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NdsP Briciole di Vangelo

Non di Solo Pane


Www.nondisolopane.it Settimanale di Preghiera Domenica 2 maggio 2021
5^ domenica di Pasqua Anno XXIII n. 988
Apostolato
della preghiera
Maria, Madre di Gesù,
dammi il tuo cuore,
tanto bello, tanto puro, tanto immacola-

Maggio to,
tanto pieno d’amore e d’umiltà,
Primo venerdì
così che io possa ricevere Gesù nel Pane
07/05
della Vita,
amarLo come tu L’hai amato
e servirLo sotto le spoglie del più Pove-
ro dei Poveri.
(Santa Teresa di Calcutta)

Portare i pesi gli uni degli altri


San Paolo esorta i cristiani a portare i pesi gli dei propri limiti, del non essere riconosciuti,
uni degli altri. I pesi da portare sono consi- del non essere valutati, dell’essere messo in
derati per lo più le difficoltà, le povertà, le ombra.
prove. E questa è umiltà, da parte di chi ne porta il
Da qui l’invito alla condivisione, ad aiutarci peso, ma anche da parte di chi gli sta accan-
reciprocamente. E questa è la solidarietà. Si to, con pazienza e con instancabile sostegno.
potrebbe continuare estendendo l’invito al Magari con scarsi risultati, ma con fiducia
portare il peso l’uno dell’altro, il peso delle nella bontà del Padre, che tutto vede e prov-
persone con cui ci si trova a vivere che so- vede.
vente sono un peso da sopportare (marito e Solidarietà, carità e umiltà: “Così compirete
moglie, nuora e suocera, colleghi di lavoro, la legge di Cristo” e così renderete più uma-
parenti e conoscenti, capi e collaborato- na la vostra vita di poveri mortali.
ri…..) E questa è carità, talvolta più esigente (Piergiorgio Cabra)
della solidarietà.
Non è finita, perché il peso da portare, forse
il più difficile, è l’accettazione di se stessi,

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua - Numero 988 pagina 2


I santi del giorno: San Felice di Siviglia,
martire; sant’Antonino Pierozzi (di Firen-

“Non è la specie più forte o più intelligente


a sopravvivere, ma quella che si adatta me-
Domenica
Maggio
5^ domenica di Pasqua
2
glio al cambiamento.” (Charles Darwin)

Parola di Dio . Il Santo del giorno: sant’Atanasio


in briciole Sant’Atanasio fu come un ponte per la Chiesa antica: sulle spalle,
infatti, portò il “peso” della retta dottrina, dell’ortodossia, traghet-
tandola attraverso un periodo difficile, nel quale sembrava che
l’eresia dovesse trionfare. Era nato ad Alessandria nel 295 e nel 325
Dio ha strade e tempi che era al Concilio di Nicea come diacono del vescovo Alessandro. Lì
noi non conosciamo si stabilì che il Figlio era della stessa sostanza del Padre, Cristo non
Pagina curata da Don Luciano V. M. era “come” Dio, ma era Dio. Una verità che gli ariani tentavano di
“....la Chiesa era dunque in pace per tutta
negare, mettendo in campo una lotta aspra, spesso fatta di calunnie
la Giudea, la Galiea e la Samaria ...” e strategie politiche. Nel 328 la gente volle Atanasio come nuovo
(At 9,26-31) vescovo di Alessandria e lui, nei suoi 46 anni di episcopato, si di-
La testimonianza di Paolo è mostrò un saldo difensore della verità. Ma dovette subire attacchi
davvero importante, ma non è personali e anche esili prima di essere riabilitato. Ebbe come mae-
sufficiente a guadagnargli la stro sant’Antonio abate di cui scrisse una Vita. Morì nel 373.
fiducia di coloro che, addirittu-
ra, vogliono ucciderlo. Il Si-
gnore risorto si serve dei suoi
apostoli in vari modi: attraver- Vangelo Gv 15,1-8
so la loro parola, attraverso la In quel tempo, Gesù
loro testimonianza, ma anche disse ai suoi discepoli:
attraverso la loro sofferenza. «Io sono la vite vera e il
Del resto, egli stesso aveva Padre mio è l'agricolto-
detto di non aspettarsi se non re. Ogni tralcio che in
me non porta frutto, lo
rifiuto e persecuzione, alla
taglia, e ogni tralcio che
stregua del loro Maestro. Ep- porta frutto, lo pota
pure, è proprio qui che si ma- perché porti più frutto.
nifesta il mistero della grazia di Voi siete già puri, a
Dio: pur se nella povertà e nel- causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in
la persecuzione, la parola di voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non ri-
Dio ha una forza tale da fare mane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono
breccia proprio nel cuore di la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto,
tante persone. Per questo, non perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me
ci si deve preoccupare se non viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo get-
tano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole
sembra esservi un risultato im-
rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In
mediato: Dio ha strade e tempi questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e di-
che noi non conosciamo. ventiate miei discepoli».

