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1 Introduzione(non mi saltare!!

): Questo riassunto stato effettuato sul testo del professor Gai del 2009 Lineamenti di Gestione Bancaria Il riassunto NON ricomprende TUTTO il libro, alcune parti sono state saltate; ossia le pagine: Da 32 a 53 87-103 142-144 193-207 227-233 313-314 367-371 Le pagine sono state saltate in quanto stata data indicazione ai frequentati di non fare questa parte; mentre i non-frequentati devono farla, quindi se date lesame da non frequentati con il professor Gai necessario fare anche quelle pagine. Ci abbiamo sputato sopra sangue ragazzi su questo riassunto, spero vi sia utile quanto lo stato per noi due(rispettivamente 26-27 allesame)[07-07-2009]. p.s. anche altre pagine sono state saltate in effetti, ma sono annotate e nel 90% dei casi sono solo per schemi e simili(inutili da riassumere).

1. Regolamentazione e Istituzioni
1.1 ragioni, obbiettivi e strumenti della regolamentazione e della vigilanza sul mercato bancario e finanziario. La regolamentazione coinvolge vari aspetti del mercato(pu riguardare il grado di competizione, la tutela e lincoraggiamento dei piccoli investitori, etc.) La principale preoccupazione che spinge alla regolamentazione il contrasto tra natura delle passivit bancarie a breve(in particolare i depositi) e quella delle attivit a lungo termine(in particolare i finanziamenti) che implica un rischio di default superiore a quello di altri settori; ci comporta che: 1. Il collasso di unistituzione causa il crollo di fiducia dei depositanti(ergo code agli sportelli[bank runs] e il potenziale contagio di tutto il sistema, grazie soprattutto alla diffusione dei prestiti interbancari) 2. L efficienza di uneconomia moderna viene incrementata dallo sviluppo del suo sistema finanziario. 3. La salute del sistema creditizio necessaria(sia per il sistema finanziario che per quello economico in generale[in particolare quello italiano che si dice bancocentrico). Vi una divergenza di opinioni in dottrina, in merito alla regolamentazione: Alcuni sostengono che la regolamentazione non porta benefici e che i problemi di market failures and imprefections non sono cos seri da giustificarla. Altri sostengono che la regolamentazione impone costi superiori a quelli che si

2 vorrebbe eliminare; tali costi sono sopportati dai risparmiatori. Altri ancora sostengono che i veri interessati alla regolamentazione sono le imprese finanziarie che cercano cos di abbassare la competitivit del settore. Daltro canto(come afferma Daw) i sistemi finanziari sono suscettibili di periodi di instabilit. Secondo Llewellyn vi sono tre elementi comuni che caratterizzano le crisi finanziarie: o o o Una scarsa struttura di incentivi. Management e sistema di controlli inadeguati Regulation, monitoring e supervision inefficaci.

Le teorie a favore della regolamentazione si basano quindi sul concetto di marketfailure1. Lassenza di regolamentazione comporta quindi un sistema economico che produce risultati sub ottimali con riduzione del benessere dei consumatori.

Il compito della regolamentazione devessere quindi di identificare e correggere le imperfezioni e i failures del mercato. Si sostiene per che la regolamentazione produca: 1. Moral hazard: comportamento contro produttivo degli agenti, che si assumono rischi maggiori di quanto non farebbero normalmente e rendono lintero sistema meno stabile e sicuro. Tale comportamento viene provocato dalla volont dei governi di creare delle reti di salvataggio(in particolare generano tali circostanze: il prestito di ultima istanza, lassicurazione sui depositi e gli schemi di compensazione) 2. Acency capture: rischio che il regolatore sia influenzato dal regolato a causa delle sue capacit di lobbying superiori a quelle del beneficiario della regolamentazione. 3. Complicance costs: sono costi per conformarsi alle regole che vengono scaricati sui consumatori. Inoltre implicano n aumento delle barriere dingreso/uscita dai mercati rafforzando le posizioni di monopolio e i cartelli. Possiamo quindi capire che la regolamentazione costosa, ma per necessaria; per questo dobbligo decidere quanta e che tipo di regolamentazione produrre, tenendo presente 3 importanti obbiettivi. 1. Assicurare la stabilit del sistema<stabilit macro e micro> :

Interferenze che il mercato perfettamente concorrenziale pu subire a causa di monopoli,oligopoli, esternalit, scarsit di informazione e asimmetrie informative. Le asimmetrie informative possono compromettere la relazione fiduciaria tra risparmiatore e intermediario(alla base dellintermediazione stessa)

3 a. Garantendo la stabilit degli intermediari; cio controllando la solvibilit e la liquidit al fine di proteggerne i clienti. Questo obbiettivo coinvolge: i. il credito(attraverso strumenti di secured ed emergency credit)

ii. Il rimborso delle perdite sofferte(assicurazioni sui depositi, schemi di compensazione) iii. Vigilanza prudenziale(controlli strutturali, restrizioni delle attivit e delle partecipazioni detenibili .. etc.) b. Controllando lofferta di moneta e la stabilit dei prezzi(che implica il controllo sulla natura fiduciaria del denaro per salvaguardare la macrostabilit del sistema). La macrostabilit coinvolge la politica monetaria e viene implementata attraverso le operazioni di: i. Mercato aperto ii. rifinanziamento 2. Proteggere gli investitori dalle asimmetrie informative che caratterizzano i contratti finanziari(frodi, negligenza, etc.)<trasparenza>; deve cio dare la possibilit agli investitori di valutare la reale qualit degli strumenti finanziari, assicurando: a. un informazione trasparente e affidabile

b. La correttezza degli operatori. A tal fine importante il controllo sui mercati; la corretta trasformazione delle informazioni in prezzi infatti dipende dalla micro struttura delle piattaforme di scambio. Altri aspetti rilevanti di questa forma di regolamentazione sono: La control function: consiste nel distribuire le istanze residuali sui beni di unazienda con norme di diritto commerciale e fallimentare Disciplina del mercato per il controllo: attuata con norme di corporate governante affidate a: o o Autoregolamentazione Disciplina commerciale.

3. Rimuovere gli ostacoli alla libera concorrenza per permettere lefficienza allocativa e produttiva in tutte le componenti del sistema finanziario(intermediari, strumenti e mercati)<competitivit>. I mercati finanziari non sono sempre capaci di raggiungere la libera concorrenza autonomamente, a causa della natura dei servizi che forniscono o di asimmetrie informative. Per questo servono regole che permettano di prevenire cartelli o abusi di posizione dominante(vietando ex post fusioni che favoriscano gli oligopoli, etc) (tabella 1 pagina 22)

1.2 Evoluzione della regolamentazione bancaria in Italia. 1.2.1 Testo unico bancario: la genesi. La redazione del TUB a livello normativo ha seguito diverse tappe:
1. Recepimento della prima direttiva CEE con legge n.74 del 1985 e conseguente DPR 350 del 1985 2. Attuazione della direttiva comunitaria in materia di vigilanza su base consolidata con legge 114 del 1986 3. Legge amato sulla ristrutturazione della banca pubblica e sul gruppo creditizio con legge 218 del 1990 4. Provvedimenti antiriciclaggio con i quali vennero disciplinati gli intermediari finanziari legge 197 del 1991 5. La normativa sulle banche popolari legge n. 205 del 1992 6. La regolamentazione della trasparenza delle operazioni bancarie e finanziarie legge 154 del 1992 7. La regolamentazione della trasparenza del credito al consumo legge 142 del 1992 8. Recepimento della seconda direttiva CEE 86/646 e conseguente D.lgs. n 481 1992

Esiste un altro livello per, quello delle norme sub primarie, con cui la banca dItalia, sfruttando la flessibilit e il tecnicismo della lege bancaria del 36-38 ha assunto decisioni di enorme portata a livello meramente amministrativo, realizzando una vera e propria rivoluzione silenziosa del settore. Da qui la necessit di effettuare unopera di revisione tra vecchie e nuove leggi; tra laltro la necessit del TUB nasce anche da: 1. Il crescente grado di apertura e di concorrenza dei mercati. 2. La sempre pi pronunciata innovazione negli strumenti e nei negozi finanziari. 3. E la prospettiva dellunione economica e monetaria. Nel 1993 con il D.lg n.385 nasce il TUB, composto da 162 articoli che cancellano gli oltre 130 provvedimenti legislativi e 1400 articoli che disciplinavano in precedenza la materia. Il TUB oltre che semplificare e razionalizzare la disciplina, modifica la disciplino con la collaborazione del D.lgs n.481 del 1992. Tale processo di evoluzione normativa port ad una regolamentazione non pi strutturale(potenzialmente lesiva della libert di impresa), ma prudenziale(amica del mercato). Ricapitolando quindi: Le problematiche a catena nel sistema bancario costrinsero le autorit pubbliche ad intervenire, mediante unoperazione di salvataggio il cui culmine si raggiunse con la costituzione dellIRI, ente al quale vennero trasferiti i pacchetti azionari delle grandi banche in crisi; questo comport che la regolamentazione bancaria subisse una concezione statalistica, per poter evitare che si ripetessero i tragici errori compiuti nel periodo della banca mista Qualificare la raccolta del risparmio e lesercizio del credito funzioni di interesse pubblico, indipendentemente dalla forma giuridica e dalla natura del soggetto economico delle aziende e degli istituti di credito configur le banche come

5 istituzioni chiamate a conformarsi a criteri e regole tipicamente politico-dirigistiche che spesso perseguivano esigenze di politica economica. Inoltre lassenza di previsioni che esplicitassero le finalit dellattivit di vigilanza, permise alla Banca dItalia di piegare gli strumenti neutrali di controllo al perseguimento di qualunque scopo come: Stabilit Efficienza obbiettivi di politica monetaria programmazione economica

Venne poi codificata una divisione del territorio tra aziende e istituti di credito, con lobbiettivo di segmentare per scadenze il mercato di credito, al fine di salvaguardare meglio la stabilit complessiva del sistema bancario. Lordinamento creditizio del 36-38 nasce come un ordinamento di settore, creando barriere(legislative e regolamentari) che hanno fatto crescere gli organismi bancari privati delle dure leggi della concorrenza e del libero mercato, facendoli beneficiare di rendite di posizione. Per questo la vigilanza ha contribuito fortemente a creare un sistema bancario ingessato(soprattutto a causa dei criteri di azione prettamente dirigistici) poco abituato alla libert di concorrenza e di efficienza. Dalla met degli anni 70 le autorit creditizie cominciano a preoccuparsi di assicurare lefficienza e competitivit degli operatori bancari, ponendo lobbiettivo di stabilit sistema in secondo piano; per fare ci le autorit sfruttano lelasticit e il tecnicismo dellordinamento, per far subentrare, gradatamente, la concorrenza nel sistema bancario. Avviene cos una rivoluzione silenziosa per mezzo di atti di formazione secondaria con i quali si prendono decisioni di enorme portata e non con provvedimenti legislativi, che arrivano solo successivamente. Tale processo viene denominato anche amministrativizzazione della produzione normativa del settore bancario. Il nuovo orientamento elimina molti vincoli amministrativi, comportando conseguenze rilevanti, tra le quali: 1. La progressiva liberalizzazione delle aperture di nuove dipendenze e dei controlli allentrata. 2. Lestensione della competenza territoriale delle diverse categorie di aziende di credito, attenuando le distinzioni e accrescendo il grado di concorrenzialit interna. 3. Lespansione delloperativit oltre il breve termine per le aziende di credito. 4. Il superamento dei controlli sulla crescita degli impieghi bancari. 5. Lapertura del mercato interno alle principali banche estere. 6. La revisione statutaria; che significa a. valorizzare gli autocontrolli che possono essere inseriti nei moduli organizzativi b. e apprestare strutture che accrescano la presenza dellimprenditorialit bancaria.

6 7. Lespansione nel settore dei servizi finanziari e collaterali allintermediazione creditizia(leasing, factoring, merchant banking, etc.) con la disciplina delle partecipazioni detenibili, per conciliare: a. lampliamento della gamma dei servizi offerti b. con la logica della specializzazione. Ci determina uno sviluppo attraverso una struttura organizzativa di gruppo che, in completa assenza di controlli prudenziali, espone il sistema bancario a pericoli di instabilit. Per colmare le lacune dellordinamento creditizio in materia di vigilanza su base consolidata, il legislatore costretto a intervenire e a emanare una nuova disciplina dei gruppi bancari (D.lgs. 20 novembre 1990). Ma questo diviene solo un palliativo al fatto che gli intermediari finanziari non bancari siano sprovvisti di una disciplina autonoma di vigilanza; comportando una distorsione concorrenziale tra soggetti che svolgono il medesimo tipo di attivit, inoltre la stretta interdipendenza e lunitariet del processo di intermediazione, comportano comunque il rischio sistemico derivante dalla propagazione delle eventuali situazioni di crisi del sistema bancario. Un ulteriore definizione di nuove specializzazioni diviene una soluzione incompatibile con le necessit del sistema; il problema viene quindi risolto estendendo i controlli di stabilit della banca ditalia allintero settore della finanza(legge 5 luglio del 91 n 197). 1.2.2 Dal TUB al TUF. Con il TUB vengono create le condizioni affinch il sistema finanziario italiano si sposti dalle banche verso: le istituzioni e le attivit non bancarie e verso i mercati mobiliari Tale processo viene definito come : passaggio dal sistema orientato agli intermediari(o bank based) ad un sistema orientato al mercao (o market based) Il disegno di riforma avviato con il TUB, si completa con la realizzazione di: 1. Decreto Eurosim: Stabilisce la trasformazione dei mercati mobiliari italiani da soggetti di natura pubblica a soggetti privati, e lascia alla libera iniziativa imprenditoriale la loro istituzione e funzionamento. 2. e TUF: Mosso dal criterio guida della tutela degli azionisti di minoranza, persegue lobiettivo di massimizzare il flusso di risorse che affluisce alle imprese attraverso: a. capitale azionario. b. e il mercato di borsa. 1.2.3. Individuazione delle finalit della vigilanza nel TUB Il TUB comporta un chiaro cambiamento rispetto alla l.b. del 36-38, sia nei principi fondanti che nellimpostazione dellattivit di vigilanza. Il sistema si svincola dalla concezione statalistica, e si valorizza per il suo carattere imprenditoriale e per lautonomia delle scelte di ogni azienda. Gli strumenti di vigilanza sono esercitati secondo la: 1. Sana e prudente gestione dei soggetti vigilati (soddisfa le richieste di certezza degli operatori e garantisce la necessaria adattabilit allattivit di vigilanza [ormai di tipo prudenziale]) 2. Stabilit complessiva 3. Efficienza e competitivit del sistema finanziario

7 4. Osservanza delle disposizioni in materia creditizia Di conseguenza la vigilanza sul settore bancario diviene ben delimitata e si esercita solo sullimpresa e non sul mercato; inoltre essa persegue la stabilit e lefficienza dellente senza essere influenzata dalla politica economica del potere politico. La vigilanza di tipo prudenziale si pu definire come sovrastruttura che pu essere riempita via via delle regole tecniche pi adatte a seguire la mutevole realt dei mercati. Notare bene che il principio di sana e prudente gestione non costituisce un ampliamento dei poteri discrezionali delle autorit di controllo. Essa infatti soggetta a: 1. Garanzie di imparzialit imposte dagli art. 4 e 8 del TUB 2. Obbligo di armonizzare lazione regolamentare con le disposizioni comunitarie 3. Limite imposto dallart. 5 del TUB nel perseguire questi obbiettivi. Di fatti il principio di sana e prudente gestione la prima traccia da seguire per raggiungere la stabilit complessiva, lefficienza e la competitivit e costituisce al tempo stesso un vincolo cui le autorit creditizie devono attenersi e cui gli altri attori possono riferirsi per valutare i provvedimenti delle stesse autorit. Nel TUB possibile rintracciare gli aspetti gestionali cui limprenditore bancario deve fare attenzione: 1. Ladeguatezza patrimoniale 2. Il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni 3. Le partecipazioni detenibili 4. Lorganizzazione amministrativa e contabile 5. I controlli interni Tali aspetti gestionali formano un codice di comportamento per i soggetti vigilati; infatti il criterio della sana e prudente gestione parametro per valutare: I. Il rilascio dellautorizzazione II. La negazione o la revoca dellautorizzazione allacquisizione di partecipazioni bancarie da parte di soggetti operanti in settori non bancari n finanziari; ci avviene quando capo a tali soggetti si costituisce una rilevante concentrazione di potere. III. Lesercizio della vigilanza informativa e ispettiva IV. Lapprovazione di modifiche statutarie V. La realizzazione di concentrazioni bancarie per: a. Fusioni e scissioni cui partecipino banche b. Cessioni di rapporti giuridici a banche E piuttosto chiaro che non possibile svolgere lesercizio del credito finalizzandolo al perseguimento di fini sociali, poich frutto del libero esplicarsi della concorrenza tra attori indipendenti(anche se il micro credito fa eccezione a questo concetto). Solo operatori sani e prudenti possono sopravvivere alla concorrenza e creare un sistema stabile ed efficiente in grado di tutelare il risparmio del pubblico; ci per non elimina la possibilit che si verifichino crisi del sistema. Le gestioni straordinarie e le liquidazioni, rafforzate dalla presenza del fondo interbancario di tutela dei depositi, servono a garantire un corretto bilanciamento tra: 1. necessit di espulsione di un agente in stato di dissesto 2. e lesigenza di salvaguardare le ragioni dei depositanti.

8 E necessario evidenziare che stabilit ed efficienza sono, almeno nel lungo periodo, complementari e non sostituti. Nel breve periodo possono risultare contrastanti, di fatti il perseguimento dellefficienza comporta lespulsione delle istituzioni pi deboli e quindi il parziale sacrificio di stabilit. Ma tocca alle autorit cercare il miglior punto di equilibrio con un ottimale dosaggio del grado di concorrenza. Il sistema bancario si basa sul confronto concorrenziale di imprese indipendenti, con lautorit di vigilanza collocata in posizione di garante massimo del rispetto delle regole di sano e prudente esercizio della professione bancaria. 1.2.4. Dal TUB al TUF: Ripartizione delle competenze tra autorit di vigilanza. La legge bancaria era ispirata ad un modello di vigilanza onnicomprensivo; di fatti i controlli sulle istituzioni creditizie e sui mercati mobiliari erano di competenza delle medesime autorit. Il sistema ideato nella met degli anni 70(1974 per la precisione), si fonda su un modello di vigilanza di tipo ibrido; infatti la vigilanza viene indirizzata alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilit complessiva, allefficienza e alla competitivit del sistema finanziario. Gli obbiettivi di trasparenza e correttezza per vengono demandati al titolo IV, come per evidenziare che essi siano meno importanti; solo con la legge comunitaria del 94 e con il TUF si distingue tra controlli diretti a tutelare la stabilit degli intermediari e controlli diretti a favorire la trasparenza(ci implica che il legislatore si sta spingendo verso un modello di vigilanza per finalit). Il TUF rappresenta per gli intermediari quel momento di sintesi normativa che il TUB era stato per il sistema bancario. Esso chiarisce la ripartizione delle competenze tra le autorit di vigilanza assegnando alla banca dItalia le responsabilit relative al contenimento del rischio e alla stabilit patrimoniale attribuendo alla CONSOB le responsabilit in merito a trasparenza e correttezza dei comportamenti In merito ai mercati la questione pi articolata; Alla CONSOB si affidano le finalit di: 1. Trasparenza 2. ordinato svolgimento delle negoziazioni 3. tutela degli investitori 4. per quanto riguarda i mercati non regolamentati le vengono affidate la maggior parte delle competenze purch senta preventivamente il parere della Banca dItalia in materia di: a. scambi allingrosso di titoli obbligazionari pubblici e privati(diversi dai titoli di stato) b. Scambi di strumenti del mercato monetario e di strumenti finanziari derivati su: i. Titoli pubblici ii. Tassi dinteresse iii. valute Alla BI, in tema di mercato allingrosso si affidano i compiti di: 1. assicurare lefficienza complessiva del mercato

9 2. lordinato svolgimento delle negoziazioni(questultimo si sovrappone parzialmente alle competenze di CONSOB). E interessante notare che le finalit di vigilanza sulle societ di gestione accentrata, non vengono ripartite tra le due Autorit; ci genera perplessit interpretative, superabili solo facendo leva su norme precedenti. Questultimo punto, evidenzia come il modello di vigilanza per finalit non ancora stato completato. Ci comporta che gli operatori, si possano trovare soggetti per alcune delle loro attivit a diverse autorit di controllo e fonti regolamentari; di conseguenza si rende pi costosa e complessa la complicance(complns) degli operatori nazionali rispetto a quelli esteri, e non si assicura la certezza del diritto n per gli intermediari n per i risparmiatori. Ad esempio: gli obblighi informativi relativi alle sollecitazioni allinvestimento a seconda che provenissero da un SPA privata o da una banca o da unassicurazione, dovevano essere o meno accompagnate da un prospetto informativo Un altro aspetto critico, normativamente irrisolto, quello di vietare che le emissioni che le emissioni riservate ad investitori istituzionali possano essere trasferite al pubblico dei risparmiatori( per evitare situazioni simili a quelle del caso CIRIO). Possiamo quindi affermare che la legge sul risparmio abbia: 1. posto rimedio a numerose storture esistenti 2. abbia ridotto le incoerenze del sistema di allocazione delle competenze a. rafforzando i poteri di CONSOB(trasparenza dei prodotti finanziari) b. rafforzando i poteri di Antitrustper ci che riguarda le: i. operazioni di acquisizione ii. operazioni in materia di intese restrittive della concorrenza e di abusi di posizione dominante nel settore bancario. Permangono comunque delle incoerenze di fondo di un sistema che tenta di attuare la vigilanza per finalita, mantenendo in vita due autorit(ISVAP E COVIP) i cui compiti sono stati via via erosi senza che essere totalmente riallocati nelle tre autorit principali. Questultima circostanza stata solo parzialmente affrontata con lindividuazione di forme di coordinamento attuate mediante: a. protocolli di intesa b. comitati di coordinamento c. e vietando lopposizione del segreto dufficio tra le cinque autorit(CONSOB,BI,COVIP,ISVAP e Antitrust); ma solo una revisione coerente dellassetto di vigilanza potr mai dare coerenza a questa situazione. 1.3 La Vigilanza: il sistema delle autorit di controllo sul mercato bancario e finanziario. 1.3.1 Banca dItalia Origini storiche: La BI nacque con la legge n.339 del 10 agosto 1893, mediante la fusione di 3 banche: Banca Nazionale

10 Banca Nazionale Toscana Banca Toscana di Credito Fusione che aveva per oggetto un capitale di 300 milioni di lire. La sua posizione di rilevanza sul panorama economico nazionale le portarono diversi risultati: 1. Le venne affidato lonere di liquidare la Banca Romana 2. Le vennero attribuiti i primi compiti di vigilanza 3. Strinse rapporti sempre pi stretti con il tesoro Con il tempo inoltre la BI svilupp una grande capacit di penetrazione nel sistema economico-produttivo, ma fu solo con la legge bancaria del 1936-38(risultato normativo della grande crisi del 29) che la BI fu dichiarata istituto di diritto pubblico, formalizzando anche giuridicamente le sue finalit pubblicistiche(come lesercizio del servizio di tesoreria statale, etc.). La BI divenne vero e proprio organismo di vertice del sistema con lassegnazione del ruolo di prestatore di ultima istanza nei confronti delle aziende di credito e con listituzione del divieto di effettuare finanziamenti diretti alleconomia privata. Assetto istituzionale: La BI un istituto di diritto pubblico con capitale di 300 milioni di lire suddiviso in quote nominative di partecipazione(1000 lire ciascuna) distribuite secondo la tabella 2 di pagina 36. La l.b. aveva previsto che le quote potessero appartenere solo a istituti a soggetto economico pubblico; con la legge del 92 sono state inserite le societ per azioni esercenti attivit bancaria, stabilendo che in ogni caso che il 50%+1 delle quote debba essere posseduta da enti pubblici, direttamente o indirettamente(da societ la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto posseduta da enti pubblici.). Si potuto assistere ad una previsione di legge che voleva ripristinare in parte la situazione pregressa, ma essa non ha avuto alcun seguito, pertanto lasseto proprietario rimasto finora inalterato. La BI, nonostante non rientri nella categoria degli enti pubblici o degli enti pubblici economici, ricade sotto la sorveglianza del ministero delleconomia. Accanto agli elementi pubblicistici della BI ve ne sono alcuni di tipo privatistico, che fanno della BI un ente del tutto particolare, al di fuori dei comuni schemi. Tra gli elementi di tipo privatistico possiamo ricordare: 1. La forma di SPA 2. Struttura e organi simili a quelli previsti dal Cod. Civ. per lo schema societario. 3. Lo svolgimento della sua attivit allesterno solo mediante atti di diritto civile o commerciale. 4. Lassenza di controllo della corte dei conti 5. La mancata partecipazione dello stato al suo capitale; con la presenza allinterno del capitale di soggetti privati. Assetto Organizzativo: La banca dItalia retta dai seguenti organi: 1. Assemblea generale dei partecipanti: essa possiede poteri simili a quelli dellassemblea degli azionisti di una SPA, ma in realt lassemblea poco pi di una mera parvenza. Essa si riunisce annualmente in sede orinaria lultimo giorno lavorativo del mese di maggio per: a. Approvare il bilancio b. Autorizzare la ripartizione degli utili e il pagamento del dividendo(gi deliberato dal consiglio superiore)

11 c. La nomina del collegio sindacale, la fissazione dei compensi per i funzionari, etc. d. Leggere le considerazioni finali (lette dal governatore); tale documento uno di quelli di maggior rilievo per gli attori presenti nel sistema; di fatti mediante tale documento possibile dedurre: i. Il rigore delle analisi ii. Gli orientamenti programmatici di politica economica e monetaria. iii. Gli indirizzi futuri in materia di attivit di vigilanza sul sistema bancario e finanziario. 2. Consiglio superiore: composto dal governatore e da 13 consiglieri(nominati dalle assemblee dei partecipanti periferiche[presso le 14 sedi periferiche vengono convocate periodicamente le assemblee dei partecipanti periferiche con il compito di eleggere ciascuna un consigliere superiore(salvo Firenze e Livorno che ne eleggono uno soltanto)]). I consiglieri rimangono in carica 5 anni e sono rieleggibili. I poteri del consigli sono assimilabili a quelli del CdA di una SpA. Lo statuto e la prassi operativa delineano tutta la sfera di decisioni gestionali della Banca intesa come azienda, negando al Cons. Supp. decisioni in merito alle funzioni pubblicistiche della banca. Il consiglio nomina( su proposta del Governatore) il direttore generale e i tre vice direttori generali; inoltre rinnova o revoca(per i motivi previsti dallo statuto dellEurosistema) i loro mandati. 3. Direttorio: Costituito dal Governatore, dal Direttore Generale e dai tre vicedirettori generali; ad esso compete la direzione effettiva dellIstituto con riguardo alle sue funzioni pubblicistiche. I membri del direttorio restano in carica per 6 anni, con mandato rinnovabile solo una volta. 4. Governatore: e il vertice della BI e la rappresenta di fronte ai terzi. E nominato e revocato con decreto del presidente della Repubblica su proposta del presidente del consiglio dei ministri, previa deliberazione del consiglio dei ministri e sentito il parere del consiglio superiore della BI. La rete di filiali presenti nei capoluoghi di regione e di provincia, assicurano lo svolgimento dei compiti istituzionali della banca centrale in ambito locale. La rete ha funzioni di: 1. Vigilanza 2. Governo dei flussi di pagamenti 3. Gestione della tesoreria pubblica Queste funzioni necessitano ad oggi di meno fabbisogno di personale, questo a causa del processo di concentrazione del sistema bancario(riduzione delle sedi legali elle piccole province) e del crescente ruolo dellelectronic banking Le filiali inoltre possiedono: 1. ampie capacit di analisi e di osservazione delleconomia e della finanza a livello locale 2. ampie attivit di rilevazione statistica su base territoriale (al fine di disporre di ampie e dirette informazioni sui fenomeni economici e finanziari delle varie aree del paese). 3. Il compito di diretta supervisione(assieme ai servizi centrali) degli intermediari a prevalente rilevanza locale, soprattutto per ci che riguarda: a. la qualit dei servizi bancari e di pagamento b. la trasparenza c. la competizione nei mercati provinciali

12 E necessario comunque sottolineare che alcune filiali sono state chiuse a causa della loro forte riduzione; al punto che esse coprono circa 2/3 dei capoluoghi di provincia. Funzioni: Obbiettivo della BI il perseguimento della stabilit monetaria e finanziaria(requisiti fondamentali per lo sviluppo duraturo del sistema economico). Essa partecipa con: 1. decisioni di politica monetaria 2. cura dellimplementazione sul territorio nazionale delle decisioni stesse Il governatore partecipa al consiglio direttivo della BCE e contribuisce al processo decisionale in materia di politica monetaria, avvalendosi anche delle analisi economiche elaborate dallo staff della Banca. Leurosistema: 1. prende decisioni in merito ai tassi ufficiali 2. si avvale di strumenti quali a. le operazioni di mercato aperto b. le operazioni su iniziativa delle controparti c. il sistema di riserva obbligatoria. I poteri della BI sono sia regolamentari che di controllo; fanno perno soprattutto sul patrimonio costituendo parametro imprescindibile la valutazione delle capacit di attutire perdite impreviste, indipendentemente dalle politiche di investimento(secondo la logica dei mezzi propri rispetto ai rischi assunti) Lattivit di controllo si effettua attraverso controlli: 1. di tipo documentale(vigilanza informativa) 2. presso gli intermediari al fine di verificarne la correttezza dei comportamenti delle informazioni inoltrate (controlli di tipo ispettivo) Altri compiti sono: 1. promozione del regolare funzionamento del sistema dei pagamenti 2. supervisione e sui mercati interbancari e dei titoli di stato 3. gestione della tesoreria dello stato 4. produzione di banconote in euro 5. contrasto allusura e alla contraffazione 6. fornitura di servizi vari allutenza. 7. Attivit di ricerca e analisi in campo economico-finanziario che rende pi efficace lespletamento delle proprie attivit istituzionali. Autonomia operativa: Nel corso degli anni le relazioni tra BI e Governo hanno avuto unevoluzione2. Le ragioni che hanno spinto a tale evoluzione sono state: 1. Il fatto che la potest di emettere biglietti non spetta alla BI per concessione statale (dal 1950) bens una sua propria attribuzione istituzionale 2. Laffermarsi dellobbiettivo della stabilit monetaria. Per raggiungere tale obbiettivo necessaria la netta dissociazione tra potere del Governo di spendere derano e la facolt della Bce di creare liquidit.
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Nota storica: Nella prima met del 900 vi stata piena facolt per il tesoro di chiedere somministrazioni straordinarie alla BI; proprio a causa dello stretto collegamento tra BI e Governo.

13 Dalla seconda met degli anni 70 si ha un nuovo assetto del controllo monetarioe dei rapporti BI-Governo. Vengono quindi reintrodotti i meccanismi di mercato sia per lesercizio della politica monetaria che per il finanziamento del debito pubblico. Ci comporta un recupero di efficienza tecnica e funzionale dei mercati del credito e di riallocazione delle risorse. Lautonomia e lindipendenza non significano arbitrio istituzionale: la BI un istituzione dotata del necessario grado di discrezionalit operativa per raggiungere la stabilit del potere di acquisto della moneta; ma questo non significa che esso non sia soggetto a regole o(peggio ancora) alla legge. Solo una politica monetaria sufficientemente autonoma in grado di 1. esprimere leventuale incompatibilit tra diverse domande di uso delle risorse 2. e di promuovere le scelte che si impongono nei soggetti i cui comportamenti sono la causa degli squilibri delleconomia. Da ricordare che la BI non un organismo politico, come tale deve essere indipendente dalle contese politiche del momento. La Banca dItalia si pu considerare sottro il profilo formale oltre che nella prassi, come suprema magistratura finanziaria, posta a tutela del valore della moneta contro eventuali attacchi della classe politica. La moneta che attualmente circola nella maggior parte dei paesi del mondo una moneta di tipo elusivamente fiduciario, cio priva di un ancoraggio fisico(come loro); tale tipologia di moneta accetta solo se i cittadini ripongono fiducia nellistituzione che lemette. Diversamente la rifiutano, preferendo la circolazione di monete estere pi stabili. 1.3.2. 1.3.3. 1.3.4. 1.3.5. CONSOB saltato COVIP saltato ISVAP saltato AGCM saltato

1.3.6 BCE Leurosistema e la banca centrale: Con lintroduzione dellEURO e lavvio della terza fase dellUnione Economica e Monetaria(dal 1 gennaio 1999) si registrato un cambiamento nellassetto istituzionale europeo, con particolare riguardo proprio al central banking. La gestione delle funzioni di: 1. conduzione della politica monetaria 2. emissione di banconote 3. gestione delle riserve valutarie Sono state trasferite a unentit sovrannazionale priva di personalit giuridica chiamato Eurosistema. LEurosistema si compone di: 1. Le BCN de paesi partecipanti allunione monetaria europea 2. BCE Alle BCN singolarmente sono state lasciate solo attribuzione di tipo esecutivo. Per quanto riguarda le funzioni di prestatore di ultima istanza e sorveglianza sul sistema dei pagamenti, queste sono formalmente in capo alla BCE, ma larea di

14 competenza con la BI molto pi sfumato.( questo a causa di: prassi operativa e prerogative minori residuate in capo alle BCN.) Altri compiti, (come la vigilanza sul sistema bancario, la vigilanza sulla stabilit degli intermediari, etc.) sono rimasti nella sfera decisionale della BI e possono essere svolti purch non in contrasto con gli obbiettivi e i compiti dellEurosistema. Per tali compiti le BCN operano sotto la loro responsabilit(no parte dellEurosistema), ma il loro esercizio non pu prescindere dalla realt monetaria unica. NellEurosistema la BCE ha il ruolo di guida, mentre le BCN svolgono i compiti esecutivi. LEurosistema opera secondo due criteri: 1. Laccentramento decisionale(in capo alla BCE); Alla BCE competono i poteri di decisione, la personalit legale, la disponibilit delle attivit dellEurosistema e i poteri di gestione=> Un solo centro decisionale. 2. Decentramento operativo (presso le BCN); la BCE si avvale ponderatamente delle BCN per lesecuzione dei compiti; esse devono attenersi alle istruzioni emanate dalla BCE. La BCE si distingue dalle altre banche centrali in quanto: 1. Essa non sottintende alcuna Autorit politica(in quanto lUE non rappresenta una federazione di stati). 2. Non stata inclusa dal trattato di Maastricht tra le istituzioni comunitarie(Parlamento europeo, consiglio, commissione, etc.). Tale scelta esclude che alla BCE si possano applicare le disposizioni generali del trattato relative alle istituzioni; questo implica che gli atti da essa compiuti non sono imputabili alla Comunit dotando quindi la BCE di massima indipendenza. Organi decisionali: Gli organi decisionali nella BCE sono: 1. Consiglio direttivo: formato dai governatori delle BCN e dai membri del comitato esecutivo esso deve: a. adottare gli indirizzi strategici e prendere le decisioni necessarie ad assicurare lesecuzione dei compiti affidati allEurosistema. b. Definire gli obiettivi e le azioni necessarie per il raggiungimento della politica monetaria. c. Svolgere la funzione di organo decisionale supremo in materia di: i. tasso di crescita degli aggregati monetari e di disponibilit di credito(obbiettivi intermedi); ii. tassi di interesse guida e di offerta di base monetaria(strumenti); d. esercitare le funzioni consultive rimesse alla competenza della BCE; tali decisioni sono assunte con maggioranza semplice dei voti espresso e ogni membro ha diritto ad un voto(one man, one vote); stata prevista una parziale riforma dei meccanismi di voto del consiglio direttivo, per poter mantenere lefficienza del processo decisionale dellorgano, in seguito allallargamento dellarea delleuro ai paesi dellest europeo(visto che gi attualmente la composizione del consiglio fin troppo numerosa per poter determinare un dibattito efficace al suo interno.)

15 2. Comitato esecutivo: formato dal un presidente3, un vice presidente e 4 membri ordinari; tutti sono nominati dal consiglio Europeo su raccomandazione dellEcofin4; il loro mandato ha durata di 8 anni non rinnovabile ed a tempo pieno ed esclusivo . I membri del consiglio possono essere sollevati dal proprio incarico dalla corte di giustizia, su istanza del consiglio direttivo o del comitato stesso, solo se si ritiene che il comitato non sia pi in condizioni di svolgere le sue funzioni(per impedimenti fisici etc.) o perch colpevole di gravi mancanze. Questo in modo da garantire la massima indipendenza rispetto alle pressioni esterne. I compiti del consiglio sono: a. Implementare gli indirizzi di politica monetaria fissati dal consiglio direttivo, impartendo le istruzioni alle BCN. b. Allargare lUnione Europea ai paesi dellest Europa c. Rafforzare il ruolo di leadership del comitato d. Accrescere lo staff della BCE e diminuire di quello delle BCN e. Accrescere correlatamente il peso dei poteri della BCE in vista della crescita delle banche dei singoli paesi(per poter fronteggiare adeguatamente il problema del loro controllo). Rapporti con le banche centrali nazionali e principio di sussidiariet: Le BCN non verranno a scomparire a favore della BCE. Le considerazioni finali del 1997 stabliscono che sulla abse del principio di sussidiariet, lattivit operativa sar di norma decentrata. Gli interventi diretti della BCE sui mercati monetari e dei cambi, saranno limitati ai casi durgenza. Inoltre ciascuna BCN concorre tramite il proprio governatore a determinare: 1. decisioni del consiglio direttivo della BCE 2. lattuazione delle decisioni entro il territorio di competenza. Di conseguenza si far maggiore ricorso alla ricerca e allanalisi economica/giuridica da parte della BI, in quanto mentre prima la BI doveva seguire dati prevalentemente nazionali, adesso occorrono elaborazioni su scala europea per fornire al Governatore tutte le informazioni necessarie a proporre/assumere decisioni allinterno del consiglio direttivo. Il decentramento mostra lesigenza di valorizzare il know-how e le capacit tecnicoanalitiche delle banche centrali. A tal fine stato esplicitato, a livello comunitario, il principio di sussidiariet. Di questo principio non esiste una definizione completa; si pu dire che nei settori che non sono di esclusiva competenza della comunit Europee, essa interviene (secondo il principio di sussidiariet), soltanto se gli obbiettivi dellazione prevista non possono essere realizzati in modo ottimale dagli stati membri e possono quindi essere meglio realizzati a livello comunitario(secondo necessit e proporzionalit dellazione rispetto ai fini). Ne consegue che si assegnano le competenze cercando di localizzarle il pi possibile, non discostandosi per dalla capacit di affrontare i problemi in modo adeguato. Se una BCN potesse svolgere il compito, allo stesso modo della BCE, tale competenza, secondo il principio di sussidiariet, dovrebbe essere assegnato alla BCN.
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Che presiede il consiglio direttivo, rappresenta la BCE allesterno e limpegna giuridicamente verso terzi con la sua firma. 4 Che consulta il consiglio direttivo e il parlamento europeo.

16 Tale principio stato implementato anche per impedire che la concorrenza esistente tra le diverse piazze finanziarie europee venga influenzata dalla concentrazione delle funzioni in capo alla BCE. Indipendenza della BCE: Con il trattato istitutivo della comunit Europea si stabilisce la completa indipendenza dellEurosistema e della BCE stabilendo a loro carico il perseguimento della stabilit monetaria. Indipendenza= capacit di autodeterminarsi nelle decisioni che competono alla sfera monetaria senza essere influenzati da parte di chi spende la moneta(imprese o pubblici poteri che siano. Tale indipendenza la riscontriamo sotto cinque profili: 1. istituzionale: Nell'adempimento dei suoi doveri, la BCE non sollecita n accetta istruzioni da alcun organismo. 2. Soggettiva: riguarda le garanzie di inamovibilit dei componenti degli organi decisionali della BCE(inamovibilit NON assoluta) 3. Operativa: capacit di definire gli strumenti e le procedure della politica monetaria unica. 4. Economica: capacit della BCE di finanziarie le spese correnti e di investimento con i propri flussi di reddito, senza interventi pubblici 5. Funzionale: identificazione della stabilit dei prezzi e dei compiti. Mai una banca centrale stata tanto indipendente dal potere politico quanto la BCE. Lassenza sulla scena economica di un potere alternativo(di tipo politico) a quello della BCE capace di farle da contraltare che sia ala pari con essa e che valuti nel lungo periodo come adempia le funzioni cui preposta, fa nascere dubbi e perplessit in merito alla forte indipendenza della BCE. Il processo di fondazione istituzionale dellUE atipico in quanto iniziato dal fondo; la moneta nata senza uno stato, senza un esercito, senza un governo e senza un sovrano. Si parla inoltre di deficit di democrazia nel caso in cui la BCE sacrifichi altri obbiettivi contenuti nel trattato5 a favore della protezione della solidit della moneta; si rischia cos che la responsabilit della guida della politica economica comunitaria se sia addossata senza che sia legittimata dal consenso popolare. Si ritiene che queste ultime circostanze non possano perdurare a lungo. 1.3.7. Verso un sistema accentrato a livello europeo? La banca centrale, svolgendo il suo compito di protezione della stabilit, pu 1. ricavare dalle informazioni provenienti dagli intermediari indicazioni utili per la gestione della politica monetaria 2. favorire la trasmissione degli impulsi monetari 3. evitare il panico in caso di crisi finanziarie prevenendo il rischio sistemico. (diffusione dellinsolvenza di una banca agli altri intermediari) Per questo la vigilanza in Italia concentrata nelle mani della BI; scelta diversa ha effettuato il legislatore comunitario. Infatti a livello comunitario Il trattato istitutivo della comunit europea ha:

Sviluppo economico, occupazione, etc.

