Sei sulla pagina 1di 24

DIRITTO DELLECONOMIA

La banca unimpresa regolata da istituti giuridici sia di diritto privato che pubblico, e si relaziona con organi pubblici e soggetti privati. Prima del 1926, la banca era considerata unazienda di tipo commerciale e agiva in base a norme di diritto privato. Nel 1926 viene emanata una normativa che pone attenzione al rapporto delle banche con i privati. Il legislatore pensa che un modo di disciplinare le banche sia di sottoporle a VIGILANZA. La vigilanza scelta al posto del controllo perch molto pi penetrante, con possibilit di evitare che la banca compia operazioni inadeguate. Nel 1926, anno dellistituzione della vigilanza, lorgano che vigila lattivit della banca lo stesso che pu rilasciare lAUTORIZZAZIONE per la banca. LAUTORIZZAZIONE un provvedimento amministrativo che rimuove un ostacolo allesercizio di un diritto. La sua legittimazione giuridica la STABILITA del mercato bancario. Il provvedimento amministrativo ha contenuto imperativo ed suscettibile di costituire, abolire, regolare un diritto. Lautorizzazione lo strumento attraverso cui lautorit PUBBLICA decide chi entra, chi sta fuori e il modo in cui si sta nel MERCATO BANCARIO. Lautorizzazione richiesta anche in caso di operazioni importanti per la vita della banca stessa (es. fusione). Testo del 1936 D la conferma di come deve essere il settore bancario. Il legislatore disegna il mercato bancario come ordinamento SEZIONALE. Viene definito il servizio bancario come SERVIZIO PUBBLICO. Limpresa bancaria viene funzionalizzata. La normativa del 36 riprende la vigilanza e lautorizzazione e assegna una funzione centrale alla BANCA DITALIA. BANCA DITALIA il suo capitale in dotazione detenuto da alcuni soggetti in partecipazione (grosse banche private). Emette atti di tipo AMMINISTRATIVO: REGOLAMENTI atti generali diretti a tutte le banche ISTRUZIONI DI VIGILANZA strumento principale della Banca dItalia, generale, diretto a tutte le banche. PROVVEDIMENTI PARTICOLARI diretti ad una singola banca, quando per es. una banca si comporta in modo pericoloso per i risparmiatori.

Questi 3 atti sono VINCOLANTI. Altri atti: Forme tecniche dei bilanci le banche devono seguire obbligatoriamente la Banca dItalia su come deve compilare il suo bilancio. Tutte le banche devono comunicare i bilanci secondo modalit indicate dalla Banca dItalia, altrimenti avviene la revoca dellautorizzazione. Provvigione per i diversi servizi bancari obbedisce ad una logica pubblica del mercato. Percentuali minime di utile da destinare a riserva riserva obbligatorio come fondo per uneventuale crisi.

Banca dItalia fa la CONCORRENZA sul mercato bancario. Nel 1947 viene creato il COMITATO INTERMINISTERIALE per il CREDITO ed il RISPARMIO (CICR), organo politico presieduto dal Ministro dellEconomia e composto dai ministri della Repubblica con portafoglio e che abbiano interessa nel mercato bancario, serve a copertura POLITICA sulle operazioni di Banca dItalia. Pu deliberare solo su proposta della Banca dItalia. Le banche devono quindi rispondere a: Normative contenute del TUB, diritto pubblico Normative contenute del Cod. Civ. , diritto privato

Provvedimenti della Banca dItalia e del CICR.

Il Testo Unico Bancario sancisce la nullit delle clausole che fanno riferimento agli USI, inserite dalle banche per avvantaggiarsi sui risparmiatori. Una banca si qualifica in quanto tale se ESERCITA il CREDITO e raccoglie RISPARMI. TESTO UNICO BANCARIO redatto nel 1993. Differenza tra controllo e vigilanza controllo pu essere: Controllo ex-ante si controlla una societ prima della sua nascita e si concede unautorizzazione Controllo ex-poste dopo un certo periodo si controlla la situazione e si pu ritirare lautorizzazione. Vigilanza ha finalit di monitorare momento per momento il soggetto autorizzato.

Lordinamento bancario comunitario ha regole e normative che incidono sullordinament o bancario statale. 3 strumenti per creare il MERCATO EUROPEO Regolamento comunitario Direttiva Atti della BCE

BCE compone il sistema europeo delle banche centrali (SEBC). A questo interno la BCE svolge un ruolo centrale. Art. 105, ultimo comma del Trattato Europeo alla BCE, oltre ai compiti di politica monetaria e vigilanza, la CE pu assegnare compiti specifici che riguardano la politica monetaria e la vigilanza degli istituti creditizi (VIGILANZA PRUDENZIALE). Banca dItalia si occupa di VIGILANZA GENERALE mentre BCE si occupa di provvedimenti SPECIFICI di vigilanza nel caso la vigilanza di Banca dItalia risulti inefficace. BASILEA 1 e BASILEA 2 insieme di regole che vengono definite di SOFT-LAW, che non hanno la coercitivit delle norme dettate dal legislatore, ma sono dettate da tecnici ed esperti del settore. Pongono laccento su punti molto critici per il settore bancario: Erogazione del credito alle imprese Informativa da dare al cliente

BASILEA 1 accordo del 1974, si basa sulla considerazione che il patrimonio delle banche sia la prima garanzia contro la crisi bancaria. BASILEA 2 accordo del 1988 in cui viene articolato il criterio del 74. Le banche possono servirsi di misurazioni interne del RISCHIO (Rating bancari), attraverso la consulenza di aziende specializzate nel RATING. 1 PILASTRO di BASILEA La solidit delle banche passa per il patrimonio e per labilit dellimprenditore nel valutare a chi erogare il credito. 2 PILASTRO di BASILEA costituito dalla elaborazione del concetto di VIGILANZA. Si basa sul fatto che le banche nella loro azione devono rispettare un principio di vigilanza fondamentale, la VIGILANZA PRUDENZIALE. La banca non deve esporsi a troppi rischi e attuare una gestione PRUDENZIALE. Gli organi di controllo devono agire secondo canoni di vigilanza prudenziale.

3 PILASTRO Introduzione di obblighi INFORMATIVI. Basilea impone alle banche di offrire ai clienti e a potenziali clienti informazioni relative al proprio grado di PATRIMONIALIZZAZIONE, alle proprie condizioni contrattuali ecc. Viene imposto alle banche di considerare i propri clienti come dei soggetti destinatari di informazioni VERITIERE, TRASPARENTI e COMPRENSIBILI. La comprensibilit dellinformazione finanziaria impone che le condizioni e le clausole contrattuali siano comprensibili a tutti i clienti e potenziali clienti.

DIRETTIVE COMUNITARIE emanate dal 1977 in materia di MERCATO BANCARIO Direttiva 780/77, recepita in Italia con D.L.gs 350 del 1985 sancisce che lattivit bancaria ha carattere dimpresa. Fa uscire dallordinamento italiano lidea che il servizio delle banche sia PUBBLIC O, fa saltare il PIANO SPORTELLI e ridisegna la vigilanza di Banca dItalia. La vigilanza non pu fermare lazione delle banche, che possono aprire sportelli senza che BdI intervenga. Il legislatore COMUNITARIO impone che lAUTORIZZAZIONE debba essere rilasciata se soddisfatti alcuni REQUISITI OGGETTIVI: Esistenza di fondi propri Sufficienza dei fondi propri (DISCREZIONALITA) Esistenza di almeno 2 persone COMPETENTI che determino effettivamente landamento della banca.

Nel momento in cui la banca chiede ad un organo di vigilanza lautorizzazione bisogna verificare anche che il promotore della banca produca un PROGRAMMA di INIZIO ATTIVITA. Limprenditore bancario deve esplicitare in modo particolareggiato la sua STRATEGIA di MERCATO (es. se ci si rivolge ad un determinato tipo di clientela). Il Programma di Inizio Attivit deve essere presentato allautorit pubblica di VIGILANZA, BdI valuta il programma e gli elementi presenti concorrono alla valutazione di SANA e PRUDENTE gestione bancaria. Direttiva 646/89, recepita in Italia con D.L.gs 481/92 introduce un concetto fondamentale per cui alla BANCA concessa la possibilit non solo di operare sul mercato come banca in senso tradizionale ma anche di agire come INTERMEDIARIO FINANZIARIO. La banca vende quindi servizi che permettono al cliente di operare sul mercato, gli stessi erogati dallimpresa di investimento. Mercato BANCARIO opera la banca che esercita le attivit tradizionali di raccolta del risparmio ed erogazione del credito. Mercato FINANZIARIO presente il rischio di non vedere restituito linvestimento. Vi operano: Banche Imprese di Investimento (SIM), che nascono unicamente per offrire servizi finanziari Organismi dInvestimento Collettivo del Risparmio (OICR), vendono quote di fondi comuni dinvestimento e le gestiscono in monte. Possono essere SGR o SICAV. Agenti di Cambio, offrono servizi di consulenza finanziaria, e sono categoria ad esaurimento.

Mercato ASSICURATIVO Vengono vendute POLIZZE assicurative, vi operano le IMPRESE di ASSICURAZIONE. Questa DIRETTIVA permette alla Banca di operare nel mercato finanziario nello stesso modo delle altre imprese di investimento. A livello GIURIDICO, la banca non solo assoggettata al T.U.B. del 93 ma anche al T.U.F. del 98, e quindi sia a Banca dItalia che a CONSOB (per alcune norme). La responsabilit della vigilanza sulle attivit bancarie dellorgano di vigilanza dello STATO di ORIGINE, e ci si traduce nel rilascio di ununica autorizzazione e di u n unico organo di VIGILANZA. Alla banca viene concesso di operare allestero in 2 modi:

Apertura di uffici in stati membri LIBERTA DI STABILIMENTO Offerta dei propri servizi LIBERTA di erogare servizi.

