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VALUTAZIONE DELLA RESISTENZA

CARATTERISTICA A COMPRESSIONE DEL


CALCESTRUZZO IN SITU
Raffaele Pucinotti
Dipartimento di Meccanica e Materiali, Università “Mediterranea” di Reggio Calabria;
e-mail: raffaele.pucinotti@unirc.it tel. +390965-875223, fax. +390965-875201

SOMMARIO
Nel presente lavoro viene affrontato il problema della stima della resistenza “reale” del
calcestruzzo in situ. In particolare, sulla base delle recenti indicazioni normative
nazionali ed europee ed anche sulla base delle conoscenze fino ad ora acquisite, viene
stimato il valore della resistenza caratteristica del calcestruzzo in opera.
Viene presentata una espressione analitica che, a partire dal valore medio delle prove a
compressione condotte su campioni cilindrici estratti dagli elementi strutturali indagati,
fornisce la stima del valore caratteristico della resistenza del calcestruzzo in situ.

Keywords: calcestruzzo, resistenza caratteristica, strutture esistenti, carotaggi, carote.

Introduzione
La valutazione della resistenza a compressione dei calcestruzzi in situ riveste un ruolo
fondamentale per l’ingegnere strutturista. Pertanto nel corso degli anni sono state
proposte differenti formulazioni in grado di correlare [5,11,12] la resistenza media del
calcestruzzo in situ con la resistenza a compressione misurata sui campioni estratti
mediante carotaggio dagli elementi strutturali (Pucinotti 2007). Tali correlazioni, di
natura empirica, restituiscono generalmente il valor medio della resistenza. Non esistono
espressioni capaci di fornire una stima della resistenza caratteristica. La maggior parte di
queste convertono la resistenza ottenuta sulle carote nella corrispondente resistenza
media in situ tenendo in conto, per mezzo di opportuni coefficienti correttivi di natura
empirici, gli aspetti più importanti che ne influenzano la stima: rimaneggiamento dei
campioni, direzione del carotaggio, diametro delle carote e rapporto diametro/altezza, del
disturbo arrecato ai campioni durante le operazioni di estrazione. Alcune di queste
tengono conto anche della eventuale presenze di armature metalliche anche se
bisognerebbe sempre evitare di tagliare le armature metalliche durante i carotaggi. Di
solito, per strutture normali un attento esame paco metrico consente di evitare carotaggi
in corrispondenza di esse.
L’espressione presentata in [5], contrariamente a quanto previsto dalla maggior parte
delle espressioni empiriche e di quanto previsto dalle Norme ACI 214.4R-03 [1], non
tiene conto della direzione del carotaggio rispetto a quella del getto. Infatti come già
detto la maggior parte delle espressioni esistenti in letteratura [1,11] prevedono una
riduzione di resistenza per carotaggi eseguiti in direzione ortogonale alla direzione del
getto. In [4], gli autori hanno condotto una serie di indagini sperimentali sugli elementi
strutturali (travi e pilastri) di un edificio in demolizione, studiando, tra l’altro, oltre
l’effetto della direzione dei carotaggi rispetto alla direzione del getto anche il ruolo del
rapporto geometrico h/d (altezza/diametro) della carota sottoposta a prova. Con
riferimento al primo aspetto, i risultati delle prove da loro condotte hanno mostrato una
sostanziale assenza di effetti dovuti alla direzione del getto, mentre, con riferimento
all’influenza del rapporto h/d, sui valori di resistenza dei campioni estratti, gli autori
hanno evidenziato come non sempre valori di h/d inferiori a 2 determinano un
incremento della resistenza del provino (Figura 1). Gli stessi hanno concluso affermando
che comunque i risultati ottenuti non forniscono indicazioni affidabili in virtù del limitato
numero di provini presi in esame.

Figura 1: Andamento del rapporto fcar,ST/fcar,NST in funzione del rapporto l/d [4]

Nel presente lavoro la stima della resistenza caratteristica a compressione viene effettuata
per tre differenti gruppi di campioni. I risultati delle prove a compressione eseguite sulle
carote estratte sono confrontati con le prove a compressione condotte su provini cubici
confezionati durante la loro preparazione.

