COPIONE
Liberamente ispirato a Pinocchio di Collodi.
Pinocchio è figlio adottivo di Geppo, che l'ha preso in un
luogo dove si usa il lavoro minorile. Lucignolo è un ragazzo
borderline che, incontrando una volontaria cooperante in
viaggio, comprende che cosa vuole nella sua vita vuota,
Turchina è una maestra, Mangiafuoco si pente e diventa un
benefattore di bambini abbandonati...
All’inizio, la presentatrice, spiega un po’ che questa è la
storia di Pinocchio, ma che abbiamo voluto parlare di un
bambino di oggi, nel mondo di oggi e che oltre alla fantasia,
questa storia parla delle cose che accadono e che ci stanno
intorno…
SCENA 1 (Geppo, Pino, Grillo)
Sulla scena c’è Geppo (ETTO)
Nella stanza dove si trova, ci sono oggetti in disordine un
vaso rotto… mentre raccoglie e sistema, parla.
GEPPO: “Quel monello! Guarda che ha combinato! Ma… in
ogni modo è proprio un bravo bambino, solo che è vivace, è
curioso… Ma… sono sicuro che diventerà proprio in gamba:
andrà a scuola e mi darà tante soddisfazioni… con la fatica
che faccio per mandarlo ogni giorno…”
Esce dalla scena.
Entra Pino, correndo, con salti, fa dei giri, guarda
ovunque…
PINO: “Vorrei proprio sapere dov’è andato il mio babbo!
Sarà al lavoro. Pensate: prima non lo avevo…stavo in un
posto con altri bambini. Poi è arrivato questo signore
simpatico con quella zazzera gialla… che buffo! È buono e mi
vuole bene… prima era tanto solo, ma ora ci sono io di cui
deve occuparsi! E sì, gli do molto da fare… Ora dovrei
andare a scuola, ma ci sono così tante cose divertenti da
fare...”.
Entra Grillo, la sua coscienza.
GRILLO: “Sei troppo ingenuo e inesperto per andartene in
giro da solo. Hai ancora tante cose da imparare…”
PINO (sorpreso, spaventato): “E tu chi sei? Che ci faiqui?”
GRILLO: “Sono la tua coscienza!”
PINO: “E cos’è la coscienza?”
GRILLO: “E’ quella parte di te che ti dà dei buoni consigli.”
PINO: “E dov’eri?”
GRILLO: “Dentro di te.”
Pino si guarda e fa un giro su di sé...
PINO: “E perché ora sei lì e ti vedo?”
GRILLO: “Per ricordarti che ci sono!”
PINO: “Oh no! E io che volevo pensare a come divertirmi
oggi… Sai che faccio? Esco e ti lascio qui. Resta qui tu, non
ti muovere.”
Lo spinge vicine al muro. Gli mette una sedia davanti.
SCENA 2 (4 monelli e Pino)
Sulla strada ci sono un gruppo di monelli che stanno
parlando e giocando. Pino passa con un librone. Quando lo
vedono lo prendono in giro per il cappello. Glielo tolgono e
se lo lanciano mentre Pino cerca di riprenderlo. Infine
riesce a prenderlo.
M1: “Guarda chi si vede…Che fai, vai scuola?”
M2: “Ma che bel librone che hai!”
PINO: “Ma che volete? Io faccio quello che voglio!”
M3: “E sì, sei proprio uno sgobbone! Vuoi diventare uno
scienziato?”
PINO: “Io faccio quello che voglio, e ogni tanto posso fare
anche delle assenze se mi va!”
M4: “Ma come? Tu non sei quello studioso…sgobbone?”
PINO: “O Uffa! Ma che volete da me?”
M2: “Sai che in paese ci sono le giostre? C’è anche uno
spettacolo bellissimo…”
M1: “Ma si paga… penso proprio che non potrai venire…”
PINO: “E voi che ne sapete?”
Pensa e parla tra sé: troverò il modo per fargli vedere chi
sono…
Esce di scena.
SCENA 3 (5 alunni e la maestra, Grillo)
A scuola. C’è la maestra Turchina con alcuni alunni.
Cantano. Poi si salutano ed escono. La maestra Turchina
non ha visto Pino ed è preoccupata. Rimane solo un
bambino, che balbetta un po’.
