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Settimanale di Preghiera Domenica 3 maggio 2020 - 4^ domenica Tempo di Pasqua anno XXII N° 940

Non di solo Pane

Il Signore è il mio pastore:


Quarta domenica non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia,
tempo di Pasqua mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con
me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
(Salmo 22)
Apostolato
della preghiera
Vergine Santa
nella tua dimora glorio-
sa
non dimenticare
le tristezze della terra.
Maggio Rivolgi uno sguardo
Primo Venerdì 01/05 di bontà su coloro
che soffrono,
e dona a tutti
la speranza e la pace.
(Henri Perreyve)

Chi è Gesù? Gesù è il buon pastore. Siamo invi- E’ il primogenito, il prototipo della nuova
tati dallo stesso Signore a pensarlo così: una figu- umanità, è il fratello, il compagno, l’amico
ra estremamente amabile, dolce, vicina. per eccellenza.
E noi possiamo attribuire soltanto al Signore Solo di lui si può dire con piena verità che
l’esprimersi con bontà infinita. conosceva tutto quanto c’è nell’uomo (Gv 2,25).
Presentandosi in tale aspetto, egli ripete l’invito E’ l’inviato da Dio, non per condannare il
del pastore: disegna cioè un rapporto che sa di mondo, ma per salvarlo. E’ il buon pastore
tenerezza e di prodigio. Conosce le sue pecorelle, dell’umanità.
e le chiama per nome. Poiché noi siamo del suo Non c’è valore umano che non abbia ri-
gregge, è agevole la possibilità di corrispondenza spettato, innalzato e riscattato. Non c’è
che antecede il nostro stesso ricorso a lui. Egli ci sofferenza umana che non abbia compresa
conosce e ci nomina; si avvicina a ciascuno di noi condivisa e valorizzata. Non c’è bisogno
e desidera farci pervenire a una relazione affet- umano che non abbia assunto e provato lui
tuosa, filiale con lui. stesso e proposto alla inventiva e alla gene-
La bontà del Signore si palesa qui in maniera su- rosità degli altri uomini come oggetto della
blime, ineffabile. loro sollecitudine e del loro amore, per
Il Cristo che portiamo all’umanità è il “Figlio così dire come condizione della loro sal-
dell’uomo” come lui stesso si è chiamato. vezza. (san Paolo VI, Discorso del 28 aprile 1968).

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 2


I santi del giorno: Santi Timoteo e Maura, sposi;
san Stanislao Kazimierczyk, sacerdote.

L’errore è una pianta tenace, fiorisce in ogni


suolo.
Domenica
Maggio
3
4^ settimana di Pasqua
TP

I Santi del giorno: Filippo e Giacomo


Parola di Dio Dio ha scelto i poveri “per farli ricchi con la fede” ed “eredi del
in briciole regno che ha promesso a quelli che lo amano”. A ricordarlo è san
Giacomo (il Minore), apostolo, nella prima delle Lettere cattoliche
contenute nel Nuovo Testamento e a lui attribuita. Il messaggio è
chiaro: là dove pare esserci abbandono e fallimento, lì si trova Dio.
Sentirsi erranti e poi ritrovati
Messaggio profetico che fa il paio con quella richiesta di “vedere il
dal Signore
Pagina curata da Don Luciano V. M. Padre” fatta da san Filippo, l'apostolo ricordato oggi dalla liturgia
“Convertitevi e ciascuno di voi si faccia
assieme a Giacomo: una richiesta, quella di Filippo, a cui Gesù ri-
battezzare nel nome di Gesù Cristo…..”. sponde indicando se stesso. Incontrando Cristo, tra i poveri, nelle
(At 2,14a.36-41) ferite e nelle piaghe del mondo, si conosce il Padre e la fonte dell'u-
Le parole di Pietro alla folla rie- nico vero amore. Secondo la tradizione Filippo portò il Vangelo tra
scono a trafiggere il cuore di chi gli Sciti e i Parti. Giacomo, invece, guidò la Chiesa di Gerusalemme
ascolta. Sono come una freccia alla morte di Giacomo il Maggiore.
appuntita che coglie nel segno,
che sa bene dove mirare, perché
lui per primo è stato colpito. La Vangelo: Gv 10,1-10
sua è la sapienza che viene
dall’esperienza. Sappiamo bene In quel tempo, Gesù dis-
come Pietro abbia vissuto non se: «In verità, in verità io vi
senza difficoltà il suo rapporto dico: chi non entra nel re-
con Gesù, arrivando perfino a cinto delle pecore dalla
negare pubblicamente di averlo porta, ma vi sale da un'al-
mai conosciuto. Ma Pietro è tra parte, è un ladro e un
stato cambiato dalla sofferenza brigante. Chi invece entra
di Gesù, da quell’amore che lo dalla porta, è pastore delle
aveva guardato perdonandolo, pecore. Il guardiano gli
trafiggendogli il cuore. Quando apre e le pecore ascoltano
dunque Pietro parla è consape- la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le condu-
vole di ciò che dice, le sue paro- ce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina da-
le vibrano della certezza di chi
vanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.
“ci è passato” e ha finalmente
compreso. Ecco perché non Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, per-
solo insegna, ma anche scongiu- ché non conoscono la voce degli estranei» Gesù disse loro questa
ra ed esorta. Solo chi ha cono- similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora
sciuto l’amore e ha imparato ad Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la
amare, chi si è sentito errante ed porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono
è stato ritrovato “dal pastore e ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta:
guardiano della sua anima” rie- se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà
sce a trafiggere i cuori, a donare pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere;
una sana inquietudine, che però io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
nello stesso tempo ha anche il
sapore della pace.

