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Approfondimenti

Nel seno della Trinit c un posto privilegiato per i poveri

I poveri come
luogo teologico
di Lucas Cervio

Lautore argentino ma ha studiato e ha vissuto per


vari anni in Bolivia, lavorandovi poi anche come teolo-
go e professore universitario nellambito del dialogo
interculturale. In questarticolo, partendo dalla pro-
pria esperienza e riprendendo il magistero di Papa
Francesco, riflette sul ruolo e sullimportanza di assu-
mere i poveri come luogo teologico: far s che le nostre
comunit cristiane siano espressione duna Chiesa con
e dei poveri come attori privilegiati.

I poveri sono quelli che ci dicono cosa il mon-


do e qual il servizio ecclesiale al mondo. I poveri
sono quelli che ci dicono cosa la polis, la citt,
e cosa vuol dire per la Chiesa vivere veramente
nel mondo.
Mons. Oscar Romero

N NellEvangelii gaudium (EG), Papa Francesco rileva


che nel cuore di Dio c un posto preferenziale per
i poveri (EG 197). Perci siamo chiamati a scoprire
Cristo in loro, [] ad ascoltarli, comprenderli e ad ac-
cogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comuni-
carci attraverso loro (EG 198). Per Francesco, infatti,
il discernimento si realizza sempre alla presenza del
Signore, guardando i segni, ascoltando le cose che ac-
cadono, il sentire della gente, specialmente i poveri1.
Offriamo in questa luce alcuni spunti di quello che
potrebbe comportare per le nostre comunit accet-

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tare linvito del vescovo di Roma a cercare ambiente con ragazzi sconosciuti. Il giorno
comunitariamente nuove strade per accoglie- trascorse con molta normalit e intensit. Si
re questa rinnovata proposta (EG 201): che i fece sera e, ritornando dal gioco, si avvicin
poveri siano i privilegiati nelle nostre comu- per salutarci. Dopo un giorno con noi sarebbe
nit. Avendo presenti anche le nuove forme di ritornato alla sua vita: rimediare qualcosa da
povert: i senza tetto, tossicodipendenti, rifu- mangiare, ritrovarsi coi suoi amici e cercarsi
giati, popoli indigeni, anziani, migranti, ecc.2. un angolo per strada.
Ricordai che avevamo pensato dinvitarlo a
dormire a casa. Quale migliore opportunit!
Stare insieme ad altri 25 ragazzi della sua et,
Partiamo dalla vita: venuti da diverse citt della Bolivia per un
quando i poveri entrano weekend. Al ricevere linvito esit per un mo-
in casa mento, inibito e sorpreso. Ma accett con gioia.
Arriv la domenica pomeriggio e partirono
necessario un tempo di contatto reale alcuni di quelli venuti da altre citt. Anche
con i poveri. Per me questo davvero im- lui and a vedere la partita di calcio allo sta-
portante: bisogna conoscere la realt per dio. Aprendogli la porta e salutandolo pensai:
esperienza, dedicare un tempo per anda- Bene, fin qui arrivato il nostro sogno di av-
re in periferia per conoscere davvero la vicinarci alla sua vita; domani ritorner, ci sa-
realt e il vissuto della gente. Se questo luter e tutto continuer come prima. stata
non avviene, allora ecco che si corre il grande la mia sorpresa quando, ritornando di
rischio di essere astratti ideologi o fon- sera a casa, lo vidi accanto ad uno di noi di
damentalisti, e questo non sano3. fronte al televisore. Mi sono fermato con loro
Papa Francesco e dopo un po siamo andati a dormire. Fu na-
turale, come sono le cose di Dio, che rimanesse
da noi. Neanche ce lo siamo chiesti, neanche
Inizio condividendo parte del mio diario del 23 lui lo chiese. Fu cos che entr a condividere la
dicembre 2001. Ero in una comunit, il focola- nostra vita.
re di Cochabamba (Bolivia), da dieci mesi.
Soltanto oggi, nella vigilia del Natale, prendo
Era venerd. Juan Carlos, bambino di strada coscienza che la presenza di Juan Carlos tra
col quale era nato un rapporto, riapparve dopo noi stata il dono di Dio per noi, il prese-
due settimane in cui non aveva pi bussato pe vivente a casa nostra: lEmanuele, il Dio
alla nostra porta e non aveva pi condiviso con con noi. Ho tardato venti giorni a rendermi
noi un momento in casa. Durante quel periodo conto. Ora capisco perch non abbiamo fatto
avevamo pensato il peggio, perci per alcune il presepe che volevo comprare. Meglio avere
sere eravamo andati a cercarlo per le strade, ogni giorno, ogni momento, il presepe vivente
ma senza risultati. Ritorn, come se fosse la in casa.
prima volta: silenzioso, parco e timido. Rive-
S, Juan Carlos il Bambin Ges, venuto a vi-
dendolo, fummo sollevati e la speranza nacque
sitarci anticipando il Natale, rompendo i nostri
nei nostri cuori. Quel giorno lho salutato di-
schemi e la nostra quotidianit, aprendoci a
cendogli: Ci vediamo domani, verranno molti
una convivenza col Mistero di Dio. Ges sta in
ragazzi a giocare.
ogni essere umano, e pi ancora nei poveri e in
La mattina presto era l, tra i primi arrivati, quelli che vivono per strada. Il Salvatore entr
tentando di aprirsi uno spazio in quel nuovo nelle nostre vite, Dio ha dormito, mangiato, gio-

