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SCUOLA RUSSA – TCHAICOVSKY

Tchaikovsky e gruppo dei 5 nascono nello stesso periodo e rappresentano intera generazione di
compositori attivo fra anni 50/60 e fine del secolo. Tch nasce nel 40 e muore nel 93, contemporaneo dei 5 e
vive eventi storici fondamentali di metà 800 che trasformano società russa su piano culturale sociale ed
economico. Ruolo di Tch in relazione al gruppo dei 5: rappresenta altra faccia di un’unica medaglia, di una
produzione musicale che grazie all’intervento di moglie dello zar (?) alla fine degli anni 50 prende una
grande spinta. Società musicale russa, conservatori, teatri, balletto. Si crea una capitale dal nulla quasi,
anche se di fatto c’era una tradizione che arrivava dal tempo di Caterina II, con Glinka, Puszkin già negli anni
30. Ma è in questi anni che esplode esigenza musicale di farsi sentire ed essere presente nella vita sociale.
Questo nasce da trasformazione della società che stava avvenendo nelle grandi città come nelle altre
d’Europa con la nascita della borghesia che si avvicina a letteratura e musica. A fine anni 50 questo mondo
dà sempre più peso alla musica grazie alla nascita di strutture che non esistevano, come società musicale
russa, conservatori, teatri. Da un lato gruppo di giovani intellettuali borghesi e aristocratici dà origine a
movimento di rivalutazione della tradizione popolare, dall’altro Anton Rubinstein dà corpo a percorso
accademico professionalizzante del conservatorio. Rubinstein è musicista affermato in carriera,
protagonista dell’800, conosciuto in Europa anche più che in Russia. A lui si legano figure come Busoni che
grazie a Rubinstein ha modo di farsi conoscere nell’Europa settentrionale e Russia dove ha cattedra di
pianoforte sempre grazie a Rubinstein. Personaggio che non ha nulla di nuovo rispetto a panorama
europeo. Quindi figura emblematica del percorso alternativo alla scuola dei 5 è Tch. Quando si parla di Tch
o membri del gruppo dei 5 si parla di loro in antitesi. Ma in realtà sono persone che convivono e dialogano
e sono a volte amici. La differenza è rapporto di partenza con la musica, che per Tch prevede percorso
professionalizzante mentre gli altri rifiutano accademismo perché vedono in esso chiave di lettura
occidentale e perché era fatto da italiani e tedeschi, preferivano forma autonoma di formazione. Tch usa
accademismo di italiani e tedeschi senza rifiutare propria cultura cercando punto di incontro fra elementi
nazionali con elementi della formazione tradizionale come la forma musicale (sinfonie, concerti, balletti,
sonate). Giudizio di Tch sul gruppo dei 5: in una lettera che scrive a sua mecenate che chiede notizie del
gruppo dei 5, risponde: ”Tutti i compositori pietro-borghesi sono persone di talento ma sono tutti infettati
fino al midollo dalla persuasione puramente dilettantesca della loro superiorità sul resto del mondo
musicale. Un’eccezione è rappresentata negli ultimi tempi da Rimsky-Korsakov, che è autodidatta come gli
altri, ma in lui si è compiuta una trasformazione decisiva. Ha una natura molto seria, onesta e scrupolosa
(?). è capitato giovanissimo in una congrega di individui che gli hanno fatto credere di essere un genio,
secondariamente gli hanno detto che non è necessario studiare e che la scuola uccide l’ispirazione,
consuma la vena creativa. Da principio ci ha creduto. Le sue prime opere rivelano un talento molto grande,
privo di ogni cognizione teorica. Nel circolo a cui apparteneva tutti erano innamorati di se stessi e l’uno
dell’altro. Ognuno si sforzava di scimmiottare questa o quella cosa prodotta dal gruppetto e proclamata
rilevante. Di conseguenza tutto il gruppetto è caduto ben presto in una uniformità di procedimenti,
nell’anonimato, nell’affezione. Korsakov è l’unico di loro che 5 anni fa si è accorto che le idee predicate dal
gruppo in realtà non erano fondate su niente, che il disprezzo per la scuola, per la musica classica, l’odio per
l’autorità e per i modelli non nascondevano altro che ignoranza. E ha cominciato a studiare con uno zelo
tale che presto ha fatto della tecnica accademica l’atmosfera a lui indispensabile. O diventerà un grande
compositore oppure si impantanerà per sempre in pezzi contrappuntistici.”
