“PICCOLO PRINCIPE”
IL MUSICAL
2023
CORSO MUSICAL
“SAREMO STARS 3”
2022/2023
ADATTAMENTO COPIONE
TESTO TEATRALE IL PICCOLO PRINCIPE
[Link]
INSEGNANTI
EDWIN QUINTANA DIRETTORE ARTISTICO
MARILENA ZUARDI MAESTRA DI CANTO E MUSICAL.
PERSONAGGI
NARRATORE 1 - GIULIA VACCARO
NARRATORE 2 - MIRIAM DEL PINO
NARRATORE 3 - ELIA LEONE
Il Piccolo principe – FRANCESCO MASIELLO
Il fiore – NOEMI CIRIELLO
L'aviatore- NAZARENO STOLFI
Il re- LUANA PACELLA
Il vanitoso – CHIARA GIORGINI
L'ubriacone- FABRIZIO TOTA
L'uomo d'affari- FELICE CHIARAVALLE
Il lampionaio- ANDREA FELLA
Il geografo- ENNIO STOLFI
Il serpente-FRANCESCA COLANGELO
La volpe- PENELOPE TRAVERTINO GRANDE
Il controllore- BIANCA MESSINA
Giulia: La storia che rappresenteremo questa sera, non e'
certamente divertente o allegra, ma e' sicuramente una delle piu'
tenere e intense che siano mai state [Link] col cuore
perche', come dice l'autore del testo, Antoine de Saint-Exupery: "
non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi.
"
Elia: L'autore racconta di come, a sei anni, ha rinunciato alla
carriera di pittore per diventare pilota di aereoplani.I suoi disegni,
infatti, non vengono compresi dagli adulti, che lo invitano ad
occuparsi degli [Link] pilota, ha girato il mondo e ha
conosciuto molte persone, alle quali mostra il suo primo disegno
che pero' nessuno riesce a capire.
DIAP. SERPENTE ELEFANTE
Canzone Nazzareno: Volare-Domenico Modugno
(Viene svegliato dal piccolo principe)
P.P- Mi disegni, per favore una pecora ?
AV- Cosa ?
P.P- Disegnami una pecora.
AV- (Balza in piedi- Si strofina gli occhi, si guarda intorno
attentamente- Guarda fisso l'apparizione. Finalmente riesce a
parlare) Ma che cosa fai qui?
P.P- Per piacere disegnami una pecora.
AV- (Tira fuori dalla tasca un foglietto di carta, una penna...) Ma
io non so disegnare!
PP- Non importa, disegnami una pecora !
AV- (Disegna- Mostra il disegno)
PP- No,No,No. Non voglio l'elefante dentro al boa. E' molto
pericoloso e l'elefante e molto ingombrante. Dove vivo io, è tutto
molto piccolo. Ho bisogno di una pecora. Disegnami una pecora.
(Diap. Elefante dentro boa e piano piano cambia con i disegni delle
pecore)
AV.- (Disegna)
P.P- No questa è una pecora malaticcia, fammene un'altra.
(Disegno)
P.P (Sorride)-Lo puoi vedere da te, questa non è una pecora. E' un
ariete, ha le corna! (Disegno)
P.P.- Questa è troppo vecchia. Voglio una pecora che possa vivere
a lungo.
(Disegno)
AV.- Questa è soltanto la sua cassetta. La pecora che volevi sta
dentro.
P.P- Questo è proprio quello che volevo. Pensi che questa pecora
dovrà avere tanta erba ?
AV.- Perché ?
P.P.- Dove vivo io è tutto molto piccolo.
AV.- Ci sarà certamente tanta erba per lei. La pecora che ti ho dato
è molto piccola.
P.P.- (Guarda il disegno) Oh guarda si è messa a dormire!
(Indicando l'aereo) Che cos'è questa cosa?
AV.- Non è una cosa, vola. E' un aereoplano- Il mio aereoplano!
P.P- Come, sei caduto dal cielo?
AV- Si.
P.P.- Ah questa è buffa ! Se vieni dal cielo, di quale pianeta sei?
AV.- Tu, allora, vieni da un altro pianeta!
Diap. Pianeta B612
P.P.- Certo che su quello non puoi venire da molto lontano!
AV.- Da dove vieni ometto ? Dov'è la tua casa ? Dove vuoi portare
la mia pecora?
P.P- Il buono è che la cassetta le servirà da casa per la notte.
AV.- Certo, se sei buono, ti darò anche una corda per legarla
durante il giorno-
P.P.- Legarla ? Che buffa idea !
AV.- Ma se non la leghi, andrà in giro.... Si perderà.
P.P.- (risata) Ma dove vuoi che vada !
