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Nonostante l'Editoriale sia l'articolo che occupa la prima pagina della rivista, è al contempo lo scritto che viene redatto

per ultimo, quando tutto il resto del


materiale è impaginato e pronto per la stampa. Mentre stiamo scrivendo queste righe, quindi, sappiamo già che "il Fronimo" arriverà ai nostri abbonati con un
leggero (speriamo) ritardo: ce ne scusiamo in anticipo. In compenso, però, si tratta di un Fronimo ben "nutrito" che con le sue ottanta pagine, un record per
noi, ci auguriamo possa far chiudere un occhio sulla consegna posticipata. In merito ai contenuti degli articoli pubblicati, non abbiamo molto da commentare in
quanto si tratta, per la maggior parte, della continuazione di quelli del numero scorso. La Storia della chitarra a Torino di Mario Dell'Ara si sta rivelando
un'autentica miniera di notizie e informazioni preziose, tanto che per esaurirsi avrà bisogno di un'ulteriore puntata. Qui troverete la parte relativa alla prima
metà dell'Ottocento. L'articolo di Carlo Mattiuzzo, dopo la precedente generale premessa dedicata al minimalismo, si concentra ora sulla figura di Terry Riley
approfondendone il pensiero, le influenze e il contesto socio-culturale terminando poi con l'esame delle sue opere per chitarra. Finisce qui anche la ricerca di
Gerhard Penn che è riuscito a colmare numerosi vuoti nella biografia di Giuliani, a dare risposta a tante domande e a collegare molti dei fili rimasti sconnessi.
In passato, le lettere inviate da Giuliani ai suoi editori ci lasciavano sempre degli interrogativi circa le persone menzionate, le circostanze e le ragioni di alcuni
avvenimenti. Ora viene fatta luce su molti di questi aspetti; vedremo se il futuro ci riserverà altre sorprese. Se Gerhard Penn ha seguito le tracce di Giuliani a
Vienna e lungo il percorso di ritorno in Italia, Nicoletta Confalone e Grégory Leclair hanno dedicato le loro ricerche a Napoli: ai luoghi e alle persone che, in
qualche modo, hanno avuto a che fare con Giuliani e la sua famiglia. La loro passeggiata nella Napoli "giulianesca" si conclude con la ricostruzione dell'albero
genealogico completo di tutti i rami della famiglia, dei discendenti diretti e non. Rimangono ancora dei punti di domanda e chissà che non si scopra in seguito
qualche discendente anche dal ramo partenopeo. I risultati positivi e la proliferazione di nuove informazioni si deve, oltre che alla tenacia dei ricercatori, anche
alla digitalizzazione di molti archivi e di numerosi giornali del passato. Per quanto riguarda però le ricerche che hanno condotto Gerhard Penn da una parte e
Nicoletta Confalone (affiancata da Grégory Leclair in un secondo momento) dall'altra, vogliamo sottolineare ed encomiare la collaborazione, lo scambio di
informazioni in tempo reale e l'aiuto reciproco disinteressato. Un esempio che speriamo trovi degli emulatori e che porti a nuovi e inaspettati traguardi. Per
concludere, anticipiamo ai fautori della par condicio che, terminata l'"epopea Giulianiana", presto – forse già dal prossimo numero – la nostra attenzione si
sposterà su Fernando Sor. È infatti in attesa di pubblicazione (e di traduzione) un importante articolo colmo di nuove informazioni e scoperte che riempiranno
alcuni... puntini di sospensione nella biografia del catalano.