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IDEALISMO

L’Idealismo è la filosofia del romanticismo.


Il filosofo che apre la strada all’Idealismo è Kant.---------------------------- Perché?
Lascia aperte diverse opzioni interpretative relativamente
– inconoscibilità del NOUMENO
- superamento dei limiti della ragion pura attraverso la ragion pratica.

Secondo i filosofi postkantiani e gli idealisti,


Kant aveva lasciato aperti alcuni DUALISMI IRRISOLTI, che hanno generato APORIE (= contraddizioni,
difficoltà)

soggetto/oggetto
fenomeno/noumeno
fil. teoretica/fil. pratica
libertà/necessità

Es. se il concetto di “esistenza”


può riferirsi soltanto alla realtà “fenomenica”, allora come possiamo affermare che “esiste” la “cosa
in sé”, cioè il “noumeno”?

Si trattava ora di SUPERARE tali dualismi, riconducendoli a UN PRINCIPIO UNICO, un principio che
possa spiegare tutto, che possa spiegare la REALTA’.

L’Idealismo Trascendentale è il MOMENTO DECISIVO della cultura romantica.


I rappresentati che ne costituiscono il culmine sono:
FICHTE ( Io infinito)
SCHELLING ( Assoluto –unione di Spirito e Natura)

HEGEL PRINCIPIO DI TUTTA LA REALTA’ è L’IDEA.

Opere principali da ricordare:

Fra gli scritti giovanili (1793-1800): Lo spirito del Cristianesimo e il suo destino

La prima espressione della filosofia “matura” di Hegel: La fenomenologia dello Spirito (1807)
Grandi opere sistematiche: La scienza della logica (1812-1816),
L’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio (1817),
Lineamenti di filosofia del diritto (1821)

Lezioni tenute da Hegel all’Università di Berlino, trascritte e pubblicate dai suoi discepoli dopo la
sua morte: Lezioni di filosofia della storia, Estetica, Lezioni di filosofia della religione, Lezioni sulla
storia della filosofia.
HEGEL (1770-1831) –sintesi delle tesi di fondo-
SCOPO della sua filosofia è elaborare UN MODELLO DI RAGIONE che sia capace di esprimere
l’INTERO della REALTA’ (ASSOLUTO o infinito)
la TOTALITA’

per pensare----------------------------------------------------- N.B. pensiero ed essere si identificano


(ragione e realtà)
la totalità
bisogna tener conto della sua
NEGATIVITÀ

«Ciò che è razionale è reale,


ciò che è reale è razionale» *

da qui
il CONCETTO di VERO INFINITO (IL VERO E’ L’INTERO vedi p. 466) che deve avere al suo interno anche
il CONCETTO DI FINITO, cioè deve avere il suo negativo.

Perciò l’INFINITO “contiene”


FINITO

Si tratta di pensare la REALTA’ nella sua TOTALITA’, ma

è il dispiegarsi di un processo che si manifesta in una serie di passaggi



ciascuno dei quali rappresenta
il RISULTATO (sintesi) di quelli PRECEDENTI e
il PRESUPPOSTO (tesi) di quelli seguenti

La TOTALITA’ del REALE (cioè l’Assoluto) non è già data, già presente e costituita, ma
E’ UNA TOTALITA’ CHE A POCO A POCO VIENE A FORMARSI
E’ un processo di formazione, UN PROCESSO IN DIVENIRE un comporsi, passaggio dopo passaggio.
Solo alla fine di questo processo, nella sua interezza, cioè con l’UOMO (SPIRITO), l’Assoluto si rivela
come verità e realtà.

Come è possibile cogliere la REALTA’ nella sua TOTALITA’ in MODO TOTALE E RIGOROSO?

Attraverso il SISTEMA
È la garanzia epistemologica (= scientifica) che quel pensiero è scientifico.
Esso indica la connessione di ogni parte, indica che ogni momento deve rimandare a
un altro. E’ l’organizzazione della parti in cui ognuna è collegata con le altre e assume
senso SOLO in relazione alle altre.

