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Settimanale di Preghiera Domenica 21 giugno 2020 - 12^ settimana tempo ordinario anno XXII N° 947

Non di solo Pane

Non ho paura, valgo per Te più di molti


passeri.
Non temo, sono nelle tue mani, Dio,
dalle tue mani ogni giorno spicco il volo,
nelle tue mani il mio volo terminerà.

12^ domenica
Non avrò paura, a Te sta a cuore
chi fa un piccolo passo alla volta,
senza sapere la distanza.
Non avrò timore, a Te sta a cuore
il mio soffrire per poter cambiare,
Tempo ordinario il mio sforzo per poter guarire.
Non avrò paura, a Te sta a cuore
chi è fedele al poco e al mistero,
chi mantiene il cuore aperto nella lunga
attesa. Per me, o Dio, so che prepari un
nido, una carezza, un vento che sostenga
il mio volo.
Amen.
Apostolato
della preghiera
“Imparate anche a leggere i
segni del Padre nella vostra
vita. Egli ci parla sempre, an-
che attraverso i fatti del no-
Giugno stro tempo e della nostra esi-
Primo Venerdì 05/06
stenza di ogni giorno; sta a
noi ascoltarlo.”
Papa Francesco

Vi ha donato addirittura suo figlio….Si


Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti pas- tratta si accogliere la parola di Gesù, di
seri!” ringraziarlo e pregar-

lo, di far emergere dalle vostre scelte che


Certo il nostro valore economico è assai limita- lui è la vostra vita.
to, due per un soldo, ciò non toglie che agli oc-
chi di Dio anche noi abbiamo importanza. Che siate accolti o meno, l’importante è
rimanere fedeli, perché Gesù non si stan-
Basta ricordare il salmo 84 dei pellegrini al tem- ca di rimanervi fedele: lui non vi abban-
pio che dice: “Anche il passero trova una casa dona, siete voi che potete abbandonare
presso i tuoi altari, Signore.” Lui!
E san Francesco non si fermò forse per rivol- don Luciano
gerci la sua parola?
Ebbene, voi valete molto più di noi: non dovete
dubitare di essere nel cuore di Dio!

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 2
I santi del giorno: San Mevenno, abate (VI
sec.); san Giovanni Rigby, martire.

“Davanti a ogni nuovo giorno prendi la rincorsa


verso la felicità. Tuffandoti, abbraccia il destino e
Domenica
Giugno
12^ tempo ordinario
21
conducilo dove vuoi tu.” (S. Giommoni)
TO

I Santi del giorno: san Luigi Gonzaga


Parola di Dio
in briciole L'unica armatura che può indossare un cristiano è quella del Battesimo,
l'unica arma che può impugnare è quella dell'amore incondizionato, l'uni-
ca battaglia è quella per la difesa dei piccoli e degli emarginati. San Luigi
Gonzaga capì questo all'età di 10 anni, quando suo padre lo aveva già
Il Signore è sempre al nostro avviato alla carriera militare, educandolo alle armi: era quello che ci si
fianco aspettava dal figlio del marchese Ferrante Gonzaga. Ma lui, nato a Casti-
Pagina curata da Don Luciano V. M. glione delle Stiviere nel 1568, capì di essere destinato a ben altre guerre:
“...Il Signore è al mio fianco come un pro-
lotte che non feriscono ma avvicinano a Dio. Per questo fu un testimone
de valoroso….”. della purezza che solo il Vangelo può donare al cuore. Per realizzare il
(Ger 20,10-13) suo desiderio rinunciò alla primogenitura e nel 1585 partì per Roma. Du-
La fedeltà alla vocazione è per e anni dopo era tra i Gesuiti, studente dedito e rigoroso. Quando la peste
colpì Roma nel 1590 si dedicò ai malati, rimanendo contagiato e moren-
Geremìa una conquista quoti-
do l'anno seguente.
diana che conosce dubbi e
crisi e che talora pesa come
una maledizione. Ma nono-
stante Geremìa sperimenti Vangelo: Mt 10,26-33
l ’ u m i l i a z i one e
In quel tempo, Gesù disse ai
l’emarginazione, sa che il Si-
suoi apostoli: «Non abbiate
gnore è al suo fianco per di-
dunque paura di loro, poiché
fenderlo. nulla vi è di nascosto che non
Ancora una volta la Bibbia ci sarà svelato né di segreto che
dà un messaggio di speranza: non sarà conosciuto. Quello
anche nell’esperienza di vita che io vi dico nelle tenebre
più amara c’è sempre voi ditelo nella luce, e quello
all’orizzonte un barlume di che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non
speranza nel Dio giusto. E abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno pote-
re di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il
questa certezza è già sufficien-
potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Due passeri
te a far nascere la lode nei con- non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi
fronti del Signore, pur nelle cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del
difficoltà. Impariamo da Gere- vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi va-
mìa a consegnare la nostra vita lete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti
nelle mani di Dio con slancio e agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei
generosità, certi che lui non cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rin-
verrà mai meno alla fedeltà del negherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
suo amore per noi.

