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Sutra del Loto: I capitolo

Il primo capitolo del Sutra del Loto si avvia con un prologo che descrive un'assemblea dei monaci riuniti a Gdhraka (Picco dell'avvoltoio, montagna esistente in India situata nei pressi di Rajgir, nello stato indiano del Bihar), dove, secondo il Buddhismo Mahyna, il Buddha kyamuni avvi gli insegnamenti dei Prajpramit Stra. Il prologo inizia con la dichiarazione "Cos ho udito" (sanscrito: Evam may rutam), propria dei sutra la cui esposizione si attribuisce al Buddha kyamuni. Il Buddha ha appena terminato di esporre il Sutra dell'Infinito Significato (sanscrito: Anuttarraya-stra, pinyin: Wlingy jng, T.D. 276, 9.383b-389b) al termine del quale entra in un profondo samadhi e l'intera assemblea viene inondata di fiori di mndrava, di grandi mndrava, di majaka e di grandi majaka[1]. A questo punto dalle sue sopracciglia viene sprigionata una luce (la r-kea, uno dei Trentadue segni maggiori di un Buddha) che illumina i diciottomila mondi ad Oriente, raggiungendo i territori celestiali come gli inferi. Questo consente, ai monaci e agli altri esseri convenuti, di vedere i Buddha e gli esseri di quei mondi attivarsi in azioni religiose. A questo punto il bodhisattva Maitreya domanda al bodhisattva Majur il significato di quella visione, Majur gli risponde che ritiene che il Buddha stia per esporre la Grande dottrina (il Dharma pi profondo). Majur in grado di rispondere alla domanda di Maitreya in quanto aveva gi assistito, in un lontano passato, ad un avvenimento analogo quando era al cospetto del Buddha Candrasryapradpa (Splendore della Luna e del Sole) il quale prima agli rvaka aveva insegnato le "Quattro nobili verit" (catvri-rya-satyni), ai pratyekabuddha la "coproduzione condizionata" (prattyasamutpda) e ai bodhisattva le sei "perfezioni" (pramit). Dopo di ci era entrato anche lui nel profondo samdhi per poi illuminare i diciottomila mondi ad Oriente con la r e predicare la Grande dottrina e infine entrare nel parinirva. Majur ricorda anche di essere stato, a quel tempo il bodhisattva Varaprabha (Luce Meravigliosa), e ricorda anche che Maitreya era invece un discepolo chiamato Yaaksma (Cercatore di fama), indolente e incapace di capire gli insegnamenti ma che, grazie alle continue azioni religiose, aveva potuto realizzare lo stato di bodhisattva e presto anche quello di Buddha, il Buddha Maitreya.

Il Picco dell'avvoltoio (Gdhraka, situato nei pressi di Rajgir, oggi nello Bihar in India) dove secondo la tradizione il Buddha kyamuni espose il Sutra del Loto.

1. Note
1. Secondo Gene Reeves il fatto che l'intera assemblea fosse inondata di fiori celestiali e profumi significa la non differenza tra il Buddha e i suoi ascoltatori. Cfr. Gene Reeves. Il Sutra del Loto come radicale affermazione del mondo, Dharma, 2002, 3, 9, 28-49.

L' Erythrina indica conosciuta in India come mndrava, un tipo di fiori che inond l'assemblea di Gdhraka quando il Buddha kyamuni entr nel profondo samadhi.

II capitolo

Il secondo capitolo del Sutra del Loto, denominato Upyakaualya (da upya, "Mezzi abili" o "Espedienti", devangar , cinese pinyin fngbin, giapponese hben, tibetano thabs), uno dei pi importanti del Sutra del Loto. In questo capitolo, il Buddha kyamuni risorge dal profondo stato di samdhi e avvia un dialogo con riputra.

Lo stupa di riputra, uno dei principali interlocutori del Buddha kyamuni nel Sutra del Loto, eretto a Nalanda.

Il discepolo gli chiede insistentemente di predicare la Dottrina profonda, ma il Buddha risponde che Questa realt profonda (o assoluta) dei fenomeni si esprimerebbe comunque, secondo l'insegnamento del Buddha riportato nel Sutra del Loto, sulle dieci "talit" (tathat): caratteristiche, natura, essenza, forza, azione, causa, condizione, retribuzione, frutto e uguaglianza di tutte queste talit tra loro. Solo i bodhisattva risoluti (adhimukti) nel raggiungere il "risveglio" possono penetrare questa profonda dottrina, inesprimibile con le parole. Non solo, il Buddha avverte anche che qualora predicasse lo stesso questa dottrina inesprimibile gli esseri cadrebbero nel dubbio, mentre i monaci arroganti si ritroverebbero in un abisso profondo, rifiutando di accettarla. riputra insiste e il Buddha si risolve a rispondergli. A questo punto cinquecento tra monaci e monache "arroganti" si alzano, si inchinano davanti al Buddha e lasciano l'assemblea. Il Buddha non li trattiene, anzi si mostra felice che l'assemblea dei monaci sia ora composta solo da individui sinceri e risoluti. Da questo momento il II capitolo si avvia a spiegare che il motivo dell'esistenza del Buddha risiede solamente nella sua volont di condurre gli esseri senzienti verso la liberazione. Da notare che, di fatto, il Buddha continua a non rispondere alla domanda di riputra sulla profonda dottrina. Egli, tuttavia, fa presente che la suddivisione nei vari veicoli (sanscrito:yna, cos denominati perch "conducono" gli esseri verso la "liberazione"), ovvero lo rvaka-yna, il pratyekabuddha-yna e il bodhisattva-yna (i primi due sarebbero, secondo la tradizione Mahyna, appartenenti allo Hnayna, mentre solo l'ultimo sarebbe, per questa tradizione, Mahyna) non sarebbero che espedienti (upya) di insegnamento ma che in realt vi solo un veicolo, il buddhaekayna, il veicolo dei Buddha. Quindi il Buddha insegna per espedienti adattandoli, in modo diversificato, alla mente dei discepoli per liberarli dalla sofferenza, dalle impurit, dalla confusione. Cos nel passato, nel presente e nel futuro appaiono Buddha con vari insegnamenti (upya) ma tutti appartengno all'"unico veicolo" di salvezza. Cos tutti coloro che seguono questi diversi insegnamenti e mettono in atto le relative diverse pratiche raggiungeranno, prima o poi, la "buddhit". Ma il Buddha spiega anche che appare di rado nel mondo, per questa ragione egli quando appare spiega il buddhaekayna solo ai bodhisattva.
la Legge su cui si risvegliato il Buddha la pi rara e la pi difficile da comprendere. La vera entit di tutti i fenomeni pu essere compresa e condivisa solo dai Buddha

