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NdsP Briciole di Vangelo

Non di Solo Pane


Www.nondisolopane.it Settimanale di Preghiera Domenica 20 febbraio 2022
22 anni al servizio 7^ domenica Tempo Ordinario Anno XXIV n. 1026
Della Parola di Dio

“Siate misericordiosi
come il Padre vostro è misericordioso.” (Lc 6,27-38)
Apostolato
della preghiera
Io cerco la felicità della vita
Come ti cerco,
dunque Signore?
Febbraio Cercando te, Dio mio,
Primo venerdì io cerco la felicità della vita.
04/02 Ti cercherò
perché l’anima mia viva.
Il mio corpo
vive della mia anima
e la mia anima
vive di te.
(Sant’Agostino Confessioni X, 20, 29)

“Vivere eucaristicamente….”
che devastano il corpo di innumerevoli per-
sone; terremoti, alluvioni e disastri del traffi-
co….è la storia della vita di ogni giorno che
riempie i giornali e gli schermi televisivi
[…..] Questo è il mondo in cui siamo man-
dati a vivere eucaristicamente, cioè a vivere
con il cuore ardente e con gli occhi e gli o-
recchi aperti. Sembra un compito impossibi-
le. Che cosa può fare questo piccolo gruppo
di persone che lo hanno incontrato per la via
[….], in un mondo così buio e violento? Il
La vita vissuta eucaristicamente è sempre mistero dell’amore di Dio è che i nostri cuori
una vita di missione. Viviamo in un mondo ardenti e i nostri orecchi recettivi saranno in
che geme sotto il peso delle sue perdite: le grado di scoprire che Colui che abbiamo in-
guerre spietate che distruggono popoli e pa- contrato nell’intimità continua a rivelarsi a
esi, la fame e il morire di fame che decimano noi tra i poveri, i malati, gli affamati, i prigio-
intere popolazioni, il crimine e la violenza nieri, i rifugiati e tra tutti coloro che vivono
che mettono a repentaglio la vita di milioni nel pericolo e nella paura.
di persone, il cancro e l’Aids, molte malattie (H.J.M.Nouwen, La forza della sua presenza)

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario Numero 1026 pagina 2


I santi del giorno: Santa Giacinta Marto, veggente di

20
Fatima; beata Giulia Rodzinska, religiosa e martire.
Domenica
“Impara a piacere a te stesso. Quello che tu pensi di
te stesso è molto più importante di quello che gli altri Febbraio
pensano di te.” (Seneca) 7^ settimana tempo ordinario

Il Santo del Giorno: san Leone di Catania


Parola di Dio .
San Leone secondo la tradizione venne scelto come vescovo di Catania
in briciole grazie a un sogno nel quale tutti scorsero la volontà di Dio. Nato nel 720
a Ravenna, Leone manifestò i segni di una vocazione speciale fin da pic-
colo. Crescendo decise di entrare nell'ordine dei monaci benedettini, tra-
sferendosi poi a Reggio Calabria. E fu proprio in questa città che arriva-
Esprimere l’amore di Dio rono i catanesi nel 765 quando si trattò di scegliere un nuovo vescovo
nel rapporto con gli altri per la loro comunità. Erano stati guidati da un angelo che era loro appar-
Pagina curata da Marina Tanfoglio so in sogno dicendo che a Reggio Calabria avrebbero trovato in Leone la
persona giusta per fare loro da pastore. All'inizio il monaco oppose resi-
“ ...il Signore renderà a ciascuno secondo stenza, non ritenendosi degno, ma poi accettò di diventare il 15° vesco-
la sua giustizia e la sua fedeltà....” vo di Catania. Nella sua nuova diocesi Leone si adoperò a favore degli
(Sam 26.2.7-9.12-13.22-23) ultimi, ma si trovò anche a dover affrontare le conseguenze della lotta
Il re Saul decide di uccidere Da- iconoclasta diffusa in tutto l'impero bizantino. Opponendosi all'ordine di
vide perché vede in lui un possi- distruggere le immagini sacre, dovette rifugiarsi sui monti per alcuni an-
bile rivale. Davide risponde con ni. Rientrato a Catania vi morì nel 789.
il rispetto verso colui che è stato
scelto da Dio. Egli, infatti, si
limita solo a dimostrare la reale
possibilità di eòliminare il suo
avversario, senza macchiarsi le Vangelo Lc 6,27-38
mani di sangue, e a confidare A voi che ascoltate, io dico:
nel Signore, fedele e giusto ver-
so chi fa opere di bene. Tale amate i vostri nemici, fate del
gesto di bontà conquista bene a quelli che vi odiano, be-
l’animo geloso e infido di Saul, nedite coloro che vi maledico-
che piange grida e maledice co- no, pregate per coloro che vi
loro che lo hanno spinto a sen- trattano male. A chi ti percuote
timenti ostili contro Davide. Ma sulla guancia, offri anche l’altra;
il re non riesce a liberarsi a chi ti strappa il mantello, non
dall’invidia e dalla vendetta e, rifiutare neanche la tunica. Da’
così, ad aprire il cuore alla con- a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
versione. L’atteggiamento di E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.
riconciliazione che mancò a Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i
Saul, viene invece vissuto in peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che
modo eroico da Davide, futuro fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori
re di Gerusalemme, che dimo- fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gra-
stra grandezza d’animo, control-
lo delle proprie passioni e fidu- titudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori
cia in un Dio giusto e remune- per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e
ratore. Siamo dinanzi a un amo- prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sare-
re per il nemico, un amore che te figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
sembrerebbe impossibile ma Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudi-
che, al contrario, diventa realtà cate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;
se esprime l’atteggiamento di perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona,
Dio verso di noi. Se siamo ama- pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la
ti da Dio senza riserve, siamo misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
chiamati a esprimerlo, nel rap-
porto con gli altri.