AV.- Dappertutto- Dritto davanti a sé-
P.P.- (malinconico) Dritto davanti a sé non si può andare molto
lontano. E' propriovero che le pecore mangiano gli arbusti ?
AV.- Si è vero!
P.P.- Ah! Sono contento. (pausa) Allora mangiano anche i baobab?
(Diap. baobab)
AV.- Ma i baobab sono grandissimi. Una mandria di elefanti non
riuscirebbe a spostarli.
P.P- Ma i baobab prima di essere grandi, cominciano con l'essere
piccoli!
AV.- E' esatto. Ma perché vuoi che le pecore mangino i baobab?
PP.- Se si tratta di un ramoscello di ravanello o di un rosaio, si può
lasciarlo spuntare. Come vuole, ma se si tratta di una pianta
cattiva, bisogna strapparla [Link] un baobab, se si arriva troppo
tardi, non si riesce più a separarsene - Fa scoppiare il pianeta con
le sue radici.
AV.- Disegnerò un baobab perché tutti i bambini conoscano il
pericolo che hanno sempre sfiorato senza saperlo-
P.P.- E' una questione di disciplina: dopo essersi lavati, al mattino,
bisogna fare la pulizia del pianeta. Se si tratta di un baobab, è
sempre una catastrofe. Bisogna eliminarlo. Una pecora se mangia
gli arbusti, mangia anche i fiori? Anche i fiori che hanno le spine?
AV.- Una pecora mangia tutto quello che trova.
P.P.- Allora le spine a che cosa servono?
(l'aviatore è occupato a riparare l’aereo. Non ascolta il piccolo
principe. Non risponde-)
P.P.- Le spine a cosa servono ?
AV.- Non servono a niente. E' pura cattiveria da parte dei fiori
(spazientito)
P.P.- Non ti credo. I fiori sono deboli- Sono ingenui. Si rassicurano
come possono. Si credono terribili con le [Link] credi che i fiori
siano cattivi-
Av.- Ho detto una cosa qualsiasi mi occupo di cose serie, io!
P.P.- Di cose serie? Parli come i grandi - Tu confondi tutto-
Nascondi tutto-
AV.- Il mio problema, serio, è riparare l'aereo.
P.P.- Io conosco un fiore unico al mondo, che non esiste da
nessuna altra parte tranne che nel mio pianeta.
MIRIAM: Non poté proseguire. Scoppiò bruscamente in
singhiozzi. Era caduta la notte. L'aviatore aveva abbandonato i
suoi utensili. Se ne infischiava del suo martello, del suo bullone,
della sete, della morte. Su di un pianeta, il suo, c'era un piccolo
principe da consolare. Lo abbracciò dicendo:
AV.- Il fiore che tu ami non è in pericolo. Disegnerò una
museruola per la pecora e una corazza per il tuo fiore....
GIULIA: Era spuntato un giorno da un seme venuto chissà dove. Il
fiore non smetteva più di prepararsi ad essere bello, al riparo della
sua camera [Link] con cura i suoi colori, aggiustava i
suoi petali ad uno, ad uno-Non voleva apparire che nel pieno
splendore della sua bellezza-E poi...... Ecco che un mattino,
proprio all'ora del levar del sole, si era mostrato.
(CANZONE I BAOBAB)
SI CHIUDE IL SIPARIO
DIAP. NOTTE STELLATA
CANZONE LA ROSA
R.- Ahhhh! Mi sono appena svegliata, ti chiedo scusa se sono ancora
spettinata!
Pp.- Come sei bella!
R.- Sono nata insieme al sole ma tu dammi un po’ da bere, su!
(Il piccolo principe si avvicina alla rosa con un innaffiatoio)
R.-ma tutti questi insetti, questi vermi, che mi circondano e passano
vicino a me, sbarazzatene, potrebbero fare qualche danno al mio
bellissimo stelo….
(Il piccolo principe toglie tutti gli insetti.)
R.- e queste erbacce di baobab così insidiose, mi soffocano, mi
tolgono l’aria, tirale via immediatamente non voglio proprio vederle.
Se vuoi prenderti cura di me, devi farlo veramente!
(SI PETTINA SEMPRE MOLTO VANITOSA)
ed ascolta, caro, in questo tuo bizzarro pianeta ci sono troppe
correnti d’aria; sarà bene che tu mi protegga sotto una campana di
vetro, questo freddo è pericoloso per noi piante. Non vorrai mica che
muoia…
(Tosse sforzata e finta.)
GIULIA: Passarono i giorni ed il piccolo principe innaffiò e protesse
dal freddo La Rosa mettendola con cura sotto la campana di vetro.
tirò via tutti i germogli di baobab che crescevano vicino ad essa,
l’accudì, ma poi arrivò il momento in cui decise di riprendere il suo
viaggio.
