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SOSTENIBILITÀ IN
ARCHITETTURA:
DALLA CONOSCENZA
AL PROGETTO
Docente: Arch. Elena Scattolini

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Arch.introduction
Elenaabout Scattolini
us

elenaesse@yahoo.it

1972 1987 1992 1994 1997


Contenuti

1. INTRODUZIONE 4. STRATEGIE DI PROGETTAZIONE

Origine, significato e sviluppo del concetto di Scala urbana


sostenibilità. Perché è fondamentale nel Scala dell‟edificio (Forma, Involucro, Impianti)
panorama della progettazione contemporanea?

2. TAPPE FONDAMENTALI / LINEE 5. SMART BUILDING, SMART GRID, SMART CITY


GUIDA NORMATIVE
Riferimenti a programmazione europea e Definizioni
internazionale, obiettivi e direttive comunitarie Riferimenti normativi

3. ARCHITETTURE E SOSTENIBILITA’: UNA 6. CASI PRATICI: ALCUNI RIFERIMENTI


PROSPETTIVA STORICA

Architetture vernacolari e architettura bioclimatica, Interventi alla scala urbana


architettura e impianti, architettura razionalista e Edifici pubblici
questione energetica, le crisi energetiche Edifici residenziali
1. INTRODUZIONE
Riscaldamento globale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Riscaldamento globale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Sviluppo Sostenibile
Definizione

«sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei


bisogni della generazione presente senza compromettere la
possibilità delle generazioni future di realizzare i propri».

Rapporto “Our Common Future”,1987


Commissione mondiale per l‟ambiente e lo sviluppo (Commissione Bruntland)

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Sviluppo Sostenibile

SOSTENIBILITA’ SOCIALE Equità e giustizia sociale, partecipazione alle


scelte per gestire razionalmente le risorse

SOSTENIBILITA’ ECONOMICA Mantenimento del capitale sociale umano,


naturale e dei manufatti

SOSTENIBILITA’ ECOLOGICA Attenzione alle risorse e all‟immissione di rifiuti


nell‟ambiente, in modo da evitarne l‟estinzione

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Sviluppo Sostenibile
Il ruolo degli edifici

Già nel 2008 l‟International Energy Agency definisce 25 linee guida per
l’efficientamento energetico (25 Energy Efficiency Policy Recommendations),
definite rispetto a sette aree prioritarie di intervento:

 Intersettoriale
 Edifici
 Apparecchi e attrezzature
 Illuminazione
 Trasporti
 Industria
 Servizi energetici

Gli edifici compaiono tra le aree prioritarie di intervento, poichè viene riconosciuto
il loro ruolo determinante nell‟utilizzo di energia.

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Sviluppo Sostenibile
Il ruolo degli edifici

Fonte: IEA International Energy Agency


Dati riferiti al 2010

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Sviluppo Sostenibile
Il ruolo degli edifici

Consumi finali d‟energia (Mtep) nei settori d‟uso (Fonte Istat, 2009)
Quaderno ENEA, «L‟efficienza energetica nel settore civile», 2011

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Sviluppo Sostenibile
Il ruolo degli edifici

Impieghi finali di energia per settore (%), anno 2012


Fonte: elaborazione ENEA su dati del Ministero dello sviluppo economico

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Sviluppo Sostenibile
Edificio sostenibile

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Sviluppo Sostenibile
Uno sguardo al futuro

Partecipazione dei Paesi UE ai progetti di ricerca sull‟efficienza energetica, anno 2011


Fonte: elaborazione ENEA su dati del Ministero dello sviluppo economico

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2. TAPPE FONDAMENTALI
LINEE GUIDA NORMATIVE
Principali linee guida

1972 1987 1992 1994 1997

RAPPORTO BRUNDTLAND CARTA DI AALBORG

CONFERENZA DI STOCCOLMA CONFERENZA DI RIO PROTOCOLLO DI KYOTO

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Conferenza di Stoccolma
«sull’ Ambiente Umano»
1972

“L’uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all’eguaglianza e a condizioni


di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e
nel benessere, ed è altamente responsabile della protezione e del
miglioramento dell’ambiente davanti alle generazioni future”

La Conferenza viene organizzata dalle Nazioni Unite. E‟ una Dichiarazione


Congiunta in cui si sottolinea la necessità di definire prospettive comuni per la
conservazione dell’ambiente e delle risorse. Viene inoltre incoraggiata la
ricerca scientifica come risposta alle problematiche ecologiche globali.

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Rapporto Brundtland
World Commission on Environment and Development
1987

La Conferenza viene organizzata dalle Nazioni Unite. E‟ una Dichiarazione


Congiunta in cui si sottolinea la necessità di definire prospettive comuni per la
conservazione dell’ambiente e delle risorse.

“Lo sviluppo sostenibile è quello in grado di soddisfare i bisogni


delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità che le
generazioni future riescano a soddisfare i propri”

1972 1987 1992 1994 1997

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Conferenza di Rio
United Conference on Environment and Development
1992

La Conferenza sancisce, tra gli altri, i 27 Principi su ambiente e sviluppo, i


Principi delle Foreste e l‟ Agenda 21, ancora oggi attuali. Lo sviluppo
sostenibile assume le caratteristiche di concetto integrato (le problematiche
ambientali devono essere affrontate in maniera universale e multidisciplinare!). La
Conferenza evoca la necessità di coinvolgere nelle politiche e nei piani di sviluppo
futuro le tre dimensioni dell’ Ambiente, dell’ Economia e della Società.
Il Progresso Sostenibile si pone dunque come strumento per raggiungere un uso
oculato delle risorse naturali diminuendo il consumo di fonti non rinnovabili

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Conferenza di Rio
United Conference on Environment and Development
1992

Sono state sottoscritte due convenzioni e tre dichiarazioni di principi:

 Agenda 21: Programma d‟ azione per il XXI secolo (sviluppo sostenibile come
obiettivo globale)
 Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle foreste
 Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (pone obblighi per il
contenimento e la stabilizzazione di produzione di gas serra)
 Convenzione quadro sulla biodiversità (tutela delle specie nei loro habitat)
 Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo

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Carta di Aalborg
Carta delle città europee per uno sviluppo durevole e sostenibile
1994

La Carta viene approvata dai partecipanti alla Conferenza europea sulle Città
Sostenibili; si costituisce di tre parti:
- Parte I: Dichiarazione di Principio
- Parte II: La Campagna delle città europee sostenibili
- Parte III: L‟impegno nel processo di attuazione di Agenda 21.

Il contesto urbano è individuato come prioritario per le politiche di sostenibilità


ambientale comunitarie, pertanto le città europee si impegnano a sviluppare
azioni locali coerenti con le responsabilità globali che gli Stati hanno assunto a
partire dalla Conferenza di Rio.

1972 1987 1992 1994 1997

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Protocollo di Kyoto
Terza Conferenza delle Parti
1997

I Paesi industrializzati e i Paesi in via di sviluppo si impegnano a ridurre le


emissioni di gas serra, per una media che è pari al 5,2% in rapporto ai livelli del
1990, nel periodo che va dal 2008 al 2012.
L‟ Italia si è impegnata a ridurre le emissioni del 6,5%.
Per l‟effettiva attuazione del protocollo è necessario che il documento sia
ratificato da parte del 55% dei Paesi responsabili delle emissioni inquinanti.

Il Protocollo è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte


della Russia.

1972 1987 1992 1994 1997

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Protocollo di Kyoto
Terza Conferenza delle Parti
1997

Responsabili del 36,2%


del totale di emissioni

Posizione dei Paesi nel 2009 rispetto al Protocollo di Kyoto. In verde i Paesi che hanno firmato e ratificato, in blu gli stati che lo
hanno firmato, ma ancora non ratificato.

1972 1987 1992 1994 1997

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Principali linee guida

OBIETTIVI EUROPEI

2000 2002 2007 2014 2011

VERTICE MONDIALE DELLO OBIETTIVI EUROPEI AL 2030


SVILUPPO SOSTENIBILE

VERTICE DELL‟ AJA STRATEGIA EUROPEA 2020 OBIETTIVI EUROPEI AL 2050

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Vertice dell’ Aja
Sesta Conferenza delle parti
2000

Vertice sul clima in cui si sarebbero dovuti definire i più importanti dettagli
del protocollo di Kyoto in vista della sua prossima attuazione. La
conferenza tuttavia non approda a risultati chiari.
Un gruppo di Stati partecipanti al vertice, il cosiddetto “umbrella group”
costituito da USA, Canada, Giappone, Australia e Nuova Zelanda,
rappresentanti del 50,2% delle emissioni, non accetta il Protocollo di
Kyoto, poichè considerato troppo oneroso per lo sviluppo delle
economie nazionali

2000 2002 2007 2014 2011

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Vertice mondiale dello sviluppo sostenibile
Johannesburg
2002

Il Vertice pone sempre di più l‟attenzione alle problematiche sociali ed


economiche per il conseguimento di uno sviluppo sostenibile rispetto alla
questione ambientale.
Durante il vertice vengono approvati due documenti, la Dichiarazione di
Johannesburg sullo sviluppo sostenibile e il Piano di Azione del WSSD
(World Summit on Sustainable Development)

2000 2002 2007 2014 2011

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Vertice mondiale dello sviluppo sostenibile
Johannesburg
2002

"Viviamo in un pianeta inserito in una delicata ed intricata rete di


relazioni ecologiche, sociali, economiche e culturali che regolano le
nostre esistenze. Se vogliamo raggiungere uno sviluppo sostenibile,
dovremo dimostrare una maggiore responsabilità nei confronti degli
ecosistemi dai quali dipende ogni forma di vita, considerandoci parte di
una sola comunità umana, e nei confronti delle generazioni che
seguiranno la nostra. Il Vertice di Johannesburg 2002 rappresenta
un'opportunità per l'impegno di costruire un futuro più sostenibile»

Kofi Annan, Segretario Generale ONU, 2002

2000 2002 2007 2014 2011

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Strategia Europea 2020

20 20 20
Riduzione delle emissioni 20% del fabbisogno di Aumento del 20%
di gas serra del 20% energia ricavato da dell‟efficienza
rispetto al 1990 fonti rinnovabili energetica

2000 2002 2007 2014 2011

Fonte: europa.eu Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it 2


Strategia Europea 2030

40 27 27
Riduzione delle emissioni 27% del fabbisogno di Aumento del 27%
di gas serra del 40% energia ricavato da dell‟efficienza
rispetto al 1990 fonti rinnovabili energetica

2000 2002 2007 2014 2011

Fonte: europa.eu Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it 2


A che punto siamo?

18 14.1 18-19
Gas serra ridotti del 18% La quota di energia Si prevede un aumento
dal 1990 al 2012 rinnovabile nel 2012 è del 18-19% di efficienza
pari al 14.1 % del totale energetica nel 2020

Fonte: europa.eu Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it 2


Obiettivi Europei al 2050

80-95%

Tagliare dell‟80-95% i gas serra rispetto al 1990

2000 2002 2007 2014 2011

Fonte: europa.eu Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it 2


Obiettivi Europei al 2050
Previsioni ENEA

200 2002 2007 2014 2011

Fonte: ENEA Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it 2


Quadro normativo

Emana le Direttive che vincolano gli Stati Membri agli


obiettivi da conseguire entro un certo limite di tempo,
COMMISSIONE lasciando alle Autorità Nazionali l‟incarico di tradurre ed
EUROPEA attuare tali obiettivi all‟interno del panorama legislativo
nazionale

Trasferiscono in ambito nazionale gli obiettivi definiti dalle


Direttive europee, decidendo autonomamente i mezzi da
STATI MEMBRI utilizzare.

Sviluppano meccanismi mirati. Un esempio evidente


ENTI LOCALI dell‟autonomia delle regioni è in merito alle normative per
l‟attestato di prestazione energetica degli edifici

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Direttive europee

La tabella che segue definisce, in ordine cronologico, le più importanti norme


europee dettate nell‟ambito dell‟efficienza energetica:

Direttiva 2002/91/UE Rendimento energetico nell‟edilizia (EPBD)

Specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti


Direttiva 2005/32/UE
che consumano energia

Direttiva 2010/31/UE Prestazione energetica nell'edilizia

Direttiva 2012/27/UE Sull'efficienza energetica

Direttiva: strumento giuridico dell‟ UE che permette di richiedere agli Stati Membri di raggiungere determinati
risultati, ma lasciando libero ciascuno di essi di definire le modalità con cui tali risultati verranno raggiunti.

2002 2005 2010 2012

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Direttiva 2002/91/UE
sul rendimento energetico nell’edilizia

L‟obiettivo della presente direttiva è promuovere il miglioramento del


rendimento energetico degli edifici nella Comunità, tenendo conto delle
condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni per quanto
riguarda il clima degli ambienti interni e l‟efficacia sotto il profilo dei costi
(Articolo 1)

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Direttiva 2002/91/UE
sul rendimento energetico nell’edilizia

Le disposizioni in essa contenute riguardano:


 Il quadro generale di una metodologia per il calcolo del rendimento
energetico integrato degli edifici
 L‟applicazione dei requisiti minimi in materia di rendimento
energetico degli edifici di nuova costruzione e di quelli esistenti di grande
metratura sottoposti ad importanti ristrutturazioni
 La certificazione energetica degli edifici
 L‟ispezione periodica delle caldaie e dei sistemi di condizionamento
d‟aria negli edifici, nonché una perizia del complesso degli impianti termici
le cui caldaie abbiano più di 15 anni

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Direttiva 2005/32/UE
sulla progettazione ecocompatibile

Ai prodotti che consumano energia è imputabile una quota consistente dei


consumi di risorse naturali e di energia nella Comunità. Essi producono anche
numerosi importanti impatti ambientali di altro tipo (…).
Nell‟interesse dello sviluppo sostenibile dovrebbe essere incoraggiato il
continuo alleggerimento dell’impatto ambientale complessivo di tali
prodotti, in particolare identificando le principali fonti di impatto ambientale
negativo.

PROGETTAZIONE
Fattore essenziale della strategia comunitaria
ECOLOGICA DEI PRODOTTI

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Direttiva 2005/32/UE
sulla progettazione ecocompatibile

La presente direttiva prevede l'elaborazione di specifiche cui i prodotti


che consumano energia, oggetto delle misure di esecuzione, devono
ottemperare per essere immessi sul mercato e/o per la loro messa in
servizio. Essa contribuisce allo sviluppo sostenibile accrescendo l'efficienza
energetica e il livello di protezione ambientale, migliorando allo stesso tempo
la sicurezza dell'approvvigionamento energetico (…).
Nella misura in cui si riferiscono alla progettazione del prodotto, gli aspetti
ambientali significativi sono identificati tenendo presenti i seguenti stadi del
ciclo di vita del prodotto: selezione e impiego di materie prime,
fabbricazione, condizionamento, trasporto e distribuzione, installazione
e manutenzione, uso, fine vita

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Direttiva 2005/32/UE
sulla progettazione ecocompatibile

La Direttiva implica la Marcatura CE dei prodotti e introduce l‟uso obbligatorio


di metodologie LCT (Life Cycle Thinking). Con LCT si intende quel
processo che considera i prodotti – e i processi con cui vengono realizzati –
lungo il loro intero ciclo di vita. Lo strumento operativo del Life Cycle
Thinking è l’LCA (Life Cycle Assessment), che propone una visione
sistemica dei processi produttivi e dei prodotti. Questa si ottiene seguendo
l’intero processo che va dall‟estrazione delle materie prime, attraversa tutte
le attività di trasformazione e di trasporto e – dopo la vita utile trascorsa sotto
forma di beni economici – arriva fino al ritorno alla terra sotto forma di rifiuti.
Si tratta quindi di considerare la storia di un prodotto o di un processo “dalla
culla alla culla”.

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Direttiva 2005/32/UE
sulla progettazione ecocompatibile

Il Life Cycle Assesment è una


metodologia che si basa sulla
valutazione degli impatti
energetici ed ambientali
relativi ad un prodotto. L‟idea
è quella di registrare l’intero
ciclo di vita di un prodotto,
dall‟estrazione di materie prime
alla fine di vita del prodotto
stesso.

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Direttiva 2010/31/UE
Edifici a Energia Quasi Zero (Articolo 9)

Obiettivo: EDIFICI A ENERGIA QUASI ZERO

Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno


essere a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati da enti
pubblici e di proprietà di questi ultimi dovranno rispettare gli stessi criteri a
partire dal 31 dicembre 2018.

Si definisce (da Direttiva) Nearly Zero Energy Building (edificio a energia


quasi zero): edificio ad altissima prestazione energetica […]. Il fabbisogno
energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura
molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l‟energia da fonti
rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze.

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Direttiva 2010/31/UE
Edifici a Energia Quasi Zero (Articolo 9)

Gli Stati membri elaborano piani nazionali destinati ad aumentare il


numero di edifici a energia quasi zero. Tali piani nazionali possono
includere obiettivi differenziati per tipologia edilizia.

Gli Stati membri procedono inoltre, sulla scorta dell‟esempio del settore
pubblico, alla definizione di politiche e all’adozione di misure, quali la
fissazione di obiettivi, finalizzate a incentivare la trasformazione degli edifici
ristrutturati in edifici a energia quasi zero e ne informano la Commissione nei
piani nazionali.