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario Numero 1026 pagina 3


“Al cuore del messaggio evangelico...” a cura da don Luciano -Parroco di Bovegno

avuto la forza e il coraggio di mistero celato nelle profondi-


pronunciare, prima di Gesù. tà di Dio, la sapienza occulta
Sono parole intrise di una po- per la quale si sono messi in
tenza che sa di divino, è la leg- moto tanti progetti di ricerca,
ge definitiva che mai sarà e- è racchiuso e mirabilmente
quiparata e superata, è la leva presentato da Gesù in questa
che solleva il mondo da tutta speciale rivelazione riservata a
la sua greve pesantezza e che "voi che ascoltate". Tra i tanti
lo ribalta completamente, sov- esami che magari abbiamo
vertendo la scala dei valori. dovuto affrontare nella nostra
L'umanità dovrà d'ora in poi vita, il confronto con queste
“...Siate misericordiosi, come il Pa- confrontarsi con queste paro- parole del Signore è il più du-
dre vostro è misericordioso. Non le, non potrà ignorarle. La lo- ro, il più decisivo: ne va della
giudicate e non sarete giudicati; non ro pregnanza e il loro valore nostra vita, e della vita degli
condannate e non sarete condanna- assoluto risiedono nell'intrin- altri. Non della mia vita a di-
ti…”
seca veracità, nell'attendibilità scapito di quella degli altri, ma
Siamo al cuore del messaggio di chi le ha proferite: l'uomo della mia vita e di quella degli
evangelico, siamo di fronte Gesù le ha sottoscritte con la altri insieme.
alle parole che ogni uomo da sua vita. Egli ha dimostrato di
sempre ha desiderato udire essere dalla parte della verità,
ma che nessuno aveva mai e chi accetta Lui deve accetta-
re anche tutte le sue parole. Il

Pensieri spirituali
Contemplo: Il volto dell’amore
Non perdere mai la fidu-
cia nella generosità con cui
Dio dispensa i suoi doni. Non è facile fare un viaggio in- rale, è una persona: è l’essere
Non pretendere di misu-
rare negli uomini la bontà torno all’amore, senza posare lo stesso di Dio che, in Cristo, e-
del Padre celeste. Non sguardo sull’immagine visibile, sprime la sua più alta manifesta-
dubitare mai. Se chieden- più alta dell’amore: Gesù amico zione. Gesù è il volto,
do osi dubitare, ecco già
annullati gli effetti della dei peccatori. l’immagine tangibile della mise-
tua preghiera. Se non cre- Il cuore e la mente si mettono ricordia.
di in ciò che stai chieden-
do, come può il Signore in cammino più speditamente se L’amore, prima di essere mes-
credere in te? Medita que- gli occhi hanno visto e contem- saggio è gesto, è testimonianza,
ste parole di Gesù: “Se
voi, dunque, che siete cat- plato il volto dell’amore. Forse è la stessa persona di Gesù; pri-
tivi, sapete dare cose buone è più facile vedere che pensare. ma di essere comandamento,
ai vostri figli, quanto più Purchè il vedere oltrepassi la legge, è il volto svelato dalla mi-
il Padre vostro che è nei
cieli darà cose buone a soglia delle impressioni e diventi sericordia.
quelli che gliele chiedo- sguardo contemplativo e coin- (E. Masseroni, Agàpe, pp. 13-15)
no!” (Mt 7,11). (Ogni
giorno la sua gioia, Sousa volgimento del cuore. L’amore
Josè Nobre) infatti, prima di essere una mo-

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 4


I Santi del giorno: San Roberto Southwell, gesui-

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ta; beata Maria Enrichetta Dominici, vergine.
Lunedì
“Mentre perdiamo il nostro tempo tra indugi e Febbraio
7^ settimana Tempo Ordinario
rinvii la vita passa.” (Seneca)