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 3
Il Padre che tutto tiene nelle mani…. meditazione a cura di don Luciano Vitton Mea

contrarie, tutto tiene nelle Risuona oggi la parola di


mani. Paolo: “Il dono di grazia
non è come la caduta: il do-
Prendessimo veramente co-
no concesso in grazia di un
scienza di questa verità!
solo uomo, Gesù Cristo, si
La nostra vita, quella sem- sono riversati in abbondan-
plice, di tutti i giorni con le za su tutti gli uomini”. Per-
sue ombre e le sue luci, as- ché dunque e di che cosa
sumerebbe i contorni della temere?
roccia stabile, ben salda che
Di nuovo un richiamo non ha bisogno di affannar-
all’appartenenza. Ieri il ri- si per cercare stabilità.
chiamo al padrone da servi- La paura, il timore di non
re oggi il volto di questo pa- valere, se non a determinate
drone si rischiara. condizioni che la nostra so-
E’ Padre che conosce e che, cietà ci propina come fon-
nonostante le apparenze danti, si dissolverebbe.

Preghiamo la Contemplo: La felicità


Parola

Che gran tesoro è il Sono felice, Signore, perché no insegnato a donare, senza
dono della vita, mio non mi hai mai lasciato solo an- misura.
Signore, ma quanto che nei momenti più faticosi Mi hai donato sensibilità perché
è grande anche la della mia vita. mi accorga di chi mi vive accan-
mia responsabilità. Hai fatto crescere la mia consa- to, degli ultimi, dei poveri, e mi
Insegnami a colma- pevolezza nel valore muova con tenerezza verso di
re i miei giorni di dell’esistenza umana. loro. Hai risvegliato in me il de-
pensieri, sentimen- Hai asciugato le mie lacrime e siderio di condividere la mia vita
ti, soprattutto gesti mi hai sommerso con la tua fi- portando a tutti semi di speran-
e opere d’amore. nezza: la speranza non mi ha za. Signore, non credevo pro-
più abbandonato. Hai posto sul prio di arrivare a tanto!
mio cammino tante persone che (Aa.Vv., “Emunà tiqwà ahabà
mi vogliono bene e che mi han- p.53)

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 4
Santi del giorno: San Giovanni Fisher, vescovo
e martire; san Tommaso Moro, martire.
“Nei nostri occhi se guardiamo bene, scorgiamo quel che
siamo: nè fine nè inizio e speranza di ogni cosa. Amiamo
i tramonti, perchè come loro, siamo colori pennellati a
caso, eppure scelti con cura.” (S. Giommoni)
Lunedì
Giugno
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TO
Il Santo del giorno: san Paolino da Nola
Parola di Dio
in briciole Un pastore non trattiene nulla per sé, ma dona ciò che ha
per le persone che guardano a lui come un padre e un mo-
dello. Per Nola san Paolino fu un testimone di essenzialità e
di generosità: teso verso la ricerca di Dio nella vita monasti-
Gli inviti amorevoli di Dio ca, ma pronto a dare tutto per difendere il popolo a lui affi-
Pagina curata da Don Luciano V. M. dato. Era nato a Bordeaux nel 355 ed era figlio di una fami-
“Convertitevi dalle vostre vie malvage e glia patrizia, divenne governatore della Campania. Conobbe
osservate i miei comandi……” la fede grazie ai santi Ambrogio e Agostino e si fece battez-
(2Re 17,5-8.13-15a.18) zare. In Spagna, poi, conobbe la moglie Therasia: la morte
prematura del loro figlio li spinse verso la vita monastica.
Dio non si stanca mai di ri- Ordinato prete e stabilitosi in Campania, fu nominato vesco-
chiamarci in molti modi a vo di Nola nel 409 per acclamazione. Costruì un ospizio per
cambiar vita quando percorria- i poveri e, davanti alla devastazione dei Visigoti condivise la
mo vie sbagliate. Proprio come sorte dei nolani, difendendoli fino alla fine. Morì nel 431 la-
al popolo d’Israele, Dio conti- sciando numerosi scritti
nua a mandarci inviti amore-
voli per farci capire che, lonta-
no da lui, esistono solo la di-
sperazione e la distruzione di
noi stessi. Poi sta a noi sceglie- Vangelo Mt 7,1-5:
re: siamo noi a decidere libera- In quel tempo, Gesù disse ai
mente cosa fare di queste indi- suoi discepoli: «Non giudica-
cazioni di Dio. Nella storia te, per non essere giudicati;
della santità ci sono tante per- perché con il giudizio con il
sone che hanno saputo leggere quale giudicate sarete giudi-
alcuni eventi della loro vita co- cati voi e con la misura con
me un preciso richiamo da la quale misurate sarà misu-
parte di Dio a lasciare i sentieri rato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo
che conducono alla morte, per fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come
ritornare a camminare sulla via dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”,
della vita e della salvezza, attra- mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave
verso la comunione con Dio. dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza
Impariamo a guardare agli e- dall'occhio del tuo fratello».
venti che ci capitano come in-
viti pressanti di Dio a cambiare
vita.