Le banche nazionali sono spinte ad avere meno so ggezione nei confronti dellautorit di vigilanza, che utilizza questo strumento anche per indirizzare le banche verso altre attivit. Si sviluppa il concetto di VIGILANZA PRUDENZIALE anche come strumento di indicazione di possibili sviluppi di attivit bancarie. Direttiva 12/2000 Direttiva di COMPLETAMENTO, specifica nel dettaglio alcuni elementi gi introdotti nella 1 direttiva, in particolare sullattivit imprenditoriale, e specifica il principio di VIGILANZA PRUDENZIALE.

1 direttiva comunitaria la banca diventa unimpresa-diritto, non pi strumento per erogare un servizio pubblico lordinamento bancario si apre alla CONCORRENZA. 2 direttiva comunitaria la banca pu operare anche nel MERCATO FINANZIARIO, diventa banca UNIVERSALE. LICENZA UNICA, le imprese bancarie dei paesi comunitari sono autorizzate una sola volta. AUTORIZZAZIONE diventa provvedimento amministrativo rilasciato su presupposti OGGETTIVI: fondi propri, fondi sufficienti per la Banca dItalia, 2 persone professionalmente in grado di gestire la banca quotidianamente. Il legislatore controlla anche la provenienza dei fondi patrimoniali della banca, per evitare che essa sia veicolo di riciclaggio di denaro sporco. LATTIVITA BANCARIA pu essere costituita solo se limprenditore presenta il PROGRAMMA INIZIALE di ATTIVITA. 3 direttiva comunitaria documento di specificazione dei punti contenuti nella 1 e nella 2 direttiva. 2 PUNTI IMPORTANTI: ART. 9 Gli stati membri non possono stabilire che le domande di autorizzazione siano esaminate dallautorit di vigilanza secondo le esigenze economiche del mercato. Punto rivolto alle banca centrali dei paesi membri, che devono esaminare le domande di autorizzazione solo secondo i REQUISITI OGGETTIVI stabiliti dalla 2 direttiva. Si cerca di porre FINE alla DISCREZIONALITA. ART. 34 e seguenti detta alcuni strumenti attraverso i quali Banca dItalia pone in essere la cosiddetta VIGILANZA PRUDENZIALE: Composizione tecnica e ragionieristica dei fondi Elementi oggettivi che Banca dItalia deve valutare in merito a PARTECIPAZIONI in altre imprese, industriali, bancarie o finanziarie. Esistono 2 tipi di PARTECIPAZIONI: in IMPRESE INDUSTRIALI in IMPRESE BANCARIE o di INVESTIMENTO lordinamento pi favorevole a queste partecipazioni perch la banca conosce gi il SETTORE nel quale va a investire. La banca che acquista una quota in imprese INDUSTRIALI pu diventare anche CREDITORE importante, e innestare una spirale fallimentare se limpresa fallisce. Il 1 intervento del legislatore COMUNITARIO nellordinamento italiano apre la strada al D. L. gs del 1993, TESTO UNICO BANCARIO. una normativa che ha subito modifiche ogni anno. Legge 262 del 2006 Legge sul RISPARMIO normativa dEMERGENZA che stata emanata alla luce dei grandi crack di imprese importanti per cercare di regolamentare il mercato bancario italiano. Innova in 2 punti:

Stabilisce che le autorit di controllo devono collaborare tra loro. Introduce criteri di trasparenza dellattivit bancaria a vantaggio dei risparmiatori, ai quali anche permesso di esperire strumenti di ricorso COLLETTIVO.

MIFID ultimo provvedimento di modifica in ordine temporale al testo unico.

TESTO UNICO BANCARIO


Regola 3 punti: Autorit di vigilanza Autorizzazione e attivit bancaria Crisi dellimpresa bancaria

La 1 parte relativa alle AUTORITA DI VIGILANZA: Banca dItalia Ministero dellEconomia Antitrust Comitato per la stabilit bancaria

ART. 2 riguarda il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR). Esso formato dai ministri pi importanti ed presieduto dal Ministro per lEconomia, che presiede un organo amministrativo COLLEGIALE. Esso organo AMMINISTRATIVO e POLITICO e si pone in una posizione di supremazia gerarchica. Alle riunioni partecipa in qualit di UDITORE senza diritto di voto il governatore di Banca dItalia. Art. 2 comma I CICR ha lalta vigilanza in materia di credito e tutela del risparmio. Indica una specie di gerarchia per quanto riguarda la vigilanza. Tra Banca dItalia e CICR esiste una relazione giuridica di tipo FUNZIONALE e di tipo gerarchico-amministrativa in base allart. 4 del Testo Unico. Il CICR emana la maggior parte dei propri provvedimenti su proposta di Banca dItalia, servendosi quindi di un organo tecnico ad esso subordinato. Art. 2 e 3 il CICR assume alcuni provvedimenti in materie che possono necessitare della cosiddetta URGENZA. Art. 3 comma II in caso di urgenza il Ministero dellEconomia sostituisce il CICR, e i provvedimenti presi vanno riferiti al CICR in una riunione che deve essere convocata entro 30 giorni. Art. 2 comma II il presidente del CICR pu invitare altri ministri a singole riunioni con funzione CONSULTIVA, o anche presidenti di altre AUTORITA FINANZIARIE competenti, per evitare asimmetrie informative. Il legislatore infatti sollecita la massima circolazione di informazioni tra le autorit competenti del mercato finanziario. Informazione finanziaria ha valore per il mercato e per le autorit di vigilanza, ed assoggettata al SEGRETO DUFFICIO. Il legislatore interviene per mantenere il segreto dufficio ma non pi per un singolo funzionario, ma per promuovere la circolazione dellinformazione tra ORGANISMI di VIGILANZA. Art. 2 comma III il CICR validamente costituito con la maggioranza dei suoi membri presenti e la delibera avviene con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Si ha una distinzione fra QUORUM CONSULTIVO e QUORUM DELIBERATIVO. Il Ministro dellEconomia esplicita gli ordini del giorno. Art. 2 comma IV Per lesercizio delle proprie funzioni il CICR si avvale di Banca dItalia.

ISTITUTO DI AVVALIMENTO un organo si AVVALE della competenza di un altro organo tecnico. Art. 3 comma I Il ministro dellEconomia adotta con DECRETI provvedimenti di sua competenza e pu comunicare preventivamente al CICR. Il ministro rafforza la sua posizione gerarchica attraverso: La definizione dellordine del giorno La facolt di adottare con decreti provvedimenti di sua competenza.

D. L. gs 303/2006 stato istituito un COMITATO per la COOPERAZIONE in MATERIA di STABILITA FINANZIARIA, PREVENZIONE e GESTIONE della CRISI FINANZIARIA in modo SISTEMICO detto COMITATO per la STABILITA. Art. 1 il Comitato per la stabilit composto da: Ministero dellEconomia ISVAP CONSOB Banca dItalia Antitrust

E disciplinano lo scambio delle informazioni e le valutazioni in tempo reale nel mercato bancario. Esso nasce con lintento di prevenire le crisi sistemiche del mercato bancario con lo scambio in tempo reale di informazioni finanziarie. Art. 3 Sono previsti PIANI di EMERGENZA sulla base di informazioni in possesso delle autorit. Il Comitato ha lobiettivo di individuare i cosiddetti CANALI di CONTAGIO che possono derivare da economie INSTABILI provenienti da altri paesi. Lindividuazione di questi canali pu essere molto difficile, essi possono essere anche solo psicologici. Il Comitato per la Stabilit si propone di costruire a tavolino le PROVE di STRESS tentando di entrare nella logica dellinvestitore risparmiatore e in base alle informazioni in possesso si cercano di delineare SCENARI di CRISI. Il Comitato pone in essere misure per valutare limpatto che altre autorit pubbliche p ossono avere sul mercato FINANZIARIO. Ha lo scopo di vedere se un determinato provvedimento pu produrre effetti sul mercato FINANZIARIO (ANALISI PREVENTIVA DIMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE).

ATTI AMMINISTRATIVI
Essi sono lo strumento principale con cui la pubblica amministrazione esercita il proprio potere. Sono la fase finale del procedimento amministrativo e sono costituiti da elementi essenziali: SOGGETTO la figura soggettiva, deve essere investita di un potere ad hoc per legge che permetta di emanare provvedimenti amministrativi. Pu incidere sullesistenza e sulla validit del provvedimento, ma ne rimane fuori, ESTERNO, perch costituisce la FONTE. CONTENUTO VOLITIVO ci che voluto e dichiarato, la scelta che viene attuata dalla pubblica amministrazione. Viene chiamato anche il DISPOSITIVO, parte del provvedimento in cui viene esposta la volont della pubblica amministrazione riguardo ad un certo provvedimento. Lamministrazione procedente accoglie osservazioni e proposte che vengono perseguite di pubblico interesse (innovazione di grande

importanza che tende a valorizzare la partecipazione del singolo soggetto interessato ad un procedimento amministrativo). OGGETTO Se si considera loggetto come qualche cosa su cui il provvedimento incide, si tratterebbe di elemento ESTRANEO, non essenziale. Se invece si identifica loggetto come interesse pubblico, tende a confondersi con la CAUSA. Se invece lo si vede come manifestazione di VOLONTA, si pu confondere con il Contenuto Volitivo. CAUSA intesa come la ragione economico-sociale del negozio giuridico, elemento essenziale del provvedimento amministrativo. Per il diritto PRIVATO, linteresse economico che con un dato negozio giuridico si intende perseguire parte integrante del negozio medesimo, e quindi elemento integrante ed essenziale. Per il diritto AMMINISTRATIVO, la CAUSA del provvedimento amministrativo va identificata con lINTERESSE PUBBLICO primario che con il provvedimento si vuole perseguire. FORMA Mezzo attraverso cui il provvedimento amministrativo viene esternato. Pu essere: FORMA SCRITTA Pi congeniale perch rende pi facile e possibile il sindacato sulloperato della pubblica amministrazione FORMA ORALE FORMA ACUSTICA FORMA LUMINOSA (semaforo) FORMA GESTICOLARE FORMA INFORMATICA

STRUTTURA dellATTO AMMINISTRATIVO: INTESTAZIONE dellautorit che emana latto. PREAMBOLO, elencazione dei fatti che hanno portato allemanazione e i motivi di fatto e di diritto. DISPOSITIVO, contenuto volitivo, esposizione di ci che si vuole ottenere, determina linfluenza sulla sfera giuridica del destinatario. DATA e LUOGO, il ricorso permesso entro 60 giorni. FIRMA del titolare dellorgano amministrativo emanante.

