_}, Manfé - R. Pozza - G. Scarato
DISEGNO
MECCANICO
CORSO COMPLETO IN TRE VOLUMI
2Giovanni Manfé - Rino Pozza - Giovanni Scarato
DISEGNO
MECCANICO
CORSO COMPLETO IN TRE VOLUMI
CON 6 TAVOLE FUORI TESTO
Principato EditoreISBN 978-88-416-6572-5
Prima edizione: mapagio 1992.
Ristampe
2003 20m 2021
xX VIL
Printed in Ray
© 1992 - Props lterara risen,
vietatalarproduzione anche pazal con qualsas memo efletat, compresa a fotocopia anche ad so inter
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15% di cascun volume dcto pagamento al SIAE del compen previso daft. 68 comm 45, lla legge 22
aprile 194.633
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{a9 licenve auoritazioni per le viprodusioni editorial), corso di Porla Romana 108, 20122 Milano, eal
autorizzarioni@[Link] sito web [Link].
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Allatto dalla pubblicaione I asa eitice ha provvedato a controle la corretteza deg inditiz veb ai quali
imanda ne volume non sume alcunaresponsailta sulle variazioni che sano potute0 possan interve-
nite succesivamente,
(Casa Biitrice G, Principat Lease etioe alu posadre
Via GB. Fauché 10 - 20154 Milano ajechuianppechericeey
hetp://[Link] Tealizzazione @ datibuciere dol
‘e-mail: info@[Link] Procol edt
‘Stampa: Tecnostampa ~ Pigint Group
Printing Division ~ Loreto ~ TreviPrefazione alla terza edizione
Questa terza edizione del 2° volume di DISEGNO MECCANICO é stata ri-
Sirutturata sequendo i criteri di organizzazione generale dati al 1°, pubblicato
lo scorso anno, e previsti per il 3° volume che uscira nel 1985.
Tutti i capitoli sono stati viveduti. In particolare quello sui problemi della
quotatura (sia funzionale che di fabbricazione), che 2 stato ampliato e illu
strato con nuovi esempi. Il capitolo sui materiali per costruzioni meccaniche
@ stato riunito nel presente volume allo scopo di presentare organicamente
sia le caratteristiche qualitative che dimensionali; sono stati aggiunti poi pro-
‘spetti generali di ricbiamo sulla preparazione dei grezzi metallici
Completamente nuovo 2 il capitoto sul? argomento tilievo da complessivo,
nel quale si 2 inteso sviluppare, per mezzo di un esempio, anche i concetti
relativi alla quotatura funzionale
Come nella passata edicione, si osserverd che i capitoli del presente volume
si svolgono seguendo un'impostazione i cui criteri sono dati nel capitolo 2
intitolato Introdurione al disegno di costruzioni meccaniche e, pitt precisa.
‘mente, negli schemi della Tav. 2.1: tutti gli argomenti relativi sono stati trat-
lati covrentemente a questi principi.
Osni capitolo 2 stato poi scrupolosamente aggiornato alle norme UNI €
180. Nei limiti del possibile si é cercato di ridurre le pagine di testo, arric-
cbendo le didascalie ed aumentando il volume con tavole. di esempi e con
tabelle
Ti numero degli esercizi & stato notevolmente accresciuto.
Come git fatto nelle precedenti edizioni, gli Autori rivolgono ai Colleghi
Vinvito affinché segnalino gli argorenti che possono essere migliorati,
ringraziando fin dora per la collaborazione.
Luglio 1984
Prefazione alla quarta edizione
La presente quarta edizione @ stata aggirnata alla normativa UNI e UNI
150 fino al gennaio 1992.
Questa revisione si é resa necessaria per il gran numero di tabelle che
LUNI ba emanato nel periodo intercorso tra la precedente ¢ la presente
cdisone in velacone sopratutto al adequamonto dela nostra normatoa a
quella internationale ISO.
Un grazie all Editore per la fiducta dimostrata verso il loro lavoro e per la
sensibilita e il [Link] cui considera le esigente didattiche di una materia
tecnica che, come altre, é in continua evoluzione.
ut AuTOR
Aprile 1992{In aloune tabelle UNI sono tuttora ueato unita di misura non S.l
IT gontronto fra quoste © quollo dol sistoma S.1, 6 riportato nella seguonte tabla,
IL SISTEMA INTERNAZIONALE DELLE UNITA DI MISURA SI (ds CNR-UNI 10003-74)
unita St |Simbolo| Dimensions | Grandezza | Unita non St |Simbolo| Conversione in unita St
metro ™ m lunghezza | miglio marino 1 migllo marino = 1 852 m
Kitogrammo | kg ‘@ massa tonnollata t It 108 kg
secondo | 6 ® tempo ora h 3600 8
minuto min | t min= 60s
i
a
Elamee [A fa covtonie elt i
3 ; : He
8 | tenia «x [kK temperatura
Efeandela fed ed
5
5 |e ae _
smote mo! | mol quantita at
Sostanza
radiante | rad | rad angoto plano | giro 1 glro= 2 rad
storadiante | sr | sr angoto solldo
nowton |W a mys*| forza Haat | 4 kof = 990665N*
Ex) pesca! [re [tPa=iwime| pressione | atnostra normaa | atm 1 tm 101 905 Pa
les| ‘atmostera tecnica | at Yat = 960665 Pa
ge bat | thar = 10°Pa
Ey esi _
lg¢| joule ’ lavoro, energia| Klowatore kwh | ThWh= 361084
Be quantita di | grande enlorat? | Cal | [Link] = 4 186,80
33 daiore
2 -
watt wo [tWetdje | potenza | eavaion® cv | 1cv= 7a5499W
* SI pud assumere t kal 108
++ Liimolege of questo unit& © dol reali! slmboll dove cessare all'interno dol pes! della CEE entro 31 dlcembre 1971 a
norma della dretva CEE dot 18 ottobre 1971 n, 71/954/CEE.
‘Multiptt e sottomultiptt
Non essendo pralico l'uso delle sole unita Si & necoseatlo Intodurre anche | foro multipli @ sottomuliplt decimal! format!
‘por mezzo ol profs! SI. Eesl sono:
Fattore di mottiplicazione Prefisso Simbolo
4000 000 000 000 000 000 ~ 10% ora _e
— 7000 000 000 000 000 — 108 peta P
7090 000 000 000 = 108 tora T
“4000000 000 = 10 isa a
7000-000 = 107 mega uw
1 000-= 1 kilo Tee
Sree 100 = 10 atte he
= 10 = 10" deca | da
= Of = 107 deel a |
fate fot = 107 cont c
0001 = 10 mill «|
0,000 001 = 10° micro » |
800-000-001 mand 1
i ~ 900 000 000 001 pico P
360-060-000 000 001 = fornia t
G, 000 000 000 000 000 00; ito a
“ron gone conslderatl nelle CNRCUNI 0069-74, ma compalono In_un tabolione muralo eda
ro sin
Sietavo ColonelBibliografia essenziale
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IL Giornale dell Oficina.
Meccanioa pratca.1.2
net
1.2.2
aa
22
224
2.2.2
2.2.3
[Link]
.
424
422
423
crag
428
42.8
427
4208
Indice
RUGOSITA E TOLLERANZE GEOMETRICHE
QUOTATURA FUNZIONALE E DI FABBRICAZIONE
pag
RUGOSITA DELLE SUPERFICI
TOLLERANZE GEOMETRICHE DI FORMA,
DI ORIENTAMENTO, DI POSIZIONE E Di
OSCHLAZIONE tt
Tolleranze 4 posizlone, Localizzazione di
ssi
Principio dot massimo material
2
2
1.3.9
aa
‘CENNI SULLA QUOTATURA FUNZIONALE
Acerca dele quota funlonale nomi
Gondiziont i Impiego © quotatura tun-
zonale
‘Guotatura funzionale © tol
CENMI SULLA QUOTATURA DI FABBRI-
‘CAZIONE
Trastorimento di quote
n2e
INTRODUZIONE AL DISEGNO DI COSTRUZIONI
MECCANICHE
FUNZIONI MECCANICHE ELENENTARI 40
COLLEGAMENT) at
Fattort da cul dipendono le soluziont del
problemi di collegamento a
Classificazione dei collegamenti 2
Collegamenti per attrito 48
Collegamenti ottenutl por dilatazione det
pezzi ae ttas:
NUMERI NORMAL!
CONSIDERAZION! SUI NUMERI NORMAL! 60
Calegemant ttonuti mediante incunes
Collegament! mediante flettature
Gollegamenti mediante elastic det ma
terial
Considerazioni sul collegamenti per:
Gollegamenti per ostecolo
Cotlegament! por attito ed astacolo ——
Collegamenti per fusiono od incollaggio
Collegament! elastic!
COLLEGAMENTI MEDIANTE ORGANI FILETTATI
FILETTATURE UNIFICATE
Profilo trlangolare 150
Tolleranze per accopplament filetati mo-
bi
Rappresentazione dalle Mettature noi dk
‘segn teenth
ona of [Link] Aaa
oe
alerren
pene Peano a
So a oe
ase 88 88
a2
z
42.9
4.2.10
43
aaa
4.8.2
44
48
46
Tabelle di bulloneria
Fllttature Whitworth @ Gas
DISPOSITIVI CONTRO LO SVITAMENTO
'SPONTANEO
Dispositivi che mantengono costante [a
romzione dato ottenuta a montaggio
Diopositvi che assicurano stabil me-
late ostacolo
‘ATTREZZI DI MANOVRA
EGEMPI DI APPLICAZIONE D1 COLLEGA-
(MENT! FILETTATI
ESERCIZI DI APPLICAZIONE
Baaaaa Be ge sxe ed
uN
7
7
Ww
118
118
18 VIVil
sa
82
58
53.1
5832
54
Bas
55
56
87
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312
B12d
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82
624
62.2
6224
e222
6.2.23
82.24
62.25
52.26
82.27
623
6284
82.32
624
7.
72
73
INDICE
COLLEGAMENTI ALBERO-MOZZO
ag.
PREMESSA
‘COLLEGAMENTI MEDIANTE CON! 198
‘COLLEGAMENTI MEDIANTE CHIAVETTE E
Lineverre a
Ghlavatta_— 148
Unguotla tan
COLLEGAMENTI MEDIANTE PROFILI
SCANALATI 57
‘Scanalat indi con fanchl parallel, &
contraggiointame a8
COLLEGAMENTI DIRETTIDIFORZA 158,
COLLEGANENTI MEDIANTE UNTTA DI
SERRAGGIO «RINGFEDER» 158
COLLEGANENTI MEDIANTE CHAVETTE,
TRASVERSALIE SPINE 68
COLLEGAMENTI PERMANENT!