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua - Numero 988 pagina 3


“Sono un tralcio, Signore ....” meditazione curata da don Luciano-Parroco di Bovegno

nito a te che sei la vita, pos- frutto possa essere abbon-


so portare molto frutto. dante e succulenti grappoli
d’uva possano arricchire la
Insieme a te posso fare cose
nostra tavola.
grandi, perché tu lo hai pro-
messo. Il dolore di ogni potatura a-
vrà, così, un senso e se qual-
Aiutami a non staccarmi
che lacrima di dolore righerà
dalla radice che sei tu, che
il mio volto, sarà per la tua
mi hai generato e mi doni
gloria.
nutrimento e vitalità. Unito a
“Come il tralcio non può portare te, come alla vite, posso assa-
frutto da se stesso se non rimane porare il gusto della vita, spe-
nella vite, così neanche voi se non rimentare la sua preziosità e
rimanete in me. Io sono la vite, voi godere la sua ricchezza.
i tralci.”
Aiutami, però ad accogliere
le potature che il divino agri-
coltore desidera cogliere, at-
Sono un tralcio, Signore, so-
traverso eventi e situazioni.
no un piccolo tralcio, ma u-
nella mia vita, affinchè il

Maestri di Contemplo: Il riflesso dell’essenza divina


spiritualità
In Te il mio cuore smet- Per Gesù l’amore non è un a scelta E’ tutt’altra cosa: è un genitore
terà di vagare, fra tante, ma il riflesso dell’essenza forte ma tenero, esigente ma affet-
troverà un posto in cui divina, che è origine e fonte della tuoso, che si pone al servizio dei
fermarsi
senza più desiderio di vita e delle nostre potenzialità. figli, che vuole aiutarli a crescere, a
partire. diventare uomini e donne in pie-
Con Te avrò il sapore Proprio l’immagine divina emerge
nezza, capaci di somigliargli e di
del pane che spezzerai, dal vangelo a svelare la dimensio-
il calore del fuoco che collaborare attivamente a coltivare
ne, i confini e le motivazioni di
accenderai, vita e amore.
questo amore. Il Dio di Gesù non
la forza della vita che mi
donerai, è un padre-padrone, non è un ti- (A. Maggi-A. Thellung. La Conversione
la dolcezza dell'amore ranno, magari generosissimo con i pp.12-13)
che mi regalerai, suoi, ma spietato con chi va fuori
la leggerezza dell'amici-
zia che mi offrirai. dalle righe.
(Don Luigi Verdi)

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 4


I Santi del giorno:Santi Timoteo e Maura,
sposi e martiri; san Stanislao Kazi-

“Il saggio deve essere equilibrato, e per


agire da forte deve far ricorso alla forza,
Lunedì
Maggio
5^ settimana di Pasqua
3
non all’ira.” (Lucio Anneo Seneca)

I santi del giorno: santi Filippo e Giacomo


Parola di Dio . “Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni
in briciole sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova,
produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi”.
In questo tempo in cui tutti ci sentiamo provati san Giacomo
nella sua lettera ci ricorda che per i cristiani tutto va vissuto
alla luce della fede, con gli occhi di Dio. Oggi la liturgia ricor-
La via di Gesù da l’autore di questo testo, san Giacomo il Minore, assieme a
Pagina curata da Don Luciano V. M. un altro apostolo, san Filippo. Quest’ultimo era originario
“......A voi infatti ho trasmesso, anzitutto,
della città di Betsaida ed era stato discepolo del Battista, dive-
quello che anche io ho ricevuto ... ..” nendo uno dei primi discepoli di Gesù. S’impegnò poi per
portare il Vangelo tra gli Sciti e dei Parti. A Giacomo il Mi-
(Cor 15,1-8a)
nore è attribuita una parentela con Gesù, di cui forse era cu-
La festa degli apostoli Filippo gino: guidò la Chiesa di Gerusalemme alla morte di Giacomo
e Giacomo è un’occasione per il Maggiore.
riflettere sul dono della fede e
su come questo dono sia giun-
to fino a noi. San Paolo ci de-
scrive il messaggio cristiano
come un “testimone” che pas-
Vangelo Gv 14,6-14
sa di mano in mano, di vita in In quel tempo, disse Gesù a Tomma-
vita, per arrivare così a tutte le so: «Io sono la via, la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per
generazioni. Ci viene chiesto di
mezzo di me. Se avete conosciuto me,
trasmettere con fedeltà ciò che conoscerete anche il Padre mio: fin da
abbiamo ricevuto, così come ora lo conoscete e lo avete veduto».
hanno fatto gli apostoli e la Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il
moltitudine di credenti che ci Padre e ci basta». Gli rispose Gesù:
ha preceduto, permettendoci «Da tanto tempo sono con voi e tu
di conoscere, amare e seguire non mi hai conosciuto, Filippo? Chi
ha visto me, ha visto il Padre. Come
Gesù sulla sua via; una via do- puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non
ve c’è sempre, come ci ricorda credi che io sono nel Padre e il Padre
san Paolo sintetizzando è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il
l’annuncio cristiano, un po’ di Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io so-
croce e un po’ di risurrezione. no nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere
Ma questo, come dice anche il stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli com-
Vangelo di oggi, è il cammino pirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste,
perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio no-
cristiano; la via di Gesù è tanto me, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiedere-
piena di consolazioni, di gloria te qualche cosa nel mio nome, io la farò».
e anche di croce, ma sempre
con la pace nell’anima.