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 3


Seguire la vera voce che dona la vita meditazione a cura di don Luciano Vitton Mea

struggere”. Gesù propone Le voci sono tante e ci attrag-


l'immagine del recinto comu- gono.
ne, che riunisce le pecore di È una posizione relativista.
diversi pastori. Quando il pa- È facile vivere di relativismo,
store chiama le sue pecore, perché nel relativo prendi
esse lo seguono perché rico- quello che vuoi, quando lo
noscono la sua voce. Il richia- vuoi, lo modifichi, lo cambi,
mo è forte allo Shemà Israel, lo lasci, ne compri un altro.
alla chiamata del popolo di La Chiesa è esposta alla tenta-
Israele a seguire la vera zione dell'idolatria. La tenta-
“voce” che dona la vita e con- zione, la distrazione, i falsi
Nel Vangelo di oggi incontria- duce alla salvezza. profeti, le false illusioni, pos-
mo Gesù che si presenta co-
E anche noi, popolo di Dio, sono distogliere dal cammino
me la vera guida d'Israele, u-
siamo chiamati ad un ascolto intrapreso e possono entrare
sando un'immagine cara al
attivo, inteso come capacità di nel recinto delle convinzioni
mondo biblico: il pastore. Dio
mettere in campo tutta la no- umane come sicurezze incrol-
è il vero pastore d'Israele, che, stra sensibilità, attenzione, labili.
come splendidamente descrit-
comprensione, intelligenza, L'Uomo è chiamato a saper
to nel Salmo 22, conosce le
empatia nell'ascolto della voce discernere dove si trovi la por-
sue pecore e sa dove condur-
di Dio che ci guida. ta, chi sia la porta, a ricono-
le. Unito al Padre, Gesù è pa-
Oggi nel campo religioso c'è scere la voce che guida alla
store autentico, lontano dalle
una specie di bricolage: pren- vera salvezza.
guide del tempo accusate di
do ciò che mi aggrada, ciò che È un dono da chiedere nel
essere ladri e briganti che vo-
mi è utile, ciò che mi serve. silenzio, nella preghiera.
gliono “rubare, uccidere e di-

Preghiamo la Contemplo: Quotidianità


Parola

Non ti chiedo miracoli La comunicazione nella fede la chiave della santità umile, nel-
o visioni,
ma la forza di affronta- non si vive soltanto nel dialogo la vita comunitaria, nella vita
re il quotidiano. esplicito sui temi della fede e nei familiare.
Preservami dal timore momenti di preghiera comune, Al di là degli aspetti clamorosi
di poter perdere qual-
ma si concretizza nella quotidia- c’è il segreto della quotidianità
cosa della vita.
Non darmi ciò che nità delle scelte operate in ogni nascosta in cui Dio abita.
desidero, ma ciò di cui tappa della nostra esistenza e in Il cammino che dobbiamo com-
ho bisogno. tutti i campi della vita. piere è ricchissimo, mai mono-
Insegnami l'arte dei
piccoli passi.
Il segreto è la quotidianità che tono, sempre pieno di sorprese,
(Antoine de Saint- sembra nascondere gli atti eroici di novità.
Exupéry) della vita, che sembra banalizza- (C.M. Martini, Aprirsi, pp.67-69)
re tutto, mentre invece contiene

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 4


Santi del giorno: Santi Agapio e Secondino,
martiri; san Floriano di Lorch, martire.