I santi del giorno: san Pier Damiani


Parola di Dio . Il cammino della Chiesa è la storia di una "perenne riforma",
in briciole un'opera che nel tempo ha avuto molti "campioni" e testimo-
ni che ancora oggi continuano a indicare la strada da percor-
rere. Come san Pier Damiani, dottore della Chiesa che fu
La sapienza va chiesta per- monaco e cardinale, saggio consigliere di molti Papi. Nato a
ché viene dall’alto Ravenna nel 1007, dopo un lungo percorso di studi e dopo
aver insegnato a Parma, entrò nel monastero camaldolese di
Pagina curata da Marina Tanfoglio
Fonte Avellana. Nel 1057 era a Roma: il Papa lo volle accan-
“ ....la sapienza è pura, poi pacifica, mite, to a sé per portare una riforma moralizzatrice all'interno della
arrendevole…..” Chiesa, divisa da discordie, scismi e alle prese con la piaga
della simonìa. Secondo il Martirologio Romano Pier Damiani
(Gc 3,13-18)
"richiamò con fermezza i monaci alla santità della contem-
Nella lettura odierna viene det- plazione, i chierici all'integrità di vita, il popolo alla comunio-
to che la sapienza che viene ne con la Sede Apostolica". Morì a Faenza nel 1072.
dall’alto è mite, pacifica e mi-
sericordiosa, mentre quella ter-
restre è cattiva e piena di acre-
dine. Il vero spirito di sapienza
consiste nel saper giudicare le
cose nella luce di Dio e in ac- Vangelo Mc 9,14-29
cordo alla sua volontà. Ogni In quel tempo, Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte,
e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni
volta che dobbiamo giudicare scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu
qualcosa chiediamo dunque al presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che co-
Signore cosa esprimere riguar- sa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho por-
do al giudizio. Egli ci aiuterà tato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo
senz’altro perchè lo Spirito getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai
aiuta i cuori umili. Sottovalu- tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse
loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a
tiamo troppo questo dono e ci quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono.
sembra quasi inutile chiederlo, Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo
perché pensiamo di saper giu- ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre:
dicare da noi con il semplice «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia;
buon senso e l’esperienza della anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo.
vita. Ma la sapienza va chiesta, Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se
perché viene dall’alto, dice san tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose
subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, ve-
Giacomo. Gesù stesso ce lo dendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli:
testimonia quando prega: “Ti «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più».
ringrazio, Padre, perché hai Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come
rivelato queste cose ai piccoli e morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano,
le hai nascoste ai dotti e ai sa- lo fece alzare ed egli stette in piedi. Entrato in casa, i suoi discepoli gli
pienti di questo mondo.” (cfr. domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?».
Lc 10,21-22) Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in
alcun modo, se non con la preghiera».

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 5


“La preghiera più bella …..” a cura di don Luciano Vitton Mea –Parroco di Bovegno

Un padre porta da Ge- me, non gli altri).


sù un figlio perché sia Nello slancio verso
guarito dalle sue infermi- Gesù il padre afferma
tà. allo stesso tempo la sua
Sembra però che Mar- fede (credo) e la sua
co, non nuovo a sorprese mancanza di fede
del genere, voglia dirige- (incredulità).
re il nostro sguardo da Sembra dire a Gesù:
tutt’altra parte: la guari- credo al punto di credere
gione del padre. che tu puoi guarirmi dal-
“…..O generazione incre- Prima ancora del figlio, la mia incredulità.
dula! Fino a quando sarò infatti, è il padre che Solo la coscienza di
con voi? Fino a quando do- guarisce dalla sua incre- una fede debole e biso-
vrò sopportarvi? Portatelo da dulità. gnosa ci apre al dono di
me”. E glielo portarono…..” “Credo, aiutami nella Dio.
mia incredulità.”
La guarigione del fi-
La preghiera più bella.
glio: apparentemente è
Che non chiede per
questo il tema del brano
suo figlio, ma per se stes-
evangelico.
so (la preghiera cambia

Pensieri spirituali
Abbi sempre fiducia
Contemplo: Amicizia: parola ambigua
nell’infinita bontà di Dio
e non abbandonarla mai. L’amicizia è una parola terribil- Fuori, il cuore gelido dei molti
Lavora onestamente ogni mente ambigua, pregnante di incapaci di aprirsi alla novità
ora del tuo giorno, con la amore e di ironia. Quando essa dell’amore. Gesù è sconvolgen-
dignità di chi ha un dove-
re da compiere. Fatto ciò, viene attribuita a Gesù da parte te. Egli pone una logica di per-
quando arriva l’ora del di coloro che ne sono attratti, dono, e non una logica dei dirit-
riposo, consegnati a Dio
con la tranquillità di chi esprime una stima accogliente; ti acquisiti: non è il culto che fa
ha compiuto il suo dovere. invece, da parte di coloro che lo entrare in comunione con Dio,
Abbandonati nelle brac- rifiutano, essa sta a denotare un ma l’accoglienza del suo amore
cia di Dio, così come il
bambino si appoggia al amaro disprezzo. “Amico dei gratuito, inaudito. La misericor-
seno della mamma. Sve- peccatori”: dentro c’è una mise- dia è offerta a tutti; non solo a
gliandoti pensa al Padre ricordia immensa, fuori una un popolo. E’ un dono. E’ lo
dicendo: ”Oggi Dio mi
indicherà ciò che devo sprezzante ironia. stare con tutti di Dio; non solo
fare”. Così sarai felice. Dentro il cuore di un Dio fatto con i sani o i presunti puri.
(Ogni giorno la sua gioia, uomo. (E. Masseroni, Agàpe, pp. 15-17)
Sousa Josè Nobre)

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 6


Santi del giorno: San Papia di Gerapoli, vescovo;

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san Massimiano di Ravenna, vescovo.
Martedì
“Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un modo Febbraio
solo per rivelare la propria intelligenza: quello di non 7^ settimana Tempo ordinario
parlare con loro.” (A. Shopenhauer)