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 5


“Non siamo soli….” a cura di don Luciano Vitton Mea –Parroco di Bovegno

“Siamo infatti opera li, ma Gesù opera con noi


sua, creati in Cristo Ge- e in noi.
sù per le opere buone, Se oggi ci troviamo in
che Dio ha preparato difficoltà, siamo stanchi,
perché in esse cammi- ci sembra impossibile ri-
nassimo.” spondere a una chiamata,
Come cristiani siamo rivolgiamoci a colui che
chiamati, sull’esempio di tutto può, più di quanto
Gesù, a rendere visibile noi possiamo pensare o
il volto del Padre con le desiderare, perché con la
«Io sono la via, la verità e opere che ogni giorno il nostra vita possiamo glo-
la vita. Nessuno viene al Pa- Signore ci chiama a com- rificare il Padre e speri-
piere. mentare che davvero Ge-
dre se non per mezzo di me.
Ogni nostra giornata è sù vive in noi.
Se avete conosciuto me, cono-
scerete anche il Padre mio: fin una chiamata, ogni attivi-
da ora lo conoscete e lo avete tà è una risposta a una
veduto». chiamata, consapevoli
sempre che, nella nostra
incapacità, non siamo so-

Maestri di Contemplo: Conversione o rifiuto


spiritualità
Un Dio che non chiede ma dona. la mischia rischiando in prima per-
Un Dio che non se ne sta lassù, sona. Non un Dio totalmente al-
La Misericordia di Dio assiso in trono per farsi servire, ma tro, come talvolta si sente dire! Al
cerca la nostra povertà e scende al livello dell’uomo ponen- contrario, un Padre che si fa
la ama. dosi totalmente al suo servizio. tutt’uno con suo figlio.
La nostra povertà una Questa essenzialmente è la novità
Quale altra possibilità abbiamo di
volta amata, radicale del messaggio di Cristo:
conoscere Dio-Padre, noi esseri
una novità che costringe alla con-
diventa misericordia. umani, se non attraverso suo fi-
versione o al rifiuto.
(Don Fabio Rosini) glio? Insomma, Dio non agisce né
Una novità assoluta questo Dio si mostra direttamente, ma lo fa
che non manovra a distanza, attraverso suo figlio.
dall’alto delle sue sfere, ma scende
(A. Maggi-A. Thellung. La Conversione
sulla terra, si fa uomo, si getta nel- pp.14-15)

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 6


Santi del giorno: Santi Agapio e Secondino,
martiri; san Floriano di Lorch, martire.

“L’onestà è il primo capitolo del libro della sag-


gezza.” (Thomas Jefferson)
Martedì
Maggio
5^ settimana di Pasqua
4
I santi del giorno: santa Antonina di Nicea
Parola di Dio I cristiani non si illudano: credere non è mai una scelta “dolce”,
in briciole ma un sentiero fatto di prove e ostacoli di ogni genere. E gli anti-
chi martiri sono l’icona ancora attuale delle persecuzioni che il
mondo da sempre mette in atto per far tacere la voce “scomoda”
del Vangelo. La cruenza del martirio di santa Antonina di Nicea,
così come descritto nel racconto trasmesso dalla tradizione, ricor-
Vivere la nostra fedeltà al da proprio questa ferocia, alla quale i credenti hanno sempre ri-
Signore sposto con l’unico linguaggio dell’amore. I dati biografici su An-
Pagina curata da Don Luciano V. M. tonina sono tratti da un’antica “Passio”, oggi perduta, secondo la
quale Antonina fu tratta in arresto in Bitinia durante la persecu-
“.....designarono quindi per loro in ogni zione di Dicleziano e dovette subire pesanti torture. Secondo il
Chiesa alcuni anziani, e dopo aver pregato
e digiunato, li affidarono al Signore,.” Martirologio Romano Antonina, “dopo essere rimasta appesa per
tre giorni e rinchiusa in carcere per due anni, fu arsa nel fuoco”.
(At 14,19-28)

