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Piccolo Breviario dei Sofismi

- per una migliore autodifesa nelle conversazioni -


La definizione moderna di “sofisma” si riferisce ad un’argomentazione illogica e ingannevole
sfruttata da un interlocutore per affermare una propria opinione.
L’uso dei sofismi è più diffuso di quanto si possa immaginare. In ogni tipo di conversazione, il
desiderio di affermare la propria autorevolezza può sempre sopraffare l’etica di una discussione
in cui pesi solo la validità delle affermazioni portate in campo. Non credo ci sia bisogno di
scendere nei particolari, dato che a chiunque sarà capitato di impelagarsi in una conversazione
nella quale alla logica si rispondeva con attacchi elusivi, o di grande impatto nell’esposizione
ma incredibilmente superficiali, o che scendevano a livello personale.
Succede, nelle discussioni reali ed in quelle che avvengono in internet.
Ma l’arte della conversazione non è un’entità talmente astratta da non poter essere esplorata e
analizzata. E questo ci porta a poter disporre di una mappatura (equivalente alla traduzione
della seconda parte di Constructing a Logical Argument) che può tornare utile come base e
stimolo per ascoltare (prima di tutto) quello che ci dicono gli altri, e per capire quanto di ciò che
dicono può venire considerato come un’affermazione vera e propria, e quanto è invece fumo
negli occhi o fuffa, come preferite definirla.
E’ una lettura che trovo utile e interessante, che si rifà allo studio ed all’esercitazione della
logica, uno strumento eccellente non solo per scoprire le debolezze delle argomentazioni altrui,
ma anche per evitare quelle stesse debolezze nelle proprie.
Indice:
01. ARGUMENTUM AD BACULUM
02. ARGUMENTUM AD HOMINEM
03. ARGUMENTUM AD IGNORANTIUM
04. ARGUMENTUM AD MISERICORDIAM
05. ARGUMENTUM AD POPULUM
06. ARGUMENTUM AD NUMERAM
07. ARGUMENTUM AD VERECUNDIAM
08. CASUALITA’
09. CASUALITA’ INVERSA / GENERALIZZAZIONE FRETTOLOSA
10. GENERALIZZAZIONE ASSOLUTA / DICTO SIMPLICITER
11. NON CAUSA PRO CAUSA / POST HOC ERGO PROPTER HOC
12. CUM HOC ERGO PROPTER HOC
13. PETITIO PRINCIPII
14. CIRCULUS IN DEMONSTRANDO
15. DOMANDA COMPLESSA / INTERROGAZIONE
16. IGNORATIO ELENCHI
17. EQUIVOCO
18. AMBIGUITA’
19. ACCENTO
20. COMPOSIZIONE
21. DIVISIONE
22. TERRENO SCIVOLOSO
23. “A E’ BASATO SU B” / “E’ UN TIPO DI”
24. AFFERMAZIONE DELLE CONSEGUENZE
25. NEGAZIONE DELL’ANTECEDENTE
26. CONVERSIONE DI UN CONDIZIONALE
27. ARGUMENTUM AD ANTIQUITAM
28. ARGUMENTUM AD NOVITAM
29. ARGUMENTUM AD CRUMENAM
30. ARGUMENTUM AD LAZARUM
31. ARGUMENTUM AD NAUSEAM
32. BIFORCAZIONE
33. PLURIUM INTERROGATIONUM / DOMANDE MULTIPLE
34. NON SEQUITUR
35. PISTA FALSA
36. REIFICAZIONE
37. SPOSTARE IL PESO DELLE PROVE
38. UOMO DI PAGLIA
39. ANALOGIA ESTESA
40. TU QUOQUE
41. AUDIATUR ET ALTERA PARS
42. AD HOC
1. ARGUMENTUM AD BACULUM
Un interlocutore ricorre alla forza, o alla minaccia dell’uso della forza, in modo da accelerare il
riconoscimento della validità di una conclusione. Può venire sintetizzato con ‘forza = diritto’.
Non è necessario che la forza in questione derivi direttamente dall’interlocutore.

Ci sono molte prove a conferma della veridicità della Bibbia. E quelli che si
rifiutano di accettare questa verità brucerà all’inferno!

Se vuoi continuare a lavorare qui, dovrai riconsiderare le tue critiche alle


politiche della compagnia.

