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2 - COMUNE DI ARZAGO D’ADDA

QUADRO DI INSIEME DELLA DISTRIBUZIONE COMUNALE DEI FONTANILI

ELENCO DEI FONTANILI ESISTENTI NEL


COMUNE
(da rilievo di campagna CST 2005/2007)

AR01) ROGGIA SIGNORA - Sud di C.na Belloni


AR02) FOPPA MARCIA – Nord-Est di Arzago d’Adda
AR03) FONTANILE DI ARZAGO 3 – Sud-Est del
Centro storico
AR04) FONTANONE – Nord di C.na Stantirone
AR05) FONTANILE DI LAGHETTO CARLOTTA –
Centro sportivo Carlotta - laghetto Carlotta
AR06) ROGGIA MURATA – Est di C.na Malgherina
AR07) ROGGIA MURATA - Nord-Ovest di C.na
Cattanea

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RASSEGNA ANTOLOGICA E ICONOGRAFICA Già menzionato in documenti medievali, il Tormo appare come Flumen Turmum in
manoscritti del XIII secolo e in mappe e carte geografiche del territorio cremasco stampate
Il territorio che è di pertiche metriche 9023,51 viene irrigato dalle roggie Vailate e Babbiona
nel XVI e XVII secolo.
(CARMINATI M., 1892, p. 164)
Nulla emerge a che possano essere avanzati dubbi circa l’origine naturale di questo
fiumicello di casa nostra che scorre interamente in pianura: le sue acque sgorgano limpide e
Il territorio ben irrigato e coltivato con grande cura, produce cereali d’ogni specie, lino,
copiose da scaturigini situate in territorio bergamasco presso Arzago d’Adda e dopo alcune
foraggi, ortaglie, legumi e ricche piantagioni di gelsi.
centinaia di metri entrano in terra cremasca che ne viene percorsa per lungo tratto da
(STRAFFORELLO G., 1898, p. 205)
Agnadello sin oltre Postino ove continuano a scorrere in territorio lodigiano in quel di
Crespiatica e da qui proseguono sino all’Adda.
Sorto su una piccola motta, di poco soprelevata rispetto alla pianura circostante, Arzago
Nella prima porzione del suo corso fin oltre l’abitato di Agnadello, il Tormo è più noto con la
d’Adda è stato significativamente condizionato nel suo sviluppo urbanistico dalla presenza
denominazione di roggia Murata, ciò evidentemente a causa delle modificazioni apportate
delle acque risorgiva. Infatti, le aste dei fontanili situate a nord, ai confini con il territorio
all’alveo scorrente qui a tratti incassato fra due sponde in muratura.
comunale di Casirate d’Adda, seguono generalmente un andamento nord-sud, lambendo la
Ma il nome di Murata deve essere stato imposto al nostro fiumicello in epoca abbastanza
motta su cui è sorto l’abitato. Ne è derivato il fatto che il centro storico di Arzago d’Adda è
recente, se nei documenti antichi risulta sempre come ”Il Tormo” sin dalle sorgenti.