2002 2005 2010 2012

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Direttiva 2010/31/UE
Edifici di nuova costruzione (Articolo 6)

Per gli edifici di nuova costruzione gli Stati Membri garantiscono che, prima
dell‟inizio dei lavori di costruzione, sia valutata e tenuta presente la
fattibilità tecnica, ambientale ed economica di sistemi alternativi ad alta
efficienza come quelli elencati di seguito, se disponibili:

 Sistemi di fornitura energetica decentrati basati su energia da fonti


rinnovabili
 Cogenerazione
 Teleriscaldamento o teleraffrescamento urbano o collettivo, in
particolare se basato interamente o parzialmente su energia da fonti
rinnovabili
 Pompe di calore

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Direttiva 2010/31/UE
Edifici esistenti (Articolo 7)

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che la


prestazione energetica degli edifici o di loro parti destinati a subire
ristrutturazioni importanti sia migliorata al fine di soddisfare i requisiti
minimi di prestazione energetica fissati conformemente all‟articolo 4 per
quanto tecnicamente, funzionalmente ed economicamente fattibile. Gli Stati
membri adottano le misure necessarie, inoltre, per garantire che la
prestazione energetica degli elementi edilizi che fanno parte dell’involucro
dell‟edificio e hanno un impatto significativo sulla prestazione energetica
dell‟involucro dell‟edificio destinati ad essere sostituiti o rinnovati soddisfi i
requisiti minimi di prestazione energetica per quanto tecnicamente,
funzionalmente ed economicamente fattibile.

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Direttiva 2010/31/UE
Incentivi finanziari e barriere di mercato (Articolo 10)

In considerazione dell‟importanza di mettere a disposizione adeguati


strumenti di finanziamento e di altro tipo per favorire la prestazione
energetica degli edifici e il passaggio a edifici a energia quasi zero, gli Stati
membri adottano gli opportuni provvedimenti per esaminare gli strumenti più
pertinenti sulla base delle circostanze nazionali.

2002 2005 2010 2012

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Direttiva 2010/31/UE
Attestato di prestazione energetica (Articolo 11)

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per l’istituzione di un


sistema di certificazione energetica degli edifici.
L‟attestato di prestazione energetica comprende la prestazione energetica
di un edificio e valori di riferimento quali i requisiti minimi di
prestazione energetica al fine di consentire ai proprietari o locatari
dell‟edificio o dell‟unità immobiliare di valutare e raffrontare la prestazione
energetica.(…)
L‟attestato di prestazione energetica comprende raccomandazioni per il
miglioramento efficace o ottimale in funzione dei costi della prestazione
energetica dell‟edificio o dell‟unità immobiliare, a meno che manchi un
ragionevole potenziale per tale miglioramento rispetto ai requisiti di
prestazione energetica in vigore

2002 2005 2010 2012

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Direttiva 2010/31/UE
Ispezione degli impianti di riscaldamento (Articolo 11)

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per prescrivere ispezioni


periodiche delle parti accessibili degli impianti utilizzati per il riscaldamento
degli edifici dotati di caldaie aventi una potenza nominale utile per il
riscaldamento di ambienti superiore a 20 kW, quali il generatore di calore,
il sistema di controllo e la pompa o le pompe di circolazione. Tale ispezione
include una valutazione del rendimento della caldaia e del suo
dimensionamento rispetto al fabbisogno termico dell‟edificio. La
valutazione del dimensionamento della caldaia non dev‟essere ripetuta se nel
frattempo non sono state apportate modifiche all‟impianto di riscaldamento in
questione o con riguardo al fabbisogno termico dell‟edificio. Gli Stati membri
possono ridurre la frequenza di tali ispezioni o alleggerirle, secondo il
caso, in presenza di un sistema di monitoraggio e controllo elettronico

2002 2005 2010 2012

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Direttiva 2012/27/UE

Le conclusioni del Consiglio europeo dell'8 e 9 marzo 2007 hanno sottolineato


la necessità di aumentare l'efficienza energetica nell'Unione in modo da
raggiungere l'obiettivo di un risparmio dei consumi di energia primaria
dell'Unione del 20 % rispetto alle proiezioni entro il 2020. Le conclusioni
del Consiglio europeo del 4 febbraio 2011 hanno sottolineato che si deve
raggiungere l'obiettivo di efficienza energetica del 20% all'orizzonte 2020,
convenuto dal Consiglio europeo del giugno 2010, che attualmente non è in
via di realizzazione. Proiezioni realizzate nel 2007 hanno indicato un consumo
di energia primaria nel 2020 pari a 1842 Mtoe. Una riduzione del 20%
corrisponde a un consumo di 1474 Mtoe nel 2020, ovvero a una riduzione di
368 Mtoe rispetto alle proiezioni

2002 2005 2010 2012

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Direttiva 2012/27/UE

E‟ necessario aumentare il tasso delle ristrutturazioni di immobili, in


quanto il parco immobiliare esistente rappresenta il settore individuale con
le maggiori potenzialità di risparmio energetico. Inoltre, gli edifici sono
fondamentali per conseguire l'obiettivo dell'Unione di ridurre dell'80-95
% le emissioni di gas serra entro il 2050 rispetto al 1990.
Gli edifici di proprietà degli enti pubblici rappresentano una quota
considerevole del parco immobiliare e godono di notevole visibilità nella vita
pubblica. È pertanto opportuno fissare un tasso annuo di ristrutturazione per
gli edifici di proprietà del governo centrale nel territorio di uno Stato membro e
da esso occupati in modo da migliorarne la prestazione energetica.

2002 2005 2010 2012

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Quadro normativo italiano
Recepimento delle Direttive europee

Recepita attraverso il D Lgs 192/2005 (con disposizioni


Direttiva 2002/91/UE
integrative e correttive nel D Lgs 311/2006)

Direttiva 2005/32/UE D Lgs 201/2007

Direttiva 2010/31/UE D Lgs 63/2013

Direttiva 2012/27/UE D Lgs 102/2014

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Quadro normativo italiano

Legge 373/1976 Prima legge sul risparmio energetico

Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale


in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio
Legge 10/91 energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.

Regolamento recante norme per la progettazione,


l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli
DPR 412/93 e DPR 551/1999 impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei
consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4,
della legge 10/91

D Lgs 192/2005 e D Lgs 311/2006 Efficienza energetica edifici e certificazione

Attuazione della direttiva 2005/32/CE relativa


D Lgs 201/2007 all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi
energetici

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Quadro normativo italiano

Attuazione della direttiva 2005/32/CE relativa


D Lgs 115/2008
all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi
energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE

DM 26/06/2009 Linee Guida Nazionali per la certificazione energetica

D Lgs 63/2013 Recepimento della Direttiva 2010/31/UE

Recepimento della Direttiva 2012/27/UE sulla


D Lgs 102/2014
prestazione energetica nell'edilizia

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Decreto Legislativo n.102, 2014

TITOLO I - FINALITA’ E OBIETTIVI


Art 1 Finalità
Art 2 Definizioni
Art 3 Obiettivo nazionale di risparmio energetico

TITOLO II – EFFICIENZA NELL’USO DELL’ENERGIA


Art 4 Promozione dell‟efficienza energetica negli edifici
Art 5 Miglioramento della prestazione energetica degli immobili della Pubblica Amministrazione
Art 6 Acquisti delle pubbliche amministrazioni centrali
Art 7 Regime obbligatorio di efficienza energetica
Art 8 Diagnosi energetiche e sistemi di gestione dell‟energia
Art 9 Misurazione e fatturazione dei consumi energetici

TITOLO III – EFFICIENZA NELLA FORNITURA DELL’ENERGIA


Art 10 Promozione dell‟efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento
Art 11 Trasformazione, trasmissione e distribuzione dell‟energia
2010

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Decreto Legislativo n.102, 2014

TITOLO IV – DISPOSIZIONI ORIZZONTALI


Art 12 Disponibilità di regimi di qualificazione, accreditamento e certificazione
Art 13 Informazione e formazione
Art 14 Servizi energetici ed altre misure per promuovere l‟efficienza energetica
Art. 15 Fondo nazionale per l‟efficienza energetica
Art 16 Sanzioni

TITOLO V – DISPOSIZIONI FINALI


Art 17 Monitoraggio dell’attuazione
Art 18 Abrogazioni
Art 19 Disposizioni finali e clausola di invarianza finanziaria
Art 20 Entrata in vigore

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Decreto Legislativo n.102, 2014
Obiettivo nazionale di risparmio energetico (Articolo 3)

L'obiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico cui concorrono le


misure del presente decreto, consiste nella riduzione, entro l'anno 2020, di
20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio dei consumi di energia
primaria, pari a 15,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio di
energia finale, conteggiati a partire dal 2010, in coerenza con la Strategia
energetica nazionale.
Le Regioni, in attuazione dei propri strumenti di programmazione energetica
possono concorrere, con il coinvolgimento degli Enti Locali, al raggiungimento
dell'obiettivo nazionale.

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Decreto Legislativo n.102, 2014
Miglioramento della prestazione energetica degli immobili della
Pubblica Amministrazione (Articolo 5)

A partire dall'anno 2014 e fino al 2020, e nell'ambito della cabina di regia di


cui all'articolo 4-bis non appena istituita, sono realizzati attraverso le misure
del presente articolo interventi sugli immobili della pubblica
amministrazione centrale, inclusi gli immobili periferici, in grado di
conseguire la riqualificazione energetica almeno pari al 3% annuo della
superficie coperta utile climatizzata o che, in alternativa, comportino un
risparmio energetico cumulato nel periodo 2014-2020 di almeno 0,04
Mtep. Il Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (…) predispone entro il
30 novembre di ogni anno, a decorrere dal 2014, un programma di
interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli
immobili della pubblica amministrazione centrale coerente con la
percentuale indicata

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Decreto Legislativo n.102, 2014
Monitoraggio dell’attuazione (Articolo 17)

A partire dal 2014 e successivamente ogni 3 anni, il Ministro dello sviluppo


economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare, il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con la Conferenza unificata, e su
proposta dell'ENEA, approva e trasmette alla Commissione europea il
Piano d'azione nazionale per l'efficienza energetica, PAEE, che
comprende:
a) misure significative per il miglioramento dell'efficienza energetica;
b) risparmi di energia conseguiti e attesi, inclusi quelli nella fornitura,
trasmissione e distribuzione dell'energia nonché negli usi finali della stessa, in
vista del conseguimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica
c) stime aggiornate sul consumo di energia primaria previsto al 2020.

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Decreto Legislativo n.102, 2014
Monitoraggio dell’attuazione (Articolo 17)

Entro il 30 aprile di ciascun anno a decorrere dall'entrata in vigore del


presente decreto, il Ministero dello sviluppo economico, su proposta di ENEA,
approva e trasmette alla Commissione europea, una relazione annuale sui
progressi realizzati nel conseguimento degli obiettivi di efficienza
energetica (…)
Entro il 30 aprile di ciascun anno a decorrere dall'entrata in vigore del
presente decreto, il Ministero dello sviluppo economico, su proposta del GSE,
approva e trasmette alla Commissione europea, una relazione annuale
sulla cogenerazione (…)

2002 2005 2010 2012

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Riflessioni su un nuovo paradigma energetico

2002 2005 2010 2012

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Riflessioni su un nuovo paradigma energetico

Efficienza energetica: utilizzo di meno energia mantenendo un livello


equivalente di attività o servizi economici

Risparmio energetico: concetto più ampio che comprende anche la riduzione


del consumo mediante cambiamenti di comportamento o una diminuzione
dell’attività economica

I due termini sono spesso usati in modo interscambiabile con il risparmio


assimilato all‟efficienza, ma non è corretto.

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Riflessioni su un nuovo paradigma energetico

Per rendere realmente sostenibile l‟uso di energia occorre dunque:

 Pensare ad un nuovo modello di sviluppo


 Investire sul risparmio energetico, mediante una politica di
sensibilizzazione dell‟opinione pubblica
 Investire sempre di più nella ricerca, sviluppo e diffusione di fonti
energetiche rinnovabili
 Investire nell‟efficientamento energetico
 Investire su un modello di distribuzione energetica distribuita basato sul
concetto di smart grid
 Favorire quanto più possibile la semplificazione normativa e
amministrativa

2002 2005 2010 2012

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Riflessioni su un nuovo paradigma energetico

Negajoule: misura virtuale che quantifica il consumo energetico evitato


anche e soprattutto grazie a forme di risparmio energetico

A PARTIRE DAL 2005 IL RISPARMIO ENERGETICO RAPPRESENTA LA


PIU’ GRANDE FONTE ENERGETICA EUROPEA, ANCHE SE VIRTUALE

2002 2005 2010 2012

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3. ARCHITETTURE E SOSTENIBILITA’
UNA PROSPETTIVA STORICA
Le crisi energetiche

La crisi energetica del 1973 fu dovuta all‟improvvisa e inaspettata


interruzione del flusso dell’approvvigionamento di petrolio da parte delle
nazioni dell‟OPEC verso le nazioni importatrici.
L‟evento che scatenò la crisi fu la guerra del Kippur tra Israele, Egitto e Siria.

Buoni benzina emessi dal governo americano in seguito alla crisi energetica del 1973

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Le crisi energetiche

La crisi energetica del 1979 vede un brusco rialzo del prezzo del petrolio nel
mercato internazionale a seguito della rivoluzione islamica iraniana del 1979 e
della successiva guerra Iran-Iraq. L‟instabilità del Paese, importante esportatore
di petrolio, e le difficoltà di approvvigionamento hanno determinato nei mercati
internazionali un brusco rialzo del prezzo del petrolio. Le crisi energetiche degli
anni Settanta hanno provocato una revisione concettuale, operativa e
culturale sulla necessita‟ di definire i caratteri tipologici e tecnologici degli edifici
attraverso l’analisi delle caratteristiche climatiche del sito e l’uso di fonti
energetiche rinnovabili. L‟architettura bioclimatica rappresenta la risposta a tali
esigenze

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Architettura Bioclimatica
Definizione

«Per architettura bioclimatica si intende un’architettura che sfrutta come


risorsa le caratteristiche morfologiche ed il clima del luogo: impiega
prioritariamente i materiali locali e per il proprio funzionamento utilizza le
fonti energetiche rinnovabili locali: radiazioni solari, venti, vegetazione,
corsi d’acqua».

V. Olgyay,
Progettare con il clima, un approccio bioclimatico al regionalismo architettonico,1963

V. Olgyay(1910-1970). Professore alla School of Architecture and Urbanism of the University of Princeton

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Architettura Bioclimatica
Definizione

“Si definisce architettura bioclimatica l’insieme delle discipline che attuano


e presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti
dell’ecosistema entropico-ambientale in una visione caratterizzata dalla più
ampia interdisciplinarietà e da un utilizzo razionale e sostenibile delle
risorse; tende alla conciliazione ed integrazione delle attività e dei
comportamenti umani con le preesistenze ambientali ed i fenomeni naturali
al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura.”

Statuto dell‟Istituto Nazionale di Bioarchitettura

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Architettura Bioclimatica

“Gli edifici saranno disposti nel modo giusto se si terrà conto innanzitutto delle
regioni e delle latitudini nelle quali si troveranno. Sembra infatti opportuno
che gli edifici siano costruiti in un certo modo in Egitto, in un altro in Spagna,
non nello stesso modo nel Ponto, ancora in modo diverso a Roma e così via
in tutte le altre località con diverse caratteristiche sia dei terreni che del clima,
poichè in una zona la Terra viene influenzata da vicino dal corso del
Sole, in un’altra questo è più lontano; in una di mezzo si troverà alla giusta
distanza”

Vitruvio, De Architectura

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Architettura Bioclimatica

NELLA SOCIETA’ INDUSTRIALE L’INTRODUZIONE DEI SISTEMI IMPIANTISTICI


PRIMA E LA DISPONIBILITA’ DI ENERGIA RELATIVAMENTE A BASSO COSTO POI
HA FAVORITO LA PERDITA DELLA RELAZIONE TRA EDIFICIO E CLIMA

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Architettura Bioclimatica

PRINCIPI:

COERENZA CON LA PECULIARITA’ DEL LUOGO E DEL CONTESTO AMBIENTALE

VALORIZZAZIONE DELLE COMPONENTI NATURALI, QUALI:

ACQUA, ARIA, TERRA, LUCE

CONCETTI DI BASE:

Captazione Accumulo Distribuzione Conservazione Dispersione Protezione

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Archetipi bioclimatici

MONDO ANIMALE: Termitaio

MONDO UMANO:

Rifugi primigeni Tenda degli Indiani nordamericani


Mesa Verde in Colorado
Sassi di Matera

Sistemi costruttivi avanzati Trullo


Dammuso
Igloo
Torri del vento iraniane
Ventidotti di Costozza
Terme romane

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Termitaio

I termitai sono oggetto di studio per la loro


peculiarità di mantenere al loro interno
una temperatura costante di 26 gradi.
Ciò è possibile grazie ad una serie di
gallerie e torri del vento naturali che, a
seconda della verticalità e
dell‟orizzontalità con cui sono costruite,
consentono all‟aria di prendere velocità in
alcuni punti e di rallentare in altri.
Il Progetto TERMES (Termite Emulation
of Regulatory Mound Environment by
Simulation) studia il comportamento
termico dei termitai. In occasione
dell‟International Arts Pestival di Londra il
team di studio del Progetto TERMES ha
presentato il Termite Pavilion, che ricrea
le geometrie di un termitaio alla scala
umana.
2011

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Tenda degli indiani del Nord America

TUTTO
CHIUSO APERTURA
(INVERNO, SOTTOVENTO
NOTTE) PER USCITA
FUMI

APERTURE
INFERIORI PER BARRIERE
VENTILAZIONE AGGIUNTIVE
CORPOREA CONTRO I
2011 VENTI DELLA
PRATERIA
10

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Tenda degli indiani del Nord America

Banham R., Ambiente e tecnica nell‟architettura moderna, Laterza, Roma 1993 (testo originale pubblicato nel 1978)

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Mesa Verde, Colorado

2011

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Mesa Verde, Colorado

L‟insediamento indiano di Mesa Verde, in


Colorado, realizzato nel corso del XIII
secolo, rappresenta un esempio
particolarmente significativo di sapiente
sfruttamento delle caratteristiche
bioclimatiche del luogo.
L‟insediamento è incassato in un taglio
della roccia ed è esposto a sud in una
posizione del sole riparata rispetto ai
raggi solari nel corso della stagione
estiva ed esposto al sole durante il
periodo invernale.
La roccia contro cui si addossa, inoltre,
garantisce una grandissima inerzia
termica che favorisce condizioni di
comfort interno.

