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Urologia

Il documento tratta dell'anatomia, fisiologia e patologia dell'apparato urinario, focalizzandosi su reni, ureteri, vescica e uretra. Viene descritta la vascolarizzazione dei reni, le fasi della minzione e le patologie associate all'alta e bassa via escretrice, come idronefrosi e reflusso vescico-ureterale. Inoltre, si discute il cateterismo vescicale, evidenziando le differenze tra uomini e donne e le tecniche utilizzate.

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Il documento tratta dell'anatomia, fisiologia e patologia dell'apparato urinario, focalizzandosi su reni, ureteri, vescica e uretra. Viene descritta la vascolarizzazione dei reni, le fasi della minzione e le patologie associate all'alta e bassa via escretrice, come idronefrosi e reflusso vescico-ureterale. Inoltre, si discute il cateterismo vescicale, evidenziando le differenze tra uomini e donne e le tecniche utilizzate.

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Urologia

1ª lezione: anatomia, fisiologia e patologia dell’ apparato urinario

L’urologia si occupa di malattie riguardanti reni, ureteri, vescica, prostata, genitali esterni maschili e
femminili.

Reni
Sono organi retroperitoneali, non fanno parte della cavità peritoneale, son deputati alla formazione dell’urina
che poi viene convogliata, tramite gli ureteri, in vescica. I reni hanno un reticolo vascolare costituito da
arteria e vena che all’interno del parenchima renale hanno dei rami chiamati segmentari che sono di I, II e III
ordine. Ci sono varianti anatomiche in cui troviamo due vene e due arterie o due arterie e più vene. Per gli
urologi è fondamentale la vascolarizzazione del rene sia per interventi di nefrectomia radicale, togliendo
tutto il rene che parziale che viene sfruttata per i tumori del rene si va a togliere il rene però viene lasciato il
resto del parenchima funzionante, è necessario clampare cioè provocare una ischemia in quel rene. Prima di
tutti gli interventi , deve esssere studiata la vascolarizzazione del rene con la TAC con mezzo di contrasto. Il
parenchima è la parte funzionale del rene all’interno del quale troviamo le piramidi renali in cui troviamo i
nefroni per la produzione e dotti collettori per il trasporto verso la via escretrice. All’interno della capsula di
Gerota troviamo il grasso perirenale, infatti quando viene effettuata una nefrectomia radicale si toglie tutto
anche il grasso intorno. La via escretrice raccoglie e porta l’urina nella vescica. All’interno del rene,
abbiamo calici e pelvi renali da qui inizia l’uretere, un tubicino che dalla regione lombare dove si trovano i
reni, compie un percorso per arrivare in vescica che si trova all’interno della pelvi (piccolo bacino). L’uretere
viene vascolarizzato da un ramo collaterale dell’arteria renale chiamata arteria ureterale superiore invece la
porzione inferiore dell’uretere viene vascolarizzata del ramo collaterale dell’arteria iliaca interna chiamata
arteria ureterale inferiore. In base al suo decorso, prende nomi differenti perché è in regioni differenti

- tratto lombare
- tratto iliaco: in cui scavalca i vasi iliaci comuni (arteria e vena comune). È punto di repere, ?
- tratto pelvico
- tratto intramurale: all’interno della parete vescicale riceve una vascolarizzazione grazia allo sviluppo
delle arterie dall’aorta addominale

Vescica

La vescica si trova nel piccolo bacino. Nell’uomo, si trova sopra la prostata, ha due vescichette seminali che
si espongono sulla parte posteriore della vescica, ci sono i dotti efferenti che portano lo sperma nell’ uretra
per la eiaculazione e l’ingresso dei due ureteri nella parte posterolaterale. Ci può essere la rimozione della
prostata, delle vescichette seminali. All’interno della vescica, c’è il trigono vescicale e si ha lo sbocco degli
ureteri che portano l’urina. Successivamente dalla vescica l’ urina verrà eliminata tramite l’uretra. Il collo
vescicale è il punto di passaggio tra vescica e prostata.