stato quasi completamente circondato da rogge e queste hanno definito per un lunghissimo
(FERRARI V., UBERTI E., 1979, pp. 37-38)
periodo (almeno sino agli anni Sessanta del XX secolo) il limite dell’abitato e il confine con
la campagna. (p. 215)
Il Tormo possiede tutte le caratteristiche peculiari e morfologiche del fiume: sorgenti
Tormo: il Tormo, uno dei principali fiumi di risorgiva, nasce a sud di Arzago d’Adda e
naturali, regime d’acqua perenne, alveo a scasso irregolare e a larghezza naturalmente
prosegue verso meridione attraversando le province di Cremona e Lodi sino a riversare le
variabile.
proprie acque nel fiume Adda.
Il suo fondo piatto è in prevalenza ghiaioso e in molti tratti manifesta consistenti depositi di
Il fiume è stato nel corso degli ultimi decenni privato di gran parte del corredo vegetazionale
sabbia, simile a quella presente nell’Adda.
che ne cingeva le sponde e il suo invaso è stato in molti tratti ristretto al fine di recuperare
Nei tratti in cui l’alveo è più ampio, l’azione della corrente, sollecitata dall’andamento delle
terreno agricolo.
anse, ha dato luogo alla formazione del fiumicello di consistenti depositi di materiale di
Un corso d’acqua perenne di siffatte caratteristiche offre grandi potenzialità, sia dal punto
sedimentazione a questa sorta di isolotti l’aspetto di un paesaggio prettamente fluviale.
di vista ecosistemico, sia per quanto attiene alla riprogettazione dei caratteri vegetazionali
Altro elemento essenziale a conferma che il Tormo debba essere classificato tra i fiumi è
degli ambiti ad esso marginal. (p. 218)
l’andamento naturalmente sinuoso del suo corso, costituito da numerosi meandri.
(PAGANI L., 2004)
Fanno eccezione solo alcuni brevi tratti canalizzati, dovuti ad alterazioni e rettifiche
apportate dall’opera dell’uomo che da sempre ha utilizzato le acque del Tormo per
Questo corso d’acqua di risorgiva, è il maggiore fra tutti i fontanili che attraversano l’agro
l’irrigazione ed anche per la produzione di energia idraulica.
cremasco.
Altre brevi canalizzazioni furono eseguite per risanare vaste estensioni di terreni che erano
Il Tormo si snoda attraversando da nord a sud l’intero territorio della Ghiara d’Adda; il suo
rimaste ancora paludose e tali risultavano anche nel secolo XVII ed oltre, delle quali tuttavia
percorso si svolge seguendo la lieve pendenza del piano di campagna, per circa 28 km, sino
non si sono completamente perdute le tracce, potendosi ancora oggi osservare lungo alcune
ad incontrare l’alveo dell’Adda in cui sfocia.
Noto sin dall’antichità gli fu sempre attribuita la qualifica di fiume.