02. ARGUMENTUM AD HOMINEM


Può presentarsi sotto due diverse forme.
La forma Abusiva accade quando, invece di tentare di sconfessare la validità di
un’affermazione, l’interlocutore attacca la persona o le persone che l’hanno presentata. Non è
corretto: la validità di un’affermazione non dipende dalla bontà o dall’integrità di chi l’ha
esposta.

L’ateismo è una filosofia malvagia. E’ praticata da comunisti ed assassini.

La disciplina è importante nell’educazione. Rousseau si opponeva alla disciplina,


ma lui era un pervertito.

La forma Circonstanziale accade quando un interlocutore afferma che il suo avversario


dovrebbe accettare la validità di un’affermazione a causa delle particolari circostanze in cui si
trova. E’ un’accusa inconsistente, usata come scusa per invalidare le argomentazioni
dell’avversario.

E’ perfettamente accettabile uccidere animali per farne cibo. Potresti affermare il


contrario e rimanere ben contento di indossare scarpe di pelle?

Il senatore Thorpe dice che un trattato di limitazione degli armamenti sarebbere


pericoloso. Ma il senatore Thorpe proviene da uno stato che produce aeroplani e
missili.

Ci si riferisce a questa forma, nella quale si sostiene che un’avversario sta razionalizzando una
conclusione derivata da interessi egoistici, anche come ‘avvelenare i pozzi’.
03. ARGUMENTUM AD IGNORANTIUM
L’interlocutore afferma che qualcosa dev’essere per forza vero (o falso) semplicemente perchè
non è stato provato il contrario (notare che ciò non è uguale a sostenere che qualcosa viene
considerato falso finchè non viene provato il contrario - questo è un principio scientifico
basilare).

Sicuro che la Bibbia è vera. Nessuno può provare il contrario.

Naturalmente fenomeni psichici come la telepatia non esistono. Nessuno ha mai


mostrato una prova della loro esistenza.

In ambito scientifico è possibile ipotizzare, dalla mancanza di prove, che un evento non sia mai
accaduto. Ma non si può concludere con certezza che non sia mai accaduto.
04. ARGUMENTUM AD MISERICORDIAM
Conosciuto anche come ‘appello alla pietà’. L’interlocutore si fa compatire allo scopo di far
accettare una sua conclusione.
Non ho assassinato i miei genitori a colpi di accetta. Per favore non dichiaratemi
colpevole, sto soffrendo già abbastanza come orfano.

Sono pientamente qualificato - ho esperienza ed ho disperato bisogno di


lavorare.

05. ARGUMENTUM AD POPULUM


Conosciuto anche come ‘appello alla galleria’. L’interlocutore tenta di far valere una sua
affermazione facendo appello ad un grande insieme di persone, spesso caratterizzandosi con
un linguaggio emotivo.

La pornografia deve venire vietata. E’ una violenza contro le donne.

La Bibbia deve essere vera. Milioni di persone ci credono. Vorresti dire a tutta
questa gente che sono degli stupidi che si sono lasciati ingannare?

06. ARGUMENTUM AD NUMERAM


E’ strettamente legato al precedente: l’interlocutore afferma che tanto maggiore è il numero di
persone che crede o sostiene un’asserzione, quanto è più probabile che tale asserzione sia
corretta.
07. ARGUMENTUM AD VERECUNDIAM
Conosciuto anche come ‘appello all’autorità’. L’interlocutore sfrutta l’ammirazione per una o
più personalità famose o rispettate allo scopo di guadagnare il sostegno ad una sua
affermazione.

Isaac Newton era un genio, e credeva in Dio.

La maggioranza dei dottori pensa che la morale dei giovani stia degenerando.

Esiste la possibilità che questo non sia un sofisma: il riferimento ad un’autorità in uno specifico
campo può essere rilevante in una discussione su quell’argomento:

Stephen Hawking ha concluso che i buchi neri emettono le radiazioni.

John Searle ha concluso che è impossibile costruire un computer intelligente.

Stephen Hawking è un fisico, per cui possiamo aspettarci che la sua opinione sui buchi neri sia
ragionevole. Ma John Searle è un linguista, ed è legittimo chiedersi se sia abbastanza
qualificato per parlare di intelligenze artificiali.
08. CASUALITA’
Una regola generale viene applicata ad un caso particolare, le cui circostanze “accidentali”
rendono la regola inapplicabile. E’ l’errore che si compie passando dal generale allo specifico.