III capitolo Nel terzo capitolo, riputra gioisce della notizia che anche gli rvaka come lui potranno ottenere la "liberazione" ultima, la buddhit. E riconosce che il suo errore, come quello di altri rvaka, stato di fermarsi nel nirva dello Hnayna e di non proseguire verso l' anuttar-samyak-sabodhi ("illuminazione definitiva"). Il Buddha kyamuni gli risponde annunciandogli che anche lui, riputra, dopo essere divenuto un bodhisattva acquisir la buddhit completa divenendo il Buddha Padmaprabha (Loto Splendente). Dopo altre predizioni, il Buddha si accinge a spiegare la ragione dell'utilizzo dei diversi veicoli (yna) e dei diversi "mezzi abili" (upya) per consentire agli esseri (sattva) di realizzare l'illuminazione profonda e ultima (l' anuttar-samyak-sabodhi). La ragione viene espressa per mezzo di una "parabola" perch, come sostiene il Buddha nel Sutra, per mezzo delle parabole le persone intelligenti raggiungono il significato. Il Buddha racconta quindi di un uomo molto ricco, in et avanzata, possessore di molti beni, il cui palazzo aveva una sola entrata. Questo palazzo era in pessimo stato e all'interno vivevano centinaia di persone. Ad un certo punto all'interno del palazzo di sviluppa un incendio che si propaga per tutto l'edificio, e un numero imprecisato di figli di quest'uomo ricco rischiano la vita. Il padre riflette sul da farsi ma si rende conto che portare via i figli una operazione impossibile dato lo stretto ingresso del palazzo. Essi potrebbero infatti dimenarsi e scappare nuovamente all'interno del palazzo in fiamme. Allora li invita ad uscire, ma essi, intenti ai loro giochi, non prestano attenzione alle grida di allarme del padre. A questo punto il padre, che conosceva bene la natura di questi ragazzi e da cosa essi erano attratti, li avverte che fuori del palazzo li aspettavano diversi giochi rappresentati da carri trainati da capre, carri trainati da cervi e carri trainati da buoi, adornati e bellissimi a vedersi. Spinti dai nuovi giochi i ragazzi abbandonano quelli vecchi e corrono verso l'uscita del palazzo mettendosi finalmente in salvo. Fuori del palazzo li aspetta in realt un tipo solo di carro, magnifico e gigantesco, al di l delle loro aspettative e delle loro fantasie, trainato da splendidi buoi bianchi. Il Buddha domanda a riputra se il padre che ha promesso tre diversi tipi di carri ai figli, donandogliene invece un solo tipo, anche se meraviglioso, ha loro mentito. riputra risponde che no, non ha mentito, in quanto gi il fatto di avergli salvato la vita avrebbe giustificato la promessa, inoltre il ricco, sapendo che delle grandi ricchezze di cui disponeva, ha potuto regalargli qualcosa di decisemente pi importante. Il Buddha continua spiegando che egli come un padre per gli esseri viventi. Riferendosi a s stesso afferma:

riputra, uno dei principali discepoli del Buddha kyamuni in una antica stampa cinese. La mano sinistra regge la ciotola delle elemosine (ptra) mentre la destra nel "gesto di minaccia" (tarjanamudr) con l'indice puntato verso l'avversario.

Quindi il Buddha, sostiene il Sutra, come un padre mentre gli esseri senzienti sono come i figli del ricco della parabola costretti in un mondo in fiamme. Il Buddha appare con i suoi insegnamenti diversi per le diverse predisposizioni individuali dei suoi figli, utilizzando espedienti adatti a ciascuno di loro, consapevole che qualsiasi altro sistema non sarebbe utile per la loro salvezza. Ma la salvezza, il grande carro trainato dai buoi magnifici, diverso dai singoli "mezzi abili" (upya) utilizzati dal Buddha ed unico per tutti gli esseri. Ci premesso il Buddha si raccomanda di non predicare queste dottrine agli esseri privi di saggezza per non provocare loro rovina causata dal disprezzo che proverebbero per questi profondi insegnamenti. Gene Reeves spiega cos la natura della parabola della "casa in fiamme":
Egli nato nel Trailokya ("Triplice mondo"), una casa in fiamme, un vecchio edificio in rovina, per salvare gli esseri viventi dall'incendio della nascita, della vecchiaia, della malattia e della morte, dalle ansie, dalle sofferenze, dalla stupidit,

dall'incomprensione e dai tre veleni, per istruirli e convertirli, mettendoli in grado di conseguire la liberazione. Egli vede gli esseri viventi arsi dalla nascita, dalla vecchiaia, dalla malattia e della morte, dalle angosce e dalle sofferenze, li vede subire molti dolori [...]. [...] Eppure gli esseri viventi, mentre annegano in mezzo a tutto ci, si trastullano e si divertono inconsapevoli, incoscienti e senza alcun timore (Sutra del Loto, III) La parabola stata interpretata come se volesse dire che il mondo come una casa in fiamme. Ma il Sutra non propone la fuga dal mondo. Altrove esso mette in chiaro che occorre lavorare nel mondo per salvare gli altri. L idea proposta , piuttosto, che siamo come bambini che giocano e che non fanno abbastanza attenzione a ci che li circonda. Probabilmente non il mondo intero a essere in fiamme, ma i nostri campi di gioco, i mondi privati che creiamo con il nostro attaccamento e con il nostro autocompiacimento. Pertanto, lasciare la casa non fuggire dal mondo ma lasciarci dietro il nostro mondo dei giochi, i nostri attaccamenti e le nostre illusioni, o alcune di esse, al fine di entrare nel mondo reale. importante inoltre notare che il padre dice ai figli che possono avere ci che desiderano di pi. Non pu unicamente forzarli a uscire; si appella a qualcosa che gi in loro, qualcosa che in tempi successivi diverr conosciuta come Natura-di-Buddha. [...] Anche il meraviglioso carro che il padre d ai figli , dopotutto, solo un carro, un veicolo. Tutte le pratiche e gli insegnamenti devono essere considerati come mezzi, come possibili modi di aiutare le persone. Non devono mai essere presi come verit ultime. Tuttavia, il fatto che sono usati per salvare le persone significa che sono verit molto importanti. (Gene Reeves [1])

IV capitolo Oltre a riputra anche gli altri rvaka, Mah-Ktyyana, Mah-Kyapa e Mah-Maudgalyyana gioiscono perch comprendono che pur avendo realizzato il nirva degli arhat possono proseguire fino alla realizzazione dell' anuttar-samyak-sabodhi, il "risveglio" profondo e completo. Per spiegare al Buddha kyamuni la loro felicit, raccontano anch'essi una parabola che possiede delle somiglianze con la parabola del "Figliol prodigo" contenuta nel Vangelo dei cristiani. Tale parabola narra di un figlio che ha abbandonato in giovent il padre vivendo sempre pi in uno stato di indigenza. Passati dieci anni girovagando per il mondo casualmente ritorna alla sua terra di origine. Nel frattempo il padre lo aveva inutilmente cercato poich essendo ricco era desideroso di trasferirgli i suoi immensi patrimoni. Nel suo peregrinare il figlio giunge di fronte al maestoso palazzo paterno e vede il padre riccamente adornato ma non lo riconosce, anzi pensa che possa essere un re e quindi di rischiare la cattura e decide quindi di fuggire. Il padre, che invece lo aveva riconosciuto subito, manda un inserviente a catturarlo. Il figlio, raggiunto e spaventato dall'inserviente, si dimena e quindi sviene. Il padre decide quindi di non dirgli subito la verit, ma di lasciare che egli possa scoprirla da sola. Fattolo rinvenire, lo lascia andare ma subito invia due uomini per assumerlo come servo con una buona paga. Il padre tuttavia profondamente triste nel vedere il figlio, sporco e inconsapevole, lavorare per lui come un servo; allora si spoglia egli stesso delle sue ricchezze e travestitosi da servo lo avvicina. Progressivamente il padre fa acquisire al figlio sicurezza e consapevolezza del suo valore, fino ad affidargli la gestione dei suoi beni. Alla fine, giunto sul punto di morte, il padre chiama tutti i parenti e svela a loro e allo stesso figlio tutta la storia, lasciandogli tutta l'eredit. Cos, gli rvaka raccontano di aver compreso la profonda dottrina del Buddha e dopo aver superato il nirva degli arhat, che corrisponde alla paga del figlio in stato di servit, affermano di aver ottenuto l' anuttar-samyak-sabodhi, che pur non avendolo desiderato giunto loro spontaneamente, come i beni del padre sono giunti al figlio senza che egli li avesse mai richiesti.

