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STRUTTURA DELLA FAMILIARIS CONSORTIO

Nel presentare la struttura del documento è importante descrivere le quattro parti che lo
compongono.

Situazione storica
Rispetto alla realtà della famiglia, nella "Familiaris consortio" si parla di “morte” intendendo
con questo esprimere quanto la famiglia oggi sia al centro di molti tentativi di ridefinizione.
Tale esigenza di trovare la vera identità della famiglia nasce dal rapido cambiamento
culturale che ha investito tutta la realtà negli ultimi quarant’anni. Poiché è cambiato il modo
di vivere economicamente, socialmente e politicamente si è creata una nuova cultura
familiare, un nuovo modo di concepire e vivere i valori. I cristiani, rispetto a questi
mutamenti, non devono rimanere soggetti passivi ma essere attivi costruttori di un
autentico umanesimo familiare1. Giovanni Paolo II invita nel documento ad attuare il
discernimento evangelico che consiste in una lettura critica della realtà alla luce del
Vangelo. Attuando tale azione i cristiani, uniti sulla stessa linea, sapranno esercitare sulla
società una influenza benefica capace anche di rinnovarne le strutture2.

La verità del matrimonio e della famiglia


Il documento si propone di dire tutta la verità sul matrimonio e sulla famiglia, famiglia che
ha in Gesù Cristo il suo centro e il suo senso. Con la sua morte Cristo sigilla la nuova ed
eterna alleanza tra Dio e gli uomini. Svela l’atto creativo di Dio che, fatti l’uomo e la donna
a sua immagine e somiglianza, li ha resi capaci di amare. Il matrimonio diventa l’immagine
dell’amore totale di Dio per l’uomo. Il papa nel documento sottolinea come la famiglia sia
prima e vitale cellula della società e Chiesa domestica. Questo significa che attraverso la
famiglia, nella concretezza del vivere, la persona può fare esperienza di Chiesa, di
salvezza. Famiglia e comunità cristiana si integrano poiché è nella famiglia naturale che
l’individuo impara la fede dall’esempio dei genitori; allo stesso modo i genitori trovano nella
Chiesa sostegno e forza per vivere la loro missione di sposi e ed educatori3.

La verità deve diventare storia


Il riconoscimento dei doni dati alla famiglia da Dio comporta anche una missione. Tale
missione è per la famiglia divenire ciò che è, custodendo, rivelando, e comunicando
l’amore quale riflesso vivo e reale partecipazione dell’amore di Dio per l’umanità e
dell’amore di Cristo Signore per la Chiesa sua sposa4.
Dentro questo obiettivo si esplicitano i compiti generali della famiglia. Il primo è la
formazione di una comunità di persone. La persona come soggetto unico diventa il centro
di questa comunità nella quale vivono e si sviluppano la comunione, lo scambio,
l’arricchimento reciproco.
Il secondo compito è il servizio alla vita. Dentro una logica di dono totale di sé gli sposi,
sono resi degni di essere collaboratori di Dio nel procreare. La sessualità vissuta nel
rispetto e nella verità è sorgente di gioia per una nuova creatura che viene nel mondo.
Il terzo passaggio, vede la famiglia partecipe dello sviluppo della società e dell’edificazione
della Chiesa. Se da una parte la famiglia deve essere difesa e aiutata dalle istituzioni
politiche, allo stesso modo la famiglia deve attivarsi in un servizio che guardi alle situazioni
più difficili donando, specialmente ai più poveri, tutto l’amore che coltiva in essa. Allo
stesso modo la famiglia deve essere fermento per la comunità cristiana da cui attinge e a
cui è chiamata a ridonare.

1
Ibidem, n. 7.
2
Ibidem, n. 9.
3
Cfr. Familiaris consortio, n. 15.
4
Cfr. Familiaris consortio n. 17.
L’azione pastorale della Chiesa
Scopo della pastorale familiare nella Chiesa è offrire l’indispensabile aiuto e il necessario
sostegno alle famiglie affinché conoscano e vivano la loro vocazione e missione secondo il
disegno di Dio. Le connotazioni fondamentali della pastorale familiare sono: la
progressività come accompagnamento dei soggetti in tutte le tappe della vita, il ruolo
determinante della comunità, la proposta a tutte le famiglie senza differenze.

Sr. Alessia Farronato pssf