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Corso sulle Norme Tecniche

per le costruzioni in zona sismica


(Ordinanza PCM 3274/2003)

GLI EDIFICI ESISTENTI IN C.A.


Le indagini sui materiali

Prof. Ing. Angelo MASI


DiSGG, Università di Basilicata
Centro di Competenza Regionale sul Rischio Sismico (CRiS)
Le indagini sugli edifici esistenti

La scarsa attenzione spesso dedicata dai professionisti alle indagini sulle


strutture, sia in termini globali che sui materiali costituenti, determina:
- da un lato e più frequentemente assunzioni troppo conservative, dunque
inutilmente dispendiose, negative rispetto ad una strategia globale di
mitigazione del rischio sismico in condizioni di limitatezza delle risorse;
- dall’altro lato, per fortuna meno frequentemente, assunzioni non
conservative con conseguenze potenzialmente gravi sulla sicurezza.

Vanno riconosciute le difficoltà oggettive, sia di carattere logistico che


economico, nelle quali il professionista è spesso chiamato ad operare,
senza superare le quali è difficile che un passo avanti in tal senso possa
essere compiuto.
Va riconosciuto anche il ritardo culturale presente nel settore
dell’ingegneria civile sul tema della diagnosi, specie se raffrontato con altri
settori come quello medico nel quale indagini, esami, analisi sono oramai
patrimonio diffuso ed irrinunciabile da parte degli operatori e, cosa ancor
più importante, da parte degli utenti-committenti.
Le indagini sugli edifici esistenti

Le nuove norme consentono una graduazione dei coefficienti di sicurezza


(o dei fattori di confidenza) in base al livello di conoscenza acquisito,
dando più opportunità al professionista, ma anche maggiori responsabilità

Il professionista dovrà (POTRÀ ?) decidere di investire maggiori risorse


nelle indagini per la conoscenza della struttura, da recuperare
successivamente avendo la possibilità di effettuare interventi di
adeguamento più mirati e meno onerosi.

Stante il grande deficit di protezione sismica che si è accumulato nel


nostro paese, l’efficienza degli interventi appare importante in termini
generali ed ancor più se ci riferisce al patrimonio edilizio pubblico
costituito in larga parte da edifici non o parzialmente protetti dal sisma.

Vanno però considerati gli aspetti economici, sia in termini di costi delle
indagini che di tariffe professionali, che possono deprimere o favorire tale
possibilità.
Le indagini sugli edifici esistenti

Nel definire le modalità di svolgimento di una campagna di indagini due


aspetti appaiono di particolare importanza:
• quali e quanti dati vanno raccolti per poter effettuare la valutazione di
sicurezza;
• come vanno trattati ed interpretati questi dati.

Meno rilevante appare l’aspetto relativo alla individuazione ed applicazione


delle diverse tecnologie e metodiche di indagine per le quali ci si dovrà
avvalere di strutture o laboratori esperti nel settore.
Il professionista dovrà conoscere le principali metodiche disponibili ed i
vantaggi e svantaggi nell’utilizzo di ognuna di esse, con particolare
riferimento alla loro affidabilità ed ai limiti di applicabilità.
Inoltre va detto che, per quanto tali metodiche abbiano subito una
consistente evoluzione nel corso degli ultimi anni tale da renderle molto
efficienti ed affidabili, è da ritenere che un ruolo determinante abbia ed avrà
ancora l’indagine visiva (“esame clinico”), attività di specifica pertinenza
del professionista incaricato.
11.2 Valutazione della sicurezza

Valutazione delle proprietà dei materiali


• Calcestruzzo: la misura delle caratteristiche meccaniche si ottiene
mediante estrazione di campioni ed esecuzione di prove di
compressione fino a rottura.
• Acciaio: la misura delle caratteristiche meccaniche si ottiene mediante
estrazione di campioni ed esecuzione di prove a trazione fino a rottura
con determinazione della resistenza a snervamento e della resistenza e
deformazione ultima.
• Metodi di prova non distruttivi: non possono essere impiegati in
sostituzione di quelli sopra descritti.
Metodo dei carotaggi

Estrazione di una carota

Carote
Valutazione delle proprietà del CLS: carotaggio

• Il carotaggio e' il metodo distruttivo più diffuso, in quanto


consente di determinare la resistenza del conglomerato in
maniera analoga a quella adottata per i campioni standard
(stima diretta della resistenza).
• Il carotaggio e' necessario per giungere ad una definizione
diretta della resistenza del conglomerato o per calibrare i
risultati ottenuti con i metodi non distruttivi.

