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SYRIA GARGIULO

LETTERATURA TEDESCA III – APPUNTI


La Rivoluzione francese ha coinvolto un po’ tutti gli intellettuali/scrittori dell’epoca, tra cui anche alcuni
legati al secolo precedente. L’800 viene definito il “secolo lungo”, perché copre il periodo che va dal 1789 al
1914. Nel ventennio che va dal 1792 fino al 1815 la Francia combatté una serie praticamente ininterrotta di
guerre. I Paesi europei infatti, terrorizzati dalla circolazione di idee nuove e rivoluzionarie, dall'abolizione
dell'Ancién Régime e dall'avvento di Napoleone, divenuto prima Console (9 Novembre 1799, Colpo di Stato
del 18 Brumaio) e poi Imperatore (2 Dicembre 1804), si riunirono in sette Coalizioni Antifrancesi per
ricostituire l'antico ordine in Francia.
Per quanto riguarda le guerre del periodo successivo al 1804, si può sostituire il termine antifrancese con
antinapoleonico, in quanto le ultime cinque Coalizioni assunsero quasi sempre il carattere di vere e proprie
"crociate" contro il pericoloso "avventuriero corso". Coalizioni:

1. 1792-1797: La I Coalizione si formò nel 1792, dopo l'inizio delle Guerre Rivoluzionarie, dall'alleanza
di Austria e Prussia; formalmente tuttavia, essa nacque nel 1793 quando, dopo l'uccisione di Luigi
XVI, si unirono all'iniziale alleanza anche la Gran Bretagna, le Province Unite d'Olanda, la Spagna, il
Portogallo, il Regno di Napoli e il Regno di Sardegna, insieme a vari altri staterelli della penisola
italiana. La Prussia, la Spagna e il Portogallo uscirono dalla coalizione nel 1795, gli stati italiani,
compresi Napoli e la Sardegna, ne uscirono nel 1796; la I Coalizione tuttavia si sciolse solo nel 1797,
dopo la sconfitta dell'Austria e il Trattato di Campoformio (cessione di Venezia con i suoi domini). La
Gran Bretagna rimase invece in guerra con la Repubblica Francese. Coinvolge anche Goethe (che
assiste alla guerra) e Kleist (che come militare prussiano partecipa al recupero di Magonza).
2. 1799-1803: La II Coalizione si formò nel 1798, all'indomani dello sbarco di Napoleone in Egitto;
sostenuta dalla Gran Bretagna, vi aderirono l'Impero Ottomano, la Russia, l'Austria, il Regno di
Napoli e lo Stato Pontificio. Nel febbraio del 1801, gli austriaci firmarono il Trattato di Lunéville,
accettando il controllo della Francia sul fiume Reno, sulle repubbliche "sorelle" o "giacobine" in Italia
e sulla Repubblica Batava (Olanda). Nel 1802 infine, anche l'Inghilterra, determinando il definitivo
scioglimento della Coalizione, firmò una pace con la Repubblica Francese, il Trattato di Amiens
(viene riconosciuta la legittimità della Repubblica Francese dalla Gran Bretagna).
3. 1804-1805: La III Coalizione nacque nel 1804, quando la Francia rispose con una dichiarazione di
guerra ad un ultimatum lanciatole dall'Inghilterra. La Gran Bretagna allora, conscia di non poter
minacciare la Repubblica (che il 2 dicembre dello stesso anno diverrà Impero) se non per via
marittima, ricercò subito, per via diplomatica, l'appoggio delle altre potenze europee riuscendo ad
allearsi, all'inizio del 1805, con l'Impero Russo e con l'Impero Austriaco; poco dopo aderirono alla
Coalizione anche il Regno di Sicilia e la Svezia. L'abilità del Ministro degli Esteri francese Talleyrand
riuscì a garantire la neutralità del Regno di Prussia e a conquistare l'alleanza con la Spagna.
La Coalizione si sciolse all'indomani del 26 dicembre 1805, giorno in cui Francia ed Austria firmavano
la Pace di Presburgo. La guerra con la Russia e la Gran Bretagna tuttavia continuò permettendo la
formazione di una nuova coalizione nel 1806.
4. 1806-1807: La IV Coalizione si formò nel 1806, pochi mesi dopo lo scioglimento della III Coalizione, e
vide tra le sue fila molti stati che erano già in conflitto con la Francia, come la Gran Bretagna e la
Russia. Nel 1806 aderirono alla nuova alleanza anche la Svezia e la Prussia, quest'ultima spaventata
dall'influenza francese sugli stati tedeschi del non più esistente Sacro Romano Impero, abolito da
Napoleone e sostituito dalla Confederazione del Reno nello stesso anno.
La Prussia uscì dalla Coalizione sconfitta e firmò una pace separata alla fine del 1806, i Patti di
Berlino; la Russia fu invece piegata nel 1807 e firmò il Trattato di Tilsit con cui cessava
definitivamente di esistere la IV Coalizione.
5. 1807-1809: Dopo l'invasione della Spagna e del Portogallo da parte di Napoleone e il successivo
scoppio della Guerra di Indipendenza Spagnola (1807-1808), nacque in Europa una nuova alleanza
antifrancese, formata da Gran Bretagna, Portogallo e la fazione spagnola antifrancese (la Spagna,
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dopo lo scoppio della guerra civile era infatti divisa tra antifrancesi e filofrancesi).
Solo nel 1809 tuttavia, questa alleanza prese il nome di V Coalizione, ampliandosi con l'ingresso
dell'Austria e aprendo un nuovo fronte di guerra continentale con la Francia.
La campagna sul fronte orientale si concluse con un'ennesima sconfitta dell'Austria, che cessò le
ostilità con il Trattato di Schönbrunn del 1809 e decretò la fine della V Coalizione stessa; quella sul
fronte orientale invece si protrasse ancora per diversi anni, concludendosi solo dopo la vittoria della
VI Coalizione su Napoleone.
6. 1811-1814: La VI Coalizione nacque, di fatto, nel 1811, quando la Russia, uscita dall'orbita Francese,
si alleò con la Gran Bretagna, rifiutando di rispettare il Blocco Continentale imposto da Napoleone
nei confronti di quest'ultima; tuttavia questo nuovo fronte antinapoleonico fu formalizzato
solamente dopo la disastrosa campagna di Russia, tra il 1812 e il 1813, quando, vedendo in questa
sconfitta una possibilità per eliminare per sempre l'Imperatore dei Francesi, la maggior parte degli
Stati Europei, compresi quelli che fino a pochi giorni prima orbitavano intorno all'Impero Francese, si
affiancò all'alleanza anglo-russa; l'Austria, la Prussia, la Svezia, il Regno di Napoli, la Spagna e il
Portogallo (gli ultimi due in guerra con la Francia dal 1808), la Confederazione del Reno si unirono e
attaccarono la Francia. Napoleone fu così sconfitto e costretto ad abdicare, accettando l'esilio
all'Isola d'Elba.
7. 1815: La VII Coalizione si formò dopo il ritorno in Francia di Napoleone, fuggito dall'Isola d'Elba nel
1815. Dichiarato fuorilegge dal Congresso di Vienna, che aveva il compito di restaurare in Europa
l'antico Regime, Napoleone si trovò di fronte una nuova alleanza, che segnò l'ultimo capitolo della
sua storia; infatti, dopo la sua definitiva sconfitta a Waterloo, egli fu esiliato all'isola di Sant'Elena,
nell'Oceano Atlantico, dove morì. Della VII Coalizione fecero parte quasi tutti gli stati d'Europa: Gran
Bretagna, Russia, Prussia, Austria, Svezia, Spagna, Portogallo, Olanda e Belgio, Stati tedeschi e Stati
Italiani.

CONSEGUENZE: secolarizzazione; crollo dell’organizzazione statale; l’Austria assume il ruolo di potenza


guida; vi è una ricostruzione con interessi da parte della Francia; la Prussia viene sconfitta e vi è una
modernizzazione di quest’ultima che nel tempo ha mantenuto alcuni principi francesi.

CONGRESSO DI VIENNA
Il Congresso di Vienna fu un fenomeno che andò a decidere il riassetto dell’Europa post – rivoluzionaria
tentando di andare a restaurare l’antico regime. Si protrasse per un lungo periodo, ovvero un anno, dal 18
settembre del 1814 fino a giugno del 1815. Vi parteciparono più di 200 stati (tutti con interessi differenti); il
ruolo più importante, ovviamente, lo assunsero gli stati maggiori (Austria, Prussia, Inghilterra, Irlanda e
Russia) che andarono a finanziare le varie campagne. Parteciparono anche stati più piccoli come la Spagna,
la Svizzera, il Portogallo; uno stato minuscolo molto importante, Il Vaticano (sede papale); e una serie di
stati di lingua tedesca e alcune città autonome come Wurttemberg, Bavaria, Amburgo, Brema ecc..;
partecipò anche l’Italia.

La Prussia fu rappresentata da un intellettuale di spicco, scelto dal sovrano, Wilhelm Von Humboldt
(creatore, fondatore dell’università di Berlino). Il congresso fu interrotto frequentemente perché gli
intellettuali dovevano poi riportare i fatti ai loro sovrani e consultarli. Ciò portava al compimento di lunghi
viaggi e quindi anche alla non voluta creazione di “tempi vuoti” che venivano colmanti con eventi mondani;
tant’è che il Congresso di Vienna viene anche definito “Congresso danzante”. Un’altra caratteristica del
Congresso furono le difficili trattative a causa degli interessi dei piccoli stati; ma questo è niente in
confronto al problema creato dalla rivalità tra Austria e Prussia; I due stati si contendevano i territori
tedeschi. Non si arrivò a una conclusione per quanto riguarda tale situazione, ma solo a un debole
compromesso: il Deutscher Bund (confederazione germanica).
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Il Deutscher Bund era una debole alleanza che andava a coinvolgere circa 39 stati sovrani e città, con un
congresso permanente di rappresentanti, il “Bundestag”, quale unico organo costituzionale comune,
presieduto dall’imperatore austriaco, ma con una ripartizione di voto che impediva a Prussia e Austria di
raggiungere la maggioranza a scapito degli altri Stati. Il Deutscher Bund collassò quando Prussia e Austria
entrarono in guerra nel 1866 (Tutti gli altri stati costituenti divennero parte dell’impero tedesco nel 1871,
eccetto impero austriaco, Liechtenstein, Lussemburgo e Limburgo).

[Dopo svariati anni, Bismark riuscì a riunire la Santa Alleanza (creata nel 1815) dopo l’unificazione della
Germania nel 1871.]

Non ci fu una vera e propria Restaurazione; non si riuscì a cancellare la secolarizzazione. Venne confermato
il raggruppamento di stati istituito da Napoleone, la Confederazione del Reno (Rheinbund). Le prime crepe
vennero fuori velocemente:

1. Segnali di malessere da parte dei Prussiani.


2. Nascita di un movimento nazionale (inizialmente poco delineato) che voleva arrivare
all’unificazione. I primi nuclei di questo movimento furono delle organizzazioni studentesche, tra
cui il Burchenschaft che nel 1817 organizzò il primo raduno, all’interno della quale si chiedeva una
Germania unita e libera e venivano bruciati i libri di scrittori considerati reazionari perché
antinazionali. Tale movimento fu il primo ad utilizzare i colori Nero-Rosso-Oro che andavano a
richiamare le divise di coloro che avevano combattuto contro Napoleone.

Nel 1819 fu reinserita la censura e inizieranno ad essere perseguitati i demagoghi (Karlsbader Beschlusse);
la censura fu applicata a testi letterati e giornalistici; alcuni autori furono perseguitati e altri fuggirono in
esilio.

Vi furono degli sviluppi derivanti dal congresso di Vienna: In Prussia non vennero abolite le varie istituzioni
francesi, in quanto la popolazione o comunque lo stato si rese conto della loro utilità. Si iniziò a pensare a
delle riforme che avrebbero potuto garantire la funzionalità statale. Tali riforme furono portate avanti da
due intellettuali: Von Stein e Von Hardenberg. I cambiamenti più rilevanti che porteranno alla
trasformazione moderno saranno:

1. Posizione individuo: si passa da suddito a cittadino; il cittadino ottiene diverse diversi libertà, tra
cui: la libera circolazione e la libertà di matrimonio.
2. Fu modernizzato l’apparato burocratico (vennero definite le competenze del ministero e i compiti
delle cancellerie); vennero impiegati i sindaci anche a livello comunale per diminuire il potere dei
feudatari.
3. Con lo sviluppo dell’individualismo si arrivò alla nascita dell’impiegato tedesco, der Beamte, colui
che ha un ufficio statale. Abbiamo uno statuto giuridico particolare e privilegiato ma con
determinati obblighi da parte loro, come ad esempio il divieto di sciopero in modo che venisse
garantita la loro fedeltà al potere politico.
4. Venne abolita la servitù della gleba in maniera formale, in quanto a livello pratico questa avvenne
molto dopo.
5. Riforma scolastica: ispirata a Pestalozzi, ci si sofferma sul Bildung (una formazione umanistica
dell’individuo); vennero fondati i licei classici, venne introdotto l’esame statale; iniziarono ad essere
formati gli insegnanti e ad essere distinte le varie materie; Oltre quella scolastica vi fu anche la
riforma universitaria con le arti che occuparono un posto fondamentale nella società; l'università
fondata nel 1810 ebbe come primo rettore Fichte che resse un'istituzione da 250 studenti e un
corpo docenti con 3 insegnanti di teologia, 3 di giurisprudenza, 6 di medicina e 12 di filosofia.
6. Riforma militare: si necessitava più amore per la patria; Obbligo di leva e vennero aperti i ranghi
ufficiali anche ai borghesi.
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Aumentarono le libertà personali; In seguito alle innovazioni scientifiche e chimiche vi fu una sorta di
reazione da parte dei conservatori; i quali soffermavano i loro pensieri su un giornale in particolare,
pubblicato da Kleist, ovvero Berliner Lätter Abend (fogli della sera di Berlino), all’interno della quale si
rifletteva sulla letteratura, e in più nacque un'associazione che cercava di mantenere le tradizioni, chiamata
Christlisch – Deutsche Tischgesellschaft che si basava su due valori: L’essere cristiano e l’Essere tedesco. Da
queste associazioni, ovviamente, venivano esclusi studenti, ebrei, donne.
AUSTRIA E SVIZZERA DOPO LA RIVOLUZIONE
L’Austria uscì ridimensionata dal periodo napoleonico, perché appunto perse alcuni territori, come Venezia.
Tuttavia, si rifà al congresso di Vienna, ottenendo alcuni territori come Milano e diventando la colonna
portante della Santa alleanza. Uno dei personaggi che emerse in questo periodo fu il cancelliere austriaco
Klemens Von Metternich (1773-1859), che nel 1819 si soffermò sulla censura e spinse i diversi stati ad
utilizzarla. All’epoca l’impero austriaco era determinato da una struttura composita e complessa, all’interno
della quale troviamo diversi stati: Ungheria, paesi balcanici (Repubblica Ceca, Slovenia, Serbia, Slovacchia e
stati dell’ex Jugoslavia). Il nucleo centrale era la burocrazia e l’esercito (in cui si parlava tedesco), che
regolava l’accesso alle strutture statali dei vari individui.
[precedentemente, Joseph II, nel 1700, avviò alcune riforme: Riformazione giuridica (voleva uniformare i
codici giuridici dei diversi stati; nel 1781, aveva provveduto ad accettare la tolleranza nei confronti dei
protestanti; e nel 1782, anche quella nei confronti degli ebrei; nel 1808, venne introdotto l’obbligo di leva;
nel 1811, venne introdotto il codice generale borghese (allgemenines Bürgeliches Gesetzbuch)]
In Svizzera la situazione fu diversa, fu coinvolta nell’espansione della Rivoluzione francese e di Napoleone.
Fu pervasa da lotte intestine tra tradizionalisti e modernisti e il vecchio sistema istituzionale crollò. Alla fine
al congresso verrà riconosciuta la neutralità della Svizzera in seguito alle guerre salvaguardando la loro
integrità e identità formata da tedeschi, francesi ed italiani.
Tra il 1845 e il 1846, si arriva a uno scenario da guerra civile. In Germania nasceranno dei movimenti
nazionali come il Deutscherbewegung (perseguitato dalla santa alleanza) che voleva arrivare all’unificazione
tedesca. Nasceranno dei movimenti liberali/democratici che cercheranno di superare l’assolutismo. Un
evento rilevante fu l’Hambacher Fest (1832), una festa popolare che diventò il raduno di tutti coloro che
richiedevano una costituzione ed erano sostenuti da monarchie costituzionali come Bavaria, Baden e
Wurttemberg. Un fattore che aiutò tutto ciò fu l’economia, che andava a richiedere una più facile
circolazione di merci e delle leggi doganali che favorivano la circolazione e allo stesso tempo controllavano i
testi proibiti.

RIVOLUZIONE DI LUGLIO (FRANCIA - 1830)

Fu allontanato Carlo X e si insediò Luigi Filippo I (re borghese). si susseguirono altre battaglie come ad
esempio quella dei polacchi che tentarono di avere una libertà nazionale in seguito alla spartizione dei
territori avvenuta al congresso di Vienna (si tratta di battaglie indipendenti).

Seguì la costruzione di numerose barricate in diverse città d'Europa, c'è chi cerc ò di disarmare l'esercito e
chi invece decise di combattere per il sovrano e la corona; durante queste schermaglie Metternich
(cancelliere austriaco) si dimise e partì poi per Londra in modo da mettersi in salvo. In Germania,
precisamente a Francoforte, si istituì un movimento composto da borghesi che cerca rono di creare una
costituzione per una Germania unificata (Paulskirche) e offrir ono la corona al re di Prussia che rifiuterà,
indignato, in quanto per lui la corona e il potere regale sono diretti da Dio e non da una classe sociale in
ascesa. In seguito a questi eventi i rappresentanti si scioglieranno e termin erà così il primo tentativo di
unificazione. Subito dopo questi eventi nel paese si assiste tte ad una forte emigrazione di massa verso il
Nuovo Mondo, l'America; anche gli intellettuali decisero di andare via come ad esempio Freiligrath mentre
in Baden furono più di Ottantamila ad emigrare; la conseguenza dell'emigrazione fu senza dubbio
l'impoverimento della classe borghese. Nello stesso anno in Austria troveremo Francesco Giuseppe I che
governerà fino al 1916, sotto la sua guida il paese si paralizz ò a causa della mancanza di modernizzazione.
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Come abbiamo detto la Confederazione Germanica formata da 39 stati si sciolse nel 1866 e la conseguenza
fu un'ennesima guerra tra Austria e Prussia dove l'Austria venne sconfitta e in seguito si formò una doppia
monarchia, quella Austro – Ungarica (Keiserlich – Köningliche Monarchie); in Prussia si creò invece
un'associazione volta a promuovere l'unificazione nazionale dove si impegnarono gli intellettuali del tempo.
Inoltre, nel 1852 venne creato un partito cattolico che portò ad una lotta negli anni '70 tra lo stato persiano
contro i cattolici. Dieci anni dopo, nel 1862, venne nominato Otto Von Bismark come cancelliere,
soprannominato Cancelliere di Ferro, cosa che allude alla sua inflessibilità, nonostante tutto si trattò di un
innovatore in quanto nel 1871 stipulò misure di sicurezza che in un certo modo anticiparono il Welfare
State. Con il tempo vennero costituiti il Bundestag e il Bundestrat:
• BUNDESTAG: rappresentanti eletti dal popolo che disponeva di un reddito minimo per votare,
ovviamente si trattava di soli uomini. Aveva inoltre la possibilità, ogni tre anni, di controllare ed
esaminare i fondi a disposizione.
• BUNDESTRAT: qui venivano rappresentati i singoli stati, tali rappresentanti venivano eletti dalle
rappresentanze dei singoli stati e potevano controllare le leggi proposte dal sovrano.
Per quanto riguarda l'unificazione della Germania questa fu importante anche da un punto di vista
economico grazie allo slancio e alla trasformazione di quel periodo chiamato Grüderzeit dove assistiamo ad
un veloce sviluppo economico ma anche all'organizzazione di movimenti operai; vediamo inoltre la politica
a due piani di Bismark: da un lato cerca di contrastare questi movimenti in modo da evitare rivendicazioni
sindacali; dall'altro abbiamo leggi contro i Socialdemocratici (SPD).
Aumentarono le misure di protezione che miravano a ridurre le ribellioni dei sindacati. Vennero introdotte
leggi sulla protezione del lavoro; nacquero associazioni di vario genere (anche sportive o letterarie). In tal
modo, nel 1890 L’SPD ottenne il 20% dei voti. Abbiamo infine la lotta contro l'ingerenza della chiesa
cattolica, contro lo stato estero e le influenze che propose in campo scolastico, matrimoniale e per quanto
riguardava il divorzio (Kulturkampf).
Nella seconda metà dell’800, una serie di eventi comporteranno dei cambiamenti: nel 1848 uscì il
Manifesto Comunista di Marx che critica la società borghese e il capitalismo; e nacquero anche dei
movimenti operai, tra cui l’Alleanza generale operaia nel 1863. In questo periodo anche le donne iniziarono
a far valere la propria emancipazione diventando giornaliste, organizzando salotti ed associazioni.
Iniziarono a svilupparsi e a delinearsi anche nuove branche del sapere, soprattutto in campo umanistico per
cercare di comprendere la società contemporanea (già precedentemente nasce l’ermeneutica che utilizza
un approccio scientifico per l’interpretazione dei testi). Nacquero la sociologia, la psicologia (che studia i
malati e particolari fenomeni per capirne i sintomi) e nel 1900 nacque la psicoanalisi. In campo letterario
nacque un indirizzo particolare, la Geiste Geischikte, ovvero il tentativo di comprendere i fenomeni
intellettuali attraverso dinamiche storiche in modo da cogliere particolari aspetti della letteratura che
hanno un’importanza generale. Vi furono degli sviluppi anche in campo scientifico, in special modo in
biologia: vennero compresi meglio meccanismi di riproduzione, la classificazione delle piante e la legge di
Mendel. In chimica nacquero i fertilizzanti. In medicina nacque l’anestesia (etere) e si cominciò a
comprendere l’origine della febbre puerperale (portava alla morte le donne e i feti durante il parto). Venne
fatta la prima operazione per esportare l’appendicite; si scoprirono le origini della peste. Vengono inventati
i raggi X per la diagnosi delle malattie (1895)
Cambia la qualità di vita e le aspettative delle persone.
Vi sono sviluppi nel campo della fisica, viene inventato il telegrafo e anche il telefono (1876). E Marconi
inventa il telegrafo senza fili. In campo meccanico abbiamo lo sviluppo del motore a vapore, la locomotiva e
il primo motore diesel. Abbiamo inoltre filosofi e letterati che contribuirono alla creazione dell'immagine
delle donne di quel tempo, come ad esempio Schiller o Fichte che cementarono la loro posizione
subordinata rispetto all'uomo, queste erano inchiodate al proprio destino biologico, ovvero la procreazione
in quanto quest'ultime, come fosse di regola, dovevano avere molti figli. Per quanto riguarda Fichte egli
coniò il termine “Donne come secome secondo sesso”, ovvero di minore importanza, egli pensava che si
trattasse di un essere privo di sessualità propria, vista come quella che accoglie il seme maschile
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passivamente e che il suo amore andava incanalato nell'atto e in suo figlio.