COLLEGANENTI MEDIANTE CHIODATU-
gd
Collegament!maciante chock 194
Collegament mediante atin —_____ 195
tbat special — — 195
Disogno dole struture metaliche 195
COLLEGAMENTI MEDIANTE SALDATURE 206
Processidiealdatua 206
Saldetura perfusion 207
Saldotura ad arco 07
Saidatura MIG - MAG -T1G 207
Saldatura al placma 207
Salalura a gas 207
Saldatura laser 207
‘Salcatura @ fascio eetranico 207
‘Saldaturaallumino tormica 208
‘Saldatuea per resistonza 208
Saldatura a punt aru 208
‘Salcatura a sontito 208
Saldatura per pressione 208
COLLEGAMENTI ELASTICI
GENERALITA ane
MATERIAL! METALLIC! PER MOLLE 222
MATERIAL! NON METALLICI__ 293
574
872
573
573
5758
578
58
504
582
58.3
59
5.10
2.41
6242
625
28
6261
627
e274
6272
6273
e274
628
629.
63
61
632
saa
634
74
75
78
eg.
Chiavettotrasvorsal o biota —____ "16,
Spine coniche —___ 68,
Spine clinciche di colegamonio @
filermonto aaits 168
Spine clasticho 468
Spine ad intagi PE Ee
Chiavetio a spine angenaioh «169
(COLLEGAMENTI MEDIANTE ANELLI ELA-
STICIOISICUREZZA ary
‘Anollelasici nieati ar
Apel elastic i aresto UNI — 178
Piasting ed anoli oasticl ad impuntamen-
to Anol elastics di tegno 175
COLLEGAMENTI MEDIANTE ANELLI COM
PENSATORI«STAR® 187
ESEROIZI DI APPLICAZIONE 188
Saldatura per bola —________ 208
Saldetura ad ultasuoni —________ 208
Brasatura oe
Preparazione dol fomb da saldare
Thi i gto
Forma 6 incloazion! dello sakura
Forme delle saldature
‘Sogni grafic dote saldsture
Posizione doi segni grail sul disegno 209
Quotatura dele saldature — 210
Qualité dotlo saldaturo — 210
Eserczi dl appiicazione
QOLLEGAMENTI MEDIANTE INCOLLAG-
er
Princip relat al colegamenti mediante
desi ai ar
Tip dl adosiistutral eer
‘Tp dl giurzioni—_ Eee
‘Vanlaggie parcolata deg! Incolaggl 228
MOLLE ALAWINAEBALESTRA 233
MOLLE AD ELICA CLINDRICAE ASPIRALE 233
MOLLE A TAZAMW
78
79
a4
02
a24
02.2
83
8.3.1
8.3.2
4
ot
a2
924
9.2.2
03
94
10
10.1
10.2
n
na
2
3
INDICE
pag.
BARRE DI TORSIONE 2347.10 MOLLE IN MATERIAL! NON METALLIC!
7.10.1 Molle in gomma
MOLLE AD ELICA CILINDRICA, DI COM.
PRESSIONE E DI TRAZIONE "234 7,14 SOPPORTI ELASTIC! E DISPOSITIVI AN-
TWIBRANT ———_—_
MOLLE DI TRAZIONE E COMPRESSIONE
AD ANELG
3
ESERCIZI DI APPLICAZIONE
ARTICOLAZIONI E GUIDE
(GENERALITA 8.4.1 Guide a straclamento dot mote rotatorio
8.4.2 Cuscinetti portant - Garattorltiche - Mato-
ARTICOLAZION! wel
Aticolaiont ellindriche a forcella ea Oe tte a agence
a 2.4.4 — Esompi ai applicazione dt cuscinet ra
(Geni ee
Cuscinotti sintorizail autolubrificant
‘Adticolazloni steriche
gee 888 8
GUIDA DEL MOTO RETTILINEO —__ 85 LUBRIFICAZIONE DELLE GUIDE DI STRI-
Guide rettinee oi strisciamanto 'SCIAMENTO DEL MOTO ROTATORIO —
Guide rettlings a rotolamento Generalta _—
Metodl i lubrifcezione —
Esercizi di applicazione
GUIDA DEL MOTO ROTATORIO
3
MATERIALI PER LE COSTRUZIONI MECCANICHE
‘SCELTA DEI MATERIAL! 08. 9.5.3._—_Leghe di alluminio da lavorazione plastica
9.5.4 Laghe di alluminio @ ai magnesio per gett
CLASSIFICAZIONE E DESIGNAZIONE DEt
MATERIAL! METALLICH —————- 907 g.g CONSIDERAZIONI SULL'IMPIEGO DELLE
Generaita - sor LEGHE FERROSE ao
Indioazione dol material metalici per 1 0.8.1 Acolel
disognl © per le ordinazionl
9.6.2 Ghise
CCLASSIFICAZIONE © DESIONAZIONE DE
GLI ACCIAL = a7 ‘CONSIDERAZION! SULL'IMPIEGO DELLE
LEGHE NON FERROSE
CLASSIFICAZIONE E DESIGNAZIONE.
DEE GHIse—t CONCLUSION SUI MATERIAL! METAL-
CLASSIFICAZIONE E DESIGNAZIONE DEI
MATERIAL! METALLIC! NON FERROS!— S10 9.9 MATERIAL! NON METALLIC
LLoghe di rame da lavorazione plastica — 310 9.9.1___Le materie plastiche
LLogho dl rame por fonderia in pani e getti 311 9.9.2 materiall compositi
LETTURA Di COMPLESSIVI E RILIEVO DI PARTICOLARI
PREMESSA 8 ~—10.3-——DISEGNO DI PRODOTTO FINITO DE!
PARTICOLAR!
ANALIS! TECNICA DEL COMPLESSIVO 368
CENNI SULLA PROGETTAZIONE INDUSTRIALE
GENERALITA 574 114 INDICAZIONI € SUGGERIMENTI DIDATTIC!
DEFINIZIONI _ 974 11.5. LO SVILUPPO DELUESERCITAZIONE __
ESEMPISEMPLIC!__________ 974 ESEMPI DI APPLICAZIONE __
gg2
a
8
278
260
21
21
Sage
an
att
312
aie
313
3
au
318
ais
316
375
376
an
villrugosita e tolleranze geometriche
quotatura funzionale e di fabbricazione1.1 - Rugosita delle superfici crav. 4a 1.1 «1.4
Le caratteristiche dimensionali (di quota e di
tolleranza) rappresentano soltanto alcuni dei fat-
tori da prendere in considerazione per definire
Pattitudine allimpiego di un determinato parti
colare meccanico, Altri fattori dipendono da ca-
ratteristiche relative allo stato delle superfic.
Gi nel 1926 con a tabella UNIM 36 (ora
soppresse) 'Unificarione Italiana considerava tra
questi, sia pure da un punto di vista puramente
ualitativo, il grado di finitura che veniva indicato
con i segni grafic (triangolini) mosteati in Tav. 1.1.
I problemi connessi allo stato supetficiale han-
no stimolato da tempo una ricerca pit approfon-
dita, consentita anche dalla messa a punto di
strumenti pitt adeguati allo scopo, Essa & tutt'al-
tro che conclusa poiché le supesfici influiscono in
particolare sulla resistenza allusura di clementi
a contatto in movimento relativo, sulla lubrifica-
xione, sugli accoppiamenti con tolleranze ristrette,
sulla resistenza a fatica, sulla capacita degli organi
i macchina a sostenere maggiori sforzi, maggiori
velocita e quindi pitt severe condizioni d'impiego.
Di conseguenza con maggiore precisione sono
state definite norme siguardanti i concetti ¢ i pa-
rametri relativi agli error! geometrici delle super-
fici intesi come deviazioni delle superfci reali da
quelle nominali (0 ideali). Queste ultime sono le
superfici geometziche che delimitano idealmente
il corpo € lo separano dall’ambiente; esse sono
rappresentate convenzionalmente dal disegno (Gig.
1.1), Per rugositd si intende ora quel tipo di i
regolarith appartenente agli errori microgeometrici
provocati in genere dall’azione degli utensili, men-
tre macrogeometrici sono gli ettori di forma cau-
sati prevalentemente da imperfezioni delle mac-
chine utensili o dalle attrezzature
La rugosita pud essere valutata quantitativa-
mente mediante rugosimetti elettronici che misura-
no alcuni parametri definiti dalla UNI ISO
4287/1/2 la quale ne cita anche alti adottati da nor-
me diverse, Perd il parametro che la tabella UNE
4600 prende in considerazione per indicare lo stato
delle superfici sui disegni e che @ prescritto dalla
stessa UNI ISO 4287/1/2, Ra che viene definito i
valore medio delle ordinate del profilo rilevato rispet-
1 alla sua linea media misurato in micromett (fig.
1.2), Se prescritto un solo valore della rugositi,
questo deve essere relativo alla massima rugosita
ammissibile.
I valori di Ra da prescrivere sono indicati nel-
a Tav. 1.1, cost come Ia tunghezza di base.
La prescrizione del grado di rugosita sui dise-
sgni implica un nuovo tipo di controlio da inserire
I cesar eeieeaoe © eco et
costo del prodotto: pertanto la rugosith deve es-
sere prescritta solo quando e dove il suo valore
risulta funzionalmente indispensabile ¢ solamente
per quelle superfici che lo richiedono,
Ii rapporto fra rugosita ¢ costi per Potteni-
mento & messo in evidenze dallo specchietto sot-
twoindicato in cui si 2 assunto come costo unitario
quello per ottenere la superficie con Ra = 10 um.
Rugositi Ra pm: 10 2,5 0,60 0,16 0,04
costo relative: 1 26 6 12 20
Si tratta di indicazioni di massima poiché una
data mugositA pud essere ottenuta con mezzi dif-
ferenti (come mostra Ia tabella 1) e quindi con
costi diversi. Esse vogliono soltanto far osservare
come Paumento del costo sia molto sapido col
diminuite della rugositi.
Quindi Pindicazione dello stato delle super-
fici non & necessatia se la lavorazione eseguita in
maniera usuale assicura di per sé stessa uno stato
superfciale adeguato alle esigenze sichieste,
Lascelta del valore della rugosita e delle altre
caratteristiche da essegnare eventualmente ad una
superficie (come Porientamento ed il passo, il ti
dilavorazione, ecc) dipende dalla funsione dela
supetfiie © pub essere solo fruto di una particole
SeperienzaA titolo indicatio al ipertano in
{abella aloun valor raccomandai dalla UNI ISO
468 per le applicazioni pil comuni,
Poiché tra gli elementi pid importanti che
Inflalacono all selon della roped wf sono t
i di lavorazione e le tolleranze dimensionali, la
lla indie anche i valid gosh conegu
Bi normalmente con ‘asl procoliment, meats
Ja tabella 2 riporta i valori massimi di rugosita
compatibili con le tolleranze ISO in assenza di
patticolati prescrizioni.
Per indicare la rugositt delle superfici sui
dlisegni tecnici ci si serve di una simboleggiatura
particolare, conformemente alle prescrizioni della
tabella UNI 4600. Le tabelle 3, 4 ¢ 5 mostrano
i simboli grafici, le indicazioni ‘complementati ¢
una serie di esempi tipici, Nelle Tav. 1.2 ¢ 1.3
sono illustrati alcuni esempi di pezzi tratti dalle
norme UNI, Per i disegni tecnici destinati a paesi
nei quali Ja rugosit& viene misurata in micropol-
Tici, allo scopo di evitare possibili errori d’inter-
tazione, al posto di Ra espresso in jm conviene
indicare la classe di rugositd scelta in base al
prospetto di tabella 2 (N12, N11 ecc.).