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cato, riso e pianto a casa nostra. Io credo che oggi in chiave socioeconomica dove la centralit
stia qui, in casa, come star in altrettante case o dei poveri nella societ ci porta a guardare la
strade. Nel nostro caso Ges-Juan Carlos, col realt dalle periferie; laltro pi profondo ed
viso e lo sguardo malinconico che ci accompa- ecclesiale dove privilegiare i poveri nella Chie-
gna da 24 giorni. E continuamente, se sappiamo sa fondamentale per il suo rinnovamento.
ascoltare e guardare, ci parla di Dio.
Questo Natale desidero uscire per strada, a con-
templare tanti, ma tanti presepi viventi che ci Linclusione sociale dei poveri:
sono a Cochabamba. L sono i presepi per eccel- questione fondamentale
lenza e gli altoparlanti di Dio. Non potr dare in questo momento della storia (cf. EG 185)4
da mangiare a tutti, dar loro felicit, piuttosto
saranno loro che mi nutriranno di felicit. Posso Per Francesco da Cristo stesso, e non da al-
soltanto ringraziarli essendo pi radicale nella- tre motivazioni, che sorge la preoccupazione
more a Dio, cio al prossimo. Sapendo che quanto per lo sviluppo integrale dei poveri (cf. EG
vedo per strada non Regno di Dio n volont 186). I poveri ci fanno esercitare il dono gra-
divina. Semplicemente una pugnalata al cuore, tuito senza aspettare niente: la solidariet
al nostro essere o pretendere dessere cristiani. disinteressata (EG 58). Atteggiamento im-
prescindibile per rompere la logica del siste-
Ancora oggi, dopo quattordici anni, questa
ma attuale e accompagnare la liberazione e la
esperienza mi spiazza, mi fa entrare in crisi:
promozione dei poveri (EG 187), che une-
veramente ho lasciato entrare questo povero
sigenza del cammino di fede del cristiano. Per
nella mia vita, non soltanto in quel momento,
essere questo strumento di Dio (cf. EG 187) al
ma lungo gli anni? Bisogna dire che questo
servizio degli emarginati, esclusi e scartati dal
coinvolgimento stato vissuto in modi di-
sistema importante imparare ad ascoltare il
versi dai quattro che eravamo in quel momen-
to nella comunit del focolare. Ognuno stato loro grido. Grido presente in ogni luogo e
scosso interiormente da Dio, perch desse una circostanza (EG 190) perch le nuove povert
risposta: per uno di noi stato uno dei germi sono dappertutto e non solo nei Paesi o conti-
duna grossa attivit socio-religiosa che porta nenti svantaggiati.
avanti in Cochabamba. Per quanto mi riguar-
Occorre anche ascoltare il grido dinteri popo-
da, mi ha interrogato sul perch della mia vita
li poveri (cf. EG 190): saper leggere e interpretare
in focolare e mi ha fatto riflettere sui miei stu-
pure la povert strutturale frutto dei meccani-
di teologici: come farli e con quale orizzonte?
smi politici, sociali ed economici. Infatti siamo
Mi ha spinto pure a promuovere forme di vita
comunitaria pi inserite nel sociale. Ma una di fronte a una globalizzazione dellindifferen-
scossa interiore che rimane sempre aperta, za. Per il Papa, non ci sar pace se non si affron-
senza risposte definitive. ta liniquit: bisogna ampliare uno sguardo che,
senza perdere la dimensione personale, arrivi
alle cause strutturali dove liniquit la radice
dei mali sociali (cf. EG 202).
Riprendendo il magistero
di Francesco Di fronte a queste immense grida e sfide, il
Papa ricorda che una comunit cristiana che
I poveri sono una priorit del suo pontificato non si occupi creativamente e non coope-
che si pu leggere su due livelli: uno pi ampio ri con efficacia affinch i poveri vivano con