PUBBLICITA del PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO Varia a seconda della tipologia di atto, ed indicata dalla legge il tipo di pubblicit. CLAUSOLE ACCESSORIE determinazioni che la pubblica amministrazione ritiene di aggiungere al provvedimento. Si possono inserire solo nel caso non venga SNATURATO il contenuto. CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO : NOMINATIVITA ogni ATTO amministrativo deve essere previsto dalla legge e non lasciata libert allamministrazione di creare nuovi atti amministrativi. TIPICITA DELLATTO AMMINISTRATIVO ATTO tipico dato che la P.A. non pu emanare atti che non siano previsti e descritti astrattamente dalla fattispecie normativa attributiva del potere. Ogni atto pu perseguire solo ed esclusivamente linteresse previsto dalla legge e non un altro. IMPERATIVITA consiste nella capacit del provvedimento amministrativo di incidere UNILATERALMENTE sulla sfera giuridica del soggetto interessato. La P.A. ha potere di emanare un atto e gli effetti ricadono solo sul soggetto destinatario dellatto. Il soggetto diviene subordinato e di conseguenza si passa da diritto a INTERESSE LEGITTIMO, con indebolimento della situazione giuridica soggettiva. ESECUTIVITA idoneit del provv. Amministrativo ad essere votato ad esecuzione. Implica la capacit dellatto di rendere esecutivi i suoi effetti. Si identifica con lEFFICACIA. Pu essere sospesa solo per gravi motivi dallorgano emanatore prima dellesecuzione. ESECUTORIETA la P.A. ha il potere di portare ad esecuzione COATTIVA (anche contro la volont del destinatario).

INOPPUGNABILITA il singolo destinatario pu ricorrere entro 60 giorni, passati questi giorni il provvedimento diventa INOPPUGNABILE. CLASSIFICAZIONE DEI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI :

RESTRITTIVI

REQUISIZIONE o

IN PROPRIETA requisizione di tipo straordinario applicata in casi eccezionali indicati dalla legge. I beni MOBILI possono essere COATTIVAMENTE sottratti al titolare, che viene rimborsato a fronte della perdit del diritto di propriet. Lindennit rilasciata dopo la requisizione e il compenso deve essere rapportato alla durata delluso e al valore del bene, il quale deve essere restituito quando cessa la condizione STRAORDINARIA. o IN USO riguarda luso di un bene MOBILE o IMMOBILE o anche di unazienda per un tempo limitato. Luso deve essere giustificato da ragioni FONDATE. ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA provv. che consente il trasferimento coattivo della propriet per motivi di pubblica UTILITA. prevista corresponsione di indennit. OCCUPAZIONE DURGENZA strumentale allespropriazione, la differenza lURGENZA. La motivazione sempre la PUBBLICA UTILITA. Consiste nelloccupazione immediata durgenza del bene necessario allo scopo. La durata limitata ad un massimo di 7 anni e lindennit pari a 1/12 dellindennit di espropriazione.

AMPLIATIVI ampliano la sfera giuridica del destinatario dellatto. Vi si trovano le: AUTORIZZAZIONI provv. Amministrativo ampliativo che rimuove gli ostacoli giuridici allesecuzione di un diritto soggettivo di cui il destinatario della stessa autorizzazione titolare (es. patente di guida). Comporta che lautorizzazione ha la funzione di condizionare lesercizio alla verifica dellidoneit del soggetto. CONCESSIONI rispetto allautorizzazione, non c la rimozione ma lattribuzione di un diritto non preesistente al destinatario dellatto. CONCESSIONI COSTITUTIVE conferiscono al destinatario un diritto o uno status soggettivo che prima non esisteva n in capo al destinatario n in capo allautorit amministrativa. CONCESSIONI TRASLATIVE un diritto in capo alla P.A. viene trasferito al soggetto destinatario dellatto.

SOVVENZIONI provv. Amministrativo mediante il quale viene creato un diritto SOGGETTIVO alla corresponsione di vario titolo di una somma di cui inizialmente il destinatario non era titolare. D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attivit) provv. Amministrativo ampliativo. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione o sovvenzione deve essere dichiarato con questo atto.

ORGANI di GARANZIA e CONTROLLO: CICR BANCA DITALIA ANTITRUST

BANCA DITALIA ente che appartiene allorganizzazione pubblica, dotato di alcuni requisiti fondamentali stabiliti dal NUOVO STATUTO entrato in vigore nel 2007. Esso ridisegna i ruoli, in particolare le attribuzioni del governatore e i compiti del DIRETTORIO. Art. 1 dello STATUTO La Banca dItalia e i suoi componenti sono AUTONOMI e INDIPENDENTI. Banca dItalia indipendente da altre autorit amministrative e dalle banche che deve vigilare. La reale indipendenza dovrebbe essere quella dal POTERE POLITICO. I componenti di Banca dItalia devono essere neutrali nei confronti dei soggetti che operano sul mercato e non subire influenze. Le autorit amministrative indipendenti hanno prerogative particolari rispetto alle altre autorit amministrative: Banca dItalia ha un proprio BILANCIO Banca dItalia pone in essere proprie SCELTE OPERATIVE Si assume la responsabilit degli atti amministrativi che emana.

LINDIPENDENZA di Banca dItalia stata storicamente assicurata dal GOVERNATORE, che presiede un direttorio di 5 persone, a cui seguono vari uffici. Lo statuto ridisegna il ruolo del governatore. Il Governatore PRIMA: Era INAMOVIBILE, era titolare di carica a vita. Faceva carriera internamente Era in posizione di SUPREMAZIA Era designato dalla Banca dItalia Decideva gli atti da emanare

Con il NUOVO STATUTO: Non pi carica a vita, ma carica a TEMPO. Carica non pi attribuita da Banca dItalia Viene incaricato con Decreto del P.d.R. su proposta del Premier e con parere di Banca dItalia.

Con la nuova LEGISLAZIONE il Governatore diventa capo di un piccolo ORGANO COLLEGIALE, che prende le decisioni. Questorgano il DIRETTORIO, composto da: Governatore Direttore 3 Vicedirettori generali hanno la funzione di deliberare nelle materie per le quali richiesto lintervento di Banca dItalia.

PRIMA il Governatore proponeva e decideva gli atti da emanare. Con la legge 262 decide in parit il DIRETTORIO, non c supremazia ASSOLUTA del Governatore. Il mandato a termine ha la funzione di limitare e contestualizzare la funzione del Governatore. Altri organi oltre al Governatore e al Direttorio sono:

Collegio Sindacale controllo della correttezza del Bilancio.

Consiglio Superiore ha la funzione di deliberare sullamministrazione e sulla funzione ordinaria. Assemblea dei Partecipanti (banche private vigilate) costituita dalle banche che detengono il capitale, approva il BILANCIO e il Governatore esprime le sue Considerazioni in merito.

Banca dItalia organo di diritto PUBBLICO con struttura secondo un modello organizza tivo delle S.p.A., ed quindi un modello IBRIDO. Art. 4 del T.U.B. Banca dItalia, nellesercizio delle sue funzioni di vigilanza, formula le sue proposte per le deliberazioni di competenza del CICR. Banca dItalia fa una proposta tecnica al CICR che l a fa sua, utilizzando lISTITUTO DELLAVVALIMENTO. PROVVEDIMENTI EMANATI DALLA BANCA DITALIA: REGOLAMENTI Atti amministrativi generali che coinvolgono una generalit. ISTRUZIONI DI VIGILANZA atti amministrativi per una GENERALITA volti a regolare aspetti PRECISI che le banche devono rispettare nellesercizio delle loro funzioni. PROVVEDIMENTI PARTICOLARI sono provvedimenti ad hoc che Banca dItalia emana nei confronti di una banca particolare per una situazione particolare.

Banca dItalia emana atti amministrativi a seguito di PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI. PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Insieme di fasi che portano la P.A. ad emanare un atto amministrativo. Fase INIZIALE pu essere avviato internamente e autonomamente o con sollecitazioni ESTERNE. Fase ISTRUTTORIA P.A. acquisisce gli elementi necessari per deliberare correttamente. Si acquisiscono gli interessi dei soggetti coinvolti nel procedimento amministrativo. Fase DELIBERATIVA la P.A. delibera. Fase FINALE si d PUBBLICITA allatto amministrativo.

Banca dItalia determina e rende previamente pubblici i criteri e i principi di VIGILANZA. Gli ispettore di VIGILANZA verificano che le banche rispettino gli atti amministrativi emanati da Banca dItalia e i principi contenuti nel T.U.B.