Pp.- Addio, mia cara rosa.
(La Rosa tossì e con tono triste)
R.-Sono stata una sciocca, scusami, è cerca di essere felice! Io ti
voglio bene e tu questo non l hai mai saputo per colpa mia. Ora nulla
ha più importanza ma tu sii felice mi raccomando. E lascia questa
campana di vetro, non la voglio più ora!
Pp.- Ma il vento…
R.-Non sono così raffreddata. L’aria fresca della notte mi farà bene.
Sono un fiore….
Pp.- e le bestie?
R.-dovrò pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le
farfalle, dicono siano così belle. Anzi, ora che tu partirai, sono felice
che vengano a farmi visita. E se la situazione diventa difficile,
ricorda che io ho i miei artigli ( mostra le sue spine) e ora vai via se
hai deciso così, non voglio che tu mi veda piangere, vai!
ELIA: il piccolo principe aveva lasciato la sua rosa per visitare gli
asteroidi, per cercare un'occupazione, per istruirsi. Prima di partire
spazzò per bene il suo pianeta, i suoi vulcani in attività, che se
sono puliti bruciano meglio, e il suo vulcano spento, perché... non
si sa mai. Salutò il suo fiore che piangeva senza farsi vedere,
perché era troppo orgoglioso. Giunto sulla terra aveva conosciuto
l'aviatore e a lui narrò del suo viaggio, dei pianeti e degli uomini
che aveva conosciuto.
CAMBIO SCENA SI SPENGONO LE LUCI
PIANETA DEL RE
(DIAP. PIANETA DEL RE)
MIRIAM: Nel primo pianeta conobbe un re che vestito di porpora
e di ermellino, sedeva su di un trono molto semplice e, nello stesso
tempo maestoso. Egli regnava su tutto l'universo.
CANZONE: IL RE
Re.-Ahh! Ecco un suddito! Vieni, su, fatti più vicino così che io
possa vederti meglio…
(Il principe si avvicinò e rimase fermo davanti al re che lo osservava
ma era troppo stanco e così sbadigliò)
Re.-è contro l’etichetta sbadigliare davanti ad un re: io te lo
proibisco!
Pp.- Vostra altezza, chiedo perdono ma sono troppo stanco, non
posso farne a meno!
Re.- allora io ti ordino di sbadigliare, sono anni che non vedo
qualcuno sbadigliare, avanti, sbadiglia!
Pp.- adesso mi avete intimidito, non riesco più a farlo!
Re.- allora ti ordino di sbadigliare un po’ si è un po’ no!
Pp.- (sottovoce) questo re É davvero strano!
Re.- io sono il re, regno su tutto, ordino tutto, ordino a chiunque e
tutti immediatamente mi obbediscono. Sono il re di questo pianeta e
non tollero l’indisciplina. Non sono solo un re assoluto, sono un re
universale.
Pp.- ho una domanda!
Re.-ti ordino di interrogarmi!
Pp.-se siete il re universale di questo piccolissimo pianeta, allora
fatevi un piacere, voglio vedere un tramonto, ordinate al sole di
tramontare.
Re.- vedi, piccolo principe, la mia autorità si basa soprattutto sulla
ragione, quello che mi chiedi lo ordinerò ma al tempo giusto!
Pp.-e quale sarà questo tempo?
Re.- stasera verso le 7:40 lo ordinerò e sarò subito obbedito.
Pp.- allora io riparto, non ho tramonti da vedere..
Re.-dai rimani, ti proclamerò ministro della giustizia, rimani su. Non
lasciarmi solo
Pp.-non c è nessuno da amministrare qui. Vado via. Se un re vuole
essere obbedito, deve dare ordini ragionevoli... (sospira e se ne va)
Sono ben strani i grandi.
CAMBIO SCENA SI SPENGONO LE LUCI
(DIAP. PIANETA DEL VANITOSO)
IL VANITOSO
ELIA: nel secondo pianeta incontrò il vanitoso che aveva un unico
desiderio: essere ammirato.
CANZONE: IL VANITOSO
V.-(Piena di se) ohhhhh! Tu sarai certamente un ammiratore! da
quanto tempo ti aspettavo, che gioia vederti. Immagino tu sia qui per
ammirarmi in tutta la mia bellezza! Guardami, guardami bene,
guarda quanto nella sono! Di tutti i pianeti, di tutte le galassie, io di
certo sono la più bella.
Pp.- e quel cappello così strano che hai in testa a cosa serve?
V.-a salutare, a salutarvi tutti, ma qui non viene mai nessuno.
Guardami, guardami sono bellissima! (La vanitosa di inchina
facendo muovere il cappello) dai, battimi le mani, fammi un
applauso.