Una statua cinese (Dinastia Liao) raffigurante un arhat. Nel IV capitolo del Sutra del Loto viene annunciato che anche questi seguaci dello Hnayna realizzeranno, al pari dei bodhisattva Mahyna, lo anuttarsamyak-sabodhi (il "risveglio" profondo).

Il V capitolo apre con l'apprezzamento del Buddha kyamuni nei confronti di Mah-Kyapa che nel IV capitolo aveva ben descritto, per mezzo della parabola del figlio dell'uomo ricco, la possibilit per gli rvaka di raggiungere la suprema illuminazione, anuttar-samyak-sabodhi. Per descrivere la pratica di un buddha, lo kyamuni racconta in questo capitolo un'altra parabola detta delle erbe. Come la pioggia bagna innumerevoli e differenti piante ed erbe, portando a ciascuna di esse il giusto quantitativo di acqua, cos l'insegnamento del Buddha pur essendo unico, come l'acqua per le piante, per tutti si differenzia in quantit a seconda delle caratteristiche dei discepoli. Sia se essi sono intelligenti o ottusi, diligenti o pigri, l'acqua, la stessa "acqua" ovvero lo stesso insegnamento li raggiunger anche se per le loro caratteristiche utilizzeranno in modo pi o meno approfondito o pi o meno congruo l'insegnamento impartito loro e quindi avanzeranno nel cammino spirituale in modo pi o meno veloce. Nel descrivere il suo insegnamento, Buddha kyamuni afferma:

Mah-Kyapa ( Mh jiy) nella iconografia cinese.


Gli esseri vivono in una grande variet di ambienti, ma solo il Tathagata vede le circostanze autentiche e le comprende chiaramente, senza difficolt. come nel caso delle piante e degli alberi, della boscaglia, dei cespugli e delle erbe medicinali, che non hanno consapevolezza della propria natura superiore, media e inferiore. Ma il Tathagata sa che questa Legge ha una forma unica, un unico aroma, vale a dire la forma della emancipazione, la forma della separazione, la forma dell'estinzione, la forma del nirvana definitivo, della costante serena estinzione, che in definitiva si risolve nella vacuit. Il Buddha capisce tutto questo. Ma poich vede i desideri che alloggiano nelle menti degli esseri viventi, egli li guida e li protegge e per questa ragione non espone loro immediatamente la saggezza onnicomprensiva. (Sutra del Loto, V)

VI capitolo Questo breve capitolo detto delle "Profezie". Qui il Buddha kyamuni predice il futuro di alcuni suoi importanti discepoli e rvaka, tutti diveranno dei Buddha, cos:

Mah-Maudgalyyana nella iconografia laotiana. Secondo la tradizione questo discepolo del Buddha fu assassinato da alcuni briganti.

Mah-Kyapa diverr il Buddha Ramiprabhsa (Luce Raggiante) del campo buddhico Avabhsaprpt (Pieno di Luce) nel kalpa Mahavyha (Manifestazione trascendente). Subhti diverr il Buddha aiketu (Luna splendente) del campo buddhico Ratnasabhava (Fatto di gioielli) nel kalpa Ratnvabhsa (Luce dei gioielli). Mah-Ktyyana diverr il Buddha Jmbnadaprabhsa (Luce e boato di Jambu). Mah-Maudgalyyana diverr il Buddha Tamlapatracandanagandha (Profumo di sandalo e di garcinia) del campo buddhico Manobhirma (Delizia per la mente) durante il kalpa Ratiprapra (Ricolmo di gioia).

VII capitolo Nel settimo capitolo del Sutra il Buddha kyamuni narra la parabola della citt fantasma.

Innumerevoli kalpa fa, durante il kalpa Mahrpa (Grande Forma) nel mondo Sambhav (Origine) si manifest il Buddha Mahbhij Jnbhibh (Suprema intuizione e saggezza). Quando ancora non era un buddha perfettamente realizzato Mahbhij Jnbhibh ebbe sedici figli. Divenuto buddha, questi sedici principi lo implorarono di far girare la Ruota del Dharma a beneficio degli esseri sofferenti. A questo punto tutti i mondi di di e di uomini si illuminarono e per ventimila kalpa Buddha Mahbhij Jnbhibh espose la dottrina perfetta, durante questo periodo i sedici principi presero rifugio nel Dharma divenendo dei novizi. Dopo aver esposto per ottomila kalpa la perfetta "Dottrina del Loto", il Buddha Mahbhij Jnbhibh si ritir nel profondo assorbimento meditativo per ulteriori 84 mila kalpa. Durante questo lungo periodo furono i sedici figli del Buddha, divenuti bodhisattva, a predicare la dottrina. Risvegliatosi dal profondo stato meditativo il Buddha Mahbhij Jnbhibh si rallegr della condotta dei suoi sedici figlio e afferm che chiunque ne abbia seguito gli insegnamenti sarebbe divenuto a sua volta un perfetto Tathagta.

Amitbha Buddha in un dipinto cinese dell'VIII secolo rinvenuto nelle Grotte di Mogao. Amitbha rappresentato nel suo Paradiso Occidentale (Sukhavt) circondato da arhat e da bodhisattva. distinguibile dalle raffigurazioni del Buddha kyamuni esclusivamente per il fatto che il suo corpo e avvolto nel colore rosso, il colore del tramonto ovvero dell'Occidente.

