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UN ANNO DOPO KARLIE KLOSS


* Ragazze hi-tech
STORMY DANIELS seguitemi
Intervista alla donna
*
che incastrerà Trump
SUBSONICA
* Il nostro dio
BRET EASTON ELLIS
«È stata solo una inta rivoluzione» si chiama rock
*
SALLY FIELD
«Ho visto l’inferno
ma sono tornata»

Esclusivo

BENICIO
DEL TORO
Sono un duro
che conosce
Benicio Del Toro,
51 anni, protagonista
di Soldado, al cinema

la tenerezza
dal 18 ottobre.
FOTO KURT
ISWARIENKO
N. 41 SET TIMANALE | 17 OT TOBRE 2018

IL GRANDE ATTORE STATUNITENSE


80041

CI PARLA DI SÉ E DEL RUOLO CHE INTERPRETA


IN SOLDADO DI STEFANO SOLLIMA
ISSN 1723-6673

9 771723 667009
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PRIMO PIANO

Il Grande Fratello
(vero) arriva in Cina
Nel Paese più abitato del mondo è partito un progetto-pilota con una rete di 200 milioni
di telecamere per seguire molto da vicino, 24 ore su 24, il miliardo e 400 milioni di cittadini.
Distribuisce punti e benefit, in base ai comportamenti. Si chiama «credito sociale», ma fa pensare
a una dittatura digitale: ad alcuni porterà vantaggi, altri invece sono già in punizione

di MATTHEW CARNEY foto BRANT CUMMING

Un’immagine delle telecamere attive in strada: il sistema cinese è in fase sperimentale in 12 città, dovrebbe entrare a pieno regime nel 2020.

17.10.2018 VANITY FAIR I 9


PRIMO PIANO

Il riconoscimento
facciale operato
dalle telecamere
a circuito chiuso.
Anche le app
saranno utilizzate
per monitorare
i dati dei cittadini
cinesi.

D
andan Fan è la classica cinese moderna. Professionista I primi sistemi di credito sociale sono già in fase di sviluppo in una
del settore marketing, è una grande lavoratrice e gua- dozzina di città cinesi. E sono diverse le aziende che stanno colla-
dagna bene: in un certo senso rappresenta la cittadina borando con lo Stato per coordinare e conigurare la tecnologia
cinese modello. Ma Dandan è sorvegliata 24 ore su 24. e mettere a punto gli algoritmi che determineranno il punteggio
Una rete capillare di 200 milioni di telecamere a circu- inale dei cittadini cinesi.
ito chiuso sparse in tutta la Cina garantisce che non ci Si tratta con ogni probabilità del più importante progetto di inge-
sia nemmeno un angolo buio dove nascondersi. Ogni gneria sociale mai tentato, un modo per monitorare e manipolare
suo movimento, ogni suo gesto – grande o piccolo che oltre un miliardo di persone. Se avrà successo, sarà la prima ditta-
sia –, perino i suoi pensieri possono essere monitorati e tura digitale al mondo. Quando il credito sociale sarà pienamente
valutati. E Dandan dice che va bene così. in vigore, anche i prodotti inseriti nel carrello della spesa potreb-
Quello che può sembrare come un’immagine distopica del futu- bero pesare sul proprio punteggio sociale. L’acquisto di troppi al-
ro in Cina è già realtà. Il Partito Comunista lo chiama «credito colici potrebbe indicare una dipendenza: Dandan rischierebbe di
sociale» e fa sapere che entro il 2020 sarà un sistema pienamente perdere un paio di punti. Invece, comprare un pacco di pannolini
operativo. Da qui a pochi anni – si legge dal programma uiciale potrebbe suggerire un atteggiamento responsabile, facendogliene
del Partito – «consentirà alle persone aidabili di muoversi in li- ottenere. E dato che il sistema sarà «live», il suo punteggio verrà
bertà, impedendo, invece, ai meno aidabili di fare anche un pic- aggiornato in tempo reale.
colo passo». Il credito sociale va immaginato come una scheda di

D
valutazione personale per il miliardo e 400 milioni di cittadini che andan non ha intenzione di opporsi alla prospettiva di una
popolano la Cina. vita sotto la sorveglianza dello Stato. La 36enne cinese sa
In un programma pilota già attivo, ciascun cittadino ha ricevuto che il credito sociale non è un sistema perfetto, ma ritiene
un punteggio su un totale di 800 (in altri programmi il totale arriva che sia il modo migliore per gestire un Paese complesso, con
a 900). Chi, come Dandan, riesce a ottenere i migliori «punteggi la più alta concentrazione di popolazione al mondo. «Credo
dei cittadini» riceverà un trattamento da vip all’interno di hotel e che gli abitanti di qualsiasi Paese desiderino vivere in una società
aeroporti, oltre a prestiti a basso costo e una corsia preferenzia- stabile e sicura», è il suo commento. «Se, come sostiene il nostro
le per entrare nelle migliori università e ottenere qualiicati posti governo, in ogni parte delle aree pubbliche saranno installate le
di lavoro. I più scarsi, invece, rischiano di rimanere esclusi dalla telecamere, mi sentirò protetta».
società, con il divieto di viaggiare, ottenere linee di credito o acce- Probabilmente Dandan otterrà anche diversi vantaggi dal sistema.
dere a posizioni di lavoro nel settore pubblico. Inserita nel sistema di credito inanziario (già esistente) chiamato
Considerato che la Cina è impegnata a diventare il leader mon- Sesame Credit, Dandan ha un punteggio molto alto – 770 punti
diale dell’intelligenza artiiciale, questo sistema sarà raforzato dai su un totale di 800 – e risulta essere una cittadina cinese fedele
più avanzati meccanismi tecnologici di sorveglianza. Le teleca- al suo Stato. Grazie a questa valutazione, Dandan gode già dei
mere saranno dotate di sistema di riconoscimento facciale, body molti vantaggi oferti dal rapido sviluppo della Cina. Un’app sul
scanning e geo-tracking, per monitorare da vicino ogni singolo suo telefono le garantisce l’accesso a servizi speciali, come la pre-
cittadino. Non solo: le app per smartphone saranno utilizzate per notazione di auto e camere d’albergo senza necessità di deposito.
raccogliere ogni giorno dati e monitorare il comportamento onli- Ma il credito sociale non sarà inluenzato solo dalla navigazione
ne dei cittadini. in Internet e dalle scelte di acquisto. Anche gli amici e la famiglia
A conluire nei punteggi individuali saranno poi i big data prove- avranno un’inluenza diretta sul punteggio personale. Per esem-
nienti da fonti più tradizionali, come archivi amministrativi, car- pio, se il tuo migliore amico o tuo padre si facessero scappare qual-
telle mediche e valutazioni scolastiche, oltre a registri inanziari e che commento negativo sul governo, rischieresti di perdere punti.
di sicurezza dello Stato. Allo stesso modo, anche le persone che si frequentano o il partner

10 I VANITY FAIR 17.10.2018


PRIMO PIANO

Dandan Fan,
36 anni, sposata,
ha un figlio.
Eccola mentre
viene «osservata»
durante
la spesa al
supermercato:
anche gli acquisti
possono influenzare
il suo punteggio
di «credito sociale».

saranno valutati e inluiranno sul credito sociale di ciascun citta- Per il suo basso punteggio, al momento si ritrova escluso dalla so-
dino. Dandan si è sposata per amore, ma ha anche scelto il mari- cietà. Nel 2015 Hu ha perso una causa di difamazione dopo aver
to giusto: Xiaojing Zhang potrebbe avere un punteggio persino accusato un funzionario di estorsione. È stato obbligato a pubbli-
più alto del suo. Funzionario nel dipartimento di Giustizia, è un care scuse uiciali e pagare una multa, ma quando il tribunale ha
aidabile compagno del Partito. Lo dimostrano le sue opinioni: richiesto una sanzione pecuniaria aggiuntiva, si è riiutato di paga-
«Abbiamo bisogno di un sistema di credito sociale, nella società re. Lo scorso anno, il 43enne giornalista si è ritrovato inserito nella
cinese speriamo di sostenerci l’un l’altro, aiutando chiunque a vi- lista nera come «disonesto» all’interno di un programma pilota
vere con agiatezza. È la speranza del presidente Xi per il futuro del del credito sociale. «Tante persone iniscono schedate nella lista
Paese. Ed è anche la speranza dell’intera nazione cinese». nera per errore, ma non riescono poi a uscirne in alcun modo»,
racconta Hu. Quel che gli è successo ha distrutto la sua carriera

L
a Cina a lungo si è caratterizzata come uno Stato con un forte e lo ha isolato. Il sistema di credito sociale non gli consente più di
atteggiamento di controllo, per questo i cittadini sono abituati viaggiare ed è tenuto agli arresti domiciliari nella sua città natale
a un governo con un ruolo incisivo nella vita privata. Per mol- di Chongqing.
ti cinesi, la privacy non ha lo stesso valore che le si attribuisce Anche i suoi account sui social media, dove Hu aveva pubblicato
in Occidente. Danno molta più importanza al bene della co- gran parte delle sue inchieste, sono stati prontamente chiusi. Hu
munità rispetto ai diritti individuali; ecco perché la maggior parte sostiene che, insieme, i suoi account di Wechat e Weibo contavano
delle persone pensa che, se il credito sociale assicurerà una società due milioni di follower, ma ora sono stati censurati. È convinto che
più sicura, forte e stabile come si dice, non potrà che avere il loro la lista nera in cui è inserito sia di natura politica e per questo moti-
appoggio. Gran parte della popolazione cinese, però, non sembra vo ha cercato di fare appello alle autorità. Finora non ha ottenuto
comprendere quanto il controllo del credito sociale sia destinato alcuna risposta. Hu ci tiene a dire al mondo che per lui il credito
a essere totalizzante e non si è sviluppato alcun dibattito pubblico sociale è un incubo. Questo suo atteggiamento potrebbe mettere
sulla messa in funzione del sistema all’interno della società. in pericolo i suoi amici e la sua famiglia, a rischio di possibili in-
Nella sfera privata, invece, si è registrata una certa inquietudine tra terventi repressivi dello Stato, ma Hu è certo che la maggior parte
le classi medie e con più alti livelli di istruzione sul fatto che il pun- dei cinesi non abbia la più pallida idea di quel che accadrà con
teggio dei cittadini possa diventare l’unico criterio di valutazione l’annunciata dittatura digitale.
dell’individuo. «Lo si capisce dalla condizione psicologica del popolo cinese»,
Ma non sarà certo questo a fermare il lancio del sistema. Il Partito dice Hu. «È come se fossero ciechi e sordi, sanno poco del mondo
lo sta usando per riconquistare parte del controllo perso quando, e vivono in una totale illusione».
negli anni Ottanta, la Cina si aprì al mondo, con il suo conseguen-

D
te rapido sviluppo economico. Sarà un modo per mettere a tacere andan, invece, ha nel suo futuro digitale previsioni di cielo
il dissenso e assicurare il dominio assoluto del Partito. perfettamente sereno. In serbo per lei anche un altro incen-
tivo a mostrare ottimismo verso il credito sociale. È un siste-

C
irca 10 milioni di persone sono già state punite nelle aree di ma che assicurerà un avvenire felice e di buona salute per
test del credito sociale. Liu Hu è uno di loro. In molte so- suo iglio Ruibao, che ha due anni. Grazie ai punteggi alti
cietà, sarebbe stato premiato. Ma non in Cina. ottenuti da entrambi i genitori, Ruibao avrà un’infanzia privilegia-
Liu Hu è un giornalista specializzato investigativo, con il ta, con case, scuole e assistenza sanitaria tra le migliori disponibi-
© 20 18 A BC N EWS

merito di aver scoperto la corruzione ai massimi livelli del li. Riceverà i vantaggi e le protezioni del Partito. Almeno inché
Partito, risolvendo anche casi di omicidi seriali. Eppure il governo mamma e papà manterranno il loro buon punteggio.
lo percepisce come un nemico. Hu ha perso il suo credito sociale
dopo essere stato accusato di aver commesso uno speech crime. [traduzione di Marzia Nicolini]

12 I VANITY FAIR 17.10.2018


2018 NEXT
La dura legge del Game, secondo Baricco.
— 23
N.41 Il Movimento continuo di Di Battista.
Chalamet e Lily-Rose Depp fanno coppia?
L’evoluzione del MeToo per Bret Easton Ellis.
Daria e Nadia Murad, Nobel per la Pace.

Benicio Del Toro,


SHOW — 67
51 anni, fotografato La vita vagabonda di Cat Power in un album.
da Kurt Iswarienko/ Stephen Moyer nella serie The Gifted.
Trunk Archive. Giacca
Tommy Hilfiger. Camicia Cosa vedremo alla Festa del Cinema di Roma.
Ermenegildo Zegna. Il rischio secondo Nassim Nicholas Taleb.
Cast stellare per The Romanoffs, su Amazon.

COVER STORY STORIE — 83


«La vita degli attori è davvero Elizabeth Debicki, al cinema in Widows. (FOTO)
fragile, ci seppelliamo sotto Il rubacuori Michiel Huisman in un horror.
Da top model a teacher: Karlie Kloss.
una montagna di insicurezze» Un nuovo album (e non solo) per i Subsonica.
Benicio Del Toro — 55 Sally Field si racconta in un’autobiografia.
Stormy Daniels, una burrasca su Trump.
Madalina Ghenea: questione di chimica.
Francesco Acquaroli, il Samurai di Suburra.
Il mondo «fiabesco» della Marchesa d’Aragona.
In anteprima il nuovo crime di Don Winslow.
Françoise Hardy, icona pop degli anni ’60.
Thailandia, il paradiso perduto di The Beach.

STYLE — 189

FOTO FRA NC ES C O B E RTO LA . A B ITO VA LENT IN O H AUT E C OU T URE , G IO IE LL I C HOP ARD


Il ritorno del rock anni Settanta.
Le mini borse, tra borchie e catene.
Forme maschili per il nuovo minimalismo.

BEAUTY — 227
A Los Angeles il trucco si colora di rosa.
La strategia vincente dell’Interval Training.
Pelle: acidi light per risultati duraturi.

LIVING — 243
Il nuovo Alto Adige, il nostro grande Nord.
Luca Guadagnino: omaggio a Jöel Robuchon.
Tempo di castagne e anche di Mont Blanc.
Tra segni e stelle con Simon & the Stars.
Massimo Gramellini postino del cuore.

14 I VANITY FAIR 17.10.2018


Direttore Responsabile
DANIELA HAMAUI

Condirettore Eventi e Progetti Speciali CRISTINA LUCCHINI

Vicedirettore MALCOM PAGANI


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Fashion Director PAOLA VENTIMIGLIA
Photo Editor STEFANO CARMINATI
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Attualità SILVIA NUCINI (Storie) Caporedattore, SILVIA BOMBINO (Next) Vice Caporedattore,
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e creiamo i migliori prodotti editoriali.
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Per questo abbiamo Vanity Fair, il settimanale leader in Italia,
Vogue, il mensile più autorevole, e Glamour, il mensile femminile più
Style PAOLA SALTARI Vice Caporedattore, ILARIA CHIAVACCI
letto. Per questo siamo l’editore italiano più seguito sui social.
Beauty e Benessere VALENTINA DEBERNARDI Caposervizio, ROSSELLA FIORE Vice Caposervizio
Per questo ogni mese raggiungiamo 16 milioni di donne.
Tradotto in una parola, Qualità. In due parole, Condé Nast.
Viaggi e Living LAURA FIENGO Caposervizio

Celebrity & Fashion Editor SARAH GRITTINI Collaboratore


Casting GISELLA GENNA Collaboratore

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REDAZIONE: PIAZZALE CADORNA 5 - 20123 MILANO - TEL. 02.85611

16 I VANITY FAIR 17.10.2018


- AR6082 - AR8117
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NEXT

LE PAURE DI CHELSEA

«Non c’è molta differenza tra fare


marketing e inviare un drone
killer»: Chelsea Manning,
30 anni, parla su The Guardian
del potere della tecnologia,
dell’acquisizione di dati personali
a scopo strategico.
«E non c’è differenza tra la sfera
civile e quella militare: non
ci vuole molto a piegare Facebook,
basta cambiare l’obiettivo,
il programma esiste già».
Nel 2013 l’ex militare americana
transgender era stata condannata
a 35 anni di detenzione per aver
consegnato documenti a Wikileaks
durante il suo incarico come
analista di intelligence ai tempi
delle operazioni in Iraq.
È stata scarcerata nel maggio 2017
dopo la grazia concessale
da Barack Obama prima di lasciare
la Casa Bianca.

17.10.2018 foto ANNIE LEIBOVITZ VANITY FAIR I 23


L’aborto non si negozia
Dopo che in Consiglio comunale a Verona è passata una mozione per finanziare le associazioni pro vita,
le donne di Non una di meno annunciano azioni in piazza e mobilitazione in difesa della Legge 194
di ALESSIA ARCOLACI

I DATI
In Italia da quando la Legge 194
è stata approvata, nel 1978,
sono state registrate 5.814.635
interruzioni di gravidanza volontarie.
Nel 2016 84.926, un numero
più che dimezzato rispetto al 1982,
l’anno in cui c’è stato il maggior
numero di aborti. A oggi, la riduzione
è del 74,7 per cento.

LE ASSOCIAZIONI
Nonostante esistano associazioni
pro vita – una su tutte il Movimento
italiano per la vita, articolato in 19
Federazioni regionali – sono molte di
più quelle che difendono la Legge
194. Tra loro: Non una di meno,
Laiga (Libera associazione ginecologi
per l’applicazione della 194),
Associazione Luca Coscioni.

L’OBIEZIONE
Elisabeth Moss (sopra, La Legge 194 viene ostacolata ogni
gitazione permanente», mi dice Giulia Siviero mentre

A
a destra), 36 anni, nella giorno dall’obiezione di coscienza.
è a Bologna in occasione dell’assemblea nazionale del serie tv The Handmaid’s Nel nostro Paese sono il 70 per cento
movimento femminista Non una di meno, di cui fa par- Tale: a Verona per i medici obiettori, con picchi come
protestare contro la il Molise, regione in cui la percentuale
te. «La legge sull’aborto non si tocca. Dopo l’ultima spa- mozione «anti-aborto»,
rata di Verona, oggi più che mai dobbiamo agire: scen- arriva al 93,3 per cento: c’è un solo
alcune donne si sono medico a garantire l’igv.
diamo in piazza, lavoriamo sul territorio, parliamo con gli studen- vestite da «ancella».
ti». L’attivista si riferisce alla mozione 434, irmata Lega, che dichia-
ra uicialmente Verona «città a favore della vita». E che impegna la
giunta e il sindaco Federico Sboarina, che l’ha sottoscritta, a inan- Come vi opporrete alla mozione?
ziare associazioni cattoliche impegnate in iniziative contro le interru- «Se l’obiettivo, almeno quello dichiarato, della mozione è evitare le
zioni volontarie di gravidanza. «La mozione è un attacco all’autode- gravidanze indesiderate, noi lavoreremo ainché l’amministrazione
terminazione delle donne», continua Siviero, «la 194 è una legge na- comunale possa sostenere l’educazione sessuale nelle scuole, la dif-
zionale che però può essere ostacolata, a causa di alcune concessio- fusione della contraccezione gratuita, i consultori pubblici. Stiamo
ni che fa nel testo, a qualsiasi livello e anche in consiglio comunale». costruendo una consultoria femminista sul territorio che si occupi,
Eravate in aula durante la votazione a Verona? tra le altre cose, di educazione al consenso».
«Sì, come già lo scorso luglio durante la prima presentazione delle È in discussione anche una seconda mozione, la 441.
mozioni. In quell’occasione la votazione è stata sospesa dopo l’in- «Si vuole ottenere la sepoltura automatica, quindi senza necessità
gresso del consigliere Andrea Bassi, che si rivolse a noi del movimen- di autorizzazione, dei feti delle donne che ricorrono all’interruzione
to con il saluto fascista. Contro di lui abbiamo presentato due esposti volontaria di gravidanza».
in procura». Come si fa a fare opposizione in un Paese dove ultimamente l’oppo-
Ha votato a favore anche Carla Padovani, capogruppo del Partito de- sizione latita?
mocratico. «Stato di agitazione permanente. La prima azione sarà scendere
«Sa che cosa mi indigna di più? Che si tratti di una donna. Poi, certo, in piazza il 13 ottobre a Verona. Partiamo da questa città, che è il
fa strano che dica di appartenere a un movimento di centrosinistra». laboratorio di ciò che oggi possiamo vedere al governo. Da qui ri-
EVE RETT /C ON TRA ST O

Il Pd ha chiesto le sue dimissioni. badiremo i nostri no a Pillon (ha presentato il decreto legge che rifor-
«Comprensibile. Ma come movimento non entriamo nel merito dei ma l’aido condiviso, ndr), Fontana, Salvini. Stiamo sviluppando un
partiti, vogliamo restare indipendenti. Nell’arco di un anno Non una piano di lavoro in grado di tutelare le donne in tutti gli ambiti, dalla
di meno è cresciuta moltissimo. Lavoriamo in tutti gli ambiti in cui sanità all’occupazione. Noi ripartiamo dal territorio, contrastiamo il
i diritti delle donne devono essere sostenuti, dal lavoro alla sanità». regresso dei diritti civili del governo gialloverde paese per paese».

24 I VANITY FAIR 17.10.2018


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Melania Trump,
48 anni, in visita
ai bambini
dell’orfanotrofio
di Nairobi, Kenya.

ntro la ine del seco-


La nostra continente ofre. Il ministro dell’In-

E lo tre persone su quat-


tro saranno nate a sud
del Sahara: ino a 200
milioni di afro-europei
vivranno nel nostro continente nel
2050, contro gli attuali 9 milioni.
Non lascia scampo l’analisi dei dati
Africa
Per frenare sbarchi e migranti, Stati Uniti,
Cina ed Europa adottano diverse strategie
terno Matteo Salvini ha annuncia-
to un Piano Marshall da un miliar-
do di euro con cui stabilizzare in-
nanzitutto il Corno d’Africa: oltre
che dalla Tunisia, infatti, i migran-
ti che sbarcano in Italia provengo-
no principalmente dall’Eritrea. La
demograici alla base dei fenomeni di FRANCESCO BISOZZI Cina nei prossimi tre anni investirà
migratori compiuta dal giornalista in Africa 60 miliardi di dollari per
di Libération Stephen Smith nel libro Fuga in Europa (Einaudi, pagg. ampliare la Nuova via della seta. La Francia triplicherà le donazioni
172, €10,99). Per frenare gli arrivi sono al vaglio massicci programmi (oggi a quota 300 milioni di euro) a partire dal 2019. Persino Donald
d’investimenti, sulla falsariga del Piano Marshall del secondo dopo- Trump, che in passato ha rivolto pesanti insulti ai migranti africani,
guerra, attraverso cui creare posti di lavoro nei Paesi al di là del Medi- ci sta facendo un pensierino: il tycoon ha appena mandato in avan-
terraneo che oggi si stanno svuotando. Ma dietro questi programmi scoperta la irst lady, impegnata nei giorni scorsi in un tour del conti-
si cela anche la volontà di sfruttare le risorse (e le opportunità) che il nente in quattro tappe.

RITORNO NEL CORNO L’OPA CINESE LA FRANÇAFRIQUE OPERAZIONE SIMPATIA

L’Italia vuole tornare nel Corno Continua l’espansione in Africa La Francia, oltre a stampare Gli Stati Uniti hanno ridotto
d’Africa. La visita del premier di Pechino, che ha offerto altri 60 il franco Cfa, la moneta ufficiale gli investimenti in Africa, da 2,5
Giuseppe Conte (l’11 ottobre) in miliardi di dollari di investimenti di 14 Paesi africani, è sempre stata miliardi di dollari l’anno a 300
Etiopia e in Eritrea non è casuale: e promesso di cancellare il debito uno dei maggiori investitori nel milioni nel 2015. La crescente
sono tremila i migranti eritrei di alcuni Stati. Dal 2000 al 2016, continente, ma la sua influenza influenza della Cina avrebbe spinto
sbarcati in Italia dall’inizio la Cina ha speso 125 miliardi è in calo. Dopo il maxipiano però Donald Trump, che solo pochi
dell’anno (li superano solo i 5 mila di dollari per i Paesi africani: di finanziamenti annunciato da mesi fa aveva definito i Paesi
dalla Tunisia). Concentrando in investimenti, dice il presidente Pechino, il governo di Emmanuel africani dei «cessi», a cambiare
quest’area gli investimenti previsti Xi Jinping, senza contropartite Macron è corso ai ripari. Oltre strategia e per sondare le acque
da Salvini, il governo punta anche politiche. Le nuove infrastrutture ad aumentare il budget per le ha inviato Melania in Ghana,
a diventare uno dei partner della servono però a Pechino per lo donazioni, entro il 2022 destinerà Malawi, Kenya ed Egitto. Doveva
GETTY IM AG E S

Cina per la Nuova via della seta: sviluppo della Nuova via della seta, allo sviluppo dei Paesi fragili lo essere una sorta di operazione
il porto di Massaua sul Mar Rosso è progetto nato nel 2013 per 0,55% del Pil, circa un miliardo di simpatia, ma la first lady è stata
strategico per Pechino. connettere Asia, Europa e Africa. euro. L’Italia è ferma allo 0,22%. criticata per il look coloniale.

26 I VANITY FAIR 17.10.2018


NOVECENTESCO
Alessandro Baricco,
60 anni, scrittore. Preside
della Scuola Holden
di Torino, ha una moglie
e due figli millennial,
Sebastiano, 12,
e Samuele, 19.

IL «CASO»

Del doman
non v’è certezza
Da Trump a Di Maio, dal sovranismo al monopolio di Google, da YouPorn ai robot
«cattivi», tutto passa: se c’è qualcuno che gioca meglio di te, ti seppellirà. È la dura legge
del Game, la nuova civiltà in cui viviamo e le cui tracce, come un archeologo,
Alessandro Baricco ha portato alla luce nel suo ultimo, sorprendente libro
R OS EB UD 2

di SILVIA BOMBINO

17.10.2018 foto RICCARDO MUSACCHIO & FLAVIO IANNIELLO VANITY FAIR I 29


S
e uno negli ultimi anni ha letto un qualche saggio Game, gioco, in inglese. Una civiltà che ha le sue fondamenta, co-
dedicato ai grandi colossi del web, al digitale, agli me scopre lo scrittore torinese, nella California degli anni ’70. «In
smartphone, ai social network, all’intelligenza ar- quegli anni, stava nascendo un habitat nuovo, e in quell’habitat
tiiciale e a come tutte queste cose hanno cambia- gli ingegneri si chiamavano hacker e spesso avevano i capelli lun-
to la nostra vita – ma anche se non lo ha fatto, e ghi, si drogavano e odiavano il sistema», scrive Baricco. «In quel
ha, semplicemente, vissuto – saprà che da un de- momento, e in quel posto, su dieci che volevano rivoltare il tavo-
cennio (Facebook apre a tutti nel 2006 e l’iPhone lo, cinque silavano contro la guerra del Vietnam, tre si ritiravano
è del 2007) il mondo è un posto completamente nuovo. Quello a vivere in una comune e due passavano le notti nei dipartimenti
che forse in nessun saggio né altrove ha appreso, però, è che que- di informatica a inventare videogame. In questo libro stiamo cer-
sto cambiamento non è solo una rivoluzione tecnologica, come cando di capire cosa hanno combinato gli ultimi due». Non so-
lo sono la stampa o la macchina a vapore, ma un salto menta- no stati i giovani della controcultura a cambiare il mondo, ci dice
le, un cambio di paradigma che precede gli strumenti. E, soprat- Baricco, ma gli «smanettoni» e quei ragazzi che giocavano a Spa-
tutto, non è un cambiamento minaccioso, come ce lo raccontano cewar! e poi Space Invaders, i prototipi del videogioco. Perché è
di solito. Ossia: non sono gli smartphone che ci hanno cambia- con i videogame che nasce la «postura uomo-tastiera-schermo»,
la stessa che ci porterà al giocattolo dell’iPhone.
Nonostante la stampante si sia inceppata per la
pesantezza del ile del libro, e nonostante i due
anni di passione che l’autore ha speso per pen-
sare e scrivere le 325 pagine, tra i fogli il diverti-
mento è moltissimo. E Alessandro Baricco, 60
anni, sembra impaziente di raccontarlo a tutti.
Ci sediamo al sole, nel cortile della Scuola Hol-
den, a Torino, dove insegna.

Il giorno che è uscito The Game ha twittato: «Mi


ha fatto impazzire quel libro, alla ine ero mor-
to». Eppure trasuda allegria, stupore, energia.
Quanto le è piaciuto scrivere questo saggio?
«Mi ha emozionato moltissimo e in una certa fa-
se non riuscivo più a dormire. Che è una cosa
che non mi succedeva da anni con i libri, per-
ché con il tempo ci si abitua a tutto. Alla ine, co-
me dico sempre al mio edi-
tore, non è un saggio ma un
thriller sentimentale: il rac-
conto di come io, tra stra-
de sbagliate, intuizioni, col-
pi di scena, ho provato a ca-
to, siamo noi che siamo muta- pire da dove veniamo, dove
ti e abbiamo creato i tool che ci stiamo andando e perché lo
servivano. Quello che Alessan- facciamo».
dro Baricco spiega in The Ga- Faccia un esempio in cui si è
me è quindi che bisogna capo- divertito.
volgere la mappa del mondo, «Quando mi sono messo a
perché la stiamo guardando al studiare il mondo degli hip-
contrario. py californiani, dei primi vi-
Provate. È liberatorio. deogiochi, quello da dove
Finora ci sentivamo vittime di viene Steve Jobs per inten-
macchine che ci avevano aiu- derci, ho scoperto cose paz-
tato ma anche incombevano sui nostri rapporti Il «Game», per Baricco, ha zesche. Ma ho anche riso molto della mia
umani, sul nostro tempo, sui nostri pensieri. Gi- il suo Dna in 5 «testi»: Spacewar!, ignoranza abissale: quando ho capito, per
uno dei primi videogame (1962);
rando la mappa si tira un sospiro di sollievo e si il sito web in cui, nel 1991, Tim
esempio, che web e Internet non sono la
capisce che siamo noi gli arteici di tutto questo. Berners-Lee spiegava cos’è un sito stessa roba ho riso per una settimana. E lo
Siamo noi che abbiamo voluto essere «umani au- web; l’algoritmo originario di dicevo a tutti, a tutti quelli che incontravo.
mentati», uniti da una Rete senza barriere, senza Google (1998); la presentazione Come quando cadi in modo gofo e tutti in-
mediatori, un pc su ogni scrivania, uno smartpho- dell’iPhone fatta da Steve Jobs nel torno sghignazzano, poi ti rialzi e sghignaz-
2007 (sopra); l’audizione di Mark
ne in ogni tasca. Baricco, che dieci anni fa, nei zi anche tu».
GE TTY I MA G ES

Zuckerberg alle commissioni


Barbari, iniziava a chiarire che stavamo «mutan- Giustizia e Commercio del Senato All’inizio del libro prende atto del fatto che
do», ora ha inalmente gli elementi per descrivere Usa, nell’aprile 2018 (in alto). tutti noi passiamo il tempo su app di ogni
questo mutamento, una nuova civiltà che chiama genere, WhatsApp, Instagram, Facebook,

30 I VANITY FAIR 17.10.2018


Tinder eccetera. Si chiede che cosa facevamo pri- LA MAPPA DEL GAME utilizzare strumenti tecnologici, occuparsi di tec-
ma, e suggerisce: forse puzzle delle Alpi svizzere? Sopra, la mappa degli nologia, laurearsi in ingegneria o studiare il co-
argomenti di cui Baricco parla
«Ma quanto tempo avevamo prima? Sembrano in The Game (Einaudi,
ding.
secoli fa. Come ammazzavamo il tempo?». pagg. 325, ¤ 18), che vanno «Esatto. Il Game è una civiltà progettata non su
Lei quanto tempo passa sui social? dai primi computer ideali ma su strumenti, però non si riduce a quel-
«Pochissimo, in un modo perverso dovuto alla all’Intelligenza Artificiale. li: è proprio una rivoluzione mentale. Le faccio
mia generazione e alla mia estrazione. Detesto i Sotto, la copertina: un esempio. Qui alla Holden siamo in una scuo-
un’immagine della Terra dallo
social network anche se sono presente su Facebo- spazio, che cita la copertina
la, ma non è la scuola tradizionale, e non perché
ok e su Twitter, ma me li gestiscono altre persone, del Whole Earth Catalog ci siano più computer o lavagne elettroniche. Non
lo dichiaro, è tutto alla luce del sole. Ho un anti- («una specie di Google 35 perché si studi informatica e non latino – a propo-
co modello di iPhone – odio gli aggiornamenti – e anni prima di Google») scritto sito, il prossimo anno inseriamo il greco. Ma per-
sono uno che può lasciarlo in un’altra stanza sen- da Stewart Brand, un ché ci sono le caratteristiche del Game: movimen-
hippie-biologo che a metà
za sentirsi perso». anni ’70 si era battuto perché
to, apertura, scambio. A diferenza della scuola di
Eppure, il giorno dell’uscita del libro, ha aperto la Nasa diffondesse quelle oggi in Italia, una fortezza del ’900 che abbiamo
un account Instagram che gestisce personalmente. immagini, prima segrete. lasciato intatta: si basa su un concetto di ordine,
«Qui, alla scuola, avevo fatto una promessa e l’ho di linearità. Ci si va ogni giorno, per un certo ora-
mantenuta: ci starò per un mese. Alla peggio, rio, si sta al banco, si studiano certe materie, nes-
chiederò aiuto a Jovanotti, che ci sa fare in queste suna in comunicazione con le altre, si eseguono
cose. Però volevo aggiungere una cosa». esami, si sta con lo stesso gruppo per anni. Non
Dica. insegnano le skill necessarie a giocare nel Game.
«Sono uno che vive nel ’900 ma penso nel Ga- Mio iglio ha mezza giornata impegnata a scuo-
me. I miei libri, anche i primi, ho scoperto che so- la, e una sola ora al giorno per giocare ai video-
no dei videogiochi, molto più integrati nel Game giochi».
di quanto siano quelli di gente che ha vent’anni. Lei sostiene che i suoi igli, grazie al Game, so-
Dall’arrivo dell’iPhone in poi, possiamo dire, nul- no più fortunati. Facendo l’esempio dell’informa-
la ha più avuto serie possibilità di sopravvivenza zione, e i pericoli delle fake news, sostiene che alla
se non aveva certe caratteristiche adatte alla nuo- sua epoca c’erano prima uno e poi tre Tg, inappel-
MA P D ES IG N : 10 0 KM S TU DIO

va civiltà, le caratteristiche dei videogame. Par- labili. Oggi invece milioni di siti, tutti da prendere
lo di design piacevole, aumento progressivo delle con le pinze. È un passo avanti?
diicoltà, il fatto che si impara giocando, il guada- «Una buona metà delle informazioni che recepi-
gnare un punteggio… Ecco: The Game, come il scono i miei igli vengono da più élite, e molto di-
mio primo romanzo, Castelli di rabbia, le soddisfa tutte». verse tra loro: possono scegliere. Quelle che ricevevo io venivano
Interessante: quindi essere contemporanei, ossia giocare bene nel da una sola élite, economica o politica. In quest’ottica, a chi teme
Game, come spiega nel libro, non è solo questione di possedere e per il monopolio di giganti come Google, mi viene da dire: in un

32 I VANITY FAIR 17.10.2018


mondo in cui c’è Google, il monopolio di Google è così pericolo- «No. Bisogna considerare che le élite novecentesche sono sotto
so? Dopodiché c’è un 50 per cento di informazione meno atten- scacco, attraversano la loro più grande crisi. Come tutti quelli che
dibile e i miei igli sanno perfettamente riconoscerla: hanno im- sono a un passo dall’estinzione, ricorrono a qualsiasi mezzo. Lo
parato giocando, come succede nei videogiochi. Per prove ed er- spauracchio della crisi inanziaria, della guerra, del fascismo so-
rori. Sanno benissimo la diferenza tra il padre e uno youtuber: li no fantasmi da agitare perché non sanno più come difendersi».
consumano entrambi, prendono quello che piace loro di più, e il Quindi la pensa come Salvini e Di Maio, tutte esagerazioni?
più bravo se lo portano via. Ma questo succede per tutte le cose. «No, voglio dire che il Game, in Occidente, nasce con l’antido-
Se non altro adesso c’è competizione: si devono dare da fare per to alla guerra nel Dna. Quando si trattò di decidere sull’atomica,
portarsi via il cervello dei miei igli. Mentre invece ai miei tempi probabilmente a quel tavolo, a scegliere che forse era meglio la-
portarsi via il mio cervello era un puro e semplice esercizio di po- sciare perdere, erano in 40. Oggi quan-
tere: chi aveva potere se lo portava via». ti sarebbero? Milioni? Non è sempli-
Sotto, un tributo
Lei descrive il Game come un campo aperto, dove ci sono pericoli a Space Invaders cemente possibile. Mio iglio a fare la
da tutte le parti. Lei come protegge i suoi igli? in un grattacielo guerra per Salvini non ci va, glielo as-
«Sono ragazzi esposti a più pericoli di quelli cui fossi esposto io, di Roppongi, a Tokyo. sicuro».
in un modo strano però. Io, per esempio, viaggiavo in macchina «Tra i 20 e i 25 anni Lei scrive che il programma del Movi-
ho giocato tantissimo
con mio padre che fumava con i inestrini chiusi. Mio iglio no, mento 5 Stelle è novecentesco: perché è
ai videogame, in sala
però ha questa cosa che può scaricare della pornograia sul com- giochi», dice Baricco. anti Europa, è per il lavoro isso, i nego-
puter da un momento zi chiusi la domenica ec-
all’altro. Non dobbia- cetera. Crede quindi che
mo pensare che prima sarà travolto dal Game?
eravamo sicuri e ora no: «Il caso dei 5 Stelle è in-
diciamo che il Game è teressante perché parti-
un sistema, rispetto ad vano da un’insurrezione
altri, particolarmen- digitale che aveva anche
te attento a creare anti- alcune buone idee al-
doti a tutto quello che la base, ma oggi è mol-
fa. Automaticamente, to diverso, in più c’è l’al-
quando c’è un pericolo, leanza con la Lega. Se
spara fuori gli anticorpi. quelle idee iniziali ver-
È costruito così. Quindi ranno riprese da altri
c’è la pornograia che soggetti che riusciran-
arriva, ma c’è molta no a realizzarle meglio,
più informazione, san- funzioneranno meglio
no cos’è. Un giornalet- nel Game».
to “sgalfo” nella fanta- Quel partito esiste, si
sia di un bambino come chiama Volt, è un partito
me, lupetto, produceva paneuropeo fatto da mil-
molti più danni di quelli lennial, nativi digitali.
che può fare un’imma- — Io viaggiavo «Ecco, vince chi gioca meglio. Il Movimento si estinguerà, come
gine improvvisa dentro il BlackBerry: non era all’altezza della rivoluzione che lui stesso
il computer di mio i- in macchina con mio aveva messo in moto».
glio. Dopodiché, ci so- padre che fumava Parlando di futuro, non teme nemmeno la «singolarità tecnologi-
no anche veri e propri ca», prevista da alcuni nel 2029, ossia il momento in cui l’intelli-
strumenti per scherma-
con i inestrini chiusi. genza dei robot sarà così potente da non essere più compresa da-
re i software, non ti de- Non dobbiamo pensare gli umani?
vi arrendere ma devi ac- che prima eravamo «Gli scienziati con cui ho parlato mi prospettano grandi progres-
cettare i rischi di questo si delle macchine per migliorare la vita dell’uomo, ma su quel ti-
sistema». sicuri e ora no po di intelligenza artiiciale siamo ancora molto lontani da quel
Gli «anticorpi» il Game momento».
li ha anche da quelle che lei chiama le sue «deviazioni»? Mi spie- Forse potrebbe essere una nuova rivoluzione tecnologica e un altro
go: se abbiamo creato una nuova civiltà per fuggire dalle guerre salto, una nuova civiltà.
del ’900, avendo in mente un mondo interconnesso in cui la ric- «Può darsi. Per il momento dovremmo concentrarci a “raddriz-
chezza e le opportunità venivano redistribuite, come si spiega oggi zare” il Game, fondato al 99 per cento da maschi bianchi, ame-
il sovranismo, la Brexit, il muro in Messico, i porti chiusi? ricani, ingegneri o scienziati. E fare un’iniezione di un’altra intel-
«Sono forzature del Game, fatte da chi è rimasto indietro. Gen- ligenza, non americana, femminile, europea, umanista. Manca-
te che ora si ribella: non ha avuto quello che voleva. Quindi è sali- no all’appello i poeti, i ilosoi: gli intellettuali novecenteschi con-
ta sulla nave ma ora cerca di cambiare rotta. Io li chiamo gli “am- tinuano a remare contro, invece occuperebbero, nel Game, posi-
GE TTY I MA G ES

mutinati del Game”, e l’esempio più chiaro è Trump. Tra troll zioni di assoluto rilievo. E lo sa che c’è una sola donna tra i pio-
russi e tweet, sta nel Game. Poi però parla di dazi, di muri». nieri dell’insurrezione digitale? È una dei due fondatori di Flickr,
Alcuni dicono che il sovranismo porterà alla guerra. Non ha paura? Caterina Fake – è il suo vero nome, giuro».

34 I VANITY FAIR 17.10.2018


KATE MOSS

Ciao vodka,
ora acqua
di LAVINIA FARNESE

desso sono una brava

A ragazza», ha detto Ka-


te Moss in un’intervista
alla tv americana Nbc.
«Vado a letto presto,
bevo tanta acqua, pochi cafè e sto
provando a smettere di fumare; cer-
co insomma di prendermi cura di me
stessa». Una svolta «salutista», a 44
anni: ma non perché voglia far scom-
parire il passato di vodka, topless, vi-
zi e eccessi vari. Totalmente immer-
sa nel ruolo di madre di Lila, 16 anni,
avuta dal curatore editoriale Jeferson
Hack, e di compagna dell’aristocrati-
co 34enne Nikolai Von Bismarck, an-
cora una volta non si preoccupa del
giudizio degli altri, se si sta mostran-
do nuda o vestita, sporca o pulita,
opaca o scintillante. Il diritto alla tra-
TR UNK A RCH IVE

sformazione è in lei più forte di qual-


siasi rivendicazione d’oblio.

36 I VANITY FAIR foto CHRIS COLLS 17.10.2018


Sempre in Movimento
di FRANCESCO OGGIANO
Mezzo Movimento lo rivorrebbe a Roma. Alcuni addirittura come ministro degli Esteri al posto di Enzo Moavero Milanesi.
Ma Alessandro Di Battista, ex parlamentare e volto tra i più popolari dei 5 Stelle, per adesso non ci pensa proprio a tornare.
Almeno ino a dicembre proseguirà il viaggio che l’ha portato dalla California al Guatemala, passando per il Chiapas, il Messico,
«il caracol zapatista di Oventic, la Sierra de Juárez di Oaxaca, la comunità di Chamula e San Cristóbal de las Casas».
Con la compagna Sahra, il iglio di un anno Andrea e un contratto di collaborazione giornalistica con Il Fatto Quotidiano,
«il Dibba» è partito per l’America lo scorso 29 maggio. L’obiettivo? «Riprendere la scrittura, fare politica fuori dai palazzi,
raccogliere idee, raccontarle e riportarle in Italia». Ecco le tappe principali del suo viaggio.
1. «È il luogo che mi ha fatto
IF YOU’RE GOING nascere la passione per
TO SAN FRANCISCO la Politica, quella con la P
maiuscola». Mentre Andrea
Prima tappa, la Silicon Valley gioca «con decine di bambini
e le sue contraddizioni. di questa comunità», Alessandro
A partire dal quartiere più dà una mano come volontario
povero di San Francisco: a un progetto di cooperazione
«Qui ho visto poveracci internazionale. «Creiamo alberi
con un modello di cellulare più da frutto utilizzando semi nativi
nuovo del mio. Non c’è la (cacao, mango, avocado) e li
povertà che ho visto in Congo. distribuiamo in alcuni villaggi
C’è miseria, solitudine mortale». estremamente poveri del Petén,

2.
LE AMERICHE nel nord del Guatemala».
Alessandro Di
VIAGGIO IN SANDALI Battista (sotto, con la 6.
compagna Sahra LA PIGNATTA DI ANDREA
L’ex parlamentare e Sahra sono Lahouasnia, 31, e il figlio
una coppia di poche pretese. Andrea, 1), 40 anni, in È a Nuevo Horizonte che il 24
Viaggiano con i mezzi pubblici viaggio da giugno. settembre Andrea festeggia
(«Ci mettiamo più tempo il primo compleanno, con più
ma ci immergiamo nel Paese»), di 90 persone, comprese le due
pernottano negli ostelli nonne. «La torta l’ho presa
(«Paghiamo 10 euro a notte in questo locale El Chal. Ce
e incontriamo un mucchio n’erano due tipi: quella fresca
di gente») ed evitano i ristoranti e quella secca. Noi abbiamo
(«Facciamo la spesa al mercato preso la fresca», racconta
locale e cuciniamo noi, anche Di Battista. Al party, come
la pappa per Andrea»): da tradizione guatemalteca,
«Sto bene in un paio di sandali è il momento della «pignatta»:
modello tedesco in vacanza «È una forma di cartapesta
a Riccione a ottobre. Lo so che riempita di caramelle, che
sono brutti, ma sono comodi». i bambini devono prendere a
bastonate per far uscire i dolci».
3.
IL MITO DELLA FRONTIERA 7.
TALE PADRE, TALE FIGLIO
La famiglia Di Battista percorre
l’intera California in bus («Il più Il piccolo Dibba dimostra
economico che c’è») e, dopo di avere i «piedi che scottano»
OLY CO M /LA P RE S SE , IN ST AG R AM .C OM / A LE D IBA TTIS TA

una sosta a Los Angeles, visita il come il padre. «Si adatta a ogni
muro alla frontiera Messico-Usa. jet lag», racconta orgogliosa
Quindi, fermata a Guadalajara Sahra. «Mangia tutto, dai burrito
«per vedere la partita dei ai tacos. Non ha un giocattolo,
Mondiali Messico-Brasile in una ma è un bambino felice.
cantina aperta già di mattina». Sta diventando come Mowgli,
Alessandro scrive, legge si adatta a tutto», aggiunge
(Thoreau e Chatwin) e parla Alessandro, postando la foto del
«con un mucchio di persone». di tale attivista Simone. 5. primo bagnetto fatto all’aperto
Poi, è la volta di Puerto VOLONTARIO IN GUATEMALA nella comunità agricola.
4. Escondido, dove il 4 agosto «Gli abbiamo fatto cambiare più
40 ANNI A PUERTO ESCONDIDO Alessandro festeggia i suoi 40 All’inizio di settembre letti che pannolini. Ha macinato
anni «in una splendida comunità Dibba approda finalmente in chilometri, sta crescendo
I tre restano qualche giorno a sul Pacifico con la mia famiglia Guatemala, ospite della viaggiatore. Questo è il regalo
Città del Messico, ospiti a casa e alcuni amici venuti dall’Italia». comunità Nuevo Horizonte. che gli ho voluto fare».

