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Sintesi del messaggio iconico

Dall’analisi del messaggio iconico risulta che l’interpretazione dei motivi si gioca
attraverso la mediazione del processo di connotazione portato da connotatori di vario
tipo: usi socioculturali degli oggetti dei luoghi o delle posture; citazioni e
autoriferimenti; figure retoriche. L’interpretazione dipende dallo spettatore, dunque
può variare, differente è per il riconoscimento puro e semplice dei motivi con la
descrizione verbale dell’immagine, che però non basta per comprendere il
messsaggio. Differenti elementi concorrono per dare una certa idea spesso basata su
stereotipi.

Il messaggio linguistico
Il messaggio linguistico è determinante nell’interpretazione di una “immagine” nel suo
insieme, perché quest’ultima sarebbe polisemica, ovvero in grado di produrre diverse
significazioni che il messaggio linguistico dovrebbe canalizzare.
Se l’immagine è polisemica è perché veicola un gran numero di informazioni.
Roland Barthes, distinguendo nell’immagine pubblicitaria diversi tipi di messaggio,
aveva isolato durante l’analisi il messaggio linguistico per osservare il rapporto che
esso aveva con l’immagine e come ne orientasse la lettura: o il testo ha, rispetto
all’immagine, una funzione di ancoraggio o una funzione di staffetta.
 La funzione di ancoraggio consiste nel limitare la polisemia dell’immagine
ancorandosi ad una delle tante interpretazioni che l’immagine può sollecitare
(esempio: didascalia sotto una foto).
 La funzione di staffetta si manifesta quando il messaggio linguistico va a
colmare le carenze espressive dell’immagine. Ci sono cose che non si possono
dire se non verbalmente (esempio: “una settimana più tardi”, “a few moments
later”.
Il messaggio linguistico si divide a sua volta in tre tipi di messaggio:
 La didascalia
 Una lista di indirizzi
 La marca

L’immagine delle parole


La differenza di contenuto di questi messaggi è segnalata dalla loro veste tipografica,
colore e disposizione sulla pagina: alto e grassetto per la marca, maiuscole sottili per
la didascalia, maiuscole piccole e sottili per la lista di indirizzi. Il richiamo visivo
costituito dallo spessore e dalla massa della marca provoca una prima ricognizione
dello sguardo dal basso in alto, poi dall’alto in basso facendo passare lo sguardo dal
grande al medio al piccolo per poi tornare nuovamente sul grande. La scelta della
veste tipografica ha la sua importanza anche in scelta plastica. Ad esempio, il colore
nero su sfondo bianco provoca differenti tipi di associazioni interpretative, la scelta di
colori caldi piuttosto che colori freddi avrà un impatto differente ottenendo
potenzialmente uno slittamento di tono, lavoro svolto anche dalla scelta dei caratteri.
Il contenuto linguistico
Prendiamo la didascalia “l’inverno è vicino, i nostri punti vendita anche”, si ricorderà
che esso si trova in un settimanale del mese di ottobre, poco prima dell’inverno per il
lettore del momento. Questa didascalia ha funzione di ancoraggio, quando designa
l’inverno, la neve, come livello di lettura privilegiato dalla fotografia, e ha anche
funzione di staffetta perché la vicinanza temporale (dell’inverno) e spaziale (dei
negozi) è visivamente irrappresentabile se non con il messaggio linguistico. In più
anche “nostri” ha funzione di staffetta perché si sta creando l’immagine di un “noi”
davanti a un “voi” (sarebbe stato rappresentabile ma nella foto non sono presenti volti
o personaggi).
Per quanto riguarda la sintassi si utilizza una variante dell’ellissi: lo zeugma, consiste
nel sott’intendere una parte di proposizione già usata prima (“l’inverno è vicino, anche
i nostri punti vendita sono vicini”). Così facendo si vanno a trasferire le qualità
stagionali e temporali dalla prima alla seconda, dando un senso di collegamento tra
“inverno” e “punti vendita”.
Importante anche l’utilizzo della lingua inglese “Fits the man” che daà un senso di
universalità.

Conclusione
L’interpretazione di diversi tipi di segno gioca sul sapere culturale e socioculturale
dello spettatore in cui entra in gioco tutto un lavoro di associazioni mentali.
Il lavoro dell’analisi è quella di individuare il maggio numero di sollecitazioni messe in
atto consentendo così di passare in rassegnale possibilità di interpretazione più
fondate e più collettive, senza rendere conto a quelle varietà delle interpretazioni
individuali.
È di fondamentale importanza il segno plastico più che il segno iconico: colore,
sensualità, dinamismo ecc. non appaiono né nell’iconico né nel linguistico.
Il messaggio pubblicitario è conativo, ovvero indirizzato allo spettatore, per questo è
carico di figure retoriche e messaggi.