I santi del giorno: santa Margherita da Cortona


Parola di Dio L'amore autentico si fa sempre strada, ma il cuore dev'essere
in briciole pronto ad accoglierlo. Santa Margherita da Cortona maturò nel
tempo questa capacità di aprirsi all'infinito e la sua storia ci ri-
corda che non è mai tardi per ritrovare la via persa. Nata a La-
viano (Perugia) nel 1247, a 18 anni andò a convivere con un
giovane nobile, che però non volle sposarla, nemmeno dopo la
“Modelli del gregge…..” nascita del figlio. Nove anni dopo l'uomo morì assassinato e
Pagina curata da Marina Tanfoglio Margherita si ritrovò sola. Accolta a Cortona si dedicò all'edu-
“.…pascete il gregge di Dio che vi è affi- cazione del figlio e alla cura degli ultimi, dei malati. Aiutata da
dato ….” famiglie facoltose nel 1278 fondò l'ospedale della Misericordia.
Visse da contemplativa per un periodo e un giorno si presentò
(Pt 5,1-4) a Laviano per chiedere perdono per i propri errori giovanili.
Nel 1288 si stabilì in una cella a Cortona, diventando "madre
I presbiteri, cioè gli anziani spirituale" per la città. Morì 1297.
della comunità, hanno un ruo-
lo importantissimo e insostitu-
ibile: hanno il compito di
prendersi cura del gregge loro
Vangelo Mc 16,13-19
affidato, dando persino la vita
per esso, se necessario; sanno In quel tempo, Gesù,
giunto nella regione di
che in questo si manifesta la
Cesarèa di Filippo, do-
volontà di Dio, che li ha posti mandò ai suoi discepoli:
a svolgere tale ministero per «La gente, chi dice che sia
restare in mezzo ai suoi con la il Figlio dell’uomo?». Ri-
sua presenza e il suo amore. sposero: «Alcuni dicono
Dunque, bando a ogni tipo di Giovanni il Battista, altri
interesse o tornaconto perso- Elìa, altri Geremìa o qual-
nale: quanto più si vive con cuno dei prof eti».
generosità questa chiamata da Disse loro: «Ma voi, chi
parte di Dio tanto più si acqui- dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il
Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Si-
sta un grado alto di gloria.
mone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo han-
Pensiamo a tutti i sacerdoti no rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu
che abbiamo conosciuto, so- sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le
prattutto quelli dai quali abbia- potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò
mo avuto esempi di vita santa le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra
e integerrima, e cerchiamo di sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà
imitarne la fede. sciolto nei cieli».

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 7


“ Anche io come Pietro …….” a cura di don Luciano –Parroco di Bovegno
rò le chiavi. Pietro è roc- apre.
cia (termine che nella La riempie di senso spa-
Bibbia è riferito solo a lancandone le porte
Dio!) non certo per le sull’orizzonte di Dio.
sue qualità e meriti uma-
Chiave per fare breccia
ni; lo è solo per la sua
nei cuori delle persone e
fede, la sua capacità di
incidere su di essi le pa-
affidarsi alla fedeltà gra-
role dell’amore.
nitica di Dio.
Come Pietro anche io
Pietro è roccia, perché sono chiamato a diventa-
“E io a te dico: tu sei Pietro
nella persona dei suoi re roccia e chiave, a ren-
e su questa pietra edificherò
successori, continua ad der più genuina la mia
la mia Chiesa e le potenze
annunciare che Cristo è fede, in vista di relazioni
degli inferi non prevarranno
il figlio del Dio vivente. evangeliche che aprano
su di essa. A te darò le chia-
la vita.
vi del regno dei cieli…..” E proprio perché è roc-
cia, allora è anche chiave:
La roccia e le chiavi: Pie- chiave che non chiude
tro, tu sei roccia, a te da- mai la vita, ma sempre la

Pensieri spirituali Contemplo: Il prezzo della solidarietà


Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
La felicità è l’unica
cosa che possiamo dona-
re senza possederla.
Non potresti offrire un Il “mettersi a mensa” di Gesù, più Gesù pertanto non solidarizza
dono senza avere un volte è stato un gesto di amici- soltanto con i peccatori, ma si fa
oggetto adatto, non po- zia, di comunione, di condivi- dono per essi.
tresti mai camminare
senza gambe o senza sione. Per tutta l’umanità peccatrice.
piedi, non potresti ab- Ora c’è qualcosa di ben più Egli, prima di patire la croce,
bracciare se non avessi grande. parla del suo corpo “dato” (Lc
braccia. Ma anche se ti
manca la felicità puoi Su quella mensa c’è il prezzo 22,19) e del suo sangue versato
dispensarla agli altri in della solidarietà divina; si consu- per molti (Mt 26,28)
tanti modi: un gesto, ma il sacrificio che rigenera la Vita e morte vissute nella di-
una parola, un sorri-
so….Dio attende che nuova amicizia tra Dio e mensione del dono totale: per
sia tu a dare per meri- l’umanità. tutti.
tare di ricevere: “E’ Un rito che ha fatto il suo tem- (E. Masseroni, Agàpe, pp. 19-20)
donando che si rice-
ve.” (san Francesco). po è sostituito dal vero evento
(Ogni giorno la sua liberatore che è il sacrificio di
gioia, Sousa Josè Gesù.
Nobre)
L’agàpe ha il suo prezzo: la
morte del Signore.