A loro volta i sedici figli del Buddha divennero anche loro dei buddha perfetti (Samyaksabuddha):

Akobhya (Impertubabile): vive nel mondo di Abhirati (Gioia) posto ad Oriente rispetto al nostro; Meruka (Vetta del Meru): anche lui vive ad Abhirati; Sihaghoa (Ruggito del Leone): vive nei mondi posti a Sud-Est; Sihadhvaja (Aspetto del Leone): vive nei mondi posti a Sud-Est; kapratihita (Abitante dello Spazio): vive nei mondi posti a Sud; Nityapavrtta (Estinto per Sempre): vive nei mondi posti a Sud; Indradhvaja (Aspetto del Sovrano): vive nei mondi posti a Sud-Ovest; Brahmadhvaja (Aspetto di Brahma): vive nei mondi posti a Sud-Ovest; Amitbha (Luce infinita): vive nei mondi posti a Ovest; Sarvalokadhtpadravodvegapratyuttrna (Salvo dagli impedimenti e dalle Agitazioni di tutti i Mondi): vive nei mondi posti a Ovest; Tamlapatra-candanagandha (Percezione divina del Profumo della garcinia e del sandalo): vive nei mondi posti a Nord-Ovest; Merukalpa (Simile al Monte Meru): vive nei mondi posti a Nord-Ovest; Meghasvaradpa (Luce e Suono delle Nuvole): vive nei mondi posti a Nord; Meghasvararja (Re del Suono delle Nuvole): vive nei mondi posti a Nord; Sarvalokabhayastambhitatva-vidhvasanakra (Distruttore della Paura e del Terrore in tutti i Mondi): vive nei mondi posti a Nord-Est.

Il sedicesimo figlio del Buddha Mahbhij Jnbhibh proprio il Buddha kyamuni che si illumin e insegn il Dharma nel nostro mondo, il mondo di Sah (Mondo della sopportazione, ovvero il mondo dove gli Esseri che ci vivono devono esercitarsi nella pazienza). A tal proposito nel Sutra il Buddha kyamuni sostiene: Il Buddha kyamuni continua spiegando che egli comprende come gli esseri senzienti si compiacciano di dottrine inferiori e siano incatenati alle cinque passioni e quindi egli predica il nirva secondo il loro desideri e secondo le loro condizioni di modo che essi possano credere ad esso e quindi perseguirlo. A tal proposito il Buddha kyamuni narra una parabola di un gruppo di

persone che deve attraversare un deserto selvaggio e pericoloso lungo cinquecento yojana per giungere in un luogo ricco di tesori. Queste persone hanno una guida saggia che li conduce e che conosce la via da seguire. Il gruppo, attraversato un certo tratto di strada, si scoraggia e chiede alla guida di riportali indietro. La guida dispiaciuta che queste persone rinuncino ai tesori promessi allora, raggiunti i trecento yojana, fa apparire per incanto una citt che diviene rifugio e luogo di riposo per i viaggiatori stanchi e impauriti. Riposati e rincuorati i viaggiatori, la guida fa scomparire la citt fantasma invitando i viaggiatori a proseguire il cammino verso i tesori, spiegando loro che la citt dove si erano fino a quel momento fermati non era che un miraggio. La citt fantasma, spiega lo kyamuni, il nirva degli arhat e non la profonda illuminazione, realizzato quel nirva occorre proseguire lungo il cammino esorta il Buddha fino all'illuminazione completa: l' anuttarsamyak-sabodhi.
Monaci, quando io e questi altri buddha eravamo novizi durante la reggenza di questo Tathgata, ognuno di noi istru e convert un numero incalcolabile di esseri senzienti pari a centinaia, migliaia, milioni di sabbie del Gange. Essi udirono da noi il Dharma e raggiunsero l'Illuminazione perfetta (anuttar-samyak-sabodhi). Alcuni di essi sono ancora nello stato di rvaka, ma noi li istruimm sempre sull' anuttar-samyak-sabodhi e queste persone per mezzo del Dharma raggiungeranno gradualmente la via del Buddha. Perch sostengo questo? Perch difficile credere nella saggezza del Tathgata, difficile comprenderla. Gli esseri senzienti pari a innumerevoli sabbie del Gange, che furono convertiti da me mentre ero un bodhisattva a quel tempo, siete voi o monaci. (Sutra del Loto, VII capitolo)

VIII capitolo Dopo il racconto della parabola della "citt fantasma" narrata dal Buddha kyamuni, lo rvaka Pra, figlio di Maitrya (una delle prime discepole dello kyamuni) , esult per il modo con cui i Buddha adattavano il loro insegnamento a questo mondo con una variegata molteplicit di mezzi abili )upya). Vista la particolare predisposizione mentale di Pna, il Buddha kyamuni si compliment con lui per la profonda capacit di comprensione, lodandolo e profetizzando che durante il kalpa Badra (Propizio) Pra diventer il Buddha Dharmaprabhsa (Luce della Legge). Buddha Dharmaprabhsa, profetizza lo kyamuni, predicher durante il kalpa Ratnvabhsa (Luce dei gioielli) e il suo mondo si chiamer Suviuddha (Grande Purezza). Dopo questa profezia lo kyamuni spiega che i bodhisattva posso manifestarsi come rvaka allo scopo di insegnare le relative dottrine hinayna a coloro che sono 'pigri' o di 'basse predisposizioni' al fine di condurli progressivamente verso l'Illuminazione completa (l' anuttar-samyak-sabodhi). Lo kyamuni profetizza anche il raggiungimento della buddhit completa da parte di altri cinquecento rvaka. Questi cinquecento 'santi' (arhat) ascoltando questa ultima profezia, felici omaggiano il Buddha kyamuni confessando di aver stupidamente creduto che la 'pace completa' fosse la mta della pratica religiosa senza ambire alla profonda conoscenza dei Tathgata (lett. "Colui che va cos", epiteto con cui il Buddha kyamuni indica s stesso nei suoi sermoni). A tale scopo questi cinquecento 'santi' narrano allo kyamuni la parabola del gioiello nascosto nel vestito. Ovvero di come un tale ubriacatosi in casa di un amico l si addormenta. L'amico decide dunque di fargli dono di un prezioso gioiello e glielo cuce nel vestito, allontanadosi poi da lui. Risvegliatosi il tale abbandona la casa dell'amico giungendo in un altro paese dove tuttavia incontra

grandi difficolt economiche. Solo dopo grandi sforzi ottiene del denaro e si contenta di ci che ha raggiunto. Incontratolo l'amico che gli ha fatto dono del prezioso gioiello lo rimprovera di non essersi accorto di tale regalo e di accontentarsi invece della sua precaria situazione, invitandolo infine a recarsi in citt e barattando il gioiello con dei beni, di migliorare le sue condizioni. Allo stesso modo, sostengono i cinquecento arhat, loro stessi non si sono accorti del prezioso insegnamento sulla 'onniscienza' (sarvajat) predicato precedentemente dallo kyamuni quando era ancora un bodhisattva, accontendandosi invece della loro insignificante preparazione. Fortunatamente, osservano i cinquecento arhat, il voto fatto allora di conseguire la perfetta illuminazione li ha comunque consentito di ricevere ora i necessari completi insegnamenti. IX capitolo Dopo le osservazioni dei cinquecento rvaka (uditori), anche nanda e Rhula chiedono al Buddha kyamuni di poter realizzare anche loro anuttar-samyak-sabodhi e quindi realizzare il completo stato di Buddha. La ragione di questa richiesta sottolineata dal fatto che

Il Buddha kyamuni con alla sua sinistra il giovane Rhula in un dipinto laotiano. Rhula era figlio dello stesso kyamuni e di sua moglie Yaodhar. Dopo che il padre, divenuto rinunciante, realizz lo stato di Buddha divenne suo seguace e uno dei suoi dieci discepoli principali. Gli altri discepoli principali furono: nanda, Aniruddha, Mahkyapa, Mahktyyana, Maudgalyyana, Pra, riputra, Subhti e Upli.

