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Nicola GigliettoA.A.

2012/13

Cap 3- Legge di Gauss

Cap 3- Legge di Gauss


Una formulazione equivalente alla legge di Coulomb è quella stabilita dal
teorema di Gauss, che trae vantaggio dalle situazioni nelle quali vi è una
simmetria nella distribuzione delle cariche. La legge di Gauss mette in re-
lazione i campi elettrici su superfici chiuse (superfici gaussiane) e le cariche
da esse racchiuse.
Concetto di flusso

3.1-Concetto di flusso

3.1-Concetto di flusso
Il concetto di flusso è facilmente ricavabile partendo dai fluidi: se abbiamo
un fluido in scorrimento possiamo considerare come flusso attraverso una
spira (o una sezione del tubo di flusso) la quantità in volume o la portata
volumetrica del fluido stesso che scorre attraverso la spira in figura. Questo
flusso dipende da come è orientata la spira: è massimo quando la spira è
ortogonale alla velocità (o alle linee di corrente), è minima (nulla) quando
la spira è parallela alla velocità .
Ne consegue che l’espressione analitica del flusso è Φ = Σ·v·cos θ essendo
θ l’angolo tra v e la normale alla superficie della spira. Questa espressione si
può anche vedere come il risultato di un prodotto scalare: Φ = ~ v·Σ~ avendo
~
definito il vettore Σ come quel vettore avente per modulo l’area della spira
e direzione perpendicolare al piano della spira stessa.
3.1 Flusso campo elettrico

3.1- Flusso del campo elettrico

3.1- Flusso del campo elettrico


Il concetto introdotto si può definire per qualunque “campo vettoriale”:
infatti l’esempio precedente equivale a pensare ad una regione di spazio do-
ve esiste un campo di velocità (la velocità del fluido in questo caso). Se
abbiamo altri campi vettoriali possiamo definire quindi allo stesso modo il

Cap3-Parte II-Teorema di Gauss 1


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flusso del campo attraverso una superficie. Nel caso del campo elettrico
si ragiona allo stesso modo considerando però superfici gaussiane ovve-

ro superfici chiuse. l0.4 Se consideriamo


una qualunque superficie gaussiana e la dividiamo in tanti elementi infini-
tesimi e quasi piani estendendo quanto detto prima Pdefiniamo come flusso
del campo elettrico sulla superficie gaussiana Φ = i E ~ i . L’orienta-
~ · dΣ
zione di ogni superficie infinitesima dΣ ~ è tale da assegnare come
verso dei vettori quello uscente dalla superficie chiusa Con questa
definizione di conseguenza se il flusso è negativo vi sarà un flusso entran-
te altrimenti se il flusso è positivo vi sarà un flusso uscente. Facendo
tendere ad infinitesimi tutte le aree la definizione corretta di flusso diventa
(indichiamo
H con ûn laHdirezione normaleH alle superfici, con verso uscente)
Φ(E) = Σ E ~ =
~ · dΣ Eû ~ =

Σ n · Σ En dΣ. Il cerchietto sull’integrale
indica che il calcolo viene fatto su una superficie chiusa. In definitiva man-
tenendo l’analogia con i fluidi diciamo che il flusso del campo elettrico è
proporzionale al numero di linee di campo che attraversano la superficie.

3.1- Teorema o Legge di Gauss

3.1- Teorema o Legge di Gauss


La legge o teorema di Gauss mette in relazione il flusso netto del campo
elettrico attraverso una superficie chiusa H racchiusa all’inter-
P con la carica P
qint ~ = qint
no della stessa superficie: Φ(E) = ǫ0 ovvero Σ E ûn · dΣ ǫ0
qint è la somma di tutte le cariche (con il segno) all’interno della superfi-
cie, indipendentemente da come esse sono distribuite. Dal teorema
discende quindi che il flusso di E è negativo se le cariche sono negative e

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viceversa è positivo (uscente) se le cariche sono positive. Nota Anche se il


flusso dipende dalle sole cariche dentro la superficie il campo elettrico dipen-
de da tutte le cariche anche da quelle esterne (che però non danno flusso)
come ad esempio succede nel caso del dipolo.

