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SCOPRIRE E CAPIRE IL MONDO 337

21 OTTOBRE 2020
NOVEMBRE 2020
€ 3,90 IN ITALIA

E
Mensile: Austria € 8,20 / Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo (cont.), Spagna € 7,00 / MC, Côte d’Azur € 7,10 / Canada CAD 12,00 / Germania € 10,00 / Svizzera Chf 8,90 – C.T. Chf 8,40 / USA $ 12,00. Poste Italiane / Spedizione in A.P. D.L. 353-03 art. 1, Comma 1 / Verona CMP

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ELETTRICHE
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INSERTO E
DI 52 PAGIN
CON TUTTE
LE ULTIME
NOVITÀ
AUTODIFESE INGEGNERIA
FEBBRE, PREZIOSA ALLEATA. I TUNNEL ULTRAMODERNI
ECCO COME FUNZIONA PER VIAGGIARE SOTT’ACQUA
337 NOVEMBRE 2020 www.focus.it

Scoprire
e capire
il mondo
PRISMA
12 La scienza del Fantacalcio 21
15 Prisma numeri Una nuova
16 Fosfina su Venere grande

19
estinzione
19 5 cose sul beluga di massa

20 Come natura insegna


22 Prisma sonoro
Ultime notizie
sulla biologia

25 Tweet scientifici
del beluga

Studiare l’atmosfera
28 MACCHINE DEL TEMPO
Grazie a satelliti e supercomputer, le previsioni meteo
guardano sempre più lontano. Ma l’intervento umano
è ancora fondamentale.

36 SE I NEANDERTHAL...
scienza

... non si fossero estinti? Avrebbero cambiato noi e


l’ambiente circostante.

42 BUCHI NELL’ACQUA
tecnologia

Ecco come si costruiscono i tunnel sommersi,


affrontando sfide mai tentate.

50 COGLI L’ATTIMO
natura

La riuscita della caccia. Una luce fuggevole. O uno


starnuto bestiale. La fotografia cattura un istante.

60 A CHE ETÀ AVRAI SUCCESSO?


comportamento

28
Ecco gli elementi da tenere d’occhio.

74 GENOMA, LA CACCIA AL CODICE


medicina Viaggio nel centro
Il sequenziamento del Dna umano fu un’impresa
scientifica straordinaria. E una sfida epica tra due
meteo più
geniali scienziati molto diversi tra loro. prestigioso del mondo
In copertina: Foto portante: Shutterstock; Sotto: Mondadori portfolio; Shutterstock. Focus | 3
82 LA MEMORIA DEL GHIACCIO
reportage

Siamo saliti sulle Alpi a oltre 4.000 metri di altezza


per seguire una missione scientifica.
88
Tre sonde sono

88 FOLLA SU MARTE
frontiere in viaggio
verso Marte
Tre missioni stanno volando verso il pianeta rosso.
Perché così tante? E cosa vanno a cercare?

92 IN DIRETTA DAL FUTURO


focus live

Il Festival di Focus si rinnova, in diretta streaming dal


Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.

96 IL MISTERO DELL’AZOTO
scienza

È il componente principale dell’aria che respiriamo


ed è necessario alla vita.

102 L’UTILITÀ DELLA FEBBRE


medicina

Di solito non fa male, anzi: è fondamentale


all’organismo per difendersi dalle infezioni.

114 IL REBUS RADIOATTIVO


energia
82 C’è un progetto
per prelevare
campioni dai ghiacciai
Nove anni dopo l’incidente nucleare di Fukushima, i
lavori di bonifica si stanno rivelando una sfida titanica.

120 LA CORSA AL VACCINO


cifrario economico

A nove mesi dall’inizio dell’epidemia, sono già molti i


prodotti in fase avanzata di sperimentazione. Speciale
122 MANTIENI LA DISTANZA
società

Covid-19 ha imposto nuovi modi per stare insieme...


149 ECOLOGICHE
Un allegato di 52
pagine dedicato alle
con tanti stratagemmi per non avvicinarsi troppo. auto elettriche e ibride
oggi sul mercato e a
132 STORIA DEL GATTO
animali

Il micio di casa discende da cinque femmine vissute


quelle che arriveranno
a breve. Una guida per
scegliere l’autovettura
tutte nella stessa zona. più adatta alle proprie
esigenze rispettando
l’ambiente.

RUBRICHE
7 L’oblò 71
68 Domande & Risposte Come si crea
uno sciame
112 Tipi italiani di locuste?

143 MyFocus
205 Cartellone Ci trovi anche su:
209 Giochi
4 | Focus
1 LA NOSTRA “VETRINA”
animazione

Scoprite come la copertina


di Focus prende vita.

Il nostro giornale non


19 VESTITO DI BIANCO
video

Guarda e ascolta il beluga, affascinante

è soltanto sulla carta.


cetaceo dei mari del Nord.

Con la realtà aumentata 23 LA RISATA DEL PAPPAGALLO


audio

alcune pagine... si
Ascolta il verso del kea, che mette di buon
umore gli altri individui del gruppo.

animano. Ecco come 37 GIURASSICO OGGI


animazione

funziona e che cosa E se i dinosauri fossero ancora qui, come si

trovi in questo numero.


sarebbero evoluti? E come sarebbe il mondo?

42 TUNNEL SOMMERSI
gallery

I progetti che hanno fatto la storia


SCARICA LA APP dell’ingegneria delle gallerie subacquee.
Vai sul tuo store
(App Store o Google Play)
e cerca la app gratuita Focus
47 UNA STRADA SOTT’ACQUA
animazione

Come sarà costruito il tunnel che unirà due


Realtà Aumentata; scaricala
isole, tra Germania e Danimarca.
e aprila. Se l’avevi già fatto
per i numeri scorsi, basta
aggiornarla.
51 NATURA DI CONFINE
gallery

La vita degli animali, nella zona divisa dalla


barriera di separazione tra il Messico e gli Usa.

INQUADRA LA PAGINA
Dove trovi l’immagine qui a INQUADRA
61 COME PUOI AVERE SUCCESSO?
test

Qual è la tua strategia per “arrivare”? Rispondi


LA PAGINA
fianco, c’è un contenuto in realtà CON LA alle domande e scoprilo.
APP
aumentata: video, foto a 360°, INFO A PAGINA 5
test, modelli 3D e tanto altro.
Inquadra la pagina con la app,
che attiva la fotocamera di
83 SOPRA IL GHIACCIAIO
video

A volo di drone sul Grand Combin, massiccio


smartphone o tablet. E goditi nel cuore delle Alpi, in Svizzera.
lo spettacolo (più a destra, i
contenuti di questo numero).
85 LA SUPER “CAROTA” ANTARTICA
video

Il progetto per estrarre un campione


di ghiaccio da record in Antartide.
DA SAPERE
• La app ti mostra i contenuti in realtà aumentata
di Focus in edicola. Per vedere quelli dei numeri
89 IL ROVER SU MARTE
modello 3D

Come è fatto Perseverance, che esplorerà


precedenti, seleziona il numero nel menu della il pianeta rosso nel febbraio 2021.
app, in alto a sinistra sullo schermo.
• Per vedere alcuni contenuti può essere
necessario che sia attiva una costante 113 IL FENICOTTERO
timelapse

Guarda, passo passo, come è stato realizzato


connessione dati cellulare o quella di una rete
Wi-Fi. Inoltre, la rivista deve essere abbastanza il disegno.
illuminata.
• La nostra app è ottimizzata per molti device.
Tuttavia, dato che richiede smartphone con
132 CURIOSITÀ FELINE
quiz

Abitudini, biologia, comportamenti “strani”...


prestazioni relativamente elevate, potrebbe non Quante ne sapete sul micio di casa?
funzionare perfettamente su alcuni modelli.

Focus | 5
L’OBLÒ

PIOVE SUL
BAGNATO
di Raffaele Leone

N ella mia prima vita siciliana a volte mi improvvisavo


meteorologo. Per poter fare i bagni fuori stagione,
avevo bisogno del sole e del suo tepore che attutisse il
quelli estremi sempre più frequenti – può risultare
determinante per la nostra sicurezza, per l’agricoltura,
per le infrastrutture. L’inchiesta di Vito Tartamella
freddo dell’acqua. Così, nelle giornate di tempo variabile, (pag. 28) ci porta proprio alla scoperta delle tecniche del
guardavo la direzione che prendevano le nuvole e inventavo mestiere, racconta come tra satelliti, boe marine, rilevatori
quante possibilità avesse il blu di farsi largo o di essere di pressione, milioni di dati rielaborati da computer
inghiottito dal grigio. Sono convinto che molti tuffi invernali sofisticatissimi e una mappa del mondo divisa in celle di nove
li ho fatti per puro caso e non perché davvero riuscissi a chilometri di lato ciascuna, tocchi poi al meteorologo tirare
prevedere il tempo. Niente a che vedere con il mio amico le somme. Il fattore umano è determinante, per questo capita
Turi, mitico pescatore da lampara, che annusava l’aria per che le previsioni divergano da sito a sito da ente a ente.
poi sentenziare: “Sta cambiando”. Anche Pasquale, che ha
passato i suoi settant’anni aggrappato alla lava di Ginostra
sull’isola di Stromboli, sembra un oracolo: “Che dici?”.
Lui guarda il mare, riconosce i venti, registra le eventuali
I tecnici dell’Ecmwf, il più grande centro meteo d’Europa
che a breve trasferirà il suo megacomputer dalle porte di
Londra a Bologna, ci spiegano come si stiano allungando
anomalie e stila il suo verdetto. Vivendo a contatto diretto i giorni di previsione, come tutto ciò sia possibile con
con gli eventi atmosferici e dipendendo da essi, Pasquale è tecnologie sempre più sofisticate e nello stesso tempo
un po’ climatologo e un po’ meteorologo. Climatologo perché come sia reso più complicato dal cambiamento climatico.
conosce le abitudini cicliche del tempo in quella sua parte Loro stessi riconoscono quale è il vero tallone di Achille:
del mondo; meteorologo perché accanto a quelle abitudini di la difficoltà di indovinare quanto estremi siano gli eventi e
lungo periodo osserva i segnali che l’andamento del momento soprattutto di prevedere la quantità di pioggia che cadrà con
gli manda. le ormai frequenti bombe d’acqua che ci stanno flagellando.
Su una cosa concordano gran parte degli studiosi del ramo: la

L a differenza tra clima e meteo sta proprio in questo: il


primo riguarda i cicli lunghi, il secondo la situazione
contingente. Chi si occupa delle previsioni del tempo osserva
causa di questo parossismo meteorologico e climatico siamo
noi che col nostro inquinamento stiamo facendo sballare la
temperatura del Pianeta.
l’andamento momentaneo dei fenomeni stagionali, incrocia
e interpreta i dati, legge pressione atmosferica, venti e
precipitazioni, per capirne l’evoluzione a breve. Sono svariati
i fattori che possono in poche ore far passare le previsioni
N el bellissimo film The Truman Show, oltre a una finta
città con finti concittadini, una finta moglie e una finta
vita che tutti possono spiare dalla tv, attorno al protagonista
dal variabile al temporalesco e migliaia i report che un viene progettato un finto mare, un finto cielo, un finto sole,
meteorologo deve analizzare costantemente. In tempi di una finta pioggia, un finto vento. Quando lui capisce di essere
cambiamenti climatici ancora di più. circondato soltanto da finzione, decide di prendersi la sua
vita (vera) sfidando una tempesta marina (finta) per arrivare

I o, che circolo prevalentemente in scooter, smessi i panni


del meteorologo sono diventato meteocompulsivo. Ho
bisogno di capire se resistere sulle due ruote o se arrendermi
dove l’orizzonte, dipinto su un muro, finisce. Memorabile il
suo saluto beffardo mentre esce da quel mondo. Ecco, per
quanto molto più grande di quello del film, anche il nostro
e passare alle quattro. Quando il simbolino della pioggia non Pianeta è delimitato da un contenitore che lo avvolge e lo
lascia margini di incertezza, mando anche insistenti alert protegge: l’atmosfera. La Terra scambia con essa i gas (tra cui
alle mie figlie invitandole a coprirsi, cosa che regolarmente l’ossigeno) che produce attraverso i mari, i laghi, i fiumi, i
non fanno considerandomi un vecchio bacucco. E ho avuto ghiacci, i vulcani, le piante, gli animali. Questo scambio
la mia piccola rivincita nel leggere un compito in classe in cui permette alla vita di riprodursi. Tutto è talmente collegato
la maggiore raccontava di essere tornata a casa fradicia e di che ogni cambiamento rilevante condiziona, a cascata, la
essersi ammalata per non avermi dato retta. catena di equilibri. Truman è potuto arrivare alla fine del
mondo e andarsene, noi no, noi non abbiamo un altro mondo

C erto, non sempre le previsioni ci azzeccano, viste le tante


variabili in gioco e i possibili cambiamenti repentini.
Proprio per questo la meteorologia è materia sempre più
dove andare. Guardare il meteo oggi può dunque servirci
anche a osservare come trattiamo la Terra. Per capire non
soltanto se domani sarà bello, ma se il domani sarà bello.
sofisticata. Anticipare gli eventi atmosferici – soprattutto raffaele.leone@mondadori.it

Focus | 7
PRISMA DI TUTTO
UN PO’

8 | Focus
STORIA

Il vero volto
degli imperatori
C osì dovevano apparire ai
contemporanei gli imperatori
Augusto e Massimino il Trace (nelle due
immagini più grandi). Nei riquadri più
piccoli a sinistra, invece, dall’alto in
basso ecco i volti realistici di Caligola,
Nerone, Traiano e Marco Aurelio.
Li ha ricostruiti al computer il
disegnatore canadese Daniel Voshart
utilizzando due software molto noti:
Photoshop e Artbreeder. Quest’ultimo,
in particolare, è specializzato proprio
nel fondere le immagini tra loro perché
riesce, grazie all’intelligenza artificiale, a
regolare ogni singolo aspetto della
ricostruzione: colore e grana della pelle,
contorni dei singoli lineamenti,
capigliatura ecc.
Mescolanze. Così Voshart è partito
dalle raffigurazioni ritenute più affidabili
dei singoli imperatori romani (in genere
busti in pietra) e le ha “mixate” con i
volti immortalati sulle monete emesse
durante il loro regno e talvolta con veri
volti di persone attualmente viventi, per
dare un’ultima “pennellata di realtà” alla
sua opera. Per il viso di Massimino il
Trace, per esempio, ha mescolato alle
fattezze storiche le caratteristiche del
volto di un uomo malato di
acromegalia, il wrestler Andre the
Giant. Di acromegalia, infatti, soffriva
anche Massimino, che regnò tra il 235
e il 238. Di conseguenza, il suo mento
è stato squadrato di più rispetto ai
lineamenti riportati dal busto in marmo
che ha dato il via alla ricostruzione, che
sicuramente riportava fattezze un po’
idealizzate. Anche il colore della pelle di
Settimio Severo (193-211) è stato un
problema da risolvere, visto che questo
imperatore aveva antenati fenici o
berberi: di conseguenza la sua pelle è
stata disegnata un po’ più scura di
Daniel Voshart/voshart.com (6)

quella di molti altri suoi “colleghi”. Per


realizzare i volti dei primi 54 imperatori
della storia romana Voshart ha mixato
ben 800 visi. Ora procede nella sua
opera: l’obiettivo è disegnare tutti i 105
imperatori che Roma ha avuto. (R.P.)

Focus | 9
PRISMA

ANIMALI

Difendere le specie a rischio estinzione? Funziona


L a colomba rosata era arrivata al
limite dell’estinzione: nel 1991 se ne
contavano 10 esemplari. Grazie a un
possano funzionare. Lo afferma uno
studio guidato da Friederike Bolam
della Newcastle University (Uk): dal
dell’estinzione nel 1993 e consultato
una serie di esperti per valutare se le
azioni di conservazione hanno avuto un
programma di riproduzione e 1993, fino a 48 specie di mammiferi e ruolo nell’evitare una sparizione totale.
reintroduzione in natura, a Mauritius, è uccelli arrivate a un passo dalla A diversi livelli: si va dalle specie estinte
arrivata a superare i 400 individui. È scomparsa sono state salvate. in natura che resistono solo in cattività,
una delle storie (per ora) a lieto fine che Interventi. Come sono giunti a a quelle reintrodotte, a quelle protette
mostrano come i programmi per questa cifra, Bolam e colleghi? Hanno nel loro ambiente. Qui sotto, alcuni di
salvare le specie dall’estinzione fatto una lista di animali sull’orlo questi casi. (G.C.)

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Mondadori Portfolio

Mondadori Portfolio
Getty Images

Getty Images

ARA LINCE ORICE DALLE CORNA COLOMBA CINGHIALE CAVALLO DI


DI SPIX PARDINA A SCIABOLA ROSATA NANO PRZEWALSKI
Brasile Spagna Ciad Mauritius Bhutan, India Mongolia
È considerata Erano rimaste due Diffuso in passato Vive solo a Gli sforzi per la Questo cavallo,
estinta in natura, piccole popolazioni nel Nord Africa, Mauritius. conservazione di estinto in natura, è
per la distruzione isolate, in estinto in natura Decimata dalla questo piccolo stato reintrodotto
del suo habitat. Andalusia. Tra le nel 2000. Dal 2016 perdita dell’habitat suide dell’Himalaya dal 1992 in
Sopravvive solo in misure poi prese, è stato reintrodotto e dall’introduzione sono partiti dal Mongolia: lì ne
cattività; ci sono reinserimenti e in una riserva in di predatori, si è 1995: studi, vivono circa 400,
piani per ricreare il controllo Ciad e ci sono vari ripresa, anche se protezione in in libertà. Altri sono
giusto ambiente e dell’abbondanza di programmi di resta classificata natura, programmi stati liberati in una
lì reintrodurla. prede (conigli). riproduzione. come “vulnerabile”. di riproduzione. riserva in Cina.

10 | Focus
Oliver E. Demuth
ANIMALI
COMPORTAMENTO
Le vere (enormi) dimensioni I colori evocano
del megalodonte ovunque le
L o squalo più grande che sia mai
esistito, Otodus megalodon, ha
abitato i mari della Terra tra 23 e 3
(Uk) le ha calcolate con precisione a
partire dai fossili esistenti (soprattutto
denti) utilizzando modelli matematici
stesse emozioni
milioni di anni fa. Finora era nota la
sua lunghezza totale, che arrivava a
16 metri (uno squalo bianco odierno
ad hoc. È così arrivato a conclusioni
sbalorditive: il megalodonte aveva la
pinna dorsale alta come una donna
I l giallo dà gioia in tutto il mondo, e
tutti – a qualsiasi cultura
appartengano – trovano rilassante il
raggiunge “appena” i 6,5 metri) ma media (1,6 metri), mentre quella blu. Quando si tratta di colori,
non si conoscevano le dimensioni caudale sfiorava i 4 metri, le fessure insomma, le associazioni tra questi
delle altre parti del suo corpo. delle branchie misuravano 1,5 m. La ultimi e alcune emozioni sono molto
Maxipinne. Ora, un team di potenza del morso era di 10 tonnellate simili ovunque. Lo ha dimostrato una
ricercatori dell’Università di Bristol (è 2 nello squalo bianco). (R.P.) ricerca condotta su un campione molto
vasto (4.600 persone di ogni età)
reclutato in 30 diversi Paesi in tutti i
continenti dagli psicologi dell’Università
Shutterstock

TECNOLOGIA di Magonza (Germania).


Rosso. I ricercatori hanno chiesto ai
La ricarica con una partecipanti di abbinare 20 diverse
emozioni a 12 colori e di segnalare
camminata anche l’intensità dell’associazione.
Hanno così verificato che dappertutto

S i sa che una bella passeggiata ci dà


la carica. Ma potrebbe servire
anche a ricaricare il telefono. Il sistema
nel mondo il rosso è l’unico colore
associato sia a un’emozione positiva sia
a una negativa: amore e rabbia. Il
di Ya Yang dell’Accademia cinese delle marrone invece suscita poche emozioni.
scienze di Pechino punta infatti a Poche differenze sono state riscontrate
sfruttare la più piccola brezza, anche ad esempio per il bianco: solo per i
quella generata camminando, per cinesi richiama il lutto. Lo stesso vale per
produrre energia. Si basa sull’effetto il viol to in Grecia. (R.P.)
triboelettrico, per cui alcuni materiali si
caricano elettricamente se strofinati.
Soffio. Il mini generatore è un tubo
con dentro due strisce, composte da
strati di plastica e argento, che
svolazzano all’aria: strofinandosi,
generano una corrente elettrica. Nei
test il sistema, fissato al braccio di un
volontario, ha funzionato grazie al
flusso d’aria generato dal movimento
delle braccia nella camminata. Per ora
L’aumento delle
%
emissioni di metano,
alimenta 100 lucine Led: può servire
per caricare sensori in spazi aperti. Ma
all’anno. Una pessima
Ya Yang vorrebbe usarlo in futuro per notizia: il metano è un
telefoni e altri device. (G.C.) gas serra 28 volte più
potente della CO2.

Focus | 11
PRISMA

Getty Images
PICCOLA
MATEMATICA S e non vi siete mai interessati al Fantacalcio, potrebbe essere l’anno giusto.
Andare allo stadio rischia di essere fuori questione per un po’, tanto vale

La scienza
dedicarsi a questo campionato virtuale parallelo in cui si forma una propria
immaginaria squadra comprando e vendendo giocatori, per poi acquisire punti in

del Fantacalcio
base alle loro prestazioni reali. I ricercatori dell’Università di Limerick, in Irlanda,
guidati da Joey O’Brien, hanno studiato le strategie degli “allenatori” virtuali nella
Fantasy Premier League (la versione britannica del Fantacalcio) per capire se c’è
qualche strategia vincente. Innanzitutto conta l’esperienza: un giocatore ha in
media 22 punti in più alla fine del campionato per ogni anno di attività.
Regole. Inoltre, nel Fantacalcio gli stessi calciatori possono essere condivisi da
più squadre e questo porta alla comparsa di “squadre modello”: in media, sui 15
atleti che compongono una rosa, una squadra al top ne condivide 8 con altre.
Le squadre che vanno peggio ne condividono solo 6. L’originalità insomma non
paga: una cerchia di circa 30 calciatori della Premier League ricorre in tutte le
formazioni al top della sua versione virtuale. Gli allenatori più in gamba mettono
meglio a frutto il ruolo di capitano, che si può assegnare ogni settimana e
raddoppia i punti del calciatore designato. Fondamentale è infine l’uso delle
cosiddette “chips”, da usare per esempio per far valere i punti dei giocatori in
panchina. Ogni giocatore ne ha 4, e lo studio mostra che la strategia migliore è
usarle verso la fine della stagione, non subito. Secondo i ricercatori, il lavoro
potrebbe essere la base per creare algoritmi in grado di consigliare ai giocatori le
mosse migliori. Che forse, però, toglierebbero parte del divertimento. (N.N.)

12 | Focus
Q
SALUTE uando le molecole che compongono le cellule del nostro corpo perdono il loro

Nanoparticelle naturale equilibrio di elettroni, andiamo in “stress ossidativo”. Una situazione che ha un
ruolo in patologie come il Parkinson, l’atrofia muscolare e gli scompensi cardiaci, oltre che

come nell’invecchiamento. La soluzione migliore per evitare tutto questo è seguire una dieta sana
che fornisca vitamine a sufficienza. Ma uno studio, che ha coinvolto l’Istituto Italiano di

vitamine Tecnologia, sembra mostrare che trattando cellule di muscolo con nanoparticelle
ceramiche l’effetto antiossidante sia superiore a quello ottenuto con le vitamine tradizionali.
Forse, in futuro, invece che “prendi le vitamine” diremo “prendi le tue nanoparticelle!”. (G.R.)

CORPO UMANO

Le sirene
“assomigliano”
Shutterstock

agli ululati
dei lupi. E ci
allarmano
AMBIENTE

La plastica dei vestiti inquina


I l carico di 19 Tir ogni giorno. È la
quantità stimata di microfibre
sintetiche (poliestere e nylon)
generate in ogni fase del ciclo di vita
dei vestiti e soprattutto durante il
lavaggio. Quando l’acqua del bucato
rilasciate sui terreni del mondo: arriva nei depuratori cittadini, queste
176.500 tonnellate ogni anno. L’ha particelle (lunghe meno di 5 mm)
calcolato uno studio di Jenna vengono trattenute nei fanghi di
Gavigan (Università della California a risulta. E poi finiscono nei terreni,
Santa Barbara) pubblicato su perché questi fanghi sono usati

50.000
Plos One. Sono le plastiche come fertilizzanti nei campi o
contenute nell’abbigliamento, interrati nelle discariche. (V.T.)
P oche cose ci mettono in allerta
come una sirena. Sappiamo che
se la sentiamo sta succedendo
qualcosa, certo. Ma forse è così
efficace perché è simile a quello che
per noi è un suono allarmante:
l’ululato dei lupi. Lo teorizza il team di
Hynek Burda, dell’Università Ceca di
Scienze della vita di Praga, che ha

Le microfibre perse dai jeans in un lavaggio.


analizzato le componenti acustiche di
varie sirene (per esempio quelle delle
ambulanze) e degli ululati dei lupi.

Oceani di cemento
Avviso. Tra le caratteristiche dei due
suoni c’è una somiglianza. La
spiegazione? I lupi hanno evoluto un

U n’area grande quanto il Belgio:


30mila km². È la superficie degli
oceani modificata dall’uomo
allo 0,008% dell’oceano, è
paragonabile all’estensione della
terra urbanizzata e maggiore
suono che si trasmette a distanza. E
la comunicazione tra predatori è un
allarme per gli altri animali: noi umani
attraverso la costruzione di strutture dell’area globale di alcuni habitat avremmo quindi sviluppato una
artificiali: tunnel e ponti, piattaforme marini naturali, come le mangrovie. predisposizione a essere allertati
petrolifere e del gas, parchi eolici, Se si tengono presenti anche gli dagli ululati. L’efficacia delle sirene
infrastrutture per l’acquacoltura, effetti sulle aree circostanti, per come segnale si baserebbe proprio
porti e barriere artificiali. L’ha esempio i cambiamenti nel flusso sulla nostra tendenza a notare quel
calcolato Ana Bugnot del Sydney d’acqua e nell’inquinamento, suono (adatto, inoltre, a sentirsi a
Institute of Marine Science l’impronta è in realtà di 2 milioni di distanza). Lupi e cani reagiscono alle
(Australia). Questa superficie, pari km²: oltre lo 0,5% dell’oceano. (V.T.) sirene con ululati, del resto: forse
percepiscono la somiglianza. (G.C.)

Focus | 13
PRISMA NUMERI GRAZIE, FONDAZIONE AIRC!

4.500.000
I sostenitori
di AIRC.
1965
ANNODINASCITA
DELLA
20.000 FONDAZIONEAIRC
PERLARICERCA
SULCANCRO.

1.000
I VOLONTARI
CHE
COOPERANO
CON LA
FONDAZIONE.

5.000


I RICERCATORI LE PERSONE CHE OGNI GIORNO, IN ITALIA,
FINANZIATI. RICEVONO UNA DIAGNOSI DI TUMORE.

669 1 miliardo e
I PROGETTI DI
RICERCA E I
PROGRAMMI DI
FORMAZIONE
500 milioni
I FINANZIAMENTI PER LA RICERCA
FINANZIATI
QUEST’ANNO. ONCOLOGICA FORNITI DA AIRC IN 55 ANNI.

I GIORNI DELLA RICERCA


Dall’1 all’8 novembre 2020 scienziati. Sabato 7 novembre, i anche in circa 1.500 filiali di Banco
Fondazione AIRC promuove volontari di AIRC offriranno in più di BPM e su Amazon.
“I giorni della ricerca”, una serie di 1.000 piazze i Cioccolatini della
appuntamenti in televisione, radio e Ricerca a fronte di una donazione di COME CONTRIBUIRE?
piazze per informare il pubblico sui 10 euro per sostenere il lavoro dei Tutti possiamo sostenere una nuova
più recenti progressi della ricerca giovani ricercatori. generazione di ricercatori con una
oncologica e per raccogliere nuove La distribuzione avviene per la donazione su airc.it o chiamando il
risorse da destinare al lavoro degli prima volta in contemporanea numero verde 800 350 350.

Focus | 15
a cura di Gianluca Ranzini

PRISMA FACCIAMO SPAZIO


www.esa.int/Space_in_
Member_States/Italy
Agenzia Spaziale Europea

Fosfina: è il gas che è stato individuato a metà


settembre nelle nubi di Venere. Poiché questo gas, composto
da fosforo e idrogeno (PH3), per quanto ne sappiamo viene
prodotto solo da organismi viventi, la sua scoperta fuori dalla

Nasa/Esa/E. Wheatley
Terra ha fatto gridare alla vita extraterrestre. Gli scienziati autori
della ricerca però ci vanno cauti: nel loro articolo sottolineano
solo di aver rilevato la sostanza e di non saperne spiegare la
presenza in modo diverso da quello biologico. Rimane però
la possibilità che la fosfina possa essere prodotta secondo
GALASSIE meccanismi ancora sconosciuti.

Un alone così grande In ogni caso, si tratta di una scoperta importante, soprattutto
perché riguarda un pianeta che al suolo ha una temperatura di
oltre 460 °C e una pressione di 91 atmosfere. Ma questo gas è

A ttorno alla galassia di Andromeda (nel cerchio,


sopra), quella a spirale più appariscente tra le
vicine della Via Lattea, un team internazionale di
stato trovato in uno strato di nubi meno... estremo.

astronomi ha mappato con precisione un alone di


gas tenue ma di dimensioni colossali: in alcune
direzioni arriva a 2 milioni di anni luce dalla galassia
(che ha un diametro di circa 220.000 anni luce). Se
potessimo vedere questo alone a occhio nudo, ci
apparirebbe tre volte più ampio del Grande Carro.
Quasi a contatto. Nella direzione della nostra
galassia, l’alone si estende per 1,2 milioni di anni
luce. Dato che Andromeda si trova a 2,5 milioni di
anni luce dalla Via Lattea, e dato che anche la nostra
galassia si pensa abbia un alone simile, ecco che si
scopre che in qualche modo Andromeda e Via
Lattea si stanno timidamente “sfiorando” tramite i
propri aloni gassosi. D’altra parte, già sapevamo

Isas/Jaxa/Akatsuki
che si stanno avvicinando inesorabilmente, attirate
dalla reciproca forza di gravità, e che tra circa 4
miliardi di anni sono destinate a collidere, per poi
fondersi in un’unica enorme galassia ellittica.

PRONTI AL LANCIO
V irgin Galactic ha annunciato che la sua base nel
New Mexico (Usa), chiamata Spaceport America, è
pronta per il primo lancio. In effetti è stata ufficialmente
inaugurata qualche anno fa, ma finora non ha ospitato
alcuna missione. Quello che è dipinto come “il primo
spazioporto del mondo costruito appositamente a
scopo commerciale”, costato 212 milioni di dollari, era
aperto solo per visite turistiche.
Voli suborbitali. Da qui, se tutto andrà liscio, Virgin
Galactic lancerà in questi giorni la propria navetta
SpaceShipTwo per il penultimo volo di test. La navetta è
Virgin Galactic

progettata per offrire voli suborbitali, non solo a scopo


scientifico ma anche a turisti paganti (v. Focus n. 336).
I primi viaggi commerciali sono previsti per inizio 2021.

16 | Focus
600
Sono le lune di almeno 800 metri di I TEATRI DELLE STELLE
diametro che potrebbe avere il In collaborazione
pianeta Giove, secondo un recente con PLANit
(www.planetari.org)
studio di astronomi canadesi. Quelle
al momento scoperte sono 79. PLANETARIO
DI ROCCA DI
PAPA
La farfalla celeste
Questa immagine ritrae un oggetto chiamato Ngc 2899, fotografato dal Very Questo planetario si trova nel Parco
Large Telescope con un dettaglio mai raggiunto prima. Si tratta di una astronomico “Livio Gratton”, gestito
nebolosa planetaria, cioè del guscio di gas rilasciato da una stella simile al dall’Associazione Tuscolana di
Sole che si trova verso le fasi finali della propria evoluzione. Di norma, Astronomia a Rocca di Papa (Roma).
questi oggetti sono sferici, come bolle, ma un 10-15% ha una struttura più Ha un diametro di 7 metri e 50 posti.
complessa, a due lobi, che nel caso di Ngc 2899 la rendono molto simile a Il Parco dispone anche di un
una farfalla. La causa della struttura bipolare di alcune nebulose planetarie osservatorio e di un percorso
non è chiara. Si ipotizza che in alcuni casi dipenda dal fatto che al loro espositivo. Il 6 novembre, alle 20:15 e
centro invece che una stella singola ce ne siano due: quando una espelle alle 21:30, è in programma “Il cielo del
materiale, l’altra interferisce, “modellando” il gas emesso dalla compagna. mese: dagli antichi miti ai buchi neri”,
con spettacoli nel planetario e anche
osservazioni con i telescopi.
Info: https://lnx.ataonweb.it/wp/
parcoastronomicoliviogratton/

Ata

QUANTE SONO LE
COSTELLAZIONI?
Quelle ufficiali sono 88, e coprono
tutta la sfera celeste seguendo
precisi confini. Le ha stabilite negli
anni ’20 del Novecento l’Unione
Astronomica Internazionale per
Eso

mettere un po’ di ordine nel cielo.


Fino ad allora, infatti, ogni Paese
seguiva le proprie tradizioni, e le
Immagini da urlo proprie costellazioni. Naturalmente
le tradizioni dei vari popoli
rimangono, e le costellazioni legate
La fotocamera digitale più grande del mondo è alle singole culture (dalla Cina al
quasi pronta, e sarà usata per il telescopio da 8,4 Sud America, dall’Australia all’Africa)
metri di diametro dell’osservatorio Vera Rubin in continuano a essere utilizzate a
livello locale. Quelle ufficiali servono
costruzione sulle Ande. Ha una risoluzione di soprattutto agli astronomi per... non
3.200 megapixel: per vedere una immagine da fare confusione.
essa prodotta, servirebbero 378 schermi tv a 4K.

Focus | 17
VIDEO

PRISMA GUARDATE E
ASCOLTATE
IL “SIGNORE
IN BIANCO”

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

Le molte
voci
I beluga sono tra i cetacei più
“chiacchieroni” e vengono
Il sonar
incorporato
chiamati i canarini del mare
per le loro vocalizzazioni.
Hanno un repertorio con molti
suoni diversi: cinguettii, fischi,
L a “cupola” sulla testa del

COSE
trilli, squittii... I suoni sono
beluga è data dal melone,
essenziali per la
un organo di tessuto adiposo,
comunicazione sociale

DA SAPERE
comune agli odontoceti (i
(sott’acqua, sotto il ghiaccio e
cetacei come i delfini). È un
nel buio dell’inverno polare). I
“componente” del biosonar:

SUL BELUGA
piccoli imparano negli anni,
focalizza i suoni emessi
come i bambini, a emettere i
dall’animale, che poi ascolta
suoni in modo corretto.
l’eco di ritorno dall’ambiente e
localizza ciò che lo circonda.

L’abito L’effetto
Il beluga usa il biosonar per
cacciare e trovare i buchi nel

bianco nonna
ghiaccio da cui respirare.

C ol suo “vestito” candido, il


beluga (il nome viene dal I beluga sono animali molto
sociali, che vivono in piccoli La versione
russo bélyi, bianco), lungo fino
a oltre 5 m, è il cetaceo
dall’aspetto più singolare. Ma è
gruppi; in estate possono
radunarsi in centinaia, agli
estuari dei fiumi. Un recente
volante
perfettamente adattato al suo
ambiente: i mari artici. È bianco
(i piccoli nascono grigi, poi
studio, della Florida Atlantic
University, ha visto che creano
relazioni sociali oltre i rapporti
H a anche dato il nome a
un aereo: il “Beluga” è un
cargo di Airbus, adatto a
perdono la pigmentazione di stretta parentela. E si è grandi carichi, come parti di
negli anni) per camuffarsi tra i scoperto che i beluga sono tra aerei o satelliti. Ricorda il
ghiacci ed eludere i predatori: le 5 specie (Homo sapiens più cetaceo per la sua fusoliera
orche e orsi polari. Non ha la 4 cetacei) in cui le femmine bianca dalla “testa” bulbosa:
pinna dorsale, ma solo una vanno in menopausa. Il è lì, nella parte anteriore, che
cresta, per nuotare meglio vantaggio: si smette di si apre il portellone di carico.
Mondadori Portfolio

sotto il pack. E il 40-50% del riprodursi, ma si aiutano il Da inizio 2020 è entrata in


suo peso è grasso, disposto in gruppo e i propri discendenti. Il servizio la nuova versione,
uno spesso strato isolante. prezioso “effetto nonna”. l’Airbus Beluga XL.

Focus | 19
PRISMA

COME NATURA INSEGNA


Una struttura robusta ma ultra
leggera, come... una spugna

Getty Images
COMPORTAMENTO

Dire le bugie
Matheus Fernandes/Harvard SEAS

dipende da
Mondadori Portfolio

quanto mangi?
S e pensiamo a una spugna, a noi viene in mente qualcosa di soffice e
cedevole. Agli ingegneri di Harvard, invece, viene l’ispirazione per nuove
I ricercatori dell’Istituto di scienze e
tecnologie della cognizione del Cnr
hanno partecipato a uno studio per
strutture resistenti e ultraleggere, da usare per costruire ponti, grattacieli e capire se sazietà e digiuno influenzino la
sonde spaziali. I ricercatori hanno infatti guardato alle spugne vitree (come propensione a mentire. Hanno fornito a
quella sopra a sin.), spugne sorrette da una struttura scheletrica di sìlice. E in 150 volontari un dado da lanciare, con
particolare alla geometria dello scheletro di Euplectella aspergillum, chiamata facce di diversi colori, associati a un
“cestello di Venere” per la sua forma a vaso: per sostenere il corpo tubolare, la premio differente: 3 euro per il rosso, 1
struttura dello scheletro ha una griglia quadrata su cui si fondono rinforzi per il giallo e 0 per il blu.
diagonali, a coppie, che si intersecano (sopra a destra). Inganni. A metà dei volontari era stata
Confronti. Gli ingegneri, della Harvard John A. Paulson School of Engineering fornita una colazione prima di tirare il
and Applied Sciences, hanno replicato questa geometria e l’hanno messa a dado, all’altra metà dopo. Il risultato del
confronto con tradizionali geometrie a reticolo (usate in ponti ed edifici). Il lancio era visibile solo a chi lo aveva
design ispirato alla spugna si è dimostrato più resistente a parità di peso, fatto, che quindi poteva… barare. I
sopportando carichi maggiori senza instabilità, ma usando la stessa quantità di ricercatori si aspettavano, in generale,
materiale costruire che i soggetti già “nutriti” fossero meno
strutture .C.) portati a mentire. «Sappiamo che i
cambiamenti dello status energetico a
breve termine, indotti da digiuno o
sazietà, e a lungo termine, come quelli
associati all’obesità, influenzano processi
cognitivi come memoria, attenzione,
autocontrollo. Quest’ultimo è centrale
per la capacità di compiere scelte
etiche», spiega Eugenia Polizzi del
Cnr-Itsc. Invece, solo i soggetti con
indice di massa corporea inferiore a 25,
soprattutto donne, sono stati più onesti

MILIONI DI ANNI
dopo la colazione. Più dell’80% dei
soggetti obesi, se era uscito il blu, ha
invece mentito, prima o dopo colazione:
L’età dello sperma trovato in una femmina di crostaceo che forse l’obesità è associata a una difficoltà
aveva fatto sesso prima di finire intrappolata nella resina. a gestire potenziali perdite. (G.R.)

20 | Focus
ANIMALI

Ciao, sono la rana


dagli occhi larghi
“C he occhi grandi che hai”. Più che
Cappuccetto Rosso al lupo, lo
potrebbe dire uno zoologo a una rana:
alcuni di questi anfibi hanno infatti occhi
enormi, in proporzione al loro corpo. Ma, si
sono chiesti gli studiosi, perché “investire”
tanto su quella parte del corpo?
Habitat. Kate Thomas del Natural History
Museum di Londra ha allora analizzato 220
specie di rane e rospi: dimensioni del corpo
e degli occhi, tipo di attività, riproduzione.
Ha confermato che questi anfibi hanno
occhi particolarmente grandi (rispetto al
PALEONTOLOGIA corpo), tra i vertebrati. E la dimensione

Scoperta una nuova degli organi della vista è correlata al tipo di


habitat. Gli anfibi con occhi XL in genere

estinzione di massa: avviò vivono sugli alberi: hanno bisogno di


arrampicarsi, saltare e prendere decisioni

l’era dei dinosauri veloci durante i salti, nel complesso


ambiente delle foreste, aiutati dalla vista.
Invece, le rane che stanno spesso in acque

T utti sanno che i dinosauri sono scomparsi dalla faccia della Terra in
seguito a un’estinzione di massa avvenuta 66 milioni di anni fa. Anche
la loro comparsa, però, fu agevolata da un simile evento catastrofico,
fangose hanno occhi più piccoli. (G.C.)

Mondadori Portfolio
l’Episodio Pluviale Carnico, avvenuto 233 milioni di anni fa. Lo studio che
identifica questa finora sconosciuta estinzione di massa è stato pubblicato
sulla rivista Science Advances da un team guidato da Jacopo Dal Corso
della China University of Geosciences di Wuhan e Mike Benton della
University of Bristol (Uk), e di cui fanno parte molti ricercatori italiani. Segni
dell’evento, infatti, sono stati trovati anche nelle Dolomiti.
Devastazione e rinascita. La causa più probabile è stata una serie di
violente eruzioni vulcaniche in quella che ora è una regione dell’America
Nord-occidentale (Wrangellia), che hanno riscaldato il clima e acidificato gli
oceani con la grande quantità di gas serra immessi nell’atmosfera. Il risultato
fu un periodo caldo e piovoso, durato un milione di anni, che decimò le
specie esistenti. In seguito, però, ci fu un’esplosione di nuove forme di vita. A
partire dai dinosauri (che già esistevano ma erano rari), ma anche conifere,
coralli, tartarughe, coccodrilli, lucertole e i primi mammiferi. (A.P.)

MEDICINA
Getty Images

La fiducia nei vaccini nel mondo


I l più grande sondaggio a livello globale sull’attitudine nei confronti dei vaccini è
stato pubblicato dalla rivista Lancet. Coordinati dalla London School of Hygiene
and Tropical Medicine (Uk), i ricercatori hanno intervistato 284.000 persone in
tutto il mondo, chiedendo loro che cosa pensassero sull’argomento. Le risposte,
ottenute fra il 2015 e il 2019, mostrano che la fiducia nei vaccini è maggiore nei
Paesi del Sud del mondo, ma risulta in aumento anche in Europa, dove i dubbi su
efficacia e sicurezza sono storicamente più presenti.
I dati. In Italia, la percentuale di chi ritiene che i vaccini non siano sicuri è scesa
dal 5,45% del 2015 al 2,59% del 2019. In Francia, la quota di scettici resta alta,
ma è passata comunque dal 13 all’8%. Sebbene i dati siano migliori in Africa e
Asia, preoccupa il lieve calo di fiducia registrato in alcuni Paesi, fra cui Nigeria,
Pakistan, Filippine e Indonesia. Secondo gli autori dello studio, lo scetticismo è
spesso legato alla diffusione di notizie false e informazioni inaccurate. (M.Fr.)

Focus | 21
a cura di Giovanna Camardo

PRISMA SONORO

CHI RIDE PER PRIMO?


Ci sono persone con una risata contagiosa. Anche alcuni animali, pare. È il caso di un pappagallo, il kea (nella foto). Abita
sulle montagne della Nuova Zelanda e ha un particolare verso che mette gli altri di buonumore e fa loro venire voglia di
giocare. «È un verso che fa durante il gioco (ascoltatelo con la nostra realtà aumentata, ndr)», puntualizza Raoul Schwing,
dell’Università di Medicina Veterinaria di Vienna, che studia questo intelligente pappagallo. «Gioca da solo e con altri», dice
Schwing. Fa acrobazie in volo, lancia oggetti ai compagni, lotta per finta. Schwing ha fatto ascoltare ai kea sia il “richiamo
da gioco”, sia altri versi, e osservato le reazioni. «Sentendo quel suono, spesso i kea iniziavano a giocare, da soli o
coinvolgendo compagni che prima non stavano giocando. Non andavano verso l’altoparlante, la fonte del richiamo, quindi il
verso non è percepito come semplice invito a unirsi a un gioco. Causa un vero contagio emotivo». In pratica, fa venir voglia
di divertirsi. La trasmissione di un’emozione è ben nota tra noi umani ed è stata osservata in altri mammiferi come i primati.
Ma il kea è il primo uccello in cui viene rilevata. Dunque quel verso funziona come... una risata contagiosa? «C’è un simile
effetto di contagio emotivo, in un contesto di gioco, negli umani: i bambini diventano più giocosi se sentono risate registrate
di altri piccoli che si divertono», dice Schwing. «Se chiamiamo quella una risata contagiosa, allora è lo stesso per i kea».

22 | Focus
Mondadori Portfolio
AUDIO
ASCOLTATE
LA “RISATA”
CONTAGIOSA DI
UN PAPPAGALLO

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

AUDIO: Raoul Schwing


CHI sceglie di mangiar bene
Chi ama gli spinaci, si lascerà conquistare da questi deliziosi Mini Burger: ricchi di sostanze
nutritive e vegetali al 100%, in puro stile Kioene.

KIOENE.IT
SOCIETÀ
PRISMA
L’arroganza
non paga
Getty Images

Non è vero che fa carriera solo chi è


spietato e senza scrupoli. Anzi, è vero il
contrario. L’ha accertato una ricerca
della Berkeley Haas School of Business
(California). Gli scienziati hanno
rintracciato, dopo 14 anni, quasi 500 ex
studenti di 3 università che avevano
fatto test della personalità.
Tossici. I ricercatori hanno poi
studiato in che modo avessero fatto
carriera (intervistando i loro colleghi di
lavoro): costruendo alleanze con
persone influenti, aiutando gli altri,
puntando sulla propria competenza
oppure usando la paura e
l’intimidazione, manipolando gli altri.
Risultato: gli arroganti possono sì far
COMPORTAMENTO carriera, ma chi ha un comportamento
tossico fa più fatica a mantenere le
I bambini trattengono la golosità alleanze necessarie sul lavoro. (V.T.)

poiché temono i giudizi dei grandi


I bambini di 3 o 4 anni sanno già che cosa gli adulti si aspettano da loro e, se
vengono loro offerte delle caramelle, spesso non si dimostrano troppo golosi
e non vi si gettano subito sopra proprio per compiacere i grandi che li stanno
guardando. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università di San Diego (Usa)
Getty Images

insieme a quelli della Zhejiang University (Cina) che hanno sottoposto 273
bambini cinesi a una variante del celebre “test del marshmallow”.
Controllo. Il test consiste nell’offrire una di queste caramelle a un bambino
piccolo dicendo che, se è disposto ad aspettare invece di mangiare, otterrà 2
marshmallow. Come è noto, il test misura la capacità di autocontrollo: i bambini SCIENZA
che aspettano per addentare il dolcetto avranno poi più successo nella vita
perché sono più abili a pianificare il futuro. Ma il test può anche misurare un’altra
capacità: quella di capire che cosa gli altri si aspettano da noi. I bambini
Come “pulire”
dell’esperimento sono stati infatti divisi in due gruppi: ad alcuni è stato detto che
un insegnante avrebbe saputo quanto avevano aspettato prima di mangiare il
gli ingranaggi
dolce, ad altri non è stato detto nulla. Chi credeva che l’insegnante sarebbe stato
informato ha aspettato molto di più prima di addentare la caramella. (R.P.)
della memoria
COMUNICAZIONE
U no studio pubblicato sulla rivista
scientifica Aging Cell mostra che
esiste una molecola che può correggere i
difetti della memoria, rimettendo in moto i
Chi legge i tweet scientifici neuroni. Si tratta della spermidina, che si
trova in molti cibi: germi di grano, semi di

C hi sono i lettori di notizie


scientifiche su Twitter? Una
ricerca della Scuola di Medicina
più interna al mondo dei ricercatori,
degli addetti ai lavori.
Cinofili. La restante percentuale di
soia disidratati, formaggi stagionati,
funghi, fegato del pollo, piselli, mango.
Riciclo. Nei soggetti di mezza età
dell’Università di Washington (Usa) ha lettori ha rivelato un pubblico predisposti al declino cognitivo, la
esaminato 331.696 tweet che eterogeneo e per certi aspetti spermidina agisce sui lisosomi dei
facevano riferimento a 1.800 ricerche inquietante: era formato da sostenitori neuroni, gli organelli deputati a
scientifiche in ambito biologico. Lo della salute mentale, amanti dei cani, scomporre e riciclare, se possibile, gli
studio, pubblicato sulla rivista sviluppatori di videogiochi, vegani, aggregati tossici di proteine che si
scientifica Plos Biology, ha riscontrato investitori di bitcoin, teorici della accumulano nelle cellule. Ma, con
che il 96% dei lettori era composto da cospirazione, giornalisti, gruppi l’avanzare dell’età, gli scarti si
scienziati. religiosi. Fra gli autori dei tweet, oltre il accumulano e i lisosomi funzionano
Dunque, su Twitter le notizie di 5% dichiarava simpatie per comunità peggio. La spermidina però riesce a
scienza hanno una circolazione per lo nazionaliste bianche di destra. (V.T.) eliminare gli aggregati tossici. (G.R.)