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 8


23
Santi del giorno:San
Giovanni Theristi, monaco;
beato Vincenzo Stefano Frelichowski, sacer- Mercoledì
“Senza il coraggio, tutte le altre virtù perdono Febbraio
7^ settimana Tempo Ordinario
valore.” (W. Churchill)

Il santo del giorno: san Policarpo


Parola di Dio
in briciole I cristiani sanno essere "fermi e irremovibili nella fede,
amanti dei fratelli, caritatevoli gli uni verso gli altri, uniti
nella verità": è questo il ritratto dei credenti che san Po-
licarpo traccia nella sua lettera ai filippesi, preziosa te-
stimonianza della saggezza di questo vescovo che fu
l'ultimo testimone dell'epoca apostolica. Secondo la tra-
“Obbedire alla sua voce..”
dizione, infatti, egli fu discepolo di san Giovanni apo-
Pagina curata da Cristina Sabatti stolo: era nato a Smirne nel 69 e nel 100 fu scelto come
“...non sapete quale sarà domani la vescovo della sua città. Tra i suoi discepoli vi fu sant'I-
vostra vita …...” reneo, poi vescovo di Lione, e nel 107 accolse sant'I-
(Gc 4,13-17) gnazio, che era diretto come prigioniero a Roma, dove
Nel brano di oggi sono conte- morì martire. Nel 154 si recò a Roma per discutere del-
nuti due detti dal sapore sapien- la data della Pasqua e l'anno seguente, dopo il suo rien-
ziale. Il primo riguarda la prov- tro, morì martire, ucciso con la spada, durante una per-
visorietà della vita e l’invito a secuzione scoppiata a Smirne.
vivere giorno per giorno; il se-
condo riguarda la buona volon-
tà di compiere il bene una volta
conosciuto come tale. Il primo
argomento viene trattato più
volte nel Vangelo, quando si
dice di non preoccuparci del Vangelo Mc 9,38-
domani perché ogni giorno ha 40
la sua pena o nella parabola In quel tempo,
dell’uomo ricco che vuole co-
struire nuovi granai e che inve- Giovanni disse a
ce muore la notte stessa nella Gesù: «Maestro,
quale fa questi pensieri. Il se- abbiamo visto
condo detto riguarda la nostra uno che scaccia-
coscienza: quando essa, ben for-
mata dai comandamenti divini va demòni nel
ci impone di fare il bene, dob- tuo nome e vole-
biamo obbedire alla sua voce. vamo impedir-
Se, ad esempio, abbiamo glielo, perché
l’occasione di rinunciare a una
passione oppure di compiere non ci seguiva».
un atto di bontà e la voce inte- Ma Gesù disse:
riore ci suggerisce di dare com- «Non glielo im-
pimento all’ispirazione, siamo pedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel
chiamati a rispondere a quella
ispirazione, perché nella buona mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è
coscienza è il Signore stesso che contro di noi è per noi».
parla. . E’ il suo modo di agire:
egli ci guida così giorno per
giorno.

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 9


“Gesù Cristo vera sapienza di Dio.” a cura dai don Luciano

Fonte di sapienza è Dio. pienza divina, cercarla,


possederla, venerarla, la-
Cercarla, amarla, obbe-
dirle è cercare, amare e sciarsi illuminare e guida-
re.
obbedire a Dio.
Comunicando agli uomi- Allora non possono man-
ni la sua sapienza, Dio li care i suoi frutti preziosi
che sono vita, gioia, glo-
rende partecipi della sua
natura, perciò li chiama ria, benedizione, amore di
Dio.
suoi “figli”.
“…..Non glielo impedite, per- Certamente essa chiede
C i ò p e r c h é
ché non c’è nessuno che faccia l’insegnamento di Dio sforzi e sacrifici ai suoi
un miracolo nel mio nome e non è puramente un dato discepoli, ma si concede a
subito possa parlare male di teorico ma comunicazione loro e svela i suoi segreti.
me: chi non è contro di noi è di vita. Gesù Cristo si è manife-
per noi….” stato vera sapienza di Dio.
Il giusto atteggiamento da
assumere è di amare la sa-

Pensieri spirituali Contemplo: Eucaristia e conversione


Dalle difficoltà che la
vita ti riserva trai ogni
volta una lezione: niente Allora una domanda insorge, Questo accade quando parteci-
ha valore se non è stato provocatoria: ciò che essa an- pando alla mensa del Risorto, ci
conquistato. Non resta- nuncia è un Dio giusto, miseri- si converte dalla verità di noi
re ai margini della stra- cordioso, accogliente o un Dio peccatori alla verità del Dio a-
da della vita, sperando
che le cose che vuoi pio- che copre le sue furbizie, le sue more.
vano dal cielo. Ma con- ingiustizie? Ma occorre tuffarsi nella novità
quistale con impegno e E’ questa una possibile immagi- dell’amore.
valorizzale con la fatica ne di Dio, affatto credibile.
che le rende più tue e più Il prendere parte al banchetto
meritevoli. Poniti da- Scandalizza e viene rifiutata. dell’Eucaristia coinvolge
vanti alle difficoltà, non C’è invece la testimonianza di l’esistenza quotidiana alla sua
tormentandoti per esse o un Dio che ama e stupisce, là radice.
ingigantendole, ma co- dove lo spezzare insieme il pane
sciente di poterle vincere. (E. Masseroni, Agàpe, pp. 22-23)
(Ogni giorno la sua gio- trasforma la vita dei credenti ed
ia, Sousa Josè Nobre) educa una comunità ad essere
misericordiosa.