Il gruppo dei 5 dichiarava di essere autodidatta e rifiutava la scuola in nome di una indipendenza creativa,
però tutto ciò dura 15 anni circa e una volta arrivati a un punto di non ritorno il gruppo si scioglie e ognuno
torna a fare quello che faceva prima o si dà all’alcol. Mussorgsky invece si avvicina al mondo accademico e
non è un caso che Tch lo difenda e dica che è l’unico che si è ravveduto. Infatti poi insegna in conservatorio
e diventa un didatta molto importante per la generazione successiva.
Contemporaneità di lavoro fra gruppo dei 5 e Tch, collaborazioni biunivoche e contestazioni ideologiche.
Tch studia a San Pietroburgo e poi insegna a Mosca.
Produzione ampia, scrive in tutte le forme occidentali che prende dal conservatorio, sinfonie sono corpus
principale della sua produzione insieme alle opere, poemi sinfonici anche. Non è nella scia tedesca
occidentale dei sostenitori della musica dell’avvenire, musica assoluta, a lui non interessano quelle dispute
e usa generi occidentali, scrive poemi sinfonici come Francesca da Rimini, Romeo e Giulietta, sinfonie e
concerti (violino, pianoforte), balletti: lago dei cigni, la bella addormentata, lo schiaccianoci, sono tre titoli
fondamentali del balletto classico, di Marius Petipa (ballerino e coreografo francese), è il momento d’oro
del balletto classico.
Biografia: Tch viene da famiglia di alta borghesia che è la nervatura della nuova società russa di metà 800
che supera servitù della gleba, infatti padre è importante ingegnere minerario. Come tutti gli altri, non sono
nati nelle grandi capitali, ma vengono dalla grande provincia russa, dove hanno un ruolo fondamentale
perché hanno ruolo nella trasformazione della società. Il padre sposa un nobildonna francese creando
contatto culturale con Europa di cui Tch si nutre. Quando Tch cresce deve pensare a cosa fare da grande e
in quella società ci sono scelte quasi obbligate, o militare o il prete o il funzionario statale, quindi studi
ingegneria, giurisprudenza, medicina, branche di libere professioni che servono alla rete statale. Tch viene
indirizzato alla giurisprudenza, nei primi anni viene subito assunto al ministero di giustizia come funzionario
statale. Intanto inizia studi musicali parallelamente a studi di giurisprudenza che lo fanno trasferire a San
Pietroburgo. Come per tanti giovani dell’800, trasferimento nella grande città è un momento importante ed
entusiasmante per chi arriva dalla campagna dove non c’è niente. Nel periodo universitario Tch partecipa
alla vita sociale frequentando quotidianamente circoli intellettuali e inizia ad avere relazioni omosessuali in
università. Omosessualità è determinante nella definizione del suo carattere e nella caratterizzazione delle
sue musiche. In Russia era considerata una colpa grave punita con trasferimento immediato in siberia.