Focus | 25
PRISMA
COMPORTAMENTO

Shutterstock
Fammi la faccia da flirt
C’ è un’espressione del viso che fa inequivocabilmente capire di essere
interessati ad approfondire la conoscenza con un possibile partner? C’è.
Perlomeno nel caso delle donne. Lo hanno provato i ricercatori dell’Università del
Kansas (Usa), che hanno fotografato alcune attrici alle quali avevano chiesto di
assumere espressioni civettuole. Hanno poi mostrato queste foto a un campione di
uomini. Tutti (o quasi) hanno riconosciuto una espressione in particolare come un
invito a proseguire in un approccio amoroso.
Se ci provi, ci sto. La “faccia da flirt” comprende viso leggermente girato con
mento voltato verso il basso, sguardo diretto verso il possibile partner (lo sguardo
così risulta un po’ “da sotto in su”) e un sorriso non troppo aperto: un’espressione
molto simile a quella mostrata nella foto qui a destra. (R.P.)

ANIMALI

Mari più caldi,


cozze più deboli
L a diminuzione della concentrazione
di ferro nei mari, legata ai
mutamenti chimici generati dal
ASTRONOMIA cambiamento climatico, indebolisce il

Cieli da primato “cemento” che le cozze usano per


Mondadori Portfolio

aderire agli scogli. Lo sostiene uno

in Valle d’Aosta studio della Purdue University (Usa),


pubblicato sulla rivista Environmental
Science & Technology.
In vasca. La ricerca è stata condotta

I l vallone di Saint-Barthélemy (Aosta)


è tra i migliori luoghi al mondo per
ammirare le stelle. La località di
consentono di risparmiare energia e
di non disperdere la luce verso l’alto.
Patrimonio di tutti. «Avere
su cozze tenute per tre giorni in vasche,
a concentrazioni decrescenti di ferro. I
chimici hanno poi misurato la forza con
Lignan, in particolare, è stata la prima accesso a un cielo ricco di stelle è cui i molluschi aderivano al substrato e
in Italia a ottenere la certificazione importante per chi studia il cosmo e le caratteristiche del cemento. Nelle
Starlight Stellar Park rilasciata dalla per ognuno di noi», ha detto Nichi vasche con meno ferro, non solo la
Fundación Starlight dell’Istituto di D’Amico, presidente dell’Inaf da poco forza adesiva era inferiore, ma il
Astrofisica delle Canarie, grazie scomparso, «perché cambia la cemento appariva anche più sottile e di
all’installazione di lampioni dotati di prospettiva e gli orizzonti culturali con colore più scuro. Il ferro, infatti, rafforza
corpi illuminanti a stato solido, che cui guardiamo il mondo». (A.P.) i legami chimici che si formano fra le
proteine che compongono il materiale,
rendendolo più forte. (M.Fr.)
COMPORTAMENTO

Ci piace solo... chi vince da solo


C i piacciono gli individui di successo. Ma solo se ce la fanno da soli. Se
invece ad arrivare al risultato sono gruppi di persone che collaborano, la
loro riuscita non ci emoziona. I ricercatori della Cornell University (Usa) sono
arrivati a questa conclusione mettendo insieme i risultati di alcuni studi.
In team. Le ricerche hanno provato, per esempio, che si ricava più piacere a
vedere Usain Bolt vincere la medaglia nei 100 metri piuttosto che guadagnare
l’oro nella staffetta. Allo stesso modo, se si dice a un gruppo di persone che
Mondadori Portfolio

una società ha avuto ottimi risultati grazie al suo amministratore delegato, le


viene assegnato un valore più alto che se i successi sono dovuti a un team di
dirigenti. Questo perché chi vince “di persona” ci fa credere che sia possibile
dominare gli eventi, ma i successi collettivi li attribuiamo alle circostanze. (R.P.)

26 | Focus
GRISPORT
quotidiane certezze

www.grisport.com

MOD.43601

COLLECTIO N
Brevetto internazionale Grisport
per un incomparabile comfort del ppiede.
Mario Radakovic/World Meteorological Organization

NEVE E VENTO
Nevicata a Zagabria
(Croazia). Sotto:
forte vento al lago
General Carrera
(Cile). Il clima
condiziona la vita
delle persone.

Grazie a satelliti e supercomputer,


le previsioni meteo guardano MEMORIE
sempre più lontano. Ma Libreria digitale nel
supercomputer del
l’intervento umano è ancora centro meteo
Ecmwf: ogni unità

fondamentale. Viaggio nel centro


di memoria
contiene 8,5

meteo più prestigioso del mondo.


terabyte di dati.

di Vito Tartamella
Gonzalo Bertolotto Quintana/World Meteorological Organization

28 | Focus
studiare l’atmosfera

MINACCE
Nubi tempestose
sul cielo di
Heilbronn,
Germania. Sotto,
un vortice in mare
a Lubenice
(Croazia). Il caldo
globale rende più
estremo il meteo.

Maximilian Ziegler/World Meteorological Organization


Andrew Brookes
Ana Ricov/World Meteorological Organization
do

E ra il 22 ottobre del 2012, e il sa-


tellite Goes-13, che teneva d’oc-
chio il Nord America da 36mila
km d’altezza, aveva fotografato
un’area di bassa pressione nel Mar dei Caraibi.
Stava nascendo un vortice atmosferico: un ciclo-
ne tropicale, insomma. I meteorologi lo battezza-
rono “Sandy” e iniziarono a seguirlo con attenzio-
ALL’ERTA
Reading (Uk):
scienziati nella
sala operativa di
ne. Perché Sandy diventava sempre più intenso, Ecmwf, il centro

Gentile concessione Ecmwf


muovendosi verso le Grandi Antille. In soli 3 gior- europeo per le
previsioni meteo.
ni era diventato un uragano di categoria 2, con Nell’altra pagina,
venti a 160 km/h e un diametro di 1.400 km, la un uragano
distanza Roma-Madrid. Un mostro: i giornali lo sull’Egitto
ribattezzarono “Frankenstorm”, tempesta Fran- nel 2019.
kenstein. E iniziarono a temere che colpisse la
popolosa costa est degli Usa.
Per la maggior parte dei servizi meteorologici, Oggi i pronostici meteo sono
gli Stati Uniti potevano stare tranquilli: Sandy si
sarebbe sfogato in mare aperto. Ma dall’altra par- affidabili fino a 9 giorni. Entro
te dell’oceano i meteorologi di Reading, vicino a
Londra, già dal 23 ottobre avevano previsto che 5 anni arriveremo al doppio
Sandy si sarebbe abbattuto sugli Usa. Solo il 26 ot-
tobre i servizi meteo americani si accorsero che può essere un’arma di distruzione di massa, so-
i britannici avevano ragione. E diedero l’allarme. prattutto oggi: gli eventi estremi, come Sandy,
sono acuiti infatti dal cambiamento climatico.

Yoshiaki Sato/World Meteorological Organization


ATTENDIBILI FINO A 9 GIORNI Secondo la Wharton Business School dell’Uni-
Troppo tardi per mobilitare milioni di persone: il versità della Pennsylvania, il mercato globale
29 ottobre Sandy arrivò sulle città costiere: colpì delle previsioni meteo vale 6 miliardi di dollari:
24 Stati, dalla Florida al Maine, provocando dan- sapere che tempo farà è determinante per la si-
ni per 69 miliardi di dollari e 233 morti. Il quinto curezza dei voli aerei, per chi lavora sulle piatta-
uragano più distruttivo nella storia degli Usa. forme petrolifere, per le centrali energetiche, per
Centrare le previsioni del tempo, e con il dovuto gli agricoltori. Ma con quanto anticipo possono
anticipo, può salvare molte vite. Perché il clima spingersi le stime sul tempo che farà? Oggi il tet-

Come si fanno le previsioni del tempo


decine di satelliti
con orbita polare radar
1 MISURE GLOBALI
o geostazionaria meteorologici
Per poter elaborare una previsione
3.000
aerei 1.300 meteorologica globale, occorre
stazioni aeree conoscere in dettaglio la situazione
(palloni sonda) fino dell’atmosfera, degli oceani, dei ghiacci
a 30 km di quota e della terraferma. Tutti questi dati sono
forniti dal Global Observing System
dell’Organizzazione meteorologica
mondiale, un’agenzia dell’Onu a cui
aderiscono 191 Paesi.
Consiste in una rete capillare di
strumenti, sparsi in tutto il mondo, che
4.000 misurano pressione atmosferica,
11.000
navi temperatura, densità dell’aria, umidità,
stazioni terrestri
venti attraverso stazioni meteo terrestri,
aerei, navi, satelliti. Ogni giorno vengono
stazioni raccolte 300 milioni di osservazioni, di
servizio automatiche
meteorologico cui 40 milioni vengono processate dai
computer.
https://public.wmo.int/en/programmes/global-observing-system

30 | Focus
studiare l’atmosfera

che sta facendo ora: ovvero, conoscere i valori


della pressione, della temperatura, dell’umidi-
tà, della densità dell’aria e dei venti. E valutarne
le reciproche interazioni per capire quali effetti
produrranno. Un compito non semplice: nel 1922
il meteorologo britannico Lewis Fry Richardson,
per calcolare una previsione a 6 ore su due punti
dell’Europa Centrale impiegò 6 settimane.
«L’atmosfera è un sistema complesso nel quale
ogni elemento interagisce con tutti gli altri, e le
equazioni non hanno mai una sola soluzione pos-
sibile», spiega Dino Zardi, docente di meteorolo-
gia e climatologia all’Università di Trento. «L’at-
mosfera è un esempio perfetto di teoria del caos:
basta un piccolo cambiamento (il famoso battito
d’ali di una farfalla in Brasile) per produrre effetti
– o errori – enormi (un tornado in Texas). Stimare
to per previsioni attendibili è 9 giorni: potremo l’evoluzione del tempo è come calcolare cosa ac-
andare oltre? Focus l’ha chiesto agli autori della cadrà a una particella di polvere sul bordo di una
QUANTO SONO previsione su Sandy: gli scienziati del Centro eu- vasca da bagno piena d’acqua nella quale si versi
ATTENDIBILI ropeo per le previsioni meteorologiche a medio un bicchiere d’acqua bollente: con la differenza,
LE PREVISIONI termine (European Centre for Medium-Range però, che non possiamo fermare l’atmosfera ter-
OGGI Weather Forecasts, Ecmwf ), il centro più avanza- restre per fotografarne tutti i parametri».
Il grado di to al mondo. Un’organizzazione intergovernativa
accuratezza (su finanziata da 22 Paesi fra cui l’Italia. MILIARDI DI CALCOLI AL SECONDO
scala globale, sotto
a destra) delle L’Ecmwf sforna ogni giorno il modello globale Ecco perché la moderna meteorologia ha potuto
previsioni sulla di previsioni meteo più affidabile al mondo. Ma far progressi solo dagli anni ’50, grazie ai primi
temperatura. La cos’è? Per capirlo, occorre fare un passo indietro. computer. Che hanno potuto elaborare in tem-
percentuale indica Per prevedere che tempo farà, occorre innanzi- pi ragionevoli l’enorme mole di dati sullo stato
la probabilità di tutto avere più informazioni possibili sul tempo del clima terrestre, per prevederne l’evoluzio-
fare una previsione
corretta, ovvero
quante volte in
media la previsione
risulta esatta. Per 1 giorno 2 giorni 3 giorni 4 giorni 5 giorni 6 giorni 7 giorni 8 giorni 9 giorni
le precipitazioni,
invece, il grado di
accuratezza è più
basso del 20-25%. 98,5% 98% 97% 91% 91% 85% 79% 65% 60%

2 DATI NELLE GRIGLIE


I dati forniti dalla rete di osservazione mondiale sono
inseriti in una griglia tridimensionale ottaedrica con cui
GRIGLIA 3D
viene suddivisa la superficie terrestre e l’atmosfera.
Un insieme di algoritmi valuta le interazioni fra griglie
vicine e ne prevede l’evoluzione nel tempo. Sono i
modelli meteorologici globali: i più celebri sono il Gfs
(Global Forecast System, Usa) e l’Ecmwf (Europa).
Il Gfs inserisce i dati in una griglia di 13 km di lato;
l’Ecmwf in una griglia di 9 km di lato: più l’area è
piccola, più dettagliate saranno le previsioni (ma
occorrono computer più potenti). L’Ecmwf divide la
Terra in aree di 81 km² con 6,5 milioni di punti che
distano fra loro 9 km. Queste aree si sviluppano su
Gentile concessione Ecmwf

137 livelli verticali, fino a 80 km di quota, formando


890 milioni di volumi tridimensionali. In ognuno di
questi volumi si registrano ogni 7,5 minuti i dati
meteo (temperatura, venti, umidità, nuvole, altezza,
piogge, aerosol) e le interazioni coi volumi vicini.
Ogni giorno
Pianeta: ciascun’area virtuale ha un lato di 9 km:

GettyImages
alla fine degli anni ’70 erano di 210 km e per elabo-

la rete meteo
rarne l’evoluzione occorrevano 50 megaflop (50
milioni di operazioni al secondo). Ora, per esami-

globale
nare gli 890 milioni di aree tridimensionali in cui
è suddiviso il globo (e l’atmosfera fino a 80 km di

raccoglie 300
quota, v. schema) occorrono almeno 100 teraflops,
cioè 100mila miliardi di operazioni al secondo.

milioni di dati
Del resto, la mole di dati è aumentata molto: fino
a 40 anni fa si consideravano solo i dati su terra,

elaborati
mare, atmosfera; poi sono entrati nel computo
anche i ghiacci, i gas a effetto serra, gli inquinanti,

da super
gli incendi e le nuvole, grazie ai satelliti. «Dal 2019,
ad esempio, grazie al satellite Aeolus riusciamo

computer
a rilevare i profili orizzontali dei venti: siamo il
Centro che riesce ad assimilare più osservazioni
di qualunque altro al mondo», precisa Balsamo.
ne. «Negli ultimi 50 anni», racconta Gianpaolo
IN SICILIA Balsamo, della sezione modellistica del sistema COME I FOTOGRAMMI DI UN FILM
Palermo, veicoli terrestre di Ecmwf, «l’accuratezza dei modelli Con i suoi 4.249 teraflops al secondo, il supercom-
sommersi dopo un è salita dal 40 al 98,5%: oggi una previsione a 5 puter di Ecmwf, un colosso pesante 100 tonnella-
temporale giorni è affidabile come una a 3 giorni di 20 anni te, è il 63° più potente al mondo: impiega solo 2
avvenuto lo scorso
luglio: in pochi fa. Ogni 10 anni guadagniamo un giorno di antici- ore per calcolare l’evoluzione del tempo su tutto
minuti sono caduti po in più». Con alcune differenze, però: mentre il Pianeta, partorendo 50 scenari alternativi pos-
più di 80 mm di possiamo prevedere che temperatura farà doma- sibili: 70 anni fa occorreva un giorno per produrre
pioggia, causando ni con un’accuratezza del 98,5%, questa scende un solo scenario. E l’anno prossimo, grazie a un
notevoli danni al 78% per le precipitazioni. Non conosciamo in investimento di 80 milioni di euro, il cervellone
in città. dettaglio la fisica delle nuvole, e in più «le piogge di Ecmwf diventerà 10 volte più potente, salendo
sono localizzate, essendo influenzate dalla parti- a 40 petaflops: il nuovo supercomputer si trasfe-
colare conformazione di ogni territorio (presenza rirà nel Tecnopolo di Bologna, che diventerà il più
di fiumi, montagne, città)», precisa Balsamo. grande centro elaborazione dati meteorologici al
I dati disponibili nella rete d’osservazione glo- mondo. Qui avrà sede anche Italia Meteo, la nuova
bale (soprattutto grazie ai satelliti) sono milioni e agenzia nazionale per la meteorologia che coor-
i computer sono molto più potenti e veloci nell’e- dinerà tutti gli enti che si occupano di previsioni,
laborare tutti questi dati: parliamo di circa 40 dall’Aeronautica militare alla Protezione civile.
milioni di osservazioni che fotografano l’intero Ma il vero segreto, dietro a tutti questi chip, resta
globo: l’atmosfera, ma anche gli oceani, i ghiacci, l’uomo: «Il computer da solo non basta: occorre
la terraferma. Tutti questi parametri vengono po- un algoritmo che elabori correttamente i dati»,
sti in una griglia tridimensionale che riproduce il aggiunge Balsamo. «I nostri sono scritti da un

3 SCENARI
I supercomputer analizzano i dati
di ciascuna cella ed elaborano le
possibili evoluzioni nel tempo,
tenendo conto dei diversi ambienti
(mare, terra, ghiacci, atmosfera) e
delle loro interazioni. Dato che il
clima è un sistema complesso, nel
quale una piccola variazione può
generare scenari molto diversi, il
computer fornisce vari scenari
alternativi possibili (50 per Ecmwf,
20 per Gfs): poi i meteorologi
Gentile concessione Ecmwf

valutano quali sono i più probabili.


I supercomputer generano 2
previsioni globali al giorno (ogni 12
ore), con un orizzonte temporale di
10 giorni.

32 | Focus
studiare l’atmosfera

UNA FLOTTA DI SENTINELLE


Nel disegno, i circa 30 satelliti che raccolgono
dati meteo su scala globale al servizio delle
previsioni del tempo. Appartengono a singoli
Paesi o enti, sia nazionali sia internazionali.

Noaa

Eumetsat

Comm. Europea

Nspo

Esa

orbita geostazionaria

orbita polare

punti di Lagrange

Noaa
4 DATI LOCALI
I servizi meteo nazionali raccolgono
dati dettagliati sul territorio. In Italia lo
fa il Servizio meteorologico
dell’Aeronautica militare. La nostra
rete osservativa è formata da: 112
stazioni terrestri dell’Aeronautica
militare, 8 basi di lancio per palloni
sonda, 15 postazioni di rilevamento
dei fulmini, 4.500 stazioni
idropluviometriche della Protezione
civile e i satelliti Eumetsat e
Copernicus. I dati italiani sono inseriti
Gentile concessione Ecmwf

in griglie di 2-5 km di lato: il


supercomputer dell’Aeronautica fa le
previsioni partendo dal modello
globale di Ecmwf, aggiornandole 4
volte al giorno.

Focus | 33
dossier
centinaio di ricercatori, che hanno tradotto le alcune vallate più strette hanno acquisito un’ac-
equazioni della fisica dell’atmosfera in un codice celerazione maggiore. Una lezione che abbiamo
utilizzabile. Le previsioni sono come il vino: dalla imparato per l’avvenire».
stessa uva due cantine possono ottenere risultati Già, perché la fedeltà dei modelli globali deve poi
molto diversi, che dipendono da ogni singolo ele- calarsi nelle specificità di ogni territorio. La pre-
mento usato nelle procedure. Noi usiamo il meto- senza di valli, laghi, edifici può modificare molto
do “4D-var,” ovvero la variazione in 4 dimensioni il tempo atmosferico: ecco perché è importante
(3 nello spazio, una nel tempo): fotografiamo lo il ruolo di un meteorologo che conosca le speci-
stato del Pianeta ogni 7,5 minuti e, come fosse ficità dei luoghi. «Bisogna conoscere come una
un film, ricostruiamo i fotogrammi mancanti in determinata zona si comporta all’arrivo di venti
modo più fedele». o nubi. La Liguria, ad esempio, è un’area dov’è dif-
L’intelligenza artificiale potrà migliorare le pre- ficile fare previsioni perché ha un suo microclima
visioni, correggendo gli errori commessi in passa- dovuto alla presenza di colline e monti a ridosso
to? «Non ancora», risponde Balsamo, «perché la del mare: quando arrivano perturbazioni dalla
mole di dati è troppo elevata: una macchina non Francia, si generano basse pressioni molto loca-
è in grado di autoapprendere da previsioni meteo lizzate: temporali che si fermano in Liguria senza
sbagliate del passato, scrivendosi i codici da sola. arrivare a Parma. E sono difficili da prevedere an-
L’intervento dell’uomo è ancora fondamentale. che le condizioni nelle grandi aree metropolitane:
Faccio un esempio concreto: nel 1994 l’alluvione un tempo, nel tardo pomeriggio arrivava a Roma
del Tanaro in Piemonte fece 70 morti; nel 2019, il ponentino, una brezza che si alzava dal Tirreno.
nelle stesse zone, si è verificato un evento ancora Oggi è scomparso perché è bloccato dalla massic-
peggiore, ma con una sola vittima: il territorio era cia edificazione intervenuta nel frattempo».
stato allertato per tempo. Il motivo? Nel frattem- Ma l’urbanizzazione non è l’unico cambiamento
po avevamo migliorato la ricostruzione del ciclo che incide sul tempo. Il cambiamento climatico,
idrologico nei nostri modelli. La previsione del infatti, sta producendo eventi sempre più vio-
tempo è una rivoluzione silenziosa». lenti. Tanto che nel Mediterraneo si sviluppano
uragani simili a quelli tropicali, i “Medi-cane”
L’INCOGNITA DELLA LIGURIA (Mediterranean hurricane): si verificano una o
Come spiegare, allora, gli ingenti danni della tem- due volte l’anno, fra agosto e settembre. Rispetto
pesta Vaia, in cui i venti di scirocco a 200 km/h agli uragani tropicali sono più piccoli (il diametro
nell’ottobre 2018 hanno distrutto ettari di fore- massimo è 300 km), meno violenti (i venti arriva-
ste? «In quel caso», risponde il tenente colonnello no sui 120 km/h) e durano solo un paio di giorni.
Guido Guidi, del Centro Operativo per la Meteo-
rologia dell’Aeronautica militare, «avevamo pre-

Il cambio climatico rende più


visto piuttosto bene l’evento nel suo complesso,
ma non venti così intensi. Che si sono rivelati

difficile prevedere le piogge. E


molto più violenti anche per l’“effetto Venturi”: se
un fluido passa attraverso una strozzatura, la sua

crea uragani nel Mediterraneo


velocità aumenta. I venti che si sono incanalati in

ITALIA, PREVISIONI ZOPPE: DA 6 ANNI MANCANO LE BOE PER


La meteorologia italiana fondamentali per capire
è zoppa. Dal 2014, la situazione del mare e
infatti, non ha un dato la sua influenza sul
fondamentale per clima.
fotografare l’andamento In mancanza d’altro, le
del clima: la situazione condizioni del mare
del mare, che fino a sono state finora
quell’anno era stata rilevate dai satelliti: ma
monitorata dalla rete le boe sono
ondametrica nazionale. fondamentali per
Un gruppo di 15 boe, calibrarne i dati in modo
posizionate a 3-5 miglia preciso, con un
dalle coste, che riscontro sul campo.
registravano le onde, la Le boe, gestite
pressione e la direzione dall’Ispra (Istituto
del vento: elementi superiore protezione e

34 | Focus
si ridurrà sempre più la differenza di temperatura
fra Artico ed Equatore. Calerà invece, fra il 10 e
il 40%, la prevedibilità delle piogge, soprattutto
d’estate. Ed è un dato preoccupante, vista la di-
struttività delle precipitazioni intense.
Come potremo gestire tutto questo? «Aumen-
tando la risoluzione delle osservazioni e delle
previsioni», risponde Balsamo. «Oggi le griglie
del modello globale sono quadrati di 9 km di lato.
Ora l’Unione Europea ha investito 8 miliardi di
euro nel progetto “Destination Earth”: dal 2021
Ecmwf, Esa, Eumetsat e i centri di calcolo euro-
pei (fra cui Bologna) collaboreranno per arrivare,
entro il 2030, a griglie di 1 km di lato. Con questi
dati avremo previsioni più precise e a lungo ter-
mine che terranno conto anche di inquinamento
e incendi. Ora le previsioni hanno un’attendibili-

Aereonautica
tà elevata fino alla seconda settimana; arrivere-
mo alla terza e alla quarta. Già oggi ci spingiamo,
come tendenze, fino a 6 settimane, per program-
Si formano a temperature più basse rispetto ai mare la produzione di energie rinnovabili».
AERONAUTICA Tropici (bastano meno di 26 °C) sullo Ionio, sul
Il Centro operativo canale di Sicilia, sul mar Libico, intorno alle Bale- COSA CI ASPETTA IN AUTUNNO?
meteorologia della ari. Rispetto al passato, i Medicane sono diventa- Cosa ci aspetta, allora, nei prossimi mesi? «Le pre-
Aeronautica
militare, a Pratica ti più violenti: quando arrivano sulla terraferma visioni a lungo termine, fino a 12 mesi, sono più
di Mare (Roma): producono inondazioni e danni rilevanti. «Que- accurate ai Tropici, dove i fenomeni climatici sono
applica all’Italia i sto accade», dice Serena Giacomin, meteorologa e stabili e ciclici», risponde Balsamo. «Da qui a un
modelli meteo presidente dell’Italian Climate Network, «perché anno dovrebbe continuare a dominare la Niña, un
globali per il Mediterraneo è un bacino chiuso, il mare si scal- raffreddamento delle acque superficiali dell’ocea-
elaborare le da 10 volte più velocemente rispetto agli oceani. no Pacifico Centrale e Orientale. Le perturbazioni
previsioni nel
nostro Paese.
Ci sono meno scambi energetici fra masse d’aria, in arrivo dall’Atlantico non troverebbero ostacoli
che ristagnano accumulando energia». e l’alta pressione resterebbe sul Nord Africa. Così
Come incide il cambio climatico sulle previsioni l’autunno sarà secco, più caldo del normale in Ita-
meteo? Gabriele Messori, docente al Dipartimen- lia centrale e meridionale, mentre al Nord Italia (e
to di scienze della Terra dell’Università di Uppsa- in Europa continentale) ci saranno precipitazioni
la (Svezia), ha simulato l’evoluzione del clima anche intense, soprattutto a novembre. L’inverno,
fino al 2100. Scoprendo che migliorerà del 10% la invece, dovrebbe essere mite al Sud e nella norma
prevedibilità dei valori di pressione e del 30% di stagionale al Nord». Vedremo se l’Ecmwf avrà vi-
quelli di temperatura, poiché nel nostro emisfero sto giusto anche stavolta.

MONITORARE I MARI
ricerca ambientale), gestiremo solo 7 nuove
sono state ritirate 6 anni stazioni. Saranno
fa per manutenzione, e collocate entro fine
non ancora sostituite: anno al largo di La
«Mancavano i fondi», Spezia, Alghero, Ponza,
spiega Maurizio Ferla, Palermo, Crotone, AL LARGO
responsabile del Centro Monopoli e Ancona». Una boa per
nazionale protezione Un piccolo passo per un rilevare i dati in
fascia costiera di Ispra. Paese con 7.500 km di mare: l’Italia ne è
«Il ministero coste, e un elevato priva dal 2014.
dell’Ambiente ha da rischio di catastrofi Nell’altra pagina,
poco recuperato e ambientali. Per fare un il rendering di
Italia Meteo, in
stanziato 1,8 milioni di confronto, solo sul
costruzione a
euro con cui Mediterraneo la Spagna Bologna: sarà
acquisteremo, ha 19 boe e la Francia l’agenzia unica
posizioneremo e 13 (dati MonGoos). per il clima.

Focus | 35
scienza
Shutterstock

NOSTRO
CUGINO
Ricostruzione
realistica di
uomo di
Neanderthal al
Museo delle
Scienze (Muse)
di Trento.
ANIMAZIONE
E SE ANCHE
I DINOSAURI
I nostri antichi CI FOSSERO
ANCORA?

cugini erano più ZN INQUADRA


LA PAGINA
CON LA
bassi di noi e APP
INFO A PAGINA 5

anatomicamente
un po’ differenti.
Avevano anche una
struttura sociale
meno sviluppata.
di Gabriele Ferrari

i Neanderthal non
si fossero estinti...
... avrebbero cambiato noi
e l’ambiente circostante
Focus | 37
DOVE SI TROVAVANO
INeanderthal abitavano un
territorio molto vasto, che
andava dalla Spagna
territori un po’ più aperti e a
prateria di quelli frequentati
dai sapiens, ma al massimo
Occidentale all’Asia Centrale, della loro espansione
dove si incontrarono (e si occupavano dall’Inghilterra
accoppiarono) con gli uomini alle sponde del Mediterraneo,
di Denisova. Erano divisi e quindi erano adattati ad
geneticamente in tre distinte ambienti diversi. Usavano
popolazioni: Asia dell’Ovest, strumenti e costruivano
Europa del Nord ed Europa capanne all’aperto, ma sono

Getty Images
del Sud. È possibile che stati trovati focolari anche
all’inizio fossero abituati a all’interno di grotte.

Avevano bisogno di vasti territori,


perché davano la caccia a grandi erbivori.
E si accoppiarono con i sapiens

COME LORO
Un uomo vestito
da Neanderthal,
in giro sulle Alpi,
per far vedere
alle popolazioni
locali e ai turisti
come vivevano
Getty Images

i nostri cugini.
CORPI A CONFRONTO NEANDERTHAL
UOMO
MODERNO

E rano in generale più bassi


e muscolosi di Homo
sapiens. I maschi arrivavano a
differenze più importanti erano
nella struttura del cranio: i
neanderthaliani avevano
Fronte più bassa
e più larga
Arcate più
malapena a 1,7 metri, ma un’arcata sopraccigliare marcate
pesavano oltre 80 kg; le grossa e sporgente (una Naso più grande
femmine erano più piccole. struttura detta toro
Avevano un torace ampio e sopraorbitale), e narici più Articolazione
più grande
arti più corti, rispetto al corpo, ampie. Il loro cervello era delle
di quelli della nostra specie. nostre stesse dimensioni, Cassa
Uno studio genetico ha avevano una fronte più bassa toracica
più ampia
chiarito che alcuni potevano e sfuggente, e una sporgenza
avere i capelli rossi. Le a livello della nuca.

Gomiti
più robusti

Braccia
Anche più più corte
a storia è scritta dai vincitori, si sa. E, nella larghe
battaglia tra le specie per il dominio della Ter-
ra, i vincitori siamo noi, gli esseri umani. Per
questo, le altre forme più simili a noi hanno Rotule più
sempre avuto un problema di immagine; nei libri di storia tut- larghe e
più spesse
ti “gli altri” risultano primitivi e ottusi, se non peggio. L’esem-
pio più classico è l’uomo di Neanderthal (Homo neanderthalen-
sis), nato circa 700.000 anni fa dalla stessa specie da cui è nato
l’uomo: nostro cugino, quindi. L’uomo di Neanderthal popola- Tibia più
va l’Europa e l’Asia Centrale e Occidentale, da cui scomparve corta e piatta
circa 38.000 anni fa. La coincidenza con l’arrivo di Homo sa-
piens, che iniziò la definitiva “invasione” dell’Europa 45.000 Articolazioni

Mondadori Portfolio
anni fa (molto dopo l’uscita dall’Africa, circa 70.000 anni fa), ha più lunghe
fatto pensare in qualche modo a una nostra responsabilità. Ma
è davvero andata così? E come sarebbe adesso il mondo, se i
Neanderthal non si fossero estinti?
della tribù, e addirittura che la portassero da luoghi lontani».
MITI DA SFATARE Ma, allora, come sarebbe cambiata la storia se i Neanderthal
Quello che sappiamo è che l’invasione dell’Europa da par- fossero rimasti accanto a noi? «Al tempo dell’arrivo in Euro-
te della nostra specie avvenne in un periodo di cambiamenti pa», dice Wragg Sykes, «per quanto ne sappiamo, entrambe le
ambientali, lenti ma costanti, che modificarono il territorio e popolazioni erano molto piccole, tra 4 e 10mila individui cia-
quindi anche le risorse alimentari. A quel tempo sia gli uomini scuna, e probabilmente verso i valori inferiori. Ma la struttura
di Neanderthal sia Homo sapiens erano cacciatori-raccoglitori delle popolazioni era molto diversa; anche se non erano molti,
e secondo la narrativa dell’incontro gli uomini moderni erano sembra che i sapiens avessero legami più ampi e interconnessi
superiori, più intelligenti e brillanti, più evoluti dei primitivi tra tribù diverse». Inoltre, non ci fu una sola ondata di arrivo
neanderthaliani. degli uomini moderni, ma almeno due o tre.
«L’immagine dei Neanderthal delineata dai primi studiosi era
quella di bruti che camminavano con le gambe storte, non mol- OLTRE LA BARRIERA
to diversi dai gorilla. Un’immagine dovuta in parte al razzismo Per tracciare, quindi, una storia alternativa, in cui Homo ne-
di fine Ottocento/inizio Novecento», spiega Rebecca Wragg anderthalensis sopravvisse al nostro arrivo in Europa, sono
Sykes, esperta di Neanderthal presso l’Università di Bordeaux, necessarie alcune ipotesi: «Uno dei modi, per i nostri cugini, di
vincitrice della Marie Curie Intra European Fellowship e au- continuare a vivere contemporaneamente a noi sarebbe stato
trice del nuovissimo volume Kindred: Neanderthal Life, Love, di mettere delle barriere all’entrata in Europa», ipotizza Con-
Death and Art (Bloomsbury Sigma). L’immagine dei Neander- demi. «L’Europa sarebbe stata allora una specie di Paradiso
thal è andata però migliorando nel tempo, specialmente negli Terrestre, senza animali e piante allevati, e con un profondo
ultimi 15-20 anni. «Gli studi ci confermano che i Neanderthal rispetto per la natura: quasi uno scenario da fantascienza». Se
erano tecnologicamente molto più sofisticati di quanto pen- il metodo avesse funzionato, e se trasportassimo il comporta-
sassimo: purtroppo quello che è rimasto sono solo i fossili e le mento dei neanderthaliani ad adesso, è probabile che avremmo
pietre lavorate, ma sembra che fossero in grado anche di usare come vicini di casa ancora dei cacciatori-raccoglitori.
corde e altro materiale deperibile», afferma Silvana Condemi, «Dobbiamo però ipotizzare che ci sarebbe stato abbastanza
paleoantropologa, direttrice di ricerca del Centro nazionale di spazio per tutti», mette in guardia Wragg Sykes. Una tribù di
ricerche scientifiche (Cnrs) francese e autrice di Mio caro Ne- cacciatori ha bisogno di territori molto vasti, per sostenersi con
anderthal (Bollati Boringhieri). Wragg Sykes aggiunge: «Erano grossi erbivori come prede. Quindi, se anche fosse stata possi-
in grado di abbattere prede anche molto grosse; ci sono prove bile la convivenza in alcune regioni come l’Asia Centrale e Set-
che tagliassero la carne e la condividessero tra i componenti tentrionale, per l’Europa, piccola e appetibile, il tutto sareb-

Focus | 39
COME VIVEVANO
S ia l’uomo di Neanderthal
sia l’Homo sapiens erano
cacciatori-raccoglitori, e
che abitavano, e potevano
anche raccogliere frutti di
mare e pescare. Vivevano in
vivevano delle prede che gruppi sociali piuttosto piccoli,
trovavano sul territorio. Un che arrivavano al massimo a
tempo si riteneva che i una trentina di individui e le
Neanderthal fossero anche loro tribù, a differenza di
specializzati nella caccia quelle della nostra specie, non
grossa di mammut, cavalli e erano molto connesse.
renne, ma ora si sa che si Sembra che non ci fosse una
nutrivano di una gran varietà marcata divisione del lavoro,
Getty Images

di prede secondo la regione anche nella caccia.

be stato più complicato. All’interno di un’Europa “barricata” i gere in maniera diversa da come sono effettivamente accadute
neanderthaliani avrebbero dovuto far fronte, oltre alle ondate nel corso della storia, quando gli europei si sono presentati alle
migratorie, a un altro problema: la fecondità della loro specie soglie dei continenti abitati da altre popolazioni. In breve tem-
era bassa. Sarebbe bastata, come ha dimostrato Condemi in un po, queste ultime sono state sterminate, ridotte in schiavitù o
articolo del 2019, una riduzione della fertilità delle primipare totalmente occidentalizzate», afferma Wragg Sykes.
(le donne che hanno il primo figlio) per farli scomparire nel
giro di settemila anni, anche senza l’intervento di sapiens, una PIÙ CHE CUGINI, FRATELLI
specie ben più “produttiva”. E allora perché non considerare i Neanderthal, più che un’al-
tra specie, una differente “forma” della nostra? Tecnicamente,
DA CACCIATORI A CONTADINI? visto che dall’incrocio di queste due forme di vita nasceva una
Questo problema, però, poteva essere superato. Condemi prole fertile, Homo sapiens e Homo neanderthalensis erano va-
presenta un possibile scenario per i Neanderthal: resistere rianti della stessa specie. Il tutto porta a un’ultima possibilità,
per qualche migliaio di anni e poi «ripudiare il loro status di che è poi vicina alla realtà. Recentemente si è scoperto infatti
cacciatori-raccoglitori, e diventare neolitici, entrando in un si- che i nostri antenati sapiens erano tutt’altro che indifferenti al
stema economico simile a quello dei sapiens», suggerisce. Un fascino delle signore Neanderthal. L’analisi del Dna delle due
inizio di quello che accadde migliaia di anni dopo alla nostra specie ha svelato che una parte del genoma umano, dall’1 al
specie, in cui la natura fu addomesticata. Il risultato è stato, 4%, è composto da geni provenienti dai nostri cugini. «La pre-
per Homo sapiens, la creazione di strutture sociali totalmente senza di ibridi sapiens/neanderthalensis lungo tutta la storia
differenti, con un conseguente aumento di popolazione. Se i della convivenza fa pensare che gli incontri tra le tribù delle
neanderthaliani avessero iniziato lo stesso percorso, per loro due specie non fossero così infrequenti, anche se certo non
il problema della scarsa fertilità non si sarebbe posto. E forse erano un fatto costante e continuo», afferma Wragg Sykes. Lo
li avremmo ancora accanto, anche se non proprio simili ai loro studio degli ibridi ha dimostrato inoltre che i geni neandertha-
antenati. Una specie distinta, con una sua cultura e dedita a liani sono stati utilissimi alla nostra sopravvivenza in Europa.
un’economia agricola di sussistenza. O forse a lavori in cui la Alcuni hanno influenzato il nostro sistema immunitario, di-
forza era più importante della destrezza. fendendoci da parassiti e patogeni “europei”. Altri geni hanno
influito sul colore della pelle. Altri ancora hanno influenzato
NESSUNA RESISTENZA una serie di tratti immunitari e autoimmuni, e c’era qualche
Di fronte a una specie più potente (e prepotente), i Neander- associazione con obesità e malnutrizione, indicando un poten-
thal avrebbero avuto un’altra scelta, quella di non opporsi mi- ziale effetto metabolico, non si sa se positivo o negativo. Con i
nimamente, adattarsi ai nuovi arrivati ed essere assorbiti nella cugini mescolati alle nostre genti, anche ai giorni nostri forse
società umana. Un po’ come è successo davvero nel corso della altri geni avrebbero potuto mantenersi nel nostro patrimonio
storia: con l’arrivo di popoli tecnologicamente più avanzati, i genetico. Con effetti ancora sconosciuti per la nostra evoluzio-
residenti sono stati assimilati. Wragg Sykes, però, su questo ne e per quella dei neanderthaliani.
punto è pessimista. Fa notare come la conquista del mondo Homo neanderthalensis è del tutto scomparso, dicono i fatti.
intero da parte di Homo sapiens abbia portato ovunque alla Ma anche se la specie più simile agli umani non è sopravvissu-
sparizione della cosiddetta megafauna. Gli animali di grosse ta, è stata assorbita geneticamente dall’Homo sapiens prove-
dimensioni, di solito erbivori, sono scomparsi nel giro di po- niente dal Sud. Possiamo dire quindi che, nei corpi di coloro
che centinaia di anni dalle steppe nordamericane, dalle foreste che hanno una parte del patrimonio genetico dei cugini, so-
della Nuova Guinea, dai deserti australiani, persino dalle isole pravvivono i fantasmi di lontanissimi bis-bisnonni neander-
più remote. «Non credo che le cose si sarebbero potute svol- thaliani. Poco, ma meglio del totale oblio.

La loro eredità è rimasta nei nostri geni:


abbiamo parti di Dna di Neanderthal
importanti per il sistema immunitario
40 | Focus
tecnologia

Uniscono coste lontane e sono


capolavori di ingegneria. Ecco come
si costruiscono i tunnel sommersi,
affrontando sfide mai tentate. Anche
in Italia (non solo a Messina).
di Vito Tartamella

BUCHI NE
GALLERY
I TUNNEL
IMMERSI CHE
HANNO SEGNATO
LA STORIA

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

I 10 TUNNEL SUBACQUEI PIÙ LUNGHI DEL MONDO


lunghezza tratto profondità sotto anni di

ITunnel a galleria
artificiale
GALLERIA
1 Manica (Francia-Gran Bretagna)
sommerso
39 km
uso
treno+veicoli
il livello del mare costruzione
115 m 1988-1994
ITunnel
immerso
a tubo
2 Boknafjord Rogfast (Norvegia)  27 km veicoli 392 m 2018-2029*

ITunnel
un fiume
sotto 3 Seikan (Giappone)
4 Fehmarn Belt (Danimarca-Germania)
23,3 km 
17,6 km
treno
treno+veicoli
240 m
40 m
1971–1988
2020-2028*
In grassetto e
giallo i record 5 Ryfast (Norvegia) 14,3 km veicoli 292 m 2013–2020
mondiali per
6 Eysturoy (Danimarca) 11,2 km veicoli 189 m 2016-2021* 
tipologia di tunnel.
l più ambizioso è stato proposto in Cina: un tunnel galleria subacquea fra Tallin ed Helsinki: 80 km sotto il Baltico
lungo 90 km, come da Parma a Bologna, per collega- per collegare l’Estonia alla Finlandia, unendo l’Europa Orien-
re in treno le città di Dalian e Yantai. Passando sotto tale ai Paesi scandinavi. L’opera costerebbe 12 miliardi di euro,
il mare di Bohai. La galleria farebbe scendere a 40 che l’Unione Europea non finanzia. Così l’anno scorso si è fat-
minuti un percorso che oggi si copre in 8 ore caricando i vagoni to avanti l’imprenditore finlandese Peter Vesterbacka, padre
su un traghetto. Se lo costruissero, sarebbe lungo oltre il doppio del noto videogame Angry birds: vorrebbe scavare il tunnel con
del tunnel sotto la Manica, la galleria sottomarina più lunga al finanziamenti cinesi, ma la prospettiva non piace alle autorità
mondo (39 km, v. tabella). Una scelta non facile: il cantiere co- europee.
sterebbe 37 miliardi di euro e durerebbe 15 anni. Ma anche in Una terza galleria sottomarina accende le discussioni anche
Europa non si scherza. Da anni fa discutere il progetto di una in Italia: quella ipotizzata per lo Stretto di Messina. Dopo 8

LL’ACQUA

lunghezza tratto profondità sotto anni di


TUNNEL sommerso uso il livello del mare costruzione TUFFO
Il ponte di
7 Sandoy (Danimarca) 10,8 km veicoli 155 m 2019-2023* Øresund fra
8 Tokyo Wan Aqua-Line (Giappone) 9,6 km veicoli 60 m 1988-1997 Danimarca e
Svezia: qui
9 Shanghai (Cina) 8,9 km veicoli + metro 26 m 2005-2009 l’ingresso del
tunnel Drogden
9 Karmøy (Norvegia) 8,9 km veicoli 139 m 2009-2013
lungo 4 km a 21
10 Storebælt (Danimarca) 8 km treni 75 m 1991-1998 m di profondità
nel Mar Baltico.
Le opere con asterisco (*) sono attualmente in costruzione.
Ipa

Focus | 43
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anni e 300 milioni spesi per progettare un ponte a campata uni-
ca di 3,3 km, di recente il governo ha rimesso in discussione il
collegamento fra Sicilia e Calabria, chiedendo a una commis-
sione di tecnici di valutare anche due attraversamenti subac-
quei: una galleria flottante a 50 metri di profondità, oppure
un tunnel da scavare a 170 metri sotto il fondale marino. Due
ipotesi che, nella storia dello Stretto, non sono nuove: il primo
fu proposto nel 1969, il secondo nel 1870.

LA SFIDA EPICA DEI GIAPPONESI


I tunnel sommersi, però, non sono solo sogni sulla carta. Finora
ne è stato costruito oltre un centinaio in tutto il mondo. Gli
apripista sono stati gli olandesi: il loro territorio è interrotto
da fiumi, coste e istmi, perciò fin dagli anni ’60 hanno scavato
gallerie sotterranee dove non era possibile costruire ponti per
mancanza di spazi o per l’impatto sul traffico navale.
Uno scenario simile a quello dell’altro gigante del settore, il
Giappone, con 430 isole abitate. Nel 1954 un tifone aveva af-
SCAVI BAGNATI fondato 5 traghetti causando 1.430 morti, e le autorità nippo-
La testa fresante della talpa meccanica usata niche decisero di collegare le isole di Honshu e Hokkaido con
per costruire un tunnel sottomarino di 5 km un tunnel ferroviario sommerso: lì un ponte rischiava d’essere
tra Hong Kong e l’isola di Lantau, a 55 metri
sotto il mare. La galleria apre a fine anno.

3 MODI PER FARLI

IL PIÙ ADOTTATO
Un esempio di galleria subalveo,
la tecnica più usata: una talpa
meccanica scava il tunnel sotto
il fondale marino. Così fu fatto il
passaggio sotto la Manica.
Stefano Carrara (4)

1 GALLERIE SUBALVEO
È la tecnica più usata. Le talpe profondo, più le gallerie di accesso scavano 3 metri di galleria all’ora (a
meccaniche scavano una galleria saranno lunghe e inclinate. Le talpe seconda del terreno) e nel contempo
partendo dalla superficie: scendono possono avere un diametro di 18 metri rivestono di cemento la galleria. I lavori
fino a passare sotto il fondale del mare (come un palazzo di 6 piani), essere sono preceduti da studi geologici:
(di un lago o un fiume), per poi risalire lunghe 130 m e pesare 4.500 tonnellate. occorre evitare rocce franose o terreni
sulla sponda opposta. Più il tunnel è Grazie a una testa fresante, le talpe sabbiosi, infiltrazioni d’acqua, faglie.

44 | Focus
spazzato via da un altro uragano. Così nel 1971 i giapponesi il territorio frammentato da fiordi, fiumi, isole, penisole. E pur
si imbarcarono in un’opera senza precedenti: scavare sotto il avendo 5 milioni di abitanti ciascuno, hanno economie floride.
fondale marino a 240 metri dal pelo dell’acqua. Impiegarono Perciò la Norvegia sta investendo quasi 40 miliardi di euro
3mila operai per 24 anni, usando 2.900 tonnellate di esplosi- per un progetto epocale: liberare dai traghetti la E39, la strada
vo per aprirsi un passaggio sotto le rocce e impiegando per la che collega Trondheim, al centro del Paese, con Kristiansand,
prima volta sostanze per impermeabilizzare le rocce. Il tratto a sud, in un percorso di 1.100 km. Oggi, per percorrerlo in auto
sottomarino, lungo 23,3 km, è a tutt’oggi il secondo più lungo al si impiegano 21 ore su coste frastagliate e traghetti. Il governo
mondo. Un primato pagato a caro prezzo: durante i lavori mori- vuole ridurle a 11 ore.
rono 34 operai. «Un tempo per fare queste opere c’era un morto
al km», dice Daniele Peila, docente di tunneling al Politecnico PULCINELLA DI MARE E ROTATORIE SOMMERSE
di Torino. «Oggi invece gli incidenti gravi sono un’eccezione, Anche la Danimarca, Paese di collegamento fra l’Europa conti-
grazie ai progressi tecnologici». nentale e la Svezia, ha fatto scelte simili. E ha puntato sui tun-
E così il settore vive un grande fermento: negli ultimi tempi nel anche il suo arcipelago nell’Atlantico del Nord, fra l’Islanda
si sono aperti cantieri che affronteranno sfide ingegneristiche e la Norvegia: le Faroe, 18 isole vulcaniche. I suoi 52mila abi-
mai tentate. Anche per l’ingresso di
nuovi attori che superano Cina e Usa:
la Norvegia e la Danimarca. Sono loro i Oggi i leader mondiali sono Norvegia
leader mondiali nei tunnel sottomari-
ni: la prima ha costruito oltre 70 km di e Danimarca: coi tunnel collegano un
gallerie subacquee, la seconda oltre 40
km. I due Paesi nordici, infatti, hanno territorio con numerosi fiordi e isole

1 2 3 4

PREFABBRICATO
Una galleria a tubo immerso:
viene adagiata su una trincea
subacquea e poi ricoperta. In
questo modo fu fatto il tunnel
sotto il Bosforo a Istanbul.