38 I VANITY FAIR 17.10.2018


LILY-ROSE DEPP e TIMOTHÉE CHALAMET

Chiamali con il loro nome


Se venisse confermato dal tempo o dai diretti interessati, sarebbe l’amore più perfetto dell’autunno:

GARETH CA TTE RM OLE / G ET TY IM A G E S, WILLIA MS + HIR AKAWA / AU G US T/ CON TRAS TO


giovani, belli e appassionati (di cinema e di Francia), a loro è bastata
una passeggiata «molto vicini» a New York per alimentare il sogno di un fidanzamento per direttissima
di LAVINIA FARNESE

e una storia abbiamo imparato, dal dialo- l’amore. Lei è Lily-Rose Depp, 19enne modella e attri-

S go inale di Chiamami col tuo nome di Lu-


ca Guadagnino, è che non si deve sognare in
piccolo: «Cuore e corpo ci vengono dati una
volta sola, di vita ce n’è una, e prima che tu
te ne accorga ti ritrovi col cuore esausto, arriva un mo-
mento in cui nessuno lo guarda più, il tuo corpo, e tan-
tomeno vuole avvicinarglisi», dice nel ilm il padre a un
ce, iglia del pirata Johnny. Dopo essersi conosciuti gra-
zie a Netlix sul set di The King ed essere andati insie-
me al Festival di Toronto e a quello di San Sebastián,
adesso sono stati visti in una passeggiata a due per New
York – «abbracciati» a Central Park, «molto vicini» in
un cafè dell’East Village, scrive l’americano People. A
unirli, ci sarebbe una passione in più, oltre al cinema: la
Timothée Chalamet arso dal dolore per un amore ini- Francia. Con il papà di lui, Marc, cresciuto nei dintor-
to con l’estate. Anche se ha solo 22 anni, conviene che ni di Parigi proprio come la mamma di lei, Vanessa Pa-
l’attore il consiglio se lo tenga in mente, in questo autun- radis, che di Lily dice: «Sa navigare piuttosto bene, in
no in cui dicono (pare, piacerebbe) per lui sia arrivato un’esistenza tanto agitata».

40 I VANITY FAIR 17.10.2018


l’ospite
inatteso L’«ASSURDITÀ»
DEL METOO
di
BRET EASTON
ELLIS

arliamoci chia- movimento si è trasformato

P ro: la gente co-


mincia ad avere
seri problemi col
movimento #Me-
Too, esploso sull’onda dello
scandalo violenze sessuali/
divano del produttore che lo
in un’arma politicizzata usata
per abbattere un candidato
sgradito a una parte, mac-
chiandone la reputazione; si
è trattato di un gioco di pote-
re che riproduceva in modo
sconvolgente l’atteggiamento
scorso autunno ha travolto il di quelle stesse persone che
boss cinematograico Harvey inizialmente si volevano scre-
Weinstein, e che ha trasfor- ditare. All’improvviso il #Me-
mato in una casa infestata di Too è parso un movimento
paranoie non solo Hollywo- autoritario, convinto che non
od, ma anche Washington, esista altra opinione all’infuo-
grazie al circo delle udienze ri della sua e, cosa ancor più
Ford-Kavanaugh che il mese discutibile, che si debba cre-
scorso ha tenuto inchiodati dere a qualsiasi accusa for-
gli Stati Uniti. Stavolta però mulata da qualsiasi donna,
si trattava dei ricordi nebulosi MAGGIORANZA REPUBBLICANA anche se alcune vicende di
di una festa di liceali ubriachi Brett Kavanaugh, 53 anni, è stato confermato dal Senato americano rilievo coperte dai media la-
avvenuta più di trent’anni fa, come nono giudice della Corte Suprema, con 50 voti a favore e 48 contro. sciano intendere il contrario:
durante la quale una donna le false accuse di stupro mos-
si è sentita minacciata da un ragazzo fradicio d’alcol e non c’è se ai giocatori di lacrosse della Duke University, il caso di Jackie
stato sesso, e che oggi avrebbero potuto far escludere un uomo Coakley alla University of Virginia e la ragazza del materasso
dalla Corte Suprema. La prossima volta cosa sarà? Il fatto di alla Columbia University. Mani allungate, genitali esposti, baci
aver chiesto a una massaggiatrice di massaggiarti la coscia «un indesiderati sono diventati reati gravissimi, e il giudice Kavanau-
po’ più su» nel 1993? Una battuta sessuale fatta in ascensore du- gh è stato bollato come predatore sessuale e aspirante stupratore
rante l’amministrazione Obama? Un polso aferrato nel 2005? sulla base di un’accusa non corroborata, e senza la minima pro-
Un’avance indesiderata nel 1976? Ecco in cosa sembra si stia tra- va. Le intenzioni iniziali del #MeToo sono insomma degenerate
sformando il #MeToo: in una caccia agli stronzi, agli sigati, agli in una caccia alle streghe, volta a spazzar via chiunque faccia
studenti ottusi, ma soprattutto agli uomini di potere bianchi, e parte del patriarcato per malefatte che, molto semplicemente,
la lista delle infrazioni si andava allungando – troppo ubriaco, alla deinizione di violenza sessuale, stupro o molestia sistemica
un po’ aggressivo – in base all’urgenza con cui bisogna spazzarti non si avvicinano nemmeno.
via. A un certo punto capisci che, se Hillary Clinton fosse stata Le mie sorelle si sono messe a ringhiare, quando gli ho chiesto un
eletta, il #MeToo forse non sarebbe esistito, perché il punto di parere sull’attuale #MeToo. Una nota scrittrice, ospite del mio
tutto è arrivare a Trump: colpire uomini di potere bianchi più podcast, mi ha pregato di chiederle qualsiasi cosa volessi, ma per
accessibili del presidente, che si è dimostrato uno scarafaggio favore non del #MeToo. La sorella del mio idanzato – trentadue
impossibile da uccidere. anni, madre e imprenditrice di successo – pensa che il movimen-
Il movimento #MeToo è partito da Hollywood con intenzioni lo- to sia diventato «assurdo», e che anche lei, se solo volesse, potreb-
devoli: compensi equi, lo smantellamento delle molestie sessua- be trasformare una decina di brutte esperienze con gli uomini in
GETTY IM AG E S . RIT RA TT O DI ES TUD IO S ETA N TA

li sistemiche che caratterizzano la città. Hollywood può essere episodi da #MeToo. Da madre di una bambina, però, ammette
un mondaccio volubile gestito tramite favori sessuali, un divano la possibilità che il movimento torni al suo signiicato originale,
per i produttori, e uno sgradevole do ut des fra attrici bellissime l’uguaglianza per le donne, e spera che sua iglia possa evitarsi
(e attori) e centri di potere un po’ meno belli. Afermare che lo qualcuna delle seccature che sono toccate a lei con gli uomini.
stupro è del tutto inaccettabile è ottusamente scontato, ma per Ma se il #MeToo continua così, sua iglia con gli uomini rischia
gli isterici bisogna chiarirlo ad alta voce, nel momento in cui si anche di non fare sesso mai.
cominciano a sollevare dubbi sulle nuove percezioni generate
dal #MeToo. Ciò che si è visto succedere a Washington è che il [traduzione di Matteo Colombo]

Bret Easton Ellis — 54 anni, scrittore e sceneggiatore americano. Il suo ultimo libro è Imperial Bedrooms (Einaudi).

42 I VANITY FAIR 17.10.2018


A Colonia, la vita in rosa
Ci sono tre mesi di tempo per volare a Colonia e visitarlo. Il Supercandy! Pop-Up Museum è una struttura temporanea inaugurata il 26 settembre,
GETTY IM AG E S

dedicata a Instagram e ai social. Nei suoi 1.200 metri quadrati, tinti di rosa caramella, con nuvole di zucchero ilato, sono state collocate anche
venti installazioni interattive con cui giocare e divertirsi. Come fanno queste due ragazze che giocano a farsi un selie su uno sfondo di palloncini.

44 I VANITY FAIR foto MICHAEL GOTTSCHALK 17.10.2018


@RealHughJackman

«La colazione
è la mia specialità.
So che è il pasto più
innamorato facile da cucinare,
ma io preparo
tutto con un tocco
speciale, come
i pancake al limone
sportivo e ricotta»

— «Mi piacciono i
Deb, 13 anni più di lui, l’ha Rolling Stones per il
conosciuta sul set della serie karaoke. Sympathy
australiana Correlli. Si sono sposati
nel 1996. Se sono lontani for the Devill è una
si telefonano più volte al giorno.
Nel 2013 è stata lei a spingerlo
delle migliori»
a farsi controllare quella Hugh Jackman
«macchia sul naso». Da allora
è stato operato cinque volte per
un carcinoma basocellulare,
«ma grazie ai controlli frequenti
sto benissimo». Il padre gli ha
insegnato che quando si è felici,
bisogna contribuire. Ha aperto
a New York la Fondazione
Laughing Man, «l’uomo che ride», LA BUONA STELLA
impegnata nella produzione Hugh Jackman è nato
di cafè equosolidale. il 12 ottobre 1968
a Sydney. Segno zodiacale,
Bilancia. Al cinema
protettivo lo vedremo interpretare
il senatore Gary Hart
in The Front
Runner.

Il divo ad alta fedeltà


Quando è stato eletto «uomo più sexy del pianeta» ha commentato: «Brad (Pitt) quest’anno
non era disponibile?».Hugh Jackman , 50 anni il 12 ottobre, è sempre stato
un gran bravo ragazzo. Cresciuto a pane e surf a Bondi Beach, ha alternato una carriera variegata
AUG US T/ CO NTRA S TO

(nove capitoli nei panni di Wolverine, cantante e ballerino in The Greatest Showman,
un Tony Award per The Boy from Oz) a un unico grande amore: Deborra-Lee Furness.
Con lei ha adottato due bambini, porta a spasso due cani. Ed è (molto, molto) felice
di STEFANIA SALTALAMACCHIA

46 I VANITY FAIR foto WILLIAMS + HIRAKAWA 17.10.2018


Cancro: la terapia interna
Non solo bisturi, chemio e radioterapia: James P. Allison e Tasuku Honjo, vincitori del Nobel
per la Medicina, hanno scoperto come stimolare il sistema immunitario per aggredire le cellule tumorali
di LUCA VENTURA

LE RICERCHE

ontro il cancro sono già state vinte molte battaglie. Se oggi sia-

C mo un passo più vicini a vincere la guerra il merito è dell’a-


mericano James P. Allison, 70 anni, e del giapponese Tasuku
Honjo, 76, vincitori del Nobel 2018 per la Medicina.
Le ricerche dei due immunologi, infatti, hanno messo per la
prima volta alla luce i meccanismi naturali attraverso i quali il nostro orga-
nismo può scatenarsi contro l’aggressione di un tumore. Allison, docente
dell’università del Texas, e Honjo, dell’università di Kyoto, hanno scoper-
to il modo per «disattivare» due proteine che con diverse modalità impedi-
scono al nostro sistema immunitario di attivarsi contro le cellule tumorali
e bloccare l’avanzata della malattia. È grazie ai due studiosi, dunque, se
oggi il cancro non si combatte più solo con bisturi, radiazioni e farmaci
che purtroppo colpiscono anche le cellule sane, ma anche con l’immu-
noterapia, considerata l’opzione più promettente nella lotta contro la se-
conda causa di mortalità dopo le patologie cardiovascolari. Resta ancora
molta strada da fare: non tutti i tumori rispondono ancora a questo ap-
proccio terapeutico, né tutti i pazienti reagiscono eicacemente alle cure.
Una cosa, però, è certa: il cancro non ha mai avuto tanti nemici, e le armi
a loro disposizione non sono mai state così eicaci.

Gli screening
PREVENZIONE per la diagnosi
precoce
possono essere svolti nei 397 centri della
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. IN FUTURO
Da segnalare, il 13 e 14 ottobre a Roma,
Tennis & Friends, weekend di sport e prevenzione Si trova a SIENA il CIO,
con oltre 45 mila check-up gratuiti efettuati. Centro di Immuno-
Ottobre è il mese della prevenzione del tumore Oncologia, il primo
al seno. Stile di vita sano, autopalpazione, controlli istituto in Europa
annuali e mammograia biennale dopo i 50 anni interamente dedicato al
sono l’abc della diagnosi precoce che, con la ricerca, trattamento dei tumori con
ha portato la sopravvivenza a 5 anni all’87%. IMMUNOLOGI l’immunoterapia. I primi
L’obiettivo è arrivare al 100%. risultati, dice il direttore
Tasuku Honjo e James P. Allison hanno Michele Maio, si sono
capito come sbloccare i «freni» che avuti con il melanoma e
TERAPIE ORMONALI impediscono ai linfociti T, fondamentali con il tumore al polmone.
sentinelle del nostro sistema immunitario, Oggi le sperimentazioni
di attaccare le cellule tumorali. Nel 1992 attive nel centro sono 40 e
GETTY IM AG E S , S HU TTE RS TOC K

Oltre all’immunoterapia con farmaci o con manipolazione


del Dna e ai trattamenti tradizionali, grandi passi in avanti Honjo ha individuato la proteina PD-1, che relative a quasi tutti i tipi
sono stati fatti nell’ambito delle terapie ormonali usate agisce da inibitore della risposta quando si di cancro. Sul futuro Maio
soprattutto per i tumori di mammella e prostata, degli collega a PD-L1, una proteina espressa su è ottimista: il suo ultimo
anticorpi monoclonali che attaccano selettivamente alcune cellule normali e tumorali. Allison ha libro, scritto con Giovanni
le cellule tumorali, e delle varie classi di terapie a bersaglio
molecolare. Tutti i metodi «alternativi» non convalidati da
scoperto la proteina CTLA-4: bloccandola, Minoli e in uscita il 23
risultati clinici, vale la pena ripeterlo, non servono a niente. le cellule T attaccano quelle tumorali. ottobre, s’intitola Il cancro
ha già perso (Piemme).

48 I VANITY FAIR 17.10.2018


45%
la furia rossa
Mamma SARAH
FERGUSON, 59,
«radiata» dalla firm
dei Windsor dopo il divorzio,
torna sulle scene
(con anche un look)
da protagonista.

35%festa lunga

20%
A curare il pranzo di nozze
è nonna Elisabetta. Ma a
differenza dei cugini HARRY
e William, la 28enne allunga
i festeggiamenti di 24 ore.
Con un «party informale» invitati top
orchestrato dallo stesso Oltre ai paggetti
wedding planner dei Beckham. George, 5 anni,
e Charlotte, 3,
si punta su Theodora,
6, figlia di Robbie
Williams. Atteso anche
George Clooney,
ex proprietario della
EUGENIE DI YORK tequila di cui lo sposo
è brand ambassador.

Il «sì» più rock del reame


Se è vero che i secondogeniti se la spassano, anche le cugine non scherzano.
Eugenie di York, ex adolescente impacciata, ha la sua grande occasione il 12 ottobre.
GETTY IM AG E S

La figlia del principe Andrea sposa al castello di Windsor Jack Brooksbank, bel mercante di vini 32enne,
e può contare su un paio di assi nella manica. Il fine? Far dimenticare Meghan Markle
di STEFANIA SALTALAMACCHIA

50 I VANITY FAIR 17.10.2018


ICONE
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le vite
degli altri NADIA, ALLA VOCE
PREMIO NOBEL
di
DARIA
BIGNARDI

PER LA PACE
Nadia Murad, 25 anni, yazida,
rapita dall’Isis nel 2014,
ambasciatrice Onu per la dignità
dei sopravvissuti alla tratta
di esseri umani, è stata insignita
del Nobel per la Pace 2018.

Racconta della famiglia mu-


sulmana che l’ha nascosta
per diciassette giorni l’ultima
volta che ha provato a fuggi-
re, e che così l’ha salvata, gra-
zie al velo integrale che l’ha
coperta e ai documenti fal-
si che questa famiglia di bra-
ve persone sconosciute le ha
procurato. Grazie a loro da
Mosul Nadia è riuscita ad
arrivare in Germania. Lei e
le sue compagne erano state
rapite durante la grande of-
fensiva dello Stato Islamico
a Sinjar: gli stupri e gli altri
abusi compiuti dai miliziani
sono ampiamente documen-
tati da diverse inchieste gior-
adia Murad – che venerdì 5 otto- —Era estate. nalistiche – tra le quali una molto importan-

N
bre è stata insignita del Nobel per te del New York Times che racconta come lo
la Pace a 25 anni – è una donna
Andava tutto bene. stupro sia un metodo estremamente preciso
molto coraggiosa. Anche se non Poi sono arrivati loro. teorizzato e poi messo in atto dall’Isis per di-
parlasse, quel che ha vissuto le si Ed è finito tutto struggere la minoranza yazida, alla quale ap-
leggerebbe negli occhi, che sono sempre tri- partiene Nadia Murad.
sti e troppo stanchi, gli occhi di chi ha visto qualcosa di mol- Due anni fa, quando Nadia ha vinto il Premio Sakharov per
to brutto che non si può assolutamente dimenticare. Ma Nadia la libertà di pensiero, il più importante riconoscimento per i
parla, parla, parla e racconta cose che non vorremmo ascol- diritti umani in Europa assegnato dal Parlamento europeo, noi
tare e che invece dobbiamo ascoltare con molta attenzione. di Vanity Fair l’avevamo intervistata e anche allora ci aveva rac-
Racconta che l’estate dei suoi ventun anni, mentre la- contato tutto. Terminando il suo racconto con parole semplici
vorava in campagna con la famiglia, una squadra dell’I- che ti facevano gelare il sangue: «Era estate. Andava tutto be-
REU TE RS /C ON TRA S TO. RITRA TT O D I ES TUD IO SE TA NT A

sis arrivò a Kocho, nel nord dell’Iraq, e uccise tutti gli uo- ne. Poi sono arrivati loro. Ed è inito tutto».
mini del paese e molti bambini tra i quali sei suoi fratel- Dopo però aveva anche detto: «Solo una volta arrivata in Eu-
li, e dopo rapì tutte le donne per farne schiave sessuali. ropa mi sono sentita in salvo, perché solo in Europa ho trovato
Nadia racconta. Della prima volta che l’hanno portata in una ascolto. Nessuno prima me lo aveva voluto dare».
stanza piena di soldati ino a quando non è svenuta. Della pri- Ecco, ogni tanto dovremmo ricordare che tutto ciò che diamo
ma volta che ha cercato di scappare e per punizione l’hanno per scontato – il rispetto per le minoranze, uno stato di diritto,
stuprata in sei contemporaneamente. Dell’uomo gigantesco la forza che ci dà essere europei – in troppi luoghi del mondo
che l’ha comprata per primo e poi l’ha rivenduta. Delle sue non lo è per niente, e che è un privilegio da difendere invece di
compagne, amiche, sorelle, ancora prigioniere degli stupratori. metterlo in discussione, per noi e per chi non ce l’ha.

Dove seguirla — Potete leggere DARIA su Twitter, @dariabig, e trovare tutte le sue rubriche su Vanityfair.it/daria-bignardi.

52 I VANITY FAIR 17.10.2018


COVER STORY
«C’è stato
un momento
in cui per me
tutto è
cambiato.
È stato
quando ho
iniziato a
dire ad alta
voce quello
che pensavo»
BENICIO DEL TORO
T RU NK A RC HIV E

17.10.2018 foto KURT ISWARIENKO VANITY FAIR I 55


DOPO IL SICARIO
Benicio Del Toro,
51 anni,
è protagonista
di Soldado,
che esce al cinema
il 18 ottobre.

56 I VANITY FAIR 17.10.2018


VANITY
COPERTINA

DURO
DAL CUORE
FRAGILE
BENICIO DEL TORO
Ha soferto momenti difficili, quando si
era sparsa la voce che fosse alcolizzato e
i registi lo evitavano. Poi però, superata
una «montagna di insicurezze», l’attore
Oscar è tornato a lavorare, e adesso
lo ritroviamo al cinema. Ma non è il set
il posto in cui si trova più a suo agio
di PAOLA JACOBBI foto KURT ISWARIENKO
ser vizio ÀNGELA ESTEBAN LIBRERO

17.10.2018 VANITY FAIR I 57


58 I VANITY FAIR 17.10.2018
«NON SONO
UN DITTATORE,
AMO LE SCELTE
COLLEGIALI» A
Abbiamo appena iniziato a parlare. Ma
Benicio Del Toro, altissimo e imponente,
scatta dalla sedia e si alza dicendo: «Mi
scusi, non posso lasciare questo coso a
metà».
Il coso è un churro, il classico bastoncino
dolce fritto spagnolo, che evidentemente
Benicio stava mangiando prima che io ar-
rivassi. Lo aferra e lo inisce in un bocco-
ne, velocissimo e vorace. Poi si risiede, l’a-
ria soddisfatta di chi ha portato a termine
una missione. E le missioni dei golosi, si sa,
non possono aspettare.
Una debolezza così fa subito simpatia,
soprattutto perché applicata a un attore
quasi specializzato in ruoli di «cattivi» e
certamente di uomini duri e rudi, con un
sex appeal tenebroso e primitivo. Del To-
ro, ottimo Che Guevara nel ilm di Steven
Soderbergh (vinse anche il premio come
miglior attore al Festival di Cannes), indi-
menticabile ex carcerato diventato fanati-
co religioso in 21 grammi, vanta anche una
lunga militanza in quelli che oggi si chia-
mano cartel movie e che, in un’altra era
del cinema e della società, si chiamavano
gangster movie, a partire da Traic (2000),
che gli fece vincere l’Oscar, per continua-
re con Escobar (2014) e Sicario (2015)
diretto da Denis Villeneuve. Il sicario del
titolo, Alejandro Gillick, assassino senza
cuore (forse), devastato dalla tragedia (gli
hanno ucciso una iglia), è stato interpre-
tato con la consueta passione da Benicio,
al punto da guadagnarsi un sequel che si
intitola Soldado, scritto da uno dei migliori
sceneggiatori in circolazione a Hollywood,
Taylor Sheridan (I segreti di Wind River), e
in uscita il 18 ottobre.
Il regista è Stefano Sollima, al suo primo
ilm americano, ma la trama non si può
raccontare altrimenti i cacciatori di spoiler
mi aspettano sotto casa. E poi non c’è solo
Soldado nell’immediato orizzonte di Beni-
cio: è in arrivo anche la miniserie Escape
at Dannemora, storia vera dell’evasione di

17.10.2018 VANITY FAIR I 59


due assassini (l’altro è Paul Dano) e della
caccia all’uomo che ne segue. Inine, chi
lo sa, lo strambo Collezionista del mondo
Marvel potrebbe rispuntare fuori prima o
poi.
Nato a Puerto Rico, Del Toro è arrivato
negli Stati Uniti da ragazzo, ha giocato a
lungo a basket, pensando di farne una pro-
fessione. Poi, dopo un passaggio ai celebri
corsi di recitazione di Stella Adler a New
York (tra i suoi compagni di corso, per di-
re, c’era anche Mark Rufalo), ha capito
che l’altezza, vicina al metro e novanta,
poteva servire, insieme al resto, per fare
canestro ogni volta che entra in un’inqua-
dratura.
Tanto carisma e sintomatico mistero sono
doti naturali e non invenzioni hollywoodia-
ne per creare il «personaggio». Lo confer-
merebbe la vita privata, anzi privatissima.
Si sa poco di lui, tranne che le idanzate più
o meno famose sarebbero state parecchie,
i cuori spezzati nel cinema internazionale
non ne parliamo. Non si è mai sposato ma
sei anni fa ha avuto una bambina, Delilah,
da Kimberly Stewart, iglia del cantante
Rod.
Per questa intervista, in un hotel di Los
Angeles, Benicio indossava completo
scuro e cravatta. Sulla mano destra por-
tava un grande anello d’argento con la
maschera di un leone. Di un ideale leone
ha l’agilità a dispetto della mole, la regale
ierezza, le occhiaie maturate in battaglie.
E anche un ruggito allegro, quando ride.
E lo fa spesso.

Come è andata con Sollima?


«Ha talento ed è intelligente, e questo si sa,
no? Ma ho molto apprezzato come se l’è
cavata sotto pressione. Per la prima volta
lavorava in un Paese che non è il suo, con
attori che avevano anche già interpretato

«A UN CERTO
PUNTO PARLAVANO
SOLO DI QUANTO
IO FOSSI
INGRASSATO, NON
MI CHIAMAVANO»
60 I VANITY FAIR 17.10.2018
1. 2.

UNA CARRIERA
DA CATTIVO...
MA NON SEMPRE
3. 4. 1. Nel 1995, nei Soliti sospetti di Bryan
Singer, Benicio Del Toro interpreta
un ricettatore e inizia la sua carriera
di «cattivo». 2. Nel 2000 Steven
Soderbergh lo sceglie per Traffic, film dove
è un poliziotto alle prese con il traffico
di droga, e con cui vinse l’Oscar.
3. Protagonista del Che, nel 2008:
il film è diviso in due parti – L’argentino
e Guerriglia – e la prima gli procurò la
Palma d’oro come miglior attore al Festival
5. 6.
di Cannes. 4. La scorsa primavera lo
abbiamo visto tinto di platino in Avengers:
Infinity War, nei panni del Collezionista,
personaggio in cui si era già incarnato
quattro anni prima con Guardiani della
Galassia. 5. In Sicario, 2015, diretto
da Denis Villeneuve, è il killer Alejandro.
6. Soldado, primo film americano
di Stefano Sollima, con la sceneggiatura
di Taylor Sheridan, è il sequel di Sicario.

questi personaggi, con i produttori di Hol- tizio! (Ride) Dunque, Nicolas Cage mi da un ilm di successo nel mio Paese, come
lywood che gli stavano addosso. Non ha piace ma non so che cosa abbia fatto di capita ad alcuni. Io arrivavo dall’interno,
mai perso il suo aplomb, è riuscito a orga- recente. Ovviamente, ogni accostamento a mi sono formato qui. La mia storia è simile
nizzare il caos nel migliore dei modi». Brando mi riempie d’orgoglio perché sono a quella di Andy Garcia e di Raúl Juliá, di
Ho trovato un articolo degli anni Novanta. tre gli attori per me al vertice della storia Edward James Olmos e Jimmy Smith. Lo-
L’autore diceva così: «Benicio Del Toro del cinema, quelli di cui continuo a vede- ro ci avevano provato prima di me e ce l’a-
è il prossimo Marlon Brando, o almeno il re i vecchi ilm: Toshiro Mifune, Marcello vevano fatta. È stato un viaggio, duro per
prossimo Nicolas Cage». Non ho saputo Mastroianni e Marlon Brando. Non so che me ma ancora più duro per loro».
che cosa pensare! cosa abbiano, in loro c’è sempre una for- C’è stato un momento in cui si è detto che il
«Wow, ma che chiaroveggente era questo ma di distacco, possono essere divertenti, viaggio diicile era inito?
intensi quando serve, con una sensibilità «Non inisce mai. Però c’è stato un mo-

« IO COME BRANDO?
che non so deinire altro che speciale. Di mento in cui per me tutto è cambiato».
recente ho rivisto Viva Zapata!, per dire. Lì L’Oscar?
c’è Brando, un tizio nato in Nebraska, che «No, quello è venuto dopo e mi ha fatto

NE SONO
interpreta un rivoluzionario messicano ed capire di avere ragione. Anni prima, a un
è così bravo che ti dimentichi che sta par- certo punto mi sono accorto di non essere
lando inglese e che è nato in Nebraska». abbastanza bravo nei ilm che avevo fatto:

ORGOGLIOSO: Lei ha avuto successo recitando in ingle-


se, che non è la sua prima lingua, un po’ il
contrario di Brando in Viva Zapata! Oggi
rispetto a quello che riuscivo a fare a scuo-
la di recitazione, sembravo un altro. E poi
ho capito che questo succedeva perché

AVEVA UNA si parla molto di inclusione e di corretta


rappresentanza delle minoranze: Zapata
avevo paura di combinare casini, volevo
essere amico di tutti, entrare nelle grazie

SENSIBILITÀ
lo farebbero certamente interpretare a un dei produttori. Poi ho iniziato a parlare e a
messicano. Ma quanto è stato diicile tro- dire ad alta voce quello che pensavo».
vare il proprio spazio? Insomma, la diplomazia è sopravvalutata.

SPECIALE» «Guardi, potrei scrivere un libro su questo


tema. È stato complicato. Io non arrivavo
«Sì, ma bisogna avere la forza di pagarne le
conseguenze, nei momenti diicili».

62 I VANITY FAIR 17.10.2018


sodinibijoux.it

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Ne ha avuti? «Ricordo distintamente la prima volta che tra Alejandro González Iñárritu, Guiller-
«Dopo Paura e delirio a Las Vegas di Terry ho sognato in inglese, capii che era cam- mo del Toro e Alfonso Cuarón, il trio dei
Gilliam (del 1998, con Johnny Depp, ndr) biato qualcosa. Vado a Puerto Rico due o registi messicani più famosi al mondo?
non ho trovato lavoro per un bel po’. In tre volte l’anno a trovare i parenti e quan- «Sono molto orgoglioso di tutti loro, di
America fu un grandissimo lop. I casting do arrivo lì, dopo qualche giorno sogno e avere radici culturali comuni con questi
director non mi ricevevano più. I registi penso di nuovo in spagnolo. Sul contare, registi pazzeschi. Però, io ho lavorato solo
non mi prendevano in considerazione. ino ai multipli di dieci in inglese, da cento con Alejandro (in 21 grammi, ndr), quindi
Parlavano solo di quanto io fossi ingras- in su passo allo spagnolo». forse è lui il mio preferito. Molti pensano
sato. In efetti, ero ingrassato per il ilm e È stato presidente della giuria della sezione che io e Guillermo siamo parenti ma non
L E F OTO DE L S E RVIZIO SO NO D EL L' A G EN ZIA TRUN K AR CHIV E
non avevo ancora avuto il tempo per di- Un Certain Regard a Cannes. Si è divertito? lo siamo. Siamo solo amici e abbiamo in
magrire. Dicevano anche che ero alcoliz- «Molto. Non sono un dittatore, quindi la comune la passione per un vecchissimo
zato, confondendomi con il personaggio discussione è sempre stata collegiale. Ve- ilm, Il mostro della laguna nera. Ogni tan-
del ilm. A Hollywood sono tanto bravi a dere i ilm a metà mattina, assorbire una to qualcuno mi scambia per lui e mi chie-
inventarsi le cose, ma poi sono dei credu- nuova storia tra le 11 e l’ora di pranzo, è de se sono io il regista della Forma dell’ac-
loni. Un paradosso». un bel modo di dare il senso a una giorna- qua, io mento e mi prendo tutti i meriti».
E poi? ta. C’erano bei ilm, non abbiamo potuto Star Wars, Soldado, la serie televisiva…
«Ne ho soferto, stupidamente. Ho dato premiare tutti. Anche un ilm italiano, Eu- Dove si trova più a suo agio?
troppa attenzione a questa storia. Del re- foria». «A casa. Steso nel mio letto».
sto, la vita degli attori è davvero fragile, ci Diretto dalla sua ex idanzata Valeria Go-
seppelliamo sotto una montagna di insicu- lino. Pag. 55: giacca, Tommy Hilfiger. Camicia,
Ermenegildo Zegna. Pagg. 56-57: trench e
rezze per un lungo periodo». «Sì, ma non mi è piaciuto per quello! (Ri- pullover, Giorgio Armani. Jeans, Diesel Black
Test di identità: in quale lingua sogna, pen- de)». Gold. Scarpe, Camper. Pagg. 58-59: blazer
e maglia, Giorgio Armani. Pagg. 60 e 64: abito,
sa e conta? In inglese o spagnolo? A proposito di amici. Chi è il suo preferito Tommy Hilfiger. Camicia, Ermenegildo Zegna.

64 I VANITY FAIR 17.10.2018


BORBONESE.COM
SHOW

IL SOGNO DI MAGGIE

Nella prima stagione era una


prostituta con ambizioni da regista
nella New York anni ’70, nei nuovi
episodi di The Deuce - La via del
porno, dal 15 ottobre su Sky Atlantic
alle 21.15, realizza il suo sogno. Un
ruolo che Maggie Gyllenhaal, 40
anni, interpreta così bene che negli
Usa tutte le recensioni della seconda
stagione parlano solo di una cosa:
quanto è brava Maggie.

17.10.2018 foto ALASDAIR McLELLAN VANITY FAIR I 67


Musica SHOW
a qui. Come ho vissuto la mia
Sono vita, vagando di città in città
con la chitarra, per raccontare
la mia storia», ha spiegato nel-
una donna le note del disco. Il paradosso
è che queste 11 tracce sono an-
Dopo decenni di grande agitazione, che le canzoni meno irrequiete
CAT POWER torna con un album della sua carriera, la conquista
che racconta la sua vita vagabonda. della consapevolezza (perso-
nale, artistica) dopo decenni di
E la scoperta della femminilità
grande agitazione. Ci sono mo-
di FERDINANDO COTUGNO menti «folk» e spogli, solo vo-
ce e chitarra, che sarebbero pia-
ciuti molto alla ragazzina che
venerava Bob Dylan e lo chia-
mava «God Dylan». La libertà
che si è concessa prevede devia-
zioni sorprendenti, come la co-
ver jazz di Stay di Rihanna. In-
ine, Wanderer racconta la gran-
de scoperta di Chan Marshall:
la femminilità. «Da ragazza vo-
levo sentirmi un essere umano,
non una donna, ora ho scoper-
n paio di anni fa Cat Power è andata negli uici della to la voluttà: il mio seno, i miei ianchi, la mia schiena», ha confessa-

U sua etichetta, la Matador, un manager ha fatto partire to in un’intervista a Entertainment Weekly. La canzone-manifesto è
un pezzo di Adele e le ha chiesto: «Riesci a scriverci Woman, duetto con la sua allieva più irregolare e famosa: Lana Del
canzoni così?». Il risultato è che Wanderer, il nuovo di- Rey. «Sono una donna, sono una donna, sono una donna», canta-
sco di Cat Power, è il primo disco da vent’anni a que- no insieme. Il 5 novembre si esibisce a Bologna, il 6 a Milano. Dal
sta parte a non uscire con la Matador. A 46 anni, Chan Marshall (il vivo è sempre stata un’artista imprevedibile, costantemente sul pun-
suo vero nome) ha fatto abbastanza strada per non farsi trasformare to di deragliare. Ma con Wanderer non è mai suonata così in con-
in una macchina da singoli. «Wanderer racconta il mio viaggio ino trollo: del suo umore, della sua voce, del suo corpo, di se stessa.

Il Cielo sopra l’America


Da 25 anni i Low sono tra i gruppi più riconoscibili del rock
americano, con le loro armonie al rallentatore, come
dei Beach Boys suonati a un funerale. Sempre un po’ fuori dal
mondo, ma con Double Negative, il loro dodicesimo album,
hanno deciso di raccontare i tempi che viviamo, raccogliendo
l’eredità del loro più illustre concittadino (sono di Duluth,
come Bob Dylan). Ne è venuto fuori un album ambizioso
e angosciante, colonna sonora per l’America di Trump.
SHE LLY M O SM AN , CON TO UR BY G E TTY IM AG E S

Suonala ancora, Bob


I fan di Bob Dylan sono minatori sempre in cerca dell’ultima
pepita: per questo le serie dei bootleg sono così apprezzate.
Il 2 novembre esce Bob Dylan - More Blood, More Tracks -
The Bootleg Series Vol. 14, una miniera che i «dylaniati»
aspettavano da tempo. Blood on the Tracks, il disco più pop
di Dylan, fu registrato in due sessioni, a New York e Minneapolis,
tra l’autunno e l’inverno 1974. Ogni canzone ha uno o più
gemelli fantasma, finalmente disponibili in questa edizione.

68 I VANITY FAIR foto MAARTEN DE BOER 17.10.2018


WWW.COSTUMENATIONALSCENTS.COM
Tv SHOW

on crede al bigfo-

N ot e agli unicor-
ni, ma verso altre
creature magiche
nutre un debito di
gratitudine. Infatti è merito del
suo vampiro in True Blood se
Stephen Moyer ha incontrato la
moglie Anna Paquin, nella serie
una fata telepatica. Poi è arriva-
to The Gifted (la seconda stagio-
ne dal 15 ottobre alle 22.15 su
Fox), ultima costola dell’univer-
so X-Men. Stavolta l’attore bri-
tannico, 49 anni, non ha pote-
ri, ma è il padre di due mutanti,
stesso ruolo che la consorte ha
interpretato al cinema. Per il de-
butto alla regia, però, ha tradito
il fantasy per dirigere la moglie
nel dramma familiare The Par-
ting Glass, presentato al Festival
di Edimburgo.

L’idea nasce dai viaggi con An-


na e i vostri bambini, i gemelli
Charlie e Poppy?
«Parte dai viaggi di famiglia sul
sedile posteriore della station
wagon. Anna e io per le nostre
nozze ci eravamo ripromessi
un’avventura in tenda con pa-
renti e amici, ma in sette anni
di matrimonio non ci siamo
riusciti».
Come lo vede un ritorno di True
Blood?
«Bene… ma improba-
IL RITORNO bile. Primo, i vampiri
Stephen Moyer, non invecchiano ma
49 anni l’11 ottobre,
ha debuttato alla regia con
noi sì. E secondo:
The Parting Glass, e dal 15 Bill, il mio perso-
ottobre torna in tv naggio, è morto».
nella serie The Gifted, Dopo The Gifted è
alle 22.15 su Fox. chiaro che ama i fan-
tasy. Controindicazioni?
«Il continente di distanza tra
me e Anna per le riprese. Uno
porta con sé i cani e l’altra i igli,
Tutto in famiglia o viceversa. Abbiamo fondato
una casa di produzione per sta-
re nello stesso posto».
Ha trovato l’amore sul set recitando un vampiro e ora dirige la moglie
Un segreto di coppia?
nel suo primo film da regista. Mentre torna in tv, STEPHEN MOYER
«Ci compensiamo con carat-
racconta come si mischiano (e si preservano) affetti e lavoro teri opposti. Io sono sempre
di ALESSANDRA DE TOMMASI in ritardo mentre lei arriva
in anticipo, a volte anche
D.R .

di tre ore».

70 I VANITY FAIR 17.10.2018


London Collection
Federica Nargi
Cinema SHOW

Roma non è «locale»


Il direttore Antonio Monda racconta la tredicesima edizione
della Festa del Cinema, fatta di grandi titoli e star internazionali
Dallo sceneggiatore di
di MARINA CAPPA
Cloverfield e The Martian,
Drew Goddard, qui regista
alla seconda prova.
Nuovo Millennium 7 sconosciuti a El Royale
ha un cast di tutte stelle:
CHRIS HEMSWORTH,
Dakota Johnson,
Jeff Bridges... E una
appassionante storia noir.

L’inaugurazione

La Festa prevede incontri


ANTEPRIME ravvicinati con il cinema di
Quello che non uccide tutto il mondo. Martin
o dice con il sorriso, (nella foto, Claire Foy, 34 bianco con Mélanie Laurent».

L ma deciso: quando anni) è uno dei grandi titoli


Alberto Barbera, di-
rettore della Mostra
di Venezia, ha detto
a Vanity Fair che quella di Roma è
una manifestazione «prevalentemen-
presentati nella 13esima

te locale» ha preso un abbaglio. O meglio,


edizione della Festa
del Cinema di

ottobre.
Roma,
dal 18 al 28
Al di là delle produzioni major, che
cosa ci suggerisce?
«Barry Jenkins, il regista di Mo-
onlight che abbiamo scoperto pro-
prio a Roma, presenta Se la strada
potesse parlare, protagonista una don-
na che lotta per dimostrare l’innocenza
Scorsese parlerà dei film
italiani che più ama, dalla
Francia arriverà
ISABELLE HUPPERT, Alba
e Alice Rohrwacher si
presenteranno in un
faccia-a-faccia fra sorelle...

precisa Antonio Monda, direttore della Festa del del suo uomo accusato di un crimine. Poi penso Incontri
Cinema di Roma che si inaugura il 18 ottobre: che ci sarà molta attenzione su Boy Erased di Jo-
«Ha confuso quello che vorrebbe fosse con quel- el Edgerton, che prende spunto dalla storia vera
lo che è davvero». Perché il suo non è un festival di quelli che erano i “centri di rieducazione” dei
ma, appunto, una «festa» che coinvolge in tanti giovani omosessuali. Quanto a temi sociali, avre-
diversi modi il mondo intero del cinema. mo anche il nuovo Michael Moore, Fahrenheit
Star internazionali (da Cate Blanchett a Martin 11/9, che, documentando l’America di Trump,
Scorsese, passando per lo scrittore Jonathan Sa- della violenza e delle armi, si interroga: “Come
fran Foer), che «da noi vengono anche se non cazzo siamo arrivati a tanto?”».
hanno lavori da promuovere». Location difu- E gli italiani?
se per tutta la città: il cuore sempre nell’Audi- «La nuova commedia di Virzì sarà un evento
torium, ma poi anche 56 eventi in altre zone ro- speciale a chiusura della Festa. Mentre nella se- La kermesse romana si
mane, dal centro ino al carcere di Rebibbia. Ap- lezione uiciale vedremo Il vizio della speranza chiude con il nuovo film di
puntamenti televisivi come la serie sul Watergate di Edoardo De Angelis, due anni fa autore del Paolo Virzì, Notti magiche,
irmata da Charles Ferguson, regista Oscar. premiatissimo Indivisibili». ambientato nell’estate
Tutto questo è importante, ma: i ilm? Come si pone la Festa con i ilm Netlix? A Vene- mondiale del 1990, con
«Noi non siamo ossessionati dal più bello, co- zia uno di loro, dal titolo profetico Roma, ha vin- GIOVANNI TOSCANO.
me lo sarebbe un festival, preferiamo festeg- to e si sono scatenate polemiche… Nella storia, un morto,
giarli tutti. Ciò detto, quest’anno abbiamo due «Quest’anno non abbiamo ilm Netlix, ma non tre giovani aspiranti
GETTY IM AG E S

grandi produzioni delle major: Quello che non perché io non li voglia. Il cinema oggi è anche sceneggiatori, splendori e
uccide, ultimo capitolo della saga Millennium, questo, non si può regredire. Come dice la Bib- miserie del cinema italiano.
che sarà qui con tutto il cast, e Mia e il leone bia: chi guarda indietro diventa di sale».
Made in Italy
72 I VANITY FAIR 17.10.2018
Radar SHOW
in 5 domande

La sua biografia
in poche righe? 1
«La recitazione mi interessa
dall’asilo. Alle elementari
ho cominciato a prendere
lezioni, poi i primi spettacoli.
Non ho mai smesso. A 17 anni
ho avuto il mio primo ruolo
da professionista, nella soap
opera Home and Away.
Ora sono qui. Non potrei
sentirmi più grata».

Come descriverebbe
la sua famiglia? 2
«Sono nata e cresciuta
a Sydney. Famiglia normale,
un fratello e una sorella molto
diversi da me. Il senso dello
spettacolo l’ho preso da mio

ABITO E MP ORI O ARM AN I , O RE C CH INI T IFF ANY & CO . ST YLIN G RYA N YO UNG . M AKE - UP V ALE RY G H E RM A N US ING C H A NE L. H A IR DE NNI S G OT S US I NG R E DKE N
padre, è sempre stato il più
eccentrico in casa».

Che cosa ha imparato


dal set della soap opera? 3
«La disciplina, l’etica del lavoro.
Sul set devi imparare in fretta,
adattarti. Senza quella
esperienza non sarei arrivata
a girare Sharp Objects
con una certa sicurezza,
sarebbe stato terrificante.
Cioè, ero terrorizzata, ma
anche forte abbastanza
per superare la paura».

