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Anno XIX - n.

47 - Dicembre 2014

Virtus et Scientia
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. I, comma 2 e 3 - Roma/Aut. n. 52/2009 - tassa pagata - Taxa perue

Periodico dinformazione della Pontificia Universit Gregoriana

LA FAMIGLIA OGGI
TRA ATTESE
E INCERTEZZE

BICENTENARIO 1814-2014
LA RICOSTITUZIONE
DELLA COMPAGNIA

GIAPPONE E ASIA
COME AFFRONTARE
LA MISSIONE?

FACOLT DI TEOLOGIA
LA RIFORMA
DEL PRIMO CICLO

EDITORIALE | F.-X. Dumortier, S.I.


FOCUS
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BICENTENARIO RICOSTITUZIONE 1814-2014

Remiamo insieme al servizio della Chiesa! | S.S. Papa Francesco


La Compagnia di Ges nellImpero Russo (1772-1820) | M. Inglot, S.I.
La nuova strada del Collegio Romano nellOttocento | M. Coll, S.I.
Pio VII, la Curia romana e il ristabilimento
della Compagnia (1814) | R. Regoli

VITA ACCADEMICA
Fa questo e vivrai!. Inaugurazione A.A. 2014-2015 | F.-X. Dumortier, S.I.
La riforma del primo ciclo di Teologia. Intervista a D. Kowalczyk, S.I. e J. Carola, S.I.
Come affrontare la missione in Giappone e in Asia | A. Nicols, S.I
Il contributo della Sophia University | Y. Sugawara, S.I.
La famiglia di oggi tra incertezze e attese | H. M. Yez , S.I. P. Benanti, TOR

DA IERI A OGGI
34  P. Charles Andr Bernard maestro di teologia spirituale | M.G. Muzj
36  Le camere di SantIgnazio e dei primi Generali della Compagnia | M. R. Hurado, S.I.

COMUNIT UNIVERSITARIA
40  Retorica Biblica e Semitica: un nuovo slancio | R. Meynet, S.I. J. Oniszczuk, S.I.
44  Recuperare fiducia nella ragione. Intervista a P. Louis Caruana, S.I.
46  Flessibilit e fedelt: il cammino della formazione.
Intervista a P. Stanislaw Morgalla, S.I.

48  Il servizio della formazione. Dieci nuovi docenti gesuiti alla Gregoriana | P. Pegoraro
51  Lo Scolasticato arriva a Roma | G. Piccolo, S.I.
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IN MEMORIA

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INFORMAZIONE

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PUBBLICAZIONI

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NOMINE | a cura della Segreteria Generale

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TESI DIFESE | a cura della Segreteria Accademica

n. 47 | Anno XIX | Dicembre 2014 | www.unigre.it/LaGregoriana

Direttore responsabile

Pontificia Universit Gregoriana

Gian Paolo Salvini, S.I.

Piazza della Pilotta, 4 | 00187 Roma (Italy)


Tel. +39 06.6701.1 | Fax +39 06.6701.5419

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Redazione
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Progetto grafico e impaginazione


a cura di GBPress | Gregorian & Biblical Press
(Emiliano De Ascentiis | Lisanti S.r.l.)

Foto di copertina
Maria la maestra dellautentica teologia (Papa Francesco)
Mosaico di Chiara Pilato (kia@lamelagrana.org - www.lamelagrana.org)
Lartista attiva presso il Santuario Mariano Nazionale di Monte Grisa.

Registrazione presso il Tribunale di Roma


n. 134 del 29 marzo 1996

Stampa Arti Grafiche Picene S.r.l.


Via Vaccareccia 57 | Pomezia (Rm)
Finito di stampare nel mese di Dicembre 2014

EDITORIALE

Una memoria
che fa vivere
di FRANOIS-XAVIER DUMORTIER, S.I.
Rettore Magnifico della Pontificia Universit Gregoriana

Lanniversario della
ricostituzione della Compagnia
ci ricorda il legame tra memoria
e identit. Essere radicati
in essa allarga gli spazi
dellintelligenza e del cuore.
La coscienza del passato
diventa sempre coscienza
dellavvenire

The anniversary of the


restoration of the Society
of Jesus reminds us
of the connection between
memory and identity.
Having ones own
roots in this memory widens
peoples intelligence
and hearts.
The awareness of the
past always becomes
awareness of the future

ome ben sappiamo, la soppressione della Compagnia di Ges


fu decretata da Papa Clemente XIV tramite il Breve Dominus
ac Redemptor del 21 luglio 1773. Quarantuno anni dopo, la
Compagnia di Ges fu ripristinata da Papa Pio VII il 7 agosto 1814
con la Bolla Sollicitudo omnium Ecclesiarum. Per questa ragione
lanno 2014 stato un tempo molto favorevole per una pi profonda conoscenza e comprensione di questo periodo cos complesso. Poich la storia del Collegio Romano e della Gregoriana
strettamente collegata alla storia della Compagnia di Ges, ci
siamo molto rallegrati del Colloquio internazionale In unum corpus coalescerent. La Compagnia di Ges dalla Soppressione (1773) alla
Ricostituzione (1814), che si svolto nella nostra Universit dal 6
all8 novembre scorso.

Fare memoria di questi eventi della storia della Compagnia


non costituisce un semplice rito commemorativo. Una memoria
viva stimola la riflessione e fa vivere. Nelle nostre societ, le quali
moltiplicano le commemorazioni e al tempo stesso percepiscono
il tempo come pura immediatezza, lo studio del passato non pu
essere compito dei soli storici. un nostro dovere comune, poich
riguarda le radici di ognuno e leredit di tutti. Quando le radici
muoiono, una pianta perde poco a poco tutto ci che ne rende
possibile lesistenza. Se non si ha cura del proprio passato e della
propria storia, si rischia di trasformarsi in alberi che non maturano pi frutti. Come scriveva il 14 novembre 2013 il Preposito
Generale della Compagnia di Ges, P. Adolfo Nicols: la memoria e lidentit sono profondamente legate tra loro. La coscienza
del passato diventa sempre coscienza dellavvenire che si sta realizzando, poich un profondo radicamento allarga gli spazi dellintelligenza e del cuore.
La Gregoriana di oggi ha conservato quel carattere gesuitico
che lha plasmata fin dalle sue origini. Attualmente vi sono 97 gesuiti coinvolti in modo diretto nella sua missione e che realizzano
questimpegno insieme a tante altre persone che, con loro, si nutrono della spiritualit e della pedagogia ignaziana. Attraverso
un cuore e una mente che ricordano, la memoria diventa la via di
una intelligenza nuova del mistero di Dio nella nostra storia
umana. Nella liturgia di ringraziamento presieduta dal Santo
Padre nella Chiesa del Ges, lo scorso 27 settembre, Papa Francesco diceva: lamore a giudicare la storia, e la speranza
anche nel buio pi grande della nostra attesa. 

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FOCUS

Remiamo insieme
al servizio della Chiesa!
Omelia per lanniversario della ricostituzione
della Compagnia di Ges
di Sua Santit Papa FRANCESCO

Sabato 27 settembre 2014


il Santo Padre ha presieduto
la celebrazione dei Vespri
alla Chiesa del Ges
nel 200mo anniversario
della ricostituzione
della Compagnia di Ges

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ari fratelli e amici nel Signore,


la Compagnia insignita del nome di Ges ha vissuto tempi
difficili, di persecuzione. Durante il generalato del p. Lorenzo
Ricci i nemici della Chiesa giunsero ad ottenere la soppressione della Compagnia (Giovanni Paolo II, Messaggio a p. Kolvenbach, 31 luglio 1990) da parte del mio predecessore Clemente XIV.
Oggi, ricordando la sua ricostituzione, siamo chiamati a recuperare la nostra memoria, a fare memoria, richiamando alla mente
i benefici ricevuti e i doni particolari (cfr Esercizi Spirituali, 234).
E oggi voglio farlo qui con voi.
In tempi di tribolazione e di turbamento si solleva sempre un
polverone di dubbi e di sofferenze, e non facile andare avanti,
proseguire il cammino. Soprattutto nei tempi difficili e di crisi
vengono tante tentazioni: fermarsi a discutere di idee, lasciarsi
trasportare dalla desolazione, concentrarsi sul fatto di essere perseguitati e non vedere altro. Leggendo le lettere del p. Ricci una
cosa mi ha molto colpito: la sua capacit di non farsi imbrigliare

ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

da queste tentazioni e di proporre ai gesuiti, in tempo di tribolazione, una visione delle cose che li radicava ancora di pi nella
spiritualit della Compagnia.
Vivere il discernimento della volont di Dio
Il p. Generale Ricci, che scriveva ai gesuiti di allora vedendo
le nubi addensarsi allorizzonte, li fortificava nella loro appartenenza al corpo della Compagnia e alla sua missione. Ecco: in un
tempo di confusione e di turbamento ha fatto discernimento. Non
ha perso tempo a discutere di idee e a lamentarsi, ma si fatto carico della vocazione della Compagnia. Lui doveva custodirla, e si
fatto carico.
E questo atteggiamento ha portato i gesuiti a fare lesperienza
della morte e risurrezione del Signore. Davanti alla perdita di
tutto, perfino della loro identit pubblica, non hanno fatto resistenza alla volont di Dio, non hanno resistito al conflitto cercando di salvare s stessi. La Compagnia e questo bello ha
vissuto il conflitto fino in fondo, senza ridurlo: ha vissuto lumiliazione con Cristo umiliato, ha ubbidito. Non ci si salva mai dal
conflitto con la furbizia e con gli stratagemmi per resistere. Nella
confusione e davanti allumiliazione la Compagnia ha preferito
vivere il discernimento della volont di Dio, senza cercare un
modo per uscire dal conflitto in modo apparentemente tranquillo.
O almeno elegante: non lo ha fatto.
Non mai lapparente tranquillit ad appagare il nostro cuore,
ma la vera pace che dono di Dio. Non si deve mai cercare il
compromesso facile n si devono praticare facili irenismi.
Solo il discernimento ci salva dal vero sradicamento, dalla vera
soppressione del cuore, che legoismo, la mondanit, la perdita del nostro orizzonte, della nostra speranza, che Ges, che
solo Ges. E cos il p. Ricci e la Compagnia in fase di soppressione ha privilegiato la storia rispetto a una possibile storiella
grigia, sapendo che lamore a giudicare la storia, e che la speranza anche nel buio pi grande delle nostre attese.
Il discernimento deve essere fatto con intenzione retta, con occhio semplice. Per questo il p. Ricci giunge, proprio in questa occasione di confusione e di smarrimento, a parlare dei peccati dei
gesuiti. Sembra fare pubblicit al contrario! Non si difende sentendosi vittima della storia, ma si riconosce peccatore. Guardare
a se stessi riconoscendosi peccatori evita di porsi nella condizione
di considerarsi vittime davanti a un carnefice. Riconoscersi peccatori, riconoscersi davvero peccatori, significa mettersi nellatteggiamento giusto per ricevere la consolazione.
Fino alla fine, fedelt allo spirito della sua vocazione
Possiamo ripercorrere brevemente questo cammino di discernimento e di servizio che il padre Generale indic alla Compagnia. Quando nel 1759 i decreti di Pombal distrussero le province
portoghesi della Compagnia, il p. Ricci visse il conflitto non lamentandosi e lasciandosi andare alla desolazione, ma invitando
alla preghiera per chiedere lo spirito buono, il vero spirito soprannaturale della vocazione, la perfetta docilit alla grazia di Dio.
Quando nel 1761 la tempesta avanzava in Francia, il padre Generale chiese di porre tutta la fiducia in Dio. Voleva che si approfittasse delle prove subite per una maggiore purificazione interiore:

Lets row together at the service of the


Church! Homily in the anniversary of
the restoration of the Society of Jesus
(by His Holyness Francis) On September 27 2014, the Holy Father presided at the
celebration of the Vespers and Te Deum on
the occasion of the bicentennial anniversary
of the reconstitution of the Society of Jesus.
Francis homily traced a brief history of
the events which led to the suppression of
the Order, focusing on the discernment of
the then General, Fr. Ricci who, in difficult
times succeeded in helping his brothers remain in the true spirituality of the Society.
He was the keeper of the Society vocation.
The boat of the Society of Jesus has been
shaken by the waves said the Holy Father
and it is no surprise. Peters boat could
still be shaken. Night and darkness are always near and rowing is very tiring. Jesuits
must be expert and courageous oarsmen
(Pius VII, Sollecitudo omnium ecclesiarum): row then! Row, be strong, even if
the wind is against you! We row to serve the
Church. We row together!.
The Holy Father then concluded his homily reaffirming the words of Pope Paul VI:
about the presence of the Jesuits wherever in
the Church there is a confrontation between
mans needs and the message of the Gospel.

In un tempo di confusione
e di turbamento
p. Ricci non ha perso tempo
a discutere di idee e a lamentarsi,
ma si fatto carico
della vocazione della Compagnia

A sinistra:
Papa Francesco
rende omaggio a
san Giuseppe Pignatelli, S.I.
(1737-1811), che dedic
la sua vita alla ricostituzione
della Compagnia.
Le sue spoglie riposano
in una cappella presso
la Chiesa del Ges.
 Foto LOSSERVATORE ROMANO

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ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

FOCUS

Compagnia ha vissuto
Lail conflitto
fino in fondo,
senza ridurlo: ha vissuto lumiliazione
con Cristo umiliato, ha ubbidito

esse ci conducono a Dio e possono servire per la sua maggior gloria; poi raccomanda la preghiera, la santit della vita, lumilt e
lo spirito di obbedienza. Nel 1767, dopo lespulsione dei gesuiti
spagnoli, ancora continua a invitare alla preghiera. E infine, il 21
febbraio 1773, appena sei mesi prima della firma del Breve Dominus ac Redemptor, davanti alla totale mancanza di aiuti umani,
vede la mano della misericordia di Dio che invita coloro che sottopone alla prova a non confidare in altri che non sia solamente
Lui. La fiducia deve crescere proprio quando le circostanze ci buttano a terra. Limportante per il padre Ricci che la Compagnia
fino allultimo sia fedele allo spirito della sua vocazione, che la
maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime.
La Compagnia, anche davanti alla sua stessa fine, rimasta
fedele al fine per il quale stata fondata. Per questo Ricci conclude con una esortazione a mantenere vivo lo spirito di carit,
di unione, di obbedienza, di pazienza, di semplicit evangelica,
di vera amicizia con Dio. Tutto il resto mondanit. La fiamma
della maggior gloria di Dio anche oggi ci attraversi, bruciando
ogni compiacimento e avvolgendoci in una fiamma che abbiamo
dentro, che ci concentra e ci espande, cingrandisce e ci rimpicciolisce.
Soffrire per il Signore:
questa la Grazia concessa alla Compagnia

A destra:
Un momento di raccoglimento
del Santo Padre accanto
allicona della Madonna
della Strada.
Sullo sfondo il sepolcro
di San Roberto Bellarmino,
Patrono della
nostra Universit.

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Cos la Compagnia ha vissuto la prova suprema del sacrificio


che ingiustamente le veniva chiesto facendo propria la preghiera
di Tobi, che con lanimo affranto dal dolore sospira, piange e poi
prega: Tu sei giusto, Signore, e giuste sono tutte le tue opere.
Ogni tua via misericordia e verit. Tu sei il giudice del mondo.
Ora, Signore, ricordati di me e guardami. Non punirmi per i miei
peccati e per gli errori miei e dei miei padri. Violando i tuoi comandi, abbiamo peccato davanti a te. Ci hai consegnato al saccheggio; ci hai abbandonato alla prigionia, alla morte e ad essere
la favola, lo scherno, il disprezzo di tutte le genti, tra le quali ci
hai dispersi. E conclude con la richiesta pi importante: Signore, non distogliere da me il tuo volto (Tb 3,1-4.6d).
E il Signore rispose mandando Raffaele a togliere le macchie
bianche dagli occhi di Tobi, perch tornasse a vedere la luce di Dio.
Dio misericordioso, Dio corona di misericordia. Dio ci vuol bene
e ci salva. A volte il cammino che conduce alla vita stretto e angusto, ma la tribolazione, se vissuta alla luce della misericordia, ci
purifica come il fuoco, ci d tanta consolazione e infiamma il nostro
cuore affezionandolo alla preghiera. I nostri fratelli gesuiti nella
soppressione furono ferventi nello spirito e nel servizio del Signore,
lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella
preghiera (cfr Rm 12,13). E questo ha dato onore alla Compagnia,
non certamente gli encomi dei suoi meriti. Cos sar sempre.
Ricordiamoci la nostra storia: alla Compagnia stata data la
grazia non solo di credere nel Signore, ma anche di soffrire per
lui (Fil 1,29). Ci fa bene ricordare questo.
La nave della Compagnia stata sballottata dalle onde e non
c da meravigliarsi di questo. Anche la barca di Pietro lo pu essere oggi. La notte e il potere delle tenebre sono sempre vicini.
Costa fatica remare. I gesuiti devono essere rematori esperti e
valorosi (Pio VII, Sollecitudo omnium ecclesiarum): remate dunque!
Remate, siate forti, anche col vento contrario! Remiamo a servizio

della Chiesa. Remiamo insieme! Ma mentre remiamo tutti remiamo, anche il Papa rema nella barca di Pietro dobbiamo pregare tanto: Signore, salvaci!, Signore salva il tuo popolo!. Il
Signore, anche se siamo uomini di poca fede e peccatori ci salver.
Speriamo nel Signore! Speriamo sempre nel Signore!
La Compagnia ricostituita dal mio predecessore Pio VII era
fatta di uomini coraggiosi e umili nella loro testimonianza di speranza, di amore e di creativit apostolica, quella dello Spirito. Pio
VII scrisse di voler ricostituire la Compagnia per sovvenire in
maniera adeguata alle necessit spirituali del mondo cristiano
senza differenza di popoli e di nazioni (ibid). Per questo egli diede
lautorizzazione ai gesuiti che ancora qua e l esistevano grazie a
un sovrano luterano e a una sovrana ortodossa, a restare uniti in
un solo corpo. Che la Compagnia resti unita in un solo corpo!
E la Compagnia stata subito missionaria e si messa a disposizione della Sede Apostolica, impegnandosi generosamente
sotto il vessillo della croce per il Signore e il suo vicario in terra
(Formula Instituti, 1). La Compagnia riprese la sua attivit apostolica con la predicazione e linsegnamento, i ministeri spirituali, la
ricerca scientifica e lazione sociale, le missioni e la cura dei poveri, dei sofferenti e degli emarginati.

Riconoscersi peccatori
significa mettersi
nellatteggiamento giusto per
ricevere la consolazione

La fiducia deve
crescere proprio
quando le circostanze
ci buttano a terra

Il gesuita adora Dio e ama e serve i suoi fratelli


Oggi la Compagnia affronta con intelligenza e operosit anche
il tragico problema dei rifugiati e dei profughi; e si sforza con discernimento di integrare il servizio della fede e la promozione

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ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

FOCUS

La Compagnia, anche davanti


alla sua stessa fine, rimasta fedele
al fine per il quale stata fondata

vuole essere
unIl gesuita
compagno di Ges,
uno che ha gli stessi
sentimenti di Ges

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della giustizia, in conformit al Vangelo. Confermo oggi quanto


ci disse Paolo VI alla nostra trentaduesima Congregazione generale e che io stesso ho ascoltato con le mie orecchie: Ovunque
nella Chiesa, anche nei campi pi difficili e di punta, nei crocevia
delle ideologie, nelle trincee sociali, vi stato e vi il confronto
tra le esigenze brucianti delluomo e il perenne messaggio del
Vangelo, l vi sono stati e vi sono i gesuiti (Insegnamenti XII
(1974), 1181). Sono parole profetiche del futuro beato Paolo VI.
Nel 1814, al momento della ricostituzione, i gesuiti erano un
piccolo gregge, una minima Compagnia, che per si sapeva investito, dopo la prova della croce, della grande missione di portare la luce del Vangelo fino ai confini della terra. Cos dobbiamo
sentirci noi oggi, dunque: in uscita, in missione. Lidentit del gesuita quella di un uomo che adora Dio solo e ama e serve i suoi
fratelli, mostrando attraverso lesempio non solo in che cosa
crede, ma anche in che cosa spera e chi Colui nel quale ha posto
la sua fiducia (cfr 2 Tm 1,12). Il gesuita vuole essere un compagno
di Ges, uno che ha gli stessi sentimenti di Ges.
La bolla di Pio VII che ricostituiva la Compagnia fu firmata il
7 agosto 1814 presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, dove il
nostro santo padre Ignazio celebr la sua prima Eucaristia nella
notte di Natale del 1538. Maria, nostra Signora, Madre della Compagnia, sar commossa dai nostri sforzi per essere al servizio del
suo Figlio. Lei ci custodisca e ci protegga sempre. 

ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

La Compagnia di Ges
nellImpero Russo (1772-1820)
di MAREK INGLOT, S.I.
Facolt di Storia e Beni Culturali della Chiesa

a soppressione della Compagnia di Ges decretata da Clemente XIV tramite il breve Dominus ac Redemptor (21 luglio
1773) fu effettuata in tutto il mondo, fuorch nellImpero
Russo governato allora dallImperatrice Caterina II la Grande. Il
decreto pontificio non vi fu mai canonicamente promulgato, consentendo ai religiosi che vi si trovavano di continuare la propria
vita in condizioni decisamente straordinarie nel periodo compreso tra il 1773 e il 1814, anno in cui la Compagnia fu canonicamente ricostituita in tutto il mondo per opera di Pio VII.
Questa parte dellordine conosciuta comunemente come la
Compagnia della Russia Bianca.
Le vicende della Compagnia di Ges nellImpero russo negli
anni 1772-1820 si svolsero sotto tre Imperatori. I gesuiti accolti da
Caterina II, allora al culmine della sua fortuna, si inserirono bene
nei piani della sua politica scolastica. Godettero di grandi favori
presso lo zar Paolo I, il quale li vedeva utili alla sua politica, non soltanto religiosa, ma come sostegno della reazione e difesa degli antichi valori, e rafforzarono la loro posizione nellImpero. Furono infine
espulsi da Alessandro I dopo un primo periodo di benevolenza.

La Russia Bianca e la libert religiosa


I gesuiti si vennero a trovare in Russia in seguito alla prima
spartizione dello Stato polacco, avvenuta nel 1772. Sotto il dominio russo passarono i territori orientali della Polonia, la regione
chiamata Russia Bianca. LImperatrice Caterina II, nella sua
politica dintegrazione dei nuovi sudditi, pretese da tutti un giuramento di fedelt, e per trattenere il maggior numero possibile
di popolazione e guadagnarsi le simpatie della nobilt e del clero,
eman proclami che permettevano la libert religiosa.
Il 25 dicembre 1772, Caterina eman un ordine (ukaz) che definiva lo stato giuridico dei cattolici romani nella Russia Bianca
e in tutto lImpero. Sottraendo i fedeli allautorit dei vescovi residenti in Polonia, la zarina annunzi lerezione di un vescovato
latino per tutto lo Stato russo, volendo col tempo elevarlo al livello di arcivescovato e metropoli. Scelse la citt di Mohilev quale
sede del nuovo vescovato che fu creato, con uno speciale diploma, il 23 maggio 1774. La stessa Caterina II, in netto contrasto
con le leggi della Chiesa cattolica e con i diritti del papa, nomin
primo titolare della nuova diocesi Stanisaw Siestrzecewicz.
Al momento della prima spartizione dalla Polonia, sul territorio della Russia Bianca la Compagnia possedeva diciotto domicili.
Nemmeno un anno dopo, il 21 luglio 1773, papa Clemente XIV
decretava la soppressione canonica della Compagnia di Ges.

La mancata promulgazione
canonica da parte
dellImperatrice Caterina II
del decreto pontificio
che stabiliva la soppressione
della Compagnia di Ges
le permise di continuare
ad esistere.
La Compagnia
della Russia Bianca rimase,
fino al ristabilimento dellOrdine,
lunica realt in cui i gesuiti
potessero portare avanti
la loro missione

Il passo definitivo
nella riorganizzazione
della provincia fu
la Congregazione Generale
radunatasi a Poock nel 1782

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ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

Per intervento della zarina Caterina II i gesuiti della Russia


Bianca non condivisero la sorte dei loro confratelli in tutto il
mondo. Il papa, nel decretare la soppressione dellordine ignaziano, stabil che il decreto pontificio entrava in vigore dal momento in cui lordinario del luogo o un suo delegato ne dava
lettura di fronte ad ogni singola comunit. Ci non avvenne nellImpero Russo a causa di un ukaz di Caterina II, che vietava di
proclamare nel suo Stato qualsiasi disposizione pontificia. In questo modo i gesuiti rimasero sul posto, continuando la loro vita religiosa e lattivit apostolica.
Dalla consulta alla prima Congregazione
Generale: inizia la riorganizzazione
La notizia della soppressione della Compagnia caus una situazione di insicurezza e turbamento fra i gesuiti della Russia
Bianca. Pur conoscendo la condizione che per la validit canonica
di questatto pontificio era necessaria una promulgazione ufficiale, la stragrande maggioranza dei religiosi voleva sottomettersi
immediatamente al breve. Tuttavia il superiore di questo gruppo
Stanisaw Czerniewicz voleva evitare la dispersione spontanea
ed immediata dei religiosi per il solo fatto dellesistenza del decreto di soppressione. Convoc quindi una consulta che decise di
rimanere nello statu quo ante perch il breve non era stato ufficialmente promulgato.
Conscio della protezione di Caterina, p. Czerniewicz intraprese sforzi per il consolidamento della vita religiosa nelle case a
lui sottomesse, ma non fece alcun tentativo per aprire il noviziato,
non concesse il rinnovo dei voti agli scolastici e lemissione degli
ultimi voti ai padri, non nomin nemmeno dei nuovi rettori.
E cos fu fino al 1776, lanno in cui la situazione numerica
dellordine divenne critica, e si cominciarono ad accettare nellordine i gesuiti delle province madri che lo chiedevano.
Il fatto di ammettere alla Compagnia gli ex-gesuiti non bastava per assicurare la continuit dellinsegnamento e delle altre
attivit apostoliche, lunico rimedio rimaneva lapertura del noviziato, che avvenne il 2 febbraio 1780. Il passo definitivo, in questopera di riorganizzazione della provincia, fu la Congregazione
Generale radunatasi a Poock nellottobre 1782 e che elesse vicario
generale a vita p. Stanisaw Czerniewicz.
La Prima Congregazione di Poock costitu una vera svolta:
prese posizione sulla legittimit dellesistenza stessa dellordine
e stabil lidentit della Compagnia. Con lelezione di un vicario
generale e la nomina di un provinciale, lordine si present da allora nella sua forma consueta.
Cos riorganizzati, nel 1783 i gesuiti della Russia Bianca vennero confermati nella loro esistenza dal successore di Clemente
XIV, papa Pio VI, il 12 marzo 1783.
A piccoli passi verso
il ristabilimento della Compagnia di Ges
Il 7 marzo 1801, Pio VII eman il breve Catholicae fidei, con
cui approv e conferm ufficialmente lordine dei gesuiti in
Russia. Come superiore della Compagnia fu costituito p. F.
Kareu e fu prescritta losservanza della primitiva regola di
SantIgnazio. Infine, Pio VII concesse alla Compagnia di Russia

I gesuiti della Russia Bianca


vennero confermati
nella loro esistenza
da papa Pio VI,
il 12 marzo 1783

LImperatrice
Caterina II di Russia,
incisione dal volume
di Erich Boehme Memoiren
des Kaiserin Katharina II,
Leipzig, Insel-Verlag, 1913
(Biblioteca PUG Mag. 185 T 1).

A sinistra:
Il breve Catholicae fidei,
con il quale Pio VII approv
e confermo lordine
dei gesuiti in Russia
(Biblioteca PUG, Fondo
Riserva Ris. 100 DP 1).

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FOCUS

The Society of Jesus in the Russian Empire (1772-1820) (by Marek Inglot S.I.,
Faculty of History and Cultural Heritage
of the Church) The decree Dominus ac
Redemptor (July 21, 1773) by Pope
Clement XIV established the suppression of
the Society of Jesus. This suppression did not
concern the Russian Empire, because of an
order (ukaz) of the Empress Catherine the
Great forbidding the proclamation of any
pontifical declarations within the boundaries
of her State. The Society of Jesus, from 1773
to 1814 when it was restored, therefore survived only in the Russian Empire.
When the Polish State was divided into
different parts, and the eastern one, called
White Russia became a Russian dominion,
the Jesuits found themselves in the Empire.
The effect of Catherines ukaz was the continuity of the Jesuits apostolic life and mission. Some of them however, knowing the
existence of the suppression decree, wanted
to leave the Order. To avoid a spontaneous
dispersion, Stanisaw Czerniewicz, the superior of the group, summoned a Council
during which the Russian Jesuits decided to
remain in the statu quo ante.
A General Congregation was held in the
city of Poock in 1782 and, with the election
of Fr. Stanisaw Czerniewicz as General
Vicar, the reorganization of the Society of
Jesus made a fundamental step forward. In
1783 the existence of the Society of Jesus
was confirmed by Pope Clement XIV and,
in 1801 Pope Pius VII with the Catholicae
fidei approved and officially confirmed the
Jesuit Order in Russia. Finally, in 1814 the
papal bull Sollicitudo omnium ecclesiarum
established that everything granted to the
Russian Jesuits was to be extended everywhere else in the world.