2011

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Sassi di Matera

Alvei scavati nella roccia calcarea


porosa, usati primitivamente come
cisterne di raccolta dell‟acqua e
successivamente come abitazioni vere
e proprie. L‟insediamento nasce per
fasi di antropizzazione che hanno le
prime origini nel Neolitico.
I Sassi sono stati abitati fino agli
anni Cinquanta del Novecento.
Nel 1993 i Sassi di Matera sono stati
iscritti nel Patrimonio dell‟Umanità
dell‟Unesco, con la motivazione che
essi rappresentano un ecosistema
urbano da preservare per i suoi
caratteri straordinari

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Sassi di Matera

La grotta veniva talvolta ingrandita con una costruzione (“lamione”),


una sorta di “estrusione” della grotta stessa
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Trullo
Costruzione conica realizzata con
muratura a secco tipica della regione
pugliese centro-meridionale. I primi trulli
erano architetture spontanee nate per
diventare riparo diurno dei contadini
durante il lavoro nei campi: si
costitutivano di un unico ambiente a
pianta circolare. Nel tempo i trulli
cominciarono ad articolarsi in più
ambienti e alla pianta circolare si
associarono conformazioni
planimetriche quadrangolari: i trulli
diventarono vere e proprie abitazioni.
Talvolta il trullo presenta anche una
bipartizione in altezza dell’ambiente
centrale, realizzata mediante un
soppalco di tavole lignee sorrette da travi
di quercia: il soppalco fungeva da
deposito per la conservazione delle
granaglie e delle derrate alimentari.

Fotografia di E. Pressutti

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Trullo

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Trullo

I trulli, nella conformazione


attuale, presentano una certa
tendenza alla libera crescita,
favorita dalla tipologia di
organizzazione cellulare. Il
più importante riferimento per
l‟architettura dei trulli è
rappresentato dal Comune di
Alberobello.

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Trullo
Caratteristiche costruttive
I trulli presentano un‟elevatissima inerzia
termica, data dallo spessore molto
elevato della muratura (da 1 metro a 2,5
metri). La muratura è a secco realizzata
con pietra calcarea e in molti esempi
intonacata con intonaco a calce, che ha
un elevato potere riflettente.
Le aperture sono piccole e molto
limitate (in alcuni casi si limitano alla
porta d‟ingresso e ad un‟apertura sulla
copertura per la canna fumaria): questo
per evitare il più possibile l‟ingresso del
calore. Inoltre lo spessore murario limita
anche l‟ingresso della luce attraverso le
piccole feritoie ricavate nella muratura.
Il trullo presenta una buona capacità di
conservazione del calore in inverno e
una altrettanto buona conservazione
del fresco in estate.

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Trullo
Strategie di raffrescamento

I trulli presentano spesso una cisterna


sotterranea per l’acqua piovana,
alimentata da un canale di scolo nella
copertura. L‟acqua della cisterna si
mantiene fresca grazie all’interramento
del deposito. La cisterna è inoltre
collegata all‟abitazione, così da favorire il
passaggio dell’aria fresca proveniente
dalla cisterna verso l’abitazione
stessa.
La grande massa muraria associata alla
vasca sotterranea di accumulo dell‟acqua
favoriscono la diminuzione della
temperatura interna estiva, che può
raggiungere anche i 6-7 gradi meno
rispetto alla temperatura esterna.

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Dammuso

Costruzione tipica dell‟isola di Pantelleria


(Sicilia), caratterizzata da una consistente
muratura portante esterna realizzata con
pietra e a secco (pietra vulcanica locale),
che può raggiungere lo spessore di 2
metri.
Le origini della tipologia del dammuso
risalgono all‟epoca araba. L‟utilizzo del
dammuso fu inizialmente stagionale e
prevalentemente agricolo: questi primi
esempi si costituivano di un unico
ambiente. Nel tempo il dammuso ha poi
assunto il ruolo di residenza stabile,
articolandosi in più ambienti.

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Dammuso
Caratteristiche costruttive

Doppia parete in muratura di pietre a


secco con l’intercapedine riempita di
pietrame minuto innaffiato con terra
per riempire gli interstizi e rendere il
muro più refrattario al calore.

In alcuni casi le pareti esposte a sud


vengono intonacate con strati di calce e
sabbia o calce e pomice, così da renderle
più lisce e ridurre l’assorbimento della
radiazione solare

La copertura si costituisce di una o più


volte o cupole realizzate in pietre rotte
disposte a taglio, rivestite in terra battuta e
impermeabilizzate con un impasto di
calce, tufo e lapilli vulcanici

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Dammuso
Raffrescamento

 Sfasamento e smorzamento dei flussi


di calore da parte della massa muraria

 Dissipazione del calore per re-


irraggiamento notturno attraverso la
volta

 Ventilazione notturna favorita dal


posizionamento delle piccole
aperture nei muri, così da incanalare
l’aria fresca all‟interno e farla uscire
favorendo la dissipazione del calore
accumulato durante il giorno

 Allontanamento dell‟aria calda favorita


dalla forma della copertura: l‟aria
calda infatti tende a salire verso l‟alto,
all‟interno del volume delimitato dalla
copertura

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Igloo

Gli igloo sono le abitazioni più note degli


Inuit (Eschimesi), composti di blocchi di
neve disposti in successive spirali
decrescenti, a partire da una base
circolare. La forma semi-sferica
dell‟igloo è energeticamente efficiente
poiché permette la minimizzazione della
superficie esterna (così da disperdere
meno calore), garantendo allo stesso
tempo il massimo volume interno.
L’isolamento termico è fornito dal
ghiaccio stesso che permette di
mantenere una temperatura interna fino
a 16-17 gradi, a fronte di temperature
esterne che possono raggiungere i 40
gradi. L‟igloo è spesso munito, alla
sommità della cupola, di un foro per la
ventilazione e per la fuoriuscita del
fumo e di un basso corridoio a tunnel di
ingresso.

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Igloo

2011

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Torri del vento
Malqaf e Badgir

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Torri del vento
Malqaf

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Torri del vento
Badgir

Città di Yazd, Iran – la «città delle torri del vento»

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Torri del vento
Badgir

Le torri del vento costituiscono un vero e


proprio sistema di climatizzazione passiva
fondato sulla ventilazione naturale.
Il bagdir (letteralmente «acchiappa
vento») presenta aperture su tutti e
quattro i lati della sua sommità (così da
catturare i venti provenienti da tutte le
direzioni) e funziona per asportare aria
calda dall’interno durante il giorno e
per incanalare l’aria più fresca
dall’esterno verso l’interno durante la
notte.
Il sistema sfrutta la differenza di
pressione e la differenza di
temperatura dell’aria.

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Torri del vento
Badgir
Sul lato del badgir da cui spira il vento, si
forma una zona di alta pressione,
mentre sul lato opposto si forma una zona
di bassa pressione. Di forma
prevalentemente quadrata, la torre è
divisa lungo l‟altezza in 4 parti in modo
che qualunque sia la giacitura dell‟edificio,
la stagione e l‟ora, almeno due settori
contigui saranno in ombra e all‟interno
della torre si determinerà un doppio
flusso parallelo tale da estrarre aria
calda e immettere aria fresca. L’aria
fredda notturna penetra nella torre e
incontra il setto che la conduce nella parte
bassa della torre. L’aria calda più
leggera viene conseguentemente
spinta fuori, risalendo attraverso la
seconda canna e fuoriuscendo dalle
aperture sul lato sottovento.

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Torri del vento
Badgir
Il secondo principio fisico che fa
funzionare la torre anche in assenza di
vento, è la differenza di temperatura.
Nel corso del giorno, la facciata Sud
della torre si riscalda sotto l’azione del
sole, quindi si riscalda a sua volta
anche l’aria in quella parte della torre.
Quest’aria calda risale grazie all’effetto
camino e fuoriesce dalle aperture in alto.
Il movimento ascensionale dell‟aria fa
affluire dell‟altra aria più fresca. Talvolta le
torri del vento erano collegate ai quanat
(acquedotti sotterranei) mediante un tubo
verticale. Quando l‟aria scende, alla base
della torre, sopra il tubo si forma una zona
di bassa pressione che fa uscire aria più
fredda dall‟acquedotto, mentre da un altro
pozzetto all‟esterno della torre, vi penetra
l‟aria calda. Si forma così un circuito in cui
l‟aria calda è raffreddata.

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Torri del vento
Badgir

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Torri del vento
University of Qatar, Kamal el Kafrawi, 1983-1985

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Torri del vento
University of Qatar, Kamal el Kafrawi, 1983-1985

Fonte: Brown G.Z., Dekay M., Sun, wind and light: architectural design strategies, Wiley, New York 2001

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Le ville di Costozza

A Costozza venne realizzato, dalla


seconda metà del Cinquecento, un vero e
proprio impianto per il raffrescamento
dell’aria naturale. L‟area è dotata di un
sistema di grotte e cavità naturali, dette
covoli. Questi covoli vennero collegati a
sei ville, attraverso dei ventidotti,
cunicoli sotterranei attraverso i quali l’aria
a temperatura costante proveniente
dalle grotte veniva convogliata grazie ai
moti convettivi naturali dell‟aria stessa
verso le abitazioni nobiliari, così da
rinfrescare naturalmente le sale in estate
e mitigare le temperatura invernali. Il
principio sfrutta la temperatura
relativamente costante presente
all’interno delle grotte, compresa tra i
10 e 12 gradi.

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Le ville di Costozza

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Terme romane
Impianto per il riscaldamento

Ipocausto: impianto adottato dai Romani


per riscaldare gli ambienti sia nelle terme,
sia anche, specie nei paesi
settentrionali, della Gallia, della Britannia
e della Germania, nelle ville e negli
accampamenti. La prima invenzione del
sistema è attribuita a Sergio Orata del
tempo di Cicerone, ma è certo che il
sistema stesso subì col tempo notevoli
perfezionamenti. Esso si basava sul
principio di far circolare sotto il
pavimento e dentro le pareti degli
ambienti da riscaldare una notevole
quantità di aria calda.
(Enciclopedia Treccani)

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Terme romane
Impianto per il riscaldamento

L’aria calda proveniva dal forno


(praefurnium, propnigeum), alimentato
da legna o carbone, e, a mezzo di un
passaggio giungeva sotto l'ambiente da
riscaldare: il pavimento di questo era
rialzato mediante pilastrini in mattoni o
in muratura (suspensurae), alti in
generale dai 40 ai 60 cm., in modo da
dar luogo a una larga camera d'aria.
L'aria calda vi poteva circolare
liberamente salendo poi lungo le pareti
dell'ambiente, attraverso mattoni cavi
(tubuli) immessi nella muratura, e
uscendo in alto al di sopra del tetto. È
dubbio come avvenisse lo sfogo del fumo,
se per le stesse vie per le quali circolava
l'aria calda, ovvero per altri tubi appositi.
(Enciclopedia Treccani)

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Terme romane
Impianto per il riscaldamento

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Terme romane
Impianto per il riscaldamento

Le terme spesso testimoniano una suddivisione del sistema di riscaldamento in


tre stanze: frigidarium (C), tepidarium (D) e calidarium (E).

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Introduzione degli impianti in architettura

LO SPARTIACQUE TRA UNA PROGETTAZIONE FONDATA SUI PRINCIPI


BIOCLIMATICI E UNA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA SVINCOLATA DAL
CONTESTO GEOGRAFICO-CLIMATICO E’ DETERMINATO DALL’INTRODUZIONE
DEGLI IMPIANTI IN ARCHITETTURA.

GLI IMPIANTI NASCONO E SI SVILUPPANO IN RISPOSTA A PROBLEMATICHE


EMERSE NEL CONTESTO DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

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Introduzione degli impianti in architettura

Le condizioni di vita e di lavoro degli


uomini durante la Rivoluzione Industriale
hanno indotto nelle società
industrializzate a riflettere su problemi
nuovi e di massima urgenza: in
particolare la densità abitativa e
lavorativa negli agglomerati urbani
causarono il gravoso problema
dell‟eliminazione dei rifiuti e il rischio
di epidemie divenne evidente. Inoltre
l’inquinamento atmosferico dovuto ai
cascami dell’industria e al modo
primitivo di produrre energia, ed il
corrispondente inquinamento degli
ambienti dovuto alla respirazione umana
e all‟inefficiente combustione dei prodotti
per l‟illuminazione hanno contribuito ad
aggravare la situazione.

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Introduzione degli impianti in architettura

“Durante l’anno 1863 se erano 100 i morti per tisi nei distretti rurali, 263 si
contarono a Manchester, ed a Leeds 218. La più alta mortalità si verificò
tra i tipografi e i sarti, categorie che lavorano molto di notte, quando si
determina un alto consumo di gas. Nello stesso tempo le statistiche
mostrarono però che i minatori di Northumberland e Durham, dove esiste
una ventilazione naturale dei pozzi, costituiscono una eccezione
importante a questa regola”

Ernest Jacob, Ventilating and Warming


(SPCK Manuales of Helth, London 1894)
Rapporto di Sir John Simon al Privy Council

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Introduzione degli impianti in architettura

“(…) nella maggior parte dei casi gli architetti sono soddisfatti di inserire nel
progetto in maniera occasionale un mattone forato o un dispositivo brevettato
chiamato “ventilatore” (…)
Ottenere una ventilazione effettiva è un fatto così raro (…) l’architetto pensa
di solito che l’obettivo sia stato raggiunto quando si può aprire una finestra.
C’è chi pensa che la presenza di “ventilatori”, specialmente se essi hanno
nomi lunghi o sono garantiti dal brevetto (…) assicura il fine richiesto. Così si
potrà anche alimentare una casa con l’acqua, realizzando una botola
nel tetto per far entrare la pioggia”

Ernest Jacob, Ventilating and Warming


(SPCK Manuales of Helth, London 1894)

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Introduzione degli impianti in architettura

Le tappe fondamentali dello sviluppo degli impianti termici connessi alle


modificazioni dell‟ambiente sono strettamente legate in una prima fase al
problema del riscaldamento e della ventilazione e successivamente a quello del
condizionamento.

Banham R., Ambiente e tecnica nell‟architettura moderna, Laterza, Roma 1993 (testo originale pubblicato nel 1978)

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Introduzione degli impianti in architettura
Riscaldamento

Alla metà del diciannovesimo secolo i modi di ottenere energia termica


erano ancora essenzialmente primitivi, cioè il combustibile veniva consumato
più o meno in loco, dove l‟energia veniva richiesta, mediante l‟utilizzo di
stufe e camini.

Banham R., Ambiente e tecnica nell‟architettura moderna, Laterza, Roma 1993 (testo originale pubblicato nel 1978)

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Introduzione degli impianti in architettura
Riscaldamento

Dalla seconda metà dell’Ottocento si cominciano a realizzare i primi


sistemi rudimentali di circolazione dell’acqua in reti abbastanza
complesse di tubi, che tuttavia inizialmente funzionavano per convezione o
per gravità, senza la presenza di pompe per la circolazione.
Le prime proposte per adoperare l‟acqua bollente in questa forma risalgono al
Rinascimento, ma le applicazioni pratiche risalgono alla prima tecnologia dei
vapori acquei del tardo diciottesimo secolo: nel 1784 James Watt riscaldava il
proprio ufficio con un sistema a vapore acqueo.
Il primo edificio riscaldato con questi metodi è stata la «Steam Hall» di
Matthew Murray a Leeds nei primi anni del XXIX secolo.

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Introduzione degli impianti in architettura
Riscaldamento

“(…) se T.A. Edison è considerato il padre dell’impianto di illuminazione


centralizzato, analogamente nel campo del riscaldamento un uomo è indicato
da tutti come il pioniere degli impianti centralizzati, Birdsill Holly, di Lockport,
N.Y. Nel 1876, Holly sistemò un condotto sotterraneo fra la caldaia della
sua residenza e una baracca retrostante e più tardi collegò alla caldaia
anche un’altra casa. Nel 1877 egli costruì il suo primo impianto
sperimentale a Lockport (…) ed un certo numero di abitazioni, negozi e uffici
furono riscaldati con successo durante l’inverno successivo”

Bushnell e Orr, District Heating


New York, 1915

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Introduzione degli impianti in architettura

Prima metà del XIX secolo – L‟energia termica per il riscaldamento degli
ambienti veniva ottenuta attraverso il solo utilizzo in loco di camini o stufe

1860 – Il riscaldamento a vapore o ad acqua bollente si poteva trovare nella


maggior parte degli edifici pubblici e privati

1876-77 – Introduzione dei primi impianti centralizzati

1882 – Introduzione dell‟elettricità per uso domestico

Anni Trenta– Prime realizzazioni di impianti di condizionamento d‟aria (ma è


dagli anni Cinquanta che gli impianti di condizionamento cominciano ad
essere effettivamente realizzati)

1951 – Si realizza una scatola autosufficiente (senza impianto centralizzato)


alimentata da una presa elettrica, per il condizionamento

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Architettura razionalista ed energia

Il tema energetico e la necessità di porre in relazione l‟edificio al clima


passano inizialmente con il Movimento Moderno in secondo piano, a fronte
di problematiche linguistiche, formali e strutturali di una nuova
architettura funzionalista, riflesso di una modernità meccanicistica che
tende a rompere i rapporti linguistici con il passato preindustriale. Viene
proposto un nuovo modello di abitazione, espressione, per l‟appunto, della
cultura industriale. Tuttavia temi come l‟igiene, il comfort interno e il
controllo della luce naturale diventano ben presto di grande interesse
anche all‟interno della ricerca funzionalista.