• Il prelievo di carote da strutture in opera e' regolato dalla norma UNI


6131/87.
• Il criterio fondamentale da adottare e' quello di ridurre al minimo
l'effetto di rimaneggiamento dovuto all'estrazione.
• Il diametro delle carote deve essere non minore di 3 volte la
dimensione massima dell'aggregato, mentre l'altezza (UNI 6130/80)
deve essere possibilmente pari a 2 volte il diametro.
Valutazione delle proprietà del CLS: carotaggio

La resistenza misurata sulle carote risente di numerosi fattori che


la differenziano da quella che si misurerebbe su un equivalente
provino standard:

1) diverse modalita' di preparazione e stagionatura


2) differente eta' di stagionatura tra carota e provino standard
3) posizione del prelievo nell'ambito dell'elemento strutturale (ad es. al
piede o alla testa di un pilastro, parallelamente o ortogonalmente
alla direzione di getto)
4) il disturbo che consegue alle operazioni di prelievo
5) dimensioni delle carote (ad es. H/D diverso da 2)
6) presenza di armature incluse.
Elaborazione risultati del carotaggio (norme FEMA 274)

Per convertire le N resistenze ottenute sulle carote fcar,i nelle resistenze


equivalenti in-situ fcis,i viene fornita la seguente relazione:

fcis,i = (Fh/D * Fdia * Fr ) (Fmc * Fd) fcar,i


I coefficienti nella prima parentesi servono a correggere la resistenza delle carote
estratte per ottenere resistenze su campioni cilindrici di diametro 100 mm,
rapporto altezza diametro h/D pari a 2 e prive di armature incluse:

• Fh/D è il coefficiente correttivo relativo al rapporto h/D, da assumere pari a


0.87, 0.93, 0.96, 0.98 e 1.00 per h/D pari, rispettivamente, a 1.0, 1.25, 1.50,
1.75 e 2.00;
• Fdia coefficiente correttivo relativo al diametro, da assumere pari a 1.06, 1.00
e 0.98 per D pari, rispettivamente, a 50, 100 e 150 mm;
• Fr coefficiente correttivo relativo alla presenza di armature incluse, da
assumere pari a 1.00, 1.08 e 1.13 per la presenza, rispettivamente, di
nessuna barra, 1 e 2 barre.
Elaborazione risultati del carotaggio (norme FEMA 274)

Per convertire le N resistenze ottenute sulle carote fcar,i nelle resistenze


equivalenti in-situ fcis,i viene fornita la seguente relazione:

fcis,i = (Fh/D * Fdia * Fr ) (Fmc * Fd) fcar,i

I coefficienti nella seconda parentesi portano in conto le differenze tra le


condizioni della carota e quelle del calcestruzzo nella struttura:

• Fmc porta in conto l’effetto del contenuto di umidità nella carota al momento
della prova, da assumere pari a 1.09 per carote sature d’acqua e pari a 0.96
per carote completamentre asciutte;

• Fd porta in conto l’effetto del rimaneggiamento dovuto all’estrazione pari a


1.06.