Frequentazione di circoli e amore per musica e pianoforte lo portano all’istituzione del conservatorio nel
1861 ad essere uno dei primi allievi del conservatorio e di Anton Rubinstein. Studi durano poco, nel 65 è già
diplomato e su insistenza del maestro si trasferisce a mosca per prendere cattedra di teoria e armonia del
nuovo conservatorio, che nasce nel 66. Tch si iscrive in conservatorio quando viene istituito e si diploma
nell’anno in cui apre conservatorio di Mosca, diretto da Nicolaj Rubinstein, fratello del suo maestro. Molte
casualità lo aiutano. Arrivato a Mosca si ferma dal 66 al 76 insegnando teoria e armonia. Sue relazioni
iniziano a creare voci e si inizia a sospettare della sua omosessualità, cosa che non va bene in un’istituzione
imperiale che risponde direttamente allo zar e sul piano morale deve essere integerrima. Per mettere a
tacere le voci decide di sposare una ammiratrice più giovane, ma questo matrimonio di facciata ha esiti
catastrofici, dura poche settimane. Tch dopo 14 gironi si rende conto di aver fatto una fesseria tenta il
suicidio e dopo 6 settimane lascia la moglie dalla quale ufficialmente non si separerà mai e le garantirà un
sussidio economico per tutta la vita. Lei era fuori di testa e finirà la vita in manicomio. Matrimonio non solo
non mette a tacere le voci, ma esiti tragici alimentano ulteriormente le malignità. Perciò lascia Mosca e
torna a San Pietroburgo. Qui conosce indirettamente tramite amico violinista (forse suo compagno in quel
momento) Madame Von Meck, personaggio particolare di origini umili che aveva sposato un ingegnere
ferroviario che attraverso raccomandazioni e corruzione aveva iniziato a costruire ferrovie fino a diventare
un magnate delle ferrovie, costruisce grande impero economico ma muore giovanissimo lasciando alla
moglie eredità enorme. Madame Von Meck usa denaro per sostenere diversi artisti come Debussy
giovanissimo e Tch a cui dà per diversi anni un vitalizio di 6000 rubie (un funzionario statale ne prendeva
300/400). Rapporto molto intenso fra i due, molti ritengono che lei avesse perso la testa per lui senza
sapere dell’omosessualità, ma in realtà nei 12/13 anni di conoscenza non si incontrano mai, vivono
rapporto epistolare volutamente a distanza (raccolte più di 1200 lettere scambiate fra il 1877 e 1890). Nelle
lettere parlano di tutto, ne scrivono anche più al giorno. Tch trascorreva più ore al giorno a scrivere lettere
alle persone. Passaggio della lettera in cui parla del gruppo dei 5 è tratto da questo epistolario. Negli anni di
frequentazione i due si incontrano casualmente solo due volte: una volta a teatro e una volta a Firenze.
Sapevano di essere entrambi a Firenze e si erano dati degli orari per non incontrarsi, lei però si attarda e i
due si incontrano. Racconto di una terza persona riporta che lei abbia detto soltanto “Buongiorno” e sia
andata avanti. Grazie alla sua disponibilità economica Tch può permettersi di vivere a San Pietroburgo
facendo il compositore a tempo pieno. Relazione si interrompe improvvisamente nel 1890, forse perché i
figli di madame Von Meck erano stanchi di vedere il patrimonio dato ad altri. Lei in una lettera a uno dei
figli dice che se la storia si ricorderà di loro è perché hanno sostenuto Tch. Improvvisamente
corrispondenza si interrompe e anche vitalizio. Tch muore di lì a tre anni in circostanze non del tutto chiare,
ma l’ipotesi più accreditata è quella del suicidio forzato, perché lui aveva una relazione con un giovanissimo
nipote diciassettenne di una famiglia aristocratica legata direttamente alla famiglia imperiale, relazione
viene scoperta e crea condizioni per far scoppiare uno scandalo che andava evitato. Il padre del ragazzo
minaccia di dire tutto allo zar e la cosa non sarebbe più rimasta segreta. Ricostruzione dei fatti è difficoltosa
perché fatti sono molto delicati in quanto connessi alla famiglia imperiale che considerava Tch un’autorità
nazionale, presentato come musicista di corte, aveva fama mondiale. Da alcuni documenti sembra che si sia
riunita una gran giuria di 7 componenti della facoltà di giurisprudenza che aveva frequentato o
rappresentanti dell’aristocrazia a cui Tch doveva rispondere che doveva valutare situazione in segreto. Pare
che alla fine del giudizio abbiano convenuto che per salvare l’onore delle persone coinvolte Tch avrebbe
dovuto suicidarsi e che Tch abbia accettato ritenendo di aver esagerato nelle sue azioni, quindi Th chiede
alla giuria di prendere tempo per finire il suo ultimo lavoro, la sinfonia 6 patetica che si chiude con marcia
funebre citando elementi del repertorio della messa da morto ortodossa. Dirige la prima della sinfonia e 9
giorni dopo muore ufficialmente di colera che stava imperversando in città. Versione ufficiale diffusa dal
fratello Modest, suo primo biografo, per salvare l’immagine, è che lui abbia bevuto acqua infetta, cosa poco
probabile. Muore a 53 anni nel pieno dell’attività in buona salute. Alcolismo è una piaga storicamente
importante della tradizione russa e anche Tch era amante dell’alcol.