Un filosofare senza SISTEMA non può essere scientifico

La filosofia deve essere SISTEMA si dà nella forma dell’ENCICLOPEDIA, dove il punto di partenza è
anche il punto di arrivo, riempito dal percorso fatto per arrivarci.
Ragione e realtà

* «Ciò che è razionale è reale,

La Ragione (razionale) è reale perché si attua nella Realtà in forme concrete, essa non rimane un
concetto astratto, ideale, ma è riscontrabile nel mondo concreto perché ogni fatto che si realizza ha
la ragione del suo verificarsi

ciò che è reale è razionale» (Prefazione ai Lineamenti di filosofia del diritto)

tutto ciò che esiste (reale) è manifestazione concreta della Ragione; nella realtà infatti, non c’è posto
per qualcosa che non sia pensiero, perché ogni evento segue una struttura razionale.
=
nella REALTÀ non c’è posto per qualcosa che non sia PENSIERO e ogni fatto che si manifesta ha la
ragione del suo sorgere:
NON ESISTE contrasto e differenza fra RAGIONE e REALTA’
Tutta la REALTA’ è manifestazione della RAGIONE.

[ il pensiero sarà razionale (e non immaginazione, fantasia) quando troverà la sua


corrispondenza nella realtà]

Per HEGEL vi è identità fra PENSIERO ed ESSERE, cioè


PENSIERO = ESSERE
↓ ↓
logica metafisica

N.B. la Logica di Hegel è diversa da quella di ARISTOTELE→ fondata su


• principio di identità (A=A)
•principio di non contraddizione (A≠ non A)
E’ la logica dell’ASTRATTO

E’ la logica del CONCRETO

«La logica coincide […] con la Metafisica, con la scienza delle cose poste in pensieri» (Enciclop., §24)

Non si tratta della logica classica!!!

La LOGICA è scienza dell’IDEA PURA, cioè dell’IDEA nell’elemento astratto del pensiero.
è dottrina del pensiero (gnoseologia)
e dell’essere (ontologia)
è scienza che è PENSIERO DI PENSIERO (definizione che ARISTOTELE diede alla filosofia
prima).

Qual è il compito della FILOSOFIA?

Prendere consapevolezza della realtà e comprendere la struttura razionale che la costituisce,


rinunciando alla pretesa assurda di dominarla (= determinarla e guidarla).
L’autentico compito è cioè la giustificazione razionale della realtà.
DIALETTICA

Secondo Hegel, da ogni concetto si sviluppa il concetto successivo e il farsi dinamico dell’Assoluto
passa attraverso 3 momenti a cui corrispondono le tre sezioni in cui si divide il sapere filosofico:
• LOGICA è la scienza dell’IDEA in sé e per sé
• FILOSOFIA DELLA NATURA è la scienza dell’IDEA fuori di sé (nel suo essere altro, l’Idea si fa
altro diventando concreta)
• FILOSOFIA DELLO SPIRITO è la scienza dell’IDEA che ritorna in sé
La legge che governa tutto questo movimento è la DIALETTICA.

è il processo, lo sviluppo attraverso il quale si attua e si comprende la REALTA’ (RAGIONE).
Tale sviluppo è triadico.

LA DIALETTICA è qualcosa di intrinseco alla REALTA’ stessa, si compone di tre momenti che NON
possono essere concepiti come separati l’uno dall’altro:

1° [TESI] astratto intellettuale:


è il PENSIERO che sta fisso, isolato, statico, che non sa cogliere le relazioni.

2° [ANTITESI] dialettico o negativo razionale:


è il PENSIERO che riflettendo su se stesso produce la sua opposizione, va oltre.
Supera la fissità passando nel suo opposto,
viene distrutto l’isolamento di ogni concetto fisso
cogliendo la relazione con il suo opposto.

3° [SINTESI] speculativo o positivo razionale:


è il PENSIERO in cui le determinazioni precedenti sono compresenti.
E’ il momento dello Auf-hebung, dell’effettivo divenire

viene dal verbo aufheben che ha 3 diversi significati e Hegel li
usa contemporaneamente:
1) togliere, cioè negare (togliere i termini dalla loro chiusura)= nega quanto di puramente negativo
c’era nella precedente antinomia, ossia toglie la mera contrapposizione dei primi due termini (ecco
perché la sintesi è detta “negazione della negazione”).
2) conservare, mantenere (i termini nella loro complicanza) = conserva il loro aspetto positivo,
mantiene ciò che c’è di vero e positivo.
3) sollevare, cioè portare a un livello superiore (superare).

L’Aufhebung esprime l’idea di SUPERAMENTO che è al tempo stesso un togliere e un conservare.

La sintesi costituisce il momento positivo, il superamento, ma è anche “negazione della negazione”,


infatti la sintesi è la negazione dell’antitesi, che a sua volta era la negazione della tesi.

N.B. La sintesi, a sua volta, costituirà la tesi di una nuova antitesi e così via, finché l’intero processo
di formazione della realtà non è completato.