17 1. dato allEcofin la facolt di demandare alla BCE compiti specifici in materia di vigilanza prudenziale sugli enti creditizi. 2. attribuito allEurosistema una funzione di supporto e consultiva delle politiche perseguite dalle autorit competenti in materia di vigilanza. Nello statuto dellEurosistema si inoltre stabilito che pu essere vietato alle autorit, da parte del consiglio direttivo della BCE, il compimento di operazioni che siano in contrasto con gli obbiettivi della politica monetaria(es: il salvataggio di una grande banca). E stato poi attribuito in capo allEurosistema il compito di promuovere il regolare funzionamento del sistema dei pagamenti il che obbliga la BCE a curarsi della stabilit del sistema finanziario(essendo necessario per il funzionamento del sistema dei pagamenti). Lassenza al trattato di regole che limitino la facolt della banca centrale di realizzare una certa politica monetaria non esclude la possibilit che la BCE deliberi per una temporanea espansione monetaria con lo scopo di contrastare linstabilit finanziaria manifestatasi in diverse aree comunitarie. Vige quindi la circostanza in cui chi ha il controllo non pu intervenire e chi ha il potere effettivo non pu controllare. La speranza che tale situazione venga emendata affidando allEurosistema anche la funzione di vigilanza sul sistema creditizio. Da respingere(poich falsa) la dottrina secondo la quale vi un conflitto dinteressi tra attivit di vigilanza e attivit di politica monetaria; questo perch non solo linflazione, ma anche le crisi finanziarie e bancarie sono un fattore che minaccia la stabilit della moneta, determinando una diminuzione della fiducia del pubblico nel valore della medesima a favore di mezzi di pagamento meno efficienti; di fatti nelle crisi bancarie si registra la sostituzione dei depositi con denaro circolante. Moneta stabile con un sistema bancario penalizzato da un pessimo funzionamento e da rischi di stabilit sistemica = economia debole. (leconomia giapponese fine anni 90 esemplifica che la stabilit dei prezzi pressoch inutile senza un sistema bancario correttamente funzionante.) Altre ragioni a sostegno dellidea di concentrare presso la BCE anche la funzione di vigilanza bancaria sono: 1. non esistono quasi pi problemi di vigilanza senza riflessi internazionali; quindi le autorit di controllo devono agire di concerto sotto una guida europea, cooperando sul piano dellinformazione. 2. Le banche stanno assumendo un ruolo di european player indebolendo il loro legame con il paese dove hanno sede legale e assistendo a concentrazioni tra organismi di diversa nazionalit; quindi diviene problematico ripartire le responsabilit su base nazionale. 3. La vigilanza su banche continentali svolta da autorit nazionali chiaramente inadeguata. 4. In caso di illiquidit il costo delliniezione monetaria aggiuntiva ricade sullEurosistema, mentre nel caso di insolvenza lonere sopportato a carico delle autorit nazionali. Di conseguenza le BCN potrebbero subire pressioni per negare linsolvenza. 5. Lapertura completa dei mercati bancari rischia di condurre ad una deregulation troppo spinta delle regole di vigilanza prudenziale; lunico rimedio pu essere solo una regolamentazione coordinata e diretta a livello sovrannazionale.

18 Ad ogni modo rimane certa la necessit di intensificare la cooperazione multilaterale e lo scambio di informazioni nel campo della vigilanza finanziaria. La BCE partecipa attivamente al rafforzamento della cooperazione in materia di vigilanza prudenziale, fornendo un supporto alle attivit del comitato per la vigilanza bancaria dellEurosistema e partecipando ai lavori ei comitati competenti in queste materie a livello internazionale ed europeo. Il sorgere della crisi finanziaria ha rafforzato le istanze di coordinamento europeo sulla vigilanza, evidenziando linefficacia del sistema nel quale le autorit rispondevano in modo autonomo alle crisi cross border. Le soluzioni possibili a tal fine sono: 1. Un potenziamento del CEBS(Committee of European Banking Supervisor), con pi risorse e concedendogli la conduzione dellattivit di vigilanza sui gruppi con rilevanza europea. 2. Accentrare presso la BCE le competenze in materia di vigilanza prudenziale; dallart 105.6 del trattato istitutivo delle comunit europee, pare che questa strada sia politicamente pi percorribile. 1.4 Modalit della vigilanza e crisi. La vigilanza prudenziale una vigilanza di tipo oggettivo e incentrato sullapplicazione di coefficienti patrimoniali. Tale sistema, neutrale rispetto a schema e vocazione operativa degli intermediari vigilati, preferibile ad un sistema di controllo basato su autorizzazioni discrezionali di singoli atti di gestione bancaria(vigilanza strutturale). Tale sistema insiste sempre di pi sulla capacit delle banche di auto vigilarsi. Il Nuovo Accordo sul Capitale spinge verso lutilizzo di metodi di quantificazione dei rischi bancari sviluppati autonomamente dalle banche; ci implica una vigilanza di tipo consensuale fondato su una logica di cooperazione tra vigilanti e vigilati. Tale modalit si basa sullallineamento dellobbiettivo di stabilit con gli incentivi che le banche hanno ad essere correttamente patrimonializzate per assicurare la loro sopravvivenza nel lungo periodo. Il compito delle Autorit di settore di: 1. assicurare che lorganizzazione aziendale e i sistemi di controllo interno siano idonei a garantire la sana e prudente gestione 2. la trasparenza informativa 3. la verifica diretta della corretta patrimonializzazione degli intermediari finanziari(obbiettivo di secondaria importanza rispetto agli altri 2). E opportuno delegare una parte importante delle funzioni di supervisione agli organi di autocontrollo gi presenti nei mercati e negli intermediari. Il decentramento si porrebbe in contrasto soltanto apparente con le crescenti esigenze di uniformit normativa e di vigilanza. Mentre laccentramento appare insufficiente alle realt pi diverse e mutevoli degli operatori i meccanismi di delega consentono ladattamento a tali ambienti. Inoltre gli stessi soggetti operanti nei mercati finanziari si sono trovati tanto pi facilitati nel rispondere ai requisiti regolamentari, quanto pi essi son riusciti a farsi parte integrante del sistema di controlli. A tal fine importante la capacit di istituire controlli interni trasparenti ed efficaci. Ovviamente i sistemi di controllo interno non sono immuni da episodi di scarsa trasparenza o di sfruttamento di conflitti di interesse. Casomai sono stata unulteriore causa dellaggravio della crisi finanziaria. In merito a ci possiamo dire che mancato

19 un impianto di vigilanza e sanzioni che costituisse disincentivo sufficiente ad evitare unimplementazione leggera/poco seria dei sistemi di controllo interno da parte della direzione aziendale. La probabilit di detecting e la sanzione devono essere sufficientemente elevate in caso di non complicance. Notiamo inoltre che il controllo interno rileva i fatti aziendali con certezza non assoluta, e che spesso il livello di complicance subottimale viene raggiunto quando vige la convinzione, allinterno dellazienda, che i controlli sulla gestione non contribuiscano alla creazione di valore per la stessa. I fattori macroeconomici che hanno creato i presupposti per la crisi finanziaria sono stati molteplici: 1. Dalla fine degli anni 90 si sono creati alcuni squilibri gi significativi(a causa di crescita mondiale sempre pi sostenuta dai paesi emergenti); tali squilibri non sono stati affrontati per tempo e si sono scatenati in tutta la loro violenza quando ormai non era pi possibile ignorarli. 2. La forte espansione del credito ha ridotto la percezione e il prezzo dello stesso; ci ha causato che i premi al rischio avessero raggiunti i minimi storici e i prezzi(soprattutto degli immobili) hanno raggiunto valori ingiustificati 3. Linnovazione finanziaria rendeva possibile gestire il rischio con modalit che permettevano di ripartirne lentit in modo molto articolato, illudendo che fosse possibile azzerarlo. Ma la complessit degli strumenti ha generato la difficolt della gestione degli stessi e la possibilit di aggirare pi facilmente i controlli. Quando i tassi si sono rialzati e vi stato un rallentamento del ciclo economico, si sono verificate le prime difficolt di rimborso dei mutui sub-prime e le principali istituzioni finanziarie internazionali hanno registrato forti perdite, mentre la copertura attraverso le societ veicolo si rivelava completamente inefficace. 4. Essendosi prosciugati i flussi di capitale sul mercato, s generata la difficolt di far fronte alle svalutazioni dellattivo con un irrobustimento del patrimonio netto. Ecco che il sistema di vigilanza mostr le sue lacune, derivanti: Dalle regole prudenziali(basilea 1) che incentivavano lo spostamento fuori bilancio di molte attivit, costituendo un vero e proprio sistema bancario parallelo. Dai loopholes, che avevano consentito che in alcuni paesi certi settori o istituti rimanessero al di fuori della regolamentazione. [in particolare gli intermediari non bancari(hedge funds, investment banks, etc.) sottoposti a vincoli di capitale insufficienti per coprire i rischi delle loro attivit6] Il businessi di investment banks e hedge funds divenne sempre pi profittevole, mettendo lattivit creditizia tradizionale in secondo piano. Le banche commerciali cercarono di reagire attraverso un incremento del livello di leverage, costituendo veicoli esterni per non essere sottoposte a requisiti aggiuntivi di capitale; ci implic un forte indebitamento occulto attraverso i titoli derivanti dalla cartolarizzazione dei
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Situazione nascente dalla convinzione che essi non raccogliendo depositi, fossero caratterizzati da un business con ridotto grado di pericolosit; invece il crescente ricorso al mercato interbancario li ha interconnessi con le banche commerciali tradizionali.

20 mutui, spesso sub-prime, il cui rischio non veniva valutato correttamente dalle agenzie di rating. Il fallimento di Lehman la crisi divenne sistemica e si acuirono i dubbi sul grado di solvibilit delle controparti bancarie; nel frattempo la liquidit andava a prosciugarsi, e gli spread aumentavano. Gli interventi volti a ridurre la gravit della crisi furono: 1. Iniezioni di liquidit nel sistema. 2. Interventi di salvataggio(delle aziende pi o meno grandi). 3. Rafforzamento del sistema di assicurazione dei depositi. In sintesi sono due le cause di fondo che hanno comportato le condizioni per il verificarsi della crisi: La politica economica degli stati uniti che ha permesso per lungo tempo a questo paese di vivere oltre le proprie possibilit attraverso un mix di: o Bassi tassi dinteresse. o Ridotta imposizione fiscale. Le lacune della regulation, a causa di: o Asimmetrie tra intermediari bancari e non bancari o Lento aggiornamento del sistema di regolamentazione, incapace di stare al passo ai mutamenti e alle innovazioni tecniche.

Ad oggi il fallimento delle societ insolventi sembra raramente condivisa, a favore di ripetuti salvataggi a opera dei governi. Questo non tanto per il concetto di Too big too fail(capacit di contagio sistemico), ma piuttosto ad un concetto di too interconnected to fail. Per eliminare questi problemi numerose sono state le proposte: 1. Reintrodurre la distinzione tra investment banking e commercial banking. 2. Incidere sui loopholes regolamentari che hanno reso inefficace il sistema. Per reagire alla crescente conglomerazione cross-sector si dovrebbe provvedere a una definitiva ripartizione per finalit delle attivit di vigilanza; per reagire allintegrazione cross-countries, sarebbe invece necessario rafforzare i fora(eh?) internazionali essistenti per far si che: 1. si incarichino di facilitare la cooperazione tra singoli regolatori nazionali 2. assumano un ruolo centrale e vincolante per le decisioni aventi rilevanza continentale/globale Per quanto riguarda la nuova regolamentazione, negli USA si proposta la semplificazione del sistema dei controlli assegnando: 1. alla Federal Reserve, controlli macroprudenziali 2. alla sec qualli di conduct of business 3. e alla FDIC quelli micro prudenziali. In Europa si propone il rafforzamento e la trasformazione in autorit dei comitati di terzo livello(CEBS, CESR e CEIOPS, per arrivare in seguito ad: unAutorit responsabile per la vigilanza di microstabilit. unautorit per i controlli di conduct of business. Ed una nuova autorit(forse un European Systemic Risk Council), dovrebbe occuparsi dei controlli di macro stabilit.

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Ad ogni modo le regole sono indirizzate ad irrobustire le fondamenta dellindustria finanziaria; di fatti il Financial Stability forum ha stilato una serie di azioni da intraprendere nel prossimo futuro a tal fine. In particolare si affermato che il nuovo sistema finanziario sar caratterizzato da: 1. Pi capitale, meno debito e pi regole. 2. Una normativa Basilea rivista 3. Maggior grado di trasparenza in materia di rischi. 4. Consapevolezza che gli strumenti innovativi sono utili per redistribuire i rischi ma che essi riducono la trasparenza della stessa redistribuzione.

Funzione creditizia: La banca unazienda di produzione che opera a proprio rischio nel campo del credito, raccogliendo risorse finanziarie presso il pubblico(unit in surplus) ed erogando risorse finanziarie a titolo di credito(ad unit in deficit). Funzione monetaria: la banca interviene nel regolamento degli scambi, dal momento che la forma di passivit bancaria dei depositi a vista, accettata quale mezzo di pagamento sotto forma di moneta bancaria (es. gli assegni). Funzione di servizi: la banca sviluppa anche tutta una serie di servizi affinch il pubblico possa meglio apprezzare lintervento bancario. Giuridicamente si fa riferimento non alla nozione di banca quanto a quella di attivit bancaria, sancita anche nel TUB: essa fondata sullesercizio congiunto della raccolta del risparmio tra il pubblico e dellesercizio del credito. Lart 10 del TUB precisa che lesercizio dellattivit bancaria riservato alle banche e che detta attivit ha carattere dimpresa. NB: se possibile concedere prestiti senza essere banca, non possibile raccogliere risparmio o esercitare congiuntamente detta raccolta di fondi e limpiego in prestiti senza essere banca. Sono operazioni riconducibili allesercizio del credito: - Operazioni di prestito (credito al consumo, credito con garanzia ipotecaria, factoring, cessioni di credito commerciale); - Tutte quelle forme di finanziamento che prevedono un accrescimento patrimoniale temporaneo dellaccreditato accompagnato da un obbligo di restituzione di questultimo verso laccreditante (attivit di leasing finanziario, rilascio di garanzie e di crediti di firma). La legge bancaria del 1936 definiva la raccolta del risparmio tra il pubblico e lesercizio del credito, funzioni di interesse pubblico.

2. La banca e lattivit bancaria

2.1.2 Lautorizzazione allesercizio dellattivit creditizia Il controllo dellaccesso al mercato creditizio risulta disciplinato sin dalla legge bancaria del 1936, laddove si stabilisce che le aziende di credito non possono costituirsi o iniziare le proprie operazioni se non abbiano ottenuto lautorizzazione dalla Banca dItalia.

22 Lapplicazione della norma in esame risult nel tempo particolarmente restrittiva: al fine di salvaguardare la stabilit del sistema bancario, se ne limit al contempo la competitivit (per le alte barriere allentrata). Nell85 si recepita la prima Direttiva CEE, la quale escludeva, che la richiesta di autorizzazione allesercizio dellattivit creditizia poteva essere esaminata solo in funzione delle esigenze economiche del mercato; essa ha fissato alcune condizioni oggettive (capitale sociale minimo, esperienza degli esponenti aziendali, onorabilit dei soci, presentazione di un articolato programma di attivit) che se verificate, avrebbero portato al rilascio automatico dellautorizzazione stessa. Confermando questo tipo di impostazione, il TUB, riprendendo anche la seconda Direttiva CEE del 92, ha ribadito i presupposti e le finalit dellautorizzazione concessa dalle Autorit di vigilanza: la sana e prudente gestione della banca di nuova costituzione. La Banca dItalia autorizza lesercizio dellattivit bancaria, entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, qualora ricorrano le seguenti condizioni: 1. La forma giuridica deve essere sotto il profilo di spa o societ cooperativa per azioni a responsabilit limitata; 2. La sede legale e la direzione generale devono essere situate nel territorio della Repubblica Italiana; 3. Il capitale versato sia di ammontare non inferiore a quello determinato dalla Banca dItalia; 4. Venga presentato un programma sullattivit iniziale; 5. Non devono esserci, tra la banca e altri soggetti, stretti legami tali da ostacolare leffettivo esercizio delle funzioni di vigilanza; 6. I partecipanti al capitale devono possedere i requisiti di onorabilit; 7. Coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo, devono possedere i requisiti di professionalit, onorabilit e indipendenza. Il legislatore ha disciplinato nel tempo, lapertura di sedi e filiali, o, nel dettato del TUB, di succursali. Grazie alla 2 Direttiva CEE e al TUB, si riconosciuto il diritto alle banche italiane a stabilire nuove succursali sia sul territorio italiano che nellambito della Comunit Europea senza che si renda necessaria la preventiva autorizzazione della BI; sufficiente la semplice comunicazione a questultima. Nel caso in cui si decida di stabilire succursali in Paesi extracomunitari, lautorizzazione della BI si rende necessaria. A livello comunitario, ladozione del principio del mutuo riconoscimento, ha comportato che le banche comunitarie non necessiteranno di specifica autorizzazione da parte delle nostre Autorit di vigilanza per lapertura nel territorio italiano di succursali; sar sufficiente una comunicazione alla BI da parte dellAutorit di vigilanza competente nel Paese di provenienza. Trascorsi due mesi dalla comunicazione essa potr iniziare la propria attivit. 2.2. Le funzioni della banca La banca moderna pu essere definita come unimpresa che: 1. Negozia operazioni di credito attivo e passivo 2. Interviene sistematicamente nel sistema dei pagamenti 3. Indirizza per via diretta/mediata il risparmio V/forme durevoli di investimento

23 4. In un contesto di mercati monetari e finanziari integrati. Le funzioni della banca sono: funzione creditizia, monetaria, dinvestimento e dei servizi. 2.2.1.a - La funzione creditizia La banca non si limita a trasferire le risorse cos come sono conferite dalle unit in surplus a quelle in deficit, ma pone in essere una trasformazione delle condizioni di scambio, quali la natura del finanziamento, la sua durata, le modalit della sua remunerazione e rimborso. Conseguentemente si pone la necessit di conciliare le esigenze differenziate dei diversi soggetti interessati allo scambio e a tal fine interviene lintermediario finanziario bancario, che pone in essere una trasformazione delle condizioni alle quali i fondi sono trasferiti. rilevabile come la contrapposizione tra crediti attivi e passivi si fondi su un processo di trasformazione delle scadenze, dal momento che i vincoli di durata per le operazioni di raccolta (credito passivo) sono di norma pi brevi rispetto a quelli delle operazioni di collocamento di fondi (credito attivo), motivo per cui i saggi passivi dinteresse sono nominalmente inferiori rispetto a quelli attivi. La raccolta bancaria rappresentata fondamentalmente dai depositi bancari a vista, dove la banca si dichiara disposta a far fronte ai propri debiti in qualsiasi momento. Gli impieghi bancari, anche qualora negoziati formalmente a breve termine, tendono a protrarsi nel tempo perch ripetutamente rinnovati. Il TUB ha definitivamente cancellato quei vincoli temporali che rendevano impossibile alle aziende di credito ordinario concedere prestiti oltre il breve termine, visto che i finanziamenti a medio-lungo termine erano riservati agli istituti di credito speciale, in unottica di specializzazione operativa e temporale, finalizzata a minimizzare i rischi derivanti dalla mancata coincidenza della natura dei crediti attivi e passivi. La banca considerata come universale, pu offrire opportunit di ordine operativo e strategico, che se sfruttate al meglio, possono consentire di recuperare margini di economicit e pi elevati livelli di efficacia competitiva. Fondamentale nellesercizio della funzione creditizia la corretta valutazione del rischio di credito, riferito allincapacit del debitore di onorare i propri impegni a scadenza. La banca deve valutare attentamente la capacit di reddito prospettica dellazienda richiedente finanziamenti, poich solo le aziende in condizioni di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale hanno capacit di ottenere credito, ponendosi nelle condizioni di poter onorare a scadenza gli impegni debitori assunti nei confronti dellente creditizio. La banca trae giudizi e stime che sono in ogni caso gravati da elementi di incertezza, dovuti a mutamenti delle situazioni congiunturali e dambiente anche una volta che il credito stato erogato; le perdite su crediti, infatti, si fondano o su carenza di informazioni o su errori di valutazione di notizie. Neanche le garanzie reali/personali possono sopperire a queste carenze, poich esse devono coprire eventuali perdite, ma non essere la fonte del guadagno, altrimenti si rivelano solo situazioni patologiche del sistema.

24 Il collocamento dei fondi non deve essere subordinato alla preventiva raccolta dei medesimi; se fosse cos, ci comporterebbe inevitabilmente limitate possibilit di crescita della funzione creditizia. La banca pu negoziare credito attivo anche oltre quello passivo precedente, determinando il sorgere contestuale di propri debiti con laffermarsi di nuove attivit patrimoniali, tipicamente per prestiti. 2.2.1.b - La funzione monetaria Alcuni debiti della banca (depositi a vista), sono rappresentati e posti in circolazione per mezzo di particolari titoli di credito (assegni e giroconti), divenuti efficaci mezzi di pagamento; in quanto la banca si impegna a convertire prontamente quei debiti in moneta legale. I debiti bancari accettati come mezzo di pagamento, sono reputati un sicuro sostituito della moneta legale. Il trasferimento di saldi monetari liquidi vantati nei confronti delle banche diviene la maniera pi comoda ed efficace per effettuare pagamenti di una qualche importanza. Si pu quindi affermare che la funzione creditizia e quella monetaria siano strettamente correlate; ogni prestito crea un deposito nella misura in cui viene utilizzato con moneta scritturale(bancaria), considerata un sicuro surrogato della moneta legale. 2.2.2.a - La funzione di investiment. La banca concorre ad avviare il risparmio liquido verso forme durevoli di investimento. Tale funzione si concretizza nellacquisto di partecipazioni, di strumenti finanziari sul mercato finanziario primario e secondario, nonch di investimenti strutturali in immobili e tecnologie. La banca si attende un contributo in termini economici alla formazione dellutile di esercizio, nonch nei confronti della funzione di liquidit. Essa pu rendere pi efficiente e meno rischiosa la funzione creditizia; un articolato portafoglio di partecipazioni di minoranza in imprese industriali e commerciali pu offrire informazioni preziose in ordine allandamento, che potranno essere utili per la valutazione dei rischi dei fidi concessi alla clientela operante in quei settori, se non alle stesse aziende partecipate. La funzione dinvestimento complementare a quella creditizia quindi. 2.2.2.b La funzione dei servizi. Si fa riferimento a i seguenti servizi: - Intermediazione in titoli per conto della clientela - Gestioni patrimoniali - Servizi connessi ai sistemi di pagamento - Custodia di beni e valori nei locali della banca I ricavi ottenuti dalla vendita dei suddetti servizi accessori, sono rappresentati tipicamente da commissioni e provvigioni, che consentono un miglioramento delle condizioni di efficienza della gestione aziendale.(come il contenimento della forbice dei tassi).

25 Un ruolo importante stato svolto negli ultimi anni dai servizi nel campo dellintermediazione mobiliare, aventi per oggetto titoli e altri strumenti finanziari. La banca pu scegliere di rivolgersi agli investitori individuali(famiglie) e/o istituzioni, oppure al settore corporate(imprese prenditrici di fondi e potenziali emittenti titoli) Con riferimento alle tipologie di servizi offerti agli investitori, quindi alla clientela retail, le possibili opzioni vanno dalla semplice negoziazione di titoli per conto terzi, servizio di custodia e di amministrazione degli stessi, fino alla stipula di contratti di gestione di patrimoni su base individuale. In relazione al settore corporate (imprese prenditrici di fondi e quindi potenziali emittenti titoli), si parla di servizi di collocamento rivolti a imprese emittenti, che intendono cio raccogliere risorse finanziarie sul mercato a titolo di capitale di debito (obbligazioni) o di capitale di rischio (azioni). Tali operazioni per essere effettuate con successo richiedono lintervento di una o pi banche, che in tal caso costituiscono un consorzio. La banca, o il consorzio di banche, possono al riguardo: Svolgere una semplice attivit consulenziale (advisory); Offrire un servizio di carattere distributivo (selling), dunque presentare agli investitori potenziali i titoli proposti in emissione; Offrire un servizio di collocamento con garanzia (underwriting) soggetto a rischi pi elevati per la banca; in sostanza la banca si assume il rischio del mancato successo dellemissione, ricevendo come remunerazione il pagamento di una commissione pi elevata. 2.3 Il processo di despecializzazione bancaria e la possibilit di scelta tra i modelli di gruppo polifunzionale e banca universale La legge bancaria del 1936, sanciva la natura pubblica dellattivit bancaria e la specializzazione temporale, tendente a realizzare una segmentazione funzionale, settoriale e territoriale nello svolgimento dellattivit creditizia, distinguendo e separando il credito ordinario dal credito speciale. Lobiettivo era di prevenire il ripetersi della profonda e diffusa instabilit sperimentata allinizio di quel decennio (crisi degli anni Trenta). Si imped quindi alle banche di operare una significativa trasformazione delle scadenze, scongiurando cos il pericolo di instabilit, separando il legame tra banca e impresa. Ma alle soglie degli anni Novanta, la distinzione tra aziende di credito ordinario e istituti di credito speciale aveva perso gran parte della sua consistenza. Il processo evolutivo part dalla seconda met degli anni Ottanta, a seguito del recepimento della prima Direttiva CEE sulle banche, con il quale si abbandon lormai datata concezione dellattivit creditizia quale funzione di interesse pubblico, definendola come attivit dimpresa. A livello comunitario prendeva consistenza una seconda Direttiva, che ribadiva il principio dellautorizzazione unica e quello della vigilanza da parte del Paese di origine. Veniva cos formalmente introdotta a livello comunitario la banca universale. Lesigenza di accrescere il grado di competitivit allinterno del nostro sistema creditizio, resa impellente dallintegrazione comunitaria, ha cos portato a completare il processo di rinnovamento legislativo che era stato avviato gi nel decennio precedente.

26 Le tappe fondamentali furono: - Nel 90 la legge Amato - Nel 92 la 2 Direttiva CEE - Nel 93 il TUB (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia) Punti qualificanti della legge del 90: 1. Trasformazione degli enti creditizi pubblici in Spa; 2. Aumento della patrimonializzazione delle banche attraverso incentivi fiscali alla rivalutazione dei cespiti aziendali; 3. Stimolo a un aumento della concentrazione del sistema bancario; 4. Regolamentazione di gruppi bancari polifunzionali, in grado di ampliare la gamma dei servizi offerti senza disperdere i benefici della specializzazione. Veniva ribadito il carattere imprenditoriale dellattivit bancaria, accrescendo notevolmente la capacit concorrenziale del nostro sistema creditizio. Con la II Direttiva CEE, si elimina gran parte delle segmentazioni e delle barriere operative che ancora caratterizzavano il sistema creditizio. Lobiettivo era quello di evitare lo svantaggio competitivo degli intermediari domestici nei confronti dei concorrenti europei e, dunque, elevare il livello di concorrenza ed efficacia nel sistema. Logica della despecializzazione: Despecializzazione istituzionale: vengono uniformate tutte le forme e categorie di impresa bancaria; attualmente esistono 2 tipi di banca dal punto di vista giuridico; Banca nella forma di societ per azioni e societ cooperativa per azioni a responsabilit limitata. Despecializzazione temporale: viene concessa alle banche la possibilit di fare prestiti sia breve che a medio-lungo termine; Despecializzazione operativa: viene concesso alla banca di effettuare, in aggiunta allattivit bancaria, qualsiasi operazione di natura finanziaria (factoring, forfaiting, leasing, servizi di consulenza e di gestione nel campo dellintermediazione mobiliare). Si in pratica formalmente introdotta nel nostro ordinamento la cosiddetta banca universale: unica societ che gestisce direttamente ogni tipo di attivit bancaria e finanziaria ad essa facente capo. Gruppo polifunzionale: gruppo bancario operante in svariati settori dell'attivit bancaria e dei servizi parabancari necessario specificare che gruppo bancario polifunzionale e banca universale non si pongono in termini di contrapposizione ma di reciproca integrazione e complementarit. Il decreto di recepimento della II Direttiva CEE rappresenta lasse portante su cui stato costruito il TUB. Il TUB si basa su principi fondamentali quali: La natura imprenditoriale dellattivit bancaria; La despecializzazione istituzionale, temporale e operativa; La concorrenzialit, requisito di efficienza per il sistema creditizio nel suo complesso; La neutralit della vigilanza. Le singole banche, risultano abilitate a operare direttamente sia a breve che a lungo periodo; inoltre, possono assumere, seppur entro limiti ben definiti, partecipazioni

27 nelle imprese parabancaria. industriali, con la possibilit di svolgere direttamente attivit

Lobiettivo prioritario diviene quello della competitivit allinterno del sistema finanziario, laddove in passato era quello della stabilit a essere privilegiato. La nuova normativa prevede che la BI accerti la presenza allinterno degli stessi enti creditizi, di condizioni sufficienti affinch i maggiori rischi connessi alla despecializzazione per scadenze e alla partecipazione al capitale delle imprese siano circoscritti in modo da non compromettere la loro stabilit e il mantenimento dellequilibrio finanziario, economico e patrimoniale a valere nel tempo.

3. Operazioni Bancarie Di Raccolta a Breve Termine


3.1. Classificazione delle operazioni di raccolta Le operazioni di raccolta o di provvista si possono distinguere in: Operazioni di provvista originarie Operazioni di provvista derivate Le prime sono costituite dalla raccolta del risparmio e della liquidit del mercato, quindi sono operazioni attraverso le quali si ottengono fondi direttamente dalla propria clientela, fondi che vanno a costituire la massa fiduciaria, da cui trae origine la funzione creditizia. Le operazioni di provvista originarie, si basano soprattutto nella raccolta dei depositi, nelle varie configurazioni tecniche previste, che rispondono ai fini e alle esigenze diverse che provengono da coloro che affidano alle banche il proprio denaro. I depositi bancari risultano eterogenei dal punto di vista economico tecnico. Le operazioni di provvista derivate o di tesoreria, sono adatte a fronteggiare temporanee esigenze di liquidit della banca: Le operazioni derivate: smobilizzo dei tipici investimenti bancari. Le operazioni di tesoreria: si ottiene una disponibilit temporanea di risorse, prese presso il sistema bancario. 3.2. Aspetti generali del deposito bancario Il deposito bancario costituisce lo strumento principale attraverso il quale la banca raccoglie risorse monetarie presso il pubblico dei risparmiatori. Il deposito bancario si configura come un contratto reale, che si perfeziona con la consegna alla banca di risorse monetarie, e unilaterale poich allobbligo di restituzione della banca non si contrappone nessun obbligo a carico del depositante. Il deposito bancario un deposito irregolare poich la banca che acquista la propriet del denaro ricevuto in deposito e, quindi pu impiegarlo e si obbliga al pagamento della remunerazione (interesse), oltre che alla restituzione della somma stessa. Inoltre il deposito unoperazione a vista poich il depositante acquista il diritto a ottenere la restituzione della somma depositata a semplice richiesta, anche quando pattuito un vincolo temporale per la restituzione della stessa. A seconda della forma si distinguono: 1) Depositi a risparmio - Depositi a risparmio ordinari liberi; - Depositi vincolati;

28 - Certificati di deposito; 2) Depositi a carattere monetario - Conti correnti di corrispondenza creditori liberi; - Conti correnti collegati ai servizi di investimento del risparmio o a specifici segmenti di clientela. 3.3 Il deposito a risparmio Esso risponde alle esigenze del piccolo risparmiatore, il cui obiettivo principalmente quello di ottenere la custodia delle risorse monetarie depositate, da parte della banca (i tassi dinteresse sono poco remunerativi). Le operazioni previste sono versamenti e prelevamenti da effettuarsi presso la banca dove si costituito il rapporto. Lo strumento utilizzato per lo svolgimento dei rapporti tra banca e cliente il libretto di risparmio. I libretti di deposito possono essere: - Nominativi - Al portatore - Nominativi, pagabili al portatore Libretto circolare consente al depositante di poter effettuare operazioni in qualunque filiale della banca. Dunque il depositante per fare dei versamenti/prelevamenti deve recarsi direttamente in banca; sul libretto troveremo sempre il saldo con la data dellultima operazione. Il libretto nominativo intestato a una persona fisica o giuridica la quale deve dimostrare la propria identit con lintestatario del libretto (documento di legittimazione). Alcune banche permettono che il libretto nominativo sia alimentato oltre che da versamenti in contanti, anche da assegni bancari o circolari, i quali sono accreditati salvo buon fine, per cui la banca si riserva il diritto di addebitare le somme in caso di mancato pagamento degli assegni. Il libretto al portatore non contiene lintestazione del depositante (ci pu esser scritta qualsiasi cosa o persona). Il possessore del libretto legittimato a ottenere il rimborso della somma depositata. Tale libretto non ha solo valore di titolo di legittimazione ma assume la qualifica di titolo di credito (possesso vale titolo). Il trasferimento del titolo al portatore si opera con la consegna del titolo, a titolo gratuito o oneroso. Il libretto nominativo pagabile al portatore una via di mezzo tra le caratteristiche del libretto nominativo e del libretto al portatore; contiene lindicazione del depositante. Finalit: agevolazioni per quanto riguarda le operazioni di rimborso la banca pu chiedere di provare che esiste una autorizzazione per il rimborso da parte del depositante. un documento di legittimazione. SMARRIMENTO, DISTRUZIONE, FURTO DEL LIBRETTO In questo caso il possessore per i libretti al portatore e lintestatario per i libretti nominativi, devono farne denuncia scritta alla filiale della banca dove si costituito il rapporto, la quale provveder allaffissione dellavviso nei suoi locali. In pi, in caso di libretto al portatore, lammortamento segue per decreto del giudice competente al quale il possessore dovr presentare ricorso. DISSONANZA TRA SALDO SUL LIBRETTO E LA SCHEDA DELLA BANCA 1. Nominativo: fa fede quanto detto dal depositante o dalla banca; 2. Al Portatore: fa sempre fede ci che scritto nel libretto (possesso vale titolo).

29 I depositi a risparmio si classificano in: Depositi ordinari liberi Depositi vincolati DEPOSITI ORDINARI LIBERI Non esiste alcuna limitazione per quanto riguarda i versamenti, i prelevamenti e lammontare max da depositare, tranne nel caso dei libretti al portatore, dove la legge anti - riciclaggio del denaro sporco stabilisce la somma max depositabile pari a 12.500. Per il calcolo dellinteresse si parla di valuta: data a partire della quale una somma frutta interessi. La valuta corrisponde alla data delloperazione poich la maggior parte delle operazioni sono effettuate in contanti; infatti quando si effettuano versamenti di assegni la valuta rispecchia il tipo di assegno e la piazza. Formula degli interessi espressa in giorni ( C * t * i )/36500 Linteresse si calcola una volta lanno (al 31/12) e viene riportato a nuovo nellanno successivo sul libretto: si dice che viene capitalizzato ovvero sommato al capitale, dove poi sul totale riverranno calcolati nuovi interessi. RISPARMIO VINCOLATO Per le somme depositate esiste un vincolo temporale al prelievo; pu comunque essere rimborsata la somma dalla banca prima della scadenza stabilita. Viene dunque fissato un periodo di vincolo, al massimo fino a 5 anni scadenza determinata. Per ci possono essere depositi vincolati a scadenza indeterminata: esiste un periodo di preavviso per ottenere il rimborso. Vincoli > allanno = interessi al 31/12 , vincoli < allanno = interessi alla fine della durata del vincolo. La remunerazione pi alta per il depositante; per i prelievi fatti prima della fine della durata del vincolo, il depositante subisce un onere: vengono detratti degli interessi a un tasso pi alto. Se il depositante alla scadenza o entro i 15 giorni successivi, non ritira la somma depositata (compresi gli interessi) si intende rinnovato il deposito con le stesse condizioni. Intestazione schema di deposito a risparmio ordinario libero: DATA OPERAZIONE CAPITALE VALUTA GIORNI INTERESSI

Voci del prospetto del deposito a risparmio ordinario: - saldo a nuovo (+) (interesse = saldo * 365 * 4) / 36500 a ogni operazione che si effettua si procede al calcolo del saldo. - Prelevam/versamenti in contanti (-/+)data valuta = data operazione prelev/versam. - Aumento tasso (+) si calcola la differenza di tasso sul saldo del libretto data valuta = data giorno precedente al cambio di tasso

30 formula = ( saldo * gg * differenza del tasso) / 36500 - Capitalizzazione (+) gli interessi vengono sommati al saldo del capitale. - Ritenuta fiscale (-) 27% sugli interessi - Spese (-) per la tenuta del deposito Poi abbiamo il TOTALE riportato al 1/1/ n + 1 ricapitalizzato degli interessi I giorni per il calcolo degli interessi si calcolano dalla data della valuta fino al 31/12 (per ogni operazione). Se si estingue il conto, bisogna stornare gli interessi; i rimanenti si capitalizzano. 3.4. CERTIFICATI DI DEPOSITO (strumento recente): Il certificato di deposito un titolo rappresentativo di un deposito vincolato a scadenza emesso dalla banca; uno strumento finanziario destinato a un risparmiatore che non disposto ad assumersi nessun rischio finanziario e assicura la consistenza della somma depositata. Vantaggi: Pu essere sottoscritto in qualsiasi giorno, tutto a richiesta del depositante; Pu essere emesso in tagli minimi o multipli in relazione ad ogni durata; Non esistono diritti di custodia; C la possibilit di ottenere il rimborso anticipato del certificato con il calcolo di una penale sul tasso dinteresse. La banca inoltre deve ricollocare il titolo presso un altro risparmiatore. Questo certificato pu essere rappresentato da un titolo cartaceo o de materializzato. Esso pu essere: A breve termine: durata minima 3 mesi, durata max 18 mesi (la scadenza decisa dal depositante); A medio termine: durata max 60 mesi (5 anni). Il certificato pu essere emesso a richiesta del depositante, e pu essere: -nominativo -al portatore (si pu trasferire) Inoltre il tasso di interesse pu essere fisso o variabile; variabile quando il periodo va oltre il breve termine. In questo caso il tasso varia a seconda dei parametri stabiliti dalla banca, per esempio l Euribor (tasso interbancario), il tasso di rendimento dei bot, il Rendistato (rendimento medio dei titoli di stato a medio- lungo termine) e altri indici di borsa. I certificati di deposito possono essere emessi anche in valuta. La remunerazione viene generalmente corrisposta con cedole semestrali per le scadenze superiori a 18 mesi e come differenza tra il valore nominale del certificato e il prezzo di emissione per le scadenze inferiori. Nellambito dei depositi al risparmio, linteresse gravato da unimposta che pu essere a titolo definitivo (ritenuta dimposta) oppure non-definitivo (ritenuta dacconto). 3.4. CERTIFICATI DI DEPOSITO (strumento recente): I certificati di deposito sono titoli rappresentativi di un deposito vincolato a scadenza emessi dalla banca; uno strumento finanziario destinato a un risparmiatore che non disposto ad assumersi nessun rischio finanziario e assicura la consistenza della somma depositata. Vantaggi: Pu essere sottoscritto in qualsiasi giorno, tutto a richiesta del depositante;

31 Pu essere emesso in tagli minimi o multipli in relazione ad ogni durata; Non esistono diritti di custodia; C la possibilit di ottenere il rimborso anticipato del certificato con una condizione per la banca deve ricollocare il titolo presso un altro risparmiatore. Questo certificato pu essere rappresentato da un titolo cartaceo o de materializzato. Esso pu essere: A breve termine: durata minima 3 mesi, durata max 18 mesi (la scadenza decisa dal depositante); A medio termine: durata max 60 mesi (5 anni). Il certificato pu essere emesso a richiesta del depositante, e pu essere: -nominativo -al portatore (si pu trasferire) Inoltre il tasso di interesse pu essere fisso o variabile; variabile quando il periodo va oltre il breve termine. In questo caso il tasso varia a seconda dei parametri stabiliti dalla banca, per esempio l Euribor (tasso interbancario), il tasso di rendimento dei bot, il Rendistato (rendimento medio dei titoli di stato a medio- lungo termine) e altri indici di borsa. La remunerazione viene generalmente corrisposta con cedole semestrali per le scadenze superiori a 18 mesi e come differenza tra il valore nominale del certificato e il prezzo di emissione per le scadenze inferiori. Nellambito dei depositi al risparmio, linteresse gravato da unimposta che pu essere a titolo definitivo (ritenuta dimposta) oppure non-definitivo (ritenuta dacconto). 3.5. DEPOSITI A CARATTERE MONETARIO Finalit: - Ottenere una serie di servizi per le operazioni principali che caratterizzano questo deposito; es. carte di credito/debito, accrediti, giroconti-bonifici, ecc..; - Si possono utilizzare mezzi di pagamento in sostituzione della moneta legale: moneta bancaria moneta scritturale Questi depositi si chiamano anche depositi in c/c; lo strumento utilizzato appunto il c/c. Si possono chiamare anche c/c di corrispondenza creditori: >>corrispondenza, perch esiste una corrispondenza fra banca e depositante: la banca da la ricevuta a ogni operazione fatta dal depositante; >>creditori, perch si tratta di un addebito della banca, la banca debitrice nei confronti del depositante. Strumento CONTO CORRENTE un modo di regolare i rapporti tra la banca e il depositante. La banca opera attraverso listituto del mandato: accompagna le varie operazioni che interessano il c/c. Definizione di c/c secondo il Cod. civile (art 1823): contratto nel quale le parti sono legate da una iniziativa reciproca (rimesse reciproche) fino alla chiusura del conto; i crediti sono inesigibili e indisponibili fino alla chiusura del conto. Caratteristiche del c/c bancario: Indivisibilit delle partite: le diverse operazioni di c/c concorrono a formare il saldo del conto nel giorno di chiusura.