Musica: Tch non si pone (a differenza dei 5) in antitesi alla tradizione occidentale, anzi ne è il
rappresentante più alto in Russia. Usa infatti canoni accademici per costruire il suo linguaggio (Bach,
Mozart, Beethoven). In conservatorio ci sono anche gli italiani, inizia a studiare compositori italiani dell’800
come Rossini, Verdi, soprattutto Bellini che ama per la cantabilità e più di tutti dà alla melodia centralità,
cantabilità naturale. Studia anche scuola francese e avanguardia musicale romantica, pensiero di Schumann
e pagine pianistiche. Unico compositore che Tch detestava dichiaratamente era Brahms, probabilmente
(secondo Fico) perché Brahms usava come elemento costruttivo delle musiche in particolare nelle sinfonie il
principio di variazione motivica, che è contraltare della cantabilità melodica. Da un lato grandi temi,
dall’altro elaborazione di una singola cellula melodica con variazione motivica. Considerava Brahms
compositore mediocre. Tch è un compositore cosmopolita, studia tutte le scuole possibili eccetto Brahms,
senza escludere elementi della tradizione. Solo con grandi forme si possono costruire grandi composizioni,
quindi prende forme della grande tradizione occidentale e le contamina con elementi autenticamente russi,
come uso sistematico della polarità minore, modalità, melodie di origine liturgica e popolare, uso sapiente
dell’orchestrazione, infatti stima Korsakov per sua capacità di orchestratore. È il primo a usare famiglie
orchestrali in modo nuovo, poi lo copieranno tutti, per esempio usa ottoni non come riempitivo ma con
ruolo tematico, li usa non solo per la potenza ma anche per il timbro. Questo impressiona per esempio
Debussy e altri compositori europei che prendono esempio. Formazione accademica, propensione per lo
studio (si pensa che i grandi compositori ce l’abbiano per natura, ma non sempre è solo così, studiano
tantissima musica) danno produzione vastissima in tutti i generi: sinfonie, opere, balletti, musica da camera
e sacra. Tch scrive 6 sinfonie: prima è molto scolastica, idem le due successive, che hanno spirito
nazionalistico dimostrato anche dai titoli (Sogni d’inverno, Piccola Russia, Polacca), riferimenti
programmatici a contenuto strutturato secondo forma della sinfonia classica. Le ultime tre invece hanno
spirito estetico in cui trama fondamentale è dettata da fato, destino, angoscia esistenziale e infine morte.
Sono intime e profonde, aspetti esistenziali e personali prendono il sopravvento. Tonalità di tutte le sinfonie
eccetto la polacca sono minori. Ultime tre esaltano la polarità minore come elemento distintivo, perché c’è
spirito esistenziale e di profonda angoscia. Rapporto con la morte nella patetica che è testamento spirituale
con intento enigmatico, dice di averla scritta su programma nascosto, sottolineando idea che ci sia una
traccia enigmatica che rimanda a concetto di morte.
