layer nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer. Se in Controllo del colore si imposta un colore specifico, esso viene utilizzato per tutti i nuovi oggetti ignorando il colore di default del layer corrente. Lo stesso accade per i controlli Tipo di linea, Spessore di linea e Stile di stampa della barra degli strumenti Proprietà oggetto. Bloccando un layer, gli oggetti in esso contenuti non potranno essere modificati fino al successivo sblocco del layer. Il blocco riduce la possibilità di modificare accidentalmente gli oggetti presenti su un layer. È comunque possibile applicare degli snap ad oggetto contenuti in un layer bloccato ed eseguire altre operazioni che non modificano tali oggetti.

3.4 Come rendere corrente il layer selezionato -attivare o disattivare un layer- assegnare un colore ad un layer. 1) Per rendere corrente il layer selezionato è necessario

1) Per r endere corrente il layer selezionato è necessario -Figura 18- layer, properties Nella barra

-Figura 18- layer, properties

Nella barra degli strumenti LAYERS e Proprietà (PROPERTIES). Fare clic sul nome del layer che si desidera utilizzare. Per rendere corrente il layer dell'oggetto selezionato scegliere Attiva il layer dell'oggetto. 2) Per attivare o disattivare un layer è necessario Nella barra degli strumenti Proprietà oggetto, fare clic su Controllo del layer. Fare clic sull'icona On/Off del nome del layer che si desidera attivare o disattivare. Se la lampadina è accesa, significa che il layer è attivato.3) Per assegnare un colore ad un layer è necessario Dal menù Formato, scegliere Layer. Nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer, selezionare un layer e fare clic sul colore. Nella finestra di dialogo Colore, selezionare un colore. Scegliere Salva.

3.5 Creazione e denominazione dei layer

È possibile creare e denominare un layer per ciascun raggruppamento concettuale, ad esempio pareti o quote, e quindi assegnare proprietà comuni ai layer creati. Raggruppando gli oggetti in layer è possibile controllarne la visualizzazione e apportare modifiche in modo veloce ed efficace.

Il numero dei layer che possono essere creati in un disegno e il numero degli oggetti inseribili in ogni layer sono praticamente illimitati. Viene in genere dedicato un layer a ciascun gruppo di oggetti relativi ad un ambito specifico, ad esempio pareti o quote. I layer possono avere nomi alfanumerici contenenti un massimo di 255 caratteri. In molti casi, i nomi scelti per i layer sono dettati da standard aziendali, industriali o imposti dal cliente.

Il Gestore proprietà layer ordina i layer alfabeticamente in base al nome. Quando si organizza uno schema di layer personalizzato, è importante scegliere con attenzione i nomi da assegnare.

3.6 Creare un nuovo layer

Per creare un nuovo layer è necessario:

- Dalla barra degli strumenti Proprietà oggetto, scegliere Layer.

- Nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer, scegliere Nuovo (new layer). In AutoCAD viene

automaticamente aggiunto un nome di layer, quale LAYER1, all'elenco dei layer.

- Immettere il nome che si desidera assegnare al layer digitandolo sopra il nome evidenziato. Il nome del layer può contenere un massimo di 255 caratteri.

- Per modificare le proprietà, fare clic sulla colonna di colore, tipo di linea o spessore di linea e selezionare nuove impostazioni.

- Scegliere Salva.

3.7 Rimuovere un layer inutilizzato

Per rimuovere un layer inutilizzato è necessario

- Dalla barra degli strumenti Proprietà oggetto, scegliere Layer.

- Nel Gestore proprietà layer, selezionare il layer da rimuovere (delete layer), quindi scegliere Elimina.

- Scegliere Applica (apply) , quindi Salva (ok).

- Il layer selezionato viene rimosso. I layer cui sono assegnati degli oggetti non possono essere rimossi finché tali oggetti non vengono riassegnati ad un altro layer oppure eliminati. Il layer 0 non può essere rimosso.

Per eliminare un layer inutilizzato è necessario Dal menù File, scegliere Utilità disegno(drawing utilities). Quindi scegliere Elimina (purge). La finestra di dialogo Elimina (purge) visualizza una vista struttura dei tipi di oggetti con elementi che possono essere eliminati.

tipi di oggetti con elementi che possono essere eliminati. -Figura 19- purge - Per eliminare layer

-Figura 19- purge

- Per eliminare layer senza riferimento, utilizzare uno dei seguenti metodi:

- Per eliminare tutti i layer senza riferimento, selezionare Layer.

- Per eliminare determinati layer, fare doppio clic su Layer per espandere la vista struttura. Selezionare i layer da eliminare.

- Se l'oggetto che si desidera eliminare non è visualizzato, selezionare Visualizza gli oggetti non eliminabili.

- Viene richiesto di confermare l'eliminazione di ciascun elemento dell'elenco. Se non si desidera confermare ciascuna eliminazione, deselezionare l'opzione Conferma ogni oggetto da eliminare. Scegliere Elimina.

3.8 Modifica delle impostazioni e delle proprietà di un layer

Poiché ogni elemento di un disegno è associato ad un layer, è probabile che nel corso della pianificazione e

della creazione di un disegno si renda necessario modificare gli oggetti inseriti su un layer o variare la combinazione dei layer visualizzati. È possibile

- Riassegnare gli oggetti presenti su un layer ad un layer differente:

La riassegnazione di un oggetto ad un layer differente risulta utile se:

Se si crea un oggetto sul layer errato o se si decide di modificare l'organizzazione dei layer; Se il colore, il tipo di linea o altre proprietà di un oggetto non sono state impostate esplicitamente, tale oggetto

acquisirà le proprietà del nuovo layer cui viene assegnato. NOTA:

È possibile modificare le proprietà dei layer in Gestore proprietà layer e in Controllo del layer. Fare clic sulle icone corrispondenti per modificare le impostazioni. È possibile modificare i nomi e i colori dei layer soltanto in Gestore proprietà layer e non in Controllo del layer.

- Modificare il nome di un layer

- Modificare il colore, il tipo di linea o altre proprietà di default di un layer

- Per modificare il layer di un oggetto è necessario:

- Selezionare gli oggetti di cui si desidera cambiare il layer.

- Nella barra degli strumenti Proprietà oggetto, fare clic su Controllo del layer.

- Scegliere il layer che si desidera assegnare agli oggetti.

- Per modificare il tipo di linea di default assegnato ad un layer è necessario:

- Dalla barra degli strumenti Proprietà oggetto, scegliere Layer.

- Nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer, selezionare il nome del tipo di linea da modificare.

- Nella finestra di dialogo Seleziona tipo di linea, selezionare un tipo di linea. Se il tipo di linea desiderato non

è presente nell'elenco, scegliere Carica. Selezionare il tipo di linea desiderato, quindi scegliere OK oppure scegliere File per aprire altri file di definizione del tipo di linea (LIN). Nella finestra di dialogo Colore, è inoltre possibile immettere il nome o il numero (da 1 a 255) del colore desiderato.

- Scegliere OK per chiudere tutte le finestre di dialogo.

- Per rinominare un layer è necessario:

- Dalla barra degli strumenti Proprietà oggetto, scegliere Layer.

- Nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer, nell'area Nome, selezionare il layer da rinominare.

- Immettere il nuovo nome nella casella Nome.

- Scegliere Salva.

- Per annullare le modifiche apportate alle impostazioni dei layer è necessario

- Dalla barra degli strumenti Proprietà oggetto, scegliere Impostazioni Precedenti Layer.

- In AutoCAD viene visualizzato il messaggio "Stato layer precedente ripristinato".- Per attivare o disattivare la registrazione di Layer precedente è necessario:

- Alla riga di comando, digitare MODLAYERP. Viene visualizzato lo stato di registrazione di Layer precedente.

- Digitare on per attivare la registrazione di Layer precedente delle impostazioni dei layer oppure off per disattivarla.

3.9 Annullamento delle modifiche apportate alle impostazioni dei layer

E’ possibile utilizzare Layer precedente per annullare le modifiche apportate alle impostazioni dei layer. Ad esempio, se il colore e il tipo di linea di diversi layer sono stati modificati ma successivamente si desidera

tornare alle proprietà originali, è possibile utilizzare Layer precedente per annullare le modifiche e ripristinare

le impostazioni.

Quando si utilizza Layer precedente, vengono annullate le modifiche apportate più di recente tramite Controllo

del layer o Gestore proprietà layer. Tutte le modifiche apportate alle impostazioni dei layer vengono registrate

e possono essere annullate con Layer precedente. Se necessario, è possibile utilizzare MODLAYERP per

sospendere tale registrazione. Vi è un modesto miglioramento delle prestazioni con la disattivazione della registrazione di Layer precedente.

3.9.1 Modifiche non annullabili delle impostazioni dei layer

Layer precedente non consente di annullare le seguenti modifiche:

Layer rinominati. Se un layer viene rinominato e le relative proprietà modificate, Layer precedente consente di

ripristinare le proprietà originali ma non il nome originale del layer. Layer eliminati. Se un layer viene cancellato o eliminato, non è possibile ripristinarlo con Layer precedente. Layer aggiunti. Se ad un disegno viene aggiunto un nuovo layer, non è possibile eliminarlo con Layer precedente

3.9.2 Filtro e ordinamento dell'elenco dei layer

È possibile fare in modo che nel Gestore proprietà layer vengano elencati solo determinati layer.

Per limitare i nomi di layer elencati, utilizzare gli appositi filtri. È possibile filtrare i nomi dei layer in base a:

- Layer impostati per la stampa

- Nomi, colori, tipi e spessori di linea e stili di stampa dei layer

- Layer attivati o disattivati

- Layer congelati o scongelati nella finestra corrente

- Layer bloccati o sbloccati

È inoltre possibile filtrare i layer in senso inverso, in modo da visualizzare quelli contenenti tutte le proprietà

tranne una. Ad esempio, se tutte le informazioni della pianta di una sede per un disegno sono contenute in più layer i cui nomi comprendono la parola sede, è possibile visualizzare con facilità tutte le informazioni tranne quelle della pianta della sede digitando *sede* come filtro invertito.

- Nell'elenco Filtri layer con nome vengono visualizzati i filtri di default e i filtri con nome creati e salvati nel

disegno corrente. In particolare, nell'elenco Filtri layer con nome sono presenti tre filtri di default:

- Mostra tutti i layer: visualizza tutti i layer del disegno corrente.

- Mostra i layer in uso: visualizza tutti i layer su cui sono disegnati gli oggetti del disegno corrente.

- Mostra layer dipendenti da xrif: visualizza tutti i layer a cui viene fatto riferimento da un altro disegno.

- Una volta salvato, il filtro viene visualizzato nell'elenco Filtri layer con nome dalla finestra di dialogo Gestore proprietà layer. I filtri salvati vengono memorizzati nel file di disegno.

- Per salvare le impostazioni dei layer è necessario:

- Dal menù Formato (format), scegliere Layer.

- Nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer, scegliere Salva stato.

- Nella finestra di dialogo Salva stati layer, immettere un nome per il nuovo stato.

- Selezionare gli stati e le proprietà dei layer che si desidera salvare.

- Scegliere Salva.

- Per esportare le impostazioni dei layer salvate è necessario - Dal menù Formato, scegliere Layer.

- Nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer, scegliere Gestore stati layer.

- In Gestore stati layer, scegliere Esporta.

- Nella finestra di dialogo Esporta stato layer, immettere un nome per lo stato del layer salvato.

- In AutoCAD viene aggiunta automaticamente l'estensione di file .las.

- Scegliere Salva.

4

Tipi di linea

Un tipo di linea consiste in un motivo ripetuto di lineette, punti e spazi vuoti che disegna una linea o una curva. È possibile assegnare i tipi di linea agli oggetti tramite layer oppure specificandoli in modo esplicito, indipendentemente dai layer su cui si trovano.

- Oltre a scegliere un tipo di linea, è possibile impostarne la scala per controllare la dimensione delle lineette e degli spazi nonché creare tipi di linea personalizzati.

- È necessario non confondere i tipi di linea utilizzati internamente da AutoCAD con i tipi di linea hardware

forniti da alcuni plotter. I tipi di linea tratteggiata producono risultati simili. È consigliabile tuttavia non utilizzare i due tipi di linea contemporaneamente, in quanto si potrebbero verificare effetti non desiderati.

4.1 Caricamento dei tipi di linea

All'inizio di un progetto, è consigliabile caricare tutti i tipi di linea necessari, in modo da poterli avere subito a disposizione quando serviranno. Se si desidera sapere quali tipi di linea sono già disponibili, è possibile visualizzare l'elenco di quelli caricati nel disegno o memorizzati in un file LIN (file di definizione del tipo di linea).

- In AutoCAD sono disponibili i file di definizione del tipo di linea acad.lin e acadiso.lin A seconda delle unità di

misura utilizzate, inglesi o metriche, occorre utilizzare l'uno o l'altro file.

- Per le unità inglesi, utilizzare il file acad.lin .

- Per le misure metriche, utilizzare il file acadiso.lin .

- Entrambi i file di definizione del tipo di linea contengono diversi tipi di linea complessi.

- È possibile rimuovere le informazioni relative ai tipi di linea senza riferimento eliminando il tipo di linea nella finestra di dialogo Gestione tipo di linea. I tipi di linea DABLOCCO, DALAYER e CONTINUOUS non possono essere rimossi.

-Come caricare un tipo di linea Per caricare un tipo di linea è necessario seguire la seguente procedura. Aprire la seguente finestra di dialogo cliccando Formato dalla barra dei menù e selezionando Proprieties aprendo la tendina ByLayer , per inserire altri tipi di linea oltre quelli presenti nella lista selezionare altro (other) comparirà la finestra gestione tipi di linea (linetype manager) cliccando sul tasto carica (load) comparirà una lista di tipi di linea che si potranno inserire.

sul tasto carica (load) comparirà una lista di tipi di linea che si potranno inserire. -Figura

-Figura 20- lanetype manager

-Come scaricare un tipo di linea non utilizzato Per scaricare un tipo di linea non utilizzato è necessario:

Dal menù Formato (format), scegliere Tipo di linea (linetype). Nella finestra di dialogo Gestione tipo di linea (linetype menager), selezionare un tipo di linea e scegliere Elimina (delete). Il tipo di linea selezionato viene scaricato. Alcuni tipi di linea non possono essere scaricati:

DALAYER, DABLOCCO, CONTINUOUS e tutti i tipi di linea in uso al momento corrente.-Come eliminare un tipo di linea inutilizzato Per eliminare un tipo di linea inutilizzato è necessario 1.Dal menù File, scegliere Utilità disegno (utilities drawing). Quindi scegliere Elimina (purge). La finestra di dialogo Elimina (delete) visualizza una vista struttura dei tipi di oggetti con elementi che possono essere eliminati. 2.Per eliminare tipi di linea senza riferimento, utilizzare uno dei seguenti metodi:

- Per eliminare tutti i tipi di linea senza riferimento, selezionare Tipi di linea (linetype).

- Per eliminare determinati tipi di linea, fare doppio clic su Tipi di linea (linetype) per espandere la vista

struttura. Quindi selezionare i tipi di linea da eliminare. Se l'oggetto che si desidera eliminare non è visualizzato, selezionare Visualizza gli oggetti non eliminabili. 3.Viene richiesto di confermare l'eliminazione di ciascun elemento dell'elenco. Se non si desidera confermare ciascuna eliminazione, deselezionare l'opzione Conferma ogni oggetto da eliminare. 4.Scegliere Elimina (purge). Per confermare l'eliminazione di ciascun oggetto, scegliere Sì, No oppure Sì tutti se sono stati selezionati più oggetti. 5.Scegliere Chiudi. -Impostazione del tipo di linea corrente Tutti gli oggetti vengono creati con il tipo di linea corrente, indicato nel Controllo tipo di linea della barra degli strumenti Proprietà oggetto. In Controllo tipo di linea è anche possibile impostare il tipo di linea corrente.