RAFFAELLA: “Oggi Pino non è venuto…”
MAESTRA TURCHINA: “E già non è venuto…”
RAFFAELLA: “Io l’ho visto per strada…”
MAESTRA TURCHINA: “L’hai visto per strada?”
RAFFAELLA: “Per me si mette nei guai…”
Se ne va.
MAESTRA TURCHINA: “Oggi Pino non è venuto. Quel
bambino mi fa pensare. Sarebbe tanto bravo, però se fa
tutte queste assenze… Chissà dov’è? Starà male? Non so che
pensare. Sarà meglio che parli con Geppo. Forse neanche lui
sa che non è venuto. Che cosa bisogna fare per fargli capire
che deve stare attento ed ascoltare la sua coscienza?”
GRILLO: “Io ci ho provato, ma lui mi ha chiuso in casa ed è
uscito! Bisogna andare a cercarlo…voleva andarsene in
giro!”
Escono.
SCENA 4 (4 bambini amici, Pino, Barbalunga)
Ci sono un gruppo di bambini presi dal lavoro. Cuciono,
tagliano e parlano tra loro.
B1: “Che fortuna che Pino è andato via da qui”
B2: “Chissà ora che starà facendo…”
B3: “Magari sta andando a scuola, sta imparando a leggere
e scrivere…”
B4: “Come piacerebbe anche a me invece di stare qui a
lavorare…”
Pino nel frattempo stava girovagando senza il libro e con
qualche soldo. Cammina e ad un certo punto entra in questa
stanza dove ci sono i bambini. I bambini lo riconoscono e gli
vanno incontro, loabbracciano, tutti sono contenti.
PINO: “Ma cosa state facendo qui?”
B1: “Hanno deciso che dobbiamo fare qualcosa per
mantenerci e così lavoriamo…”
B2: “E tu perché non sei a scuola?”
PINO: “Bè… veramente…” (si vergogna un po’)
Entra il padrone e vede Pino. Tutti lo salutano contimore.
“Buon giorno signor Barbalunga”
SIGNOR BARBALUNGA: “Bene, bene… Ah! C’è un nuovo
operaio… bene, bene, ti darò un bel posto nella stanza dove
si taglia…”
PINO: “Ma no, io veramente dovevo andare a scuola… io
non sono un operaio…”
SIGNOR BARBALUNGA: “E allora che ci fai qui? Perché sei
entrato?”
PINO: “E’ un caso. Ma loro sono miei amici, volevo
salutarli. Mio padre mi sta sicuramente cercando...”
SIGNOR BARBALUNGA: “Senti, senti, che mi doveva
capitare…”
Pino si è avvicinato agli amici, stanno tutti vicini e sono
preoccupati.
PINO: “Anzi, sa che le dico? Che lei non può far lavorare dei
bambini! Questi bambini dovrebbero andare a scuola e
studiare e crescere! Lo sa che non lo può fare? Ora andrò
dalla polizia e racconterò tutto! E questi bambini verranno
tutti con me.”
BARBALUNGA (nel frattempo ha cambiato atteggiamento
si è ritirato e sta in terra): “NO, per favore e dove
andranno? Non hanno nessuno. Anche io sono solo, a chi
penserò poi? Non avrò nessuno a cui parlare… Per favore,
ti prometto che questo posto cambierà, lo trasformerò in
una scuola dove tutti i bambini potranno stare insieme e
imparare tante cose… Te lo prometto. Potrai anche
telefonare quando vuoi e venire qui da noi …”
I bambini esultano e fanno un girotondo. Cantano.
SCENA 5 (Geppo, maestra, 2 poliziotti)
Geppo e la maestra si sono incontrati sulla strada e stanno
parlando.
MAESTRA TURCHINA: “Lo sai che oggi Pino non è venuto
a scuola?”
GEPPO: “Lo sapevo, dovevo controllare che entrasse, lo
dovevo accompagnare …dove sarà andato?”
