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Ceramica Fatimide A S Rabano

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[Link] a, fedievale eT Musa PAU XXVIT Archeologia Medievale RXV, 3000, pp. 407-409 Cristina Tonghini Ceramica Fatimide da 8. Rabano Nel corso degli scavi condottia $. Rabano vennero, recuperati alcuni frammenti ceramici appartenenti ad tun unico manufatto. | frammenti provengone dall’area della torre circolare (si veda Wentkowska, Fig. 2, 16), te furono rinvenuti nel corso di operazioni di pulitura i superficie; le abbondanti tracce di malta che rico- privano i frammenti al momento del ritrovamento in Ucherebbero il loro riutilizzo come materiale di riem mento, forse inglobati in una volta o nel sacco di usa muratura, DESCRIZIONE 1 frarimenti appartengono ad una scodella decora- tea lustro metalic, che s colloca nelFambito dell prodtizione egiziana di periodo facimide, La scodella (H: 7.9 em.; diam.: 32.5 ems Figg. I- 21 presenta un orlo ¢stroflesso a tesa, con pareti arto: ‘ondate, e poggia su un piede ad anello, Tframmenti sono caratterizzati da un corpo cera nico rosa scuro, molto depurato ¢ ben corto. La vetri= scope Finer e Peter, arrests, a pro mit’ della base di appoggio del piede (Fig. 2)s st tratea ti'una vetrna opacificats, di colore avorio, che pre Senta anche una piccola chiazza di colore turchese al Testerno, una caratteristica che si ritrova frequente, nnente nei manufatti egiziani fatimidi decorati a lustro, Eandamento delle gocciolature sul piede indica che i manutfatto & stato cotto a faccia in su La vetrina presen ti diffuse cavillarure, ed & abbastanza ben conservata La deorazione & circserita all sola pare inter ra, ed € dipinta a lustro, E divisa in registri concentrici Sal Bordo e sulle pares, mentre un grande medaglo~ ne, diviso probabilmente in compartimenti radial, cccuapa il centro della scodella, Nel registro del bordo Ie decorazione & scandita da festoni; sulla parete un tralcio vegetale si alterna ad un cartiglio con toglie € racemi, ed una decorazione epigrafica. 1 due pannel radial conservatist al centro presentano una composi zone di foglie e racemi a porzione conservata della decoracone ep srafica si legge la parola al-yurnn (fortuna), ampiamen sella ceramica egicianaa sto (Psion 1980, 175) ina anche nelle contemporance produzioni del nord Afri occidentale. DISCUSSIONE Come é noto, la nostra conoscenza del gruppo ce buito all Egitto facimide é ancora sostanzialmente fram= rmentaria. Lo studio di materiali provenienti da conte- si archeologici precisi @ ancora agh inizi, ¢ la produ zone & soprattutto nota attraverso materiali deconte 407 Fig stualizzati di collezioni pubbliche & private (per una dIscussione critica eaugiornata dello Stato deght seadi, si veda Bjowtsio 1995), iia presenza su tre manufati di iscrizioni riterbili ad un ambito eronologico ben preciso (GRRE 1995: ihonuesyo 1997} ed | parametri cronologici ante quem fornidallo studio det bacini pisant (Beeri-Toscaoxch TOSI, pp..235-267; Brant 1997a) costituiscono al momento il aucleo degli element’ di datazione dspo- nil per la produzione. Soprattatto in passato, ven mero rentate cssificazioni dellevoluzione di questa produzione sulla base ei eter stlistct (ad esempio Prinow 1980), ma la datazione per anatogie slsticn senna sostaniimente poco aha af memento, Nista in particolare Testrema articolazione della pro Unstone per eararteristiche tecniche e decorative {Byori 1997, p. A tuteogai matncano” dungue elementi precisi di confronto pet-una collocazione cronologica puntaale Eei'hacino drs. Rabanoy ed € pertanto preferbile una generica atribuzione aif Egitto fatimide, Lusilizzo di tin corpo eeramico a base argillosa mwvece che ad im sto