32 Perdita di individualit delle partite: ogni operazione perde la propria autonomia per divenire una semplice posta del conto. Reciproca concessione: i saldi possono esser a debito o a credito di ogni concorrentista. caratterizzato da uniniziativa non reciproca, perch questa spetta soltanto al depositante; Manca la reciprocit di credito il saldo del conto non pu essere mai a debito del cliente. Ci sono per delle eccezioni: quando esiste a monte unautorizzazione della banca che permette tale scoperto, anche se rappresenta un elemento transitorio che dura per un periodo di tempo limitato. Il c/c tenuto con il metodo (modalit con cui si giunge al calcolo degli interessi) scalare: il contratto di c/c bancario regolato anche dalle norme bancarie uniformi redatte dallABI che prescrivono ,tra le altre, le seguenti clausole: 1. Il correntista tenuto a depositare la propria firma e quelle delle persone autorizzate a rappresentarlo, precisando i limiti delle facolt accordate. 2. Le disposizioni con assegni sul conto presso la banca si effettuano mediante luso di moduli per assegni forniti dalla banca. 3. Limporto degli assegni e titoli similari accreditato con riserva di verifica SBF. 4. Linvidio degli estratti conto a ogni chiusura sar effettuato dalla banca entro 30 giorni. Trascorsi 60 giorni dal ricevimento, gli estratti conto(salvo contestazione) si intenderanno approvati. 5. La banca si riserva di modificare unilateralmente le norme e/o condizioni economiche che regolano il rapporto, con adeguata motivazione e con comunicazione scritta al cliente. 6. La facolt pu assumere incarichi del correntista, dando comunicazione delleventuale rifiuto. 3.5.1. Il conto corrente di corrispondenza creditore. Accorpato nellultimo capitolo. 3.5.2. Lineamenti tecnici del c/c di corrispondenza. Metodo scalare:i giorni di interesse vengono conteggiati dalla valuta di unoperazione alla valuta delloperazione successiva. Questo metodo implica la tenuta del conto con la forma scalare: si calcola il saldo a ogni operazione. Si adotta anche il procedimento amburghese; periodicamente la banca consegna al depositante due documenti: 1) Estratto conto 2) Conto Scalare o Staffa Estratto conto e conto scalare vengono consegnati trimestralmente (eccezione: mensilmente). Il depositante ha tempo 15-30 giorni per fare eccezioni su tali documenti; se non vengono effettuate sono automaticamente accettati. Gli interessi attivi si calcolano trimestralmente; gli interessi passivi per scoperto nello stesso modo (ci sono dunque tassi diversi in base ai saldi attivi o passivi conto a tassi diversi). VALUTE la valuta uno strumento concorrenziale, decisa dalla banca con il depositante al momento dellapertura del deposito a carattere monetario.

33 Il contratto di conto corrente bancario regolato anche dalle Norme bancarie uniformi redatte dallABI. Accreditamenti di C/C: Versamenti di moneta legale; Versamento di assegni bancari tratti da terzi al suo ordine; Accreditamenti per giroconti, bonifici, ordini di pagamento a favore del correntista; Accreditamenti di varia natura derivanti da operazioni e servizi fatti dal correntista. Addebitamenti di C/C: Prelevamento di moneta legale allo sportello oppure emissione di A/B allordine suo proprio; Ordine alla banca di pagare A/B allordine di terzi; Addebitamenti per giroconti, bonifici, ordini di pagamento a favore di terzi; Addebitamenti di varia natura provenienti da altre operazioni e servizi. Le valute Data delloperazione, quando avviene un versamento di contante, versamento di assegno circolare della stessa banca oppure versamento di assegni bancari sullo stesso sportello; 7 giorni lavorativi successivi alla data delloperazione, quando avviene versamento di assegni bancari su diverso sportello, versamento di assegni circolari di altre banche, versamento di assegni bancari di altre banche su piazza; 8 giorni lavorativi successivi alla data delloperazione, in caso di versamento di assegni bancari di altre banche fuori piazza; Data delloperazione, in caso di prelevamento con assegno o disposizione di addebito; Data di emissione dellassegno, quando c il pagamento a mezzo assegno bancario. La liquidazione del conto trimestrale: vengono conteggiati gli interessi attivi per il depositante al netto della ritenuta fiscale, gli interessi passivi in caso di un eventuale scoperto di conto, le spese di tenuta conto, le commissioni su A/B protestati, limposta di bollo su estratto conto. NB: commissione di massimo scoperto da calcolarsi sul massimo saldo debitore del trimestre con durata superiore a 15 giorni. il saldo a nuovo ha come valuta, lultimo giorno del trimestre precedente. ESTRATTO CONTO Documento in cui figurano tutte le operazioni effettuate nel trimestre solare in ordine di avvenimento (in ordine temporale). Intestazione Estratto Conto:

Colonna capitali dare si riportano le operazioni che danno luogo ad addebitamenti; - Colonna capitali avere si riportano gli accreditamenti; - Il saldo movimenti riportato la sommatoria di tutti i movimenti del dare e dellavere; - Il saldo liquido non tiene conto delle operazioni la cui valuta cade nel trimestre successivo. CONTO SCALARE

34 Documento dove viene evidenziato il calcolo degli interessi: le stesse operazioni presenti nellestratto conto figurano con un altro ordineordine di valuta. Non si calcola subito linteresse: la banca applica tassi di interesse diversi secondo la giacenza del conto. Intestazione Conto Scalare (o Staffa):

; alla fine del trimestre si procede alla sommatoria dei numeri debitori e creditori. Linteresse a credito si calcola moltiplicando la sommatoria dei numeri creditori per il tasso creditore e dividendo il prodotto ottenuto per 36,5; si fa lo stesso per linteresse a debito, usando sommatoria dei (numeri debitori * tasso debitore) /36,5. Sugli interessi a credito lordi va sottratta la ritenuta fiscale del 27%; andranno sottratti da ci che rimane gli interessi a debito, le spese fisse di conto corrente per avere come risultato le competenze, da riportare nellestratto conto successivo, con valuta per es. 31/12. Guarda lesemplificazione di pag 119 per saper rispondere ad eventuali domande pratiche.

3.6. Altre forme di raccolta 3.6.1. premessa Ci sono altre due operazioni di raccolta diretta oltre al deposito: 1_RACCOLTA ATTRAVERSO LEMISSIONE DI OBBLIGAZIONI BANCARIE 2_RACCOLTA TRAMITE PRONTI CONTRO TERMINE NB. Raccolta diretta la banca debitrice nei confronti dei clienti attraverso lemissione di passivit finanziarie; Raccolta indiretta legata ad altre attivit di natura finanziaria che non fanno parte della raccolta presso il pubblico e lesercizio del credito (es. attivit di intermed. mobiliare o servizio di investim.) . 3.6.2 RACCOLTA TRAMITE PRONTI CONTRO TERMINE (Dal 1979) Fu uniniziativa della Banca dItalia: strumento utilizzato negli interventi di mercato aperto, cio come intervento di politica monetaria e creditizia. La BI acquista e vende titoli presso le banche: acquisto titoli dalle banche contro denaro si immette liquidit nel sistema bancario. vendita di titoli alle banche contro denaro drenaggio di liquidit. I pronti contro termine sono a breve, brevissima scadenza (min 15 gg/1 mese, max 6 mesi); si diffuso per tutti gli operatori del sistema. Questo tipo di raccolta consiste in 2 operazioni di segno opposto: 1) A pronti; 2) A termine. Entrambe sono poste in essere alla medesima data e controparte, con alla base gli stessi strumenti finanziari consiste nella vendita di titoli per contanti e un loro riacquisto ad epoca prefissata a termine.

35 Il risparmiatore che ha denaro da investire, si pone in controparte della banca; acquista titoli contro denaro. Al termine gli stessi titoli sono venduti dallinvestitore alla banca a un prezzo a termine maggiore rispetto al prezzo a pronti (dacquisto); la differenza considerato interesse per il risparmiatore sulloperazione. Ricorda: Alla base delloperazione ci sono titoli di Stato o titoli di natura obbligazionaria. Non possibile lestinzione anticipata! Il prezzo a pronti stabilito sulla base del valore di mercato dei titoli utilizzati, mentre quello a termine ottenuto capitalizzando il prezzo a pronti a un tasso di interesse contrattato tra le parti. 3.6.3 Altri elementi: LASSEGNO BANCARIO: Caratterizza il deposito a carattere monetario; uno strumento emesso dalle banche, usato in sostituzione della moneta legale; un titolo di credito che contiene un ordine incondizionato alla banca di pagare una certa somma al beneficiario dellassegno stesso; Da un punto di vista formale ha la stessa struttura della cambiale tratta (i soggetti che partecipano al rapporto in ambito di a/b sono i medesimi nella cambiale tratta). Elenco soggetti che ricorrono nellambito del rapporto: Traente (depositante) colui che emette lassegno; il depositante d alla Banca un ordine incondizionato di pagare a vista una certa somma al beneficiario dellassegno. Trattario la banca, che riceve lordine da parte del traente. Beneficiario pu identificarsi con lo stesso traente (ordine suo proprio).

Differenze tra cambiale tratta e A/B: la cambiale tratta uno strumento di credito che serve a rimandare un pagamento nel futuro. Esiste per chi la emette una responsabilit patrimoniale: il creditore si rivale sul patrimonio del debitore, se questultimo non adempie al pagamento. lA/B un mezzo di pagamento ovvero un mezzo solutorio di un rapporto di debito/credito. Oltre ad esserci la responsabilit patrimoniale, c per chi emette assegni a vuoto anche una responsabilit penale. C un duplice rapporto casuale: 1. Rapporto di valuta il pagamento dellassegno viene impartito dal depositante alla Banca; Rapporto di provvista lordine di pagamento viene impartito poich esiste una convenzione fra banca e depositante, per cui il depositante pu disporre dellassegno per effettuare i propri pagamenti (Convenzione di assegno). Lassegno bancario un titolo di credito: - astratto (come la cambiale) sullassegno non riportata la causa di emissione dellassegno stesso; - formale necessaria una precisa forma per la validit dellassegno;

2.

36 - esecutivo in caso di mancata provvista di fondi della banca, il beneficiario pu rivalersi sullemittente dellassegno (questo vale anche per cambiale).

la

REQUISITI DI VALIDITA: Sono dei requisiti formali, che se non presenti nella/b, questo nullo. Devono essere riportati nellassegno: la denominazione di A/B. lordine incondizionato di pagare una somma determinata; somma che sul titolo espressa in cifre e in lettere. il nome del trattario (che sempre esclusivamente una banca). lindicazione del luogo di pagamento (indicato accanto al nome del trattario). la data e il luogo di emissione. la firma del traente. REQUISITI DI REGOLARITA: requisiti che se non presenti, causano sanzioni fiscali e/o penali; lassegno comunque rimane valido. deve esistere presso la banca una provvista di fondi pari almeno allimporto dellassegno emesso; deve esistere una convenzione (espressa o tacita), in base alla quale la banca attribuisce al depositante il diritto di disporre dei fondi disponibili tramite a/b. Legge anti-riciclaggio: ha posto dei limiti allemissione di assegni bancari poich essendo dei titoli di credito allordine si possono trasferire mediante girata. Gli a/b di importo uguale o superiore a 5.000 , possono essere emessi ma non sono trasferibili; Per importi al di sotto di tale cifra comunque possibile usare a/b non trasferibili. Se lassegno risulta trasferibile, questo sottoposto a una condizione di natura fiscale: per ogni assegno emesso c unimposta di bollo pi elevata (1.50).

LASSEGNO CIRCOLARE Si utilizza a prescindere dal rapporto di c/c tra la banca e lutilizzatore dellassegno. la banca che emette a/c; considerata unoperazione accessoria o di servizio (gratuito) che la banca effettua. Lassegno circolare un titolo di credito allordine che contiene la promessa incondizionata della banca di pagare a vista una somma di denaro al beneficiario. Sono due i soggetti che partecipano al rapporto: 1 La banca (emittente); 2 Il beneficiario (riportato sullassegno stesso). LA/C ha la stessa struttura formale del vaglia cambiario o pagher. REQUISITI DI VALIDITA: 1) Denominazione di A/C inserita; 2) Nel contesto del titolo, la promessa incondizionata della banca di pagare a vista una somma di denaro; 3) Nome del beneficiario (chiamato anche prenditore);

37 4) Data e luogo di emissione; 5) La sottoscrizione della banca emittente. REQUISITI DI REGOLARITA: 1) Lemissione della/c consentita solo alle banche autorizzate dalla Banca dItalia; 2) La banca pu emettere a/c solo se presso la stessa banca sono disponibili al momento dellemissione le somme corrispondenti; 3) La banca autorizzata allemissione di a/c dalla BI, deve costituire una cauzione presso di essa, in garanzia dellemissione degli a/c (cauzione in titoli). = MONETA SCRITTURALE = Bonifico Giroconto Ordine di pagamento BONIFICO il mandato che si d alla banca di accreditare sul conto di un depositante di unaltra banca, una somma di denaro. La banca effettua due scritture: - addebito di c/c del proprio cliente; - accredito di c/c del beneficiario di unaltra banca (dunque ci sono clienti di banche diverse). Colui che ordina alla banca di effettuare il bonifico, deve comunicare un codice (IBAN) che sostituisce le vecchie coordinate bancarie. Il bonifico avviene entro un max di 4 gg, salvo i bonifici urgenti dove la data di accredito la stessa delladdebito. GIROCONTO E uguale al bonifico solamente i soggetti delloperazione sono clienti della stessa banca. ORDINE DI PAGAMENTO Si ha nel caso in cui il beneficiario delloperazione non titolare di un c/c. La banca notifica al beneficiario la disposizione del pagamento presso i suoi sportelli.

4. Operazioni di raccolta a medio-lungo termine


4.1. Il fabbisogno finanziario delle banche a medio lungo termine Negli ultimi tempi anni le banche hanno cominciato ad approvvigionarsi in modo costante con strumenti di finanziamento a medio-lungo termine. Tale tipo di finanziamento avviene attraverso tre modalit: - Emissione di titoli obbligazionari - Aumenti di capitale - Operazioni di cartolarizzazione La possibilit di utilizzare questi strumenti conseguenza di profondi cambiamenti (legge Amato del 90 e TUB del 93) che hanno portato alla trasformazione degli intermediari in spa e alla despecializzazione temporale. La trasformazione degli intermediari in spa:

38 ha permesso di introdurre la concorrenza allinterno del sistema creditizio; gli intermediari creditizi sono diventati attivi partecipanti del sistema economico e finanziario; ha condotto le banche sotto lappoggio della normativa prevista dal Codice civile per tale tipologia di societ. Per despecializzazione temporale si intende invece la possibilit di poter operare sia nel breve che nel medio lungo termine. Due vantaggi che le banche hanno tratto dalla possibilit di approvvigionarsi sul mercato dei finanziamenti a medio lungo termine: 1) differenziare le proprie fondi di approvvigionamento consentendo una migliore sincronizzazione tra le scadenze dellattivo e quelle del passivo; 2) aumento del volume della raccolta di risorse finanziarie, da utilizzarle in processi di crescita interna ed esterna e di espansione delle quote di mercato. La funzione principale svolta dallemissione dei titoli a medio-lungo termine quella di fornire alla banca le risorse necessarie per gli impieghi a medio-lungo termine; se questo avviene, i tassi di interesse attivi coprono quelli passivi. Altra caratteristica della raccolta a medio-lungo termine lalto grado di stabilit su cui la banca pu contare: tutto ci consente allintermediario creditizio di avere pi ampi margini di manovra sugli impieghi della massa gestita, perch il tasso di interesse e le scadenze di rimborso del capitale vengono definiti al momento dellemissione. 4.2. Le modalit di finanziamento a medio-lungo termine edlle banche 4.2.1 Le obbligazioni La notevole crescita come fonte di approvvigionamento del settore creditizio dovuta principalmente alla flessibilit degli elementi del titolo: mutando le caratteristiche di tali elementi possibile per la banca raggiungere target di mercato differenti, oltre a riuscire a segmentare il proprio portafoglio debiti secondo scadenze predeterminate e costanti nel tempo. Altro vantaggio: i titoli obbligazionari pagano capitale e interessi indipendentemente dallandamento economico dellemittente. La raccolta obbligazionaria concessa a tutti gli intermediari creditizi indipendentemente dalla loro forma giuridica e dalla loro dimensione. Il taglio minimo di ciascun titolo non deve essere inferiore ai 10.000. prevista lemissione di obbligazioni con valore unitario di 1000 (o multiplo di 1000), nel caso di: prestito obbligazionario di importo non inferiore a 150 milioni di . patrimonio di vigilanza non inferiore a 24 milioni di ; la banca ha chiuso gli ultimi 3 bilanci in utile; lultimo bilancio deve essere certificato. Tutti i requisiti devono essere presenti contemporaneamente. Se non dematerializzate, le obbligazioni devono contenere precise indicazioni: a) denominazione, oggetto sociale, sede della banca;

39 b) capitale sociale gi versato al momento dellemissione; c) ammontare complessivo delle obbligazioni emesse; d) eventuali garanzie. La banca ha 2 obblighi: 1)rimborsare alla scadenza limporto del titolo; 2)remunerare il sottoscrittore del titolo attraverso le cedole dinteresse, che possono essere trimestrali, semestrali o annuali (le ultime due sono le pi usate). Le obbligazioni bancarie: sono titoli di massa in quanto costituiscono frazioni di uguale importo rispetto al prestito obbligazionario. sono fungibili tra di loro. sono rimborsabili a una determinata scadenza o in modo graduale in base a un definito piano di ammortamento. la durata minima di 36 mesi; la durata media di emissione non deve essere inferiore ai 24 mesi(anche in caso di riapertura delle emissioni o di collocamento prolungato delle obbligazioni e in tal caso i titoli emessi non possono avere durata residua inferiore ai 18 mesi) NB E previsto il rimborso anticipato: Su iniziativa della banca non pu avvenire prima che siano trascorsi 18 mesi dalla data di chiusura del periodo dellofferta. Su iniziativa del cliente la banca rimborsa il titolo trascorsi almeno 24 mesi sempre dalla data di chiusura del periodo di offerta. E data la possibilit alle banche di riacquistare in qualsiasi momento le obbligazioni emesse sul mercato. Conseguenze: o La banca pu rendere pi liquido il mercato secondario delle obbligazioni stesse; o Maggiore facilit con cui tali titoli vengono collocati presso il pubblico (se alla banca data la facolt di riacquistare le proprie obbligazioni, il risparmiatore sar pi invogliato a sottoscrivere il prestito). Il collocamento delle obbligazioni pu avvenire presso il pubblico oppure presso investitori istituzionali. Nel primo caso le banche devono seguire una procedura dettata dal TUF, che contiene precisi obblighi di trasparenza e di informativa al mercato. Nel secondo caso, ci avviene quando la banca voglia essere sicura di collocare tutti i titoli oppure quando questi ultimi abbiano un grado di rischiosit elevato.

Le obbligazioni si dividono in ordinarie e strutturate: - le prime si dividono o in titoli con cedola: il vantaggio per il sottoscrittore il rendimento periodico che il titolo fornisce. o e titoli senza cedola: il vantaggio per la banca quello di non dover sostenere alcun onere periodico e di rimborsare il capitale e interessi in ununica soluzione - le seconde in o obbligazioni convertibili: il vantaggio per il sottoscrittore dato dalla possibilit di fruire di strumenti di valore delle azioni della banca

40 sottostante pur acquistando titoli azionari. Il successo nel collocamento delle obbligazioni convertibili dipende dalle prospettive di crescita del titolo stesso. Crescita incerta= difficolt di collocamento. o e cum warrant Al momento dellemissione di titoli obbligazionari la banca agisce sui singoli elementi dellobbligazione, adattandoli alle proprie esigenze e creando in questo modo varie tipologie di titoli. 1) La durata. Nel caso in cui sia il cliente a chiedere alla banca il rimborso anticipato dellobbligazione, questa pu naturalmente negarlo; il cliente potr in ogni caso liquidare il titolo cedendolo a terzi. NB: opzione callable possibilit di rimborso delle obbligazioni, dal quinto anno di emissione in poi, a discrezione dellemittente. 2) Il prezzo di collocamento. stabilito dallemittente sulla base di una perizia di stima appositamente predisposta e pu essere sotto la pari, alla pari o sopra la pari; il collocamento delle obbligazioni di solito avviene sotto la pari, vale a dire che il prezzo di collocamento inferiore al valore nominale dellobbligazione, o alla pari, cio che detto valore pari al valore nominale del titolo. 3) Il tasso di interesse. Esso riflette la rischiosit dellemittente e la struttura dei tassi del mercato obbligazionario: di solito i tassi su cui si basano le emissioni obbligazionarie sono quelli del mercato interbancario, maggiorati di uno spread aggiunto dalla banca (lo spread riflette effettivamente la rischiosit dellemittente). I tassi delle obbligazioni possono essere: - Fissi = tasso di interesse costante per tutto il periodo di vita del prestito; - Variabili = il tasso viene legato a un indice o a un parametro variabili nel tempo. NB sempre possibile per la banca, rimborsare anticipatamente il prestito e sostituirlo con un altro avente un tasso di interesse per essa pi conveniente. La crisi finanziaria del 2007-2008 ha portato gli Stati nazionali dei principali Paesi industrializzati a emettere dei provvedimenti a sostegno delle banche in difficolt. Il primo di essi, autorizza il Ministero dellEconomia e delle Finanze a garantire, fino al 31 dicembre 2009, le passivit con scadenza fino a 5 anni emesse dalle banche italiane successivamente alla data del 13 ottobre 2008, giorno di entrata in vigore dello stesso decreto-legge. Il decreto d inoltre la possibilit al Ministero di effettuare operazioni temporanee di scambio tra titoli di Stato e strumenti finanziari detenuti dalle banche italiane, o passivit delle banche italiane controparti. Il secondo (pi importante), prevede la possibilit per il Ministero dellEconomia, di sottoscrivere strumenti finanziari privi del diritto di voto, emessi da banche italiane o da capigruppo di gruppi bancari italiani le cui azioni sono negoziate sui mercati regolamentati (Tremonti bond). NBla sottoscrizione avviene previa richiesta della banca emittente al Ministro e alla BI. I fini di tale sottoscrizione sono due: - garantire un adeguato flusso di finanziamenti alleconomia; - fornire un pi elevato livello di patrimonializzazione alle banche richiedenti.

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4.2.2 Le azioni Le banche essendo spa, possono deliberare aumenti di capitale: 1. a titolo gratuito: ove c uno storno di parte delle riserve a capitale; 2. titolo oneroso: ove c una vera e propria emissione di azioni, offerte agli azionisti attraverso il diritto di opzione e, qualora le opzioni non venissero esercitate, al mercato. Aumento di capitale a titolo oneroso: la legge concede la possibilit agli azionisti di acquistare un quantitativo di azioni percentualmente uguale a quello gi posseduto; nel caso in cui parte delle azioni rimanga inoptata 7, queste devono essere offerte a coloro che hanno esercitato il diritto di opzione e, qualora non siano collocate totalmente tutte le azioni di nuova emissione nemmeno in questo secondo caso, al mercato. Qualora non vengano sottoscritte neanche dal mercato, significa che loperazione finanziata con laumento di capitale giudicata non remunerativa. Lazionista di maggioranza nella quasi totalit dei casi sottoscrive per lintera sua parte laumento di capitale; motivi: - Ci gli permette di mantenere invariata la propria % partecipativa allinterno del capitale azionario; - Con tutta probabilit, lazionista di maggioranza ha avuto un ruolo determinante nellapprovazione della delibera di aumento di capitale in assemblea. Pi la banca economicamente solida, pi sar facile per essa collocare le proprie azioni sul mercato. Ragioni per cui una banca decide un aumento di capitale: espansione esterna rafforzamento del patrimonio di vigilanza Due sono le tipologie di sottoscrittori di azioni bancarie: risparmiatori e investitori istituzionali (fondi comuni di investimento, fondazioni bancarie, banche daffari, fondi pensione). Le banche daffari e i fondi pensione sottoscrivono aumenti di capitale delle banche per trarne profitto e per permettere di nominare una % rilevante degli amministratori della societ bancaria. Solitamente i risparmiatori (cassettisti) che sottoscrivono laumento di capitale di una banca hanno una prospettiva di lungo termine: essi ritengono che il titolo bancario crescer di valore nel lungo termine e quindi esso viene acquistato non tanto per i potenziali dividendi, quanto per i profitti in conto capitale che si possono percepire a lungo tempo. I sottoscrittori con una prospettiva di breve sono investitori che acquistano titoli di banche con strategie pi aggressive e speculative. Variabile principale che influisce sulla possibilit di collocamento delle azioni il prezzo di emissione, che dipende da: 1. Il valore della banca 2. Il valore di mercato delle azioni gi in circolazione Quanto finora detto riguarda le azioni ordinarie, categoria fornita di pieni diritti amministrativi e patrimoniali.

di azione o quota, emessa in caso di aumento di capitale, su cui i vecchi azionisti non esercitano il diritto di opzione.

42 La banca ha la possibilit di finanziarsi anche mediante lemissione di azioni privilegiate e di azioni di risparmio esse attribuiscono al possessore diritti patrimoniali ma non amministrativi. Inoltre: - sono emesse con lesclusivo scopo di finanziare lemittente; - hanno il vantaggio di non incidere sulla governante societaria e di evitare la modifica dellammontare di capitale sociale previsto nellatto costitutivo. Lart 1 del primo decreto dianzi menzionato concede la possibilit al Tesoro di sottoscrivere o garantire gli aumenti di capitale che saranno effettuati dalle banche italiane fino al 31 dicembre 2009(a patto che la BI accerti una situazione di inadeguatezza patrimoniale e la predisposizione di un piano di stabilizzazione e di rafforzamento del patrimonio di durata almeno triennale). Le azioni sottoscritte possiedono determinate caratteristiche stabilite per legge: sono prive del diritto di voto sono privilegiate nella ripartizione dei dividendi rispetto a qualsiasi altra categoria di azione sono riscattabili da parte dellemittente soltanto qualora la BI accerti che loperazione non pregiudica le condizioni finanziarie e di solvibilit dellemittente. 4.2.3 La cartolarizzazione Nata negli anni 70 negli Stati Uniti, la cartolarizzazione ha cominciato ad avere largo uso nel nostro Paese soltanto nel 99 con la legge n. 130. La cartolarizzazione unoperazione che permette di rendere liquido un investimento che per sua natura non possiede questa caratteristica; esempi di beni immobili e crediti a lunga scadenza. Loperazione di cartolarizzazione si articola su pi fasi. 1. la banca (originator), chiamata a scegliere, allinterno del proprio portafoglio immobilizzato, una serie di assets patrimoniali aventi caratteristiche fra di loro omogenee. 2. Successivamente si ha la cessione a un prezzo stabilito, del pacchetto di crediti cos individuato a una societ-veicolo(SPV); i crediti diventano di propriet della stessa societ-veicolo. 3. Infine si ha lemissione di titoli, garantiti dai flussi di cassa generati dai crediti ceduti dalla banca e di cui la stessa societ-veicolo o un terzo soggetto, di solito una banca daffari, cura il collocamento. Lintera operazione organizzata dallarranger, una banca daffari, che la struttura fin nei minimi dettagli. Larranger si occupa della due diligence legale, unoperazione laboriosa, mediante la quale esperti del settore controllano lo status giuridico di tutti i crediti oggetto di cartolarizzazione, con riguardo alla garanzie concesse e prestando particolare attenzione a quelli che hanno originato procedure esecutive. Di primaria importanza per il collocamento dei titoli lagenzia di rating, alla quale la legge fa obbligo di formulare un giudizio sintetico sui titoli emessi dalla societveicolo in caso di collocamento presso il pubblico, a tutela del potenziale sottoscrittore del titolo. Le operazioni di cartolarizzazione possono essere eseguite dalle banche per due opposte ragioni: - approvvigionamento di risorse finanziarie; - eliminare dal bilancio le poste attive ormai in sofferenza.

43 Le cartolarizzazioni hanno di solito a oggetto cessione di crediti per importi consistenti, vista la complessit della procedura e i costi a essa attribuibili. Le cartolarizzazioni hanno un impatto sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria delloriginator. A livello economico, le banche si vedono venire meno i proventi degli interessi che i crediti erogavano loro; a livello finanziario c un ingente introito ovvero il prezzo di cessione dei titoli (in un unico istante temporale); a livello patrimoniale viene a ridursi in via immediata lo stock di crediti iscritti in bilancio (riduzione compensata dalliscrizione di nuove poste). Per il collocamento presso investitori istituzionali di titoli derivanti da cartolarizzazioni non occorre il giudizio di rating. Talvolta lo SPV colloca i titoli derivanti dalle cartolarizzazioni presso la stessa banca che ha ceduto i crediti. Le ragioni che spingono a ci possono essere: parte di questi titoli non stata assorbita dal mercato. La banca vuole dare un segnale al mercato, cio che i titoli emessi hanno un rischio contenuto e che sono comunque garantiti.(inoltre ottiene gli interessi che tali crediti generano). Quando vengono cartoralizzati crediti non garantiti o con unalta probabilit di insolvenza, le conseguenze di un eventuale default dei sottostanti pu condurre a crisi finanziarie anche gravi. Es. la crisi di liquidit sui mercati dellagosto 2007 dovuta allaumento delle insolvenze sul mercato dei mutui sub-prime a causa di prestiti concessi a soggetti poco solvibili che poi sono stati cartolarizzati; tali titoli infatti erano stati acquistati per importi ingenti da investitori istituzionali statunitensi.

5. Operazioni di Impiego
5.1. Classificazione delle operazioni di impiego Le operazioni di impiego si distinguono in: Operazioni di concessione di credito Operazioni di investimento diretto Investimento diretto acquisto di titoli o immobili destinati allesercizio dellattivit bancaria. Concessione di creditosconto, anticipi su crediti, anticipi su fatture, apertura di credito. Le operazioni di concessione di credito possono dar luogo ai fidi diretti o indiretti. Prestiti diretti prestito dove il soggetto che ottiene il finanziamento sar chiamato al rimborso dello stesso; Prestiti indiretti colui che ottiene il finanziamento non il soggetto che chiamato al rimborsarlo alla scadenza (es. operazione di sconto cambiario); La banca risulta creditrice nei confronti di chi richiede un prestito finanziario. I fidi diretti si distinguono in: - PRESTITI PER CASSA: prestiti dove la banca non ha un esborso monetario nei confronti del richiedente di denaro; - PRESTITI DI FIRMA: lutilizzazione del fido implica solo lammontare di un rischio di esborso. La banca garantisce, attraverso varie forme tecniche, lobbligazione assunta dal cliente nei confronti di terzi. Solo in caso di mancato

44 buon fine delloperazione il prestito di firma si pu trasformare in prestito per cassa. I prestiti per cassa si possono distinguere in: Prestiti garantiti la banca richiede da parte del cliente la cessione di garanzia (supporto ulteriore che rafforza la posizione del cliente); Prestiti allo scoperto il cliente non d garanzia nei confronti della banca; il prestito viene concesso dopo aver accertato il merito del credito da concedere, senza apporto di garanzie. 5.2. Lapertura di credito Lapertura di credito un prestito diretto, a breve termine. Da un punto di vista giuridico (art 1842 C.c.), il contratto con il quale la banca mette a disposizione del richiedente una somma per un certo periodo di tempo. Il cliente pu utilizzare questa somma di denaro nei tempi e nei modi giudicati pi opportuni. Il contratto consensuale dunque valido con il consenso delle parti senza che questo comporti lutilizzo effettivo della somma. Art 1843 cod. civile: Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la propriet ed obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria (1272), alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l'osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi (1782). Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si e costituito il rapporto. Caratteristiche dellapertura di credito: 1. secondo le modalit di utilizzo: a) per cassa b) di firma 2. secondo lo strumento utilizzato nella suddetta operazione: a) apertura di credito semplice si pu utilizzare un finanziamento una o pi volte (la somma messa a disposizione pu essere prelevata in ununica soluzione o in pi soluzioni); se laffidato effettua versamenti, non pu con questi ripristinare la disponibilit iniziale. b) Apertura di credito in c/c esiste piena libert per i prelevamenti e i versamenti (questi possono, dunque, ripristinare la disposizione iniziale). 3. secondo la durata: a) determinato viene fissata una data in cui deve avvenire il rimborso, e il periodo di utilizzo in cui il soggetto pu utilizzare la somma messa a disposizione. b) indeterminato non esiste unepoca di rimborso e nemmeno la durata per lutilizzo del finanziamento concesso (operazione valida fino a revoca). 4. secondo le garanzie: a) allo scoperto la concessione del fido si basa esclusivamente sulle indagini preliminari tendenti ad accertare la capacit di credito e quindi la solvibilit del cliente. b) garantito ci sono garanzie reali o personali. 5.2.1 Lapertura di credito semplice non prevede lutilizzo del c/c; gli eventuali versamenti del beneficiario non consentono di ripristinare la possibilit di utilizzo del credito iniziale; la scadenza delloperazione determinata; un prestito concesso dalla banca, utilizzato o in ununica soluzione o in pi soluzioni; sempre a tempo determinato (ristretto) e per un importo limitato;

45 viene richiesto nellambito degli scambi internazionali e in quelle attivit che hanno natura stagionale; loperazione pi diffusa nellambito dei crediti al consumo: prestito personale (beni di consumo durevole): concesso a una persona fisica che assume le vesti di consumatore finale indipendentemente dallattivit svolta. Il prestito personale pu essere: - finalizzato allacquisizione di un certo bene; - non finalizzato (non ha una finalit specifica). Nellambito della banca si ha il prestito personale non finalizzato; quello finalizzato lo troviamo in contesti dove c una convenzione tra la banca e un fornitore di servizi (la banca finanzia il fornitore). Caratteristiche del prestito personale: esiste unindagine preliminare semplificata (es. consegna della dichiarazione dei redditi, andamento c/c presso la banca) per accertare la capacit di rimborso del cliente; viene messa una somma a disposizione in un'unica soluzione; la sua durata va da un minimo di 6-12 mesi a un massimo di 60 mesi; c un tasso di interesse fisso per tutta la durata di tempo del prestito; c il rimborso a rate (costanti, con cadenza mensile) secondo un preciso piano di ammortamento; il costo delloperazione deve essere reso pubblico, ovvero deve essere messo a conoscenza del consumatore: il costo totale (TAEG = tasso annuo effettivo globale) dato dagli interessi pi gli oneri accessori. 5.2.2. Apertura di credito in c/c e 5.2.3. forme e le caratteristiche tecniche dellapertura di credito in c/c viene utilizzato il c/c di corrispondenza con lo stesso metodo dei depositi a carattere monetario insieme alla possibilit di utilizzare nellambito di questa forma, anche la moneta scritturale e la moneta bancaria, in sostituzione della moneta legale; lutilizzo del finanziamento libero, quindi la somma messa a disposizione pu essere prelevata nei modi pi opportuni (NB: si pu anche non utilizzarla); il costo si limita esclusivamente a quanto si utilizzato e rispecchia un tasso dinteresse pi alto perch c maggiore libert di utilizzo della somma messa a disposizione dalla banca (forma tecnica prestabilita); Lapertura di credito in c/c pu essere di due tipi: apertura di credito per effettiva elasticit di cassa apertura di credito ordinaria La prima rivolta a compensare temporanei squilibri della gestione finanziaria dellaffidato e comporta quindi frequenti mutamenti nellammontare e nel segno del saldo del conto. La seconda copre situazioni di necessit che si prolungano per tutto larco temporale (raramente si avranno saldi a credito per laffidato); la banca esige che il c/c sia movimentato (da ci derivano proventi e commissioni per la banca). Caratteristiche tecniche: a) importo del finanziamento (ammontare del fido); Viene stabilito un importo max da utilizzare, dunque non si pu utilizzare somme superiori al fido. b) la scadenza del finanziamento; La scadenza pu essere a tempo determinato salvo che venga data revoca da parte della banca possibile soltanto per giusta causa, es. quando le condizioni patrimoniali /economiche/finanziarie comportano rischio finanziario

46 ed economico nel contesto di procedure concorsuali) o indeterminato ( valida fino a che una delle due parti revochi laffidamento; ci deve essere la clausola: fino a revoca termine di preavviso 15 gg come da codice civile); c) il costo del finanziamento; il costo pari allinteresse pagato sulle sole somme utilizzate; ulteriori costi possono essere le commissioni di massimo scoperto (in ragione % ovv. 1/8 % da calcolare in ambito trimestrale sullo scoperto maggiore che troviamo nel c/c di corrispondenza; il saldo allo scoperto deve avere una durata di almeno 10 giorni). d) le eventuali garanzie. Quelle previste dal codice civile sono: 1. garanzie personali (fidejussione e avallo) 2. garanzie reali (pegno e ipoteca)- difficilmente trovabili nellambito dellapertura di creditoFIDEJUSSIONE Garanzia di tipo generico, concessa da un soggetto a favore dellaffidato AVALLO Viene dato su una cambiale, e richiesto dalla banca nei confronti dellaffidato (in sostanza una firma di garanzia da parte di un terzo soggetto). IPOTECA Viene fatta su beni immobili; si ricorre di rado a questa forma di garanzia perch comporta alti costi. PEGNO sicuramente molto pi frequente, e ha come oggetto beni mobili per esempio titoli, preziosi, merci, ecc.. Sono due le finalit del rilascio di una cambiale senza avallo alla banca: 1 in caso di insolvenza, il recupero del credito avviene in una forma pi snella e veloce CAMBIALE DI RECUPERO. 2 ottenimento di liquidit presso il sistema bancario CAMBIALE DI SMOBILIZZO; la banca pu scontare la cambiale presso unaltra banca ottenendo dunque un finanziamento. Differenza tra apertura di credito garantita da pegno e anticipazione garantita da pegno: - nella prima la garanzia un elemento accessorio, mentre nella seconda un elemento fondamentale delloperazione; - nella prima limporto del fido non commisurato allimporto della garanzia, nel secondo tipo si. 5.3 Lo sconto Operazione di prestito per cassa > lunica forma di prestito per cassa indiretto; Secondo lart 1858 del c.c. si tratta di un contratto con il quale la banca dietro deduzione dellinteresse anticipa al cliente limporto di un credito v/terzi non ancora scaduto, con la cessione SBF; Un soggetto apporta alla banca un credito v/terzi che ha la caratteristica di non essere scaduto; avviene una cessione salvo buon fine se un soggetto per ottenere un finanziamento cede crediti per riscuoterli anticipatamente, e a scadenza questi non sono pagati, ne risponde chi li ha ceduti; Prendiamo in considerazione operazioni di sconto pro-solvendo ovvero quando la banca non risponde mai al mancato buon fine. Lo sconto il compenso che spetta alla banca per aver anticipato crediti prima della scadenza ( un interesse calcolato anticipatamente).