Qual è la sua attrice


di riferimento? 4
«Lo so che sembra fatto
apposta, ma io sono da sempre
una grande fan di Amy Adams.
Sono cresciuta guardandola
in Come d’incanto (film del
2007, ndr). C’era un’attrice

Una star sconosciuta che avrei voluto incontrare


in vita mia, ed era lei. Quindi
si immagini quando me la sono
Nella serie tv Sharp Objects, quasi ruba la scena ritrovata davanti durante
a Amy Adams. Ecco ELIZA SCANLEN, il nuovo nome il provino per Amma».
da tenere d’occhio, pronta per un ruolo «letterario»
Di lei scrivono tutti bene:
di SIMONA SIRI legge le recensioni? 5
«Preferisco di no. Mi piace però
ono bastati due episodi di Sharp Objects, su Sky Atlantic, per capirlo: il nome nuo-

S
quando qualcuno mi fa
vo da tenere d’occhio è Eliza Scanlen, 19 anni, la sconosciuta che interpreta Am- un complimento di persona.
ma, sorellastra inquieta della protagonista Camille. Non è solo il personaggio, Ma le recensioni no, non
che cresce di puntata in puntata, è la sua bravura: nelle scene con Amy Adams le leggo. Non sono neanche
quasi le ruba la scena. A Hollywood qualcuno ha già preso nota: Scanlen è sta- molto social: ho Instagram
ta appena scritturata nel remake di Piccole donne diretto da Greta Gerwig. Per ma lo uso pochissimo».
lei il ruolo di Beth, già di Claire Danes (1994) e di Margaret O’Brien (1949).

74 I VANITY FAIR foto WILLIAMS + HIRAKAWA 17.10.2018


SEVENTY.IT
Libri SHOW

A QUATTRO MANI

Atti di dolore
Ambrose Parry, l’autore dell’av-
vincente Così muore la carne
(Rizzoli, pagg. 425, ¤ 20; trad. S.
Tummolini), è in realtà una coppia
(Chris Brookmyre, scrittore di suc-
cesso, e Marisa Haetzman, anestesista) che vive a
Edimburgo. Bellissima città, che non induce però
all’allegria, soprattutto nel 1847, quando le condi-
zioni di vita e di salute sono miserande. Un mondo
che fa paura, a partire dal momento della nascita,
descritta dagli autori con occhi attenti agli orrori e
alla brutalità di una scienza medica che arranca
tra superstizione religiosa e pregiudizio sociale, tra
l’ambizione dei singoli medici e la malattia più dif-
fusa, il pregiudizio e l’idea che si debba accettare
il dolore. Una società bigotta, dove non solo la po-
sizione della donna, ma la sua stessa sopravviven-
za sono ogni giorno a rischio. L’assassino, in questo
caso, ha un nome scientifico (collegato al mestiere
dell’autrice). E Parry, anche se in maniera un po’
rozza, ci porta alla scoperta di qualcosa che ci aiu-
terà a vivere meglio. IRENE BIGNARDI

colpa al «cigno nero»: in fondo, nessuno di quei rischi era


mai gravitato su di loro o le loro famiglie. Vi suona famiglia-
re? In ballo si potrebbe tirare un bel po’ di gente: chi ha at-
taccato l’Iraq, chi fa politiche economiche miopi, chi ci ha
guidati nella crisi inanziaria più grave di sempre.

Occhio per occhio Se per Bauman «l’incertezza è l’habitat naturale della vita
umana», e se Keats invocava la «capacità negativa» (quel-
la per cui l’uomo «sa perseverare nelle incertezze attra-
In un nuovo saggio, NASSIM NICHOLAS TALEB verso i misteri e i dubbi, senza lasciarsi andare a un’agita-
analizza il rischio. E tira in ballo gli interventisti da «cigno nero» ta ricerca di fatti e ragioni»), mettersi a studiare e codii-
di LAURA PEZZINO care l’imponderabile la dice lunga sulla resistenza umana
nei confronti di quel dio capriccioso. Con questo libro, Ta-
na serie di libri sull’incertezza è quel che si addice a que- leb vuole dare gli strumenti per riconoscere quelle che lui chiama le

U sta nostra epoca. E c’è chi, come Nassim Nicholas Ta- «cazzate» che ci vengono propinate, e fa appello al concetto di «sim-
leb, nato in Libano e naturalizzato statunitense, ci ha metria» come garanzia di giustizia e responsabilità. Nel farlo, parte
costruito su la carriera, esplosa qualche anno fa con il dal codice di Hammurabi, nel quale riconosce la prima codiicazio-
successo planetario del Cigno nero. Nel saggio, il profes- ne della regola. Così, la legge del taglione («occhio per occhio, dente
sore, che è specializzato nello studio dei processi di fortuna e proba- per dente») assume risvolti meno sanguinolenti e sconina nell’evan-
bilità, utilizzava gli uccelli acquatici della famiglia degli Anatidi come
metafora dell’improbabilità che governa le nostre vite.
gelico, e più rassicurante, «tutto quanto vo-
lete che gli uomini facciano a voi, anche voi
In Rischiare grosso (Il Saggiatore, pagg. 340, € 24; trad. M. Cupella- fatelo a loro».
ro), che ha come sottotitolo «L’importanza di metterci la faccia nella Come sarebbe un mondo che funzionasse
vita di tutti i giorni», Taleb declina il suo cavallo di battaglia dalla par- così, dove ciascuno fosse certo di mettere a
te del «rischio»: «Rischiare, metterci la faccia, non è solo una que- rischio se stesso prima di prendere decisio-
stione di equità, di eicienza dei commerci o di gestione del rischio», ni per gli altri, dove il principio di interven-
scrive, «ma è una necessità. Serve per capire il mondo». to, come per i guaritori, fosse primum non
Taleb ce l’ha soprattutto con i cosiddetti «interventisti», coloro che nocere? Una risposta ce l’avrei, ma la pos-
ALA MY /I PA

prendono decisioni con potenziali conseguenze devastanti, ma che sibilità che possa avverarsi è improbabile.
poi quando scoppia la fogna (ed è sicuro che scoppia), danno la Quasi come incontrare un cigno nero.

76 I VANITY FAIR foto DAN CALLISTER 17.10.2018


@TheHautePursuit
#thefurlasociety
Arte SHOW

Il pop, rivoluzione eterna


Marilyn Monroe è morta nell’agosto del 1962, ma Andy
Warhol le dona una vita eterna color luo, trasformando il
suo ritratto in icona perfetta. Eicace, immediata, in
una parola: pop. Questa serigraia del 1967 è l’opera-simbolo
delle 150 ora in mostra a Palazzo Albergati di Bologna
per Warhol&Friends.
New York negli anni
’80 (ino al 24 febbraio): IL DEBUTTO

Warhol è il guru Comics da museo


da cui i giovanissimi ZEROCALCARE si mette in mostra. Per la prima
Jean-Michel Basquiat, volta un museo, il Maxxi di Roma, dedica una
Keith Haring, personale al fenomenale fumettista. Zerocalcare,
Julian Schnabel, alias Michele Rech, classe 1983, è la voce (ora
Jef Koons imparano disincantata, ora pensosa) di una generazione

COURTE S Y ZE ROC A LC A RE, ©FRA NK S TEFA N KO , E UG EN IO FA LC IO NI © THE AN DY WAR HOL FOU ND A TIO N FO R THE VIS UA L A RTS INC . B Y S I A E 2 0 18 P E R A . W A R H OL
presto la sottile arte cresciuta tra pop e politica, serie tv e web,
precariato e illusioni. Esposti vent’anni di lavori:
di piacere al pubblico, illustrazioni come questa, ispirata a un concerto dei
senza snaturare se stessi. Fugazi, e poi poster, cover di dischi, tavole originali
FRANCESCA AMÉ dei suoi 9 libri pubblicati. Dal 10 novembre. F. A.

The Young
Boss
È freddo l’inverno del 1978 a
Haddonfield, New Jersey, ma Frank
Stefanko, con pochi mezzi e molto
talento, cattura la carica dirompente
del giovane Springsteen. The Boss
guarda avanti: la strada è lunga.
Bruce Springsteen. Further up the
road. The photography of Frank
Stefanko ripercorre in 30 scatti
i primi anni di carriera del cantautore
(Ono arte contemporanea, Bologna,
dal 18 ottobre al 18 novembre). F.A.

78 I VANITY FAIR
Tv SHOW

La rivoluzione russa
Il cast stellare, un autore di culto (lo stesso di Mad Men), una premessa sibillina (che cos’è l’eredità?).
In streaming arriva THE ROMANOFFS, la serie più cinematografica e ambiziosa della stagione
di MARINA PIERRI

discendenti della dinastia


Corey Stoll, 42 anni, russa Romanov, stermina-
e Janet Montgomery, 32, ta brutalmente e dunque
in The Royal We, secondo interrotta?
episodio di The Romanoffs, La risposta è un esercizio
dal 12 ottobre su Amazon.
di interpretazione per lo
spettatore che, esplorando
spaccati di vita di persone
diferenti in Paesi del mon-
do diferenti, si trova a uni-
re i puntini a caccia di indi-
zi su grandi temi quali l’e-
redità, l’identità, la ricerca
di un senso. Ogni puntata
dei Romanofs, con la sua
vicenda singolare e i suoi
protagonisti da incontrare
e salutare velocemente co-
me accade quando si guar-
da un ilm («è fantastico la-
li appassionati di Black Mir- vorare con attori che vedrai

G ror – la serie tv antologica


sulle minacce della tecnolo-
gia contemporanea – e Sher-
lock – lo show con Benedict
Cumberbatch le cui stagioni sono compo-
ste di puntate da un’ora e mezza – sanno
che il piccolo schermo, oggi, è libero di av-
del mezzo oltre il conine inora tracciato
anche dai servizi di streaming più audaci.
Con otto episodi della durata di novanta
minuti ciascuno e un cast corale che spa-
per un paio di settimane e
non per una vita», raccon-
ta Weiner, soddisfatto della
produzione praticamente cinematograica
della serie), ofre una risposta diversa e si-
da la comprensione.
Il risultato è una serie che, oltre a suscitare
vicinarsi al cinema senza porre limiti alle zia dalla stella Isabelle Huppert a Diane curiosità, racconta la vocazione interna-
proprie ambizioni. Questo viene in mente Lane, l’ideatore della serie di culto Mad zionale degli Amazon Studios, decisi a in-
guardando The Romanofs, la nuova pro- Men Matthew Weiner ofre uno spettaco- traprendere una scalata globale e modii-
duzione Amazon Prime Video disponibi- lo inedito basato su una premessa sem- care ulteriormente il volto della tv così co-
le dal 12 ottobre che spinge le possibilità plice ma sibillina: chi sono i sedicenti me lo conosciamo.

La Vera Famiglia Reale


LO STERMINIO VIZI E CRIMINI RASPUTIN I PALAZZI

I Romanov sono stati I Romanov hanno regnato È legata alla famiglia I Romanov possedevano
sterminati dai bolscevichi complessivamente per Romanov una palazzi (per un valore
a Ekaterinburg il 17 luglio circa trecento anni (dal delle figure più oggi stimato in 36
del 1918 nello scantinato 1613 al 1917). Legati alla controverse della Storia, miliardi di euro)
della casa Ipat’Ev. dinastia sono una quella del sedicente che spesso donavano ai
L’assassinio è consegnato quantità impressionante guaritore Grigorij propri familiari. Caterina
al mito anche perché molti di vizi e crimini. Pietro I Rasputin. Consigliere la Grande, per esempio,
impostori si sono dichiarati di Russia, in particolare, di Nicola II cedette la dimora regale
membri della dinastia apprezzava le successivamente caduto di Gat ina più volte.
fuggiti alla strage. decapitazioni: pare abbia in disgrazia, fu ucciso L’atteggiamento sembra
Il mancato ritrovamento baciato la testa mozzata con tre colpi di pistola riecheggiato dalla ricca
GETTY IM AG E S

iniziale della sedicenne della sua amante e fatto nel 1916 a 47 anni, e capricciosa Anuschka
Anastasia Romanov, per conservare quella dopo essere stato nel primo episodio
esempio, ha generato dell’amante della moglie considerato un santo dei Romanoffs intitolato
varie millantatrici. nell’alcol. e un ciarlatano. The Violet Hour.

80 I VANITY FAIR 17.10.2018


GIANNI CHIARINI
FIRENZE
STORIE
FASH IO N ED ITO R M EL AN IE WA RD . G ROO MIN G A A RO N D E M E Y@ A RT P ARTN ER. H A IR J AM E S P EC IS @ BRY AN T A RT ISTS FOR ORIB E H A IR C A R E

50 SFUMATURE
DI COWBOY
ono corso a comprare

S
un cappello da cowboy
e poi ho dato il meglio
di me stesso: a farmi
il provino era Taylor
Sheridan, il mio regista preferito».
È così che Luke Grimes è entrato
nel cast di Yellowstone, serie
western ambientata nel Montana.
Ed è così che, dopo il vampiro
di True Blood e il fratello del
seduttore delle 50 sfumature,
l’attore 34enne, figlio di un pastore,
si è trovato in un set «simile al
mondo in cui sono cresciuto: terra
ovunque, zero persone».

Giacca, Simon Miller.


Camicia, Everest Isles. T-shirt, AG

17.10.2018 foto ALASDAIR McLELLAN VANITY FAIR I 83


VANITY
IN CARRIERA

Non passa certo inosservata


per la statura (quasi 1 e 90),
ma oggi Elizabeth Debicki
è soprattutto una delle attrici
più corteggiate dai registi
di Hollywood. Anche se, da
brava australiana, preferisce
tenersi lontana il giusto

di SIMONA SIRI
foto FRANCESCO BERTOLA
ser vizio SARAH GRITTINI

Sua altezza
84 I VANITY FAIR 17.10.2018
MOLTO ATTESO
Elizabeth Debicki,
28 anni, tra le
protagoniste di
Widows - Eredità
criminale, diretto da
Steve McQueen, che
arriverà al cinema
il 15 novembre.

Elizabeth
17.10.2018 VANITY FAIR I 85
metà intervista si veriica quello Come sceglie le parti, ora che se lo può permettere?
che Elizabeth Debicki, abituata «Le motivazioni per accettare un ruolo cambiano. C’è il personag-
a essere osservata da tutti appe- gio, certo, ma a volte daresti un braccio per lavorare con quel regista».
na entra in una stanza, mi aveva Steve McQueen ha fama di uomo esigente.
anticipato: parliamo della sua al- «È un artista molto in connessione con la verità. Quando gira, chie-
tezza. L’attrice è un metro e 88: de solo quello: datemi verità. E penso che il modo in cui sceglie gli
tanto per una donna normale, attori sia probabilmente indicativo di questo».
uno sproposito per la media di I suoi genitori erano ballerini: c’era molta disciplina a casa?
Hollywood che, a parte poche ec- «Credo non ci sia nessuno più duro, mentalmente e isicamente,
cezioni, si aggira sul metro e 60. di un ballerino. Fino ai vent’anni non vedevo l’ora di andarmene.
«Sono stata fortunata: ho trovato Passati i venti, ho incominciato a capire e apprezzare davvero tutto
registi che non l’hanno vista co- quello che mi hanno insegnato. Sì, sono cresciuta con una grande
me un ostacolo. E a me è servita dose di disciplina, compensata da un’educazione bohémienne, per
per dare autorità ai personaggi». esempio nella gestione della nostra casa».
È successo nel Grande Gatsby
di Baz Luhrmann (era Jordan
Baker), ma anche in Operazione
U.N.C.L.E., il ilm di Guy Ritchie «QUANDO INIZI,
in cui ha interpretato una stilosis-
sima cattiva, e nei Guardiani della NON HAI NULLA.
FREQUENTAVO
Galassia Vol. 2 dove «ero letteral-
mente un gigantesco alieno dora-
to». Soprattutto, è capitato in The
Night Manager, la miniserie tratta
dal Direttore di notte di John le
Carré: qui era la misteriosa e su-
L’ACCADEMIA,
per elegante idanzata di Hugh
Laurie che però inisce a letto con Tom Hiddleston. Una bella car- SPESSO TRA IL
riera, iniziata da ballerina classica e svoltata nella recitazione grazie
a un video provino mandato via posta a Luhrmann nel 2011. CAFFÈ E IL PRANZO,
SCEGLIEVO IL CAFFÈ»
Oggi, Debicki è una delle protagoniste (con Viola Davis e Michelle
Rodriguez) di Widows - Eredità criminale, ilm di Steve McQueen
presentato a settembre al Festival di Toron-
to e nei cinema dal 15 novembre. Nel frat-
tempo è stata anche Virginia Woolf («ma IL FASCINO DEL CINEMA
senza protesi, ho tenuto la mia faccia») in A sinistra, Debicki in
Vita and Virginia, sulla storia d’amore tra Widows: interpreta
la scrittrice e Vita Sackville-West (Gem- Alice, una immigrata
ma Arterton). Quando la incontro a New polacca di terza
York, è in partenza per il lago di Como generazione. Sotto,
dove si gira il nuovo ilm di Giuseppe Ca- nel ruolo di Jordan
Baker nel Grande
potondi. È felicissima, mi chiede qualche Gatsby diretto
frase in italiano. Rispondo: altezza mezza da Baz Luhrmann
bellezza. «L’avessi saputa prima, da ragaz- nel 2013, il film
zina mi sarebbe servita!», dice ridendo. che l’ha lanciata.

Ci racconti di Widows.
«Potrei parlare di Steve per ore. L’adoro. Abbiamo girato lo scorso
anno a Chicago, un set lungo. In tutta onestà, l’esperienza creativa
più gratiicante mai provata. Una combinazione di fattori: Steve, le
donne del ilm e il personaggio. Quando ho letto la sceneggiatura,
ho sentito un folle bisogno di interpretarla».
Che cosa ha di così speciale il suo personaggio?
«Si chiama Alice, è immigrata polacca di terza generazione: io sono
metà polacca, da parte di padre, mi sembrava importante interpre-
tare qualcuno con cui condivido le origini. Alice viene da una fami-
glia semplice, non è andata all’università, è intrappolata in un matri-
monio e in una relazione tossica con la madre. Cose che non rilet-
tono la mia esperienza, ma conosco donne in questa situazione».

86 I VANITY FAIR 17.10.2018


Polacca da parte di padre, irlandese da parte di madre, è nata a Pa-
rigi e cresciuta in Australia.
«Sono una meticcia».
In che cosa si sente polacca.
«Il temperamento e le mie idiosincrasie sono certamente slavi. So-
no anche molto emotiva. Tutta la mia famiglia lo è. Siamo intensi, ci
amiamo molto e ci arrabbiamo in egual misura. Ha presente quelle
case in cui non si parla mai delle proprie emozioni? Ecco, la mia è
l’opposto. C’è qualcosa che non va? Se ne parla subito, qui, ora».
E la parte australiana?
«Ho i piedi per terra. C’è un forte senso di realtà che mi viene
dall’essere cresciuta in un posto normalissimo, andando a scuola a
piedi tutti i giorni».
Gli attori australiani rispetto agli americani
LE STORIE DELLA TV hanno un rapporto molto più sereno con Hol-
Dall’alto, Debicki è lywood, il successo, la fama.
l’ambigua signorina G «Abbiamo il lusso del distacco. All’inizio del-
nel film tv The Tale, la mia carriera Los Angeles per me era una
con Isabelle Nélisse, specie di concetto che potevo applicare a cer-
15 anni, nel ruolo te parti della mia vita se avevo bisogno, ma da
di Jennifer; nella cui potevo separarmi se necessario. Non mi
miniserie The Night
Manager (2016)
sono mai sentita consumata dall’idea del suc-
con il fidanzato Hugh cesso. E sono ancora così. Non ho mai vissuto
Laurie, 59, e l’amante a Los Angeles, mi piace molto oscillare e lavo-
Tom Hiddleston, 37. rare lì. Penso che sia una città super funziona-
le, un posto fantastico perché puoi incontrare
persone meravigliose, trovare lavoro, fare tut-

«L’ISOLAMENTO to ciò che devi fare, ma viverci è un’altra cosa, non potrei mai, è
troppo ripiegata su se stessa».
Questo «lusso» inluisce su come si vive il mestiere di attore?
TI PORTA A CORRERE «Ho una mia teoria: l’isolamento ti porta a essere coraggioso e a
correre rischi creativi perché qualunque cosa tu faccia, non è mai
RISCHI CREATIVI: questione di soldi o successo. Prenda il mondo del teatro, in cui mi
sono formata: ci sono molti registi australiani che oggi stanno fa-

QUALUNQUE cendo ottime cose nel West End londinese e che dieci anni fa han-
no potuto sperimentare e prendere rischi, perché tanto laggiù nes-
suno li conosceva. La scuola che ho frequentato io, per esempio,

COSA TU FACCIA era completamente sconnessa dal mondo del cinema: all’epoca mi
sembrava un difetto, ma oggi le sono grata perché mi ha permesso
di imparare, sbagliare, fare cose imbarazzanti senza paure».
NON È MAI QUESTIONE Di lei dicono che sia la nuova Cate Blanchett.
«Un enorme complimento. È una donna meravigliosa, con lei e
DI SOLDI O SUCCESSO» Isabelle Huppert ho fatto uno spettacolo teatrale a Sydney che poi
abbiamo portato anche a New York. Penso a lei e a Isabella Ros-
sellini: arrivano, fanno il lavoro stellare che fanno, sono coraggiose
La vita dei ballerini non è facile. e audaci, e poi tornano nella fattoria con le galline se sei Isabella,
«Per nulla, c’è il rigore della danza e poi lo stress di trovare lavoro, o, se sei Cate, a crescere i igli, portarli a scuola, venire al lavoro in
seguire il desiderio artistico ma al tempo stesso guadagnare abba- bici, tutte cose che le ho visto fare».
stanza. Il tutto con la consapevolezza che è una carriera corta, per- Che cosa ha imparato da lei?
ché dopo una certa età il tuo corpo non è più in grado di fare quello «Il coraggio. Ultimamente penso spesso all’idea di fallimento e
che faceva prima. Sono cresciuta osservando tutto questo, sapen- come sia usato come uno slogan, come una parola da mettere
do quanto è diicile scegliere di essere un’artista. Ma proprio per- dentro a una poesia, quando invece nella vita vera nessuno vuole
ché conosco le diicoltà, ho potuto analizzare il concetto di come davvero metterlo in pratica. Terrore, terrore puro. Nessuno vuole
la tua identità sia legata al tuo mestiere e quanto sia necessario di- fallire. Neanche in una sala prove che dovrebbe essere il luogo
stricare l’uno dall’altro. Penso mi abbia dato molta lungimiranza». dove lasciarsi andare e non avere paura. Ecco, vedere una come
I suoi cosa avrebbero voluto per lei? Cate avere questo tipo di coraggio di rischiare è stato l’insegna-
«Qualcosa di più convenzionale, solido. Quando inizi a recitare mento più grande».
non hai davvero nulla: frequentavo l’accademia, spesso tra il cafè
e il pranzo, sceglievo il cafè». Pagg. 84-85: abito, Valentino Haute Couture. Gioielli, Chopard.

88 I VANITY FAIR 17.10.2018


VANITY
TRA I FANTASMI

VI SEMBRO
COSÌ HORROR?
90 I VANITY FAIR 17.10.2018
IN SERIE
Michiel Huisman,
37 anni, olandese,
è protagonista della
serie Hill House,
su Netflix
dal 12 ottobre.

MICHIEL
HUISMAN
Da anni, interpreta ilm
e teleilm a ripetizione,
il più delle volte
come idanzato della
protagonista. Adesso
però, con Hill House,
ha cambiato genere.
Anche se, dice, forse
di questi tempi sarebbe
meglio parlare d’amore

di ENRICA BROCARDO
foto CAITLIN CRONENBERG

17.10.2018 VANITY FAIR I 91


L
Alcuni dicono che stiamo vivendo un pe- Avete altro in comune? Per esempio, anche
riodo buio, pieno di paure, e che sarebbe lei ha fratelli, sorelle?
proprio questo il motivo per cui la gente «Ho un fratello più piccolo, ma per fortu-
ama vedere storie spaventose, ma trovo na non mi detesta per aver scritto un libro
che una spiegazione del genere non abbia sulla sua infanzia».
molto senso. In tempi oscuri, secondo me, Qualche tempo fa ha detto di aver ritrovato
sarebbe meglio guardare ilm che parlano qualcosa di sé in ogni personaggio che ha
d’amore». interpretato. Ma ce n’è uno in particolare
A lei che cosa piace da spettatore? che le è rimasto dentro?
«Quando ho tempo, mi piace fare binge «Mi viene in mente un ilm che ho fatto
watching, sedermi davanti alla tv e guarda- parecchi anni fa, Margot, nel quale inter-
re tutti gli episodi di una serie, uno dietro pretavo Rudolf Nureyev. Prima di iniziare
l’altro. È quello che ho fatto con Black Mir- le riprese mi ero allenato come ballerino
La traiettoria è chiara. Dopo essersi fatto ror, che mi ero perso quando è stato lancia- e mi ricordo che per parecchio tempo ho
strada a Hollywood con ruoli dal rubacuo- to. E credo che Hill House sia quel genere continuato a sedermi con la schiena drit-
ri al idanzato che tutte vorrebbero, insom- di storia che, se ti prende, vuoi vedere ta senza neanche rendermene conto. Per
ma sempre «quello che sta con», Michiel dall’inizio alla ine: non vuoi certo aspet- lo più, assorbo certi movimenti, il modo
Huisman si sta muovendo verso territori tare settimane per capire come va a inire. di camminare. Tutti i progetti ai quali ho
nuovi. Da attore, mi capita più spesso di scegliere lavorato, che fosse un ilm con un budget
Breve riepilogo: in Adaline - L’eterna gio- che cosa guardare per ragioni di lavoro, bassissimo come Margot o una megapro-
vinezza era al ianco di una Blake Lively perché devo incontrare qualcuno, magari duzione come Il trono di spade, mi hanno
incapace di invecchiare anche solo di un un regista, e avere già un’idea di quello che regalato qualcosa».
giorno, in 2:22 - Il destino è già scritto ave- ha fatto in passato». La prossima stagione del Trono di spade
va il compito di salvare Teresa Palmer, nel Crede nei fantasmi? arriverà nel 2019 e sarà l’ultima. Ha con-
Club del libro e della torta di bucce di patata «Per niente. Esattamente come il mio per- tinuato a seguire la serie anche dopo averla
di Guernsey condivideva la stessa passione sonaggio: Steven è convinto che le visioni lasciata?
per i libri di Lily James e per tre stagioni di cui parlano i suoi familiari siano sintomi «Non l’ho vista proprio tutta, ma la mag-
del Trono di spade, nella parte del soldato di disturbi mentali, che non abbiano nulla gior parte sì e sono curiosissimo. È una sto-
Daario Naharis, si era dedicato dentro e a che fare con fenomeni paranormali. Da ria talmente epica che non riesco proprio a
fuori dal letto alla madre di draghi Dae- questo punto di vista è stato facile imme- immaginarne la ine. Non vorrei essere nei
nerys Targaryen (Emilia Clarke). desimarmi». panni degli sceneggiatori».
Huisman, olandese, 37 anni, ha avuto una
doppia carriera: prima nel suo Paese, do-
ve ha debuttato in tv da ragazzino e dove
si è fatto una certa reputazione anche co-
me musicista in una band e come solista,

LE FORTUNE
e poi in America dove si è trasferito a vi-
vere da una decina di anni con la moglie,
l’ex attrice Tara Elders, e la loro bambina
di 11 anni. Per lui l’opportunità di svoltare
è arrivata da un paio di serie: Harley and
DEL CINEMA DEI
the Davidson del 2016, sulla nascita della
leggendaria motocicletta americana, e Hill
MORTI VIVENTI
House, su Netlix dal 12 ottobre. Un hor-
La casa «infestata» di Hill House.
ror, molto liberamente tratto dal romanzo
gotico di Shirley Jackson, in cui interpreta
uno scrittore che ha fatto fortuna grazie a
una serie di libri su luoghi infestati dai fan- Non che fosse mai scomparso, ma il genere horror sta vivendo un periodo davvero fortu-
nato. Una popolarità riconquistata un po’ alla volta, grazie anche ai tanti vampiri visti al
tasmi, compresa la casa dov’è cresciuto
cinema e in tv e agli zombie, da quelli di The Walking Dead (la nona stagione è partita l’8
con la famiglia: una specie di autobiogra-
ottobre su Fox) ai white walker del Trono di spade. Sarà magari un caso, ma il remake di
ia che lo ha reso popolare fra il pubblico e Suspiria, che ossessionava Luca Guadagnino fin da ragazzo, è arrivato quest’anno: dopo
detestato in casa, perché l’unico a non aver la prima alla Mostra di Venezia, uscirà nelle sale americane il 26 ottobre. Nel 2018, ol-
mai creduto ai fenomeni paranormali e a tretutto, si è celebrato il 50° anniversario di due grandi classici horror: Rosemary’s Baby
non aver subito traumi durante l’infanzia è di Roman Polanski e La notte dei morti viventi di George A. Romero. Il 25 ottobre, invece,
anche il solo ad averne tratto proitto. arriverà nei cinema il sequel di Halloween - La notte delle streghe, a 40 anni dall’uscita
dell’originale, con gli stessi protagonisti di allora: Jamie Lee Curtis e Nick Castle, di nuovo
Il genere horror sta tornando popolare. nel ruolo del terrificante Michael Myers. A precederlo, l’uscita come evento – il 15, 16 e 17
Perché, secondo lei? ottobre – del classico di John Carpenter in versione restaurata e rimasterizzata.
«È vero, ma non ho idea della ragione.

92 I VANITY FAIR 17.10.2018


CO U T U R E E T CO L L A N T S

SHOP ONLINE
P H I L I P P E M AT I G N O N .C O M
«QUESTO È IL GENERE
CHE SE TI PRENDE
VUOI VEDERLO
DALL’INIZIO ALLA FINE»
Ha mai provato a scrivere?
«Sì, ma non credo di essere molto bravo».
Lo dice per modestia?
«Diciamo che ho ancora bisogno di tempo
per migliorare. Ho avuto un’idea per una
miniserie che mi sembrava buona… E for-
se non è così male, vedremo».
Sta lavorando tantissimo, solo nell’ultimo an-
no ha fatto cinque o sei ilm. Le piace la sen-
sazione di essere costantemente impegnato?
«Proprio alla ine delle riprese di Hill Hou-
se mi sono preso una pausa. La prima in
dieci anni».
E che cosa ha fatto?
«Ho trascorso qualche mese con mia mo-
glie e mia iglia. Siamo tornati in Olanda,
dove abbiamo una vecchia ex fattoria, e
poi abbiamo viaggiato in giro per l’Euro-
pa. È stato bello. Ma non credo che avrei
potuto prendermi una pausa così lunga
prima. Ero troppo preoccupato per il lavo-
ro. Pensavo: se non passo da un progetto
all’altro senza sosta è inita. E mi chiedevo:
troverò qualcos’altro da fare dopo questo
ruolo? Solo adesso, per la prima volta nel-
la vita, sento di poter smettere di essere in
ansia per il mio futuro».
Da dove arrivava l’ansia?
«Insicurezze. Non mi è mai capitato, sul
set, di pensare: questa scena era perfetta.
Ogni volta dico a me stesso che potrei fa-
re di meglio. Ma a un certo punto mi sono LE FOT O D E L S E RVIZ IO S O NO D ELL ’A G E NZ IA TRUNK A RC H IVE

reso conto che non c’era motivo di credere


che la mia carriera potesse inire di punto
in bianco. Soprattutto, ho capito che la mia
famiglia aveva bisogno di me. Se avessi con-
tinuato a passare tutto il tempo a lavorare o
a stare in ansia per il futuro avrei messo a
rischio la mia vita privata. Non volevo es-
sere quel genere di marito e di padre. Sono
una persona ambiziosa, da attore ho tante
aspirazioni, desideri, sogni, ma è anche ve-
ro, come si usa dire, che devi stare attento
perché la vita accade mentre sei impegnato
a fare piani per il futuro».

94 I VANITY FAIR 11 7
7 .. 11 0
0 .. 2
200 11 8
8
VANITY
GIRL POWER

K A R L I E

RAGAZZE
HI-TECH,
SEGUITEMI!

MAESTRA IN CODICE
Karlie Kloss,
26 anni, insegna
alle under 18
il linguaggio
informatico.

96 I VANITY FAIR 17.10.2018


La top model
che voleva diventare
pediatra (e che ora
si prepara a diventare
cognata di Ivanka
Trump) non smette
di sognare. E lo fa
in grande: la sida è
traghettare le giovani
studentesse nella
Silicon Valley. Dove
non conta tanto la
taglia che indossi ma il
desiderio di imparare

di CHIOMA NNADI
foto CHIEN-CHI CHANG

17.10.2018 VANITY FAIR I 97


P
«Pensi che possano vedermi?», bisbiglia
Karlie Kloss con un tono a metà tra ecci-
tazione e panico. «Non voglio rovinare la
sorpresa!», e con il suo metro e ottantot-
to cerca di rannicchiarsi dietro una delle
numerose librerie della luminosa aula alla
Beaver Country Day School. È la prima
volta che Kode with Klossy, il suo campo
estivo per ragazze adolescenti interessate
alla tecnologia, arriva a Boston, e le quin-
dici studentesse – che si fanno chiamare
«Klosstons» – si stanno prendendo una
pausa di cinque minuti per sgranchirsi le
gambe al ritmo del popolarissimo passo
Cupid Shuffle durante un tutorial di pro-
squarciagola una delle ragazze. Scoppia l’eguaglianza», sostiene Susan Wojcicki,
il pandemonio. Kloss salta fuori con le che da quando è entrata a YouTube come
mani alzate, e grida nel baccano: «Sor- Ceo nel 2014 ha contribuito ad aumenta-
presa!». re la percentuale di donne che lavorano
Tra le ragazze che frequentano le scuole nella società dal 24 al 30%. Stesso impe-
superiori l’informatica non gode di gran- gno da parte di Reshma Saujani, avvoca-
de popolarità quanto a simpatia, ma tessa ed ex deputy public advocate per la
Kloss spera ardentemente di cambiare città di New York (una igura che ha com-
le cose. Nel giro di solo quattro estati, il piti simili a quelli del difensore civico, ndr),
corso è passato da una classe di appena la cui organizzazione no proit Girls Who
20 persone a New York a un program- Code ha aperto la strada a iniziative come
ma nazionale che ofre borse di studio a quella di Kloss. Dal lancio a New York nel
1.000 giovani donne in 25 città in tutti gli 2012, Girls Who Code ha raggiunto 90 mi-
Stati Uniti. Secondo il Ncwit, il National la studentesse in 50 Stati con programmi
Center for Women & Information Tech- di campi estivi e doposcuola a partire dal
nology, le donne rappresentano solo il terzo anno scolastico. Saujani è convin-
18% dei laureati in informatica e di conse- ta che consentire alle giovani il confron-
guenza sono una minoranza nella Silicon to con un più ampio spettro di modelli
Valley; in generale, solo il 30% della forza femminili avrà un ruolo fondamentale
lavoro nel settore tech è donna. In più, se- nella riduzione del divario tra i generi.
condo alcuni dati preoccupanti, il divario «Quest’immagine cliché del programma-
tra i generi nell’universo tecnologico sta tore nerd deve sparire, e la cultura pop
aumentando: una ricerca pubblicata dal può darci una mano. Basta guardare che
Ncwit nel 2016 ha rilevato che il numero cosa ha fatto per esempio Shonda Rhi-
delle donne nel settore dagli anni ’90 re- mes, la creatrice della serie tv cult Grey’s
gistra un costante declino, con un tasso di Anatomy, nel campo della medicina e del-
abbandono più che doppio rispetto agli la legge. E non dobbiamo dimenticare che
uomini – 41% contro 17% –, il che ren- negli anni Settanta le avvocatesse erano
de un’iniziativa come
quella di Kloss più im-
portante che mai. «Il
divario tra i sessi è un L’HTML VA DI MODA
soltanto il 10%».

UNICORNO ONLINE
A prima vista si potrebbe
grammazione Html. Non sanno che la problema persistente Karlie Kloss pensare che Kloss non sia la
leader del campus, la celeberrima model- nel settore della tecno- con alcune delle rappresentante perfetta del
la, è letteralmente tra di loro. Ma il gioco logia e non possiamo allieve durante movimento donne in campo
dura poco: qualcuno ha intravisto i suoi risolverlo se non ci bat- uno dei campi tecnologico: storicamente
pantaloni verdi di Céline fare capolino tiamo insieme per la estivi di coding le top model si sono sem-
nel quale si impara
dai libri di testo. «Karlie è qui!», urla a causa e lavoriamo per pre dedicate a imprese più
il linguaggio
base della modaiole, diventando per
programmazione. esempio stiliste (Kate Moss
per Topshop; Gigi Hadid
per Tommy Hiliger) o guru
del benessere (Gisele Bünd-
chen, Miranda Kerr). Che Kloss sia pas-
sata dalla passerella agli ambiti più com-
plicati di internet la rende una specie di
unicorno. «Karlie non è esattamente quel-
lo che la gente si immagina quando sente
parlare di computer nerd, ed è questa la
ragione che le ha reso più facile avvicinare
e coinvolgere le ragazze», spiega Melinda
HA IR A ND M A KE -UP A M BE R P E RRY

Gates, moglie di Bill, che aveva incontra-


to Kloss a una conferenza sulla tecnolo-
gia nel 2016. «Lei è la prova vivente che
gli imprenditori del tech non devono per
forza essere etichettati in un certo modo».
Figlia di un’artista e di un medico, da
piccola Kloss sognava di diventare pedia-
tra. «Mi sono sempre identiicata con la

98 I VANITY FAIR 17.10.2018


bambina brava in spiega Kloss, che così aveva continuato a studiare all’acca-
matematica e scien- era passata dalla demia tech nei giorni liberi anche dopo la
ze», dice, un’im- taglia 38 alla 42 ine del programma introduttivo. «Non
magine confermata nel giro di un an- sapevo chi fosse Karlie all’inizio, avevo
da Kristine, la mag- no. «Ho iniziato solo notato che era molto alta», ricorda
giore delle quattro a perdere lavori, il co-fondatore della Flatiron School, Avi
sorelle Kloss che è non mi chiamava- Flombaum. «Mi aveva colpito la sua co-
dirigente marketing no per le silate, stanza, avrebbe potuto fare un milione di
per Marc Jacobs gli stilisti non mi altre cose. Si era davvero appassionata».
Beauty: «Scherza- c o n s i d e rava n o Su suo consiglio Kloss decide di fondare
vamo sempre sul più. Di colpo mi il programma di borse di studio, e Flom-
fatto che Karlie era sembrava che mi baum le dà un aiuto fondamentale anche
la nerd di famiglia», mancasse la terra nel deinire ed espandere il curriculum
racconta. «Imma- sotto i piedi». An- del campo estivo.
ginate un’adorabile che se il dibattito Kloss è stata tra le prime ad aprire un pro-
scolaretta di prima sulle taglie e l’età ilo Instagram e pian piano ha raggiunto i
elementare che si delle modelle è in sette milioni e mezzo di follower. È anche
diverte a fare espe- rapida evoluzio- saltata sul treno di YouTube molto prima
rimenti scientiici: ne, questo tipo di degli altri – il suo canale di moda e life-
quella era Karlie, frustrazioni sono style vanta quasi 750 mila abbonati. Il suo
sempre desiderosa ancora difuse account Instagram è un mondo sapiente-
di imparare». TESTA ALTA, nell’industria della mo- mente studiato in cui i selie fatti durante
Per Kloss, tuttavia, orien- PASSO SICURO da, dove le pressioni per le vacanze esotiche coesistono felicemen-
tarsi nel mondo delle Karlie Kloss mantenere un corpo da te con i progetti professionali e l’impegno
modelle era stata la sida è tornata sulle preadolescente possono sociale. «Prima dell’avvento dei social, il
maggiore. «Ho sempre passerelle per la risultare schiaccianti. Per ruolo della modella era soprattutto quello
collezione p/e 2019
pensato, be’, non sono di Off-White
Kloss, era stato il terre- di farsi vedere. Io ho sempre voluto usare
una persona con un talen- durante la Fashion moto che l’aveva spinta la mia voce per avere un’inluenza positi-
to artistico, non mi viene Week parigina a imboccare una strada va sulle cose. E ora posso parlare in tem-
facile. Ed è bufo aver che si è appena inaspettata. «Mi confron- po reale».
dovuto imparare quel conclusa. tavo sempre con Gisele
linguaggio per avanza- – per me lei era l’esempio L’AMORE (E LA POLITICA)
re nel mondo del lavoro, perfetto della modella di Detto questo, Kloss ha mantenuto un
mi sembrava così diicile». Kloss è stata successo – e non era un confronto produt- silenzio che si è fatto notare sugli aspetti
catapultata nella moda più di dieci anni tivo. In quel momento c’è stata la svolta: più spinosi della sua vita privata, initi sot-
fa, quando aveva solo quindici anni. E mi sono resa conto che dovevo accettare to i rilettori negli ultimi mesi. Ha tenuto
muoversi in quell’ambiente come una gof- tutte quelle cose che fanno di me la donna segreto il suo idanzamento con l’uomo
fa adolescente con gli occhi da cerbiatta che sono». d’afari Joshua Kushner per un mese pri-
partendo dalla periferia di St. Louis non Nella ricerca di se stessa, Kloss aveva ri- ma di rivelarlo su Instagram lo scorso giu-
era certo facile, anche se la sida più com- preso la strada degli studi. Si era iscritta gno. («Mi ha chiesto di sposarlo in modo
plessa nella sua carriera era arrivata più alla New York University e aveva seguito romantico e dolce. Abbiamo passato il
tardi, quando praticamente era già famo- un corso di programmazione alla Flati- ine settimana nel verde, fuori New York,
sa. «Avevo iniziato a prendere la pillola ron School. «Ho avuto un’illuminazione noi due soli», rivela Kloss, che fa coppia
e il mio corpo era diventato più femmi- quando mi sono resa conto di quanto sia con Kushner, 33 anni, da quando ne ha
nile, si erano sviluppati cosce e ianchi», creativo il linguaggio del codice», dice. E 19, dopo averlo conosciuto a una cena di
amici in cui erano seduti vicini). Quando
Ivanka Trump ha postato un commen-
to di congratulazioni sull’annuncio dei
«SONO PASSATA DALLA 38 social media, chiamandola «sorella», la
macchina dei pettegolezzi si è messa subi-

ALLA 42 E HO INIZIATO A to in moto. Ivanka Trump si era convertita


all’ebraismo ortodosso prima di sposare

PERDERE LAVORI. SENTIVO


il fratello maggiore di Joshua, Jared Kush-
ner (la famiglia è osservante), che gestisce

MANCARE LA TERRA
un impero immobiliare ed è senior adviser
del Presidente. Kloss si è convertita? Le
GORUN WA Y

due donne sono davvero amiche?