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 5
Ho scommesso sulla Parola di Dio a cura di don Luciano Vitton Mea

pensato che avessi perso la i miei passi sulla terra, ver-


testa: lasciare casa, lavoro, so un futuro che ancora
amicizie, affetti per andare non vedo, ma che appa-
chissà dove….. gherà ogni mia ricerca.

Ma mi è importato poco
del giudizio umano, perché
ho scommesso sulla parola
di Dio.

E allora sono partito: facile Lascio molto, ma molto di


dirlo, non altrettanto farlo. più mi è stato promesso, e
Sono come una nave che sono certo che il Signore
ha lasciato un porto sicuro non delude.
per avventurarsi in mare
Mi sono fidato e continuo
aperto, come un albero
il mio viaggio tra una ten-
non più giovane che si è
da piantata e una levata,
sradicato e sta cercando un
lasciando in ogni luogo un
nuovo terreno. I miei pa-
altare, da cui parte il filo
renti e conoscenti hanno
che mi lega al cielo e guida

Preghiamo la
Parola
Contemplo: La luce
Signore, morto e Guidami, dolce luce; attraverso ma ora guidami tu, sempre più
risorto, abbi pietà
le tenebre che mi avvolgono, avanti!
della nostra instabi-
guidami tu, sempre più avanti. Sempre mi ha benedetto la tua
lità, fa’ che credia-
Nera è la notte, lontana è la ca- potenza: anche oggi sicuramen-
mo in te, che siamo
sa: guidami tu, sempre più avan- te saprà condurmi sempre più
saldi in te e che,
ti. avanti.
con amore fiducio-
so, senza le nostre Reggi i miei passi, cose lontane Guidami, dolce luce, guidami tu,
paure, ci accostia- non voglio vedere: mi basta un sempre più avanti.
passo alla volta. (J. H. Newman, Aa.Vv., “El Ohev, p.42)
mo a Dio.
Amen Così non sempre sono stato, né
sempre ti pregai, affinchè tu mi
conducessi sempre più avanti.
Amavo scegliere la mia strada;

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 6
Santi del giorno: Santi
Martiri di Nicomedia; bea-
ta Raffaella Santina Cimatti, religiosa.
“Chi cerca di possedere un fiore, vede la sua bellezza
appassire, ma chi lo ammira in un campoo lo porterà
sempre con sè.” (P. Coelho)
Martedì
Giugno
12^ settimana tempo ordinario
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TO
Il santo del giorno: san Giuseppe Cafasso
Parola di Dio
Un teologo dietro le sbarre, marchiato come “prete
in briciole della forca”, ma in realtà un vero e proprio “modello di
vita sacerdotale”, come lo definì il suo amico don Bo-
sco. San Giuseppe Cafasso ci mostra oggi da dove bi-
sogna partire: dallo studio e dalla cura degli emarginati.
La preghiera fatta con fede Una formula semplice per vivere la fede, che richiede
Pagina curata da Don Luciano V. M. però molto coraggio. Cafasso era nato a Castelnuovo
“...ma ora Signore nostro Dio, salvaci d'Asti nel 1811 e a 22 anni era già prete. Il teologo e
dalla sua mano, perché sappiano tutti i moralista don Luigi Guala lo volle al suo fianco nell'in-
regni della terra che tu solo, o Signore, sei
Dio.” segnamento della morale a Torino e lui, con dedizione,
(2Re 19,9b-11.14-21.31-35a.36) portò avanti quest'opera per 24 anni formando preti
Gli uomini fanno i loro pro- santi. Ma al contempo si dedicò alla catechesi a all'assi-
getti e conquistano regni, ma è stenza a lavoratori, giovani, famiglie e ai carcerati, fa-
il Signore che decide le cause cendosi compagno soprattutto dei condannati a morte
dei popoli e la loro vittoria o la nelle ultime ore di vita. Morì nel 1860.
loro rovina. Di fronte
all’arroganza del re degli Assiri,
sicuro di sé e delle vittorie già
conseguite, il re Ezechìa oppo-
ne un’arma ben più potente ed Vangelo Mt 7,6.12-
efficace: la preghiera. L’esito 14
della vicenda è solo una conse- In quel tempo, Ge-
guenza dell’atto di fede che il sù disse ai suoi di-
giusto Ezechìa compie nei
scepoli: «Non date
confronti di Dio, rimettendo
le cose sante ai cani
nelle sue mani le sorti del po-
e non gettate le vo-
polo d’Israele. La preghiera
stre perle davanti ai
fatta con fede ha il potere di
porci, perché non le
cambiare le vicende della sto-
calpestino con le
ria, sia dal punto di vista collet-
loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto
tivo che dal punto di vista in-
dividuale. Non si tratta allora volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a
di ripetere semplicemente delle loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la
formule imparate a memoria, porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che
ma di consegnare a Dio il no- conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entra-
stro vissuto, perché possa ope- no. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce
rarvi secondo la sua volontà. alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 7
Diventare figli di Dio meditazione curata da don Luciano Vitton Mea