Gli anni 1801-1815

furono il periodo fiorente


della Compagnia di Ges
nellImpero Russo

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ampie facolt di erigere collegi, educare la giovent, istruirla


nella religione e nelle scienze e amministrare i sacramenti col
consenso degli ordinari.
Da questo momento il vicario generale divent preposito generale dellordine, ma solo in Russia. Il breve venne mandato privatamente ai gesuiti di Poock un anno dopo, il 21 settembre 1802,
perch lo zar Alessandro I non ritenne necessaria la sua promulgazione giuridica, dato che in Russia i gesuiti non erano mai stati
soppressi.
Il Catholicae fidei ebbe una duplice conseguenza nel decennio
successivo alla sua emanazione: si rivers su Poock unondata di
petizioni per ottenere laffiliazione alla Compagnia in Russia da
parte di ex-gesuiti provenienti dallEuropa e dagli Stati Uniti e si
gener un grande impeto di entusiasmo missionario.
In questo modo veniva preparandosi il ristabilimento della
Compagnia di Ges da parte di papa Pio VII. La bolla Sollicitudo
omnium ecclesiarum del 7 agosto 1814 stabil che le concessioni e
le facolt date unicamente per i gesuiti dellImpero Russo venissero estese a tutto lo Stato Ecclesiastico e a tutti gli altri stati e domini. Si tratta, quindi, di unestensione progressiva, non di un
ristabilimento proveniente dallalto.
Espansione e conclusione della
Compagnia della Russia Bianca
Gli anni 1801-1815 furono il periodo fiorente della Compagnia
di Ges nellImpero Russo. La benevolenza di Paolo I e di Alessandro I e il breve Catholicae fidei di Pio VII, le assicurarono una
presenza salda e sicura. Lordine svilupp la sua attivit scolastica
e pastorale: sorsero nuovi collegi e missioni in tutto il territorio
del dominio degli zar. Listituzione centrale in questapostolato
fu il collegio di Poock. Nel 1812, con un ukaz imperiale di Alessandro I il collegio di Poock fu elevato in grado di Accademia. Il
secondo importante centro educativo fu il collegio di San Pietroburgo. Oltre a questi due grandi centri scolastici i gesuiti dirigevano nellImpero Russo altri sette collegi.
Una particolare importanza fu data dai gesuiti della Russia
Bianca alle missioni. Dal 1803 in poi essi crearono sei nuovi importanti centri di missione nel sud e nellest dellImpero Russo,
per i cattolici di varie nazioni.
Lattivit dei gesuiti sotto il governo della Russia ortodossa
protrattasi per pi di quarantanni, dimostra la possibilit dellordine di adattarsi alle differenti condizioni sociali e politiche. Desideravano soprattutto due cose: mantenere la Compagnia di
Ges e assicurare la cura pastorale ed intellettuale dei cattolici,
rimasti sotto il dominio e linflusso della Russia ortodossa. Proseguendo con perseveranza e determinazione, raggiungessero entrambi gli obiettivi.
Con la loro fedelt al proprio Istituto e alla Chiesa cattolica,
i gesuiti attirarono su di s lostilit del potere laico e della
Chiesa ortodossa. Il ristabilimento della Compagnia di Ges nel
1814 porgeva agli avversari un nuovo motivo di ostilit: toglieva
al governo russo la possibilit di controllare lordine. Tutto questo provoc lespulsione dei gesuiti: prima da San Pietroburgo
(20 dicembre 1815) e pi tardi, il 25 marzo 1820, da tutto lImpero Russo. 

La nuova strada del


Collegio Romano nellOttocento
di MIGUEL COLL S.I.
Facolt di Storia e Beni Culturali della Chiesa

a bolla Sollicitudo omnium Ecclesiarum di Pio VII il 7 agosto


1814, con la quale fu ripristinata la Compagnia di Ges, non
fornisce indicazioni specifiche sulla restituzione del Collegio
e delle case della Compagnia, argomento invece trattato nel decreto esecutivo e nel chirografo. Questi atti stabiliscono la restituzione della chiesa del Ges, ex casa professa, e della chiesa di
SantAndrea al Quirinale. Il Pontefice si riserv il diritto di prendere, a suo tempo, le opportune decisioni sulla restituzione delle
antiche chiese e case gesuitiche di Roma1.

La restituzione del Collegio


alla Compagnia di Ges (1824)
Il silenzio sul Collegio Romano apriva il dibattito sul futuro
dellistituto. I rappresentanti del clero diocesano, i quali lo gestivano dal 1773, chiesero di non esservi allontanati, temendo di essere riportati allinattivit. Ritenevano che la rinascente Compagnia fosse in grado di poter svolgere la sua opera di educazione
e istruzione in tre altri collegi dellUrbe il Seminario romano, il
Clementino e il Nazareno che ne avevano un grande bisogno. Il
clero invit a riconsiderare il progetto di costituire una sola universit, unendo la Sapienza e il Collegio Romano.
I gesuiti, per avvalorare le loro pretese sul Collegio Romano,
si appellarono allo ius postlimini in base al quale chi ritornava
in patria poteva recuperare tutti i suoi beni, e sottolinearono

La restituzione del Collegio


Romano alla Compagnia
richiese 10 anni di trattative.
La necessit di fondare
nuovi collegi che
offrissero una formazione
al passo con i tempi,
condusse al rinnovamento
della Ratio Studiorum

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FOCUS

I Gesuitiallosiiusappellarono
postlimini
in base al quale chi ritornava
in patria poteva recuperare
tutti i suoi beni

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che la mancata consegna da parte del Papa del Collegio Romano rischiava di pregiudicare la restituzione di tutti gli altri
collegi da parte dei sovrani stranieri. Per di pi non ritennero
giustificato il timore che venisse a mancare loccupazione o il
mantenimento per il clero. Le pretese dei gesuiti trovarono appoggio nel popolo romano, di cui si fecero interpreti i Conservatori dellUrbe2.
Il Pontefice incaric di esaminare la questione una speciale
congregazione cardinalizia formata da cinque membri, di cui soltanto due si mostrarono favorevoli allimmediata riconsegna del
Collegio (1 settembre 1814). Due anni dopo, Pio VII nomin
unaltra Congregazione, chiamata degli Studi (20 luglio 1816,
cardinali Della Somaglia, Litta, Di Pietro, Pacca, Fontana e Bertazzoli). Nonostante essa predisponesse il piano relativo alla costituzione di una sola universit a Roma, Pio VII si astenne dal
prendere una decisione. Il percorso verso la definitiva riconsegna
del Collegio Romano sarebbe stato ancora lento.
Nellintervallo tra le due sedute della suddetta Congregazione
(20 luglio 1816 e 22 gennaio 1824), giunse la risposta di P. Fortis,
che accettava la cessione del Collegio Romano, ammetteva la proposta di tenere aperte tutte le scuole comprese quelle nuove rispetto al piano del 1773 (liturgia e eloquenza Sacra) e di
ripristinare quella dei Sacri canoni , nonch tutte le congregazioni spirituali e la direzione dei musei, della Specola, della biblioteca e il governo dellOratorio del Caravita.

ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

La Congregazione esamin i nuovi temi introdotti dal P. Fortis: a) aggiunta della cattedra di fisico-chimica; b) richiesta di continuare le osservazioni astronomiche secondo il metodo dei Padri
Calandrelli e Conti; c) rimozione della cattedra di Diritto canonico; d) conferma ai gesuiti del privilegio di laurearsi in teologia;
e) un assegno annuo di 12mila scudi.
Il Pontefice approv le risoluzioni della Congregazione (breve
del 17 maggio 1824), accettando inoltre la restituzione alla Compagnia del palazzo dellex Seminario annesso alla chiesa di S.
Macuto, nel quale si sarebbe istituito il collegio dei nobili. Furono
lasciate a carico dei gesuiti le spese di restauro e quelle gi effettuate nel Collegio Romano. Leone XII accett in pieno, ordinando
che le disposizioni entrassero in vigore l11 ottobre 1824.
Verso laggiornamento
della Ratio studiorum (1832)
Il ristabilimento della Compagnia sinserisce nel quadro della
restaurazione ecclesiastica dellOttocento. Dacch papa Chiaramonti ristabil lOrdine ignaziano, prncipi e vescovi richiamarono prontamente i gesuiti per incaricarli delleducazione della
giovent. Ci si augurava la fondazione di collegi nei quali le
nuove generazioni potessero incontrare lunit vitale della religione e del sapere e, oltre a provvedere alla necessit di nuove
vocazioni, ci fosse un programma di studi rispondente alle necessit dei nuovi tempi.
La Congregazione Generale del 1820 nomin una commissione a questo scopo, ma le difficolt incontrate resero impossibile
una soluzione soddisfacente. Soltanto dopo lelezione di Jan Roothaan a Preposito generale (1829) fu possibile che la ricomposizione della Ratio acquisisse un carattere definitivo. Bisogna tener
presente che la tradizione pedagogica della Compagnia era rimasta bloccata per cinquantanni.
La Congregazione generale del 1829 aveva deciso che in teologia si sarebbero dovuti mantenere sia il tomismo sia il sistema
scolastico. La commissione di esperti nominata per studiare le
regole della Ratio antica (padri Manera, Garolfo, Loriquet, Van
Hecke e Gil) decise di non toccarne i punti basilari. Dopo averne
studiato il risultato, Roothan invi (1832) a tutti i Provinciali, ai
rettori di collegio, ai prefetti di studi e ai professori della Compagnia la nuova versione della Ratio, non definitiva, affinch
fosse esaminata.
 Novit nel curriculum teologico - Un tempo i professori
tra cui i pi insigni come Toledo, Suarez o Sforza-Pallavicini dividevano il contenuto seguendo le differenti parti della Summa
theologica; in seguito si segu lordine indicato dal catechismo del
Concilio Tridentino. La Summa non fu pi il manuale ordinario,
giacch le questioni erano ormai troppo evolute e occorreva che
il programma fosse adattato ai problemi attuali. In seguito i professori, seguendo lordine tematico del catechismo tridentino, ebbero la libert di scegliere il testo da spiegare e il modo di
sviluppare il programma, mantenendo per luso costante della
Compagnia di affrontare le questioni non solo secondo il giudizio
di san Tommaso, ma anche attraverso i suoi stessi argomenti.
In seguito, secondo le esigenze dellepoca, sarebbero state fondate due nuove cattedre: Storia ecclesiastica e Diritto canonico.

Leone XII accett anche


la restituzione alla Compagnia
del palazzo dellex Seminario
annesso alla chiesa di S. Macuto,
nel quale si sarebbe istituito
il collegio dei nobili

A sinistra:
Tavola tratta
dal Ratio studiorum
adattato ai tempi presenti
di p. Enrico Vasco, S.I., Roma,
La Civilt Cattolica, 1851
(Biblioteca PUG Mag. 681 R 5-6).

A pagina 11:
il frontespizio
della sopra citata Ratio.

The new path of the Roman College in


the XIX century (by Miguel Coll S.I.,
Faculty of History and Cultural Heritage of the Church) Sollicitudo omnium Ecclesiarum, the papal bull which
reinstated the Society of Jesus in 1814 did
not give any indications about the restitution of the Roman College to the Ignatian
Order. To support their demands regarding
the Roman College, the Jesuits appealed to
the ius postlimini, which granted the right
to those who returned to their homeland to
have back their possessions.
Pope Pius VII appointed a special commission formed by five cardinals to examine
this issue, but only two of them were in
favour of the restitution of the College. Two
years later, in 1816, the Pope appointed another commission to which Fr. Fortis proposed the restitution of the Roman College
and some innovations regarding the structure of the studies. The commission accepted the proposals and in 1824 Pope Leo
II approved them.
After the restoration of the Society of
Jesus, the Jesuits were called everywhere to
take care of the education of the youth and
soon the necessity arose of having a curriculum of the studies in line with the changing
times. This led to a renewal of the Ratio
Studiorum with important changes both in
the theological and philosophical programs.

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FOCUS

Regulae Professoris Theologiae


2] I Nostri seguano [...] per quanto riguarda la Teologia scolastica la dottrina di
S. Tommaso e lo abbiano come dottore proprio [...] in modo che gli alunni lo apprezzino
in grado sommo. Questo non devessere inteso per di sorte che non vi si possa allontanare assolutamente in alcun punto.
5] Nellinsegnamento si abbia una cura
molto attenta, poich la prima cosa infortire la fede e incitare alla piet [...] in concordanza con il sensus Ecclesiae [...] Di
conseguenza, non rifiutino senza motivo le
ragioni che sono ormai ammesse bench
soltanto con delle ragioni congruenti
G.M. PACHTLER, S.I. (ed.), Ratio studiorum et Institutiones scholasticae Societatis Iesu per Germaniam olim
vigentes collectae concinnatae e dillucidatae, t. II, Ratio
studiorum ann. 1586, 1599, 1832, in Monumenta Germaniae Paedagogicae II (Berlino 1887) 300 & 346.

Il Preposito Generale
Jan Roothan in una incisione,
dal volume di Alberdingk
Thijm, Levensschets
van P. Joannes Philippus
Roothaan, Generaal
der Sociteit van Jezus,
Amsterdam,
Van Langenhuysen - Brugge
- Descle de Brouwer, 1885
(Biblioteca PUG Mag. 105 L 24).

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 Novit nel curriculum filosofico - La nuova Ratio aboliva


Aristotele come testo del corso ma prescriveva di rispettare la
dottrina dellAquinate e non prescinderne senza un motivo giustificato. Per di pi, essa accordava pi tempo per lo studio delle
scienze fisiche e matematiche, precedentemente meno coltivate.
Nellinsegnamento secondario furono introdotte lingue e letterature moderne, geografia, storia e matematica, mentre le lettere
greche e latine rimasero come materie principali.

La messa in pratica della nuova Ratio e le istruzioni di P. Roothaan suscitarono molte reazioni, delle quali tenne conto. Dopo
aver proposto le sue idee di riforma in Belgio e a Roma, P. Vasco,
pubblic, seguendo una sua raccomandazione, unopera divisa
in quattro parti, intitolata La Ratio Studiorum adattata ai tempi nostri
(Roma, 1851).
La sollecitudine di P. Roothaan nel ristabilire il prestigio
della Compagnia nellambito dellinsegnamento si rivolse anche
alla preparazione dei professori gi formati per insegnare allUniversit Gregoriana e dare sostegno alla Chiesa l dove ne
aveva pi bisogno, vale a dire, professori che fossero in grado
di insegnare nelle altre universit e nei seminari per combattere
linflusso del giansenismo nella morale e nella spiritualit, di
Kant in filosofia e i nuovi errori in epistemologia e nelle scienze
politiche. 

1
Vid. M.A. QUESADA, Il CR negli anni della soppressione della S.I., in Il CR dalle
origini al Ministero per i Beni e le Attivit culturali, a cura di Chiara Cerchiai (Roma
2013), 142-148.
2
I Conservatori di Roma o Conservatori del Popolo Romano erano tre magistrati responsabili delledilizia e delle opere pubbliche dellUrbe, le cui origini si
rintracciano negli aediles dellantica Repubblica. Questistituzione aveva anche competenze in materia giuridica in senso molto ampio.

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Pio VII, la Curia romana


e il ristabilimento
della Compagnia (1814)
di ROBERTO REGOLI
Facolt di Storia e Beni Culturali della Chiesa

l ristabilimento della Compagnia di Ges nel XIX secolo stato


un fatto polarizzante; ha riscaldato gli animi di gesuiti, filogesuiti, antigesuiti, giansenisti, filogiansenisti e philosophes. Fu
questione non soltanto interna alla Chiesa, ma anche inerente allordine sociale e politico. Fu questione cos significativa che
anche nel conclave di Venezia del 1799-1800, in cui venne eletto
Pio VII, fu al centro delle trattative, tanto che, sin dalle prime settimane del suo pontificato, il nuovo Papa se ne dovette occupare.
Il Papa, i cardinali e diversi vescovi si mostrarono favorevoli al
ristabilimento della Compagnia perch riconobbero in essa
unopera favorevole ai regnanti e nella sua soppressione un
grande male per la Chiesa.

Prove locali per il ristabilimento:


prudenza con le potenze politiche
A meno di un anno dallelezione di Venezia, su richiesta dello
zar Paolo I (sollecitato dai gesuiti presenti in Russia) e senza significativa considerazione della politica spagnola, Pio VII sancisce
lesistenza della Compagnia limitatamente alla Russia, tramite il
breve Catholicae Fidei del 7 marzo. Interessante a tale proposito
listruzione che il segretario di Stato, cardinale Ercole Consalvi,
invia a Giovanni Antonio Benvenuti, uditore di nunziatura a Pietroburgo. Il porporato spiega il tenore del breve di Pio VII, giustificando le apparenti limitazioni come atto di prudenza nei
confronti delle potenze politiche (soprattutto borboniche) ancora
contrarie ai gesuiti. Ma pi importante appare lorizzonte in cui
deve essere collegato il gesto del Pontefice, il quale, infatti, vuole
preparare un risorgimento totale della Compagnia in tutti i regni
e in tutte le nazioni [], ma tutto si far con pace e con carit, e
senza prendere di petto quegli oppositori potenti, che distornerebbero il bramato disegno1.
La linea che viene seguita quella dellaccordo con le corti europee: paradigma di questa politica il caso russo in cui stato il
medesimo zar a richiedere il riconoscimento pontificio per i gesuiti. Il primo passo deve essere compiuto dal potere governativo,
in questo modo la Sede Apostolica pu ripararsi dagli attacchi
degli antigesuiti; seguendo questa via si riottiene, ad esempio, il
ristabilimento canonico dei gesuiti nel Regno delle Due Sicilie
(breve Per alias Nostras del 30 luglio 1804)2.

Il lungo processo
che port al ristabilimento
universale della
Compagnia di Ges,
iniziato con il breve
Catholicae Fidei,
arriva alla sua conclusione
dopo la caduta di Napoleone,
durante il congresso di Vienna

Fin dalle prime settimane


del suo pontificato,
Pio VII si dovette occupare
delle trattative relative
alla Compagnia di Ges

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ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

FOCUS ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

Un argine a Napoleone e allIllumismo


Pius VII, the Roman Curia and the Restoration of the Society of Jesus (1814) (by
Roberto Regoli, Faculty of History and
Cultural Heritage of the Church) The
restoration of the Society of Jesus in the XIX
century was a very important issue; it was
so important that Pope Pius VII had to start
dealing with it immediately after his election. The Pope, together with several cardinals and bishops were in favour of the
restoration of the Society of Jesus and, less
than one year after his election, Pius VII
granted the request of the Tsar Paul I sanctioning its existence in Russia with the brief
Catholicae Fidei.
The limitations included in the brief
were to be considered cautious due to the
political forces which were still against the
Jesuits. In 1804, also the Kingdom of the
two Sicilies accepted the canonical restoration of the Jesuits.
Napoleons conquest of the Papal States
and the imprisonment of the Pope and several cardinals temporarily froze the process,
but in 1814, with Napoleons abdication
and the Congress of Vienna, it was able to
progress. In 1814 the suppression of the
Company of Jesus was seen as harmful for
the Church and it was finally restored according to the original Ignatian rule, with
the bull Sollicitudo omnium ecclesiarum.

Nel 1814, la soppressione


della Compagnia venne vista
quale elemento fatale
per la religione e la Chiesa

NellAtrio centrale
della Gregoriana figurano
tre ritratti: al centro
santIgnazio di Loyola,
che ne pose le basi;
a sinistra papa Gregorio XIII,
fondatore e protettore
dellUniversit, che eresse
il Collegio Romano;
a destra papa Leone XII
che lo restitu ai gesuiti
l11 ottobre 1824

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Poi tutto bloccato per i gesuiti a causa della conquista napoleonica dello Stato Pontificio con la conseguente prigionia di Pio
VII e di parte del Collegio cardinalizio, tra il 1809 ed il 1814. Durante questo tempo, il Papa confida che riconosce nella soppressione la causa dei gravi danni cagionati alla Chiesa e alla civil
Societ3. dopo la caduta di Bonaparte (1814) e durante il congresso di Vienna (1814-1815) che Roma decide il ristabilimento
universale e non pi solo parziale della Compagnia di Ges.
Nel 1814, i motivi ecclesiali del ristabilimento della Compagnia vengono fatti propri dai regnanti: la sua soppressione stata
vista quale elemento fatale per la religione e la Chiesa, la sua assenza stata percepita come una strada aperta alla propagazione
delle nefaste idee illuministiche4. Il cardinale Bartolomeo Pacca
attribuisce a s liniziativa delleffettivo ristabilimento, quando,
verso la fine del giugno 1814, nella sua funzione di pro-segretario
di Stato, rivolgendosi al papa, durante una delle consuete
udienze, gli disse: B[eatissi]mo Padre, bisogna ora cominciar
nuovamente a pensare alla Compagnia di Ges. Pio VII replic:
Possiam fare la restituzione della Compagnia di Ges nel prossimo festivo di S. Ignazio5. Il Papa ha fretta: il ristabilimento deve
avvenire nel giro di un mese.
Insorgono alcune difficolt sulla sostanza della Bolla6. Per risolverle si tiene alla presenza del papa una Congregazione cardinalizia composta dai cardinali Mattei, Di Pietro, Litta, Brancadoro,
Gabrielli e Pacca7. Le accennate difficolt sulla sostanza della
Bolla non furono cose da poco, in quanto riguardavano il ruolo
da dare alla Compagnia nella nuova epoca postnapoleonica.
Un nuovo inizio, senza privilegi
Il progetto dei cardinali Loyolitici pretende di far rivivere la
Compagnia di Ges non solo secondo la regola primigenia approvata dal papa Paolo III, ma vuole in pi la conferma di tutti i
privilegi e le grazie concesse nel tempo dalla Sede Apostolica, cio
vuole ripristinare la Compagnia cos come era al momento della
soppressione (1773) e non della nascita.

ANNIVERSARIO RICOSTITUZIONE 1814/2014

FOCUS

Il 7 agosto 1814 Pio VII


firma
la bolla Sollicitudo
omnium ecclesiarum,
che restituisce
la Compagnia di Ges
al mondo intero

Il Per alias Nostras


del 30 luglio 1804 sanc
il ristabilimento
della Compagnia di Ges
nel regno delle Due Sicilie
(Biblioteca PUG, Fondo
Riserva Ris. 100 DP 1).

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Il cardinale Michele Di Pietro, perno teologico e organizzativo della Curia romana tra Settecento ed Ottocento, dichiara al
papa il suo favore per il ripristino dellistituto gesuitico, giudicandolo troppo utile, per non dir necessario nelle attuali circostanze, specialmente per listruzione della Giovent, ma ritiene
che vada fatto in maniera pi criteriata, cio come una estensione della concessione della ripristinazione della Compagnia
fatta per la Russia, e per le due Sicilie, realizzata secondo la
regola primitiva di S. Ignazio approvata, e confermata da Paolo
III. In tal maniera, sempre secondo Di Pietro, vengono ripristinati i Gesuiti juxta modum, cio con Riforma congrua, e discreta,
perch previene, e toglie di mezzo que principali incentivi di
odiosit, discordia, e simult [!], che inquietavano e la Societ, e
la Chiesa, e che diedero il principal fondamento al Breve di soppressione8. Il nuovo testo, proposto da Di Pietro (ben coadiuvato dal domenicano Angelo Maria Merenda), ha per incipit di
intitolazione Sollicitudo omnium ecclesiarum9, nome che rester al documento finale.
Tra Di Pietro e Pio VII vi una intesa segreta, cos come racconta il cardinale a padre Merenda: Questa sera Sua Santit mi
ha fatto sapere, che sentir avanti di s marted sera la Congregaz[ion]e dei Sette Cardinali per decidere definitivamente laffare
e deciderlo senza che io sia esposto a sentirmi dire unaltra volta
delle insolenze. Vuole per altro da me un Foglietto, che gli mandi
marted mattina in confidenza a qualche ora per essere in grado
di ribattere validamente ci che si propone per parte dei Loyolitici10. Vi accordo tra Papa e cardinale, tanto da coordinarsi per
la riuscita della riunione.
Alla fine del confronto cardinalizio e papale si ha il testo definitivo della redazione della bolla. Il 7 agosto 1814, ottava della
festa di santIgnazio, e non pi il 31 luglio come inizialmente desiderava il pontefice, Pio VII firma la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum, grazie alla quale la Compagnia di Ges viene restituita
al mondo intero11, nella sua forma primigenia e non con tutti i
successivi privilegi, come desideravano i Loyolitici. Ha vinto
la linea di Di Pietro, cio quella del Papa. 

1
Istruzione di Ercole Consalvi a Giovanni Antonio Benvenuti, Roma, 9 marzo
1801, in Nonciatures de Russie daprs les documents authentiques, a cura di Marie-Joseph ROUT DE JOURNEL, vol. V, Intrim de Benvenuti, 1799-1803, Biblioteca Apostolica Vaticana Citt del Vaticano, 1957, 86.
2
Pio VII, breve Per alias Nostras, 30 luglio 1804, in Bullarii Romani continuatio
summorum pontificum, 591-592.
3
Cfr Bartolomeo Pacca, Il mio secondo ministero, in Antonio Quacquarelli, La
ricostituzione dello Stato Pontificio, Luigi Macr, Citt di Castello Bari 1945, 165.
4
Lettera di Bartolomeo Pacca a Ercole Consalvi, Roma, 8 settembre 1814, in
MC2, 47.
5
B. Pacca, Il mio secondo ministero, in Antonio Quacquarelli, La ricostituzione
dello Stato Pontificio, Luigi Macr, Citt di Castello Bari 1945, 165.
6
B. Pacca, Il mio secondo ministero, 166.
7
B. Pacca, Il mio secondo ministero, 166.
8
Osservazioni di Michele Di Pietro a Pio VII, 22 luglio 1814, in ASV, Fondo
Gesuiti, n. 41, s.n.f. (lo stesso testo trovasi in A.S.RR.SS., Fondo Caprano, vol. D,
fasc. 13, f. 154r-164v).
9
Nuovo progetto di Bolla, realizzato da Di Pietro, in A.S.RR.SS., Fondo Caprano, vol. D, fasc. 13, f. 166r-175r.
10
Biglietto di Michele Di Pietro a Angelo Maria Merenda, [1 agosto 1814], in
A.S.RR.SS., Fondo Caprano, vol. D, fasc. 15, f.230r.
11
Pio VII, bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum, 7 agosto 1814, in Bullarii Romani
continuatio summorum pontificum, 1096-1099.