MAESTRA TURCHINA: “Vedrai che lo troviamo, in fondo è
un bambino generoso, buono, non gli succederà niente…”
GEPPO: “Ma è così ingenuo, certe volte si fa convincere
dalle cattive compagnie… non è capace a riconoscere chi lo
vuole imbrogliare…”
MAESTRA TURCHINA: “Noi faremo in modo che non gli
accada niente. Lo cercheremo ovunque, anche in capo al
mondo”
GEPPO: “Adesso andiamo alla polizia”
Vanno dalla polizia per sporgere denuncia.
POLIZIOTTO 1: “Prego… Lei è il signor?”
GEPPO: “Sono Geppo e lei è la maestra Turchina.”
MAESTRA TURCHINA (Porgendo la mano): “Piacere, io
sono…”
POLIZIOTTO 1: “Poche chiacchiere. Veniamo subito al
problema: Querele? Denunce? Furti? Ricerche? Truffe?...
(guardando nel suo elenco) Per quale motivo siete qui?”
INSIEME: “E’ scomparso il nostro PINO!”
GEPPO: “Questa mattina doveva andare a scuola…”
MAESTRA: “A scuola non è venuto…”
GEPPO: “… non è tornato a casa…”
POLIZIOTTO 2 (mentre scrive): “Allora è andato a farsi un
giro… ehm… scherzo. È preoccupante! È un rapimento?”
INSIEME: “Non lo sappiamo!”
POLIZIOTTO2: “Ora ci mettiamo subito al lavoro. Ce l’avete
una foto?”
GEPPO: “Eccola” (porgendo la foto)
POLIZIOTTO 1: “Ma che naso! Bene non vi preoccupate che
faremo tutto il possibile”
GEPPO: “Anche io andrò in cerca di Pino, non starò ad
aspettare.”
Geppo e la maestra salutano, ringraziano e danno la mano
ai 2 ed escono.
Escono anche i poliziotti.
Entrano in scena 3 bambini: Hansel e Gretel, Pollicino.
GRETEL: “Ciao Pollicino, che cosa ci fai qui?”
POLLICINO: “Ho sentito che un bambino è scappato di casa,
così volevo sapere qualcosa di più.”
HANSEL: “Anche io e Gretel abbiamo sentito questa
notizia, chissà se è scappato da solo e dove è andato a
finire”
POLLICINO: “Si, perché sai, io ho qualche esperienza in
proposito. Avevo trovato un modo per non perdermi.
Magari potrei dargli qualche consiglio, se potessi parlarci”
GRETEL: “Eh sì, anche noi ne abbiamo di consigli da dare
se dovesse fare dei brutti incontri, ti ricordi Hansel? Che
esperienza!”
HANSEL: “Ci vuole un po’ d’intelligenza per difendersi da
certi personaggi. Potremmo raccontargli la nostra storia.”
POLLICINO: “Certo che oggi ci sono sistemi più moderni,
ma l’esperienza fatta è molto importante per non cacciarsi
nei guai.”
GRETEL: “Sai che facciamo? Ci mettiamo anche noi alla
ricerca, così se riusciremo a trovarlo, potremo raccontarci
le nostre storie.”.
POLLICINO: “Bene, andiamo, chissà quanta strada ci
aspetta”
HANSEL: “Andiamo!”
SCENA 6 (Il gatto, la volpe, Pino)
Ci sono il gatto e la volpe. Canzone di E. Bennato.
Ballonzolano. Passa di lì Pino. Si ferma a guardare
divertito e cerca di imitare i loro movimenti. Infine i 2 si
fermano a guardare Pino che continuaanche senza musica.
Confabulano tra di loro…
VOLPE: “Ma che bravo che sei!”
GATTO: “Si, proprio bravo che seiiiiii”
PINO (si ferma all’improvviso imbarazzato e si sistema):
“Buongiorno signori, stavo solo riscaldandomi un po’,
sapete con questo freddo…”
VOLPE: “Ma proprio bravo che sei... si, si, si… certo un po’
bruttino…”
GATTO: “Bruttino si, però forse possiamo fare qualcosa…
potrebbe diventare...”
VOLPE: “Potrebbe diventare FAMOSO… No, no, no…troppo
lavoro, troppa fatica, ti dovremmo preparare, insegnare
tante cose, no, no, no…chi lo fa un lavoro così…”
GATTO: “Ma forse questo “Bruttino” potrebbe darci
qualche cosa, qualche soldino, e noi potremmo fare il
lavoro!”