2 GALLERIE A TUBO IMMERSO


Il tunnel è composto da segmenti i segmenti del tunnel: sono in tonnellate (come una portaerei).
prefabbricati installati sott’acqua. Prima calcestruzzo e contengono il piano I segmenti sono trasportati via mare e
si scava una trincea subacquea, per stradale o ferroviario. Ogni segmento è calati sul fondale (2). Una volta sul
appianare il fondale e renderlo stabile, lungo anche 180 metri (2 campi da fondo, sono uniti a quelli già calati, con
con sabbia, ghiaia e argilla (disegno 1). calcio), largo 16 e alto 9 (come un un margine d’errore di 2 cm. Poi la
Intanto, sulla terraferma si costruiscono palazzo di 3 piani), e può pesare 80mila galleria è interrata (3-4) per proteggerla.
tanti, che vivono fra nebbie, pecore e pulcinella di mare, hanno

30
MAGGIOR NUMERO, IN UN la più alta concentrazione di tunnel al mondo: 20 operativi, di
SINGOLO STATO (PAESI cui 2 sottomarini, a cui se ne stanno aggiungendo altri 2 in co-
BASSI), DI TUNNEL IMMERSI struzione dall’isola di Streymoy. Uno, l’Eysturoy, avrà la prima
rotatoria al mondo sotto l’oceano Atlantico. I tunnel evitano

73
infatti di passare su montagne ripide e battute dal vento, agevo-
KM LUNGHEZZA TOTALE PIÙ lando il trasporto dei carichi di sgombri e merlani all’aeroporto
ELEVATA DI TUNNEL IMMERSI IN internazionale: le Faroe vivono esportando pesce.
UN SINGOLO PAESE (NORVEGIA)
IL PRIMO? SOTTO IL TAMIGI A LONDRA

100
I TUNNEL IMMERSI «Ma l’Italia non è da meno», avverte il professor Peila. «Ab-
NEL MONDO COSTRUITI biamo 2.100 km di gallerie: siamo primi in Europa e secon-
PER TRAFFICO DI VEICOLI di al mondo per tunnel stradali e ferroviari. Gran parte però
attraversano Alpi e Appennini. Tuttavia lo scorso agosto, nel
cantiere della galleria di base del Brennero (il tunnel ferrovia-
rio più lungo al mondo, fra Italia e Austria, ndr), sono iniziati i
lavori sotto il fiume Isarco a Fortezza, Bolzano: 4 gallerie da 60
metri ciascuna, che saranno costruite congelando i terreni sot-
tostanti con iniezioni di azoto liquido a -196 °C: è l’unico modo
per stabilizzarli bloccando le infiltrazioni». Una tecnica molto
complessa: richiederà 2 anni di lavoro.
Come si spiega questo attivismo in un campo tanto difficile?
In fondo (è il caso di dirlo) questa tecnologia ha già 2 secoli di

IN ATTESA DI DEBUTTO
Due possibili modi di costruire
una galleria flottante: ancorata a
pontoni galleggianti o al fondale.
Tecniche non ancora usate per
attraversamenti stradali.
Stefano Carrara (2)

3 GALLERIE FLOTTANTI
Il tunnel è composto da segmenti superficie delle acque. La tecnica sono assembleati come nella tecnica
prefabbricati, ancorati a galleggianti o costruttiva è derivata da quella delle dei tunnel a tubo immerso. A differenza
isole artificiali superficiali (disegno 1) o piattaforme petrolifere in mare aperto. di questi, però, possono essere più
a zavorre sul fondale (2). Sono detti Finora questi tunnel sono usati per lo vulnerabili essendo totalmente esposti
anche “ponti di Archimede” perché smaltimento delle acque reflue e non all’acqua.
sfruttano la spinta idrostatica del ancora nel campo dei trasporti. In tal Sono tunnel adatti per essere installati
principio di Archimede. caso, i segmenti del tunnel sono già in acque molto profonde o con fondali
Sono posti a 20-70 metri sotto la dotati del piano stradale o ferroviario, e geologicamente instabili.
ANIMAZIONE
COME SARÀ
COSTRUITO
IL TUNNEL DEL
FEHMARN BELT

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5
Femern A/S

SFIDA INGEGNERISTICA
Il rendering dell’ingresso del tunnel del Fehmarn Belt, nell’uso degli esplosivi, e della stabilità delle rocce norvegesi»,
fra Germania e Danimarca. Sarà il tunnel a tubo dice Peila. Proprio in Norvegia si è aperto, nel 2018, un cantiere
immerso più lungo al mondo (17,6 km). In basso, la ambizioso, quello del tunnel Rogfast. Quando sarà pronto, nel
sala di controllo del tunnel Drogden in Danimarca. 2029, sarà il secondo tunnel più lungo al mondo (27 km) e il più
profondo mai realizzato: sarà scavato a 392 metri sotto il livello
del mare nel fiordo Bokna, a sud-ovest del Paese. Un’opera che
vita: il primo tunnel subacqueo fu costruito nel 1800 a Lon- ha rischiato di abortire prima ancora di nascere: il suo costo di
dra, sotto il Tamigi. Merito di una macchina inventata dall’in- 1,6 miliardi di euro era lievitato di oltre 600 milioni e le auto-
gegnere francese Marc Brunel, lo scudo perforatore: un treno rità hanno stoppato il cantiere. L’opera è finanziata dallo Sta-
in ghisa lungo 12 metri che procedeva su ruote, dentro cui 36 to solo per ⅓: il resto sarà ripagato dai pedaggi dei veicoli che
operai lavoravano dietro paratie mobili che li proteggevano copriranno il tragitto in 40 minuti invece che in 5 ore. Ma se il
dalle infiltrazioni di acqua e fango. Era l’antenata delle odierne pedaggio costerà troppo, molti automobilisti continuerebbero
talpe meccaniche. Ma lo scudo di Brunel dava una protezione a usare i traghetti e l’opera non si ripagherebbe. In aprile il go-
rudimentale: il tunnel si allagò 5 volte uccidendo 6 operai. Ci verno ha ridotto il costo di 380 milioni e i lavori sono ripartiti.
vollero 17 anni, dal 1825 al 1843 per costruire una galleria lunga
396 metri a 23 metri di profondità dalla superficie del fiume. QUANDO L’ARGILLA SI RIGONFIA
Ma l’opera – usata ancora oggi come tunnel ferroviario sulla Ugualmente inedita un’altra sfida iniziata sul Baltico: la co-
linea East London – aprì una nuova era nel campo dei tunnel struzione del tunnel più lungo con la tecnica del tubo immerso
subacquei. Che sono rimasti opere rare, in tutto il mondo, fino (v. disegno 2). Il tunnel del Fehmarn Belt, che collegherà le isole
agli anni ’70 del ’900: perché? Fehmarn (Germania) e Lolland (Danimarca) per velocizzare i
viaggi fra l’Europa continentale e la Svezia. Con una spesa di
CARICHE ESPLOSIVE E PEDAGGI
«Mancavano due innovazioni, che hanno facilitato queste ope-
Oresundsbron

re: le iniezioni cementizie e le talpe meccaniche», risponde


Peila, vicepresidente della società italiana delle gallerie. «Le
iniezioni sono fatte con materiali leganti, che rendono le roc-
ce e i terreni impermeabili, consentendo lo scavo in sicurezza:
una volta inseriti nelle pareti da scavare attraverso piccole per-
forazioni, questi materiali impediscono che l’acqua penetri nel
tunnel, allagandolo. Le talpe meccaniche, poi, dall’inizio degli
anni ’80 sono diventate capaci non solo di scavare, rimuovere le
macerie e installare anelli di cemento per stabilizzare le pareti
della galleria, ma anche di applicare una pressione al fronte di
scavo davanti alla macchina, per bloccare le infiltrazioni d’ac-
qua e sostenere i terreni: usando fluidi e fanghi speciali, rie-
scono a controllare la spinta del muro d’acqua anche se è supe-
riore a 100 metri d’altezza. Così riescono a scavare in sicurezza
20-30 metri al giorno, a seconda della durezza della roccia». La tecnica c’è da 2 secoli,
Con questa tecnica è stato scavato il tratto sotto il fondale del-
la Manica, dove sono state impiegate 11 talpe che, fra tunnel, ma si è diffusa dagli anni
passaggi d’emergenza e condutture d’aria hanno creato in tutto
oltre 200 km di gallerie. ’70 grazie alle iniezioni
Ma non è l’unico sistema, se lo spazio di manovra in superfi-
cie non consente l’ingresso di questi macchinari. In Norvegia di cemento: rendono
si avanza con cariche esplosive precedute da iniezioni di ce-
mento per impermeabilizzare le rocce. «Merito della maestria impermeabili le rocce
Focus | 47
ROTONDA
A lato una delle
isole artificiali del
ponte Hong
Kong-Zhuhai-
Macao:
comprende un
tunnel sommerso
di 6,7 km. Sotto, il
tunnel Eysturoy:
ha la prima
rotonda mai fatta
sotto il mare.

Getty Images
I tunnel che sono costruiti
oggi sono progettati
per resistere a esplosioni,
Finleif Mortensen/Ncc

terremoti o impatti
di navi che affondano
7 miliardi di euro la Danimarca costruirà un tunnel con 4 corsie Una tecnologia applicata nel 1980 per proteggere due gasdot-
per le auto e 2 binari ferroviari. «In quell’area non conveniva ti sottomarini, ma mai utilizzata come galleria ferroviaria o
usare le talpe meccaniche: ne occorrevano di mastodontiche, automobilistica. «Spesso in ingegneria non ci si avventura in
da usare in condizioni geologiche difficili e con un’alta pressio- strade nuove, temendo che ciò che è sconosciuto sia pericolo-
ne dell’acqua», racconta l’ingegner Francesco Petrella di Arup, so», osserva Arianna Minoretti, capo ingegnere dello Statens
la società che ha ideato l’opera con Ramboll e Tec. «Un ponte Vegvesen, l’agenzia governativa delle strade norvegesi. È la re-
sarebbe stato troppo lungo e avrebbe ostacolato il traffico na- sponsabile degli studi di fattibilità sul ponte flottante che i nor-
vale. Così si sono scelte le gallerie prefabbricate, che hanno un vegesi stanno valutando per l’attraversamento del Sulafjord,
impatto ecologico inferiore». In 8 anni e mezzo di lavoro sa- sulla costa sud-ovest: «In questo fiordo il fondale è profondo e
ranno costruiti, a ciclo continuo in un cantiere sull’isola di Lol- lungo le coste ci sono diverse isolette. Non c’è spazio per creare
land, 89 segmenti larghi 42 metri e lunghi 217: il doppio di un rampe d’accesso. L’idea è di installare un tunnel prefabbricato
campo da calcio. I prefabbricati – quasi 6 milioni di tonnellate stradale lungo 4 km a 60 metri di profondità, dove le correnti
di cemento e acciaio – saranno trasportati da chiatte e immersi sono meno forti rispetto alla superficie».
a 40 metri di profondità in una trincea scavata sott’acqua.
«Per limitare l’impatto sull’ambiente», aggiunge Petrella, A PROVA DI SOTTOMARINI
«sono previsti molti accorgimenti. Per esempio, gli esemplari Ma una galleria subacquea senza protezioni, non rischia di es-
di tritone crestato, un anfibio, saranno messi al sicuro in habi- sere più vulnerabile? «Il tunnel», risponde Minoretti, «è pro-
tat adatti fuori dal cantiere». Ma il punto critico dell’opera è un gettato per resistere a impatti di navi e sottomarini, e anche a
altro: il terreno. «È argilloso, e quando si scava tende a rigon- esplosioni e incendi. Stiamo facendo tutti i test, e abbiamo già
fiarsi d’acqua. Questo pregiudicherebbe la tenuta del tunnel sul redatto le linee guida per la Federazione internazionale del cal-
fondale. Perciò abbiamo fatto scavi pilota per capire i tempi di cestruzzo strutturale e l’Associazione internazionale del tun-
rigonfiamento del terreno e per progettare le opere in modo nel (Ita-Aites). In attesa che le autorità norvegesi decidano se
che i prefabbricati siano posati sul fondale in tempo utile per scegliere questa struttura».
evitare che si rigonfi troppo». Ma al di là delle tecnologie, quale progetto sarebbe più rivo-
Ancora più audace un progetto che la Norvegia accarezza da luzionario per il Pianeta oggi? «Il tunnel sotto lo stretto di Gi-
un decennio: costruire il primo tunnel flottante della storia. bilterra», risponde Peila. «Non è una distanza elevata (23 km),
Si tratta di installare, a 60 metri di profondità, una galleria bisogna scavare a grande profondità, ma non è un problema
prefabbricata stabilizzata verticalmente con tiranti o pontoni con le tecnologie attuali. Unire due continenti ha un fascino
galleggianti oppure con pilastri poggianti sul fondale marino. appassionante».

48 | Focus
natura

Cogli
l’attimo La riuscita della caccia. Una
luce fuggevole. O uno starnuto
bestiale. La fotografia cattura
un istante. Come mostrano
questi scatti da premio.
di Giovanna Camardo
GALLERY
LA NATURA
“DIVISA” DAL
CONFINE
USA-MESSICO

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

NELL’OBIETTIVO
Animali, piante, paesaggi sono
protagonisti del premio di fotografia
naturalistica Glanzlichter. Qui trovate
una selezione di foto dell’edizione
2020 e la vincitrice: l’aquila di mare di
Markus Varesvuo, alla pag. seguente.
Le immagini sono in mostra in città
tedesche e non (www.glanzlichter.
com; l’edizione 2019 è a Biella al
festival Selvatica fino al 10 gennaio,
www.selvaticafestival.net/2020/).

NUVOLA VERDE
Appena il vento
ha soffiato, Pål
Hermansen ha
immortalato la nuvola
di polline partita dalle
Pal Hermansen/“Glanzlichter 2020”

infiorescenze di fleo,
in Norvegia. Un attimo
di bellezza, anche se
il polline di questa
pianta è tra quelli che
comunemente
scatenano allergie.

Focus | 51
L’aquila di mare ha un’apertura alare
di oltre 2 metri. E può afferrare con i
suoi artigli pesci lunghi anche un metro

ULTIMI RAGGI
Pere Soler Isern
ha atteso il breve
momento del
tramonto, in
Namibia, per
fotografare
Pere Isern/“Glanzlichter 2020”

questi grandi
alberi africani,
Aloidendron
barberae.

PESCATRICE
In Norvegia,
Markus Varesvuo
ha ritratto
un’aquila di mare
con la preda tra
gli artigli: afferra
così i pesci che
nuotano in
superficie.
Markus Varesvuo/“Glanzlichter 2020”

52 | Focus
CHE SETE!
Siegmar Bergfeld ha
ritratto questa
femmina di leopardo
che si è avvicinata a
una pozza, in
Siegmar Bergfeld/“Glanzlichter 2020”

Sudafrica, per bere.


È stata riconosciuta
poi dal radiocollare,
non più funzionante:
non veniva avvistata
da tre anni.
Matt Engelmann/“Glanzlichter 2020”

ETCIÙ
L’iguana marina che
“starnutisce” è stata
ritratta da Matt
Engelmann alle
Galápagos, tra
granchi Grapsus
grapsus. In realtà
sta espellendo,
attraverso ghiandole
nelle narici, il sale
assunto mangiando
alghe in mare.
IN UN LAMPO
Ivan Pedretti
fotografava la
Via Lattea, in

Ivan Pedretti/“Glanzlichter 2020”


Sardegna, a cui
si sono aggiunti
i fulmini di un
temporale
lontano.

PER CASO
Luca Lorenz, 14
anni, va a scuola
con bici e...
macchina
fotografica: così
ha ritratto questa
lepre europea, in
Germania.

Luca Lorenz/“Glanzlichter 2020”


I fotografi fanno appostamenti
di ore, nascosti, in attesa. Finché arriva
l’occasione da prendere al volo

Tomasz Szpila/“Glanzlichter 2020”

MI PRUDE QUI
Tomasz Szpila ha colto la
“grattatina” di Kangu, gorilla di
pianura occidentale, nella riserva
Lesio-Louna (Rep. del Congo).

Focus | 55
SALUTE S
olo qualche mese fa nessuno avrebbe
potuto immaginare l’insorgere di
una pandemia capace di mettere
in profonda crisi la nostra economia
e il nostro modo di vivere. Adesso che
sappiamo quanto la nostra salute sia
costantemente esposta a gravi minacce
Gli ESPERTI possiamo anche renderci conto di quanto
importanti siano le aziende che operano
che ci fanno stare bene per la sicurezza e il benessere di tutti.

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iviamo in un’epoca caratterizzata da continui spostamenti e
contatti con molte persone. Un modo d’essere che, positivo
sotto i più vari aspetti, rischia però di creare situazioni in
cui le malattie epidemiche possono diffondersi con più facilità.
La risposta a questa minaccia, come indicato dall’ISS,
è la corretta e periodica sanificazione degli impianti di
climatizzazione e degli ambienti.
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manifestano la loro
gioia. Avranno tutti
un ottimo futuro?

Focus | 61
GIOVANE VINCENTE
CREATIVI
Quando si pensa a un
uomo di successo, la
mente va spesso a lui,
Mark Zuckerberg, che
DI OGNI ETÀ
cominciò a sviluppare Poiché è fatto soprattutto di occasioni,
Facebook a soli 19 anni. il successo può arrivare sempre
nel corso della vita, perfino nell’infanzia
o in età piuttosto avanzata.

Divenne
famoso nel
mondo per
aver creato il
commissario Andrea
Montalbano Camilleri
a 69 anni. 69 ANNI

Getty Images

Gandhi
Alcide De 63 ANNI
Gasperi Intraprese il suo
65 ANNI primo digiuno di J. R. R. Tolkien
enry Ford aveva 45 anni nel 1908, quan- Guidò il primo protesta in 62 ANNI
do ideò la Ford T, di cui vendette 15 mi- governo della favore della Aveva 62 anni
Repubblica casta degli quando uscì
lioni di esemplari. Stan Lee ne aveva 39 Italiana nel 1946 intoccabili, nel Il signore degli
quando disegnò la prima striscia dei a 65 anni. 1932, a 63 anni. anelli.
Fantastici 4, poi seguita dagli X men e Spider Man. E Andrea
Camilleri quasi 70 anni quando divenne famoso in tutto il
mondo per i suoi libri sul commissario Montalbano. Eppure
molti di noi sono convinti che il cervello sia più efficiente in
giovane età e che dunque il successo sia più alla portata di qual-
cuno come Mark Zuckerberg, che fondò Facebook a 19 anni,
anziché di una come l’attrice Judi Dench, che ebbe la sua prima Nilde Iotti Immanuel Kant
nomination all’Oscar a 63 anni (e vinse la statuetta l’anno suc- 59 ANNI 57 ANNI
Karol Wojtyla
cessivo). Fu la prima Pubblicò la
58 ANNI
presidente Critica della
Fondamentale ragion pura a 57
donna della
MEZZ’ETÀ, MA NON DA BUTTARE Camera dei
per l’Europa anni.
In realtà, lo dimostrano le ricerche, le possibilità di riuscita come uomo
deputati nel ’79,
politico oltre che
hanno poco a che fare con la giovinezza (e con molti altri fatto- a 59 anni.
leader spirituale,
ri, come vedremo più avanti). Perfino nel campo più “giovane” divenne papa a
58 anni.
in assoluto, economicamente parlando: quello delle startup.
Secondo uno studio condotto da Pierre Azoulay, docente di Aveva 51 anni
quando Leonardo
management al Mit di Boston (Usa), su 2,7 milioni di fonda- dipinse la Da Vinci
tori di aziende, un imprenditore di 50 anni ha circa il doppio Monna Lisa. 51 ANNI
delle chance di farcela rispetto a uno di 30 anni. E neppure
nell’arte o nella scienza, il successo sembra roba da giovani. Al
contrario: dall’analisi delle pubblicazioni di 10.000 scienziati,
delle biografie di migliaia di imprenditori e delle carriere di Abramo Lincoln
52 ANNI
quasi mezzo milione di artisti, il fisico Albert-László Barabási,
Divenne
direttore del Center for Network Science alla Northeastern presidente
University di Boston, è arrivato a conclusioni sorprendenti. Ray Kroc degli Usa a
Le persone, cioè, non sono più creative nei primi anni della 53 ANNI 52 anni.
loro professione: sono solo più produttive. Rilevò la catena
McDonald’s a 53
E dunque, se può capitare che alcuni artisti o scienziati crei- anni facendola
no le loro opere più incisive a inizio carriera, ciò succede per diventare un
mera statistica: i giovani non hanno più capacità degli omolo- impero
economico.
ghi anziani. Banalmente, fanno più tentativi. E perseverare ha
un impatto perché aumenta le possibilità: un bestseller come Aveva 50 anni
quando
pubblicò
L’origine delle Charles Darwin
62 | Focus specie. 50 ANNI
Fu eletto
presidente
della
Repubblica a Sandro Pertini
82 anni. 82 ANNI
Incise la
canzone On
my own, un
Divenne una successo
star del Nikka Costa planetario, a È il Dalai Lama
cinema a 9 ANNI 9 anni. dal novembre
6 anni con 1950,
il film Shirley Temple Tenzin Gyatso quand’era
Ottenne Bright eyes. 6 ANNI 15 ANNI quindicenne.
Rita Levi il Nobel per
Montalcini la Medicina La ginnasta
77 ANNI a 77 anni. rumena vinse Divenne una
tre ori e superstar del
totalizzò sette rock a 19 anni.
10 perfetti nei
suoi esercizi
Nadia Comaneci alle Olimpiadi
Teneva 14 ANNI di Montreal
concerti di a 14 anni.
Divenne violino o
presidente pianoforte
nelle corti Elvis Presley
del 19 ANNI
Sudafrica a Nelson Mandela W. A. Mozart europee già Divenne
75 anni. 75 ANNI 5 ANNI a 5 anni. Grande
maestro
di scacchi Magnus Carlsen
a soli 13 ANNI
13 anni. L’attaccante
brasiliano
diventò
Pelé famosissimo
17 ANNI nel 1958
Iniziò quando vinse
dodicenne Aveva solo 17 anni la Coppa del
Anna Frank a scrivere
12 ANNI quando vinse il suo Mondo di
il suo diario. primo campionato calcio.
GLI ANNI italiano di
Valentino Rossi motociclismo, quello
17 ANNI della classe 125.
NON SONO
UN Ottenne il
primo grande
OSTACOLO Era già
un virtuoso
successo a 25
anni, quando
del pianoforte e
nel 1949 si
un compositore
L. V. Beethoven a 23 anni. esibì a Venezia
Isaac Newton Maria Callas cantando
23 ANNI 24 ANNI 25 ANNI Wagner.
Scrisse i Philosophiae
Naturalis Principia
Mathematica a 24 anni.

Albert Einstein
Fondò 26 ANNI
Amazon Michelangelo
Scrisse La come Elaborò la Teoria della 28 ANNI
casa degli libreria Relatività a 26 anni.
spiriti a 41 Vasco Rossi Scolpì
online a 31 Jeff Bezos 27 ANNI
anni. Isabel Allende ventottenne due
anni. 31 ANNI
41 ANNI Scrisse il suo più dei suoi
grande successo, Alba capolavori: la
Aveva 31 anni quando Chiara, a 27 anni. Pietà e il Davide.
Scoprì le divenne la prima donna
Americhe a ad aver sorvolato da sola
41 anni. l’Atlantico. Amelia Earhart Aveva solo 29 anni
31 ANNI quando fondò uno dei
più vasti imperi del
I fratelli mondo antico.
Aveva 34 Wright
Henry Ford anni quando (Orville 32
45 ANNI pronunciò il anni, Wilbur Alessandro
suo discorso 36 anni) il Grande
Aveva 45 anni Martin Luther “I have a 29 ANNI
Cristoforo costruirono il
quando la sua King dream”.
Colombo primo vero Orville Wright
Ford T uscì sul 34 ANNI
41 ANNI aereo. 32 ANNI
mercato.

Fu il primo uomo a J. K. Rowling


mettere piede sulla 30 ANNI
Luna a 38 anni. Edmund Hillary Finì di
33 ANNI stendere
Divenne Scrisse, Fu il primo uomo a il manoscritto
presidente John F. quarantenne, Le raggiungere la di Harry Potter
degli Stati Kennedy Neil Armstrong avventure di Mark Twain vetta dell’Everest a 30 anni.
Uniti. 43 ANNI 38 ANNI Tom Sawyer. 40 ANNI a 33 anni.
RAGAZZO DENTRO
Stan Lee (morto nel
Mondadori Portfolio/Zuma Press

2018) aveva già 39


anni quando disegnò
la prima striscia dei
Fantastici 4, poi
seguita dall’Uomo
Ragno (1962).

Perfino nelle aziende giovani per definizione, le startup,


un fondatore 50enne ha più successo di un 30enne
Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert
M. Pirsig fu rifiutato da 121 editori; Harry Potter da 20.

PIÙ VECCHI, PIÙ AUTOREVOLI TENTA E RITENTA...


In compenso, man mano che aumenta l’età, cresce la libertà in-
tellettuale di correre rischi. «Jean-Baptiste Lamarck aveva 57 Non sempre le persone destinate al successo
anni quando affrontò per la prima volta il tema dell’evoluzione, brillano dall’inizio della loro carriera.
e 66 quando pubblicò il fondamentale Philosophie Zoologique Basta fare qualche esempio.
a sostegno della sua rivoluzionaria teoria», sottolinea Frank Dopo essere stato licenziato dalla Apple, la società
Sulloway, docente di psicologia alla University of California, da lui stesso fondata, STEVE JOBS fallì quando
Berkeley (Usa). E non è un caso: «Le teorie controverse tendo- volle lanciare i computer NeXT, e quando cercò di
no a essere pubblicate quando gli scienziati hanno più muni- trasformare la società di grafica digitale Pixar,
zioni intellettuali e una reputazione più solida per sostenerle». fondata da George Lucas, in una società
Escluso dunque che il fattore anagrafico determini le pro- produttrice di hardware.
babilità di successo, resta da valutare quale sia il ruolo del ta- Il regista STEVEN SPIELBERG aveva voti così
lento. Del resto a chiunque di noi è capitato di incontrare sia scarsi al liceo che fu rifiutato 2 volte dall’Università
fuoriclasse misconosciuti sia mediocri di grande successo. I della California del Sud.
casi celebri non si contano: il Barone Rosso (il pilota tedesco Però, mentre era ancora al college, alcuni dirigenti
Manfred von Richthofen) fu assai più noto del rivale france- della Universal lo arruolarono come regista tv. Si
se René Fonck che pure, durante la Prima guerra mondiale, laureò alla California State University solo 35 anni
abbatté molti più aerei. Ma una spiegazione c’è: come afferma dopo, nel 2002, quando era già famoso.
Barabási nel saggio La formula. Le leggi universali del succes- Nel 1832 ABRAMO LINCOLN non riuscì a entrare
so (Einaudi), il successo non è mai un fenomeno individuale, alla scuola di legge e l’anno dopo chiese a un
bensì collettivo. E quindi, dice lo studioso, «non ha a che fare amico un prestito che impiegò 17 anni a ripagare
con voi e con le vostre prestazioni, ma con noi e con il nostro del tutto. Nel 1836 subì un esaurimento nervoso e
modo di percepire le vostre prestazioni». nel 1856 fu sconfitto nella sua prima corsa alla
presidenza. Ma nel 1861 divenne il sedicesimo
QUESTIONE DI RELAZIONI presidente degli Stati Uniti d’America, uno di quelli
In altre parole, la possibilità che una performance abbia suc- in grado di cambiare il corso della Storia.
cesso non dipende dall’età e nemmeno dal talento di chi la
compie, bensì dalla capacità di generare un interesse verso di

64 | Focus
IL TALENTO

PA Images/Getty Images
TI FA RICCA
La scrittrice
J. K. Rowling,
autrice della
saga di Harry
Potter, fu a
lungo
disoccupata
e in crisi
finanziaria
prima di
diventare
una delle
donne più
ricche del
ZN Regno Unito.

Spesso, le teorie controcorrente per affermarsi


devono essere propugnate da uomini più “anziani”
essa tramite le “reti relazionali” in cui ci troviamo o con cui, in mente distribuito, e che possono incontrare alternativamente
modo casuale, veniamo a contatto. Naturalmente Barabási so- eventi fortunati o sfortunati. Cosa ne è emerso? «Che il talento
stiene anche che, a forza di insistere e farsi conoscere, il talento è condizione necessaria, ma non sufficiente per emergere», di-
alla fine venga riconosciuto. Ma anche che il contesto conti pa- chiara Alessio Biondo. «Comunque, se un certo grado di talen-
recchio. Un bravo calciatore, per dire, gioca meglio insieme ad to è necessario per avere successo nella vita, quasi mai le per-
altri campioni rispetto a quando è solo in una squadra di broc- sone più talentuose raggiungono le vette del successo, e spesso
chi. E fondare una società florida in Svizzera probabilmente vengono sorpassate da individui mediocri, ma più fortunati».
non è come farlo in Afghanistan.
Senza trascurare l’importanza di quell’elemento imponde- L’IMPONDERABILE È IN AGGUATO
rabile che è la fortuna. I fisici Alessandro Pluchino e Andrea In alcuni campi, poi, il fattore caso/fortuna è più importante
Rapisarda e l’economista Alessio Biondo hanno elaborato un che in altri, perché è difficile misurare le prestazioni. Come
modello statistico che valuta i risultati ottenuti in 40 anni dai nell’arte, ma anche in molti sport, dove sul risultato finale in-
membri di un’ipotetica popolazione in cui il talento è media- cidono fattori casuali e incontrollabili dal singolo, come l’or-
dine di apparizione. Le statistiche rivelano, per esempio, che
gli avvocati che in Spagna affrontano di lunedì il colloquio per
la posizione di giudice hanno il 50% di probabilità di farcela,
contro il 75% dei candidati del venerdì. Simile il destino dei
LA FORMULA DEL pianisti che ogni anno si sfidano in Belgio alla Queen Elisabeth
Competition, una gara fondamentale per la carriera solistica,
SUCCESSO e dei cantanti che si sfidano sul palco del festival Eurovision:
esibirsi all’inizio riduce le possibilità di vincere. Il motivo?

S = QR Sapendo di non poter più cambiare voto una volta assegnato,


difficilmente i giurati si azzardano a dare il massimo al primo
candidato: potrebbero trovarne di migliori in seguito.
Ovvero: il successo di qualcosa è il prodotto del
fattore Q per l’idea R. È questa la teoria del fisico LAVORO DI GRUPPO
Barabási (vedi articolo principale). Se un individuo In un mondo sempre più complesso, quindi, neppure la traspa-
con un “Q” (il fattore efficacia) basso si imbatte in una renza delle regole del gioco assicura l’ascesa del singolo talen-
grande idea R, non avrà successo poiché la risultante to. Anzi, in futuro sarà sempre più raro che il genio emerga
S resta comunque bassa. Basta pensare a uno studio isolato. «Oggi un medico brillante deve farsi aiutare da un bio-
scientifico rivoluzionario scritto in modo logo, da un informatico e magari da qualche altro specialista
incomprensibile: il suo impatto sarà nullo. E così una per capire i dati a sua disposizione», afferma Roberto Panza-
persona con una grande capacità di affascinare gli rani, docente di Governo dell’innovazione tecnologica all’Uni-
altri, ma con idee deboli, realizzerà prodotti flop. versità Cattolica di Roma. «Le competenze del singolo da sole
Occorrono sia un Q sia un R elevato per emergere. non bastano più a padroneggiare un problema. E allora il suc-
cesso venturo arriderà più a chi ha le doti di un bravo direttore
di orchestra che di un geniale solista».

66 | Focus
Junior
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FOCUS
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notizie scientifiche. E tante it), Twitter (@Focus_it) e podcast che ogni settimana
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19-22 NOVEMBRE

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DAL 14 OTTOBRE DAL 19 OTTOBRE
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ALLE 21:15 ALLE 21:15


Barbarians rising, Scanning the Nile,
in otto puntate in un appassionante
Le ultime novità e le prime prima TV, la storia viaggio lungo il
visioni del palinsesto del canale dei grandi nemici Nilo, tra storia
televisivo (al numero 35 del di Roma da antica e
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digitale terrestre). Annibale ad Attila. archeologia.

Focus | 67
a cura di Isabella Cioni

Domande
& RISPOSTE

I SOCIAL POSSONO
(ALMENO) AIUTARCI IN
CASO DI DISASTRO?

A questa domanda ha provato a


rispondere Hirokazu Shirado, della
Carnegie Mellon University. Lo studioso
portava a una gran confusione, in cui
tutti i partecipanti insistevano nell’aver
ragione, anche se disponevano solo di
epidemia di disinformazione ha portato
molti a sottovalutare il pericolo o ad
assumere rimedi inutili o tossici,
ha inventato un gioco in cui volontari dati incerti. «Pare che i social network mandando all’ospedale migliaia di
connessi online (di cui solo uno, senza in caso di emergenza abbiano l’effetto persone e provocando, ha stimato
che gli altri lo sapessero, aveva di far perdere tempo e ingenerare false Islam, almeno 1.000 morti, di cui 800 in
informazioni corrette sul rischio che si sicurezze, portando a danni peggiori Iran, dove una di queste fake news
verificasse effettivamente un disastro) che se le informazioni arrivassero solo affermava che bere alcol puro guarisse
discutevano e poi decidevano se da fonti autorevoli», ha concluso dal virus. Secondo Gururaghav Raman,
restare o evacuare le proprie abitazioni. Shirado. della National University di Singapore,
I giocatori guadagnavano denaro se Disinformazione. Una prova che tale è la potenza dei social nel
facevano la scelta giusta, ma anche se questo vale anche nel mondo reale l’ha diffondere fake news, che potrebbero
la facevano gli altri, così che tutti fornita sull’American Journal of Tropical diventare un’arma da guerra.
avessero un incentivo nel convincere i Medicine l’epidemiologo Saiful Islam, Lo ha dimostrato su PLOS One,
compagni di gioco. I risultati hanno dopo aver verificato che sono apparse ipotizzando che una nazione ostile
Afp/Getty Images

mostrato che la possibilità di sui social di 87 nazioni ben 2.300 false mandi milioni di messaggi su social e
comunicare “alla pari” fra chi aveva notizie e teorie cospirative diverse sulla cellulari, avvertendo, per esempio, che
informazioni corrette e chi non ne aveva pandemia da Covid-19. Questa a una certa ora l’elettricità costerà
Ti piacciono
CORPO UMANO

Fino a quale velocità possiamo le domande &


comprendere il linguaggio? risposte?
G li esseri umani sono dotati di della Radboud University (Nl), il nostro
Puoi trovarne
tante altre,
strutture cerebrali dedicate al cervello si sincronizza con la velocità
linguaggio localizzate in due aree con cui qualcuno ci sta parlando;

curiose e
dell’emisfero destro: quella di Broca normalmente questa sincronizzazione
(che elabora la produzione delle parole) tra le onde cerebrali e la velocità del
e quella di Wernicke (che ci permette di
capire le parole che ascoltiamo). Esiste,
parlato aiuta a prevedere la lunghezza
delle sillabe future e influenza il modo in approfondite,
però, un limite alla nostra capacità di
comprendere chi ci sta parlando.
cui elaboriamo le parole. Bruschi cambi
di ritmo o velocità eccessive di eloquio su Focus
Sincronia. Generalmente un discorso provocano, al contrario, un’alterazione
D&R: il
prossimo
risulta chiaro se è pronunciato alla della nostra percezione, generando
velocità media di 2,5-4 parole al equivoci o impossibilità di

numero
secondo, cioè 150-250 parole al comprensione. (C.G.)
minuto; a velocità eccessive non

è in edicola il

Shutterstock
riusciamo più a percepire suoni distinti
ma solo un irritante brusio. Perché quel
limite? Secondo uno studio del Max
Planck Institute of Psycholinguistics e 6 novembre!

pochissimo, così che molti accendano insieme teenager, sottoponendoli a un continuo giudizio
elettrodomestici “energivori”, oppure che sta di massa sul loro aspetto, o l’aver polarizzato il
per avvenire un disastro, così che in massa dibattito politico, facendo vedere agli utenti solo
affollino le strade. Il risultato sarebbe il blocco contenuti, fake news comprese, che rinforzano
dell’infrastruttura per sovraccarico, con pesanti le proprie opinioni. Insomma, l’idea che fornire a
danni e anche perdite umane. «Quanti utenti tutti un mezzo per comunicare con tutti,
dovrebbero “abboccare” per avere questo bypassando i media ufficiali, avrebbe fatto
effetto? Basterebbe il 4% di quelli che ricevono aumentare democrazia, sicurezza e libertà, sta
il messaggio», avverte Raman. E non ottenendo l’effetto contrario. Forse rendere
dimentichiamo l’uso fraudolento dei dati raccolti responsabili i possessori dei social network dei
sui social per influenzare le scelte elettorali, danni che provocano, li spingerebbe a un
l’aver creato “un’epidemia di depressione” fra i maggiore controllo. (Alex Saragosa)

Focus | 69
ONLINE SU NELLE FILIALI
Domande
& RISPOSTE
ANIMALI

Come si crea uno sciame di locuste?


È a causa di un profumo se anche nel
2020 si sono formati i giganteschi
sciami di locuste che hanno devastato i
campi di Penisola Arabica, Est Africa,
India, Pakistan e persino Sardegna.
Le locuste di solito sono solitarie, ma
quando diventano troppe passano di
colpo a uno stile di vita collettivo e
nomade, riunendosi in miliardi di individui
che migrano per lunghe distanze.
Richiamo. La neurobiologa Leslie
Vosshall, della Rockefeller University, ha
scoperto ora cosa induce le locuste a
passare da uno stato all’altro. Come
scritto su Nature si tratta del feromone
4-vinilanisolo: una locusta comincia a
emettere questo composto profumato
quando viene toccata troppo, e il suo
effetto è che altre le si aggregano

Getty Images
intorno, cominciando a secernerlo a loro
volta. Alla fine la reazione a catena crea
gruppi di milioni di insetti che si muovono
a terra e in aria tutti assieme.
Il 4-vinilanisolo potrebbe ora essere
usato come esca in trappole o si NEUROSCIENZE

Forschungszentrum Jülich/
potrebbero trovare sostanze che lo
contrastino, così da disperdere gli sciami Esiste un “Google
Earth” per il cervello?
Katrin Amunts
senza bisogno di usare insetticidi, che
creano gravi danni ambientali. (A.S.)

STORIA S ì, è il Brain Atlas realizzato dall’European Human Brain Project grazie allo
studio di oltre 24mila sottilissime fettine ricavate da dieci cervelli umani.

Che cosa sono


I ricercatori le hanno digitalizzate e messe assieme ricreando un atlante
tridimensionale del cervello in cui, grazie alle differenze nell’architettura delle

le buchette
connessioni fra neuroni, sono state individuate ben 250 aree diverse,
delimitate da circa 2 km complessivi di confini identificati con un lavoro

del vino?
certosino. Il risultato è un cervello-modello di cui abbiamo ora una mappa
che però, avvertono gli autori, resta probabilistica, perché esistono più o
meno marcate differenze individuali nella localizzazione delle diverse aree.

S ono piccole finestrelle arcuate


presenti sui muri di alcuni antichi
palazzi fiorentini, aperte dai vinai nel
Navigazione. Il “Google Earth” cerebrale è tuttavia oggi la cartina più
precisa per “navigare” nel cervello. Gli studiosi lo stanno già usando per
capire come viene suddiviso il lavoro cerebrale nelle varie zone, per
corso dell’epidemia di peste bubbonica associare una funzione esercitata da un’area all’espressione di particolari
che sconvolse l’Europa tra il 1629 e il geni, per interpretare le Tac e le risonanze magnetiche. (E.M.)
1633 per servire i propri clienti senza
entrarvi in contatto.
Il primo documento a citarne l’esistenza passati i fiaschi o le cannelle per sono tornate a svolgere la loro
risale al 1634 e fu redatto riempire gli otri degli avventori. originaria funzione nel maggio 2020
dall’accademico fiorentino Francesco Nuova vita. Spesso incorniciate da quando, dopo il lockdown imposto
Rondinelli, che descrive l’utilizzo delle lastre in pietra e ornate con gli stemmi dall’emergenza Covid-19, hanno
“buchette” attraverso le quali venivano dei vinai, nel tempo molte buchette permesso ai negozianti che ne
sono state murate, altre sono disponevano di servire aperitivi, gelati e
sopravvissute come decorazioni o calici di vino, nel rispetto delle norme
vetrinette dei negozi. Ironia della sorte, sul distanziamento sociale. (S.V.)

Focus | 71
Domande
& RISPOSTE
MONDO

I cambiamenti climatici riducono i matrimoni?


I n India, il riscaldamento globale sta riducendo
le opportunità degli agricoltori di sposarsi.
È il risultato di una ricerca condotta da un team
internazionale di studiosi, che in realtà
intendevano valutare il livello di rischio delle
coltivazioni agricole costiere esposte alle
mutazioni del clima. Nell’Andhra Pradesh, la
regione indiana con la seconda costa più lunga,
sono stati analizzati i dati raccolti fra il 2018 e il
2019 da più di mille agricoltori, interessati in oltre
50 varietà di colture, testimoniando una volta di
più l’impatto devastante su queste del
riscaldamento climatico. Ciò ha ovviamente un
effetto anche sul reddito degli agricoltori, che di
conseguenza, nell’Andhra Pradesh, per oltre il
50% non riuscirebbero a sposarsi. In un Paese
dove la maggior parte delle unioni matrimoniali è
organizzata, infatti, l’incertezza sulla solidità

Afp/Getty Images
economica di chi lavora nell’agricoltura sta
portando molti genitori a non volere più un
coltivatore come genero. (R.M.)

PALEONTOLOGIA

Le acciughe avevano i denti?


S ì, nell’Eocene, il periodo cioè che va da 55,8 a 33,9 milioni di anni
fa, le acciughe avevano affilati denti a sciabola ed erano
decisamente più grandi di quelle odierne, arrivando a misurare anche
un metro. A dirlo è uno studio pubblicato su Royal Society Open
Science da un team di ricercatori dell’Università del Michigan (Usa) che
ha esaminato con la microtomografia computerizzata antichi fossili
rinvenuti a Chièvres (Belgio) e nella provincia di Punjab (Pakistan)
giungendo a identificare due specie di acciughe preistoriche,
denominate Monosmilus e Clupeopsis.
Strumenti di caccia. Osservando i risultati degli esami, i ricercatori
hanno notato la presenza di una lunga zanna centrale che partiva dalla
mascella superiore e giungeva oltre il mento e, nella mandibola
inferiore, una serie di canini affilati, utili per una dieta carnivora
sicuramente diversa da quella fatta di zooplancton tipica delle acciughe
moderne. Rimangono però tuttora ignote le cause che portarono
all’estinzione di queste acciughe giganti. (F.D.)
Shutterstock

Focus | 73
medicina

LETTERE
COLORATE
La rappresentazione
della varietà e della
complessità del
nostro Dna, in una
mostra allestita
al Museo di storia
naturale di New York.
Getty Images

74 | Focus
n o a
g La caccia al codice
m
Il sequenziamento del Dna umano fu un’impresa
scientifica straordinaria che ha cambiato il volto
della medicina. La sua storia fu una guerra senza
esclusione di colpi fra due menti geniali e diverse.
di Margherita Fronte

ue recenti ricerche, pubblicate su Science, anche una guerra senza esclusione di colpi fra due menti ge-
hanno gettato una nuova luce sul perché niali e profondamente diverse: Francis Collins, a capo del Pro-
alcuni malati di Covid-19 sviluppano for- getto genoma, finanziato da fondi pubblici, e Craig Venter, lo
me gravi, mentre in altri la malattia è lieve. scienziato-imprenditore che con la sua Celera Genomics sfidò
Secondo questi studi – a guida statunitense, ma con un’impor- apertamente il programma del rivale.
tante partecipazione italiana – alcune anomalie (o mutazioni)
sul Dna sono all’origine delle manifestazioni più serie, assieme UN PROGETTO MOLTO AMBIZIOSO
all’età e ad altri fattori di rischio già scoperti nei mesi scorsi. Le L’idea di decodificare il genoma umano si fece strada attorno
mutazioni appena identificate mettono ko l’interferone, una alla metà degli anni Ottanta, in seno a due importanti istitu-
molecola prodotta dal nostro organismo, che è una delle poche zioni statunitensi: il Dipartimento dell’energia (Doe) e i Na-
armi che il corpo può usare per contrastare il virus. E anche se tional Institutes of Health (Nih), la massima autorità Usa in
soltanto una parte dei pazienti presenta i difetti, le implicazio- campo sanitario, che avrebbe poi preso la guida del progetto. A
ni sono importanti, come spiega Giuseppe Novelli, direttore una trentina d’anni dalla scoperta, da parte di James Watson e
del Laboratorio di genetica medica dell’Università Tor Vergata Francis Crick, della struttura a doppia elica del Dna, gli scien-
di Roma: «L’interferone esiste già come farmaco per altre ma- ziati si erano infatti resi conto che la conoscenza accurata del
lattie. I malati di Covid-19 potrebbero essere sottoposti a un’a- genoma avrebbe fatto compiere alla medicina progressi im-
nalisi genetica, e si potrebbe somministrare il medicinale nei portantissimi. Inoltre, le tecniche già disponibili, seppur ru-
casi in cui si scoprano le mutazioni». dimentali rispetto a quelle moderne, avevano già permesso di
decifrare i geni di alcune malattie, come la fibrosi cistica e la
IL LIBRO DELLA VITA neurofibromatosi, entrambi scoperti con il contributo deter-
L’approccio, insomma, è quello della farmacogenomica, che minante di Francis Collins, che allora dirigeva un laboratorio
utilizza i farmaci in base alle caratteristiche genetiche dei all’Università del Michigan.
singoli pazienti. Impiegata ormai abitualmente nelle terapie Nel 1990, Doe e Nih decisero quindi di avviare il Progetto ge-
contro i tumori, ma utile anche per altre malattie, la farmaco- noma, che avrebbe dovuto completare il sequenziamento in
genomica è frutto delle conoscenze sul Dna che gli scienziati 15 anni, con una spesa di 3 miliardi di dollari. La direzione fu
hanno acquisito nell’ultimo trentennio. Più in particolare, è affidata a James Watson, influente scienziato, il cui contributo
figlia del sequenziamento del genoma umano: la straordina- nelle fasi preparatorie era stato determinante.
ria impresa scientifica che riuscì per la prima volta a leggere i
circa 3 miliardi di lettere che compongono il nostro Dna, e che UN INIZIO TORMENTATO
determinano o influenzano le caratteristiche e le qualità che ci Watson stabilì di procedere per fasi. Il piano per il 1990-95 pre-
contraddistinguono (vedi infografica). Paragonato per impor- vedeva di tracciare una prima mappatura grossolana del geno-
tanza allo sbarco sulla Luna, il sequenziamento del genoma fu ma, che sarebbe servita come base per il lavoro successivo, e

Focus | 75
Afp/Getty Images

però un futuro incerto, anche Venter lasciò il progetto e fondò


un istituto dal nome battagliero di Tigr (tigre, nella pronun-
cia inglese), acronimo di The Institute for Genomic Research.
Venter convinse a seguirlo alcune delle menti più brillanti del
Progetto genoma, svuotandolo così di preziose competenze.
Iniziò quindi a lavorare alla decifrazione del Dna di batteri, con
la mente rivolta però al Dna umano.

FRANCIS COLLINS ALLA GUIDA


Per circa un anno la poltrona di direttore del Progetto genoma
rimase vacante. Nell’aprile del 1993, Healy chiamò infine Fran-
cis Collins, che sulla questione dei brevetti chiarì presto la sua
posizione: i dati ottenuti con fondi pubblici sarebbero stati a
disposizione di tutti. Del resto i tempi stavano cambiando, e
diversi investitori avevano iniziato a finanziare piccole azien-
di migliorare le tecniche di sequenziamento, che per rientrare de centrate sulle possibili applicazioni degli studi sul Dna, che
nei tempi e nel budget dovevano essere più veloci e molto meno premevano per avere quei dati.
costose. Alla sfida scientifica si aggiunse però una questione Sul versante scientifico, Collins sapeva che il Tigr aveva obiet-
che parve subito spinosa: i dati ottenuti dal Progetto genoma tivi che andavano ben al di là dei microbi. Era infatti evidente
sarebbero stati brevettati? Nell’entusiasmo dell’inizio, il pro- che, per affinare le tecniche, bisognava partire da esseri sem-
blema restò sotto traccia. Ma emerse con forza già nel 1992, plici, come appunto i microrganismi. Per questo, il programma
quando la direttrice dei Nih, Bernardine Healy, si scontrò du- che lo scienziato presentò poco dopo il suo insediamento mo-
ramente con Watson proprio su questo punto. dificava in parte quello stabilito solo tre anni prima.
In uno dei laboratori del progetto, diretto da un rampante Gli obiettivi principali (la prima mappatura e l’abbattimento
scienziato di nome Craig Venter, si erano infatti ottenute delle dei costi) subivano poche variazioni. Ma nel piano che avreb-
sequenze, alle quali non era stato possibile attribuire alcuna be impegnato i ricercatori fino al 1998 si introduceva anche il
funzione. Healy e Venter avrebbero voluto brevettarle, ma sequenziamento del batterio Escherichia coli e del lievito Sa-
Watson si oppose, sostenendo che la condivisione dei dati charomyces cerevisiae. Parallelamente, Collins avviò program-
avrebbe permesso di accelerare gli studi e lo sviluppo di appli- mi che avrebbero permesso, su periodi più lunghi, di decifrare
cazioni utili. Lo scontro fu talmente duro che Watson alla fine anche i genomi della Drosophila melanogaster (il moscerino
si dimise, senza che la questione venisse risolta. Intravedendo della frutta utilizzato come modello dai genetisti fin dall’ini-

1
DOPPIA ELICA
2
LE BASI
Il Dna è costituito Su ciascun filamento si
da due filamenti, susseguono 4 tipi di gruppi
che si intrecciano chimici, chiamati basi.
fra loro formando
una doppia elica.