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sezioni del fiume, seppur in ristrette porzioni, diversi appezzamenti di acquitrini e terreni Sempre attraverso le sponde il fiumicello si arricchisce di altra acqua che gli perviene per
sortumosi in cui crescono solo canne, carici ed altre piante palustri. tracimazione dai terreni che attraversa, come pure riceve anche colatizie che confluiscono
In questi terreni si possono inoltre notare depositi torbosi; scriveva al riguardo il Sanseverino: nel suo alveo in conseguenza all’irrigazione della campagna circostante.
Questo fiume per tutto quel tratto che da lui viene trascorso, forma varie paludi, e innonda Altri fontanili minori vi confluiscono rendendone ancor più abbondante la portata.
non pochi pascoli, così ho rogionevole motivo di credere, che nelle une, e negli altri abbiavi Le sorgenti di questi corsi d’acqua si trovano alcune in territorio bergamasco nei comuni di
sterminata copia di torba della più perfetta qualità. Casirate ed Arzago d’Adda, altre in agro di Agnadello (rogge Renga, Signora, Foppa Marcia e
(VIMERCATI SANSEVERINO A., 1771, p. 6) Legazzo) (…).
Non molto discosto, a tratti abbastanza vicina, a tratti meno, ora lievemente scoscesa, ora in
Nel tratto iniziale il Tormo è anche alimentato da altre polle di risorgiva scavate dall’uomo dolce declivio, ormai quasi interamente occupata da coltivi, accompagna il Tormo lungo il
per ottenere maggior quantità d’acqua e da travenazioni naturali che gli giungono dal suolo suo percorso, la scarpata che fu un tempo la riva orientale del Lago Gerundo.
lungo le sponde costituite in prevalenza da strati ghiaiosi. In questo senso il Tormo è anche il Il corso irregolare, le frequenti ramificazioni, le rive paludose per larghi tratti, l’alveo di
fontanile che più di tutti gli altri viene alimentato maggiormente dalle risorgenze lungo le ragguardevole ampiezza rendevano difficoltosa la possibilità di edificare ponti sui quali poter
rive, mano a mano che il suo corso avanza nella pianura. transitare con veicoli, cosicchè il Tormo doveva essere varcato nei punti ove si restringeva e
nel contempo il fondo piatto e il livello dell’acqua lo rendessero facilmente guadabile.
Infatti dal manoscritto Notizie della Roggia Tormo del XVI secolo (Fascicolo “Delle Acque”
1526-1729, Archivio Triulzi), rileviamo: Al piede del luogo di Pallazzo terra del Cremasco
(...) Corre il Tormo proveniente da Agnadello quale in spaziosa apertura di terreno che gli
fa capo in più rami diviso, si unisce ed attraversa la strada che dal detto luogo di Pallazzo va
à Pandino ed ivi trovasi un lungo e stretto ponte di tavole per li pedoni dovendo li carri,
carrozze etc. passarlo a guazzo. Continua la sua unione in gran corpo d’acqua il Tormo per
qualche tratto di sito in detto territorio di Pallazzo ...
In un documento dell’Archivio Triulzi datato 1714 si legge: … L’alveo del Tormo è di sua
natura variabili, e in certi luoghi or fangoso e or ghiaioso.
Periodicamente dovevano quindi essere apportate regolazioni all’alveo in modo che l’acqua
potesse scorrere più liberamente a valle al fine di averne in maggior copia per l’irrigazione
dei campi.
Parte di questi lavori venivano eseguiti anche dai Monaci di Cerreto, in quei tratti che
rientravano nelle loro competenze, e sovente per questi interventi dovevano scendere nel
cavo del fiumicello ed operare anche con l’ausilio dell’aratro: ... Per scavare certi dossi di
sassi e ghiara, che si fanno naturalemente ogn’anno nell’alveo del Tormo.
Dall’alveo del Tormo vengono derivate numerose rogge e canali attraverso bocchelli ad incile
Le sorgenti della Foppa Marcia al confine con Casirate, XVIII sec.
tarato o libere derivazioni che servono per l’irrigazione di vaste plaghe dell’agro cremasco e
(da: CARMINATI S., COPPINI P., MINUTI L., ORIGGI P., POSSENTI A., 2006, p. 49). lidigiano (il Roggetto, il Tormello, la Migliavacca, la Benzona, il Cavo Nuovo o Roggione, la