Paolo è il primo testimone del-


la parola che annuncia. Chi si
aspetta di trovare, annuncian-
do il Vangelo, accoglienza e Vangelo: Gv
plauso, deve fare i conti con la 14,27-31a
verità dei fatti. L’ostinazione e In quel tempo,
la chiusura comportano la vio-
lenza nei confronti disse Gesù ai
dell’Apostolo che rischia la suoi discepoli:
vita più volte. Dunque, la mis- «Vi lascio la pa-
sione del discepolo è tutt’altro ce, vi do la mia
che semplice. Ma non dobbia- pace. Non co-
mo farci prendere dalla paura, me la dà il mon-
poiché il Signore sa come ser-
virsi anche di quelle che, uma- do, io la do a
namente, possono sembrare voi. Non sia
delle sconfitte. In realtà, pro- turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito
prio da esse scaturiscono poi che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste,
quelle situazioni attraverso le vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è
quali Cristo dona salvezza in
modalità del tutto inaspettate. più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga,
Dunque, un bel modo di vive- perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a
re la nostra fedeltà al Signore lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; con-
potrebbe essere proprio quella tro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sap-
di bandire dal nostro cuore pia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comanda-
ogni forma di timore o paura.
to, così io agisco».
Egli è fedele e non ci lascerà
nelle mani dei nostri nemici.

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 7


Cristo è la nostra pace a cura di don Luciano Vitton Mea

Gesù che sta andando mondo che soffre il


incontro alla passione dramma della violenza,
congeda i suoi discepoli della guerra, del sangue
lasciando loro il dono versato.
della sua pace. Ognuno di noi si adoperi
La pace di Cristo inonda a costruire famiglie, co-
il cuore dei discepoli di munità, società sul fonda-
tutti i tempi, eppure non mento della pace che è il
li preserva dalla sofferen- volto della Pasqua di Cri-
za, dalle persecuzioni, da sto che ha lasciato questo
timori e angosce subite mondo per andare al Pa-
per testimoniare il vange- dre e prepararci un posto
“Vi lascio la pace, vi do la lo. privilegiato di amore nel
mia pace. Non come la dà il suo cuore.
Cristo è la nostra pace, la
mondo, io la do a voi. Non
nostra forza nelle tribola-
sia turbato il vostro cuore e
zioni sofferte per lui.
non abbia timore..”
Invochiamo, dunque, il
dono della pace in questo

Maestri di Contemplo: Soltanto chi è figlio


spiritualità Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)

Grazia in quell'ora, in L’insegnamento di Gesù è pre- tutto diventa chiaro, o, per lo


cui la morte fu inghiot- gnante e non può essere compre- meno, sufficienti sprazzi di luce
tita dalla vittoria. so in senso teorico: per potersi cominciano a filtrare.
Non gli uomini hanno svelare nel suo significato vitale
fatto qui qualcosa, no, Un Dio, fonte della vita, è per
ha bisogno di esperienza vissuta.
soltanto Dio lo ha fat- sua natura il punto d’origine di
to. Egli ha percorso la Appare evidente che può fare tutti gli esseri viventi. Ma chi non
via verso gli uomini esperienza di un rapporto con il lo capisce, ha con lui un rapporto
con infinito amore. Ha proprio genitore soltanto chi è da estraneo.
giudicato ciò che è u- figlio, che lo sa e lo capisce, chi (A. Maggi-A. Thellung. La Conversione
mano. E ha donato prende coscienza di esserlo. Cioè pp.16-17)
grazia al di là del me- colui che si rivela figlio (Mt 11,27).
rito. Perché Dio si offre come Padre
(Dietrich Bonhoeffer) per tutti, ma non tutti se ne ac-
corgono, non tutti lo sanno. Ma
quando si avverte nel cuore allora

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 8


Santi del giorno:
Beato Nunzio Sulprizio, laico;
beata Caterina Cittadini, fondatrice.

“Il metodo più sicuro per non essere molto in-


felici è la rinuncia a pretendere di essere molto
Mercoledì
Maggio
5^ settimana di Pasqua
5
felici.” (Arthur Schopenhauer)

