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Gradiente, divergenza e rotore

Gradiente di una funzione scalare della posizione


Sia f(x,y,z) una funzione scalare continua e derivabile delle coordinate
costruiamo in ogni punto dello spazio un vettore le cui componenti
x,y,z siano uguali alle derivate parziali della funzione f(x,y,z). Questo
vettore prende il nome di gradiente di f (grad f o f)
z y x
u
z
f
u
y
f
u
x
f
f
v v v
v


f ci dice come varia la funzione f nellintorno di un punto, la sua
componente x la derivata parziale di f rispetto ad x e indica quanto
rapidamente varia f quando ci si muove lungo x.
La direzione di f in un punto qualsiasi quella in cui, a partire da quel
punto, ci si deve muovere per trovare lincremento pi rapido della
funzione f.
z y x
u
z
u
y
u
x
v v v
v


direzione di max pendenza
f(x,y,z)
x
y
f
dz
z
V
dy
y
V
dx
x
V
dV

Consideriamo ora la variazione del potenziale V tra (x,y,z) e (x+dx,


y+dy, z+dz)
Sia inoltre ds lo spostamento infinitesimo
z y x
u dz u dy u dx s d
v v v v
+ +
Ricordando che
s d E dV
v
v

V grad V E
v v
Si ottiene
Il campo elettrico va da zone a V+ a zone a V-, il gradiente di V invece
un vettore con verso concorde a quello dei V crescenti
( ) ( )
y x y x
u x u y k kxy u
y
u
x
V E kxy V
v v v v
v v
+

,
_


Divergenza di una funzione vettoriale F(x,y,z)
Consideriamo un volume finito V di forma qualsiasi e superficie S, il
flusso della funzione F attraverso S vale


S
S d F
v v
Dividiamo ora il volume V in due parti tramite un diaframma D in
modo da ottenere i due volumi V
1
e V
2
delimitati da S
1
ed S
2
, con
S
1
ed S
2
D
D
S
1
S
2
V
1
V
2

+
2 1
2 1
S S
S d F S d F
v v v v
Suddivido poi il volume in parti sempre pi
piccole in modo da avere integrali di superficie
sempre pi piccoli.

i
S
i
N
i
S
S d F S d F
v v v v
1
Lobiettivo quello di ottenere qualcosa che sia caratteristico di una
regione molto piccola, ovvero una caratteristica locale o puntuale dello
spazio. Ritorna pertanto utile ricorrere alla seguente quantit
i
S
i
V
S d F
i


v v
Questo rapporto tende, procedendo per suddivisioni successive, ad un
limite che costituisce una propriet caratteristica della funzione F in
quellintorno e che prende il nome di divergenza di F

i i
S
i
i
V
S d F
V
F div
v v v
1
lim
0
Naturalmente si d per scontato che questo limite esista e che esso sia
indipendente da come si fa la suddivisione dello spazio.
(1)
Nella pratica la divF il flusso uscente da V
i
per unit di volume nel
caso limite in cui V
i
sia infinitesimo.
La divF una grandezza scalare ed funzione delle coordinate x,y,z.


1
1
]
1



N
i
i
S
i
i
N
i
S
i
V
S d F
V S d F S d F
i
i
1 1
v v
v v v v
Per N? e V
i
? 0, il termine tra parentesi quadre tende alla divF e
V
i
? dV, quindi
dV F div S d F
V S


v v v
Questultima relazione il Teorema di Gauss o della divergenza ed
valido per ogni campo vettoriale per cui la relazione (1) ha un limite.
Nel caso in cui il campo vettoriale F si il campo elettrico E abbiamo


V S
dV E div S d E
v v
dV
q
S d E
V S


0 0

v v
punto
0

E div
v
intorno nell' uscente netto flusso 0 >

E div
z
E
y
E
x
E
E div
z
y
x
v
v
Laplaciano
z
E
y
E
x
E
E div
u
z
V
u
y
V
u
x
V
V grad E
z
y
x
z y x

,
_


v
v v v
v
Sappiamo che
La componente x di E E
x
= -V/x, analogamente per le componenti E
y
ed E
z
, quindi
V grad div
z
V
y
V
x
V
z
V
z y
V
y x
V
x
E div

,
_

,
_

,
_

,
_

2
2
2
2
2
2
v
Definiamo la seguente quantit
2
2
2
2
2
2
2
z y x


Laplaciano in coordinate
cartesiane ortonormali
Il Laplaciano in coordinate cartesiane pu anche essere scritto sotto
forma di prodotto scalare.
2
2
2
2
2
2
2
z y x


v v
Laplaciano = divergenza del gradiente di...
Allora si ricava
0
2
0

V E div
v
Questultima equazione l equazione di Poisson che ha validit locale
e che in modo esplicito si scrive
0
2
2
2
2
2
2

z
V
y
V
x
V
Equazione di Laplace
Se = 0 allora il potenziale V deve soddisfare allequazione di Laplace
0
2
V
Le soluzioni di questa equazione sono dette funzioni armoniche e godono
della propriet seguente:
se V(x,y,z) soddisfa lequazione di Laplace, allora il valor medio di V
sulla superficie di una sfera qualunque (anche non piccola) uguale al
valore di V calcolato nel centro della sfera.
Unaltra propriet ci dice che impossibile realizzare un campo
elettrostatico capace di mantenere una particella carica in equilibrio
stabile nel vuoto.
Rotore di una funzione vettoriale
Facciamo lintegrale di linea di un campo vettoriale F(x,y,z) lungo un
percorso chiuso L