Parte quarta
Alcuni pregiudizi
Esclusione/interazione
È ingiusto pensare che l’immagine escluda il linguaggio verbale, in quanto queste
vanno a braccetto son didascalie, titoli, commenti.
Verità/falsità
Un’immagine è giudicata vera o falsa non a causa di ciò che essa rappresenta ma a
causa di ciò che ci viene detto o scritto su quanto esso rappresenta. È la conformità o
la non conformità tra il tipo di rapporto immagine/testo e l’aspettativa dello spettatore
che dà all’opera un carattere di verità o falsità.

Interazione e complementarietà
In pubblicità si trovano rapporti immagine/testo che mettono in atto ogni sorta di
procedimento retorico, il più delle volte di ordine ludico:
 La sospensione: “oggi mi sfilo la parte di sopra” la cui funzione in realtà rimanda
all’immagine a venire in cui la stessa ragazza si sfilerà la parte di sotto
 L’allusione: un esempio ne è il celebre “ceci n’est pas une pipe” [questa non è
una pipa] nel quadro di Magritte
 Il contrappunto: quando il testo fornisce un certo numero di informazioni su
un’immagine simbolo.
La complementarietà di immagini e parole è una forma di interazione molto ampia.

La staffetta
La funzione di staffetta è una forma di complementarietà tra immagini e parole, che
consiste nel dire ciò che l’immagine difficilmente può mostrare (temporalità, spazialità
e causalità).

Il simbolo
La complementarietà verbale di un’immagine consiste nel dare all’immagine un
significato che parte da essa senza esserle intrinseca. Si tratta di un’interpretazione
che eccede l’immagine, scatena un pensiero partendo dall’immagine che ne è il
supporto ma al tempo stesso se ne distacca.
È ciò che accade nel caso delle immagini simboliche e convenzionali che cercano di
esprimere nozioni astratte. La caratteristica del simbolo è che può non essere
interpretato. Possiamo vedere l’immagine della colomba come immagine “della pace”
così come possiamo vederci soltanto una colomba. Le immagini possono dunque
richiamare una complementarietà verbale aleatoria, che non impedisce loro di vivere
autonomamente.

Immagine/immaginario
Le immagini generano parole che generano immagini, in un movimento senza fine. A
partire da un esempio preciso, l’analisi delle parole ispirate alla fotografia ci mostrerà
come la teoria ci permetta di comprendere perché la fotografia, più di ogni altra
immagine, possa generare il sogno della finzione.

A proposito di una fotografia


In “la camera bianca” Roland Barthes fa, a titolo di preambolo, una serie di
constatazioni apparentemente evidenti, ma che si rivelano estremamente utili per
l’analisi: distingue le differenti pratiche con cui ha a che fare la fotografia:
 Il fare, che concerne l’operator
 Il guardare che concerne lo spectator
 Il subire che concerne lo spectrum

Viene esaminato il carattere predatorio del fotografo durante lo scatto e l'effetto unico e
istantaneo dell'incontro fotografico. La fotografia è collegata al mito di Orfeo, dove
l'oggetto scompare nel momento stesso dello scatto perché l’incontro è unico e
istantaneo. Il testo sottolinea anche che la fotografia è una costruzione convenzionale di
significato attraverso scelte e manipolazioni fatte prima e durante lo scatto.

Il protagonista tratto da Tabucchi, Spino, agisce sia come operatore che come spettatore,
riflettendo sulla presenza e sull'assenza nelle fotografie e sul concetto di "reale lontano."
Si evidenzia la distinzione tra la vita rappresentata nella foto e la sua assenza, portando a
una riflessione sul tempo e sul passato.

Per Barther, dal momento in cui mi faccio fotografare divento uno spectrum, uno
spettro, un’ombra, sono un soggetto che diventa oggetto.
(dare una lettura a questo capitolo perché è un casino, leggendolo si capisce meglio
amike vi giuro)

Poteri delle immagini


Le immagini cambiano i testi ma i testi a loro volta cambiano le immagini. Ciò che
leggiamo o sentiamo a proposito delle immagini, il modo in cui la letteratura, la
stampa, la segnaletica se ne appropriano e le presentano determina necessariamente
l’approccio che ne abbiamo in seguito.

Paysage de Cézanne
Si tratta del testo accompagnata da una freccia che indica in quale direzione guardare
(es. cartello segnaletico), è forte qui la complementarietà testo-immagine.
Che lo si voglia o no, le parole e le immagini si passano il testimone, interagiscono, si
completano, si illuminano di energia vivificante. Lungi dall’escludersi, parole e
immagini si nutrono e si esaltano reciprocamente. Possiamo affermare che più si
lavora sulle immagini più si amano le parole.

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