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Palasia, la roggia del Bosco, la Nuova, la Molina di Crte Palasio, la Squintana, la Negrina e la Alcuni brevi tratti del fiume sono stati canalizzati e rettificati per motivi irrigui in tempi più
Sidra). recenti, mentre altre canalizzazioni, eseguite nel secolo XVII erano servite al risanamento
Le acque tutte questi emissari, dopo essersi suddivise in mille canaletti e rivoli che delle aree paludose (nel suo primo tratto il fiume venne denominato anche Roggia Murata).
ulteriormente si sfioccano spargendosi ad irrigare le campagne, raccolte da colatori, più a Dal fiume si dipartono numerose rogge che vanno ad alimentare una moltitudine di canali di
valle tornano al Tormo che le ha generate. irrigazione, mentre più a monte parte della stessa acqua torna nell’alveo del fiume. La
Il Tormo, principe fra tutti i nostri fontanili, ebbe da sempre funzioni benefiche per i campagna attraversata dal lento scorrere del Tormo è certamente fra le più fertili delle
territori da esso attraversati. Dopo aver in larga parte contribuito al riscatto di vaste provincie attraversate.
superfici di campagna che sarebbe rimasta altrimenti paludosa ed insalubre, è ancor oggi (www.provincia.bergamo.it, pp. 1-4)
grande dispensatore naturale di acqua e quindi apportatore di prosperità all’economia
agricola locale. Nel territorio comunale, come dal pari in molte altre località della Gera d’Adda, numerose
Nonostante ciò il Tormo fu anche causa di contrasti e beghe interminabili fra i suoi utenti. sono le fontane e risorgive.
Primi fra tutti i Monaci di Abbadia Cerreto i quali oltre ad aver il merito di esser stati tra i In Arzago esistono cinque fontane che alimentano altrettante rogge: Murata, Foppa Marcia,
maggiori artefici della bonifica delle campagne occupate un tempo dal Lago Gerundo, furono Cavo, Renga e Ceriti. Sono queste parte di un più articolato complesso risorgivo che in tempi
anche i più grandi sfruttatori delle acque del Tormo, dovendo con esse irrigare i fondi passati era davvero consistente. Solo per fare alcuni esempi con i comuni limitrofi: a Casirate
agricoli di proprietà del monastero che si estendevano su vaste superfici nella regione 2 risorgive; a Misano 6, a Rivolta 7 e Vailate 12. (p. 20)
meridionale della Ghiara d’Adda. Tra le rogge più importanti segnaliamo:
(FERRARI V., UBERTI E., 1979, pp. 37-49) Canale Ritorto o Ritorto: tra le più importanti opere idrauliche della Geradadda, dopo la
Muzza, c’è il Ritorto. Si tratta di una derivazione dell’Adda, e già all’inizio l’acqua del
Parco Locale di Interesse Sovracomunale del fiume Tormo: il territorio del Parco ricade Ritorto, impossibile da accogliere in un sol alveo, si divide in tre rami: il primo dà vita alla
all’interno del comune di Arzago d’Adda, mentre il Parco del Fiume Tormo si estende su tre roggia di Rivolta, il secondo alla Pandina, il terzo alla roggia Comuna (dai contadini
province: Bergamo, Cremona e Lodi, e interessa ben 9 comuni: Arzago d’Adda (Bergamo), denominata in un tratto: Cremasca, e nel successivo, oltre la cascina delle Monache:
Agnadello, Dovera, Monte Cremasco, Pandino, Palazzo Pignano (Cremona), Abbadia Cerreto, Badessa).
Conte Palasio, Crespiatica (Lodi). Esse marciano quasi parallele per un lungo tratto nel territorio casiratese, e poi si diramano:
La caratteristica principale di questo Parco è dovuta all’estesa rete idrografica del Fiume la Rivoltana e la Pandina verso sud in territorio di Rivolta d’Adda; mentre la Cremasca
Tormo (e di numerosi altri corsi d’acqua di risorgiva), che partendo dal Comune di Arzago prosegue serpeggiando verso l’ovest, per poi discendere dopo Arzago tra Vailate ed
d’Adda con il fontanile di origine, sfocia nel Fiume Adda, individuando un ben preciso e Agnadello, nel territorio cremasco. (pp. 46-47)
omogeneo territorio irriguo. Roggia Pandina: posta al confine ovest con l’abitato di Rivolta, nei pressi dell’area del
Il Fiume Tormo, lungo solamente 34 chilometri, interessa una rete idrografica di ben 166 Cornianello. Detta così perché prosegue sino a Pandino. E’ una delle derivazioni del Ritorto,
chilometri di lunghezza, che viene compresa all’interno del territorio del Parco. già citato nel 1502. (p. 47)
Il Fiume Tormo trae origine dai fontanili che lo alimentano durante il suo corso (Tormo- Roggia Cremasca: detta anche “Badessa”, entra nel territorio di Arzago nei pressi del
Murata, Renga, Renghelletto, Lazzi e Signora), inoltre riceve altro apporto di acque per Cornianello dove riceve le acque delle numerose polle che lì scorgano; si dirige poi in
tracimazione dai terreni che attraversa e per la colatura in conseguenza dell’irrigazione della direzione dell’abitato di Arzago, dove è alimentata dalle acque provenienti dal Cavo
campagna circostante. Forcone. Nei pressi del mulino si diparte ulteriormente alimentando le rogge Renga e