I cristiani di solito disprezzano gli atei. Tu sei cristiano, per cui disprezzi gli atei.

09. CASUALITA’ INVERSA / GENERALIZZAZIONE FRETTOLOSA


E’ l’opposto del precedente. Una regola generale viene formulata prendendo in esame solo
alcuni casi specifici che non sono rappresentativi di tutti i casi possibili.

Jim Bakker era un cristiano, ed era un bugiardo. Per cui tutti i cristiani sono
bugiardi.

10. GENERALIZZAZIONE ASSOLUTA / DICTO SIMPLICITER


E’ l’opposto del precedente. Una regola generale viene applicata ad una situazione particolare
le cui caratteristiche rendono inapplicabile quella regola.
11. NON CAUSA PRO CAUSA / POST HOC ERGO PROPTER HOC
Conosciuto anche come ‘falsa causa’. Un elemento del discorso viene identificato come la
causa di un evento, ma non è mai stato dimostrato che sia effettivamente la causa.
Ho preso un’aspirina e pregato Dio, ed il mal di testa è scopmarso. Per cui Dio mi
ha curato dal mal di testa.

Si ha un Post Hoc Ergo Propter Hoc quando si assume che un elemento del discorso sia la causa
di un evento solamente perchè è accaduto prima dell’evento.

L’Unione Sovietica è collassata dopo aver accettato l’ateismo. Per cui dobbiamo
evitare l’ateismo per la stessa ragione.

12. CUM HOC ERGO PROPTER HOC


Simile a Post Hoc Ergo Propter Hoc. Si assume che, dato che due eventi sono accaduti insieme,
devono essere causalmente collegati tra loro, non lasciando spazio ad altri elementi che
potrebbero costituire la causa o le cause degli eventi considerati.
13. PETITIO PRINCIPII
Accade quando le premesse sono discutibili quanto le conclusioni raggiunte.
14. CIRCULUS IN DEMONSTRANDO
L’interlocutore assume come premessa proprio la conclusione che vuole raggiungere. Spesso la
proposizione sarà riformulata in modo che il sofisma appaia come un’argomentazione valida.
Accade quando si assume come premessa la conclusione stessa che si vuole raggiungere.
Spesso l’affermazione sarà riformulata in modo che il sofisma appaia come un argomento
valido.

Gli omosessuali non devono lavorare negli uffici governativi. Ogni ufficiale
governativo che si riveli come un omosessuale verrà licenziato. Con questo
metodo gli omosessuali farebbero di tutto per nascondere il loro segreto, e
saranno suscettibili di ricatto. Per cui gli omosessuali non devono lavorare negli
uffici governativi.

Notare che l’argomentazione è circolare: la premessa è uguale alla conclusione.


Un’argomentazione del genere è stata citata come la motivazione ufficiale al divieto per gli
omosessuali di lavorare nel Servizio Segreto Britannico.

Sappiamo che Dio esiste perchè ce lo dice la Bibbia. E sappiamo che la Bibbia
dice la verità perchè è la parola di Dio.

15. DOMANDA COMPLESSA / INTERROGAZIONE


Implica una presupposizione.

Hai smesso di picchiare tua moglie?

La domanda presuppone una risposta ben definita ad un’altra domanda che non è stata
formulata. Può venire usato anche dagli avvocati:

Dove ha nascosto il denaro che ha rubato?

O dai politici:

Il Cancelliere ha pianificato altri due anni di rovinosa privatizzazione?

16. IGNORATIO ELENCHI


Conosciuto anche come ‘conclusione irrilevante’. Si afferma che un argomento sostiene una
particolare conclusione nonostante non abbia logicamente nulla a che fare con quella
conclusione.
Ad esempio, un cristiano inizia con l’argomentare il fatto che gli insegnamenti del Cristianesimo
sono indubbiamente veri. Se continua ad argomentare a lungo che il Cristianesimo è di grande
aiuto per molta gente, non importa quanto parlerà, ma non avrà ancora dimostrato che gli
insegnamenti cristiani sono veri.
Purtroppo queste argomentazioni fallaci spesso riescono perchè suscitano negli altri delle
emozioni che permettono loro di vedere la supposta conclusione sotto una luce più favorevole.
17. EQUIVOCO
Una parola chiave viene usata con due o più diversi significati nello stesso argomento.