=RUGOSITA DELLE SUPERFICI TAVOLA
Generalita (da UNI ISO 4287/t, UNI ISO 4288, UNI ISO 468 E UNI 4600) 1
suerte aonnde Vig. A = La superficie naminale 2 rappresentata tx modo conventionale dal ditegno; exse 2 la
superficie gcomctrica che delimite idedmente il corpo e lo separe dal! aabiente
ts
neo nan
prot
lungheren di eset
vate
4
Fig 1.2 Le rugositd Ra 2 ilvalore medio delle ordinate (js Yr) del profilo ileoatorsptto ila sua linea media m. Si pub clcolareappros:
shnativamentefaccrdo
rleldeble thd 1g
pa ~lolebole bl = id 2 314
Letom dls clint sci see tener ont de rego slgbrice miler dl odin,
II profilo rilevato 2 quello descritio dalla strumento di mriswra se una sezione ortogonale alla disezione prevalente delle irregolarita superficial
‘La linea media m del profilo 2 ls linea che ba la forma del profilo nominate (ideale) ¢ che divide il profilo rilevato in modo che, entro i limiti di
ungherza di base, la sonrma dei quadrati delle ordinate (y,,Yzy-.J.) dei punti del profilo rilevato rispetto alla lines media sia minimo,
‘La lunghezea di base | 2 de lunghezes del profile rilewata scelta per valutare la rugonita in modo che questa now sia influenczata da altri tpt di irre-
pl
Lunghezze per Il rlievamento di Ra Pr decidore 8 una suparticio 8 conforme al prescrizc-
‘id rugosta al al deve basar su una sori rlevata dl valo-
—— 1isingo dol paramoitoprescoto (ad es. Ra), ognuno sia-
fe Langhezza[ wunghezza di] ito in base ad un cero numero ol unghezze of base ()
a bese valutazions | cho costulscono una lunghezza of vaitazione(h.
' 7 ‘Questia viene assunte come lunghezza of valutazo-
= im ‘a usual se compronde amano cnque nghezze bese
ote fnoa
fae consecutive,
il grande 6 numero di misurazioi eu una deterinata
"o,006) ‘002 oa cuparcle © maggiore @ Ia poselbita oi decidere 20 ta
0.00 a0 125 supartle controlata soddsta alle prosrizion! etait
on 2p 40 “Tutti allo ocopo ol evtare ce un aumento del numero
20 ac i 128 misurazion Infiulsca 6ul costo dela misurazione,
a bes as wo LUNI 180.4288 suggersoe, In appencics,alcune procedu-
: s * ro perl contol dela ugoeiasuporiciale,
Conversions del segn! della UNIM 36 nel valor dl rugosita Re
‘ndicazione dolla nature delle euperfic! mediante 1 eognt della | Indlcazione dello stato delle superfic! mediante Ia rugoaita
UNIM 36" Ra @ | sogol della UNI 4800
Segno grafco Signifeato ‘Sogno grafico ‘Signifisto
wy 7 w
aril ayorata eon spore:
vf te 38 ne dl trcielo avente una rapes
voy __| Semi rn Y | Rae eae
- fora 02, 08 32 0 125
‘Supericie tacit, otenuta con ie
w Norazione d'ulenaile @ macchina © wy
mane lone on col etlonere Is rogoa
- Winaicata, aan
Supertice egroneata,ottenuta con ; Per esempio:
Vv Strerstione fitonetig’a macching "9/ v7
* ra proviata anche l'indleazlone ~ con eignificato di eauporficie grezze lacla da roalizzaro con socuratezza (port! di tuslone,
ai forglatura, atampatura, laminaziono, ecc.)». I elmbolo sostitutiv 8, sacondo UNI 4600, (7
1 gogno77VV anon ora dofinito dalla UNIM 36 ma ne era una estrapolanione ontrata neli'uso comuneRUGOSITA DELLE SUPERFICI
Norme di carattere orientativo (da UNI ISO 488) ‘ABELLA 1
RELAZIONE TRA METODO DI FABBRICAZIONE E RUGOSITA Ra (da UNIISO 468)
Metod! al fabboaziono ‘ugostit Ra in yum
‘Gruppo| Desertzlone
00
oor
0,008
os
3
oe
Golan sabbia
Cola in conchigia oh gusd
Pressotusione a
Mirotusione a
Fusions
Siampeogio al magia, fucinatura
Lamipaziona, ature a
Tmnbuttura profonda mad
Estrusione
‘Coniatura =a
Taminazione del prota i
Formatura
TToncatura =e
“ornturaenaica =
Tornfura di sfacsiaira :
“ofuradigole
Palle
imatura a acer
‘Sarai
Foraiva 1
‘resets :
Allargatra 2
[iecaira
Frosatura poforea Tanger @ ronal
Brocdatua |
Reties clinica SS Ta
Retilia di saosiatira
Reta clinica eso
Rtifoa From plana, 0 tang. drconforon. plana
Levitra
‘Smerigatura
‘Superintura
Laopalua ai plant e anges =
Lavorazione a ulraavon ee
‘Asportazione di materiale
VALOR! ORIENTATIV DELLA RUGOSITA Ra PER ALCUNE APPLICAZIONI PIO. COMUN!
Fugota APPLIGAZIONI
im (@ to incteativoy
028 Pani i appoaglo di miorometi - Specéhi - Blocchi db rscontr.
0.05 Faces calior oficina - Plani dl appogglo comparstor
oA Facce calibri @ corsoio ~ Perni d'articolazione - Utensil di precisione ~ Cuscinetti supertiniti - Accop-
lamenti stagni ad alla pressione in moto alternato ~ Supertici accopplate di parti in moto alternative,
2 tenula ct liquide sottopressione - Superfie! lovigate di tenute senza guarniztone,
02 ‘Sopponi alberi a gomito e alberi a camme - Pero di bielia - Superfie! camme - Diametto olindn pompe
idrauliche = Cuscinetillappati- Parni turbine - Accoppiamentl stagni mobili @ mano = Gulde tavole mac
chine utensili- Regglspinta alte velocita - Pern di alberl di rotor di turbine, dt riduttor, ecc.
oa ‘Albert scanalatl - Cuscinetti eloert motore - Diamelro esterno stantuili - Dlametro Gilg - Perl) gran
{di macehine eletriche - Accoppiament! alla prassa + Gambo valvola ~ Suportici di tenuta delle valvole ~
Superticl di tenuta di seggi ed otturator! di valvole, saracinoscha, eco. - Perni di albert a gomito © por
fate di linge calberi - Cuscinett di metalic bianco ~ Supertict di part! scorrevoll, come paitin! e relative
ul
08 amburl reni - For! brocclall - Guscinelti bronzo ~ Parti di precisione - Denti Ingranagal ~ Guscineti
roltiticati - Supertici di tenuta dl flange sonza quarnizione - Perni Fi @ gomito @ poriate dl linee
alber! « Cuscinetti di metallo bianco Supertici di parti scorrevoll, come pattini¢ relative guide - Super-
fick di tenuta doi soggi valvole motor,
16 acco particolari di Ingranaggi - Alberi e fori ingranaggi - Testo cilindro - Scatole ingranagal dl ghisa ~
Facoie pistona - Superticl-ar tenuta di flange con guarnizion motalliche,
32. Perni @ cuscinet! per trasmissionl a mano ~ Superficl dt accoppiamento dl paril flsee smontadll (an
90 di accoppiatci, imposte di contramento, occ).
63 Superfici di tenuta di ange con guamnizioni comuntRUGOSITA DELLE SUPERFICI
Fugosita e tolleranze (da UNI 3963*) - Classi di rugosité (da UNI 4600) TABELLA 2
FRugosita Ra massima ottenbile in funzione dolla tolleranza
{a titolo puramente informativo)
(la UN 3963 & stata sosttuita dalla UNI ISO 4287/1 @ dalla UNI ISO 468)
Superfici cllindriche eon diametro In mm Superfcl ©
Tolleranza | _fino a3 ottroafine a18 oltre fine @80 Joltresofinoa 250 | oltre 280 Plane |
fondamentale Tolleranze @ rugositi Ra max
180 (om)
Tot. | Ra Tot. [ Ra] Tol. | Ra Ra
re 6 | 08 05 | 22429 | oe | sere | 125/195
[ita 10 | 092 og | 3546 2
Te 14 | 08 125] B42 a2
Ts | 08 2 5 |
17 10 ao | 128 32
iH o | 2 125
re 32. 210-800 | 8 20
13 140 390-460 | 12,5 2
ma 250 520-4740 | 20 0
Fagosita ‘areapondenie
Ra Conese ci ugosta | 7058
um iin
6 Nie 000
25 Ni + 000
15 N10 500
o3 No 250
22 Ne 5
18 Nz ®
os Ne 2
oa Ns 6
oz Na 8
on Na 4
005 N2 2
os Na 1
I odor di ragositd Ra posono esere indict anche trate
te conispondent class di rugosa.
AA e CLA sono i valori Ra espressi in micropollici secondo
‘apeniamente te norme ASA B46. scarica ¢ la norma
BS 1134 inglese.RUGOSITA DELLE SUPERFICI
Indicazione dello stato delle superfic! sul disegni tecnici (da UNI 4800) TABELLA 3
Segno gretico dl base convenzionale 7 nsionamento approssimativa
por Tindicazione dello stato delle su- 390 grafico, che va trac
rea A a fine rispetto alla fines
= 2 ‘ragole ola
7, 7 tangente della euporticie consl-
rats,
Quando si dove inilicare sul disegno un procedimento al lavorazione ‘ichledente asportazione © no dl truclolo si com-
plota Il sogno grafico nel modo seguente:
se foes ean ne re Se
ai acolo.
7 {aee'del ello 3 Tavorazione.
Ta rages Ra Guim) dove essere seria
net'interne del srana graties.
/ esata S@_ 6 necessario fomiro _Indleazion!
6 4 18 Fes2'® complementari si prolunga il tratio. pit
i lunge del segno gran con un tat
oom , orlzzontal
7. 7 Va \
cymton ‘ponazone —'"separadone 7
eee Gi tuciolo di wucigio. Ze
fencialo del solchi della rugosita deve essere riportato sul disegno mediante | segni
LLindeazione di un orientamento pr
onvenzionali del sequent prospetto.
Taps ae
Poe toes ipa
alt recat atte ata
Vista sulla’ quale. 6 appt
cata Il segno grafic.
Treo
terse
op
| eh doene cane 128 dono esae
brienfah Setpondtooter aa andamento eppossines
AL | merit Behe oe € | farenetcicatie pet
Soe asia st qs l (Sar onte dalla septs
io"5 crores a soo Ui th an sore oes
behniaal Dirazione
Leesa
| solohidevone essere
rientatl secondo dirazio-
R | sispprossimativamonto x
lallFspetto al centro del
la suporficto alla quale
ssegno graco ‘si rterisco,
1 slo dovono. ose
bt tina ub
X | Soares oe
ao ee
Be a a oa
Rae Speloas
‘doh oleh
Te feces indloano la direzione del solehi
Per altre indicazion! complementari si completa il segno grafico con le relative indicazion’
biare resare
18
4
WIT Le 7
La rugosita indicata deve intenders! otfenuta a favorazione esegulta, clod dopo ultima operazione cul & stata sattope-
sia [a superficie, © ci salvo indicazlone contraria (25 4 Il valore della lunghezza ai base esprosea in mm),
Se i riliene di prescrivere il sourammetallo, eso va indicato a sinistra det simboto
i} © deve essere espresso in miliimett.