La resistenza da adottare nei calcoli viene riferita al valore medio


delle resistenze in-situ ottenute.
Elaborazione risultati del carotaggio (proposta Masi)

Per convertire le N resistenze ottenute sulle carote fcar,i nelle corrispondenti


resistenze in-situ fcis,i viene proposta la seguente relazione:

fcis,i = (Ch/D * Cdia * Ca * Cd) fcar,i

• Ch/D coefficiente correttivo per rapporti h/D diversi da 2, pari a 2/(1.5 + D/h);
• Cdia coefficiente correttivo relativo al diametro, da assumere pari a 1.06, 1.00 e 0.98
per D pari, rispettivamente, a 50, 100 e 150 mm;
• Ca è il coefficiente correttivo relativo alla presenza di armature incluse, da assumere
pari a 1.02-1.13 in funzione della posizione e del diametro della barra inclusa;
• Cd è il coefficiente correttivo per tener conto del disturbo arrecato alla carota nelle
operazioni di estrazione. Oltre al valore costante suggerito nelle FEMA 274, la
bibliografia propone di assumere il valore 1.10. Il rimaneggiamento è tanto maggiore
quanto minore è la qualità del calcestruzzo, appare più convincente l’indicazione
riportata in (Collepardi 2002, UNI 5834) che suggerisce di assumere Cd = 1.20 per fcar
< 20 MPa, e Cd = 1.10 per fcar > 20 MPa.
Prove Non Distruttive: SCLEROMETRO

50

Cube Compressive Strenght (N/mm)


2
40

30

20

10
15 25 35 45 55
Rebound Number

Curva indice di rimbalzo-resistenza cubica a compressione


Prove Non Distruttive: ULTRASUONI

Tr Tx
Tx

Tx Tr
Tr1 Tr2

Letture ultrasoniche per trasparenza (a), d'angolo (b) e superficiali (c)


Prove Non Distruttive: ULTRASUONI

60

Compressive Strenght of Core (N/mm2)


50

40

30

20

10

0
3,0 3,5 4,0 4,5 5,0

Ultrasonic Pulse Velocity (km/sec)

Relazione velocità ultrasonica-resistenza a compressione rilevata


su carote
Prove Non Distruttive: metodo SONREB

Per ridurre gli errori commessi con le prove ultrasoniche e


sclerometriche é stato sviluppato il metodo combinato SONREB
(SONic + REBound = ultrasuoni+sclerometro).
Si é infatti notato che il contenuto di umidità fa sottostimare
l'indice sclerometrico e sovrastimare la velocità ultrasonica, e che,
all'aumentare dell'età del calcestruzzo, l'indice sclerometrico
aumenta mentre la velocità ultrasonica diminuisce.
L'uso combinato delle due prove consente quindi di compensare
in parte gli errori commessi usando singolarmente le due
metodologie.
L'applicazione del metodo Sonreb richiede la valutazione dei valori
locali della velocità ultrasonica V e dell'indice di rimbalzo S, a
partire dai quali è possibile ottenere la resistenza del calcestruzzo
Rc mediante espressioni del tipo:
Rc = a Vb Sc
Valutazione della resistenza del CLS: metodo SONREB

La valutazione della resistenza del CLS con il metodo SONREB


richiede la conoscenza della velocità ultrasonica V e dell’indice
sclerometrico S.

S Curve di isoresistenza (Rilem) Rc [N/mmq]


52

48

70
44 60

50
40
40

36
30

32 Rc = 20 MPa
20
28

24

10
20

16

12
3000 3800 4000 V [m/sec] 5000 6000
Prove Non Distruttive: metodo SONREB

In bibliografia vengono fornite numerose espressioni per


l’applicazione del metodo SONREB:

−11
Rc ,1 = 9.27 ⋅ 10 ⋅S 1 .4
⋅V 2.6
(1), Norme RILEM

−8
Rc , 2 = 8.06 ⋅ 10 ⋅ S 1.246
⋅V 1.85
(2), Gasparik

Rc ,3 = 1.2 ⋅ 10 −9 ⋅ S 1.058 ⋅ V 2.446 (3), Di Leo - Pascale

Nessuna di queste espressioni ha validità generale, ed


in particolare non sono valide per calcestruzzi di bassa
qualità.
Calibrazione risultati metodo SONREB

PROCEDURA PER IL CALCOLO DI Rcm

• Si calcola la resistenza cubica media Rcm del calcestruzzo di un


edificio esistente utilizzando i risultati di prove distruttive e non
distruttive