1. Aspetti Normativi
La determinazione del valore medio della resistenza a compressione delle carote passa
attraverso un rimaneggiamento dei campioni che subiscono vicissitudini e ingiurie
abbastanza significative: primo tra tutti gli effetti del carotaggio [8, 12]. E’ ovvio che di
tutto ciò non si può non tener conto in fase di stima della resistenza media. Di questi
aspetti si tiene conto mediante coefficienti di natura empirica inseriti all’interno di
formule di correlazione che legano la resistenza “attuale” (quella reale in situ dei
calcestruzzi) con quella stimata sui campioni cilindrici, carote, estratte dagli stessi
elementi strutturali [1,4,5,8]. Le recenti Norme forniscono alcune indicazioni sulla
valutazione della resistenza del calcestruzzo in situ. Due di esse sono considerate nel
seguito del presente lavoro.

1.1. Le NTC 2008


Secondo l’ultima versione delle Norme Tecniche per le Costruzioni [7] “Il valor medio
della resistenza del calcestruzzo in opera (definita come resistenza strutturale) è in
genere inferiore al valor medio della resistenza dei prelievi in fase di getto maturati in
condizioni di laboratorio (definita come resistenza potenziale). È accettabile un valore
medio della resistenza strutturale, misurata con tecniche opportune (distruttive e non
distruttive) e debitamente trasformata in resistenza cilindrica o cubica, non inferiore
all’85% del valore medio definito in fase di progetto.
f m ,car
f cm = (1)
0.85

f m ,car
Rcm = (2)
0.83 ⋅ 0.85

Le stesse non forniscono indicazioni per il passaggio al valore caratteristico che


potrebbe essere effettuato seguendo le indicazioni dell’Eurocodice 2 [15]:

f ck = f cm − 8 (MPa) (1a)

Rck = Rcm − 8 (MPa) (2a)

1.2. La EN 13791
Solo la Norma EN 13791 [3] prende in considerazione la possibilità di passare dal valore
medio a quello caratteristico; essa suggerisce due differenti approcci per la stima della
resistenza caratteristica del calcestruzzo in situ. Questi saranno richiamati nei successivi
paragrafi.

1.2.1. Approccio A
Secondo il primo approccio (approccio A), applicabile quando il numero di carote
disponibili è maggiore di 15, la resistenza caratteristica del calcestruzzo in opera
(espressa in MPa) è il minimo dei due valori di resistenza seguenti:

 f m( n ),is − k2 × s
f ck ,is = min (3)
 fis ,lowest + 4

Nell’Eq. (3), s rappresenta la deviazione standard dei risultati (il cui valore minimo è
fissato pari a 2 MPa), k2 è un coefficiente che deve essere fissato dagli annessi nazionali
(come suggerito dalla stessa Norma, in mancanza di indicazioni specifiche si può assume
il valore 1,48). Dalla resistenza caratteristica in situ ricavata con l’Eq. (3) si passa,
utilizzando la Tabella 1, alla classe di resistenza del calcestruzzo in opera.
Con riferimento alla Tabella 1 è necessario puntualizzare che la resistenza caratteristica è
riferita a cubi di lato 150 mm e carote di 150x300 mm. La Norma UNI EN 12504-1 [13]
riportano alcune considerazioni sulla variazione della resistenza a compressione delle
carote al variare del diametro tra 25 mm, 50 mm e 100 mm. Le Norme ACI 214.4R-03
[1] e le BS 1881 [14] concordano sul fatto che non esistono sostanziali differenze tra le
prove eseguite su campioni con diametro 100 mm e 150 mm [12].

1.2.2. Approccio B
Il secondo approccio (approccio B) è applicabile nei casi in cui sono disponibili un
numero di carote compreso tra 3 e 14.

Tabella 1: Correlazione tra classi e resistenze caratteristiche


Resistenza caratteristica minima in
Classe di resistenza Rapporto tra resistenza caratteristica in situ
situ [MPa]
in accordo con la e resistenza caratteristica di campioni
fck,is, cyl carota da fck,is, cube cubo da
EN 206-1 standard
150x300 mm 150 mm
C8/10 0.85 7 9
C12/15 0.85 10 13
C16/20 0.85 14 17
C20/25 0.85 17 21
C25/30 0.85 21 26
C30/37 0.85 26 31
C35/45 0.85 30 38
C40/50 0.85 34 43
C45/55 0.85 38 47
C50/60 0.85 43 51
C55/67 0.85 47 57
C60/75 0.85 51 64
C70/85 0.85 60 72
C80/95 0.85 68 81