icen porrebie tuttaviafestringere Pattribuzion Healt sevuor dalla meta dell XI secolo sembrereb- be essersraperta in Exlteo una fase dt grande speri- mentariones nel corso della quale, fa lewarieinnov.e ) eeramico ad imnpa- zioni, spicea Padozione del cor Sto siliceo (Bloustsio 1997, p. 273; Gavrau 1997, pp. 268-270; Toxcunt 1997). Tattavia mancano ancora elementi per far luce su un jpotetico abbandono del corpo ceramico a base argillosa per la produzione lustro. NOTE E DISCUSSION Si pud anche osservare che la fascia epigrafica con racemi e foglie trova numerosi confronti nella produ- zione ceramica a lustro dell Egitto fatimide, fra cui si possono citare: una scodella proveniente da Fustat della Collezione Benaki di Atene, attribuita su base stilistica agli inizi del secolo XI (PHILON 1980, fig. 398 e ta. XIV); un altro frammento da Fustac del Museo di Arte Islamica del Cairo (BuscaT-Massout. 1930, pl. XXV, 2). Anche la decorazione a festoni sul bordo siritrova con una certa frequenza nella produzione a lustro dell Egit- to fatimide (Mason-Keatt 1990, Fig. 8, n. 909.37.11), Per quel che rignarda la forma, invece, la scodelia, trova un preciso confronto con un bacino a vetrina bruna violacea allesterno, con decorazione a lustro su smalto bianco, dalla chiesa di S. Michele degli Scalzi, Pisa (Beer-Toncionot 1981, n. 257, fig. 228, p. 267); al bacino & assegnato l'ultimo quarto dei XII secolo come terminus ante quent Il rinvenimento della ceramica a lustro fatimide a 5, Rabano, pur in asenza dh dat gontestal, cst sce un elemento significative nella mappa delle pre- fence di material df importazione dal Mediterranco islamico in Italia (per una recente compilazione, si veda Toxort 1999). Una marcata presenza di ceramica facimide decorata a lustro ® attestata soprattutto nel- Varea di Pisa e Lucea (Beer-Toncionct 1981, pp. 255- 267; Be 19979 Bre-Carrett 1994, pp. S118, Figs, 96-98), nelle aree collegate con Venezia, come Pomposa (Bal:agiNt 1936; Gruicul-Nivort 1996; Nevon1 1986) e Pavia (Acuzz1 1969, 1970, 1971; Acu2. ZEBLAKE 1978; Buake 1980; Buaxt-Acuz71 1989), ed ‘una pit Himitata presenza é segnalata anche a Roma (Mazzuccsro 1996, p. 166). In costiera amalfitana e nellarea genovese, invece, sembra meglio rappresen= rata la tipologia ad impasto siliceo e decorazione inci- sa sotto vetrina (ToncHin! 1999). La nostra conoscen- za delle produzioni orientali & rurtavia ancora tropt frammentaria per consentire di avanzate ipotesi che tengano conto di questa presenza differenviata nelle varie Fegioni, come ancofa sostanzialmente limitata, salvo eccezioni, & la documentazione disponibile pet la stesura di una mappa di distribuzione delle impor- ‘azioni in Telia, sia in termini di evidenca positiva che niegativa (Geuicit 1998) Ul ritrovamento di questo manufatco fatimide a S. Rabano si inserisce perfettamente nel quadro delle presenze messo a punto da Milanese e Vannini per al- une arce della Toscana, nel” ambito del quale st sotto- Tinea quanto la presenza di manufats di mportazione inaree distanci dat grandi centri della costa, come Pisa, sia da mettere in collegamento con il traveiato della vin Francigena (Mitavisi-Vannint 1998, pp. 4446 in Fig. 2 408 Zan particolare). Lattestazione pit significativa di cerami- he dello stesso [Link] 5. Rahano nella regione &o- cumentata dai bacini di Pisa, ed & pertanto plausibile che il manufatto sia arrivato aS. Rabano actraverso la ‘mediazione pisana. BIBLIOGRAFIA Avr 1969, Racin’ arhitetomici Pavia in Ati I Come {go Intermaionale dela Coramica, pp, L315, ‘Actzz Fy 1970, Lt decoasion cramioa del ania cattadale ‘Pv edt problem delle prime acc dla sila nel Toccideme éstaan, in Ait I! 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