47 Il valore scontato (o netto ricavo) pari al valore del credito ceduto al netto dello sconto. Il cliente che intende utilizzare questa operazione per monetizzare il proprio credito dovr ottenere un fido, il castelletto di sconto, che rappresenta limporto massimo utilizzabile attraverso questa forma tecnica. Lo sconto pu avere ad oggetto dei crediti rappresentati o da cambiali o da altre attivit finanziarie (cedole in scadenza, annualit dello stato, buoni fruttiferi della stessa banca, ecc..). Lo sconto pu essere:bancario (ha per oggetto crediti di qualsiasi natura) cambiario (ha per oggetto titoli di credito di natura cambiaria) NB: Noi ci soffermiamo sullo sconto cambiario. 5.3.1 Classificazione del portafoglio cambiario. Dal punto di vista giuridico si distinguono due tipi di cambiale: - CAMBIALE TRATTA - PAGHERO CAMBIARIO O VAGLIA CAMBIARIO Entrambe sono titoli di credito allordine, di natura formale (vedi requisiti sugli assegni); la cambiale per ha una natura diversa perch un documento che serve ad attestare un credito, dunque un impegno di pagamento che avverr a scadenza. Il mancato pagamento della cambiale genera conseguenze solo patrimoniali. Cambiale tratta: ha la struttura di un ordine di pagamento rivolto dal traente al trattario di effettuare un pagamento a favore di un terzo prenditore o beneficiario o allordine dello stesso traente. La tratta pu essere accettata o meno dal trattario che appone la firma di accettazione: se accettata impegna cambiariamente almeno due soggetti, il traente e il trattario; se non accettata limpegno fa capo solo sul traente. Pagher cambiario: ha invece la struttura di una promessa di pagamento dellemittente a favore del beneficiario. Secondo la natura o la causa che ha dato origine allemissione della cambiale si distinguono: CAMBIALI COMMERCIALI O CARTA COMMERCIALE CAMBIALI FINANZIARIE O CARTA FINANZIARIA La CARTA COMMERCIALE rappresentata da tutte quelle cambiali emesse nellambito di contratti di compravendita; c un venditore che stabilisce il prezzo della compravendita attraverso lemissione di cambiali. Il compratore si impegna al pagamento del prezzo a una certa scadenza scritta sul titolo di credito. Il venditore pu aspettare la scadenza oppure pu ottenere unanticipazione grazie alloperazione di sconto, cedendo alla banca le cambiali in cambio di unanticipazione che la banca effettua a suo favore. Il compratore pagher il titolo direttamente alla banca. Le cambiali commerciali sono rilasciate solitamente nella forma di tratta: Il venditore il traente; Il compratore il trattario; Il beneficiario lo stesso traente o un terzo soggetto. Le CARTE FINANZIARIE hanno come rapporto sottostante la negoziazione di un prestito. Sono rappresentate da cambiali pagher rilasciate allordine della banca dal cliente per ottenere un finanziamento. Mancando in questa fattispecie un credito preesistente, si ritiene che lo sconto di carta finanziaria sia pi rischioso, poich il rimborso della cambiale a scadenza dipende solo dalla solvibilit del cliente. Tipo intermedio tra carta commerciale e carta finanziaria: CARTA DI COMODO Essa trae origine dalla simulazione di un rapporto di natura commerciale tra due soggetti, allo scopo di ottenere un prestito dalla banca sotto forma di sconto. Se il

48 rapporto reciproco abbiamo leffetto incrociato : scambio reciproco di due carte di comodo tra due soggetti. Ancora unaltra classificazione del portafoglio cambiario; a seconda della presenza di determinati requisiti di bancabilit, gli effetti possono essere: 1) bancabili 2) non bancabili Requisiti di bancabilit: numero delle firme presenti sulla cambiale (almeno due); la tratta nasce con due firme ovvero quella del traente e quella del trattario, il quale accetta di pagare la cambiale (firma di accettazione); questa firma pu anche non esserci, per in questo caso leffetto risulterebbe non bancabile. Se la cambiale viene girata, su di essa ci saranno le firme dei giratari. Il pagher nasce con la sola firma dellemittente (effetto non bancabile). scadenza, non superiore ai 4 mesi; i mesi si contano dal momento in cui si presenta la cambiale allo sconto, fino alla sua scadenza. luogo di pagamento; la piazza di scadenza della cambiale bancabile quando esiste nel luogo di pagamento una banca corrispondente. Alla mancanza di questo requisito si pu porre rimedio: si utilizza la domiciliazione per cui la cambiale viene resa pagabile in luogo diverso da quello iscritto su di essa. la cambiale non deve contenere clausole che limitano lesercizio dei diritti cambiari, es. la clausola senza spese (non si pu elevare il protesto in caso di mancato pagamento contro lobbligato principale), non allordine (non si pu trasferire la cambiale). la cambiale deve possedere tutti i requisiti formali previsti dalla legge cambiaria e requisiti di regolarit. La cambiale deve essere regolata fiscalmente: deve essere bollata ovvero assoggettata a imposta di bollo. 5.3.2 Criteri per lammissione delle cambiali allo sconto Per poter essere ammesse allo sconto le cambiali devono possedere requisiti di bancabilit: in mancanza, le cambiali o sono respinte o sono scontate a condizioni pi onerose per il cliente. Tali requisiti sono fissati dalla Banca dItalia. Perch questa differenza di effetti bancabili e non bancabili? 1 motivo se una cambiale bancabile, il rischio della banca ad anticiparla molto ridotto. 2 motivo (valido per le banche che effettuano queste operazioni) la banca pu ottenere unanticipazione attraverso la forma tecnica di risconto di portafoglio: - la banca sconta cambiali presso altre banche del sistema bancario; - utilizzato in casi di necessit, di illiquidit; - unoperazione di provvista o raccolta derivata, cio la banca si finanzia attraverso lo sconto di cambiali cedute da terzi presso altre banche; derivata perch deriva da unoperazione di sconto precedentemente posta in essere. NB: Loperazione di sconto viene fatta essenzialmente da banche piccole. Se non ci sono i requisiti di bancabilit, la banca pu effettuare lo stesso lo sconto; tutto comunque dipende dai requisiti che mancano (se mancano tutti, lo sconto non pu essere effettuato). Caso particolare: - quando? Nelle transazioni commerciali; il compratore autorizza il venditore a spiccare tratta (la banca non si pu rifare su nessuno!); - nella cambiale manca la firma del trattario; - la banca pu ammettere allo sconto la cambiale richiedendo un particolare istituto (risale al 1933):

49 CESSIONE DELLA PROVVISTA, il venditore cede alla banca il rapporto commerciale che sottosta allemissione della cambiale ovvero la banca subentra nel rapporto come se fosse il venditore (dunque pu porre al compratore tutte quelle eccezioni che pu effettuare il venditore). Per essere valido questo istituto: la banca deve avvertire il compratore che il credito sottostante stato ceduto presso di essa; il compratore alla scadenza deve pagare direttamente in banca. Bisogna formalizzare questa cessione sulla stessa cessione; si scrive nel contesto del titolo che il credito stato ceduto alla banca a fronte della fatt. commerciale numero .. del Dopodich la cessione di provvista valida. Sono chiamati al pagamento il compratore ed eventualmente il venditore se non viene pagata la cambiale dallobbligato principale. Per ottenere un finanziamento la banca pu far firmare un pagher: SOVVENZIONE CAMBIARIA o SCONTO DI PAGHERO DIRETTI. Il soggetto che vuole il finanziamento promette di pagare una certa somma a una certa scadenza (di solito non superiore ai 4 mesi). Lo sconto non aderente alla definizione dellart. del codice civile: Sconto in senso tecnico = la banca anticipa un importo al netto dellinteresse calcolato anticipatamente. Nello sconto di pagher diretti essendo lemittente lunico debitore, che promette di pagare gli effetti alla scadenza prevista, listruttoria di fido si basa soltanto sullindagine sulla capacit di credito del medesimo e sua solvibilit. La banca pu richiedere che i pagher siano garantiti da firme di avallo di persone solvibili o siano accompagnati da garanzia fideiussoria. 5.3.4 Il costo delloperazione di sconto cambiario A) Interesse (sconto); si calcola dal momento di accettazione delleffetto allo sconto alla sua scadenza. Gli effetti vengono esaminati da un Comitato di sconto che verifica se ci sono tutti i requisiti di bancabilit, formali e di regolarit. Se ci sono tutti i requisiti, leffetto pu essere scontato. I giorni per il calcolo degli interessi partono dal momento in cui si ammette leffetto allo sconto. Ulteriore compenso per la banca: B) Giorni banca (5-10 giorni), giorni di interesse che la banca calcola in pi rispetto a quelli che si detto. C) Minimo giorni di sconto: si applica quando la durata delloerpazione inferiore ad un certo limite(30 gg di solito); anche in questo caso si calcola linteresse per un numero gi riogni superiore alleffettiva durata dellanticipazione. D) Minimo di sconto (sostituisce linteresse), compenso che spetta alla banca quando linteresse calcolato pi basso di un importo minimo prestabilito. E) Commissione dincasso, rappresenta un rimborso spese della banca per la contabilizzazione, riscossione degli effetti. F) Diritto di brevit (ulteriore costo per il cliente), quando la banca sconta effetti ormai vicini alla scadenza naturale.(di solito 12 giorni prima della scadenza per gli effetti su piazza e 20 per quelli fuori piazza) G) Altri diritti, come a. il diritto di avviso dincasso, calcolato quando la banca deve avvertire il cliente dellavvenuto incasso b. e il diritto di richiesta desito, quando il cliente richieda lavviso di esito, successivamente alla presentazione

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5.3.5 Lestinzione delloperazione di sconto Loperazione di sconto si estingue alla scadenza della cambiale, in seguito al regolare pagamento da parte del debitore principale. Prima della scadenza lestinzione pu avvenire quando il cliente che sconta leffetto ritira la cambiale e ne anticipa il pagamento, in tal modo sostituendosi allobbligato principale (fine: prorogare la scadenza per lobbligato principale oppure il cliente quando sa che lobbligato principale non pagher, vuole evitare le spese di protesto). Dopo la scadenza, si estingue lo sconto se la cambiale, non essendo stata pagata n dallobbligato principale n dal cliente, viene protestata e successivamente pagata con lintervento di un altro obbligato cambiario.

5.4 Altre forme di smobilizzo dei crediti commerciali: - Il castelletto salvo buon fine - Lanticipo su fatture - Il factoring Il castelletto salvo buon fine Il castelletto sbf una forma di prestito concessa dietro cessione di titoli cambiari, ma anche di Ricevute Bancarie (RiBa). Le RiBa sono documenti di natura non cambiaria emessi da unimpresa per la riscossione dilazionata di una fornitura di beni o servizi. In essa risulta o la somma che il debitore deve al creditore, o il riferimento alla fattura commerciale o gli estremi delle parti della compravendita NB: le RiBa sono ormai, di fatto, de materializzate; non sono titoli di credito e dunque non costituiscono titoli esecutivi. Nel caso del castelletto sbf limpresa ottiene un vero e proprio affidamento e riceve, in conseguenza del trasferimento di effetti alla banca per lincasso, lintero valore nominale dei titoli, detratte le sole commissioni dincasso. La somma corrispondente viene accreditata sul c/c del cedente e la banca provveder alla scadenza a incassare gli effetti di cui divenuta beneficiaria. Limporto dellanticipo al cedente accreditato in c/c con valuta al dopo incasso (corrispondente a un certo numero di giorni da conteggiare successivamente alla scadenza). Il prelevamento effettuato prima dellincasso degli effetti genera uno scoperto di valuta, con la conseguente maturazione di interessi a debito (costo delloperazione sbf). 5.4.2 Lanticipo su fatture Questo prestito presuppone la cessione pro solvendo del credito alla banca, che deve essere notificata al debitore attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno. La banca mette a disposizione del cliente limporto del credito rappresentato dalle fatture, diminuito di uno scarto di garanzia pari al 20-30%, accreditandolo nel c/c di corrispondenza a lui intestato. Contemporaneamente, lo stesso importo viene addebitato in uno speciale conto transitorio fruttifero: conto anticipi su fatture. Alla scadenza delle fatture, la banca registra a credito nel conto anticipi limporto del bonifico ricevuto dal debitore a saldo; la differenza tra la somma riscossa e quella

51 precedentemente anticipata sar poi addebitata nello stesso conto anticipi e accreditata nel c/c di corrispondenza. Gli interessi a debito del cliente verranno poi addebitati nel c/c di corrispondenza alla fine del trimestre solare. Mancata riscossione della fattura trascorso un termine di 15 gg, la banca provvede a informare il cliente, addebitando limporto anticipato nel c/c di corrispondenza e accreditando per lo stesso importo il conto anticipi su fatture. Il tasso applicato nel conto anticipi, risulta inferiore al tasso debitore del C/C di corrispondenza, ma superiore al tasso applicato al conto anticip su effetti SBF, poich la banca beneficia anche di commissioni dincasso. 5.4.3. Il factoring un contratto con cui unimpresa (cedente) trasferisce a una societ specializzata (factor o cessionario) la titolarit di crediti commerciali verso i propri clienti (debitori ceduti), al fine di ottenere liquidit e/o servizi. Il factoring unoperazione nella quale il servizio finanziario si associa a servizi gestionali e assicurativi. Loperazione di factoring soggetta allistituto della cessione del credito che disciplina aspetti come: 1. natura del soggetto cedente che devessere un imprenditore 2. natura dei crediti ceduti che devono essere commerciali(frutto di compravendita) 3. Il factor devesser una banca o un intermediario specializzato finanziario(oggetto sociale acquisto crediti) La cessione del credito per essere opponibile dal factor ai debitori ceduti e deve essere a questi notificata. La cessione dei crediti pu essere: pro solvendo ovvero con clausola sbf pro soluto dove il rischio di insolvenza si trasferisce al factor I costi delloperazione sono: - commissioni di factoring - interesse sulle somme anticipate dal factor - rimborso spese accessorie amministrative 5.5. Lanticipazione garantita su pegno E un contratto con la quale la banca concede al cliente un prestito per cassa, a breve termine, previa costituzione di una garanzia pignoratizia. Il contratto di prestito costituito dalla polizza di anticipazione (dove sono contenute le principali clausole), alla quale si affianca un contratto di pegno avente a oggetto tipicamente titoli, merci, documenti rappresentativi di esse. Per la validit di questultimo nei confronti dei terzi richiesta la forma scritta. La costituzione della garanzia contestuale alloperazione di finanziamento. Elemento essenziale la proporzionalit, costante per tutta la durata pattuita, della somma prestata con il valore dei beni oggetto della garanzia. Con il contratto di anticipazione la banca acquista i seguenti diritti: trattenere i beni, oggetto della garanzia, in pegno per tutta la durata del prestito;

52 anticipazione propria: il cliente perde la disponibilit del bene; la banca non pu comunque disporne perch i beni sono in garanzia e devono essere restituiti nella stessa misura ed entit. anticipazione impropria: i beni oggetto di garanzia sono qualificabili solo nella specie, quindi la banca pu disporne e restituire alla scadenza beni della stessa specie. poter far vendere gli stessi beni, nel caso in cui il debitore non faccia fronte ai propri impegni e quindi risulti inadempiente; Ci deve avvenire in forma pubblica, in quanto vietato il patto commissorio dove la propriet della cosa data in pegno passa al creditore, in caso di mancato pagamento del debito alla scadenza. rivalersi sul ricavato della vendita, con prelazione verso gli altri creditori. Limporto del prestito che la banca concede viene calcolato deducendo dal valore attribuito al pegno uno scarto, che equivale al rischio di insolvenza del cliente. se il valore della garanzia diminuisce pi del 10%: 1. la banca pu richiedere un ulteriore apporto di garanzia a copertura della diminuzione. 2. Se questo non possibile, la banca pu diminuire limporto del finanziamento quando questo non stato utilizzato tutto; 3. se stato utilizzato tutto, la banca pu chiedere il rimborso di questa parte oppure essa procede alla vendita parziale o totale dei beni. Lanticipazione pu essere: semplice, o a scadenza fissa; la banca corrisponde in ununica soluzione limporto anticipato, obbligando il cliente a restituirlo alla scadenza, sempre in ununica soluzione. Gli interessi sono a tasso fisso per tutta la durata delloperazione, calcolati in via anticipata. in conto corrente. La banca mette a disposizione del cliente limporto anticipato e si prevede che il cliente possa utilizzarla nei tempi e nei modi che ritiene pi opportuni (dunque in una o pi soluzioni). Gli interessi sono calcolati in via posticipata sulle somme utilizzate e per la durata del loro utilizzo;il tasso pu variare. Oggetto dellanticipazione possono essere: 1. valori mobiliari 2. merci 3. documenti rappresentativi delle merci 5.5.1. Lanticipazione su valori mobiliari I valori mobiliari non presentano problemi di custodia, sono oggetto di unagevole valutazione e possono essere tolti allazienda senza arrecare pregiudizio al normale funzionamento. I valori mobiliari oggetto della garanzia si possono distinguere tra titoli a reddito fisso e titoli a reddito variabile. Titoli a reddito fisso: pubblici = BOT, BTP, CCT privati = obbligazioni ordinarie, convertibili, ecc.. Titoli a reddito variabile: azioni(quotati, o oggetto di vasti scambi)

53 I diritti accessori di natura patrimoniale inerenti ai titoli oggetto di pegno(dividenti, diritti dopzione, etc.) spettano allaffidato, il diritto di voto spetta alla banca finanziatrice. La forma pi usata quella dellanticipazione in C/C. La durata delloperazione normalmente non supera 6 mesi. 5.5.2. Lanticipazione sulle merci Lanticipazione riguarda tipicamente beni non deperibili, facilmente conservabili, di valore sufficientemente stabile nel tempo ed oggetto di negoziazioni frequenti (es. metalli preziosi). Generalmente il deposito delle merci avviene in locali di propriet della banca o in locali di propriet dellaffidato, presi in affitto dalla banca stessa. La valutazione del valore del pegno affidata a un esperto della categoria merceologica di appartenenza dei beni, il quale definisce il valore attuale dei beni offerti in garanzia. Su questo valore la banca calcola uno scarto che si aggira tra il 20% e il 50%. Durata delloperazione max 12 mesi Forma tecnica a scadenza fissa o in c/c 5.5.3 Lanticipazione su documenti rappresentativi delle merci Lanticipazione, essendo i beni depositati presso i Magazzini generali, concessa su documenti rappresentativi delle merci, documenti cio che attribuiscono al possessore il diritto alla consegna delle merci che sono in essi specificate, il possesso delle medesime e il potere di disporne mediante il trasferimento del titolo. I Magazzini devono rilasciare un titolo, formato di due parti: 1) Fede di deposito attribuisce la propriet delle merci e il diritto di ritirarle; 2) Nota di pegno serve a costituire, mediante la girata, un diritto di pegno sulle merci depositate. Esse, intestate allo stesso depositante o a un terzo soggetto, possono essere trasferite mediante girata, sia congiuntamente che separatamente. La Nota di pegno assimilabile alla cambiale (deve dunque essere assoggettata allimposta di bollo). La banca, nel momento in cui concede unanticipazione attraverso la girata sulla Nota di pegno, gradisce che la Fede di deposito non sia disgiunta e venga a essa girata o depositata presso i suoi uffici (questo per evitare che con la Fede di deposito possa esser trasferito il diritto di propriet ad altri soggetti). Qualora la Nota di pegno non venga onorata a scadenza, la banca pu elevare il protesto e far vendere allincanto (Aste giudiziarie) le cose depositate, decorsi 8 gg dalla scadenza. La fede di deposito e la nota di pegno devono riportare: 1. Cognome e nome o ditta e domicilio del depositante. 2. Luogo del deposito 3. Natura e quantit delle cose depositate e gli altri estremi per individuarle 4. Se per la merce sono stati pagati i diritti doganali e se essa stessa stata assicurata. Infine fede di deposito e nota di pegno devono essere staccate da un unico registro a matrice e devono conservarsi presso i magazzini.

54 5.6. Il finanziamento su strumenti finanziari Si realizza in un trasferimento temporaneo di titoli contro denaro, attraverso la stipula di due operazioni di compravendita di segno opposto, una a pronti con la consegna di titoli contro denaro e laltra a termine con ritiro di titoli contro denaro, tra la banca o un intermediario finanziario e la controparte. Queste operazioni possono avere: - Matrice bancaria = operazioni bancarie per cassa - Matrice finanziaria = nellambito delle operazioni di borsa Nellambito della matrice bancaria ci sono: Riporto Prestito titoli Operazioni di pronti contro termine La prima e la terza possono essere operazioni di prestito di titoli o prestito in denaro. 5.6.1 Il riporto Secondo lart 1548 c.c., il riporto un contratto mediante il quale un soggetto (riportato) trasferisce in propriet ad un altro soggetto (riportatore) determinati titoli di credito di data specie a un particolare prezzo. Al termine convenuto, il riportatore trasferisce al riportato altrettanti titoli della stessa specie ad un prezzo aumentato o diminuito, convenuto tra le parti. Caratteristiche: I titoli a pronti o a termine sono passati di propriet (identit di specie); Il contratto si perfeziona con la consegna dei titoli; Il riporto un contratto unitario (dal punto di vista giuridico), poich le due operazioni di compravendita sono stabilite contemporaneamente, dagli stessi contraenti, in un unico contratto. Riporto con riporto: quando il prezzo a pronti < al prezzo a termine; loperazione finalizzata a soddisfare una necessit temporanea di denaro. Riporto con deporto: il prezzo a pronti > del prezzo a termine; loperazione finalizzata a ottenere titoli per partecipare alle assemblee delle societ attraverso il diritto di voto. Riporto alla pari: se il prezzo a pronti uguale al prezzo a termine. NB: non riconosciuta al riportato la facolt di estinzione anticipata. I diritti accessori e gli oneri inerenti ai titoli spettano al riportato, tranne il diritto di voto che spetta al riportatore. Riporto finanziario(o riporto di borsa): connesso alle operazioni sul mercato mobiliare ed ha per oggetto sia titoli azionari che obbligazionari. La banca pu operare come 1. riportato(opera come un venditore di titoli allo scoperto) => riportatore un ribassista che cerca di riacquistare i titoli ad un prezzo pi basso, poich convinto che il valore del titolo scender. 2. Riportatore(opera come compratore alo scoperto)=> riportato un rialzista, che cerca di rivendere i titoli ad un prezzo pi alto, poich convinto che il valore del titolo aumenter. Il costo del riporto sopportato dalla parte a favore della quale il riporto viene effettuato. Il prezzo base del riporto il prezzo a pronti; tale prezzo equivale al valore di mercato dei titoli, al netto di uno scarto posto a tutela della banca in caso di andamento

55 sfavorevole del corso dei titoli oggetto del contratto. La durata determinata liberamente dalle parti. 5.6.2. Il prestito titoli un contratto mediante il quale il prestatore trasferisce in propriet al prestatario una certa quantit di titoli di credito dietro prestazione di una garanzia. Alla scadenza del contratto il prestatario restituisce i titoli della stessa specie e della stessa quantit di quelli ricevuti e corrisponde il compenso stabilito; il prestatore restituisce al prestatario la garanzia precostituita. La garanzia pu essere rappresentata da una somma di denaro, da titoli di credito o da una fidejussione. Il valore della garanzia superiore al controvalore dei titoli scambiati; se la garanzia in contanti, ci comporta la maturazione di un interesse per tutto il periodo di tempo del prestito. Il prestito titoli un contratto traslativo della propriet dei titoli con il conseguente passaggio dei diritti accessori nella piena disponibilit del prestatario. I proventi incassati dal prestatario per effetto del passaggio di propriet sono recuperati dal prestatore alla scadenza del contratto. Ogni contratto deve essere stipulato con riferimento a un solo tipo di titolo; esso ha una durata predeterminata, che pu essere rinnovata a condizione che la durata complessiva di ciascuna operazione non superi la durata di un anno. possibile lestinzione anticipata per entrambi i contraenti. Tra prestatore e prestata rio spesso si interpone una banca nella figura di broker per consentire una pi facile e meno costosa conclusione del contratto. Essa non si assume alcun tipo di rischio. Talvolta essa stessa ad assumere il ruolo di prestatore o prestata rio, in quel caso il ruolo di dealer. 5.6.3. Pronti contro termine nella forma tecnica di prestito titoli E costituito di due compravendite di segno opposto, una a pronti e laltra a termine, e ha una durata generalmente non superiore a sei mesi. La banca si pone come controparte negoziale diretta e pu assumere la veste di venditore a pronti di titoli o di acquirente a pronti. I valori mobiliari oggetto delloperazione sono: - Titoli di stato - Obbligazioni non convertibili Entrambi sia italiani che esteri. La remunerazione delloperazione costituita dalla differenza tra il prezzo a pronti e quello a termine. La differenza con il riporto consiste nella stipula di due contratti distinti, mentre il riporto un contratto unitario. 5.7 Il credito al consumo La domanda di credito al consumo dipende: a) Dal livello del reddito delle famiglie; b) Dalla propensione al consumo legata a vari fattori di tipo economico, demografico, socio-culturale, psicologico; c) Dalla propensione allindebitamento.

56 Credito al consumo concessione di credito sotto forma di dilazione di pagamento o di finanziamento a favore di una persona fisica che agisce per scopi estranei allattivit imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (il consumatore). Il credito al consumo ha scadenza di norma tra i 12 e i 72 mesi. Il rimborso del prestito avviene attraverso rate con cadenza temporale determinata contrattualmente, di solito mensile. Il mancato rispetto delle scadenze previste determina lapplicazione degli interessi di mora a carico del consumatore e la possibilit per lintermediario di chiedere la risoluzione del contratto, con il pagamento immediato del capitale di residuo. Credit scoring = sistema usato per valutare il merito di credito del richiedente il prestito. Le informazioni utilizzate per stabilire il punteggio di accettazione o meno della concessione del finanziamento, riguardano il reddito percepito dal richiedente, la sua posizione sociale, il suo indebitamento complessivo la durata e limporto del finanziamento. 5.7.1 Il contenuto del contratto Il contratto di credito al consumo deve essere concluso per iscritto e una copia del contratto deve essere consegnata al consumatore. Il contratto deve indicare: 1. Lammontare e le modalit del finanziamento 2. Il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate 3. Il TAEG 4. Gli oneri esclusi dal calcolo del TAEG 5. Eventuali garanzie richieste e coperture assicurative non incluse nel calcolo del TAEG Il TAEG, tasso annuo effettivo globale, esprime il costo totale del finanziamento a carico del consumatore in % annua; esso include oltre al tasso di interesse tutti gli altri oneri a carico del consumatore quali, le spese di riscossione delle rate, le spese per listruttoria di fido, le spese per la stipula del contratto. TAN=tasso annuo nominale, esprime in % annua il solo costo degli interessi passivi sul capitale finanziato. In caso di assenza o nullit delle clausole contrattuali si applicano alcuni criteri: 1. La scadenza del credito si considera a 30 mesi. 2. Il TAEG si considera equivalente al tasso nominale minimo dei BOT(emessi nei 12 mesi precedenti alla conclusione del contratto). 3. Al consumatore spetta la facolt di adempimento anticipato o di risoluzione del contratto senza oneri/penalit. 4. Nessuna garanzia o copertura assicurativa viene costituita in favore del finanziatore. Infine, il contratto pu essere strutturato in 2 modi: Firma contestuale Perfezionamento non contestuale; esistono 2 fasi per la conclusione del contratto: o Consumatore per iscritto sottoscrive una proposta allintermediario. o La banca accetta e la proposta diventa vero e proprio contratto. 5.7.2 Le tipologie di prestiti

57 Prestiti finalizzati: il consumatore utilizza il credito concessogli dal finanziatore per lacquisto di un determinato bene o servizio. Il creditore verifica la destinazione dl credito erogato. Prestiti non finalizzati: sono utilizzati per soddisfare un generico fabbisogno finanziario non collegato allacquisto di un determinato bene o servizio. I prestiti non finalizzati possono assumere le seguenti forme tecniche: - Prestito personale - Cessione del quinto dello stipendio - Apertura di credito rotativo in c/c Il prestito personale si pu considerare, quando concesso dalla banca, unapertura di credito semplice La cessione del quinto dello stipendio a tasso fisso e durata prestabilita. Viene erogato in ununica soluzione e rimborsato a rate mensili costanti non superiori a un quinto dello stipendio del debitore, trattenute direttamente dal datore di lavoro e quindi versate al creditore. Lapertura di credito rotativo consiste in una disponibilit di denaro (plafond) sotto forma di scoperto, concessa dalla banca a favore di un beneficiario, per una durata in genere indeterminata. una vera e propria apertura di credito in c/c; il tasso di interesse variabile. 5.7.3 Le carte di credito e le carte di debito Il credito al consumo concesso pu essere accompagnato dallutilizzo delle carte di credito e delle carte di debito. Esse consentono al titolare di effettuare pagamenti, senza utilizzare contante, per gli acquisti di beni e servizi presso gli esercizi convenzionati, o tramite internet. Oltre alla funzione originaria di strumenti di credito al consumo, possono essere utilizzate per il prelevamento di denaro contante presso gli sportelli automatici bancari digitando un codice segreto. Le carte di credito sono rilasciate al richiedente sulla base di un contratto stipulato con la banca, previa valutazione della sua solvibilit, cio della sua capacit di restituire quanto utilizzato, nei limiti di fido concesso. Sono strumenti di pagamento che danno diritto al titolare di ottenere beni e servizi presso i fornitori convenzionati; le convenzioni che regolano i rapporti tra listituto emittente la carta, il titolare e il fornitore convenzionato riguardano: - Limpegno del titolare di pagare allistituto emittente il prezzo degli acquisti effettuati, in un momento successivo stabilito contrattualmente. Il titolare restituir limporto senza il pagamento di interessi, con laddebito automatico in c/c; il pagamento pu essere rateizzato e in questo caso viene applicato un interesse per la proroga della scadenza; - Lobbligo del fornitore convenzionato di fornire beni e servizi, consentendo al titolare di dilazionare il pagamento. Egli potr ottenere il controvalore delle forniture, presentando alla propria banca gli ordini di pagamento sottoscritti dal titolare. - Il diritto dellemittente di ottenere lucri derivanti dalle quote di iscrizione e dalle quote associative annuali, a carico dei titolari, dalle commissioni applicate agli importi dovuti ai fornitori e dagli interessi dovuti dal titolare in caso di pagamento dilazionato.

58 Esiste poi una distinzione tra carte T&E(travel and entertainment): rimborso in unica soluzione alla scadenza Carte bancarie: rimborso anche rateale Le carte citate citate vengono definite come TRILATERALI; ci perch esistono 3 soggetti nel rapporto: 1- Fornitore. 2- titolare. 3- emittente (con duplice scopo, rimborsare lmporto al fornitore e concedere al titolare il differimento del pagamento.) In caso di smarrimento o furto della carta, il titolare deve dare comunicazione immediata allemittente. Le carte di debito sono rilasciate da una banca su richiesta di un cliente che deve avere un c/c acceso presso la stessa. Attraverso limpiego del codice Pin , consentono di effettuare presso gli sportelli automatici bancari: il prelievo del contante, la richiesta del saldo del conto, lesame dei movimenti effettuati nel c/c, i pagamenti di utenze. Le carte di debito consentono leffettuazione di pagamenti presso i punti di vendita(POS); il trasferimento di fondi dal compratore al venditore avviene per via elettronica in via immediata. Le carte polifunzionali sono carte di pagamento che assommano in ununica tessera le caratteristiche tecniche e operative delle carte di credito e delle carte di debito. 5.8 I prestiti a medio-lungo termine 5.8.1 Il mutuo Il mutuo un prestito monetario a medio-lungo termine, atto alla copertura di un fabbisogno finanziario di carattere durevole, destinato a un investimento, e rimborsabile mediante una serie di versamenti, secondo un piano di ammortamento prestabilito. Il beneficiario si obbliga oltre che al rimborso graduale del capitale, al pagamento degli interessi, attraverso rate periodiche, la cui cadenza stabilita al momento della stipala del contratto. Il contratto di mutuo una cosa pi specifica perch un contratto tipico disciplinato dal cod. civile e ha ad oggetto denaro o altre cose fungibili. Ci sono due modalit di rimborso: Rate posticipate decrescenti: comprensive di quote di capitale costanti e quote di interesse decrescenti; Rate posticipate costanti: comprensive di quote di capitale crescenti e quote di interessi decrescenti; La forma tecnica del mutuo utilizzata particolarmente per acquisto di immobili. I mutui concessi dalla banca sono garantiti da ipoteca di primo grado sullimmobile oggetto delloperazione. Il valore dellimmobile deriva da una perizia tecnica; il valore del prestito concesso circa il 75% del valore dellimmobile (pu anche arrivare al 100%). La durata delloperazione varia solitamente da 5 a 10 anni, con punte fino a 20 anni. Il tasso applicato alle operazioni di mutuo pu essere fisso per tutta la durata del finanziamento oppure variabile in base ad alcuni parametri(es: tasso euribor) Il tasso dinteresse in generale si compone di due parti: - Una si rif a parametri di mercato - Una stabilita dalla banca (SPREAD) 1parte

59 per i tassi fissi IRS (tasso del mercato interbancario), di lungo periodo (per scadenze > allanno); viene preso come parametro fondamentale per stabilire i tassi fissi di un mutuo. per i tassi variabili EURIBOR (tasso del mercato interbancario), di breve termine ( calcolato per durate fino ad un anno); il mutuo in questo caso sottoposto alle fluttuazioni del mercato. 2parte SPREAD c una fascia entro cui la banca pu oscillare (si tratta comunque di oscillazioni contenute); nel corso del tempo lo spread varia in base ai tassi di mercato. NB: lo spread diminuisce se aumentano i tassi di mercato e viceversa! Oneri accessori: sono le spese che vengono addebitate al cliente, e che non rientrano nel canonico tasso dinteresse. Per esempio: spese distruttoria (di fido), addebito delle spese di perizia, spese notarili (il mutuo un atto pubblico che si deve fare di fronte al notaio), spese dincasso della rata (se previste). PREFINANZIAMENTO Costituisce la modalit con cui sopperire al fabbisogno finanziario nel lasso di tempo che decorre dalla concessione del finanziamento alleffettiva erogazione del prestito; quindi unoperazione temporanea di breve periodo. 5.8.2 Il leasing un contratto atipico, con il quale la baca o un intermediario specializzato (locatore) concede a un soggetto (locatario) la disponibilit di un bene per un determinato periodo di tempo, contro pagamento di canoni periodici. Alla scadenza il locatore ha tre possibilit: I. Restituire il bene; II. Rinnovare il contratto con un costo pi ridotto; III. Riscattare il bene, cio divenire proprietario contro pagamento di un prezzo residuo, stabilito in contratto.

Il leasing operativo un contratto di locazione di beni strumentali, nel quale generalmente non prevista la possibilit di acquisto alla scadenza. Sono presenti due soggetti: lazienda produttrice di beni nelle vesti di locatore e lazienda utilizzatrice nelle vesti di locatario. Il leasing finanziario si basa su un rapporto trilaterale: lintermediario finanziario acquista un bene specifico da unimpresa produttrice per conto di unimpresa (locatario) e lo cede in locazione alla medesima, per un determinato periodo di tempo dietro pagamento di canoni periodici, con la facolt per limpresa utilizzatrice di riscattare il bene al termine del contratto. Il prezzo del riscatto normalmente molto basso. Lutilizzatore si assume lobbligo di usare il bene con diligenza e di provvedere a tutte le spese di manutenzione e riparazione, sia ordinaria che straordinaria. 5.9 I prestiti di firma Nei crediti di firma, la banca mette a disposizione la propria firma, assumendo impegni per conto del cliente, senza che ci comporti un esborso

60 monetario. Soltanto nel caso di insolvenza da parte del cliente la banca dovr adempiere lobbligazione. Essi rappresentano concessioni di fido che impegnano la responsabilit patrimoniale della banca, laddove il cliente che ha utilizzato la firma concessa non rispetti gli impegni assunti. I crediti di firma possono essere richiesti negli scambi internazionali, nelle gare di appalto, ecc.. Le commissioni sono percepite anticipatamente dalla banca, e commisurate allimporto della garanzia e alla durata delloperazione. I crediti di firma possono essere richiesti per: 1- Ottenere a condizioni pi vantaggiose e agevoli alcuni crediti per cassa 2- Per garantire obbligazioni non monetarie di varia natura assunte dal cliente. Ci sono le seguenti forme: - Credito di fidejussione - Credito di avallo - Credito di accettazione 5.9.1 Il credito di fidejussione e di avallo Fidejussione la banca si obbliga personalmente verso il cliente garantendo ladempimento di una sua obbligazione, con il rilascio di una lettera di garanzia. -obbligazioni di natura monetariadebito assunto dal cliente; -obbligazioni non monetariequalit dei prodotti venduti. Avallo una garanzia di natura cambiaria. La banca si obbliga personalmente con lapposizione di una firma di avallo sul titolo cambiario nel quale il cliente lobbligato principale. 5.9.2 Il credito di accettazione Viene concesso dalla banca al fine di consentire al cliente il conseguimento di mezzi monetari attraverso lemissione di particolari titoli cambiari denominati accettazioni bancarie. Le accettazioni bancarie sono strumenti di finanziamento di breve o brevissimo termine, rappresentati da cambiali, di importo elevato, con scadenza non superiore allanno, tratte da unimpresa allordine proprio, accettate da una banca. In altri termini, limpresa autorizzata dalla banca a spiccare una cambiale tratta sulla banca stessa, la quale si impegna ad accettarla: nella fattispecie il cliente riveste la figura dei traente e beneficiario e la banca di trattaria, cio di obbligato cambiario principale. Il titolo collocabile sul mercato; ci permette allimpresa traente di ottenere una disponibilit monetaria da parte dellinvestitore. Possono, dunque, risultare 3 impegni: 1) Da parte della banca, ad accettare la cambiale emessa dallimpresa cliente; 2) Da parte dellimpresa, a depositare presso la banca prima della scadenza della cambiale, i fondi necessari a estinguere il debito verso linvestitore; 3) Da parte dellinvestitore, ad acquistare la tratta accettata dalla banca. Il costo che sostiene limpresa composto da: 1- Commissione di accettazione.(pagata alla banca) 2- Commissione di negoziazione.(pagata allintermediario) 3- Interesse(corrisposto allinvestitore)

61 4- Importo dellimposta di bollo che grava sulla cambiale. 5.9.3 La polizza di credito commerciale una forma di finanziamento non bancario a breve termine che le imprese possono ottenere tramite un intervento della banca a prestare la propria firma. Essa si sostanzia nel rilascio da parte di unimpresa richiedente credito di una lettera di riconoscimento di un debito, di ammontare pari al suo fabbisogno finanziario, con limpegno di pagare alla scadenza prestabilita una data somma nei confronti di unimpresa terza. Tale obbligazione rafforzata dalla garanzia offerta da una banca, attraverso una lettera di fidejussione, di pagare la somma allimpresa creditrice, o in caso di trasferimento della polizza, al cessionario del credito. La polizza pu essere oggetto di pi cessioni (tutte pro-soluto). Alla scadenza la banca rimborser allultimo cessionario limporto della polizza, che nel frattempo limpresa debitrice avr depositato presso la banca per lestinzione del debito. I costi del finanziamento per limpresa per lemissione della polizza di credito commerciale sono: 1- Commissione dovuta alla banca per la garanzia fideiussoria 2- Commissione di intermediazione per il collocamento della polizza 3- Interesse da pagare allinvestitore= prezzo di emissione della polizza il valore di rimborso. 5.9.4 Cambiali finanziarie Le cambiali finanziarie sono titoli di credito allordine emessi in serie con scadenza compresa fra 3 e 12 mesi. Il taglio minimo di 50.000 Sono considerati a tutti gli effetti dei valori mobiliari tramite i quali le imprese che li emettono possono usufruire della raccolta del risparmio presso il pubblico. Sono girabili solo con la giratasenza garanzia che in caso di mancato pagamento impedisce la rivalsa del giratario verso i giranti => circolazione pi agevole del titolo. Possono emettere cambiali finanziarie le societ e gli enti con titoli negoziati in un mercato regolamentato e le societ che presentino utili di bilancio negli ultimi tre esercizi. E vietata lemissione di cambiali finanziarie da parte delle banche. Trova un limite di emissione pari al doppio del capitale sociale e delle riserve risultanti dallultimo bilancio. La tassazione in questo caso del 12.5% a titolo di imposta per le pers. fisiche e dacconto per le pers. giuridiche.

6. Gestione della liquidit e della tesoreria.


6.1 La liquidit e la tesoreria bancaria Funzione tipica svolta dalle aziende di credito possibilit di convertire in qualsiasi momento la moneta bancaria e i depositi in moneta legale. Se le banche fossero impossibilitate a effettuare la conversione per mancanza di liquidit nelle proprie casse, la fiducia su ci si basa il rapporto tra sistema bancario e risparmiatori, verrebbe meno, con conseguenze negative non solo per il sistema bancario, ma estese alleconomia del Paese.

