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PARTE PRIMA La società feudale e la nascita delle letterature europee

CAPITOLO I Società feudale e Medioevo latino 1

S1 ON LINE Il conflitto delle interpretazioni. Il “lungo Medioevo” di Le Goff

INTERPRETAZIONI «Almeno a partire dal secolo XI, non si può più designare il Medioevo – seguendo gli schemi interpretativi elabo-
rati fra Cinque e Ottocento – come età buia, di tenebre: in esso se mai la nostra età riconosce la propria infan-
zia, il vero inizio dell’Occidente attuale. [...] Se, per me, il cuore del Medioevo è sempre situato nei tre secoli e mez-
zo che vanno dall’anno Mille alla peste nera (1348), oggi tenderei piuttosto a ricollocare il tradizionale Medioe-
vo corto [quello che va dal V al XV secolo] in un lungo Medioevo che potrebbe estendersi dal III secolo fino alla
metà circa del XIX secolo, un millennio e mezzo in cui il sistema essenziale è costituito dal feudalesimo, anche se
vi si devono distinguere fasi talvolta fortemente contrastanti».
Nel brano citato tra virgolette, tratto dal libro La civiltà dell’occidente medievale (Einaudi, Torino 1981, pp. XIV-XV),
Jacques Le Goff presenta una interpretazione del Medioevo e, più in generale, una periodizzazione dei due millen-
ni trascorsi dalla nascita di Cristo molto diverse da quelle tradizionali, che fanno iniziare il Medioevo alla fine del
IV secolo con la morte dell’imperatore Teodosio (395) o nella seconda metà del V secolo con il tramonto dell’Im-
pero romano d’Occidente (476) e lo fa finire con la scoperta dell’America (1492). Tenendo presente anche un’al-
tra sua opera, più recente, L’immaginario medievale (Laterza, Roma-Bari 1991, pp. XV-XXII), ove egualmente è af-
frontato il problema della periodizzazione, è possibile ricostruire con esattezza la sua proposta. Egli critica la tra-
dizionale partizione in tre grandi epoche: l’Antichità, il Medioevo e, a partire dalla fine del secolo XV, la Modernità.
Secondo Le Goff, invece, dopo l’Antichità seguirebbe un «lungo Medioevo» che giungerebbe sino agli inizi dell’Ot-
tocento, quando comincerebbe una terza epoca, l’Epoca Contemporanea. All’interno del Medioevo, egli poi distin-
gue: a) un’Antichità tardiva, dal III al VII secolo, segnata dal periodo più lungo di depressione economica che l’Oc-
cidente abbia mai conosciuto; b) un Alto Medioevo, dall’VIII al X secolo, in cui già si notano cenni di ripresa; c)
un Medioevo centrale, dal Mille alla grande peste del 1348, caratterizzato da un periodo di crescita e di svilup-
po in cui nasce l’Europa moderna; d) un Medioevo tardivo dal 1348 agli inizi del XVI secolo, in cui la Riforma pro-
testante pone fine all’unità del Cristianesimo; e) i Tempi Moderni, dall’inizio del XVI secolo all’inizio del XIX seco-
lo, qualificati da una mescolanza di stagnazione economica e politica e di innovazioni nel campo scientifico e fi-
losofico. Gli stessi effetti profondi della Rivoluzione Francese, alla fine del Settecento, si farebbero sentire solo nel
secolo successivo, quando il feudalesimo sarà definitivamente superato.
Le Goff nega dunque importanza alla tradizionale cesura che dividerebbe Medioevo da Rinascimento. Da questo
punto di vista egli riprende e approfondisce la tesi di Huizinga che, nel suo Autunno del Medioevo (Sansoni, Fi-
renze 1941), già aveva sottolineato l’intimo intreccio del Medioevo declinante con il Rinascimento (sulla continuità
fra Le Goff e Huizinga, si può vedere la presa di posizione di Le Goff, in appendice al suo Il meraviglioso e il quo-
tidiano nell’Occidente medievale, Laterza, Roma-Bari 1990, pp. 235-244).

Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese LETTERATURA STORIA IMMAGINARIO [G. B. PALUMBO EDITORE]