Maison Citrohan, 1921

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Le Corbusier

Le Corbusier associa ad una dimensione


prettamente meccanicista un‟attenzione
all’uomo come identità reale, toccato
dalla luce del sole e dall’aria, in generale
dalle condizioni del mondo esterno.

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Le Corbusier

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La Carta di Atene
CIAM, 1933

1. garantire alle persone alloggi salubri, cioè luoghi dove siano garantiti,
al massimo possibile, spazio, aria pulita e sole, i tre maggiori fattori
naturali;

2. creare luoghi di lavoro che spoglino il lavoro stesso del suo carattere
repressivo e gli ridiano il carattere di una naturale e creativa attività umana;

3. mettere a disposizione dei cittadini le attrezzature necessarie per


trascorrere il tempo libero in maniera rilassante e ricreativa;

4. creare una rete di comunicazione che colleghi le differenti funzioni in modo


da facilitare lo scambio e rispettando i privilegi di ciascuna di queste.

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COME PROGETTARE, OGGI, UN EDIFICIO SOSTENIBILE?

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Ski Dubai
Mall of the Emirates, 2005

22 500 mq
dislivello di 60 metri
5 piste da sci (la più lunga è di 400 metri)

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4. STRATEGIE DI PROGETTAZIONE
Edificio e ambiente

E‟ bene evidenziare che l‟attenzione dei progettisti è principalmente rivolta


alle nuove edificazioni rispetto alla riqualificazione ed al recupero degli
edifici esistenti. Una delle motivazioni risiede nel fatto che la progettazione
del nuovo consente una gamma praticamente infinita di soluzioni
tecniche percorribili, laddove gli interventi di recupero hanno di contro un
campo ben più ristretto di soluzioni in grado di conciliare prestazioni
energetiche soddisfacenti e vincoli preesistenti.
Tuttavia il panorama contemporaneo vede l’esigenza sempre più forte di
interventi di retrofit energetico sull’esistente.
Se molti sono i vincoli posti sugli edifici esistenti, altrettanti sono i criteri che
possono guidare le scelte progettuali della riqualificazione energetica.
Ne consegue, perciò, un approccio di tipo multidisciplinare e globale con
il quale vengono prese in esame le esigenze da soddisfare ed i requisiti che
le soluzioni di risparmio energetico dovranno offrire.

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Edificio e ambiente
Bilancio energetico

L‟approccio eco-compatibile implica un‟attenzione particolare ai prelievi


dall’ambiente e alle immissioni dell‟edificio nell‟ambiente

Energia elettrica Acque di scarico

Gas di combustione
H2O Acquedotto

Energia termica Rifiuti

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Edificio
Bilancio energetico

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Progetto sostenibile

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Progetto sostenibile

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Progetto sostenibile

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Progetto sostenibile

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Progetto sostenibile

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Progetto sostenibile

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Progetto sostenibile

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Progetto sostenibile

Analisi del Forma Forma Involucro Impianti


sito urbana dell‟edificio

Variabili climatiche Densità Forma Aperture Efficienza


Materiali locali Orientamento Orientamento/ Materiali Fonti energetiche
Distribuzione Resistenza termica
Isolamento
Ventilazione
Illuminazione

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Analisi del sito: variabili climatiche

Un progetto bioclimatico è per definizione fortemente dipendente dalle


condizioni locali del contesto di intervento. Queste infatti costituiscono il
primo e principale input di progetto.
L‟edificio è un sistema termodinamico aperto che scambia energia e
massa con l‟ambiente circostante: per questo motivo la situazione climatica è
direttamente correlabile ai consumi di energia dell‟edificio stesso.

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Analisi del sito: variabili climatiche

Il clima esterno viene descritto dalle grandezze metereologiche. Quelle che


interessano la progettazione architettonica sono:

 Temperatura dell‟aria
 Umidità dell‟aria
 Radiazione solare
 Velocità del vento
 Direzione del vento

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Analisi del sito: variabili climatiche
Temperatura dell’aria

Temperatura: Grandezza che fornisce la


misura dello stato termico di un corpo o di un
sistema e che dunque esprime l’attitudine del
corpo a scambiare calore con l’ambiente o
con altri corpi

Gradi Giorno di una località: Somma, estesa


a tutti i giorni di un periodo invernale di
riscaldamento, delle sole differenze positive
giornaliere tra la temperatura degli ambienti
interni (fissata in Italia pari a 20 gradi) e della
temperatura media esterna giornaliera.

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Analisi del sito: variabili climatiche
Temperatura dell’aria

UNI 10349
Dati climatici

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Analisi del sito: variabili climatiche
Umidità dell’aria

L‟aria atmosferica è una miscela di aria secca e vapore acqueo. La quantità


di acqua presente nella miscela determina il grado di umidità dell‟aria che
può essere espressa come umidità specifica o assoluta oppure come umidità
relativa.

Il diagramma è, di fatto, una


rappresentazione grafica delle
proprietà termodinamiche dell’aria
umida.

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Analisi del sito: variabili climatiche
Umidità dell’aria

Umidità assoluta: Quantità di vapore acqueo (espressa in grammi) che è


contenuta in 1 m³ di aria ad una certa temperatura e pressione. L‟umidità
assoluta tende ad aumentare al crescere della temperatura.

Umidità relativa: Rapporto in percentuale tra la quantità di vapore acqueo


contenuta in una massa d‟aria e la quantità massima che la stessa può
contenere nelle medesime condizioni di temperatura e pressione (punto di
saturazione). L‟umidità relativa fornisce dunque informazioni su quanto una
data massa d‟aria sia lontana dalla condizione di saturazione.

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Analisi del sito: variabili climatiche
Radiazione solare

Radiazione solare: Energia radiante emessa dal Sole. Nel nucleo solare
avvengono reazioni di fusione che trasformano l‟idrogeno in elio con
produzione di energia che viene trasferita prima verso la superficie esterna
del sole stesso e poi da questa irradiata sotto forma di onde
elettromagnetiche nello spazio.

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Analisi del sito: variabili climatiche
Carta del Sole

La Carta Solare è uno strumento


grafico che serve a studiare il
movimento apparente del Sole: la
volta celeste è proiettata nella carta su
una superficie orizzontale.
Nella Carta del Sole le linee spesse da
sinistra a destra rappresentano il
percorso del Sole il 21esimo giorno di
ogni mese dell‟anno. Le linee leggere
radiali dal centro rappresentano
l‟azimuth. Le linee concentriche
indicano invece l‟altezza del Sole.

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Analisi del sito: variabili climatiche
Radiazione solare

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Analisi del sito: variabili climatiche

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Analisi del sito: variabili climatiche
Ventilazione

Nel bilancio termico di un edificio il vento


influisce in due modi: modificando gli scambi
termici convettivi e provocando infiltrazioni
d’aria attraverso le superfici perimetrali.
Con il termine «regioni di vento» si definiscono
le aree omogenee del territorio nazionale
rispetto alla variazione della velocità del
vento in funzione dell‟altitudine e della distanza
del sito in esame dalla costa.
Analisi del sito: materiali locali

Pitigliano, Città del Tufo

Alberobello, utilizzo della pietra locale

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Analisi del sito

La progettazione bioclimatica utilizza per ogni fase del processo edilizio


accorgimenti e sistemi che da una parte minimizzino il consumo e le
dispersioni degli edifici e dall‟altra ottimizzino le potenzialità dei materiali
di costruzione e dell’ambiente nel quale sorge l’edificio. Tutto ciò è inoltre
coadiuvato dall‟utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

- Analisi dei dati climatici


- Caratteristiche specifiche del sito
- Relazione tra clima ed edificio
- Ricadute prestazionali
- Benessere interno

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Forma urbana
Densità

La densità urbana ha effetti sui consumi energetici della città?

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Calgary, Canada

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Forma urbana
Densità

La densità urbana ha effetti sui consumi energetici della città?

I vantaggi di un insediamento urbano «denso» sono:

 Riduzione delle distanze (es. casa-lavoro) con conseguente riduzione


nell’utilizzo dell’automobile e maggiori probabilità di un trasporto
pubblico efficiente
 Limitazione nell’utilizzo di suolo naturale o agricolo
 Maggiore interazione sociale

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Forma urbana
Densità

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Forma urbana
Densità

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Forma urbana
Densità

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Forma urbana
Densità

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Michael Wolf photographer, Architecture of density, Hong Kong

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Forma urbana
Densità: isola di calore

Isola di calore: Fenomeno microclimatico che consiste in un significativo


aumento della temperatura in ambito urbano rispetto alle aree rurali
circostanti l‟agglomerato.

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Forma urbana
Densità: isola di calore

Le isole di calore dipendono dalle caratteristiche termiche e radiative dei


materiali che compongono la città, dalle attività, dalla presenza di impianti
di riscaldamento e condizionamento, dal traffico veicolare, dalla scarsa
presenza di vegetazione.

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Forma urbana
Densità: indici urbanistici

St Sf
La Superficie Territoriale indica la La Superficie Fondiaria indica la superficie
superficie al lordo delle aree adibite o da al netto delle aree adibite o da adibire a
adibire ad uso pubblico, degli spazi di verde strade pubbliche o di uso pubblico, degli
attrezzato e delle altre opere di spazi di verde attrezzato e delle altre opere
urbanizzazione di urbanizzazione

Ut Uf
Indice di Utilizzazione Territoriale Indice di Utilizzazione Fondiaria Superfici
Definisce la massima Superficie Lorda di Definisce la superficie del lotto edificabile edificabili SLP
Pavimento (SLP) realizzabile per al netto delle superfici per opere di
ciascuna unità di superficie territoriale urbanizzazione primaria e secondaria.

It If
Volumi
Indice di Fabbricabilità Territoriale Indice di Fabbricabilità Fondiaria
Definisce il volume massimo edificabile su Definisce il volume massimo edificabile su
ciascuna unità di superficie territoriale, ciascuna unità di superficie fondiaria
escluso il volume relativo alle opere di
urbanizzazione

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Forma urbana
Orientamento: percorsi solari

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Forma urbana
Orientamento: percorsi solari
Il sole sorge a Sud-Est e tramonta a Sud-Ovest; la facciata esposta a Sud è
quindi l‟unica a ricevere radiazioni per tutto il giorno. In inverno la
posizione del sole è più bassa e per questo motivo la radiazione incide
sulla facciata Sud quasi perpendicolarmente. Ciò significa che il lato Sud
dell‟edificio riceve massima radiazione proprio in inverno, quando è più
richiesto, mentre in estate, quando i raggi incidono con angolo acuto, ne
riceve meno. In primavera e in autunno gli apporti solari sono distribuiti in
misura quasi uguale su tutte le superfici verticali ad eccezione di quelle
orientate verso Nord che ricevono sole solamente per pochi giorni in estate.

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Forma urbana
Orientamento: percorsi solari

Shenzhen, Cina

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Forma urbana
Orientamento: percorsi solari

In climi aridi e caldi gli edifici tendono ad essere Nella pianta di New Bariz (Egitto) disegnata
posizionati molto vicini uno all‟altro, in modo tale dall‟architetto Hassan Fathy le strette strade tra gli
da ombreggiarsi vicendevolmente e produrre edifici sono orientate nella direzione nord/sud, così
l‟ombreggiamento anche sui tracciati stradali. da massimizzare l’ombreggiamento mattutino e
E‟ il caso, qui rappresentato, del centro di Tunisi. pomeridiano. Le poche eccezioni a questa
«regola» sono dettate dalla topografia del luogo.

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Forma urbana
Orientamento: Ventilazione

La ventilazione urbana è importante per :


 La ventilazione interna degli edifici
 La dispersione dell’inquinamento nell‟atmosfera
 Il comfort termico nell’intera area urbana

La scelta dell’orientamento degli


edifici è particolarmente importante
poiché in grado di condizionare
l‟andamento e la direzione dei venti
all‟interno del contesto urbano.

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Forma urbana
Orientamento: Ventilazione

La conformazione del suolo è in grado di condizionare l’andamento del


vento. Da una certa altezza in poi l‟andamento del vento non è condizionato
dall‟andamento del suolo (V infinito, comunemente assunto pari a quello ad
un‟altezza di 500 m, quindi nominato V500). A 2 m di altezza (V2) il vento ha
una sua velocità Il rapporto tra V2 e V500 indica quanto del vento disponibile
è percepito dai cittadini che passeggiano al livello della strada.

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Forma urbana
Orientamento: Ventilazione

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Forma dell’edificio

Progettare secondo i principi dell‟architettura bioclimatica significa


considerare in maniera compiuta il rapporto dell’edificio con il clima al fine
di raggiungere il miglior livello di comfort e di risparmio energetico
globale.
L‟edificio viene considerato come un sistema ovvero un insieme di parti
interconnesse e finalizzate il cui fine è quello di garantire al suo interno le
condizioni per lo svolgimento di determinate attività umane: abitative,
lavorative o ricreative. Il primo compito a cui un edificio deve adempiere
consiste nell‟offrire riparo dalle temperature (calde o fredde che siano)
dell‟ambiente esterno.
Il comfort che l‟edificio deve garantire è essenzialmente di tipo termico,
luminoso ed acustico.

L’involucro viene concepito come un elemento di mediazione dinamico

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Forma dell’edificio

La FORMA dell‟edificio, alle nostre latitudini, deve presentare un buon


compromesso tra le esigenze di massima captazione invernale della
radiazione e di contenimento delle dispersioni. Ove necessario, occorre
prevedere la possibilità di favorire la ventilazione naturale degli ambienti nei
mesi estivi. Lo sviluppo planimetrico deve inoltre essere il più possibile
compatto, in modo da minimizzare la superficie dell‟involucro, con
conseguente riduzione delle dispersioni

FORMA IDEALE TEORICA: Pianta


rettangolare, con asse orientato il più
possibile a E-W (asse eliotermico)

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Forma dell’edificio

Forme libere: favoriscono gli scambi termici con l‟esterno

Forme compatte: minimizzano gli scambi energetici con l‟esterno

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Orientamento dell’edificio
Distribuzione

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Consumi di energia in un edificio

Gli edifici consumano energia per:


 Climatizzazione invernale
 Produzione di acqua calda per usi igienico-sanitari
 Climatizzazione estiva
 Ventilazione
 Illuminazione
 Apparecchi tecnici ausiliari (es. computer, lavatrici, frigoriferi..)
 Impianti tecnici (es. impianto di distribuzione dell‟acqua, impianto di
distribuzione verticale)

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Casa passiva

Costruzione in cui il benessere termico è ottenuto principalmente ricorrendo a


dispositivi passivi. Una casa passiva prevede quindi la totale o la quasi
totale assenza di una fonte energetica di riscaldamento/raffrescamento
interna all‟edificio stesso.
Il bilancio tra l’energia consumata e quella prodotta in una casa passiva è
nullo o pari a zero.

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Casa passiva

Principalmente in una casa passiva il progetto «energetico» riguarda:

 Involucro (materiali che compongono il pacchetto, isolamento termico,


eventuale ventilazione etc.)

 Orientamento

 Aperture (in relazione all‟orientamento)

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Casa passiva
Complesso residenziale a Kolding

L‟edificio si allaccia ad una rete di


teleriscaldamento e sono presenti
collettori solari per la produzione di acqua
calda sanitaria (quindi non è un edificio
passivo) ma è interessante perché
presenta tecnologie passive come il muro
solare per l‟accumulo di energia termica.

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Casa attiva

Rappresenta un ulteriore sviluppo rispetto al modello della casa passiva: in


una casa attiva il bilancio tra energia consumata ed energia prodotta è
positivo. Attraverso l‟uso di tecnologie avanzate la casa attiva è in grado di
produrre energia.

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Casa attiva: Home for Life

AART Architects

Lystrup, Danimarca

2008

200 m²

Edificio attivo, produzione di


energia, sistemi di automazione

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Casa attiva: Home for Life

L‟edificio è disegnato per produrre più


energia di quella che consuma. Il
surplus energetico annuale, da
previsione, è pari a 9 kWh/m² annuo. E‟
stato inoltre calcolato che saranno
necessari 35 anni per produrre la stessa
quantità di energia che è stata utilizzata
per il processo di produzione dei materiali
utilizzati e di costruzione dell‟edificio
stesso. La struttura dell‟edificio è in
legno, mentre le facciate sono rivestite in
ardesia. I vetri delle finestre sono
altamente performanti, così è possibile
arrivare ad un‟area finestrata che è pari al
40% della superficie totale. L‟edificio è
dotato di 7 m² di pannelli solari, 50 m²
di celle fotovoltaiche e una pompa di
calore. Sensori real-time verificano
calore, umidità e CO2 in tutte le stanze

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Casa attiva

Edificio vincitore del premio Green Good Award 2009

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Casa passiva/casa attiva

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Integrazione tra sistemi attivi e passivi

Kingspan Lighthouse, Watford, Inghilterra


Alan Shingler & Martin Rose, Sheppard Robson

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Involucro

L‟involucro è tutto ciò che concorre a separare lo spazio interno all’edificio


da quello esterno.
L‟involucro dovrebbe essere in grado di:
 Ridurre il più possibile gli scambi di calore tra l‟interno e l‟esterno
 Smorzare con la propria inerzia gli effetti variabili del clima
 Assicurare temperature della superficie interna accettabili ai fini del
benessere
 Assicurare l’equilibrio igrometrico tra l‟interno e l‟esterno

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Involucro

La formulazione di un «modello energetico» del sistema ambiente-edificio


comporta una conoscenza approfondita dei meccanismi fisici che
presiedono alla trasmissione di calore.

Conduzione: trasferimento di energia che si verifica per effetto


dell‟interazione delle particelle di una sostanza dotate di maggiore energia
con quelle adiacenti dotate di minore energia. La conduzione avviene
prevalentemente tra due corpi solidi a contatto o tra parti dello stesso
corpo che si trovano a temperature differenti.