Il santo del giorno: san Geronzio


Parola di Dio Nei momenti bui della storia, quando le ferite subite
in briciole rubano qualsiasi prospettiva di futuro, sono i pastori e i
profeti a dover tracciare la via. Ed è grazie alle sue gui-
de sante che la Chiesa è sempre stata lievito di speranza
in grado di aiutare la società a rialzarsi e a ritrovare la
Accogliere Dio nella no- propria anima. Così fece san Geronzio, 19° vescovo di
stra vita Milano, alla cui guida rimase solo per tre anni tra il 462
Pagina curata da Don Luciano
e il 465. Nel 452 Milano aveva conosciuto la devasta-
zione portata dagli Unni con Attila, che aveva lasciato
“.....è necessario circonciderli e ordinare
loro di osservare la legge di Mo- dietro di sé una comunità sofferente. Geronzio era
sè ....” (At 15,1-6) stretto collaboratore di Eusebio e fu scelto come suo
successore forse anche proprio per la saggezza e l'espe-
I Giudei convertiti al cristiane-
simo credono che sia impor- rienza. E lui s'impegnò nella ricostruzione delle chiese
tante conservare le usanze del- e, soprattutto, nell'aiuto agli sfollati e ai feriti, oltre che
la legge mosaica, di cui ele- per il riscatto dei prigionieri.
mento importante era la cir-
concisione. E’ sempre difficile
lasciare le vecchie abitudini, Vangelo Gv 15,1-8
anche quando riguardano la
In quel tempo, disse Gesù ai
sfera del sacro. Solitamente suoi discepoli: «Io sono la
noi abbiamo bisogno di punti vite vera e il Padre mio è
di riferimento chiari e precisi: l'agricoltore. Ogni tralcio
il problema è che non possia- che in me non porta frutto,
mo limitare l’azione di Dio o le lo taglia, e ogni tralcio che
sue scelte. Il Signore, attraver- porta frutto, lo pota perché
so il suo Figlio Gesù, ha rivela- porti più frutto. Voi siete già
to la sua volontà di salvare tut- puri, a causa della parola che
ti, e l’unica condizione neces- vi ho annunciato. Rimanete
saria è la fede, cioè in me e io in voi. Come il
quell’atteggiamento del cuore tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vi-
che permette di accoglierlo te, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i
nella nostra vita. Per questo tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché sen-
motivo, anche noi dobbiamo za di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato
fare attenzione a non porre su via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco
noi stessi e sugli altri dei pesi e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi,
che Dio non ci impone: il no- chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il
stro unico impegno deve esse- Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
re quello di crescere in questo
rapporto di amicizia e di amo-
re con lui.

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 9


“ Il rimanere reciproco ….” a cura di don Luciano –Parroco di Bovegno

Gesù ci invita all’intimità, nella fede; preghiamo sen-


all’unità con lui. Come è za stancarci; mettiamo in
possibile? Col battesimo pratica il comandamento
già siamo in lui e formia- della carità; viviamo le o-
mo un unico corpo, che è pere di misericordia.
la Chiesa. Tutta la nostra Lui stesso si manifesterà
vita di cristiani, discepoli, in noi e attraverso noi.
battezzati è un cammino Nel silenzio e nella con-
alla scoperta di questo templazione, nell’amore e
grande tesoro, dono me- nel desiderio della Chiesa
raviglioso, grazia stupen- sposa dell’anima fedele, il
da. rimanere reciproco avverrà!
Rimanete in me e io in voi. Accogliamo in noi
Come il tralcio non può porta- l’eucaristia, corpo di Cri-
re frutto da se stesso se non sto; custodiamo la sua pa-
rimane nella vite, così neanche rola nel cuore come Ma-
voi se non rimanete in me. Io ria; diamo spazio al suo
sono la vite, voi i tralci….” amore in noi; cresciamo

Maestri di Contemplo: Perfetti nell’amore


spiritualità
Passi il tuo Spirito, Si-
gnore, nei nostri volti rat- Misura della fede non sono i ri- fezioni astratte e formali, ma del
tristati per farvi riaffiorare tualismi, ma i gesti d’amore appli- modo di amare. Perfetti
il sorriso. Passi il tuo Spi-
rito, Signore, sulle nostre cato, perché senza l’uomo che si nell’amore si può esserlo anche
mani stanche per riani- fa figlio per compiere nel mondo se le proprie capacità personali
marle e rimetterle gioiosa-
mente all'opera; passi il le opere del Padre, l’amore di Di- sono scarse o limitate:
tuo Spirito fin dall'aurora o resta frustrato. l’importante è amare senza bar-
per portare con sé tutta la riere, senza discriminazioni tra
giornata in uno slancio Al contrario, amando, manife-
generoso; passi all'avvici- amici e nemici, tra buoni e cattivi.
narsi della notte per con- stando al mondo lo spirito divino
servarci nella tua luce e si raggiunge la pienezza umana, Un amore senza limiti, che non
nel tuo fervore. Passi il esattamente come ha fatto Cri- emargina nessuno, rivolto a tutti
tuo Spirito su di noi, per
farvi abbondare pensieri sto: non per nulla Dio non è so- indipendentemente dalla risposta.
fecondi che rasserenano. lo Padre, ma anche Figlio e Spiri-
Passi e rimanga in tutta (A. Maggi-A. Thellung. La Conversione
la nostra vita. Amen. to Santo. Gesù non parla di per- pp.18-19)
(Giovanni Vannucci)

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 10


Santi del giornoSan Pietro Nolasco, fondatore;
san Francesco de Montmorency–Laval, vescovo.