Esempio: sovrammetallo di lavorazione 5 mm: superficie lavorata oon asporiszlone
5 5 4 truciaio, avente una rugosita massima Ra di 8:3 1 me una minima
18 um
Z (segue)RUGOSITA DELLE SUPERFICI
Indicazione delio stato delle superfic! sul disegni teonici (da UNI 4600) (seguitoy | rABELLA 4
ESEMPIO
DESORIZIONE
%y
_ ie
»
»
1 segno gratiea, coma pure le relallve scrtte, devono essere
in'modo da essere leggibll dalla base @ dal lato destto
il segno grafico, eon fa sola
Tugosita, pub essere disognato con un orlente-
lore dolla rugosita deve sempro
la regole general.
Contormomente al principio generale di quotatura I segno gratico
Seve ligurare una sola volla per la medesima superticie , se
possible, su quella vista nella quale compaiono le quote che
Sotinigcono le dimension! 0 la posizione di delta supericie.
‘Se per tute le supertic di un oggetto & richiesto il medesimo stato
Buperfciale, Mindioazione pub ossere fatta
— con nota posta presso la visa del pezzo © In prossimita del
Fiquadro per ie Iserizlonl 0 nollo spazic riservato alle note
‘anerall
janco al numero distintivo del pezzo.
¥ oY
, So un madesino stato dln supertiie ® rchosto porte maggior
. 7 =; te/ | Sire dole niprtedoogot corisooncent segno graen
RY / *e/ | Bane severe sorte como ialoai th precedenza ed esore nol
te gut
[- feral wp aala nota: «Suh indications particle»:
p fay | 0 da un sepno rato hbase (onto parents) senza aloanat
yf ov RY | — Readies eer
— Sue imo o pl geo gai onto parents) elat alle par
eS =a — ticolari caratteristiche delle rimanenti superfici.
Salvo indioszione
parce
vv)
| segni gratici deal stati eupertciali diversi da quello generale
ovono essere riportati sulle tracce che rappresentano le super
Tiel Interessate,
Nel caso di stati delle aupertici la cul rappresentazione simbotion
‘uli compleses, © quando To spazio a disposizione & limtato,
possono envere edotall del sogni grafic! sempliticati a condizions
he Ii loro signiicato sia chiaramonte espresso sul disegno 0
presso [a rappresentazlone del'oggetio o in prossimité del riaua-
‘ro per lo Iserizion! o nello spezio previsto per le note general
Se un medesime stato della superficio & richfesto per un gran
numero Gi supertci dol perz0, une dei sognl grafiei fondamentalh
[pub essere indicato sulle tracce dello corrispondenti supertc\ e
{suo signiticato deve essere allora bon precisato sul disegno
Se un particolaro stato della superficie @ richiesto soltanto por
‘una coria cue pari, essa dave ossore contrassegnata da uns
racola della supartice interessa
(eogue)RUGOSITA DELLE SUPERFICI
Indicazione dello stato delle supertic! sul disegni tocniel (da UNI 4600) (eonctustone) | tAaeLLa 5
ESEMPIO DESCRIZIONE
ticolari, Findlcazione por lo due euperficl dl con
tatto aventi lo stoss0 stato cupertcialo si dove
P 3) Nel complossivi, qualora non si disegnina | par-
‘iportare una ola volta (a). Se por fe due super.
figh cI conta & ciohiesto Invecs un dlverso stato
4 superficialo, le relative indicazion| =| dovono rk
K Portare per clas ‘supertic! dal lato
fat ‘opposte ‘do!
riscono (0).
a 0) » D
Por f'indieaziona dollo stato delle superticl del
flanehi dei dont! di ruote dontate. che non sono
eppresentati sul disogno, si mettone | sogni gra.
fic} sulla cireonferenza primltiva 0 nella sozione
aslale 0 nella vista
Per J tettaturoeventuele indloaione dello ste-
'esuperficl del flanch| dol ‘iletto ‘deve
sor posit n comtpansenze de} slant
filtiatura, in questi caai lo stato delle superfict
rion deve cssere Intese riferito ancho ad even
tual porzioni non flatato di-uguel dlametco che
Fimangono dopo Tesocuzione dolia iilettatura.
T
INDICAZIONE DELLA RUGOSITA SUI DISEGNI TAVOLA
Esempi 12
cHteg fies KE Leasee |
wey) Fig. 13 wv) ae te
cox
B
[Steereee
Ye) ae
Ad
oS =
Be yo
fe
ce | =INDICAZIONE DELLA RUGOSITA SUI DISEGNI TAVOLA
Esempl (da un disegno Fiat) (Coguito) ed
AR et
” pal & My
ng
ry]
:
Ay
tet
£.
aie
ast
2
°/ 2 ||
i ie,
Bilencioe siistro contendo veloole
Materale: Acciaio C 43 UNT 7847
Fig. 111 - Ii simbolo grafico uato dalle Fux 2 leggermente diverso da quello unifcato. Nel dsego
4 trosaro anche simboli come:
/ per superfci lvorate senza asportecone di truciolo 0 grexee di fasione;
/ er superfct lavorate con asportaione di inucialo
I due simboli non sono necessarimente completati con Vindicesione numerics delle rugost
Nel disegno illurrato si noterd notre che i simboli graed now sono sempre disposti secondo quanto
suabilito dalle norme UNI
101.2 - Tolleranze geometriche di forma, di orientamento,
di posizione e di oscillazione cra. a 15 0 1.19
Il sistema ISO di tolleranze ed accoppiamenti
si tiferisce alle ¢olleranze dimensionali, ciot alle
differenze ammissibili tra le dimension massime
e le dimensioni minime. Le dimensioni limite
ammissibili delimitano due volumi ideali nellinter-
spazio dei quali deve trovarsi qualsiasi punto ap-
partenente al pezzo alfinché esso tisponda alle
esigenze stabilite dalle condizioni d'impiey
Si consideri ora il parallelepipedo disegnato in
fig. 1.12. A causa delle inevitabili imperfezioni di
Iavorazione le superfici ottenute si scostetanno pit,
‘© meno da quelle nominali rappresentate pet mez-
zo del disegno. Si prenda allota in esame, per esem-
pio, la superficie S: sark facile verificame la pla-
narita facendola scorrere su un piano di riscontro
preventivamente colorato con leggerissimo strato
di olio al bleu. Le sporgenze appariranno brillanti
e contornate da una zona colorata, La misura del-
Perrore potta poi essere eseguita sistemando la
superficie opposta 5’ su tre appogei regolabili' in
altezza, disposti il pitt lontano possibile Puno dal-
altro € non in linca retta,
Regolando i tre appogei in modo che le zone
colorate della superficie $ siano equidistanti dal
piano di riscontro, e facendo scortere il tastatore
di un comparatore su deta superficie, Vertore di
planarita versa letto come differenza massimna delle
indicazioni fornite dallo strumento (fig. 1.13).
Per quanto riguarda Perrore di parallelismo
della superficie S rispetto alla 5” un metodo pra-
tico di controllo consister’ nell’appoggiare In su-
perficie S” del pezzo direttamente su un piano di
riscontro (esisteranno almeno tre punti di con-
tatto) e nel controllare con un comparatore gli
i indicati, rilevando la differenza mas-
licazioni (fig. 1.14). Nel controllo cost
effettuato sono compresi perd anche gli erroti di
planarita della superficie 5.
Dalle considerazioni fatte per tale superficie
tisulta che sono riscontabili, oltre all’errore di-
mensionale, un errore di forma (planatith) ¢ un
11. errore di orientamento (patallelismo).
Si tileva inoltre che Verrore di forma riguarda
soltanto un elemento* isolato, cio’, nel caso in
‘oggetto, una superficie piana, mentre Perrore di
orientamento @ associato ad un altro elemento del
pezzo. Si pud pertanto affermare che gli errori di
‘otientamento vanno definiti rispetto ad un elemen-
to di riferimento.
In fig. 1.15 si dimostra come, su una superfi-
cie S del parallelepipedo in esame, possono essere
rappresentati i tre errori menzionati e Ie relative
tolleranze, ognuna delle quali limita il difetto pre-
s0 in considerazione. Si osservi anche che V'errore
di forma minore dellerrore di orientamento ¢
questo, a sua volta, & minore di quello dimensio-
nale. Lindicazione a disegno della sola tolleranza
dimensionale significherebbe che le tolletanze di
forma e di otientamento possono avete In stessa
ampiezza della prima.
Nell'esempio rappresentato in figura 1.16 si
hanno due pezzi assemblati, 1 ¢ 2. Per ogmuno di
cessi 2 fissata una tolleranza ¢, c una Zy pet le
rispettive quote A e B. L’erroze dimensionale mas-
simo dell'insieme & dunque ¢, + fp
Se a e Bi rappresentano ‘pli ertoti_geomettici
‘massimi compatibili con le tolleranze dimensionali
relative si osserva che essi non peggiorano le con-
dizioni ’impiego stabilite dall’errore dimensionale
dell'insieme.
Se ne deduce che, quando & prescritta soltanto
una tolleranza dimensionale, questa pud limitare
alcuni crrori geometrici (ad esempio: planarita e
parallelismo). La superficie reale del pezzo pud al-
fora scostarsi dalle caratteristiche geomettiche spe-
cifcate dal discgno a condizione perd di restare al-
interno della zona di tolleranza dimensionale sta-
bilita. Ne consegue che le tolleranze geometriche
debbono essere preseritte soltanto guando sono
veramente indispensabili per assicurare Vattitudine
« Hlpente wp pare cuit on pen, ae
Gecgner our aaiagr ane Acuna eo mete Ie
‘Skabone dela ubella UN 4030,‘TOLLERANZE GEOMETRICHE DI FORMA, DI ORIENTAMENTO, DI POSIZIONE E DI OSCILLAZIONE,
all’impiego del pezzo, ciot quando gli errori geo-
metrici devono essere mantenuti alPinterno di al-
tri limiti funzionali, e questo pud essere necessa-
tio anche se non fissata nessuna tolleranza di-
‘mensionale,
L’esempio di fig. 1.17 mostra come un errore
di perpendicolaritA dell’asse di un foro possa in-
fluire in modo inaccettabile sulla funzionalita di
tan assemblaggio.
Olire i citati errori di forma e di orientamento
(di un elemento rispetto ad un altro) vi sono da
considerare anche gli errari di posizione. Questi
sono ettori concetnenti Ja posizione di un punto,
di un asse o di un piano di simmetria come chia.
rito nelle figure 1.18 ¢ 1.19.
Per i casi in cui le esigenze funsionali richie
dano tolleranze geometriche pity limitate rispet-
to a quelle che deriverebbero dallosservanza del-
le tolleranze dimensionali, e pet stabilire delle
indicazioni convenzionali specifiche, P'UNI ha cla-
borato la norma 7226, concordante con i lavori
svolti dal Comitato Tecnico ISO/TC 10. Da questa
‘norma sono tratti i simboli indicanti le caratterst
che che le tolleranze geometriche intendono speci-
ficate ¢ che sono rappresentati in Tav. 1.6 assieme
alle convenzioni relative all’indicazione di dette tol-
Ieranze sui disegni tecnici (fig. 1.20, 1.21 € 1.22).