Abbiamo poi il LESSICO DELLO STATO, OPPURE, ENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE DELLO STATO dove si diceva
che la donna era il perno della famiglia e nel caso in cui si occupasse di altro al di fuori della famiglia e della
casa questo poteva distogliere la propria attenzione dalla procreazione e dall'allevamento dei propri figli. Al
suo interno vennero inoltre definite le competenze di entrambi i coniugi:
• la donna doveva mantenere il ménage della famiglia, la cosa che le era concessa erano le chiavi di
casa in quanto considerata una piccola azienda alla quale doveva badare e provvedere ma per il
resto veniva considerata in uno stato di subordinazione. I rapporti con l'esterno vennero regolati dal
marito, erano poche le situazioni dove la donna poteva fare le veci del marito, inoltre non le era
permesso viaggiare da sola, esisteva il divorzio ma la violenza domestica non era vista come un
motivo valido per farlo;
• l'uomo decideva per l'educazione religiosa dei propri figli, soprattutto all'interno dei matrimoni
misti, oltre alla donna anche i figli necessitavano del permesso paterno.
In quello stesso periodo in letteratura vediamo come la prosa si imponga sugli altri generi e il romanzo
rappresentava una lettura più semplice e diretta e abbiamo anche il loro adattamenti ai Feuilleton, ovvero le
pubblicazioni periodiche; iniziano a diffondersi i resoconti di viaggio considerato un genere paraletterario.
STORIA CULTURALE E LETTERARIA
Una delle novità che si verificò verso la fine del 700/inizio 800 fu la Sociabilità (come ci si intrattiene
insieme), poiché precedentemente non esistevano luoghi per i borghesi dove incontrarsi. Una delle novità
della fine del '700 furono le forme di sociabilità, ovvero di come si stava in compagnia; infatti si sviluppano
altri luoghi, al di fuori della chiesa, dove potersi riunire. Un esempio può essere il salotto che nacque in
Germania verso l'inizio dell'800, all’interno della quale si incontravano persone provenienti da diversi ambiti
culturali del paese. A questi salotti iniziarono a partecipare anche le donne e due furono i nomi di spicco per
l'organizzazione di un loro salotto, ovvero Rahel von Varnhagen (di origine ebraica e sposa un aristocratico
tedesco) e Henriette Hertz. Un altro punto è la ribaltazione della parola scritta e parlata. La parola delibera
la comunicazione, circola nei mercati e costituisce l’opinione pubblica. L’opinione pubblica viene vista come
un contrappeso all’antico regime. Inizialmente infatti, non c’erano scandali perché le notizie erano
un’esclusività del sovrano. Solo con i giornali i sudditi iniziarono ad essere informati.
In quel periodo si affermò lo scrittore che scriveva per un pubblico pagante e che inoltre di solito veniva
sostenuto economicamente dai sovrani in quanto non sarebbero riusciti a vivere di sole pubblicazioni.
Inoltre, più la società andava verso lo sviluppo industriale ed economico più la cultura formulava il
rimpianto di quello che nei secoli aveva perso, ovvero la natura e il contatto con essa sia all'interno del
classicismo Weimariano che nel romanticismo con concetti differenti. Inizia ad essere privilegiato ciò che è
naturale, si preferisce la semplicità della natura anche se contraddittoria. Vi fu la questione della nascita del
discorso nazionale e si trattava di una questione piuttosto spinosa in quanto questo fu un periodo dove si
cercava di far allentare l'unità culturale e linguistica non avendola raggiunta politicamente e tutto ciò venne
accompagnato da un filone di ricerca nato nel 700 con Herder e una raccolta di canti popolari che andarono
a creare così caratteristiche e identità di diversi popoli europei.
ROMANTICISMO
I fautori del romanticismo si rivolgevano in particolare ai contemporanei di Goethe, e per un periodo questo
fenomeno fu anche definito anche “Goethe Zeit” (cioè “tempo di Goethe” ma nonostante tutto egli non si
profila come romantico). Il romanticismo iniziò circa nel 1795/97 e iniziò ad esaurirsi nel 1815, sino ad
arrivare al 1850 (a seconda di come viene suddiviso: 2 parti o 3 parti, dai vari fautori). È un fenomeno che
coinvolse non solo la letteratura, ma anche la filosofia, la medicina e la politica e si rifece ad un preciso
gruppo letterario formato da coloro che si contrapponevano a Goethe e Schiller e che volevano elaborare
opere contro il “classicismo di Weimar”. L’etimologia deriva dal francese “Romanzo”: lingua francese che
andava contro la lingua dei dotti, cioè il latino.
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Dobbiamo comunque ricordare che i poemi cavallereschi venivano all'epoca chiamati Romance; la parola
Roman si rifaceva ad una composizione medievale in versi. Altro significato che si dà è quello legato
all'effetto soggettivo della natura e della melanconia arrivando ad equipararlo con il termine pittoresco e
con il concetto di sublime. Abbiamo la Romantische Poesie che fu trattata da letterati quali Novalis, gli
Schlegel oppure Tieck che si vedevano come dei rivoluzionari che affrontavano a testa alta le critiche di
Goethe nei confronti di tale corrente letteraria, in quanto egli affermò che “classico si chiama ciò che è sano,
romantico ciò che è malato e debole rispetto al classico che è forte e sano e resiste”. Questa è una
definizione che ha avuto diverse ripercussioni nella critica e nella stessa storia letteraria, ad esempio nella
Germania democratica tale definizione viene del tutto ignorata da parte dei letterati.
Si sviluppò il fenomeno del Sehnsucht (e) che esprimeva la consapevolezza del non trovarsi a proprio agio e
fu una sorta di obiettivo indefinito. Hegel che cercò di definire l'arte romantica come soggettiva e
spiritualizzata e con il romanticismo termina il Kunstperiode che crea una sorta di collegamento tra
classicismo e romanticismo dove si parlava di poesia progressiva; Schlegel creò un canone all’interno della
quale estende la lista dei romantici non solo ai tedeschi ma agli europei. Per quanto riguarda le fasi queste
sono principalmente 3:
• PRIMA FASE: questa va dal '95/98 al 01/06, il suo centro è Jena, in Turingia, dove risiedono Schlegel,
Fichte, Schelling e Novalis. Nel '98 fu molto importante la creazione della rivista Athenaeum dove
compaiono frammenti di Novalis che vennero poi raccolte sotto il nome di der Blütenstaub (polline);
• SECONDA FASE: questa fase inizia nel 1802 e abbiamo il tardo romanticismo con due centri diversi, il
primo è Heidenberg nel sud della Germania con un gruppo di autori meno noti tra cui Brentano e
Armin. Altro invece è il gruppo Nordsternburd dove Chamisso e Vornhagen von Ense si fermano in
seguito alla pubblicazione di Schlegel sulla poesia;
• TERZA FASE: questa risale al 1810 e al gruppo di Berlino con Kleist e Hoffmann. In questa fase
avviene una trasformazione di Schlegel con il cattolicesimo, egli cambia la propria visione del
mondo stabilendosi a Vienna, non ci saranno più opere innovative, abbiamo accenti nazionalisti e si
forma inoltre il gruppo del Christlisch.
I contemporanei atipici furono:
1. Holderlin e Jean Paul ancora formati dalla cultura classica e iniziano ad assorbire influenze
romantiche.
2. Kleist è una delle anime dilacerate che non partecipano a nessuna scuola, alla ricerca di un antidoto
al soggettivismo.
3. Heine, nel 1836, traccia un bilancio del romanticismo.
la scuola romantica e la Kunstperiode è ormai terminata. I romantici vengono influenzati da: Shaftesbury,
Young e Ossian. Ciò che influenzò i romantici fu il fascino di autori come Ossian, tutti coloro che avevano
influenzato anche lo Sturm und Drang; ci sono autori classici che vennero etichettati come anticlassicisti, ad
esempio Dante o Shakespeare. Ci furono anche rivoluzioni in campo musicale, ad esempio Wagner dedicò le
sue opere alla ricerca di testi Medievali e alla loro riscoperta, oppure Maler che nel tardo romanticismo
musicò sulla base dell'opera di Brentano.
In letteratura Novalis aveva un concetto principale che sarebbe quello dell'età aurea Goldenes Zeitalter,
ovvero il medioevo, che veniva visto con ammirazione e come età di riferimento in quanto si trattava di un
periodo storico con una certa unità poetica rappresentata nella sua maniera più pura che andò poi
lentamente scemando venendo sostituita dalla pressione materialistica; i romantici con la loro sensibilità
avrebbero fatto in modo che questa rifiorisse, di conseguenza il concetto generale è che abbiamo un
periodo di fioritura e di sviluppo in seguito ad un periodo di decadenza. Inoltre, per Novalis il mondo
andava romanticizzato e spiegò cosa i romantici intendevano per filologia che nacque in un periodo subito
successivo al romanticismo.
SYRIA GARGIULO

Per quanto riguarda la religione i romantici ne hanno una visione diversa, egli criticavano gli illuministi in
quanto esprimevano quella che era la superficialità; non tendevano a tener conto della rivelazione divina e
accusavano i protestanti di svelare i segreti e i misteri della religione, cosa che i romantici cercavano, ovvero
misticismo e mistero. Venne di conseguenza criticato anche il protestantesimo e molti letterati si
convertirono al cattolicesimo in cerca di quel mistero che tanto amavano, credendo che c’era un'unica
effettiva verità. Abbiamo poi l'aspetto della ragione considerata come un lato della natura dell'uomo e dagli
illuministi veniva vista sia come un compito che come un dono; a loro Schlegel attribuì il termine Gemut,
ovvero istanza razionale, per indicare la loro ragione ristretta, a questo venne anche collegata una metafora,
ovvero quella dell'era glaciale oppure quella di un deserto, in quanto gli illuministi tendevano a perdere di
vista ciò che animava il mondo. Schlegel insistette sull'irrazionalità primogenita affermando che una certa
ragione aveva comunque dei lati duri della coscienza che venivano esclusi dagli illuministi, i romantici invece
puntavano sulla creatività e sulla fantasia che l'uomo aveva di creare un mondo, cosa che non andava vista
come malata come Goethe insisteva.
Le visioni predilette nel romanticismo furono quelle notturne, oscure, in quanto la notte veniva vista come
fermento di spiritualità affondando le proprie radici nel caos primigenio. Per elogiare la notte Novalis le
dedicava degli Inni all’interno della quale la luce viene vista come luce della ragione, il sogno rappresentava
visioni del futuro e si creavano analogie tra ambienti e momenti. La visione da parte dei romantici delle
donne era diversa da quella che abbiamo visto precedentemente, e riconosciamo principalmente tre figure
femminili nel romanticismo che vengono da diverse opere: Mathilde di Novalis, ella rappresenta per Enrico,
personaggio del romanzo, un punto di riferimento e diviene il punto di arrivo di lui; Diotima di Hölderlin che
è una figura dei dialoghi di Platone, in H. Diotima porta Iperione a seguire la propria missione poetica;
Lucinde in Schlegel che viene vista completamento della figura maschile. le donne iniziarono ad avere
maggior rilievo, iniziavano a collaborare con i mariti e a scrivere, ma nonostante tutto i libri venivano
pubblicati sotto nome del marito a causa della non completa emancipazione in quanto gli uomini si
presentano ostili nei confronti delle donne che intraprendevano la carriera da scrittrice.
JOSEPH VON EICHENDORFF
SEHNSUCHT (NOSTALGIA)
Il titolo rimanda al sentimento della nostalgia. Questa poesia venne pubblicata all'interno di un romanzo; la
rima è abbastanza semplice ABAB CDCD, non si tratta di una stanza ma di una sorta di variante tedesca, il
Lied popolare (canto). Si tratta di una sorta di idillio all’interno della quale si fa cenno al paese, per il
Wanderer si parla di viandante, Gesellen dove era diffuso il loro spostamento per raggiungere diverse
botteghe attraverso le città per apprendere il loro mestiere; i due viandanti vengono descritti mentre
camminano e cantano, e viene riportato esattamente ciò di cui cantano, ovvero paesaggi, curve vertiginose
e di un certo tipo di natura definendola come “bagno di bellezza”. Abbiamo inoltre l'ultima strofa dove
vediamo la statua di marmo che indica sicuramente il viaggio in Italia, parla di arte, palazzi che rimandano
alla cultura classica e nello stesso momento vediamo la natura che riprende quest'arte dove il fogliame che
copre tutto indica l'integrazione. Possiamo anche sentire il suono di un liuto che rimanda alla tematica
amorosa con la presenza di fanciulle; altro elemento all'interno dell'ultima strofa riguarda l'ultimo verso con
Prächtigen che significa Splendente, brillante, elemento che sicuramente rimanda al primo verso della
poesia con Scheinen che riguarda lo splendere delle stelle color oro.
MONDNACHT (NOTTE DI LUNA - 1835)
Il tema possiamo vederlo nella poesia stessa dove troviamo un io che sente e riflette, non si tratta di
esperienze dirette in quanto l'io vive il testo solo attraverso l'arte parlando di orizzonti spirituali; inoltre
Mann la definisce la perla delle perle. Venne scritta poco dopo Sehnsucht, apparve all'interno di una
raccolta, Canti Spirituali del 1837, ma venne scritta nel 1835. Questa poesia venne inoltre musicata da
Schumann e Brahms. La composizione è semplice, ha una rima alternata con un verso in Volksleid, presenta
però 2 rime impure al verso 1 e 3 della prima strofa e della terza, nonostante possiamo affermare non sia
eccessivamente disturbante. Quello che prevale è senza dubbio il numero tre, di conseguenza la struttura si
definisce triadica perché rimanda alla trinità e alla religione cattolica. Leggiamo dell'idea del bacio tra Cielo
(Himmel) e Terra (Erde), elemento preso all'interno di un'antico testo di Esiodo riguardante il mito della
SYRIA GARGIULO

creazione del mondo senza la presenza di luce; abbiamo il chiarore dei fiori che viene associato alla figura di
una sposa, in questo caso die Erde alla quale si associano anche primavera e nuova vita. Viene descritto un
paesaggio abbastanza generico con la presenza di spighe che ondulano al vento (si allude al lavoro agricolo),
al pane (materia prima) e soprattutto alla fertilità e all'abbondanza.
Con Es war, con la quale inizia la prima strofa, vediamo come egli si riferisca al c'era una volta alludendo alla
struttura delle favole mentre nell'ultimo verso della seconda strofa abbiamo sternklar, che come abbiamo
visto si rifà al primo verso della poesia. Abbiamo poi una particolarità per quanto riguarda la terza strofa in
quanto abbiamo l’anima che viene vista come un uccello che spiega le ali per prendere il volo, il concetto
dell’anima visto in questo modo ci fa capire perché effettivamente sia stata pubblicata all’interno dei Canti
Spirituali; inoltre l’ultimo verso, quando spiega che è come se l’uccello stesse tornando a casa, vediamo che
si riferisce non ad una casa vera e propria ma bensì al mondo al quale l’uomo appartiene davvero e dove
avrà il posto che merita, cioè l’aldilà. Indicando quindi il momento della morte e ciò viene indicato come
Presentimento e Presente da parte di Eichendorff.

LUDWIG TIECK (1773-1853)


Le sue origini sono umili, suo padre era un artigiano. Egli ebbe diverse esperienze lavorative e inoltre scrisse
in maniera abbastanza prolifica, e ciò che possiamo notare fin da subito è che non è un teorico. Egli si
arrampicherà sulla scala sociale e sarà in grado, molto presto, di acquisire una grande notorietà tanto da
venir chiamato alla corte di Berlino. Frequentò il ginnasio “Friedrich Werder” a Berlino; in ambito
universitario studiò prima ad Halle e poi a Göttingen (una delle università più note all'epoca) e infine si
trasferì ad Erlangen, vicino Norimberga. Già in quegli anni capì di voler divenire uno scrittore, era
appassionato di Shakespeare che rappresentava a pieno il suo modello in quel periodo anche se poi
svilupperà una certa preferenza per Dürer nel momento in cui compirà delle escursioni nello Harz (odierno
confine Germania Est ed Ovest) e in Franconia (Norimberga). Nel 1794 interrompette i suoi studi prima di
poter prendere la laurea tornando a Berlino dove lavorò poi nella bottega di Schadow (architetto) e
contemporaneamente si dedicò alla scrittura di brevi prose che verranno poi raggruppate all'interno di un
volume chiamato Straußenfeden (penne di struzzo). La critica ritenne che rispettava il criterio illuminista ma
che si convertirà poi al romanticismo frequentando il gruppo di Jena. Di conseguenza l'opera si collocava tra
i due periodi. Tieck si sposò e si trasferì in una tenuta in maniera tale da poter scrivere tranquillamente e
senza preoccupazioni. Dal 1804 al 1807 andò Roma, studiò al Vaticano e risultò uno dei pochi a non
pubblicare opere in merito in quanto i suoi 3 anni in Italia si ridussero allo studio e di conseguenza affermò
di non aver mai visitato la città.
Tra il 1812 e il 1817 pubblica Phantasius, una raccolta di racconti; si recò anche in Inghilterra e a Parigi, visse
poi a Dresda, all'epoca ancora importante perché sede della corte di Sassonia, e a Berlino dove nel 1825
divenne drammaturgo di corte chiamato da Federico Guglielmo I che gli donerà una sorta di pensione. Tieck
morì nel 1853, solo ed isolato a causa della vita di corte e come ultimo romantico, alla fine nel suo ultimo
periodo si avvicinò al realismo.
DER BLONDE ECKBERT (1797)
Il testo venne pubblicato nel 1797, prima della raccolta di fiabe popolari, con lo pseudonimo di Peter
Leberecht (vivere giusto, preciso). In questo testo Tieck si fece influenzare da Herder e dai canti popolari.
Distinguiamo inoltre due tipi di fiaba:
• Volksmärchen (fiaba popolare): questa viene da un termine alto/medio tedesco che vuol dire novità
e una prima definizione è che si tratta di una prosa breve prodotta dalla libera fantasia senza confini
storici o geografici con la presenza id eventi soprannaturali all'interno della vita quotidiana. Per
quanto riguarda la sua etica e morale abbiamo buono e cattivo, si rivolge inoltre ai bambini perché
si spera che imparino la distinzione tra buono e cattivo fin da piccoli e che si sviluppi una giustizia
distributiva (ausgleichend Gerechtigkeit);
• Kunstmärchen (fiaba d'artista): si tratta di un vero e proprio genere letterario ed è opera di un
singolo che utilizza motivi e strutture che derivano dalla fiaba popolare, elementi fantastici costruiti
SYRIA GARGIULO

per esprimere la nostalgia per una vita più semplice e autentica. È abbastanza moderna, abbiamo la
presenza dell'introspezione dove il narratore appare come voce di riflessioni.
ANALISI
Il periodo risulta indefinito ma forse si tratta del medioevo, la zona viene indicata indirettamente e si tratta
dello Harz, considerato come il cuore del paesaggio tedesco. Si sviluppano due piani temporali: sia il
presente che il passato della coppia dove il presente costituisce la cornice narrativa del racconto dall'inizio
alla fine; nel mezzo abbiamo il racconto di livello secondario. La trama inizia con il narratore utilizzato in
modo da far apparire il racconto più autentico il possibile mentre la donna si rende conto che non si tratta
di una finzione ma della realtà. Durante tutto il racconto abbiamo un elemento che ritorna, che sentiamo
dall'inizio alla fine, ovvero il canto di un uccello che si ripete per tre volte in momenti diversi della vita della
coppia e canta di cose diverse:
• la prima volta viene udito all'inizio del racconto quando Berta arriva nel bosco e canta della pace del
bosco e di quanta sia bella la sua libertà e di quanto lo sia la natura;
• la seconda volta avviene a metà della sua vita quando Berta lo porta in città ed egli canta quello che
è il rimpianto della libertà e della natura silenziosa presenti nel bosco anticipando poi quelli che
saranno i futuri sviluppi, ovvero che l'allontanamento porta conseguenze;
• infine, la terza ed ultima volta viene udito quando ormai Berta è già morta, in quanto a udirlo è suo
marito che si addentra nella foresta in cerca di quella vecchia donna con la quale Berta visse pre poi
scappare. Possiamo notare che i primi due canti appartengono al piano narrativo di Berta mentre
l'ultimo appartiene a quella del marito, insediandosi nella cornice narrativa annullando la
distinzione tra quest'ultima e la narrazione secondaria.
TRAMA: Eckbert vive tranquillamente da solo con la moglie. Hanno pochi visitatori a parte Walther. La
scena diventa chiara rivelando Eckbert e Berthe. Eckbert vede una luce in lontananza, che egli prende
correttamente per Walther che è stato fuori a raccogliere campioni di storia naturale. Eckbert pensa a
quanto sia bello essere poter raccontare agli amici i propri segreti. Quando arriva Walther, Eckbert decide
di convincere Berthe a raccontare a Walther la storia della sua giovinezza. Berthe descrive come è nata e
cresciuta in casa di un povero pastore e come scappò perché era un peso per i suoi genitori che spesso
erano arrabbiati. Incontrò una vecchia donna in nero che la portò a casa sua, dove c'era un cane, di cui non
ricorda più il nome, e un uccello che deponeva gemme al posto di uova. Alla fine, Berthe era scappata con
le gemme e l'uccello che lasciò libero quando cominciò a cantare. Tornò a casa al suo villaggio per trovare i
suoi genitori morti. Comprò una casa e ha sposò Eckbert. Walther ringrazia Berthe per aver raccontato la
storia dicendo come si può veramente immaginare l'uccello e il cagnetto, Strohman. Sia Eckbert che Berthe
sono stupiti che Walther nomini in modo corretto il cane e sono terrorizzati dalle sue motivazioni. Quando
Walther esce il giorno successivo, Eckbert lo segue con una balestra. Il preludio descrive l'uccisione di
Walther da parte di Eckbert. Eckbert poi legge una lettera che ha scritto Berthe mentre stava morendo per
la tensione di aver pensato a come Walther conosceva il nome del cane. In una città, Eckbert incontra
Hugo, un uomo che sembra come Walther. Hugo conforta Eckbert, ma poi la folla comincia ad accusare
Eckbert di omicidio Eckbert scappa e arriva nel posto descritto da Berthe dove lei aveva incontrato il
vecchio uomo. Egli vede un altro uomo che gli ricorda Walther. L'uccello vola sopra la testa e si avvicina alla
casa della vecchia. Lei gli chiede se Eckbert stia riportando il suo uccello e le sue gemme. Quando Eckbert a
sua volta chiede alla vecchia perché lei chieda questo, lei replica "Io ero Walther, Io ero Hugo." Lei gli
racconta che Berthe era la sua sorellastra cresciuta dal pastore, perché i suoi genitori non la volevano
tenere. Il suo periodo di sofferenza era quasi giunto al termine quando aveva rubato l'uccello e le gemme.
Eckbert impazzisce e muore.
TEMA CENTRALE
è senza dubbio la solitudine, il Waldeinsamkeit, conosciuta come malinconia d'autunno e qui riferita alla
solitudine del bosco dove prima viveva l'uccello, la solitudine di Berta durante la sua vita e quella di Eckbert
che non ha alcun amico. In Berta la solitudine la vediamo soprattutto per quanto riguarda la sua famiglia in
quanto si sente abbandonata e durante la sua fuga da casa arriva nel bosco, lo osserva, lo attraversa e tutto
SYRIA GARGIULO

ciò le ricorda i ricorrenti temi e paesaggi delle fiabe.