“Impara a piacere a te stesso. Quello che tu pensi


di te stesso è molto più importante di quello che
Giovedì
Maggio
5^ settimana di Pasqua
6
gli altri pensano di te.” (Lucio Anneo Seneca)

Il santo del giorno: san Venerio di Milano


Parola di Dio Ogni Chiesa locale deve avvere a cuore le sorti della Chiesa
in briciole universale e quindi delle altre comunità sparse per il mondo.
Di questa vocazione all’univeralità e alla fratellanza oltre ogni
confine fu testimone san Venerio di Milano. Era cresciuto
sotto la guida di sant’Ambrogio, al cui capezzale si trovò al
Cercare la volontà di Dio momento della morte il 4 aprile 397 e di cui divenne secondo
assieme agli altri successore nel 400 dopo Simpliciano, restando alla guida di
Pagina curata da Don Luciano V. M.
Milano forse fino al 408 o 409. Nel 401 ricevette una richiesta
“... E non ha fatto alcuna discriminazione di sostegno da Cartagine, dove mancavano sacerdoti, e così
tra noi e loro ….” (At 15,7-21) Venerio decise di inviare alla Chiesa africana un gruppo di
Quanto narrato nel brano degli preti e diaconi, tra i quali vi era anche Paolino, che scrisse poi
Atti degli Apostoli ha una gran- la prima vita di sant’Ambrogio. Venerio, inoltre, appoggiò san
de importanza, perché ci riporta Giovanni Crisostomo, esiliato da Costantinopoli a causa della
la prima decisione conciliare condanna contro la corruzione della corte imperiale.
della primitiva Chiesa di Geru-
salemme. Gli apostoli compren-
dono che non si può chiedere ai
neofiti di abbracciare la legge
mosaica e le sue usanze; ciò che
è importante è la fede in Gesù, Vangelo Gv 15,9-11
e non le pratiche antiche, ormai
passate, che rappresentano un In quel tempo disse
vero e proprio giogo. Gli apo- Gesù ai suoi discepoli:
stoli giungono a tale riflessione “Come il Padre h ama-
assieme: da allora, in tutta la
Chiesa le decisioni e le scelte to me, anche io ho a-
vengono prese e fatte insieme, mato voi. Rimanete nel
da rappresentanti qualificati del
popolo di Dio, seguendo la me- mio amore. Se osserve-
desima modalità. Ma anche noi rete i miei comanda-
nella quotidianità possiamo
prendere spunto da questo mo-
menti, rimarrete nel
do di fare. E’ più facile cercare mio amore, come io ho
la volontà di Dio quando tutti osservato i comanda-
assieme, animati dalla carità di
Cristo ci si impegna a cercare il menti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho
meglio per sé e per gli altri. Chi detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vo-
cerca in tal modo la volontà di
Dio, la trova certamente assie- stra gioia sia piena.”
me agli altri.

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 11


“Un amore infinito” pagina curata da Don Luciano Bovegno

le ci ha coinvolto nella compito educativo e la


sua vita non solo è amo- fedeltà dei figli verso i
re assoluto e gratificante: genitori anziani e non
è anche amore fecondo. più autosufficienti; la fe-
Vuole infatti portare deltà degli amici che non
frutto, e un frutto che vogliono venir meno alla
rimanga! parola data.
Quali sono i frutti Perché ogni parola da-
dell’amore che non mar- ta—stupore e meraviglia!
ciscono con il passare - è sempre prima, parola
del tempo? ricevuta: “Come il Padre
Sono i frutti delle rela- ha amato me, io ho amato
“Come il Padre h amato me,
zioni che producono voi”.
anche io ho amato voi. Rima-
gioia e vita in noi e negli
nete nel mio amore.”
altri. La fedeltà di due
sposi che lottano quoti-
L’amore di Gesù, la sua
dianamente per vivere
chiamata, la scelta di cia-
nella reciprocità; la fedel-
scuno di noi, con la qua-
tà dei genitori al loro

Maestri di
spiritualità
Contemplo: Al servizio dell’uomo
C'è buio in me, in Te
invece c'è luce; sono solo, La misericordia non è altro che se non sembra facile avere orec-
ma tu non m'abbandoni;
non ho coraggio, ma Tu
amore verso chi non contraccam- chie per intendere (Mc 4,9).
mi sei d'aiuto; sono in- bia, è amare fino in fondo, senza
Perfino i discepoli non si rendo-
quieto, ma in Te c'è la condizioni. Questa è la perfezio-
no conto che il nuovo Israele è
pace; c'è amarezza in ne del Padre, questa la perfezione
me, in Te pazienza; non l’umanità intera, che l’amore di
che può far propria chiunque
capisco le tue vie, ma tu Dio è rivolto a tutti, senza privi-
sai qual è la mia strada. sente rivelarsi dentro di sé lo Spi-
legi per nessuno. Questo il miste-
Padre del cielo, siano rito del Figlio.
ro che si sta svelando, ma che
lode e grazie a Te per la
quiete della notte, siano
Ecco perché Dio si è posto al faticano a capire, così Gesù è co-
lode e grazie a Te per il servizio dell’uomo: per amore, stretto a spiegare loro ogni cosa.
nuovo giorno. Signore, soltanto per amore, senza limite (A. Maggi-A. Thellung. La Conversione
qualunque cosa rechi alcuno. E l’amore, quando è ac- p.19)
questo giorno, il tuo no- colto si moltiplica, produce frut-
me sia lodato! Amen.
( D i e tr ic h B o n ho e f fe r )
to, rimbalza e si ripropone. Una
volta capito, diventa ovvio, anche