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dignit e per linclusione di tutti, correr an- gliendo la misteriosa sapienza che Dio vuole
che il rischio della dissoluzione, bench parli comunicarci attraverso loro (EG 198). Per
di temi sociali o critichi i governi, cadendo Francesco la peggior discriminazione di cui
nella mondanit spirituale, dissimulata con soffrono i poveri la mancanza di attenzione
pratiche religiose, con riunioni infeconde o spirituale. Perci lopzione preferenziale per
con discorsi vuoti (EG 207). Lesigenza di i poveri deve tradursi principalmente in unat-
ascoltare questo grido deriva dalla stessa ope- tenzione religiosa privilegiata e prioritaria
ra liberatrice della grazia in ciascuno di noi, (EG 200).
per cui non si tratta di una missione riservata
solo ad alcuni (EG 188). Su questa linea, il Papa sottolinea che le
espressioni della piet popolare hanno molto
da insegnarci e, per chi in grado di leggerle,
Dare un posto privilegiato ai poveri sono unluogo teologicoa cui dobbiamo pre-
nel Popolo di Dio: fondamentale stare attenzione (EG 126), perch sono la
per il rinnovamento della Chiesa manifestazione di una vita teologale animata
dallazione dello Spirito Santo che stato ri-
Dal momento che si tratta di un tema profon- versato nei nostri cuori (cf.Rm5, 5) (EG 125).
damente biblico, lopzione per i poveri sorge Allora, la piet popolare dei poveri una for-
dalla preferenza divina nei loro riguardi. Ab- za attivamente evangelizzatrice da incorag-
biamo gi segnalato lespressione di Francesco: giare e rinforzare (cf. EG 126) per accompa-
Nel cuore di Dio c un posto preferenziale gnare processi dinculturazione.
per i poveri (EG 197). Perci questopzione
una categoria teologica prima che culturale,
sociologica che, come insegnava Benedetto
XVI, implicita nella fede cristologica in quel Spunti per la vita ecclesiale
Dio che si fatto povero per noi, per arricchirci con i poveri
mediante la sua povert (EG 198). unopzio- come attori privilegiati
ne radicata nel Padre, che ha preso volto uma-
no in Ges, viene portata avanti dallo Spirito e
richiede di essere incarnata nella Chiesa. I cambiamenti necessari allinterno del-
la Chiesa, nella pastorale, nella educazio-
Da qui sgorga il desiderio del Papa di una ne, nella vita religiosa e sacerdotale, nei
Chiesa povera per i poveri (EG 198), ma movimenti laicali, che non siamo riusciti
anche con e dei poveri. Per rispondere a a fare guardando soltanto allinterno del-
questanelito, nella nostra sequela di Ges ci la Chiesa, li stiamo raggiungendo adesso,
ritornando al mondo dei poveri.
deve essere una vicinanza reale e cordiale
con loro, per accompagnarli adeguatamente Mons. Oscar Romero
nel loro cammino di liberazione e far s che
essi si sentano a casa loro in ogni comunit Perch i poveri abbiano un luogo privilegiato
cristiana (EG 199). fra noi, importante non ridurre la loro real-
t alla dimensione dellassistenza. Linvito del
Ma soprattutto necessario che tutti ci la- Papa richiede una revisione nel modo di por-
sciamo evangelizzare da loro, riconoscendo tare avanti linsieme della vita cristiana nei
la forza salvifica delle loro esistenze e acco- suoi diversi aspetti. A titolo di esempio, alcu-