La capanna che vede, quella della vecchia, la considera inizialmente come un paradiso ma ci sono
comunque cose che a Berta non vanno bene, ad esempio il modo di cantare della vecchia, oppure la sua
tosse costante; il suo volto non viene mai descritto, quasi cambiasse in continuazione anche a causa della
forte ed insistente tosse oppure a causa delle emozioni di Berta. Nonostante tutto Berta si troverà
abbastanza bene nella capanna con la vecchia. Berta racconta delle sue mansioni nella capanna, del fatto
che ad un certo punto la vecchia inizia a fidarsi rivelandole il segreto delle uova preziose con pietre e perle,
le verranno affidati sempre più lavori grazie alla formazione ricevuta durante gli anni. Durante quel periodo
la vecchia si assentava per un determinato lasso di tempo che diveniva sempre più lunghi, di conseguenza
Berta, all'età di 14 anni, decide di voler andare via in seguito ad alcune visioni di un mondo sconosciuto e
nel farlo deruberà la vecchia dell'uccello dalle uova preziose; abbiamo così la perdita della retta via, cosa
della quale la vecchia si era complimentata, ma inconsciamente, tutto dettato dalla sua visione. In seguito
alla sua fuga tornerà nel paese dei genitori, che sono morti, lasciandosi alle spalle la gioventù andando a
vivere in una cittadina; in seguito subentrerà uno stato di irrequietezza pensando che forse la sua donna di
servizio possa capire qualcosa riguardo la sua ricchezza decidendo così di uccidere l'uccello accettando la
proposta di matrimonio di Eckbert. Si chiude così la fase di autonomia di Berta entrando nella vita
matrimoniale tornando alla narrazione presente della coppia dove, dopo la fine del racconto come abbiamo
detto aveva dimenticato il nome del cane della vecchia, elemento che verrà ricordato da Walter e ciò mette
ansia e preoccupazione alla donna. In questo modo inizia la sua malattia che la porterà poi alla morte
affidando i suoi dubbi al marito Eckbert. Andando avanti con il racconto Eckbert verrà a conoscenza dei
cambiamenti fisici che la vecchia può attuare, ovvero il cambio di aspetto e si rivelerà lei essere i suoi
migliori amici, Walter ed Ugo svelando poi infine la parentela tra i coniugi, ovvero il fatto che siano fratelli.
In seguito a questa rivelazione Eckbert cade a terra, agonizzante e muore. Il percorso di Berta termina
quando psicologicamente abbandona la capanna della vecchia desiderando il mondo moderno lasciandosi
alle spalle il passato paradisiaco.
Abbiamo infine due diverse colpe che colpiscono i personaggi, quella di Berta che ruba ed uccide l'uccello e
quella di Eckbert che uccide Walter sono COLPE PERSONALI, sono decisioni coscienti che sono state prese
mentre per quanto riguarda la loro parentela è una COPLPA ANCESTRALE in quanto entrambi ignari di
questo dettaglio della propria vita.

FRIEDRICH HÖLDERLIN (1770 – 1843)


Proviene da una famiglia povera e di conseguenza avrà una vita abbastanza difficile. Il padre morì quando
aveva due anni, la madre si sposò una seconda volta ma anche quest'altro marito morì abbastanza presto
lasciando la famiglia in difficoltà. H. frequentò il ginnasio a Stoccarda e dal 1790 studiò teologia in
compagnia di Hegel e Schelling interessandosi alla Rivoluzione francese, insieme ai suoi compagni che si
definivano in un certo senso rivoluzionari, e scrissero un programma “Das älteste Systemprogramm des
deutschen Idealismus”, il primo documento che formulava principi presenti nel futuro idealismo;
nonostante tutto non si sa bene chi lo ideò, forse fu ideato da Hölderlin e fu scritto da Hegel. Nel 1793 si
laureò ed ebbe notevoli difficoltà nel trovare lavoro in quanto non voleva seguire la vita da parroco; di
conseguenza trovò lavoro come precettore in case privilegiate e nonostante tutto era mal retribuito; in una
di queste case, quella di un banchiere, si innamorò della moglie e di conseguenza decise di scappare il più
lontano il possibile, a Bordeaux, la donna verrà poi impersonata da Diotima all'interno dell'Iperione. In quel
periodo non sappiamo bene come si sia mantenuto, tornò poi a casa ed in questo periodo iniziarono a
manifestarsi i suoi squilibri mentali (1806); in seguito a ciò visse in una casa privata con una stanza in una
torre; la casa apparteneva ad un falegname che ammirava le sue opere e il suo lavoro. Dopo il 1806 scrisse
ancora ma con uno pseudonimo italiano firmando le sue poesie con il nome di Scardameli (non si sa da cosa
derivi). Sulla sua malattia non si sa molto ma si pensa che si sia volontariamente ritirato dal mondo in
seguito agli esiti della Rivoluzione francese, deluso. Le poesie composte in questo periodo vengono raccolte
e intitolate “Turnmgedichte”; scrive inoltre drammi in questo periodo tra cui Iperione e un romanzo
incompiuto, liriche in lingua tedesca: Heidenberg; una dedicata al Reno; un'altra intitolata Bröt und Weine e
ancora un'altra Hälfte del Lebens (metà della vita). Egli viene considerato uno scrittore che si trova tra
romanticismo e classicismo in quanto influenzato da entrambe le correnti, la sua visione del mondo si nutre
SYRIA GARGIULO

quindi di entrambe le visioni ma nessuna delle due prevale mai nelle sue opere. È un grande ammiratore di
Schiller, lo conosce personalmente e si renderà conto della sua fama, vergognandosi, fuggendo da Jena per
non sentirsene schiacciato. Decide di avvicinarsi proprio a lui perché con I Masnadieri egli veniva
considerato come una sorta di ribelle, che non si adattava al sistema. Il rapporto di Hölderlin con l'antico e il
classico, poi, è da moderno, egli è sentimentale, sente il rimpianto dell'originale spontaneità che
caratterizzava i Greci sentendo il suo elemento di estraneità con la modernità.
IPERIONE A BELLARMINO (LETTERA SUI TEDESCHI)
H. cercò di guadagnare con il romanzo Iperione precisando che era un romanzo scritto da un poeta:
racconta la storia di un giovane greco moderno durante le guerre per il predominio della Grecia tra Russi e
Turchi. Il ragazzo cerca di seguire la propria vocazione, ovvero quella poetica, senza però sapere come
muoversi; si reca così in Germania per compiere qualche esperienza riflettendo inoltre su quali debbano
essere le sue azioni per riscattare il proprio paese. Vediamo come in questa lettera tesse la propria critica
nei confronti dei tedeschi e del protestantesimo spiegando al giovane amico Bellarmino la presenza di
quella che è l'influenza delle scoperte scientifiche all'interno della letteratura e della vita quotidiana dei
tedeschi. Nel terzo paragrafo egli indica il fatto che bisogni esprimere la propria individualità anche
all'interno della società che ormai non è altro che omologazione; critica anche quella che è la separazione
dalla natura, una considerazione di vita vissuta con poco amore e afferma che i tedeschi non possono
confrontarsi con la natura sottoponendosi unicamente al profitto e al lavoro criticando anche quello che è il
lavoro moderno degli artigiani e delle fabbriche in quanto abbiamo la divisione del lavoro, ognuno ha una
mansione che si ripete infinite volte ogni giorno, cosa che impedisce l'espressione della propria
individualità; La ragione si trasforma così in ragione strumentale. Quello che più colpisce riguarda l’adesione
al moderno con un conseguente disprezzo nei confronti dell’antico, del classico, considerando tutto ciò di
poca importanza e Iperione riconosce come in Germania si sia diffusa una povertà d’animo, una miseria
spirituale in quanto tendono a sentirsi superiori ai modelli classici. In più abbiamo la condizione
dell’intellettuale che Iperione evidenzia, in quanto sappiamo che nell’antichità questo era ben visto,
venerato, mentre adesso l’intellettuale conduce una vita di stenti e di emarginazione sociale. Nel romanzo
in generale H. afferma che l’idea del sogno per l’uomo esprime potenzialità mentre la riflessione teorica
viene vista come una sorta di “stampella” che non trasmette l’immagine dell’uomo come essere
complessivo, e la poesia è dotata non di riflessione teorica ma bensì spirituale.
ABENDPHANTASIE (FANTASIA DELLA SERA)
Questa presenta una particolare disposizione grafica, quasi come fosse una scala posta al contrario, venne
pubblicato in un almanacco e scritto prima che H. lasciasse la casa a Francoforte. Il titolo ha una serie di
prospettive in quanto il titolo rimanda alla vecchiaia, alla fine della propria vita, e ovviamente fa riferimento
anche alla fantasia. Si tratta di una sorta di idillio che viene introdotto nella prima strofa con le campane
che suonano, il che è un riferimento alla funzione religiosa; nella seconda strofa cambia ottica, siamo in città
con il mercato, il porto e amici che si incontrano. Per quanto riguarda l'io narrante possiamo vedere
l'angoscia nella domanda del primo verso della terza strofa “Wohin denn ich?” - e io dove mi volgo?
sentendosi solo e fuori posto rispetto alla felicità di quelle che sono le persone che vivono intorno a lui,
abbiamo uno spirito allegro che riguarda appunto gli altri ma non lui che si ritrova con una spina nel petto.
L'io si isola in modo da superare il dolore, aspetta che il sonno lo colga in modo da compensare il dolore e
non pensarci durante il sonno, possiamo invece vedere come non riesca a trovare pace e riposo, solo, ne
soffre; forse si tratta dell'io dell'artista che si ritrova a lavorare nella società moderna dove l'artista viene
emarginato e lavora solitario.
HÖLDERLIN SCRIVE A NEUFFER
Egli all'interno di questa lettera distingue tra Poesia e attività poetica con l'ordinario, la quotidianità, che fa
da sfondo in modo che risalti l'elemento poetico e precisa di avere difficoltà nel trovare questo elemento
ideale e che ha anche problemi a svilupparlo. È così portato a idealizzare ciò che descrive, bisogna anche
notare nelle poesie il linguaggio abbastanza generico creando una certa atmosfera con riflessioni basate sul
comportamento etico.
SYRIA GARGIULO

HÄLFTE DEL LEBENS (META’ DELLA VITA)


E' stata scritta dopo il 1800 ma non si sa precisamente quando ed è la poesia più nota di H. Si tratta di due
strofe che si rifanno direttamente al titolo, abbiamo 7 versi per strofa, ciascuna senza rima finale o schema
metrico in quanto riprende l'innovazione di Klopstock, ovvero la non curanza delle rime che danno un ritmo
fluido; in ogni singolo verso vengono inoltre utilizzati metri diversi. Non vengono descritti sentimenti o
determinate situazioni, si tratta di più che altro di un insieme, un miscuglio di sentimenti, situazioni e
sensazioni. Non abbiamo la presenza dell'io lirico come nelle precedenti, vengono indicate le stagioni, per
essere precisi il passaggio dall'estate all'autunno con la maturazione dei frutti e la caduta delle foglie.
Sempre nella prima strofa abbiamo la parola Heilignüchterne che è l'unione di due parole, ovvero sacro e
sobrio e si collega al bacio; inoltre se abbiamo equilibrio tra sobrio e sacro abbiamo la perfezione poetica in
quanto con la presenza dell'entusiasmo abbiamo la perdita della sobrietà. Nella seconda strofa abbiamo l'io
che contempla e lamenta la mancanza di fiori, di vita e di sole che splende e di conseguenza abbiamo il
contrasto tra luce e ombra. Negli ultimi tre versi abbiamo delle particolarità, partiamo con i muri (die
Mauern) che danno l'idea della separazione priva di parole e questi muri segnano tale separazione tra gli
uomini; abbiamo poi la parola Klirren che rappresenta un vetro, o ghiaccio, in frantumi, più che altro allude
allo stridio che il ghiaccio emette applicato al concetto delle bandiere (Fahnen), ultima parola della poesia.
Queste bandiere che stridono sono da intendere quindi come posizione da prendere in partito e la
separazione rimarca la presa di posizione creando gelo tra le relazioni umane in ogni campo, di
conseguenza abbiamo le bandiere che stridono, conflitti.

MEIN EIGENTUM (LA MIA PROPRIETA’)


Abbiamo l'idea della frutta e quindi della natura ad un certo stadio e l'abbondanza, dall'altro abbiamo il
risultato della mano dell'uomo. Il titolo allude ad una proprietà spirituale, per quanto riguarda le strofe
possiamo fare una sorta di suddivisione tematica. abbiamo richiami dell'autunno con gli operosi che,
contenti (Zufriedenen) lavorano la terra e questo rappresenta il tema delle prime tre strofe; a partire dalla
quarta abbiamo la condizione e le riflessioni dell'io lirico che, attivo, osserva il mondo dei contenti ma ci
sono una serie di domande come quella che riguarda la sua condizione di somiglianza con gli operosi felici;
nella strofa cinque egli riflette sulla sua situazione, sul fatto che prima era felice come gli altri e rievoca
quindi dei ricordi; nella strofa sei da particolari della vita degli altri che con un lavoro, una moglie e un
focolare si considerano felici e sicuri del proprio radicamento nell'universo con le proprie certezze; nella
strofa sette descrive la sua di situazione come colui che cammina sulla terra senza legami e radicamento e si
ritrova con un'anima che brucia facilmente e questa è la situazione del poeta del tempo, con esistenza
leggera ma senza alcuna radice; nella strofa otto vediamo colui che è sensibile ai richiami spirituali
sentendosi tirato dall'alto e di conseguenza non ha legami con la realtà; nella strofa nove abbiamo una sorta
di pausa da quello che è il movimento irrefrenabile che ha movimentato le precedenti; nella strofa undici
l'io cerca di individuare un posto dove riposare e abbiamo l'idea della poesia che può rappresentare l'asilo
(posto) e un giardino (realtà) in cui sentirsi a proprio agio e dove con sicura semplicità, che è una qualità del
poeta, potersi sentire a casa. Bisogna quindi trovare una dimora per rifugiarsi dal tempo che cambia tutto e
muta la realtà, è questo il motivo per il quale si creano poesie senza tempo e senza legami al tempo nel
quale viene scritta; nell'ultima strofa, la dodici, abbiamo la benedizione delle forze del cielo che, così come
proteggono gli operosi con la frutta in autunno, così benedicono ciò che è del poeta. Infine, abbiamo
l'elemento delle parche all'interno, ovvero coloro che tessono il destino dell'uomo andando poi a porgli fine
tagliandolo.
SYRIA GARGIULO

FRIEDRICH VON HERDENBERG (NOVALIS 1772 – 1801)


Egli viene rappresentato sempre molto giovane in quanto morto tale avendo di conseguenza una biografia
molto breve. Diventa un mito molto presto e nonostante la sua giovane età ha avuto una scrittura prolifica.
Egli nacque da una famiglia ricca, aristocratica, ma che pian piano andò in rovina, la sua educazione fu stata
pietistica e nel 1790 frequentò l'università di Jena che all'epoca contava circa 800 studenti, dove insegnava
Schiller e incontrò Schlegel. Da Jena, nel '91 si trasferì a Lipsia dove abbiamo una delle più antiche
istituzioni, ovvero la fiera del libro, che all'epoca era uno degli eventi fondamentali. Cambiò nuovamente
università nel 1793, stavolta si recò a Wittenberg dove si laureerà nello stesso anno; un anno più tardi si
fidanzò con una ragazza che all'epoca aveva 13 anni e che poco dopo morì presto di tisi. Lavorò nelle saline
con suo padre e nel 1797 riprese gli studi alla Bergakademie (accademia della montagna, ovvero geologia);
nel '98 incontrò Werner, fondatore dell'orientamento filosofico sulla geologia chiamato Geosofia; nello
stesso anno pubblicò I Pollini, dei frammenti, assumendo il nome di Novalis che derivava da un'aggiunta al
nome nobile della sua famiglia, ovvero De Novali. Dopo la sua prima pubblicazione diventò presto famoso,
pubblicò sulla rivista dei fratelli Schlegel, conobbe Tieck ed iniziò una raccolta intitolata Algemeines Bruillan;
nel 1800 studiò un mistico medievale, Böhme, che visse tra il 500 e il 600. l'anno seguente, 1801, morì per
tubercolosi. Nonostante la sua giovane età ha lasciato un gran numero di opere significative tra cui due
raccolte di frammenti e Inni alla Notte del 1800. Dopo la sua morte gli amici si prendono cura del suo lascito
pubblicando poesie e un saggio intitolato “La Cristianità”, ovvero l'Europa scritto nel 1799 e pubblicato nel
1826, abbiamo i canti spirituali pubblicati da Schlegel e Tieck come pubblicano anche Gli Apprendisti di Seis
nel 1802 e il romanzo Heinrich von Ofterdingen con una postfazione di Tieck.
EINRICH VON OFTERDINGEN (1802 POSTUMO)
Pubblicato postumo, inizialmente all'interno di un manoscritto di canti “cortesi”, popolari, chiamato
“Manessische Handscher” ad opera di Bodmer che si impiega nel consolidamento del tedesco.
Si tratta di un personaggio mitologo, una sorta di leggenda che appare nel gruppo di cantori e viene
considerato come l'autore della composizione dei Nibelunghi. Per la scrittura di questo romanzo, Novalis, ha
consultato cronache locali e in particolare quelle della Turingia; il testo rimase per molto tempo un
frammento e a noi è arrivata solo la prima parte pubblicata con un saggio di Tieck che afferma che l'idea di
Novalis era quella di pubblicare una serie di sette romanzi e che il titolo in origine era “ANNI DI
APPRENDISTATO DI UNA NAZIONE”, cosa che fa capire l'idea sulla quale è nato il romanzo, ovvero con l'idea
e lo scopo di raccontare la storia del personaggio parlando però del processo di unificazione della Germania.
Abbiamo inoltre una particolarità che sarebbe quella del racconto nel racconto, come fosse una sorta di
contenitore in quanto abbiamo la presenza di due fiabe, una è quella di Atlantide e l'altra è quella di Eros.
Possiamo innanzitutto riconoscere una struttura triadica con nove capitoli dove:
• i primi tre parlano del risveglio del senso poetico dove si inizia a comprendere la propria visione e
la fiaba di Atlantide ci dà già un'anticipazione del finale;
• nei capitoli da 4 a 6 abbiamo incontri lungo il viaggio di Enrico, ognuno di essi contiene esperienze
di personaggi diversi che appartengono alla “vita attiva”, sarebbe a dire quella quotidiana ed
empirica come ad esempio mercanti, cavalieri oppure il conte di H.;
• nel capitolo da 7 a 9 abbiamo lunghi dialoghi che trattano di poesia che riguarda che capacità
conoscitive del poeta.
All'interno della struttura si riconosce il tentativo di comprendere la totalità delle attività umane; inoltre
abbiamo un ulteriore accento sul capitolo 3 con la fiaba di Antartide, nel capitolo 6 la vita di Augusta dove si
integrano due figure per poi arrivare al capitolo 9 con la fiaba di Klingshor, quello che Enrico riconoscerà
come padre spirituale. Un'altra ripetizione del numero 3 lo abbiamo nel capitolo due dove Enrico saluta i
suoi cari in tre tappe dove abbiamo anche l'incontro con un mercante con il quale parlerà dei diversi
costumi della Germania e come arrivare ad una conoscenza superiore che includa ogni aspetto umano:
• nella prima si congeda dai compagni;
• nella seconda si congeda dal proprio maestro;
SYRIA GARGIULO

• infine, nella terza si congeda dalla Landgräfin, quello che è il particolare grado di nobiltà.
Non abbiamo alcuna indicazione temporale o di luogo precise, se non il punto di partenza (Turingia) e quello
di arrivo (Augusta, casa dei nonni materni), per quanto riguarda l'epoca sembra trattarsi del medioevo
nonostante non vi siano indicate delle date ma si parla di Federico Barbarossa e delle Crociate, periodo
precedente alla nascita del protestantesimo. Qui il medioevo viene manipolato ed esaltato, nonostante
tutto non è documentato ma sappiamo essere una visione diversa da quella che avevano gli illuministi;
abbiamo inoltre un anacronismo, in una scena abbiamo il rintocco di un orologio, cosa assai improbabile in
quanto gli orologi furono inventati successivamente. Il viaggio rappresenta una metafora in quanto si tratta
più che altro di un percorso di maturazione poetica dove ogni singolo capitolo propone dialoghi e riflessioni
che contribuiscono al bagaglio culturale di Enrico e alla propria maturazione, abbiamo inoltre la madre che
rappresenta una presenza rassicurante; si tratta anche di un viaggio ambivalente in quanto abbandona le
certezze e la sicurezza della casa per avventurarsi fino ad arrivare in un'altra dimora sicura e rassicurante,
inoltre non abbiamo la voce del narratore. Il motivo principale è senza dubbio il fiore azzurro che Erico vede
in un sogno, all'interno di questo fiore riconosce il volto di una ragazza, di conseguenza deciderà di partire
per trovare il fiore. All'interno del romanzo Enrico espone le proprie convinzioni e i propri dubbi sul come
divenire un poeta ed indagare la realtà, così Enrico approccia con due mercanti in quanto questi sono visti
come immersi nella pratica dello scambio e capaci di arricchire le sue conoscenze e da loro abbiamo due
racconti diversi:
• nel primo racconto il commerciante racconta di quelli che sono gli effetti dell'arte e della poesia
sugli animali in quanto questi rappresentano gli inizi mitici;
• il secondo racconto consiste nella fiaba di Atlantide (capitolo 3).
Per quanto riguarda il riferimento alle Crociate è presente all'interno del terzo capitolo dove Enrico e la sua
compagnia di avvicinano ad un castello per passare la notte ed incontrano un cavaliere con il suo seguito,
sopravvissuti alle crociate e una ragazza orientale che rovescia il tutto:
• il narratore (cavaliere) riconosce in Enrico un grande entusiasmo religioso, uno de principali ideali
all'interno delle Crociate;
• la ragazza si chiama Zulima, Enrico la trova in lacrime e quest'ultima racconterà lui la sua storia,
ovvero che è stata trapiantata in Germania, che ha un figlio di 10 anni ed Enrico la trova immersa
nei ricordi della sua famiglia e del suo paese che è la persia, all'epoca considerata come la culla della
poesia (Morgenland); essendo inoltre stata sradicata dal proprio paese viene descritta come
emaciata e pallida, quasi avesse perso il colorito della vita. Abbiamo un contesto considerato
poetico all'interno di questo racconto, in quanto Enrico quando la vede se ne sente attratto, ma non
fisicamente, bensì intellettualmente trovando una sorta di connessione mentale con lei data la sua
predisposizione per la musica e il liuto in particolare, per questo motivo tra i due si instaura un
legame e lei deciderà di regalargli il liuto, ma Enrico rifiuta, regalandogli così un nastro per capelli
con incisioni persiane (EMPATIA TRA ARTISTI).
Nel capitolo tre abbiamo anche l'incontro con un geologo/filosofo della Boemia che conosce la terra, i suoi
segreti e i suoi tesori con una venerazione per la terra; quest'ultimo porta Enrico e la madre attraverso gli
strati geologici facendo di ventare questo viaggio una sorta di viaggio nel tempo. Giungeranno in una grotta
dove l'uomo mostra un libro che egli stava scrivendo invitando Enrico a leggere, quest'ultimo non riuscirà
inizialmente a leggere (provenzale) ma poi si renderà conto che il geologo ha scritto gli eventi della propria
vita, a partire dai saluti e l'abbandono della città natale fino a quel momento, di conseguenza il racconto
termina in quel momento preciso senza accenni al futuro. Per quanto riguarda il minatore, si tratta di una
figura abbastanza particolare ricordando in qualche modo Federico Barbarossa, in quanto ha abbandonato
le agiatezze della propria vita per dedicarsi agli studi naturali della sua tanto amata terra.
FIABA DI ATLANTIDE (CAPITOLO 3): L'accenno ad Atlantide (città) lo possiamo vedere solo alla fine della
fiaba. Si tratta di un racconto semplice che si rifà ad uno stato perfetto dove ad un certo punto la sua
principessa, insoddisfatta, si incammina verso diverse esplorazioni arrivando fino ad una casa fuori dal
regno dove quasi nessuno si rende conto che si tratta della principessa. In questa trova un padre e un figlio
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che la accolgono amorevolmente ma purtroppo a fine giornata dovrà tornare nel regno e nel farlo perde
una gemma, il ragazzo la raccoglierà e il giorno seguente i due si incontreranno in modo che egli possa
restituirla. I due ragazzi si innamorano e decideranno di vivere fuori dal regno, nascosti grazie al padre di lui
e di conseguenza il re darà sua figlia per scomparsa; il finale è riconciliatorio in quanto vede il ragazzo,
poeta, che si esibisce ad una festa con una canzone sul suo amore per la principessa e del regalo che
quest'ultimo è riuscito loro a fare, ovvero un bambino. Alla fine, la ragazza comparirà con il figlio
riconciliandosi al padre grazie al potere della poesia. Lei rappresenta dei sentimenti distruttivi rispetto a
quella che è la sua alta posizione che abbandona nel momento in cui scapperà per amore.
Abbiamo una valenza di tipo sociale che riguarda lei in quanto figlia del re e il ragazzo come espressione
della natura in quanto tenuto lontano da qualsiasi evento o luogo negativo, quindi immerso nella natura ma
abbiamo quelli che sono dei vantaggi per quanto riguarda la vita di corte vissuta dalla ragazza, ovvero
l'immensa cultura poetica che viene propugnata e che bandisce qualsiasi atto di violenza in quanto si tratta
di uno stato pacifico che guarda alla felicità generalizzata che è sempre stato uno degli obiettivi degli
illuministi e come futuro utopico da parte dei romantici.
FIABA DI EROS (CAPITOLO 9): Rispetto alla precedente riprende un tipo di narrazione molto diffuso nel '700,
ovvero la Feenmärchen (racconto delle fate) di cui si occupava Wieland, ma si aggiungono quelli che sono
elementi innovativi come ad esempio elementi derivanti dalle scienze naturali come il magnetismo, o il
mesmerismo (diffuso all'inizio dell'800 con ipnosi dalle quali derivano poi numerose esibizioni) che in Italia
viene chiamato Galvanismo in quanto era stato scoperto il magnetismo animale, ovvero quelle contrazioni
involontarie post mortem. In questa fiaba si parla quindi di attrazioni e movimenti delle costellazioni che
sono mosse da movimenti elettrici. Qui le costellazioni sono diverse, abbiamo Eros (amore) e Favola
(poesia) nella prima sezione e sono le colonne portanti del tutto. Abbiamo la suddivisione in tre mondi:
• PRIMO MONDO: mondo delle stelle dove abbiamo Arturo e Sofia che rappresentano
rispettivamente lo spirito della terra e la saggezza, abbiamo poi la figlia Fraya; si tratta di un mondo
ghiacciato e senza vita, tutto dovrà essere rianimato e così sarà quando Eros e Favola saliranno dalla
terra facendo sì che Arturo e Sofia riacquistino nuovamente i propri poteri;
• SECONDO MONDO: mondo terrestre è la realtà dove si apre il racconto con Madre, Padre e
Ginnistan che rappresentano rispettivamente il cuore, il senso e la fantasia; quest'ultima è una sorta
di convivente/balia;
• TERZO MONDO: l'ultimo è quello sotterraneo dove troviamo le parche e la Sfinge;
• INTERREGNI: questi si trovano tra i diversi mondi.
Per quanto riguarda Eros questo è bello, si muove tra i diversi mondo senza alcun impedimento e rianima i
diversi ambienti riunendo le coppie, di conseguenza si tratta dell'impersonificazione dell'amore; inoltre
abbiamo le forze del destino che verranno da lui sconfitte, si tratta del sole che emana troppa potenza e
dovrà quindi essere fermato. Abbiamo poi Favola che non cresce, resta una bambina ingenua e svolge una
funzione di aiuto per Eros ed è a lei che spettano le ultime parole dove verrà annunciato il regno eterno che
i romantici tanto cercano, e saranno Arturo e Sofia a dare inizio a questo mondo che porterà pace tra gli
uomini cosa che rappresenta la situazione contraria vissuta dai romantici. Novalis alla fine afferma che il
mondo reale dovrebbe essere così, dovrebbe avere tali caratteristiche superando quindi i conflitti ai quali
loro assistono continuamente propugnando un mondo di arte e di poesia, imponendola nei cuori altrui e
non nelle menti eliminando così condizionamenti politici e sociali creando un mondo basato sugli ideali di
bellezza e ciò avverrebbe attraverso le scienze naturali. Per tutti i romantici tutto ciò è riconducibile ad un
disegno divino ed è per questo motivo che l'arte e la poesia sono interpretate come mezzo di avvicinamento
a Dio, proprio perché egli è l'ispiratore della natura. Novalis immagina il percorso dell'uomo anche a livello
empirici vedendo la poesia alla base del risanamento dei contrasti umani, è come se si sostituisse la poesia
alla realtà, viene considerata espressione dell'idealismo magico in quanto fa leva sulla poesia come
interpretazione della realtà.
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HEINRICH VON KLEIST (1777 – 1811, SUICIDA)