Art. 4 comma III relativo al procedimento amministrativo, Banca dItalia stabilisce: I TERMINI entro cui provvedere (es. rilascio autorizzazione) il tempo elemento fondamentale per il mercato bancario. Il RESPONSABILE del procedimento funzionario di Banca dItalia che ha la responsabilit di verificare che tutti gli atti relativi al procedimento siano esistenti. La banca pu chiedere informazione al funzionario, partecipando cosi al procedimento. MOTIVAZIONE di TUTTI GLI ATTI AMMINISTRATIVI. Pubblica i PROVVEDIMENTI aventi CARATTERE GENERALE (Regolamenti e istruzioni di vigilanza).

Art. 5 fornita lindicazione di quelle che sono le FINALITA che le autorit PUBBLICHE del mercato bancario (Banca dItalia, CICR, ministro dellEconomia) devono perseguire e le regole che devono osservare: SANA e PRUDENTE GESTIONE la banca non deve mettere in pericolo la propria liquidit. STABILITA GESTIONALE le banche non devono essere a rischio crisi. EFFICIENZA del MERCATO BANCARIO le autorit creditizie devono sempre verificare che il mercato bancario sia efficiente e quindi ci siano solo soggetti SANI. COMPETITIVITA del SISTEMA FINANZIARIO interviene anche lANTITRUST tutte le situazioni in cui le banche tentano di aggirare lAntitrust.

LAntitrust ha avviato il programma di CLEMENZA cerca collaboratori allinterno di banche che hanno condotte illecite offrendo, per es., IMMUNITA. Il singolo funzionario resta anonimo ed evidenzia le pratiche illecite mentre queste avvengono. LAntitrust infatti deve controllare anche che le altre banche e i clienti non siano danneggiati. STRUMENTI di VIGILANZA: VIGILANZA INFORMATIVA Stabilita dagli articoli 51 e 52. Si avvale delle informazioni ottenute da Banca dItalia dalle banche. Art. 51 le banche inviano segnalazioni periodiche e ogni altra documentazione richiesta obbligatoriamente alla Banca dItalia. Le segnalazioni avvengono mensilmente attraverso il documento informatico chiamato MATRICE dei CONTI, che ha la funzione di rendere disponibili alla situazione OPERATIVA PATRIMONIALE della banca (es. num dei contratti, fondi ecc). Altri documenti possono essere VERBALI del Collegio Superiore o altro. La formazione di questi documenti richiede addetti specializzati ed quindi un costo per le banche. Art. 52 Collegio Sindacale e Societ di Revisione diventano alleati di Banca dItalia. Il COLLEGIO SINDACALE informa senza indugio Banca dItalia di tutti gli atti o i fatti di cui venga a conoscenza e che possano costituire una VIOLAZIONE, ovvero quando verifica lesistenza di atti e fatti che possano concretizzarsi in operazioni scorrette di gestione o violazioni di norme. Il Collegio Sindacale quindi organo ausiliare di Banca dItalia, bench sia interno alle banche. Per la SOCIETA DI REVISIONE DEI CONTI applicato lo stesso meccanismo previsto per il Collegio Sindacale . Il soggetto incaricato della revisione dei conti deve verificare atti o fatti che comportino GRAVI violazioni in materie CREDITIZIE o che mettono a rischio la stabilit della banca o che comportino un giudizio negativo sul bilancio, un giudizio con RILIEVI o lIMPOSSIBILITA del giudizio. La prima SEGNALAZIONE va allUFFICIO di VIGILANZA, che stabilisce la gravit e nel caso di gravit evidente, linformazione viene passata al GOVERNATORE. In casi di estrema gravit, il GOVERNATORE riceve direttamente linformazione e appronta misure di emergenza, anche in caso di IPOTESI di REATO (in seguito deve comunicare alla Procura). VIGILANZA REGOLAMENTARE Rispetto dei REGOLAMENTI. VIGILANZA ISPETTIVA Stabilita dallart. 54. Banca dItalia pu effettuare ISPEZIONI presso le banche o richiedere documentazioni. LISPEZIONE atto di accertamento a cui pu seguire una SANZIONE, e attraverso cui Banca dItalia pone in essere una verifica materiale attraverso 2 FUNZIONARI o pi a seconda della gravit. ISPEZIONI ORDINARIE almeno una ogni 2 anni. ISPEZIONI STRAORDINARIE Atto di accertamento aggiuntivo. Gli ispettori redigono una RELAZIONE, con una parte APERTA diretta alla Banca ispezionata e una parte CHIUSA riservata al GOVERNATORE in cui illustrano le situazioni documentali e fattuali riscontrate allinterno della banca.

STRUMENTI TIPICI DELLE CRISI BANCARIE AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA, LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA, PROVVEDIMENTI STRAORDINARI. Prima del Testo Unico, gli strumenti straordinari contro la crisi erano quelli previsti dal decreto ministeriale del 1974 (DECRETO SINDONA), inizialmente emanato per la Banca Privata Italiana, e poi riutilizzato in altre crisi bancarie. Prevedeva che venisse concesso un anticipo straordinario di 24 mesi con un tasso dell1% a tutte quelle banche che intervenivano con lassunzione delle attivit e passivit di banche in LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA.

Con il Testo Unico Bancario la disciplina delle CRISI BANCARIE mantiene la caratteristica della SPECIALITA, rispetto alle imprese disciplinate dal diritto comune. Sono previsti 3 STRUMENTI tipici delle crisi bancarie: AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA affinch possa essere adottata devono sussistere dei presupposti oggettivi previsti dallart. 70 del T.U.B.: Presenza di GRAVI IRREGOLARITA nellAMMINISTRAZIONE della banca GRAVI VIOLAZIONI delle DISPOSIZIONI LEGISLATIVE o STATUTARIE GRAVI PERDITE PATRIMONIALI Nel momento in cui vengono rilevati uno o pi presupposti oggettivi, a discrezione del Ministro dellEconomia, su proposta di Banca dItalia, la decisione di adottare o no il provvedimento. In caso POSITIVO, il Ministro scioglie gli organi di amministrazione e controllo e effettua la paralisi degli altri organi. Agli organi sciolti e congelati subentrano gli organi della procedura di amministrazione straordinaria: Uno o pi COMMISSARI STRAORDINARI COMITATI di SORVEGLIANZA

A questi organi si applicano i requisiti di ONORABILITA, ma non viene richiesta la PROFESSIONALITA, che si d per assodata e rientra comunque nella discrezionalit del Ministro che sceglie gli organi. La scelta degli organi spetta al Ministro dellEconomia, ma la nomina spetta a Banca dItalia (art. 71), a 15 giorni dal decreto ministeriale. Lavvio della procedura deve essere RISERVATO, nei confronti dei diretti interessati. fondamentale anche la TRASPARENZA e la CHIAREZZA. Lamministrazione straordinaria un procedimento TEMPORANEO che dura 12 mesi dalla data di emanazione del Decreto. Al Ministro dellEconomia concesso di accorciare i tempi o di concedere una proroga di massimo 6 MESI. La Banca dItalia pu disporre la chiusura anticipata della procedura o a sua volta concede re delle proroghe, non superiori a 2 mesi, per la chiusura della procedura. I COMPITI degli ORGANI sono stabiliti dallart. 72: Ai Commissari straordinari sono assegnate funzioni di RECUPERO e RICOGNITIVE, che devono essere sempre svolte nellinteresse dei depositanti. Il Comitato di Sorveglianza sorveglia loperato dei Commissari straordinari e ha funzione CONSULTIVA. Prende anche le funzioni di controllo interno degli organi sciolti. FINALITA degli ORGANI STRAORDINARI il T.U.B. non fissa requisiti per i SOGGETTI. In questo modo le finalit da perseguire, oltre al ripristino della normale attivit, sono sganciate dal Testo Unico. La DIREZIONE e SUPERVISIONE della procedura riservata a Banca dItalia: Ci si evince dal fatto che pu sostituire o revocare gli organi della procedura. Pu esercitare azioni di responsabilit nei confronti degli organi della banca. Pu autorizzare AZIONI CIVILI nei confronti degli organi della banca. Pu approvare il BILANCIO relativo al periodo di amministrazione straordinaria. Pu sospendere i pagamenti misura eccezionale disciplinata dallart. 74, pu essere adottata dai Commissari straordinari e autorizzata solo dalla Banca dItalia. Pu durare al massimo un mese, con proroghe fino a 2 mesi. La banca sospende qualsiasi pagamento per 2 ragioni: Non esce liquidit e la banca pu respirare

Situazione di PAR CONDICIO tra tutti i depositari e creditori

ESITO DELLAMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA: POSITIVO il risanamento della banca ha esito positivo. Gli organi della procedura straordinaria, prima di cessare la loro carica, provvedono a convocare, con lautorizzazione di Banca dItalia, lassemblea per la nomina di nuovi organi, mentre gli organi paralizza ti tornano ad operare. NEGATIVO Impossibilit di tornare alla normalit. Le autorit creditizie in questo caso dispongono la LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA. Agli organi dellamministrazione straordinaria subentrano quelli della liquidazione coatta. Ci pu avvenire in qualsiasi momento dellamministrazione straordinaria.