(Ad ogni applauso la vanitosa fa l inchino col cappello)
V.- guardami guardami sono la più bella di tutto il pianeta!
Pp.- sei l unica persona del pianeta…
V.-non mi interessa!mi ammiri molto, vero?
Pp.-cosa significa ammirare?
V.- ammirare vuol dire riconoscere che io sono la ragazza più
bella,più elegante, più ricca e più intelligente di tutto il pianeta
Pp.- ma tu sei l unica persooona del pianeta!!
V.- ti prego, ammirami lo stesso!
Pp.-ti ammiro. Ma tu che te ne fai? A cosa ti serve? Decisamente i
grandi sono proprio bizzarri.
(Il piccolo principe va via scocciato)
CAMBIO SCENA SI SPENGONO LE LUCI
(DIAP. PIANETA DEL UBRIACONE)
UBRIACONE
GIULIA: Incontrò poi, nel terzo pianeta, uno strano personaggio:
era un uomo che beveva per dimenticare di avere vergogna di bere.
CANZONE: L'UBRIACO
U.- ah,disperato me! Sono un uomo finito, un uomo finito con una
bottiglia di vino finita! Anzi, un uomo finito con tante bottiglie di
vino finite! Le ho finite tutte, sono così tante che… che… se le
conto, mi gira la testa…(fa una piroetta.)
Ohhh che sbadato, guarda quanto altro vino ho ancora… amiche
mie!(e abbraccia le bottiglie) voi siete le mie uniche amiche ed io
continuo a finirvi giorno dopo giorno. Che ingrato!( inizia a piangere
singhiozzando)
Pp.-che cosa fai?
U.-( alza lo sguardo verso il ragazzo e lo guarda stranito) e tu? Chi
diamine sei tu? Vuoi rubare il mio vino o vuoi darmene altro?
Dimmi chi sei prima che io venga lì e ti batta a duello!( prende in
mano una bottiglia a modo di spada e si dirige verso il piccolo
principe ma è troppo ubriaco per camminare e cade come una pera
cotta)
Pp.-vengo in pace, ti ho solo chiesto che fai?(aiuta l ubriacone ad
alzarsi ma questo non vuole che lo tocchi, si alza in piedi e si
aggiusta il vestito)
U.-cosa faccio? Io sono ubriaco ed è la verità,ma tu non devi essere
molto sveglio nemmeno da sobrio! Bevo, mi pare ovvio!
Bevooo..[Link], bevo, bevo, mi ubriaco e sono felice anche se
poi vomitooooo(canta come un coro da stadio senza nemmeno
tenersi in piedi, infatti ricade)
Pp.-perché bevi?
U.-per dimenticare, come fanno tutti! Io bevo per dimenticare!
Pp.-ma per dimenticare cosa?
U.-per dimenticare. Bevo per dimenticare che ho vergogna! Tanta,
tantissima vergogna!
Pp.- vergogna di cosa?
U.- vergogna di bere!
(L’ubriacone mentre parla col piccolo principe crolla in un sonno
profondo)
Pp.- ehi, ma sei morto? Oddio, sei morto?( lo muove tutto)
(L ubriacone inizia a russare e nel sonno inizia a ricantare la
canzoncina “bevo, bevo, bevo….” E poi ricrolla russando)
(andandosene) I grandi decisamente, sono molto molto bizzarri.
Che malinconia.
L'UOMO D' AFFARI
(DIAP. PIANETA DEL UOMO D’AFFARI)
MIRIAM: Il quarto pianeta era abitato da un uomo d'affari, che era
talmente occupato a contare le stelle del cielo, che non aveva
neppure alzato la testa all'arrivo de piccolo principe.
CANZONE: L'UOMO D'AFFARI
Pp.- buongiorno,ma la vostra sigaretta è spenta!
Ua.- 3+2= 5.
5+2=7
7+5=12
12+3=15
Buongiorno!
1000…2000…
24:2=12
Si lo so, si è spenta, ma non ho il tempo per riaccenderla. Un
milione, 2 milioni.
Pp.- 2 milioni di che?
Ua.-ah, ma tu sei ancora qui! 2 milioni di… non lo so più. Ho
talmente tante cose da fare! Sono un uomo molto serio io, ho troppe
cose da fare. Abito in questo pianeta da 54 anni e quelle poche volte
che mi sono distratto ho solo combinato guai. Ecco, ora mi stai
distraendo tu.
Pp.-si,ho capito, ma milioni di che…?
Ua.-uffa, sei proprio di coccio! Milioni di piccole cose dorate che
fanno fantasticare i poltroni. Ma io sono un uomo serio, non ho il
tempo di fantasticare!