Uretra
È una struttura a sè, al centro del pene, lateralmente ci sono i corpi cavernosi che hanno la funzione di
mantenere l’erezione quando si ha una dilatazione dei vasi. Sotto, ci sono i testicoli, generalmente ci sono
patologie come tumori all’età di 20-30 anni, inoltre si può avere una infiammazione a livello epidimo e
didimo si ha un costante fastidio, può portare anche febbre, inoltre possiamo parlare della torsione del
testicolo ossia si verifica una torsione intorno al proprio asse del funicolo spermatico, un cordone che
vascolarizza il testicolo con all’interno arteria e vena del testicolo e si induce un ischemia del testicolo, dura
fino 6 h. Se si effettua un intervento entro le 6h si può “salvare” il testicolo, mentre nei casi in cui questo
non può essere salvato, l’urologo può rimuovere e applicare dei punti attorno all’altro testicolo per
prevenirne la torsione e si esegue un’orchidopessi per correggere la mancata discesa dei testicoli all’interno
dello scroto. Generalmente, come sintomatologia, si ha dolore sovrapubico perché, il funicolo spermatico
origina, dal punto di vista embriologico, dall’addome zona vicino ai reni, causando fastidio addominale.
Nell’apparato femminile, l’uretra è corta infatti la donna è più esposta ad infezioni delle vie urinarie, le
classiche cistiti.

Noi possiamo parlare di:

alta via escretrice: calici, pelvi e uretere


bassa via escretrice: vescica e uretra

Possiamo parlare di cellule atipiche peacemaker che si autoeccitano per contrarsi e riescono a trasportare
l’urina, entrando nella via escretrice. Sono molto rappresentate a livello dei calici, poi a livello della pelvi e
degli ureteri si riduce perché l’urina cade per gravità. Possiamo notare delle piccole dilatazioni progressive
che scendono progressivamente. Si può parlare di una struttura di un restringemento pielo ureterale tra pelvi
renale e uretere.
La parte più prossimale, è chiamata juxtavescicale è il tratto antecedente all’ingresso in vescica e poi anche
un uretere intramurale di circa 2 cm che decorre sotto la tonaca muscolare della vescica, ha la funzione di
impedire il reflusso di urina dalla vescica all’ uretere, se ritorna si ha una condizione patologica perché
provoca una disfunzione del rene. Meccanismo a monte della vescica. Ci sarà uno sfintere uretrale costituito
da muscolatura liscia che fa uscire l’urina, ritroviamo anche uno sfintere uretrale di muscolatura striata che
impedisce la fuoriuscita, è sotto il controllo volontario

La minzione è caratterizzata da due fasi:


fase di riempimento: la vescica si riempie, in modo tale che avvenga questa fase è necessario avere una
tonaca muscolare chiamata detrusore che è il muscolo della vescica in grado di sviluppare una contrazione
importante. Se la vescica si riempie, il detrusore deve essere rilassato, inoltre dobbiamo avere sfintere
uretrale contratto perché non dobbiamo perdere l’urina.

fase di svuotamento: la vescica si svuota, il detrusore contratto in modo tale che la vescica si svuoti e avere
uno sfintere uretrale rilassato per permettere la fuoriuscita delle urine

L’atto minzionale è sotto il controllo dei neurotransmittori che regolano il sistema simpatico e parasimpatico
da un lato devono far contrarre le cellule muscolari e devono far rilassare. No con l’utilizzo di farmaci
possiamo trattare alcuni disturbi della fase minzionale

Sono due fasi che risultano essere alterati in tutti i pazienti che hanno disturbi della minzione. Viene ad
essere alterata o la fase di riempimento, o la fase di svuotamento o entrambe.