L’età che si vorrebbe avere rovina quella


che si ha.
Lunedì
Maggio
4
4^ settimana di Pasqua
TP
Il Santo del giorno: santa Antonina di Nicea
Parola di Dio
in briciole I cristiani non si illudano: credere non è mai una scelta
“dolce”, ma un sentiero fatto di prove e ostacoli di ogni
genere. E gli antichi martiri sono l'icona ancora attuale
delle persecuzioni che il mondo da sempre mette in atto
Divenire adulti nella fede per far tacere la voce “scomoda” del Vangelo. La cruenza
Pagina curata da Don Luciano V. M. del martirio di santa Antonina di Nicea, così come descrit-
“Dunque anche ai pagani Dio ha concesso to nel racconto trasmesso dalla tradizione, ricorda proprio
che si convertano perché abbiano la vita!”. questa ferocia, alla quale i credenti hanno sempre risposto
(At 11,1-18)
con l'unico linguaggio dell'amore. I dati biografici su An-
Lo Spirito Santo è sempre più tonina sono tratti da un'antica Passio, oggi perduta, secon-
avanti rispetto agli uomini. Gli do la quale Antonina fu tratta in arresto in Bitinia durante
apostoli pensavano che le pa- la persecuzione di Diocleziano e dovette subire pesanti
role di Gesù fossero rivolte al torture. Secondo il Martirologio Romano Antonina, «dopo
popolo d’Israele e non si a- essere rimasta appesa per tre giorni e rinchiusa in carcere
spettavano che sarebbero state per due anni, fu arsa nel fuoco».
accolte con entusiasmo dai pa-
gani. Con la visione di Pietro,
Dio fa comprendere loro che
Vangelo Gv 10,11-18
sta aprendo una prospettiva
completamente nuova. Noi
abbiamo il compito di fare at- In quel tempo, Gesù disse:
tenzione e imparare a discer- «Io sono il buon pastore.
nere, dai segni che abbiamo Il buon pastore dà la pro-
nella nostra vita, dove lo Spiri- pria vita per le pecore. Il
to vuole condurci. Certe stra- mercenario – che non è
de, che a prima vista ci sem- pastore e al quale le peco-
brano impraticabili e difficol- re non appartengono –
tose, in realtà si rivelano il vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapi-
cammino migliore che Dio ha sce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle
previsto per noi. Egli ci dà tut- pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie
te le grazie che ci servono per pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io cono-
percorrere tale via, senza pau- sco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che
ra. Quanto più frequentiamo non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare.
Gesù e ci lasciamo plasmare Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo
dalla sua Parola, tanto più ac- pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per
quistiamo la sensibilità interio- poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me
re a riconoscere i segni che ci stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo.
dona: non ci chiudiamo più in Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
noi stessi, ma diveniamo adulti
nella fede e capaci di seguire le
sue ispirazioni.

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 5


Un rapporto cuore nel cuore a cura di don Luciano Vitton Mea - Parroco di Bovegno

un’alleanza per la vita, Se nella vita mai ci siamo


un’alleanza di sangue. innamorati, moltiplichia-
mo all’infinito questo
Nessuno ci amerà mai
amore e arriveremo a
così tanto, ci perdonerà
cogliere ciò che siamo
così tanto.
agli occhi di Dio.
Nessuno ci cercherà così
Il Signore è il mio pastore.
a lungo, con la caparbie-
Non manco di nulla.
tà del pastore che possie-
de una sola pecora, ne è
responsabile, la difende
Io conosco le mie pecore e le da ogni male.
mie pecore conoscono me.
Perché ognuno di noi
Conoscenza profonda e per il Pastore buono è il
dolcissima, che non ha solo, l’unico, l’amato.
bisogno di parole per
compiersi. Basta il no- Questo è un rapporto
stro nome, il suo. E’ il cuore nel cuore.
silenzio che sottende

Preghiamo la
Parola
Contemplo: Vigilare: speranza cristiana
Non permettere mai
che qualcuno venga a Vigilare è una tensione inte-
te e vada via senza es- riore che è frutto della speranza coltivare, senza censurarne
sere migliore e più cristiana, volta al futuro di Dio. l’emozione che prima o poi sfiora
contento. Sii l'espres-
sione della bontà di Mettersi dalla parte di Dio è vede- ogni uomo, il presentimento di
Dio. Bontà sul tuo vol- re le cose come Dio le vede, quin- una profondità della vita e del
to e nei tuoi occhi, di coltivando il senso del tempo e tempo, dei gesti e delle cose, del
bontà nel tuo sorriso e
nel tuo saluto. Ai bam- della realtà come Dio lo sente nel- corpo e dell’anima, che risuona
bini, ai poveri e a tutti la pienezza del suo mistero. alla nostra coscienza come una
coloro che soffrono promessa.
nella carne e nello spi- Nella prospettiva del Signore
rito offri un sorriso che viene, il tempo si dilata, si ri- (C.M. Martini, Aprirsi, p.60)
gioioso. Dai a loro non
solo le tue cure, ma compone nella pace, assume quali-
anche il tuo cuore. tà e prospettive che riconciliano gli
(Santa Teresa di Cal- affetti del cuore con la sapienza
cutta) delle cose.
Allora vigilare è disponibilità a

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 6


Santi del giorno: San
Geronzio di Milano, vescovo
(V sec.); Nostra Signora d'Europa.

La fantasia è la primavera dell’anima.