Allo stesso modo altri duemila 'uditori' chiedono al Buddha kyamuni la profezia riguardante la loro realizzazione del 'supremo perfetto risveglio' (anuttar-samyak-sabodhi). Lo kyamuni allora rivolgendosi ad nanda gli profetizza che diverr un Buddha denominato Sgaravaradharabuddhivikritbhija (Sapienza oltremondana che esprime la comprensione di Sgaravara) e che vivr in un campo buddhico fatto di lapislazzuli di nome Anavanmitavaijayant (Bandiera al vento) durante il kalpa Manojaabdbhigarjita (Eco di suoni meravigliosi). A questo punto ottomila bodhisattva presenti si domandano come sia possibile una profezia cos importante mai udita prima sia ne confronti degli 'uditori' ma nemmeno nei confronti degli stessi bodhisattva. Lo kyamuni, intuita la portata di questa domanda, rivela che lui ed nanda produssero nello stesso istante il perfetto pensiero del risveglio alla presenza del Buddha Dharmagaganbhyudgatarja (Re asceso al cielo del Dharma). Ma nanda era concentrato sullo studio del Dharma mentre lui, lo kyamuni, era dedito alla pratica del vigore e quindi raggiunse prima di nanda l' anuttar-samyak-sabodhi, mentre nanda divenne il "Custode del Dharma" per questo ora ha ottenuto la predizione. Rivolgendosi quindi al figlio Rhula, il Buddha kyamuni gli comunica che in futuro, dopo essere rinato come figlio del Buddha Sgaravaradharabuddhivikritbhija, diverr il Buddha Saptaratnapadmavikrntagm (Colui che incede sul Loto dei sette gioielli). E anche i duemila 'uditori' diverranno tutti Buddha perfetti chiamati Ratnaketurja (Re della Bandiera dei gioielli).
In verit noi, o Beato, veniamo valutati in modo eccessivo dal mondo ... che dice 'Questi sono i figli del Beato, gli aiutanti del Beato, coloro che conservano il tesoro del Dharma del Beato' (Sutra del Loto, IX)

X capitolo Dopo aver predetto ai cinquemila rvaka (uditori) il raggiungimento della buddhit, il Buddha kyamuni si occup degli ottomila bodhisattva e, rivolgendosi al bodhisattva Bhaiajyarja (Re della Medicina) lo invit a contemplare l'assemblea di Gdhraka (Picco dell'avvoltoio) composta da nga, yaka, gandharva, asura, garua, kinara, mahoraga, uomini e non uomini, bhiku e bhiku, upsaka e upsik, seguaci dello rvaka-yna, seguaci del pratyekabuddha-yna e seguaci del bodhisattva-yna, e gli disse: E subito dopo lo kyamuni aggiunse: Il capitolo X prosegue con lo kyamuni che sostiene che anche una sola frase del Sutra del Loto comunicata segretamente ad una singola persona, renderebbe colui che la pronuncia un inviato del Buddha. Cos chiunque ingiuriasse il Buddha compirebbe una colpa di gran lunga meno grave rispetto a chi dovesse ingiuriare coloro che leggono o recitano il Sutra del Loto. Il Sutra continua affermando che coloro che abbracciano il Sutra del Loto sono coloro che hanno per compassione rinunciato di nascere nella loro Pura Terra per giungere in questo mondo malvagio e qui predicare le dottrine del Sutra per il bene degli esseri senzienti. Sempre rivolgendosi al bodisattva Bhaiajyarja, lo kyamuni sostenne che delle decine di migliaia di milioni di sutra dai lui predicati, il Sutra del Loto il pi difficile da comprendere e da credere ma racchiude il segreto tesoro dei Buddha. Coloro che dopo l' estinzione del Tathgata si attiveranno per recitare, sostenere, copiare e diffondere questo sutra saranno protette dai Buddha che si trovano in altri luoghi. Inoltre, dove il Sutra del Loto l andrebbero eretti degli stupa maestosi perch anche se non contengono le reliquie (arr) del Buddha esse contengono l'intero corpo del Buddha. Ci sono molti che seguono la via del bodhisattva ma che non accettano questo sutra, costoro, afferma il Buddha non possono divenire dei bodhisattva finch non lo accettano. Cos come un uomo che cerca l'acqua in un deserto scavando dopo la sabbia inizia a trovare dell'umidit e poi del fango certo che continuando questa attivit giunger prima o poi a trovare la fonte, cos coloro che ascolteranno, studieranno e approfondiranno questo sutra alla fine giungeranno al "perfetto risveglio". Infine l'ultima parte di questo capitolo esorta il seguace del Sutra del Loto ad entrare nella dimora del Buddha, ad indossarne il mantello, a sedersi sul seggio, predicandone nel mondo la dottrina senza alcun timore.
Tutti costoro che al cospetto del Buddha ascoltano un verso o una frase del Sutra del Loto gioendone per un solo istante, io gli predico il raggiungimento dell' anuttar-samyak-sabodhi (Sutra del Loto, X) Inoltre, se dopo il parinirva del Tathgata qualcuno ascolter il Sutra del Loto, anche un solo verso o frase, gioendone nella mente per un solo attimo, anche a costui predico la suprema illuminazione. Cos per coloro che seguono, leggono, recitano, diffondono o copiano il Sutra del Loto, anche un solo verso, nutrendo per questo sutra lo stesso rispetto che offrono ad un buddha, offrendo fiori, incenso, collane, incenso in pasta o in polvere o da bruciare, drappi di seta, stendardi e vessilli, abiti e musica, giungendo le mani in segno di rispetto, allora Bhaiajyarja sappi che tali individui hanno offerto doni a centomila milioni di buddha, sotto quei buddha hanno adempiuto il loro grande voto e mossi da compassione per gli esseri senzienti sono nati nel mondo degli uomini (Sutra del Loto, X) La dimora del Tathgata l'amore e la compassione verso tutti gli esseri senzienti, il mantello del Tathgata la mitezza e la pazienza, il seggio del Tathgata la vacuit di tutti i fenomeni. (Il Sutra del Loto. X)

XI capitolo A questo punto nel mezzo dell'assemblea di Gdhraka (Picco dell'avvoltoio) apparve uno stupa composto dai sette tesori e misurabile in cinquecento yojana in altezza e in duecentocinquanta yojana in larghezza. Questo stupa emerso dalla terra rimase sospeso nell'aria. Dallo stupa meraviglioso provenne una voce che testimoniava come il Buddha kyamuni potesse predicare il Sutra del Loto e che quello che egli stava esponendo era la pura verit. Allora, indovinando lo stupore e la meraviglia dell'asemmblea, il bodhisattva mahasattva Mahpratibhna (Grande Predicazione) chiese allo kyamuni il significato di quella apparizione.

Un antico dipinto cinese, rinvenuto nelle Grotte di Yulin nei pressi di Dunhuang, che rappresenta il dialogo tra il Buddha kyamuni e il Buddha Prabhtaratna riportato nell'XI capitolo del Sutra del Loto.