Si colloca tra romanticismo e classicismo e scrisse il dramma Pentesilea, basato su un mito greco trattato
con approccio romantico e non classicista.
Kleist ha avuto una vita difficile a causa dei continui problemi economici; nasce a Francoforte sull'Oder
(moderno confine polacco) da una famiglia aristocratica ma di poche sostanze (poco denaro).
Dopo la morte dei genitori, una zia gli fa da tutrice ma nonostante tutto continua comunque a vivere una
vita abbastanza difficile perché da aristocratico ha sempre pensato di non dover lavorare, di avere persone
al proprio servizio e di vivere una vita di lusso e agiatezze. Per quanto riguarda il suo periodo di studi, egli
venne formato da un predicatore riformato per essere poi avviato alla carriera militare, in modo da
guadagnare del denaro, a soli 14 anni diventò un cadetto in un convitto militare; verrà mandato a
Francoforte sul Meno in quanto ingaggiato in battaglia contro i Francesi per la Repubblica di Magonza tra il
'93 e il '95 dove Goethe fu ospite del Duca di Weimar. Nel '95 tornò a Potsdam dove studiò matematica e
filosofia e dove conobbe poi due amici tra cui la moglie di un cugino (Marie von Kleist di origini spagnole o
italiane) che lo sosterrà finanziariamente perché interessata alle arti e alla letteratura. Kleist all'età di 21
anni si ritirerà dalla vita militare spiegando a Martini, all'interno di una lettera, che non ama la vita militare,
che non vi si è mai affezionato; ora il suo problema sarà cosa fare in quanto privo di istruzione universitaria.
La prima cosa che farà sarà buttarsi nella matematica e nella fisica, infatti decise di frequentare l'università e
qui conobbe nel 1800 la sua fidanzata Minne von Zenge, si tratta però di un fidanzamento segreto in quanto
il padre della ragazza non avrebbe mai voluto per lei un marito senza lavoro e che di conseguenza non
potesse mantenerla. Tenterà diversi impieghi, prima uno statale in Prussia; studiò filosofia e di conseguenza
precipiterà in una crisi esistenziale a causa delle teorie di Kant che non lo aiutarono ad avvicinarsi alla verità
assoluta e secondo la quale gli uomini non vedono altro che una parte della realtà. Inizierà una vita
frenetica, viaggerà senza mai mettere radici, prima a Parigi insieme alla sorella maggiore Ulrike che durante
il viaggio è vestita da uomo; in quel periodo inizia a lavorare ad uno dei suoi primi testi ma sarà
insoddisfatto. In seguito a questo viaggio deciderà di stabilirsi in Svizzera vivendo nella natura comprando
un podere e portandovi la fidanzata, quest'ultima rifiuterà di andare con lui e di conseguenza il
fidanzamento verrà sciolto; tale progetto comunque non verrà mai attuato e al ritorno si fermerà a Weimar
da Wieland e girerà poi tra Lipsia e Dresda. Nonostante la scarsa economia scriverà sempre di più, nel 1804
provò ancora a lavorare ma stavolta a Konisberg tornando poi sconfitto a Berlino; nel suo viaggio di ritorno
verrà arrestato ed imprigionato in Francia in quanto si pensava fosse una spia; restò in prigione per quattro
mesi dove scrisse abbondantemente (Pentesilea) e rilasciò poi grazie a sua sorella. A partire dal 1808 fino al
suicidio scrisse molto e addirittura fondò una rivista estetica chiamata “Phöbus” scrivendo anche prose e
drammi. Durante le guerre di liberazione pubblicò delle poesie patriottiche con sentimenti antifrancesi e nel
1810 fonda il quotidiano Berliner Abendblätter. Nello stesso anno uscì il primo volume dei suoi racconti ma
Hiflant rifiuterà la messa in scena di uno dei suoi drammi in quanto ritenuto poco adatto, di conseguenza
Kleist offenderà quello che è il suo orientamento sessuale. Nel 1811 pubblicò una commedia e il secondo
volume dei racconti, completò un famoso dramma ma nonostante tutto non sarà soddisfatto della propria
vita decidendo così di suicidarsi nei pressi di un lago insieme ad una sua conoscenza.
Come testimonia la sua opera si pensa si trattasse del suo orientamento sessuale in quanto omosessuale
represso a causa della sua illegalità.
PENTESILEA – 1804
Questo dramma venne iniziato nel 1802 a Konisberg, nel periodo in cui lavorava per lo stato. Uscirà una
prima parte del dramma con alcune scene nel 1808 (Goethe lo giudicò negativamente). Manderà poi una
lettera alla moglie di suo cugino con una copia completa del dramma spiegandole come l'opera andava letta
e vedendo in lei una buona interlocutrice affermerà “essenza della mia vita intima se letto nella sua
completezza, con il lercio e lo splendore della mia anima”. Per quanto riguarda la sua struttura non abbiamo
la divisione in atti come le tragedie classiche ma abbiamo una successione di 24 scene, abbiamo inoltre una
parvenza di azione davanti a noi che si basa però sul racconto di qualcun'altro. Per quanto riguarda le 24
scene, queste si rifanno all'Iliade (una delle sue numerose fonti con personaggi come Achille, Ettore e la
guerra di Troia in atto) suddivisa il 24 libri, e si svolgono tra Amazzoni e Greci creando una sorta di
SYRIA GARGIULO

separatismo. Abbiamo poi quelle che sono scarse indicazioni di scena e l'utilizzo di due tecniche diverse:
• RENDICONTO (der Botenbericht): è una delle tecniche allora più diffuse;
• TAICHOSCOPIA (die Mauerschau): questa la abbiamo quando un particolare personaggio guarda
dall'alto una determinata scena in modo da avere una prospettiva completa come succede anche
all'interno dell'Iliade e questa tecnica viene ritenuta come innovativa in Germania; abbiamo inoltre i
ricordi dei personaggi che avvengono al di fuori della scena in atto (si dà per scontato che tutti
conoscano la storia dell'Iliade, di Achille e di Pentesilea).
Per quanto riguarda l'idea delle Amazzoni, questa deriva dall'arte figurativa dell'antica Grecia, mentre nel
'700 abbiamo uno scultore neoclassico danese Bertel Fharvaldsen che si interessa al mito, oppure pittori e
musicisti. Oggi la ricerca contesta la loro esistenza a causa della mancanza di documenti e ritrovamenti a
riguardo. All'interno del dramma, Achilie trova Pentesilea una donna attraente, nonostante egli appaia
solamente nella scena 5; Achille e Pentesilea combatteranno in quanto era tradizione Amazzone combattere
con gli uomini senza ucciderli per poi portarli nella loro terra per la procreazione in seguito alla quale
uccidevano i neonati maschi; tutto ciò avviene in quanto le Amazzoni hanno rovesciato quella che è stata la
violenza nei confronti delle donne cercando di ribaltare così la situazione diventando anche donne forti ed
indipendenti. I due combatteranno e Pentesilea in seguito sverrà, di conseguenza verrà catturata da Achille,
in seguito le principesse guerriere cercheranno di convincere Achille ad andare con loro facendo credere
alla regina di averlo battuto; Achille accetterà e di conseguenza Pentesilea lo catturerà; arriviamo così alla
scena 15, la più importante in quanto riguarda l'incontro tra i due. Possiamo dire che si tratti di una sorta di
idillio dove i due si trovano insieme intenti a conoscersi in quanto Achille fortemente attratto da lei,
Pentesilea racconta quindi la loro tradizione e di conseguenza Achille, incapace di mentirle, decide di
svelarle tutto ma Pentesilea, arrabbiata, diviene una furia sfidando nuovamente a duello l'amato (nel
frattempo anche lei si era innamorata di lui)e si adirerà anche con le proprie compagne in quanto hanno
fatto sì che Achille le mentisse su di una questione di importanza vitale. I due si sfidano così a duello e
Pentesilea con la sua furia disumana uccide l'amato e in seguito ad un soliloquio su quella che è stata la sua
condotta morirà, accoltellata dalle sue stesse parole che a causa di ciò che ha fatto sono diventate come un
pugnale. I Greci sono lì ad osservare e si riferiranno alla regina con degli epiteti in quanto incapaci di
inquadrarla nella giusta maniera: Sturmwind, Centaura, Sfinge, Lupa, Dogge, forsennata, iena, megera, gatto
dalle 7 vite; verrà poi paragonata ad un elemento della natura inferiore in quanto animalesca. Il dramma si
svolge tra diverse oscillazioni e la scena 15 si trova proprio nel mezzo dove alla fine l'intimità dei due viene
meno e si comprende che il colloquio non ha avuto un esito positivo in quanto niente è come appare.
Possiamo definire il finale abbastanza cruento, le Amazzoni cercando anche di fermale la loro regina ma
senza successo e anche loro iniziano ad utilizzare degli epiteti, come i Greci, in quanto disconoscono la loro
regina, la espellono in quanto dalle amazzoni non è concepito l'amore individualista né tanto meno la
passione; gli epiteti da loro utilizzati sono: orribile, orrenda, cittadina dell'Ade. Alla fine, Pentesilea si
renderà conto dell'errore da lei commesso dicendo di aver confuso i baci con i morsi, in tedesco la rima è
Küsse e Bisse cercando di giustificare il suo atto disumano.
Abbiamo inoltre una componente erotica all'interno del dramma rappresentata sotto due visioni:
• ACHILLE: quella di Achille è una visione sadica della passione in quanto afferma che il suo desiderio
sarebbe quello di trascinare Pentesilea tra la polvere dietro la sua biga con i piedi legati, ovvero
sottoporla alla stessa pratica riservata alla morte di Ettore;
• PENTESILEA: la sua invece è una visione masochista in quanto afferma che, bruciante di passione e
d'amore, lascerebbe Achille farle qualsivoglia pratica purché ciò lo soddisfi.
Abbiamo due mondi diversi, come abbiamo già potuto notare, ovvero da un lato Achille e i greci che
ragionano da patriarchi dove il rapporto tra i sessi è regolato dalla natura dove l'uomo ha il comando in
quanto ad esempio Achille non capisce cosa Pentesilea voglia esprimere e cosa vogliano le Amazzoni;
abbiamo poi le Amazzoni che non sono normali donne, combattono per quello che è un obbiettivo non
concepito dagli uomini e hanno delle leggi e delle logiche che vengono, in un'unica volta, tradite da
Pentesilea innamorandosi come qualsiasi donna normale farebbe; inoltre non si lascia distinguere bene
quella che è la mascolinità e quale dei sessi/gruppi appartenga, se ad Achille in quanto guerrieri e uomini
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oppure se a Pentesilea e alle altre amazzoni in quanto forti ed intraprendenti donne guerriere e ciò lascia
trapelare quello che forse era il suo orientamento sessuale. L'opera venne accolta con stupore ma con una
certa nota di avversione nel notare gli elementi cruenti come la morte di Achille e la violenza dei greci,
quest'ultimi non vengono descritti secondo il vecchio modello, quello classico ripreso da Goethe e Schiller.
Kleist afferma che una tale passione, come quella provata da Achille e Pentesilea, non è possibile assopirla o
nasconderla in quanto finirebbero per uscire allo scoperto contro la nostra volontà. Purtroppo, è solo nel XX
secolo che Kleist viene considerato un autore moderno dove si incontrano scissioni causate dal suo periodo
di appartenenza e quelle che sono le sue definizioni di uomo o donna.

E. T. A. HOFFMANN (1776 – 1822)


Nasce a Konisberg nel 1776, è stato uno degli autori più amati e in origine nacque come Ernst Theodor
Wilhelm che cambierà poi in Amadeus per via della sua ammirazione per Mozart. Oltre che scrittore era un
fine disegnatore di caricature, studiò giurisprudenza e dal 1798 fece pratica a Berlino dove divenne
assessore e poco dopo consigliere a Posen; è proprio a causa di alcune caricature che verrà trasferito, come
fosse una sorta di punizione, ma nonostante tutto conoscerà sua moglie (polacca). Nel 1804 andrà a
Varsavia ed entrerà in contatto con il romanticismo, in particolare con Novalis e Brentano mentre nel 1806 i
Francesi raggiungono Varsavia e di conseguenza perderà il posto di lavoro in quanto l'amministrazione verrà
smantellata; troverà lavoro nel sud della Germania, a Bamberg dove farà il direttore d'orchestra passando
poi a Lipsia e infine a Dresda. Nel 1814 abbiamo la pubblicazione della prima fiaba e lavorerà poi ai suoi
romanzi tra cui “Gli elisir del Diavolo”, intensifica tale attività a causa delle difficoltà economiche e tornerà
poi a lavorare a Berlino nonostante inizialmente senza stipendio. Nel 1818 si presentano i primi sintomi
della sifilide che vede poi la paralisi progressiva limitandolo fino a perdere l'uso delle gambe, scriverà il suo
ultimo racconto del Velters Eckfenster e morirà nel Giugno del 1822.
L'UOMO DELLA SABBIA
Questa è una figura appartenente alla cultura folcloristica e abbiamo due varianti:
• la prima variante è colui che cavava gli occhi ai bambini;
• la seconda la conosciamo grazie ad Andersen ed era colui che invece portava i sogni ai bambini.
Il racconto fa parte di quella che inizialmente nacque come corrente pittorica basata su scene notturne e
giochi tra luci ed ombre, tecnica in Italia conosciuta grazie a Caravaggio, in Germania chiamata Nachstücke.
Abbiamo poi gli aspetti formali del testo, si tratta di una forma mista in quanto da un lato abbiamo la
composizione di tre lettere, che riprende la forma epistolare e danno quelle che sono prospettive diverse,
non mantiene però del tutto quella che è la forma epistolare in quanto ad un certo punto viene inserito un
narratore che fa tre interventi in particolare dove coinvolge i lettori in due in particolare. Vengono descritte
follia, autodistruzione e l'io protagonista si rivela un potenziale poeta e notiamo inoltre l'elemento della
psiche umana che si arricchisce sempre più in quanto nell'800 inizia ad essere studiato il tutto come
fenomeno a partire dalle proprie origini e rimedi. All'interno del testo tempo e luogo non sono specificati,
nonostante tutto abbiamo una sola data dove non viene però specificato l'anno, come luoghi distinguiamo
solo la città universitaria dalla campagna e il racconto inizia con un ricordo di Nataniele (protagonista) alle
ore 12 nella città universitaria.
FIGURE:
1. Nataniele è il protagonista del racconto, il nome è di origine ebraica e significa Dono di Dio ed è un
personaggio dalle forti basi fantasiose;
2. Clara è la sua fidanzata, nonché sorella di Lotario, e il suo comportamento allude alla disposizione
illuministica in quanto non fa altro che cercare spiegazioni razionali;
3. Lotario si rifà ad un personaggio di Goethe;
4. Coppola/Coppelius sono due facce dello stesso personaggio in quanto per Nataniele saranno la
stessa persona;
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5. Olimpia ha una celestiale bellezza e descritta come lontana dal mondo umano in quanto automa;
6. Spallanzani si tratta di uno scienziato italiano che effettati esperimenti di magnetismo animale ed è il
“padre” di Olimpia;
7. Sigmund che deriva da una forma dell'antico tedesco MUNT che vuol dire tutela, una persona che
aiuta e tutela gli altri.
Abbiamo oltre ai personaggi la suddivisione delle tre lettere, la prima e la terza scritte da Nataniele mentre
la seconda verrà scritta da Clara:
• PRIMA LETTERA: abbiamo Nataniele che racconta l'incontro con Coppola facendo così risalire a galla
i traumi della sua infanzia e la lettera rappresenta una sorta di espediente formale come un
qualcosa di più intimo per il lettore. Nataniele è un personaggio che viene presentato come
straziato nell'anima raccontando quello che è l'incontro tra Coppelius e suo padre a tarda sera, lui li
spiava ma in realtà non avrebbe dovuto; il padre e quest'uomo svolgevano esperimenti alchemici,
una notte durante uno di questi esperimenti il padre di Nataniele perde la vita e di conseguenza si
sente responsabile per questo e qui entra in scena l'elemento dell'occhio in quanto Coppola si
occupa di materiale ottico e lo associa a quella figura inquietante che va trasformandosi in
perturbabile e Nataniele da bambino lo interpreta come la figura dell'uomo della sabbia vedendolo
in modo minaccioso;
• SECONDA LETTERA: qui abbiamo Clara che scrive a Nataniele affermando che dovrebbero esserci
delle spiegazioni razionali per tutte le paure e le insicurezze di Nataniele scardinando inoltre il suo
pensiero lamentandosene. Risulta comunque chiaro che Clara non riesce a cogliere quello che è il
malessere del povero ragazzo e che nonostante tutto per lui gli effetti risultano reali;
• TERZA LETETRA: qui abbiamo Nataniele che esprime il suo risentimento nei confronti di Clara e del
suo pensiero razionale raccontando inoltre della sua vita da studente e delle lezioni dello scienziato
Spallanzani, dove durante le sue lezioni farà caso alla figura di Olimpia, osservandola attentamente
notando qualcosa di strano.
L'epistolario fa emergere quelli che sono i problemi di comprensione tra i due ragazzi in quanto da un lato si
pone il mondo interiore di Nataniele e dall'altro quello razionale di Clara con le sue risposte razionali ad ogni
domanda. In seguito alle lettere il narratore racconta la vita di città dove Nataniele necessita di cambiare
casa, per strada incontrerà coppola che gli vende un cannocchiale che Nataniele utilizzerà per osservare
Olimpia della quale si innamorerà; egli la conoscerà, entrerà in contatto con lei credendola più vicina di
quanto non lo sia Clara. Verrà alla fine rivelata la sua natura, ovvero quella dell'automa e nonostante tutto
Nataniele non smetterà di esserne attratto, pensa inoltre che anche lei ricambi, cosa che pensa per via delle
sue risposte docili e gentili, inizierà così ad avere una visione distorta della realtà pensando a Clara come
automa a causa della sua irriverenza nei confronti dei sentimenti di lui e Olimpia come una donna in carne
ed ossa; in seguito a questo episodio notiamo il fiorire della pazzia che nonostante tutto dopo un po'
sembra essere passata e di conseguenza decide di tornare a casa.
Abbiamo poi la scena finale che vede Nataniele e Clara in seguito ad un incontro con Coppola, Nataniele
impazzirà subito dopo credendo Clara un elemento di morte a causa di un sogno di lui dove Coppelius
strappa gli occhi di Clara e di conseguenza Nataniele tenta di uccidere la ragazza, non riuscendoci si suicida
buttandosi dalla torre. Per quanto riguarda il narratore ha un tono che anticipa in un certo modo il finale in
quanto tende a rivolgersi direttamente al lettore cercando di avvicinarlo alla questione e agli eventi che si
stanno svolgendo in quanto tende a spiegare il metodo con il quale questa narrazione procede cercando di
rendere quelle che sono emozioni forti che però vanno spiegate razionalmente.