Martedì
Maggio
5
4^ settimana di Pasqua
TP
Il santo del giorno: santo Nunzio Sulprizio
Parola di Dio La vita del giovane santo Nunzio Sulprizio, ci ricorda che il
in briciole buio delle nostre sofferenze non è ciò che ci definisce, per-
ché siamo esseri chiamati a vivere nella luce. Nato il 13 a-
prile 1817 a Pescosansonesco (Pescara), Nunzio rimase or-
fano e a nove anni perse anche la nonna materna, che lo
Capire come si manifesta la aveva cresciuto nella fede. Trovò quindi lavoro nell'officina
volontà di Dio di fabbro di uno zio, ma il suo fragile fisico fu segnato dalle
Pagina curata da Don Luciano V. M. fatiche. Nel 1831, per una malattia alla tibia, si trovò in o-
“E la mano del Signore era con loro e spedale prima a L'Aquila e poi a Napoli. Qui conobbe il
così un gran numero credette e si convertì al colonnello Felice Wochinger, che fu per lui quasi un padre
Signore….”
fino alla morte, avvenuta il 5 maggio 1836. In quei pochi
(At 11,19-26)
anni di vita Sulprizio era riuscito comunque a colpire tutti
Bàrnaba è una figura dj primo per la testimonianza di una bontà e di una speranza che
piano sulla Chiesa nascente: è erano il riflesso di un cuore abitato da Dio.
colui che, su incarico della co-
munità di Gerusalemme, ha il
compito delicato di capire se
quanto sta avvenendo tra i pa-
gani, che si aprono con gioia
alla fede di Gesù, sia davvero Vangelo Gv 10,22-30
espressione della volontà di Ricorreva, in quei
Dio. Inoltre accompagna Pao- giorni, a Gerusalem-
lo ad Antiòchia, rimanendo me la festa della De-
con lui per un anno in quella dicazione. Era inver-
comunità. Oggi è davvero im- no. Gesù camminava
portante prendere come mo- nel tempio, nel porti-
delli di apostolato Bàrnaba e co di Salomone. Al-
Paolo: avere il senso del di- lora i Giudei gli si
scernimento per capire quando fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai
e in che modo si manifesta la nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamen-
volontà di Dio è fondamentale te». Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le
per essere dei cristiani adulti opere che io compio nel nome del Padre mio, queste dan-
nella fede. Inoltre, saper rico- no testimonianza di me. Ma voi non credete perché non
noscere le persone attraverso fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la
cui Dio manifesta la sua parola mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro
è un fatto importante: questo la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno
serve per imparare a ricono- le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha
scere chi ci trasmette la parola date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla
di vita e ci mostra, con il suo mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
esempio e il suo insegnamento
come vivere la parola di Dio.

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 7


Un nuovo sentiero da cui partire meditazione di don Luciano Vitton Mea

sospesi, con una fede esi- a fidarsi di Dio, degli altri,


tante, con relazioni che della vita? Quanto credito
portano il limite e si osa dare a colui che cu-
l’ambiguità del capirsi e stodisce nella sua mano
del volersi bene, tra vi- buona i nostri giorni?
cende magari indecifrabi-
Grati e meravigliati si può
li; si attraversa l’incertezza
sperimentare che c’è
magari di capire, di sape-
un’appartenenza e una
re, di muoversi e avanza il
confidenza da scegliere; e
“Le mie pecore ascoltano la bisogno di una parola ri-
che molte e molte volte
mia voce e io le conosco ed esse solutrice, che provi a
proprio esse precedono e
mi seguono. Io do loro la vita sciogliere lo spessore dei
permettono di capire, di
eterna e non andranno perdute dubbi e dei timori.
sapere, d’agire.
in eterno e nessuno le strappe- Gesù apre un’inedita pro-
rà dalla mia mano.” spettiva, quasi un nuovo
Nell’inverno che talora sentiero da cui poter par-
definisce la nostra esi- tire, prima d’ogni, pur le-
stenza, spesso ci si ritrova gittima, domanda; quanta
disponibilità c’è a credere,

Contemplo: Dio si dà tutto


Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Preghiamo la
Parola
Le prove possono anche divenire è Dio, chi siamo noi, e unisce en-
Signore, mi metto in occasione per avvicinarsi alla forza trambi in un unico amore.
cammino per raggiun- del Vangelo, se ci sollecitano a Nella croce tutto ritorna a casa,
gerti e incontrarti. Fa
che tutta la mia vita sia chiedere e a concedere il perdono. tutto si riunisce in unità, tutto vie-
un grande viaggio per
scoprirti, conoscerti e Nella gioia di essere perdonati e di ne riconciliato; non c’è peccato
amarti. Fa che diventare perdonare comincia a rendersi pre- passato, presente, futuro che sia
tuo discepolo sia lo sco-
po di tutto il mio cam- sente la novità del Vangelo, che è più terribile della croce, più grande
minare nella vita. Fa che
tutto ciò che ho cono- lieto annuncio della misericordia della croce, più potente della cro-
sciuto e imparato da te, del Padre per noi peccatori. ce.
ora diventi patrimonio
della mia esistenza e di Nella logica della croce l’amore è (C.M. Martini, Aprirsi, pp.57-58)
quella del mio prossi-
mo. Perché io lo possa più forte della morte e il perdono
trasmettere con la testi- è più forte della vendetta.
monianza della vita, che
si nutre di fede e di a- Nella croce Dio si dà tutto, si e-
more. Amen
sprime in maniera suprema.
Gesù crocifisso e risorto rivela chi

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 8


Santi del giorno: San
Venerio di Milano, vescovo;
san Pietro Nolasco, fondatore.