Il Buddha kyamuni rispose che lo stupa contiene il corpo di un buddha di nome Prabhtaratna (Molti Gioielli) che era vissuto molto tempo prima in un mondo molto lontano di nome Ratnaviuddh (Gioiello Puro). Questo buddha, sostiene lo kyamuni, prima di estinguersi fece il voto di far comparire il suo stupa contenente il suo corpo nel mondo in cui veniva predicato il Sutra del Loto allo scopo di lodare questo sutra e di rendere testimonianza della sua veridicit e della sua superiorit. Alla richiesta di Mahpratibhna di poter vedere il corpo di Prabhtaratna lo kyamuni rispose che solo se avesse richiamato le sue emanazioni disposte lungo le dieci direzioni a predicare nei rispettivi mondi, Prabhtaratna sarebbe apparso. Cos lo kyamuni emise dalla bianco ciuffo di peli luminoso tra le sopracciglia (r-kea) un raggio di luce che illumin tutti i mondi disposti lungo le dieci direzioni dove innumerevoli buddha predicavano il Dharma. Tutti questi buddha si rivolsero ai loro bodhisattva annunciando che si sarebbero recati nel mondo di sah, il mondo dove predica il Buddha kyamuni e l fare offerte allo stupa del Buddha Prabhtaratna. Per questa ragione il mondo di sah (il nostro mondo) venne purificato e convenientemente adornato per tale visita. Tutti questi buddha, accompagnati dai rispettivi bodhisattva, si assisero davanti a kyamuni. Ma poich non cerano abbastanza posti nel mondo sah , anche solo per i buddha e i bodhisattva di una sola delle dieci direzioni, kyamuni dovette purificare miliardi e miliardi di mondi nelle otto direzioni prossime al mondo di sah, riunendoli momentaneamente in un singolo mondo del Buddha. Compiuto ci kyamuni lievit sopra lo stupa, aprendone la porta mostrando all'assemblea il Buddha Prabhtaratna seduto perfettamente immobile sul suo seggio di leone. Prabhtaratna chiese quindi a kyamuni di predicare il Sutra del Loto, e l'assemblea approv diffondendo migliaia di fiori davanti ai due buddha. kyamuni si sedette a fianco di Prabhtaratna nel seggio nello stupa per avviare la predicazione del Sutra del Loto, ma sollevato in aria, gli altri partecipanti all'assemblea non potevano vederlo bene e quindi chiesero di essere sollevati anche loro nellaria. Soddisfacendo questa richiesta il Buddha kyamuni espresse il desiderio che i presenti all'assemblea promettessero solennemente di proteggere e insegnare il Sutra del Loto dopo il suo parinirva, anche se predicare, scrivere,

leggere e ascoltare tale Sutra risultasse molto difficile, pi difficile, per esempio, del 'camminare con lintero cielo in una mano o portare la terra fino al paradiso di Brahma su un'unghia del piede!' Gene Reeves [1] evidenzia come: La lode al Sutra del Loto inoltre, per Gene Revees, esplicita nel capitolo e implicita nella storia. In fondo, sia Buddha Prabhtaratna che i buddha delle dieci direzioni vengono nel mondo sah per ascoltare il Sutra del Loto. Buddha kyamuni infatti pregato di insegnare il Sutra del Loto non soltanto da tutti gi esseri senzienti di questo mondo e dagli di dei paradisi, ma anche dai buddha di tutti gli altri innumerevoli mondi in tutte le direzioni, che si mettono in subordine. E definendo i buddha delle dieci direzioni come suoi duplicati o rappresentanti, viene data a kyamuni unimportanza centrale nellintero cosmo. Ma una cosa molto chiara - sostiene Gene Reeves- tutti questi buddha dei vari mondi, sono subordinati al Buddha kyamuni. Il modo in cui sono subordinati non spiegato, perch non importante. Infatti, ci che importante, date le priorit del Sutra, il significato cosmico e la superiorit di Buddha kyamuni . Tuttavia, allo stesso tempo, la realt o limportanza degli altri buddha non in alcun modo negata. kyamuni , naturalmente, il buddha del mondo saha. Cos, elevando il rango di Buddha kyamuni a una superiorit cosmica, si sottolinea anche limportanza di questo mondo. Qui possiamo vedere uno dei principali temi del Sutra del Loto, evidente in praticamente tutti i suoi insegnamenti: limportanza di questo mondo e della vita in esso. nel mondo sah che lo stupa di Buddha Prabhtaratna sorge ed il mondo saha che viene purificato per ricevere tutti i buddha dalle altre terre. I mondi degli altri buddha sono descritti come meravigliosi in ogni aspetto, ma i buddha li lasciano per venire nel sah e onorare il suo buddha. In un certo senso, poich in esso che limportanza cosmica di kyamuni rivelata, lelogio del Sutra anche lelogio di Buddha kyamuni. Allo stesso tempo, poich questo il suo mondo, la lode di kyamuni sempre anche la lode del suo mondo. E Gene Reeves evidenzia anche un ulteriore elemento:
Questa una storia meravigliosa, piena di immagini speciali, dallo scopo cosmologico. Ma evidentemente tali immagini non servono tanto per spiegare la natura del cosmo quanto per lodare in primo luogo il Sutra del Loto, in secondo luogo Buddha kyamuni e in terzo luogo il mondo sah Larrivo del Buddha Prabhtaratna col suo stupa e limmagine di lui e del Buddha kyamuni seduti fianco a fianco sono elementi molto significativi anche per un altro verso. Il sutra sottolinea il fatto che lintero corpo di Buddha Prabhtaratna, e non soltanto i suoi resti, presente nello stupa e che la sua voce emerge da esso. Ma il Buddha Prabhtaratna, ci viene detto, da tempo entrato nel nirva definitivo. In tal modo lintero significato del nirva messo in discussione. E i due buddha seduti luno accanto allaltro violano lassunto che ci pu essere un solo Buddha alla volta nello stesso mondo. Questo uno dei modi nel quale il Sutra del Loto insegna che le storie dellingresso nel nirva sono solo espedienti educativi per rendere le persone pi responsabili delle loro vite

XII capitolo Questo capitolo compare unicamente nella traduzione cinese compiuta nel 601 da Jnagupta (, Shnjudu, 523-605) e Dharmagupta (, Dmjdu ?-619) con il titolo Tinpn mio flinhu jng (, giapp. Tenbon myh renge ky, T.D. 264). Quest'ultima traduzione in cinese si rif a quella di Kumrajva ma viene per l'appunto denominata

Tinpn (, capitolo aggiunto) in quanto aggiunge questo capitolo Devadatta che non compare nella traduzione di Kumrajva, n in nessun'altra versione sanscrita rinvenuta, essendo in questo caso i temi qui riportati facenti parte integrante dell' XI capitolo.

Devadatta cerca di assassinare il Buddha kyamuni. Dipinto laotiano.

