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VOCABOLARIO

MILANESE-ITALIANO
VOGABOLARIO

MILANESE -IT AL I ANO

DI

FRANCESCO CHERUBIM

VOLUME QUINTO.

Sopbagciüwta. — Nozioni filologiche ¡ntorno al Dialelto milanese. —


Saggio d'osservazioni su I'Idioma brianzuolu, suddiuletlo del milanese.

MILANO

DALLA SOCIETÀ TIPOGRAFICA DE'CLASSICI ITALIAN!

* 85G
СЖШ1 BIOGRAFIO!

ï INTORNО

ALL' AB. GIUSEPPE VILLA

... in ta mente m'c filia ed or mi atxora


La cura e buona tmaginr pateroa.
Di voi , quando nrl mondo ad ora *d ora
M' innegnavate готе V nom sVlerna.
Dame, Infer, г. X*,'». *a.

La stampa di questo volume era giunta al 28.""" suo foglio,


guando il principal suo continualore, l'ab. Giuseppe Filia, use!
di questa vita e passo nell'altra a ricongiungersi con l'amico suo
diletto il nostro Tutore (1). La perdita grave di questo valcntuomo,
che, come apparisce, vien seconde nell'onore délia presente fatica,
accenderà nel caro nosüv Lettore il natural desiderio di qui
coiwscere o di riconoscere alcune délie belle e singolari virtù dilui.
Nato il Villa nel marzo del 1790 in Cernusco Lombardone,
ben appieno sorti la fortuna di quel suo nido briante'o, di que'
colli aperti e ridenti, di quel cielo límpido e puro, di quell'aere
elástico e sottile: condizioni tutte ed ajuti a purgare, svegliare,
ed acuire Г ingegno. Con ali sí fatte cresciuto , spiego facile e
sicuro il voló degli slud/ nei Seminarj della Diócesi milanese ,
finché trovossi ordinato sacerdote nel setiembre del 181 4- Stretto
allora dal dovere commune di t endere alla società una parte dei
frutti raccolti, e posta mente al fondamento di sua natura, sentissi
amorosamente attratto a rilornarsi tra quella Schletta gioventù nel
cui consorzio soltanto avéa assaporato il placer della vita. Messosi
súbito perianto Fab. Villa per la via dell istruzione, a tatto uomo

(I) CA» amasse di conoscere Francesco Cherubini potra leggere i Ceimi da me


raccolti intorno alia Vita ed agli Scritti di lui , e publicuti in Milano nel Í882 со'
tipi della Ditto Pirotta e С. E' sono Cenni, ma svfficienti ed autorevoli. Qui il
Cherubini adolescente è nárralo da lui medesimo con lutto il suo candare nel la
Vita mea; — educatore perfetto è giudicato da Piola; — onore dell'italiana
dialettologia, massime della natia milanese, è repútalo da Grossi e da Porta;
— oelVesempio di lessicografo e filólogo è proposto da Gherardini. — Davanl*
a giudiel cosi competentt Chi piglierà impresa di sedere a scranna?
is.--
VI
vi dedico e mente e cuore , di guisa che divenne la simpatía
delietà nuova. Entro net piccolo collegia di Carotina a insegnarvi
gramtnatica e urnane le itere , dove riuscï ad innamorare que'
giovinetti alio studio, dal quale una troppo severa disciplina ne Ii
avéa fatti abarrenti. II vivo desidcrio dell'allevare a modo proprio
e scevro da ogni puzzo di pedantería il je' risolvere al partita
di ritirarsi a casa sua , a Cerrtusco Lombardone , e di qui roc-
cogliersi intorno una brigatella di onesti fanciulli, cui veniva poi
egli ammaestrando dull'elementare a tutto il corso ginnasiale. Ivi
10 studio e la ricreazione si avvicendavano in bell'accordo; anzi
bene spesso lo studio ameno e volontario era sollievo al grave ed
obligatorio, sí che I' adempimento diligente ed esatto del compito
scolastico soleva essere dal Pailla premia to con qualche sua ghiotta
lettura o declamazione di un bel passo di scritlore classico ita
liano. Di qui lo stuzzicarsi ne' giovini l'appelito del leggere, an-
teponendolo talvolta pcrfino a' giuochi ed a' irastidli. Quante volte
ne passeggi liberi boscherecci ai priini poggi di Montevegghia
suscitavasi tra i ragazzi una gara di serrarsi alla persona del
Bettor Pilla , a fine di poter succhiare alcuna notizia di storia
naturale , di poter adunare nell'orecchio teso una poesía o vero
prosa da lui letta, che pizzicasse del nuovo e del peregrino!
Nel 1824, resosi vacante il posto di Retiore riel vicino Collegia
di Atétate, lasciato dall'ab. Mauro Colonnetti , che passb Prejetto
all'1. R. Ginn asió e Rettore dell'annesso Collegio inSondrio, venne
cola ricerco tab. Villa, che accettb dopo reiterate istanze di amici;
ma il breve esperiinento di sola un anno basto a /arlo tornare al
ttolce suo nido. Nondimeno, cinque anrti appresso, si arrese ancora
alie calde preghiere di altri amici che gli vollero affidare la dir
rezione del Collegio di Vimercato, dove, vondutlisi con lui quat-
tordici giovinetti che gli facevan indivisibil corona, ando Rettore
e Prefetto degli studj. E$li scppe quivi circondarsi di un drap-
pcllo di giovini cletti al graduâto insegnamento délie varie classi
elementari e ginnasiali : giovini per ingegno с per dottrina egrcgi,
verso i quali tu vedevi il nostro Rettore
.... таШго di color che annuo
Seder Ira filosófica (amiylia (1).
11 grido elevatosi intorno del bravo Villa non tardo a farlo in-
vidiare da altri Collegi Convitti: il Caichi Taeggi in Milano ne

(1) Dante, Infer, с. 1Г, v. 15МЯ2.


vu . » ,
lo contendeva, e fu vicino ad involarselo, se opposti non si fos-
sero que' Rcgolamenti al condurvi seco e un professore suo al-
lievo ch' ei voleva a guarentigia e difusione de' proprj metodi
educativi , e due alunni suoi prediletti, ancorche di età trascen
dente la presentía. Ma in capo di pochi anni, il primo d' ottobre
del i835j dovette cederé alle vive esortazioni di quell'anima sauta
di Möns. Luigi Tosi, Vescovo di Pavía, il quale, giovalosi del-
V opera del sacerdote Luigi LaveIii , Paroco di Concorrezzo, zio
materno e saggio consigliere del Pilla , lo mosse ad accettare la
carica di Retlore delV almo Collegia Borroméo in Pavia. Tale
soma , finché Tiuova, fu dura e forte ; dopo un anno circa di-
venne dolce e soave. Invócalo il braccio necessario al reggere cd
al guidare , animato sempre da generosi aff'ctli e stretto insieme
alia ragione , mostró fronte e petto a racconciare il freno e ad
avviare quel corso ordinato e continuo che pin. non ebbe poi a
dcsiderare per oltre i vent' anni del suo rettorato. II contegno
virile e giusto del Rettor Pilla gli procacció tale una stima ed
affezione, che passb quasi ereditaria nell'annnale succedersi de'
nuovi alunni, a segno da riuscire superjlua la nomina del terzo
superiore sistemático, il Ministro, quantunque volgessero tempi
difficili , cosí delti eccezionali. Quel suo fare tempéralo di dignità
e di confidenza , quel suo conferiré pieno di lunga esperienza ,
di nobili sentimenti, di dotlrina varia e sicura ; quel suo ricor-
dare fréquente, a bello sprone di emulazione, i molli alunni che
iIlustraron o o illustrano il Collegio ncll' esercizio di cariche pu
bliche eminenti o delle liberali profession'!: quel suo secreto e
caldo adoperarsi a beneficio dcgli alunni suoi carissimi , quella
sua bontà e prudenza verso i trascorsi dell' inavvertenza giova-
nile, erano tante belle e rare virlù che gli attraevano irresistibil-
mente la commune simpatía. Egli poi copriva il tesoro délia mente
e del cuore con una umillà ancor pià rara ; e pero, nato comerá
leone, dagli umili soltanto era sólito lasciarsi disarmare, giammai
dai superbi. Del resto la modestia sua fu troppa , tale da pa
rère quasi inßngardaggine : per essa non abbiamo un relaggio del-
Ïampio e profondo suo sapere : le Filologíe latina ed italiana е.
ÏAgronomía erano Ii stud/ suoi prediletti; dove tanto a fondo
era andato ragionando, da essere spesso e. con piena fulucia con-
sultato eziandío í/íí' pià valenti , come lo prova, per alto d'esem-
pio, il presente Siipplimento. Quella starnpa ch' egli paventava
non poté da lui conseguiré fuorche due ßorilcgi lelterarj anorümi,
с questi pure a [orza dell'insistere indefesso delïeditóte medesimo
di (¡tiesto volume. Essi sóno una scelta delle Opere di Gasparo
Gozzi , divisa in cinque volumetti, publícala nel 18З2; — e una
seconda di prose varie italiane dal 1 200 a lutto il 1 700, intitolata
l'iori di savio e bel parlare, in tre votumi editi negli anni 1848,
1849 e i85o.
Con que' primi volumetti delle Opere di Gozzi il Filia • ebbe
per mira (gins la l'espresse sue parole) di metlere per le moni de'
giovani studiosi tai libri che ne avessero a cavare due notabili
vanlaggi. Ve' quali tuno si fu che vi potessero imparare la propria
lingua cosí purgata da ogni errore, come lontana da ogni affet-
tazione, e uno stile quanto forbito ed ornato, altretanto fluido,
soave e spedito, quale in somma è richiesto dull' uso córvente;
i ltè, quanto a lingua , ravviati i presentí Italiani da alcuni so-
lenni maestri, quali morti di fresco e quali ancor viví, or si vor-
rebbe che le- scritture che sJ hanno a mandar fuori, fossero in-
saporate di sale italiano e gittassero tale una fragranza , che la
si sentisse distintamente vénula da fiori e frutti nostrali. L' al-
tro vanlaggio, e ben grande, che e' vi avessero da esse opérette,
Josse tutto pe 'I cuore e pe'l senso del bello; perocchb il prin~
cipale scopo del loro autore si è di fare migliori i costumi e di
rendere J'amigliare il buon gusto nel fatto delle lettere. Onde
che i giovani avessero a tornare dalla lettura di tali opérette con
Сanimo rifaèto più bello, pià dirilto, с tutto di nobili e virtuosi
sentimenti raggentilito. A questo fine mirano lutteqliante le scrit
ture dettute dal buon Gozzi; il quale con bella opportunità e
grazia variando di forme alla materia che ha preso a trattare ,
atleggiandola e componendola ora а то' di lettera, ora a fbggia
di racconto, ora a quella di sogno, di dialogo, di ragionamento,
sa a lungo e maravigliosamcnte dilettare e istruire i suoi lettori »».
Invitato, come accennai, poi il Villa nel 1847 a fare di prose
varie alcuni, dito, mazzelti variamente e in bel modo ordinati, ed
a presentará cosí a giovinetti studiosi delle buone lettere italiane, i
quali amassero di ben conoscere la pura lingua nostra e l'indole
sua vera e di farsi un loro modo di scrivere schielto, polilo, bello
e propriamente italiano, si è dato nelle ore libere со 'l maggior
placeré che mai a cogliere di tutti i fiori il meglio, vuoi per bel-
lezza di forme, o vivacità di colorí, o soavità di fragranza, per
fare una bella ghirkvula , che volle avesse поте = Fiori di
savio e bel parlare. = Quivi , insù la fine della Prefazione al
• *

pfimo volume , fatiasi la doiiumda : Se hanno i giovani a scriverc


oggi cost per Г appunto come sono scritti i componimenti e varj
brani di opere antiche radunati in que' mazzi o volumi, risponde :
« Non proprio cost affatto vogliamo che scrivano , ma in gran
parte. Noi sapiamo anche noi che ogni tempo ha modi e vocaboli
suoi, e ha metafore sue ed allusioni ad usi, a cose, a persone,
a fatti , che a voler ben rappresentare i tempi diversi bisogna
usare quei modi , quelle voci , quelle allusioni che vi corrispon-
dono, e non altrimenti. Noi sapiamo anche noi che , scrivendo ,
non s' ha a stare attaccati, come ostriche agli scogli, a quel solo
che si trova scrittof si bene che si scriva eziandío come dai mi-
gliori in ciascun'arte e condizione si parla, secondo che già fe-
cero i nostri vecchi i quali aveano spontaneità, grazia, proprietà
e una certa negligenza che talvolta piace piii dell' accuratezza.
Sapiamo che — la lingua è la nazione, e lo stile e Tuomo — ;
e che percib s' ha a prendere la lingua dal popólo, dalla nazione ,
в lo stile dal nostro ingegno, dal nostro cuore, dalla nostra fan
tasia. Questa è legge impreteribile della natura, chi vuol riuscire
a bene, scrivendo e parlando ; e noi non dobbiamo mai abban-
donare la natura , come поп Г abbandonarono mai , scrivendo ,
quellt antichi, se ne togliamo il Boccaccio, il quale, pieno a
ribocco di modi eleganti e belli, compose pero e scrisse secondo
una cercarte sua che non era discepola della natura. E sapiamo
che, scrivendo come si trova scritto a punto, noi mai non avremo
altro che sbiadite copie di copie. Ma noi non pretendiarno ad al-
tro con questi Fiori , se non a sviluppare il buon gusto degli
adolescenti italiani, a far loro sentir dirittamente il bello e il
buono, ponendo loro sotto li occhi cose belle e buone, e a Jar loro
conoscere in che stia Vindole propria e vera della italiana javella,
la quale indole non si conosce cost bene altrove come né primi
scrittori nostri с in tutti quellt che vennero poi; i quali, se bene,
scrivendo secondo il carattere loro e del secólo in che vissero,
abbiano scritto diversamente ciascun da ciascuno, pur hanno sem-
pre scritto secondo V indole costante e inalterabile della lingua
trasmessa loro da quei primi e in quei primi tempi formalasi».
Ho voluto qui addurre per intiero questi due lunghi passi a
far conoscere il come addentro e dirittamente la sentisse Г ab.
Filia net fatto della lingua nostra e dello stile, e a dare insieme
un saggio sufficiente della maniera sua di scrivere. Altri, in pro
posito, ricorderà forse pure del nostro Villa un bell' articolo
Vol V. b
( Гúnico suo, a mia notizia, ma atlo a rivelare il lungo suo ve-
dere nell'alta Economía) inscrito neW Appendice alia Gazzetta di
Milano del 28 d'ottobre, i844j пит. З02, intorno alí Elogio del
conte Pielro Verri scritto dal Prof. Pietro Nessi; dove il Villa,
lasciato il penello , dh di mano cosí alio scalpello : « La figura
ili P. Verri campcggia quà e là grandiosa e da per tutto nobile
nel quadro che il Prof. Nessi ci ha disegnato e colorito con un
certo sito fare rilevato, tutto maschiezza, tutto nervi e sangue
vivo. Forse ne potrà parère a taluno alquanto scabro lo stile ,
il quale e pero sempre serrato, franco e massiccio. Ne il con-
forteremo noi a volerlo rinettare soverchio da quelle scabrosità
che per avventura ci potcsse avère; perciocche, ove premesse
troppo la mano su la lima , gli toglierebbe quella viva granitura
che tanto piace ne' lavori di getto , a' quali molto si assimiglia
il suo ; e arrischierebbe di assumersi un fare commune , che è ,
corne dire, nullo, perdendo il suo proprio, risentito e gagliardo ».
Davanti a tanto buon senso critico-letterario, a tante imagini op
portune e vividissime , a tanta facilita e disinvoltura , troppo ne
grava la mancanza assoluta di opere sue originali, e, per com
penso, ne fa almeno desiderare di vedere a stampa una scella
giudiziosa di sue lettere Jamigliari ed erudite, dove V amabile
semplicîtà , l' ingenuo candore , la rapidità maravigliosa , le spon
tanée facezie appalesano l'ab. Villa.
Se bene il Villa si cessasse daIP andar fuori in publico со'I
suo supere e con I' arte ch' e' possedeva magistrale del communi-
carlo altrui per iscritto, pure il conversar suo dotto ed assennato
il fe' scorgere debitore verso la società di più alti servigi; e solo
lo scorso anno S. E. il Ministro délia publica istruzione il no-
minava a presidente della Commissione esaminatrice dei candidatí
aW istruzione ginnasio-liceale : carica che non gli permisero d'ac-
cettare с il belVaccordo con se stesso e fors' anclie il già avver-
tito perdimenlo dclle sue forze.
Que' diletti suoi alunni, que' suoi figliuoli damorc, da alcuni
inesi aveano ben cominciato ad avvedersi delV evidente decoder
che faceva il prezioso loro Capo. E al lamento mió della troppa
Icntezza nelT invio delíoriginale di questo volume, rispondeva il
2 del prossimo passato marzo : « Le scheele da aggiungersi alie
cherubiniane volevano un tempo ch4o non avea , o s' io Vavéa ,
non poteva usarne , essendo io stato dalla fine dottobre, i855,
fino ad oggi ammalazzato, e nel genajo , i856, più che malato,
XI
costrelto dal male e dai Medici a starmi in letto una buona meto,
di quel mese. Di sera per la mía vista grama non poteva scri-
vere, e meno poi trascrivere da margini di libri parole ivi scritle
in lapis, appena riconoscibili a una gran luce diurna. Di giorno,
detratte le ore che passava a lelto fino alie dieci della malina ,
e detratte quelle che pur doveva dare alle facende dell' interna
direzione e deli esterna amministrazione , alie quali cose, per vero
dire, se ben ne dessi pochissime, non me ne restavano pero tante
da poter dare un ora intera al trascrivimento delle schede, atieso
la brevità e scurità di quei giorni. E se avessi anche avuto tempo,
non poteva aver voglia di lavorare in quello stdto che è detto,
dal quale non son per anco uscitoj e tutlochè stia ora meno
male, non ho pero ricupcrato la buona voglia, la quale fu sem-
pre in me scarsa, ora è nulla affalto. Hai capita? Chi ci lia
colpa qui? L'avranno le sanguisughe cli io applicherb domina-
tina al venlricolo per togiiere quell' irritazione che da pià di
quattro mesi mi altera il senso del gusto in modo strano ». —
Л 29 dell' ultimo aprile poi mi veniva ripetendo dell' esser suo:
« Caro mió , sonó in tbechi affallo , non posso lavorare ne di
capo, ne di braccia, ne di gambe. Mi slracco súbito e per niente,
e pur non ho febre , digerisco bene quel poco che mangio, ho
buoni pohi, dormo bene, lutte le viscère in ¿¿tato normale; ma
ho perdulo la fame, ho avversione aile carni, massime aile lesse; ho
il senso del gusto altéralo : quando mangio mi si caccia /ra i cibi
che prendo un saporaccio ingratissimo che tutti li contamina. Mi
danno pilóle di ferro ridutto con Vidrogeno , due al giorno; di-
cono che, affetto corn' io sono di clôrosi, questo ferro ricomporrà
le alterate condizioni del mio sarigue, nel quale hanno ora tro-
va to i Chimici certa quantità di ferro che e quello che dà la
tinta rossa all' emalína» . — Finalmente 1Ъ di quell' infausto maggio
mi dirigeva quest' a lira riga , che fu I' ultima a me: <* Se dopo
domani il tempo sarà bello e allegro, tu mi potrai vedere cosù —
Jo cercherb di vederti , evitando pero di far scale per arrivare
fino a te, perché mi stracco troppo a montare. La troppo facile
stancabilità che mi prende, è il guajo pià grosso che io provo ».
■— Molli amici il venivano consigliando di restituirsi presto al
taría de suoi colli natíi, ma egli s'indugiava tratenuto dal rin-
crescimento di abbandonare il suo Collegio aïïunico Vice-rettorc
abbastanza dilicato e cagionevole ; e soltanto si arrese allorche
si vide dagli stessi suoi alunni pre¿ato e ripregato a voler to sto
ripatriare, proineltendogli que1 cari gio\>ani sopra l'onore e Га/лот
loro che si sarebbero guardali bene dal recare un displaceré al
cuore í/e¿ loro Rettore absente. Mossó e coinmossp da una si
obligante e solidaria proniessa , lascio Pavía il bel di della Pen-
tecoste, passando- per Milano dove visito li amici tutti a terreno,
tra'ne di me che riera lontano. A risarcirmi pegaltro della grava
privazione volli trovarmi a Cernusco Lombardone in sita dolcis-
sima compagn'ia la vicina solennità del Corpus Domini; je non
che ahimè quale spettacolo doloroso! 11 vidi con un volto di
colore (f oltone dilavato tendente al verdacchio, perduto delle
membra , con le gambe edematose , e al dar di pochi passi so-
prapreso da rántolo trachéale sonoro. Ben è vero che, adagiato
cli egli fosse , di buon grado conversava di studj , di negozj, di
novalle , e si lasciava anche andaré a qualche motto piacevole.
Ad ogni modo, io mi staccai dalle sue braccia con un disperato
presentimento, che pur troppo non tardo ad avverarsi in tullo
il suo trágico sviluppo: ¡a domenica successiva fu assalito da
un accidente apoptellico alla testa ed alio stomaco, e dopo due
di di sempre inutili tentativi, il 27 di maggio , verso le ore un
did di sera, esalb il fiato estremo, di mezzo ai conforti di quella
Religione ch' egli avéa profcssata sempre francamente quai ca
tólico, quai sacerdote, quale иошо saggio. Al fúnebre aiinunzio
trentadue alunni, con impelo generoso, vularono in corpo a Mi
lano , e di mezza notte passarono a Cernusco ad onorarvi la
spoglia a"un tanto loro Rettore. Al calarlo nella fossa un bravo
ahumo , studente del quarto anno di legge, Demetrio Benaglia,
lesse alcune poche parole, ma calde di cosí grande affetto, che
accrebbe i palpiti e le lagrime degli accorsi compagni. Questi,
ritornati a Pavía , s'accordarono (or/ani novelli) di vestiré tutti
il bruno fino al termine dell'anno scolastico (1).
7/ valente educatore e letterato che qui piangiamo perduto, ebbe
bella e alta statura, testa di breve volume e coperta di capelli
finissimi e svolazzanti , fronte spaziosa, occhi piccoli e vivaci,
mentó largo , bocea atteggiata spesso al sorriso , fibra soltile e
nervosissima , sensibilità eccessiva a mutamenti atmosferici , un

(1) Corre in ogyi una bella proponía di suttoxcrizione per inalzare nel
pulazzo de1Гalmo Collegio Borroinéo in Pavía una lapide monumentale alla
cara memoria del fíellor filia. I cuori di lanti giovlni generosi nono prou-
Uëitmi: è spcrabile non tardi ad avvalorarli Г usseutimeiito almeno , cost
desiderata come necessario, dé' Pnlroni Borroméi.
inceder grave e maéslos», иц parlar rado con voce soave (i) , e
un far lacónico e tardo Hel conversará , ateniese e rápido nello
scriveré. ■*
QueWamore che per vgntott' anni 'mi continuo il Rettor filia
tenacissimo e paterno da vero, se al partir s no primo mi avéa
tratenuto dal proferirne io il giudizio, temendo di pórtame nota
di parziale, o pure di smoderato, mi vi ha от nondimeno sospinto
impaziente di riyedermelo innanzi a tutto rilievo, in ánima e cor-
po, quale proprio io me'l conobbi. Contento a-quesü pochi con
form , ma suoi ajfatto, io mi ritiro perche altri si avanzi a meglio
vestirli di carni e di colorí.

G. В. Dk Capitaux.

(I) Dante, Infer, с. IV, v. 114.

Vol. V. Ь»
E trita sentenza i Vocabolarj essere suggetti di loro natura
a imperfeziöne più che ogni altra opera di mente e di penna.
Il che ha luogo non solamente pe '1 crescere in ogni lingua viva
le voci e le modificazioni loro quasi in ogni anno, ma ancora
per la facilità con la quale e all' uno e ai molti Vocabolarisli
vengono dimenticate le locuzioni già in corso, e spesso le più
ovvie fra quelle alla età loro. Di ciù sono prova 'le perpétue
ristampe che ne vediamo fare, e sempre con au menti notabilis-
simi per le lingue viventi e fin anche per le morte. Perciô non
farà maraviglia, cred'io, se, oltre aile copiosissime Giunte già
inscrite nel Volume quarto di questo mió Vocabolario, io pre
sentí oggidi una Sopraggiunta di forse tremila (i) voci e modi
milanesi venutimi alla mente in questo sesennio ultimo scorso.

(1) Auméntala da ehi áltese all' edizione di questo Volume di allre mille tra voci
e maniere di dire. — V.
T A V O L A

DEGLl SCR1TTOHI В De' LIBRI CITAT1 PEH ABBHEVIATORA 1Я QÜESTO VOLÜMB,


E НОЯ COMPaESI HELL1 INDICE DEL VOLUME ГД1МО.

Alan. Flora. — La Flora di Luigi Alamanni, Dante, Inf. - Purg. • Parad. — La divina
Comedia inscrita nel volume quarto del Comedia di Dante Allighicri, ec. Ediz.
Teatro salto tfogni secólo. Milano, Class, mil. de' Class, ital. — II primo numero
¡tal., 1808, in-8. — Le citazioni sono per indica il canto ; il secondo il verso.
atti , scene, e pagine. Davanzati, Cultiv. tose. — Cultivazione to
Ariosto, Fur. — Orlando furioso di Lodovico scane delle viti e d'alcuni arbori, di Ber
Arinsto. Milano, Class, ¡tal., i8a5, vol. 7 nardo Davanzati Bostichi. Ediz. mil. de'
iti-3a. Class, italiani.
Id. Necroman. Il Necromante , Comedia in Davil. — Dell' istoria delle guerre civili di
versi di Lodovico Ariosto. — Si legge nelle Francia , di Arrigo Cater. Dávila. Ediz.
Poesie varie del medesimo; Firenze, Mo mil. de' Class, ¡tal. — Si citano i tomi e
lini, 1824, in- 16. le pagine.
Id. Sal. — Satire di Lodovico Ariosto , in Fr. Giord. Pred. — Prediche del Beato Fra
scrite nelle suddette Poesie varie. Giordano da Rival to, ec. Firenze, 1 5З9.
Bibboni, Relax. — Morte di Lorenzo di Pier — Le citaz. sono a pagioe.
Francesco de' Medid. Racconto tratto da Gberardini, Supplim. — Supplimento a1 Vo-
una relazione delCapitano Francesco Bib cabolarj italiani propoeto da Giovanni
boni , che Г occise. — Forma appendice Gberardini. — Milano, i85a e seg.
al volume seslo délie Storie dei Municipj Giambul. Bernar. Conlin. Cirif. Calf. —
ilaliani illustrate da Carlo Morbio. Mila Cirijfo Calvanco, Libro intitolato il Ci-
no, Class, ¡tal., 1846, in-8.' rifTo Calvanéo et il Povero Avveduto, ec,
Carena , Pronta. — Prontuario di vocaboli composto il primo Libro per Luca Pulci,
attenrnli a parecchie arti, ad alcani me- il resto per Bernardo Giambulari, 6oren-
stieri, a cose domestiebe, e altre di uso tini. Venezia, 1 535. — Le citaz. sonó per
commune; per Saggio di un Vocabolario libri , stanze, e pagine.
mrtodico dtlla Lingua italiana ; di Gia- G. Giusti , Prov. tose. — Raccolta di Pro
cinto Carena, ec. — Parte Prima: Vaca- verb] toscani con illustrazioni cávala dai
bolario domestico. — Parte Seconda : Vo manoscritti di Giuseppe Giusti , ed ora
cabolario metódica d'Arti e Mestieri. — amplíala ed ordinata. — Firenze , Le
Torino, i846-i853, in-8. Monnier., i853, in-16.
Caro , Lett. med. — Letten inédite di An- Id. Fers. ed. ed ined. — Versi edili ed in-
nibal Caro , con annotazioni di Pielro edili di Giuseppe Giusti. Ediz. postuma,
Mazzucchelli, ec. Milano, Pogliani, 1827- ordinata e corretta su i manoscritti ori
i83o, vol. 3 in-8. — Il primo numero in ginate — Firenze, Le Monnier, i85a, io-16.
dica il volume; il seconde la pagina. — Le citaz. sonó per componimenti.
Cavalcanti, Istor. Jior. — Istorie florentine Id. Fita del Parini. — Forma parte del
»Titte da Giovanni Cavalcanti, ec. Firen-i Discnrso di Giuseppe Giusti posto davanti
ze , 18З8. — Le citaz. sono per volumi ai Versi ed alie Prose del Parini. — Fi
e pagine. renze, Le Monnier, 1846, in-16.
Creseenzi , Agrie — VulgarizzameDto del Guicciardinij Si. cfltal. — La historia d'I-
'Fraílalo delí Agricultura di Pietro Cre- talia di M. Francesco Guicciardini , ec. ,
scenzi. Ediz. mil. de' Class, italiani. — 11 divisa in venti Libri, riscontrata con tutti
primo numero indica il volume; il second' > Ii altri historici , ec. , per Thomaso Por-
la pajina. cacebi, ec, te. r— Venetia, Polo, 1599,
XVIII
in-4. ■— Le citazioni tono a libri e pagine. Segni , Stor. fior. — Storie florentine di
Machiavelli, Op. — Opere di Nicoló Ma- messer Bernardo Segni, gentiluomo floren
chiavelli. Ediz. mil. de' Classic! italiani. — tino , ее. Ediz. milanese de' Classici ital.
Si citano i volumi e le pagine. — Il primo numero indica il tomo; il se
Magazzini, Cultiv. tose. — Cultivazione to conde la pagina.
scane del molto rev. P. D. Vitale Magaz Tañara, Cittad. in villa. — Economía del
zini, Monaco valtombrosano.Venezia, i6a5. citladino in villa, di Vinccnzo Tañara. —
— Si citano le pagine. Bologna, l644t in-4-
Manuzzi, Voc. — Vocabolario délia Lingua Tommaséo, Can. pop. tosc. — Canti popn-
italiana già compílate dagli Académie! dél lari toscanij corsi, illirici, greci, raccolti
ia Crusca, ed ora novamente corretto ed da Nicoló Tommaséo. — Venezia, Tasso,
aecresciuto da Giuseppe Manuzzi. Firen- 1841, vol. a in-8.
ze, i83i e seg. , in-4. T. G. — Giunte al Dizionario italiano : son»
Monti , Voc. Com. — Vocabolario dei dia- comprese net vol. IV dei Hfuovi Scriui ili
letti délia città e diócesi di Como con es. N. Tommaséo. — Venezia , Gondoliere ,
e riscontri di Lingue antiche e moderne, 1841, in-8.
di Pietro Monti. Milano, Class, ¡tal., 1845. Varchi, Stor. fior. — Storia florentina di Be
Passer. Cic. — Passeroni Gio. Carlo. II Ci nedetto Varchi, con aggiunte e correzioni
cerone , Poema in ottava rima. Veneria , tratte dagli autografi, e corredata di note
1^56, volumi sei in-ia. — Le citaz. sonó per cura e opera di Lelio Arbib. — Fi-
a canti e stanze. renze, 184З, vol. 3 in-8.
Pulci L., Merg. — II Morgante maggiore Villani Gio. Istor. fior. — Istorie florentine
di Luigi Pulci, te. Edizione milanese de' di Gio. Villani. Ediz. milauese dc' Classici
Classici ital. — II primo numero accenna italiani.
il canto; il seconde la stanza. Vinci (Leon. da). Del moto e misura dcWa-
üaccol. Poes, satir. — Raccolta di Poesie qua. Trattato che forma parte delta liac-
satiriche. Edizione milanese de' Classici coltu di Autori italiani che trallano del
italiani. — II primo numero contrasegna moto délie oque, ristampata in Bologna.
il volume; il seconde la pagina.

Le abbreviature úsate in questo V. vo Vedi nella forma scgnentet


lume sono le medesime dei quattro ante V. i. q. G. — Vedi in queste Giunte.
cedent, e pero già spiegate nella Tavola V. n. G. — Vedi nelle Giunte, o sia nelle
posta innanzi all'intiero Vocabolario: oV Giunte e Correzioni she stanno in fine del
tre di esse qui si aggiunsero soltanto i due vol. IV.
XIX

SPOSIZIOKE DELLE SIGLE


DE' CONTRIBUTORI A QUESTO SUPPLIMENTO
C. — Sac. Bernardino Corsi, Curato, Тео- П S. — Doit. Gaetano SlrîgelU.
logo e Definitore alia Prepositurale di У. — Sac. Giuseppe Villa, Rettore dell'al-
Treviglio. I mo Collegio Borroméo in Pavía.
D. — Dott. G. B. De Capitani. ||
1
SUPPLIMENTO

AL

VOCABOLARIO MILANESE-ITALIANO

ACQ AGE
Abiliiàa (in) agg.E con sti abilitaa te stee I Acqua che lassa la nívola sul yéder. Aqua
a Milán. V. Milán i. 7. G. fresca, la quale d'estate appauna il di
Ahila, v. Ьг. Tenere i cibi nello stomaco fuori del bicchiere. — Y.
« digerirli: p. e. El tal l'é de slomegh Acqua di pialt. Hanno ( * lose. Carena,
insci debol, cb'ei pó minga abita Ha Prontu. р. З57 ).
golt. // tale rece tullo ció ch'egli man- Acqua [ Pioggia ] (in) agg. L' acqua a
gia , non pub tener giU niente , tanto S. Anna Гё mej de la manna. V. Auna
egli ha débale lo stomaco ! — V. I. q. G.
Accident. O nomo, o bestia, o allro che Ou' acqua a soa stagion la var pussee
abbia dello strano, del nuovo e iousi- che tult'i ricchezz del re Faraón. Detto
tato. Mostró. Accidente disse Luigi del basso cootado di ch. siguif.
Pulci parlando d'un gran serpente: Acquarella (in) agg. Disegnar d'aquerello.
E, come e' giunse alia terra, ordinava Acquarccü. V. Sô 1. q. G.
Di lasciar parte d' uo taoto accidente Acquitta (in) agg. Pioggerella, Acquetta
Al sccol nuovo; e fuella fiera morta erbetla. Un pb di piova aderba ilpralo,
Со 4 capo fe1 appiccar topra la porta. Acquirœù (in) agg. Navéll. Pila.
Morg. can. IV, it. 36. — V. Adacquatrîz (con 17 alquanto strascinato),
Acqu (in) agg. Edema. Gonfiezza edema Usato cosí sustantivamente e assoluta-
tosa delle gambe. — Linfa o sierosilá nieute, vale llovía o Gora a uso di
che , diventtta troppo crassa, si arre adaquare prati; essa tiene il luogo Ira
sta, o s'infiltra a poco a poco nelle ca il Cavo principale e i mînori gorelli e
vila delta membrana cellulare. — V. fossicini o rogette. Adaquatrice? — V.
Acqua (in) agg. Acqu viv Nelle Adàmm [ Pomra d']. V. Pomra i. q. G.
noslre prateríe, risaje, ec, é il nome Adèss (in), dopo fine, agg-. E l'usa anche
delle aque irriganti di primo passo per nella Forza della Ragione, a. III, s. 7.
dislinguerle dalle residue di colatura Adoss (1/1) agg. Avegh adoss el trenla
o scolo. pari. Aver sessanf anni. — V,
Inlreut'ann e (renta mes torna l'a- Adree adree. Rasente. Andà adree adree
cqua ai sceu paes. Prov. cont. briaDz. al mur. Andar rásente il muro.
In cent'anni e cento mesi torna l'aqua Advent (in) agg. e aut. Advento (Vite SS.
a' suoi paesi. PP. I, i ).
Fà 1' acqua. Sedimento aquoio. II Afàre [L'é afare fenn] (in) agg. Ènegozio
deporre la parte aquea che fanno le aggiustalo ( Redi, Op. V, 179).
cucurbitacee , i cavoli cappucci , ec, Afari slraccb, figuratam., Affare spallato,
per mezzo della insalatura con la quale sema rimedioj da disperarne. — V.
si preparano per frillure, per crauti, ec. Afezióu. Affezione. Ciappà afezidn o amör.
E cosí dicasi delle pesche, delle me- V. Amor i. q. G.
liache , ec. , destínale a frigersi. Ageliàa, v. br. Destrczza, Svellezza, Dis-
Го1. V' » 1
ALB ( ALZ
involtura. Per lo più s' inten Je di rua metiere in rooslra colori, confetti, ее,
no. — V. ec. Nel Foc. è Albarèll, s. т., coa
Aghcr (in), sig. i.°, agg. F. anche Lávor signif. affine.
ross nel Foc. Albera [Albagia, Superbia] (in) agg. For-
Sig. 3." , agg. Duro , agro a miio- se di qui V Inaiberarsi di lingua per
versi. Acro in queslo medesimo senao Insuperbire, Pigliar rigoglio. — V.
usó Danle (Puig. can. IX, v. 1З6) Albiœù, o Arbiœù, o Elblœù. Sinon, di
dove , parbndo d¡ porta, che, dislor- Navèll (del cavallello da Fornaciaj о
cendosi su i tárdini, s'apriva, dice die Mattonaj). F. Navèll nel foc.
rugglo e si moitr'o acra. — V. Alé-her (in) ágg. Vojà g¡ó altígher. Con
A^nèll (in) agg. Quiètt come on agnèll. trario di Versare a spizzico, a goccio-
F. Quiètl f. q. G. le. — Versare, Rovesciare largamente,
Agnellin (in) agg. Nassuu l'agnellin , l'è a trabocco, senza ritegno. — V.
iiassuu el so pa.'colin. I Lucchesi dico- Alias ed anche Alias tempore. Altrevolte.
no Nata la creatura , nata ¡a pastura Almànch. In Brianza s' usa questa voce
( Almanacco lucchese del 1841 ). dai contadini in senso quasi corretlivo,
Agón (in) agg. Clii lia miuga ciappàa o piuttosto dubitativo; e vale press's
agón per sau Giovaon, so dann ... Nel poco : Salvo il vero , Se non prendo
giugno la pesca degli agoni è in foga, sbaglio , Se bene mi ricorda, Se non
dicouo i Lariensi A la on agón ghe Jallo. Dicono, p. е., La tina granda
voeur trü ann ... I pescatori del Lario quanti brenl l'ba traa? — N'ba traa
credono che l'agone formato, che suol dodes, almauch! Il tino grande quanti
pesare dall'una aile due once nostrali, barili gittb ? — Лге gittb dodici, salvo il
non sia tale s'c non ¡n capo a tre anni. veroj o, Se mi ricordo bene, ne gittb
Agón bastard... L'agone che passa il dodici. — V.
peso di due once fra i Lariensi, e di Almuzia. Gufo. Pelliccia che portano su'l
quattro fra i Verbanensi. Se ne vo- braccio sinistro i Canonici di alcune
gliono pescati del peso dalle 25 alie collegiate quaudo vanno e sono in coro.
45 once noslrali. La nostra voce viene dal h.Aumusse? V.
Agón coli a la barchirœula ... Li ago Aloe. Alcuni confundono le Agavi e li
ni fritti in barca appena colli. Cosi Aloe tutti sotto questo nome.
eucinati seno squisiti. Alp
Agó>t (in) agg. Luj e agosl, donna niia, Alpa
110 te cognoss. V. Donna i. q. G. Alpadegh Per quesle voci vedi il Го-
Agra, o Maestra .... Cosi cliiamano i no- Alpée cabolario dei Dialetti di
stri Caciaj (Casée) il siero molto in- Alpeggià Como, ее, di Pietro Monti.
■cidito. — V. Alpesèll
A gratis diciamo pik communemente che Alpètt.
Gratis. F. il Гос. Àll(m) aggett. di Carnevàa , dopo signi
к) [Tüll' i coss, ее] (in), dopo immolla, fícalo , agg-. encorché abbiano il gené
agg. Quello che i Fr. dicono Même une rico Reculé.
fétu à quelque chose est bonne. Altana, sin. di Vollàn. V.nel Foc- ei. q. G.
Aja e Ajo dicono (alora le persone culte Allàr (in) agg. Altàr maggior. Altar mag-
per quello che communemente diciamo giore.
la Bonn ( V. G. al Voc), e el Majesler Àlz. Corr. la dichiarazione secando il
0 el Prêt de cà. F. Foc. Corn, di P. Monti.
Al ... Nome dei due Piovenli délia tel- Alzada d' ingègn (in) agg. F. anche In-
toja dei capanni camperecci di legno gègn i. q. G.
e paglia. Alzapè (in) agg. Legno messo alquanlo al-
Al baña. F. Uga nel Voc. telto da terra, a traverso le callaje de'
Albarèlla, s. f., Alherello. Fra noi preci campi per impediré che vi entrino le
samente è vaso cilindrico di cristallo bestie, obligando li uomini, se vogliono
( per lo più arrotato con coperchio a passare, ad alzare il piede. — V.
disco e smerigliato), onde usano Dro- Alzapè [laccio da uccelli] (in) agg. «Nel luo-
ghieri , Coofetticn , Speziali , ec„ per go dove presso dimorano. uccelli rapaci,
AMO ( 3 ) AND
o donde pnssano, si ficca fortemente da Amorisc , v. valsass. Usasi avverbialm.
ogpi parle un archello mollo piegato, Volcntieri^ Con piacere, Con gusto. P.e.,
presso al quale da una parte si ferma una I vaccb in di or cold glic staun, o ghe
verga, Delia cuifessura si ficca una coda vann amorisc in quella Valletta là soit a
di topo o rana, o aliro pezzuol di car quii piant. — Nell'ore calde del mezzo-
ne; e dall'allra parte fortemente in terra giorno cistanuo volentieri.o si diletlano
si ficca una perlica, avente in capo un di slare in quella vallicella till' umbra
Jacciunlo e una piccola corda con un di quelli albcri. ( Ci stanno volenlieri
fuscello, per lo quale la pertica piegata meriggiando, o meriaudo, essendo le
si ferma all'archelto e alia piccola fen- mcrie luoghi frescbi e deliziosi, corn-
dilura, che si fa in capo della verga modi a giacervi e posare nelle ore calde
che tiene ¡I topo; e'l lacciuolo si stende del di.). — V.
iritomo al topo о alla carne. Б quando Ampj de vomit (in) agg. Impeto, Empito
Puccello torrà il topo о allra cosa po- di tosse, di vomito, ее.
slavi , a ció che ne la porti, tocca la Aucas! (in), in vece di = Luis e Luigi =,
pertica: tocca, si scioglie dHll'archetlo si leggn = Pepp e Giuseppe.
con ГассеПо ra pace, e. l'uccello rimane Anda (m) agg. Vess она cossa inscl a
appiccato per li pied i » (Cresceuzi, andà e pceu a vegni. « Essere cosi
Agrie. Ill, 11J ). — V. com'ella è per tutti i versi. » (Villa,
Ainbà i ant d'ona fenestra, d' on uss. Dial. br. ms.).
Socchiudere le imposte , Rabbalterlc , Podé minga andù pussec in su, so
che i cont. Ьг. dicono Badà , o Melt no se va a gattou. Non poler andar
in badirœula i ant. — V. piii su se non rampicando come fa il
Ambrœus (in) agg. Vess come el cavall de gallo ; cioé , se non con grandissima
■anl'A mbrœus Andemin. Parer di fare fatica. — E figuratam., se non faceodo
gran cose e non far niente, o poco. del gatto, se non usando le arli del
In sal deía He s.nir Ambrceus Amlemni, gallo. — V.
Ch1 el troltava el troltava, e via vía, Anda al coo. V. Cdo nel Voc.
El se trovava saldo al post inedemm. Anda sul sil. Andaré su 7 ¡uogo, o
Porta, Fraa Conduit. — V. su la faccia del luogo. — V.
Orèggia de sanl'Ambrœus. V. Orèg- Audà-via, o Audá al bosch. Andaré
gia i. q. G. ' assolulamente.
Ainedée, o Amidée .... Fabricatore о Amia a farsi mínere (in) agg. f. M¡-
Venditor d'amido. Il fr. Amidonier. uere nel Voc. — V.
A mis (in) agg. Ainîs giui àa. Amicóne fe- Anda consc, o aconsc (in) agg. Ciampcg-
delissimo. — V. giare, che è qucll'andare pian piano,
Amin (in) corr. la par. azione in atteg- si che a pena si senla il suono de'
giamento. piedi. — V.
Atnrir (in) agg. Ciappagh amor o afezion Andà feeura (in) agg. Andà focu o foeura
a vun о a ona cossa. Affezionarsi a I vale anche a' Brianzoli Diradarsi il
chi che sia о a che che sia , Prender grano in erba, Fur piazze. — « S'egli
amóte a, o Prendersi d'amore per un ' avvieue che, dopo ch' egli è seminalo,
tale. vada la slagion calda e asciulla mol-
A chi parla per amor l'atnor gh' in- to , il grano ribolle., e si perde e fa
segna. Cosi Dante 1' inteudeva e cosi piazze » (Magazz. Culi. tose. p. 5l ).
faceva ; onde nel XXIV del Purg. dice — V.
a Buonsgiunta da Lucca : Andà [Falla andà alia ricca] (in) agg.
. . . lo mi son un ehr, quando Andaré pe'l fango senza trampoli (co
Amor olí 3{<ira, noto, ed a quel modo me avviene di chi è ricco с va in car-
Cbe detla dentro, vo significando. rozza od a cnvallo). « Se il mió padro
E perô le penne che se n' vanno streite ne avesse avuto dove morderé (dando,
dielro a si fallo detlalore^ non ponno cwè, di morso, o di beceo, portar via di
•-.he scriver bene a maraviglia. — V. nascosto e testamente) sopra un padre
Amor [O per amór о per iorza] (in) agg. ricco, noi andrcmmo pe'l fango senza
V. anche Fórza. , Irampoli, ma abbiaroo una povera vec
ANN ( \ ) ANT
cliia die appena, ec. » (L. Alani. Com. e fi nisee со 'I 29 di setiembre, s. Mi
a. IV, s. 1). — V. chèle. — S. Michèle e Pasqua souo i
Andà l Se la va a] (in) agg. Maniera due termini semestral!.
idéntica alla nostra è quesla:«Se per Ann [de la bajía, e pœù i scalin del
ricchezze andasse, elPè molto più ricca Dom m] (in) agg. E quello che i Ge-
la república di lui » (Gio. Cavalcanli, novesi dicono : Tanti anni со battaggio,
Ist. fior. I, 5u6 ); cioè , se bnslassero Ann [AlPann de quest'ann] (in) agg. Per
le ricchezze, se tullo consistesse nelle l'ann che l'è quest'ann ... Questi modi
' ricchezze. — V. vagliono a' Rrianzoli quanto Conside
Andà via col coo (inj agg.: rate o calcolate le condizioni di que-
Ognun mi guarda per traiecolato si anno j Avulo riguardo о rispelto
E dice ch1 io sto male e ch1 io vo via. all'anno che ci corre. — V.
Beroi, Rime, p. 77; Ann [In d'on ann, ec.] (in), dopo dellalo,
cioè, vo fuori del senno, delcervello.-V. agg. V. perif in Fo'nsg.
Anedolt (in), sig. 5.°, agg. Colibéto. Anna (in) agg. Vinticinqu san Giarom ,
Àngiol (in) agg. e, con una brulla metá 16 saut' Auna e 27 el delùvi .... Dell,
fora, Corriere alato. — Quiètt corae on di pronostico per la pioggia lugliola.
àngiol. V. Quiètt i. 17. G. L'acqua a saiit'Anua l'è mej de la
Anguila, figuratam. Non essere ben ferino. manna .... Prov. che denota uiilissima
Tenlennare , Vacillare. — V. alie campagne la pioggia su'l declinare
Ànim [vil d']. Pusillanimo. di luglio. E in proposito di questa piog
Anima (in) agg. la consciéuza de l'anima gia di saut' Anna placera a chimique
mia. У. Conrsciénza 1. q. G. leggere un bell' articolo relativo de l
Animât (/11) agg. Animai de bàsta, V. bravo can. Bellanl, che sla nel seconrto
Bàsta i. 1/. G. semestre 18З4 del Giorn. agr. lomb.
Ann (in) (ig*. Ann de erba, ann de mer- ven., a p. 49 e seg.
da (prov .cont. br.), Anno erboso, molto Annin [per opposizione ad Anndii] chía-
mangime molto concime. mano i oontadini dell'A. M. Г annal»
lu 5o ami e 3o mes lorna Pacqua ai misera, scarsa, di poco o nessun red-
sœù paes. V. Acqua i. q. G. dito agrario. — Lo dicouo anche Ann
Scarsità d'aun boadaoci de vista penin ( anno piccino), come i Toscan i
Lo dicono i contadioi vecchi lamen dicono yin pieviolo il vino di pora
tando la pcrdula gioventù e la furza forza. II Tominastío ne' Can ti popólari
visiva smarrita con essa. toscani ( I, 255, ñola Ъ ) assev era d'a-
Quand s'è asen (o simili) el primm ver udito dire a un di Monte Carli
di de Г ann , s'é asen (o simili) lina Annalina per annctajrista. Quesla An
al dl de s. Silvester.... Mudo di dirr nalina sarebbe il vero riscoulro del
communissimo со '1 quale si rinfaccia nostro Annin, о Ann penin.
altrui eccessiva asinilá o allio difelto Ansät, v. tont. dell'A. M. Ar- sima, An-
morale qualunque. sámenlo. — Lat. Siispiriiim.
La galèlta l'è quella che ten avert Ant (in) agg. l.'Anl o And dei Rrinnz.
l'iiss (till l'ann. V. in Galèlta i. q. G. non è che VAjuola, la I'resa, la Pon a ,
A vé faa i sóann,o i sé di. M. conl, il Alagólo, o sia una lisia più o men
br. Aver diirato il dovere, Essere larga di Ierra vangata o árala. Dal lat.
oggimai logoro. Antes, iura, m. plur., Columella ( De
Vess inanz coi ann. Essere maturo re rust. lili. X, V. З76) usa questa voce
di età , Essere allempato. — S. per Ajuole da orto ■
Ami ecclesiastegh, o del messal — llumidiique andrachne Silicates pretegit miles,
Incomincia co'l s. Merlino ( 1 1 di no
vembre) d'ogni anno. clic Bened. Del Bene traduce;
Aun colouich .... Pure co'l s. Mar- E copre il snot rlcllr assclate ajuule
tino nell'allo e basso contado uostro. L1 umida porcelhoa.
Aleuni lo dicono italianamente Anno Virgilio (Georg, lib. II, v. 4'/) P*r
mezzadrile (da mezzadría), Anno nístico. Ordini , Filari di viti:
Aun loculiti di ca Principia Jam canit extremos effelus vtnitor attes. —V.
APR ( 5 ) ARC
Anta (in) agg. Menà l'anln. Proprianienle primo verso, e ne tacia affatto i\A se
Far vento, agilar l'uria ilcllc stanze con conde, pure a ognuno è facile vedere
I' imposta dell'uscio, facenclola andaré se io colga giusto o no nel mio dire.
innanzi e indietro; e metafóricamente Ara (in) agg. ïale quai se ara, se arptí-
Far cosa che ogni minchione è buotw ga. Dell. br. Quale guaina, tat coltella;
a fare. — V. Qual sonata, tal baílala. A chi fa bene
Aula [ Riva а Г ] (in) agg, Desinenza di è fallo bene; a chi male, male. È spesso
quaranta , cinquante , ее. и Naqui Del applicalo da- contadini Bi-ianz. ai padri
Bette (c'toè i5oj), e son giunto a quel- Irisli che, per il mal esempio, h..про
l'anta che lutta nolle canta, ed un da figliuoli peggiori. Clii di gallina nasce,
vantaggio » (aveu quarant' un anno). convien che rdzzoli. — V.
( Caro, Lett. \, i3o). — V. Ara bulara (l'n fine) agg. Questa canti
Antefiss (in), dopo Orecc, agg. o vero lena è aorella AeWAnna soranna, ce,
Oreggión. dei Sicilian!, della quale si vegga il
Antènna (in) ne//e parti, dopo Pè, agg. о Voc. sic. del Pasqualiiio sotlo I« voce
Scalz. Triscari.
Autepart. Ció che délia derrata si leva Arbijada, v. c. b. Qiiaiililà di piselli ,
pe'l padrone prima di farnela divisione gran ricolto di piselli, e fors' anco Pi-
tra lui e '1 mezzajuolo : p. e. , Tanti sellojo.
brent de vinj tarili cavagn d'uga; tant Arbijo, v. c. b. Pisellnzzo. V. Erbionin
forment d'antepart. — V. nel Voc.
Antibidœù. Moine ideale che trova luogo Arbora, Arborina. Sinon, di ArborèlU
nel seg. modo dei conladini del D. M. (pesce). У. nel Voc. Quesli pesci di-
£1 mangiarav l'antibidocù condii d 'mu consi Ogitt se appeiia nati.
ll ... Mangerebbe un bottino. Forse An Albora bastarda o sgarzolosa ... I pesca-
tibidϝ proviene da Sida, Bidar, voci tori lariensi cbiamano con questo no
che in qualche paese di Lombardia me un rarissimo pesciolino che si trova
significano l'iinbiulare che che sia con nelle loro aque, i cui caratleri s'a reo-
la buina. etano a quelli del Trull o Trui o Tt ioll
Aniiport (in) agg. Forse Poitiera. (Leuciscus pauperum, Delil. ). Nell'/i-
Anloni (in) agg. Troppa gràzia, saut'Au- tiologia Comasca del bravo Maurizio
tóoi. V. Gràzia n. G. V. Monii, a pag. ig, e nel Vocnb. Com.
Apis a coliss doppi (in) agg. Tal voll a le di Pictro Monti, si ha specificata no-
listerelle sono anche quattro con mu tizia di questo pescialello che il vulgo
tila di colore diverso ciascuna. crede frullo dell' accoppiamenlo dei-
April (in) agg. Marz on fus scars, April l'albora con la scárdova (sgarzola).
on fus gentil, Masg el coo sul piuniusg. Arborée môrt ... Sp. di arborée (rete) proi-
... Denota la decrescenza del filare ne' bita dalle Gride comasebe e spei-ial-
mesi di marzo e aprile , e il cessare in menle nel 1675. (V. Monti, Voc. Com.).
maggio pe'l deertscere délie ore serali. Arborèlla (in) agg. Forse é il Biussolo
April gnanc on Cl (in) agg. A s. Vítor dei Veneziani, o sia il Cyprinus ama
irà-fœura la bianchétta cou luit* onor. ras di Bonalerre. Vedine la desrrizioue
/•'. Bianchétta i. q. G.
riel poemelto di Fra Ginepro, Del Vi-
April d' ba trenta, ec. (in), dopo Monos., veré sano.
"ßg- 3;9- Arch (in) agg. Arch sfiancaa .... Arco
Aprϝf (in) agg. Questa voce trova ri- ellitlico.
scoutro nello A prope dei Sardi e nel Arch arùtl (il») rrg-g-. Alcuni dicono Arch
contadinesco senese Pröda al, o vero a terz agíiu.
A proda al : Arch iulregh (in) agg. Alcuni diconlo
I/ba falla la fîncslra proda al letto ... anche Arch a lutta monta.
Ho Tuto la Serena* a proda al marc. Arch Zopp (in) agg. Alcuni diconlo an«
("Sirena) come leggesi a p. 1З9 e p. 160 che Arch a pont trovaa.
de' Canti pop. tosc. raccolti dal Tom- Archétt [da trápana] (in) agg. Cosimo
maréo: e, bene h ù egli il Tommaséo Barlolt nel suo Modo di misurare ,
spooga non a capello quel modo nel p 94.. lo chiama Volgi(njo ; voce яр-
ARM ( 6 ) ASS
propriata , di indole tulla nostra , e Armella. F. Naränz amar i. q. G.
quasi che dipinliva. Armi, susl. f. pl., v. c. spec, brianz. Corna
Âroliinà , v. br. Arrancare , AJJannarsi, de' buoi.
Affalicarsi quasi come fauno Ii sciao-
cali quando vanno in frelta. Lavorare Armi drizz
con Vareo deWosso , о delta schiena;
Facchineggiare. Allri dicono Яапс/iinà.
F. n. fi. V. — V. slort —
Argent (in) agg. Candiree d'argent, F.
Caodiree í. q. G.
Argentinean , ciggett. di Térra. V. Térra - sguerc.
i. q. G.
Aria (in) agg. Perd l'aria. Perderé la tra Articiocchin (in) agg. Carciofetlo ( Scap.
montana, la bussola. Turharsi in modo p. ao4 e pass. ).
da non saper più quel che uom si fa Arzij (in) corr. Mugherino in Mughetio.
cia o si dica. — V. Asria (in) corr. II Bdndolo (Bander) nelle
Tra-fœura d'aria vun. Trarlo dal noslre Trallure di seta (Filand) serve
seminato, dal sentímenlo. Imbalordir- bensi di légame alla malassa, ma non
lo, Confunderlo, Turbargli la mente, si ne fa parle né come capo , nè allra-
che e' non tapia più quel che si dica mente, essendo esso da quella dislac-
о si facia. — V. calo e fatto non di seta propriamente.
Manda о Fa andà vun co'i pê per corne è la malassa, nia si di ragnatura
ari, dice il Br. per Far dare la voila a di bozzoli (Strusa, Spelaja). — V.
uno, mandarlo in ruina del tullo. — V. Àscia (in) agg. Vorrè vedella finna in ooo
Aria che laja la faccia. Cioè, J'reddis- deil'ascia. Voleme vedere Гultima fine.
sima, che pare cheJinda la testa pe 'i — V. *
mezzo ( Gelli, Err. a. I, s. I, p. 1 1). — V. Yess come on' ascia scarpignada Hal
Aria [ Calà i ari, ec. ]. Si levi dalla p. 55 galt. Esser una malassa arruffàta, a
del Foc. , col. 1 , liga j , e si porti cui non si puô trovar il baudolo, che
a p. 56, sollo Ari, melaf., Albagia. nou si puô rinvergare:
Aria [Melt all'aria i pagn] (in) agg. Sciori- Inlrecc Л' ingarbicr,
narcj e dicesi non solo de' parmi, ma Che a vorè rrovà el cap al fil del fait ,
delle pelli e di allie cose simili. — V. Hin come Patria acarpignaa del galt.
Aria [Tira aria calliva] (in) agg. Ë v'ab- Mjgfii, Lotio di Сел., cart. lai. — V,
boja la volpe. Asen (in) agg. Ghe n'é minga dorna vim
Aria! (in) agg. I contad. Brianz. per dare d"on asen in slalla. 1ю slesso che Gire
maggior furza a questa esclamazione , n' è insci di asen che se semeja. F~.
dicono: Aria ai monti ! — V. Asen n. G. V.
Arient,v. br. usata ancora, massime dalle Asi, v. br. Agio, Commodo, Larghezza.
donne, per Argent. — V. Anche Fr. da Barberioo disse Asió. — V.
Ario, di gen. m., usano i contad, br.: р. е., Asiaa, aggett. di abiti e cose simili, vale
Vess minga nel so ario. Non esser nel- Agíalo, Commodo, Largo ; contrario di
l'aria sua nativa. — V. Misero, Stretto, Slrozzato. — V.
Arleccblo battöccio (in) agg. Allri vuole Asié, Nesié e Nesiá, v. br. Agiare, ln*
che queslo cognoiue di Balloggio che agiaie, per Preparare aU'uso, Allcstire,
dassi all'Arlecchiuo venga da Baltoggia, Metler a ordine. — Agiarsi di alcuna
cásale bergamasco uella valle San-Mar cosa, per servirseue, fame uso, dis-
tirio, d'onde quella maschera trae i sero i nostri autichi (T. Livio Vulg. ).
nalali. Cosí m'asseriva un bell'umore — V.
di prcle nativo di Baltoggia, il quale si Asnin. (in) agg A pè d'asnin. F. Qua-
vanlava discendenteda Arlecchino. —V. dréll i. q. G.
Anna (in) agg. Arma reson, inoliv, e si Aspa ¿I a I Dim. di Asph¡!a. V.
mili; o vero Arma i so reson. Meliere Aspadelhnna ' 1
in campo, decampare, Produri e, Metler Ass (in) agg. V. Ass de picch in Vípera
innanzi ragioni, motivi, cagioni. — V. i. q- G.
AVE ( 7 ) AVO
Assa (in) agg. I Briauz. djcono ass anctie le si vedono non rade le polie d' aqua
al sing, e fúnnolo seinpre inascli. — V. sollostanti, che per qualcbe breve Initio
Assée (in) agg. Oua roba se l'ha de vess le rendono umide e motóse anche
assée, и" lia de vanzà. Dicoao i Briauz. quaudo il restante délia strada è asciul-
per avvisare che s' lia a fugire ta gret- lissimo; di queste si potrebbe dire che
lezza , clie oon s' hanno a prendere le sono surgive vere , come ne vedo
Iroppo streite le misure. — V. io una su la strada che va da Caba-
Assenlà (in) agg. Voce rimastaci forse riano a Loinaniga.
dall' Assentar(Porre, Fermarc, Meliere) Dopo le parole non mai tocca (¡vi,
degli Spagnuoli, che malmenarono que- riga 44 )agg- Al nostro Aves corresponde
slo pnese per quasi ducent'anni; о dal in valore relativo all'edificare, ma non
loro Assienlo úsalo metaf. per Accordo, nella idenlicilà sustanziale, il Terrein
üeterminazione , Risoluzione, Palteg- vierge dei Francesi ( V. Helvetius, Da
giamenlo. Noi usiamo quesla voce ap- l'Esprit, disc. IV, chap. 4> note, vol. IV,
punlo i и seuso di Risolvere, Determina page 68, mihi ).
re, Statuire, Pattuire, Fermare, meií(.: Gio. Villani (t. VII, pag. n) dice :
р. е., Assenlà ona niassiina , oaa mi- a Di certo che 1' aqua chiara surgen
sura, ona disposizion ; è quanlo dire d'abisso con grandi zampilli sopra più
Poire , fermar una massimaj Pigliare terrein ». Egli ¡vi esaggera e intende
ferinamente una misiira , un provedi- parlar di vero abisso; ma senza saperlo
menlo; Dare una disposizinne. — Y. parla di veri àves.
Assèlla (in) agg. Asselta (Ces. Voc). I Comaschi chiamano Avas le Sur
Asia (in) agg. Pianta d' asta. V. Piaula give come i Nàves dei Brianzoli ( V.
i. q. G. Monti, Voc, Corn., alla voce Avas). —
Alt (in) agg. Podè fa l'att de contriziou. I Bellinzonesi chiamano Avas le venó
V. Conlrizion i, q. G. d'aqua prossime ai fîumi che, ingros-
Atlibûs, v. br. In A' on atlibûs , In un sando, allagano i dintorni.
bailer d" occliio, In un alomo, In ve- I Francesi chiamano il nostro Aves
locissimo punto. — V. per Nappe d'eau des puits, se perô
Aiiorna (in) agg. Trà-attorna. V. Trà non frantendo questa frase che leggo
nel Voc. nella Revue des Deux Mondes, 18З9,
Aùs, v. cont. verso il Comasco. Andazzo, t. XVII, p. 100, riga 2З.
Moda, Usanza. Vess in a-ùs. Essere À vi (in) agg. Pien come on bisœù d"av¡.
andazzo di che che sia. Pieno zeppo.
Autcir dicono alcuni per Ladro. Avocat! (in) agg. Avocàtt de gronda ... Nel
Avàr [Deventà] (in) agg. Darsi alia mi B. M. si dà questo nome ai conladini
seria ( Redi, Op. V, 96 ). che fanno il saccente ; il percbè soglio-
Avemaria (in) agg. In lemp de segaría no sputare le loro seulenzc appoggiali
do se dis nè pater ос avemaria. V. aile mura délie case, e quindi sollo i
Segaría i. q. G. grondaj.
Aves (in), Vol. I, p. 49 1 col. I, riga 3, Avocaltèll, e) , , , .
dopo milanese agg. Melle strade di col- Avocaltenl' J v.c. b. Che fa del «apulo.
ВАС ( 8 ) BAF