o, perfetti come il Padre, che irraggia luce, calore e


che è amore per tutti. vita attorno a sé.

Da quanto Gesù ci inse- Generalmente noi sappia-


gna deduciamo inoltre mo bene quali sono le no-
che l’amore si esplicita , si stre attese, le nostre prete-
traduce, si concretizza nel se nei confronti degli altri:
fare. amare, invece, è capovol-
gere le proprie attese in
Al centro del brano evan- L’egoista fa per sé e pre-
attenzioni verso gli altri.
gelico odierno troviamo il tende che gli altri facciano
cuore del vangelo stesso, la esclusivamente per lui: po-
regola d’oro: tutto il van- ne il proprio io al centro di
gelo infatti lo si può riassu- tutto.
mere e ricapitolare
nell’amore di Dio e del Chi ama, invece, fa per
prossimo. l’altro, dona a chi gli sta
attorno le sue energie, le
Facendo agli altri ciò che sue forze, il suo tempo: chi
desideriamo venga fatto a ama diventa come il sole
noi, diventiamo figli di Di-

Contemplo: La festa
Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Preghiamo la
Parola
Signore, grazie perché non ti tare il tuo invito e perché alla
Signore, fissa ancora stanchi mai di venire a cercarmi. tua festa non possa più presen-
il tuo sguardo su di
Grazie per gli inviti quotidiani tarmi da solo.
noi: abbiamo biso-
gno della tua sincera che danno senso alla mia vita. (Aa.Vv., “El Ohev, p.35)
amicizia. Invitaci die- Perdona le mie scuse: la mia pi-
tro a te, noi voglia-
mo rimanere in te ed grizia, la mia ansia, la mia super-
essere da te chiamati ficialità, il mio non-interesse per
amici. Confidando
unicamente nella tua le cose che ti riguardano.
Parola, siamo dispo- Aiutami ad essere dovunque il
sti a seguirti ovunque tuo “postino” perché nelle mie
tu vada, ma donaci la
forza del tuo Spirito. strade, nelle mie piazze, nei miei
Amen ambienti, con le mie persone, i
miei amici io possa sempre por-

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 8
Santi del giorno:San
Simplicio di Autun, vesco-
vo; san Rumoldo di Mechelen, martire.

“La vita si restringe o si espande in


proporzione al coraggio di ciascuno.” (A. Nin)
Mercoledì
Giugno
12^ settimana tempo ordinario
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TO
Il santo del giorno: Natività di Giovanni Battista
Parola di Dio Un santo che scandisce i tempi della salvezza, che ci
in briciole insegna ad apprezzare i ritmi della vita, le stagioni e le
fasi dell’esistenza: questo è san Giovanni Battista, il
precursore. La sua nascita è attorniata da un alone di
prodigio perché la sua via conduce direttamente al
Essere servi di Dio Nazareno, a colui che indicherà la vera luce. Oggi, a
Pagina curata da Don Luciano V. M. sei mesi dal Natale, la Chiesa celebra la nascita di un
“Io ti renderò luce delle nazioni, perché testimone dell’unione tra cielo e terra, tra passato e
porti la mia salvezza fino all’estremità
della terra.” futuro. Fin dal grembo è lui che riconosce il Messia e
che guida il popolo di Dio all’incontro che cambierà
(Is 49,1-6)
la storia. E il suo Battesimo nella penitenza è prepara-
In Isaìa troviamo la descrizione zione a quello donato dal Figlio di Dio nello Spirito
di un servo di Dio che viene
reso dal Signore luce delle na- Santo. Insomma, la nascita di questo antico testimone
zioni, in quanto con la sua paro- ci ricorda che possiamo ancora scegliere il bene e al-
la annuncerà la salvezza a tutti i lontanarci dal peccato.
popoli. La liturgia di oggi appli-
ca queste parole alla persona del
Battista. Questa chiamata profe-
tica può sembrarci una cosa Vangelo Lc 1,57-66.80
straordinaria, riservata solo a
pochi eletti. Ci viene sempre da Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un fi-
considerare i santi come perso- glio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in
ne eccezionali, molto diverse da lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
noi. Eppure non è così. Se an- Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano
diamo a vedere da vicino la loro chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre inter-
vita, ci accorgeremo come spes- venne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno
so sia segnata dalle nostre stesse della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora do-
paure e insicurezze, limiti e fra- mandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
gilità. I santi sono però riusciti a
dare spazio alla vita di Dio che Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti
era in loro, permettendole di furono meravigliati. All'istante si aprirono la sua bocca e la sua
diventare il centro e il senso di lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi
tutta la loro esistenza. Solo se da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discor-
diventiamo capaci di mettere reva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodiva-
sempre e in ogni situazione Dio no in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E dav-
al primo posto, allora la vita di vero la mano del Signore era con lui. Il bambino cresceva e si for-
Dio potrà scorrere attraverso di tificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della
noi raggiungendo i fratelli e di-
ventando così strumento di sal- sua manifestazione a Israele.
vezza per gli altri. La santità sta
tutta qui.