II ptoporzionamento ¢ le dimensioni dei segni gra-
fici relativiall'indicazione delle tolleranze geometri-
che sui disegni tecnici sono stabiliti dalla norma
UNIISO 7083.
Gi da tempo alcune importanti industrie na-
zionali avevano introdotto, pet esigenze funziona-
li, la simboleggiatura ISO nei loro disegni. Per
faciliare Vinterpretazione di tali indicazioni sim-
boliche destinate ad essere impiegate con sempre
maggior frequerza, si 2 ritenuto opportuno fate
un cenno dei casi pitt semplici per mezzo di esem-
pi tappresentati nelle tabelle 6 7.
Nella tavola 1.8 2 rappresentato un esempio
di solleranze di oscillatione, Per le supetfici di
tivoluzione e, in modo particolare, per quelle che
apparteagono a pezzi che sono animati di moto di
rotazione attorno al loro asse, le tolleranze di for-
ma e di posizione sono vantaggiosamente sosti-
tuite dalle cosiddette solleranze di oscillaxione.
Queste traducono in maniera pid diretta sia i cri-
teti di attitudine allimpiego sia quelli di verifica
tra le punte.
124
Tolleranze di posizione - Localizzazione di
assi (Tav. 1.8)
Quando si presenta Ja necessitd di indicare
quote destinate a stabilize posizioni reciproche
ta clementi costruttivi, cio a definire la loro lo-
calizazione rispetto a tiferimenti dati, si pud se-
guite il metodo tradizionale che consiste nel fis
sare tolleranze adeguate per ogni singola dimen-
sione di riferimento, In fig. 1.24a & rappresen-
tato un foro posizionato rispetto a due superfici
di riferimento ortogonali tra Joro. L’asse di detto
foro pud assumere qualunque posizione, in base
alle tolleranze fissate, entro Ia zona rettangolare
traiteggiata limitata dalle dimensioni minime e
massime (fig. 1.24-6) per cui il massimo sposta-
mento consentitogli ® indubbiamente maggiore
delle tolleranze indicate pet ogni singola quota.
Infatti esso vale:
t
VET
B possibile limitare questo inconveniente se
si indicano sul disegno le posizioni teoriche (cio
prive di tolleranza) delle coordinate dell’asse,
specificando perd In zona di tolleranza assegoa-
tagli, come viene indicato nella tabella 7 di cui
si riprende Pesempio sostituendo lettere ai mu-
meti (fig. 1.250).
La definizione riportata nella citata tabella &
la seguente: V'asse del foro deve essere compreso
in una zona cilindrica di diametro £ il cui asse
si trova nella posizione teorica specificata dalla
quota inquadrata.
Sul disegno bisopna apporte la quotatura co-
me indicato in fig. 1.25-6. Si osserva che viene
aggiunto nell apposite. rettangolo:
@) il simbolo €)> relativo alla tolleranza di po-
sizione ¢, pitt precisamente, alla localizzazione di
uun elemento (asse) rispetto a due superfici di
tifetimento che, in questo caso, sono ortogonali;
5) il simbolo @ per indicare che la zona di
tolleranza di positione & circosetitta a un cilindro
(di diametro 2) if cui asse & situato nella posi-
zione teorica (fig. 1.25-b).
Secondo quanto stabilito dalla tabella UNI
7226 (parte 1°), se per un elemento sono pre-
scritte delle tolleranze di localizzavione, le quote
che definiscono Ia localizzazione stessa non devono
essere soggette a tolleranza dimensionale. Tali quo-
te nominali, che individuano quindi la posizione
teorica (in inglese « true position »), devono essere
indicate in un riguadro. Le dimensioni effettive
cortispondenti sono limitate solamente dalle tol-
leranze di localizzazione.
1 semplice esempio mostrato nelle figure 1.24
€ 1.25 illustra come l'impiego di dimensioni prive
dk tolleranza per individuare Pesetta posizione di
un elemento (per esempio un asse) evita tutte le
complicazioni derivanti dall’accumulo di tolleranze
che si verifica in,una catena di dimensioni.
Le Tav. da 1.7 a 1.12 mostrano una serie di
esempi relativi ad indicazioni di tolleranze di for-
a, di orientamento, di posizione e di oscillazione
1213
YOLLERANZE GEOMETRICHE DI FORMA, DI ORTENTAMENTO, DI POSIZIONE E DI OSCILLAZIONE,
su disegni di particolati realizeati da alcune indu-
strie che fanno gid largo impiego delle indicazioni
ISO quando necessario, ¢ su esempi tratti dalla
normative UNI.
122
Principio del massimo materiale
(Tay. da 1.13 a 1.15)
L'UNI 7226 - Parte 2 illustea il principio del
massimo materiale, Tenendo conto di quanto det-
to nel paragrafo 1.2 si pud aflermare che le cacat-
tetistiche di accoppiamento degli clementi di due
© pi pezed dipendono dall'effetto congiunto delle
dimensioni effettive e degli errori di forma e di
posizione degli stessi clementi da accoppiare.
Perché si abbia il gioco minimo si devono ve-
rificare due condizioni. Gli elementi da accoppiate
devono contemporaneamente:
1) essere all’estremo della zona di tolleranza
corispondente al massimo materiale (dimensione
massima dell’albero o dell’elemento pieno e dimen-
sione minima del foro o dell’elemento cavo);
2) avere gli errori di forma e di posizione al
massimo dei valori consentiti.
I gioco dell’sccoppiamento aumenta quando
le dimensioni effettive degli elementi da accoppiare
si scostano dai limiti del massimo materiale ¢
quando gli errori di forma e di posizione ton rag-
giungono i massimi valori consentiti. Cid significa
che se le dimensioni effettive degli clementi da
accoppiare non raggiungono i valori massimi_ con-
sentiti dal massimo materiale, le tolleranze di for-
ma e di posizione possono venire superate senza
compromettere T'accoppiamento, salvo patticolari
ragioni di ordine funzionale.
L’aumento delle tolleranze, secondo il principio
del massimo materiale, pud essere applicato:
— alle tolleranze dimensional;
— alle tolleranze di posizione;
— ad alcune tolleranze di forma,
risultando allora vantaggioso agli effetti della pro-
duzione.
Nel caso di aumento delle tolleranze di posi-
ione sulla base del principio del massimo mate-
tiale, bisogna tiportare, accanto alla indicazione
della tolleranza, il simbolo ® .
Ta presenza di questo simbolo significa che
Ia tolleranza a cui esso si riferisce & stata fissata
tenendo conto del principio del massimo materiale
e che le tolleranze di forma e di posizione previste
possono venite incrementate di un valore pari alla
differenza tra la dimensione di massimo materiale
¢ la dimensione effettiva.
E ovvio che Pincremento di tolleranza non
ud, in ogni caso, superare Pammontare della tol-
Teranza dimensionale
La decisione di adottare 0 meno il principio
del massimo materiale spetta all'Ufficio Studi c
Progettazione,
Liillustrazione del principio e alcune applic
zioni sono mostrate nelle Tavole da 1.13 a 1.15.TOLLERANZE GEOMETRICHE TAVOLA
Error di forma @ di orlontamento 1.5
5
Pes
ky BEG gs 9
I) f\e 7
_4 spposeh repo
Fig, 112 - Parellelepipedo da controltare, Fig. 1.13 - Rilievo dell'errore di planarita; errore di forma.
tol. forma
posione
YS x,
Supertcte di rorimenta
XN
Pig, 114 = Riliewo delterore a paralelisoo (comprendente Fig. 1.15 - Reppresentacione dei tre tpt di erori riscontabild
anche Verrore dl planartt): erore di orientamento, delle rispettive tollereme.
{e
Or
4
|
vs » ag o
Fig, 116 ««) 1 due peeci € @ anemlati sono representa con te dimension’ massine; 6) i due peri sowo rappresetai con
Je dimensioni minines c) a ¢ B reppresentano gli errori geometrici assim compatbili con le tolleranze assegnate; A) Verrore
wometrico non peggiore le candisiontstablite dallerore dimensionale dellinsieme,
4
i :
Fig 117 La tllerancarislante ty 2 ma
adore di quella dimenionde. In que cet
Ferraregeometrica fi perpendecarta del foo
infutee iw odo inacoiabile tale fers
ined del peso.
Le
atte
Ante
Hain
46
TOLLERANZE GEOMETRICHE
Indicazioni dei simboli di tolleranza sul disegni (da UNI 7226)
Fig. 18 - Le quotature di posiione ded ford non 2 suficiente Fig. 1
per definite variaiont di posiione delasse dei Jori i dle
Hone diverse di quelle fissta dale quotatura
TAVOLA
1.6
La coastal teorica (postion rcipocs degli asi ide
element elindrici pub nom existore anche se le dimension sono in
tolleranaa
‘SIMBOLT
Rapprovontano le carattoristiche oggetto dl tolleranza
TOLLERANZE DI FORMA (per elementi feolat)
Dorominaione retina reo
ai :
vee
Simbolo
7a Forma
Denomninazione Prana ee
a amen 4 super ualunave
suport
‘Simbolo oe a
TOLLERANZE DIO RIENTAMENTO (por Semonii associ)
‘encminazione Paralleisme erpendioolata Incinezone
sabe WV =
TOULERANZE DT POBTZIONE (per coment eseocltd
aaa ‘ocatazaone Concentica =a
Denominazior di un elemento: e conssialita a
Sinbolo o ©
TOLLERANZE 01 O8CILLAZIONE Qsetarione | cesitore 4
—[or
cere
‘simbola dole toleranze
Z|
a
on
+
{ LL ereanto ot trimento
L —Valore delia tlierance
ty L. simboto dole totrarza
ip 1.20-Le sollerance di forma, di orientemento o di posisione vanno indicate in apposiriquadi e meordneindicato in ) eb).
Stored cBe in a) manca Velemento di riferimento poicbé si tatta di indicaxione di tolleranza ai forma (retilineita) che, come tele,
aon vt azsociate a nessun altro elentento.
re
» a i)
UT
Pi 120 - I riquadro delle tolleranca ? collegato alclemento tollerato. con sna freccia che termina: 4) sul cowtorna delete.
also’ considers Dl e ©) sulla lines db riferimento, ix prolungamento delle linea di misura, 0 sull'sse quando ta talleranza si
‘police alVarce 0 al plano mediano della parte quota.