62 Infatti si pu verificare una crisi dei panico nei risparmiatori, creando il fenomeno della corsa agli sportelli e provocando solitamente la crisi dellintermediario. Il fallimento di un intermediario creditizio porta spesso con s la crisi di altri intermediari, in un effetto domino quasi sempre incontrollabile. Se questo fenomeno si verifica, le conseguenze risultano essere fortemente negative: fra le molte si pu ricordare il rialzo dei tassi di interesse sul mercato interbancario e la crisi di fiducia nel sistema finanziario. I risparmiatori saranno pi propensi a spostare le proprie risorse finanziarie dal risparmio gestito ai titoli di Stato, considerati pi sicuri, creando cos problemi di finanziamento alle imprese. La gestione della tesoreria bancaria infatti strettamente legata al rischio di liquidit; per queste ragioni il tesoriere ha il compito giornaliero di evitare il rischio di mancanza di liquidit. Gestire la liquidit di una banca significa riuscire a mantenere un equilibrio di cassa tale da fra fronte alle uscite sia nel breve che nel medio periodo. I significati di liquidit bancaria sono due: 1) La liquidit bancaria linsieme delle riserve liquide detenute dalla banca e gli strumenti quotidianamente usati per reperire le risorse necessarie al mantenimento di un equilibrio fra le entrate e le uscite (nellottica di breve, brevissimo periodo); 2) La liquidit bancaria linsieme degli strumenti finanziari detenuti dalla banca che possono essere liquidati entro breve tempo in caso di necessit (ottica di medio periodo). Il tesoriere deve prendere varie decisioni, fra le quali: - In quale modo attingere alle poste dello SP in caso di mancanza di liquidit; - Decidere quale tipo di investimenti effettuare in caso di surplus di liquidit. Gestire la tesoreria di una banca ha un duplice significato: Provvedere ai pagamenti nei confronti dei debitori e incassare le entrate; Agire sullattivo patrimoniale in modo da detenere titoli con un elevato grado di liquidit. Il portafoglio titoli non immobilizzato deve essere gestito come riserva a cui attingere nei momenti di crisi di liquidit. Il tesoriere assolve anche una funzione di interesse pubblico contribuisce a evitare crisi al sistema nel suo complesso. Nel lungo termine occorre che il saldo delle entrate e delle uscite si presenti in pareggio o in surplus; se infatti fosse in deficit, vi sarebbe la crisi e talvolta la fine dellintermediario. 6.2 La politica della liquidit Le strategie messe in pratica dalle banche nel medio termine per ottenere flussi in entrata in caso di necessit, sono in funzione di pi fattori: a) Dellammontare di liquidit presente in cassa, variabile in funzione delle dimensioni e dei volumi di operativit della banca, delle condizioni di accesso ai mercati finanziari e degli addebiti e degli accrediti detenuti sui conti di gestione presso la Banca centrale; b) Dalla posizione della banca rispetto al volume dei canali di raccolta diretta tradizionali in relazione agli impieghi effettuati; c) Delle funzioni svolte dal portafoglio titoli (pi facilmente liquidabile il portafoglio titoli, meno liquidit il tesoriere deve detenere in cassa);

63 d) Del grado di trasformazione delle scadenze del portafoglio. C un trade-off tra liquidit e redditivit: pi elevate sono le riserve liquide detenute da una banca, pi bassa la redditivit e viceversa. NB: la remunerazione della liquidit pari a zero. Per avere la possibilit di colmare gli squilibri di liquidit giornalieri bisogna che il tesoriere abbia a disposizione quotidianamente gli strumenti necessari per il raggiungimento di tale equilibrio. La gestione della liquidit a medio termine implica naturalmente la modifica dei rapporti credito-debito, instaurati nel corso del tempo dalla banca. A questo proposito le banche predispongono in via precauzionale quantit pi o meno elevate di riserve di liquidit oltre a disporre di alcune fonti di approvvigionamento. Metodo del gap di liquidit: avviene una riclassificazione delle attivit e delle passivit di bilancio in funzione del loro grado di liquidit: le poste attive si dividono in liquide e illiquide, quelle passive in variabili e stabili. Le fonti variabili servono a finanziare le attivit liquide, le fonti stabili quelle illiquide; se gli aggregati sono a due a due di uguale valore, allora non esiste gap di liquidit. Dunque se ci fosse una differenza, questa sarebbe il gap di liquidit. 6.3. Le modalit di gestione dei deficit di liquidit A) RICORSO AL MERCATO INTERBANCARIO DEI DEPOSITI (MID) Si tratta di un segmento del mercato monetario nel quale vengono negoziati prestiti non garantiti a breve e a brevissima scadenza fra le banche di un Paese o di unarea economica. In qualsiasi sistema creditizio, per un certo numero di banche in deficit di tesoreria vi sar anche un gruppo di banche in surplus, che cercheranno di impiegare in modo remunerativo le proprie risorse. Linsieme degli scambi organizzai dei prestiti fra banche costituisce il MID. Le banche di ciascun Paese negoziano fra di loro attraverso modalit over-thecounter (OTC), senza cio regole standardizzate per tutti gli operatori del settore. I modi attraverso cui possibile per le banche in deficit contattare banche in surplus di tesoreria o viceversa sono: - mettersi in contatto con i voice brokers (soggetti che mettono in contatto due controparti con esigenze fra loro opposte); - mettersi in contatto con i dealers (soggetti che si fanno essi stessi controparte della banca che li contatta); - prendendo direttamente accordi con la controparte mediante canale telefonico. Fino agli anni 80, il MID era un mercato abbastanza arretrato per i mezzi di comunicazione, e i prestiti erano su base territoriale (zona, regione); i tassi non erano omogenei sul territorio nazionale, perch risentivano della zona di appartenenza delle banche. Negli anni 90, grazie anche alla stipula di una convenzione da parte di un gruppo di banche abbastanza numeroso, si andava formando un mercato interbancario pi omogeneo a livello nazionale. LItalia lunico Stato europeo dove sia vigente un sistema di piattaforme elettroniche, denominato E-MID, mediante le quali possibile per gli operatori del sistema negoziare fra di loro. Le piattaforme elettroniche e gli scambi che vi avvengono sono gestiti da una societ: le-MID Spa.

64 Il vantaggio principale di un sistema cos strutturato la migliore efficienza in virt della pi elevata trasparenza degli scambi: i tassi a cui vengono negoziati i prestiti sul mercato risultano essere molto vicini a quelli di equilibrio. TARGET 2 gestisce il sistema dei pagamenti per la liquidazione delle singole posizioni debito-credito degli Stati aderenti alleuro. Il parametro di riferimento per valutare landamento del mercato interbancario il tasso a cui avvengono i prestiti fra intermediari, che rappresenta il costo del denaro nel Paese. Con lavvento dell stato introdotto un unico tasso del mercato interbancario per tutta larea dell: EURIBIOR, tasso calcolato come media aritmetica dei tassi di interesse praticati da alcune banche di grandi dimensioni particolarmente attive sul mercato interbancario di riferimento. LEuribor calcolato per scadenze mensili fino a un massimo di 12 mesi; riguardo alle banche, costituisce il tasso su cui si calcolano gli interessi che maturano sui contratti di finanziamento da esse stipulati e sui titoli a tasso variabile indicizzati a breve termine. LEuribor dipende: dalla domanda e dallofferta della liquidit scambiata fra gli intermediari creditizi; la rischiosit del prenditore del credito; la durata del prestito e il livello dei tassi di riferimento della BCE. NB: per i prestiti fra intermediari della durata di un giorno (overnight), viene calcolato quotidianamente un altro tasso detto Eonia (euro Overnight Index Average)media ponderata di prestiti interbancari con tale caratteristica. La crisi finanziaria del 2007-2008 Lorigine dei problemi fu lo scoppio della bolla speculativa immobiliare statunitense, sostenuta dallerogazione dei crediti a soggetti del comparto sub-prime (ad alto rischio di insolvenza). I prestiti sub-prime venivano spesso utilizzati dai clienti per lacquisto della propria abitazione, che poi veniva concessa come unica garanzia allintermediario erogante. Questi tipi di crediti erano stati spesso ceduti a societ veicolo per essere cartolarizzati; i titoli ottenuti mediante questa operazione erano stati, a loro volta, riuniti assieme ad alter categorie di titoli obbligazionari con profili di rischio pi o meno elevati; a fronte di questi ultimi raggruppamenti erano stati emessi altri titoli con alti rendimenti. Il rischio di questi ultimi titoli veniva erroneamente valutato dalle agenzie di rating e dal mercato come non troppo elevato; essi dunque, sono stati acquistati da numerosi fondi e investitori istituzionali sparsi per il mondo, principalmente negli Stati Uniti. Spesso accadeva che i clienti gi titolari di un mutuo sub-prime richiedessero alla banca ulteriore credito fornendo come garanzia laumento di valore dellimmobile avuto nel tempo. Detti incrementi, erano dovuti a una bolla speculativa e non rispecchiavano il reale valore di mercato; quando i prezzi degli immobili hanno cominciato a scendere, sono aumentate le insolvenze dei crediti sub-prime, trascinando nella crisi anche i titoli nei quali erano stati raggruppati.

65 Quando il loro valore di mercato si azzerato si sono generate svalutazioni molto ingenti nei portafogli di numerosi intermediari finanziari; queste a loro volta hanno generato perdite notevoli, creando un clima di sfiducia reciproca fra gli operatori. Altra conseguenza: i tassi del mercato interbancario hanno subito un aumento! La situazione ha raggiunto il suo culmine quando sono entrati in forte crisi, tanto da farne temere la banca rotta, intermediari creditizi, specialmente statunitensi, di medie e di grandi dimensioni. Le banche interessate sono state tutte salvate, direttamente o indirettamente dallo Stato, con leccezione di Lehman Brothers, una delle maggiori banche di investimento statunitensi. Credit crunchla riduzione dei flussi di liquidit derivanti dal mercato interbancario ha dei riflessi sulla possibilit della banca di erogare nuovo credito ai soggetti che lo richiedono sia a breve che a mediolungo termine. Le massicce immissioni di liquidit effettuate dalla BCE e dalla FED (Federal Reserve- banca centrale degli Stati Uniti) nel corso della crisi molto spesso non sono state utilizzate per al concessione di nuovo credito alla clientela, ma trattenute presso gli stessi intermediari creditizi, causando una diminuzione dei margini di ricavo della gestione caratteristica delle banche. B) RICORSO ALLA BANCA CENTRALE QUALE PRESTATORE DI ULTIMA ISTANZA Questo un altro modo per le banche di rifinanziare momentaneamente crisi di liquidit, che consiste nel rifinanziamento di banche illiquide dietro concessione di idonee garanzie. uno strumento di regolamentazione della politica monetaria, assegnato in via esclusiva allunico organismo in grado di emettere moneta legale, cio la Banca Centrale Europea. Il rifinanziamento alle banche europee viene effettuato attraverso due strumenti tipici, stabiliti dal Trattato di Maastricht: - Le operazioni di mercato aperto - Le operazioni su iniziativa delle controparti Le controparti ammesse a partecipare alle suddette operazioni di rifinanziamento devono avere queste caratteristiche: Si deve trattare di banche assoggettate al regime di riserva obbligatoria; Si deve trattare di banche finanziariamente solide; Le controparti devono infine soddisfare i criteri stabiliti dagli accordi tra banca centrale nazionale e sistema bancario di riferimento o dai regolamenti emanati dalle singole banche centrali nazionali. Sono 4 le operazioni di mercato aperto: 1) Operazioni di rifinanziamento principale 2) Operazioni di rifinanziamento a pi lungo termine 3) Operazioni di fine tuning 4) Operazioni di tipo strutturale Le prime due operazioni avvengono con cadenza regolare: la prima ogni settimana, la seconda ogni mese.

66 Le ultime due non hanno cadenza regolare; sono operazioni che perseguono finalit di politica monetaria. Le risorse finanziarie vengono assegnate dalla BCE attraverso le BCN tramite procedure dasta, il cui svolgimento pu avvenire in due modi diversi: a tasso fisso e a tasso variabile. Nel primo caso la BCE stabilisce il tasso di interesse e le banche dichiarano quanto liquidit sono disposte ad acquistare al predefinito tasso; nel secondo caso le controparti specificano sia limporto che il tasso a cui intendono ottenere liquidit dalla BCE. Le aste si dividono in aste standard e aste veloci a seconda dei tempi di esecuzione della procedura. Lasta per le operazioni della BCE segue 6 fasi: 1. Annuncio dasta 2. Preparazione e presentazione delle offerte da parte delle controparti 3. Raccolta delle offerte da parte dellEurosistema. 4. Aggiudicazione dasta e annuncio dei risultati 5. Conferma dei singoli importi 6. Regolamento delle transazioni. Le operazioni su iniziativa delle controparti (prestiti overnight, cio della durata di un giorno), si dividono in due tipologie: 1) Operazioni di rifinanziamento marginale 2) Depositi presso la Banca Centrale La richiesta di finanziamento pu avvenire: In modo automatico quando vi alla fine di una giornata un debito della banca commerciale nei conti di tesoreria della banca centrale; questa somma viene restituita il giorno dopo. la banca commerciale che la richiede alla Banca Centrale. Nella seconda tipologia, si tratta di surplus di liquidit che le banche commerciali depositano presso la Banca Centrale e ritirate il giorno successivo. NB:essa non deve essere confusa con la riserva obbligatoria presso la Banca Centrale! Le garanzie idonee, suddivise in negoziabili e non negoziabili, devono avere un rischio di insolvenza molto basso o addirittura nullo. C) SMOBILIZZO DI ATTIVITA FINANZIARIE DETENUTE IN PORTAFOGLIO Ai fini della gestione della liquidit, le banche si avvalgono dei titoli a breve in portafoglio; di solito vengono venduti titoli liquidi (facilmente negoziabili su mercato), con bassa rischiosit (se non nulla) e a breve termine, per esempio: - I BOT - Le Quote di Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) - Le Cambiali (meno usate) Criterio di scelta: in base al rendimento; si vendono titoli con rendimento pi basso, poi successivamente gli altri. Il tesoriere pu pianificare la vendita di determinati titoli: pu agire con maggiore razionalit in modo tale da avere liquidit nel momento pi opportuno. I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli di Stato italiano con scadenze predeterminate a 3, 6, 12 mesi.

67 La struttura finanziaria quella dellobbligazione zero coupon il cui valore nominale sempre fatto pari a 100. I mercati su cui possibile negoziare i BOT sono tre: il mercato ufficiale di Borsa (MOT), il mercato telematico allingrosso dei titoli di Stato (MTS) e il mercato over-the-counter (OTC).

D) SMOBILIZZO DELLA RISERVA OBBLIGATORIA (detenuta presso la BCE) Per i fini di politica monetaria la BCE fa obbligo, a tutte le banche appartenenti allEurosistema, di detenere una certa % di passivit sui conti costituiti presso la BCN del Paese in cui la banca ha la sede legale. data la possibilit alle banche di smobilizzare tale riserva per esigenze di liquidit sotto condizione che, in relazione a un predefinito lasso di tempo, detto periodo di mantenimento (30 gg), sia rispettato il valore medio giornaliero dellaliquota di riserva obbligatoria.

7. La Disciplina Dei Rischi dellAttivit Bancaria


Il primo accordo di Basilea era contraddistinto da un approccio semplificato alla misurazione del rischio e limitava il proprio raggio dazione al solo rischio di credito; il nuovo accordo possiede un grado maggiore di sofisticazione e misurazione di tutte le forme di rischio. Ad oggi ancora non si sono fatti passi avanti per il raggiungimento del level playing field del mercato bancario internazionale. 7.1 I requisiti di stabilit 7.1.1 Rationale dei requisiti di stabilit. Le ragioni economiche alla base della regolamentazione si distinguono tra motivazioni storiche e contingenti che hanno creato condizioni favorevoli allintervento del legislatore. Leconomista si concentra tra le ragioni contingenti, in particolare sulle ragioni di opportunit dellintervento regolatorio in campo economico(a livello generico) e in quello bancario(a livello specifico). La dottrina classica ha alla base della regulation si fonda sullesistenza di mercati che vengono considerati affetti da fallimenti(market failures) e di conseguenza immuni al principio per il quale la concorrenza perfetta in grado di massimizzare il benessere collettivo. Il mercato dei prodotti bancari affetto essenzialmente da due failures: 1. Lasimmetria informativa tra banca e clientela(depositanti in particolare); generalmente i depositanti non sono in grado di valutare laffidabilit della contro parte8, di conseguenza nella scelta dellistituto si affidano a considerazioni estranee a una logica puramente economica. Tali scelte risultano fortemente inefficienti(generalmente) e penalizzano le banche pi virtuose per a favore di quelle pi inclini al rischio.
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difficile che essi sappiano giudicare la probabilit che la banca potrebbe in futuro non restituire il denaro depositato.

68 2. Lesistenza di esternalit negative in caso di crisi; tali esternalit sono sistemiche, poich il verificarsi di una crisi in un operatore pu facilmente avere ripercussioni negative su tutto il sistema. Il default di unistituzione pu provocare un effetto a catena e generare nuovi fallimenti attraverso 3 strade: a. Perdita di fiducia nel sistema bancario da parte dei depositanti(quindi corse agli sportelli); la percezione del pubblico che altre banche possano trovarsi nella stessa posizione della banca sullorlo del fallimento, spinge la clientela a estinguere i propri depositi presso la proprio istituto per dirottarli verso altri soggetti ritenuti pi robusti(o peggio per mantenerli sottoforma di denaro contante). Questo pu comportare che banche completamente sane si trovino in crisi a causa delle numerose richieste si estinzione di depositi(del tutto immotivate). b. Mercato interbancario; esso pu essere un pericoloso meccanismo di propagazione delle crisi in quanto la gran parte delle istituzioni bancarie ricorre sistematicamente a esso per: i. Soddisfare la necessit di fondi. ii. Allocare la liquidit in esubero. Inoltre la diffusione sul mercato degli strumenti derivati ha permesso di coprire sistematicamente le posizioni sul mercato interbancario, ma il suo grado di efficacia stato sopravvalutato, di fatti ha comportato numerose tensioni tra il 2007 e il 2008. c. Il sistema dei pagamenti; esso astrattamente idoneo a diffondere situazioni di crisi, ma il suo rischio di contagio stato effettivamente ridotto dallintroduzione del sistema RTGS(Real Time Gross Settlement), le obbligazioni di maggiore entit vengono liquidate in modo sistemico. Per evitare le asimmetrie ed esternalit le autorit di supervisione dei vari paesi esercitano una vigilanza di tipo preventivo sulle singole banche e sul sistema creditizio nel suo complesso. Ci per garantire la stabilit di lungo termine delle istituzioni bancarie e del sistema finanziario nel suo complesso permettendo lallocazione ottimale del risparmio verso il finanziamento delle attivit produttive. La vigilanza sul mantenimento della stabilit patrimoniale si serve anche di strumenti sussidiari che intervengono in extremis per scongiurare linsorgere dellinsolvenza(come il prestito di ultima istanza) o per attutirne le conseguenze una volta che questa si verificata(assicurazione sui depositi o operazioni di salvataggio); ma tecniche di protezione ex post sono affette dal problema di moral hazard. A tal fine lattenzione principale della regolamentazione prudenziale internazionale sempre pi concentrata sulle tecniche preventive di contenimento del rischio(in particolare sulladeguatezza patrimoniale), limitando forme di ingerenza nelle scelte strategiche della banca. 7.1.2. Dai requisiti strutturali ai requisiti prudenziali. La regolamentazione degli anni trenta nasceva come strumento di reazione alla grande depressione del 29; da qui la grande importanza data allobbiettivo della stabilit bancaria e alla funzione di politica monetaria come strumento macro economico, anche a sacrificio di_

69 1. Trasparenza; in merito ad essa era sottinteso il concetto di risparmiatore consapevole; linvestitore veniva considerato perfettamente in grado di valutare il rischio dei propri investimenti procurando si autonomamente le informazioni necessarie, infatti la normativa si soffermava appena su questa figura. 2. Competitivit; il legislatore infatti riteneva il mercato oligopolistico un prezzo equo da pagare a fronte di un a maggiore stabilit del sistema bancario. Per questo il sist. Banc. venne regolato con forti controlli strutturali(come barriere allentrata e istituzionali o con vincoli alle attivit e passivit detenibili o con divieto di attivit parabancaria.) Sostanzialmente si riteneva di dover limitare lespansione delle imprese bancarie; venne istituito un sistema di segmentazione del mercato sotto due profili: 1. Quello territoriale; venne fortemente limitata la possibilit di aprire nuove filiali e di costituire nuove imprese esercenti attivit bancaria. 2. Quello delle categorie istituzionali; Queste circostanze comportarono un sistema bancario chiuso e inefficiente, affetto da problemi di sottodimensionamento dei vari operatori. Nei primi anni ottanta i vincoli strutturali vengono rimossi a favore di requisiti oggettivi di carattere prudenziale; tali requisiti vincolano loperativit bancaria al mantenimento di un livello sufficiente di mezzi propri, ma lasciano la banca libera di competere. La nuova impostazione regolamentare amplia lattivit dei conglomerati finanziari al settore parabancario(leasing, factoring, etc.) e di estendersi geograficamente in modo organico o attraverso operazioni straordinarie di M&A(merger&acquisition). I requisiti strutturali diventano di tipo oggettivo e circoscritto, abbandonando limpostazione discrezionale. Le regole di capital adeguacy mirano ad imporre un livello minimo di dotazione patrimoniale che garantisca la solidit e laffidabilit della banca al fine di : 1. Garantire i creditori(specialmente i depositanti); la banca diventa in grado di ridurre eventuali perdite derivanti dai rischi dellattivit bancaria. 2. Incentivare agli azionisti ad evitare lassunzione di rischi; la dottrina di corporate finance evidenzia infatti che lazionista portato a intraprendere rischi eccessivi la dove un elevato debt-equity ratio gli permetta di trasferirne buona parte sugli obbligazionisti(risk-shifting). 3. Garantire e consolidare la fiducia nella stabilit e sicurezza degli istituti di credito. 4. Incentivare la corretta allocazione delle risorse verso gli investimenti produttivi 7.1.3. Il concetto del rischio Rischio= la possibilit statistica che il valore atteso di unattivit differisca dal valore effettivo al momento del realizzo. E improprio quindi affermare che la banca debba tendere sempre a minimizzare il rischio(in quanto rischierebbe di azzerare la redditivit). Piuttosto la banca si trova davanti ad un problema di massimo vincolato, dovendo massimizzare la redditivit a parit di rischio e coprire il rischio intrapreso con sufficienti dotazioni patrimoniali o con strumenti derivati.(problema d diversificazione ed hedging). In aggiunta non sempre possibile avere la perfetta conoscibilit e quantificabilit dei rischi intrapresi, elemento essenziale per risolvere il problema di massimo vincolato; ci implica il ricorso ad approssimazioni sufficientemente attendibili.

70 Ci spinge levoluzione normativa ad individuare le principali categorie di rischio e a rendere sempre pi sofisticata la misurazione. Il nuovo accordo sul capitale(basilea 2) distingue 3 forme di rischio: 1. Rischio di credito: categoria tipica; pu definirsi come possibilit che in seguito allerogazione di un prestito, la controparte(alla scadenza) non adempia alla propria obbligazione di restituire la quota capitale maggiorata del tasso dinteresse. Questo rischio costituisce il core dellattivit bancaria. Si parla di rischio di credito anche in merito ad alcuni asset fuori bilancio, come gli strumenti derivati negoziati over the counter(rischio di preregolamento). Si compone di: rischio di migrazione, cio il rischio di deterioramento del merito creditizio che pu provocare una diminuzione nel valore di mercato dellattivit finanziaria corrispondente. Il deterioramento devessere inatteso, cio non considerato nella definizione dello spread, al momento dellerogazione. rischio di recupero, cio la possibilit che il tasso di recupero su posizioni a default si riveli pi modesto di quanto inizialmente preventivato. rischio di esposizione, cio la possibilit che il livello di esposizione nei confronti del soggetto aumenti in modo inaspettato poco prima della scadenza. rischio di concentrazione, cio il rischio legato a esposizioni concentrate verso un singolo cliente o gruppo di clienti che esercitano attivit economiche altamente correlate; a tal fine sarebbe necessario non concentrare la propria attenzione su singole contro parti ed individuare controparti che svolgano il loro business in settori o aree geografiche diverse. Infine linsolvenza devessere considerata come evento estremo, si deve rifuggire da classificazioni di affidabilit basate solo su dati di tipo contabile (ignorando i dati di mercato). Difatti le recenti direttive europee, hanno cercato di incentivare a procedere con stime interne del valore economico verosimile delle attivit riportate in bilancio. 2. Rischio di mercato: possibilit di subire perdite a causa delle oscillazioni avverse delle variabili di mercato(cio il prezzi, i tassi di interesse e i tassi di cambio). La gran parte degli strumenti finanziari soggetta a variazioni dipendenti dallandamento di alcune variabili, come i tassi di interesse o le oscillazioni della valuta estera. Il rischio di mercato si compone di: Rischio di posizione; composto a sua volta da: Rischio generico: rischio che si sopporta mediamente investendo in un paniere di azioni rappresentativo del mercato; Non compensato poich legato a variabili macro economiche Rischio specifico: componente di ritorno non correlata con i movimenti generali di mercato; compensato in quanto pu essere contrastato attraverso opportune tecniche di diversificazione con titoli diversi e poco correlati. Rischio di controparte: eventualit che alla scadenza di un contratto di compravendita titoli o di un contratto derivato la controparte non sia in grado di adempiere alla propria obbligazione; si distingue dal rischio di credito perch lesposizione al rischio bilaterale.

71 Rischio di regolamento: eventualit che dopo la scadenza un intermediario perda il differenziale positivo maturato a suo favore se la controparte non adempie allobbligo di acquistare/vendere i titoli al prezzo convenuto.

3. Rischio operativo: categoria ampia definita dalla possibilit di subire perdite derivanti dallinadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni o da eventi esterni(come il rischio legale9). E un rischio asimmetrico10. Si rilevato infatti che lassenza di sistemi di monitoraggio e procedure di controllo efficaci sul personale possa rivelarsi dannosa quanto le fluttuazioni dei mercati. Il rischio operativo NON ricomprende il rischio reputazionale e quello strategico(in quanto espressione naturale del rischio di impresa. 7.2.1 Principi ispiratori e finalit dellaccordo(basilea 1) Il comitato di basilea il pi importante organo internazionale di vigilanza bancaria. Istituito nel 1974 presso la banca dei regolamenti internazionali dai governatori delle banche centrali dei paesi del G-10(seguito dalladesione degli altri paesi). Il suo obbiettivo regolamentare il sistema bancario internazionale e uniformare la vigilanza sulle banche nei diversi paesi, per garantire la stabilit del settore e impedire forme di arbitraggio regolamentare11. Le linee generate dal comitato sono solo semplici raccomandazioni(soft law) che acquisiscono carattere cogente solo quando vengono introdotte negli ordinamenti dei paesi aderenti. Questi accordi possono dimostrarsi molto efficaci poich la loro diffusione viene spesso assicurata da meccanismi di market discipline e peer pressure. Laccordo di basilea 1 nasceva dalla crescente preoccupazione per il progressivo deterioramento delle dotazioni di capitale delle banche internazionali. Laumento della concorrenza, linnovazione tecnologia, linternazionalizzazione dei mercati e la nascita di operatori conglomerati aveva stravolto loperativit del settore bancario, comportando numerosi episodi di crisi. La possibilit di competere a livello globale, con lesistenza di forti differenze nei requisiti di capitale(discrezionali per ogni paese) consentiva pericolose forme di arbitraggio regolamentare(in particolare da parte delle banche giapponesi e francesi). I governatori delle banche centrali del g-10 decisero di mettere fine a queste forme di concorrenza sleale assicurando un level playing field12 in modo da stroncare il processo di erosione del livello di patrimonializzazione aggregato delle banche internazionali. 7.2.2. Coefficiente patrimoniale. Il primo passo stato quello di creare un requisito minimo di capitale. Viene quindi istituito un risk asset ration dell8%. Ottenuto secondo questa formula PV 8
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Rischio che il contratto sia giudicato nullo o annullabile o che la normativa di settore venga modificata in modo inatteso e sfavorevole agli interessi della banca. 10 Pu generare solo perdite e mai profitti. 11 operazioni attraverso le quali le banche hanno accrescono le esposizioni creditizie pi rischiose, caratterizzate da un requisito patrimoniale inferiore alleffettivo assorbimento di capitale misurato dai loro modelli interni. 12 Concetto In merito alla correttezza. Non tutti I giocatori hanno le stesse chance di successo, ma devono tutte giocare secondo le stesse regole.

72 (Ai x RWi) %

Si rapporta il patrimonio di vigilanza(PV) con linsieme degli assets(Ai), ponderati ciascuno per il rispettivo rischio di credito(RWi). Il patrimonio utile ai fini del computo si divide in: 1. Tier 1(patrimonio di base): Costituito dai fondi permanentemente a disposizione delle banche. E determinato dalla somma algebrica di: + il capitale versato + le riserve + il fondo per rischi bancari generali + gli strumenti innovativi di capitale - le azioni proprie lavviamento - le immobilizzazioni immateriali - le perdite degli esercizi passati e di quello in corso. 2. Tier 2(patrimonio supplementare): si ottiene sommando + Le riserve di rivalutazione + Gli strumenti ibridi di patrimonializzazione* + Le passivit subordinate* + Il fondo rischi su crediti(al netto delle minusvalenze nette su titoli e degli altri elementi negativi) +/- le plusvalenze/minusvalenze nette su partecipazioni. * Queste poste non assumono forme diverse dalla normale raccolta in titoli della banche, sono solo le diverse clausole contrattuali a qualificarli come poste patrimoniali. Il Tier 2 viene computato nel con un limite massimo pari al Tier 1(questo perch comprende fondi di qualit inferiore, dotati di una stabilit non assoluta e soggetti ad una restrizione superficiale.) Gli asset indicati al denominatore ricevono una ponderazione predefinita dello 0/10/20/50/100% a seconda ella categoria di rischio della controparte. Ad esempio: il debito sovrano dei paesi membri dellOECD viene pesato allo 0%(risk free) per cui non assorbe capitale per far fronte ai rischi che comporta; i mutui ipotecari a uso residenziale sono ponderati al 50% etc.

7.2.3 Vantaggi e limiti. Il merito pi rilevante di Basilea 1 di aver regolarizzato il PV, minimizzando le distorsioni competitive tra sistemi regolamentari diversi, garantendo maggiore stabilit al mercato bancario e finanziario internazionale. Basilea 1 stato implementato negli stati membri del BCBS e in pi di 100 paesi al di fuori di esso. Tale diffusione dovuta al peer pressure13, al moral suasion14 e alla sua chiarezza e semplicit. La semplicit in particolare ha permesso la comprensione
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Influenza esercitata da un gruppo di pressione, che incoraggia una persona a cambiare le sue attitudini, I suoi valori, o il suo comportamento,per conformarsi ad un gruppo di norme/regole. 14 tattica di persuasione usata da unautorit per influenzare e fare pressione sulle banche al fine di ottenere un effettivo comportamento socialmente responsabile, senza utilizzare la forza delle leggi e dei regolamenti.

73 immediata agli interlocutori economici e politici di paesi anche molto diversi. Laccordo sul capitale del 1988 si basa sullobbiettivo di rafforzare il patrimonio del sistema bancario internazionale. Alla fine dellimplementazione dellaccordo, risult constatabile un aumento generalizzato delle dotazioni di capitale delle banche internazionali=> maggiore stabilit/solidit del sistema finanziario. Le Queste semplici regole per consentivano forme di arbitraggio regolamentare; per esempio un esposizione di 1000 ponderata al 100% dava luogo ad un capitale minimo pari a 80, indipendentemente dal fatto che fosse una piccola impresa manifatturiera o una grande impresa di servizi e senza considerare la loro posizione debitoria. Tale meccanismo risulta ovviamente errato; se infatti un finanziamento erogato a un cliente dotato di elevato livello di affidabilit consuma la stessa quantit di capitale di controparti pi rischiose, la banca(per applicare tassi pi elevati) sar portata a intraprendere operazioni rischiose; per le stesse ragioni una banca potrebbe essere portata a privarsi dei prestiti di qualit migliore, conservando in bilancio solo i crediti meno appetibili. Sempre in merito a basilea si ottenevano risultati simili per la mancata diversificazione del portafoglio; non si considerava che un prestito di importo pari a 1000 comporta rischio > di 1000 prestiti da 1 (salvo parti perfettamente correlate. Ovviamente questo comporta il favoreggiamento della concentrazione del rischio. Basilea inoltre non riconosceva molti strumenti di mitigazione del rischio(come i credit derivatives), nonostante siano utilizzati in modo ben pi che abituale. Ovviamente necessario non riporre fiducia incondizionata in questi strumenti, poich non sempre possibile coprire in modo completo qualsiasi posizione creditizia con essi, questo soprattutto a causa delle loro numerose componenti di rischio non sempre facili da stimare. Infine il primo accordo, non teneva conto della vita residua delle esposizioni(maturity). Tale esposizione influisce sul valore atteso a causa: 1. Del costo del denaro 2. Del fatto che un termine temporale pi lungo lascia spazio a mutamenti anche molto consistenti di salute economico-finanziaria dello scenario macroeconomico. 7.2.4. Emendamento del 1996 Ulteriore aspetto critico dellaccordo era che esso considerava il rischio di credito come una forma di rischio sopportata dalla banca, ignorando il sempre pi preponderante rischio di mercato. Per far fronte al rischio di mercato era infatti necessario estendere i requisiti di capitale anche allattivit di negoziazione e tesoreria del portafoglio non immobilizzato. Nel 1996 basilea 1 venne quindi emendato per riconoscere il richio di mercato e per imporre requisiti patrimoniali relativamente alle posizioni in: 1. Equit 2. Debito 3. E valuta In forza di questa modificasi rese necessaria una dotazione di capitale maggiore per rispettare la soglia dell8% PV 8 (Ai x RWi) + % 12,5(PVRM)

74 Dove: PVRM= PV richiesto a copertua dei rischi di mercato (Ai x RWi)= totale ponderato delle attivit esposte al rischio di credito. Per misurare il PV richiesto si us il VaR(Value at Risk). Per calcolarlo era necessario considerare la perdita che ci si aspetta di subire nel peggiore dei casi possibili. Il valore del portafoglio di una banca(W) pu scendere di un ammontare superiore al VaR solo in uno scenario residuale, in cui viene assegnata una probabilit di 1-c(c= livello di confidenza). Algebricamente. Prob(W0 VaR) 1-c Per ci che riguarda il trading book15 il livello di confidenza viene fissato dal comitato al 99%. In tempi di crisi le perdite possono essere pi consistenti di quelle attese, per ci il capitale di cui dotata una baca deve far fronte non solo alla perdita attesa, ma deve compensare anche le perdite inattese implicite in un certo portafoglio. Per evitare di costringere la banca a detenere capitali di irragionevole entit, si scelse di limitare la copertura al 99% dei casi; che significa accantonare un capitale: 1. inferiore al valore dellintero portafoglio. 2. maggiore di quello minimo per far fronte alle perdite attese. Il calcolo del VaR assai delicato. Un VaR troppo legato a criteri oggettivi comporta stime irrealistiche e un VaR troppo discrezionale comporta il rischio di minimizzarlo per sopportare meno costi di capitale. Con lemendamento del 96 si trova un compromesso tra le due visioni, con la meta-regulation. Si d discrezionalit alla banca di computare autonomamente lentit del rischio di mercato, a patto che la discrezionalit rientri allinterno di modelli economici validati preventivamente dallautorit di vigilanza. Lauthority si riserva la possibilit di incrementare discrezionalmente i requisiti di capitale generati dai modelli. 7.3 Basilea 2 Laccordo diviso in 3 sezioni: 1. La prima sezione del nuovo accordo sul capitale, introduce: a. obbiettivi che i banchieri centrali del G-10 allavvio del processo di revisione di Basilea 1, b. i passi che sono stati necessari per raggiungere il nuovo accordo c. e le novit principali. 2. La seconda sezione illustra le principali caratteristiche in materia di I, II e III pilastro. Molta attenzione viene data specialmente al I pilastro per il calcolo dei rating interni. 3. Nella parte finale si trovano le principali forme di mitigazione del rischio di credito per il calolo del capitale regolamentare. 7.3.1 Le origini. Gli obbiettivi del nuovo accordo erano di:

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portafoglio destinato allattivit di negoziazione

75 1. rendere pi flessibile la normativa e favorire un suo rapido adattamento alle nuove esigenze che linnovazione tecnologica e la pratica gestionale comportano. 2. Risolvere le problematiche del primo accordo; questo sotto due aspetti: a. Rendere pi sofisticata la normativa per impedire che classificazioni regolamentari eccessivamente semplificate favorissero fenomeni elusivi(come con le cartolarizzazioni per spostare fuori bilancio gli asset meno rischiosi) b. Accrescere la consapevolezza nelle banche dei rischi intrapresi senza influenzare(almeno in aggregato) la quantit di capitale da esse detenuta. Per poter raggiungere certi obbiettivi stato necessario un lungo e complesso processo di negoziazione. I. Il primo passo fu la pubblicazione(giugno 1999) da parte del BCBS del CP116, contenente le linee base del processo di revisione. II. Pubblicazione del CP2 nel 2001. III. Pubblicazione el Cp3 nel 2003 ma con stesura definitiva nel 2004. In questo contesto si reso necessario il dialogo tra gli operatori, per: recepire suggerimenti critici sulle linee portanti del documento. per migliorare gli aspetti tecnici dello stesso. per avviare i programmi di lavoro con le banche al fine di rendere pi facile lapplicazione delle nuove metodologie. Per capire quali conseguenze avrebbe potuto produrre il ricorso a opzioni regolamentari differenti. In merito a questultimo punto furono effettuate delle simulazioni, il cosiddetto QIS(Quantitative Impact Study). Il QIS 3 ha avuto una forte influenza sulla negoziazione; di fatti alcuni paesi aderenti(in particolare Italia e Germania), in seguito al QIS 3, hanno richiesto e ottenuto consistenti modifiche dellaccordo nel CP3. Nel 2005 abbiamo il QIS 517, documento pi attendibile per comprendere gli effetti del nuovo accordo sullindustria bancaria e sulle imprese. Anche dopo lapprovazione del documento proseguita lattivit di analisi delle autorit di vigilanza in sede internazionale per apportare eventuali modifiche della calibrazione complessiva del capitale. Nel 2005 infatti sono stati pubblicati due documenti che hanno modificato laccordo. I. Uno contenente nuove norme in materia di portafoglio di negoziazione e di trattamento degli effetti di double default18. II. Laltro riguardante le modalit con cui le banche che utilizzeranno i metodi basati sui rating interni, dovranno considerare le condizioni del ciclo economico nella determinazione del tasso di perdita (down turn LGD). Per raggiungere laccordo di Basilea sono state piegate a logiche politiche alcune caratteristiche fondanti dei modelli economici di misurazione del rischio.

16 17

Consultation paper= documento di consultazione. Il QIS 4 ha avuto rilevanza marginale, poich esaminava gli effetti solo su alcuni paesi aderenti. 18 Circostanza legata allattivit bancaria, in cui sia lobbligato che il garante sono inadempienti alla loro obbligazione.