GESTIONE PROVVISORIA Disciplinata dallart. 16 del D.l. gs 342/99. Si basa sugli stessi presupposti OGGETTIVI dellamministrazione straordinaria. Pu decidere se adottarla solo la Banca dItalia. Se a questi presupposti concorrono elementi di ASSOLUTA URGENZA allora si ricorre alla gestione provvisoria. un provvedimento pi FLESSIBILE in quanto Banca dItalia non tenuta a nominare un proprio funzionario e pu durare al MASSIMO 2 MESI. Gli organi vengono SOSPESI, non sciolti. LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA Adottata qualora ci sia una situazione gravissima e si debba preparare la CHIUSURA. Pu essere disposto per una banca gi in amministrazione straordinaria o anche se non si ancora preso questo provvedimento. Viene emanato dal Ministro dellEconomia su p roposta della Banca dItalia. Con il Decreto avviene la REVOCA dellAUTORIZZAZIONE, la societ bancaria esce dal mercato e cessano le funzioni di tutti gli organi della banca. Art. 83 effetti della liquidazione coatta contemporanei allemanazione del Decreto: SOSPESI I PAGAMENTI di tutte le passivit e di restituzione di beni di terzi. VIETATA OGNI AZIONE che non sia interna alla procedura. Con il DECRETO EUROSIM (1996) viene ELIMINATA la contemporaneit degli effetti della liquidazione coatta. Gli effetti sorgono nel momento di insediamenti degli organi LIQUIDATORI, non nel momento in cui viene emanato il decreto. Ci avviene per far si che vengano salvaguardate tutte le operazioni di pagamento effettuate dal momento dellemanazione del Decreto, come SALVAGUARDIA e TUTELA dei RISPARMIATORI. La nomina degli organi LIQUIDATORI spetta a Banca dItalia: COMMISSARI LIQUIDATORI Hanno la rappresentanza legale della banca e procedono alle operazioni di liquidazione. COMITATO di SORVEGLIANZA Assiste e controlla i commissari.

FASI DELLA LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA: ACCERTAMENTO DEL PASSIVO composta da 2 sottofasi: FASE NECESSARIA gli organi liquidatori accertano il passivo e comunicano agli interessati la mancata ammissione delle loro pretese. FASE EVENTUALE innescata solo se i creditori, ammessi o non ammessi, contestano ci che gli spetta. Ci si pu opporre in via GIUDIZIALE ed entro 15 GIORNI. LIQUIDAZIONE e RIPARTIZIONE DELLATTIVO possono inserirsi 2 momenti:

Esercizio PROVVISORIO delle funzioni autorizzate dalla Banca dItalia per una migliore distribuzione dellATTIVO. CONCORDATO di LIQUIDAZIONE Accordo tra organi liquidatori, creditori e organi della banca su ripartizione dellattivo. Deciso con una delibera dellAssemblea in qualsi asi momento della proceduta e autorizzato da Banca dItalia. Il CONCORDATO giudicato dal tribunale della citt in cui la banca ha sede. Non presente una fase di acquisizione di tutti i pareri, sono esclusi i creditori. PROVVEDIMENTI STRAORDINARI presi da Banca dItalia DIVIETO di INTRAPRENDERE NUOVE OPERAZIONI ORDINE di CHIUSURA di TUTTE LE SUCCURSALI Devono ricorrere gli stessi presupposti oggettivi dellamministrazione straordinaria, ma la gravit minore. Destinatarie sono le Banche Italiane AUTORIZZATE o le SUCCURSALI di banche STRANIERE autorizzate in Italia.

Il REGOLAMENTO il provvedimento principale attraverso cui Banca dItalia esercita la VIGILANZA REGOLAMENTARE. Esso non un semplice atto amministrativo ma un provvedimento che incide sulle posizioni giuridiche e sulla libert imprenditoriale delle banche destinatarie. I regolamenti sono emanati in materia di: ADEGUATEZZA PATRIMONIALE Banca dItalia competente in materia di definizione del patrimonio che la banca deve avere per poter stare sul mercato. Valuta la misura minima in modo DISCREZIONALE, e pu cambiare la valutazione nel tempo sulla quantit del patrimonio che la banca deve avere per esercitare. CONTENIMENTO DEL RISCHIO Banca dItalia stabilisce il grado dei rischi che la banca pu assumersi. RISCHI di CREDITO RISCHIO di CONCENTRAZIONE RISCHIO di MERCATO (sugli investimenti FINANZIARI) PARTECIPAZIONI DETENIBILI Banca dItalia interessata a limitare le partecipazioni, soprattutto nel contesto INDUSTRIALE, che la banca potrebbe non conoscere bene. Essa quindi in grado di limitare la LIBERTA DIMPRESA. ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA E CONTROLLI INTERNI Banca dItalia, per facilitare il CONTROLLO, impone che tutte le banche siano organizzate allo stesso modo. INFORMATIVA DA RENDERE AL PUBBLICO le informazioni devono riguardare punti stabiliti da Banca dItalia.

La VIGILANZA REGOLAMENTARE, per lart. 53, si pu esprimere attraverso alcuni interventi mirati sulla banca. Banca dItalia pu convocare amministratori, sindaci, dirigenti, per esaminare la situazione della banca. La CONVOCAZIONE il primo atto del CONTRADDITTORIO, poich conseguenza del fatto che si venuti a conoscenza di informazioni preoccupanti sulla banca. La Banca dItalia pu ordinare la convocazione dellassemblea dei soci fissandone lORDINE DEL GIORNO e proponendone lassunzione di determinate decisioni. presente un piccolo grado di contraddittorio che il presidente dellassemblea pu instaurare. Comma III Banca dItalia procede alla convocazione degli organi collegiali qualora gli organi della banca non abbiano ottemperato a ci.

Banca dItalia pu infine adottare provvedimenti specifici quando lo ritenga opportuno: RESTRIZIONE DELLATTIVITA giustificata da motivi che Banca dItalia ritiene gravi RESTRIZIONE DELLA STRUTTURA TERRITORIALE o dellAMBITO TERRITORIALE

DIVIETO DI COMPIERE DETERMINATE OPERAZIONE, come la DISTRIBUZIONE degli UTILI In questi casi non esiste pi il CONTRADDITTORIO.

Art.10 T.U.B La raccolta del risparmio e lesercizio del credito costituiscono lattivit bancaria . Essa ha carattere dimpresa. Banca dItalia agisce per la legittimazione che le viene riconosciuta dallarticolo 47 della Costituzione. Art. 10 Comma II Lattivit bancaria riservata alle banche RISERVA di ATTIVITA. La banca esercita attivit bancaria ed ogni altra attivit finanziaria, connessa o strumentale. Pu quindi entrare in concorrenza con gli altri INTERMEDIARI FINANZIARI. Sono attivit CONNESSE tutte quelle attivit bancarie o finanziarie che servono a migliorare il servizio offerto (es. ricerche o studi). Sono attivit STRUMENTALI tutte quelle attivit che mirano ad ampliare il segmento di clienti delle banche (es. Home Banking). Art. 14 T.U.B. Dedicato al rilascio delle AUTORIZZAZIONI. Esistono CONDIZIONI OGGETTIVE di RILASCIO dellautorizzazione. Si distinguono 2 forme di banche: SOCIETA DI CAPITALE S.p.A. a scopo LUCRATIVO, sono caratterizzate da un elevato grado di TRASPARENZA. SOCIETA MUTUALISTICHE

CONDIZIONI di RILASCIO dellAUTORIZZAZIONE: La sede LEGALE, a cui giuridicamente vengono imputate tutte le azioni che la banca commette, deve essere obbligatoriamente sul territorio della REPUBBLICA. Il CAPITALE VERSATO non deve essere inferiore a quello indicato da Banca dItalia Deve essere presentato un PROGRAMMA di INIZIO ATTIVITA, un ATTO COSTITUTIVO da parte dei soci, e uno STATUTO della banca. I titolari di partecipazioni nella banca devono possedere i requisiti di ONORABILITA stabiliti dal Ministro dellEconomia, con Decreto ministeriale 144/98 In base a questo Decreto: Chiunque partecipa in una banca con una quota superiore al 5% non pu esercitare comunque DIRITTO di VOTO se: stato inserito nella PREVENZIONE ANTIMAFIA Se stato condannato con sentenza IRREVOCABILE Se stato condannato con sentenza IRREVOCABILE con pena detentiva in materia bancaria o amministrativa. Devono essere presenti requisiti di PROFESSIONALITA e INDIPENDENZA per i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e controllo e gestione. In base al Decreto 161/98: I requisiti di PROFESSIONALITA sono posseduti quando si ha un curriculum personale che dimostra che si maturata unesperienza pluriennale nel settore bancario o affini (es. universit in ambiente economico o giuridico, imprese, P.A. in ambiti creditizi.) LINDIPENDENZA deve essere da altri POTERI ECONOMICI o da LOBBY ECONOMICHE (es. associazioni di categoria). Non devono sussistere stretti LEGAMI tra la banca e il gruppo di appartenenza che ostacolino la VIGILANZA.

Art. 14 comma II Banca dItalia nega lautorizzazione quando dalla verifica delle precedenti condizioni non risulti garantita la SANA e PRUDENTE GESTIONE. Il Testo Unico Bancario prevede, quindi, che il rilascio dellautorizzazione a stare sul mercato bancario sia condizionato da requisiti OGGETTIVI e NON. Ci attribuisce un ruolo di primo piano a Banca dItalia, che il soggetto a cui la legge consente di limitare in parte la LIBERTA di INIZIATIVA ECONOMICA grazie alla legittimazione dellart. 47 della Costituzione.