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ni temi che emergono, sapendo che tanti altri vita nella societ circostante possa renderci
potrebbero crescere in questa prospettiva. di fatto insensibili alle necessit o addirittu-
ra alla grave indigenza di altri. Non di rado
Nelluso dei beni, i poveri ci ricordano: n lambiente in cui viviamo, genera bisogni ed
austerit n sovrabbondanza ma sobriet, a esigenze e induce a sprechi che non reggono
livello personale, di gruppo e istituzionale. il confronto con chi non ha loccorrente per
impressionante come un certo tenore di nutrirsi, salvaguardare la salute e acquisire

Svuotarsi per poter accogliere laltro


Abbiamo un Papa straordinario, per tanti motivi che cercher di indicare brevissimamente,
che si colloca nel momento direi di maggior tragicit nella prospettazione di questo tema
dellincontro.
Per affrontare questa figura, per comprenderla, necessario, io ritengo, andare oltre le
immagini popolari, che i media trasmettono continuamente, immagini direi populistiche,
di questo Papa. []
Un primo aspetto un tema teologico, ma anche ecclesiologico, fondamentale, che lui
recupera con grande forza, a partire dal nome che si scelto, Francesco ( la prima volta
che questo nome viene scelto nella storia del Papato) e che , diciamolo pure, un portare la
spada in terra, perch vuol dire un nome che mette in contraddizione netta con quella che
la cultura corrente, nel senso antropologico del termine, il tema della povert.
chiaro? Non si tratta di dire Porto io la borsa, oppure Vado nellappartamentino di 50
metri quadri invece che stare in Vaticano: queste sono sciocchezze. Va bene dare queste
immagini, ma il tema la povert, la sfida del grande tema della povert, rispetto a quella
che la grande cultura dominante, che esattamente lopposto di questo valore. Povert
che non significa che bene avere pochi soldi, ma significa poveri in spirito: bene essere
vuoti, svuotarsi del proprio s, della propria filautia, filopsichia, come scritto anche nel
Vangelo, per poter accogliere laltro.
Questa la povert, essere accoglienti; ma se io sono pieno di me, non posso accogliere
nulla. Ecco il significato della povert: se sono pieno del possesso di me, se non ho da
dare luogo ad altro, se non sono povero, cosa incontro? se non hai il luogo dentro te dove
accogliere laltro, chi vuoi incontrare? Questo il grande tema della povert, evangelica e
francescana, non il dire Non ho una lira, e poi magari desiderare di averne centomila.
Il grande tema della povert fa a pugni con la cultura contemporanea: Sono venuto
a portare la spada, cos scritto. Quindi dietro limmagine di benevolenza, su cui poi
torneremo, questo Papa afferma unesigenza estrema: sii povero, nel senso che ho detto.
Massimo Cacciari
da: La Chiesa di Francesco e la mistica dellincontro
Centro Card. Ferrari, Como, 19.1.2015

