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La struttura di una causativa

VERBO
Causative Constructions CAUSER BASE
CAUSEE

An Overview
Gianni ha fatto riparare la macchina a/da Mario

VERBO OGGETTO
CAUSATIVO INCASSATO
O LIGHT VERB
2

Direct relation = Obligation


Background: Kayne 1975
FI: Mario ripara la macchina
i verbi transitivi: CAUSA
Soggetto
(1) Gianni ha fatto riparare la macchina a Mario.
(2) Gianni ha fatto riparare la macchina da Mario.
FP: la riparazione della macchina

C’è una differenza tra la direzionalità della causazione


FI (a-phrase) FI (relazione a tre posti) e le causative FP che invece
causano un evento.
Due tipologie di causative
Nelle FI il causee è obbligatoriamente l’agente del verbo
FP (da-phrase) base. Nelle FP invece il da-phrase provvede solo a dare
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informazioni aggiuntive riguardo l’evento causato. 4
Fenomeni osservati: Differenze FI vs FP
- Differenza semantica tra FI e FP [Kayne 1975]:
FI in (1) implica una relazione diretta tra “Gianni” -I nonpassivizable idioms sono accettabili nelle FI ma
(causer) e “Mario” (causee), rispetto a FP in (2). non nelle FP.
- Non passivizable idioms [Kayne 1975]: l’interpretazione idiomatica è data da tutta la struttura
(3) Maria ha fatto sbarcare il lunario a Gianni/*da argomentale presente.
Gianni.
- l’a-phrase nelle FI può essere legare con l’oggetto del
Guasti 1996: se si aggiunge da-phrase la frase è
verbo base mentre il da-phrase nelle FP non può.
interpretabile solo nel suo senso letterale.
 se il da-phrase è un PP non può c-comandare fuori
- Binding [Burzio 1986]: dal suo sintagma.
(4) Giannij ha fatto temperare la sua*i/j matita da ogni
ragazzoi. - il causee può essere omesso nelle FP ma non nelle FI.
- Opzionalità del da-phrase [Burzio 1986] 5
 il causee nelle FP è un aggiunto. 6

Cosa succede con i verbi intransitivi? Zubizzareta 1985


Due tipologie: Il verbo causativo è come un affisso morfosintattico,
- gli inaccusativi (prendono come ausiliare essere): è attaccato al verbo base mediante un’operazione
(5) Gianni ha fatto uscire Maria lessicale che forma un predicato complesso.
Questo ha due conseguenze:
- gli inergativi (prendono come ausiliare avere):
- Nelle FP il morfema causativo impedisce, in una
(6) Gianni ha fatto ridere Maria
maniera simile al passivo, la realizzazione sintattica
Da notare che tutti gli intransitivi sia gli inaccusativi di una presenza lessicale dell’argomento esterno.
sia gli inergativi assegnano al causee il caso - Nell’FI invece il morfema causativo attiva
accusativo, questo chiaramente rende impossibile la l’internalizzazione dell’argomento esterno del verbo
distinzione tra FI e FP sulla base del causee base, cambiandolo in un oggetto interno indiretto.
(da-phrase vs a-phrase). L’intero predicato complesso si situa su un’unica
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testa V. 8
Alsina 1992 Guasti 1996
Secondo Alsina, il verbo causativo ha tre ruoli θ da
assegnare: un causer, un paziente e un evento. Contro l’approccio di Alsina alle FP, Guasti sostiene
Se il ruolo di paziente è assegnato al soggetto del che l’interpretazione dell’oggetto incassato è
verbo base abbiamo un FI. indipendente dal verbo causativo e dipende solo dal
verbo base.
Se il ruolo di paziente è assegnato all’oggetto del
verbo base abbiamo un FP. Per Guasti l’assegnazione dei ruoli θ avviene
mediante un processo di incorporazione sintattica.
Inoltre la fusione con l’oggetto logico può avvenire
È un processo di subordinazione in cui il verbo
solo quando il soggetto logico è stato lessicalmente
causativo assegna due ruoli: causer al suo soggetto
soppresso (cfr. opzionalità del da-phrase)
ed evento al VP che subordina.
Nella proposta di Guasti nelle FI fare in più assegna
al causee il ruolo di benefattivo (e non di paziente).
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(7) (8)