CONTRATTI BANCARI
Le relazioni tra banche e clienti sono di solito regolate da documenti cartacei che sono CONTRATTI. Il CONTRATTO un accordo tra due o pi parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridicopatrimoniale. LOGGETTO del contratto lindicazione delle prestazioni. La forma del contratto pu assumere diversa importanza e pu essere scritta, orale o telematica. In genere, per i contratti BANCARI la forma SCRITTA AD SUBSTANTIAM. Deve esserci la volont delle parti. I requisiti del contratto bancario sono particolari, poich essi possono essere: Contratti di ADESIONE la banca stila un contratto da firmare, deciso UNILATERALMENTE, e viene meno la CONTRATTAZIONE. Per il contratto bancario, il fatto che una delle due parti salti la contrattazione e che sia in possesso di pi informazioni dellaltra parte fa s che il legislatore cerchi di ridur re queste distanze con il T.U.B. Contratti di DURATA

Il Testo Unico richiama lart. 1341 del Cod. Civ. relativo alle condizioni generali di contratto e alle clausole poste allinterno del contratto in via UNILATERALE. Esso sono efficaci se al momento della conclusione del contratto laltra parte ne venuta a conoscenza e le ha comprese. Comma II fa riferimento allinserimento nel contratto delle clausole VESSATORIE, clausole che provocano un significativo squilibrio delle prestazioni contrattuali a dann o del cliente (es. vietare il diritto di recesso). Allinterno del contratto sono NULLE. Il legislatore cerca di tutelare lautonomia delle parti e alcune clausole VESSATORIE possono essere accettate dal cliente e se esso le vuole attive allora le deve accettare specificatamente. Art. 115 T.U.B. Cerca di estendere la tutela del cliente ad un aspetto molto particolare, la TRASPARENZA BANCARIA. Le norme sono applicate alle banche e agli intermediari finanziari. Le condizioni contrattuali che precedono la sottoscrizione devono essere PUBBLICIZZATE in ciascuna banca negli spazi pubblici (es. tassi di interesse, prezzi, spese per la comunicazione alla clientela, ogni altra condizione economica relativa alle prestazioni e ai servizi offerti). Il cliente tutelato quando pu confrontare le condizioni contrattuali offerte dalle banche. Art. 116 oggetto di una delibera del CICR del 2003 che disciplina in modo pi dettagliato la trasparenza contrattuale. Le condizioni contenute nellart. 115 devono essere unite in un unico foglio, chiamato AVVISO INFORMATIVO. I documenti che contengono tutte le stesse condizioni esposte nellavviso informativo sono i FOGLI INFORMATIVI, prelevabili e confrontabili dal cliente. Il CICR sottopone a disciplina con lart. 7 gli ANNUNCI PUBBLICITARI. Essi devono specificare la propria natura di messaggio pubblicitario e rendere noto che i FOGLI INFORMATIVI sono a disposizione di tutti. Il cliente non deve pensare che il messaggio pubblicitario sia una proposta di contratto. Lart. 116 integrato dallart. 116bis sulle decisioni di RATING. Tutte le imprese hanno necessit di credito dalle banche. Il processo di ottenimento del credito ha molti momenti di CRITICITA: Richiesta di credito se la banca valuta lazienda sana allora lerogazione avviene. Le banche hanno uffici o collaborano con societ che forniscono un RATING delle imprese.

Art. 116bis Banca dItalia permette alle imprese che hanno fatto richiesta di credito di conoscere i MOTIVI per cui gli viene rifiutato il credito. Di solito la banca utilizza la propria posizione dominante per non dare informazioni a privati o imprese.

Art. 117 mitiga un insieme di comportamenti che le banche a livello contrattuale avevano posto in essere. Prima del T.U.B. le banche facevano riferimento alle NORME BANCARIE UNIFORMI, tutte uguali e quindi negative per il cliente. Nel 1988 le norme bancarie sono state dichiarate ILLEGITTIME dallordinamento COMUNITARIO. Esse insistevano sul fatto che le tipologie di banche erano tutte uguali. Era presente il rinvio agli USI, non conosciuti dalle banche. La Corte Europea e lAntitrust hanno dichiarato quindi illegittime le Norme Bancarie Uniformi che limitavano la concorrenza. Art. 118 I contratti devono essere redatti in forma scritta e un esemplare consegnato al cliente. Nei rapporti tra intermediari finanziari e banche pu prevedere forme diverse, come quella della registrazione al telefono o in via telematica. Se il contratto non rispetta queste condizioni NULLO: NULLITA RELATIVA la mancanza della forma scritta pu essere NULLA solo da parte del cliente. NULLITA AD PROBATIONEM la mancanza della forma scritta viene reclamata solo in sede di CONTENZIOSO.

Sono NULLE e si considerano non apposte le CLAUSOLE che fanno riferimento agli USI, poich sono considerate clausole VESSATORIE. Art. 117 comma V Riguarda lo IUS VARIANDI, il DIRITTO di MODIFICA. La possibilit di variare in senso sfavorevole al cliente il tasso di interesse, il prezzo e ogni altra condizione contrattuale deve essere apposta come clausola specificatamente accettata dal cliente. Se ci sono condizioni OGGETTIVE per cui non pi conveniente la banca pu proporre una MODIFICA delle condizioni contrattuali. Va specificato per iscritto con una NUOVA PROPOSTA, se viene rifiutato dal cliente, esso ha diritto di RECEDERE.

MERCATO FINANZIARIO
SERVIZIO FINANZIARIO o SERVIZIO di INVESTIMENTO Prestazioni che formano oggetto di contratto che gli intermediari finanziari vendono ai clienti la TIPOLOGIA di SERVIZI APERTA, possibile che sia ampliata nel momento in cui vengono offerti nuovi servizi finanziari, perch il MERCATO FINANZIARIO si evolve continuamente. Art. 1 Testo Unico Finanziario D. L. gs 58/98 Comma V per servizi finanziari si intendono: a) Negoziazioni per conto proprio b) Esecuzioni di ordini per conto di clienti c) Sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo, ovvero con assunzione di garanzia. Cbis) Collocamento senza assunzione a fermo e senza garanzia d) e) f) g) Gestione di portafogli dinvestimento Ricezione e trasmissioni di ordini Consulenza in materia dinvestimento Gestione di sistemi multilaterali di negoziazione

I servizi finanziari sono servizi offerti da intermediari per i quali il legislatore ha previsto RISERVE DATTIVITA, solo alcuni soggetti possono vendere servizi finanziari. NEGOZIAZIONI PER CONTO PROPRIO attivit di compravendita di strumenti finanziari per conto proprio. Lintermediario finanziario (DEALER) acquista per conto proprio un determinato portafoglio di titoli e a l cliente vengono offerti i titoli del portafoglio, non quelli ancora sul mercato.

NEGOZIAZIONI PER CONTO TERZI o ESECUZIONI di ORDINI Compravendita di titoli finanziari. Lintermediario finanziario non ha acquistato nulla ma si pone proprio come interm ediario tra il mercato finanziario e il cliente, e si fa pagare per il servizio. SOTTOSCRIZIONE E/O COLLOCAZIONE CON ASSUNZIONE A FERMO, OVVERO CON ASSUNZIONE di GARANZIA, NEI CONFRONTI DELLEMITTENTE Si sostanzia nella vendita di servizi finanziari e vede coinvolti 3 SOGGETTI: Azienda EMITTENTE impresa industriale che decide di quotarsi sul mercato finanziario. Grandi BANCHE dINVESTIMENTO aiutano lazienda a collocarsi sul mercato CLIENTE Quotarsi sul mercato unoperazione rischiosa ma che permet te di ottenere grandi quantit di denaro in caso di riuscita delloperazione. SOTTOSCRIZIONE per la prima volta lazienda emette strumenti finanziari rappresentativi di se stessa COLLOCAMENTO Lazienda gi quotata e cerca di emettere altri titoli sul mercato. Le banche di investimento fungono da intermediario finanziario e curano il procedimento di quotazione e vendita dei titoli sul mercato. Lintermediario valuta le possibilit di successo della quotazione: ASSUNZIONE A FERMO lintermediario acquista i titoli prima delleffettiva quotazione e li propone lui stesso sul mercato. ASSUNZIONE di GARANZIA Acquisizione da parte dellintermediario dei titoli invenduti sul mercato. COLLOCAMENTO SENZA ASSUNZIONE A FERMO O DI GARANZIA lintermediario offre allemittente semplicemente un servizio di INTERMEDIAZIONE tra lemittente e il mercato finanziario. GESTIONE DI PORTAFOGLI DI INVESTIMENTO Portafogli INDIVIDUALI, basata su carattere fiduciario che esiste tra lintermediario e il cliente. Il cliente chiede di gestire i propri fondi ottimizzando le proprie risorse. Il cliente d le DIRETTIVE su come gestire il portafoglio titoli, pu anche decidere di comprare titoli ad alto rischio. Lintermediario VINCOLATO alle indicazioni del cliente ma ha diritto a RECEDERE dal contratto in caso di INDICAZIONI CONTRADDITTORIE o IRRAGIONEVOLI. RICEZIONE E TRASMISSIONE ORDINI servizio che un intermediario finanziario svolge appoggiandosi ad un altro intermediario finanziario, lAGENTE di CAMBIO, il quale trasmette al mercato nel caso non sia in grado di soddisfare la richiesta. SERVIZIO di CONSULENZA Lintermediario vende al cliente una valutazione in merito al portafoglio dinvestimento. Muove grandi ricchezze ed molto richiesto, sop rattutto dalle imprese. La consulenza deve essere calibrata in base alle dimensione dellinvestitore. GESTIONE di SISTEMI MULTILATERALI di NEGOZIAZIONE Sistema in cui si effettua compravendita di azione in cui si trovano molti investitori che, senza agire in un mercato regolamentato, comprano e vendono titoli. Possono essere posti in essere da intermediari finanziari, che creano un circuito di scambio tra pi investitori. Gli scambi in BORSA avvengono tramite lintermediario finanziario, ed essa regol amentata preventivamente dalla legge. La Borsa societ di diritto privato partecipata dagli intermediari finanziari.