SOTTO I PIEDI» Le implicazioni di questo matrimonio


d’alto proilo – e quindi del suo rapporto

100 I VANITY FAIR 17.10.2018


aereo! Spero che i prossimi dieci anni mi
portino altrettante sorprese e avventure e
di essere, a prescindere da quello che farò,
ancora felice, in salute e circondata da
persone che amo. Voglio continuare a la-
vorare nella moda, a costruire un business
che funziona, favorire l’accesso all’istru-
zione delle giovani donne, e grazie a tutto
questo spero di avere un impatto positivo
nel mondo». Ha preso sotto la sua ala pa-
recchie delle ex allieve del campo estivo
da quando l’ha fondato, inclusa Tallie Eli-
sha, giovanissima istruttrice e assistente
del New Jersey che è in città per aiutare
le «Klosstons» ed è felice di mostrarmi un
sito che alcune delle sue compagne hanno
creato un paio di anni fa, Get Informed,
Yo. «Mette insieme informazioni da inter-
COPPIA D’ASSI net sulle leggi che passano dal Congresso
con la controversa pre- Kloss con il comune. Anche se Kloss in tempo reale, una specie di setaccio»,
fidanzato Joshua
sidenza Trump – non le Kushner, 33 anni,
non lo ammetterebbe spiega timidamente. «Perché non le fai
sfuggono di certo. «Ho che il 3 agosto, mai, dà la sensazione di vedere il progetto che hai fatto tu?», le
dovuto prendere deci- per il suo 26esimo averli surclassati entram- suggerisce Kloss con il tono afettuoso da
sioni basandomi sui miei compleanno, le ha bi. Guardandola aggirar- sorella maggiore. Elisha arrossisce men-
principi morali, mettendo chiesto di sposarlo. si tra le ragazze al campo tre apre il sito Code2Cure sul portatile, il
da parte ciò che pensano Kushner è fratello estivo, dando suggeri- sito che ha creato per collegare i malati
il pubblico e i social me- di Jared, marito menti alle studentesse tut- pediatrici di cancro ad altri bambini ne-
di Ivanka Trump.
dia», spiega, senza nega- te prese a fare brainstor- gli ospedali. «Quando sei piccolo ti senti
re né confermare le voci ming in piccoli gruppi sul molto solo in ospedale, e ti annoi», spie-
sulla conversione. «Ho loro progetto inale (c’è ga Elisha, 17 anni. A 11 anni le era stata
scelto di stare con l’uomo che amo nono- un sito fan per The Bachelor in un angolo diagnosticata una leucemia e quindi ha
stante tutte le complicazioni. Se devo es- e un’app per mettere in comunicazione passato buona parte dell’adolescenza in
sere sincera, è frustrante che l’attenzione guidatori freschi di patente con auto usate ospedale. In efetti il campo estivo le ha
dei media sia molto più concentrata sulla nell’altro), si capisce subito che è nel suo oferto un gruppo di solidarietà femminile
mia vita personale che sulla carriera. Non mondo. quando ne aveva più bisogno. «C’è qual-
mi pare che succeda lo stesso con gli uo- La supermodella non vuole guardare cosa di davvero potente nel trovarsi in una
mini». troppo a fondo nella sfera di cristallo: «La classe di sole ragazze, nell’avere una rete
Eppure la coppia è stata relativamente verità è che non ho idea di dove sarò do- di connessione tutta al femminile», dice
aperta sulle proprie preferenze politiche. mani. Nulla di quello che mi è successo Kloss, che con l’iPhone in mano aspetta

LE FO TO DE L SE RVIZ IO S O NO D ELL ’A G E NZ IA MA G NU M P HOT OS/ CON TRAS TO. G ET TY IM A G E S


Kushner è stato sempre descritto come negli ultimi dieci anni è andato esatta- una chiamata su FaceTime da alcune gio-
un democratico, e nel tempo ha raccolto mente secondo i piani, che poi è il bello vani studentesse Klossy a Dallas. «Poter
centinaia di milioni di dollari per Oscar, la della vita», dice. aprire una porta per loro: questo mi riem-
start-up dell’Obamacare. Ha anche par- pie di felicità».
tecipato con la Kloss alla dimostrazione UNA RETE AL FEMMINILE
contro le armi March for Our Lives a Wa- «Quando avevo quindici anni ed ero a St. [traduzione di Gioia Guerzoni]
shington D.C. alcuni mesi fa. «Josh e io Louis non sapevo niente di moda o di co- Pagg. 96-97: abito Gabriela Hearst.
condividiamo molti dei valori progressisti ding – non ero mai nemmeno salita su un Make-up e hair Natalie Chekati.
che guidano le nostre vite e le cose per cui
ci battiamo», aferma Kloss, che su Insta-
gram aveva espresso la propria preferenza
per Hillary Clinton – #ImWithHer – du-
rante le ultime elezioni presidenziali. «Sia-
«HO SEMPRE VOLUTO
mo davvero cresciuti insieme dal punto di
vista personale e professionale. Josh sa USARE LA MIA VOCE
PER AVERE UN’INFLUENZA
che sono un essere curioso e un po’ nerd,
e penso che mi ami per questo. Ci soste-

POSITIVA
niamo a vicenda».
Ovviamente Kushner è stato uno dei
primi sostenitori del sogno informatico
di Kloss. Era andato alla prima lezione
di coding con lei, insieme a un amico SULLE COSE»
102 I VANITY FAIR 17.10.2018
VANITY
IN GRUPPO

E POI CI TROVEREMO
Tra le poche band sopravvissute in Italia, i Subsonica tornano con un nuovo disco.
Il tastierista Boosta racconta i «48 scioglimenti», la lotta tra ego, la vita molto rock ’n’ roll
degli inizi e il senso di famiglia. E il progetto di aprire «un posto bello» a Torino
di VALENTINA COLOSIMO foto CHIARA MIRELLI
E SIAMO A 8
I Subsonica.
Da sinistra: Max
Casacci, 54 anni,
Davide Dileo
(Boosta), 44, Samuel
Romano, 46, Enrico
Matta (Ninja), 47,
Luca Vicini (Vicio),
47. Il 12 ottobre esce
8, il loro nuovo
album.

ALLA BOCCIOFILA
17.10.2018 VANITY FAIR I 105
C’
In 22 anni quante volte avete rischiato di sciogliervi?
«Tra le 45 e le 48 volte… Ci scherziamo spesso, del resto se non ci
fosse questa tensione tra di noi, non esisterebbero i Subsonica».
Lei è più un Subsonica che abbandona o uno che ricuce la band?
«Io sono quello che ha abbandonato di più il gruppo, forse una cin-
quantina di volte».
Perché?
«Per qualsiasi motivo: perché uno mi rispondeva male o mi spegne-
va la sigaretta mentre era ancora a metà… a un certo punto lasciavo
così spesso la band che gli altri neanche se ne accorgevano. Io spa-
C’è una parola che Davide Dileo, in arte Boosta, professione rivo, pensando di aver lasciato il segno, e quando tornavo nessuno
musicista, diventato famoso alla ine degli anni Novanta come aveva capito».
tastierista dei Subsonica, ripete spesso: fortunato. Tra i molti mo- Vi siete mai accapigliati?
tivi diversi per cui lo è, spiega seduto a un tavolo nell’agenzia di «È volato qualche strumento».
comunicazione di Milano dove è issato l’appuntamento, c’è il Il più grande litigio?
fatto di far parte di una band da 22 anni. Che sono moltissimi «Tra Max (Casacci, il chitarrista, ndr) e me, su un accordo di una
in assoluto – un piccolo miracolo se si pensa al tempo medio di canzone. Lui lo suonava in un modo, io in un altro. Ci siamo presi a
sopravvivenza di un gruppo musicale – ma lo sono soprattutto male parole così tante volte e per anni sul palco, quando partiva la
considerato che gli anni che hai vissuto sono in tutto 44. La metà canzone ognuno suonava il suo accordo (ride)».
esatta della vita. Ventidue anni costellati di grandi successi disco- Che canzone era?
graici e altrettanto grandi crisi, progetti solisti, una casa editri- «Incantevole. Quarto accordo della strofa».
ce fondata nella sua Torino con Andrea Agnelli e Michele Dalai Come si fa a stare insieme da 22 anni?
(add editore), una relazione inita con l’ex modella Fernanda «Ognuno di noi è come una navicella che ha anche i suoi progetti
Lessa e due iglie, che oggi hanno 10 e 11 anni. solisti e a un certo punto ci ritroviamo tutti nell’astronave-madre,
Con le sue famose tastiere mobili che sul palco fa ballare assieme dove riportiamo quello che abbiamo trovato in giro e ritroviamo – lo
al corpo, Boosta ha suonato e irmato tutti gli album dal primo so che è banale dirlo ma è così – una famiglia. Il che vuol dire obbli-
fortunato Subsonica del 1997 all’ultimo, l’ottavo, che si chiama ghi e responsabilità ma anche un bellissimo senso di appartenenza,
appunto 8 («un numero bello rotondo, che girato diventa il sim- che è quello che manca oggi, è un problema sociale».
bolo dell’ininito») ed esce il 12 ottobre. Partirà poi il tour nu- C’è un leader?
mero x («diicile dire quanti ne abbiamo fatti inora, ancor più «No. Dire che siamo tutti umili sarebbe una bugia. Abbiamo cin-
diicile quantiicare i concerti») della loro carriera, che avrà una que grandi ego: se vuoi stare sul palco devi averlo, l’ego. Ma mettia-
tranche europea (dal 4 dicembre da Amsterdam) e una italiana mo tutto ai voti e siamo fortunati: siamo in numero dispari, non può
(dal 9 febbraio da Ancona). esserci il pareggio».

106 I VANITY FAIR 17.10.2018


E se uno si astiene?
«Non ci si può astenere: è una regola dei Subsonica!».
«NON FAREI PIÙ
Siete una famiglia disfunzionale?
«Siamo una famiglia come tante, ma in realtà siamo un caso raro: IL GIUDICE
DI AMICI: NON MI
siamo tra le pochissime band sopravvissute in Italia. Ci mettiamo il
muso, facciamo compromessi, issiamo delle regole. Ci sono interi
periodi della tua vita in cui la tua famiglia non sono i tuoi igli o la
tua compagna ma il gruppo: ci vivi insieme 24 ore su 24, sul palco,
in albergo, in aereo, sul furgone… sempre. Rancori non ce ne sono,
SENTO A MIO AGIO
fastidi sì. È la vita, io ho 44 anni e va benissimo così».
Lei è il più giovane della band. All’inizio la trattavano da ragazzino? IN QUEL
«Sì, per molti anni sono stato il più giovane in giro per i palchi in
Italia, primato inito con l’arrivo sulla scena dei Verdena. Ma non
avevo alcun complesso, ero molto arrogante».
CONTESTO»
Oggi è più saggio?
«A 22 anni hai un’energia esplosiva, vuoi mangiarti il mondo. Poi verità è che sapevo di non poter cambiare il corso di un programma
devi avere l’intelligenza di capire quando tenere il punto e quando televisivo, ma credo di aver fatto il possibile per dare una mano a
no». questi ragazzi che vogliono fare musica».
È contento di aver appena compiuto 44 anni? Il Boosta ventenne approverebbe?
«Non sono mai stato più felice di un compleanno. Mi sento a metà «Decisamente no! Infatti adesso non lo rifarei più perché non mi
strada, in realtà posso dirle il giorno esatto della mia dipartita: il 9 sento a mio agio in quel contesto. Non perché non mi piaccia la tv,
febbraio 2061, secondo il sito Population.io». ma perché mi piace troppo la musica, che in quel contenitore passa
A quasi metà della sua vita ha partecipato ad Amici come giudice. in secondo piano. E poi quello che non capiscono quei ragazzi è
Samuel, il cantante dei Subsonica, a Vanity Fair aveva commentato che lo scopo è la musica, non il successo: se vuoi fare il cantante per
così: «Quando inizi a parlare di musica in tv, è l’anticamera per non diventare famoso hai saltato il cuore della questione».
farla più». Non esattamente un endorsement. Lei da giovane ha fatto una vita sesso, droghe e rock ’n’ roll?
«Me lo ricordo, mi sono piovute addosso un sacco di critiche. For- «Sì. Non dico che lo rifarei, ma avevo 22 anni, facevamo 4-5 date al-
se inconsciamente volevo mettermi alla prova per fronteggiarle. La la settimana, il nostro primo cachet era di 400 mila lire, poi 800. Di

108 I VANITY FAIR 17.10.2018


A SPASSO PER L’EUROPA
I Subsonica partono
con il tour europeo
il 4 dicembre
da Amsterdam e dal
9 febbraio, in Italia,
da Ancona.

colpo ti trovi a guadagnare dei soldi, sei giovane piuttosto complessa da gestire per una persona
e anche un po’ scalzacane. A quell’età anche so- che voglia vivermi accanto. Adesso sono single».
lo essere il più igo della festa ti provoca un’eufo- Si innamora diicilmente?
ria pericolosa. Devi sapere gestire la situazione. «Sì, sono una Bilancia. Mi piace la passione ma
Per fortuna avevo due genitori che hanno saputo non so se sono davvero capace di aprirmi».
fermarmi». È vero che i Subsonica hanno un’astrologa?
Lei invece che genitore è? «Sì, Nicoletta. Lavora con noi dal primo disco,
«Molto presente. Sono un papà che va al par- è un po’ la nostra mamma. Ci aiuta a decidere
chetto, a scuola, sto nelle chat di classe. Le bam- la data di uscita degli album secondo il calcolo
bine vivono un po’ con la mamma e un po’ con degli astri».
me. Siamo genitori alla pari». I suoi astri cosa dicono al momento?
Aido condiviso? «Sono molto felice. Ho una vita complicata,
«Come forse non ha più senso che esista la mamma casalinga, non come tutti, ma ogni mattina mi sveglio di buonumore perché ho la
lo ha più neanche il padre separato che vede i igli solo per una piz- possibilità di fare le cose che mi piacciono, cioè la musica».
za il sabato sera». Torino è stata una città all’avanguardia dal punto di vista musicale e
La paternità come l’ha cambiata? culturale. Lo è ancora?
«Mi ha aiutato a crescere. Con i igli impari a spostare lo sguardo «Si è un po’ persa. Torino ha sempre vissuto di rigenerazioni, questi
da te a loro, che sono naturalmente egocentrici. E poi non posso anni Zero sono stati davvero poco proicui».
lasciarmi andare: metti che voglia fare il musicista disperato… ecco, Per chi ha votato alle politiche?
non posso». «Pd. È rivoluzionario oggi ammetterlo, vero?».
È cambiato qualcosa anche nel rapporto con le donne? Come giudica il sindaco Appendino?
«Ho 44 anni, faccio il musicista e ho due iglie. È una combinazione «Non avrei mai pensato che per prima cosa tagliasse i fondi alla cul-
tura. E comunque amministrare non è facile, ma se non ti prendi
mai una responsabilità e non rischi, per paura di scontentare i tuoi

«NON HA SENSO elettori, generi solo immobilismo. Adesso per esempio, vorrei apri-
re una boccioila a Torino ma per avere i permessi è un disastro».

IL PAPÀ CHE STA Una boccioila?


«Ho già trovato il posto, sul Po. Vorrei farci un micro teatro, un bar e
un salotto con un piano. Mi immagino di suonare lì ogni lunedì alle
CON LE FIGLIE SOLO sette di sera, come un cantante di Las Vegas. Ho voglia di creare un
luogo bello e di restituire qualcosa alla città».
PER UNA PIZZA Lo ha già detto agli altri Subsonica?
«Sì, probabilmente apriranno altre quattro boccioile e faremo la

IL SABATO SERA» lotta delle boccioile. Però a quel punto potremo smettere di mettere
tutto ai voti: decide chi vince a bocce».

110 I VANITY FAIR 17.10.2018


ALVIEROMARTINI.IT
E ORA SCRITTRICE
Sally Field,
71 anni, ha appena
pubblicato negli
Stati Uniti
l’autobiografia
In Pieces.

112 I VANITY FAIR 17.10.2018


VANITY
ME TOO

LA MIA
VITA
SALLY FIELD
BACI
RUBATI
TRIONFI
E ABUSI
Violentata dal patrigno prima,
poi costretta a sottostare alle pressioni
di un regista e quindi alle prese
con un amore difficile. Per anni,
l’attrice vincitrice di due Oscar non ha
raccontato la sua storia, convinta di
non avere la «voce giusta». Ma ora quella
voce l’ha trovata, e ne ha fatto un libro
RE DUX/ C ONTR AS TO

di DAVE ITZKOFF
foto KENDRICK BRINSON

17.10.2018 VANITY FAIR I 113


«FATICAVO PERSINO
A RESPIRARE E
NON RIUSCIVO
MAI A
PLACARMI»
guardare quella massa di sconosciuti. Mentre parlavo, sentivo
che quelle persone mi restituivano qualcosa».
Seduta nella sua villa di Paciic Palisades, la 71enne Sally Field
ha un’aria serena e sicura di sé. Normalmente non ama le confes-
sioni, e nonostante la visibilità di una carriera lunghissima – ha
vinto tre Emmy e due Oscar, recitato in ilm come Fiori d’acciaio
e Forrest Gump – le riesce meglio parlare tramite i suoi personaggi
che mettendosi in mostra.

I
n Pieces, che Grand Central Publishing ha pubblicato il 18 set-
tembre, non è certo la classica autobiograia da showbiz, anche
se descrive ruoli e relazioni con attori noti come Burt Reynolds
(appena scomparso) e l’impresa di crescere tre igli in due ma-
trimoni initi in divorzio.
La vita che Field rivela è piena di ombre, abusi e crudeltà, ma è
una storia illuminata dalla grazia e dalla dignità dell’autrice e dal
suo desiderio di calarsi negli abissi delle emozioni, un desiderio più
forte delle sue reticenze. «Sentivo qualcosa crescere in me, un’ur-
Fino a pochi giorni prima del lancio del suo memoir In Pieces, genza che incancreniva e che non riuscivo a individuare», spiega.
Sally Field non era sicura di volerlo pubblicare. Aveva combattu- «Faticavo persino a respirare e non riuscivo mai a placarmi». Una
to con quella stessa ambivalenza per tutti i sei anni passati a lavo- soferenza che è diventata più in-
rarci. Non era convinta, già mentre scriveva le prime parole, che AMORE & LAVORO tensa dopo la morte della madre
qualcuno volesse leggerle: «Non sapevo di avere una voce», mi Margaret, che aveva cresciuto la
Sally con Burt
ha detto. Reynolds (1936- famiglia nella California del Sud
Eppure, quando nel 2012 aveva partecipato alla conferenza Wo- 2018), a lungo suo e recitato in ilm come L’uomo
men and Power all’Omega Institute di Rhinebeck, New York, si compagno. dal pianeta X. Margaret Field ave-
era sentita obbligata a parlare. E aveva condiviso una rilessione I due attori hanno va chiesto il divorzio dal padre di
sul suo ruolo nei panni di Mary Todd Lincoln in Lincoln di Steven girato quattro film Sally, Richard, nel 1951, e un an-
insieme.
Spielberg e sul rapporto con sua no dopo si era risposata con Jock
madre, morta di cancro nel 2011. Mahoney, stuntman e attore noto
Poco dopo aver avuto la parte, un con il soprannome di Jocko.
giorno aveva preparato la cena per Di lui scrive nel suo memoir: «Sa-
la madre e le aveva confessato che rebbe stato molto più facile se
da bambina era stata molestata avessi provato una sola emozio-
dal patrigno. Non una sola volta, ne, se Jocko fosse stato soltanto
ma ripetutamente durante l’ado- crudele e spaventoso. Ma non era
lescenza. Il mattino seguente, no- così. Poteva essere un incantatore:
nostante la malattia stesse progre- lui il Piferaio Magico e noi i suoi
dendo, la madre aveva assicurato seguaci rapiti». Spesso Jocko chia-
a Sally che non sarebbe più stata mava Sally in camera sua mentre
sola ad afrontare quel dolore. era solo: «Lo sapevo. Mi sentivo
Ricordando il discorso alla confe- una bambina impotente, e al con-
renza, Field mi spiega: «Mi faceva tempo non ero una bambina, ero
AP/ AN S A

tremare il pensiero di raccontare potente. Questo era il potere. Ed


la mia storia, ma mi dava forza era mio. Ma volevo essere una

114 I VANITY FAIR 17.10.2018


barbanapoli.com
M
bambina, invece». L’attrice spiega olte pagine di In Pieces
che gli abusi del patrigno erano du- sono dedicate a Rey-
rati ino a quando aveva 14 anni. Poi nolds, suo ex compa-
la madre aveva divorziato, nel 1968, gno e coprotagonista
e Mahoney era morto nel 1989. in diversi ilm. Anche
Il risveglio sessuale di Field nella tar- se le riviste di gossip li
da adolescenza, un periodo in cui ritraevano sempre co-
diceva di sentirsi «il cervello esplo- me una coppia aiatata e felice,
dere», portò a un aborto a Tijuana Field mi confessa che il loro pe-
a 17 anni. Subito dopo iniziò la sua riodo insieme è stato «confuso e
ascesa professionale televisiva, e la complicato, non privo di amore e
ine di una vita normale: «Non ero afetto, ma davvero diicile e do-
più un membro di quel club, il club loroso per me». Nel libro descrive
degli umani. Ero una celebrità». il loro rapporto come intenso.
Sentendosi incapace di condividere Reynolds era un uomo carismati-
pienamente le sue esperienze con co e arrogante, ma lo ritrae anche
qualcuno, lei cercò uno sbocco nel- come maniaco del controllo, capa-
la recitazione – nella miniserie Sybil ce di accettare solo alcuni aspetti
interpretò una donna con un distur- della sua vita e della sua persona-
bo dissociativo dell’identità, in Nor- lità ma disinteressato o contrario
ma Rae era un’operaia che diventa ad altri.
attivista in un cotoniicio –, che le Field scrive che durante le riprese
permise di venire a patti con le pas- del Bandito e la Madama, Rey-
sate frustrazioni. Recitando questo nolds usava Percodan, Valium e
tipo di ruoli, mi spiega, «riuscivo a barbiturici vari e a volte si faceva
provare cose che prima non potevo fare misteriose iniezioni nel petto.
far emergere. E poi sentivo la mia IN TELEVISIONE Racconta di come aveva trovato una scusa per fargli fare un esa-
voce e mi chiedevo quanto ci avrei Sopra, Sally nella me cardiaco, che era andato bene, ma anche che Reynolds riiuta-
messo a sentire che avevo diritto di serie Maniac, va i suoi consigli di farsi curare per lo stress e l’ansia, deinendoli
in onda su Netflix.
essere furibonda». «fesserie di una credulona».
A destra,
Aveva ragione a sentirsi così. In la copertina del suo Alla ine, è giunta alla conclusione
un incontro con il cantante Jimmy memoir, disponibile che nella sua relazione con Burt
Webb, dopo aver fumato insieme anche in audiolibro. cercava di ricreare una versione
hashish, si era svegliata con lui «so- del suo rapporto con il patrigno:
pra di me, a suonare tutt’altra musi- «In un certo senso stavo esorciz-
ca», scrive. Mentre quando aveva fatto il provino per Il gigante della zando qualcosa che andava esor-
strada (1976), il regista Bob Rafelson aveva posto una condizione: cizzato. E questa volta volevo far
«Non posso prendere nessuno che non sia davvero bravo a bacia- funzionare le cose». La morte di
re». «E così l’avevo baciato», scrive. «Dovevo essere stata abba- Reynolds l’ha «travolta di emozio-
stanza brava». E mi spiega che a quell’epoca era lei l’unica fonte di ni e una grande nostalgia» per lui,
sostegno per la sua famiglia: «Non mi sembrava di avere altra dire- ma si è sentita anche sollevata all’i-
zione se non andare a fondo, se non riuscivo a togliermi da quella dea che non abbia mai letto il suo
posizione» (Rafelson risponde: «Non è afatto vero, è la prima volta libro né saputo cosa aveva scritto
che sento una cosa del genere. Non ho mai costretto nessuna donna di lui, perché «l’avrebbe ferito e io
a baciarmi per darle una parte»). non volevo fargli del male».

«PROVAVO COSE CHE PRIMA


NON POTEVO FAR EMERGERE
E MI CHIEDEVO QUANTO CI AVREI
MESSO A SENTIRE CHE AVEVO
DIRITTO DI ESSERE FURIBONDA»
116 I VANITY FAIR 17.10.2018
THE EXPLORATION OF ORIGINALIT Y IS AN ART

FLAGSHIP STORES MILANO | PIAZZA DUOMO • ROMA | VIA DEL TRITONE • STORES ROMA | PIAZZA FIUME FIRENZE CAGLIARI CATANIA MONZA PADOVA PALERMO TORINO
P
ur avendo accettato emotivamente l’impegno di scrivere
della propria vita, Sally Field non era convinta di avere il «È DIFFICILE
talento letterario suiciente per portare a termine il proget-
to. «So quanto è diicile imparare qualcosa di nuovo, ci
vogliono molti lividi e cadute di sella, vieni sbattuto qua e
IMPARARE QUALCOSA,
là e sei tutto dolorante ma alla ine risali e riprendi le redi-
ni», dice.
CI VOGLIONO
Anche se diversi membri della sua famiglia sapevano che stava la-
vorando al libro – Sally ha tre igli, un fratello maggiore e una so-
rellastra più piccola – aveva condiviso con loro il manoscritto solo
MOLTI LIVIDI
all’inizio di quest’anno e non senza una certa apprensione.
Sam Greisman, il iglio più giovane, che ha 30 anni ed è regista,
E CADUTE DI SELLA»
ha detto di sapere a grandi linee che sua madre era stata molestata
dal patrigno, e che durante «la sua infanzia nessuno poteva parlare
di niente». Quando lui era piccolo, sua madre «era già una donna come si sopravvive a molestie e violenze: «Questa è solo la mia sto-
con una carriera molto solida, non ho mai percepito che avesse in- ria, ed è andata così». Senza dubbio si prova molta rabbia quando
certezze nel gestire qualcosa, sembrava avere sempre il controllo si subiscono abusi, ma «quella è la prima fase, non la soluzione. La
della situazione». Leggere In Pieces e vedere con occhi diversi la rabbia arriva per prima e non può essere semplicemente zittita e
vita di sua madre gliel’ha fatta apprezzare ancora di più: «Vederla cacciata», dice.
come qualcuno che è cresciuto in una famiglia diicile e ha fatto Quello che l’attrice sente più spesso è sempre quella voce nella te-
un sacco di errori e ha superato tutti quei traumi mi ha fatto sentire sta, che si fa ancora domande sul libro: «Posso ritirarlo dal merca-
ancora più unito a lei». to? Posso cambiare idea? Posso dire: non pensarci più?».
Anche se la sincerità brutale di In Pieces è ancora più evidente Fa un breve respiro e si risponde, decisa: «No, non potrei farlo».
nell’era del #MeToo, Sally Field non ha mai pensato che il libro po-
tesse diventare un modello da cui prendere esempio per rivelare [traduzione di Gioia Guerzoni]

2.
1.

© 20 18 NE W Y ORK TIM E S . E VERE TT CO LLE CTIO N/ CO NT RA S TO

4. 5. 3.

AMORI, PREMI E CAPOLAVORI


1. Sally Field e Burt Reynolds nel Bandito e la Madama, del 1977, commedia action con spettacolari
inseguimenti. 2. Nel 1979 l’attrice è protagonista di Norma Rae, dove interpreta una attivista dei diritti civili.
La parte le vale il primo Oscar come attrice protagonista (cinque anni dopo vince il secondo con Le stagioni
del cuore). 3. Con Tom Skerritt, 85 anni, in Fiori d’acciaio (1989) di Herbert Ross, dove è la madre di Julia
Roberts. 4. Nel 1994 nei panni della mamma di Forrest Gump (Tom Hanks, 62), diretto da Robert Zemeckis.
5. In The Amazing Spider-Man, del 2012, è la zia del protagonista, l’Uomo ragno Andrew Garfield, 35.

118 I VANITY FAIR 17.10.2018


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VANITY
A LUCI ROSSE

BURRASCA
Chi è la donna che dice di aver fatto sesso con il presidente e di essere stata pagata per
tacere? Incontro con Stormy Daniels, pornostar un tempo così «sigata» da dover pagare

120 I VANITY FAIR 17.10.2018


CHIUSA IN HOTEL
Stormy Daniels,
39 anni, ha
affermato di aver
avuto rapporti
sessuali con Donald
Trump, e di avere
firmato un accordo
per tacere.
A sinistra,
il suo avvocato
Michael Avenatti, 47.

SU TRUMP
un ragazzo perché la accompagnasse al ballo. Ma la sua vita cambiò quando guadagnò
abbastanza da regalarsi una quarta. Finché una «curiosità morbosa» la portò da lui
di AMY CHOZICK foto ANNIE LEIBOVITZ

17.10.2018 VANITY FAIR I 121


Q
Cohen ottenendo di essere presente su tutti i notiziari, fa le sue te-
lefonate di lavoro, ignorandoci. Con una mascella a forma di frigo
e modi da chi è strafatto di cafeina, a volte si comporta da macho
che protegge Daniels, anche se di lei mi dice almeno tre volte: «È
furba come una volpe».
Stormy si ida di Avenatti, ma lo tratta anche come un fratellastro
benintenzionato che ha dimenticato di prendere il suo Ritalin.
«Vuoi un biscotto?», gli urla allungandogli la scatola di pasticcini.
«Sto cercando di mantenere il mio igurino da ragazza», risponde
lui.
Lei rotea gli occhi, poi sceglie un muin ai mirtilli e mi dice che
da quando è successo «tutto quello che è successo» non è più riu-
scita a godersi veramente un pasto. Le minacce di morte – lettere
anonime spedite nei locali prima del suo arrivo, sostanze sospette
nascoste in regali lasciati nei suoi camerini – sono diventate così
pesanti da costringerla ad assumere tre bodyguard a tempo pieno.
Li chiama i suoi Dragoni. «Siamo andati in ristoranti dove dopo
avere ordinato da mangiare ci mettevano così tanto a portarcelo o
la gente guardava in modo così insistente da costringerci ad andar
via». Fa schioccare le dita perfettamente curate. «Per questo sono
così magra!».

I
l 21 agosto Cohen ha raggiunto un accordo di colpevolezza con
i pubblici ministeri federali impegnati nell’inchiesta. L’accordo
prevedeva il pagamento di 130 mila dollari a Daniels e un asse-
gno separato a Karen McDougal, avendo dichiarato entrambe
di avere avuto una relazione con Trump. Nel dichiararsi colpe-
vole, Cohen ha coinvolto Trump rivelando alla Corte di avere
pagato Stormy «su richiesta del… candidato» e «con il principa-
le obiettivo di inluenzare le elezioni».
«E ora come la metti?!», gli ha twittato lei in risposta.
Quando busso alla sua stanza al Roger Smith Hotel, Stormy Da- La violazione delle leggi per il inanziamento delle campagne elet-
niels se ne sta rintanata a New York da 24 ore. Aspetta di parlare torali implica che Cohen sarà accusato penalmente – e forse si farà
con i pubblici ministeri dell’inchiesta su Michael Cohen, l’ex avvo- anche un po’ di galera. E il presidente? Se non fosse in carica, di
cato del presidente accusato di averle pagato 130 mila dollari per- sicuro sarebbe stato incriminato.
ché non raccontasse dei suoi incontri con Trump nel 2006. Trump ha negato di avere avuto una relazione con Daniels. All’ini-
Stormy è seduta al centro di un enorme divano grigio, e io mi ac- zio aveva raccontato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One che
comodo davanti a lei, su una poltrona scolorita. Tra noi ci sono un non era a conoscenza di alcun pagamento. Ma dopo che il suo av-
tappeto persiano color bronzo e un tavolino con sopra una carafa vocato Rudolph W. Giuliani ha ammesso a Fox News che di fatto
di cafè e un trionfo di pasticcini dentro una scatola. Paparazzi e il presidente ha rimborsato Cohen, lui lo ha confermato, insistendo
personaggi che vogliono che la smetta di parlare della sua presun- su Twitter sul fatto che «né i soldi della campagna elettorale né i
ta storia con il presidente hanno iniziato a ronzarle intorno dalla contributi sono stati utilizzati nella transazione». Giuliani ha pre-
scorsa primavera, quando ha deciso di sidare Donald Trump. Nel cisato che «nelle accuse mosse dal governo contro il signor Cohen
farlo è diventata famosa in tutto il mondo solo per il nome: Stormy, non si parla di alcuna irregolarità commessa dal presidente».
«burrascosa». Il paradosso è che adesso è Stormy quella costretta a vivere come
Sono le dieci, è ancora mattina presto nel mondo delle pornostar un criminale ricercato. «Ci siamo ritrovati coinvolti in un paio di
e dei loro entourage. Lei è scalza, indossa jeans neri attillati con le inseguimenti in auto», mi dice. «C’è gente che lascia lettere sotto la
cerniere argentate alle caviglie e una maglietta viola con lo scollo porta della mia stanza, e che quindi sa dove mi trovo, costringen-
a V. Senza trucco, a 39 anni sembra molto più giovane di quando domi a cambiare albergo nel cuore della notte». Si siede a gambe
lo scorso marzo è apparsa al programma 60 Minutes e ha rivela- incrociate e stringe un cuscino. «Sono una fuggiasca».
to a 22 milioni di spettatori l’avventura con Trump, i soldi ricevuti Da mesi Daniels collabora con i pubblici ministeri, fornendo loro
per il suo silenzio, le minacce alla iglia e l’accordo di non divulga- documenti relativi al pagamento ricevuto e preparandosi per una
zione che sostiene Cohen l’abbia costretta a irmare prima delle possibile apparizione davanti al Gran giurì. Ma, a detta di Avenatti,
Presidenziali del 2016. È schietta, divertente, ama le parolacce. Le il procuratore di Stato per il Distretto Sud di New York ha annulla-
chiedo maggiori dettagli sulla sua presunta relazione con Trump. to inaspettatamente un colloquio. Perché? Mi risponde con un lun-
«Quanti dettagli si possono dare in un paio di minuti?», dice. Due go sospiro rassegnato. Ma ha ancora il controllo del suo destino?
minuti? «Forse. O forse sono generosa». «Quasi sempre. No, sì, certo, quasi sempre».
Vicino a noi, c’è una scrivania dove l’avvocato di Stormy, Micha- Stormy sostiene che il suo accordo di non divulgazione non sia
el Avenatti, che ha messo a proitto la sua causa contro Trump e valido perché Trump non lo ha irmato. Sta anche querelando il

122 I VANITY FAIR 17.10.2018


presidente e Cohen per difamazione. Le accuse contro quest’ulti- in cui fa sesso? «Li renderò pubblici io, e si potranno avere tutti
mo includono anche frode bancaria ed evasione iscale, ma secon- quelli che si vogliono per soli 29 dollari e 95 centesimi».
do Rebecca Roiphe, docente di Legge alla New York Law School La sua inclinazione a scherzare su tutto nasconde però il pedag-
ed ex membro dell’uicio del procuratore distrettuale di Manhat- gio psicologico e personale che ha dovuto pagare diventando una
tan, è la violazione riguardante il inanziamento della campagna delle più accanite oppositrici del presidente. Dopo che un uomo
– accusa messa in evidenza dalla causa civile promossa da Daniels ha cercato di fotografare la iglia di sette anni, ha dovuto ritirar-
– ad avere un maggior impatto sulla Casa Bianca. la da scuola e assumere un insegnante privato. Con la bambina

D
si sentono regolarmente su FaceTime ma non riescono a vedersi
elle pornostar spesso si pensa che le loro vite siano solo spesso. «Se sono io a chiamarla, diventa triste, e allora cerco solo
sesso. Ma Stormy è una mamma che lavora. Si prende cu- di aspettare che sia lei ad avere voglia di parlare con me».
ra di sette cavalli, un sogno di quando era bambina e im- Aggiunge: «Mia iglia sa che uomini e donne escono insieme e
plorava monetine da mettere nel pony meccanico fuori dal fanno cose, e sa che Trump è un tizio con cui uscivo e che cono-
supermercato. Vive in una casa di pietra e mattoni a For- scevo tre anni prima di incontrare suo padre. Il problema è che
ney, in Texas: una comunità rurale e conservatrice vicino continuano a usare la parola pornostar, e lei non sa cosa sia una
a Dallas che ha scelto cinque anni fa, quando si è stancata pornostar, perché non sa cos’è il sesso, e non mi sento ancora del
di Las Vegas e Los Angeles. Nella stalla e nel circuito delle corse di tutto pronta a spiegarglielo». Il fatto è che non si vergogna della
cavalli del Texas, gli amici pensano che lei sia come Hannah Mon- sua carriera, pensa però che etichettarla sia ingiusto: «Non scri-
tana, una ragazza carina con la doppia vita. «Scherziamo sempre verebbero mai “la bibliotecaria Stormy Daniels”, però dicono “la
sul fatto che lei è di gran lunga la pornostar”».
più noiosa di tutte noi», dice una Lo scorso luglio è arrivata la noti-
delle sue amiche, Kathryn Roan.
«Nessuno la vede come Stormy
«CHI SE LO FILAVA zia che il suo terzo marito, il bat-
terista heavy metal e attore porno
Daniels. Per noi è una amazzone
professionista. Qui in Texas è rima-
ALL’EPOCA? Glendon Crain, ha chiesto il divor-
zio e l’aidamento esclusivo della
sta per moltissimo tempo assoluta-
mente in incognito». LUI ERA SOLO iglia (era lui a occuparsene mentre
lei era in giro). L’ha anche accusa-
Daniels dice che non lega mai del
tutto con le altre donne («Vado IL TIZIO DI ta di infedeltà e ha presentato una
richiesta di ordine restrittivo tem-

APPRENTICE»
d’accordo più con gli uomini»), poraneo che la Corte gli ha conces-
ma nei circuiti di equitazione ha so. In seguito, si sono però accor-
trovato Roan e un gruppo di care dati per l’aidamento congiunto.
amiche, «stronze cazzute». Sono La settimana prima che Crain
agenti immobiliari o hanno lavo- presentasse la richiesta di divor-
ri da impiegate e guidano pickup zio, Stormy stava facendo il suo
con scintillanti riiniture in platino. solito spettacolo al Sirens Gent-
Come lei, possiedono armi e per la lemen’s Club di Columbus, in
maggior parte si dichiarano repub- Ohio, quando i viceispettori del
blicane. dipartimento di polizia di Colum-
Fra i suoi amici c’è anche Keith bus l’hanno arrestata per attività
Munyan, un fotografo di Los An- di tipo sessuale illegale, un reato
geles che ha conosciuto durante minore. Meno di ventiquattr’ore
un servizio per uno dei suoi ilm dopo, le accuse sono cadute.
per soli adulti (chiama lui e il suo
compagno «i miei papà gay»). Da quando a 17 anni ha iniziato
Munyan ricorda come dopo il loro a fare la spogliarellista, Daniels è
incontro del 2006, Trump cercasse sempre stata consapevole di che
di continuo Stormy al telefono. «Io cosa le ruotava intorno, capace
ero lì che facevo le mie foto e lei mi DIECI ANNI PRIMA DELL’ELEZIONE di valutare gli uomini e capirne le
chiamava dalla cucina dicendomi L’incontro (anche sessuale) con Donald Trump, intenzioni. «Per lavorare nel mon-
“Guarda chi sta chiamando”, e 72 anni, avvenne secondo Daniels nel luglio do dell’intrattenimento per adulti
iniziavamo a ridere. Chi se lo ila- 2006. L’anno precedente, l’imprenditore devi essere una persona forte, uno
va allora Donald Trump? All’epo- e futuro presidente aveva sposato Melania. scienziato. Devi riuscire a studiare
ca era solo il tizio del reality show la gente, ma anche intuire quando è
The Apprentice». Munyan sa che chi critica Daniels la considera giusto dirsi: ehi, con quel tizio nella stanza vip non ci vado».
un’opportunista che fa soldi sul suo quarto d’ora di celebrità: «E C’è una cosa che continuo a sentire dire dagli amici di Stormy che
allora? Stormy è una che dice: “Io qui ci devo lavorare. Ho una fa- lavorano nel settore: che è inevitabile che le donne nel porno abbia-
GETTY IM A G ES

miglia da mantenere”». «È una guerriera di strada. Avrà la meglio no a che fare con molestie sessuali di un certo livello. «Se ha la me-
su Trump»». glio e vince la causa, continuerà a vivere la sua vita, ma dovrà sem-
Ma come reagisce lei alle minacce di rendere pubblici i suoi video pre guardarsi le spalle», dice Alana Evans, una star del cinema a

124 I VANITY FAIR 17.10.2018


luci rosse che la conosce da «Il mio zoccolo duro di pub-
anni. Ma lei non si considera blico è completamente cam-
una vittima. Ammette solo biato», mi dice. Adesso i fan
di sentirsi soprafatta da ciò di una volta «sono semplice-
che le è successo: «Immagi- mente spariti». Al loro posto
na di avere del latte bianco e 2. è saltata fuori la cosiddetta
del latte al cioccolato e che Resistenza: donne, coppie
uno dei due rappresenta le gay, immigrati e altri pro-
1.
emozioni positive e l’altro gressisti di vario genere che
quelle negative, e li versi disprezzano Trump. «Sono
entrambi nello stesso bic- soprattutto donne, e sono
chiere, tu sei lì che continui arrabbiate», dice. Il lato po-
a riempirlo ed ecco che tra- sitivo è che «le donne danno
bocca». le mance migliori».
Se Daniels dovesse indivi- «La gente arriva, si sente
duare un qualcosa che rap- coinvolta e scommette mol-
presenti quanto è diventata 3. to su di me. Sono lì che di-
5
surreale la sua vita, sarebbe 4. cono cose tipo: “Salverai il
il merchandising. Prima, mondo, sei una patriota, sei
gli uomini facevano la ila MOLESTATE (DA LUI) ANCHE NOI un’eroina”. È strano, e mi
dopo i suoi spettacoli per 1. Summer Zervos, 46 anni, concorrente di The Apprentice. rende più facile gestire an-
comprare foto di lei nuda e 2. Rachel Crooks, 35 anni, ex receptionist alla Trump Tower. che le cose negative. Non è
dvd. Adesso niente di tutto 3. Karen McDougal, 47 anni, modella ed ex coniglietta che sia sbarcata oggi su Twit-
questo va più. Negli ultimi di Playboy. 4. Juliet Huddy, 49 anni, conduttrice tv. ter e scopra solo adesso che
mesi, dice, «ho venduto cin- 5. Temple Taggart, Miss Utah 1997. c’è qualcuno che mi dà della
que foto in cui sono nuda, troia», aggiunge.

«LA GENTE SI SENTE


e mi chiedo: che sta succe- Daniels non ha un program-
dendo?». ma politico: «Non sono una
È una dinamica che ho vi- sostenitrice di Hillary, sono
sto da vicino la prima volta
che l’ho incontrata al Silk
COINVOLTA E una repubblicana». Una
repubblicana che possiede
Exotic Gentlemen’s Club di
Milwaukee. Era un sabato SCOMMETTE SU DI ME: pure una pistola. Però dice
anche che è «a favore dell’a-
sera, lei aveva appena ini-
to quello che di certo sarà
l’unico striptease che inizia
SEI UN’EROINA» borto, e dalla parte dei gay»,
e che l’ha disgustata la cam-
pagna del 2016, con Trump
con una clip del programma 60 Minutes. Si era tolta una giacca da che insultava gli immigrati messicani, i musulmani, le donne. «Pen-
smoking di paillettes, un cappello a cilindro e praticamente tutto savo che parlasse soprattutto il personaggio che si era inventato.
(tranne un tanga argentato) su un palco laccato nero. Poi lentamente ho iniziato a capire…».
Prima che si mettesse contro Trump, il locale avrebbe potuto riem- Ma non ha chiesto lei di diventare la mascotte della Resistenza.
pirsi del suo ex zoccolo duro di fan – uomini bianchi della classe Giocherella con il cuscino. «Quando ho iniziato questa cosa, vole-
operaia come quelli che nel 2016 hanno aiutato «The Donald» a vo solo salvare il mio di culo», mi dice, «non quello di tutti».