Patologie dell’alta via escretrice e della bassa via escretrice

alta via escretrice:


- idrocalicosi
- sindrome di Farley
- idronefrosi
- idroureteronefrosi

idrocalicosi: dilatazione a monte della via escretrice che è dovuta alla ostruzione della via escretrice stessa.
Può essere determinata da: calcolo che ostruisce, anche tumore della via escretrice, un’ostruzione
dall’esterno. Si ha un’ostruzione a carico del calice del rene che inizierà a dilatarsi. Effettuando la TAC con
mdc, possiamo studiare l’eliminazione del mezzo di contrasto dal rene e
si può notare questa dilatazione

Sindrome di Fraley : un vaso comprime il calice e esercita la stessa


funzione del calcolo, ostruendo la via escretrice e dilatando il calice

idronefrosi: ostruzione a carico del giunto pelio-ureterale e ci sarà una


dilatazione della pelvi renale e del calice. Si ha l’ostruzione del punto di passaggio tra la pelvi e uretere

idroureteronefrosi: ostruzione a carico del rene e determinerà una dilatazione del calice e delle ?. Per questa
patologia viene effettuata l’ecografia attraverso cui possiamo capire se c’è una dilatazione, però non ci
permette di capire la causa, non permette di capire se c’è un’ostruzione, con l’ecografia possiamo vedere i
calcoli solo se sono vicini alla vescica. Solo con la TAC possiamo vedere tutti i calcoli indistintamente dalla
zona in cui si trovano. Può essere determinata anche da una neoplasia che tappa lo sbocco dell’ ureteri,
bisognerebbe asportare anche la vescica. La dilatazione può portare ad una perdita del rene se rimane tutta
l’urina all’interno

reflusso vescico-ureterale: l’urina dalla vescica passa all’ uretere. Le cause sono:

primitive: malfunzionamento del tratto vescico ureterale. Si ha un malfunzionamento della valvola presente
nella giunzione vescico-ureterale che in condizioni normali previene l’apertura ureterale durante la raccolta e
lo svuotamento dell’urina

secondarie: la causa si instaura successivamente, una delle cause può essere mancato svuotamento della
vescica che per varie cause crea un aumento della pressione intra vescicale al punto che il sistema a valvola
cede consentendo il passaggio retrogrado dell’urina

Possono essere classificate anche in base al grado e dipende dall’entità del reflusso
I grado: L’urina refluisce solo nell’uretere
II grado: L’urina refluisce nell’uretere, nella pelvi e nei calici che appaiono morfologicamente normali III e
III grado: L’urina refluisce nel sistema collettore l’uretere appare moderatamente dilatato e c’è un iniziale
arrotondamento dei calici
IV grado: L’urina refluisce nel sistema collettore e appare moderatamente dilatato e i calici appaiono
arrotondati
V grado: L’urina refluisce nel sistema collettore la pelvi appare gravemente dilatata e i calici deformati
appellava l’uretere appare molto dilatato è un decorso tortuoso

Cistigrafia minzionale: si riempie la vescica con mezzo di contrasto attraverso l’inserimento di un catetere e
si effettuano radiografie sia durante la fase di riempimento che di svuotamento per vedere se c’è questo
reflusso

Il reflusso vescico ureterale può essere classificato in base all’attività:

attivo: avviene durante la minzione, sento dolore, si verifica solo durante l’atto minzionale

passivo: il ritorno di urina nel rene si verifica durante la fase di riempimento e di svuotamento

bassa via escretrice


disturbi della fase di riempimento possono essere:

per alterata sensibilità della vescica: la vescica percepirà lo stimolo in modo differente rispetto alla
normalità. Normalmente, noi abbiamo uno stimolo minzionale a circa 150- 200 cc. Uno stimolo impellente è
di 400 cc e bisogna recarsi al bagno. Possiamo avere una percezione errata degli stimoli: o un paziente ha
800 cc e non percepisce lo stimolo, o a 150 cc avere uno stimolo eccessivo

per alterata capacità della vescica: non contenere un volume adeguato (400-500cc) di urina dovuto ad una
vescica di piccole dimensioni, ed è dovuto a fibrosi della parete vescicale, diabete, patologie neurologiche. A
lungo andare avrò un problema a livello dell’alta via escretrice, a livello degli ureteri che si dilatano

per alterata iperattività della vescica: c’è un contrazione eccessiva e non controllata, si ha urgenza di
minzione, può essere trattata con dei farmaci per rilassare il destrusore