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unadeguata formazione scolastica. Sono che i poveri si sentano a casa loro nei no-
molteplici le piste da approfondire: dai mez- stri modi di fare. Si sentano comunit con
zi di cui ci serviamo per la vita e le attivit tutti, promotori dellesperienza di Ges in
delle nostre comunit a un maggiore uso mezzo ai suoi (cf. Mt 18, 20) e non soltanto
degli odierni mezzi di comunicazione per spettatori come avviene quando nelle ri-
ridurre il numero dincontri che implica- unioni si punta troppo sui discorsi, che a
no grandi spostamenti e diventano molto loro facilmente risultano troppo lunghi
costosi, risparmiando cos soldi da condivi- e poco comprensibili. importante an-
dere con chi nel bisogno, a favore del tipo che il grido della terra (lecologia) che va
e modo dellalimentazione e del vestiario, insieme al grido del povero, come ha mo-
delluso dellacqua e dellelettricit. strato in modo magistrale, serio e innega-
Nella testimonianza e nellevangelizzazione bile Papa Francesco nella Laudato si.5
occorre dare priorit allirradiazione nel- Occorre riflettere sugli ambienti in cui si
le periferie, che di l del fatto che siano svolge la nostra vita: le costruzioni, le abita-
esistenziali, sono molto reali e concrete. zioni, i luoghi dincontro Il modo come
Altrimenti alto il rischio di ritrovarsi con sono impostati, arredati, ecc. aiuta a privile-
comunit chiuse o semi-chiuse. Anche giare i poveri nelle nostre comunit? Si sen-
la classe sociale delle persone che si rag- tono a casa o i nostri spazi parlano loro di
giungono, sempre da tenere sottocchio,
altri criteri, scelte ed esigenze che li fanno
privilegiando da un lato i ceti pi poveri ed
sentire diversi, estranei, scomodi?
esclusi e mirando allo stesso tempo allunit
tra classi sociali. Se i poveri ci evangelizza- Riguardo alla formazione, agli studi: se il
no e la religiosit popolare un luogo teolo- mondo dei poveri, tanto a livello persona-
gico, pure gli ambienti popolari dovrebbero le come di gruppo, realt che fa pensa-
essere una priorit, e non solo come desti- re, rende capaci di pensare e insegna
natari daiuto. Qui acquisisce rilevanza fon- a pensare: in che misura le nostre rifles-
damentale anche il dialogo interculturale, sioni sorgono da questo rapporto con il
perch i poveri hanno una propria cultura loro mondo (culturale, vitale, esistenzia-
con un loro modo dessere e di vivere. Do- le), dalla convivenza e dal coinvolgimento
vremmo impostare il dialogo con la cultura con loro? Siamo almeno coscienti di que-
con questampio respiro, altrimenti i poveri sta mancanza? Sarebbe un primo passo
rimangono invisibili ai nostri occhi. per pensare e tentare strade pi adeguate
Nellambito della preghiera e della liturgia, in questo campo, dove deve trovar spazio
necessario rivalutare la devozione popola- la sapienza che proviene dalla vita dei po-
re, da non guardare solo in senso negativo veri.
come superstizione, ignoranza o sincreti- Riguardo ai mezzi di comunicazione, spes-
smo, ma come via e anche esempio dincul- so nelle comunit si evidenzia la difficolt
turazione fatta dal popolo credente, con la di un linguaggio universale ma anche po-
sua carica simbolica, emotiva, di semplicit. polare, secondo i contesti. Come pure un
necessario ripensare i modi di offrire la certo eccesso di tecnologia e sofisticazione,
vita cristiana in contesti popolari. che si esporta dal mondo tecnologicamen-
Nel portare avanti la vita della comunit te pi avanzato in altri posti, in modo non
cristiana come famiglia, c la grossa sfida graduale e adatto...