Pp.-ahhhh,milioni di stelle allora!
Ua.-si, certo, sono 5miloni 230mila 406 per la precisione e io le
possiedo tutte! E quindi io sono ricco! Io ho scritto il numero delle
stelle su un foglietto di carta e l ho chiuso a chiave, quindi sono mie!
Pp.- anche io possiedo un fiore ma mi prendo cura di lui. Tu alle tue
stelle però non fai nulla, non ti prendi cura di loro, non sei utile.
L’uomo d’affare abbassa la testa!
P.P. -Non è molto serio che tu voglia possedere le stelle perché tu
non sei utile alle stelle come io lo sono al fiore e ai miei vulcani...
Decisamente i grandi sono proprio straordinari.
IL LAMPIONAIO
ELIA: Nel quinto pianeta conobbe uno strano tipo, che di mestiere
faceva il lampionaio; svolgeva il suo lavoro in un luogo senza case
e senza abitanti, ma era così fedele alla consegna ricevuta, da
meritare l'ammirazione del piccolo principe.
CANZONE: IL LAMPIONAIO
(DIAP. PIANETA DEL LAMPIONAIO)
Pp.- ma questo posto è così piccolo, a cosa serve questo lampione, è
assurdo!
L.-ciao, giovanotto. Visto che bel lampione? (Lo lucida)
Pp.- buongiorno, perché spegni il tuo lampione?
L.-questa è la consegna! Buongiorno!
Pp.- cos’è la consegna?
L.-È di spegnere il mio lampione. Buonasera! E adesso lo riaccendo!
Pp.- e perché?
L.- è la consegna questa!
Pp.- non capisco!
L.-non c’e nulla da capire. La consegna è la consegna. Buongiorno
ancora!
( si asciuga la fronte con un fazzoletto.)
L.-faccio un mestiere terribile. Una volta era ragionevole.
Accendevo al mattino e spegnevo alla sera e avevo il resto del
giorno per riposarmi il resto della notte per dormire.
Pp.- e dopo di allora è cambiata la consegna?
L.-la consegna non è cambiata è proprio questo il dramma il pianeta
di anno in anno a girato sempre più in fretta e la consegna non è stata
cambiata.
Pp.- e quindi?
L.-e quindi ora che fa un giro al minuto non ho un attimo di riposo,
accendo e spengo una volta al minuto. Lo sai che nel frattempo io e
te stiamo parlando da un mese e 30 minuti uguale 30 giorni. Buona
sera un’altra volta.
P.P.- Quest'uomo sarebbe senz'altro disprezzato dal Re e da tutti
gli altri. Ma è il solo che non si occupa soltanto di se stesso.
Sarebbe un amico, potrei restare con lui, ma il suo pianeta è così
piccolo che non c'è posto per due.
IL GEOGRAFO
GIULIA: Il sesto pianeta era abitato da un uomo anziano che
conosceva tutti i mondi, tutti i fiumi, tutti i laghi, della terra, ma
non considerava i fiori, perché effimeri, cioè destinati a scomparire
in breve tempo. Questo sapiente gli consigliò di visitare la terra.
CANZONE: IL GEOGRAFO
(DIAP. PIANETA DEL GEOGRAFO)
In mezzo a tanti libroni, un geografo era immerso nella lettura…
G.-oh per bacco! Ecco un esploratore!!
(Il piccolo principe arriva di corsa ed ha un po’ di fiatone, si mette
seduto per riposarsi)
G.-da dove vieni?
Pp.-(distratto) che cos’è questo grosso libro? Cosa ci fai qui?
G.- sono un geografo!
Pp.-cos è un geografo?
G.- è un uomo di cultura che sa dove sono i mari, i fiumi, le città, le
montagne e i deserti….
Pp.- ohhh finalmente un vero mestiere! Ma che bel pianeta, ci sono
gli oceani?
G.- io questo ,proprio, non posso saperlo!
Pp.-ah(deluso) e le montagne ci sono? Le città? I deserti?
G.-io non posso sapere nemmeno questo!
Pp.-ma se sei un geografo!
G.- un geografo, appunto; non un esploratore. Non sono io che vado
a vedere se ci sono fiumi, deserti o montagne, sono un uomo troppo
importante per andare in giro. In realtà io, come tutti i geografi, non
lascio mai l ufficio. Gli esploratori vengono da me, io li ascolto, gli
faccio delle domande e prendo appunti. Se quello che mi dicono mi
sembra interessante verifico bene se mi dice la verità o no perché
una bugia di un esploratore potrebbe portare ad una catastrofe sui
libri di geografia.
Pp.-in che senso?
