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COME & PERCHÉ n.

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Maya, Aztechi e Inca

Oggi ci spostiamo dal Mediterraneo all'Atlantico e oltre, più


esattamente nell'America Centrale, alla scoperta delle
antiche civiltà precolombiane dei Maya, degli Inca e degli
Aztechi e delle loro leggende.

Quando Cristoforo Colombo giunse in America, nel 1492


d.C., non trovò un paese disabitato, ma popoli che avevano
sviluppato, nelle terre situate tra il Tropico del Cancro e
quello del Capricorno, civiltà raffinate ed evolute.
Si trattava dei Maya, degli Inca e degli Aztechi, insediate in
quelle zone fin dal 1500 a.C. I Maya vivevano soprattutto
nella zona definita dagli archeologi Mesoamerica (Messico
meridionale fino al Guatemala, al Belize e in parte all'
Honduras e al El Salvador), gli Aztechi nella cosiddetta Area
Intermedia e gli Inca nell'Area Andina.
Maya

I bis-bis-bis nonni dei Maya, probabilmente,


erano nomadi originari dell'Asia. Poi, dopo aver
imparato a coltivare le piante selvatiche, si
stabilirono nelle regioni a Sud del
Messico. L' insediamento più antico
è considerato Cuello, in Belize, che
risale al 2000 a.C.

I Maya si dedicavano, tra le altre attività alla raccolta di frutti


selvatici (papaia, noci, sapodilla e spezie, quali peperoncino, vaniglia e
origano) e all'agricoltura (mais, fagioli, zucche, cacao, tabacco).

Diverse le tecniche di coltivazione: "a maggese" ed


"estensivo". Nel primo caso ai campi veniva concesso di
prendersi un periodo di vacanza della durata di tre anni, che
si alternava ad un anno di semina. Questo procedimento
permetteva al terreno di riprendersi e dare frutti migliori
negli anni successivi.

Nel secondo caso (sistema estensivo), i campi non venivano mai messi a
riposo, ma erano generalmente terreni ricchi d'acqua come le valli alluvionali.
Anche il commercio aveva la sua importanza: giadeite, sale, cacao e prodotti
locali in cambio di beni utilitari. L'alimento base per i Maya era il mais che
veniva cucinato, dalle donne, in mille modi.
I chicchi del mais venivano posti in un vaso largo di terracotta, con acqua e
calce, e lasciati riposare una notte intera. In questo modo si ammorbidivano
e perdevano la buccia. La mattina successiva venivano trasformati in farina
grossa.

Poco prima del pasto, un po' di farina veniva disposta su lunghe foglie di
banano e fatta cuocere in appositi contenitori di terracotta. E voilà! Tortillas
belle morbide, dopo una breve permanenza sulla brace, erano pronte. Ma non
dobbiamo pensare che i Maya si ingozzassero di mais mattina, pomeriggio e
sera.
Anche se, ironia della sorte, dopo una vita a base di questo cereale, da morti
venivano sepolti con la bocca riempita di... mais macinato.
Oltre a una o più perle di giadeite. Esistevano, infatti, oltre ai tipici chicchi
gialli, anche i cosiddetti "tamales" (= foglie di granoturco ripiene bollite
nell'acqua), i peperoncini pestati e i fagioli neri bolliti (avete presente quelli che
i cercatori d'oro si cucinavano nel gamellino?).
E se un Maya si ammalava? Nessuna paura: c'era lo sciamano che con erbe,
preghiere, riti magici, salassi e diete cercava, in men che non si dica, di
rendere nuovamente arzillo e pimpante il paziente. E forse tutto questo serviva
se la vita media di un maya s'aggirava intorno ai 40-50 che, per l'epoca, non
era male!
Aztechi

Gli Aztechi si stabilirono nella Valle del Messico


nel XII secolo, dopo decenni di vita nomade.