IL DNA
Il Dna è una lunga molecola
presente nelle cellule, all’interno di
uno scompartimento protetto e
separato, chiamato nucleo. È
spesso paragonato a un libro
scritto in codice (il codice
genetico), che descrive in modo ADENINA
molto accurato chi siamo. Le GUANINA
lettere del libro sono le basi, mentre TIMINA
i geni sono le parole. L’intero testo
costituisce il genoma. CITOSINA
zio del XX secolo), di Caenorhabditis elegans (un verme che ha PERSONALITÀ
fornito molti spunti agli studi di genetica) e del topo, uno degli Nella pagina a lato: il premio
Nobel James Watson. Qui
animali più utilizzati nei laboratori. sotto, Craig Venter espone
uno schema della sequenza
BOTTA E RISPOSTA genetica da lui ottenuta,
Gli anni successivi furono segnati dal raggiungimento degli all’inizio del 2000.
obiettivi, spesso in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Nel
1994 fu prodotta la prima mappatura, ma l’anno seguente Col-
lins subì anche la prima cocente sconfitta. Venter annunciò in-
fatti di aver ottenuto le sequenze di Haemophilus influenzae, un
batterio che provoca la meningite, e di Mycoplasma genitalium,
responsabile di infezioni del tratto urinario. I risultati di Col-
lins, insomma, erano sì importanti, ma parlavano agli addetti ai
lavori. Svelando per la prima volta l’intero genoma di due esseri
viventi, Venter guadagnava invece l’attenzione del mondo.
Il 1996 vide comunque una parziale rimonta di Collins: nel
Progetto genoma entrò infatti massicciamente la britannica
Wellcome Trust, che coordinava importanti laboratori nel Re-
gno Unito, Germania, Francia, Giappone e Cina, e che iniziò a
finanziare le ricerche sul Dna umano. Inoltre, i ricercatori del
progetto pubblico centrarono un altro importante obiettivo,
con la decifrazione del genoma del lievito.
Lo stesso anno però Venter calò un altro asso, sequenziando
il Dna di Methanococcus jannaschii, un microrganismo marino
capace di sopravvivere a pressioni che superano le 200 atmo-
sfere e a temperature superiori ai 100 °C. La scoperta non aveva
applicazioni dirette sulla medicina, ma fece enorme scalpore
fra i biologi, costringendoli a rivedere l’intera classificazione
della vita sulla Terra. L’esame del Dna di Methanococcus janna-
Getty Images

schii sanciva infatti l’esistenza di un tipo di microrganismi – gli


archeobatteri – completamente diversi dai batteri già noti.

Il Dna umano è
3I GENI
4
IL GENOMA
costituito da circa
3 miliardi di basi.
I geni sono segmenti L’insieme delle
lungo la molecola del
Dna che, come le
informazioni
contenute nel Dna
Leggerle e decifrarle è
parole, hanno un
senso compiuto. Essi
costituisce il
genoma.
stata una grandiosa
determinano o
influenzano le nostre
Sequenziare il
genoma significa impresa scientifica
caratteristiche. leggere una dopo
l’altra tutte le lettere
(cioè, le basi) che lo
formano. GENE
©Sol 90 Images

Focus | 77
Getty Images
Quando Venter dichiarò AMICI NEMICI
che avrebbe concluso la La storica stretta
di mano fra

sequenza in 3 anni in Venter (a sinistra)


e Collins, il 26

pochi gli credettero.


giugno del 2000.
In basso: la

Ma Collins tremò
preparazione
di un campione
di Dna per il
sequenziamento.

UNA TECNICA DISCUSSA te, quando il consorzio pubblico ottenne la sequenza del Dna
Le ricerche di Venter erano effettuate con una tecnica diversa di un essere vivente ben più complesso di un batterio: il verme
rispetto a quella utilizzata dal Progetto genoma. Il metodo who- Caenorhabditis elegans.
le-genome-shotgun non si avvaleva di mappe preliminari, ma
spezzettava l’intero Dna in minuscoli frammenti, che venivano IL GUANTO DELLA SFIDA
decifrati e successivamente riassemblati con l’ausilio di potenti Nel frattempo, Venter, che per un po’ aveva ripreso a collabo­
computer. La tecnica era però mal vista dagli altri genetisti, e la rare con il Progetto genoma, aveva rotto nuovamente i rappor­
sua accuratezza fu subito criticata. Tuttavia, i successi di Venter ti con Collins, questa volta in modo definitivo. Venter fondò
sembravano dimostrare che il sistema funzionava, almeno per a Rockville (nel Maryland) la Celera Genomics e dichiarò che
genomi di dimensioni limitate come quelli dei batteri. sarebbe riuscito a completare il sequenziamento del genoma
Parallelamente si affinavano anche le tecniche di Collins. umano entro 3 anni.
Così, nel 1997, gli scienziati del Progetto genoma sequenzia­ In pochi gli credettero. Ma Collins, che invece lo conosceva
vano il Dna del batterio Escherichia coli e decifravano un gene bene, non lo sottovalutò e decise di accelerare i tempi. Il suo
coinvolto nel morbo di Parkinson in appena 9 giorni. Il sorpas­ piano, reso noto sulla rivista Science il 23 ottobre 1998, pre­
so sul piccolo gruppo rivale è però della fine dell’anno seguen­ vedeva di produrre una sequenza che avrebbe dovuto coprire
il 90% del Dna entro il 2001, e di colmare i gap nei due anni
successivi. «Si tratta di un obiettivo molto ambizioso, visto che
finora è stato sequenziato soltanto il 6% del genoma», ammet­
teva Collins che, senza citare apertamente la Celera, sottoli­
neava che la tecnica usata dal gruppo rivale poteva «presentare
grandi difficoltà nella fase di assemblaggio».

GENOMI E DIPLOMAZIA
La storia dei due anni successivi fu segnata dai colpi di scena.
Nel settembre del 1999 Venter annunciò che la sua sequenza sa­
rebbe stata pronta in pochi mesi, senza tuttavia fornire le prove
di quanto affermava. Collins rispose riscrivendo nuovamente
la timeline (il nuovo obiettivo era il giugno del 2000), ma fece
anche ricorso alla diplomazia. Spalleggiato da diverse aziende
farmaceutiche, che temevano almeno quanto lui che la Celera
Reuters/Contrasto

potesse sbarrare l’accesso ai dati con i brevetti, riuscì a ingra­


ziarsi i politici. A metà marzo il presidente degli Stati Uniti,

LE RICADUTE: DAI KIT ONLINE ALLA MEDICINA FORENSE


Dieci anni e 3 miliardi, contro poco più cui si eseguono oggi i test, e i costi Le ricadute del Progetto genoma,
di un mese e un centinaio di euro. contenuti, hanno ricadute importanti insomma, vanno ben oltre quanto gli
Sono le cifre che meglio rendono conto sulla medicina, ma anche sulla stessi scienziati avevano immaginato.
del balzo che i metodi di società», spiega. «Milioni di persone in E un altro settore che ne ha
sequenziamento hanno fatto nell’ultimo tutto il mondo hanno utilizzato i servizi beneficiato è quello della medicina
ventennio. Oggi chiunque può online per i motivi più vari. I risultati forense: oggi è possibile risalire al
conoscere la propria sequenza non sono sempre accurati come quelli colpevole, confrontando le sequenze
genetica, collegandosi ai siti che dei test che si eseguono in ambito del Dna prelevato da campioni
offrono il servizio. Sergio Pistoi, medico, ma sono in grado di dire, per presenti sulla scena del crimine con
biologo molecolare, l’ha fatto qualche esempio, se si è predisposti a qualche quelli di intere popolazioni, che si
anno fa e ha poi raccontato la sua malattia, oppure permettono di risalire sottopongono al test. Così, per
esperienza in libri di successo (l’ultimo, alle proprie origini e scoprire lontani esempio, è stato scoperto l’assassino
Dna Nation, non è stato ancora parenti, che vivono magari dall’altro di Yara Gambirasio, la tredicenne di
tradotto in italiano). «La rapidità con capo del mondo». Brembate di Sopra, uccisa nel 2010. A

78 | Focus
per

Sedia a ruote elettrica:


via alla ricarica nei punti auto
JuiceAbility:
il dispositivo di Enel X che tutela il
diritto universale alla mobilità

E nel X conferma il suo impegno nei


confronti dei “Sustainable Development
Goal” promossi dall’Organizzazione delle
Nazioni Unite per favorire lo sviluppo di
una società civile più inclusiva e di sostegno
per le persone con disabilità motorie.
JuiceAbility è la risposta concreta di Enel X.
Questo dispositivo unico al mondo permette
di ricaricare le batterie delle sedie a ruote
elettriche, utilizzando la capillare e sempre
in crescita infrastruttura di ricarica delle
auto elettriche di Enel X. Si tratta di un cavo
intelligente abbinato a un’app, che consente
il riconoscimento e la connessione della sedia
a ruote con la colonnina. L’opportunità
di avvalersi della rete di ricarica pubblica
per veicoli elettrici si rivela vantaggiosa, ad
esempio, durante uno spostamento lungo,
in cui non si ha occasione di collegarsi alla mobilità. Il progetto si inserisce nell’ambito
rete domestica. Inoltre questa possibilità
è particolarmente vantaggiosa in caso di
emergenza, e garantisce una maggiore
della collaborazione con la startup italiana
Avanchair e ha ricevuto il riconoscimento
quale “buona prassi” da parte dell’ANGLAT,
11mila stazioni
di ricarica
indipendenza delle persone con disabilità che
si avvalgono di un ausilio elettrico per la loro
Associazione nazionale di categoria che
tutela il diritto alla mobilità delle persone
con disabilità. Il dispositivo può essere già
90mila persone che
utilizzano una sedia
a ruote elettriche
preordinato sul sito www.juiceability.com in Italia

L’INNOVATIVA APP JUICEPASS Scaricando l’app usufruisci degli accordi


stretti da Enel X con operatori di tutta Europa e con un’unica interfaccia ricarichi l’auto
in ambiente domestico o lavorativo, con nuove funzionalità come il radar dei nuovi punti di
ricarica, il rating per valutarli, il calcolo della CO2 risparmiata.

Anche l’auto ha più energia


Sono in corso gli imponenti lavori di Enel X alle infrastrutture per l’ambizioso obiettivo:
28mila punti di ricarica in Italia entro il 2022, a partire dagli attuali 10.200 e più. Un piano che
impegna l’azienda in azioni di condivisione con la pubblica amministrazione e con attori privati.
Da segnalare quelli con le case automobilistiche (FCA, Volvo, Mercedes e molte altre), che
prevedono pack di servizi dedicati e facilitazioni. Le infrastrutture seguono un pensiero preciso.
Su strade extra urbane si ricarica in circa 30 minuti, negli ambienti urbani pubblici in poche
ore, fino ai tempi più dilatati in garage e parcheggi, dove le auto stazionano a lungo. Enel X in
Italia sta lavorando anche alle infrastrutture ultrafast, in grado di ricaricare i veicoli idonei in
una decina di minuti. Le prime sono già attive presso l’outlet Valdichiana (AR) e il comune di
Carpi (MO). E un domani le auto elettriche potranno essere tutte collegate per la condivisione
di energia, acquistata o venduta secondo le esigenze, senza sprechi e con soddisfazione di tutti,
in particolare dell’ambiente.
AI VERTICI DELLA
TECNOLOGIA
Craig Venter nella sala di
controllo della Celera
Genomics, all’inizio del
2000.
Sotto, una flow cell:
dispositivo che fa da
substrato per i campioni
biologici che devono
essere sequenziati,
utilizzato dai macchinari
più moderni.

Bill Clinton, e il premier inglese, Tony Blair, dichiararono che


i dati sul Dna umano dovevano essere pubblici. I titoli azionari

Per evitare che il Dna della Celera crollarono, ma risalirono poco dopo, quando Ven-
ter completò la sequenza della Drosophila melanogaster, uno

diventasse proprietà degli esseri viventi su cui il Progetto genoma aveva puntato di
più. Con quella mossa, lo scienziato dimostrava che il metodo da

privata, nella fase finale lui ideato funzionava anche per genomi più grandi e complessi
di quelli dei batteri. Tutto era pronto per il gran finale.

della gara Collins si appellò UNA DATA DA RICORDARE

ai potenti del mondo Il 6 aprile del 2000 Venter dichiarava di avere in mano la se-
quenza del Dna di un essere umano; una sequenza in frammen-
ti, che i suoi computer avrebbero assemblato nell’arco di poche
settimane. Per i ricercatori che avevano dedicato anni della loro
vita al Progetto genoma, sembrò la fine di un sogno. E il boccone
si fece ancora più amaro quando Venter disse che la sequenza
non sarebbe stata brevettata, ma messa a disposizione di tutti.
Incassato il colpo, Collins passò al contrattacco. In una se-
rie di dichiarazioni di fuoco mise nuovamente sotto accusa la
tecnica del rivale, invitò a diffidare delle sue dichiarazioni, e
sottolineò che la Celera aveva ampiamente utilizzato i dati che
il Progetto genoma aveva reso pubblici negli anni precedenti
(cosa che Venter peraltro non negava). Dietro le quinte, chiese
però ai suoi ricercatori di lavorare a tappe forzate: le macchi-
ne dovevano essere sempre in funzione, i laboratori costante-
mente presidiati. La marcia ottenne il risultato sperato.
Il 26 giugno del 2000 i due protagonisti della battaglia furono
accolti alla Casa Bianca, nella East Room affollata di diplomati-
Daniele Mattioli/Anzenberger/Contrasto

ci, scienziati e giornalisti di tutto il mondo. Assieme a Tony


Blair, collegato in video da Londra, Bill Clinton annunciò che la
prima sequenza del Dna umano era stata completata dai ricer-
catori del Progetto genoma e da quelli della Celera. La stretta di
mano fra Collins e Venter segnò la fine della guerra del genoma,
ma non la rivalità fra i due.

coordinare le analisi sul Dna fu il non solo di somministrare farmaci in


Getty Images

genetista Giuseppe Novelli, che modo personalizzato, ma anche di


racconta: «Il confronto fra il Dna monitorare nel tempo l’esito delle
rinvenuto sul cadavere e quello dei tanti terapie, senza ricorrere alle biopsie»,
cittadini che si sono sottoposti al dice Novelli. «Nel campo delle malattie
sequenziamento ci ha permesso di genetiche rare, infine, abbiamo oggi
risalire ai parenti dell’assassino, e poi al strumenti validissimi sia per individuare
colpevole. Un’indagine di questo tipo nuove sindromi, sia per eseguire le
non sarebbe stata possibile prima del diagnosi, che un tempo erano molto più
Progetto genoma». laboriose. Possiamo infatti confrontare il
In ambito medico, poi, le nuove Dna di un paziente con quelli di Il kit per l’analisi del Dna
conoscenze hanno profondamente riferimento depositati nei database dell’azienda 23andMe,
modificato le terapie antitumorali. «In pubblici, e identificare le anomalie che offre a tutti la
molti casi, la farmacogenomica permette genetiche che determinano la malattia». possibilità di fare il test.

80 | Focus
reportage

LA MEMORIA DEL
GHIACCIO Siamo saliti su un massiccio delle Alpi
per seguire una missione scientifica:
recuperare campioni molto preziosi...
di Giovanna Camardo

82 | Focus
a prima cosa che ci fanno notare, appena scesi
dall’elicottero e posati gli scarponi sul ghiac-
ciaio, è la neve bagnata. «Guarda che roba:
piena d’acqua!», ci dice Jacopo Gabrieli, rac-
cogliendone un po’. Gabrieli è un ricercatore dell’Istituto di
Scienze Polari del Cnr. È qui da giorni, a 4.100 metri di quota,
sul Grand Combin, massiccio nel cuore delle Alpi, in Svizzera.
Sta lavorando sul ghiacciaio che ne ricopre la cima: il ghiaccia-
io di Corbassière, una calotta bianca spessa da 80 fino a 120
metri – più o meno come un grattacielo di 40 piani – che poi
scende dalla montagna formando una lunga lingua di ghiaccio
solcata da crepacci.

PICCHI DI CALDO ROVINOSI


Tutta quell’acqua qui non ci dovrebbe essere. Il problema non
è tanto nel manto bianco superficiale. È sotto. «L’acqua prove-
niente dalla fusione della neve è arrivata anche negli strati pro-
fondi. Questo non dovrebbe succedere, qui. Invece nel silenzio
si sente il rumore dell’acqua che scorre in profondità: bellissi-
mo e rilassante se sei in una foresta. Inquietante, se sei su un
ghiacciaio così in alta quota», dice Gabrieli. Noi di Focus sia-

Riccardo Selvatico per Cnr e Università Ca’ Foscari Venezia (9)


VIDEO
IN VOLO SULLE
ALPI, SUL
MASSICCIO DEL
TUTTI IN TENDA GRAND COMBIN
Il campo della
missione a 4.100 INQUADRA
metri, sul Grand LA PAGINA
CON LA
Combin, in APP
INFO A PAGINA 5
Svizzera.
A destra, i
ricercatori al
carotiere,
l’apparecchio per
il prelievo dei
campioni.
TRASPORTO AEREO
Tutto è stato portato in
elicottero. Alcune casse
sono salite (in una rete sotto
l’apparecchio) piene di cibo
e scese... piene di carote.

mo venuti qui per seguire una missione per il recupero di cam- busa. Abbiamo cucinato le pietanze prima di partire e le abbia-
pioni di ghiaccio, condotta da 6 glaciologi e paleoclimatologi mo congelate, basta scaldarle. Tanto qui restano in freezer»,
dell’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle ri- dice Gabrieli, mentre si china in una cassa sepolta nella neve
cerche (Cnr), dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dello sviz- e tira fuori ridendo sacchetti con canederli e con spezzatino.
zero Paul Scherrer Institut. Ci ritroviamo purtroppo a osserva- Soprattutto, i ricercatori hanno portato qui il “carotiere”, lo
re da vicino le conseguenze del riscaldamento globale che sta strumento per la perforazione. Gabrieli ce lo mostra, montato
squagliando come gelati i ghiacciai delle nostre Alpi (e non sotto una tenda dove lavorare al riparo dal vento: «È un cilindro
solo). «I picchi di calore frequenti in questi anni sono deleteri cavo, agganciato a un cavo, con un motore che lo fa ruotare per
per i ghiacciai. Lo zero termico, l’altitudine a cui la temperatu- perforare il ghiaccio. Scende fino a inglobare la carota, la taglia,
ra è a 0 °C, arriva a quote molto elevate. Nevica di meno, ma è la riporta su». Le sezioni di carota recuperate, cilindri bianchi
soprattutto la fusione estiva che incide sulla perdita della mas- lunghi 70 cm e con un diametro di circa 8, sono conservate in
sa glaciale, in queste estati ormai più calde e più lunghe», spie- una serie di casse, protette in una trincea scavata nella neve
ga Fabrizio de Blasi, ricercatore dell’Istituto di Scienze Polari. perché fa troppo caldo. Pronte per essere portate a valle, cari-
cate in un camion frigo e spedite nei laboratori.
UNA FOTOGRAFIA CONGELATA A questo punto serve una precisazione: che cosa ci raccon-
Questa constatazione ci porta al motivo per cui gli scienziati tano, di preciso, questi ghiaccioli extra large? Moltissimo. «I
sono saliti quassù: conservare la “memoria” del ghiaccio. «Sia- ghiacciai si formano a partire dalla neve che, compressa dalle
mo qui per il programma internazionale Ice Memory», ci rac- nevicate successive, diventa sempre più compatta e infine si
conta Carlo Barbante, docente dell’Università Ca’ Foscari Ve- trasforma in ghiaccio. E la neve, cadendo, raccoglie dall’atmo-
nezia, direttore dell’Istituto di Scienze Polari, e promotore del sfera una serie di sostanze che resteranno poi nel ghiaccio:
progetto. «L’obiettivo è salvare le informazioni conservate nel ogni singolo strato di un ghiacciaio quindi è una fotografia
ghiaccio – e che ci possono raccontare molto sul passato, nostro del momento in cui la neve è caduta, con molte informazioni
e del Pianeta – prima che sia troppo tardi. I ghiacciai stanno
infatti fondendo per il riscaldamento globale e sparendo in ma-
niera molto rapida. Con loro se ne va non solo una riserva di
acqua, ma anche questo deposito di informazioni».
I fragili supporti su cui è possibile conservare questa memo-
ria sono le carote di ghiaccio. «Una carota è un lungo cilindro
che va dalla superficie fino alla base del ghiacciaio: si taglia e
si porta su, un pezzo alla volta», spiega Jacopo Gabrieli. Per
recuperare le carote i ricercatori si sono fatti portare qui in
elicottero con le tende, l’occorrente per stare in quota a una
temperatura che soprattutto di notte arriva ben sotto lo zero,
quasi tre quintali di cibo. «Noi italiani siamo addetti alla cam-

84 | Focus
C’è un progetto per prelevare campioni dei ghiacciai,
che scompariranno per il riscaldamento globale.
Alcuni saranno conservati in una “banca” in Antartide
sull’inquinamento o sulla temperatura», spiega Fabrizio de
Blasi. Più si scende in profondità, più si va indietro nel tempo.
«Il ghiaccio recuperato in Antartide può essere molto vecchio
e contenere bollicine d’aria. Ci serve per valutare per esempio i
VIAGGIO NEL TEMPO
passati livelli di anidride carbonica (v. riquadro a destra)», dice
Barbante. Ricostruire le fluttuazioni del clima passato è fonda- C’è un solo modo per viaggiare indietro nel tempo e
mentale per capire che cosa sta succedendo ora. prelevare un campione di aria di un milione e mezzo di
«Le carote alpine invece ci permettono soprattutto di rico- anni fa: scavare nei ghiacci dell’Antartide. «Vogliamo
struire la storia dell’ambiente a livello regionale», aggiunge recuperare ghiaccio vecchio di 1,5 milioni di anni,
Barbante. «Si fanno per esempio analisi per risalire alla tem- prelevando una carota lunga 2.500 metri dalla calotta
peratura (v. infografica alle pagg. seguenti). Sulle Alpi, inoltre, glaciale che ricopre l’Antartide: sarà il campione finora
piovono innumerevoli sostanze prodotte dall’uomo. Come più antico», spiega Carlo Barbante (Università Ca’
metalli pesanti, addirittura piombo dell’epoca romana». I Ro- Foscari Venezia e Cnr). «È il progetto europeo Beyond
mani, infatti, ricavavano l’argento usato per le monete da un Epica, “oltre Epica”: una precedente perforazione di
minerale contenente piombo, liberato in quantità nel processo Epica (European Project for Ice Coring in Antarctica) ci
di estrazione: i segni di quell’inquinamento ante litteram sono ha permesso di ottenere una carota con ghiaccio
registrati nelle carote estratte sulle Alpi e perfino in Groenlan- vecchio fino a 800mila anni. Dalle bollicine d’aria rimaste
dia. E poi ancora si trovano fuliggine, sostanze prodotte negli nel ghiaccio, abbiamo visto che negli ultimi 800mila
incendi delle foreste, diossina, pesticidi, persino profumi. «Nei anni la concentrazione di anidride carbonica non è mai
ghiacci del monte Elbrus, in Russia, abbiamo trovato fragran- stata alta come ora. Per il nuovo progetto abbiamo
ze e altre molecole usate in detersivi e cosmetici», puntualizza installato il campo a circa 40 km dalla base Concordia
Barbante. Poi ci sono le tracce lasciate dalla natura: pollini, (sotto; v. video in realtà aumentata); nel dicembre 2021
aghi di pino («Uno, in fondo a una carota dell’Ortles, ci ha per- monteremo il carotiere e nelle stagioni seguenti
messo di datare con precisione quel ghiaccio a 7.000 anni fa», recupereremo la carota. In quell’ambiente estremo si
dice ancora), ceneri vulcaniche, polveri. «Per esempio possia- lavora solo in dicembre-gennaio, nell’estate antartica».
mo vedere l’arrivo di sabbia dal Sahara fin sulle Alpi», aggiunge
Margit Schwikowski, del Paul Scherrer Institut. VIDEO
IN ANTARTIDE
L’ACQUA CHE PRIMA NON C’ERA PER ESTRARRE
Il ghiacciaio sul Grand Combin è stato scelto sperando che la UNA “CAROTA”
DA RECORD
sua memoria fosse ancora ben conservata, che ci fosse un ar-
chivio di informazioni continuo. «Dovrebbe essere quello che INQUADRA
chiamiamo un “ghiacciaio freddo”: una massa dove non c’è ac- LA PAGINA
CON LA
qua dovuta alla fusione, nemmeno nei giorni più caldi estivi, e APP
INFO A PAGINA 5
certo non a oltre 20 metri di profondità», fa notare de Blasi. «Ci
troviamo nella zona di accumulo, cioè quella dove si forma il
ghiaccio. Nel 2018 abbiamo esaminato quest’area con un radar
geologico, che ha stimato la profondità del ghiacciaio fino alla
roccia e identificato i suoi diversi strati, ovvero neve, firn (la
neve già compatta, in uno stadio intermedio) e ghiaccio».
I ricercatori si aspettavano quindi un ghiacciaio freddo e
Beyond Epoca

asciutto. Invece – ed è il momento di tornare a quell’acqua da


cui siamo partiti – si sono trovati a perforare una spugna ba-
gnata. «L’acqua è un problema, se percola nel ghiaccio dissol-

AL LAVORO
Da sin.: il carotiere
nel foro di
perforazione; il lavoro
sull’apparecchio: si è
anche danneggiato
nelle operazioni;
Jacopo Gabrieli e
Margit Schwikowski
estraggono una
sezione di carota.

Focus | 85
GHIACCIOLONI
Da sinistra: una
delle sezioni della
carota, lunga 70
cm; Fabrizio de
Blasi la sistema in
una cassa di
cartone, rivestita di
polistirolo, protetta
in una trincea
scavata nella neve.

ve le sostanze chimiche che cerchiamo e le porta via», ammette “vero”, che era più in profondità. «Stiamo ancora analizzando
Margit Schwikowski. In parole povere, cancella quelle tracce la situazione che ci siamo trovati davanti. Il radar, due anni fa,
che gli scienziati vogliono recuperare. Schwikowski prende ci aveva mostrato che lì non c’era acqua liquida. Una possibili-
una sezione di carota dalla scatola e ce la mostra controluce: tà è che l’apparecchio non l’abbia “vista”. L’altra è che la situa-
«Questo pezzo è stato recuperato a 14 metri di profondità. Gli zione sia così cambiata in soli due anni», commenta Gabrieli,
strati bianchi sono firn, neve compressa. Quelli trasparenti interpellato dopo la missione.
ghiaccio formato dal ricongelamento dell’acqua. Troppi: non è
ciò che ci aspettavamo, né che vorremmo trovare». RICORDO DELL’APPENNINO
Non solo. Quelle condizioni inattese hanno dato problemi Il timore espresso dagli scienziati sul Grand Combin è di essere
tecnici. «Tra strati di ghiaccio formato da acqua ricongelata e arrivati lì già troppo tardi. Del resto, gli scenari che si prospet-
strati di neve fradicia, il carotiere non lavorava correttamente. tano sono impietosi. «Anche nelle migliori previsioni, cioè in
Si è anche danneggiato e lo abbiamo portato a far riparare al uno scenario in cui riusciremo ad abbattere le emissioni di gas
volo, in elicottero», racconta Gabrieli. Un paio di perforazioni serra, si calcola che entro il 2050 perderemo circa il 45% del vo-
hanno dovuto essere interrotte, senza arrivare al fondo. L’ulti- lume dei ghiacci alpini; nello scenario più pessimistico, si parla
mo tentativo è stato fatto dopo che eravamo scesi. La missione di una perdita del 95% entro il 2100», chiosa de Blasi.
è terminata con tre carote di 26, 19 e 17 metri, contenenti stra- Comunque, quella che sembra davvero una corsa contro il
ti di firn e ghiaccio dall’acqua ricongelata, ma non il ghiaccio tempo continua. Il team vuole analizzare le carote recuperate e

Nei campioni si trovano inquinanti dell’era


industriale, ma non solo: c’è persino piombo
liberato in atmosfera nell’epoca romana

DISTESA BIANCA
Il campo in preparazione: è sul
ghiacciaio di Corbassière, che
“nasce” sul massiccio del
Grand Combin, oltre i 4.000 m,
e scende poi fino a 2.300 m.

86 | Focus
QUEL CHE RESTA NEL GHIACCIO
Clima Aria Eruzioni Piante Storia Inquinamento Test atomici
Temperatura CO2 misurata Polveri Pollini di Piombo Sostanze Plutonio dei
indicata dagli nelle bolle emesse da vegetali, aghi liberato in emesse da test nucleari
isotopi (tipi di d’aria vulcani anche di pino vecchi epoca auto e della Guerra
atomi). intrappolate. lontani. di millenni. romana. industrie. Fredda.

tornare sul Grand Combin. Ma anche altri siti sono in program- le». Il futuro delle carote non è però solo quello di essere esa-
ma. «Andremo per esempio sul Montasio (Udine), il ghiacciaio minate. Alcune di quelle recuperate in ogni sito sono destinate
a quota più bassa d’Europa e uno di quelli che scompariranno a essere conservate per le generazioni a venire, per essere poi
a breve, e sul Calderone: è sul Gran Sasso, l’unico rimasto sugli forse studiate con nuove tecniche. In un luogo dove tenerle al
Appennini», specifica Gabrieli. Il Calderone è così malridotto freddo non è un problema: l’Antartide. «Le trasporteremo in un
che non si muove più (i ghiacciai si spostano lenti verso il basso) “caveau” costruito vicino alla base italo-francese Concordia:
ed è stato declassificato a “glacionevato”. Altro sito dove recu- un sito sulla calotta antartica, a 1.200 km dalla costa e a 3.200
perare la memoria del ghiaccio è il Colle Gnifetti, sul Monte metri di quota, con una temperatura media di 50 gradi sottoze-
Rosa: in quest’area, è stato già ottenuto ghiaccio vecchio di oltre ro», specifica Barbante. «Abbiamo già fatto delle prove di co-
10 mila anni, il più antico delle Alpi. struzione. Scaviamo una sorta di grande trincea nella neve,
lunga 40 metri, larga e profonda 5. Gonfiamo nella trincea un
IL FREEZER PIÙ GRANDE DEL MONDO pallone gigante, lo copriamo di neve e aspettiamo che questa si
«Per il progetto Ice Memory, continuiamo a recuperare cam- solidifichi, formando il tetto. Poi sgonfiamo il pallone e rimane
pioni in giro per il mondo: abbiamo già carote prese sul Monte un tunnel. Pensiamo di costruire un paio di queste trincee e di
Bianco, sull’Illimani in Bolivia, sull’Elbrus. Sono tutte nei labo- portarvi le prime carote nel 2023». Così, dopo un lungo viaggio
ratori europei: quelle del Bianco sono in una cella frigorifera a in nave fino al Polo Sud, le carote potranno essere conservate
Grenoble, in Francia, e in questi mesi inizieremo ad analizzar- senza problemi in un freezer naturale.

SOLO SU FOCUS.IT
IL DOCUMENTARIO
CON INTERVISTE E
APPROFONDIMENTI:
Focus.it/Grand-Combin
Focus LIVE FRONTIERE

Folla
su Marte
Tre missioni stanno volando
contemporaneamente verso il
pianeta rosso. Perché così
tante? E cosa vanno a cercare?
di Gianluca Ranzini

N ei cinque secondi scarsi che avete im-


piegato per leggere titolo e sommario
di questo articolo, tre sonde si sono
avvicinate di circa 150 chilometri al loro obiettivo:
Marte. Si tratta dell’americana Mars 2020, della ci-
nese Tianwen-1 e di Hope Mars Mission, degli Emi-
rati Arabi Uniti. Il loro viaggio è ancora lungo: tutte
e tre arriveranno alla meta nel febbraio del prossi-
mo anno. Insieme, più o meno, perché sono partite
tutte nell’arco di pochi giorni, tra il 19 e il 30 di luglio.
Che cosa giustifica questo affollamento di lanci ver-
so lo stesso obiettivo? Quando si intende inviare
una sonda interplanetaria, si deve attendere il mo-
mento giusto, per minimizzare la distanza da per-
correre. Nel caso di Marte si apre una possibilità
(tecnicamente, una finestra di lancio) ogni 26 mesi,
che dura tre settimane. Quindi bisogna farsi trovare
pronti nei giorni corretti, altrimenti si devono RESISTENTI
aspettare più di due anni. Se a questo si aggiunge Le ruote hanno un
diametro di 52,5 cm
l’interesse per Marte in funzione della ricerca di
e sono di alluminio
possibili forme di vita e di prossime missioni uma- e titanio, per
ne, ecco che questa meta è sempre molto gettonata. resistere alle rocce
affilate del suolo.
VITA, SUOLO, ATMOSFERA
Le tre sonde hanno obiettivi in parte simili, ma non
del tutto. Mars 2020 ha nel mirino lo studio dell’a-
bitabilità di Marte, anche grazie alla raccolta di
campioni di suolo. Anche Tianwen-1 andrà a caccia
di vita sul pianeta rosso, di cui studierà il terreno e
Nasa/Jpl-Caltech

l’atmosfera. Hope Mission, che non atterrerà, si de-


dicherà in particolare all’atmosfera marziana. Le
attendiamo tra pochi mesi al traguardo.

88 | Focus
MARS 2020
AL LASER
La sonda fa parte del Mars Exploration Program della Nasa,
Questa è
SuperCam. la quale ha già attivi dalle parti di Marte il rover Curiosity
Contiene due (sulla superficie) e le sonde Mars Odyssey e Mars
laser che Reconnaissance Orbiter (attorno al pianeta).
SHERLOC
vaporizzano La missione della nuova sonda è focalizzata soprattutto sul
a distanza È uno strumento
che, grazie a uno rover Perseverance, che atterrerà nel cratere Jezero, ampio
minuscole rocce. 45 km, scelto perché si pensa che in passato abbia ospitato
Il gas ottenuto spettrometro,
è poi analizzato può rivelare un lago di acqua liquida, oggi scomparso. Perseverance,
da una serie composti lungo circa 3 metri e pesante poco più di una tonnellata,
di strumenti. organici nelle potrà fare analisi del suolo e rilevare eventuali sostanze
rocce. organiche. E potrà anche stivare campioni che saranno
recuperati in una missione futura. Sul rover vi sono anche
due microfoni per registrare, per la prima volta, i suoni di
Marte. A bordo si trova poi il drone Ingenuity, a guida
autonoma: potrà svolgere fino a 5 brevi voli, alzandosi
5-10 m e percorrendo fino a 300 m. Serve a dimostrare
che siamo in grado di far volare una sorta di elicottero nella
rarefatta atmosfera marziana; servirà in missioni future.

BRACCIO
Il rover ha un
braccio robotico
lungo 2,1 metri,
che porta
strumenti e
fotocamere.

SOSPENSIONI
Sono progettate per
suddividere il peso in
modo uniforme tra le
4 ruote ed evitare
inclinazioni eccessive
del veicolo
(l’inclinazione
massima consentita
è di 45°).

MODELLO 3D
COME È FATTO E
COME FUNZIONA
IL ROVER
PERSEVERANCE

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

ELICOTTERO AUTONOMO
Il drone Ingenuity pesa 1,8 kg e ha rotori
lunghi 120 cm, che ruotano a 3.000 giri
al minuto. Ha batterie agli ioni di litio
che si ricaricano con celle fotovoltaiche.
HOPE MARS MISSION
Dopo aver inviato per la prima volta, scelto dal governatore dell’Emirato di il motivo per cui Marte, che molto
proprio quest’anno, un astronauta Dubai, come messaggio di ottimismo tempo fa aveva grandi oceani di acqua
sulla Stazione Spaziale Internazionale, per i giovani arabi. I tre strumenti della liquida, oggi sia invece un mondo
gli Emirati Arabi Uniti debuttano anche sonda studieranno in particolare freddo e desertico.
sul fronte delle missioni l’atmosfera del pianeta rosso: i cicli La sonda, il cui capo progetto è un
interplanetarie. Hope è un orbiter, cioè climatici stagionali e diurni, i fenomeni ingegnere degli Emirati, è stata
una navicella che si inserirà in orbita nella bassa atmosfera, la distribuzione sviluppata con la collaborazione di
attorno a Marte, senza scendere al di polveri e di nubi di ghiaccio. Queste alcune università americane ed è stata
suolo. Il nome Hope (speranza) è stato informazioni potranno aiutare a capire lanciata da una base giapponese.

DAGLI USA
La sonda Hope
è stata
assemblata nei
laboratori
dell’Università
del Colorado a
Boulder. E poi
inviata alla base
giapponese di
Tanegashima da
cui è partita lo
scorso 19 luglio.

Finora solo la Nasa è ANTENNA


La parabola di 1,5

riuscita a far atterrare metri di diametro


serve per comunicare

sonde su Marte. Il rover


con la Terra. I pannelli
solari generano 600

cinese potrebbe essere


watt di potenza.

il primo non americano


Roman Balandin/Tass/Sipa Usa/Mondadori Portfolio
TIANWEN-1
Questa missione è la prima realizzata lander (se riuscirà ad atterrare sarà il
dalla Cina a spingersi oltre la Luna, ed primo non americano a farlo), di
è subito ambiziosa: nessuna nazione dimensioni e di peso più contenuti
aveva mai provato a inviare al primo rispetto a Perseverance della Nasa,
tentativo un rover e un lander insieme, ma con una dotazione importante di
cioè una sonda orbitante e una che strumenti. Tra questi, uno per la
scenda sul pianeta. La Cina, che misura dei campi magnetici, due
comunque ha esperienza di spazio fotocamere e un rivelatore in grado di
(anche con propri astronauti, anzi, scaldare le rocce e di analizzarne poi
takonauti, come si chiamano da loro) la composizione chimica. A bordo c’è
ci prova con Tianwen-1. La missione anche un radar, che invia onde verso il
si propone di studiare la suolo e raccoglie quelle riflesse; in
composizione dell’atmosfera e del questo modo può capire che cosa vi
suolo marziani, di mappare la sia nel sottosuolo. Tianwen-1
distribuzione del ghiaccio e di cercare scenderà non lontano da dove si posò
tracce di eventuali forme di vita la storica sonda Viking 2 della Nasa
presenti o passate. Molto è affidato al nel 1976.

FUOCO ALLE POLVERI


Sopra, il lancio di Tianwen-1 il 23 luglio
2020 dal centro spaziale di Wenchang,
nell’estremo Sud della Cina.

IL CARICO
Il rover è alto 185 cm
e pesa 240 kg. I suoi
pannelli solari si
aprono a petalo, e si
orientano nella
direzione del Sole.

LA BASE
Il rover atterra su
Marte (grazie ad
alcuni paracadute)
appoggiato a una
piattaforma, che poi
cala due rampe per
farlo scendere.

Focus | 91
Focus LIVE FRONTIERE

In diretta
dal futuro
ESO/M. Kornmesser

SHOW IN LIVE STREAMING 19-22 NOVEMBRE 2020


A TU PER TU
DUE MESI IN DIRETTA Durante Focus Live potrete inviare ESPERIENZE
La maratona di Focus Live comincia a
le vostre domande via social ai
personaggi che si avvicendano sul
VIRTUALI
ottobre! Ogni giovedì, da metà mese fino alla Controllare via Web un robot, visitare un
palco. Ma se vorrete anche incontrarli
settimana precedente il festival, collegatevi laboratorio del museo Leonardo da Vinci o le
(virtualmente) e parlare direttamente
via Web e social all’Agorà Mondadori per serre dell’Orto Botanico di Padova. Viaggiare
con loro, in molti casi durante i quattro
seguire in diretta streaming l’appuntamento in 3D attraverso i resti di una supernova.
giorni del Live sarà certamente
settimanale con uno dei personaggi del Una delle caratteristiche di Focus Live erano le
possibile. Iscrivendovi prima, potrete
Festival. Incontreremo scienziati come Andrea installazioni allestite nei padiglioni del Museo.
partecipare a incontri via Zoom con
Crisanti, guru della tecnologia come Roberto Anche in questa edizione virtuale abbiamo
scienziati come Telmo Pievani,
Cingolani, divulgatori come Adrian Fartade e mantenuto la tradizione. Con IIT, Inaf, Jrc,
astronauti come Umberto Guidoni.
Gabriella Greison, sportivi come Federica Scuola Superiore di Sant’Anna, Università di
E poi ci saranno anche Luca Perri,
Brignone. Padova e con il Museo Leonardo da Vinci, vi
Adrian Fartade, Massimo Polidoro,
Per anticipare alcuni temi del festival ma mettiamo a disposizione durante il Festival una
GioPizzi e Favij. Sono incontri a numero
soprattutto per discutere di scienza, attualità, serie di affascinanti esperienze interattive, da
chiuso, accessibili su prenotazione.
e società con i protagonisti del nostro tempo. scoprire e provare su https://live.focus.it/.
Tutti i dettagli su live.focus.it.
I dettagli su https://live.focus.it/.
Il Festival di Focus si rinnova, con astronauti, LIVE SU:
premi Nobel, personaggi dello spettacolo in diretta FOCUS.IT
streaming dal palco del Museo Nazionale della YOUTUBE
FACEBOOK
Scienza e della Tecnologia di Milano. INSTAGRAM

L e frontiere della scienza, con il climato-


logo Riccardo Valentini, premio Nobel
2007, con Andrea Crisanti e Ilaria Ca-
pua, alfieri della lotta a Covid-19, con Pia Astone,
portavoce del team che ha confermato l’esistenza
delle onde gravitazionali. Le frontiere del nostro
edizione del festival del nostro giornale, che si
svolgerà nell’Auditorium Museo Scienza e Tec-
nologia Leonardo da Vinci di Milano dal 19 al 22
novembre prossimi.
Scienziati, studiosi, atleti, esploratori, star della
divulgazione come Adrian Fartade, della creati-
fisico, con Federica Brignone, che ha vinto la Cop- vità a tutto tondo via Internet come Favij, dell’en-
pa del Mondo di sci, con Larissa Iapichino, stella tertainmentedell’impegnosocialecomeFedez(v.
del salto in lungo, e con Umberto Pelizzari, il più riquadro) saranno i protagonisti di una maratona
grande apneista di tutti i tempi. E con Vittorio live in diretta streaming web e social, in collabo-
Sebastiano, il genetista che, dall’Università di razione con Focus Tv, Radio Montecarlo, Sorrisi e
Stanford, sta guidando un ambizioso progetto per Canzoni Tv e le Reti Mediaset.
ringiovanire il corpo umano. Ancora: le frontiere Una“quattrogiorni”peresplorareinsiemea360°
della nostra mente, con Andrea Muzi, campione le frontiere, le ambizioni e le sfide che ci stanno
del mondo di memoria, con Fabio Benfenati, il davanti ora e nei prossimi anni del XXI secolo.
neurofisiologo che all’Istituto Italiano di Tecno-
logia studia le tecniche pionieristiche della bio-
nica applicata all’uomo, con Michela Balconi, che
all’Università Cattolica di Milano affina le tecno-
I n queste pagine vi anticipiamo alcuni degli
appuntamenti del Festival, che sarà prece-
duto da una serie di interviste e collegamenti in
SI RINGRAZIA.
Focus Live non
sarebbe possibile
logie per leggere nel pensiero. E, naturalmente, le streaming ogni giovedì da metà ottobre a metà senza istituzioni,
frontiere dello spazio, con gli astronauti Maurizio novembre. università e aziende.
Cheli, Umberto Guidoni e Paolo Nespoli. Trovate il programma completo, con i protago- Ringraziamo
Asi, Esa, Enea,
nisti di Focus Live, gli orari e i dettagli per colle-

S
Gran Sasso Science
ono soltanto alcuni degli ospiti di Focus Live garsi, su live.focus.it. Vi aspettiamo tutti online Institute, IIT, Inaf,
2020, intitolato quest’anno Frontiere, terza dal 19 al 22 novembre! JRC, Mnemonica -
L’arte di ricordare,
Scuola Superiore
MAIN PARTNER PARTNER CONTENT PARTNER MEDIA PARTNER RADIO UFFICIALE
Sant’Anna di Pisa,
Università Cattolica
del Sacro Cuore,
Università degli Studi
di Padova, Opera
San Francesco.

ARTISTI OLTRE I CONFINI


Live Media/Ipa
Un’edizione con molte sorprese, Focus live 2020. Anche
nell’ambito dell’entertainment, grazie alla collaborazione con
Sorrisi e Canzoni TV. Ecco alcune anticipazioni.
Frontiere a Focus Live non significa confini, ma sguardo al
futuro, pluridisciplinarità e contaminazioni culturali. Ecco
perché al festival ci sarà un personaggio come Fedez,
musicista che ha allargato il suo impegno alla società civile,
come ha dimostrato nella raccolta fondi per l’Ospedale San
Raffaele durante i primi mesi della pandemia. E chi meglio di
Francesca Michielin (nella foto a destra) può portarci ai confini
della conoscenza? Lei che è una cantautrice e polistrumentista,
capace di suonare pianoforte, basso e chitarra. Una fuoriclasse
della musica, la prima a proporre un disco in streaming durante
il lockdown. I confini li conosce bene anche Marco Confortola,
lo scalatore italiano delle imprese impossibili che ha debuttato
su Focus Tv con un programma dedicato alla propria vita.

Focus | 93
ANDREA
CRISANTI

Fotogramma/IPa
GABRIELLA

Marina Alessi
GREISON

BARBARA RICCARDO
MAZZOLAI VALENTINI

Fotogramma/IPa

Andrea Delbò
ADRIAN UMBERTO
FARTADE GUIDONI
Andrea Delbò

Silvia Morara
Mondadori Portfolio/Archivio Elena Di Vincenzo

UMBERTO
PELIZZARI
Andrea Delbò

FEDEZ

GLI APPUNTAMENTI DI GIOVEDÌ GLI APPUNTAMENTI DI VENERDÌ


Medicina, esplorazione spaziale, sport e ricerca scientifica. Dai social alla genetica, dai nuovi materiali alla fisica più
La prima giornata di Focus Live è destinata a lasciare il segno. estrema, passando per le galassie e attraversando le città
ANDREA CRISANTI, il parassitologo, docente di del futuro, per finire nel cuore della scienza raccontata da
microbiologia all’Università di Padova, che ha coordinato GABRIELLA GREISON, fisica, giornalista, drammaturga e
l’équipe anti Covid in Veneto, aprirà l’edizione 2020. E sarà attrice. La seconda giornata del Festival non mancherà di
seguito da BARBARA MAZZOLAI, direttrice del Centro di stupire – con la testimonianza di FEDEZ – e di farci riflettere
Micro-BioRobotica dell’Istituto italiano di tecnologia e creatrice anche sui pericoli che corre l’umanità. Basterà ascoltare il
di Plantoide, il robot che nel suo funzionamento imita il mondo climatologo e premio Nobel RICCARDO VALENTINI per
vegetale. E poi, a soddisfare la vostra sete di curiosità, ci capire che il tempo stringe e che tutti noi dobbiamo agire
saranno ADRIAN FARTADE, divulgatore scientifico e youtuber, e diversamente per salvare il nostro Pianeta. Chiude la
UMBERTO PELIZZARI, l’apneista che ha sfidato l’impossibile. giornata, l’astronauta UMBERTO GUIDONI.

94 | Focus
MAURIZIO
CHELI

Alessandro Albert/Getty Images


ILARIA
CAPUA
Efa

Andrea Delbò
FEDERICO
FAGGIN
Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images

TELMO
PIEVANI
Getty Images

FAVIJ GIOPIZZI

LUCA PAOLO
PERRI NESPOLI

Silvia Morara
Andrea Delbò

GLI APPUNTAMENTI DI SABATO GLI APPUNTAMENTI DI DOMENICA


Frontiere, confini, limiti. I protagonisti della terza giornata Tanta genetica, i misteri dell’universo e le sorprendenti
di Focus Live li hanno superati tutti per davvero. capacità della nostra mente saranno alcuni dei temi trattati
Siano essi scienziati, artisti, scrittori: ognuno di loro ha nell’ultima giornata del Focus Live. Ma il cuore della giornata
guardato oltre l’orizzonte. Ci saranno MAURIZIO CHELI, sarà ancora dedicato a Covid-19 con ILARIA CAPUA, la
astronauta, pilota, imprenditore, un uomo dai mille record; virologa che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi di
LUCA PERRI, in assoluto il divulgatore scientifico più emergenza sanitaria, e con TELMO PIEVANI, filosofo ed
divertente d’Italia; FEDERICO FAGGIN, il padre del evoluzionista. Poi, per strapparci un sorriso, ci sarà
microprocessore, con il quale faremo un viaggio dai chip GIOPIZZI, attore, doppiatore, scrittore capace di far riflettere
alla conoscenza umana; e FAVIJ, uno degli youtuber più su cose serie con la satira e l’ironia, mentre l’astronauta
popolari in Italia, che ci aiuterà a capire meglio come si PAOLO NESPOLI chiuderà l’edizione 2020 portandoci per
superano le frontiere della creatività sul Web. mano lassù, tra le stelle, nel cuore dell’universo.

Focus | 95
scienza

È il componente
principale dell’aria
che respiriamo ed è
necessario alla vita.
I geologi indagano
sulla sua origine.
di Andrea Parlangeli
Getty Images

96 | Focus
IN SINTESI
• L’azoto è un mantello risale a quando
elemento molto terrestre si è formata la
diffuso: si trova attraverso i Terra. Quello
nell’aria e negli fenomeni dell’aria in parte
esseri viventi. vulcanici. proverrebbe
• L’azoto dell’aria • Secondo uno anche da zone
proviene in studio, l’azoto più remote del
parte dal del mantello Sistema solare.

IL MISTERO
AZOTO
DELL’

LIQUIDO E GAS
Nella foto grande,
un vulcano alle
Hawaii (Usa).
L’azoto presente
nell’atmosfera
Reuters/Contrasto

proviene in parte
dal mantello
terrestre attraverso
eruzioni e fumarole.
A destra,
un’applicazione
tecnologica: azoto
liquido usato per il
raffreddamento.
LO CHEF È TECH
L’azoto liquido trova
applicazione anche in
cucina, per raffreddare
cibi e bevande senza
alterarne il sapore.

a tavola periodica nasconde molte sorprese.