Non va verso la felicità chi si volta indietro.


Mercoledì
Maggio
6
4^ settimana di Pasqua
TP
Il santo del giorno: san Francesco de Laval
Parola di Dio La storia della colonizzazione americana è fatta anche
in briciole da santi e testimoni della fede che hanno saputo fare
del Vangelo e dell’annuncio del Risorto uno strumen-
to d’incontro tra i popoli e di promozione umana. Ne
è prova la vicenda del primo vescovo di Québec,
Vivere un cammino di se- Francesco de Laval, il cui nome è stato aggiunto al
quela di Gesù catalogo dei santi il 3 aprile 2014 per decisione di pa-
Pagina curata da Don Luciano V. M. pa Francesco. Questo apostolo del Nord America era
“In quei giorni la parola di Dio cresceva e nato in Francia nel 1632 e divenne prete nel 1647.
si diffondeva….”
Scelto come vicario apostolico del Tonchino non po-
(At 12,24-13,5a) té assumere tale incarico, per cui fu destinato al vica-
Quella di Antiòchia è una co- riato della Nuova Francia che poi divenne diocesi di
munità viva, in cui Paolo e Quèbec nel 1674. Laval ne fu vescovo per 10 anni.
Bàrnaba sperimentano la pre- Difensore dei diritti degli indigeni e fedele al Succes-
senza dello Spirito Santo che si sore di Pietro, morì nel 1708.
manifesta attraverso l’esistenza
fiorente di ministeri: difatti vi
erano profeti e maestri. Quan-
do una comunità cristiana, una Vangelo Gv 12,44-50
parrocchia o un gruppo di pre- In quel tempo, Gesù escla-
ghiera è vivo e animato dallo mò: «Chi crede in me, non
Spirito Santo gli effetti si nota- crede in me ma in colui che
no: fiorisce una ricca ministe- mi ha mandato; chi vede
rialità attraverso la quale tante me, vede colui che mi ha
persone generose si mettono a mandato. Io sono venuto
disposizione degli altri con i nel mondo come luce, per-
propri doni e le proprie attitu- ché chiunque crede in me
dini, per l’edificazione del cor- non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo con-
po di Cristo. Donare agli altri
danno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per
il proprio tempo, le proprie salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha
capacità e i propri doni di na- chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell'ultimo
tura e di grazia: è questa la ga- giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi
ranzia che stiamo vivendo un ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo
cammino di sequela di Gesù. dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dun-
Se ciò non avviene, il nostro è que che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
ancora un cammino sterile e
vuoto, che non porta frutti né
per noi né per gli altri.

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 9


Fare esperienza di Dio e del suo amore pagina curata da don Luciano Vitton Mea

volte la nostra reazione è ci condanna, perché il suo


una sensazione di ristret- desiderio è la salvezza no-
tezza e di dovere. stra e del mondo, ma sia-
Il Vangelo ci dice invece mo noi che ci priviamo
che i comandamenti sono della possibilità di gustare
vita; non perché se li os- l’intimità con lui.
serviamo allora avremo
come premio la vita, ma
perché ogni volta che li
pratichiamo, nel viverli,
incontriamo Dio.
“E io so che il suo comanda-
Sono un luogo in cui ogni
mento è vita eterna”.
giorno possiamo fare e-
Ascoltiamo bene questa sperienza di Dio e del suo
parola che il Signore Gesù amore.
ci dona nel Vangelo odier-
Ne consegue che ogni
no. Quando i nostri orec-
volta che rifiutiamo la pa-
chi infatti sentono il voca-
rola non è il Signore che
bolo “comandamento”, a

Preghiamo la Contemplo: Tentazione profonda


Parola

Apri i nostri occhi, Si- La superbia consiste nel preten- me.


gnore,
perché possiamo vedere dere di dominare il mondo, le L’occhio cattivo è la radice di
te nei nostri fratelli e
sorelle. persone, la storia, di volere che quella passione terribile che ro-
Apri le nostre orecchie, tutto vada secondo il nostro de talora tutta un’esistenza.
Signore,
perché possiamo udire le modo di vedere, nel credere di Anziché vivere la lode e la grati-
invocazioni di chi ha
fame, freddo, paura, essere importanti, di valere mol- tudine al Signore per le meravi-
e di chi è oppresso.
Apri il nostro cuore, Si- to. E’ la tentazione più profon- glie che compie nei fratelli, per i
gnore, da dell’uomo: mettersi al posto doni che fa al nostro prossimo
perché impariamo ad
amarci gli uni gli altri di Dio, sostituirsi al suo giudi- ci sentiamo vittime, ci sentiamo
come tu ci ami.
Donaci di nuovo il tuo zio. offesi per chi ha più di noi.
Spirito Signore,
perché diventiamo un L’occhio cattivo è guardare con (C.M. Martini, Aprirsi, p.51)
cuor solo ed un'anima
sola, nel tuo nome. A- invidia gli altri, è addolorarsi
men. perché altri sono più lodati di
(Santa Teresa di Calcutta)

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 10


Santi del giorno: San Giovanni di Beverley,
vescovo; sant'Antonio Pecierskij, eremita.