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 9
Un grande dono di Dio pagina curata da don Luciano Vitton Mea –Parroco di Bovegno

zatore, all’uomo di vita au- Un grande dono, motivo di


stera, a colui che ha perso la ringraziamento a Dio.
testa per Gesù, a colui di fron- Regalo che suscita doman-
te al quale, ancora fanciullo, de, legate non solo a questa
la gente si chiedeva: “Che figura ma anche alla nostra
sarà mai questo bambino?”. persona.
Cosa significa il suo nome? Anche noi, come Giovanni
Perché i suoi genitori hanno Battista, siamo dono di Dio
voluto chiamarlo così? per il mondo, e come la ma-
«Che sarà mai questo bambino?». no di Dio sta con Giovanni,
E davvero la mano del Signore era Giovanni significa “Dio è
misericordia” e per questa così è di aiuto anche per cia-
con lui. Il bambino cresceva e si
fortificava nello spirito…. misericordia ha fatto un do- scuno di noi.
no, destinato non solo ai
genitori, più o meno anzia-
ni, più o meno sterili, ma
Eccoci ancora una volta di
anche e soprattutto ad ogni
fronte a Giovanni: al profe-
essere umano di ogni tempo
ta, al precursore, al battez-
e luogo.

Preghiamo la Contemplo: Il riposo


Parola

Gesù, Ora dobbiamo fare silenzio per- Aveva già creato il cielo azzurro
ti prego affinché o- ché, quando ha finito di creare ma non gli bastava.
gni persona tutto quanto, Dio si riposa. Ha creato il sole, la luna, le stel-
a cui voglio bene Dio si riposa nel cuore segreto le, e ancora non si dice che Dio
e che mi è vicina di ogni uomo e ogni donna, si si è riposato.
viva ogni giorno
riposa in coloro che aveva crea- Ma è scritto che ha fatto uomini
nella Tua misericor-
dia to con tanto di ragione, di intel- e donne, e allora Dio si è riposa-
e sia abbracciata dal ligenza e di libertà, a sua imma- to perché aveva ormai qualcuno
Tuo immenso amo- gine e somiglianza. che potesse condividere tutta la
re, E’ proprio grande il Signore no- sua opera.
che apre i cuori ver- stro Dio, che ha fatto uomini e (Aa.Vv., “El Ohev, p.55)
so Te donne per poter riposare nel
e protegge da ogni
profondo del loro cuore!
male.

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 10
Santi del giorno: San Prospero d'Aquitania,
monaco; sant'Adalberto di Egmond, abate.

“A volte l’unico modo di saltare consiste nel chiudere


gli occhi, lasciarsi andare e avere fiducia” ( A.
Giovedì
Giugno
12^ settimana tempo ordinario
25
Dickinson)
TO