L
l d F
v v
circuitazione
dl = spostamento infinitesimo
L
1
B
dl
L
2
F
La linea di integrazione L non
giace necessariamente in un piano
Il procedimento ricalca quello
seguito per la divergenza
Suddivido L in L
i
sempre pi
piccole



N
i
i
N
i
L
i
L
i
l d F l d F
1
1
v v v v
In questo caso torna utile considerare il rapporto tra la circuitazione e
larea ad essa associata. Tuttavia larea un vettore e si deve decidere
come orientarla.
u
n
= versore normale alla superficie S
i
/ u
n
resti costante al tendere a
zero dellarea dellelemento che circonda un certo punto P, allora
consideriamo il seguente limite
i
L
i
S
i
i
S
S
l d F
S
i
i i


v v
lim
oppure
lim
0 0
Il verso di u
n
quello di percorrenza della linea L
(vite destrorsa)
u
n
Il limite che otteniamo uno scalare associato al punto P nel campo
vettoriale F e alla direzione u
n
. La grandezza ottenuta risulta quindi un
vettore
( )
i
L
i
S
i
i
S
n
S
l d F
S
u F rot
i
i i
i



v v
v
v
0 0
lim lim
Teorema di Stokes

,
_



N
i
i
i
i
N
i
i
L
S
S l d F
1 1
v v
Per N? e S
i
? 0, il termine tra parentesi tende a (rotF)u
ni
( )


,
_



S
n
N
i
i
i
i
N
i
i
S d F rot u F rot S
S
S
i
v v
v
v
1 1
quindi
( )


S L
S d F rot l d F
v v v v
Teorema di Stokes
In coordinate caresiane abbiamo
F F rot
F F F
z y x
u u u
u
y
F
x
F
u
x
F
z
F
u
z
F
y
F
F rot
z y x
z y x
x
x
y
x
z x
x
y
z
v v v
v v v
v v v
v

,
_

,
_

,
_


infine

Un campo vettoriale con rot 0 ha circolazione o vorticosit.
Per il campo elettrostatico si ha sempre rotE = 0 condizione sufficiente
perch il campo elettrostatico sia conservativo
Gauss
superficie
superficie che limita
un volume


V S
dV F div S d F
v v v
F
z
F
y
F
x
F
F div
z
y
x
v v
v


Stokes
linea chiusa
superficie
linea che limita
una superficie


S L
S d F rot l d F
v v v v
F
u
y
F
x
F
u
x
F
z
F
u
z
F
y
F
F rot
z
x
y
y
z x
x
y
z
v v
v
v
v
v

,
_

,
_

,
_




Grad
linea
punto
punto
punti che limitano
una linea
l d V grad V V
L
v

1 2
V
u
z
V
u
y
V
u
x
V
V grad
z y x

v
v v v

z y x
u
z
u
y
u
x
v v v
v


Equazioni di Maxwell
Esaminiamo la legge di Ampre
S d j i l d B
S L
v
v
v v


0 0

Prendiamo un condensatore e consideriamo il flusso della densit di
corrente attraverso due superfici, entrambe delimitate dalla linea di
integrazione L, ma con S
1
che non contiene alcuna armatura ed S
2
contenente la prima armatura del condensatore. (carica)
L
S
1
S
2
i
Se consideriamo la superficie S
1
delimitata
dalla linea L ed applichiamo Ampre, abbiamo
che la circuitazione del campo magnetico B
risulta proporzionale alla corrente i che scorre
nel circuito ed arriva alla prima armatura del
condensatore. Se invece consideriamo S
2
,
delimitata da L, abbiamo in entrata la corrente
i, ma non registriamo alcun flusso uscente
Per mantenere tutto consistente dobbiamo ipotizzare, ed quanto fece
Maxwell, che tra le armature del condensatore vi sia una corrente, non
convenzionale, legata al variare del campo elettrico nel condensatore.
A questa corrente si d il nome di corrente di spostamento i
s
. Pertanto
la legge di Ampre viene riscritta e prende il nome di legge di Ampre
Maxwell
( )
s c
L
i i l d B +

v v
i
c
= corrente
concatenata
Per collegare i
s
al campo elettrico partiamo dal teorema di Gauss
0
int

q
dS u E
S
n
E
tot

v
v
v
s
E
i
dt
d
dt
dq
tot

v
0

In termini differenziali si ha
t
E
j B rot

+
v
v v
0 0 0

mentre in termini integrali abbiamo

+
S
n c
L
dS u E
dt
d
i l d B
v
v v v
0 0 0

Riassumendo
t
E
j B rot dS u E
dt
d
i l d B
t
B
E rot dS u B
dt
d
l d E
B div dS u B
E div
q
dS u E
S
n
L
S
n
L
S
n
S
n

+ +

v
v v
v
v v v
v
v
v
v v v
v
v
v
v
v
v
0 0 0 0 0 0
0 0
int


0 0