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Bertolina. E’ il secondo ramo del Ritorto scavato, sembra, nel 1412 e il 1430 secondo quanto
si può leggere nella patente del 2 novembre 1454 stesa dal duca Francesco Sforza, nella
quale si aggiunge che la roggia cremasca fu fatta aprire da Filippo Maria Visconti, padrone
dell’Adda e Signore di Milano. Ben più antico deve essere stati il suo scavo: in una
pergamena del 1361 compare il termine Roggia Comunis Cremae, così come compare il
termine rozia magna comunis Cremae, in un atto del 1374 (pp. 47-48).
Roggia Bertolina: ha origine da un fontanile posto a sud del territorio di Arzago nel quale
confluisce la roggia Foppa Marcia. Corre in parallelo alla roggia Grassobbia detta anche
roggia Mulino, poiché le sue acque scorrono in direzione del mulino presso la cascina Paradiso
di Agnadello. (p. 48).
Roggia Foppa Marcia: ha origine a sud del confine con Castrate d’Adda da un vasto
complesso risorgivo. La prima notizia è del 1540 e riguarda il godimento delle sue acque alla
famiglia dè Capitani (Archivio Parrocchiale Arzago, fondo Acqua Marcia, cart. 1).
La sua struttura viene descritta come un ampio cavo ghiaioso di acque nascenti e in veloce
corso” o ancora circa la possibilità di abbondanti battute di pesca nelle sue acque, molte
delle quali eseguite da pescatori scioperati che non d’altro vivono che di pesci furtivamente
presi in questo e quel cavo e che abbondano in Ghiara d’Adda.
Con rogito del 1 maggio 1670 Gerolamo Menclozio dona il cavo e le sorgenti della Foppa
Marcia, nascenti nei beni del detto Menclozio, alla prebenda parrocchiale di san Lorenzo in
Arzago (Rogito di Batta Crema, notaio di Milano). (pp. 48-51)
Roggia Babbiona: è posta sul confine tra Casirate e Arzago e segna il limite fisico, oltre che
cartografico, dei due comuni. Ha origine nel territorio di Treviglio, raccogliendo le acque che
provengono dalla roggia Castalda e della cerchia delle mura. E’ coeva alle altre rogge
scavate nel principio del XIV sec. In Treviglio. (p. 51)
Roggia Vailata: è posta sul confine est; come per la Babbiona delimita il territorio di Arzago
con quello di Calvenzano. Prosegue per Vailate nasce a Canonica d’Adda nei pressi del ponte
a ridosso del complesso monumentale della canonica di S. Giovanni Evangelista. (p. 53)
Roggia della Signora: infiniti sono i rigagnoli in cui si ripartisce questa roggia capillare che
Il cavo della Roggia Pandina nasce da una risorgiva a Casirate in località Malossa e scende ad Arzago parallela al Ritorto
(da: CARMINATI S. et al., 2006, p. 60). (ovvero alla Cremasca, là dove questa prende il nome di Badessa).
La roggia Signora scende a valle, attraversa la strada Rivoltana e gira dietro l’antica cascina
Melghera (anch’essa sosta dei Malgari – pastori orobici in transumanza – come la Ravaiola)