C
vincere. Ma prima di mezzanotte, il club era pieno solo per due ter-
zi. Un paio di clienti issi fumavano sigarette elettroniche accanto a resciuta a Baton Rouge, in Louisiana, Daniels, che all’ana-
distributori automatici di bottigliette. Un altro stringeva una copia grafe si chiama Stephanie Cliford, scherzava sempre sui
di Penthouse, con Stormy nuda e avvolta in una bandiera ameri- suoi genitori, Bill e Sheila Gregory, dicendo che dovevano
cana. La sera prima, durante una sua apparizione fuori Madison, averla rubata a una coppia di ricchi al centro commercia-
nel Wisconsin, una cittadina che ospita un college progressista, il le. Ricorda che da bambina pensava: «Non possono es-
locale si era riempito di orde di studenti e donne che si erano messi sere i miei veri genitori. Mia madre vive in una casa che
in ila prima dello spettacolo per comprare magliette con scritto ha una barca in cortile che non viene messa in acqua dal
GETTY IM A G ES , RE UTE RS / CON TRA S TO

#teamstormy. 1982, ed è contenta di starsene seduta lì a fumare una sigaretta


Tra la sua performance delle 23 e quella delle 2, Daniels, che si era dopo l’altra. Io non potevo diventare come lei».
cambiata mettendo un abito a canottiera nero a pois con gli strass, Il padre se ne è andato quando lei aveva quattro anni, e Stormy ri-
si era seduta su un divanetto, circondata dai suoi Dragoni, per ir- corda la madre che faceva due lavori ma non riusciva a stare dietro
mare autograi e posare per le foto. Un paio di roadie tiravano fuori alle bollette. Non dimenticherà mai l’agosto in cui venne tagliata la
souvenir del marchio Stormy da un cesto di plastica della bianche- corrente, e anche oggi quando uno dei suoi roadie apre un sacchet-
ria che adesso ha il suo account su Instagram. Una segretaria con to di Cool Ranch Doritos sul tour bus, l’odore la rimanda a un’in-
la maglietta Bernie Sanders is Magical si era avvicinata a lei per un fanzia di cibo spazzatura. «I wurstel in scatola Vienna Sausage sui
selie. cracker: un tipico pasto a casa mia», dice. È ancora infuriata per

126 I VANITY FAIR 17.10.2018


un articolo uscito sul Dallas Morning News in cui Sheila Gregory repubblicano David Vitter collegato a un giro di prostituzione. Il
raccontava di essersi sentita ferita dalla iglia e che avrebbe votato suo slogan sarebbe stato: «Spremi la gente onestamente».
Trump «tutte le volte» che avrebbe potuto. «Non parlo con mia La presunta storia di Daniels con Trump – e anche la mazzetta
madre da più di dieci anni», mi dice, «e con mio padre da venti- avuta per stare zitta – non era un segreto nel suo ambiente. «La
due. In casa non c’era violenza, ma una grande trasandatezza». prendevamo in giro perché si era fatta dare troppo poco», dice
(Sheila ha raccontato però che spesso faceva due lavori «per com- Kelli Roberts, produttrice di ilm porno, che sapeva da anni del i-
prare qualsiasi cosa volesse mia iglia»). ne settimana in cui Stormy ha conosciuto il presidente a un torneo
Stormy ha frequentato la Scotlandville Magnet High School, e poi di golf per celebrità a Lake Tahoe. Lei stessa mi ha raccontato che
una scuola preparatoria al college in cui si studiava principalmen- è stata la sua «curiosità morbosa» a spingerla ad andare nella sua
te ingegneria. Era una dei pochi studenti che non veniva da una suite d’albergo. In lui, dice adesso, vedeva una persona che «aveva
scuola privata e da una famiglia di classe media o alto borghese. come perso il contatto con la realtà. Si era creato questo perso-
Finite le lezioni, andava da McDo- naggio e poi lo era diventato». Ma

«ERA IN MUTANDE
nald’s, dove lavorava la sua miglio- non era afatto spiacevole chiac-
re amica, e se ne stava lì ino alla chierare insieme. Le aveva chiesto
chiusura per rimediare cibo gratis. se le pornostar prendessero royalty
Nel 1997, trovò lavoro come balle-
rina al Gold Club. Si decolorò i ca-
E MAGLIETTA. È ed era rimasto scioccato quando
lei gli aveva raccontato che non go-
pelli e diede vita a Stormy Daniels,
nome che viene da Storm, la iglia
STATO SOLO SESSO devano di nessuno dei beneici di
cui godono gli attori mainstream di
del bassista dei Mötley Crüe Nikki
Sixx, e dal whiskey Jack Daniels. FRA GENTE Hollywood.
«Agli uomini d’afari piace parla-

NORMALE»
Adesso ride perché all’epoca era re di afari», dice. «Trump faceva
un’adolescente abbastanza sigata ottime domande». Però, dopo che
che ha dovuto pagare un ragazzo Stormy andò in bagno, all’uscita
perché la portasse al ballo della «lui era in mutande e maglietta
scuola. Superati a pieni voti gli esa- ed era lì che diceva “Ehiiii…”, e
mi inali, dice di avere ottenuto bor- io…». Fa roteare nuovamente i
se di studio complete per frequen- suoi occhi azzurri. «È stato solo
tare la Mississippi State e la Texas sesso tra gente normale».
A&M University. Ma il college non Travis, uno dei suoi Dragoni, rias-
era una possibilità alla portata del- sume così la frenesia che si è creata
la sua famiglia: «Mi domando sem- intorno a Stormy Daniels: «La gen-
pre come sarebbe stata la mia vita te ha solo bisogno di speranza e tu
se avessi avuto genitori come quelli gliela stai dando, ma tu sei auten-
degli altri ragazzi che andavano al tica, per cui c’è qualcosa in te con
mio liceo», dice. cui tutti riescono a identiicarsi».
Al Gold Club, c’era il calore mater- Lei non si vede così: «Sono solo il
no che le mancava da tempo. «Ho male minore».
imparato tutte le prime cose della La nostra intervista è quasi inita,
vita dalle spogliarelliste che lavora- ma mi è rimasta una domanda. Lei
vano in quel locale». Era determi- L’AVVOCATO DEL PRESIDENTE ha sempre insistito sul fatto che il
nata. Lavorava sei giorni a settima- Stormy Daniels in aprile a Manhattan, sesso è stato consensuale e che la
na. Si presentava all’apertura, alle all’avvio del processo a Michael Cohen per sua storia non c’entra niente con
tre del pomeriggio, e restava ino frode bancaria e violazione delle leggi il movimento del #MeToo. Ma da
alle due di notte, orario di chiusura. sui finanziamenti in campagna elettorale. quando l’ho vista dire ad Ander-
Poi, il 9 luglio del 1999 – ricorda il son Cooper che si è sentita in dove-
giorno esatto – arrivò a guadagnare a suicienza per rifarsi il seno. re nei confronti di Trump («Ho avuto quello che mi meritavo per
L’intervento chirurgico le permise di ottenere mance vertiginose e avere fatto una pessima scelta andando da sola in camera di un
la fece entrare nell’industria del cinema per soli adulti (oggi però si uomo»), mi chiedo perché semplicemente non sia andata via. Si è
pente della sua quarta di reggiseno: «All’epoca era quello che mi sentita in qualche modo in dovere di fare sesso con lui? Mi rispon-
serviva. Oggi va più un look naturale»). de in modo enfatico: «No, non ha fatto un bel niente. Non mi sono
sentita nemmeno per un momento isicamente in pericolo. Sono
Quando Donald Trump l’ha conosciuta, nel 2006, lei aveva rag- certa che se fossi scappata, non mi avrebbe nemmeno inseguita. E
giunto un livello di notorietà quasi inaudito nell’industria del cine- anche se lo avesse fatto, non aveva nessuna probabilità di acchiap-
ma a luci rosse e non solo, aveva partecipato a ilm come 40 anni parmi… Adesso comunque di probabilità ne ha ancora meno».
vergine e a un video del 2007 dei Maroon 5.
Dice di essersi sempre interessata alla politica, basando vaga- [traduzione di Tiziana Lo Porto]
GETTY IM A G ES

mente il suo ilm porno più famoso, il comico Operation: Desert


Stormy, sulla prima Guerra del Golfo. Nel 2009, aveva anche con- Pag. 121: abito, Zac Posen. Orecchini, Tiffany & Co. Styling Phyllis Posnick.
templato una possibile candidatura al Senato per rimpiazzare il Make-up Diane Kendal. Hair Garren for R+Co. Haircare

128 I VANITY FAIR 17.10.2018


VANITY
TOMBEUR

L’UOMO CHE AMA


(TUTTE) LE DONNE
Ha cominciato con sua madre, «e non ho più
smesso». Però, nonostante abbia avuto compagne
«straordinarie», Daniel Auteuil ha deciso di sposarsi
solo dopo i cinquant’anni. E adesso mette in guardia
gli uomini alle prese con l’orologio biologico
di CARLA BARDELLI foto KASIA WANDYCZ

REGISTA
DA SOGNO
Daniel
Auteuil, 68
anni, è regista
e protagonista
di Sogno
di una notte
di mezza età,
al cinema
dal 18 ottobre.
CON TOU R B Y G E TTY IM AG E S

17.10.2018 VANITY FAIR I 131


«IL MATRIMONIO
ERA TUTTO CIÒ
CHE AVEVO DA
OFFRIRE
ALLA ternamente innamorato delle donne –

PERSONA «Ho cominciato con mia madre e non ho


mai smesso di amarle» – Daniel Auteuil
non si è privato del piacere di vivere «la
DI CUI ERO E SONO tempesta ormonale in un bicchier d’ac-
qua che arriva intorno alla cinquantina»,

FOLLEMENTE prendendosi una compagna molto più


giovane.

INNAMORATO» Gli è successo più di una decina di anni


fa, e adesso ha deciso di fare un ilm per
raccontare al mondo «quanto siano stu-
pidi gli uomini che lasciano le loro mera-
vigliose mogli, alla ricerca di un’idea di
leggerezza che spesso si trasforma in un
incubo».
Sogno di una notte di mezza età, che ha diretto e interpretato, con
la complicità di Gérard Depardieu, suo amico da sempre, è il suo
quarto lavoro da regista e l’ottantesimo da attore.
68 anni, un iglio di 8 – Zachary –, poche settimane fa Auteuil
ha accompagnato all’altare la sua secondogenita Nelly avuta da
Emmanuelle Béart, a lungo sua compagna (prima, era diventato
padre di Aurore, la cui madre è l’attrice Anne Jousset): «È stata
una grande emozione, perché il matrimonio è un atto d’amore,
ma anche un legame sociale, che unisce due famiglie, i beni… For-
se è per questo che io ho aspettato di compiere 56 anni, prima di
sposarmi per la prima volta».

Che cosa l’ha convinta a capitolare?


«Era tutto quello che mi restava da ofrire alla donna di cui ero e
sono ancora perdutamente innamorato. Ma forse è stato anche un
cambiamento dei tempi. Faccio parte
di quella generazione che osannava
AMICI E RAGAZZE l’amore libero, cantato nelle canzoni
A sinistra, Auteuil e recitato dai poeti. Ho avuto donne
e Gérard Depardieu, straordinarie, che non ho sposato.
che compirà 70 anni
il 27 dicembre, e che
Ma all’ultima (Aude Ambroggi, pittri-
in Sogno di una ce corsa di 41 anni: il loro matrimonio
notte di mezza età è del 2006, ndr) non ho saputo resi-
presenta all’amico stere».
la sua nuova Non capisco: ha fatto un ilm feroce
(giovane) fidanzata. contro gli uomini maturi che si lascia-
In alto, nei panni no andare alla follia dell’amore per
del professore
cinico e razzista
donne molto più giovani, eppure lei di
di Quasi nemici - questo rapporto è felice.
L’importante «Ma la mia storia è stata diversa. La
è avere ragione. diferenza d’età non c’entra. Siamo
un uomo e una donna fatti per stare

132 I VANITY FAIR 17.10.2018


Piquadro MyStartup
Funding Program
supporta lo sviluppo
di idee innovative.
piquadro.com/it/mystartup
insieme. Lo abbiamo capito dal primo istante, ne ab-
biamo conferma ogni giorno. E la paternità tardiva,
arrivata a 60 anni, è stata un dono del cielo, che mi
ha riempito la vita di gioia. Non voglio fare il vecchio
giovanotto, sono una persona che vive nella pienezza
della maturità. Con una grande fortuna».
Quale?
«Tutto funziona a meraviglia. Sono ancora in splendi-
da forma (ride)».
Allora perché ce l’ha tanto con gli uomini che scel-
gono compagne molto più giovani, per rivivere certe
emozioni?
«Perché la maggior parte di loro lo fa per pessime
ragioni. Sentono arrivare quel colpo di… calore, l’o-
rologio biologico, che non segna più l’ora giusta ogni
giorno, e cominciano a smaniare. Poi, come succede
nel mio ilm, arriva l’amico che ha trovato la soluzione
eicace, mettendosi con uno schianto di ragazza. Lo
vedi al settimo cielo, appagato e vuoi fare come lui».
Pensa che nella maggior parte dei casi sia un errore
MOGLIE VERA E PER FICTION seguire i propri desideri?
A sinistra, Auteuil con «Non è così che si risolve una crisi. E poi non lo chieda a me. Amo
Aude Ambroggi, 41 anni, talmente le donne, che vederle sofrire mi disgusta. La tua mera-
pittrice che ha sposato vigliosa moglie, quella che ti conosce da sempre, nella pienezza
nel 2006 e dalla quale ha della cinquantina, che rende le donne fantastiche, non merita di
avuto il figlio Zachary. essere lasciata per risolvere il tuo problemuccio adolescenziale».
Se Aude è la prima moglie Che cosa dovrebbe fare, secondo lei, la splendida cinquantenne che
ufficiale dell’attore,
vede il marito correre dietro a una più giovane?
in precedenza Daniel
ha avuto lunghe storie «Lo deve lasciar perdere. Siamo talmente stupidi, noi uomini.
d’amore: con l’attrice Non dovete avere pietà. Se è intelligente, capirà da solo che deve
Anne Jousset, da cui semplicemente aspettare che la smania passi, altrimenti peggio
nel 1981 è nata la sua per lui. E soprattutto non fatevi convincere a riprenderlo, quando
primogenita Aurore torna pentito con la coda fra le gambe. Troppo tardi, mio caro».
(in alto a sinistra, Come vede, invece, gli uomini che come lei formano una vera cop-
le due donne), e con
pia con donne più giovani?
Emmanuelle Béart
(sopra, con lui nel film «Solo quelli che hanno progetti globali di cambiamento di vita ri-
del 1995 Una donna escono a far funzionare le coppie, di qualsiasi genere esse siano.
francese), 55, madre Un desiderio astratto di voglia di leggerezza, come nella maggior
di sua figlia Nelly. parte dei casi, non basta. Le belle storie sono fatte di vita di tutti
i giorni, di piccole rinunce, di tenerezza, attenzioni. È il piacere
delle donne, la più bella ricompensa per un uomo. Grazie alla vi-
ta, sono un uomo appagato, anche perché faccio un lavoro che mi

EV ERE TT CO LLEC TIO N/ C ON TRAS TO , G E TT Y IM A G ES, OL YC OM / LAP R ESS E


appassiona ancora moltissimo. Mi è piaciuto davvero girare que-
«QUANDO VOSTRO sto ilm».
Non è stato diicile dirigere Depardieu?

MARITO SE N’È «Gérard può essere un uomo molto diicile, quando non lo sai
prendere. Con me è una mammola, ci vogliamo bene da sempre,

ANDATO, NON
abbiamo la stessa età e molte esperienze comuni. Il mio è anche
un ilm sull’amicizia fra uomini, per questo ho scelto un amico
come attore principale».
RIPRENDETELO In questi giorni, la vediamo al cinema anche in Quasi nemici…
«Sono due ilm molto diversi. Quasi nemici di Yvan Attal è una

SE TORNA bella favola moderna, sulla diicoltà dei giovani che vengono da
classi sociali basse a elevarsi, fare buoni studi e riuscire nella vita:
un tema afascinante ed estremamente attuale».

CON LA CODA E adesso che cosa sta facendo, oltre al marito fedele?
«Sto girando La belle époque, di Nicolas Bedos, con una donna

FRA LE GAMBE» meravigliosa: Fanny Ardant. Capisce perché amo ancora moltis-
simo il mio mestiere, dopo più di 80 ilm?».

134 I VANITY FAIR 17.10.2018


136 I VANITY FAIR 17.10.2018
VANITY
AL FESTIVAL
FIABA A ROMA
Madalina Ghenea,
30 anni, è
protagonista di
All You ever
Wished for, che
sarà presentato
nella sezione
Madalina Ghenea
Alice nella città,
alla Festa del
Cinema di Roma.

IN CHIMICA
ALCUNI BOCCIATI
UNO SOLO
PROMOSSO
Cristiano Ronaldo? Un gentleman,
ma non c’è stato feeling. Lo stesso vale per
Darren Criss, suo compagno nell’ultimo ilm.
L’attrice rumena ha avuto molti amori famosi,
da Gerard Butler a Michael Fassbender,
e tutti l’hanno chiesta in sposa. Ma lei la testa
l’ha persa per Matei e per la sua «forza»

di RAFFAELE PANIZZA foto JOSEPH CARDO

17.10.2018 VANITY FAIR I 137


C
harlotte è al par- irrisolto e immaturo di fronte al mio per- Justice. Avevo persino assunto un avvocato,
chetto con la non- sonaggio. Devo ammettere però che è sta- ma da single non ce l’ho fatta».
na, il suo compa- to bravo: nelle scene sembra davvero pazzo Perché ha sbagliato uomini così spesso?
gno all’estero per di me mentre durante le riprese non c’è sta- «A chi si riferisce?».
lavoro, e in un abi- ta chimica alcuna: ciak, giravamo, si volta- Alle relazioni più note, Gerard Butler e Mi-
to nero più da se- va, e andava via». chael Fassbender, soprattutto.
ra che da pomerig- Nel cast c’è Fabrizio Biggio, che l’ha fatta «Non ritengo siano state storie sbagliate, an-
gio Madalina Ghe- zi. Sono artisti meravigliosi, e dagli artisti so-
debuttare al cinema con I soliti idioti - Il film.
nea si gode un’o- È stata lei a raccomandarlo? no sempre stata attratta. Sono persone pro-
retta di vecchia vi- «Ma no, è solo una coincidenza. Adoro Fa- fonde da cui si può solo imparare, certo non
ta: «Ho voluto che nascesse qui in Roma- brizio, uno dei pochi comici in grado di far facili, perché costantemente esposte a livello
nia, l’ho allattata e sono stata con lei not- ridere anche nella vita. Le vede queste ru- mediatico. Ma mi hanno fatto crescere e ca-
te e giorno, senza tata, per due anni: ora ho ghe che ho sulla fronte? Per prendermi in gi- pire cosa voglio davvero. E Matei è la sinte-
voglia di viaggiare e lavorare». L’apparta- ro se le disegnava col pennarello nero, e poi si di tutto».
mento di Milano dove farà base è quasi ar- mi imitava. Per me è un fratello». Non si è mai sentita scambiata per una visio-
redato, uno spazio in aitto lontano dai me- Che tipo di uomo sta bene, moralmente ed ne e poi lasciata alla ine dell’incantesimo?
tri quadrati di questa casa di Bucarest, am- esteticamente, al suo ianco? «No. Tutti, e dico davvero tutti, avrebbero
pia e curata ma non certo residenza da ric- «Guardi Matei, l’uomo più importante della voluto sposarmi. Ma non come intenzione
chi: «Hanno scritto che Matei è un miliona- mia vita, e si risponda. Io mi innamoro prin- vaga: mi hanno fatto la proposta, quella ve-
rio ma non è vero; lavora, ha successo ed è cipalmente della forza, delle decisioni, della ra. Di fronte al mio no, o al mio svicolare,
anche un grande mu- convinzione con cui un uomo questi amori sono initi».
sicista. Io ho girato Pensare che molti s’erano
un ilm in Romania fatti l’idea di una Madalina
e lo sto convincendo se non spregiudicata, quan-
a scrivere la colonna tomeno ambiziosa.
sonora». «Questo mi addolora e mi
A tre anni dall’appa- sconvolge. Io non vado al-
rizione erotica e se- le feste, non sono monda-
nilmente dolorosa in na, e se per non essere scor-
Youth - La giovinez- tese mi presento a un
za di Paolo Sorrenti- evento mi trovi in un
no, alla prossima Fe- MISS UNIVERSO angolino, che chiac-
sta del Cinema di Ro- Sopra, da destra: chiero con qualcu-
ma Ghenea porterà Madalina in Youth - no. Sono uomini che
la sua nuova pellico- La giovinezza di ho incontrato per la-
la da protagonista, All You ever Wished Paolo Sorrentino, voro, durante i festi-
for, una favola dagli zampilli comici gira- 2015; con il compagno, val cinematograici,
ta dallo sceneggiatore di Rain Man Bar- il milionario rumeno non li ho cercati e so-
Matei Stratan. Qui
ry Morrow. Lei interpreta Rosalia, con- no sempre stati loro
accanto, con Darren
tadina dal corpo e dalle potenzialità che Criss, 31 anni, in All a venire da me. L’i-
descriverle sarebbe superluo, che rinun- You ever Wished for. dea che si possa ve-
cia alle legittime aspirazioni per accudi- derci un piano mi of-
re la nonna in un villaggio del Trentino. fende».
Se ne innamora Tyler (interpretato dal Con il suo compagno si è sposata?
Darren Criss di Glee), rampollo di una fa- le prende. Matei lo vedo così, forte». «Non abbiamo ancora avuto tempo, ma lo
miglia newyorkese sequestrato e condotto in A un certo punto la protagonista dice: «Tu faremo presto».
montagna da una cricca di improbabili ban- non sai niente dell’amore». Lei ne sa? Ha visto l’accusa di violenza sessuale a Cri-
diti. Italia idilliaca, incantesimi, ienili e ca- «So che va messo al primo posto, e l’ho sem- stiano Ronaldo?
pitomboli. Madalina spalma una dose mas- pre fatto. Ho voluto Charlotte nel momento «Mi pare incredibile. Ho girato con lui lo
siccia di Nutella su un pancake senza glu- migliore della mia carriera: avevo fatto San- spot per un profumo e mi è parso un uomo
tine (in gravidanza è dimagrita di 15 chili e remo, avevo casa e un agente a Los Angeles, integro, dedito alla famiglia, mi ha persino
ha scoperto di essere celiaca), si raccoman- appena girato il ilm di Sorrentino e con tan- aiutata per una raccolta fondi della mia as-
da sui vecchi amori che non ha problemi a ti progetti. Ma mi ero promessa che sarei di- sociazione. Lo rispetto molto».
citare e su quelli che vorrebbe dimenticare. ventata madre entro i 30 anni. Così è stato». Non l’ha invitata a cena, quindi.
Mostra un video mentre balla in salotto con E se non avesse trovato un uomo? «Macché. È arrivato sul set, abbiamo girato
Charlotte. Si rilassa, ma neppure tanto. «Avrei adottato. Avevo già avviato le pra- quattro ore, ed è andato via. Un gentleman.
GETTY IM A G ES , SG P

tiche per portare a casa con me Wiznaika, Ma anche qui, chimica meno di zero».
Si è accorta che Darren Criss, al suo ianco, una bimba con gravi problemi di salute che
sembra un bambino? ho incontrato facendo volontariato ad Hai- Pagg. 136-137: anello masterpiece Notte
di San Lorenzo e orecchini masterpiece Emozioni,
«È stato il regista a volerlo così, un po’ ti per l’associazione Artists for Peace and Damiani. Make-up e hair Henzo Lorusso.

138 I VANITY FAIR 17.10.2018


VANITY
SECONDO ATTO

SGUARDO DA DURO
Francesco Acquaroli,
56 anni, torna in tv
con Rocco Schiavone
(Raidue, 17 ottobre)
e Suburra 2 - La serie
(Netflix, a gennaio).

SONO CATTIVO
ma non è colpa mia
Persino i turisti messicani lo riconoscono per Roma come il malvagio Samurai di Suburra.
Eppure Francesco Acquaroli, che da poco ha scoperto il piacere del «serfi», è un uomo
tranquillo: con una moglie conosciuta a teatro, quattro mici e la passione per il set (di tennis)
PHOT OM OVI E

di FURIO ZARA foto BARBARA LEDDA

17.10.2018 VANITY FAIR I 141


A
«Il bello di questo mestiere è il viaggio in profondità
che fai dentro caratteri che non ti appartengono. Ogni
volta è una sida. Mi capita spesso di interpretare il cat-
tivone di turno, mi sta bene questa parte del villain, or-
mai mi ci ritrovo, ma in quelle poche commedie in cui
ho recitato (Acquaroli è stato il commissario Galatro
nella trilogia di Smetto quando voglio, ndr) mi sono di-
vertito tantissimo».
Perché Rocco Schiavone e Suburra funzionano così bene?
«Per ragioni artistiche prima di tutto. La qualità di en-
trambe è molto alta. Semplicemente: sono pensate,
scritte, realizzate e recitate bene. Sono storie che attin-
Samurai, vie’ qua che se fa- gono alla realtà e le portano su un piano romanzesco.
mo un seri”. A Roma mi capita spesso e devo dire che In Suburra la protagonista è indubbiamente Roma,
fa piacere. La cosa incredibile sono i turisti sudameri- con tutto il suo carico di storia e il fascino eterno che
cani, Suburra è stata trasmessa anche lì e ha avuto un si respira a ogni angolo, a ogni vicolo, a ogni incon-
gran successo. Mi abbracciano, mi baciano, mi tocca- tro. Forse la gente guardandola vuole saperne un po’
no. E io: “Fermi, e chi so’, Padre Pio?”. Una coppia di di più di una realtà non così chiaramente decifrabile.
messicani mi blocca per strada e mi fa: ci siamo presi
una vacanza per visitare Roma, siamo qua per tre me-
si, vogliamo vedere tutte le location di Suburra. E poi:
Samurai, è anche colpa tua. E io: colpa mia? Ma pen-
sa te…».

Francesco Acquaroli, 56 anni, trent’anni di eccellen-


te militanza a teatro, scoperto dal cinema una vol-
ta scavallati i cinquanta (ha lavorato con Daniele Vi-
cari, Abel Ferrara e Nanni Moretti, fa parte del co-
ro dolente di Dogman, il ilm di Matteo Garrone che
rappresenta l’Italia nella selezione per il miglior ilm
straniero agli Oscar), una matura notorietà raggiunta
con due serie tv di successo, Suburra appunto e Roc-
co Schiavone. Suburra 2 - La serie (marchio Netlix,
produzione Cattleya con Rai Fiction) andrà in onda a
gennaio 2019: Acquaroli è il Samurai, personaggio te-
tro che trasuda malvagità, è il Grande Burattinaio ispi-
rato a Massimo Carminati – il boss che a settembre è
TRA CANNES E OSCAR
stato condannato in primo grado a vent’anni di reclu-
Una scena di
sione nell’ambito del processo Maia Capitale –, è il Rocco Schiavone invece racconta un’u-
Dogman: vicino a
«Re Nero» che tra corruzione e violenza unisce i pun- manità claudicante, è questo il segreto: Francesco Acquaroli,
tini del sinistro disegno tra maia, politica, chiesa e cri- non nascondere le imperfezioni, i pun- Marcello Fonte,
mine organizzato. In Rocco Schiavone – il 17 ottobre ti deboli, i sensi di colpa che ognuno di 39 anni, premiato
su Raidue parte la seconda stagione – l’attore roma- noi ha. Chi di noi non è mai sceso a com- a Cannes come
no interpreta invece Sebastiano, il grande amico del promessi? Chi di noi non ha amici che a miglior attore.
vicequestore Schiavone: sono cresciuti insieme, han- un certo punto della vita hanno preso la
no scelto strade diverse e ora il nostro si arrangia in strada sbagliata?».
una zona d’ombra ai margini della legalità. È capitato anche a lei di deragliare?
«Appartengo a una generazione che ha visto tanti ra-
Acquaroli, se non sono personaggi cattivi a lei non gazzi morire di eroina. La droga ti dà l’illusione di ri-
piacciono. solvere la tua angoscia esistenziale. Per fortuna non

«SALVA AVERE UNA GRANDE PASSIONE: TI


TOGLIE DALLA TERRA DI NESSUNO
GRE TA DE LA Z ZAR IS

DOVE SI FA PRESTO A SCIVOLARE»


142 I VANITY FAIR 17.10.2018
mandarinaduck.com
«HO RITROVATO GIALLINI TRA LA NEVE DI
SCHIAVONE, CI SIAMO GUARDATI:
MA CHE CI FACCIAMO NOI DUE QUA?»

ATTORNO AL CRIMINE
Acquaroli,
ci sono mai cascato, sentivo che quella roba lì non mi cinema, ho pensato: io voglio fare questo, va- da sinistra, il
avrebbe dato nulla, non avrebbe aggiunto nulla al mio da come vada». Samurai di Suburra
percorso. Sai cosa ti salva? Avere una grande passione. È andata bene. e Sebastiano,
È quella a darti una direzione, a toglierti dalla terra di «Sì, sono felice di quello che faccio e ho il grande amico del
nessuno dove si fa presto a scivolare». un’età in cui posso godermi il lusso della se- vicequestore Rocco
Schiavone (Marco
Come è arrivato alla recitazione? renità, senza smanie o inutili frenesie. Credo
Giallini, 55 anni).
«Sono iglio di un avvocato penalista, quello doveva che il nostro mestiere vada vissuto con la giu-
essere il mio destino. Ma ero uno studente di poco suc- sta leggerezza e con molto divertimento. In
cesso, l’ho capito subito che avevo voglia di fare altro. questo devo un grazie anche a mia moglie,
Avevo 10 soltanto in una materia: disegno. Il professo- Barbara Esposito. Ci siamo conosciuti a teatro, al Pic-
re di artistica un giorno disse ai miei: questa è la stra- colo di Milano, dove eravamo in scena con Strehler.
da di Francesco. Mi iscrissi contemporaneamente ad Non abbiamo igli, il loro posto l’hanno preso quat-
Architettura e alla Scuola di Teatro. Dopo poco capii tro gatti. C’è Jordan, che si chiama così come uno dei
tutto: 6-0 6-0 per il teatro, gioco, partita, incontro. Ho miei nipoti che quando è nato era extralarge. Poi c’è
mollato Architettura, non mi sono mai laureato, anche Mini-Jordan, solo un po’ meno robusto, Gagà, per via
se la passione resta». delle zampette bianche e la naturale eleganza, e inine
Come sarà Suburra 2? Polly, la femmina».
«Non voglio svelare alcuna sorpresa, dico solo che le Prossimi impegni?
aspettative saranno soddisfatte. È più intrigante della «Dall’8 al 20 gennaio al Teatro della Cometa di Roma
prima serie, si scava di più nel buio». porterò in scena una rivisitazione del Naso di Gogol. Si
In Rocco Schiavone lei è l’alter ego di Marco Giallini. chiama Er Naso de Gogolle e il regista Pierpaolo Palla-
Come vi siete conosciuti? dino ha spostato la storia da San Pietroburgo a Roma,
«Una vita fa, all’inizio degli anni ’80, alla Scuola di Te- è la Roma del Belli dove tra l’altro Gogol visse negli
atro La Scaletta, dove insegnava il grande maestro An- anni Trenta dell’Ottocento. Prima però devo trovare il
tonio Pierfederici. Io ero l’anziano, Marco il novizio tempo per la mia passione, il tennis, anzi: Roger Fede-
(ride). Per un po’ ci siamo persi di vista, nel nostro la- rer, che del tennis è il miglior riassunto vivente. Quan-
voro capita così, poi ci siamo ritrovati dopo un paio di do lo vedi giocare capisci cos’è la bellezza, il talento e
decenni in mezzo alla neve, nei luoghi di Schiavone. il suo incanto. Ok, la sua era sta tramontando. Ma che
Ci siamo guardati: ma che ci facciamo noi due qua?». tramonto bellissimo è il suo?».
C’è un ilm che le ha cambiato la vita? Allora meglio un ilm con Scorsese o due palleggi con
«Sì, Apocalypse Now di Francis Ford Coppola… la fol- Federer?
lia di Marlon Brando colonnello Kurtz… l’orrore… «È cattivissimo, così mi mette in diicoltà (si prende
l’orrore. Coppola e Scorsese sono i miei totem, so- una pausa lunghissima). Comunque: prima il dovere e
no cresciuto con i loro ilm. Quando sono uscito dal poi il piacere, vada per Scorsese».

144 I VANITY FAIR 17.10.2018


Bayer creative and strategic consultants
VANITY
ARISTOCRAZIA

«Sono nata a mezzogiorno, mentre il cannone del


Gianicolo sparava: bum», dice la Marchesa d’Aragona,
diventata in questi anni un personaggio molto amato,
anzi adorato, della tv. E qui ci racconta la sua fede
(«cattolica, con simpatie animiste»), la sua missione
(«rieduco la platea, abbasso i toni»), la sua ilosoia
(«se non produci ricchezza, i danari iniscono»)

di SILVIA NUCINI foto PAOLO SANTAMBROGIO


ser vizio SARAH GRITTINI

146 I VANITY FAIR 17.10.2018


DICA DUCA
Daniela Del Secco,
la Marchesa
d’Aragona, a Roma
in compagnia
del suo
adoratissimo
maltese
Duca George.

17.10.2018 VANITY FAIR I 147


iabesco mondo della marchesa non si muore, ma si
«vola in cielo», i soldi non si maneggiano e comun-
que si chiamano «danari» e non ci si deve interrogare
sull’autenticità dei suoi natali, altrimenti si inisce co-
me «quella signora, condannata, come in un girone
dantesco, a girare in tondo, domandandosi: è mar-
chesa? Non è marchesa?», dice Daniela Del Secco,
per tutti la Marchesa e basta.
Già nota tra i saloni e le terrazze romane, nel 2013
partecipa alla seconda edizione di Pechino Express
dove si presenta in coppia con Gregory, il suo mag-
giordomo. Verranno eliminati e Gregory, una volta
in Italia, fuggirà, ma da quel momento la marchesa
diventerà un personaggio amatissimo. Racconta che
una volta dei ragazzi di borgata l’hanno fermata per
strada: «“Adorati, perché vi piace la marchesa? Ho
chiesto. “Marche’ lei è come noi, c’ha er core bbo-
no”, m’hanno risposto. Ho pianto tanto».

Il segreto del suo successo è davvero la bontà?


«Io sono la Marchesa del popolo, la vicina di casa
un po’ più colta che non vuole fare la maestrina dalla
penna rossa, ma – con soavità – ti insegna qualcosa».
Partecipa a programmi non sempre educativi (è en-
trata nella casa del Grande Fratello Vip appena dopo
questa intervista, ndr).
«Adorata: ci vado apposta. La mia missione è quella
lì: rieduco la platea, abbasso i toni».
In effetti, lei non alza mai la voce.
«Se qualcuno alza la voce, mi alzo io, e me ne vado».
Perché è diventata un personaggio televisivo?
«Non ho mai avuto una vera vita privata, stando in so-
cietà e appartenendo a diversi ordini cavallereschi».
Ma essere pubblici non vuol dire necessariamente es-
sere televisivi.
«Questo è vero, ma quando mi hanno chiamata per
Pechino Express mia iglia Ludovica mi ha detto: dici
sempre che nelle nostre vene scorre il sangue dei Go-
ti, è il momento di dimostrarlo. E quella notte, inson-
ne, vedevo gli antenati che mi dicevano: “Adorata, lo
devi fare”. L’ho fatto e non me ne sono mai pentita.
Se non per il fatto che, poi, è stata resa nota la mia età.
Mi sono sempre tolta 15 anni, e nessuno se n’era mai
accorto. Ma è un gioco, e devi rispettarne le regole.
Dirti: va bene, da questo momento non sono più mia.
Ma che mi importa: io sto coi piedi per terra e la testa
sopra le nuvole. Sa come si dice: aquila non captat mu-
scas, se capisce cosa intendo dire».
Si riferisce a quella storia della vendita di creme su
n tè al St. Regis con la Marchesa d’Aragona è una tv privata?
qualcosa che sta a metà tra il salto della fede, «Ma io non vendevo creme, producevo quel programma dedicato
una pezzo di teatro e una lezione di ottimismo. alla bellezza».
Stare sul chi va là – con lei – non ha nessun sen- Il pubblico le perdona uno stile di vita non proprio alla portata di tut-
so, meglio entrare nel suo mondo di storie tra- ti, cosa che di questi tempi forcaioli non è poi così scontata. Perché?
mandate nelle segrete stanze, broccati fruscian- «Me lo sono chiesta spesso, credo che sia perché – come mi ha detto
ti, merende da Babingtons, adorati e adoratis- una volta un uomo – sotto la crosta c’è sostanza. Le persone sono
simi, dove il superlativo è per pochi, tra i quali intelligenti, capiscono tutto. Io sono un sogno che fa bene: l’adorata
Duca George, il maltese che insieme a Grace marchesa dal cuore d’oro, la fatina delle iabe. Mi piace dare gioia
Kelly e Sophia Loren – stessa razza, forse pa- e amore a chi mi circonda, perché ne ho avuti in abbondanza da
renti – divide la sua casa, anzi «magione». Nel mamma e papà. E ora anche da mia iglia Ludovica e da suo marito

148 I VANITY FAIR 17.10.2018


le nostre terme, il vostro
nuovo boutique hotel

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del mio punto vita. E poi studio da anni l’antiaging. Sto per lanciare
prodotti con polvere di diamante, e due profumi: Ludovica, dedi-
cato a mia iglia, e Primo, dedicato a mio padre. Uomo rainatis-
simo, musicista. Ricordo il suo abbraccio, l’odore delle camicie da
smoking inamidate. Mi chiamava Gigicali, forse perché avrebbe vo-
luto un iglio maschio. E invece sono nata io, a mezzogiorno, men-
tre il cannone del Gianicolo sparava: bum».
E da quel giorno, una vita sempre felice, pare.
«Uno dei miei motti è: vivi ogni giorno come se avessi aspettato tut-
ta la vita per quel giorno. Non c’è mai una sera in cui mi addormenti
pensando che ho sprecato del tempo. E non c’è mattina in cui non
mi alzi, non indossi le mie insegne e non vada in battaglia. Chi l’ha
detto che la vita è una passeggiata?».
Mai un po’ di stanchezza?
«La vita è con la telecamera sempre accesa: non ci sono prove gene-
rali, deve essere buona la prima. Tanto ottimismo me lo dà la fede.
Sono cattolica, ma con simpatie animiste».
Prego?
«Su una delle mie terrazze ho due ulivi: Eusebio e Ines. Lui è alto,
aristocratico. Lei popolana: “a Inesse” la chiamano. Lei ha saputo
ascoltarlo, farlo sentire importante – funziona coi maschi di ogni
specie – e adesso sono una coppia, e il mio terrazzo è pieno di picco-
le olive. Poi c’è Anacleto, la cornacchia, Ambarabà Cicci e Coccò,
tre enormi gabbiani. E poi c’è anche l’elicottero del presidente della
Repubblica che mi passa sopra la testa, ma quello non rientra nel
mio animismo».
Se dovesse perdere tutto, cosa farebbe?
«Mi rimboccherei le maniche, come ho sempre fatto. Si può anche
nascere con blasoni e danari, ma se non produci ricchezza, i danari
Gianalberto. Anni fa persi un bambino per una gravidanza extraute- iniscono».
rina. Qualche volta penso che quel bambino sia mio genero». Si può essere nobili e anche lavorare?
Non ha un compagno? «Si deve. Non stimo le donne che si fanno mantenere e gli uomini
«La mattina mi sveglio coi miei cani che mi guardano adoranti. Nel- che dormono tutto il giorno e per campare aittano le case di fa-
la vita ho avuto quattro lunghe storie, ma spesso l’amore diventa una miglia. Io, se si può dormire, dormo. Se c’è da svegliarsi alle 4 del
pezza bagnata: gelosia, invidia, lotte intestine e famigliari. La suoce- mattino sono già pronta».
ra che ti odia, la iglia di primo letto che in quanto racchia – e se una è E quando sarà stanca di andare in tv, cosa farà?
racchia, non perdona – ti fa la guerra. Se il connubio non è agevolato «Sogno le tre magioni della Marchesa. Una per gli anziani soli, una
da un contesto sublime, la marchesa defenestra senza appello. Con- per i bambini senza famiglia, e una per gli adorati cagnolini. Ora fac-
sapevole che nella vita nessuno cambia, caso mai peggiora». cio del bene regalando un sogno a chi non ha niente, e mi guarda in
Vorrebbe innamorarsi? televisione. Poi continuerò a farlo in un modo diverso, più concreto.
«Sì, ma solo pazzamente. Ho tre, quattro situazioni al momento: un Far del bene è qualcosa che mi ha insegnato mio padre, che inilava
nobile, un noto scultore… Ma chissà. A me piace l’uomo rainato, soldi nelle livree dei maggiordomi quando sapeva che avevano qual-
elegante, di ottime maniere. Se quando io mi alzo, lui sta seduto, che spesa che incombeva. Loro li trovavano, glielo raccontavano e
è già inita. Mi afascina la testa e, lo ammetto, anche il potere. A lui commentava sempre: sarà stata la provvidenza».
quella ginnastica obsoleta del sesso, non sono necessariamente in- In questa pagina: smoking e camicia, Giorgio Armani. Pagg. 146-147: smoking
teressata». e camicia, Giorgio Armani. Sandali, Giuseppe Zanotti. Pag. 148: tuta, Atelier
È vanitosa? Emé. Sandali, Giuseppe Zanotti. Ha collaborato Martina Antinori. Make-up
Gianluca Ferraro@Face to Face using Mac Cosmetics. Hair Domenica Ricciardi@
«Tantissimo. Posso impormi di non mangiare quasi nulla in nome Simone Belli e Lino Sorrentino per Artemis. Si ringrazia l’Hotel Hassler di Roma.
UNA P R ODU ZIO NE IN ES C LUS IVA P E R VA NIT Y FAIR

MOMENTI REALITY
Da sinistra, la
Marchesa d’Aragona
oggi al Grande
Fratello Vip
(lunedì su Canale 5)
e nel 2013 a Pechino
Express con l’ex
maggiordomo.

150 I VANITY FAIR 17.10.2018


VANITY
ANTEPRIMA

PA L M
D E S E R T
ILL US TRA ZION E D I E MIL IAN O P ON ZI

Ha fatto il detective e la guida di safari. Poi, anche grazie a queste esperienze,


Don Winslow è diventato uno degli autori di crime più amati del mondo.
I suoi libri raccontano le violenze e i soprusi degli Stati Uniti dei nostri tempi.
Come l’ultimo, di cui vi facciamo scoprire l’incipit
di DON WINSLOW

17.10.2018 VANITY FAIR I 153


«Certo che no».
Anche se sulla terrazza di casa non poteva vederci nessuno, mi
avvolsi un asciugamano intorno alla vita prima di andare in cu-
cina, scalzo. Mi voltai ad ammirare Karen e la vidi distendere il
collo lungo sul bordo della vasca, chiudendo gli occhi. I capelli
neri erano bagnati dai vapori caldi, la bocca ampia curva in un
sorriso.
L’amore era una grande distrazione.
Avevo appena aperto la porta del frigo, estraendone due latti-
ne gelide e lucenti di diet pepsi, quando squillò il telefono.
Poi s’interruppe.
Restai immobile, issando la lancetta dei secondi dell’orolo-
gio della cucina. No, no, no, no, pensai. Fa’ che sia qualcuno
che ha sbagliato numero, o uno che voleva fare una telefonata
oscena e poi ha avuto paura. Ma fa’ che non squilli di nuovo
dopo trenta secondi.
Trenta secondi dopo, il telefono squillò di nuovo. Strappai la
cornetta dal gancio e dissi: «Pronto». Sapevo già chi era.
«Figliolo!», la voce allegra e canzonatoria di Graham mi bucò
il timpano.
E pensare che era stata una così bella serata.
«Ciao, papà», gemetti.
Graham non era realmente mio padre, in senso biologico. Ci
eravamo conosciuti quando, a dodici anni, avevo cercato di
borseggiarlo in un bar. Da allora mi aveva praticamente cre-
sciuto e mi aveva anche insegnato un mestiere.
Non sarei mai dovuto uscire dalla vasca idromassaggio. Un mestiere che prevedeva scassinare serrature, pedinare per-
Me la stavo godendo nell’acqua calda, quando Karen mi chiese sone, rubare documenti da uici, perquisire camere d’albergo
di andare a prenderle una diet pepsi. e trovare persone disperse, scomparse o in fuga.
«Come, scusa?», mormorai. In breve, mi aveva insegnato a fare l’investigatore privato.
«Sono in un momento di beatitudine post-coito», disse. «E Come lui.
quando succede, ho bisogno di una diet pepsi». «Non sembri felice di sentirmi!».
«Perché non vai a prendertela?». Me lo immaginavo all’altro capo del ilo, seduto nella sua cu-
Scosse la testa. «Quando una donna è in beatitudine post-coito, cina immacolata a Murray Hill, con il braccio artiiciale pog-
è compito dell’uomo andare a prendere la pepsi». Sorrise. «È giato su un tavolo così pulito che Christiaan Barnard avrebbe
una regola». potuto usarlo per la cardiochirurgia. Immaginavo il suo viset-
«Anche io sono in beatitudine post-coito». to da cherubino, i radi capelli color sabbia tirati indietro con la
«Che peccato». brillantina e il suo irritante ghigno satanico.
Capii che non c’era modo di vincere e uscii dalla vasca. Lei mi «Non proprio, infatti».
rivolse quella che pensai fosse un’occhiata lasciva. Lo so, lo so. Era una risposta sgarbata. Ma una telefonata
«Inoltre», disse, «è colpa tua». iniziata in codice non poteva essere foriera di buone notizie.
Era gentile a dirlo. I trenta secondi d’attesa tra il primo squillo e il secondo signii-
«Allora non ti dispiace se ne prendo una anche per me?», chiesi. cavano che si trattava di lavoro.

IL POTERE DEL TWEET


Seguitelo su Twitter: Don Winslow, 65 anni il 31 ottobre, è uno degli scrittori più presenti sui social, e
non solo per promuovere i suoi libri. Quotidianamente segnala articoli e post che denunciano le azio-
ni dell’amministrazione Trump, o consiglia letture interessanti (l’ultima per cui è impazzito è November
Road di Lou Berney, che «risolve» alcuni dei misteri sull’assassinio di JFK). Winslow, uno degli autori di
crime più amati del mondo, prima di diventare scrittore è stato investigatore privato, guida di safa-
ri e ha preso un master in Storia militare. Tra i suoi più grandi successi, L’inverno di Frankie Machine,
GETTY IM A G ES

Il potere del cane, La pattuglia dell’alba, Il cartello e Le belve, da cui è stato tratto nel 2012 il film di
Oliver Stone con Blake Lively, John Travolta, Salma Hayek e Benicio Del Toro. LAURA PEZZINO

154 I VANITY FAIR 17.10.2018


«A PROPOSITO, MI CHIAMO NEAL CAREY,
E NON PORTO UN DISTINTIVO»
E io non volevo tornare al lavoro. Amici di Famiglia è il nome di un servizio privato che «la
Graham disse: «Mi ferisci». banca» di Providence fornisce ai suoi investitori più ricchi.
«Sì, immagino». Io lavoravo a periodi alterni per loro in dal giorno in cui
I Giants che si bruciavano un punto a dodici secondi dalla ine Graham aveva trovato la mia mano inilata nella sua tasca.
della partita, quello sì che poteva ferire i suoi sentimenti. Graham spiegò: «Un vecchietto è andato via di casa ed è ini-
«Come vanno i preparativi del matrimonio?», chiese. to a Las Vegas. La nipote è molto preoccupata per lui. Forse
Preparativi? pensai, allarmato. Cosa c’era da preparare? Tutti si tratta di Alzheimer o roba simile. Lei ha un paio di milioni
sarebbero venuti al ranch Milkovsky, Karen e io avremmo det- di dollari investiti nella banca, quindi è un’amica di famiglia.
to i nostri «Sì» e ine della storia. Ci chiedevamo, visto che sei già da quelle parti, se potessi
«Aaah, bene», risposi. andare a prenderlo e riportarlo a casa».
«Avete fatto la lista di nozze?». Se non l’ho ancora detto, Karen e io vivevamo ad Austin,
«Aaah, certo». in Nevada, un piccolo villaggio nella catena montuosa delle
Lista di nozze? Toiyabe, a sei ore e un secolo di distanza da
«E la luna di miele?». Las Vegas.
«Mi piacerebbe». C’è il trucco, pensai.
«Le grandi vacanze non capitano per caso, «Dove sta realmente questo tizio? In Ti-
sai?», disse Graham. bet?».
Io non consideravo la luna di miele proprio «Palm Desert».
come una vacanza, ma lasciai correre. Dissi: «E dov’è?».
«Non mi hai chiamato per rompermi le palle «Vicino a Palm Springs».
sui preparativi del mio matrimonio, giusto?». «In California?».
«No, infatti. Abbiamo un lavoretto per te». «No, in Antartide».
«Credevo di esserne fuori per invalidità per- Graham ha il dono del sarcasmo.
manente», risposi. Ed Levine, il capo degli Dopo un breve silenzio, ripeté: «Un vec-
Amici di Famiglia, mi aveva dichiarato ma- chietto, solo e confuso».
lato di mente. Sapevo che non lo pensava Joe Graham ha anche il dono dell’anticli-
davvero, era solo che io facevo ammattire lui. max. (Un termine da universitari che non
Comunque, mi andava benissimo. ho spesso l’occasione di usare: anticlimax,
A proposito, mi chiamo Neal Carey, e non anticlimax, anticlimax).
porto un distintivo. INDAGINI ON THE ROAD «Va bene, va bene», risposi.