JOSEPH VON EICHENDORFF (1788 – 1857)


E' di origine nobile in quanto barone, passa la sua infanzia in un castello a Ratisbona, nella Slesia (odierna
Polonia); è figlio di un ufficiale Prussiano e di una nobile del tempo, frequenta il liceo a Breslau insieme a
suo fratello Wilhelm con cui ha un rapporto freddo fin dall'inizio, studierà poi giurisprudenza ad Halle e
seguirà lezioni di filosofia viaggerà poi ad Amburgo, Parigi e poi Vienna per la propria formazione. Egli
SYRIA GARGIULO

utilizza uno pseudonimo nei primi tempi di pubblicazione, ovvero Florenz; nel 1809 si fidanza con una
ragazza di famiglia nobile soggiornerà poi a Berlino con Brentano, Armin e Kleist dove seguirà lezioni di
Fichte, nonostante tutto a Berlino arrivarono i Francesi che attuano riforme amministrative e parteciperà
alle guerre di liberazione dal 1813 al 1815 anno in cui si sposerà iniziando a pubblicare, tra cui una delle
prime opere è Risentimento e Presente mentre l'anno successivo lavorerà nell'amministrazione prussiana.
Nel 1818 abbiamo la morte del padre alla quale consegue la vendita dei suoi luoghi d'infanzia sui quali era
applicata un'ipoteca; nello stesso anno pubblica La Statua di Marmo (das Marmorbild); nel 1826
pubblicherà “Aus dem Leben eines Tougenichts” (Vita di un Perdigiorno) e in più alcune delle sue novelle più
famose. Nel 1831 è a Berlino, fino ai due anni che precedono la sua morte passando del tempo con la sua
famiglia; egli è considerato un grande poeta lirico (Mondnacht e Sehnsucht) e sarà famoso per le sue
novelle tra cui. Per quanto riguarda le novelle queste sono dei racconti concentrati dove si contano da uno a
2 protagonisti; con Eichendorff si parla anche di una fiaba la cui pubblicazione avviene all'interno di un
almanacco del Tempo e si tratta di raccolte dedicate a delle donne (Frau Taschenbuch für das Jaur (1819).
per i suoi racconti egli si rifaceva alla raccolta “Fati memorabili”, questa informazione venne indicata dal
proprio editore fouquet.
LA STATUA DI MARMO (1818)
Per quanto riguarda gli aspetti formali questo ha 5 capitoli/paragrafi, tutti privi di titolo; questa suddivisione
può alludere ai 5 sensi che sono all'interno del testo evidentemente stimolati e agli atti delle opere
claddiche, ovvero al dramma. Inoltre, il testo contiene 9 poesie o canti, e si tratta di un numero significativo
in quanto è tre volte il numero tre, numero triadico che indicano elementi del testo:
• sono 3 i canti del protagonista, Florio;
• sono 3 quelli di Fortunato;
• sono due quelli di una donna sconosciuta (Venere);
• infine, è uno quello di Donati.
Le poesie sono tutte di forma differente in quanto dipendono dal contesto all'interno le quali sono
collocate.
TRAMA: Questa si suddivide in cinque fasi:
• l'arrivo del protagonista in città che per la prima volta vede la statua e segna il passaggio da una vita
luminosa ad una notturna;
• dopo aver visto la statua per la prima volta continua a sentirne la nostalgia, vedrà poi il parco e il
palazzo che per lui sono luoghi misteriosi e sente poi il canto di una sconosciuta;
• abbiamo un giorno in particolare, ovvero la domenica dove si reca ad una festa del suo amico
Fortunato, e proprio qui incontra ancora la sconosciuta che egli all'interno della sua fantasia
trasforma in Venere (passaggio alla luce, bene);
• più avanti si vedrà apparire dinanzi a lui un palazzo che rievocherà i ricordi della propria infanzia
liberandosi dall'infatuazione per la sconosciuta;
• ritornerà poi alla normalità rendendosi conto che al palazzo ci sono solo rovine ripartendo poi con i
suoi amici.
All'interno del libro non abbiamo indicazioni riguardo il periodo storico, il tempo quindi è indeterminato ma
abbiamo allusioni alla presenza di cavalieri anche se potrebbe trattarsi di Minnesänger, ovvero dei trovatori;
abbiamo poi qualche accenno al Rinascimento grazie alla descrizione dei vestiti da loro indossati. L'intera
azione si svolge nel giro di 5 o 6 giorni, circa una settimana, e ciò ha una valenza biblica in quanto allude alla
creazione. Troviamo però indicazioni riguardo il clima, ci troviamo in estate con presenza di afa, caldo e la
festa svolta in giardino. Per quanto riguarda il luogo siamo a Lucca, una delle città più importanti durante il
rinascimento e appare come scenario dell'arte classica che si contrappone alla rinascita dell'arte cristiana.
Abbiamo inoltre una contrapposizione tra città e campagna che allude alla contrapposizione tra bene e
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male:
• nella città troviamo ordine, amicizia e fede cristiana;
• in campagna troviamo il caos, pericolo e terra del Diavolo in quanto Donati viene visto come un
personaggio di per sé diabolico.
Per quanto riguarda il finale il protagonista è obbligato a commettere un errore consapevole; parla inoltre
della partenza da Lucca vedendo in lontananza la città di Milano che conta di raggiungere entro sera,
all'epoca Milano faceva parte dell'impero austriaco e si tratta di allegoria cristiana. Per quanto riguarda i
personaggi questi sono:
• FLORIO: egli è il protagonista e allude sicuramente alla natura, al fiore, alla sia giovane età ed è per
quanto che l'autore inizialmente utilizzava lo pseudonimo Florenz ed è sicuramente un'allusione
all'inizio della sua carriera;
• FORTUNATO;
• BIANCA;
• DONATI: abbiamo diverse sfumature per questo personaggio in quando prima di tutto allude alla
fonte del racconto, rimanda anche al DONO che è ambivalente in quanto ha diverse facce tra cui
come abbiamo visto quella del Diavolo perdendo la retta via, ovvero quella del cristianesimo
parlando inoltre di un personaggio inquietante. L'ultimo elemento riguarda invece una setta del IV
secolo formata da dissidenti cristiani attorno al vescovo Donatus e di conseguenza chiamati I
Donatisti;
• LA BELLA SCONOSCIUTA: viene prima presentata come statua di Venere che si trova al centro di un
dibattito sull'estetica nel '700 e con questo racconto, inserendo questo determinato elemento
Eichendorff prende parte alla disputa, in seguito si presenterà come Greca e prenderà infine le
sembianze di Bianca e in fine diventa il dono del castello che Florio visita durante la notte. Abbiamo
quindi diverse metamorfosi che indicano una mancanza di identità propria.
Il racconto è lineare e cronologico senza alcuna digressione, analessi o prolessi, per quanto riguarda il
protagonista egli arriva in città da straniero, senza uno scopo preciso se non quello di fare nuove esperienze
in quanto ha lo scopo di divenire un poeta. Abbiamo poi due incontri che il protagonista fa:
• PRIMO INCONTRO: Fortunato che è l'esponente di un'arte pia, semplice e sincera esprimendo un
mondo luminoso ed è il tipo di cantore che Florio vorrebbe diventare. Fortunato parla attraverso i
propri canti e attraverso di essi esprime lodi a Dio;
• SECONDO INCONTRO: Donai che lo mette in contatto con il mondo notturno della bella sconosciuta,
è carico di seduzioni e promesse, questo è un mondo che cambia di volta in volta ed è un
personaggio che subentra di proposito per Florio.
Il protagonista comunque sa decidersi in quanto vede da un lato il dualismo tra Bianca, ragazza ingenua,
semplice e fresca e la sconosciuta che è molto più intrigante e seducente, abbiamo poi già visto la
contrapposizione tra la città e la campagna che cancella la contrapposizione di Rousseau tra la corte e la
natura. Per Florio la felicità non è possedere conoscenza assoluta, Florio ha solo Fortunato che lo guida o dà
certezze mentre il rapporto con Donati si svolge in più parti, ovvero nel parco e con la donna sconosciuta; ad
un cero punto però Donati lo mette alla prova invitandolo a caccia una domenica (capitolo 3), nonostante
tutto Florio rifiuta dimostrando così il suo valore di gioventù; però in seguito trascurerà Bianca seguendo
Donati dalla sconosciuta, la Venere che sarà però in seguito una figura pericolosa in quanto allegoria della
mondanità e del mondo terreno come unica sfera di valore esprimendo solo valori secolari e non spirituali
cristiani. Abbiamo poi delle particolarità per quanto riguarda la contrapposizione tra città e campagna in
quanto sappiamo che Florio passa dalla città alla campagna pericolosa per poi tornare nuovamente in città
come succede ai bambini all'interno delle fiabe. La città appare come società ordinaria, accurata, ricava di
persone gentili e Florio si ritrova in un gruppo di amici; la campagna invece appare come un territorio al di
fuori della vita civilizzata e Donati stesso è sempre solo senza amici e il suo cavallo è nero e reagisce sempre
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con paura ai simboli religiosi cristiani. La natura viene vista selvaggia, oscura, non controllata dalla ragione e
rispecchia la psiche di Florio, ricca di insidie e dovrà combattere contro l'attrazione di questo male che gli
sembra così allettante in quanto di notte vaga per il castello, attirato, affascinato dalla donna misteriosa.
Abbiamo poi un cambio di consapevolezza grazie al canto di Fortunato ricordandogli la sua infanzia, il
potere dell'arte scuote quindi il ragazzo che si rivolge a Dio con una preghiera, la scena viene scompigliata,
appaiono dei serpenti, le statue si scompongono e il palazzo si rivela una rovina, di conseguenza abbiamo il
ritrovamento della fede che rivela una fantasmagoria, quindi il carattere fittizio del castello che indica un
ritorno al pagano rivelandosi arte pericolosa per l'uomo cristiano e religioso. Tutto ciò viene sottolineato
all'interno dell'ultima scena dove Florio fugge dal castello che crolla e il giorno successivo con gli amici
passerà in quel luogo dove egli noterà solo una capanna che gli pareva però un castello durante la notte e il
giardino si rivela una natura selvaggia. Eichendorff sottolinea che l'arte classica per lui appartiene al passato
e di conseguenza è definitivamente tramontata mentre il presente richiede una nuova forma di arte dal
carattere cristiano. In seguito a questi eventi Florio ritrova propria personalità, si rende conto dell'inganno e
che i suoi sensi ne sono stati inebriati, ormai vede il mondo per come è davvero, può così riavvicinarsi a
Bianca e ai suoi amici e in quel momento, in modo del tutto naturale, si esprimerà attraverso il canto. Florio
ha vissuto l'inconciliabilità del mondo antico e moderno quindi del classicismo contro il romanticismo e
l'autore propende verso il secondo. Quando uscì il testo questo ebbe critiche da parte dei suoi
contemporanei, ma una critica tiepida in quanto il racconto viene definito troppo dispersivo e di troppa
fantasia, quindi sappiamo che il suo messaggio non viene colto dai contemporanei, ovvero quello di
schierarsi con l'arte moderna. Alla fine del diciannovesimo secolo si è parlato di “simbolo” id arte, religione
e costumi antichi, nel ventesimo invece se ne parla come espressione e di idealizzazione fiabesca o
romantica cercando un'atmosfera popolare.

OSSERVAZIONI SUL BIDERMEIER (1815 – 1830)


Si tratta di un periodo storico letterario che vanta attori provenienti da correnti differenti; abbiamo il
periodo del Congresso di Vienna, ovvero il 1815, si tratta del periodo post – romantico dove abbiamo la
restaurazione dei governi con annessa censura sulla cultura letteraria fino agli anni '30, e da questa censura
derivano determinati atteggiamenti dei letterati. Il termine Biedermeier venne coniato successivamente e
più che altro con una valenza ironica dove gli autori si ritirano dalla vita pubblica con diversi stili di vita ad
esempio silenzioso, divertente (privato e temperato e si tratta di espressione moderata di piacere) oppure
intrattenuto che vale sia per gli artisti che per il pubblico e di conseguenza è un periodo privo di grandi
opere. Inoltre, il termine all'epoca veniva utilizzato per mobilia e vestiario ed è una conseguenza dello stile
della società piccolo – borghese che implica cura per gli ambienti e la mancanza di speranza per quanto
riguarda utopici cambiamenti per il futuro. Fa inoltre riferimento alla realtà empirica, al realismo corretto
che si orienta verso il classicismo ma non si parla della realtà nei suoi aspetti crudi ma bensì come punto di
riferimento reale. Le caratteristiche che lo distinguono sono diverse:
• prima di tutto i letterati sono di età matura, più anziani dei personaggi di cui narrano, e questi ultimi
insieme agli ambienti descritti possono essere definiti severi;
• la voce narrante ha uno scopo puramente pedagogico;
• abbiamo una visione del mondo segnata dalla rassegnazione in quanto non abbiamo speranze per il
riscatto personale con una limitazione delle proprie possibilità con un mondo incentrato soltanto sul
presente.
I temi presenti sono quelli del mondo borghese, esclusi quelli politici a causa della censura, abbiamo poi le
questioni religiose, la mancanza di ambizione e infine la rievocazione della semplicità. Abbiamo poi due
caratteristiche principali della letteratura germanista, ovvero Junges Deutschland e Vormärz ed è inoltre
esperta della letteratura austriaca con un nucleo degli autori più importanti. Oltre alle sue caratteristiche
generali dobbiamo osservare quelle che caratterizzano le opere di questa corrente, e sono:
• la concentrazione sul dettaglio: tipo di problema, determinati oggetti e il dato del singolo;
• abbiamo i protagonisti che tendono a raccogliere oggetti in modo spasmodico come ad esempio
pietre, minerali o ancora piume;
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• i protagonisti delle opere sono dotati di uno spiccato senso di responsabilità sociale che tende ad
influenzare la propria comunità;
• manca la componente utopica, non abbiamo una metà futura da raggiungere ma abbiamo
l'abituarsi ad una vita quotidiana;
• per quanto riguarda gli affetti questi sono tranquilli, abbiamo la mancanza di passioni eclatanti e ad
esempio Stifte parla di passioni che culminano con il suicidio dell'anima;
• infine, abbiamo la predilezione per le forme brevi.

JEREMIAS GOTTHELF (1797 – 1854)


Il suo vero nome è Albert Britius, nasce nel 1797 e vive con la sua famiglia a Berna, il padre è un parroco
protestante e lo istruirà durante l'infanzia; all'età di 15 anni frequenta Literaturschule nella sua città natale,
a 20 anni studia teologia cercando successivamente di subentrare al padre. Nel 1821 studia a Göttingen
viaggiando poi per la Germania; riuscirà a farti eleggere parroco sposandosi e creando una famiglia e diverrà
commissario per la sovrintendenza nelle scuole ma purtroppo dopo circa dieci anni verrà licenziato a causa
del suo pensiero politico sul quale scriverà poi dei libri ma con uno pseudonimo. Per quanto riguarda la sua
scrittura il suo primo romanzo è scritto in dialetto in modo da potersi avvicinare al popolo, inizierà poi a
scrivere in lingua alta su consiglio del suo editore e infine nel 1851 avrà dei problemi cardiaci che lo
porteranno alla morte tre anni dopo. Le sue opere vanno sempre contro il progresso, viene considerato un
autore di letteratura regionale, popolare e dialettale. Da parte sua abbiamo racconti idilliaci sulla collettività
e sui valori tradizionali e la novella Il Ragno Nero fa parte del ciclo Alle Gescichte del 1842 dove abbiamo un
confronto tra vecchio e nuovo ed è un ciclo che riprende una forma del periodo. Rimane comunque poco
apprezzato mentre oggi egli viene considerato uno degli autori più importanti del Biedermeier.
IL RAGNO NERO (1842)
L'autore vuole rivolgersi ai propri lettori in modo didascalico con una prosa retorica spirituale e un racconto
ricco di riferimenti biblici, ci troviamo all'inizio del secolo quanto la Francia invade la Svizzera che riesce a
far cadere Napoleone e abbiamo una parte della Svizzera molto legata alla propria religione con una
conseguente guerra civile e anni abbastanza movimentati. Sappiamo la storia dell Svizzera e del suo
assestamento politico nel 1748. Il titolo allude alla metamorfosi di Ovidio.

ASPETTI FORMALI: Abbiamo una cornice narrativa esterna con un narratore nel presente narrativo (nonno)
e il racconto interno/secondo grado, si tratta del contenuto ma con la differenza di tempo in quanto uno si
riferisce ad un avvenimento di circa 600 anni prima mentre l'altro ad un avvenimento di 200 anni prima.
Questo è una sorta di espediente in modo da distanziare e distinguere i due eventi con la creazione di
suspence grazie anche alla valenza storica che ne attesta la veridicità. Abbiamo quindi i due diversi racconti:
• racconto cornice: questa inizia con una festa all'interno di una vallata, si festeggia il battesimo di un
bambino, qui si vive in armonia e con diffuso benessere materiale, si tratta del periodo della stesura
del racconto, ovvero l'800;
• abbiamo poi la voce del nonno che racconta le vicissitudini di un paese di circa 600 anni prima,
avvenimenti terribili avvenuti a causa del diavolo in persona.
Per quanto riguarda il primo racconto, abbiamo già detto che si era intenti a festeggiare un battesimo, d'un
tratto uno degli invitati nota una strana trave nera che sorregge una casa chiedendo quindi spiegazioni e da
lì inizia il racconto del nonno. Il primo racconto è più lungo e articolato e spiega come il male si sia insinuato
nel villaggio e nelle vite degli uomini, possiamo dire che tutto parte dalle richieste agricole del proprietario
della valle, un cavaliere straniero di nove vopn Stiffels che non comprende la popolazione e che non osserva
le tradizioni locali; i contadini, stremati e disperati dalla richiesta che non sarebbero mai riusciti a soddisfare,
una donna, Cristina, decide quindi di fare un patto con il Diavolo. Quest'ultimo veniva anche chiamato il
Verde in quanto si presentò vestito das Guardia Caccia, ovvero di verde, con una piuma rossa che indica sia
fuoco che sangue e con una faccia oscura (morte). Il patto viene così stipulato e sugellato con un bacio sulla
guancia alla donna (Cristina), in seguito a ciò la sua guancia si annerirà nascondendo tanti piccoli ragni neri
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al suo interno, questi si diffonderanno per la valle seminando distruzione. Il patto chiedeva però qualcosa in
cambio, non l'anima di chi lo ha stipulato ma bensì l'anima di un neonato non ancora battezzato e di
conseguenza si penserà di salvarlo ingannando il diavolo, di conseguenza battezzano il bambino e la madre
mentre cerca di proteggerlo viene aggredita e morirà. Tutto ciò succederà ancora, ripetutamente,
alimentando il male dei ragni che, nel frattempo, sono diventati un unico grande ragno nero che semina
male e distruzione; inoltre il Diavolo, non accontentato, manderà disgrazie legate al clima come fulmini,
tempeste, inondazioni e di conseguenza abbiamo questa rappresentazione della natura selvaggia e cattiva
che va sicuramente abbattuta. Abbiamo la nascita di un altro neonato, la madre decide che non si può
andare avanti così e di conseguenza deciderà di sacrificare se stessa affrontando il ragno, afferrandolo e
chiudendolo infine in una trave in modo che non possa uscire, di conseguenza questa verrà chiusa per
evitare ciò; la valle ritroverà così il proprio benessere e la propria stabilità. Qui abbiamo una cesura nella
storia, un'interruzione, riprendendo con il racconto del nonno risalente a 200 anni prima. Si tratta di una
storia simile, siamo nella stessa valle dove la casa che doveva sorvegliare la trave viene affidata ai domestici
in quanto i proprietari decidono di cambiare casa volendone una più grande. Purtroppo, i domestici non
presteranno la giusta attenzione a quelli che sono i valori cristiani che contraddistingueva l'operosità e il
benessere della valle, iniziano ad essere ignorante le messe, nella casa inizia a vigere l'ozio e uno di loro per
far colpo su delle ragazze libererà il ragno e di conseguenza tutto ciò che accadde secoli prima si ripresentò.
Qui abbiamo nuovamente un sacrificio ma stavolta si tratta di un ragazzo, un giovane che prenderà il ragno
rinchiudendolo nuovamente facendo così tornare gioia e armonia. Il male possiamo dire che si annidi anche
all'interno dei rapporti interpersonali, tra uomo e donna e tra amici come ad esempio Cristiana che a causa
del suo comportamento autoritario viene discriminata ed isolata, in quanto è come se in famiglia indossasse
i pantaloni; e sono le donne in entrambi gli episodi a promuovere il male con la propria cattiva condotta non
osservando la fede e le tradizioni. Quindi possiamo dire che ciò che va ribadito è la necessità di conservare
le tradizioni mirali Svizzeri e il ruolo fondamentale è quello del parroco che inizialmente cerca di combattere
il male ma alla fine viene battuto e lasciato solo, incapace di tenere testa. È significativo come l'autore pensi
che sia necessario un sacrificio umano per sconfiggere il diavolo dove risultano inutili dialoghi e approcci
illuministici con von Stiffels, di conseguenza l'autore non fa leva sulla ragione ma bensì sugli istinti e i
sentimenti umani dove la trave con il ragno serve da monito alla popolazione per far sì che non vengano
trasgredite fede e tradizioni. Possiamo concludere dicendo che il racconto viene narrato dalla voce
rassicurante del nonno che, parte integrante della comunità, rappresenta i valori che vanno fortificati
facendo capire che tutti possono attenersi alla propria tradizione, ovvero alla semplicità, osservanza della
fede e della gerarchia sociale dove il sovrano deve rispettare e prendersi cura dei sottoposti che in ricambio
portano rispetto e amore.