Bábi. MasceUa. Mena cl bùbi. Mentir di gano ioviscbiati e presi. Nel portarle
ntascelle. MaDgiare. attorno e quaudo non se ne fa uso li
Bacajà e der. dicouo in alcnne parli del cuslodiscouo dentro caune acconce н
contada per Bajaffj, ее. У. nel Уос. qucsl'uopo, le quali noi sogliam chia-
Baccantíri (in) agg, Kombazzo ígua/ato. mare i Cann, o Cannón del vesch. o
11 TtiJJ'eiiiglio, la ToJJ'erúgia ela Tresca i Cann di baccheltón. Vergoni e Pn-
de' Toscaui hauuo mullo di simile al niani son delli da; Tuscaui. II Vergello
noetro Bocean e Rabbadan, non ci en è qtiello che noi chiamiamo Brocea del
trando Г idéa di rissa. — V. pianlón. — V.
Beceh. Batxo. VessBacch oFá elzioBacch. Baciaccol, pe' Brianzoli è qtialunquc eos»
Modo con!, del В. M, ... Eisere un dis- che cióndoli, ddudoli, sbónzoli. Onde
titilaccio , un pollrooaccio; non volere la fr. sch. Baciàccoj de fraa. — V.
adoperarsi e lavorare a¿ punto né poco. Baciazza. Vaso grande di rame , o gran
Baccbell {in) agg. £1 baccbrlt de mena calino ad uso di lavarvi e risciaquaro
su la polt. Mestatojo ; ñleslolino da i biecbieri e li allri vas! di vetro o
mestare o tramestare la polla. — V- • simili nei caffù e nelle osten'e. Hanno
Baccliett (in) nelle G., l.° sig , corr. Picea i Laiini Bascaudae per vasi da lavarvi
in Риса. — V. dentro calici, er. (vasa ubi calices lava-
Bacchèlla (in) agg. Bacchetta de candir ... banlur etedeabus. Schol.in IuT.cSot.XI I,
Que' fusilâ vôti di leguo di ooee su cui v. 46). Hanno pure Batióla, Butioca r.
iu áulico si formavauo le cándele di Batiaca per boccale ( У. Plauti Slichumt
segó. v. 664 : Quibus diviliae domi sunt: sea-
Candir Гаа a bacchetta .... Peroppo- phio el cantliaris bibant batiacis, —
sizioue a Candir de forma dicevausi Adnol. vulgo batiolis.) — V.
cosí le l'áudele di sego falte per so- Bacili. Jmbecille. IUI míe dell' animo e
praposizioue alle cosí dette Bacchell. délia mente; Baccllone, Scimunilo.
Bacchetta del va-e-veu (à';i) corr. Ne' ino- Audà e Vegni in bacili. Imbecillirv.
liuelli dove si trae la seta dai hozzoli, Divenire imbecille, Venire in bietolone.
с un ciliudrello di legno net quale È modo iiuovo, с usato in contado da
stauuu fitti a debite distanze quattro quelli specialinenle che s'allacciano la
rauipiui cbe reggono i capí délia seta, gorjiera di dollore stoppiardlo. — V.
i quali , . mediante il molo orizoutale Bacùcol , v. br. frailóle, Fiabe, Chiac-
di quel ciliudrello, si disiribuiscouo in chiere.
modo su'luaspo, cbe ue formano о due Bàcol (in), sig. agg. V. anche Sarègn.
о qiiallro matasse pialle. Ne' molini Batieron (in) nelle G. agg. Un solenn»
poi da torceré la seta (Ftlatoj, Toiciloj) coeômero ( Redi, Op. V, i53). Un ton-
la bascbella о ciliudrello del zelte, done ( * tose. — T. G. ).
о v»-e-vieni che '1 si voglia dire, è di Badildn (in) agg. Tœù-su a badildn onn
vetro, с su di essa scorrono i lili dal cessa, disse il Maggi per Pigliarsela
roccbetlo al naspino dove si formano tulla quanta, Non lasciarne indietro
iu malassine (filzœu). — V. punto. E s'usa pur figuratam. per Fare
Bacchetlón del vesch (in) agg. o piullo- di uno quel che ne pare e piace; Fare
sto corr. Per Bacchetlón noi ¡atendía- a fidanza, a sicurla con uno più di quel
roo quelle bacchetle o mazzette impa- che porli il dovere , la convenienza.
niate lunghe un metro o poco più, le Usare indiscretamente dell' altrui vo
quali si dispongono lungo le siepi a lunta. — V.
convenicnti distanze Ira loro e dalla ci- Baffi (in) agg. Bafii dej vin. V. Vio í.
retta, e in modo che i pettirossi e si- q. G.
mili ucceltetli vi posino su e vi riman- BalTios. Dicesi del vino generoso e caí i o
BAG (9) BAL
di colore, 'che in beveudolo lascia come laro i in allri si chiama con queslo
due bafli su'l labro superiore. Usollo nome cosí la bacca come la pianta del
il Porta Del Dilir. f. Vlu nel Гос. — V. Mirtillo o Vaccinio Mirtillo ( Lorion ,
Bagaggin, Bagaggel oRana...Cosi chiama- Perelt, Ughetla de bosch ). — Manifie
do i ragazzi br. un loro trastullo, fatto stamente viene dal lat. Baccula, dimin.
d'un mezzo guscio vuoto di noce, con di Bacca ... Ferunt baceulas parvas^ut
distésavi sopra della caria pécora a cappnres (Plin. lib. XXV ). -, V.
mo' di picciolo timpanetto, a traverso Baila [T. de' Carbouaj e di UccellatoriJ
la quale per due forellini si fa passare (in)agg. Bailón acérese, e Bailell dimin....
un tungo crine, continúalo ed abbrac- agg. pure che Fra Giiittone usó Bóilo e
ciar.te con cappio scorsojo un liscio Bóita per vuoto e vuola dentro. — V.
colletto incavato verso l'estremità d'un Bailó e Baila, dim. B.iitell e Baitella. In
fuscello, il quale, menato con mano in Valsassinn é un casoluraccio falto tutto
giro , fa sfregar quel crine nella carta di assi insù l'alto de' monli a ricovero
pécora; con che se ne cava un suono cosí del bestiame minuto, come della
moho siiniglianle a quello della raga- íamiglia del mandriano, che vi fa la
nella. — V. cucina e vi dorme. — V.
Bagajnna (in) agg. Ninna, Clltola. Bajía succia. Quella conladina alie cui
Bagajolt (a) agg. Facer. Bagajoltdn. On braccia parecchie noslre signore affi-
bel bagajottón : dano i loro bambini menlrecbè danno
si falti ßgliuoloni » ai medesimi ¡I proprio latte, e, anche
Da compcDiarne Barco e Carnevatc. dopo averti slattali, fino a che abbiano
Berni, Capit. 1 alflnn. — V. acquistato tanto di lorza da reggersi
Bagàssa in allro sig. per solo desiderio bene da sè insù le proprie gamhe. —
di ritmo, ancorche imperfello, e sema Custoditrice, Guardabamboli,a Guarda-
pur ombra di nequiiia, usiamo solíanlo bintbi; Pnrtalrice ? Quasi dicasi Btijula,
nel deltato De chi l' è quella suppaz- dal lat. Bajulare (Portare). У. Basger
za.ee, di cut vedi in Suppàzza t. q. G. i. q. G. — D.
Bagn (m) agg. Bdgn ai pee. Pediluvio. Bajlólt (i»), Vol. I,p. 58i, col. i, dopo li;
Bagn a mezza villa. Semicúpio. "gg- 6-
Bagn \Bagnetto] (in) agg. in fine: II Targ. Balanza (in) alle parti agg. Pienlóa. Ritto.
( Viag. I, i5g) li dice Le Grddora. Balb (in) agg. Anche alcuni de' noslri
Bagócc, ßagöggia, v. br. Saccaja? Sacca? usano ¡I proverbio comasco: El balb
Saccoccia,Tasca,Sacchetla. Pare venga no l'è bon nè fregg nè cald, per de
da baga ( otre ) e forse un lempo era notare il barbio esser pesce d'inferior
di pelle. Donde il verbo (mbagoggiass, condizione.
Imbagoggiass-su; e direbbesi anche Balea (a) corr. la defin. in Rimetlere di
d'un fazzoletto, o manlile o cosa si vigore, d' iulensilà, di forza; Cessare in
mile, che, presa perle cocche, si riem- gran parle, non del tutto aliado. Sostare.
pia di roba e ne tondeggi per molla Baleó. I Baleó. Li occhi. Bella raslafoia
pienezza.— Dimin. Bagoggèl, Bagoggiu; de' Valsassinesi. A quesli halconi s'af-
accr. Bagoggiônna. — V. faccia l'anima umana , e di qui con
Bagoggéra. Gran sacca. Larga e quasi templando il créalo, gode alla varia
péndola Saccaja. bellczza dell'immenso speltacolo. — V.
Bagóla .... Verso ¡I Lodigiano chiamano Balducchin de salamm, o piit spesso Ra
cosí il colmo eslremo del lino ove sonó gnor, fíguratam., dicesi la massa Лк'
le capsule del linseme. Di qui le voci salami lavorati di fresco e appesi alia
Sbdgola, Sbagolà, Sbagolarœù , ее. soffilla per rasciultarsi.
Bagóla, т. br. Propriam. significa Bacca, Ball (in), dopo Roegarze, agg. Ciaccona,
Coceóla, Pilóla, Pilldcola. Per simili- Sarabanda , Pavaniglia ( ballelti spa-
ludine, Cacherello di pécora, di capra, gnuoli ).
e simili. In alcuni paesi dàssi pánico- Ball marsc... Li abilanti di Melzo, di
larmente ¡1 uome di Bagóla o hággiola Liscale, di Séllala, paesi del noslro
alia bacca del Loto o Cëllide australe roo lado ad esl, chiamano cosi certi
(Friggée), per ció dettó Bagolaro e Per- globuli ili ferro idralo pieolitico che
Vol. V. 3
BAL ( io ) BAL
si veggono sparsi per le loro campa — Baila de padellill ... Palla ramigna dal
gne, e sono affini all'argilla ferrugino le cui ciotole lavorate hanno a uscir allre
sa (Ferretl) d'altre parli del Milanese. tante padelluccc. — Baila de padellott ...
Palla ramiza conleneule ciotole da Im-
Dull* {sottó)agg. In haUi.Rappallottolato, vorarii in pad.llotli, — Baila de padellott
In paUoltole, In pal/int. Sangu de dragh ovaa ... Palla ramigna dalle cui ciotole ti
in halla. Sangue di drago in pallollo- hanno a ravare padelle ovali. Baila de
pajrceu... Pa'la ramigna dalle coi ciotole
line ravvnlte in un carloccto di maíz. usciranno pajuoli. — Baila de piquait ... Le
B.illa [ in sig. di Panzana] (a) agg. Dà la rui ciotole van lavorate in pignatli. —
halla, vale anche per Cucultare, Cor- Га 'a de pignaltitt o pignaltcll ... Palla ra
bellare in genere. Pella ball. Caro- migna le cui ciotole s* hanno a lavorare io
pignattini. — Baila de pignattoo... Le cui
tare. ciotole devons! lavorare in gran pigoatti. —
Bal! romann. Sogni dinfermi e fole Baila de poleotin o poleutitt ... Palla ra
da romanzi le disse il Pelr. nel Trion~ migna le cui ciotole banoo a dare altretanli
Jo dfÀmoret capit. IV. v. 66. — V. pajuoli da pulenda. — Baila de segg ala
Samaritan. ... Palla ramigna le cui ciotole
Baila. T.degli Scorpellini. Palla. La parte Lanno a lavorarsi in seerhi alla Samaritaoa.
più dura ehe Irovasi in alcune pielre, — Baila de sidell ... Palla ramigna le cui
come il nocchio nel fusto degli alberi ciotole lavorate debhonu dare secchie tonde.
( Alb. Diz. ene. ). — V. — Baila de spond ... Palla ramigua contenen
te lastre alte ad essere distese, ad un Liso-
Baila [T. de* Ramieri] (in) agg. Parti délia gno, ritagliate e laverate secondo le moite
B;»lla de ramm sono: Bocea o Zena — occorrenze dell' arte del Catderajo. Quest,
Spond Filelt =: Fond o Cuu =r palla esce tale dal maglio, ma non si con
.—■ Mader de fœura — Sottmader ( с serva laie da vero; perché ad arle le si ri-
tagtia fuori ogoi fondo, e riesce vacua cosí
talara Baslarddn) = Fioeul (e talara sopra rome sot to. — Baila de taz* o taa-
Garb ) =з Mader de denter. — Nelle aett ...» Palla ramigna contenente ciotole
cosí dette Ball de segg e de sidell sono tali che il Caldcrajo ne possa rieavarc laa-
in oltre le Orecc .... Védiue le spie- ae, meslole, e simili. —
gazioni nelle varie sedi. Baila (<л) agg. Q tiesto verbo, a un dipresso,
Ba'la de cadin ... Palla ramena contenente ha anche il signif. medesimo che la
liotxe di cafinclle. — Baila de cazxiro*ul... frase Vess semper in ball, e vale Esser
Palla ramigua lutta ra*seruole. — Baila de la cosa o la persona cui tocca Гаг di
i:,w/ii"'ul ovaa. .. Pjlla ramigua tulta cas- continuo un officio, encorché altri po-
jeruole ovali. — Baila de caziirolett... Palla
ramigna lutta hoxxe di catseruote piccin*. lessero di lempo io lempo sotlentrare:
— Baila de colder ... Palla ramigna con p. e. , Slo vestii Г è quell che baila
tenente ciotole alte ad esscr lavorate in semper, Chi baila semper l'è Meneghln.
caldaje. — Baila de culderelt... Palla ra- Fa ballà i megaltej . . . Metiere iu
migna tulta сtulob da cávame caïd jjriole.
— Baila de copp ... Palla ramigna conte bailo, о in iscena i buratlini.
nente un dato numero di fondi da gran Bailarina , al pl. Ballarinn, v. del В. M.
raldaje per la fahricasione del cicio lodi- e del Pav. ... Terreno palustre e tor-
giaoo. — Baila de fasi ... È la palla con- boso , cosí chiamato perché a motivo
teneute rnolte di quelle lastre di rame che
formano la parte superiore dellc gran cal- di una certa elaslicilà délia torba che
daje destínale alia fabricazione del cacio \' è solto, par che 1' uom, che su vi
lodigiano. — Baila de garb ... Palla con- cammina, balli. — Dicesi anche Pal-
ten.-iiic ciololc di rame aollilissinio da icr- mazzina, per Ii giunclii che vi crescono
viricne ne'lc rappezzalure occorrenti a gar-
liare i vaq uteniili usecnli dalle allre pal su , delti Palmazzin, cioè piccoli Pal-
le. In queste Batí de garb le ciotole, che mazz ( Tife , Mazze sorde ). — V.
neile aUre palle dicoasi Ficrufj шитопо Bnllèlt (in) agg. Danzetta.
il nome di Garb , e le dette Sottmader Balón, v. br. Torlone. Fico ancora duro
in quelle can^iano in quesle il nome in
Jiastardon. — Baila de metió ... Palla ra- per immalurilà. Anche diciamo Dur
migna contenente ciotole da lavorarae quel come ball i fichi si fatti , che il Sac-
le tinelle che diconsi messô. Messó net chetli ( Nov. Il Pievano di Giógoli)
Уас. — Baila de padull ... Palla ramigna
cootenente ciolo'e da lavorarsi in padel- chiama Tortoni. — V.
le. — Baila de padell de cirolatt ... Palla Balôss (in) agg. Cane.
ramigua le cui ciololc s1 banao a lavorare Balôss , usato adjettiv. On r.egozi baloss
in pajuoli da rioccolata. — Baila de padell è lo slesso che On negozi su V oss ,
de Sida ... Palla ramígna contenente cio cioè Un affare caltivo. Un affaracçio.
tole da lavorarsi in pajuoli da trarre seta.
BAN ( 1 1 ) BAR
da avcrci anzi scápito che guadaguo. per ovviare al danno dolió piogge o
— V. grosse o continúate per più giorni.
lia loi lera (in) agg. Era uno st r uni en I о « Conlro il danuo dolió piogge si ta-
d'ollODe fallo a guisa di lenaglia a boo gliano le colline a banchetta ben rin-
che emisferiche e concave, il quale si forzata, plantando vi sopra le viti. » ( P.
adoperava per fare cod terra da mat- Lavezzari, Difetti dell' Agr. mil.). — V.
toni le palle da tirare co'la balestra. Banchln (in) agg. (Targ. Hag. 6, 1Ц).
Balottera. Pallottoliera. Cosí cbiama- T. de' Fornaciaj. V. Bancón i, q. G.
vasi quel ritegno coucavo nel mezzo Banchinált (in) agg. Alfieri nello Schia-
della corda dolía balestra, net quale rímenlo che prépose alla sua Alceste,
s:accommoc!ava la palla da tirare. da lui per Capriccio iiititolata Alceste
In seuso largo , per qualsiasi stru- seconda tradutta di Euripide, nomina
menlo che impronta, che segna, che dà per Muricciolajo il noslro Banchinált.
forma ; Conio, Sttunpo, Prelclle, sust. f. Quella voce ha cera di florentina , fu
pi. Omen o Geut di ballotter amígh. da lui scrilla in Firenze, ma forse nou
Uomini o gente della stampa mitten ; aggradirà a tutti. Pure l'acceuno.
Gente schietta, léale, alla buona, alia Banchinua. T. dei Muratori, Costruttori,
carlona. ec Corrento che posa su i due pi-
VcJi ebe no gh'è el pesg che sti 61osef laslri d' un porlicale a soslegno della
Briga semper se píen tetloja. Quello che nei tclti è delto
De driizà i gainb ai can, e si i itroppien. Radis, ne' porlicali è Banchinna.
Strillen per no pode refa la gent Banchirϝ.T. de' Forn. Dimin.di Banchin.
Di ballotter antigh. Bancón cd anche Banchiu. T. de'Foru. ...
Maggi, Fait. ГЦ. a. II, a. 5. — V. Nomo di que' Bialzi che stauno nel
Baloltola, v. br. Carota, Bozza, Fola da fondo della loi naco , e su i quali po-
romanzi, Baja, Fanfalaca , Favola, — sano i primi maltoui.
Balúgiola disse Giovanni Cavalcauti Banda (in) si osservi : Forse la frase
(Isl.fior. II, 5o6): и Chi vuol provare Andà o Vess in la banda (che fra noi
(rioè, spacciaie) una balúgiola per una conla pochi a nui di vita) procede dal
verilà , gli è necessario produrre per ledesco Band brigata , compagnie , e
prova un' allí a balúgiola, la quale sia solliutendesi di pezzenli, di falliti, ec.
simile a quella .... Avvegnadiochè la Cosi essendo , non corre soltó 1' art.
rayiune non palisse che le prove veré Banda musicale.
cuucedano favure alie balúgiole men- In Briauza si dice • Vess in la com-
zognose ». — V. pagnia. — V.
Bnlzauelta .... Propriamente quella Liste- Banda (a) agg. Dagh in banda, m. br.
rella di fotl«m che rigira la veste nella Finiré, Compire, Ultimare una faceu-
sua atlaccalura fra corpo e sultana ! da. — V.
una specie di conlracinlola interiore. Banddu (Trà a). Frase di verso ¡I Coma-
Balzanella iu villa .... Rinforzo di tela o seo. Dare per sciupato. Trà bandóu
biodclla da meltcrsi da pié del busto on scud e ia 011a bonna pacciada. Dare
dolió vesti donuesche. per ilo uno scudo e scuffiare.
Balzauón .. . La balzana molto alta come Bandouàa. Tratlandosi di luogo , vale:
ulora porla la moda. Commuiiemenle Deserto, Disabitato, Inculto. — V.
la balzana suol rigiraie la veste don- Banfa (in) agg. Forse dallo spagn. Ba-
nesca alla luit' al più d'un decímetro. faneàr.
Il balzanón arriva anche ni onque. Baràbba. Voce fallasi vulgarissima da
Bambollv e Bomboilv, v. br. Bélico, pochi anni in qua per denotare quello
Umbilico. — V. che allre voile dicevasi per Baloss,
Báoca (in) agg. La Banca del pess. V. Rabbit, e simili.
Ptsséo i. q. G. Barabbill, sust. m. pl. / DiscoU. I ritlrati
BauchcIIa. V. in Cossln i. q. G. net!' Ospizio dei D/scoli alia Pace in
Banchctla [T.íigr. ] (in) agg. Taja i ronch, Milano sono delti dal noslro vulgo
i colliun a bauchelta. Aggiustare i poggi Barabbill, in luogo di Baloss'tll, Rabot-
a ripiani; il che fassi specialraeule tèj , ce.
BAR ( i a ) BAR
Baràcca .... Ogni Irabacca posliccia da diseccarsi de' fiori fetninini, o sia délia
riparare il sole all'aperto. Scarpellini , capelliera del maiz.
Lavandaj, Fornaciaj, ec. , pianlano ba- La panicola sparsa del miglio e dél
racca da ció. 1 Fornaciaj la chiamaoo ia sagina il Brianz. la dice piultosto
cosi se è un contesto di paglie, Ira sea l¡ Scovïn, Cavijera. — V.
e canne; la dicono Kella se è una lela Barba, pari, di Quadrèj. V. in Quadrèll
tesa a pari scopo di parar il sole men- i. q. G.
Ire lavorano su Taja inlorno ai laterizj. Barbàa .... aggett. di Travicello da tetto
Baracca [per cosa o facenda mal orga- sagomato alla grosse nella téstala di
iiizzala, sconnessa , ec. ] (in) agg. G. sporto.
Giusti usó qcresta voce in un signifí Barbàj. Frasche, Frusche. Qualler barba}.
calo quasi simile là dove (Discorsi che Quattro frasche.
corrono ) scrive : Barbaroslii. Nome di personaggio finio
Dira: serondo Lei, questa haracca, che diciamo in risposta a uu indiscreto
А1Г ultimo, come andrà ? — V. che ci domandi di chi si parla: p.e.,
Baraúnda [in senso di Follia, Capriccio] Chi f è staa? — Barbaroslii ... ; che
(") agg- diciamo anche : Barbaroslii in padella
Lasrîai dt Pisa U e toa sorella. — S.
La baraonda Barhellà (a) agg. Li Arelini dicono Dar-
Tanto fgioeonda. dellare (Bedi, Voc. Aret. ). — V.
G. Giusti, he memorie di Pisa, Barbullado [scherz.] (in) agg. Spitlatondo,
•I. l. — V. Cacasodo.
Barallina, v. br. Intrecciamento di due Barbis éi garófol e sim. fiori . . . . Vulg.
niatrimoiij falti ncl medesimo tempo quello che i Bolanici chiamano pistil Ii
tra fratelli e sorelle di due (amiglie, e stami.
si che il fraiello d-Чша ragazza che si Barbœùra (in) agg. Veggansi in proposito
sposa, preuda in moglie una sorella di quesla voce il Corio, il Vigua e la
dello sposo di quelle. Fa ona baratti- Sloria Iseria nell'Ambrosiana.
na .. . Fare questo iutrecciameuto di Barbojàda. Barbugliamento. Barbojon.
matrimonj. — V. Barbuglione.
Barazztn.Nel Pavesee Milanese confinante Barbolla. Barchella a due remi, che s'usa
significa lo stesso che Baiotlin .... Ba- su 'l Ticino a Pavía. — V.
ro, Barattiere, Truffalore, Aggiratore, Barbózz (a) agg. Il Papo degli Spagnuoli,
Bazarralore, e, Irasponrndo le prime che equivale appunto ai Duu barbozz
due rr, Barrazatore , che il Salvini di rjoi Milanesi, è dal Franciosini (foc.
(Annot. alla Fiera del Buonar. p. 4^a) Spag.) tradutlo mGozzaja, cb'egli spie-
dice venir forse da Bazarra, Patio, ga per •< quel secondo mentó, o doppia-
Baratío} ßerith in ebraico: Mercante о meulo di carne, cagionato dalla troppo
Barallalore di bestie. — V. grassezza sotto la barba. » — V.
Barb, Bàrho, e Bárbol .... Avvicinandosi Pugn soit al barbozz. Soltobecco Io
di più all'ital. Barbio, stau megiïo che cbiama il Tassoni. — V.
Bàlb (pesce). V. net Voc. Barbozzàda ... Colpo dalo o toccalo uel
Barba (in), sig. i.°ea.°, agg. Susi, fem.; meulo. Talvolta Sorgozzone-
eig. 3.° e 4Л "gg- Sust. maseb. Barca (a) , nelle parti , agg. Schelter о
Barba .... Sagamatura grossolana che si Corp. Scafo.
dà alla téstala di sporto in un travi- Barca [Julia la barca] (in) agg. «lo tal
cello da lello. Fa la barba ai travitt. caso bisognerebbe ajuttir la barca sol-
Barba. Cou questo nome cbiama il Brianz. toraano » ( Nelli, La Serva Padr. a. I,
ia Cima pannocchiuta o panicolata del s. 6 ). — V.
pánico. Pannocchia, Spiga, Panicola. Barca (in) agg. Riva in barca ... Giun-
E, con questo medesimo nome, cbia gere luor di lempo o d'ora perché lar-
ma tullo l'insieme dei pistil 1 î pendent! dali, come succède a chi s' aflida a'
dalla spiga del grano turco; quelli che navicelli.
il Alii, appella Cavij о Barbis del for Barcdn (in) agg, Hanno la poppa cosi
menton. У". — Mori la barba ... Il acula come la prora , bauno albero
BAS ; ( i3 ) BAS
basso, e sono governale da due per re, sostenere, maneggiare che che sia
sone. con forza, governore, ее. 1 Diz. délia
Bareltitt o Cappellilt de prêt. V. Ron- lingua hanno Bdggiotoper sostegno olie
càsgen nel Foc. si pone solio le saldpzze dei marini
Bancada. Barricala [ Dávila , Ist. guerr. per reggerli; di qui Baggiolare per sos
civ. franc, I, a65 ; e 11, 334 ]. Serraglio. tenere , o porro sotto i bággioli a fin
Nome fraucese [ Barricade ] divenuto di sostenere. — V.
anche noslro dopo il marzo del 1848. Basgerà usa il Brianz. per portare sec-
— Le sburre ( che cosi i nostri anlichi chie, corbelli e simili su le spalle ,
Jlaliani chiamavano un non so che di mediante bággiolo (basger). — V.
simigliaiile ) sono ammassi tumulluarj Bàsgia .... Nelle fernere e tra i morcan I i
di legnami, balle di lana, Ierra, piètre, di fen-amenta è nome colletlivo di que'
selciato, niobilie, alte poche braccia e fascelti di fil di ferro, bordión, ее, che
traversanti a brevi distanze le vie délia si arrotolano. II ferro in verghe , lon-
città per impediré il passo alla caval- dini, verzelle, regge, ec, va ¡nÍMcij
leria, aile aniglien'e oatili, e far Iriocéa il ferro in filo a basg.
difensiva per la popolazione. B.ikgiàiina (in), sig. i.°, agg. (che alcuni
Baroatt o Barovalt (a) nelle G. agg. Ar- del contado dicouo anche Favöa).
/asalto, Scialto, Sciattone, Malinarnese. Basiii. F. Basilegh nel Foc.
— V. Basin [Basin s'ciasserj (in) agg. Bacio
Barózza (nelle parti), in vece di =Passon. scoecolato ( Nov. Mut. Sen. ). — V.
Sala =, leggasi: Passoo ... 1 sostegui [Fà ou basin alla franzesa] (in) agg.
a rigola ri degli scaliui. II Loredano nelle Biuarrle academi-
Barlolamce (in), dopo iutelligenza, agg. У. clie, p. i56-8, fa una luuga discussiono
anche Pée. su questa specie di bacio che i Veuez.
Basa [Basà la terra dove el mett i pee] dicono Baso a la florentina.
(in) agg. и Báciuo (i Pisani) la terra Basin [del pane] (in) agg. Allaccalura?
dove ( i Fiorentini ) pougODo i loro Bàsla (in), dopo cotia, agg. Mel B. M. ia
piedi n ( Comment, di Gino Capponi). vece intendono seinpre di legno; quella
— V. de' Maudriali ( Fame/ •> p. е., è seinpre
Basil. su. Saciar saporilamente. tale, poco cava , ma spasa inollo e es
Baschina. Casacchino? Corpetto? Giubba pace, e ne Iraggono il modo: Avèghea
da donna. Giuslacorpo con lembi a uanch par la basla , Avère in quel ser-
falda, che scendouo dalla cintura non vizio. Avère in cùpola.
forse più di 110 sommesso per di so- Pare venga dalla Batióla di Plaulo:
praal sollauino. Dal franc. Basquehche Batial im auream ocio pondo habebat
vale a punto il faldino del giuslacorpo ( cit. da Nonio), vaso nel quale si pur-
da donna. — V. lava il vino iu lavóla. E di qui tor
Veslíi a baschina. Giuslacorpo a fal- s' anche il Bacile e Bacino. Lo Spa-
dini, co'l lembo da basso a pieglie, a da fora (Prosodia) riporla Basóla, e la
falde. — V. spiega per Vaso di legno da cerneré
Basèll d' ona scala de man. Scalotto. grano, che surebbe appuuto la uuslra
«Una scala a piuoli cb'era qniodici Baslelta, sincope di Basoleita. — V.
scalotli » (Aud. Bocchineri da Pralo , Baslétta (in), i.° sig., agg. Fassojo, Ca-
Hicordi, i5ia ). — V. pintea e Capisle'ro? Con questo nomo
Basgir (in) agg. Manifestem, si ¡1 no chiauia ¡1 Vasari un vassojo di legno
slro Basgere sí ПЫ. Bdggiolo Vengono da portare ia capo che che sin; e co'l
dal lat. Bajulare, portare a braccia , o medesiino appelle il Cavalca (Dial, di
*u le spalle come si fa со '1 Basger. Da S.Greg.)\n conca da moudarvi il grauo.
Bajulus, portatorc, pare venga il nostro — <• Un giorno accatió uuo capisle'ro ,
Bailo (loscanam. Balio) per ajo, custo cioè una conca da inundare grano ,
de, in quantö porta e regge tra le brac dalle donne vicine » ( Cosi secondo la
cia Tallievo; Bdila usa fia Jacopooe , lezione d1 un códice carlaceo serillo
per reggilrice, modératrice; e Baila e sn'l finiré del (récenlo o su'l principio
usavauo li auliibi Italian!, per rigge- del quattrocento ). 11 testo perú seguílo
BAS ( i4 ) KAZ
da Möns. Gio. Botlari dice vassojo: di dolce di pasta inzuccherata cotia, il
<• Un giorno accattô un vaso , che si quale per alcun modo presenta b fi
chiainava vassojo, dalle donne viciue, gura di quella modanalura che dicesi
per mondare grano » ( Dial. lib. II , Bastone, quasi corlo randelletto.
cap. i ). — V. Baslrèn. V. in Festín de resuda i. q, G.
Easlelta (a) nella Sopragg.agg. Vegnl bas- Basturlo (in) con: In Brian, vale piutto
lelta a vun. M. br. Svenire, Smarrire sto Capone, Caparbio,Cocciuto, Gnucco
li spiriti, Venir deliquio, Sincopizzare. e ingrugnato.— Mena el basturlo. Incoc-
— V. ciarsi e imbronciarsi nello stesso tem
Baslellàda ... Percossa di taffería. po. Non piegarsi ali'allrui parère; Non
Basleltadèlla .... Pieua una picciola taf- arrendersi all' altrui desiderio, dando
fen'a. segoo di broncio, di cruccio. — V.
Baslettin, Baslettinna e Baslettœù [per Bàtt ( El ) per la Batléuda. V. il Гос.
fanciullo o fanciulla che ha bana al Batlént, V. c. verso il Comasco. A mezzdi
meiiio ] (in) agg. Bazzino, Bazzina. — balleut. Alio scocco di mezzodl.
Bazzinuccio, Bazzinuccia. — V. Batlezzà el vin (in), dopo Pananli, agg-,
Basletton e Baslellonna [per uomo о ( nei Viag. Barb. I , 56 ).
donna che ha grau bazza al meuto] Baiiigia e Sbattigia, v. br. Mazzeranga.
(in) agg. Bazzone, Bazzona. — V. — V.
Baslellonna [per Bazza stragrande] (a) Batlirϝ (in), i." sig. , agg. Picchiotlolo
agg. Bazzaccia. — V. ( Bosini, Sign, di Mon. ). — V.
Baslottée (in) agg. Come noi dal solo Baltirœù. T. dei Mural Quel legno
Baslott denominiamo eziaudio chi Га e qualunque onde il muralore fa salvo
vende fusi , cosí i Toscani chiamano da danno il mattone quando lo mar-
Fusajo, non pur chi fa e vende fusi, lella forte nell' allegarlo a serraglia
ma ancora chi fabrica e veude cidlole, d' una volta.
mcslole, conche, ее. — V. Bauscidlt (in) corr. Equivale piuttosto a
Bàssa, aggelt. di Carla. Significa Carta Bauscion, Scombavalo. E, anziehe Bau-
non di conto. sclnna,i Br. dicouo Bauscin , sust. in.
Bàsta .... Nome di quello stabbio augu — V.
sto e bujecio in cui si careers, per eos! Bava. T. de' Murât Ogni sguaglio di
dire, il majale allorchè si vuole che intonaco male spianato con la netlaloja.
iiigrassi per essere poi macellato. Bava di lumagh. Moccicaja.
Animai de basta .... Majali che slanno Bava pari, di Quadrej. V. in Quadrèll
a ingrassare destinât! al macello. i. q. G.
Nel Pavese con questo nome chia Bavellinna, v. a. dimin. di Bavella.
mano anche la grande Porchereccia , Bavéra , pl. Bavér. Negli orti di Pavía
dove i fittajuoli usauo teuere otto , sono cosi chiamate le Cipolle porraje,
rlieci e più majali ad ingrassare. — Se délie quali mangiasi il fuslo fresco co'l
la Basta è pícenla, si chiama piuttosto piccolo bulbo. — V.
come nell'A. M. Slabbi, Slabbiell.—V. Bavelt, v. br. Guaime. Dicesi specialm.
Bastada .... Quanti inajali stauno ad in del trifoglio clie riinetle dopo la sega-
grassare in una Basta. — V. lura ehe se ne fa iu setiembre. II Ba
Baslàrd, aggelt. di Agdn. V. Agdn i.q.G. ven del trifoglio si уаоца o si ara poi
Bastarda, aggelt. dt Arbora. V. i. q. G. sollo per sovescio e iugrasso del gra
BastentjV.br. aggelt. in.; Bástenla, fem. no. — V.
Gnucco, Capaibio, Peißdioso, Capone. Bazoldii (in) agg. Pare che venga piut
Che sla duro, e nou la cede cosí per tosto da Básala , Bdiola , in senso di
poco ¡ Che resiste oslinalaineiile all'al- Scodella. Ond'é lo stesso che ScodeU
trui volere. È participio di Bastí, úsalo lalore , Minestralore, ehe fa e distri-
inetaf. — V. buisce la niineslra alla famiglia. — V.
Basil (in) agg. Consislere. Bazza. Nei giuochi di rarle chi gioeö la
Bastón di leud (in) agg. Aste (* tose). miglior caita si piglia quella giocala
Frcccc (* tose. Su con freccia da capo). dagli alt r¡ . Quesio Ínsteme di carle
Bastdu [T. di Ciambell.] (in) con: Specie dtciamo Bazza. — S.'
BEL ( i5 ) BEN
Beatà (in) agg. E con pin forza Sbeatà, [Anda sù bella] (in) agg. Andaré a
Labreggiar salmi e snocciolare paler- seconda. Aver a seconda che che sia.
nottri, dice il Ruspoli, Sonn. — Pinzo- Bell-e-ben. Apertamente, Alia libera,
cherare? non llianno i Diz. délia lin In tu 'l viso. Gh' hoo ditt bell-e-heu
gua; lianno pero il participio Pinzo- che I' ha faa maa. Gli dissi alia libera
c/tei ato-a, applicato ad uomo e a doo- che fece male. — Beil-e ben usiamo
na che viva e vesta a modo di piozo- spesso per bene semplicem., conlr. di
citera, di bacchettooe, di gabbadëo, se male: Come te slee? Sto bell e ben. —
potesse esser Dio gahhato. — V. Come la fét la su ? La fo bell e beti.
Becceragn. Picchio murajolo. L' uccello — Come se portel Cecchin V El se
detto Tichodroma muraría da Carlo porta bell e be 11.
Bonap. Fa de bell a van per tirai in la trap-
Bèccb. Nasello? Il rostro del raanico del- pola. Ordinargli un panione e poi ci-
la mestola, per lo quale essa appiccasi vellargli tanto d'intorno, che vi si cali
a quella soltil verga di ferro che sta (Caro, Straccioni). — V.
litia orizontalmente uel muro a uso [Fa on bell] (a) nette G. agg. Star
di allaccagnolo; e dicesi non pur della su bello, Far sanlà ( Allegr. pag. 77).
inestola , ma della schiumaróla , delta — V.
razza, del ramajdlo. Bèlla (in) agg. A la pù bella. Fortemente,
Bècch (a) agg. Dà del becch ai stell. ... Grandemente, e siin.: p.e., Piœùv a
Figuratam. Passare i termini del cod- la pù bell». Piove a rovescio. — S.
veaevole. Mettersi iu alto più che il Bèlla [T. di Giuoco] (in) agg. I Bolognesi
suo slato comporli. — V. pure le danno nome di Dama; e il
Bedloa. Sp. di rete usata su'l Lario, e Ferrari ( Voc. Bol.) spone cosi : A la
specíalm. su ;1 Lago di Caldone presso dama. Alf ultima.
Malgrale per la pesca degli agoui. Bellandàda (a) nelle G. osserva. 11 con-
Béga ( Taccà ). Pialire , Prender briga, tadinello brianzuolo dice Berendada,
Bitsart. La nostra è frase vecchietta o Berandaila , cioè Mancia per audar
oggidi quasi dimcnticala. a bere un tratto. — V.
Beliétt (in) agg. Beliett del Tesor .... Bellenga, e put spesso al pl. Bellengh ...
Polize mouetate messe fuora dal Go- Cosi chiainausi su 'I Lago di Como le
veroo nell'anno 1849 e ue' successivi. castagne verdi e non heu mature chu
Beliga. Formicolare, Brulicare. — S. si fanno cuoeere sgusciate. — V.
Beliga, v. br. Baliteare? Frugolare. Belvédère, tust. m. Bellavisla, Bellosguar-
Muotersi continuamente. — Beliga la do. Fra noi dicesi di Terrazzo o Luogo
vista, m. br. Abbagliare. — V. d'onde si ha veduta cirçoslante ampia
Beligainent. BruUcame, Brulichio. — S. e bella.
¡ji ligament e Beligonia. jibbaglia- Bèn (in) agg. A slo mond chi vœnr vess
menlo. Bollicamento , Bollichio, For- nominaa besogna fà o ben о mua. У.
micollo o Jrugolio interno. Per metal., Nominaa 1. q. G.
Passione che unolto inquieti. — V. El ben Pè semper ben ... Intorno al
Béll (a) agg. Per accrescer forza agli ag- dubio, espresso dall'A. in questo motto
gettivi usiamo preporre ad essi questa nelle Giunte, se abbia più ragione il
▼осе Bell: р. е., Ve bell lenes L'è bell popólo od il Sapienziale , voire i raetterli
ross; Bell vivj Bell fiorii; Bell tond, d'accordo cosi: Non è mai da pentirsí
ее. Preponíame la voce Bell eziandío d'un beneficio, a chimique sia fatto;
ai nom¡, e diciamo : L'è on bell scior; ma poichè non possiamo beneficare
L'è on bell post; L'è on bell vin, ее, con tutti, non essendo noi Dio¿ sarà otti-
che vogliamo significare che quella cosa mo consiglio scerre i più degni ed i
è mezzana in suo stato, che non è nè più bisognosi. — S.
troppa nè poca. Un grosso Lumellino, Fà ben ... dicono alcuni del contado,
che tornava dal carnevalone di Milano parlando di uccelli, per Nidificare.
quest' anno 1 855, fu inteso dire tullo Benedizióu (in) agg. No vorè nè male-
contento : Ho ciappda di bei ciocch e dizion, nè benedizióu. V. Maledizióa
sont staa allegher. — V. i. q. G.
BET ( 16 ) BEZ
Beueslaot, v. br. Che è in buooo slato Nod ba tante virta nc1 prati ГсгЬа
di riechezze, di agi. Benestanle. — V. BeUouica, qliaul' ha questo auimalc. •
Ben is [Vestiide] (in) agg. È queilo die BerDÍ, Cap. in Iodé di Grad. V.
i Comaschi dicouo Veslli de present
(abito doualu). Bév (in), dopo Tracannare, agg. Imbotlare.
Béola (in), a.0 sign., agg. Specie di gneis, Bev a canna, che allri dicono Bev a
к il gneis una inoilificazione del gra bocchèll. Bei в a garganella.
nito, essendo composlo dei medesimi Fa gió de bev. Mescere, tersare il
element! (quarzo, feldspalo e mita). vino ne' bicchieri. — V.
1>а mica vi abonda, onde il gneis ha Bev a on tant al fiaa (in)agg. Bere a doccia
uiia tessitura sfogliosa, schist osa. — V. (Vocab: Arel.) Al medesimo § cancella
Beolch e Bevolcb, v. br. Bifolco. Bere per convento, e soslituiscivi Berc
Beolcada e Bevolcada. Bifolca, Bu- al zampillo , Bere al molinello, Bere a
bulca, Júgero. — V. vaso alzatoj here per aria mentre il
Berendada e Berandada, v. br. V. Bel- vino esce e cade dal vaso tenuto sti
landada i. q. G. alto , si che non tocchi la bocea
Bergamîona (a) nelle G. corr, Masseria in ( V. Franciosini, Vocab. Spagn.). I.a
queslo senso non si usa che con l'ay- frase Bere per convento, non essendori
giuuta di vacche (Caro, Am, past.). qui che per meta , oon significa per
— V. sè niente. II suo intero come sta nella
Berlùmm (in) agg. Trattandosi di perso, nov. ХХШ del Novellino è queslo :
na, о d'un falto molto butano di tem « Prestami tuo barlione, ed ¡o berro
po, Avèghen on bcrlumm, vale Averne per convento che mia bocea non vi
una qualche memoria, ma debole, mal appressei à »( cioè, ed io berrb per coh-
sicura, nè intera; Ricordarseue a pena venzione , per palto, che la mia bocea
a pena. — V. non Я oppressent al barlione). II che
Berso (in) riga 6, depo senso, agg. e l'uso non si poleva fare che tenendo su
che ne fa il Targioni nelle Iitit. bot. alto il barlione e da queslo versando,
il, 147 e pass. bere al zampillo; o vero, inlrodulUi
Beiiàgna. V. Campanitt t. q. G. una cannella nel barlione , tirarue su
Bertdn ... Aggiunto del riso senza reste, in bocea il vino. V. Monti, Prop. vol. I,
dello altriineoti Riso secco délia, China, Parte II, p. 12З e seg. — V.
che nel B. M, e nel Pavese è anche EI mangià l'insègna a bev. Л man-
detto Ris melon, cioè Riso múlico. giare insegna bere ( disse il Machiavelli
Riso bertonato? — V. in una sua Lett, a Fr. Vettori). Da com
Bescanlà (in) agg. A' Brianz. vale Can nasce cosa, Una cosa tira l'altra. — V.
tare di música, Musicare. — V. Bev-su vun -coi orecc. Ascoltarlo
Besèj ch'tamano varj contadini cosí ГApe altentissimamente. — V.
come il Calahrone. Bev-su vun coi ϝcc. Vagheggiarlo
Besesl (a) nelle G. agg. Corr besesl ... amorosamente. — Contemplare con di-
Dicono i с. br. dell' esserci in quel- lelto, fissando con li occhi, alcuna cosa
l'auno il Bisesto, nome di mal augurio o persona. — V.
a chi di loro conserva luttavia un Beverdn. I Brianz. chiamano per simil.
resto délie vecchie superstizioni. — V. con questo nome un imbratto di aqii3,
Bestia (in) agg. Perdona l'è de Cristian, terra e nevé dislemperate insieine.
ma desmentegass l'è de bestia. V. Per Guazzerone ? Poltiglia? Mola, Brodi-
dona ». q. G. glia. - V.
I Bèsti. Il Bestiame. Regolà i bèsti, Bèzza (in), a.0 sig., agg. II LomazzoíVTYiíí.
Dà de mangià ai besti. Governare il delta Pitt.) con voce tuttavía lombar
bestiame, Nudrire il bestiame. da chiaroa Berre le trecce cascanti su
Bestirà (a) nelle G. agg. Tira e bestira, le spalle , i lunghi ricci , le ciocche
finalisent l'è vegnuda. E da' le e da' le, dei capelli inannellati e pendenti dalle
alla fine si sono stretti i gruppi. —V. temple all'orecchio, italianaro. Cernee-
Bettonega (a) , in sign, di Curioso , di ehji e Cerfuglj , o Cerfuglionit quaodo
Tullesalle, agg. : sonó disordiuali. — V.
BIG ( 17 ) B1R
Bianca, oggett. rf'Èrba. V. ne\ Уос. Bigolótl (in) agg, Bigherajo. Che vcude
Bianca, aggetf, di Foruàs. У. Furnàs i. q. G. bígheii,merlclti, o slano furniture falla
Biànch [Mört]. Lo slesso che Pass р«г- а incrlelli ; e le porta allomo со '1
landosi di bachi da seta. V. Pàss iiel saeco in ispalla ; e, per eslensione, cbi
Уос. vende merci diverse di genere niinu-
Biancliètt, Alélala. Malati'a dei vegetabili lo, proprie del merciajuolo. — V.
produtta da uua mufla del genere Bigolótl (a) nelle G. agg. — Figuratam.
Erisibae. Dicesi di persona mal falla, grossolla,
Bianchélla (in), ríga i, agg. Cenciolano. sciatta, alia quale sliano male indosso
Alia riga i, ove dice pauuo lino, bam- le vesli, tanto che siniigli più a ba-
bagino o bino, corr. panuolaoo. túfTolo, che a corpo uraano. Sciaman-
 s, Vilór tra-fceura la bianchélla nata, Bandiera. — V.
coa tutt oaor .... All' otto di inaggio Bigololtenl, Bigolollàa. È il contrario
spoglia le laue di soppanno, chè il Га- di bello e bene intaglialo , di membra
rai seiiza da и nu. ben proporciónale. Bozzacchiuto, Falto
Bibiana ... Devot de santa Bibiana. Gran со Tasce. Dicesi anche di cbi va gof-
bevitore. Solenne beone. — V. faiiieulu veslilo со' paniii abbaluffolati,
Bibin ... Cosi cbiamano alcuoi nell'A. M. allucigtiolali , malamente avvolli in-
il Riollin de la coronna. У. nel Уос. lorno alia persona. luibambaccollato ,
11 uuine proviene dalla coda che qne- cioc, che pare quasi un bambo avvollo
sto rególo ba di notabil lunghezza a in sue fasce fino al eolio. — V.
toufroulo del picciolissiino suo'corpo. Bigolollon, accr. di Bigololt in sensu
Bibin cbiamano i contadini dell'A. AI. figúralo.
la coda ne' faiiciulli. Bin, v. fane. Bado. Diciamo, parlando con
Bitciól, v. br. Due volle Ciol. Cilrullo , i bimbi , Famm on bin , Fà bisin, Fà
Dolcione,Scempione. — Bicciolàn (bis- bigin, per Fa' mi un bacio.
ciolan ) , accresc. Sciocco, Scioccone , Bin, v. br. Bizza, Sliiza, Broncio,. Buzzo,
Ciullo di selle colle. — V. Bizzarria. — Onde Tra el biu ( nelle
Bicciolàn (in), i.° big., agg. Che altri pro Giunte al Уос), Sallà el bin ... Mon
nunciado Bucciolan da Buccella lat. ; tar la bizzarria, linbuizire, — V.
Buccellalo, Boccoue di pasta dolce. 1 Binà insémina, v. br. Confarsi, Affarsi.
Toscaui dicono Buccellatajo al noslro — V.
Offellee. Anche potrebbe venire da Biôtt (in) agg. Trass biott o Sbiottass.
Bucciuolo, cannello o tratto di canna Nudarsi.
Ira un uodo e l'allro, al quale moho Birba chi manca I , m. br. affermalivo.
si assimigliano curio logge di Bicciolàn. Usasi quando si promette, o scominelle,
— V. quasi a rincnlzo délia sconnnessa. E
Biedràva biaaca (in) corr. bincaa in maniera elliitica, il с ni pieno è: Chi
biauca. manca alla parola, alla promessa , al
Bilfslécch (in) agg. Bislecca (* tose. Ca palto, sia a diritto qualilicato per Ыг-
rena, Pronta, p. 4 1 4 )- bo. — V.
Bighézz, si legga cosi : £ chiainala cosi Birbondn (in) agg. У. anche Canàja с
nolle Gride iiiilauesi e coiuasche au- Canajód,
lieb« quclla specie di rete che i Co- Birla (in) agg. A' Brianz. significa sol-
inaschi odierui cbiamano Bugiaz. У. lauto Girclla, Unzzola. — V.
i. q. G. Melt in birla i cœuv del ris ... Verso
Bigin. У. Bin i. q. G. il Lodigiano dicoDO cosi IVlagiare cir-
Bigliird (Й) agg. Vedi il Capit. Su 'l bi- colanneule insu l'aja i covoui del riso
glial do di Nicolo Marlelli al Pucci co per fórmame la cosi del la Tresca. У.
in' e¡ dice uelle Lett, a p. ao retro. Birlaa, susl. m. Voce fanciullesca, e vale
Bigliou. Biglionej e forse e l'aulico Bol- qualsiasi cosa che Iragga al londo с
zone lucnlovalo passim dal Paciólo si possa ruzzolarla. Botella, Botellina,
Arilin., e specialnieule a pag. 1 83. La Buzzola? — V.
múñela oí osa de' inoderni. Birlo (ill), sig. 5.°, dono Si rie, agg. P'edi
Bigolà, v. c. dell'A. M. Brulicare. anche ncl Mouig. Com. III, 48ö, nule.
Уо1. У. 3
BOß ( is ) BOG .
Al sig. 4 4i "<&'• Pacini. uata, Paniccia. Intriso d'aqua e farina
Birlo (/и) ng-g Па Utrillo sincópalo ; e di grano turco, o pan Irilo, aggiunlovi
ûir/à da Birillare, Rullare, Ruzzolare. lalora legumi e sverze. — V.
Il giuoco de' Birilli consiste in ccrli Boba (in) agg. II Caro ( Son. II. çontro il
rulli o rocchetti , ne' quai i tirando le Castelvelro) usó Boba per imbratlo ар-
pallottole, si fauno cadere, ее. — V. picciiliccio , come bozzima e simili:
Rirolàtt e Borolàlt, v. br. Brucialajo, Miirbiali ha ínsteme e vischio e boba e colla. - V.
Caldarrostajo. — V. Bdcca (in) agg. Л bocea de sacch. V.
Discanta , anzichè Bescanlà, chiama il Sàcch i. q. £r,
citladioo milanese quel Ceuilacchiare Desgiustá la bocea. Guastare il pa
rlie fnnuo i preti in coro, о in altre tato, Sgustare, Amareggiare la bocea.
fiiiizioni di chiesa, ron voci incondite — Giuslà la bocea. Raggiustare, Rae-
e »badalamente; ma il dice ancbe sollo çonciare il patato. E dicesi dei due
nitre inodificazioni di senso. effelti conlrarj di cibi o bevande ami-
Bisln. V. Bin i. q. G. che o inimiche all' órgano del gusto.
Bisœù (in) agg. Píen come on bisceù d'àvi. E peau? — El rait in bocea e (a
Pleno герро. coa de fceu .... Cosí si suol rispondere
Bisogii [Podé nanea Га el so , ec. ] (in) a cbi insta perché si vada avanti iu
agg. Quello che i Fr. dicono N'avoir un racconto che non si vuol prosegui
pas le loisir de se moucher, о d'être ré. — V. .
malade. Per sett in bocea. V. Per i", q. G.
Bisogn'in, Bisôgn piccol ... Il bisogno di Sears de bocea , fr. cont. Di mala
Гаг aqua, di urinare. — Y. bocea. Si dice specialmente de' buoi e
Biss (in) agg. I fanciulli usano qnesla d'allre bestie da soma , le quali inan-
voce in senso generale non solo per giuo poco e di mala voglia; il che de
Ogni sort a di rettili, ma di lutti l'in- nota sempre esislcnza di qualcbe mat
sttli-e de' verini. L'Albert! melle Biscio gagna interna. La frase non si usa mai
per цп verme che si genera fia pelle parlandosi d'uomo, se non fosse per
e pelle. — V. ■scherzo.
Fagli mudà la pell a vún , come a Se po' minga vegli lultcoss in riva
on biss. Fargli mular vezzo, costume, de la bocea. Frase contadinesca sinó
vita affatlo. — V. nima délia nostra citladinesça: Se po'
Bissa (in), Vol. I, p. ni, rol. 1, r. i3, minga avegh lullcoss in complotent.
dopo piaulicella, agg. Un ramo avvi- V. Compimv'nt net Voc. E ancbe più
tolalo. specialmente significa agio, commodi
В issà (in) corr. Viene piuttoslo da Abisso; ty, amnianitura pronta seconde brama.
e pero Bissù vale quniilo il Nabissare [ Bonna bocea] (in) agg. Contrario
de' Toscaiii e Ylnnabissare di lingua. di Bocea fina, di Boccuccia, di bocea
Onde Bissù vun coi çeucc, Innabissar dilicala, che non cerca che cose squi-
uno con lo sguardo e quasi caí ciarlo site e ghiolte. — V.
in fondo, sfolgorarlo, sptrperarlo, dis- [ Net lass la bocea] (in) agg. V. anche
terminarlo. — V. in Nelià nel Voc.
Bissà, v. br. i lo stessp che Anda in Bdcca [ T. de' For. ] (in) agg. Bocea mor
bissa, o a bissa. V. Bissa ael foc. —V. ía ... Quella parle deH'abboccatojo delle
Bülter (a) agg. Il Redi, Vocab. Aiet., fornaci fin alia quale aggiunge la loro
e 'I Falconieri, Abjura del Peripaleti- muraglia.
cismo, hanno la voce Blittri nel senso Bdcca .... Nella Baila de Ramm è quel
il i Non nulla. — V. vano che lascia superiormente con la
Bo (in) agg. Во che mangia adasi fa propria concavità la prima délie varie
louga durada ... È chiaro. ciotole onde é composta. Di mano in
Во с he mangia in pressa, poch lemp mano che si vanno levando le ciotole,
el dura ... Ê pur chiaro. — V. la bulla diminuisce di grossest* inter
ПоЬЬа de prel , carna de bö , lira na, e cresce di bocea. — Nel В. M.
ebi pó. V. Robba i. q. G. la dicono anche Ze'na.
Boba, v. br. Polla (alta »IIa buoua. fori- Mesura de bocea ... È la misura
Í30É ( i 9) BOL
orizonlíile délia roncavilà délia prima Per Albero spinoso qualunque. V.
ciolola délia baila. Spongiaràtl nel Foc.
Bocean [ Toeù cl vin a ] (in) agg. Fia- Bœùll. Lo stessoche Bdlloja. F.i.q. C.,
schefgiare. i." sign i f.
Boccadura (a) nelle G. agg. Vale anche Boffà (épi). Là dove dice : Wolisi che Buf-
la sola eslremilà di ciascuno dei due Jare ne' Dir. dicesi soltanto. ec, cor-
Iralci che si abboccano l'un Г a Uro. reggi : Buffare ne' Diz. è regislrato in
Téstala, Cima. — V. seuso di SoJJiare a tratti, si come Buffo
Boccàto, aggett. di Vin. Àbboccalo. in signif. di Sqffio non continúalo. — V.
Bocchèlla, v. c. br , per Boccliirœùla. V. [ Boffit in la liimm] (in), (iguratam. ,
Boccliètl , e, secondo luoghi, Bocchiu. T. corr. = УEsalare il flato =, in е= So-
de'Forn. Sfiatatoj? Vani che lasciansi pravanzare un altro =, superare in
sollo le bocebe délia fornace perché che che sia qucllo a cui se boffa in
il fnoco sfiati. la lumm.
Bocchèlla (a) Helle G., sig. dopo sol- [ Boffà sui did ] (in) , corr. = Far
lalzo, agg. Uno se ne pone sollo ogni pepe o pizzo zzz , in = Solliarsi per
Ii -«.la di grondaja. TredJo su le dila riunile in un pizzo.
Boccbin. V. Bocchèll i. q. G. Buffett ... Patriarca bofféll. У. Patriàrca
Duero» (in) agg. Polenta dura fa i bon nel Foc.
boccon. F. Polénla t. q. G. Boffon, da Boffà, v. br. Borioso, Soper-
[ Leva,) a ] (in) ai{g. Dal mal corvo chiatore, Soprastantc, Fentoso. — V.
mal aovo. — £ nelle G. agg. Boggià (и), 4-° sig-, agg. E cerlo io non
Quanti roi líele, »' bo lirait avanli vi búgio, disse Dante [Purg. с. XVIII,
A força di mollicole di рапс. v. 109 ] per lo non vificco carote, Non
Papan. Poet. Itaf. U 11, с. XXIV, vi fo bugie. — V.
I. 18, p. 201. Bôjocch, v. br. (co'l primo O molto chiu-
C or. con aliente e delicate cure. — V. so come VU loscauo). Tônfano, Gorgo.
Bceù [Scappaa, ее. ] (in) agg. A modo del Luogo ne' fiuml e ne' rivi dove l'aqua
villan malto, dopo danno Jar palto. ba maggior profondità, il che suol av-
Bœùcc agg. Cercà, Tenta* de Га boeucc. venire là dove il liume о il rivo fa
Bucherare. Cercare sludiosatnente d'ot- gdmito, nel quale entrando l'aqua con
teuere un intento. Ognun per veder qua lebe impelo, vi seava nel fondo e
bachera, cioé, si spinge avanli, quasi vi fa grotie nella ripa. — V.
passando Ira buco e buco ( Giambul. Bûjon, v. br. Bulicame? Poco differisce
Be ruar. Contin. Cirif. Calv. lib. II, s. dal Bôjocch. Cosí chiamano que' luo-
■i94)- - V. ghi dell'Adda, ue' quali l'aqua è pro
Com e [per rnisura] (in) agg. v. br. , fonda e, rigirandosi, gorgoglia e pare
р. е.: Toni l' è on bœùcc, l"è duu che bolla. — V.
Lceùcc pussee de Felipp ... vale Epiù Bolgèlta, v. br. Pera mezza. Fa bolget-
grosso di Filippo quanto è lo spazio la , Andà in bolgetla. Cuocersi inter
che corre da un buco aW altro una namente le frulla, Immetzire^ Divenir
voila , due voile, ec. Pare sia maniera mezze. Dicesi specialm. quando sono
tolla dai buchi délie cloture di cuojo slrainalure, slrafntle. — V.
ronche Ii uomini del contado un tempo [Pari bolgelt] (e) nelle G. agg. Mi
si finget .mo, pe' quah buchi facevasi si fa duro a credere che qiiesla frase
passare Tardiglione della (ibbia. — V' voglia significare in cilla Frutle dui-e
Vess 11 luce a ou bϝcc, inetaloricam. per troppa acerbezzn, ladJove in cam
Essere tutti d'un peíame , d'una mede- pagne si chiamano Bolgelt le pere mez
sima pannina. Avère lut ti la tnedesima ze, mollicce e quasi fratide per troppa
natura, qualitá, condizione , ec.j e pi- iiialurilà. — Le frulla acerbe e dure
gliasi cosí in buoua come in mala par noi le diciamo piulloslo dur come bal!;
te. — V. e Ballon chiamiamo i Fiibi non per
Bœùcc (Fà).T. de'Forn. f.Fornas i.q.G. anco morbidi e dolci per siiffirieute
Bœùscer per Agrifoglio. V. Brüse uu ncl ¡ maturanza , cite il Sacchelti chiama
Foc. 1 Torloni. — V.
BOM .( 20 ) BOR
Bolgion , v. hr. Casi sono chin mat с le Bo'nibola ... Nome che i baronci, i piaz-
rape lungbe o iiavoni colli interi , e zajuoli e la ragazzaglia regalarono a
per ció resi letieri e aquosi. — V. una feinina scialla e tozza che a questi
Bolgiolt e Bolgiollent, v. br. ... Di ultiini tempi tenue per quelle genia
cesi per si m ■ lit. di chi lia lu persona di persone il luogo de' Baizer , de'
с spccialinenlc la facera linfática e gon Ciall del plait, délia Mamma di Mi-
fla, pallida о gialliccia come rapa cot- seilt degli anui audati; il vulgo vuol
la. II Sacclielli ( Nov. 1 63." ) chiaina sempre avere di si fallí mártiri che gli
Impolminato chi ha la faccia giallastra sefVano a traslullo.
per infrziouc di polmoni. — V. Bonibolótta (in) corr. Tonfachiolla in
Bolgirà (in) agg. Manda a fass bolgirà ... Tonfacchiotta.
Mandate al diavolo, — E in fine, Bdn [De bon e bon] (in) agg. Dicono i
dopo boj a , agg. Va' in chiasso. Brianz.con diverso senso per Di buona
Bolgiralla (in) agg. Podè Га, desfà, bol- Jede, Boliariamenle. — V. t
girattà, o bozzaralla, come se vœur... [ Tegniss de ] (in) agg, Tenersi iit
Poler disporre e fare d'una cosa, d'uua buono. "Or non demándate, se si Irri
persona, come allalenla. V. ga in buono di si falta richiesla я (Fi-
Bollada Bollatiira, Bollamento. Ooa bon renzuola). — V.
ne bollada. Una brava bollatura, [ Vegoi bon] (a) nelle G. agg. Paré
Bollador. Basso officiate delia Finanza , o Semeja bon. Venire in grado, о а
e in gen. Clii lia il carico di rivedere gradoj Gradire, Placeré, р. е.: Quand
e aggiuslar i peni e le misure de' bo- Г eva scior el se fava sliefVde luit coss
legaj e simili, e di ripesare il pane eghe'pareva iniuga bon gnauca el rosi;
od allro siiggello a' Cul/иten''per ассег- adess mo glie ven bon anca el pan
tarsi se il peso loro è giuslo, marchian- poss de fonnenlon ... Ora gli viaie in
doli d'un segno prescrillo dalla Legge grado e gli piace anche il pan raffermo
indicante la loro giustezza. — lu ispa- di grano turco. — V.
gnolo è dello Ficl-execulór, in italia Bondáiua (in) agg. Scarsilaa d aim hon-
no Grascino. — V. danza de vista. V. in Ann i. q. G.
Bolladura. Sollámenlo. L'atlo del bollare. Bonf, о sin Garich. V. Garicb п. G. al
Bollàri, Icvlsi di dove è, e pongasi dopo Гос.
Bollaa di varœul. Bonnamàn (in) agg. La buona mancia.
Bollîn (я) agg. Kella campagna specialin. Bonlàa (in), sig. agg. Bonlaa diviuua.
^Jell'A. M. si tliiama Bollîn qualunque V. Divinna nel Foc.
Dazio-cousumo che si paglii cosl dai Boraddr (ei) agg. Da Borrar, Canceller* ,
Venditor! di vino e d'aquavile, come o Borradura, Caocellatura : voci spa-
da' Foriiaj e dai M»cellari. — V. gnuole. — V.
Bolpattón, v. с. br. Volpacchione. Bordidu de ramm. Filo di rame. Si usa,
Bollopp , v. br. Incontro, RincontrO, In- p. es. , acrarlocciato per le catene da
ciampo, Incnjipo. — V. paraftilinini.
Boltoppà. Inciampare, Inciampt'care, In. Borelà, v. valsass.,c/ie nncAe dicesi Audà-
toppare. Dare d'intoppo. — V. gió a borell. Tombolare, Rotolar giù,
Bolzon (in) agg. Avegh pussee bolzon Ruitolare d' alio in basso. Propriani.
che cadenazz. V. Cadenàzz i. q. G.' dicesi dei Ironchi d'albero (Bôr, Borej)
Bolzon. Bolzone. È una specie di freccia rotolanli giù dai monli , Cj per esten-
cou capocchia, alla quale moho si as- sioue, d'ogni cosa che cada d'allo in
simiglia il Bolzonello de' filaloj. — V. basso. Di qui ¡1 iioslro Borlà e il, dan
Bolzouèll ... Piccolo Bolzone , la cui gi- tesco Burlare ( Inf. с. VII, v. Зо). —V.
revol testa in forma di palla, rolando Borell, dimin. di Bora, Tronco, Pedale
su la Serpa, fa girare la ruota clic dà di arbore. Onde
il molo agli aspi. Boncinella si chiama Borellee... Chi raecoglie, raduna e
dal Carena ( I'rontu. parle II. ). — V. caccia dall'altogiù uelle valli i Borelli.
Bdinbol ... 1 pescatori lariensi danno que- — V.
slo noine al ribolli'o clic nasce nell'n- Borcll e Borclün , sust. m. ... N«i bovitii
qua in lempo del parapiglia che fanno с la Palella del fcinore , la Rotella che
Ii agoni uel fecoudare le femme. ricopre Г osso delta coscia. Andá-gió
BOR ( ai ) ВОТ
cl boreil o el horellin а она vacca .... Castiga la borsa ... Pagare del pro
Lussarsi, Slogarsi la coscia, üJémorc. prio e anche più del dovere, Torsi un
Borgögn (Uga de). V. Ùga L q. -G. Capriccio pagándolo.
Borinéri (in) agg. Vegni gió on borineri , Bosch .... I Comaschi , ed anche alcuni
i», br. Venire d'alto in basso un'aqua pescivendoli fra noi , danno questo
grossa in occasione di temporale. -*- V. nome al Ghiozzo ( Bottinna ) miuiiuo
Borlà on copp sul coo. Accadere ad uuo o annino.
disgrazia inopinata. — S. Bosch (in) agg. Bosch de tajada, Bosco
Borl'ui dicono alcuni Muralori, e spe- ceduo. — Bosch de seiinma, Bosco di
cialm. nel contado, per Curto. V. serbo.
Borlina e Dorlin, v. br. Coccio, Nócciolo, On bosch liga Poller ... Dettato de'
e talvolta Sasiello londeggiante о Pic- boscajuoli di Brianza со '1 quale essi
cola palla di legno con che i reg*zzi vogliono accennare che spesso i vir-
danno dentro nei nóccioli di pcsclie gulti del hosco del confinante sonó
0 nelle noci, giocando. — V. involati per faine rilortole alie fascine
Borlinna de la saa ... Cioltolo со 'I quale che légano nel bosco che staiino la-
il contadino brianzuolo suol triturare gliando.
sale per proprio uso. II Brianzuolo fa differenza da Bosch
Borlo, v. br. doliólo, sasso londo o lon a Selva. Questa propriam. non significa
deggiante. Cosí cbiainano i Briuuzuoli altro che un Luogo tullo pianlalo a
il Borland. — V. castagui da frutto. Б nell'alla Hilanza
Burlo [Toeúel] (in) agg. Toen -su el borlo, quaudo la selva с gratule di mullo,
propriam. Rotolar giii, Pigliar il pen la chiamano Foresta. — V.
dió; - üguralain. Andarsene, Baltersela. Nel laglio de' boschi il lavoro pro-
— V. rede per quesla scalar i.° Tajá. Ta-
Borlón, accr. di Borlo in signif. di pietra gliare, Recidere. =3 a.° Voilà. V. Voilà
rilouda, o Iraenle al loudo. Ciottalone, ¿. q. G. = 3." Fassinà. Ajffascinare. ~
Ruzzolone , grossa pietra che si fa ro 4° Trà-iusemma o Porlà. Rnccogliere.
ldare, dice il Salvini. — Y. s 5.° Inimedà о Medà о Fà ineda.
Borlón de In franciùra. V. Franciùra i. Accalastare.
ц. G. Boschi (in) agg. Anche quei da Bormio
Burlona (in) agg. Vess pussee de borlonà dicono Boscliir in questo siguif.
die de anda, o veroi Vess pussee de Boschirccu ... In siguiL non di chi fré
borlà die de fa corr... Dicesi di per quenta i boschi , ma di chi li ha iu
sona nana e gross», che pare, per la custodia, e li taglia e governa. Bosca-
sua figura Iraenle al tondo, più alla a juolo. — V.
1 otolare che a camminare. — V. Roscdn, v. c. br... Gran Iosco. Ogni bo-
Borlonà [T. d'Agric] (in) agg. Rullare scon el gh'ha el sô oreggion. fíelt.
( Bull. agr. lose, nuova serie, N.e 8 ). cont. brianz. V. Oreggióu i. q. G,
u In alcuni terreui , sollevali molto Bosía (in), 4-°sig. , agg. Regàl dicono i
nell' iuverno dai gliiacci , puù tornar Brianz. a quei biauchi che veugono su
giovevole di rullare i grani in prima per l'ugne dellc dila delle maui. — V.
vera. » — V. Bosía (л) nelle G. agg. Orzajuolo. — V.
Buruis ( Poca bornis, ec. ] (in) agg. E no Bdlola ... V. Bdtlola i. q. G., a.° signif.
se pö fa suppa coi freguj. Со 4 poco si Bolt (in) «gg. El Boll di osliuaa ... L'ul
fa poco , Un fiore non basta a Jar timo locco, Vullima chiamala, L'ultimo
mazzo. — V. richiamo. Specciá el botl di nsliuaa a
Borrón о Boron ... Ne' paesi circumpa- fa ona cossa ... Dicesi di questi infin«
dani vale Виса piultosto grande , Ca gardi , acidiosi , scioperali , che si ri-
vila Jonda, Fosso profondo, forinatosi ducono sempre all' eslremo islante a
iu occasione di picue, uel quale vi fare il dover loro, che sonó sempre li
stagnino aque. Kei Borrón si suol mel ultimi, ce.
iere a macerare la cánapa. — V. Iu d'ou bolt. In un di bollo, In un
Cursa (in) agg. Castiga iu la borsa . . . atimo , In un súbito (V. Cbcrardiui,
Fare che altri spenda anche non aven- Suppliin: in Вотто , per Colpo, § 3. ).
dovi Г animo. — V.
BOt ( : ) BOf
t holt della messa ... / botti che si rossa. Fa'e тегсшЫа di alcuna cos«.
danno con le campane per segno e av- Pjdre santo, io ve 'I Jiro mo di cuore : ....
viso al publico; р. е.: Hann daa duu К1 Гаопо (( Medici) mercaoiia del voslro mate.
boll. Han sonato due botti. I bott del- Beroi, Son. a Papa CUm. — V.
l'aiigouía. / rintocchi dell'agonia. — Vv Botléglia (in) ag¿. Cavagn di bóllegli.
A bolt a boll. Di tanto in tanto, Ogni Portabotliglie ("tose. Carena, Pronta.
tanto lempo, Di quando in quando, Di p. 5 j")). Pauiera a più scomparlimenli a
tempo in tempo, A diversi inlervalli. uso di trasportare altretan'.e bottiglie
Se giiasta el cœur te a bolt a bott flol soraj da luogo a luogo. — La simile puniera
E i bceu semper al gíójjb vann in malora. se per fíasela dicesi Portafiaschi ( id.
Maggi, Rime, p. l5i. — V. ib. ).
Bott e Nagolta (in) agg. Ou bon bntl о Bottéra (in) agg. V. anche Nettafond i.
nagolta. O Cesare o rúente. V. О Papa G.
о pover prêt, in Pappa nel foc. — V. Bottiggioéù, v.br. Panzetta, Poncella, Ven-
Fa on lion bolt. Fare un buon true tricino. — V.
co , un buon colpo, un buon negozio. Bóttola, v. com. Ghiozzo. Pesciolino che
— V. è il Gobius ßuvialilis Lin.
Bolt [in sign, di cóllimo ] (in) agg. A sti- Bollóla o Botóla, v. br. Fiore a capolino,
ma, — « Tutti Ii arteßci che laVorano risullante dalla riunione in mazzoc-
per Doi o a giornata, o a Mima, o con cliietto dei tiorelli del Irifoglin, quasi
provisione (cioè, Un tuntO all'anno), ее.» dicasi Boccia o Bocciola. Nel B. M. e
(Lett, del Granduca Ferd. I de' Med.). nel Pavese èdella Bosa; p.e.: El irefœuj
— V. l'è bon per i vaecli quand ghe sponla
Ficcià a bott on Ierren ... Ne' libri la botóla ; ma quand l'è tropp tëuder
ant. de' couli del Collegio Burioméo el ghe fa тав. — V.
(dal i565 al 1600) spesso si Irova: Bottou doppi ... Nome di due specie di
Terra affittala al bollo e non a pertica, bottom : la prima a due capocebie
che è il inedesinio che A corpo e non inerenti dui due capi d' uu gambo
a misura, come si dice in oggi. — V. único a mo' di rucebetto ; la seconda
Boit (O chiuso), sust. Г ...Grau barile a a botlon gemellati pendoli da ganibi
forma di botle (Vassèll), perô con doghe o maglietle mobili ; ambo ad u»u di
dilegno dolce e cerchialura dilegno.in abbollonar due orchielli conlrapusli ,
uso Па i traficanti di droghe e simili con questi ullimi ion più о menu slrel-
per continente di cafTè, cacao, turaccio- tura secondo vugba.
1¡ di sughero, colorí, ее. Ne' Diz. ilal. Bollona [ Vess de tcea e de mell e de
la voce Botte ha solíanlo signilicato di bottonà dedree] (a) nelle G. agg. Bs-
Vaso vinario o da liquidi in genere. sere una pasta di rnarzapane, Essere
Pure 1 'Albert i registra le Botti di bis un buon pastricciano. Essere uom do
cotte per la .'Marinería, e i Piezzi mer- cile e servizialo, с da fame quel che
cantili parlano ogni giorno délie Botli lu vuoi. Uomo da bosco e da viviera.
di cacao, ce. Pare quindi voce adulta- Da basto e da sellaj cioè , btioiio e
bile. Oua boit de cacao Una botte alto a più cose. — V.
di cacao. Tre boit de cafó. Tre boni Bottonà-su vun. Gabliarlo, Cumiarlo, At-
di caffi. trappolaiio, Frodnrlo, dandogli per
Bolla dice il Cardano che si chiamava buona una cosa che non è, o è poco.
a' suoi tempi da noi fllilnnesi quel Pe — V.
sée che oggi nominiamo Botlrisa. У. Boltorl. Propriam. significa Cominciare
nel Уoc. di primavera i bollotii, le gemme do'
Bottascèll. Poncella, Venlricino, Trip- vegelabili a muovere , a gonliarsi , a
pella. Dicesi del vculre grossello di iugrossare, a svilupparsi alquanlo dull:
fanciulli. scaglie ood'erano slrellamenle invilup-
Bottascioeù ... Nelle trombe preraenti é pati nella fredda slagione, senza perú
il Catino. ancora metlerne fuori i germogli, i
Boiiéga [Mett] (in) corr. Metl-sù boltega. fiori, i tcneri ramosrclli. — IjO Sboc-
Bottegliiii (in) agg. Fa botlcghin d' ona ciare, ¡I Gerniogliare , lo Spnntnre, ¡I
BRA ( a i ) BRI
Pollonare della lingua significano tutti qurl cnngrpno cui si uniscc lo Stan-
qualclie cosa di più, Solo il Gemma're, tuffo per la presslone.
trattaiidosi délie vili, s'accosta stretta- Bràga d e pestdu. V. in Pestdu í. q. G.
menle al nostro Bottorl , ed anche il Brama, Bramlnna , v. conl. verso il Co-
Mignolarc degli olivi , se questa voce masco ... Aquerúgiola aulunnale.
veramente significa l' ingrossare dei Bramera (in) agg. la alcuni luoghi, come
mi'gooli. — V. su'l Pavese, dicono anche Brumm da
Cotioríi. Gemmalo, parlando de' Iraki Bruma lat. grao freddo, e propriamente
délia vite; Mignolalo, degli olivi; Pro solstuio jemale. — V.
tuberante, о quasi sbocciante , ove si Branca, per Brancata , ¡Hanata usano i
tratti délie altre piante. Anche si usa Brianz., a'quali Brancada vale più che
in senso di Éoccioloso, Gemmoso, cioè una semplice Manala. — V.
pieno di bottom, di bocee, di gemme. Bràsc (in), i.° sig., agg. Borlà-gib i brasc,
— V. diciamo quel perderé quasi affalto le
Bottrisa (in) agg. Questo pesce, che altre forze, quatido d' estate è grande a fa.
volte fu detto fra noi Botta, è detlo Essere preso da gran cascdggine. — V.
Botiiss anche dai Comaschi odierni Sig. 2 o, corr. artefici in artigiani.
(Mooli, Voc. Com.), menlre Ii antichi Brase (in) agg. Fà-sù i copp in brasc.
Comensi lo dicevano Strinz, se non er- T. de' Forn. V. Cdpp i. q. G.
rano il Cigalini e il Porcacchi. Bene- Brasciceù ... Nelle trombe prementi è il
detto Giovio lo chiamô latinamente tronco unito al cilindro, che sostiene
Triseus. Ha il corpo a macchie e slri- la colonna di pressione.
sce corne la Botta, ¡I capo grosso , la Brasciceù e Brazzœù ... Aggiunto de' fichi
bocea larga e con due cirri. sellembrini e de' funghi che vengono
Bovarótt de brughera .... Uccellelto che d'autunuo, per distinguerli dai Fioron
è VAnthus Rictiardi, Vieil. o staterecci. È voce, più che nostra,
Bùzz, v.br. Aggiunlo d'uoino. Fctliccio, de' colli oltrepadani. Hanno i Toscani
Fatlicciolto , Macidnghero , Tozzollo, un' uva biarica che e' chiaman Brac-
di grosse memhra , sproporzionate e ciuola, e Bracciuolo il viligno che la
goffe. I Toscaoi hanno il superlativo produce (Manuzzi, Vocab.). — V.
Bozzone in questo medesimo senso. Il Bréga ... Voce che fia i Comaschi ha
Firtnzuola ha Boecio per Tozzo, Bas signlf. cosi di Briga, Bissa, come di Bri-
to, parlando del pruno da siepe. — V. ga, Pena, Ni ja, e di Brigata, Compa-
Bozzà (я) agg. Contrastare , Cozzare con gnia Deve pero aver avulo vita anche
uno ; Cavillare, Sofisticare. Cercar di in Milano , e lo testimonia la tutlora
soprafare uno con cavilli, sofismi. Non esistenle ostería della Catlabrega; o
¡star fermo e fedele alia parola, onde che ivi si andasse a trovare (cattà )
si viene a cozzi con allrui. — V. la brigata ( brega ), o che le risse de'
Bozzaddr. Cavillalnre , Sofistico 3 Gareg- bevitori vi fossero frequenti.
gialore, Gareggioso. Che cerca di so Ürentáll, v. br. ... La brenla piena d'uva
prafare allri con cavilli e sofislicherie. cosí intiera come pigiala. — V. •
— V.' Brenldn. Figuralani. Ciprglio, Jggronda-
Bozzceula e Bossœula, r. della bassa pian. f/jrm, Mal piglio, Guardatura sdegnosat
Fiasco della capacha d' una pinta, di Griccia. Avegh-gió el brenton. Essere
forma tondo'Schiacciata, il quai pieno accipigliato, accigliatoj Far cipigiio, o
di vina è mercede ele' Brentatori, I mal piglio per isdegno , dispiacerc ;
Toseani cliiainano Bózzolo la misura Aver le ciglia aggrottate, Aggrondarsi.
con che ¡I Mugnajo si piglin parle della - V.
molenda per mercede dell" opera sua. Brevette ... Ventarello di levante.
Bozzolare e Sbozzolare è pigtiarsi со 'I Brévia, fem. di Brev. Non s'usa che nel
Bozzolo si falla mercede. — V. modo ùvverb. Alla brevia. Alia spac-
Bozzonella, nelle G. , corr. Bolzonell. V. ciata , Alia spiccia , Spaccialamenle.
i. q. G. — V.
Braga de leva [ con spinna ] o Manèlta Bnccólla ... Chiamano i Conlrabandieri
o Raiupin ... Melle trombe premcnli ¿ lombanli la carica d'una mcrce, qual
mo i 2 ) БПО
ella (Uli , che puó portare un uomo. то, ec- — Pion credo gran fallo di
¡— E Ii Orlolaoi paves! dicoDO Bric- verso il Broccadéll di Arzo dal Broc-
cotia a un cerlo corbello cupo, a codo calcllo di Spagna, prendeudo si l'uuo
iroDCO, si clie il Fondo sia più stretlo come l'altro lor uome dal simigliare al
della bocea. — V. broccato ( drappo )¡
Bricrun, Bricccnàda dicono spesso /ra Broccàinin d'ona pianta. Ramaggio, v. a.
noi le persone civili per Birbón e Bir- Ramatura, II complesso dei rami, tulla
bonàda. V. la ramiíicazione. — V.
Brighellin. Mammolino, Naccherino. Brocch. Cavallaccio , Rozzone , Rozza.
Briózz, v. cont. Briglione, Brigliotzo. Cavallo inguidaleseato, pieno di má
Biisa ( Giugà a)... Giuoco insulsissiino scatele , di malanni. Voce che odcsi
introduttosi di recente fra i ragazzelli. spesso in bocea a que' postigUooi e
Uno de' giocalori impugna un oggelto vetturali che battono la slrada da Mon-
qualunque, faltro gli dà d'un colpello za a Lecco. — V.
su la mano; se quello si lascia uícir Brochètl (in) corr. Specie di Ricotta pa-
di mano Poggello, il percolitore se ne storizia di iior di latte. È venduta in
tmpadroD¡sce , e il giuoco per quella mastelletti. L' oggetlo e la voce non
«olla è compiulo. sonó rjoslrali, ma datici dai Comaschi
Mcll-síi brisa ... Impugnare l'oggetlo ( V. Monti, Voc. Com.).
che ha da formar premio Del giuoco Bronzamm. È úsalo dal Maggi, e vale
al vincilore, Metier banco. Roba da rifiuto , Sceltume , Marame.
Brise li. Giunco, Biodo, Lo Juncus Idcu- — V.
slris Lin. Bronzirceù. Bronzisla.
Briscóla {in) agg. l'ital. Trionfelti, Trion- Brovà (in) , 5.° sig. , agg. Sbroceare ,
fini. Sbroccolare la vile, levándole í broc-
Brobró (in) agg. Probabilm. da Brovèlt chelli iuutili. Bruscare, Dibruscare,Vo-
— Bro-bro-vett. lire la vite d'ogoi brusco o brúscolo,
Biócca [ Rama ] (a) agg. Hanno i Diz. cioé dei caprioli, feminelle, Iralciuzzi,
della lingua Broceo per sotlil' bacebet- ec. Nota che Brucare e Dibrucare (che
ta di arbore, spesso con frasca; Broceo, i Diz. coufundono coa Bruscare e Di'
Sbrocco e Sprocco per Pollone , pro- bruscare) propriam. non vogliono dir
piiatn. quello che rimelte dal bosco allro che Levare le frondi dai rami,
lagliato. — V. con espressione figúrala tolla ai bru-
Biócca [Uauiaglia] (a), Via. 5.*, agg. Ed chi roditori delle foglic. — V.
anche a brocea murta. Brovà la seda (in) corr. Non vale gi.i
Brocea [la] T. d'Agr. Iu questo signif. le Sbráccarla, come è dello nel Vocab.,
si premetle sempre l'arlicolo. 11 sopra- si bene Ammorbidirla mediante il va
suolo, H sopralerra. Tullo il complcsso pore e lisciarla cou molle spazzola
degli alberi e arbusli da frutto e da fo- prima di cavarla giù dagli aspini per
glia che si cullivano iu un foudo , e íarne poi al torncllo \e matassine (mat-
specialmenle il gelso, la vite e Г o- tej). Le quali da ultimo, neltate e
Bvo. — V. polite con forbiciue da tutti If sbroc-
II complesso delle nuove ramifica- clii e filuzzi, s'ammazzetlano. II dare
aiuni dell' annata negli alberi in ge qucst'ultima sbroccalura alia seta, noi
nerale , e specialmenle in quelli da 10 chiamiamo Monda la seda. — V.
frntle , e dei gelsi, considéralo come Brovadora i. q. G.
produllo terriero... Quest ann per el Brovadora (in), nelle G. agg , o corr. È la
suit la va maa per el formeutou , ma Brovadora una cassa di legno, di for
la va beu per la brocea. ma cúbica, con fondo caucellato, nella
Broccadéll ... Specie di marmo che ca» quale, sovraposla ad aqua bóllente, si
vasi ad Arzo nella Svizzera. É un cal polígono e tengonvisi per pochi istanti
cáreo compallo di colore tra bianco e 11 aspini carichi di sela torta a rice,
rosso. Baldinucci ( Vocab. del Dis. p. verue il vapore, it quale rammorbidi-
rfí) ha «Uroccatello di Spagua - Pie- see la sela e 1' agévola ad essere cá
ira di duri-zza pe 'i doppio del mar- vala. — Oud' è che la Brovadora non
BRU мш
è già i/na fasirt da stufare \ bachi , bot.). I frulti vengono proposti per le
come è dclto »e//e C. su l'aulorilà d'un diarrée ; e le foglie le'oere per succé
Toscano cbe stampö un articulo ncl- danée al the, meglio d'ogni allra cosa;
l'Appendice délia Gazzetta di Milano la corteccia alla china china; e se co'l
del ig di giugno del 18З9, ma si piul- sugo de' frutti si scrive su la bianche-
toslo da slufarvi la seta lévala dal fi- n'a, le lettcre scritte non si caucellano,
latojo. — V. lavándole. — V.
Brovadura. T. d'Agr., v. br. Sbrocca- Brumm. Bruma? Nel Pavese e nell'OI-
tura , Bruscalura, cioè Pammasso de- trepô, non che Brumm o Brumera о
gli sterpi , de' brocchelti, brüscoli e Bramera, dicoo anche Rosan piesa,
frúscoli che si souo levali alie piante cioè Bogiada rappresa, gelala. — V.
ilel ripolirle del seccliericcio e de1 ra- Brumm. Da Lord Brougham ... Nome di
múscoli inulili e impaccianti. — V. quelle carrozze, traite di sólito da un
Bruce (a), i.° «ig., agg, Bjovxw (Bijcho) solo cavallo, simili alle cosi dette Cil-
a' Greci vale Ragliare , Mugliare. J tadine (V. in Lègn nel Voc), da nolo a
Brianzoli dicono Brugl e Brugia per orario fisso, dislinte per numeri noti al
Muggl e Muggià, — V. ■ buon governo (a la Polizla), cbe tro-»
Bruccèll \^и'1 l»godi Como sono dimin. vansi in diversi piazzaletti délia città
Bruccètt ( di Br"ec> 0 sia Quatlr'ass. pronte a partiré insu l'alimo. — Bru
Brucciœù V- nel Voc- e in Monti ' inée o Brumisla si chiama chi ne guida
J Voc. Corn- il cavallo , e moite volte è anche il
Brucci&da, voce del Lario... Quelle tante proprielario del Brumm. — V.
genti o robe che vanuo in un Bntcc. Brus I Tϝ-su on brus ] (in) agg. Aver
V. nel Foc. il baco, il brucio di ... Aver passione
Brùgh (a) agg. Scopereccia (Ridolfi, Gior. per... — A Brus, nel signif. d'amore,
agr. tose, XVUI,,a8a). — V. pare corrisponda meglio la voce Brucio
Brugliéra (in) agg. Bovarott de brugbera. o Bníciolo-in senso metaf. d'innamora-
V. Bovarott ï. q. G. inento, se Bruciolalo figuratam. s' usa
Brugliéra [Lassa anda a] (in) corr. Il per Iimamorato , Guasto , Rôso dalla
Lasciare a sodaglia un terreno non passione amorosa , come da' bruchi о
esprime esatlamente il noslro Lassà bruci sono rose le radici de'vegetabi-
tindà a brughera on ierren , con la Ii. — V.
quai frase noi non vogliamo già dire Brusà (in) agg. A fà servizzi brusa, ec.
lasciarlo sodo , ma si bene cultivarlo V. Servizzi i. q. G.
male, trasandarlo in modo che inste- Brusnpignàlt (in) agg. Lo diciamo anche
rilisca e torni disfatto e deserto di pian per Cuoco in senso avvilitivo. ,
te frutlífere, come dir gelsi, viti, olivi, BrusAcc (in), i." sig., agg. Il Brusecc
ec. - Y. a' Brianz. non è la Manna, né il Me-
Brughiv dicono alcuni del contado per lume délia Crusca. Esso è una inalatía
Brugheráa. Macchioso. Tullo eriche o che attacca la vite nei grappoli e nelle
tcopa o slipa. foglie, per cui e quesle e quelli diven-
Brugnoccoreot, v. br. Bernoccoluto, Bi- goao come arsicciati, quasi siano stati
tor-oluto, Ronchioso. — V. percossi da un' aria abbruciante. Il
Brûlé. V. Café brulé nelle G. al Гос. Tañara, con voce troppo generale, lo
Brusaa (in) agg. O crud o brusaa. V. chiama Malume. — V.
Crud nel Voc. Brusià e Brusiàss. Incuocersi , Ricidersi.
Lassà o Tegni brusaa on quadrell, V. Iinbrugàss nel Voc.
on sass, ее. T. dei Mural. ... Far cbe Brusíi, v. c. br. , per Brusàa. V. nel Voc.
110 matlone o un sasso sporti per modo — V.
cbe non lasci vedere intonaco. Brusón (in) agg, Li Annali d' Agrie, e Tec-
lírusáda (in) agg. o Lizdn. nologia la fanno nondimeno per una
Brugoœù (a), a." sig., agg. Dedo da Mat- malalía diversa dal Cajrœit ( V. nel
lioli Piuno selvático. - Vulgarm. Spino Voc). V. anche Carœu i. q. G. ■
i.ero , Prunello , Susino di macchia , Brustiátl, v. c. br. Chi fabrica o vende
Strigniciili '( Targ. Той. Ott. Istito. Brusli; с lo dicouo specialm. di quelle
Vol. V. 4
BUL (.G ) BUS
che fauno i coiilacliiii con 1'erbe siri cruscada (У. Giun. al Уос.), muíala 1»
pa onde purgano le loro rive aderhole. crusca in pula, onde i mollissimi lieni
Brustolà, v. с. scherz. Tosare о Hadere danno divizia nel basso contado.
al vivo. Tosar per modo che alia be Bulin o Bullln ... Il secondo guscin, o sia
stia non riinaoga pelo alcuno in pelle; quella sotlilissima membrana molió
come se fosse slata, a cosi dire, abbru- adérente ai granelli del riso, che, раз-
stiata. sala insieme con la lor prima ruvida
Brultonon. Deformissimo. scorza sollo il Frantojo (Molazza) e r¡-
Briiltououoa. Deformissima. dulla in grossa farina, serve per in-
Bugàda (a), dopo Fagh-sù la mojetta, agg. grastar majal!, ec. Parinaccio la chiama
che i Brianz. dicono Fagh-su el côl il Lastri (III-, ai4). La Risina è altra
mort. У. Col mort i. q. G. cosa dal Farinaccio; essa propriam. è
Fà bugada (in) togli il primo fig., e riso che s' è rollo nel brillarlo e bian-
agg. Imbucalare, levare il suciduine a' chirlo. — V.
p.iiini per via di bucato. Se il bucato si Bullin ... Gusci delle edecole o cássulo
diguazza gagliardainenle nell'oqua per del lino macinate, che servono per cibo
lavaroe via bene il ramio, dicesi piut- a' porci,
tosto Sciabordare, che Risciaquare il Bulnn (in) agg. ... Prima scorza del riso.
bucato. Pula, Loppa. — V.
Figuratam., per Affäre intricate. Tdc- Bus [ Dimin auca, ce. ] (in) agg. Tu puoi
coló, Intrigo, Tresca o faceuda imbro- zufolare.
gliata. — V. Ogni bus iutreqiieriss; chi no man-
Bugiàz .... Su'l Lago di Como è detta gia, el cun patiss. У. Cùu ¿. q. G.
cosí una specie di rete a due alie, si Bùs de la saa. У. Sàa i. q. G.
mile all* al t ra cosí detta Bottera, ma Bus (in) aggett. agg. Quando uno spaccia
liinga il doppio, che si usa con gran qnalche nolizia che non sia vera, i Brian-
fruilo quando è lorba l'aqua; aoticam. zuoli soglion opporgli: L'èbusa; — e
era delta Bigliez (У. Monli, Foc. Com.). s'etla è vera, dicono: Questafè stbppa;
Bui (a) agg. Figuratam. Essere in se- prendendo la metáfora dalle nocí, le
creli maoeggi, in secrete e calde pra- quali sonbuonej se ¡uleree piene; sonó
tiche, ec. Onde il modo di dire: V è vane e nulle, se buse e rôse dal baco.
on pezz che la buj. « E un pezzo che — V.
In bolle » (G. G i usli, 1 Ois c. che corr.). Buscinèll; Buscinon: v. с. yilellinoj У1-
— V. tellone.
li ni ila (a), i.° big., agg. e Bujida. A' I conladini usano spesso queste voci
Briauz. vale anche Panala, l'aniccia. anche per contumelia verso i loro fan-
Cioè, pane di grano turco sininuzzato ciullini allorchc, a mo' di buaccioli, si
с eolio in brodo, о in cagliata, о in vanno travolgendo per terra e batos-
siero di vacca. — Franc. Bouillie (Bol- lando fra loro.
lila). — V. Buscón, v. délia Bassa , с più pav. che
Bùj [Tra ou] (in) figuratam. agg. Avere mil. Cesptigliofolto e spinoso, Macchia,
un bollore. « La brigala pare una cosa Macchione ; ed anche Buscone e Bu-
smarrita, perché ... tutti i capi di essa scione, ma quesle sono antiche e poco
hanno avulo un bollore w (Machiavelli, úsate. — V.
Lett. fam.). — V. В lissera e Busserôtl. Botóla, Bbdola(*Ror.
Bula, V. br. Seminare la Pula , o sin i Carena, Pronta. p.iy3). Riparo a semi-
semi del tnfoglio sopra il frumento; il tramoggia che ponsi aile lineslre delle
che fassi insù l'uscire del Г invernó. carceri, de' conventi, de' rollegi, ec.
Onde Forment bulaa, Sopraseminato di Busserôtl ... Quel bossolo di cuojo in cui
pula. — V. innasta la croce chi la porta a procès-
Bulà on praa, e sim.... Seminary! pula sione per alleviarsene il peso. È fer-
o fiorume per appratirlo. malo a un cinlolone che ricigne la vita
Bulada ... Spargimenlo di pula. Fà la bu del Crocífero.
lada dicono nel B. M. quelle che in Busserôlt (in), i." sig., agg. Buceóla è
allie parti del contado dicono Fà la dclto dal Grassi (Diz. milit., in Cassa,
BUT (,27 ) BUT
S 3) il Busserolt che guarnisce il mozzo nel Falso Filoso/o, a. II , iolcrm. a ,
délie ruóle, entro la quai buceóla s'ira- p. 7З, disse Dass a bust (se non è er
pernano le eslremità délia sala (asse). rata la slampa ) : Andarsi ajulando il
— V. meglio che l'uom pub. — V.
Busserolt о Bussolôtt, 5.° sign., si riformi Bùtt. Urto. L' è la Mort che ghe dà i
cost: Specie di bossolo di legno che butt. V. Mort i. q. G.
si mette in fondo al Paltnoiie (Piantori) Butta (a) agg. Pesare. El bulla dés lira.
formato di tre o quatlro vergelli o siauo Pesa dieci libre.
rami nudi, da cima a fondo intaccati; Quell che butta, reussiss. V. Réussi
nelle tacche de' quali rami o vergelli i. q. G.
s'iufiizano altretante paniuzze (bacchel- Butlà. Aver esilo, successoi Riuscire, But-
ttnn invescaa); e per tal modo, tullo irlo tare, и Avró caro vedere quesla elezio-
il palmone di si fallí fuscelletli, s'in- ne degli ottanta corne la bulla » cioè,
caslra per mezzo del delto bossolotlo corne riesce (Piero Capponi, Lett. Vol.
nella cima d'un grosso palo, che s'alza IV àeW'Arch. stor. Parle II, p. 67.).
e s'abbassa a piacere. — V. — V.
Bussolólt di passer ... Nome di ciascuna Che butti quel che vœur butta. Av-
di quelle come hottiglie tozze di coito venga che vuole. « Butti quel che but
e di color rosso cupo di cui si vedono ta », disse Passerotii nel Cicer. — V.
filari ricorrenti poco sollo il tetto di Buitalla in scianteia. È lo stesso che
certe case antiche in Brianza. Mezzo Tralla in rid. У. Rid. — V.
fille nel muro, e mezzo sporgenli со '1 Bultass giô. Pari, di grano , Allel-
canoello aparto, danno éntrala alle pas tarsi, Ricascare, Andar a terra. « I
sere in uua stanza attigua dove esse grani grossi ricascaiio e s'allettano più
rimangono facile preda di ciii per que- dillicilmente dei genlili » (Boll. agr.
slo mezzo vuol fame caccia. Quesli lose. Serie H, N. 8). — V.
bossololli, a dir vero, appiccati ordi Butlàss-via. Disperarsi, Gittarsi via,
nariamente al muro, vi si mellono , Affligersi. — E nel senso stesso di Tra-
acciô che le passere v'entrino a nidi via el coo, p. е.:
ficare per levarue poi a suo tempo i Mo mi me bullí »i«
passerolli novelli. Quand piangen ch'ogni dl patgtara i agn.
Bussoréll. Bossolelto о Cannelle, ordinaria Maggi, Cons. Jtíenegh. a. f,
mente falto di sambuco, il quai si mette - intern), i, p. 49. — V.
e ferma con irlo di ferro in cima alle Bultà-via lugagn. È lo stesso che
canne, dentro le quali si custodiscono Falla a la granda. Sparnazzare, Spen-
i Panioni {Bacchettbn) da acchiappare dere astai) Scialaquare, Disipare,
Ii uccelli a civelta. la queslo cannello Sguazzarla, — V.
si ficca pe'l titánico alquanlo aguzzo il Buttnlà (a) agg. Slracurato, Sgovernato ,
panione, che pe '1 cannello islesso, ter Avvenlato. Che fa le cose senza avver-
minante di sotlo a nio' di rampino, si tenza e cousiderazione. — Lo Svenlalo
uttacca a qualche ramo délia siepe, si è privo disentitle senza giudizio: lo
che sporga alcun poco iu fuori, e pre Avvenlato agisce inconsideratamenle e
stí commodità ai curiusi uccellelti ac- precipitosamente, senza pero mancare
correnti alio spellacolo délia civelta da di senno; solíanlo non ne fa uso e fa
loro non mai più vista, di posarvisi su male quello che fa, solo per Iroppo pre
e cosl rimaner presi alla pa'uia. — V. cipitare. — V.
Bùtt (a), i.° sig., agg. о Bœùlt ... Cosl Búllala ... Specie di monela originariam.
dicono a Várese per Cespuglin. pariuigiana che allre volte era cono-
Bull [Sciante] {a) agg. I Briauz. dicono sciula anche fra noi. Nelle poésie mila-
Bullida e Bultl per Sciante e Sciama- nesi del 1600 e del 1700 si legge que-
re. lac. Ricci Gor. {Cat.agr. vol. II) ha sta voce come se fosse nostrale.
Getto per Sciame. — V. Buttér {in) agg. Faslidi col butler. V. in
Bult [Dass de huit ] {in) agg. che il Maggi, Faslidi nel Voc.
CAC ( з8) CAG