VOLPE: “Ma figurati se questo mostriciattolo ha dei soldi…”
Pino nel frattempo osservava con gli occhi spalancati,
guardando l’uno e l’altro…
VOLPE: “Su, mettiti dritto… fai questi passi: uno, due e tre…
uno, due e tre…”
La scena è molto buffa, tutti e tre sono molto goffi.
GATTO: “Allora che dici? Può andare?”
VOLPE: “Certo che dovremmo lavorar molto, ma se hai
qualcosa come anticipo… poi saremo i tuoi “managers” e ci
potrai ripagare. Ci presentiamo: io sono FOXI VOLPE, la
stella del varietà, e lui è il mio collaboratore CATTI MIAO.”
(gli porge un biglietto da visita e si danno la mano)
PINO: “Bè… io… veramente… ho solo questi…”
Tira fuori qualche moneta.
GATTO (al volo prende i soldi e li conta avidamente)
VOLPE: “Ti aspettiamo domani mattina, alle 10.00 in Via
Campo dei Miracoli n.1000. Non mancare. Puntuale!”
(Gli danno la mano, lo salutano con inchini e ghignando
dall’altra parte)
SCENA 7 (Pino, Giudice) (Musica)
Pino che cerca l’indirizzo che gli avevano dato. Trova che i
numeri finiscono al 50. Gira avanti e indietro.
PINO: “Ma questo è un imbroglio! Questo indirizzo non
esiste! Mi hanno truffato! E ora che faccio? Gli ho dato tutti
i miei soldi, come torno a casa e che dico al mio babbo? Ho
venduto il mio libro per avere dei soldi, pensavo davvero
che avevo trovato il modo per fare soldi…”
Cammina su e giù.
PINO: “Vado da un GIUDICE a fare una denuncia. Mi
ascolteranno e mi potranno rimborsare forse...”
Dal GIUDICE.
GIUDICE (Ha dei giornali nelle mani): “Ma guarda qui,
un’altra volta ancora… ma bisogna essere proprio citrulli
per credere a queste cose! Ma come fai a pensare che
qualcuno ti inviti, per telefono, perché ti vuole regalare un
grande televisore senza nessuna spesa! E magari anche un
biglietto di un viaggio alle isole Mauritius… Che mondo di
citrulli…”
PINO: “Buongiorno signore”
GIUDICE: “Chi parla?”
PINO: “Sono io, Pino…”
GIUDICE: “Dove sei?” (Non ci vede bene) “Vieni fuori!”
PINO: “Eccomi sono qui, davanti a lei”
GIUDICE: “Eccoti… dunque: sei venuto per parlare con me
di qualcosa? Mi devi chiedere qualcosa? Vuoi qualche
informazione…”
PINO: “Bè, veramente io sono venuto qui, perché fuori c’è
scritto “Giudice”, così ho pensato che potevate giudicare
bene questo fatto…”
GIUDICE: “Vacci piano, non è mica una cosa da fare su due
piedi, velocemente, ci vuole tempo. Il tempo che civuole”
PINO: “E nel frattempo che si fa?”
GIUDICE: “Si aspetta, con calma e pazienza”
PINO: “Insomma, io un po’ di fretta ce l’ho: non so come
tornare a casa, il mio babbo mi starà cercando, non so dove
mi trovo e non ho soldi per tornare a casa…”
GIUDICE: “Accidenti, mio caro… ma vai sempre in giro così
da solo e senza soldi?”
PINO: “Veramente io i soldi ce li avevo, però me li hanno
rubati”
GIUDICE: “Ah! Allora ti hanno derubato il portafoglio”
PINO: “Veramente non ce l’avevo il portafoglio...”
GIUDICE: “E come hanno fatto: ti hanno preso i soldi dalle
tasche?”
PINO: “No, veramente glieli ho dati io…è che loro mi
avevano promesso che mi avrebbero preparato e fatto
diventare famoso, così potevo guadagnare tanti soldi…”
GIUDICE (lo guarda con un certo disappunto, facendo dei
gesti): “Allora tu hai dato i soldi in mano a certe persone
che ti hanno promesso di farti diventare ricco? E le
conoscevi?