Convezione: trasferimento di energia tra una superficie solida e il fluido


adiacente in movimento.

Irraggiamento: energia emessa da una sostanza sotto forma di onde


elettromagnetiche. L‟irraggiamento non richiede la richiesta di un mezzo.
Il corpo a temperatura maggiore emette radiazioni elettromagnetiche che
vengono assorbite dal corpo più freddo.
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Involucro

La conduzione e la convezione sono accumunate dalla presenza di massa


in movimento del sistema. L‟irraggiamento è invece legato ad un fenomeno
di propagazione di onde elettromagnetiche.

Conduzione Convezione Irraggiamento

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Involucro
Caratteristiche

Trasmittanza termica U: Grandezza fisica che misura la quantità di


potenza termica scambiata da un materiale per unità di superficie
(superficie di 1 m²) e unità di temperatura (1 °C o 1 K). Nel sistema
internazionale la trasmittanza termica si misura in W/(m² K).
La trasmittanza termica descrive la capacità di un corpo di trasferire
energia (più è alta, quindi, meno il corpo è isolante)
U molto basso = buon elemento isolante
La trasmittanza è pari all‟inverso della resistenza:

U = 1/R

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Involucro
Caratteristiche

Resistenza termica R: la resistenza rappresenta la capacità di un corpo di


opporre resistenza al passaggio del calore e quindi al flusso termico. Più
alta è la resistenza, migliore è la coibentazione. Il valore di R è ottenuto
mediante la formula:

R = s/ʎ, dove
s è lo spessore del materiale
ʎ è la conduttività termica

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Involucro
Caratteristiche

Conduttività termica ʎ: la conduttività termica descrive l’attitudine di una


sostanza a trasmettere calore
ʎ molto basso = buon elemento coibente
L‟unità di misura della conduttività è W/(m K)

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Involucro
Caratteristiche

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Involucro
Caratteristiche

L‟involucro dell‟edificio dovrebbe garantire elevati livelli di isolamento e


inerzia termica

Isolamento: Consente di limitare la sollecitazione esterna, sia essa estiva


o invernale sugli ambienti interni. Le prestazioni dell‟isolamento dipendono
anche dalla sua posizione nel pacchetto murario

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Involucro
Caratteristiche

Inerzia termica: Rappresenta la capacità del muro di opporsi alla


trasmissione del calore attraverso il proprio spessore, con conseguente
sfasamento in termini temporali dell’influenza sull’ambiente interno del
cambiamento delle condizioni esterne. E„ legata alla natura e spessore
dei materiali che compongono l‟involucro.

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Involucro
Isolamento

Le tecniche di isolamento delle pareti si differenziano per la diversa


successione degli strati e per il conseguente differente comportamento
della struttura su cui sono posizionati, oltre che per il tipo di isolante
selezionato.

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Involucro
Isolamento

NATURALI

ORGANICO

SINTETICI

ISOLANTE

NATURALI

INORGANICO

SINTETICI

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Involucro
Isolanti inorganici sintetici

Lana di vetro

Vetro cellulare

ISOLANTE
INORGANICO Lana di roccia
SINTETICO

Silicato di
calcio

Isolante
minerale

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Involucro
Isolanti inorganici naturali

Argilla espansa

Perlite espansa
ISOLANTE INORGANICO
NATURALE
Vermiculite
espansa

Isolante
minerale

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Involucro
Isolanti organici sintetici

Polistirene
espanso (EPS)

Polistirene
estruso (XPS)
ISOLANTE ORGANICO
SINTETICO
Poliuretano

Polietilene

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Involucro
Isolanti organici naturali

Sughero

Fibra di cellulosa

Canapa

ISOLANTE
ORGANICO Fibra di legno
NATURALE
Legno
mineralizzato

Trucioli

Paglia

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Involucro
Isolamento a cappotto

L‟isolamento «a cappotto» consiste


nell‟applicare sul lato esterno della parete un
pannello di materiale isolante, poi rinforzato
da un‟armatura di sostegno e completato da uno
strato di finitura.
Questo tipo di coibentazione permette
l‟eliminazione di ponti termici e di fenomeni di
condensazione, migliora l‟inerzia termica ed
aumenta la temperatura superficiale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Involucro
Parete ventilata

Sistema di isolamento che permette di


aggiungere ai vantaggi della coibentazione a
cappotto quello di una efficace ventilazione
della parete stessa. La lama d‟aria che si viene
a determinare tra il rivestimento esterno e lo
strato di isolante comporta una protezione dalla
radiazione solare, conseguente all‟effetto
camino che si verifica nell‟intercapedine una
volta che il calore assorbito dal rivestimento
viene ceduto all‟ aria. Inoltre lo strato d‟aria
favorisce l‟eliminazione del vapore acqueo.
Il sistema è di facile manutenzione poiché gli
elementi del rivestimento sono modulari, montati
a secco e sostituibili.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Involucro
Tetto verde
Vantaggi: Svantaggi:
 Riduzione delle escursioni termiche  Buon pacchetto di impermeabilizzazione
 Protezione dal rumore (elevato spessore)
 Filtraggio delle polveri (10-20% in meno)  Elevati carichi per la struttura
 Ritenzione idrica (anche del 70-90%) e  Uso di substrati idonei alla crescita delle
conseguentemente alleggerimento del carico sulla piante e conseguente manutenzione
rete di canalizzazione delle acque bianche necessaria

Fonte: www.fotovoltaicosulweb.it Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Involucro
Tetto verde: E. Souto de Moura, Casa en Ponte de Lima 2012

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Involucro
Tetto verde
NL Architects, Funen Blok K, Amsterdam 2009

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Involucro
Tetto verde
Vo Trong Nghia Architects, House for Trees, Ho Chi Minh 2014

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Involucro
Confronto

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Involucro
Disomogeneità termiche

Aperture (finestre, porte)


Le aperture offrono le migliori opportunità e allo
stesso tempo comportano i maggiori rischi per lo
sfruttamento passivo dell‟energia solare. Se
opportunamente progettate queste possono contribuire
in modo determinante all‟approvvigionamento energetico
e al benessere degli abitanti.
Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
Involucro
Disomogeneità termiche

Ponti termici
Il ponte termico si verifica in punti di discontinuità della
struttura, che diventano vie privilegiate di trasmissione del
calore. I ponti termici possono essere di forma
(discontinuità dovute dalla disposizione geometrica di
strutture uguali, es. angoli degli edifici) oppure di
struttura (accostamento di strutture diverse)
Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
Involucro
Disomogeneità termiche

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Involucro
Soluzioni progettuali

Soluzioni progettuali a livello di involucro dell‟edificio:

 Orientamento e dimensionamento delle


aperture
 Resistenza termica dei componenti opachi
 Resistenza termica dei componenti trasparenti
 Progetto dei sistemi di schermatura
 Sfruttamento dei guadagni solari in inverno
 Controllo della radiazione solare in estate
 Controllo dell’illuminazione naturale
 Controllo della ventilazione naturale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Componenti impiantistici

Sistema di Rete di
Generatore Terminali
regolazione distribuzione

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Generatore di calore

Macchina comprendente le apparecchiature necessarie per la produzione


del calore attraverso il processo di combustione e per la successiva
cessione del calore stesso al fluido termovettore.

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Generatore di calore

Potere calorifico superiore (PCS): E‟ la quantità di calore che si rende


disponibile per effetto della combustione completa a pressione costante
della massa unitaria del combustibile, quando i prodotti della combustione
siano riportati alla temperatura iniziale del combustibile e del comburente.

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Generatore di calore

Potere calorifico inferiore (PCI): E‟ il potere calorifico superiore diminuito


del calore di condensazione del vapore acqueo durante la combustione

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Generatore di calore
Parametri

Potenza termica utile: Quantità di calore trasferita nell’unità di tempo al


fluido termovettore. L‟unità di misura è quella della potenza, il kW.

Potenza termica del focolare: E‟ il prodotto tra il potere calorifico


inferiore del combustibile impiegato e la portata di combustibile
bruciato
(PCI x portata)

Rendimento termico utile: Rapporto tra la potenza termica utile e la potenza


termica del focolare

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Generatore di calore
Perdite

Perdite al mantello: Le perdite al mantello quantificano la quantità di calore


che, essendo dissipata attraverso il mantello della caldaia, non può essere
utilizzata per scaldare il fluido termovettore. Le perdite al mantello si
verificano sia a bruciatore acceso che a bruciatore spento.

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Generatore di calore
Perdite

Perdite al camino a bruciatore spento: Queste perdite sono legate al moto


naturale dell’aria attraverso la caldaia, che dissipa calore

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Generatore di calore
Perdite

Perdite al camino a bruciatore acceso: Sono legate al fatto che i fumi


espulsi hanno una propria quantità di calore ed una loro temperatura, che più
è alta e più indica l’incapacità del generatore di sottrarre calore
potenzialmente utile al riscaldamento.

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Impianti

Tecnologie impiantistiche definite «efficienti»:


 a. Caldaie multistadio o modulanti
 1. Generatori di calore ad alta efficienza
 b. Caldaie a condensazione
 2. Pompe di calore
 3. Sistemi di regolazione locale
 4. Sistemi di cogenerazione/trigenerazione
 5. Sistemi di automazione e controllo (domotica)
 6. Sistemi di accumulo
 7. Tecnologie per l‟utilizzo di fonti rinnovabili

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1. Generatori multistadio o modulanti

Un generatore multistadio o modulante è caratterizzato da tre stati tipici di


funzionamento:
Bruciatore spento
Bruciatore acceso alla minima potenza
Bruciatore acceso alla massima potenza

Qui di seguito la distinzione tra generatori multistadio e modulanti:


Multistadio: Sono a due o più stadi di potenza, del tipo tutto/poco
Modulanti: Sono a potenza variabile tra il minimo e il massimo. Questo tipo
di generatori sono descritti da una potenza termica al focolare massima e una
potenza termica al focolare minima.

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1. Caldaia a condensazione

La caldaia a condensazione è una caldaia dall‟alto rendimento poiché è in


grado di recuperare parte del calore ottenuto nei fumi espulsi dal
camino. La caldaia a condensazione ha dunque un rendimento maggiore
perché i fumi di scarico escono ad una temperatura inferiore (30-70 °C
invece che 120-160 °C delle caldaie tradizionali).

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


1. Caldaia a condensazione

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


2. Pompa di calore

La pompa di calore è una macchina


in grado di trasferire calore da un
corpo ad una temperatura inferiore
ad uno che si trova ad una
temperatura superiore fornendo
energia, generalmente elettrica.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


2. Pompa di calore
Classificazione

Tipo di vettore Tipo di


energetico sorgente

 Pompe di calore elettriche  Aria/aria


 Pompe di calore ad assorbimento  Aria/acqua
 Acqua/acqua
 Terra/acqua

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


2. Pompa di calore

E‟ noto che il calore tende a spostarsi da un corpo caldo verso uno a temperatura
minore (meno caldo). Le pompe di calore sono macchine che possiamo definire
in grado di invertire il flusso di calore: esse infatti prelevano il calore da un
ambiente a bassa temperatura e lo trasferiscono in un ambiente a temperatura
più alta. Questo processo, però, non può avvenire in maniera naturale: perché
ciò accada la PdC deve effettuare un lavoro. E‟ dunque necessaria dell‟energia
per generare questo fenomeno.

Casali E., Pompe di calore –


Tipologie, progettazione e
benefici nell’utilizzo, Dario
Flaccovio Editore, Palermo 2015

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2. Pompa di calore

COME E’ POSSIBILE PRELEVARE CALORE DA UN AMBIENTE GIA’ FREDDO E


TRASFERIRLO IN UNO PIU’ CALDO, ANDANDO CONTRO AD UN PRINCIPIO
NATURALE CHE FA SI’ CHE IL CALORE TENDA A FLUIRE DA UN CORPO CALDO
A UNO FREDDO E NON VICEVERSA?

?
Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
2. Pompa di calore

Immaginiamo un pallone con un certo volume, pieno di molecole. Per mezzo di una forza esterna (lavoro)
questo pallone viene compresso, fino a diventare delle dimensioni di una pallina da tennis. Il numero di
molecole all‟interno è lo stesso, ma le molecole sono più compresse. La loro strettissima vicinanza genera un
aumento di temperatura: la pallina da tennis diventa calda. Ora spostiamo la pallina dal primo ambiente (es.
quello esterno) ad un ambiente più caldo (es. ambiente interno). La pallina, avendo una temperatura
superiore a quella dell‟ambiente interno cede ad esso parte del suo calore. La sua pressione interna quindi
tende a diminuire, perché la sua temperatura è diminuita. Ora prendiamo nuovamente la pallina e la
riportiamo all‟esterno e la lasciamo ridiventare della dimensione di un pallone: il volume aumenterà e le
molecole si allargheranno, riducendo quindi ulteriormente la loro temperatura. Tuttavia, siccome il numero di
calorie è inferiore rispetto a quello iniziale, la sua temperatura diminuirà al di sotto di quella originale.
Quest‟abbassamento di temperatura richiamerà all‟interno del pallone un‟altra quantità di calore che sarà
prelevato dall‟ambiente esterno, fino a quando la temperatura del pallone sarà uguale a quella dell‟ambiente

Casali E., Pompe di calore – Tipologie,


progettazione e benefici nell’utilizzo,
Dario Flaccovio Editore, Palermo 2015
Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
2. Pompa di calore

Il circuito chiuso è costituito da:


 un compressore: è mosso da un motore alimentato a energia elettrica. Il
compressore comprime il fluido che aumenta di pressione e temperatura e
viene inviato al condensatore.
 un condensatore: il fluido proveniente dal compressore passa dallo stato
gassoso allo stato liquido cedendo calore all’esterno
 un evaporatore: il fluido assorbe calore dall‟esterno ed evapora. Il refrigerante
sotto forma di vapore torna nel compressore che lo comprime per iniziare un
nuovo ciclo.

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2. Pompa di calore

Il Coefficiente di Prestazione COP


indica la resa della pompa di calore
ed è pari al rapporto tra l’energia
resa e l’energia consumata
(solitamente elettrica).
Si noti che maggiore è la differenza
di temperatura tra la sorgente e il
«pozzo» caldo (ovvero il punto dove
si immette calore) minore sarà il
valore del Coefficiente COP.
La resa è dunque inversamente
proporzionale alla differenza di
Es. COP=4 significa che per ogni
kWh di energia elettrica consumato temperatura.
la pompa di calore fornisce 4 kWh.

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2. Pompa di calore

La pompa di calore è costituita da un


circuito chiuso, percorso da uno
speciale fluido (frigorigeno)

Aria/aria= La sorgente fredda è costituita dall‟aria


esterna. Il calore viene prelevato dall‟aria esterna
e ceduto al pozzo caldo costituito dall‟aria
dell‟ambiente da riscaldare
Aria/Acqua=La sorgente esterna è l‟aria, ma il
calore (o il freddo) vengono trasferiti all‟acqua di
un circuito di riscaldamento
Acqua/Acqua= La sorgente esterna è costituita
da acqua ad una temperatura relativamente
costante
Terra/acqua= Il calore viene prelevato dalla
sorgente fredda costituita dal terreno e ceduto al
pozzo caldo costituito da un circuito d'acqua

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2. Pompa di calore
Pompe di calore aria/aria

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2. Pompa di calore
Pompe di calore geotermiche

I sistemi a sonde per geoscambio termico a pompa di calore, detti anche GHP
(Geothermal Heat Pump, pompe di calore geotermiche), sono impianti di
climatizzazione degli edifici che sfruttano lo scambio termico con il
sottosuolo, traendo vantaggio dalla temperatura relativamente costante del
suolo durante tutto l’arco dell’anno.

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2. Pompa di calore
Pompe di calore geotermiche

Le pompe di calore geotermiche forniscono, o sottraggono, calore all‟edificio


scambiandolo con il suolo a basse profondità (1-200 m).
Le GHP possono essere applicate ad una vasta gamma di costruzioni, in
qualsiasi luogo del mondo: abitazioni residenziali, edifici commerciali, scuole,
piscine, serre e capannoni, hotel e uffici.

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2. Pompa di calore
Pompe di calore geotermiche

Le sonde geotermiche sono degli


scambiatori di calore interrati verticalmente -
si tratta, normalmente, di tubi ad U - nei
quali circola un fluido termoconduttore.

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2. Pompa di calore
Pompe di calore geotermiche

I fasci di tubi (serpentine) sono interrati


orizzontalmente fino ad una profondità
massima di 3 m e sottraggono calore al suolo. Il
loro metodo di funzionamento è quasi identico a
quello delle sonde geotermiche. Questo metodo
è meno utilizzato richiedendo maggior spazio e
sviluppo delle sonde. Durante l'inverno
l'ambiente viene riscaldato trasferendo energia
dal terreno all'abitazione mentre durante l'estate il
sistema si inverte estraendo calore dall'ambiente
e trasferendolo al terreno.

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2. Pompa di calore
Pompe di calore geotermiche: circuito verticale

Perforazioni dai 25 ai 100 metri – poca area superficiale richiesta


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2. Pompa di calore
Pompe di calore geotermiche: circuito verticale

Parametri geologici ed idrogeologici:

 Caratteristiche geologiche degli strati


 Valutazione della conducibilità termica e dello stoccaggio termico del terreno
 Temperatura del sottosuolo
 Profondità della falda freatica
 Velocità e direzione di scolo delle acque sotterranee

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2. Pompa di calore
Pompe di calore geotermiche: circuito orizzontale

Profondità da 1,5 a 3 metri – molta area superficiale richiesta


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2. Pompa di calore
Pompe di calore geotermiche: circuito orizzontale

Per i sistemi a fasci di tubi orizzontali è necessaria una superficie che è pari a
circa 2,5-3 volte quella dell‟edificio da riscaldare.
Così come per le sonde verticali, le sonde orizzontali sono utilizzate per il
riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti, oltre che per l‟acqua calda
sanitaria.