Fa questo e vivrai!
Omelia e Discorso per linaugurazione
dellA.A. 2014-2015
di FRANOIS-XAVIER DUMORTIER, S.I.
Rettore Magnifico della Pontificia Universit Gregoriana

a domanda del Dottore della Legge a Ges sempre attuale: Chi


il mio prossimo?. Ges non d la definizione di questa parola:
lascia al suo interlocutore la libert e la responsabilit di discernere. Sulla via da Gerusalemme a Gerico ecco un uomo percosso a
sangue, abbandonato mezzo morto sul ciglio della strada. Di
fronte alla violenza cieca ci sono sempre tanti perch senza fine e
senza risposta... sulle strade del nostro mondo non mancano le vittime di una violenza che assume mille aspetti: luomo che giaceva
sulla strada tra Gerusalemme e Gerico il nostro contemporaneo.
La tentazione di passare senza fermarsi per evitare di essere
coinvolti una tentazione comune. Siamo inclini ad allontanarci
dalla violenza e dalla sofferenza, ad avere paura di fronte a un
evento imprevedibile che anche imprescindibile. Ma il Samaritano si fermato. Ha avuto compassione. Ha vissuto questo incontro fortuito come un appello alla propria responsabilit
personale. Ricordiamo le parole di Caino al Signore: Sono forse
io il custode del mio fratello? (Gn 4,9). Il Samaritano vive il suo
essere custode dellaltro, si compromette in una situazione imprevista nella quale la posta in gioco questuomo lasciato mezzo

Lomelia del P. Rettore


alla Messa dello Spirito Santo
un appello alla nostra
responsabilit personale.
Il Samaritano - colui
che presta attenzione
allaltro e se ne prende cura
andando oltre le frontiere
sociali, culturali e religiose icona di chi trasforma
i cammini di morte in vita.
Sia la guida del nostro
Anno Accademico

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VITA ACCADEMICA

di passare
La tentazione
senza fermarsi,
comune perch
siamo inclini ad allontanarci
dalla violenza e dalla sofferenza

morto. Al di l delle sue priorit e delle differenze religiose, egli


non si sottratto alla sua responsabilit umana. Si fatto prossimo di questo sconosciuto incontrato sul suo cammino.
Il Samaritano la figura di chi presta attenzione allaltro fino a
prendersi cura di lui; di chi permette che il cammino della violenza
e della morte diventi il cammino della compassione e della vita;
di chi accetta il rischio di andare oltre le frontiere sociali, culturali
e religiose che possono sempre diventare muri senzalcuna porta;
di chi testimonia che non c mai una persona di troppo nella nostra vita. Possiamo ricordarci le parole di Papa Francesco un anno
fa a Cagliari (22 settembre 2013): proprio in una solidariet non
detta, ma vissuta, che i rapporti passano dal considerare laltro
come materiale umano o come numero, al considerarlo come
persona. Non c futuro per nessun Paese, per nessuna societ, per
il nostro mondo, se non sapremo essere tutti pi solidali.
La prossimit non la constatazione di una vicinanza non
scelta. un atteggiamento, una mentalit, un coinvolgimento,
una decisione che porta a superare ci che separa e mette a distanza. Questa forza interiore che fa rischiare un passo avanti,
una parola di perdono o di sostegno, un gesto di sollecitudine o
di solidariet si chiama carit. E questa carit significa un cuore
che possa amare, occhi che sappiano guardare, orecchi che siano
capaci di sentire. Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo
cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la
tua mente; e il tuo prossimo come te stesso. Alla risposta del Dottore della Legge, Ges disse: Fa questo e vivrai.
Sia nella nostra vita personale che nella nostra vita universitaria, ci sar sempre qualcuno che aspetta la nostra attenzione, la
nostra parola, la nostra prossimit. Avremo sempre bisogno di
un cuore che sappia capire e di una mente che sappia amare per
scoprire che loggi di Dio e loggi della persona umana sono intrecciati. Non possiamo infatti separare due amori cos intimamente vincolati da risultare indissociabili. Allora possiamo,
allinizio di questo anno accademico, chiedere la luce e la forza
dello Spirito di Dio per camminare senza dimenticare la parola
del Signore al Dottore della Legge: Va e anche tu fa cos.

Dal discorso inaugurale per lapertura del 464 Anno


Accademico dalla fondazione del Collegio Romano
Carissimi amici,
allinizio di questo nuovo anno accademico, desidero augurarvi un cammino di fiducia e di speranza sulle vie del nostro
compito comune in quanto comunit universitaria. In questo
giorno vorrei evidenziare tre aspetti.
 Camminare da un anno allaltro
Nella continuit del nostro impegno universitario, desideriamo accogliere le raccomandazioni espresse dalla Commissione
esterna di valutazione della AVEPRO che, nello scorso giugno, ha
potuto incontrare docenti, studenti e membri del personale amministrativo. La valutazione molto incoraggiante ci spinge a proseguire con un rinnovato impulso.
Alcuni giorni fa si tenuta la riunione del corpo docente
dellUniversit nellAula Magna ristrutturata. Durante lestate si

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sono svolti i lavori di ammodernamento che larchitetto Stella ha


ideato e gestito con una cura eccezionale. In contemporanea, si
sono svolti i lavori richiesti dal trasferimento del Centro per la
Protezione dei Minori dalla sede di Monaco a Roma, negli spazi
che il Padre Generale ha messo a disposizione nel Collegio Bellarmino. I prossimi mesi vedranno lavvio delle attivit del Centro
per la Protezione dei Minori a Roma, con il suo direttore esecutivo, la Professoressa Karlijn Demasure.
Questanno abbiamo inoltre la gioia di accogliere nel nostro
corpo docente dieci gesuiti una chiara prova dellimpegno della
Compagnia di Ges e del suo servizio alla missione affidatagli
dal Santo Padre, che vogliamo compiere al meglio.
 Assumere la nostra responsabilit
Non possiamo proseguire nel corso dellanno a occhi chiusi
dobbiamo guardare il nostro mondo: non siamo spettatori del
mondo e della storia di oggi. Tutti noi abbiamo una forte consapevolezza delle tragedie attuali, di stragi e di conflitti che sembrano
senza confini n limiti. Non possiamo tenerci a distanza da questo
hic et nunc e la nostra preghiera fondamentale per affidare al
Signore loggi del nostro mondo scosso e provato da tanti eventi.
Ma questa situazione ci chiama con grande forza a vivere pienamente la nostra missione universitaria. Dobbiamo avere una
forte coscienza che limpegno intellettuale non deve mai allontanarci dal mondo nel quale stiamo vivendo. A causa della nostra
fede nel Verbo incarnato, a causa di tutto ci che condividiamo
con gli uomini di buona volont, non possiamo mai rassegnarci
alla logica della violenza cieca. [...] Le sfide attuali non richiedono
soltanto una conoscenza pi profonda di realt spesso complesse,
ma anche il coraggio dellintelligenza per resistere alla tentazione
degli argomenti semplicistici o degli slogan gi troppo diffusi.
Nel lavoro intellettuale si vive una dimensione di resistenza della
ragione e della fede. un compito a lungo termine, ma sappiamo
che esso esige uno spirito libero che imbocca la via esigente di
una riflessione condivisa. Qui si colloca il nostro dovere in quanto
Universit, se vogliamo preparare un futuro di giustizia, di pace
e di rispetto della dignit integrale delluomo figlio di Dio.
 Proseguire la nostra missione
Oggi pi che mai, siamo spinti a rendere ragione della speranza che in noi. Non soltanto una domanda nei nostri confronti: unesigenza interna alla fede stessa. Per questo la ricerca
una dimensione intrinseca della nostra missione... Ho appena
detto: la nostra missione. La ricerca non soltanto la responsabilit del docente: responsabilit di ogni unit accademica e
dellUniversit nel suo insieme.
Penso che il lavoro intellettuale si svolga sempre nella discrezione, talvolta nel silenzio... sappiamo bene che unattenzione superficiale, parole senza radici profonde e una soddisfazione a
basso costo non portano lontano. Mi sembra che la nostra via si
chiami: un pensiero umile, profondo, consapevole che la riflessione un viaggio mai concluso perch sempre si aprono nuovi
orizzonti; un pensiero consapevole che la missione intellettuale
guida alle frontiere delle culture e delle societ, le quali sole permettono uno sguardo nuovo. 

This do, and thou shalt live!. Speech


for the inauguration of the Academic
Year 2014-2015 (by Franois-Xavier Dumortier S.I., Magnificent Rector of the
Pontifical Gregorian University) On
October 6 2014, the Pontifical Gregorian
University opened the new academic year
with the Mass of the Holy Spirit presided
by the Magnificent Rector Franois-Xavier
Dumortier S.I.
During his speech the Rector underlined three aspects: The path from one year
to the next; taking charge of our responsibilities; carry on our mission. Every year is
both the continuation of the previous one
and something completely new. To maintain the good results achieved until now we
must proceed with renovated vigour.
The current challenges not only require
a deep knowledge of complex realities, but
also the courage given by intelligence to resist the temptation of simplistic topics or
over popular slogans. In the intellectual
work there is endurance of reason and faith.
It is certainly a long term task, but we know
that intellectual work requires a free spirit
which does not run away from difficulties,
but follows the exigent path of shared reflection. I think that our duty as a University
lies in the latter if we want to prepare a future filled with justice, peace and respect for
the dignity of man, son of God.
The centre of the Gregoriana mission is
to educate our students, who, in the future,
will take the Gospel throughout the world,
and be witnesses of the love and mercy of
God. Every teacher passes on not only
knowledge, but is also an educator who allows each student to grow and reach his or
her potential. As the Gregorian University,
the Roman College of the Third millennium,
we should live the ambition to serve God
and follow Jesus.

A sinistra:
Un momento della liturgia.
In basso:
Il Coro del Pontificio
Collegio Americano
del Nord ha animato
la celebrazione liturgica.

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VITA ACCADEMICA

La riforma
del primo ciclo di Teologia
Intervista con P. Dariusz Kowalczyk, S.I. e P. Joseph Carola, S.I.
di PAOLO PEGORARO

Con lAnno Accademico


2014-2015 entrata
in vigore la riforma
del primo ciclo di Teologia:
riorganizzazione dei contenuti,
nuovi corsi, pi spazio
allo studio personale,
maggiore importanza
riconosciuta a seminari
ed elaborato finale

I punti principali della riforma


 Nuovi corsi. Nellarco dei tre anni del
primo ciclo vengono introdotti i nuovi corsi
prescritti
- Introduzione alla Sacra Scrittura
- Introduzione alla Storia della teologia
- Introduzione allEbraico
- Mariologia
- Teologia spirituale
- Teologia dellEcumenismo
- Teologia del Dialogo interreligioso
 Ristrutturazioni. Per il II e III anno alcuni
corsi sono stati ristrutturati, con variazioni delle
ore frontali di lezioni e sdoppiamenti (ad
esempio: Teologia morale teologale; Teologia
morale fondamentale; Teologia morale speciale. Questultima dedicher un intero semestre alla Bioetica).
 Corsi opzionali. I corsi opzionali richiesti
saranno solo due e non pi quattro come nel
vecchio ordinamento; si dar la possibilit di
seguirli sia nel II che nel III anno.

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47/2014

on il primo semestre dellAnno Accademico 2014-2015 entrata in vigore la riforma del primo ciclo della Facolt di Teologia, frutto del lavoro di una Commissione mista
comprendete anche alcuni studenti impegnatasi nel suo ripensamento e riorganizzazione. La Commissione ha suggerito la riduzione delle ore di alcuni corsi gi esistenti e la riorganizzazione
dei contenuti di altri, lintroduzione di corsi nuovi o di cui si avverte il bisogno, ma il tutto in modo tale che le ore complessive
risultassero diminuite per facilitare lo studio personale. Lultima
riforma della Facolt altrettanto corposa risaliva al 1974. Ne parliamo con P. Joseph Carola, responsabile del primo ciclo di Teologia, e con il Decano della Facolt, P. Dariusz Kowalczyk.

 Un tratto peculiare della riforma stato il coinvolgimento


attivo degli studenti. In che modo e con quali risultati?
JC: Due studenti del terzo anno del primo ciclo un seminarista e una laica consacrata hanno fatto parte della Commissione
ed erano presenti a ogni raduno. Come preparazione, hanno proposto un sondaggio ai propri compagni sui possibili miglioramenti del programma. Il loro contributo ha toccato in modo
particolare questioni di pedagogia. Hanno proposto, ad esempio,
dinserire un esame parziale a met semestre in ogni corso, sia
per stimolare lo studio, sia per verificare che si stesse davvero seguendo quanto insegnato. E gi in questo primo semestre 20142015 vari professori hanno proposto questo esame scritto di met
corso. Un altro desiderio degli studenti era linserimento di un
corso introduttivo allebraico biblico e anche questa richiesta
stata accolta.
 Tra i criteri-guida della riforma vi era quello di rispondere
in modo pi esplicito alle esigenze del mondo contemporaneo.
Con quali conclusioni?
DK: Non facile individuare tali esigenze. I nostri studenti
vengono da pi di 120 Paesi e hanno aspettative molto diverse.
Un cattolico del Giappone che sia seminarista, sacerdote, persona consacrata o laica non si confronta con gli stessi problemi
di uno dellEcuador. Pertanto, avendo lezioni con 150 studenti,
difficile descrivere un target dellinsegnamento. Nonostante
tutto, in linea generale si pu dire che vogliamo formare leader
della Chiesa che da un lato abbiano una propria identit cattolica

ben definita, dallaltro lato siano capaci di incontrare le diverse


culture e religioni. Abbiamo perci introdotto nuovi corsi, come
ad esempio Teologia del Dialogo ecumenico e Teologia del Dialogo interreligioso. Inoltre luomo contemporaneo molto sensibile ai temi della spiritualit: abbiamo cos introdotto il corso di
Teologia Spirituale per dare fin da subito agli studenti una visione non solo speculativa del pensare la fede.
Speriamo inoltre che il corso di Mariologia, assente nel programma degli ultimi anni, svolger il ruolo di corso-sintesi: infatti strutturato non come un corso sulla spiritualit mariana, ma
come un corso dogmatico che cercher di mostrare nella figura
di Maria una sintesi della Cristologia, dellEcclesiologia, della
Teologia trinitaria e dellAntropologia teologica. In effetti, secondo una recente espressione del Santo Padre, Maria la maestra dellautentica teologia.
 Ladeguamento della didattica stato un altro dei grandi temi
affrontati. In che modo mutata la ripartizione oraria delle lezioni?
DK: Uno dei problemi fondamentali lequilibrio tra lezioni
frontali e studio personale. La logica dei crediti (ECTS) consiste
proprio in questo. Alcuni corsi maggiori, come ad esempio Cristologia o Trinitaria, sono stati diminuiti da quattro a tre ore settimanali, pur conservando lo stesso numero di ECTS, non perch
saranno meno esigenti, ma perch al posto di unora di lezione
frontale si proporr agli studenti una lettura personale. Va chiarito che il senso della riduzione delle ore di alcuni corsi fare
spazio ai nuovi corsi introdotti. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra nuovi corsi, letture obbligatorie personali e riduzione
dei corsi gi esistenti.

 Seminario tutoriale. Finora il seminario


tutoriale prolungava in modo pressoch automatico il seminario sistematico, e il moderatore dellelaborato finale era il professore del
medesimo seminario. Ora invece il moderatore potr essere scelto tra i diversi professori
elencati nel programma.
 Elaborato finale. Avr valore di 6 ECTS
(coefficiente per il grado finale: 10%), avr il
proprio verbale e dovr essere consegnato secondo il nuovo calendario, presente nel programma degli studi della Facolt.
 Studio personale. Lorario di alcuni corsi
stato ridotto per fare spazio ai nuovi corsi, ma soprattutto lasciare pi tempo alle letture indicate
durante i corsi e agli approfondimenti personali.
Gli studenti del III anno non avranno lezione il
venerd. Lo studio sar verificato in varie forme,
tra cui esami scritti di met semestre.

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VITA ACCADEMICA

The reform of the first cycle of the Faculty of Theology. Interview with Fr.
Dariusz Kowalczyk S.I. and Fr. Joseph
Carola S.I. (by Paolo Pegoraro) Fr.
Kowalczyk (Dean of the Faculty) and Fr.
Carola (First Cycle Moderator) tell us how
the reform of the first cycle of the Faculty of
Theology is undergoing. This reform was
developed by a Commission formed by Professors and students who worked for a year
to prepare a proposal, which was later approved by the academic authorities and became effective starting from the first
semester of the current academic year.
The reformed system requires a new didactic approach: it remains based on frontal
lessons but with more compulsory readings
and personal researches. The new courses
are: Introduction to the Holy Scriptures; Introduction to the History of Theology; Mariology; Theology of Ecumenism; Theology
of Interreligious Dialogue; Spiritual Theology. As for the second and third year, some
courses were reorganized, changing the
number of hours of the frontal lessons.
Variations were made also regarding the
teaching of the ancient languages, making
Introduction to Hebrew and Greek 1 (both
taught in Italian and in English) compulsory courses. The tutorial seminar, previously an extension of the systematic seminar
and as such the professor was the same, can
now be directed by a different professor. The
final paper will give 6 ECTS, counting as
10% of the final grade.
The general idea of this reform is to offer a
cycle of study which gives the students a
wider and more balanced formation and, at the
same time, allows them to be more involved
through their personal researches and study.

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 In che modo la personalizzazione dello studio completa le


lezioni frontali? Come verificarlo?
JC: Il sistema degli ECTS riconosce il lavoro personale dello
studente fuori laula: le ore di studio privato vengono calcolate
insieme con le ore di lezioni frontali. La riforma ha ridotto le ore
frontali in funzione dello studio personale. Gli studenti del terzo
anno, ad esempio, non avranno lezioni il venerd per dedicarsi
alla lettura dei testi proposti in aula; inoltre un giorno ideale per
la preparazione delle sedute dei seminari del terzo anno.
La verifica di queste letture si svolge in vari modi. Lesame
di met semestre pu essere una verifica abbastanza immediata. Domade sulle letture potrebbe essere incorporate anche
nellesame finale. Inoltre, vari professori richiedono piccoli
elaborati per verificare la conoscenza della materia. Ci sono
anche colloqui obbligatori tra studenti e professori durante il
semestre. E senzaltro il lavoro personale viene subito verificato nei seminari.
 Tra i nuovi corsi ve ne sono alcuni introduttivi che sono
stati inseriti per evitare sovrapposizioni tematiche.
DK: Certamente si avvertiva la mancanza di Introduzione
alla Sacra Scrittura e Introduzione alla Storia della Teologia, i
quali offrono allo studente quella visione di base, quello sfondo
biblico-teologico globale, su cui collocare quanto viene man mano
appreso dallinsegnamento delle diverse materie. Dopo di che
importante il contatto tra professori per evitare ripetizioni superflue, per quanto repetitio est mater studiorum.
Come anticipava P. Carola, su richiesta degli studenti abbiamo
inserito nel programma il corso di Introduzione allEbraico biblico. In questo caso la introduzione consiste nel far assaggiare
agli studenti la lingua ebraica per suscitare maggiore interesse
per lAntico Testamento.
 Infine, si accentuata limportanza della forma seminariale...
JC: I seminari sono una parte chiave del primo ciclo di teologia. Offrono lopportunit di un vero scambio teologico tra gli
studenti, facilitando la discussione dei temi trattati durante le lezioni frontali. Inoltre, per aiutare una partecipazione pi ampia,
i seminari si svolgono in diverse lingue oltre allitaliano.
Nel terzo anno si seguono due seminari: uno sistematico nel
primo semestre e uno tutoriale nel secondo semestre. Il direttore
del seminario tutoriale accompagna gli studenti nello scrivere la
tesi del baccellierato ed era abitudine fosse lo stesso direttore del
precedente seminario sistematico. Una novit della riforma che
ora lo studente pu scegliere anche tra altri professori che dirigono seminari nel primo e nel secondo anno del primo ciclo di
Teologia. Questo permette, ad esempio, di scrivere la tesi su un
tema biblico accompagnati da un professore che offre un seminario biblico, che gli studenti normalmente hanno gi affrontato nel
secondo anno.
Unaltra novit il peso degli ECTS riconosciuti alla tesi stessa.
Precedentemente i crediti e il voto del seminario tutoriale e della
tesi di baccellierato coincidevano. Ora sono distinti. Viene data
maggiore importanza alla tesi. Si riconosce insomma, come afferma il programma degli studi della Facolt, che la tesi un elemento decisivo per indicare una reale attitudine ad affrontare il
secondo ciclo. 

Come affrontare la missione


in Giappone e in Asia
di ADOLFO NICOLS, S.I
Preposito Generale della Compagnia di Ges
Vice Gran Cancelliere della Pontificia Universit Gregoriana

ono particolarmente felice di essere con voi questa mattina a


celebrare il centesimo anniversario della fondazione della Sophia University, importante opera apostolica della provincia
giapponese che tanto ha contribuito alla missione della Chiesa in
Giappone e in Asia. [...] Consentitemi di iniziare condividendo
brevemente tre semplici punti sulla missione della Chiesa in
Giappone e in Asia, utili come orientamento di base per le riflessioni che scaturiranno dai vari interventi.
Primo punto: San Francesco Saverio nel 1549 scrisse cinque
lettere dal Giappone, ma forse la pi famosa la prima, nella
quale espone le sue impressioni sul popolo giapponese. Le persone con le quali abbiamo conversato finora sono le migliori che
abbiamo mai scoperto, scrisse, e mi sembra che tra gli infedeli
non ne troveremo altri che possano superare i giapponesi. San
Francesco ammirava la loro cortesia, onest e senso dellonore.

Predisposti alla riverenza: Dio gi


al lavoro nei popoli e nelle culture
[...] Ho voluto iniziare con questo apprezzamento i due giorni
di riflessione comune sulla missione della Chiesa in Asia. Ascolteremo molti discorsi e riflessioni, ma importante che sin dallinizio si abbia un atteggiamento essenziale, che chiameremo
riverenza, la convinzione fondamentale che prima che la Chiesa
o i missionari arrivino in un certo luogo, Dio gi al lavoro in
quelle popolazioni e culture. Questa anche la convinzione fondamentale del concilio Vaticano II, e non pu essere ripetuta a
sufficienza, considerando che in passato la nostra attivit missionaria non sempre partita da tale presupposto, e considerando

Riproponiamo alcuni passaggi


dal saluto iniziale rivolto
da P. Nicols al Simposio
per lanniversario
della Sophia University
di Tokyo, celebrato
in Gregoriana lo scorso
14-15 marzo.
P. Nicols ha studiato
in entrambe queste Universit.
Il testo integrale del suo saluto
pubblicato con
gli Atti del Simposio
(quaderno n. 8 della collana
Gregoriana, cfr. p. 61)

Il gruppo di pellegrini
giunto a Roma
dalla Sophia University
(Tokyo)
 Foto AYUMI KIKUCHI (Ms)

Office of Public Relations


Sophia University

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VITA ACCADEMICA

missionaria
La nostranonattivit
sempre partita
dal presupposto
del rispetto per chi
diverso da noi

il nostro presente, dove aumentano lintolleranza e la mancanza


di rispetto per lAltro, per chi diverso da noi.
Sarebbe bene ricordare il Decreto Ad Gentes sullattivit missionaria della Chiesa del concilio Vaticano II, che insiste su questo
concetto: verit e grazia sono riscontrabili tra le genti, come segreta presenza di Dio (n. 9). Alcune delle pi belle parole del Decreto si trovano al n. 11, nel quale i missionari sono invitati ad
immergersi nelle culture dove sono inviati, per essere familiari
con le tradizioni nazionali e religiose, e con gioia e rispetto rivelare i germi del Verbo che giace nascosto in quei luoghi, cosicch
essi stessi possano imparare con un dialogo sincero e paziente
quali ricchezze Dio nella sua munificenza ha dato ai popoli. Notiamo le parole che questo Decreto usa per incoraggiare una prospettiva di riverenza: gioia, rispetto, dialogo sincero e
paziente, sollecitudine a imparare. Oltre a qualsiasi altra cosa noi
possiamo dire o su cui possiamo riflettere nei prossimi due giorni,
spero che questo atteggiamento fondamentale di riverenza per il
lavoro di Dio nelle culture e nelle popolazioni del Giappone e dellAsia, sia sempre presente.
Risvegliare la sensitivit: percepire
la trascendenza attraverso i sensi

P. Adolfo Nicols, S.I.


con il Prof. Tadashi Takizawa,
Presidente della
Sophia University.
A destra:
La relazione di
P. Shiz Kawamura, S.I.

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47/2014

Dopo avere iniziato con questa primo e indispensabile orientamento, vorrei proporre una seconda prospettiva missionaria
per il Giappone e lAsia, che potremmo chiamare sensitivit,
una sensibilit verso dimensioni nascoste e pi profonde dellesistenza umana. Che cosa intendo? I Giapponesi sono tra le popolazioni pi sensibili alla musica. [...] Tokyo ha pi sale da
concerti di qualsiasi altra grande citt al mondo, e otto orchestre,
una in pi di Berlino! [...] Questo cosa centra con la missione?
Credo che la religione sia, in primo luogo, molto pi simile a questo senso musicale che a un sistema razionale dinsegnamenti
e spiegazioni. La religione comprende, prima di tutto, una sensi-

Facolt

tivit, unapertura alle dimensioni della trascendenza, profondit,


gratuit, bellezza, che si trovano alla base delle nostre esperienze
umane. Si tratta, al giorno doggi, di una sensitivit minacciata
da una mentalit puramente economica o materialista, resa pi
debole nel percepire le dimensioni pi profonde della realt. [...]
Proprio come il senso musicale eroso e indebolito dal rumore,
il ritmo e lautoritratto del mondo moderno e post-moderno, lo
anche la sensitivit religiosa, questa sensibilit alle dimensioni
pi profonde della realt, nelle quali possibile lincontro con
Dio. [...] Suggerirei che la missione in Giappone e in Asia, oggi
debba in primo luogo aiutare a scoprire o riscoprire questo senso
musicale, questa sensitivit religiosa, la consapevolezza e lapprezzamento di dimensioni di realt pi profonde di quanto la
ragione o la concezione materialista della vita ci consentono.
In un modo tutto speciale, aiutare i Giapponesi a mantenere
questa sensitivit dovrebbe essere una preoccupazione delle
Sophia University. [...] Non siamo nel campo dellinsegnamento
per fare proselitismo, ma per operare una trasformazione. Vogliamo formare una nuova umanit che sia musicale, che mantenga la sensitivit alla bellezza, alla bont, alla sofferenza degli
altri, alla compassione. Offriamo uneducazione cristiana perch siamo convinti che Cristo offra un orizzonte oltre gli interessi
limitati delleconomia e della produzione materiale; che Cristo
offra una visione di unumanit piena, che porti la persona fuori
da s stessa per prendersi cura e preoccuparsi degli altri; che Cristo offra non solo informazioni, dalle quali il mondo gi sommerso, ma saggezza, sopha, profondamente umana e verso la
quale i Giapponesi sono sempre stati particolarmente sensibili.
Avendo iniziato con la riverenza, come facciamo a promuovere
la sensitivit religiosa, quella che ho definito un certo tipo di
senso musicale? Credo che questa sia una sfida fondamentale
per la nostra missione, oggi, in Giappone e in Asia, che richieda
una riflessione creativa, sia teologica che pastorale. Credo che la
Sophia University, che sta iniziando il suo secondo secolo di storia, debba chiedersi in modo pi intenso cosa stia facendo per aiutare i suoi studenti e il suo corpo docente a mantenere e
approfondire questo sensitivit alle pi profonde dimensioni
dellesistenza.
molto interessante che un poliedrico poeta giapponese, Arai
Man, nel suo libro Symphony of God, pubblicato esattamente in occasione del centesimo anniversario di Sophia, nel tradurre la preghiera di Francesco dAssisi Rendimi strumento della tua pace,
invece di usare il termine generico strumento, scelga di utiliz-

Reverence, Sensibility and Hope: Approaching Mission in Japan and Asia


Today (by Adolfo Nicols S.I., Father
General of the Society of Jesus) On
March 14-15 2014, on the occasion of the
100th anniversary of the foundation of the
Sophia University, the Gregoriana hosted
the International symposium: Between
Past and Future, the Mission of Catholic
Church in Asia: the contribution of
Sophia University. Fr. Adolfo Nicols S.I.,
Superior of the Society of Jesus and former
student then professor at Sophia University, delivered the keynote speech. What follows is an abstract.
We shall hear many talks and reflections, but it is important that from the very
start, we begin with an essential attitude,
which we may call reverence, a fundamental conviction that before the Church or the
missionary arrive at a certain place, God is
already at work in peoples and cultures. Beginning with this first, indispensable orienting attitude, I would like to propose a
second mission perspective, which might be
called sensibility, a sensitivity to hidden
deeper dimensions of human existence.
My final point has to do with hope.
There is much concern, I know, for the fact
that after a hundred years of evangelization,
the Church remains a tiny minority that is
rapidly aging. A famous Japanese theologian, Koyama Kosuke wrote a book some
years ago which he interestingly entitled
Three Mile an Hour God. Koyama speaks
about our impatience, our desire to go at the
speed of our latest technology, even in our
mission. But, he insists, this is not Gods
pace. God goes at three miles an hour,
which is the speed one person walks. This is
Gods speed because it is the speed of love.
May we fulfil our mission in Japan and
Asia, with deep reverence for Gods work
in peoples and cultures, seeking to reawaken
the religious sensibility of people, with patience and hope.