Una leggenda narra che l'oracolo del dio


Huitzilopochtli aveva predetto che la capitale
degli Aztechi sarebbe stata fondata nel luogo in cui il popolo in cammino
avrebbe incontrato... un'aquila su un cactus, con nel becco un serpente.

Così avvenne (ancora oggi questa immagine è simbolo del


Messico) e la capitale, fondata nel 1325, fu chiamata
Tenochtitlàn ovvero "il luogo del frutto del cactus".
Sicuramente uno degli imperatori più importanti fu
Montezuma: fu lui, alla fine del XV secolo, ad estendere
l'impero Azteco dalla costa del Golfo al Pacifico, a sud fino
al Guatemala e El Salvador.
Gli Aztechi coltivavano mais, soprattutto, ma anche fave,
zucche, peperoni verdi e rossi, pomodori, avocados,
cotone, tabacco, "chia" - una sorta di salvia.
E sulla costa: cacao, vaniglia, ananas, mentre nelle valli la
"batata", ovvero la patata dolce. Per aumentare la superficie
coltivabile, gli Aztechi costruirono i cosiddetti "chinampas", dei
piccoli isolotti di fango fissati al fondo con graticci di canne e
radici.
Quando nasceva un bambino i sacerdoti consultavano una sorta
di libro degli oroscopi per verificare se il neonato era nato sotto
una buona stella. Il nome del piccolo era strettamente legato al giorno della
nascita, mentre quello delle bambine comprendeva sempre la parola
"xochitl", ovvero fiore.

La società azteca era patriarcale. Quando una donna si sposava entrava a far
parte del clan del marito che, se ricco, poteva concedersi anche più di una
moglie. Solo gli aristocratici, poi, potevano sfoggiare oro
e gemme considerati segni distintivi dello status
sociale.
Gli Aztechi, come altre civiltà precolombiane,
praticavano il sacrificio umano (perlopiù con un
prigioniero di guerra). Questo avveniva soprattutto
durante la Festa ("Nahuollin") in onore del dio Sole
che, si credeva, si nutrisse solo di "calchiuatl", sangue
umano, considerato il nettare degli dei.
Per questo motivo gli Aztechi erano continuamente in
guerra con i propri vicini: non per sete di conquista, ma per procurarsi
potenziali vittime sacrificali. D'altronde il Sole era la vita e offenderlo
avrebbe significato la morte di tutto un popolo!
Inca

Gli Inca entrarono da protagonisti nella storia


del Sud America nel XIII secolo e più
esattamente in Perù e nell'area andina.
L'impero Inca durò 150 anni ed ebbe 13
imperatori.

L'ultimo, Atahualpa, catturato nel 1532, fu fatto


strangolare dal conquistador Francisco
Pizarro. Il territorio abitato dagli Inca era molto vasto e
comprendeva deserto, giungla e montagna. Proprio per rendere coltivabili
anche i pendii più scoscesi, venivano costruiti, lungo i versanti delle valli, dei
terrazzamenti costantemente irrigati grazie ad un complicato sistema di chiuse
e cisterne.
Alimento base era la patata (con 250 varietà di diverse dimensioni e colori,
dal giallo, al bruno, al nero al rosso), seguito dal mais, dalle zucche, dai fagioli,
dai peperoni, dalla manioca, dalle arachidi e dai pomodori.

Gli Inca possedevano inoltre miniere da cui estrevano metalli come il rame, il
bronzo, l'argento e l'oro.
Non è un caso che gli orafi andini fossero abilissimi nella confezione di monili
ed oggetti vari.

Nella comunità Inca esisteva un rigido sistema di leggi. La colpa più grave era
il furto, che veniva punito con la pena di morte. I reati minori venivano,
invece, puniti "solamente" con la mutilazione di occhi, labbra ed altre parti
del corpo.

Finisce qui il nostro "non breve" viaggio alla scoperta dei popoli pre-
colombiani... alla prossima!