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2. Pompa di calore
Pompe di calore acqua/acqua

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2. Pompa di calore
Pali energetici

Questi pali di fondazione in


calcestruzzo armato hanno una
duplice funzione: da una parte
fungono da fondamenta, dall‟altra
incorporano tubazioni che
consentono di sfruttare l’energia
geotermica del sottosuolo. All‟interno
dei pali sono dunque installati dei tubi
ad U (due o più a seconda del
diametro del palo che va dagli 0,4
agli 1,5 metri).

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2. Pompa di calore
Pali energetici

Un fluido termovettore circola nel


circuito chiuso tra i pali e la pompa di
calore. I pali energetici funzionano
secondo un ciclo annuale, con
un’estrazione di calore dal terreno
durante la stagione di
riscaldamento e un’estrazione di
freddo durante il periodo di
climatizzazione.
Questa tecnologia non comporta
Dettaglio dell‟armatura di un palo energetico sul cantiere del costi eccessivi, ma necessita la
futuro Dock Midfield, aeroporto di Zurigo
propria integrazione sin dalle prime
fasi del progetto

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2. Pompa di calore
Vantaggi

 Rendimento elevato
 Vantaggio ambientale: le PdC utilizzano infatti energia contenuta in aria,
acqua, terreno
 Adattabilità: la stessa macchina può fornire calore in inverno e fresco
in estate: questo determina un minor costo di ammortamento
dell‟investimento iniziale
 Versatilità: sono infatti disponibili molte taglie di potenza e possono
essere utilizzate in diverse tipologia di utenza
 In alcuni casi, allestimento dell’impianto limitato: questo dipende dalla
tipologia, se si pensa ad una PdC aria/aria questo è particolarmente
evidente. L‟allestimento diventa più complesso se si fa riferimento ad una
PdC geotermica.

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4. Cogenerazione

La cogenerazione prevede la
produzione combinata, da una
medesima fonte, di energia
elettrica e di calore. Il calore
prodotto dal processo di generazione
di energia elettrica viene recuperato
e distribuito alle utenze.
La tecnologia della cogenerazione
consente di incrementare l‟efficienza
energetica complessiva di un
sistema.

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4. Trigenerazione

La trigenerazione prevede la
produzione simultanea, dalla
medesima fonte, di energia
elettrica, termica e frigorifera, per il
condizionamento o per processi
industriali. La tecnologia prevede
l‟aggiunta, ad un sistema di
cogenerazione, di un gruppo
frigorifero ad assorbimento

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Impianti
Tecnologie per l’utilizzo di fonti rinnovabili

 Solare termico
 Solare fotovoltaico
 Geotermico
 Biomassa
 Pompe di calore
 Eolico

Domanda di energia primaria per fonte (Mtep), anni 1997-2013


Fonte: elaborazione ENEA

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Impianti
Tecnologie per l’utilizzo di fonti rinnovabili

Domanda di energia primaria per fonte (%), anno 2012


Fonte: elaborazione ENEA su dati del Ministero dello sviluppo economico

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Impianti
Tecnologie per l’utilizzo di fonti rinnovabili

Produzione lorda di energia elettrica da fonte energetica rinnovabile, Anni 2009-2013, valori percentuali
Fonte: Terna S.p.A. – Rete elettrica nazionale (da Rapporto Istat Ambiente ed Energia)

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Radiazione solare

La radiazione solare è l’energia


elettromagnetica emessa dal sole.

La radiazione solare dipende:


 Dalle condizioni metereologiche ed
atmosferiche
 Dall’angolo formato tra la radiazione
incidente e la superficie al suolo

La densità di potenza massima fuori


dall‟atmosfera terrestre è pari a 1350 W/m²
(costante solare), mentre sulla superficie
terrestre è pari a 1000 W/m²

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Radiazione solare

L'energia termica irradiata sulla superficie terrestre può essere “catturata” in


diversi modi ed utilizzata per le varie necessità energetiche: come semplice
energia termica utile alla produzione di acqua calda per usi sanitari e per
riscaldamento ma anche per ottenere energia elettrica attraverso l‟utilizzo di
celle fotovoltaiche.

Pannelli solari sottovuoto e pannelli fotovoltaici


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Radiazione solare

La tecnologia termo-solare si può oggi considerare matura per una adozione


diffusa e conveniente, ci sono configurazioni e soluzioni per tutte le regioni
climatiche e per diverse tipologie edilizie (residenziali, commerciali,
produttive-industriali…)

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Radiazione solare

Una delle principali problematiche nell‟utilizzo dell‟energia solare è sempre


stata l‟imprevedibilità che ne ha causato la mancanza di autonomia dal
sistema centralizzato: non sempre infatti c'è sole sufficiente per le esigenze
termiche contingenti. Tuttavia se da una parte è possibile integrare
efficacemente queste tecnologie nel sistema termico preesistente,
dall‟altra i sistemi di accumulo, sempre più al centro della ricerca e
dell‟applicazione attuale, ne aumentano il grado di autonomia, garantendo lo
stoccaggio di energia per un uso successivo nel tempo e andando quindi ad
abbattere il problema della non-corrispondenza tra domanda e offerta.

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Radiazione solare

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Solare termico
Pannello solare vetrato

La radiazione solare incidente sulla


superficie captante del pannello viene
assorbita da una piastra nera che, a sua
volta, cede l’energia termica ad un fluido
termovettore che scorre in tubi saldati
alla piastra. Il collettore è protetto
superiormente da una lastra selettiva
trasparente che permette
l’attraversamento della radiazione e
limita le dispersioni di calore per
irraggiamento verso l'ambiente esterno; sul
retro e sui lati è invece isolato termicamente
da uno strato di coibentante ed è chiuso
ermeticamente all‟interno di un contenitore
metallico

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Solare termico
Pannello solare vetrato
riflessione 20%

irraggiamento 6%

Vetro
convezione 8% 80%

riflessione 4%

Piastra assorbente
65%
Fluido Termovettore

Strato Isolante
Involucro Esterno
conduzione 1%

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Solare termico
Collettore termico

Per ottenere una migliore efficienza, la


piastra assorbente è spesso trattata con
vernici selettive, in maniera tale da
potenziare la capacità di assorbimento
(fino al 95-98% dell’energia incidente) e
limitare l‟energia radiante (al 12-20%).
L‟impianto solare termico può essere a
circolazione naturale o a circolazione
forzata

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Solare termico
Pannello solare sottovuoto

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Solare termico
Pannello solare sottovuoto

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Solare termico
Dimensionamento

PARAMETRI
Fabbisogno complessivo mensile
N° di persone = consumo giornaliero di acqua calda sanitaria

FABBISOGNO ACS
Il fabbisogno quotidiano per abitazione è generalmente stimato come
prodotto del numero di persone presenti all’interno dell’abitazione per
un valore di consumo medio pro capite.
La temperatura media di utilizzo è generalmente considerata pari a 45 °C

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Solare termico

Vantaggi: Svantaggi:
 Tecnologia consolidata  Possibilità di riduzione della resa dei
 Incentivazione per l‟installazione dell‟impianto pannelli dovuto al surriscaldamento nel
 Energia pulita che evita l‟utilizzo di combustibili periodo estivo
fossili  Investimento iniziale
 Risparmio in bolletta

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Solare fotovoltaico

I sistemi fotovoltaici permettono la conversione diretta di energia solare in


elettrica. Un impianto è essenzialmente costituito da un sistema di
generazione (celle fotovoltaiche), un sistema di controllo e
condizionamento della potenza, un eventuale sistema di accumulo
dell‟energia e una struttura di sostegno.

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Solare fotovoltaico

Produzione di energia elettrica direttamente dalla radiazione solare


attraverso l‟utilizzo di materiali semiconduttori.

Vantaggi: Svantaggi:
- Uso di una fonte inesauribile - Basso rendimento!
- Nessun consumo di combustibile - Costo elevato
- Nessuna emissione inquinante - Evoluzione tecnologica lenta
- Funzionamento automatico - Manutenzione frequente (se non viene
- Completa modularità (da 1W ai megawatt) correttamente eseguita si riduce la
- Possibilità di utilizzare superfici altrimenti inutilizzabili produzione di energia)
- Vita utile media di più di 20 anni
- Possibilità di autoproduzione e autoconsumo, con
conseguente sempre maggiore autonomia degli utenti
dalla rete

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Solare fotovoltaico

La cella fotovoltaica è un dispositivo


capace di convertire la radiazione
solare in energia elettrica.
Il materiale più utilizzato per la
realizzazione delle celle fotovoltaiche è
il silicio.

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Solare fotovoltaico

Policristallino Monocristallino Amorfo


h=11-14% h=14-17% h=5-7%

Area per 1 kWp= 7-9m2 Area per 1 kWp= 6-7 m2 Area per 1 kWp= 14-20 m2

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Solare fotovoltaico

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Solare fotovoltaico

José Antonio Martinez Lapena,


Elias Torres Architects
Forum 2004, Esplanade, Barcellona 2004

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Solare fotovoltaico

Hotz Architekten
Solar Fabrik, Friburgo, 1999 (Anno del concorso)

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Solare fotovoltaico

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Accumuli di energia

Un accumulo di energia consiste nell’immagazzinamento di energia per un


suo uso successivo nel tempo.
L’introduzione del prezzo multi-orario all‟interno del mercato elettrico tende
a favorire i prelievi di energia dalla rete in determinati momenti della giornata
(es. notte), sfavorendo invece il prelievo che avviene in fasi in cui la rete è
sovraccaricata. Il prelievo di energia in momenti in cui la richiesta è bassa è
però possibile solo se l‟energia stessa viene immagazzinata per un suo uso
successivo nel tempo.
L’imprevedibilità delle fonti energetiche rinnovabili è il secondo aspetto
che ha determinato il crescente interesse verso i sistemi di accumulo di
energia. Le fonti rinnovabili sono per loro natura imprevedibili in quanto
dipendenti da fenomeni atmosferici: se l‟energia prodotta può però essere
stoccata per un successivo utilizzo queste fonti diventano più gestibili in
relazione alla domanda di energia.

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Accumuli di energia
Accumulo termico

Un accumulo termico consente di colmare il divario tra la produzione di


energia e il suo utilizzo.
Gli accumuli termici più diffusi appartengono a due tipologie:
 Accumuli termici sensibili
 Accumuli termici latenti
La scelta del sistema di accumulo e la scelta del materiale utilizzato per
l‟accumulo dipendono da diversi fattori, come il periodo di stoccaggio
richiesto (che può essere diurno, settimanale o stagionale), la fattibilità
economica, le condizioni operative.
Il materiale di accumulo termico in assoluto più utilizzato è l‟acqua.

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Accumuli di energia
Accumulo termico

Le principali caratteristiche che identificano un sistema di accumulo sono:

 La durata dell‟accumulo
 La densità (quantità di energia immagazzinata per unità di volume)
 L‟efficienza (il rapporto tra l‟energia estratta e l‟energia caricata)

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Accumuli di energia
Accumulo termico

Accumulo termico sensibile: in un accumulo termico sensibile l‟energia


viene accumulata senza che vi sia un cambiamento di fase. L‟energia
viene immagazzinata sfruttando una differenza di temperatura all‟interno
del materiale adottato (tra i più utilizzati ricordiamo acqua, aria, olio, roccia,
sabbia…)

Accumulo termico latente: in un accumulo termico latente il calore non


viene accumulato tramite l‟aumento della temperatura della massa
accumulatrice (come nell‟accumulo sensibile), ma attraverso lo
sfruttamento del cambio di fase del materiale.

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Metodi di calcolo

Dati di INPUT OUTPUT


Orientamento Consumi elettrici
Indicazione volumetrica Consumi termici
Rapporto tra parti opache/parti finestrate per le varie facciate Consumo ACS
Individuazione delle zone termiche Consumi illuminazione
Componente impiantistica
Profilo di utilizzo

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SMART BUILDING

5. SMART GRID
SMART CITY
Generazione Distribuita e Smart Grid

La Generazione Distribuita (GD) è un modello di distribuzione dell’energia


che si pone come alternativo a quello tradizionale centralizzato, favorito
da due fondamentali fattori:
 La liberalizzazione del mercato elettrico
 L‟utilizzo di fonti energetiche rinnovabili

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Generazione Distribuita

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Generazione Distribuita e Smart Grid

CHE TIPO DI RETE?


CHE TIPO DI EDIFICIO?
CHE TIPO DI CITTA’?

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Generazione Distribuita e Smart Grid

Livellamento dei picchi di carico


Democratizzazione dell’energia
Prelievi «intelligenti» dalla rete
Produzione di energia in loco
Flussi energetici multidirezionali
Automazione e controllo
Solare termico ICT
Utente intelligente
Prosumers Solare fotovoltaico
Libero mercato
Indipendenza energetica
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Generazione Distribuita
Vantaggi

I principali vantaggi della Generazione Distribuita (GD) sono:


 La possibilità di affidarsi a fonti energetiche rinnovabili, diminuendo la
dipendenza dalle fonti fossili
 La possibilità di diminuire le perdite lungo la linea di distribuzione,
poiché la produzione di energia tende ad essere locale
 La possibilità di coinvolgere i consumatori nel processo energetico
 La possibilità di stoccare energia localmente, per un successivo uso
quando la rete è sovraccaricata

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Smart Grid

“a Smart Grid is an electricity network that can intelligently


integrate the actions of all users connected to it –
generators, consumers and those that do both – in order to
efficiently deliver sustainable, economic and secure electricity
suppies”
European Smart Grid Technology Platform
(2012)

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Smart Grid

a Smart Grid “is an electricity network that uses digital and


other advanced technologies to monitor and manage the
transport of electricity from all generation sources to meet the
varying electricity demands of end-users. Smart Grid
coordinates the needs and capabilities of all generators,
grid operators, end- users and electricity market
stakeholders to operate all parts of the system as efficiently as
possible, minimizing costs and environmental impacts while
maximizing system relaibility, resilience and stability”

International Energy Agency

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Smart Grid
Caratteristiche

 Combinazione di diverse tecnologie


 Monitoraggio real-time dello stato della rete mediante sistemi di
automazione e controllo
 Gestione dei carichi energetici
 Partecipazione degli utenti, definiti «prosumers» (contemporaneamente
producers and consumers)
 Integrazione con la rete elettrica esistente

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Smart Grid
Caratteristiche

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Smart Grid
Riferimenti normativi

 Direttiva 2009/28/CE
«The control of European energy consumption and the increased use of energy from renewable
sources, together wth energy savings and increased energy efficiency constitute important parts of the
package of measures needed to reduce greenhouse gas emissions (…)

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Smart Grid
Riferimenti normativi

 Direttiva 2009/72/CE
«Member States should encourage the modernization of distribution networks, such as through the
introduction of Smart Grids, which should be built in a way that encourages decentralized generation
and energy efficiency»

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Smart Grid
Riferimenti normativi

 Raccomandazione della Commissione 2014/724/EU


«Smart Grids are enabler for implementing key energy policies. In the 2030 policy framework context,
smart grids, as the blackbone of the future decarbonised power system, are recognized as a facilitator
for the energy infrastructure’s transformation in order to accomodate higher shares of variable
renewable energy, improve energy efficiency and ensure security of supply»

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Smart Building

Lo Smart Building è il terminale «intelligente» della Smart Grid

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Smart Building

Lo Smart Building è il terminale «intelligente» della Smart Grid

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Smart Building

PRODUTTORE CONSUMATORE

ACCUMULATORE

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Generazione Distribuita
Alcune definizioni

Microgrid: Sistema elettrico di media/bassa tensione che contiene


generazione (energia rinnovabile distribuita, ma anche tradizionale), carichi,
sistemi di accumulo ed una rete elettrica che collega tra di loro questi nodi.

Virtual Power Plant: Impianto di generazione virtuale costituito da più


utenti localizzati in un dato territorio che si interfacciano alla rete come un
utente unico. Il Virtual Power Plant nasce dunque dall‟aggregazione di utenti
che si interfacciano alla Smart Grid in uno scambio di energia bidirezionale
(utente-rete e rete-utente) come se fossero un unico utente. Il concetto è
particolarmente interessante perché conduce verso l’indipendenza
energetica del quartiere, microgrid all‟interno del sistema della Smart Grid.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Distretto energetico

Distretto energetico: sistema energetico che integra diverse tecnologie ad


alta efficienza in un unico sistema, al fine di ottimizzare l‟interazione tra
produzione e consumo a livello locale.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Distretto energetico

“Un distretto energetico è un insediamento civile o industriale


territorialmente localizzato che richiede un servizio di
energia sia in forma termica che elettrica o connessa a servizi
di altro genere. Il maggior guadagno in termini di efficienza
energetica consiste nel mettere a fattor comune, in parte o in
toto, questi servizi progettandoli o gestendoli con criteri di
ottimizzazione multi-obiettivo”

Dossier ENEA
«Dall‟eco building al distretto energetico: la proposta Enea per un modello di
sviluppo fondato su eco edifici e generazione distribuita», 2007

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Smart City

La Smart City prevede l’ottimizzazione e l’innovazione dei servizi pubblici


così da mettere in relazione le infrastrutture materiali della città con il
capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita.