Il santo del giorno: san Massimo di Torino


Parola di Dio
in briciole Compito di un pastore è di offrire una guida sicura e autorevole
anche nei momenti di smarrimento, nei tempi in cui le circostan-
ze avverse sembrano avere la meglio. Così fece san Massimo di
Torino, considerato fondatore della Chiesa locale e primo vesco-
vo della città piemontese. A lui toccò affrontare assieme alla sua
Ciò che Dio si aspetta da noi gente il terribile periodo delle invasioni barbariche. Era nato ver-
Pagina curata da Don Luciano V. M. so la metà del IV secolo e fu discepolo di sant'Ambrogio e di
“….tutti gli uomini di valore, il re di Ba- sant'Eusebio di Vercelli, che lo inviò a guidare la comunità tori-
bilonia li condusse in esilio a Babilonia...” nese. Dalle Omelie e dai Sermoni appare il suo carattere mite ma
(2 Re 24,8-17) fermo e autorevole: «È figlio ingiusto ed empio colui che abban-
dona la madre in pericolo. Dolce madre è in qualche modo la
La deportazione a Babilonia patria», diceva a coloro che pensavano di fuggire davanti all'arri-
rappresenta una pagina dolo- vo dei barbari. La data della sua morte non è certa e si colloca tra
rosissima della storia d’Israele. il 408 e il 423.
Per molti secoli in tanti si sono
chiesti come mai Dio abbia
permesso che tutto ciò acca-
desse al popolo che egli stesso
si era scelto per manifestare a + Vangelo: Mt 7,21-29
tutte le genti la sua santità. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi
Quello che gli israeliti non ave- dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui
vano compreso è che essi ave- che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno
vano inteso l’alleanza con il molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profe-
Signore come fatto puramente tato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scaccia-
formale. Essi, cioè, avevano to demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti
pensato che essere fedeli a Dio prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai cono-
significasse semplicemente sciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l'iniquità!”. Perciò
compiere una serie di sacrifici: chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà
simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roc-
ma a Dio non interessava af-
cia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si
fatto una fedeltà nel culto,
abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fon-
quanto piuttosto una fedeltà data sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le
nella vita; un comportamento, mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito
cioè, fondato sulla giustizia, sul la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi,
rispetto, sulla santità. Non è soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde
forse questo quello che Dio e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi
continua ad aspettarsi anche discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti
da noi? insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro
scribi.

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 11
Essere cristiani di nome e di fatto pagina curata da Don Luciano - Parroco di Bovegno

Gesù vedeva lontano: già di fatto, come ci piace- fune si spezza. Allora
in quel tempo parlava rebbe, se poi nella nostra saremmo chiamati a dare
con i suoi discepoli di vita c’è divario tra fede e dimostrazione di ciò che
problemi attuali allora, opere? siamo e di ciò che faccia-
ma di drammatica im- E come potremmo ono- mo, delle cose in cui cre-
portanza anche oggi. rare i nostri impegni di diamo, della disponibilità
Non solo di speculazioni credenti, se la nostra reli- che pensiamo di dare al
edilizie, ma delle scelte giosità si esprimesse tut- Signore stesso.
che noi facciamo in ordi- ta in numero di preghie- Noteremmo subito la
ne alla fede. re, di sacramenti ricevuti, discrepanza! Non possia-
Come possiamo essere di messe ascoltate? mo scindere, e lo provia-
fedeli in tutto e per tutto, O se le nostre opere si mo sulla nostra pelle, la
se poi la nostra vita non riducessero tutte ad ap- fede dalla vita.
si uniforma a ciò che il parenza e niente a so-
Signore ha da dirci? stanza?
In altre parole possiamo Sarebbe un bel proble-
dirci cristiani di nome e ma, che dura finchè la

Contemplo:
Preghiamo la
Il perdono
Parola
Il perdono è un gesto pieno di novità di rapporti e di inaugura-
rischi, è il gesto dei forti. re un’altra storia!
Concedimi, Signore, Basti pensare a quanto rischia il Il cristianesimo è soprattutto la
l’umile amore che
pastore, lasciando le sue novan- celebrazione del perdono, per-
non ama prevalere
sugli altri, ma cerca il tanove pecore da sole per anda- ché Gesù stesso ha fatto del
bene di chi gli sta re in cerca di quella smarrita! perdono un gesto integrante
accanto. Donami la Eppure il pastore parte, e lo fa della sua vita.
forza di farmi, pros- con fiducia, con lucidità, con
simo, di non metter- E’ un gesto della vita quotidia-
mi sempre al centro, determinazione e coraggio. na, un passaggio essenziale per
di fare spazio agli Il perdono non è indifferenza, pacificare mente e cuore.
altri, di dare voce a ingenuità…..: sprona invece ad (Aa.Vv., “El Ohev, pp.56-57)
chi non ce l’ha.
un impegno preciso, esige gesti
Amen che siano costruttivi e non a-
stratti, è capace di creare una

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 12
Santi del Giorno: San Vigilio, vescovo e marti-
re; san Deodato di Nola, vescovo (V sec.).