G.- se per caso l’esploratore fosse ubriaco, gli ubriachi vedono a
doppio, e io scriverei che ci sono due montagne dove c’è n è solo
una!
Pp.-ohhh! io conosco qualcuno così
(L’ubriacone spinta un attimo “Bevo, bevo…”)
G.-ma tu che vieni da molto lontano comunque, sei un esploratore.
Raccontami com è il tuo pianeta.
Pp.- allora…è piccolissimo… ho una bella rosa nel mio pianeta…
G.-ah no, delLa Rosa non mi importa, i fiori sono effimeri.
Pp.-cosa significa effimero?
G.-destinato a scoprire in poco tempo?
Pp.-la mia rosa scomparirà in poco tempo?
G.- certo, è un fiore.
(Il piccolo principe se ne va sconfortato)
P.P.- Il mio fiore è effimero, ma ha le spine per difendersi dal
mondo!
(DIAP. PIANETA TERRA)
ELIA: Nel pianeta terra capitò proprio nel deserto, dove conobbe
un serpente.
CANZONE: IL SERPENTE
P.P.- Su quale pianeta sono sceso ?
Serp.- Sulla terra. In Africa.
P.P.- Ma non c'è nessuno sulla terra ?
Serp.- Questo è il deserto. Non c'è nessuno nel deserto.
P.P.- Dove sono gli uomini ? Si è un po’ soli nel deserto !
Serp.- Si è soli anche con gli uomini-
P.P.- sei un buffo animale sottile come un dito.
serp.- Ma sono più potente di un dito di un Re.
P.P.- non mi sembri molto potente, non hai le zampe e non puoi
nemmeno camminare-
Serp.- Se tocco qualcuno, però, posso restituirlo alla terra da dove
è venuto- Ma tu sei puro, vieni da una stella. Se un giorno
rimpiangerai il tuo pianeta posso aiutarti. Posso.
P.P.- Ho capito benissimo, anche se parli sempre per enigmi-
Serp.- Io li risolvo tutti.
MIRIAM: Il piccolo principe continuando il suo viaggio sulla
terra, scoprì delle rose che gli sembravano simili alla sua rosa. Ne
fu deluso e rattristato, perché era convinto di possedere un fiore
unico al mondo. In quel momento si incontra con una volpe.
(Arriva la volpe)
CANZONE: LA VOLPE
(DIAP. IL BOSCO DELLA VOLPE)
Vol- Buon giorno
P.P.- Buon giorno, ma non vedo nessuno.
Vol.- Sono qui sotto il melo-
P.P.- Chi sei? Sei molto carino
Vol.- Sono una volpe.
P.P.- Vieni a giocare con me sono così triste.
Vol.- Non posso giocare con te. Non sono addomesticata.
P.P.- Oh, scusa ! che vuol dire addomesticare ?
Vol.- Non sei di queste parti tu, che cosa cerchi?
P.P.- Cerco gli uomini. Che vuol dire addomesticare?
Vol.- Gli uomini hanno fucili e cacciano. E' molto noioso.
Allevano anche le galline. E' il loro interesse. Tu cerchi delle
galline.
P.P.- No, cerco degli amici, ma vuoi dirmi che vuol dire
addomesticare?
Vol.- Vuol dire "creare legami". E' una cosa dimenticata da molto.
P.P.- Creare legami?
Vol.- Certo. Tu sei per me un ragazzini ed io, per te, sono una
volpe come altre centomila ragazzini ed io, per te, sono una volpe
come altre centomila, ma se mi addomestichi no. Avremo bisogno
l'uno dell'altro saremo l'uno per l'altro unici al mondo-
P.P.- Forse capisco. C'è un fiore che credo mi abbia addomesticato
Vol.- E' possibile. Sulla terra può capitare di tutto-
P.P.- Ma il mio fiore vive su un altro pianeta.
Vol.- Ci sono cacciatori, ci sono galline su questo pianeta ?
P.P.- Non ci sono né gli uni, né le altre.
Vol.- Non c'è niente di perfetto. La mia vita è monotona: io do la
caccia alle galline e gli uomini danno la caccia a me. Tutti gli
uomini, tutte le galline si assomigliano. Ma se tu mi addomestichi,
io sarò per te come una luce. Riconoscerò i tuoi passi che mi
faranno uscire dalla tana come una musica. E i campi di grano che
non mi dicono nulla, (e questo è triste), mi ricorderanno i tuoi
capelli color dell'[Link] vedrò un campo di grano dorato,
penserò a te.... Addomesticami per favore.
P.P.- Volentieri ma non ho molto tempo. Voglio scoprire degli
amici, conoscere tante cose.