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 12


Il santo del giorno: San Giovanni di Beverley,
vescovo; sant’Antonio Pecierskij, eremita.

“Chi vuol muovere il mondo muova prima se stes-


Venerdì
Maggio
5^ settimana di Pasqua
7
so.” (Socrate)

Il Santo del Giorno: santa Rosa Venerini


Parola di
Parola di Dio
Dio
in briciole
briciole La ripartenza, la costruzione di un futuro diverso, l’impegno ad ali-
in mentare la speranza iniziano dalla cura delle nuove generazioni, so-
prattutto dei giovani in difficoltà ed emarginati. Fu questa visione pro-
fetica a guidare santa Rosa Venerini lungo il suo percorso esistenziale,
segnato dalla ricerca di una forma originale e personale per esprimere
L’opera dello Spirito Santo la propria vocazione, che non trovava giusta collocazione nelle scelte
pagina curata da Don Luciano V. M. “classiche” del matrimonio e della consacrazione in convento o mona-
stero. Nata nel 1656 a Viterbo in una famiglia benestante, guidata dal
“....quelli allora consegnarono la lettera e
quando l’ebbero letta si rallegrarono per padre spirituale nel 1685 mise mano al progetto di una scuola pubblica
l’incoraggiamento che infondeva…” (At per ragazze. Con lei c’era un gruppo di donne che diedero vita a una
15,22-31) vera e propria comunità di “consacrate nel mondo”. L’opera delle
“Maestre Pie” si diffuse ben presto oltre i confini di Viterbo. La fon-
Nella comunità cristiana di An- datrice morì nel 1728.
tiòchia le acque sono agitate.
Un gruppo di cristiani molto
attaccati alla legge ebraica, vuole
imporre le condizioni
dell’ebraismo ai nuovi cristiani
prima di battezzarli: per esem- Vangelo: Gv 15.12-17
pio la circoncisione e altro. Ma
Paolo dice no. Ecco, allora, che In quel tempo, disse Gesù
incomincia una lotta interna, ai suoi discepoli: «Questo è
con vivaci discussioni, e che si il mio comandamento: che
conclude con il primo concilio vi amiate gli uni gli altri
ecumenico della Chiesa, quando come io ho amato voi.
a Gerusalemme viene discusso Nessuno ha un amore più
questo problema con gli Apo- grande di questo: dare la
stoli. Ad Antiòchia viene porta- sua vita per i propri amici.
ta una lettera con la quale si co- Voi siete miei amici, se fate
munica la decisione finale e
ciò che io vi comando.
l’unità ritrovata. Proprio questa
è l’opera dello Spirito Santo: Non vi chiamo più servi,
muove le acque con un po’ di perché il servo non sa
disordine e poi fa tornare quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici,
l’armonia, l’unità. Infatti lo Spi- perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto co-
rito è quello che rende tutto noscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto
nuovo, che muove le situazioni voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il
per andare avanti, che crea nuo- vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete
vi spazi, che crea la saggezza al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi coman-
che Gesù ha promesso, “Egli vi do: che vi amiate gli uni gli altri».
insegnerà”. Lo Spirito, dunque,
muove ma alla fine crea anche
l’unità armoniosa fra tutti.

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 13


Amare coi fatti e nella verità a cura di don Luciano– Parroco di Bovegno

suoi amici, rallegrandoci l’amore, rendendo grazie


per questo dono. a lui che per amore no-
stro tutto si è donato.
Il suo amore è fedele, il
Anche noi, con la forza
suo dono irrevocabile!
di questo grande amore,
L’amore di cui parla Ge- potremo diventare dono,
sù è quello che ha cono- amando coi fatti e nella
sciuto lui per primo, ve- verità.
Gesù ci parla del suo co- nendo dal Padre. Il Padre
mandamento e ci ripete è l’amante che ama
l’invito a chiedere nel su- l’amato, il Figlio, con a-
o nome, invito che nel more santo ed eterno, lo
tempo pasquale torna Spirito. Il come indica la
più volte. Nella preghiera qualità dell’amore divino,
chiediamogli di aiutarci a mostrato fin sulla croce
vivere l’amore vicende- da Gesù.
vole, riconoscendoci
Quando guardiamo la
croce contempliamo