ADALBERT STIFTER (1805 – 1868)


Nasce da una famiglia borghese, il padre era un tessitore ma muore abbastanza presto a causa di un
infortunio sul lavoro; così Stifter lavorerà nell'azienda agricola di suo nonno ritardando gli studi e prima di
frequentare il ginnasio che frequenta dal 1818 al 1826 avvicinandosi all'illuminismo e preparandosi per
l'università. Nel 1826 frequenterà Giurisprudenza a Vienna ma colto dal panico degli esami non concluderà i
suoi studi con conseguenti difficoltà economiche. Si innamorerà di una ragazza ricca ma in seguito
conoscerà sua moglie, proveniente da una classe sociale inferiore alla sua, ma nonostante tutto si
sposeranno e vivranno felici nonostante le difficoltà economiche. Nel 1841 scrive e pubblica il ciclo
Feldblumen (fiori di campo) all'interno di un almanacco, il primo vero successo però arriverà con Abdias; nel
1844 pubblica Brigitta e l'opera che riscuoterà maggior successo sarà un uomo solo. Nel 1845 inizia a
pubblicare una raccolta di sei volumi, dove nel volume quattro vediamo Brigitta con quelle che sono
rielaborazioni ed accrescimenti nel 1847. Dal 1845 al 1847 abbiamo un grande successo di Stifte come
scrittore nonostante le forti critiche, l'anno successivo viene definito come fuori moda ma egli non
combatterà contro queste critiche, inoltre non si pronuncia sule rivolte e viene di conseguenza accolto con
scetticismo a causa della sua lontananza dai problemi moderni della società; nonostante tutto il suo tedesco
viene considerato di grande qualità, come d'altronde la sua prosa. Abbiamo detto che di Brigitta esistono
due stesure, e viene inoltre chiamato die Vormärzliche Erzälung in quanto la figura della donna era
completamente diversa da quella della donna reale di quel tempo, abbiamo inoltre una tendenza
SYRIA GARGIULO

pedagogica, abbiamo il superamento delle passioni rinunciando ai propri desideri a favore del bene comune
BRIGITTA
ASPETTI FORMALI: Abbiamo prima di tutto 4 capitoli che riportano alla steppa, luogo fisico, tranne il terzo
capitolo che riporta al passato di Brigitta e alla sua steppa emotiva a causa della sua infanzia sofferta e
dolorosa. Il narratore fa parte del racconto (omodiegetico) nonostante non acquisti un profilo ben
delineato, la sua presenza crea delle analessi che creano un racconto frammentato e una certa vivacità
strutturale. Non abbiamo alcuna indicazione sul tempo storico in quanto Stifter non intende occuparsi dei
problemi appartenenti al proprio tempo storico e sulle riflessioni politiche, nonostante tutto abbiamo un
accenno al tempo della stesura da parte del narratore. La vicenda racconta il viaggio che il narratore compie
nella proprietà del Maggiore, uomo incontrato pochi anni prima a Napoli sul Vesuvio; il tempo della
narrazione è inframmezzato tra presente e passato dove improvvisamente si perde l'importanza dello
scorrere del tempo dando importanza ai singoli aspetti e momenti della vita. Abbiamo la figura del maggiore
con la sua tenuta in Ungheria, ad Uwar, dove il narratore scoprirà intrattenere una storia con una sua vicina
che si rivela essere la sua ex moglie e che infine lo sarà nuovamente. Il romanzo inizia con un discorso sulla
bellezza, qui chiamata la suprema, che alla fine è considerata vacua e la ricerca invece della bellezza
interiore viene indagata dalla poesia e dalla scienza dell'anima, chiamata die Seelenkunde.
Possiamo adesso parlare delle diverse figure all'interno dell'opera:
• STEPHAN MURAI: quasi fino alla fine del racconto per il narratore si tratta solo del maggiore, un
uomo che durante il primo incontro ha quasi 50 anni, tra i 47 e i 79, e verrà più avanti chiamato “il
vecchio maggiore”, un uomo affascinante, che ha successo con le donne e facilmente si sottrae ai
legami sentimentali. Nel terzo capitolo si parla della sua gioventù, un ragazzo non abituato alla vita
di città, descritto come bello, selvatico; viene sottolineata la bellezza dei suoi occhi come specificato
per Brigitta (descritta come una donna molto brutta). Si racconta di come si siano conosciuti e di
come il maggiore l'abbia conquistata, convincendola nonostante la sua riluttanza per paura di
soffrire, i due decidono così di sposarsi, vivranno una vita felice nonostante il problema derivante
dalla loro integrazione sociale in quanto entrambi sono cresciuti in campagna odiando di
conseguenza la città e la vita di società e anche per la passività decisionale di lei. Il matrimonio
termina comunque con un tradimento da parte di lui con una giovane donna di nome Gabrielle, un
legame effimero e futile; alla fine Brigitta scoprirà il tradimento cacciandolo così di casa e attuando
separazione e in seguito divorzio. Si stabilirà poi ad Uwar in seguito a 15 anni di viaggi, dei quali
però ci viene raccontato solo quello in Italia. Il narratore, una volta arrivato ad Uwa, verrà coinvolto
all'interno delle attività quotidiane del maggiore che ha un'occupazione che richiede conoscenze
instaurando così un rapporto di paternalismo ed imparando la lingua dei suoi sottoposti, con uno
stile di vita semplice, possiede inoltre una casa del tutto normale, priva di lusso e sfarzo ma con la
presenza di librerie ricche di libri. Viene sottolineato inizialmente che si tratta di un personaggio con
qualcosa di irrisolto, elemento che il narratore coglie come un sedimento (der Bodensatz) di
malinconia e questa è una sensazione che trova appiglio quando i due iniziano ad avere maggior
confidenza in una scena in particolare, ovvero quando il narratore nota una foto, sulla scrivania, in
compagnia di una donna molto brutta e ciò rappresenta un'analessi. Questa scena trova il proprio
corrispettivo quando il narratore bussa alla porta esterna del palazzo in attesa della servitù che lo
faccia entrare, nel momento in cui entra il narratore nota immediatamente il passaggio da una zona
di foresta vergine (der Urwald), e si tratta di un'allegoria del carattere poco chiaro del maggiore;
altro elemento che indica l'irrequietezza del maggiore è la scena dei lupi in quanto il figlio di Brigitta
(anche figlio del maggiore) verrà attaccato dai lupi, e lui sentirà degli spari provenire da fuori
allarmandosi e alzandosi di scatto in pre dall'ira e ciò indica la sua passione repressa.
• BRIGITTA: si tratta di una donna sui 40 anni, viene descritta dal narratore mentre cavalca, vestita
come un uomo e con una proprietà ben tenuta mettendo in evidenza la sua capacità di mantenere il
controllo della sua tenuta e della sua vita. Nel capitolo tre veniamo a conoscenza della sua triste
gioventù in quanto la madre viene specificato che a malapena la guardava in faccia e di
conseguenza la ragazza non fa altro che isolarsi e disperarsi e ciò rimanda quindi al titolo che indica
il suo deserto interiore. L'unica eccezione sono i suoi occhi che descrivono il proprio stato d'animo
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aiutandosi inoltre con una serie di libri. Ad un certo punto Murai la noterà ad una festa e come
abbiamo già visto la conquisterà e la convincerà a sposarlo; in seguito alla separazione e al divorzio
lei avrà un bambino, Gustav che però all'interno della storia non ha un ruolo principale. Prenderà
così in mano la sua vita trovando una forma di vita attiva e soddisfacente diventando un esempio e
un modello per i vicini volendo migliorare così il luogo dove vive e la società. Quando incontrerà il
suo ex marito dopo 15 anni inizialmente non avranno alcun tipo di rapporto ma dopo un po' Brigitta
detterà le condizioni alla sua base, ovvero che il loro rapporto sarà semplicemente di amicizia;
• GABRIELLE: si tratta della donna con la quale Stephan ha una storia, si capirà poi essere una
semplice infatuazione, appare però agli occhi di lui come un segreto celeste forte e acceso, ovvero
come una donna attraente ma con passioni che facilmente tendono a spegnersi, scatenerà quindi i
sensi affievolendosi velocemente in quanto si tratta di una bellezza vuota;
• NARRATORE: egli si affida a uomini maturi per orientarsi nel mondo, si tratta di un viaggiatore privo
di fisionomia precisa e senza fissa dimora, va in giro per il mondo incontrando il Maggiore sul
Vesuvio, un luogo deserto, e ciò indica una caratteristica in comunque dei due, ovvero il fatto che il
narratore non riesca a trovare posizione della vita mentre il maggiore viene cacciato e divorzia. Il
narratore è come se fungesse da figlio per il maggiore, verrà inserito all'interno della sua
quotidianità, all'interno della sua attività insegnandogli così un mestiere con una sorta di corso di
formazione; infine il narratore mostrerà la sua gratitudine. In tutto questo abbiamo riflessioni da
parte sua sulla materia della poesia, facendo riferimento alla sua passione e alla sua coltivazione
della poesia con osservazioni e dettagli.
Il racconto viene apprezzato dalla critica grazie alle descrizioni paesaggistiche come nel primo capitolo dove
si osserva il deserto, poi abbiamo l'ammirazione del narratore per le tenute sia di Brigitta che di Stephan;
inoltre abbiamo dei paragrafi linguisticamente ben strutturati attraendo inoltre anche il mondo lontano e
l'esoterismo. Abbiamo poi un rapporto particolare tra uomo e donna in quanto Brigitta viene esaltata e
stimata per la sua attività in ambito economico e sociale nonché per la propria autonomia e non è un caso
che nel capitolo quattro quando il narratore e Stephan vengono invitati da lei, quest'ultima si presenterà
vestita come una vera e propria donna, forte e sicura di sé. Quello che avviene in entrambi i personaggi è il
superamento delle proprie passioni che vengono calmate con grande sforzo ed impegno ed è per questo
che l'autore parla di adottare la legge Mite (sad Stafte Gesetz).

HEINRICH HEINE (1797 – 1856)


E' uno dei lirici più noti dopo Goethe, segna il passaggio alla modernità letteraria tedesca ed è considerato il
più grande poeta dell'800 grazie alla sua lirica che risulta più leggera, accettabile e leggibile, soprattutto per
gli stranieri, è priva di riferimenti filosofici ponendosi come interlocutore intrattenendo il pubblico in
maniera colta. Proviene da una famiglia ebraica di Düsseldorf, una famiglia che tendeva all'assimilazione,
che seguiva una variante dell'illuminismo tedesco, ovvero Haskala. Heine frequenta la scuola momlto tardi,
nel 1804, quando agli ebrei è permesso frequentare le scuole statali e si iscriverà al tecnico commerciale in
modo da divenire un commerciante tessile come suo padre; qualche tempo dopo si ritroverà a Francoforte
per un'esperienza lavorativa e si renderà conto delle barriere che dividono gli ebrei dal resto della società
grazie al Getto (Jugendasse) dove la sera i cancelli venivano chiusi in modo da non far entrare o uscire
nessuno prima del mattino e ne rimase notevolmente colpito in quanto non era una caratteristica della sua
città natale. Nel 1816 lavora alla banca di Amburgo, presso uno zio che lo sosterrà economicamente in
questo periodo; nel 1818 si iscrive all'università, frequenterà giurisprudenza e le lezioni di A.W Schlegel e
Arndt. Nel 1821 si recherà a Berlino dove frequenterà la cultura della capitale ma soprattutto il salotto di
una donna ebrea dove incontrerà numerosi intellettuali e letterati importanti. Nel 1822 pubblica la sua
prima raccolta, contemporaneamente inizierà a frequentare un, movimento ebreo per la cultura e la scienza
sulla cultura ebraica, tre anni dopo di laurea a Göttingen e continuerà a pubblicare in seguito al suo ritorno
dall'Inghilterra, paese molto più avanzato rispetto alla Germania stabilendosi a Monaco e sperando
nell'assegnazione di una cattedra. Nel mentre viaggerà in Italia scrivendo dei Reisebilder (prosa) con delle
impressioni sui luoghi e sul viaggio generale. È nel 1827 che raggiunge la fama grazie alla pubblicazione di
Buch der Lieder, pochi anni dopo si reca a Parigi, volontariamente, come corrispondente di un giornale
SYRIA GARGIULO

(prosa) sul quale si firmava Lutetia, nome celtico della città di Parigi, dove resta anche nel 1830 a causa della
situazione in Germania. Nel 1832 pubblica Französische Zustände (situazioni Francesi), opera pensata come
confronto tra l'autorità della Germania e la libertà della Francia; quest'opera diviene molto famosa e farà sì
che diventi obiettivo della censura nel 1835. nonostante la censura e il divieto Heine viaggia
clandestinamente in Germania scrivendo tra il 1843 e il 1844 Deutschland. Ein Wintermärchen. A partire dal
1848 è costretto a letto a causa di una malattia che lo porterà alla cecità e alla paralizzazione, ma
nonostante tutto non smette di scrivere. Heine nelle sue opere parla del passato letterario come periodo
dell'arte Kunstperiode rispetto a quella moderna, sopraffatta dal progresso e dalle macchine tentando di
vivere la condizione contemporanea consapevole di non poter far tornare quello che è il passato letterario
consapevole comunque di quelli che sono i cambiamenti e gli effetti collaterali dovuti all'industrializzazione,
di conseguenza nelle sue opere denuncia il governo di assolutismo autoritario in Germania, Prussia e
Austria ceracndo di promuovere la democrazia e di far capire alla popolazione che non sono più sudditi ma
cittadini che hanno la possibilità di prendere in mano la situazione e di cambiarla. Nonostante la sua presa
di posizione, Heine non si iscrive mai a nessun partito e rappresenta quindi un personaggio abbastanza
scomodo a causa della sua mancata presa di posizione. Viene definito dalla Germanistica come un
Großstadtdichte, ovvero scrittore di una metropoli e considerato multiculturale.
CARATTERISTICHE DELLA LIRICA → inizia tutto con il libro dei canti dove si colgono una serie di novità, una
nuova impostazione del mestiere del poeta, il linguaggio utilizzato è duttile, si abbandona la rima finale
oppure a rimare sono il primo e il terzo verso ma mai il secondo e il quarto. Abbiamo la costruzione di un
certo ritmo in modo da non creare monotonia, vivace in quanto si avvicina ad un linguaggio popolare senza
essere popolaresco, si tratta della lirica d'uso o anche nota come Gebrauchslyrik, inizialmente veniva
utilizzata come dispregiativo; inoltre nelle sue composizioni abbiamo una certa nostalgia ed echi romantici
nonostante il capovolgimento completo nel finale. La poesia viene da lui utilizzata come mezzo di
comunicazione, non pensa di essere dotato di una qualità precisa, egli vuole solo far riflettere il pubblico
utilizzando ironia e arguzia, intende denunciare, parodiare utilizzando anche canti di lotta. Nulla viene
esaltato, soprattutto i personaggi delle sue storie in quanto non si riconosce mai in questi e non si schiera
mai. Nel tempo respinge la richiesta di originalità e veridicità in quanto prende motivi da altri autori
rielaborandoli e combinandoli e di conseguenza può essere definito come una sorta di linea tra letteratura e
giornalismo ma non netta, utilizza diverse forme e ciò porta alla sua collocazione tra la lirica dell'esperienza
(Erlebnislyrik) e quella delle emozioni (Stimmungslyrik).
DIE SCHLESICHEN WEBER (1844)
Questo titolo gli è stato assegnato a partire dal 1846 in quanto nel momento della sua scrittura e
pubblicazione nel 1844 la poesia si chiamava “i poveri tessitori” e si riferisce ad un fatto sociale, pubblicato
inizialmente sul giornale der Vorwärts, organo del partito socialdemocratico diretto da Marx, questa poesia
viene distribuita anche come volantino in quanto nell'anno della scrittura si verificarono rivolte di tessitori
contro le condizioni di lavoro e opponendosi anche al trasferimento dalle proprie case in campagna alle
fabbriche. Glie elementi formali sono diversi, possiamo partire dalla struttura in quanto vediamo la presenza
di cinque strofe da cinque versi ciascuno nonostante all'epoca fosse di moda la strofa da quattro versi; non
abbiamo comunque equilibrio ma la presenza di un ritornello nonché doppi punti e trattini corti. Abbiamo
inoltre allitterazioni (strofa 4) e anafore, cosa che ci dice che Heine ha lavorato con grande precisione a
livello strutturale e linguistico. Abbiamo la presenza di un io lirico collettivo in quanto ad un certo punto si
unisce al canto dei tessitori, cosa che sottolinea l'importanza della massa, del gruppo, e il narratore è
onnisciente. Il peso delle affermazioni viene marcato dall'utilizzo del presente, cosa che mostra anche lo
svolgimento di ciò di cui si parla con elementi di condanna all'interno di tre strofe con la parola Fluch che
crea un legame tra queste condannando prima Dio che si è preso gioco di loro, poi il re (quello dei ricchi)
che non ha fatto altro che incrementare la loro povertà e infine la vecchia Germania che va biasimata per le
loro condizioni; queste rappresentano l'abolizione delle 3 autorità vigenti a quel tempo, ovvero Dio, il
Sovrano e infine lo Stato. Abbiamo le strofe 1 e 5 che fanno da cornice alle restanti e alla rabbia espressa
dai tessitori all'interno delle strofe 2, 3 e 4 dove si parla anche della loro situazione. Nella prima strofa
abbiamo il narratore che prima di calarsi nella collettività introduce la situazione affermando che i tessitori
non fanno altro che digrignare i denti dalla rabbia in segno di furia animalesca, afferma che non ci sono
SYRIA GARGIULO

lacrime da parte loro in quanto non sono tristi; infine abbiamo il ritornello dove questi tessitori intonano
“Wir weben, wir weben!” quasi fosse un ritmo, come quello delle macchine all'interno delle fabbriche che
producono una sorta di ritmo macchinoso. Vediamo come il testo non insista in modo teorico sulla povertà,
ed è per quanto motivo che il titolo verrà poi cambiato, in modo da sottolineare quella che è la loro rabbia
nei confronti di chi ha attuato tale cambiamento e di chi non si è preso cura id loro ma che avrebbe dovuto.
Il testo è stato scritto in modo da stimolare una reazione in coloro che la leggono, spingendo così al
cambiamento di cui all'epoca c'era bisogno.
EIN FICHTENBAUM STEHT EINSAM – NEL NORD SU UN'ALTURA SPOGLIA (1827)
Ripreso da Buch der Lieder, è composta da due sole strofe senza un vero proprio schema metrico e la
bipartizione sottolinea la differenza tra il freddo del nord e il caldo dell'oriente con la palma che crea una
contrapposizione con il pino che indicano i due sessi in contrasto, uomo e donna, che nonostante tutto sono
in attrazione tra di loro. Si tratta di una sorta di piccolo quadro dove si rimpiangono i possedimenti coloniali
della Germania nel Sud con la nostalgia del proprio clima.
ALLNÄCTLISH IM TRAUME... - IN SOGNO OGNI NOTTE TI VEDO
I puntini sospensivi nel titolo stanno a sottolineare l'inserimento di un discorso o chi scrive non è certo di ciò
che sta in effetti scrivendo, resta tutto sospeso appunto. Questa poesia tratta di questo sogno ricorrente,
ogni notte, dove l'io lirico parla di un Tu che vede e quasi automaticamente si crede si parli di un uomo che
si rivolge ad una donna, lo si può intuire dalla descrizione del sogno e dei determinati elementi che
costituiscono l'altra figura come i capelli biondi, i teneri piedi (viene vista come un'allusione sessuale). Nel
sogno lei pronuncia una parola dona lui il ramo di un cipresso simbolo di lutto ma anche di eternità
(elemento ambivalente). Verso la fine abbiamo un ribaltamento della visione e dell'atmosfera romantica con
il risveglio del sognatore che dimentica la parola detta in sogno dalla donna e di conseguenza pensa non
fosse poi così importante. Abbiamo poi una certa atmosfera fiabesca data dai diminutivi che terminano in
-lich e -chen con un certo romanticismo superficiale.
ICH WEISS NICHT, WAS SOLL ES BEDEUTEN... - IO NON SO CHE VOGLIA DIRE...
Si riferisce ad una poesia di Brentano che si rifà a sua volta ad una poesia medievale e al personaggio “Die
Lorelei/y”. abbiamo l'io lirico che racconta il proprio stato d'animo, riflesse sula figura di questa sirena
(Lorelei) parlando della sua posizione; abbiamo il Reno come sfondo (fiume tedesco per antonomasia per il
loro senso di identità) e richiama dei riferimenti per esserne parte. Abbiamo un accenno all'atmosfera e al
luogo, un idillio, mentre vede questa bella donna seduta come fosse un miracolo, adornata con gioielli
d'oro, capelli biondi (oro) e con un pettine d'oro → RICHIAMO ALLA MAGIA DELLA PAROLA GOLDNES. La
donna canta una forte melodia che attira ed ammalia e la prospettiva adesso cambia in quanto l'io lirico
adesso osserva il barcaiolo, preso dal rimpianto (weh è dolore o male che riguarda sia il fisico che la psiche),
non vede ostacoli, solo la bella fanciulla e qui abbiamo l’intervento ironico da parte dell'io lirico che afferma
che le onde, molto probabilmente, inghiottiranno sia il barcaiolo che la sua barca. Possiamo dire che la
Lorelei qui rappresenta il fascino dell'arte, cosa che può persino portare alla morte, almeno in quel periodo
ed è così che Heine si sente nel leggere opere di autori come Goethe e Schiller, affascinanti ma letali in una
nuova epoca.
AUS DEUTSCHLAND. EIN WINTERMÄRCHEN – DA LA GERMANIA. UNA FIABA INVERNALE
Si tratta di un capitolo di una famosa opera che ricorda quella di Shakespeare; è un'opera abbastanza lunga
e riprende il viaggio dello scrittore in carrozza, il metro è quello del Nibelungenstrophe e l'intento è far
capire che egli è pienamente tedesco cercando quindi di smentire ciò che la censura pensava di lui e delle
sue opere. Vediamo, all'interno dell'opera, una natura tra l'autunno e l'inverno, la tristezza del luogo che
cerca di combattere cogliendo i suoi elementi positivi ad esempio la descrizione di quelli che sono gli
incontri con determinate persona dalla mente aperta. Cerca di spingere ciò che scrive verso l'evoluzione
positiva del lettore, combatte le spiegazioni metafisiche restando con i piedi per terra cercando di dare un
quadro completo della realtà contemporanea tedesca mettendola a confronto con la Francia.
SYRIA GARGIULO

DER ASRA
Si colloca nella sezione Historien e non fa parte del gruppo precedente, questa appare nel Romanzero (si
riferisce alla cultura romanza) nel 1855 nonostante venne inizialmente pubblicata nel '46. parla di un amore
impossibile dove nelle prime die strofe vediamo la presentazione delle due figure principali che sono la figlia
del sultano e lo schiavo, nella terza strofa si descrive invece il luogo, particolarmente bello, dove i due
ragazzi si incontrano diverse volte ed è indicato con Täglich all'inizio della poesia e rappresenta un
collegamento tra le prime due strofe; eines Abends invece è una sorta di cesura ed indica un avvenimento.
Vediamo, all'interno della poesia, la ragazza, ricca e di buona famiglia, che chiede allo schiavo quale sia il
suo nome e sappiamo comunque che all'epoca gli schiavi non avevano personalità, erano anonimi, dei
semplici schiavi; così facendo la ragazza dona al ragazzo una personalità e deli tratti umani. Quest'ultimo
racconta la sua storia dicendo che è suo destino, come gli altri uomini della sua famiglia, morire consumato
dall'amore impossibile.