Cà (in) trasporta Vultimo deltalo della lesticoli. Coglia, Scroto. — Ttiudr r de


pag. 174. o'- a-J> dopo le due prime Cagg, figurât nin. Molle, Frdgile, Facile
righe della pag. seg.j e corr. = luniaca, a peccare, Cascatojo, Cascaticcio. — V.
:= in = chidcciola ; e, dopo la parola Cacciador (in) agg. Bon cacciador al
chiusa, agg. Anche i Latiui chiamavano piatt ... Dicesi per burlare chi si vauli
Domiporta (Portacasa) la Chiocciola. buou cacciatore, e no '1 sia.
A p. 175, col. a.*, riga i.*, corr.=3 Cacciadorón ... Valentissimo cacciatore.
V. Diàvol, за in ta V. Sànt. Cacciá. У. Case i ù 1. q. G.
Cà (я) agg. Per Famiglia. Regg la cà. Cadeaàzz (in) agg. Avegh pussee bolzon
Reggeiv, Govemare la jamiglia. — V. che cadenazz ... Frase de' cont. del В.
Per Palria. A l'estaa i spazzacamin M. ... Avère più apparenza che sustanza.
van a ca. AW estate Ii spazzacamini Vong i cadenazz a vun ... Gergo de'
tornano al paese, o Rimpatriano. contadiui verso il Comasco ... Dare ad
Ca de melgase ... Grosso mucchio di allium l'Olio santo.
saginali , melegarj o melicali disposti Cadcnèlla de Venezia (in) agg. Il Care-
in giro e in piedi alquanto inclinât! na, Prontit., dice che anche in Tosca на
l'uno all'aUro. Catasta di melegarj ? la chiamauo Catenina di Venezia.
— V. Cadenn, al pl. Per símil, cosí chiamauo
El Prêt de cà. V. Prêt i. q. G. Ii ortolaui Ii Steloni délie tragóle, cioè
Ogoi cà gil' lia el sô de là. Ogiiuno quelle produzioni slrisciauti sopla ter
ha il suo impiccato all'uscio. ra , che ad ogni nodo gettano radici
Tirà a cà 011 capital .,. Forse ren- e nuove piante. — V.
dere un capitule dato già a mutuo. Cadéuna (in), i* sig., agg. Vess ligaa
Tirà a cà ou ficen. Riprendere un longli cont ona cadenna (o coot oua
bambino dalla bàlia , un ragazzo dal corda) curta. Modo cont. del B. N....
collegio, e simili. Dicesi di chi vanti avère, e non abbia.
Cà Bassignanna (in) agg. Forse dal ca- Cadenza с Cadenzia. — Vegui alia cadeu-
stello di Bassignaoa nella Lumellina. zia ( Maggi ). Figuralam. Venire alla
Cà grande (a) nelle G. agg. T' ho cre- conclusione, al termine. — V.
duu de la Ca grande , — espressione Cadrc'ga (in) agg. Anche i Sardi Logu-
proverbiale de' meudicanli , che , non doresi dicouo in questo senso Cadréa .
avendo casa, pigliano il mondo inlero, Forse d'origine spagnuola.
o lo spedalc, per loro abitazione.— D. Cadreghin (in) agg. ( che con voce infan
Cabbià-sù, fr. cout. verso il Contasen ... tile diciamo Ghingbiii).
Menar prigione. Cagclt, v. br., figuratam. Borsotto pieno,
Cabra e Cabrètl. T. dei Mural. ... Quella sotlintesovi di denaros o Cosa simile a
specie di сарга o triangolo d'assi che, borsa e che ne facia le veci. — V.
inlisso nell'alto di un'abetella, serve Caggiass (a) agg. Caggiass el sangu. Ca-
ad appendervi carrúcola o taglia. glut re , Mancar d' animo, Avère ица
Cabrett e Cavrelt ... Amese di legno ad раига sgangherata. V. Scaggià. — V.
aDgoli quadri, quasi a forma di basto, Cagiott (a) nelle G. agg. Figuralam. vale
che, sovraposto alla botte, sostiene la Baggëo, Pincone. — V.
pévera quaodo s' imbotta il vino. — Càgua (in), sig. terzult. , aile parole Mi si
Ove aliro nome più proprio no» s'ab- dice che chiamino, sostiluisci chiamauo.
bia, potrebbesi regolarmente chiamare Càgna. T. de' Cantin. ... Specie di leva
Porlapëvera. — V. per allogare fácilmente Ii sporlelli da
Cabrôssol (in), dopo Craboss, agg. о Car bolli grandi : operazioac che chiainia-
gos. Olivello. 1110 Tira-su i usc'ueu di vassej.
Cace e Cagg, v. valsass. e br. Borsa dei Caguocùla dicono in più luoghi del con-
CAL ( a9 ) CAL
tailo per Cagnètta. V. E ¡I paese della Calcà (a) agg. Ponzare, Pontare. Spigner«
Cagnceula, con la sua oslería pure cosí si che lo sfurzo o nggi avainenlo si ri-
denomínala, ne tiene viva quesla voce duca tutlo in un punto. — Per lo sforzo
in faccia alla distanza di un millio a che alcuni (anuo, andando del corpo,
ouest nord. call-ben Iropp,
Cagnœùra , aggell. (Г Erna. У, i. q. G. Come i alitegb quaod fann i bal de sViopp.
, Cagnon (in) , 3.° sig. , agg. Cachione. Maggi, tu V Hi to, p. 69. — V.
Cosi ¡I Cresceozi chisma la larva o Calcaghela dent a bagnman'a. — « В
verme delle api, e il Redi qut'llü delle se la carota non gli l'osse ben éntrala,
raosclie clie si genera iielle carro, nel- gliene darô una calcalella gentilmente »
lo straccliin grasso e simili. — Píen (Caro, Slracc). — V.
de cagnon. Cachionoso. — Anda tult Calcèster, v. com. Terreno duro, com-
a cagnon. Essere tullo cachionoso , patto, biancaslroj sterile; è il Gesson de'
Estere tullo cachioni,lulto bucalo. —V. Brianz., il Tôff (O chiuso) dei Pav. oU
Per similitudine, chiainanocosl alcuui trepad. — V.
Brianzoli il gerinoglio ancora leuero e Calchéra (a) agg. Bui о Scottà come она
appena spuutato della vite, — La gem calcliera. Avvampare, Avère gran caldo
ma che comema appena a mœuv, o a addosso. Dicesi per lo più parlando di
caseta ; El primm garzolinj ilalianam. febricitanti. — V.
Cachio. Onde il verbo Scachiare equi Calchln. Schiribilla (il Hallas pusillus dt
valente al nostro Sgarzolà, Mognà ¡ Pallas). Ed anche Schiribilla grigiala
che Spollonare si dice quando si tralla (il Rallus Baillonii, Viellol).
di altre piante. — V. Calcliin. T. d'ingegu. Ferro appuntato
Cagóla , v. br. Cacóla , Cacherello, se con che si calcano le carte, ec. Cal»
di topo, di uccello , di bachi da seta catoja'f — V.
e simili; se di capra e pécora, più pro- Calcinàzz («), i.° sig., agg. Roccia.
priam. dicesi Pilldcola. — Cácale di- — V.
consi pure quei gruinetli di stereo ri- Calcimrceù (in) agg. e, secondo paesi, an»
scccbilo su la lana delle pecore , ec. che Calcinen, Scioppiroaù e Calcifierœù.
— V. Tra-fceura i calcinirœu. Sbullettare.
Cajrœù (in), i.» sig., agg. Gettar fuori li intonachi le bulletle о
Per el cairœu di ago gh' boo cl ccrvell bus. calcinelli: il quai getlo dicesi Sbullct-
Maggi, Rime, р. 2З1. tatura. — Anche i mattoni contengono
Sonó un vecchio barullo, barbogio, talvolta pietruzze calcari , che (auno,
rtmbambito. — V. со 'I macerarsi, sbullettalure. — Y.
Cajiœù. T. de' Maniac. Tarlo. Specie di Galeón. Tenesmo. У. Ponlur. — S.
malore che viene al cavallo sotto i Calcuii (in), i.° jig., agg. Nei noslri scrit»
piedi. tori aotichi d'Arliglieria e Architetlura
Calàa (in), sust., egg. lo Stretto ( * lose. militare sono detli Cocconi, Coiij, Tu-
Carena, Prontu. p. ]8 ). raglj. - V.
Calada (in), 1° sig., agg. Rolla, и La CalJ (in) agg. Negà del cald. V. îiegà
neve era alta, e non v'era stala lutta i. q. G.
la rotla , «1 che cascavamo ad ogui Càlda, aggell. di Stanza. V. ncl Voc.
passo per cattiva via e cammi- Gaidar (in) agg. Mànegh. Manteo, 1= As.
navaroo a ocebiata », cioè, corne me- Occhi. = Orlo. Orletto. = Cuu o Foud.
glio pareva aWocchio (Andréa ПоссЫ- Fondo. — Spond.... Y Alzalo.
tieri da Pralo, Ricordi. — Arch, slor., Rar in carapagna, spess in del cal-
App. Tin, p. 556). — V. dar. V. Rar i. q. G.
Calàul, aggell. di Lùnna. V. Lunna i. q. G. Calln. V. OEùv i. q. G.
Cálamo (currenli), latin. A penna cúrrenle. Call (in) agg. Erba di caj. V. Erba ba-
CalasUïa (in) agg. Calaslria preveduda sgiànna.
l'è mezza proveduda. ... Bel proverbio Caimán (in) agg. I Diz. delle lingua hanno
de' cont. dell'A. M. ... Calma e Calmella per Marta, Ramo-
Cbc piaga aulivedula assai men duole. scello, Sórcolo che s'innesla iu tronco
Pelraua, 7r. Ttmp. v, 72. selvático. 1 Bologuesi diconu Calmone
CAM ( 3 о) CAN
al tronco su 'I quale si fa l'innesto (Tan. su 'I capo i polli d' India, e che noi in
Econom.). Kalov, in greco, Legno. — V. città chiamiamo il Candirán. V. nel
Camàja (я) nelle G. agg. Simiglia al Ca- Voc. Quel polin là l'è gioven: l'ha
maglio del Doge di Venezia che rap- agnamô de fà el campanin.
presenta il Camaglio a rete di ferro Campanin de la gola, per Ugola di
délie armadure entiche tramutato nella cono nel contado di Gallarate e in
pelliccia del valore moderno. Brianza.
Carnario de copp. T. de'Forn. V. Cdpp Campànna (in) agg. Canipannaa bolzon ...
i. q. G. Gampana che si suona per una fune
Caraerlaccài (in) agg, Altri dicono idio- attaccata immediate alla cicogna, о sia
ticam. Camerlecai , e lo fanno sinóni al cioeco о ceppo in cui slanno fitte
mo di Cacciadàr, a.° signif., V. il Voc. le trecce di essa; non ha armatura di
Gamin (in) avverti, che Gian Vett. So- mota. I Comaschi la dicono Campanna
derini (Trait. d'JgHcult.) chlama sein- a sbalz.
pre Canna quella che noi pure diciara Campànna. V. in Ferr di copp i. q. G.
Canna; Pirámide quella che noi Cap Campasciœù, v. c. br. Campicciuolo,Cam-
pa; Famaràli, Sfogatoj i buchi о boc- picello, Camperello,
che per le quali escç il fumo. La Pi Campàsg o Campase ed anche Campùsc.
rámide la dice un tratto anche Cono. Voce del Lario per Cdpia, Gerla. V.
— V. Campùsc in Monti, Voc. Corn.
Camisa (a) agg. la camisa, e, per enfasi, Se i oliv grappissen in masg, pre
In camisa in camisœura. Incamicia. Con para el campasg, ее. V, in Oliva í. q. G.
Ja sola sola camicia indosso. Campi. T. degl' Imbiancatori, e vale dar
Tras-focura in manega de camisa. Il tinta aile campate délie pareli, la-
Sbracciarsi. Nudarsi il braccio, rimboc- sciati li zoecoli, i fregi, ec. Campire,
cando la camicia fino al gómilo. — Fi- Campeggiare, Fare il campo. — S.
guratam. Mettere ogni sforro in far che Càn (in) agg.
che sia. Spogliarsi in farsetto. — V. a Càn gross (Vol. I,p. 199, col. i.*),
Cainisàda. V. Incamisada t. q. G. Pezzi grossi.
Camisceùra (in) agg. V. Camisa i. q. G. a Càn pdmer (p. 198, col. a.a), Cane
Cámola (in) agg. Facignône chiamano i volpino о Cane pomerano (* tose. Ca
Tuscan i il baco (Cámola) che rode le rena, Prontu. p. 294.)
pere (Gior. agr. tose,). — V. a Daj al can, ec. (ivi, col. a.1), V.
Camolólt (in) agg. Dormiglione. È lo anche in Légora.
stesso che Afora. Larva d'insetto che, Can de cerca. Cane braceo, da leva,
rodendo, fa dei gran buchi neU'interno da ripolila. — Can de ferma. Cane da
dei péri e dei meli giovani. Si puô cu fermo, Cane da giungere. Cosi distin-
rare l'uoa e l'a II ra cámola. Questa rode guono i nostri caccialori il cane che
le pere, e il Dormiglione danneggia i va со 'I fiuto cercando e levando la
peri, e non le pere. — V. fiera, da quello che la insegue e ferma.
Camp (in) agg. Rar in camp, e spess in — V.
del caldar. V. Ràr i. q. G. Chi no manten, ее. V. Gàtt 1. q. G.
Vess padrón del camp e de la vigna. A sto mond hinn tri î quii che sir
V. Vigna i. q. G. ben : el gall del momee , el can del
Campàgna (in) agg. Rar in campagna , becchee , el fallor di monegh. « Tre
spess in del caldar. V. Ràr i. q. G. son quelli che stanno bene: il gallo
Campagnϝla. T. de' Geom. ... Minuta di del inugnajo, il can del beccajo, e il
cainpagna ; la pianta, la bozza del ri- fallore delle monache к (Gelli, Sporta,
levato in campagna. a. Ill, sc. 3). — V.
Campanin (in), sig. a.0, agg. Gioeugh de El marl el gh'ha, ее. V. Marl i. q. G.
campanin. V. Giœugh. Can, fíguratam. Avaro, che non darehbe
Sig. 3.°, agg. Ve ne sono di bianchi, del suo la croce d'un quatlrino a per
rosei, turchini, vinati, ec. sona del mondo, se la vedesse crêpa-
Campanin ... Cosi chiamasi dai colligiani re. — Vess can. Essere cane del suo ,
brianzuoli quella carúncula che hanuo usó Gio. Morelli (Civn.). — V.
CAN (3j ) CAN
Canaln, fem. (che Ii Ingegn. Lomb. nelie Caneltée (a) nelle G.,a.° sig., agg. È la Sit»
loro relaz. dicono La canale). Aque- via lurdoides del Savi, e Calamoherpa
dulto minore che riceve le aque da di Bonap. — V.
un cavo о conduite principale, e le Canevée. Canapajo. Chi assetta cánapa.
trasporta allrove passando sopra allri 11 Baruffaldi chiaina Canapajo un suo
cavi, о sopra luoghi bassi e avvallati. lavoro poético intorno alia cánapa.
— V. — V.
Canalin (in), sig. 3.°, dopo calenzuolo, Canna (sollo) agg. In canna. In bastoni.
agg. E il Serin mulet dei Franc, e il Lacea in canna, Sangu de dragIi in
Giannisser dei Piera. canna, Cassia in canna. Lacea, Sangue
Dopo Cantà, ec, agg. о come on di drago, Cassia in basloni,
asen о come on canalin de magg. Bev a canna. У. Bev í. q. G.
Caoalinna [Uga], V. Uga ». q. G. Canon (in), sig. 4", Vol. i.° p. 207, col.
Canalinna per Peveràscia. V. nel Voc. I .' infine, leva la parola Slecche, e so-
Canalón (in) agg. о Caneldn. T. de' sliluisci Bastoncelli о Slecche maestre
Forn. ... Nome di quella specie d' in- (Carena, Promu.).
canalalura che, facendo seguito alia Candn (in) agg. Fa candn. Accartocciarsi.
bocea, s' avanza Ira banchina e ban- Dicesi délie foglie del grano turco ,
cbina nel vano délia foruace da tegoli quando , per alidore appassendo, si ac-
e mattoni. cartocciano a mo'di cannone. — V.
Canàvra (in)corr. La Canavra e la Gam- Cant, v. valsass. Luogo, Slallo, Stalla, ed
bisa sono una medesima cosa si nello anche Cásale, Ceppo di case. — V.
scopo , come nella forma e Deila ma Cantà (in) agg. Cantà de garott. V. Œùv
teria onde è fatta. E 1' uno e Г altro «. q. G.
nome è in uso cosí presse i mandriani Cantà i bölt. V. Vessel i. q. G.
délia Yalsassina, corne presse quelli dél El Zenese canta lo cucco, magna quel
ia nostra Bassa. — ln vece di si fatta de li allri, e '/ suo salva tutlo. — Cosi
collana, o collare che la si dica, alcuni i Briantéi soglinno cantare in faccia
pratican di metiere al collo délie vac- alle montanine genovesi che vengono
che una catena di ferro со 4 suo ао- qui neir invernó a camparvi di quel
nello pur di ferro per fermarle alle che vanno accatlando, menIre i loro
greppie. — V. padri e mariti lavorano da schiappini
Cancarènna e Cancaressa. Voci degV i- e tagliaboschi , tacciandole quasi di
dioli di citlà ¡a prima , di quellt di troppa pidocchieria in risparmiare il
campagna la seconda , sinônime di proprio : scallrezza da с uceólo, il qua
Caucrènna. V. nel Voc. le, per risparmiarsi li incommodi del
Candilàtt ... Fabricatore di cándele. covare e dell'allevare i piccoli, depone
Candirá (in) agg. Candil felippinn, mar- le uova nel nido di uu altro uccello e
garich ... Specie di cándele di mo ne lascia a quello il pensiero. — V.
derna fattura ; aofibie tra le communi Canlarèj (a) nelle G. agg. Romp i canta-
di segó e le oerdgene, o Sleariche. rej... Fregar forte со' le dita le dette
Candir faa a bacchetta o Candir de gbiándole per toglierne l'infarcimento.
cervellee. V. Bacchètta i. q. G. — Quelle del collo i contadini se le
Candir frust (a) agg. Cándele ma- rompono e sciolgono con lo scuotere
nomesse. — V. il capo in quà e in là gagliardamente.
Nel proverbio Chi ha mangiaa, ec. , — V.
dopo agg. e Pauli, p. 180; Romp i cantarej а тип. Figuratam.
Candirée (in) agg. Candiree d' argent ... vale Togliere altrui i capricci, Scaprio
Furono cosi chiamati per ischerzo Ii ciarlo, Levargli il ruzio dal capo, co'l
Usseri cisalpini del 1796-7. fargli di sode freghe insu le spalle e
Candiron [dei ga Iii d'India] (л) nelle G. ragguagliargli le costure. E lo stesso
agg. Che i cont. brianz. ebiamano Cam- che Rompegh a vun i nos in del coo.
panin. V. i. q. G. — V.
Canettaddra ... La donna che fa mestier Cantinèlla (a) nelle G. agg. Soffilt а сап-
d'Arroccellare (Canelta). tinell. V. SolfiU í, q. G.
CAP ( 33 ) СЛР
Canlîr [in), 5.° sig., agg. II Cantherius de' Càpia (in) osserva che il Brianzuolp
Ruslici Lalini (donde viene, a quel che dice anzi più spesso gabbin , che ca
pare, ¡I nostro Cantir), Don era un sol pia, massime quando parla di quelle
palo posto a sostegno della vite, si bene specie di gerla grande con che suol
era una specie di giogo formato da un trasportare sue robe dal campo a ca
palo attraversato a due ritti. — Sin sa, ec. — V.
gulis viticulis applicabimus ... bina de Capiàtur (vi) agg. Vess gio capialur per
vepribus hastHin j quibus adneclantur vun ... Esserei ordine di arrestare uno.
singulae transversae perticae in unarn — V.
partem ordinis ; quod genus jugi Can- Capin ... Nei capanni camperecci di legni
iherium vocant rustid (Colum. De e paglia, è quel po' di grondale che
re rust. lib. IVj XU, i). « Da'contadini sporia in fuora del vértice del tímpano
(cosi traduce В. del Bene quesl'ultime di face .'ata a difundere da' ventipiovoli
parole) questa maniera di giogo chia- I'ingresso del capanno.
masi Cavallelto ». — Propriam., se Capital (in), a.° sig., agg. Capitale, Iílru-
conde Varrone (De re rustica lib. II, ménlo ( Pauan. Poet. teat. I. I, с. x,
Vil, i5), Cantherius èil en vallo cástralo; s. 35 ).
e forse, per una colal similitudiue che Capílolón (Sala del) ... Nel fabrícalo di
lia со 'I cavado il detto giogo che si propriela dell'Opera del nostro Duomo,
pone a sostegno delle vili, i contadini che era giá nel ricinlo di Camposanto,
latini l'hanno detto Canlheriiim. — V. chiamavasi cosi una graod:Aula perché
Canton [Cantone, Canto, Angolo\. Sotto deslinata alie grandi adunante dilulti
questa voce riferiscausi i varj delta l i li Opérai o Fabricieri del Duomo. Fu
di cui in Cantón nelle Giunte al foc, eretta nel i^o.j, aveva tina volta ardi-
trame i due primi. lissima, ed era adorna di bei dipinti del
Canton ... Ferro ad angolo retío che fa Borgognone. II conté Ambrogio Nava
sostegno alie imposte da Gnestre. nella sua bella Relaz. de' Ristauri della
Cantonal, T. dei Mural. eCostrult....Nome Guglta, 1845, ne deplora la distruzione
di ognuna di quelle travi che si alio- avvenulane in quesli anni coulro ogui
gano nelle cantónate dei telti a qu.it- riguardo all'arle, e ne serbo memoria
tro alie. in un disegno annesso a delta Relaz.
Capéll (in) agg. Mellegh in coo on capell Capón (in) agg. In duu a un capon e in
cali V a vim. Modo proprio de' contadini qualler a ou resegon ... Modo briauz.
verso il Coniasco ... Appiccar sonagli, per indicare che un cappone basta per
Di/Jamare. giusta pielaoza a due, come a far agire
Sguercià el capell. ^.Sguercià i.q.G. un grau scgoue vogliono cssere qual-
Capéll de Iríi canton (in) agg. Nicchio è Iro segalori.
detlo dai mod. Tose, per qualche si- Capon, figuralam., diccsi d'un Poco-di-
mil, che ha con certe conchiglie. — V. buono (lialoss), d'un Ladroncello, che è
Capellada (in), sig. agg. Lévala di sempre più dentro che fiiori delle Pri-
cappella (Panan. Poet. teat. 1. 1, с. xix, gioni , dctle liguralam. Capponaje.—\.
s. 9)- Capona (я), 3." sig., agg. Caceare (Pa
Capellàss, v. coat Fare il cappello. Sta nan. Poet. leat.. t. I, с. xxm, s. 54). —V.
tirina la s' è capellada prest, (tuesto Caponcgrin, v. lir. cont. II piccino della
tino ha fallo il cappello presto. capinera; il polciuo della Motacilla
Ca pellín, verso il Phv. e nel B. M. ... alricapilla bin.
Specie di fungo che èVAgaricus vagi- Capondgro, v. br., per Capnegher. V. nel
natus di Bullían). Foe.
Capelliooa {in), a.0 sig., agg. II fr. Dos- Capón [T. di giuoco] (in) agg. Marcio,
sière. Posta doppia. Onde Scampare il mar
Capellil de prel, per Roncásgen. V. il Foc. cio, üscire del marcio, vale uscire del
Caperîit ... Nome dei botloni del dor del riseliio di perder la doppia.
Cáppero non per anco sbocciato. Tœù-su capolt. Perderé il giuoco
Ca pel i (in) agg., e Panau. Poet, teat, I. marcio. Perdería marcia ; che imporla
II, C. Til, S. I. il doppio della posla (Biscioni). — V.
CAR ( ; \ ) CAR
Cappa. Fem. til Сарр in certi casi: р. е., Carlee (m) agg. El s<3 de fevre'e el manda
Cappa di logg, per Smorbionna. — S. Pomm in del carlee. У. Sô 1. q. G.
Cappa, che allri dicono Capel o Capel- Carlitt, San Carlitt, о Fiiir de san Cario.
linna, V. de' Rosca j noli e de' Contad. ... У. in Fidr nel Voc.
Nul le cataste è nome collettivo che com Cania {in) agg. Robba de prêt, carna de
prende i due pioventi di fascine che bô, tira chi p6. V. Robba i. q. G.
scendono dal comignolo per lato я со- [Carna mastra] («a) agg. sotlmastra
pertura delta catasta. de prima qualitaa de manz с de vedell.
Cappavilla, v. anl. Daz. mere. [Semm tuce de carna] (in),dopo 61,
Capp-pörta .... Tra i nostri accendilam- egg. e Ceccbi, lncanles. IV, 6.
pade del publico è nome qualificative Camella с Carnisella (in) corr. Propriara.
dei capoaccenditori assegnali a ciascun la Carnisella de' Brianz. è la Ciccio-
quartiere o porta délia città. la de' Toscani ( da Ciccia, Carne );
Capp-squàdra. Caposquadra. Tra noi la Peziza aurícula di Liundo nella famiglia
voce è usata specifîcatam. a denotare dei funghi sarednici. I Brianz. la ebia«
¡1 capo d'ogni squadriglia di spalatori mano anche Oregginna. — V.
délia neve. Carne váa (/л), Vol. I, p. 229, col. 2.", г. 28,
Carbon canellin (a) agg. Carbon de canel- corr. е= bozzaraa ss in =z bolgiraa.
la, diconlo su '1 monte di Nava e luo- Carrea о Bruson. Carblo , Rûgine. È un
ghi circouvicini. — V. malore che prende al riso quando è in
Carbouà ... Nei nostri monti significa Fare su 'I fare la spiga. Il Carœu minor lo
il carbone, Carbonizzare legne nelle infesta nella prima utà. II riso che n'è
carbonaje. preso si copre da prima di macchie
CarboneYa (in) aile voci italiane Piazza, rossicce, poi si va diseccando e muore.
Bocea, Paraventa, Sommondare, Rab- — V.
boceare, aggiungi le voci nostrali Piaz Carolii, aggelt. Nella bassa losubria chia-
za , Iraboccadura , Ténda , Spazzà-fœù mano carolii ( bruciolate ) le piante e
e Mantegnl. le radie! afíette e rose dai bruchi o
Cardin (л), in fine, agg. e svanarc. È il brúcioli. Lo Spndafora а р. g6 registra
Carrelet dei Franc. Curólo e lo spiega per tarlatura , pol
Carécc (a), in fine, agg. imitando il Prato vere di legname róso dal tarlo: indi
carreggio délie Istruzioni del Censo Carolato, cioè tarlato, e cita il Mat-
del i Si i, p. 26. tioli. II medesimo Spadafora a p. 1 84
Caregà el bauch di copp. T. de' Foro. ... spiega Tignalo per Caroliccio, Cono-
Disporre la malta da tegoli su la la so ; e cita ancora Maltioli. Sarebbero
vóla da ció. mai queste voci Carolo, Carolato e
Cañoeo , v. br. Carie, Tarlo, Tignuola. Caroliccio senesi , e pero toscane ?
— V. Maltioli naque a Siena nel i5oo, e
Cirios, Car ¡ola a. Carioso, Tarlato , Ti- praticó medicina a Siena ed a Roma
gnato, Tarmato, Tignolato. fino а quarant' anni. — V.
Carolii dicono i Pavesi quel che i Carpija , v. valsass. Ragna , Ragnatela ,
Toscani BruciolatOf cioè róso, guasto, Ragnatelo. Al pl. Carpij. Pare venga
in leu o dtii bruchi, o bruci o brúcioli, da Cdrperc lat., perciocchè nelle ragna-
che se 1¡ chiaraino, secondo pronun tele le mosebe e allri simili insetti vi
cie. — V. restaño carpiti e presi. — V.
Carisea, v. anl. Daz. mere. Carr-malt (in), 3° sig., agg. I nostri con-
Carisna (и) agg. Carisna: Polvere di fu- tadini danno il nome di Giongorin o
ligine (Crescenzi, Agrie. VI, 66, 1.). Giongrin alia Stella minore délia pic-
Quella che i Friulani dicono Chiafím. cola Orsa.
(V. il mió Vocab. friul. ital. nella mia Carrettinàda. Carrellata. Ona carrettina-
Librería, dove ho spiegalo ampiamente da de sabbia. Una carrettata di rena.
la cosa.) Carsenza de bombón (in) agg. t delta
Ora lutlo quel che Ji rlialctti ilaliani ha Pizza dai Romani , Scliiacciata dai
"rut») l'Autorc (lóltone quelle Ginnte al Vocab. Toscani , Crescenza dai Bologncsi,
Milanese), lotto si trova nella Biblioteca Am
brollaría. II Placenta dai Lalioi. Le Crescentine o
Го1. V. 5
CAS ( 34 ) CAS
Cre.icntine de! Toscani ( che sono, se lieri piglia brighe in servigio altrui sen-
conde alcuni, felte di pane arrostite za esseroe richiesta, e per lo più cen
nell'olio, o ncl burro come quelle che tro l'allrui voglia. — ~4.
i Lombard! mettono sotlo Ii uccelli ar- Vun che se cascia ¡u tult coss. In-
rostoj e, secondo ailri , sono schiac- frameltenle, Entrante, Brigante.
ciaiine frille) hanno a fare con le Casciass dent in di face di alter. Tra-
noslre Crcscenze. — V. vagliarsi, Impacciarsi de' fallí allrui,
Carta usano i Fornaciaj in un senso par- Intrigarsi, Inlromeltersi. II Varchi (Stor.
ticolare del quale veggasi Térra i. fior. II, 1 5(¡ ). parlando del Frati, dice:
q.G. « Senza sapere bene spesso quello che
Cartelàmm [Pelleslnna de l'œuv] (in) agg. e'si treschino, si travagliano molto iu
Panno о Pannume ( * tose. Carena , lutte le bisogne de' secolari ». — V.
Pronta, p. 424 )• Casció ... In genere equivale a Stimolalo-
Œùv cont domà el cartelàmm. XJovo re, Pungolatore, Uomo che ceci ta al
со 7 panno (* lose. Id. ibid., p. inj ). lavoro. L'Auzzlno sarebbe WCasció de'
Curlirϝ ... Carlolajo da poche facende. galeotli , se noi ne avessimo.
Carubbi. Carruha. Frulto del Carrnbo, ¿ nomc di gergo di quel Vigilaute
vulg. Guainella. È albero che fa nel che nelle fabriche bada ai manovali, e
mezzodi dell' Europa e nel Levante, e li spinge al lavoro se pigri o sciope-
se ne mangiano i baccelli che rinchiu- roni. E diverso da quel Sopruomini
ilono uoa polpa zuccherina di consi- che bada in esse fabriche alla regolala
stenza siroposa. — S. esecuzione dei lavori secondo il piano
Cás (in) agg. V è robba de cas. La è cosa del loro archiletlore, il quale diciamo
da slrabiliare. Soras tan t.
Casca (in) agg. No ghe casca, o No ghe I Сап'etilen che vengono in citta а
croda on pelo. V. Crodà nel Voc. carreggiare la neve per bullarla nel fos-
Càscia (in) agg. Per Raggiro, d'ordioario, salo, hanno un Sopranlendente о più
in materia d'amore; p. е., El tal el g'ha per ogni nunc, il quale aceudisee alla
in pee ona quaj cascia ... vers Monta- pronta e regolala carreggialura per par
veggia. — V. te di que" tan ti Garrel! ¡eri che dipen-
Al pl., Gguratam., per Falli altrui. dono da lui ; e queslo è il loro Casció.
Quiudi d' uu Fiutafatliy d'un Curioso L'uomo cui il vendilore di animali
lulto intento a spiare li altrui fatti, di- porcini affida la cura di guidarli alia
ciamo che 'l tut su tult i case. — V. casa di chi li compra. 11 Porcaro (Ge
Casera (in), 3.° sig., agg. Parlaodosi di ne/ ál) guida e cuslodisce la raandra
bolti о simili, vale Scannellare, Gittar porcina al pascólo; il Casció si caccia
forte per la cannella (Spinna) , Versare innanzi i porci venduti per consegnarli
con Jorza, Schizzare, Spicciare, Spillare al compralore.
con impeto, Zampillare. — Parlandosi Casell (in), 1° sig., avverli. Nel Mil. e Pav.
di polle, vene., scalurlgini e simili, ol- il Casell propriam. è la stanza, dove
tre a Gitlare, si dice Pollare, Rampol si custodlsce il lalle dal momento che
lare. — V. s'è mutilo al momento che si spanna,
Casciatnént (a) nette G. agg. Jfßizione, il quale spazio è ordinariamente di cir
Passione; р. е., L'è mort de cascia- ca ia ore. Cío che del latte rimanc
rirent. Egli è morto di passione, di ac- dopo la spannalura, si porta nel Casan
corantento. — V. (Hollino), quivi si versa nella caldaja,
Cascia ss (in), 1° sig., agg. Casciass de per gli si da ¡I présame, si fa bulliré, e,
Intl. Inlromeltersi presentaosámenle. — com'egli è quaglialo a dovere, si leva
Oinm che se cascia de per lull. «Perso dalla caldaja, e si ripone nella forma
na molto deslra, molto inframettente , o cascino. — V.
e che pénelra in molli Iochi » (Caro, Casèlt ... Specie di rete.
Lett. ined. I, 18G). — V. Casella (in) agg. Ogni casetta g'há la
Casciass in tult coss. Inlromeltersi so' crosetta. V. Croselta i. q. G.
in ogni facenda. Impacciarsi, Ingerirsi Casón, v. coma ira. Lo stesso che Eot-
in tullo-, dicesi di persona che volea- linna (pesce). V. il Foc.
CAS ( 3 ) CAS
CasoneYa chiamano ne' monli del Comasco gho, 31arante , agg. Fondo di bolega>
la Selvarœùla. V. nel Foe. pur usato dai Toscani (G. Giusli). — V.
Casóll [T. di Cace] (in) agg. Che ш [Viv sulla cassa di mort] (in) agg.
Brianza pronuuziano Cassbtl. Le parti a Campare alle spalle del crocifisso м
di questo Capanno cainpereccio> quan- (Lasca, Cene). — V.
du è costruiio di soli legni e paglia, Cassa, v. rout, verso il Comasco ... La-
Bodo: Cologne ... ~ Colognell о Pieu- sciar addietro, Non metiere ¡n opera
too. Ritti? c= Tenaja... :c Spall. Radici? uno, ec.
=r Ciav ... = Colniègna. Conügnolo. = Cassini ... Nome pari ¡cobre dell'arsenale
Cappiu ... = Pertegon. Correntoni? = in cui si conservauo 1'inGniti altrezzi
Codeghetl. Correnti? = Codegbeltio. che occorrono in servigio della Fabrica
Correntini? =Slropp. Ritórtole? =Pa- del noslro Duorno. — Congrrgazion de
ja de segra. Pagtia di segala ond' e- cassina ... Scdula in cui Ii operaj o
scono.= La Sees. Le Paieti? — 1 do fabricieri del Duomo tratlano de' lua-
Al. Pioventi? es Cassioèll ... c= Alurèll. teriali per la fabrica.
Muricciuolo ? Cassinàtt (in) agg. Casalino. Homo di cá
Càss. T. de' Retaj. Sacca. La rete cosi sale (Spadalota). — V,
delta Linau, p. e. , termina io uua gran Cassioèll ... Nei capanni camperecci di
sacca che dicesi Cass. Irgno e paglia chiarpisi cosí tulla quella
Cass rar. Sacca di maglia rada. SofTilla che 1¡ tramezza per dare posto
Cass spess. Sacca di maglia futa. (F. al lieuo e agli strain! che vi s1allogano
Moati, Уос. Com.). come sur una Cassinna.
Càss (in), Susi, m., agg. A noi propriam. Cassinna (in) agg. II pavimento della Cas
vale — Massa di fieuo, di stoppia, di sinna si chiaina Lecc quando è confor»
strame quai si voglia о per cibo o pr-r mato come si vedra in Lecc i. q. G.
lello alle bestie, giá bella e riposta sollo El lace el sta su la cassinna. V. Lace
la caparina (Cassinna). Nclla lingua il i. q. O.
Cassó, che Cdssero auche si dice, é Cassina in sigtiif. di Cásale usa il
un recinto o luogo chiuso da muri e Caro nella Lellera scritta a noine del
coperto da telto a uso di guardarvi che Card. Farnese da Roma, il 5 di marzo
che sia. Per esiensione, chiamasi Cds del i55i « Ha segallo ( Fanion Fantoni
sero un pieeol forte, e, per una coial capilano di scarriera, famoso a que' di)
simililudinc, dicesi Casso il petto ricinto di parecchi suoi pari a una Cassina sei
dal suo costolame; onde forse è venuto mitlia vicina a Parma, dove par che si
il nostro Trà in castell. — V. disegni far raunanza per venirvi a ru-
II Cass di Ueno non lia quella som- bar una porta. » — V.
œila pur falta di íieno, leriniuanle a Cassdii (in), sig. 5.°, dopo cosíalo, agg.
cono, delta da noi Cappellina, per si- II Redi (Op. У, 1 1 5) lo chiaina scherz.
migliare in qualclie modo a uua cappa La Cucina.
eciorinala distésavi sopra. — V. Caslàn (in) agg. S VI caslan el siioriss de
Cass da terra. Capannone. È uua gran magg, ее. V. Pùgn nel Voc.
TeHoja più o meo luuga secundo ¡1 Inlendona rdgora per on caslàn, fra
bisogno, con muro, per lo più, di die- se conl. brianz. sinônim. «¿Capí R omnia
tro, non pero (¡rato su lino al letto, per totuma. V. Rómina nel Foc.
sollo la quale si ripone Geno , paglia , Caslanèssa (in) agg. Dubilo che sia uu
ec. , facendone una massa che va da enle solo cou Carpanèssa. V. nel Foe.
terra fiuo ai tégoli. I Toscani dislin- Caslanil [in isp.] (a) agg. Bosco di pa
guono il Capannone, o gran magazine tine (Pauan. Poet. teat. t. I, c. xxxvin,
da fieno, dalla Fienaja e dal Fienile. s. i8).
La fienaja è meno grande, e ¡1 fienile Caslèll (in), sig. G.°, agg. Fa el caslcll
¿ meglio custodito del capannone. — ai pianl , p. е., ai moron, ai per, ai
La Cassinna à un Cass minore, e sol- olmi. Impalcare Ii alberi. Fare il pal'
lévalo da terra, ma anche in questa si со alle piante, diramaudole , o dislri-
fauno i Cass di fieno. — V. bucndole ne' rami. — Fágbel alt. Im-
Cassa [Fund de cassa] (in), per Avanm- palear alti, р. е., i gelsi. — Fágbel bass.
CAV (36) CAV
Impaharli bassi. Allevarli nani, come Carchi di igabelljirirlj
dire a macchia, a siepe, a boschelto. At]1 umbra d'un rrsrtillo.
— V. G. Giuili, Discorù che eorr. —V.
Castègna (a) nelle parti agg. Riscin о Cavnbuscion (in) agg. Oggid) si deno
Riscelt ... = Piœùcc. Germe. mina cosi più particularmente un fer-
[ Castegn crodell ] (in) agg. Crodeli ruzzo terminante in tre branche aun-
e Croveli I pronuncíalo alla Brianz.]. ci nate со '1 quale si traggono alle bol-
Castagne e Marroni colalii (Magaz. Cul- tiglie volate del vino i turaccioli ri-
tiv. tose, p. 83): « Circa il mezzo del mástivi nello simarle.
mese ( tValtobre) si battono le castagne Cavadinna (in), sig. a.°, agg. uno Scap-
e i marroni e s'ammassano in ricciaja; pavia (* tose).
si ricolgono i colalii e si vend on о , cbè Risposta evasiva , quando uno li
non bástano e riscaldano. » — V. schermisce di dare ma ggiori spiegazio-
Nelle selve brianzuole si (rovano ni e schiarimenti di quelli che allri
quesle specie о varietà di castagne : vorrebbe. — V.
Bozzella, selvática, piccola, alquanto Cavagnœù [Ogni fiœù, ее] (in) agg. Уa la.
pelosa, mezzanam. saporita. Farisella, la creatura nata la pastura (Almanac-
Bonazzina e Oslanella, tre varietà lutte со liicchese // Goga del i84<)-
piccolette, di scorza soltile e saporite. Cavalcà (in), dopo ridosso, agg. о a bis-
Rostirá , mezzana, molto saporita e dosso.
rossiccia di scorza. Garavina, minuta, Cavalér (in) agg. Cavaler grass. . . .
saporita e rossiccia di scorza. Speróna, Cavalee zopp galett a balocch ...
grossa, liera di scorza e insípida, è la Ció va inteso de' bachi dopo la quarta
peggiore. Oslana o Agoslana maggiore. muta; e per zopp dee intendersi ba
— V. chi sani ma diseguali per maggiore
Castegn cott a less, e su i monti di о minore sviluppo, e non per alcuua
Nava propriam. Ferù. Tiglie, Tigliate, malatia. — V.
Ballotte, Súcciole. — V. Melt i cavaler. F. Mèlt nel Foe.
[Castègna che s'eioppa in Г acqua ] Scumà i cavaler. F. Scumà nel Foc.
(a) nelle G. cancella Castagna colatía ; l Cavalér lusirceù ] (in) agg. Alcuni
e agg. Castagna che schizza. Castagna coiitadini brianzuoli cliiamauo lusirœk
aquosa ? — Nota che la Castagna со- que' bachi da seta che primi e isolati
lalia de'Toscani è la stessa che la s' indrpicano su la frasca ( van al
nostra Castegna crodella, la quale, ma- bosch ).
tura , scappa da sè fuori del rícelo e [ Cavaler terzin ] (in) nota , che Ter
cade (croda). F. il § preced. — V. zin o Terzirœu diconsi solíanlo e со-
Castiga (in) agg. Castiga in la borsa e stantemenle i bachi da tre mule , о
Castigà la borsa. F. Borsa i. q. G. dormite; e Tre'voltin sempre quelli che
Castrón, aggelt. di Làcc. f. i. q. G. fauno in sino a tre volte net medesiino
Calopia (a) nelle G. Hanno i Toscani anno, e, dove non sopragiungesse la
Catôrbia per Prigione; onde il verbo fredda stagione e non venisse nieno la
Jncatorbiare, Metlere in catdrbia (Ma- foglia, farebbero quattro volte e cinque
Tiuzzi, Foc.). — V. ancora, uascendo sempre parle de' loro
Callà (in) agg. Giugà a cattà Г ughetta. semi pochi giorni dopo che souo stall
F. Ùghètta nel Foc. dalle farfalle deposli. — V.
Cattatócch, v. br. Accaltalozzi. Cavalér. T. de' Murât. , Coslrutt. , ее. ...
Cautà (in) agg. Cautass. Rifarsi , Riscat- L'arcatura о incurvature di una trave.
tarsi. Restaiirarsi di alcun danno sof- El cavaler del somee.
ferlo; p. е., Gh'è de cautass? Céda Cavalèlta (in), a.° sig., corr. =s Staffella
poter riparare? C'è da poter risarcirsi? r= in = Scaffetta. — V.
— V. Cavàll (in) agg. Cavall de bonua bocea
Cavà [Cavássela] (in), 2.°sig., agg. Sga- fa botina reussida ; cioè, resiste alla
bellarsela .- falica e fa durata.
Cbi nojato 'Ii nlarsene Cavall che mangia poch , el lavera
Li bruco с dercliUo, anca poch. — Di chiaro signif.
GAV ( 37 ) CEC .
Cavall die inangia poch e lavora vo soleo per l'altro verso, non si son
sosscn n , el 5« coDsuma prest; cioè, poluti arare, e perció si lavorano dopo
non fa diirala, presto le sue furze se con la vnnga, o vero со" l'aratro stesso
lie vauuo. — V. menato trasversalmenle. Di qui si vede
Cavall elle s' inciappa ; Cavall che che a raginne qnesli I rail i son delti
s' intaja. Inciappàss e Intajàss nel da alcuni Testate, da ni 1 ri Capczzatc,
Гос. Capezzagne e simili voci , lutte derí
lu ßn resta a cavall d'on bas'.on, m. vate da Capo, come da Capo deriva
figúralo br. Alia fine trovarsi co'lc pur anche la nostra Cavedagna , mu-
mani pit ne di mosclie s Restar con le tandosi fácilmente il p in v, non pur
mam piene di vento , cioè, Noa conse ne' dialetti it.il., ma nella lingua anco
guir nulla, ее. — V. ra. — I Lemhi de' Toscani , Scamna
Purgant de cavall. V. Purgant i.q.G. de' Latiui , sono propriam. quei Iratti
Vess come el cavall de saut' Am- di terra , lungo il solro, riiUHSli sodi
breeus Andemm. V. Ambrceus i. q. G. per non essere slati rotti dall' aralro.
[ Intant che ona mosca la niangia Ecco il passo di Cio. Targioni Toz*
on ravall ] (in), Vol. I , p. 26З, col. 1 zetti che lo spiega: <« Il vomere si con
su :l fine, ngg. Linnéo disse che Ire nifi duce per Ii spazj lasciati sodi , chia-
sche, di quella specie che i Natoralisti mati anlicam. Scamna, in oggi Lcmbi,
chia mano Masca vomitoria, possono affiuchë si rompa più terreno che sin
sharrazzar la terra del cadavere d'un possibile » (Ragionam. su ГAgrie, p.
cavallo con quella prestezza che potría 10З). - V.
fulo un leone. Questa esaggerazione Cavèdau dicono i Coinaschi per Cavezzàl.
dell' insigne naturalista svedese , con V. nel Voc. e Monti, Vac. Com.
forta dal popólo a modo suo , diede Cavedell , v. br. È lu stesso clic Boi'm.
fors? origine al nostro vulgare. - V.
Cavall [ Toeii-su ] (a), Vol. I , pag. a64, Cavedenèssa ... 1 Lariensi chiamano cosi
col. l, г. 48, agg. о una muta. lafemina del Cavédiue (Cyprinus capito
Cavall [T. de' Foro. ] (in), dopo Marniu, Scop. ) pregna d' nova.
agg. о Bevirœu о Basait. Cavèll (in) agg. Corne gh'hoo tanti cavij
Cavall. T. de' Boscnjuoli e Contadini ... in coo ... Corne io son io.
Nelle cataste délie legne è il Coin ignoto Cavezz (a) , susl. m., <tgg. f Pavesi e i
che iiisieme ai piovenli (a loro coper- viciai Oltrepadani lo chiamano Vin-
tura. tenna dal numero délie braccia , e
Cavada dicono alcuni del contado per ¡■'entina è pur detto nei Ricordi d'una
Cavalèlta, sig. V. il Voc.j ed allri Famiglia senese . scrilli 'coiitiouatam.
per Muccliio di paglia fatlosi dopo dal 12З0 al 1942 (Arch. slor. P. II,
battuto il grano insù l'aja , e lungo Appeod. XX ). —■ V.
quauto essa с lunga. Caviass-sù. Accapellai si, Accapigliarsi.
("av.-il 11 п. aggell. di Cavallo; onde Cama Gaviera, (iguratam. Barbata, Barbdtico;
cavallina , TrefcBuj cavallln e simili. cioè lutte insieme le barbe d'una ¡nau
— Rid cavallin ... Riso che simiglia al ta. Anche è delta Barbicaja s la quai
nitrir del cavallo. — V. voce pero usasi da taluui a significare
Cavallinna, aggell. di Coppcra. V. i. q .G. quel gruppo di radici che alcuni al-
Cavalott ... Nel B. M. chiamaoo cosí il beri baniio a fior di terra iutorno al
Gruppo d' una rana accavalciata al- colletto, cliiamato da noi Coronna di
Г altra. radis. — V.
Cavalott. T. de' Tromhuj. È il telajo che Cavrètt ... Nome di que' bernoccoliui di
sostiene il manubrio. ferretto pungenti e infriabili che si tro-
Cavedàgna (in) tulle G. corr. Le Cave- vauo nella terra da far lególe.
dagne non sono latcrali al campo ára Cazzuu (in) agg. le parti Tuzza ... =
lo, si bene sono in cima e in fondo Manegh ... = Becch ...
dt-l campo quei Iratti di terreno rima- Ce (in) agg. Faa come un ce. Lunalo.
mi sodi , perché , voltandosi quivi i Cecè ... Uccelletto, che è la Fring'dla li
buoi e l'aratro per coniiwciare un nuo- naria Lia.
CER ( 38) CÍA
Céder de la pitlura ... Specie di cedro. Ceregàja (lu) ... Il complesso de'Chierici,
Céder in ceder. Cedro da sugo e fior la Chertchería, in senso dispregiativo.
doppio. Céregh (in) agg. Ceregh salvadegh, o stob-
Cedráa, Cedrdn. Cedro, biarceu, dicianio aquel contadinello che
Cedria di Ebrej. Cedro giudaico. mette veste talare e cotta le feste e serve
Cedraléll de Fiorenza. Cedratello di Fi- all'altare in vece e luogo de' veri Che-
renze. II Cilreum florentinum Targ. ricr, che cootadinescain. chiamausi Cc-
Cedronera. Cedrara, Aremciera. rech dosmestech, e de'quali iu campa-
C'è'l? — Dice il contad, brianz. per Chi gna è difelto. — V.
è egli? Cert (a) agg Noi usiamo questa voce per
C'è 'I lu ? — Chi è ella? Chi è lei? indicare indefiuibilità; p. es., L'è ou
Chi è lui? cert omni che ... L'è ona certa fa-
C'è '1, ce no è 'L — Chi è, chinon e; cenda che ... Egli è un cotai uomo, che
Che è, che non è. non ti so dir bene come e' sia falto.
C'è M — Chi è ella? — V. Elf à una cotai facenda, che, ее. — V.
Celádiga ... Specie di Vino che fa nel Brc- Cervell (in) agg. Cervell bus. V. Cajrceù
sciano in un luogo del med. nome. — V. i. q. G.
Celebràa |Avè], m. scherz. ...Aver man- Cervellée (in) agg. Salsicciajo (*tosc. Ca
giato e bevulo il dovere. rena, Prontu. p. 42- ).
Celo, V. Sícut nel foc. Cesàj [T. di Zecca] (in) agg. l'ital. Ritagli.
Cenienarccù (in) agg. Anche nell'anno Chlffen (m), al Semele, che è panino londo
1847 »e lenni un h, mi fece ni uova, od ovale, sosliluisci Chifello (" lose.
e il centesimo non avéa diversità. Carena, Prontu. p. 44°h che è pauetlo
Céra (in) agg. Nell'A. contado verso il Co- rattorlo e a mezza luna.
masco dicono: Inversa la cera о Voltà- Chigà, v. br., per Cagà. V. ntl Voc. — V.
sott la cera, Accigliarsi} Aggrottarsij Chin. Dimití, brianz. per Cecchin. Fran-
Rannuvolarsi. ceschino.
Cerca. T. degli Idraul. Chiassajuola e Chirie [vestilo] (in) agg. Curioso è il ris-
Chiassajuolo. « Per cavar Vaqua pio- contre di questa voce со *1 sardo logu-
vana dai campi bisogna fare aquaj dórese Chirriu, che vale Lembo, Estre-
( tmvcrsàgn ) spessi a traverso, che dai niità.
solchi la pigliuo e mandlno ai lati in Cià (in) Kfltte G. corr. Si usa Dell'alta
fósse scoperte, e queste la metlano in Brianza, come su '1 monte di Nava, er.,
chiassajuole falle con intendimcnlo ne' per Quà e Qui. V. Chi e Scia nel
luoghi opportuni, le quali la porlino Foc. — V.
al fossato » ( cav colador). Davanzati, Ciáccera (a), 3,° sig. , agg. Fenímela con
Cultiv. lose. — La Cerca è delta cosi sti ciaccer! «Mon più novellel » (Giuo
da Cercare, perché pare ch' ella vada Cappoui , Corn. ). — V.
per Ii campi cercando le aque scolan- •[Ghevœur olierche ciaccer] (in)agg. :
ti, a fine di menarle fuori. — V. Lo cbiaccbierc non Г411 fiiriaa.
Cercnria (in), corr. le parole— di color G. Giuiti, Discorsi che corr. — V.
giallo chiazzato di uero=, in — di color Ciaflorèll. Lo slesso che Ciaffolètt o Ciap-
пего chiazzato di giallo; e agg. Questa pin. V. nel Voc.
voce ha cera di provenire dal greco. Ciàufer (a) agg. Ciarpa, Ciabatta, Sciai-
Sollo questo medesimo nome corre teria, per masserizia, arnese mal fatto
anche la Salamandra aqnajola, simile о già mezzo consúmalo.
a qucll'altra, ma tulla ñera per di so* In senso di calliva inoneta osservisi
pra, con poco giallume sollo pancia, che anticainenle correva iu Italia il
più piccina, coo coda squamosa erelta, Cianfrone, 1110 neta ma lia lía e di poco
e piedi più alli. valore. — V.
Cercoltà, Fa el cercolt. Accattare, An Ciapollarfa (/л), i.° sig., agg-. Ciapottarj,
daré alfaccatlo, aW accaltolica ¡ Far o Comed! de bagaj. Balocchi da fan-
l'accattone, Limosinare. — Per estén* ciulli (Berni). — V.
sione, Prendere fácilmente da altri, co Nel 2.* sig., agg. Chidppola, Chiap-
me fanno i Frali. — V. polcria. — V.
CIA (39) cíe
Ciapp:'i (in), i." sig. , «gg. Ciappà afezion; Ciàv (in) agg. Ciav a coronna ... Quella
Ciappà amor. V. Amor i. q. G. specie di chiave che là verso Ii ¡nge-
Ciappà (a) agg. Avell già ciappaa. Frase gui ha un orlello rilevato, delto Co
de' coniadiai verso il Comasco ... Es- ronna, ¡1 quale impedisce che la chiave
sere già souato il mezzodi, l'avemaria, enlri più là che non oecorre Deila top«
e simili. pa. Cost falle chiavi servoDO per aprire
Ciappà-sù. Poggiare. Sto trav el da due facce opposte la slessa toppa.
ciappa-su poch sul mur. Questo trave Se l'è ni'vur, la ciav sul mur; se l'è
ha poca seggiola net muro. . Seren, la ciav in sen ... Prov. di varj
Ciappà- via è lo slesso che Tegni-via. ront. del Mil. che soglíon dire pe '1
Pigliare, Teuere spazio, cosi al proprio, i5 di genajo, asserendo che se ¡n quel
come all'esteso; p. е., El dava certe dl è núbilo, il lempo sussegueute sarà
benediziononn che ciappaveo-via dés dolce e potranno (avorare in campa
mja: gne e lasciar la chiave di casa appesa
Ed cgli coa la man sovra i ompioni... al muro; se sereno, la luna seguente
Trinciava certe bencdisFoni, sarà rígida e dovranno esser sempre
Che pigliavano un millio di paese. in casa o nel diutorno.
Tassoni, Srcchia rap. с. V, st. Зо. — V. Ciàv. T. de' Forn. ... Nella cosl delta
Ciappada, v. br. Guadagno, Chiappo. — Gambella è il nome complessivo di
Fa ona bella ciappada. Fare un bel que' tre matloni che a mezza allezza
chiappo, perGuadagnarci di molto. —V. e di fronte vi si mettono a traverso
Per Presura, Presa, Futíala. У. Li nei due muri per impedirle di aprirsí
gada ncl foc. ncl diseccare deí mattoni.
Per Preda, Retala, Péscala, Caccia- Ciàv ... Nome Helle due traverse che dt
gione, Uccellagione , cioè , quanto di faccia e di fondo coliegano i ritti e le
preda si piglia cacciaado, uccellando , radici de' capanni camperecci di legno
pescando. — Y. e paglia.
Si dice anche per Scorpacciata d'uo- Ciàv del corp. ... Al Brianz. sonó lo sles
va sode. — V. so che le Ai ticolazioni , le Giunlure.
Ciappamdsc ... Erl>a che è lo Apocynum — V.
androsemifolium Lio. Ciavarin, v. br. Cazzatello, Chiappolino,
Ciappée (m) agg. Cocciajo. I Brianzuoli Fraschetla. — V.
chiamano Ciappee cosi chi fa vasi di Ciática. Chiavica? Cateralla, che s'apre
terra colla, come chi Ii vende; e Ciapp e chinde all'uopo, falla per impediré
chiamaoo tanto i vasi inleri e sani di elle l'aque d'un Hume in piena entrico
terra colla, quanto i pezzi di essi vasi ne' terreni difesi da árgíni, e per man
rolli; — ed io sarei per credere che dar fuori quelle dei rivi e de' cavi со-
anche i Toscani, da che usano Cocciajo laiori quaodo l'allre s'abbassano. È vo
per dire Colui che Га vasi di terra ce úsala ne' paesí lungo il Pô. — V.
rolla, cosi usino Cocci non solo per Ciávica e Ciavicon usano i Pavesi per
pezzi di vasi rolti , rna eziandío per Conduite d' immondezze, Fogna, SmaU
vasi belli e interi, come i Brianz. usano titojoj Cloaca. — V.
Ciapp nell'uno e nell'allro signifícalo. Ciccià (in) agg. doñeare, Ciocciare, Zin»
— Questa voce Cocciajo, equivalente nare, Zizzare, Zizzolare. Tutte queste
appuntino alia brianz. Ciappce, mi vien voci sonó piùaffiui alla nostra, siccome
suggerita dal Gherardini, Supplim., in quelle che vengono da Cizza, Cioncia,
delta voce. — V. Ztzza e Zinna, tutte significant Poppa,
Ciàr (in) agg. Per Quasi bianco, Bian- dalla quale si succia ¡1 lalle, come il
chiccio, Bigio, tendeule al bianco, ma vino dalla bocea de' Gaschi e simili.
non affíitlo bianco, come il cenerógnolo E quand'uno sbevaasa,
e simili; p. е., On oinm vestii de ciar j E che abbocca la ainot
On para de calzón ciar. Uomo vestito Di l (iaaco e délia taxaa.
di abiti traenti al bianco, bianchicci, ce.; Buooarruoti, Fiera^ g. III,
Un pajo di calzoni quasi bianebi , che a. II, I. 3.
tirano al bianco. — V. О a Je Sciscion per Beone,Succiabtonc{
Cío ( 4 > ) cm
Bevilore per la pelle. — V. chiamarsi, Far richiamo, Querelare ;
Cicciorlaja, v. Ьг. ... Vino debole, ana- Рогге, Dur querela ad alcuuo. Accu-
quaticcio. E, íiguratam., Discorso pro- sarlo. — V.
lisso e slucclievole. Pappolala. — V. Ciocch, v. br. Malsano, Chioccio, Malaz-
Ciccolaltin, figuratam. e scherz., per Pa- zato. Anche Vano, Non fecondalo. —>•
pigliott. V. nel Voc. Onde il verbo Cioccà per Chiocciare,
Clff de bava (a) nelle G. mitifica. L' In c'toè Cominciare a senlirsi maie, dan-
glese chisma il fazzolello Kerchief, done indizio con ramarichj. — V.
pronunziandolo cherciff (Kertshift ). Ciócch, aggelt. di OEuv. V. Œuv i.q.G,
— S. Cioccbin , v. br. Dinderlo, Dinderlino ,
Cima o Scima (in) agg. Scima o Cima Tremolante, Dándolo, Cinciglio, dán
del dl. L'Alba, VAurora. Lo apuntar dolo, Ciondolino. — Al pl. Ciocchilt.
del giorno. Dóndoli, Dondoh • ', Penzolinij da Cioc
In cima del di. Insulfare del giorno, cà, Dondolare, Ciondolare. — V.
Insu'I primo aprirsi del dl, Insu' l di. Ciocchitt, susl. m. pl.; e Ciocchett, sust.
— Alla punía del giorno è da poco Г. pl. Squille, piccole campane con che
lempo éntralo nella lingua nostra; Alla si suona l'avemaria cosi délia malina
cima del di, de' nostri montarían, parmi come délia sera. — Onde
più bel modo e più vivo. — V. Pvnw-mnan* no fulla та
Cinàpro. In vece di questa voce si usa Clivai prim löcrh di ciocebitl Гега in csmpagn«.
più communemente Cinàper, Cindbro. Maggi, I. Agg. Cons. Mcnegh., p. loo. —V.
Ciuqu (in) agg. Vess corne cinqu did in Ciód (in) agg. Omm trovaa in di ciod,
d'ona man. V. Did i. q. G. 0 vero, iu del ferr rott , m. br., per
[ Cinqu e ciuqu des] (in) agg. Impal- Uomo mal fallo , mal bailiio, bozzac-