La Smart City prevede l’utilizzo di nuove tecnologie della comunicazione


(ICT), della mobilità e dell’efficienza energetica, così da migliorare la
qualità della vita dei cittadini che vi abitano e di imprese e istituzioni ivi
collocate.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Smart City

Fonte: www.dedagroup.it Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


6. CASI STUDIO
ALCUNI RIFERIMENTI
Progetti alla scala urbana

Solar City (Linz, Austria) – 1994/2004


Roland Rainer, Norman Foster + Partners, Herzog + Partner, Richard Rogers Partnership, Heinz Stogmuller,
Renzo Piano Building Workshop Architects, Latz + Partner

Hammarby Sjöstad (Stoccolma, Svezia) – 1990/2017


Vario

Vauban (Friburgo, Germania) – 1996/2009


Kohlhoff & Kohlhoff

Masdar City (Abu Dhabi, Emirati Arabi) – 2006/2016 (Prima parte)


Norman Foster + Partners

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Solar City, Linz

Roland Rainer, Norman Foster + Partners,


Herzog + Partner, Richard Rogers
Partnership, Heinz Stogmuller, Renzo Piano
Building Workshop Architects, Latz +
Partner

Linz, Austria

1994-2004

335 000 mq (6000 abitanti)

Energia solare, catalogo di


tipologie, progetto alla scala
urbana

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Solar City, Linz

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Solar City, Linz

Solar City rappresenta uno dei primi e più


significativi esempi di sperimentazioni
urbane sostenibili a così vasta scala.
Il quartiere si organizza lungo un asse
principale in cui passa la linea tramviaria
e attorno al quale si concentrano gli edifici
adibiti a servizi e il mercato coperto. Gli
esercizi commerciali che non hanno
bisogno di illuminazione diretta sono
orientati secondo l’orientamento nord-
sud. Il disegno del tessuto urbano non è
stato impostato rigidamente sull’asse
eliotermico: gli edifici hanno infatti
orientamenti differenti. Quel che regola la
morfologia è invece l‟attenzione al
rapporto tra spazi aperti e spazi costruiti,
Ogni edificio residenziale è inoltre posto
ad una distanza massima di 300 m dalle
fermate di trasporto pubblico.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Solar City, Linz

Solar City è impostata sull‟uso massiccio


di tecnologie solari passive per la
produzione di energia elettrica (solare
fotovoltaico) e per la produzione di acqua
calda sanitaria (solare termico).
Uno dei materiali maggiormente utilizzati
per il suo importante grado di isolamento
è il legno. La scelta deli materiali dipende
tuttavia dall‟orientamento delle facciate.
Gli edifici sono compatti, per evitare al
massimo le superfici disperdenti.
L‟obiettivo iniziale era quello di
progettare edifici che non superassero un
consumo di 44 kWh/m² annuo: i risultati
ottenuti sono tuttavia stati migliori del
previsto, poiché il consumo annuo di
alcuni edifici arriva ad essere pari a 26-29
kWh/m².

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Solar City, Linz

Area est Area ovest


Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
Solar City, Linz

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Fonte: costruire.laterizio.it
Solar City, Linz

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Friburgo

«La politica energetica di Friburgo poggia su tre pilastri: contenimento


energetico, uso di nuove tecnologie (…) e utilizzo di energie rinnovabili, come
il solare invece dei combustibili fossili per soddisfare le nuove esigenze e
realizzare una fornitura energetica di tipo ecosostenibile. L’obiettivo più
generale e ambizioso è la promozione di uno sviluppo regionale sostenibile»

(Dieter Worner, direttore dell‟ Agenzia di Protezione Ambientale della Città)

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Vauban

Kohlhoff & Kohlhoff (masterplan)

Friburgo, Germania

1996-2009

38 ettari

Fonti energetiche rinnovabili,


mobilità sostenibile, edifici
passivi

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Vauban

Il quartiere è stato costruito sul sito di una


ex caserma francese ed ospita oggi 5000
abitanti. Il progetto è stato sviluppato
dalla municipalità in cooperazione con i
cittadini con una formula cooperativa
partecipatoria.
Le abitazioni sono progettate per
rispondere ad alti standard energetici (65
kWh/m² anno) ed alcuni edifici sono
pensati per essere «energy plus»:
producono cioè una quantità di energia
superiore al proprio fabbisogno. Il
quartiere è dotato di un impianto di
cogenerazione ad alta efficienza,
affiancato da produzione in loco di solare
fotovoltaico. La mobilità è pensata per
essere il più sostenibile possibile: il
servizio pubblico è potenziato e il car
sharing incentivato.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Solarsiedlung am Schlierberg

Fonte: www.rolfdisch.de Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Sonnenschiff
(«barca solare»)

Sonnenschiff è un edificio lungo 125


metri progettato da Rolf Disch, parallelo
al fronte stradale funge da «schermo»
visivo e acustico al complesso
residenziale solare posto sul retro.
L‟edificio ospita uffici e 9 abitazioni in
copertura. L‟energia necessaria al
funzionamento dell‟edificio deriva
esclusivamente da fonti rinnovabili.
Dal punto di vista del fabbisogno
energetico annuo l‟edificio si attesta fra i
10 e i 20 kWh/m², con variazioni dettate
dall‟uso, dall‟orientamento e dalle
proporzioni delle superfici esterne. Sulle
falde dei tetti delle penthouses e sulla
facciata nord dell‟edificio sono stati
installati circa 1000 metri quadrati di celle
solari

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Solarsiedlung am Schlierberg

Il quartiere ambisce all‟autonomia


energetica: affidandosi all‟utilizzo di fonti
rinnovabili come sole, vento e biomassa.
Le particolarità dell‟orientamento dettate
dal sito fanno sì che il Sonnenschiff (la
«barca solare») non possa sfruttare a
pieno il solare passivo: per questo edificio
dunque ci si appoggia al solare, ma
anche ad una vicina centrale di
cogenerazione a cippato di legno.
L‟involucro degli edifici è caratterizzato da
un alto fattore isolante. I tripli vetri isolanti
thermopane aumentano le prestazioni
energetiche degli edifici. Le unità sono
progettate per realizzare l‟obiettivo di 10-
15 kWh/m².

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Solarsiedlung am Schlierberg

Ogni casa produce elettricità con un


proprio sistema fotovoltaico, la cui
potenza varia a seconda delle dimensioni
e delle esigenze dell‟unità abitativa, da 3
a 12 kW (per un totale, per le case a
schiera, di 333 kW).
I tripli vetri ad alte prestazioni e i
frangisole ottimizzano i benefici del sole
sia in estate che in inverno.
L‟isolamento, con una trasmittanza U pari
a 0,12 W/(m² K) per muri esterni e soffitti
minimizza la perdita di calore attraverso
l‟involucro.
Le cinquanta case PlusEnergy, con un
totale di 6745 m² consumano 2200 kWh
all’anno ciascuna, contro una
produzione pro-capite di 6280 kWh.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Sonnenschiff (“barca solare”)

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Fonte: www.rolfdisch.de
Stoccolma
Capitale Verde Europea 2010

Stoccolma ha vinto il titolo, assegnato


dalla Commissione Europea, di Capitale
Verde Europea nel 2010 e si è posta
l‟ambizioso obiettivo di diventare Città
Fossil Free entro il 2050.
Il 68% del territorio di Stoccolma è verde
e grazie ad un programma di controllo
ambientale delle acque oggi è possibile
nuotare e pescare nelle acque cittadine.
Ciascun cittadino di Stoccolma vive a non
più di 300 metri da una fermata dei mezzi
pubblici, il 65% dei quali sono su rotaia:
per lo più i mezzi sono alimentati da
combustibili rinnovabili. Il numero di
spostamenti effettuati con trasporto
pubblico (circa il 64% del totale e fino al
77% nelle ore di picco) o con bicicletta
è largamente superiore a quello in auto

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Hammarby Sjöstad

Collaborazione tra municipalità e


privati, team di professionisti

Stoccolma, Svezia

1990-2017

200 000 mq (25000 abitanti


previsti)

Fonti energetiche rinnovabili,


circuito energetico, sostenibilità
sociale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Hammarby Sjöstad, Stoccolma

Ex area industriale dismessa, fortemente


contaminata e interamente bonificata.
Con la bonifica del quartiere sono state
rimosse ingenti quantità di metalli pesanti,
olio e grassi.

Sjöstad= Città d’ Acqua

(deve il suo nome alla posizione lungo le


rive del lago, ma anche al fatto che
l‟acqua è una delle principali fonti di
energia utilizzate)

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Hammarby Sjöstad, Stoccolma

Il quartiere si basa su un circuito


energetico a circuito chiuso:

a. Scarichi domestici convogliati in


cisterne nel sottosuolo dove, attraverso
opportuni trattamenti, vengono trasformati
in biogas, immediatamente riutilizzato
nelle cucine. I rifiuti solidi vengono
raccolti a parte e utilizzati come concime
per gli orti presenti nei giardini delle
abitazioni

b. L‟ energia elettrica viene ottenuta dai


pannelli solari collocati sui tetti degli
edifici o dalla centrale idroelettrica del
quartiere

c. Il riscaldamento proviene per metà dai


rifiuti domestici (che vengono condotti
ad un inceneritore) e la restante parte
deriva dalla combustione di olio
biologico (16%) e dall‟energia idrica
prodotta dalle acque di scarico (34%)

Fonte: www.envacgroup.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Hammarby Sjöstad, Stoccolma

Fonte: www.envacgroup.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Hammarby Sjöstad, Stoccolma

Il quartiere, con la sua conformazione,


incentiva l‟utilizzo della mobilità leggera e
del trasporto pubblico. I percorsi
pedonali e ciclabili permettono infatti di
raggiungere ogni luogo all‟interno di
Hammarby.
La sostenibilità sociale è un punto
chiave del progetto: l‟interazione sociale è
favorita dal progetto dello spazio aperto
che prevede numerose aree di sosta o di
gioco.
Nei giardini dei condomini si trovano degli
orti, anch‟essi dalla grande utilità sociale
poiché vengono affidati a persone
anziane che in tal modo vengono
occupate.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Hammarby Sjöstad, Stoccolma

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Hammarby Sjöstad, Stoccolma

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Masdar City, Emirati Arabi

Norman Foster + Partners

Abu Dhabi, Emirati Arabi

2006 – 2016 (termine prima


fase)

6 km² (50 000 abitanti previsti)

Fonti energetiche rinnovabili,


ricerca scientifica, mobilità
sostenibile

L‟iniziativa è capeggiata dalla società Abu Dhabi Future Energy Company (ADFEC) e presieduta dallo sceicco Mohammad Bin
Zayed Al Nahyan
Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
Masdar City, Emirati Arabi

Masdar City significa «città sorgente», è


infatti intesa come «sorgente» di energie
alternative.
La città è orientata secondo gli assi nord-
est e sud-ovest in modo da consentire
l‟utilizzo della ventilazione naturale.
L’energia elettrica utilizzata è per l’80%
di provenienza solare: appena fuori dalla
città si trova infatti una centrale
fotovoltaica estesa per 21 ettari. I tetti
delle abitazioni sono inoltre dotati di
pannelli fotovoltaici, così come le
strutture ombrelliformi ombreggianti
che si trovano lungo i percorsi pubblici. Le
infrastrutture per la mobilità sono
prevalentemente sotterranee, in città
circolano invece soltanto navette ad
emissioni zero.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Fonte: www.fosterandpartners.com
Masdar City, Emirati Arabi
Centrale eolica di Windstalk

La Centrale eolica di Windstalk è un


progetto dello studio di New York Design
Studio Atelier.
La centrale, che appare come un vero e
proprio progetto di land art, si costituisce
di 1203 steli alti 55 metri realizzati in
fibra di carbonio e resina. Il diametro di
questi steli, alla base, è pari a 30 cm:
questo si assottiglia poi verso l‟alto, fino a
diventare un diametro di 5 centimetri.
Gli steli sono ancorati a terra attraverso
una piattaforma circolare.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Edifici pubblici

Masdar Institute of Technology (Abu Dhabi, Emirati Arabi) - 2010


Norman Foster +Partners

Ufficio del Futuro BRE (Igarston, Regno Unito) - 1996


Feilden Clegg Architects

Headquarters 3M (Pioltello, Italia) - 2005


Mario Cucinella Architects

SIEEB Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building (Pechino, Cina) – 2006
Mario Cucinella Architects

California Academy of Sciences (San Francisco, Stati Uniti) - 2008


Renzo Piano Building Workdhop

Modern Wing Art Institute (Chicago, Stati Uniti) – 2009


Renzo Piano Building Workdhop

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Masdar Institute of Technology

Polo universitario realizzato nel 2010


dallo studio Foster and Partners in
collaborazione con il Massachussetts
Institute of Technology (MIT). L‟edificio è
esso stesso costruito secondo criteri di
sostenibilità e contenimento dei consumi:
la copertura è infatti integrata con più di
5000 mq di pannelli fotovoltaici. La
facciata è realizzata con un sistema di
pannelli simili a terracotta che permette
di schermare l‟edificio dalle radiazioni
solari, pur permettendo l‟ingresso dei
venti estivi e favorendo dunque la
ventilazione naturale.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Fonte: www.fosterandpartners.com
Masdar Institute of Technology

Fonte: www.fosterandpartners.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Ufficio del Futuro BRE

Feilden Clegg Architects

Igarston, Regno Unito

1996

Superficie lorda 2000 m²

Fonti energetiche rinnovabili,


camini di ventilazione, impianti

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Ufficio del futuro BRE

Uffici disposti su tre livelli , con


orientamento est-ovest. L‟edificio è
caratterizzato dalla presenza di camini di
ventilazione vetrati (interpretazione
contemporanea del concetto di «torre del
vento») che inoltre, nella facciata sud,
forniscono un contributo solare.
All’interno dei camini si trovano
ventilatori ad elica a bassa velocità che
contribuiscono alla ventilazione ricreando
il cosiddetto effetto camino.
I principali caratteri di sostenibilità sono:
- Utilizzo fonti rinnovabili
- Ventilazione naturale
- Caldaia a condensazione
- Utilizzo del 96% delle strutture
dell‟edificio che occupava il lotto in
precedenza.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Ufficio del futuro BRE

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Headquarters 3M

Mario Cucinella Architects

Milano, Italia

2005

10300 m²

Architettura e paesaggio, uso


di fonti rinnovabili, bioclimatica

Fonte immagini: www.archdaily.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Headquarters 3M

L‟edificio lineare terrazzato è lungo 105


metri e largo 21, con un’altezza
variabile dai 3 ai 5 piani. Le facciate sud
sono state progettate con una serie di
terrazze che offrono spazi ombreggiati.
Le facciate nord, est e ovest sono
progettate con vetri ad alta efficienza e
lamelle per l’ombreggiatura delle
superfici vetrate.
La copertura è integrata con pannelli
fotovoltaici per la produzione di energia
elettrica.
Le corti interne contribuiscono ad un
buon comportamento bioclimatico
dell‟edificio, favorendo la ventilazione
naturale e determinando affacci
ombreggiati, in cui il caldo estivo viene
ulteriormente mitigato dalla presenza di
vegetazione.

Fonte immagini: www.archdaily.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Headquarters 3M

Fonte immagini: www.archdaily.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Headquarters 3M

Fonte immagini: www.archdaily.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Headquarters 3M

- Schermature solari integrate


- Luce naturale
- Pompa di calore ad acqua di falda
- Corti verdi
- Impianto fotovoltaico
- Raccolta acque piovane
- Ventilazione naturale

Fonte immagini: www.archdaily.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Headquarters 3M

- Apporti solari
- Luce naturale
- Pompa di calore ad acqua di falda
- Impianto fotovoltaico
- Raccolta acque piovane
- Involucro ben isolato

Fonte immagini: www.archdaily.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


SIEEB
Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building

Mario Cucinella Architects

Pechino, Cina

2006

20 000 m²

Uso di fonti rinnovabili,


orientamenti solari, schermatura
solare, involucro a doppia pelle

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


SIEEB
Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building

L‟edificio a forma di U è simmetrico


lungo l’asse nord-sud e articolato verso
sud con una serie di terrazzi digradanti
intorno alla corte centrale, ribassata
rispetto alla strada. La sezione a gradoni
permette che luce e aria arrivino anche
alle quote più basse dell’edificio.
Le soluzioni solari passive per
l‟illuminazione e la ventilazione naturale si
riflettono dunque nella forma stessa
dell‟edificio

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


SIEEB
Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building

L‟edificio presenta una forma a gradoni


aperta verso sud che determina una
protezione dai venti freddi
settentrionali e allo stesso tempo
assicura controllo solare e
ombreggiamento sul lato sud durante i
mesi estivi, mediante un sistema di
frangisole e l‟inserimento della
vegetazione. I dati climatici del sito
sono stati prioritari nella definizione della
forma architettonica.
Ogni facciata propone un’esigenza
ambientale diversa e di conseguenza
una risposta architettonica differente.
Le facciate est e ovest sono composte
da un involucro multistrato, con la
presenza di vetri sia esterni (facciata B)
che interni (facciata A).

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


SIEEB
Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building

La facciata B delle pareti est e ovest è


uno strato esterno di vetro di sicurezza
libero rispetto all‟involucro a doppia pelle
(facciata A). La facciata A prevede doppi
vetri, finestre apribili, elementi
orizzontali riflettenti e avvolgibili
interni.
A nord viene progettata una imponente
parete di vetro blu, prevalentemente
chiusa che appare come una barriera
protettiva nei confronti dei venti
provenienti dal Deserto del Gobi.
A sud i terrazzi e i frangisole proteggono
l‟ampia vetrata. Il controllo termico è
garantito dalla presenza di finestre
apribili e lamelle orizzontali regolabili
in vetro riflettente.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


SIEEB
Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


SIEEB
Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building

Ingegneria delle facciate


L‟involucro dell‟edificio presenta quattro
tipi di superfici vetrate.
Il primo è utilizzato per la facciata a nord
con U= 1,4 W/mqK
Il secondo è una facciata a doppia pelle
dove la superficie vetrata interna ha
U=1,4 W/mqK mentre la superficie vetrata
esterna ha un valore di U=5,4 W/mqK.
Anche il terzo tipo è una facciata a
doppia pelle dove la superficie vetrata
interna ha U=1,4 W/mqK mentre la
superficie vetrata esterna ha un valore di
U=5,3 W/mqK.
Il quarto tipo ha U=1,3 W/mqK.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


SIEEB
Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building

Particolare attenzione è stata riservata


all‟ottimizzazione della luce naturale
attraverso lo studio di un elemento
orizzontale riflettente integrato nella
facciata.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


SIEEB
Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building

Negli uffici e nei laboratori vi è un sistema


di regolazione del flusso luminoso con
l‟installazione di reattori elettronici negli
apparecchi di illuminazione, il cui
funzionamento è controllato da
fotosensori.