è anche possibile impostare il tipo di linea corrente. Se il tipo di linea corrente è

Se il tipo di linea corrente è impostato su DALAYER, gli oggetti vengono creati con il tipo di linea assegnato al layer corrente.

- Se il tipo di linea corrente è impostato su DABLOCCO, gli oggetti vengono creati con il tipo di linea

CONTINUOUS fino a quando non vengono raggruppati in un blocco. Quando il blocco viene inserito nel disegno, questi oggetti assumono l'impostazione corrente del tipo di linea.

- Se si desidera che il tipo di linea corrente sia diverso da quello assegnato al layer corrente, è possibile

specificare esplicitamente un tipo di linea differente. -Come impostare il tipo linea per tutti i nuovi oggetti Per impostare il tipo di linea per tutti i nuovi oggetti è necessario

- Dal menù Formato, scegliere Tipo di linea.

- Se si desidera caricare tipi di linea aggiuntivi, scegliere Carica (load), quindi selezionare uno o più tipi di linea e scegliere OK.

- Tenere premuto CTRL per selezionare più tipi di linea o MAIUSC per selezionarne una serie contigua.

- In Gestione tipo di linea (linetype), eseguire una delle operazioni seguenti:

- Selezionare un tipo di linea, quindi scegliere Corrente per disegnare tutti i nuovi oggetti con il tipo di linea selezionato.

- Selezionare DALAYER per disegnare i nuovi oggetti con il tipo di linea assegnato al layer corrente.

- Selezionare DABLOCCO per disegnare i nuovi oggetti con il tipo di linea corrente fino a quando non vengono

raggruppati in un blocco. Quando il blocco viene inserito in un disegno, gli oggetti del blocco erediteranno il

tipo di linea corrente.

- Scegliere Salva.

-Come modificare il tipo di linea assegnato ad un layer

- Per modificare il tipo di linea assegnato ad un layer è necessario

- Dalla barra dei menù scegliere Formato (format) quindi Layer.

- Nella finestra di dialogo Gestore proprietà layer, selezionare il nome del tipo di linea da modificare.

- Nella finestra di dialogo Seleziona tipo di linea, selezionare il tipo di linea desiderato, quindi scegliere OK.

- Scegliere nuovamente OK.

-Controllo della scala dei tipi di linea

- È possibile utilizzare lo stesso tipo di linea con scale differenti modificando il fattore di scala del tipo di linea globalmente oppure individualmente per ciascun oggetto.

- Per default, in AutoCAD viene utilizzato un fattore di scala per i tipi di linea globale e individuale pari a 1.0. Quanto più piccola è la scala, tante più volte la sequenza verrà ripetuta per unità di disegno.

- Ad esempio, con un'impostazione pari a 0.5, per ogni unità di disegno vengono visualizzate due ripetizioni

del modello nella definizione del tipo di linea. I segmenti di linea brevi insufficienti a contenere un intero motivo del tipo di linea vengono visualizzati come continui.

motivo del tipo di linea vengono visualizzati come continui. Figura 21- lanetype manager -Controllo degli spessori

Figura 21- lanetype manager

-Controllo degli spessori di linea Con gli spessori di linea è possibile creare linee di diversi spessori per visualizzare i tagli nelle sezioni, la profondità nelle elevazioni, le linee di quota e le lineette e definire spessori variabili per i dettagli degli oggetti. Ad esempio, assegnando spessori di linea diversi ai layer, è possibile individuare con facilità gli oggetti nuovi, quelli esistenti. Gli spessori di linea non vengono visualizzati a meno che non sia selezionato il pulsante SLN (LWT) sulla barra di stato.

sia selezionato il pulsante SLN (LWT) sulla barra di stato. Figura 22- barra di stato Gli

Figura 22- barra di stato

Gli oggetti presenti nel disegno possono essere stampati utilizzando spessori di linea personalizzati. Utilizzare la finestra di dialogo Impostazioni tabella stili di stampa in Opzioni da Strumenti per impostare nuovi valori per gli spessori di linea predefiniti. -Visualizzazione degli spessori di linea

Per visualizzare gli spessori di linea si può utilizzare uno dei metodi seguenti:

Selezionare o deselezionare SLN (LWT) sulla barra di stato. Selezionare o deselezionare Visualizza spessore linea nella finestra di dialogo Impostazioni spessore linea da Formato (format) quindi spessore di linea (lineweight settings). Impostare la variabile di sistema LWDISPLAY su 0 o su 1 per attivare o disattivare la visualizzazione dello spessore di linea.

su 0 o su 1 per attivare o disattivare la visualizzazione dello spessore di linea. -Figura

-Figura 23- lineweight settings

4.2

Impostazione dello spessore di linea corrente

Tutti gli oggetti vengono creati con lo spessore di linea corrente, indicato in Controllo spessore di linea nella barra degli strumenti Proprietà oggetto. Se lo spessore di linea corrente è impostato su DALAYER (bylayer), gli oggetti vengono creati con lo spessore

di linea assegnato al layer corrente.

Se lo spessore di linea corrente è impostato su DABLOCCO (byblock), gli oggetti vengono creati con l'impostazione di spessore di linea di default finché non vengono raggruppati in un blocco. Quando il blocco viene inserito nel disegno, assume l'impostazione di spessore di linea corrente.

Se si desidera che lo spessore di linea corrente sia diverso da quello assegnato al layer corrente, è possibile specificare esplicitamente uno spessore di linea differente. Agli oggetti dei disegni creati in una versione precedente di AutoCAD viene assegnato il valore dello spessore

di linea di DALAYER (bylayer), e tutti i layer vengono impostati su DEFAULT. Lo spessore di linea assegnato

agli oggetti viene visualizzato come riempimento a tinta unita dello stesso colore assegnato all'oggetto.

5

Puntamento

Per specificare un punto usando uno strumento di puntamento, bisogna spostare il dispositivo finchè il puntatore a croce sullo schermo non si trova nella posizione desiderata e quindi premere il pulsante di selezione dispositivo. Le coordinate X,Y sono immesse come se fossero state digitate dalla tastiera. Per la componente Z viene aggiunta l’elevazione corrente. Quando è attivo il modo Snap, il puntatore a croce si sposta da un punto si snap all’altro, permettendo di

specificare punti in corrispondenza ad ogni pixel dello schermo grafico. Nota: se il modo Snap è attivo e l’incremento di snap è maggiore della superficie visualizzata sul monitor, può sembrare che il cursore grafico sia bloccato. Per correggere questo inconveniente, basta ridurre l’incremento

di snap o disattivare il modo snap.

5.1 Supporto al puntamento snap

La modalità snap limita i movimenti del puntatore a croce agli intervalli definiti dall'utente. Quando questa modalità è attivata, il cursore sembra aderire ad una griglia rettangolare invisibile. Lo snap è particolarmente utile per specificare punti precisi utilizzando i tasti di direzione o il dispositivo di puntamento. Lo snap si imposta, si attiva o si disattiva utilizzando l'apposito pulsante presente sulla barra di stato oppure da riga di comando mediante la procedura :snap INVIO, on/off INVIO.

di comando mediante la procedura :snap INVIO, on/off INVIO. Figura 24- Snap È una modalità che

Figura 24- Snap

È una modalità che consente al cursore di muoversi su di una griglia virtuale di punti obbligati. Lo spazio fra questi punti può essere definito a piacere. Questa modalità consente una maggiore precisione del disegno ed

una maggiore facilità nell'uso del mouse nell'individuare con esattezza i punti a distanza prefissata. La griglia è un modello di punti rettangolare che si estende sull'area specificata come limiti del disegno. Utilizzare la modalità griglia è come posizionare un foglio di carta millimetrata sotto un disegno. poiché facilita l'allineamento degli oggetti e la visualizzazione della distanza che li separa. La griglia non viene stampata. Se

si esegue uno zoom in avvicinamento o in allontanamento nel disegno, potrebbe essere necessario regolare

l'intervallo della griglia in modo che si adatti meglio al nuovo ingrandimento. Mentre si lavora, è possibile attivare e disattivare la griglia e la modalità snap, nonché modificare l'intervallo

della griglia e di snap.

5.2 Introduzione agli snap ad oggetto (OSNAP)

Gli snap ad oggetto, che definiremo da qui in avanti come OSNAP, in tutti i programmi CAD sono fondamentali Funzione: agganciando i punti "notevoli" degli oggetti che abbiamo creato. Gli OSNAP limitano la specificazione dei punti in posizioni esatte, ad esempio il punto medio o l'intersezione, su oggetti esistenti. L'uso degli OSNAP rappresenta un metodo rapido per individuare una posizione esatta su un oggetto senza la necessità di conoscere la coordinata o di disegnare le linee di costruzione. Gli OSNAP sono uno strumento utilissimo per ottenere un disegno di precisione, e sono la base su cui s'è sviluppato il CAD. Una linea, per esempio ha tre punti notevoli fondamentali e una miriade di altri punti che appartengono alla linea stessa. I tre punti notevoli fondamentali sono: inizio linea, fine linea e punto medio. Spesso anzi spessissimo abbiamo la necessità di collegare spezzoni di linee partendo esattamente dalla fine della linea precedente, oppure dobbiamo disegnare una linea che parta dal punto medio di un arco e vada

linea.

perpendicolarmente

Ebbene tutte queste cose e molte altre si possono fare rapidamente solo con i comandi OSNAP.Due le

premesse da fare riguardo agli OSNAP. La prima e che non sono dei veri e propri comandi, cioè non

possiamo digitarli nella linea di stato quando AutoCAD ci chiede un comando, infatti, se proviamo a digitare dopo comando: la scritta INT (che sta per intersezione) ci apparirà il messaggio "comando sconosciuto". Gli OSNAP quindi sono dei sottocomandi, o come li definisce la guida in linea, degli aiuti per il disegno o dei "filtri", funzionano cioè solo se abbinati ad altri comandi. L'altra premessa è che gli OSNAP sono dei sottocomandi trasparenti. I comandi trasparenti in AutoCAD sono tutti quei comandi che funzionano anche se

ci sono altri comandi in uso. Non possiamo ad esempio eseguire il comando LINEA e subito dopo il comando COPIA, perché quest'ultimo annulla il comando LINEA. Possiamo invece eseguire il comando LINEA, poi

eseguire il comando ZOOM finestra, ed una volta eseguito si ritorna al comando LINEA. Questo perché anche gli zoom sono comandi trasparenti, cioè funzionano anche se sotto c'è un comando già attivo, vanno in esecuzione senza annullare il comando che c'è sotto (salvo casi particolari, quando è richiesta una

disegno).

La barra delle icone del comando OSNAP è la seguente:

rigenerazione

ad

una

del

del comando OSNAP è la seguente: rigenerazione ad una del Figura 25- Object snap Questo è
del comando OSNAP è la seguente: rigenerazione ad una del Figura 25- Object snap Questo è

Figura 25- Object snap

Questo è l'OSNAP temporary track point ( Puntamento) . Serve per trovare dei punti riferiti ad un altro. Bisogna ricordare però che questo OSNAP va sempre abbinato ad altri OSNAP che vedremo fra poco.

In sostanza è un osnap di puntamento che consente di associare ad un punto degli altri legati al primo da una

associazione del tipo “allineamento orizzontale”

da una associazione del tipo “allineamento orizzontale” Questo è l'OSNAP snap from ( Da) . Serve

Questo è l'OSNAP snap from( Da) . Serve per trovare dei punti riferiti ad un altro. Con un esempio è più facile da capire. Bisogna ricordare però che come l'OSNAP precedente va sempre abbinato ad altri OSNAP che vedremo più avanti e che per adesso vengono solamente accennati. Disegnamo una linea verticale. Poi clicchiamo nuovamente sul comando linea. Adesso clicchiamo su questo OSNAP, poi facciamo un altro clic sul vertice in alto della linea che avevamo disegnato prima e vedremo che

si sgancia temporaneamente la linea dal primo punto e si aggancia nel vertice che abbiamo appena cliccato.

Adesso ci spostiamo verso destra col mouse e clicchiamo nuovamente. Verrà tracciata la linea.

Questo è l'OSNAP snap to endpoint( Fine), uno dei più usati, identifica la fine degli

Questo è l'OSNAP snap to endpoint( Fine), uno dei più usati, identifica la fine degli oggetti. Disegniamo una linea verticale lunga 10, poi riprendiamo il comando LINEA e clicchiamo in un altro punto vuoto dello schermo. Abbiamo ora la linea agganciata al mouse ed AutoCAD aspetta il secondo punto per disegnare la linea. Adesso prendiamo questo OSNAP e se ci posizioniamo sopra la linea precedentemente disegnata vedremo comparire alla sua estremità un quadratino che è il simbolo che contraddistingue l'OSNAP Fine. Spostandoci con il mouse sopra o sotto il punto medio vedremo che anche il quadratino si sposta da una fine all'altra, visto che una linea ha sempre due estremi finali. Clicchiamo ed ecco agganciata la seconda linea.

finali. Clicchiamo ed ecco agganciata la seconda linea. Questo è l'OSNAP snap to midpiont (Medio),identifica

Questo è l'OSNAP snap to midpiont (Medio),identifica il punto medio di un oggetto. Disegniamo una linea verticale, poi riprendiamo il comando LINEA e clicchiamo in un altro punto vuoto dello schermo. Abbiamo ora la linea agganciata al mouse ed AutoCAD aspetta il secondo punto per disegnare la linea. Adesso prendiamo questo OSNAP e se ci posizioniamo sopra la linea precedentemente disegnata vedremo comparire nel suo punto medio un triangolino che è il simbolo che contraddistingue l'OSNAP Medio. Clicchiamo ed ecco agganciata la seconda linea al punto medio della prima.

ecco agganciata la seconda linea al punto medio della prima. Questo è l'OSNAP snap to intersection

Questo è l'OSNAP snap to intersection (Intersezione), identifica il punto di intersezione fra due oggetti. Disegnamo una linea verticale, poi riprendiamo il comando LINEA e disegniamo una linea orizzontale che taglia in due parti quella verticale, riprendiamo il LINEA e clicchiamo in un altro punto vuoto dello schermo. Abbiamo ora la linea agganciata al mouse ed AutoCAD aspetta il secondo punto per disegnare un'altra linea. Adesso prendiamo questo OSNAP e se ci posizioniamo sopra il punto di intersezione fra le linee verticale ed orizzontale precedentemente disegnate vedremo comparire una X che è il simbolo che contraddistingue l'OSNAP intersezione. Clicchiamo ed ecco agganciata la terza linea al punto di intersezione fra le prime due. Se invece di selezionare l'incrocio esatto selezioniamo solo una linea, comparirà un simbolo fatto con una X… che indica che AutoCAD aspetta una seconda linea per calcolare l'intersezione tra quella preselezionata e la successiva. L'OSNAP funziona anche se le linee (o altri oggetti di AutoCAD) non si intersecano effettivamente, basta selezionarli uno alla volta. Le due rette devono però essere sullo stesso piano.

volta. Le due rette devono però essere sullo stesso piano. Questo è l'OSNAP snap to apparent

Questo è l'OSNAP snap to apparent intersect (Intersezione apparente), identifica il punto di intersezione presunta fra due oggetti. Si differenzia dall'OSNAP precedente perché funziona anche con oggetti che sono su piani diversi e solo in alcune viste si intersecano. In queste viste è possibile calcolare il punto d'intersezione.

