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Con il numero che avete tra le mani si conclude la 47a annata della nostra rivista e, insieme, la monografia che

Eduardo Fernández ha dedicato, con lo sguardo


acuto che caratterizza tutti i suoi scritti, ai 36 Capricci di Luigi Legnani, opera tanto geniale – e unica nel suo genere – quanto trascurata dagli addetti ai lavori.
Ci auguriamo che questo lavoro di Fernández sveli, a chi non li ha saputi cogliere, i pregi di tutti i trentasei tasselli di un mosaico veramente glorioso. Andrea
Monarda ci fa conoscere un'altra importante figura del mondo musicale italiano: Riccardo Malipiero. Personaggio dalle molteplici sfaccettature, dodecafonico
sui generis, ha lasciato la propria traccia nel repertorio chitarristico e non solo grazie alle composizioni che ha dedicato al nostro strumento, come potranno
costatare i nostri lettori. Abbastanza singolare è il saggio di Roger Quin sulla condotta delle parti nelle musiche di Sor. Lo studioso britannico ha analizzato
l'opera del chitarrista catalano concentrando la propria attenzione sulle "irregolarità armoniche" presenti qua e là, e corredando il testo con numerosi esempi
accuratamente commentati. Detto così potrebbe sembrare un noioso elenco di carattere didattico: la sua lettura rivelerà, invece, gustosi dettagli relativi alla vita
di Sor, confermandone, oltre alla solida preparazione musicale, anche una personalità decisa e – usiamo un termine inglese in mancanza di uno italiano
altrettanto efficace – fortemente self confident. Ne esce, al di là delle valutazioni musicologiche e delle "lezioni di armonia" più o meno sottintese, un ritratto a
tutto tondo di uno dei più grandi chitarristi della storia, con utili riferimenti ad alcune antiche (e scorrette) edizioni che, in vita, non gli resero giustizia. Assai
godibile, infine, il racconto del dialogo tra Beethoven e l'allievo Ries, a proposito delle famigerate "quinte parallele" da cui prende spunto il saggio di Quin: viene
in mente il detto latino "Quod licet Iovi non licet bovi". Danilo Prefumo che continua le proprie ricerche intorno a Paganini, ha voluto far luce sulla dedicataria
della Sonata Concertata, Emilia Di Negro. Non si tratta di un articolo musicologico ma piuttosto storiografico. Usi e costumi ottocenteschi, la vita da romanzo
della giovane genovese che ha ispirato il mitico violinista e le tante domande, che rimangono ancora senza risposta, riguardo ai destinatari delle due più
importanti opere paganiniane per chitarra e violino, la Sonata Concertata M.S. 2, appunto, e la Grande Sonata M.S. 3: questi i temi affrontati da Prefumo. Gli
articoli su Legnani e quello sul 3° Concerto di Giuliani hanno riscosso molto interesse come dimostrano gli importanti feedback ricevuti dai nostri lettori che
ringraziamo. Vi invitiamo perciò a prestare attenzione alla rubrica "Idee a confronto". Infine, un accenno all'attualità: mentre scrivevamo queste righe abbiamo
ricevuto la notizia che al Concorso "F. Tárrega" (Benicàssim, Spagna) ha fatto l'en plein Domenico Mottola, aggiudicandosi non solo il primo premio ma anche
quello del pubblico e il "Premio Tárrega". L'anno scorso Domenico risultò vincitore del Concorso "Ruggero Chiesa" e questa sua nuova vittoria ci dà, quindi,
particolare soddisfazione.