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indi prosegue parallela alla roggia Renga che qui riceve le acque del Forcone dopo che Duecento metri dopo la risorgiva il corso si fa sotterraneo per superare la barriera dell’antica
queste hanno alimentato il Molino. (p. 55) strada romana; il corso prosegue poi diritto verso Agnadello dove, con il nome di Roggia
Roggia Ceriti: il nome riconduce alla presenza dei “cerri” lungo il suo percorso o nei pressi Murata, ha assicurato il ruolo guardingo di fossato alle mura di quella comunità. (pp. 55-58)
della risorgiva, come a ricordare che ne fosse interamente ricoperta per lunghi tratti. (p. 55) Roggia Casirana: la Casirana sgorga a ridosso dell’abitato di Casirate d’Adda, al bivio tra le
Roggia Murata: è la “testa del fiume Tormo”, così detta per ricordare le macchinose opere strade per Rivolta ed Arzago e subito per l’abbondanza di acqua si costituisce un buon
di bonifica e di regimentazione delle acque all’interno di un canale “murato” o scavato, per alveoche, favorito dal degrado del terreno sempre più pianeggiante, scivola diritto verso sud,
far memoria di come precedentemente a detti interventi il suo alveo fosse più irregolare e le in parallelo alla provinciale per Lodi, fino all’ingresso di Arzago. Questo tratto così breve
acque spesso allagavano i terreni circostanti. Nel ‘700 la testa della risorgiva era ben oltre la svolge la prima funzione di integrazione e di pacificazione: esso inonda con la sua acqua i
cascina Stantirone, vicino all’attuale svincolo della Rivoltana, dove esiste tuttora un prati, un tempo le marcite, a nord dell’abitato di Arzago, della Breda e dell’Ospedale. (pp.
fontanile. 58-61)
Oggi la portata del torrente è limitata, ma anticamente dovette trattarsi di un vero fiume se (CARMINATI S. et al., 2006)
le fonti lo ricordano come flumen Turmun in manoscritti del XII sec. e nelle mappe del
cremasco, stampate tra il XVI e il successivo secolo.
Nel 1210 l’imperatore Ottone IV concede al monastero di Cerreto le acque presenti nelle
terre contermini, fino all’Adda: … per haec verba quidquid juris et potestatis habemus in
acquis et ripis fluminum et in alveis exicatis, quae juxta terras vostras sunt videlicet in
Abdua, in tota acqua de salva parti set stagno et Turmo, usque ad castrum dictum de prata
et fontem de albara, vobis donamus ac praecipium, ut nullus vos in alieno molestare
praesumat: è il primo documento che attesta la proprietà del fiume. Un secolo dopo, come
risulta da un istrumento conservato nell’Archivio Triulzi-Galliera, il 9 dicembre 1382, Ughinus
dè Capitani d’Arzago, detto il Chierico, cede allo stesso monastero di Abbadia Cerreto i suoi
diritti relativi all’uso delle acque del “Fiume Tormo e rogge derivanti”: … in Turmun, et de
juve extrendi et accipiendi de dicta aqua decorrente per dictum Turmun quantum est pro
meditate juris supra scriptae ruggie et item de omnibus accessis, ingressibus, etc., etc., eo
tenore quod de Cereto Domini Abbas Monaci, et Capitulum dicti Monasterii de Cereto, et sui
successores, et cui dederint, habeant, teneant, gaudeant, et possideant predicta amnia
superius donata et oblata ut supra et in ei set de eis faciant, et facere possint quidquid
facere voluerint et eis utile fuerint sine alicujus contradictione, (…) (p. 47)
Il Tormo è un’antichissima risorgiva che gli arzaghesi chiamano, semplicemente, il
Fontanone o meglio l’Funtanù. Nasce in pianura, riceve degli affluenti , attraversa paesi,
alimenta fossati a protezione delle mura, funge da confine tra Stati, quello veneto e quello
milanese; ha la foce nell’Adda ad Abbadia Cerreto.

