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La chitarra in Spagna e, in particolare, a Madrid durante la seconda metà del secolo XVIII e gli inizi del secolo XIX.

Parte seconda: La chitarra e il teatro di Ricardo Aleixo

… in linee generali l'utilizzo della chitarra sulle scene del teatro musicale spagnolo della seconda metà del secolo XVIII e gli inizi del secolo XIX era vincolato al contesto sociale e tematico
delle opere rappresentate. Come elemento culturale intimamente legato alla società spagnola, la chitarra appariva altrettanto integrata nei copioni tramite personaggi tipici, come i barbieri o
i majos, o tramite pratiche autoctone come le serenate o le seguidillas. D'altra parte, bisognerebbe sottolineare che nel teatro incontriamo non solo la chitarra popolare, imbracciata
solitamente dagli attori sul palcoscenico con la caratteristica informalità associata ai contesti folklorici – maniera che, in alcune occasioni, veniva probabilmente usata anche dai chitarristi
professionisti – ma anche la chitarra "accademica" che, tra le mani dei musicisti istruiti dell'organico strumentale, non aveva solo funzioni di continuo bensì parti melodiche o solistiche di
maggiore importanza. Come specchio della società, il teatro riuniva in questa maniera le due qualità estetico-musicali che caratterizzavano la chitarra nella Spagna Settecentesca.

Luis de Pablo: Fábula (1991) per chitarra sola.


Un'analisi formale di Andrea Monarda

Luis de Pablo (nato nel 1930) si colloca tra le più rilevanti personalità dell'avanguardia musicale spagnola […] Compositore prolifico, scrive per tutti i generi e modi, componendo con un
linguaggio assolutamente personale. La sua musica viene regolarmente eseguita in tutto il mondo sin dal 1961, a testimonianza della sua fondamentale importanza nel mondo della musica di
oggi[…] Scritta nel 1991 e dedicata a Gabriel Estarellas, Fábula si suddivide in quattro movimenti e dura circa diciassette minuti. Il compositore, Luis de Pablo, ha concesso per quest'articolo
la pubblicazione di un manoscritto autografo all'interno del quale descrive la sua opera…

Testo, contesto, struttura e discorso. L'interpretazione come ricerca


di Eduardo Fernández

…. Il titolo menziona quattro concetti che considero basilari per un interprete che intende investigare. Iniziamo definendoli, pur se in forma provvisoria, e li andremo ad ampliare e completare
man mano che si sviluppa il nostro lavoro: Testo pare ovvio. È quello che vediamo nella partitura: le istruzioni che riceviamo dal compositore per fare musica. Contesto è ogni informazione
relativa al testo e che lo completa senza però essere presente al suo interno. Il contesto è una specie di testo invisibile che contiene le informazioni necessarie per la comprensione della vera
intenzione delle istruzioni del compositore.[…] Struttura è la maniera in cui è costruita la musica che andiamo a interpretare. La definizione classica di "struttura" come la divisione del tutto in
parti e la relazione delle parti tra loro è un buon punto di partenza. […] Discorso è ciò che la musica sta facendo da momento a momento ed è il significato che quel "momento a momento"
va gradualmente generando. Se la struttura era sincronica, esistendo tutta allo stesso tempo, il discorso è diacronico e necessariamente temporale e lineare. Per polivalente che possa essere
una struttura musicale (incluse quelle che presentano diverse possibilità di realizzazione), nel momento dell'esecuzione quel che abbiamo è il discorso…