Maestri di
spiritualità
Contemplo: Dio come Gesù
Ti ho trovato in tanti posti,
Signore. Ho sentito il batti-
to del tuo cuore nella quiete Gesù non fa disquisizioni teologi- come Gesù. La differenza, in con-
perfetta dei campi, nel ta- che per descrivere com’è Dio, ma creto, è più radicale di quanto pos-
bernacolo oscuro di una
cattedrale vuota, ti ho tro- dice invece che le nostre caratteri- sa apparire, e le conseguenze sono
vato nella gioia, dove ti stiche naturali sono simili, che la significative.
cerco e spesso ti trovo. Ma possibilità di amare è la stessa, che
sempre ti trovo nella soffe- Se Dio è come Gesù, allora cado-
renza. La sofferenza è come anche noi possiamo essere come
no tutte le speculazioni astratte,
il rintocco della campana lui: basta entrare in un rapporto da
che chiama la sposa di Dio perché le uniche caratteristiche
alla preghiera. Signore, ti
figlio a genitore, e non da suddito
divine indiscutibili diventano quel-
ho trovato nella terribile a potente.
grandezza della sofferenza le che Gesù esprime.
degli altri. Ti ho visto nella Gesù non mostra soltanto qualche
(A. Maggi-A. Thellung. La Conversione
sublime accettazione e parvenza divina, ma Dio in pie-
nell'inspiegabile gioia di p.19-21)
coloro la cui vita è tormen- nezza. Il Vangelo infatti non de-
tata dal dolore. scrive Gesù come Dio, ma Dio
(S. Teresa di Calcutta)

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 14


I santi del giorno: San Desiderato di Bourges,
vescovo; beata Ulrica Nisch, religiosa.

“Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu


puoi rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perchè
Sabato
Maggio
5^ settimana di Pasqua
8
gli uomini mentre insegnano, imparano.” (Seneca)

Parola di Dio Il santo del giorno: Beata Vergine del Rosario di Pompei
in briciole
Il Rosario, con la sua semplicità e intensità, da sempre è lo
strumento che ha permesso ai fedeli di entrare nei misteri e
nel Mistero del Figlio di Dio incarnato e quindi è l'icona di
un'umanità riscattata oltre le proprie ferite, oltre le proprie
Vangelo: Gv 15,18-21 sofferenze. Un'icona che l'avvocato Bartolo Longo (1841-
1926) mise al cuore della sua opera quando fondò la "città-
In quel tempo, disse Gesù ai
santurio" di Pompei dedicata proprio alla Beata Vergine del
suoi discepoli: «Se il mondo vi
Rosario. Era arrivato in Campania come amministratore dei
odia, sappiate che prima di voi beni della contessa Marianna Farnararo vedova De Fusco.
ha odiato me. Se foste del mon- Superato un periodo di crisi, grazie a un religioso domeni-
do, il mondo amerebbe ciò che cano, trovò proprio nel Rosario una nuova luce. Guidato
è suo; poiché invece non siete dalla spiritualità mariana progettò la nuova Pompei con il
del mondo, ma vi ho scelti io suo santuario come un luogo di speranza e carità per gli ul-
dal mondo, per questo il mon- timi. Qui, nel 1875, arrivò il quadro della Vergine oggi al
do vi odia. Ricordatevi della pa- centro della devozione.
rola che io vi ho detto: “Un ser-
vo non è più grande del suo pa-
drone”. Se hanno perseguitato
Medita a cura di Don Luciano
me, perseguiteranno anche voi;
se hanno osservato la mia paro- Cristo è risorto! Noi siamo suoi servi e amici. Siamo nel
la, osserveranno anche la vo- mondo, ma non del mondo.
stra. Ma faranno a voi tutto Gli Atti raccontano che gli Apostoli sono giunti in Mace-
questo a causa del mio nome, donia, alle porte dell’Europa, sospinti dallo Spirito di Ge-
perché non conoscono colui sù e illuminati da una visione notturna. Hanno obbedito
che mi ha mandato». alla Parola di Gesù: sono andati in tutto il mondo allora
conosciuto!
Oggi il Vangelo è stato portato fino alle isole più lontane,
è giunto ai cinque continenti. I cristiani di generazione in
generazione possono essere imprigionati, perseguitati,
soffrire nel mondo: è il sigillo della loro autenticità.
La Parola però non è incatenata! Gesù ci prepara alla testi-
monianza, fino al martirio, ponendo se stesso davanti a
noi come esempio di servo e amico di Dio. Confidiamo in
lui, Signore risorto, che ha vinto il mondo. Alleluja!

Non di solo pane 5^ settimana di Pasqua n. 988 pagina 15