In questo caso, la stima della resistenza caratteristica in situ (espressa in MPa) è fornita
dal minimo dei due valori seguenti:
 f m( n ),is − k
f ck ,is = min (4)
 f is ,lowest + 4
In questo caso il coefficiente k assume valori differenti al variare del numero di carote
considerate; vale 5 nel caso di un numero di carote (n) compreso tra 10 e 14; vale 6 per n
compreso tra 7 e 9, mentre vale 7 per n compreso tra 3 e 6. Anche in questo caso il
passaggio alla classe di resistenza del calcestruzzo avviene allo stesso modo visto per
l’approccio A.

2. Formulazione Proposta
Nel presente paragrafo viene presentata un’espressione analitica per la stima della
resistenza caratteristica del calcestruzzo in situ a partire dal valor medio della resistenza a
compressione misurata sulle carote estratte.
Il valore medio della resistenza a compressione (cubica e cilindrica) misurata su carote
estratte (dagli elementi strutturali) può essere stimata con le seguenti espressioni:
,P = α 1 ⋅ α 2 ⋅ Cdia ⋅ Cd ⋅ ( ∑i = 1 Cl / d ⋅ f car ,i ) / n
SITU n i
RCm
(5)
,P = α 2 ⋅ Cdia ⋅ Cd ⋅ ( ∑i = 1 Cl / d ⋅ f car ,i ) / n
SITU n i
f Cm
Mentre il valore caratteristico della resistenza (cilindrica o cubica) può esprimersi come:
SITU SITU
RCK ,P = RCm ,P − 5
SITU SITU
(6)
f CK ,P = f Cm ,P − 5

Nelle Eq.ni (5 e 6) si è indicato con α1 [8] il coefficiente per il passaggio dalla resistenza
cilindrica a quella cubica, (vale 1 nel caso di campioni cilindrici con l=d); α 2 è il
parametro dipendente dalla direzione della perforazione ( α 2 =1.15 per perforazioni
ortogonali alla direzione del getto, α 2 =1.05 per perforazioni parallele alla direzione del
getto); Cdia rappresenta il fattore di correzione che tiene conto del diametro della carota
(vale 1.06 per d=50 mm, 1.00 per d=100 mm e 0.98 per d=150 mm); Cd è il fattore di
correzione che tiene conto del disturbo arrecato al campione durante la perforazione; per
esso si adotta quanto suggerito in [2]: Cd=1.20 per fcar< 20 MPa, e Cd= 1.10 per fcar> 20
MPa; d è il diametro della carota; l la sua altezza; fcar ,i è il valore della resistenza
cilindrica della i-esima carota da esprimere in MPa; Cl / d = 2 /( 1.5 + d / l ) è il fattore di
correzione che tiene conto del rapporto diametro/altezza della carota.

3. Applicazione
L’espressione introdotta viene applicata a tre differenti gruppi di campioni: i primi due
sottoposti a prova presso il Laboratorio di Prove sui Materiali e sulle Strutture della
Università Mediterranea di Reggio Calabria [8], il terzo gruppo si riferisce invece a prove
sperimentali condotte da Menditto e Nardone [6]. Le prove sperimentali sono state
condotte su carote sia con rapporto l/d=1 che con rapporto l/d=2. Anche in questo caso
l’analisi dei risultati sperimentali (riportati nelle Tabelle 2, 3 e 4) ha consentito, di
constatare come non sempre valori di h/d=1 (inferiori a 2) determinano un incremento
della resistenza del provino (Figura 2).
1.40
1.30
tS
n 1.20
,r
ac 1.10
f/ Cl/d
tS1.00 ACI 214.4R-03
,r
ac 0.90
f BS 1881
0.80
0.70
1.00 1.50 2.00 2.50
l/d
Figura 2: Andamento del rapporto fcar,ST/fcar,NST in funzione del rapporto l/d