Sii generoso per far sorridere la terra.


Giovedì
Maggio
7
4^ settimana di Pasqua
TP

Il santo del giorno: santa Rosa Venerini


Parola di Dio
in briciole Rispondere alla vocazione non significa seguire "modelli
preconfezionati", ma costruire la propria strada seguendo
l'unico vero progetto di Dio per noi: il nostro bene. Così
santa Rosa Venerini, quando capì che la sua chiamata non
stava dentro nessuna delle forme di vita già presenti all'epo-
L’opera di salvezza di Gesù ca, si mise in ascolto del suo tempo e dello Spirito. E la sua
Pagina curata da Don Luciano V. M. opera, dedicata alla formazione delle giovani donne, diven-
“Fratelli se avete qualche parola di esorta- ne espressione della profezia del Vangelo. Nata nel 1656 a
zione per il popolo, parlate!” Viterbo in una famiglia benestante, guidata da un saggio pa-
(At 13,13-25) dre spirituale, nel 1685 mise mano al progetto di una scuola
pubblica per ragazze. Con lei c'era un gruppo di donne che
Paolo era un fariseo, conosci- diedero vita a una vera e propria comunità di "consacrate
tore della Scrittura e della sto- nel mondo". L'opera delle "Maestre Pie" si diffuse ben pre-
ria del suo popolo. La sua pre- sto oltre i confini di Viterbo. La fondatrice morì nel 1728
dicazione ai giudei ha un fine ed è santa dal 2006.
ben preciso: egli vuole dimo-
strare che Gesù si pone al ver-
tice di un percorso cominciato
secoli prima e che s’inscrive + Vangelo: Gv 13,16-20
perfettamente nell’opera di Dopo che ebbe lavato i
salvezza. Anzi Paolo afferma piedi ai discepoli, Gesù
che Gesù, il Cristo, discende disse loro: «In verità, in
verità io vi dico: un servo
direttamente dal re Davide: è il
non è più grande del suo
re ideale di Israele e Gesù ri- padrone, né un inviato è
prende e porta alla perfezione più grande di chi lo ha
le sue prerogative. Gesù è ve- mandato. Sapendo queste
nuto nella storia dell’umanità, cose, siete beati se le met-
e quindi anche nella nostra tete in pratica. Non parlo
storia personale, per portare la di tutti voi; io conosco
luce di Dio. Anche noi faccia- quelli che ho scelto; ma
mo parte di questo grande di- deve compiersi la Scrittu-
ra: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il
namismo di salvezza; i nostri
suo calcagno”. Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, per-
fratelli maggiori ci hanno per-
ché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. In verità,
messo di scoprire e amare il in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, ac-
nostro Signore. coglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha man-
dato».

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 11


Un amore portato fino all’estremo pagina curata da Don Luciano - Parroco di Bovegno

E poiché ci vuole simili a divina, così è ogni per-


lui, ci comanda di fare sona umana.
come lui, di seguirne Nella sera dell’ultima ce-
l’esempio. na, sapeva chi lo avrebbe
Ci insegna che ogni per- tradito, eppure lo amava
sona umana è degna di ancora, gli aveva lavato i
amore e di servizio. piedi come agli altri di-
L’apparente indegnità di scepoli e gli ha offerto il
In Gesù Cristo ci è rive- qualcuno (fosse anche il “boccone” che si usava
lato l’amore di Dio per traditore) non deve offu- porgere agli amici di
l’uomo. scarci la vista o indurirci maggior riguardo.
il cuore. L’amore è fatto di acco-
Un amore portato fino
Come nel pane eucaristi- glienza, gratuità, perdo-
all’estremo e che si è
co la povertà no.
concretizzato in umile
servizio e donazione to- dell’elemento è sacra-
tale di sé. mento di una presenza

Contemplo:
Preghiamo la
Un nome, un volto, una storia
Parola
La speranza non è un ottimismo una storia: quelli di Gesù di Na-
facile infantile. La speranza non zareth.
Signore Dio mio, nasconde la fragilità della vita, La speranza è “nascosta” nella
che io ti cerchi de- della storia. La speranza non è sua croce e nella sua risurrezio-
siderandoti pazzia. ne, nasce lì, incrollabile.
e ti desideri cercan- La speranza non rimanda sola- La speranza del mattino di Pa-
doti, mente a dopo, all’aldilà, mistifi- squa ci dona una vita non meno
che io ti trovi a- cando il presente. che eterna, un cuore nuovo, oc-
mandoti La speranza ci dona occhi nuo- chi nuovi.
e ti ami trovandoti. vi, cuore nuovo, vita nuova. E chi crede, chi spera, ritrova
(Sant'Anselmo) La speranza non è solo in qual- capacità di gesti e di sogni nuo-
che cosa, è soprattutto in qual- vi.
cuno. E per noi cristiani questo (M. Bellora, Il Signore, pp.190-191)
qualcuno ha un nome, un volto,

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 12


Santi del Giorno: San Vittore, martire; san Bo-
nifacio IV, papa.