tumore dell’uretra
tumore dei corpi cavernosi

2ªlezione: cateterismo vescicale e ematuria

Il cateterismo vescicale è una PROCEDURA INFERMIERISTICA (domanda d’esame) ed è diversa per


uomo e donna viste le differenze anatomiche. L’uomo ha l’uretra più lunga ha delle curve fisiologiche:
uretra glandare uretra penina, e uretra bulbare e poi ha un restringimento il collo vescicale. Invece nella
donna il cateterismo è più breve e non ha restringimenti però si può avere difficoltà in caso di MEATO
IPOSPATICO dovuta ad un insufficiente sviluppo dell’uretra il cui sbocco non è localizzato all’apice del
glande ma si trova sulla faccia ventrale del pene oppure, nei casi più gravi scroto o perineo. Nella donna
invece il meato si trova in vagina e con un dito si cerca di uscire. Lo scopo è DIAGNOSTICO (perché se il
pz ha disturbi o sangue nelle urine si può vedere), TERAPEUTICO (per inserire medicamenti generalmente
queste cose si chiamano INSTILLAZIONI VESCICALE) e EVACUATIVO. Il calibro è in base al sesso
(D:16-18 fh) se ad esempio il paziente ha stenosi si mette quello più piccolo, se il pz ha sangue si mette un
catetere più grande perché con i coaguli si tapperebbe questo vale anche per pus nelle urine perché il pus è
denso. Alcuni cateteri, sono idrofilici mettendo dell’acqua diventano più scivolosi e c’è una miglior
introduzione. Se sono cateteri statici hanno il palloncino, es nel catetere di Foley si gonfia in maniera
asimmetrico, il catetere di couvelar si mette dopo l’intervento in questo caso il palloncino è simmetrico e si
gonfia in maniera equa per garantire una trazione a scopo emostatico . Il catetere ha sempre scritto la misura
e il volume massimo del palloncino. Ci sono palloncini di questo tipo, che vengono gonfiati fino a 80 ml. Poi
ci sono sonde nelaton generalmente ad una via e possono essere usate come cateterismo diagnostico.
Nell’uomo bisogna stendere il pene, in modo tale da non imbatterci nelle curve fisiologiche.

Il cateterismo NON È UNA PROCEDURA STERILE ma PULITA, perché il meato uretrale presenta la flora
batterica. I guanti non sterili vengono usati per sistemare. Esiste una tappo da catetere che viene messo per
mantenere la contrazione della vescica sempre attiva. Mettere il gel nel l’uretra dell’uomo permette di
allargarla. Il catetere va sotto la gamba del paziente e la sacca deve pendere a terra per far si che la vescica si
svuoti e non ci sia reflusso delle urine in vescica. Il lavaggio vescicale si fa per evitare la formazione del
coagulo e la vescica è un organo cavo che si distende e da sola non forma coaguli, nel catetere vescicale a 3
vie il lavaggio è la via laterale, quella centrale per il deflusso delle urine.

Ematuria: presenza di sangue nelle urine

microematuria: non è visibile ad occhio nudo, si vedono eritrociti al microscopio


macroematuria: è visibile ad occhio nudo ed è data da problemi nefrologici e infiammatori

uretrorragia: uscita di sangue dalle urine indipendentemente dalla minzione

I tumori renali portano sanguinamento

La macroematuria può essere iniziale ( sanguimento delle basse vie escretirrci però poi le urine sono chiare),
terminale (chiara e poi rossa e proviene dalla vescica) e totale (dall’alta via e poi in vescica). La
monosintomatica deve essere sempre indagata soprattutto nei fumatori.
Cosa si fa se il pz ha ematuria ? (slide inquadramento diagnostico)
Tra questi c’è la citologia urinaria su tre campioni, si prendono le urine del mattino per tre giorni perché se
c’è il tumore ci sono cellule di esfoliazione in cui si vedono le cellule tumorali, se c’è una ematuria
importante non è necessario farlo perché al vetrino è saturo di eritrociti.