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Da notare che in (7) seguendo Guasti 1996, si Ippolito 2000
postula che in italiano lo specificatore del vP si
collochi a destra, motivo per cui il causee a livello Ippolito sostiene che l’approccio incorporativo di
lineare segue sempre l’oggetto incassato, invece Guasti non renda conto del fatto che il verbo
in (8) troviamo il PP a destra perché gli aggiunti si causativo e il verbo base non sembrano costituire
collocano sempre a destra mentre il resto della una testa normale, infatti è possibile inserire un
struttura è verso sinistra. avverbio tra i due elementi e questo mostra che sono
due costituenti separati:
Il DP al dativo in [SPEC]vP in (7) c-comanda la
posizione dell’oggetto incassato spiegando così
(9) Arturo ha fatto ancora una volta riparare la
le possibilità di legamento nelle FI, in (8) invece il
macchina a Marco.
PP non è in una posizione di c-comando e questo
esclude il vincolamento con l’oggetto incassato.
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(10) FI:
Ippolito propone invece:
- Nelle FI, il verbo causativo entra in una relazione
con una testa applicativa che introduce un benefattivo
nel suo specificatore e gli assegna il caso dativo.
Successivamente la testa di Appl-phrase viene
incorporata nel verbo causativo.
- Nelle FP fare non seleziona nessuna testa Appl
quindi non c’è assegnazione del dativo ma
opzionalmente un da-p può essere aggiunto al VP.

Né nelle FP né nelle FI il causee è parte della


struttura argomentale del verbo base che quindi non
può assegnare il ruolo Agente al causee. 15 16
Harley&Folli 2007: Flavors of v Secondo Harley e Folli nelle causative il light
La proposta delle studiose parte da un dato intuitivo:
verb fare può quindi selezionare due tipologie
è necessario che chi svolge un’azione sia un soggetto di teste:
animato. Del resto un causer non ha restrizioni di questo - vDO che richiede che il suo soggetto, il
tipo e può essere animato oppure inanimato: causee, sia l’agente e quindi richiede che sia
(11) Gianni/la rabbia ha fatto aprire la finestra animato.
a Maria/*al ramo.
- vCAUSE che non ha restrizioni agentive sul suo
Consideriamo ora: soggetto, che può essere tanto il causer
- Verbi come “correre” = “fare una corsa” quanto il causee (allora in questo caso dovrà
vDO  richiedono un soggetto agente essere animato).
- Verbi come “rompere” = “causare una rottura”
vCAUSE  il soggetto può essere sia il causer sia
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l’agente

Quando una causativa è al passivo, il participio “fatto”


Si postula inoltre che il vDO possa prendere come garantisce che si tratta del verbo fare vero e proprio,
complemento nel caso non marcato una “frase
nominale” (un VP) e il vCAUSE obbligatoriamente una perché formato dal merge tra un verbo radice e il suo
small clause (un vP). morfema participiale, mentre fare nelle FI, dal
momento che è un elemento funzionale inserito per
In questo modo a livello strutturale si crea una
tipologia di causative con vP e quindi a testa realizzare la testa vCAUSE, non può essere
funzionale (FI) e una tipologia con VP e quindi a testa passivizzato.
lessicale (FP). Concludendo, per Harley&Folli nelle FP e quando fare
Questa ipotesi cerca di rendere conto del fenomeno è verbo di creazione, fare è un elemento lessicale, un
per cui le causative passive di inergativi, a differenza verbo radice inserito per modificare la testa nulla di
di quelle di inaccusativi, non funzionano: vDO.
(12) Marco è stato fatto cadere (da Gianni) Nelle FI invece fare è un elemento funzionale,
(13) *Marco è stato fatto telefonare (da Gianni) l’elemento realizzato foneticamente di vCAUSE.
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Bibliografia:
Folli R. & Harley H. (2007), Causation, Obligation, and Argument Structure:
On the nature of Little v, Linguistic Inquiry, Volume 38, Numero 2, pp. 197-
238.

Guasti M. T. (1996), Semantic Restrictions in Romance Causatives and the


Incorporation Approach, Linguistic Inquiry, Volume 27, pp. 294-313.

Burzio L. (1986), Italian Syntax. A Government-Binding Approach, Dordrecht:


Reidel.

Kayne R. (1975), French syntax: the transformational cycle, MIT Press.

Alsina A. (1992), On the Argument Structure of Causatives, Linguistic Inquiry,


Volume 23, Number 4, pp. 517-553.

Zubizarreta M. L. (1985) The Relation between Morpho- phonology and


Morphosyntax: The Case of Romance. Causatives, Linguistic Inquiry, Volume
16, pp. 247-289.

Ippolito M. (2000), Remarks on the argument structure of Romance


causatives, MIT Press. 21