Sistema fotovoltaico
190 moduli ognuno dotato di una potenza
nominale di 105 Wp.
La potenza di picco nominale
complessiva è pari a 19,95 kWp

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


SIEEB
Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building

SERVIZI TECNOLOGICI
- Sistema di trigenerazione
- Refrigeratori ad assorbimento
- Caldaie a condensazione ad alta
efficienza
- Cassette a volume d’aria variabile
(VAV)
- Soffitto radiante
- Pannelli fotovoltaici
- Sistemi di controllo intelligente BMS
(Building Management System) preposto
alla gestione dell‟edificio.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


California Academy of Sciences

Renzo Piano

San Francisco, Stati Uniti

2008

37 000 m²

Architettura e paesaggio, tetto


verde, uso di fonti rinnovabili

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


California Academy of Sciences

L‟edificio ospita:
- Spazi espositivi
- Spazi per la didattica
- Spazi di ricerca
- Museo di storia naturale
- Acquario
- Planetario

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


California Academy of Sciences

Elemento fondativo e simbolico del


progetto è il la copertura verde, che
nasce dall‟ «estrusione» del terreno,
portato a 10 metri di altezza. Proprio
come un paesaggio naturale il tetto è
ondulato, costituito da una serie di
«cupole» di varie dimensioni: le due
cupole di dimensioni maggiori coprono il
planetario e la foresta pluviale.
Il tetto verde produce una complessiva
riduzione delle temperature interne,
evitando la necessità di aria condizionata
nelle aree pubbliche a piano terra e negli
uffici di ricerca. Sulla copertura che
perimetra il tetto verde si trovano celle
fotovoltaiche che contribuiscono per un
5% alla produzione di energia elettrica del
complesso

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


California Academy of Sciences

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


California Academy of Sciences

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Modern Wing Art Institute

Renzo Piano

Chicago, Stati Uniti

2009

Involucro, illuminazione naturale,


integrazione con il contesto

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Fonte immagine: www.rpbw.com
Modern Wing Art Institute

Il progetto di ampliamento dell‟Art


Institute di Chicago prevede la
realizzazione di una nuova struttura in
acciaio, vetro e pietra calcarea,
caratterizzata da una copertura sospesa
e leggera (che Renzo Piano ha definito
«tappeto volante»).
Il piano terreno ospita spazi per la
formazione, un negozio e una galleria
per esposizioni temporanee, mentre i
due piani superiori sono destinati alla
collezione d’arte moderna e
contemporanea del museo. Le sale
espositive ai due piani superiori godono
della facciata completamente vetrata con
vista sul Millenium Park e sullo skyline
cittadino.

Fonte immagine: www.rpbw.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Modern Wing Art Institute
L’asse principale è la Griffin Court che
connette in direzione nord-sud il nuovo
ingresso sul Millenium Park con il Rice
Building (1988). Dalla Griffin Court una
scala in vetro e acciaio conduce ai livelli
superiori, da cui si può ammirare lo
skyline di Chicago. Scavalcando la
Monroe Street il Nichols Bridgeway
collega la Modern Wing al Millenium Park.

1. Ingresso dalla Monroe Street


2. Griffin Court
3. Mostre temporanee
4. Spazi didattici
5. Rice Building
6. Nichols Bridgeway

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Modern Wing Art Institute

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Modern Wing Art Institute

Il progetto ha ottenuto la certificazione LEED (Leadership in


Energy and Environmental Design): tra le motivazioni
l‟attenzione al recupero dei materiali di risulta di cantiere, la
progettazione della doppia pelle esterna, l‟innovatività della
copertura che è studiata per controllare l’ingresso della luce
naturale mediante un innovativo sistema di oscuramento
automatico.

Fonte immagine: www.rpbw.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Modern Wing Art Institute

La copertura a vista degli spazi espositivi è costituita da un


materiale in fibra di poliestere su telai di alluminio di 1,5x
2,7 metri di dimensione.

«Il motivo fondamentale per cui abbiamo deciso di prendere la


luce da nord, è perché a nord sia in una giornata azzurra sia in
una nuvolosa la luminosità è la stessa, il che rende questa luce
ideale per un museo. Abbiamo costruito il «flying carpet» che
funziona come parasole, non ferma la luce ma la regola, filtrando
solo quella che arriva da nord»

Renzo Piano

Fonte immagine: www.rpbw.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Modern Wing Art Institute

Fonte immagine: www.archdaily.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Modern Wing Art Institute

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Fonte immagine: www.rpbw.com
Modern Wing Art Institute

Fonte immagine: www.rpbw.com Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Edifici residenziali

Bosco Verticale (Milano, Italia) – 2014


Stefano Boeri Architetti

Ostello dello Youth Educational Institute (Windberg, Germania) - 1991


Thomas Herzog, Peter Bonfig

Gneiss Moss (Salisburgo. Austria) - 2000


Architekturburo Reinberg

Aktivhaus B10 (Stoccarda, Germania) - 2012


Werner Sobek

Casa Pentimento (Quito, Ecuador) - 2006


Josè Maria Sàez Vaquero, David Patricio Barragan Andrade

Diogene (Basilea, Svizzera) - 2013 Premio Pritzker 1998


Renzo Piano Building Workshop

Paper Houses (Nagata, Giappone) - 1996 Premio Pritzker 2014


Shigeru Ban

Quinta Monroy (Iquique, Cile) - 2004 Premio Pritzker 2016


Elemental (Alejandro Aravena)

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

Stefano Boeri

Milano, Italia

2009-2014

40 000 m²

Progetto di riforestazione
metropolitana,biodiversità
urbane, densificazione verticale
della Natura, fonti rinnovabili

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

Il progetto del Bosco Verticale si propone


come un‟innovativa risposta ai problemi
del consumo di suolo e della penuria
di vegetazione nei contesti urbani. Il
progetto si costituisce di due torri,
rispettivamente di altezza pari a 110 metri
e 76 metri. Il «Bosco» vede la
piantumazione di 900 alberi a medio-alto
fusto (dai 3,6 metri ai 9 metri), e di circa
2000 piante a basso fusto. Ciascuna
delle due foreste verticali coprirebbe, in
pianta, una superficie pari a 7000 m².
Prima della sua realizzazione sono state
effettuate numerose prove di tipo
strutturale (considerato l‟elevato peso
che insiste sulle strutture) e prove di
aerodinamica per testare la resistenza
degli alberi alle correnti d‟aria.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

Il progetto si è aggiudicato i due


prestigiosi premi internazionali:
International High Rise Award 2014 e
Best Tall Building Worldwide 2015.
Le piante sono contenute in grandi
vasche/vaso che variano in
dimensioni, in relazione al tipo di
pianta che da progetto va messa a
dimora. Il tipo di pianta dipende
dall’altezza, dall’esposizione della
facciata, dalla radiazione solare e dalle
ventosità.
Il progetto prevede inoltre
l’installazione di pale eoliche in
copertura e di 500 m² di pannelli
fotovoltaici

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

L‟irrigazione avviene mediante il recupero delle acque grigie dell‟edificio e attraverso l‟utilizzo di acqua di falda
Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
Bosco verticale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

Idea della policromia data dal ciclo vitale delle piante durante le stagioni
Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
Bosco verticale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Bosco verticale

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Ostello dello Youth Educational Institute

Thomas Herzog, Peter Bonfig


(assistente)

Windberg, Germania

1991

Superficie lorda 1720 m² (area


riscaldata)

Studio dell‟involucro,
integrazione con fonti rinnovabili

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Ostello dello Youth Educational Institute

Per l‟efficientamento energetico


dell‟edificio son stati presi in
considerazione i fabbisogni di
temperatura di ognuno degli spazi e la
quantità di tempo del loro utilizzo.
Spazi utilizzati per lunghi periodi sono
quindi stati divisi da spazi utilizzati per
brevi periodi, così da regolarne di
conseguenza il riscaldamento. Anche i
materiali utilizzati per le due tipologie
sono differenti.
Parete sud (contiene le stanze usate per
periodi più lunghi) = strato traslucido
termoisolante che cattura la radiazione
solare e si oppone alle perdite di calore
durante i periodi di riscaldamento
Parete nord (servizi sanitari, magazzino,
zona di distribuzione)

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Ostello dello Youth Educational Institute

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Ostello dello Youth Educational Institute

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Ostello dello Youth Educational Institute

1. Termoisolante traslucido e protezione solare


2. Ventilazione sopra la finestra
3. Radiatore a bassa temperatura
4. Collettori termici solari
5. Serbatoio dell‟acqua calda
6. Ventilatori meccanici
7. Canna fumaria

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Gneiss Moss, Salinsburgo

Architekturburo Reinberg

Salisburgo, Austria

2000

Area del lotto 9500 m²

Sostenibilità ambientale,
sistemi passivi

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Gneiss Moss, Salinsburgo

Nell‟area vengono disposti cinque edifici


con orientamento a sud e due edifici a
schiera con orientamento est-ovest,
per un totale di 61 appartamenti.
Gli edifici a sud sono pensati per sfruttare
al massimo il guadagno solare passivo
attraverso grandi vetrate, giardini
d’inverno, materiali isolanti e sistemi
di ventilazione. L‟aria esterna a 2 gradi si
incanala all‟interno delle serre solari dove
si riscalda fino a 12 gradi.
Negli edifici esposti lungo l’asse est-
ovest la captazione solare passiva
viene ottenuta attraverso l’utilizzo di
shed solari disposti in copertura, che
in estate vengono oscurati. Le
finestrature a ovest sono realizzate con
vetri a triplo strato.

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Aktivhaus B10

Werner Sobek

Stoccarda, Germania

2012

Casa attiva, prefabbricazione,


automazione e controllo

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Aktivhaus B10

L‟ edificio viene progettato e costruito


all’interno di un progetto di ricerca
sperimentale. Il progetto si fonda sul
modello del «Triplo Zero»: l‟edificio è
infatti progettato per generare più energia
di quella necessaria per farlo funzionare
(zero energia), per non produrre
emissioni nell‟ambiente (zero emissioni)
e per consentire il completo riciclaggio dei
materiali costruttivi al termine della
propria esistenza (zero rifiuti).
L‟edificio non adotta soltanto misure
passive (come ad esempio un ottimo
isolamento termico dei materiali) ma
anche strategie attive di controllo grazie
alla presenza di sistemi di automazione.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Aktivhaus B10

La costruzione è in pannelli in legno non


trattato, coperto interamente di tessuto:
si tratta di una struttura estremamente
riciclabile e smontabile per un eventuale
trasporto. Non sono stati posati cavi, né
tubature, né fondazioni.
L‟edificio appare come completamente
chiuso su tre lati, mentre la facciata su
strada, che affaccia a nord-ovest, è tutta
vetrata. Il prospetto su strada può
chiudersi totalmente grazie al
ribaltamento delle 4 pannellature di
pavimentazione dell‟area di ingresso,
anch‟esse rivestite interamente di tessuto
bianco, come l‟intero edificio.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Aktivhaus B10

La prefabbricazione industriale e la
facilità di montaggio e trasporto
permettono il completo smaltimento
dell’edificio alla fine del suo ciclo di
vita e una evidente adattabilità a differenti
contesti.

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Casa Pentimento

Josè Maria Sàez Vaquero,


David Patricio Barragan Andrade

Quito, Ecuador

2006

234 m²

Modularità, prefabbricazione,
sistemi passivi

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Casa Pentimento

La casa è stata costruita con un solo


elemento prefabbricato in
calcestruzzo, che risolve la struttura, le
chiusure, le scale e le facciate.
Dall‟esterno la struttura appare come un
reticolo neutro, mentre all‟interno ogni
muro è differente e si adatta alle
necessità dei vari ambienti.
La struttura è irrigidita con un sistema di
montanti e di traversi.
Sulla facciata sono presenti sistemi
passivi per il risparmio energetico: le
fenditure ottenute dalla sovrapposizione
dell‟elemento prefabbricato sono lasciate
aperte in alcuni punti, così da favorire la
ventilazione naturale, mentre sono chiuse
con un acrilico trasparente o lame di
legno in altri punti.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Casa Pentimento

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Casa Pentimento

L‟edificio è realizzato con 900 elementi


prefabbricati in calcestruzzo lunghi circa
un metro ciascuno.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Casa Pentimento

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Diogene

Renzo Piano

Vitra Campus, Svizzera

2013

Il prototipo ha una superficie di


2,4 x 2,4 x 3,2 di altezza

Sostenibilità ambientale,
sostenibilità economica,
sostenibilità sociale, alloggio
minimo

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Diogene

Diogene è il risultato dello studio per


un’unità abitativa minima le ci
dimensioni sono 2,40 x 2,40 x un’altezza
di 3,20 metri al colmo del tetto. Il suo
peso è pari ad una tonnellata. La
struttura è in pannelli di legno, isolante
e intonaco irrigidita da un telaio in
acciaio. La facciata pensata per essere
orientata a sud è opaca, dotata di
pannelli fotovoltaici. Il fronte nord è
invece vetrato in falda, dotato di una
tenda avvolgibile.
Tutti gli impianti sono raggruppati sotto
la soletta, mentre i servizi sono
contenuti in un elemento autonomo.
L‟unità abitativa è pensata per sfruttare
soltanto energie alternative (eolico,
fotovoltaico, geotermia)

Fonte immagine: Being Renzo Piano, Abitare Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
Diogene

Fonte immagine: Being Renzo Piano, Abitare Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
Paper houses

Shigeru Ban

Nagata, Kobe, Giappone

1996

Ogni alloggio per I terremotati a


pianta pari a 4x4 m=16 m²

Sostenibilità ambientale,
sostenibilità economica,
sostenibilità sociale

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Paper houses

Shigeru Ban fu incaricato di costruire


abitazioni di emergenza post terremoto.
La progettazione fu dunque pensata per
permettere una rapida costruzione,
realizzabile con risorse minime e senza
che fossero necessarie competenze
specialistiche.
Ogni abitazione è a pianta quadrata e
misura 4 x 4 m. Sia il pavimento che le
pareti e le travature sono realizzati con
tubi di carta dal diametro pari a 108 mm.
La copertura è costituita da uno strato di
tessuto rivestito di Teflon.
Alla base di ogni edificio si trovano
scatoloni di birra riempiti di sabbia ai
quali è ancorata la struttura superiore
dell‟edificio.

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Quinta Monroy, Cile

Elemental (Alejandro Aravena)

Iquique, Cile

2004

Area del lotto 5025 m²

Sostenibilità sociale, sostenibilità


economica, flessibilità,
autocostruzione

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Quinta Monroy, Cile

Il complesso nasce come risposta alle


esigenze abitative della fascia più
povera della popolazione. La domanda
a cui lo studio Elemental intende
rispondere è come sia possibile fornire
un modulo abitativo base di qualità
con soli 7500 dollari.
La risposta è ovvia ma non scontata:
fornendo solo una parte
dell’abitazione, un modulo minimo (pari
a 36 mq) su cui poi è possibile procedere
per aggiunte successive, con interventi
di autocostruzione regolati. Proprio per
questo motivo la pianta e la sezione degli
edifici sono ideate per permettere il
maggior grado possibile di flessibilità

Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it


Quinta Monroy, Cile

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Bibliografia di riferimento

 AA.VV. Being Renzo Piano, Abitare, Milano 2010


 Banham R., Ambiente e tecnica nell‟architettura moderna, Laterza, Roma 1993 (testo originale
pubblicato nel 1978)
 Berrini M., Colonetti A., Green Life: costruire città sostenibili, Catalogo della Mostra tenuta a Milano
nel 2010, Compositori, Bologna 2010
 Brown G.Z., Dekay M., Sun, wind and light: architectural design strategies, Wiley, New York 2001
 Chiesa G., Dall‟O G., Risparmio energetico in edilizia, Casa Editrice Ambrosiana, Milano 2006
 Casali E., Pompe di calore – Tipologie, progettazione e benefici nell’utilizzo, Dario Flaccovio
Editore, Palermo 2015
 Flagge I., Thomas Herzog Architektur +Technologie, Pubblicazione in occasione della mostra tenuta
a Francoforte sul Meno nel 2001-2002, Presten, Munchen, 2002
 Gauzin- Muller D., Architettura Sostenibile, Edizioni Ambiente, Milano 2007
 Guzowski M., Architettura a Zero Emissioni: verso un futuro ad energia solare, LOGOS, Modena
2010
 Ng E., Designing high density cities – For Social and Environmental Sustainability, Earthscan, 2010
 Owen D., Green Metropolis – La Città è più ecologica della campagna?, Egea, 2010
 Schittich C., In Detail Architettura Solare: strategie, visioni, concetti, Munchen – Basilea, Birkhauser,
2003
Arch. Elena Scattolini – elenaesse@yahoo.it
Siti di riferimento

 aart.dk/en
 divisare.com
 www.archdaily.com
 www.architetturaecosostenibile.it
 alejandroaravena.com
 photomichaelwolf.com
 www.archdaily.com
 www.enea.it
 www.fosterandpartners.com
 http://www.hotz-architekten.de
 www.jamlet.net
 www.mcarchitects.it
 www.rolfdisch.de
 www.rpbw.com

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