Questo è l'OSNAP snap to extension (Estensione), identifica una serie infinita di punti sull'estensione di

Questo è l'OSNAP snap to extension (Estensione), identifica una serie infinita di punti sull'estensione di una linea (o un arco) precedentemente disegnata. Disegniamo una linea verticale, poi riprendiamo il comando LINEA e clicchiamo in un altro punto vuoto dello schermo. Abbiamo ora la linea agganciata al mouse ed AutoCAD aspetta il secondo punto per disegnare la linea. Adesso prendiamo questo OSNAP e se ci posizioniamo sopra la fine della prima linea per circa un paio di secondi vedremo comparire in questo punto una piccola crocetta, questo quindi è diventato un punto di puntamento (vedi primo OSNAP) e se ci spostiamo con il mouse lungo il prolungamento della prima linea vedremo comparire una linea tratteggiata che ci aiuta a posizionarci perfettamente lungo questo prolungamento. Clicchiamo ed ecco agganciata la seconda linea ad un punto che giace lungo il prolungamento della prima linea.

un punto che giace lungo il prolungamento della prima linea. Questo è l'OSNAP snap to center

Questo è l'OSNAP snap to center (Centro), identifica il centro di cerchi ed archi. Disegniamo un cerchio, poi prendiamo il comando LINEA e quando chiede il primo punto prendiamo questo OSNAP, ci posizioniamo sopra il cerchio e nel suo centro vedremo comparire un cerchietto che è il simbolo che contraddistingue l'OSNAP Centro. Clicchiamo ed ecco agganciata la linea al centro del cerchio.

ed ecco agganciata la linea al centro del cerchio. Questo è l'OSNAP sanap to tangent (Tangente),

Questo è l'OSNAP sanap to tangent (Tangente), identifica il punto di tangenza tra una linea ed un cerchio od arco. Disegniamo un cerchio, poi prendiamo il comando LINEA e clicchiamo in un altro punto vuoto dello schermo. Abbiamo ora la linea agganciata al mouse e AutoCAD aspetta il secondo punto per disegnare la linea. Adesso prendiamo questo OSNAP e se ci posizioniamo sopra un qualsiasi punto del cerchio precedentemente disegnato, vedremo comparire nel punto di tangenza fra la linea e il cerchio, un cerchietto con sopra una piccola linea orizzontale che è il simbolo che contraddistingue l'OSNAP Tangente. Spostandoci con il mouse sopra o sotto il cerchio vedremo che il punto di tangenza cambia, perché i punti di tangenza tra una linea ed un cerchio sono sempre due. Clicchiamo ed ecco agganciata la linea.

sono sempre due. Clicchiamo ed ecco agganciata la linea. Questo è l'OSNAP snap to perpendicular

Questo è l'OSNAP snap to perpendicular (Perpendicolare), identifica il punto perpendicolare fra due linee. Disegniamo una linea inclinata, poi riprendiamo il comando LINEA e clicchiamo in un altro punto vuoto dello schermo. Abbiamo ora la linea agganciata al mouse e AutoCAD aspetta il secondo punto per disegnare la linea. Adesso prendiamo questo OSNAP e se ci posizioniamo sopra la linea precedentemente disegnata vedremo comparire in un punto di questa linea un piccolo triangolo rettangolo senza ipotenusa con evidenziato l'angolo retto, che è il simbolo che contraddistingue l'OSNAP Perpendicolare. Clicchiamo ed ecco agganciata la seconda linea alla prima. Le due linee sono perpendicolari fra loro.

Questo è l'OSNAP snap to parallel (Parallelo), identifica una serie infinita di punti sulla parallela

Questo è l'OSNAP snap to parallel (Parallelo), identifica una serie infinita di punti sulla parallela di una linea precedentemente disegnata. Disegniamo una linea, poi riprendiamo il comando LINEA e clicchiamo in un altro punto vuoto dello schermo. Abbiamo ora la linea agganciata al mouse e AutoCAD aspetta il secondo punto per disegnare la linea. Adesso prendiamo questo OSNAP e se ci posizioniamo sopra la prima linea per circa

un paio di secondi vedremo comparire in questo punto una piccola crocetta e questo quindi è diventato un

punto di puntamento (vedi primo OSNAP) e se ci spostiamo con il mouse facendo una linea parallela alla prima vedremo comparire una linea tratteggiata che ci aiuta a posizionarci perfettamente lungo questo parallelismo. Clicchiamo ed ecco agganciata la seconda linea ad un punto formando una linea perfettamente parallela alla prima

punto formando una linea perfettamente parallela alla prima Questo è l'OSNAP snap to insert (Inserimento)

Questo è l'OSNAP snap to insert (Inserimento) identifica il punto di inserimento di testi, blocchi ed attributi. Io

lo uso quando mi capita di dover aggiungere delle righe di testo. Scriviamo due o tre righe di testo.

Supponiamo ora di dover modificare questo testo aggiungendo delle righe sotto per continuare a scrivere. Prendiamo il comando copia, clicco sul testo e seleziono. Ora mi chiede il primo punto, prendiamo questo OSNAP, ci posizioniamo sopra il testo precedentemente scritto e vedremo comparire un doppio quadrato con uno spigolo in comune che è il simbolo che contraddistingue l'OSNAP Inserimento. Clicchiamo per selezionare

l’oggetto da duplicare. Poi facciamo clic con tasto sinistro ed ecco che il sistema di puntamento diviene una croce che ci permette di definire un punto base mediante clic (tasto sx). Avremo quindi agganciato il testo selezionato al mouse.

Ci spostiamo dopo l’ultima riga del testo precedentemente scritto, riprendo questo OSNAP e clicco. Ecco

aggiunto in fondo il testo.

questo OSNAP e clicco. Ecco aggiunto in fondo il testo. Questo è l'OSNAP snap to node

Questo è l'OSNAP snap to node (Nodo), identifica il punto del comando PUNTO o ottenuto anche tramite i comandi MISURA e DIVIDI. In AutoCAD c'è un comando, PUNTO, che disegna dei punti, questo OSNAP prende perfettamente questi punti. Prendiamo il comando PUNTO e clicchiamo ripetutamente tre o quattro volte nello schermo. Se per caso non dovessimo vedere niente nello schermo, andare nel menù Formato > Stile Punto, e modificare l'aspetto del punto magari scegliendo il formato a X. Chiusa questa finestra è necessario fare un rigenera (alias RIGEN) per vedere il cambiamento dei punti. Prendiamo il comando LINEA e questo OSNAP posizioniamoci sopra uno dei punti disegnati prima, vedremo comparire un cerchietto con una X dentro che è il simbolo che contraddistingue l'OSNAP Nodo. Clicchiamo ed ecco agganciata linea al punto.

Nodo. Clicchiamo ed ecco agganciata linea al punto. Questo è l'OSNAP snap to neasert (Vicino), identifica

Questo è l'OSNAP snap to neasert (Vicino), identifica un punto qualsiasi di un'entità. Il punto in ogni caso appartiene sicuramente all'entità. Disegniamo una linea, riprendiamo il comando LINEA e clicchiamo in un altro punto vuoto dello schermo. Abbiamo ora la linea agganciata al mouse e AutoCAD aspetta il secondo punto per disegnare un'altra linea. Adesso prendiamo questo OSNAP e se ci posizioniamo sopra la linea precedentemente disegnata vedremo comparire due triangolini contrapposti tipo una clessidra che è il simbolo che contraddistingue l'OSNAP Vicino. Clicchiamo ed ecco agganciata la linea al punto sopra la prima linea.

Per gli snap ad oggetto è disponibile uno strumento di aiuto visivo, chiamato AutoSnap™, che ne consente la visualizzazione e l'uso più efficiente. Quando si utilizza qualunque impostazione di snap ad oggetto, AutoSnap visualizza un contrassegno ed un suggerimento quando il cursore viene spostato sopra un punto di snap. AutoSnap viene automaticamente attivato quando si digita uno snap ad oggetto alla riga di comando o si attivano gli snap ad oggetto dalla finestra di dialogo Impostazioni disegno. Per modificare le impostazioni di AutoSnap è sufficiente -Dal menù Strumenti, scegliere Opzioni. -Nella finestra di dialogo Opzioni, scegliere la scheda Disegno -Comparirà la seguente schermata

la scheda Disegno -Comparirà la seguente schermata Figura 26- Options AutoSnap è costituito dai seguenti

Figura 26- Options

AutoSnap è costituito dai seguenti strumenti:

- Marker (Contrassegno). Visualizza la posizione dello snap ad oggetto quando il cursore si sposta sopra un oggetto o nelle sue vicinanze. La forma del contrassegno dipende dallo snap che sta indicando.

- Magnet (Calamita). Attira e blocca il cursore sui punti di snap più vicini individuati. Costituisce una guida visiva, simile

all'esecuzione dello snap alla griglia. -Display AutoSnap tooltip (Descrizione comandi). Descrive la parte dell'oggetto a cui si sta eseguendo lo snap con un piccolo flag nella posizione del cursore. -Display AutoSnap aperture box (Visualizza casella di apertura AutoSnap) Circonda il puntatore a croce e definisce un'area all'interno della quale, se si sposta il cursore, AutoCAD verifica la presenza di snap ad oggetto. È possibile scegliere se visualizzare o meno la casella di apertura ed è possibile modificarne la dimensione.

Sempre in questa finestra nella parte sinistra sotto il comando qui sopra descritto possiamo cambiare il Colors (colore) e la grandezza dei simboli caratteristici di ogni OSNAP. Vediamo ora il comando OSNAP che è nell’impostazioni disegno nella cartella Snap ad oggetto. Cliccando con il dx del mouse sulla voce Snap si aprirà la seguente schermata:

ad oggetto. Cliccando con il dx del mouse sulla voce Snap si aprirà la seguente schermata:

Figura 27- Drafting settino

In questa finestra posso spuntando le relative caselle rendere permanenti gli OSNAP. In sostanza se spunto la casella intersezione quando vado a prendere il comando LINEA, automaticamente l'OSNAP intersezione è attivo senza aver bisogno di cliccare sulla relativa icona che avevamo visto sopra. Attenzione, molti OSNAP sono "incompatibili" fra di loro ed è assolutamente sconsigliabile rendere sempre attivi con questa finestra molti OSNAP contemporaneamente.

5.3 Attivazione e disattivazione snap ad oggetto

Possiamo invece fare alcune associazioni di OSNAP in base alle nostre necessità. Possiamo attivare in questa finestra insieme gli OSNAP fine e intersezione, oppure centro e medio, oppure quadrante e perpendicolare. L'OSNAP vicino è sempre meglio non associarlo a nessun altro OSNAP. Dopo avere impostato gli snap ad oggetto, è possibile fare clic su OSNAP sulla barra di stato per attivarli o disattivarli tutti senza visualizzare la finestra di dialogo Impostazioni disegno. In alternativa, è possibile premere CTRL + F oppure F3 . Se non sono impostati snap ad oggetto, facendo clic su OSNAP viene visualizzata la finestra di dialogo Impostazioni disegno. I contrassegni di AutoSnap, le descrizioni e la calamita vengono attivati per default. È possibile modificare le impostazioni di AutoSnap nella finestra di dialogo Opzioni nella medesima finestra di dialogo o accedendo dal menù Strumenti e cliccando su Opzioni.

5.4 Modalità ortogonale

L’orto si imposta, si attiva o si disattiva utilizzando l'apposito pulsante presente sulla barra di stato:orto (ortho) on/off.

pulsante presente sulla barra di stato:orto (ortho) on/off. Figura 28- Orto Spostando il cursore, una linea

Figura 28- OrtoSpostando il cursore, una linea elastica che definisce lo spostamento segue l’asse orizzontale o verticale, a seconda di quale asse si trova più vicino al cursore. AutoCad disattiva la modalità orto quando vengono immesse le coordinate alla riga di comando, quando vengono utilizzate le viste prospettiche o quando viene specificato uno snap ad oggetto. Per attivare o disattivare la modalità ortogonale si deve utilizzare l’apposito pulsante presente sulla barra di stato o più velocemente F8.

5.5 Grip e Selezione oggetti I Grip

I grip sono caselline che compaiono in punti strategici degli oggetti e possono essere manipolati tramite il dispositivo di puntamento. Trascinando i grip è possibile stirare, spostare, ruotare, scalare o rispecchiare gli oggetti. Per apportare modifiche utilizzando i grip, selezionare un grip che funga da punto base per la modifica. Quindi, selezionare una delle modalità grip. È’ possibile passare da una modalità all'altra premendo i tasti INVIO o BARRA SPAZIATRICE. È’ inoltre possibile utilizzare i tasti di scelta rapida oppure fare clic sul pulsante destro del mouse per visualizzare tutte le modalità e le opzioni. È possibile utilizzare più grip come grip di base per mantenere inalterata la forma dell'oggetto tra i grip selezionati. Tenere premuto il tasto MAIUSC durante la selezione dei grip.

Figura 29- Grip Per attivare i grip è necessario Dal menù Strumenti (tools), scegliere Opzioni

Figura 29- Grip

Per attivare i grip è necessario Dal menù Strumenti (tools), scegliere Opzioni (options). Nella finestra di dialogo Opzioni, scheda Selezione (selection), scegliere Attiva grip (enable grip). Scegliere Applica (apply) quindi Ok

5.6 Come spostare, ruotare, scalare o riflettere gli oggetti utilizzando i grip Per spostare, ruotare, scalare o riflettere gli oggetti utilizzando i grip è necessario Selezionare l'oggetto da spostare, ruotare, scalare o riflettere.

Selezionare con un clic un grip di base su un oggetto. Il grip selezionato viene evidenziato e la modalità grip di default Stira viene attivata.

È possibile passare da una modalità grip all'altra premendo il tasto INVIO finché viene visualizzata la modalità

grip desiderata. In alternativa, è possibile fare clic con il pulsante destro del mouse per visualizzare un menu

di scelta rapida delle diverse modalità e opzioni.

Spostare il dispositivo di puntamento e fare clic. Gli oggetti selezionati vengono modificati seguendo il movimento del grip.Per selezionare un oggetto, fare clic su di esso con il dispositivo di puntamento. Il riquadro di selezione deve toccare una parte dell'oggetto. Ad esempio, per selezionare un cerchio occorre fare clic sulla circonferenza piuttosto che in un punto qualsiasi al suo interno. Le dimensioni del riquadro di selezione possono essere controllate mediante la scheda Selezione (selection) della finestra di dialogo Opzioni (optino) Per annullare la selezione dei grip è necessario premere due volte ESC. Premendo ESC una sola volta gli oggetti vengono deselezionati ma i grip restano visualizzati.

5.7

Come cambiare le dimensioni del riquadro di selezione

Per cambiare le dimensioni del riquadro di selezione è necessario

Dal menù Strumenti (tools), scegliere Opzioni (options). Quindi scegliere la scheda Selezione (selection).

In Dimensioni riquadro di selezione (Pickbox size), spostare il cursore finché il riquadro di selezione non

spostare il cursore finché il riquadro di selezione non Figura 30- Options assumerà le dimensioni desiderate,

Figura 30- Options

assumerà le dimensioni desiderate, Applica (.apply).

assumerà le dimensioni desiderate, Applica (.apply). Figura 31- Options 5.8 Selezione di oggetti molto vicini È

Figura 31- Options

5.8 Selezione di oggetti molto vicini

È difficile selezionare oggetti vicini gli uni agli altri o sovrapposti.

Per spostarsi tra gli oggetti, uno dopo l'altro, tenere premuto il tasto CTRL (da tastiera) e fare clic fino a

selezionare l'oggetto desiderato. Premere ESC per disattivare la modalità di selezione ciclica. Per togliere gli oggetti dal gruppo di selezione corrente, premere il tasto MAIUSC mentre vengono

nuovamente selezionati. È possibile aggiungere e rimuovere oggetti dal gruppo di selezione senza alcun limite

di

numero.

In

risposta alla richiesta Selezionare oggetti, è possibile selezionare molti oggetti contemporaneamente. Ad

esempio, è possibile specificare un'area rettangolare in cui tutti gli oggetti vengono poi selezionati oppure è possibile specificare un'intercetta di selezione che seleziona tutti gli oggetti che interseca.

5.8.1

Definizione di un'area di selezione rettangolare

Gli oggetti possono essere selezionati specificando gli angoli opposti in modo da definire un'area rettangolare. Dopo aver specificato il primo degli angoli opposti è possibile:

1. Trascinare il cursore da sinistra verso destra creando una finestra di selezione. Vengono selezionati solo gli oggetti racchiusi interamente nella finestra rettangolare.