JUNGES DEUTSCHLAND UND VORMÄRZ – LITERATUR


Si definisce letteratura impegnata e i due nomi sono controversi, in quanto sono una sorta di “stampella
“facendo riferimento alla storia politico sociale, soprattutto il Vorm. Questi sono termini creati
successivamente e i contemporanei utilizzano il termine Tendenzliteratur, ovvero letteratura di tendenza,
altri autori non la definivano vera letterat8ura e di conseguenza viene anche denominata letteratura della
restaurazione. Il Vorm conta letterati liberali che sostengono rivendicazioni mentre la Junges è stata coniata
dalla censura di Metternich ed è più eterogenea. Il periodo è di transizione, dopo il congresso di Vienna, e
va tenuto presente che la situazione politico – sociale cambia da tanto a stato. Nel '900 si parla di
Gleichzeitigkeit des Ungleich dove la popolazione è più scolarizzata in un paese rispetto ad un altro oppure
dove la letteratura ha più peso e valenza all'interno di un paese che di un altro. In seguito alla Rivoluzione
francese in Germania si diffondono nuclei di inquietudine e di organizzazione politiche e sindacali, nonché i
primi gruppi di emancipazione femminile, richieste due costituzioni; tutto ciò perché nonostante il
consolidamento dell'antico regime abbiamo delle istituzioni che si consolidano a loro volta creando un
elemento di disturbo che ha determinati effetti, entrando in contrasto con il vecchio regime. Negli anni '40
abbiamo la manifestazione riguardo le problematiche economiche che derivano dalla presenza di un insetto
che rovina le piante di patate portando così carestia, povertà e problematiche al terreno che costringono la
popolazione ad emigrare in America. Abbiamo negli anni '30 una serie di lotte nazionali Europee che danno
nuova linfa alle emozioni rivoluzionarie, si tratta della guerra tra Greci e Turchi, 1829, per l'indipendenza;
abbiamo l'insurrezione polacca nel 1831 e infine la rivoluzione belga l'anno precedente. Nascono quindi le
prime organizzazioni tra cui quella che riuniva le associazioni politico – sociali basate sulla libertà di stampa
e per l'inflazione e possiamo affermare si tratti della prima organizzazione di massa che diviene il porta voce
del partito social – democratico, il primo a mostrare il peso e l'importanza delle masse popolari. Nel 1832
abbiamo l'Hambaucher Fest dove a riunirsi erano coloro che desideravano una costituzione e l'unificazione,
così la liberalizzazione della società inizia nel 1848 con la nascita della Paulskirche dove a riunirsi erano i
delegati tedeschi il cui obiettivo era quello di elaborare una costituzione ma purtroppo tutto sfumò in
quanto si offrì la corona al re di Prussia che rifiutò. Per quanto riguarda scienza e letteratura abbiamo
diverse notizie, prima di tutto in seguito allo 'smentimento' dei dogmi cristiani nasce il manifesto di Marx ed
Engel, in letteratura nasce la Junges Deutschland, nome dato a quel gruppo di lettori che dovettero
emigrare o che vennero censurati e perseguitati a causa delle proprie opere giudicate di carattere
anticristiano, pericolose per i costumi dell'epoca in quanto trattavano di erotismo e sesso mettendo a
rischio l'integrità tedesca. Vennero così censurate opere di scrittori quali Heine, Mundt, Laube e Gutskow,
vietati dalla prussia qualche anno prima; un caso particolare è quello di Büchner con il suo Hessischer Bote
del 1834, a causa di ciò dovette infatti fuggire in Svizzera.
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GEORG BÜCHNER (1813 – 1837)


Nasce in Assia, è il primo di otto figli di un padre medico e proviene quindi da una famiglia borghese.
Frequenta una scuola privata a Darmstadt, studierà medicina e scienze naturali a Strasburgo dal 1831 al
1833, cosa che lo distingue dal resto dei poeti laureati in teologia o giurisprudenza. Scaduto il permesso del
suo soggiorno estero tornerà a casa non trovandosi bene nel campo politico fondando così La società per i
Diritti dell'Uomo pubblicando un volantino chiamato Hessischer Landbote che cercava di istigare le
campagne, purtroppo fallirà miseramente in quanto ne verrà denunciata la distribuzione e verrà quindi
perseguitato. Verrà in seguito interrogato sfuggendo però all'arresto completando i suoi studi a Strasburgo
mantenendosi da solo; in quel periodo inizia ad occuparsi della vita di Lenz. Presenterà la sua tesi a Zurigo e
vi si trasferirà sperando di ottenere una cattedra. Nel 1836 diventerà docente privato e
contemporaneamente lavorerà al dramma Wayzek. L'anno successivo si ammalerà di tifo e morirà all'età di
24 anni.
OPERE
La maggior parte delle sue opere sono postume a causa della censura e vi sono dei problemi a causa delle
modifiche attuate dagli editori o dai curatori oppure per quanto riguarda la trascrizione, ad esempio quella
di Lenz dove non abbiamo un manoscritto ma solo trascrizioni. Solo verso la fine dell'800 i naturalisti
riconoscono il potere dei suoi scritti mentre la Germanistica lo considerava un rivoluzionario politico e
sociale anziché un poeta; le sue caratteristiche erano pessimismo e religiosità negativa a differenza delle
caratteristiche del Vormärz che chiedeva positivismo e opere combattive ma B non credeva in quella che
poteva essere la rivoluzione tedesca a causa della sfiducia nei confronti delle ideologie politiche. Scriverà
Lettera sul Fatalismo diretta alla sua fidanzata facendo certe affermazioni come ad esempio il fatto che si
sentisse schiacciato dal fatalismo della storia, non vede positività senza una mano guida che conduce la
storia. Teme inoltre l'omologazione del comportamento umano ricollegandosi a tutto ciò detto in
precedenza indagando e constatando i principi della psiche del singolo che è un qualcosa di incontrollabile.
Si domanderà degli istinti dell'uomo, quelli cattivi, dei quali non si capisce la provenienza assumendo quindi
una posizione atea facendo così capire quali siano le difficoltà dell'esserlo e di come sia difficile vivere in
questo mondo professandosi tale.

LENZ (1839)
L'autore si serve di una serie di fonti riguardo la vita dello scrittore e della sua malattia, ma di un testo in
particolare, un diario scritto da un pastore che accolse Lenz in Campagna. Gli aspetti formali del testo sono
difficili da valutare a causa della mancanza di revisione da parte dell'autore; la punto di vista narrativo
abbiamo una prospettiva nuova con la presenza di un narratore onnisciente che non esercita mai la sua
conoscenza (nessuna formalizzazione interna) non si capisce quindi se si tratta della voce del narratore
oppure di un discorso indiretto libero, il tutto ridotto ad una rappresentazione di fatti. La struttura è
paratattica e con delle frasi semplici, pochi dialoghi diretti e pochi aggettivi; nonostante tutto non si capisce
a qualche genere appartenga in quanto molto libero, potremmo comunque dire che i generi sono diversi
come ad esempio saggio, novella, racconto e libro. CONTENUTI→ si tratta della storia di un uomo che
scivola verso la malattia mentale, i disturbi sono descritti come delle sensazioni e vi sono vari tentativi per
riprendersi ma purtroppo non c'è nulla da fare, abbiamo un crollo psicotico finale che comporta un
tentativo di suicidio. Il personaggio si perde in uno stato di apatia, è solo, senza famiglia e rispetto alla folla
descritta da Tieck (fiabesca, misteriosa) qui abbiamo l'ottica dello scienziato con la sua oggettività e la sua
analisi. Abbiamo la distinzione di diversi momenti all'interno del testo:
• inizia con la presentazione del protagonista, con la sua camminata tra le campagne, il suo arrivo e
l'apparizione in sogno da parte della madre;
• abbiamo la visita di Kaufmann e un conseguente discorso sull'arte, abbiamo il ricordo del padre di
Lenz e la partenza del pastore;
• Lenz si muove per la zona, durante il suo giro di ispezione incontrerà una visionaria che cercherà di
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resuscitare una bambina con momenti di autoflagellazione;


• qui abbiamo l'ultimo momento saliente della storia, ovvero la manifestazione della sua malattia,
inizia a sentire voci, tenta di suicidarsi verrà portato in città per essere così trasferito in un
manicomio.
La narrazione inizia con un tempo piovoso e fosco, Lenz non aveva né paure né desideri e di conseguenza ci
si sofferma su quelle che sono le sensazioni fisiche ed emotive come l'oppressione al petto e la stanchezza
che sono una conseguenza del suo estraniamento dalla realtà; abbiamo poi il rapporto con la religione e la
fede che è molto forte in Lenz; abbiamo la concezione dell'arte espressa dal discorso con Kaufmann e infine
i sintomi della follia. Nel testo abbiamo il narratore che scompare con focalizzazione quasi zero, il tempo è
come se fosse sospeso in quanto non abbiamo nessuna indicazione storico-temporale, nonostante questo
viene indicato lo scorrere del tempo mentre per quanto riguarda il luogo questo è documentato. Abbiamo
tre “passeggiate” importanti:
• il suo arrivo con i primi sintomi della malattia;
• durante la sua seconda passeggiata egli perde la sensibilità, le dimensioni sono distorte e la sua
percezione della realtà è a grandi linee;
• nella terza abbiamo una corsa nel buio dove i contorni iniziano a disperdersi, Lenz non riesce a
distinguerli perdendo così lucidità.
IL TEMA DELLA RELIGIONE: Lenz era figlio di un pastore evangelico, in quest’opera invece la situazione si
capovolge e ci troviamo di fronte a un ateismo disperato. Ci sono vari tentativi di Oberlin di abbracciare la
fede e di riportarlo alla ragione mediante delle letture della bibbia. Dopo il dialogo sull’arte, si scivola nella
follia. Alla fine, però ottiene la conferma che Dio non c’è e gli resta solo la disperazione.
DIALOGO SULL’ARTE: i protagonisti sono Lenz, un amico che va a trovarlo e Kaufmann (personaggio storico).
In questo dialogo ritroviamo l’idealismo contro il realismo (Büchner è un anticipatore di questa corrente).
Lenz, che sembra aver superato i suoi problemi mentali, discute sulla teoria estetica  dice di aver
osservato delle ragazze e che queste gli avevano ricordato 2 quadri di 2 pittori olandesi (Rembrandt e
Rubins) [Rembrandt dipinge scene della vita borghese, rappresentava un’altra realtà.]
Per indicare la sostanza borghese la pittura olandese vuole rendere la realtà così com’è, ritiene che l’artista
deve solo ricreare la sostanza viva della realtà voluta da Dio. Mette in guardia delle trasformazioni (ogni
trasfigurazione è una correzione del volere di Dio). Per Lenz il poeta deve dedicare amore e attenzione alla
comunità, deve avere un interesse nei confronti dell’individuo (soffermarsi sull’essenza non sull’esteriorità).
La bellezza viene descritta come un processo, in continua trasformazione, resiste alla morte, in quanto
astrazione.
Un tema importante è la follia (tema presente anche nella società del tempo). Buchner fa un esame
analitico dei passi che fa l’individuo, e le tappe in cui perde il contatto con la realtà. Esistevano due scuole
(teorie semantiche e osservazioni empiriche) di psichiatria (era aumentato l’interesse scientifico).
Poi c’erano gli psichici che argomentarono da posizioni idealiste, cercavano i motivi della “malattia”. Oberlin
era legato alla seconda scuola e cercava di individuare cause nel comportamento dell’individuo; analizza
anche Lenz (la disobbedienza al padre, la vita dispersiva, e la mancanza di fede). Buchner non si esprime
esplicitamente, anche se lavora sui nervi della testa. E parla di incubi e visioni.
Quando peggiora non vede più la realtà come la vedono gli altri. Buchner porta a un livello più alto la
rappresentazione del paesaggio. L’ambientazione riprende ed elabora topos dell’estetica romantica. La
montagna viene associata a due fenomeni: magnetismo. L’uomo è più vicino a Dio, ma Buchner sfata il
concetto e fa vedere come in montagna l’uomo sia lontano dalla fede. Si è pensato che l’opera fosse più un
saggio; perché si ritiene che il soggetto di un’opera d’arte è la bellezza.
SYRIA GARGIULO

ANNETTE VON DROSTE-HOLSOFF (1796-1848)


È considerata un’autrice regionale, ma è stata riscoperta dalle germaniste donne. Ha una vita breve, infatti
morì a causa della tisi. Proviene da una famiglia aristocratica. Non va a scuola, infatti viene istruita a casa
(può assistere alle lezioni del fratello). Impara varie lingue: italiano, olandese e latino; e inoltre studia anche
materie scientifiche. Scrive varie opere, ma poche sono state completate. Ama la musica: suona il
pianoforte e compone musica.
[la madre voleva che si sposasse e si preoccupava per i suoi problemi fisici.]
È parte di una grande famiglia (bambini, anziani e malati)
Resta nubile, e la letteratura le terrà compagnia per tutta la vita.
Nel 1838, pubblica una raccolta di poesie. Nel 1841/42, passa l’inverno da sua sorella, al lago di Costanza, e
qui intrattiene una relazione col figlio di un’amica, che la incoraggia e che la aiuta. Nel 1842, pubblica “il
faggio degli ebrei” a puntate su una rivista. Nel 1844, esce il secondo volume di poesie presso la casa
editrice Gotta (Stoccarda), viene apprezzato dal pubblico e dalla critica. Ha pochi rapporti intellettuali,
conosce Wilhelm Grimm che in realtà aveva un pensiero negativo nei suoi confronti, la riteneva poco
femminile. Fa pochi viaggi e la sua vita si svolge in una bella casa nei pressi di Munster e poi nella sede di
vedovanza.
Holsoff viene attirata da tutto quello che va oltre la cerchia in cui si trova. Le piacciono le avventure e i
romanzi gotici. Scrive anche un ciclo di poesie religiose, è molto cattolica come la madre. Però le poesie
fanno anche vedere come viva con conflittualità la fede (Dio punitivo). È una delle prime poetesse; ha un
riconoscimento nella storia letteraria. Parla della sua regione, è legata alla sua terra, ne scrive quando è
lontana. Non fa parte di nessuna tendenza, né prende posizioni politiche, dice che “chi ha successo nel
presente, verrà dimenticato”  ma a lei accade il contrario.
[era molto legata al padre, quando muore, lei e la madre vanno a Witwensitz, ha una rendita personale, ma
fa fatica a staccarsi dalla madre]
IL FAGGIO DEGLI EBREI
Il titolo originale è “quadro dei costumi della Vestfalia Collinare”; è l’opera che l’ha resa famosa. La novella
appare inizialmente sul giornale della casa editrice Gotta e rimanda al Dorfgeschickte (storia del paese). La
storia fa riferimento a un fatto “vero” riferito allo zio August von Aaxthausen: Geschickte eines
algerierklaven (storia di uno schiavo algerino).
ELEMENTI FORMALI: il titolo indirizza la lettura, suscita curiosità; vi è una poesia iniziale e una alla fine; vi
sono 2 cesure e 3 capitoli; vi è alla fine un’iscrizione ebraica; e vi è un inserimento di una lettera del
presidente del tribunale che scagiona Friedrich.
DATE INTERTESTUALI: la data di nascita del protagonista è il 1738; nel 1746 muore il padre; nel 1750 vi è la
visita a uno zio, fratello della madre che lo adotta; nel 1755 fa 18 anni; nel 1760 vi è la festa di matrimonio;
il 1788 è l’anno prima della Rivoluzione francese.
LUOGHI: paesino B, che si trova nelle vicinanze di Padeborn, vi è lo scenario della Battaglia di Varo (vince la
Germania); è un posto appartato; vi sono degli accenni ad Ulisse; e un ruolo importante è dato al bosco
(all’interno della quale si verificano due assassini). La fiaba assume un significato particolare, attraverso di
essa si passa dall’infanzia all’età adulta.
CONTENUTO: è la storia di Friedrich Mergel, cresciuto infelice e in povertà; la famiglia è segnata
dall’alcolismo del padre, infatti vendono addirittura i loro possedimenti (perdono prestigio). Quando muore
il padre, la madre arrangia per andare avanti e suo fratello la aiuta. Friedrich inizia a lavorare con lo zio che
però ha dei traffici illeciti. Friedrich diventa un delinquente, viene coinvolto nell’assassinio del guarda bosco
di Brandis (intento a snodare il traffico illecito del legname). Qualche tempo dopo viene umiliato da un
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ebreo per dei soldi che gli aveva prestato, in seguito però quest’ultimo viene trovato morto sotto un faggio.
Friedrich verrà accusato, fuggirà dal fratellastro (figlio illegittimo dello zio).
Cesura di 28 anni
Torna in paese un uomo che assomiglia al fratellastro, di nome Niemand. Dopo essersi integrato nella
società, lo troveranno poi morto sotto lo stesso faggio. Quando il cadavere verrò analizzato, si scoprirà che
lo straniero è Friedrich stesso, che si è suicidato per disperazione.
SNODI DEL RACCONTO
2 o 3 temi di fondo che appaiono con la lettura approfondita: la vicenda nella seconda metà del 700, ma
prima dell’avvento della modernità (Rivoluzione francese); questione del diritto: si parla della situazione
vigente, del diritto dell’Ancient Regime; confrontato con diritto consuetudinario.
La vicenda del legname ruota attorno a quello che la popolazione sente come suo diritto, che poi sfocia in
un crimine.
il racconto ruota attorno al personaggio di Friedrich, che interagisce con la società formando la propria
personalità (e Bildung). Friedrich è in chiave pessimistica, di lui si mette in primo piano la distorsione e il
difetto sociale.
Nella narrazione vi sono dei distacchi netti, scrittura moderna, come un film.
IL PROTAGONISTA: figlio di un piccolo proprietario, vittima di discesa sociale: sfortunato per fattori esterni e
incapace di lavorare sodo. Quando Friedrich nacque, la casa si trovava allo scatafascio, il padre era
alcolizzato e violento. Friedrich è il figlio del secondo matrimonio. La madre è sicura di poter cambiare il
padre  fallisce e procede la rovina sistematica della famiglia. La nascita di Friedrich sembra un momento
felice, il padre sembra addirittura amarlo.
Vi sono 5 date attorno alla vita di Friedrich riferite ai 5 sensi:
1. morte del padre: viene vissuta in un modo drammatico e partecipe. Friedrich ha 8 anni. Il padre
mentre sta tornando da un matrimonio dove si beveva gratis, cadde e morì assiderato. Madre e
figlio scoprono della morte a casa, mentre attendevano il suo ritorno. Friedrich pensò al diavolo e a
che forma potesse avere, poiché si sentivano vari rumori in casa. Friedrich chiederà poi più tardi
della morte del padre, e la madre gli spiega le sue sofferenze circa il matrimonio. Friedrich avverte
la madre che un suo compagno di scuola ruba (essendo figlio di famiglia facoltosa, la madre cerca di
insegnare al figlio che queste cose non si fanno, e a non calunniare le classi più alte). Friedrich subì i
pregiudizi del paese dato il suo passato. Il narratore costata come questo “bullismo” lo cambi.
Diventa un emarginato, un escluso che sviluppa una tendenza all’isolamento e a farsi giustizia da
solo. Usa la forza piuttosto che il ragionamento.
2. Arrivo dello zio (Simon): è un personaggio particolare, è un attaccabrighe dai capelli rossicci.
Quest’ultimo adotta Friedrich, la madre spera di dargli una figura paterna, ma quando lo zio lo sta
portando via (indossava un giaccone rosso), lo vede come il diavolo (personaggio che impersonifica
il male. Friedrich si vede come in uno specchio magico  alla madre appare che lui diventerà
proprio come suo zio. Quando arriva Johannes Niemand in casa della madre, Friedrich conosce il
cugino, di cui nessuno sapeva niente. Somiglia a Friedrich ma più simile alla madre, era di una
magrezza spaventosa, aveva difficoltà ad esprimersi. Appare alla madre come una figura in cui
Friedrich si trasformerà (anticipazione della fine dove il cadavere non si distingue).
3. A 18 anni, F. lavora con suo zio; seguirà la morte del guardacaccia in cui il ruolo di F. è incerto. Non si
capisce da quale prospettiva è scritta la riflessione che segue. F. non si capisce se è al corrente o
meno dell’uccisione del guardacaccia. Si capisce che lo zio è coinvolto direttamente nell’omicidio, in
un secondo colloquio. F. non denuncia lo zio, e nemmeno si ribella  scivola definitivamente nella
carriera criminale.
4. 1760, festa di matrimonio: Friedrich viene con una giacca azzurra nuova (accenno a Werther, anche
lui con giacca azzurra). Vi è un incidente con N. che ha rubato del burro, che ballando si scioglie e
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viene scoperto. Aron, ebreo chiede il pagamento a Friedrich. L’ebreo verrà assassinato  Friedrich
fuggirà.
5. 28 anni dopo, vi è il ritorno di un uomo che non si sa se fosse Niemand o Friedrich; sembra il ritorno
del figliol prodigo. Si pensava di aver fatto un torto a F. F. torna il 24 dicembre. Passa di casa in casa,
racconta ciò che ha passato, era stato fatto schiavo in Algeria. Tutto sembra tornato alla normalità.
Lo si trova impiccato al faggio dove A. era stato assassinato, e dove c’è l’iscrizione. Sul cadavere c’è
una cicatrice  viene identificato F. che il paese pensava fosse N.
Dopo il Funerale, questa storia è realmente accaduta nel settembre del 1789. Vi è una scritta ebraica “se a
quest’albero ti avvicinerai, quello che mi hai fatto, riceverai”; dente per dente.
Sembra che Friedrich si sia suicidato per senso di colpa.
PROSPETTIVA NARRATIVA: il narratore è onnisciente, ma non sempre si capisce chi parla. Vi è un’analessi
iniziale per la storia del padre; e inoltre non si sa come intendere. Ad un tratto abbiamo un “Wie”, potrebbe
essere una voce di coscienza del villaggio o il narratore. Arrivo di Niemand a casa = non si capisce se sia
onnisciente o se sia un discorso diretto libero di una madre che riflette. Al matrimonio = per tutto il tempo si
parla della festa, poi scambio di prospettiva verso i signori terrieri. Non si capisce se la sposa parla di sé, o se
è qualcun altro.
Vi è una varietà di punti di vista, il narratore non guida il lettore. Piuttosto cerca di obbligarlo al distacco
critico.
MOTIVI RICORRENTI: vi sono 2 tipi di alberi emergono il faggio e la quercia. L’albero di per sé esprime vita,
speranza. Qui gli omicidi accadono sotto gli alberi (senso deviato). Il colloquio dello zio che confessa (sotto
l’albero). Il bosco si trova ai margini del paese. Appare una zona fuori controllo giuridico, dove gli abitanti
rubano legname senza seguire delle regole. Bosco = inconscio collettivo e sociale, zona Franca che resiste
all’ordine sociale. Uso dei numeri = alludono alla religione cristiana, a vari aspetti del cristianesimo  10
anni di matrimonio di madre = numero perfetto ma qui segnano la fine della sofferenza. 28 anni di cesura =
4 per 7, croce di cristo. 4 sono i sensi cardinali, 7 termine di un ciclo, quindi fine della vita di F. Senso del
doppio = Niemand è il doppio infelice di F., N. non ha identità (già nel nome = nessuno). Doppio speculare =
tra famiglia di F. e Hulsmeyer, famiglia molto positiva, modello. I figli crescono bene, sempre nel giusto. La
famiglia H. accoglie lo straniero alla fine. Cicatrice = non si trovano accenni prima nel testo. Elemento
sorprendente per identificare il forestiero. Allusione intertestuale a Ulisse al ritorno da Itaca che per la
cicatrice viene riconosciuto dalla balia. La posizione della donna = racconto di 2 tentativi di matrimonio (la
prima moglie dopo la notte di nozze fugge gridando per villaggio).
Commento sul matrimonio cui partecipa F. = la giovane sposa, piangeva per lo sconforto e per l’usanza. Il
matrimonio combinato “Das Geschaft”, l’affare. Senso di colpa = numerosissimi riferimenti alla Bibbia
(vecchio testamento). Dio molto più severo e vendicativo, giudice degli uomini. Dio giudice fa emergere un
F. un senso di colpa, o per lo meno il narratore suggerisce il suo volontario allontanamento da Dio, poiché
scaturisce in lui un senso di colpa.
Poesia all’inizio del testo = avvertimento al lettore di non giudicare il personaggio di F. e di leggere la storia
con un senso di commiserazione, e di non essere troppo sicuro dell’esito della storia.
La morte di F. avviene nell’anno della Rivoluzione francese  allusione a cambiamenti, quando prevale il
nuovo ordine giudiziario. Si parla di cambiamento da un diritto all’altro come spiegato nel romanzo,
ovviamente in prospettiva precedente.
Salta all’occhio l’acutezza dei condizionamenti psico-sociali di un ragazzo che non riesce a prendere in mano
la propria vita  osservazioni mettono in dubbio che lui ne abbia la capacità, e quindi il principio di Libertà
del singolo individuo della Riv. Francese.
Non è un caso che l’autorità patriarcale nel testo venga giudicata come consapevole e che cerca di trovare la
verità; il racconto può essere letto come parabola che demoralizza la Riv. Francese, processo che va
esorcizzato. Anche i cambiamenti portano dei lati negativi.
SYRIA GARGIULO

SIGNIFICATO DEI DUE ELEMENTI DI LETTURA: riconosciuto il corpo, sembra che l’ordine sia stato ristabilito,
la comunità lo sotterra in un cimitero per suicidi.
Nasce però un nuovo quesito dopo la lettera del presidente che scagiona F.  qual è la verità? entra in ballo
il substrato religioso; la poesia iniziale = esorta il lettore a non giudicare trattandosi di un caso irresolubile
tramite la giustizia umana. Finale sembra riaprire il caso, piuttosto che chiuderlo, rinvia alla giustizia divina,
al giudizio universale; la voce narrante si rifiuta di dare un consiglio.