Una delle più notevoli è il settimo degli ele-
menti, l’azoto: importantissimo in natura, e
sconosciuto ai più. Si trova infatti in tutte le

Reuters/Contrasto
cellule viventi e – in forma pura – costituisce gran parte dell’at-
mosfera terrestre; ma fu isolato e scoperto soltanto nel ’700.
Oggi i geologi lo studiano per comprendere meglio il nostro
Pianeta. Da dove arriva l’azoto che respiriamo?
Che ciclo geologico segue? E qual è, più in gene-
rale, l’origine e l’evoluzione della nostra atmo- Per risalire all’origine dell’azoto
sfera? Recentemente, su queste domande si è
focalizzato uno studio internazionale, scopren- e di altri gas dell’atmosfera, i
do alcune tracce che ci riportano direttamente
al cuore della Terra e alla sua nascita, miliardi di geologi prelevano campioni
anni fa. Vediamo come.
dall’aria e dalle aree vulcaniche
CHE COSA C’È NELL’ARIA
Cominciamo col dire che l’aria che respiriamo è composta al scono poco e sono chimicamente simili tra di loro: sono una
78% in volume da azoto e al 21% da ossigeno. Il restante 1% è famiglia coesa». L’ossigeno e i gas emessi dall’uomo, invece,
costituito in buona parte da argon (0,93%) e altri gas nobili, sono molto più reattivi, e per questo si rinnovano in continua-
detti così perché sono molto stabili e non reagiscono con gli al- zione (l’ossigeno è generato dalla fotosintesi di piante, alghe
tri elementi, quasi fossero “snob”. Poi ci sono metano, anidride e batteri): per chi cerca indizi sulla storia del nostro Pianeta,
carbonica e tutti gli altri gas prodotti dall’uomo, che – seppur l’azoto e i gas nobili sono decisamente più interessanti. Ecco
in piccole quantità percentuali – hanno un effetto importante perché i geologi si sono focalizzati su quelli. E, come detective
sul bilancio energetico, e quindi sul clima. alla ricerca della soluzione di un giallo, si sono messi a indagare.
Perché, dunque, tra tutti questi gas, per un geologo è impor- Il metodo d’indagine si basa, in questo caso, sul confronto tra
tante l’azoto? «Innanzitutto, per la sua abbondanza», spiega la composizione dell’atmosfera e quella dei gas che provengo-
Antonio Caracausi, ricercatore dell’Istituto nazionale di geo- no dal sottosuolo attraverso i processi magmatici e i fenomeni
fisica e vulcanologia (Ingv) e coautore dello studio. «Lavoriamo vulcanici. Per fare questo, nell’arco di 4-5 anni, i ricercatori
molto anche con i gas nobili come l’argon e il neon, che reagi- si sono recati in vari luoghi del Pianeta. «Abbiamo raccolto

DA FERTILIZZANTE A ESPLOSIVO. ECCO PERCHÉ


L’azoto ha caratteristiche molto diverse a seconda della dove c’è l’ossigeno che accelera il deterioramento).
forma in cui lo si trova in natura. Gli esseri viventi, però, hanno bisogno di azoto, e riescono
DA INERTE A REATTIVO. L’azoto puro è un gas inodore e ad assimilarlo dal cibo… cioè da altri esseri viventi. Le
trasparente, che respiriamo in ogni istante ma non siamo in piante possono assorbirlo dal terreno, tramite le loro radici,
grado di assimilare. L’azoto in forma di gas, infatti, è poco con l’aiuto di alcuni batteri detti “azotofissatori”. Se il
reattivo e per questo viene usato nell’industria alimentare terreno è povero di questi nutrienti, è necessario ricorrere a
per conservare a lungo il cibo (prende il posto dell’aria, fertilizzanti (foto a destra) che forniscano azoto e altre
sostanze in forma reattiva. Dai vegetali, poi, l’azoto entra
nella catena alimentare e arriva fino all’uomo.
Afp/Getty Images

ESPLOSIVO. Tra i fertilizzanti ci sono i nitrati, come il


tristemente noto nitrato di ammonio, un sale che ha formula
chimica NH4NO3 (N, H e O indicano rispettivamente gli
atomi di azoto, idrogeno e ossigeno da cui è formata la
molecola). Questo composto, ad alte temperature, è in
grado di innescare reazioni molto violente. Un esempio è
l’esplosione di oltre un kiloton avvenuta nel porto di Beirut il
4 agosto scorso (foto a sinistra). Un altro esempio è il
disastro di Texas City (Usa) del 16 aprile 1947, che liberò
una quantità simile di energia.
Universal Images Group/Getty Images
azoto
atmosferico (N2)

La pioggia può
UN CICLO
VITALE
portare al suolo
l’azoto “attivo”
fulmini emesso dai vulcani.
Lo schema illustra il ciclo
superficiale dell’azoto.
pioggia
attività Questo gas, che nell’aria è
vulcani umane poco reattivo, viene
“attivato” dai fulmini, dal
metabolismo di alcuni
batteri detti “azotofissatori”
e dai fertilizzanti. Poi può
tornare nell’atmosfera per
mezzo di reazioni inverse di
“denitrificazione”. L’azoto
nel terreno può anche
urine tornare nel mantello
combustibili terrestre attraverso cicli
assimilazione fossili
geologici più lunghi, dovuti
al movimento delle placche
fertilizzanti tettoniche.
batteri batteri
azotofissatori animali morti e
nelle radici piante Attività umane
nitrati
Attività naturali
decomposizione

batteri ammonificazione batteri NEL TERRENO


azotofissatori nitriti I fertilizzanti a base di
nel suolo azoto sono indispensabili
all’agricoltura intensiva.

ammoniaca batteri

REUTERS

Focus | 99
campioni di gas in Islanda, nello Yellowstone (Usa), nell’Eifel
in Germania, in Etiopia e sull’Etna», racconta Caracausi, che è
stato in molti di questi luoghi. «Prelevare i campioni è sempli-
ce», continua il geologo. «Si usano speciali bottiglie in acciaio o
in vetro, oppure semplici siringhe. Prima di farlo, però, bisogna
essere certi di aver tolto tutta l’aria dai sistemi di campiona-
mento, quindi c’è bisogno di una preparazione che può durare
diverse ore». E bisogna operare in sicurezza: «In prossimità
delle fumarole, abbiamo bisogno di tute antiacido e protezioni
per le alte temperature», enfatizza.
Alla fine, i gas intrappolati vengono portati in laboratorio per
essere analizzati dai ricercatori stessi.

PESARE GLI ATOMI


A questo punto si scopre che le cose sono più complicate di
quello che può sembrare. E non solo perché l’analisi deve te-
ner conto di tanti gas presenti (i vari elementi, le loro varianti
dette “isotopi”, che differiscono in peso, e i rapporti tra le loro
Shutterstock

UNICO AL quantità relative); ma anche e soprattutto perché non tutti i


MONDO gas che provengono dagli strati profondi del nostro Pianeta,
Qui sopra, lo cioè dal mantello terrestre, sono puri: molti di questi, al con-
strumento usato trario, nel processo di risalita vengono contaminati da altri
per distinguere gas e da processi chimici che avvengono più in superficie.
i gas provenienti Come si fa, allora, a distinguere l’azoto che viene dal man-
dal mantello negli tello da quello che proviene dall’atmosfera? «È possibile farlo,
studi. A lato,
un’applicazione perché i due tipi di azoto hanno un diverso peso molecolare»,
dell’azoto: la spiega Jabrane Ladibi, primo autore della ricerca. «All’Uni-
conservazione versità della California di Los Angeles (Ucla) abbiamo l’unico
del cibo. strumento al mondo in grado di misurare la differenza».
ORIGINI
PLANETARIE
Nel disegno, le
origini del

Science Photo Library/Agf


Sistema solare:
parte dell’azoto
che respiriamo
proviene da lì.

Entriamo un po’ più nel dettaglio. Che cosa vuol dire che l’a- che probabilmente erano dominanti nel periodo in cui la Terra
zoto dell’atmosfera ha un peso diverso da quello del mantello? si è formata. Un’altra sorgente sono le condriti carbonacee, più
Per capirlo, ricordiamo che l’azoto esaminato dai ricercatori è ricche di materiali volatili e provenienti da zone più esterne del
un gas composto da molecole biatomiche chiamate N2. Ogni Sistema solare. E una terza componente potrebbero essere le
molecola di N2 è formata da due atomi di azoto attaccati l’uno comete, che però avrebbero contribuito poco all’azoto atmo-
all’altro con un legame chimico molto stabile. Normalmente sferico, fino al massimo all’1%».
un atomo di azoto ha un peso molecolare di 14 unità atomiche,
cioè 14 volte il peso dell’atomo di idrogeno. Si indica, perciò, STUDIARE LE ERUZIONI
anche con il simbolo ¹⁴N. Esiste, però, anche se è più raro, un I dati, insomma, sono compatibili con l’ipotesi che gran parte
altro tipo di atomo di azoto (detto “isotopo”), che ha le stesse della Terra si sia formata 4,5 miliardi di anni fa, con il materia-
proprietà chimiche ma pesa un po’ di più, 15 unità atomiche, le presente nella fascia interna del Sistema solare. E poi si sia
e si indica con ¹⁵N. (forse) arricchita in superficie di altri elementi provenienti da
zone più esterne, come le comete, che potrebbero aver portato
ORIGINI DIVERSE anche grandi quantità di acqua e materiale organico impor-
Questo per gli atomi. E le molecole? Poiché quella di N2 è tante per lo sviluppo della vita. Gli studi continueranno, per
una molecola biatomica, accanto alla combinazione normale raccogliere informazioni sempre più dettagliate sulla nascita e
¹⁴N¹⁴N ne esiste una, più rara, di ¹⁴N¹⁵N, e
una ancora più rara di ¹⁵N¹⁵N. Siamo arri-
vati al punto: l’azoto del mantello e quello Gli studi sull’azoto e sull’atmosfera
dell’atmosferahannopercentualidiversedi
queste varianti. «Il mantello ha una quan- ci aiutano a capire meglio l’origine
tità regolare di ¹⁵N¹⁵N (relativamente alla
suatemperatura)»,spiegaLadibi.«L’ariane della Terra e anche la formazione
ha molto di più». Veniamo allora al dunque:
perché questa differenza? Cominciamo dal di altri pianeti extrasolari
caso più semplice: il mantello. «L’azoto che
c’è nel mantello è sicuramente un azoto primordiale», spiega sull’evoluzione del nostro Pianeta, e anche di altri pianeti, den-
Caracausi. «Ce lo dice la quantità di ¹⁵N¹⁵N, insieme alla pre- tro e fuori il Sistema solare. «Uno degli obiettivi della ricerca è
senza di gas nobili, con i loro isotopi, in determinate quantità quantificare meglio il ciclo dell’azoto», spiega Caracausi, «che
e proporzioni». Un fatto, questo, compatibile con la teoria più dalla superficie torna nel mantello per mezzo dei fenomeni
accreditata, che il mantello si sia formato 4,5 miliardi di anni fa di subduzione, cioè di quei movimenti tettonici che portano
dall’aggregazione di polveri, asteroidi e planetoidi presenti nel la crosta terrestre in profondità». Si potrebbe così chiarire il
Sistema solare primordiale (v. immagine in alto). ruolo di questo elemento in quello che Caracausi definisce “il
L’origine dell’azoto nell’atmosfera, invece, è più misteriosa. grande disegno” dei meccanismi tellurici del nostro Pianeta.
C’è certamente una parte “primordiale” che proviene dal man- Un altro aspetto di interesse è che, nel distinguere le compo-
tello per mezzo di fumarole ed eruzioni vulcaniche. Ma a quan- nenti atmosferiche e del mantello presenti nelle emissioni, i
to ammonti questa componente, e da dove venga il resto, anco- geologi si ritrovano con uno strumento in più per comprende-
ra non si sa. «Alcuni gas atmosferici, tra cui l’azoto, sembrano re le dinamiche dei magmi nell’interno della Terra, che posso-
provenire da due o più sorgenti cosmiche diverse», spiega il no arrivare a portare a un’eruzione. Non dobbiamo illuderci di
francese Bernard Marty, coautore della ricerca e tra i massi- trovare la ricetta magica che ci permetta di avere previsioni
mi esperti di questi temi. «Tra queste sorgenti, ci sono alcuni esatte, ma questa è comunque la dimostrazione che lo studio
corpi celesti simili agli asteroidi, e in particolare le condriti E dei meccanismi fondamentali di funzionamento della realtà
(estatiti) provenienti dalla parte più interna del Sistema solare, che ci circonda è anche utile a proteggere le nostre vite.

Focus | 101
medicina

Di solito non fa male, anzi:


è fondamentale all’organismo
per difendersi dalle infezioni.
Ecco perché e come agisce.

L’utilità
di Elena Meli

della
CONFINE
La soglia oltre la quale
si parla di febbre è
stata fissata a 37 °C
da un medico nel 1851.

102 | Focus
feB
Mondadori Portfolio
ta diventando l’incubo di ogni genitore: tutte le a 37 °C. Il valore infatti non è graniticamente uguale nell’arco
mattine, fra il caffè e la fila al bagno, bisogna tro- della giornata e oggi si ritiene che siano normali scostamenti
vare il tempo per misurare la temperatura ai fi- fino a mezzo grado sopra e sotto la media (da cui l’assenza a
gli prima che vadano a scuola. Perché se c’è feb- scuola necessaria solo se il termometro supera i 37,5 °C). Le
bre si sta a casa: basta superare i 37,5 °C per far scattare la variazioni dipendono dal ritmo quotidiano del metabolismo,
chiamata al medico. Ma perché questo valore è diventato il di- responsabile della produzione di calore da parte del corpo e
scrimine fra ansia e tranquillità e soprattutto a che serve la non sempre uguale: ha infatti un minimo di notte, quando l’or-
febbre, così temuta nonostante sia un fenomeno tutt’altro che ganismo si trova in una specie di “letargo”, ed è invece al mas-
inutile per la salute? simo nel tardo pomeriggio, quando tutta la macchina-corpo
funziona a pieni giri e si registra il picco quotidiano della tem-
CI STIAMO RAFFREDDANDO peratura. Che sale anche dopo aver mangiato, se facciamo atti-
Tutti sanno che la febbre è un rialzo della temperatura corpo- vità fisica o siamo sotto stress, e nelle donne nei pressi dell’o-
rea oltre un livello definito “normale” per la nostra specie; è vulazione: per tutti questi motivi è giustificato lasciare un po’
stato fissato attorno ai 37 °C da Carl Wunderlich, un medico di margine oltre i 37 °C prima di far scattare l’allarme-febbre.
Secondo alcuni studi, però, in un prossimo futuro la soglia di
normalità potrebbe abbassarsi: la nostra specie si sta infatti
“raffreddando”. Lo dimostra una ricerca condotta da Julie
UN PO’ D’ALLEGRIA
Misurazione della febbre
all’ingresso del mercato
di Bandung, a Giava
per il contenimento del
contagio da Covid-19.

Parsonnet della Stanford University (Usa): confrontando le


misure di temperatura di quasi 700mila persone rilevate dal
1862 al 2017, la ricercatrice ha verificato che chi è nato nel 2000

Mondadori Portfolio
ha una temperatura media di mezzo grado più bassa rispetto a
chi è vissuto a fine ’800. «L’ambiente attorno a noi è cambia-
to: viviamo in case ben riscaldate e siamo a contatto con meno
microrganismi, per cui il livello medio di infiammazione e di
“calore” interno sta diminuendo», osserva Par-
sonnet.
La temperatura corporea media
SISTEMA DI DIFESA
“Scaldarsi” infatti serve proprio per combattere dell’umanità è in diminuzione:
meglio le infezioni: è questo lo scopo della feb-
bre, che è definita come un innalzamento stabile in poco più di un secolo abbiamo
della temperatura oltre la soglia della normalità
per distinguerla dai picchi temporanei dovu- perso mezzo grado centigrado
ti all’attività sportiva o ad altri sforzi. Quando
viene la febbre il nostro termostato interno (l’i-
potalamo, una struttura che si trova in una regione profonda so per sentire le pulsazioni accelerate e capire che c’è febbre,
del cervello) si tara su una temperatura più alta e lì resta per ndr), per mandare tanto sangue in periferia e disperdere così
un po’, innescando i meccanismi che consentono di produrre più calore all’esterno. Più sangue ai tessuti significa anche più
più calore e disperderne meno, come i brividi o la vasocostri- globuli bianchi nel punto dove c’è da combattere un’infezione.
zione periferica. Una saggia decisione, come spiega Fabrizio Ciò aumenta la capacità di risposta». Il caldo, inoltre, aumenta
Pregliasco, virologo dell’Università di Milano: «La febbre è la la velocità del metabolismo e delle reazioni chimiche che av-
risposta fisiologica a uno stato di infiammazione, dovuto in vengono all’interno delle cellule, favorendo in questo modo
genere a un’infezione respiratoria, gastrointestinale, urinaria una reazione veloce ed efficace.
e così via. Il calore interno sale e questo raggiunge due scopi:
i germi entrano in difficoltà, perché oltre 37 °C molti non si C’È QUELLA COMPORTAMENTALE
moltiplicano più bene, inoltre si crea la necessità di raffreddare La febbre quindi non “fa male”, è solo il prezzo da pagare per
il corpo perché per stare bene la temperatura interna va man- avere la meglio su virus, batteri, stati infiammatori localizzati:
tenuta entro un intervallo ristretto. Per tornare alla normalità del resto il filosofo greco Parmenide già 2.500 anni fa diceva:
allora il cuore batte più veloce (quando non c’è un termometro «Datemi il potere di indurre la febbre e curerò qualsiasi ma-
a portata di mano infatti basta premere sull’interno del pol- lattia». Un potere così grande che se ne servono tutti gli ani-
mali, perfino i rettili o i pesci che non possono mantenere una
temperatura interna costante ma dipendono da quella esterna:
E pure gli animali... per combattere meglio le infezioni, si fanno venire la cosiddet-
ta “febbre comportamentale”, ovvero cercano attivamente di
Anche gli animali hanno la febbre. Ecco a partire da quale
stare dov’è più caldo. Succede per esempio alle lucertole, che
temperatura si può dire che siano febbricitanti (sotto, in
rosso, il range normale). Tra tutti, il cavallo ha una quando vengono infettate da batteri restano di più al sole, o
particolarità: anche se la sua temperatura corporea è perfino ai pesci, come ha scoperto Joanne Cable dell’inglese
simile a quella umana, in caso di febbre può salire ben Cardiff University: se sono attaccati da parassiti e possono sce-
oltre i 42 gradi, ed ecco perché si dice “febbre da cavallo”. gliere fra vasche d’acqua a diversa temperatura, i pesci si diri-

Cavallo Gatto Uccelli Coniglio


Criceto Cavia
Cane

38,1 °C 38,6 °C 39,3 °C 39,6 °C 40 °C 40 °C 40,2 °C


normale: normale: normale: normale: normale: normale: normale:
37 - 38 °C 37,5 - 38,5 °C 38 - 39,2 °C 37,5 - 39,5 °C 38 - 39,9 °C circa 40 °C 38,6 - 40,1 °C

104 | Focus
IL DECORSO TIPICO DELLA FEBBRE
40 Brividi Vasodilatazione

39 Fase della
Fase Fase del caldo
FASTIGIO sudorazione
del freddo DEFERVESCENZA
ASCESA NEL SANGUE
Temperatura (°C)

38 Un linfocita
Brusco rialzo (globulo bianco)
circondato da
anticorpi e globuli
rossi pattuglia

Shutterstock
37
l’organismo nel
circolo sanguigno.
Inizio Ore Calo

Virus e batteri In risposta alle L’ipotalamo mantiene la Nella fase di sfebbramento le


stimolano i globuli citochine, l’ipotalamo temperatura su un valore citochine in circolo diminuiscono
bianchi a rilasciare nel fa aumentare la elevato. In questa fase e il termostato ipotalamico torna
sangue citochine, temperatura: per non si sente più freddo, la al valore normale, il cervello si
molecole che riuscirci i vasi pelle è calda, il respiro e il “accorge” che il corpo è troppo
segnalano la presenza sanguigni cutanei si cuore rapidi; si riattivano caldo e inizia a disperdere calore.
di un’infiammazione e “stringono” e così, anche i meccanismi di Se le citochine calano in fretta c’è
arrivano all’ipotalamo, grazie alle contrazioni termodispersione sudorazione e disidratazione, se la
nel cervello, il centro dei muscoli attorno ai (sudore), anche se poi la diminuzione è graduale si torna a
di termoregolazione. capillari, ecco i brividi. temperatura resta alta. 37 °C quasi senza accorgersene.

gono senza dubbi nell’acquario più caldo, dove è stato verificato produrre calore le cellule infatti accelerano i processi detti “ca-
che il loro sistema immunitario lavora meglio. tabolici”, ovvero la distruzione di proteine, zuccheri e grassi e
È un’arma così efficace che alcuni patogeni si sono attrezzati questo può portare ad alterazioni della funzionalità di cuore e
per neutralizzarla: l’Herpesvirus ciprinide 3, che colpisce varie reni, inoltre il sistema nervoso centrale va in sofferenza un po’
specie di carpe, trasporta un gene che inibisce la febbre com- per gli effetti diretti del calore, un po’ per la carenza di ener-
portamentale dell’ospite, provocando letargia e nuoto senza gia perché tutte le scorte vengono usate per mantenere alta la
meta, in modo che il pesce se ne stia lontano da acque calde. temperatura. Le conseguenze sul cervello sono infatti quelle
E c’è perfino chi, come Michael Logan, biologo evoluzionista più temute dai medici: il rischio di danni permanenti si ha oltre
dell’Università del Nevada a Reno (Usa), sostiene che gli ani- i 40 °C, ma diventa una certezza se si sta a lungo con la febbre
mali a sangue caldo siano comparsi e abbiano avuto successo oltre 42 °C o si superano i 43 °C, soglia oltre la quale la sopravvi-
evolutivo proprio perché riescono meglio e più facilmente a venza è a forte rischio. La febbre insomma ha due facce e secon-
procurarsi la febbre per combattere i germi. do alcuni biologi evoluzionisti c’è un motivo anche per questo:
favorirebbe infatti la sopravvivenza di chi è colpito da infezioni
NON FA CRESCERE lievi, in cui di solito la febbre non è eccessiva, ma accelerereb-
Certo se però la febbre è troppo alta o resta elevata per tanto be invece la morte di chi ha problemi gravi, quando in genere
tempo (oltre i 39 °C per tre giorni), l’organismo ne risente: per la temperatura sale parecchio, riducendo così il pericolo di

CAUSE “INSOLITE”: FARMACI, STRESS...


La febbre può essere provocata anche da qualcosa che non ha nulla a che vedere con un’infiammazione o
un’infezione. Per esempio i farmaci: il 3-4 per cento delle reazioni avverse include proprio un rialzo della
temperatura, indicativo del fatto che l’organismo non tollera bene quel principio attivo (quelli che la provocano più
spesso sono antibiotici, anticonvulsivanti, farmaci per il cuore), per un’ipersensibilità o per motivi genetici. Alcuni
medicinali danno febbre perché alzano essi stessi la regolazione del “termostato” ipotalamico (può succedere con
certi antidepressivi), altri perché impediscono una buona dispersione del calore oppure ne fanno produrre troppo
(come gli anticolinergici o la levotiroxina, rispettivamente). Esiste poi la febbre da stress: Takakazu Oka, della
Kyushu University in Giappone, ha scoperto che lo stress cronico può indurre un rialzo persistente della
temperatura, probabilmente grazie all’attivazione di neuroni dell’ippocampo dorso-mediale. E c’è pure la febbre
fittizia, in cui persone che di solito hanno una patologia psichiatrica e una formazione medica millantano una febbre
di origine sconosciuta: tutti gli indizi sembrano tornare, ma il rialzo di temperatura non c’è per davvero.

Focus | 105
LAVORO SICURO
Gli operai che
lavorano allo
stabilimento
brasiliano di Fiat
Chrysler a Belim,
vicino a Belo
Horizonte, ogni
mattina passano
Reuters

attraverso un
termoscanner.

Gli uomini ammalati non sono


una diffusione su larga scala di contagi troppo
pericolosi. C’è tuttavia chi di fronte ai febbro-
ni è più fragile a prescindere: «In un anziano
con il cuore malandato l’incremento dei battiti “lagne”: il malessere e i sintomi
dovuto all’aumento di temperatura può essere
pericoloso», spiega Pregliasco. «E nei bambi- conseguenza della febbre li
ni la febbre alta, oltre 39 °C, può alterare a tal
punto il funzionamento cerebrale da indurre colpiscono di più delle donne
le convulsioni. Ecco perché nei più piccoli è
sempre opportuno farla scendere, quando va
oltre i 38,5». Anche perché non è vero che li fa crescere: febbri altro germe peggiorando la situazione». Per non sbagliare è
prolungate nel periodo del massimo sviluppo possono far sem- bene chiedere al medico, soprattutto quest’anno in cui occorre
brare che ci sia stata una crescita, ma non c’è alcuna prova che contenere la diffusione del SARS-Cov-2, ma in generale è op-
la febbre di per sé “allunghi” bambini e ragazzi. portuno non stroncare la febbre sul nascere ed evitare la feb-
bre-fobia, il terrore che stando a un’indagine dell’Università
QUANDO DEVE SCENDERE del Kansas attanaglia un genitore su due quando un bambino
Che fare allora quando il termometro sale, al netto della preoc- ha la febbre (con tanto di termometri sotto l’ascella ogni ora e
cupazione di questo autunno per il possibile contagio da Co- stress che s’impenna anche nei piccoli). Se serve farla scendere
vid-19 che la febbre potrebbe nascondere? «In un adulto sano perché è troppo fastidiosa si possono usare paracetamolo, aci-
ha senso ridurla ma non per forza azzerarla, anche per seguirne do acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei, perché
meglio l’evoluzione e non ritardare la diagnosi di un’infezione tutti agiscono rapidamente facendo sudare in abbondanza e si
più seria, che magari necessita di un antibiotico per risolversi», possono prendere più volte al giorno, basta avere lo stomaco
dice il virologo. «Esagerando con gli antipiretici da un lato fac- pieno; se però la febbre è parecchio alta o si accompagna a sin-
ciamo il gioco dei virus, che possono replicarsi meglio, dall’al- tomi molto intensi, come tremori, nausea forte, dolore o eru-
tro potremmo continuare a uscire e così, essendo “sotto attac- zioni cutanee insolite potrebbe esserci sotto qualcosa di diver-
co” e con le difese ridotte, rischieremmo di prenderci qualche so da un’infezione “banale” ed è bene indagare al più presto.

È PROPRIO VERO: LUI SOFFRE DI PIÙ


In caso sia un uomo a essere febbricitante i patimenti sembrano spesso insostenibili
anche con poche linee di temperatura. Di solito le donne sorridono di questo dato di
fatto, ma al netto di chi è lamentoso per natura e dei sintomi oggettivi, la maggiore
sofferenza maschile non è soltanto un vezzo. Kyle Sue della Memorial University di
Newfoundland in Canada ha infatti scoperto che la febbre negli uomini si
accompagna più spesso a complicazioni e a una mortalità maggiore, a parità di
cause e malattie concomitanti. «Il motivo è un sistema immunitario un po’ più fragile:
il testosterone per esempio ha un effetto immunosoppressivo, al contrario degli
estrogeni», spiega Sue. «Le donne hanno bisogno di un sistema immunitario
iper-efficiente per difendere se stesse e la prole; l’uomo, che ha “investito” le
energie in altri processi biologici come la crescita di statura o dei caratteri sessuali
Shutterstock

secondari (la muscolatura), è meno attrezzato contro le malattie infettive e contro la


febbre, che quindi risulta davvero più fastidiosa». E lo mette subito al tappeto.

106 | Focus
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stelle e sistemi
grandi record
di assistenza alla
Tra gli altri punti di forza a livello di si- conducente segnali sonori e visivi nel
guida innovativi curezza c’è anche il Toyota Safety Sense, caso in cui questo s’allontani dalla
un pacchetto di tecnologie di assistenza corsia di marcia – quando l’indicatore
per la ibrida alla guida (ADAS) tra le più innovative. di direzione non è stato attivato – per
Vediamo in dettaglio come funzionano. consentirgli di correggere la traiettoria
giapponese. in tempo utile. Lane Departure Alert
IL SERVIZIO PRE COLLISIONE e Lane Trace Assist riconoscono la

T
oyota ha sempre fatto della sicu- Tramite questo sistema, che utilizza segnaletica orizzontale standard bianca
rezza uno dei perni fondamentali una telecamera e sensori laser, Toyota e gialla, nonché i margini stradali siano
delle proprie autovetture. Nuova Nuova Yaris rileva la presenza di veicoli, essi cordoli, erba o terra, in curva e
Yaris è stata progettata per essere l’auto pedoni e ciclisti che la precedono o che naturalmente in rettilineo. Quando la
compatta più sicura al mondo, ottenendo impegnano accidentalmente la traiettoria segnaletica non può essere rilevata,
i migliori livelli di protezione degli occu- del veicolo agli incroci, in modo da evitare invece, la vettura segue il percorso del
panti anche secondo i più severi stan- o ridurre l’entità di possibili collisioni. Sia veicolo davanti, mantenendosi all’interno
dard di sicurezza attualmente vigenti (5 di giorno sia di notte, ma anche sempre della propria corsia.
stelle, il massimo, nei crash test di Euro in prossimità di un incrocio quando si
NCAP). Vanta infatti ben 7 airbag SRS viaggia tra i 10 e i 25 km/h, se si profila LE LUCI ABBAGLIANTI
(frontali, laterali, centrale, a tendina), il rischio di una collisione, il conducente AUTOMATICHE
cinture anteriori con pretensionatore, riceve un segnale sonoro e visivo e il Una telecamera rileva i fari dei veicoli
ABS con ripartitore e assistenza della sistema applica la frenata assistita; se chi che provengono dalla direzione
frenata, controllo elettronico di stabilità guida non interviene in tempo utile, il opposta e che precedono la vettura,
e della trazione, piantone dello sterzo sistema frena automaticamente. oltre al livello di illuminazione stradale
collassabile, Blind Spot Monitor (che circostante. Il sistema Automatic High
segnala veicoli potenzialmente invisibili L’AVVISO DI SUPERAMENTO Beam quindi seleziona automaticamente
da ambo i lati), controllo della pressione DELLA CORSIA luci anabbaglianti o abbaglianti, per
pneumatici e dispositivo per aiutare le Monitorando costantemente la strada, migliorare l’esperienza di guida notturna
partenze in salita. Nuova Yaris è in grado d’inviare al o in condizioni di scarsa visibilità.

110 | Focus
1

1 La Nuova 2 Grazie a una 3 Il Cruise Control


Yaris è la prima telecamera, il adattivo regola la
vettura compatta Lane Trace Assist velocità di crociera
a introdurre un rileva le linee in base all’auto
airbag centrale sull’asfalto, che precede, la cui
per proteggere intervenendo se distanza viene
al meglio gli l’auto si scosta calcolata grazie
occupanti in dalla corsia di a telecamere e a
caso di impatto marcia. un laser a onde
laterale. millimetriche.
2

3
IL CRUISE CONTROL ADATTIVO altri casi l’auto si riavvia con una leggera IL SISTEMA DI
(ACC) pressione dell’acceleratore o premendo il RICONOSCIMENTO DELLA
Questo sistema regola la velocità della tasto ACC. SEGNALETICA STRADALE
vettura in base al traffico: quando Questo sistema elettronico migliora Una telecamera rileva i segnali stradali
il veicolo che ci precede rallenta, il notevolmente la sicurezza a qualsiasi a bordo strada, visualizzandoli sul
Cruise Control adattivo (ACC) riduce andatura ed elimina gran parte dello display a cristalli liquidi a colori posto sul
automaticamente la velocità fino a una stress causato dalla guida quando cruscotto. In questo modo il conducente
distanza di sicurezza preimpostata; si è in coda. Su Toyota Nuova Yaris ha sempre davanti tutte le informazioni
quando la strada davanti è libera, invece, l’ACC collabora anche con il Road utili come limiti di velocità e/o divieti
accelera fino alla velocità prescelta. Se la Sign Assist, suggerendo al conducente di sorpasso. Inoltre, il sistema avverte
vettura davanti si ferma, poi, Nuova Yaris nuove impostazioni di velocità dopo il conducente con un allarme sonoro e
fa altrettanto: quando l’arresto è inferiore aver interpretato i limiti imposti dalla visivo qualora le indicazioni di tali segnali
a tre secondi il riavvio è automatico, negli segnaletica stradale. non vengano rispettate.

Focus | 111
testo e disegni di Federico Gemma

TIPI
ITALIANI Le schede illustrate degli animali
che possiamo incontrare

IL FENICOTTERO
(Phoenicopterus roseus)
L e zampe e il collo lunghissimi, lo strano becco e le tinte rosate rendono inconfondibile il
fenicottero. È una specie monogama e depone un solo uovo l’anno, covato da entrambi i genitori.
Una casa in Sardegna. I sessi sono simili, sebbene i maschi siano più grossi e pesanti, arrivando
ai 150 cm di altezza con una apertura alare di oltre 1,5 metri. La prima nidificazione registrata in Italia
risale al 1993, negli stagni di Cagliari. La Sardegna rimane tuttora il principale sito riproduttivo, ma si
registrano nidificazioni regolari anche nel Delta del Po, in Sicilia, Puglia e Toscana. I giovani sono di
colore grigio-bruno e assumono il piumaggio degli adulti solo dopo 3 o 4 anni.

UNA CULLA PROTETTA


Il nido è costituito da un cono di fango alto
30-40 cm, costruito all’asciutto da entrambi i
genitori con l’aiuto del becco. Serve a
proteggere l’uovo da improvvise inondazioni
o variazioni del livello dell’acqua.

COVA
I pulcini escono
dall’uovo dopo
27-31 giorni
di incubazione.

SISTEMA DI FILTRAGGIO
Durante l’alimentazione, il movimento della
lingua espelle dal becco l’acqua, che è così
filtrata dalle lamelle situate sul bordo, sulle quali
rimangono intrappolati i piccoli organismi.

L’INFANZIA NELL’ASILO NIDO


Dopo circa 12 giorni dalla nascita, i pulcini lasciano il nido e vengono IL COLORE? MERITO DELLA DIETA
allevati in gruppo, controllati e protetti da pochi adulti. Alla sera, I fenicotteri si nutrono soprattutto di Artemia
i genitori raggiungono ognuno il proprio pulcino, che viene salina, piccolo crostaceo ricco di carotenoidi.
alimentato attraverso una secrezione prodotta da ghiandole L’accumulo di questi pigmenti tinge di rosa il
dell’apparato digerente, ricca di grassi, carboidrati e proteine. piumaggio degli adulti.

112 | Focus
SULLE COSTE DEL MARE NOSTRUM
Il fenicottero frequenta le saline e le lagune costiere,
con acque basse, della nostra penisola e di tutto il
Mediterraneo, in colonie molto numerose.

TIMELAPSE
GUARDA COME
È STATO
REALIZZATO
IL DISEGNO
IN PARATA
Le parate ritualizzate INQUADRA
LA PAGINA
prevedono anche CON LA
l’apertura completa APP
INFO A PAGINA 5
delle ali, a cui segue un
inchino con il collo
proteso in avanti.

PREPARARSI ALL’ATTERRAGGIO
La caratteristica postura dei fenicotteri
in planata, con le lunghe zampe protese
e pronte all’atterraggio.

LA STAGIONE DEI MATRIMONI


Questi uccelli fanno appariscenti
parate nuziali di gruppo, con i colli
distesi e muovendo in modo
sincronizzato le teste, girate
ritmicamente a destra e sinistra.
Queste parate servono a preparare
fisiologicamente la colonia
all’accoppiamento e a sincronizzare
la deposizione dell’uovo, in modo da
concentrare le nascite in un ristretto
lasso di tempo.
Fukushima
energia
Nove anni dopo l’incidente
nucleare, i lavori di bonifica
della centrale giapponese
procedono lentamente, tra Serbatoi di
problemi ormai urgenti e stoccaggio
acque

mancanza di trasparenza. contaminate

di Riccardo Oldani

Il rebus
radioattivo
o scorso marzo, quando le Olimpiadi di Tokyo
sono state rinviate a causa della pandemia mon-
diale, qualcuno in Giappone – nonostante tutto
–hatiratounsospirodisollievo.Sitrattavadichi
è impegnato nel progetto di smantellamento della centrale nu-
cleare di Fukushima Daiichi, colpita il 25 marzo 2011 da uno de-
gli tsunami più potenti e devastanti della storia. In quel disastro
vennero danneggiati quattro dei sei reattori dell’impianto e in
tre si verificò il danno più grave per una centrale di questo tipo:
l’apertura del “vessel”, l’involucro ermetico a pressione che con-
tiene il combustibile nucleare, che in parte è fuoriuscito, inne-
scando così una parziale fusione del nocciolo.
A nove anni dall’incidente, le Olimpiadi avrebbero dovuto es-
sere la vetrina per mostrare al mondo che l’area più vicina alla
centrale era tornata alla normalità. Allo stesso tempo, però, le
Olimpiadi sarebbero state un faro su alcuni aspetti irrisolti dello
smantellamento e della messa in sicurezza della centrale. Qual
è dunque lo stato attuale dei progetti e dei programmi del ripri-
stino dell’area? Quali sono i problemi che sta affrontando Tepco,
l’azienda proprietaria dell’impianto, che ha l’onere di tutti i costi DALL’ALTO
di ripristino e di risarcimento dei danni, per un’esorbitante cifra La centrale di Fukushima Daiichi con evidenziati i
stimata in 200 miliardi di euro? due muri sotterranei costruiti attorno ai reattori
danneggiati. Quello più interno è composto da una
L’ACQUA E IL TRIZIO rete di tubi metallici dove circola un liquido a
Il problema più urgente riguarda l’enorme quantitativo di acqua temperatura molto bassa che ghiaccia il terreno ed
evita le infiltrazioni dell’acqua di falda. Quello più
radioattiva accumulata negli anni. «Appena ci si è resi conto che esterno in acciaio protegge i reattori dal mare.
era in atto la fusione del nocciolo», spiega Marco Ricotti, docen- Intorno ci sono i serbatoi che contengono acqua
te di Impianti Nucleari al Politecnico di Milano, «per tenere la contaminata usata per raffreddare i reattori. Il suo
situazione sotto controllo è stata pompata acqua dal mare, che si smaltimento è oggi il problema più pressante.
contamina a contatto con il combustibile nucleare e che Tepco

114 | Focus
Reattori danneggiati

4 3 2 1

Parete di ghiaccio sotterranea


profonda 30 m

Oceano Pacifico

Locali turbine
Muro sotterraneo in acciaio
Getty Images
CONTAMINAZIONE
A lato la piscina di
raffreddamento del
combustile esausto del
reattore 3. Sotto, un
controllo della radioattività
di campioni d’acqua di
raffreddamento.
Mondadori Portfolio

Getty Images
A oggi i lavori di raffreddamento
producono oltre 200 tonnellate
di acqua contaminata al giorno

zionano bene con tutti i radionuclidi, tranne che con il trizio».


Presente naturalmente in tutte le acque del Pianeta, il trizio ha
una radioattività considerata poco pericolosa, perché non pe-
netra i tessuti viventi. Ma può comunque produrre danni agli
organismi se viene ingerito o inalato a concentrazioni elevate.
ha iniziato a stoccare in serbatoi costruiti nel perimetro dell’im- «L’acqua “triziata” prodotta in tutte le centrali nucleari», dice
pianto. A questa si aggiunge anche l’acqua di falda, che scorre Ricotti, «viene smaltita in tutto il mondo con procedure auto-
verso il mare dalla collina alle spalle della centrale e che percola rizzate, che prevedono la diluizione per portare la radioattività
all’interno dei reattori. Per deviare il suo flusso è stato realizzato entro i limiti di legge e poi il rilascio nell’ambiente che avviene
un “muro di ghiaccio”, una barriera fisica costituita da canali in mediante dispersione nei corpi idrici».
cui scorre un liquido refrigerato a bassa temperatura che gela
il terreno intorno alla centrale. La barriera non è totalmente RILASCIO IN MARE
impermeabile, quindi ancora oggi una parte dell’acqua di falda Sul destino dell’acqua triziata di Fukushima, Tepco prevede di
entra nell’area, si contamina, e deve essere raccolta e stoccata». depurare le acque con l’impianto Alps fino a ridurre i radionu-
Ogni giorno si aggiungono 225 metri cubi al contenuto dei clidi a livelli ammessi, e poi di diluire l’acqua per portare la con-
serbatoi, che sono ben 1.044 secondo i dati più aggiornati. In to- centrazione di trizio, al momento di 730.000 Bq/l (becquerel per
tale fanno 1,23 milioni di metri cubi, quasi quanto 500 piscine litro; il becquerel è l’unità di misura dell’attività di un radionucli-
olimpioniche, di acqua altamente contaminata da radioisotopi, de), sotto i 60.000 Bq/l consentiti dalla normativa giapponese.
cioè i nuclidi radioattivi prodotti dalla fissione dell’uranio e del Raggiunti i livelli di sicurezza l’acqua verrebbe rilasciata a poco
plutonio usati come combustibile nella centrale. Il problema è a poco, per un periodo protratto lungo tutta l’attività di decom-
che lo spazio a disposizione per costruire nuovi tank sta finen- missioning, oggi valutata tra i 40 e i 50 anni.
do e quindi bisogna trovare con urgenza una soluzione per lo Non tutti sono d’accordo con questa soluzione. Per esempio
smaltimento. Greenpeace ne prospetta un’altra: «Tepco dovrebbe continua-
L’acqua contaminata viene trattata in un impianto di depura- re a stoccare l’acqua radioattiva sul posto in attesa che venga
zione, chiamato Alps (Advanced Liquids Processing System), sviluppata una nuova tecnologia di filtraggio in grado di rimuo-
attivo dall’ottobre del 2013, ma che per un certo periodo non vere anche il trizio», spiega Shaun Burnie, esperto di nucleare
ha funzionato in modo ottimale. Al riguardo Tepco non è sta- dell’associazione ambientalista. «Tepco afferma che non c’è più
ta trasparente: solo nel 2018 ha segnalato che l’acqua già trat- lo spazio per costruire nuovi serbatoi, ma non è vero. Nel 2019
tata era ancora altamente contaminata, asserendo però che ha ammesso che ci sarebbe ancora un’area sfruttabile, ma è de-
i problemi al sistema di filtraggio nel frattempo sono stati stinata allo stoccaggio del combustibile nucleare dei reattori, la
risolti. L’impianto Alps utilizza membrane a scambio ionico cui rimozione non avverrà per almeno un decennio. Continuare
che, spiega Ricotti, «sono filtri chimici in grado di trattenere a stoccare l’acqua dunque si può».
gli elementi radioattivi comunemente usati nelle centrali nu- Ma quanto è vicina l’adozione di una tecnologia per estrarre il
cleari per trattare l’acqua di raffreddamento dei reattori. Fun- trizio dall’acqua? Secondo Greenpeace sono allo studio solu-

116 | Focus
Getty Images
INFERNO NUCLEARE
A lato, un tecnico di Tepco
mostra le operazioni di
rimozione delle barre di
combustibile. Sotto uno dei
robot inviati in ricognizione
nei reattori danneggiati.
Temperature e radioattività
sono così alte che i robot si
guastano in pochi minuti.
Getty Images

Secondo le previsioni di Tepco, a


dir poco ottimistiche, i lavori
termineranno tra 40 anni

dalla calma e dalla compostezza del dibattito, anche di fronte


a temi complessi e di sicuro impatto sociale. Basti pensare che
per smantellare una centrale a fine vita, perfettamente integra,
occorrono almeno 30 anni, mentre a Fukushima ci troviamo
al cospetto di 4 reattori seriamente danneggiati e dopo 10 anni
zioni promettenti ma sul tema si discute. «Non c’è una soluzio- in cui ancora i lavori non sono materialmente partiti. I tempi
ne a portata di mano», osserva Marco Ricotti, «e non sappiamo dell’opera saranno sicuramente molto lunghi».
neanche quanto tempo ci vorrebbe per svilupparla». Per Hisashi Tepco parla di 30 o 40 anni per completare l’opera e prospetta
Ninokata, professore emerito del Tokyo Institute of Technology la rimozione del combustibile nucleare tra il 2021 e il 2031. L’uso
e collaboratore del Politecnico di Milano, «la soluzione del rila- di robot innovativi ha permesso di ispezionare, almeno in parte,
scio in mare dopo depurazione e diluizione è la migliore, adot- i reattori danneggiati per iniziare a ipotizzare le modalità di in-
tata in tutte le centrali nucleari e in tutti gli impianti di processo tervento, ma la mappatura è ancora incompleta e non consente
del combustibile nucleare». Nel frattempo i pescatori della pre- di definire con precisione la posizione e la quantità di tutto il ma-
fettura di Fukushima sono contrari a questa soluzione, sebbene teriale radioattivo, stimata tra 600 e 1.150 tonnellate. «Parliamo
la considerino sicura. Temono infatti che il loro pescato non si di un quantitativo superiore a quello della centrale di Chernobyl,
venda, anche se è sano. Cina e Corea del Sud hanno infatti già dove il combustibile nucleare è ancora nel reattore, 36 anni dopo
bloccato l’importazione di pesce proveniente dall’area. Secondo l’incidente», puntualizza Burnie. «A Three Miles Island, la cen-
alcuni più per motivi geopolitici che scientifici. trale statunitense in cui nel 1979 è avvenuta una fusione parziale
A questi problemi si aggiunge anche la cosiddetta contamina- del nocciolo, 50 tonnellate di combustibile, delle 150 originarie,
zione “di ritorno”: una recente campagna di rilevamenti con- sono ancora sul posto e dovrebbero essere rimosse entro il 2056.
dotta dai volontari di Greenpeace avrebbe rilevato un anomalo Le previsioni di Tepco sono quindi totalmente irrealistiche».
innalzamento delle radiazioni in seguito al potente tifone Ha- In Giappone i tempi potrebbero però essere abbreviati dall’im-
gibis dell’ottobre 2019 che, a causa dei forti venti e delle piogge, piego di tecnologie innovative. Secondo Ninokata, «la rimozione
avrebbe favorito il rilascio del cesio radioattivo assorbito negli di tutti i detriti di materiale radioattivo dai reattori sarà la sfida
anni dalle foreste dell’area di Fukushima. principale. Le difficoltà maggiori risiedono nell’individuare i
percorsi di accesso e nel confinare polveri e microparticelle ra-
UN CONFRONTO COMPOSTO dioattive. Per questo l’opzione preferibile sarebbe allagare com-
In tutto questo intrico colpisce la pacatezza del dibattito pub- pletamente i reattori facilitando l’impiego di tecnologie roboti-
blico in Giappone. Ne è testimone Francesco Troiani, direttore che subacquee comandate da remoto». Una soluzione ancora
della Funzione Sviluppo e Innovazione tecnologica di Sogin, la allo studio, però. Quanto tempo ci vorrà? «Il calendario andrà
società incaricata del decommissioning degli impianti nucleari riscritto passo dopo passo, anno dopo anno», dice Ninokata.
italiani che collabora allo smantellamento di Fukushima. «Nel «Non sarei sorpreso se ci volessero ancora 50 anni da oggi per il
2019», racconta, «ho assistito a un confronto tra Tepco e i nuo- ripristino dell’area». Insomma, la storia di Fukushima Daiichi
vi abitanti delle aree vicine alla centrale. Sono rimasto colpito sarà ancora lunga. E ne sentiremo parlare ancora molto.

118 | Focus
cifrario economico

La corsa
sa Ad appena nove
mesi dall’inizio
dell’epidemia, sono

al NO già molti i prodotti


in fase avanzata di
sperimentazione.
contro
o il a cura di Truenumbers

AVIR
3 Le fasi di
sperimentazione
clinica, successiva a 212
quella pre-clinica in vitro I vaccini anti-coronavirus
o in vivo, di un vaccino. che hanno iniziato i test clinici
nel mondo. Fonte: Oms

Negli studi di fase 1 il vaccino

9
viene testato su un numero Quelli che a settembre
limitato di persone (alcune hanno raggiunto
decine) per valutarne la
tollerabilità. la fase 3.
Fonte: Oms

Durante gli studi di fase 2, che


possono coinvolgere anche centinaia
di persone, il potenziale vaccino
11 I vaccini cinesi che hanno iniziato i
test clinici. Fonte: Governo cinese

viene somministrato a dosi diverse e


se ne studiano gli effetti. 50% La quota di campione per il
quale il vaccino dovrà essere
efficace per superare i test della Food and
Drug Administration americana.
Negli studi di fase 3, viene fatta Fonte: Food and Drug Administration
una prova di efficacia del vaccino su
larga scala, in genere alcune migliaia
di volontari, di solito arruolati in più
centri di ricerca.
60% La quota di popolazione
mondiale che non avrà
accesso a nessun vaccino fino al 2022.
Fonte: Oxfam

2 milioni Il numero di morti che il bilancio della pandemia


potrebbe raggiungere in assenza di vaccino. Fonte: Human Company e Istituto Piepoli

120 | Focus
I volontari 400
44mila I volontari che partecipano ai test dell’azienda milioni
farmaceutica Pfizer, 33mila quelli coinvolti nelle sperimentazioni di
Moderna. I test si effettuano somministrando a metà dei volontari Le dosi che Italia,
un vaccino, all’altra metà un placebo. Fonte: Pfizer e Moderna Francia,
Germania e
60mila I volontari, distribuiti su 215 centri in tutti gli Stati Olanda
Uniti, coinvolti nei test clinici della Johnson & Johnson. È il quarto si sono già
test di fase 3 in corso negli Usa dopo quelli delle aziende Moderna, assicurate. Fonte: Oxfam
AstraZeneca e Pfizer. Fonte: National Institute of Allergy and Infectious Diseases

90 I volontari sottoposti nei test, in fase 1, del vaccino


dell’azienda italiana Reithera, realizzato in collaborazione con
l’Istituto Spallanzani di Roma. Metà dei soggetti ha tra i 45 e i 55 1,2
anni, l’altra metà ha più di 65 anni. Fonte: Cnr
miliardi
Le dosi del vaccino
66% La quota di dosi
riservata dalla
multinazionale
37,2% Il saldo positivo a
settembre del Nasdaq
Biotechnology Index, l’indice che
russo per le quali
gli altri Paesi
AstraZeneca ai Paesi in rappresenta l’andamento sui hanno avanzato
via di sviluppo. Da sola mercati delle principali aziende di manifestazioni di
potrebbe coprire il 38% biotecnologie americane. Il dato interesse. Fonte: Governo russo
della produzione conferma la fiducia nello sviluppo
mondiale. Fonte: Oxfam di vaccini efficaci. Fonte: Nasdaq

La produzione di vaccini in Italia


e nel mondo
10 miliardi In euro, il
80%
La quota di vaccini prodotta
solo da cinque multinazionali.
saldo estero positivo accumulato
dall’Italia dal 2009 al 2019 nella
produzione di vaccini. In altre parole:
l’Italia ha esportato 10 miliardi di euro
di vaccini in più di quelli che ha
Fonte: Oms importato. Fonte: Farmindustria

9,4%
Il tasso di crescita annuo medio
previsto tra il 2019 e il 2025 per
986 milioni
di euro Il valore della
produzione di vaccini in
il mercato mondiale dei vaccini. Italia nel 2019.
Fonte: Global Market Insight Fonte: Farmindustria

38,6 miliardi di dollari


Il valore del mercato mondiale dei vaccini nel 2018. Fonte: Farmindustria

Focus | 121
società

Covid-19 ha imposto
ovunque nuovi modi
per stare insieme:
lo spazio tra le
persone deve essere
più ampio, e per
tenerci a distanza gli
uni dagli altri stiamo
provando di tutto...
di Isabella Cioni
BANANA!
I parigini, che lo
scorso giugno sono
tornati nelle sale dei
cinema MK2, hanno
trovato molti posti
già occupati da
spettatori giallognoli:
Minions pupazzo
usati per distanziare
le persone.