© 1996 DO N WINS LO W. A LL R IG HT S RES E RV ED , © 20 1 8 G IULIO EIN AU D I ED ITOR E S .P .A ., TO RIN O


Mai portato, nemmeno quando lavoravo. «Lo farai?».
Palm Desert. Le
Niente distintivo, né licenza, né pistola. Nien- indagini di Neal Carey
«Sono un debole».
te di tutta quella roba da occhio privato. Face- (Einaudi, pagg. 178, Il sentimentalismo mi frega sempre.
vo solo quello che gli Amici mi chiedevano di € 13,50, trad. di A. Colitto, «Nathan Silverstein», disse subito Graham.
fare. E se questo non vuol dire essere pazzi… in libreria dal 16 ottobre). «Stanza 5812. Ti sta aspettando, ma prima
«Abbiamo deciso che sei guarito», annunciò passa dal servizio di sicurezza, capito?».
Graham. «Capito…».
«No, no, sono ancora pazzo». «Ora parliamo d’altro», disse.
«Ora non bagnarti le mutande», disse Graham. «È un lavoret- «Cosa devo mettermi? Spero proprio che non sarà uno di
to breve. Anzi, non chiamiamolo nemmeno lavoro. È più una quei matrimoni in jeans».
commissione». «Ci vediamo, papà».
«Che tipo di commissione?». «Arrivederci, igliolo».
Perché quello non era il momento giusto, né per un lavoro, Riattaccai e presi le lattine. Non era un dramma, dopotutto.
né per una commissione. Non solo dovevo sposarmi tra due Un viaggetto di un paio di giorni e un piccolo guadagno ex-
mesi, ma stavo anche iniziando l’ultimo semestre del master tra. Senza farmi risucchiare di nuovo nell’orbita degli Amici.
presso l’università del Nevada. Avevo quasi inito la mia tesi, Sì. Master, matrimonio felice, ritorno a New York per qual-
dal titolo: Tobias Smollett, il fuoriclasse della letteratura inglese che tempo. Tutto sotto controllo. E forse in mia assenza Ka-
del XVIII secolo. Il dottor Baskin, il mio vecchio professore alla ren era tornata a una beatitudine pre-coito.
Columbia, pensava di potermi procurare un posto da assisten- Quando tornai fuori, la trovai in preda a una crisi di pianto.
te, e Karen sembrava felice di trasferirsi a New York per un «Tesoro, cosa…».
paio d’anni. Quindi non era proprio il momento di lasciarmi Lei mi guardò con gli occhi arrossati e strillò tra le lacrime:
coinvolgere in un lavoro strambo, com’erano tutti quelli che «Voglio un bambiiiino».
facevo per gli Amici. Non sarei mai dovuto uscire dalla vasca idromassaggio.

156 I VANITY FAIR 17.10.2018


cromia.it
VANITY
IN SCENA

L’ABITO FA MONACO
Paloma Faith, 37 anni,
ha pubblicato quattro
album in studio: l’ultimo
è The Architect,
del 2017. Qui,
è fotografata al Park
Café di Sophienstraße 7,
la storica birreria
di Monaco che ha
ospitato l’ultima tappa
di Giorgio’s,
l’appuntamento
members-only
del giovedì sera,
organizzato dall’Armani/
Privé Club di Milano.
Faith si è esibita
in una live performance.

Paloma Faith

CREDO SOLO
NELLA LUCIDA FOLLIA
«Ai tempi ero una punk e mi ribellavo, ora eccomi qui, dopo aver fatto il giro completo».
La cantante inglese, però, non ha perso il gusto per la provocazione e sa come calamitare
l’attenzione. Anche parlando del iglio «misterioso». Che incoraggia con un consiglio

di RAFFAELE PANIZZA foto MAXIME BALLESTEROS

17.10.2018 VANITY FAIR I 159


P
aloma Faith vuole par- la migliore a calamitare l’attenzione su di «Purtroppo è il contrario. Ciò che vede è il
lare in italiano, parte sé». risultato di una compensazione, di un pro-
convinta, poi s’inceppa cesso adattivo. Paloma Faith è una stra-
in un congiuntivo e la- Ora che è madre, sente questi abiti più adat- tegia di sopravvivenza di fronte a quanto
scia stare a malincuore. ti al suo ruolo? oscure e malvagie possano farsi le cose».
Dolcissima e minusco- «No, in merito non sento condizionamen- Quando s’è affacciata sul buio più spaven-
la, profumata e carna- to alcuno: continuerò a essere camaleonti- toso?
le, ride col rumore del- ca e ad approcciare la moda con humour. «Di fronte ai rapporti diicili tra i miei geni-
le perline quando ca- Come insegna Antonin Artaud, interpretia- tori, e davanti ai miei idanzati violenti. Af-
dono a terra, s’inila in bocca i nachos sen- mo tutti una parte e l’abito è solo un costu- frontando i tanti decessi nella mia famiglia,
za preoccuparsi di masticare con eleganza, me di scena». i casi di dipendenza, e a una lunga storia di
si comporta da diva, è concentrata, svanita, E in quale scena s’immagina, adesso? malattia mentale».
libera. Nel backstage del Park Café di Mo- «Mentre cammino sugli Champs-Élysées, La follia le fa paura?
naco di Baviera sta per salire sul palco di chic senza sforzo alcuno. Una post-Lolita, «In parte sì, in parte la amo. Per chi crea, la
Giorgio’s, serata celebrativa ed esclusiva de- inquadrata da Jean-Luc Godard». linea è sottile».
dicata a Giorgio Armani, che in città ha ap- Perché ha preso posizione contro l’uso di Le è capitato di superarne il conine?
pena rinnovato e riaperto il negozio di Ma- pelli e pellicce nel fashion? «Subito dopo il parto. Non riuscivo a dor-
ximilianstrasse. «Mio padre era ossessiona- «Perché non credo ai beni di consumo rea- mire, avrò chiuso gli occhi tre ore in una set-
to dal suo stile e cercava sempre di farmelo lizzati col dolore delle creature senzienti». timana e questo ha determinato una psico-
apprezzare. Ai tempi ero una punk e mi ri- È rimasta scioccata da suo nonno, che in si acuta. Ero convinta che il dottore mi aves-
bellavo, mentre ora eccomi qui, dopo aver campagna le uccideva gli animali davanti se staccato la mia testa per ricucirla sul cor-
fatto il giro completo». agli occhi? po di un’altra donna. Supplicavo i medici di
Trentasette anni e unica erede del pop-soul «Niente afatto. Non sono vegetariana, non rinchiudermi in un ospedale psichiatrico».
inglese alla Amy Winehouse, anche attrice credo che gli animali non vadano uccisi in E come ne è uscita?
e danzatrice, agghindata con piume e colo- nessun caso, gli uomini mangiano carne e «Le ostetriche hanno estratto tutto il lat-
ri luo ma stasera minimalista nel suo ne- ritengo che la catena alimentare sia più im- te che avevo in seno e hanno portato via il
ro italiano, Paloma è una creatura «inadat- portante dell’ideologia. Nonno li faceva bambino per un giorno intero, e inalmente
ta» (è lei a dirlo) e misteriosa: «Un coreo- crescere liberi e per abbatterli doveva far fa- ho preso sonno. La mattina ripetevo a tutti
grafo mi disse: tu non puoi star nel grup- tica: io stessa lo farei, se la situazione lo ri- che non desideravo più che lo adottassero,
po, perché il pubblico guarderebbe solo te. chiedesse. Ma una borsetta, no». che lo volevo tenere per me».
Ma non puoi neppure star davanti, perché È vero che in piena maternità il commercia- Di suo iglio non mai ha voluto rivelare né il
sei tutt’altro che perfetta. Il tuo talento? Sei lista le consigliò di rimettersi a lavorare per- nome né il sesso, e in Inghilterra ritengono
ché i soldi scarseggiavano? l’abbia fatto per educarlo senza un’identità
«Verissimo». di genere precisa.
Questo rimette in discussio- «È una stupidaggine. Voglio solo salva-
ne l’immaginario stesso le- guardare la sua privacy il più possibile. Se a
gato alla celebrità. diciott’anni vorrà esporsi, lo farà. Ora, non
«Va letto nel contesto: avrei è giusto che subisca le mie scelte».
potuto smettere, ma avrei Nel brano Evolution canta: Be the Beauty,
dovuto cambiare abitudi- sii la bellezza. Come tenta di incarnare que-
ni e tenore generale. E non sta esortazione?
avevo intenzione di farlo». «Cerco di vivere la vita come fosse un libro
Spende molto? che qualcuno un giorno potrà leggere. E lo
«Non per gli oggetti, quan- voglio pieno di storie, circostanze inusuali,
to per lo stile di vita: viaggi gente stramba. E quando faccio una scioc-
e cibo in particolare. Adoro chezza mi giustiico dicendo che è un capi-
l’interior design e tutti pen- tolo del libro, per renderlo interessante».
sano che per arredare casa Così tutto è perdonato.
abbia speso follie, e invece «Esatto».
compro tutto ai mercatini e A suo iglio sta insegnando a scrivere il suo?
su eBay. In fondo i designer «Diciamo che incoraggio il suo coraggio (lo
non fanno altro che copiare dice in italiano, ndr). Ha presente l’impera-
il passato: io acquisto vinta- tivo “non parlare agli sconosciuti”? Ecco,
ge, così mi metto in casa l’o- io dico: parlaci, con gli sconosciuti. Maga-
riginale». ri non andarci a casa, ma fallo. Non ha nep-
Ma lei ha conosciuto il ma- pure due anni e già si abbandona nelle ma-
le? A guardarla, quasi non si ni di chiunque. E questo, per una bella sto-
direbbe. ria, è un buon inizio».

In tutto il servizio: abiti, Giorgio Armani. Hair Promotion for you.

160 I VANITY FAIR 17.10.2018


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VANITY
COME ERAVAMO

MAGNIFICA
OSSESSIONE
Da Parigi a Londra, a New York, negli anni Sessanta
è stata la musa yéyé del Pop. Bella e introversa, chic ma non
rivoluzionaria, interprete e autrice di canzoni di successo, quasi
senza accorgersene ha ispirato e fatto perdere la testa a leggende
della musica come Lennon, Jagger, Bowie. E Bob Dylan,
che le dedicò canzoni e le scrisse lettere. Senza mai spedirle

di MARIE-FRANCE ETCHEGOIN
foto JEAN-MARIE PÉRIER

162 I VANITY FAIR 17.10.2018


MISS RODOIDE
Françoise Hardy,
oggi 74 anni. Nella
foto di Jean-Marie
Périer, del 1966,
indossa un abito
di Paco Rabanne
fatto di celluloide.

17.10.2018 VANITY FAIR I 163


S
ono giorni che mi porto dietro questa foto.
Françoise Hardy ha 22 anni, indossa un abi-
to virginale irmato Paco Rabanne e assomi-
glia a una Venere androgina vestita da guer-
riera erotica. È sul punto di rivoluzionare il
pop francese, ma il suo sguardo dice che non
si fa ingannare facilmente.
«Ha sentito la pioggia, stanotte?» è la prima
cosa che mi chiede quando ci incontriamo,
come se stessimo riprendendo il ilo di un discorso
iniziato tempo fa, come se lei fosse sempre stata lì, in
sottofondo alla mia vita. Longilinea, vestita di nero ma
come illuminata da dentro, ha lo stesso sguardo della
foto: pudico e discreto, lontano e vicino, presente e as-
sente. Sotto la frangia color della neve, c’è quello che
lei vuole mostrare: una grazia disillusa, una modernità
ribelle e la prova che tutto questo può resistere senza
l’aiuto della chirurgia estetica.
1 «Ah sì, quella foto… I quadrati di plastica mi graiavano
terribilmente la schiena», dice appena appoggio il ritrat-
to sul tavolo. «Eravamo in Egitto. Avevo preso un colpo
di sole, tra l’altro». Ride. Françoise Hardy ride molto «e
soprattutto di se stessa», mi aveva avvisato il cantautore
Étienne Daho, uno dei suoi amici più cari. Nei suoi testi
rincorre i sobbalzi dell’anima, i sentimenti evanescenti
ma, nella vita, può essere molto più pragmatica. «Fa di
tutto per non mostrarsi come icona», scherza Daho.
La schiena graiata quindi… Paco Rabanne aveva
confezionato l’abito «alla Barbarella» con pinza e iam-
ma ossidrica, non per altro all’epoca lo chiamavano il
«métallurgiste» della moda. Qualche mese prima, nel
2 febbraio del 1966 lo stilista spagnolo aveva presentato
all’hotel George V a Parigi «dodici abiti sperimentali
e non indossabili con materiali contemporanei». Il mo-
dello fotografato sulle rive del Mar Rosso era ritagliato
3
in celluloide non iniammabile, materiale inventato dal-
la Rhône-Poulenc (da qui il nome Rodoide).
All’epoca Françoise Hardy era al culmine della sua no-
4 torietà, anche all’estero. Dall’Italia alla Germania, dal
Gabon al Sud Africa, dal Brasile agli Stati Uniti, per
non parlare dell’Inghilterra: il poster di «Miss Rodoi-
de» era attaccato su tutti i muri di Chelsea. La Swinging
London era in visibilio per lei.

Un cappotto di protezione
È stata una delle poche artiste dell’epoca a comporre
5
sia i testi che la musica. Melodie ovattate che hanno
attraversato il tempo: Mon amie la rose, Dans le monde
MEZZO SECOLO DI CARRIERA entier, La nuit est sur la ville. Indossava stivali coi lacci
1. Lo sguardo enigmatico e minigonne: è stata una delle prime che ha osato por-
di Françoise Hardy, che ha tarle. «La mie canzonette», mi spiega Françoise Hardy,
incantato un’epoca. «erano poco interessanti rispetto alle produzioni anglo-
2. La cover del suo album sassoni. Quindi mi ero messa in testa di dovermi vestire
Fantastic Françoise, bene ogni volta che andavo a Londra o a New York. Ero
del 1965. 3. La cantante
PHOT O12, G ET TY IM A G E S

soprattutto ambasciatrice della moda».


francese nel 1960.
4. Su una moto, in uno
Le sue melodie sarebbero canzonette? Il dandy new wa-
scatto del 1969. ve Morrissey, leader degli Smiths e igura di spicco del
5. Con il marito Jacques rock alternativo inglese, ha ammesso di averle «adorate»
Dutronc e il figlio Thomas. al punto di esserne «ossessionato». Il regista america-
no Wes Anderson è stato così turbato da Le temps de

17.10.2018
1 l’amour (1962) che la canzone ha un posto d’onore in
Moonrise Kingdom. «Ho scritto quella parte del ilm ap-
posta per quella canzone, che mi ha ispirato una scena
intera», precisa oggi il regista. «Ogni cosa di Françoise
Hardy – la sua voce, la sua musica, la malinconia dei
suoi testi – scatena uno stato sognante che ti traspor-
ta». Anche Bob Dylan ha ceduto alla sua magia. Per
la copertina del suo quinto album Bringing It All Back
Home uscito nel 1965, posa (nella versione originale, la
foto sarà poi tagliata) con una copia di Tous les garçons
et les illes ai piedi. «Niente di che», commenta l’icona,
che non ne può più di essere scocciata con questo suc-
cesso: «È tutto sulla stessa nota: ta ta-ta-ta… Paul Anka
aveva già cantato bene I’m Just a Lonely Boy e gli Everly
Brothers – il mio riferimento principale – So Sad».
La modestia di Lady H è un’inesauribile fonte di stu-
pore. Il musicista Bertrand Burgalat si ricorda di averla
vista, alla ine degli anni ’90, farsi venire i complessi
davanti a cantanti di cui preferisce non dire il nome.
«In camera sua, che sembrava quella di una studen-
tessa, c’erano due casse sull’armadio e lei ascoltava
con entusiasmo canzoni che non valevano neanche la
metà delle sue. Allo stesso tempo, verso se stessa, è di
un’esigenza assoluta». Hardy la complicata. Nel libro
Le désespoir des singes… et autres bagatelles (Robert
Lafont, 2008), vengono esplorati i meandri del suo
carattere raccontando, in particolare, i tormenti della
2 sua leggendaria introversione nella Londra del 1966.
All’epoca, non riuscendo a mandar giù niente prima
dei concerti ma dovendosi nutrire, cenava in discoteca.
Con Paul McCartney, George Harrison o con i Rolling
Stones, un po’ sballati, un po’ sovreccitati, mentre lei
«ignorava l’esistenza delle droghe, leggere o pesanti».
«Lei rappresentava la quintessenza della pin-up», dirà
in seguito Malcolm McLaren, manager dei New York
Dolls e poi dei Sex Pistols. «John Lennon avrebbe vo-
luto averla come ragazza». Anche David Bowie, lo con-
fesserà nel 2003: «Sono stato innamorato pazzo di lei
per molto tempo». Mick Jagger invece non ha aspetta-
to a dichiarare la sua infatuazione: «Françoise è il mio
ideale femminile», conida nel 1966 al magazine Salut
les copains. Mezzo secolo dopo, la musa spazza via il
complimento con un’alzata di sopracciglia: «Avevo un
4 isico ingrato».
Françoise Hardy pratica l’autodenigrazione con una
tale costanza che viene da chiedersi se non sia ipocri-
3 STAR INTERNAZIONALE sia. «La moda era fatta per le rotondità, per i vestitini
1.Françoise Hardy scollati a quadretti rosa che Brigitte Bardot portava
in un campo con grazia ininita», spiega. «Su di me facevano ridere.
di tulipani a Londra, Anche Sylvie Vartan e Sheila erano ossute, ma meno di
5
nel 1968.
me. Forse perché siamo state concepite durante l’oc-
2. Sulla copertina
del settimanale cupazione». Ride. «Mia nonna, una donna particolar-
Epoca, 1966. mente nevrotica, mi aveva messo in testa che ero più
3. Nel programma tv brutta della media. La mia fortuna è stata che ho inito
francese Sacha per corrispondere alle linee più epurate dei nuovi stili-
Show, degli anni ’60. sti. Mi rivedo a lezione di Scienze politiche con il mio
4. La cover impermeabile in popeline azzurro e scarpe gialle di
dell’album Francoise
una bruttezza… se lo immagina? In quell’ambiente? È
Hardy, 1962.
5. La cantante stata la prima volta che ho preso coscienza del divario
in un momento tra le classi sociali. Sono fuggita un mese dopo».
di relax in hotel Ripensa ad altre immagini. «Agli esordi, una costumista
a Londra, 1964.
166 I VANITY FAIR 17.10.2018
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1962, quando lei era solo una brava ragazza coi pantalo-
ni a pinocchietto e le ballerine. Ha bussato alla porta del
bilocale del IX arrondissement dove viveva isolata con
sua sorella e sua madre, aiuto ragioniera ma soprattutto
nubile, un’anomalia a quei tempi. «Françoise, questa co-
sina lunga lunga, con un’aria spaesata, che non sorride e
parla ancora meno», come l’ha dipinta nel libro Enfant
gâté (2001). Aveva appena scritto Tous les garçons et les
illes, il suo primo 45 giri, venduto in due milioni di co-
pie, e Jean-Marie aveva ricevuto un solo ordine: «Fare
delle foto che non sarebbero piaciute ai genitori».
A poco a poco libera Françoise dalla sua aria da scola-
retta. E subito si innamora pazzamente di lei, del suo vi-
so da singe, delle sue smorie sibilline, del suo corpo lon-
gilineo. «Sei la più bella», le ripete durante il set fotogra-
ico. Lei non vuole credergli. Che cosa può trovare in lei?
Ha quattro anni in più, la sua vita è una festa continua.
Di notte il suo laboratorio di Rue du Faubourg-Saint-Ho-
noré, fumoso per le nuvole dell’erba, non è mai vuoto.
Figlio di Henri Salvador, adottato dall’attore François
Périer, il fotografo naviga nell’arte, nel lusso e nella fan-
tasia in dall’infanzia. Il mondo di Françoise è quello
della prudenza, del disagio, del risparmio, dei ine mese
diicili, di «un soldo è un soldo». Lui la porta al Castel
o all’Élysée-Matignon, diventa il suo pigmalione, l’aiuta
ad afermare il suo stile. Oggi, a 78 anni, diviso tra la sua
galleria a Parigi e i suoi nuovi progetti di libri, descrive in
modo divertente ognuno dei suoi aneddoti. «Françoise
allora era la beniamina degli stilisti più all’avanguardia.
Non aveva coscienza della sua bellezza, invece io ero
sempre più ossessionato dalla sua immagine. Forse per-
ché creando questa visione ittizia, avevo l’impressione
che appartenesse solo a me. Avrei dovuto sapere che
non ci si può inventare qualcuno».
Il 12 aprile 1966 la fa sedere tra Antoine e Richard An-
thony per realizzare «la foto del secolo»: il poster centra-
le di Salut les copains con i 46 di-
vi del momento, gli yéyé. Périer
MUSA SEXY se ne pente ancora. «Certo» si
Françoise Hardy consola, «l’espressione è stata
in un’altra inventata da un grande pensato-
fotografia re, Edgar Morin, per i bambini
scattata che urlavano “Yeah! Yeah!”».
da Jean-Marie
Nella sua tribuna stampa pub-
Périer nel 1967.
blicata su Le Monde nel luglio
1963, il ilosofo considerava la
mi aveva agghindata con un abito in crêpe trasparente. Tremendo, con le mie nuova generazione «eccellente», ma riservava un po-
braccia scheletriche, il mio metro e 72 fuori norma per una ragazza dell’epoca. sto speciale a «l’autrice, compositrice, interprete (…)
Mia madre era alta 1,78. Non lo diceva, se ne vergognava. Anch’io ho vissuto Françoise Hardy, che trasforma la prosa in poesia, la po-
con la vergogna: per l’ambiente da cui venivo, perché non avevo un padre a casa, esia in musica». Périer annuisce con aria di pentimento:
per il mio corpo… Ancora oggi faccio fatica a togliere il cappotto, me lo tengo «È colpa mia se Françoise è stata marchiata come yéyé,
addosso per protezione». Tuttavia, da quando ha 20 anni, si mette in posa in mentre lei vale più di quello. Se fosse uscita con Jeanloup
minigonna o stivali al ginocchio. «È a causa di Jean-Marie» dice. Sief (esteta dei ritratti in bianco e nero, ndr), la si sarebbe
riconosciuta prima». Ma la presunta vittima risponde:
My Fair Lady H «Ma io ero yéyé! Come gli altri. Inluenzata come loro
Jean-Marie Périer, il suo primo idanzato, il solo che abbia mai contato prima di dal rock e il pop degli anni ’50 e ’60. D’altronde le can-
Jacques Dutronc. È il fotografo di una rivista basata su un programma di Europe zoni di Sylvie Vartan erano più belle delle mie, grazie al
1, entrambi imperdibili per chi all’epoca vuole sfondare nella musica: Salut les fratello che le faceva delle magniiche orchestrazioni,
PHOT O12

copains. È lui che realizza, sulle rive del Mar Rosso, il sublime e intrigante ritratto mentre le mie facevano pena».
di Françoise nel suo scrigno di Rodoide. L’ha conosciuta quattro anni prima, nel Alla ine è per un risvolto quasi comico che inisce per

168 I VANITY FAIR 17.10.2018


ammettere che, forse, non era poi così male. «Ho un fan iammingo che mi ha a domare. Nel suo letto farà entrare smoriosette ma
inviato alcuni spezzoni che non avevo mai visto tratti da programmi negli archi- anche star come Romy Schneider, però nel pantheon
vi. Rivedendomi mi sono detta che sì, forse succedeva qualcosa sullo schermo. dei suoi sentimenti, Françoise le eclisserà tutte. Dalla
Quando ero illuminata bene». loro separazione nel 1987, lui abita in Corsica con la sua
Alcune settimane dopo il viaggio in Egitto, Françoise Hardy recita in Grand ex truccatrice, lei invece a Parigi, ma non hanno mai
Prix, una megaproduzione della Metro-Goldwyn-Mayer dedicata alla Formu- divorziato. Non può esistere senza «l’uomo della sua
la 1. Il regista americano John Frankenheimer la vuole assolutamente nel cast vita», anche se ammette di aver passato soltanto «al-
dopo averla incrociata in una discoteca di Londra. Cinque interminabili mesi di cune settimane idilliache» con lui: nella primavera del
riprese esterne per tutta la durata della stagione delle gare sui circuiti europei. 1968. In quel periodo, visto che la rivoluzione non fa
L’apprendista attrice – che non farà mai più cinema talmente ha detestato que- per loro, si rifugiano in Corsica, mostrando un sommo
sta esperienza – sofre in silenzio per le sue disinteresse per gli avvenimenti. Il 15 mag-
«battute insipide che si contano sulle dita di gio, mentre alcuni manifestanti prendono
una mano». Fortunatamente è Yves Mon- d’assalto il teatro Odéon, Françoise Hardy
tand che ha il ruolo principale, «così calo- ritorna a Parigi per l’inaugurazione dell’E-
roso, così divertente». Quando lui non c’è, sposizione internazionale dei diamanti,
lei si trascina dietro il suo malessere pensan- con addosso una nuova creazione di Paco
do a Jean-Marie, con il quale si sta lascian- Rabanne, «il vestitino più caro del mon-
do. Frankenheimer vuole averla sempre a do». Tutto in oro tempestato di brillanti di
disposizione e le dà, ma in extremis, solo il diversi carati. Ed è sempre con una creazio-
permesso di fare un viaggio in giornata per ne metallica irmata dallo stilista spagnolo
andare a sentire Bob Dylan, che lei adora, che fa un nuovo concerto a Londra, dove
all’Olympia. La sera del concerto, nell’inter- lei è più che mai «the toast of the town».
vallo, qualcuno viene a sussurrarle all’orec- La cotta di maglia di Paco pesa sedici chili,
chio: «Il signor Dylan dice che non farà la una prigione d’acciaio che limita ogni mo-
seconda parte a meno che lei non vada nel vimento. È il suo ultimo show, non salirà
suo camerino». Lei esegue – come fare al- mai più sul palcoscenico.
trimenti? – e si ritrova davanti «uno zombie, Cinquantacinque anni di carriera, ventot-
stremato, di una magrezza impressionante. to album, di cui l’ultimo Personne d’autre,
Di ianco a lui, io ero obesa», dice. Alla ine ennesima dichiarazione d’amore per Du-
dello spettacolo, segue Hugues Aufray e tut- tronc, è dell’aprile 2018. Françoise Hardy
ti quelli che Bob ha invitato nella sua suite senza trucco, senza vestiti di paillettes,
del George V. Dylan resta chiuso in camera sua, poi apre ap- ICONA POP senza artiici. Ci sarà un nuovo taglio di ca-
pena la porta «per Françoise». Le fa ascoltare due canzoni Françoise Hardy pelli, corto, agli inizi degli anni ’80 «giusto
che non sono ancora uscite in Francia: Just Like a Woman e mentre canta per vedere se Jacques se ne sarebbe accor-
I Want You. L’idea che il genio del folk-rock le stia mandando accompagnandosi to». Ci saranno altre richieste di aiuto mai
un segnale la siora appena. «Ho realizzato solo l’anno scor- alla chitarra, in una ascoltate, la tentazione di stare zitta per
fotografia del 1960.
so che lui aveva una sorta di issazione romantica per me, per sempre, dei periodi bui, dei grandi ritorni,
delle lettere che mi ha scritto senza mai spedirle». E che le so- come nel 1996 con l’album Le Danger. Ci
no arrivate di recente grazie a degli amici americani. Tutte le lettere sono inedite. sarà anche la gioia con il suo adorato iglio, Thomas. E
«Tutto quello che posso dire è che erano abbastanza confuse». momenti divertenti, come durante la registrazione, nel
2006, di Parenthèses, un album di dodici duetti, tra cui
Sotto i mattoni, i diamanti quello con Alain Delon, che diceva terrorizzato: «Ma
Nell’inverno del 1966 Françoise Hardy sprofonda in una profonda depressione. non so cantare!». «Lei gli dava dei colpetti per fargli

L E F OTO D EL S ERV IZIO S ON O DE LL’ A G EN ZIA P H OT O1 2. G ET TY IM A G E S


Non ha voglia di nulla, solo di piangere. Dai suoi primi passi nel mondo del- seguire il ritmo», racconta il produttore e ingegnere
la canzone, quattro anni prima, sono successe tante cose, troppe. Ha appena del suono Dominique Blanc-Francard. «E a Dutronc
compiuto 22 anni, è adulata dai paesini francesi ino a Chelsea, sta per diventa- diceva: “Riprendiamo dalla strofa, mio caro futuro
re una star, quasi un idolo. Non è mai stata tanto glamour – e forse tanto triste vedovo”». Ci saranno poi opere e programmi dedica-
– quanto sulla foto egiziana. Se potesse, manderebbe tutto all’aria. Gli obbli- ti all’astrologia, una delle sue passioni, proprio come i
ghi promozionali la disgustano. Preferisce leggere e conversare con i suoi amici misteri dell’inconscio. Ci saranno anche dei magniici
Emmanuel Berl, Patrick Modiano e Salvador Dalí. La sua fobia dell’aereo è saggi autobiograici «che confermano il suo talento co-
una tortura. I suoi problemi digestivi la obbligano a portarsi dietro degli omoge- me scrittrice», dice il suo editore Olivier Frébourg. E ci
nizzati ogni volta che prende il treno. In pubblico, il panico la prende alla gola. sarà poi il cancro contro cui lotta dal 2004 e che se la
Alla ine del 1966, annega la tristezza nelle discoteche più alla moda in com- stava per portare via nel 2015.
pagnia di altri single, tra cui un certo Jacques Dutronc. «Capelli rasati, pelle «Non ho rivoluzionato nulla nella canzone», conclude,
brufolosa, occhiali enormi», è così che le appare la prima volta che lo vede. Lei «il che è logico, visto che il mio unico criterio, anche se
soccombe di fronte ai suoi occhi azzurri. Dietro al suo «aspetto enigmatico» sembra pretenzioso, è l’atemporalità». E questa è l’uni-
si nasconde, se lo sente, «una grande sensibilità». Jacques, il teppista dal cuore ca concessione – e ancora con delle scuse – alla vanità.
tenero che vive ancora a casa della madre con un ghepardo addomesticato. E forse alla più profonda verità.
Dutronc, il mascalzone che preferisce le serate tra amici alle cene a lume di
candela e che neanche il matrimonio (nel 1981, «per ragioni iscali») riuscirà [traduzione di Valentina Mainelli]

170 I VANITY FAIR 17.10.2018


Made in Italy
VANITY
RICERCA

LABORATORIO A LONDRA
Robin Carhart-Harris,
37 anni, capo della
Ricerca psichedelica al
dipartimento di
Scienze cerebrali della
facoltà di Medicina
dell’Imperial College
di Londra.

IL FUNGO
DELLA FELICITÀ
Studiava Freud, ma non gli bastava: voleva entrare nel cervello umano e scardinare
i meccanismi della depressione. Così Robin Carhart-Harris ha intrapreso un altro «viaggio».
E adesso con le droghe psichedeliche permette ai pazienti di «lasciar andare il dolore».
Un esperimento sorprendente (ma autorizzato) che siamo andati a veriicare sul campo
di DAVID AARONOVITCH foto TOM JACKSON
17.10.2018 VANITY FAIR I 173
A
West London, tra la porzione acquatica del Grand storia delle droghe psichedeliche, la loro ascesa e caduta, e il ritorno
Union Canal e la sopraelevata della Westway, si sta per in auge. Ho iniziato a leggere pieno di pregiudizi contro le sostanze
intraprendere un nuovo viaggetto allucinogeno. Alcu- che «alterano la mente», ma il libro mi ha fatto rilettere.
ni volontari si presenteranno in stanze appositamente A questo punto entra in gioco Nutt. Se una delle ragioni della mia
attrezzate nell’istituto di ricerca medica dell’Imperial diidenza era il presupposto che le droghe psichedeliche fossero pe-
College, e prenderanno parte a quello che un esperto ha ricolosissime, quale reazione ci poteva essere scoprendo che alcune
deinito «forse il più ambizioso dei tentativi di analizzare di loro non lo sono? La cosa ci rimanda a una crisi dell’ultimo gover-
il mistero scientiico dell’esperienza psichedelica». Se gli no laburista. Nel 2009 David Nutt presiedeva il Comitato consultivo
esperimenti andranno come ci si aspetta, sarà un grande contro l’abuso di droghe. In una relazione aveva ipotizzato che in
passo avanti lungo la strada dell’uso quotidiano di droghe allucino- uno spettro di droghe pericolose, che vedeva l’eroina e la cocaina
gene per curare la depressione. in prima e seconda posizione, l’alcol e il tabacco alla quinta e alla
L’ingresso degli uici del Gruppo di ricerca psichedelica è pianto- nona, la cannabis, l’Lsd e l’ecstasy si classiicavano all’11°, 14° e 18°
nato da un burbero cerbero. Per fortuna, l’uomo che sono venuto a posto. Già in passato Nutt aveva spiegato che mentre i fantini pote-
incontrare appare da dietro le barriere elettroniche e mi porta in un vano aspettarsi un «incidente» ogni 350 uscite a cavallo, chi assu-
altro ediicio, da lì poi attraversiamo un ponte per tornare alla prima meva ecstasy ne rischiava uno ogni 10 mila esperienze. All’epoca fu
palazzina. licenziato in tronco dal segretario di Stato per gli Afari interni Alan
Il mio uomo è il dottor Robin Carhart-Harris, capo della Ricerca Johnson. Un anno dopo, in uno studio pubblicato su The Lancet,
psichedelica, centro per la Neuropsicofarmacologia, dipartimento Nutt diede un altro punteggio alla nocività di varie sostanze. L’alcol
di Scienze cerebrali, facoltà di Medicina, Imperial College di Lon- arrivava a 72, l’eroina era a meno di 55, le droghe psichedeliche cre-
dra. Malgrado il titolo così imponente, Carhart-Harris è un giova- avano danni minimi, con l’Lsd a 7. Io però ero sempre convinto che
notto smilzo senza un briciolo di pomposità, vestito un paio di livelli questi «viaggetti» rappresentassero una pericolosa fuga dalla realtà,
sotto l’informale. Ha una barbetta di tre giorni e una lunga frangia che rischiava di portare la gente a buttarsi dalla inestra credendo di
che andava molto di moda qualche anno fa. Ha 37 anni, è serio, di- saper volare.
sponibile, schietto e con luminosi occhi azzurri. Il suo sorriso, le rare Lo stesso anno in cui è stato licenziato perché «zar» delle droghe,
volte che lo mostra, ingentilisce la stanza piccola e disordinata in cui Nutt ha ottenuto la cattedra di Neuropsicofarmacologia all’Imperial
facciamo la nostra chiacchierata. College ed è andato a dirigere il dipartimento. A quel punto aveva
Siamo nell’uicio di un pezzo grosso della psicofarmacologia ingle- già conosciuto un ragazzo parecchio volitivo: Robin Carhart-Harris,
se, il leggendario professor David Nutt. Qualche mese fa, mi è stata che non ha iniziato a interessarsi al cervello e alla chimica studiando
mandata una copia di How to Change Your Mind: The New Science medicina o scienze. C’è arrivato studiando Freud e la psicoanalisi.
of Psychedelics (Come cambiare idea: la nuova scienza della psiche- «Volevo capire me stesso, e la psicologia mainstream non aiutava:
delia), di un autore americano serissimo che di solito scrive di cibo, analizza le cose in modo asettico, senza mai occuparsi della ve-
Michael Pollan. Nelle sue 450 pagine, Pollan guida il lettore lungo la ra condizione umana. Ovviamente nell’opera di Freud si parla a

«VOLEVO CAPIRE ME STESSO E


LA PSICOLOGIA NON AIUTAVA»
CON LA PSICOLOGA
Carhart-Harris con
la dottoressa Rosalind
Watts, 37 anni,
psicologa clinica che
lavora sulla terapia
psichedelica.

1 74 I VANITY FAIR 17.10.2018


«MI SI È ACCESA UNA LAMPADINA: INFINE
CAPIRÒ COS’È L’INCONSCIO,
FORSE RIUSCIRÒ A VEDERLO»
volontà della condizione umana, ma non riuscivo a convincermi del una lampadina. Ho pensato: adesso capirò cos’è l’inconscio perché
tutto se crederci o meno». forse riuscirò a vederlo. È diventata una specie di ossessione, e così
Il problema era: le osservazioni di Freud sull’operato dell’inconscio ho trovato Amanda Feilding, che dirige la Beckley Foundation». La
hanno fondamenta concrete nel funzionamento isico del cervello? Beckley Foundation si descrive come un think tank di base in Inghil-
Come si fa a mettere alla prova l’esistenza di un inconscio che agisce terra, che ha come scopo «aprire la strada alla ricerca psichedelica
in modo invisibile, per manifestarsi solo quando ricordiamo un so- e portare a una riforma della politica delle droghe basata su prove»:
gno o facciamo uno sbaglio signiicativo nel pronunciare un nome? la fondatrice è convinta che le sostanze psichedeliche facciano bene,
La risposta, intuì Carhart-Harris, era nella psichedelia, in sostanze ma ha capito che l’unico modo per fare sì che non siano più vietate
che – secondo le migliaia di persone che ne avevano fatto uso – apro- sta nel produrre prove inconfutabili che dimostrino la loro relativa
no una porta tra la mente conscia e quella inconscia. Con l’analisi sicurezza e i beneici concreti.
freudiana, mi dice, puoi ritrovarti «in lacrime» dopo tre anni di tera- Il nome più celebre del suo comitato scientiico è quello del neuro-
pia, «ma con le sostanze psichedeliche succede in modo quasi siste- scienziato professore Sir Colin Blakemore, la cui iglia Sarah-Jayne
matico: capita spessissimo che la gente abbia profonde esperienze è anche lei una neuroscienziata di fama internazionale. C’è anche
catartiche». Ma anche lui ha fatto viaggi psichedelici? «Posso solo David Nutt.
dire che devi provare a leggere tra le righe». Non insisto. È però mol- Feilding è la contessa di Wemyss e March. Nata in una famiglia ari-
to probabile che sia stato introdotto alla psichedelia attraverso i fun- stocratica, si è appassionata al misticismo, si è battuta in favore delle
ghi allucinogeni, che erano legali ino al Drugs Act del 2005. L’anno trapanazioni del cranio (per raggiungere l’illuminazione), a inizio
prima, secondo una stima, più di 250 mila persone in Inghilterra ne anni Settanta si è candidata in Parlamento con un programma che
avevano fatto uso. prevedeva trapanazioni per tutti, si è fatta «bucare» lei stessa e ha

E
convinto il marito a seguire l’esempio. Ha chiamato i suoi due igli
sistono tre tipi di droghe psichedeliche, che inducono diver- Rock Basil e Cosmo Birdie (Basilico di roccia e Uccellino dell’uni-
si tipi di stati alterati. Il primo, fabbricato artiicialmente, è verso). Negli ultimi due decenni si è dedicata alla riforma della poli-
l’Lsd – dietilammide dell’acido lisergico – costruito per la tica delle droghe, ottenendo notevoli successi. Lei e Blakemore sono
prima volta in un laboratorio svizzero ai tempi della Seconda diventati paladini della riforma, aiutando a trovare i inanziamenti
guerra mondiale dallo scienziato Albert Hofmann. Il secondo per progetti seri.

H
sono allucinogeni naturali che si trovano in animali e piante,
dai rospi ai cactus, solitamente in Sud e Centro America. Il o chiesto a Carhart-Harris cosa penserebbe sua nonna di
terzo è la psilocibina, prodotta in più di 200 specie di funghi e più Amanda Feilding. «Una tossica che vive in una casa sontuo-
comunemente coltivata in Paesi come l’Olanda. sa con un buco in testa. Ma quella donna ne ha di caratte-
Una volta l’Lsd era visto come una sostanza meravigliosa. A detta re!». Nel 2005, quando aveva 25 anni, «ho scritto a lei e a
di Michael Pollan, tra il 1953 e il 1973, il governo americano ha speso Nutt; Amanda mi ha risposto per prima, e io ho usato quella
4 milioni di dollari per inanziare 116 studi diferenti su questa dro- risposta per aprirmi la strada anche con David, facendogli
ga, su 1.700 soggetti. Nel frattempo Sandoz, l’azienda svizzera che capire che Feilding mi avrebbe inanziato la ricerca». Se
lo produceva, ne regalava discrete quantità ai ricercatori perché tro- Carhart-Harris si fosse portato dietro i soldi della Beckley, le cose si
vassero un modo per usarlo, asserendone le proprietà psicoterapeu- sarebbero potute realizzare. Così ha ottenuto un colloquio con Nutt
tiche. Era di moda: l’attore Cary Grant ne assumeva dosi durante e «lui mi ha aperto le porte del suo laboratorio».
la sua terapia, animava gli eventi raccontati da Tom Wolfe nell’Acid Tredici anni di lavoro dopo, il piano di Carhart-Harris di sommini-
Test al Rinfresko Elettriko, aiutava i Beatles con Sgt. Pepper’s Lonely strare dosi di sostanze psichedeliche a volontari in situazioni protette
Hearts Club Band. e poi studiare cosa immaginano i loro cervelli è già ben avviato. La
Ma alla ine degli anni ’60 arrivarono Timothy Leary, i brutti viaggi, Beckley e i suoi donatori hanno trovato i soldi; il ministero degli Afari
la paura provocata da casi come quello di Charles Manson (che sot- interni ha dato le autorizzazioni. La sua squadra all’Imperial College
to l’efetto di droghe uccise con i suoi adepti diverse persone, fra cui è composta da 33 scienziati e ricercatori, incluso il dottor Mendel
l’attrice Sharon Tate). Quasi tutte le sostanze psichedeliche diventa- Kaelen, un neuroscienziato che fa ricerca sull’uso psicoterapeutico
rono illegali, e il loro uso ai ini della ricerca fu drasticamente ridotto. della musica, e la dottoressa Rosalind Watts, 37 anni, una psicologa
A me, come a tutte le persone che conosco, il divieto di usare canna- clinica che vorrebbe aprire la prima clinica di terapia psichedelica in
bis sembrava sciocco, ma vietare le sostanze psichedeliche mi sem- Inghilterra. Nel primo studio gli è stato consentito di prendere sog-
brava giusto. Non era una cosa su cui mi ero mai fermato a rilettere. getti depressi, somministrare due dosi di psilocibina, studiare i loro
Ma le sostanze psichedeliche sono tornate. In parte perché gli svilup- cervelli attraverso risonanze magnetiche funzionali prima e dopo, e
pi della neuroscienza hanno alimentato l’interesse per la struttura e la vedere cosa succedeva.
chimica del cervello, in parte grazie all’attività di chi si è impegnato a Ho parlato con due di quei volontari. Craig ha 48 anni e nel 2011, do-
promuoverle. «Non sapevo quasi nulla dell’uso dell’Lsd in psicotera- po la morte della madre, è diventato gravemente depresso. Ha preso
pia negli anni ’50-60», dice Carhart-Harris. «E mi si è accesa in testa antidepressivi e ha fatto sedute di terapia cognitivo comportamentale,

176 I VANITY FAIR 17.10.2018


GRUPPO DI LAVORO
Carhart-Harris con una
collaboratrice, Bruna
Giribaldi: il suo team
di ricerca all’Imperial
College è composto
da 33 scienziati.

«POTEVO GUARDARE LA MIA DEPRESSIONE,


MA NON ERO PIÙ IO»
ma non funzionava. Allora ha contattato Nutt ed è entrato nel pro- «È come se qualcuno mi avesse resettato il cervello. Mi ha cambiata
getto. Mi descrive i due esperimenti, condotti in una stanza di ospe- del cento per cento. Sono diventata molto più socievole. Ho deciso
dale cui erano state aggiunte luci e pannelli per farla sembrare acco- di iscrivermi in palestra. Sono passata dalla taglia 48 alla 40. Ho ri-
gliente e anche un po’ mistica. Entrambe le volte c’erano altre due o preso a lavorare e riesco a interagire con il mio ex compagno».