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VITA ACCADEMICA

Dobbiamo aiutare
a riscoprire la consapevolezza
e lapprezzamento di dimensioni
di realt pi profonde
di quanto la ragione
o la concezione materialista
della vita ci consentono

zare strumento musicale (gakki). In questo modo, unisce i due


termini che abbiamo presentato, riverenza e sensitivit (senso musicale), in modo tale che abbiamo una nuova possibilit di suonare la Sinfonia di Dio con chi diverso da noi.
Imparare la speranza: il ritmo
di Dio non quello della tecnica
Il mio terzo e ultimo punto ha a che fare con la speranza. So
che c molta preoccupazione, oggi, in Giappone, per lincanutimento della Chiesa giapponese: dopo un secolo di evangelizzazione la Chiesa rimane unesigua minoranza che invecchia
rapidamente. Ho sentito anche alcuni giudizi, quasi disperati, sul
fallimento dellevangelizzazione in Giappone. [...] Si potrebbe
dire che in Giappone alcuni siano preda di una sorta di desolazione ecclesiastica. [...] Negli Esercizi, SantIgnazio ci offre la saggezza con cui combattere la desolazione. Ricorda a chi ne colpito
che laiuto divino con loro sempre... anche se possono non percepirlo chiaramente. [...] In molti modi, Ignazio invita la persona
desolata a sperare, basandosi su una visione pi ampia degli in-

Non siamo nel campo


dellinsegnamento per fare
proselitismo, ma per operare
una trasformazione

Lintervento di
suor Maria De Giorgi, MMX
missionaria in Giappone
per 30 anni.
il Prof. Yoshiaki Ishizawa,
gi Presidente
della Sophia University
A destra:
P. Yuji Sugawara, S.I.
ha coordinato levento

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47/2014

Il contributo della Sophia University


N

ei giorni 14 e 15 marzo 2014 si svolto in Gregoriana il Simposio


internazionale Tra il passato e il futuro, la missione della Chiesa cattolica in Asia per celebrare il centesimo anniversario dalla fondazione
della Sophia University di Tokyo. Voluta da papa Pio X per continuare la missione di san Francesco Saverio, luniversit fu fondata da tre gesuiti di tre
nazionalit diverse che la Compagnia di Ges invi in Giappone per individuare il luogo adatto. Dopo due anni, trovarono una posizione centralissima
a Tokyo. Oggi in Giappone ci sono circa 600 universit (100 statali, le altre
private), tutte a numero chiuso e altamente competitive. Nellelenco di
quelle a cui pi difficile accedere, la Sophia University al terzo posto
nellelenco delle 500 universit private e, nonostante la presenza della
Chiesa cattolica in Giappone sia debole, il suo nome ben noto per lalto
livello intellettuale. Vi sono otto Facolt di cui solo quella di Teologia
Pontificia e circa 12mila studenti. Poche universit nipponiche possono
vantare una tale longevit e il risultato ancora pi notevole per ununiversit cattolica. Per questo si voluto celebrare lanniversario con alcuni Simposi internazionali, prima a Boston e a Colonia, e infine alla Gregoriana,
organizzando un pellegrinaggio di una cinquantina di persone scelte tra
impiegati, ex alunni, studenti e genitori che hanno partecipato al Simposio.
La prima giornata si riflettuto sulle caratteristiche delluniversalit e
della continuit della missione attraverso due emblematiche figure-ponte
del rapporto tra Roma e il Giappone, cio i gesuiti Francesco Saverio e
Alessandro Valignano. Su Francesco Saverio sono intervenuti P. Delio Mendona, S.I. (Gregoriana) che ne ha affrontato la figura dal punto di vista

Facolt

tenti di Dio. E forse anche questo un comportamento importante


da tenere, se parliamo di missione in Giappone e in Asia.
Un famoso teologo giapponese scomparso recentemente, Koyama Kosuke, qualche anno fa scrisse un libro delizioso, dallinteressante titolo Three Mile an Hour God. Koyama parla della nostra
impazienza, del nostro desiderio di andare alla velocit della tecnologia pi recente, anche nella missione. Vogliamo successi rapidi, risultati immediati. Ma, sottolinea, questo non il ritmo di
Dio. Dio va a tre miglia lora, cio alla velocit di una persona
che cammina; questa la velocit di Dio perch la velocit dellamore. Scrive: Lamore ha la sua velocit. una velocit spirituale. diversa da quella tecnologica alla quale siamo abituati.
Raggiunge la profondit della nostra vita, sia che ne siamo consapevoli o no, a tre miglia lora. la velocit con la quale camminiamo, quindi la velocit con la quale cammina lamore di Dio.
[...] Termino cos queste note introduttive. Mi congratulo con
la Sophia University e con lUniversit Gregoriana per questa nobile iniziativa, e prego perch le nostre riflessioni sulla missione
possano portare frutti nella vita della Chiesa in Giappone e in
Asia. Che possiamo completare la nostra missione in Giappone e
in Asia, con profonda riverenza per lopera di Dio nella popolazione e nelle culture, cercando di risvegliare la loro sensitivit religiosa, con pazienza e speranza. 

convinti
cheSiamo
Cristo offra una visione
di unumanit piena,
che porti la persona fuori
da s stessa per prendersi cura
e preoccuparsi degli altri

[Traduzione dallinglese di Maria Rita Marcotulli]

indiano, mentre P. Shiz Kawamura, S.I. (Sophia University) lo


ha raccontato dal punto di vista giapponese; si quindi data
una valutazione complessiva della sua figura dai due diversi
punti di vista. Alessandro Valignano una figura meno universalmente conosciuta, ma indispensabile per gli studiosi della
storia della Chiesa in Asia: su di lui si sono soffermati gli interventi di due gesuiti argentini, P. Martn Morales (Direttore dellArchivio Storico della Gregoriana) e P. Renzo De Luca
(Direttore del 26 Martyrs Museum di Nagasaki).
Il filo conduttore della seconda giornata stato il dialogo interreligioso. Su di esso sono intervenuti suor Maria De Giorgi,
MMX, missionaria in Giappone per trentanni e professoressa invitata della Facolt di Missiologia, e P. Sadami Takayama religioso
dei Missionari del Sacro Cuore e docente presso la Sophia University addottorato in Gregoriana con una tesi che confrontava
la figura di Paolo di Tarso con quella del santo buddhista Shinran.
La sintesi conclusiva stata affidata a P. Jos Mario Francisco, S.I.
Un caso concreto di dialogo interreligioso stato presentato dal
Prof. Yoshiaki Ishizawa, buddhista e gi Preside della Sophia University, che ha avuto un ruolo fondamentale nel restauro del villaggio-santuario di Angkor Wat (Cambogia), come ha ricordato
anche S.E. Masaharu Kohno, Ambasciatore del Giappone in Italia.
Il Simposio stato arricchito dai contributi degli esperti di
entrambi i poli universitari. La riflessione iniziale del Prof. Tadashi Takizawa e quella conclusiva di P. Tohikaki Koso, S.I., rispettivamente Preside e Cancelliere della Sophia University,
spingono a interrogarsi sul ruolo di una Universit cattolica in
Asia. Indubbiamente la risposta non in una visione proselitista
della Chiesa che misura i propri successi enumerando le statistiche di battesimi, confessioni e matrimoni. Pur essendo necessario fare il punto anche attraverso questo metro, lefficacia
dellevangelizzazione non va ricerca in primo luogo nelladesione esplicita ai sacramenti, quanto nella pratica del Vangelo.

Qui rientra il senso di unistituzione come la Sophia University:


sebbene il 98% degli studenti non sia cristiano, vi grande
competizione per esservi ammessi perch il suo messaggio
accettato e apprezzato. Gli ex alunni imparano a vivere il cuore
del cristianesimo anche se non si battezzano. Molti missionari
che hanno conosciuto direttamente la realt del Giappone
come i gesuiti Pedro Arrupe, lex Rettore della Gregoriana
Franco Pittau e lo stesso P. Adolfo Nicols sanno che per toccare il cuore degli asiatici occorre convertire il modo di agire
senza mettere confini troppo rigidi. Questo certamente il
modo per seminare a fondo e preparare un futuro in cui, forse,
ci saranno anche pi di cristiani battezzati.
YUJI SUGAWARA, S.I
Decano della Facolt di Diritto Canonico

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VITA ACCADEMICA

La famiglia di oggi
tra incertezze e attese
di HUMBERTO MIGUEL YEZ , S.I. PAOLO BENANTI, TOR
Dipartimento di Teologia Morale

Le due giornate del Forum


sulla Famiglia, presieduto
dal Card. Lorenzo Baldisseri,
hanno proposto interventi,
testimonianze e gruppi
di studio tematici
per aprire la riflessione
sul cammino sinodale
coinvolgendo la base.
Numerose famiglie
hanno partecipato
ai due giorni di riflessione,
facilitate dai servizi
di babysitting appositamente
attivati per loccasione

30 |

47/2014

l forum Ascoltando la famiglia. Incertezza e attese (4-5 aprile 2014),


organizzato dal dipartimento di Teologia morale della Pontificia
Universit Gregoriana, ha visto un esercizio di ascolto della realt coniugale e familiare, per avviare una riflessione dalla base
in grado di fornire degli strumenti per una riflessione teoretica e
interdisciplinare che continuer con successive iniziative. Si ritiene, infatti, che anche i semplici fedeli debbano avere voce allinterno dellAccademia e non soltanto nellambito della pastorale. Il
concilio Vaticano II riconosce il supernaturali sensu fidei (LG 12)
senza il quale la riflessione della teologia morale corre il rischio di
essere da tavolino (cfr. EG 119; EG 133). Sotto la presidenza di
S.E. Rev.ma il Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario generale del Sinodo dei Vescovi, il forum sulla famiglia si aperto con il saluto
del Rettore Magnifico e le parole inaugurali del Card. Baldisseri.

Vista da fuori e da dentro:


le relazioni nella famiglia
Nella prima giornata il professor Ivo Stefano Germano ha introdotto i lavori offrendo un osservatorio sulla relazione familiare
nelloggi, sottolineando come il tema centrale di cui essere pienamente consapevoli riguarda le trasformazioni culturali e strutturali dellistituzione familiare. In particolare ha mostrato come
bisogna avere unattenta sensibilit scientifica per le relazioni tra
i gender e tra le generazioni, al fine di poter comprendere e ana-

Facolt

lizzare le pi diffuse problematiche della famiglia contemporanea. Da alcuni anni, alla famiglia si affiancano le parole crisi,
eclissi, tramonto, se non proprio scomparsa. In parallelo, la teoria
dei gender studies tende a considerare la realt familiare al pari di
un retaggio tradizionalistico, nei cui confronti occorre operare un
superamento enfatizzando, al massimo livello, i desiderata e gli affetti soggettivi. Ma la famiglia, ha dimostrato Germano, non pu
essere un mero portato della costruzione sociale e culturale, ma
rappresenta un bene sociale e relazionale fondato sui due assi del
maschile e del femminile e non sullindifferenziazione e linfinita
e totale decostruzione di elementi naturali e sociali.
La Dott.ssa Palladino, cercando di esplicitare la profonda complessit delle relazioni allinterno della famiglia, ha scelto di usare
unanalogia a partire dalla spiegazione e dalle conseguenze del principio di indeterminazione di Heisenberg, che fonda la meccanica
quantistica. Il valore dellanalogia sta nel fatto che si pu affermare
che le relazioni nella famiglia siano quelle nelle quali ciascuno osserva
e partecipa dellessere e della vita degli altri membri della famiglia, di fatto
orientandoli, attraverso legami complessi e indissolubili che agiscono
pi o meno esplicitamente lungo tutto larco dellesistenza di un individuo e anche oltre. Tra le conseguenze di questo fatto la Dott.ssa
Palladino ha mostrato come da un lato non sia possibile parlare della
famiglia assumendo che essa stessa, per il semplice fatto che costituita, sia anche in grado di assumersi tutti i compiti che Chiesa e societ le affidano: dipende infatti dalle relazioni che vi sono al suo
interno. Senza questa attenzione e questa cura ai legami interni, si
commette un errore analogo a quello di poggiare un libro su un castello di carte. La Dott.ssa Palladino ha poi ricordato che la prima relazione in famiglia che sostiene e nutre tutte le altre la relazione fra
luomo e la donna che la compongono. Questa non pu e non deve
ridursi n nella sua interpretazione, n nella sua promozione ad
una composizione di funzioni femminili e maschili rigidamente connesse a ruoli e compiti allinterno di essa; altrimenti accade che i generi non siano solo differenti, ma separati.
Infine il professor Salonia ha illuminato la prospettiva della
cogenitorialit nella funzione educativa della famiglia mettendo
in luce come si sia genitori nella misura in cui si sia capaci di essere co-genitori di un figlio se si genitori-con laltro. in questa condivisione di responsabilit genitoriale educativa il cuore
della co-genitorialit. dallamore per i figli che bisogna partire
e ripartire per maturare la mentalit della cogenitorialit e crescere nella propria umanit.

La famiglia rappresenta
un bene sociale
e relazionale fondato
sui due assi del maschile
e del femminile

per i figli
che dallamore
bisogna partire
e ripartire per maturare
la mentalit della cogenitorialit
e crescere nella propria umanit

Alcune immagini dal forum


Ascoltando la famiglia,
al quale hanno partecipato
coppie di tutte le et,
portando le proprie
esperienze. Per favorire
le giovani famiglie
stato attivato
un servizio di babysitting
interno allUniversit.
In basso:
La testimonianza dei coniugi
Fabio e Stefania Leali.
 Foto BARBARA ANDOLFI

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Lampio dibattito e i lavori per gruppi hanno concluso la giornata preparando gli oltre 190 partecipanti al momento di ascolto
della seconda giornata del convegno.
Listening to the family. Uncertainty
and expectations (by Miguel Yanez, S.I.
Paolo Benanti, T.O.R., Department of
Moral Theology) On April 4-5 2014 the
Department of Moral Theology of the Gregorian University organized the forum
Listening to the family. Uncertainty and
expectations. The event was chaired by
H.E. Card. Lorenzo Baldisseri, Secretary
General of the Synod of Bishops and had its
main objective in observing the reality of the
families as well as listening to what they really experience and what they expect.
The forum, divided into two days, offered
two different approaches: on the first day the
lectures were centred on the observation of
todays family, keeping in mind the cultural
and institutional transformations and the relationships within it. A debate followed the
lectures and then all the participants were divided into different study groups, which at
the end of the session shared their conclusions. Fr. Paolo Benanti, T.O.R., coordinated
the first day of the forum and offered his final
considerations.
The second day had a more pastoral approach: the lectures (on conjugal love, parenthood, conjugal spirituality) were
followed by the testimony of married couples. As on the previous day, this first part
was followed by debates and study groups.
The final address, with his final considerations, was given by Fr. Miguel Yaez S.I.,
Director of the Department of Moral Theology and coordinator of this second session.
The choir CinqueCinquanta+, formed by
families (parents, children, grandparents),
closed the Forum with a concert.

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47/2014

La misura alta dellamore coniugale,


i problemi dellamore non sviluppato
La seconda giornata si aperta con una prima relazione sullamore coniugale presentata da Maria Cruciani, una teologa laica
e sposata, la quale, con grande competenza, ha saputo articolare
esperienza vissuta e riflessione teoretica, riconducendo il sentimento coniugale nellargine di una virt reinterpretata allinterno
di unantropologia relazionale.
Il ruolo strutturale dellaffettivit nellatto morale, messo in
luce dalle neuroscienze, evidenzia la responsabilit del soggetto
nella costruzione della propria identit anche nella dimensione
affettiva. Nel legame coniugale la percezione di pervenire a
unesistenza piena grazie alla relazione con il partner incontra la
medesima percezione da parte dellaltro, si carica delle sue attese
e torna amplificata, generando una reciprocit ricorsiva della speranza che costituisce la determinazione coniugale della coscienza
affettiva. Dallanalisi del moto affettivo che porta alla formazione
di una coppia, la tenerezza, la compassione e la misericordia
emergono come le tonalit emotive che caratterizzano il legame.
Lassunzione responsabile di un tale dinamismo naturale conduce
alla consapevole strutturazione delle corrispettive virt. Lautodonazione di Cristo nel mistero pasquale rappresenta il modello
verso cui tende questo dinamismo dello spirito umano e, al tempo
stesso, la fonte da cui promana la spinta al dono totale di s, una
fonte alla quale attinge, consapevolmente o inconsapevolmente,
ogni coppia che intende eternare il proprio amore.
Ma una presentazione cos attraente della bellezza e della potenzialit dellamore coniugale non poteva non essere confrontata
con i problemi di chi non riesce a svilupparle pienamente. Questo
non per giudicare le persone, ma per capire la complessit della
situazione odierna, che presenta delle difficolt a vivere un autentico rapporto coniugale, difficolt che si riversano anche nel
rapporto genitoriale. Lapprofondimento di questo aspetto stato
chiesto a un terapeuta familiare di grande esperienza sul territorio, Giorgio Bartolomei, il quale ha presentato le difficolt legate
alla figura del padre nella cultura contemporanea, dove si registra
il fenomeno della sua evaporizzazione. LIo, alla ricerca della
propria narcisistica individuazione, fatica a diventare Noi. Allinterno della famiglia si passa dalla differenza alla confusione delle

Facolt

generazioni, e questo dovuto alla paura di non essere amati dai


figli e alle attese narcisistiche del figlio idealizzato. Occorre, invece, lesercizio dellautorit genitoriale come argine/cornice simbolica necessaria per la costruzione dellidentit del soggetto. La
funzione virtuosa del limite indispensabile nelleducazione dei
figli: senza lesperienza del limite il soggetto gettato in una condizione esistenziale di angoscia.
Lo spirito e il volto della famiglia:
immagine plastica, non di plastica
Punto di incontro tra le due relazioni stato lintervento di
don Sergio Nicolli con la sua esperienza nel campo della spiritualit familiare, unesperienza maturata sia nel corso del suo incarico di direttore dellufficio della CEI per la pastorale familiare
che nellattuale attivit parrocchiale a Rovereto, dove dirige il
Centro diocesano di pastorale familiare. La sua proposta una
spiritualit profondamente incarnata nella vita, che valorizza tutti
gli elementi tipici della relazione coniugale e della responsabilit
genitoriale. La sua relazione si focalizzata sul nuovo rito del matrimonio in Italia, mostrandone le novit sostanziali rispetto al
rito precedente. La spiritualit familiare deve connotarsi per un
particolare stile di vita, che riguarda le varie dimensioni della vita
della coppia e della famiglia. Nicolli ha saputo individuare anche
i mezzi per coltivare la spiritualit coniugale e familiare.
Le tre relazioni sono state completate ciascuna dalla testimonianza di una coppia di sposi tra quelle partecipanti ai lavori del
forum, le quali hanno donato la propria esperienza di coniugalit
e genitorialit attraverso narrazioni cariche di emozioni e spunti
di riflessione. Le conclusioni dei gruppi di studio rispecchiavano
un ambiente familiare di riflessione condivisa, avviata, ma non
compiuta, lasciando nei partecipanti il profondo desiderio di continuare ad accompagnare una Chiesa in ascolto, la quale si prepara al cammino sinodale sulla complessa realt della famiglia
nella cultura postmoderna.
Al termine dei lavori, il coro familiare CinqueCinquanta+
composto da famiglie (genitori, bambini e nonni) ha dato unimmagine plastica di quella che la vita familiare, dove ognuno
canta con la propria tonalit la vita di ogni giorno realizzando
unarmonia di voci. 

La tenerezza, la compassione
e la misericordia emergono
come le tonalit emotive
che caratterizzano
il legame coniugale

A sinistra:
I due giorni di riflessione
sono stati conclusi
da un momento musicale
animato dal coro familiare
CinqueCinquanta + composto
da genitori, bambini e nonni.

DA IERI A OGGI

P. Charles Andr Bernard


maestro di teologia spirituale
di MARIA GIOVANNA MUZJ
Facolt di Storia e Beni Culturali della Chiesa

harles Andr Bernard, per 36 anni professore


alla Gregoriana nellIstituto di Spiritualit
(1961-1997), era nato nel 1913 a Berck-surMer, nel Pas-de-Calais, vicino alla frontiera con il
Belgio ed morto allinizio del 2001. Conosciuto e
stimato a livello internazionale, ma quasi invisibile
per quanto riguarda incarichi ufficiali, salvo gli anni
in cui aveva diretto lIstituto (1987-1992); il giorno
delle sue esequie la grande chiesa romana di SantIgnazio era gremita. P. Bernard era un uomo solido, quadrato, massiccio, che trasmetteva unimpressione di forza e di sicurezza; franco e diretto fino alla
ruvidezza con i suoi pari; pieno di benevolenza e di
pazienza, ma anche fermo, con le persone che gli
chiedevano una guida spirituale, che intendeva
prima di tutto come una formazione alla libert interiore; con unattenzione particolare verso i grandi
malati da lui visitati in alcuni casi anche giornalmente. Dai confratelli e anche fuori era considerato
il rifugio ultimo sul quale dirottare i casi pi difficili.
Mi sembrava di stare su un transatlantico: limmagine sorprendente usata da uno di loro rende bene
la misura del sollievo che gli interessati potevano
provare. Innamorato della natura e della poesia, era
scherzoso e assolutamente semplice al di fuori dellufficialit. Tratto che forse colpiva di pi le persone: Era un grande uomo e cos semplice.

Dire che lanima ha sete di Dio,


significa che il desiderio dello spirito
si trova in una certa continuit
con il desiderio vitale del corpo

(Charles Andr Bernard)

La forza speculativa di cui era dotato gli era valsa


in noviziato lappellativo di nos, intelletto; ma
gi i vicini di casa lo ricordavano, ragazzino, girare
sempre con un libro sotto gli occhi, senza che ci gli
impedisse poi di essere un vero capobanda. Verso
i 12 anni si era allontanato dalla pratica della fede,
per poi convertirsi (espressione sua) tra il 40 e il
41, in un momento storico drammatico, rimasto per
lui inseparabile dalla figura di un giovane curato
della sua parrocchia, morto in battaglia al momento
dellinvasione della Francia: questi gli aveva detto

34 |

47/2014

un giorno, provocando in lui una impressione profonda, che avrebbe offerto la vita per lui.
Dopo aver completato gli studi che in Francia
preparano allinsegnamento nelle scuole primarie,
nel 1943 Andr entrava nel noviziato della Compagnia di Ges, allora sfollato a Vals, nella zona libera; per questo si trov a compiere gli studi di
filosofia allUniversit di Stato di Montpellier, ove
ebbe come maestro il filosofo Ferdinand Alqui ed
entr in contatto con il pensiero moderno, in particolare con la fenomenologia, la psicologia, lantropologia. della nostra razza esclam al momento
della discussione della tesi Alqui, che nutriva progetti per il futuro del suo studente. Ma il giovane
Bernard si era gi dato alla Compagnia. A quel periodo risale la duplice impronta specificamente filosofica che informa tutto il suo itinerario intellettuale:
preoccupazione per la dimensione metafisica degli
argomenti trattati, intelligenza della problematica
antropologica che soggiace alla vita spirituale. Ordinato sacerdote nel 1954 dopo aver conseguito il dottorato in filosofia, alcuni anni dopo consegu quello
in teologia. Anche se entrambe le tesi erano dedicate
al pensiero di san Tommaso, Charles Andr Bernard
non si considerava un tomista: da santIgnazio e
san Giovanni della Croce che moveva la sua comprensione della vita spirituale.
Nel 1961 viene chiamato a insegnare a Roma. I 38
anni romani sono senza storia, scanditi da un unico
e medesimo ritmo: Messa mattutina, lavoro intellettuale e insegnamento nella prima parte della giornata (ha diretto 37 tesi di dottorato), ministero di
ascolto e di formazione il pomeriggio; praticamente
nessuna uscita da Roma durante lanno accademico.
Questa monotonia era ci che custodiva e rendeva
possibile un lavoro di approfondimento incessante
e una produzione eccezionale per qualit e quantit,
incentrati intorno a quellunico interesse che, come
dichiar in occasione del 50 anniversario del suo ingresso nella Compagnia di Ges, aveva polarizzato
tutte le sue energie: la vita spirituale. Questa per,
considerata prima di tutto nella sua accezione pi
ampia, come fenomeno nel quale rientrano le tre
grandi vie dello spirito: il filosofo, lartista, il santo.
Presente sin dallinizio, tale scelta metodologica
aveva un duplice scopo: da una parte, riuscire a rendere conto delle molteplici omologie tra la vita spi-

Le voci e i tempi

rituale cristiana ed atteggiamenti o pratiche spirituali propri anche di altri contesti religiosi e culturali; dallaltra, giungere a individuare pienamente
specificit e originalit della vita spirituale cristiana.
In una sorta di costruzione dalle fondamenta, p. Bernard parte dunque dalla terza via la ricerca di una
pienezza di vita , che pi lo interessa in quanto include la dimensione religiosa, e ne analizza gli
aspetti caratteristici, in particolare il fenomeno centrale della preghiera, argomento del suo primo saggio La prire chrtienne (1967).
Della vita spirituale p. Bernard coglie innanzitutto ci che la costituisce come tale, cio il fatto di
essere una vita e dunque un processo dinamico finalizzato: Il progetto spirituale slancio vitale polarizzato verso un valore supremo e che d senso alla
vita umana. Non a caso questa definizione, tratta
dal saggio fondativo Le projet spirituel (1970), contiene
unimmagine spaziale, il polo: per lautore il fatto
che sia impossibile parlare di vita spirituale senza
fare appello a schemi immaginativi, quali quello di
ascensione o di approfondimento unevidenza.
Che sia puramente naturale o che si dispieghi in un
ambiente di grazia, la vita spirituale e la sua espressione trova una corrispondenza strutturale nelle
altre sfere vitali, il che determina il ricorso necessario
al linguaggio simbolico: La coscienza parte dallesperienza primaria del sensibile per passare al
piano spirituale. Dire che lanima ha sete di Dio, significa che il desiderio dello spirito si trova in una
certa continuit con il desiderio vitale del corpo. E
poich ogni vita si esprime attraverso una reazione
affettiva, anche il rapporto della coscienza al mondo
divino implica necessariamente una dimensione affettiva. Il simbolo, connotato sempre da una dimensione affettiva, appare cos a doppio titolo
lespressione connaturale dellattivit religiosa. Infine
anche la specificit della vita spirituale cristiana si rivela, ma in un modo divino, dellordine della vita:
Tutto dunque movimento. Tutto vita. Tutto animato dallo Spirito. Ed forse questo laspetto pi distintivo della spiritualit cristiana. Essa non
semplicemente una vita interiore che fa fiorire delle
virtualit che si potrebbero dire mistiche. una vita
sottomessa alle mozioni di uno Spirito Santo, Spirito
di libert e di amore. E tale mozione tanto interiore
da raggiungere latto personale di esistere che alla
radice della libert del nostro spirito. Cosicch ogni
movimento spirituale, in noi e nel mondo, si alimenta
allunica fonte dello Spirito vivificante.
Questa visione sintetica del fenomeno vita-nellospirito e della sua espressione, ancorata da una parte
al dato teologico della fede, dallaltra al sostrato filosofico e antropologico del suo pensiero, spiega
lunit e al tempo stesso lapertura dellopera del
padre Bernard, in particolare la triade Teologia spiri-

tuale, Teologia simbolica, Teologia affettiva e lo studio


fenomenologico delle grandi vie dello spirito allinterno della fede cristiana (Il Dio dei mistici, coronato
dal volume postumo Teologia mistica). Ma ne spiega
anche la pressante attualit per la Chiesa. Da una lucida analisi sinottica dei rapporti che intercorrono
oggi tra filosofia, teologia e spiritualit, p. Bernard
fa emergere infatti una proposta che non di ordine
puramente speculativo, ma che sollecita esplicitamente un cambiamento pratico nella formazione.

Bisogna sempre superare dottrinalmente


le separazioni contrarie allunit del dato
rivelato e puntare a permettere al credente
di raggiungere, per quanto possibile,
lunit della vita. A tale scopo appare
indispensabile la ricerca di una vita spirituale

(Charles Andr Bernard)

Dallarticolo La spiritualit come fonte dottrinaria (1993)


Oggi sentiamo il bisogno di tornare alla concretezza della vita spirituale, essendo come costretti a
riconoscerne la funzione vivificatrice nei confronti
della teologia morale come della dogmatica. E si potrebbe aggiungere: dellesegesi stessa. Questa infatti
non sfuggita al totalitarismo della razionalit
astratta, divenendo cos la preda delloggettivismo
storico e, pi recentemente, delle disquisizioni linguistiche. Poco ci mancava che la figura del Dio vivente apparisse inutile...
Il compito teologico oggi si rivela quindi abbastanza chiaro: anche se appare presuntuoso voler
edificare un sistema teologico unitario, almeno in
chiave didattica bisognerebbe, nella formazione cristiana, far posto allinsieme delle grandi discipline
teologiche; alla teologia morale che in tutti i tempi
impone la sua presenza, e particolarmente ai giorni
nostri quando si differenziano e si complicano le
condizioni concrete in cui bisogna compiere scelte
cristiane; alla teologia dogmatica, la quale risponde
al desiderio incomprimibile di perseguire una sempre maggiore intelligenza della fede; infine alla teologia spirituale, in quanto vivifica e concretizza il
dinamismo delle prime due.
[] In ogni caso bisogna sempre superare dottrinalmente le separazioni contrarie allunit del dato
rivelato e puntare a permettere al credente di raggiungere, per quanto possibile, lunit della vita.
A tale scopo appare indispensabile la ricerca di una
vita spirituale, la quale a sua volta richiede una sua
intelligenza: la teologia spirituale si manifesta allora
come parte della teologia e fonte originale quanto insostituibile.