Parte I
3.2- Dimostrazione teorema di Gauss

3.2- Dimostrazione teorema di Gauss

r0.4 Consideriamo la situazione di una carica


puntiforme e di una superficie nello spazio (in azzurro) dΣ ~ e calcoliamo il
contributo di flusso infinitesimo attraverso questa superficie. Se indichiamo
con θ l’angolo fra la normale della superficie e la direzione del campo elettrico
si ha:

~ = q ûr · ûn dΣ
dΦ(E)
4πǫ0 r2

~ = q ûr · ûn dΣ q dΣ cos θ qdΣ0


dΦ(E) = =
4πǫ0 r2 4πǫ0 r2 4πǫ0 r2
con dΣ0 che è l’area arancione in figura corrispondente alla proiezione del-
l’area dΣ su un piano perpendicolare a ûr Il termine dΣ r2
0
corrisponde alla
ds
estensione nello spazio del concetto di angolo dθ = R da cui nello spazio
possiamo definire l’angolo solido come dΩ = dΣ r2
0
ottenuto partendo da
una generica superficie dΣ e proiettandola sulla superficie ortogonale a r.
Il massimo angolo solido è quello corrispondente ad una superficie sferica
2
corrispondente a Ω = 4πrr2
= 4π
L’angolo solido e l’angolo piano

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rl0.4 L’angolo solido corrisponde alla estensio-


ne nello spazio del concetto di angolo piano. Consideriamo una generico
arco di curva ds’ e vogliamo vedere qual’è l’angolo sotteso da esso rispetto

ad un punto O: dθ = ds cos r
α
= ds
r e ovviamente l’angolo è adimensioana-
le. Quindi l’estensione nello spazio porta a definire l’angolo solido come
dΩ = dΣ r2
0
ottenuto partendo da una generica superficie dΣ e proiettandola
sulla superficie ortogonale a r. L’angolo solido possiamo anche esprimerlo
in coordinate polari partendo dal valore dell’elemento di superficie sferica:
dΩ = (AB)·(CD)
r2
= (rdθ)(rrsin
2
θdφ)
= sin θdθdφ. Se integriamo su tutta la sfera
ovviamente si trova l’angolo massimo apri a 4π

Dim-teorema gauss parte2

Dim-teorema gauss parte2


q
Riprendiamo la dimostrazione, abbiamo trovato quindi che dΩ = 4πǫ0 dΩ
Quindi il flusso attraverso una superficie finita è
Z Z Z
~ ~ ~ q dΣ0 q
Φ(E) = E · dΣ = E · ûn dΣ = 2
= Ω
Σ Σ 4πǫ0 Σ r 4πǫ0

con Ω l’angolo solido con cui la carica q sottende la superficie. Calcoliamo


ora l’integrale attraverso una superficie chiusa. In questo caso due casi
sono possibili: la carica è dentro la superficie o fuori di essa. r0.6

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Se la carica è interna come


nella figura allora i contributi infinitesimi dei termini E ~ · ûn hanno tutti lo
stesso segno e l’integrale sull’intera superficie diventa:
I
q q q q
Φ(E) = = Ω= 4π/ =
4πǫ0 dΣ 4πǫ0 4π/ǫ0 ǫ0

r0.6 Se la carica è esterna


come in figura per ogni elemento di superficie elementare che è sotteso sotto
un angolo dΩ dalla carica puntiforme q, si può prolungare l’angolo solido
sino a intercettare un’altra superficie infinitesima dall’altro lato dell’intera
superficie. Per queste due superfici intercettate le orientazioni delle normali
sono tali che per una si ha E ~ · ûn dΣ1 < 0 e per l’altra E
~ · ûn dΣ2 > 0 Quin-
di il flusso totale attraverso queste due superfici infinitesime è dΦ(E1 ) =
E~ 1 · ûn dΣ1 = − q dΩ e sull’altra è : dΦ(E2 ) = E ~ 2 · ûn dΣ2 = + q dΩ
4πǫ0 4πǫ0
per cui sommandole si ha ⇒ dΦ(E1 H) + dΦ(E2 ) = 0 per cui integrando sul-
l’intera superficie si ottiene Φ(E) = Σ E ~ · ûn dΣ = 0 Il risultato si estende
immediatamente per più cariche puntiformi (principio sovrapposizione) per

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P
qint
cui si ottiene che Φ(E) = i
ǫ0 e nel caso di distribuzioni continue su una
R
dq
struttura qualunque τ si scriverà Φ(E) = τ
ǫ0

Parte II
3.3 - Conseguenze Legge di Gauss: equivalenza con la legge di
Coulomb

3.3 - Conseguenze Legge di Gauss: equivalenza con


la legge di Coulomb
Le due leggi sono equivalenti tra loro: applichiamo il teorema ad una
qualunque carica puntiforme e consideriamo tra le superfici gaussiane una
sfera centrata nella carica e di raggio r. Il campo elettrico essendo funzione
della
H distanza
H e radiale sarà
H costante sulla superficie della sfera per cui Φ =
E~ · dA~ = EdA = E dA = E4πr2 quindi ǫ0 Φ = ǫ0 E4πr2 = q ⇒ E =
q
4πǫ0 r 2
che è il campo della carica puntiforme.