Mantieni
la distanza
Reuters/Contrasto

Focus | 123
COMMENSALI
Tanti draghetti
verdi, mascotte
di una catena
di ristoranti a
Bangkok, stanno
seduti ai tavoli in
Reuters/Contrasto

attesa dei clienti,


aiutandoli a
mantenere
le distanze.
PALE IMPERIALI
Sembrano le pale
di un elicottero i
cappelli indossati
da questi scolari
thailandesi. In
realtà, chi li ha
creati si è ispirato
agli antichi
copricapi degli
imperatori cinesi
della dinastia
Song. Così anche
i bambini

Epa/Ansa
imparano la
“giusta” distanza.
Getty Images

Reuters/Contrasto

IN PREGHIERA
Anche per pregare
bisogna avere Gli esseri umani sono creature sociali,
per questo sia il corpo sia la psiche
spazio: qui una
moschea a San
Paolo, Brasile. A
destra, al Domino
Park di New York soffrono per la mancanza di contatto,
ognuno deve stare
nel suo cerchio. anche se necessaria a proteggerci
Focus | 125
BRINDISI A RIMBALZO
Per garantire il giusto spazio

Afp via Getty Images


ai suoi clienti, questo bar di
Ocean City (Usa) li ha infilati
in grossi “canotti a rotelle”.

Getty Images
Epa/Ansa

IN COMPAGNIA DELLE STAR


Famosi attori e cantanti egiziani
del passato fanno compagnia
agli spettatori di uno spettacolo
di marionette al Cairo. E
assicurano il distanziamento.

Più di un metro tra chi è positivo e


chi no riduce la possibilità di
contagio al 2,5%, contro il 12,8%
che si avrebbe altrimenti
126 | Focus
IN BOLLA
A Toronto si fa
lezione di yoga
all’aperto, ma
non basta: ogni
allievo è chiuso
in una bolla di
plastica (con un
ventilatore, per
fortuna). Sotto,
Reuters/Contrasto

isolamento
romantico in un
ristorante di
Amsterdam.
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QUIZ
NOTIZIE
E CURIOSITÀ:
QUANTO SAPETE
SUI GATTI?

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

SELVAGGIO
Un gatto selvatico
del Sudafrica (Felis
lybica cafra): i gatti
moderni hanno
anche un po’ dei
suoi geni, ma hanno
Mondadori Portfolio

avuto origine da
un’altra sottospecie,
quella nordafricana.

132 | Focus
IN SIN I
• Nuovi studi sono in corso • Il rapporto con l’uomo
sulla genetica dei gatti. è cominciato con la nascita
dei primi villaggi.
• I gatti si sono incrociati
di continuo con gli • Egizi e Fenici li hanno diffusi
esemplari selvatici. in tutto il Mediterraneo.

Storia
del gatto
Il micio di casa discende da cinque
femmine vissute tutte nella stessa
zona e ancora oggi è indistinguibile,
dal punto di vista genetico, dalla
sottospecie selvatica. Tanto che c’è
chi sostiene che non sia mai stato
completamente addomesticato.
di Giovanni G. Bellani
DISTRIBUZIONE DI
d alcuni proprio non piace, ma sono molti
di più coloro che lo amano. Si calcola che in
FELIS LYBICA
tutto il mondo ci siano ben 600 milioni di Ecco le aree di distribuzione delle tre sottospecie di
gatti domestici (un numero enorme, quasi Felis lybica; quella del Nord Africa e del Medio
il doppio degli abitanti degli Stati Uniti). Insomma, è il più dif- Oriente (F. l. lybica), un tempo diffusa anche nella
fuso animale da compagnia, eppure su questo felino persiste penisola dell’Anatolia (Turchia) e nella Mesopotamia o
tuttora un alone di mistero che avvolge l’origine del rapporto Mezzaluna Fertile, è quella che ha dato origine
con l’uomo. Tanto che ancora oggi alcuni studiosi ritengono all’addomesticamento del gatto. In seguito il gatto
che questo animale non abbia mai davvero completato il pas- domestico si è mescolato anche con le altre due
saggio da felino selvatico a gatto domestico. Negli ultimi anni, sottospecie, il gatto del Sudafrica e quello dell’Asia,
però, nuovi dati provenienti dalle indagini genetiche e dai ri- come hanno rivelato le più recenti analisi genetiche.
trovamenti archeologici stanno aiutando a chiarire alcuni dub-
bi che riguardano la storia di questo affascinante felino. Felis l. lybica
Felis l. ornata
Felis l. lybica
CHI HA FATTO IL PRIMO PASSO?
Prove anatomiche e genetiche hanno accertato che l’antenato
selvatico del gatto domestico è una specie chiamata Felis libyca
o gatto selvatico fulvo o libico, specie distribuita in ampi terri-
tori e che ha almeno tre sottospecie attualmente riconosciute
Felis l. lybica Felis l. lybica
(vedi disegno a destra). Confrontando il Dna mitocondriale (di
origine solo femminile o matrilineare) e brevi sequenze di Dna
nucleare, detti microstelliti, delle specie di gatti selvatici eura-
siatici e mediorientali del genere Felis (F. silvestris, F. bieti, F. Felis l. lybica
libyca ornata, F. libyca cafra, F. libyca libyca) con il Dna di 979
esemplari di gatti domestici di tutto il mondo si è scoperto che
gli esemplari addomesticati condividono tutti lo stesso Dna e
che quest’ultimo è praticamente indistinguibile da quello dei Felis l. cafra
gatti selvatici mediorientali (Felis libyca libyca), una delle tre
sottospecie del gatto selvatico fulvo. Ciò dimostra non solo che
il gatto domestico (Felis catus, Linneo) deriva dai gatti selvatici
mediorientali, ma anche che la prima domesticazione è avve-
nuta proprio in questa regione.
Che cosa ha favorito prima l’addestramento o mansuefazione
(taming in inglese) dei gatti selvatici mediorientali, e in seguito

G.Bellani
la loro domesticazione vera e propria? Tutti gli studiosi con-
cordano sul fatto che si tratta di una trasformazione che ha co- Felis lybica lybica Felis lybica ornata Felis lybica cafra
perto un periodo molto lungo, iniziata con una delle più grandi
rivoluzioni umane (quella neolitica, circa 12.500 anni fa), vale a
dire la trasformazione delle prime tribù nomadi di cacciatori-
raccoglitori negli agricoltori-allevatori della cosiddetta Mez-
zaluna Fertile, tra il Sud della Penisola Anatolica (Turchia), il
Sinai, Israele e la Mesopotamia.
Per alcune specie di animali diffusi in queste regioni, come
i bovini selvatici o uro (Bos primigenius), le capre (egagro) e
le pecore (mufloni e urial), l’addomesticamento durò appe-
na qualche secolo e permise di avere latte, carne, lana o aiuto
nel lavoro dei campi. Per il gatto, invece, è ormai certo che ci
vollero migliaia di anni. Carlos Driscoll, che all’Università di Disegno degli scavi prof. J. Guilaine

Oxford ha studiato approfonditamente anche dal punto di vi-


sta genetico la domesticazione, preferisce usare per la fase

Il rapporto tra il gatto e


Pietre Selci Ascia Ocra
l’uomo è cominciato circa
12mila anni fa, con la nascita SEPOLTI INSIEME
L’uomo sepolto 9.500 anni fa a Cipro accanto al
dei primi villaggi agricoli suo gatto (un cucciolo di otto mesi), forse ucciso
proprio per far compagnia al defunto.

134 | Focus
I FELIDI, UNA
GRANDE FAMIGLIA
L’albero filogenetico che rappresenta le linee evolutive
della Famiglia Felidae. I colori delle linee si riferiscono
al planisfero con le regioni zoogeografiche e indicano
in quale continente le specie hanno avuto origine e/o
si siano poi evolute e diffuse. Sulla linea orizzontale in
basso è indicato il tempo in milioni di anni.

Gatto domestico
G. selvatico africano
G. selvatico europeo
G. del deserto cinese
G. delle sabbie
G. dai piedi neri
G. della giungla
LINEA DEL GATTO DOMESTICO (GENERE FELIS)
Gatto leopardo (Indocina)
G. leopardo (Indocina)
G. leopardo della Sonda
G. viverrino
G. testa piatta
G. rugginoso
G. di Pallas
LINEA DEL GATTO LEOPARDO DELL’ASIA
Yaguarondi
Puma
Ghepardo
LINEA DEL PUMA
Gatto dorato asiatico
Gatto baio del Borneo
Gatto marmorizzato
LINEA DEL GATTO BAIO DEL BORNEO
Lince eurasiatica
Lince iberica
Lince canadese
Lince rossa
LINEA DELLA LINCE
Ocelot
Margay
Gatto delle Ande
Kodkod
G. di Geoffroy
G. tigre del nord
G. tigre del sud
G. delle Pampas
LINEA DELL’OCELOT
Gatto dorato africano
Caracal
Serval
LINEA DEL CARACAL
Leone
Leopardo
Giaguaro
L. delle nevi
Tigre
L. nebuloso della Sonda
Leopardo nebuloso
LINEA PANTHERA

12 10 8 6 4 2 0 Milioni di anni
Disegno G. Bellani. Fonte: G. Li, B. W. Davis et al.
Phylogenomic evidence for ancient hybridization in the
genomes of living cats (Felidae). - Genome Res. (2016)
IBRIDI MALATI ANTICHI
Un gatto
I felini sono tutti geneticamente simili tra loro e molte addenta la
specie possono essere incrociate per dare animali ibridi. cacciagione in
Così da tempo si prova a creare nuove razze di gatti un mosaico
della Casa del
facendo accoppiare esemplari domestici e felini Fauno a
selvatici. Come in questi esempi. Pompei. Sotto,
Bengals. Gatto leopardo asiatico (Prionailurus statua di Bastet.
bengalensis) + gatto domestico.
Savane. Serval o gattopardo africano (Leptailurus
serval) + gatto domestico.
Chausie. Gatto della giungla (Felis chaus) + gatto
domestico.
Safari. Gatto di Geoffroy del Sud America (Leopardus
geoffroyi) + gatto domestico.
Purtroppo questi ibridi sono soggetti a gravi
problemi di salute: per esempio la dolorosa
malattia dell’intestino irritabile (IBD) che
causa diarrea cronica, la cardiomiopatia
ipertrofica, l’atrofia retinica progressiva, la
lussazione della rotula, le lesioni della bocca
(più comune nei Chausie) ed altre.

iniziale dell’avvicinamento all’uomo il termine


taming (addestramento) e sostiene che tutto è
cominciato per un esclusivo volere del gatto.
Attirati dalle prime “fattorie” che piano pia-
no sorgevano nelle praterie mediorientali,
i gatti libici potevano infatti trovare avanzi
commestibili tra i rifiuti, catturare i piccoli alla presenza degli uomini, che a loro vol-
uccelli come i passeri (attirati dagli avanzi ta li hanno accettati, visto che erano utili
delle granaglie coltivate) ma soprattutto nella caccia ai topi.
nutrirsi di topi selvatici a loro volta attratti Ma gli studiosi pensano che la relazio-
dalle derrate immagazzinate. ne tra gatto e uomo, fin dalle origini, non
sia stata solo di convenienza: in effetti
IL FASCINO DEL FELINO alcuni popoli usavano contro i roditori
Al contrario di ciò che succedeva per le altre specie anche donnole, furetti e faine. Fu probabilmen-
addomesticate che erano tenute lontane dai loro te l’eleganza e il fascino di questo animale e del suo
antenati selvatici, però, i gatti andavano e veniva- comportamento, che spinsero l’uomo a rispettarlo.
no dai villaggi ai territori circostanti e per lungo Forse anche perché nell’aspetto ricordava i grossi
tempo nella Mezzaluna Fertile c’è stato sicura- felini da cui ci si doveva difendere (leoni, leopardi
mente un continuo scambio genetico tra le popo- e forse qualche tigre). Si ipotizza infatti che nel
lazioni di gatti che frequentavano l’uomo e i gatti sito archeologico di Gobekli Tepe, che si trova
veramente selvatici. Ciò ha reso i gatti domestici nella zona sud-orientale della Turchia e che ospi-
molto simili e spesso geneticamente indistingui- ta il tempio più antico del mondo (12.000 anni
bili (anche ai giorni nostri) dai loro predecessori, fa), fossero già presenti raffigurazioni di gatti,
rendendo difficile ricostruire cronologicamente purtroppo poco leggibili perché la roccia friabi-
la loro storia, poiché anche i rari resti scheletri- le è stata erosa dal tempo. Un altro ritrovamento
ci ritrovati nei siti archeologici non permettono è però più chiaro: gli archeologi Jean Guilaine,
sempre una distinzione sicura fra esemplari ad- membro del College de France, e Jean Denis Vi-
destrati, domestici e selvatici. Ulteriori analisi gne, docente del Laboratorio di Anatomia com-
hanno anche rivelato che il Dna mitocondriale, parata del Museo di Storia Naturale di Parigi,
trasmesso solo per via matrilineare, appartiene hanno scoperto nel 2004 una tomba che contie-
ad appena cinque “aplogruppi” diversi, che cor- ne lo scheletro di un uomo e quello di un gatto,
rispondono ad altrettante linee evolutive. Il che risalente al 7000-7500 a.C., negli scavi ciprioti
significa che, alcune decine di migliaia di anni fa, del villaggio protostorico di Shillourokambos. Il
cinque femmine hanno dato origine a tutti i felini felino fu sicuramente portato nell’isola, poiché
che abbiamo attualmente in casa. Questa magica all’epoca non esistevano gatti a Cipro; la tomba
cinquina ha probabilmente partorito vicino agli prova quindi che già 9000-9500 anni fa, esisteva
insediamenti umani, abituando i propri piccoli un legame tra un gatto e un essere umano e che

136 | Focus
Mondadori Portfolio (3)
MALEDETTI GATTI
Contro i gatti neri, dichiarati stirpe di Satana e
compagni delle streghe, papa Gregorio IX
(1170-1241) emanò la Bolla del 1233 che ne
decretava l’uccisione. Fu una strage che durò
parecchi decenni e della quale finirono vittime
gatti con i mantelli di qualunque colore, tanto che
si pensa che alcune delle pestilenze portate dai
ratti, proliferati a causa delle condizioni igieniche
precarie (peste nera del XIV secolo e successive)
siano da imputare in parte anche alla rarefazione
dei gatti che venivano perseguitati e uccisi in
questa “caccia alle streghe”.

l’anim
male ha fatto parte di un rituale legato alla sepoltura. Altri
imporrtanti scavi come quelli di Tell es-Sultan nei pressi della
di Gerico (Israele) hanno portato alla luce resti di gatto
città d
probaabilmente domestico risalenti al 6700 a.C. e una graziosa
statueetta di avorio che ne riproduce le sembianze.

EGIZ ZI, FENICI E ROMANI


Ma nel mondo antico l’“epoca d’oro” del gatto è stata sicu-
ramen nte quella egizia: i più antichi ritrovamenti dell’antico
Egittoo risalgono a 3800-3200 a.C., e sono emersi nella città di
Neken n, dove sono presenti anche sepolture con gatti e un’altra
speciee di felino: la lince delle paludi (Felis chaus) comune lungo
il corsso del Nilo. Col passare degli anni, poi, il gatto divenne
sempre più un elemento della tradizione religiosa. La sua im-
magin ne venne identificata con le molteplici divinità feline, fino
alla su
ua completa associazione con la dea Bastet (rappresenta-
ta col corpo di una giovane donna dalla testa di gatto), simbolo
di gioiia, amore, femminilità e fertilità, che proteggeva la casa, la
famigglia, il parto e i bambini. Nel suo tempio a Bubasti, capitale
Egitto durante la XXII Dinastia (900-700 a.C.), vi era un
dell’E AL ROGO, AL ROGO!
enorm me serraglio dove i felini erano allevati in gran numero; i Un gatto viene arso vivo durante un falò di San
Giovanni (festa che si celebra il 23 giugno) per
fedelii li acquistavano facendoli poi mummificare per donarli tenere lontano il diavolo.
alla deea: negli scavi del tempio furono trovate oltre 300.000 of-
ferte di gatti domestici uccisi e mummificati. Ma gli antichi

primi esemplari con mantelli di colore bianco,


Ip
ne
ero, rosso o pezzato comparvero nel
Meedioevo: prima i mici erano tutti grigio-tigrati
Focus | 137
I Fenici rubavano i gatti egizi per rivenderli come
animali esotici, così li diffusero nei Paesi mediterranei
Egizi tenevano anche i gatti in casa e di sicuro amavano i loro te il Medioevo si diffusero, sicuramente a causa dell’uomo che
felini domestici: in epoca tolemaica divenne usanza radersi le cominciò a selezionarle, le mutazioni che rendono il mantello
sopracciglia in segno di lutto quando il gatto di casa moriva. bianco, rosso, nero o pezzato.
Inoltre gli Egizi chiamavano i Fenici, popolo di navigatori e Oggi esistono circa 50-70 razze di gatti selezionati (perfino
commercianti, “ladri di gatti”, poiché era loro abitudine, quan- una geneticamente modificata per contrastare le allergie al
do arrivavano nei porti egizi, rubare e tenere sulle proprie navi pelo) e per svelare ulteriori curiosità sulle origini di questo fe-
alcuni gatti, utilizzati per difendersi dai topi o da vendere ad lino è in corso in alcuni siti del Medio Oriente e in Egitto un
altre popolazioni come animali esotici. Le indagini genetiche importante progetto di ricerca guidato dall’archeozoologo
hanno dimostrato che furono proprio i Fenici a portare i gatti Wim Van Neer del Laboratory of Biodiversity and Evolutiona-
in Sardegna, tanto che i membri dell’attuale popolazione sel- ry Genomics dell’Università di Leuven in Belgio. Sequenzian-
vatica (Felis libyca sarda) sono proprio i diretti discendenti di do interi genomi di gatti antichi e moderni, si conta di avere
quegli esemplari. risultati più completi e affidabili di quelli fin qui ottenuti. Ag-
Del resto il gatto ebbe grande diffusione anche durante l’Im- giungendo altre vite alle leggendarie sette vite del gatto.
pero romano, come testimoniano alcuni mosaici. Osservando
i gatti riprodotti in tali opere, si può notare che all’epoca questi
animali avevano ancora una colorazione simile a quella degli PER SAPERNE DI PIÙ
esemplari selvatici, ovvero grigiastro striato di scuro (detto Giovanni G. Bellani, Felines of the world. Discovery in
mantello makerel), un “carattere dominante”. Soltanto duran- Taxonomic Classification and History (Ed. Elsevier USA).

RILASSATO CONCENTRATO AGITATO INTIMORITO ARRABBIATO ATTACCO


Orecchie Orecchie dritte e Se le orecchie si Le orecchie Il gatto emette Testa alta e occhi
leggermente in sguardo fisso in muovono diventano piatte urla e brontolii, le fissi sul nemico;
fuori per sentire i avanti: c’è nervosamente il e attaccate alla orecchie sono orecchie
rumori qualcosa che lo gatto è in ansia testa per non rivolte all’indietro: completamente
dell’ambiente. interessa. per qualcosa. essere colpite. sta per attaccare. abbassate.

UN ANIMALE SOCIALE
I felini sono animali tutto sommato (territorio) e degli altri individui,
solitari ma certamente “non asociali” e il compresi noi umani. Quando il gatto
gatto di casa non fa certo eccezione. sfrega il musino contro la mano o
Del resto il numero elevato dei altre parti del corpo del suo
cosiddetti “muscoli di espressione”, che proprietario diffonde il profumo delle
si trovano sul muso e sulla testa dei ghiandole periorali, guanciali e
gatti, non avrebbe senso se la loro temporali che si trovano sul muso,
presenza non fosse per la mentre quando “fa la pasta” (cioè
comunicazione di emozioni (vedi disegni preme la zampe alternativamente)
qui sopra) rivolta sia ad altri gatti sia agli usa le ghiandole interdigitali, ed
altri animali, uomo compreso. Per anche quando alza la coda avvolge
comunicare, inoltre, sul corpo del micio gli umani che lo circondano in una
di casa sono posizionate, in alcuni punti nuvola di feromoni emessi da
cruciali, speciali ghiandole odorifere ghiandole sottocaudali e perianali.
utilizzate per la marcatura degli spazi Perché? I feromoni danno al gatto
una sensazione di tranquillità e
sentirli addosso al padrone rende
AMAMI l’animale ben disposto nei suoi
Sfregando il muso confronti, come succede con le
sul padrone il gatto sostanze odorose emesse dal
lascia feromoni, che gattino alla nascita, che inducono la
Getty Images

rafforzano il legame. mamma a prendersi cura di lui.

138 | Focus
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Il percorso
della vitalità
MY FOCUS
a cura di Raymond Zreick
redazione@focus.it
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Fotografie, segnalazioni, commenti...


Il dialogo con i lettori di Focus

La mia
Torino
Alex Chereches
La mia Torino dal Ponte
Isabella, con vista sulla
Mole Antonelliana.
MY FOCUS Le foto dei lettori

L’autunno della natura è


questo. Ma com’è l’autunno
in città, tra palazzi e
giardini? A voi lo scatto...
Alessandro Galeone
L’autunno e le sue
foglie nei dintorni di
Lizzano in Belvedere
(Bologna).

Riccardo Curti
Tramonto d’autunno
sulla Faggeta
Vetusta, a Soriano
nel Cimino (Viterbo).

AUTUNNO

I colori più
caldi
C on l’equinozio, il 22
settembre, è tornato
l’autunno: è la data più
arretrata da due anni a
questa parte – nel 2018 e
2019, l’equinozio, che è un
preciso evento
astronomico, quando la
lunghezza della notte e del
dì si equivalgono, cadeva il
23 settembre. Eccoci
Paola Toniutti dunque nella stagione più
Il lago di Bordaglia (Forni spettacolare per la natura,
Avoltri, Udine), una perla con i suoi colori morbidi e
incastonata nelle Alpi Carniche sontuosi, e tutto che
a 1.750 metri d’altezza. lentamente si prepara
all’inverno.

Spedisci i tuoi scatti alla redazione


di Focus: vedi su www.focus.it/myfocus l’elenco delle caselle tematiche
e i nostri consigli, e le foto dei lettori su www.focus.it/letuefoto

Focus | 145
MY FOCUS Le lettere dei lettori
NO, IL POLISTIROLO NO... dinosauri no? Forse l’estinzione ebbe di nuovi abbastanza rapidamente da

C iao Focus, sono un abbonato:


sono rimasto colpito da un
articoletto del Prisma del numero 334,
tempi più lunghi?
Maurizio B.
garantire la loro sopravvivenza, come
invece riuscirono a fare altre specie.

dal titolo “Le larve che mangiano il Risponde Luigi Bignami, giornalista. COVID, SCUOLA E DISABILITÀ
polistirolo”. All’inizio l’ho preso per una
soluzione rivoluzionaria per smaltire
polistirolo e affini, che inquinano il
Con l’estinzione dei dinosauri
scomparve il 75% delle specie viventi.
Ne fecero le spese tutte le specie che
L a mia è una richiesta di aiuto, alla
quale al momento non sembrano
esserci risposte: come aiutare gli alunni
mondo. Poi sono stato folgorato da non riuscirono ad adattarsi con disabilità in una situazione, come
un’altra riflessione: e se una di quelle velocemente alle nuove, drammatiche questa della Covid, in cui non sono in
larve si attacca al super-cappotto da 15 condizioni. Gli uccelli potevano grado di mantenere le distanze o hanno
cm e decine di migliaia di euro che spostarsi velocemente da un luogo necessità particolari di assistenza o
abbiamo appena finito di mettere sulle all’altro alla ricerca di cibo, le tartarughe perché iperattivi o per il motivo opposto?
pareti esterne del mio condominio, e si potevano vivere sia in acqua sia Enrico P.
moltiplica grazie al ricco pasto? Che all’aperto e come loro sopravvissero
fare? Qui rischiate di perdere un anche i mammiferi, che a quel tempo LA LIBERTÀ DELLA MASCHERINA
abbonato...
Carlo B.
erano piccoli e non avevano bisogno né
di tane grandi né di molto cibo. I
dinosauri, invece, avevano bisogno di
N on riesco a condividere il pensiero
di quanti vedono nella mascherina
e nelle altre misure come il
ESTINZIONI molto cibo e di grandi ambienti con distanziamento fisico e l’igiene

S essantasei milioni di anni fa un


meteorite segnò la fine dei
dinosauri. Eppure gli uccelli di oggi
ecosistemi stabili: non sappiamo in
quanto tempo si estinsero, potrebbero
anche esserci voluti secoli, ma quel che
personale una minaccia alla libertà: al
contrario, se io la indosso tutelo il diritto
e la libertà del mio vicino a essere
sono i loro discendenti, e tartarughe, è certo è che vennero meno le sano, e non c’è al mondo persona
coccodrilli e altri rettili sono condizioni che mantenevano i loro meno libera di quella malata.
sopravvissuti. Perché loro sì e i habitat senza che riuscissero a trovarne Enrico V.

COLESTEROLO? Prova:
Colesterol Act Plus® grazie alla sua
formula con 10 mg di Monacolina
K del riso rosso fermentato, Beta-
sitosterolo e Octacosanolo, contribuisce
al mantenimento dei livelli normali di
colesterolo nel sangue.
Gli estratti di Coleus e Caigua favoriscono
la regolarità della pressione arteriosa.

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Quando la casa diventa ufficio
Per molte persone, lavorare o studiare da casa è diventata la nuova normalità.
E’ necessario affrontare questo cambiamento cercando di mantenere un giusto
equilibrio di tempi e soprattutto di spazi.

Le nostre case un tempo erano divise in stanze con


funzioni specifiche, ma oggi la vita è diventata molto più
fluida, guardiamo serie tv in cucina, mangiamo a letto e
lavoriamo in salotto.
Questo nuovo modo di intendere la casa ci ha fatto
sviluppare necessità diverse e dobbiamo quindi per forza
ripensare i nostri spazi.
Ma le esigenze di arredo non ci devono far dimenticare le
regole fondamentali di una buona postazione di lavoro.
Essere comodi nel lavoro da casa non significa far
diventare il divano il vostro ufficio.

Nasce quindi il bisogno di soluzioni L’equilibrio non è un’attività statica, ma


ergonomiche, che tutelino la salute è il modo in cui ci dobbiamo muovere
ed il benessere, ma che si integrino in per cambiare postura e posizione.
maniera bella e funzionale nell’arredo
domestico. Realizzando prodotti basati sul
movimento vogliamo quindi
Noi di Varier crediamo che si possa contribuire a portare equilibrio nella
vivere, lavorare e studiare in modo vita quotidiana – per il corpo e per la
più sano e con più attenzione mente, al lavoro come a casa, mentre
all’ambiente. studi o ti dedichi ai tuoi hobby.

La nostra collezione riflette il nostro Vieni ad esplorare con noi un nuovo


impegno verso un design basato sulla modo di sederti, una collezione di
funzione piuttosto che sulla forma, sedie versatili e diverse da tutte quelle
bilanciando estetica ed ergonomia. che hai visto fino ad ora.
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LA RI SCOSSA
Per una mobilità a zero emissioni:
i modelli elettrici, ibridi e ibridi plug-in

∙ TUTTI I VANTAGGI pag. 150 ∙ HONDA pag. 180


∙ ABB pag. 154 ∙ TOYOTA pag. 184
∙ AUDI pag. 158 ∙ RENAULT pag. 186
∙ VOLVO pag. 164 ∙ HYUNDAI pag. 190
∙ SUZUKI pag. 168 ∙ NISSAN pag. 194
∙ PSA pag. 170 ∙ FIAT pag. 198
∙ KIA pag. 176 ∙ DATI E NUMERI pag. 200
Un successo
l’auto elettrica. Per l’impegno delle
Case e per i numeri del mercato.
E perché non c’è alternativa.
di Alessandro Pasi

C irca un anno fa, quando


realizzammo il primo
speciale dedicato all’auto
elettrica, si respirava un’altra aria. Il
comparto dell’auto era profondamente
convinto che stesse per sorgere l’alba di
buttare all’inizio di quest’anno sono
stati congelati per sei mesi se non di più.

IL MONDO È RIPARTITO
Quindi non una nuova Era, bensì l’anti-
camera del disastro? Sembrava, ma poi
un mondo nuovo, con la progressiva non è stato così. Da giugno le aziende
scomparsa dei dinosauri a quattro ruo- hanno ripreso in mano i piani di svilup-
te, le macchine col motore a combu- po, dichiarando unanimemente che la
stione, condannati all’estinzione per via verso l’elettrico aveva subìto soltan-
l’arrivo di una nuova specie, più intelli- to una battuta d’arresto. Un esempio per
gente e più capace di rispettare l’am- tutti: la produzione della VW ID.3, la
biente, l’auto elettrica. prima auto del gruppo Volkswagen ba-
Le Case automobilistiche disegnavano, sata su una piattaforma dedicata esclu-
con l’aiuto di architetti e urbanisti, una sivamente alla progettazione di vetture
riqualificazione delle città, non più vit- a batteria, è stata avviata a fine giugno,
time dello smog, ma pronte ad accoglie- con sei mesi di ritardo, ma comunque
re stazioni di ricarica per nuovi modelli con il gruppo VW che poteva dichia-
di auto elettriche o ibride plug-in (vedi
pagina successiva) e innovativi sistemi
di car sharing e mobilità verde. E il 2020
sarebbe potuto essere l’anno della svol-
ta. Invece è andata diversamente, il
lockdown ha bloccato la produzione
per due mesi, terremotando il calenda-
rio dei lanci sul mercato delle nuove
vetture, in primis quelle elettriche.
Così, modelli che avrebbero dovuto de-

VIAGGEREMO COSÌ
A destra, il prototipo Volvo 360C,
elettrico e a guida autonoma.

150 | Focus
obbligato

CITTÀ TRASFORMATE
In questo rendering,
Corso Buenos Aires a
Milano. Progetto di
riqualificazione dello
Studio Boschetti.
Come orientarsi tra
le tipologie delle
auto più ecologiche

MILD HYBRID
Il motore elettrico supporta
quello termico in
accelerazione e ripresa. In
frenata e decelerazione
l’energia recuperata ricarica
la batteria. Una seconda
batteria alimenta i
componenti elettrici senza
togliere energia al motore.

FULL HYBRID
Il motore elettrico supporta
quello termico in
accelerazione ed entrambi
lavorano insieme per la
massima efficienza.
La batteria si ricarica
durante il funzionamento
del motore termico. Brevi
spostamenti in elettrico.

HYBRID PLUG-IN
È uno sviluppo del sistema
ibrido: la batteria di
maggiore capacità
permette di percorrere fino
a 50 km in modalità
soltanto elettrica. La
batteria può essere
ricaricata da una colonnina
o da una presa domestica.

ELETTRICO Il passaggio all’auto elettrica richiede


L’auto ha uno o più motori un cambiamento del modo di
pensare. Occorre programmare
elettrici. La batteria
garantisce percorrenze tra i
250 e i 500 km, a seconda
del numero di celle, e si
ricarica parzialmente in
decelerazione. Deve essere
e pianificare gli spostamenti
ricaricata a una colonnina
o a una presa domestica. rare il 23 giugno che tutti e 16 gli stabili- stato per risparmiare sul consumo di ta-
menti nel mondo avevano ricominciato a bacco, ma per la salute di chi entrava nel-
funzionare. le sale». Lo conferma, uno per tutti,
IDROGENO Francesco Fontana Giusti, direttore co-
Ha un motore elettrico, UNA STRADA OBBLIGATA municazione Renault Italia, la prima
alimentato dall’idrogeno Dice a Focus Fabio Orecchini, direttore Casa automobilistica che ha creduto se-
che, nelle celle a del Care, Center of automotive research riamente nell’elettrico, dieci anni fa, con
combustibile, combinandosi dell’Università la Sapienza di Roma: la Zoe: «All’inizio gli altri ci regalavano
con l’ossigeno dell’aria, «Non ci sono alternative, bisogna uscire sorrisi di compatimento, come se Re-
produce l’elettricità dalla mobilità che dipende dal petrolio. È nault si fosse gettata in un’avventura sui-
necessaria. Il pieno di
idrogeno garantisce un’esigenza del Pianeta, non delle Case cida. Adesso ci seguono e ci inseguono.
un’autonomia di 500 km. automobilistiche. Per capirci, quando Siamo l’unico brand con un’offerta di
hanno vietato il fumo nei cinema, non è veicoli elettrici veramente per tutte le
UN NUOVO MODO DI PRODURRE
A sinistra e in alto, le linee di produzione per i modelli
elettrici nel nuovo stabilimento Volkswagen di Zwickau.
Qui sopra, il centro di ricarica fotovoltaico FCA a Mirafiori
con colonnine bidirezionali: le batterie delle 500 elettriche
possono restituire energia in caso di necessità della rete.

esigenze. Le potenzialità del mercato Il secondo motivo è lo sviluppo ancora ancora considerevole. In pochi minuti si
italiano infatti sono notevoli: a settem- insufficiente della rete di carica. Le nuove fa il pieno a un turbodiesel e si ha un’auto-
bre le immatricolazioni di auto elettri- vetture hanno batterie sempre più capaci nomia vera di 900 km. Con un’auto elet-
che sono cresciute del 91%, un risultato e necessitano di tempi di ricarica media- trica serve almeno mezz’ora, se la colon-
eccezionale». mente lunghi o abbreviabili dalle colon- nina è libera, altrimenti bisogna aspettare.
nine fast charge. Ma rispetto al riforni- Diverso è il discorso degli ibridi leggeri o
DUE FRENI PIÙ UNO mento di una vettura tradizionale il gap è full, e di quelli plug-in. In questo caso ab-
Ma perché in Italia registriamo comun- biamo sistemi di motori termici ed elet-
que un forte scetticismo verso il passaggio trici che funzionano in sincronia per ri-
all’auto con la spina? In fondo ci siamo durre le emissioni. L’ibrido plug-in, con
abituati a ricaricare molti altri oggetti, dal una batteria di dimensioni maggiori per

531
computer allo smartphone, con costanza. poter viaggiare in solo elettrico per una
Che cosa frena il passaggio all’auto elettri- cinquantina di chilometri (perfetto per la
ca? Ci sono sostanzialmente due motivi. città), è la soluzione più ecologica, ma
Più un terzo. sconta un prezzo più alto.
KM DI AUTONOMIA
Il primo è il cambiamento del “paradigma E questo è il terzo freno: in assenza di in-
Il record della
mentale”. L’auto elettrica richiede pro- centivi regionali e statali, una vettura
Volkswagen ID.3:
grammazione degli spostamenti, pazien- elettrica o elettrificata è più costosa di
da Zwickau a
za durante i rifornimenti e pianificazione una analoga vettura a carburante, co-
Schaffausen con
degli itinerari, affidandosi a software che munque molto meno inquinante (specie i
una sola ricarica
gestiscono le prestazioni sulla base della turbodiesel) rispetto a qualche anno fa. E
lunghezza del tragitto e della presenza dei l’ecologia non può essere una cosa soltan-
punti di ricarica. to per ricchi.

Focus | 153
Tecnologia

Tutta l’energia
Entro il 2030 in Europa
serviranno tre milioni
di punti di ricarica.
Possibile? Sì, secondo
ABB, azienda leader del
settore. Ecco come.
di Francesca Vercesi
che serve

Shutterstock/Petair

MOLTI PIÙ KWH


L’auto elettrica potrà
diffondersi soltanto con
l’aumento delle colonne
per le ricariche rapide.

Focus | 155
Lo sviluppo della mobilità
elettrica può essere un volano RICARICA
MADE IN ITALY

per l’economia italiana. Ma serve ABB, leader mondiale


nella ricarica a
corrente continua,
uno sforzo tecnologico comune produce le stazioni in
Italia. Sta investendo
25,8 milioni di euro.

N el corso della prossima de-


cade, in Europa le colon-
nine di ricarica pubbliche
dovranno moltiplicarsi di ben 15 volte, se
si vorrà arrivare all’obiettivo emissioni
zero di CO2 nel trasporto privato, fissato
dalla Ue per il 2050. Secondo Transport
& Environment, organizzazione am-
bientalista molto attiva in ambito euro-
peo, per arrivare a essere carbon neutral
nel 2050, l’Europa dovrà avere sulle stra-
de 44 milioni di veicoli elettrici già nel
2030. E, per fare in modo che questi pos-
sano ricaricarsi in luoghi pubblici senza
lasciare a piedi nessuno, occorrono circa
3 milioni di stazioni di ricarica. Mentre
oggi sono appena 185mila. Ed ecco il
nodo: due dei freni all’adozione dell’auto
elettrica sono la scarsa diffusione delle
stazioni di ricarica sul territorio e il tem- ce (in corrente continua). La prima è de- kW, permettendo la ricarica in tempi
po di ricarica, a fronte dello sviluppo di stinata ai posti auto in cui ci si aspettano brevi a seconda della potenza. La diffu-
una tecnologia automobilistica che porta soste prolungate come nei box privati sione delle stazioni di ricarica e la ridu-
sul mercato macchine con batterie dalla durante la sosta notturna di 8-10 ore, la zione del tempo di ricarica dei veicoli ha
capacità sempre più elevata. seconda a cinema, ristoranti, centri com- alle spalle consistenti investimenti tec-
merciali e sportivi dove la sosta è di 1-3 nologici, che spesso non hanno ritorni a
LE DUE TIPOLOGIE ore e la potenza massima che si raggiunge breve termine.
La ricarica delle auto elettriche in genere è di 22 kW. Le stazioni di ricarica veloce C’è chi sta investendo in modo massiccio
si suddivide in due tipologie: ricarica len- sono molto più potenti e partono gene- sul settore e, forte di un business inter-
ta (in corrente alternata) e ricarica velo- ralmente da 50 kW fino ad arrivare a 350 nazionale, scommette sull’Italia: si trat-

LENTA O VELOCE
ABB
Per una ricarica più
rapida le colonnine sono
in corrente continua.
Ricarica rapida in Ricarica in
corrente continua corrente alternata

Carica
batteria
Ricarica
veloce Gruppo
batteria

156 | Focus
TRASPORTI PIÙ ECOLOGICI
Una stazione di ricarica rapida con
sistema a pantografo per gli autobus.
ABB ha sviluppato sistemi
di ricarica per flotte aziendali,
veicoli commerciali, trasporti.

ta di ABB, leader mondiale nella ricarica fa parte dell’ecosistema ABB AbilityTM, ligenti. Si svilupperebbero di conse-
in corrente continua, con oltre 14.000 offerta digitale integrata di prodotti, si- guenza servizi finanziari e di gestione
stazioni di ricarica rapida già installate in stemi, soluzioni, servizi. del pacchetto fornitura di energia elet-
tutto il mondo. È infatti nel nostro Paese trica che vedrebbe coinvolti tutti i provi-
che ABB produce le stazioni di ricarica in DIREZIONE SMART SOCIETY der di energia. L’effetto trascinamento si
corrente continua della serie Terra e ne Ed ecco allora che lo sviluppo del settore manifesterebbe anche con l’installazio-
aumenterà la produzione nel nuovo sta- della mobilità elettrica può essere un ne di impianti fotovoltaici con storage
bilimento in realizzazione a Terranuova volano per l’economia italiana, trasci- che, grazie all’energia accumulata di
Bracciolini, un investimento da 25,8 mi- nando con sé molti settori complemen- giorno, potranno provvedere a una quo-
lioni di euro e 180 addetti, vicino ad Arez- tari. Prioritario sarà uno sforzo tecnolo- ta parte di ricarica domestica notturna a
zo. È a Terranuova Bracciolini che si pro- gico comune perché le nostre città costo zero realizzando così un perfetto
duce la potentissima stazione di ricarica diventino smart society. La città deve ciclo sostenibile».
Terra HP da 350kW, capace di raggiunge- cambiare ma anche le persone devono
re fino a 200 chilometri di autonomia in mutare il loro stile di vita per adeguarsi MOBILITÀ AUMENTATA
soli otto minuti, che porta il tempo di ri- alle nuove esigenze, come sarà appunto ABB ha ricevuto il premio Global E-mo-
carica molto vicino al tempo di riforni- con la mobilità elettrica. Fanno sapere da bility Leader 2019 per il suo ruolo di sup-
mento di un’auto tradizionale. ABB: «Dal punto di vista energetico è ov- porto all’adozione internazionale di so-
L’impegno di ABB parte da lontano. Già vio che non potrà mai essere messa a di- luzioni di trasporto sostenibile ed è title
nel 2013, quando ancora circolavano po- sposizione tutta la potenza per tutto il sponsor del campionato mondiale dedi-
chissime auto elettriche, ABB aveva lan- tempo per tutte le stazioni di ricarica cato alle auto elettriche da competizione
ciato la prima stazione di ricarica rapida che saranno installate. Per questo i siste- ABB Formula E. In un’ottica complessiva
in corrente continua da 50 kW. Progetta- mi di ricarica, specialmente quelli nelle di “Mobilità Aumentata” che risponda
te per essere vere e proprie alternative stazioni autostradali, dovranno essere agli urgenti requisiti in termini di soste-
elettriche alle pompe di benzina (con un progettati in maniera diversa, intercon- nibilità e innovazione, la società ha svi-
connettore sviluppato ad hoc ma vicino nessi tra loro in modo da poter gestire i luppato un concetto integrato che si
alla familiare operazione di rifornimen- picchi di richiesta, definendo flussi di estende non solo ai sistemi di ricarica per
to di un’auto tradizionale) sono dotate di energia, un sistema di distribuzione auto private, ma anche a quelli dedicati a
una tecnologia innovativa che permette elettrica intelligente. E a tutto ciò si do- flotte aziendali, veicoli commerciali, tra-
la supervisione da remoto della rete elet- vranno accompagnare nuovi modelli di sporto su strada, autobus e pullman ur-
trica grazie a un servizio cloud-based per business. Alcuni Paesi, come la Svizzera, bani ed extraurbani, traghetti. Perché
il monitoraggio e l’assistenza. Un cam- stanno già dotando tratti autostradali insieme si possa lavorare a un futuro più
biamento radicale per la connettività che con stazioni di ricarica modulari e intel- sicuro, smart e sostenibile.

Focus | 157
Audi e-tron S

S(carica) di
adrenalina La “S” significa potenza,
ma soprattutto tanto
divertimento alla guida.
Nel rispetto della
sostenibilità ambientale.
di Lorenzo Rota

RICARICA VELOCE
Potendo utilizzare le
colonnine Fast Charge
con potenza di picco pari
a 150 kW, l’Audi e-tron S
si ricarica dallo 0 al 100%
in soli 45 minuti.

Focus | 159
Per massimizzare l’efficienza e l’autonomia,
e-tron S ed e-tron Sportback S sono curate fin nei
minimi dettagli. Compreso il fondo vettura

L e prime foto rilasciate da


Audi, quando ancora e-tron S
ed e-tron Sportback S erano
prototipi, le ritraggono di traverso, in
controsterzo. Sì, ruote posteriori fuman-
ti e quelle anteriori girate dalla parte op-
zione, l’elettronica è sempre pronta a
correggerlo (almeno entro i limiti della
fisica). Detto questo, se si seleziona la
modalità di guida “dynamic” e si opta per
la modalità “sport” dei controlli elettro-
nici di trazione e stabilità, ecco che chi
pia in modo che si inneschino dei drift
controllati, con una funzione chiamata
Torque Vectoring. Alla faccia di chi so-
stiene che le elettriche non siano diver-
tenti.

posta rispetto alla curva. Detto che non vuole divertirsi trova pane per i propri PRESTAZIONI DA SUPERCAR
sarà certo questo lo stile di guida tipico denti: i due motori elettrici posizionati Sempre in tema di emozioni e adrenali-
dell’utente medio del Suv elettrico tede- sull’asse posteriore ripartiscono la cop- na, l’accelerazione da 0 a 100 km/h vie-
sco, è anche vero che questi scatti rivela-
no molto dell’anima tecnica di queste
auto, che differiscono tra loro solo per AIR CURTAIN
l’andamento del volume posteriore che è Canalizzazioni nel
coupé per la Sportback. frontale e fenditure
nella zona dei
PIACERE DI GUIDA AUTENTICO passaruota
Più nel dettaglio, a propiziare il compor- riducono la
tamento che, in gergo tecnico, si defini- resistenza
aerodinamica: il Cx
sce sovrasterzante, è la soluzione dei tre è così pari a 0,28
motori asincroni (prima volta al mondo (0,26 per la
su un’auto a batterie di grande serie), di Sportback).
cui due nel posteriore.
Prima però occorre fare una precisazio-
ne: non è che la e-tron S e la e-tron Sport-
back S perdano aderenza tanto facilmen-
te, anzi, il grip è elevatissimo e, qualora si
dovesse commettere un errore di valuta-

FARI ADATTIVI
La struttura dei nuovi fari anteriori a Led Matrix.
Il fascio si orienta a seconda delle curve e si abbassa
incrociando un’altra vettura.

160 | Focus
VELOCITÀ PIÙ CHE POTENZA
Per minimizzare i tempi di ricarica, è
fondamentale un elevato livello di
potenza di erogazione dalle colonnine
Fast Charge. Con una potenza di ricarica
di 140 kW su e-tron S ed e-tron
Sportback S, si può passare dal 5% al
70% della capacità delle batterie in poco
più di mezz’ora. Un ottimo risultato.

VORTICI CONTROLLATI
I flussi d’aria che lambiscono
tutta la fiancata contribuiscono a
“pulire” i vortici che si generano
inevitabilmente in coda alla
vettura e che possono peggiorare
i consumi energetici.

FLUSSI GUIDATI
Sul fondo della vettura
sono presenti ulteriori
canalizzazioni che
tengono in ordine
i flussi dell’aria.

Focus | 161
Prestazioni e potenza
Potenza 503 CV
max Trazione INTEGRALE

Coppia 973 N·M Batteria da


max (litio/ioni) 95 KWH

Tempi di ricarica 30 MINUTI


(presa da 150 kW) Autonomia 369 KM

Le nuove Audi
e-tron S ed e-tron
Sportback S sono
totalmente
hi-tech non
solo sotto la
carrozzeria, ma
anche dentro…
ne bruciata in 4,5 secondi, mentre la ve-
locità massima è autolimitata a 210
km/h. Numeri resi possibili da una po- Le misure
tenza massima, in modalità boost, di 503
CV, e da una coppia di ben 973 N·m. Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 491/195/163
Epicentro di questo tsunami di elettroni
è la batteria, posizionata sotto l’abitaco-
Passo (cm) 293
lo, che ha una capacità di 95 kWh, di cui Peso a vuoto minimo (kg) 2.695
86 effettivamente fruibili.
L’autonomia? 365 chilometri (360 per la Capacità bagagliaio (litri) 660-1.725
e-tron normale). Un valore non da re-
cord però di alto livello, garantito, fra le
altre cose, dalla gestione intelligente (e
ovviamente automatica) dell’energia.
Nella guida di tutti i giorni, infatti, la e- no la risposta (più rigida o più morbida) rigenerare un massimo di 270 kW di po-
tron S sfrutta prevalentemente – se non in base alle condizioni di guida. tenza elettrica.
in modo esclusivo – i motori posteriori. Inoltre, di serie sono previsti cerchi da
Quello anteriore si attiva qualora il con- 20” di diametro; optional fino a 22”. A TUTTO SI SFIORA
ducente richieda più potenza di quanta i proposito di cerchi, dietro alle razze In quanto a tecnologia, la tedesca non
motori elettrici posteriori possano forni- spiccano i dischi freno di dimensioni ex- lesina soluzioni all’avanguardia anche
re, oppure prima che la motricità si ridu- tralarge: quelli anteriori sono da ben 400 nell’abitacolo. Il sistema di infotainment
ca a causa del fondo scivoloso. O, ancora, mm di diametro. Freni che, a dir la verità, è lo stesso delle altre Audi top di gamma,
nel caso di percorrenze di curva molto sono molto meno sfruttati rispetto a vale a dire il MIB3 con MMI touch re-
aggressive. quanto accade su un Suv a motore endo- sponse. Dal punto di vista dell’interfac-
termico. Il motivo è presto detto: nel 90% cia, spiccano i due schermi centrali ad
POTENZA SOTTO CONTROLLO dei casi – cioè fino a decelerazioni pari a alta risoluzione (da 10,1 e da 8,6 pollici),
Con 503 CV e, soprattutto, 973 N·m di 0,3 g – la tedesca rallenta sfruttando l’a- che fanno sparire quasi tutti i tasti fisici.
coppia da gestire, in Audi si sono affidati zione dei motori elettrici, che in tal caso Anche il cruscotto è digitale, grazie a un
a sospensioni pneumatiche adattive “air fungono da generatore e ricaricano la altro schermo da 12,3 pollici del cruscot-
suspension”, che non “solo” variano l’al- batteria. Per capirci, se si frena dalla ve- to digitale.
tezza della vettura da terra, ma modifica- locità di 100 km/h, la e-tron è capace di Tornando ai due centrali, quando recepi-

162 | Focus
CAMBIANO DIETRO
Le e-tron differiscono tra
loro solo per l’andamento
del volume posteriore: da
berlina per la versione S,
da coupé per la Sportback.