76 Basilea 2 stato rapidamente trasposto in Hard Law(nel 2005 da parte del parlamento europeo che ha approvato la Capital Requirements Directive[CRD]), che d certezza ed efficacia giuridica nellUE alle sue regole. Le regole di Basilea 2 sono entrate in vigore dal Gennaio 2007 con applicazione opzionale nel primo anno; nonostante ci il processo di implementazione sta avvenendo gradatamente, questo perch: I. Le grandi banche sono partite solo nel 2008 con lapproccio F-IRB spostandosi progressivamente verso lA-IRB. II. Le piccole banche neanche hanno previsto un percorso di implementazione. III. In ambito europeo le autorit di vigilanza hanno prassi e approcci regolamentari diversi; per questo stato istituito il CEBS19. Esso ha pubblicato diversi documenti utili ad indirizzare il processo di implementazione della CRD nei paesi membri, come: a. Linee guida sulle modalit di convalida dei sistemi IRB e AMA b. Linee guida sulla cooperazione tra Autorit c. Linee guida per ladozione di un approccio comune per il riconoscimento delle ECAI(External Credit Assesment Institutions). Con lHard law si manifestato un problema di rilevo: lhard law comporta maggiore difficolt e lentezza nelladattarsi alle innovazioni che il contesto economico richiede continuamente al legislatore. Il continuo aggiornamento regolamentare potr essere svolto anche in sede normativa secondaria da parte delle singole autorit di vigilanza. 7.3.2. Caratteri Generali. Il nuovo accordo destinato ad applicarsi su base consolidata, alle banche attive a livello internazionale; ci per consentire di evidenziare il complesso dei rischi presenti nel gruppo. Tale accordo si fonda su 3 pilastri. 7.3.2.1 Primo Pilastro. Il I pilastro riguarda i criteri di calcolo dei requisiti minimi di patrimonializzazione. Punta a riformare e integrare la regola standard dell8%. Basilea 2 introduce anche il rischio operativo, una categoria di rischio piuttosto ampia che ha lobbiettivo di coprire lalea relativa allorganizzazione e gestione della banca. Per ci che riguarda il rischio di credito, il nuovo accordo rende i coefficienti di ponderazione pi sensibili ai rischi effettivamente sopportati dalla banca. Viene amplificato il ruolo delle garanzie reali e personali ricevute dalla banca. Il nuovo accordo consente di determinare lassorbimento patrimoniale del rischio d credito, di mercato e operativo per mezzo di modelli interni e non solo con coefficienti stabiliti dal regolatore. Per il rischio di credito gli intermediari possono usare 3 approcci di calcolo: 1. Metodo standard: il pi semplice e si basa su quanto veniva richiesto da basilea 1, con laggiunta che le esposizioni creditizie vengono differenziate anche sulla base del merito di credito attribuito dalle agenzie specializzate.( Fitch, standard & poors, Moodys sono le principali). 2. Approccio F-IRB(Foundation International Rating Based): si basa sulla capacit della banca di calcolare da sola il capitale regolamentare sulla base di un rating interno della probabilit di default(PD) della contro parte.

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Committee of European Banking supervisors.

77 3. Approccio A-IRB(Avanced Internal Rating Based): consente alla banca di usare modelli interni per valutare: a. La PD della contro parte. b. La perdita in caso di insolvenza(LGD) c. Lesposizione al momento del default(EAD) d. La maturity(M) Riguardo al rischio di mercato non si prevedono cambiamenti alla disciplina emendata nel 96. In merito al rischio operativo, anche qui sono utilizzati tre approcci per il calcolo: 1. Indicatore base(Basic Indicator Approach[BIA]): 2. Lapproccio standardizzato(Standardized Approach[STA]) 3. Approccio avanzato(Advanced Measurement Approach[AMA]) Le modalit di calcolo del PV e la soglia dell8% sono pressoch invariate. Le differenze constano al denominatore del coefficiente, dove i pesi per i rischi sono calcolati con modalit pi complesse e dove compare un fattore additivo legato al calcolo del rischio operativo. PV* 8 (Ai x RWi) + [P(rm)+P(ro)] %* x 12.5 Dove: *= invariato (Ai x RWi)= attivit ponderate per il rischio di credito P(rm)= somma dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di mercato P(ro)= somma dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio operativo 12,5= fattore moltiplicativo che funge da legame numerico tra il calcolo del requisito patrimoniale per il rischio di credito e i requisiti patrimoniali per il rischio operativo e il rischio di mercato determinati, invece, in modo diretto. 7.3.2.2. Secondo Pilastro. Il secondo pilatro mira a: 1. Sollecitare le banche a compiere alisi approfondite sulle tipologie di rischi cui sono esposte. 2. Dotare le singole autorit di vigilanza dei poteri necessari a rendere effettivi i requisiti(algebrici) imposti dal primo pilastro. Il secondo pilastro instaura un rapporto di collaborazione in cui il regolato si incarica di dimostrare al regolatore la validit delle proprie misurazioni e analisi di rischio. Queste valutazioni vengono poi analizzate dal regolatore che potr richiedere modifiche e incrementi della dotazione patrimoniale. Inoltre il regolatore deve svolgere una funzione di stimolo nei confronti delle banche per incoraggiarle nellelaborazione e utilizzo di tecniche di misurazione e gestione del rischio pi sofisticate. Ergo le autorit di vigilanza devono valutare la conformit dei sistemi di risk management della banca alle previsioni del primo pilastro(come le norme sulla trasparenza, integrit, etc.) Le banche devono tenere conto dei rischi che non sono contemplati(come il rischio di tasso di interesse sul banking book, etc.) o rilevati adeguatamente

78 dalla normativa di primo pilastro( come il calcolo del capitale con gli approcci IRB(legati a valori standard che possono variare)). I sistemi di risk management devono essere in grado di resistere agli stresstest, che simulano i cambiamenti di requisiti patrimoniali in caso di variazioni rilevanti dello scenario macroeconomico. Allattivit collaborativa tra regolato e regolatore, si ispira anche la procedura di controllo prudenziale, basata su 4 principi fondamentali: 1. Le banche devono disporre di un procedimento per determinare ladeguatezza patrimoniale complessiva; le banche devono possedere: a. una procedura idonea a valutare la propria adeguatezza patrimoniale in relazione al profilo di rischio complessivo . b. e una strategia per il mantenimento dei livelli patrimoniali. 2. Lautorit di vigilanza riesamina e valuta il procedimento interno delle banche; le autorit devono quindi revisionare e valutare periodicamente la procedura interna di determinazione delladeguatezza patrimoniale delle banche, le connesse strategie e labilit di assicurare il rispetto dei requisiti patrimoniali di ciascuna banca, intraprendendo azioni prudenziali quando questi requisiti non siano soddisfatti. La revisione avviene attraverso ispezioni, controlli cartolari, etc. 3. Le banche dovrebbero operare con un livello di capitale superiore a quello minimo; i requsiti previsti sono solo un livello minimo le banche non possono limitarsi a rispettare tale soglia se prevedono cambiamenti della tipologia e del volume delle attivit, onerosit o difficolt di raccolta di capitale aggiuntivo. Inoltre gli stress test forniscono alle autorit di vigilanza un parametro di riferimento della capacit del capitale in eccesso di far fronte a situazioni di shock di mercato. 4. Lautorit di vigilanza deve esigere misure correttive se la dotazione patrimoniale inadeguata; le autorit possono esigere ladozione di pronte misure correttive se la dotazione non viene mantenuta o ripristinata. Alcune misure secondo il BCBS sono: a. Intensificazione della vigilanza sulla banca b. Restrizioni al pagamento dei dividendi c. Richiesta alla banca di un paiano di rientro d. Esigere limmediato apporto di risorse a titolo di capitale. Il dialogo tra i due soggetti permette di garantire provvedimenti tempestivi ed efficaci. Le autorit possono usare le best practices di alcuni operatori per indirizzare informalmente quelle banche che adottino comportamenti a rischio. Notiamo infine lampio grado di discrezionalit nella valutazione delladeguatezza patrimoniale da parte delle autorit; e importante sotto questo aspetto che vi sia un applicazione coerente delle prassi di vigilanza in tutti i paesi, per : 1. Ridurre i l peso degli oneri regolamentari per i soggetti bancari che operano a livello internazionale 2. Scongiurare il verificarsi di fenomeni di race to the bottom(corsa al ribasso). 7.3.2.3 Terzo Pilastro. Lo scopo del terzo pilastro di completare il sistema di vigilanza prudenziale sulle banche, affiancando alla normativa di I e II pilastro, un adeguato livello di market discipline; ci si ottiene introducendo stringenti requisiti di trasparenza informativa

79 che obbligano le banche a pubblicare informazioni quantitative e qualitative che illustrino: i rischi intrapresi. il patrimonio di vigilanza. e il processo di gestione del rischio correntemente utilizzato. Difatti spesso gli investitori sono asimmetricamente informati rispetto agli insiders e finiscono per non richiedere un premio adeguato alleffettivo rischio sopportato. Imporre linformazione significa quindi apportare benefici alla gestione del rischio e quindi migliorare la stabilit sistemica. Secondo Basilea 2 le informazioni da comunicare sono quelle che, in caso di loro omissione, comporterebbero differenti decisioni e/o giudizi da parte degli operatori(si potrebbero definire rilevanti le informazioni cosiddette price sensitive).. E comunque importante non produrre flussi informativi eccessivi, che sommergano il mercato di informazioni poco rilevanti o comprensibili. Indispensabili comunque rimangono le informazioni relative a: 1. patrimonio posseduto. 2. processo e metodologie di valutazione dei rischi sopportati. 3. esposizione , quantitativa e qualitativa, rispetto alle diverse tipologie di rischio. Per quanto riguarda la periodicit delle informazioni, questa dipende da: tipologia di informazione dimensione e operativit dellintermediario. Le autorit di vigilanza effettuano verifiche in merito, adottando provvedimenti ove necessari. Le metodologie che il nuovo accordo richiede di rendere pubbliche riguardano: 1. modalit di calcolo dei requisiti di adeguatezza patrimoniale. 2. e soprattutto le tecniche utilizzate nella valutazione dei rischi. Viene quindi raccomandata una forte dose di trasparenza informativa per ci che riguarda: 1. il riconoscimento prudenziale delle metodologie interne utilizzate per il calcolo del rischio di credito 2. le tecniche di mitigazione del rischio 3. e le cartolarizzazioni di attivit. Vi poi la necessit di allineare le modalit di comunicazione dellinformativa prevista dal terzo pilastro con gli standard contabili dei singoli paesi; ci risolvibile con attraverso un dialogo continuo tra BCBS e le acconting authorities, anche se per ora IFRS e Basilea 2 convergono per le info richieste. 7.3.3. Rischio di credito Introduzione sciapa :P 7.3.3.1 Approccio standardizzato Opera una discriminazione tra prenditori di credito di diversa qualit, a seconda di un giudizio assegnato al grado di affidabilit del debitore. Con lapproccio standardizzato il il grado di affidabilit assegnato da agenzie specializzate o da altri soggetti identificati dalle Autorit di vigilanza; tale grado definito rating(alias voto) esterno. Tali soggetti dovranno assicurare il rispetto di alcuni requisiti, in particolare la trasparenza e lomogeneit dei criteri adottati. In caso di giudizi differenti tra loro, le

80 banche dovranno attenersi a criteri di prudenza e coerenza per evitare comportamenti opportunistici. Rating migliori= pesi pi bassi nel calcolo delle attivit ponderate per il rischio APR. I pesi variano anche in relazione ale diverse tipologie di controparte distinte in 13 categorie: Stati sovrani, banche, imprese e compagnie di assicurazione, settore retail, settore mutui ipotecari, etc. Ad ogni modo ad ogni esposizione creditizia corrisponde un requisito minimo patrimoniale che dipende da due variabili: 1. categoria di esposizione; da ununica percentuale del 100% si passati a 5 classi di ponderazioni dal 20 al 150%. Le esposizioni prive di rating hanno un valore pari al 100%, come previsto da basilea 1, salvo che lautorit di vigilanza ritenga di dover incrementare questo fattore a ragione di un tasso effettivo medio di insolvenza particolarmente elevato nel proprio paese. (nella categoria no rating presente la maggioranza dei finanziamenti emessi dalle banche). 2. rating assegnato Le attivit non garantite che siano in mora da pi di 90 giorni, per le quali la banca non ha fatto accantonamenti oltre certe soglie vengono inseriti nella classe di ponderazione del 150%; fino al 31 dic 2011 sar possibile estendere tale termine a 180 da parte delle autorit di vigilanza. I crediti retail ricevono una ponderazione inferiore a quella prevista v/imprese senza rating; ci a causa della difficolt di reperire un rating esterno per crediti di piccole dimensioni e dellalto livello di diversificazione dei crediti stessi che giustifica un tasso di ponderazione del 25% a patto che vigano alcuni requisiti: 1. Criterio della destinazione: le esposizioni sono aperte nei confronti di persone fisiche o imprese di piccole dimensioni. 2. Criterio della tipologia: le esposizioni si configurano come linee di credito di tipo rotativo20 ,prestiti personali, crediti al consumo, etc. 3. Criterio del frazionamento: lesposizione aggregata verso una controparte non superiore allo 0.2% del portafoglio retail comprensivo. 4. Criterio dellesposizione massima consentita: esposizione risulta inferiore a un milione di in valore assoluto. I mutui ipotecari ricevono una ponderazione del 35%(ridotta dal 50%). Le autorit possono agevolare anche mutui non residenziali a patto che sia dimostrata la limitata rischiosit. Per i prestiti alle banche esistono 2 modalit di trattamento: 1. Fare riferimento al rating dellistituto bancario cui viene erogato il finanziamento, ma con pesi differenziali. 2. Fare riferimento al rating del paese dove listituto ha sede legale(coefficiente usato quello immediatamente meno favorevole a quello dei crediti v/stato) Spetta alle aut. di vig. nazionali di scegliere tra le due opzioni. Infine, la presenza di risk mitigators(garanzie, etc.) riduce il rischio di credito e i coefficienti di ponderazione.
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linea di credito nella quale il fido si ricostituisce (per la sola linea capitale) man mano che si effettuano i rimborsi; in questo modo lutilizzatore ha la disponibilit permanente di una somma con cui pu effettuare ulteriori spese.

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7.3.3.2. Approccio IRB Uno degli elementi pi importanti dellaccordo consiste nella possibilit delle banche di ricorrere a rating interni(IRB, o internal rating based) per valutare laffidabilit di una controparte. Tale sistema si caratterizza per il fatto che gli input necessari al calcolo del rischio non sono dettati dalla normativa, ma frutto di analisi e stime interne alla banca. Il presupposto che nessuno conosca meglio la qualit effettiva di unattivit iscritta nel bilancio di una banca, meglio della banca stessa. Le banche dovranno dimostrare poi alle autorit di vigilanza di essere in grado di sviluppare internamente queste funzioni evitando atteggiamenti opportunistici. Le categorie di esposizione v/ le imprese vengono ulteriormente differenziate rispetto allapproccio standard. Esse si distinguono in: 1. Crediti v/grandi imprese(corporate, fatturato > 50 MIL. ) 2. Crediti v/PMI(SME corporate, fatturato = 50MIL. fatt 5 MIL. e/o esposizione > a 1 MIL. ) 3. Crediti al dettaglio(SME retail, fatturato < 5 MIL. e esposizione 1 MIL. v/persone fisiche o imprese) Le ponderazioni non vengono suddivise in classi, ma si ottengono da una funzione continua, la cui pendenza decrescente a seconda che si tratti di Corporate, SME corporate o SME retail. Le banche possono adottare due approcci di crescente complessit: 1. F-IRB o metodo base(Foundation) 2. A-IRB o metodo avanzato Entrambi possono essere adottati solo se la banca: I. E in grado di avere un sistema in grado di differenziare clienti e prodotti in gruppi con rischio analogo. II. E in grado di distribuire in modo omogeneo le esposizioni creditizie tra le varie classi di rischio. III. E in grado di assegnare il rating precedentemente allerogazione del prestito e di rivedere periodicamente tale valutazione. IV. Possiede capacit gestionali e organizzative che garantiscano un adeguato livello di governo dei rischi; tali capacit possono essere testate in modo graduale secondo due step. o Momento antecedente la richiesta di autorizzazione: necessario dimostrare la capacit di utilizzare un sistema di rating in linea con i requisiti normativi(experience requirement) o Momento della richiesta dellautorizzazione: la banca deve dimostrare di utilizzare un metodo IRB in linea con i requisiti richiesti(Use Test) V. Il sistema dei rating elemento essenziale per la concessione dei crediti e per lallocazione del capitale interno alla banca. VI. La documentazione relativa ai modelli fornisce dettagliate su: o Dati o Metodologie di stima dei fattori di rischio o Modalit di contrasto delle eventuali debolezze del modello. VII. Possiede sistemi e procedure di controllo per monitorare costantemente li affidamenti utilizzati e inutilizzati e levoluzione della situazione economicoreddituale dei soggetti.

82 VIII. Ha un adeguato sistema di reporting v/tutti i livelli, affinch anche ogni gestore possa contribuire al processo di analisi e monitoraggio del rischio fornendo indicazioni sul proprio portafoglio.

Per la gestione dei database importante la predisposizione e il corretto utilizzo di strumenti informativi adeguati; cio che siano capaci di rilevare e conservare serie storiche sufficienentemente estese, relative non solo agli output, ma anche ai risultati intermedi e ai dati di input del modello. I dati di input devono essere archiviati secondo procedure affidabili e atte a rilevare tutte le informazioni rilevanti e utili al calcolo del rating per raggiungere risultati esenti da distorsioni. Inoltre devessere possibile reperire le informazioni di base e ripetere i calcoli effettuati, in un secondo momento. Archivi e procedure devono essere facilmente furibili, per favorire il sistema di rating. Almeno una volta lanno le banche sottoposte ad IRB, devono effettuare la revisione dei propri modelli interni validati dallautorit di vigilanza. Tale processo si realizza su base quali-quantitativa ed ha lobbiettivo di: Analizzare le performance dei modelli e le loro propriet dinamiche(back testing) Verificare la qualit dei dati utilizzati Verificare leffettivo utilizzo del sistema di rating nei diversi ambiti della gestione e performance derivante. Valutare il processo di sviluppo del modello. 7.3.3.3. I fattori di rischio. Esistono quattro principali componenti di rischio di unesposizione basata sul banking book. 1. PD(probabilit of default) 2. LGD(Loss given default) 3. EAD(exposure at default) 4. M(Maturity) Nell F-IRB solo il PD stimato dalla banca, nellA-IRB la banca determina autonomamente tutti i parametri. Determinare le componenti di rischio permette una valutazione sintetica del rischio connesso a un singolo credito per ottenere una stima della perdita attesa, strumentale alla determinazione della perdita inattesa e, a sua volta, del capitale regolamentare. La perdita inattesa loscillazione della perdita attesa intorno alla media. Il BCBS ha stabilito ce il requisito patrimoniale sia volto alla copertura della perdita inattesa, a aptto che siano presenti riserve sufficienti a coprire la perdia attesa. Se le perdite attese risultano superiori alle riserve: la differenza viene dedotta dal PV (50% dal Patr. Di base e 50% dal patr. Supplementare). Se le perdite attese sono inferiori alle riserve: leccesso pu venire conteggiato nel patrimonio supplementare fino allo 0,6% delle APR(tasso annuo Annual Percentage Rate).

83 1. Probabilit di Default(PD): fattore di rischio derivante dal pericolo che il debitore risulti incapace di onorare la propria obbligazione al momento della scadenza. Negli approcci IRB le banche attribuiscono al debitore il grado interno di merito creditizio21 (no agenzie di rating). La PD rappresenta l media di lungo periodo della probabilit di insolvenza a un anno; essa determinata sulla base di dati di almeno cinque anni. La PD associata alla categoria di rischio del prenditore e soggetta ad un limite minimo dello 0,03%(salvo paesi sovrani, per i quali non sussiste questo limite). La PD deve quindi basarsi sullesperienza storica, previsiva(forward looking) e prudenziale(conservative). E necessario poi un approccio conservativo per evitare rating eccessivamente influenzati(eccessivamente pessimistici o ottimistici) a seconda del ciclo economico. Il BCBS fissa una serie di regole qualitative per la stima della PD, ma non stabilisce un unico criterio per determinarla. Esso tratta di: 1. Ricorso allesperienza interna di inadempienza 2. Mapping di dati esterni, come quelli forniti dalle agenzie specializzate. 3. Modelli statistici. Da notare non sono accettate applicazioni meccaniche di un sistema senza che sia ne dimostrato lutilizzo e la validit. Nel caso di modelli elaborati da vendors esterni, la banca deve comune dimostrare di poterlo implementare adeguatamente allinterno della struttura. Lobbiettivo ottenere un indicatore che differenzi le imprese normali da quelle in crisi e che permetta di ottenere una graduazione del livello di rischio per ogni impresa. Essendo il concetto di insolvenza soggetto a diverse concezioni, il BCBS ha previsto una definizione precisa di insolvenza, cui il fare riferimento per: la stima della PD e per la raccolta interna di dati relativi alle insolvenze. La definizione adottata dal BCBS, stabilisce che una posizione venga classificata a default se ricorre almeno una fra queste due condizioni: 1. condizione di tipo soggettivo: la banca ritiene improbabile che il debitore adempia del tutto alle sue obbligazioni(in questa categoria rientrano eventi come il passaggio a perdita, la creazione di accantonamenti specifici, etc.) 2. condizione di tipo oggettivo: la controparte in ritardo di pi di 90 giorni su almeno una delle obbligazioni(past due). Rimane compito delle autorit nazionali lemanazione di linee guida per stabilire come tali criteri debbano essere applicati e monitorati. 2. Loss given Default(LGD): fattore di rischio consistente nellincertezza circa la quantit di capitale che potr essere recuperata in sede di contenzioso nei confronti dei debitori insolventi. Algebricamente LGD= (1 tasso di recupero del credito). La LGD si lega principalmente alla forma tecnica del contratto di finanziamento, al fine di comprendere se il prestito erogato abbia una priorit di rimborso rispetto agli altri debiti dellimpresa.

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Valutazione effettuata sulla base delle informazioni quantitative e qualitative, della capacit di un soggetto affidato o da affidare di onorare le obbligazioni contrattuali.

84 Lapproccio F-IRB fa riferimento ad alcuni parametri prefissati dal BCBS, sulla base dei termini previsit dal contratto. LGD= 45% per prestiti generici non garantiti. LGD=75% per prestiti subordinati, salvo garanzie. Lapproccio A-IRB lascia alla banca lautonomia per determinare la LGD da applicare. La valutazione potr essere condotta su analisi interne che dimostrino il differente livello di rischiosit delle diverse forme tecniche e garanzie; si fa riferimento in particolare allesperienza storica della banca. Le analisi devono essere eseguite prima di tutto, verificando la qualit e la profondit delle serie storiche; successivamente va considerata la presenza di possibili fasi recessive del ciclo economico che potrebbero influire sullammontare del recupero. Fatto ci necessario correggere verso il basso le somme recuperate in passato dopo il default per tenere conto dei costi legali, amministrativi e relativi al valore del tempo . Le stime devono rappresentare una visione conservativa di lungo periodo(per mantenere un carattere prudenziale). Per garantire procedure di stima oggettive necessario che il personale incaricato non svolga alcuna funzione operativa e che tutti gli aspetti rilevanti siano vagliati dal consiglio di amministrazione e dallalta direzione. La stima della LGD a seconda che si computino o meno i past due tecnici; cio quei crediti che, pur avendo superato il confine di default, sono naturalmente in bonis. Ve non si considerino i cure rates, la stima della LGD risulta pi elevata, mentre diminuisce il valore di PD. Queste alterazioni non producono effetti sulla stima della Expected Loss(perdita attesa), ma li producono sulla Unexpected Loss(perdita inattesa). Questo ha una conseguenza: 1. Se le autorit di vigilanza richiedono di non includere i past due tra i default, le banche hanno meno convenienza a utilizzare lapproccio avanzato. 2. Se questa opzione viene consentita banche poco virtuose con cure rates elevati possono trarre indebito vantaggio dagli approcci avanzati. Cure rate= N. default rientrati in bonis al netto delle sofferenze N. default

Exposure at default(EAD): stima dellimporto massimo che una banca pu perdere in caso di insolvenza della controparte. Nella maggior parte dei casi lEAD coincide con il valore nominale del prestito. A volte per tali valori possono differire. Dato un certo ammontare accordato, il cliente sar portato a fare utilizzo crescente del finanziamento in ragione del ciclo economico e di eventuali difficolt finanziarie riscontrate nella gestione. Cos il rapporto tra utilizzato e concesso raggiunge al momento dellinsolvenza valori pi elevati di quelli fisiologici. Se la banca utilizza lapproccio standard dovr calcolare il requisito patrimoniale prendendo a riferimento: le esposizioni correntemente utilizzate dal cliente; per quanto riguarda quelle di cassa la banca deve utilizzare lintero valore contabile delle esposizioni. Le

85 esposizioni per firma(o fuori bilancio) vanno pesate con un fattore di conversione creditizia(CCF) 1. CCF= Parte non utilizzata della linea di credito che si stima possa essere utilizzata in caso di default Parte attualmente non utilizzata della linea di credito Le banche sono tenute a ponderazioni al 100% se il credito di firma un diretto sostituto del credito(es: fideiussione di una banca per ottenere credito da unaltra) i margini disponibili su linee di credito non prontamente revocabili(dette anche esposizioni a utilizzo incerto). Ponderati al 75% del loro valore nominale. Per le linee di credito prontamente revocabili non richiesto accantonamento se la banca dimostri: o di monitorare attivamente il soggetto finanziato o di essere in grado di bloccare laccesso ai margini laddove il merito creditizio del cliente sia deteriorato significativamente. Se la banca utilizza lapproccio A-IRB libera di stimare in modo autonomo i fattori di conversione dei margini disponibili(salvo fattori che nel metodo di base sono al 100%). I CCF devono essere espressi in percentuale del margine non utilizzato(mai inferiore allo 0%). Le banche sono tenute ad utilizzare stime dei CCF adatte a una fase recessiva se queste sono pi prudenti della media di lungo periodo. Infine e necessario che la banca: faccia uso di modelli trasparenti e coerenti con le best practice internazionale basi le proprie analisi su serie storiche ampie, plausibili, significative e aggiornate almeno una volta lanno. Le stime dei CCF devono comprendere un fattore cautela commisurato al presumibile margine di errore e alleventuale correlazione positiva tra PD e CCF. Maturity(M): la maturity si riferisce allorizzonte temporale di un prestito; esiste una correlazione positiva tra grado di rischio di un affidamento e la sua vita residua, infatti pi lorizzonte temporale elevato e maggiore il rischio. Le regole in merito alla maturity sono: 1. Lapproccio F-IRB prevede un valore standard ari a 2,5; rari sono i casi di stime interne di maturity. 2. Lapproccio A-IRB prevede un valore calcolato misurando la durata effettiva di ciascuna operazione. Il BCBS d molte prescrizioni in merito; questo perch vi la possibilit che al cliente siano concesse delle opzioni esercitabili per tuta la durata del finanziamento(es: estinzione anticipata del mutuo). Ci pu alterare la durata attesa del rapporto contrattuale. E comunque possibile rifarsi al periodo standard di 2,5 anni se i crediti derivano da erogazioni a gruppi industriali domestici con fatturato < 500 milioni . La maturity pu essere calcolata: 1. Come media finanziaria(duration); ossia la media ponderata degli anni in cui il prestito verr ripagato. Il peso relativo a un anno dato dal cash flow di quellanno diviso per il valore atteso di tutti i cash flows futuri. 2. Come vita residua. Si guarda il termine temporale nel quale dovr essere rimborsato il finanziamento e si registra lintervallo tra quella data e la data

86 odierna. La maturity cos calcolata devessere compresa tra 1 e 5 anni. Durate inferiori a 1 anno sono consentite solo per operazioni particolari la cui definizione viene delegata alle autorit nazionali. 7.3.3.4. Come si arriva al rating di impresa. LGD e EAD producono un effetto direttamente proporzionale sulla determinazione dei requisiti di capitale(doppio valore di EAD corrisponde un PV duplicato, etc.) La maturity serve ad aggiustare verso lalto il capitale sulla base di due parametri: 1. Vita residua del prestito; maggiore il tempo e maggiore il rischio di migrazione. 2. Classe di rating in cui si trova attualmente; in quanto il rischio di downgrading pi elevato per i crediti che godono di un giudizio positivo o molto positivo. Per il banking book(portafoglio crediti) il livello di confidenza viene fissato al 99,9%, cio su un livello ancora pi alto rispetto a quelo del trading book. E necessario specificare che non tutti i portafogli caratterizzati da valori simili dei 4 parametri hanno lo stesso livello di rischio, poich il livello di correlazione pu alterare tali considerazioni. In merito a ci il BCBS opera le seguenti ipotesi: 1. Fissa un livello di correlazione elevato(24%) per i portafogli di crediti di grandi imprese(corporate) con alto merito creditizio, sulla base della constatazione che esse sono per lo pi soggette a shock congiunturali di tipo macroeconomico. 2. 24-12% per le grandi imprese con merito creditizio pi basso; questo perch il loro andamento deriva maggiormente da inadeguatezze nella gestione. 3. 20-8% per le SME(imprese con fatturato < a 50 MIL ); poich meno dipendenti dal ciclo economico. 4. 17-2% per le controparti retail(privati e piccolissime imprese) e scendono ancora in caso di prestiti erogati attraverso strumenti di credito al consumo. 5. 15% sui mutui prima casa. Dati i 4 parametri di rischio, il livello di confidenza e la correlazione tra i prestiti, il modello matematico di basilea 2 permette di stimare il capitale necessario a coprire le perdite future. La valutazione del merito creditizio dellimpresa diventa elemento di partenza per definire il capitale regolamentare(figura 2 pag 278). In merito il BCBS non impone regole ma per anticipare levento dinsolvenza, la valutazione non pu basarsi solo su considerazioni di carattere storico desumibili dallanalisi di bilancio. Ecco perch la pratica gestionale viene valorizzata da unampia serie di informazioni sintetizzate nel rating dimpresa. Possiamo individuare due aree di informazione: 1. Area qualitativa. 2. Area quantitativa. Entrambe entrano nel processo di calcolo del rating; vengono racclte in diverse fasi della procedura ed analizzate a blocchi. Sulla loro base individuiamo 2 aree di indabile 1. Analisi aziendale, formata da 3 componenti: a. Analisi economico finanziaria(score di bilancio); effettuata tramite riclassificazione delle poste di bilancio e successiva elaborazione di indici aventi validit segnaletica.

87 b. Analisi qualitativa(score qualitativo); effettuata con la raccolta dati sullassetto proprietario e familiare dellimprenditore, sui fattori critici del posizionamento competitivo, etc. c. Analisi delle caratteristiche ambientali(score settoriale); che riguardano il rischio di settore(contesto competitivo) e il rischio di business(posizionamento competitivo in un settore). Questa analisi aggiunge alle informazioni di bilancio la valutazione: i. Dellandamento previsto della domanda ii. Dellevoluzione attesa delal concorrenza iii. Delle prospettive di settore e di mercato e dinamica delle esigenze dei clienti iv. Del livello di competizione e fattori di successo v. Del posizionamento competitivo dellimpresa nel settore in cui opera vi. Della rispondenza dellofferta aziendale alle esigenze dei clienti vii. Dei sistemi di controllo di gestione economica e finanziaria viii. Degli indicatori di prestazione utilizzati e del livello di soddisfazione dei clienti. Tutte informazioni che integrano la mancanza di trasparenza esistente nelle fonti standard di bilancio. 2. Analisi comportamentale; pu essere: a. Di tipo andamentale esterna(score andamentale di sistema): analisi della struttura dellindebitamento verso il sistema bancario oltre al volume e qualit delle linee di credito. b. Di tipo andamentale interna(score andamentale interno): analisi dellandamento interno del rapporto con la banca; sulla base: i. Della concessione, ii. Del grado di utilizzo, iii. Della puntualit dei rientri, iv. Della coerenza tra linea utilizzata e necessit: Questo tipo di analisi importante, in quanto tra gli altri aspetti, vengono esaminati: landamento del rapporti, gli indicatori di grado di utilizzo di fido, le voci che fanno riferimento a rapporti critici e che possono attestare situazioni di anomali. Per tenere conto di tute le variabili e calcolare correttamente lo spread necessaria una adeguata struttura informativa, fondamentale per la creazione di valore e mantenimento del vantaggio competitivo nei confronti dei competitors. In merito necessario che: 1. I modelli siano adeguati al portafoglio della banca e coerenti con le sue metodologie interne. 2. Le risorse umane interne alla banca siano adeguate per ottenere un corretto utilizzo/manutenzione dei modelli. 3. I modelli siano convalidati internamente e assicurino continuit di funzionamento anche in caso di uneventuale interruzione da parte di un fornitore esterno. Ovviamente i costi relativi sono ingenti.

88 Inoltre risulta necessario che tutto il personale sia coinvolto in questa innovazione e reso consapevole, almeno a grandi linee, delle modalit di funzionamento del modello che quotidianamente utilizza. 7.3.3.5 Forme di mitigazione del rischio di credito(Risk Mitigators) Tra i risk mitigators troviamo: Garanzie reali: le garanzie reali consistono in beni fungibili che la banca utilizza in caso di insolvenza per ridurre la perdita. Esse non influiscono sulla PD, ma sulla LGD del finanziamento. a. Secondo lapproccio semplificato: costituice garanzia reale: contante, oro, titoli di debito e azionari qualificati(o quote di fondi che investono in essi) e alcuni certificati di investimento=> sostituzione del risk weight del debitore con quello dello strumento dato in garanzia. b. Secondo lapproccio integrale: allarga il ventaglio delle possibili garanzie(includendo anche azioni quotate non qualificate) e impone che sulla parte di prestito coperta da garanzia rela enon si applichi alcun requisito patrimoniale(previo haircuts22), influendo quindi sulla EAD. Il metodo F-IRB allarga le possibili garanzie includendo anche i commercial e residential real estate e i recevables. Nel metodo A-IR bob esiste una tassonomia delle garanzie ammissibili; viene per lasciato alle banche il compito di verificare la sussistenza dei requisiti ai fini della validazione delle stime interne di LGD. Garanzie personali: Le garanzie personali derivano dallimpegno di un soggetto terzo a sostituire il debitore principale nel rimborso di un finanziamento a una banca*. Esse consentono di traslare il merito creditizio da un soggetto a un altro(per la parte garantita), influendo sulla PD. Tali garanzie devono essere: a. Valide. b. Redatte in modo tale da essere vincolanti per tute le parti. c. Legalmente opponibili in ogni giurisdizione interessata. Le banche devono: Effettuare tutti gli accertamenti e controlli necessari Verificare che questa condizione permanga per tutta la durata del finanziamento * questa funzione riconosciuta solo agli stati, agli altri enti pubblici assimilati, le banche e le societ non bancarie con rating almeno pari a A-. Lentit delle garanzie viene comunque ridotta proporzionalmente a seconda di: Eventuale scadenza della garanzia antecedente alla scadenza del credito garantito(maturity mismatch). Se la garanzia denominata in valuta diversa(currency mismatch). Alle garanzie personali vengono assimilati i derivati creditizi, cio contratti con cui una parte vende a unaltra lobbligazione a complensarla in caso di perdite relative a un credito verso terzo. Si pu parlare di copertura assicurativa. Altra forma di mitigazione del rischio la cartolarizzazione; ossia la cessione di crediti prosoluto a una nuova societ (special purpose vehicle o SPV o societ veicolo), che a sua volta si finanzia tramite lemissione di tranches di obbligazioni dotate di diversa senority(grado di priorit nel rimborso). La banca in questo modo pu spostare alcuni assets fuori bilancio per poi eventualmente reinvestire nelle obbligazioni create in
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Aggiustamento al ribasso del valore della garanzia sulla base della sua volatilit.

89 sede di cartolarizzazione. Ma nel caso in cui la banca tramite lacquisto di tranches junior mantenga di fatto su di s tutto il rischio, essa obbligata a mantenere i requisiti patrimoniali relativi allintero portafoglio crediti dello SPV. Altre forme di risk mitigators sono: 1. I receivables: crediti commerciali ceduti in blocco alla banca da unimpresa. Se lentit dei crediti molto numerosa e se la tipologia e il merito sono notevolmente dissimili data la possibilit di trattamento in pool(simile al trattamento dei portafogli retail). 2. Il netting: possibilit di compensare al netto alcune transazioni bilaterali, a patto che le condizioni legali pattuite siano verificate e che il contratto non contenga clausole di walkaway( clausole che permettono a una controparte sana di effettuare solo pagamenti limitati a una societ in stato di insolvenza.). Ad ogni modo necessario dire che i risk mitigators generano rischi residuali non trascurabili. Da un lato abbassano fino quasi ad azzerare il rischio di credito, ma dallaltro aumentano altri rischi, quali ad esempio il rischio legale. 7.4.1. Impatto Introduzione sciapa. 7.4.2. Vantaggi Gli elementi positivi di basilea 2 sono principalmente incentrati sul tentativo di superare la mancanza di un sufficiente livello di risk sensitivity dei rischi di capitale; questo attraverso: 1. Nuove regole per lallocazione del capitale=> banche maggiormente interessate ad erogare maggiori finanziamenti alle imprese pi meritevoli perch il costo del capitale regolamentare da detenere a fronte di tali operazioni sar meno elevato. 2. Il riconoscimento di unampia gamma di risk mitigators. 3. Laumento della risk sensitivit=> maggiore attenzione dellindustria bancaria allattivit di monitoring(verifica del merito creditizio della controparte)=> politiche di prezzo pi sensibili al rischio effettivamente sopportato=> vantaggio competitivo per le banche che sapranno sfruttare tali circostanze=> maggiore grado di stabilit complessiva dellintero settore. 4. Possibilit di beneficiare di un costo regolamentare proporzionale al rischio sopportato=> maggiore trasparenza. Le imprese pi piccole saranno chiamate ad uno sforzo non indifferente al fine di fornire alla banca le informazioni necessarie=> maggior investimenti sul proprio capitale umano per costruire dentro lazienda le skills necessarie a relazionarsi con le banche per lottenimento delle linee di credito richieste. Basilea 2 ha cercato anche di fornire un ruolo esplicito alle autorit di vigilanza e di dotarle dei necessari strumenti correttivi per: 1. intervenire in caso di fenomeni di sottocapitalizzazione. 2. valutare sistemi di rating interni diversi tra loro e spesso molto complessi. Infine Basilea 2 ha cercato di rendere pi trasparente la situazione patrimoniale della banca, cos da consentire al mercato di compiere unulteriore forma di controllo e individuare pi facilmente le istituzioni che si trovano in potenziale squilibrio finanziario

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7.4.3. Limiti. E stata data forte importanza a metodologie come VaR e affini. Esse per non sono esenti da criticit superate da altre metodologie(come lExtreme Value Theory). Il VaR in particolare risulta poco preciso quando i rendimenti sottostanti non siano normalmente distribuiti. Di conseguenza il VaR informa sul fatto che la perdita potr essere superiore al VaR stesso nellX% dei casi, ma non dice quali valori potr assumere. Nel caso poi di previsione di fenomeni di crisi, prevedere che il rischio di mercato avr un livello di confidenza pari all1% significa non poter evitare in media 2,5 eventi per anno; un livello non particolarmente prudenziale. La previsione dellorizzonte temporale oscilla tra 10 giorni e 1 anno, comportando risultati pi imprecisi , incrementando la volatilit del VaR e imponendo continui e costosi aggiustamenti di capitale; tali effetti sarebbero evitabili o almeno riducibili, applicando un orizzonte temporale pi ampio. Inoltre le metodologie VaR trattano il rischio come un processo completamente esogeno. La volatilit del mercato invece spesso un fenomeno endogeno, data dalla stessa interazione degli attori presenti sul mercato. Lendogeneit comporta che: 1. in periodi di stabilit essa bilanciata dalle preferenze/previsioni dei vari attori, che essendo diverse, in qualche modo si bilanciano. 2. In periodo di crisi la gran parte degli investitori si comporta in modo piuttosto simile(anche a causa della regolamentazione), ottenendo un rafforzamento della volatilit, che produce un problema di esternalit neanche considerato dallaccordo(quando invece dovrebbe essere uno dei suoi punti centrali). Altro limite importante di Basilea 2 si trova nel fato che il valore degli assets(e relativi rating) varia con il ciclo economico; il capitale regolamentare tende ad essere pi elevato in periodi di downswing e meno elevato in periodi di upswing. Ci accentua le fluttuazioni presenti sui mercati e porvi rimedio non semplice: 1. un ipotesi quella di ribaltare la logica dei requisiti di capitale; con + capitale nei periodi di crescita e capitale nei periodi di crisi. Tale ipotesi comporterebbe operativit con margini molto ridotti e quindi minore stabilit 2. altra ipotesi di lasciare ai regulators la facolt di contrastare questa tendenza; ma le scelte sarebbero inevitabilmente discrezionali e porterebbero a far configgere obbiettivi di micro stabilita e di macro stabilit. Altra problematica la maggiore complessit del nuovo accordo che comporta costi di implementazione particolarmente elevati per lindustria bancaria; specialmente epr ci che concerne i costi di complicance e di risk management. Anche se c da notare che tali costi sono sopportati per la maggiore da quelli operatori che decidano di propender per lutilizzo degli approcci avanzati, il cui costo compensato dai notevoli risparmi di capitale regolamentare, resi possibili proprio da tali approcci. Un altro limite riguarda lutilizzo dei rating esterni; essi, nel momento in cui risulteranno configgenti, potranno indurre a praticare forme di shopping regolamentare(scelgo lazienda che mi d il rating pi favorevole). Anche lintroduzione del rischio operativo stata criticata poich di per se il rischio non pone problemi di contagio e il ricorso al capitale regolamentare per fronteggiarlo scarsamente utile; inoltre la definizione di rischio operativo data dallaccordo risulta piuttosto vaga .