“Non è perchè le cose sono difficili che non osiamo, è


perchè non osiamo che sono difficli.” (Seneca)
Venerdì
Giugno
12^ settimana tempo ordinario
26
TO
Il Santo del Giorno: san Josemaria Escrivá de Balaguer
Parola di Dio L'opera degli uomini può diventare l'opera di Dio e le attività
in briciole che si svolgono tutti i giorni possono essere la via per la santità: è
fondato su questa intuizione il carisma di san Josemaria Escrivá
de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei. Nato a Barbastro in Spa-
gna il 9 gennaio 1902, fu ordinato sacerdote e due anni dopo a
Non dimentichiamo le leggi Madrid cominciò a dedicarsi alla cura dei poveri e dei malati. Il 2
del Signore
ottobre 1928 ebbe una speciale illuminazione che lo portò alla
Pagina curata da don Luciano
fondazione dell'Opus Dei: al centro dell'Opera c'era la missione
“….venne incendiato il tempio del Signore di valorizzare l'universale chiamata alla santità nel lavoro, nella
e tutte le case di Gerusalemme...”
cultura e in famiglia. Nel 1946 si trasferì a Roma da dove si dedi-
(2Re 25,1-12)
cò instancabilmente alla crescita dell'opera, promuovendo in par-
Ancora una volta un re di Giu- ticolare la formazione dei suoi membri. Morì nel 1975 quando
da che compie ciò che è male
agli occhi del Signore. Si ripete all'Opus Dei aderivano già 60mila persone di 80 diverse naziona-
la grande tragedia dell’uomo, lità; è stato canonizzato nel 2002.
che non impara nulla dai suoi
errori e che dimentica presto i
comandamenti e le leggi del Si-
gnore, scavandosi da solo la
fossa. Ma la domanda che ci
poniamo oggi è: “Perché il po-
polo deve pagare per le infedel-
tà del re? Dio è quello che con-
sente indiscriminatamente le Vangelo Mt 8,1-4
conseguenze del male e del pec-
cato?” Bisogna però entrare in Quando Gesù
alcune dinamiche tipiche dei scese dal monte,
regni di questo mondo. Nel molta folla lo se-
trattato conseguente la pace di guì. Ed ecco, si
Augusta (1555 d. C.) che è con- avvicinò un leb-
seguenza della lotta tra cattolici
broso, si prostrò
e protestanti, fu definito che la
religione del re è anche quella davanti a lui e
che deve seguire il popolo. disse: «Signore, se
Questo accadeva anche nei re- vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo:
gni di cui ci parla la Scrittura del «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guari-
brano odierno. Il popolo faceva ta. Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno;
sua la modalità di vivere la reli-
gione che era del re, lo seguiva va' invece a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta pre-
nel suo peccato. Gerusalemme scritta da Mosè come testimonianza per loro».
arriverà alla capitolazione finale.
Sembra tutto perduto. Sarà ve-
ramente così?

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 13
Un dono che veniva dal cuore di Gesù Meditazione di don Luciano

E la sua risposta è andata sione, che non faceva


al di là di ogni mia aspet- penare il gesto.
tativa: mi sarei acconten-
E ora che vado a presen-
tato di un gesto da lonta-
tarmi ai sacerdoti perché
no, vista la mia situazio-
riconoscano la mia guari-
ne.
gione e mi riammettano
Invece egli ha infranto nel consorzio dei viventi,
ogni barriera, mi ha toc- sto pensando che ciò sia
cato, ha sottolineato il potuto accadere perché
Mi sono presentato a
suo desiderio di vedermi ha preso su di sé tutte le
Gesù con la mia miseria
guarito: “Lo voglio!”. nostre infermità, per de-
e la mia fede, senza alcu-
bellarle definitivamente.
na pretesa, mi sono ab- Non era qualcosa datomi
bandonato alla sua vo- per degnazione, dall’alto
lontà: “Se vuoi, tu della sua maestà, ma un
puoi….”. dono che veniva dal suo
cuore, ricco di compas-

Preghiamo la
Parola
Contemplo: La speranza
Mio Dio, perché sei
verità infallibile, credo La virtù della speranza, per essere sitivi come segni della volontà del
tutto quello che tu hai
rivelato e che la santa vissuta nelle azioni quotidiane, ri- Signore nella nostra vita.
Chiesa ci propone di chiede la capacità di non fermarsi
credere. Ed espressa- E’ chiaro allora che l’azione può
mente in te, unico vero solo all’apparenza più superficiale essere vissuta non come un azzar-
Dio in tre Persone u- o al bilancio dei risultati.
guali e distinte: Padre, do rispetto a un destino impreve-
Figlio e Spirito Santo. A volte la tentazione di scoraggiar- dibile, ma come il contributo per-
E credo in Gesù Cri-
sto, Figlio di Dio, in- si è molto forte: le cose non gira- sonale che ciascuno di noi può da-
carnato, morto e risor- no. Ci sembra di fare sforzi terribi- re al progetto del Signore sul mon-
to per noi il quale darà
a ciascuno, secondo i li per risultati minimi. do.
meriti, il premio o la
pena eterna. Conforme Dobbiamo imparare la logica della (Aa.Vv., “Emunà tiqwà ahabà p.42)
a questa fede voglio speranza così come ci viene inse-
sempre vivere. Signo-
re, accresci la mia fede. gnata da Gesù, la capacità cioè di
leggere le difficoltà e i risultati po-

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 14
I santi del giorno: San Sansone, sacerdote;
sant'Arialdo di Milano, diacono e martire.