RAPPORTI BY WIRE
Il selettore di marcia è uno dei pochi
comandi fisici presenti nell’abitacolo
di e-tron S ed e-tron Sportback S,
anche se ovviamente gli input sono
inviati “by wire”, cioè via cavo e non
in modo meccanico. Al top i
materiali: sia quelli morbidi, sia
quelli con look alluminio satinato.

Pannello di controllo

TRE RAZZE INFO A SCELTA PUNTI ROSSI


La corona del Il Virtual Cockpit Le e-tron S si
volante con pelle digitale da 12,3 distinguono, tra le
traforata nelle zone pollici permette di altre cose, per il
scono un comando emettono un segnale in cui le mani si selezionare le logo rosso alla base
sonoro e vibrano, per rendere più intui- ancorano offre il informazioni che si del volante e per la
miglior controllo. preferiscono. S sul cambio.
tivo il loro utilizzo. Per quello che riguar-
da le funzionalità, non manca l’hotspot
WLAN per connettere i dispositivi por-
tatili dei passeggeri, che sfrutta lo stan- INTERNI AVVOLGENTI
dard di trasmissione dati LTE Advanced. Negli interni, spicca
l’andamento molto
Il navigatore è specifico per un’automo- sinuoso della plancia (su
bile elettrica: offre infatti il pianificatore due piani), disegnata in
degli itinerari per impostare il tragitto modo ergonomico
sulla base non di quello più breve in asso- attorno al guidatore e al
luto, ma su quante ricariche siano neces- passeggero. Il tutto, con
sarie per raggiungere la destinazione. Il la tradizionale cura Audi
per i dettagli, per
tutto, aggiornando la rotta sulla base del l’assemblaggio, per i
traffico e dello stile di guida. materiali, ma anche per
l’accostamento dei
Prezzo: da 98 mila euro differenti colori.

Focus | 163
Volvo XC40 Recharge

La versione
PRATICITÀ
L’abitacolo delle Volvo
XC40 Recharge ibride
plug-in T4 e T5 è ricco di
soluzioni utili e versatili.
Ganci per appendere la
borsetta, ampi vani nelle
portiere e compartimenti
celati un po’ ovunque.
Design minimalista chic.

svedese Il modello ibrido ricaricabile della


Volvo XC40 – disponibile con due
potenze diverse – unisce prestazioni,
consumi ridotti e mobilità elettrica.
di Lorenzo Rota

I n Volvo l’hanno messo nero su bianco nel 2017: entro il 2025 la Casa svedese
avrà venduto un milione di auto elettrificate (elettriche al 100% o ibride).
Un obiettivo ambizioso, a cui la XC40 Recharge (disponibile in due versioni:
T4 e T5) darà un contributo importante, in particolare sul mercato europeo, quello
cioè in cui i Suv medi e compatti vanno per la maggiore. A proposito di dimensioni,
la XC40 hybrid plug-in è lunga 4,43 metri, larga 1,86 e alta 1,66, per una capacità di
carico di 452 litri, che diventano 1.328 abbattendo gli schienali dei sedili posteriori. 

ELETTRICA QUANDO SI VUOLE


Sono altri, però, i numeri che interessano quando si parla di ibride plug-in. Il più
rilevante è quello relativo ai chilometri che si possono percorrere senza che si attivi
il motore endotermico (quello a benzina). Nel caso delle XC40 T4 e T5, secondo i
dati dichiarati dalla Casa, siamo rispettivamente nel range compreso fra 42-46 km e
42-45 km (variabili in base agli allestimenti). Una distanza che per la maggior parte
delle persone significa poter fare a meno della benzina dal lunedì al venerdì ed, even-
tualmente, effettuare un rabbocco di carburante per il classico weekend fuori porta.
Il tutto, ovviamente, a condizione di avere – nel box di casa o in ufficio – una presa
di corrente che permetta di ricaricare il pacco batterie (da 10,7 kWh di capacità).

Focus | 165
L’ibrida plug in garantisce 45 km
di autonomia. Ricaricando alla sera
si va a lavorare senza inquinare. E si
fa benzina soltanto per il weekend

Pannello di controllo

C’È ANCHE PURA ELETTRICA


La famiglia Recharge della Volvo
XC40 comprende anche la variante
elettrica P8: 408 cavalli, “0-100” in
4,9 secondi, 400 km di autonomia,
una batteria da 78 kWh e una
modalità di ricarica rapida che
permette di portare gli accumulatori
da 0 all’80% in 40 minuti.

ESSENZIALE SOSTENIBILITÀ TANTA SCELTA


La maggior parte La Volvo XC40 Le modalità di
dei comandi è Recharge è stata guida sono cinque:
concentrata sul progettata per Hybrid, Individual,
touchscreen. I ridurre l’impatto Power (per le
pochi pulsanti fisici ambientale. massime
si trovano sotto lo I tappetini, per prestazioni),
schermo e sulle esempio, sono in Pure (elettrica)
razze del volante. plastica riciclata. e Off Road.

Prestazioni e potenza

Potenza 192 KW (262 CV)


KW max Trazione ANTERIORE

Coppia 425 N·M Batteria da


max (litio/ioni) 10,7 KWH

Tempi di ricarica 4 ORE


(presa da 2,3 kW) Autonomia 42-45 KM IN EV

166 | Focus
Il recupero d’energia in frenata, infatti, sulle plug-in non riesce a portare al 100% il
LO SMARTPHONE AIUTA
livello di carica, in quanto le batterie, appunto, sono di grandi dimensioni. Quanto ai
La app Volvo on Call punta a
consumi e alle emissioni di CO2, calcolati con ipotetica partenza con accumulatori
incoraggiare i possessori di
modelli ibridi plug-in a guidare carichi al 100%, Volvo dichiara 2,0-2,4 l/100 km e 45-55 g/km, in entrambi i casi a
il più possibile in elettrico. seconda dell’allestimento e in base al ciclo WLTP.

GRINTOSA CON GIUDIZIO


Come già detto, il pacco batterie della XC40 Recharge ha una capacità elevata: 10,7
kWh, identica per T4 e T5. Un dato che significa anche un’altra cosa: a differenza di
quanto accade sulle full-hybrid, con una plug-in hybrid si può viaggiare a emissioni
XC40 zero anche a velocità autostradali.
Uguale è anche il motore elettrico (da 60 kW), mentre l’unità a benzina – 1,5 litri, 3
cilindri turbo – ha una potenza, rispettivamente, di 129 e 180 CV. Il dato di potenza
totale, invece, è di 211 CV per la T4 e di 262 CV per la T5.
Le prestazioni? L’accelerazione da 0 a 100 km/h viene completata in 8,5 secondi (7,3
la T5), mentre la velocità massima è autolimitata (per precisa scelta di Volvo in favo-
re della sicurezza) a 180 km/h, in entrambi i casi. In comune fra T4 e T5 c’è anche la
trazione – anteriore – e il cambio, un automatico a 7 rapporti.

Prezzo: da 47.400 euro

Le misure
SOTTO LA PELLE
In questa vista della piattaforma Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 443/186/166
sono evidenziate in arancione le
connessioni dalle batterie, Passo (cm) 270
posizionate al centro del telaio,
al motore elettrico, coassiale, a
Peso a vuoto minimo (kg) 1.694
quello termico a tre cilindri 1.5 Capacità bagagliaio (litri)
turbo benzina (in due potenze: 129
452/1.328
CV per la T4, 180 CV per la T5).

Focus | 167
Suzuki Swift e Across
SOTTO LA PELLE
A destra, l’abitacolo della Suzuki Swift restyling
e qui sotto lo schema mild hybrid composto da
un alternatore-motorino d’avviamento e da una
batteria agli ioni di litio. In basso, il sistema
ibrido plug-in della Across che ha come cuore
termico il propulsore 2.5 benzina a ciclo
Atkinson già visto su Lexus ES e Toyota RAV4.

L’ibrido astuto
La Casa
giapponese è
stata tra le prime
a credere nel
T utti i vantaggi dell’ibrido (ri-
sparmio di benzina, esen-
zione totale o parziale del
bollo, sosta gratuita sulle strisce blu, ac-
cesso a molte ZTL e incentivi) senza i
costi e i pesi di una soluzione full hybrid:
raccoglie i benefici, con il 90% della gam-
ma col massimo degli eco-incentivi.

TEMPO DI LIFTING PER LA SWIFT


La novità più recente della famiglia ibrida
“leggera” Suzuki è la sesta generazione
è questa la tecnologia mild hybrid. Ossia della Swift, sottoposta a un restyling che
mild hybrid. un aiuto elettrico al motore termico ha portato fari full Led e un rinnovato as-
(schema in alto) per ridurre consumi e sortimento di cerchi in lega e di colori. Il
Scelta vincente. inquinamento, rinunciando all’idea di sistema mild hybrid 12V è composto da un
muoversi solo a batterie. Suzuki nel 2016 ISG (Integrated Starter Generator) pe-
di Carlo Ziveri è stata tra le prime a crederci e oggi ne sante solo 6 chilogrammi che funge da al-

168 | Focus
CONSUMI MINIMI
Con il nuovo motore
1.2 ibrido la Swift fa
25,8 km con un litro
di benzina. Le
emissioni di CO2
sono 88gr/km.

ACROSS, SUV ALLA SPINA


La Suzuki Across, sotto, è una Suv
media ibrida plug-in benzina a
trazione integrale spinta da un
motore 2.5 a benzina abbinato a
due unità elettriche coadiuvate da
un terzo generatore che funge da
alternatore e motorino di
avviamento e che, in caso di
necessità, fornisce coppia
aggiuntiva. Questi i dati: 306 CV di
potenza totale, 0-100 in 6 secondi e
una batteria da 18,1 kWh che
garantisce un’autonomia in elettrico
di ben 75 km (98 nel ciclo urbano).
La Across – gemella della RAV4
Plug-in – è il primo frutto
dell’accordo industriale Suzuki-
Toyota: presto arriverà anche una
station wagon compatta full hybrid,
la Sway, di fatto una Toyota Corolla
Touring Sports 1.8 rimarchiata con il
logo del brand di Hamamatsu.

ECOLOGICA
La Suzuki Across
è progettata per
muoversi
prevalentemente
in modalità EV.

ternatore e motorino di avviamento, e da


un motore elettrico da 12V che assiste il
propulsore a benzina riducendo i consu-
mi di carburante fino al 26% e fornendo
un supporto costante in fase di scatto e di
allungo.
Il tutto senza togliere spazio all’abitacolo e
al bagagliaio, nota dolente delle più com-
plesse ibride full e plug-in, grazie al pacco
batteriedagliingombrimoltopiùridotti.

Prezzo: da 17.290 euro

Focus | 169
Prima
Groupe PSA
Peugeot
Berline sportive, Suv grintose e un
grande ritorno a Le Mans: per la
Casa francese l’ibrido è (e sarà) uno
strumento per esaltare la sportività.

PREMIATA
La seconda generazione
della Peugeot 3008 – nata
nel 2016 – è stata la prima
Suv a vincere nel 2017 il
premio “Auto dell’Anno”.
l’emozione
P
DETTAGLI DI STILE
Tra le novità del restyling, da
sinistraZN
a destra: cerchi in lega er la maggior parte delle Case te ibrida plug-in più cattiva della berlina
San Francisco, nuovi rivestimenti
e touchscreen da 10”. automobilistiche la tecnolo- francese, dotata della trazione integrale
gia ibrida è focalizzata sulla e di un motore termico abbinato a due
riduzione delle emissioni. Peugeot la unità elettriche in grado di generare una
pensa allo stesso modo ma, per l’azienda potenza totale di 360 CV e una coppia di
di Sochaux, la doppia alimentazione ben- 520 N·m, offrirà prestazioni paragonabi-
zina/elettrica è anche – e soprattutto – li a quelle di una supercar (250 km/h di
uno strumento per esaltare il Dna spor- velocità massima autolimitata e “0-100”
tivo del brand. in 5,2 secondi) e avrà un’autonomia di 42
Il primo esempio concreto di questa filo- km in modalità elettrica. Ma non è tutto:
sofia, la 508 Peugeot Sport Engineered, il marchio transalpino tornerà nel 2022
sarà in commercio a dicembre: la varian- a correre la 24 Ore di Le Mans (gara già
vinta tre volte nel 1992, 1993 e 2009) con
una hypercar ibrida a trazione integrale
da 680 CV.

LIFTING PER LA 3008


Un futuro ambizioso per Peugeot, già
attiva nel presente con due ibride plug-
in in listino: la 508 e la 3008. Quest’ulti-
ma, recentemente sottoposta a un re-
styling, presenta numerose modifiche
estetiche rispetto al passato: un frontale
ridisegnato con fari anteriori a Led sin
dalla versione base impreziositi da luci
diurne a forma di artiglio, nuovi gruppi
ottici posteriori full Led e un touchscre-
en più ampio (10”) a centro plancia. Due
le versioni, entrambe dotate di un moto-
re 1.6 turbo PureTech a benzina e di una
batteria da 13,2 kWh (garantita per 8
anni o 160.000 km) ricaricabile in 7 ore
attraverso una presa standard 8A e in
un’ora e mezza con una Wall Box da 7,4
kW: la prima è la Hybrid a trazione ante-
riore, genera 225 CV e può percorrere
fino a 56 km con il solo aiuto delle batte-
rie; la seconda è la Hybrid4 4x4 che ha
ben due propulsori elettrici, 300 CV di
potenza e fino a 59 km di autonomia a
emissioni zero.

Prezzo: da 44.680 euro

Focus | 171
AMI, DAI 14 ANNI IN POI
La Citroën Ami è una microcar
elettrica a due posti guidabile
a partire dai 14 anni con la
patente AM. Autonomia di 75
km, velocità massima di 45
km/h e una batteria da 5,5
kWh ricaricabile in tre ore con
una semplice presa 220V. Per
ridurre i costi di produzione il
design è simmetrico: le due
portiere sono identiche e
hanno un’apertura
differenziata (controvento per
il guidatore, normale per il
passeggero) e anche i paraurti
e la parte inferiore della
scocca si ripetono.

Citroën

L’elettrico
La Casa francese
gioca le sue carte
sull’ecologia
A ndré Citroën amava ripe-
tere che il progresso è nulla
senza la sua diffusione. La
democratizzazione della tecnologia è da
sempre un elemento chiave della filoso-
fia della Casa francese e, oggi che l’evolu-
260 N·m di coppia – è dotata di una bat-
teria da 50 kWh (garantita per otto anni
o 160.000 km per il 70% della capacità) e
può percorrere 350 chilometri con un
pieno di energia.
I tempi di ricarica? Oltre 24 ore da una
accessibile con zione automobilistica passa attraverso
l’elettrificazione, Citroën si è adeguata
presa domestica classica, 15 ore da una
presa 16 A tipo Green’up, 7 ore e 30 minu-
due modelli a con una gamma di modelli ricca e acces-
sibile: due elettriche, la microcar Ami
ti con una Wall Box 32 A (5 ore con il ca-
ricabatteria trifase optional da 11 kW).
emissioni zero: la (vedi riquadro in alto) e la “segmento C”
ë-C4, che si affiancano e un’ibrida plug-
Con un caricatore da 100 kW occorrono
invece 30 minuti per portare gli accumu-
compatta spaziosa in, il Suv compatto C5 Aircross Hybrid. latori all’80%.
La tecnologia democratica e amica la si
ë-C4 e la microcar ELETTRICA POCKET
La ë-C4, l’unica “vera auto” Citroën elet-
nota in vari particolari della vettura: lo
sportellino di ricarica integra un codice
a due posti Ami. trica attualmente in listino (la Ami in
realtà è un quadriciclo), è la variante a
colore per seguire visivamente l’intero
processo; la funzione Brake permette di
emissioni zero della terza generazione amplificare la decelerazione del veicolo
della C4. La compatta ecologica transal- senza appoggiare il piede sul freno (recu-
pina – spinta da un motore da 136 CV e perando così energia in frenata e ricari-

172 | Focus
CUORE CONDIVISO
Il motore da 136 CV della
Citroën e-C4 è usato da
numerose vetture elettriche del
Gruppo PSA: DS 3 Crossback

per tutti
E-Tense, Opel Corsa-e, Peugeot
e-208 e e-2008.

cando la batteria); e interfacce chiare e


intuitive. Altri esempi? Le schermate BASTA UNA APP
che indicano la potenza, il flusso di ener- Attraverso la app My
gia e l’impatto dei servizi di bordo sul Citroën è possibile
consumo energetico. programmare o
Il tutto nel massimo comfort: oltre al posticipare la ricarica.
propulsore silenzioso, la Citroën ë-C4
può infatti vantare sospensioni con
smorzatori idraulici progressivi Pro-
gressive Hydraulic Cushions, sedili
Advanced Comfort con schiuma ad alta
densità di 15 mm di spessore riscaldabili
e con sistema di massaggio, un abitacolo
spazioso e ricco di vani portaoggetti, una
posizione di seduta alta per dominare il
traffico e ben venti tecnologie di aiuto
alla guida come ad esempio l’Highway
Driver Assist, un dispositivo di guida se-
mi-autonoma di livello 2.

Prezzo: da 34.900 euro

Focus | 173
CUGINA FRANCESE
La Opel Mokka-e
condivide il pianale e il
motore con la Sport
Utility transalpina DS 3
Crossback E-Tense.

DS
Ibrida al top
Eleganza,
sportività e
tecnologia: la DS
9 – solo plug-in –
F in dal lancio nel 2015 DS ha
posto al centro della sua
strategia la transizione
energetica: nel motorsport ha dominato
gli ultimi due campionati di Formula E
(serie dedicata alle monoposto elettri-
abbinato a un’unità elettrica in grado di
generare una potenza totale di 225 CV e di
percorrere tra i 40 e i 50 km con un pieno
di energia grazie a una batteria ricaricabi-
le in un’ora e mezza con un caricatore da
7,4 kW. Grazie alla funzione E-Save può

racchiude tutte le che) mentre per quanto riguarda la pro-


duzione di serie ha una gamma attual-
conservare una data quantità di carica da
utilizzare in modalità completamente

peculiarità del mente composta da due Suv elettrificati


E-Tense: la DS 3 Crossback elettrica e la
elettrica ogni volta che sia necessario.
Più avanti la gamma si arricchirà con una

brand francese. DS 7 Crossback ibrida plug-in benzina. variante (sempre a due ruote motrici) da
250 CV in grado di offrire un’autonomia
IL MASSIMO DELL’IBRIDO superiore a emissioni zero e con una ver-
L’ultima novità in arrivo si chiama DS 9, sione a trazione integrale da 360 CV.
un’ammiraglia ibrida plug-in a trazione
anteriore spinta da un motore a benzina Prezzo: nd

174 | Focus
AUDACE E PURA
Proporzioni atletiche
e superfici fluide e
strutturate con
precisione: è questa
la nuova filosofia di
design “Bold & Pure”
introdotta da Opel
sulla nuova Mokka.

Opel
Il domani è qui
L e Opel del futuro somiglie-
ranno molto alla nuova Mok-
ka, nello stile e nei contenuti.
La seconda generazione della piccola
Suv tedesca è “l’icona di tutto ciò che il
marchio rappresenta, oggi e per il futu-
La seconda serie della Mokka
anticipa il futuro della Casa tedesca.
che integra due display widescreen)
compariranno presto sugli altri modelli
di Rüsselsheim così come i contenuti
crossover piccola nelle dimensioni ma
grande nella sostanza in grado di offrire
numerose soluzioni di ricarica: monofa-
ro”: parole importanti, soprattutto se si tecnici legati all’elettrificazione. se, trifase a 11 kW e veloce a 100 kW DC
considera che sono state pronunciate da (soluzione, quest’ultima, che consente di
Michael Lohscheller, Ceo del brand del MOKKA-E portare gli accumulatori da 0 all’80% in
Fulmine. Gli elementi di design intro- La Opel Mokka-e, variante elettrica della mezz’ora). Il tutto sviluppato su un pia-
dotti su questa baby crossover come l’O- Mokka, monta un motore da 136 CV e nale versatile in grado di accogliere an-
pel Vizor (una mascherina che integra la 260 N·m di coppia e una batteria da 50 che propulsori termici.
griglia, i fari a Led e il logo) e il Pure Panel kWh (garantita 8 anni o 160.000 km) che
(una plancia allungata orizzontalmente permette un’autonomia di 324 km. Una Prezzo: da 34.000 euro

MODERNA MA RETRÒ
L’innovativo stile della DS 9 –
impreziosito da maniglie a
scomparsa – presenta alcuni
omaggi alla Citroën DS.
Kia PHEV

La famiglia si

ESPERIENZA
La XCeed PHEV non è la
prima Kia ibrida plug-in:
quattro anni fa la Casa
coreana lanciò la Optima
“alla spina”.
allarga L’offerta di auto
elettrificate Kia
si amplia. Entrano
nella gamma due
novità: le varianti
plug-in di
Ceed SW e XCeed.
di Carlo Ziveri

Focus | 177
Le due nuove Kia
ibride plug-in
abbinano Pannello di controllo
efficienza e
piacere di
guida. Merito
anche del cambio
automatico

P er Kia l’elettrificazione non


è uno slogan, ma un progetto
concreto destinato peraltro
a diventare sempre più rilevante. Già
oggi la Casa coreana è una delle poche a
offrire tutte le soluzioni “eco”: elettrico,
DISPLAY
Sulla plancia della
Kia XCeed PHEV
ENERGIA
Sullo schermo è
possibile anche
INFOTAINMENT
UVO Connect offre
sette anni gratuiti
ibrido plug-in, full hybrid e mild hybrid; troneggia un visualizzare il di traffico dati
touchscreen da funzionamento del e aggiornamento
inoltre, entro il 2027 lancerà sette nuovi 10,25 pollici. sistema ibrido. delle mappe.
modelli a batteria. Attualmente il brand
asiatico esporta nel nostro Paese cinque
vetture nella fascia di emissioni di CO2
fino a 60 g/km: alle due full electric e- stesse già viste sulla Niro PHEV: il siste- di offrire passaggi marcia molto più ra-
Soul ed e-Niro e alla Niro PHEV si sono ma ibrido plug-in è composto da un pacco pidi e fluidi rispetto alle trasmissioni a
aggiunti altri due veicoli ibridi plug-in: batteria ai polimeri di litio da 8,9 kWh e variazione continua della concorrenza.
la station wagon compatta Ceed SW e la da un motore elettrico da 44,5 kW affian-
Suv XCeed. cato da un motore termico 1.6 a benzina ECOLOGICA E DIVERTENTE
Le caratteristiche tecniche adottate in abbinato a un cambio automatico a dop- Il risultato finale? Un’unione perfetta tra
queste due nuove autovetture sono le pia frizione a sei rapporti 6DCT in grado efficienza e piacere di guida: 141 CV di

178 | Focus
PRATICITÀ PRIMA DI TUTTO
La Kia Ceed SW PHEV è una
familiare compatta sviluppata
sulla stessa piattaforma della
XCeed PHEV e monta lo stesso
motore 1.6 ibrido plug-in
benzina da 141 CV già visto
sotto il cofano della Niro PHEV,
ma offre più praticità. Merito
delle forme meno curve ma più
razionali, del bagagliaio più
capiente e – soprattutto – dei
20 centimetri in più di
lunghezza (4,60 contro 4,40).

Prestazioni e potenza

Potenza 104 KW (141 CV)


KW
max
Trazione ANTERIORE

Coppia 265 N·M Batteria da


max (litio/ioni) 8,9 KWH

Tempi di ricarica 2,3 ORE


(presa da 3,7 kW)
Autonomia 42 KM IN EV

SIMILI DENTRO
Lo stile della plancia della
Ceed SW è molto simile a
quello della XCeed.

quando si rilascia il pedale dell’accelera-


tore o quando si frena e il dispositivo che
analizza il percorso e suggerisce quando
non dare gas.
Il pulsante EV/HEV consente di sce-
gliere tra una guida totalmente elettrica
o ibrida, mentre il tasto Sport offre pre-
stazioni più reattive.
La batteria – coperta, come tutte le
automobili Kia da una garanzia di sette
anni o 150.000 km – è posta al di sotto
QUALCHE VALIGIA IN MENO dei sedili posteriori e ruba un po’ di spa-
La PHEV ha un bagagliaio più zio al bagagliaio; bastano circa 2 ore e 15
piccolo rispetto alle altre XCeed: minuti per ricaricarla completamente e
291/1.243 litri contro 426/1.378. attraverso tre luci a LED poste al centro
del cruscotto è possibile visualizzare fa-
cilmente anche dall’esterno lo stato di
potenza complessiva, una coppia di 265 elettrico si attiva il Virtual Engine Sound carica e il livello degli accumulatori.
N·m, uno 0-100 effettuato in 10,8 secon- System che segnala la presenza della vet- La Kia XCeed PHEV è già in vendita
di per la Ceed familiare (11 secondi per tura ai pedoni. mentre per la Ceed SW ibrida plug-in bi-
la XCeed) e, soprattutto, la possibilità di Da non sottovalutare, inoltre, le tante sognerà attendere presumibilmente la
percorrere 54 km nel ciclo urbano con il soluzioni adottate per ridurre i consumi. fine di novembre.
solo aiuto delle batterie (42 chilometri Qualche esempio? Il sistema di frenata
nel ciclo combinato). Quando si guida in rigenerativa che ricarica il pacco batteria Prezzo: 37.750 euro

Focus | 179
Honda Jazz

L’ibrida
IL RITORNO
Honda si era già
cimentata con la
tecnologia ibrida,
proponendo una Jazz
tra il 2011 e il 2015.

La quarta generazione
della giapponese è una
full hybrid al contrario:
il motore principale è
elettrico, supportato
da uno a benzina.
di Marco Coletto

fa da sé
Focus | 181
La soluzione tecnica di Honda garantisce
consumi da record. Nel traffico urbano, ma
ancor di più sulle statali: fino a 25 km/litro
Pannello di controllo

PIÙ VISIBILITÀ INNOVAZIONE INFOTAINMENT


I montanti sottili e Il volante a due ll touchscreen
la plancia razze è innovativo, da 9” è di serie
orizzontale analogo a quello a partire
migliorano la utilizzato dalla dall’allestimento
visuale frontale. Honda elettrica. Executive.

A vete presente le auto “full


hybrid”? Quelle con un
motore a benzina suppor-
tato da un’unità elettrica? Dimenticate-
le. La Honda, con la nuova Jazz, è andata
controcorrente adottando la tecnologia
motore elettrico e la batteria si ricarica
grazie alla frenata rigenerativa. In Hybrid
Drive il propulsore non agisce sulla tra-
smissione, ma alimenta il generatore che
a sua volta fornisce energia al motore elet-
trico. E se l’energia eccede quella necessa-
e:HEV introdotta per la prima volta sulla ria alla marcia, il surplus viene impiegato
CR-V Hev: la quarta generazione della per ricaricare gli accumulatori. Solo nella
piccola giapponese (solo ibrida) viaggia terza modalità, Engine Drive, tocca all’u-
infatti prevalentemente a emissioni nità termica occuparsi della trasmissione
zero, con l’unità termica tradizionale che del moto alle ruote. Ma ciò avviene gene-
alimenta quella elettrica collegandosi ralmente quando si viaggia a velocità di
alle ruote solo alle alte velocità. crociera in autostrada. Grazie a queste
modalità, e con una guida molto attenta,
REGINA NEI CONSUMI si possono fare anche 25 chilometri con
Una soluzione tecnica originale che ga- un litro, e non è difficile star sopra i 20.
rantisce consumi da record (specialmen-
te in città e in statale). Entrando più nel SICUREZZA AL TOP immettono sulla traiettoria), l’avviso di
dettaglio sotto il cofano ci sono nell’ordi- Il pacchetto Honda Sensing di serie su abbandono della corsia, il mantenimen-
ne un propulsore 1.500 cc a benzina da 98 tutta la gamma comprende dispositivi di to di corsia, il limitatore intelligente di
CV, due unità elettriche in grado di gene- assistenza alla guida rari da trovare in velocità e il cruise control adattivo. Da
rare una potenza massima di 109 CV, una questo segmento. Ci sono – tra le altre non sottovalutare, poi, l’airbag centrale
batteria agli ioni di litio e una trasmissio- cose – il sistema di frenata a riduzione di anteriore che riduce l’impatto tra gli oc-
ne a rapporto fisso. Le modalità di guida impatto (che in caso di possibile collisio- cupanti dei sedili davanti. Una dotazione
sono tre e vengono gestite direttamente ne avvisa il guidatore riducendo al con- notevole per un’auto compatta fuori
dal sistema ibrido Honda a seconda della tempo la velocità e attiva i freni se i vei- (poco più di quattro metri di lunghezza)
situazione: in EV drive si viaggia con il coli provenienti in senso contrario si e versatile dentro: i sedili posteriori “ma-

182 | Focus
Prestazioni e potenza

Potenza 80 KW (109 CV)


KW
max
Trazione ANTERIORE SPAZIO AI BAGAGLI
Il bagagliaio è un po’ più
Coppia piccolo di quello della
253 N·M Batteria da
ND precedente versione: 304 litri
max (litio/ioni) che diventano 1.205 con i
sedili posteriori abbassati.
Tempi di ricarica Autonomia 889 KM
(presa da 11 kW) ND

SCEGLIE LEI COME


Sulla nuova Honda
Jazz non si può
decidere se viaggiare
in elettrico, a benzina
o in modalità ibrida.
Decide lei, per il
meglio, a seconda del
tragitto e privilegiando
sempre l’ecologia.

PER I CARICHI INGOMBRANTI


Le batterie hanno tolto un po’ di
spazio al bagagliaio rispetto alla
vecchia Jazz, ma gli ingegneri
Honda anche stavolta sono
riusciti a mantenere gli utilissimi
sedili posteriori “magici”, gli unici
con seduta sollevabile.

gici” come li chiamano in Honda, per


esempio, consentono di alzare la seduta
Le misure
per caricare oggetti alti dietro i posti an-
teriori. La Honda Jazz è disponibile in Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 404/169/153
due varianti di carrozzeria: oltre alla ber- Passo (cm) 252
lina c’è la Crosstar che strizza l’occhio al
mondo delle Suv, in vendita a partire da Peso a vuoto minimo (kg) 1.228 -1.246
26.900 euro.
Capacità bagagliaio (litri) 304/1.205
Prezzo: da 22.500 euro

Focus | 183
Toyota TS050 Hybrid

Vincere contro
Non è facile correre per 24 Ore.
Ancor più difficile far meglio
dell’anno prima. Toyota c’è
riuscita. Stabilendo nuovi record.
di Marco Coletto

K aizen. Tutto merito suo se


Toyota ha vinto per la terza
volta di seguito la gara più
dura al mondo, la 24 Ore di Le Mans. Kai-
zen però non è un pilota. E neppure un
ingegnere. Kaizen è un concetto giappo-
nese che significa “miglioramento conti-
nuo” e che Toyota ha messo al centro
della sua filosofia imprenditoriale, appli-
candolo prima di tutto ai metodi di pro-
duzione e poi alla competizione sportiva.
In tanti si sono serviti delle vetture da cor-
sa per realizzare modelli da strada miglio-
ri, ma pochi sono riusciti a fare anche il
contrario. Toyota è uno di questi. L’affida-
bilità delle sue auto, per esempio, ha per-
messo di portare a casa nove Mondiali
rally: cinque titoli Piloti con quattro dri-
ver diversi e quattro campionati Costrut-
tori con Celica, Corolla e Yaris. E la leader-
ship di mercato nella tecnologia “full
hybrid” è diventata un’egemonia anche
nelle gare a Le Mans, con tre vittorie con-
secutive.

TANTA POTENZA
Successi apparentemente facili per Toyo-
ta, ottenuti senza rivali di peso, ma allo
stesso tempo più difficili di quello che si
può immaginare. La leggendaria corsa di
durata francese è anche una sfida contro sta edizione, disputata il 20 settembre, zione integrale spinto da un motore 2.4
se stessi: tutto può succedere e Toyota lo non sono mancati i momenti di suspense: V6 biturbo benzina coniugato con un si-
sa bene, avendo perso l’edizione del 2016 la Toyota è rientrata ai box per problemi stema ibrido 8MJ in grado di generare
all’ultimo giro, superata dalla Porsche di surriscaldamento ai freni, subito risol- una potenza complessiva di 1.000 CV e di
dopo aver dominato per 23 ore e 56 minu- ti. E in nome del Kaizen la Toyota TS050 recuperare il 60% dell’energia in frenata
ti. Il circuito della Sarthe, insomma, è un Hybrid ha trionfato, migliorando sempre (il che permette di ottenere una spinta
test di resistenza per uomini e mezzi, un i risultati. ibrida di circa 3.000 MJ). All’ultima appa-
laboratorio straordinario. E anche in que- La TS050 è un gioiello tecnologico a tra- rizione a Le Mans (il prossimo anno verrà

184 | Focus
se stessi

rimpiazzata dalla GR Super Sport), la secondi. Una vettura innovativa ma affi-


hypercar giapponese non si è adagiata su- data a campioni: non è un caso che i quat-
gli allori, stabilendo nuovi standard in tro piloti che l’hanno portata a trionfare
GIOIELLO IBRIDO
termini di efficienza e velocità: ha utiliz- nelle ultime tre edizioni della 24 Ore di Le
La Toyota TS050 Hybrid
zato il 35% di carburante in meno rispetto Mans provengano tutti dalla F1 (Séba- ha un motore biturbo a
alla prima generazione di prototipi ibridi stien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando sei cilindri a V di 2.400 cc.
del 2012, incrementando le prestazioni Alonso e Brendon Hartley). Perché anche Eroga, con la spinta
del 150% con tempi sul giro ritoccati di 10 l’uomo conta. dell’elettrico, mille cavalli.

Focus | 185
Renault Twingo Electric

La sottile
Nel corso della sua quasi trentennale carriera
la Twingo ha cambiato più volte corpo e anima.
Elettrica, però, la citycar francese non lo era
mai stata. Ma è facile riconoscerla, grazie a un
elegante fregio colorato.
di Marco Coletto
linea blu

COMPROMESSO
Renault ritiene inutile
riempire di batterie
un’auto da città che fa
50 km al giorno. E così il
prezzo è più basso.

Focus | 187
Prestazioni e potenza

Potenza 60 KW (82 CV) Trazione


KW max POSTERIORE

Coppia 160 N·M Batteria da


max (litio/ioni) 22 KWH
CAPIENTE
Tempi di ricarica La batteria della
(presa da 22 kW) 1,5 ORE Autonomia 190 KM Renault Twingo
Electric è stata
sviluppata in
collaborazione
con i coreani di
LG Chem.

NON PER TUTTI


I cerchi in lega da 16” Monega
sono optional sulla Intens.

Rivolta a chi si muove per lo più in


città: fino a 270 km di autonomia nel
ciclo urbano e ricarica completa in
un’ora e mezza (AC fino a 22 kW)

L a Renault Twingo Electric –


variante a emissioni zero della
terza generazione della “seg­
mento A” transalpina – è rivolta a chi si
muove prevalentemente in città: ha infat­
ti un’autonomia fino a 270 km nel ciclo
propulsore che consente all’ecologica cit­
tadina francese di raggiungere una velo­
cità massima di 135 km/h e di accelerare
da 0 a 50 km/h in soli 4 secondi. La batte­
ria da 22 kWh non toglie spazio all’abita­
colo e al bagagliaio e può vantare una ge­
urbano (fino a 190 nel misto) e si ricarica stione termica garantita da un sistema di tipo 2 situata al posto dello sportellino
completamente in un’ora e mezza (AC raffreddamento ad acqua (una novità del carburante, per i tocchi blu nella ma­
fino a 22 kW), mentre in 30 minuti di ca­ nella gamma Renault a emissioni zero). scherina e al centro delle ruote e per le
rica raggiunge un’autonomia di 80 km. firme Z.E. Electric sul montante centra­
Senza dimenticare il raggio di sterzata da TRE LIVELLI le, sul portellone posteriore e sotto il
record (4,3 metri, merito della formula La modalità di guida B Mode permette pomello del cambio. La sorella minore
“tutto dietro” con motore e trazione po­ inoltre di scegliere fra tre livelli di frena­ della Zoe è disponibile in tre allesti­
steriori, ideale nelle manovre), il disposi­ ta rigenerativa: il consiglio è di usare menti – Zen, Intens e Vibes – ed è già in
tivo Z.E. Voice che fino a 30 km/h segnala quella più accentuata in città (per ricor­ vendita a prezzi che partono da 22.450
la presenza della vettura ai pedoni attra­ rere di meno al pedale del freno e per euro: senza contare i generosi incentivi
verso un suono, e un sistema di connetti­ recuperare più energia durante i rallen­ statali (almeno 10.000 euro in caso di
vità che permette – attraverso lo smart­ tamenti) e quella più scorrevole in auto­ rottamazione comprensivi dello sconto
phone – di controllare il livello della strada per proseguire per forza d’inerzia del concessionario) rivolti a chi vuole
batteria e l’autonomia e di programmare quando si rilascia il pedale dell’accelera­ entrare nel magico mondo delle auto
la ricarica e la pre­climatizzazione. tore quasi come se fosse in folle. Esteti­ elettriche.
La Renault Twingo Electric monta un camente la Electric si distingue dalle
motore da 82 CV e 160 N·m di coppia: un Twingo a benzina per la presa di ricarica Prezzo: da 22.450 euro

188 | Focus
Pannello di controllo

VOLANTE INFOTAINMENT SEMPRE AL FRESCO CONNETTIVITÀ


Il volante in pelle, Il sistema multimediale La dotazione della Grazie al dispositivo
moderno e chic, Easy Link 7” con radio Renault Twingo Electric Renault Easy Connect
regolabile in altezza digitale DAB, Android comprende, tra le altre è possibile controllare
è di serie su tutti Auto e Apple CarPlay cose, un climatizzatore il livello della batteria e
gli allestimenti della è sempre compreso monozona automatico individuare la colonnina
Twingo elettrica. nel prezzo di listino. molto efficiente. di ricarica più vicina.

TUTTO DIETRO
Motore e trazione
posteriore: una
configurazione già Le misure
vista sulla “cugina”
Smart EQ forfour.
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 361/165/156
AVORIO BASIC
Passo (cm) 249
Sulla versione base Peso a vuoto minimo (kg) 1.112
Zen ci sono gli
inserti color avorio. Capacità bagagliaio (litri) 174/980

Focus | 189
Hyundai Kona EV

L’elettrica
La variante a emissioni zero della
Suv coreana ha due punti di forza
da non sottovalutare: l’autonomia e
il prezzo interessante.
di Marco Coletto
che sgomita

AERODINAMICA
La versione elettrica si
distingue dalle Kona a
motore termico per un
accentuato studio
aerodinamico: non
essendoci il radiatore la
griglia frontale è chiusa.

Focus | 191
Prestazioni e potenza

Potenza 150 KW (204 CV)


KW max
Trazione ANTERIORE

Coppia 395 N·M Batteria da


max (litio/ioni) 64 KWH

Tempi di ricarica 7 ORE E 30


(presa da 11 kW) Autonomia 484 KM

Pannello di controllo

STRUMENTAZIONE NAVIGATORE PIÙ SPAZIO MOTORE


Il quadro da 7” Il sistema di Il cambio shift-by- Il motore da 136 CV
monitora il consumo navigazione da wire libera spazio di base è lo stesso
energetico e 10,25” è di serie per uno scomparto montato dalla Ioniq
la carica della sull’allestimento al di sotto della EV. Quello da 204 CV
batteria. Exellence. consolle centrale. è lo stesso delle Kia
e-Soul ed e-Niro.

Le vetture coreane hanno da sempre un ottimo


rapporto qualità-prezzo. Che riescono a mantenere
anche con la nuova generazione di Kona elettrica

N onostante l’accelerazione
tecnologica, l’auto elet-
trica è ancora in una fase
pionieristica. L’aspetto più complesso
per i costruttori è produrre vetture con
elevate autonomie e prezzi di listino ade-
varianti: 136 CV di potenza con batteria
da 39 kWh (305 km di autonomia) e 204
cavalli con batteria da 64 kWh e un’au-
tonomia che sfiora i 500 chilometri (484
per la precisione). Una proposta credibi-
le per la Casa coreana, che vuole entrare
nali che occupano meno spazio di quelli
utilizzati nel raffreddamento ad aria –
aumentando fino al 35% la densità degli
accumulatori.

RICARICA RAPIDA
guati. La coreana Hyundai, da sempre nel 2025 nella top 3 dei produttori di vei- Per massimizzare l’autonomia alle basse
attenta al buon rapporto qualità-prezzo, coli a emissioni zero in un mercato per il temperature (punto debole delle vetture
con la Kona EV ha mantenuto fede alla momento carente di soluzioni elettriche a zero emissioni) troviamo inoltre una
sua storia, conquistando oltre 100.000 utilizzabili nella vita di tutti i giorni. pompa di calore che ricicla la temperatu-
clienti nel mondo in due anni. La varian- Il segreto di percorrenze così elevate? Il ra in eccesso proveniente dai moduli di
te elettrica della piccola Suv – in vendita sistema di raffreddamento a liquido per potenza elettrica (motori di azionamen-
ora anche in Italia a prezzi che partono i pacchi batteria che consente di imballa- to, caricatore di bordo e inverter), dal
da 38.400 euro – è disponibile in due re più saldamente le celle – grazie ai ca- pacco batteria e dal caricatore slow char-

192 | Focus
PALETTE SOSPENSIONI
Il guidatore può All’anteriore
regolare il livello troviamo uno
della frenata schema
rigenerativa McPherson,
attraverso le leve mentre al
del cambio dietro posteriore c’è
il volante. un sistema
Multi-link.

ABITACOLO
La piattaforma dedicata
permette di non avere
compromessi tra lo
spazio occupato dal
pacco batterie e
l’abitabilità interna.
ACCUMULATORI
La batteria viene RICARICA
raffreddata con un Con una stazione da 50 kW
sistema a liquido ci vogliono 57 minuti per
accoppiato al sistema ricaricare la versione 39 kWh
di aria condizionata. (75 minuti per la 64 kWh).

Le misure
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 418/180/157
Passo (cm) 260
Peso a vuoto minimo (kg) 1.610 KG
Capacità bagagliaio (litri) 332/1.114

ging per riscaldare l’abitacolo. L’autono-


mia non è l’unico punto di forza della
Hyundai Kona EV: grazie al caricatore di
bordo trifase da 10,5 kW impiega poco
tempo a fare il pieno di energia (54 minu-
ti per portare la batteria da zero all’80%).
In più la Kona EV è dotata del sistema
telematico Hyundai BlueLink che per-
mette al guidatore di gestire direttamen-
te da remoto – tramite un’app dedicata
per smartphone – l’impianto di condi-
zionamento per riscaldare e rinfrescare
l’abitacolo, l’accensione e lo spegnimen-
to del veicolo, l’apertura e la chiusura DETTAGLI RILEVANTI STILE FUNZIONALE
centralizzata e la funzione di localizza- Le vetture elettriche vengono Lo sviluppo del design nelle
zione “Car Finder”, che tiene traccia acquistate, al momento, da persone vetture elettriche è molto
dell’ultima posizione in cui l’auto è stata attente all’ambiente ma anche alla importante per ridurre il
parcheggiata. Senza dimenticare infor- tecnologia più evoluta. Con grande coefficiente di resistenza all’aria e
attenzione ai particolari: così sulla i consumi a velocità costante. Le
mazioni utili come il tempo stimato di Kona non possono mancare i più prese d’aria laterali poste ai bordi
fine della ricarica. potenti fari di ultima generazione, del paraurti anteriore migliorano
affusolati gruppi ottici a Led sia l’aerodinamica riducendo le
Prezzo: da 38.400 euro davanti sia dietro. turbolenze nell’area delle ruote.

Focus | 193
Qui c’è
Nissan Ariya

Crossover coupé a trazione


elettrica, è il modello che
anticipa il futuro della
Casa giapponese.
aria di
Ecco come e perché.
di Lorenzo Rota

SCUDO FRONTALE
La griglia anteriore della Ariya è un
vero e proprio scudo. Protegge le
tecnologie di rilevamento per le
funzioni ProPilot e per l’Intelligent Key.
cambiamento
S e il mondo dell’auto è cambiato,
dal 2007 a oggi, buona parte del
merito è di Nissan: 13 anni fa lan-
cia la Qashqai e, con essa, la moda dei Suv (o
crossover) di tutte le dimensioni. Ora, i
giapponesi hanno già pronta la “staffetta”
Qashqai - Ariya. Sia chiaro, la prima non la-
scia la scena, ma idealmente la seconda ne
coglie l’eredità. 

NUOVO STILE PER TUTTA LA GAMMA


La portata simbolica di Ariya si capisce
guardandola: le sue linee, appuntite e sfug-
genti, saranno l’ispirazione per lo stile dei
futuri modelli della Casa. Tra gli elementi di
spicco c’è il montante posteriore, molto in-
clinato, da coupé. Non sono da meno i gran-
di passaruota e la linea di cintura alta. 
Molto ricercato l’interno: minimalista nel
design, affida a due grandi schermi l’inter-
faccia uomo-macchina, mentre i comandi
della climatizzazione sono touch e compa-
iono solo quando l’auto è accesa. Rivoluzio-
naria l’ergonomia: non solo sotto la parte
centrale della plancia c’è un ripiano pieghe-
vole per trasformare l’abitacolo in un uffi-
cio, ma tutta la console centrale può essere
regolata e la posizione memorizzata, con la
leva del cambio che segue le regolazioni.

PIATTAFORMA ELETTRICA
Nissan è stata anche una delle primissime
Case a credere nell’elettrico, con la Leaf,
dieci anni fa. Con Ariya, mette idealmente

Focus | 195
Prestazioni e potenza

Potenza 290 (394 CV)


KW max Trazione INTEGRALE

Coppia 600 N·M Batteria da


max (litio/ioni) 87 KWH

Tempi di ricarica 10 MINUTI La coda è dominata dalla linea


(CC x 100 km) Autonomia 500 KM
orizzontale dei fari a Led.

TRE POSSIBILITÀ
La Ariya con trazione
integrale si potrà
scegliere in tre
varianti di potenza:
279, 306 o 394 CV.
Con batterie
da 63 o 87 kWh.

NUOVO LOGO
PER UNA NUOVA ERA
Che Ariya sia strategica, per la
Casa giapponese, si intuisce anche dal
fatto che porta al debutto il nuovo logo,
2D e retroilluminato con 20 punti luce a Led.
Restano le linee morbide e semplici, così
come la scritta Nissan al centro, ma si aggiunge
un tratto moderno e tecnologico, che Le misure
rappresenta l’evoluzione di Nissan da produttore
di veicoli a (anche) fornitore di mobilità e servizi. Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 460/185/166
A guidare la definizione del nuovo logo è stata
la ricerca della massima adattabilità a ogni Passo (cm) 278
contesto comunicativo, formato, supporto
su cui sarà riprodotto, offline e online: Peso a vuoto minimo (kg) 1.800-2.300
sulle vetture, nella rete di
concessionarie, nelle Capacità bagagliaio (litri) 468
comunicazioni digitali e in
quelle cartacee.