Balletti sono un altro capitolo importante, sono commissionati dai teatri imperiali, soprattutto San
Pietroburgo che era in momento di entusiasmo. Ballerino francese trasferito in Russia prima come ballerino
e poi come coreografo diventa più importante coreografo di fine 800, ha inventato coreografie che
vediamo oggi nel balletto classico (tutù e scarpette), che si nasce proprio attorno alla sua figura: Marius
Petipa. Per compagnia di balletto per i teatri imperiali Tch è chiamato a scrivere i tre balletti (lago dei cigni,
la bella addormentata, lo schiaccianoci). Dal balletto Tch trae alcune suite. Tutte le forme compositive
principali sono presenti nel catalogo di Tch, concerti: 3 per pf, 1 per violino, altre composizioni concertanti:
serenade melancholique, scherzo per violino e orchestra, fantasia da concerto per of, variazioni per
violoncello etc. Musica a programma: Romeo e Giulietta, Francesca da Rimini, legame con la letteratura.
Anche argomenti diversi, come quello storico dell’ouverture 1812, celebrazione di evento che aveva visto
contrapporsi i russi a Napoleone; capriccio italiano (Tch amava l’Italia e la musica italiana), suite orchestrali,
serenata per archi. Opere liriche: nella logica di nazionalismo teatrale partito da Glinka, Tch che sarebbe
sbagliato considerare compositore filo-occidentale, scrive opere ispirate anche alla storia nazionale come
Eugene Onegin, Pazepa, La dama di picche, 11 opere in totale. Ascolto del lago de cigni: in pochi minuti si
ha già percezione dello stile, polarità minore è dominante, oboe del cigno che poi viene schiacciato dagli
ottoni, capacità descrittiva e cantabilità di melodie romantiche, che non sono semplici melodie, ma hanno
espressione sentimentale e descrivono le situazioni della scena, sono caratterizzate attraverso il timbro
orchestrale.
6 sinfonie, prime 3 giovanili, ultime 3 legate a dimensione più interiore e idea dell’individuo legato al suo
destino e al fato incombente che sovrasta l’individuo.
Patetica è l’ultima composizione di Tch e 9 giorni dopo muore. Vedi su slide frasi di Tch in cui fa riferimento
a contenuti della sinfonia Ho riposto in essa tutta la mia anima […] essa è penetrata da un carattere che
resterà per chiunque altro un enigma. Sottolinea dimensione enigmatica ma allo stesso tempo è un
testamento in cui espressione interiore trova spazio. Mai nessuno conoscerà il segreto di questa sinfonia al
di fuori di me stesso. In effetti è molto enigmatica, anche nel modo di costruire la forma. Tch non si pone il
problema di rielaborare impianto formale, quindi da sempre nelle sinfonie usa in modo stabile impianto
formale. Anche in questo caso ci sono elementi della forma classica: struttura in 4 movimenti, primo
movimento preceduto da adagio introduttivo, secondo allegro con grazia è un valzer, inversione dei
movimenti, quello che doveva essere il secondo movimento tradizionale adagio cantabile qui è spostato
alla fine. Qui si mantengono i 4 movimenti, ma tempo lento è portato alla fine: è una cosa nuova ed
eccezionale perché finale deve strappare l’applauso, invece inizia con adagio lamentoso e si chiude nel
quarto con un pianissimo, il suono muore creando imbarazzo nel pubblico.
Adagio. Allegro non troppo (Si min., 354 bb.)
Allegro con grazia (Re magg., 5/4, 178 bb.) sostituisce lo scherzo, valzer in 5/4
Allegro molto vivace (Sol maggiore, 347 bb.)
Finale. Adagio lamentoso – Andante (Si min. 171 bb.)