Art. 1 comma VI SERVIZI ACCESSORI Attivit connesse ai servizi dinvestimento: CUSTODIA ed AMMINISTRAZIONE di STRUMENTI FINANZIARI SERVIZI CONNESSI ALLEMISSIONE E/O COLLOCAMENTE DI NUOVI STRUMENTI FINANZIARI (es. roadshow) RICERCA IN MATERIA DINVESTIMENTO

Per la vendita di servizi dinvestimento lintermediario deve chiedere unautorizzazione alla CONSOB, lorganismo amministrativo che controlla gli intermediari FINANZIARI. Per i servizi ACCESSORI non prevista alcuna autorizzazione. Art. 18 e 18bis Definiscono quali sono i soggetti che operano nel mercato finanziario come intermediari finanziari. Secondo lart. 18 esiste una RISERVA di ATTIVITA a favore di 2 soggetti: INTERMEDIARIO FINANZIARIO Imprese dinvestimento BANCHE SOCIETA di GESTIONE DEL RISPARMIO SOCIETA di INVESTIMENTO A CAPITALE VARIABILE Le ultime 2 erogano il servizio di GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO. Tanti piccoli investitori pagano una quota alle societ che trattano collettivamente il portafoglio, ma essi non hanno diritto di decisione, che spetta alle societ.

Art. 19 disciplina la richiesta da parte dellintermediario finanziario di AUTORIZZAZIONE alla CONSOB. Lautorizzazione non generale, ma legata ad ogni singolo servizio di INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA per il quale si richiede lautorizzazione. CONSOB valuta gli intermediari finanziari e il loro modo di agire, che CORRETTO se non mette in pericolo linvestitore e PREDATORIO se mette in pericolo linvestitore. Il legislatore solo dal 1998 riconosce la funzione SOCIALE del mercato finanziario. Linteresse del legislatore che il mercato finanziario sia STABILE. CONSOB autorizza entro 6 mesi dalle richieste di EROGAZIONE di SERVIZI di INVESTIMENTO le SOCIETA di INVESTIMENTO. Le banche rimangono sempre autorizzate da Banca dItalia. REQUISITI OGGETTIVI PER LAUTORIZZAZIONE DA PARTE di CONSOB: Adottata la forma di S.p.A. La denominazione deve contenere la parola S.I.M. Sede legale e direzione generale allinterno del paese. Capitale sociale non inferiore a quello stabilito da Banca dItalia o CONSOB Presentazione di uno Statuto, un atto costitutivo e un programma di inizio attivit Ai soci sono richiesti i REQUISITI di ONORABILITA.

La S.I.M. pu far parte di un gruppo finanziario, e lultima nata deve essere autorizzata. CONSOB autorizza s olo se possibile RISALIRE alla capogruppo dalla societ ultima nata, per non ostacolare la VIGILANZA. Se tutte queste richieste sono soddisfatte la CONSOB dovrebbe rilasciare lautorizzazione. Ma questa viene negata quando dalla verifica dei requisiti non risulta garantita la SANA e PRUDENTE GESTIONE. Questo un esercizio di un potere DISCREZIONALE da parte dellorgano PUBBLICO di VIGILANZA, che decide se si pu esercitare o no un servizio finanziario. Lintermediario finanziario un soggetto di diritto privato che sta sul mercato secondo regole di diritto privato, stipulando contratti basati sul diritto privato e non viene regolamentato dalla COSTITUZIONE art. 47. Il legislatore stabilisce che nonostante lintermediario finanziario faccia parte comple tamente del DIRITTO PRIVATO, debba essere regolamentato da un organo di vigilanza PUBBLICO, che decide se possibile o no per lintermediario finanziario operare sul mercato.

Art. 21 regolamenta il momento in cui lintermediario finanziario vende un servizio al cliente. Il cliente pi DEBOLE PRE-CONTRATTUALMENTE e CONTRATTUALMENTE. Di solito, il cliente al DETTAGLIO, non possiede informazioni ed esperienza dellintermediario finanziario. 2 TUTELE NEI CONFRONTI di QUESTO CLIENTE AL DETTAGLIO: TUTELA PRE-CONTRATTUALE preventiva, si sostanzia nella messa a disposizione al cliente al dettaglio di informazioni tale che il cliente sia adeguatamente informato sul contratto che sta per formare e possa decidere consapevolmente. + TUTELA CONTRATTUALE Stabilita dai punti dellart. 21.

LIntermediario finanziario pu vendere anche a INVESTITORI PROFESSIONALI, che hanno le stesse informazioni dellintermediario, in quanto sono altri intermediari finanziari. CLIENTI PROFESSIONALI A DOMANDA Essi posseggono per propria formazione personale informazioni ed esperienza tali da poter chiedere allintermediario finanziario di essere trattati come una banca. Cessa, in questo caso, ogni tipo di tutela riservata al cliente al dettaglio. Intermediario finanziario deve rispettare alcuni principi nei rapporti di vendita con i clienti: A) Gli investitori finanziari devono comportarsi con CORRETTEZZA, TRASPARENZA e con DILIGENZA per garantire il servizio migliore al cliente e lintegrit del mercato. DILIGENZA significa che lintermediario deve garantire al cliente che agir secondo i principi di BEST EXECUTION. Lintermediario ha quindi in carico unobbligazione. Intermediario deve essere TRASPARENTE prima che il cliente firmi deve rendere evidenti le informazioni RILEVANTI per linvestitore. Lintermediario deve fornire tutte le informazioni su se stesso. La CONSOB impone la stessa trasparenza in capo al cliente. D. L. gs 168/2007 impone allintermediario di conoscere il cliente, che deve indicare la propria condizione di RISCHIO, per far s che lintermediario offra il pi adeguato servizio al cliente. B) Acquisire le informazioni necessarie dal cliente ed operare in modo che i clienti siano sempre informati. Ladeguata informazione avviene prima della sottoscrizione del contratto e durante la prestazione (RENDICONTO FINANZIARIO sullINVESTIMENTO). presente lobbligo dinformazione anche durante la fase POST-CONTRATTUALE. C) Lintermediario deve utilizzare COMUNICAZIONI PUBBLICITARIE chiare, corrette e non fuorvianti. Il messaggio pubblicitario deve essere facilmente riconoscibile dal cliente al dettaglio che deve individuare il messaggio e laspetto enfatizzato dalla pubblicit. Deve essere evidenziato il fatto che si tratta di una PUBBLICITA. Nellinvito pubblicitario, infatti, viene enfatizzato un aspetto del contratto che in realt potrebbe essere meno INNOVATIVO. D) Lintermediario finanziario deve disporre di procedure e risorse anche di controllo interno, idonee ad assicurare lefficienza dei servizi e delle attivit dinvestimento. Questa disposizione mira ad obbligare lintermediario a predisporre delle procedure organizzative interne per ridurre al minimo i CONFLITTI DINTERESSE. Lintermediario deve esplicitare POSIZIONI di POTENZIALI CONFLITTO DINTERESSE. Art. 22 Introduce il principio di SEPARAZIONE PATRIMONIALE, in virt del quale ogni intermediario finanziario che si trova a detenere titoli o denaro di clienti, non pu diventarne proprietario ma deve solo detenere questo denaro o strumenti finanziari, separandolo dal proprio patrimonio e dal patrimonio degli altri clienti. In caso di FALLIMENTO, i creditori dellintermediario non possono toccare il patrimonio dei clienti. Possono esperire azioni solo sul patrimonio dellintermediario. Allo stesso modo, i creditori di un investitore/cliente non possono rivalersi sul patrimonio dellintermediario o degli altri clienti. Questo principio tutela linvestitore che entra in contatto con linvestitore. Art. 23 I contratti relativi alla prestazione di servizi di investimento sono redatti per ISCRITTO ed una copia consegnata al CLIENTI (DOPPIO ORIGINALE). La forma SCRITTA AD SUBSTANTIAM, ovvero senza forma scritta il CONTRATTO NULLO.

Art. 23 comma II NULLA ogni pattuizione che rinvii agli USI. Art. 23 comma III La NULLITA del contratto NULLITA RELATIVA, solo il cliente pu chiedere che il contratto sia nullo. Art. 24 comma I al servizio di GESTIONE di PORTAFOGLI DINVESTIMENTO si applicano le seguenti regole: Il cliente dice allintermediario come agire. Il cliente pu costringere lintermediario ad un determinato comportamento.

DOMINUS delle operazioni quindi il CLIENTE. Lintermediario pu recedere dal contratto solo in caso di IRRAGIONEVOLEZZA delle istruzioni. Art. 24 comma II Il CLIENTE pu recedere dal contratto di gestione di portafogli dinvestimento in qualsiasi momento. Il cliente deve fare ATTENZIONE nei confronti dellintermediario, soprattutto in caso di OFFERTE FUOR I SEDE, ovvero quando lintermediario ha rapporti con il cliente al fine di stipulare contratti di investimento al di fuori della sede dellintermediario. Art. 30 per OFFERTA FUORI SEDE si intende la promozione e il collocamento presso il pubblico di strumenti finanziari, di servizi dinvestimento in un LUOGO DIVERSO dalle sede dellintermediario. Art. 30 comma III LOFFERTA FUORI SEDE pu essere posta in essere dagli intermediari autorizzati che per si devono avvalere di persone fisiche chiamati PROMOTORI FINANZIARI, agenti che hanno il compito di incrementare le vendite di servizi finanziari per lintermediario. Il PROMOTORE FINANZIARIO non cercato dal cliente ma lui che cerca il cliente. In questi casi il clienti spesso IMPREPARATO a comprendere lofferta. Art. 30 comma VI disposto che lefficacia dei contratti di vendita di strumenti finanziari o di gestione di portafogli conclusi fuori sede sospesa per la durata di 7 giorni che decorrono dal momento della sottoscrizione. In questo caso, il LEGISLATORE regola i contratti conclusi dal PROMOTORE imponendo una SOSPENSIONE per 7 giorni dellEFFICACIA CONTRATTUALE. Il cliente pu non aver avuto il tempo di riflettere su ci che ha firmato. Nei 7 giorni di tempo pu: CONFERMARE la volont di firmare il contratto. UTILIZZARE il DIRITTO di RECESSO dalla prestazione contrattuale il legislatore riconosce lo IUS PENITENDI (il diritto di pentirsi). Esistono 2 modi di esercitare il RECESSO: RECESSO ONEROSO RECESSO GRATUITO Entro i 7 giorni, linvestitore pu comunicare il proprio recesso senza spese n corrispettivo al promotore. Il diritto di recesso deve essere indicato nel formulario del contratto. Art. 30 comma VII In caso di OMISSIONE del diritto di RECESSO dal formulario del contratto esso NULLO (NULLITA RELATIVA).

GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO (ART. 33 e seguenti del T.U.F.)


Il servizio di G.C.R. si concretizza nella promozione, nella istituzione e nella gestione di fondi comuni di investimento. FONDO COMUNE DINVESTIMENTO un patrimonio diviso in quote gestito in MONTE. Permettono ai grandi investitori di diversificare il loro portafoglio. una massa di denaro di cui gli investitori possono prendere una quota. gestita in monte, secondo indicazioni COLLETTIVE che la societ di gestione decide di applicare. Linvestitore ha solo il diritto di COMPRAVENDITA della quota. Pu essere istituito da soli 2 tipi di intermediari: SOCIETA di GESTIONE DEL RISPARMIO SOCIETA di INVESTIMENTO A CAPITALE VARIABILE.

Art. 34 le societ di gestione del risparmio sono autorizzate da Banca dItalia, sentita la CONSOB, quando ricorrono le seguenti condizioni OGGETTIVE: La S.G.R. deve assumere la forma di S.p.A. La sede legale e la direzione delle S.G.R. deve essere allinterno del territorio della REPUBBLICA. Le S.G.R. devono contenere nella loro denominazione SOCIETA di GESTIONE DEL RISPARMIO. Pi tutte le altre condizioni richieste agli INTERMEDIARI FINANZIARI.

Le S.G.R. sono controllate da Banca dItalia poich gestiscono masse ENORMI di DENARO. imposto alla S.G.R. di depositare i soldi del fondo allinterno di una banca, la BANCA DEPOSITARIA, che ha funzione di GARANZIA e periodicamente aggiorna il valore della quota del singolo investitore. La grande massa di denaro viene quindi convogliata allinterno di una banca e viene ulteriormente definito dal legislatore il rapporto che linvestitore pone in essere con le S.G.R. Art. 36 comma II il rapporto di partecipazione al fondo comune disciplinato dal REGOLAMENTO, il cui contenuto MINIMO determinato da Banca dItalia. Il regolamento determina e limita la libert contrattuale delle S.G.R. e degli investitori. quindi il CONTRATTO che disciplina i rapporti tra S.G.R. e investitori. Esistono CLASSIFICAZIONI di FONDI COMUNI dinvestimento: FONDI APERTI linvestitore pu in qualsiasi momento entrare ed uscire sono LIQUIDI, il fondo deve poter liquidare in qualsiasi momento la quota del cliente. FONDI CHIUSI entrata ed uscita sono stabilite solo a determinate scadenze sono fondi POCO LIQUIDI, solitamente investono sul mercato immobiliare.

Il TESTO UNICO FINANZIARIO ha posto RISERVA DATTIVITA a favore delle S.G.R. e delle S.C.V. per la costituzione, la promozione e la gestione di fondi comuni dinvestimento. Art. 38 Accanto al GESTORE del fondo, deve sempre esserci una BANCA DEPOSITARIA, che detiene materialmente il denaro degli investitori (FUNZIONE di CUSTODIA e DEPOSITO), accerta la LEGITTIMITA delle operazioni di rimborso e di emissione e la correttezza del calcolo del valore delle quote (FUNZIONE di CONTROLLO). I rapporti tra S.G.R. e la banca DEPOSITARIA sono stabiliti in una CONVENZIONE, atto di diritto PRIVATO tra 2 soggetti che trovano un accordo tra loro. Possono essere banche DEPOSITARIE solo quelle banche che hanno un PATRIMONIO di VIGILANZA molto alto, pari o superiore a 100 milioni di euro. Il rapporto tra banca DEPOSITARIA e investitore INDIRETTO, e la banca interviene A LATERE tra S.G.R. e investitore.

Il rapporto tra S.G.R. e INVESTITORE di tipo CONTRATTUALE, un CONTRATTO DINVESTIMENTO, che il REGOLAMENTO, preventivamente approvato da Banca dItalia, che deve verificare se il gestore approfitta della sua posizione dominante. Art. 39 comma II Il REGOLAMENTO definisce le caratteristiche del fondo e stabilisce: La denominazione e la durata del fondo Le MODALITA di PARTECIPAZIONE al fondo, le modalit di RIMBORSO e su quali investimenti. Gli ORGANI competenti per la scelta di investimenti e dei criteri di ripartizione degli stessi Il tipi dei beni in cui possibile investire il patrimonio.

DIRITTI DELLINVESTITORE: Ritiro dellinvestimento NO diritti ad influire sulla gestione dellinvestimento NO diritto di rappresentanza assembleare DIRITTI DOCUMENTALI, ovvero diritto ad avere INFORMAZIONI tramite il RENDICONTO FINANZIARIO dellinvestimento e il bilancio e la relazione sulla gestione della S.G.R.

TIPOLOGIE di FONDI definite dal DECRETO ministeriale 228: FONDO COMUNE APERTO che investe in AZIONI FONDO COMUNE APERTO BILANCIATO, investe per massima parte in azioni ma anche in obbligazioni. FONDO COMUNE APERTO FLESSIBILE, consente allinvestitore di cambiare strategia dinvestimento. Il RIMBORSO della QUOTA deve avvenire entro 15 giorni. FONDO COMUNE CHIUSO, chiamato anche INVESTITORE ISTITUZIONALE DELLE IMPRESE. Rappresentano il principale gestore dei VENTURE CAPITAL. Si affiancano al piccolo-medio imprenditore per sostituirsi in futuro nella gestione dellimpresa, quando avr esaurito le banche e non potr quotarsi.

Art. 15 Altre tipologie di FONDI: FONDI COMUNI RISERVATI Sottratti alla vigilanza di Banca dItalia, sono riservati ad investitori QUALIFICATI (altre S.G.R., SICAV, Assicurazioni, Banche), categorie di investitori che hanno notevole esperienza sul mercato finanziario e possono accedere senza problemi a investimenti RISCHIOSI. Art. 15bis FONDI GARANTITI Le S.G.R. possono istituire fondi che garantiscano la restituzione del capitale versato, ovvero il riconoscimento di un rendimento minimo. Le S.G.R. stringono una CONVENZIONE con le ASSICURAZIONI. Art. 16 FONDI SPECULATIVI (HEDGE FUND) Fondi sottratti alla VIGILANZA di Banca dItalia, possono essere offerti a TUTTO il pubblico ma: I partecipanti al fondo non devono essere pi di 200. Limporto minimo della quota iniziale non pu essere inferiore a 500mila -1milione di euro.

La CONSOB competente a vigilare sul mercato finanziario la TRASPARENZA degli intermediari FINANZIARI. Banca dItalia vigila sulla STABILITA del mercato finanziario, attraverso vigilanza REGOLAMENTARE, ISPETTIVA e INFORMATIVA. Sul mercato ASSICURATIVO vigila lISVAP, organismo istituito per gestire il mondo delle ASSICURAZIONI PRIVATE, istituito nel 1982. Inizio 2000 CODICE DELLE ASSICURAZIONI TESTO UNICO ASSICURATIVO

sono racchiuse tutte le norme del Settore assicurativo LASSICURAZIONE unoperazione economica nata dalla preoccupazione dellinsorgere di BISOGNI FUTURI. Il bisogno rappresenta la necessit di avere a disposizione i mezzi economici che possono soddisfare bisogni fisici e psicologici delluomo. Il BISOGNO FUTURO rappresenta il RISCHIO chi soggetto al RISCHIO pu premunirsi accantonando somme di denaro con cui far fronte al verificarsi dellevento. Non sempre il rischio legato agli oggetti, ma anche a un evento che possa riguardare la vita umana. Attraverso lASSICURAZIONE si trasferisce il rischio dallassicurato allassicuratore, il quale si impegna a versare una somma di denaro, INDENNITA, nel caso in cui si verifichi levento, il SINISTRO. Il PREMIO ASSICURATIVO calcolato in modo tale che venga realizzata una sorta di PROVVISTA. STRUMENTO di COMPENSAZIONE DEL RISCHIO Calcolo delle probabilit di quante volte un determinato rischio potr avvenire allinterno di una collettivit si pu prevedere il COSTO in media che si dovr sostenere per risarcire i danni prodotti e possono essere quindi accumulati i capitali necessari al RISARCIMENTO. Ci comporta la trasformazione di un rischio INDIVIDUALE in un rischio COLLETTIVO, mediante ASSOCIAZIONE dei soggetti esposti al rischio al fine di ripartire tra tutti i danni che si verificheranno ASSICURAZIONE MUTUA ASSICURAZIONE PREMIO Trasferimento del rischio ad un soggetto terzo che si incarica professionalmente di RISCHI. Limpresa ASSICURATIVA soggetta ad AUTORIZZAZIONE dallISVAP REQUISITI PER LAUTORIZZAZIONE: Sede legale nella Repubblica Denominazione di S.p.A. o Societ Cooperativa o Societ Europea. Presentazione di un programma di INIZIO ATTIVITA Capitale minimo determinato dallautorit di VIGILANZA (ISVAP).

LISVAP pu revocare lautorizzazione se vengono meno i requisiti o se sono presenti GRAVI VIOLAZIONI, anche solo ad alcuni rami dellimpresa.