196 | Focus
Per un comportamento stradale più sicuro e una migliore
abitabilità, la batteria è posizionata sotto il pavimento
CINQUE DIVERSE VERSIONI
In vendita dal 2021, Ariya sarà disponibi-
le in numerose versioni. Si parte dalla
2WD (motore e trazione anteriore), con
batteria da 63 kWh o 87 kWh effettivi e,
rispettivamente, 218 CV (160 kW) e 242
CV (178 kW), per un’autonomia di 360
e 500 km. Ci sarà anche la versione inte-
grale con il modello AWD e-4ORCE, of-
ferto in tre varianti. Le batterie sono
ESSENZIALE A COMPARSA COME TU LA VUOI sempre da 63 kWh o 87 kWh effettivi, ma
Il cruscotto Piccola magia: i È possibile si potrà scegliere fra tre livelli di potenza:
minimalista è privo comandi touch del personalizzare le
di pulsanti e clima appaiono schermate facendo 279, 306 o  394 CV e autonomie di 340,
interruttori. Tutto sullo schermo solo apparire quelle che 460 e 400 km.
con comandi touch. se l’auto è accesa. riteniamo più utili. Su tutte le versioni la batteria è posizio-
nata sotto al pavimento, a beneficio
dell’abitabilità e di un comportamento
insieme i suoi due primati. Nasce infatti stradale sicuro. Quanto alla ricarica, per
per prima sulla nuova piattaforma quella in corrente alternata, domestica o
dell’Alleanza Renault-Nissan dedicata ai da colonnina pubblica, è previsto un ca-
veicoli a batterie. ricatore di bordo da 7,4 kW,  sulle Ariya
Queste le dimensioni: 4,60 metri di lun- con batteria da 63 kWh; i modelli con ac-
ghezza, 1,85 di larghezza e 1,66 di altezza, cumulatore da 87 kWh hanno invece un
2,78 metri di passo. Il bagagliaio? 415 litri caricabatteria trifase da 22 kW. Su tutte
di capacità per la versione integrale, 468 le Ariya è possibile inoltre effettuare la
litri per quella a due ruote motrici. ricarica rapida in corrente continua fino
a 130 kW con presa CCS Combo2.
EV-CARE, PROVARE PER CREDERE
FA QUASI TUTTO DA SOLA
Scetticismo sull’elettrico? Nissan ha messo a punto il
programma EV-Care dedicato a tutti quelli che stanno
Al top i sistemi di assistenza alla guida:
pensando al passaggio all’auto verde. Primo passo: grazie al ProPilot, Ariya mantiene il cen-
prenotare su nissan.it un test drive di 48 ore – per ora tro della corsia, alla distanza prestabilita
solo con Leaf – per capire che è una cosa seria. Se dal veicolo che precede, in autonomia e
poi si decide di passare all’acquisto di una Leaf, nel rispetto dei limiti di velocità. Non
EV-Care prevede la wallbox gratuita (installazione mancano inoltre il parcheggio automati-
compresa) nell’abitazione, nel garage condominiale o co, i comandi vocali evoluti e gli aggior-
nel box. Infine con Ev-Care si ha l’accesso gratuito
all’applicazione Nissan Charge, per trovare il punto di namenti del software da remoto.
ricarica più vicino tra i 9.000 utilizzabili in Italia. 
Prezzo: non disponibile

SIMMETRIA
La distribuzione
dei pesi fra
l’asse anteriore
e posteriore è
perfetta.

Focus | 197
Fiat 500 elettrica

La carica
DENTRO È TUTTA NUOVA
Negli interni del “cinquino” a
emissioni zero – completamente rivisti
rispetto alle 500 termiche – troviamo
una plancia sviluppata in larghezza e
tante soluzioni modulari portaoggetti.

Le misure
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 363/169/151
Passo (cm) 232
Peso a vuoto minimo (kg) ND
Capacità bagagliaio (litri) 185/530

198 | Focus
La variante a batterie della citycar
torinese per ora affianca il modello
storico. Ma negli anni a venire è
destinata a prendersi la scena.

I l Covid-19 le ha rubato un po’ la


scena: la 500 elettrica (prezzi
da 34.900 euro, cui sottrarre gli
incentivi) è stata infatti presentata il 3
marzo, pochi giorni prima dell’inizio del
lockdown. Ciò non toglie che l’italiana re-
Molteplici le possibilità di connessione
alla rete: la 500 elettrica è dotata di pre-
sa Combo 2 sulla fiancata destra. Per la
ricarica domestica, invece, si può sfrutta-
re l’Easy Wallbox: ci si collega alla presa
casalinga e si ricarica a 3 kW di potenza.
sti una delle protagoniste del 2021: perché Ancora, la 500 elettrica può fare il pieno di
fa parte della nostra cultura, perché viene energia dalla rete pubblica mediante cavo
prodotta qui da noi e ha generato investi- Mode 3, a corrente alternata, fino a 11 kW.
menti per 700 milioni di euro; e perché si Tuttavia, da sola, l’auto elettrica non basta
tratta del primo vero passo di Fiat verso per incentivare lo sviluppo della mobilità
la mobilità a zero emissioni (allo scarico). “green”. È necessario rendere più capil-
Quanto al motore, eroga 118 CV e spinge la lare la rete di colonnine, ma anche studia-
500 fino a 150 km/h di velocità massima. re soluzioni per integrare l’auto a batteria
L’accelerazione da 0 a 100 km/h? Nove nelle nostre città (V2G, vehicle to grid).
secondi. Come tutte le elettriche, anche Nello storico stabilimento di Mirafiori,
la 500 è molto scattante nelle partenze da Fiat sta realizzando con Engie un impian-
fermo, come testimoniano i 3,1 secondi to sperimentale fotovoltaico con 32 co-
per accelerare da 0 a 50 chilometri orari. lonnine bidirezionali per ricaricare 64
VADO AL MASSIMO Fiat 500. La novità è che gli accumulato-
Per il momento, la Fiat PER LA CITTÀ (MA NON SOLO) ri delle auto interagiscono con la rete: una
500 elettrica è Ben più che “da città”, invece, l’autonomia, volta pieni possono restituire parte dell’e-
disponibile solo pari a 320 km: il merito è dei 42 kWh di nergia nel caso si verifichino picchi di
nell’esclusivo capacità della batteria. Quanto alla rica- richiesta dalle altre utenze collegate.

della 500
allestimento La Prima.
rica, la potenza di picco è pari a 85 kW: da
0 all’80% basta, dunque, circa mezz’ora. Prezzo: da 34.900 euro

RICARICA E APP
La ricarica può
essere in corrente
alternata o
continua. La app
(a destra) è una
specie di pannello
di controllo.

Focus | 199
I numeri del mercato dell’auto
In Italia, in una situazione
di generale contrazione
delle vendite, le vetture
più ecologiche iniziano a
far breccia. Un fuoco di
paglia? Probabilmente no.
Come insegna l’Europa.

Immatricolazioni gennaio-settembre 2020


Le vendite in Italia, a causa del lockdown, hanno registrano pesanti flessioni rispetto allo stesso periodo del 2019. In
controtendenza soltanto quelle delle vetture elettriche e ibride. Nelle due colonne a destra le quote di mercato (QM).

VENDITE VARIAZIONE % QM 2020 (%) QM 2019 (%)


Benzina 389.544 -39,4 43,4 47,2
Diesel 340.003 -44,1 29,6 35,3
GPL 64.158 -39,9 8,1 9
Metano 23.271 -2,4 2,6 2,1
Ibride 126.070 +60,6 13,8 5,8
Ibride plug-in 12.362 +210,3 0,9 0,2
Elettriche 17.549 +127,6 1,5 0,5
Idrogeno 2 - 0 0

Top ten

IBRIDE IBRIDE PLUG-IN ELETTRICHE


Marca Modello Vetture Marca Modello Vetture Marca Modello Vetture
1 Fiat Panda 12.654 1 Ford Kuga 1.232 1 Renault Zoe 3.447
2 Ford Puma 11.546 2 Volvo Xc40 1.000 2 Tesla Model 3 2.223
3 Toyota Yaris 10.765 3 Mini Countryman 894 3 Smart Fortwo 2.164
4 Toyota C-HR 8.767 4 Peugeot 3008 669 4 Volkswagen Up! 1.618
5 Fiat 500 7.475 5 Porsche Cayenne 637 5 Peugeot 208 1.280
6 Suzuki Ignis 6.760 6 Jeep Renegade 538 6 Nissan Leaf 877
7 Suzuki Swift 6.180 7 Jeep Compass 513 7 Opel Corsa 834
8 Toyota Corolla 5.996 8 Mercedes Classe A 492 8 Hyundai Kona 758
9 Toyota Rav4 4.976 9 Opel Grandland X 474 9 Mini Mini 518
10 Lancia Ypsilon 4.436 10 Bmw X1 443 10 Smart Forfour 433

Vendite per fasce di CO2 Quote di mercato in Europa per carburante *


Negli altri Paesi, la percentuale di diesel si è ridotta di un terzo rispetto
Grammi x km Vetture* al 2019. Le elettriche invece l’hanno quasi triplicata (era 2,4).
fino a 20 7.937
Carb. alternativi 1,9%
21-60 3.135
61-90 59.098
Elettriche 7,2%
91-110 258.746
* Dati gennaio-agosto 2020

111-160 271.026 Ibride e plug-in 9,6%


161-175 4.632
176-200 3.512 Diesel 29,4%
201-250 1.985
oltre 250 553 Benzina 51,9%
* Vendite a privati

200 | Focus
Istituto Helvetico Sanders per

LA RICERCA OGGI
PENSA AI TUOI CAPELLI
ANCHE PIÙ DI TE

I
l diradamento dei capelli colpisce uomini e donne, con tempistiche e modalità
diverse. Oggi però esistono valide soluzioni sia per fare prevenzione, sia per
Dai laboratori recuperare una capigliatura piena e naturale anche molti anni dopo che il

tricologici, nuove diradamento si è verificato. Quando si decide di affrontare il discorso, è fondamentale


puntare agli ultimi ritrovati della scienza tricologica. Infatti dalla ricerca chimica e
soluzioni scientifiche per da nuovi studi biotecnologici sono nate sostanze funzionali di nuova generazione.

recuperare pienamente Di origine naturale, si applicano sul cuoio capelluto per agire attivamente sul
substrato cutaneo e penetrare all’interno dell’unità pilo sebacea. Istituto Helvetico
anche anni dopo il Sanders parte sempre dall’analisi della reale situazione, affrontata con l’esperienza di
migliaia di casistiche analizzate, per poi individuare il percorso ideale. Per risolvere la
diradamento situazione è il momento di voltare pagina.
Mantenimento e irrobustimento
delle strutture capillari I FARMACI SONO
PROPRIO NECESSARI?
Normalizzazione
del cuoio capelluto Oggi esiste un’importante
alternativa ai farmaci, grazie a
sostanze funzionali di origine
naturali, con cui vengono
realizzati trattamenti privi di effetti
collaterali e dermatologicamente
Normalizzazione testati. In formula liquida, si
della caduta dei applicano sul cuoio capelluto e
capelli aiutano a ottenere il mantenimento
e l’irrobustimento delle
strutture capillari presenti e la
normalizzazione di problematiche
relative al cuoio capelluto o della
caduta dei capelli.

LA SCELTA NATURALE: I TRATTAMENTI FISIO-COMPLEX


.Z]\\W LQ IVVQ LQ [\]LQ M [XMZQUMV\IbQWVQ Q \ZI\\IUMV\Q .Q[QW+WUXTM` KW[\Q\]Q[KWVW ]V OZIVLM []KKM[[W XMZ TI TWZW KWUXW[QbQWVM LMZQ^IV\M LI [W[\IVbM
N]VbQWVITQ LQ WZQOQVM VI\]ZITM >MVOWVW LQ^MZ[QÅKI\Q QV  KI\MOWZQM QV JI[M ITTI N]VbQWVM" Q \ZI\\IUMV\Q Dermocorrettivi IXXTQKIJQTQ LQZM\\IUMV\M []T XZWXZQW
K]WQW KIXMTT]\W IOQ[KWVW [QI I TQ^MTTW K]\IVMW [QI I TQ^MTTW QV\ZINWTTQKWTIZM# KWZZMOOWVW M VWZUITQbbIVW \]\\M Y]MTTM IT\MZIbQWVQ KPM KWUXZWUM\\WVW QT JMVM[[MZM
LMQ KIXMTTQ KI][IVLWVM T¼QVLMJWTQUMV\W M QT LQZILIUMV\W KWUM IL M[MUXQW TI LM[Y]IUIbQWVM M QT XZ]ZQ\W 1 <ZI\\IUMV\Q Dermostimolanti QV^MKM [WVW [\I\Q
formulati per stimolare l’attività metabolica dei follicoli piliferi con lo scopo di raggiungere un duplice risultato: l’allungamento della fase di crescita dei capelli
M T¼Q[XM[[QUMV\W LQ Y]MTTQ M[Q[\MV\Q 1 <ZI\\IUMV\Q [WVW [\I\Q [W\\WXW[\Q I ZQOWZW[Q \M[\ KTQVQKQ KPM LQUW[\ZIVW TI TWZW ^ITQLQ\o M TI TWZW KWUXTM\I \WTTMZIJQTQ\o 4M
[W[\IVbM N]VbQWVITQ LQ WZQOQVM VI\]ZITM KWV K]Q ^MVOWVW ZMITQbbI\M TM NWZU]TM LQ .Q[QW+WUXTM` XMZUM\\WVW LQ ZIOOQ]VOMZM OTQ WJQM\\Q^Q [MVbI ZQ[]T\IZM QV^I[Q^M
M KWV QT XT][ LQ M[[MZM LQ WZQOQVM VI\]ZITM XZQ^M LQ 8IZIJMVQ ;4; M ;4-; 4¼M‫ٻ‬KIKQI LMTTM [W[\IVbM VI\]ZITQ KWV K]Q [WVW ZMITQbbI\Q KWUM TM [W[\IVbM N]VbQWVITQ
LMZQ^IV\Q LI ;MZMVWI :MXMV[ +I‫ٺ‬MQVI BQVKW 8+) M )TWM >MZI v LQUW[\ZI\I LI [\]LQ ]VQ^MZ[Q\IZQ W LQ MV\Q \MZbQ KPM PIVVW XZW^I\W I TQ^MTTW [KQMV\QÅKW TI
KWVVM[[QWVM LMTT¼]\QTQbbW LQ Y]M[\M [WT]bQWVQ KWV QT UQOTQWZIUMV\W LMTTW [\I\W LQ [IT]\M LMT K]WQW KIXMTT]\W M LMQ KIXMTTQ

SERENOA REPENS: l’ingrediente attivo


sugli individui maschi
Uno degli ingredienti dei Trattamenti Fisio-Complex
è la Serenoa Repens, palma nana della famiglia delle
Arecaceae del sud-est degli Stati Uniti d’America. Grazie
alla sua composizione, la Serenoa Repens inibisce
l’azione dell’ormone principalmente responsabile
della comparsa dell’alopecia androgenetica maschile,
quello che accorcia la fase di crescita del capello e
VMHYGIMPJSPPMGSPSGETMPPEVIERGLIǻRSEPPETIVHMXE
irreversibile. Una ricerca dell’Università La Sapienza
HM7SQELEIZMHIR^MEXSPEWXVESVHMREVMEIǽGEGMEHIPPE
Serenoa Repens, paragonando i suoi risultati a un noto
farmaco utilizzato allo stesso scopo. Il 38% dei pazienti
trattati con Serenoa Repens (assunta per via orale) ha
riscontrato un aumento della crescita dei capelli senza
EPGYRIǺIXXSGSPPEXIVEPI9RƶEPXVEVMGIVGETYFFPMGEXEWY
&YWXVEPEWMER/SYVREPSJ)IVQEXSPSK]HMQSWXVEPƶIǽGEGME
800 28.38.38
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di Serenoa Repens anche utilizzata a livello topico
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ti impegna in alcun modo). Istituto WMIZMHIR^MEYREYQIRXSWMKRMǻGEXMZSHIPPEHIRWMXª
Helvetico Sanders ha 23 sedi in Italia e in capillare e dello spessore dei capelli, con assenza di
Svizzera. Scopri di più su sanders.it IǺIXXMGSPPEXIVEPMHIKRMHMRSXE
Attecchimento dei
follicoli impiantati
con percentuali
vicino al 100%,
riduzione dei tempi
di intervento,
minore invasività
della fase di
reimpianto e Domande sul trapianto?
risultati di estrema La parola all’esperto
naturalezza. Risponde la Dr.ssa Elisa Francesconi,
Medico Chirurgo presso la struttura sanitaria a Perugia
di Istituto Helvetico Sanders

IL TRAPIANTO, LA SOLUZIONE DEFINITIVA In quanto tempo e quali risultati


può dare?
=VZQ[]T\I\WM[\M\QKWIXXZMbbIJQTM[QI^Zo
La tecnica dell’autotrapianto nasce nel 1939 per invasività: non rimangono cicatrici visibili e non si è
LWXWUM[QUMV\ZM[QXW\ZIVVW^MLMZM
merito del medico giapponese Dott. Okuda e costretti a mettere punti di sutura.
QXQMVQZQ[]T\I\QIXIZ\QZMLIUM[QLWXW
ILWOOQQZQ[]T\I\QM[\M\QKQ[ÅWZIVWT¼MKKMTTMVbI
T¼I]\W\ZIXQIV\W4IZQKZM[KQ\I[IZoOZIL]ITM
[WXZI\\]\\WXMZY]IV\WZQO]IZLITIVI\]ZITMbbI Il trapianto è caratterizzato da 3 fasi:
UM[MLWXWUM[M1KIXMTTQXZMTM^I\QLITTIbWVI
dei capelli. Le procedure più moderne prevedono espianto, selezione e conservazione delle
donatrice per essere reimpiantati sono molto
KPMT¼QV\MZ^MV\W^MVOIM‫ٺ‬M\\]I\WKWVUM\WLQKI unità follicolari prelevate e impianto.
XQ„ZM[Q[\MV\QITT¼IbQWVMLMOTQWZUWVQIVLZWOMVQ
FUE (follicular unit excision) per l’espianto delle 1. Come prima cosa viene rasata a 1 mm una
KPMVMLM\MZUQVIVWTIKIL]\IQVY]IV\W
grafts (le unità follicolari) e il sistema DHI (Direct XWZbQWVMLMTT¼IZMILWVI\ZQKMW^^MZWTIV]KIM
hanno un’origine embriologica diversa. Per
Hair Implantation) per l’impianto dei follicoli le aree del parietale) per rendere più agevole
questo i risultati ottenuti dall’autotrapianto
XZMTM^I\Q4MQVVW^I\Q^M[\Z]UMV\IbQWVQ]\QTQbbI\M l’espianto dei follicoli. Le unità follicolari vengono
XW[[WVWM[[MZMLMÅVQ\QXMZUIVMV\QKWVQ
dai chirurghi per l’espianto e l’impianto dei XZMTM^I\MOZIbQMI]VW[\Z]UMV\WLQ]T\QUI
propri capelli che ricrescono più forti di prima
NWTTQKWTQXQTQNMZQPIVVWLQUMV[QWVQUQKZW[KWXQKPM OMVMZIbQWVM]VX]VKPKWVUQKZWUW\WZMJ]TJIZM
VMTTMbWVMLW^MMZIVWI[[MV\Q
per garantire la massima precisione e la minor KPMUWV\IX]V\MKI^MLMTTMLQUMV[QWVQ\ZIUU
Esistono situazioni in cui è sconsigliato?
M UU4¼IZMILQM[\ZIbQWVMLWXWT¼QV\MZ^MV\W
;WVWVMKM[[IZQMKWVLQbQWVQNWVLIUMV\ITQ"
non subirà alcun cambiamento alla vista o al tatto.
PRIMA DOPO ]VK]WQWKIXMTT]\W[IVW]VIbWVILWVI\ZQKM
2.4I[MKWVLINI[MvKW[\Q\]Q\ILITTIKWV[MZ^IbQWVM
KWVLMV[Q\o^ITQLIMTI[\IJQTQ\oVMTTIbWVI
LMTTM]VQ\oNWTTQKWTIZQUIV\MV]\MQV]V\MZZMVWLQ
LQQUXQIV\WKPMKWV[Q[\MVMTT¼I[[MVbILQ
coltura a temperatura controllata (intorno ai 4
XZWOZM[[QWVMMKIL]\IQVI\\W<]\\WY]M[\WKQ
OZILQKPMQUXMLQ[KMQXZWKM[[QLQLMOMVMZIbQWVMM
permette di ottenere un risultato omogeneo e
I]UMV\IQVUWLWM[XWVMVbQITMTI^Q\ITQ\oLMTTM[\M[[M
naturale.
3. Le unità follicolari prelevate nella fase di espianto
Il paziente può rimanere deluso?
vengono reintrodotte nel cuoio capelluto con
-¼NWVLIUMV\ITMKIXQZMTMZMITQI[XM\\I\Q^M
T¼1UXTIV\MZ]VLQ[XW[Q\Q^WUMLQKITMKPMI[[WUQOTQI
Esempio di risultato da trattamento KITKWTIZMTM]VQ\oNWTTQKWTIZQXMZKUVMKM[[IZQM
I]VIXMVVIUIPI]VIOWKI^W[W\\QTQ[[QUW[]TTI
XMZKWXZQZMTIbWVIZQKM^MV\M[\]LQIZMQT
X]V\IKPMXMVM\ZIXMZUUITT¼QV\MZVWLMT
XMZKWZ[WVMTUQVQUWLM\\IOTQWIVKPMKWV
cuoio capelluto e consente il diretto impianto dei
PRIMA DOPO NWTTQKWTQ[MO]MVLWTILQZMbQWVMLMQKIXMTTQKQZKW[\IV\Q
ZQNMZQUMV\WITT¼I[[Q[\MVbIXW[\WXMZI\WZQI<]\\W
ciò è reso possibile solo rivolgendosi a equipe
+WVY]M[\I\MKVQKILQZMKMV\M[KWXMZ\ITM]VQ\o
UMLQKPMXZWNM[[QWVITQKWV[\Z]UMV\IbQWVQM
follicolari vengono reimpiantate direttamente sul
strutture all’avanguardia nel pieno rispetto
cuoio capelluto piuttosto che allocate negli appositi
LMTTMVWZUMQOQMVQKW[IVQ\IZQM;MVWV[Q
IT^MWTQKWUMI^^MVQ^IQVXZMKMLMVbI+W[z[Q
K]ZIVWY]M[\QI[XM\\QKWUM[XM[[WI^^QMVM
ottiene un attecchimento dei follicoli impiantati con
VMTTMKTQVQKPMTW_KW[\M[\MZMQTXIbQMV\MZQ[KPQI
XMZKMV\]ITQ^QKQVWIT ]VIVW\M^WTMZQL]bQWVM
di avere un risultato insoddisfacente. Fattore
LMQ\MUXQLQQV\MZ^MV\W]VIUQVWZMQV^I[Q^Q\o
LIKWV[QLMZIZMXMZKPuQNWTTQKWTQXZMTM^IJQTQ
della fase di reimpianto e l’ottenimento di risultati
dall’area donatrice sono presenti in numero
LITT¼M[\ZMUIVI\]ZITMbbI
limitato e non è sempre possibile riparare ai
danni provocati da un trapianto mal eseguito.
Esempi di risultato da trapianto
Istituto Helvetico Sanders R

Per trapianto: Autorizzazione Regionale Umbria 13388-18 / Direttore sanitario Dottor Claudio Mazzeo
a cura di Sabina Berra

CARTELLONE

MOSTRE
La preferita di Carducci

24
Brescia, dal 20 novembre, al
Capitolium del Parco Archeologico di
Brescia Romana, torna la Vittoria
Fino al
Alata, dopo due anni di restauri. La
statua di cui parla Giosuè Carducci
nell’ode “Alla Vittoria”.

gennaio
www.bresciamusei.com

La seconda pinacoteca
Roma, alla Galleria Borghese, si Napoli liberty in
possono visitare I depositi, una mostra a
seconda pinacoteca: 260 dipinti palazzo Zevallos
classificati per scuole di pittura e per
aree tematiche. Visite guidate gratuite
ogni mercoledì e giovedì non festivo
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Un’altra Napoli importanti monumenti della Città Obama a Bebe Vio, da Marco Pannella
Napoli, fino al 24 gennaio 2021, a Vecchia, prima della guerra in Siria. a Tiziano Ferro.
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oreficeria e della lavorazione delle
pietre dure, grafica e manifesti. Buon compleanno Colori d’autunno
www.gallerieditalia.com/it/napoli/ Il 21 novembre è la Giornata Foliage d’autunno al Castello di
dell’albero. Legambiente ogni anno Neuschwanstein nel Sud della
Chagall e la Russia organizza la Festa dell’albero in tutta Baviera, costruito da Ludovico II, ma
Rovigo, fino al 17 gennaio 2021, a Italia. Gli eventi sul sito. noto anche per la sigla della Disney.
Palazzo Roverella, Marc Chagall - www.legambiente.it www.germany.travel/it/
Anche la mia Russia mi amerà. Oltre
60 dipinti sull’influenza che la cultura Paesaggi Tradizione d’autore
russa ebbe sull’opera di uno degli Vienna, fino al 14 febbraio 2021, India, dal 22 al 30 novembre, la
artisti più amati del Novecento. al Bank Austria Kunstforum, Gerhard Fiera del cammello sul lago Pushkar.
www.palazzoroverella.com Richter: Landshaft. Paesaggi diversi Un mercato e una grande festa con la
nell’obiettivo di un grande fotografo corsa dei cammelli, musiche, canti ed
e artista. esibizioni. È legato a questo anche il
STORIA www.kunstforumwien.at Festival di Brahma, con processioni al
tempio di Brahma (l’unico in India) e
Un popolo da conoscere bagni sacri nel laghetto.
Parigi, fino al 25 luglio 2021, al FOTOGRAFIA www.viaggidellelefante.it
Museo Quai Branly, Les Olmèques et
les cultures du golfe du Mexique, una Etica e immagini
grande mostra dedicata alla cultura Lodi, fino al 25 ottobre, in tutta la MULTIMEDIA
precolombiana olmeca, che ha più di città, Festival della fotografia etica.
3.000 anni. www.festivaldellafotografiaetica.it Quattro passi nella Casa Azul
www.quaibranly.fr Milano, fino al 28 marzo 2021, alla
L’anima in uno scatto Fabbrica del Vapore, Frida Khalo. Il
Aleppo in 3D Roma, fino al 22 novembre, al caos dentro. L’artista messicana
Bruxelles, fino al 31 gennaio 2021, Maxxi, The people I like. Il fotografo raccontata con documentari, lettere e
alla Boghossian Foundation, Aleppo, Giovanni Gastel in 200 ritratti che film. E scoprendo la sua Casa Azul.
un viaggio di 5.000 anni. Una mostra hanno fatto parte della sua storia mostrafridakahlo.it

Focus | 205
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

EFFETTO
SEEBECK:
DALLE SONDE SPAZIALI
AL CAMPER
La tecnologia utilizzata dalla NASA
è disponibile anche per ricaricare
le batterie di camper e barche, grazie
alla ricerca di un’azienda italiana

2017

V
iaggiare in camper e ritrovarsi impossibi-
Al convegno di Pasadena
litati a ricaricare le batterie non è una bel- organizzato dalla NASA
la sensazione. Immaginiamo cosa può es- sugli sviluppi della tecnologia
sere quando accade nello spazio. Per que- termoelettrica, gli unici
sto per i viaggi in orbita la NASA utiliz- invitati italiani sono stati
]D XQD WHFQRORJLD GL ULFDULFD VSHFLˋFD FKH SRUWD LO QRPH i ricercatori afferenti
GHO ˋVLFR HVWRQH 7KRPDV /RKDQQ 6HHEHFN FKH OD VFRSU® al CNR che hanno
presentato gli ultimi
QHO  ( RJJL JUD]LH DOOȢLPSHJQR GL XQȢD]LHQGD LWDOLDQD
sviluppi del generatore Zeus.
 OD 0RELO 7HFK  ª GLVSRQLELOH DQFKH SHU QRL FKH FL PXR-
viamo sul pianeta Terra. Ma di che tecnologia si tratta?
E come mai l’effetto Seebeck è ancora attuale dopo
due secoli? /ȢHIIHWWR 6HHEHFN FRQVHQWH GL FRQYHUWLUH LO FD-
ORUH LQ HOHWWULFLW¢ SHUFK« WUD GXH PHWDOOL R WUD L GXH HVWUH-
PL GL XQ HOHPHQWR PHWDOOLFR FRQ WHPSHUDWXUH GLYHUVH
si genera una corrente elettrica. Per ottenere la corrente
QHFHVVDULD ª VXIˋFLHQWH SRUWDUH OH GXH SDUWL D XQD GLIIH-
UHQ]D GL WHPSHUDWXUD LPSRUWDQWH ,QIDWWL XQ FRQWR ª XWL-
OL]]DUH TXHVWR HIIHWWR SHU SLFFROL ODYRUL GL EULFRODJH DOWUR
pensare di ricaricare i Rover lunari o le batterie di un cam-
SHU R GL XQȢLPEDUFD]LRQH 1HO JHQHUDWRUH VRQR SUHVHQWL
L FRPSRQHQWL FKH JDUDQWLVFRQR OD GLIIHUHQ]D GL WHPSHUD-
WXUD QHFHVVDULD GD XQD SDUWH XQ SLFFROR EUXFLDWRUH PHQ- ZEUS DI MOBIL TECH
WUH GDOOȢDOWUD XQ VLVWHPD GL UDIIUHGGDPHQWR D OLTXLGR 4XH-
VWD WHFQRORJLD ª SL» FKH PDL DWWXDOH SHUFK« FRQVHQWH OD Zeus è un generatore che produce fino a 200 W/h
SURGX]LRQH GL HQHUJLD QHO PDVVLPR VLOHQ]LR VHQ]D LQTXL- attraverso il principio dell’effetto Seebeck.
QDUH FRQ JUDQGH DWWHQ]LRQH DOOD VRVWHQLELOLW¢ DPELHQWDOH Utilizzabile per i camper o le barche a vela,
è un progetto Mobil Tech, azienda della provincia
0D TXHVWD ª XQȢDOWUD EHOOD VWRULD H OD YHGUHPR VXO SURVVL-
di Monza e Brianza, dove l’ideatore Luca Barin
mo numero. Scopri di più su mobiltech.it ha pensato di applicare la tecnologia termoelettrica
delle piastre Seebeck a un generatore da utilizzare
su un veicolo di uso comune. Il progetto è stato
portato avanti in collaborazione con il CNR
e promosso dai bandi Europei.
CARTELLONE

Note e capolavori Scienza a 360°


Su Google Arts&Culture, Art Zoom. Mantova, dal 13 al 22 novembre,

22
Capolavori raccontati dalle star della Sala delle Capriate, MantovaScienza.
musica pop in una serie di video. Seminari, proiezioni cinematografiche,
artsandculture.google.com/project/ laboratori, dibattiti e incontri sulla
art-zoom scienza. Con una conferenza sui
pianeti extrasolari di Gianluca Ranzini,
Come si respira? astrofisico e giornalista di Focus.
Fino al
novembre
Alba, fino all’8 dicembre, alla Chiesa www.mantovascienza.it
di San Domenico, William Kentridge.
Respirare. Cortometraggi animati sul
respiro, realizzati su disegni PER I PICCOLI
dell’artista sudafricano. Le foto di Giovanni
www.castellodirivoli.org/evento/ Insetti da incubo Gastel a Roma
william-kentridge-respirare/ Milano Marittima, dal 30 ottobre al
1° novembre, alla Casa delle Farfalle, europea dei ricercatori. Torino Scienza
Insetti da incubo. Risolverete misteri con il Politecnico e l’Università di
FESTIVAL nella casa stregata, tra ragnatele, Torino organizza ogni settimana
pipistrelli, zucche e fantasmi. incontri fino a quella data su temi
Sullo schermo www.emiliaromagnawelcome.com/ legati agli Obiettivi di Sviluppo
Parigi, dal 23 al 26 ottobre, al eventi/insetti-da-incubo Sostenibile dell’Agenda 2030 Onu e
Museo di storia naturale e all’Istituto alla natura della ricerca scientifica.
di Fisica dei Globi, ParisScience. A caccia del fossile www.torinoscienza.it/notizie/
Festival internazionale dei film Pavia, nei week-end di novembre, aspettando-la-notte
scientifici. Dai documentari sui fuochi al Museo Kosmos, laboratorio Caccia
giganti ai ritratti di scienziati, al al fossile, visite guidate notturne per In difesa delle donne
racconto di chi ha dormito in una bambini dai 6 anni in su. Il 25 novembre, Giornata
capsula sotto il mare. museokosmos.eu internazionale contro la violenza sulle
https://pariscience.fr/ donne. Iniziative in tutto il mondo.
www.casadonnemilano.it
Fantascienza INCONTRI
Trieste, dal 29 ottobre al 2
novembre, al Cinema Ariston, al A porte aperte FOCUS TV
Teatro Miela e on line su MYmovies, Il 24 e 25 ottobre, Giornate Fai
Trieste Science+Fiction Festival. d’autunno: 1.000 luoghi del Fai aperti Dal 27 ottobre, America: un anno
Cinema, televisione, nuovi media, in tutta Italia. nella natura selvaggia. Un viaggio nel
letteratura, fumetti, musica, arti visive www.fondoambiente.it Nord America, attraverso le quattro
e performative. Tutte dedicate alla stagioni.
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www.sciencefictionfestival.org Torino, il 27 novembre, la Notte fabbriche. Dove si costruiscono alcune
tra le più prestigiose auto del mondo:
Maserati, Bentley, Aston Martin.
FACCE DEL MONDO
In principio fu il caso: una macchina fotografica trovata in metropolitana a LIBRI
Parigi. E JR è diventato fotografo e street artist: spesso le svolte importanti
della vita accadono così. Da allora scatta di continuo per raccontare il mondo. Meteo
Una fetta in particolare: quella di chi ha meno voce. Si tratta di arte sociale, Andrew Blum, Rosso di sera... Come
insomma. La storia di JR si può conoscere con una gita in Toscana, a San nascono le previsioni del tempo. Che
Gimignano, alla Galleria Continua, grazie al suo ultimo lavoro Omelia cos’è la “macchina del tempo” e chi
contadina. Un funerale alla civiltà contadina e alla biodiversità, messa in l’ha costruita? Un viaggio attraverso
difficoltà dalle monoculture. Ma la narrazione parte da lontano. Per esempio, questo prodigio d’uso comune.
JR immortala le persone in grandi ritratti che poi appiccica sui muri facendo Raffaello Cortina Editore.
loro ritrovare un’identità perduta e restituendo loro dignità. Che siano i giovani
delle banlieus di Parigi (Portrait of a Generation, 2006) che affigge nei quartieri La grande galleria
del centro, o le donne vittime dei conflitti nel progetto Women are Heroes del Sara Loffredi, Fronte di scavo. La
2008, di cui attacca soltanto gli occhi ritagliati dalle stampe sulle case delle storia del traforo del Monte Bianco.
città dove le ha ritratte. JR fa anche film: il più noto è Visage Village (2017). Einaudi.

Focus | 207
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a.it sere il tuuo ben sserre. IN FARMACIA
GIOCHI

CruciFocus 26 ORIZZONTALE
Non sono molti gli astronomi polacchi passati alla
storia, ma questo scatenò una tale rivoluzione da
meritarsi, secoli dopo, un’epigrafe di Luigi Pirandello:
“[...] ha rovinato l’umanità irrimediabilmente. Ormai
noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova
12 ORIZZONTALE
concezione dell’infinita nostra piccolezza, a
Dopo che i sovietici
considerarci anzi men che niente nell’universo...
ottennero le prime
Storie di vermucci ormai, le nostre”.
immagini della
faccia nascosta del
nostro satellite, nel
1959, gli americani 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
reagirono prima 36 ORIZZONTALE
con il programma 12 13 14 15 16
Questo cratere si
Pioneer (che trova sulla faccia
collezionò una serie nascosta della
17 18
di drammatici Luna e ha
fallimenti) e poi con un’ampiezza di
il programma 19 20 21 oltre 230 km, cosa
Ranger, che che gli ha
prevedeva di 22 23 24 25 permesso di
colpire la superficie accogliere oltre
lunare raccogliendo una ventina di
26 27 28 29
il maggior numero importanti impatti
possibile di successivi...
immagini prima 30 31 32 cavità nella
dell’impatto. Dopo cavità. Lo
un’altra serie di 33 34 35 scienziato
disastri, arrivarono i commemorato dal
primi successi con 36 37
nome di questo
le missioni Ranger cratere è
7-8-9. Poi gli Stati ricordato
Uniti decisero di 38 39 40 41 42 43 soprattutto grazie
rilanciare portando alla sua
il primo uomo sulla 44 45 46 47 48 49 collaborazione
Luna, con una serie all’Encyclopédie,
di missioni che 50 51 52 53
per la quale curò
ancora ci le sezioni relative
emozionano dopo alla matematica e
54 55
tanti anni. alle scienze.

ORIZZONTALI cese del ’700 - 38 Satellite nei nomi - 16 Liquidi viscosi che trasudano dalle
2 Deprecabile attività praticata nei safari composti - 40 A volte sono confessi - 41 piante - 18 Quello di sodio sbianca e di-
(6, 6) - 12 L’enorme cratere lunare dedi- Il McEwan del romanzo Lo scarafaggio - sinfetta - 20 Un quartiere di Milano - 21
cato alle omonime missioni della Nasa - 14 43 I confini del Sudan - 44 Uno di noi due A Roma si getta nel Tevere - 23 Ute, can-
Il partito di Graziano Delrio (sigla) - 15 - 45 Simbolo dell’antimonio - 47 Sigla dei tante e attrice tedesca - 24 Raro minera-
Parte della molecola - 17 Il combustibile Paesi Bassi - 48 Mitico gemello di Atreo le in cristalli di solfuro d’arsenico - 27 Una
che si estrae dalle miniere - 18 Werner, - 50 Congiunzione eufonica - 51 Manca… romanzesca via di Molnár - 28 Si ripetono
fisico e astronomo canadese - 19 Alvea- ad alcuni ministri - 54 Estorsione median- negli ululati - 30 La terza preposizione - 32
ri artificiali - 20 Erudito e saggio - 22 Ri- te minacce - 55 Bue sacro degli Egizi. Spiazzo attiguo alla casa colonica - 33
suona sul set - 23 Località balneare sulla Titolo per allenatori di calcio - 34 Era la
Riviera di Ponente - 25 Veste con il cor- VERTICALI sigla della Germania dell’Est - 37 Foresta
diglio - 26 Il cratere lunare dedicato a un 1 Altro nome della bertuccia - 2 Condu- di conifere delle regioni nordiche - 39 Pre-
grande astronomo polacco - 29 Una pro- cente di elefanti - 3 Frutto dalla buccia stigioso marchio automobilistico teutoni-
vincia siciliana (sigla) - 31 Un grande cra- vellutata - 4 Si ricorda con Dafni - 5 As- co - 42 Preposizione articolata - 43 Un
tere lunare - 32 Dea figlia di Eris - 33 sieme a - 6 Appena all’inizio - 7 Grenada segnale all’incrocio - 45 Società per azio-
Cornicione sporgente sulle facciate di nella posta elettronica - 8 Posto di ristoro ni in breve - 46 Buoni Ordinari del Tesoro
antichi palazzi - 35 Fiordi iberici - 36 Gran- nel deserto - 9 Logorante tensione ner- - 49 Espressione di consenso - 52 Rete
de cratere sulla faccia nascosta della Lu- vosa - 10 Valle del Piemonte - 11 Pietra senza uguali - 53 Iniziali dell’Ozpetek re-
na dedicato a un celebre scienziato fran- violetta - 13 Siedono alla camera dei Lord gista turco.

Focus | 209
i n fo r m az io ni

UPTOWN
A MILANO IL PRIMO SMART DISTRICT D’ITALIA
EuroMilano è una storica società di promozione e sviluppo immobiliare, attiva a
Milano da oltre trent’anni, anni in cui è stata protagonista della riqualificazione
e rigenerazione di ampie zone della città, dalle Cartiere Binda sul Naviglio
pavese al quartiere Bovisa con la nuova sede del Politecnico di Milano, al
quartiere Certosa. Oggi è impegnata nel più grande progetto di rigenerazione
urbana attivo a Milano, lo smart district UpTown, nel quadrante nord ovest
della città. A due passi da MIND e dalla Fiera di Milano, UpTown si pone come
nuova centralità urbana, non solo dal punto di vista residenziale, ma come
ecosistema integrato di servizi: trasporti, istruzione, intrattenimento, cultura,
commercio: ad UpTown può essere soddisfatto ogni tipo di esigenza e di
aspettativa. L’offerta di servizi si completa con un plesso scolastico pubblico
e un moderno mall con un’ampissima offerta commerciale; non mancano esercizi pubblici e punti di ristoro. UpTown, inoltre, è il
primo quartiere carbon free in Italia e primo in lizza nella certificazione di sostenibilità ambientale GBC Quartieri.

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ESI studiato per favorire le funzioni del sistema
immunitario e contrastare gli attacchi degli agenti
esterni. L’innovativa formulazione contiene ben
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sistema immunitario. Inoltre, presenta ben 2 miliardi
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VIEW5 COLLECTION DI WIKO Sempre più startup, inoltre, stanno
Wiko ha presentato i nuovi smartphone contribuendo a promuovere un
View5 e View5 Plus. Ultra-immersivi sono approccio più green agli acquisti.
i loro Full O display: senza cornici, per Tra queste c’è Swappie,l’e-
una visione a tutto schermo dei contenuti commerce di iPhone ricondizionati
multimediali. Entrambi i device sono dotati nato in Finlandia e che si sta
di Quad Camera da 48MP con funzionalità AI espandendo in tutta Europa.
per un’esperienza fotografica al top, grazie L’acquisto di device ricondizionati
alle opzioni pro a bordo come l’obiettivo sta infatti contribuendo alla
ultra-grandangolare, il macro e l’effetto crescita dell’economia circolare e
Bokeh. Ma c’è di più: grazie all’autonomia praticamente infinita di View5 e View5 sta crescendo sempre più anche
Plus, ci si potrà dimenticare del caricabatteria. Le batterie potenziate da 5000 mAh il trend di vendita di smartphone
garantiscono infatti fino a 3,5 giorni di autonomia. online.
GIOCHI

Catena di parole a tappe


Ricostruite il giusto ordine della catena, QUIZ LOGICO
di cui vi forniamo solo alcuni anelli. Tizio e Caio hanno fatto 5 colpi ciascuno a pari e dispari contro
L’elenco delle parole da concatenare Sempronio, con in palio delle ciliegie. Sempronio fungeva da
è qui sotto in ordine alfabetico. “cassa”: per ogni colpo che vinceva, si faceva dare 8 ciliegie dal
perdente, per ogni colpo che perdeva raddoppiava il numero di
ACQUA OBIEZIONE ciliegie che il suo avversario aveva in quel momento. Tizio ha
vinto i primi 2 colpi e poi ha perso gli altri 3. Caio ha vinto il
AS CIUTTA primo, ha perso i successivi 2 e ha vinto gli ultimi 2 colpi.
La cosa strana è che, malgrado l’andamento diverso delle due
BOCCA partite, Tizio aveva inizialmente lo stesso numero di ciliegie di
Caio e anche alla fine si è ritrovato tante ciliegie quante l’amico!
BOLLE
BORSA QUANTE CILIEGIE AVEVANO ALL’INIZIO E QUANTE ALLA FINE?

CICERONE

TORNEO
COSCIENZA
DISCORSO

DOLCE
ESAME
MANI Trovate il risultato di ciascun incontro di questo
torneo calcistico di cui vi diamo la classifica.
FILO

GUIDA
LUPO
N AV I G AT O R E
NUMERO
O R AT O R E

PASTA
PIEDI
LEGALE
PIOMBO
ROBERTO
ROSSELLINI

SAPONE
S AT E L L I TA R E
S OLITARIO
Sfogliate Focus
STUDIO
e scoprite
TELEFONO
REGISTA
dove avete già
VITA
visto questo
Le soluzioni dei giochi sono a pagina 214
particolare

Focus | 211
GIOCHI

2) AGENTE
1) AGENTE i ba h,
SEGRETO
Hab a l a n ,
SEGRETO Il codice è A rs jian, Decifrate questo

un numero di Nai nier, messaggio

Rei lea h: on
Scoprite il codice di per scoprire il nome
cinque cifre, è Haedi loro niata
accesso suggerito dell’agente
da questo messaggio. di cui non
MICIDIALE uno specch vi potete fidare.
se in disordine. è di tà.
s
one

Tende

Ogni albero di questo campeggio ha


piantata sotto le sue fronde (in una casella 3 2
adiacente in orizzontale o verticale) una
0 1
specifica tenda… ma può dare ombra
anche a tende di altri alberi. 2 1
Posizionate le tende in modo che non si
tocchino tra loro, nemmeno in diagonale. 1 1
I numeri all’esterno indicano quante tende ci
sono in quella riga o colonna. 2 1
1 2
1 2 0 3 0 3 1 2 1 1 0 3

Fiammiferi
SVILUPPO
Quale dei
Spostando un solo fiammifero rendete valida l’operazione.

dadi si
riesce a
costruire
partendo da
questo
sviluppo?

PENTAGONO
Riempite la figura con numeri
A B naturali sapendo che in tutti i
lati del pentagono la somma
dei tre numeri è la stessa e
sapendo che uno dei numeri
da trovare è 4. I numeri si

C possono ripetere.

Focus | 213
SOLUZIONI
I giochi sono a pagina 209

Mondadori Scienza S.p.A. CruciFocus CATENA DI PAROLE


Via Mondadori, 1 – 20054 Segrate (MI) Avete risolto correttamente il Obiezione, coscienza,
Società con unico azionista, soggetta ad attività di direzione Crucifocus? esame, guida,
e coordinamento da parte di Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Cicerone, oratore,
discorso, filo, piombo,
piedi, mani, pasta,
asciutta, bocca, lupo,
solitario, navigatore,
satellitare, telefono,
Direttore Responsabile: Raffaele Leone numero, legale,
studio, borsa, vita,
Vicedirettore: Gian Mattia Bazzoli dolce, acqua, sapone,
Ufficio Centrale: Giovanna Camardo (caposervizio), Bolle, Roberto,
Isabella Cioni (caporedattore), Emanuela Cruciano (caporedattore), Rossellini, regista.
Andrea Parlangeli (caporedattore), Raffaella Procenzano (caporedattore),
Gianluca Ranzini (vicecaporedattore) TORNEO
Ufficio Art Director: Luca Maniero (caporedattore), PENTAGONO
9 Atla-Barco = 0-2;
Massimo Rivola (caporedattore), Marina Trivellini (caporedattore) Certo-Dortu = 3-0;
Ufficio AR: Vittorio Sacchi (caposervizio) 6 1 Atla-Certo = 1-0;
Redazione Grafica: Francesca Abbate (vicecaposervizio), 9 14 Barco-Dortu = 1-1;
Elena Lecchi, Emanuela Ragusa Atla-Dortu = 1-0;
Ufficio Fotografico: Paola Brivio (caposervizio), Barco-Certo = 0-0.
Alessandra Cristiani (caposervizio), Daniela Scibè 2 3
Redazione: Sabina Berra, Margherita Fronte (vicecaposervizio), VISTO SU FOCUS
Roberto Graziosi, Fabrizia Sacchetti (caposervizio), Il particolare della foto è a
13 4 7
Vito Tartamella (caporedattore), Raymond Zreick (caposervizio) pagina Età successo
Segretaria di Redazione: Marzia Vertua
Hanno collaborato a questo numero: Giovanni G. Bellani, QUIZ LOGICO
Marco Coletto, Fabio Dalmasso, Gabriele Ferrari, Federico Gemma, All’inizio avevano 10 ciliegie ciascuno, alla fine 16.
Claudia Giammatteo, Giovanni Giudice, Roberto Mammì, Elena Meli, Dette x le ciliegie iniziali, dopo il primo colpo Tizio ne aveva
Nicola Nosengo, Riccardo Oldani, Alessandro Pasi, Lorenzo Rota, 2x, dopo il secondo 4x, dopo il terzo 4x-8, dopo il quarto
Alex Saragosa, Elisa Venco, Simone Valtieri, Francesca Vercesi, 4x-16 e dopo il quinto 4x-24. Caio dopo il primo colpo ne
Margherita Zannoni, Carlo Ziveri aveva 2x, dopo il secondo 2x-8, dopo il terzo 2x-16, dopo il
quarto 4x-32 e dopo il quinto 8x-64: poiché anche alla fine
Tizio e Caio avevamo lo stesso numero di ciliegie, doveva
Abbonamenti: è possibile avere informazioni o sottoscrivere un
verificarsi l’uguaglianza 4x-24=8x-64, da cui si ricava
abbonamento tramite: sito web: www.abbonamenti.it/mondadori; email:
abbonamenti@mondadori.it; telefono: dall’Italia tel. 02.7542.9001; dall’estero facilmente prima il numero iniziale 4x=40 da cui x=10, poi
tel. +39 041.509.90.49. Il servizio abbonati è in funzione dal lunedì al venerdì quello finale 40-24=80-64=16.
dalle 9:00 alle 19:00; posta: scrivere all’indirizzo Direct Channel SpA – C/O
CMP Brescia – Via Dalmazia 13, 25126 Brescia (BS). L’abbonamento può TENDE 3 2 SVILUPPO
avere inizio in qualsiasi periodo dell’anno. L’eventuale cambio di indirizzo 0 1 Il dado D
è gratuito: informare il Servizio Abbonati almeno 20 giorni prima del
2 1
trasferimento, allegando l’etichetta con la quale arriva la rivista.
Servizio collezionisti: Arretrati: I numeri arretrati possono essere richiesti 1 1
direttamente alla propria edicola, al doppio del prezzo di copertina per la 2 1
copia semplice e al prezzo di copertina maggiorato di € 4,00 per la copia 1 2
con allegato (Dvd, libro, Cd, gadget). La disponibilità è limitata agli ultimi 18 1 2 0 3 0 3 1 2 1 1 0 3
mesi per le copie semplici e agli ultimi 6 mesi per le copie con allegato, salvo
esaurimento scorte.
Per informazioni: tel. 045.8884400; fax 045.8884378; FIAMMIFERI
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Il codice è: 10000. Si ottiene ordinando in modo diverso le
Direzione, redazione, amministrazione: lettere di “MICIDIALE”, che è l’anagramma di “diecimila”.
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L’agente che “non è di non specchiata onestà” è Arsalan;
l’indizio suggeriva che è l’unico dei cinque il cui nome non è
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Certificato n. 8431 del 21/12/2017 (Federaz. Ital. Editori Giornali)
Autori dei giochi:
Codice ISSN: 1122-3308 Lucio Bigi, Silvano Sorrentino, studiogiochi.

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