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7/6/2019 Matsya - Wikipedia

Matsya
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Matsya (devanāgarī: म ; pesce) è il primo avatāra di Viṣṇu.

Indice
Fonti
Mito
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti

Fonti
Le caratteristiche e le vicende inerenti all'avatāra Matsya sono narrate in
particolar modo nei Matsya  Purāṇa (I), Bhāgavata  Purāṇa (VIII, 24), Matsya (XIX secolo)
Agni Purāṇa (II), Varāha Purāṇa (IX); anche se una prima menzione della
divina incarnazione nel pesce la si riscontra nel più antico
Śatapatha  Brāhmaṇa (I, 8, 1-6) ripreso poi nel Mahābhārata
(III, 190, 2 e sgg.) con alcune varianti.

Mito
Secondo il mito purāṇico, Vaivasvata Manu[1], conosciuto anche
come Satyavrata, stava compiendo le sue abluzioni quando un
pesciolino (Matsyu) nuotò tra le sue mani e, supplicandolo di
salvarlo, gli preannunciò che lo avrebbe a sua volta salvato
dall'imminente Diluvio Universale che stava per sterminare tutte
Stampa moderna che intende illustrare il mito
le creature.
di Matsya, avatāra di Viṣṇu, narrato nel
Matsya Purāṇa: Matsya (il pesce) salva i
Manu pose il pesciolino in una giara, ma Matsyu crebbe più
Saptaṛṣi (o «sette saggi») e Manu (il
grande di questa, così lo mise in una vasca sempre più grande,
progenitore dell'umanità) dal Diluvio
infine lo liberò nell'oceano, riconoscendo in lui la presenza di universale
Viṣṇu.

Matsya gli spiegò quindi come sopravvivere al disastro imminente intimandogli di costruire una grande arca e di porre
in essa i semi delle piante, degli animali e i Saptaṛṣi, per la futura rigenerazione del creato. Quando il Diluvio
sommerse la terra, la grande arca di Manu vagava senza meta finché usando come corda Śeṣa-nāga, il Serpente
cosmico, legò la nave al corno di cui disponeva l'enorme pesce Matsyu, e questi lo condusse alle pendici di un monte
nel frattempo emerso dal Diluvio.

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Il Bhāgavata Purāṇa (VIII, 24) aggiunge che durante questo Diluvio, il demone Hayagrīva si impossessò dei Veda,
nascondendosi in fondo all'oceano, ma Manu, con l'aiuto di Matsya, recupero i sacri testi.

Nell'iconografia hindū, Matsya viene rappresentato in forma terioantropomorfica: la parte inferiore è un pesce da cui
emerge, nella parte superiore, la figura di Viṣṇu.

L'indologo francese Louis Renou ha ritenuto che tale mito possa essere di eredità mesopotamica (cfr. Atraḫasis)[2].

Note
1. ^ La cosmogonia hindū implica la divisione del singolo kalpa in quattordici manvantara, ognuno dei quali è
caratterizzato dalla presenza di un singolo progenitore dell'umanità detto Manu. L'attuale kalpa è caratterizzato dal
Manu conosciuto con il patronimico di Vaivasvata, ovvero figlio di Vivasvat, questo un epiteto del dio Sole, Sūrya.
2. ^ In tal senso cfr. anche Alain Daniélou, The Gods of India. NY, Inner Traditions Internationals, 1985, nota 1 p.166.

Bibliografia
Alain Daniélou, The Gods of India. NY, Inner Traditions Internationals, 1985.
Klaus K. Klostermaier, Piccola enciclopedia dell'Induismo. Roma, Arkeios, 2001.
Margaret Stutley e James Stutley, Dizionario dell'Induismo. Roma, Ubaldini, 1980.

Voci correlate
Viṣṇu
Avatāra

Altri progetti
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