Parte III
3.3-Esempi e conseguenze legge di Gauss

3.3-Esempi e conseguenze legge di Gauss


La legge di Gauss diventa estremamente immediata da applicare per il cal-
colo del campo elettrico nei casi in la distribuzione di carica che genera
il campo ha un elevato grado di simmetria di seguido vediamo gli
esempi

Esempio 3.1-simmetria sferica

Esempio 3.1-simmetria sferica

Campo elettrico all’esterno di una sfera carica


Possiamo dimostrare che una guscio sferico di raggio R si comporta come
se tutta la sua carica fosse nel suo centro infatti tenuto conto della

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simmetria la superficie gaussiana da considerare è un’altra sfera concentrica


e contenente quella carica. Dal t. di Gauss otteniamo: E · 4πr 2 = q/ǫ0
per cui il campo risulta essere lo stesso di una carica puntiforme posta
al centro del guscio carico: E = 4πǫq0 r2 Da notare inoltre che non è stato
necessario specificare se la carica è uniformemente distribuita in tutta la
sfera (isolante) o solo sulla sua superficie (conduttore).

Parte IV
es 3.2 Campo elettrico all’interno di una sfera carica uniforme-
mente distribuita

es 3.2 Campo elettrico all’interno di una sfera carica


uniformemente distribuita
il t. di Gauss permette il calcolo del campo anche all’interno del guscio
sferico: in questo caso il teorema dice che ΦE = q ′ /ǫ0 dove q ′ = ρ · 43 πr3
è la carica racchiusa dalla superficie gaussiana di raggio r ≤ R interna al
guscio uniformemente carico. Pertanto otteniamo:

4 r3
E4πr 2 = ρ · π
3 ǫ0
ρ·r
da cui E = 3ǫ 0
= 4πǫq·r
0R
3 e al centro della sfera il campo è nullo. Nel
caso di una distribuzione superficiale sferica di acrica invece all’interno della
sfera non ci sarà carica per cui E = 0 (vedi conduttori dopo) Noto il campo
elettrico è possibile calcolare il potenziale

Esempio 3.3- simmetria cilindrica

Cap3-Parte II-Teorema di Gauss 7


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Esempio 3.3- simmetria cilindrica

Consideriamo un filo uniformente carico. In questo


caso si ha una evidente simmetria cilindrica per cui scegliamo come superficie
gaussiana un cilindro che avvolge il filo come in figura. Introduciamo la
densità di carica: λ = Q L e notiamo che il campo elettrico deve risultare
perpendicolare al filo. Il flusso del campo elettrico è allora
I
ΦE = E ~ =
~ · dA
Z Z Z
~ ~
E · dA + ~ ~
E · dA + ~
~ · dA
E
Sup.Lat. Aup Adown

I termini di flusso lungo le superfici delle basi sono nulli perchè il campo è
perpendicolare alla direzione della superficie quindi rimane solo il termine di
flusso lungo la superficie laterale. Ci aspettiamo che il campo sia costante
(per simmetria) lungo la superficie per cui si ottiene:

ΦE = E · (2πRL)

dove R è il raggio del cilindro ed L l’altezza. Pertanto otteniamo dal t. di


Gauss:
q λL
ΦE = E · (2πRL) = =
ǫ0 ǫ0
RR
Quindi E = 2πǫλ0 R Per il potenziale si ha ∆V = V (r) − V (R) = r E(r)dr
RR
quindi la ddp tra i due distanze all’esterno del filo si ha ∆V = r 2πǫλ0 r dr =
λ
2πǫ0 ln(R/r) per due valori r ed R fuori del filo carico

Esempio 3.4- simmetria piana

Cap3-Parte II-Teorema di Gauss 8


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Esempio 3.4- simmetria piana

Abbiamo una lamina isolante quindi una super-


ficie sottile ed infinitamente estesa con una densità superficiale di carica σ.
Le ragioni di simmetria portano a stabilire che il campo elettrico deve essere
ortogonale al piano. Scegliamo come superficie gaussiana un cilindretto che
attraversi la superficie come in figura. In questo caso si ha che il flusso è
ancora
I
ΦE = E ~ =
~ · dA
Z Z Z
~ ~
E · dA + ~ ~
E · dA + E ~
~ · dA
Sup.Lat. Aup Adown

ma è nullo il flusso della superficie laterale mentre quello le 2 basi danno lo


stesso flusso:
I
E ~ = (E · A + E · A) = q
~ · dA
ǫ0

da cui E = 2ǫq0 A = σ
2ǫ0
Risultato anche ottenuto nel limite di R → ∞ per
il disco carico.