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 10


Santi del giorno: Sant'Evezio di Nicomedia;
beato Tommaso Maria Fusco, sacerdote.
Giovedì
Febbraio
7^ settimana Tempo Ordinario
24
“Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportu-
nità.” (A. Einstein)

I santi del giorno: san Sergio di Cesarea


Parola di Dio La fede può davvero cambiare il mondo? La risposta che
in briciole ognuno di noi dà a questa domanda determinerà il modo di
vivere il Vangelo nella nostra vita. Questa provocazione og-
gi ci arriva direttamente dalla storia di san Sergio di Cesarea,
martire della persecuzione di Diocleziano, testimone della
Che uso facciamo delle "potenza" della fede. La sua vita è contenuta in una
nostre ricchezze? "Passio" latina che lo descrive come un anziano magistrato
Pagina curata da Cristina Sabatti ritiratosi a vita eremitica. Anche lui, come gli altri cristiani di
Cesarea di Cappadocia, fu convocato dal governatore
“...avete accumulato tesori……..” dell'Armenia e della Cappadocia, Sapricio, durante le cele-
(Gc 5,1-6) brazioni in onore di Giove: anche loro avrebbero dovuto
“Guai a voi ricchi” è partecipare ai sacrifici in onore della divinità. All'arrivo di
un’espressione riportata nel Sergio, però, i fuochi si spensero: "è la potenza dell'unico
Vangelo. Giacomo la ripete vero Dio davanti agli impotenti dei", spiegò. Parole che gli
costarono il martirio.
con minore severità. La con-
danna riguarda chi si arricchi-
sce alle spalle degli altri: tale
ingiustizia non può essere sop-
portata! E’ giusto che ognuno Vangelo Mc 9,41-50
abbia il suo salario e la ricom-
pensa delle sue fatiche. Chie- In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
diamoci che uso facciamo del- «Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio
nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non
le nostre ricchezze, che siano i perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo
denari, che sia la buona salute, di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per
che sia il tempo che abbiamo a lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e
disposizione, che siano i doni sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scan-
naturali del nostro carattere. Li dalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una
teniamo stretti per noi? Li con- mano sola, anziché con le due mani andare nella Geèn-
dividiamo con chi ha meno di na, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è moti-
noi? Le cose che accaparriamo vo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella
con molta avidità e teniamo vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere
per noi diventano una zavorra, gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di
che ci trascina verso il basso; le scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno
di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi esse-
cose che condividiamo volen- re gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore
tieri diventano delle ali che ci e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato
portano in alto. I poveri, colo- con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa
ro che avranno ricevuto il be- insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in
ne da noi, saranno i nostri ami- voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».
ci che ci difenderanno nel
giorno del giudizio.

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 11


“Un bicchiere d’acqua nel mio nome ........”
pagina curata da don Luciano Vitton Mea

Un bicchiere d’acqua nel Il cristiano fa il bene nel


mio nome. L’intenzione del- nome di Gesù Cristo, vol-
le nostre azioni non è mai to della misericordia del
indifferente. Padre; non in modo gene-
Potrei anche dar da bere a rico, bensì secondo i senti-
uno per legarlo a me, per- menti di Cristo.
ché così mi fa da schiavo; Per la gloria del Padre e il
oppure perché così non mi bene dei fratelli. Non è
scoccia più; o per pura fi- spontaneo: chiede sempre
lantropia. un de-cidere che è sempre
“…..Chiunque vi darà da Quanti motivi diversi! anche re-cidere tutto ciò che
bere un bicchiere d’acqua nel L’intenzione qualifica sem- è di scandalo, di inciampo.
mio nome perché siete di Cri- pre l’azione. Come la scultura di creta:
sto, in verità io vi dico, non Qual è il fine ultimo a cui bisogna togliere ciò che è
perderà la sua ricompen- tende il mio operare? difforme per far venir fuo-
sa…..” Io, l’altro, Dio? ri la forma originaria.

Pensieri spirituali Contemplo: Il banchetto di Dio

Una grande scoperta Nella Scrittura l’immagine del scandalo che può provocare il
dell’uomo è che la vittoria
sulle difficoltà si ottiene banchetto è un’immagine fami- radunarsi attorno al banchetto
con il rispetto di se stessi. liare; indicava i tempi futuri. dei figli di Dio, è l’abitudine, il
La felicità non è stata
promessa all’uomo come Era un segno di speranza. formalismo, il ritualismo: rischi
dono. Essa è essenzial-
mente una conquista. Ma Gesù mescola immagini e gesti, tutti che lasciano la vita tale e
per arrivare ad essa è parabola e vita; annuncia quale. E’ un sedersi al banchet-
necessario lottare, supera-
re molti ostacoli, avere l’inaudita verità delle promesse to, uno stare con Dio senza per-
pazienza, sperare. La mettere che Dio stesso ci cambi
felicità è come un’opera di compiute.
artigianato: filo per filo, Cristo siede a mensa con i pec- la vita.
fibra per fibra. Essa non C’è solo un’alternativa positiva
nasce già fatta ma si rea- catori, perché i peccatori possa-
lizza minuto dopo minu- no assidersi al banchetto di Dio. allo scandalo: lo stupore della
to nella pratica del bene, fede, sempre, rimotivata, che fa
nella pace della coscienza. Niente è più significativo del
Ma quando essa arriva convenire attorno alla mensa nuova la vita.
rimane definitivamente
tua. (Ogni giorno la sua della misericordia, (E. Masseroni, Agàpe, pp. 20-21)
gioia, Sousa Josè No- dell’Eucaristia. Ma ancora oggi
bre)
la vergogna si ripete. Oggi lo

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 12


Santi del giorno: San Cesario di Nazianzo, confesso-

25
re; san Callisto Caravario, sacerdote e martire.
Venerdì
Febbraio
“Malgrado l’età io non vivo nel passato, ma nel futu- 7^ settimana Tempo Ordina-
ro. ” (Rita Levi Montalcini) rio