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Inoltre non tutte le autorit di vigilanza nazionali manterranno un atteggiamento prudente, poich alcuni governi potrebbero fare pressione al fine di fornire un vantaggio competitivo alle banche del proprio paese. Da notare anche il fatto che alcuni paesi, specie quelli invia di sviluppo, non sempre le competenze dei banking supervisors sono sufficientemente robuste da consentire un controllo adeguato dei modelli interni. Ultimo aspetto critico riguarda lidentificazione dei soggetti che beneficeranno delle norme e quali invece ne verranno danneggiati. Si possono identificare 3 categorie di soggetti che potrebbero venir pregiudicate dalle nuove regole: 1. le piccole banche; saranno costrette il pi delle volte a scegliere lapproccio standardizzato non potendo beneficiare dei consistenti risparmi di capitale offerti dagli approcci basati sui rating interni, finendo per fare da collettore alla clientela pi rischiosa. 2. i paesi in via di sviluppo; spesso sguarniti di grandi imprese e grandi banche, potrebbero risultare svantaggiati dal nuovo accordo, soprattutto perch la parte migliore della loro industria potr essere spinto a rivolgersi alle banche straniere in grado di offrire condizioni pi competitive. 3. le piccole e medie imprese; non potendo il pi delle volte accedere ai costosi giudizi delle rating agencies, esse si troveranno in condizione di svantaggio competitivo nel chiedere credito. Legenda sigle: A-IRB: Advanced Internal Rating Based System AMA: Advanced Measurement Approach APR: Attivit ponderate per il rischio BCBS: Basel Committee of banking supervisors BIA: Basic Indicator Approach BIS: Bank for international Settlements CCF: Fattore di conversione creditizia CEBS: Committee of European banking supervisors CP: Consultation paper CRD: Capital requirements Directive EAD: Exposure at Default ECAI: External Credit Assesment Istitutions EL: Expected Loss F-IRB: Foundation Internal Rating Based System G-10: Gruppo dei Dieci LGD: Loss Given Default M: Maturity NAC: Nuovo Accordo sul Capitale PD: Probability of deafult PMI: Piccole e Medie imprese PV: Patrimonio di Vigilanza QIS: Quantitative Impact Studies SA: Standardised Approach SACE: Societ italiana di assicurazione dei crediti allesportazione

92 SME: Small Medium Enterprise UL: Unexpected Loss VaR: Value at Risk

8. Il Bilancio della Banca


Il bilancio dellimpresa bancaria rappresenta uno dei principali strumenti informativi per valutare landamento, il profilo di rischio e le prospettive future della gestione aziendale.

La struttura del Bilancio: schemi e regole di compilazione Lintroduzione dei principi contabili internazionali IAS e IFRS per la compilazione dei bilanci delle societ quotate, delle societ con strumenti finanziari diffusi tra il pubblico, delle banche e degli enti finanziari vigilati avvenuta con decreto IAS del 2005. La BI ha successivamente emanato le nuove regole per la predisposizione dei bilanci delle banche. Lattuale disciplina di riferimento in materia di schemi e regole di compilazione dei bilanci delle banche e dei gruppi bancari contenuta nella Circolare della BI del 22 dicembre 2005. Per gli intermediari finanziari, Istituti di moneta Elettronica, SIM e SGR si deve invece fare riferimento alle norme contenute nel Provvedimento del Governatore della Banca dItalia del 2006. Le societ finanziarie ex 106 TUB, sono tenute ad applicare le disposizioni contenute nel DLGS 87/92; possono tuttavia avvalersi dei nuovi principi contabili nel caso in cui siano tenuti a redigere il bilancio consolidato oppure siano inclusi in gruppi che redigono il bilancio consolidato secondo i criteri contabili IAS/IFRS. I principi contabili internazionali fanno ampio utilizzo del fair value, in contrapposizione alle regole tradizionali che privilegiavano il costo storico (o comunque il minore tra questultimo e il valore di mercato), e stabiliscono il criterio

93 della prevalenza della sostanza economica sulla forma (es. operazioni di leasing, cartolarizzazione, cessione di crediti, ecc..). NB: fair value = corrispettivo al quale una attivit pu essere scambiata o una passivit pu essere estinta, tra parti consapevoli e disponibili, in unoperazione tra terzi; esso pu corrispondere quindi, a un valore potenziale. La Circolare della BI stabilisce che il bilancio dellimpresa e il bilancio consolidato sono costituiti dai seguenti documenti obbligatori: SP e CE Prospetto delle variazioni del PN Rendiconto Finanziario Nota Integrativa Il tutto viene corredato da una relazione degli amministratori. La BI richiede inoltre che, piano dei conti, criteri di contabilizzazione consentano il raccordo tra le risultanze contabili e le voci del bilancio. Gli schemi dello SP e del CE sono costituiti da voci, da sottovoci e da ulteriori dettagli informativi. consentita laggiunta di nuove voci, purch il loro contenuto non sia riconducibile ad alcuna di quelle gi previste dagli schemi e sono se si tratti di importi di rilievo. Le sottovoci possono essere raggruppate quando: Limporto delle sottovoci irrilevante Il raggruppamento favorisce la chiarezza del bilancio (in NI devono essere descritte in modo specifico) Altre caratteristiche: Per ogni voce dello SP e CE occorre indicare anche limporto dellesercizio precedente. Se i conti non sono comparabili, quelli relativi allesercizio precedente devono essere adattati; la non comparabilit e ladattamento o limpossibilit sono segnalati e motivati in NI. Le attivit e le passivit, i costi e ricavi, non possono essere compensati fra loro. Stato Patrimoniale Nello SP dellimpresa (non consolidato), le voci sono elencate tendenzialmente secondo il criterio della liquidit (per quanto riguarda lattivo) ed esigibilit (per quanto attiene il passivo e il PN) decrescenti. Il criterio di classificazione delle attivit e passivit finanziarie il principio della destinazione economica. Si pu notare come nello SP manchi la voce identificativa del PN, inteso come sommatoria del capitale sociale, delle riserve e dellutile/perdita dellesercizio. Le principali voci dellattivo sono rappresentate da:

94 1) Attivit finanziarie 2) Crediti 3) Derivati di copertura Attivit finanziarie Sono distinte in 4 categorie: 1- Detenute per la negoziazione 2- Valutate al fair value 3- Disponibili per la vendita 4- Detenute fino a scadenza Il criterio ordinatore delle suddette voci quello della destinazione dello strumento a prescindere dalla sua tipologia. I passaggi fra le diverse categorie sono ferrei onde evitare comportamenti che permettano di trarre vantaggio dalle differenti modalit valutative. NB: permesso a determinate condizioni il trasferimento delle attivit detenute fino a scadenza ad attivit disponibili per la vendita (si applica il tainting rule in caso di riclassificazione significativa dei titoli); permesso a determinate condizioni il trasferimento delle attivit disponibili per la vendita ad attivit detenute fino la scadenza (quando non si pu applicare il fair value o quando siano trascorsi 2 esercizi successivi al mantenimento di un titolo detenuto fino alla scadenza nel portafoglio disponibile per la vendita).

A seguito della crisi economica-finanziaria originata nel 2007 negli Stati Uniti e delle gigantesche perdite sopportate dalle principali banche internazionali, sono stati modificati alcuni principi contabili IAS e IFRS. Tali modifiche consentono alcune riclassificazioni degli strumenti finanziari: Riclassificazioni di strumenti finanziari dal portafoglio Detenuti per la negoziazione agli altri portafogli, in presenza di rare circostanze; Riclassificazioni di strumenti finanziari dal portafoglio Disponibili per la vendita a Crediti qualora, trattandosi di titoli di debito, sia presente lintenzione e la capacit di mantenere lattivit finanziaria oltre il breve termine. NB: la riclassificazione deve essere fatta al fair value.

La distinzione delle attivit finanziarie nelle attuali 4 categorie si riflette: 1. Nei criteri di valutazione (sia iniziale che successiva); 2. Nei risvolti che la valutazione produce sulla situazione economica e patrimoniale della banca; 3. Nellassoggettamento a differenti tipologie di requisiti patrimoniali.

95 CRITERIO DEL FAIR VALUE: Esso applicato a tutte le categorie elencate tranne le Attivit Detenute fino a scadenza, che vengono valutate al costo ammortizzato. Costo ammortizzato = somma del valore iniziale del credito/debito +lammortamento della differenza tra il valore iniziale e quello a scadenza del debito/credito in base al tasso di interesse effettivo, al netto delle eventuali svalutazioni per perdita durevole di valore (impairment). Il fair value rappresentato dai prezzi del mercato secondario per gli strumenti quotati (quando i prezzi sono significativi e si formano su mercati ampi ed efficienti), oppure quando mancano le citate condizioni o in presenza di titoli non quotati, il fair value dato dal valore calcolato attraverso modelli matematico-statistici). Se il mercato : Attivo, il fair value dato dal prezzo di mercato; Inattivo, il fair valute dato dal prezzo di transazioni recenti aventi a oggetto strumenti similari o dalla stima ottenuta da modelli di valutazione. C lobbligo pertanto, di rilevare sia le minusvalenze che le plusvalenze anche se non durevoli, che si ripercuote potenzialmente nella maggiore variabilit del margine di intermediazione. In base al fair value occorre contabilizzare tutte le minusvalenze; per le attivit valutate al costo ammortizzato si dovranno rilevare le perdite durevoli di valore quando vi sia levidenza oggettiva di una situazione di impairment a seguito di uno specifico loss event. Limporto ti tale rettifica confluisce nella voce 130 del CE e riguarda le Attivit disponibili per la vendita e quelle detenute fino a scadenza. VEDERE TABELLA PAG 310

Crediti I crediti per cassa rappresentano lasset principale nel bilancio delle banche; i crediti sono suddivisi in Crediti verso le banche e Crediti verso la clientela. Oltre alla rappresentazione nello SP, nella NI viene data ampia informativa dei crediti in base al Paese di origine del debitore e allo stato in essere (deteriorato cio in default o in bonis). Le novit introdotte dai principi contabili internazionali hanno interessato: I criteri di classificazione (rientrano adesso anche le operazioni di pronti contro termine); Le modalit di rilevazione iniziale (i crediti devono essere iscritti al fair value che corrisponde allimporto erogato cui si sommano i costi legati alloperazione e le commissioni);

96 I criteri di valutazione (i crediti sono valutati al costo ammortizzato). Periodicamente dovr essere verificato se i crediti abbiano o meno subito unobiettiva riduzione di valore (impairment) a causa di un inadempimento contrattuale o di unelevata probabilit di fallimento del debitore principale. Limporto della perdita determinato come differenza tra il valore del credito in bilancio e il valore attuale dei futuri flussi finanziari,scontato al tasso di interesse effettivo originario. Ne deriver la necessit di procedere a una rettifica di valore da imputare nel CE (voce 130). Altre imputazioni al CE: interessi attivi e proventi assimilati utili o perdite da cessione crediti Le modalit di determinazione della rettifica differiscono a seconda che si tratti di crediti deteriorati o non deteriorati. Crediti deteriorati ( sofferenze, incagli, crediti ristrutturati) = valutazione analitica che tiene conto degli incassi futuri, del valore delle eventuali garanzie e delleffetto temporale connesso alle previsioni di recupero (effetto attualizzazione). Crediti deteriorati (arretrati di rata, sconfinamenti) e non deteriorati (in bonis) = valutazione collettiva per categorie omogenee di rischio. Per i crediti deteriorati previsto leffetto attualizzazione. le operazioni di cessione a terzi di quote del portafoglio crediti. Affinch la banca possa infatti eliminare i crediti ceduti dal bilancio occorre dimostrare che le suddette operazioni determinano un trasferimento sostanziale dei rischi e dei benefici verso il compratore o la perdita del controllo dei diritti contrattuali.

Derivati di copertura Le banche sono esposte a una serie di rischi nello svolgimento della propria attivit: nel tentativo di minimizzare limpatto negativo sul risultato economico e ridurre il consumo di PV a copertura di tali rischi le banche ricorrono a operazioni di copertura mediante lutilizzo di strumenti finanziare quali i derivati su tassi di interesse, su cambi, su crediti, ecc.. Tali strumenti consentono di replicare, ma con segno invertito, lesposizione ai fattori di rischio dellasset detenuto in bilancio; pertanto dovrebbe consentire alla banca, a seguito del movimento del fattore di rischio, di guadagnare quando lasset oggetto della copertura subisce una perdita. Registrazione dei contratti derivati di copertura in bilancio: nellattivo se presentano fair value positivo alla data del bilancio; nel passivo se presentano fair value negativo alla data del bilancio.

97 Affinch sia possibile utilizzare la copertura, devono essere rispettati alcuni criteri: 1- la finalit della copertura deve essere documentata e deve protrarsi durante tutta la vita del contratto; 2- la copertura deve essere altamente efficiente (ovvero quando gli scostamenti della copertura siano compresi tra l80 e il 125% della variazione dello strumento da coprire. Fondo rischi e oneri Il Fondo per rischi e oneri comprende due macrocategorie: il Fondo di quiescenza Altri fondi (per es. a seguito di questioni legali). NB: a fronte di passivit solo potenziali e non probabili non viene rilevato alcun accantonamento ma si prevede lobbligo di fornire adeguata informativa in NI.

Capitale e Riserve
Il PN dato da:

Riserva da rivalutazione (sono incluse gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni del fair value relativamente alle Attivit disponibili per la vendita, a eccezione delle perdite per riduzione di valore (impairment) fino a quando lattivit non venduta). Strumenti di capitale Riserve Sovrapprezzi di emissione

Capitale (al netto dei crediti verso soci) Azioni proprie (-) Utile o perdita dellesercizio (+-) La BI si preoccupata che lintroduzione dei principi non determinasse uneccessiva variabilit del PV, in virt dellapplicazione del fair value a un numero di voci pi elevato che in precedenza (filtri prudenziali).

Il Conto Economico
Il prospetto di CE ha una forma scalare con evidenziazione di ben 7 risultati intermedi prima dellUtile di esercizio, utili per analisi di bilancio e misurazione delle performance: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) margine di interesse commissioni nette margine di intermediazione risultato netto della gestione finanziaria costi operativi utile(perdita) delloperativit corrente al lordo delle imposte utile(perdita) delloperativit corrente al netto delle imposte

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Il margine di interesse esprime il risultato della capacit di raccolta e di impiego, dunque, la differenza tra: interessi attivi e proventi assimilati interessi passivi e oneri assimilati

Nelle commissioni sono inclusi i proventi e gli oneri relativi ai servizi prestati e a quelli ricevuti dalla banca. unarea di grande importanza per le banche specialmente in un contesto che si caratterizza per una riduzione dello spread tra interessi attivi e passivi: in tale circostanza un consistente flusso commissionale potrebbe consentire di compensare la minore redditivit dal lato degli intessi.

I risultati dellarea finanza derivano dalle attivit di: detenzione di partecipazioni e quote di OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio);

attivit di negoziazione in conto proprio (profitti e perdite delle operazioni di acquisto e vendita di titoli classificati nelle Attivit e Passivit finanziarie detenute per la negoziazione, risultati delle valutazioni a fair value); attivit di copertura dei rischi finanziari acquisto/cessione di attivit/passivit diverse da quelle di negoziazione; rivalutazione (sono comprese le variazioni di valore degli strumenti); Dalla somma algebrica del margine di interesse, delle commissioni e del risultato dellarea finanziaria scaturisce il margine di intermediazione.

Al di sotto del margine di intermediazione troviamo le rettifiche e le riprese di valore connesse con il deterioramento dei crediti v/ la clientela e v/le banche, delle attivit finanziarie disponibili per la vendita, detenute sino alla scadenza e delle altre operazioni finanziarie. Essi consentono, sommati al margine di intermediazione, la determinazione del risultato netto della gestione finanziaria.

I costi operativi esprimono lincidenza del costo per il funzionamento della struttura aziendale. Esistono varie tipologie di costo: spese amministrative accantonamenti ai fondi rischi e oneri ammortamenti e rettifiche/riprese di valore sulle attivit materiali e immateriali Laggregato usato per il calcolo del cost income, indicatore di efficienza operativa e di dimensionamento della banca rispetto ai competitors.

8.2. Lanalisi del bilancio della banca. Lanalisi del bilancio delle banche consente di ottenere una rappresentazione 1. sintetica della situazione complessiva dellazienda. 2. Delle principali dinamiche intervenute nelesercizio dei profili gestionali pi significativi. E importante quindi una corretta lettura e interpretazione dei dati di bilancio per almeno due ragioni:

99 1. Lautonomia imprenditoriale delle banche; anche se vige il criterio di sana e prudente gestione, ogni banca effettua delle scelte strategiche, cui lanalista dovr essere in grado di apprezzarne punti di forza e punti di debolezza. 2. I processi di consolidamento e internazionalizzazione; che hanno portato ad un pi accentuato livello di concorrenza, spingendo i gruppi ad adottare decisioni strategiche e operative con impatti significativi sui bilanci: a. Espansione delle masse intermediate/gestite. b. Contrazione dei costi operativi. c. Diversificazione delle fonti di ricavi con la creazione di business collaterali a quello bancario. Per ogni area/profilo possono essere individuati gli obbiettivi di analisi(metodologie di analisi individuate dalle principali societ di rating23): Intermediazione: lobbiettivo di analisi per questarea consiste nel comprendere: o La struttura dellintermediazione della banca; o La correlazione tra attivo e passivo anche al fine di trarne indicazioni relativamente agli altri profili; o Intermediazione per scadenza; la capacit della banca di far fronte in modo efficiente a dei flussi di cassa attesi/inattesi; Redditivit: Gli obbiettivi di analisi sono: o Analizzare la capacit della banca di produrre flussi di reddito quantitativamente/qualitativamente adeguati e stabili nel tempo. o Comprendere la formazione del reddito desercizio mediante lanalisi dei risultati parziali e il contributo del reddito finale dei diversi comparti di attivit. Produttivit ed efficienza: Gli obbiettivi di analisi sono: o Valutare lidoneit ella banca a utilizzare in maniera efficiente i fattori produttivi utilizzati per generare prodotti/servizi. Lanalisi pu essere effettuata sotto il profilo fisico e sotto il profilo economico. Patrimonializzazione: lobbiettivo di misurare la dotazione patrimoniale della banca in termini assoluti e in relazione al livello dei rischi attuali e prospettici. E importante valutare la coerenza del rischio sopportato in relazione al rendimento assicurato. Rischiosit: lobbiettivo identificare la quantit assoluta e la tipologia di rischi assunti e prospettici in base al diverso tipo di business per poter valutare ladeguatezza del livello di patrimonializzazione. Tali metodologie di analisi sono finalizzate allattribuzione di un giudizio di sintesi rating tramite la media ponderata dei giudizi assegnati ai diversi profili, fra cui si trovano anche informazioni di natura non quantitativa. Alcuni autori propendono per riclassificare il bilancio, prima di svolgere lanalisi vera e propria; tale operazione si concentrerebbe solo sullo stato patrimoniale, essendo che il CE obbligatorio risulta gi idoneo a unanalisi dettagliata, poich evidenzia gi diversi risultati intermedi. La ripartizione del SP, prevede: 1. Ripartizione
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Moodys, standard & Poors, Flitch, etc.

100 a. dellattivo, rispettivamente in attivit fruttifere(generatrici di reddito) e altre attivit b. del passivo, rispettivamente in passivit onerose(da remunerare con int. Passivi) e altre passivit 2. Evidenziazione del Patr. Di Vigilanza e del patrimonio netto nella sezione del passivo . Studia approfonditamente lo schema 14 di pag 329. 8.2.1 Intermediazione. Dal bilancio possobile desumere i caratteri dellattivit di intermediazione24 tramite lanalisi della: Composizione dellattivo/passivo; confrontando le singole voci tra loro o rispetto al totale, ma senza correlare voci attive con quelle passive. Correlazione; tra attivo e passivo, per valutare al connessione tra onerosit delle fonti di finanziamento e il rendimento degli impieghi. Struttura per scadenza delle poste attive e passive Punto di partenza la riclassificazione in forma semplificata del prospetto di stato patrimoniale IAS in funzione del rendimento/onerosit delle poste. La riclassificazione serve a correlare le fonti agli impieghi, ma non consente di esaminare il profilo di scadenza. Per la composizione, si ottengono utili informazioni dal confronto percentuale delle singole voci rispeto al totale e dai diversi indicatori. Dalle proporzioni si possono ricavare le caratteristiche distintive dellattivit di intermediazione e gli impatti sulla struttura economica della banca. Gli indicatori di composizione sono numerosi, alcuni di essi sono: 1. Crediti v/la clientela Totale crediti 2. Crediti v/le banche totale crediti 3. Attivit finanziarie totale attivo 4. Attivit fruttifere totale attivo 5. Passivit onerose totale passivo 6. Titoli in circolazione totale passivo 7. Titoli in circolazione Debiti v/la clientela Per esempio: una banca che presenti valori elevati dellindice 4 e valori bassi dellindice 5, sar a parit di tutte le altre circostanze, da valutare positivamente per merito di un pi elevato livello di redditivit e una maggiore dotazione in termini di free capital. Per la correlazione tra specifiche voci dei comparti attivo e passivo del bilancio abbiamo indicatori in termini di: rapporto: o rapporto di correlazione interbancario: crediti V/banche debiti v/banche o crediti v/la clientela (debiti v/la clientela + titoli in circolazione).
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Intermediazione bancaria = intermediare fondi in entrata e in uscita, tra soggetti in surplus e in deficit di risorse finanziarie.

101 o Immobili patrimonio netto.

differenza: o Free capital: Patr. Nett. Attivit non fruttifere o Margine di struttura: Attivit immobilizzate - Patr. Nett. o Capitale circolante netto: Attivit fruttifere Passivit Onerose. Landamento della posizione della banca sul mercato interbancario un aspetto da monitorare con attenzione per 2 ragioni: 1. Il rapporto di correlazione interbancario se > 1 evidenzia una situazione in cui la banca risulta datrice netta di fondi(in quanto raccoglie con altre fonti, fondi superiori rispetto agli impieghi in titoli e crediti v/la clientela. 2. Il rapporto permette di confrontare lonerosit della raccolta per la banca(il costo interbancario di regola pi elevato della raccolta con depositi e conti correnti con la clientela.) Il Free capital una differenza importante in quanto permette di incidere positivamente su: 1. Modalit di finanziamento di alcune scelte strategiche della banca; a causa del pi elevato patrimonio libero che permette pi ampi margini di manovra nelle loro scelte strategiche. 2. Andamento della redditivit; in quanto le banche quotate normalmente sono vincolate a rispettare rapporti di payout(dividendi/patr. Netto). Questo comporta una pi elevata quota di utili assegnata in dividendi e un pi basso free capital. Per ci che riguarda il profilo dellintermediazione relativo alla struttura per scadenza, essa esamina la distribuzione temporale delle attivit e passivit per determinare la posizione di liquidit della banca. Il rischio di liquidit assume due connotazioni: 1. Il funding liquidty risk(incapacit di far fronte ai propri impegni di pagamento per difficolt a reperire fondi dal mercato); in questo ambito il prospetto di bilancio e le eventuali riclassificazioni, anche se redatti in base a criteri di liquidit/esigibilit decrescenti, non risultano adeguati a cogliere tutte le implicazioni del profilo di liquidit della banca. Con tale finalit lo schema pi utilizzato quello dellapproccio dei flussi di cassa. Tale approccio confronta i flussi di cassa in entrata e in uscita attesi dalla banca raggruppandoli per fasce di scadenza omogenee(maturity ladders). 2. Lasset liquidity risk(difficolt a smobilizzare attivit). Da notare che la liquidit rappresenta una componente di rischio importante visto che pu acutizzare gli shock da instabilit dei mercati o da crisi di fiducia. La crisi di liquidit che si determinata ha fatto aumentare i costi del denaro sul mercato interbancario, segno della sfiducia che le banche nutrivano nel prestarsi fondi. 1. La parziale impossibilit di liquidare le posizioni attive delle banche o la loro liquidazione a prezzi via via decrescenti 2. e limpossibilit di rifinanziarsi sul mercato interbancario ha costretto le banche centrali a immettere forti quantitativi di liquidit sui mercati e a rendersi disponibili ad acquistare i titoli cartoralizzati. La crisi inoltre ha sottolineato come la valutazione di tali titoli non fosse fair value in quanto non incorporava il premio per la liquidit.

102 Da sottolineare inoltre che lapproccio dei flussi di cassa si contrappone allapproccio degli stock, con i cui si misurano le attivit finanziarie prontamente monetizzabili di cui la banca pu disporre nel far fronte a uneventuale crisi di liquidit. Lo schema introdotto dalla circolare 262/2005 in merito al rischio di liquidit, rappresenta una maturity ladder in cui le attivit e e le passivit sono articolate in 9 fasce temporali, da a vista a oltre 5 anni. Inoltre il totale delle voci non corrisponde al totale dellattivo dellStato patrimoniale(questo perch alcune voci non hanno una scadenza definita, per tanto non sono riportate nella maturity ladder) Ordinare le attivit e le passivit in base alla loro vita residua consente una rappresentazione della situazione finanziaria e dei rischi connessi al processo di trasformazione delle scadenze; ci avviene soprattutto attraverso la costruzione di sbilanci(differenza tra attivit e passivit). Partendo dagli sbilanci il profilo di liquidit viene misurato con una serie di indicatori di sintesi relativi a una determinata fascia temporale o a aggregati cumulati per pi fasce temporali della maturity ladder: 1. Indice di equilibrio entro lanno: attivit con vita residua entro 12 mesi passivit con vita residua entro 12 mesi. 2. Sbilancio fascia a vista: sbilancio della fascia a vista attivit prontamente liquidabili. 3. Sbilancio progressivo: sbilancio progressivo di ogni fascia attivit prontamente liquidabili. Le attivit prontamente liquidabili sono assets liquidabili in quanto: 1. rappresentanti denaro. 2. o vendibili sul mercato indipendentemente dalla fascia di vita residua nella quale sono stati allocati. Si tratta quindi di titoli liquidi, cio per il quali esiste un mercato attivo giornaliero adeguato. A parit di condizioni vengono preferite le banche con una posizione proporzionata dei diversi indici, bench siano accettabili situazioni non equilibrate a patto che non siano strutturali e non siano in fasi di mercato in cui vi sono tensioni di liquidit. Concludendo; necessario che la banca controlli periodicamente gli indicatori per individuare e mitigare eventuali situazioni di carenza di liquidit. 8.2.2. Redditivit La redditivit esprime lattitudine della banca a produrre reddito e sviluppare il patrimonio. Lanalisi di redditivit si basa sulla valutazione dei diversi comparti del CE, al fine di stabilirne la congruit. Il reddito congruo quando: 1. Garantisce un equilibrio economico duraturo, cio copre tutti i costi di gestione e il costo del rischio che la banca assume nella sua attivit. Il che implica un ROA25 >0 2. Consente unadeguata remunerazione dellazionista, espressa da a. ROE26
25 26

Return of assets Return of equity

103 dalle performance aggiustate per il rischio27 e dalla creazione di valore. Ovvio che linvestitore investe nella banca e si aspetta un rendimento maggiore rispetto ad un investimento privo di rischio 3. Permette di sostenere i programmi di sviluppo aziendale=> una composizione delle fonti reddituali equilibrata, stabile e caratterizzata dalla capacit di autofinanziamento. Lautofinanziamento infatti importante perch: a. La crescita dellattivo presenta un vincolo di equlibrio in rapporto al patrimonio b. Laumento del patrimonio tramite aumento di capitale sociale oneroso(remunerazione per lazionista) e incide sulla redditivit aziendale. b. c. La redditivit pu essere analizzata sotto tre dimensioni: 1. Redditivit della gestione denaro 2. Redditivit dellattivo 3. Redditivit del capitale 8.2.3 Redditivit della gestione denaro. Tale redditivit rappresenta lattivit tipica delle banche consistente nel raccogliere risorse da soggetti in surplus di risparmio per impiegarle verso categorie in deficit operandone la trasformazione dei profili di rischio e di scadenza. Elemento centralee dellanalisi il margine di interesse che cosnente di determinare la redditivit della gestione denaro. RGD= Margine di interesse totale attivo. Il margine di interesse la differenza tra interessi attivi(IA) e passivi(IP) ottenuti dai capitali fruttiferi(CF) o pagati sulle passivit onerose(PO). Ergo: Margine di interesse= (IACF) x CF (IPPO) x PO I rapporti (IACF) e (IPPO) rappresentano il rendimento medio dei capitali fruttiferi e il costo medio delle passivit onerose. Essendo lo spread pari alla differenza tra rm e cm si pu riscrivere la formula dell RGD come: RGD= s x (CFTA) + (IPPO)([CF-PO] TA) Con questultima equazione si evidenziano i fattori che incidono sulla RGD: 1. Effetto volumi: RGD cresce/diminuisce allaumentare/diminuire delle attivit fruttifere CF. 2. Effetto spread: RGD cresce/diminuisce allaumentare/diminuire dello spread per a. effetto della composizione del bilancio b. e a causa della forza contrattuale della banca;(capace di remunerare la raccolta a tassi pi bassi, a parit di tassi sulla raccolta.. 3. patrimonio libero(CF-PO): allaumentare/diminuire del patrimonio libero, aumenta/diminuisce RGD poich aumenta/diminuisce la quota di attivit finanziata con fondi propri.
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RAPM, risk aduste performance measurement.

104 Composizione del bilancio: effetto positivo sulla RGD in presenza di: Principalmente dellincremento del rapporto CF/A Secondariamente da: i. Composizione degli investimenti ii. Composizione dei finanziamenti Entrambe frutto di scelte della banca sulle politiche di prezzo e sugli obbiettivi commerciali. 8.2.4. Redditivit dellattivo. Dal passaggio alla redditivit della gestione denaro si passa alla redditiv dellattivo con lintervento di: 1. La quantit e la composizione delle commissioni percepite, di cui voce 40 del CE. 2. Il Costo del rischio(soprattutto di credito connesso alla concessione dei finanziamenti) rappresentato dalle rettifiche di valore sui crediti e sui titoli di cui voce 130 del CE. Il ROA esprime la redditivit di diversi comparti, come: 1. Lintermediazione primaria 2. I ricavi da negoziazione e servizi 3. Lefficienza economica 4. Gestione dei rischi Quindi ROA = Risultato netto della gestione finanziaria totale attivit. In alternativa si pu utilizzare il totale delle attivit finanziarie fruttifere al totale dellattivo. Lindice va costruito tenendo conto dei valori medi di periodo, al netto delle eventuali operazioni straordinarie di cessione/acquisto di banche orami aziendali. Un accezione pi ristretta considera il margine di intermediazione al posto del risultato netto della gestione finanziaria. Quindi ROA = Margine di intermediazione totale attivit. 8.2.5. Redditivit del capitale. Il ROE un indicatore di sintesi delle analisi di bilancio; esso misura la redditivit complessiva conseguita nellesercizio per ogni di patrimonio netto investito. ROE= Utile netto Patrimonio netto = (Utile netto Totale attivo) x (Totale attivo Patrimonio netto). Lultima scomposizione permette di distinguere le situazioni aziendali nelle quali un livello elevato di ROE possa derivare da un elevato livello di utile netto o da una riduzione del PN rispetto al totale dei debiti. Ergo il ROE pu non essere di per s indicativo se non viene rapportato alla tipologia e alla quantit di rischi assunti per produrre tale valore. Infatti maggiori rischi=> maggior livello di redditivit. Sar quindi necessario considerare anche gli indicatori che tengano conto del rischio che la banca ha assunto(vedi successivo paragrafo). 8.2.6 Produttivit ed efficienza operativa. 4. a. b.

105 La produttivit esprime il rendimento de fattori produttivi. Risulta come rapporto tra risultato ottenuto e quantit dei fattori impiegati. Essa un fattore di successo nella produzione di servizi concorrenziali. La produttivit pu essere: 1. Fisica: quantit del fattore collocato quantit del fattore impiegato; esempi: a. Produttivit fisica del personale(Totale attivo/numero dipendenti, etc.) b. Produttivit fisica delle filiali(Numero conti attivi/numero filiali, etc.) c. Etc. 2. Economica: rapporta valori economico-finanziari alle quantit di fattori utilizzati; esempi: a. (raccolta + impieghi) numero dipendenti b. Margine di interesse numero filiali c. Etc. La valutazione della produttivit fortemente influenzata: Da caratteristiche della banca come lorganizzazione distributiva. Dai connotati degli ambiti di operativit(loperativit sui mercati interbancari, in media, meno labour intensive rispetto a quella con la clientela al dettaglio.) La produttivit correlata con lefficienza operativa. Lefficienza operativa viene definita come capacit della banca, di governare i propri costi minimizzando gli input a parit di livello produttivo. Ecco che lefficienza diventa variabile chiavi nelle decisioni strategiche, in quanto pu avvenire che lincremento di valore di unazienda bancaria(ma anche delle aziende in generale) si ottenga con la compressione dei costi operativi, piuttosto che dallaumento dei ricavi tipici. Il Cost income un tipico indicatore di efficienza operativa. Cost income= Costi operativi28 Margine di intermediazione29 E necessario comunque fare delle puntualizzazioni in merito al cost income: 1. Caratteristiche strutturali della banca: le banche con strutture organizzative e distributive snelle hanno cost income pi bassi rispetto a banche commerciali che devono sostenere costi per il mantenimento della rete di sportelli. 2. Programmi di investimento e sviluppo: un indicatore molto basso non desiderabile, qualora implichi un insufficienza di investimento. Devono quindi essere valutati i programmi di investimento e sviluppo la cui incidenza pu essere decisiva. 3. Scelte strategiche in materia digestione dei fattori produttivi: occorre tener conto delle scelte della banca in merito a: a. Esternalizzazione: Alcune realt, ricorrono ala scelta di acquistare allesterno fasi del processo operativo per poter ridurre o evitare alcuni costi(manutenzione, aggiornamento, etc.) e sfruttare il pi elevato livello di servizio del fornitore. b. Politiche di gestione del personale: un forte processo di concentrazione del sistema bancario o la presenza di fasce consistenti di risorse in et lavorativa avanzata possono spingere a politiche di esodi incentivati che incidono negativamente sul cost income, ma si riflettono positivamente nel lungo periodo in quanto a fronte di uscite di dipendenti si inserisono nuove risorse con costi inferiori. 8.2.7. Patrimonializzazione.
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Voce 200 del CE Voce 120 del CE

106 Questo profilo patrimoniale prende in esame la dotazione patrimoniale della banca come mezzo per fronteggiare rischi assunti e garantire assieme alla redditivit, la sostenibilit dei piani di sviluppo aziendale di medio lungo periodo. Un free capital positivo consente alla banca autonoma nelle decisioni di crescita per linee: 1. Interne: nuovi investimenti come lapertura di nuove filiali, etc. 2. O esterne: acquisizione di altre banche, etc.. Un ammontare eccessivo implica un utilizzo inefficiente=> minore redditivit prospettica. Il capitale infatti potrebbe essere impiegato in modo pi fruttifero. I pi importanti indici si distinguono per la loro provenienza da un concetto di patrimonio di tipo contabile(PN) o regolamentare(PV). Il patrimonio di vigilanza pu comprendere, oltre al patrimonio netto, alcuni strumenti di debito quali prestiti subordinati o strumenti ibridi. 1. Leverage = Totale Attivo Patrimonio Netto 2. Patrimonio netto (Debiti V/banche + debiti v/la clientela) 3. Free capital = PN attivit non fruttifere. 4. Free capital/totale attivo 5. Coefficiente di solvibilit = PV Totale attivit di rischio ponderate 6. PN Crediti deteriorati. Le banche hanno normalmente una leva finanziaria(leverage) pi elevata rispetto alle imprese industriali o di servizi: la raccolta da clientela e da altre banche e quella tramite lemissione di strumenti di debito costituiscono la fonte principale di finanziamento. Tale forma di raccolta meno costosa della sottoscrizione di nuovo capitale. Esiste un limite alla leva finanziaria dato dalle regole prudenziali le quali stabiliscono che il PV attivit ponderate per il rischio all8%. 8.2.8. Rischiosit La banca assume il rischio nella propria attivit di intermediazione creditizia e finanziaria. Il concetto di rischio analizzato in maniera differente. La rischiosit molto importante per determinare: 1. Lammontare assoluto(o comparato rispetto ad altre aziende) dei rischi assunti e la loro composizione percentuale. 2. La coerenza tra i rischi assunti e la redditivit. 3. La coerenza tra i rischi e il patrimonio tenuto conto dei vincoli normativi. 4. La coerenza tra lammontare dei rischi e la tipologia di attivit svolta, come la localizzazione geografica, i settori merceologici di attivit finanziati, etc. Sia nella relazione sulla gestione sia nella nota integrativa, sono presenti informazioni legate al rating, con cui sono ripartite le esposizioni creditizie. (Vedi tabella 17 pagina 343.) La rischiosit a fronte del portafoglio impieghi, di gran lunga la componente pi rilevante dellattivo delle banche, pu essere ulteriormente esaminata con una rete di indicatori costruiti a partire dalle informazioni desumibili dalla Nota integrativa: 1. Indice di rischiosit lordo: crediti deteriorati al loro delle rettifiche di valore* crediti v/ la clientela*. 2. Indice di rischiosit netto: crediti deteriorati al netto delle rettifiche di valore* crediti v/ la clientela*.

107 3. Tasso di ingresso tra i crediti deteriorati: crediti deteriorati(flusso di nuovi crediti deteriorati nel periodo) crediti v/la clientela 4. Tasso di copertura dei crediti deteriorati: rettifiche di valore crediti deteriorati 5. Esposizioni con rating < B- totale o esposizioni a rischio alto totale. * = valori puntuali alla fine dellesercizio I primi 4 indici permettono di analizzare: 1. Lo stock di rischiosit del portafoglio impieghi al lordo e al netto delle rettifiche di valore effettuate in modo da capire lincidenza del rischio sui bilanci prospettici. 2. Politiche di copertura in termini di impairment30 e lefficacia delle garanzie acquisite in quanto solide garanzie consentono di abbassare le rettifiche. 3. Flusso di rischiosit in entrata. Consente di valutare lincidenza del trend rispetto agli anni precedenti e allefficacia delle politiche di selezione della clientela implementate. Lulteriore dettaglio del portafoglio per: 1. tipologia di soggetto debitore 2. e per tipologia di credito deteriorato Permette di acquisire informazioni per indirizzare la gestione aziendale o risolvere carenze organizzative in caso di criticit. Un elemento da monitorare spesso il rischio di concentrazione; lattivit dimpiego dovrebbe caratterizzarsi per un criterio di frazionamento del portafoglio impieghi, questo a livello: 1. dei singoli prenditori 2. geografico 3. settoriale 4. per classe di rating. Da notare linevitabile correlazione tra concentrazione dei crediti nelle classi di rating e il margine di interesse. Infatti il tasso di interesse percepito dalla banca a fronte del prestito concesso tende a decrescere al migliorare della solvibilit del prenditore. La banca che concentri il portafoglio crediti nelle classi di rating migliori otterr un margine di interesse pi basso, riducendo la sua redditivit. 8.2.9. Principi generali per lanalisi di bilancio. Lunghezza della serie storica: Affinch i dati siano significativi occorre considerare pi di un esercizio, cos da evidenziare la presenza di eventuali trend dei nei dati. Tale regola pu essere disattesa, in presenza di evidenti discontinuit aziendali salvo, dati particolarmente dettagliati tali da consentire lomogeneizzazione delle differenze. Confronti con banche omogenee per dimensioni e/o operativit: una volta dato il giudizio esso necessita di essere confrontato con i risultati dei concorrenti,, specialmente con quelli di riferimento(benchmark). Tale confronto permette di esprimere un giudizio sui punti di forza/debolezza. La difficolt sta nellindividuare le banche considerate concorrenti. Esistono infatti due strategie adottate dalle banche: 1. Specializzazione: la banca specializzata in un segmento di mercato e pu presentare una diversa composizione del passivo. Per questo pu essere necessario prendere in considerazione i dati dei gruppi bancari, articolati per segmento di operativit secondo una logica di gestione orientata alla creazione di valore. Le
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Rettifiche di valore

108 informazioni presenti nella rel. della gestione e nella nota integrativa, consentono di esaminare le dinamiche reddituali, patrimoniali e di rischiosit delle aree di business in cui articolata lattivit, normalmente tali aree sono: Retail Corporate Finanza Wealth magement Corporate center. 2. Crescita dimensionale: in condizioni normali le banche pi grandi accedono pi facilmente ai mercati di raccolta tramite: Lemissione di prestiti Mercato interbancario allingrosso Le operazioni di cartolarizzazione Per tanto possono presentare un livello di leverage pi elevato. Valutazione di altre fonti informative: Il bilancio rappresenta solo una delle fonti informative disponibili; i dati dovranno essere acquisiti anche da altre fonti, come landamento della quotazione dei titoli per le banche quotate nei mercati borsistici. Analisi dei fenomeni sistemici che possono incidere positivamente o negativamente sullandamento economico finanziario delle banche: come lintroduzione di provvedimenti normativi di liberalizzazione che possono ridurre i ricavi delle aziende bancarie. 8.3. Le performance risk adjusted e la creazione di valore. Il valore(specie per le banche) rappresenta lindirizzo a supporto delle decisioni strategiche assunte dal vertice aziendale di tipo ex-post(per le valutazioni a consuntivo) ma anche ex-ante( per definire gli obbiettivi annuali e pluriennali). Le misure RAPM( risk adjusted performance measurement) sono solitamente impiegate nellallocazione del capital tra le unit operative della banca e rappresentano una misura di reddito contabile aggiustata per il rischio. Una delle forme pi famose di RAPM il RORAC(Return on risk adjusted capital). RORAC= Utile netto Capitale a rischio. Lazienda creer valore fintanto che il RORAC sar maggiore del costo del capitale proprio(KE), questultimo definito come: KE = Rk+ b x (Rm Rj)
Rk= tasso di rendimento di un titolo praticamente privo di rischio(come un titolo di stato) b= misura della sensitivit dellandamento del titolo quotato ai movimenti dellindice di mercato (Rm Rj)= premio a rischio che compensa gli investitori per il rischio generale di investire in azioni piuttosto che in strumenti privi di rischio.