I calli onorano le mani più degli anelli.


Venerdì
Maggio
8
4^ settimana di Pasqua
TP
Il Santo del Giorno: beata Ulrica Nisch
Parola di Dio
Una vita di servizio tra lavoro e vita religiosa; una testimonianza
in briciole
di umile costanza e di luminosa serenità quotidiana; il coraggio di
fare della sofferenza un motivo per dare speranza. Sono questi i
tratti più evidenti della vicenda della beata Francesca Nisch, nata
Essere disponibili a Dio il 18 settembre 1882 in Germania. Per sostenere la propria fami-
Pagina curata da don Luciano glia, provata dalla povertà, andò a servizio in diverse case ma nel
“Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i
1903, colpita da una grave malattia, fu ricoverata a Rorschach do-
loro capi non hanno riconosciuto Ge- ve venne a contatto con le Suore di Carità della Santa Croce di
sù……..” (At 13,26-33) Ingenbohl. Accolta da questa famiglia religiosa a Costanza cam-
La predicazione degli apostoli biò il proprio nome in Ulrica e il 24 aprile 1907 emise la profes-
inizia nelle sinagoghe, in quan- sione religiosa servendo in cucina in diverse strutture della con-
to Gesù aveva detto di rivol- gregazione. Morì a 31 anni a causa della tubercolosi nel 1913.
gersi prima ai figli dispersi del-
la casa d’Israele. Ma come si
manifesterà subito in maniera
evidente, ci sarà qualcuno con
il cuore più disponibile a tale
annuncio di salvezza: invece
Vangelo Gv 14,1-6
dei Giudei, spesso così duri di
cuore, saranno i pagani a ma- In quel tempo, dis-
nifestare una grande apertura, se Gesù ai suoi di-
nonostante fossero considerati scepoli: «Non sia
turbato il vostro
separati da Dio. E’ importante
cuore. Abbiate fe-
essere disponibili a Dio anche de in Dio e abbiate
quando ci chiede di uscire dai fede anche in me.
nostri schemi, altrimenti il ri- Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi
schio è quello di rimanere at- avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando
taccati a convinzioni proprie sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e
che non hanno niente a che vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi.
vedere con lui. Egli, nel frat- E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse
tempo, si è già scelto un altro Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possia-
popolo e credenti con un cuo- mo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la
verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo
re aperto.
di me».

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 13


Iniziare una nuova ricostruzione Meditazione di don Luciano– Parroco di Bovegno

Gesù dice anche a me Perché in definitiva, an- Vogliono indicarci solu-


oggi: “Non sia turbato il che nel XXI secolo, è lui zioni più avanzate, più
tuo cuore”. Tu lo sapevi, la via, la verità e la vita: è degne del nuovo millen-
o Signore che sarebbe con lui che si possono e nio? Ricordiamoci che
giunto anche per me il si devono attraversare i lui è la verità.
momento del turbamen- cicloni della avidità e del-
Vogliono insegnarci co-
to. Per me e per tanti as- la sensualità senza limiti
me vivere più intensa-
sieme a me. e i venti gelidi
mente e più liberamente?
dell’ingiustizia e del cini-
Gesù risponde al mio Ricordiamoci che lui è la
smo. Tutte forze devian-
turbamento assicurando- vita.
ti, tutte tendenze travol-
mi che “c’è un posto an-
genti, che richiedono di Ricordiamoci che con
che per me”, là dove è
stare fermamente ag- lui possiamo iniziare una
lui, un posto preparato a
grappati a lui. non illusoria, anche se
chi, nonostante il turba-
non facile, ricostruzione.
mento, persevera con lui Vogliono portarci per
nelle prove e nella bufe- altre strade? Ricordiamo-
ra. ci che lui è la via.

Preghiamo la
Parola
Contemplo Un imprevisto: la Pasqua
Mostrati, Signore; a tutti
i pellegrini dell'assoluto, Impotenza, assenza di una ri- Un imprevisto che qualcuno a-
vieni incontro, Signore; sposta, di una speranza, assenza veva già scorto nello sguardo e
con quanti si mettono
in cammino di Dio. La vita: giorni rubati alla nelle parole di un crocifisso.
e non sanno dove anda- morte. La morte: un addio per Un imprevisto: la Pasqua di Ge-
re, cammina, Signore;
affiancati e cammina sempre. Sono questi spesso i sù, il crocifisso risorto, il viven-
con tutti i disperati sulle pensieri che ci angosciano, che te. La Pasqua è il luogo dove la
strade di Emmaus;
e non offenderti se essi ci lacerano, che chiedono un po’ nostra fede viene passata al se-
non sanno che sei tu ad di luce. E noi continuamente in taccio, messa alla prova. E’ il
andare con loro,
tu che li rendi inquieti e cerca di testarde speranze….. luogo dove le nostre timide spe-
incendi i loro cuori; Un imprevisto è la sola speran- ranze possono diventare audaci,
non sanno che ti porta-
no dentro: con loro fer- za: un imprevisto nascosto in un inarrestabili.
mati poiché si fa sera incantevole mattino di Pasqua, (M. Bellora, Il Signore, pp.165-166)
e la notte è buia e lunga, quando tutto sembrava irrime-
Signore.
(David Maria Turoldo) diabilmente concluso, dietro
l’enorme pietra di un sepolcro.