—
ee
oe
a
Rig. 1.22 - I iguadro dete tolleranca ® collegto aif'clemento di sfetimento com wn triangolo avverto ta cut base 2 poste
shoul contorno dalelemento considerato; b) sul tinea di
injerimenta 2 Fase oll pano mediona della parte quota:
uesto esse 0 questo piano mediano; A) quando it riquadro
GE elerimento st inpiega une letters maluscola
‘erimento, in prolangamento delle linea di minura quando Felemento
10) sullease 0 su plano mediano di tutti gi element! che ammettono
‘delle tolleranzs now pad extere collegato is modo semplice all elementoTOLLERANZE GEOMETRICHE
Esompi di interpretazione © di indicazione
TABELLA
DEFINIZIONE
E INTERPRETAZIONE
RAPPRESENTAZIONE GRAFICA
ESEMPIO DI INDICAZIONE
PLANARITA:
la cuperficio realo deve es-
sere comorasa tra duo plan!
paraloll dietant ‘al magsimo,
Por esomplo, 0,01 mm tra loro,
ere
(CHLINDRICITA:
la superficie del cillndro roa-
lo dove essere comprosa tra
due ellindr! coassiall | cul
aggi differisoono, per esem-
plo, al 0.c2 mm.
CIRCOLARITA:
ogni sezione rotta devo avere
1 contomno situato allintema
In un corchlo dt Ot attorne
‘la posllone Idoala,
‘Eserpio i come si lege Ie simbolegiatursinscitta nel
mado,
feogue)_|TOLLERANZE GEOMETRICHE TAVOLA
Principio det massimo materiale - Eempio relative a localizzazione (soguito) 144
seeeeeteeeey —2 4, @
I | i
I swish Bae)
2gen Xe dont » bsesresntasi(’|
Fig, 142 - a) dtegno del calibro per i peezo Qi) diveqno deb perxo @) (da confrontare com te fe. 138).
Vaguunte det simbolo (Q) eta tllernca di loclcione © & sivifin che dott tclleranca 2 stata determinate sapporendo é
eras (o i fort) wee condione del masiono mnaterie, Esso autorize ad accttae at coleado tolerance di leelizcione
{> # auondo pent (ot fr) sexta de quella condi
Fig 143 - Una quotaura come quella indicata in 2) fornisee le sequenti informacion:
1) A dlacio dei fork deve essere compreso fra 122 ¢ 128 mim
2) elias sa it diamctro del fork nelembito della zona fata id loro asse deve esere ellceto altinterso di_un clindro di
dienetro 0.2 met conta poisione gcrosamente determinate dalle quote expres in coordinate poler (R39 ¢ 120", cot come
S mostata mb) dove: X= d min. =1-€ X rappreseta i damsivo dele ciconlerenza minima Ubera di maerial per cowentre
1 passgaio delle massa setone della vite dt clleemento, X 2 quindl if diametro del eave “passe” di accttacone
Con wna snide quctatara wn pao text diametro dot foro forte maggiore di d min, verebbe setato usando wn calibro di quel tipo
perché Vasse del foro now sarebbe compreso nel cilidro di diametro @ &.
Eppure il pexo 2 funzionaimente accettabile poiché ta quota X 2 ta stessa determinate wel caso precedente (c). Per evitare lo
soarto di pexti accltebili si agpiumge allora if simbolo @Q) a quello delle tolleranzs di loclizazione con il siquifcato che questa 2 stata
determinata supponendo gli elementi nel toro stato di massimo materiale. Quando essi si scostano dalla condixione predetta i pezzi
ono atcora accettabll ino a %, = ty 4 t
Fig, 144 - In questo ceso il principio del massimo materiale viene
poate fort aera eine
Nel esto in cui sla i fori che il ellindeo di sferimento ebbiano
imensionl al marsimo di materiale gli assl det fori devon essere
‘ontenuti entro xoxe di tolleranza cllisdriche D 0,2 mm, gli ass
delle quali sono collocati in posizione geometricamente idede.
Se invece i diamcir dei jori det cilindro di rierimento si scostano
dalle dimension? suddette 2 possibile sccettare un aumento dela
tolerance di pastsione degli & fori, determinaso della diferenca tra
i dlometri efertiol det fork e le corispondenti dimension! del mas
imo materiale,
Nel caso in cui it diametro efettivo del ciliniro di riferimento si
scorta della condicione di massime materiale, ne consegue sn ulte-
lore aumento delle tollerena di localizacione deglt 8 fori, vap-
porto al clindeo di riferimento, ma non della tolleranze di local.
‘atione di ciascuno degli 8 fori tra di lore.
(segue)
2425
‘TOLLERANZE GEOMETRICHE
Principio del massimo materiale - Applicazioni
Quoteturs det peo ®
TAvOIA
(conclusione) 1.15
a] wun srar-m ove
2 toro parent:
| = 10 8 (gs)
second UN 180 28
lta
Fig. 145 Esempio af inseme in ext i blocbeno 1 va fi
sto ila lamasupport 2 mediante due oti 3, 1! Boccbetto
deve essere tepre a conati con la facia dappoggio del
‘ppoto 2.
Ie tolls di postions decono essere sete in modo da
onsentive in opr cso, pasar dele vit
a sitweione peeiore i vericerdprendendo 4 danetri min-
smi det dee jor dy (condzione dit massny materie) con
4H massino spostanento degli ast permesso dala tlleranza @ ¢
ai Toelzion.
In questa situatone deve vimanere libere iv materiale, per
consentime i paseo, wa tone clindrct evente diameiro
saute « quclo mason dee ite dy
Aoplcando tar X= d— 1
dove Xs iat. mas. vite
4 = diam, min. foro
Si riceas tea d— Xe 105 ~ 10. 0.5 ms
Anplicendo i principio del masino matree ai forts rcawa
W massina vdareanmicibl pr te talon d loans:
Wat y= 05 + ONS = 065. mm.
Sex A
Fig. 146 - Particolare di inietiri Geandezia Sper ecioli stredali (du UNI TSO 2697), La tolleranca di localiceatione (2 0,07)
2 stata determinate supponendo perno ¢ foro B3 al massimo di materiale. Cid signif che & possibile accetare wn aumento
di detia tolleranza quando perno e foro non sono pi in quest
localizatone ea da 0,07 «O47 mm (P+ (y= O07 407
condizione. aumento massimo accetabile per ta illeranza. di
17 nam).13 - Cenni sulla quotatura funzionale av, da 1.16 « 1.2
U1 problema della quotatura 2 stato illustrato
nel 1” volume da un punto di vista puramente
‘normative (come indicate ¢ disporre le quote sui
isegni, quali riferimenti scegliere, ecc.). Suc-
cessivamente sono stati introdotti i principi e le
definizioni della UNI 4820 relativi al disegno dé
prodotto finito e alle quote funzionali. I concetti
espressi in quella tabella UNI consentono di
ricavare un metodo di quotatura, definita « fun-
zionale », basato su uno studio’ analitico della
funzione’ di ogni singolo particolare meccanico.
1 disegno costrutivo, Ia cui quotatura viene
cseguita di solito in relazione ai metodi di fabbrica-
zione, non @ in grado di dire molto sulla funzione
del prodotto finito, Infatti esso non tiene conto del-
attitudine alVimpiego del prodotto finito ¢ la sua
quotature suggerisce un determinato modo di fab-
bricazione che non sempre zisulta il pit cconomico,
Ul disegnatore non @ il pitt qualifcato ad im-
potre un procedimento di fabbricagione piuttosto
che un altto, poiché egli non si trova nella migliore
condizione per conoscere tutti i mezzi disponibili.
L'Uffcio Studi Progettazione, ci cui il disegnato-
te fa parte, deve invece conoscere alla perfezione
la funzione del pezzo da fabbricare, noto che
‘ogni insieme (machina, apparecchio, attrezzatura)
& sempre concepito in rapporto a determinate
esigenze e deve rispondere @ condizioni di funzio-
namento precise ¢ definite.
Dopo aver studiato le tolleranze dimensionali
le tolleranze geometriche di forma e di posizione,
2 ora possibile approfondire i concetti relativi alla
quotatura funzionale sicordando che le tolleranze
devono essere indicate per tutte le quote interes-
santi il funzionamento ¢ Vintercambiabilicd dei
pez.
‘Ogni peso appartenente ad un insieme deve
soddisfare:
@) esigenze relative alla resistenza, meccanica
(sforai statici e dinamici, limitazione delle defor-
mazioni) che determinano la scelta dei materiali
ed i valori minimi degli spessori ¢ delle sezioni;
4) esigenze dingombro e di peso;
©), esigenze riguardanti gli clementi (super-
fici) che ne condizionano 1a posizione relativamen-
te agli altei componenti (possibilita di montaggio,
posizionamento, funzionamento); essi non possono
essere considerati isolatamente trattandosi di sa-
perfici eccoppiate.
Le soluzioni delle esigenze espresse in a)
in 5) sono di pertinenza del progettista che ha il
compito, tra Veltro, di dimensionare opportuna-
mente i vari organi dell’insieme,
‘Le superfici citate in c) rivestono importanza
particolare per i funzionamento, Esse sono chia-
mate pertanto superfict funzionali per distinguerle
da altre che sono dette superfici indipendenti
perché non dipendono da altri componenti l'in-
sicme ¢, di conseguenza, possono vatiare in forma
¢ dimensione con una certa larghezza purché ri-
sultino soddisfatte le esigenze di resistenza,
‘Le condizioni che sono particolarmente oggetto
della quotatura funzionale sono quelle relative al
montaggio ¢ al funzionamento,
Le dimensioni funzionali esprimono diretta-
mente le condizioni di attitudine all’impiego del
prodotto, particolarmente per quanto concerne il
problema delfintercambicbilita,
134
Ricerca della quotatura funzionale nomi-
nale (Tav. 1.16)
Considerando Pesempio pratico di fg. 1.47, nel
quale si desctive Panalisi funzionale dell’insieme
rappresentato, & possibile individuare un metodo
generale che permetta di tisolvere in maniera sem-
pice ed esauricate il problema della ricerea della
quotatura funzionale,
Ognuna delle figure 1.48-2, b, ¢, d, rappresenta
una determinata condizione funzionale. $i osserva
inoltre che, in mtte queste figure, le superfici d’ap-
(Sa) e quelle terminal (S?) sono indicate con
Tinea continua grossa.
La posizione relativa delle superfci terminali
(Se) stabilisce, per ciascuna figura, la condizione
fanzionale rappresentata da una quota che, nel no-
stro caso, indichiamo con la lettera g. La rappre-
sentazione grafica della condizione funzionale pud
‘essere fatta, per convenzione, mediante un vettore
avente verso sempte positive, detto vettore-condi-
zione. Una volta che questo sia stato individuato e
che siano state determinate Je superfci di appoggio
(Sa) si realizza una catena di vettori che collega le
superfici terminalia quelle d’appoggio: iniztando
dallorigine del vettore-condizione si traccia il pri-
mo vettore-quota fino a raggiungere la prima super-
fcie d'appoggio; al termine di questo si fa seguire
iI secondo vettore-quota sino alla seconda superficie
d'appoggio ¢ cost via fino a chiudere la catena al
termine del vettorecondisione, come mostra la
fig. 1.48, b, c,d.
Il vertore-condizione sisulta in tal modo uguale
alla somma vettoriale dei vettori-quota, mentre la
quota-condizione ® la somma algebrica delle quote
‘componenti la catena (positive quando il loro verso
coincide con quello del vettore-condizione, nege-
tive in caso contrario).27
CENNI SULLA QUOTATURA FUNZIONALE
La ricerca delle quote funzionali di un pezzo
dipende dizettamente dalla fanzione che ss0 as-
solve nelf'insieme di cui fa parte © percid non &
soggetta al caso ma 2 sempre frutto di un ragiona-
mento che va condotto con logica e con metodo.