Cosa potrebbe essere più accessibile del software libero? Ma per essere sicuri
che rimanga libero, che gli utenti possano farci ciò che vogliono, dobbiamo
apporre una licenza per essere sicuri che sarà sempre liberamente distribuibile.

18. AMBIGUITA’
Le premesse utilizzate in una discussione vengono rese ambigue a causa di un’esposizione
inaccurata o sgrammaticata.
19. ACCENTO
Accade uno spostamento di significato, tramite il cambiamento della parte di una proposizione
che viene enfatizzata.

Non dovremmo parlare MALE dei nostri amici.

Non dovremmo parlare male dei nostri AMICI.

20. COMPOSIZIONE
L’interlocutore arriva alla conclusione che una proprietà condivisa dalle parti di un insieme si
devono necessariamente applicare anche all’intero insieme.

La bicicletta è costituita interamente da componenti di massa ridotta, per cui è


molto leggera.

Sotto un’altra forma, la conclusione è che la proprietà di un oggetto individuale viene condivisa
da un insieme di questi oggetti.

Un’automobile usa meno petrolio e causa meno inquinamento di un autobus. Per


cui le automobili danneggiano l’ambiente meno degli autobus.

21. DIVISIONE
L’opposto della precedente, e come la precedente esiste in due forme. La prima è l’assunzione
che la proprietà di un intero si deve necessariamente applicare alle sue parti:

Tu studi in un college per ricchi. Per cui devi essere ricco.

La seconda è l’assunzione che la proprietà di un’insieme di oggetti è condivisa da ciascun


oggetto.

Le formiche possono distruggere un albero. Per cui questa formica può


distruggere un albero.

22. TERRENO SCIVOLOSO


L’interlocutore afferma che se un evento dovesse accadere, accadranno di conseguenza altri
eventi molto più gravi. Non esiste prova che tali gravi eventi siano causati dal primo evento.

Se legalizziamo la marijuana, dovremo legalizzare anche il crack e l’eroina, e


avremo una nazione piena di tossicodipendenti sostenuti dallo stato. Per cui non
possiamo legalizzare la marijuana.

Ora vengono registrate le pistole. Poi verrano registrate tutte le armi. Poi
vieteranno le armi, e saremo pronti per uno stato di polizia.
23. “A E’ BASATO SU B” / “E’ UN TIPO DI”
L’interlocutore afferma che certe cose sono in qualche modo simili tra loro, senza specificare in
cosa sarebbero simili.

La storia non è basata sulla fede? E se è così, allora la Bibbia non è un tipo di
storia?

L’Islam è basato sulla fede, il Cristianesimo è basato sulla fede, per cui l’Islam
non è una forma di Cristianesimo?

I gatti sono una forma di vita animale basata sul carbonio, i cani sono una forma
di vita animale basata sul carbonio, per cui i cani non sono un tipo di gatto?

24. AFFERMAZIONE DELLE CONSEGUENZE


Rispetta la forma “A implica B, B è vero, per cui A è vero”.

Se l’economia è in salute, la disoccupazione è in calo. La disoccupazione è in


calo, per cui l’economia è in salute.

25. NEGAZIONE DELL’ANTECEDENTE


Rispetta la forma “A implica B, A è falso, per cui B è falso”.

Se ti amasse, ti sposerebbe. Non ti ama, quindi non ti sposerà.