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LaGregoriana47_30_50_30_50 18/03/15 12:51 Pagina 36

DA IERI A OGGI

Le camere di SantIgnazio
e dei primi Generali della Compagnia
di MANUEL RUIZ JURADO, S.I.

Nonostante numerose ristrutturazioni


nel corso dei secoli, dentro il Collegio
del Ges sono state conservate le stanze
dove visse Ignazio di Loyola e i primi
quattro Prepositi Generali della Compagnia.
Stanze poverissime, la cui impressione
oggi falsata nel visitatore dallantistante
corridoio, costruito oltre un secolo dopo
e affrescato da fratel Andrea Pozzo
ono state varie le case abitate dai gesuiti nellarea occupata oggi dalla Residenza del Ges
(residenza, scolasticato e tempio). Nel posto
occupato oggi dalle cappelle di santIgnazio e della
Madonna della Strada, e in unarea poco pi estesa,
si trovava la casa vecchia e cascaticcia di Camillo
Astalli [di cui resta memoria nella vicina Via degli
Astalli, presso la quale si trova lomonimo Centro del Jesuit Refugee Service, NdR], la quarta casa abitata da
santIgnazio e dai suoi compagni a Roma, dal febbraio 1541 al settembre 1544. L ebbe luogo la riunione dei compagni per lelezione del primo

volte dovettero votare allunanimit


Trelelezione
di padre Ignazio a Generale
della Compagnia di Ges, a causa del rifiuto
ad accettare la carica e delle resistenze
da parte del santo, che accett
per ordine del suo confessore

Generale della Compagnia di Ges (marzo-aprile


1541), prima di poter fare la professione nella basilica di San Paolo fuori le Mura, dopo aver fissato alcune norme delle future Costituzioni. Tre volte
dovettero ripetere la votazione per confermare, sempre allunanimit, lelezione di padre Ignazio a Generale della Compagnia di Ges, a causa del rifiuto
ad accettare la carica e delle resistenze da parte del
santo, che si dichiarava sempre indegno e incapace
a governare se stesso, e tanto pi quindi a governare
gli altri, avendo unindole pronta a obbedire e non a
comandare. Su richiesta del santo lelezione fu ripetuta l8 e il 13 aprile, e finalmente il 19 aprile, sotto
lordine del suo confessore, Ignazio accett la carica.
Il 22 aprile partirono da qua i compagni con Ribadeneira che faceva il chierichetto , per fare la profes36 |

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sione in San Paolo fuori le Mura, allinterno del pellegrinaggio delle Sette Chiese, dinanzi allaltare del
Santissimo Sacramento e del mosaico della Madonna, riconosciuta come Regina e Madre della
Compagnia di Ges. In questa casa santIgnazio fece
la deliberazione sulla povert della Compagnia
(febbraio-marzo 1544) e ricevette le celebri e straordinarie visioni mistiche, rimaste descritte nel suo
Diario spirituale.
Una casaccia che pareva quasi una capanna
Nella zona dove la via di Aracoeli fa angolo con
via San Marco, padre Codacio edific la casa dove
abit santIgnazio dal settembre 1544 al luglio 1556,
cio fino alla morte. Il principe Fabrizio Massimi la
descrisse come una casaccia che pareva quasi una
capanna. Oggi di questa casa si conservano le tre
stanze dove abit santIgnazio e quella del fratello
coadiutore che lo assisteva: sono state conservate,
quando fu distrutta lantica casa per costruire quella
immensa attuale, per rispetto e devozione al santo
fondatore; sono le cosiddette camerette di santIgnazio. Qui abitarono anche altri quattro Generali:
Giacomo Laynez, san Francesco Borgia, Everardo
Mercuriano e Claudio Aquaviva, sotto il cui governo
fu edificata la Residenza del Ges.
La stanza piccola u ha una finestra aperta verso
la terrazza, dove santIgnazio, seduto su un piccolo
sedile, durante la notte contemplava il cielo mentre
lacrime di devozione sgorgavano senza interruzione
dai suoi occhi. Per molto tempo si conservata appesa al muro una frase, attribuita al santo dal suo
biografo Ribadeneira: Heu, heu, quam sordet mihi
terra, quando aspicio caelum! (Ahim, quanto mi sem-

Nelle camerette di santIgnazio


abitarono anche quattro Generali
della Compagnia: Giacomo Laynez,
san Francesco Borgia, Everardo Mercuriano
e Claudio Aquaviva, sotto il cui governo
fu edificata la Residenza del Ges

bra meschina la terra, quando guardo il cielo!). In


questa stanza il santo dormiva, aveva il suo ufficio,
e vi scrisse una buona parte delle Costituzioni, oltre
a tantissime lettere per comunicare indirizzamenti,
ordini, orientamenti e luci di discernimento e di

Le voci e i luoghi

guida per il governo di tutta la Compagnia; e sempre


qui prepar la Formula Instituti (1550) . Bisogna
considerare che alla morte del santo vi erano gi gesuiti in tutte e quattro le parti del mondo allora conosciuto, pi di un migliaio. Si contano pi di
settemila lettere nel suo epistolario. Il modo che osservava, quando faceva le Costituzioni, era dire ogni d
messa e rappresentare il punto che trattava a Dio e far oratione sopra a quello; et sempre faceva loratione et messa
con lacrime (Racconto del pellegrino, n. 101).
Qui hanno collocato nel 1991 la testa in bronzo di
santIgnazio, su un supporto in pietra, posizionata
allaltezza che doveva avere in vita; inoltre vi si trovano qualche documento firmato da lui , un quadro della Madonna, lo scrittorio e gli armadi, che
potevano servire per larchivio dei documenti al suo
segretario Polanco.
Secondo padre Gonlves d Cmara, ministro
della casa durante gli ultimi tempi della vita di
padre Ignazio, dopo che il padre si alzava dal letto e
aveva recitato le preghiere nelle quali gli era stato
commutato lUfficio Divino a causa delle sue eccessive lacrime , entrava in una cappella vicina alla sua
stanza per la Santa Messa. Poi rimaneva due ore in
orazione mentale e, per non essere disturbato, aveva
ordinato che i messaggi che fossero arrivati in quel
frangente alla portineria fossero consegnati al padre
Ministro. Questi ne port molti alla cappella, quando
gli sembravano richiedere una risposta urgente, e assicura che ogni volta che entrava a portarglieli trovava il volto del santo cos splendente, che rimase
spaventato e come fuori di s.
Il luogo della morte, oggi Cappella
La stanza pi grande , dove oggi si trova conservato il Santissimo  e dove i devoti celebrano la
Messa, era allora il luogo dove il santo riceveva gli
ospiti. Qui fu trasferito il suo letto nei giorni della
sua ultima malattia, probabilmente per facilitare le
visite. Ed qui che avvenne la sua morte, nella
stanza pi vicina a quella di fratel Cannizzaro, che
lo assisteva allora. Quella notte il fratello lo sent dire
alcune volte: Ay, Dios!. Allo spuntare il sole, racconta Polanco che, andando a visitare padre Ignazio,
lo trov in fin di vita. Corse in fretta a San Pietro a
chiedere la benedizione di Papa Paolo IV per il moribondo, come il padre gli aveva chiesto di fare il
giorno precedente. Il Papa la concesse insieme a
tutto quanto poteva dare. Padre Ignazio nel frattempo consegn lanima al suo Creatore e Signore,
poco prima delle sette del mattino, alla presenza di
padre Madrid, superiore della casa, e di padre Andrea de Freux, rettore del Collegio Romano .
In questa stanza hanno conservato un quadro
della Sacra Famiglia che il santo aveva davanti
agli occhi, sullaltare dove celebrava la Messa. Probabilmente lo tenne cos anche san Francesco Borgia,

generale della Compagnia, come si pu dedurre dal


suo Diario.
Laltra stanza, situata tra le due descritte sopra,
serviva probabilmente come sala dattesa o dingresso per i visitatori. Qui esposto un quadro con
la magnifica pittura del Ribera, che rappresenta
santIgnazio nellatto di scrivere le Costituzioni 8B.
Sembra che le scale, scoperte nel 1991, mettessero in
comunicazione questa stanza con il resto della casa
antica e con la cappella vicina, scomparsa durante la
costruzione del nuovo edificio. Le finestre di questa
stanza si aprivano sullorto sottostante. Al di l di
questo, nello spazio vicino allattuale chiesa del
Ges, Polanco prepar alcune abitazioni per alloggiare san Francesco Borgia, arrivato nellottobre 1550
con il suo seguito.

Ogni volta che celebrava la Messa,


Ignazio aveva davanti agli occhi un quadro
della Sacra Famiglia. Probabilmente lo
tenne cos anche san Francesco Borgia

SantIgnazio, allinterno di queste stanze, il 17 luglio 1546 ricevette san Pietro Favre dopo che era
stato assente per tanto tempo, inviato in missioni pontificie durante la deliberazione del 1539. Anche san
Francesco Borgia, arrivato come professo della Compagnia (dal 1548), vestito ancora da duca per licenza
pontificia (con il suo seguito di circa venti persone), fu
ospite della casa negli anni 1550-1551 ed ebbe contatti
con santIgnazio per tre mesi. Chi visita questi luoghi
intuisce il clima povero e raccolto nel quale il santo
visse e govern la Compagnia fino alla sua morte, il
31 luglio 1556, allet di 65 anni, avendo governato la
Compagnia 15 anni. Fu beatificato da Paolo V nel 1609,
e canonizzato da Gregorio XV il 12 marzo 1622.
Lantisala delle camerette una magnifica opera
darte della prospettiva, eseguita dal fratello Andrea
Pozzo, che verso la fine del XVII secolo volle onorare
il Fondatore con immagini allusive al suo trionfo celeste e ai miracoli a lui attribuiti.
A pochi passi dallattuale Piazza del Ges e da
Via degli Astalli si incontra un altro luogo significativo per la Compagnia: Palazzo Venezia, allora residenza estiva dei Pontefici, presso la quale Ignazio fu
ricevuto dal Papa diverse volte. Qui sono state firmate le bolle di approvazione e di confermazione
della Compagnia di Ges: la Regimini militantis Ecclesiae (27 settembre 1540) e la Exposcit debitum (21
luglio 1550); ma anche la Iniunctum nobis (1544) che
apriva la possibilit di ricevere nella Compagnia
qualsiasi membro normalmente preparato, senza limite di numero , e la breve Pastoralis officii (1548)
che approvava e raccomandava gli Esercizi spirituali
di santIgnazio.

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DA IERI A OGGI

Per visitare le camerette:


ingresso libero dal Collegio
Internazionale del Ges
(Piazza del Ges, 45)
dal luned al sabato solo
il pomeriggio, dalle 16:00 alle 18:00;
domenica e festivi solo la mattina,
dalle ore 10:00 alle 12:00
Per celebrare la S. Messa:
prenotarsi contattando la portineria
(tel. +39 06 69205 800
oppure +39 06 69205 878) durante
gli orari di apertura al pubblico
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Le voci e i luoghi

Accanto alla Chiesa del Ges


si trova lingresso alle stanze
dove visse e mor santIgnazio
di Loyola. Abitazione molto
povera, fu in seguito inglobata
nella grande costruzione
del Collegio senza modificarne
la struttura. Lo studiolo (1)
conserva lo scrittoio su cui
il santo compose le Costituzioni (8)
e altri documenti (2-3);
la seggiola da cui contemplava
il cielo dalla finestra adiacente;
gli armadi usati come archivi
dal segretario Polanco.

Quella che in seguito venne


trasformata in cappella (4-5)
era una semplice stanza adibita
per gli incontri con le personalit.
Qui venne spostato il letto
di santIgnazio durante laggravarsi
della malattia; qui mor,
come ricorda una tela esposta (6).
Sulla parente di fronte
affisso un quadro della Santa
Famiglia di modesta fattura (7)
davanti al quale santIgnazio
celebrava ogni giorno la S. Messa.
I locali comprendono altre
due piccole stanze, adibite a museo.

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COMUNIT UNIVERSITARIA

Retorica Biblica e Semitica:


un nuovo slancio
di ROLAND MEYNET, S.I. JACEK ONISZCZUK, S.I.
Dipartimento di Teologia Biblica

Per analizzare correttamente


i testi biblici e del Vicino
Oriente antico occorre
comprendere le peculiarit
della retorica semitica.
quanto si propone
la Societ internazionale
per lo studio della Retorica
Biblica e Semitica (RBS),
che promuove ricerche
e pubblicazioni
in questo campo.
La Gregoriana ne ospita
i convegni biennali

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testi della Bibbia non ubbidiscono secondo noi alle regole


della retorica classica greco-latina, bens alle leggi di unaltra retorica, quella semitica. Questa non una retorica della persuasione che vuol convincere come quella classica, ma una retorica
dellenigma, proposto alla saggezza del lettore. Il Greco dimostra, lEbreo mostra. Se viene chiamata retorica biblica e semitica, significa che vale anche per le altre letterature del Vicino
Oriente antico compresi, fra i pi recenti, i testi della Tradizione
musulmana e del Corano. Non conviene analizzare la lingua
araba (o cinese) con le categorie della grammatica latina: non
appropriato. Come dice il proverbio africano: Il bambino che
non mai uscito di casa pensa che solo sua madre sa fare bene il
sugo. Attenzione alletnocentrismo!
Infatti, come ricorda la Pontificia Commissione Biblica, radicata nella cultura semitica, la tradizione letteraria biblica manifesta un gusto spiccato per le composizioni simmetriche, grazie alle
quali vengono stabiliti dei rapporti tra i diversi elementi del testo.
Lo studio delle molteplici forme di parallelismo e di altri procedimenti di composizione semitici deve permettere di meglio discernere la struttura letteraria dei testi e di pervenire cos a una
migliore comprensione del loro messaggio (Linterpretazione della
Bibbia nella Chiesa, Citt del Vaticano 1993, 38).

Pedagogia

Le leggi di questa retorica sono note da tempo: i fondatori


hanno pubblicato le loro opere negli anni 1820-25! Ormai disponiamo di un Trattato di retorica biblica (R. Meynet; anche in francese e inglese) e per il Corano, dello studio La composition du Coran
(M. Cuypers).
Oltre i confini del mondo semitico, altri testi possono essere
analizzati secondo le leggi di questa retorica: ad esempio la Regola
di San Benedetto e i Pensieri di Pascal, due autori talmente imbevuti di Bibbia che compongono i loro testi alla maniera biblica.
La Societ internazionale per lo studio
della Retorica Biblica e Semitica (RBS)
La RBS unassociazione senza fini di lucro di diritto italiano fondata nel 2006, il cui Presidente onorario il Card. Albert Vanhoye.
LAssociazione svolge attivit nei campi dellistruzione, della
formazione e della promozione della cultura biblica perseguendo,
senza scopo di lucro, il fine di promuovere e sostenere in Italia e
allestero le ricerche e le pubblicazioni nel campo della retorica biblica sia dellAntico che del Nuovo Testamento e della retorica
semitica. In particolare, lAssociazione favorisce la realizzazione
di progetti di ricerca, di scambi interuniversitari e di pubblicazioni
nel campo della retorica biblica e semitica (dallarticolo 4 dello
Statuto). Il Presidente attuale P. Pietro Bovati, professore emerito
del Pontificio Istituto Biblico; tra i membri fondatori, P. Roland
Meynet ne il Segretario e P. Jacek Oniszczuk il Tesoriere.
La retorica semitica riconosciuta, come retorica specifica,
dalla International Society for the History of Rhetoric, la grande societ mondiale nella quale siamo presenti sin dal 1987. Per il ventesimo Congresso biennale che si terr a Tubinga nel 2015, quattro
rappresentanti della RBS presenteranno un nuovo un panel sulla
retorica semitica.
 Le collane
Non si aspettata la fondazione della RBS per fare ricerche e
dunque pubblicare. Nel lontano 1988 era uscito il primo volume

Occorre prestare
attenzione alletnocentrismo
per non rischiare di applicare
schemi retorici tipici
di altre lingue
alle costruzioni semitiche

Una lezione di P. Javier Lopez S.I.


durante lultimo convegno di RBS.
A sinistra:
P. Pietro Bovati, S.I. del Pontificio
Istituto Biblico (al centro)
il Presidente dellassociazione RBS.
P. Roland Meynet, S.I. (a sinistra)
e P. Jacek Oniszczuk, S.I. (a destra)
ne sono rispettivamente
il Segretario e il Tesoriere,
nonch membri fondatori.
 Foto PAOLO PEGORARO

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COMUNIT UNIVERSITARIA

di una nuova collana, Rhtorique biblique, presso le ditions


du Cerf. l che P. Bovati e R. Meynet hanno pubblicato, nel 1993,
il loro commento al libro di Amos. Questa collana stata sostituita
nel 2005 dalla collana Rhtorique smitique, attualmente presso
leditrice Gabalda: conta tuttora 15 volumi. La collana aveva cambiato nome per accogliere, oltre a studi su testi biblici, anche ricerche sul Corano; prima fra queste, lo studio della sura 5, di
Michel Cuypers, religioso della Fraternit dei Piccoli Fratelli di
Ges che lavora allInstitut dominicain dtudes orientales (IDEO)
a Il Cairo; per questo volume lautore ha ricevuto nel 2009 il
World Prize for the Book of the Year in Islamic studies della Repubblica islamica dellIran.
La collana francese ha una sorella italiana, Retorica biblica
presso le EDB, che ha pubblicato 18 volumi. Nel 2013 stata sostituita dalla collana Retorica biblica e semitica presso la Gregorian & Biblical Press, con 3 volumi gi editi.
Vi infine una terza collana Rhetorica semitica, in spagnolo e in inglese presso la Convivium Press, in coedizione con
la Gregorian & Biblical Press.

Le leggi della retorica semitica


sono
note da tempo (1820-25).
Esse si possono applicare
anche a quei testi non semitici
costruiti per da autori cos
imbevuti di Bibbia da riprodurne
il modo di comporre

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 Il sito
La RBS dispone di un suo sito web, indipendente ma satellitare rispetto a quello dellUniversit Gregoriana: www.retoricabiblicaesemitica.org, fondato nel 2007, ma preceduto da una pagina
specifica nel sito della Gregoriana. Questo sito conta attualmente
499 pagine (italiano, francese, inglese). Oltre le informazioni sulle
pubblicazioni legate alla RBS, offre laccesso ai testi fondatori; la
terminologia specifica della metodologia, in sette lingue; una bibliografia delle opere che mettono in atto lanalisi retorica semitica (pi di 1.400 titoli) ordinata per autori e anche per testi biblici;
una rivista online, ecc.

Pedagogia

2008-20I4: i convegni di RBS


Dal 2008 si tiene in Gregoriana, a cadenza biennale, il convegno internazionale della RBS. Una delle caratteristiche di questi
convegni che sono aperti agli studenti, della Gregoriana come
di altre universit. Questi possono anche presentare una comunicazione, come gli altri partecipanti, qualora siano dottorandi o
anche studenti di Licenza. Bisogna infatti preparare lavvenire...
Per gli studenti del Dipartimento di Teologia biblica, la partecipazione al convegno equivale a un corso, a condizione che lo studente
stenda un resoconto critico di ci che ha seguito. Inoltre, a ogni convegno interviene uno specialista di unaltra metodologia esegetica.
I relatori devono mandare il loro testo cinque mesi prima del
convegno, in modo che tutti i partecipanti possano prepararsi alle
discussioni critiche, cui si lascia grande spazio. Dopo il convegno,
gli autori i cui testi sono accettati per essere pubblicati negli Atti,
dispongono di altri due mesi per rivedere il loro testo in funzione
delle discussioni.
 Il primo Seminario di apprendimento della metodologia
Un salto in avanti stato compiuto in occasione del quarto convegno (25-27 settembre 2014). Per la prima volta, prima del suo
inizio stato organizzato un seminario di apprendimento dellAnalisi retorica biblica e semitica, diviso in tre gruppi linguistici:
uno italiano (e polacco) con 9 studenti sotto la guida di P. Oniszczuk; uno francese con 11 studenti guidati da P. Meynet, uno
francese e arabo sul Corano, seguito da tre musulmani sotto la
guida di Michel Cuypers. Tra i partecipanti, anche un bel gruppo
di studenti dellUniversit cattolica di Lovanio (Belgio) e un
gruppo delluniversit di Opole (Polonia) con un loro professore.
 Prima partecipazione di studiosi musulmani
La seconda novit rilevante che hanno partecipato sia al Seminario sia al Convegno giovani ricercatori musulmani, fra i quali
limam franco-marocchino Yaniss Warrach, cappellano carcerario
e assistente degli scout musulmani a Parigi. Ha tenuto una comunicazione particolarmente apprezzata sulla composizione della
sura 24, dimostrando che questa, considerata dalla critica tradizionale come composita, in realt ben strutturata, il che permette di capirla meglio. Oltre a questo, durante il convegno vi
sono stati altri tre interventi sul Corano.
Sin dal primo convegno Michel Cuypers aveva comunicato i
frutti delle sue ricerche sul testo coranico, proseguendo quelle intraprese sul Hadith alla fine degli 1980 allInstitut dtudes islamochrtiennes dellUniversit San Giuseppe di Beirut, sotto la guida
di R. Meynet.
 Lappoggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso
Dopo il benvenuto del R.P. Rettore, i lavori del convegno sono
stati introdotti dal discorso del Segretario del Pontifico Consiglio
per il Dialogo Inter-Religioso, P. Miguel Ayuso letto da Mons.
Lucio Sembrano impossibilitato a presenziare per una concomitante riunione a New York. In questo discorso stata sottolineata limportanza del lavoro di tipo accademico per il dialogo
con lIslam, e in particolare per la collaborazione con gli studiosi
musulmani che intraprendono un rinnovamento del lavoro esegetico sul Corano. 

Biblical and Semitic Rhetoric: a new impulse


(by Roland Meynet S.I. Jacek Oniszczuk,
Department of Biblical Theology) The
International Society for the Study of Biblical and Semitic Rhetoric is a non profit association which deals exclusively with the
study of Semitic literature, namely, Biblical
texts (both New and Old Testament) and
other Semitic texts, especially Islamic.
The association, founded in 2006, promotes and supports research projects, Intra
University exchange and publications.
The association produced publications
even before it was officially founded: the
Rhtorique biblique series was created
in 1988, substituted in 2005 by the series
Rhtorique smitique. The Italian series
of publications is now called Retorica biblica
e semitica, while the English-Spanish version is called Rhetorica semitica. A biennial international convention is held since
2008, open also to students. Prior to the last
convention, a seminar was organized (divided into three linguistic groups) about the
methodology of the Biblical and Semitic
rhetoric analysis.
A relevant new factor was the presence,
both at the convention and at the seminar,
of young Muslim researchers, among which
the French-Moroccan Imam Yaniss Warrach.
During the convention there were four interventions about the Koran. The speech of
Fr. Miguel Ayuso, the Secretary of the
Pontifical Council for Interreligious Dialogue, opened the convention underlining
the importance of academic work in dialoguing with Islam.
Further information can be found at
www.retoricabiblicaesemitica.org

A sinistra:
LImam Yaniss Warrach
e, in basso, un momento
del suo intervento
di esegesi della sura 24
del Corano grazie
allapplicazione
della retorica semitica.

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COMUNIT UNIVERSITARIA

Recuperare fiducia
nella ragione
Intervista a P. Louis Caruana S.I.
nuovo Decano della Facolt di Filosofia
di PAOLO PEGORARO

allo scorso 1 settembre 2014 P. Louis Caruana, gi professore


di Filosofia della scienza e della natura, il nuovo Decano
della Facolt di Filosofia.

un pellegrino che vaga


Il filosofo
per le pianure, familiare con ci
che umano, un ricercatore
della verit che interagisce con gli altri

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 Quali sono, a suo avviso, le questioni filosofiche pi urgenti nel panorama contemporaneo?
Un problema filosofico urgente quello che riguarda le
scienze naturali. La mentalit scientifica, che sta rapidamente
diventando globale, offusca il bisogno di ricercare nella saggezza la propria crescita personale. C una tensione tra conoscenza e saggezza; la prima associata principalmente con
laccumulo di informazioni, la seconda con lo sviluppo della
persona nella sua interezza.
Un altro problema urgente collegato allidea di verit.
Siamo giustamente diventati aperti verso punti di vista diversi
dal nostro, ma questa apertura pu facilmente indebolire la nostra fiducia nelle argomentazioni razionali. La tolleranza viene
confusa con il relativismo, i valori con le emozioni, e la verit
con le opinioni della maggioranza. Abbiamo bisogno di chiarire
urgentemente questi concetti centrali per recuperare la nostra
fiducia nella ragione.

In breve

Docenti

ato a New York (USA) nel 1957, entrato nella Compagnia di Ges a Malta nel 1980 ed stato ordinato sacerdote nel 1991. Dopo aver conseguito un baccalaureato
presso lUniversit di Malta, ha proseguito i suoi studi al Milltown Institute of Philosophy and Theology (Dublino) e allHeythrop College (Universit di Londra). Si quindi trasferito
a Parigi dove ha studiato Teologia allInstitut Suprieur de
Philosophie et Thologie (Centre Svres) conseguendo la licenza nel 1992. Tornato in Gran Bretagna ha concluso la

sua formazione accademica allUniversit di Cambridge con


la licenza ed e il dottorato in Filosofia presso il Dipartimento
di Storia e Filosofia della Scienza.
Ha ricoperto numerosi incarichi accademici, tra i quali Professore Straordinario e membro del Consiglio Accademico
allHeythrop College (Universit di Londra). Dal 1997 Ricercatore Aggiunto presso la Specola Vaticana. Dal 1995 insegna presso la Facolt di Filosofia della Gregoriana, e dal 1
settembre 2014 ne il Decano.

 A partire dallo scorso anno, il primo ciclo di Filosofia prevede la scelta di un corso introduttivo alle scienze matematiche,
naturali o umane. Quali le ragioni di questa scelta?
Se tornassimo indietro nel tempo, scopriremmo che esse
erano originariamente parte della filosofia. Nel corso del tempo
si sono espanse e sono diventate autonome. Il curricolum per il
baccellierato comprende ora un corso su queste materie, perch
siamo convinti che la filosofia abbia molto da guadagnare dal dialogo con altri stili di pensiero e con discipline che seguono un diverso metodo di indagine. Malgrado la caricatura popolare, il
filosofo non un pensatore isolato che vive sulle vette solitarie
del pensiero. Dovrebbe essere un pellegrino che vaga per le pianure, familiare con ci che umano, un ricercatore della verit
che interagisce con gli altri.
 Come sinnesta la filosofia nel rapporto tra scienza e fede?
La filosofia rimane indispensabile. Identifica strutture nascoste
del ragionamento che spesso usiamo inconsciamente, apre orizzonti nuovi del pensiero ed esplora e valuta nuovi punti di vista.
Poich queste attivit le svolge in tutte le aree del ragionamento,
coinvolta anche nel dibattito scienza-fede. Pu aiutare gli scienziati
a ricordare come i loro ragionamenti ed esperimenti dipendano da
presupposti generali previ e da strutture concettuali collegate alla
vita quotidiana. Pu anche aiutare i teologi a ricordare che, se non
stanno attenti, possono facilmente infatuarsi dello stile impersonale
e i metodi oggettivizzanti delle scienze. Quando ci accade, la teologia rinuncia alla sua identit e alla sua vocazione.
La filosofia non si trova in una posizione di superiorit dalla
quale pu giudicare imparzialmente le altre discipline. Tutti noi
dobbiamo essere consapevoli dei presupposti nascosti che guidano i nostri pensieri.
 Cosha da imparare la filosofia dalla scienza e viceversa?
La filosofia ha imparato molto e deve continuare a farlo, specialmente per quanto riguarda la trasparenza delle argomentazioni, la responsabilit verso ci che si pu osservare e il rigore
nel giudicare proposte plausibili e implausibili. Non dimentichiamo, per, che larea della ricerca filosofica molto pi ampia
di quella delle scienze naturali. Le domande sulla natura della
storia, il modo in cui il linguaggio determina la natura umana, le
arti, la realizzazione personale, il significato della vita, il bene supremo, e altre di questo tipo, sono tutte molto importanti. La filosofia deve affrontarle anche se sono tutte oltre il limite delle
scienze positive. 