mámenlo. chiuto , tristanzuolo , sferrato , male-
Cinquanlà la rizza (in) agg. Questo no- icto, come sonó quesle sferre o robe
stro modo, di cui non si trova esem- mezzo consúmate, da ferravecchi. —V.
pio negli scritli aoteriori al secólo xvii, [Ciód de barca a rampin] (ir), Vol.
ebbe origine probabilmente dalla con- I, p. ago, col. i, dopo Strat., agg. о
dizione di quelle Rappresentazione Spi Atberti , Diz. ene, in Imrarbonare.
ritual iu versi sciolti che mise in luce [Ciód de ramm] (in), Vol. Г, p. agi,
il P. Benedetto Cinquanlà co'tipi Ma col. i, agg. Si chiamano cosi i chiovi
laysia del i6ai sotlo il tilolo del Ricco fatti di verzello di rame alla chiodaja
Epulone. e dal ramiere chiodajuolo.
Cinta (in) agg. o Circondare di, ec. Ciód ... Nome vulgare fra noi, proprio
Ciocca (in) agg.Wess in ciocca ... Parlando di que' cinque cosetli piriformi, com-
Hi cavalli, lo diciarao allorchè pertrop- posti ognuno d'un grano d'incenso in
po caonninare, e specialmente sotto veho in alquauta cera ricoperta di Co-
pioggia о sole eccessivi , rimangono glia d'argenlo o d'oro, che si conlic-
come sbalorditi e vanno trabidloni a cano per dabasso nel cerco pasquale
ino' degli ubriachi. in símbolo delle 5 piaghc di N. S. —
Ciocca, figuratam. Essere H per dar Va- Anche i Francesi li chiamano Clous.
nima al Creatore, che noi diciamo an» Ciodéra ... Fabrica di chiodi, Officiua ove
che Vess II per crodà-vîa, con metaf. si fabricano chiodi.
tolta da poíno che sia per cascare alla Ciodinétt, dimin. di Ciodln. V. nel Voc.
prima miuima scossa. — V, Ciolill de bagaj. Scarpini.
Cidcch [O stretto ] (in), i.° sig., agg. Se u Ciórla. Positivo di Ciorlinna. V. nel Voc.
ciocch o imbríagb? — Tu vaneggi, — V-
Tu esci dal seminalo, Tu liai il cer Cipro. V. Uga i. q. O.
velle fuori dei gdngheri. — V. V. ¿i ba che sa odor del vio de
Cidccb, aggelt. conl. di Terrén. Im- Cipro i. q. G.
bevulo di troppa aqua. Circondari ( T. Amm. Geom.). Determí
Ciócch [ О largo ] (in) agg. Richiamo , nala estciisiooe di paese, di territorio;
Querela, Accusa, Doglianza, Lamento. 1 lerreni i lie si» uno intoroo a un paese.
— Mctl-gió on ciócch contra vun. Ri- Distrelto? — V.
COA ( 4i ) сое
Cirôgen o Zirùgeu о Cerügen. Aggelt. di cosí cantava d'iina contadinelU un poe
Candila. V. nel Voc. ta loscano. — V.
Cismo, v. br. Inimicizia, rol tu ra ira per Cóbbi (m), sust. f. pl. ... Perché non an-
sone che prima erano atniche. Scrtzio, che Cobbia al sing., che è pure usila-
Malumore , Crudo. Forse viene da tisslnro? — S.
Schisma. — V. Agg. e Cobi, Cubicólo, Covo, Côvolo,
Ciùsa (íi), з.° sig., agg. In senso di dal lat. Cubitus. — Andà al cobi ( lat.
Pescaja e Steccnja s' usa e si usó la Ire cúbitiim), Andaré a dormiré. — V.
voce Chiusa fin da tempi anlichissimi Cobbiaa (in), 3." sig., corr. Accoppialo ,
anche in Toscana e in altre parti del- Appa/alo,Addoppiato.A'¿¡¿'malo di filo
Г llalla centrale. «Per la grandissima sérico non torio ( che è quel difetlo
iiiondazioue e pioggia continua .... una che i Frances! chiamano Mariage); il
niia chiusa , per la quale si conduce che avviene qnando, perdulasi la torta
aqua a certi miei molini , ène disimila ( iucrocicchiamenlo dei capi), la sela
e rolta » ( Leltera di Amb. Ordelaffi corre doppia su'l naspo, senza essere
ai Dieci delta Balia di Fir. i43g, in torta. Si falla seta chiamasi Cobbiadaj
G. Cavalcauli, 1st. fior. Il, 4аЗ). — V. donde procede il grave danno di ve-
Ciusón (in), i.° sig., corr. Il Maviglio délia derla ail' incannatojo e filulojo sfioc-
Martesana coinincia' a Trezzo, qualtro carsi e andar lutta in isbroccatura
a cinque buone millia di sotlo a quel ( strazia ). — V.
propnamente delto di Paderno. — V. Cobbiètt с Cobbr'ln . . . Cappio di fune
Coa (in) agg. I dimin. di questo nome onde s' involge quel Irave о simile che
provano ad evidenza corne il dominio si vuol sollevare e trasportare.
<ie' linguaggi parlait sia per meta del- Coca dicono i cont. brianz. per Coceara ,
l'ellmologia e per meta del Capriccio. e con maggior affiiiilA al tose. Cocea ,
— In Milano Coa ha per dimin. Covin, e di qui traggono piii grammalicalmente
e per dimin, di dimin. Coanellj per Cocarreula in luogo delta nostra Coc-
lo che queslo dimin. di dimin. nasce chirϝla. V. nel Voc.
fra noi dal positivo, e non dal dimin. Cocc e Cocerá diciamo anche commune
— Qui in Briauza in vece da Coa mente per Cose e Cósela. V. nel Voc.
traggono il dimin. Covin, с da quest'ul- Fa eoccina.Si dice a'cagnolini, come
limo il dimin. di dimin. CovinelL Che a' cani da caccia: Fa coccia. Cuccia /í;
dedurne? Forse che i contadini siano Cocch (in) agg. Ciappá el cocch. Sonni-
■nigliori grainmatici che non i cilta- Jerare, Addormentarsi.
dini ? Chi si lascia andaré alia natura, | Cóccb [ Da el ] net Voc. e nette G. rifor-
parlando., fa meglio di chi, dopo averci ma. = Dar ta pasta ( Gigli, Corn. ), e
studiato sopra moho, linisce a far di Pigliar la pasta (Id.), per Lasciarsi in-
suo capo. gannare. — 1 frulli del coceo di Levante
Coa (in), 2-e sig., corr. Fà coa. Strasci- ( Menispermo cóceulo di Linn, o Galla
care? Dicesi per lo più Helle vesti don- diLevante) hanno proprietá narcotiche,
uesche sllorchè, oella parle deretana stupefacienli ; per cui polverizzati , e
del giro inferiore, pendaoo si da rä faltane una pasla, quesla si gelle a
dere terra slrasciconi. — Se pendono bricloli oell'nqua; i pesci , mangian-
celle parti lateral! o anteriori del giro, done, restaño sbalordili e intormenliti
diciamo che Strusen о che Ilinn горр, per modo che volleggiano a riva boc-
Cóa (in) agg. Porta lu coa in pee. Ruz- cheggianti e impolenti di soltrarsi alia
гаге, Zurlare, Andaré in zurlo, Essere mano di chi osa fare una simile pesca
in zurro, in gazzurro, in rigoglio; La- inerilamente vietata dalle Leggi (Adria
scivire , Fare zurli e sahi d' allegria. no di Jussieu ). Di qui le dette frasi,
I giovani quadrúpedi rigogliosi e vi- — V.
vaci rizzan alto la coda e «allano. —V. Dà el cocch a vuu, liguralam., Affu-
Соагг о Quàzz (л) agg. Cibcchia. Capelli tappiare o Aopiare (Sacchelti, Nov.
■nlrecciaii , avvolii in giro e fermait 109 ). Renderlo smemorato e slúpido
con spilloni d'argento. quasi per incanlainento, o per beve-
Il пего crine io crocebia sUvvolgc^; raggio opiato. — V.
Го1. V.
COD ' (4 э ) COJ
Coró \Cu си] (in) «gg. Con quesPalto Codognilt ... Pianlicclle di melocologuo
(deli'appuutare il pollice della man dé selvático.
sira al naso, ее), е con questa voce Сocrent ... Confinante, Contermine.
СосЬ, no¡ voglianio aoche dire: Tu Coeréuz, susl. f. pl. ... 1 confiai ira sta-
non me la cucchi, Tu non me la. Tai, bili e stabili.
Non ine l'accocclii, Non mi gabbi; — Coerenziaa ...Con descritti confiai, avente
allorchè ci accorgiamo che alcuno mira dati confiai.
a farci qnulcbe liro fraudoleulo. — V. Cceíicc o Cótt (in) agg. Lavorà a cott o
Cue (5, Coceó e Coccorin ... Cosi uel D¡- a cneucc ... Allogare la mano propria
slretto di Sarouno, e là intoruo, chia- al lavoro di malloni, con obligo di far-
mano lo Slróbilo, o sia la noce a cono Ii, infornaciarli, cuocerli, levarli e ac-
degli alberi refinosi , come il pino, ¡I calaslarli, e ció per un dalo prezzo ogni
cipresso, ec. — V. inilliajo. Andà-via a lavorà a carnee.
Cucó [Pan del coeô] (a) nelle G. corr. Cocucc (a) nelle G. corr. Cceucc, Ceeuc-
Uallozze berooccolule simili a panel- cia, dicono i contad. Brianz. per Cott
lint, le quali souo covi d'insetti che e Colla. Pianta cœuccia de dent. Albero
depongono le uova iu piccole tacche internamente ammoriilo, infracidito, im
da loro latte ne' rami delle piante gbian- pôt rilo, gtiasto, corrollo, ribollito. — Y.
dífere. —■ V. t Cceùdeu (in) agg. Forse dal lat. Cantes o
Cócora, v. с. br. ... Uno dei difetti del Colis. Cote, Sasso, Rupe. — V.
lino non a bastauza finamente petlinato. Cœùr (in) agg. Sta minga ben el cœur
Consiste in un sotlilissimo e brevissirao a vun. Star uno con V animo sospe
sleccuizo che da piede fiuisce in lino se; Temeré, Stare in sospetto di alcen
i: da capo ha un boltoncino grosso quan- male. Esser inquieto per alcun che di
to il capolino d'uno spilluzzo; la qual male che si lema. — V.
parle legnosa aoja la filutrice ebespesso Cceúva (in) agg. a Manna , dice ¡I Redi
sclama: Car Stgnor! , che lin! : l'è lull ( Vocabol. Arel. ), è lo stesso che Ira
pien de resch, de cócor e de stoppa. Fiorenlini Covone. Dodici manne di
Cocrd. T. degli Orologiaj. Bracciolino. grano fanno una Crocetta » (che i
Cocúmer (in) agg. 1 beruoccoletti del ce- Brianz. chiamano Scaffelta). — V.
Iriuolo si dicouo italianamente Cossi. Tend i cceuv ... Distenderé i covoni
Códega [T. agr.] (í»), 4.°s¡g-> agg. II insu Taja per trihbiarli. lnajare i co
Crescenzi cliiaina Seccia quel terreno voni. Di qui : Tesa de Pera. Ajala,
che, niielútone il grauo, si ara per se- Inajata, eioé ¡I Dislendimento dei co
iniuarvi di uuovo in quel lo stesso anno. voni insu l'aja. — V.
Si falto terreno è quelle appunlo che Cojón (in) agg. Borlagh denter comè o í
uoi cbiamiumo Códega. — Seccia pare cojon. Cascarci come una pera colla.
venga dal lat. Secare (segare il grano). Usasi molió al figúralo, parlando d'uor
Seccia cliiamasi anche la puglia che roo collojo, cascatojo, facile a innamo-
riinane su le barbe del grano segato, rarsi. — V.
da noi della Slobbia. — Y. Cojonà, v. bassa. Minchionare, Burlare,
Codcgà. Fellrare prati, ec. Far celia, Celiare^ Cuculiare. Te cojó-
Codcgáss, v. с. br. ¡nfellrarsi?V. Codegàa net ? Cojonee ? So ben che le cojónel !
nel Voc. Mi burli? Mi fui celia? Con si fall i
Codeghèlt e Codegheltinn ... I correnli e modi noi vogliam dire : Tu ce ne sballi
i i correntini che formano la rete della di grosse , noi non le crediamo. — V.
teltoja de' capanni camperecci di legno Cojonà miaga. Non in/ingersi , Non
e paglia , su la qual rete se uu forma mondar nespole. Dicesi di chi non è da
Г itnpagliatura. meno d'un aliro ¡a che che sia: р. е.,
Codeghetlada ... Colpo di Codeghelta; Peder l'è un bravo sonador, ma n'anca
percossa dala con una di quelle sca'n- Giovano el cojona minga. Pietro è
(lorie che noi diciatno Codeghèlt. valenle sonatore , ma ne anche Gio
Codigiidn ... Nome di que* nóccioli più vanni non monda nespole, non s' infin
duri, compatti e di buona condizione ge. У. anche Figh e Minciouna nel
che s' incoutrano nclla malta. Foc. e nelle G, — Y.
COL (43) COL
Col mort ... Cosí chiamano le donne Coldbia e non Corobbia dice il Bilanz,
briauzuole quella prima leggier lisciva con pronuncia più vicina all'origine
cbe si ta su i panni sucidi, dopo averli della voce. Colluviaris porcus dicilur
sciaquali nell'aqUa pura; — il che fassi qui in colluvie nutrilur, cibo permitió
versando aqua non ancora bóllente su (Festus). — V.
la cenere già posta su 'I ceneraccio (bu- Cológna ... II ritió maggiore de' capanni
gavó), o sia panno Sovraposto al bigon- camperecci di legnu e paglia su cüi
cio (seggton di pngn). — V. s'appoggia il pié del comignolo.
Со\я, parí, di Jbrnace. У. Fornhs i. q. G. Colognètt o Pientdn ... I sei od otto ritti
Colador, Cav o Canal o Foss colador. miuori su i quali posano le due ra
Fossato. — У. in Cerca i. q. O. die! della telloja de' capanni campe
Coladùr, suit. pl. У. Cdl nelle G., e agg. recci di leguo e paglin.
L' aqua irrigua cbe non ha per anco Color (in) agg. Color de fœuja moría,
irrígalo altre terre, la cbiamiamo Aqua de fœuja secca. yerde-giallo ? Verde-
vitras e Coladur denomiuianio le aque secco ? Il colore in foglie si faite non
deflueuti da' lerreni da esse irrigati. è delerminabile , variando esso quasi
— V. infinitamente. —<- V.
Colcinält, v. с. br. ... Chi carreggia cal Color [d' Isabella] (in), Vol. I, p. З09,
cina, e cht la rivende. col. I.*, dopo Falbo?, agg. (Magalolli,
Coldàr (in) agg. Rar in camp, e spess in Op. I, a8t ).
del coldar. У. Ràr i. q. G. [Color scisger] (in), Vol. I, p. З10,
Coldùsc (tri) nelle G. agg. v. br. Aria col. 1/, corr. = XLllI = in = XL1I.
calda e suffocante. Afátcia. Fra i coturi iodicati a pjg. 58 nelle C, lotlo
Vuolsi osservare che nel dial. mil. la la , i*gg. Color nuvolato-f che è fra il
desitienza in use di molli uomi e aggel- cilestro, il pavonazzo e il liiaaco.
ti vi non significa forse mai quel che Cdlp (in) agg. Resta Ii morí sul colp ,
la desiuenza in uccio délia lingua. — V. ed anche assolulam. Resta 11 sul colp.
Colèlt, v. br. Colatojo del latte. È di latta Moriré neU'atto (Thouar). — V.
e picciuo, diverso dal Colarœu. У. nel Colpett. Buon affare, Iluon negozio. Fà
Уос. on bel colpett. Fare un negozio van-
Cnlezido (in) agg. Cos'hinn mai cent seud? taggialo.
Hinn appenua assee de Га ona colezion. Coliív, sust. m. Cultura. Melt a coltiv,
и E quesli (cento scudi) che son? ... p. е., on bosch , ona brugherà , on
£ un asciolvere ... consumaos! in pochi inarisch, on zerb, on pació. Dissodare,
giorni su l'osten'e » (Alain. Com., a. IV, Lavorare , Ingrassare e Seminare un
s. 8). — V. hosco, uno Sropeto, una sodaglia , un
Coll (in) agg. Mettegh el straforzin al coli gerbajo , un padule , e simili. Fare
a vun (in d'on coulralt). Fargli il collo. d'un sodfoô, à'una cerbaja, un luogo
[Tira el coli a ona cossa] (a) nelle G. culto. — V.
agg.Strapazznrla. Il suo contrario è Far A proposito del ridurre a cultura'
veizi a ... u A' couladini del poggio rio- un terreno stato sempre inculto e sodo,
cresce il lavorar bene le vigne (perché vuolsi notare , che al Dissodare de'
il vino che danno è poco ) e tirano Toscani corrisponde in nostro dlaletto
loro il collo; pero bisogna farle a sua Scarpàs a Divégliere ( lat. Pastinare)
mano. Per lo contrario, i contadini del corrisponde Scassà; a Cultivare corrisp.
piano fanno più vezzi alie vigne, per Lavoràj cioè, arare, zappare, vangare,
ché elle fauno ¡I vino più gagliardo » erpicare , ec. , preparare in somma il
(Davanzati, Cultiv. lose). — V. terreno a ricevere la sementé. — V.
Colla [de formaggitt fait] (a) agg. c'toè Collum (in) agg. Collura maggenga ... Di-
falta con cáseo (cagiotl) non sálalo, cal cesi quell'arare che si fa ripetiilamente
cina viva ed aqua. Colla di formaggio il terreno del mese di maggio e di
(Gherardioi, Supplim., in Colla, § 3 ). poi, a fine di prepararlo a ricevere la
- V. sementé d'autunno. Cultura maggese e
Colma e Colmo dicono alcuni per Col- Maggesare chiamano pure i Tuscan!
mégna. У. nel Уос, , Tarare di maggio le terre.
сом ( 44 ) COM
Coltura agosteña.... Dicesi quelParare Come s'dè о Com se dè, m. ht'.
che si fa piii volte d' agosto il terreno Come va fallo, Come si deve, A doveret
da sementara! communemente in ot Appunlo. У. Coine-va e Com-i-fu. —
tobre. Applicale queste maniere di dire ad
Coltura в trii o a quatlcr solch ... uomo, più spesso vale: Uomo di gar
Campo arato Ire o quallro volte pe '1 bo, di vaglia, di conto : p. е., £1 sur
lungo e pe 'I largo. — V. Peder l'è propri on oinm come s'dè.
Colzètta (in) agg. L'è la colzetta. È la — V.
rete del barbiere. Si dice di que' la- Comedia (in), 2.° sig., agg. Hinu comed!,
vori che si fa nuо a tempi pcrsi, seuza Hinii cojonarj. Sono gingilli , Sono cor-
contiouazioue, senza catena. — L'Of- bellerie, Sono bagatelle inulili. — V.
fizzi el me lassa Ja nagott de ben : Comeuza [Torna a] (in) agg. Biprincipiare,
tutt'ai pit, ona parolla adess, она pa- Coinenzin (in) agg. Avvialura (* lose.
rolla dessadess; in la Dialellologia l'è Carena, Pronta, p. 1 8).
la mia colzetta, Cominc, v. br., partie, di Comincià. Ma-
Coiziràll (a) nelle G. agg. On colzirall nomesso: p. е., Vassell coniinc, Botte
d'ona donna ... Dicesi di donna atllva, manomessii, che s'è coinlncialo a met-
facendiera, die port! brache, e padru- lervi mano, a cavarue vino. — V.
neggi da mascliio in una casa. — V. Cùmm (in) agg- Pan de Comm. У. Pan
Coinàa (in) agg. (e misteriosamente Quclla ». q. G.,
donna). Cóniod (in), 5.° sig.. agg. Anda comod
Comanda, v. cont. ... Specie di cappio o comed. Andar lento lento, Pian piani
che fassi alle (uni che slringouo il ca- no, Lemme lemme. — Comed! s'odono
rico d'un carro perché la slrellura si gridareogni lanío i ramarri, intimando
oltcnga, encorché non si usino a ció i ai divoli che allentiuo il passo nelle
piuóli del curro. procession!. — V.
Comanda (in) agg. Chi comanda Га legg. ... Cóinor, sust. m. El edmor de la aguan-
Prov. vulgare ira i Brianzuoli, il quale sgia , o de la sgolta. II pomello delLt
afferma una gran venia sociale, ed è guaucía. — V.
quella che Г Allighieri disse per altro Cómor [Misurá edmor] (in) corr. Fare
modo: alla misara il colmo. Pieu edmor. Pieiio
Le Icggi loa, ma clii pon mano ad «se ? со 'l colmo, Piano colmo, A misara
Purg. с. XVI, v. colma. — V.
Chi è al possesso del poter publico Cornora, v. br. Colmare, Fare colmo, Ag-
volge e interpreta le leggi a modo suo. giugnere il colmo. — Y.
Tito e Anlouiuo furouo rari nanles in Com pagua (in) agg. La boona Compagna
gurgite vasto. pe* i conladini verso il Comasco ¿ una
Coinariiina ... Nome specilico di Soltóle- certa Strega alla si che sopravanza ogni
valrice nello Spedal maggiore uoslro. più alio albero, e ch'essi soli hanna it
Combùtt (л) agg. lu combult ... Dicouo i privilegio di vedare anche in quesli anni
Briauz. per Sottosopra, Ragguagliata- del progresse. E ne traggono un modo
mente j Di rio in buono s Per termine di comparazione, dicendo d'ogni fuse-
medio, ее. E perché non In combatió, ra'gnolo che l'è grand come la bonna
cioè Buttando tullo insieme e calco- Compagna.
lando una cosa per Paîtra Ï lo credo Compagnàss (in) agg. Compagnass она
che questo sia il vero siguif. di uu tal cossa » ou'ollra. Risconlrarsi , Corris-
modo awerbiale. — V. pondersi , Far riscontro , Pareggiarsi ,
Come ... Questa voce è adoperata fra noi Assimigliarsi una cosa all'ultra: p, е.,
in una siguilicazioue speciale. Dicianio, Sla porta la compagna ben quella là)
р. е., Lu come lu, l'è minga cattiv ¿ Sli duu quader se compaguen, cioè,
Milan come Milan, Pè anmo ambrosiaiij Fanno riscontro Pun con l'altro; Fan
e valgono come dire : Per si medesimo, pandan, usiam dire alla francese. — V.
quell'uomo non si pub dir cultivos lit Compaguia (in) agg. El foeugh el serv de
fondo, Milano ù tuttora bonaccio, e si compagina. V. Foeugh i. q. G.
mili. Compass, v. a. Das, mere, ... Specie di
CON ( 45) cm
slolïà clic Torse era da dire Campàss cerdoli d'une pieve che tengonsi agni
Covert de compass. auno, per lo più d'auluinio, uella chie-
Coinpíméut (Zila de). V. Zlla t. q. G. sa e casa ora dell' uno ed ora dell'al-
Compta (in) agg. Compra gíóven e vend tro paroco di essa pieve. Se ne (iene
de spess ... Precedo che i pralici dunuo uua in tulle le pievi délia Diócesi; le
a cbi vuol negoziare di besliaiue vac- presiede il Paroco-preposlo di ciascuna
ciao con vaulaggio. — V. pieve j comiuciauo in cbiesa cou una
Comprensori. T. idr. imm.«Tu(li i fundi inessa cántala, cou un discorso e con
elle godouo del beueücio d'mio Scolo, lo sciogliuieulo di varj casi di coscieu-
furiuano un Comprensorio. Tulli i pos za, di discipliua ecclesiaslica e di que-
sesion de' foudi siluali iu un compren slioui teologiche ; i sacerdoti che vi
sorio furniauo una Socielà » — Ou son presentí reudono conto, inedianto
Cousorzi, dicianio oui. — (Boll, délie leguli atteslazioui , della vita da loro
Leggi del R. deludía, i8u6, p. 546). leuula nell' anuo ; da ultimo si passu
— Chiamereino dunque Comprensorio uella sala pnrocbiale, dove, i soli cu
quella superficie la quale coiiipretide rait pero, souo aspeltati a conipicnj
ed abbruccia i foridi, i lerreui godeuti lafunzioue con una desiuul», uella qua
il beneficio d'uuo scolo. — V. le si raccommanda che sia dalo escul
Comunión [Vess vora, ec] (a) in vece di pió di sobrietà e di santa allegri'a.
= le giovauelle ricevevauo il tilolo di Conoscànza dicoito i conladini briaiizuott
Domina solo ali'elà di puberlà, cioè al per Cunoscenza.
loro auno li" £=, leggics le gioviuelle Coudss (in) agg. Cognoeuss-fceura. Di-
erauo délie Puberi al loro anuo ia.e, scerneré, Distinguere. £1 cognossi -Axu
' per uoiiiinarsi poi Dominae ( cioè uia- ra ¡u mezza ceut. Il discerna fia cen
dri di fainiglia) se maritale al loro iij." to. —• Per iutensioue, díctamo nuche
anuo. in pari ¿cuso Tüú-fveura : р. с, El
Couchée. T. d'Idraul. Caterallajo? Cu- tiri-fœura in mezz a ceirl.
slude dei sostegui (conch ) de' cauali Luj e agosl, donna niia , no le cu-
uavigabili (navili). — V. gnoss. V. Douna i. </. G.
Concisión, Concisloro. Melt-gió о Fà on Cousciacoo. Parrucchicre f e, figuralam.«
Coucistori ... Fare uu grau dibatliinento Conciateste, dicesi di chi crede poler
iutoroo a cosa lalora da poco o nulla. metiere allrui il cervello a parlilu.
Conclusion (in) agg. De conclusion ... — V.
Aggiuuto di che che sia che abbia buou Conscienza (tri) agg. lu couscieuza de
sesto, che sia di buon ricupilo, di va- l'anima mia. Per Jede mia.
glia, di riguardo ... G' hoo nunca oua lu foro couscienzie. V. l'ùro i. q. G.
siauza de cuocliisiou. Non ho una stan Consigliér. Consigliere. L'è cousiglier de
za che sia il doverc. Oua persona de Praga: el mangln, el bev , el caga, u
conclusion la gh'è minga. Non v'c nep- el lassa che la vaga .... £ un Miche-
pur uno di cunto. L'è ou omni de con laccío, uu lasciaíate, uu peitloluue.
clusion. È uomo di ricupilo. L'è ona Consonzídn (in) agg. ¡Marasmo.
donua de conclusion. È donna valente. Consilium (in) agg. Dazi consilium. У.
Coudùss. Regolarsi, Condursi, DipQrtar- Dazi i. q. G.
si, ec. — S. Conteguiss (in) agg. e corr. II Redi usó
Condù-via vun , fr. coot, verso il Co- più d'una volta Contenersi in signifí
masco ... Riuiandarue uno con belle calo di Regolarsi, Governarsi. — V.
parole. Contenía (in) agg. Dedree la me conten
Confessa (in) agg. Ghe u'è aumô de sli ta, e denanz la ma spaveula. V. Spa-
vilan de confessa/ /". Vilàu i.q. G. venia i. q. G.
Cooficià e Cotilleen» (in) agg. Il coactar Conlèssa (in) agg. Contessa Mömbris ...
le pclli in olio dieesi Scumoscinre , e Frase di scherzo innocente che dicesi
cbi le coucia cosi scrivesi Scamoscia- a donna la quale , seiiza essere faule-
tore. sca, pure aecudisca alla cuciua e spe-
Cougregazio'n (in) agg. Cougregazion pie- cíalniente a linioudarc il liso da t'ai ne
bauu ... Sono adunanze di .tutti i sa- zuppa ; e la dice anche la donna me
COO ( 4 ) COP
(lcsima scherz, sopra sè stessa : Si , Coo a vœùlta. Cnpo o Ccrvellofaltó
sont la Contessa Mondaris. a oriuoli, a girandole, a girelle. — V.
Cdnlra [Dà] (in) agg. o Dagh a contra. Èrba del inaa de coo. V. Êrba 1. q. G.
Cdnlra (in), 2.° aig., agg. Androne. — V. Fa a coo a coo; o Fa coo a coo.
Contrahendi ... La pnrle bassa dello scaf- Barattare capo con capo; Far cambio
l'ale da botega die fa riscoulro al banco. di capo con capo. Cioé, dare una be
Conlracc (in) agg. Risconlri , voce die stia per avente un'allra diversa: p.e.,
s' applica cosi bene agli ingegni della un bue per un cavdllo. — V.
chiave come a quelli della serralura , Metí el coo su i ari. È ¡o stesso che
dovendo essi riscoDlrarsi Ira loro a A vè de l'aria. Presumere, Promettent
puutiuo, acciocchè servauo al fine cui di sè oltre il convenevole; Essere pre
son destinai!. — V. suntuoso, presunzioso. a La felicita fa
Coutrajϝ (in) agg. Androncino (Magazz. Ii uomini ingrati, superbi e presun-
Cultiv. lose. ). — V. ziosi m (Gio. CaValcanli, IslOr.fior. , II,
Contract (che i contad, stroppiano anche юд\ — V.
in Coutrèsi e Cootrlst), sust. m. ... Rdmpes el coo adree a ona cossa.
Quel muro che si mette ad appoggio Scaparsi; Affalicarsi di molió la teslá
e sosleguo di una volta. dielro cht che sia. — V.
Controspîzz dicono alcuni Muratori per Se dovess giiigagh el coo... t modo
Tímpano, Frontone, con voce ¿brida di giuramenlo. Possa io moriré, se ...
mezza noslrale с mezza tcdesca ( Ge Vb niorir, se ... Possa fiaccarmi VossO
genspitze , Contrapunta). del eolio, se ... — V.
Controvolta. Conlravblto ? Ne] nostro Duo- [Coo de romp gaiidoll] (л) nelle G.
ino è la cosi delta Sordina che serve agg. Capo duro , Capo da sassate,
a portare le gallerie superiuri per po- Coccia. — V.
lervi passeggiare. Cdo de scuffi (in) agg. Teste dafar ere-
Gonvèrsa (in) agg. o corr. Nei telti è il sie (Tar. fir. ).
punto in cui conOuiscouo le aque pio- Copètta (a) nelle G. agg. Forse era la
venti da versanti opposti per avviarsi stessa pasta dolce che chiamano cosl
poi alle grondaje per via diversa dalla i Puschiavini, i Ponlascbi e i Sondra-
naturale di quelli. sclii, cioè un pástame di mêle e noci
Mezza conversa ...Il confluente sud- bollite insieme, poi laglialo in quadra-
detto se batte contro un muro o le- telli involti poseía in due oslie. Ora
guaine di telto prossimo. non si usano più fra noi.
Cdo (in) agg. e corr. Cdpp. Baila de copp. V. in Baila [T. de'
[ Cercagb in coo] (in) agg. Cercare Uainieri] i. q. G.
il capo a uno, disse il Caro (Lettcre, 1, Copp (in) agg. Giugà a pizz o copp. V.
249 ): « Madonna Tira di Salvcstro vi Pizz i. q. G.
piega a mandarle uu marinolto per Cdpp [Tégolo] (in) agg. Me» i copp (cosl
i'arsi con esso cercar il capo al sole. » absolutamente) ... Portare i tégoli ар-
— V. pena iisciti dalla forma insu l'aja per
Nel Yol. I, a p. 334, col. a.*, rig. 28 ivi ripolirli.
e 29, agg. Se gl»' avess duu coo, en Mett i copp a fila ... Posare i tégoli
trarev-via vun, e 17«« soggiungi Filal. insù l'aja isolati , slaccati 1' uno dal-
posto a png. 535, col. i.', rig. э e stg , Г altro.
sollo Trarev-via on coo se ghe n'avess Melt ¡ copp a raeuda ... Posare i té
duu; с questo supprimi. goli insù l'aja l'un presso l'altro, e
[ Tauli coo, lanli pensá] (in) agg. staccati solo ad ogni cinquina.
•' Ognuno ba il suo capo ; ogni capo Schenna del copp ... 11 mezzo della
le sue opiuioui; ogni opiniooe le sue tdyola.
ragioni. Per questo piacere a tutti è Camarín de copp ... Quel tanto di
dilíicile, e, in túllele cose.inipossibile» tégoli che stanno cocendo nella furnace
(Caro, Prol. agli Stracc. ). — V. fra quatlro pilaslrini,oùa due pilaslrini
[ Tœultel pur fœura del coo ] (in) e il muraccio.
corr. z= cavatene = ín := cávatene. Fa-sù i copp in brasc ... Sollalzarc i
COR 7) COR
légoli insu Г aja a cinque a cinque , Corda (in) agg. Vess ligaa longh cont
jiosandoiie uno un po' inclínalo per ona corda curla. V. in Cadènna i.q. G.
appuiitellarli. Corda (in) agg. Moi usianio dire lanto
luciappellà o Inciavà i copp in la Cordà el prestinee, el sari, ec, quanto
fornas ... A furia di cocci ferma r bene Cordass col sai t , col prestinee, ec. j
ira loro Ii énibrici perché nel cuoeere cioè, Far patio, accordo , Convenire
non si sposliuo. co'l fornajo che per ogui sacco di gra
Stortà i copp, ec, a Fà ona stortada no che tu gli dài, egli ti renda tanto
0 ona colada ... Sghembarsi li énibrici libre di panej — che il sarto per un
ed anche altri laterizj per forza di tanto 1' anno, o in denaro o in roba
iroppo fuoeo. che tu gli dài, egli li lavori per i bi-
Slerzass o Svergolass i copp ... Sbie- sogui luoi di lutto quell'aouo. — V.
carsi li éinbrici od altri laterizj nel Corégg. Correggere.
diseccare su l'aja. Corégges. Correggersi.
Copp ben ¡acanala* o incanelaa ... Coreggiùu. Corretto.
'Pególa che coinbacia bene cou le com Córegh [ Cestino da bimbi ] (in) agg. Fk
pagne. el coregh ... Trastullo delle fanciulline,
Copp mal incanelaa ... Tégola che consistente nell'aggirarsi precipilevol-
mal combada cou le compagne. mente come un arcolajo per modo che
Copp de coverc — La tégola posata le soltane soltenfiate dall'aria si sien-
per convesso. dauo a cono, e di súbito poi fermare
Copp de fond. V. Fond assolutam. l'aggiramenlo ed acquattarsi iu Ierra
nel Voc. con le soltane rosi accampanale.
Copp doppi ... Per assicurare mag- C'irengiϝl (in) corr. Lo dicono delle
giormente le stanze superior! d'una casa Setole (o Ragadi o Rappe, come alruni
da o^ni fill ratura d'aque piovane si le chiamano abusivamente levándole
•ovrapongono al tetlo, già coperto di alia provineia medica e veterinaria )
caualelti (copp) per linee alterne di sole che tedono le dita e il calcagno
educavi e convessi (fond e coverc), del piede.
lanli filari di caualelti cdneavi (fond) Coréit , Corellor. V. Corrètl , Corretldr
quante sono le combaciature dei con i. q. G.
vessi ( coverc ). Per queili scorre il Corezidn. Correzione.
grosso délie piovane, eil lello è più Corezidn. T. di Stamp, e Bibliogr. Cor»
guarentilo. Il bravo ingegn. Gio. Mer rezione; e iutendesi cosí l'alto come
lini nella sua bella Memoria su la со- il segno.
slruzione dei lelti degli édifiej, inscrita Corezionélla. Corrczioncina.
a p. 145 e seg. del tomo V del Gior- Corina corina. Lo stesso che Cdra cdra.
nale deir I. R. Jslituto lombardo di V. nel Voc.
Scienze, heilere ed Arli , li chiaina (a Corléra (in) agg. Smagliatura. Serie di
p. ai6v) Ridoppj. magüe scappate(*tosc. Carena, Prontu.
Lassa i copp curt de pass... Posar p. 20).
su 'I telto i tcgoli fitli. Tirà-sû ona cortera. Riprendere, RI»
Lassa i copp lough dc pass ... Posar pigliare ( * lose, ivi ).
su 'I telto i légoli radi. Corna , sust. f., v. br. Arenaria, Pietra
Coppéra (hi) agg. Coppera cavallinna ... arenaria. — Corna marscia. Lo stesso
Forma da légoli soverchio arcURta. iVicSass-mort, Marsciúra, a.°signif., V.
Coppirceù. V. in Foruàs nel Foc. e in — V.
Coppàll nelle G. Corna, v. valsass.; dimin. Cornell.
Copriùrha ... Rete da qiiaglie. V. Sorérba Scheggio. Rupe spezzala, Masso scheg-
m Monti, Voc. Com. giato e pizzulo , Sasso scheggioso, e
Cor (in) agg. Maester de cor. V. Maèster con punte acute. — V.
i. q. G. Coroajϝla, Tiracoll, v. del Pav. ... Spe
Coràj [de' polli d'India ] (in) agg. Cascià cie di gramigna. — V.
1 coràj (per similitudine ), fr. cont. ... Corneltinna. Cosi nella Cava d'arenaria
Venir rosso dalla colera. Arrovellarsi. délia Madonna del Bosco presso Ira*
cm (48) cos
hrrsagn rliinma.si tin Cornell о Cornet- Cdrs [Strato] (я) agg. Corso (Maggi
ton di gran» fina. Piltra ligia gentile. Fortifie). — V.
— V. Corsait (in) agg. Sacchino(* tose, conl.)
Cornitt (in) agg. II Tatiíirn (Cilladino in V. Lambruschini in Toramas. Sinon.
Filia ) chiama Cornecchie le Síliqiie ( Mamto, nota ).
Hei fagiuoli, délie ginestre, e simili. Corta bandida. Corte bandita. V. anche
— V. Bandli nel Voc.
Corohbiàlt. Fantajo. Che amoreggia vo- Corlèll (я), nelle parti, agg. => Talon ....
lentieri le fanlesche (Corobbibnn). ~ Ongetta ....
Corœù (я) nelle G. agg. Corœu e Corelt. Corlellàda (in), 3.° sig., agg. Àccoltellato.
Cojetlo. Giulibone di euojo senza ma- Lavnro di mattoni messi per coltello.
niche; oggidl fnori d'uso. « Filippo — V.
Strozzi insur un allro simile cavalluc- Cortellasc de la multa. V. Sciábel nel
ció, con un cojetlo in dosso da giuh- Foc. e Molla i. q. G.
bone, che .... pareva che fosse uno Cossa (in) agg. Tra ona cossa e l'ollra
seherno della fortuna , ее. » ( Segni , se poeu tira-la.
Slor. fior. If, 1 85). — V.
Vess com' è on corœu. Essere incro- Fra ninnoli f ninnoli
jalo, incorezzato o incorazzalo. Essere E1 si pol ¿a campare.
unto e bisunto, Essere indurito di un- G. Giusli, / Disc, che corr. — V.
tumi e lordure come il cuojo d'un olre Cossa [Quand se dis ¡ coss del mond! j
da olio. Dicesi particolarm. di abili, ec. (in) agg. ч Che cosa è la lortuna! »
— V. (Alam. Corn. ». II, s. 2). — V.
Coronna (in) agg. Riottin de la coronna. Coss' è 'I quell 11 ? Che è quelle ?, Che
V. Riottin net Voe, cosa è quella là?
Corônna. T. de' Fabrofer. ... Nome dl Coss'è 'I che le ghee in man? Che
qiiell'orlettn rilevato che vedesi in al- cosa, о Che hai tu in mano ?
oinc chiavi, che perciô diciamo Ciav Coss'è quella cossa là? Che è quella
a coronna, delle quali vedi Ciàv i.q.G. cosa là ?
Corp-sànt (я), sig. a.°, agg. Hanno pure Coss'è'l, cossa no è'I? Che è, che
aflinih'i ron la Banlieue dei Francesi ; non è?
e la Guida milanese del 1 844 assévera A fa coss'è? Per fa coss'è? Perché?
che in Toscana si chiamioo Camperie. Per che cosa ? — V.
Sil iides penes earn. Cossin , v. brianz. ... Cossin de la vid о
Cdrr (я), sig. agg. Corrii, о gent , del moron ed anche Scagnell chiamauo
rorrii ... Accorr' uoino, accorr' nomo!; i conladini quel rialzo di terra che
Ajulo! amniontano uel centro delta fossa e
Carrti , corrii , о gent ч SU 'I quale adagiano per le radici il
Che roía miee la va in nient. magliuolo della vite о il pollone del
Del lato che si usa quando il volume gelso di nuova piantagione. Nelle vili
Hi una donna è tutlo abili. — V. a (itari, alle cui piunlagioni sta prepá
Corrégg , Correzidn , ее. V. Corég, Co- ralo un fossato continuo, lo stesso rial
rezidn i. q. G. zo, pure continuo longo il centro di
Corrént ... Quella specie di radice o tra- tullo il fossalo , dicesi Banchella de
velta che corre da un pilaslro all'al- la vid.
tro interposto di fronte tra la slalla e Cossinilt. V. Gatléj i. q. G.
la cascina. Ctísl (я) agg.
Corrèll. Corretto. / Con mió, suo, tito
Correlldr. T. di Stamp, e Bibl. Corret- A me mal costl danno , discdpito,
tore. — Registro volentieri con due rr Л so mal cost l perdita. Co'l (но
queste voci perché con una sola, come A to mal cost I malanno, Per tua
le pronuncíenlo, souo confundibili con \ sciagura. — V.
Corelt (Tribuna) e Corettor (Conret- Cos! rie la cros(in)flg)f.Forse Le Méslole
tore), commuai sache oel noftro die- ( Giorn. agr, tose. Vil, 4^6 ).
letto. Cosía de seda, v. a. Daz, mere.
GOV ( 4 ) ) CRA
Cosí* lin) agg. Costa ona moneda. V. no, riliratesi nel loro niccliio, ne chía-
Monéda i. q. G. dono Г apertura. /;' di qui il Fa co
Custèll (mi), dove dice z= Carne, non co vercell. V. nel Voc. — V.
sióle, cb'é = , leggi Carui , non Tra-via el covercell o quarcell , m.
cosióle, che sono. br. Propriam. , dicesi delle lumache
Costón, susl. m., v. с. br. Superl. Л Cosía quando di primavera, gittato Горёгеи-
nel signif. dt Erl a. lo, metlono il capo fuori del nicchio.
Colo, v. br. Quota, Tangente , Scotlo, — Figuralam. , dicesi di qnes'.i freddo-
Rata. losi che sianno chiusi tullo l'inverno
Avègli el so coto. Avère la suaparle, in casa, e solíanlo a primavera falta
il sun dovere, ее, ec. Di qui il verbo escono di cavile. — V.
Cotizzà. V. nel foc. Covercio [che se fa a lull, ec] (a) nelle
Paga el so coto. Pagare lo scotto, G. enrr. Essere un teco-meco, un corn-
la porzione clie tocca a ciascuno d'uua mettimale. O piuttosto, Aver mantello
sjh's.1, ec. — V. ad ogni aqua, Essere guelfo e gliib el
Coli o Cceücc , aggett. di Legnanie , e imo. Essere simulalore e disimutato-
vale Stopposo, Vano e leggiero, Mezzo re, che tiene da lutte le selle, da tulle
fracido , Guasto, Imporrito, se il d¡- le parti, che uou ha caí altere fermo.
íello del coito è all'esterno. — 11 con — V.
trario di Cotí è, direbbe il Davanzati, Coverl, aggett. Coprrlo, Veíalo, Chiuso.
Sudo, Feriigno, Nerboruto, Pesante. Melal'uricam., per Oscuro, e
II legriame lagliato quando il succliio Per Simúlalo, Ambiguo, Soppiattone.
è giá in molo, il Davanzati dice che, — V.
leuuto « all'aqua e al sole, s'apre come Per Torbido, Jntorbidilo, dicesi spe-
una melagraua, cuocesi e imporrisce i». cialinente del vino. Parimenle Covriss.
— V. Inlorhidarsi. — S.
Colla (per Ubriachezza] (a) nelle G.agg. Coverl irϝ (in) levisi Collricella e pon-
Ciappá ona bonna colla ... и E' piglian gast in vece Collrctla.
del le col te maledette » (Zannoni, Sek. Covèlt dicono alcuni del contado per
com., Ritrov. del figl., а. I, s. 3). Gitiinn , parlando di bachi da seta.
Cotlcodèsch ( Fà ] (in) levUi la parola Anda in gatlell o in galtino o in со veil...
Cliiocciare la quale equivale in vece a Pâlir rachitisme, macileuza, gracilità,
Scrolls. atrofia i bachi da seta.
Cóllola (in) agg. V. Bagóttera nel Voc. Covèlta. Covoncino, Covoncello.
Cov. Cova, Covatura. Metí a cov la so- Covetldn. Tra i Bilanz, parmi quel mede-
jnenza de bigatl. Metiere a cova, Mel simo che la nosti л Cu vólla (Alopecuro).
ier al caldo le nova de' bachi da seta, V. nel Voc.
acciocchè elle nascano. — V. Cozzada (in) agg. Téstala. « Gli diedi
Cova (in) nelle G. corr. un grande urtone , che gli feci dare
Vess tolt Icen o fœura per quell de la una gran téstala in terra, e subito ballei
cova bianca ... Farsi scorgere per l'an le gambe » (Itelaz. del Capilano Bib-
ime di alrun male; per Vото che ha boni, assassine di Lorenzino de' Medici
la coda lacéala di mal pelo. — V. [ la Morbio, CoJ. Vise. p. 53o ] ). — V.
Covàda (in), 2." sig„ agg. Figuralam. , di- Сгароп (л) agg. Metiendo il continente
cesi di tutti i ligli insieme d'una ma pe'l coulenuto, s'usa spesso cosi que-
dre di qualsiasi specie d'animali; i qualí sla voce, come qiiella di Cozzon per
se sono molli uali a un parlo, li di- Talenten ( uoino di grande ingegno,
ciamo una Sventrada: р. е., Onasven- di grande capacilà, iulelletlo). — Chi
trada de porcellilt , de cagnceu , ec me sa di cossa el masua , o cossa el
Svenlrala ne' Diz. Helia lingua vale machi'nna quel crapon de Bonaparl ?
Mangiata a crepapelle. — V. Chi mi sa dir che cosa va Bonaparte
Covanéll , v. cont. Covoncello. molinando, pensando, o cercando со'
Covercell, e conladinescam. Quarcell (in) pensteri eh ei volge in quel sito lesto
agg. Opérculo, Copercliiello , con che ne? — V.
le cliiócciole al üopravcn'ire dell'mvtr- Cravaltce ... Fabricator di cravattc.
Fol, V. 7
CRI ( 5o ) CROE
Creàozn (in) agg. L'invidíi Vi creanzn , lajiiolo è ucrello di muda, ed e per
e el taccà o el zettà l e pelulunzu. У. lo niù accecato, che пои è lo Schia-
Pelulanza t. q. G. mazzo. — Y.
Crèech. Vecciaola selvática {Vicia cracca Cricco (a) nelle G. agg. e corr.— e Crîcch.
Lin.), che infesia i ¿rain, <■■ avvoltic- Cos! scherz, chiamano il pane di gra
chiandosi loro altorno , li (irá giù a no turco i contadioi brianzuolt , che
terra. — V. pur diconlo El pan di sett co\p: р. е.,
Ci edil o Crédet [Avegh bon credit de Cont on inezz pan de cricco in sac-
vun] (in) agg. ed anc/ie semplicemcnte coccia l'andava N. N. da ca sova fina
Avegh credit de vun. a Milan senza spend on quatlrin. — V.
Credilaa. Accreditato. L'è ona botega Criminal (in) agg. Taccagh a vun on
creditada. È una botega accredilala. criminal. Querelarlo, Accusarlo di cri
Crép|> [Pieno pinzo ] (in) agg. v. del В. mine, di alione criminosa; Jccusarlo
M. — Tceussen on crepp de la nient. al crimínale, Criminarlo. — V.
fare meno di nonnulla, Crist lin) agg. L'è come papa Sist, el le
Creppà (in), sig. agg. m. conl.... El perdonna nanea a Crist. V. Perdona
tonnent quest' ann el stonta comè a f. q. G.
creppà. In quest' anno il grano non sa CristeV , v. br. Cosi chiamano un ramo
venire a perfetta maturanza. d' olivo guarnito di nastri d' ogni co
Crespin (a) , nclle parti, agg. e corr. ^= lore e di agnusdei, che i ragazzi por
Stacchelta. Pernielto — Coo de la stac- teño attorno la settimana santa di casa
chetta. Capocchie del pernielto = Ca in casa e di villaggio in villaggio,
non. Basloncelli, Siecche maestre (Ca cantando con esso ramo in mano e
rena, Pronta. ), in ginocchioni l'inno cessato il ij6o:
Crespin [Fà cl] (in) agg. Dicesi anche Christet qui tux es el dies,
del pollo d' India quando dispiega le Noctis lenebras detrgis, ее.
penne délia coda, che dicesi pure Fa I ragazzi cantatori del Cristee vanno
la roeuda. - E quando veunero (i pavo- a brigatelle di Ire о quatlro e non più,
ni) a Гаге loro canto e ruota, siccome e del loro canto n' han no in compenso
erano usali, la Coruacchia, non sapieo- dalle capocce uova e caciuole e qual-
do levare la coda e roteare, cominciô che soldo per la Inionn pasqua. — V.
a cantare in sua maniera » (Esopo Cristian (in) agg. Perdona l'è de Cristian,
vulgar, per uno da Siena, fav. 27 ). —V. ma desmenlegass l'è de bestia. V. Per
Crèspola (in) agg. Crèspora doppia. Ma dona i. q. G.
tricule doppio. Crodà (in) agg. Colare (intransit.) dicono
Ci espora ... Verso il Comasco chiamano i Tose» ni il cadere alciina cosa da sé,
cosi quel po' di soleo che sogliono fare quasi gtícciola. Ünde il Magazzini (nel-
tutto lungo via i lilari isolali delle viti 1' ottobre délia sua Cullivaz. tose. )
nei campi, come per separarli dal ge colatie o colalive chiama le castagne
mínalo contiguo. che noi chiauiiamo crodell o crovell.
Crèss (in), sust., agg. Cresciuto (.* tose. — V.
Carena, Prontu. p. 17 ). Crodadùra (in) agg. II Pollini chiama
Cressènt , aggelt. di Lumia. V. Lünna questa malah'a Cadiicilà del riso (Ca
i. q. O. tee/;, agror. ). — V.
Criament, V. br. Gridala, Rabuffo, Gri- Crodèll (in) corr. e agg. Le castagne
damento, Riprensione : р. е., L' ha faa crodell o crovell non sono già le ali-
on criameut del diavol. — V. baltute per le prime, si bene son quelle
O gent o criament ... Usa dire il che croden , che cadono, che colana
Briantéo quando un legno acceso soflia da sé per inaturilà, dal Magazzini delle
e fischia dall' uno de' capi per veuto colatie. — V.
che va via. — V. Croeíiggia (a) nelle G. agg. Per Prigione.
Criccaddr (in) corr. Il Criccador non è Onde: Vess in crœuggia. Essere nelle
propriain. il Tordo canlajuolo, ma si bujose, Essere in gattabuja,
bene lo Schiamazzo, il cui Criccà di Mautlero chi mi pare in gallabuja.
cesi tosca nam. Schiamaziare. Il Can- G. Giusli. — V.
СВО ( 5i ) GUN
Crœùsc (in) agg. Criocca, Cricca, Chiappo, nevóle e audio si ramaricando con voce
Drappello. Stà-li ¡u d'on crœusc. Far flebile с chioccia, come quella della gal
crocchio, Stare itt crocchio. — V. lina covaticcia , che a ogoi tratto si
Ooj, v. br. Aggiunlo di terreno, quaudü ferma e si accbidcciola. — V.
nel veruo, per nou esscrsi ricollo e Crov.Nei paesi íinitiini al Lodig. e al Pav.
confeltalo dall' alternativa del gelo e é metálesi commuue di Corvo. V. Scor-
del sole (sowernalo) , resta duro e iu- bàlt nel Foc.
Irallabile. — V. Crû e Crùd (in) agg. Lavorà a crud о
Crom. V. Giàld i. q. G. a crû. T. de'Forn. ... Allogare la pro
Groppa (in) , 4-° *'g- ■> corr. — Doccia pria opera nel fabricare solamente mat-
— in t= Roccia. •—• V. torn crudi insù Г aja per un prezzo
Crós (in), i.° sig., agg. Gros de legri ... pattiiito a ogui milliajo.
L'usano i Briauz. nel segueute dellalo: Cruscàda, e brianzescamente Incruscada.
Melt-vin vun cout la crós de lego, che Cataplasma di crusca bolilla nel vino.
■vale quaiito Méltel-via per caritaa; e, — Fagh-sù ona cruscada a on pè per
V(U inetlùu-via cent la cros de lego. она strambadura. A una svolla del pié
Esserc morlo poverissimo. — V. destro applicai un cataplasma di crusca
•Uros de Malta. Cioce di Malla. — A cros bollita nel vino.
de Malta. T. de' Murât.... Aggelt. d'o- Cruvéla e Crovéla , v. del B. M. e del
goj VBuo o finestrelia lalla a mo' di Pav. Aggiunto dclla terra, che, resa pil
croce di Malla. tre dal gelo (cioê, confetla, ricolta, ma
Tavolaa a cros de Malta... Tramezza tura), sdrdcciola facilm. dal colmo della
con molli fori a crocicchio relto quali porca ne'solchi. — Nell'Ollrepo ex-pav.
soglionsi fare ne' porlicali , nelle ca la chiamano Sùsseeul, cioè Terra della
séine, ec. superficie, del soprasuolo. — V.
Croscé (a) nelle G., dopo Uncinello, agg. Cueca (in) agg. Cuccarla disse il Panan-
Francesismo recente. Denola quel Fer- t¡ nel Poeta di Teatro per Ассос-
ruzzo ianastato in uu maniclielto di carla, Appiccarla, Pregarla a uno. È
osso, d'avorio о simili, poco più grosso voce derívala dal Caceo, il quale, de
d'un ferro da calze , non più lungo strámente deposte le sue uova nell'al-
d'un decímetro, terminante in una lie- trui nido, le fa covnre ad altri uccelli;
vissima rivollura auncinalo, со 'I quale e cosi altrut l'accocca, dandosi cgli
le donne lavorano, in cosi detto Pont intanlo Buon tempo. -*— V.
a croscé, cufïïe, collelti, cortinetle, ec. Curcas, e brianzescam. Scuccass, per Jn-
Agg. ancora: Che bisogno di que- veccliiuziire, Intristíre, Jmbozzacchire.
sto francesismo , menlre abbiamo da Dicesi delle piante che non attecchi-
secoli in nostra lingua Crocchetto e scono e non vcngono più innauzi. —V.
Crocchielto dimin. di Crocco, Gancio Cficch (in) agg. Vece cucch. Vecchio cue-
о Uuciiiello di ferro? — V. со, Vecchio barullo, cioè rimbambito,
Pout a croscd ... Simile al Pont a balordo. — V.
cadenin cosi detto dai rienmatori. Cucurucuu. Slróbilo, Pinócchio. 11 frulto
Scuffia a croscé ... Giiiiia lavorata che è nella pina, e quello del noce
cou l'uncinelto. sgusciato quando resta iútiero.
Crosètt. Tra san Marchett e Croselt on Cugiardu (in) agg. 1 Toscani (seconde il
internett. У. Marchett i. q. G. Carena, Pronta, p. 571) dicono Cue-
Crosètla (in) agg. Ogni caselta g', lin la chiajone ¡1 Cucchiaj» grande ovale
so' crosella. Ognuno ha il siîo impie- da pielanze o mineslre asciutlc, e Äo-
cato all'useio. mnjualo da zuppa l'eniisferico da mi
Croslin (in), 3.° sig., agg. On crottin de neslre brodose.
pau secch e de rosgiceu. « Un oneccllo Cunetla (in), sig. agg. N01 chiamia-
(orlictuzzo) secco e ci uscoso » (Fra mo cosi un come caualelto a lato dcllc
Giord. Prcd.). — V. strade che rlcc-ve e conduce vía le aquo
Croit o Crósc ( Fa el crosc ] (in) agg. piovauc. Verrebbe mai da Cunieulus
Chiocciaic, Star crocchio, chioccio. —■ in senso appunto di Cúnale, Cuiialello?
Sciilirsi male; Esser malaliccio, cagio- I — Varrone (lib. III, с. ia, Ос re rttsl.),
CUR ( 5з ) сии
parlando dei coniglj, dice: Cuniculi quenle nelle Gride e l.eggi noslre an
dicli ab eo quod sub terra cuniculos heile. — V.
ipsi /acere soleaitt. Anche Pliuio (lili. Curio. Noi diciamo quel cilindro o ver-
IX, c. 5i e 5q) usa Cuniculus per Ca ricello orizoutale, dal quai pendeva e
nde, e Cimicnlalim per Л caualelli.E scorreva la corda con che si tormén -
il Drenag inglese e la Fognalura de' tavano una voila i pretesi rei. — V.
Toscani non sarebbero allro che Cu Currenti. V. Cálamo i. q. G.
niculi fallí sotierra a cerla profoudi- Curl (in) agg. Avegh a che fà col sur
la , per i quali enlra e va via 1' aqua Curt o Curti ... Frase de' coot, del B.
soverchia. — Л'. M. Esscr corto a qualtrini.
Cùnt (in) agg. Fà cunt o Tegni cunt. Si- Cusa (in) agg. Cusàss. I Diz. delta lingua
потто di Fà lista. У. Lista net Уос. hanno Cusarsi per Dichiararsi, Con*
[Giuslà i] (in) agg, o el cunt coa VUD. fessarsi, Tenersij e G. Villani disse:
Chiarire la partita o le partite con uno. « Si cusó morto », per Si lenne, Si
и Questo non с tempo da far pnztiV; credette morlo. — V.
leviamoci cosloro da dosso, e poi chia- Custod o Campee del Navili. T. Idr. ...
rirerao questa partita Ira noi» ( Varolii, Chi aecudisce e veglia cosí agli incili,
Stor. fwr. II, 281 ). — Figuratatn., vale come a' scaricaloj e sostegni dei nostri
Ricallursi d' uno, Castigarlo d1aleun tur canali navigabili. — Vuolsi qui avvcr-
to. — V. lire, che la persona, la quale ha in
[Savè fl sù cunt] (in) agg. Avere cura solíanlo uno o due soslegai (cench}
qualche anno di bisca. — V. di essi canali, noi la diciamo propriam.
Cunta (in) a¡-g. Podó cuutai sui did. /'. Couchée. Qucllo che chiamiamo Cam
in Did Í. q. G. pée di acqu non ha a che fare con I»
Cupola (in), sig. 1°, aile parti agg = ... custodia uè dei navilj , né delle con
Tamburo. che, ma si solíanlo со 'la regolare di»
Curadùra. V. Friltùra i. q. G. slribuzione delle aque d' irrigazionc
Cure (я) nelle G. si levi tutlo dalla mclà dalle gore o rogie private ai prali e
delta lin. /jb" sino alla fine délia col. 1; risaje dei poderi della nostra Bassa, ее.
cioè, dalle parole: La credo voce, sino I primi sonó publioi impiegali, i se-
ad Aicurzio ; e agg. V. Cusètla ncl condi sonó al servizio dei parlicolaxi
Гос. — V. o (ittajuoli, o proprielarj di rogie. — V.
Cúrcuma. Cúrcuma. Propriam. è la Cúr Cùu (in) agg. A fà servizzi, ее. V. Scr-
cuma longa dc'Rolanici, la cui radioe vizzi.i. q. G.
è lioldria. Fra noi è vulgare queslo La valinasia la melt el cuu a la via.
nome solíanlo presse i Droghieri, i Fa- У. Malvasia i. q. G.
legnami, i Luslramobili, i Panieraj, с Ogni bus intrequeríss; chi no nva ti-
indica la detta radiée gialla'polverizzala gia, el cuu patiss. ... Deltato contad, d*
che i primi vendonoai second i, i quali chiaro signif.
se ne servono a liugere tegni, vím¡ni, Cùu de la halla de ramm. V. Fónd i. q. C.
ее, ее, in verde, combinándola con Cùu de sacch (¿11) agg. II Salvini utile
la soluzione d'índaco. Annotazioni alia Fiera del Buonarruoti,
Curia. Callare, Metiere alia colla, Dare p. 439> dice che i Fiorentini chiamano
la corda. Ronco quella via che è cieca, senz»
Curiada. Tralla di colla, Slratta o Strap- riuscita, e i Lalini Angiporlus, pur
pata di corda. Voce che si Irova Ire- passalo iu nostra lingua.
DAlN .( 53 ) DEG