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Potrebbe essere proficuo aprire un dialogo e staccarci dal mondo e dal Suo grido, aperti
allinterno delle nostre comunit cristiane an- a tutti per risuscitare tutto.
che su questi due elementi. I poveri, non per merito morale o altro, ma per
Spesso si sottolinea molto limportanza del- la loro esistenza piena di precariet, vulnerabi-
la neutralit per poter favorire lunit, in lit, fragilit, ecc., sono un luogo teologico:
modo che tutti si sentano inclusi. Secondo luogo della presenza di Dio, luogo da dove Dio
lEvangelii Gaudium, bisogna prendere po- ci parla e si manifesta. Perci sono una porta
sizione senza, tuttavia, chiudersi o rifiutare privilegiata per andare a Dio ed essere in Dio,
qualcuno o qualche gruppo (cf. EG 255). Se ma anche per riportare il mondo a Dio.
questa la linea da tenere, quali conseguen- questa la straordinaria realt del cristiane-
ze ne derivano per la vita di comunione? simo, di Dio che si fatto povero: essere con
Mi orienterei a pensare che possibile po- e per i poveri (a livello intellettuale, di guida
sizionarsi con i poveri, privilegiarli, senza spirituale, di sviluppo umano, ecc.), per farci
venir meno al dialogo a 360. Un esempio a poveri come loro, avviene stando l, nel seno
riguardo Papa Francesco: tanti momenti della Trinit, e viceversa. Non si tratta di due
del suo pontificato evidenziano una sua vi- esperienze diverse o antagoniste. Piuttosto
sione e un suo atteggiamento di fondo. si tratta di essere in Ges abbandonato (le-
marginato, lescluso, il povero, lassetato, ecc.)
Credo che, nel parlare di fraternit, rimanendo nel seno del Padre. Ho un solo
unit, mondo unito, importante aver sposo sulla terra: Ges abbandonato: non ho
cura di rendere queste realt sempre pi altro Dio fuori di lui. In lui tutto il Paradiso
incarnate, con un linguaggio pi cir- con la Trinit e tutta la terra con lUmanit6.
costanziato che faccia vedere una presa
di posizione nel contesto socioculturale e Lucas Cervio
politico. Per esempio molto diverso par-
lare di pace o di pace sociale; parlare di 1) Papa Francesco, Intervista a cura di A. Spadaro,
fraternit o di fraternit equa oppure in La Civilt Cattolica, settembre 2013, p. 454.
fraternit interculturale, e cos via. 2) indispensabile prestare attenzione per essere
vicini a nuove forme di povert e di fragilit in
cui siamo chiamati a riconoscere Cristo sofferen-
te, anche se questo apparentemente non ci porta
Ges abbandonato, vantaggi tangibili e immediati: i senza tetto, i
tossicodipendenti, i rifugiati, i popoli indigeni,
ponte tra lo smarrimento gli anziani sempre pi soli e abbandonati, ecc. I
e il non senso della realt migranti mi pongono una particolare sfida per-
ch sono Pastore di una Chiesa senza frontiere
Privilegiare i poveri nellimpegno di incar- che si sente madre di tutti (EG 210).
nare il Vangelo e il proprio carisma ha il suo 3) Svegliate il mondo, Colloquio con i Superiori Gene-
fondamento in Dio stesso. Il Padre ha predi- rali, in La Civilt Cattolica, gennaio 2014, p. 6.
lezione per loro, come testimonia in maniera 4) Per tutto questo argomento cf. Evangelii gau-
inequivocabile la vicenda di Ges fino alla sua dium 185-195.
morte in Croce. Essi sono perci cammino e 5) Cf. E. Cambn, Laudato si: ecologia integrale
validazione nel prendere coscienza che siamo cio trinitaria, in gens 46 (2016), pp. 19-24.
in Cristo e con lui nel seno della Trinit. 6) Chiara Lubich, La dottrina spirituale, Citt Nuo-
Occorre essere radicati l, senza allontanarci va, Roma 2006, p. 152.

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