Recovering trust in reason (by Paolo Pegoraro) Father Louis Caruana S.I. is the
new Dean of the Faculty of Philosophy.
During our conversation he spoke about a
few central themes which need to be addressed in the contemporary world.
One of the most urgent problems is how
the scientific mentality is rapidly becoming
global, obscuring the need for finding in
wisdom our personal growth. Sometimes we
forget that the human vocation is not just
to obtain good information but also to become good people. The second urgent problem is related to the idea of truth. Our
openness towards different viewpoints is
correct, but it can easily undermine our
trust in reasoned argument.
The Baccalaureate curriculum currently includes one course to be chosen between an introduction to mathematical,
natural or human sciences, because said Fr.
Caruana we are convinced that philosophy
has a lot to gain from being in dialogue with
other modes of thought and with disciplines
that follow a different method of inquiry.
Philosophy identifies hidden structures
of reasoning that we often use unconsciously
and is involved in the science-faith debates;
it has learnt many things from natural sciences and it must continue to keep on learning. But it is also important to remember
that its area of interest is much wider than
that of the natural sciences: many of the
questions man asks himself lie beyond the
boundaries of the mathematical sciences.

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COMUNIT UNIVERSITARIA

Flessibilit e fedelt:
il cammino della formazione
Intervista a P. Stanislaw Morgalla S.I.
Direttore del Centro San Pietro Favre
di PAOLO PEGORARO

a formazione al sacerdozio e alla vita consacrata un compito


delicato. Preparare chi un domani dovr assumere il compito
di formatore in un seminario o una casa religiosa lo ancora
di pi. Ne parliamo con il nuovo Direttore del Centro San Pietro
Favre, P. Stanislaw Morgalla S.I.

In breve

Incontriamo
P. Stanislaw Morgalla,
nuovo Direttore del Centro
San Pietro Favre,
per parlare della formazione
degli educatori,
la selezione dei candidati
al sacerdozio e le sfide
alla vita consacrata

 I suoi studi si sono concentrati intorno alla psicologia e


alla psicologia della religione. Come coniugare spiritualit e
psicologia nel modo pi corretto?
Esse sono gi intrinsecamente congiunte nellessere umano
che cerchiamo di aiutare nella sua ricerca di Dio. Un buon padre
spirituale o formatore deve essere, in un certo senso, anche un
buono psicologo. Molto pi importante a mio avviso la domanda: quale tipo di psicologia vogliamo usare? Oggi non possiamo pi usare il termine psicologia al singolare, perch
abbiamo a che fare con una immensa quantit di scuole e correnti.
E non tutte condividono la visione antropologica della Chiesa,
dove lessere umano chiamato alla comunione con Dio nella sequela di Cristo. Il campo dincontro tra spiritualit e psicologia
allora lantropologia. Spesso per non un campo di incontro, ma
di reciproca sfida... talvolta anche di battaglia.
Devo aggiungere che alla guida del Centro San Pietro Favre
non c solo uno psicologo. Ho ricevuto come stretti collaboratori
due ottimi teologi: p. Luc Crepy, eudista francese, e p. James Corkery, gesuita irlandese. Il primo stato per molti anni rettore del
seminario e superiore provinciale, il secondo professore di teologia e formatore dei giovani gesuiti. Abbiamo allora un buon equilibrio tra la parte psicologica e quella teologica.

ato il 26 dicembre 1967 a Rybnik (Polonia), entrato


nella Compagnia di Ges nel 1986; dopo il noviziato ha
conseguito la licenza in Filosofia presso la Scuola Universitaria
di Filosofia ed Educazione Ignatium (Cracovia). Si quindi
trasferito a Roma dove ha lavorato alledizione polacca de
LOsservatore Romano e ha iniziato i suoi studi presso la Gregoriana, dove ha conseguito la licenza in Psicologia. Tornato
in Polonia, ha conseguito il dottorato in Filosofia (cattedra di
Psicologia della Religione) presso lUniversit Pontificia Gio-

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vanni Paolo II a Cracovia con la tesi Il concetto di maturit


personale e religiosa di L.M. Rulla.
Nel 2002 ha aperto e poi diretto fino al 2008 la Scuola
per gli educatori presso la Facolt di Filosofia (Cracovia).
Nellanno accademico 2009-2010 inizia la collaborazione
con lIstituto di Psicologia della Gregoriana, del quale ora
Professore Straordinario. Dal 1 settembre 2014 direttore
del Centro San Pietro Favre per i formatori al sacerdozio e
alla vita consacrata.

Docenti

 Lei gi stato direttore di una Scuola per Educatori a Cracovia (2002-2008). Cosa significa formare gli educatori?
Lo esprimerei in due parole che ho imparato dal mio maestro
di novizi: flessibilit e fedelt. Da un lato i formatori devono essere
flessibili, cio devono continuare a lasciarsi formare, perch essere formatori significa una continua, permanente educazione.
Imparare a imparare divenuto uno slogan molto popolare ed
anche molto attuale, specie nelle nostre societ chiamate non
senza ragione liquide. Daltra parte per i formatori devono essere fedeli, costanti, fermi in quanto riguarda i valori religiosi, cio
la ricerca di Dio nella sequela di Cristo. Non c posto per il relativismo o smarrimento morale che costituisce un grosso problema
nelle societ moderne. A prima vista sembrano concetti contraddittori, non lo sono per se li pensiamo come un paradosso.
 Recenti vicende hanno evidenziato la necessit di selezionare con maggiore attenzione i candidati al sacerdozio, considerandone la maturit psico-affettiva. E il Santo Padre ha messo
in guardia dal rischio di creare piccoli mostri.
La necessit di una buona selezione solo il primo passo:
molto importante, per non sufficiente. Dallesperienza posso dire
che anche i migliori candidati ben selezionati possono diventare
dei grandi mostri. I seminari o le case di formazione non sono
fattorie che producono della merce e offrono una garanzia di alta
qualit sino alla morte, possibilmente nellodore di santit. Sar
gi un grande successo se i formandi e le formande impareranno
ad uscire da se stessi per andare verso i fratelli ed avere come
vuole lo stesso Papa Francesco lodore delle pecore.
Il fallimento sempre possibile, per non dobbiamo avere paura
di fallire. Impariamo da Ges stesso che pur essendo il formatore
per eccellenza ha dovuto sopportare parecchi fallimenti della propria
proposta formativa, ma sapeva trasformarli in momenti di crescita e
conversione. Basta parlare del pi spettacolare: alla vista dello scandalo della Croce tutti i suoi discepoli lo hanno abbandonato, ma poi
sono ritornati: cambiati, trasformati, pi umili, ma pi fiduciosi nelle
parole del Signore. La stessa scuola dobbiamo passare anche noi.
 Nel contesto mondiale attuale, quali sfide si trova ad affrontare chi deve formare i giovani e le giovani che si decidono
per la vita religiosa?
Le sfide sono immense e innumerevoli. Difatti siamo letteralmente bombardati da esse e forse questa la sfida maggiore, perch spesso ci fa perdere animo e ci ruba la speranza. Basta per
tornare alla fonte, cio al dialogo con il Signore Ges Cristo. lui
che ci manda in questa missione e non ci lascer da soli. Niente
sfugge dalla sua mano. Lo ha predetto: Voi avrete tribolazione nel
mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo! (Gv 16, 33). 

Flexibility and dedication: the path


of formation (by Paolo Pegoraro) Fr.
Stanislaw Morgalla S.I. is the new Director
of the Saint Peter Faber Centre for Formators for the Priesthood and Consecrated Life.
During our conversation he touched various
themes concerning the formation path, such
as the need to find a good balance between
the theological and psychological side of the
whole process.
Educators should be flexible and dedicated. said Fr. Morgalla Flexible, because being a formator means a continuous,
permanent education, but at the same time
they must be dedicated, steady, firm about
religious values, that is, searching God by
following Jesus.
Another important aspect is the need for
a good candidate selection process. It is an
important aspect, but it is not enough: failure is possible, but Fr. Morgalla states that
we do not have to fear it: Lets learn from
Jesus. He had to suffer a few failures of his
formative proposals himself, but he knew
how to turn them into moments of growth
and conversion. We should do the same.

I seminari o le case di formazione


non sono fattorie
che producono della merce
e offrono una garanzia
di alta qualit sino alla morte

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COMUNIT UNIVERSITARIA

Il servizio della formazione


Dieci nuovi docenti gesuiti alla Gregoriana
di PAOLO PEGORARO

P. Adolfo Nicols,
Preposito Generale
e Vice Cancelliere
della nostra Universit,
ha ricordato che uno dei modi
migliori attraverso cui
la Compagnia di Ges
pu servire la Chiesa
investendo energie
nelle istituzioni per
la formazione che i Pontefici
le affidano da secoli.
Larrivo di dieci nuovi
professori gesuiti
alla Gregoriana
ne un segno concreto

e case e le opere interprovinciali a Roma sono una priorit per


la Compagnia di Ges. questa una convinzione del Preposito
Generale e Vice Cancelliere della nostra Universit, P. Adolfo
Nicols. Nella lettera inviata a tutta la Compagnia l8 marzo 2013
egli ricordava che, tra i tanti modi in cui la Compagnia serve la
Chiesa, uno dei migliori sia costituito dalle nostre istituzioni che
formano i leader per la Chiesa universale. Tra di esse vi anche
la nostra Universit. Io stesso continuava P. Nicols , avendo
studiato alla Gregoriana e vissuto al Collegio Bellarmino, posso
personalmente confermare il valore della formazione e dellistruzione in queste istituzioni e case romane. un privilegio per la
Compagnia che il Romano Pontefice le affidi questa grande opportunit di servire al costante rinnovamento della Chiesa universale.
Un impegno concreto, che talvolta penalizza le Province mettendo i propri uomini migliori a servizio di tutti, che si intensificato sempre pi. Sono dieci i nuovi docenti gesuiti giunti
questanno alla Gregoriana. Come ha sottolineato il Rettore Dumortier nel Discorso inaugurale per lanno accademico 2014-2015,
la loro presenza una chiara prova dellimpegno della Compagnia di Ges e del suo servizio alla missione affidatagli dal Santo
Padre, che vogliamo compiere al meglio.

Jacquineau Azetsop, S.I. (Facolt di Scienze Sociali)


P. Jacquineau Azetsop nato a Douala (Camerun) nel 1972. Ha studiato
Biochimica allUniversit di Yaound ed entrato nella Compagnia di Ges nel
1993. Dopo gli studi di filosofia a Kimwenza (Repubblica Democratica del
Congo) ha studiato teologia allHekima College di Nairobi (Kenya).
Nel 2003 stato ordinato sacerdote, quindi ha conseguito la licenza in Teologia morale presso la Weston Jesuit School (Cambridge, Massachusetts). Ha conseguito il dottorato in Etica teologica al Boston College, specializzandosi in Etica
sociale cristiana e in Etica della salute pubblica. Ha conseguito un master in Politica
sanitaria ed Epidemiologia sociale presso la Bloomberg School of Public Health
(Johns Hopkins University).
Al suo ritorno in Camerun stato destinato in Ciad dove ha insegnato al Dipartimento di salute pubblica (University School of Medical Sciences, Ndjamena). Ha tenuto lezioni nei programmi di Master in scienze sanitarie e gestione
dellHIV/AIDS alla Catholic University di Beira (Mozambico).

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Docenti

Laurent Basanese, S.I. (Facolt di Missiologia)


P. Basanese nato in Francia (Lione) nel 1970 da una famiglia di origine italiana. entrato nella Compagnia di Ges nel 1997 dopo studi di ingegneria meccanica e aeronautica e due anni di insegnamento in quanto docente di matematica
e di scienze (Marsiglia e Parigi). Dal 2003 in poi, si specializza in arabo e islamistica:
Egitto, Roma (P.I.S.A.I.), soggiorni in Siria, Libano e Algeria. Nel 2010 ottiene il dottorato canonico presso il P.I.S.A.I. in Studi arabi e islamistica e il dottorato statale
presso lcole Pratique des Hautes tudes (Sorbonne, Parigi). Collabora con il Jesuit
Refugee Service in Siria nel 2011, prima di essere nominato docente al Pontificio
Istituto Orientale e alla Gregoriana. I suoi campi
di predilezione sono la teologia cristiana araba e
il pensiero fondamentalista musulmano.

James Corkery, S.I. (Facolt di Teologia)


Fino alla scuola superiore, P. James Corkery ha studiato nella sua citt natale
(Limerick, Irlanda) presso istituti gestiti da gesuiti, ed entrato nella Compagnia di
Ges nel 1972. Ha studiato scienze sociali a Dublino e filosofia a Monaco, tornando infine al Milltown Institute of Theology and Philosophy (Dublino), per gli
studi di teologia. Dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1984, ha completato
i suoi studi di Teologia sistematica conseguendo licenza e dottorato presso la Catholic University of America (Washington, D.C.).
Ha insegnato per 23 anni al Milltown Institute di Dublino, affiancando alla docenza unampia attivit di conferenziere sia in Irlanda che allestero (USA e Sud Africa). Ha al suo attivo numerose
pubblicazioni, principalmente nel campo della teologia sistematica, fede e cultura, spiritualit sociale. Al suo arrivo
alla Gregoriana nel 2014, stato accolto nei Dipartimenti di Teologia fondamentale e Teologia dogmatica, nei quali
ansioso di collaborare con colleghi e studenti.

Fernando de la Iglesia Viguiristi, S.I. (Facolt di Scienze Sociali)


P. Fernando de la Iglesia nato a Pamplona (Spagna) nel 1954 ed entrato
nella Compagnia di Ges nel 1976. Ha conseguito la licenza in Scienze economiche e gestione dimpresa presso lUniversit di Deusto (1976), la licenza in
Teologia morale alla Pontificia Universit Gregoriana (1987) e, nel 1993, il dottorato in Teoria economica alla Georgetown University (Washington, D.C).
Tra i vari incarichi ricoperti, stato presidente dellAssociazione Internazionale della International Association of Jesuit Business Schools (IAJBS) e
vicerettore dellUniversit di Deusto. Attualmente direttore della rivista Estudios Empresariales, Membro del Consiglio Direttivo della IAJBS , di CJBE (Collegues in Jesuit Business Education) e della rivista Razn y Fe. professore
ordinario alla Universit di Deusto. Presso la
Facolt di Scienze Sociali della Gregoriana terr corsi di Economia e Dottrina
sociale cristiana.

Andrew N. Downing, S.I. (Facolt di Teologia)


P. Andrew Downing nato nel 1973 ed entrato nella Compagnia di Ges
nel 1995. Appartiene alla Provincia del New England (USA). Ha conseguito il
dottorato presso lUniversity of Notre Dame (Indiana, USA) con una tesi sulla relazione tra storia e fede cristiana nella teologia del teologo tedesco Johann Sebastian Drey. A partire dal secondo semestre del corrente anno accademico
inizier ad insegnare al secondo ciclo della Facolt di Teologia (Dipartimento di
Teologia dogmatica).

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COMUNIT UNIVERSITARIA

Filomeno Jacob, S.I. (Facolt di Scienze Sociali)


P. Filomeno Jacob nato a Dili (Timor Est) nel 1960. entrato nella Compagnia
di Ges nel 1982 ed stato ordinato sacerdote nel 1988. Dopo gli studi di filosofia
in Indonesia e di teologia alla Gregoriana, ha conseguito un master in Teologia morale (Institut dtudes Thologiques, Bruxelles) e un dottorato in Antropologia sociale
e culturale (University of Oxford). Nel 1998 il Presidente Xanana Gusmo lo ha nominato Rappresentante Speciale per istituire il Consiglio Nazionale della Resistenza
Timorese (CNRT), in seguito stato Direttore della campagna nazionale per il referendum organizzato dalle Nazioni Unite. Nel 2000 stato nominato Membro
del Consiglio dei Ministri incaricato degli Affari Sociali per lAmministrazione di Transizione delle Nazioni Unite a Timor Est. Per alcuni
anni ha affiancato come segretario personale il
vescovo Alberto Ricardo da Silva. Parla correntemente otto lingue.

Denis Kim, S.I. (Facolt di Scienze Sociali)


P. Denis Kim un gesuita coreano, sociologo. stato direttore del Jesuit
Refugee Service a Timor Est. Prima del suo arrivo in Gregoriana ha insegnato
alla Sogang University, luniversit dei gesuiti in Corea del Sud, ed stato coordinatore dellapostolato sociale per la Jesuit Conference of Asia-Pacific. Si interessa alla missione sociale della Chiesa nel mondo contemporaneo, in
particolare in Asia Orientale, e alla riforma delle organizzazioni religiose.

Adrien Lentiampa Shenge, S.I. (Facolt di Filosofia)


P. Adrien Lentiampa Shenge nato a Kinshasa (Repubblica Democratica del
Congo) nel 1972, settimo di nove figli. entrato nella Compagnia di Ges nel
1990; ordinato sacerdote il 14 luglio 2002, ha pronunciato gli ultimi voti il 1 maggio 2010. Nel 2007 ha conseguito il dottorato in Filosofia presso la Gregoriana
con una tesi sul concetto di giustizia in Paul Ricoeur. Dopo il dottorato entrato
a far parte del corpo docente della Facolt Gesuita di Filosofia San Pietro Canisio
a Kimwenza (Kinshasa), nella quale era gi stato studente e aveva iniziato la
carriera accademica in qualit di Assistente. docente ospite presso la Pontificia
Universit Gregoriana dal 2010 e, dal settembre 2014, ne docente stabile.

Ulrich Rhode, S.I. (Facolt di Diritto Canonico)


Nato nel 1965 a Osnabrck, nel nord-ovest di Germania, entrato nella Compagnia di Ges allet di ventuno anni. Dopo aver assolto gli studi di filosofia e
teologia in patria, ha studiato due anni alla Gregoriana per la licenza in Diritto canonico. Nel 1999, ha conseguito il dottorato in Diritto canonico presso lUniversit
statale di Monaco di Baviera, con una tesi sui controlli amministrativi nel Codice
di Diritto Canonico. In seguito, per quattordici anni ha insegnato alla Facolt di
Teologia Sankt Georgen a Francoforte sul Meno, di cui anche stato il Rettore
accademico per quattro anni.

Nicolas Steeves, S.I. (Facolt di Teologia)


P. Nicolas Steeves nato a Parigi nel 1973 ed cresciuto negli Stati Uniti e in
Francia, Paesi dei suoi genitori. Laureatosi in Management (HEC Paris) e Giurisprudenza (Parigi), ha lavorato come avvocato societario a Praga e Parigi per tre anni.
entrato in Compagnia nel 2000 e ha studiato Filosofia e Teologia a Parigi, Londra
e Roma, conseguendo il dottorato canonico presso il Centre Svres-Facults Jsuites
de Paris nel 2014. Ha lavorato come cappellano universitario e collaborato con la
Radio Vaticana. Nel campo della Teologia fondamentale, indaga i ruoli dellimmaginazione per ricevere la Rivelazione divina e rispondervi con un atto di fede ancorato nel Reale, con una particolare attenzione alla spiritualit, la liturgia e letica.

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LaGregoriana47_51_64_51_64 18/03/15 12:53 Pagina 51

Studenti

Lo Scolasticato arriva a Roma


di GAETANO PICCOLO, S.I.
Facolt di Filosofia

o studio della filosofia costituisce una tappa importante nella


formazione dei giovani gesuiti. Terminato il noviziato, gli scolastici cos sono chiamati, nel gergo proprio della Compagnia
di Ges, i gesuiti in formazione per ben 25 anni (dal 1988 al
2013) erano soliti trasferirsi a Padova, presso lIstituto Filosofico
Aloisianum, gestito dai gesuiti italiani, affiliato alla Pontificia
Universit Gregoriana, e aperto anche a giovani gesuiti provenienti da Malta, Slovenia, Romania, Russia e Ucraina, e pi recentemente dallUngheria.
LAloisianum ha rappresentato fino alla sua chiusura un modello di eccellenza. LIstituto, rivolgendosi solo a studenti gesuiti,
ha sviluppato una pedagogia attenta alle personalizzazione del
percorso di studi, con unintegrazione tra vita intellettuale e formazione raggiunta grazie al fatto che lAloisianum si trovasse allinterno di un vivace centro giovanile. Si era inoltre stabilita una
continua interazione con lUniversit di Padova: i giovani gesuiti
frequentavano alcuni corsi presso lUniversit e alcuni docenti
della stessa davano corsi presso lAloisianum.

Il trasferimento
dello Scolasticato
dallIstituto Filosofico
Aloisianum di Padova
alla comunit di San Saba
a Roma stato
un passo impegnativo
per la Compagnia di Ges,
volto a imprimere
unimpronta internazionale
alla formazione sin
dallinizio

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COMUNIT UNIVERSITARIA

The Scholasticate comes to Rome (by


Gaetano Piccolo S.I., Faculty of Philosophy) Studying philosophy is a very important phase in young Jesuits education.
After the novitiate, the Jesuits, at this point
called scholastics, used to be transferred to
the Philosophical Institute Aloisianum
in Padua, an example of excellence.
Unfortunately, during the years it has
become clear that there was a discrepancy
between the resources needed to run the institution and the small number of scholastics who studied there, and in September
2013, the Scholasticate was moved from
Padua to Rome. Another reason for this
change was the desire to have a more internationally oriented educational centre. The
Scholasticate is today located in the Jesuits
house on the Aventine Hill, which also hosts
a parish and other activities.
The Jesuit scholastics study at the Gregoriana, whose formative offer is wide as
well as qualified, and also offers the possibility to learn from professors coming from
different parts of the world following different philosophical schools. This variety of experiences assure the scholastics a wide and
complex idea of the universal Church.

Un cambiamento generoso
per una visione pi ampia
Nonostante ci emersa con chiarezza la sproporzione tra le
risorse impiegate in termini di docenti e formatori gesuiti e in
termini di risorse economiche e il numero sempre pi esiguo di
scolastici. A ci si aggiunto il desiderio di contribuire a costituire
un centro di formazione che guardasse oltre i confini della Provincia dItalia. Daltra parte il Preposito Generale, Adolfo Nicols,
invitava con forza a prestare attenzione ad unopera estremamente
significativa e di interesse internazionale quale la Gregoriana.
Ha preso corpo cos il progetto di proporre uno Scolasticato
questo il nome che i gesuiti danno alle case di formazione che
fosse fin dallinizio internazionale. Cos, nel settembre 2013, con
un gesto generoso e non indolore, lo Scolasticato si trasferito da
Padova a Roma, trovando ubicazione nella casa di San Saba sullAventino. Il progetto, che ancora in via di perfezionamento, si
presenta interessante per la presenza nella stessa struttura di una
parrocchia, di un dormitorio del Centro Astalli e della sede degli
uffici dellapostolato giovanile.
Anche lofferta formativa della Gregoriana si presentata subito non solo molto ampia e qualificata, ma ha dato la possibilit
di interagire con docenti di diverse culture e di diverse scuole filosofiche, nonch di avere una visione ampia e complessa della
Chiesa universale.
Attualmente lo Scolasticato accoglie undici giovani in formazione,
provenienti da Italia, Ungheria e, per la prima volta, dalla Spagna.

Testimonianze. Laccoglienza di una grande istituzione


Quando ci fu prospettato il trasferimento del nostro Scolasticato da Padova a Roma, si pu dire che fui assalito dalle aspettative e dai dubbi pi
disparati: non solo il passaggio da una citt di medie dimensioni ad una metropoli (e che metropoli!), ma anche larrivo in un contesto universitario,
quello della Gregoriana, assai pi ampio e variegato del nostro Aloisianum.
Temevo in un certo senso, infatti, che questo avrebbe reso pi difficile
ricreare quel clima di confronto schietto e aperto, cos fondamentale non
solo per studiare, ma per fare filosofia, che avevo trovato a Padova. Ben
presto ho avuto il piacere di ricredermi, trovando da un lato una Facolt di
Filosofia caratterizzata da unofferta formativa ampia e diversificata, e dallaltro un contesto accademico accogliente e aperto, nel quale io ed i miei compagni ci siamo inseriti senza fatica.
Qui infatti abbiamo ritrovato le condizioni ottimali in cui vivere questa tappa del nostro cammino
di formazione come gesuiti, nellambito del quale siamo particolarmente chiamati a comprendere
con simpatia il contesto in cui si svolge e si svolger la nostra missione. Questo infatti l oggi
in cui il Signore non teme quotidianamente di incarnarsi, ed in cui siamo chiamati a collaborare
alla Sua stessa missione
CESARE SPOSETTI
(gesuita, studente del III anno
di baccalaureato in Filosofia)

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In memoria

In memoria
Klaus Demmer, MSC
Mnster (Germania), 27 maggio 1931
Monaco (Germania), 19 luglio 2014

P. Demmer entr nella Congregazione dei Missionari del Sacro


Cuore di Ges nel 1951 e fu ordinato sacerdote nel 1957. Alla Gregoriana consegu la licenza nel 1958 e
il dottorato in Teologia nel 1961 con
la dissertazione Zur christolgischen
Grundlegung der augustinischen
Naturrechtslehre, poi pubblicata
nella Collana Analecta Gregoriana.
Dopo aver insegnato Teologia
Morale ed Etica alla PhilosophischeTheologische Hochschule di Oeventrop/Westf. e alla Theologische Fakultt
di Paderborn, nel 1970 venne chiamato ad insegnare nella Facolt di
Teologia della Gregoriana, nella
quale divenne professore ordinario
nel 1974. La sua attivit di docente
continu fino al 2003. Fu nominato
Membro dellAccademia Europea
delle Scienze e delle Arti e, nel

1999, lUniversit di Friburgo gli confer il dottorato honoris causa.


In quanto professore di Teologia
morale stato non solo un docente,
ma anche un maestro per tanti studenti provenienti da tutto il mondo
e alcuni dei suoi ex-studenti, diventati docenti al loro turno, hanno voluto testimoniare la loro gratitudine
dedicandogli il Festschrift Pensare
lagire morale. Omaggio italiano a
un maestro internazionale: Klaus
Demmer (a cura di V. Viva A. Fumagalli, San Paolo 2011) per il suo
ottantesimo compleanno. In occasione della presentazione del volume, avvenuta qui in Gregoriana il
9 novembre 2011, P. Demmer ha
tenuto una lectio magistralis dal titolo La teologia morale contemporanea: sfide e prospettive.

Herv Carrier, S.I.


GrandMre (Qubec, Canada),
26 agosto 1921
Qubec (Qubec, Canada),
2 agosto 2014

P. Carrier entr nella Compagnia di


Ges nel 1944 e fu ordinato sacerdote il 21 giugno 1955. Comp i suoi
studi in Canada e negli Stati Uniti,
conseguendo poi il dottorato in Sociologia allUniversit Paris-Sorbonne
con la tesi Le comportement religieux dans la perspective de la psychologie sociale: psychosociologie
du lien dappartenance religieuse.
Nellanno accademico 1959-1960
inizi ad insegnare allIstituto di
Scienze Sociali della nostra Universit
(divenuto Facolt nel 1970) e nel
1964 divenne Professore Ordinario.
Nel 1966 fu eletto Rettore della Gregoriana, mantenendo questo incarico per dodici anni. Durante il suo
mandato furono introdotti i nuovi
Statuti dellUniversit, che hanno poi
47/2013

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COMUNIT UNIVERSITARIA

portato alla riformulazione dei programmi accademici e allintroduzione


dei tre cicli di studio, ed stato avviato il processo della formazione
permanente, permettendo a religiosi,
sacerdoti e laici di frequentare corsi di
aggiornamento come ospiti. La sensibilit di P. Carrier verso i problemi
dellinculturazione e del pluralismo
culturale apr le porte della Gregoriana anche ai laici e alle donne.
Dal 1970 al 1980 fu Presidente
della Fdration Internationale des
Universits Catholiques (F.I.U.C.), e
dal 1978 al 1982 Directeur du Centre de Coordination de la recherche
della stessa F.I.U.C. Nel 1982 fu nominato Segretario del Pontificio Consiglio per la Cultura.
Scrisse numerosi libri e articoli
scientifici, principalmente sulla dottrina
sociale della Chiesa. P. Carrier simpegn a fondo per rafforzare laspetto internazionale della nostra Universit,
per mantenerla sempre in contatto
con lo sviluppo della cultura e delle
scienze sacre nel mondo. P. Ren Latourelle, a lungo nostro professore, ha
pronunciato lomelia al suo funerale e
lo ricorda cos: Il corpo docente ha
sempre trovato in lui un perfetto gentiluomo, rispettoso della personalit di
ciascuno, con il quale era facile e gradevole avere rapporti.

Paolo Molinari, S.I.