Dà (in) agg. Da', zolla e martella. Para, ec , in i-ersi , Ш, 3). / í.ampanti.


picchia e martella. Frase propria di [Fà danee] (in) agg. « Far «nobile я
clii leva rumore contro alciiuo; ed anco disse Ricord. Malespiui per Accuinular
di clii vuot espriinere industria sopr» ricchezze. — V.
induslria die si usi per riuscire a qua! [Fa danee a montón] (in) agg. Far
che intento. — V. denari corne rwa (Panau. Poet, teat t.
Da adree a vun. Dargli dielro, addie H, c. xxvr, s. 3).
tro; Inseguirlo. — V. Fa danee d'on terreo, d'ona ca, er.
Dàgh. Adoperarsi, Insistere, Fan' о Tra iu danee on Ierren, ec. Recare
ogni sforzo. El g' lia daa , el g'Ii.i in conlnnti , o sia a de.naro sonante
daa, ma Г lia poduu fà nagolt. Per quai si voglia cosa valulabile, come
quanto vi s'affiilicasse d'atlorno, pur. terre, case, mobil!« , grasce , ec. ; —
non riuscl a cosa aleuna. il che da taluni è bárbaramente del lo
Vacca о Во che dà , iisato cosí as- Realizzare un terreno, ее, quasi che
solutain., vale quanto che Scorniggin, sia cosa reale ( res ) la sola mom-la.
che ferijee cou le corna; che ha il - V.
vizio di corneggiare, di menai e iu quà Dàzi (in) agg. Dazi consumm ... Gahella
e in là le corna, — Delle pecore che su le cibaric e su le bevande aile porte
non hanno corna, diciamo che trilcchen delle citlà.
( cozzano, urtano). — Parlando di ca- Decisori. V. Giuramenl i. q. G.
vallo, di mulo, о simili che percuotono Déclin, v. br, Andà in declin. Declina-
со 'le zampe, non diriamo ch' el dà , re, Venir meno , Sccmare , Andaré al
ma si bene с/i'e/ Ira (che tira calci). declino, in declinazione. E dicesi cost
— V. délia salule e delle forze del corpa,
Dàgn о Dànn (in) agg. Chi no ghe a' ha, come delle suslanze e fortune. — V.
so dagn. — V. De-Colôoia [El] ...Nome dell'Aulore d'un
Chi ha minga ciappàa agón per san Traltalo di Retorica úsalo nel secólo
Giovatin, só dann. У. Ацоп, § i, i. q. G. scorso nelle nostre scuole, e quindi
Fa dann (neutro) Trapelare Taqua, Studià el De-Colonia, per Istudiar re
il vino, ее., da una tromba, da una torica.
bolle , ее. — V. Decrottuîùr (in) agg. Luslralore o Lustri-
Dàlia. Dahlia, Georgina (Targ. Tozz. Oll. no (* tose. Carena, Pronta, p. 28): an>
Ist. botan. III, 197, ediz. 3.") ... Pianl:i bedue perô voci ambiguë, generiche,
e liore venuti ¡11 gran moda a' nosln di poco valseóle.
gioriii per ornamento de'giardini. Dedrée (in) agg. Melt i man dedree. У.
Dalin, v. br. E lo slesso che Boggin ne! Man i. q. G.
giuoco delle palloltolc. Lecco, Grille Dedree la me contenta, ее. V. Spa.
— V. venia í. q. G.
Dama [Scacc/iiere] (in) agg. Sœul a dama. Deferí. У. Giu'rament í. q. G,
У. Sœùl f. q. G. Degdra ... Nome vulgare delta ruóla ora*
Dandaló (in) agg che altri dicono Dán ría seconde la quale si regola la distri-
dolo o Gniidolott o Gandalorin. buzione delle aque d'irrigazione a'varj
Dandinna (in) ng^.Chiamansi Dandina an possessi cui compelono.
che que1 Manicolloli, o Bracciajuole o Degradazión ... Rarissime volle, e solo
Bracciajc, che le si dicano, pendenli fra le persone cuite, odesi fia noi que-
dalle ziiuarre che porlano i preli d'in- ' sla voce nel signif. che ha nella lingua
verno. — V. illustre, cioè nel senso lutt. del vul
Danee (in) agg. o i Tollif, e in gerg- 1 gare Desgradà (УХ In vece è in borra
ilal. / Seahi (Fagiuob, Un vero amorc j| di tullí nelle frasi = In degradazión,
DEN (54) DES
Amia in degradation, Melt per degra paremlo che ci sia dentro il suo (Ma-
dation. G radatamenté, Procederé per chiavelli, Op. IX, 85.) — V.
grada lione , Gradare. Disporre per El marl, ее. V. Mari i. q. G.
iscala, per gradi, colorí, botloni, mer- Restà-dent. V. Resta i. q. G.
Ictli, ec, ce. ' Déni, sust. m. [Dent guasl ] (in) agg. Л1-
Deliráto. Maníaco, Pazzo , Mallo per lorc'.ié lo gettiamo al (uoco gli gri-
che che sia. diamo dielro la cantilena che leggasi
Deraa. V. Dlma i. q. G. in Fœugh i. q. G.
Dèmma. Piega. Forse voce lodigiana. [Parla o Cnnlalla finura di denl]
Demóni (i/i) agg. Faccia conlra i tenta- (in) agg. Diría fttor fuori, a tettere di
zio'n del demoni. V. in Faccia nel Foc. scdtotaj Chiarire ad uno la partita.
Denànz (in) agg. Dedree la me contenta, — V.
ее. V. Spavenià i. q. G. [ Polver per i dent] (in) leggi l'ital.
Denedàa, Di d'nedaa, v, c. br. Di di Na cosí: « Polvere per bianchire denli »
tale , Giornata di Natale , Fesla íiel (Redi, Op. V, 17); e doltrinalmente
Natale. — V. Denlifricio.
Denonzia e Denonzia (in), sig. egg. Dentàa. Dentale. V. Sciloria nel Foc.
Vuolsi avvertire che Dà la denonzia Dentada (in) agg. Il franc. Briques bou-
e Denonzia, in senso di Disdire il fit- tisses.
to, il podere, la casa, cioè di Far in- Dénier (in) agg. Mader de denier. /'.
tendere all' affiltuario , о all' inquilino, Máder i. q. G.
che laset il podere, o la casa, non Deposit. T. Milit. ... Caserma interinalc
s'usa che rispetto al padrone del po e per cosi dire di iransizione , uella
dere o délia casa, e non mai rispelto quale i ch aiuati alla milizia soslanno
в chi liene in affitto un podere od a fino al loro passaggio effellivo ai reg-
pigione una casa, rispelto ai quali noi gimenti soltoposti a commune aulorilà
dinamo llenonzià о Fa la renonzia civile e militare.
délia ta, del Ierren, ec.; laddove la Dèrbeda (a) nelle G. agg. Alcuni dirono
Disdetta e il Disdire délia lingua val- anche Dèrbsd e Derbedïn ... Lo spazio ,
gono tanto Liccnziare, Dar commiato , più о men grande di muro mal rio-
quanto Licenziarsi , Pigliar commiato, zaffato.
Andarsene dal pódete, о dalla casa. Desboccà. T. de' Foro. ... Desboccà i
L*Escommia lo usato dai nnstri vecchi in bocchelt ... Slurare li sfialaloj.
vece délia Denonzia d'oggidi, vien dal Deshocchettàss. T. de' Fabriferr. ... Lo
latino Commeatus in senso di Congedo, spostarsi per qualsivoglia motivo lo
Liceriza: quindi Dare V escommialo è scudetto <!' una toppa o la toppa di
Dare lo sfrallo da una casa , da un verso lo scudetto per modo che la chia-
terreno ¡ Liccnziare , Scommiatare .' ve enlromessa non calzi e teutenni.
— V. Descanchinà, v. cou l. Scalzare alberi, ec,
Denonzia e Denonzià (in), a.0 sig., agg. per allerrarli.
e corr. Deuonzia nel crimínale è quasi Descanettà ... Scompaginare i Doccionetli
lo stesso che Accusa, Querela, Ric/tia- ( i Canclt ) di collaretti donneschi, о
mo in giudizio di torto ricevuto. Onde simili.
Denonzià \un, sotlintesovi al Tribunal, Descaregà el ban ch. T. de' Forn.... Sca-
a la Corl. Querelare altritt con meliere ricare di nialla il cavalletto.
denttnzia contro di esso, Accusarc uno Descavedà (Maggi). Ora Descapilà. Sca-
criminalmente, Notificare i misfatti di pilare, Patir danno, Mellerci del ca
uno alia Cortes Pon e, Dar querela, ec. pitale. — V.
ad uno: Far rtchiamo, Richiamarsi Descdgnet. Ignaro, Inconsapevole, Fnscio:
di uno in Giudizio per torto ricevulo. Deacogoet del rrgatl che gl*'emm iodoss.
Dinunziare, cioè Manifestare, aecusan- Purta, Marchionn, st. 6fii. — S.
do, al giudice. — V. Descummià (in) corr. Il noslro Descum-
Dént (m), avvcrb., agg. Avegh, o ¡Vo a- mià propriamente non significa Disni-
vegli minga dent el so (sotlintesovi in tlarc, nè Cacciare о Sturbare dal nido
terese, Tiulagg, lornacunt). « Non vi con rumori o simili, ma sciiipliceiu.
DES ( 5 5) DI
Sviare, Disviare, Far che l'uccello ab- Ucsnodaa (in) agg. o Faa a vit ... Sbi-
bandoni il nido , e non vi torni più. Icnco. Chi cainiiiitia shilancionc.
« Fan cbe i buon colombi si disviano » Desorden (in) agg. O» desorden forma on
(Alain. Com. a. I, s. 5); che noi tradur- orden. У. Orden i. q. G.
remino cosi : Fin descummià , o vero Despecé. Dispello. On cerl rid pien de
Descúmmien i puvion. — E pero Des- despecc (Maggi). Con un riso, o ghi-
cummiass. Sviarsi, Disviarsi ( sottin« gno beffardo, disdegnoso e schernilore.
lesovi dal nido, o proprio o figúralo — V.
che e' sia ). — V. Despersa (in) agg. La Dispersa de' Diz.
Descurnmiôs ... Dicesi di uccello facile ilal. ¿ aggiunto délia donna che s' è
ad abhandonare il nido e i polcini suoi dispersa, che s'è sconciata. — V.
per sospelto che allri si sia accorto del Desposa, v. c. br. ... Dichiarare indina
dove cgli si è nnnidalo , e i polciai la separazion personale fra due con-
corran pencólo d'essere involali. So- jtigi; il che iu cerli luoghi dell'alto
spellosu? Geloso? Sdegnoso? Nessuoo contado si' fa dal Paroco con certa
pero di quesli aggellivi esprime con quale solennilà di iterate assenlir delle
precisione il nostro Descummiás. Pur parti, cousegua della donna a'suoi pa-
si potrebhe dire Sviérole , Disviévole , , retiti, cc.
per mancunza di ineglio. — Y. Despdst, v. cont. verso il Comasco. Buo-
Dcstüccia. Dicono i conladini Br. per no, Grosso, Grosso, ne' seguenti signi
Désdilla. Anche i Toscani hauno Dis- fient!: Gif è ses mia despost ; On dl
dieciato per Isforlunato, Che è in dis- despost. Sei millia grasse; Tutto inliero
delta; donde par che negli anlichi tem un di.
pi anche in Toscaua si usasse Disdic- Desrenghii, v. br. Sgranchiato, Sgranchi'
cia. — V. to, che puó distenderé le mani da pri
Dcsfereuzià. Diversificare , Distinguere. ma aggricchiale e inlirizzite dal fred-
Scostarsi da che che sia allro. У. Sfalzà do. — V.
nel Гос. — S. Desrenghiss, v. hr. Sgranchiarsi, Sgran-
Desgiuslà (in) agg. Desgiustà la hocca. chire. Poter distendere le dita irr igt—
V. Bdcca i. q. G. dite (comè rengh) dal soverchio freddo,
Deslàss (in), sig. avverli. A me pare Snighiltirsi. — V.
che il Maggi nel passo riporlalo abbia Dessadèss (in) agg. о Adsedèss.
preso quesia voce per Eccesso, Scia- Dessésa, e al pl. Dessès; v. br. ¿postema,
laquo , Sciupo. Leggasi inlero il dclto Escaso. Che venisse dal lat. Desccs-
passo, e si giudichi: sus, corne YAscesso viene direttam. daU
Г Abscessus lat. } Usan о quesia voce
El ipau l'è temper un, specialineute parlando delle aposteme
Ma con quest che '1 sia liber de trii юаа ; chevengonoe scoppiano nelle orecchie.
De tlrasordeo, de spesa, e de peccaa.
Hrasordcn no gh' è prigol, chè semm tuca — V.
Gent che la sguazza al heüoliu del succ. Dessià, т.е. br. Deslare, Svegliare. — V.
De spesa veramenl Ve de guarda», Dessiass. Destarsi. Dessïet. Déstati. — V.
Tanl pu Pann de quesl'ann; Dcslacchettà. Sbullellare.
Pur, se ghe sia deslass , ( vecesso di spesa ") Destaccheltàa. Sbullellato.
Mi nie remetía al son di vost campaun ( cioé, Destesa, aggett. di Ghitara. Vale quanlo
dalle voslre borse). Chitara a l' italiaona. V. in Ghitara.
De peccaa no en parlcmm } — S.
Cbi no gh'è daa, ne rangol, nê bestrmoi. Destoppa (in) agg. Aprire. Distoppare usó
II Barone di BirtmaÉa, Prologo. — V. Leonardo da Vinci nel suo Tratt. Del
Desmentegàss (in) agg. Perdona Г è de molo e misura deWaquaj Bologna, i 8aö,
Cristian, ее. V. Perdona i. q. G. p. 447- - V.
Desnedà. Intransit, assol. Voce del Pav. Deved», v. a. br. Vielare, Divielare, Prot-
e B. M. Vale qunnto il Descummiass bire. — V.
de' Brianz. Abbandonare il nido con Di (in), sust., agg. A fa servizzi, ее. V.
quel che v'è dentro, siati uova o sian Serviz/i i. q. G.
polcini. — V. El Stcllon del d.i. V. Stelldn nel Voc.
ют (56 ) DIR
Incœu l'è «l mè dl, ее. V. Oieggia di freqitentísiimo uso fr* noi per in
L ц. G. dicare picciol novero di che che tía,
Sant Simghelt , Irii dl dopo el giu- tale, a cosí dire, che uon passi una
dizzi. V. Smighèll i. q. G. decina. Р. е., 1 personn propri sincer
[Di de magher] (í«) agg. Giorni di se poden cuntà su i did. Pochi sonó
magro (Targ. Viag., VI, 5a). i veramente schietti.
Di verbo, agg. A di. Dire j p. е. A Tegni de cuut 011 bagaj come un did.
di che l'é bell l'è poceb. Dire ch'egli è medegaa. Rallcvare un figliuolo nella
bello non aggiugne al vero. mollezia e con troppi riguardi. — V.
[Anda a di de si] (ad) agg. o Torna Ve»s come cinqu did ¡11 d'ona man...
da vess staa a di de si ... Dlcesi degli Esser cosa certa, indubitata, senza con
íposi ebe vanoo alia cbiesa innanzi al trasto.
sacerdote a giurarsi fede di manto e L'è minga el did, o simili, d'on scior.
nioglie, o che ne tornano. — V. V. Scidr í. q. G.
Fa di in gesaj Fa di in classa... vale Didin [Da el didin solía la coa o cova ]
Essere maestro delta Dollrina cristiana; (in) agg. Dar gambone. II Franciosini
cioé, loseguare, interrogando (Ja di) (Vocab. ¡tal. e spagn.) spiega quest n
]¡ Scolari; Fare, mediante domauda, ebe (rase cosi: и Come fanno ordinaria
lo scolare dica. — V. mente alcune madri o persone che
lüttem a di. V. Juttà i. q. G. banno ¡n lor cura i figliuoli , che, in
L' è propri come vecui di mi. Se no cambio di sgrid«rl¡ quando fanno qual-
l'è de qui) che vceui di mi, ec. « Po- che cosa degua di ripreusione o casti
cbi inleuderanno (se non sono d'un go, Ii lodano, dando loro ardire e ri-
cervello come vó dir io ) ¡I testo e il go'idio, onde poi fanno peggio ». —V.
comineuto»(Duui, Commen. al Burcli. Digiùn [Romp digitin] (in)agg. Asciolvere,
x&i). — V. Sdigiunare, — V.
Diamant (in) agg. Dicesi poi Tavola quel Dima [T. de' Mural.] (я) nelle G. agg.
Diamanie che non ha l'oudo, e serve o Dcina ... E anche la Centina regó-
per Bnimenti di collane, e sito. latrice della vólta di un foruo ia со-
Diaria, sust. f. . . Specie d'itnposta che slnizionc. E cosi pure la Staggia mo
vigeva Ira noi un secólo fa; della quale bile che segna la monta d'una vólta.
veggasi nei Rapporti su 'l Censimento Dine, Dincià, ce. Voci contadinesche pe,l
di Pompeo Neri e nel Censimento mi- vulgare Denc,Dencià; e pe't civile Dent,
láñese del Carli. Denla. V. nel Voc.
Diávol (in) agg. Anda come el diavol. Diucià on somee ... Intaccare un
Andaré a j'uoco. trave alla testata, perebè posi meglio
Diavol di pui, fr. cont. verso il Co- so 'I muro.
rnasco. Dirillone, Svellaccio , Destris- Cavagh i dine al nevescb, fr. cont.
simo, verso il Corn. ... Sbarbicare affatto af
Pess del diavol. Sinon, di Scárdola. railo la gramigna.
У. nel Foe. Mangià vun a dine del lavurà ...
[El diavol el s'impicca, ec] (in) agg. Superarlo in altività lavorativa: fr. cont.
« II diavolo s'impicchi, se e' ci speu- verso il Comasco.
dono un soldo in un buon libro » Diuc (Erpes de). V. Èrpe» nel Voc.
(Passeroni, Cié.). — V. Dincidn ... Cosi chiamano i Brianz. chi
[El diavol l'ha pers un'anema] (a) ha denti grandi e sporgenti in fuori.
in fine, dopo giusta, agg. e i Piemonte- Anche i Latini dicevano Dentones co
si più bassamenle Quand le fomne a loro che avevan i denti cosi fallí. — V.
Than 'I cul frust, a dio '/ pater giubt. D'in prum», m. cont. br. D'in prima, In
Diavol [ne' larocchi] (a), dopo Alleg. p. prima, Prima. — V.
207 , agg. E Saccenli, Rime, II, 161. Dirétla [La] (я) nelle G. osservisi, che li
Cosí chiutnasi , ec. Economistí e. Finanziert chiamano Di-
Dice e Diccin, dicono i cont. Br. per Ditt relia qualsiasi imposta che si carichi
e Dim. Delta e Delta. — V. su l'cstimo délie terre e delle case, sia
Did (in) agg. l'ode cuutài sui did ... Modo cssa regia, sia provinciale, sia connu-
DOM (5?) DOS
oalri; huliretlii qurlla die cade su le Domin (in) agg. Lassass mena in Domin,
derrale che s'iinporlano e si esporta- fr. cont. verso il Coniasco ... Lasciarsi
no, e su i cosí detti Dazj di consumo. corbellare, — c, in altro siguif., Diinen-
— V. ticarsi di che che sia, Obliare.
Discrètta. V. Máder í. q. G. Dondà (in), a."sig., agg. Temporeggiure,
Dneuja, v br. Doglia, Dolore. — V. Men are in Inngo 3 Dondolare. — « I
Doggiá (iit), ove dice Docchiare, leggasi Francesi, trovando da esser ricevuti,
Occhiare. potrebbero dondolare e straccare li
Dojos. Doglioso. Che dà segno di dolore. Svizzeri a loro piacere » (Machiavelli ,
— Y. Op. IX, и 5). — V.
[Andà dojós] (in) agg, Jndar su do- Donna (in) agg. Donna de conclusion.
glia (* tose. Carena, Pronto, p. з4>. Donna valente, di conto, stimabile.
Dölz (in) agg. Agevole, Facile, Latino, Donna pregua, robba degna ... Modo
Proclive. Ë úsalo tanto al proprio, co basso di chiaro siguif.
me al figúralo. — V. Donne non son gc-nli, det. cont. ...
Dolí a giuga, a lavóla, a ... Facile, Il provenz. Fremos non sont gents.
pronto, latino , proclive al giuoco, al 1 doun hin la fin del mood ... Le
la vorn, a ... — V. donne sou cagione anche di molti dan-
Uolz a inccuves. Agevole a muoversi, ni, dicono i noslri conladini.
a scorrere. II tuo contrario ¿ Aglier, Quelle donna ... Cosi chiamano spe-
Agro. — Y. cialniriite in conlado la Levatrice s e
Doniii (in) agg. Dorna adess. Pur dianzi, ció per eufemismo, quasi che a dire la
Or ora, Testé, Poco avanli. — V. Comàa si svi'lassc imporluuani. uno
Doma adess! Quasi per anlífrasi e dei ñiislcri di Lucina. Per ugoal eufe
pronunciato con certa slrascic'alura di mismo dicono meramente Amalada la
voce, l'usiamo per dire Un buon pezzo. Puérpera.
Un gran pezzoy Pezza fa, Pi'u lempofa : [Donna de gross] (in) agg. V. anche
р. c, El on pezz che Lisaoder l'.è in Gross.
andaa feeura de -ci? — Doma adess che [Luj e Agost, ec] (in) agg, ... Luugi
l'é andaa!; o semplicem. Doma adess! dalle donne ue' giorni cauicolari.
—I Brianz. dicon anche Mai'ma dess ! Douuilt [Fi i] ... Modo de' cootad, verso
V. nclle G. — V. il Comasco. Camminare come si dipin-
Doman (in) agg. Doman l'ha de piceuv. V. gono le saette. Traballare, per lo piu
fiœuv í. q. G. a cagion di troppo vino.
Dominée (in) agg. Questa voce conladi- Dtíppi (in) agg. Buitou doppi. V. Bullón
neara di Dominée per Prête trova un i. q. G.
preciso riscontro nella Nov. III. delta Dóppi. Dal fior doppio. Quello che di-
Giornata ollava del Decamerone , ove cesi Flore pleno dai Botanici.
il Boccaccio fa dire a Bruno e BufTuI- Viceul doppi. Garófani dal fior dop
maceo che si godranno insieme со '1 pio.
domine il porco che iutendevauo im- Dorma e Ddrniia. Aggiunto di aqua, e
bulare a Calandrino. vale Aqua allopiaia, aopiata,alta aJar
Domínega (in) agg. La sorella de la do dormiré. — V.
mínega grassa. Domenica di Sessage- Dormoeiis (a) nelle G. agg. Sust. f. Voco
sima.NB. Le domeniche sono tulle so franc. Specie di sei anua con ispalliera,
rel le; nia è proprielà del rioslro dia- brarciuoli, e tungo sedile, inolto com-
klto l'assegnare laie eognazione Ira le moda e falla a dormirvi fra il di. —
sole due di Sessagesima e Quinquage- Lettuceio direbbrla il Fircuzuola, e la
siin*. disse ne' Lucidly a. II, s. 4. — Letticetlo,
Domínega de passion dicono alcuni Letliciuolo'f Sedia-letto ? Scranna-lelto ?
de,paesi di rilo ambrosiano prossimi a — V.
diócesi di rito romano per Domínega Dosa. Quantità notabile. L'ilaliano Dose
Sauta. V. ne! Foc. о Dosa importa idéa alquanlo diversa.
I ßrianzuoli dicono sempre Domi- — El glu; «'lia daa ona bonna dosa.
uira. — V. Gliene ilude in buon dato.
Fol F. 8
ERB ( 5 ) EKB
Dotta (in) agg. Melt roan in dntta ... En ее, per Slivale dalla gamba sinistra,
trare mallevadore per ragioni dolali. Cavallo da mancina, ec.
« Nè per bö nè per vacca non toglier Drizz (in) agg. Ogni slort g'ha el so
donna malta; la roba va e viene, e chi drizz. Prov. cont. ... Non è persona,
ha la moglie malta se la tiene » (Pació non è cosa nel momio la quale, per
lo, Arilm, 161). imperfetta che sia, non possa sommi-
Dniirinàtl, v. cont. e specialm. brianz. ... nislrare qualche buon partito alie maui
Vocaliolo che ritrae a capello quella di chi sapia usarne avvedutamenle.
tanla cukura ¡ntellettuale a cui è lascia- Parlando di libri, fu già delto che nou
lo pervenire uno fra mille dei noslri è libro, per cattivo che sia, da cui non
rontadini. Chi sa un pelo più sù del- si possa imperare qualche cosa.
Pidióla, cli i sa leggiccbiare tantin Ian- [Slà SÙ drizz] alfolla tum. {in) agg.
lino, quegli è il sapulo Гга i noslri Stare interito , in tero, impetlito , tullo
V i Iii tri, è un Dnttrinatl (perché suol es- d'un pezzo. — V.
sere sollo-maestro della dot I r i na cri Drizz, sust. Verso, Via, Modo, Spediento.
stiana doinenicale: elJa dl in dollrinna). Trova el drizz de da la grazia al stort
E con un coiiladiuaine, cioè con Ire (¡Maggi, Rime). — V.
quarli della popolazione tirata sù stu- Droga e Drogaría (in) agg Scalolln de la
diosamcnle a questo modo, i nostri drogaría. V. Soalolin i. q. G.
ulopisli si danno, e danno allrui a cre Drùd (in) nelle G. corr. v. br. Vigoroso,
dere, che e'si possa fare tulli que' bel- Prosperóse, Végelo; e dicesi cosi degli
lissimi castellucci in aria ch'ei sanno animali, come de' vegetabili. — V.
fabricare. Dulras (a) nelle G. agg. Dulcàss. // pie-
Diàgh [Sangu de dragh] (in) agg. Ven- garsi d'un trove.
desi in canna (in basloni) e in baila Dura (in) agg. Quesl'ann la robba marscia
(in nuclei?, in pallini, rappalloltolato). la dura uagott ... Modo burlevole che
Quesl'ullimo è il più fino. si usa (¡liando s' ha alie mani roba ló-
Drill. Destro. Proprio della parte désira. gora, malandata.
Scarpa dritla, Strival dritt. Scarpa Durada [Podé minga] in d'on pajes, in
désira? Slivale dalla gamba désira? d'ona cà, ec. ... Non ci poler durare.
Caval drill , Bó drill. Cavallo da Dùu (in) agg. I duu d'agost, m. br. /
destra?, Bue da destra. Cavallo o Bue didimij I gemelli ; Castore e Polluce.
che viene aggiogalo so m pie dalla parle Figuratam,, I testimonj. — V.
destra. II Dritlar de' Bolognesi. In duu a on capon, ее. V. Capón
Quesla voce ha per suo opposite Si ». £/. G.
nister (lo Slant àr dei Bolognesi), e d¡- Duu о Do in senso di Pochi. V. Quàller
ciaino: Strival sinister, Cavall sinister, i. q. G.

Hjhen (in) agg. verd. Verde. ha la sua efíicacia 0 médicinale o chi-


Ebrèj (in) agg. Cedraa di Ebrej. V. Ce- mica qualunque.
dràa i. q. G. [Mandà finira a Perba ] (я) in fine
Eddlt ... Legali, Amministratori, Ingegne- agg. e Metiere a erba о in erba.
ri , Polilici e altretali messeri usano Erba bianca (in) agg. Lunaria. Lunaria
anche fra noi questa voce per Infór annua Lin.
malo, Fallo conscio, ее. Erba cagnœùra. V. Cenlfœùj nel Voc.
Evada. Ajala. Un'aja piena di cheche sia. Erba clie sa odor de poinm ... La Po-
Èrba (in) agg. Ann de erba, anu de inerda. maria Lin.
V. Ano i, q. G. Erba clie sa odor del vin de Cipro. Sic-
No gh' è erba che varda in sù, che cade, Gnajalio. Il Gnafalium Slœckas
no gh'abbia la soa virlù ... Ogni eiba Lin.
ERB ( 5 i ) ERB
Erba china, delta nuche C.iuev salvadegh. Erba reginna... Erba che manda un olez-
Cannabina , Canapa aquatica , Eupa zo tra quello del basílico e quello délia
torio di Avicenna. Presenta l'aspetlo menta. Nolisi che , preso dal greco ,
délia cánapa; ha cauli di quam о а basílico varrebbe appUnto regale. — S.
cinque piedi ; fiori porporini in со- Erba rosio o rosi ... Cosí chiamano я Bu
limbo terminale deuso. Si crede utile sto, Gallarate, ее, le foglie dello Scd-
nelle febri ¡Dtermiltenti , presa in de tauo (Rhus cotinus, genil. Rhois cotí-
collo; e pero la diciamo Erba china. — V. ni ) úsate per la tintura del fuslagno.
Erba de la fever. Artemisia (ГArtemisia — V.
pontica Lin.); Biondella {Centaurea mi Erba sora-donna de' Brianz., Erba donna
nor); per Scarlttùsgia V. nel Voc. de' Pav., Erba di porr o porrina ( o
Erba déla fevera lerzauna. Eupatorio. majestra ) di allri. — È la Celidonia
Erba de la tonaura o Teuciùra. Dorella, maggiore ( Chelidonium majas Lin. ).
Magro. Se lu ne rompí le radici , il fuslo , i
Erba del maa de coo. V. Semperviv nel ramúscoli , esce dalla rot tum un latte
Voc. giallo, di spiacevole odore, e caustico,
Erba del maa d'orinna, per Chicbingen il quale Prégalo su i pon i a poco a
V. nel Гос. poco te l¡ consuma e fa sparire. Di
Erba del maa scoltaa. Calla. La Calla qui è detla Erba di porr. — V.
elhiopica Lin. Erba di porr, o porrinna, Erba diá
Erba del mal d'œucc. Eufrasia. vola, chiaman allri divers! Tilimali , o
Erba de piagh. Aro (VArum maculatum Titimríglj, od Eu/orbie, le quali lutte
Lin.);.... (la Dragontea Lin.); per gil tan latte, rompendole ; il quai latte,
Erba niorella V. nel Voc. essendo più о men caustico, se lu ne
Erba diávola. V. Erba di porr i. q. G. poni ripetulamente su i porri , te li fa
Erba di caj. V. Erba basgiànna nel Voc. andar via. I contadiui applicauo dove
Erba di moroid. Salvia pratense. La Sal- la pelle é sottile di questo sueco lat-
fia pratensis Liu. tigitioso, che fa l'oflicio di vescicanle.
Erba di porr. V. Erba porrinna nel Voc. Sono queste erbe communi ncgli orti
e Erba sora-donna i. q. G. e nei campi. — V,
Erba di sennes o Scimesera o Stramhera. Erba strainbéra. V. Erba di sci mes i.q.G.
Sínfito (il Symphytum officinale Lin. ). Erba strigia (in) agg. Agróstidi, — Quelle
Erba di scov. Chenopodio. Chenopodium che i Butanici chiauiano locuste nella
scoparia Lin. segale e nell'alopecuro (covetla), iu que-
Erba ynjiia'ui а , per Pcveráscia V. nel sla erba i Brianzuoli chiamano s/rizz
Voc. ( frecce) le reste, perché pungenti.
Erba gratta (in) agg. Charaflexilis. Chara Erbicôccli (in) agg. Alberges. Albicocca
hispida, ее. Lin. — V. Albcrges.
Erba graziosa, per Graziíuua V. nel Voc, m angomoa: angomese.
2.° Mglllf. n biauch tardii : bianca seroline.
Erba Inania o incauta, v. br., per Ta- m de Nausi: di Nançl.
nasia V. nel Voc. » d'Olauda: d'Olan'da.
Erba morun a (in) agg. Più sono le erbe и de Porlugall: di Portogailo.
che i couladini qualificano coo questo » de Sarzaua : sarzanese.
Bggelt. di morneraj e sonó oulinaria- m moscatel! : moscadella.
Diente lutte quelle che hanuo le foglie я negher : nera.
farinose, rogiadose o pruinose, cioè, » persegh : Pesca albercocca.
superficialmente asperse d'una suslan- m temporil : précoce.
za bianebiccia siinigliaute alla farina и tempori'i de Malta: précoce maltese.
о alla rogiada о briua , corne, p. е., Erbij, Erbijàda, Erbijn, ec, v. c. br., per
la Plombagine europea о Erba San- Erbidu, Erbionin e Arbij, V. nel Voc.j
Í Antonio , il Chenopodio bianco , il e per Arbijada; Arbiju V. q- <*.
CheuopoJio bon-Eurico, il Chenopodio Erbidu [Audà i brugn m] (a) avverli.
fétido, vulgarni. Erba connina, brinajó- Dicesi délie susine ingrossale e dive-
/я, e simili. — V. nute vane per punture d'insetli. Boz-
FA ( ( ) FA
lacchire, Imbozzacchire , Divertir boz- El pess P4 semper bon in qnij mes
zacc/tj , bozzacchioni ; Far bona , lm- che g' ha denter l'erra ... Lo stesao
horsacchiarsi. — V. dicono dei pesci perché in (regula ne'
Ereditàa о Redilàa. Il conladino brianz., quatlro inesi suddetli.
eslendendo il senso di quesla parola, Ertegh (in) "gg. Lodoviro Paterno (nella
l'usa per Gran fortuna, Ventura felice, Sátira a Porfirio Testa) chiaina Etta
Лиона raccolla, Prósperamente de' pro- la Cotenna , la Carne alla e filia , la
prj affari: p.e., Peder quest'anii I' ha Grossa polpa délie gote, délia coppa,
faa on'eredilaa de forment, o vero l'ha del pello di certi Lei l'accioni rogia-
faa on' eredilaa de sto camp ch'el la- dosi :
vora , cioè, n'ebbe raccolle abondaiiti. Nel meizo tiède it metió: avère il volto
— V. Ma^ro e le guanee alla miseria iuslrutle
Ergna (ad) nelle G. agg. Figiiratam., per ( allevate ) ,
Zinghinaja, Mala disposizione, Indoz- О quel grassu, e quelP erte fuor di modo,
za, lndozzamenlo. Socrate non approva, erl io non lodo.
Tra-via 1J ergna. Gittare la zinghi liaccol. rfi Pots, talir. p. 11,7. — V.
naja. — V. Esser. Essere, in forza di sustaiit. Vegni
Èrpes (in) agg. Erpes de dinc. Erpice a on esser che ... Venire a, Venire in
dentalo. islato da ...
Èrpes de pian о de piaiià. Erpice Eslàa (in) agg. Cent estaa , e minga on
spianatore. inverna ... Dell. cunl. dell' Л. M. di
Erra (in) agg. I rann hin caliv in .Ii chiaro signif.
■nes che g' ha minga dent Terra ... Si Eslimalóri. V. Gnu anient i. q. G.
vuole che le rane da maggio a tutt'a- Ell I No sfalzà on] (a) in fine agg. Hon
gosto slano с ho nocivo perché in tem trasgrediré un ¡ota de' cenni ultrui.
po degli ainori.