Vol.- Si conoscono soltanto le cose che si addomesticano. Gli
uomini comprano soltanto le cose già fatte, non hanno tempo di
conoscere nulla. E siccome gli amici non si possono comprare, non
ne hanno più.Se vuoi un amico, addomesticami.
P.P.- Che bisogna fare?
Vol.- Tu ti siederai un po' lontano nell'erba, io ti guarderò con la
coda dell'occhio. Tu non dirai nulla perché le parole sono fonte di
malintesi.
(DIAP CAMPO DI FIORI)
Vol.-Ogni giorno potrai avvicinarti di più. Verrai sempre alla
stessa ora, sempre. Io scoprirò il prezzo della felicità perché non
vedrò l'ora che tu [Link] invece vieni quando vuoi, io non potrò
mai preparare il cuore. Ci vogliono i riti.
P.P.- Che cos'è un rito?
Vol.- Un'altra cosa dimenticata. Te lo spiego con un esempio:
prima della caccia, i cacciatori, il giovedì, ballano con le ragazze.
Questo per me è un giorno meraviglioso, posso arrivare fino alla
vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, io non mi
sentirei mai libero e in vacanza.
P.P.- Va bene, ti addomestico, ma quando dovrò andarmene, tu
piangerai.
Vol.- Piangerò, infatti.
P.P.- La colpa è tua che hai voluto essere addomesticata. Io non
volevo farti del male.
Vol.- E' vero; sarò molto triste.
P.P.- E allora che ci guadagni?
Vol.- Ci guadagno il colore del grano. Vai a rivedere le rose,
capirai che la tua è unica al mondo. Quando tornerai ti regalerò un
segreto.
DIAP. ROSAIO
GIULIA: E il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose
e capì che erano diverse dalla sua rosa, che era unica
perché l'aveva curata, innaffiata, liberata dai bruchi tranne
quelli che servono a far nascere le farfalle, l'aveva
consolata, l'aveva ascoltata... era la sua rosa.
P.P.- Addio.
Vol.- Addio. Ecco il mio segreto. Si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi.
P.P.- (Ripete per ricordare) L'essenziale è invisibile agli occhi.
Vol.- E' il tempo che tu hai perduto a curare la rosa che l'ha fatta
diventare importante. Gli uomini hanno dimenticato questa verità.
Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre
di ciò che hai addomesticato. Sei responsabile della tua rosa.
P.P.- Sono responsabile della mia rosa.
CONTROLLORE
(DIAP. STAZIONE DEI TRENI)
ELIA: Sulla terra conobbe anche un controllore. Questo signore
faceva uno strano lavoro: smistava i viaggiatori di cui non
conosceva niente, né dove andassero, né cosa facessero.
CANZONE: IL CONTROLLORE
Pp.-buongiorno!
C.-buongiorno!
Pp.-tu che ci fai qui?
C.- io sono un controllore, smisto i viaggiatori a mille a mille,
spedisco i treni che li portano di qua e di la.
Pp.-hanno tutti fretta,a quanto pare! Che cosa cercano?
C.-questo noi non lo sappiamo!
Pp.- ma come già ritornano?
C.- non sono gli stessi, è uno scambio continuo! Milioni e milioni di
persone che corrono e scappano ogni giorno per tutto il giorno!
Pp.- ma cosa inseguono?
C.- non seguono niente e nessuno.
(Fischia con il fischietto e fa segno con le mani per dirigere la folla)
le persone dormono là dentro, o sbadigliano tutt’al più. Non si
godono il viaggio, non gli importa di niente. I più furbi e intelligente
sono invece i bambini, loro si che sono svegli! Schiacciano il naso
contro i vetri e si godono il panorama mentre viaggiano.!
Adesso scusa, devo andare, sto lavorando e i viaggiatori hanno
bisogno di me! Ciao piccolo viaggiatore!
(Scappa via fischiando e dirigendo la folla)
MIRIAM: Il racconto era finito:L'aviatore aveva ascoltato la storia
del mercante bevendo l'ultima goccia della sua provvista d'acqua.
(DIAP. DESERTO)
Av.- Graziosi i tuoi ricordi- Ma io non ho ancora riparato il mio
aeroplano- Sarei felice di camminare verso una fontana. Non ho
più niente da bere.
P.P.- il mio amico volpe mi disse...........
Av.- Caro il mio ometto non ti rendi conto che moriremo di sete?
P.P.- Io sono molto contento di avere avuto un amico.
Av.- (tra sé) Non capisce il pericolo, non ha mai fame, non ha mai
sete. Gli basta un po’ di sole.
P.P.- Anch'io ho sete ....cerchiamo un pozzo.
Av.- E' assurdo cercare un pozzo nel deserto. Sta scendendo la
notte, ho la febbre, vedo le stelle offuscate. Afferro a malapena le
parole.
