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Con il numero che avete tra le mani "il Fronimo" raggiunge un traguardo importante: la rivista compie infatti quarantacinque

anni e di questo siamo particolarmente orgogliosi. Chissà se


Ruggero Chiesa, che la fondò nel lontano 1972, si sarebbe mai aspettato una simile longevità. Salvo complicazioni, l'annata si chiuderà con il numero 180; ci rendiamo conto che purtroppo
siamo un po' in ritardo con la pubblicazione degli indici analitici (ci siamo infatti fermati al numero 140), ma promettiamo di riprendere il lavoro e preparare al più presto un aggiornamento
da consultare sul nostro sito. Iniziamo questo anno cruciale con due graditi ritorni: lo spazio dedicato all'intervista e gli interventi relativi alla liuteria. Siamo infatti contenti di riproporre la
sezione degli "incontri" con una interessante chiacchierata tra Fabio Renato D'Ettorre e il liutaio Lorenzo Frignani, vincitore della chitarra d'oro all'ultimo convegno di Alessandria. Molti gli
argomenti trattati, dalle classiche domande circa la sua "iniziazione" alla professione liutaria e la sua concezione organologico-strumentale fino a quelle riguardanti le tendenze generali legate
alle mode e al mercato, le importanti tematiche inerenti la quantità del suono – contrapposta alla sua qualità – , la straordinaria influenza di Torres oppure l'impiego di alcuni legni e la loro
lavorazione. L'articolo dedicato alla liuteria riguarda una magnifica chitarra che Georg Stauffer donò all'Imperatrice Maria Luigia (la protettrice di Giuliani). Siamo riusciti a collocare questo
scritto nella sezione centrale della rivista, cosa che ci ha permesso di inserire delle pagine con immagini a colori. La Stauffer con le sue intricate e bellissime decorazioni meritava di essere
vista in tutta la sua bellezza e, inoltre, ci faceva piacere iniziare l'anno con un numero de "il Fronimo" più colorato del solito. Ringraziamo Erik Pierre Hofmann, uno dei massimi esperti di
Stauffer, essendo il coautore del prezioso volume Stauffer & Co. (pubblicato qualche anno fa e recensito sul n. 159, luglio 2012, della nostra rivista), per averci inviato l'articolo. Il titolo del
contributo di Eduardo Fernández, La chitarra di Fernando Sor, potrebbe trarre in inganno: non si tratta infatti di un altro articolo dedicato alla liuteria o a qualche strumento appartenuto al
grande Catalano bensì di una ricerca riguardante la sua concezione della chitarra. Si collega così idealmente questo numero con quelli dell'anno scorso caratterizzati dalla presenza degli
aggiornamenti della biografia di Sor inviatici da Josep Mangado Artigas; mentre i precedenti ci avevano aiutato a capire meglio il personaggio Sor, l'articolo di Fernández che pubblichiamo in
questo (e nel prossimo) numero cerca di aiutarci a comprendere il Sor chitarrista. Fernández intende scoprire se quanto Sor sostiene nel suo Metodo trovi concreta applicazione nelle sue
composizioni e se dalla sua scrittura si possono ricavare indicazioni e suggerimenti utili per quanto riguarda l'interpretazione delle sue opere. In passato abbiamo pubblicato parecchi scritti su
Manuel de Falla, sul suo rapporto con la chitarra, sulla genesi dell'Homenaje; mai però avevamo pubblicato l'analisi di questa fondamentale composizione che segna l'ingresso della chitarra
nel Novecento. Livio Torresan ci aiuta a colmare tale mancanza con un lavoro dettagliato, approfondito, intelligente che senza dubbio i nostri lettori troveranno utile e interessante. Infine,
chiude il tutto un articolo di Marco Riboni sulla Sinfonia Concertante G. 523 n. 30 di Luigi Boccherini. In realtà, tale scritto sarebbe dovuto comparire all'interno della rubrica "recensioni" visto
che si occupava della pubblicazione di questa composizione edita a cura di Matanya Ophee per le Editions Orphée. Quando assegnammo la recensione a Riboni sapevamo del suo amore per il
brano in questione che in passato aveva investigato e studiato con l'intenzione di scrivere un articolo, purtroppo però mai portato a termine. Non avevamo previsto, però, che la nuova
edizione e l'invito a recensirla avrebbero risvegliato in lui una grande passione: Riboni ha iniziato a scrivere e non riusciva più a fermarsi. La recensione ha assunto dimensioni spropositate e
così abbiamo dovuto "promuoverla" al rango di articolo. È incredibile come una composizione di tale levatura sia rimasta pressoché ignorata e sconosciuta per più di due secoli e ci auguriamo
che prenda presto il posto che merita nel nostro repertorio cameristico. Mentre stavamo scrivendo queste righe (il Presidente del Consiglio aveva da poco rassegnato le sue dimissioni)
stavamo pensando alle misure riguardanti la cultura adottate dal governo precedente. Che fine avrebbero fatto? Combinazione, è arrivata proprio in quel momento – mercoledì 7 dicembre –
una comunicazione dell'on. Raffaello Vignali, Deputato alla Camera in Parlamento e ideatore del Bonus Stradivari, ossia lo sconto per l'acquisto di uno strumento per gli studenti di musica.
Ebbene, con la Legge di Bilancio 2017 è stato approvato dalla Camera dei Deputati il Bonus Stradivari anche per il 2017. Ecco le positive novità rispetto al Bonus Stradivari 2016: 1)
estensione del Bonus agli studenti di tutti i corsi dei Conservatori, degli ISSM e degli enti abilitati a rilasciare titoli riconosciuti Afam: preaccademici, triennio, biennio e precedente
ordinamento. In aggiunta, sono compresi anche i corsi di strumento complementare (esclusi nel 2016); 2) estensione agli studenti dei Licei Musicali; 3) cambiano le modalità del Bonus: non
più euro 1.000, ma un contributo del 65% sul prezzo di acquisto, fino a un massimo di euro 2.500; 4) la legge entra in vigore dal 1° gennaio 2017, ma il Bonus sarà operativo a seguito del
provvedimento attuativo dell'Agenzia delle Entrate. Ogni tanto dalla politica arriva qualche buona notizia…