I santi del giorno: san Luigi Versiglia


Parola
Parola di
di Dio
Dio Incontrò don Bosco di persona solo una volta, ma tanto bastò a san
in briciole
in briciole Luigi Versiglia per fare del fondatore dei salesiani una guida prezio-
sa fino al martirio. Versiglia era nato nel 1873 in provincia di Pavia,
venne ordinato prete nel 1895 e divenne maestro dei novizi salesia-
ni a Genzano di Roma. Nel 1906 partì alla volta della Cina guidan-
do un gruppo di missionari salesiani, i primi inviati in quel Paese
Non lamentiamoci gli uni dalla congregazione. Si stabilì a Macao e qui si fece conoscere come
degli altri "padre degli orfani", per la sua attività a favore dei più piccoli. Fon-
pagina curata da Cristina Sabatti dò poi la missione di Shiu-Chow, nel Sud della Cina, e nel 1920 ne
venne nominato vicario apostolico e ordinato vescovo. Ma a quel
“....noi chiamiamo beati quelli che sono punto la sua missione si trovò minacciata dalla guerra civile che feri-
stati pazienti …....” va l'intera Cina. Nel 1930 decise di raggiungere una comunità che
(Gc 5,9-12) non visitava da molto, ma lungo un fiume il gruppo venne bloccato
La parola di Dio ci chiede di non da briganti che uccisero Versiglia e don Callisto Caravario.
lamentarci gli uni degli altri. Que-
sta della lamentela non ci sembra
una cosa così grave e sovente, nel
nostro parlare, ci lamentiamo di
mille cose che non vanno. Non ci
pare di peccare, perché non fac- Vangelo Mc 10,1-12
ciamo altro che dire la verità, per- In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella
ché quelle mille cose effettiva- regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La
mente non vanno proprio. Eppu- folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava
re, Dio non vuole che ci lamen-
tiamo. Il popolo d’Israele, nel loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono
percorso dall’Egitto alla terra e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è
promessa, non fece altro che la- lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli
mentarsi di Dio; il Signore li ave- rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero:
va fatti passare attraverso il mare, «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di
aveva dato loro tutti i giorni la ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro
manna e le quaglie, avevano ac- cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio
qua a volontà, erano guidati dal-
la nube e dalla colonna di fuoco, della creazione Dio li fece maschio e femmina; per que-
eppure si lamentavano in conti- sto l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua
nuazione. A causa di questo moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non
brontolio, dovettero rimanere nel sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non
deserto per quarant’anni. La la- divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli
mentela significa che siamo scon- lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse
tenti di quello che ci accade, di loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra,
quello che Dio ha permesso per
noi, non accettiamo la realtà co- commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il ma-
me si presenta, e attribuiamo la rito, ne sposa un altro, commette adulterio».
colpa a Dio per come vanno le
cose. La lamentela è, in fondo,
una ribellione e per questo è un
peccato.

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 13


“ Un Dio che congiunge…..” a cura di don Luciano Viotton Mea

con gli altri è ridotta a Coniuge viene da cum,-iugo:


una questione di liceità o “con lo stesso giogo”.
meno.
Dio stesso è il giogo, co-
Se le leggi della Chiesa lo lui che congiunge.
consentono, allora sono
Lui fa l’unione, lui fa che
a posto con Dio e con la
siano una carne sola. E
mia coscienza!
mai senza di noi.
“…..i due diventeranno una Gesù va oltre: prende le
Satana il nemico è colui
carne sola. Così non sono più distanze dalla legge, mo-
che separa.
due, ma una sola carne. strando che c’è qualcosa
Dunque l’uomo non divida di più vitale della norma. L’uomo non separi
quello che Dio ha congiun- mai! Ma, come Dio, si
to…..” E al cuore della norma
impegni a congiungere
c’è un sogno bellissimo:
“E’ lecito?”. Mentalità vite.
il sogno di un Dio che
scrupolosa, tutt’altro che da sempre desidera la
scomparsa secondo cui comunione; un Dio che
la relazione con Dio e congiunge.

Pensieri spirituali

E’ penoso che l’ultimo


Contemplo: Mensa e testimonianza
atto sulla terra sia mori-
re, perché la morte a- L’Eucaristia per tutti, vicini e chetto segno di un’amicizia rice-
vrebbe tante cose da inse- lontani, praticanti e indifferenti, vuta e da comunicare agli altri.
gnarci sulla vita. Ci mo- è l’evento più qualificante nella Dio si rivela attraverso i gesti e
strerebbe quanto tempo vita del credente, fonte e culmi-
si perde nelle cose effime- l’esistenza rinnovata di una co-
re, quanti errori potreb- ne della comunità. Anzi, sembra munità.
bero essere evitati, illu- talora che la fede si esaurisca L’incontro con Dio è stato vero
minerebbe il bene che nella partecipazione a tale cele- se si abbandona la sua mensa
rimane nascosto brazione. Ed è questo il suo ve-
nell’oscurità, darebbe con la passione rinnovata della
lezioni di quell’amore ro limite, il suo svuotamento. testimonianza e della missione,
che non fu veramente Il convenire della comunità cri- con il desiderio di dare agli altri
praticato, farebbe in mo- stiana intorno alla mensa di Cri- quanto si è sperimentato.
do che ognuno di noi
viva meglio la propria sto distingue il cristiano se cam- (E. Masseroni, Agàpe, pp. 21-22)
vita in preparazione bia vita. In tal modo la comuni-
all’eternità. (Ogni giorno tà diventa segno rivelatore del
la sua gioia, Sousa Josè volto di Dio che invita al ban-