4. Risultati
I risultati delle indagini sperimentali sono riportati e commentati nelle Tabelle 2÷7.
Come è facile constatare la formulazione proposta è in grado di stimare con buona
approssimazione la resistenza caratteristica del calcestruzzo in situ. Solo per i campioni
indicati con le sigle (CAR A4÷A8 e CAR B4÷B8) si ha una sovrastima di resistenza. C’è
però da sottolineare che anche la stima effettuata con le altre formulazioni non fornisce
risultati migliori.
5. Conclusioni
Nel presente lavoro è stato affrontato il problema della stima della resistenza “reale” del
calcestruzzo in situ. Inoltre è stata presentata una espressione analitica che, a partire dal
valore medio delle prove a compressione condotte su campioni cilindrici estratti dagli
elementi strutturali indagati, è in grado di fornire una stima della resistenza caratteristica
del calcestruzzo in situ. Le applicazioni svolte hanno mostrato come la procedura
indicata dalla norma EN 13791 fornisce risultati che possono ritenersi accettabili. Anche
le NTC2008 hanno risultati ancora accettabili. Bisogna però evidenziare che queste non
tengono conto del numero di campioni (carote) effettivamente presi in considerazione.
L’applicazione della formulazione introdotta ha restituito risultati in buon accordo con
quelli attesi.

Bibliografia
1. ACI 214.4R-03. (2003). Guide for obtaining cores and interpreting compressive
strength results.
2. Collepardi M. (2006). Il nuovo calcestruzzo, Edizioni Tintoretto.
3. EN 13791 (2007). “Assessment of in-situ compressive strength in structures and
precast concrete components”, European Standard, January 2007, Brussels.
4. Masi A., Vona M. (2007) Prove Distruttive e non Distruttive su Materiali ed
elementi Strutturali di Edifici Esistenti in Cemento Armato. Conferenza Nazionale sulle
Prove non Distruttive Monitoraggio Diagnostica, Milano11-12-13 Ottobre 2007, Atti su
CD-Rom
5. Masi A. (2005). “La stima della resistenza del calcestruzzo in situ mediante prove
distruttive e non distruttive”, Il Giornale delle Prove Non Distruttive Monitoraggio
Diagnostica, N.1/2005, Milano, Italia.
6. Menditto G., Nardone N., (2007). Considerazioni sulla Valutazione Sperimentale
della Resistenza Meccanica del Calcestruzzo. Conferenza Nazionale sulle Prove non
Distruttive Monitoraggio Diagnostica, Milano11-12-13 Ottobre 2007, Atti su CD-Rom
7. NTC (2008). Norme Tecniche per le Costruzioni - Versione finale, 14 gennaio 2008
8. Pucinotti R., (2007). Stima della Resistenza Caratteristica del Celcestruzzo nelle
Strutture Esistenti. L’Edilizia, Ingegneria Mater. Tecnologia, N.150, anno XVI, pp.54-63.
9. Presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – Servizio Tecnico Centrale.
Linee Giuda Sul Calcestruzzo Strutturale.
10. UNI EN 12 504-1 (2002). “Prove sul calcestruzzo nelle strutture - Carote – Prelievo,
esame e prove di compressione.
11. Augenti N. (2003) La resistenza dei Calcestruzzi negli Edifici Esistenti Crolli ed
Affidabilità delle strutture – Structural Diseases and Realibility - Atti del II Convegno
Internazionale su Crolli e Affidabilità delle Strutture, Napoli, CUEN, pp.29-39.
12. R. Pucinotti (2006), Patologia e Diagnostica del Cemento Armato (Indagini non
Distruttive e Carotaggi nelle Opere da Consolidare) Dario Flaccovio Editore.
13. UNI EN 12504-1(2002), Prove sul calcestruzzo nelle strutture – Prove non
distruttive - Determinazione dell’indice sclerometrico.
14. BS 1881-120 – 1983 (1983), Method for determination of the compressive strength
of concrete cores.
15. UNI EN 1992-1-1 (2005), Eurocode 2: Design of concrete structures - Part 1-1:
General rules and rules for buildings.
Tabella 2: Campioni IF – Gruppo 1

Tens. di
Rm fcar fm,car l fci,P Rci,P fcm,P fck,P Rcm,P Rck,P
Cubi Rottura Carote d (mm) l/d α1 α2 Cd Cdia Cl/d Classe
(MPa) (Mpa) (Mpa) (mm) [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa]
(MPa)