Più piccoli sono i calcoli più problematiche dà danno dolore, il calcolo grande non da sintomi. Esistono
anche traumi renali in cui si ha ematuria. Il carcinoma della prostata NON DÀ SANGUINAMENTO.

3ª lezione: tumori vescica e colica renale


Ha un alto tasso di mortalità ed è molto aggressivo e ha la capacità di invadere i tessuti limitrofi rapidamente.
Ci sono tanti fattori tra cui il fumo, schistosoma che ha una correlazione con il carcinoma SQUAMOSO
della vescica, tutti i tumori della vescica sono UROTELIALI perché originano dall’urotelio della vescica. Lo
schistosoma da una differenziazione di tipo squamoso. Si manifesta generalmente con ematuria per il 90 %, è
un sintomo mai da escludere perché ha una stretta correlazione con il tumore della vescica inoltre
pollachiuria, urgenza e frequenza sono sintomi anche in caso di prostata voluminosa, però anche questi da
non sottovalutare in più con ematuria perché può rappresenta una neoplasia. L’esame che viene usato per
diagnosticare, è l’ecografia, fatta a VESCICA PIENA, permette di vedere se c’è una massa, una vegetazione
in vescica ma anche formazioni molto piccole 5-7mm quindi è un ausilio importante per la diagnosi del
tumore. L’altro esame è la TAC fatta sia come step successivo all’ecografia perché ci permette di stadiare il
il tumore e di vedere l’alta via escretrice perché l’urotelio che riveste la vescica, riveste anche la pelvi, calici
e ureteri, quindi un tumore all’inizio può trovarsi in una delle tre zone o può recidivare in una di queste tre
zone, perché l’epitelio da cui originano è uguale. Esistono anche le citologie urinarie su urine raccolte per 3
giorni consecutivi, l’urina della mattina è raccolta in 3 campioni differenti per 3 giorni consecutivi e permette
di vedere cellule neoplastiche non ha un’alta specificità e sensibilità, solo se il tumore è di ALTO GRADO.

cistoscopia: ci permette di vedere la vescica e l’uretra ed è un esame ambulatoriale, senza anestesia. Si


utilizza uno strumento piccolo e flessibile e ben tollerato dal paziente. Si studia tutta l’uretra e la vescica ed è
fondamentale per capire il tipo di neoformazione. Può essere che ci siano neoformazioni piatte senza
vegetazione ma può essere anche molto aggressivo e l’unico modo è questo. La cistoscopia è usato sia per la
diagnosi che per follow-up. Vengono schematizzate secondo delle tempistiche e del tumore e il paziente fa
dei controlli anche per 10 anni perché tende a recidivare sia subito dopo l’intervento ma anche dopo 5-10
anni dalla diagnosi iniziale. Si entra in uretra con lo sfintere uretrale poi c’è l’uretra prostatica con due lobi
laterali. L’istologia ci dice il grado e l’estensione.

TURV: è un esame che si fa in endoscopia, si entra attraverso l’uretra con il resettore e si preleva il tessuto,
sia la parte superficiale che profonda. L’intervento richiede un’anestesia. Si capirà se è muscolo invasivo o
non muscolo invasivo. Il detrusore, muscolo della vescica, è una sorta di spartiacque tra un tumore
superficiale e invasivo, può dare metastasi perché ci sono vasi sanguigni. Quelle non muscolo invasive
necessitano di controllo con cistoscopia e trattare con TURV se è muscolo invasivo si fa la CISTECTOMIA
RADICALE. Si fa la terapia in quelli superficiali nelle resezioni della vescica e nel controllo il paziente ogni
3-6 mesi in base al tumore. Per CISTECTOMIA intendiamo l’asportazione della vescica, prostata e nella
donna dell’utero e poi si asportano anche i linfonodi attorno la vescica. Si fa una derivazione per continuare
ad urinare la scelta si basa sul tipo di paziente, della malattia e le caratteristiche di vita del paziente stesso. Le
derivazioni sono
NON CONTINENTI: dovremmo avere una urostomia che si riempirà continuamente nell’arco della giornata
CONTINENTI: non è necessario la sacca, si utilizzerà un serbatoio e il pz deciderà quando svuotarlo