Notare la differenza da Non Causa Pro Causa: quest’ultimo rispetta sì la forma “A implica B, A è
falso, per cui B è falso”, ma il fatto A NON implica assolutamente B. In questo caso invece, il
problema non è che l’implicazione non è valida, ma che la falsità di A non ci consente di
dedurre qualcosa su B.
26. CONVERSIONE DI UN CONDIZIONALE
Rispetta la forma “Se A allora B, per cui se B allora A”.
27. ARGUMENTUM AD ANTIQUITAM
Asserire che qualcosa è buono o giusto semplicemente perchè è vecchio, o perchè “è come le
cose sono sempre state”.
28. ARGUMENTUM AD NOVITAM
L’opposto del precedente: asserire che qualcosa è più corretto semplicemente perchè è nuovo
o più nuovo di qualcos’altro.
29. ARGUMENTUM AD CRUMENAM
Credere che il denaro sia un criterio di correttezza. Che coloro che hanno più denaro sono
probabilmente nel giusto.
30. ARGUMENTUM AD LAZARUM
E’ l’opposto del precedente. Assumere che a causa della povertà qualcuno sia più puro o
virtuoso di qualcuno più benestante.
31. ARGUMENTUM AD NAUSEAM
Credenza ingannevole secondo cui un’affermazione è tanto più vera quanto più spesso viene
pronunciata. L’interlocutore inizia a ripetere costantemente la stessa affermazione.
32. BIFORCAZIONE
Conosciuto anche come ‘bianco e nero’. L’interlocutore presenta una situazione come se
avesse solo due alternative, quando di fatto esistono o possono esitere ulteriori alternative.
33. PLURIUM INTERROGATIONUM / DOMANDE MULTIPLE
L’interlocutore richiede una risposta semplice ad una domanda complessa.
34. NON SEQUITUR
Viene esposta un’argomentazione la cui conclusione deriva da premesse che non sono
logicamente collegate ad essa.
35. PISTA FALSA
Del materiale irrilevante viene introdotto nella discussione allo scopo di provocare una
distrazione generale e dirigersi verso una conclusione diversa.
36. REIFICAZIONE
Un concetto astratto viene trattato come fosse un oggetto concreto.
37. SPOSTARE IL PESO DELLE PROVE
Il ‘peso delle prove’ si trova sempre sull’interlocutore che sta esponendo un’affermazione o una
proposizione. Spostare il peso delle prove è un caso speciale di Argumentum ad Ignorantium,
dove tale peso viene portato sulla persona che sta negando o dubitando dell’affermazione
presentata. Il cuore di questo sofisma è l’assunzione che qualcosa sia vero a meno che non
venga dimostrato il contrario.
38. UOMO DI PAGLIA
L’interlocutore cerca di dare un’idea sbagliata della posizione di un avversario, in modo da
poterlo attaccare più facilmente per poi abbattere la posizione erronea formulata, e infine
concludere che la posizione originale è stata demolita. E’ un sofisma perchè l’interlocutore non
confronta l’argomentazione realmente presentata.
39. ANALOGIA ESTESA
Si presenta spesso quando viene messa in discussione una regola generale appena presentata.
L’interlocutore assume che, menzionando due situazioni diverse in una discussione su una
regola generale, si afferma che quelle due situazioni sono analoghe.
Il seguente è un esempio da un dibattito realmente accaduto, sulla legislazione anti-
crittografia:

- Credo che sia sempre sbagliato opporsi alla legge infrangendola.


- Questa è una posizione odiosa: implica che non avresti sostenuto Martin Luther
King.
- Stai dicendo che la legislazione sulla crittografia è importante come la lotta per
la liberazione degli afroamericani? Come osi!

40. TU QUOQUE
E’ il sofisma ‘anche tu’. Viene giustificata un’azione perchè anche l’avversario l’ha compiuta.

- Ti stai comportando in maniera casualmente abusiva.


- E allora? Anche tu sei stato abusivo.

Mi stai dicendo che dovrei bere di meno? Ma se è da un anno che non ti vedo
sobrio.

41. AUDIATUR ET ALTERA PARS


Spesso la gente argomenta delle assunzioni che non si prende il disturbo di esporre. Il principio
di Audiatur et Altera Pars è che tutte le premesse di una discussione andrebbero presentate
esplicitamente. Non riuscire a presentare tutte le proprie assunzioni non costituisce
strettamente un sofisma, ma viene spesso guardato con sospetto.
42. AD HOC
Se si è interessati a stabilire la verità su A, e B viene presentato come prova, la frase “A perchè
B” è un’argomentazione. Se si sta tentando di stabilire la verità su B, allora la frase “A perchè
B” non è un’argomentazione, ma una spiegazione.
L’interlocutore in questo caso dà una spiegazione ‘di fronte al fatto compiuto’ che non si
applica ad altre situazioni. Spesso questa spiegazione ad hoc verrà camuffata in modo da
apparire come un’argomentazione corretta.

- Sono stata guarita dal cancro.


- Loda il Signore. Lui ti ha guarito.
- Allora guarirà anche gli altri malati di cancro?
- Ehm… Le vie del Signore sono imperscrutabili.