IF1-A 33.21 IF1-CR1 26.77 94 194 2.06 1.20 1.05 1.10 1.005 1.01 31.32 37.73
34.77
IF1-B 36.33 IF1-CR2 26.99 26.88 94 194 2.06 1.20 1.05 1.10 1.005 1.01 31.57 37.89
IF2-A 37.81 IF2-CR1 25.52 94 212 2.26 1.20 1.05 1.10 1.005 1.03 30.49 36.58
36.88
IF2-B 35.95 IF2-CR2 26.47 26.00 94 210 2.23 1.20 1.05 1.10 1.005 1.03 31.55 37.86
IF3-A 40.18 IF3-CR1 31.49 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 37.11 44.53
39.16
IF4-B 38.14 IF3-CR2 29.93 30.71 94 202 2.15 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 35.35 42.43
Rcm=36.94 IF4-CR1 20.89 94 196 2.09 1.20 1.05 1.10 1.005 1.01 24.50 29.40
(fck=25); Rck=30 – C25/30 IF4-CR2 24 22.45 94 204 2.17 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 28.42 34.10 31.29 26.29 37.56 32.56 C25/30

Tabella 3: Campioni A – Gruppo 2

Tens. di
Rm fcar fm,car l fci,P Rci,P fcm,P fck,P Rcm,P Rck,P
Cubi Rottura Carote d (mm) l/d α1 α2 Cd Cdia Cl/d Classe
(MPa) (Mpa) (Mpa) (mm) [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa]
(MPa)
A/B- CAR
38.15 38.23 94 100 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 36.38 36.38
1 A1A
A/B- CAR
36.73 37.44 44.07 94 100 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 41.93 41.93
2 A1B
A/B- CAR
38.46 39.92 94 99.5 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 37.91 37.91
3 A2A
A/B- CAR
36.33 37.39 40.40 94 100 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 38.44 38.44
4 A2B
A/B- CAR
36.88 29.37 94 99.5 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 27.89 27.89
5 A3A
A/B- CAR
38.51 37.69 37.54 38.26 94 100 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 35.72 35.72 36.38 31.38 36.38 31.38 C25/30
6 A3B
CAR A4 33.91 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 39.96 47.95
Rcm=37.51 CAR A5 32.87 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 38.74 46.48
CAR A6 31.62 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 37.26 44.71
(fck=25); Rck=30 – C25/30 CAR A7 29.63 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 34.91 41.90
CAR A8 35.64 32.73 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 42.00 50.40 38.57 33.57 46.29 41.29 C30/37
(+) Per i campioni cilindrici con rapporto l/d=1 il rapporto tra resistenza cilindrica e cubica vale 1.
Tabella 4: Campioni B – Gruppo 2

Tens. di
Rm fcar fm,car d l fci,P Rci,P fcm,P fck,P Rcm,P Rck,P
Cubi Rottura Carote l/d α1 α2 Cd Cdia Cl/d Classe
(MPa) (Mpa) (Mpa) (mm) (mm) [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa]
(MPa)
A/B- CAR
38.15 29.93 94 99 1.05 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 28.37 28.37
1 B1A
A/B- CAR
36.73 37.44 39.44 94 99 1.05 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 37.38 37.38
2 B1B
A/B- CAR
38.46 35.38 94 100 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 33.66 33.66
3 B2A
A/B- CAR
36.33 37.39 41.95 94 100 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 39.92 39.92
4 B2B
A/B- CAR
36.88 39.01 94 99.5 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 37.05 37.05
5 B3A
A/B- CAR
38.51 37.69 36.89 37.10 94 100 1.06 1.00 1.05 1.10 1.005 0.82 35.10 35.10 35.25 30.25 35.25 30.25 C25/30
6 B3B
CAR B4 29.67 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 34.96 41.96
CAR B5 33.87 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 39.91 47.89
Rcm=37.51 CAR B6 33.82 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 39.86 47.83
(fck=25); Rck=30 – C25/30 CAR B7 32.22 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 37.97 45.57
CAR B8 32.61 32.44 94 200 2.13 1.20 1.05 1.10 1.005 1.02 38.43 46.12 38.23 33.23 45.87 40.87 C30/37