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Santi del giorno: San Faustiniano, vescovo (IV

26
sec.); san Vittore, eremita.
Sabato
Febbraio
“Chi si adatta bene alla povertà è ricco.” 7^ settimana Tempo Ordinario
(Seneca)

Parola di Dio Il santo del giorno: san Porfirio


in briciole Se oggi il paganesimo si esprime in forme ambigue, non
Parola di Dio sempre facilmente identificabili, nei primi secoli il con-
in briciole fronto con questa religiosità fu la sfida fondamentale
dell'evangelizzazione. E i vescovi spesso dovettero mette-
re in campo grandi energie fisiche per far fronte alla resi-
stenza e alla persecuzione pagane. A Gaza la tradizione
Vangelo: Mc 10,13-16 attribuisce a san Porfirio, nato a Tessalonica nel 347, un
In quel tempo, presentavano a contributo fondamentale nel superamento del paganesi-
mo. Giunto a Gerusalemme da pellegrino e lì ordinato
Gesù dei bambini perché li toc- sacerdote nel 392, nel 395 fu scelto per guidare la comu-
casse, ma i discepoli li rimprove- nità cristiana di Gaza, dove si adoperò per ottenere un'or-
rarono. Gesù, al vedere questo, dinanza imperiale che imponeva la chiusura dei templi
s’indignò e disse loro: «Lasciate pagani. E proprio sulle rovine di questi edifici Porfirio
che i bambini vengano a me, non fece costruire diverse chiese. Dopo 25 anni di episcopato,
morì nel 420.
glielo impedite: a chi è come loro
infatti appartiene il regno di Dio.
In verità io vi dico: chi non acco-
glie il regno di Dio come lo acco-
glie un bambino, non entrerà in Medita a cura di Don Luciano - Parroco di Bovegno
esso». E, prendendoli tra le brac-
cia, li benediceva, ponendo le La predilezione di Gesù per i bambini non è certo invito al
mani su di loro. sentimentalismo o alla tenerezza semi-materna, tutta baci e
carezze. Piuttosto appello a contemplare quel Dio che si serve
di ciò che è debole per confondere i forti, facendo del bambi-
no il segno sacramentale dell’appartenenza al regno.
Il piccolo non è esaltato per le sue qualità (innocenza, ingenu-
ità…) ma per l’assenza di qualità, per la precarietà delle forze,
la totale dipendenza dagli adulti…..In una parola, per la sua
povertà.
Questa condizione naturale diventa emblema della condizione
di fede richiesta a noi credenti, del nostro aver bisogno di aiu-
to da parte di Dio e dell’essere disposti ad accettarlo.
Nella consapevolezza che non siamo ancora cresciuti, ma in
cammino verso la maturità di Cristo.

Non di solo pane 7^ settimana Tempo Ordinario n. 1026 pagina 15


vorremmo andare a cogliere
“Tutt’oro ” un poco di quel cavolo che c’è
a cura della redazione rimasto, e così lo cuoceremo e
lo mangeremo tutti e tre insie-
me”.
Il vecchio non credeva ai pro-
pri occhi: tutto stupefatto, li
abbracciò e disse: “Rendo gra-
zie a Dio, perché veramente lo
Spirito Santo abita in voi”.
(La Morale della Favola, Dagli A-
poftegmi dei Padri del deserto)

Vivevano in una stessa cella “Andrò a vedere” disse, “se


due fratelli assai celebrati per sarà tutto oro o se vi sarà an- Occasioni
la loro umiltà e pazienza. che del piombo”. Non rinunciare mai alla
Un po’ alla volta, passando gli Accolto con molta riverenza speranza,
anni, si erano accomodati il e fatta orazione chiese di ve- non abbandonarti
loro nido eremitico in modo dere il giardino. alla disperazione
perfetto. “Venite, venite” dissero i due per ciò che è stato:
La cella l’avevano fatta di vin- e ve lo accompagnarono. piangere l'irrecuperabile
chi e tutta intonacata; attorno “Bello, bello” faceva il vec- è la peggiore
poi avevano piantato un chio arricciando il naso: delle debolezze umane.
bell’orto con rigagnoli d’acqua “...anche troppo bello per Non essere come colui
derivati da una sorgente vicina, degli eremiti….” che siede a lato del fuoco,
che lo mantenevano fresco E, preso un bastone si mise a guarda la fiamma
tutto l’anno e così ricco di er- menarlo con gran furia a de- estinguersi,
baggi e di frutti da averne an- stra e a manca, sbattendo sui poi soffia sulle ceneri.
che da regalare agli altri eremi- cavoli, l’insalata, i cetrioli, i Chi cerca di afferrare
ti. fiori. un'opportunità
Non mancavano neppure pic- Pareva impazzito.
quand'è passata
cole aiuole di fiori e di erbe è come chi la vede
I due stavano lì a mani giunte
odorifere che servivano ad a- avvicinarsi
a guardarlo, ed ebbero appe-
dornare il piccolo altare ma non le va incontro.
na il fiato di dire: “O Dio!”, (Kahlil Gibran)
dell’oratorio. ma non aggiunsero altro.
Un giorno un vecchio monaco Più tardi, prostratisi ai piedi
che aveva sentito parlare delle di quel santo Padre che nel
grandi virtù di questi due fra- frattempo si era seduto
telli, volle accertarsene di per- all’ombra a tergersi il sudore,
sona. gli dissero: “Padre se ti piace

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