PINO: “No…”
GIUDICE: “E come si chiamavano?”
PINO: “Ehm, non lo so, non mi ricordo, aspetti ho un
biglietto da visita…”
GIUDICE: “FOXI VOLPE, la stella del varietà… con questo
nome… E tu ci hai creduto, gli hai messo in mano i tuoi
soldi… E ora che vorresti fare? Una denuncia? E che ci
scrivo? Mio caro Pino, ti rendi conto che la cosa è alquanto
bizzarra? L’unica cosa che posso dirti che se non vuoi far
parte anche tu del Paese dei citrulli, bisogna che ti svegli!”
(riprende la sua lettura delle notizie dai giornali)
SCENA 8 (Grillo, Pino, Romeo, Maestra, Geppo)
Pino si ritrova da solo per la strada e non sa che fare. Ad un
certo punto arriva un tipo che comincia a guardarlo
mentre lui sta pensando”
Compare il grillo.
GRILLO: “Se ascoltavi davvero Geppo, se andavi a scuola,
sicuramente non ti trovavi in questa situazione…”
PINO: “Oh, lasciami in pace ora, lo vedi che non so cosa
fare? E tu che cosa mi consigli ora?”
In quel momento interviene il tipo che lo guardava.
ROMEO: “Non sai che fare? Dai non ti preoccupare, perché
parli con quel coso strano…vieni con me!”
PINO: “E tu chi sei? Dove vai?”
ROMEO: “Piacere, sono Romeo. Sto cercando la strada per
andare in un posto dove mi hanno detto che si può stare
bene senza lavorare e senza studiare! Non dovrebbe essere
difficile, anche se bisogna viaggiare un po’”
PINO: “Davvero?”
Il grillo che è stato scansato a forza, se ne vatristemente.
ROMEO: “Guarda che mi hanno dato delle informazioni
sicure. È sempre vacanza e non c’è nessuno che viene a
buttarti giù dal letto la mattina”
PINO: “No, no…Già mi trovo nei guai perché ho creduto a
quei due…chissà il mio babbo, la maestra…”
ROMEO: “Perché, credi che stanno a pensare a te? Con tutto
quello che hanno da fare… Peggio per te, io comunque
vado”
PINO: “Dai, aspetta, forse posso fare un po’ di strada con
te. Tanto ora mi sono perso!”
ROMEO: “Va bene, andiamo in quella direzione, poi
arriveremo ad una stazione dove si prende un treno, si
arriva ad una stazione che si chiama Cuccagna e si scende.
Si prende un altro bus.”
I due si incamminano. MUSICA araba.
SCENA 9
Geppo e la maestra turchina con un ombrello, una borsa.
Sono in viaggio e stanno aspettando un autobus.
MAESTRA TURCHINA: “Che tempo! Speriamo che arrivi
presto l’autobus”.
GEPPO: “Abbiamo viaggiato già due giorni e siamo ancora
in mezzo alla strada”
MAESTRA TURCHINA: “Però ho sentito che sono molti i
bambini che sono attratti da quel paese, secondo me, siamo
sulla buona strada. È bene andare subito: chi si ferma a
lungoin quel paese, si dimentica chi è e cosa vuole fare”.
GEPPO: “Si, si. Anche se io non ho mai fatto un viaggio
così lungo, ma ora sono contento di essere partito.”
Passa un autobus. Si ferma e salgono. Mentre il bus viaggia,
c’è una musica che accompagna il viaggio. Escono di scena
dopo due giri.
SCENA 10
Ad un certo punto, entrano in scena Pino e Romeo che si
fermano e si siedono alla fermata. Romeo si mette a
dormire.
ROMEO: “Io dormo. Tu svegliami se passa l’autobus”
Passa l’autobus con Geppo e la Maestra, Pino li vede e li
chiama, grande gioia. Pino sveglia Romeo.
PINO: “Eccoli: vedi, sono sull’autobus! Vieni andiamo con
loro!”
Ma Romeo non vuole andare. Pino va: grande festa.
Canzone. Tutti coloro che hanno recitato insieme cantano
una canzone. Poi escono.