Quotare funzionalmente significa dungue fare una
scelta razionale tra le diverse quote che si potteb-
bero indicare sul disegno, e appotre soltanto quelle
che esprimono direttamente le condizioni di attitu-
dine all’impiego previste per il prodotto in esame.
Per una quotatura funzionale bisogna dunque:
1) compiere un’anslisi dell’insieme che pet-
metia di ticonoscere le condizioni funzionali
necessaries
2) scegliere le quote che esprimono con im-
mediatezza, per ogni pezzo, queste condizioni
Si osserva inoltre quanto segue:
a) ogni catena di quote 2 costi
imo numero di vettori-quota possibile; si ot-
tiene cost tna catena minima di quote da cui si
ricava, pet ogni pezzo, una sola quota funzionale;
3) per oftenere una catena minima di quote
si parte da una superficie terminale ¢, attraverso
le superfci d’appoggio, si raggiunge Paltra super-
ficie terminale; le superfci d’appoggio sono quelle
che consentono il posizionamento delle superfict
terminali;
¢) la quota funzionale da indicare sul disegno
di ogni pezzo & quella che appartiene alla catena
minima di quote sopra definita.
‘Nell’esempio di Tav. 1.16 non si sono conside-
rate le quote diametrali che sono senz'altto quote
funzionali quando individuano un accoppiamento.
1.3.2
Condizioni d'impiego e quotatura funzio-
nale (Tav. 1.17)
Si vuole ora approfondire, mediante un esem-
pio, Tinfluenza della condizione d'impiego sulla
‘quotatura funzionale,
T due disegni dV'insieme delle figure 1.50
1.51-a rappresentano due esempi di impiego dif-
ferenti di uno stesso pezzo 1.
Nel primo caso il perno 1 & accoppiato al pezzo
2 ¢ premuto dalla piastra 3 da uno spingitore 4.
Lanalisi funzionale permette di concludere che:
— le superfici terminali di 1 di 3 sono super-
fici di contatto; verso destra deve esistere un gio-
co del perno I rispetto al pezzo 2;
— Ia superficie terminale del diametro interme:
dig del perno 1 non deve sporgere verso destra
dal pezzo 2;
— Ia superficie terminale del pero 1 deve spor
gere verso destra dal pezo 2 ¢ deve essere a con-
tatto con la piastra 4,
Nel secondo caso il perno 1 & accoppiato al
pea 2 e temuto premuto’ verso destza dalla pis
stra 3.
L'analisi funzionale dice che:
— Ia testa del perno 1 viene bloceata tra Ia pia-
stra 3 ed il corpo 25
— Ia superficie terminale del diametro intermedio
del pemo 1 non deve toccare la superficie’ termi-
nale del corrispondente foro nel corpo 2 per evi-
tare vincoli supplementaris
— la superficie terminale del perno 1 non deve
mai sporgere verso destra dal pezo 2.
La conelusione di queste due analisi funzionali
porta a stabilire, per uno stesso pezzo, due quota-
ture differenti come mostrano le fig. 1.50¢, 1.51-
13.3
Quotatura funzionale @ tolleranze
(Tav. da 1.18 a 1.20)
Una volta stabilita la catena minima di quote
bisogna assegnare ad ognuna di esse la tolleranza
pitt ampia possibile compatibilmente con Vattitu-
dine allimpiego di un determinato particolare.
Si ricorda che la tolleranza del gioco & sempre
Ja somma aritmetica delle tolleranze delle quote
componenti,
Ne consegue che se, come deve essere, Ia catena
2 composta dal minor numero possibile di quote,
Ia tolleranza del gioco andra suddivisa opportuna-
mente fra queste, permettendo cos) Passegnazione
della maggiore tolleranza possibile in rapporto alla
funzione che ogni pezzo deve assolvere (av. 1.18).
In pratica i problemi pit: frequenti che si
presentano sono:
1") noti i valori limite di n quote (A,B,C, ..N)
si devono determinare i limiti della condizione g;
2°) noti i valori limite di ¢ ¢ di (n — 1) quote si
devono calcolare i limiti della quota rimanente;
3°) noti i valori limite di ge di (n — 2) quote si
devono calcolate i limiti delle rimanenti due quote.
Le soluzioni dei problemi citati sono mostrate
nelle tavole 1.19 e 1.20, mentre nella tavola 1.18
viene messa in evidenza Jo diversiti tra una
quotatura stabilita senza analisi funzionale © una
quotatura funzionale. Quest’ultimo confronto evi-
denzia come Panalisi di un disegno d'insieme, che
parte dalla conoscenza della funzione di un pezz0
collocato in quell’insieme, ne permetta una quota
tura semplice razionale.
Nel corso degli altri capitoli saranno illustrati
altri esempi di quotatura funzionale.
NOTA: Considerando fa quotatura mostate in fig. 148,
si potretbe pensare, a prima vist, che fe quote espresc dal
‘etoricondiine gf © fy 80 ot sultant tece nel
senso preciso ela ‘a. 316 del vl. Te, vale a die quote
ofan dl una ste dl goote apperscnent wd un solo poze.
a raion & co pec cota nae
‘ogni eauena di quote & minima e, per ogni condzonc, vi & ura
sols qua fantom.QUOTATURA FUNZIONALE
Ricerca della quotatura funzionale nominale
IN
TAVOLA
116
Fig. 1.47 - Disegno d'insieme di applicexione di um perno di
ceniratara
‘Analisi front:
1) ta condcone deve elominare periclo di vineolo ape
lementare tt peed @ ¢ Os
2) le condision! ty € 6 sora quelle ce garatscono unas
cura immobiltsion, con vite 2 dao, del pezxo @
3) la condcione ty deve eininae 1 pevcelo di vinclo tp.
Plewentee tra peri @) ¢ @
A,
pa
Lo» 4} ©
Big. 149 - Quotatura juncionale dei tre pexti Q, @s @: Nelle figure 1.48 a), b), c) € ), le quote det perso @ sono racchse
fn cerchiewi.
! 7
CO Ah 7 »
Fig. 148 - Le condidion! funcionali sono quelle che risultano delfanalist esposta in fig. 147 € somo indicate dai [Link]-
lone Bi, kr By Bu che basno per convenrione sempre verso positivo. La prima quote della catena ba Vorigine coincidente con
origine dl opt! vetiorecondizione, parte ciot dalla superficie terminale St che ste pik a sinstre (0 pi in basso se le quote sono
disposte verticalmente). Hsza indica la dimensione esistente tra detia superfcio terminale © ta prima superficie di eppossio Sa
Le altre quote vanno poi segnate di segui, sempre rappresentandale com veltori che wanna da und cuperfcie di conttto alla
tra, fiscb8 Vedtima chinde ta catena sulla seconde supertcte terminale St
y
IN
be
”
» AZZ,
oe
2829
QUOTATURA FUNZIONALE
TAVOLA
Confronto fra due condizioni d'impiego di uno stesso pezzo e quotatura funzionale 147
a
oe?
a
°
50. Primo esempio di applicacione del porto
tre condicion! relative sono espresie sraicamente dal vet
torkcondizione $83 € 8. Stabilendo per ogni condicione la
‘atena minima di quote st ottengono le catene rappresentate
dalle quali si rcaoa infne 1a quotatura furrionate del perno
3
©
i
a
e
©
Fig. 1551 - Secondo esempio di applicazione del pero @
HW confronto fra te due quoteture funzionali mostra con suf-
ficiente evidenza come le condizion! 2'impiega tnfluenzing ta
quotatora‘QUOTATURA FUNZIONALE
Confronto tra quotatura non funzionale © quotatura funzionale
gO]
“Fi
”
TAVOLA
148
Tie 152 - La condone funiondle & che tra i
peti 1 3 vi ia un gioco = 079°. La condiione
2 sata ingronite ford sala
@
ig, 1.53 - Quewa quotature ignore completamente Vatitudine allimpicgo dei pert.
Fig. 154 - La quotatura stabilia in precedenza
Intiteisce it gioco funcionale traite sette quote:
Wwe tat tet tot bot yt tp + t= 030mm
La cetona di quote now 8 quella sini. La tlleran-
a stabilita y= 0+ 99 v0 riparrita quindi ou sotte
quote ¢ quindi si raggiungeronno vslori cos) piccoli
da rendere antieconomica la succesiva fabbriectione,
Fig. 155 - Con Vindicecione della ctena minime di
Tes ae sitive I loco homdonde, qnesie coe
porta una sola quota funzionale per ogni pez. La
esta tolleranza di loco vene suddivisa ea tre quote.
tg tet xt fy 0,30 min
La solucione, per Vnsieme dato, 2 ralonale ed eco-
nomicamente possible.
Tnfatti # perso al quale pad essere assegnate la
tollerance pid piccla, percbé pir facitmente reais
able, 2 quelle avente la quota D. Una volta asceqnati
@D i liniti max. e min. sara face doterminare 1
limité delle quote Mi ed N col metodo iluarato nella
tava sucessog
foe
®
3031
QUOTATURA FUNZIONALE TAVOLA
Calcolo delle tolleranze nelle catene di quote 1.19
Fig. 156 a) - Insiome di us'articolasione ciindrica: te condi-
ioni funcionali longitudinale © trasversale sono fortemente
Ingrantite per elder | oh yt
“A IN
rm
® 7
aa Fig. 1.56 b) - Assegnando alle quote e ai giochi le opportune
i or tolerance ot otermna due cathe une per me. @ tna Per
cae
< Si rcenno allo dae equation
bs a
ae eae Kain
» Aa Sotraendo menbro « membro rode
‘ymex — gy min = Amex ~ Amin +B max —B min
code tt te
1° problema tipico:
determinare i limiti di gz noti che siano i valori limite delle quote componenti C e D.
‘Si supponga che V'articolazione cilindrica sia realimata con un accoppiamento H8/47. Si determinino i limisi
del gioco ga. Esempio:
caae p=2ee(*3*)
Si avsd allora
Dimax — C min = 28,033 — 27,959 = 0,074 mm
Dmin—Cmax = 28 ~ 27,980 = 0,020 mm
tga = to + ty = 00021 + 0,033 = 0,054 mm
La quota gs pud essere espressa cos: ee= 0% Guat
2° problema tipieo:
deternainare i limit della quota B conoscendo g: ¢ A.
Bsempio: +030 03s
m=0F0 = Aamo
La quota B si caleola nel modo seguente:
Buin = A max — gi max = 28,15 — 0,30
Amin —gimin =28 —0,10
ty = tg — ta = 0,20 — 0,15 = 0,05 mm
La quota B si pud scrivere cos:
27,85 mm
27,90 mm,
Bmax
In questo caso & necessario verificare che la tolleranza del gioco sia maggiore della somma sxitmetica delle
tolletarie delle (n — 1) quote note: tg > Et (n— 1), alttimenti il problema non & risolvibile. NelPesempio
scelto appare chiaro che tgi > ta. Se fosse tg < ty la tolleranza di B, ciot tw, sarebbe < 0 ¢ la quota B non
sarebbe caleolabile.