Tabella 5: Campioni Menditto-Nardoni [6] - Gruppo 3

Tens. di
Rm fcar fm,car d l fci,P Rci,P fcm,P fck,P Rcm,P Rck,P
Cubi Rottura Carote l/d α1 α2 Cd Cdia Cl/d Classe
(MPa) (Mpa) (Mpa) (mm) (mm) [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa]
(MPa)
1A-M 18.29 1-C1-M 19.79 94 94 1.00 1.00 1.15 1.20 1.00 0.80 21.85 21.85
1B-M 22.26 20.28 1-C2-M 22.94 94 94 1.00 1.00 1.15 1.10 1.00 0.80 23.22 23.22
1-C3-M 23.67 94 94 1.00 1.00 1.15 1.10 1.00 0.80 23.95 23.95
1-C4-M 23.14 94 94 1.00 1.00 1.15 1.10 1.00 0.80 23.42 23.42
2A-M 22.44 2-C1-M 18.96 94 94 1.00 1.00 1.15 1.20 1.00 0.80 20.93 20.93
2B-M 23.22 22.83 2-C2-M 14.99 94 94 1.00 1.00 1.15 1.20 1.00 0.80 16.55 16.55
2-C3-M 13.77 94 94 1.00 1.00 1.15 1.20 1.00 0.80 15.20 15.20
2-C4-M 36.32 94 94 1.00 1.00 1.15 1.10 1.00 0.80 36.76 36.76
3A-M 34.43 3-C1-M 22.64 94 94 1.00 1.00 1.15 1.10 1.00 0.80 22.91 22.91
3B-M 18.14 26.29 3-C2-M 22.10 94 94 1.00 1.00 1.15 1.10 1.00 0.80 22.37 22.37
Rcm=23.13 3-C3-M 22.99 94 94 1.00 1.00 1.15 1.10 1.00 0.80 23.27 23.27
(fck=12); Rck=15 – C12/15 3-C4-M 18.87 21.68 94 94 1.00 1.00 1.15 1.20 1.00 0.80 20.83 20.83 22.60 17.60 22.60 17.60 C12/15
Tabella 6: Campioni Menditto-Mardoni [6] - Gruppo 3

Tens. di
Rm fcar fm,car d l fci,P Rci,P fcm,P fck,P Rcm,P Rck,P
Cubi Rottura Carote l/d α1 α2 Cd Cdia Cl/d Classe
(MPa) (Mpa) (Mpa) (mm) (mm) [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa]
(MPa)
5A-M 12.01 5-C1-M 18 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 19.87 19.87
5B-M 11.15 11.58 5-C2-M 14.98 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 16.54 16.54
5-C3-M 15.72 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 17.35 17.35
5-C4-M 15.9 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 17.55 17.55
6A-M 18.31 6-C1-M 16.09 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 17.76 17.76
6B-M 17.01 17.66 6-C2-M 16.57 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 18.29 18.29
6-C3-M 18.02 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 19.89 19.89
6-C4-M 18.98 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 20.95 20.95
7A-M 18.97 7-C1-M 14.33 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 15.82 15.82
7B-M 17.96 18.47 7-C2-M 13.26 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 14.64 14.64
Rcm=15.90 7-C3-M 13.3 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 14.68 14.68
(fck=8); Rck=10 – C8/10 7-C4-M 15.76 15.91 94 94 1 1 1.15 1.2 1 0.8 17.40 17.40 17.56 12.56 17.56 12.56 C8/10

Tabella 7: Applicazione delle NTC2008 edella EN13791-08

Dati NTC 2008 EN 13791 Pucinotti


Campioni Classe fm,car fcm Rcm fck Rck Classe fm(n),is fis, lower fm(n),is-K fis, lower-4 Classe Classe
(MPa) (MPa) (MPa) (MPa) (MPa) (MPa) (MPa) (MPa) (MPa)
IF C25/30 26.51 31.19 37.58 23 30 C25/30 26.51 20.89 21 17 C20/25 C25/30
CAR A1÷A3 C25/30 38.26 45.01 45.01 37 C30/37 38.26 29.37 31 25 C20/25 C25/30
CAR A4÷A8 C25/30 32.73 38.51 46.39 31 38 C30/37 32.73 29.63 26 26 C30/37 C30/37
CAR B1÷B3 C25/30 37.1 43.65 43.65 36 C25/30 37.10 29.93 30 26 C25/30 C25/30
CAR B4÷B8 C25/30 32.44 38.16 45.98 30 38 C30/37 32.44 29.67 25 26 C25/30 C30/37
1-C1-M÷3-C4-M C12/15 21.68 25.51 25.51 18 C12/15 21.68 13.77 17 10 C8/10 C12/15
5-C1-M÷7-C4-M C8/10 15.91 18.72 18.72 11 11 C8/10 15.91 13.30 11 9 C8/10 C8/10