• Nota la resistenza a cilindrica a compressione delle carote fc


prelevate, l’indice di rimbalzo S e la velocità ultrasonica V, ottenute
dalle prove non distruttive, la procedura consente di valutare i
coefficienti a, b e c delle curve Sonreb che forniscono Rc, effettuando
una regressione lineare in ambiente EXCEL:

Rc = a x Sb x Vc
Calibrazione risultati metodo SONREB

CALCOLO DI Rcm : Dati di partenza

I risultati delle prove distruttive e non distruttive sono:

• prove distruttive (carotaggio):


– fc (N/mm2): resistenza cilindrica a compressione della carota di cls
– h (mm) : altezza carota di cls
– d (mm): diametro carota di cls

• prove non distruttive (prove sclerometriche ed ultrasoniche):


– S : indice di rimbalzo sclerometro
– V (m/s): velocità ultrasonica
Calibrazione risultati metodo SONREB

CALCOLO DI Rcm
• si corregge la resistenza delle carote prelevate per tener conto del
rimaneggiamento dovuto al prelievo, delle dimensioni d e (h/d), delle
eventuali armature incluse della carota

• si calcola la resistenza cubica delle carote provate Rc a partire dalla


resistenza cilindrica fc dividendo per 0,8

• si valutano i coefficienti a, b e c della curva Sonreb tramite regressione


lineare a partire dai valori di S e V delle prove non distruttive effettuate
sugli elementi strutturali su cui sono state effettuate anche prove distruttive

• si calcolano le resistenze cubiche delle prove non distruttive a partire dalla


relazione trovata: Rc=a x Sb x Vc

• si calcola la resistenza media cubica del cls Rcm effettuando la media tra i
valori ottenuti dalle prove non distruttive e quelli valutati tramite le curve
Sonreb
Calibrazione risultati metodo SONREB

ESEMPIO DI CALCOLO DI Rcm


• si calcola la resistenza cubica Rc a partire dalla resistenza cilindrica,
tenendo conto anche della geometria della carota, del
rimaneggiamento e delle armature incluse

Dati prove distruttive Calcolo Rc


N.carota fc (N/mm2) h (mm) d (mm) Rc(N/mm2)
3/A 16,66 200 105 21,81
4/A 17,63 198 105 23,02
4/B 17,63 198 105 23,02
6/A 8,73 198 105 11,40
6/B 8,73 198 105 11,40
7/A 5,61 198 105 7,32
7/B 5,61 198 105 7,32
Calibrazione risultati metodo SONREB

ESEMPIO DI CALCOLO DI Rcm

• noti Rc dalle prove distruttive, S e V dalle prove non distruttive


effettuate sugli stessi elementi strutturali su cui sono state eseguite
le prove distruttive
• si valutano a, b e c tramite regressione lineare a partire dalla
relazione:
Rc = a x Sb x Vc

a b c
0,00018 2,81027 0,16754

Rc=0,00018 x S2,81027 x V 0,16754


Calibrazione risultati metodo SONREB

ESEMPIO DI CALCOLO DI Rcm


Si calcola Rc negli elementi in cui sono state fatte soltanto prove non
distruttive, tramite la relazione:
Rc=0,00018 x S2,81027 x V 0,16754

Dati prove non distruttive Calcolo Rc


ID_prova S V Rc (N/mm2)
106/A 33,3 3279 12,94
109/A 28 2438 7,56
109/B 27,4 2381 7,09
5/A 37,9 3972 19,22
5/B 41,6 4053 25,06
6/A 34,9 3610 15,00
6/B 34,7 3571 14,74
Calibrazione risultati metodo SONREB

ESEMPIO DI CALCOLO DI Rcm


Si calcola Rcm come media dei valori ottenuti dalle prove distruttive e quelli
calcolati per le prove non distruttive

Calcolo Rcm
Elemento testato Rc (N/mm2)
3/A 21,81
4/A 23,02
6/A 11,40
7/A 7,32
5/A 20,72
106/A 12,94
109/A 7,57
109/B 7,09
5/A 19,22
5/B 25,06

6/A 15,00
6/B 14,74
Rcm 15,49