2. Trascinare il cursore da destra verso sinistra per creare una selezione a intersezione. Vengono selezionati

tutti gli oggetti che sono interamente racchiusi o che intersecano la finestra. 3. Gli oggetti possono essere selezionati specificando i punti che definiscono un'area di forma irregolare. Utilizzare la selezione mediante la finestra poligono per selezionare gli oggetti racchiusi interamente nell'area di selezione. Utilizzare la selezione mediante il poligono interseca per selezionare gli oggetti interamente racchiusi l'area di selezione o che la intersecano.

5.8.2 Definizione di un'area di forma irregolare

Per selezionare gli oggetti all'interno di un'area di forma irregolare è necessario:

1 Digitare in riga di comando Selezione Al messaggio di richiesta Selezionare oggetti, digitare fp per FPoligono.

2 Specificare i punti che definiscono un'area che racchiuda interamente gli oggetti da selezionare.

3 Premere INVIO per chiudere l'area del poligono e completare la selezione.

4 Per selezionare gli oggetti che intersecano un'area di forma irregolare è necessario

5 Al messaggio di richiesta Selezionare oggetti, digitare ip (Poligono Interseca).

6 Specificare i punti che definiscono un'area che racchiuda interamente gli oggetti da selezionare.

7 Premere INVIO per chiudere l'area del poligono e completare la selezione.

5.8.3 Filtraggio di gruppi di selezione

Utilizzando Selezione rapida (QUICK SELECT) nella finestra di dialogo Proprietà o la finestra di dialogo Filtri di selezione (FILTER), è possibile filtrare i gruppi di selezione in base alle proprietà, ad esempio il colore, e al tipo di oggetto. Ad esempio, è possibile selezionare tutti i cerchi rossi presenti in un disegno, escludendo qualsiasi altro oggetto, oppure selezionare tutti gli oggetti ad eccezione dei cerchi rossi.

1

La finestra di dialogo Selezione rapida (quick select ) consente di definire velocemente un gruppo di selezione in base ai criteri di filtraggio specificati. La finestra Filtri di selezione consente di assegnare un nome ai filtri e di salvarli per poterli utilizzare in futuro.

2

Vediamo a titolo di esempio come creare un gruppo di selezione con la finestra di dialogo Selezione rapida (quick select).L'esempio riportato di seguito illustra l'uso della finestra di dialogo Selezione rapida (quick select) per selezionare gli oggetti rossi di un disegno.

4

Dal menù Strumenti (tools), scegliere Selezione rapida (quick select).

5

Nella finestra di dialogo Selezione rapida (quick select), dalla casella Applica a (apply to), selezionare Disegno intero (entre drawing).

6

Dalla casella Tipo oggetto( object type), selezionare Multiplo (multiple).

7

Dall'elenco Proprietà (properties), selezionare Colore (color)

8

Dalla casella Operatore (operator), selezionare Uguale a (equals).

9

Nel campo Valore (value), selezionare Rosso (red)

10

Nell'area Come applicare (how to apply), spuntare Includi nel nuovo gruppo di selezione (include in new selection set).

11

Scegliere OK

Figura 32- Quick select In AutoCAD , tutti gli oggetti rossi presenti nel disegno vengono

Figura 32- Quick select

In AutoCAD , tutti gli oggetti rossi presenti nel disegno vengono selezionati e la finestra di dialogo Selezione rapida viene chiusa. Per ricercare i disegni è possibile utilizzare la finestra di dialogo Trova utilizzando filtri di nome, posizione e data. Quindi FILTER (filtri)

Comando: filter

posizione e data. Quindi FILTER (filtri) Comando: filter Figura 33-Object selection filter Ad esempio, è possibile

Figura 33-Object selection filter

Ad esempio, è possibile cercare in un indirizzo di rete specifico i file di un tipo specifico aggiornati negli ultimi dieci giorni.

5.8.4

Come escludere gli oggetti da un gruppo di selezione

E’ possibile escludere gli oggetti dal gruppo di selezione corrente utilizzando l'opzione Escludi dal nuovo

gruppo di selezione. Nell'esempio riportato di seguito tutti i cerchi con un raggio maggiore di 1 vengono esclusi da un gruppo di oggetti già selezionato.

1

Dopo aver selezionato alcuni oggetti, dal menu Strumenti( tools) , scegliere Selezione rapida (quick select).

2

Nella finestra di dialogo Selezione rapida (quick select) , dalla casella Applica a (aplly to), selezionare Selezione corrente (current selection).

3

4

5

6

7

Nell'area Come applicare (how to apply), selezionare Escludi dal nuovo gruppo di selezione (exclude from new selection set).

8

Dalla casella Tipo oggetto (object type), selezionare Cerchio (circle).

Dall'elenco Proprietà (properties), selezionare Raggio (radius).

Dalla casella Operatore (operator), selezionare Maggiore di (>greater than).

Nel campo Valore (value), digitare 1.

Scegliere OK.

than). Nel campo Valore (value), digitare 1. Scegliere OK. Figura 34-quick select 5.8. 5 Come salvare

Figura 34-quick select

5.8.5 Come salvare un elenco filtrato assegnandoli un nome

Per salvare un elenco filtrato assegnandogli un nome è necessario:

1.

Alla riga di comando, digitare filter

2.

Nella finestra di dialogo Filtri di selezione (select filter) , nell'area Filtro di selezione, selezionare Linea.

3.

Scegliere Aggiungi (apply to list).

4.

Nel campo Salva con nome (save as), digitare il nome di un filtro, ad esempio Filtro linea.

5.

Scegliere Salva con nome.

6.

Scegliere Applica.

7.

Il filtro viene applicato, quindi nel disegno è possibile selezionare solo le linee. Se si selezionano gli oggetti con una selezione, viene applicato il filtro a tutti gli oggetti presenti nell'area di selezione.

viene applicato il filtro a tutti gli oggetti presenti nell'area di selezione. Figura 35-Object Selection Filters

Figura 35-Object Selection Filters

6

Blocchi, attributi e riferimenti esterni

Il blocco è costituito da una serie di entità raggruppate in un unico oggetto. Una volta raggruppare, a queste entità viene assegnato un Nome di Blocco; questo nome permette di inserire il blocco in un punto qualsiasi del disegno. Ogni elemento del blocco nel disegno (un riferimento di blocco) può avere dei fattori di scala e di rotazione differenti. Prendiamo in considerazione, ad esempio, la figura a sinistra. Se le entità presenti in questa figura fossero raggruppate in un blocco, potrebbero essere inserite in uno qualsiasi modo. AutoCAD considera un blocco come un’entità singola: è possibile spostare, cancellare o elencare un blocco (usando rispettivamente i comandi SPOSTA, CANCELLA e LISTA) puntando semplicemente una qualsiasi delle entità che lo compongono. La struttura interna di un blocco non ha alcuna importanza; esso viene considerato un’entità e può essere manipolato come tale tramite i comandi di editazione. Un blocco viene generato partendo da una serie di entità presenti nel disegno corrente o in un altro disegno creato in precedenza con AutoCAD. In questo modo è possibile creare, in modo interattivo, una libreria personale di parti e inserirle nei disegni in una qualsiasi posizione. Ogni inserimento utilizza solo la definizione originale, permettendo così di definire ogni volta una posizione, una scala e una rotazione differente. Ciò migliora la compattezza e l’efficienza dei disegni con molteplici usi di un singolo blocco. Per generare e manipolare i blocchi si hanno a disposizione sei comandi specifici: BLOCCO, DDINSERT, INSERT, BASE e MBLOCCO, descritti in questo capitolo. Per ridenominare e cancellare blocchi esistenti ad altri oggetti a cui è stato dato un nome, possono essere usati anche i comandi DDRENAME, RINOMINA e ELIMINA, descritti nel Capitolo 4.

6.1 Blocchi, layer di disegno e tipi di linea

Un blocco può essere composto da entità disegnate originariamente su diversi layer; le informazioni inerenti ai layer sono conservate nel blocco. Eseguendo un inserimento, ogni entità viene disegnata sul layer originale, indipendentemente da quale sia il layer di disegno corrente. Quindi se in un blocco è contenuto un cerchio che era stato disegnato sul layer ABC, con colore o tipo linea DALAYER, il cerchio viene disegnato sul layer ABC ( con relativo colore e tipo di linea), anche se il layer di disegno corrente è XYZ. In modo analogo, se il cerchio era stato disegnato sul layer ABC, con colore ROSSO e tipo linea TRATTEGGIATA, viene tracciato con queste proprietà quando il blocco viene inserito. Vi sono, tuttavia, tre eccezioni a questa regola:

le entità di un blocco che erano state disegnate sul layer 0, vengono inserite sul layer corrente,

quando si Richiama il blocco. Ciò rende possibile l’inserimento di blocchi sul layer corrente, come

avviene per linee,. Cerchi e altre entità fondamentali. Layer variabili (0) e layer fissi (diversi da 0) possono essere inseriti a piacere all’interno di un blocco.

1.

2.

le

entità disegnate con il colore DABLOCCO sono del colore che è corrente quando il blocco viene

inserito (esplicito o DALAYER). Ciò permette di costruire blocchi generati usando il colore dell’entità corrente come per le Linee, i Cerchi e altre entità incorporate.

3.

le

entità disegnate con il tipo di linea speciale DABLOCCO sono disegnate con il tipo di linea speciale

DABLOCCO sono disegnate con il tipo di linea che è corrente quando il blocco viene inserito (esplicito

a DALAYER). Ciò permette di costruire blocchi generati usando il tipo di linea dell’entità corrente

come per le linee, i cerchi e altre entità incorporate. Se il blocco viene inserito in layer congelato, esso non viene generato, anche se alcune delle sue entità si trovano su altri layer scongelati.

6.2

Bocchi incastrati

Un blocco inserito in un disegno può contenere altri blocchi. Ad esempio, un blocco formato da un gruppo di memorie da inserire più volte in circuiti stampati, può contenere a sua volta blocchi che ne definiscono i componenti, ciascuno con fori di montaggio nei punti appropriati. Lo stesso foro di montaggio può essere un blocco. Non vi sono limiti alla complessità dei blocchi incastrati l’uno nell’altro. Se le entità di un blocco intero (compreso nel blocco da immettere) si trovano sul layer 0 o sono entità il cui colore o tipo di linea è DABLOCCO, esse passano attraverso la struttura dei blocchi incastrati, finchè viene trovato un blocco su un layer fisso (diverso da 0); se ciò si verifica, le entità del layer 0 saranno disegnate su quel layer. Se nei blocchi più esterni le entità non incontrano nessun layer fisso, rimangono sul layer 0. in modo analogo, se non viene incontrato un colore o tipo di linea fisso, le entità con colore o tipo di linea DABLOCCO, sono generate con il colore numero 7 (bianco) o il tipo di linea CONTINUOUS.

Supponiamo ad esempio, di disegnare un cerchio con il colore DABLOCCO. Esso apparirà bianco, poiché non si trova ancora all’interno di un blocco. Poi incorporiamo questo cerchio in un blocco di nome A. se in seguito si inserisce una copia del blocco A con il colore DALAYER, il cerchio è tracciato con il colore assegnato al layer corrente.

Ora supponiamo di creare un blocco B contenente la copia del blocco B con il colore giallo, il suo cerchio sarà ancora rosso, perché il colore del cerchio era stato determinato da un colore fisso più interno nella struttura ad incastro.

Anche se la tecnica dei blocchi incastrati è molto utile, i layer, i colori e i tipi di linea che non sono fissi possono complicare molto questo modo di procedere. Per evitare confusione suggeriamo di seguire questi due consigli:

1. Se tutte le ricorrenze di un dato blocco devono avere lo stesso layer, colore e tipo di linea (indipendentemente dal layer, colore o tipo di linea correnti) conviene assegnare un layer, un colore e un tipo i linea espliciti a tutte le entità del blocco (blocchi incastrati compresi).

2. Se si desidera controllare il layer, il colore e il tipo di linea di ogni ricorrenza di un dato blocco separatamente, conviene disegnare ogni sua entità (blocchi incastrati compresi) sul layer 0 con colore e tipo di linea DABLOCCO o DALAYER.

-Blocchi senza nome (anonimi) AutoCAD crea blocchi senza nome (definibili anche blocchi anonimi) per la gestione dei motivi di tratteggio, della quotatura associativa e delle immagini postscript importante con il comando PSIN. La creazione di questo tipo di blocchi serve inoltre a gestire i modelli solidi AME e le regioni gestite con modellatore di regioni AutoCAD . autoCAD crea i blocchi senza nome per le entità alle quali non è possibile accedere direttamente. Non è possibile inserire i blocchi anonimi mediante il nome. È tuttavia possibile inserire i blocchi ADS.

6.3 Uso dei blocchi

L’uso dei blocchi comporta diversi vantaggi che forse non sono evidenti a prima vista;

-Efficienza del lavoro Grazie ai blocchi si può costruire un disegno partendo da elementi base. Elementi che ricorrono spesso possono quindi essere disegnati una volta sola e in seguito inseriti ripetutamente.

-Librerie personalizzate I blocchi sono memorizzabili in una libreria di elementi di disegno ricorrenti per un certo tipo di applicazione; se inoltre si combinano i blocchi con menu personalizzati, si può creare con AutoCAD un campo di applicazione perfettamente rispondente alle proprie esigenze. -Ridefinizioni Spesso bisogna rivedere disegni perché sono stati modificati alcuni dettagli in una parte del disegno. Ciò comporterebbe operazioni laboriose, poiché bisognerebbe localizzare ogni parte singolarmente ed editarla. Se però una parte è stata definita come blocco, è possibile ridefinire semplicemente il blocco stesso; tutti i riferimenti di questo blocco vengono poi aggiornati automaticamente. -Risparmio di spazio Ogni entità aggiunta al disegno ingrandisce il file di disegno su disco. AutoCAD memorizza dati relativi ad ogni singola entità; punti, raggi, fattori d’ingrandimento, ecc., cioè informazioni che descrivono la sua dimensione e posizione all’interno del disegno. Prendiamo l’esempio di un layer di arredamento con numerose scrivanie, sedie e altro mobilio d’ufficio. Se ogni sedia venisse disegnata con diverse linee ed archi, lo spazio richiesto per tutte le sedie sarebbe considerevole. Supponiamo ora di creare un blocco SEDIA formato da tutte quelle linee e quegli archi, e di inserirlo ogniqualvolta necessita una sedia nel disegno. La differenza di blocco contiene tutte le entità Linea e Arco, ciò significa che AutoCAD deve tener conto di un solo elemento. La memorizzazione di ogni sedia necessita quindi molto meno spazio sul disco. Più è complessa la definizione di blocco e più aumenta il risparmio di spazio per ogni inserimento.

Nota: i comandi COPIA, SERIE e SPECCHIO producono solo copie di spigoli oggetti, ingrandendo il file di disegno per ogni oggetto, proprio come se questo fosse stato disegnato singolarmente. Questi comandi fanno risparmiare tempo, ma non fanno risparmiare spazio nel file, a meno che gli oggetti selezionati siano dei blocchi.

-Attributi E’ possibile assegnare attributi ai blocchi. Gli attributi sono informazioni testuali che possono variare ad ogni inserimento di blocco e che possono essere visualizzate sotto forma di testo o possono restare invisibili. Si possono estrarre attributi da un disegno e trasferirli in un database, in un programma per la generazione di distinte materiali, ecc. gli attributi vengono descritti dettagliatamente nelle sezioni seguenti.