Fà (in)agg Andà a fa castegn, a fa erba, ce, a trisen, a básega , ec. , ec. Dicono
a fa légna,ec, che anche diciamo Andà i coiiladini briaolci per Giocarne un
per caslegn, per lègna, ec. ... Maniere boccale, una pinta, ec., sottiutesovi di
che i Brianz. hanuo commuui co'To- vino. — V.
scani, e signiticauo : Andáre a raocu- Fàssela soit. Sconcacarsi, Soompi*
gliere, о a far raccolta di castagne, ее, tciarsi , Cacarsi, o Pisciarsi addossoi
о se ne ricolgan di Ierra le colatie Fdrsela sollo. — V.
( crodua, crodei), о se ne abbacchijuo Fa sù a poce h a pocch. Aggruzzo-
dall'albero i ricci maluri, ce. — V. Itti e, Aggrumolare, Far grumo, o gr«i->
Fa a chi n' ha , n' ha ; e contadi- ' zo , o gruzzolo di che che sin. — 11
nescamente Fa a ce naa e naa ... Far suo conlr. è Disgriizzolare. — V.
laccio. Concordare alla grossa i conti Fà [per Partorire] (in), VoL I, p. 79,
per finiría? Propriam., Compone in col. i.* , agg. Parlando di bestie , piú
modo la differenza, che né una parle propriam. , Figliare.
11' abbia da dare uè l'altra da ricevere. Fà [T. di Giuoco] (iff), Vol. I, p. 79,
— V. col. a.1, agg. Fàgbeii ... Nel giuoco delle
Fa a face. «Si vede che questi Ira- pallullole e simili, a' Biiaozuoli vale
dilori vennono per fare affatto » (de! Misurar la distanza, o Pigliar la mi-
Jic); cioè, per Occidcrlo da tero, per sura delta distanza di due pallotlole
Finirlo ( Bislicci Vesp. Vita di Fiero dal lecco, per accertarsi quale delle due
de' Pazzi in Anh. stor. Vol. IV, pag. è al medesimo piú vicina. — V.
37i). - V. GIT è de fàghen, figuratam. È cosa
Faun feeura on bocraa , ona piula, ancora dubia, anecia incerta; che va
FAL (61 ) FAR
«ppnrata, messa in chiaro, verifícala. tessitura. V. anche Trâccîa ncl Vie,
- V. a." sign if.
Fa-sù. T. de'For. ... Fa-sù i lavell ... Ар- Fall [Audà a Pull] (a) nclle G. agg. Fal
pajarle e posarle per costa iusù Paja lare, Mancare , Andaré in Julio.
perché possano piosciügnrji più prcslo Andà no a fill. Non militaire, Pion
prima di metterle in gambetla a seco re. fallare, Шоп muíale in fallo. Esser«
Fia [Faa e fim'i] (in) agg. L'è fada, L'è rerlo, sic um. luor d'oglli dubio die il
fenida; L'è aíTure fenii ... Maniere che fallo sarù, elle la cosa avvenà , e si
usansi più spesso al ligurato. 11 dado mili. — V.
i trallo. La cosa è conduite a un punto Falla [ Pode | (in) nota. Se cosi il FaU
clic non puó più stornarsi. — V. lare délia liogua , conte il Fallit del
Fabriceria. Opera, il complesso degli O- dialello significauo Sbagliare, En are,
peraj o degli Ainmiuislralori (V. Fabri Mancare, e simili , è cerio che Podé
car net Voc.) d'una cbiesa. — V. jailli vale precisamente I1 opposlo di
Face (in) agg. Fa el face, fare d colpo. l'ode fallà no : с peró si duvrà dire:
Fare ció che si dise^tiavu, che si ma- Kol pó fallà a scappà , Nul pó ía 11 »
chinava. Fare il falto. » E qui dise- a véndela a quel prezzi elle g' liants
gnai di fare il fatto b (Bibbout, R¿laz.¿ inzebii. Non la sbaglia a fugitstne i
ее). — V. Non la falla. Non fa fallo a venderc,
Lassass ciappà di face .,. Perderé p- e. , quel grano ul prezzo clic gli è
tempo, si che le facende, veueodoli ad- stato qjftrlo. — V.
dosso l'una sopra l'allra, lu le ne Irovi Fallàa. Vess fallaa in gêner, ruinier e cas.
di troppo impedilo a spedirle. — V. V. Càs [T. gramnial.] nel Voc.
Fàccia (in) agg. Fallaisc (in), 2.° sig., agg. Falluliccio ,
a Fàccia de basilt Viso saporilo. cinè, non vuolo del tullo. Dicesi spe»
a Faccia de cacea e de cuu : cialmente délie spighe del grano tur
La cera verde suá brusca ed acerba co, del frumento, quando per difello
Pare un viso di sotlo, quaudo slilla di feroudaziouc conleugono poche gra
Quel cLe net venire smaltito si serba. ndi... — V.
llerni, Capil. in lode di Grad. — V. Fais (a) nelle G. agg. A quinconce.
Faccia de campanua a martell. Viso Fainbrosa (in) agg. Fainbrosa gialda.
d'assassino, — V. Lampone giallo.
Faccia lencia. Faccia de dannaa. V. Fàmm (in) agg. Formenton de la fairim.
Teñe í. a. G. V. Formeinón i. q. G.
Id faccia. Dirimpetto. La famin de Lugau Г è quella che
Ona man con l'allra se lava la fac fa mangià el pan. Modo de'coiil. verso
cia. V. Man i. Ц. G. il Comasco. Appctito non vuol salsa.
Fachiuèlt (in) agg. Figlio. Fànc e Fancitt (i>i) uvverti che quesle
Fachinón, Bell fachinon. Dicesi di per voci sonó ancora vive nella bocea de'
sona ben comp!essa e di grande sia- contadini briiiiiléi. — V.
lura. Camarlingone. -"— V. Faiicianà , disse il Maggi per Fare fan-
Facbinonna. Camarlirigona. — Y. ciullaggini , Fanciulleggiure. Da Fane.
Fadiga [Fà] (in) agg. V. Vilta i. q. G. Fanciullo. — V.
Falchètt o Maa del falcbett ... Cosí di Fáiifer. Per Baja, Frullo, Nienle, о Cosa
cesi in varie parti del contado quella di pochissimo momento. — No varrî ou
magagnatura del gelso che allri cbia- fan 1er. Лол valere un frailo, un'acca.
inaiio Maa del . bacchetl о del ramelt. — V.
V. lia mèlt ncl Voc. Fanlili e Fantini, sust. m. pl. Cosi il
Falchètt, Falchellón, figuratain., dicono vulgo chiania li Asili infantil i о per
i Brians, specialmeule a donna che ah- l'infanzia. Qiiindi le maniere di dire :
bia del virile, del risolulo , del ñero. Andà ai Faulili, Vess di Fanlili, ce.
— V. - V.
Falcon (in) agg. Falcon cont i baffi. Fal Faradn (in) agg. On'acqua a soa slagion
con peregrino (Falco peregrinas Lin.). la var pussée che tult i ricebezt del
Fall. Malafatta. Ognj difello isolate di re Faiaou. V. Acqua [Pioggia] i. q. G.
i- AT ( 62 ) FEN
Farinera. Farinajo. Luogo della casa , dice essere lull'uno У 'ero e Fallo (Del-
clove si ripoue e conserva la farioa. Vantichiss. Sap. degP Hal ). — V.
— V. [Dà el fait só] (Ol) agg. in fine: о Da
Farinna (in) agg. Vess farinna bonna per re il suo dovert.
fa gnocch (Maggi) ... Diccsi d'ingegno FaUon, sttperl. di Fait e figuralam., Scioc-
debole, da poco. — V. cone, Sciinunito, Siiempione. — V.
Fani o Ferii (in) agg. Lo Spadafora re Fatlùrài'cono i cont delïA. Mil. per Fal-
gistra Farúda come voce lombarda, e lèzz У. ; a cosl Fatluràsc per Faltezze
la spiega per Castagna lessa. — V. dozzinali, grossolane ; e Falturion per
Fasanella (in) agg. Sollo questo noine Faltezzlnn. У. nel Уос.
noi cilladini confundíanlo due uccelli Fàva (in) agg. A pienlà i fav de sgenee
bea divers!: i pralici chiainano Fasa- se fa on bel favee. Prov. cont. — ...
nella la Gallina pratajuola, o sia la Piantate di genajo, le fave riescono be
vera Fagianella ( Ottarda minore, Otis ne; il dellato pero non è sempre sicuro.
telrax Lin.); i più cbiamatio Fasauella Favde (in) agg. A pieutà i lav de sgenee
il Francolino di monte ( Tetrao bona- se fa on bel favee. У. Fàva i. q. G,,
sia Lin., Honasia sylvestris di Bonap. ). Favin, v. cont. br. Favetla, - uzza, - erellu.
Fasanólt (iu) agg. Per siinililudine, diccsi Febra e Febron dice spesso il Brianz.
di fanciu'lo grassoccio e bouaccio. Melle in vece di Févera e Feveron. — V.
Jlíctamorf. d'Ovidio Iii, Irasfui malo in Febràr o Fevrée (in) agg. Febrar l'ècurt,
fagiaooj с figura della semplicilú ed ma Yè pesg elle un Turch. «Febrajo
innoceuza del fanciullo. In questo seuso corlo [o Ferrajuzzo] peggior di lulli »
usiaino anche il fcniiuile Fasanotla. (G. Giusli, Pmv. lose. p. 184).
— V. El só de fevrée el manda, ее. У. Só
Fasœù (in) agg. Fasœu canellin giald. Fa- i. q. G.
giuolo giullo. Féd (in) agg. Abbia la vera fed, die l' è
Fasoràa. Polamogeto (Potamogetón no insci. Credi a me, la è cosl; Stame
tons ? ). cerio, ella è cosi.
Fasorón [Bon fasoron O fasorotl] (in) agg. Andà-là su la bonna fed. Procederé
Bambocciolto. .in buona fede, Fidarsi, AJfidarsi.
Fàss. Baila de fass. V. in Baila de ramm Feddl, Fedele. Ogni fedel cojon ... Modo
i. «7. G. tullo filosofía, e ludo dipintara di quel
Passera (in) agg. II Zanobelti nel suo le che noi siamo da 1849 anni in qua,
Diz. la dice Forma, voce Iroppo gene- Féga dice il contadino biianz. Io Spie«
rica, e nel caso iiostro anche ambigua. cilio delTaslio, della noce, e simili. —
Fassèlla (a), nelle parti, agg. Il Careua, Fegh al pl.; e Feghina al dimin. — V.
Pronlu. p. 72, assevera inToscana dirai Felipplnn, aggett. di Candil. У. Caudira
Chiavi i Cliignœu c= Spallacci i Spal- i. q. G.
liltt= Stecchine i Os* de balenna, lon- Féls dicono alcuni per Fers. У. nel Уос.
gitudinali, facenti officio di Stecca = I Bormiesi hanno la voce Fers in si
Campanelline, o Annelli, o Maglielle i gn if. di Cocente, Ardente, Bollente; e
Oggiolitt a machina. Fersa, cociore, non ferza (quasi partie,
Fasslii (in) agg. Figuralam.Fa el so fas- pass, di Ferveo), vogüono alcuni che
sin, m. br. Far agresto , Fare il suo s'abbia a leggere in Dante là dove par»
vantaggio nel (rallare un inleresse, uu la della fersa dei di canicolari.
aliare allrui . E simile all'allra locu- Femna dice il cont. brianz. per Fèmena.
zione : Fa-sù el feu. У. in Feu nel Уос. — V.
— V. Fén (in) af>g. Chi g' ha fen, g' ha tutt'i
Faslidi (in) agg. G'hoo anca mi i mee ben ... Proverbio significante che Chi
fastidi. <• Ho ancor io ¡I mio impiccalo ha bono, ha bestiame; chi ha bestia-
e le mie corna и (Beroi, Lett.) —. V. me, ha letame; chi ha letame, ha co
Fiœu piscioitt, faslidi pisciuilt, ec. pia grande d'ogni ben di Dioche ven
У. Fiœù i. q. G. ga dal terreno, e specialinenle di gra
Fall (in) agg. Per Cosa vera , certa , si- no. — V.
cura , da uoii dubilame punto. Vico Fen maggcnghin ... Quel fieuo che
FER (63) fí:t
s*ntt¡eue dopo il maggese (niaggengh) le Casioliiie о Grosse férole spaccate.
da quei prali che alia primavera fu- - V.
roiio inaquati di buon'ora, Férr (in) agg. E l¡ , via, fœura fèrr. Dello
[Fen in andamia] (a) agg. Pare sia Jallo, A s/iada tralla, Senza internus-
10 Stergajo del Gior. agr. lose. — Vi Sinuc. — V.
[Feu oslan] (in) agg. o corr. II Gru- Gorin de ferr. V. Gorin i. q. G.
mereccio è il leizuolo a noi, e il se Fèrr de brascà (in) agg. Talura è solo
conde a'Toscaiii e я quanti oou hanno lappa di legno, e s'usa per pigner
irrigazione, faceudo quesli due sole ta- ollre la bragia se ingombra la bocea
gliate, la prima in niaggio e l'allra in della fornace.
setiembre, e anclie quesla incerta. — V. Férr del fceugh (in) agg. Gnai dacenere
Fená, assolulam. ed anche Feuà i cavaj, ( * lose. Carena, Prontu. p. 33a ).
i bó, ec. ... Rifurnire di íieuo le man- Fèrr 3i coo (in) agg. È ¡I fr. Guide.
giatoje, se vole, a' cavalli, buoij ec. — Ferrèll(m), 1° sig., agg. Calcistruzzo na-
Afjienare o AJfienire imporlauo idea . turale , Tofo. — V.
d illereu le. Fèscia (in), sig. i.p, agg. Lùmm de fe-
Fera (in) agg. Giugà al mercan! in fera, scia. У. in Lùinin nel Voc.
f. Uercaut nel foc. Fesla (in) agg. Vess on fa fesla. ... Cosl
Fénér» о Fenirœùla ... Verso il Lodigiauo chinma il laborioso Brianzuolo il lavo-
si dà questo nome aile ragazzelle de» rar cose facili e leggiere. — V.
ceuni e aile giovani a cui è iuliera- [Di adree la nom 111 di fest] (in) agg.
uiente riservalo l'ollicio di sovvolgere Il Passeioni ( nel Cicerone) usó =з Dire
l'erbe segule perebè si prosciughino allrui il nome delle feste — in senso
e iufieniicaoo. 1 Fraucesi le direbbero di Parlaigli ardito e franco, ed anche
Faneuses. più là di ardito. — V.
Fcriuacart. CalcaleUere (* tose. Carena, L'è minga tut! el dl fesla (in) agg.
Prontu. p. aao). Clie peoii, Torse (h'ngni di lia fesla ?
Ferma ùss.... Zeppa da fermar usci , u- rtomnlu tierlini, Son. 11. — V.
sciali, ec. La moda ne ha fatto arlec- I/ è 011a fesla che fiiiiss pu. Figu
cbiui, pulcinelli, slenlerelli, ed ogni ra ta m.
génération di masebere uostrali; rosse, E quando finira mai qursla fesla .'
blanche, nere,, ec. , ma sein pre Zeppe Di Penelope in ver la tela è quesla.
da tener aperlo l'uscio a chi vuol en Id. S'en. XLVII.— V.
trare. Festde. V. Gênée 1. q. G.
Férol (in), Vol. II, p. io3, col. a.*, r. 18, Feslin de rœuda (fit) agg. In Тозсаэа
corr. = uzza = in r= uzzo. — V. suiio detli Balli a pago. In Fivizzauo
Fèrola (in), i." sig., agg. e corr. Polio- Bastrèj voce affine al Bastrèn che ne'
ne, Messa, Vermèna^Hampollo, Getlata. primi anni di questo secólo era com
К la slessa cosa che la '¿embola , la mune in Milano per denotare poslri-
Casciada d'on ann. Anche i Pavesi e holo, biscazza e simili luoghi di mal-
11 Ollrepadani la chiamauo Ferla. La affan ; voce ora morta.
Fc'rola о Zëmbola ( Gettala novella Fétta de mezz (a) nelle G. agg. Alela di
d'un auno) non ha,geueralm. parlando, culaccio.
ramúscoli lalerali, ma è tulla schietla Fellón (in), 4.0 sig., nota t= Fetlon e Ta-
e liscia. Al seconde anno, quando ha l'on, se bene siano malori che vengono
niesso i ramitelli , muta nome, e si uella lingua de'bovini tutti e due, sono
chiama coinmiineiiienie Brocea, Broc- pero diversi. Il Tajón, o perdila della
con, Brocchajœu o Brucchella, seconde pelle della lingua , viene alle vacche
ehe è più о men grande. — Le Fè- che, affelle della zoppina , se ne lec-
role о Ferle de' Briauz. sono le bac- cauo la piaga che si fnrina framezzo
cbelte o vítuini cou che s'inlesse e Га all'ugna dei piedi posteriori. Il Fetlon
l'alzata in giro ai cavagn , cavagnœu e la.' lia e fora la lingua, che poi si ri-
cavagnoU, anzichè I Tapp (le Cosióle) salda con rimeilj opportuni. Cosi m'in-
con che si fanno i Condi delle paniere, segnava un vecchio contadino brianléo
ее, ec. I Ferolotl si.rebbero propriam. assai pratico di bestiainc vaccino. —V.
FIG ( <Ч ) FIL
Fever (in) agg. Erba Je la fever, V. Elba più podcranli , e facendone poi ven-
i. 9. G. dila a' frutlajuoli.
Fiaa (in) agg. Shrgament de fiaa. Sol- Vardà о Guardà sul figh , m. br.
Wcvo, Ristoro, Ricreamenlo. — Largo Figuratam. Aver Ii occhi affétti di stra-
respiro, quello proprism. che fa 1' as* bismo, strabuzzantij Strabuzzare, Guar
sctalo quando lia bevulo. — V. , dare a traverso. — V.
Slargass on poo el fiaa. Ralleviarsi, Figh bianch (я) e a Figh negher
Alleggiarc, Scioiinarsi, Ricrearsi. Darsi agg. Il conladino brianz. li chiama
un po'di buun lempo, cessando alquau- Figh albi e Figh nigri. — V.
to dalle faticlie. — V. Figh rimes (in) agg. I Briantéi chia.
[ Tegni el fiaa ] (in) agg. Rallener mano Figh de rimini il Fico piatlolo
Valitо , о per nialore о per malabito, rosso-scuro.
come fauno talora i bimbi. Figh scinltell (in) agg Piattolino ver-
Fià.i. Usiaino per Testa , Capo, Anima 3 diccio. Il Verdes o ferdesin de' Brian -
Pçnona, Animale, Bocea, и Calcotia- zuoli è diverso dal Sciatlelè , al quale
nio su Ire diu Bali (qui pecore) .solíanlo, simiglia, ma è più piccolo, più leñero
le qiiali coosumerebbero, ec. (G. Ri- di buccia , e d' un verde pin chiaro.
dolti, Gior. agr. lose. ). — Y. Fico verdino, verdeccliio. — V.
Fiiicch (ш), a.°s!g., dopo alicacabo, agg. Figdn, figuratam. Smorfioso, Svenevofe,
il Cuidiospermum halicacabum Lia.; Dinoccolato , Daddolone , Daddoloso ,
ed iu line: Coluléa, la Çolulea arbo Piaggiatore lezioso e sclocco. «Minga
rescent Lin. content sta faccia de figon d'avemm,
Fiadàda \in) agg. Rifiatata, Rifialamenlo, ее. » ( Porta). — U01110 vile, da poco,
e al superl. Rißalalona da strajvlati. di nessun conto, « È quesli forse qual-
Fiaucdu, v. br. ... Asse di due a Ire once che figoue o qualche schiave, che all ri
iu grossezza ; e in altezza piuttosto cor se ne dchba vergognare? » ( Lasca ,
lo che uo. Forse che in origine chía- Ce/fe). — V.
niavausi con questo nome solíanlo le Fil (in) osserva=i II cont. brianz. quando
assi clic si stgano dai lati o fianebi dice che una tal cosa è falla de fd ,
dei Irouchi o loppi (bôr). — V. intende senipre filo di lino, o di slop-
Fiàpp (iu) agg. Mattioli senese usa pur pa di lino. Onde : Colzelt de fil, Ca
t'iappo iu questo senso. — V. nifs de fil , Mandil de fil , vaglionu
Fiasccki, suit. 111. ... Chi in ogni suo fallo quanlo è a dire Cahe di lino filalo ,
suole far fico, dare in ciampanelle, iu Camicie di tela lina, Mantile di filo di
nulla. lino o di accia, se accia, come la spie-
Ficca (in) agg. Gara, Garosilà, Scorno. ga lo Spadafora, non è allro che lino,
Tirà-sù ou mur per fagh la ficca al 0 stoppa di lino filata. — Cosi Tila,
vesiii. Alzare un muro in uggia al assolulam., vale Tela lina, o canapi-
vicino. na , non mai Tela di cotone. — V.
Fin du (in), a." sig. , (che scriverai con FU [Pómm del]. V. Pómm i. q. G.
due c), agg. Gruccia, Gruccella, e la Fil. T. de' Mural. ... Funiceila o simile
tinara. Prístino. Slrumenlo a guisa di che si oppende agli angoli délia mu-
gruccia dalla parte onde si piglia in ratura per alzarla diritta.
mauo, e dall' allra a mo' di forcella , Fila. T. de' Forn. ... Quello che nella
con che si ficcano i magliuoli nel di- fornace e in gambetta dicono Cors ,
vello. E chiamasi pur cosl ogni piuolo in calasla di colli dicono Fila.
di legno, che s' usi a far buchi nclla Fila [ Tri di a la che fila ] (in) agg, Boc-
Ierra per porvi dentro semi , come chiduri ( Ricordo i5i) ha: « Due sere
grano turco, fagiuoli, ее., о per pian- alla fila », cioè, di séguilo. — V.
I ai vi cávoli e simili. — V. Fila seda (¡n)agg. Fila fin ... Filare o trar
Fidàl (я) nelle G. avverli = il conla- seta di litólo fine, che non oltrepassi
diiio brianz. dice Fidal al maschile, 1 5o denari. — Fila tond ... Filar sela
e Fidala al feininile. — V. di grosso litólo , che vada ollre i 5o
Fixait, v. c. br. ... Chi trafica di fichi, denari. — Y.
coniperaiidoli a partite spicciolatc d.i Filànda, Questa voce va ogni di più pi-
FIL ( 65 ) FIO
gliaiido piede auclie in Toscana, come cami della tratlura de' bozzoli , quanlo
dalle aulorilà addutte Del Voc, se bene dallo scardassainento'dei falloppi, dei
i più scrupolosi dicano e vorrebbero gttscetti, e degli altri bozzoli difeltosi.
che si dicesse Tratlura di seta, о sera- — V.
plicem. Tratlura j come, con ben ap Filter. Filtro , * tose. , dice il Carena
propriate espressione, si chiamano e (Prontu. p. 34;)), ma non so se felicem.
iu Toscana e in Lombardia Trattore II Diz. ha Feltrazione, Fellrare, ее; с
le donue che traggono il filo délia seta Feltro ( forse Filtro) dovrebbc essere
dal bozzolo. — V. l'agente del fellrare, anzi che l'efietlo;
Filatój [Chi leo] (in) agg. Valicajo (Gior. — l'effelto è il liquido, la cosa fcí
agr. tose. Fol. XVII), guardando più frala.
alle parti che al tulto. Noi Loinbardi Fillrà. Fellrare.
¡I chiamiamo Filalojee. Filatojajo. — V. Fin (in) agg. I donn hin la fin, del raond,
Filésa, v. br. Arnica , Amasia , Druda , II V. Donna L q. G.
Concubina. Dal greco fùeïv , amare. Fiuitiva (a) nelle G. agg. Y. br.Finimen-
— V. to, Finita, Fine. Vegni a la finitiva. Ve
Filètt ... Nella Salla de ramm si dà que- nire alla conclusione, ec. — V.
:>to uome a quella garbatura di curva Finitiva del mond. Finimondo. — V.
che sta di mezzo fra la cosi delta Spon- Finitiva della vila. Morte. — V.
da e il Fondo. Nella ciotola lavorala Finta (от) agg. Fa finta de ... Fingere,
a pajuolo, a pignatlo, ec, costituisce la Simulare, Infingere, Far vista di . . .
parle curva che rigira il fondo e che «« Facevo finia d¡ dormiré, ma Iddio
è la più suggetla a cossi e cornelti. sa se dormi vo » (Bibboni, Relaz.). — V.
Mesura de bocea e filett ... E la mi- Fiulinn. Barbine o Mcnloniere (*losc. Ca
aura délia Baila de ramm, presa con rena, Prontu. p. 89). Que' due filzuoli
una diagonale fra unostremo delta boc di fiori o di gale di nastro o di blon
ea e il lilello di fondo opposlo. da, ec, che le donne portano da' latí
Scaunaa de Hielt ... Che ha la cur del volto sotlo la tesa de' loro cappcl-
va, detla filett, meno filia del restante lini, cucili ad essa o raccommandati
vaso, e perció fragüe e aramaccabile. a un filolino elástico che s'allacciano
Filigàgn, V. br. Tiglio, Filamento? Dicesi sollo il mentó, e che fa cerchio al viso;
di quelle fila o fibre durette e resi in quest'ullimo caso usano lu voce al
stent! al romperle che si trovano cosi sing, la Finlinna, la Barbiana, el Gi-
in cerli legnami, come nelle carni non reit; — o pure el Rusc, el Ruscett, se
frolle. — V. di semplice tbull.
Filigàgna, v. br. ... Filamento pendente Fiócca (ir) agg. Omm che g'ha la fiocca
da che che sia, come quello del cacio sui cavj. Uomo vecchio, canuto. — V.
grasso, o del inolto cacio sparso su la Fiocch (in) agg. Parlando di piante, vale
zuppa che veggiamo penderé dal cuc- la Cima ramosa efrascula degli alberi.
chiajo, ec. — S. — V.
Filigagoent, v. br. Tiglioso, Fibroso, Fi Ficeù (in) agg. Chi tosu miee a bouora
lamentoso. E, parlando di ieguaini, an coi so fiœu lavora. V. in Mijée i. q. G.
che Salcigno, Riscontroso. — V. Fioeu o Bagaj piscinitl, fastidi pisci-
Filosell, o Firisell liocch (in) corr.z= II nitl; fioeu grand, faslidi grand ... Pro
Filaticcio delto Fiore dai Toscaui è pro- verbio che hanno in bocea Ogoi giorno
priam. quello che si olliene dalla scar- le noslre donne, e di pianissima iutel-
dassatura de' bozzoli sfarfallali (galelta ligenza.
real), abbian essi servito per la se- I usej in di frasch , e i fioeu in di
inenza, o, non essendosi potuti Irarre slrasc. Delt. cont. br. ... Si suol usare
¡oseta, siasi dovulo scardassarli lafiore. per accennar che i biuibi vogliono es
— Fiocch poi non si dice solíanlo del sere tirati-sù alla grossa e senza tante
fiore che si ha, scardassando la ga delicalure о pompe.
letta real, ma eziandi'o del (ilaliccio più [ Vess о Pari h'ueu de nissun] (in)
bello e più line che si ha lanío dalla agg. У. Nissùn i. q. G.
cardatura della sinighella (strusa) o cas- œù ... diconsi aiiçbu i ranipalli del gran-
Vol. V. 9
FiR ( GG ) FLE
turcule; les rejetons du maiz dei Fran- Spadafora; e il Franciosini (Vocab,
cesi. — Tira-via i fiœu. Spolloiiare? Spagn.) traduce Cinta de hiladello in
Fiœùl (in) agg. Fiœul d oua pippa ! Corpo Л'astro di capiccióla o filaticcio. — Que
di buceo! sta Capiccióla mi fa ricordare del Ca
Fiœùl, sust. f. pl. Nclla Baila de ramm pitoné della Crusca., da lei spiegato per
si dà questo nome a tutle quelle ció- Seta grossa e diseguale. — V.
tole di essa le quali sodü le pi ù pros- Firlafô (О cbiuso prouuuziato come VU
snne alla ciótola prima di bocea. So- loscano), v. br. Trápana. — V.
gliouo essere le più, e le più soltili, Firma (in) agg. Prima firma. T. di Lot
delta palla. to ... Il conduttore d' una Riceviloria
Fïulà (tu), a." sig., agg. Sfigliuolare, Im- di lotto, о il siio primo rappresenlanle
palmire , dicono i coiiladiui loscaai il antorizzalo dalla Superiorità a firmar
nieller i graui nuovi stell. (BoUetlino le polize.
agr, tose- Nuova Serie, N.V111). — V. Segunda firma [T. di Lotto]. V. in
Fidmba (in) agg. Seena (*losc. Carena, Segdud nel Foe.
Pronlu. p. U47). I vaij lelaj onde si Senza firma ... Dicesi Specialmente
compone dicousi fra uoi Partid e in di que' laureali in Legge od in No
Toscaua Spicehi (ivi). — Forse abbiaiu tariato, o di quelli cui fu tolla la fir
ricevuto questa voce dallo spagn. Piom- ma, die Stelldono Ii alti e li fauno fir
bo. Ancho i Marchigiaoi cbiuniauo mare da Avvocati o Nolaj superior
Piornbo una Camerella da lello. mente ricouosciuti.
Fiui (in) agg. Fà i flor per i besti . . . [Tceu la firma] (in) agg. Si usa per
Levare il dore maSchio al inaiz per lo più uel senso di Privare della fir
la rue mangime alie vacche, ec. ma un Avvocato o Notajo che abbia
Fior de leu dicono verso il Comasco abusaio della publica o della superiore
per Bulla (V. nel Voc; e V. Fior, 4." coofideuza.
sig., ¡o Alouti, Voc. Сот.). Fiss (in), i .° sig., agg. Vorè di fiss ... Lo-
Fior secch ... Nome colleUivo di sein- cuz. br. Importare di molto, Significare
pitera!, perpetuiui, ec, assai, ec. — V.
Fioráu, aggelt , v. br. Маа Goran... Male Fiti o Fice (in) agg. Kestà-deut in del fice.
elle vieue su la bugua, inassime de' У. Resta i. q. G.
bainbiuij ed è una come eflloresceuza Sparini el (ice in d'ona ca del re.
di biauclie pustule, quasi liorelti. — V. Essere in prigione, Essere in domo Pe
Fioréuza [Cedratell dcj. /'. Cedraléll i. tri. — V.
4. O. Fillàvol (in) agg. Fittabile; voce tanto
Fioiiu o Fioiitt, V. c. br. Pólline, Pol- usata in Lombardia e dal Caro nelle
viscolo. La polvere del lior niascbio Leltere inédite, II, З08 e З10, corne pu
del inaiz fecoudalrice delle barbe o fiori re nelle Lett. Negoz. III, 260, nel pre
fciniuini. — А Гё vora de fà el scovin ciso valore d i Affilluario,Fitta¡uolo, ее.
quaud' el borla-gió el iiorin ... Buon [Foadi а fittavol, fondi al diavol] (in)
prov. dei conl. briaoz., il quale suiza vuolsi notare, che la hassa Lombardia,
pompa nessuna corrispoude alia dot- quella propriam. che sente il beneficio
Irina dei Georgici del non dicimarc i dell'irrigazione, deve all'industre ed o-
graiilurculi del üore, se prima non fu- iiorata classe degli Afíilttiarj il suo pró
louo fecoodali i liori fem., o le barbe, speramente agrario. Oud'è che il detto
dal pulline del fior niascbio (scovin). proverbios! verifica solíanlo ne' terreni
Fiicsèssa (in) agg. È da osservare che i asciulti dell'alta e media Lombardía,
caratleri vulgari di questa specie di dove, generalmente parlando, mal pro-
lelce consislouo uell' essere più bassa vederebbe al ben essere dei proprj
assai del Pires, sporgenle da una spe fondi quel (ignore che li desse altrui
cie di ceppo in numeróse pianticelle i da condurre, in vece di eullivarli a sue
cui ganibi sono scabri e pelosi: circo- maní, o per mezzo di agenli beu istrutti,
slanze diverse uel Fiies, ebe il Brians, allivi e probi. — V.
dice Files. Fléinma porca (in) agg. Vn Gingillone ,
Fiiisèll (in) agg. Buvella lu chiaiua lo Un Gnagnorone (Zauob. Diz.).
FOG ( С; ) FOL
FK' srr и ... Specie di legno da impiallac- гаге, solevano nelle sere di carnevale
ciature. La voce pare ledesca. prima del 1848 associarsi a modo di
Fœùgh (in) agg. Aliorchè si gelta su '1 bande musical!, e, in camiciotto allistalo,
I iioco all un denle guasto, sogliiinio ГВС- m a.sehe ra e turbante, venir rallegrando
commaudaiglielo con la srguenle can le vie della nostra ciltà a siioni di tam-
tilena: burone, di cennamellee di strumenti da
Fceugh, firugli, fíalo. Invitati poi e Irallali a vini, dol-
Mi te dou un rl, ni Trust, c\,ec'., entravano nelle case de'privali
£ ti (L.tllllHIl vun DCfUV } a giocar di bussololti, a far esercizj di
Dämmen vuu stjgn ginnaslira, a far danzare chi ne avesse
11Г.1 possa dura cent ago,
Cent jgn с cent 'Ii, avuto il pizzicore, e, sopralutto, a far
Fia ihe scampi mi. ved ere la lanterna mágica che sempre
portavano seco. Tale banda notlurna e
El fœugh el serv de compagina ... citladina era preceduta da uno che
Le feu Jail compagnie, dice Elvezio reggtjva rillo sovra di un'asta un pal-
(De l'Esprit, 111, 78), c'est à dire qu'il loncino acceso a colorí screziali, che,
nous arrac/ie a l'ennui. insieme con la marcia tutto propria,
Lassa andà in matora el fœugh e era un súbito e sicuro conlrasegno di
Lassa ni o i i el fœugli. Lasciar che il lontano. Forse il nome di Foghetti de
Juoco si spegna e s'annulli per man- rivó dal principale e indefeltihile of
canza d'esca о aValtizzare, ficio di simili bande : cioè, dal mostrare
Vess mort el fœugh e freggia l'ac- la lanterna mágica, quasi a denotare
qua; о Vess cl galt sut fceugh ...Non coloro che facevano vedere i foghetti,
esserti oppurecchio di sorta che día .0 sia piccoli fuochi, quali appajono i
speranza di trovare buoiia accoglienza giuochi di luce e le rappreseulazioui
in una casa dove la volunta о il caso ottiche di essa lanterna. — D.
ti facia capilare. Aon vederci com Fognón e Fognalldi) (in) agg. Fagno, Fa-
penso o buon avviamento di desiuarc, gnone, Fagnonaccio. и Ancora lo uie-
di stanza, ее. — V. ghi, fagnonaccio? Non l'ho io veduta?>i
Fa foeugh (i7¡) agg. Che anche dices! (Garó, Straccinni, a. il, se. a). Il Fa
Fogà г Cascià. Accalorare, Instare, ln- gno e Fagnone dei Diz. della lingua,
calzare: Far pressa, ressa. — V. che valgono Uoino scaltro, astuto che
Fœugh salvàdegh (in) agg. Cosi chia- si finge seinplice e golfo, è propriam.
roano i contad, brianléi quelle, come ■ il noslro Fognon. — V.
a dire, gangrena o sfacelo (necrôsi) Fojée, v. c. br. ...Monte di foglie secclie
che prende le radici délie giovaui pian da strame, ce.
te, per lo più dal colletto ingiù, per Fólc magnanoa (a) nelle G. agg. Ronca?
cui esse radici marciscono. Pare sia Falcione? Arme offeusiva e difeusiva
una specie di uredine cagionala da so- che sogliono aver seco i campari, Ii
vercliia umidità. — V. aquajuoli, ее, e, per lo più, a cíntola.
Trà fœugh (in), i.° sig., agg. «Far le Alcutii chiamano anche cosi quel
faville» (Panan. Poet. teat. t. 1, с. xxvu, ferro taglienle, a doppia curva , itina-
s. 5 ). — V. stalo in un îungo manico di leguo con
Fœùra (i») agg. Hader de fœura. V. Mà- vangile da piede. Si usa a tagliar fuora
der i. q. G. dal heno am móntalo nei cosi detli Cass
Fogaziou (in) agg. Vessegh minga peri- de Jen quelle porzioui che ne occor-
col che vun el mœura de fogazioii ... rtfno a profenda.
Dicesi di questi pigracci che o stanuosi Folcin (sotto) agg. Manegh de Folcin. V.
tullo il di seduti a gambe larghe, o, in Manegh i. q. G.
s'egli faaono a muoversi, imiovonsi len- Folddn, scherz. // messere. Tafanario. V.
tissiiuameute e fanno lor fatti adagis- Cùu ncl Foc.
simo. — V. Folia. Voce liai. (Follla) usata dei cont.
FocHbTTi [ I ] (a) nelle Sopragg. agg. ... brianz. uella frase: Fà folia. FarJe-
Nome di quelle compagnie di giovinolti sia. Far carene, Far vezzi. E dicesi
sonatori che, per solazzarsi e solaz- dibimbi, ragazzelli, aliorchè fanno mil»
FON (68) FOR
le moine aile loro Mlie, madri, ec, Fonsg tanée ... Verso nord ouest del
ed anche de'canini e sim. che l'aniio contado di Milano (Bollale, ec.) è un
festa ai padroni. La frase ha molla al- fungo simile al porcino che esce di
fînità со ;l Tráncese Folâtrer. Ierra appe na со 'I cappello, ha il gam
Folón, v. br. Timidissimo, Finimondone. bo grosso, trasverso enlro Ierra.
Chi per poco teme sempre sciagure. [ Masaría come on fonsg] (in) agg.
Follón in lingua spagn. vale Poltron- Frácido, in siguif. di eccedenteinenle
cione, Palloniere, — V. bagnalo. — V.
Fdnd (in) agg. Avé-gió el fond, flgura- Fópp.a [ Andà-giù per i fopp de Vallam-
(am. Essere sfondalo, sfondolalo, insa- broeusa] (in) corr. ~ ¿Indar in ruina.
ziabile; Non essere mai pieno, Non ax er Falliré, Essere fritto, Fare ambassi in
fondo, ec. — V. fondo. Mandare a male ogni sua cosa :
Fdnd [Macina] (in), Vol. II, p. 148, с. i, 8' el poverasc P invída ,
г. 9, agg. che anche dicono Lecc. Ub aliara rh'el ata fresen come ona глчма,
Fond [de vassell ] (in) agg. I Dizionarj E el va gió per i fopp de Valí- ЛшЬго'Пва.
finno una habele dci termini deuonii- Maggi, Concors dl Mencghitt,
nanti le parti del fondo anteriore délie p. 1 38. — V.
botti. Dopo lungo esame trovo neces- [ Fa-dent la foppa in del lecc] (in)
sario dire cosi : Alcune botti liantio agg. Far la buca nel lelto ( * lose.
fondo iutiero, allre in pezzi. — Il fondo Carena, Pronlu. p. a55 ).
inliero non ha noinignoli di parti. Il Fôppa (in), 6.° sig., avverli. Fossa pro
fondo a pezzi о è sportellato o no. Se piamente, cosi nella lingua, come nel
è sportellato, le sue parti sono: dialetlo, vale un Cavo fallo per il lune.»
a Alezzuti A A — e conliuato per di moite braceia; lad-
uno inferiore del- dove la Foppa ( Pormella dei Tosc.) è
to Mezzano D e una buca per lo più quadra e di po
Sportello — uno che braceia ciascun lato. Questa si la
super, detto Con- ordinariamente per piantarvi alberi, e
trameizano С quelle anche per condurvi aqua, ее — V.
a Lunette о Lulle Fopponàtt ... Voce di scherzo úsala a
ВВ denotare quelle persone di rillà che
II fondo anteriore non isporlellalo ha per abito sogliono al dopopraiizo re-
i Mezzule carsi a visitare i cimileri fuordi porta
1 Lunette о Lulle. (ifoppon), non seuza libazione oblí
— In fondo al gala a' moni nelle laverne vicine.
mezzule poi sta Fdrbesa [ Maa de la ]. V. Maa 1. q. G.
il buco detto la Forcheltdn (in) agg. Quel forchettone che
Feсс¿aja entro per di soltó alla inforcatura ha un ap-
cui la Cannella poggiatojo snodato dicesi Forchettone
che si tura con a asticciuola (*tosc. Carena, Pronlu.
lo Zipolo. Р. З71 ).
Fond o Cúu ... Nella Baila de ramm si Forchinna ... verso il Lodigiano è la força
dice cosi la parle opposta alia bocea. piccina da fienajuole.
Scannaa de fond ... Dicesi della ció. Foréll, v. com... per Flùss. V. nel Voc.
tola meno fitta nel fondo che in altre Foresètta per i Soldaritt ... Specie di
sue parti, e quindi più suggetta ivi ad Scala (V. Scaletta riel foc.) su la qua
ammaccalure. le, prolungata che sia orizontalmenle,
Fundament (ci) agg. Mett-gió el funda i ragazzi sogliono ordinäre per lile i
ment. Piantar le jondamenla , si al loro soldatiui di stagno.
positivo, si al figúralo. Forest. Cosi chiamano i Brianzuoli clii,
Fonfdu. Fonfonc. Persona grassoccia, paf- Slraniero al loro paese, è quivi capi
futa e che tiri al lozzo (Ohcrardiiii , tate di nuovo e non si sa donde ven
Supplim. in Fom'óne). — V. ga. II Foresto de' Diz. della lingua va
Fonsg (in), Vol. И, p. i55, col. i, r. 7, le Di foresta , Selvático; Disabitatn;
dopo Didjlld, agg, ficgoratt,, V., s¡g.4-° Oscuro. — V.
FOR (( , ) FOR
Foresta. Nell' alta Brianza con queslo grano turco vuol essere seminato in
nome si suol indicare una selva anzi tempo sereno e terreno asciutto, яс-
grande elle no, pigliandosi quivi Selva ciocchè prosperi. — V.
nello special si i licalo di Caлtagneto, [ Forment somenaa, ее. ] (in) а =
di ¿Varronelo, come in Tuscana. — V. dove ghe n'è mai slaa t= si sostituisca
Forestée. Osle, Ospile. Quegli che allog- tzz dove ghe n'era minga Г ann iu«
gia e vive in casa allrui. — V. nanz, — ció che i Toscaiii chiamatio
Forligolt, v. cont. verso il Comasco ... Frumento di prima barba. La seconda
Fieno, sloppia, о simile appallotlolato. barba nelle basse lombarde intorno al
Forma (im) agg. Insaccà i fornii, fr. nr. Po la dicono Restobbi. Ristoppiare per
Figuratam., Andarsene con Dio¡ Far Seminare di nuovo ¡I campo che ha
Jagoíto. Ripiegare le insegne > le bau- la stuppia senza lasciarlo riposare, ha
dieie. Andarsene con le lioinbe, o con Eegistralo il Redi nel suo Saggio di
le pive insuccate. — V. Vocab.Arel. — In un saggio di minuta
Forma. T. de' Caudelaj. Poszelto? Baci- di colonia parziaria dato dal Prof.
cinetlo? Bacinilla? Cassetta prismáti Giuli nella sua Stalistica agr. dclla
ca in cui usavasi porre il segó luso Val-di>-Chiana, a peg. 27, lib. Ill, si
sopranotanle a рос' aqua., e nella quale legge : « II podere consegnato in colo
il candelajo immergeva a più riprese nia al siiddelto e sua lumiglia non de
Ii sloppiui raccommaudati aile cosl vra esser seminato a grano che inelà
dette bacchelle perché vi si rappiglias- per anno , e non potranno esser fatti
se dinloroo il sego e se ne formasse la ristoppj, о seconde sementé di grano
candela. Quesla madiella posava sovr» nel inedesimo terreno, senza l'appro-
un quattropiè di leguo riorlato che vazione del fattore ». — V. Restobbi
raccoglieva il sego che tie colava, ed nelle G. prime e in q, — V.
aveva un lalo apribile per I' оссог- Formentin ... Il grano minuto che scappa
renze. I Fraocesi la chiainano Abyme dai fori del crivello nel crivellarlo.
perché vi sprofoudaiio Ii stoppini ; e Formenldn (in) agg. Formenton de la
il Grisellini, al suo sólito, la chiamó lamm... Specie di maiz précoce e tri
di sua testa Abisso, con quel buon gu mestre. Ë dclto délia Jame perché si
sto e quella verilà che ogoun vede. semina presto e si raccoglie in agosto
£ Abisso la tradusse , con pari buou per ferne pronta cibaria. II Fomiento-
gusto, d Vocabol. genovese alia voce nell dell'allo cont. Y
Aleuno. lo la dico Poizelta o Bacinilla Formenldn del raviscidn ... II grano
perché simile a quella de' Cerajuoli lurco che fu seminato nel terreno don
per simil uso. 1 Veueziani la dicono de si raccolse il colzat e súbito dopo
Albio da seo. Oggidi è uscita d'uso, queslo ricolto.
come è disusalo m ciltà il far cándele Formenldn pignolett ... Varictà di gra
a tullo. no turco manlovano a grano picciuo.
Formagélla per Massa ( de ramm ). V. i. Formentonada, v. br. ... Formenlone o
1- °- . Formenlonino seminato litio, da Ы-
Formaggln [Formaggilt al pl.] (in) tigg. ciarsi insù'l meliere del liore per fer
Cava el sangu a on formaggin. Far ne mangime verde alle vacche. — V.
pasto ollre modo frugale, Vivere sot- Formentonèll ... Per questo nome i con-
tilmente. Far pentolini. — V. tadini della parte montuosa del con
Forment (in) agg. Bullà-via el forment tado chiamano quel Maiz serótino che
col ventora», liguratam. Sciupare, Scia- pero matura più presto del commune,
laquare, Consumare il suo largamente. ma riesce di spiga minore e ineno
— V. ricca.
Forméut de risà. V. Risà i. q. G. Formentonèll, Formentonin , Formenton
El forment in la palla, e'l formen- cinquantin , Formenton quarantio . . .
ton (grano turco) in la polver ... Prov. Tullí questi uomi signif. quel Maiz se
contad, e vale, che il frumento semi- rótino di spiga e grana piccina che
nato nelle terre per pioggia motóse malura presto e si semina dopo lí> rae-
vien bene; laddove il formentoue o colla del frumento. Il Maiz précoce 01!
*

POR ( 7 0) FRA
agostaoo è quello che per io più si se Fornée (in) agg. In campagna, e massi-
mina ove era il colzat, o ravizzone. mamenle in Brianza, signilica specialtn.
Förmig« (in) agg. Vess spess come i for- colui che fa e vende pane solíanlo di
migh. Formicolare, Formicare , Esser grano turco, o di mistura, cioè, di
gremito. grano lurco per la massima parle mi
Formighetla. Rizzacúlo, Púzzola? — V. sto a una certa porzione di farina di
Förmigem. Formicone. Formica più gros frumento, o vero di segale, il quai
se délie ordinarie. — Figuratam. Seal- chiamasi più propriain. Pan segheiaa
tritaccio, Sorbone. Formicone di sorbo (segalaio). — Ñola diOerenza da For
che non esce per picchiare, dicesi d'uo- née a Prestinée. Queslo la pane di fru
mo cupo e alíenlo solo al suo inté mento (pan blanco) per proprio conto
resse. — V. e da venderé; laddove il Fornée riceve
Foroâs (a) nette parti agg. Bocchett о dai parlicolari la farina o la pasta di
Boccbinu. Sfiatatoj ? Bocea moría ... grano lurco, la lavora, la cuoee, e, fat-
— Bancbin о Bancon ... — Camisada tone pane, lo rende a clascuno il suo,
o Incamisada. Incamiciala? — Piaña. ricevendo delPopera e fallura sua un
Coperchio? = Murella ... t= Vol linn lanlo conveuuto in denaro; nè sempre
di boccli. Kolticelle degli abboccaloj? il Fornee è aoebe veudilore di pane
Colà la fornas ... II colar come cera si fallo. — V.
che Га ano i maltoni allorchè il fuoco Forno (in) agg. Mett-sù forno. Tn campa
¿ sovercliio nella fornace. gna, vale Âprir botega difornajo, ma di
Fá boeucc el fceugh de la Tornas ... solo pane di grano lurco. — Ovesi (ralii
II fuoco tendere a portarsi tullo in un di panedi puro frumento (di pan bian
punto, con danno, disseslo, sfornialura co), si dice Tegni preslin, Mett-sù pre-
de1 maltoni, ec. stin. — V.
Fogà la l'ornas... Affocarela fornace, Tcgnl forno. In contado, assolutam.
darle fuoco vivo dupo averia per alcuui vale Cuocer pane di Jormenlone , di
di tenuta a fuoco lento onde prosciu- grano turco, pao giallo e pane di mi
gare a dovere i maltoni, ее, e disporli stura. — V.
a questo secondo sladio di collura. Foro conscénzie [In]. InJoro penilenziale
Inimollà la piaña de la fornas ... Lu- (cioè, conscienliae).
tare o Smallare il coperebio delta fur Foro fori [In]. In Joro conlenzioso.
nace. Fort [Slà] (in) agg. Star forte, к Slate
Incarisnass la fornas, V. Incarisnass forte e andalevi con Dio «(Bibboni, Де-
ncl Voc. lazione, ее). — V.
Lassa vegnl negra la fornas ... Per Forla ... Aggiunlo di terra, di cut più
ollenlar di fuoco fuor di tempo, La- luoglii dell'A. M. sono coperli. È la
sciar aunerire la fornace. terra franca dei Francesi, nella quale
Alangià (la fornas). Si usa nellafrase vien bene e fa moho la vile. — V.
La fornas la maugia pù ... La cotia è Fràa (in) agg. Fraa de la Trappa. Trap-
coinpiula; Alia fornace non occorre più pista, Fraie della Trappa, Fraie di san
altro fuoco. Brunone.
Scappà el fteugh de la fornas ... Al- Fraa, mdnegh e puj hin mai seguj ...
zarsi di troppo la Gamma nella forna Prov. di cbiaro signif. — V.
ce; Salir tropp'alto il fuoco. [Andà a fraa] (ad) nette G. agg. Fi
Spiana la fornas ... Disporre il fondo guratam. Perderé tuno il fallo suo, Re
della fornace si bene, che vi si possano stare con mente. Andaré alrezzo e dar
allogare iinmoti i priini maltoni, ее. gih Гultimo crollo:
Tira o Comenzk a lirà la fornas ... E giocando, fallo 'I cello
Dare indizio la fornace che sia tempo Mi fu spesso, e тсио in mr?zo
d'afTocarla, con quel rumorio cbe s'ode Ben fui si, ch' io n^inda'al rruo
presso le voile délie bocche. E diei giù PuUimo crollo.
Vess tropp bianca la fornas ... Es Buonarruoti, Tanda, a. Ï, ». 3. — V.
ser candente la fornace per eccesso [Fràa di Grazzi] (in), dopo Domini
d'allività ncl (uoeo. cano, «gg. Da noi erano detli Fraa di
FRE ( 7i ) FRI
Graizi <ial loro maggior Convento pres • darlo a Busseto. Baslonarlo di sania
se santa María delle Grazie. ragione. Bagguagliargli le costure. Far
Fràcch de legnad (in) agg. Fiacco. gli le fregagioni con un raudello mal
Un бассо di Irgnate su le rear. rimondo. — V.
Рапап. Poet. Hat. t. II, с. XXV, Frègg (in) agg. Avegh i pee che vœuren
». а.. — V. nass del fregg. V. Pè f. q. G.
Fradèll (íit) agg. In opposizione a Fradell Rabbia de fregg. V. Ràbbia t. q. G.
drizz i Brianz. hanno Fradell stört, per [A sanl'Andreja, ec] (in), dopo le
fralello dal lato di madre solíanlo. Fra- nega, agg. Se a sanl'Andreja nol ve-
lellastro? Fralello uterino. — V. guara, a sant'Ambrœus nol fallara.
Fregànl [ In J. Infragranli (Alb. Diz. ene). Freggiô, v. c. br. 1nfreddatura , In/red-
Insu 'l falto. dagione. Freddone, lmbeccala, Brezzo-
Franciùra (in) omettansi le parole ~ con lone. — V.
due maniebi o anche senza —, e agg. Freggioreut, v. br. Freddollo, Freddiccio.
in fine = A tal uopo si adopera un Alquanlo freddo. Anche Infreddato,
grosso cioltolo o un iiiozzo di cilindro Incatarrato ¡ Che ha preso un'imbec-
di pielra ebe vien dello Borlón. cata. — V.
Franciuràda [Она], v. cont. ... Quanto Fi egùja (in) agg. Nelle Prose fior. trovo
ponsi in una volta su la franciura per úsalo Sfregácciolo (forse è da leggersi
■Hacinarlo. Sfiegúcciolo), per Petzetlo di che che
Frangée in qualche parte del cont. per bia, Minúzzolo, Scamúzzolo.
Frigée. V. nel Voc. Mett insémina a freguj. Metiere in-
Fraotója (in) agg. o Mazza. siente a scamúzzoli: cioe, Accumulare
Franzes (i'n)agg. Fi el guadagn che ha íaa a forza di piccoli risparmj, di rima-
i Franzes in Mosca. У. Guadàgni'.f. G. sugli, di spízzichi. Fare di laitti pochi
Frauzeschínua. У. Franceschïnna nel Voc. un nssai. — V.
Franzón (in) agg. Sciall del tranzón ... Frigg. Disse il Maggi e dicouo lullavía i
Sciallo a grau frangía. conl. brianz. per Freddij m en I re al
Frasariétt ... Breve frasario. sing, dicouo costautemente Fregg. —
Frasca (in) agg. 1 usej iu di ir n se h e i Cosí sein pre al pl. dicono : i vice, i
liceu in di strasc. V. Fiœù i. q. G. ¡ice, i titt,paricc, benedilt, ec, laddove
Sig. a.°, ove dice =s le quali = , leg- al sing, dicono sempre on vece , on
gasi ~ i quali. /есс, benedeit , ее. — V.
Frascùu, v. br. Dicesi di albero folto e Frisait (a) nelle G. agg, e Frisée. Che fa
umbroso per inolte frasche. Fronzuto, frisa.
Frondoso, Fronduto. Che ha ramoscelli Menà i man com'i frisée. Affacen-
moho fogliuti. — Avverli che Colu darsi, Acciapinarsi. Menar le moni corne
mella (lib. V, cap. vi, e lib. IX, cap. xiv) i berreltaj. Arrotarsi, о aggirarsi corne
usa Frondes,frondium, per Ramoscelli up paléo in alcuna facenda. I Frisée
e Gennogli froudosi. — V. fauno andaré molto lestameute le mani
Frassàium, v. br. Patlume, Pacciame, Bo- cosí ora ai grandi lelaj di dodici pez-
baccia fracida, come loppa, -pagliaccio, ze, come già un tempo ai piccoli d'una
ioglie d' ogni fulla, e simili, « Poni i pezza sola. Di qui forse il modo di
iiiHgliuoli o barbatelle ... iu buoua fos dire: Dagh dent de frisa, che ha quasi
sa, con molla robaccia in fondo, che il medesimo valore. — V.
infrácidi e tenga fresco » ( Davanzali, Fritlùra о Curadùra ... Nome che si dà
Culliv. tose). — V. alie interiora degli agoni, con le quali
Frega (in) agg. Fregà-giô vun. Figuratam. i Lariensi soghono fare una certa loro
Accarezzarlo, Ammoinarlo, Fargli moi torta assai saporita.
ne e carezze , Lisciarlo , Andargli a Frizza (Maggi). Frecetare, Fei ir di free-
versi, Fargli le frtgagioni. — V. cia, Tirar frecce.
Fregada (in) agg. Figurataui. Carpiccio, Frizza vun, figuratam. Accoccarglie»
Bifrusto. Quaulità di busse, di pacche, la, Ficcargliela, Fregargliela, Barbar»
di percosse. la, Calargliela. Fargli qualche ingiuria,
L)à a vun ona botina fregada. Mm- qualche danno. — V.
FUR (72 ) FUS
Fiúa .„ Frultu in latticing, come dire riussi in d'ona cossa. In í¡sterr. Perse
burro, cuelo, ricotla, che ricevono co verare, Persislere in dire, in jare, ее,
loro che cootribuiscono il lalle délie per ottenere , ее. Ostinarsi in che che
loro vacche in un commune Casello, sia: p. е., Linee, a furia de mangià nia-
proporzionatamente alla quantilà del gioster, l'è guarii délia golla. Linnéo,
latle da ciascuno coutribuilo. — Si perseverando in mangiar di moite fia-
falle associazioai sono mollo in uso gole, ec. I bagaj, a furia de piang, in
nella Svizzera e nelle noslre alpi. — V. fin otlegnen quel che voeuren. — V.
Frùsla (a), nelle parti agg. — El mangià ... In senso di Pressa, Affoltamento, Af-
Fuga [Dà la fuga] (in) agg. и M entre che facendamento, L'aifollarsi délie facen-
(l.i vano la fuga ai Pisani, » ее. ( Nel de, agg. « Di questo mese (d'agosto)
Comment, di G. Cappoui). — V. si rassettano (le bolti, le line, i barili,
Fuga [La]. T. degli ldraul. ... È delta ec.) con maggior agio e manco spesa,
COSÍ dal fugare l'aque fuori de' campi, che alla furia dell' imbollalura я (Ma-
o perché nou vi slagniuo, о perché, gazziui , Cultiv. lose. 66). — V.
non abbisogiiando, come ne'lerreni ir- FuriÓD , v. с. br. L'ann del fiirion ...
rigalorj, si inaudiuu allí ove ad irrigare L'anno délia furia di che che sia: pu
allri campi. — V. pón i, pese lie , ее.
Fuga [T. de' Mug п.] (a) nelle G. avverli Fus (in) agg. F ira Ii ran nr. , (ira on fus la
— Credo erroueo il senso quivi attri- setlimaiina ... Dicesi a chi lila poco, a
buito a Fuga, e vero solo il contrario una pocolila.
addiialo nel Vue. — S. Mijee che lila o fira al mari, e la glie
Fuga. T. degli ldraul. Dare lo scarico , fa i fus stort (Maggi). Fare al marito le
Scaiicare, Cacciar via Vaque dai campi fusa lorte; Fargli le corna. — V.
acciocché non vi slagniuo; e dai prati, [Marz dun fus, ec. ] (in) coït. Marz
risa je, marcile, fugar quelle che vi so- on fus scars, april on fus gentil, masg
pravanzano. — 11 verbo Fugà, in que- el coo sul piumasg, vóst gh'é el r¡-
sto senso, come le voci Fuga e Fugón, scett e se fira 011 fusetl ... e V. April
souo commuai tanto aJMuguaj, come e Fusetl i. q. G.
ai Fillajuoli, Campari, ее., dei poden К и sèlla (in) corr. = Pienlà-li soccb, ec,
irrigati, e dei terreui teuaci dove le = 1« — Pieiità-Ii soga, ec. e= Quesla
aquo coviuo. — V. frase è presa dal mestiere de'Facchiui
Fulmeu (in) agg. Figuratam. Núvolo, Sub- e de'Mugnaj, i quali chiamauo soga
bisso, Folala, Diluvio, Fucinala, Sfu- (che è pure voce itatianissimaj quella
enluta. Quantilà grande di che che sia. corda con che essi légano streite le
— V. some e le molende su '1 dorso de" so
Fumà (in) agg. Figuratara. Essere acceso nnen ( V. i Diz. della liugua ). — I
d ira, si ch'ella n'esali iu fumo. Essere noslri Mugnnj da Soga u'han fallo an
forle adirato, corrucciato. — La me che il verbo Soga, per Slrigoere con
fuma, La m'é fumada. La m ' ¿ Juma- essa le some. — V.
la, dicoii anche i Toscani. — V. Fuselladùra. T. di Archil., Scull., Scarp.,
Fumà i cojon a oua personne, o a ec. Rastrematura délie colonne.
o na cossa ... Frase brianz. che signi Fusetl, v, cont. ... Picciolfuso. Vdst gh'é
fica Essere una persona od una cosa ¡11 el riscett e se fira on fusett. Dett. coot.
suo genere magnilica, eccellenle ; Fare Nelle sere d'agosto, al primo maturar
spicco, Atib are l'altrui ammirazione : dellc caslagne che hanuo il cardicello
Faro veni di voi che fumerannu. (el riscett), si lila un fuso a mala репа.
Berai, Cayit. al card. ipp. de1 Fustagnin (in) agg. Quadrate di frustagoo
Medici. — V. bianco (o meztellin) iu cui s'iuvolgouo
Fumásscla, v. br. Andarsi con Dio, i bambini.
Alzare i mazzi , Carsela , Báttcrscla. Fihlibus ... Voce die usava anche il tio-
« Questa la non è più aria per Doij stro vulgo nel dellalo: Con fustihus
bisogna legarsi le scarpe e fumarsela ». ct lanlernis. A furia di sgherri. Adree
(Zannoui, Sch. Com. Kilrov. del íig. con fustibus el lanlernis te me I' han
a. I, s. 3). — V. casciaa in griera. E dagli a furia di
Furia (in) agg. A furia de fa, de di, ее., sgherri lo ficcarono in domo Petri.
GAJ ( 7З GAL