La derivazione CONTINENTI può essere:


ORTOTOPICA: si mette dove è la vescica naturalmente, nella stessa posizione e si svuoterà attraverso
l’uretra
NON ORTOTOPICA: sono in sedi diversi rispetto a dove è la vescica naturale e possono essere svuotate con
un cateterismo ad intermittenza.
Quelle non ortotopiche non vengono fatte spesso

Tra le derivazioni NON CONTINENTI ci sono il condotto colico non più confezionato, si usava il colon per
fare una derivazione, i due ureteri venivano anastomizzati al colon si è visto però che non va bene perché
espone il pz a molte infezioni. Si usa l’ileo (ureteroileocutaneostomia) si abboccano i due ureteri e l’altra
estremità alla cute, l’urina passa dall’olio ed esce dalla cute e si fa più frequentemente perhce permette di
avere una BUONA FUNZIONE RENALE, GESTIBILE,A LUNGO TERMINE e una BUONA QUALITÀ
DI VITA. Il paziente deve cambiare la stomia. Inoltre si possono abboccare gli ureteri direttamente alla cute
senza utilizzare l’intestino, è una derivazione molto semplice, ha lo svantaggio che l’uretra devono essere
intubati altrimenti c’è una stenosi tra cute e ureteri si fa per i pazienti anziani, da il vantaggio di non avere
sacche e di ritornare alla vita di prima, si fa una vescica ortotopica e si svuoterà attraverso l’uretra. Se si fa
un serbatoio CONTIENTE NON ORTOTOPICO cataterizzando a livello dell’ombelico. Ci sono varie
tecniche per confezionare la neovescica, consiste nel prendere un tratto di intestino e fare dei piegamenti e
ottenere un serbatoio sferico con la capacità di riempirsi senza però sviluppare delle pressioni
eccessivamente elevate perché l’urina deve rimanere all’interno del serbatoio e non ritornare indietro a
livello dei reni, ci sarà da un lato gli ureteri abboccati al serbatoio, dall’altro in basso c’è il serbatoio
abboccato al l’uretra, tra gli svantaggi è che il pz può essere incontinente e perdere urina inoltra la gestione
prevede che il pz deve urinare ogni 2 ore sia di giorno che di notte perché la vescica non ha questa capacità
infatti si raccomanda di provare anche se c’è urina in modo da gestire. Il catetere vescicale inserito è tolto
dopo 14 giorni dall’intervento e si fa “neografia” si mette il mezzo di contrasto attraverso il catetere si
riempie la neo vescica e si fanno delle immagini radiologiche per vedere se c’è espandimento del MDC se
c’è il catetere si tiene per più tempo.

I tumori a livello dell’alta via escretrice so meno frequenti però possono presentarsi in associazione, il
tumore della vescica può recidivare a livello dell’alta via escretrice. Alcuni pazienti arrivano con la colica
renale perché si formano coaguli che ostruiscono l’uretere. La differenza è che il pz per colica renale di solito
ha dolore e forse il sanguinamento dopo perché si muove e irrita la mucosa. Quando invece c’è un tumore
della via escretrice riferisce prima il sanguinamento e dopo il dolore perché il sanguinamento ha fatto si che
si creassero dei coaguli. Più raramente, come sintomi, si può avere tumefazione e calo ponderale. L’Eco non
è molto specifica, può dirci se c’è una dilatazione ma non di individuare il tumore. Per diagnosticare il
tumore dell’alta via escretrice è usata l’uro-TC per valutare i difetti di riempimento cioè insieme al bianco ci
sono aree nere perché c’è tessuto che non prendere il MDC e bisogna controllare bene , una volta si usava
l’ureteropielografia retrograda cioè si metteva il MDC dentro la via escretrice con un catetere e compariva un
allargamento dell’uretere di qualche cm. L’intervento che si fa in questi casi, è la nefroureterectomia cioè la
asportazione di rene, ureteri e vescica.