Parte V
3.4-Divergenza del campo elettrico

3.4-Divergenza del campo elettrico


Il teorema di Gauss cosı̀ introdotto precedentemente utilizza una forma in-
tegrale che per alcuni scopi non è immediatamente utile. Esiste anche una
forma locale (ovvero che si può usare in termini di eq. differenziali) che

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utilizza un teorema di calcolo vettoriale, detto teorema della divergen-


za. Il teorema permette di convertire un flusso di un campo vettoriale in
divergenza del campo vettoriale.
I Z
~
R · ûN dΣ = ∇ ~ · Edτ
~
τ

Il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa è uguale


all’integrale della divergenza del campo elettrico, esteso al volume τ
racchiuso dalla stessa superficie Di conseguenza la legge di Gauss, secondo
questo teorema si può scrivere:
Z Z
~ ~ 1
Φ(E) = ∇ · Edτ = ρ(x, y, z)dτ
τ ǫ0 τ

~ ·E
Per cui si ottiene ∇ ~ = ρ
In coordinate cartesiane si esplicita nel
ǫ0
seguente modo:

~ = ∂Ex + ∂Ey + ∂Ez = ρ(x, y, x)


~ ·E

∂x ∂y ∂z ǫ0

che rappresenta la forma differenziale (locale) del teorema di Gauss Infi-


ne utilizzando il legame tra E e V in termini di gradiente E ~ = −∇V~ e
inserendola si ottiene:
2 2 2
~ = ∂ V +∂ V +∂ V =−ρ
~ · ∇V

∂x2 ∂y 2 ∂z 2 ǫ0
che è detta eq. di Poisson il cui caso particolare nel caso in cui ρ = 0 è la
descrizione dello spazio vuoto ed è detta eq. di Laplace.

Parte VI
2-6-Rotore del campo elettrico

2-6-Rotore del campo elettrico


Ricordiamo il risultato trovato per la f.e.m.
I
E= E ~ · d~
s=0

Cap3-Parte II-Teorema di Gauss 10


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e vediamo come scriverla in forma locale: Il teorema che permette il cambio


di tipo di integrale è detto teorema di Stokes che afferma che la circuitazione
di un campo vettoriale E ~ lungo una linea chiusa è pari al flusso del rotore
del campo rot ~ E~ =∇ ~ × E:
~
I Z
~ · d~
E s= ~ × E)
(∇ ~ · ûN dΣ
Σ

Da cui la forma locale diventa ∇~ ×E ~ = 0 che è la formulazione locale che


stabilisce che il campo elettrostatico è conservativo cioè irrotazionale

1 Esercizio 24.3E

24.3E
Trovare il attraverso il lato orientato secondo l’asse x e con lo stesso
verso ed il flusso totale attraverso un cubo di lato l = 1.4 m nei seguenti
casi:
~ = 6î;
a) E
~ = −2ĵ;
b) E
~ = −3î + 4k̂;
c) E

Se il campo è uniforme il flusso totale è nullo. La superficie richiesta è


rappresentata dal vettore S~a = l2 ĵ per cui si ha
~ ·S
a) Φa = E ~a = 6l2 î · ĵ = 0;

b) Φa = −2ĵ · l2 ĵ = −2l2 ;

c) Φa = 0

2 24.16
24.16
~ tot · A
Φtot = E ~ cil = qi
Φtot = 0 ⇒ qi = 0 ma la somma delle cariche è
ǫ0
λ 3.6·10 −9
qi = −λ · L + σ · 2πRL = 0 ⇒ −λ + σ · 2πR = 0 ⇒ σ = 2πR = 6.3·1.5·10−2
−8 2 −8 2
σ ≃ 3 · 10 C/m b) Se σ = +5 · 10 C/m allora il campo elettrico è dal
t. di gauss: Φe = ǫq0i con ΦE = E2πRL

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