Torino, 17 gennaio 1924
Roma, 2 maggio 2014

P. Molinari entr nella Compagnia di Ges il 16 ottobre 1942.


Dopo gli studi di filosofia a Gallarate
e due anni di magistero a Muzzano
(Venezia), nel 1949 fu inviato a Chieri
per gli studi di teologia, poi completati
a Heythrop (Inghilterra), dove il 6 settembre 1952 venne ordinato presbitero. Nel 1954 si trasfer a Roma, per
continuare gli studi di teologia alla
Gregoriana, e dal 1957 al 2009 serv
la Compagnia come Postulatore Generale. Insegn Teologia Spirituale
presso lIstituto di Spiritualit della no-

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47/2014

stra Universit dal 1958 al 1994.


In qualit di Postulatore Generale
condusse ricerche e si occup di della
documentazione di circa quaranta
cause. Era convinto che la devozione
dei fedeli verso un uomo o una donna
fosse lindicazione pi importante per
determinare se quella persona fosse
veramente santa: I santi ci attraggono
perch Dio che opera in loro e, attraverso di loro, comunica con noi.

Dhavamony
Mariasusai, S.I.
Kuthalur (India), 7 novembre 1925
Chennai (India), 31 maggio 2014

P. Dhavamony entr nella Compagnia di Ges il 20 giugno 1947.


Dopo aver conseguito la licenza in
Filosofia (Sacred Heart College,
Shembaganur) e in Teologia (St.
Mary College, Kurseong) in India, ed
essere ordinato sacerdote (15
marzo 1958), venne trasferito a
Roma per proseguire gli studi di filosofia. Consegu il dottorato in Filosofia presso la Pontificia Universit
Gregoriana, pubblicando nella Collana Analecta Gregoriana la tesi dal
titolo Subjectivity and knowledge in
the philosophy of saint Thomas
Aquinas (1965). Inizi la sua carriera
di professore Sacred Heart College
e, successivamente si rec ad Oxford per conseguire il suo secondo
dottorato in Religioni orientali con
con una tesi su The Doctrine of
Bhakti in Saivism Siddhanta.
Nel 1966 torn in Gregoriana per
insegnare Induismo e Storia delle religioni nella Facolt di Missiologia
come Professore aggiunto. Nominato
Professore Straordinario nel 1970,
aveva iniziato un insegnamento
anche sulla Filosofia della religione
nella Facolt di Filosofia e sulla Fenomenologia storica delle religioni nellIstituto di Scienze Religiose. Nel
1975 era stato chiamato ad assumere
la carica di Decano della Facolt di
Missiologia per un triennio, carica rinnovata nel 1978 per un ulteriore trien-

nio. Trascorse qui quasi met della


sua vita (43 anni) affiancando alla sua
attivit di docente quella di scrittore ed
editore delle riviste della Facolt, Studia Missionalia e Documenta Missionalia. Fu professore invitato negli Stati
Uniti e in Canada. I suoi corsi hanno
sempre riscosso un particolare successo. Lasci la Gregoriana nel 2007.

Santiago Bretn, S.I.


Solana de Bjar (Avila, Spagna),
8 dicembre 1940
Murcia (Spagna), 27 novembre 2014

P. Bretn entr nella Compagnia di


Ges il 14 settembre 1958 e fu ordinato sacerdote il 24 luglio 1971. Dopo
gli studi filosofici ad Alcal (Madrid,
Spagna) dal 1963 al 1966 e gli studi
teologici a Francoforte sul Meno (Germania) dal 1968 al 1972, consegu il
Dottorato in Sacra Scrittura al Pontificio
Istituto Biblico con la tesi Vocacin y
misin: formulario proftico, pubblicata
nel 1987 nella Collana Analecta Biblica.
Nel 1981 aveva cominciato a insegnare nella Facolt di Teologia della
nostra Universit, offrendo il corso La
falsa profeca. Negli anni successivi diresse i seminari Lettura del Profeta
Ams e Jeremas: lectura exegetica
de textos. Nellanno accademico
1985-1986 offr il corso di lingua
ebraica per principianti, in lingua spagnola, agli studenti del primo ciclo
della Facolt di Teologia e cominci a
insegnare anche nellIstituto di
Scienze Religiose, offrendo il corso I
Patriarchi di Israele. Nel 1994 cominci a insegnare anche il corso prescritto di primo ciclo di Teologia Aetas
et textus Veteris Testamenti. Lex et
Prophetae anteriores. Negli stessi
anni insegn anche presso il nostro
Istituto di Spiritualit specialmente
con il corso intitolato Spiritualit dellAntico Testamento e presso il Pontificio Istituto Biblico. Alla fine dellanno
accademico 2012-2013 termin,
dopo oltre trenta anni, il suo impegno
presso la Gregoriana.

DallUniversit

Informazione
NOMINE
IN GREGORIANA
Nel corso del periodo compreso tra il 13 marzo
e il 1 ottobre 2014, vi sono state alcune nomine
relative ai professori e docenti della nostra Universit, delle quali desideriamo dare conto.
Rev. P. Stanislaw Morgalla S.I., Direttore del
Centro San Pietro Favre per i Formatori al Sacerdozio e alla Vita Consacrata dal 1 settembre
2014 per il prossimo triennio (14/05/2014) e
Professore Straordinario dellIstituto di Psicologia;
Rev. P. Ulrich Rhode S.I., Professore Ordinario della Facolt di Diritto Canonico;
Rev. P. Felix Krner S.I., Professore Ordinario
della Facolt di Teologia;
Rev. P. Robert Geisinger S.I., Professore
Straordinario della Facolt di Diritto Canonico;
Rev. P. Milan ust S.I., Professore Straordinario della Facolt di Diritto Canonico;
Rev. P. Paul Gilbert S.I., Pro-Decano della
Facolt di Scienze Sociali.

ONORIFICENZE
Mons. Luis Ladaria, Professore Emerito della
Facolt di Teologia, stato insignito del Dottorato honoris causa dallUniversit Pontificia di
Salamanca.

RETTORATO
Festa della Comunit
Universitaria 2013-2014

o scorso 29 maggio 2014 si celebrata


la fine dellanno accademico con la tradizionale festa della Comunit Universitaria nel
quadriportico dellUniversit.
Il Rettore ha iniziato il suo discorso con un
breve momento di raccoglimento e di ringraziamento prima di comunicare i nomi degli studenti che hanno ricevuto il Premio Bellarmino.
Ogni anno, una Commissione presieduta dal
Vice Rettore Accademico P. Hans Zollner S.I.,
assegna il Premio a due dissertazioni dottorali

una difesa nella Facolt di Teologia, laltra difesa in una delle altre Unit Accademiche ritenute particolarmente notevoli. I premiati di
questanno sono: Mons. Mark Langham della
Diocesi di Westminster (The Caroline Divines
and the Catholic Church 1600 1660: A Contribution to Current Ecumenical Dialogue; Relatore: P. Norman Tanner S.I., Facolt di
Teologia) e il Rev. P. Igor Salmi OFM Conv (Le
trattative per il concordato tra la Santa Sede e
il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni /Jugoslavia
1922 1935 e la mancata ratifica 1937
1938; Relatore: Prof. Silvano Giordano, Facolt
di Storia e Beni Culturali della Chiesa). Ad entrambi stata donata la medaglia di San Roberto Bellarmino pi un contributo per la
pubblicazione della dissertazione.
E adesso giunto il momento di esprimere
ad alcune persone la nostra e la mia gratitudine.
Ringraziare sempre una cosa difficile da esprimere perch ha bisogno di parole e di silenzio,
di memoria personale e di ricordi comuni, della
ragione e del cuore.... Queste sono state le parole con le quali il Rettore ha introdotto i ringraziamenti a tutti coloro che, a vario titolo, si sono
impegnati per e nella nostra Universit, menzionando dapprima Don Paolo Brambilla per la
sua collaborazione con lInformation Systems e
la Biblioteca, poi il Sig. Ugo Tiberia, che ha festeggiato il venticinquesimo anno di servizio.
P. Dumortier ha quindi rivolto parole di gratitudine ai PP. Paul Gilbert e Emilio Gonzlez Magaa, al termine dei loro incarichi, rispettivamente, di Decano della Facolt di Filosofia e di Direttore del Centro per i Formatori al Sacerdozio
e alla Vita Consacrata (lattuale Centro San Pietro
Favre). Anche i PP. Michael Paul Gallagher, Roland
Meynet e Heinrich Pfeiffer, che hanno termininato
la loro attivit di docenti, sono stati salutati con
gratitudine. Sono seguiti i saluti e gli auguri a
P. Ottavio De Bertolis e P. George Sans, che lasciano la Gregoriana per assumere altri incarichi.
Prima di passare alla condivisione del rinfresco, il P. Rettore ha voluto salutare tutti gli studenti che giunti alla fine del loro ciclo di studi e
che sarebbero presto tornati a casa, ricordando
loro che durante gli anni della vostra presenza,
la Gregoriana ha avuto un po il vostro volto e
la vostra voce [...] Non sono soltanto i docenti
che trasmettono qualcosa... anche voi avete
dato e trasmesso qualcosa della vostra vita e
della vostra anima. Infine ha augurato loro lallegria del cuore e la fiamma della speranza nel
vostro camminare per saper accendere stelle
nel nostro mondo e ed essere portatori di Cristo e del Suo Vangelo l dove andrete.
MARIA RITA MARCOTULLI

INFORMAZIONE

Il riammodernamento
dellAula Magna

er poter rendere lAula Magna uno spazio multifunzionale, al passo con i tempi
ed adatto alle esigenze dellUniversit, lo
scorso anno accademico ne stata decisa la
ristrutturazione. I lavori si sono svolti durante il
periodo estivo, in modo da rendere lAula
Magna disponibile per linizio dellanno accademico 2014-2015.

Due visioni dellAula


Magna alla conclusione
dei lavori estivi.
Nella pagina precedente:
Durante la Festa
per la conclusione
dellAnno Accademico
2013/2014 hanno ricevuto
il Premio Bellarmino
per le tesi pi notevoli
Mons. Mark Langham
e P. Igor Salmi, OFM Conv
 Foto BARBARA ANDOLFI

 Nuova disposizione. La prima cosa che


salta agli occhi la disposizione completamente nuova. La cattedra degli oratori si trova
in posizione diametralmente opposta a quella
che occupava in precedenza ed posta su una
pedana rialzata, di fronte a un fondale curvo.
La cavea di forma ellittica, contiene 312 posti
e una zona rialzata dove sono poste le cabine
per la traduzione simultanea e i controlli degli
apparati multimediali.
 Illuminazione. Particolare attenzione
stata data allilluminazione. Per quanto riguarda
le esigenze diurne, la luce naturale, ottenuta attraverso le ampie finestre poste frontalmente
alla posizione dei posti di studio, adeguata;
lintegrazione data da lampade fissate al soffitto, che non appesantiscono la struttura, ed
hanno unintensit regolabile. Sia in sala che
nelle vie di esodo sono stati installati degli apparecchi per lilluminazione di sicurezza con
lampade a LED e schermi con pittogrammi.
 Apparati fonici e multimediali. Per le
proiezioni in video sono stati installati due
schermi, posti ai lati del palco, con una traspa-

renza superiore al 90%, quindi, nel momento


in cui non viene proiettato nulla, lo schermo
totalmente invisibile. Durante le proiezioni
rende contemporaneamente visibile sia limmagine proiettata, sia gli oggetti che si trovano
dietro, conferendo lillusione di immagini 3D.
La centralina di controllo gestisce otto basi microfoniche fisse e due radiomicrofoni professionali. Limpianto multimediale, gestito
integralmente da una regia centralizzata, consente la diffusione di lezioni o di eventi di particolare interesse che, acquisiti da telecamere
fisse disposte nellAula Magna, possono essere
diffuse in remoto in altre aule didattiche.
 Riscaldamento e impiantistica. LAula
Magna separata funzionalmente dallimpianto di riscaldamento centrale al fine di ottenere una libert gestionale (orari, temperature,
costi di gestione energetica, ecc.) che la possano rendere fruibile anche per usi esterni ma
gestiti e collegati alla normale attivit accademica. Limpiantistica (elettrica, rilevazione di incendio, diffusione sonora, condizionamento e
riscaldamento) stata completamente rifatta.
I circuiti principali di luce, energia e forza motrice sono stati realizzati con conduttore multipolare di tipo non propagante lincendio e con
bassa emissione di gas tossici e corrosivi.
 Insonorizzazione. Infine, si provveduto
allinsonorizzazione dellaula, con un occhio
anche alla qualit estetica. Alcune pareti e il controsoffitto sono stati rivestiti con doghe di Topakustik, per rompere la riverberazione dei suoni.
Questo materiale uno dei prodotti fonoassorbenti pi innovativi ed efficienti e permette di migliorare lacustica in ambienti chiusi eliminando
il riverbero e assorbendo il rumore in eccesso.
Tutte queste migliorie hanno reso lAula
Magna uno spazio multifunzionale realmente
in grado di assolvere il suo compito nella vita
universitaria e pedagogica.
GIANCARLO STELLA
Architetto

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Eventi

FACOLT DI STORIA
E BENI CULTURALI
DELLA CHIESA
Ricerca storica e
metodo cooperativo:
un esempio di ricerca
comunitaria

li aspetti istituzionali dello studio (corsi,


programmi, esami) pur necessari non
esauriscono il compito che affidato ad ogni
istituzione accademica di aiutare e aiutarci a
pensare. E soprattutto rischiano, talvolta, di affermare un modello efficentista dove non c
spazio per lascolto e il confronto, ma tutto il
lavoro accademico sembra condizionato dallidea di obiettivi da raggiungere in tempi stabiliti e ispirati al modello dellutile immediato,
del produttivo, dellaziendale.
Questo modello sembra concentrato soltanto sui risultati lasciando in ombra i processi,
i tempi e soprattutto i veri soggetti dello studio
che sono innanzitutto gli studenti. Seguendo
questa idea in Gregoriana appoggiandoci alla
Facolt di Storia e Beni Culturali della Chiesa
negli ultimi due anni abbiamo dato vita ad una
piccola esperienza di studio definita Ricerca
storica e metodo cooperativo, un lavoro collettivo realizzato allinterno di una struttura accademica, ma fuori dallufficialit. Si trattato,
infatti, di un lavoro totalmente volontario senza
alcun riconoscimento di crediti, di esami o di
ECTS. Un impegno che un gruppo di specializzandi e dottorandi (F. Agbadi, A. Alt, A.J. Dallazen, N.J. Doublet, S. Giuliano, D. Marino, S.
Perego, M. Pettinacci, I. Zubac) ha preso con
me e con il collega Stanislaw Adamiak con il
solo scopo di continuare a studiare e discutere
nelle pause che lattivit accademica concede.
Abbiamo cos realizzato un seminario libero
che attraverso decine di incontri ha portato il
gruppo a studiare alcuni aspetti della relazione
dellimperatore Costantino con il cristianesimo,

tema oggetto di trionfali ricorrenze fortemente


caratterizzate da un invadente uso pubblico
della storia e da non poche falsificazioni. I lavori
compiuti sono stati poi raccolti nel libro Costantino e le sfide del cristianesimo. Tracce per una
difficile ricerca (Il pozzo di Giacobbe, Trapani
2013), gi lo scorso anno utilizzato nellattivit
didattica e dedicato alla memoria della giovane
studiosa Marilena Amerise (1975-2009).
Il libro dimostra che per vincere la tentazione
dellindividualismo, trovare le domande, far
emergere i nessi e impegnarsi a cercare risposte precondizioni del fare storia pu e deve
essere comunitario. E, sebbene di ogni contributo si assuma la responsabilit lautore, gli articoli del libro sono passati al vaglio e alla
discussione di tutti i partecipanti. Essi sono
quindi il risultato di un confronto e di una ricerca comune dalla quale nessuno venuto
fuori identico a come era prima di iniziare.
Ognuno ha portato ci che poteva al lavoro collettivo, progressivamente consapevole di vivere
una nuova modalit di studio e di ricerca e alla
quale forse non era ancora stato preparato, invitato a passare dal trasmettere al comunicare.
Attraverso questo lavoro mi sono ancor pi
convinto della ricchezza umana e culturale delle
nostre studentesse e dei nostri studenti, una ricchezza non comune per la grande variet di
esperienze e culture, per le tante competenze e
per le forti motivazioni allo studio della maggioranza di loro. Ai giovani occorre oggi dimostrare
che lobiettivo della ricerca non nella erudizione, n nella quantit di carta prodotta, n negli
apparati elefantiaci di note, n nelle carriere accademiche, n nelle cattedre pi alte da occupare, ma nelloriginalit di ci che si scrive e nella
capacit di condividerlo con gli altri. La ricerca, attraverso studio e metodo scientifico rigoroso,
strumento di libert, serve cio per liberarci e liberare dalle false certezze della propaganda e
della mistificazione, raggiungendo insieme alcuni
frammenti di quella verit storica che, contrariamente alle illusioni del pensiero debole, sappiamo bene esistere e faticosamente cerchiamo.
SERGIO TANZARELLA
Facolt di Storia e Beni Culturali della Chiesa

Seminario di studi su
Carlo Magno, Roma e la Chiesa

ellanno in cui ricorrono i 1.200 anni


dalla morte di Carlo Magno, la Facolt
di Storia e Beni Culturali della Chiesa della
Pontificia Universit Gregoriana ha organizzato,
il 21 e il 22 maggio 2014, un Seminario di
Studi durante il quale sono stati affrontati alcuni temi inerenti i rapporti tra papato e impero, e illustrati aspetti del movimento di rinascita culturale conosciuto come rinascenza carolingia.

I lavori compiuti
dal gruppo di studio
Ricerca storica
e metodo cooperativo
sono stati poi raccolti
nel libro Costantino
e le sfide del cristianesimo.
Tracce per
una difficile ricerca
(Il pozzo di Giacobbe, 2013).

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INFORMAZIONE

nella quale lo studioso ha potuto illustrare le fasi


architettoniche del monumento, proponendo
anche nuovi dati dai suoi recenti studi.
OTTAVIO BUCARELLI
Facolt di Storia e Beni Culturali della Chiesa

Miquel Batllori,
lacuta arte di un saggio

Un momento della visita


al complesso monumentale
di Santa Prassede,
a conclusione del Seminario
di studi su Carlo Magno.
In basso:
Il documentario dedicato
a P. Miquel Batllori, S.I.
che insegn presso la Facolt
di Storia ecclesiastica
della Gregoriana
dal 1952 al 1980.

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Lassise scientifica ha visto la partecipazione


di studiosi di diverse Istituzioni accademiche
che si sono occupati in ambiti differenti di tematiche riguardanti la storia della Chiesa e del
suo patrimonio storico-artistico. Il Seminario si
articolato in due incontri, il primo presso la
Gregoriana e il successivo presso la Basilica di
Santa Prassede in Roma.
Padre Jos Janssens, professore emerito della
Pontificia Universit Gregoriana, ha introdotto
e presieduto la prima sessione, ricordando che
la ricerca non si ferma mai e che, citando il matematico tedesco David Hilbert, la mancanza
di difficolt segno di morte per qualsiasi disciplina. La prima relazione stata affidata a p.
Giulio Cipollone (Storia della Chiesa medievale
- Gregoriana), il quale si soffermato sui rapporti
tra papato e impero. seguita poi la relazione di
Don Johannes Grohe (Storia della Chiesa medievale, Storia dei Concili - Pontificia Universit
della Santa Croce), che ha illustrato lattivit sinodale durante il regno di Carlo Magno.
Alla cultura materiale in et carolingia sono
state dedicate due relazioni e una lezione in
situ. Ottavio Bucarelli (Archeologia ed Epigrafia
cristiana e medievale - Gregoriana), ha presentato una rassegna delle testimonianze epigrafiche a Roma in et carolingia, soffermandosi in
particolare sui testi inscritti conservati e trditi
provenienti dalla basilica di San Pietro in Vaticano e dalla Civitas leoniana. La sessione poi
proseguita con la relazione di Lia Barelli (Restauro architettonico - Sapienza Universit di
Roma), che ha avuto come oggetto lanalisi
dellarchitettura di alcuni edifici di culto e civili a
Roma in et carolingia, tra i quali il complesso
dei Santi Quattro Coronati e le mura della Civitas leoniana.
Il seminario si concluso il 22 maggio, presso
la Basilica di Santa Prassede in Roma, con una
lezione tenuta da Maurizio Caperna (Restauro
architettonico - Sapienza Universit di Roma),

uned 19 maggio 2014 stata presentata


a Roma la versione italiana del documentario Miquel Batllori, lacuta arte di un saggio
presso la Pontificia Universit Gregoriana, dove
Batllori insegn presso la Facolt di Storia ecclesiastica dal 1952 al 1980. Hanno partecipato allevento il cardinale Karl Joseph Becker S.I.,
professore emerito della Gregoriana, il rettore dellUniversit P. Francois-Xavier Dumortier S.I. e un
buona rappresentanza del corpo docente. La proiezione stata preceduta da tre brevi discorsi da
parte del P. Rettore, di P. Nuno da Silva Gonalves
S.I., decano della Facolt di Storia e Beni Culturali
della Chiesa, e di P. Josep Maria Bentez S.I., Professore Emerito della Facolt di Storia e Beni Culturali della Chiesa, amico e discepolo di Battlori.
I presenti hanno potuto godere di un documentario di fattura eccellente e dal contenuto
raffinato, che presenta con fedelt e splendore
la figura e il percorso culturale del gesuita Miquel
Batllori. In una ora e mezza di proiezione, lo spettatore si rende conto della grandezza e profondit dei lavori di questo eminente studioso della
cultura catalana e del suo rapporto con le culture
europee dei secoli che vanno dal XII al XIX.
Le ricerche su Raimondo Lullo e Arnau de Vilanova, la spiegazione del significato del loro lavoro e lesposizione, nel caso di Lullo, delle sue
relazioni con pensatori come Pico della Mirandola, Nicola Cusano e Ramon Sibiuda; il profilo
intellettuale di Joan Lluis Vives, lumanista rinascimentale catalano-ispanico che ebbe relazioni con
pensatori europei come Erasmo da Rotterdam;
gli studi su san Francesco Borgia e i Borgia papi
e cardinali. Lapproccio allopera apologetica e politica di Jaume Balmes e la sua percezione dellItalia. Studi sulle opere critiche e filosofiche di
Baltasar Gracin. Le ricerce condotte presso lArchivio Vidal i Barraquer, con particolare attenzione alle implicazioni socio-politiche e religiose
ai tempi della Seconda Repubblica spagnola. Ricerche che permetteranno di far conoscere
lumanesimo catalano-aragonese come fatto storico antecedente e indipendente dallumanesimo
spagnolo di radice castigliana. Le relazioni italoispaniche nellera moderna e contemporanea.
Come testimonia il vasto spettro tematico
messo in evidenza nel documentario proiettato
a Roma, linquietudine investigativa di Miquel
Batllori fu rivolta alla massima ampiezza e fu di
una profondit oceanica.
JOSEP-MARIA PUIGJANER

Libri

La magna charta
di Papa Francesco
di HUMBERTO MIGUEL YEZ , S.I.
Direttore del Dipartimento di Teologia Morale

i che intendo qui esprimere ha un significato programmatico e dalle


conseguenze importanti (EG 20). Con queste parole Papa Francesco ha voluto significare che lesortazione apostolica Evangelii gaudium la vera magna charta del suo Pontificato. Il volume Evangelii
Guadium: il testo ci interroga il frutto di un esercizio di riflessione tra un
gruppo interdisciplinare di professori e docenti della Gregoriana, coordinati
dal Dipartimento di Teologia morale, tenendo come orizzonte il rapporto tra
evangelizzazione e morale.
Il cammino di stesura dei testi stato intrapreso attraverso momenti di
confronto reciproco, con la consapevolezza, da un lato, di leggere un testo
magisteriale, e dallaltro, di voler superare un approccio meramente ripetitivo,
per lasciarsi portare dal suo spirito di provocazione allinterno di una Universit pontificia che vuole accogliere linsegnamento papale come stimolo al
pensiero e alla ricerca della comunit universitaria. Il tentativo quello di offrire delle chiavi di lettura e anche testimonianze e prospettive diverse nate
dalla lettura critica del testo, indirizzate a suscitare la lettura del testo papale
e la sua riflessione e applicazione alla propria realt pastorale, nonch lindividuazione di ulteriori punti di ricerca che per forza rimangono aperti.

Theologia 13
pp. 296 - 30
GBPress 2014

Dopo una prima tappa di riflessione con la tavola rotonda dello scorso
14 gennaio 2014, il progetto si ampliato e il volume stato presentato il
21 ottobre 2014 alla presenza del Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario del
Sinodo dei Vescovi, e con interventi del Card. Luis Antonio Tagle (Arcivescovo
di Manila), di Mons. Giancarlo Maria Bregantini (arcivescovo di CampobassoBoiano) e di don Severino Dianich (Facolt teologica dellItalia centrale). I
filmati dei due incontri sono disponibili sul canale YouTube della Gregoriana:
www.youtube.com/unigregoriana
Il volume contiene contributi di Gerard Whelan (Evangelii gaudium come
Teologia contestuale: aiutare la chiesa ad alzarsi al livello dei suoi tempi),
Joseph Xavier (Spalancando il dinamismo ecclesiale: lidentit ritrovata), Dario
Vitali (Una chiesa di popolo: il sensus fidei come principio dellevangelizzazione), Emilia Palladino (I laici: limmensa maggioranza del popolo di Dio),
Giuseppe Bonfrate (La porta aperta dei sacramenti), Maria Cruciani (Lo stile
familiare di una evangelizzazione gioiosa), Pavulraj Michael (Una lettura ermeneutica sul discernimento pastorale in Evangelii gaudium: le sfide e le risposte), Emilio Gonzalez Magaa (Formare per restare fedeli alla grazia ricevuta),
Rocco DAmbrosio (Comunicare con semplicit e profondit), Juan Carlos
Scannone (Linculturazione in Evangelii gaudium: chiavi di lettura), Paolo Benanti (Lannuncio del Vangelo di fronte alle nuove sfide culturali: la novit della
misericordia nel dialogo con inedite antropologie e nuovi valori), Philipp Renzces
(Grandi cose ha fatto il Signore per noi, siamo stati colmati di goia (Sal 126):
Evangelii gaudium e il dialogo ebraico-cristiano), Felix Krner (Nella verit e
nellamore: apertura per il dialogo cattolico-musulmano), Sergio Bernal Restrepo
(Vangelo e cultura di mercato per una fede umanizzante ), Diego Alonso Lasheras (Evangelizzazione ed economia: denuncia e proposta), Ren Micallef
(Il ritorno del linguaggio profetico sul tema dellimmigrazione), Miguel Yez
(Lopzione preferenziale per i poveri), Prem Xalxo (Le orme ecologiche della nuova
evangelizzazione), oltre a una testimonianza conclusiva di mons. Bruno Forte.

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www.gbpress.net

PUBBLICAZIONI

Solidariet e democrazia. Mediazione e dialogo tra ideali e realt concrete


pp. 332 - 20
GBPress 2014

n questepoca di globalizzazione, pu lendiadi democrazia/solidariet risultare via maestra per educare


ad una societ di corresponsabili? Il percorso delineato nel presente saggio intende stimolare la
riflessione su questo nodo della vita sociale, verificando se il modello democratico sia il pi idoneo
a rendere effettivo ed efficace il principio di solidariet.
Samuele Sangalli (1967), docente coordinatore del corso di etica pubblica Sinderesi presso il Centro
Alberto Hurtado della Pontificia Universit Gregoriana.

Vademecum di museografia, Storia e Beni Culturali della Chiesa 1


pp. 160
GBPress 2014

l libro si presenta come un agile vademecum dedicato ad illustrare una disciplina complessa, che spazia
dalla storia dellarte alla legislazione e dalla museotecnica alle strategie di marketing. Aspira ad essere
un sintetico manuale, una sinossi degli aspetti storico-culturali e tecnico-gestionali del mondo dei musei.

Ruggero Martines docente di Museografia e Museotecnica presso la Pontificia Universit Gregoriana


in Roma. stato docente della medesima materia presso lUniversit Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Realismo e metodo. La riflessione epistemologica di Bernard Lonergan


Philosophia 4
pp. 296 - 24
GBPress 2014

uali opzioni filosofiche contrassegnano il realismo? La questione della conoscenza del reale
appartiene al pensiero filosofico di ogni tempo; nei dibattiti filosofici contemporanei essa si
accende di varie tonalit, per il moltiplicarsi di forme di realismo e antirealismo. Il problema di
fondo se, conoscendo il reale, siamo consapevoli di ci che comporti affermarsi conoscenti in termini
personali e culturali. Contributi di: Carlo Cirotto, Valter Danna, Rosanna Finamore, Pasquale Giustiniani,
Paolo Gherri, Giuseppe Guglielmi, Pierpaolo Triani.
Rosanna Finamore Professore Ordinario di Filosofia della conoscenza nella Facolt di Filosofia della
Pontificia Universit Gregoriana, Roma. Tra i suoi saggi pi recenti: The Centrality of Consciousness
(2009), Ricercare le prospettive viventi (2010), Problematicit del vero e fecondit della mediazione
filosofica (2011), Insight o dellintellezione: un atto-evento da scoprire (2012), Cambiamenti e simultaneit nellesperienza contemporanea del tempo (2013).