colica renale: dolore lungo la via escretrice per ostruzione di qualsiasi natura essa sia e non si ha il deflusso
di urina. Il dolore è caratteristico, insorge all’improvviso e forte e insorge a,livello del fianco e portandosi
anteriormente dell’uretere e si ha perché c’è l’accumulo di urina . Mano mano che l’ostruzione cambia,
diventerà un dolore fino ad arrivare al testicolo e grandi labbra. Se si avvicina alla vescica si può avere
urgenza minzionale e frequenza. Assieme al dolore si può avere ematuria, febbre con un brivido prima del
picco , nausea e vomito. La colica renale va in diagnosi differenziale con altre patologie. Se il pz ha NON È
DILATATO NON È COLICA RENALE. Ci può essere un rialzo della creatinina se c’è ostruzione nel caso
in cui c’è infezione c’è un rialzo dell’indice di flogosi. È importante la Tac con MDC, a volte si fa
pielografia mettendo nell’uretere MDC per visualizzare tutta la via escretrice. L’esame di laboratorio è
importante perché permette di distinguere colica renale complicato da non. Quella non complicato ha dolore
però valori di laboratorio buoni non c’è valore alto di creatinina ne indici di flogosi. Chi ha la colica renale
non deve bere perché si peggiora il quadro. Il cortisone disinfiamma e permette all’ostruzione di essere meno
importante, possono essere usati anche antinfiammatori. Al contrario, se ho un dolore da colica renale con
rialzo della creatinina e sepsi e si posiziona uno stent o una nefrostomia. Lo stent ha due J cioè riccioli uni in
alto e uno in basso, un tubicino che si mette con un ricciolo in pelvi e uno in vescica questo permette di
bypassare il dolore e si supera l’infiammazione. La nefrostomia è una procedura e si derivano le urine
all’esterno con il pene.

4ª lezione: ipertrofia prostatica e tumori della prostata

ipertrofia prostatica: patologia BENIGNA che prevede l’aumento volumetrico della prostata e i disturbo che
da nella minzione
tumore della prostata: neoplasia MALIGNA

L’uretra si trova nella prostata, presenta una parte periferica che è la capsula prostatica e la parte interna che
è centrale. Generalmente le neoplasie insorgono nella parte più periferica infatti è un tumore asintomatico,
non da alterazioni nella minzione perché si localizza nella parte periferica. La prostrata è una ghiandola e si
ha un’iperplasia delle ghiandole della prostata stessa. La produzione di testosterone aumenta il volume della
prostata, è normale una prostata che misura 30 g intorno ai 40-50 aa. Non c’è una correlazione tra volume,
disturbi e età del paziente. Se il soggetto ha familiarità, tende ad avere una prostata più voluminosa ma non
c’è una predisposizione genetica. Si ostruisce il flusso urinario e le prime conseguenze riguardano il
detrusore che cerca di compensare si IPERTROFIZZAe aumenta il proprio volume e permette alla vescica di
svuotarsi nonostante ci sia una prostata aumentata di volume però poi perde la sua capacità di contrarsi e
iniziarono i disturbi e il paziente non riesce a svuotare la vescica a causa della prostata collocata sottostante e
si può arrivare alla RITENZIONE può essere acuta c’è il dolore e non si riesce a svuotare o cronico cioè c’è
un residuo che all’interno della vescica si accumula e si formano dei diverticoli e si ha una dilatazione della
via escretrice. Ci sono due grosse categorie di cause: ostruttive (fase di svuotamento), irritative (fase di
riempimento) (slide).
La visita per ipertrofia prostatica o neoplasia prostatica si fa l’anamnesi, si fa l’esplorazione rettale si riesce a
calcolare il VOLUME c’è una regola: solco mediano e ha due lobi laterali, fino a 60-80 g si riesce a
esplorare tutto il lobo fino al margine più estremo, se dal solco mediano ci spostiamo ogni spostamento sono
20 g di prostata. Si possono vedere i margini se sono regolari o meno o i cambi di consistenza cioè se ci sono
noduli o aree più deboli in cui ci sono ascessi o processi infiammatori della prostata. Fondamentali sono gli
esami di laboratorio tra cui il PSA che è un marcatore d’organo serve a capire se c’è la prostata, non ha
valore esclusivamente per la diagnosi di prostata, viene fatta anche l’urinocultura e esami della funzionalità
renale.