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ASBg, Catasto Teresiano, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1723.

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ASBg, Catasto Teresiano, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1723, fg. 3, ASBg, Catasto Teresiano, Mappa del Comune censuario di Arzago d’Adda, 1723, fg. 6,
particolare del fontanile Foppa Marcia (AR02) a Nord-Est del comune. particolare del “Fontanone” (AR04) presso la cascina Stantirone.

15
ASBg, Catasto Teresiano, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1723, fg. 7 partIcolare del
Fontanile di C.na Ravagliola (AR11).

ASBg, Catasto Teresiano, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1723, fg. 9 particolare del
Fontanile di Laghetto Carlotta (AR05).

16
ASBg, Catasto Teresiano, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1723, fg. 10 particolare del fontanile Roggia Murata (AR06).

17
ASBg, Catasto Lombardo-Veneto, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1864, ASBg, Catasto Lombardo-Veneto, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1864, fg. 3,
quadro d’unione dei fogli rettangoli. particolare del fontanile Roggia Signora (AR01).

18
A

ASBg, Catasto Lombardo-Veneto, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1864, fg. 4, ASBg, Catasto Lombardo-Veneto, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1864, fg. 8,
particolare dei fontanili: (A) Foppa Marcia (AR02); (B) Cavetto (AR09); (C) Fontanile di Arzago particolare del “Fontanone” (AR04) presso la cascina Stantirone.
1 (AR10); (D) Fontanile di C.na Ravagliola (AR11).

19
A

ASBg, Catasto Lombardo-Veneto, Comune censuario di Arzago d’Adda, 1864, fg. 12,
particolare dei fontanili: (A) Fontanile di Laghetto Carlotta (AR05); (B) e (C) Rogge Murata.

20
SOGLIA STORICA DI PRIMA RAPPRESENTAZIONE CARTOGRAFICA DI OGNI FONTANILE (ESISTENTI/ESTINTI)

21
CODICE FONTANILE

AR12
AR10
AR08
AR03
AR07
AR06
AR01
AR11
AR09
AR05
AR04
AR02
CATASTO TERESIANO

*
*
*
*
*
1723

CARTA DELLA PROV


DI BERGAMO, G.
MANZINI 1818

TIPI RAPPRESENTANTI
DEI DISTRETTI DELLA

*
PROVINCIA DI
BERGAMO 1824

TOPOGRAFICO
LOMBARDO-VENETO

*
*
*
*
*

1833

CATASTO LOMBARDO-

*
*
*
*
*
*
*
*
*
*
*
*

VENETO 1853

TAVOLETTA IGM 1889


*
*
*
*
*
*
*
*

TAVOLETTA IGM 1954


*
*
*
*
*
*

CARTA IDROGRAFICA
D’ITALIA, GOLTARA
*
*
*

1960

MUS. CIV. “E. CAFFI”


CARTA DEI FONTANILI
*
*
*
*
*
*

DELLA LOMBARDIA
1991

CARTA TECNICA
*
*
*
*
*
*
*

REGIONALE 1994

CARTA GEOLOGICA
DELLA PROVINCIA DI
*
*
*
*

BERGAMO 2000

RILIEVO DI
CAMPAGNA CST
*
*
*
*
*
*
*

2005/2007
22
CODICE FONTANILE NOME FONTANILE TOPONIMO

AR01 ROGGIA SIGNORA Sud di C.na Belloni

AR02 FOPPA MARCIA Nord-Est di Arzago d’Adda

AR03 FONTANILE DI ARZAGO 3 Sud-Est del Centro storico

AR04 FONTANONE Nord di C.na Stantirone

AR05 FONTANILE DI LAGHETTO CARLOTTA Centro sportivo Carlotta - laghetto Carlotta

AR06 ROGGIA MURATA Est di C.na Malgherina

AR07 ROGGIA MURATA Nord-Ovest di C.na Cattanea

AR08 FONTANILE DI ARZAGO 2 Nord di Arzago d'Adda

AR09 FONTANA CAVETTO Nord-Est di Arzago d'Adda

AR10 FONTANILE DI ARZAGO 1 Est Centro storico

AR11 FONTANILE DI C.NA RAVAGLIOLA C.na Ravagliola

AR12 ROGGIA MURATA C.na Stantirone

23
2 - COMUNE DI ARZAGO D’ADDA

ADDENDA

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Ultimi ritrovamenti:

x Fontanile AR08

x Fontanile AR09

x Fontanile AR10