L
tre persone con lui. All’inizio ha provato un’«ansia tremenda», ma
l’atmosfera lo ha calmato e poi gli sono state date un paio di pillole da a teoria di Carhart-Harris è che la droga riesce a spegnere la
5 mg in una ciotola di terracotta, «come un sacramento». Chi sorve- «modalità di funzionamento predeinita» del cervello, «una
gliava l’esperimento gli ha detto di non parlare e lasciare «che le cose costellazione di regioni che occupano la linea mediana del cer-
accadessero». Prima ha visto una scia scintillante che componeva vello: un sistema incredibile che consuma molta più energia
parole nell’aria che «sapeva» essere in sanscrito. Poi, con le cuie ed è molto più interconnesso di qualsiasi altro posto all’inter-
alle orecchie, la musica ha guidato l’esperienza. È diventato gelido, no del cervello. Le funzioni associate a questo sistema sono di
quindi nuovamente caldo, si è sentito come se volasse via tra le nu- livello particolarmente alto e presumibilmente speciico della
vole e dopo come un ruscello che scorreva «per unirsi a un grande specie, nel senso che solo gli esseri umani sono in grado di fare il tipo
iume», inine come una grossa massa d’acqua. di cose che questo sistema sembra permettere».
Durante la seconda esperienza, con una dose maggiore, ha viaggiato Questa modalità di controllo, «il candidato più probabile come sub-
dentro un caleidoscopio «a 200 all’ora»; quando la musica è diven- strato biologico dell’io all’interno del cervello», crea le scorciatoie
tata triste, è tornato alla madre e al momento in cui moriva di enise- necessarie per un funzionamento rapido, ed è temporaneamente

© 20 18 THE TIM ES . LE FOTO D EL S ERVIZ IO S ON O DEL L’ A G EN ZIA IP A


ma, e lì è riuscito a vedere che «il mio dolore era un’ulcera. Potevo interrotto dalle sostanze psichedeliche. Il che rende possibili perce-
lasciarlo andare, senza lasciar andare lei». Non aveva più bisogno di zioni diverse.
quel dolore. Da allora, Craig ha avuto alti e bassi di umore, ma non Afascinato, ho fatto domanda per partecipare a uno dei ine setti-
è più stato depresso. mana di ritiro della Società Psichedelica in Olanda, dove mangi cibo
Sonia, 39 anni, madre single che ha vissuto una separazione compli- vegano, lavori sul respiro e ingolli della psilocibina, in compagnia di
cata, era anche lei gravemente depressa. Ingrassata, non riusciva più «facilitatori esperti». Ma mia moglie Sarah, citando un episodio di
a lavorare. Nessun farmaco funzionava e alla ine il medico di base le psicosi che sette anni fa mi ha fatto inire in ospedale, è stata così
ha suggerito di partecipare al programma terapeutico dell’Imperial. irremovibile nel proibirmi di andare che non farò più domanda. Non
Sonia ha avuto risultati straordinari. La prima seduta per lei era stata sono uno scienziato, non so spiegare perché le allucinazioni si verii-
una delusione. Era agitata, irritata dalla musica e da chi sorvegliava cano nel modo in cui si veriicano, non più di quanto sappia spiegare
l’esperimento. La seconda seduta è stata diversa. «Ho visto letteral- il contenuto dei sogni. C’è qualcosa lì dentro, e di questo sono certo.
mente la musica. Era chiarissima, creava dei motivi geometrici e poi E come Robin Carhart-Harris, mi piacerebbe saperne di più. L’istin-
animali iabeschi come i draghi. Poi ho sentito che era come se ab- to mi dice che tra quarant’anni useremo le sostanze psichedeliche a
bandonassi del tutto il mio corpo. Potevo vedere che la mia depres- scopi sia medici che ricreativi.
sione era una cosa che mi affliggeva, ma non ero più io. Potevo an-
dare ovunque volessi. Non dovevo più essere depressa». E da allora? [traduzione di Tiziana Lo Porto]

178 I VANITY FAIR 17.10.2018


tronchetto PATTY
€ 89,99

bata.it
VANITY
PARADISO PERDUTO

Via da THE
FUORI CONTROLLO
Turisti a Maya Bay,
la spiaggia dell’isola
di Ko Phi Phi Don
(Thailandia).
Il 1° ottobre la baia
è stata chiusa
dalle autorità:
i troppi visitatori
hanno danneggiato
il suo ecosistema.

180 I VANITY FAIR 17.10.2018


BEACH
La riconoscete? È proprio lei, la spiaggia thailandese dove Leonardo DiCaprio ci ha fatto
sognare nel ilm più turchese dai tempi di Laguna blu. E se al cinema il paradiso iniva
in inferno, la realtà non è da meno: con 10 mila turisti al giorno e l’80% del corallo distrutto,
la famosa baia è stata chiusa per danno ambientale. Ma non è detto che questo la salverà
testo e foto di GIANCARLO RADICE

17.10.2018 VANITY FAIR I 181


200 BARCHE AL GIORNO
Gita in barca giornaliera con
snorkeling a Ko Phi Phi Don.

N
on sono bastati i quattro mesi di chiusura il ilm The Beach con
Sull’isola (in realtà sono due:
totale, in vigore a titolo sperimentale da Leonardo DiCaprio. Phi Phi Don e Phi Phi Leh, unite
giugno a settembre scorsi. L’illusione è Niente più speedboat da una striscia di terra) arrivano
svanita. «Ci vorranno anni, forse anche con motori da mille ca- circa 200 imbarcazioni al giorno.
un decennio, prima che possa ricostituirsi valli che frantumano i
l’ecosistema naturale che è stato distrutto coralli. Niente più folle
da un lusso turistico ormai fuori control- di visitatori che, come ammette il capo del Dipartimento per le
lo», ha spiegato Songtham Suksawang, risorse marine e costiere Watcharin Na Thalang, «vengono qui
direttore dell’Uicio thailandese dei par- in gruppi organizzati a passare mediamente un paio d’ore, nuo-
chi nazionali. «Il livello di devastazione è profondo, riguarda sia tando, facendo snorkeling, dando da mangiare qualsiasi cosa ai
la barriera corallina e ogni altra forma di vita marina, sia la fore- pochi pesci rimasti e lasciandosi dietro una scia di riiuti».
sta di mangrovie, sia la stessa spiaggia, gravemente erosa». Così, E pensare che un paradiso naturale Maya Bay lo è davvero: un
di fronte all’emergenza, le autorità di Bangkok hanno deciso il aniteatro di acque turchesi chiuso da una corona di sabbia bian-
blocco totale, «a tempo indeterminato», di ogni accesso alla cele- ca su cui incombono impressionanti pareti verticali di roccia ri-
bre Maya Bay, la baia idilliaca dove Danny Boyle ha ambientato coperte di foresta tropicale. Ma dal 2000, quando è uscito nelle

TUTTA COLPA DI LEO?


Tratto dal romanzo L’ultima spiaggia di Alex
Garland, il film The Beach di Danny Boyle,
con Leonardo DiCaprio ha rivelato al mon-
do la bellezza di Maya Bay, e quasi da subito
aperto la strada al disastro ambientale. Per i
tanti turisti in più, ma non solo: durante la la-
vorazione gli ambientalisti thai evidenziarono
che per esigenze di set la spiaggia era sta-
ta allargata e scavata causando una prima
erosione della spiaggia. L.F.
UNA VOLTA QUI ERA TUTTO CORALLO
Folla in un hotel a Ko Phi Phi.
A sinistra, bassa marea a Loh Dalun,
su Ko Phi Phi Don. Fino a vent’anni fa
gli alberghi erano capanne di legno per
backpackers, poi i resort hanno invaso le
isole. La distruzione del corallo, arrivata
all’80%, è dovuta agli alberghi,
agli ancoraggi delle barche e ai rifiuti.

Con le scimmie che scendono dalla fore-


sta per accaparrarsi gli avanzi di hambur-
ger e patatine fritte. «I controlli sono quasi
inesistenti, aidati ad appena una decina
di addetti dell’amministrazione locale»,
ammette uno dei più autorevoli scienziati
marini thailandesi, Thon Thamrongnawa-
sawatt, esponente del Comitato strategico
per lo sviluppo ambientale.
Ora è tutto inito. «Siamo arrivati a un
punto di non ritorno», dice Thon, «non
sale cinematograiche, The Beach ha innescato un processo di at- c’erano alternative al blocco degli accessi. Anzi, l’ideale sarebbe
trazione turistica poi cresciuto in modo esponenziale anno dopo una chiusura permanente. Uno stop per sempre». Ma Maya Bay,
anno. Tanto che la scorsa alta stagione, da novembre a febbraio, gemma preziosa sull’isola di Phi Phi Leh, rappresenta solo una
sono stati registrati fra i 5 e i 6 mila arrivi quotidiani. Ogni giorno, piccola porzione di un arcipelago che si trova alle prese con gli
già a metà mattina, la baia si trasforma in un gigantesco parcheg- stessi problemi, se non più gravi, di sovrafollamento turistico. A
gio di motoscai e la spiaggia assomiglia alle tribune di uno stadio Phi Phi Don, l’isola maggiore e l’unica abitata, migliaia di giovani
gremito, con migliaia di persone in piedi, senza neanche lo spa- backpackers da tutto il mondo, dall’Europa come dall’America,
zio per stendersi al sole. Quel che resta a ine giornata, quando arrivano qui anche loro attirati dalle suggestioni del ilm di Boyle
tutti se ne vanno, è uno specchio d’acqua invaso da sacchetti di e vanno a riempire il labirinto di alberghi e guesthouse, bar, ri-
plastica che, come strane meduse bianche, luttuano fra bottiglie storanti, negozi costruiti senza alcun criterio dopo lo tsunami del
vuote, laconi di crema solare, pannolini e chiazze di petrolio. 2004, quando il 75% di tutte le strutture fu spazzato via dal mare.

184 I VANITY FAIR 17.10.2018


SABBIA CHE VALE ORO
Lounge bar a Loh Dalum.
Le autorità thailandesi erano
Le loro giornate passano fra spiagge, immersioni, bar e “tattoo accolgono», sottolinea state finora riluttanti a chiudere
parlour” aspettando i party pomeridiani nella piscina dell’Ibiza Thon, «per loro il pro- il turismo in quest’area del Mar
Club e le nottate sulla baia di Loh Dalum a ballare con la musi- itto continua a venire delle Andamane, che rende 400
ca house a tutto volume e gli immancabili «bucket», «secchielli» prima della tutela del milioni di baht (oltre 10 milioni di
colmi di bevande energetiche e alcol con cui tirare l’alba. E non nostro patrimonio na- euro) l’anno in ricavi dal turismo.
basta. La minaccia più grave, più ancora di quella rappresentata turale».
dal popolo dei millennials globali, viene dal boom del turismo Così, la chiusura deinitiva di Maya Bay rappresenta solo il pri-
asiatico esploso in questi ultimi anni, con il moltiplicarsi di fa- mo passo, per radicale che sia, di un percorso che per il governo
miglie e gruppi organizzati, prevalentemente cinesi, indiani e co- thailandese appare molto diicile da compiere, ostacolato com’è
reani, che dalle vicine località di vacanza come Phuket, Krabi o dalla forte opposizione delle lobby imprenditoriali e commercia-
Koh Lanta partono su motoscai e yacht iperveloci per un mordi li. L’accoglienza turistica rappresenta infatti il 12% dell’intero
e fuggi a Phi Phi. prodotto interno lordo del Paese. Non a caso inora gli interventi
Qualcuno si ferma un paio di giorni, la maggior parte appena sono stati molto timidi. Nel maggio 2016 è stato chiuso tempo-
qualche ora. Un’invasione incontrollata. Il risultato è che, soprat- raneamente l’accesso all’isola di Tachai, al largo delle costa me-
tutto in alta stagione, a Phi Phi Don sbarcano ogni giorno fra le ridionale del Paese, seguito poi da analoghi provvedimenti per

LE FOT O D E L S E RVIZ IO S O NO D ELL ’A G E NZ IA P A RA LLE LO Z ERO


10 mila e le 20 mila persone: un numero insostenibile per un’isola altre tre isole, Koh Khai Nok, Koh Khai Nui e Koh Khai Nai,
di appena 10 chilometri quadrati, con meno di 3 mila abitanti. nelle acque attorno a Phuket. «Anche qui servirebbe uno stop a
Tanto più che non esiste rete fognaria, né un decente impianto di tempo indeinito», assicura Tunya Netithammakul, direttore ge-
smaltimento dei riiuti. E quasi tutti gli alberghi e i ristoranti so- nerale del Dipartimento per i Parchi nazionali. Secondo il Comi-
no privi di sistemi di depurazione delle acque. Tutto inisce dove tato strategico per lo sviluppo ambientale, «quasi il 77% di tutte
capita. Così, sulle rive delle baie gemelle di Loh Dalum e Tonsai le barriere coralline entro i conini thailandesi è da considerare
il turchese del mare si ricopre ogni sera di una patina di schiu- seriamente deteriorato, se non distrutto». Si tratta di un aumento
ma biancastra su cui galleggiano gli scarichi, organici e chimici, del 30% rispetto a dieci anni fa.
di un’umanità impazzita. E tutte le mattine dal molo di Tonsai Ma il problema della devastazione ambientale dovuta al sovraf-
salpa una nave: trasporta, a seconda delle stagioni, tra le 25 e le follamento turistico non riguarda ormai soltanto Bangkok. La
40 tonnellate di riiuti solidi verso l’inceneritore di Ao Nang o di lista dei paradisi da cartolina minacciati continua ad allungarsi
altre città sulla costa thailandese. Ma non basta. A Phi Phi Don la in tutto il Sudest asiatico. Si va dalla baia di Boracay nelle Filippi-
spazzatura viene sparsa dappertutto. E a niente sono valsi inora ne, dichiarata of limits dal presidente Rodrigo Duterte lo scorso
gli appelli delle organizzazioni ambientaliste. «I maggiori respon- aprile, ino all’emergenza immondizia annunciata dal governo
sabili non sono tanto i turisti quanto gli hotel e i ristoranti che li indonesiano per l’isola di Bali.

186 I VANITY FAIR 17.10.2018


STYLE
MAKE-UP ANDREA COSTA@CLOSEUP MILANO USING MAC COSMETICS. HAIR MAURIZIO KULPHERK PER CRISTIAN CASTIGLIOLA IMPERIA. MANICURE ROBERTA RODI@CLOSEUP MILANO. MODEL GRACE ANDERSON@SPECIAL MANAGEMENT

Maculati, glitterati o iper colorati e decorati


con ricami o cristalli. Gli accessori di stagione
hanno carattere. Borsa di cavallino stampa
animalier, Gianni Chiarini. Pump con laccino
alla caviglia, Primadonna Collection. Pelliccia,
Sandro. Top, C-Clique. Cintura, vintage.
Anelli e bracciale, Aster Contemporary Jewellery.
Collant, Emilio Cavallini.

17.10.2018 di P I N A G A N D O L F I · foto J O H N - P A U L P I E T R U S VANITY FAIR I 189


REBEL Glitter, cappotti
di pelliccia super soft
e stivali di pelle
alti al ginocchio.
Torna il rock
anni Settanta.
Soprattutto
negli accessori
di PINA GANDOLFI
foto JOHN-PAUL PIETRUS
Due pochette Rivière
in poly-fabric con lycra,
Save My Bag. Pelliccia
ecologica, Guess Jeans.
Camicia, Gant.
Collana e bracciali
con finitura oro, Versace.
Gonna di pelle ecologica
con applicazioni,
Nenette.
Pagina accanto: stivali
di pelle con dettaglio
di pitone, Loriblu.
Cappotto di agnello
stampa pied-de-poule
con collo e maniche di
volpe e inserti di piumino
stampa fumetto,
Fabio Gavazzi. Guanti
di pelle, Sermoneta
Gloves. Gonna stretch
di paillettes, SoAllure.

REBEL

17.10.2018 VANITY FAIR I 191


Tracolla di pelle
ricamata, The Bridge.
Stivali di suède,
Longchamp. Trench
di paillettes, Beatrice B.
Minigonna, Versus
Versace. Collant, Emilio
Cavallini.
Pagina accanto: abito
di raso con spalline
scolpite e collant di pizzo,
Gucci. Anello, Aster
Contemporary
Jewellery. Tronchetti
glitterati, Tata Italia.
Sandali con inserti
di pelliccia, Stuart
Weitzman.
Abito di georgette
con applicazioni gioiello,
Liu Jo.
Pagina accanto:
marsupio di pelliccia
ecologica, Carpisa
Kendall + Kylie.
Blusa in georgette
di viscosa e pantaloni
di crêpe stretch,
Annarita N. Occhiali
da sole gioiello
con montatura d’oro
bianco e argento,
Francis de Lara.
Bracciale d’argento,
Giovanni Raspini.
Texani di pelle
con borchie applicate,
Geox. Tailleur stampato
di crêpe e satin,
Quentin Jones
x Marella. Guanti
di pelle, Sermoneta
Gloves. Anello,
Aster Contemporary
Jewellery.
Pagina accanto:
borsa Sveva di pitone,
Orciani. Mini abito
e leggings in velluto di
seta stampato, Versace.
Orecchini Atena,
anello Acanthus Leaves
e anello Wrecked Apollo,
Ell Milano.
Tracollina Blondie Bag
di velluto effetto cocco,
Alviero Martini 1A
Classe. Stivali di cuoio
metallizzato, Pollini.
Maglia di lana,
Attic and Barn.
Guanti di pelle,
Sermoneta Gloves.
Gonna di seta stampata,
Kenzo. Collant,
Emilio Cavallini.
Pagina accanto: borsa
a mano Furla Artic, Furla.
Giacca di Mongolia
con piume di struzzo
applicate, Patrizia Pepe.
Pantaloni di pelle,
J Brand.
Secchiello Clica di pelle
ecologica e vernice,
Manila Grace. Stivali
di satin stretch, Liu Jo.
Abito in maglia di lurex,
Circus Hotel. Occhiali
da sole gioiello
con montatura d’oro
e argento, Francis de
Lara. Orecchini, Sodini.
Pagina accanto:
borsa mini a mano
con ricami floreali
e borchie, Fracomina.
Pelliccia ecologica,
SH by Silvian Heach.
Camicia di seta,
Pennyblack.
Anelli, Swarovski.

HA COLLABORATO
LUDOVICA MISCIATTELLI.
MAKE-UP ANDREA COSTA@
CLOSEUP MILANO USING
MAC COSMETICS. HAIR
MAURIZIO KULPHERK
PER CRISTIAN CASTIGLIOLA
IMPERIA. MANICURE ROBERTA
RODI@CLOSEUP MILANO.
MODEL GRACE ANDERSON@
SPECIAL MANAGEMENT.
Non tenermi sulla corda STYLE
Impossibile avere dubbi quando si sceglie un orologio classico, d’acciaio,
magari impreziosito da punti luce o tocchi d’oro rosa

1.

2.

4.

3.

5.

1. D’acciaio lucido e pvd oro, Swatch Irony (¤ 110).


2. Con movimento al quarzo, numeri romani
e cristalli sugli indici, Jack&Co. (¤ 89).
3. Minimal, con cassa da 36 millimetri e pavé di cristalli
a ore 6, Fossil (¤ 159). 4. D’acciaio, con lunetta
tempestata di zirconi, Festina (¤ 119).
5. Con movimento giapponese al quarzo, quadrante argenté
e ghiera diamantata, Brosway (¤ 99).

di C A M I L L A G U S T I · foto E N R I C O S U À U M M A R I N O
STYLE

L’essenziale
al potere
Fantasia check, sfumature autunnali
e montature extra large. L’understatement
è il mantra per la stagione fredda

2.

3.

4.

5.

1 — Gilet (€ 330) e pantaloni (€ 250) di jacquard


e T-shirt di jersey (€ 85), Pinko Jeans.
2 — Montatura di metallo, Fielmann (€ 23,50).
3 — Jazz O’ di pelle scamosciata con inserti di nylon,
1.
Saucony Originals (€ 109). 4 — Sfilata Balenciaga.
5 — Borsa di pelle a tracolla con applicazioni
di metallo, Campomaggi.

204 I VANITY FAIR di CAMILLA GUSTI 17.10.2018


STYLE
Dee Caffari, 45 anni, velista
britannica, per prima ha
completato per tre volte
una navigazione in solitaria
non-stop intorno al globo.
Ambassador North Sails ha
partecipato alla Volvo Ocean
Race 2017/18 con il suo team
Turn the Tide on Plastic,
composto da molti under 30,
metà uomini e metà donne.

Cosa la colpisce di più, in mare?


«La verità è che è tutto molto visibi-
le: polistirolo, reti di plastica, contenito-
ri. Il Mediterraneo è un disastro, mentre
andando da Hong Kong alla Nuova Ze-
landa c’è un punto in cui da un lato del-
la barca si vedono isole paradisiache, e

Il coraggio dall’altra una specie di strada fatta total-


mente di riiuti».
Con le microplastiche è diverso, però.

di cambiare rotta «Ho capito quanto sia grave il problema


con alcuni dati che abbiamo raccolto
nell’Oceano Antartico: non ci vive e non
Per dare una svolta alla propria vita o per aiutare ci viaggia nessuno, ma le microplastiche
ci sono. Sono un veleno per l’intero eco-
il Pianeta. Dee Caffari invita ad abbandonare sistema, vanno a inire nei pesci che man-
la comfort zone. A partire dalla plastica giamo».
di I L A R I A CH I AVACCI Cosa pensa, quando è là in mezzo?
«Hai tantissimi pensieri, ma anche
non-pensieri, perché non sei immerso
nella vita di tutti i giorni: non hai distra-

P
er ben tre volte, e da sola, Dee Cafari ha com- zioni. Letteralmente tutto quello che devi fare è guidare la bar-
pletato la circumnavigazione del mondo in bar- ca, guardare le previsioni, aggiustare quello che si rompe, co-
ca a vela. La prima donna a compiere un’im- municare la tua storia, mangiare, bere e dormire: è un’esisten-
presa del genere ha anche partecipato alla Volvo za semplice. Siamo abituati a vivere la vita in eccesso perché
Ocean Race 2017/18 guidando un team dal no- possiamo, ma un’esperienza come la vela aiuta a ricalibrare le
me eloquente: Turn the Tide on Plastic, letteral- priorità, dare valore al tempo passato con la famiglia e gli ami-
mente invertire la rotta della plastica. A bordo ha infatti ospita- ci. Al potersi fare una doccia con l’acqua calda».
to strumentazioni per la raccolta e l’analisi di campioni d’ac- C’è qualcosa che le fa paura?
qua con l’obiettivo di mappare la presenza delle microplasti- «Guardarmi indietro e chiedermi perché non ho fatto qualco-
che nei nostri mari. L’abbiamo incontrata in occasione della sa. Coraggio per me signiica avere iducia in se stessi e spinger-
FED E RIC O G IROT TO

Milano Green Week, iniziativa a cui ha dato il suo contribu- si oltre i conini della propria zona di comfort. Spesso si rima-
to anche North Sails, marchio di cui Dee è ambassador, e che ne sorpresi di quello che si riesce a realizzare. A livello perso-
durante la manifestazione ha presentato la nuova giacca NSX nale, ma anche per la comunità: impegnarsi a limitare la plasti-
Recycled, composta al 100 per cento da ibre riciclate. ca nella propria vita, per esempio, è un punto di partenza».

206 I VANITY FAIR 17.10.2018


Come un foliage STYLE

decorate con borchie e catene di metallo dorato


Le borse si fanno mini, di nuance brillanti,
1

1. Con borchie e dettagli di metallo, Cromia (¤ 179). 2. Messenger di pelle effetto color block, Gherardini (¤ 590).
3. Di pelle con manico a catena dorata, Valentino di Mario Valentino (¤ 229).

208 I VANITY FAIR di C A M I L L A G U S T I · foto S I M O N E G A L B U S E R A 17.10.2018


STYLE
Il fascino discreto
del nuovo
minimalismo:
forme e tessuti
maschili,
da abbinare
a una borsa
dalla linea
geometrica
di A NGE L IC A TOR E L L I
foto DA N I E L E M A R I

LESS
is MORE

Gilet di panno (€ 320)


e gonna plissé (€ 265),
Luisa Spagnoli.
Dolcevita di cashmere,
Falconeri (€ 207). Borsa
a mano, Liviana Conti
(€ 437). Stivaletti di pelle,
Church’s (€ 540).

17.10.2018 VANITY FAIR I 211


1.

2.

1 — Camicia di cotone Oxford, Bagutta (€ 172). Pantaloni di lana,


PT Pantaloni Torino (€ 300). Slippers di nappa, Sergio Rossi
(€ 495). 2 — Shopping bag di pelle stampa coccodrillo, Tod’s. Orologio
d’acciaio con cinturino di pelle, Calvin Klein (€ 199). Tailleur di lana
stretch, Tagliatore (€ 680). 3 — Borsa di pitone con manico regolabile,
Orciani (€ 775). Pullover, 19.70 by Seventy. Gonna di ecopelle,
AnnaRitaN (€ 185). 4 — Stivaletti di pelle, Bata (€ 99,99).

3. 4.

212 I VANITY FAIR


2 IN 1
24 ORE FONDOTINTA E
EXTRA CORRETTORE APPLICATORE DI PRECISIONE
ALTA COPRENZA M A D E I N I T A L Y

COVER ZERO IMPERFEZIONI


LUNGA TENUTA

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1.

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USING YSL
TATOUAGE COUTURE@
GREENAPPLEITALY.COM.
HAIR EMILIANO RICCARDI@
GREENAPPLEITALY.COM.
MODEL PAULINA LACHNIK@
SPECIAL MANAGEMENT.
LOCATION SHOW-ROOM
2.
SUPERIOR MILANO.

3. 1 — Tracolla di pelle (€ 375)


e maglia senza maniche
(€ 188), Liviana Conti.
Camicia di cotone Oxford,
Bagutta (€ 172). Pantaloni,
Maryling (€ 320).
2 — Stivali di pelle stampa
cocco, Patrizia Pepe (€ 448).
Pullover con lacci, Maryling
(€ 385). Gonna di panno,
H&M Studio (€ 129).
3 — Maxi gilet di lana gessata
(€ 645) e pantaloni a palazzo
abbinati (€ 385), Maryling.
Camicia di cotone stretch,
Martino Toujours (€ 149).
Orecchini, Calvin Klein
(€ 59). Slippers di nappa,
Sergio Rossi (€ 495).
4 — Secchiello di pelle
stampa cocco con catena,
Gianni Chiarini (€ 250).

4.

214 I VANITY FAIR 17.10.2018


I feel lucky STYLE 3

Oro, ma anche bronzo, argento o acciaio placcato: l’importante è avere


almeno una collana con ciondoli portafortuna
1

1. Di bronzo bicolore, Stroili (€ 32,90). 2. Sautoir Piccole gioie con cuori in filo d’oro 18 carati, Marco Gerbella Orafi (€ 2.730). 3. Di metallo placcato oro con cristalli,
Swarovski (€ 149). 4. Con doppio cerchio, di bronzo placcato oro e cristalli, Rebecca (€ 69). 5. D’argento placcato oro rosa con spinelli neri, Kurshuni (€ 81).
6. Collezione Musa, d’argento con pavé di zirconi, Brosway (€ 74). 7. Doppia catena d’acciaio rose gold e pavé di glitter, Opsobjects (€ 45). 8. Collana Everyday
d’oro rosa (€ 260) e ciondolo Zodiaco dedicato al segno del Sagittario (€ 190), Dodo. 9. Cactus d’argento con pavé di zirconi, Mabina Gioielli (€ 39).

216 I VANITY FAIR di C A M I L L A G U S T I · foto S I M O N E G A L B U S E R A 17.10.2018


STYLE

Vorrei
la pelle nera
Dal blouson alle scarpe alte,
dalla borsa stampa cocco al total look:
una scelta grintosa di classe

2.

3.

5.

4.

1 — Giacca di pelle con collo a contrasto (€ 3.200),


dolcevita di lana (€ 450), pantaloni di cotone (€ 395),
tracolla di pelle stampa cocco (€ 1.295) e scarpe
di pelle, tutto Bally. 2 — Maxi shopping bag di pelle
stampa cocco, Borbonese (€ 400). 3 — Orologio
1.
Tank Louis Cartier con cassa d’oro e cinturino
d’alligatore, Cartier (€ 9.800). 4 — Sfilata Loewe.
5 — Scarpe di vitello spazzolato, Church’s (€ 520).

218 I VANITY FAIR di CAMILLA GUSTI 17.10.2018


STYLE

DESIGN MANIA
Pezzi da indossare
che si fanno notare con dettagli gioiello,
anelli incastonati nella pelle
e piping ultra chic 1

4
S I R ING RA ZIA G L OB AL A DVIS O RY

1. Borsa a tracolla con borchie, Tosca Blu (¤ 149). 2. Stivaletti Cheryl di nappa con profili di vernice, Racine Carrée (¤ 400).
3. Clutch rigida con applicazioni gioiello, Liu Jo (¤ 89). 4. Pump srMilano di camoscio con dettagli di metallo, Sergio Rossi (¤ 650).

220 I VANITY FAIR di C A M I L L A G U S T I · foto S I M O N E G A L B U S E R A 17.10.2018


STYLE

La luna
in un piumino
È una delle illustratrici
più apprezzate dell’editoria italiana
e, per gioco e per una buona causa,
Anna Godeassi ha prestato
la sua matita alla moda
di I LA R I A CH I AVACCI

L
universo onirico di Anna Godeassi passa dalla

’ carta ai piumini del marchio di alta gamma Mo-


orer, e va in scena nelle vetrine della boutique La
Tenda di Milano nell’ambito del progetto artisti-
co, culturale e allo stesso tempo beneico Enjoy
The Game, ino al 21 ottobre. L’illustratrice ha realizzato 22
tarocchi, di questi 3 sono stampati all’interno di altrettan-
ti modelli: il risultato è Tarot, una capsule dalla cui vendita
verrà ricavata una somma da devolvere a Dottor Sorriso on-
lus, che opera per rendere più serena la degenza dei bambi-
ni in ospedale.
Da dove nasce l’ispirazione per le sue rappresentazioni?
«Dalla quotidianità, dai sentimenti, dall’osservazione dei
rapporti umani, da rilessioni personali e magari anche da
un errore o una distrazione. A volte credo di vedere qualco-
sa che in realtà non c’è. Non sempre è un processo studiato,
a volte è molto istintivo».
In una società che ci bombarda di immagini, qual è il ruolo
dell’illustrazione?
«Aggiungere senso, creare un percorso narrativo parallelo
a un testo, o a qualcosa che c’è già. Per essere rilevanti biso-
gna trovare un punto di vista, una prospettiva diversa dalla
quale far vedere il mondo, il quotidiano. È di fondamenta-
le importanza essere empatici con chi guarda, coinvolgerlo
in un dialogo, che secondo me è una pratica in disuso. Ba-
sti pensare ai social: un grande megafono per la rappresen-
tazione di se stessi e di cosa si sta facendo».
Che rapporto ha con i tarocchi, se li è mai fatti leggere?
«No. Ma da appassionata di Alejandro Jodorowsky sono
sempre stata afascinata dal loro risvolto psicologico come
Dall’alto: la luna,
strumento di conoscenza interiore. Le carte fanno emergere
uno dei tarocchi
disegnati da Anna risposte che hai già dentro e di cui non eri consapevole. Pos-
Godeassi per il sono essere uno strumento di liberazione e analisi che trovo
progetto Enjoy molto interessante».
The Game della Gli amanti, la stella e la luna. Perché ha scelto questi tre per
boutique milanese le stampe all’interno dei piumini?
La Tenda. «C’è una motivazione estetica, ma anche semantica, mi
Un ritratto
piacciono i signiicati di questi tarocchi, che chi compra que-
dell’artista.
CH I ARA R OM AG N OL I

Un dettaglio di uno sti capi si porta addosso come un portafortuna. L’amore, in-
dei piumini Moorer teso in maniera universale, è una costante delle mie immagi-
decorato con ni, le stelle sono occasioni da cogliere, idee e ideali, mentre
una creazione la luna è la forza generatrice, colei che muove le maree, ma
dell’illustratrice. rende anche la notte misteriosa e piena di fascino».

17.10.2018
STYLE

E LA STORIA CONTINUA
Squadra che vince,
non si cambia. Così, dopo
il successo della prima
collezione, Alexa Chung
firma una nuova capsule
per Superga. La storica
suola a carrarmato si adatta
a sabot e stivaletti; pelle
lucida, camoscio e velluto
si alternano alla tela; oltre
ai lacci troviamo le fibbie.

TUTTO VERO
Si chiama
Gold Collection
ed è la prima linea
in oro accessibile:
una vera e propria
rivoluzione, firmata
Stroili. Il lancio sarà
il 17 ottobre con
un evento a Milano.
Tema: il rapporto,
sovvertito, tra sacro
e profano, che ha ispirato
anche le quattro
collezioni (Beverly,
Poème, Toujours
e Holy).

NEWS
di PAOLA SALTARI

TRENCH DE VIE
«Racconta» emozioni
il trench dedicato
al settantesimo
anniversario
di Herno e che
reinterpreta il primo
modello ideato
dal fondatore
Giuseppe Marenzi.
In due versioni,
femminile
(accanto, € 950)
METTERCI IL CUORE
e maschile, sarà È un po’ questo il senso delle nuove Iconic Bag
venduto da fine di Motivi: più che borse, dettagli in grado
ottobre insieme di dare personalità a un look. Quattro i modelli,
a un altro capo dalla Baguette di misura media che si può usare giorno
icona del brand, e sera, fino alla maxi tracolla. In tutte il segno distintivo
il piumino. è il cuore di metallo arricchito dai cinque dots.

224 I VANITY FAIR 17.10.2018


BEAUTY

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI

La forma della punta sfaccettata


a «cacciavite» suggerisce una nuova
gestualità, più tecnica e precisa
nel percorrere i bordi delle labbra.
La formula, invece, cambia le regole
del gioco. Il rossetto Le Phyto Rouge
di Sisley vanta pigmenti high-tech,
microsfere di acido ialuronico
e «microspugne» di konjac
che mantengono idratazione e colore
fino a 8 ore (€ 43,50).

17.10.2018 foto F E D E R I C O M I L E T T O • artwork C R I S T I N A D A L B E N VANITY FAIR I 227


i
BEAUTY

P
nK
Angeles

I party esagerati, i milioni di follower e di tutorial make-up, il ritorno del rosa:


siamo andati in California, incubatore di tendenze beauty e sogni,
a incontrare la fondatrice del primo brand «grunge» della storia. Che ora sta cambiando rotta
di VALENTINA DEBERNARDI

228 I VANITY FAIR 17.10.2018


PSICHEDELICA
Danno spettacolo
le venti tonalità
di ombretto,
tutte metalliche
e shimmer,
della Vice4
Palette di
Urban Decay
(€ 53).

VANITY FAIR I 229


C
L’agenda a
Beverly Hills
Gli indirizzi beauty più chic,
dove incontrare le celebrity
di Hollywood prima
del red carpet.

La city spa Jessica Alba e


Hilary Duff vengono qui per Pinky party a Hollywood
i rituali giappo, thai e cinesi Per Wende ogni lancio internazionale, che sia an-
come l’Iro Iro Massage per che solo un rossetto, è l’occasione per dare una fe-
recuperare l’energia (khi) sta, e questa volta era il turno della Naked Cherry
oppure l’Ofuro Bath, Collection, con ombretti dal rosa pallido al burgun-
un’immersione in vasche di
legno con incensi che
dy, rossetti ispirati alle ciliegie e matite occhi.
bruciano nell’aria. Mettendo insieme 400 californiani patiti di truc-
Tomoko Spa, Beverly Hills. co, il tema «ciliegia» e una location di Hollywood
tomokospa.com incastrata tra la Cnn e Scientology, il risultato si
Con 10 milioni di follower su Instagram, supera avvicina a scene da Grande Gatsby: un angolo per
ino a dieci volte le grandi irme del make-up. La facialist È la terapista di farsi veri tattoo a forma di ciliegie e rossetti, una
Senza contare i suoi 4 milioni di fan su Facebo- fiducia di Cindy Crawford, Cadillac rosa satura di maxi ciliegie in plexiglas,
Eva Mendes e Heidi Klum:
ok e i miliardi di like sulle piattaforme delle In- Cristina Radu, Beverly Hills.
giacchini Levi’s per tutti da personalizzare con
luencer beauty (tra cui Nikkie de Jager) che con cristinaradu.com scritte o toppe a caldo, dolci al cherry, maxi scher-
i loro prodotti girano video tutorial ogni ora. mi e lancio di glitter e stelle ilanti color amarena.
Urban Decay è un brand trucco nato vent’anni La ceretta Con un calice Sobrietà losangelina.
fa nei pressi di Los Angeles, a Newport, una pic- di champagne da Anastasia. Tra un cherry cocktail e una pizza americana, le
cola Portoino della costa ovest, all’interno di anastasiabeverlyhills.com chiedo se tutto questo rosa sarà il nuovo grunge,
un’ex oicina di motociclette. Ora conta 5 edi- visto che Urban Decay ha radici nel nero e nel vio-
Lo spinning Per imitare Amy
ici, oltre 200 dipendenti e un graito d’autore Schumer in Come ti divento la: «Sì, penso sia il colore di una nuova rivoluzio-
per scattarsi i selie (perché a Los Angeles se non bella. soul-cycle.com ne. Negli anni Novanta non mi piaceva perché era
ce l’hai, non sei nessuno). Il suo successo è frut- l’unico colore con cui le compagnie beauty vede-
to di un look anticonformista e no-gender: i pig- Manicure Sul Sunset vano le donne. Eravamo carine se lo indossava-
menti altamente scriventi, così come la tecnolo- Boulevard, la lista delle mo, altrimenti no. Rappresentava quello che ci si
gia dei suoi primer visti nei backstage moda, ne dive clienti di Jessica aspettava da noi. Ora c’è stato un cambio: basta
permettono l’utilizzo anche sulla pelle dei ma- Vartoughian è lunga: ci sono guardare la marcia delle donne per il women em-
Julia Roberts, Demi Moore,
schi che amano il trasformismo, tra cui molte powerment con i loro cappellini rosa, i graiti con
Scarlett Johansson.
drag queen. jessicatheclinic.com le ali fucsia di Colette a Melrose, o il muro pinky
Acquistata recentemente dal gruppo L’Oréal, di Paul Smith. Tutto ha un sapore diverso. Ecco
vanta nel curriculum party da sogno con star co- perché ho voluto tanto rosa quest’anno. Non so
me Gwen Stefani, Ruby Rose o Nicole Richie, e all’ultimo c’erava- neanche quante nuance abbiamo ora in gamma di rosa. Molte.
mo anche noi con Wende Zomnir, la fondatrice, Snoop Dogg alla Forse proprio perché, rispetto al nero, per indossarlo ci vuole co-
consolle, e una folla di paillettes, eyeliner e bocche truccate. raggio».

LE FOT O D E L S E RVIZ IO S O NO D ELL ’A G E NZ IA TRUNK A RC H IVE

Dream team
Presentata a Los Angeles,
la Cherry Collection di
Urban Decay è composta
dalla Naked Cherry
Palette con 12 ombretti
(€ 51), 3 Vice Lipstick
(pagina accanto, € 19,50),
2 matite occhi (€ 21) e
uno spray fissatore (€ 15).
In vendita da Sephora,
Coin e su urbandecay.it.

230 I VANITY FAIR 17.10.2018


BEAUTY

Lo star system e il make-up


A fare da ispirazione a questo mondo di eccessi ci
sono i corsetti gioiello irmati The Blonds, un insie-
me di stecche, seta e pietre che hanno fasciato e
scolpito le curve di Beyoncé, Madonna, Jennifer Lo-
pez, Kylie Minogue e Katy Perry, tanto per dirne
alcune (theblonds.nyc). «Mi ispiro a loro per creare
look, così come a Gucci, Valentino, e ad alcuni spet-
tacoli della Disney. Ma la star che amo di più è La-
dy Gaga. Ribelle, senza paura di provare nuovi sti-
li», dice Steve Kassajikian, global make-up artist di
Urban Decay che sulle braccia si è tatuato Britney
Spears, le Spice Girls e la sigla del suo brand.
Certo è che, a Los Angeles, prima di iniziare a truc-
carsi, ci si chiede sempre quale sia il motivo: una
giornata qualsiasi, un post sui social, o ancora un
casting per sfondare nel cinema. «Qui siamo pazzi
per il make-up, i suoi colori e gli smokey eyes. I so-
cial media aiutano perché il trucco può trasformar-
ti in una regina di Instagram con primer, concealer,
fondotinta, da usare in quest’ordine, e con un con-
touring fatto col bronzer. È una tecnica nuova, per
dare più luce alla pelle e farla sembrare più sana.
Per il cinema, invece, less-is-more perché le inqua-
drature sono in alta deinizione ed è meglio stare leg-
geri. Il colore trendy è il royal blue, ma per sentirsi
a proprio agio e moderne è meglio un look mono-
cromatico, come quello che si ottiene con la Naked
Cherry Palette, per tutti i tipi di colori di pelle».
Sembra proprio che nella città degli angeli, sia faci-
le realizzare i propri desideri. Ma se non si ha il de-
naro? «Basta avere l’idea giusta», dice Wende, «e
potrai realizzare qualsiasi sogno. Anche rosa».

«Il rosa mi piaceva zero: ci si aspettava


che le donne lo indossassero.
Ora, invece, è una scelta di coraggio»
Wende Zomnir, socia fondatrice di Urban Decay

17.10.2018 VANITY FAIR I 231


BEAUTY

Il fascino
del proibito
Grandi emozioni e ricordi
alla presentazione dell’ultima fragranza
Givenchy, remake di una celebre
dedica olfattiva del 1957
di VA L E N T I NA DE BE R NA R DI

S Si salutarono dopo 40 anni di amicizia, sul lago di


Ginevra, mentre lei, molto malata, gli regalava un
cappotto marrone da uomo: «Quando ti sentirai tri-
ste, lo dovrai indossare come fosse un mio abbrac-
cio», gli disse. Ma la prima volta che si incontraro-
no fu a Parigi, nel 1954: Audrey Hepburn aveva so-
lo 24 anni e un Oscar in salotto per Vacanze roma-
ne; Hubert de Givenchy 26, una collezione moda
di successo amata da Lauren Bacall e Gloria Swan-
son, 20 anni in meno di Christian Dior, e oltre 30 ri-

«Jackie vuole
il tuo profumo»,
disse Hubert.
Ma Audrey
spetto a Coco Chanel e Cri-
stobal Balenciaga.
Lei scelse lui per gli abiti di
scena di Sabrina, Guerra e
pace e My Fair Lady, ma
anche per la sua vita priva-
ta, commissionandogli l’a-
bito da sposa (rosa) per le
rispose: «Je vous sue seconde nozze. Proprio
come Meghan Markle. Per

Cucito per lei l’interdis!» ringraziare la sua musa,


Hubert crea insieme con
Rooney Mara, 33 anni il fratello Jean-Claude una
(sopra), è il volto del nuovo
fragranza solo per lei, diversa da tutte quelle in com-
L’Interdit di Givenchy,

ABI TI G I VEN CH Y. T HO MA S WH ITE S IDE @ G IVE NC H Y P ARFUM S , G E TT Y IM AG ES


profumo nato come omaggio mercio nel 1957. Dopo poche settimane, tutti la vo-
a Audrey Hepburn (a destra, levano, compresa Jackie Kennedy. Così le chiese il
con Hubert de Givenchy), e permesso di commercializzarla e lei, ironicamente,
ora rinnovato, dal flacone al rispose: «Je vous l’interdis!», te lo proibisco. L’Inter-
mix olfattivo: fiori bianchi dit divenne un cult, ora introvabile perino su eBay.
e un lato dark di patchouli Belli e famosi, la loro storia e quella del loro pro-
e vetiver. Un dolce contrasto,
fumo ha commosso l’intera sala di giornalisti: mai
un invito ad andare oltre
le convenzioni (da € 63,50). successo, da vent’anni a questa parte, che una pre-
sentazione scuotesse così gli animi. Ma le scene più
intime e la tenerezza con cui Eloy Martínez de la Pe-
ra Celada, curatore delle mostre del couturier, le ha
raccontate, non lasciavano scampo ai Kleenex. Tut-
to per introdurci a un bouquet inedito (ispirato a
un jus del passato) risvegliando le nostre emozioni,
usando foto vintage e un racconto parallelo sui fa-
sti che furono e sui grandi dolori universali, come la
malattia e i conlitti mondiali. La sala era incantata,
ansiosa di sentire il profumo proibito.

17.10.2018
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BEAUTY

ANNI ’90
Da sinistra, Fran
Summers, Kaia Gerber,
Emily Ratajkowski e Bella
Hadid: lo stile che
indossano in passerella
era in voga quando
erano bambine.

Prada Max Mara

L
anciati dalle serie tv americane, a cominciare da Brenda
Walsh in Beverly Hills 90210, passando per Sabrina, vita

Hair fiction
Le acconciature nate nei backstage televisivi
da strega e arrivando ino a Sex and the City, gli accesso-
ri per capelli degli anni ’90 sono tornati non nelle aule di
scuola, ma in passerella e in grande stile, sulle teste di In-
sta-models come Fran Summers, Kaia Gerber, Emily Ratajkowski
americani ora ricompaiono sulle passerelle dei grandi e Bella Hadid. Con Prada il cerchietto bombato è diventato maxi e
stilisti, con dettagli haute couture d’oro e in pelle borchiato, da Max Mara la treccia è extra-lunga come quella di Lara
di M A RT I NA M A N F R E DI Croft con lo stesso laccio in pelle arrotolato, mentre Prabal Gurung
riprende il cerchietto a zig-zag. Inine Versace, che è riuscito nell’im-
presa più ardua: rendere le baby clips molto chic, abbinandole a ca-
pigliature super lisce e trasformandole in gioielli.