uroflussometria: il paziente urina nel flussometro inizia a mingere e deve avvenire in un tempo limitato

urodinamico: con dei cateteri si valutano la P all’interno della vescica, durante il riempimento con della
filologica e durante lo svuotamento e non viene fatto a tutti i pazienti.

ecografia: da informazioni su reni, via escretrice, vescica e prostata. Ci dice come si svuota la vescica,

Terapia

watchful waiting: quando non ha disturbi quando il tumore cresce lentamente e può non causare sintomi o
problemi lungo tutto l’arco della vita con lo scopo di monitorare a lungo termine il tumore

Se ha dolore, si fa terapia α-litico agisce e rilassa il collo vescicale e della prostata favorisce lo svuotamento
della vescica. È una terapia che può farsi tutta la vita, ai primi giorni si vede il risultato

inibitori della 5 alfa reduttasi: impediscono la produzione della diidrotestosterone e la prostata non cresce
più. È una terapia lunga, non si ha effetto immediato

fitoterapici: usati per l’infiammazione della prostata per cui si inibisce il processo infiammatorio

TURP: endoscopico si entra con un resettore attraverso l’uretra la capsula esterna non è toccata, si toglie solo
la parte interna che da disturbi alla minzione fino a 80-90 g

adenomectomia: chirurgica, come la TURP si fa a cielo aperto o con la robotica > 100 g

tumore di prostata: colpisce i pazienti tra 60-70 anni, se è di basso grado può non essere trattato tende a
crescere lentamente e non da metastasi dipende dalla storia naturale. I soggetti più giovani hanno familiarità
o è una predisposizione genetica. Origina a livello della parte periferica e i tumori sono adenocarcinomi
perché la prostata è una ghiandola e si parla di tumore ghiandolare, possono crescere a livello locale o
interessare anche le vescichette seminali, può diffondersi attraverso i linfonodi iliaco otturatori, può dare
metastasi alle ossa, fegato e polmone. Il paziente negli stadi iniziali è ASINTOMATICO, può urinare male
ma non ci sono sintomi correlati al tumore, possono comparire ematuria, problemi a livello rettale,
dilatazione della via escretrice perché interessa la vescica, dolore ecc.. La diagnosi si fa con l’esplorazione
trans rettale e PSA però il PSA elevato non è un sinonimo di tumore. Ciò che ci viene in aiuto, è la R.M della
prostata che è sensibile e specifica per il tumore e possiamo vedere le lesioni della prostata e vanno da 1 a 5 e
si chiamano piraz” quando hanno il valore di 4 o 5 danno tumore di prostata. Se il PSA rimane elevato e
l’esplorazione è negativa bisogna fare la R.M se è negativa ma il PSA è sempre alto non si parla di tumore,
se è positivo si fa la biopsia della prostata e poi si fa l’esame istologico per valutare il tessuto e si fa per via
transrettale una sonda entra nel retto e si fanno dei prelievi però può dare infiammazioni oggi si fa per via
transperineale e si entra con questo ago in maniera sterile e si disinfetta la parte. Può essere una patologia
benigna o maligna, si valutano le cellule delle ghiandola attraverso gleason score. Deve essere fatta la
stadiazione con TAC e si fa anche la scintigrafia ossea per escludere metastasi alle ossa. Viene fatta anche la
Pet con due traccianti: la colina e il PsMA è un antigene che si lega ai recettori di PSA. Si fa la asportazione
della prostata e delle vescichette seminali e poi si effettua l’anastomosi tra vescica e uretra. Possono essere
anche asportati i linfonodi ma viene fatto in base alla malattia. Viene fatta con lo scopo di togliere il tumore
ma può dare continenza urinaria perché c’è lo sfintere urinario. Posteriormente alla prostata ci sono i nervi
vasculo nervosi che sono deputati alla erezioni.

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