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 14


I santi del giorno: San Pacomio, abate; san
Geronzio di Cervia, vescovo.

L’ottimismo è il motore dell’uomo.


Sabato
Maggio
9
4^ settimana di Pasqua
TP

Il santo del giorno: sant’Isaia


Parola di Dio
in briciole Beato il giusto, perché avrà bene, mangerà il frutto delle sue
opere. Guai all'empio, perché avrà male, secondo l'opera del-
le sue mani sarà ripagato: così la voce profetica di Isaia ci
invita ancora oggi alla ricerca del bene e alla costruzione del-
la pace, dando giustizia ai poveri e agli oppressi. Sant'Isaia,
Vangelo: Gv 14,7-14 profeta, operò nel Regno di Giuda nell'VIII secolo prima di
In quel tempo, disse Gesù ai suoi Cristo, tra il 740 e il 700 a.C. circa. La sua eredità si è tradot-
ta nel libro profetico più famoso dell'Antico Testamento,
discepoli: «Se avete conosciuto
che, anche se porta il suo nome, in realtà è opera di più auto-
me, conoscerete anche il Padre ri. I suoi 66 capitoli possono essere divisi in tre parti princi-
mio: fin da ora lo conoscete e lo pali e solo la prima, secondo gli studiosi, può essere ricon-
avete veduto». Gli disse Filippo: dotta direttamente a Isaia. L'appello del profeta, ancora attu-
«Signore, mostraci il Padre e ci ale, scuote il popolo di Dio che rischia di allontanarsi dal Si-
basta». Gli rispose Gesù: «Da gnore scegliendo uno sterile legalismo o ritualismo. Il suo
tanto tempo sono con voi e tu messaggio trova una preziosa sintesi nelle parole del primo
non mi hai conosciuto, Filippo? capitolo del libro di Isaia: «Cessate di fare il male, imparate a
fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rende-
Chi ha visto me, ha visto il Pa-
te giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova».
dre. Come puoi tu dire:
“Mostraci il Padre”? Non credi
che io sono nel Padre e il Padre è Medita:
in me? Le parole che io vi dico, “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filip-
non le dico da me stesso; ma il po?”
Padre, che rimane in me, compie Gesù con la domanda rivolta a Filippo, vuol suggerirci
le sue opere. Credete a me: io un modo per misurare la “temperatura” della nostra fede.
sono nel Padre e il Padre è in me. Conosciamo il Signore Gesù? E cosa vuol dire cono-
Se non altro, credetelo per le o- scerlo?
pere stesse. In verità, in verità io A volte ci illudiamo di essere discepoli perché frequen-
vi dico: chi crede in me, anch'egli tiamo una parrocchia, partecipiamo alla messa, siamo
compirà le opere che io compio e praticanti e abbiamo una coscienza tranquilla.
ne compirà di più grandi di que- Tutto questo ancora non basta.
ste, perché io vado al Padre. E
La conoscenza di Gesù non è intellettuale, ma si basa
qualunque cosa chiederete nel
sull’esperienza di comunione con lui. Conoscendo Gesù
mio nome, la farò, perché il Pa- in profondità, possiamo fare esperienza del Padre e rive-
dre sia glorificato nel Figlio. Se larne il volto. Cominciamo fin da ora a desiderare la co-
mi chiederete qualche cosa nel munione con Cristo, amiamolo nei fratelli che incontrere-
mio nome, io la farò». mo in questo giorno, cerchiamolo nell’intimità della pre-
ghiera, così sperimenteremo la bellezza di diventare suoi
discepoli.

Non di solo pane Quarta settimana di Pasqua - Numero 940 pagina 15


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versamento su POSTEPAY
N.5333171080666908
con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”.

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3 maggio 2020 -4^ settimana di Pasqua -
Settimanale di preghiera per la famiglia

Coordinatrice Anno XXII - n. 940


Fiorella Elmetti Domenica 3 maggio 2020
Anno A - Anno XXII - N° 940

Redazione Chiuso il 30/04/2020


don Luciano Vitton Mea, Numero copie 1350
don Carlo Moro, don Fabio Marini,
Stampato in proprio
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio

Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea

Ideato da
don Luciano Vitton Mea