6.4 Definizione di un blocco

Il comando blocco permette di creare blocchi partendo da elementi di un disegno esistente. Quando si dà il comando blocco, AutoCAD chiede:

comando: blocco nome del blocco (o): nome Se digitate un nome valido per il blocco nuovo, AutoCAD richiede il punto base di riferimento (base point).

nome valido per il blocco nuovo, AutoCAD richiede il punto base di riferimento (base point). Figura

Figura 36-Block definition

Si possono immettere nomi di blocchi da elencare, con la possibilità di utilizzare i metacaratteri, oppure aprire la tendina in cui vi sono elencati tutti i blocchi presenti:

la tendina in cui vi sono elencati tutti i blocchi presenti: Figura 37-Block definition In questo

Figura 37-Block definition

In questo esempio, i riferimenti esterni sono indicati con l’annotazione Xrif: risolto. I blocchi dipendenti esternamente sono indicati con l’annotazione Xdip. Per ulteriori informazioni, vedere “riferimenti esterni” in questo capitolo. AutoCAD visualizza inoltre il seguente riepilogo:

Blocchi utente Numero di blocchi definiti nel disegno. Riferimenti esterni Numero di riferimenti esterni. Blocchi dipendenti Numero di blocchi esternamente dipendenti. Blocchi anonimi Numero di blocchi senza nome (anonimi). La lunghezza massima dei nomi dei blocchi è di 31 caratteri ed essi possono contenere lettere, numeri e i caratteri speciali. Se esiste già un blocco con il nome specificato, AutoCAD visualizza:

<nome blocco>esiste già (is already defined)

Update the definition and the block references? <si o no > Rispondendo no il comando blocco termina senza modifiche. Se si desidera ridefinire il blocco, digitare invece si; il disegno viene rigenerato e tutte le copie del blocco inserite nel disegno sono modificate di conseguenza. La richiesta successiva è:

………………………………

punto

base per inserimento (base point ‘pick point’)

Rispondere specificando il punto che deve essere usato come riferimento negli inserimenti successivi del blocco. Un punto base tipico è il centro del blocco o il suo angolo in basso a sinistra; questo sarà il punto di inserimento quando il blocco verrà inserito nel disegno ed è anche il punto attorno al quale il blocco può essere ruotato al momento dell’inserimento stesso. Per permettere l’inserimento di blocchi all’elevazione desiderata in disegni a 3D, viene accettata l’immissione di un punto a 3D come punto base. Se omettete di specificare la componente Z, verrà utilizzata l’elevazione corrente.

Nota: Il punto di base dell’inserimento diventa l’origine del sistema di coordinate del blocco, che si troverà ad essere parallelo all’UCS corrente al momento in cui il comando BLOCCO è stato richiamato. Dopo essere stato inserito in un disegno, il sistema di coordinate del blocco viene allineato parallelamente all’UCS corrente, naturalmente è possibile inserire un blocco con un qualunque orientamento nello spazio impostando l’UCS prima dell’inserimeto

Dopo aver scelto il nome del blocco e il suo punto di inserimento, AutoCAD richiede di specificare il gruppo di entità che formano il blocco:

Selezionare oggetti:

Selezionare gli oggetti AutoCAD costituisce poi una definizione di blocco con il nome, le entità e il punto di inserimento specificati. Il blocco definito sparisce quindi dallo schermo, ciò che permette di verificare se sono state registrate tutte le entità desiderate.

6.5

Riferimento di blocco

Esistono due modi per inserire in un disegno un blocco precedentemente definito o u file di disegno esistente come riferimento di blocco:

Per inserire un blocco mediante un riquadro di dialogo, utilizzare il comando DDINSERT.

Per inserire un blocco mediante la linea di comando utilizzare il comando INSERT. Quando un blocco viene inserito grazie a questi due comandi è possibile impostarne il punto di inserimento, la scala e l’angolo di rotazione. I comandi DDINSERT e INSERT dispongono di funzioni che servono ad espletare il blocco dopo il suo inserimento. In questa sezione vengono descritti il riquadro di dialogo di DDINSERT e il comando INSERT. Per ulteriori informazioni sull’inserimento dei blocchi, rimandiamo alla sezione relativa a ddinsert. Il comando Insert dispone di alcune funzioni non disponibili per DDINSERT, ma che verranno descritte laddove Possono essere utilizzate. Successivamente sono riportati alcuni consigli sull’utilizzo delle entità del disegno come blocchi, nonchè informazioni dettagliate sull’inserimento dei file di disegno.

Nota: Non è possibile utilizzare DDINSERT o INSERT per aggiungere al disegno un riferimento esterno esistente. A questo scopo utilizzate l’opzione Attacca dal comando XRIF.

6.6 Comando DDINSERT-Riquadro di dialogo Inserimento blocco

Il formato del comando DDINSERT è il seguente:

comando: ddinsert Viene visualizzato un riquadro di dialogo Inserimento Blocco simile a quello di seguito riportato:

Inserimento Blocco simile a quello di seguito riportato: Figura 38-Insert In linea generale, utilizzate selezionare

Figura 38-Insert

In linea generale, utilizzate selezionare nome blocco/file per specificare il blocco o il file che desiderate inserire. E’inoltre possibile specificare la posizione nel disegno del blocco inserito selezionando la cartella di controllo specificare parametri nella linea comandi per attivarla, oppure utilizzando le aree Punto di inserimento, Scala e Rotazione. La casella di controllo Esploso ha lo stesso effetto del comando esploso sul blocco dopo il suo inserimento. Se il blocco contiene definizioni di attributi AutoCAD visualizza i relativi messaggi per la loro definizione. Il nome dell’ultimo blocco inserito durante la sessione di editazione corrente viene memorizzato e diventa il valore di default per le successive sessioni di DDINSERT. -blocco Per specificare un blocco da inserire, digitarne il nome nella casella di testo blocco…selezionare il pulsante blocco….per attivare un sottoriquadro di dialogo in cui sarà possibile effettuAre la selezione utilizzando l’elenco dei blocchi definiti nel disegno corrente ivi visualizzato:

-file Per specificare un file di disegno da inserire come definizione di blocco digitarne il nome nella casella di testo file…E’ inoltre possibile selezionare il pulsante file…per visualizzare un riquadro di dialogo standard per la gestione dei file che permetterà la ricerca del file di disegno desiderati nella directory corrente o in un’altra directory del sistema.

Dopo aver immesso il nome del file di disegno nella cartella di testo file, il nome apparirà anche nella casella di testo Blocco. Questa procedura consente di creare un blocco basato sul disegno originale con un nome diverso. Se, ad esempio, selezionate un file di disegno chiamato libreria.dwg il suo nome viene visualizzato sotto forma di libreria nelle caselle di testo file e blocco. Se modificate la voce visualizzata in blocco in scaffali, il disegno libreria.dwg viene inserito come definizione di blocco scaffali

E’ possibile aggiungere un prefisso di unità disco o directory al nome del file immesso, come b: congegno o parti/flangia. Il prefisso non diviene parte del nome del blocco.

Grazie a questa caratteristica è possibile creare una libreria di parti in file separati per ciascuna parte e successivamente inserite le parti nei disegni di interesse. Ogni parte risulta essere un file di disegno separato creato con AutoCAD.

-Specificare parametri nella linea comandi Se viene selezionato Specificare parametri nella linea comandi e quindi ok, il riquadro dialogo inserimento blocco viene liberato in modo da permettere la definizione del punto di inserimento, della scala e dell’angolo di rotazione all’interno dell’area del disegno con il dispositivo di puntamento o mediante la linea di comando. Ciò permette si specificare i parametri utilizzando la linea di comando.

-Punto d’inserimento Punto d’inserimento permette di definire la posizione delle coordinate X,Y, Z all’interno del disegno, ovvero il punto in cui si desidera che venga inserito il blocco. Nella casella di testo Z: appare il valore di elevazione Corrente. Una copia del blocco specificato viene disegnata con il relativo punto di base nel punto di inserimento così disegnato. Se viene inserito un disegno come definizione di blocco è possibile utilizzare il comando BASE per Modificare il punto di inserimento nel disegno originale. Vedere la sezione “Comando BASE”.

-Scala L’area consente di definire i fattori scalari di X,Y,Z, relativi al blocco inserito. Il fattore scalare immesso per la X viene visualizzato anche nelle caselle di testo Y: e Z:. Successivamente all’immissione del fattore scalare della X è possibile specificare un valore di fattore scalare diverso per X o Z. AutoCAD moltiplica tutte le dimensioni relative a X, Y e Z del blocco per i fattori scalari di X,Y e Z immessi.

-Fattori di scala negativi E’ possibile specificare valori negativi per i fattori di scala per X e Y; ne risulta l’inserimento di una copia speculare del blocco. Per esempio, l’oggetto a sinistra è stato inserito con i fattori di scala per X e Y uguali a 1, mentre il disegno di destra mostra lo stesso blocco inserito con un fattore di scala per X uguale a –1.

Fattore di scala X=1 Fattore di scala Y=1

X uguale a –1. Fattore di scala X=1 Fattore di scala Y=1 PUNTI DI INSERIMENTO Fattore

PUNTI DI

INSERIMENTO

Fattore di scala X=-1 Fattore di scala Y=1

a –1. Fattore di scala X=1 Fattore di scala Y=1 PUNTI DI INSERIMENTO Fattore di scala

-Inserimento e scalatura di blocchi 3D Come descritto in precedenza i comandi DDINSERT e IMSERT accettano come punto di inserimento un punto

a 3d completo permettendo così di specificare una particolare elevazione quando viene inserito un blocco. È

necessario ricordare, tuttavia, che se nella linea di comando non viene immesso alcun valore per la coordinata Z, viene utilizzato il valore di elevazione corrente. Tutte le entità associate al blocco vengono sfalsate del valore appropriato in base alla coordinata Z del punto di inserimento, in modo analogo alle altre dimensioni. Se per il fattore di scala della X viene specificato un valore negativo e si lasciano immutati i valori standard per i fattori di scala di Y e Z, AutoCAD procede alla conversazione del fattore di scala di Z in valore assoluto (positivo).

Il layer di definizione del blocco (l’UCS corrente al momento della creazione del blocco stesso) è sempre

allineato parallelamente all’Ucs corrente quando il blocco viene inserito. È possibile orientare il blocco in qualsiasi direzione impostando l’UCS sul layer corretto e quindi specificando un angolo di rotazione in base al

quale il blocco verrà ruotato nel layer in questione.

-Rotazione L’area rotazione permette di immettere un angolo di rotazione valido per ilo blocco inserito.

-Esploso La casella di controllo Esploso permette di inserire il blocco come un gruppo di entità individuali e non come singola unità. Ha lo stesso effetto del comando ESPLOSO sul blocco dopo il suo inserimento. La selezione di quest’opzione inserisce il blocco in base alle sue singole parti originali e non come un singolo componente. Ciò consente l’eventuale editazione delle parti desiderate.

Quando esploso viene attivato, il blocco viene inserito on fattori di scala relativi a X,Y e Z identici. È pertanto disponibile un unico fattore di scala per il blocco esploso negativo.

Le entità disegnate sul layer 0 di un blocco vengono conservate nel layer quando il blocco viene inserito con esploso attivato -, ovvero non passano attraverso la struttura del layer stesso. In modo analogo, le entità caratterizzate da colore DABLOCCO vengono disegnate in bianco e le entità con tipo di linea DABLOCCO vengono disegnate con linee di tipo CONTINUOUS.

Poiché esploso inserisce le parti individuali del blocco, il risparmio di spazio normalmente associto ai blocchi in questo caso un è applicabile.

6.7 Comando INSERT

La sequenza del comando è la seguente:

comando: insert nome del blocco: digitare il nome del blocco che si vuole inserire punto di inserimento: indicare dove deve essere inserito fattore di scala X<1>/VERTICE/ XYZ: numero o punto fattore di scala per Y (standard=X): numero angolo di rotazione<0>: numero o punto

L’opzione XYZ nel messaggio fattore di scala per X…si riferisce alla visualizzazione 3D. Una copia del blocco specificato verrà disegnata con il punto di base posizionato sul punto di inserimento indicato. AutoCAD moltiplica dapprima tutte le dimensioni X e Y del blocco per i fattori di scala X e Y specificati, quindi ruota il blocco secondo l’angolo di rotazione, usando il punto di inserimento come centro. Il valore è applicato automaticamente ogni volta che viene data una risposta nulla ad una richiesta; è possibile

quindi inserire il blocco con una rotazione e scala originali, semplicemente premendo tre richieste. Da notare che il fattore per Y è uguale al fattore per X.

Da notare che il fattore per Y è uguale al fattore per X. ad ognuna delle

ad ognuna delle

-Scala specificata con un vertice L’opzione vertice permette di definire contemporaneamente i fattori di scala per X e Y, usando il punto di inserimento e un altro punto come vertici di un rettangolo. Le dimensioni X e Y di questo rettangolo diventano i fattori di scala per X e Y. Per esempio, se la definizione originale del blocco occupa un rettangolo di 1x1, l’oggetto inserito si adatterà al rettangolo definito. (vedere “Blocchi 1x1 “ in questo capitolo). Per utilizzare questo metodo di specifica è sufficiente indicare un punto in risposta alla richiesta fattore di scala per X; rispondendo v, si ottiene il messaggio vertice. Il secondo vertice del rettangolo deve trovarsi a destra ed in alto rispetto al punto di inserimento, altrimenti viene inteso come un fattore di scala negativo che dà origine ad un’immagine speculare della figura originale.

-Definizioni di un angolo mediante un punto se viene immesso un punto per l’angolo di rotazione, AutoCAD calcola l’angolo della linea dal punto di inserimento al punto immesso e successivamente lo utilizza per la rotazione. Se il modo Orto è attivato, l’angolo di rotazione è ortogonale.

-Preassegnazioni del fattore scalare e dell’angolo di rotazione Quando un blocco viene inserito con il comando INSERT, il suo fattore scalare e il suo angolo di rotazione possono essere preassegnati, cioè impostati prima che il blocco venga trascinato nella posizione stabilita. Solitamente il blocco viene trascinato utilizzando un fattore scalare di 1e l’angolo di rotazione di 0, ma nel caso si conosca in anticipo il fattore scalare e l’angolo di rotazione che si desidera assegnare, è possibile preassegnarli. Il fattore scalare a l’angolo di rotazione così impostati possono sostituire valori richiesti successivamente o possono fungere da valori temporanei, che possono essere in seguito disattivati.

Quando viene visualizzato il messaggio di richiesta Punto di inserimento, il blocco viene di solito trascinato sullo schermo al seguito del puntatore. È possibile, in risposta a questo messaggio, scegliere tra diverse opzioni:

Scala richiedere il fattore scalare, che corrisponde ad una distanza nell’unità corrente e può essere specificato tramite due punti. Durante l’inserimento del valore scalare, il trascinamento viene sospeso. Dopo che il valore è stato immesso, il trascinamento del punto d’inserimento viene ripreso con il blocco nella nuova scala. Il fattore scalare immesso viene applicato uniformemente agli assi X,Y e Z (la scala dell’asse Z corrisponde al valore assoluto del fattore scalare viene esclusivamente utilizzato per inserire il blocco, dopo che è stato definito il punto d’inserimento non viene più richiesta nessuna scala.

Xscala

viene impostato solo il fattore scalare della X, per il resto funziona nella medesima maniera di scala.

Yscala

viene impostato solo il fattore scalare della Y.

Zscala

viene impostato solo il fattore scalare della Z.

Ruota chiedo un angolo di rotazione, nell’unità angolare corrente. L’angolo può essere definito da due punti. Il trascinamento viene sospeso finchè l’angolo non è stato immesso. Dopo l’immissione dell’angolo, il trascinamento riprende con il blocco ruotato. L’angolo immesso viene utilizzato solo per inserire il blocco, non viene più richiesto nessun angolo dopo che è stato definito il punto

d’inserimento. PSscala funziona nella medesima maniera di scala ad eccezione che qui il fattore di scalare serve solo per controllare la visualizzazione del blocco mentre questo viene trascinato nella posizione stabilita. Dopo che il blocco è stato posizionato, viene richiesto un secondo fattore scalare e valori stamderd come per un inserimento convenzionale.