Devadatta (in cinese Dpddu, in giapponese Daibadatta, in tibetano Lha-sbyn) secondo la tradizione buddhista fu quel cugino del Buddha kyamuni che ader al sagha (l'ordine dei monaci fondato dallo kyamuni) dopo aver ascoltato un discorso del maestro. Fu tenuto in grande stima dagli altri monaci, ma otto anni prima della scomparsa dello kyamuni cerc di sostituirlo alla guida della comunit buddhista. Non riuscendo nel suo scopo, Devadatta provoco uno scisma nella comunit buddhista trascinando con s cinquecento monaci e fondando una comunit a Vail fondata su rigide norme ascetiche. I discepoli del Buddha kyamuni, riputra e Maudgalyyana, riuscirono tuttavia a convincere questi monaci a rientrare in seno alla comunit ortodossa. Devadatta si decise allora di tentare l'assassinio dello stesso Buddha kyamuni, cos che cerc di provocare pi volte senza riuscirvi. Dopo l'ennesimo tentativo, narra la tradizione che la terra si apr sotto di lui facendolo precipitare direttamente nell'inferno di Avci (Avci-naraka).

Devadatta precipita vivo nell'inferno di Avci (Avci-naraka). Dipinto laotiano.

Devadatta rappresenta quindi nel Buddhismo quello che nell'immaginario cristiano occupato da Giuda Iscariota, traditore del maestro e del suo insegnamento spirituale. L'essere senziente con il pi alto carico karmico negativo. Eppure in questo capitolo del Sutra del Loto viene annunciato dallo stesso Buddha kyamuni che anche lui, Devadatta, raggiunger l' anuttar-samyak-sabodhi divenendo un buddha perfetto con il nome di Buddha Devarja (Re del Cielo o Re dei Deva). La ragione di questo destino, secondo questo capitolo del Sutra del Loto, che Devadatta in una precedente esistenza fu l'asceta che insegn al Buddha kyamuni, allora un re, lo stesso Sutra del Loto contribuendo alla sua illuminazione. Dopo aver ascoltato, compiaciuto, la predizione riguardante Devadatta, il bodhisattva Prajka (Accumulo di saggezza) al seguito del Buddha Prabhtaratna chiese a quest'ultimo di rientrare nella sua terra di origine ma il Buddha kyamuni lo invit a restare e a interrogare il bodhisattva Majur sul Dharma del Sutra del Loto. Majur emerse in quel momento provenendo dalla profondit dell'oceano dove era ospite nel palazzo del re dei Nga, Sgara. Prajka chiese dunque a Majur quanti esseri senzienti avesse convertito nel palazzo dei Nga. Majur rispose di aver convertito al Sutra del Loto un numero incalcolabile di esseri che in quel momento emersero dall'oceano e rimasero sospesi nell'aria dell'Assemblea di Gdhraka: tutti praticavano la dottrina dello nyat propria del Mahyna. Jnkara chiese quindi a Majur se qualcuno di essi avesse raggiunto la perfetta "buddhit", l' anuttar-samyak-sabodhi. Majur gli rispose che la figlia del re dei Nga, una fanciulla di otto anni, aveva gi realizzato questo ambizioso obiettivo nello spazio di un attimo. Prajka si rifiut di credere che si potesse raggiungere nello spazio di un attimo la perfetta bodhi.

A quel punto l' arhat dello Hnayna riputra intervenne sostenendo che non era possibile raggiungere la buddhit in un istante tanto meno che una donna potesse raggiungere la "buddhit" in quanto soggetta ai cinque ostacoli (pacvaraa, cinese wzhng): 1. una donna non pu divenire un dio nel 'cielo di Brahm' (brahma-loka) ovvero non pu accedere al 'primo regno della forma' (rpa-dhtu) del mondo di Sah; 2. non pu divenire un dio nel 'cielo di Indra' (re akra, akra Devnm-Indra) sulla vetta del Monte Sumeru; 3. non pu divenire un re dei demoni (Re Mara, mratva o ppiyas) ovvero non pu accedere al 'sesto regno del desiderio (kma-dhtu), denominato paranirmitavaavarin, del mondo di Sah; 4. non pu divenire un rjcakra-vart (re che fa girare la Ruota del Dharma); 5. non pu divenire un buddha. Ma in un attimo la fanciulla figla del re dei Nga si trasform in un uomo, si rec nel mondo di Vimal (Privo di impurit) port a compimento tutte le perfezioni (pramit) dei bodhisattva, consegu l'illuminazione profonda, acquis i Trentadue segni maggiori di un Buddha e insegn il Sutra del Loto consentendo a molti esseri senzienti il raggiungimento dell' Anuttar-samyaksabodhi. Allora Prajka comprese che la bodhi poteva essere raggiunta in un attimo, mentre riputra realizz che anche una donna poteva divenire un buddha[1] e rimasero in silenzio.

1. Note
1. Sull'insegnamento mahyna rispetto alla non-differenza tra la figura maschile e femminile ovvero la loro equivalenza a fini della buddhit, cos l'antico ragama-samdhi-stra (, Shulngyn snmi jng, T.D. 642.15.629-644), tradotto in cinese da Kumrajva tra il 402 e il 409:
Dridamati chiese al devaputra Gopaka: "Mediante quali azioni meritorie una donna pu rinascere con un corpo di uomo" Gopaka rispose: "Dridamati colui che nel mahyna non percepisce la differenza tra uomo e donna. Perch? Perch nel pensiero onnisciente (sanscrito: sarvaj), che non si riscontra nel Triplice mondo, le nozioni di uomo e donna sono forgiate dall'immaginazione." (Shulngyn snmi jng (ragama-samdhi-stra T.D. 642.15.629-644))

XIII capitolo A seguito dei precedenti accadimenti i bodhisattva Mahpratibhna (Grande Predicazione) e Bhaiajyarja (Re della Medicina) vollero assicurare il Buddha kyamuni che dopo il suo parinirva avrebbero continuato a predicare il Sutra del Loto anche nei periodi dominati dagli esseri malvagi e a rischio della propria vita. Allo stesso modo cinquecento monaci dell'Assemblea vollero rassicurare lo kyamuni con le medesime intenzioni. Cos si aggiunsero altri monaci fino al numero di ottomila i quali giungendo le mani garantirono al Buddha l'intenzione di predicare il Sutra del Loto nel mondo di sah.

Il Buddha kyamuni con sua moglie Yaodhar e il figlio Rhula in un antico dipinto.