Oabà (in) agg. Gabà el formenton ... ferisce piuttosto a chi leggermenle
Scapezzare il granlurcule, cioè Oicimare accelta di andaré a manglar a macea
tutla quella parle dello stelo del maiz in casa d'altri. — V.
cbe sovrasla alle spighe per fame mau- aijnϝra \Jungo] (in) agg. Figura vera
gime alle vacche, ее. delle creste con ricei, avvoltature.ec,
Gnbadùra (in) agg. o aucora più conta- fin da piccino, al tallo e blla vista car
d uescam. Gabbajura ... Quel mozzo di neo come cresta. Fungo nella parle in
granturcule cbe il contadino ne mozza terna rancio vivido, nella esterna car
via per tarne mangime alle bestie. neo da novello, bianco da adulto. II
Gacel Voce, o piuttosto grido, con cui rancio è una pellicula che ricopre la
discacciamo il gallo , allorcbè lo ve- parle carnosa. A intervalli manda iu
diamo Ii per melier la zampa su quai- aria un polvi'scolo sponlaneamcnte. Mi
cbe cosa di comestible. « Galti là ! » dicono qui a Oliva che ne fregano i
(Franciosini, focab. spagn.), — V. fichi (ma lore) alle vacche per guarirli,
Gaj, susl. m. pl. ... 1 coutadiai briauz. e che viene ne' luoghi ch'ebbero molto
disliuguooo cou questo oome que'nar- governo. Io li ho trovati a piè délia
cisi dal Gor doppio cbe baiino la taz- frana del Molinaccio diCernusco Lora-
zella, о corolla interna, non semplicem. bardone , luogo arido afTalto.
gialla ma coutoroata di rosso. Jggett. <fÈrba. V. i. q. G.
Gàja (in) agg. e corr. Odesi a' BriaDzuoli Galander (in) agg. I Muratori bolognesi
usar quesla voce assolutameote, non li. chiamaoo Gualandrcin.
mai accompagnala da zappa di ... } uè Galantadóuna (in) agg. Il Fagiuoli usó an
io credo che Caja veoga da Ghiaja. che in questo signif. Gcnlildonna.
È la Gaja Laie arnese, che è zappone Galantômin [He di galantomen] e Galan-
da una parte e scure dall'altra; e usasi tomón (in) agg. V. anche Ré.
nell'abbatler piante, diradicandole, ser- Calasse, v. ant. del contado ... Fazzoletto
vendo il zappone a scalzar le radici, da capo che altrevolte usavauo le con-
e la scure a lagliarle. — Ha molto a tadiue. Era quadro, e messo qundro iu
fare la nostra Gaja con lo Sanno dei testa; ai quattro angoli lalora ave va
conladini senesi: « Sanno è quell' i- nasiri, o dínderli , o galani di colore
slrumento usalo dai conladini che da diverso da quello del fazzoletto.
una parte ba un'accetta e dall'altra una Galaverna ... Brina gelata su li alberi.
punta n (Nota a pag. 85 del Mariaui, Grisa e Ghiba dc'Brianz., Bramera de'
Nozze di Maca). — V. Pav., ec. Voce moden. e bologn. (V.
Gaijnna (in) agg. I tœu freguj fâu minga Muratori, Anl. d'Italia, Diss. XXXIII,
per i mee gaijnn.Figuratain. Le tue/rol e Tañara, Cittad. in villa) e daqualcuuo
lóle non mi pigliano, non mi gabbano ) usata anche fra uoi. —■ V.
Tu non me P accocchi. Ed auche: lo Galbée (in) agg. Affine al (edesco Galb,
nun mi rifacio delle tue vane promes Guillo. — S.
se, cbè in fine le son parole, e a me Galétt a rizz. Gallelto ad alie.
bisogoan fatti. — V. Galétta (in) agg. La Galetta l'é quella
[Avegh ona sciampa de gaijnna (in) che ten avert l'uss lull l'ann ... Dett.
agg. Plauto nel Pseudolo, a. I , s. 1, de' conladini brianzuoli a'quali ¡1 rae-
т. 37-28, a proposito di una lei lera coito de'bozzoli, pe'vantaggi cosi im-
scritta con caltivo caraltere : mediati come mediati che ne ricavano,
j4 obsecro, /terete habenl quoque gallinae manns? rappresenta ¡I fiore della domestica
Л .j »j has quidem gallina scripsit. economía.
I Chi mangia la gaijnna di oller, ее] Galelta briaozina e brianzœùla ...
(in) agg. e corr. Questo dettalo si ri- Bozzolo di color pagliarino, di grau-
Го1. V. 10
GAM (74) GAN
dezza mezzana, e mollo incorbalo. — Cambarín (in) agg.
Il Gior. agr. lose- (XXIV, i36) chiaina VartWe i1 hin colt
incorbalo it bozzolo che ba forma di Quij ganiharill;
corba, cioè, suelto in mezzo e larghet Seotij: a^hin cotí ,
to alla lesla. È ora ( 1 854 ) venino in Porl¿m¡ acià
molla riputazione anche presso i Fran Che cantarem allelujii.
ces), cbe veugono iusù '1 luogo a farne Stampita significante una magra cen»,
lu semenza. — V. o un più magro desloare; e, figuralam.,
Galella de Bioa, hioninn ... Bozzolo uu'azione, un lavoro, una produzione
che ci venae, non sono molli anni, da di poco valore. — V.
Bioiie, commune del Bresciano; è pic- Gambèlta. T. de' Forn. agg. Gricciolala*
< olelto corne quello de' bacbi terzini, Le sue parti sono: Clav &в. Test.
hen falto, duro, compallo, di colore al- Testate? Lau?
l'esterno traente al latteo sporco; da Cambetla a bocea de loíf (in) agg.
un tilo forte, ma di un giallo-biauca- E non si dice che delle testate apene
slro poco lucenlc. II suo baco, esseodo delle Gambelle di pianelle e pianelloni,
robusto e resistente alie inalati'e che non d'altro.
ullaccauo questo instilo, è ora mollo Gambella a bocea piena ... Quella a
lircrcato, massime là dove Ii altri ba téstale chiuar.
cbi vanno di sólito a male pe '1 calci Gambella de quadrej cott ... In que-
no. — V. sla (diversam. da quella de'inaltoni
[Galella camozzina] (in) agg. IIa boz crud¡)¡ matloni sonó bene rinserrati fra
zolo séllalo, cioè falto a forma di sel loro, e nulla téstala II ultiini quatlro
la (Gior. agr. tose. XVII, 37a); e la malloni stauno alterni per lato e per
dicona camozzina pe 'I colore с per la traverso.
grana, simiglianli alie pelli camosciate. Gambetta doppia ... Quella a doppio
— V. muro.
Al Vol. II, p. 191, с. a, r. 44i av~ Gambella sempia ... Quella d'un solo
verli che Rozzolulo non vuol, né mai sopraiuattone.
voile dire che che sia con dent di boc- Gambusà e Gahusà, come dicono li Or-
conitl de galenas ma sempre e solo tolani dell' Ollrepb ex-pavese, parlando
— falto a gomilolo ovalo in Jornia di di cavoli o sverze. Fare il cesto, il
hezzolô. — V. grúmolo i Acceslire, Cesúre.
G.letlàda, v. c. dell'A. If. ... Molli boz- Gainbusaa e Gabusaa. Forse dal franc.
zoli, Buon raccollo di hozzoli, Raccolto Cabus, cbe significa il medesimo. Ce-
assai abondante di bozzoli. sluto, Cestito, Grumoloso, Che ha fallo
Galla aggett. di Ne'r. V. Color ncgber il cesto, il grúmolo. — V.
gallo nel Voc. Gamèlla (in) agg. Forse dal lat. Camella,
Galla d'Alepp. Galla d' Aleppo. specie di vaso a uso di bere:
Gallavràn ... Cosí cbiamano il Paroco i Tum licet, apposita, veluti cratère, camella,
Valsassinesi e loro viciai. Avrebbe mai Lac mtveum potes, purpurtamqiie sapam.
qucsla voce a far qua le lie cosa со 'I Ovid. Fait. lib. IV, v. 779-80. — V.
Gallo od rlreigallo, Gran sacerdote delta Ganàssa del camin. T. dei Murât. ... Lo
dea Cibele, о со' Galli о Celli che abi- Sporlo del muro insu '1 ristringersi
tarono già que'paesiP — V. della gola di un camino.
Gamba (im) agg. Anda coi gamb a l'ari. Gandiϝ de teja ... Specie di spino che
Figuralam. Andaré in ruina, Andaré è il Prunus padtts Lin.
per le fraile, Andaré a gambe lévale. Gandolla [Giugà at gandoll] (in) agg. Ona
— V. Torrella. V. i. q.£.
[Melt i gamb in spall. 1] (in) agg. [Giugà al cobbis] (in) osserva, che i
jíffibbiarsi le scarpettct4per Fugire a Briaiiz. chiamano Campee il primo
furia da alcun luogo. nócciolo della fila. — Ed in ßrianza
Gambàj (a) nelle parti agg. Pè. Peduc- il Giugà a nosin consiste in metler de-
cio — ;a Polpa. Palpa — ¡ я Clngnœu. nari su le noci , e da una convenuta
Slecca (Carena, Pionlu. p. 28). dislaaza tirar loro dentro со '1 coccio
GAR ( 75 ) GAT
(loll): tant» se не guadagaaoo, quanti Rampollo che rimelte d'insù '1 tagliato.
se oe gellano dalle noci. — V. — V.
Gandolla [ figúrala ] (in) agg. Piantà gan- iarzoeù [Tenerume di vite] (in) corr.cz
doll. Piantar Carole. — V. Garzœu de vid. Cachio. Tralciö ver
Gandollàlt , v. с. br. Compratore e de e tenero,' spuulalo di fresco. —
vendilore ambulante di noccioli di pe- II Tenerume è piuttoslo 1' aggregato di
sehe. tulli i garzœu d'urta vite. — Di qui il
Garabba.T. de' Forn. V. Roàbbi nel Foc. nostro Sgarzolà cbe corrisponde all'ital.
Garavisa, v. dell'Oltrepo già pav. Terra Scachiare, che é quel togliere che si
nera forte, che si fende e crepaccia fa con le dita tulti i nuovi capi d'un
ne' Ii alidori, e non è buona per Ii tri- magliuolo o d' una vile, a riserva dei
fogli, nè pe' frumenti quand o piove di più vigorosi e vegnenti. — V.
spesso in primavera. — I Brianz. mo' Il nostro Garzœu corrisponde pro-
chiamano Germina la terra che risulla priam. al Pampinus de' Rustici Lalini,
dalle fabriche disfatle, buona pe '1 for e il nostro Sgarzolà al Pampinare de'
mentone. — V. medesimi. F. Cat. de Re Rust. cap.
Garb ... Melle palle ramigne souo sotti* хххш; Yarr. lib. I, cap. xxx ; e Colum.
tilissiine lastre curve. Üb. III, cap, XVII. — V.
Garbiùzz o lugarhiózz. FiluppO. Garzolent , v. cont. brianz. ... Ricco di
Garbiozzà. Avviluppare, Arruffare¡ Rin- pollezzole , di tenerume.
volgere alia pcggio filo, o simili. — V. Garzolenta— chiamano i Brianz. speciales,
Garbiozzéll. FUuppetto. On garbiozzell de la foglia pollonosa dei gelsi , qnella ,
seda. Un viluppetto di filo sérico. cioè, che, per essere di gettata novella,
Gardinàl (m) agg. Piatl de gardinal. V. è tutta polloncellL teneri e troppo su-
Piàll i. q. G. gosi, e perciô ineno atta a ben nutriré
Gardinàla (a) nelle G. agg. Cardinala i bachi da seta. — V.
(* fior. Carena, Pronlu. p. 83). Garzdn. Cardo.
Gardinalin cecè. Sizerino (Savi). F. Cecè Gasgiölt [ figúralo ] (m) agg.
i. q. G. . . . . L1 è tre-pp de c,asgioU
Garganèll (in) agg. Figuratam., chiamano Speccià) passaa la quarla, a ciamà cl mede^ti.
i contad, briunz. chi braveggia e pa- Maggi, t. Ац$. Coas. Mencçh.,
voneggiasi; chi veste sfoggialo, e fa del p. 99. — V.
bravo (ch'el g: ha delta bularía, ch' el Gass. Nel Milano e suo territorio ( to
sta-su de bulo). Braviere, Oslenlalore, mo II, p. 12) è delto che lungo l'O-
Smanziere che trasoneggia. — V. lona si dà questo nome ( g<isso ) alla
Gáricb o sia Bonf. V. Garrich nelle G. puddlnga a fiammcuti granulan ( si-
al Voc. mile quasi all'arenaria di grosse gra
Garóll (a) nelle G. agg. Sansa, Panella na) che nella Brianza dicesi Scepp.gen
(Gior. agr. tose). — V. til. F. Scèpp nel Voc. — Forse è ti
Garon o Galón (in) agg. Falla andà a pográfico errore per Sàsso.
galon de polín. Trionfare, Sguazzare, Gataràl. Calarrale.
Far tempone, Fur buona ciera. — V. Gàtt (in) agg. Chi no manten i gall, man
Garóll (a) nelle G. agg. Noce malescia. — ten i ratt; chi no manten i can, man
£, figuratam., dicesi di uorao cagione- ten i lader... Prov. contad, di chiaro
vole, Malescio, Morbisciato, Afatuccio, significato.
Impolminato, che ha patito ed ha un Saja di galt. In qualche parte del
color gialluccio, come quello delle noci contado, come iu Ghiaradadda, dicesi
malesce. In lingua greca la noce è delta per Fragorc gattesco, Miagolio de' gatti
Karyon. — V. in frególa.
Garóll. F. OEùv ¿. q. G. Gatt in grand — disse il Porla, par
Garzéra. Cardatrice. lando di questi Appaltatori e Foruilori
Garzceù [in genere] (a) agg. e coiT.=Pol- di eserciti, rápidamente salili , non si
ioncino. Rampollo, Capo tenero, Sproc- sa corne,
chetlo, o Sbroccolino. — La Pollézzola Dal nulla avilo al millionarto onort.
propriam.èla cima del Garzœu, cioe del Zanoja, Strm. 11*
GEM ( 7 6) GER
El vor? ra lamm dii seggiare d'insù ingiù per i laslrícafi di
L'appalt di scarp de lult el reggimeat j Milano a custodia del buou ordine.
El voreva fjmm vè Gemella. G/mè. Fiore del Mogorium Sam'
On post in lui loragg, lui provland , bac Lin.
On post de galt in grand.
Porta, Marchionn, st. З9. — V. Gênée (in) agg. Gênée l'è mezz Testée ...
Detlato con cui molti del contado ac-
Gatt. Per Pelliccia. V. Gattin nel Voc, 4." cennatio ancora le tante fes ti vi tà che
signif. ricorrevano un tempo in genajo, ca-
Gatta (in) agg. Alle fauciulle cd anche gione di non pochi , nè piecoli disor-
aifanciulli suinfj e nojosi sogliam dire: dini cconomici e morali.
Elu mamma!, la gaita la me guarda y Gêner (in) agg. Vess fallaa in gener, mi
La dis che sunt leccarda. — mer e cas. V. Cas [T. graminat.J ncl
E inscl guardegh anca ti. — Voc.
La me farà mori. Genovesin. V. Limdn genovés /'. q. G.
Alla quai cantilena corrispoude il lose. Gentilômm [Andà in]. V. Ris i. q. G.
Monna Tenerina la mosca la guarda Geràmm... Quantité dighiaja d'ugni gros-
e la laltuga la punge. sezza , o di materia che, se ben non
Gatlèj о Cossinitl о Chignœù. T. de' sia pretla ghiaja, pur tenga della na
Trombaj ... Ralle scanalale e aperte. tura di ghiaja. Per mo' di dire: Tutt
Gatlèsg [Andà in] (in) agg. Innamorarsi el geramm che ven fneura de quella fos
fieramente , Andar in amore a то' de' sa, cVel se traga de sla banda. Tulla
galli, Essere tullo flamme e saelte d'a- la ghiaja, e il ghia/one, e la terra ghia-
more. — V. josa ch'esce da qtiesto cavo, si gelli
Gattolôlt, v. br. Cosl cbiamano quei bru- da quesla parle. — Parrebbe che si
chi verdi e grossolli ebe rodono i ca- polesse dire G/jianccio,daccliè ahhiamo
voli ed a It ri orlaggi. Ruca j latinan). Reniceio per quantità di rena raccolla
Eruca, vulgarm. Ruga. dal lato d'alcun Пите; та quella ma
Pari on gatlulott. Figuralam., dices! gra desinenza in iccio non mi dà ben
di uno malsano, di color giallo-verde l'idéa di quantità larga e varía che mi
e che se ne sta Ii raggricchialo e leuto. è dala dall'ampia e sonante desinenza
« Essere più verde che una ruga » in ame. — V. ,
(Serdonnli, Proverbj). — V. Gèrb, Gérbid o Zerb (in), i." sig., agg.
Galldn [A] ... Nome di quellt Ornati che Forse viene da ex-herbido loco, cioé.
fregiano l'A reo gótico. Terreno con poco o niente di erbe, di
Galtózz (mi) corr.-^zBacoccio, Ninfa o Cri- verde, come sonó i luoghi sterili, le
satide de'bozzoli da seta cosi niorto, sodaglie, le cerbaje. — V.
come vivo ( Lambruschini, Modo da Gèrb per Navèsch (in) agg. Pare corre
custod. i Bachi, ec.). — V. sponda all' herbidae segetes de' Lalini,
Gavètla. T. tie' Cerajuoli ... La cera cioé, Seminati pieni di erbe slraniere
prepárala per Tarne cerini (¡.din). È log al buon grano (pien de gerb). — Fi-
gia ta a catín o ricino con lucígoolo, mum ... assiduo macerari Uquore, ut
e ravvolta a modo di matassa , altra si qua interjecta sint stramentis aut
blanca, altra a colori. Svolta che sia, paleis spinarum vel graminum ( gerb ,
se nc fanno cerini a libro, a Stella, a gramégna) semina intereant, пес in a-
pera, a canestrino, ec. grum expórtala segetes herbidas red-
Gazdsa (a) nelle G. agg. Limonada ga- dant (Colum. I, c. vi, n. 11). — V.
zosa. V. i. q. G. Gerbà , v. br. Vegetare rigogliosamente.
Géa (in) agg. Roccia. Cosí il vulgarizza- Dicesi d' ogni erba , ma specialen, di
lore di Palladio chiama quella delle quella graraigna che i Brianz. chiamanq
noci e nociuole, voce pur applicabile gerb. Gerbà usano i contad, brianz.
alla peluja delle castagne. — V. anche per Moltiplicare e intrecciarsi
Gemèll (in) agg. I Gemei. V. Dau ¿ q.G. foltainente le radici delle erbe, come
I Gemei dai nostri piazzxjuoli sono fa il gerb. Infellrire. — V.
chiamate quelle due guardie che in Geriva ... Aggiunto di terra ghiajosa, com
separable si vedono da poebi anni pas- posta di sabbia e ghiaja rossiccia e di
GUI ( 7 ) GIB
poca argüía. — È una délie due terre ' Ghingbîn. Voce infantile per Cadrcglùn.
di cui abonda la Ghiaradadda e clie V. nel Voc.
le dà il nome. — V. Ghiséla, v. comas. V. Monti, Voc. Com.
Gésa (in) agg. Nel conlado questa voce in Ghiséla ed Uselina.
rappresenta non la cliiesa in genere, Gia'ccol (in) agg. e Giáccola. Capocchia,
ma si la chiesa parochiale per eccel- Malerôziolo. Dicesi non pur Hella velia
lenza. Andà a la gesa. Andaré alla pa capoccbiula del correggiato, ma di qual-
rochiale. La lingua accenna qui il de siasi mazza, bastone, randello o quer-
bito suo al Politico di avère una cbiesa ciol tondo (regondin) cbe abbia I'e-
sola per terra contadinesca. slremità inferiore assai più grossa del
í ultem a andà in gesa bin i primm fusto. Maoifestainenle viene dal lat. Ja-
a vegni de fϝ ... Dettato che i conl culum, acquistando il randello da que'
brianz. applicano a cbi per malizia bo- sla estreinila grossa e pesante facilita,
tegaja guadagoa più dell'ouesto. . ad essere lancialo:
[Di vun о vœunna in gesa] (in) agg. ... £t jaculam attorquent emillit in aurns.
II Carena (Pronlu. p. 98) assevera che Virgil., ЖпеЫ. IX, 52. — V.
in Toscana usano pure in questo sense Ginccolólt, асer. di Gia'ccol. Figurslam.,
la frase Dire in chiesa. Esser delta accompagnalo Hall" aggelt. bon , úsasi
una, due, Ire voile in chiesa. da' Brianz. per Uomo quieto, docile e
Gèss de pitor (a) nelle Giunle, dopo Rip., grassott o, Buon paslricciano. — Alfem.
agg. lib. Bonna giaccolotla. Buona pastricciana,
Gesson (in) agg. Tofo. Terreno lofaceo Bonaccia, Bonacr.iotta. (V. Bon pasión,
è detlo più e più volle uel Gior. agr. e Paslorott nel Voc.). — V.
lose; e nell" Oltrepó è pur cbiaiuato Giald (in) agg. Giald de crom. T. dei
Tôff (O stretlo). — V. Chi m ici, üi ogli. , Pitt. Giallo ... Si ven
Gesù gesù (in)agg. Gesù gesù, ona vœulta de in tettinn ( in grani о in lagrime )
e poeu pù. V. Torna nel Voc. ed è il più fioo, e in paucll (in lastre;.
Ghiba (in) agg. Galaverna e Calaverna è Gianda e Giandún. Dicono i Brianz. a
delta dai Bolognesi (V. Tanára, Citlad. uomo che sia grandee grosso, ma scem-
in villa)i dai Pavesi Bramera e Bru- pio e buono a poco o na\\». Ghiandone
tnéra e Brumm. La Brumala délie file (Mímica). — Te sée ona gianda, o vero
dei SS. Padri pare non sia allro che la on giandon. Tu se1 un ghiandone , un
nostra Ghiba о Grisa, non già la Brina pinchellone. — V.
0 Brinala commune, corne la spiegano Giansetiisia (in) agg. Quesla voce servi
1 Diz. délia lingua. — V. anche a denotare una specie di gonna
« Il senso è aggbibbo » dice Trifon cbe le donne usavano verso il 1760.
Benzio in una postilla o cbiosetta po Dal Гг. Janséniste.
sta a un pr>' di coda d'un suo sonelto, Giavéra dicono i Brianlei per Quantilà
nel quale desenve sè medesimo ( Lett. ami grande ed ingombranle di cose su
146 del I." libro delle Lett, facete гас- perflue rammassale, quali esse si siano.
colle Hall' Alanagi ). Moi ebiamiamo Marame; Mucchio, p. е., di rúderi, di
Ghibba la Nebbia. Forse agghibbo vuol ribulti, di rottami , di gragnuola, di
dire oscuro, annebbialo, circón da 10 da ghiaje e sabbie metíale dalle inonda-
una cotal nebbia metaf. — Era it Benzi ziooi a ingombrare, a insterilire i cam-
di Assisi , e quella voce puo essere pi. - V.
umbra o romanesca. — V. Giavóa che iu'l Lodigiano dicono anche
Ghidàzz, Ghidàzza dicono in qualche ter S'gevon ... Erba che infesta i risi, i cui
ra contad, per Guidàzz, Guidàzza. V. serai comraisti uel riso si sceverano col
nel Voc. cribro detto su'l Lodigiano S"gevonin ,
Gbyignón (in) agg. Diuo Compagni ha 1'ag- e i quali noi io cilla diciamo Mcj, e
gettivo Ghignoso per Sdegnoso, Facile nel conlado alto Mejana quando li tro-
all' ira, alla gelosia, al risentimento. viamo residui nel riso brillato allorché
a I Tedescbi sonó domeslichi con le si monda per appreslarlo in znppa.
donne, i Genovesi ne sono ghignosi; Giàzz (in) agg. Bev in giazz . Bere in
zufla ci sarà » (p. 147, ediz. di Pisa ghiaccio (* lose. Carena, Pronlu. р. З76).
1818). — V. Gibigianna [Fá la] (in) agg. I merli, a fagh
GIO ( 78 GIP
la glbiglanna, inoeuren ... I merli se ne Essere in corrente d'aífari, o di clic
muojono se abbagliati per illuminello. che sia allro. Non avère lavorl arre-
Alle Descrizioni poeliche agg. trati. — S.
E vidi cento ipcrnle che 'míenle [Giernada a la scarsa] (in) agg. Che
Più i'jbbellivan con mului rai. dicesi anche Gioruada a la succia. — V.
Daole, Parad, с. XXII, v. »3-14. [Giornada de patron о de pendizzi]
Gibillà (in) agg. Estillare. (in) agg. Talora è pagata, ma a cerla
Gibillà l'acqua ... Tremolare lucí- mercede per lo più bassa; ed è obligo
cando 1'aque di laghelto, o simili. prestarla. — S.
Gigô (¿/1) agg. Xigole, per Lacchella di Giorno (in) agg. Tegnl al giorno ... In
cástralo o Gigolto, è voce spagnuola. formare allri di che che siajTenere al
— Y. fatlb, infórmalo, ее. — S.
Gigottasù (in) agg. Forse lo stesso ebe la Glovànn (in) agg. Chi ha minga clappà
Ghiga dei Bargliigiani. ngon, ее. V. Agdn i. q. G.
Gimbarda, Zimbarda e Cimbarda ...Cosí Gidven (in), 3.° sig. , agg. Chi no vœur
chiamano i Carrettieri o Conduttieri di devenía vece , ch'el creppa gioven ...
bare ( Barte ) quel Leltuccio pensile о Rimprovero a'glovani che spregino 1
Branda che essi sospendono con corde vecchl. — S.
o correggie sollo la bara a uso partico- Dorma, ec. , che Insel gioven te dor
larmente di dormirvi. — V. me!, ec, pu. Cogli le occasioni; Voc*
Giueslrée? Gineslreto. casione passa e non torna. (Si eras,
Gineslrón, sust. m. Ginestra da scope, cur non hodie?, di sant'Agostlno). — S¿
Stipa. La Genista scoparia Lin. Gidven (in), 5.a sig., agg. Gioven d'A
Giϝbbia (in) agg. Giceubbia vegnuda, vocat, Gioven de negozj , Gioven de
setlimannu perduda. V. Seltimànna studl. Scrivano, Copista. Chi presta o-
i. q. G. pera secondaria nel dlsimpegno degli
Giϝgh. Per Vdlvola nelle trombe. affari d'una casa di coromercio. - E' l'ha
Giœùgh с Giugà [T. di Caccia] (in) agg. tíralo su per il leggere e lo scrlvere;
Vorè minga fa giœug, о Vorè giugà e ora . . . e' fa il giovane di studio »
minga. Diciamo di un uccello quando ( Zannonl, Sch. com., Ritrovam. del
s'aggira, volando da una pianta all'al- figl. a. Ij s. 3). — V.
tra e intorno e dentro all'uccellaja, si Gipp (m), пе//е G. agg. Pari 1'omm di
che, non dando mai nella ragna, Га sett gipp, in.br. Parère il diavoh delle
iinpazientare l'uccellalore. — V. ampolle. V. in Vila Patrum la Vila di
Giongherîn e Glongoriu (in) corr. ed agg. san Macarlo. — V.
Sono due, uon qualtro; uno per bi- Gippa [Vess In] (a) agg. Equivale anche
lancino, e poslo nel mezzo di esso, a Vess in bollella. V. in Bolletta nel
perché si presti a secondare il moto Voc. — S.
alterno del cavallo in andando; né sono Gippdn (in) agg. Dovè sta nel gippon de
fait! ad allro scopo. — S. Ballramm ... Si dice dl chi, avendo pro-
Giongrin o Giongorin ... Nel timone del vato ad eslendersi nelle proprie inlra-
carro da buoi è la caviglia fermalrice prese, ne ebbe sempre sedpito, sicchô
délie gombiae. gil è forza slarsene llinllato non ve-
Per termine d'Astron. V. Carr-malt dendo probabilità di migliorar cundi-
i. q. G. zlone.
Giduta. V. Spessadùra i. q. G. Vess nel gippon de Baltramm ... Es^
Gionlln o Gionchln ... Specie di giunco sere imbarrazzato, impigliato; Essere
che fa nelle risaje , diverso perô dal deslio come una cassapanca.
Roj che pur fa nelle medesime. — V. Gipponin (in) agg. Casaccliino. V. Lam-
GioDtirœù. T. dei Murât, e Costrult. ... bruscbini in Tommas. Sinon. (Manto,
Travicello d'agglunta a quello che non nota).
arrivi di filo dalla radice al colmo d'un [Gipponin de nolt] (in) agg. Il Ca
telto. £ anebe nome de' travicelli più rena (Prontu.) dice che in Toscana si
corli che stanno alle alie dei tel li , chiama oggidi communem. Corsetto o
Gioruada (in) agg. Vess in gioruada ... Corsé od anche Camiciuola da nolle.
GIU (7 9) GTU
Glr (in), i.° sig., agg. Palco (* lose. Cap- о Giugà a slipp, slapp, slorum, basi-
poní in Tommas. Sinon, arl. Falda). Od lorum. — S.
iiianezzin a Irii gir. Un manickino a Giugà [NB. (îna)e] (in) ove Лее rispie-
tre palchi. galo un po' r=, leggasi t= spiegato nelle
Gir (in), a.0 sig., agg. Fa el gir del So ... sedi respettive un po'.
Operazione di contrabando per la qua Giughessa [ Avè oua] ... Dicesi quando
le mere! apprese о confiscate ritornano si ha carte non cattive per si in ma
in commercio. — S. no, ma combínate cosi che uon formano
Gir. Lo stesso che Girada, signif. a.°. V, un giuoco forte. — S.
nel Voc. e i. q. G. — S. Giughèlt (in) agg. On giughelt se l'a de
Gir de fondi ... Impiego di capitali vess bell, l'a de l'en! prest ... Varielà
in cambio, ее, con certa rápida vicen- vuol essere a divertiré. — S.
da, come Ira i banchieri. — S. Giùgn (in) agg. S'el caslàn el sfioriss de
Gira el coo. [Figuratam.] (in) agg. Dar la magg, ее. V. Pùgn nel Voc.
volta al cervello. Se i oliv grappissen in giugn, ее. V.
Sapevo hen ch'io era prima null o, in Oliva i. q. G.
Giurà (in) agg. Avè giuraa. Aver sacra
Ma or mi pare aver giralo afíatto. mento di, ее. :
Beroi, Capil. agli Abbatí. — V. lio sacramento di non cinger spada.
Ariotto, Furioso, с. XXIII, st. 78. — S.
Girada (in), 2.° sig., agg. Fa ona gira
da. Mercantilmente, Girare una cam Giuràa. Giuralo.
biale, una partita. E, figuratam., River Amis giuraa. Amid giurali. Dicesi
sare sopra altri un'accusa, un rimbrot- di quelli la cui amicizia è come fer-
to, un carico qtialsiasi. — S. mala con giurainento, tanto è soda e
Giréll (in) agg. Parrucca non intera, che stretta. — Si filli amici diconsi anche
copre soltauto il cocúzzolo. — S. Fradej giuraa. Fratelli giurati. — V.
Giudicàa. T. for. Giudiiio, Sentenza. Pas Giuraméut ... Per la nostra procedura
sa in giudicaa ... Dicesi disenlenza che, passarono nel dialello milanese le se-
per non caserne appellali in' lempo, guenti frasi: Ofrl, Deferí, Riferi, Ас-
riesce iueccepíLile , incontrovertibile. celta, Presta on giurament, che si di
— S. cono, in liuguaggio formale fra no¡.
Giudizzi (in), i.° sig., agg. Significa an Offrire, Deferiré, Riferire, Acceitare,
che il Giudiiio parlicolare d'ogni ani Prestare. Lo offre chi si esibisce giu-
ma dopo la morte. Su questo signifí rare; lo deferisce chi lo vuole ingiunto
calo è básalo anzi lo scherzo di cui altrui; lo riferisce chi deferito lo ri-
nel Voc.: Prima la mort , e poeù el torce; lo accella chi' se lo assume; lo
giudizzi. — S. presta chi di falto giura. — Dalla pro
Sant Sinighetl, trii di dopo el giu cedura passarono pure al dialetto i
dizzi. /". Sinigh¿tt i. q. G. termini francesi indicanti le specie di
T. di Giuoco. II ventesimo dei ta- giuramenti decisori, suppletori , estima*
roecbi. — S. teri , manifeslatori. Decisori se è sola
Gitigá [El giugarav in l'acqua] (in) agg. prova nel mérito della lite; suppletori
Al giugarav la camisa, l'anima, ее. se in sussidio d'altre prove ; estimalori
Giugà de scriina. Giuocar di scher- se determina un danno; manifeslatori
ma ; e , figuratam., Schermirsi di che se conferma la non esistenza di docu
che sia. — S. ment!. — S.
Giugà a bara (in) agg. In uno de'uostri Giùs (in) agg. Figuratam., per Sustanza.
dialetti (parmi il bergamasco) esso giuo Estrado di che che sia. La parte su-
co si chiama Poma (con ГО su olio); stanziale, essenziale, ec. È propriam.
Paume in franc, è noto signilîcar Palla il Jus de7 Latini.
da giuoco. — S. Cavà el gius, o vero el sugh da un
Giugà a brisa. V. Brisa i. q. G. liber. Farne un estratto, un sunto. — V.
Giugà al scovinett. V. in Scovinelt i. q. G. Giùst (in) agg. Omm giust. Pe' rapport!
Giugà a slipp e sbpp e slappetorum, fisici, vale (Jomo intero, perfellot che
GNO (80) GOM
Don gli manca oieale cd lia ogni sua Gnóccli [Vio] ... Vino grosso, colorilo,
parte sana. — V. di poco spirito e men sapore. — S.
Minga giust, fr. brianz. Ernioso, AU Questo vino è detto dal Magazzini
¡enlato. ( Cultiv. lose. p. y5 ) fino maccherone.
Giiistà (in) agg. Giusta la bocea. V. Boc и II mosto non sia grosso, roa sottile;
ea i. q. G. altrimente sarebbe un vino maccherone
Giuslizia (in) agg. Fa giuslizia, per Giu- e come incliioslro. » Ed è diverso dal
stizia. Giustiziare, Far moriré. Dar la Vin gniicchy cosí dello perché stenta
morte per sentenza di giudici. — V. a pastare, a digerirsi. — V
Gloria [ Anda in ] (ad) agg. Б figúralo. Gnœuss. Voce anliquata. V. Gnoss nel
L'originario senso è essere assuulo in Гос. — S.
cielo : Gód (in) agg. God e lassa god ... Far boon
In d'on vece mantlicritt gh1 è la memoria pro di quel che ci piace, e non tur
Del di ebe tuce insemma bio andaa in gloria. bare chi facia altrelanto per sé; nel
Porta, Novttta, it. 4. — S. qual senso diciamo anebe: Viv e lassa
[Dio l'abbia in gloria] (in) agg. Si usa viv. — S.
anche in modo quasi irónico , come Godron. T. d'Arcbitetlura barocca. (Dal
dire: Dio gli perdoni; egli era pure il franc. Godron). Piega, Increspalura?;
gran seccalore; о simili sign iticat i. — S. ornamento a crespe su i inodiglioni,
Gnalca , V. pav. più che mil. Consolida ее. — V.
maggiore, Sinßto. Erba cbe fa lungo i Godron ... Specie di Catrame che ri inane
fùisi e simili luoghi ; ba fusto qua- dalla distillazione del carbon fossile
drangolare, foglie lanceolate pelóse, [estralto il gas], e che serve ad in-
fiori a mazzetti. La negra raschialura tonacar muri, edifizj d'aque, barche,
délia sua radice serve di vescicante, e legnami, ec, a fine di préservai Ii dal-
usasi da' contadini celle lussazioni Г umidità.
(strambadur). — V. Gœùbb (in) agg. Gœubb pù nissun. Non
Goar, per Naso, dicono i Valsa ss., traen* altro, Nultaltro più.
dolo da Nare. — V. [ Aveghela in del gœubb] (in) agg.
GuiiTln [Fà] (in) agg. Anniffare e An- Averia nel coscelto (*lose.).
niffarsi usó Brunelto Lalini nel Pataff. [Dâlla in del gœubb] (in) agg. Servir
per Jngrugnarsi, Aggrondarsi. Da Niffa nel coscelto. V. anche in S'cenna nel
0 Niffb, Grugno, Grifo del porco. —V- Voc.
Gola dicono in alome parti del contado Gœubb [aggett. e sust.] (in) corr. ьзСоот-
per Peltcpvra. V. nel Foe. (Quasi ma- lierelto —, in t= Gomberulo, da Gom-
lore del gain o sia nin, nido, covaccio, bus (gobba) voce délia bassa latinilà.
per troppo decumbervi). E = Bornioso — , in — Bozzoluto ,
Gnlo dicono anche alcuni contadini che ha bozia o botzo, o bugno, che
per Mai del groppone nei volalili. V. ha addosso, corne dire, una cassetta
Smorbiœù, sig. a.°, nel Voc. e i. q. G. da pecchle. — V.
Gnoccli (in), i .° sig. , agg. Fioccà i gnocch. [Anda-giö gœubb] (in) agg. Spendere
Cascar il cacio su i maccheroni? Omm generosamente in che che sia, per qual-
Cbe ipeccia а Л el diinà cbe fiocchi i gnocrh. siasi fine, с per lo più in vantaggio
Maggi, Su 7 Uno, p. 70. altrui. — S.
Vomo da poco, scimunito. — V. Gœùbba (a) nelle G. corr. = sig. 3." =,
Al 3.° signií. agg. Vegol el gnocch in r= sig. 5.° — S.
in gola. Figuratam. Sentirsi un nodo, Goghètla [Tirà a]. Sviare, Metiere su la
una stretla alia gola, per grande aíUi- mala via.
zione. — S. Gógna, v. cont., per Gognin. V.nel Voc.
Al 6.° signif. agg. Nome di que'ndc- Golàscia. V. Gorascia nel Voc.
cioli duri di terra che sonó talora nel- Gomma (in) agg. Fà gomma. Patire di
l'argilla cultiva o nella malta mal la- richicco, od orichicco. Dicesi degli al-
vorata , e che spesso fanuo scoppiare beri di frutte da oócciolo, come a dire
1 laterizj anche crudi , e le inlouica- susioi, mandorli, peschi, ciriegi, e si
ture. mili. — V.
GOT ( 8i ) GRA.
Gomma (in) agg. Figuratam. Dicesi an- Göll de sangu. V. Gardmalitt nel Voc.
clie di qualsiasi liquido che da vaso о Colla (in), i.usig., agg. I Dizionarj della
da allro simile Irasudi e si condensi Пицца regislrano la voce Goccia o Goc-
intoroo al luogo del irasudamento а cióla iu seuso figúralo,
guisa di gomma, come, per mo' di dire, i ,° Per Cióndolo d'orecchini, che non
fa il vino quaodo De gerne e trape!» é l'iutero orecchiuo, ina una parte di
da qualclie sotlilissinia fessura della csso, quella che pende ed ha forma di
bolle. — V. goccia, recala nel Vocab. milan, in
Góndola. Foseólo ebbe qui più, ragione Gotta d'ora (Goccia ngli orecchi);
che non pare all'Aulore. Góndola in- a.° [T. Arch.] per Ornamento che
fallí chiamano su '1 Lario le barche pende di soltó alia cimasa, ее. V. Gólt,
eleganli e da placeré che in tauli versi 4° sig. , nel Voc. ;
lo solcano, e per certo solcavanlo (In 3." [T. Milit.] per Munizione da ar-
d'allora. — S. cliibugi e pistole. — V.
Gdra (in) agg. o Gola. El campaniii de Güila, a.° sig., [Gotla screnna] (in) agg.
la gola, locuz. contad. LPUgola. Amaurósi. Oscuramente della vista.
Gora pienna. f.Gora grossa nel Voc. Guita [La gotla l'è el maa di sciori] (in)
Tornà-sù per gola; lo steaso che agg. Mangià e bev ben, e sgari quand
Vegni-sù. V. in "Vegni nel Voc. — S. la ven ... Usiamo queslo motto quasi
Gdra ... Nel contado verso il Comasco in ossequio alla sua incurabilità. — S.
chiamanu cosí la Mondiglia di pule ed Gollón [Vegni-gió i] (in) agg. и Fare i
allro che si scévera dal grano nel ven liicciconi » (Tliouar, Race, della Milla, ,
tilarlo. — Forse Gdra da Gorà, Sgo- p. 196). _ V.
rà. Volalio. Dicesi anche alio scappare delle pri
Gorgh, Vórtice. — S. me grosse gocciole al principio d'uu
Gorgh ... Aqua profonda ed ampia più temporale. — S.
del letto ordiuario d'una gora o d'uu Gozz [O chiuso], per Goccia, usollo il
fiume, generalmente formata da una cá Maggi, ed é vivo lullora in Brianza.
scala dell'aqua e a pié di quella. — S. — V.
Gorgiada e Sgorgiada, v. br. Tirata, Be- Gradisèlla (in), i.° sig., agg. Slargà tulla
vula. Quaulo si puó bore in un fiato, la gradisella al rid. Rider forte e di
in un sol tratlo. 1 Diz. della lingua cuore. — V.
lianno Gorgione per Chi beve e mau- Gramegnàtt e Gremcgnàtt. Chi incella
gia sinodalamenle. — V. gramigna ne' campi e la fornisce altrtii
Gorin (in) agg. Gorin de ferr ... Il vinco per rinfrescar cav..lli, ec. — S.
che cresce solt'aqua aflalto, e riesce Gramolentj v. br. V. Groppolenl nal Voc.
più duro, pesaule, corlo, verdaslco. Gran d'incens. V. Ciôd i. q. G., 1° siguif.
Gdrlo, v. cont., per Gaslèlt. Gorlo de Gràn [per Moltci] (in) a del gran invernó
plant. Gruppo d'alberi. agg. Diciaino anche: Del grau eslaa. Nel
Gorlo e i dimin. Gorliu e Gorlelt, v. br., cuor dclla ittale. — Gràn si usa Ira noi
per Górnitolo, Gomilolino. — V- anche a significar inollitudine di ció
Góss (in), a." sig., agg. Chi g' ha el goss cui esso è aggiuuto: p. е., Gh'era <li
g' ha quejcoss ... Modo burlevole che gran soldaa. 6" erano infiniti soldait.
dicesi a consolazion de^gozzuli. Gh'era de la gran gent. C'era mollilu-
Nel 3." sig. agg. No la goss. Sver- dine di persone. — S.
tare, Volar la verla, Svesciare, Darla Granada. Gránala. Projeltile noto, quasi
Juori. Dar fuori quel che si ha iu cor- fuor d'uso, onde Granater, — S.
po. Dire alla gaita galla; al pane pane. Granbestia. Animale imaginario, (о forse
Parlar chiaroe Hueramente tullo quello l'Aire) dalle cui unghie grandi piglium-
che si sa e si lia ncll' animo. — V. nio il detto: Ong de la granbeslia,
Gull (mi), i." sig., agg. Seinpre significa ciuè lunghissime. — S.
piccola quanlità. Gollo i Venezianj di- Grand (in) agg. Graud come la botina
cono per Uicchiere, dal latino Gutttts. Coinpagna. V. Compagna Í. q. G.
— S. Granèll (in) agç. Forse с da dirsi Gra-
Göll de lampcdari, Perelle da lumicra. nello co'l Paciólo, Aritm., p. 182 гот»;
Vol. V. 11
GRÂ (8: : ) GRE
ma il luogo mi pare oscuro , se nou I che te mangia, Corr che le corr, Bev
aoche mouco. che te bev, Pensa che le pensa, e cosï
Grauii (a) nelle G. agg. Sonà granii ... ogni allro? La frase dunque da avver-
Suonar cosí spiccato, eguale e distinto tire sarebbe il Che te, il quale ci serve
sopra istrumeuti da laslo o da pizzico, ad esprimere si falto frequentative. — S.
che nota non ne vada, non che per- Grattaa di varœul , fr. brianz., e semplU
dula, nè pure meoo avvertila délie al- cemente Grallaa. Butterato. Chi ba la
ire. — S. faccia larlata da vajuolo.
Granin [Vess on granin de pever] (in) Grattacopp (Maggi, Äme).Figura»am. Chi
agg. 11 Foc. dice solíanlo grande di uon va a fondo nelle cose, Che le vede
meules vale anche, e più proprianiente, cosí in superficie. — V.
di cuore. Onde il Bcrui, Orl. in, c. LI, Gratta-cuu (in) agg. и I Grattacuti sono
s. 4°i ebbe a dire: i frutli della rosa canina e della rosa
Perch'ogoi i>iccoleUo è sempra irdilo. — S. collina » — roeusa del coceó — (Ollav.
Grùnua (in), 4° sig., agg. Pever in gran- Targioni-Tozzetti, Istit. botan. II, 454)-
ua. У. Pever net Voc. — S. — V.
Giappèll (in) agg. Dann on grappell ... Grallirolln, masch. Grattugina^ Grattu-
Dare iudizio cerlo di ció che si vor- gino (Carena, Prontu. р. З47).
i ebbe far indovioare. Viene da ció: Gralton (in) agg. In Brianza, figuratam.,
che un tale, iucoutrato uu compare coa dicesi d'uoino oltremodo butleralo, che
nu ceslello coperto, e cbieslogli che vi ba la faccia tulla a bulteri. — V.
i'osse entro, questi risposegli : Se te in- Grallon ... Scopa molió usata, che ha
duvinet, ten doo on grappell) onde Pal- perduto la parte pieghevole e atta a
tro uou penó a iudoviuare ch'ell' era scopare; ond'è che con essa, anzi che
uva. — S. scopare, si frega e gralta. — V.
Grappèll e Grappelliu (in) agg. Figura Gratlonàda (in) agg. IlMagalotti usa Grnt-
ta!». Dicesi di fanciulla vispa, di mem tonata iu sigoif. idéntico di valore, ma
bra leggiadre, bene intagliate ed agili. per ispecie diversa d'oggetto nel § Uli~
—Varda che bell grappelliu d'oua (osa, lità del friilto della palma.
come la baila graciosa ! — V. Gratuit. E invalso nel dialelto in più casi:
Grappellént, v. cout. ... Tinta grappolelti, р. е., Post gratuit, Asserzion gratuita.
o grappolini, o grappolucci, o racimo- Sedia che non si paga, Asserzione od
luzzi. — Del 1847 l'uga sui nost ronch Accusa mal Jondata. — S.
l'era lutta grappellenta ...A un di presso, Gravalonscèll , v. с. ... Picciola Vespa
¿ l'Uga s'cianchella dei Cremonesi. crabros Calabroncino.
Grappi. Voce delle cosliere leccensi e la- Graved (in) agg. Pari Tomas graved. V.
rieusi. Allegare, Mignolare. Dicesi pro- Tomás i. q. G.
priam. delle olive. Gràzia (in), a." sig., agg. De grazia. In
Se i oliv grappissen in masg, ее. V, grazia, Di grazia. Modo urbano quasi
in Oliva i. q. G. a scusarsi della noja che si dà allrui
Grass (in) agg. Di de grass. Giorno grosso. interpellaudo. P. е.: De grazia, se va
Maugià de grass. Manglar grosso ; pa- de chi per anda al lejaller? Il Quaeso
scersi di cui ni d'auimali a sangue cal- dei Latini, il Prues degl' Inglesi , il
do. — S. S'il vous plait dei Francesi. — S.
Postee de grass. V. Poslee ». q. G. Grazidsa, aggett. d'Erba. V. i. q. G.
Grass, aggiunto di Terren. Fertile, Fe- Gremegndu о Gremègna di canètt ... Sp.
condo. — S. di vera gramigna, pero a radice ser-
Grass de rost (a) nelle G. agg. Il sugo peggiaule, grossa Ire voile tanto della
riinaslo dell'arroslo. — S. radice della gramigna commune, e ros-
Gràïsa (in) agg. Intanta che la magra la saslra. E assai infesta al grauo.
inœur, la grassa la consuma ... Dicesi Gremmàa (in) avverti. Perché l'aqua bol-
da tili è piugue per farsi preferibile lente non 'abbronza, non puô dallo
a cli i è magro. Strinalore lucchese dedursi che Slri-
Gratta [Gratta che le gralla ) (in) agg. riato valga Abbronzato, Greinmaa. — S.
Ora, perche uou registrare: Mangia Agg, Mauuzzi, Diz., registra Strinato,
GRO ( 3 ) GUA
per Che ha colore di cosa abbronzata le giondajc. tiel suo signif. rl! Andaré
dal sole. — V. iriconlro ad un danno per voler can
Grèmola (in) avverti. Non si usa a ren- sarlo. — S.
dere la pasla soda, bensi duttile. — S. Grdpp (in) agg. Mangia gropp. V. Man-
Greppia (a) nelle G. agg. T. Mecan. Oli- giagrdpp. i. q. G.
yella. Saldà a gropp. V. Groppi q G.
Grevasc. Gravaccio. Diccsi piu spesso Grópp [Fà i gropp] (in) agg. e corr. Chia-
d'uomo grassoccio e già vecchiotto, e mano cosi non il metler fuori la spiga
tardo a rauoversi per il peso si del il riso, si bene P averia j come dicono
corpo e si degli anui. — V. i Brianzuoli, nel gozzo e prossima nd
Grilllu. Devolt de sant Griffin. Ladro- uscire, pigliando queslo modo dall'in-
nelto. Voce affîue a Sgriffà, Sgraflignà, grossarsi la parle superiore del céréale
ec. — S. in forma di bernocchio per la spiga
Grignà , ее. (in) agg. Voci a prestanza che vi si racchiude già bella e formata.
dal dialelto bergainasco. Ridere, Sog- — V.
ghignare, Glùgnare. — S. Gropp ¡Nodo] (in) agg. Nel granturcule
Grima (a) nelle G. agg. Cader neviscliio. (melgase) sono i puiili cbe intersecatio
Grimell (in), sig. I.", agg. I contadini, e li internodj.
specialin. que' di Brianza, chiamano Gropp de ro'vera. Figuratam. Persona ro
per tale aggettivo anche la persona u- busta e sanissinia, quandonnn sia trop-
шапа che abbia sopradenti cosi fatli. po grande e tarrlnala. — S.
Griinellcnt, Grimellos. Broccoso, Che ha Groppi о Saldà a gropp ... E riunire con
brocchi, Brocculo. — V. fuoeo e con saldatura i lemhi délia
GrimeJleula,GrimelIosa. Dices! delta seta, latla о (ГаЬго métallo, dopo di averli
il cui filo non é tutto seguilamenle auncinati a gancini,maslietlali Ira loro,
eguale, nía che ha súvvi di molli broc e spianali со 'I marlello.
chi o grumi (grimej). — V. Grossellinna in vece di Grossezzina di
Griograi (a) agg. Strimpellatore. — S. cono i Muratori, ec, ppr Ogni cosa che
Griœù (in) agg. È del pari conladinesco ; soppongono a travi, ее., per ridurli a
la voce cilladina è Cucurucuu. — S. débita altezza.
Melle Gride di Milano del seicento Grùj, v. cont., per Cröj. V. nel Voe.
i Garígfó délie noci sono detli GarioIi ; Guàa. Guado. Luogo nel íiume di poc'a-
i Greci, grecheggiando, chiamano Ka- qua, per cui si puô passare senza barca.
ryon la noce. — V. Per Passa qualunqiie; onde
Grizzèlla ... Nome del Kibes crespo e L'ullem guaa. L'estremo passo^L'ul-
del Kibes a grappoli, cioè del Ribes tima partita. — V.
uva crispa Lin. e del Ribes grosularia Guàa. Tine о Тепе in guaa ... Parmi si
Lin. dica per lo meno anche del ttirchino;
Gró (in) avverti. il Gró de Napoli ne è o sia piuttosto il modo di tignere, chu
una speciej v'è il Grô de Tour (Tours\ la qualilà délia tinta. — S.
il Gró grèu (gram), il Gró d'Africh Guàa (a) nelle G. agg. M a lore del fru
(d'Afrique), ec. — S. mento, per cui diventa guasloe marcio.
Gronda (in), i.° sig., agg. Avocalt de gron
da. V. Avocatt I*. q. G. fíugini' o Runtgfné è quel matore «leite
biade che noi chiamiam Manna. — Filigine o
In gronda, Su l'orlo, ln riva, Lungo tjstilnginr qnetlo che diciamo Carfionj per queslo
10 stillicidio. — S. il grano divien ñero come fosse brurialo, e li risolve
Tirass-sù ben ben sott alla gronda. tuttu с con esso la spiga in una polvere neris-
aima. —■ Nel Guaa il grancllo ci rinianc enn la sua
Tirarsi rásente i muri. Figuratam., di- liuccia, ma picno di una polvere marcia in vece
cesi di chi cerca di non lasciarsi ve- di farina. — Nella Manna le foglie, la spiga, it
11 ere da alcuno di cui voglia schivare gamito o colmo ti coprono d1una polvere granelln-
V incontro. V. sa , gialla o roasicciaaa il grauello viene siento <•
rugoso. — V*
Avverti. Si dà per traduzione, Ira le
oltre. Grondaja. Quesla parmi versioue Guàda (in), t.° sig., agg. È pur voce de'
di Grondanna. Seuza ció sarebbe iuain- Lariensi. У. in Monti, Foc: Com.
inissibile ildcllalo: Fttgir l'aqua solto Gnadàgn (in) agg. Fà el guadagn che ha
GUA ( 8¿ ) GUA
faa ¡ Franzes in Mosca ... Perderé in Avè soit quajcoss de mal guarnas ...
luogo di civanzare. Propriam. Avère alcun che sollo il brac-
Mett on Ierren a guadagn, m. br. E tío mal coperlo dall'abito; Avère una
lo stesso che Mellel ¡o cavada ( V. in soßoggiata. Ma non s'usa che parlando
Cavada nel Voc), cioè, d'ineullo, о del Irafugar cose di mal acquisto, o
mal cultívalo che era, rucarlo, mediante di sinistra provenieuza, o nel seoso di
buon lavoreccio e scassi e molto conci- covar nell'animo ana biasimevole az¡o-
roe, a rendere copioso frutto {majore ue. — V.
cum joenoré). — V. Guarnasciœù (in) agg. Anda ancamó in
Guànt (in) agg. guariiascioeii, Porta ancamó el guarna
Helle parti =. ... Dorso zz ... Pal sciϝ ... Dicesi de' fanciullini che non
ma = ... Quadrelli (" tose. Carena, hanno per anco coininciato a portar i
Prontit. p. 39). calzoncini, con che danno segno di
Guant ordenari, Guanti corti (* tose. uscire da bambino. — Figurai a m., dicesi
iVi). di chi è ancora bambino di esperienza,
Guant de lattee (in) agg. Monchini di giudizio, di sapere, se bene, quanto
(* tose. iVJ). all '1 là, a libia già (ocelli ed anco passali
Guant tough (in) agg. Guanti lunglii li hiioí della discrezione: Non aver an
(* tose. i'fi). cora rasciutti li occhi, Avère il Lille
Guant senza did (in) agg. Mitten r alla bocea ( Tettà ancamó ). Aver рая-
(* lose. ii'i). sata la puerizia, senza aver dismesse
Guarda (in) agg. Guardal GuaVdel! Ba le puerililà. — V.
da ! Avverti ! Ritirati ! —• S. Guarnazz, masch., e Guarnazza , fem...
Guarda beti! Guai a te!. Bada bene! Presi cosi assolutamente, vagliono a'
— S. Brianz. Vernaccia. V. Annotaz. al Di
Senza цп an ra di : guarda che te doo ... tirambo del Redi, dove è citata una
Dicesi d'ingiuria, o d¡ danno inopina- carta pécora , nella quale son quesli
tamente arrecaloci. — S, nom i di uve: cum optima guarnaccia et
Guarda el ciel che, ec.Mainonac- tribbiano. — V.
cada che, ec.¡ e contiene quasi un la Guarnazzreura (in) corr. t= o Guarnaz-
mento. — S, zœula. È questa propriam. una specie
Guárdem mi. Te ne slo io malle- di vino delicato e dolce, falto d'uva
vadore, Te ne gitarentisco io, Te nc guarnazza. Nota ebe nelle vecebie scril-
do io sicurtà, Fa'sicuramenle sopra di ture d'aflilto si trova bene spesso im
те, ec. Ha senso equivoco, e a7 usa posto all' aflitlajuolo il peso di lame
scherzando: р. c, S'el te paga minga brente di guarnazzóla da pagarsi al lo-
lù, guar dem mi. — L'è on aíTari de catore. — V.
lassa minga scappà; se te gbe gionlet , Guarnen (in), dopo mobili, agg. Arma-
gtiardem mi. — Y. dio in muro ( * tose. Carena , Prontu.
G uardamicilj, v. a., cioè Coram! d'oro. p. ao5).
Guardàss (in) agg. Guardass indree ... Con Guarnizidn (in), i.° sig., agg. Chiamasi
siderare chi sta peggio di noi per ras- anche quell'Ornamento e accompagna-
segnarsi ni nosiri raali. — S. mentó di verdure od altro che mettono
Guarna (in) agg. Guarnà-via. Guardare, i cuochi intorno ad alcuni camaogiari.
in signif. di Custodirej Servare, Con — S.
servare. — V. Guàst , sust. Da el guast. Devastare, e,
Per Nasr.ondere, Occullare, Riporre: scherzosain., Mangiare con grande ap-
p. е., Guarna.via subet quel corlell ; pelito, sparecebiando, spazzando cosi
che se te calleo , pover li. Nascondi , la mensa. — S.
Jliponi subito quel collello; chè, se ti Guàst, soltinlesovi Omm. Rollo, Ernioso,
colgono con esso indosso, guai a te !, Crepato. — V.
pover a te! — V. Guàst. X. d'Agr. Arrabbialiccio. Malalú
Gmriiàa. Guárdalo, Rtposlo , Messa in dille blade che arrabbiano, cioè, che
serbo. Mal guanina. Mal custodito. Non si seccano avauli tempo, prima di ma-
riproslo bene a salvamento. — V. turare ¡1 chicco. — Onde la frase C¡appa
GUG ( 85 j GUZ
el guast. Arrabbiare, ее. — Difesi pur Ц slremandosi fino all'allro. P.e., t соя- -
del terreno., e iu queslo sonso V. Gua- trajeeu, o i pianœu d« qnell ronchett
sláss i. q. G. me vegnen tuce a guggirœu /л andron-
Guaslàss (in) agg. Arrabbiare, dices i di cini, o ripiani ~di quel poggelto mi ven-
terreno che piglia l'arrahbialiccio, cioc. gono, mi riescono tutti a eugno, a ven-
che insterilisce per essere stato lavorato taglio. — У.
quand' era molle o gelato. — V. juggirœù dicono i Falegnami delVA. con
Gudazz e Gudazza , v. br., per Guidazz tado mil. quell'Asse larga dapiedecbe,
e Guidazza. V. nel Voc. — V. rástremela, finisce stretla da capo per
Guèglia. V. Guèja nel Voc. servirsene a rompiere una ¡mpalcatura
Guerra (in) agg. A guerra finida. Alla Dei vani d'una stanza non ben riqua-
fin del conto j Finito, o conchiuso Vaf- drata nelle pareti, le quali faciaoo cio
Jare: p.e., A guerra finida, la veda- che qui sotto.
remm. Sapremo come la sarà ándala, Fà guggirceît. T. de' Murait ... Far
(¡nal esito avrà avuto. — V. angolo sollo squadra o sopra squadra )
Fà la guerra. Figuralam. Fare la riuscir fuori di squadra la riquadratura
guerra (Caro, Lett. med. I, 177). Con di due о più muri o pareti.
trastare, Far conlro, Avversare. Guida. Guida. Uomo pratico dei luoghi,
Gugèlla. Donna, o donzella, o giovinelt» che i viaggiatori pigliano sero per non
lunga с sotlile. Spilungona ; Spertica- errare il cammino od averne ajulo ne'
tellaj Perlicona. Dicesi anche di lunga ,-assi difficili. — S. »
e scarna cavalcatura. — S. È pur quel soldato, o guardia di Fi-
Gugèlla. T. d'Agric. La Plnmula dei Bo- nanza, che, famigliare de' sentieri, in-
lanici. Pinzo. E Sgugellà è lo Sguai- dirizza Ii altri su per i monti о per
narsi délia delta Plumula, che è il cora- istrade mal note.
plesso délie foglioline del grano appena Gold de ferr ... Quelle spranghe di ferro
uscite fuor délia gemente germogliala. su le quali scorrono i eonvogli nelle
Gugèlla. T. délia Pitt. Agngella. Punie- ferrovie; dagli luglesi e da'Francest
molo di ferro, о altro simile strumento dette Rails. — S.
appuotato, propriam. falto per granare Guisa (a) nelle G. agg. L'è pù in guisa
i dipinti. — V. de vedè, ec. È aporco, È maleando, e
Gùggia (in) agg. Tegnl sui guec. Vale simili. È una compassione il vederlo ,
qnanto Tegnî su la corda. V. in Corda È una compassione il falto suo. — S.
nel Voc. — S. Guliôtt о Gugliôtt ... Nome di ciascuna
Vcss quel che Га el cuu ai guee ... délie quiltro guglie piultosto tozze с
Dicono schernevolmente i Brianzuoli massicce che meltono in mezzo la Gu-
di chi presume di sè più che non glia meggiore del noslro Duomo.
comportano le forze e capacita del suo Gùsa ( Voci lariensi. V. Ghisêla e
ingegno. Allacciarsela vie su, vie su. Gusètta ( Usellna in Monti, Voc. Com.
Essere un Tuttesalle , un Salamistro , Gussa. Sguscioi Soria di ságoma con cava.
un Serfacenda. — V. — S.
Guggia de cusi (in) agg. Per Goma. Gussóli, v. a. Dat. Daz. Merc, per Gu»-
Guggirceù (in), i.° sig., agg. Figuratam., sètt de cavaler. V. nel Voc. in Gus-
dicesi di camerino lungo e stretto , il seTTA.
quale diciaino anche Busecchin. Btigi- Gust [de matl] (in) avverti.Nel i." iignif.
gattolo. — S. diciamo semplicem. Gust malt. — Gust
A guggirœu. A bit Ha , A eugno, A de matt dicesi del divertimento che la-
mo' d'agajuolo, cioé,Chc coniincia lar luno si prende a nojare altrui. — S.
go d jll'uu de' capi e va gradatamente Guzzètta. V. Gusella qui sopra.
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ïdéa. Per Giudiiio, Parère: р. е., A toa, significare che l'imbiaccar legnami sen'
a mía idea ; A idea del tal. A tuo, a mió za prima sluccarli è un perderé mezza
parère ; A parer del tale. — V. la spesa dcll' imbiaccalura, che riesce
Iguà ... Nei diotomi di Saronno equivale mal durevole.
a Da parte. Fait igoà I Tirait da parle. Itlibirlént (in) agg. n piutloslo corr. =
Mett ignà. Meliere in serbo. Imbirlent, da Birlo, e il suo sinónimo
Jgnùga (in) ngg. Yoce contadinesca; cosi Imborlcnt, da Borlo, sono usali da'
Iloga. — S. Brianzuoli aggeltivam. per Tondo, Ri-
Ignora. Idiotismo communissimo. Disi tondo, Sfcrico, Circolare, Tondcggian-
mulare, Fare lo gnorri. Fare il itescio. le, ec; non mai in senso, ch'io sapin,
— S. cl i Vorlicoso, Che s'aggira, Che fa vór
Imbagaggià. lmbagagliar le robe, Far le tice. L' essere perô che che sia imbir
bulle, Far bagaglio délie robe. lent, o imborlenl, lo fa eziandin esser
Inibagaggià-via. Avviare , Avvioltola- più alto с più facile ad aggirarsi, a vol-
re. Dicesi scherzosam. per Metiere al- teggiare, ее. — V.
trui in vettura e avviare a suo viaggio. Imbirolà. Sinónimo di Imbirorà. V. nel
Imbagoggià, e con pik forza Imhagog- Foc. — S.
già-sù. Sovrempiere le lasche, le sac- Infboccà. Delto in genere di quanto en
cocce (bagogg). — V. tra in buco a ció destínalo : p. e. , Im-
Iuibagoggiaa. Tullo sacchc? Tulto sac- boccà la ciav de l'uss (o piultosto Im-
caje. Che ha piene di roba le saccocce. boccà conl la ciav el bus de la sala
linbagoggiass-su. Empiersi le tasche a ri- dura). Jnconlrar con la chiave la fer-
bocco, Jntascarsi sovra misara, Insac- Htoja délia loppa. — S.
cocciarsi a bizeffe, liinzcpparsi le sac Tmboccà. T. de'Forn. ... Imboccà la bocea
cocce. — V. de la l'ornas ... Rabboccar di legne la
ImbaDcà i vail. T. Idraul. ... Costruire di bocea délia fornace.
dislanza ¡u dislaoza con macigni, travi Imboccadùra [Avègh bonna]. Figuralam.
e calcina a traverso i lelti dei torrenti e schcrzevolin., vale Mangiar molto,
chiuse o lévate per frenare 1' impeto e Essere buon mangialore, ec. — S.
la ruina delle aque in occasione di lmbocchetlà. T. de'Fabrifer. ... Raccom-
pieue. I tratti che sonó da una traversa mandare in una loppa lo scudctlo spo-
nil' altra formano quasi altretanli ban- stato, о fare che la toppa spostala in«
chi, donde il verbo Imbancà. Si falle contri megliolo scudetto onde la chiave
traverse o chiuse noi lechiamiamo con calzi beue с la serratura giuochi a
bella metáfora anche Briglie (Brij ) ; e doverc.
di qui Imbrid i valí, che vale il cne- Imbœusmà (in) avverti. L'ho per voce
(iesimo. — V. scorretla. Il Milanese non mette Vœu.
Iinbasoffiass. Rimpinzarsi di mineslra, o che nelle sillabe accentate, nelle ail m
simile; da Basoffia, grande Scodella di Го. Ccsl l'Ilaliano pone Y no dove cï:
che che sia. — S. accento, altrove l'o solíanlo. Lo Spa-
Imbazzass. T. di Giuoco. Meli' ombre spn- gnuolo del pari pone ne su le sillabe
gnuole vuol dire fare una mano (bazza) accentate. — S.
quando non se n' ha ancora. — S. Imbogàa. Che ha le bove ai piedi; e, fi
Iinheccass. Imbeccarsi. — S. guralam., ImpedicatOflmpastojatOj Che
Imbiarcàda, sust. f. Mano di biacca. non puô camininare spedilamente. —V.
Var pussee ona mala sluccada clic Imbogadùra, sust. f. ... L'alto di metler
ona bonna imbiaccada ... Prov. com le bove a' piè dei carcerati, e, anticam.,
mune Ira i Falegnami, l'Inveruicialori anche le pastoje aile beslie.
e simili arligiaui, со '1 quale vogliouo Imboni (in), sig. agg. Dicesi speçial
BIP ( 87 ) IMP
mente di bol i i nuovc, ove si mella il Impajoda de quallà ... La pagliala
primo viuo, clic, iiiibevcndo le pareti luiiga e strella.
nuove, reode la botte buona pe 'l vino lmpajada de immantellà ... La pa-
cbe vi entrera poi. — S. gliala (e quesla anche non di paglia,
Fertilizzare ; parlando di terre. — S. ma di frascati, canne, ec.) alta, strella
Imborlént. У, lmbirléut 1. q. G. e quasi riquadrata.
Jmboscàss ... Farsi boscoso un terreno; Impajàss (ad) nelle G. agg. Jmpagliarsi
sia rendendosi iilto un bosco, che è be (Manuzzi, Diz.). — V.
ne; sia ingombrandosi campo od altro, lmpallascià. Frequentative d'Impaltà. Im-
che è poi maie. — S. brodolare, Imbellellare , Inzavardarc.
Iinbrùj. Imbroglio, Intrigo. — S. — V.
lnibrugà ... Dicesi dell'aqua con che s'ir- Impallasciàa. Inzavardato , Inzaccheralo ,
rigano i campi, quundo, per essere Infárdalo, lnzafárdalo. — V.
srarsa, non Ii bagna a sufficienza. — V. lmpaltasciàss. Inzavardarsi, Inzacc/ierar-
Imhuscuràss, v. di Ghiaradadda. Dirnen- si, Inzajardarsi , Imbelletlarsi, lmpia-
Ucarsi. — D. / stricciarsi di fango liquido. Empiersi
Imbussolà ...Guernire di buceóle il mo2ZO tulto di sprazzi, di schizzi molosi , di
d'una rnota. — S. fango. Ammelmarsi, Involgersi nella
Imbnzà ... [''idare travi e simili (До/т) alla molina, nella mota. — V.
buza. У. nelle G. al Foc. — S. Impanui, v. br. ... Asciugarsi i panni lin i
Immanegà (ad) nelle G. agg. Meliere il più là di mezzo, ma nou del tulto;
rnanico a qualsiasi arnese: coltello, van- Essere un po' umidelli ancora. In que-
ga, ec. — S. slo slalo si distendono, si stirano e si
Immanzi ... Andaré al toro, Essere món piegano più fácilmente che non quando
tala (la vacca) dal toro, sono troppo asciutti. — V.
linmassimàss. Ficcarsi in capo una mas- Impannîi ... Cosi chiainano le Stiratore
sima. Fermarii ntlV umore, nella fan brianlée i panui lin ■ non ancora afl'atlo
tasia un'idéa, una persuasione, si che rasciulti , pronunciando perô queste
vi metta profonde radici. — V. voci con un' n sola. L' Impanïi délie
lmmatti (in) agg. Penar molto a fare una brianzuole equivale all' Impassli délie
cosa. — S. ciltadine. — V.
Fa i m m at ti vun. Dar по/а, molestia, Impasciugàss. Corrisponde ad Impolli-
briga ad unos Molestarlo, Nejarlo, Gra sciàss. V. i. q. G.
varlo, Tribolarlo. — V. Impassi (ad), a." sig., agg. « Ammencire,
Immoltà. T. de' Murat. Spargere di ce Dlvenir mencio, eifelto dell'umidilà »
mento (molla), Cementare, ec. — S. (Tommaséu). — V.
Immallare. Coprire che che sia d'u- Impasta (ad) agg. Impastà la molla. T.
no Strato o crosta di fango ( malta ) , de'Forn, V, in Môlta i. q. G.
o di argüía, e simili. « Essendo noi Impuslàa (ad), sig. a.0, agg. Impaslàa de
coslretti a murare ne' tempi ... freddi , rabbin, de flemma, ec. Iracondo, Flem-
si puô ovviare al danuo de' ghiacciati matico, ec. , al sommo grado. — S.
con lo immallare e iiicrostare di creta Iinpazienlà (in) nota bizzarria : che Impa-
e di fango la inuraglia » (Maggi, For- zientà, non reciproco , non si usa in
tifie. 89). - V. queslo senso che all' infinitivo dopo il
Immolláda ... Una mano di malta data verbo Fà. In ogni altro caso è reci
a una muriccia, ec. proco. — S. ,
Immoral; Immoralilàa. Immorale; Immo- Impeduzzà ... Fare il peduccio alle voile,
rahlà. — S. ai voltini.
linmolriàss (ad) agg. Imbuzzire, Far buzzo Impègn (in) agg. Aifari d'impegn. Affäre
(ad alcuno), Far Ii occhi grossi, Star molto serio, Affar grave, iTimportanza.
grosso ad ... — V. — V.
liiipadroniss (ad) agg. Impadroniss d'ona ITœuss Г impègn] (in) agg. « Pren
materia, e simili. Apparat- bene che che dere l'impegno » (Tommaséo). — V.
sia, In/ormarsene bene. — S. Impellizzadór. Impiallacciatorc. — S.
iinpajàda. T. de' Fora. PagUala. Imperator. 11 quarto dei tarocchi. — S.
IMP ( 88 ) INA
Imperatriz. Il lerzo dei tarocchi. — S. carsi, Intruhrsi di alcuna cosa lorda e
lmperfètt (in) agg. Resta imperfett ... Tro- I enera come polliglia , lnzaj'ardarsi.
varsi manco che che sia; Difetlare in, — V.
o di che che sia. Imposta. Impegnare , Accaparrare uno
Et restará minga imperfelt ... Non perché facia cusa a nostro modo: p. е..
istarà da me ch'ella non sia servita il Te imposti per vegni a disnà a cà mia
dovere. domenega. — S.
Impéri. Impero, Imperio. — S. Impozzà. Fà impozzà ona sidella ...
Imperial (in), sig. 1 .°, corr. = Non è sol Agilar fune e secchio per modo, che
íanlo dei tarocchi. Al tresctle è di Ire questo si obliqui nell'aqua ^Ilorchè ve
carte, mancando il cavallo; alfombre n'ha penuria nel pozzo o nella cisterna,
è pur di tre, mancando la dama. —-S. ad oggelto di attiugerne quanta più sia
Impero (m) agg.... Fare imperioso, ее. — S. possibile.
Impesàa [Figuratam.] (<>/) agg. Rilto e Impozzàa. Figuratam. , per Pieno, Stop- •
duro délia personaj ed anche per Trop- pato, Imbarrazzalo :
fw contegnoso nei modi. — S. Per t Cumul del ventricol irapotzaa
Impezzà on fond, о lmpezzàss. Riqua- Adess me seal de belt
drare, Arrolondare, o Compire un ter A fumage el cervctl ;
reno, acqiiistando frazioni atligue o cir- Me va interna la vista.
condate dal terreno stesso. O si artgulus Maggi, InUrm. àelfïpocond.
Ule Proximus, ее. d'Orazio. — S. p. 166. — V.
linpiant. Ordinamenlo , Organizzazione , Impregna. Impregnare , bassam., per In-
corne dicouo, d'un Officio, d'un lavoro, gravidare. — S.
ее. — S. I cont. brianz. come usano Gguratam.
Iinpiccà (ad) agg. queslo modo: Se dà Impregna per Implicare, Avviluppare
lerap anch a quij che s' impicca . . . due о più cose insieme si che se ne
Cosi rispondono coloro che, pressai! forini un aggruppamento, uu viluppo
a far che che sia, domandano un po' quasi ine&tricabile ; cosi dicono Despre-
di agio, un po' di Gato. — V. giià per Disnodare, Disviluppare, Dislii-
Usano ad ogui tratlo i contad, brian- c'are, Liberare. — V.
téi queslo verbo per Intricare, Impli Impretuuda (in) si osservi: Pare venga
care , Avviluppare , Ravvolgere confu dal lalino Permutare in, cioè, Far cam
samente iusieine due о più cose si che bio, o mutanza d' una cosa in, о сип
ne venga un viluppo difficiliueutc eslri- un'allra. Е veramente chi prende in
cabile. — E cosl, corne nota ma non presto denari, grano, farina e cose si
spiega il Vocab. a p. 28 de) Vol. H , falle, nella restituzione muta le cose
osano Despiccà per dire il contrario: prese a prestanza in altre delta mede-
p. е., Yarda là quella vacca che la s'è sima specie, ma non idenliche. — V.
impiccada coi corûi dent in quij viuc'r- Impresta [Chi impresta,ec] (in) agg. Berni
bol, vae despícesela. Ve' là quella vac (nel Soc. Canckeri e beccafichi magri
ca che la s è intricala con le corna in arrosto , v. 6) disse in senso affiue a
fra quelle vilalbe, va' e distrícala, va' questi :
e le disviluppa le corna. — V. E dare ad al 1rs per avère a avère. — S.
Impiccàa [L' ]. Il ia.° dei tarocchi. — S. [mpugnadura (in) logli t=s Resta, se di
Impiega (in) agg. lmpiegà danee. Allogar lancia—, La Resta è uu appoggio (issu
Jenaro a frullo, sia prestando, sia coin- del calcio délia lancia coutro la per
perando, sia ec. — S. sona, e fa parle dell'armatura. — S.
Impignà, о Mettin pigua. Ammonticchiare. Inalberàss. Mettersi in allarme, in sospet-
lmpiguàa, о Miss in pigna. Ammontalo, to. — S.
Ammonticchialo . Fnamoràa (sollo), dove dice c= g'lian bus 4
Impiombàa a mazzetta. Impiombalo a i man t=, leggasi in vece c= g' han i
mazzuolo. man bus.
linpoliiscià. Impiastricciare, Inlridere di Inànz (ad) agg. Manda, о Porta inanz un
cosa teuera e sozza. Iavoréri,ec. Progredire in un lavoro,ec.
Iiupollisciàss. Impacuccfiiarsij Impacciu- — S.
IXC ( 89 ) INC
Inarchetlà. Inarcocchiarç. Dar la forma, Stiv. Le sue parti souo: Sœuja. Soglia
la piega d'archetlO. — V. t=Stiv. .fti/>ite = Spall. Spalle=zVs,ce-
Iiiarcheltàa ... Piegato ad arco, о ad ar- ra о Porta o Paradora, Porta o Para-
cliello, e indurilo in quella piega. — Y. toja — Capell. Cappetlo. — S.
lnarchellass ... Pigliare la forma о la piega Tirà-sù l'iucaster. Figuralam. , vale
d'archetto, e indurirsi, intirizzire e ir- il medesimo che Slargà la man (F, nel
rigidire in quella si che perda ailalio Foe). Dare a man larga. — V.
l'arrendevolezza. — V. Incavallà ... I Sarli e le donne brianzuole
Incamisàda , che altri dicono Camisàda. dicono cosi il cucire insieme le due
T. de' Forn. Incainiciata ? SoUil rive- parti coslilueoli un pajo di calzoni.
slitura di maltoni che si fa su le pa Nel Foc. ital. abbiamo una frase af
reil inlerne délia fornace. fine, ma con qualche diversilà di ide'a,
Incanalàa e Incanelaa, Aggelt. di Cópp. nel Metiere a cavallo una spada, о si-
F. in Cópp i. q. G. mile, degli Spadaj e di altri artigiani.
Iticaneslràa. T. dei Trait, di seta — ... Incaviggiàda {ad) nelle G., dopo i versi,
Dicesi dei fili o capi délia seta , che , agg. Porta, Recors a Soa Ezzellenza Ca-
per difelto di torta o incrocicchiamen- viggioria.
to, vanno su '1 naspo accoppiati e non Incéns (in) agg. Inccus in granna. Lagri-
torli. — V. me dvincenso.
Incanestràda ... Dicesi della seta quando, Grâu d'incens. F. Ciôd i. q. G., 4.0
per difetto delle stelle che conducono signif.
il lavoro dal rocchelto e dalla bacchelta Incèlta (ad) agg. о Iuzètta, v. br. ... Com-
parlurice dei lili (va-e-ven), quesli van- pera in grande di mercanzi'e da riven-
no accavallati su 'Inaspino. — V. dere. — V.
lticánt (im), sig. i ,°, agg. Incauto, Giuhilo, Inzetlà e Fà inzetla (in) agg. Usasi
ec. El suuna cbe l'é on meant, ¿llovía che anche per Far monopolio. Far ammasso
è una meraviglia il falto sao. — S. d'una derrata per esserc solo a rivcu-
La vad'incant. La sla d'incant. « La derla. — V.
rosa sla d'incanlo » (G. Giusti, / Disc, Incia. Invidia, voce plebt!a :
c/ie con:). — V. Seva id somma la incia de Milan.
liicanlàss. Figuralam., dicesi del Fermarsi, Porta, МагсЫоппл st. 3. — S.
o Rallcularsi un ordigno qualsiasi per [nciapellà. T. de' Forn. F. in Cópp í. q. G.
qualcbe difetto. — 8. Inciavà. T. de' Forn. F. in Cópp í. q. G.
Iucapellà (ad) agg. Dicesi pure di vino Inciavellà. Assicurare con cavíglic. Inca-
nuovo cbe si mella con allro per em vigilare ? — S.
pire la bolle; ed in senso affine, anche [nciocchî в Inciocchlss ... Dicono in va
d'allri liquidi. — S. rie parti del contado, e specialm. verso
Iucarloneut. Lo stesso che Incarlouàa. F. il Comasco, parlando di terreno che
nel foc. — S. s'abbeveri d'aqua o pioggia smodala-
lncasella. T. da' Bacaj. Far le capannucce mente.
(i casell, come le dicouo i Briantuoli) Inciocchlss. Figuralam., in quel senso che
ai bacbi da seta quando s' infrascano. Dante disse : Luci inebríale del piangere
— V. (Inf. с. XXIX, v. 2). — V.
Incasellàa. Partie, pass, da lncasella. Inçjôda (im) agg. Salza d'inciod. Acciugala
Incassadùra. T. de' ïrombaj ... lngrossa- (* lose. Carena, Pronta, p. 420)-
roento cónico di alcune parti della Can Iuciodà ranima я vun ... Occidere cou
na, dove siaiio allogale Animelle (Val- colpo di coltello, о simili. Occidere a
voie). Biccicuco (Carena, Pronlu. par. II, ghiado? — S.
p. З07). lnciodadùra (in) agg. ... Il puuto d'un la
lucassetià ... Foderarc cou assc riquadrate voro qualunque di métallo ove si vede
uulrave per ricoprirne le disuguaglian- la chiovatura.
zc. Fare i casselloui a un Irave. Incocorài ... Pari, di frumento, intendesi
Incasier (ad) avverli. = Dobbiera è quello propriam. di quello in cui non cresce
propriain. che per sua ampiezza con a dovere il cultno della pagliuca с ajbe
sta di due porte separate fea loro da uno si rimaue basso, e con la spiga corne
Fol. F. 12
INC (9 о ) IND
strozzata Ira ii nodello di cima e la fo- Incurass (in) с' è qualche cosa che non
glia vaginale inereote. £ cosi va, giacchè Incurass e Curdssen, per
Tncocoràss , del falto aim. sè stessi e per la traduz. data dall'A.,
Incœù [Incœu volt] (in) agg. Incœù quin non sembrano il contrario l'uno dell'ai-
des, Incœù on mes, Incœù on ann, e tro. — S.
simili. Valgono si pe'l futuro, come Anzi sono affatto identic! di valore;
pe '1 passato. Oggi a quindici, Oggi un perc i occhù, parlando, p.e., d'un padre
mese, ее. — S. che Irascura 1' educazione de' suoi fi-
lucomboriss, v. contad., lo stesso cheln- gliuoli, tanto vale il dire: No! se ne
comoriss. V. nel Voc. E Г uno e l'ai- cura negottj quanlo: Nol se n' incura
tro poi significa Colmarsi, Divenir col negolta. — V.
mo, Gonfiarsi. Cosi: S,incomoriss il Indeboli. Affievolire , Indebolire , verb,
seno d'una fanciulla, il ventre d'una alt. , e si usa nel senso proprio e uel
donna, e simili; nei quali casi non Ira» figúralo. — S.,
durremo che S'invélano. — S. Indent (a), i.° sig., agg. Dà indent. Rien-
lnconler (in), i.° sig., agg. Andà a in Irare, dicesi d'ogni esantéma. — S.
conter. Sinon, di Se sorta ven. У. Sórta Dà indent a ona cossa ... Spingere
nel Foe. a colpi un oggetto tanto che s'interni
Incontrà (m), i.° sig., agg. Si usa anche in che che sie. — S.
in sensi affini al Gradire, ma che non Indevenà (ad) nelle G. agg. Anche i Franc,
sono esso. Sto terreu el ghe incontra dicono Dévider per Dipnnare, che è
в la vit. Prospera, Prova bene in queslo corne si dicesse — Vuotare da una ban
terreno la vite; Questo terreno si confà da per riempiere dall'altra, Trarre dalla
alla vile. — S. matassa per aggiugnere al gotni'tolo, о
Incontrà (in), 3.° sig., agg. Incontrà ona al rocchetlo. — V.
somma cont on'allra, о simili ... Estin- India (ad) agg. Omett d'India. Omiclno,
guère un debito coutraponendo un cré Pigmeo, TJomo del Lilliput. — S.
dito. Compensare? — S. 11 cont. briaute'o dice Omett d' In-
Iocarnl e Incorniss. Incrojarsi, Incorezzar- dindia. — V.
si? Per simil., dicesi délie susUoze cosi Indispensabel. Altro da quello del Voc,
animali, corne vegetali che iuduriscono ed è specie d'arpione per appiccare
quasi a durezza di corno: p. е., La specchietti, ec, che ha punta, per lo
pellesinna de l'uga la s' incorniss sott piii, a vite spirale, con la quale si lleca
al maa de la mutTa. Il fiôcine dell'uva negli usci, ue1 telaj delle iinestre, ec.
s'incroja sotlo Pazione dellamuffa.—V. — S.
Incorporase ... Mescersi bene un liquido — ... Tenagliuo corto d'aciajo, i cui
con un solido, prendendo certa con- brace i, cbiudendosi in mezzo dal Г un
sistenza. — S. capo un uncinetto mobile, sono dall'al-
Increjàda o Increada ... Empiaslro di tro ravviciuati da uu annellino scor-
creta ed aqua che i contadini sogliono sojo. Tale arnesuccio è indispensabile
applicarc alle vacche a rimedio di certi ad appendere i cappelli al dorso delta
malori. seggiola, afferrandoli per la tesa.
lucrosa (ad) agg. Incrosà i fond di ca- — ... Specie di ghangheretlo con ma-
vagn ... Fare il primo fondo, la croce nico , che si usa a fine di agevolarc
ai canestri. l'entrata nell'occhiello al bottoncino de'
Incrostáss. Fare crosta. — S. guanli.
I neroli àss; Incrotlàa. Rannicchiarsi, Ac- — ... Sorta di alamáro attaccato a
cocolarsij Rannicchialo, Accocolalo, V. cappio di seta con che si tengono ac-
in Crótl. — S. costo le parti anteriori di un abito da
Incrudiss , Incrudeliss ... Dicesi delta ter uomo, senzu abbotlouarle.
ra quando, lavorata meutre è ancora — Altro, detto pure Croscé (Croc-
gelata o bagnala, divenla come sterile chelto o Crocchielto ) o Lassa-botlon,
e inetta a produrre felicemente in quel- formato da un uncinctlo terminante in
I'anno , ec. Arrabbiare? V. Guaslàss man ico, tutto di ferro, o pure coa
i. </. G. — V. ¡rnpugualuui di legno o d'osso, e serve
IND (91 ) INF
per allacciare i bolloni agli slivalini nato non si guarda in bocea. — S.
delli Brocchén. Trà-iudree, per Sineltere. V. Tri
Indivia (sollo) agg, Indivia romanna. fn- L q. 6.
divione. Volià-iudree. V. Voilà nel Voc.
Indolent (in) si noti che i significad à' In- Vollass-indree o Guardass indree ...
dolente nei Diz. ital. hanno moho a Moslrarsi non sodisfatto del goduto о
fare con Infingardo, in quanlo che quel- avuto: p. е., T'hoo daa on scud, e te se
la voce siguiiica pure Indifferente, Spas- vóltel anmô indree? T'ee mangiaa (utt
sionaloj Cite sta fra due, nè si deter el formaj, e Pur le se vdllet anmô in
mina pih alP una che aWaltra cosa, dree? Hai avuto uno scudo, e non ti
più al Jare, p.e., che alio starsene ozio- basta? Mangiasli tullo tutlo il cacio ,
so, al quale stalo molto s'accosta l'in- e non ii contenti?
fingardo. — V. Iudrîtt e Indrizz (in) avverti. Non pajono
Indolent. Aggell. di Visigànt. V. nel Voc. ben definili; perché talora Vlndrizz è
Indolenlaa (in) corr. = Significando per sollo, e VInvers è sopra: cosi, p. е.,
noi questo aggeltivo Addoglialo, Dolo- ne'-baldacchini. SI bene il rilto si de*
rato , Dótenle, Che sente dolore, sa stina ad essere veduto, e il rovescio a
rebbe mal tradutlo nelV Indolenzilo , rimancre nascoslo. — S.
che vale Indolente , Privo del senso, Tœù ona robba sul sô indrizz. Pi-
Che non sente dolore; nascendo In- gliare il panno pe 'I versos cioè, PU
dolenzito da Indolenza , che tanto vale gliare il vero modo in fare che che sia.
quanto Piivazione di dolore, di pas- — S.
sione. — V. lndulgcnza(in) ngg.Dà la benedizion cont
Indolentamént (in) togli L' indolenlire , qualter did de indulgenza. Dare una
che signißcherebbe ¡1 contrario, cioè, ceffala, si chêne rimanga il segno delle
L'essere indolente, insensato, stupido; dila su la guancia percossa. — S.
L'avere indolenza, Il non sentir dolore. Sdipigncre о « Spicgazzare altrui la
<- V. faccia con le nocche » (Fagiuoli, //
Indolentàss. Addogliarsi, Indogliarsi, Pi- Cicisb.). — V.
gliarsi una doglia. Essere sorpreso da Quista pussee indulgenza a fà ...di...,
qualche dolore in alcun membro. Per ce, che nè a ...
ruo'd' esempio: Me s'è indolenlaa on Ioduvinà (in) agg. Induvinà on ritralt. V,
brasc. Mi prese una doglia al braccio) Ri Irait i. q. G.
Mi è nato un dolore nel braccio: Inerbàss. Inerbarsi. Coprirsi d'erba un
Di rliier ho gran voglia , terreno. — S. « ■
Se non toise una' doglia Inerbij altivo. Coprir d'erba un terreno.
Cfae mV nala nel бапсо, ее. Inerbare, Inverdire d'erba. — V.
Petrarca, Froltola, su'l principio; vol. II,
p. 171, cdiz. mil. de1 Class, ital. — V. Inerbii ... Coperlo d'erba. Inerbato, Ap-
pratito. — V.
Indree (in) agg. \ cuu indree. V. Cuu Inerbiss ... Coprirsi d'erba. Appratirsi ,
nel Voc. Inerbarsi, Inverdirsi d'erba. — V.
[Baratt e barattée, ее] (in) agg. Ba- Infaraginàa. Occupatissiino, Involto in una
ralti, imbratti (Paciólo, Aritm. 161). E farragine di cose e di facende. — S.
dicesi per aminonirc a star in guardia Inferna (in) agg. El ven l'inverua, el vea
contro i lacctuolt assai volte nascosti Pinferna ... Dell. conl. di chiaro signif.
ne' baralli. Iufèsc («•) nota l'adinilà со 'I Fesc T. di
Dà indree ona notizia. Non la cre Stamp. V. nel Voc. — S.
dere, Rijiutarla per falsa. —■ S. Inlilzetlà. T. de' Lib., Cart., ее. ... Cucire
Dàgh indree, verb. alt. Respingere a lilzuoli più fogli volauti per fame
che che sia, Farlo retrocederé. — S. quaderni e libri.
Fait dà indree i to dande ... Dicesi, Inforcà. //¡/b/care,Pigliar con força. — S.
motteggiando, a chi si dolga di poca Infoschiss, v. c. br. Abbujarsi, AJfoscarsi?,
bontà di cosa che si abbia avulo a uso, In/oscarsi?, Raffbscarsi?
quasi per dirgli che non ha ration di Infregàssen. Lo slesso che Impipàssen.
dolersi. È ailine a quello: A Caval do- V. nel Voc. — S.
ING ( i)a ) INR
Tiifrisîi. Ornare, Fregiare. — Y. Traltandosi di conti, vale Raggitagtiatë
lnfrisáa. Ornato, Fregialo. — V. le partite, Saldarle, Pareggiarle. — V.
Ingambî on puj. Impasto/are un pollo. Vess ingiiaa, о Resta inguaa, 111. br.
lngarbij. Avviluppamenlo, Viluppo, Gar- Non perderé, nè guadagnare sia algiuo-
btiglio. — S. co, o sia in negozio qualunque. Le
Iogarbiózz. Viluppo. vante del parí} Uscirne, o Venirne a ter
Ingarbiozzà, lngarbiozzà-sù. Rinvolgere mine senza sedpilo nè giiadagnoj Resta
alla peggio , Avvollicchiare. E , ligu- re in capitale. « Uscirne pari » (G.
ratam., Avvolpacchiare, Aggirare von Giusti, Versi ed. e ined). — V.
furberia volpina. — V. Ingualass-gio ... Dicesj da' Brianz. del
Iugcràa (in) agg. Figuratam. Pieno a ri- tempo, quando tutlo ¡1 cielo intorno si
boceo di cibo, Pinzo, Rimpinzo. — V. copre egualmenle di nubi. Essere il
logera ment., v. br. Figuratam. Replczionc, cielo tutto coperlo di nubi. — V.
Riempimento soveichio di cibo, Riiizep-- Inguanlaa. Che ha i giianli. Gaita in»
pamenlo. — V. guantada 00 ciappa rait. Simile a Chi
Jogerass. Arrenarsi, Dar délie barche, e dorme non piglia pesci. — S.
simili , iu secco. Figuratam., Inciam- Inguilia. Figuratam. Uomo di poca lealta,
pare in oitacolo impensalo. — S. che non mantiene le promesse , che
Ingenua, Iiigermàa e Ingermàss. Ne) si- avisa le proprie parole e le altrui;che
gnif. più usunle imporlano appunto trova cenlo scappaloje al dover suo ,
Rendare inimolo, inatlivo , quasi colli e guizza di maoo come anguilla. — S.
nel germe, e dannali a rimauer genu i — Onde il verbo
senza sviluppo. — S. Inguillà, per Non islar fermo nella
lo per me tengo che il noslro In fede, nella parola dala. — V.
genua (Incanlare, Ammaliare) venga Inliscàss. Cominciare a produr ranci un
da Ciurmare, e questo dal lat. Carmen terreno. Divenir caricéto. — S.
iu senso d'iucantazione: Innibbiàss о Ciappà la nibbia o nebbi.i.
Carmina Je calo possunt dtdueere ïunam. Гг. с. br. ... Dicesi délie spighe , del
Virgilius, Ed. VIII, 69. — V. inaiz, de' frutti, ec.
Ingonià (in) avverli. В voce di molle arti, Inninzà (ad) agg. Da Inilium lalino. — S.
non de' l.ilógrafi soltanto. Ingommare, Vess 11 d'iuninzà cout' ou'ougia. V.
Uniré con gomma, Dare la salda, ее. Ongia 1. q. G.
— S. Inniveràss о Innuveràss dicono i conta-
Ingomà i 1». illill. Dar la gomma ai .dini per Innivolàss. V. nel Voc.
bolli da Icttere o da caria, Inongiàss, v. c. br. ... Impadrouirsi, En
lngràss (in), Vol. I, p. З09, i.* col., r. 26, trare m forze, in dominio, in aulorilà
corr. — cogliallori, — in =: cojacci, о in una casa, ¡11 una fullona, nell'animo
cojdecioli, о siano ritagli e limbellucci d' alcuno. — Bella voce; corne dire
de' cuoj. — V. Adunghiare, Arligtiare, Far suo che о
Ingrassà (in) agg. L'œucc del padrón l'io« chi che sia.
grassa el Ierren. È proverbio di cliiaro Inorbiss. Accecarsi, Divenir cieco.
signif. ed usato quanto l'allro. — S. Iuoreggiss. losuperbire, o gagliardamente
Ingrat. Per Ingrat o Ingrato il noslro insospettirsi, dal rizzare li orecchi che
popólo iulende ch¡ non corrisponde ad fanno per vi vacila, о per liiuore , ca-
afFello. Disamorevole, Crudele. — S. valli ed Mint. — S.
Ingress (hi) agg. Bon ingress. Adeale. Ció Inquisizión (ad) agg. Robba de inquisi-
che si paga entrando in una società , zion ... Azione sonimameute perversa,
in una speculazione, in uu' enfileiiti ; efferata e crudele. — S.
ed с capitale perdulo, quasi omag^io Inradisass. Attecchire, Radicarsi; Metiere
» chi ci Hccoglie, 0 garauzi'a pe' nostri buoue e salde radici. — S.
■ mpegui. — S. Inraisá, v. coul., che noi diremmo Inra-
Ingrimi, v. valsais, ¡mpigrire, Anneghitlire. tl i sii. Radicare, Meliere radice.
Diveuir leuto e pigro, come vecchio Inraisa». V. conl. Radicato.
griino e gramo. — V. Iureughii e lneughii. v. br. Iggranchialo,
Inguaa (ad) , i.° sig., agg. Fa ioguaa. Asstderato. — V.
INS (93) INS
Wenghiss e Irrenghiss, v. br. Jggran- zuoli per In vece. In cambio. — V.
chiarsi, Intirizzirc dal Jreddo, Asside- Inscuri. Oscurare.
rarsi ; e dicesi principalm. Helle dita Inscuri. Incupire. Far più cupo un colore.
che , prese da soverchio (Veddo , re Inscuriss. Oscurarsi.
staño Ii piegate come gam he di gran- Insebi o Inzebi, e alia brianz. Iostibi (S
chi, dicono i Toscani; Inddove noi di dolce). £ lo stesso che Esebi V., ed ha
ciamo che se ne slaiino Ii irrigidite pure il signifie, di Minacciare. — V.
come rengli (aringhé). — V, tosed (in) agg.
Inrimada, v. br. ... Aggelt. della vacca af- 3.° Insed per approsc. Innesto per ap-
flitta dal morbo dcllo Maa de rima. V. picco.
in Maa nel Foc. e i. q. G. i° *• a pezzceù. A scudetto.
Insabbiá. T. de' Forn. Arienare? Passar 5.° m a chiuëa. A spacco.
bene nella rena quel tanto di malta cbe 6.° » a zi'ffol о a sonell, cioè a bus-
s' lia da porre nella forma per farne un serin.
laterizio. — Insàhbiel ben, Mènel ben. Insed, Énsed, Insert e Innest(i>i), agg. e
Invólgilo bene, Diménalo bene nella rena corr. zu II nostro Insed a chignatu è pro-
(sabbia). priamenle quello cbe ilDavauzati (CúU
Insalalta (in), 3.° sig., agg. Simile gnaz- tiv. lose.) chiama Innesto a marza t
zabuglio cbiamiamo Tavolin de I'aban pigliando il nome del sdrcolo dome-
Fugaiza, che fu appunlo bell'ingegno stico dal mese di marzo, slagione più
e buon poeta su In fine del secólo xviti, d'ogni altra opportune a si fatti innestr.
e non avéa ordine in sua camera. — S. Noi lo cbiamiamo anche a spacch, dal
lusalatiassaa. lncolerito fuor di modoi ed feiidere e spaccare il frutio selvático
auche Innamorato fradicio di persona ncl quale s'inserisec la marza. A cki-
n di cosa. — S. gnœu lo diciamo dall'nuzzntura о sear'
luscl (in) agg. Digb insci che, ее. D'ï>gli natura che si fa alla marza a modo di
die, ее. — S. cúneo, o zeppa.
Insci faa. Tanto falto, e vale Stra- h'Insed a bussorell, o vero a carinell,
grande. — S. о a ziffbl, è I'Innesto a bocciitolo del
L'è iosci bella. V. L'è ajbclla nel Davanzati, la qua I voce Bocciuolo (o
Foc. in Ajbella. — S. Bucciôlo , come altri scrive e legge)
[ Insci gh'en fuss 1 ] (in) agg. Ce ne non viene già da Buccia, ma si dal st-
fosse! — Doñea el lo nemis l'è l'or, migliare si fatlo innesto a un bocciuolo
lutcl gh'en fuss de sti nemis 1 « Quel di canna, come dice lo stesso Davan
luo ueinico è Г oro ; ce ne fosse de' zati : « Scegli una bella marza e grossa
nemïci si falti! » (BuoiiHrruoti, l'iera, del frutlo buono che aver vuoi, e ta-
g. HI, a. IV, se. 11). — V. gliane un pezzetto Inngo un dito, dove
Insci usano aleuni del contado idioticam. un occhio sia, e pigni l'osso fuor della
per ln vece. Insci che l'è andaa, s'el buccia, la quale rimarrà corne un boc
se fermava, el beveva. Sç in luogo d'an- ciuolo di canna n; ec. (cioè, questo
dare, ci si stava, beveva. pezzetto di buccia, cavato dalle marze
Inscioccà (ad) agg. i campann. domestiche in succino, avril la forma
luscioccà, e Insciocchi, v. br. Figuratam. d'un bocciôlo di canna, che è quella
Divenir grullo, Ingrullire, Addormen- parte di essa cbe è Ira nodo e nodo).
tarsi Ii spiriti, Divenir mogio. — V. All'innesto A buccia del Davanzaii
luscioccàa e Insciocchii del soi>n, del vin, corrisponde quello che noi diciamo Л
del lccuj,ec. Grullo, Sonnacchioso, Mo coronna, о ira cama e pellj detlo da
gio, ec. Che sta oltuso, stordito, stupi- lui A buccia, dal metiere la marza tra'l
«h», immobile, si corne ciocco inerte. legno e la bucria, scarnala la marza
Contrario di Desto о Vivace. — V. sol dalla banda che viene di dentro;
Iiiscioccameiit, v. br. Stupefaz'wne, Stor- e da noi A coronna, dal metiere, se lo
dilezza, Insensatezza , Intro пatdggine j sterpigno o selvático é grosso, parec-
Slato di chi rimane privo della chia- chie marze intorno intorno in forma di
rezza dell'inlellelto. — V. corona. — V.
In-scontro ... Maniera nmasta a' Brian- I Inscgionà i pagn. T. de' Bucal. ... Disporrc
INT ( 94 ) ШТ
i panni Uni sucidi nel bigoncioj o sin (G. Capponi, Tumulto de' Ciompi). —V;
nella conca del bucato, si che tutti re- Intéressa (in) agg. Sollecilaudo Impegna-
stino ben immollali dal ranno cbe si те, Accalorire altrui in pro nostro, о
vers» poi loro addosso. — V. d'allri. — S.
Insègna de oslaría ... Figuratam. Appa- Intermèzz ... Lo usiamo genéricamente
renza per alleltare altrui, ma con poco a significare cosa qualsiasi cbe trames-
о nulla di sustanza. — S. zi altro avvenimento od operazione.
Insegnà ai galt a rampegà ... Figuratam. intermedio, Tramezzo, Episodio. — S.
Voler mostrare allrui ció cbe e' sa be- Interpetrazidn (ad) agg. Fà su 'na cossa
nissimo, meglio per avvenlura dell'in- on mondo d'iuterpetrazioa, de ciaccer,
segnante. — S. de colibilt ... Trovarci sensi che nou
lnseri (in) avverli. La usiamo anche par ci sono, nè ci possono stare:
lando di scrillure che si pongano in E faavi tu un guauetta
istrumenlo nolarile, quasi a fame parte. Di ehtose e sensi, che rioeghi il cielo,
— S. Se Lutcr Га più stracci del Vangelo.
Insinui. Insinuare. Berni, Op. burl. p. n3. — V.
liisognàss (in) agg. Insognass de vestiss Interrà (in) nolo che ad essa non equi
d'angiol; vale quanto: L'è bella del vale la cilladinesca Sotierra, nel sensö
me Togn , ее. V. sotto Insognass nel di Circondare di terra un albero. — S.
Voc. — S. Inlerzà о Interzà-fœura i canton. T. dei
lnsplùcch. Cosl nominiamo corrotlamenle Murât. . . . Cominciare a ria Izare le
la capitale del Tirólo tedesco , délia mura dai canli per indi tendere i ßli
Innsbruck, net due modi segucnti: di fuga (Tirà la legnœura).
Dove set andaa?, a Insplucch?... Di- Inlés (in) agg. Ben inles che. A palló
cesi quando altri, mándalo in alcun luo- che; Purchèj SI veramente che, ее. — S.
go, tarda ollre il dovere a tomare. Intésa [Stà su 1']. Star su l'avviso.
Va on poo a Insplucch. VaHi far Intestass. Ficcarsi che che sia in mente j
frigere, Va'in malora. Jncapnnirsi di che che sia. — S.
iustacchellà [d'aj, de lard] (in) agg.T. Intolla. T. de' Lav. in lalla ... Foderare
di Cuochi. Steccare ('lose. Carena, di 1н11а ( tolla ) che cbe sia. Intolla t
Prontu. p. 4^3). conch del cicolalt, i ass di lavandin, ее,
Instuccàda о Stuccàcla (in) agg. Var pus- ее. Foderar di lalla le conche da cioc-
see ona mala stuccada che una bonna colate, le stovigliaje da aquaj, ec.
imbiaccada. V- Imbiaccàda i. q. О. Inlorellént. Intoralo, Ingrugnalo ¡ Che ha
Insù (ad), sig. a.0, avverli che Oltre e Di faccia di toro, ciera fosca, minacciosa.
là si debbono intendere di chi parli — V.
d'accostarsi ai monti; chè, in seuso Inlorscïà. V. Intortià nel Voc. — S.
contrario, sarebbe Ingib. — S. lutorlïà [la coa] (in) dubilo forte del-
lnsupii dice il cont. briantéo per Asso- l'Arroncigliare, clie, almeno in Danlé
pilo, Instiipidilo. — V. (Inf. с. XXII, v. 34), vale Pigliar coil
niant i jntanto^ ronciglio. — S.
Inlanla ) \JArroncigliarsi vale pure, per simi-
Intantafinna (ad), nette G. corr. i versi litudine, il Rilorcersi delle serpi e d'al-
addulti come segue: t ri animali a mo' di ronciglio. — V.
Verz, tuccb, Lied, n'eel vera inlantafinna Intorldn. Torio grande.
Con quattcr erborinn che nass tra i fois; Inlraborníss ... Dicesi dal Drianz. dcll'a-
PPeel тега с1 bin quij erb lin e mattinna ria quando comincia ad oscurarsi, farsi
Che dopo ave cantaa te stoppa cl goss ? bruna. Abbrunire, Abbrunare, Qffb-
Garioni, Éatracom. st. ai. —. S. scarsi, Asserarsi, Annoltarsi. — V.
Intanli. Accrescere, Aumentare. — S. All', o A l'inlrahoroü., Quand l'è in-
Intend (in) agg. Dàss d'inteud. Presumere traboruii. Tra il chiaro e lo scuro,
di se, Supporre di poler fare о dire, AWimbrunirc, AU' imbrunata, Su 'I far
ее. — S. della nolle: р. е., L'era intrabornli.
loléiit (ad), t." sig., agg. Avé el so in- Era già bruna l'aria, giàfosco il cielo.
4ent. « Venire alla sua inlenzione » - V.
INV (9 5 ) mz
Intreguard. T. dei Mural. „. La distanca rali vi che a Inverna с Аиtun e solo
che passa dal muro che si va costruendo il peggiorat. al primo (Invernase} e il
al filo di traguardo che segna la di- dimití, al secoudo in senso tealrale
i ¡llura orizoDlale dell'alzalo. — Dagb tunin).
on poo pussee d'intraguard ... Scostare Tra S. Marchett e Croselt on inver
alquanlo più dal muro il filo di Ira- nètt. V. Marchett i. q. G.
guardo. Invernigàss e Vernigàss ... Usansi da'
lolríusegh, aggeltivo. Intrínseco, Intimo, Brianz. per Accendersi forte di colera,
Famigliare. Amis iutriusegh. Intimo Adirarsi fieramente, Irritarsi a segno
amico. — S. da diventarne rosso infocato. — V.
Inlróccheu. Ordigno. — Amese; Coso che Inversa nel Voc. e Inversàda nelle G. [T.
impacci, disadatlo, poco maueggevole. del Giuoco di Bigl.) (in) awerti. La
— S. definizione dell'A. non dà la giusta idea
Iuùlel (ad) agg. Vess inulel fa., o di. Non di quel colpo. Direi Arrovesciare la
avere effelto, Venire a dir nulla, Esser palla j cioè colpir la palla avversaria
parole. « La quai cosa Venne a dir con la nostra, per modo che quelle r¡-
nulla » (G. Capponi, Tumulto de' batta dalla mallonella, e la nostra, dopo
Ciompi). — a Furono parole; chè di averia colpita, passi dalla parte op-
niuno mai volle obedire » (Id. ibid. ). posla a quella ond'è vénula. — S.
— V. Invescàa (ad) agg. Dicono per traslato i
Invedriàda (ad) agg. Scherzosam. Oc- contad, deWA. M. per Infangàa, Ini-
chiali. — S. paltàa, V., ed anche per Impiastraa,
Invenía (ad) agg. Vess mirtga quell che Spdrch, ec. , V.
ha inventaa la polver. Non essere uomo Investitura [Voltà.giô, ce] ... Dices! íigu-
di gran mente. — S. ralam. di persona altempala che, risa*
luvenlaa, aggett. di lalerizj. V. Ioventàss nando da grave malatía, accenni a vi«
i. q. G. veré ancor lungo tempo. — S.
Inventàss. T. de' Forn. ... Lo sfaldarsi, il Iuviaa (ad) agg. Vess ona cossa mal in-
fenders! , il bipartirsi de1 lalerizj sia viada ...Non essere un aliare in termini
seccaniisi insù l'njaj sia cocenii nella favorevoli. — V.
fornace. Il lalerizio inventaa all'uscio In vida (ad) agg. L'invidà l'è creanza, e
délia fornace rende luono di fesso, e el taccà o el zetlà l'è petulanza. V.
al mínimo tocco si sfalda о si fende, Petulanza i. q. G.
lnvenzionà ... Trovare il frodo a utile Involtlàss (ad) agg. Si usa anche per /л-
dell'erario e danno del frodatore. zampagliarsi. Imbrogliarsi e lutricarsi
Inverna (in) agg. Cent eslaa, e minga on le zampe in cosa che inviluppi. — V.
inverna ... Üett. dell' alto contado mil. Inzebi. V. Insebi i. q. G.
di cb. signif. Inzell vuD , v. br. lnvogliare vivamente ,
El ven l'inverna, el ven l'infcrna ... Inuzzolire, Far venire uno in ûzzolo,
Dett. cont. di chiaro signif. in intenso appelito di che che sia ;./>»•
Inverna dolz. Veníala dolce. I Cre- talentarlo, Indurgli voglia intensa. — V.
monesi lo dicono con una sola voce Inzerhi e Inzerblss, v. br. ... Dices! di ter
Invernessa. reno che, per essere lascialo inculto e
L'inverna el le mangia minga el loff; sodo, divenla zerb, о zerbid, cioè, so-
0, s'el le mangia, el le caga. V. Lóff daglia. Insodagliarsi? — V.
1. q. G. Inzilàda (ad) agg. Si mette pure sotto il
Inverness (ad) nelle G. agg. Entrare nel loppone de' bambini per preservare dal
verno. — A' Brianz. vale anche Chiu- piscio il lelticciuolo, o la culla. — S.
dersi in istanze lien riparate contro il Traliccio che, introduite ora fra noi
freddo. — V. a varj usi, e specialmeule per soppe-
Invernètt ... Voce di qualche parte del danei о per coprir tavolini, consiste
contado verso il Cremasco, denotante in grossa tela incerata e starnpata a fi
un Ripicco breve e mite if invernó. In gure e disegni diverei.
cilla questa voce non si ode; fra i nonti Inzoffrega. Zolfare, Inzolfare.
delle stagioni non accordiamo corapa- (nzoifreg'ia, Zolfalo, Inzolfalo.
LAC LAD
Inztifcuniéut . Intasameiito, Intasazione (A\ cato. — S.
uuo ). Uatixa (in) agg. V. Nola in Fixa. — S.
bola (in) corr. ~ staccale, — in = stac