PXscala

Viene impostato solo il fattore scalare della X, per il resto funziona come Pscala.

PYscala

Viene impostato solo il fattore scalare della Y.

PZscala

Viene impostato solo il fattore scalare della Z.

PRuota Funziona nella medesima maniera di ruota ad eccezione che qui l’angolo di rotazione viene utilizzato solo per controllare l’aspetto del blocco durante il trascinamento. Dopo che il blocco è

stato posizionato, viene richiesto un secondo angolo di rotazione, come per un inserimento convenzionale.

6.8 INSERT* – Come conservare le entità singole

Esiste tuttavia la possibilità di inserire un blocco, conservando le sue entità separate una dall’altra: nel comando INSERT, al momento di specificare il nome del blocco, digitare un asterisco davanti al nome stesso. Per esempio, la sequenza:

comando: insert nome del blocco: *congegno punto di inserimento: 10,12 fattore di scala <1>: 1 angolo di rotazione<0>: 0

inserire le entità comprese nel blocco CONGEGNO nel punto specificato, applicando un fattore di scala 1 e rotazione 0. occorre notare che per un INSERT* si specifica un solo fattore di scala, che viene applicato sia a X che a Y e che non può essere negativo.

-Inserimento dei disegni come definizioni di blocco Se non è stato definito nessun blocco con il nome specificato, il comando INSERT ricerca un file di disegno con quel nome. Se la ricerca ha esito positivo, il file viene copiato nel disegno corrente come definizione di blocco con lo stesso nome di file (convertito in maiuscolo) del blocco. Successivamente il comando INSERT procede al disegno di una copia del blocco appena definito. Per richiamare un file di disegno e assegnare al blocco che ne risulta un nome diverso dal disegno originale, alla richiesta Nome del blocco del comando INSERT rispondere:

comando: insert nome del blocco: nome del file

in cui nome del blocco è il nome che si vuole assegnare al blocco generato dal file nome del file. Non si deve specificare l’estensione.dwg, poiché viene aggiunta automaticamente. Esempio:

comando: insert nome del blocco (o?): scaffali=libreria carica il file libreria.dwg e crea un blocco chiamato SCAFFALI.

-Modificare un disegno inserito Supponiamo di aver inserito il disegno ruota nel disegno auto. RUOTA è ora un blocco di auto e il file di disegno ruota non è necessario quando auto viene modificato. Infatti, se si modifica il disegno ruota, i cambiamenti non vengono applicati automaticamente ad auto. Esiste tuttavia un modo per aggiornare il blocco RUOTA nel disegno auto, affinché vengano rispecchiati apportati. Si ottiene l’aggiornamento formulando il comando Insert nel seguente modo:

comando: inser nome del blocco: nome del file

6.9 Blocchi 1x1

Una convenzione molto utile è quella di disegnare la parte originale in un quadrato di 1 unità per 1 unità. Negli inserimenti successivi, i fattori di scala per X e Y diventano le dimensioni effettive in unità di disegno. Ciò è particolarmente comodo quando per la specifica dei fattori di scala per X e Y si usa il metodo vertice.

Supponiamo di aver creato un blocco 1x1 chiamato muro con una linea orizzontale da (0,0) a(1,1). Quindi, ogni volta che occorrono due linee parallele, si può digitare INSERT MURO. Il fattore di scala per X corrisponderebbe alla lunghezza delle linee e il fattore di scala per Y corrisponderebbe alla distanza fra di esse. Lavorando con blocchi 3D, si può estendere questa convenzione ipotizzando un cubo di 1x1x1.

6.9.1 Impiego dei comandi BLOCCO e DDINSERT/INSERT per semplificare la costruzione delle entità

Quando una figura è composta da un gruppo di entità duplicate per formare un oggetto simmetrico, si possono usare i comandi BLOCCO (block) e DDINSERT o INSERT per costruire queste figure in modo veloce e semplice. La figura qui sotto

queste figure in modo veloce e semplice. La figura qui sotto Può essere creata a partire

Può essere creata a partire dall’oggetto molto più semplice mostrato nella figura qui sotto.

molto più semplice mostrato nella figura qui sotto. Col comando BLOCCO si definisce un blocco a

Col comando BLOCCO si definisce un blocco a partire dalla figura più semplice, con il punto di base indicato. Quindi, mediante DDINSERT o INSERT, si inserisce il blocco quattro volte, indicando sempre lo stesso punto di inserimento, ma con angoli di rotazione 45, 135, 225e 315 gradi. Un altro metodo per creare questa figura è quello di inserire una copia del blocco e quindi di usare il comando SERIE, per costruire una serie polare. Il punto di inserimento del blocco è il centro della serie che in questo caso contiene quattro elementi sfalsati di 90 gradi.

6.9.2

Disegni interi considerati come blocchi

Quando viene inserito, il disegno viene fisicamente trascritto nel disegno corrente e diviene una definizione di

blocco. Ciò significa che il file relativo alla parte non deve essere disponibile durante la successione di lavoro sul disegno in cui è stato inserito. I successivi inserimenti fanno semplicemente riferimento alla definizione di blocco, ma con impostazioni di posizione, fattori di scala e rotazione diverse.

I blocchi definiti nel disegno correntemente inserito possono venire utilizzati nel disegno corrente. L’inserimento del disegno non altera il disegno in cui viene inserito.

6.9.3 Modifica del punto di base per l’inserimento

Quando si ricorre al comando BLOCCO per creare in modo dinamico un blocco costruito con gli oggetti del disegno corrente, bisogna fornire un punto base per l’inserimento che verrà usato dai successivi comandi DDINSERT o INSERT. Tale punto è necessario anche quando si inserisce un disegno intero, quindi si rende necessario un mezzo per stabilirlo. Se si sta costruendo un disegno da inserire in altri disegni, occorre specificare il punto base per eventuali inserimenti, usando il comando base:

comando: base punto base: <corrente>

il comando base utilizza l’elevazione corrente come valore standard per la coordinata Z del punto di base per

inserimenti successivi del disegno. Base accetta però anche l’inserimento di un punto 3D, si può quindi, se lo desiderate, specificare la Z esplicitamente. Se non si utilizza questo sistema in fase di disegno, il punto (0,0,0) della figura diventa il punto base standard per l’inserimento.

6.9.4 Serie formate da blocchi

Il comando MINSERT (inserimenti multipli) è molto simile al comando INSER, poiché anch’esso serve ad inserire un blocco utilizzando la linea di comodo. La differenza sta nel fatto che il comando insert crea copie multiple del blocco secondo un percorso rettangolare (serie). Nel disegno viene creato un blocco solo, ma oltre alle atre proprietà dei blocchi, quali punto d’ inserimento, scala per X/Y, angolo di rotazione, ecc, ha anche il numero di righe e di colonne e le rispettive distanze. Durante il comando MINSERT, AutoCAD visualizza le stesse domande che visualizza per insert. Tuttavia, minsert* non è permesso. Dopo le richieste standard di INSERT, il comando MINSERT visualizza:

numero di righe (---)<1>:

numero di colonne (III) <1>:

Le risposte devono essere numerosi interi positivi e diversi da zero. Se il numero di colonne è maggiore di 1, appare:

cella o distanza fra righe (---):

e infine, se il numero di righe è maggiore di 1 (e non è stata specificata una cella), AutoCAD richiede:

distanza fra colonne (III):

se durante i messaggi di INSERT è stata specificata una rotazione del blocco, verrà ruotato sia ogni blocco inserito che tutta la serie MINSERT appare non ruotato. Si otterrebbe lo stesso risultato inserendo la serie con un angolo di rotazione zero, ruotando poi l’intera serie attorno al punto d’inserimento del primo blocco. Per ruotare blocchi singoli che si trovano nella serie bisogna dapprima creare un blocco ruotato e poi inserirlo con MINSERT.

6.9.5

Write block

Il comando write block può essere usato per registrare un disegno, o parte di esso, su un nuovo file di disegno. Il formato è:

comando: Wblock nome del file: nome del file nome del blocco: ----

nome del file: nome del file nome del blocco: ---- Figura 39-write block al momento di

Figura 39-write block

al momento di immettere il nome di un file, non bisogna aggiungere l’estensione .dwg, poiché viene aggiunta automaticamente. Al messaggio di richiesta nome del blocco: possono essere date quattro risposte diverse:

Nome: Le entità nella definizione di blocco specificata vengono memorizzate su disco. AutoCAD memorizza le entità di una definizione di blocco specificata nello spazio del modello nel nuovo disegno. = Come sopra, se il blocco ha lo stesso nome del file specificato. AutoCAD registra le entità nella definizione di blocco specificata nello spazio del modello del disegno nuovo. Viene registrato tutto il disegno. L’effetto di questa opzione è simile a quello del comando SALVA (SAVE), ad eccezione del fatto che i simboli non riferenti (definizioni di blocchi, layer, tipi di linea, stili di testo e stili di quotatura) non vengono registrati. Spazio: Viene richiesta una selezione di oggetti e un punto di inserimento. AutoCAD registra le entità selezionate nello spazio del modello nel file specificato e le cancella dal disegno corrente.

6.9.6 Attributi

Questa sezione descrive la funzione degli attributi. Gli attributi sono entità speciali costituite da testo. Si possono usare per contrassegnare i blocchi di un disegno e raccoglierli successivamente in una file per elaborarli con un programma per la generazione di distinte materiali.

-Introduzione Per usare un attributo occorre dapprima definirlo usando il comando DDATTDEF. Una definizione di attributo è un’entità di disegno di AutoCAD che descrive le caratteristiche dell’attibuto e viene visualizzata sullo schermo sotto forma di stringa di testo, che potremmo considerare alla stregua di un’etichetta. Dopo aver creato la definizione dell’attibuto, si può specificarla come una delle entità che devono essere incluse in un blocco. D’ora in poi, ogni volta che il blocco verrà inserito, AutoCAD potrà chiedere il valore dell’attributo, che può essere una stringa di testo qualsiasi. In questo modo, uno stesso blocco può essere inserito più volte con un valore sempre diverso per l’attributo. Il valore dell’attributo viene visualizzato nella posizione occupata precedentemente dall’etichetta.

Figura 40-Attribute definition Per prelevare informazioni sugli attributi, si usano i comandi DDATTEXT dell’editore di

Figura 40-Attribute definition

Per prelevare informazioni sugli attributi, si usano i comandi DDATTEXT dell’editore di disegni.

si usano i comandi DDATTEXT dell’editore di disegni. Figura 41-Attribute extraction Questi comandi scrivono le

Figura 41-Attribute extraction

Questi comandi scrivono le informazioni relative agli attributi in un file su disco, in modo che possono essere elaborate da altri programmi o trasferite in un database come dBASE iii. Questa funzione di prelievo degli attributi è simile ai file di interscambio disegno, ma è più facile da usare ne offre maggiori prestazioni. Nella maggior parte delle operazioni di editazione di AutoCAD, un blocco e i suoi attributi sono considerati un’entità singola, come se gli attributi fossero delle entità di teso comprese nella definizione di blocco. Con il comando CANCELLA (DELETE)si può cancellare il blocco indicato e tutti i suoi attributi. Tuttavia, come vedremo più avanti, i comandi DDATTE permettono di cambiare gli attributi indipendentemente dal blocco a cui appartengono. Ad un blocco si possono associare diversi attributi, purchè ciascun attributo sia contrassegnato da un’etichetta differente. Se il blocco ha più di un attributo, AutoCAD chiederà il valore di ciascuno di essi ogniqualvolta si inserisce il blocco. Esiste anche la possibilità di definire attributi costanti. Un attributo costante mantiene lo stesso valore ogni volta che si presenta il blocco che lo contiene, quindi AutoCAD non ne chiede il valore al momento d inserire il blocco. Gli attributi possono anche essere invisibili. Un attributo invisibile non viene né visualizzato, né stampato; tuttavia le informazioni che lo riguardano sono memorizzate nel file di disegno e scritte nel file di emissione tramite i comandi DDATTEXT.

-Esempio Esaminiamo ora una possibile applicazione degli attributi. Supponiamo che un manager o un arredatore voglia sistemare diverse scrivanie nel disegno della pianta di un ufficio. Ad ogni impiagato viene assegnata una scrivania e nel disegno deve figurare il nome dell’impiegato sulla sua scrivania o vicino ad essa. Inoltre, una volta completato il disegno, verrà redatta una lista di tutte le scrivanie dell’ufficio, con le loro posizioni e i loro occupanti. Per realizzare ciò, si disegna anzitutto una scrivania, quindi con il comando DDATTDEF si crea un a definizione di attributo con l’etichetta IMPIEGATO ed il messaggio di richiesta nome impiegato. Se alcune delle scrivanie non vengono assegnate, si assegna a questo attributo il testo standard SEGRETARIO. Una volta completato il comando DDATTDEF, la parola IMPIEGATO viene disegnata nella posizione e grandezza specificate, come mostrato nella seguente figura:

la parola IMPIEGATO viene disegnata nella posizione e grandezza specificate, come mostrato nella seguente figura: 60

60

In seguito, con il comando BLOCCO (BLOCK) si crea un blocco chiamato SCRIVANIA selezionando con una finestra sia il disegno della scrivania che la definizione dell’attributo; quando il blocco viene definito, entrambi saranno cancellati dal disegno. Quando poi si inserisce il blocco chiamato SCRIVANIA, AutoCAD chiede un punto di inserimento, i fattori di scala per X e Y ed un angolo di rotazione; quindi visualizza:

digitare valori attributi:

nome impiegato: <segretario>

valori attributi: nome impiegato: <segretario> Supponiamo di rispondere per mantenere il valore standard.

Supponiamo di rispondere per mantenere il valore standard. AutoCAD disegna quindi una scrivania e nel posto in cui era stato scritto IMPIEGATO, viene scritto SEGRETARIO. Volendo disegnare la scrivania di Paolo Rossi, bisogna inserire nuovamente il blocco SCRIVANIA, ma questa volta si risponde Paolo Rossi alla richiesta del nome dell’impiegato. Il disegno sarà:

alla richiesta del nome dell’impiegato. Il disegno sarà: In seguito si può immettere il comando DDATTEXT

In seguito si può immettere il comando DDATTEXT per creare un file le cui voci contengono i nomi del blocco, le coordinate X/Y e i valori dell’attributo, come mostrato sotto:

SCRIVANIA 110.0 250.0 SEGRETARIO

SCRIVANIA 150.0

300.0 Paolo Rossi

Il comando DDATTEXT permette di aggiungere anche altre informazioni, come la scala e la rotazione del blocco; permette inoltre di specificare un formato diverso per il file. Riprendendo l’esempio precedente, supponiamo che a ciascuna scrivania si vogliano aggiungere altre informazioni. Tramite definizioni di attributo simili a quelle per il nome dell’impiegato, si può aggiungere il reparto ed il telefono dell’impiegato, si può aggiungere il reparto ed il telefono dell’impiegato. Per facilitare la pianificazione e una stima dei costi, occorre conoscere anche il colore, il costruttore, il numero del modello e il prezzo di ciascuna scrivania. In questo caso si definiscono attributi che contengono tutte queste informazioni e si rendono visibili solo quelle che interessano. Ogni volta che il blocco SCRIVANIA deve essere inserito, AutoCAD richiede tutti questi attributi e disegna quelli visibili. Il disegno potrebbe ora essere usato per produrre dei file di estratti, per molteplici scopi. Per le gestione dell’ufficio si potrebbero ad esempio estrarre le informazioni sulle posizioni, sugli interni telefonici di tutte le scrivanie, come in:

SCRIVANIA 150.0

300.0 Ugo Bianchi

Amminis 402

SCRIVANIA 200.0

320.0

Paolo Rossi

Vendite

511

SCRIVANIA 220.0

320.0

Maria Verdi

Vendite

512

Per la pianificazione delle strutture si potrebbe estrarre una serie diversa di attributi (come posizione, colore, costruttore, numero del modello e prezzo) dello stesso disegno, come in:

SCRIVANIA 150.0

300.0

noce

Acme Prod.