NOTA:
H vettorecondiione g, del 1° problema tipico e la quota B del 2° probleme nan soao quote risultanti nel senso precsato nella
‘Tay. 3.16 del val. 1 clo’ vioultanti di una serie di quote appartenenti ad un solo pez. In questo avo si tata invece di pit pezzi
‘coppiati fra loro €, ad ogni condizione corrisponde sn peazo na sla quota funzionale, coe] da formare ana catena minima di quote
(s09u0)‘QUOTATURA FUNZIONALE TAVOLA
Caleolo delle tolleranze netle catene di quote {conciusione) 1.20
—— Fig. 137 a) - Insieme di calibro scomponibile: sono mortrate
I a) 4a condicione funzionale longitudinele e la relation quotatura,
Ben
com, ee Fig, 1.57 b) - Le due equacioni fondamentai sultan:
ten gma = Cmax — (Amin + Bmin +D min)
ee gmin = Cmin —(Amax + Bmax + Dae)
onin.,|
» fa
3° problema tipico:
sono noti i valori limite di g ¢ di (n — 2) quote e si devono determinare i limiti delle due quote rimanenti
Affinché fa soluzione sia possibile bisogna verificare che ta tolleranza del gioco sia maggiore della somma arit-
metica delle tolleranze delle (n ~ 2) quote delle quali sono noti i valoti limiti, Cid si esprime nel modo
seguente: tg > Dt
Risulta perd impossibile calcolare i limiti incogniti delle due quote. Infatti mentre le equazioni fondamentali sono
due, le incognite sono diventate quattto (ciot i valori limite max. ¢ min, delle quote rimanenti)
Bisognera allora fisare altre due condizioni:
1°) fare in modo che, per una delle due quote di cui sicercano i limiti, i valore massimo (o quello minimo)
ccoincida con Ia quota nominale;
7) tener conto che la somma delle olleranze delle due quote in questione & pari alla differenza tra Ia tolleranza
del gioco e la somma delle tolleranme delle quote i cui limiti sono noti
+060 +020 pos
Esempio: = 5+ 010 = 154 0,10 B= 184010
Sono da calcolare i limiti di C = 58mm e D = 20mm,
Le tollemanze note sono: t¢=0,50 4 =0,10 ty = 0,05
Si vetifica immediatamente che tg > E tn — 2)clod tg > ta + tx poiché 0,50 > 0,15
Dalltequazione: tg = ts +te-+ to+ tp si ticava to + t= tg —(ty + ts) = 0,50 — 0,15 =: 0,35 mm
Questo valore pud essere sipattito casi: ty=0,30 tp=0,05mm,
Si prenda 20 come valore massimo per Ia quota D la quale diventa: D=20—0,08,
B possibile ora calclare i vali limite per la quota C:
fg mex = Cmax ~ (A min + Brin + D min)
daccui Cmax = 5,60 + 15,10 + 18,10 + 19,95 = 58,75 mm
g min = Cmin—(A max + Bmax + D max)
Coin = 5,10 + 15,20 + 18,15 4+ 20 = 58,45
07 °
Risulta infine: C= 58+ 045 D=20-005
3214 - Cenni sulla quotatura di fabbricazione crv. da 1.21 « 125)
La fabbricazione di qualsiasi particolare mec-
canico richiede all'Uficio Studi e Progettazione
la definizione del prodotto tramite il disegno di
prodotto finite (UNI 4820). La quotatura relativa
& quella funzionale che esprime le esigenze a cui
deve soddisfare il pezzo (funzionalita) ¢ non vin-
cola la fabbricazione del prodotto stesso. L’Ufficio
Metodi, per mezzo dello studio di fabbricazione,
sceglierd il procedimento esecutivo pit: vantaggioso
dal punto di vista tecnico ed economico. Lo studio
di fabbricazione viene riassunto, a soa volta, nel
ciclo di lavorazione che & il documento sul quale
sono indicate le decisioni prese nel corso dello
studio stesso,
‘Questo argomento & oggetto della conchusione
del ¥* volume,
Uno dei principi generali che riguardano la
fabbricazione di serie deve essere tuttavia antici
ppato per quanto riguarda In quotatura:
— i pezzi di una serie devono essere posizionati
sempre nello stesso modo tispetto al sistema di
riferimento ¢ agli utensili, per ogni singola ope-
razione.
Gio durante ogni opermzione il peo va
nato rispetto all’utensile, scegliendo con at-
tenzione gli clementi di riferimento (superfici, assi,
ec.) in modo da rendere cost pit rapida e pid.
precisa la produzione.
Le figure da 1.58 a 1.62 mettono in evidenza
le quote di fabbricazione © come esse siano defini-
te dalle distanze che separano le superfici di rferi-
mento dai taglienti degli utensil,
144
Trasferimento di quote (Tav. da 1.22 a 1.25)
Le quote di fabbricatione possono essere ot-
tenute come semplice esecuzione di quote funzio-
nali: in questo caso quote di fabbricazione e quote
funzionali coincidono. Oppure si ticavano in-
direttamente dalla quotatura funzionale mediante
un trasferimento di quote. E cost che PUficio
Metodi determina le quote che servono alla fab-
bricazione e che non eoincidono con le quote fun-
zionali.
UI trasferimento di quote “assolute”, clot
prive di tolleranze, non pone nessun problema
(fig. 1.63). In pratica perd le quote sono munite
di tolleranze.
La fig. 1.64 presenta tre casi differenti di
quotatura funzionale di trasferimento di quote
con le relative procedure di calcolo, Un metodo
pratico e rapido di trasferimento & illustrato in
fig. 1,65,
La fig. 1.64 indica i casi di possibilitd e di
impossibilita di soluzione del problema del tr
sferimento. Tuttavia Voperazione pud essere res
possibile se si modificano le tolleranze funzionali
(fig. 1.66).
In tutti i problemi di trasferimento Ja quota
di fabbricazione, che ne & il risultato, presenta
sempre una zona di tolleranza pit piccola di quella
della tolleranza da trasferire. Cid significa aumento
dei costi di produzione: ® per questo che i ua-
sferimento di quote deve essere limitato ai casi
veramente indispensabili, soprattutto quandoil pro-
blema si iferisce a quote con tolleranze ristrette
Nella Tav. 1.24 & rappresentato un esempio
pit complesso di trasformazione per due operazioni
successive (denominate op. 30 ¢ op. 40) con i rela-
tivi calcoli per i trasferimenti di quota dove questi
sono necessari,
Va chiatito che, al collaudo di sccettazione,
Ie quote che vanno controllate sono esclusivamente
Te quote funzionali
Tnfine la ‘Tav, 1,25 mostra altti due esempi
di trasferimento,QUOTATURA DI FABBRICAZIONE
TAVOLA
1.21
tress a dace «te tol
nt
quis 6 que
wii > ‘aon
e é
ie 8
IB glk
iE ie
.
AY 2
K16
Z
<
Z| DALES.
138 - I due esempi mostraso soluciont schematicke del problema di posiconamento ¢ di fixeggio dei peri. Dalla post
lone reciprocs delle superici di rierinento SR. ¢ del uglicnsl desi utensil derivano le quote di fabbricaxione 0 quote laverate
Fig. 159
Fig. 161
NOTA:
AE significa quote di fabbriceione
|B rappresents la forza di bloceaggic:
Yj | ie
XX
‘Fig. 1.60
Pig. 1.62
Le supenick segnate con tratto ingrossato rappresentano le lavorezioni eseguite (con asportasione dt racist).35,
QUOTATURA DI FABBRICAZIONE TAVOLA
‘Trasferimento di quote 1.22
LL 9
@ @
Fig. 1.63 «IL tasferimento di quote “assolute”, ciod prive di tollerenze, non pone alcan problems, Le quotature @ @ ¢ @ somo,
in questo caro, perfettamente equivalent. Si trite dé un problema puramente ideale e si asserea che, delle tre quotature considerate,
soltanto la @) rimene uguale 0 quella di partencs
ps jo —+ 8
quote a) 8 | [ Lo. |
ithaatione ‘ :
quotas A vom emer €
Anas = Coss + Bree Cos = Amex ~ Bain
Cain Ante ~ Bane
Cause Cots = Amex Arata * Baer Bats | Bane ~ Bats = Amex ~ Amin + Coa Casa
ae Gacy Coae erase
ite etree dite
woteemw [Gewrul|meene [weary
Fain Sadi
ar a> nta o=0 eto tate o> 0 a it > 0
5 joins nies Teme poses T nbjoit poles
aS ta ri to 0 ta lala ty <0 tata ri <0
w eee WT eSfeinbds' pte Wf ee
Breapi: o—_) Bempio | Bemio a
per A404! ¢ Ra is-Ut per C=2t8® eo Bais-ht per A=402005 ¢ Bais~be
i irsferento& pole ercsé: | irasfermento ®rst pre 1 masferineto pole perbé:
ut te ta ou
Geax = Aman Buu = 40,115 = 25,1 Coax + Bata Bo 005-15 =25,05
Ca ae Bee 99 tapas = Bo 999514829053
Cast! caas ths
pe Anwotee e Batshs oto! Per A= M0008 Ba ys-ht
& asferimento 2 tcarcanente opus | i taserimesto 2 tearcamente ipoa | 1 raserimeno ? tewicenente ‘pox
Bie phe ty tn ore raleebbe: | Bie pre: tg = ty perc enltrebbe: | Tie perche: ig ta pero rire:
eno ° wed
Fig. 1.64 - Ezempi di trasferimento di quote funsionali in quote di fabbricarione
Lr samma delle telleranze delle quote di fabbricscione 2 uguale allo toleraraa delle quota tasfvita. It tasferimento & possibile
quando:
1) le tollerame delle quote funzionali sono diferent tra Toros
2) be tollerance delle quote trasferta 2 te pi grande delle de.
Se queste condition’ mom si verificano it trasferimento 2 tecricamente impossbile 2 meno di modljcare 'e tollerenge delle quote
farcionali
(segue‘QUOTATURA DI FABBRICAZIONE TAVOLA
Trasferimento di quote (conchusione) 123
aE
totam tot ty Gerad tutte
decal: = ut da cult te= to = ty a
Simex= Aman Caan Bex ‘timex = Cex = Anax— Ban mex = Bmax = Ara — Can
quod: Come Aman Bras ‘quindi: Amax™ Cans + Bata ‘qvindl: Cmia = Amar Bree
©: Grin Ann Bn e:Amin= Can + Bae Cama = Ain — Brie
ig. 165 - Un metodo pratico per eseguire il trasferimento consiste nel vapprecentare {a catena di quote in cui @ rappresenti la
‘quota da sostituive, Ricordando quanto detto sulla quotatura funvionale ¢ clo’ che fa tll. della condicione g 2 upuale lla somma
delle tllerance componcnti la catene, ¢ rammentando altres} le relacioni esstenti fra vetorecondizione e [Link], #!potsono
sovivere Te uguacliance sopra indicate,
30?
ae
4 BY ane?
at an
LI ®
» mt ®
= a-| -24
La 4 o~ #2}
otters fionde ——quottura di ebbriccione
Fig, 1.66 - Sosttaione di una quote di fobbriceione C ad una quote furionale B quando tyPotrebbero piacerti anche
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