Il Diritto nella Chiesa mistero di comunione. Compendio di diritto ecclesiale

Diritto Canonico
3
pp. 960 - 55
GBPress 2014

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on questo volume a disposizione dei docenti e degli studenti di diritto canonico nei seminari e
nelle facolt teologiche, e di tutte le persone interessate, un grande Compendio di diritto ecclesiale,
che, essendo il frutto di quarantun anni dinsegnamento di un unico autore, ha il pregio di essere
espressione di una profonda unit di pensiero e di metodologia. Il volume arricchito da una completa
e aggiornata bibliografia, dallelenco di tutti i documenti citati, da un indice dei canoni commentati e
delle materie trattate, onde facilitare lapprofondimento e lo studio personale.
Gianfranco Ghirlanda, S.I. nato nel 1942, dal 1976 docente di diritto canonico nella Facolt di Teologia nella Pontificia Universit Gregoriana, della quale nel 1986 diventato professore ordinario nella
Facolt di Diritto Canonico. Dal 2012 professore emerito, che tuttavia continua a conservare integralmente linsegnamento.

Libri

Cristianesimo e realt. Vol II. Novit teologiche nel pensiero di X. Zubiri

Theologia 12
pp. 208 - 15
GBPress 2014
Vol. II

uesto scritto, secondo volume di Cristianesimo e Realt, tradotto dal R.P. Domenico Ronchitelli
SJ, vuole presentare i risultati ottenuti da X. Zubiri, nellapplicazione alla teologia della sua filosofia,
trattata nella prima parte. Da questa operazione viene fuori una esposizione sistematica di
contenuti fondamentali alla fede quali Trinit, Creazione, Incarnazione.
Jos M. Mills, S.I. (Barcellona 1940) ha studiato filosofia e teologia presso Sant Cugat (Spagna). Nel
1984 ha ottenuto il dottorato in teologia (Frankfurt a.M.) e dal 1985 stato docente di teologia presso
la Pontificia Universit Gregoriana. Si interessato alla filosofia di X. Zubiri e al tema della credibilit di
Cristo nella prima pubblicazione Cristianesimo e Realt, la credibilit di Cristo nellepoca della Scienza
(2013). Con il secondo volume Cristianesimo e realt, Novit teologiche nel pensiero di X. Zubiri, presenta
lapplicazione della filosofia zubiriana alla teologia.

Agire di Dio e libert delluomo.


Ricerche sullantropologia teologica di san Massimo il Confessore

Theologia 15
pp. 436 - 30
GBPress 2014

Le pagine che offro in questo libro sono il frutto della mia personale esperienza, nel tentativo di percorrere il cammino ignaziano, lungo molti anni, ispirato allascolto della Parola. Esse, rispecchiano lesperienza
dello stesso Ignazio. La mia una riflessione sui temi nucleari ignaziani con riferimenti alla Sacra Scrittura
e agli Esercizi Spirituali. Alcuni aspetti di Ermeneutica e Antropologia Biblica sono stati aggiunti, per illuminare lispirazione scritturistica degli Esercizi Spirituali.
Philipp G. Renczes, S.I. Professore della Facolt di Teologia della Pontificia Universit Gregoriana e
Professore Invitato presso il Pontificio Istituto Orientale e lIstituto Patristico Augustinianum. Dal 2011 dirige il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici della Pontificia Universit Gregoriana. Tra gli scritti pubblicati: Lapporto di Massimo il Confessore a una precisazione dellantropologia teologica dei Padri,
Roma (2002); Lemergenza educativa secondo i Padri della Chiesa, Roma (2008); Linteriorit agostiniana: un concetto dualistico?, Napoli (2011); The Scope of Rahners Fundamental Axiom in the Patristic
Pespective: A Dialogue of Systematics and Historical Theology, London/New York (2012).

Collana Gregoriana: tre nuove uscite


Gregoriana 7
pp. 36 GBPress 2014

Il quaderno n. 7 in lingua francese raccoglie, sotto il titolo Dfis europens, le quattro conferenze
tenute in Gregoriana (7-10 aprile 2014) da Michel Praet, Consigliere del Presidente dellUnione Europea,
introdotte da una prefazione di Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo.

Gregoriana 8
pp. 94 GBPress 2014

Il quaderno n. 8 in lingua italiana e inglese riporta gli Atti del Simposio internazionale Tra passato e
futuro, la missione della Chiesa Cattolica in Asia: il contributo della Sophia University organizzato
in occasione del centenario della fondazione della Sophia University (14-15 marzo 2014), con lampio
saluto iniziale di P. Adolfo Nicols, Preposito Generale della Compagnia di Ges.

Gregoriana 9
pp. 232 GBPress 2014

Il quaderno n. 8 vero e proprio volumetto di 232 pagine, interamente in italiano raccoglie gli interventi
svolti dalle unit accademiche della Gregoriana in occasione del Dies Academicus Levento conciliare
nella vita della Chiesa (14-15 marzo 2013). I contributi offrono pertanto una riflessione interdisciplinare
a tutto campo sul significato dellevento Concilio nelle diverse stagioni della storia della Chiesa. Unampia parte dedicata alla preparazione del concilio Vaticano II nella Facolt di Teologia della Gregoriana
e ai mutamenti che esso introdusse nella didattica di tutte le discipline.

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LaGregoriana47_51_64_51_64 18/03/15 12:54 Pagina 62

NOMINE

Nomine ex alunni
a cura della SEGRETERIA GENERALE

NOMINE EPISCOPALI
Nel periodo compreso tra il 13 marzo e il
1 ottobre 2014, il Santo Padre Francesco
ha nominato Vescovi i seguenti ex alunni
Rev. Jos Manuel Garita Herrera, Vescovo della Diocesi di Ciudad Quesada
(Costa Rica). stato studente nel ciclo di
Licenza nella Facolt di Diritto Canonico
dalla.a. 1991/1992 fino al 1992/1993.
Rev. Juan Armando Prez Talamantes,
Vescovo Ausiliare dellArcidiocesi di Monterrey (Messico). stato studente nel
ciclo di Licenza nella Facolt di Filosofia
dalla.a. 2002/2003 fino al 2003/2004.
Rev. P. Aurelio Pesoa Ribera, O.F.M.,
Vescovo Ausiliare dellArcidiocesi di La
Paz (Bolivia). stato studente Ospite
nella.a. 1992/1993.
Rev. Mons. Nicholas Gilbert Hudson,
Vescovo Ausiliare dellArcidiocesi di Westminster (Inghilterra). stato studente
nel ciclo di Baccellierato della Facolt di
Filosofia nella.a. 1981/1982 e nel ciclo
di Baccellierato e di Licenza nella Facolt
di Teologia dalla.a. 1982/1983 alla.a.
1986/1987 .
Rev. Gabriel ngel Villa Vahos, Vescovo
della Diocesi di Ocaa (Colombia).
stato studente nel ciclo di Licenza nella
Facolt di Teologia dalla.a. 1996/1997
fino al 1997/1998.
Arciprete Lvon Boghos Zkiyan, Amministratore Apostolico sede plena
dellArcieparchia di Istanbul degli Armeni
(Turchia) con dignit di Arcivescovo.
stato studente nel ciclo di Baccellierato
nella Facolt di Filosofia e di Baccellierato
e di Licenza nella Facolt di Teologia
dalla.a. 1959/1960 fino al 1966/1967.
Rev. Padre Paolo Martinelli, O.F.M.
Cap., Vescovo Ausiliare dellArcidiocesi di
Milano (Italia). stato studente nel ciclo
di Licenza e Dottorato nella Facolt di
Teologia dalla.a. 1988/1989 fino al
1991/1992 e attualmente Professore
Invitato nella Facolt di Teologia.

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Rev. Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia (Italia). stato
studente nel ciclo di Baccellierato nella
Facolt di Teologia dalla.a. 1979/1980
fino al 1981/1982.
Rev. Skiper Bladimir Ynez Calvachi,
Vescovo della Diocesi di Guaranda
(Ecuador). stato studente nel ciclo di
Licenza nella Facolt di Teologia dalla.a.
1999/2000 fino al 2000/2001.
Mons. Steven John Raica, Vescovo della
Diocesi di Gaylord (U.S.A.). stato studente nel ciclo di Licenza e di Dottorato
con Diploma in Giurisprudenza nella Facolt di Diritto Canonico dalla.a.
1988/1989 fino al 1991/1992.
Rev. Julian Leow Beng Kim, Arcivescovo della Diocesi di Kuala Lumpur
(Malaysia). stato studente nel ciclo di
Licenza nella Facolt di Storia e Beni Culturali della Chiesa dalla.a. 2008/2009
fino al 2009/2010.
Rev. Hctor David Garca Osorio, Vescovo della Diocesi di Yoro (Honduras).
stato studente nel ciclo di Licenza in
Teologia Spirituale nellIstituto di Spiritualit dalla.a. 2009/2010 al 2011/2012.
Rev. P. Theodore Mascarenhas, S.F.X.,
Vescovo Ausiliare dellArcidiocesi di Ranchi (India). Docente Incaricato nella Facolt di Teologia dalla.a. 2003/2004.
Rev. Ignatius DSouza, Vescovo della
Diocesi di Bareilly (India). stato studente nel ciclo di Licenza nella Facolt di
Teologia dalla.a. 1996/1997 fino al
1997/1998.
Rev. Mons. Wojciech Zaluski, Nunzio
Apostolico in Burundi, stato elevato in
pari tempo alla sede titolare di Diocleziana, con dignit di Arcivescovo. E stato
studente nel ciclo di Licenza nella Facolt
di Diritto Canonico dalla.a. 1985/1986
fino al 1986/1987.
Rev. Sevastianos Rossolatos, Arcivescovo dellArcidiocesi di Atene e Amministratore Apostolico sede vacante et ad

nutum Sanctae Sedis di Rhodos (Grecia).


stato studente nel ciclo di Baccellierato
nelle Facolt di Filosofia e di Teologia
dalla.a. 1962/1963 al 1967/1968.
Rev. Mons. Marcus Stock, Vescovo della
Diocesi di Leeds (Inghilterra). stato studente nel ciclo di Licenza nella Facolt di
Teologia dalla.a. 1986/1987 fino al
1987/1988.

ALTRE NOMINE
S.E. Mons. Henrique Soares da Costa,
Vescovo della Diocesi di Palmares (Brasile). stato studente nei cicli di Baccellierato e di Licenza nella Facolt di Teologia
dalla.a. 1991/1992 fino al 1993/1994 e
di Dottorato nella stessa Facolt dalla.a.
2001/2002 fino al 2006/2007.
S.E. Mons. Jos Valmor Csar Teixeira,
S.D.B., Vescovo della Diocesi di So Jos
dos Campos (Brasile). stato studente nel
ciclo di Licenza nella Facolt di Storia e Beni
Culturali della Chiesa nella.a. 1986/1987.
S.E. Mons. William Terrence McGrattan,
Vescovo della Diocesi di Peterborough
(Canada). stato studente nel ciclo di
Licenza nella Facolt di Teologia dalla.a.
1990/1991 fino al 1991/1992.
S.E. Mons. Peter Kayode Odetoyinbo,
Vescovo della Diocesi di Abeokuta (Nigeria). stato studente nel ciclo di Licenza e di Dottorato nella Facolt di
Storia Ecclesiastica dalla.a. 1996/1997
fino al 2001/2002.
S.E. Mons. Giovanni Crippa, I.M.C., Vescovo della Diocesi di Estncia (Brasile).
stato studente nel ciclo di Licenza e
Dottorato nella Facolt di Storia Ecclesiastica dalla.a. 1982/1983 fino al
1986/1987 e dalla.a. 1993/1994 fino
al 1995/1996.
S.E. Mons. Ernesto Maguengue, Vescovo Ausiliare dellArcidiocesi di Nampula (Mozambico). stato studente nel
ciclo di Licenza e di Dottorato nella Facolt di Teologia dalla.a. 1992/1993
fino al 1996/1997.

Nomine

S.E. Mons. Daniel Edward Thomas, Vescovo della Diocesi di Toledo (U.S.A.).
stato studente nel ciclo di Licenza e di
Dottorato nella Facolt di Teologia dalla.a. 1987/1988 fino al 1989/1990 e
dalla.a. 2000/2001 fino al 2002/2003.
S.E. Mons. Blase J. Cupich, Arcivescovo
Metropolita della Arcidiocesi di Chicago
(U.S.A.). stato studente nel ciclo di Baccellierato e di diploma in Teologia Pastorale nella Facolt di Teologia dalla.a.
1971/1972 fino al 1974/1975.
S.E. Mons. Oscar Omar Aparicio Cspedes, Arcivescovo Metropolita della
Arcidiocesi di Cochabamba (Bolivia).
stato studente nel ciclo di Licenza della
Facolt di Teologia dalla.a. 1992/1993
al 1993/1994.
S.E. Mons. John Stanley Kenneth Arnold, Vescovo della Diocesi di Salford
(Inghilterra). stato studente nel ciclo di
Baccellierato nella Facolt di Filosofia e
di Teologia e di Licenza e Dottorato nella
Facolt di Diritto Canonico dalla.a.
1978/1979 fino al 1985/1986.

ALTRI INCARICHI
S.E. Mons. Brian Ferme, Prelato Segretario del Consiglio per lEconomia. stato
Docente nella Facolt di Diritto Canonico
dalla.a. 1993/1994 al 2002/2003.
Rev. Mons. Marek Zalewski, Nunzio
Apostolico in Zimbabwe, elevato nel
contempo alla dignit di Arcivescovo.
stato studente nel ciclo di Licenza e di
Dottorato nella Facolt di Diritto Canonico dalla.a. 1993/1994 fino al
1995/1996.
Prof.ssa Ilaria Morali, Consultore del
Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. stata studentessa nei cicli di
Baccellierato, Licenza e Dottorato nella
Facolt di Teologia dalla.a. 1987/1988
fino al 1997/1998.
S.E. Mons. Martin Krebs, Nunzio Apostolico nelle Isole Marshall e in Nauru. stato
studente nella Facolt di Diritto Canonico
nel ciclo di Licenza dalla.a. 1987/1988

fino al 1988/1989 e di Dottorato dalla.a.


1989/1990 fino al 1990/1991.
Rev. P. Kevin L. Flannery S.I., eletto VicePresidente per un anno dellAmerican Catholic Philosophical Association, della quale
diverr Presidente nel 2015. Professore
Ordinario della Facolt di Filosofia.
S.E. Mons. Hubertus Matheus Maria van
Megen, Nunzio Apostolico in Eritrea. stato
studente nella Facolt di Diritto Canonico
nel ciclo di Licenza dalla.a. 1990/1991
fino al 1991/1992 e di Dottorato dalla.a.
1992/1993 fino al 1993/1994.
Rev. P. Marcel Chappin S.I., Membro del
Pontificio Comitato di Scienze Storiche
in aliud quinquennium. Professore
Emerito della Facolt di Teologia.
Rev. P. Yuji Sugawara S.I., Consultore
della Congregazione per gli Istituti di Vita
Consacrata e le Societ di Vita Apostolica
per un quinquennio. Decano della Facolt di Diritto Canonico.
Rev. P. Robert J. Geisinger S.I., Consultore della Congregazione per gli Istituti di
Vita Consacrata e le Societ di Vita Apostolica per un quinquennio. Promotore
di Giustizia della Congregazione per la
Dottrina della Fede. Professore Straordinario della Facolt di Diritto Canonico,
stato altres studente nei cicli di Licenza
e Dottorato della Facolt di Diritto Canonico dalla.a. 1990/1991 al 1993/1994.
Rev. P. Bruno Secondin, O.Carm., Consultore della Congregazione per gli Istituti
di Vita Consacrata e le Societ di Vita
Apostolica per un quinquennio. Professore Emerito dellIstituto di Spiritualit.
Rev. P. Milan ust S.I., Consultore del
Pontificio Consiglio per la Promozione
dellUnit dei Cristiani. Professore Incaricato Associato della Facolt di Missiologia.
Rev. P. Franois-Xavier Dumortier, S.I.,
Membro della III Assemblea Generale
Straordinaria del Sinodo dei Vescovi (519 ottobre 2014). Rettore della Pontificia
Universit Gregoriana.

Rev. P. Antonio Spadaro, S.I., Membro


della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi (5-19 ottobre
2014). Direttore della rivista la Civilt
Cattolica e Docente Incaricato nella Facolt di Teologia fino alla.a. 2013/2014.
Rev. Mons. Robert W. Oliver, Segretario
della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. stato studente nei cicli
di Baccellierato, Licenza e Dottorato della
Facolt di Teologia dalla.a. 1989/1990
al 1998/1999.
Rev. Mons. Paolo Rudelli, Inviato Speciale, Osservatore Permanente della
Santa Sede presso il Consiglio dEuropa
a Strasburgo (Francia). stato studente
nel ciclo di Baccellierato della Facolt di Filosofia e di Teologia, nei cicli di Licenza e
Dottorato nella Facolt di Teologia e nel
ciclo di Licenza nella Facolt di Diritto Canonico dalla.a. 1990/1991 al 1999/2000.
Rev.da Alenka Arko (Slovenia), Membro
della Commissione Teologica Internazionale. stata studentessa nel ciclo di Dottorato nella Facolt di Teologia dalla.a.
1995/1996 fino al 1997/1998.
Rev. Mons. Antonio Luiz Catelan Ferreira (Brasile), Membro della Commissione Teologica Internazionale. stato
studente nel ciclo di Dottorato nella Facolt di Teologia dalla.a. 2007/2008 fino
al 2010/2011.
Rev. P. Peter Dubovsky S.I., (Slovacchia), Membro della Commissione Teologica Internazionale. stato studente
nel ciclo di Baccellierato nella Facolt di
Teologia dalla.a. 1993/1994 fino al
1995/1996.
Rev. Zeljko Tanji (Croazia), Membro
della Commissione Teologica Internazionale. stato studente nel ciclo di Baccellierato, Licenza e Dottorato nella Facolt
di Teologia dalla.a. 1990/1991 fino al
1998/1999.
Rev. Philippe Vallin (Francia), Membro
della Commissione Teologica Internazionale. stato studente nel ciclo di Baccellierato e Licenza nella Facolt di Teologia
dalla.a. 1987/1988 fino al 1991/1992.

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TESI DIFESE

Tesi difese
a cura della SEGRETERIA ACCADEMICA

Tra il 1 febbraio e il 31 luglio 2014, sono


state difese le seguenti Tesi di Dottorato.

TEOLOGIA

DELGADO, Maria Jos


Israel: prostituta, adltera e idlatra en
Os 1-3; Jr 2-3 y Ez 16; 23
[CALDUCH-BENAGES, 9532]

ABALODO, Sbastien Bakpenam


Structure et Thologie dans le Trito-Isae:
Une contribution lunit du livre
[CALDUCH-BENAGES, 9518]

DOS SANTOS FREITAS MAIA, Americo P.


A in-habitao de Deus nos escritos teolgicos de Joo de So Toms, O.P. (1589-1644)
[MORALI, 9505]

ACEITUNO DONOSO, Marcos


Las promesas de Dios en san Pablo.
Estudio exegtico-teolgico de Gl 3,1922 y 2Cor 1,15-22
[BRODEUR, 9517]

GEORGE, Jogy Cheruvathoor


The Metaphor of Shepherd in the
Gospel of Mark. A paradigm for Mission
[GRILLI, 9531]

AFRENTOAE, Mihai
Chiamati alla libert. Una lettura antropologico-etica di Gal 5,1-6,18
[LOPEZ BARRIO, 9524]
AWONGO, Ben Vincent
There is Neither Jew Nor Greek. An Exegetical-Theological Study of Gal 3,2329 and Col 3,9b-17
[BRODEUR, 9511]

KATEMBWE KALUBI, Joseph


La rception du Concile Vatican II dans
lglise dAfrique. Quelques pistes ecclsiologiques de rflexion
[VITALI, 9514]

Entwrfen von Henri de Lubac (Paradox)


und Joseph Ratzinger (Wahrheit)
[CAROLA, 9523]
PERDOMO LEMUS, Saimel
Jess Cristo, descendiente de David.
Estudio exegtico-teolgico de Rm 1,1-7
y 2Tm 2,8-13
[BRODEUR, 9525]
RIAO MALAVER, William Humberto
Fundamentos eclesiolgicos de la evangelizacin de la cultura a la luz de Evangelii Nuntiandi y de algunos documentos
de las conferencias generales del episcopado latinoamericano
[HENN, 9515]
ROCCA, Paolo
Ges, messaggero di Yhwh. In cammino dalluno allaltro Testamento
[SONNET, 9534]

LA MASTRA, Gabriella
Sofferenza e preghiera. La terminologia
biblica della ferita e il suo significato teologico in Geremia 15,10-21; 30,12-17
e nel Salmo 38
[CALDUCH-BENAGES, 9521]

ROTUNDO, Emmanuele
Cristologia e soteriologia nelle Sentenze
di Pietro Lombardo
[BONANNI, 9547]

BAGLIONI, Roberto
Il Concilio tradotto in italiano. Recezione
del Vaticano II nei documenti dellEpiscopato italiano (1965-2010)
[VITALI, 9508]

MAZZUCCHI, Tommaso
Dio colui che risuscita luomo. Teologia
della risurrezione di Ireneo di Lione
[TENACE, 9504]

SEROWIK, Wojciech
La nuova evangelizzazione e la formazione
dei laici per la trasmissione della fede
[HENN, 9539]

CALDERN GANDULIAS, Pablo


Liberacin en Cristo Jess, para caminar
segn el Espritu. Estudio exegtico-teolgico de Rm 8,1-17
[LOPEZ BARRIO, 9533]

MENDUIA SANTOME, Antonio


El camino de la Palabra, entre escucha
y rechazo. Significado y funcin de las
citas de Isaas en la obra lucana
[GRILLI, 9513]

SHIN, Woo Sick


La speranza nellecclesiologia di Cipriano di Cartagine
[CAROLA, 9546]

CHARTERS, David Paul


Raised again and Justified by the Spirit John Henry Newmans Lectures on the
Doctrine of Justification
[RENCZES, 9551]

O'BRIEN, John Joseph


The Reception in the Postconciliar
Church of Trinitarian Ecclesiology as a
Model of the Church According to
Lumen Gentium 2-4
[VITALI, 9509]

DE ALMEIDA PEREIRA, Slvio Do Socorro


La divinizzazione come criterio ermeneutico della soteriologia drammatica di
Hans Urs Von Balthasar
[MARTINELLI, 9527]
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47/2014

PECH, Justinus Christoph Nils


Paradox und Wahrheit. Anstze zu einer
Gnadenlehre auf der Grundlage von zwei
zentralen Begriffen in den theologischen

SPADOLA, Francescoantonio
Il contributo dellimmagine Cristo Luce in
Evangelium Ioannis Tractatus XXXIV di
santAgostino alla riflessione su unumanit nuova della Teologia contemporanea
[TANNER, 9544]
XAVIER, Donizete Jos
A expressividade do mistrio revelado
no horizonte da linguagem a partir da
hermenutica teolgica de Paul Ricoeur
[APARICIO VALLS, 9522]

DIRITTO CANONICO
AROH, Prudentius Emeka
Priestly celibacy: a gift and a commitment (Can. 277 1). An integral celibate
formation of seminarians in Igboland,
Nigeria
[GHIRLANDA, 9510]
CARDENAS TELLEZ, Leonardo
La imputabilidad penal a la luz de la
doctrina y la jurisprudencia basada en
el canon 1095, 2 y 3 del CIC 1983
[ASTIGUETA, 9554]

FUSAR IMPERATORE, Paolo


Il tavolo del cardinal Nipote a quarantanni dal Concilio di Trento (16001610). Indirizzi, strategie e strumenti
della Santa Sede per lapplicazione dei
decreti tridentini in Italia
[GIORDANO, 9519]
LU, Huicun
Il movimento anticristiano degli Intellettuali cinesi dallanno 1922 al 1927 in
Cina e le risposte dei cristiani
[TANNER, 9537]

SCIENZE SOCIALI
CHEULA, Stefano
Lufficio del parroco secondo il dettato
del can 522. Per unanalisi della nota
della stabilit nellufficio e del suo fondamento ecclesiologico.
[MONTINI, 9516]
MARTNEZ GONZLEZ, Araceli
Il Coniugium Spirituale tra vescovo e
Chiesa nel secondo millennio. Lettura
comprensiva storico-canonica
[TANNER, 9506]

FILOSOFIA
GARCIA MATOS, Jose M.
Deseo, lenguaje y libertad. La idea
afirmable de Dios en Claude Bruaire
[GILBERT, 9512]
RANDRIANAIVO, Jean Georges Hyacinthe
La surabondance de lesse absolu
comme fondement de toute ralit chez
Joseph de Finance
[GILBERT, 9553]
ZINKIEWICZ, Maciej
K. Ajdukiewicz e K.R. Popper sulla verit
- due interpretazioni della concezione
tarskiana
[SANS, 9492]

STORIA E BENI
CULTURALI
DELLA CHIESA
CUCU, Vasile
Fonti per la storia del Cristianesimo antico in Romania
[JANSSENS, 9500]

ANSELMO, Cristvo Francisco


Educazione degli adulti, identit culturale
e sviluppo locale. Uno studio sociologico
sul Parpa: prospettiva rurale in Mozambico. Il caso della provincia di Zambzia
[EHRAT, 9535]
BERNAL SNCHEZ, Tatiana Marcela
Excursus de actores polticos infantiles:
el futuro de la participacin poltica de
la infancia
[DAMBROSIO, 9540]
GEORGE, Aji
Communication as Social Change: Jyoti
Sahis Paintings and Inculturation of the
Gospel in Indian Culture
[LAH, 9520]
NELLOOR CHACKO, Sibymon
Partecipatory multimedia catechesis through
video production. Catechetical Context of
the Syro-Malabar Church in Kerala, India
[BAUGH, 9498]
NGIMBI, Coleta Pambo
Il microcredito e la formazione come
strumenti per lo sviluppo rurale in Angola: il contributo delle donne
[CAPPARUCCI, 9542]
NKONGOLO MULAMI KAPWEKA, Alphonse
Efficacit et efficience des stratgies locales
de dveloppement en contexte globalis.
Analyse SWOT de lEntreprise Domestique
au Kasai Oriental / RD. Congo
[SANNA, 9536]
REBEK, Lubomir
La Radio Vaticana e il regime comunista
in Cecoslovacchia durante lepoca stali-

niana (1947-1953). Analisi qualitativa


del contenuto
[SAVARIMUTHU, 9555]
SAWADOGO, Arcadius
Communication pour la paix: le processus du dialogue entre chrtiens et musulmans au Burkina Faso. Le cas de
lUnion Fraternelle des Croyants de Dori
[EHRAT, 9541]

SPIRITUALIT
ARBOLEDA ECHEVERRI, Jos Leonardo
Experiencia de libertad en la formacin
vocacional. Espiritualidad postmoderna
de la vocacin cristiana religioso-sacerdotal en dilogo interdisciplinar
[WITWER, 9528]
BUBOI, Gabriel Vasile
Lesperienza spirituale dellospitalit vissuta dalla chiesa greco-cattolica di Romania nel XX secolo
[SZENTMARTONI, 9538]
CIERESZKO, Adam
La direzione spirituale di santa Faustina
Kowalska fatta da Don Michele Sopocko. La natura, lo scopo, la persona
del direttore e del diretto
[SZENTMARTONI, 9530]
PUTHIYAPARAMBIL, Baji Joseph
Paolo il fedele interprete di Ges maestro via verit e vita secondo G.Alberione. Le radici paoline della spiritualit
della Famiglia Paolina
[PIERI, 9529]
TOMLJANOVIC, Mario
Dalla crisi di identit sacerdotale verso
la spiritualit sacerdotale diocesana rinnovata - alla luce del magistero della
chiesa dallesortazione Pastores dabo
vobis fino al 2012[GONZLEZ MAGAA, 9526]

Pontificia Universitas Gregoriana


Piazza della Pilotta, 4
00187 Roma (Italy)
Tel. +39 06 6701.1
Fax +39 06 6701.5419

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Ad
Maiorem
Dei
Gloriam

ISSN 2283-3110

1551 - 2014