Prabal Gurung Versace

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BEAUTY

Intervallo strategico
L’ allenamento con mini sessioni ad alta intensità e brevi pause
è vincente in palestra, ma anche nello skincare
di RO S SE L L A F IOR E

C’
è chi pensa che sia addirit-
tura divertente. Di sicuro è
molto faticoso, ma è il suo
unico lato negativo. Tra quel-
li positivi, l’Interval Training
rimodella il isico in poche settimane e le
sessioni durano poco, al massimo 20 mi-
nuti (anche se possono sembrare ininiti).
Il suo successo sta proprio nella formula
«express»: è stato dimostrato, infatti, che
una sessione di Interval Training produce
efetti beneici sul metabolismo per almeno
24 ore successive all’allenamento, promuo-
vendo lo smaltimento dei grassi. Basta es-
sere pronti a routine toste in cui si alternano
ripetizioni di esercizi ad alta e altissima in-
tensità, come sollevamento delle kettlebell,
squat, lessioni, afondi e saltelli, intervalla-
ti da manciate di secondi di recupero. Per
restare motivati, basta guardare gli efetti
di questo allenamento sulla ex top model
Elle Macpherson, 54 anni, che è riuscita
a conservare il soprannome da passerella:
The Body.

SCENT TRAINING Alta infedeltà


Usando sempre lo Il principio dell’allenamento a inter-
stesso profumo, alla lunga valli non fa bene solo al isico, ma è
l’olfatto si impigrisce stato mutuato anche dallo skincare
e non lo «sente» più,
cosa che può portare
per promuovere beauty routine più
a eccedere con la eicaci soprattutto sul lungo perio-
quantità. do. «Un nostro studio ha dimostrato
l’utilità di alternare le creme viso, occhi
e corpo. La pelle, infatti, tende ad abituarsi
ai trattamenti e con il tempo a reagire me-
no. Intervallarne diversi tipi permette di
scongiurare l’efetto plateau e mantenere in
esercizio l’epidermide», spiega Lisa Gallo,
vice president ricerca e sviluppo di Avon.
Secondo altre ricerche, l’ideale sarebbe
cambiare prodotto ogni tre mesi, uno per
ogni stagione dell’anno.

DOPPIO BOOSTER FOCUS OCCHI STRATEGIE ANTIAGE


Protegge la pelle dallo stress Scherma da raggi UV e smog Illumina e schiarisce la pelle
grazie al fungo reishi, grazie alla vitamina E e ad attivi grazie all’estratto di caviale
immunostimolante: Ultimune antiossidanti: Advanced Night dorato, antimacchia: White
Power Infusing Concentrate, Repair Eye Supercharged Caviar Crème Extraordinaire,
ART + COM M E RCE

Shiseido (¤ 130). Grazie a Complex Synchronized Recovery, La Prairie (¤ 609). Con


particelle di lievito di agave Estée Lauder (¤ 75). Lenisce attivi puri di rosa, rigenera e
blu preserva l’idratazione e nutre grazie alla liquirizia e a idrata in profondità: Absolue
cutanea Hydra Global polisaccaridi idratanti: Refining La Crema Sublime Fondente,
Serum, Sisley (¤ 199,50). Eye Serum, Kanebo (¤ 70). Lancôme (¤ 288,70).

236 I VANITY FAIR foto RICHARD BURBRIDGE 17.10.2018


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Con i nuovi peeling non dobbiamo avere fretta. Grazie agli acidi light delle fragole,
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1.

2.

3.

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grazie ai polifenoli dalle coreane è con
del mirtillo: Idéalia gluconolattone PHA,
Peeling, Vichy ricavato dal latte
vaccino. Ha proprietà
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delicato del
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glicolico.
di litchi: Defence
Mask Instant Glow,
BioNike (€ 19,90).
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acidi della frutta
esfolianti:
Masque Éclat
Double Peeling,
Lierac (€ 39,90).

L’
autunno è la stagione del peel of, della muta. Migliori, medico estetico e chirurgo plastico. Di tutt’altra
Gli esfolianti di ultima generazione rimuovono potenza sono, invece, quelli a uso domiciliare, più adatti a
discromie e piccole rughe, regalo poco gradito un uso frequente: «Contengono acidi degli agrumi e beta-i-
dell’estate trascorsa, con calma e con risultati drossiacidi dalla spremitura delle fragole», spiega Maria
eicaci nel lungo periodo: «Oggi l’approccio Rosa Gaviglio, consulente Divisione Cosmétique Active
è mindful perché si è scoperto che agendo gradualmente L’Oréal Italia. «I più utilizzati sono quello glicolico, il man-
si può arrivare a trattare la pelle ino al derma. Occorrono delico, il lattico, il lattobionico e il salicilico. Quest’ultimo
BL A UB LUT- ED ITIO N. COM

però alcune sedute, perché il risultato varia con l’età e da per legge non deve superare il 2% e per essere tollerato il pH
pelle a pelle», spiega Sergio Noviello, direttore sanitario di della formula non deve essere inferiore al 3,5%. Abbiamo
Milano estetica cosmetic surgery & medical spa. «I nuovi introdotto di recente l’LHA, un lipoidrossiacido aine alla
peeling sono “plurisostanza” e più delicati: agiscono sia ghiandola sebacea: minimizza i pori dilatati e diminuisce
sulla supericie riducendo macchie e rughe, sia in profon- l’efetto lucido». Che il trattamento sia medico o domicilia-
dità stimolando la produzione di collagene», dice Ginevra re, la consulenza è fondamentale quanto la costanza.

238 I VANITY FAIR foto CALEB & GLADYS 17.10.2018


BEAUTY

VERY BRIT
One woman show è il
titolo che meglio le si [PERSON OF INTEREST]
addice: Cara Delevingne
è il volto della nuova eau IN VIAGGIO VERSO IL FUTURO
de parfum di Burberry, Non è mai l’età a definire
Her (€ 82), e la voce della una persona, ma «il modo in cui
colonna sonora dello spot affronta la vita, soprattutto
televisivo, Maybe it’s se con un atteggiamento aperto
because I’m a Londoner. e positivo». Ne è convinto

NEWS
Non solo bellezza: alle James Long, direttore creativo
nuove icone è richiesto un di Iceberg che, per la creazione
talento multidisciplinare. delle fragranze per lui e per lei
In più, Cara, 26 anni, è la Iceberg since 1974, ha chiesto
londinese per eccellenza. al naso Alexandra Carlin un jus
di ROSSELLA FIORE «easy ma glamour, un mix di lusso
e di semplicità». Nascono così un
bouquet floreale e fruttato per lei
e uno legnoso speziato per lui, nel
perfetto stile del brand legato
alla tradizione, ma proiettato
verso il futuro: «Il mio obiettivo è
evidenziare questa connessione:
siamo un brand che ha una storia
pazzesca alle spalle, ancora poco
conosciuta, e voglio mostrare
al mondo quanto questa storia
sia amazing», dice Long. E i due
flaconi lo raccontano bene a
partire dal «vestito» di luxury
knitwear: «In un mercato saturo,
volevo risalire all’essenza, a
qualcosa che fosse identificativo
per il brand e per le persone che
lo vogliono indossare». Lo spirito
delle fragranze (€ 39) è
IL MESE ROSA incarnato dal modello Noah
Torna l’appuntamento con la Breast Cancer Campaign, Luis Brown e dalla modella e
la raccolta fondi a favore della lotta contro il cancro cantante Caroline Vreeland,
al seno ideata 26 anni fa da Evelyn H. Lauder, nuora pronipote di Diana Vreeland:
di Estée. Per l’acquisto di ogni prodotto selezionato «Una donna genuina con un
tra quelli di La Mer, Bumble and Bumble, Aveda, Darphin, patrimonio culturale alle
Origins, Clinique ed Estée Lauder verranno devoluti spalle. E, soprattutto,
5 euro all’Airc. Quest’anno, il nastro rosa sarà la persona con cui andrei più
in diverse forme e nuance per ricordarci che questo volentieri a un party!».
impegno riguarda ognuno di noi. CHIARA DALLA TOMMASINA

240 I VANITY FAIR 17.10.2018


Vivi ogni giorno lo spettacolo di Roadhouse in tutti i nostri ristoranti.

roadhouse.it
LIVING

VOLI NOTTURNI SULLO SCILIAR

Martha Silbernagl, nota come «la Strega Martha», racconta storie e leggende
(anche in versione notturna: i bambini, giura, non si spaventano) di maghi
della sua zona, l’altopiano dello Sciliar (Bolzano). Qui è nella sala del camino
di Castel Prösels, a Fiè allo Sciliar, che tra il 1506 e il 1510 ospitò i processi
per stregoneria. Ci ha fatto da guida per il servizio in Alto Adige alle pagine seguenti.

17.10.2018 foto CARLO RAMERINO VANITY FAIR I 243


Viaggi

La montagna
che ti strega
A prima vista ti senti in una saga nordica di mille anni fa, poi ti accorgi che tutto,
dai salti a piedi nudi nella cascata al cuscino di cirmolo che rallenta il battito del cuore,
è per natura, da sempre, all’avanguardia. Oltre l’hygge, il benessere hipster scandinavo, alla scoperta
del nuovo ALTO ADIGE , il nostro grande Nord. Dove incontrare una vera maga, dormire
in una casa Bauhaus e trovarsi il bosco nel piatto è assolutamente normale
di LAURA FIENGO foto CARLO RAMERINO

244 I VANITY FAIR 17.10.2018


OH CHE BEI CASTELLI
Castel Trostburg visto
da Barbiano
(Val d’Isarco). Datato
1173, si trova
nel «triangolo
d’oro dei castelli
d’Europa»: è uno
degli 800 tra edifici
antichi militari,
residenziali e fortezze
dell’Alto Adige.

17.10.2018 VANITY FAIR I 245


Viaggi
SIGNORA DEI BOSCHI
Johanna Fink,
la proprietaria dello
storico Hotel Briol
a Tre Chiese, che
si raggiunge a piedi
(a sinistra) o con la
jeep. Sotto, la piscina
all’agriturismo
Kräutererbe
Bacherhof.

C’
è un solo problema, qui sopra Bolzano: il se-
condo giorno ti svegli, emergi da un piumone di
morbidezza celestiale che ricorda il bagno di lat-
te fresco dell’albergo Romantik Hotel Turm di
Fiè (ne servono oltre 50 litri, c’è anche di ieno,
ma punge di più) e davanti a un prato verde vel-
luto srotolato ino all’orizzonte non sai come fa-
rai a tornare in città.
Senza il latte da bagno di Poppea, la biosauna an-
che nei bed and breakfast, il profumo del legno di
cirmolo con cui si imbottiscono i cuscini (abbas-
sa il battito del cuore), le frittelle di patate dell’hotel Gasthof Bad
Dreikirchen, lo speck nuovo, il signor Franz di Oberganatsch che
fabbrica ceste di legno e le vende ai viandanti di passaggio alla sua
fattoria come nei Pilastri della Terra di Ken Follett, o le castagne e
relativa birra sul tavolo della stube, la stanza conviviale di ogni maso nel bosco a piedi nudi, rigenerante). È per quest’aria tutta specia-
altoatesino, che ha sempre almeno 500 anni ma oggi anche tocchi le che ci troviamo in Alto Adige. Una terra rimasta antica in ogni
di design e avanguardia architettonica. E senza Jutta, la proprieta- dettaglio, in ogni balcone di gerani, in ogni castello (pare ce ne sia-
ria-maga delle erbe del Kräutererbe Bacherhof di Nalles, riserva- no 800) ma sempre più high tech e all’avanguardia del vivere civile.
to ai veri amanti della itoterapia e vacanze natur (si fanno anche ba- Come se un’illustrazione dei Fratelli Grimm avesse incontrato Mo-
gni alla lana) che mette in piedi in pochi minuti una colazione me- nocle – lo store della rivista aperta dal fondatore di Wallpaper Tyler
morabile a base di iori, pani pregiati, marmellata di rose, muesli ap- Brûlé, habitué della zona, è nel quartiere di Maia Alta, a Merano,
pena fatto. O senza Elmar Dorigoni dell’albergo Rösslwirt di Bar- e vale una sosta: raccoglie i prodotti dei brand alpini più rainati, si
biano e i suoi squisiti gelati al basilico e alle erbe bio prodotti con rischia di comprare tutto. Mentre al ristorante Zum Löwen di Tesi-
metodi certosini e Rosmarie Gafriller Rabanser, guida esperta mo, Anna Matscher, unica chef donna stellata dell’Alto Adige, ser-
di metodo Kneipp all’aperto nelle cascate di Barbiano (si procede ve cene a base di carni eccellenti in un luogo da vedere.

246 I VANITY FAIR 17.10.2018


Viaggi

E siamo qui anche per rubare alcuni degli indirizzi segreti del nuo-
vo stile alpino, partendo da un’idea: l’alternativa credibile ai cele-
brati Paesi scandinavi e al loro spirito hygge, la way of life tutta feli-
cità domestica e candele profumate che non ci dà tregua da un pa-
io d’anni, forse è vicina, è proprio il nostro grande Nord.
E siamo qui anche per rubare la ricetta della perfezione vacanzie-
ra. Che fa sì che la signora del tuo alloggio all’arrivo ti metta in ma-
no una tessera con cui non paghi i mezzi di trasporto, come sono
gratis altre iniziative, «perché sei ospite» (informazioni sul sito uf-
iciale suedtirol.info). Non importa dove dormi, può essere un ho-
tel storico (il Romantik Hotel Turm di Fiè, appunto) o un indiriz-
zo di charme dal design supercool (1477 Reichhalter del giova-
ne Klaus Dissertori, a Lana), la fattoria in cima al cucuzzolo (il
Gasthof Messnerhof, locanda deliziosa gestita da Lukas Gafril-
ler e da sua madre Michaela accanto alle tre chiesette gotiche di
Tre Chiese, di cui hanno le grosse chiavi. Il tipo di persone che ti fa
assaggiare l’acqua aromatizzata al legno, sempre cirmolo toccasa-
na, grazie a una sfera che chiude la brocca), o il vicino Hotel Briol,
gestito in allegria dalla carismatica signora Johanna Fink, erede di
una rainata antenata pioniera imprenditrice, che al posto di un
diamante chiese al marito un pezzo di montagna per ognuno dei
suoi (15!) igli.
Oggi la sua dote è un piccolo impero di case sulla montagna. Con
le sue scale di legno, la torta di grano saraceno il pomeriggio con il
tè, le coperte per gli ospiti che afrontano la veranda esterna e l’a-
ria da rifugio per intellettuali un po’ lâneur che accettano il bagno
in comune (immacolato) pur di occupare la dimora principale per
un vero soggiorno da Montagna incantata, il posto è unico.
Di certo unica è anche la «Strega Martha». Racconta ai fortunati
bambini in vacanza a Fiè allo Sciliar le leggende di cui la zona ab-
bonda, e li porta proprio dove le streghe secondo le mille leggen-
de contadine si radunano: sulla Bullaccia (2200 m). Con espres-
UNA PRO DU ZION E IN E SC LUS IVA P ER VA N ITY FA IR

sione luciferina nella penombra di Castel Prösels racconta anche


CLASSE NATURALE a noi storie molto gotiche, di voli sulle cime, di schiocchi di tuono
Franz Trockner fabbrica mentre le streghe atterrano chiassose. A bordo di ogni mezzo: ma-
cesti su richiesta
iali, mucche, e sì, anche scope, ma solo perché, vengo a sapere, la
a Oberganatsch
(Barbiano). In alto, scopa era lo strumento di lavoro delle levatrici che pulivano le ca-
una delle nove suite se prima della nascita. Uscivano da sole, di notte, spesso erano sin-
del 1477 Reichhalter, gle, conoscevano i segreti e le pratiche misteriose della nascita, e
raffinato eat & sleep avevano la scopa. Streghe. Martha racconta e non siamo più nel-
di design aperto a luglio
la leggenda ma nella storia, da brivido: molte delle donne accusate
in centro a Lana, e,
a destra, Castel Prösels, di stregoneria nei processi del 1500 erano levatrici. Proprio Castel
a Fiè allo Sciliar. Prösels ospitò i processi. «Per cui a Natale ricordate», sdramma-
tizza lei, «la Befana va rispettata: è un’ostetrica».

248 I VANITY FAIR 17.10.2018


enso del Gu
il S sto

di LUCA GUADAGNINO

Omaggio allo chef del secolo


Un grande poeta della gastronomia, il rivoluzionario dell’alta cucina: JÖEL ROBUCHON
non c’è più, ma la ricetta dei suoi Atelier rimane. Semplice: tovagliette di carta, sgabelli vis-à-vis e amore

J
oël Robuchon è negli oggetti che lo com-
scomparso il 6 pongono.

L
agosto scorso, do-
po Paul Bocuse o shock è enorme,
un altro grande l’abitudine spazzata
chef del XX seco- via. Forse adesso,
lo che se ne va. retrospettivamente,
In realtà Robuchon è stato in questa intuizione
anche un enorme interpre- geniale e indefessa
te della cucina del XXI se- ricerca della con-
colo e anche uno dei suoi temporaneità futuribile,
agenti del cambiamento. Joël Robuchon ha antici-
Nato a Poitiers nel 1945, pato l’idea global e capi-
in dall’infanzia ha trovato talista delle sinistre rifor-
nella cucina, l’ambiente e miste ed elitarie: il lusso
l’arte, il motivo che ha in- travestito da prossimità
formato la sua vita. ed eguaglianza, il gusto
Talento speciale e preco- mutuato da sentimento
ce, a 31 anni viene insigni- pop difuso. Infatti, dopo
to della prestigiosissima l’apertura e il trionfo dei
onoriicenza di Meilleur primi Atelier, fateci caso
ouvrier de France, era il a quanti bar, tavole calde,
1976. ristoranti sono diventate
Nel 1990 la guida Gau- funebri e pretenziose sca-
lt-Millau lo elegge Chef tole di plastica nera… Tut-
del secolo. Nel 1995, al massimo picco della sua AL CUBO ta colpa di Joël? Direi di no perché, oltre all’idea
fama e del suo potere di cuoco, si ritira, appena In alto, l’Atelier de Jöel intellettuale feconda di Robuchon, che è stata mal
cinquantenne. Robuchon Singapore, uno interpretata, poi arriva il cibo, i piatti stupendi e or-
La vita sotto continuo stress delle cucine non face- degli 11 aperti nel mondo. mai leggendari che qualsiasi Atelier del mondo, da
Segno comune: il bancone
va più per lui e un certo disagio per cosa l’alta cuci- Las Vegas a Tokyo e in molti altri angoli del pianeta,
quadrato con gli sgabelli.
na stava diventando, così immersa nella pompa del Sopra, a destra, vi propone in un’esecuzione sempre eccellente. La
servizio e della gastronomia d’élite, portano Joël a barbabietola e mela con barbabietola con mela, dolce e pungente, il classi-
pensare che la Vita vada ripresa in mano. sorbetto di mostarda verde. cissimo caviale e granchio in gelatina, sontuoso e
Dopo aver speso quasi un decennio tra trasmissio- iodato, l’uovo in camicia con funghi, imitatissimo,
ni tv e viaggi nel mondo, in particolare in Giappone, il maestro l’agnello arrosto con aglio conit, un grande piatto mediterraneo, e
torna nel 2003 con una rivoluzione, aprendo una vera e propria ultimo, ma solo per brevità, il miglior purè di patate mai provato,
catena di ristoranti, gli Atelier de Joël Robuchon. tecnica e ingredienti estremi: una parte di patate una parte di burro!
Addio all’alta cucina come è stata concepita per un secolo: ades- Ma una volta nella vita fatelo.
so il cliente è prossimo allo chef, la sala è un susseguirsi di banconi Joël teorizzava che la cucina è amore, che per cucinare bisogna
dove, appollaiati su sgabelli, i commensali sono di fronte al cuo- amare, amare l’altro senza nemmeno conoscerlo, questa era la spin-
co che cucina davanti a loro esattamente come in un tipico sushi ta che imprimeva nei suoi chef. Un grande uomo e un grande poeta
bar giapponese. Nessuna possibilità di prenotare, no tovaglia ma della gastronomia, già manca in questa brutta Europa dell’odio e
tovaglietta di carta, décor tutto nero e uso di forti colori primari della separazione.

250 I VANITY FAIR 17.10.2018


INDOVINATE
QUANTI ne abbiamo

VENDUTI
ESTATE
quest’
E ?
Room service

QUESTA CASA NON È UN ALBERGO


Infatti questa è una suite: precisamente la Pacific
Suite. Ospita comodamente una famiglia intera
(2 adulti e 2 bambini) in 130 mq più 160 di patio
con vasca hot tub. Lusso moderno con tocchi locali
(moderati: niente stampe finto Pacifico). Curiosamente
non è la camera più lussuosa: la Penthouse, 300 mq,
ha una terrazza da cui si vede tutta l’isola di Oahu.

CERCANDO BARACK
Siamo nella costa
Ovest di Oahu
DA STAR WARS (O’ahu, in lingua
hawaiana). Selvaggia
AI GAMBERI ma «addomesticata»,
Le Hawaii non sono ha una lunga
certo il tipo di posto tradizione vacanziera
in cui ti chiudi e le avventure
in albergo tutto non mancano.
il tempo: cercare Dai circuiti
le location di Guerre a cavallo al sito
stellari, le mante di Pearl Harbor, le
oceaniche o uno gite sono memorabili
dei chioschi di come i paesaggi.
gamberi è d’obbligo, Un must, la spiaggia
ma anche imparare dove è cresciuto
a suonare l’ukulele. Barack Obama:
Lanikai, a Kailua.

Ci vediamo a Oahu
L’estate è finita? Dipende. Alle HAWAII , con 30 gradi e il vento giusto, la festa è appena iniziata.
Alla conquista del 50° Stato Usa, l’unico davvero tropicale, visto dal Four Seasons Resort Oahu,
l’indirizzo simbolo delle isole del sogno americano. L’abbiamo esplorato per voi
di LAURA FIENGO

VIETATO AI MINORI
Una piscina a sfioro sotto gli alberi aperta
sull’oceano. Tranquillissima, non solo nella
foto: è adult only, riservata ai non bambini.
Come spesso capita nei Four Seasons
del mondo, gli adulti hanno spazi in comune
con le famiglie ma anche, volendo, separati.
I gonfiabili però sono ammessi in entrambi.

TUTTI DICONO I POKE YOU


Grazie ai poke, le ciotolone
di pesce crudo che hanno invaso
le nostre città, la cucina
I NUOVI SCIAMANI hawaiana non è mai stata così
La tradizione di healing e terapie in auge. Ai ristoranti del FS
di benessere alle Hawaii è antica Oahu (Hokulea, Mina’s Fish
ed energetica come gli irrequieti House dello chef Michael Mina,
vulcani. Alla Naupaka Spa, La Hiki Kitchen, Noe e
trattamenti ancestrali come Waterman Bar & Grill) ordinare
il Mana ’Aina: saggezza tribale due volte lo stesso piatto
e piante che fanno bene da millenni. è un’impresa impossibile.

252 I VANITY FAIR 17.10.2018


ZERO

Ogni anno, quando arriva l’estate, ritiriamo dal mercato le nostre specialità,
per evitare che il caldo possa danneggiare la loro straordinaria qualità. È una
scelta che facciamo perché la qualità per noi non ammette compromessi.

Adesso Ferrero Rocher, Mon Chéri e Pocket Coffee sono tornati.


Pronti per il primo assaggio.

LA QUALITà PRIMA DI TUTTO.


Il giardino segreto

del bere da grande albergo, su strada». So-


no anni di ottimismo e controcultura, il sen-
so d’aggregazione miscela artisti, poliziotti,
industriali, banditi e intellettuali, e qui den-
tro la magia non è più cambiata.
Torniamo a Batman e Gotham City: «C’e-
ra un’idea del buio e della notte, un’estetica
monocroma alla Orson Welles». Il mondo
che ha fatto entusiasmare Maurizio, quan-
do la famiglia annuncia di trasferirsi da
Cortina a Milano: «Sognavo cinema e vita
notturna, avevo sei anni». Cos’è una città?
«Un posto dove persone con interessi diver-
si si uniscono per far vivere i propri sogni».
Lui ha unito il suo di Gotham con gli ingre-
Maurizio
dienti di tutti i luoghi, in un cocktail
Stocchetto, di amici, viaggi e capitali. Miscela
proprietario del Bar servita nella sua vibrante vita di
Basso, locale milanese drink-e-di-città. Città preferite?
cult che il 13 ottobre «Quelle che funzionano, ma che
compie 51 anni. Qui,
suo padre inventò il
sono anche un po’ in crisi. Con
Negroni Sbagliato. un tocco di nostalgia e voglia di ri-
emergere».
Sfumature urbane, come in quella di
Batman, in bilico tra bene e male. C’è nella
sua visione un punto preciso, da vivere ogni
giorno, in equilibrio tra passato, presente e
futuro. Prima lezione di equilibrio: «L’in-
canto degli ediici di Cortina irmati da

La città cocktail
Gellner e Carlo Scarpa. Legno, cemento e metallo, con
quegli angoli acuminati, in cui mi perdevo». Angoli no-
tati da un cultore dei dettagli, utile nell’arte dei cocktail,
e come si diventa leggendari? «Giorno dopo giorno, in-
Il Bar Basso di Milano festeggia un compleanno importante: teriorizzando gli stessi gesti, mentre si prendono gli stes-
il proprietario MAURIZIO STOCCHETTO ne racconta l’anima legata si ingredienti, muovendosi come sui tasti di un pianofor-
al culto delle metropoli. A cominciare dalla Gotham di Batman te». Il suono cambia, a seconda di quanto la bottiglia è
di ANNAMARIA SBISÀ piena o mentre si usa il dosatore: «Ogni volta è una co-

S
struzione da eseguire perfettamente». Miscela precisa,
i dice che il futuro appartiene a chi crede nei propri sogni. Il sogno di come lui. Che sa soprattutto come muoversi, ovvero re-
Maurizio Stocchetto, un nome simbolo di Milano con il suo leggenda- stando fermo, per mantenere l’atmosfera senza tempo
rio Bar Basso, è legato ai fumetti di Batman, alle tinte cupe e agli edii- del locale, punto di riferimento delle tendenze che cor-
ci slanciati di Gotham City, che a 5 anni fulminano il suo immaginario: rono in rete: «È una scelta. Bisogna avere una linea e
«Ho l’ossessione della città». Alle capitali dedica una parte delle sue va- preservarne l’identità». Ritualità e quotidianità che at-
canze, per scoprirle oppure ritrovarle. Maurizio ha amici ovunque, il tirano il loro rovescio, un viavai di vita e di bicchieri e
suo charme è indubbio, la fama pure, e il timido Stocchetto che ama le di tutto il mondo che interessa a Maurizio, cioè tutto.
città, di Milano è ormai un’icona. Cos’è un cocktail? «Un momento frivolo, che ha un suo
Come un piferaio magico, la scritta al neon del suo Bar Basso attira il mon- perché se ci sono le condizioni per entrare in uno sta-
do dell’arte, del design, della moda e i tanti fedelissimi e variegati amici-clien- to mentale particolare e molto urbano». Una questio-
ti, la comunità che ora festeggia il Compleanno Sbagliato. Il Bar Basso compie ne di atmosfera, che senza cambiare arredi o ingredien-
50 anni più uno: «Nel 2017 non era il momento giusto», ma la data sbagliata ga- ti Stocchetto ha costruito con le amicizie, a lui aini co-
rantisce il titolo perfetto, con eco al Negro- me i giovani Marc Newson, Jasper Morri-
ni Sbagliato, la mitica variante con spuman- son, Ross Lovegrove e James Irvine che co-
te inventata dal padre negli anni ’70. In una «Una città è un luogo dove nosce negli anni ’80, tra i più appassionati
storia che riprendiamo dal 1967, quando il
padre di Maurizio, insieme con il barman persone diverse si uniscono cultori dei bicchieri personalizzati del loca-
le, oggi ritrovo cult del Fuorisalone. Anche
dell’Harry’s Bar, apre un nuovo mondo:
«Con le esperienze di Venezia e dell’Hotel
per far vivere i propri sogni» quando c’è in troppa folla, Maurizio è sem-
pre più a suo agio, nel suo preciso e senti-
Posta di Cortina, la proposta era uno stile mentale sogno quotidiano.

254 I VANITY FAIR foto LEA ANOUCHINSKY 17.10.2018


NOVEMBRE/DICEMBRE
LIVE 2018
16-17/11 20-21/11 23/11
3-4/11
PALABAM
MANTOVA TORINO
27-28-29/11 1-2-3/12
6/11
PALA ALPITOUR
9-10/11 + 16/12
MEDIOLANUM FORUM
13/11
ZOPPAS ARENA
MILANO CONEGLIANO PADOVA
5/12 8/12
14/11
KIONE ARENA

11-12/12
MANDELA FORUM RDS STADIUM PALAPROMETEO ESTRA UNIPOL ARENA PALAFLORIO PALASELE PAL’ART HOTEL PALALOTTOMATICA
FIRENZE RIMINI ANCONA BOLOGNA BARI EBOLI ACIREALE ROMA

INFO E BIGLIETTI SU LIVENATION.IT


Food

P
rofumo di caldarroste nell’a-
ria? Il meglio del comfort fo-
od d’autunno è arrivato. È il
grande momento della ca-
stagna, e non solo perché è

Presi
da sempre il frutto simbolo
di una stagione: il 2018, an-
no in cui la natura è stata tanto ge-

in castagna
nerosa per le vendemmie e l’ab-
bondanza di funghi e tartui, festeg-
gia anche il ritorno sul mercato del-
le castagne italiane, a rischio estin-
Il frutto simbolo dell’ AUTUNNO è arrivato. Da mangiare zione negli ultimi anni a causa di
in purezza, come ingrediente di piatti salati e nei dolci. un insetto killer. Un evento da cele-
brare mangiando questo frutto così
Dove l’importante è «non fare il tunnel»
versatile in mille modi. In purezza,
di ANNA MAZZOTTI come caldarroste cotte nella classi-
ca pentola forata, al forno (con un
pentolino d’acqua sotto la teglia
per ottenerle croccanti ma non sec-
che) o semplicemente bollite in ac-
qua o in latte e zucchero.
Nella versione salata sono ottime
nei ripieni di ravioli e di arrosti o co-
me ingrediente di vellutate e di pri-
mi piatti, assieme a funghi, zucca,
salsiccia. Ma tra i diversi modi di
gustarle, il più difuso è nelle ricette
dolci, per le quali è meglio sceglie-
re i marroni, più grossi, zuccherini
e croccanti (e la pellicola tra frut-
to e buccia è più liscia e facile da ri-
muovere). Sono loro i prescelti per
realizzare i rainati marron glacé,
il cui scrigno glassato richiede gior-
ni di lavoro, per dessert come la Va-
nilla Chestnut Cake (a sinistra), ri-
uscitissima torta della food blogger
e star dei social Mimi Thorisson, o
per il re della pasticceria d’inverno,
il Mont Blanc, che, come dice Nan-
ni Moretti nel ilm Bianca, «si regge
su un equilibrio delicato». Quindi,
gustatelo evitando di «scavare sotto
e togliere la panna: non fate il tun-
nel!».

IL SEGRETO DEL MONT BLANC


Il Mont Blanc è il dessert perfetto per l’autunno e l’inverno, quando si trovano
le castagne migliori. Anzi, i marroni, più dolci e polposi delle castagne, ideali
in pasticceria. Alla base della preparazione di questo dessert ci sono le meringhe
e la crema di marroni. Lo chef Alessandro Comaschi della pasticceria Martesana
di Milano nel suo Mont Blanc (a destra) aggiunge crema pasticciera alla crema
ODDU R T HO RIS SO N

di marroni, preparata con i frutti ammorbiditi nel latte aromatizzato alla vaniglia,
colla di pesce, panna e poca acqua. Comaschi consiglia poi di sbriciolare qualche
marrone candito sulla torta per un tocco croccante, e di usare le meringhe
non solo come decorazione, ma anche mescolate nella crema.

256 I VANITY FAIR


ESTETIC FORMULA
Nutri la tua bellezza

CAPELLI
UNGHIE
PELLE*

MSM
Alga rossa
Lithothamnium calcareum
Vitamina C
L-Lisina HCl
L-Prolina
Zinco
Rame

Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata, *Integratore alimentare. Lo zinco contribuisce al mantenimento di capelli, pelle e
equilibrata e di un sano stile di vita. unghie normali. La vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene
Non utilizzare in gravidanza e nei bambini o comunque per periodi per la normale funzione della pelle. Il rame aiuta a mantenere i tessuti connettivi
prolungati senza sentire il parere del medico. in buono stato e contribuisce alla normale pigmentazione dei capelli e della
pelle. La Vitamina C, lo Zinco e il Rame contribuiscono alla protezione delle
cellule dallo stress ossidativo. Adatto a Vegetariani e Vegani. Senza glutine.

I N FA R M A C I A PA R A FA R M A C I A E R B O R I S T E R I A solgar.it
BUON COMPLEANNO TOPOLINO
90 anni ma non li dimostra:
per la prima volta Thun, lo storico
brand altoatesino del collezionismo, ha
collaborato con Disney,
per il compleanno
di Mickey Mouse:
ceramica e colori
sono quelli tipici
di Thun, Topolino
è di zio Walt.
La capsule
collection
si trova nei punti
vendita Thun
e su thun.com. L’ARTE DEL (VIDEO)GIOCO INVADE LONDRA
Gli scenari avventurosi di Minecraft, lo steam punk
di Bloodborne: Videogames: Design/Play/Disrupt,
la prima mostra dedicata all’arte dei videogiochi, è al Victoria
& Albert Museum di Londra (vam.ac.uk) fino al 24 febbraio
2019. Attenzione, non aspettatevi Pac-Man o Donkey Kong:
l’evento non è vintage, si parte dall’ultimo decennio.

NEWS
di LAURA FIENGO

BAMBINI, SI VA AL BRISTOL
Grandi alberghi e figliolanza: il binomio del momento. I migliori indirizzi
si sono adeguati al trend nesting (tutti insieme appassionatamente.
La tata? In caso viene anche lei) ma pensando anche alla pace degli altri.
Il leggendario Le Bristol di Parigi della Oetker Collection
(oetkercollection.com), per esempio, ha affidato il Kids Club al brand
culto parigino Bonpoint. Probabilmente il più chic del mondo.
I LOVE SHOPPING AL MOMA
Non ci sono dubbi, il design store
più ambito è quello del MoMA,
e si compra anche online, tra
edizioni limitate e offerte: questi
piatti graphic firmati
Marek Cecula, il Bruno Munari
polacco, li abbiamo appena scovati
a 77 euro (18 pezzi), roba da correre
a Manhattan (store.moma.org).

WEEKEND DA RE IN ANDALUSIA
Gli spagnoli di gran gusto
la conoscono: alla Finca Cortesin,
sotto Malaga, c’è una schiera di
cuochi pronti a tutto, il pata negra
appena tagliato, la buganvillea
rosa, il sole dell’Andalusia caldo
ancora a lungo sulla piscina, palme
e opere d’arte in uguale misura.
Il miglior resort del Sud della
Spagna è la meta perfetta
per una fuga speciale di ottobre.
Magari un weekend, ma da re
(fincacortesin.com).

258 I VANITY FAIR 17.10.2018


Oroscopo
10 - 16 OTTOBRE di SIMON & THE STARS

Sagittario, tempo di bilanci


21.03 - 20.04 23.09 - 22 .10 23.10 - 22 .11

Ariete Bilancia Scorpione


In amore è tempo di riflessioni. Anche È ora di metterci la faccia: dai libero sfogo Ci vuole coraggio a far finire le cose proprio
per Emma Thompson che, a un passo ai tuoi talenti per mostrare al mondo sul più bello: è il caso di Alain Delon
dai 60 anni, dichiara: «Se per lunghi periodi quanto vali! Virginia Raffaele di facce che si ritira dalle scene per non rovinare
la relazione non cambia, vuol dire ce ne mette addirittura quattro, come la sua carriera con un film di troppo.
che vive nell’imitazione di ciò che è stata». le donne che interpreta nella serie tv Se un lavoro ha chiuso il suo ciclo, bisogna
È così? Allora tu per prima non aver che ha stregato la critica. Non rimanere saper mettere un punto. A capo
paura di cambiare, tutto il resto ti seguirà. alla finestra, Come quando fuori piove, ce n’è sempre uno nuovo, pronto a farti
Tra Ragione e sentimento. e cala il tuo poker d’assi. scattare come un Gattopardo.

21.04 - 20.05 23.11 - 21.12

Toro Sagittario
Oltre al «taglia e cuci» con le colleghe, puoi il Segno Fortunato Prima che Giove arrivi con i suoi doni,
fare di più. Basta lamentele! Che si tratti bisogna saper esprimere i giusti desideri.
di un rinnovo o di un cambio di società, Ma ancor prima fare un po’ di «autoanalisi».
è ora di ricamare i termini di un accordo Come ha fatto Jane Fonda, rivedendo
su misura per te. Vedi Donatella Versace, la sua vita in un documentario. È tempo
che ha venduto l’amata maison di capire cosa ha funzionato in passato
pur rimanendone regina. Solo così, ogni e cosa no. Per migliorarsi, e tornare
decisione porterà la tua firma. a correre A piedi nudi nel parco.

21.05 - 21.06 22 .12 - 20.01

Gemelli Capricorno
Chissà se va? Meglio un capitombolo Non giocare alla principessa, falla!
24.08 - 22 .09
che non provarci mai. Che tu voglia Dopo un periodo di valutazioni, riprendi
diventare campionessa di tuca tuca o regina
della tv, è ora di dare voce ai sogni
Vergine in mano lo scettro del lavoro. Anche
Kate Middleton, terminato il congedo
e alle idee. Scrivi in anticipo la letterina
Quando il gioco si fa duro, i duri di maternità, torna ai suoi «royal duties».
da mettere sotto l’albero. Lì troverai anche cominciano a… sfilare. Come Per riconquistare la tua posizione, devi
il nuovo album di Raffaella Carrà che esce Chiara Bordi, la Miss bionica che è essere determinata. Tra specchi e brame,
a Natale. Carràmba! Che sorpresa. stata eletta terza più bella d’Italia, e sei pronta a inaugurare il tuo reame?
prima nei nostri cuori. Non ci vogliono
22 .06 - 22 .07
i superpoteri per risolvere i problemi 21.01 - 19.02

Cancro o raggiungere la vetta sul lavoro. Acquario


Da brava spia, hai scoperto che il capo Con o senza led, tu ingrana la marcia Il fiuto per gli affari non ti manca. Se vuoi
va in pensione? Prima che qualcun altro e arriverai lontano. festeggiare la buona riuscita di una grande
abbia la soffiata, gioca d’anticipo: impresa, tuttavia, non prendere sotto
si liberano ambite posizioni di lavoro. gamba i dettagli. Non si possono fare
Cary Fukunaga è il nuovo regista le nozze coi fichi secchi. E neanche
di Bond 25, dopo che Danny Boyle ha il prosecco fuori dall’Italia: a Paris Hilton
lasciato il set per una lite con Daniel Craig.
UN FILM PER TUTTI sono state bloccate 30 milioni di lattine.
Da True Detective a 007 il passo è breve. Fake wine? No party.
23.07 - 23.08 I soliti sospetti (1995) Mercurio in 20.02 - 20.03
Scorpione è il «detective» dello Zodiaco.
Leone Se qualcosa non quadra, se una scusa Pesci
IL LU S TRAZ ION E E S TUD IO S E TA NTA

«Mi si nota di più se vengo e resto non sta in piedi, accende dentro Sei single da troppo tempo ma non hai
in disparte, o se non vengo per niente?». una lampadina: meglio non fermarsi voglia di uscire? La ricerca della felicità
Che sia una festa o un colloquio di lavoro, non è sempre un viaggio a lunga distanza.
alle apparenze, a pensar male, talvolta,
dopo la «ritirata» è tempo di tornare Persino un misantropo come
sotto i riflettori. Nanni Moretti presenterà ci si indovina. La fiducia, dice Mercurio, Michel Houellebecq ha trovato l’amore
a Torino un documentario e prepara è l’architrave di ogni rapporto. Qualcuno a km 0 sposando la sua vicina di casa
il nuovo film per il 2019. Parola d’ordine: la merita, incondizionatamente, cinese. A volte basta scendere al piano
faccio cose, vedo gente. qualcun altro, no. di sotto: chimica delle Particelle elementari.

260 I VANITY FAIR 17.10.2018


Più cereali, più vitalità.
Naturalmente senza glutine.

Best in gluten free


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VANITY SECONDO VOI


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262 I VANITY FAIR 17.10.2018


il postino
di
L’IMPORTANZA
MASSIMO
GRAMELLINI DELLA SUPER-ZIA
Caro Massimo, essere circondato da amore: da
qualunque parte arrivi. Non so
Ho 27 anni e, dopo molto tem- quali siano i tuoi rapporti con la
po trascorso a convincermi che madre dei igli del tuo compagno.
ormai con l’amore avevo chiuso, Sarebbe in ogni caso sbagliato se
una persona mi ha fatto tornare tu ti sentissi in competizione con
a sorridere, a sognare, a imma- lei e sottoposta al giudizio suo e
ginare cose che ormai pensa- dei suoi igli. Chiarisci bene, an-
vo mi fossero precluse. So che zitutto a te stessa, la tua parte nel
mi ama, che mi vede per quella vostro rapporto: tu sei la compa-
che sono, e penso di aver trova- gna del loro papà. Niente di più,
to davvero l’uomo della mia vi- ma anche niente di meno. Una
ta. Eppure sono molto in ansia, vice-madre rispettosa dei diritti
perché lui ha avuto due figli da della titolare, ma titolare a sua
una precedente relazione; la mia volta di un ruolo fondamentale
paura è tale che non li ho ancora in commedia: quello di compo-
conosciuti in veste di «compagna nente femminile della famiglia
del papà» (anche se li ho già vi- con cui passeranno un paio di
sti quando io e lui eravamo solo weekend al mese e una parte delle
amici). vacanze estive. Ti spetta una fun-
Sono veramente combattuta, zione essenziale di supporto. Col
perché non ho un’esperienza po- tempo potresti diventare la loro
sitiva dei compagni dei genitori; conidente e alleata. Un’amica
non sono mai andata d’accordo speciale, una super-zia con cui in-
con quello di mia madre e so, la- trattenere relazioni meno ansioge-
vorando con i bambini, che difficilmente l’inserimento è positi- ne e morbose di quelle che si tendono ad avere con i consanguinei.
vo. Non voglio essere ulteriore motivo di disagio per questi bimbi Per arrivare a questo livello dovrai abbattere numerosi fantasmi: la
(7 e 4 anni), soprattutto sapendo che hanno già conosciuto una sensazione di inadeguatezza e la paura di essere respinta, trascu-
compagna del mio ragazzo e che le cose, forse perché fatte di rata, riiutata. Ma ricordati che si tratta di bambini. E, a meno che
fretta, non sono andate benissimo. Ma i miei tempi mentali sono la madre li monti contro di te, non vedo ragione per cui, superate
così lunghi da sembrare eterni... So che non posso andare avanti le inevitabili (e reciproche) titubanze iniziali, dovrebbero nutrire
così per sempre, ma se non riuscissi a essere adeguata? La solu- diidenza nei tuoi confronti. I bambini sono più pratici degli adul-
zione sarebbe lasciarsi. E il solo pensiero mi uccide. ti. Sanno andare al sodo, per trarre da ogni rapporto il massimo
— Elisa vantaggio. Una super-zia è una risorsa aggiuntiva che aumenta i
punti di riferimento disponibili e le sponde d’afetto a cui appog-
bambini chiedono tutti, e a tutti, la stessa cosa: amore. Vo- giarsi nel momento del bisogno. Sta a te proporti a loro con tutta la

I gliono essere osservati e messi al centro dell’attenzione in


un ambiente caldo e avvolgente. La mia infanzia di orfano
precoce non fu raggelata soltanto dalla scomparsa della
madre, ma dal fatto che non ci fu nessun’altra donna a
prenderne il posto, se non una tata anafettiva che mio padre por-
tò in casa perché, da uomo pratico, voleva qualcuno che sapesse
stirare e prepararmi la cena. Mentre io in quel momento avrei
naturalezza di cui (superati gli attacchi di panico…) sarai capace.
Non hai niente di cui vergognarti o per cui provare imbarazzo.
Loro non ti percepiscono come una rivale della madre, anche se
inconsciamente per qualche tempo tu continuerai a sentirti tale.
Il segreto, credo, è nel sapere stare al proprio posto, senza allar-
garsi, ma nemmeno restringersi troppo. Non avere paura a vole-
re loro bene, magari per timore di non venire ricambiata subito
preferito mangiare male e andare in giro stropicciato, ma essere come vorresti, interpretando la disparità di trattamento come un
riempito di carezze e collocato su un piedistallo d’afetto come riiuto. Se continuerai a dare il tuo amore a senso unico, dopo un
RIT RATT O E S TUD IO S E TA NTA

quello che aveva saputo costruirmi la mamma. po’ quel lusso diventerà circolare e ti tornerà indietro con una
Nelle famigliastre moderne i ruoli del padre e della madre biologi- tale veemenza che non mi stupirei se un giorno non lontano tu
ci rimangono fondamentali, però alla ine per un bambino conta chiedessi al tuo compagno di fare un altro iglio con te.

Scrivere e leggere — Scrivete (non oltre i 1.000 caratteri) a: ilpostino@vanityfair.it. Tutte le risposte di Massimo Gramellini su vanityfair.it

264 I VANITY FAIR i l l u st r a zi o n e L E O N A R D B E A R D 17.10.2018


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