GOTTFREUD KELLER
L’autore più importante della modernità svizzera.
ROMEO E GIULIETTA NEL VILLAGIO (1856)
Il racconto fa parte di un ciclo “die leute von Seldwyla”, la seconda edizione viene modificata rispetto alla
prima. INFO GENERALI: l’autore svizzero come Gotthelf. Il titolo rappresenta un riferimento intertestuale a
Shakespeare (1597), riferimento che conferisce una pretesa interculturale, sembra mobilitarlo. “nel
villaggio” è una precisazione che accenna all’ambiente semploce. Il genere Dorfgeschickte è un sottogenere
molto amato fin dal Biedermeier, anche in Gotthelf e ADH = storia di campagna trattata in modi diversi.
ASPETTI FORMALI: la novella si concentra attorno a pochi personaggi. STRUTTURA: vi è un commento
iniziale e finale, vi è l’intervento del narratore onnisciente  cornice narrativa. Nella prima edizione il finale
è molto più lungo, nella seconda viene tagliato. Durante il racconto, vi sono più interventi del narratore.
CONTENUTO: il tempo è piuttosto vario e disomogeneo; vi sono pause, salti e contrazioni. Nel finale vi è la
dilatazione del tempo. La prima fase del racconto dura parecchi anni, nella seconda fase il racconto dura
solo un giorno, l’ultimo. Questa è la parte accentuata dall’autore. Seldwyla, è un luogo inventato; il tempo
rimane indefinito, privo di accadimenti storici che possono collocarlo in un determinato periodo di tempo,
però con accenni a cambiamenti economici e industrializzazione. Secondo Keller in questo paese
immaginario si coglie una certa mentalità svizzera (è il primo di una serie di racconti). PARTICOLARITA’
LINGUISTICHE: l’opera viene influenzata dall’italiano e dalle lingue latine. NARRATORE CONTEMPORANEO:
conosce gli ambienti di cui parla. Vi sono riferimenti alle prime industrie funzionanti ad acqua in Svizzera
(collocazione temporale precisa). TEMPO NARRATO LUNGO: dall’infanzia a 13 anni, età dei personaggi. Vi
sono riferimenti a stagioni e al ciclo biologico della vita per seguire il trascorrere del tempo, il finale è
collocato nuovamente in autunno).
RIASSUNTO: è la storia di due contadini, i cui nomi iniziano entrambi con M; i due vorrebbero lo stesso
pezzo di terra (conflitto). Allargano entrambi il loro raggio di aratura, poi si apre una battaglia legale = uno lo
compra, l’altro deve arretrare. I figli si sono sempre frequentati, si scoprono innamorati e devono sottostare
al volere dei padri che per il terreno hanno rovinato delle famiglie. Romeo e Giulietta, vengono scoperti da
uno dei padri; vi è un incidente, lui perde il senno, lei viene cacciata di casa e decide di andar via dal
villaggio perché non si trovano soluzioni. I due innamorati decidono di suicidarsi insieme.
Il testo è suddiviso in 4 parti: esposizione del conflitto dei padri; vi è un conflitto tra famiglie e la loro rovina
economica; incontro in un paese, si abbracciano, scoperti da un padre e le sue conseguenze; la loro ultima
giornata.
SNODI DELLA TRAMA: in sostanza ci sono 2 parti, la vicenda dei padri e quella dei figli. Vi è il colloquio
iniziale dei due contadini. Il processo con gli avvocati. L’arrivo del violinista sul ponte del fiume; il
Paradiesgarten.
LE SCENE PIU’ IMPORTANTI: il colloquio iniziale tra i due contadini, l’incontro casuale al ponte, cambiano i
soggetti; il violinista nero; Paradiesgarten, in cui romeo e giulietta trascorrono l’ultimo giorno insieme prima
del suicidio. Il giardino è un rifugio degli emarginati che vivono in montagna e si vedono al fiume.
PROTAGONISTI: I due padri, sono uguali per nome (entrambi iniziano con M.); stesso copricapo; stessi
atteggiamenti e abitudini. Sono entrambi attaccati alla proprietà cercando di accaparrarsi il campo. Il
violinista non ha documenti per dimostrare che il campo sia sua; i padri si mettono in mano agli avvocati e
rovinano le famiglie trascinando i figli in povertà. La battaglia conduce alla rovina e allo sradicamento. Una
SYRIA GARGIULO

famiglia emigra in città, vivendo al limite della legalità; l’altra vince la causa, ma il padre colpito da pietra
nell’incidente perde la ragione. Entrambi però vengono trascinati in miseria da avvocati. R. va in città, G.
resta in campagna. I padri quindi assenti come autorità per i figli, questi perdono le radici.
SALI (ROMEO): è un bel ragazzo, si trova sempre senza l’aiuto del padre, è privo di guida e di sostegno. Fa
tutto senza impegno e senza riflettere, non impara alcun mestiere. La madre è assente e lo asseconda. Sali
colpisce il padre di lei con la pietra, entrambi infangano la cosa sostenendo che lui sia caduto. Non trovando
una soluzione per coronare il loro amore, le propone di suicidarsi insieme.
VREM (GIULIETTA): ha un rapporto difficile col padre troppo impegnato nella causa. È bruna, sia di capello
che di occhi. Una bellezza mediterranea ricorda l’aspetto da zingara. Ha un carattere focoso come quello del
violinista nero. Esprime vitalità, è sempre di buonumore. Fin da subito è complice di Sali, insieme
procedono alla distruzione della bambola, da bambini. Convince la vicina con una bugia. Alla fine, propone
di far l’amore prima di suicidarsi, prende spesso iniziativa.
IL VIOLINISTA NERO: è un personaggio che appare a un certo punto. Discendente di una famiglia del posto, e
proprietario del territorio conteso. I suoi genitori abbandonano il paese, quindi lui ha difficoltà
nell’affermare la proprietà del campo. I padri contadini, sebbene conoscessero il padre, non ammettono che
il podere sia suo. I vestiti sono neri con un poco di rosso. Vive da emarginato, perché privo di proprietà e
residenza. Nell’800 in Svizzera tutti dovevano essere registrati nel “Burgerbuch”, ovvero il registro dei
contadini. I figli venivano automaticamente inseriti, ma visto che il padre non è più residente, il violinista
nero non ha patria, e non può sfruttare il sostentamento del comune. I casi di perdita della cittadinanza,
frequenti in caso di guerra. La perdita di documenti o nascita illegittima = esclusione da benefici. Il violinista
nero fa parte dei senza patria. Questi erano oggetto di persecuzione, e nel momento in cui non riescono a
identificarsi, non vengono nemmeno riconosciuti come cittadini.
ALTRI PERSONAGGI: persone cadute in povertà che vivono di pesca lungo il fiume, si descrivono queste
persone di origine borghese, ma ora declassati e fuori dalla società. Con pochi cenni a questi personaggi
descrive esplicitamente i problemi sociali del suo tempo in ambito sociale.
LE SCENE CHIAVE: descrizione della bambola: nasce da mera curiosità, V. e S. la distruggono, segnale che
anche la più innocua delle azioni porta a distruzione. Anticipazione sul finale, che tra l’altro sottolinea una
tendenza violenta di Vreni. L’incontro dei protagonisti al fiume: ormai tutte e due le famiglie sono in
povertà. Nel cielo appare un fulmine e i due si vedono; le scarpe rosse: V. per ballare nel loro ultimo giorno
ha bisogno di scarpe. S. gliele compra ma prima prende la misura del piede; la serata al Paradiesgarten:
trattoria lontana dal paese, posizione emarginata, quindi fuori dalle regole sociali. Ambiente raccontato
come inselvatichito, serve ai giovani per ingannarsi sull’essere un paradiso. Il luogo era un ristorante molto
bello, ora è trasandato. Rapporto di diffidenza con la comunità, frequentato da persone che non vivono più
nell’ordine cittadino. Incontrano poveri, campagnoli e il violinista. Quello che spicca del luogo è la libertà
anarchica, senza osservare le regole della morale borghese: libertà sessuale, avversione per matrimonio. La
ragazza vede questa vita dissoluta, una selvaggia, che viene macchiata fuori dalla comunità borghese. Finta
funzione nunziale: religione presa in giro. Alla fine: contro che si avvia verso le montagne, allusione a scena
del Faust di Goethe, suona del Blocksberg, vi è un riferimento alla distruzione dell’ordine borghese, dove
giungono i ragazzi.
Commento finale del narratore: dimostra distanza emotiva dalla vicenda, osservando il suicidio dei giovani,
condannandoli moralmente ed eticamente.
“Romeo e Giulietta nel villaggio” inizia con una descrizione che sembra quasi un idillio: 2 contadini che
amano i loro campi. Man mano però il quadro idilliaco viene distrutto (i 2 contadini si mettono d’accordo
per abbindolarsi la proprietà, che in realtà sarebbe del violinista). Il racconto fa vedere che il benessere nel
villaggio si perde, loro si spostano in città (uno non mette radici, l’altro perde la ragione).
[contrapposizione tra città o campagna, viene mostrata la fragilità del paese colpita dall’invidia/brama di
denaro dei contadini] Manca una visione della vita rurale. Spicca il giardino dell’eden riconosciuto come una
zona franca, in cui si incontrano più tipologie di persone. Il destino dei due protagonisti è una conseguenza
dovuta alla storia dei loro padri e delle loro colpe. La decisione di suicidarsi insieme deriva dal fatto che non
SYRIA GARGIULO

hanno strumenti/risorse per un futuro.


Keller fu accusato di amoralità per il rapporto sessuale prima del matrimonio. Era consapevole l’azzardo
finale tanto che nella prima edizione c’è un finale più lungo, con giudizio più severo, nella seconda edizione
invece la taglia.
SITUAZIONE EBREI IN GERMANIA: la storiografia letteraria ha ignorato questo argomento. Già dal medioevo
la presenza degli ebrei era una situazione difficile a causa della loro religione. La prima misura in assoluto è
stata la limitazione dei loro spazi. Sin dai tempi dell’illuminismo si parlava di emancipazione degli ebrei, di
renderli dei veri e propri cittadini uguali a tutti. In Francia venne proclamata l’equiparazione degli ebrei nel
1791; mentre in Germania, dai tempi della Rivoluzione francese, inizia un lento processo che inizia nei
territori occupati da Napoleone. L’equiparazione non porta subito a un vero cambiamento. Ci sono passi in
parti della Germania che vengono cessati con il Congresso di Vienna.
L’equiparazione prevedeva: il diritto di cittadinanza comunale, il diritto di voto, la scelta del mestiere, la
libertà di domicilio, il permesso di esercitare professioni accademiche.
Tuttavia, nonostante l’equiparazione, continuavano ad essere esclusi dai ranghi superiori, dalle cariche
statali più alte, perché considerati inadatti. Ci sono alcuni stati che si oppongono. Pochi anni dopo il
Congresso di Vienna scoppiano violenti disordini (a Warzburg, a nord della Bavaria). Tali disordini si
soffermavano su diverse ragioni: il pregiudizio antiebraico, elementi ideologici, commerciali. Vengono
eliminati gli scritti antiebrei.
La situazione prima della Rivoluzione francese, nel 1830 comincia a circolare un discorso sul miglioramento
borghese degli ebrei. Molti avevano scelto l’assimilazione, e passarono al cristianesimo (Heine lo definì il
biglietto d’entrata nella comunità europea).
In Prussia c’era un piccolo partito cattolico che cercava di portare avanti le istanze degli ebrei (li difendeva)
poi dopo varie proteste, cambia parere e si sposta su posizioni antiebraiche. Alla fine degli anni 70, in
Prussia il “Berliner antisemitismus”  vengono formulate posizioni che si basano sul fatto che gli ebrei sono
un’altra razza; nel 1896, Herzel pubblica “lo stato ebraico” contemporaneamente alla nascita del secondo
reich.

RABEN (1831-1910)
Il padre morì presto, la madre tornò nella sua città natale, Wolfenbutte (città dove Lessing visse quando
scrisse le sue opere, tra cui Emilia Galotti, Nathan il saggio; dove Liebniz è stato bibliotecario e anche
Lessing). Quest’ultimo interrompe la scuola e l’apprendistato come librario, e si iscrive all’università come
auditore. Scrive presto, con uno pseudonimo “Jacob Corvinus”. Tre anni più tardi compie un viaggio di
formazione (in alcune città tedesche e austriache), questo viaggio doveva portare in Italia. Quest’ultimo visa
Praga e vari luoghi che troviamo anche in Fiori di Lillà (come il cimitero ebraico). Nel 1862 si sposa e si
sposta a Stoccarda. Nel 1870 torna a Braum. con una prole numerosa che la costringe a scrivere per
mantenere la famiglia. Le sue opere appaiono su riviste familiari e vari organi di pubblicazione. La rivista più
famosa è la rivista “Wertermanns monatschifte” che nel 1856 aveva 3000 abbonati e nel 1960 ne aveva
105.000.
FIORI DI LILLA’
È un’opera del 1863, è un racconto basato sul ricordo di un vecchio medico, che compì un viaggio 40 anni
prima; e durante questo viaggio incontra un’ebrea. Lei gli raccontò del suo popolo, gli racconta la storia di
una ragazza morta precocemente. Lui rivive questi ricordi. La cornice narrativa comprende vari elementi,
per quanto riguarda il presente abbiamo il medico, narratore omodiegetico, che inizia e conclude il racconto
che rappresenta una lunga analessi; la ragazza ricorda poi una storia avvenuta 40 anni prima dell’incontro
con il medico. (storia che va da 40 anni a 40 anni). Vi è un riferimento preciso; tutto viene raccontato da
Hermann che vive in una grande città e che incontra la ragazza a Praga. Vi è una netta distinzione tra due
mondi  Hermann del mondo tedesco e il mondo degli ebrei Praghesi, visti come un popolo accomunato
dai tratti somatici e che vivono ammassati in vicoli stretti e sporchi. Il mondo tedesco è descritto in modo
diverso fin dalla cornice, ad esempio fa visita ad una famiglia con benessere di fondo.
SYRIA GARGIULO

I 2 si incontrano solo al cimitero, una zona franca, dove le differenze vengono appianate. Man mano la
ragazza viene descritta con più gentilezza e si identifica nella sua antenata che voleva liberarsi da tale
situazione, come la ragazza desidera. Vi è una sorta di dialogo tra i due, dove Hermann si fa raccontare della
civiltà ebraica. Il narratore suggerisce che lui nutrisse amore per lei mentre non lui per lei, che provava solo
un sentimento di comprensione per la ragazza. Il narratore è come se non ammettesse il probabile effetto a
causa del fatto che lei fosse ebrea. Lui va via ma alla fine ritorna constatando che lui è effettivamente morta,
indagando sul loro rapporto senza ammettere l’affetto nei suoi confronti  rifiuto. Sono le date che
richiamano all’antisemitismo del narratore: 1860 – 1820 – 1870.
Raben contemporaneamente scrive un romanzo che esce più tardi “Der Hungerpastor” in cui si racconta di
2 studenti tra cui uno ebreo con tratti evidenti di antisemitismo; Raben non era quindi estraneo a
sentimenti del genere.

THEODOR FONTANE
NOTIZIE SUL REALISMO: le tesi di fondo sono state stipulate dai critici; Da Keller, Raabe e Fontane, autori
realisti; e anche altri, come ad esempio F. Hebbel (noto per liriche e drammi) o T. Storm (noto per lirica e
poesia) o C.F. Meyer (noto sia per la lirica, sia prosa, sia drammi).
IL REALISMO TEDESCO si distingue da quello francese e inglese, nasce dopo la sconfitta delle istanze
borghesi del 1843, riuniti in chiesa sconsacrata. Filosoficamente questi ultimi erano legati all’idealismo
filosofico (tra classicismo e romanticismo). Fontane parla di realismo idealistico o di idealismo realistico.
Gli autori vivono tutti più o meno in periferia (Keller vive in Svizzera, Storm in Husum, F. vive a Berlino senza
però partecipare agli sviluppi, cioè in periferia). Questi ultimi non furono coinvolti nella modernizzazione
radicale delle metropoli.
[L’Austria fino alla Prima guerra mondiale, era un paese fermo, largamente ancorato al Biedermeier.]
Il realismo europeo è proiettato verso l’urbanizzazione e la modernità. In Germania invece, troviamo la
realtà della campagna o della periferia. Il realismo tedesco si concentra sui conflitti psicologici piuttosto che
su quelli politico-sociali, con però un adattamento storico. Gli autori non erano all’avanguardia,
descrivevano mondi piccoli mettendo in evidenza una realtà disarmonica con elementi di declino della
collettività. I cambiamenti venivano visti come perdita di valori. Gli autori non intendevano suscitare
ulteriori preoccupazioni, bensì volevano rassicurare.
Vi sono vari generi:
1. La prosa: memoria individuale e collettiva. (l’azione sottostà alla casualità scientifica, evitando
interventi miracolosi o inspiegabili).
2. Forme narrative tradizionali: narratore onnisciente, più cornice, più commenti della collettività.
Storm, invece, usava il racconto a più cornici, in cui l’autore pensa sia giusto creare distanza da ciò che è
narrato. Il lettore così non viene particolarmente coinvolto.
POETICA REALISTA: si richiede la verosimiglianza o probabilità scientifica; l’integrazione degli elementi con
un solo pov convergente. Unità di composizione. Tutto verificabile da parte del lettore o dello spettatore, ciò
richiama un certo ambito sociale: la vita quotidiana, la plausibilità che tutti possono seguire. Ciò implica uno
stile medio, privo di bizzarrie e artificiosità per essere facilmente comprensibile al lettore medio. Si da poco
spazio alla fantasia e al repellente. Il tema della follia è escluso, perché troppo estremo. Il lettore si trova più
libero nella valutazione del testo.
L’AUTORE: non mira alla mera riproduzione, sebbene comunque questa sia selettiva e relativa da autore a
autore. Il secondo realismo (seconda metà del secolo) non vuole la mera riproduzione, è orientato verso la
realtà, ma sa di non poterlo fare in modo oggettivo. Fontane stila uno scritto programmatico: l’autore
applica uno sguardo selettivo sul reale, adatta la vicenda ad un’epoca storica, adotta l’insonnia
concentrandosi sui tratti principali. Chiede una distanza dall’empirismo. Alcuni autori vogliono parlare della
realtà, ma ciò non vuole essere una tirannia. Fontane richiede “e Modelung” = un modello, per raggiungere
SYRIA GARGIULO

poi una trasfigurazione della realtà, deve partire da essa e poi rielaborarla letteralmente e trasfigurarla.
L’autore cerca di “Depurare” la realtà che lui rappresenta dalla casualità scientifica. (similitudine: immagine
della materia grezza da trasformare in un metallo pregiato).
F. chiede la rappresentazione del soggetto affettivo, tende a rappresentare la maggioranza della collettività.
[Büchner invece tentava di cogliere i dettagli volti ad esprimere una realtà viva.]
F. si soffermava sulla rappresentazione della realtà e la distanza critica in colloquio per le sue opere. Ricerca
il bello e il reale usando questi due elementi  idealismo realistico (Realidealismus) o realismo idealistico
(idealrealismus). Nel finale dell’opera deve emergere ciò che F. chiama “Sittliche Bewaltigung”, cioè
superamento o elaborazione morale. I conflitti devono dimostrare al lettore il superamento di questi.
Questo perché sullo sfondo c’è l’idea che la società dovrebbe vivere un’armonia, superando i conflitti  età
dell’oro di Novalis.
Fontane parla anche della questione femminile, senza però mai riferirsi alla realtà operaia, sebbene la sua
presenza si faccia sentire F. non li tematizza poiché non li ritiene centrali. Pochi autori realisti, oltre F.,
parlano delle donne.
EFFI BRIEST – 1894
È un romanzo che stato abbastanza diffuso in Europa; la prima versione fu pubblicata su una rivista, mentre
la prima stampa fu pubblicata nel 1896.
È la storia di una ragazza che sposa un ex pretendente della madre, lo segue sul mar Baltico, ma a causa
della molta differenza d’età (lei 17 anni) si annoia a morte quando deve accompagnarlo in società
(aristocrazia). Il marito è impegnato a far carriera. La novità però è rappresentata dall’arrivo dell’ufficiale che
si concentra su Effi (tradimento, trasferimento del marito a Berlino, e lei contenta per la nuova vita). Dopo
sette anni, il marito trova le lettere dell’amante, va dal suo superiore e sfida a duello l’ufficiale che muore.
Effi, nel mentre, era via per delle cure termali, e quando torna viene lasciata. Potrà vedere sua figlia una
volta l’anno, e i genitori invece la respingeranno.
La madre di Effi scrive al marito per far tornare la ragazza gravemente malata a casa per morire.
LA CORNICE: il romanzo inizia con “Effi Komm” delle amiche, ciò che le scrive il padre alla fine per tornare.
ASPETTI FORMALI: vi sono 36 capitoli: 3x12, ciò fa vedere come il testo sia pensato; artificio: le lettere nel
testo, che informano di eventi importanti. All’inizio sono cartoline che E. scriveva ai genitori dal viaggio di
nozze o al fidanzato (non sa scrivere bene perché non ha avuto nessuna istruzione); arrivo dell’ufficiale
annunciato con la lettera (ammissione alla madre di sentimenti, sempre con lettere).
La vicenda fa riferimento ad un caso di cronaca del tempo di adulterio.
Nel testo la donna appare vittima (muore); nella realtà la donna è forte, e non si è rassegnata. F. quindi non
racconta la realtà, trasforma la donna anticonformista in una isolata socialmente.
IL FULCRO
QUESTIONE DEL DIVORZIO E DEL MATRIMONIO: durante la fine dell’800, momento in cui è nato il
movimento femminista, sta aumentando l’emancipazione e l’autonomia femminile. F. da una sua
interpretazione al problema:
1. Il nome di Effi: un diminutivo, nome da ragazzina; suggerisce idee infantili; seguono osservazioni
della mamma su questa ragazza passionale che non controlla i suoi sentimenti; è una “figlia
dell’aria” (libera come un uccellino che può volar via).
2. La casa già arredata dal marito in cui lei non può metter mano. È integrata nella vita di un adulto.
3. Genitori: personaggi con autorità su di lei, la madre le consiglia di accettare la proposta di
matrimonio, il padre è sempre molto vago e sottostà alla moglie.
LUSTETEN: Uomo con ruolo sociale alto, non ha problemi nello sposare una donna giovane e vuole che lei
SYRIA GARGIULO

gli si adatti. Vi è l’immagine dell’uomo albero, e della donna che gli si arrampica attorno (idea di 100 annni
prima di Von Humburg). Critica l’esuberanza di Effi e le sue fantasie, che come sposo lo avevano divertito,
ma come marito no. Anche le sue attenzioni intime scemano. In lui manca l’affetto, ha un atteggiamento
formale e ritiene conveniente intimorirla 
l’apparizione del cinese (il fantasma del cinese, che Effi sente perché influenzata dal marito  paura che lei
contestualizza), il marito piuttosto che rassicurarla, incentiva la sua paura perché gli fa comodo, tende
quindi a dominare la moglie.
ROSVITA, BALIA: è una giovane di cui viene raccontata la vita, ha avuto una figlia illegittima che le venne
sottratta  il suo percorso anticipa quello di E.; Rosvita riesce a trovare un lavoro, ma anticipa la condizione
di isolamento.
CRAMPAS: seduce Effi, leggendole delle poesie di Heine.
FINALE
Vi è una separazione per colpa, ma non può vedere ne il marito ne la figlia (viene isolata). Questo non è
inteso come un racconto di una passione. E. non è coinvolta fino in fondo nell’adulterio. Fontane ha voluto
scrivere della solidità del matrimonio. E. non è consapevole delle conseguenze del matrimonio, Fontane
coglie il suo aspetto infantile, però le imputa di aver violato il contratto matrimoniale. Vi sarà poi la morte,
cioè la giusta punizione per aver messo a rischio il matrimonio prescindendo l’instabilità sociale (se crolla il
matrimonio crolla la società).