4-1550W

179.95

SCRIVANIA 200.0

320.0

noce

Acme Prod.

14-1550W

179.95

SCRIVANIA 220.0

320.0

noce

Acme Prod.

14-1550B

159.95

6.9.6 Comando DDATTDEF-Definizione di attributo

Il comando DDATTDEF viene usato per creare una definizione di attributo. La definizione di attributo agisce come una scheda di identificazione. Oltre a fornire l’etichetta dell’attributo, specificano anche il messaggio di richiesta che viene usato per domandare il valore dell’attributo quando viene inserito il blocco e il valore di default per il valore dell’attributo. Descrivono inoltre il posizionamento, la dimensione e lo stile della stringa di testo usata per visualizzare il valore dell’attributo. Il comando DDATTDEF permette di creare la definizione di blocco mediante un riquadro di dialogo.

-DDATTDEF-Riquadro di dialogo definizione attributo Il formato del comando è il seguente:

Comando: ddattdef

Autocad visualizza un riquadro di dialogo Definizione attributo simile a quello di seguito riportato:

Definizione attributo simile a quello di seguito riportato: Figura 42: Attribute definiction -Modi attributo L’area

Figura 42: Attribute definiction

-Modi attributo L’area modi attributo permette di impostare quattro modalità opzionali:

Invisibile

Quando si seleziona il modo invisibile, le informazioni concernenti l’attributo non vengono

visualizzate nel disegno quando il blocco viene inserito. Questo modo è utile se non interessa vedere un attributo sullo schermo o nel caso in cui vi sia una quantità tale di attributi che, se visualizzati, riempirebbero eccessivamente il disegno o aumenterebbero il tempo necessario per rigenerarlo. Costante Il modo Costante dà un valore fisso all’attributo per qualsiasi inserimento del blocco. Contrariamente a quanto avviene per gli attributi variabili, il valore di una attributo costante in seguito non può essere cambiato. Se viene selezionato costante al momento dell’inserimento AutoCAD disattiva la relativa casella di modifica poiché il programma non necessita di tale messaggio quando costante è attivato. La selezione di costante disattiva inoltre le caselle di controllo verifica e preassegna. Verifica Se un attributo viene definito quando questo modo è attivato, si può verificare l’esattezza del suo valore durante il procedimento di inserimento.

PreassegnaQuesto modo permette la creazione di attributi variabili non richiesti durante l’inserimento del blocco. Quando viene inserito un blocco che comprende un attributo predefinito, il valore dell’attributo predefinito, il valore dell’attributo non viene richiesto e gli viene automaticamente assegnato il suo valore di default (o nessun valore se non è stato precedentemente stabilito un valore standard). Il modo preassegna ha effetti solo sull’immissione di attributi nella maniera usuale tramite messaggio di richiesta. L’immissione di attributi tramite il riquadro di dialogo definizione attributo ignora il modo preassegna, dal momento che la funzione preassegna è principalmente quella di limitare la quantità di messaggi di richiesta ai quali occorre rispondere. L’immissione tramite il riquadro di dialogo definizione attributi elimina questo inconveniente.

La variabile di sistema AFLAGS comprende le impostazioni correnti e può essere utilizzata per stabilire i modi standard.

-Attributo L’area attributo permette di definire i dati relativi agli attributi.

permette di definire i dati relativi agli attributi. Figura 43: Attributo definiction Immettere l’etichetta

Figura 43: Attributo definiction

Immettere l’etichetta dell’attributo, il messaggio e il valore standard nelle relative caselle di controllo. È necessario immettere un’etichetta dell’attributo.

Nelle caselle di testo è possibilr immettere un massimo di 256 caratteri. Utilizzare le impostazioni nel modo di seguito descritto:

EtichettaImmettere l’etichetta dell’attributo desiderata. L’etichetta può contenere qualsiasi carattere, ad eccezione degli spazi vuoti. Le lettere minuscole vengono convertite in maiuscole. L’etichetta non può mai essere nulla poiché viene utilizzata per identificare tutte le ricorrenze di un attributo all’interno di un disegno. RichiestaImmettere la riga del messaggio di richiesta che si desidera appaia quando viene inserito il blocco contenete questa definizione di attributo. Se la casella di testo viene lasciata vuota, come messaggio viene utilizzato il dato immesso in “etichetta”. La selezione di costante nell’area Modo attributo disattiva la casella di testo “richiesta” poiché in seguito AutoCAD non necessita di un messaggio.

Valore

Immettere il valore dell’attributo. Questo dato è facoltativo.

-Punto di inserimento L’area Punto di inserimento permette di selezionare la posizione delle coordinate nel disegno mediante il dispositivo di puntamento oppure immettendo le coordinate nelle relative caselle di testo visualizzate. Per selezionare un punto di inserimento è sufficiente immettere le coordinate nelle caselle di testo X,Y e Z oppure selezionare il pulsante selezionare punto <, il riquadro di dialogo definizione attributi scompare. A questo punto è possibile definire le coordinate X,Y e Z selezionando i punti nell’area di disegno oppure immettendo i relativi valori nella linea di comando. Al termine della procedura di immissione verrà visualizzato nuovamente il riquadro di dialogo definizione attributo.

Selezionare la casella di controllo allinea sotto l’attributo precedente per disporre automaticamente l’etichetta dell’attributo sotto l’attributo precedentemente definito:

sotto l’attributo precedentemente definito: Se nessun attributo è stato precedentemente definito,

Se nessun attributo è stato precedentemente definito, questa casella di controllo è disattivata.

-Punto di inserimento L’area OPZIONI (OPTION) testo permette di definire la giustificazione, lo stile, l’altezza e la rotazione del testo dell’attributo.

l’altezza e la rotazione del testo dell’attributo. Figura 44: Attribute definiction Per specificare la

Figura 44: Attribute definiction

Per specificare la giustificazione e lo stile del testo selezionare le voci dalle relative liste pop-up. È possibile specificare qualsiasi tipo di allineamento del testo (ad esempio, centrato, giustificato a destra, allineato, ecc.). Per specificare il secondo punto dell’altezza del testo (il primo è il punto di inserimento), immettere i valori nelle relative caselle di testo oppure selezionare i pulsanti Altezza< e Rotazione<. Questi due pulsanti permettono di selezionare la seconda coordinata all’interno dell’area di disegno oppure immettere il punto mediante la linea di comando. Tuttavia, se viene selezionato uno stile per cui non è stata definita l’altezza, la casella di testo Altezza< viene disattivata. Se viene selezionato Allineamento nella lista pop-up di giustificato:i pulsanti Altezza< e Rotazione< vengono disattivati. La selezione della voce Fisso disattiva il pulsante Rotazione<. Dopo aver ultimato la definizione dell’etichetta dell’attributo, l’etichetta viene visualizzata nel disegno.

6.9.7 Ridefinire blocchi con attributi

Se si usa il comando Blocco (Block), per ridefinire un blocco e modificare i suoi attributi, gli attributi associati ad un qualsiasi degli inserimenti precedenti di quel blocco subiscono le seguenti modiche: gli attributi costanti vanni perduti e vengono sostituiti dai nuovi attributi costanti (se ce ne sono), gli attributi variabili rimangono immutati (anche se la nuova definizione dell’attributo non comprende questi attributi). I nuovi attributi variabili (se ce ne sono) non vanno aggiunti. Per fare in modo che in inserimenti già esistenti vengano utilizzati i nuovi attributi, bisogna cancellare e rieseguire l’inserimento.

6.9.8 Inserimento di blocchi con attributi

Quando viene inserito un blocco contenente attributi, viene impiegato il comando DDINSERT e viene specificata la posizione, il fattore scalare e l’angolo di rotazione del blocco nella maniera usuale. Dopo che sono stati forniti questi dati, AutoCAD presenta il messaggio:

Digitare valori attributi:

Seguito da messaggi di richiesta concernenti singoli attributi. È possibile sopprimere la richiesta per questi valori e utilizzare il riquadro di dialogo Definizioni attributo al posto dei messaggi per ogni singolo valore. Questi argomenti vengono illustrati nelle sezioni successive.

-Soppressione delle richieste d’attributo

E’ possibile disattivare i messaggi che chiedono l’immissione dei valori degli attributi quando viene inserito un blocco contenente attributi. Basta dare alla nuova variabile di sistema ATTREQ valore <0>. Questa variabile viene memorizzata assieme al disegno ed ha valore standard 1, che corrisponde alla possibilità di modificare i valori degli attributi. Con il valore 0, non viene richiesto nessun nuovo valore e tutti gli attributi vengono adeguati ai loro valori di default. Questa funzione è utile se volete inserire blocchi senza fornire immediatamente valori per tutti gli attributi. Tale funzione permette l’inserimento di attributi con i valori standard, che è possibile in seguito sostituire con i comandi DDATTDEF.

6.9.9 Riferimenti esterni

La funzione Riferimenti esterni consente di lavorare con altri disegni AutoCAD senza doverli aggiungere definitivamente al disegno e senza modificarne il contenuto. Quando si richiama o si stampa il disegno, AutoCAD richiama automaticamente ciascun riferimento esterno (o Xrif). In questo modo Xrif riflette lo stato più recente del file di disegno riferente. È possibile che un altro utente modifichi il disegno contenente riferimenti esterni mentre il disegno è aperto. È possibile visualizzare la versione più aggiornata di Xrif ricaricandola oppure aggiungendola al disegno. Se il disegno su cui state lavorando contiene riferimenti esterni ad un altro disegno, AutoCAD crea un file soft lock temporaneo finchè Xrif non viene completamente caricato. I riferimenti esterni sono molto pratici quando si vuole creare un disegno principale da una serie di disegni componenti, che possono essere aggiornati ad ogni momento. Il disegno principale riflette automaticamente la modifica apportata ai riferimenti esterni, la prossima volta che lo si richiama. È anche possibile utilizzare i riferimenti esterni, la prossima volta che lo si richiama. È anche possibile utilizzare i riferimenti esterni per la coordinazione del proprio lavoro con quello di altri. Unendo i disegni degli altri al proprio come riferimento esterno, è possibile seguire l’evoluzione delle modifiche. Con il modo di snap ad oggetto di AutoCad si possono aggiungere delle entità dai riferimenti esterni al proprio disegno.

Non ci sono limiti al numero di riferimenti esterni che possono essere aggiunti ad un disegno; anzi possono essere pure incastrati, cosicché richiamando un riferimento esterno si fa in modo che ne venga richiamato automaticamente un altro. Una volta aggiunto un riferimento esterno al disegno, si può inserire un numero illimitato di copie di esso; è anche possibile modificare indipendentemente la posizione, il fattore di scala, ruotare ogni copia. Inoltre è possibile controllare la visibilità, lo stato di bloccaggio/bloccaggio, il colore ed il tipo di linea dei layer appartenenti ad un riferimento esterno. Questo permette di controllare quali parti del riferimento esterno sono visualizzate e come. Visto che la definizione di un riferimento esterno non è memorizzata con il disegno ma viene richiamata quando è necessario, l’utilizzo dei riferimenti esterni può essere molto utile per la creazione di disegni di grandi dimensioni, riducendo al minimo la dimensione del file di disegno sul disco. Per richiamare un riferimento esterno:

Dalla barra degli strumenti insert scegliere Extenal References attach dwg; image; dwf selezionare il formato del file che si desidera importare e da lì apparirà una finestra di dialogo select reference file in cui si potrà selezionare i file desiderato e aprirlo (open).

Figura 45-Xrif -Xrif-Un tipo di blocco differente Inserire un riferimento esterno è simile all’inserimento di

Figura 45-Xrif

-Xrif-Un tipo di blocco differente Inserire un riferimento esterno è simile all’inserimento di u disegno intero sotto forma di u blocco. I contenuti del disegno specificato vengono copiati in una nuova definizione di blocco; gli elementi di un blocco di un disegno sono considerati come riferimenti di blocco che possono avere posizioni, fattori di scala e rotazioni differenti. Il nome del riferimento esterno deriva dal nome del disegno riferente. In aggiunta alle entità come le linee, gli archi ed i testi, ogni disegno AutoCAD contiene anche varie tabelle utilizzate per la memorizzazione delle definizioni di blocchi, layer, tipi di linea, stili di testo e così via. Le immissioni in queste tabelle vengono chiamate elementi contrassegnati con nome o, nel caso di riferimenti esterni, simboli dipendenti del riferimento esterno. Quando aggiungete un riferimento esterno, le definizioni dei simboli dipendenti non vengono aggiunte definitivamente al disegno, ma vengono ricaricate dal file riferente ogni volta che richiamate il disegno principale. Inoltre, AutoCAD rinomina automaticamente i simboli dioendenti dei riferimenti esterni prima di aggiungerli al disegno, oppure ricarica o aggiunge il file riferente. AutoCAD assegna temporaneamente un nome ad ogni simbolo combinando il suo nome originale con il nome del riferimento esterno stesso; i due nomi sono separati da una barra verticale (I). Supponiamo, ad esempio, che il disegno AutoCAD <scala.dwg> contenga un layer chiamato ACCIAIO- NASCOSTO. Se si unisce <scala.dwg> come riferimento esterno, il layer ACCIAIO-NASCOSTO verrà ridenominato SCALAIACCIAIO-NASCOSTO prima di essere unito alla tabella del layer nel disegno. Ciò indica che il layer <ACCIAIO.NASCOSTO> è estremamente dipendente dal Xrif <scala.dwg> Il fatto di assegnare automaticamente un nuovo nome ai simboli dipendenti dei riferimenti esterni presenta due vantaggi: da una parte permette di vedere con un colpo d’occhio quali oggetti contrassegnati con un nome appartengono a quale riferimento esterno e dall’altra permette dei simboli dipendenti che hanno lo stesso nome del disegno e del riferimento esterno senza creare conflitti.

-Xrif stacca (detach)- rimuovere un riferimento esterno dal disegno Stacca (detach) consente di rimuovere i riferimenti esterni inutili del disegno. Quest’opzione cancella tutte le copie del riferimento esterno specificato e contrassegna la sua definizione per la cancellazione. (Ciò equivale all’utilizzo del comando CANCELLA per eliminare tutti i riferimenti di un blocco e quindi di ELIMINA per cancellare la definizione del blocco al file di disegno) Per staccare un Xrif dal disegno corrente aprire la finestra di dialogo EXTERNAL REFERENCES selezionare il file che si vuole rimuovere e con il tasto destro aprire la tendina per scegliere stacca (detach).

Figura 46

aprire la tendina per scegliere stacca (detach). Figura 46 7 Introduzione alla quotatura L'aggiunta al disegno

7 Introduzione alla quotatura

L'aggiunta al disegno di annotazioni relative alle misure viene comunemente detta quotatura. In AutoCAD sono disponibili diversi metodi per la quotatura degli oggetti e la formattazione delle quote. È possibile creare quote per un'ampia gamma di oggetti con orientamenti diversi. È inoltre possibile creare stili di quota che consentono di formattare rapidamente le quote, in modo da renderle conformi agli standard industriali o del progetto. Le quote mostrano le misure degli oggetti, le distanze o gli angoli tra gli oggetti o la distanza di una caratteristica da un'origine specificata. AutoCAD dispone di tre tipi fondamentali di quotatura: lineare, radiale e angolare. Le quote possono essere orizzontali, verticali, allineate, ruotate, per coordinate, della linea di base oppure continue. Ecco un esempio di quotature:

ruotate, per coordinate, della linea di base oppure continue. Ecco un esempio di quotature: Figura 47-La

Figura 47-La quotatura

Le quote si articolano in elementi distinti: testo, linee di quota, punte della freccia e linee d'estensione.

di quota, punte della freccia e linee d'estensione. Figura 48-La quota 7.1 Parti di una quota

Figura 48-La quota

7.1 Parti di una quota

Il testo di quota è una stringa di testo che in genere indica il valore della misurazione. Il testo può anche

includere prefissi, suffissi e tolleranze. La linea di quota indica la direzione e l'estensione di una quota. Per la quotatura angolare, la linea di quota

è un arco.