“Come un viandante cammino lungo il sentiero della


vita, supero gli ostacoli davanti a me, e mi butto a
Sabato
Giugno
12^ settimana tempo ordinario
27
capofitto verso la luce.” (L. Mascagni)
TO

Il santo del giorno: san Cirillo d’Alessandria


Parola di Dio
in briciole Lo scandalo del cristianesimo è quello di un Dio che si fa
uomo, del "totalmente altro" che non solo incontra ciò
che è limitato ma ne condivide l'esistenza senza rinuncia-
re a ciò che è, al proprio essere. Questa contraddizione
impegnò per secoli teologi e pastori, il cui contributo ha
Vangelo: Mt 8,5-17 portato alla formulazione sulle due nature di Cristo
In quel tempo, entrato Gesù in Ca- (umana e divina) unite in una sola persona. Una formula-
fàrnao, gli venne incontro un centu- zione espressa anche grazie al lavoro di san Cirillo d'Ales-
rione che lo scongiurava e diceva:
«Signore, il mio servo è in casa, a sandria, ricordato oggi come dottore della Chiesa. Nato
letto, paralizzato e soffre terribil- attorno al 370, nel 412 fu il successore dello zio Teofilo
mente». Gli disse: «Verrò e lo guari- come vescovo di Alessandria, comunità che guidò poi
rò». Ma il centurione rispose: fino alla propria morte, nel 444. Il confronto teologico
«Signore, io non sono degno che tu vide Cirillo (difensore anche del titolo mariano di "Madre
entri sotto il mio tetto, ma di' soltan-
to una parola e il mio servo sarà gua- di Dio") contrapposto soprattutto a Nestorio, la cui dot-
rito. Pur essendo anch'io un subal- trina, basata sulla divisione tra le due nature di Cristo, fu
terno, ho dei soldati sotto di me e condannata dal Concilio di Efeso del 431.
dico a uno: “Va'!”, ed egli va; e a un
altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio
servo: “Fa' questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e
disse a quelli che lo seguivano: «In Medita:
verità io vi dico, in Israele non ho Nell’episodio narratoci oggi nel brano evangelico, Ge-
trovato nessuno con una fede così sù constata che solo un pagano crede senza esitazione al
grande! Ora io vi dico che molti ver-
ranno dall'oriente e dall'occidente e potere salvifico della sua parola e si stupisce di due cose:
siederanno a mensa con Abramo, della nostra fede e della nostra mancanza di fede. E’ la
Isacco e Giacobbe nel regno dei cie- nostra libertà che, in un certo senso sorprende Gesù, una
li, mentre i figli del regno saranno libertà che Dio ci ha donato e che non ci toglie mai, ne-
cacciati fuori, nelle tenebre, dove
sarà pianto e stridore di denti». E anche quando noi la usiamo contro di lui o contro di noi.
Gesù disse al centurione: «Va', av- La libertà è il dono sublime di Dio alla sua creatura, dono
venga per te come hai creduto». In che rende tale creatura affine al suo creatore. E tale liber-
quell'istante il suo servo fu guarito. tà si esprime radicalmente nella fede o nella sfiducia, nel
Entrato nella casa di Pietro, Gesù nostro accogliere la proposta di comunione che il Signore
vide la suocera di lui che era a letto
con la febbre. Le toccò la mano e la ci porge dinnanzi o nel rifiutarla, nel chiuderci a tale of-
febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo ferta.
serviva. Venuta la sera, gli portarono E se il miracolo è segno sia della potenza che
molti indemoniati ed egli scacciò gli
spiriti con la parola e guarì tutti i
dell’amore di Dio, è anche indice della nostra fiducia: Dio
malati, perché si compisse ciò che è per noi, ci vuole donare tutto. Aspetta solo che noi glie-
era stato detto per mezzo del profeta lo chiediamo con fede.
Isaìa: “Egli ha preso le nostre infer-
mità e si è caricato delle malattie”.

Non di solo pane dodicesima settimana Tempo Ordinario - Numero 947 pagina 15
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versamento su POSTEPAY
N.5333171080666908
con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”.
21 giugno 2020 -12^ settimana Tempo Ordinario -

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Settimanale di preghiera per la famiglia

Coordinatrice Anno XXII - n. 947


Fiorella Elmetti Domenica 21 giugn0 2020
Anno A - Anno XXII - N° 947

Redazione Chiuso il 18/06/2020


don Luciano Vitton Mea, Numero copie 1350
don Carlo Moro, don Fabio Marini,
Stampato in proprio
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio

Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea

Ideato da
don Luciano Vitton Mea