La metodologia EVA, utilizza i flussi finanziari=> prescinde da una logica di tipo contabile(tipica delle RAPM). LEVA esprime il rendimento conseguito al netto del costo del capitale impiegato per conseguirlo. EVA = NOPAT WACC x CI

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NOPAT= profitto netto operativo dopo le tasse(assimilabile allutile al netto degli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri.) CI= capitale investito, somma del capitale proprio(E) e del capitale di debito(D) WACC= costo medio ponderato per il capitale di debito(Weighted Average Costo f Capital).

LEVA si pu anche riscrivere come: [(NOPAT CI) WACC] x CI


NOPATCI= redditivit nellattivit caratteristica

E cos possibile confrontare quanto rende il business aziendale (NOPAT/CI) rispetto a quanto costa raccogliere fonti finanziarie(WACC); ci vuol dire che se: EVA > 0 = si crea ricchezza dopo aver remunerato i soci e i debitori dellazienda. EVA < 0 = la banca distrugge valore.

Il metodo EVA utilizzato anche per determinare il valore di mercato di unazienda. LMVA costituisce il maggior valore che il mercato riconosce al capitale investito ed determinato come sommatoria attualizzata degli EVA futuri.
n

MVA=
J=1

EVAj (1+i)j

Una banca creer valore quando il valore di mercato superiore al PN contabile (MVA > 0) . Viceversa lo distrugger quando il valore di mercato sar inferiore al PN contabile (MVA < 0).

9. Le Concentrazioni Bancarie
Le operazioni di M&A(merger & acquisition[fusioni & acquisizioni]) rientrano nelambito della finanza straordinaria; sono rappresentate da categorie piuttosto omogenee per le quali non c unimpostazione terminologica condivisa. Alcuni autori includono nelle operazioni straordinarie diversi interventi sugli assets proprietari, come: fusioni, conferimenti, scorpori, slit up, etc. Le acquisizioni e le fusioni, nonostante entrambe siano modalit strategiche di crescita per linee esterne, presentano delle differenze sostanziali sul piano economicoaziendale, ma anche su quello giuridico: Le fusioni: 1. Evitano un indebolimento della base patrimoniale della nuova banca. 2. Alterano il legame territoriale e lautonomia gestionale degli istituti incorporati. 3. Sono disciplinate dagli articoli 2051-2504-sexies c.c.. 4. Possono essere realizzate con modalit operative differenti: a. Mediante costituzione di una nuova entit sociale delle societ preesistenti(fusione in senso stretto). b. Mediante incorporazione, in cui una societ (incorporante) rimane in vita e assorbe le altre (incorporata/e) che cessano la propria operativit(fusione per incorporazione).

110 5. Le fusioni alle quali prendono parte banche popolari e da cui risultano SpA sono autorizzate tenendo conto degli interessi dei creditori, delle esigenze di rafforzamento patrimoniale e dei fini di razionalizzazione del sistema.(art. 31 TUB). 6. Le fusioni tra banche di credito cooperativo e banche di natura diversa da cui risultano banche popolari o banche costituite in forma di SpA sono autorizzate nellinteresse dei creditori, qualora sussistono ragioni di stabilit. (art. 36 TUB). Le acquisizioni: 1. Comportano la riduzione del free capital in assenza di aumento di capitale e/o di emissione di un prestito subordinato per finanziarle. 2. Salvaguardano la personalit giuridica e realizzano economie di scala e di scopo, omogeneizzando le procedure e le politiche operative. Il processo di fusione si articola in diverse fasi: 1. Il progetto di fusione da parte degli amministratori delle societ interessate. Esso contiene, informazioni specifiche relative a: a. Tipo di societ. b. Alla denominazione della societ. c. Alla ragione sociale. d. Alla sede delle societ partecipanti alla fusione. e. Allatto costitutivo della nuova societ. f. Al rapporto di cambio delle azioni e tutte le altre indicazioni richieste dallart. 2051-ter. 2. La relazione degli amministratori che giustifichi sotto il profilo giuridico ed economico loperazione. 3. La relazione patrimoniale aggiornata. 4. La relazione degli esperti. 5. La delibera delle assemblee straordinarie. 6. Latto di fusione. Le istruzioni applicative di BI richiedono la redazione di un progetto industriale, che illustri gli obbiettivi da conseguire con la fusione e i relativi benefici/costi. In questo modo BI valuta i profili tecnici e organizzativi della banca che risulta dalla concentrazione e verifica: 1. Il rispetto delle regole prudenziali, in merito ad adeguatezza patrimoniale, concentrazione dei rischi e trasformazione delle scadenze. 2. Il livello dei costi(fissi e per il personale). 3. Ladeguatezza della struttura organizzativa alle nuove dimensioni(per i sistemi di controlli interni e integrazione dei flussi informativi). Il rilascio dellautorizzazione da parte di BI subordinato allaccertamento del rispetto del principio di sana e prudente gestione; quindi accertamento dei criteri di piena efficienza funzionale, nellinteresse della banca e dei risparmiatori. Il rapporto di cambio determinato da un rapporto tra valore economico unitario del capitale azionario della societ incorporata e quello della societ incorporante. Nelle operazioni di acquisizione spesso accade che venga affidato un mandato per condurre le negoziazioni a un intermediario finanziario, detto advisor(generalmente una investment bank).

111 Ladvisor definisce il con il mandatario la strategia di vendita, stabilendo: 1. la struttura della transazione. 2. le tempistiche. 3. il costo delloperazione, la fiscalit delloperazione . 4. e altri dettagli relativi alla gestione delle informazioni riservate. Normalmente ladvisor richiede laccettazione di unapposita dichiarazione(confidentiality agreement) che vincola i potenziali compratori e i loro consulenti alla riservatezza delle informazioni sullintermediario in vendita. La societ in vendita predispone un selling memorandum per avviare le trattative con eventuali acquirenti. Il documento contentiene informazioni su: 1. le prospettive reddituali. 2. posizionamento competitivo. 3. punti di forza e di debolezza dellintermediario. Le operazioni di acquisizione si articola in alcune fasi: 1. analisi preliminare della societ target. 2. determinazione del valoredellazienda target. 3. strutturazione delloperazione. 4. predisposizione della due diligence commissionata dal compratore. 5. eventuale aggiustamento del prezzo. 6. accordo definitivo(o closing). Le operazioni di acquisizione possono avvenire in forma amichevole o ostile. La prima prevale generalmente, poich comporta: 1. un completo scambio di informazioni => una corretta determinazione del prezzo dacquisto. 2. pu tenersi nella forma di OPS che si effettua con un semplice scambio di azioni(no denaro). 3. non crea avviamento. 4. valorizza al meglio il track record dello scalatore. 5. rafforza il comune interesse di azionisti e management nel nuovo gruppo. Le acquisizioni consentono di conseguire vantaggi competitivi stabili nei confronti dei concorrenti con: la penetrazione in nuove aree strategiche. lampliamento della gamma di servizi e prodotti offerti. Lacquisizione di canali distributivi. Lampliamento di conoscenze e di know-how critici. 9.3 la disciplina delle concentrazioni bancarie nellordinamento italiano. DL 7 settembre 1926 e DL 6 novembre 1926: Affermava il potere di vigilanza pubblica sulloperato delle aziende di credito. Le fusioni delle aziende di credito vennero subordinate al rilascio dellautorizzazione del ministro delle finanze che ne accertava la regolarit assieme al ministro per leconomia nazionale. Il legislatore dispose che lapertura di filiali e di sportelli fosse subordinata al controllo del ministro delle finanze e successivamente della BI.

112 Tali disposizioni derivavano dallo scenario finanziario del dopoguerra. In quei tempi la banca non era ritenuta capace di compiere autonomamente le scelte imprenditoriali di crescita anche nellinteresse della comunit. Quindi le esigenze aziendali venivano demandate al criterio discrezionale delle esigenze economiche del mercato per garantire la stabilit sistemica. Legge bancaria del 1936-38: Riconosceva nel sistema bancario un interesse superiore della produzione e elleconomia nazionale, anteposto perfino agli interessi dei risparmiatori. Si rafforz il controllo di tipo strutturale delle autorit, per limitare la concorrenza tra banche, considerata lesiva della stabilit. In questo contesto le concentrazioni bancarie risentirono fortemente della presenza di un pluralismo di soggetti bancari e dellintervento dirigista della pubblica autorit, che aveva poteri di: 1. Iniziativa. 2. determinazione del contenuto dellatto di fusione. 3. di attuazione delle fusioni. Inoltre la distinzione giuridica tra gli attori del sistema bancario era un limite alla realizzazione di operazioni di fusione tra soggetti appartenenti a categorie diverse. La legge bancaria del 36-38, conferm inoltre, che le aziende di credito non potessero costituirsi/iniziare le operazioni, senza lautorizzazione della BI. Tra gli anni quaranta e Ottanta: Il blocco allapertura degli sportelli, fu rimosso da Luigi Einaudi nel 45; lobbiettivo era quello di far ripartire leconomia postbellica. Durante gli anni 60 il CICR predispose lapertura delle nuove filiai soltanto nei casi ritenuti di urgente necessit, questo implic: 1. inefficienze nellorfferta dei servizi di intermediazione, da un punto di vista: a. allocativo b. e tecnico-operativo 2. ha ridotto le spinte concorrenziali con effetto negativo sulle concentrazioni bancarie. Legge 74/1985, DPR 350/1985 e Prima direttiva CEE: Si liberalizz laccesso alltivit creditizia, subordinando il rilascio dellautorizzazione al soddisfacimento di requisiti oggettivi di carattere minimale; ma mentre la delibera del CICR(31 ottobre 1985) rimuoveva il blocco alla costituzione di nuove banche, lordinamento continuava a imporre lautorizzazione per lautorizzazione delle domande di fusione o acquisizione alle esigenze economiche di mercato. Solo nel 20 gennaio dell89 il CICR con una delibera(seguita da altri elementi normativi) adott un sistema di controlli oggettivo allapertura di nuovi sportelli, ancorando lautorizzazione al possesso di requisiti minimi di oridinato funzionamento e di idonea struttura tecnica, organizzativa e operativa. Attribu infine spazi di autonomia alle banche coerentemente con la riconosciuta imprenditorialit della loro attivit. Legge in materia di ristrutturazione degli enti creditizi pubblici: Vennero rimossi i vincoli normativi relativi a: 1. modello societario 2. formazione di gruppi creditizi 3. concentrazioni aziendali

113 4. distinzione tra categorie differenti di intermediari finanziari(fino ad allora le aggregazioni tra banche appartenenti a categorie giuridiche diverse avvenivano con lacquisizione di pacchetti di controllo) TUB(D.lgs 385/1993): si stabil pieno riconoscimento della funzione di interesse pubblico della banca, il carattere imprenditoriale e lautonomia gestionale di ogni azienda nel compiere le proprie scelte strategiche. Si afferm una vigilanza di tipo prudenziale che perseguiva la stabilit e lefficienza del singolo intermediario finanziario. Con lattuazione della seconda direttiva CEE viene recepito il principio della licenza unica. Tale principio stabilisce libert di stabilimento di succursali e di prestazione di servizi sullintero territorio comunitario per le banche degli stati membri, senza pi bisogno dellautorizzazione delle autorit competenti. In particolare le banche italiane possono: 1. stabilire succursali nel territorio della repubblica e degli altri stati comunitari. 2. esercitare la attivit ammesse al mutuo riconoscimento in uno stato comunitario senza stabilirvi succursali. 9.4. Concentrazioni e concorrenza nel sistema bancario. Si ritiene che nei sistemi concentrati, ma concorrenziali, gli intermediari siano mediamente pi efficienti con conseguente risparmio di costi rispetto ai competitors presenti in alti sistemi. La compitazione pu essere osservata in base al paradigma struttura-condottaperformance31; in particolare si distinguono due ipotesi: 1. collusion hypotesis: in cui le banche che operano in mercati ad alta concentrazione riducono i costi di collusione e conseguono elevate perfomance economiche applicando commissioni e tassi attivi elevati e corrispondendo interessi contenuti sui depositi. 2. efficiency hypotesis: le banche di grande dimensione che oeprano in sistemi concentrati, realizzano performance economiche elevat in fvirt di una loro maggiore efficienza produttiva e superiorit tecnica rispetto alle controparti pi minute. In tal caso le banche competono sui prezzi stabilendo tassi e commissioni attivi maggiormente favorevoli ai consumatori. Ad ogni modo le operazioni di M&A hanno modificato al struttura e il livello di competitivit dei sistemi bancari. Le operazioni di concentrazione normalmente interessano soggetti solidi, adeguatamente dimensionati, che dispongono di risorse per gestire il processo di aggregazione. La tendenza che le banche acquirenti siano pi efficienti e competitive di quelle target e lacquisizione ha il fine di ampliare le prorpie quote di mercato. Le modalit di M&A sono molteplici: 1. concentrazione e ristrutturazione; applicata soprattutto nei paesi del Nord Europa, caratterizzati da un settore bancario con bassa concentrazione 2. espansione verso i mercati dei paesi emergenti; applicata nei mercati emergenti, come il sud-est asiatico. 3. Privatizzazione; modello di aggregazione diffusosi soprattutto negli anni 90 in Italia e in Europa.

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Structure-conduct-performance o SCP

114 Si registra attualmente (anni 2008-2009) una inversione di tendenza, che coinvolgono anche le banche(anche di grande dimensione) in situazione precaria; difatti dove vi sono avvisaglie o concrete crisi bancarie, sono le autorit che incentivano o diventano le controparti in operazioni di M&A. In ogni paese UE sono state introdotte regole di concorrenza di portata generale al fine di: 1. Garantire il perseguimento degli obbiettivi di fondo della struttura bancaria. 2. Rendere efficace il perseguimento di politiche economiche nazionali di sviluppo e di cooperazione. Inoltre lapplicabilit della disciplina comunitaria antitrust al comparto bancario si evince anche dal regolamento 4064/1989 della CE e dal regolamento 1139/2004/CE. Differentemente, nella regolamentazione statunitense abbiamo unimpostazione finalizzata principalmente a limitare comportamenti di tipo collusivo in mercati concentrati. Nellordinamento italiano la legge sulla tutela della concorrenza e del mercato assoggetta le banche alle regole previste per la generalit delle imprese, in tema di intese,pratiche collusive, abusi di posizione dominante e concentrazione. Lattivit di tutela della concorrenza affidata allAGCM(autorit garante della concorrenza e del mercato). La BI pu, dintesa con lAGCM, autorizzare operazioni di concentrazione bancaria per esigenze di stabilit di uno o pi soggetti coinvolti. Fino al 2005 la tutela della concorrenza nel mercato creditizio era affidata alla BI, che sentito il parare obbligatorio(ma non vincolante) dellAGCM, aveva il compito di garantire che non vi fossero anomalie competitive. In Italia il mercato bancario risulta presidiato da pochi giganti, con un elevato numero di inermediari che operano a livello di mercati locali. Con riferimento dal 2000 al 2007: Per i primi due gruppi(tra cui UniCredit e intesa San Paolo), la concentrazione passata dal 26% al 35%. Per i gruppi medio-grandi la concentrazione passata dal 22% al 16% Per i gruppi e le banche medio-piccoli la concentrazione passata dal 38% al 37%. Per i gruppi e banche popolari la concentrazione passata dal 13% al 12% - contano 603 piccoli intermediari specializzati nel finanziamento delle economie locali, (tra i quali sono incluse banche di credito cooperativo e filiai di banche estere di minore dimensione.) in questa tipologia si presume che possa essere un ulteriore sviluppo di fenomeni di concentrazione. + da notare che le quote sono calcolate in base al totale attivo(dato consolidato delle sole componenti italiane per i gruppi bancari). 9.5. Motivazioni economiche e aziendali delle concentrazioni bancarie 9.5.1 motivazioni economiche 1. Gli intermediari finanziari hanno attuato strategie finalizzate alla creazione di valore e allefficientamento del processo produttivo e distributivo nei

115 mercati internazionali; ci stato possibile grazie allintegrazione tra i sistemi economici, alla globalizzazione e allassetto normativo internazionale. 2. Levoluzione dello scenario economico del sistema finanziario degli ultimi ventanni; ci dovuto a molteplici fenomeni, come la globalizzazione, il cambiamento tecnologico, la deregolamentazione, lintegrazione dei mercati finanziari europei. 3. La deregolamentazione normativa, che ha portato maggiore stabilit del sistema bancario ed economico; In Italia la deregolamentazione si attuata con il TUB nel 93 e con il TUF nel 98, che ha comportato una diffusa diversificazione del business rispetto a quello core da parte degli attori dei mercati finanziari. 4. LIntegrazione tra mercati bancari e finanziari; essa ha comportato, libert di investimento della clientela e libert di insediamento delle istituzioni finanziarie. Alcuni sostengono che lintegrazione tra sistemi pu eliminare i benefici che derivano dalla diversificazione geografica, a causa di una maggiore sincronia tra i cicli economici dei paesi altri ancora sostengono che la stabilit derivante dalla maggiore integrazione potrebbe derivare dal contenimento dei rischi connessi a shock macroeconomici del tipo firm specific che si riducono per effetto dei sistemi integrati. 5. La globalizzazione, che ha determinato una pi ampia e accesa concorrenza. Difatti laccordo del 12 dicembre 1997 presso il WTO, ha fortemente contribuito al riconoscimento della libera circolazione dei servizi finanziari con ampliamento della concorrenza a livello globale. 6. Il cambiamento tecnologico: del sistema bancario, che ha impattato sulle strategie espansive e sulla gestione del processo produttivo; difatti possibile registrare unevoluzione dei canali distributivi delle banche. Alla rete tradizionale si sono affiancate strutture: a. Multicanale: con accesso ai servizi tramite sportelli e per via elettronica(bricks and clicks companies). b. Interamente virtuali: prive di sportelli (click only). In conclusione, lindebolimento delle barriere allentrata, congiuntamente allevoluzione dei canali distributivi ha rafforzato il sistema produttivo e competitivo, privandolo di una demarcazione geografica(per effetto della globalizzazione) e spingendolo ad essere dominato dalla domanda, piuttosto che dallofferta, questo perch il risparmiatore non pi vincolato solo alla dimensione territoriale, ma pu spaziare facendosi guidare solo dalla qualit e dalla convenienza dei servizi erogati. Si potrebbe aggiungere che luso dei canali virtuali, divenuto fattore chiave per contrastare lingresso di altri soggetti non bancari nel sistema bancario. 9.5.2. Motivazioni Aziendali. Le motivazioni dipendono da: 1. tipologia delloperazione 2. e dal tipo di aggregazione a. M&A tradizionale domestica: la cui finalit quella di sfruttare le economie di scala derivanti dal raggiungimento di determinate dimensioni aziendali. Ci si raggiunge con la razionalizzazione dei costi e il conseguimento di efficienze allocative nella distribuzione delle risorse tra i diversi input produttivi.

116 b. M&A, tradizionale cross-border: il cui obbiettivo di conseguire economie di scala, incrementare la dimensione e incrementare la competitivit sul mercato pi ampio rispetto a quello locale, per poter offrire servizi integrati alle aziende attive su scala internazionale. c. Conglomeration domestica: il cui scopo di: i. Raggiungere le economie di scopo ampliando la gamma delle proprie attivit a settori diversi da quello core; ii. Diversificare i rischi e le entrate. iii. Razionalizzare i costi connessi a funzioni specifiche(es. costi legali) iv. Ampliare i propri canali distributivi. d. Conglomeration cross-border: il cui fine di: i. Raggiungere le economie di scopo: ii. Diversificare i rischi e le entrate iii. Diversificare la domanda rispetto al ciclo congiunturale dei singoli stati. In caso di operazioni cross-border, la maggior parte delle acquisizioni risulta coinvolgere banche extraeuropee. Ci attribuibile ai maggiori benefici di diversificazione su profili macroeconomici conseguibili da societ che non sono soggette alla stessa politica monetaria. Le scelte di concentrazione sono generate da: 1. Obbiettivi di riduzione dei costi 2. Obb. Di cinremento dei rendimenti con economie di scala/scopo 3. Perseguimento di efficienze di costo e di profitto. input produttivi che minimizzano i costi produttivi input effettivamente impiegati fissato il livello di output. profitto che la banca in grado di conseguire dato un certo livello di output profitto effettivamente conseguito data la stessa quantit di output.

Lefficienza di costo =

Efficienza di profitto=

Le operazioni di M&A consentono, eliminando le aziende pi deboli, di accrescere lefficienza del sistema(questo anche con il trasferimento, alle imprese acquistate, del proprio know-how). Le banche che sono capaci di trasferire know-how ai sistemi bancari interessati da operazioni di M&A del tipo cross-border, solitamente sono quelle dalle maggiori dimensioni e pi efficienti nel proprio paese di residenza. In generale le banche, realizzano operazioni di M&A con lintendo di conseguire efficienze di costo raggiungendo la dimensione dis cala ottimale. Tali operazioni consentono di rafforzare la posizione strategica, incrementando le quote di mercato sfruttando le competenze gi acquisite dalle strutture preesistenti. Infine, le operazioni di M/A sono realizzate anche con la finalit di: 1. incrementare la consistenza patrimoniale per soddisfare le nuove regole di adeguatezza patrimoniale contenute nellaccordo di Basilea.

117 2. accrescere la capacit di contenimento dei rischi di liquidit e di credito. 3. realizzare innovazione di prodotto e di processo. 9.5.3. Le banche nella fase antecedente al deal. Diversi studi hanno rilevato empiricamente motivazioni ed effetti dellM&A. Lo studio di Focarelli evidenzia che: in merito alle operazioni di fusione o le banche attive risultano avere: una dimensione consistente, elevate entrate derivanti dallerogazione dei servizi bancari posizioni contenute nei mercati interbancari l ebanche passive risultano avere

una bassa profittabilit(ROA) elevati costi per il personale in merito alle operazioni di acquisizione o le banche attive risultano avere grande: dimensione profittabilit(ROA) ammontare di prestiti erogati entrate dallerogazione dei servizi bancari. Le banche passive risultano invece avere:

Bassa profittabilit Piccola dimensione E un portafoglio clienti consistente, anche se di bassa qualit. Secondo gli autori di questo studio le operazioni di fusione sono realizzate con lo scopo di incrementare il volme dei servizi venduti e di modificare la ccomposizione dellativo e del passivo delle banche acquirenti. Le operazioni di acquisizione riflettono strategie finalizzate ad incrementare il valore delle bacnhe passive, mediante il miglioramento del portafoglio prestiti. Lo studio di Vander Vannet su operazioni di M&A cross-border realizzate su banche dellUE, della Norvegia e in Svizzera evidenzia alcune caratteristiche dellaziende acquirenti e acquisite: 1. Le banche attive risultano avere grande: a. Grande Dimensione b. Elevata Profittabilit(ROA) c. Ampia diversificazione dei ricavi d. Ridotto cost-income e. Ridotto loan to asset ratio. 2. Le banche passive presentano a. Dimensione contenuta b. Elevate costi del personale c. Ridotta efficienza e profittabilit rispetto alle banche attive. Tale studio suggerisce la possibilit per le aziende acquirenti di poter conseguire guadagni in termini di efficienza e di redditivit in virt della propria maggior pacacit gestionale e manageriale che pu essere trasferita alle banche passive.

118 Lo studio di Altunbas e Marques Ibanez, su operazioni di M&A tra domestiche e crossborder, realizzate nellUE, evidenzia che 1. le banche attive: a. hanno una dimensione maggiore b. sono pi efficienti rispetto alle banche passive, soprattutto nel caso di operazioni di M&A domestiche. 2. Le banche passive presentano: a. un ammontare maggiore di prestiti b. un rapporto tra non-interest income sul totale attivo pi elevato delle banche attive c. un minor livello di capital leverage, rispetto alle banche attive. Nelle M&A domestiche le banche passive hanno un credit risk profile migliore rispetto alle banche attive. Nelle M&A corss-border il livello degli accantonamenti su rischi di credito similare per entrambe le banche(attive/passive). Nel caso di M&A domestiche prevalgono generalmente obbiettivi di economie di costo e di incremento della tecnologia. Nelle M&A cross-border, la crescita dei potenziali ricavi e la diversificazione dei rischi sono aspetti che generalmente prevalgono sullefficienza di costo. Si pu dire infine che le caratteristiche degli intermediari finanziari si differenziano in base alla tipologia di operazione(fusione o acquisizione) e allestensione geografica della stessa(domestica o cross border).

10. I rapporti partecipativi tra banca e impresa


Assetti proprietari degli istituti di credito partecipazioni a monte Partecipazioni detenute dalle banche nelle altre imprese partecipazioni a valle Gli assetti proprietari delle banche Fino alla met degli anni 80 non possibile rintracciare nella disciplina di settore alcuna disposizione relativa alla composizione degli assetti proprietari delle banche. A preservare lindipendenza dei soggetti bancari ha pensato la politica di vigilanza seguita dalle nostre autorit per quasi mezzo secolo. La maggior parte delle istituzioni bancarie esistenti era organizzata in forma di ente pubblico o di societ cooperativa, quindi strutture che escludono lipotesi del controllo delle imprese non finanziarie sulla banca. La sopravvivenza della singola banca era fortemente vincolata e condizionata dalle autorit di controllo. Sul finire degli anni 80, il riconoscimento del diritto dingresso nel mercato bancario, il passaggio dalla vigilanza strutturale alla prudenziale, la rivalutazione dellobiettivo di efficienza, la creazione delle basi legislative (legge Amato) per la trasformazione della forma giuridica e per lavvio del processo di privatizzazione delle banche pubbliche, accendono il dibattito sullassetto della propriet degli enti creditizi. Appare sempre pi chiara la necessit di aprire la porta a soci privati per: Avvalersi delle esperienze imprenditoriali maturate in diversi settori;

119 Sopperire alle difficolt incontrate nel reperimento dei mezzi propri; Realizzare processi di acquisizioni e fusioni. Comunque riaffiora la preoccupazione che la partecipazione di societ non finanziarie al capitale delle banche possa alterare i processi di valutazione dei fidi. Le uniche disposizioni legislative emanate nel frattempo dal Parlamento, prevedevano lobbligo di comunicazione alla BI delle partecipazioni superiori al 2%. Legge n. 287 del 1990: il principio della separatezza tra industria e banca trova espresso riconoscimento laddove si afferma che i soggetti diversi dagli enti creditizi e dagli enti o societ finanziarie non possono essere autorizzati ad acquisire, in un ente creditizio, una partecipazione superiore al 15% del capitale dello stesso o lassunzione del controllo su di esso. Dette disposizioni sono state sostanzialmente ripresentate nel TUB (art 19-24). Le vigenti istruzioni di vigilanza prevedono come la situazione di divieto, scatti in caso di acquisizione di partecipazioni superiori al 15% del capitale delle banche (oppure di controllo) da parte di soggetti che svolgono in misura rilevante attivit di impresa, in forma individuale o sotto forma societaria, in settori diversi da quello creditizio e finanziario (separatezza tra banca e industria a monte). Questo divieto non inteso come incomunicabilit ma presidio posto per eliminare conflitti che possono sorgere dalla partecipazione di unimpresa a una banca. Il processo di privatizzazione iniziato con la creazione delle fondazioni bancarie istituite appositamente per permettere, in assenza di grandi investitori istituzionali, il trasferimento delle quote di propriet in mano pubblica a soggetti non direttamente controllati dallo Stato. Tutto ci ha comportato una riduzione del peso di queste istituzioni e un aumento del peso delle banche europee e delle imprese non finanziarie tra gli azionisti di controllo delle principali istituzioni bancarie nazionali. La crescita della quota di capitale delle banche italiane in mano a imprese non finanziarie, in gran parte riconducibile alle dismissioni operate dalle fondazioni. C lesigenza di predisporre nuove e pi avanzate cautele normative capaci di non ostacolare lo sviluppo del mercato dei diritti proprietari delle banche e di contemperare il conflitto dinteressi. In sede comunitaria, sfociato nella Direttiva 44 del 2007: non fissa soglie di partecipazioni tra banca e impresa; si individua un elenco chiuso di requisiti cui il proponente dellacquisizione deve ottemperare, essi sono: Reputazione e Solidit finanziaria Professionalit Provenienza lecita della provvista finanziaria necessaria per effettuare lacquisizione Obbligo notifica preventiva dellintenzione di acquisire, ovvero di aumentare ulteriormente, direttamente o indirettamente, una partecipazione qualificata in un ente creditizio, quando la stessa implichi il superamento delle soglie del 20, 30 e 50%, o comunque assicuri il controllo dellente creditizio oggetto del cosiddetto progetto di acquisizione. NB: possono essere accolte nel nostro ordinamento nazionale delle soglie pi alte, no pi basse.

120 10.2 Le partecipazioni detenibili La materia delle partecipazioni detenibili dalle banche nel capitale di altre imprese attraversa una stagione di profonda revisione. Si accenna il complesso regolamentare in corso di abrogazione: la disciplina analitica si ritrova nelle istruzioni di vigilanza della BI che prevedono un limite generale secondo il quale il complesso delle partecipazioni, unitamente agli investimenti in immobili, non pu eccedere lammontare del patrimonio di vigilanza. La disciplina amministrativa della BI detta specifiche disposizioni distinguendo tra partecipazioni in banche, societ finanziarie, societ strumentali e imprese di assicurazione e partecipazioni in imprese non finanziarie. Le prime sono abbastanza libere da vincoli. Le seconde sono appartenenti a una disciplina articolata: ci sono limiti globali di concentrazione (limita la singola partecipazione) e separatezza (riferimento al capitale della partecipata -> una banca non pu acquisire una partecipazione superiore al 15% della partecipata -> principio di separatezza a valle). Direttiva 48 del 2006: si individuano due uniche soglie: Il 15% del patrimonio di vigilanza della banca partecipante, quale limite di concentrazione per una singola partecipazione qualificata; Il 60% del patrimonio di vigilanza della banca partecipante quale limite complessivo. 10.3 Cenni sul conflitto dinteresse nelle relazioni tra banca e industria Primo argine di timore: disciplina dei grandi fidi (posizioni di rischio pari o superiori al 10% del patrimonio di vigilanza). Detta disciplina impone lammontare complessivo dei grandi fidi entro il limite di otto volte il patrimonio di vigilanza (limite globale) e ciascuna posizione di rischio entro il limite del 25% del medesimo patrimonio (limite individuale). La fattispecie del conflitto dinteresse trova trattazione nellart 53 (vigilanza regolamentare) e nellart 136 (obbligazioni degli esponenti bancari) del TUB; norme modificate e implementate dalla legge sul risparmio 2005 e dal relativo decreto attuativo. La nuova versione dellart 53 del TUB, individua le tipologie di clienti nei cui confronti le banche sono chiamate a rispettare le condizioni e i limiti per lassunzione di attivit di rischio, che la BI dovr precisare. I soggetti collegati si dividono in: Parti correlate (azionista rilevante, influenza la nomina dellamministratore) Soggetti connessi (partecipano o sono partecipati dalla parte correlata) Il CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio) prevede la facolt per lAutorit di vigilanza di fissare parametri e soglie non uniformi a seconda delle tipologie individuate. Fermo restando un limite globale nei confronti di soggetti collegati, che la BI dovr fissare in misura non superiore al 20% del patrimonio di vigilanza.

121 La BI ha il compito di individuare i casi in cui linosservanza delle limitazioni che saranno stabilite possa determinare la sospensione dei diritti amministrativi derivanti dalla partecipazione. Art 136 del TUB: le operazioni finanziarie con le possibili controparti (es. esponenti bancari, societ controllate), devono essere portate a termine solo se deliberate allunanimit dallorgano amministrativo e dopo che vi sia stato il voto favorevole dellorgano di controllo.

11. Credito cooperativo e localismo bancario

Il sistema delle Banche di Credito Cooperativo Casse Rurali Le prime cooperative di credito nascono dopo la rivoluzione industriale, principalmente come rimedio al dilagante problema dellusura: gruppi di contadini decidono di unirsi e creare unimpresa costituita con il capitale apportato da ciascun individuo, finalizzata allofferta di prodotti o servizi a condizioni vantaggiose, verso i propri soci. Le prime casse rurali (NB: la denominazione di banche di credito cooperativo si avr nel 1993 con il TUB) che iniziano a proliferare dal 1883 in poi, si caratterizzano per la loro matrice cattolica e la specializzazione operativa nellerogazione di credito agrario. Sotto il profilo giuridico, il TUB prevede che le banche di credito cooperativo si costituiscano in forma di societ cooperativa per azioni a responsabilit limitata, con un numero minimo di soci non inferiore a 200, ciascuno dei quali pu possedere un quantitativo di azioni per un valore nominale massimo pari a 50.000, che conferisce a ogni socio un solo voto, indipendentemente dal numero di quote detenute. Le peculiarit di questa banca sono: a) La cooperazione b) Il mutualismo c) Il localismo d) Il sistema a rete Cooperazione Un insieme di persone si uniscono per perseguire un bene comune, in modo da soddisfare assieme i propri bisogni, di natura economica ma anche sociali, culturali e morali. Nella cooperativa, la persona (socio) ricopre un ruolo centrale nelle decisioni riguardanti la societ, indipendentemente dal capitale apportatoprincipio di democrazia economicaa ogni testa corrisponde un voto. Possono aspirare allo status di socio: - Persone fisiche e giuridiche - Societ regolarmente costituite - Consorzi, enti, associazioni che risiedono o svolgono la loro attivit in via continuativa nella zona di competenza territoriale della banca, indicata nel proprio statuto. Istituto del gradimento la presentazione della domanda al Consiglio di Amministrazione non garantisce lacquisizione della qualifica di socio, poich questultima pu deliberarne laccettazione o il rigetto. Mutualismo

122 Presuppone che lesercizio dellattivit bancaria e finanziaria sia svolto in prevalenza in favore dei soci (pi del 50% dellattivit di rischio deve essere destinata ai soci e/o ad attivit prive di rischio). Lattivit mutualistica nei confronti dei propri soci deve inoltre avvenire senza il perseguimento di finalit lucrative: lo scopo non quello di creare un vantaggio per gli stessi soci, non necessariamente o esclusivamente economico. NB: almeno il 70% del risultato economico netto deve essere accantonato a riserva legale; una quota pari al 3%, deve essere destinata a fondi mutualistici e la parte residua di utile, se non accantonata presso altre riserve o distribuita ai soci deve essere devoluta in beneficienza. Le banche di credito cooperativo, in qualit di enti a mutualit prevalente, qualora rispettino alcuni limiti posti dalla normativa di riferimento beneficiano di un peculiare regime fiscale. A tal fine sono sottoposte alla revisione cooperativa, volta soprattutto allaccertamento della natura mutualistica dellazienda, oltre che al riscontro dellassenza di finalit lucrative. C anche un obbiettivo consulenziale vengono proposti agli organi di vertice della banca, consigli, suggerimenti, soluzioni per migliorare la partecipazione dei soci alla vita sociale. Localismo Le Istruzioni di Vigilanza della BI impongono alle banche di credito cooperativo di definire allinterno del proprio statuto la competenza territoriale, coincidente con il comune dove ha sede legale la banca, quelli dove sono insediate le agenzie operative e quelli limitrofi, in unottica di continuit territoriale. Localismo policentrico strategia che si concretizza in scelte localizzative basate sullinsediamento di nuovi sportelli in aree esterne alla porzione di territorio di competenza della banca. Il concetto di competenza territoriale assume una valenza assai rilevante, poich diventa il criterio discriminante per lacquisizione dello status di socio e per la destinazione dellattivit di rischio. La societ ha lo scopo di favorire i soci (mutualit interna) e gli appartenenti alle comunit locali (mutualit esterna) nelle operazioni e nei servizi di banca. I valori fino adesso illustrati, sono stati riportati allinterno di un documento, denominato CARTA DEI VALORI (viene data rilevanza e attenzione alla persona e al territorio). Sistema a rete Sistema coordinato di autonomie, basato su strutture operanti a vari livelli, con funzioni distinte ma complementari tra loro, con indirizzi strategici e meccanismi di coordinamento condivisi. Grazie alla rete le BCC-CR possono: snellire le loro attivit di back office (ricorso alloutsourcing) contenere i propri costi operativi Il sistema a rete, possiamo dividerlo in due sotto- sistemi: 1. associativo 2. imprenditoriale Il primo articolato su tre livelli: locale, regionale e nazionale. Il secondo composto da tutte le societ che gravitano allinterno del mondo cooperativo, per la fornitura di supporti operativi in termini di procedure, prodotti o servizi in dotazione alle BCC-CR, in modo tale da corredare le singole aziende bancarie

123 di un catalogo di prodotti in linea con quello offerto dai principali competitors di riferimento, ma soprattutto in grado di soddisfare le esigenze della clientela. Funzionamento efficiente: principio di sussidiariet le strutture nazionali o le varie federazioni svolgono quei compiti e quelle funzioni che sarebbero meno efficienti se venissero realizzate a livello locale). principio di solidariet fa riferimento ai rapporti di collaborazione che si possono instaurare fra i vari organismi operanti allinterno della rete stessa. Infine c un sistema di garanzia e sicurezza a tutela dei propri soci e clienti, grazie alla presenza di due fondi di garanzia: Fondo di Garanzia dei Depositanti ha finalit di garantire i titolari di rapporti di c/c e di deposito bancari accesi presso la BCC-CR per un certo ammontare max; Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti ha natura volontaria e tutela i singoli possessori di obbligazioni emesse dalla BCC-CR per un ammontare max pari a quello garantito dal Fondo di Garanzia dei Depositanti. Il Fondo di Garanzia Istituzionale che sostituir il FGO, offre una tutela globale per i risparmiatori-clienti delle banche di credito cooperativo-casse rurali, in relazione a tutti i crediti vantati nei confronti della banca, senza una limitazione di importo. Aspetti peculiari e possibili criticit della banca locale Efficienza in termini di costi e dimensione non sono direttamente correlate: la dimensione dovrebbe essere la conseguenza degli obbiettivi, non sostituirsi a essi. Classificazione di Carosio possiamo suddividere gli intermediari in 4 categorie dimensionali: i) Una composta da due gruppi con una operativit internazionale (35% del mercato); ii) Una seconda formata da tre gruppi bancari di grandi dimensioni (16%); iii) Un ulteriore segmento di operatori (gruppi e banche individuali 37%); iv) Infine, una fascia residuale di numerosi intermediari di piccole dimensioni, circa 600 (12%). In uneconomia, quale quella italiana, fondata su una presenza diffusa di piccole e medie imprese fortemente dipendenti dal credito bancario, il radicamento territoriale, il patrimonio informativo sulla clientela, la stretta personalizzazione del rapporto di affari, la velocit nellerogazione dei fidi, siano tutte caratteristiche che rendono possibile, e anzi utile, la sopravvivenza del localismo bancario. Tutto ci consente di ridurre le asimmetrie informative. Le banche di grandi dimensioni vanno sempre pi dedicandosi a unintermediazione di tipo mobiliare. Le banche locale maggiormente capace di interpretare le esigenze finanziarie delle imprese minori, di seguirne e sostenerne lo sviluppo. Ci non significa che nel nome del localismo debbano permanere in vita strutture inefficienti, o in cui le scelte della banca di comunit vengano catturate da interessi specifici e collusivi. Occorre, che la concessione di crediti sulla base della conoscenza del cliente e delleconomia della zona non vada a scapito della capacit di valutazione critica della domanda di fido. E necessario cogliere tempestivamente levoluzione dei bisogni della clientela attraverso unaccettabile quantit e qualit dei servizi prodotti e offerti.

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