Organico tipico di Tch, ruolo centrale degli ottoni. Una sinfonia nata “dal dolore e nel dolore”. Sinfonia
pervasa dal dolore dall’inizio alla fine. Potrebbe essere un testamento musicale rispetto a una vita
affrontata con un volto ufficiale e una vita privata controversa e sofferta, con fumo e alcol come ripiego al
fatto di non poter mostrare al mondo l’omosessualità. Espressione di malessere interiore che è la sintesi di
una vita, terrore ossessivo di doversi confrontare con il pubblico, inteso come società pubblica con cui
doversi confrontare. Per lui pubblico e privato sono sempre al limite, vedi matrimonio di facciata, deve
arrivare a sposarsi per salvare la faccia. Senso di colpa per la sua natura che viveva come qualcosa di
sbagliato. Vita tormentata e tipica anima tormentata dell’800 che si esprime nella sinfonia, a cui lavora per
2 anni. La prova in esecuzione privata e il fratello Modest che era la persona a cui era più legato dopo la
madre morta giovane di colera, rimane così impressionato da suggerire un titolo “La tragica” riconoscendo
carattere tragico soprattutto nelle pagine conclusive. Tch rifiuta perché non voleva dare una chiave di
lettura al lavoro e si limita a indicarla come sinfonia 6. Muore 9 giorni dopo però e quando la sinfonia va in
stampa l’editore non accetta titolo La tragica perché c’era un’esplicita dichiarazione di Tch e quindi nasce il
titolo patetica che in realtà Tch non usò mai perché fu dato dall’editore dopo la morte.
1891 Tch aveva tentato di scrivere un’altra sinfonia in Mib, ci aveva lavorato tanto ma non riusciva a venire
a capo, malgrado la sua spontaneità compositiva e la sua vena melodica. Più volte prova a rimaneggiarla
finché distrugge la partitura. “Una decisione irreversibile ed è bellissimo che io l’abbia presa. È stato più
facile cominciare da capo su un nuovo progetto che non venire dall’impantanamento da cui non riuscivo a
uscire”. Anni difficili, nel 93, nel resto d’Europa si fanno strada nuovi orientamenti compositivi, Debussy nel
92 esecuzione del Prelude, c’è aria di rinnovamento, Tch percepisce che la composizione sta prendendo
strade diverse e all’interno di questi ripensamenti nasce episodio scabroso che lo porterà al suicidio. Vuole
lasciare grande testamento intorno a idea enigmatica che è sintesi di una esistenza e mentre in due anni
non era riuscito a concludere sinfonia in Mib improvvisamente prende corpo tutta la nuova sinfonia.
Nell’agosto nel 93 la sinfonia è pronta, la prova in forma privata e la porta in palcoscenico. Prima
esecuzione è un evento per la città perché Tch è un divo, soprattutto dopo i balletti (ultimo nel 92), ogni
opera nuova era accolta come evento. Tutto esaurito, dirige lui, grandi applausi, inizia l’esecuzione, finisce e
sono tutti perplessi, pochi applausi di stima per la persona più che per l’opera. Confida al fratello di essere
dispiaciuto che il pubblico non avesse apprezzato l’opera, ma il fratello dice che non è che non si
dispiaciuta, ma ha creato smarrimento. Lui se l’aspettava e non si lascia scalfire troppo perché sa che
pubblico si aspetta gran finale e invece sinfonia si spegne in passaggio lugubre nel silenzio con indicazione
pppp. Retorica del gran finale messa in discussione, sostituito da movimento lento e capacità di immaginare
il suono estinguersi fino alla morte. In tutta la sinfonia ci sono elementi innovativi nella dinamica, nel primo
movimento c’è un pianissimo con 6 p (pppppp), e arriva anche alle 4 ffff, cose che non si erano mai lette.
Cerca suoni estremi. Carattere funebre trova la celebrazione più elevata nella citazione del rito dei defunti
della liturgia ortodossa: due temi tratti dalla liturgia ufficiale. Ascolto dell’ultimo movimento, esecuzione
diretta da Gergiev con orchestra del Marinsky.