Le punte della freccia, chiamate anche simboli terminali, vengono visualizzate ad ogni estremità della linea

di quota. È possibile specificare forme e dimensioni diverse per le punte della freccia o per le lineette.

Le linee di estensione, dette anche linee di proiezione o linee di guida, si estendono dalla caratteristica alla

linea di quota.

7.2 Quote associative e non associative

L'associatività delle quote definisce la relazione fra gli oggetti geometrici e le quote che ne indicano le distanze

e gli angoli. In AutoCAD vengono forniti due tipi di associatività fra gli oggetti geometrici e le quote.

- Quote associative. Quando gli oggetti associati vengono modificati, la posizione, l'orientamento e il valore di misurazione di tali quote vengono automaticamente modificati di conseguenza.

- Quote non associative. Vengono selezionate e modificate con la geometria misurata. Le quote non

associative non subiscono modifiche quando vengono modificati gli oggetti geometrici da esse misurati. È possibile determinare se una quota è associativa o non associativa eseguendo una delle seguenti operazioni:

- Selezionare la quota e aprire la finestra Proprietà per visualizzarne le proprietà.

- Utilizzare il comando LISTA per visualizzare le proprietà della quota.

- Per modificare il valore di default dell'associatività delle quote è necessario:

- Dal menù Strumenti, scegliere Opzioni,

- Nella finestra di dialogo Opzioni, scegliere la scheda Preferenze utente.

- In Quotatura associativa, selezionare o deselezionare l'opzione Rendi nuove quote associative.

- Eseguire una delle due operazioni seguenti oppure entrambe:

- Scegliere Applica per memorizzare le impostazioni delle opzioni correnti nel registro di configurazione del sistema.

- Scegliere OK per memorizzare le impostazioni delle opzioni correnti nel registro di sistema e chiudere la finestra di dialogo Opzioni.

- Tutte le quote create successivamente nel disegno utilizzano le nuove impostazioni. A differenza della

maggior parte delle altre impostazioni delle opzioni, l'associatività delle quote viene salvata nel file di disegno invece che nel registro di sistema.

7.3 Creazione di quote lineari

Per creare una quota orizzontale o verticale è necessario

- Dal menù Quotatura, scegliere Lineare.

- Premere INVIO per selezionare l'oggetto da quotare o specificare le origini della prima e della seconda linea d'estensione.

- Prima di specificare la posizione della linea di quota, è possibile ignorare la direzione della quota e modificare il testo, l'angolo del testo o l'angolo della linea di quota.

- Per ruotare le linee d'estensione, digitare r (Ruotato). Quindi digitare l'angolo della linea di quota.

- Per modificare il testo, digitare testom. Nella finestra di dialogo Modifica testom, revisionare il testo e scegliere OK.

- Per ruotare il testo, digitare a (Angolo). Quindi immettere l'angolo del testo.

- Specificare la posizione della linea di quota.

7.4 Quote allineate

- Per creare una quota allineata è necessario

- Dal menù Quotatura, scegliere Allineata.

- Premere INVIO per selezionare l'oggetto da quotare o specificare le origini della prima e della seconda linea d'estensione.

- Prima di specificare la posizione della linea di quota, è possibile ignorare la direzione della quota e modificare il testo, l'angolo del testo o l'angolo della linea di quota.

- Per ruotare le linee d'estensione, digitare r (Ruotato). Quindi digitare l'angolo della linea di quota.

- Per modificare il testo, digitare testom. Nella finestra di dialogo Modifica testom, revisionare il testo e scegliere OK.

- Per ruotare il testo, digitare a (Angolo). Quindi immettere l'angolo del testo.

- Specificare la posizione della linea di quota.

7.5

Quote da linee di base e continue

Le quote da linea di base sono quote multiple misurate partendo dalla stessa linea di base. Le quote continue sono quote multiple posizionate una successivamente all'altra. Per poter creare quote da linea di base o quote continue è necessario creare prima una quota lineare, allineata o angolare. La creazione di quote da linea di base avviene per incrementi a partire dall'ultima creata nella sessione corrente.

- Per creare una quota lineare della linea di base è necessario

- Dal menù quotatura (dimension) , scegliere Linea base. L'origine dell'ultima quota lineare creata viene

utilizzata per default come prima linea di estensione per la nuova quota da linea di base. In AutoCAD viene visualizzato un messaggio di richiesta per la seconda linea di quota.

- Utilizzare uno snap ad oggetto per selezionare l'origine della seconda linea di estensione oppure premere

INVIO per selezionare una quota qualsiasi come quota di base. In AutoCAD la seconda linea di quota viene posizionata automaticamente alla distanza specificata dall'opzione Spaziatura linea base nella scheda Linee e

frecce della finestra di dialogo Gestione stili di quota.

- Utilizzare uno snap ad oggetto per specificare le origini della linea di estensione successiva.

- Continuare a selezionare le origini delle linee di estensione richieste.

- Premere due volte INVIO per terminare il comando.

- Per creare una quota lineare continua è necessario

- Dal menù quotatura (dimension), scegliere continua (continue). In AutoCAD l'origine della seconda linea di estensione della quota esistente viene utilizzata come origine della prima linea di estensione.

- Utilizzare gli snap ad oggetto per specificare ulteriori origini della linea di estensione.

- Premere due volte INVIO per terminare il comando.

7.6 Creazione di quote radiali

Le quote radiali misurano i raggi e i diametri di archi e cerchi e consentono l'aggiunta facoltativa di linee del centro o di un contrassegno del centro. Se il posizionamento del testo è impostato Sopra la linea di estensione, con una direttrice, la quota viene applicata con una linea direttrice. I contrassegni e le linee del centro vengono applicati solo alle quote di diametri e raggi.

7.7 Come creare una quota del diametro

Per creare una quota del diametro (diameter) è necessario -Dal menù quotatura (dimension) , scegliere diametro (diameter). -Selezionare l'arco o il cerchio da quotare. -Digitare le opzioni desiderate:

-Per modificare il contenuto del testo della quota, digitare t (Testo) o m (testoM). Le modifiche interne o la sovrascrittura delle parentesi (< >) comportano la modifica o la rimozione del valore della quota calcolata in AutoCAD. L'aggiunta di testo prima o dopo le parentesi ne comporta l'inclusione prima o dopo il valore della quota. -Per modificare l'angolo del testo di quota, digitare a (Angolo). -Specificare la posizione della linea direttrice.

7.8

Come creare una quota dei raggi

Per creare una quota dei raggi è necessario -Dal menù vuotatura (dimension) , scegliere Raggio (radius). -Selezionare l'arco o il cerchio da quotare. -Digitare le opzioni desiderate:

-Per modificare il contenuto del testo della quota, digitare t (Testo) o m (testoM). Le modifiche interne o la sovrascrittura delle parentesi (< >) comportano la modifica o la rimozione del valore della quota calcolata in AutoCAD. L'aggiunta di testo prima o dopo le parentesi ne comporta l'inclusione prima o dopo il valore della quota. -Per modificare l'angolo del testo di quota, digitare a (Angolo). -Specificare la posizione della linea direttrice.

7.9 Creazione di quote angolari

Le quote angolari consentono di misurare l'angolo tra due linee o tre punti. Per misurare l'angolo fra due raggi

di un cerchio, si seleziona il cerchio e si specificano i punti finali dell'angolo. Con altri oggetti, si selezionano gli

oggetti e si specifica la posizione della quota. È anche possibile quotare un angolo specificando il vertice e i punti finali dell'angolo. Una volta creata la quota, è possibile modificare il testo e l'allineamento prima di specificare la posizione della linea di quota. Per creare una quota angolare è necessario Dal menù quotatura (doìimension), scegliere angolare (angular). Utilizzare uno dei metodi seguenti:

Per quotare un cerchio, selezionare il cerchio in corrispondenza del primo punto finale dell'angolo, quindi specificare il secondo punto finale dell'angolo. Per quotare un altro oggetto qualsiasi, selezionare la prima linea, quindi la seconda. Digitare le opzioni desiderate:

Per modificare il contenuto del testo della quota, digitare t (Testo) o m (testoM). Le modifiche interne o la sovrascrittura delle parentesi (<>) comportano la modifica o la rimozione del valore della quota calcolata in AutoCAD. L'aggiunta di testo prima o dopo le parentesi ne comporta l'inclusione prima o dopo il valore della quota. Per modificare l'angolo del testo di quota, digitare a (Angolo). Specificare la posizione dell'arco della linea di quota. -Uso degli stili di quota Se si modifica uno stile di quota, è possibile aggiornare tutte le quote esistenti con

lo stile di quota modificato. La finestra Gestione stili di quota consente di modificare i seguenti elementi:

linee d'estensione, linee di quota, punte delle frecce, centri o linee del centro e gli sfalsamenti tra di essi;

-il

posizionamento delle parti della quota in relazione tra loro e l'orientamento del testo di quota;

-il

contenuto e l'aspetto del testo di quota.

-Come elencare tutte le impostazioni di quota per lo stile corrente* Per elencare tutte le impostazioni di quota per lo stile corrente è necessario -Dal menù quotatura (dimension), scegliere Stile di quota (dimension style manager). -Nella finestra di dialogo Gestione stili di quota, selezionare lo stile nell'elenco Stili e scegliere Confronta. -In AutoCAD vengono elencate le variabili di sistema di quotatura, le relative impostazioni correnti e una breve descrizione.

-Come elencare gli stili di quota utilizzati nel disegno corrente Per elencare gli stili di quota utilizzati nel disegno corrente è necessario -Dal menù vuotatura (dimension), scegliere Stile di quota (dimension style manager). -Nella finestra di dialogo Gestione stili di quota, sotto Elenco, selezionare Tutti gli stili o Stili in uso.

-Come confrontare gli stili di quotaPer confrontare gli stili di quota è necessario

-Dal menù quotatura (dimension),, scegliere Stile (dimension style manager). -Nella finestra di dialogo Gestione stili di quota, selezionare lo stile da confrontare nell'elenco Stili e scegliere Confronta. -In AutoCAD viene confrontato lo stile di quota con quello corrente.

-Controllo della geometria di quota-È possibile controllare l'aspetto delle linee di quota, delle linee d'estensione, delle punte della freccia e dei centri. Questa finestra di dialogo consente inoltre di impostare la scala delle dimensioni della quota, delle distanze e degli offset.

-Come modificare la visualizzazione delle linee di quota, delle linee di estensione e le frecce Per modificare la visualizzazione delle linee di quota è necessario

la visualizzazione delle linee di quota è necessario Figura 49-Modify dimension style Dal menù quotatura

Figura 49-Modify dimension style

Dal menù quotatura (dimension), scegliere Stile di quota (dimension style manager). -Nella finestra di dialogo Gestione stili di quota, selezionare lo stile da modificare e scegliere Modifica.

Gestione stili di quota, selezionare lo stile da modificare e scegliere Modifica. Figura 50-Dimension style menager

Figura 50-Dimension style menager

-Nella scheda Linee e frecce della finestra di dialogo Modifica stile di quota, modificare le impostazioni necessarie in Linee di quota. -Scegliere OK per uscire. -Scegliere Chiudi per uscire dalla finestra Gestione stili di quota. -Come utilizzare un simbolo di punta di freccia personalizzato Per utilizzare un simbolo di punta di freccia personalizzato è necessario Dal menù quotatura (dimension),, scegliere Stile di quota (dimension style manager). -Nella finestra di dialogo Gestione stili di quota, selezionare lo stile da modificare e scegliere Modifica. -Nella scheda Simboli e frecce della finestra di dialogo Modifica stili di quota, nell'area Punta della freccia, selezionare Freccia utente dall'elenco delle prime punte. -Nella finestra di dialogo Seleziona blocco freccia personalizzato, digitare il nome del proprio blocco. Scegliere OK. -Per scegliere una punta della freccia personalizzata diversa per la seconda punta, ripetere i passaggi 3 e 4, scegliendo Freccia utente dall'elenco di punte della freccia Seconda (opzionale). -Scegliere OK per chiudere la finestra di dialogo Modifica stile di quota. -Scegliere Chiudi per uscire.

chiudere la finestra di dialogo Modifica stile di quota. -Scegliere Chiudi per uscire. Figura 51-Modify dimension
chiudere la finestra di dialogo Modifica stile di quota. -Scegliere Chiudi per uscire. Figura 51-Modify dimension

Figura 51-Modify dimension style

-Impostazione della scala per le quote La scala per le quote modifica le dimensioni della geometria di quota in relazione agli oggetti del disegno. La scala di quota modifica dimensioni, come altezza del testo e dimensione delle punte della freccia, e sfalsamenti, come lo sfalsamento dell'origine della linea di estensione. Per impostare la scala generale di quota è necessario:

Dal menù Vuotatura (dimension), scegliere Stile di quota (dimension style). Nella finestra di dialogo Gestione stili di quota, selezionare lo stile da modificare e scegliere Modifica. Nella scheda Adatta della finestra di dialogo Modifica stile di quota, digitare un valore per la scala generale in Scala per le lavorazioni di quota. Scegliere OK per uscire. Scegliere Chiudi per uscire dalla finestra Gestione stili di quota.

Chiudi per uscire dalla finestra Gestione stili di quota. Figura 52-Modify dimension style 8 Introduzione al

Figura 52-Modify dimension style

8 Introduzione al tratteggio

Per riempire un'area con un modello, autocad richiede l’esecuzione di un processo chiamato tratteggio. -Il modello di tratteggio (hatch and gradient) serve per differenziare i componenti di un progetto oppure per indicare il materiale di cui l'oggetto è costituito. E’ possibile:

-utilizzare un modello di tratteggio predefinito, -definire un modello di linea semplice utilizzando il tipo di linea corrente -creare modelli di tratteggio più complessi. -È possibile trascinare i tratteggi oppure utilizzare una finestra di dialogo con ulteriori opzioni.

trascinare i tratteggi oppure utilizzare una finestra di dialogo con ulteriori opzioni. Figura 53-Hatch and gradient

Figura 53-Hatch and gradient

Un tratteggio può essere creato:

-tramite la selezione di un oggetto da tratteggiare -definendo un contorno e specificandone un punto interno. Il contorno di un tratteggio può essere costituito da una qualsiasi combinazione di oggetti, ad esempio linee, archi, cerchi e polilinee, che formano un'area delimitata. Per definire un contorno è possibile anche specificare dei punti. -Se si sta tratteggiando una piccola area in un disegno complesso, per rendere l'operazione più veloce è possibile usare gruppi contorni. -Le aree delimitate all'interno del tratteggio sono dette isole.

8.1 Stili di tratteggio

Per determinare la modalità di tratteggio delle isole, (aree comprese nel contorno di tratteggio), sono disponibili tre stili: Normale, Esterno e Ignora. Per attivarle è necessario selezionare dal menù Disegna (draw) la voce Tratteggio (hatch) scegliere la scheda altre opzioni cliccando su (pattern)

scegliere la scheda altre opzioni cliccando su (pattern) Figura 54-Hatch and gradient Lo stile di tratteggio

Figura 54-Hatch and gradient

Lo stile di tratteggio normale (di default) tratteggia verso l'interno dal contorno esterno. Se il procedimento di tratteggio incontra un contorno interno, il tratteggio viene disattivato fino al contorno successivo. L'esempio sotto illustrato è più esplicativo di ogni descrizione . Lo stile esterno tratteggia verso l'interno dal contorno esterno fino al contorno successivo.

Lo stile ignora tratteggia l'intera area delimitata, ignorando i contorni interni.

8.2 Definizione dei contorni in disegni di grandi dimensioni

Per default, in AutoCAD il contorno viene definito analizzando tutti gli oggetti chiusi. L'analisi di tutti gli oggetti di un disegno complesso, interamente o parzialmente visualizzati sul