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Otranto

Otranto è un comune italiano di 5.724 abitanti della provincia


di Lecce in Puglia. Situato sulla costa adriatica della penisola
salentina, è il comune più orientale d'Italia. Dapprima centro
greco-messapico e romano, poi bizantino e più tardi
aragonese, si sviluppa attorno all'imponente castello e alla Otranto
cattedrale normanna. Sede arcivescovile e rilevante centro
turistico, ha dato il suo nome al Canale d'Otranto, che separa
l'Italia dall'Albania, e alla Terra d'Otranto, antica circoscrizione
del Regno di Napoli. Nel 2010 il borgo antico è stato
riconosciuto come Patrimonio Culturale dell'UNESCO quale
Sito Messaggero di Pace. Fa parte del club I borghi più belli
d'Italia.

Territorio: È il comune con la minore densità abitativa della


provincia di Lecce. Il litorale, esteso per circa 25 km, si alterna a lunghi tratti sabbiosi, specie nella parte
settentrionale, a tratti rocciosi a picco sul mare.

Lungomare degli eroi

Clima: Dal punto di vista meteorologico Otranto presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati
caldo-umide.
Storia: Le origini del nome in epoca romana Otranto era conosciuta come Hydruntum, dal nome del
torrente Hydrus nella cui vallata sorge la città. Altre fonti danno come nome latino Odruntum, termine
sempre tuttavia legato alla parola acqua, precisamente al termine messapico "Odra", appunto acqua.

La città è stata anche definita come la Bisanzio del Salento. Ciò deriva dalla grande influenza che l’Impero
erede nel Medioevo della gloria di Roma ebbe su queste sponde dell’Adriatico, che ebbe notevoli
ripercussioni anche a livello artistico e architettonico. La Chiesa di San Pietro viene spesso associata a quella
di Santa Sofia a Costantinopoli mentre la Cripta della Cattedrale alla “Cisterna” di Bisanzio.
A partire dalla seconda metà del Seicento Otranto visse un netto calo della sua importanza. Il commercio fu
soggetto a un arresto e le manifestazioni culturali furono pressoché nulle. Anche nel settore edile non ci
furono grandi novità. Molti degli abitanti di Otranto, ormai esausti e spaventati dalle continue incursioni via
mare, decisero di lasciare il proprio paese per trasferirsi in luoghi più sicuri. Fu così che la città perse quel
posto primario che occupava nel Salento. Molti terreni della zona circostante furono abbandonati e ciò
causò la formazione di paludi, dove il rischio di contrarre la malaria si fece sempre più alto.

Nel periodo napoleonico la cittadina divenne Ducato del Regno di Napoli e si verificò una netta ripresa
grazie al Ministro Fouch. Le fortificazioni otrantine furono soggette a una totale trasformazione a partire dal
1866 e molti beni urbanistici della città finirono nelle mani del demanio. Il fossato del Castello fu ricoperto
da terra e brecciolina e un tratto delle mura fu abbattuto.

Monumenti e luoghi d’interesse:


Chiesa di San Pietro

È uno degli edifici medievali del Mezzogiorno più rappresentativi della tradizione costruttiva bizantina e
rimane la più alta e viva espressione dell'arte bizantina in Puglia. La sua datazione è stata per lungo tempo
oggetto di dibattito tra gli studiosi, ma dall'analisi della struttura, degli affreschi e delle iscrizioni in lingua
greca, sembra riconducibile al IX-X secolo.

Aree naturali: Laghetto di bauxite

Il laghetto di bauxite si trova a sud di Otranto, nei pressi della Baia delle Orte. Si tratta di una cava di
estrazione della bauxite, minerale dal quale si ricava l'alluminio. La cava venne definitivamente
abbandonata nel 1976 a causa del costoso processo estrattivo. La presenza di una falda freatica, incontrata
durante la fase dello scavo, ha determinato la formazione di un piccolo laghetto. La zona circostante si è
quindi arricchita di piante acquatiche e paludose
come la cannuccia di palude. Baia delle Orte

Lingue e dialetti: Il dialetto parlato a Otranto è il dialetto salentino nella sua variante meridionale.

Tradizioni e folclore: In occasione della festa di San Giuseppe si allestiscono le Tavole di San Giuseppe.

Queste tavole sono realizzate con diverse pietanze che


vanno dai lampascioni alle "rape", dai "vermiceddhri" (tipo
di pasta con cavoli) al pesce fritto, dalle pittule alla zeppola,
dal pane a forma di grossa ciambella ai finocchi e alle
arance. Il tutto viene consumato a mezzogiorno del 19
marzo dai cosiddetti "santi" impersonati da amici o parenti
delle famiglie che vanno da un numero minimo di tre (San
Giuseppe, Gesù Bambino e la Madonna) a un numero
massimo di tredici, sempre comunque di numero dispari.
Otranto vista dall’alto

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