La monaca Mahprajpat, zia materna dello kyamuni, unitamente a seimila monache che la accompagnavano, si alz e rimanendo in piedi guard fissamente il Buddha. Intuendo le perplessit di Mahprajpat e delle monache lo kyamuni gli predisse la realizzazione dello stato di bodhisattva e il raggiungimento dell' anuttar-samyak-sabodhi. Infine il Buddha comunic a Mahprajpat la sua rinascita come Buddha Sarvasattvapriyadarana (Dolce visione per tutti gli esseri senzienti). Allo stesso modo, la monaca Yaodhar, madre di Rhula e gi moglie dello kyamuni, pens che le fosse precluso l' anuttar-samyak-sabodhi, ma il Buddha gli profetizz la realizzazione del stato di Tathgata con il nome di Buddha Ramiatasahasraparipradhvaja (Bandiera con centinaia di migliaia di segni splendenti). Il capitolo si conclude con la dichiarazione di ottanta di infinite e innumerevoli di centinaia di migliaia di bodhisattva che proclamano la predicazione del Sutra del Loto durante l' ultimo periodo del Dharma pronti ad affrontare le derisioni, gli insulti e le aggessione degli stolti e anche l'arroganza dei finti anacoreti. XIV capitolo Il bodhisattva Majur fece allora presente al Buddha kyamuni che il voto pronunciato delle ottanta schiere di infiniti bodhisattva pronti a predicare il Sutra del Loto nell' ultimo periodo del Dharma era assolutamente improbo, domandandosi conseguentemente come essi avessero potuto mantenerlo.

Il bodhisattva mahsattva Majur in una rappresentazione giapponese del XVI secolo conservata al British Museum. Majur (giapp. Monju) viene qui rappresentato come Sihsana Majur (Majur a dorso di un leone ruggente). Tale raffigurazione ricorda la leggenda asiatica di un leone che aveva fatto resuscitare con un ruggito i propri cuccioli nati morti. La rappresentazione del "leone ruggente" richiama in Asia la capacit di provocare la rinascita spirituale. Majur impugna con la mano destra la "spada" (khaga) ad indicare la distruzione dell'ignoranza (avidy), mentre con la mano sinistra regge un rotolo dei Prajpramitstra con cui infonde la "sapienza" (praj).

Lo kyamuni rispose a Majur che il bodhisattva dell'ultimo periodo del Dharma dovr rispettare "quattro gruppi di regole" per poter svolgere il suo compito.

Il primo gruppo di regole riguarda la sua condotta e le frequentazioni per lui appropriate. o Per quanto concerne la condotta e il comportamento adeguato il bodhisattva: deve essere mite, paziente e tollerante, mai violento; non turbato o allarmato, privo di paure e non indignato; non attratto da alcuna cosa, vedendo chiaramente nella reale natura delle cose, senza mia discriminare. o Per quanto concerne le frequentazioni, un bodhisattva: non deve frequentare intimamente re, principi, ministri o alti funzionari; non deve frequentare intimamente i non buddhisti, i jainisti o i brahmani; non deve frequentare intimamente i lokayata (materialisti);

non deve praticare passatempi violenti come il pugilato o la lotta, n deve frequentare intimamente chi coltiva tali passioni; non deve frequentare intimamente attori o chi si dedica ad attivit illusorie; non deve frequentare intimamente i chandala, o chi alleva bestiame o gli imbroglioni; non deve frequentare intimamente i cacciatori o i pescatori; non deve frequentare intimamente i lenoni, n le donne di natura lasciva; solo quando queste persone vadano da lui egli gli predicher il Sutra del Loto, ma senza aspettarsi nulla in cambio. non frequentare monaci e monache, laici e laiche del veicolo degli rvaka (seguaci dello Hnayna); non frequentare coloro che ambiscono ad entrare in questo veicolo, n deve discutere con loro; non deve svolgere alcuna attivit con i seguaci del veicolo degli rvaka; solo quando queste persone vadano da lui egli gli predicher il Sutra del Loto, ma senza aspettarsi nulla in cambio. o Un bodhisattva quando predica alle donne deve anche: predicare evitando che sorga in loro dei desideri; predicare evitando di provare piacere nel vederle; predicare evitando di chiacchierare da solo con fanciulle, donne non sposate o vedove; cos non deve frequentare gli uomini privi di virilit, non deve entrare da solo in casa di un'altra persona, non deve predicare ad una donna sorridendogli, n mostrandolgi il torace, e non deve avere rapporti intimi con lei nemmeno per amore del Dharma; bodhisattva non deve provare piacere a insegnare ai fanciulli o ai bambini e non deve apprezzare il fatto di avere lo stesso maestro con loro, deve piuttosto ambire a sedere in meditazione in luogo tranquillo imparando a calmare la mente; poi il bodhisattva deve considerare tutti i fenomeni come vuoti, riconoscendo nella vacuit la loro vera caratteristica, questa la seconda regola dei bodhisattva; egli non deve fare distinzioni tra un uomo e una donna, non deve dibattere su dottrine superiori o inferiori, dal disordine derivano le distinzioni. Il secondo gruppo di regole riguardano ancora il modo di predicazione da parte del bodhisattva degli ultimi giorni: o egli non dove parlare degli errori altrui o delle altre scritture; o non deve denigrare i maestri di altre scuole; o non deve menzionare per nome gli [rvaka]] quando elenca le mancanze o ne apprezzi pubblicamente le qualit; o non deve conservare il risentimento; o non deve preoccuparsi del cibo, dei vestiti o delle medicine ma concentrarsi sulla predicazione del Sutra o deve sembre rispondere alle domande sul Dharma con le dottrine Mahyna e mai con quelle Hnayna. Il terzo gruppo di regole riguarda il comportamento da tenere nei confronti di coloro che seguono le altre dottrine buddhiste: o egli non deve turbare gli rvaka o i pratyekabuddha o i bodhisattva accusandoli di essere indulgenti e lontani dalla via; o non deve impegnarsi in dibattiti sulla dottrina, n litigare in merito ad esse; o deve tenere un contegno rispetto nei confronti dei buddha e dei bodhisattva;

deve predicare a tutti gli esseri senzienti in modo equanime; deve essere sempre gentile e paziente. Il quarto gruppo di regole riguarda la profonda compassione nei confronti di tutti gli esseri senzienti: o deve utilizzare i vari espedienti (upaya) per predicare il Sutra del Loto facendoli dimorare in essa.

o o

Allora il Tathgata si comporter in questo modo:


Egli il re della dottrina, che possiede il grande potere della perseveranza e il prezioso forziere della saggezza, e per la sua grande piet e compassione converte le generazioni con la Legge. Egli osserva tutte le persone colpite da sofferenza e angosce, che cercano di ottenere l'emancipazione lottando contro i demoni, e, per il bene di questi esseri viventi, espone diverse dottrine; utilizzando grandi espedienti, predica questi sutra. Quando capisce che gli esseri viventi grazie a loro hanno sviluppato le proprie capacit, allora, all'ultimo momento, a loro beneficio predica questo Sutra del Loto, proprio come il re che scioglie la crocchia e dona il suo splendete gioiello. (Sutra del Loto Milano, Esperia Edizioni, 1997, pagg. 272-3.)

XV capitolo Dopo queste dichiarazione del Buddha kyamuni tutti i bodhisattva e i mahsattva giunti dalle altre terre si offrirono al Buddha stesso per diffondere e proteggere il Sutra del Loto nel mondo di sah dopo il suo parinirva. Ma il Buddha gli rispose che non occorreva questo in quanto proprio nel mondo di sah erano pronte moltitudini di bodhisattva e di mahsattva a proteggere e predicare il Sutra. A quel punto dal suolo di migliaia di milioni di paesi del mondo di sah emersero moltitudini di bodhisattva e di mahsattva dal corpo dorato e che presentavano i trentadue segni.

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