CANZONE: L'ACQUA
CANTANO I GRANDI INISME AI PICCOLI
Av.-Hai sete anche tu ?
P.P.- Un po’ d'acqua può far bene al cuore. Il deserto è bello
perché nasconde un pozzo da qualche parte.
Av.- Voglio dirti una cosa: quello che fa la bellezza delle stelle, o
del deserto è invisibile
P.P.- Sono contento che tu sia d'accordo con la mia volpe.
MIRIAM: Il Piccolo Principe cominciava ad addormentarsi.
L'aviatore lo sorresse e si rimise in cammino ;gli sembrava non ci
fosse niente di più fragile sulla [Link] scoprì il pozzo
era il levar del sole. Il pozzo non somigliava ai pozzi sahariani, che
sono semplici buchi scavati nella sabbia. Questo assomigliava a un
pozzo di villaggio. Ma non c'era alcun villaggio intorno. Gli
sembrava di sognare.
Av.- E' strano è tutto pronto: la carrucola, il secchio, la corda. (tira
la corda)
P.P.- Senti. Noi svegliamo questo pozzo e lui canta. (tenta di
prendere il secchio)
Av.- Lasciami fare. E' troppo pesante per te.
P.P.- Ho sete di quest'acqua. Dammi da bere.
GIULIA: Il Piccolo Principe bevve. Con gli occhi chiusi.
Quell'acqua era ben altra cosa che un alimento. Era nata dalla
marcia sotto le stelle, dal canto della carrucola, dallo sforzo delle
sue braccia. Faceva bene al cuore come un dono.
P.P.- Da te gli uomini coltivano 5000 rose nello stesso giardino e
non trovano quello che cercano perchè gli occhi sono ciechi,
bisogna cercare col cuore.
Av.- Ho bevuto. Sono felice ma tanto triste.
P.P.- Devi mantenere la promessa. una museruola per la mia
pecora.
(L'aviatore disegna la museruola, gliela consegna).
Av.- Hai dei progetti che ignoro.
P.P. Domani sarà l'anniversario della mia caduta sula terra. Ero
caduto qui vicino. Ora devi ritornare al tuo motore. Ti aspetto qui.
Domani.
(ARRIVA L'AVIATORE- Ascolta senza capire c’è il serpente
affianco senza parlare)
P.P.- Hai del buon veleno? Sei sicuro di non farmi soffrire troppo
tempo? Ora vattene! (IL SERPENTE VA VIA)
Av.- Cos'è questa storia ? Parli con i serpenti?
P.P.- Sono contento che tu abbia trovato quello che mancava al tuo
motore. Puoi tornare a casa. La mia stella sarà proprio sopra al
luogo dove sono caduto.
Av.- Ma è un brutto sogno. non è vera la storia del serpente,
dell'appuntamento e della stella!?
P.P.- Quello che è importante, non si vede, è come per il fiore. Se
tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte,
guardare il cielo. tutte le stelle sono fiorite. E' come per l'acqua.
Bere, era come una musica. Era buona.
Av.- Certo.
P.P.- Guarderai le stelle, la notte. La mia stella sarà per te una delle
stelle. Allora ti piacerà guardarle tutte e tutte saranno tue amiche.
Voglio farti un regalo. (RIDE)
Av.- Mi piace questo sorriso.
P.P.- Questo sarà il mio regalo. Mucchi di sonagli che sanno
ridere. Quando, di notte, guarderai le stelle, io abiterò in una di
esse, riderò. E sarà come se tutte le stelle ridessero. Tu solo avrai
delle stelle che sanno ridere. Questa notte non venire. Sarà come se
morissi, ma non sarà vero.(Si siede, ha paura)
MIRIAM: L'aviatore non riusciva a parlare, non riusciva a
muoversi. Non ci fu che un guizzo giallo vicino alla caviglia dl
piccolo principe che rimase immobile. Non gridò. Cadde
dolcemente come cade un albero. Non fece neppure rumore sulla
sabbia.
(ULTIMA DIAPOSITIVA NOTTE STELLATA).
CHIUSURA SIPARIO
ELIA: Guardate attentamente questo paesaggio per essere sicuri di
riconoscerlo se un giorno farete un viaggio in Africa nel deserto. E
se vi capita di passare di là, vi supplico, non vi affrettate, fermatevi
un momento sotto le stelle.E se allora un bambino vi viene
incontro, se ride, se ha i capelli d'oro, se non risponde quando lo si
interroga, voi indovinate certo chi è. Ebbene siate gentili. Non
lasciatemi così triste. Scrivetemi subito che è tornato.
CANZONE: I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA
TUTTI
CHIUSURA SIPARIO FINE