PRESENTATRICE: “Non ve ne andate! La storia non è
ancora finita…”
SCENA 11
Signora S. - una giramondo, reporter etc., il pappagallo,
Romeo)
In scena c’è Romeo che è rimasto lì seduto. Arriva il
pappagallo che comincia a prenderlo in giro. Poi arriva il
serpente.
ROMEO: “Ecco, guarda che bamboccio! Se n’è andato, non
ha capito niente!”
PAPPAGALLO (ride)
ROMEO: “Perché ridi?”
PAPPAGALLO: “Perché volando, mi sono fatto il solletico
con le ali”. Continua a ridere.
ROMEO: “Insomma, si può sapere che vuoi e perchéyridi?”
PAPPAGALLO: “Rido di quei citrulli che credono a tutte le
stupidaggini che sentono in televisione e si fanno prendere
in giro dai furbastri”
ROMEO: “Vattene via! Che vuoi da me? Stai parlando di
me?”
PAPPAGALLO: “Eh già, sei qui così piccolo e pensi di aver
capito tutto, pensi che per fare un viaggio basta salire un
treno e che ci siano paesi dove tutti sono felici, hanno tutto,
si divertono senza fare niente.”
ROMEO: “Io non ti capisco”
PAPPAGALLO: “Bisogna sapersele guadagnare le cose, con
il proprio ingegno o con il lavoro delle proprie mani.”.
ROMEO: “Lasciami in pace tu con questi discorsi!”
PAPPAGALLO: “Io posso anche volare via, ma guarda che
stando nella tua situazione non mi sentirei tanto tranquillo”
Se ne va. Arriva un altro personaggio. Romeo si spaventa
un po’.
SIGNORA S.: “Ciao, vedo che sei in viaggio...”.
ROMEO: “Si. Appunto.”
SIGNORA S.: “Bello viaggiare, s’incontrano tante persone e
si vedono tanti posti. Io ad esempio ho già fatto il giro del
mondo 2 volte. Naturalmente c’è voluto tanto tempo. Ci sono
stati momenti molto difficili…”
ROMEO: “Perché?”
SIGNORA S.: “Vedi, il mondo non è mica tutto uguale.
Quando vai da un posto all’altro devi saper cambiare le tue
abitudini …e poi il mangiare è diverso, mica puoi mangiare
sempre le stesse cose. E come parli con gli altri, come chiedi
le cose se non conosci la loro lingua?”
La signora S. ormai è presa dal suo racconto.
ROMEO: “Io veramente… non so.”
SIGNORA S. : “Ma lo sai poi quanti posti ci sono dove non si
può vivere tranquilli e si rischia la vita? Ti trovi come
niente in mezzo a sparatorie a bombe che cadono…e non sai
neanche che cosa mangiare perché non si sa dove andare a
prendere il cibo. I negozi sono chiusi o non ci sono più…”
ROMEO: “E tu allora che facevi?”
SIGNORA S.: ”Io ero di passaggio, in qualche modo potevo
anche arrangiarmi. Ma quelli che lì ci abitano, stanno
davvero male, o devono andarsene e lasciare la loro casa
per cercare un posto più tranquillo.”
“Poi ci sono dei luoghi molto belli e tranquilli, dove mi sono
fermato per aiutare gli abitanti a ripulire delle lunghe
spiagge dove era arrivata un’ondata di petrolio, a ripulire
anche gli animali che erano tutti appiccicati e non
riuscivano più a muoversi. E’ stato un lavoro lungo, ma è
stato bello.”.
Romeo ascolto ed è molto pensieroso.
SIGNORA S.: “Allora, che fai? Dove vai tu?”
ROMEO: “Veramente, non so, io volevo… ma.”.
SIGNORA S.: “Mmmm, insomma non sai più dove vuoi
andare? Guarda, se vuoi, io sto partendo per un viaggio che
va bene per te: vado a costruire un pozzo per far arrivare
l’acqua nelle case in un posto dove ancora non arriva e ci
sono tanti bambini. Sai c’è una scuola all’aperto, potresti
trovarti bene…”
ROMEO: “Io… forse…però… (la situazione è nuova per
lui…) Credo che …sia una buona idea!”
SIGNORA S.: “Andiamo allora che dobbiamoyprepararci!”
Musica.