Jun, Juna eJúudes... Dice il cont.brianz. lute nei parti per solo beneficio di na
per Uno, Una e Undid. — V. tura. — Sla vaccn la s'è jultada ... Que
Juuiór (in) agg, Questa voce trovasi an sta vacca lia emessa la placenta da sè.
che nelle Comedie del Maggi, I, 177. scnz'ajuto altrui. — La se ¡tillará do
Jutta (in) agg. Júllem a di. Tróvala, bos- per lee. Pariorirá da sè, sema ajulo
so; Memoria, ajutami. altrui.
Jullass ... Avere alcun giovamenlo di sa

i'ncc (in), i.° sig., agg. Latt castrón ... (7л/. del Peri , e che ¿ una delle po
Latte al quale è stala lévala lutta la che da quel Vocabolarisla assai bene
suslanza , lulla la panoa, latte, dirô, indovinate: и Tali sono l'un verso l'ai-
cástralo di tullo il suo meglio: cosa Iro due che sono stali insieme dalla
che fanno per guadagnería i laltajuoli slessa douna allatlati, о l'un dei quali
di cilla. „ è stato allánalo dopo lo slatlamcuto
Latí scorobbiaa ... Latte che comin- dell'altro. »
cia a fermentare, a iuacidire; che dal- O polla o lace no pù slà in del piall.
Г essere sano va passando al murcio, V. Piàtl i. q. G.
al guasto, come dicono i Casdri. — Lacea [in ciappej] (a) agg. Ecommunem.
Curioso è il riscontro di queslo aggel- Lacea in pane 11.
tivo rusticano cou la voce Scorrubbiato [iu granna] (a)agg.Epiù communem.
regístrala ne' Diz. i l alian i per Corruc- Lacea in tetlinn.
ciato, lralo. Lacciarèll (a) nel Voc. e nelle G. ag%.
Latt slraportaa ; Latt c' ha patii ; e corr.~ Lalticrépolo , Condrilla (Chou-
Lall passaa; Latí guast ... Ció è a dir drilla juncea Lin. — Chondrilla vimi-
Lalle non sano, passato per fernienta- nea Bonap.). Da Chondros, Grumo, per-
zioue alio stato di acidilà ; e questo chè il lalte che gel I a si raggruma sú
avviene al lalle o per alcuo difctlo nel- bito che è fuori. Quando è leñera ed ac-
l'erbe che le vacche mangiano, o per cestita si mangia coule sue radicchielle
catliva tempera dell' atmosfera , o per in insalala, о colla; nasce spontanea
aque non huone, ec. — V. nei campi. È la Lattajuola di Matlioli.
Ad Anda-via el latt. agg. Rasciugarsi. (Targ. ïozz. Oltav. Islit. botan.). — V.
El lace el sta su la cassinoa, piover. Lacciugdn per Lailuga rumànna. V. nel
cout. ... Molió mangime, moho lalte; Voc.
poco mangime, poco lalle. Lader (in) agg. Chi no manten , ее. V.
El lace l'é pussee fort del vin. V. Vin Gàll i. q. G.
i. q. G. Làder (a) nelle G., 1° sig., agg. E pur
Fradell de latt. CoUaltaneo. Questa cosi cbiainalp il bustone coulitlovi per
voce (già esislente ncl Voc. sollo Fua- turarlo. Cannclla fecciaja? — S.
dell) ripelo qui dove pur deve esislcre, Ladiu (in), 3." sig., agg. Ladin de voilà.
ma spccialm. per dame la dcfiuizione ¡Ilutabile, VoUabile , Volubile, Facile
segucole, che leggo nel Voc. Cremen. Ü a mutarsi d'opiniorte, di pensare: p. е.,
LAM ( 97 ) LAS
La donna l'è ladina comè de Voilà. grappolo. Гн somma è lo ilesso ebe il
~ Troppo è vol le bile la donna « (Ambra). Maj île' Brianz. с '1 Majo o Moggio-
« Súbito si voltario (le donne) come ne ciôndolo de' Toscani. — V.
viea loro la volontà » (G. Morelli). Laitipediii (in), 5." sig., agg. Palpigna i
Femiua è cota mobil per natura. lampeditt (Maggi). Incresparsi la pelle
Petrarca, Son. i5o. inlorno agli occhi. Fur Ii ocelli pié
Figuratam. Facile a mancar di paro- d'uccellino. — V.
la, di Jede, ее. — V. Lampión (in) agg. Lampion de carta. Fa
1. .din (in) agg. Schietlo, parlandosi di nnie di foglio (lior.). — V.
legname, di fibra diritla uniforme, Simon , legnii drizz el lampion. V.
semplice e quiodi facile a lavorarsi. — Simón i. q. G.
II suo contrario è nodoso, riscontroso, Lain preda chiamano ambiguam. varj pe-
salcigno , di fibra tortuosa, involta , scatori, especíala», lariensi, il pesce da
e perció difficile ad esser lavorato . noi detlo Uselliuna. У., e V. Monti ,
ч Non rami schiel li (disse Dante, Inf. Voc. Com. in GhisÊla,
с. XIII, v. 5), ma nodosi e involti. » Làna (in) agg. Lana Berlin. Lana di Ber-
- V. lino. Specie di lana da ricami la più fina.
Ladina on Ierren (a) nelle G. agg. Ladina Lana pelizzara ... Allra specie di lana
on ierren a forment ... Al frumento in fina da ricami, di colon tigrali, e che
cultura agostaría sopraseminare a suo serve ad imitare le pellicce.
lempo la pula del trifogliolioo , o iri- Lànca (a) nelle G. agg. Voce specialm. in
foglio bianco ( Trefœuj ladin, e asso- usone'paesi circompadani. Lama, Lac
1 u i a ni. Ladin). — V. ea, Lacuna. Luogo basso e paludoso;
Ladinas ... Soprasemiualo di trifoglio la Ridutto d'aqua moría, traboccala da
dino. — V. vicin lióme in orcasione di piene. — V.
Biada ladinada , Forment ladinàa ... Lauella. Giorgina? (Morri, Voc. Rom.).
Avena, Frumento con sopraseminatovi Lautérnis ... Cou fustibus et lantemis. /".
il trifoglio ladino. — V. Fústibus /'. q. G.
Lá-dree a san Martin. Là per san Mar- Lautorgna. Perdigiorno i Uomo lento ¡ti
tino: operare, inattivo; ma (alora ad arle;
Кип son si buooe là per san Martino Indugiatore, lat. Cunctator, simile al
Le nespole, o le pere carovelle, Lanternier franc, cilalo net Voc. iu
Ne cosí dolce il vin del bolticino CjMCNON. S.
Là, come j1 credo che cian dolci quelle. Lappàgg (in) corr. rr ïàjru e= in = i«JrTw.
Fireniucla, Capit. Bella. Lassa [Lassà-solt] (in) agg. Hoblia che
dtlVInnam. — V. se lassa-solt. Lascialura o Rimesso
Lain, v. br. affine al mil. Ladin ... Con (* tose. Carena, Pronta, p. 8). Quella,
trario di duro, agro, difficile a muo- lisia di panno o di stoíla che ncl lu
versi. Movibile, Oirevole per poco,fá ciré i vestiti si lascia libera tra rillo
cilmente. — V. e fodera o da rovescio per servírsene
Lain. Assolutam. e figuratam. usa il ad ampliarle ove occorra. Quesla la
Brianz. per Manesco ; Che è delle ma scialura poi è delta (secondo il Carena)
nís Facile e pronto a inenar le maní, specilicatam.Slargatura se falta a scopo
a dare, a percuotere. — V. d'allargare, e Slungalura, Alzatura, Al-
Vess poch lain, О minga tant lain. lungatura se a line d'allungare. La
Maniera br. e figurata che vale Non Basta (Sambrucca, o Ahclta, o Bosia)
essere liberale, Non largheggiare di do- è luit' altro.
nativi} Non essere facile a donare, a Lassà [Testare] (in) agg. El m'ba lassaa
spendere, ec. — V. de viv fin ebe scampi ... Modo com-
f.umboro, v. pav. , o piuttoslo de' roll! miinissimo per acceunare che non s'é
ollrepadani, ec. Cítisofalso ébano ? — avulo parte nessuna nelle disposizioni
Sombra non essere altro che il Labur testamentarle d'un tale.
num di Plinio (Hist. Ла«\ XVr,xvitl, 5l): Lassàss. Assolutam. Sciogliersi, Allentar-
arbore alpino il cui legno é bianco e si; e, parlando di nodi, e simili, Am-
duro e i fiori gialli disposli a lungo mollit ¡i. — S.
Fol. V. i5
LAT (98) LAV
Parlando di muri e di arnesi di le- Lavágna (in) avverii che LlVflgna pro-
gno, quali si siaiio, mal inchiodati, mal priain. è il luogo (nel Genovcsato) dove
incollali, о male ¡ocavigliali, v»\e Aprir- quest'ardcsia si cava. — Noi abbiamo
si j Sfasciarsi , Disolversi¿ ed anche l'ardesia di Moltrasio e di Margno, che
Lassarsi. E per »iinil., traltandosi di pur dal paese chiamiamo Prèja deMol-
muraglie, Sbonzolare. «Quesle mura ... Irás, Prèja de Margno, come diciamo
primierameule faran pelo, poi corpo, Prèja de Vigiii a una specie di marino
in ultimo sbonzoleranno, e fracassera che si trac da quelle cave. — V.
ogni cosa » (Davauzati, Oraz. ec, p. Lavandin (1/1) agg. Spuzzà de lavandin.
1 11-313). — V. Saper di lezzo, Lezzare.
Lassàss-giô. Traltandosi di terreni, vale Lavariti (я) nette G., I.° sig., agg. Lava-
Smotlare , Ammotlare , Franare, Sco- rio e Lavatecca son dril i ne'Uiz. della
scendersi. II distaccarsi nlcun Iratlu di lmgua quei canestri chiusi, fatti di ví-
terreno da luogo pendió, e venir giù. mini, ne' quali si ripone da' pescatori
— V. il pesce mentre che lo van pescando.
Lassàss-giô, tratlandosi di muro che si Si fait! arnesi, sempre che s'adoprano,
apra e sbdnzoli, sarebbe dedo con più sono di nécessita . bagtiali; onde la
proprielà e forza che il semplice Las- frase fíagnaa, ec. — V.
sais. — V. Lávor (in), i." sig., agg. Streng-su i \&-
Lnssàss-gio. Figuralam. Aggravarsi le vor come fa la gaijnna el bus di ceuv...
membra, Proslrarsi le forze per elà о Dicesi di donna leziosa che a fíe 11i d'a-
per malatía. — Accasciarsi, Cader d'à- vere una bocchina slretta. — V.
nimo , Scoraggiarsi , Perdersi di co- Lilvor (in), 2° sig., avverii e corr. In
raggio; Brianza si chiamn Lávor costantem. il
E pero leva su, vinci l'ambascia Lauro ce'raso (qui По che mettiamo in
Con l'animo che vince ogni baltaglij, terno alle ghiacciaje, e alie cantine per
Se со 'I sun graft; corpo non s'accascia. mantenerle fresche) e Lori ['¿lloro
Daote, Inf., с. XXIV, т. 5a-54. (VOrbacco di M. Spano), il Lauro no
Cioè: Sc 'I to anim nol se lassa-giù sott bile, odoroso. — II primo fa sue bac-
al pes del so corp. — V. che a grappoli, ed ha foglie molto più
Lassàss tœù-via. Lasciarsi scorgere. — S. larghe del secondo, il quale fa le bac-
Lastra incadenada o cusida, e più com che isolate, da' Brians, dette Orbagh,
munem. grafada. T. de' Trombaj ... È laddove l'altre sono nominale da loro
la lastra che si arlopera per Гаге i tubi Lávor come la pianta. — V.
allorchè se ne siano congiunti i lembi Lavorà (in) agg. Lavorà sul sesin, sut
ripipgati a uncino , ¡ocasional! 1' uno qualtriu ... I traficanli usaDO questo
nell'altro (grafàa), mastietlati, e spia- modo per indicare che nella contrat-
nati со '1 marlello per poi saldarli. tazione d'una dala mercanzía s'accon-
V. Groppl i. q. G. tentano del minimo guadagno, come
Lait ... Specie di gelato. V. Sorbèlt in d'un quallrino o di due per misura о
fine nel Foc. peso che sia.
Lattimél (in) in vece di = Latte dibattuto, Lavorà corne un can (in) agg. La-
ec. = si facia c= Panna che, dibattuta vorare a quanto ne pub la vita, a In
[detla dai Fr. Crèmefouettée] и in una questo tempo di selle anni io ho Ia-
catinelln con la Frusla о со 'I Pailón- voralo a quanto ne ha poluto la vita
ciño [Scovin, V. i. q. C], si rigonfin, mia, » ec. (B. Cellini, Ricordi, in Opere,
si converte come in una densa schiuma HI, З7, ediz. fior., 1829). — V.
di uua certa consislenza, e suole man- Lavorà per ciappà cold (in) agg. La-
giarsi со' Cialdôni [Cañón] м (Carena, vorare per lavorare. — V.
Pronlu., p. 44«. in Panna montata). Lavorà, melaforicam. Dicesi délie piante.
Lallimci gelaa ... Ollenula la schiu Vegetare , e vegetandö Crescere. E si
ma, vi si aggiungono pistacchi, pczzelti usa ad esprimere che dette piante ven-
di cedralo e frutti di conserva, e si gono aumentando di mole, o maturando
tiene in forma di latín attorniata di i loro semi: р. е., El formenton, anca
ghiaccio Gaché si congeli. quand l'è mezz pass, de noce, cont Га
LEC (99) LEG
jut de la rosada, cl lavora ancamó. — Leccàrd (in) egg. Leccard comè on sbirr.
L' è taut on pezz che fa suce, о L'è Ghiotto in soinrno grado, pcrciocchè i
laut succia la terra, che 'I formentou birri aveano ed hanno tutti i vizj, es-
Hol lavora pù(cioè, non vegeta ¿ ne, sendo essi là più sozza feccia délia so-
per conseguenta, guadagna piit nienle). cietà. — V.
lu seuso ebe tanto o quaiito si accosta Leccbèlt [Tœu-sù el] (in) agg. Pigliarc
ai sopra dette, usù Lavorare FraGiord. il vezzo, Abituarsi, Avvezzarsi. — V.
« L'aqua dell' orzo è la maggior cosa Lèccia. Eletta, Scella.
che sia all' informo, e che più lavora Vess de leccia. Aver Гeletta, cioè la
a recarlo in sanitade » (cioè, che piit faculta di scegliere, di fare pe '1 primo,
opera, che ha più efficacia a Jar che, ее. — V.
ее.). — V. Lecória (in) agg. o piuttosto Leccdria.
Lav (ira ben de, о che ... Modo briantéo Figuralam., Adulazione, Piacenteria, Li-
che vale : È mestieri, È d'uopo, È bene, sctamerilo', Piaggiamento, Leccainento.
Conviene , Importa, ее. È 1' Opus est, Il leccarsi l'un l'altro. In queslo senso
I'Oportet de' Latiui: p.e., Lavora beu l'usa il Maggi :
de proved a bon'ora el formen Ion che O car sacrhitl [р/гл d'or] !j bin cbi tor ;
pô bisoguà. Convien proveciere per tem AJess si che Tarlesca . , .
po, ее. — 1 sart, i calzolar, i tessilor, Ma che Tarlesca? Acedóse!, donna Tarlcsca,
ее, per sta san lavora ben ebe dent Zellenua, e torca via,
per deut se derompen colTanda on po' Coa la sova leccoria in compagoia.
alloma. I sarli, ec. , acciocchc stiano Xolio di Gen., p. na. — V.
sani , ¿ meslieri che di tanto in tanto Légg [Legge] (in) agg. Chi comanda fa
/aciano an po' di esercizio di Corpo. legg. V. Comanda 1. q. G.
— V. Legge. Patio. — la legge de. A palto di,
Lavordn, sust. id. Lauro céraso. II Pru Dovessi anche. — In legge de raorl.
nus lattro-cerastis Lin. Ci andasse la vita. — S.
Lècc (in), Vol. II, p. 35o, col. а.', г. 17, E lo slesso che In sentenza : p. e. >
dopo délie vacche, agg. e simili bestie. In senlenza de giunlagh tult el fatt me,
Delle donne, dicono Segonda. vosui toeumeu ona sodisfazion. V. Seu-
Lècc de la cassinua ... Jl pavimento délia tenziá i. q. G. — V.
capauua sovrutante alla stalle ogni Lègn de stecch, per Roncàsgen. V. il Foe.
voila che sia fallo non a impalcatura Lègna (in) agg. Un Cómico italiano di
d'àssi to e maltonalo, ma si di trava- poco grido scrisse già:
ture traverso alle quali stiano inchio- Se vuoi viver scuza íntrico,
dati paloni, pali, i'rascati, ec, lepeuli 1 L4oo librear come sta i] fied
luogo di pavimento. Per esteusione, di Del pareóte e delHamico.
cono auebe Lècc tulto quel residuo di Questo precetto, che, male osservato
paglia, strami e fieui che s'accalca su dai più, produce, beochè copertainenle,
cosi fatla impalcatura che сощпшисш. il più de'malionde è afflilla la nostra
dicono Sbièsc iu Briauza, socielà, corrisponde ancli'esso a una
Leccà [Chi i ha faa, i e lecca] (in) agg. parte del uoslro deltalo : Andà /atura
Trulli, trulli, chi li ha J'atti se li culti. del bosch a Ja legna.
— S. Leguáiuin (in) agg. A neyozià de legnamm
Leccà-fœura a vun ona cossa. Figuratam. no glie vœur nè sût nè fainm ... Chi
Leccare altiui alcuna cosa, cioè Ti- vuol traficare di legnami da opera deve
rargliela fuori con industria. I caul, Ice- nvere di molla scorta ed cssere in gra
cando a' ragazzi la mano, ne Iraggono do di aspeltarue le riccrche per ispac-
loro cosí bel bello ció ebe iu essa ciarle cou utile.
tengono di cilio. — Lcppare , Trarre Legnàinui (in), sig. a.0, è da notare il rap-
da alcuno che che sia con leslezza. — porto fra Materia del Cresceiizi, e il
Leccheggiare, dicesi di chi cou arte e Madera spagnuolo e Madeira porlogh.,
belle paroliiie Otlieua du alcuno denaro che valgouo Léguante. — S.
o ultra cosa simile. Sgattigliare disse il E fra Materia (tralcio novello) di
Сию. — V. Colurm-lla (Lib. V, cap. vi, seguí. 55),
LES (к )) LIB
e ¡1 Mader de'Bergamaschi e Bresciani, d'una vólta falla d'un solo mattone
che significa il medrsimo. — V. posto per lato, iutrodullavi a maggior
Lt-goràll (in), i.° sig., agg. il provcibio: lermezza.
. . . Per bajagb adree Lesnada. Colpo di tesina.
No s'eiappa cl legoralt, ma cl lusg pussce. Letigà e Sletigà o Slitigà (in) agg. A'
Sbgpi, Fels. Fil. a. Ill, >. ». Brianz. non significo mai altro che Es-
Dove bisognano i falti, le parole nou sere lúbrico , sdrucciolévole , facile a
bastauo. Le parole sonJemine, e i fallí ¡correré, a sdrucciolarti, a scivolarti, a
son masc/ii. — V. scapparli di mano per troppa liscezza,
Legoràlt (wi) , 3." sig. , agg. Fa corr i-I o simili, come, р. е., fauno le anguille.
legorall. Scuotere il petliccione. — V. — V.
Lèruin (a) ncl Foc. e nelle G. agg. La Lètt per oppositione a Scùmma, parlan-
voce Lemm (che alcuui contad, briant , dosidi bachi da seta. V. Scùmma i. q. G.
forse con inaggior proprietà, dicono Levàa (in), 2° sig., agg. Chi maja ol
Alemm, da Alere, Alimenlare ) espri- levaa caga el pajee. V. Pajée i. q. G.
me tullo ciù che serve come clic lia Levada, aggetl. di Molla de quadrrj, ec.
a nutriré l'uonio. E perô hen rispon- V. Molla i. q. G.
dono alle Civaje (cibarie o cibaje) di Lévia ... Nel Milano e suo territorio
molli allri dialelli d'Ilalia, со 'I quai (loin. H, p. 44) e detlo che si speciiica
nome non solo significano i legumi, ma per questo nome l'Alleggerimenlo di
eziaodi'o li allri grani di cui l'uonio si carico che si fa nelle barche uaviganli
Ciba. — V. su l'Adda da Brivio a Trezzo per age-
Lènc (in) agg. In senso hrianz., Liscio, volarne la discesa. — Onde Fa la lé
Forbito, Lcvigato, Potito. — Onde il via corrisponde a Liba. V. i. q. G.
verbo Li (in) agg. La va о la ball Ii per Ii ...
Lencià, v. br. Lisciare, Levigare, Polire, Scherzosam. direbbesi: La va tra ba
Lisciando lustrare. — V. jante eferrante, La batte Ira il rollo e
Lenciàda, Lenciadiua. Al proprio. Vial- lo slraccialo. — Maniere úsate a siyni-
lata , Liscuitd, Stribbiala, Lisciatina , ficare che due persone o due cose sonó
Lisciamenlo, ec. — Al figur., Placente in che che sia eguali o presso che
ría, Adulazione, Piaggiamento. — V. eguali; che tra loro c' è pochissima o
Lencià-giô vun. Figuralam., Piaggiarlo, uessuna diflerenza. — V.
Piacentarlo, Adularlo, Lisciargli la co A Li adree agg. o Li dree. Li iii-
da. — V. torno, In quel lomo, Li vicino :
Lenciàss-giô. V. nelle G. Poi a la fin d'agoito, o li vicino,
Lenden, p\.,per ischerzo diconsi i Capelli Se si potrà pralicare it paese,
lunghi, radi e mal ravviati. — V. Verso il padrón piglieremo ¡1 cammino.
Lcndenda (a) nelle G. agg. Dello cosí dal Bern i, Cepil. n M. Franc, da Mil. — V.
lasciar andar giù sparsi e incompnsti Li per li. Presso a poco. Cosía pres
su per le spalle i capelli (Lenden). — V. so. — Cerca, ruga, chè l'ha de vess li
Lrndendn (in) agg. Figuratam., Svogliato. per li. Cerca , fraga, chè debb'essere
Grandee seuza spirilo, senza brio, ec, costa presso. — S.
I'ieno di straccaggiiie — V. Liba ... È voce usata su '1 Po, e vale:
Lenguàgg. Idioma, Linguaggio, te. Cosi Al passar d' un ponte di barche, al-
il Porta incomincia il Sonetto: leggerire il soverchio peso dei carri,
I pároli d'oo lene.uagg, rar iur Manell, te. — S. caricandone una parte insù allrr di
Lenlà (in) agg. L'usó il Maggi: sussidÍD. — lu Marinería (V. Slratico,
Per Iii logg île Daf,oU Vocab. di Marina), Libare significa
Anrh ¡ missisi ve.c, Gillare in mare le robe che sono nella
Leutand а pocch a рогдЬ, nioeurcn de frece. nave, per alleggerirla nellefortune. —V.
El Concón d¡ Mcncghítt, p. i38. — V. Libadura ... II carro di sussidio che va
Losènna (in) agg. Lesenna de tavolaa ... dictro a' carri libali 3 a condur quella
Filare di matloui posti per lato a riu- parle del peso del quale sono slati ess i
forzo di una tramezza. alleggeriti al passaggio del ponte. — V.
Lesenna de volt ... Catena nel mezzo Liber (in) agg. Fà liber. Sinon, di Fà Ii-
L1G ( iоi ) ». LIR
sia o cunl. V. nel Vncab. Ed è pro- che tengono insietne il fascio dé' ver-
priam. il Dare a credenza, allibiando zellio de'quadrucci di rame, cosi come
it dato ia un libretto che riliene I'uv- il maglio Ii suol rimettere a' traficauu.
rentore. Ligôzz [erba], per Pàbbi. V. nel Voc.
Liber de contend ... Nell'opinione su- Lilón lilàn. Lemme lemme. — S.
perstiziosa de' contadini dell'A. M, (del Lima (in) agg. Lima armándola ... Mezzo
Basso nou so) è uu cotal libro miste tonda dai latí.
rioso, die nessun galauluomo noo l'a Lima brusca. V. Rispa.
mai poluto vedere, possedulo solíanlo Lima carré. Lima quadra. Per lo più
da cerli peccatori privilegiati cbe ban viene dalla Sliria.
co falto patio со '1 diavolo. Cbi n'è Lima guggia. Lima all'ago. Viene d»
possessore quando desidera alcun cbe, Norimberga ; ve n'ha da 2 fino ai 7
sia pur raro e prezioso quanto si vo- pollici di lunghezza, с servoiio perOre-
glia, apre il suo libro; aliora si ode fici, Minutieri, Foralori.
una voce cbe dice : Commanda — , e Lima pander ... Servé pe' rodi'gini,
l'uomo, a quel la voce, commanda gli e ve u'ha da 5 Гшо a 12 pollici.
sia posto innan/.i quel che egli ha pla Limm de Giuevra. Lime di Ginevra.
cer d'avere. — Non appena ha finito di Son le più fine e servono per Orólo-
dire: Commando la lui cosa, ch'egli n'è gieri; ve n'ha da 2 a 10 pollici di
servilo puntualmente. V. il Giuseppe lunghezza.
del P. Callino. — V. Limm de Prussia. Lime di Prussia.
In Melt sul liber di mort agg. Vale Ve n'ha d'ogni specie.
anche Meliere nel dimenticalojo. — S. Liinm inglés. Lime inglesi. Sonó le
Porta i liber adree a vun ... Modo meglio lavorale, e ve n'ha di finissime per
brianz. Essergli inferiore di sapere, Es- agguagliare i denli.
sere ragazzino ad uno. — El ¡¿he porta Limm romano. Lime romane. Sonó
appèna adree i liber. — V. a mezzo laglio; ve u'ha con la punta
Liberal. Liberale, Spenditore. per meliere in manico di legno, ed an
Libiebba. Tanlaféra , Confusione, e si* che со 'I manico di ferro: si tirano
mili. — S. specialmente le piatte per lavorare le
Librèlt (in), i.° sig., agg. Libre!! del pi- forchette.
sonant, о del massée. Quadei nuccio nel Ciascuna qualità di Lima si divide
quale s'impostano le partite e registra- in bastarda, di mezzo taglio, di taglio
no i conti del colono, logajuolo, e mas- fino o dolce, o polidora ; e ve n' ha
saro, e che, rivedulo e fírmalo dal pro- da 2 fino a 24 pollici di lunghezza.
prietario о suo faltore , si rilorna al Limonada (in) agg. Limonada gazosa ...
cootadino. — V. Bevanda -' gustosa dianzi introduite ,
Liga (in) agg. On bosch liga l'olter. V. composta d'aqua, surco di limoni, zuc-
Bosch i. q. G. chero ed acido cítrico.
Ligàa [partie] (in) agg. Ligna a roezz a Lin (in) agg. Per avegb bon lin ghe vreur
mezz ... Quclla Chiave di legno ch'eu- dolor de brasc ... II lino, se ha a riuscir
tri per fermezza in un muro caleltaia bim un, vuol essere robusto e duro a
a dente coo un'altra simile. maciullare.
Vcss ligaa longh cont ona corda cur Linàa (in) agg. Termina in una gran sacca
ta. V. Cadcnna i. q. G. delta Càss.
Ligamln (a) agg. infine affalto. I Toscani Linàa a cass spess ... Bete liniére л
(secondo il Carena, Prontu. p. ai) sacca di maglia futa. V. questa voce
chiamano Jmparaticcii primi lavori di in Monti, Voc. Com.
maglia di lai sorta, e specificano primo Lingerás, v. с. br. Leggiero. — V.
di essi la Cigna, che sarebbe il n ostro Liuôcch. Giunco filiforme. Lo Juncus
Ligamln, e secondo il Sacchellino о il filiformis Lin.
Sacchetto, cioè una calza lutta pari Liperin, Liperceùla, v. cont, VipereUa,
seuza cresciuti nè slretti; e a questo Viperino, Vtperello.
noi sostituiamo la Soletta. V. nel foc. Lira [Lira imperial e Lira terzceula] (in)
Ligàmin o Lizz „.Quelle due allacciature corr. ed agg, Dubilo forte che la Lira
LIT ( i г ) LOE
imperiale valesse За lire lombarde at- Live"ra (in) agg. È affine al franc. Levier.
tuali, e che la Lira tcrzóla ne fosse — S.
solíanlo la melà , uozichè due lerzi, Lizdn (in) agg. Andà de lizon. Cianci-
s'egli è vero, come voglioao coloro che care, Ciampicare, Andar lento e len-
sono pralic! di quesla materia, che la tennoui; Cioncolarc? — V.
Lira di terzoli era delta cosi per con Lù e Loga. Luogo. Chi lo e Chi loga;
teneré un terzo di lega del su о peso, La ¡'lo e Là i' loga. Modi с. br. per
il quale doveva eguagliare il peso délia Qui , In questo luogo j e LA, In quel
Lira imperiale, e questa dal 1261 fino luogo. — II Berni uella sua Vita (0/7.
й un certo tempo non era allro che il in. c. LXVH, st. 4o):
Fiorin (Toro in oro, quello che ora di- Certi bene6ciuoli aveva loro
cesi Zecchino, o Gigliato. La Lira im Nel paeiel, che gli eran brighe e pene.
periale, sema mai mular di nome, venne Dove il Sal vitii fa notare « Loco per
mutando assai di valore со '1 mularsi Là è rústicamente detto: mi so v viene
del tempi, scemando seinpre più di averio inteso più volle in Sabina »
peso e di bonlà e mutando eziandio (Nota aile Ame, p. 184). — V.
di métallo; e ció per que' molivi che Ldcch (in) agg. ed avvcrli. Si usa anche
si possono vedere negli Economisé , per Ismemorato. Li Aretini dicono Loc-
cominciaudo dalla Lezione su ta Mo- cio (0 stretto) per Dappoco (V. Redi,
nela di Bern. Davanzati. — V. Vocab. Arel.). E nella lingua spagn.
Lirolàtt, v. br. Disu.lilacc.io, È accresci- Loco vale Pazzo , Stölln (V. Francio-
tivo di Lirdn. V. nel Voc. sini, Voc. Spagn.). — V.
Liro'nde spalléra,fr. br. Tempellone, Ten- i/iTrà loech agg. Vale anche Ri dur ra
tennonaccio, Dondolone, Che si balocca altri a non saper rispondere seuza be
o ddndola tutto il dl. — V. ne capacitarlo. — S.
Lis [Lógoro] (in) agg. Devenía lis ; Avegh Locch. Loch. Marmellalad'uova, olio, me
Ja cera lisa ... Scader di salute; Aver chero , gomma coinmisli; si usa spe
cattiva ciera; Essere smunto 0 spunlo, cial™, dai fanciulli durante la tosse
spot-uto^ — S. ferina.
Lis ... Decollo purgativo dianzi succeduto Lócch hianc ... Olio di mandorle dol-
al Le-Roy. ci , gomma arabica e siropo di papa-
Lisaach. V. in Maa í. q. G. véro.
Lîsca de cardegh. Scirpo palustre. HScir- Lorch negher ... Olio di mandorle
pus palustris Lin. dolci, fior di cassia e gomma arabica.
Lisca de slceùri. Biodo, Scirpo da stuoje. Quesli due ultimi giovano nolle tossi
Lischèlta (in) agg. La Carex acuta rufa e nelle irrilazioni di gola.
Targ. Loccdn (in) agg. Dimenticone (Redi, Lett.
Liscdn o Quadreltón. Cipero. II Суpenis al »Togal. VII, 7). — V.
longus Lin. Lodern (in) agg. i seguenti proverbj :
LiscÖD. Tifa. La Typka ¡atifolia Lin. Santa Teresa, lodera la destesa ... A
Lilla (in) agg. Litta ( Gherarrüni , Sup- mezzo l'ottobre è il forte délia caccia
plim,). Sabbia, o arena minuta. 1 Bre- délie lodole.
sciani la dicono Leda, i Pavesi Nitta, El dl de san Simon loder a mon
e Nile i Francesi. — V, tón ... Su '1 flu d'otlobre è il fortissimo,
Litta è voce manifestem, del dialelto lombar almeno ne' monti lariensi, sollo il Lc-
do, e Leonardo da Vinci, che la usó più volle ncl gnone, nel Pian di Cólico, ее.
luo Tratt. del moto e mis. del/e aque (clPepli deve
aver serillo mentr' era in Milano), le contrapone Lœugh (in) agg. N0 avè nè lœugh nè
•empre о шаЬЫа o arena come equivalent! с si fœugh ... Lo stesso che N0 avè nè cà
nónimo: ci Dove Paqua arrà minor molo, la su nè lecc. — S.
perficie del suo fondo tarit di più sottilc lilla o Vess in lœugh e stat de vun. Fare
arena.... perche fra le cost* lievi pórtate dalPa-
qua v"è la lilta o Parcna. — Dove il corso délia le veci di chi che sia, Sorregarlo. —> S.
lorbid1 aqua entrera in fra le basse ramifieazioni Lœuj e Loj, aggett. Vess lœuj o loj, e
deile boschine , вvi , per le molle rivoluzioni de1 per più forza Loj loj. Esscre alloglia-
ritroii, scarkhera molla tahhit о lilta. ty — Dello to, balordo, grullo, sonnolento. Essere
Tratt. р. З98, vol. X deïla Raccoltn dJAut. Hat.
the iraltano del Moto dclP aqua. Bologna , 1821 pieno di noja, di svoglialrfggine, di son-
e sog. — V. nolenza, di slrarcággine, di eascággine.
LOG ( jo 3 ) T.0T
Hanno ¡ Toscaiii Non aver dormito riel Hued.f'oeneralum istuc benejtctum tibi pulchre dices.
¡oglio, per Non essere balordo; e do- Dor. Logi !
vrebbcro di ragione aver in uso anche Phormio, a. III, s. я.
il suo contrario. — V. Che il Cesari traduce cosí: * Fed.
Lœùva (a) nelle partí, dopo glume, agg. Tu confesserai d'aver messo molto beue
z= Muson ... h intéresse questo tuo beneficio. — Dor.
Lœuva ben vestida, invernó fregg e Girándole » (cioè, Chiacchere , Fanta
m»rscioltent. Prov. hrlanzuolo e vale: sie, Ciance ). Anche disse Aesopi Logi
Quando la loba o spiga del grano turco le Favole d'Esopo. E il Pauanti (Piag-
è vestila di molli cartocci (spolbtt), è gi in Barbería) chiama più volte Ló
segno che il susseguenle invernó sari gica un ozioso bell'imbusto, un vagheg-
freddo e nevoso, e poi molliccio e guaz- gitio che dia ciauce e frasche aile don
zoso per piogge e scioglimeuto di nevi. ne. — V.
— V. Loggio, V. br., per Lelto. Quindi Andii
PI¡n¡o(№ií. Ifal. Hb. XVIII, cap. vii) al loggio. lindare a letto , Andaré a
cbiaina Foba e Loba la panicola, communcmente dormiré. — V.
pannocchw, del miglio e del pánico. Loba chisma Loogh, aggetl. di Iiis. V. i. q. G.
quella dclla sagina de' Toscaui {Mélica de' Mila Lontàn (от) agg. Vess tropp Ionian (soltin-
no! e Miglio indico di Plinio); e Lobo chiama il
liarcello de' legumi. Pare che di qui abbia tralto lesovi dalVaccordarci, dalVintenderci) :
origine la nostra Lauva. II Domenichi, Delia tradaz. Flam. Ch'ei ti dia scudi ottanta, e tu Flora gli la-
dclla delta Storia di Plinio, mantiene la ciltadi- sci libera.
Danza italiana a Loba, ebe il popólo di campagna
le avea già data , traducetidota с modificándola Scar. lo n'ho spesi più in lei da un mese in quà.
in Lova e Lœuva, secondo proouocie.
Il Burigo2zo nclla sua Crónica usa Lova oel Or meglio è di andarsene,
tignif. medesimo che Plinio usa Loba, parlando Chè troppo siam lontani: a Dio.
Tuno e Pattro del miglio. 11 primo : и Era quella Al.m. Flora, a. Il, s. 5. — V.
mullitudine (di sa¡ottole, cioe locuste, o caval-
letle') innumerabile, e dove alloggiavano la notte Lord dicono alcuni per Spdrch, о Brùtt,
e 'I di, facevano di erjii male, corne al miglio, parlando di Peso.
rompendogli la brocea ( il cul/no ) appresso alla Löri (in) corr. Qttesta voce non è con-
lova n. — Il secondo: Milium ... ex India in
Italiam inveclnm est nigrum colore f amplum trazione di Vori, ma si bene del dil-
grano , arundineum culmo. Adolescit ad pedes toogo au di Lauro in o. — V.
altitudine septem, praegraadibus culmis: lobas Lotón ...Con questo nome scherz, i Brian-
vocentiL'A. XVIII, cap. vu, sect. 10). Tcofrasto zuoli tliia m а мм il pane di grano turco;
ai legumi la loba , ai migliaci-i assegna la foba
( phoba ) che с la cbioma, la panicola o pan- onde, pur scherzando, allri li chiama
nocchia eh' essi pnrtano imù la cima. — V. Loto/agi. — Con semi di loto, dice Pli
Ldff (in) avverti. Non è la siessa cosa: nio, si fanno pant. Est et lolomelra.
Chi sta col lofF impara a osoià, e quelle: (Loto maggiore\ quae fit ex loto sata,
Chi va al molin s'tnfarinna. — Il primo ex cujus semine simili milio,ßunt panes
allude alla facilita di contrarre vizj , in Aegyplo a pasloribus, maxime aqua
praticando con ehr Ii ha; ¡I secondo a vel lacle subacto. — Menlre è caldo
quella di soecutnbere in un pericolo non è altro pane più salubre e più
cércalo. Sarebbe da tradurre : Chi va leggiero ; raffermo e freddo, si fa pe
con lo znppo impara a zoppicare. — S. sante e difficile a digerirsi (Plin. Hisl.
Agg. A mangiall el loff, el caga doma Nat. lib. XXII, cap. xxi, sect. 28).—V.
strasc ... I cont. lo dicono per contu Due Loti aquatici : Nymphaea Lotus
melia verso chi è tullo cenci e bran- e Nymphaea Nelombo Lin. (Fabaacgy-
dclli, chi è iciamannato nel vestiré. ptiaca), Quest'ultima (e la prima anche)
L'inverna el le maogia minga el loff, fa fiori blanchi e belli e capsule con én-
o se el le mangia, el le caga ... L' in trovi se m i simiglianli a' gratti del miglio.
vernó o a tempo o fuor di tempo fa Di quest! se ne faceva pane a' tempi
sentiré i suoi rigori. anticlii in Egitlo. — II Loto africano
Past del loff. V. in Pàst í. q. G. ( Г arbore dei lotofagi , il Lotophagon
Loggia (in) «gg. Logg al plur. — Logas о dendron dei Greci ) è il Ramnus lotus
Logos disse Tereuzio per Baja, Prot- di Lin. с ilZiijz>/tí«i lotus diWildenow.
tole, Parole vane, inu'ili: — V.
LUM ( io4 ) LUN
Lili (in), i.° sig. , agg. L'è un loll di Lumtga [Chiócciola\ (in) agg. Gusse. Gu
cono assolutam. i Brianzuoli per È uu scio c= Covercèll. Opérenlo.
azardo, È un rischio, un caso di sorle, Nel Vol. H, p. 4oi, col. i», r. il,
di fortuna. (Lot, Loos, Sorte, è voce corr. <= Demócrito t= in = Diógene.
golico-cellica), — V. — S.
Lolla (in), i.° sig., agg. Lotta [Gberar- Lumàgao Lumagáll, corr. = Lumaga sal
dini, Supplim.]. Quelle Fella о quanlilà vadera o Lumagótt la nuda.
di ierra che si leva con la vanga in Lumagón o Lumagótt. Lumacone. II PhaU
una voila. Quindi lus impudicus, fungo noto.
Xerren che ten la lolta. Terreno te Luinèll e Lumellinna. Nomi di раеse usuli
nace, compatto, forte, che fácilmente si nella frase figúrala Anda a luinell, o
attacca °e tiensi forte insieme , le cui a lumellinna, cioè Lumà. Osservare,
zolle dilllcilmeute si disfauno e sfari- Guardare, Sbirc¡are, Spiare.
uacciauo da sè. — V. Luininàa, v. coot Rinomalo, Famoso — V.
Tajá la lolta ... Romperé co'l taglio Luminanza, v. cont. Ilinomanza, 14o-
délia vanga, Minuzzare, Sfarinacciare viinanza, Fuma. — El g'ha la Inminanza,
le zolle vuliale su con essa vanga nel o la nomina de vess bon. Ë in Jama
lavorare il terreno. — V. di bnon uomo, o efessere buono. — V.
Lotlàda [Fà corr vuu a lotlad] (in) agg, Lninincri {ut), i.° sig., agg. Lume, Splen-
Azzollare uno, Prender uno a zolle nel dore grande. Luminiere e Luminieri ,
capo, nelle schiene, ее. — V. sust. m. iudeclinnb., di.isero li antichi
Lovàlla (in) agg. Ona pell de lovatla ... al modo noslro; i moderui, Luinie л,
Quel disleso di ovatla che пои simi- Lumiiiiera, sust. f. — V.
glia male una faldala di bambagia. Li'imni (in), i." sig., agg. Chi voeur co-
I*>vi... Fare il grano lurco la spiga (tenca). nossel landerandan, glie daga la luinui
— V. de pizza in man. V. Tanderandáu i. q.G.
Lózza e Slózza (in) agg. A' Brianz. si- Li. um (ill), alt. sig., agg. Antirrino, Liv ■
gmlica Zoila abosa, Piota, Cólica che nide selvática (Matiioli). Ha (iori siini-
m leva con la zappa d'insii i ciglioni glianti a graziöse lucernetle, oude il
de' campi, o vero d'iusù i prati, sia per suo nome. — V.
iarue ingrasso, o sia per coprirue ler- Luiioa (in) agg. Da la luuna slrencia, fr.
reui nudi. — Sonó le uoslre Slozze lo cont. Essere un gran chiarore di luna.
slesso che i Gazons de'Fraucesi. — V. A Fa el loud la luana agg. I Brian-
Lu [L'è lu spuaa spuiscj (in) agg. E lui léi dicoiio Fa el pieu. — V.
prello e sputato. — V. A La gœubba a ponent,ec., p. 4> 7>,
Ludro, Bruno ludro., Ludrón ... Yoci che rol. i', r. 56, coir. — di verso ponente
si builauo dielro ad alсuno per impro = in ~ verso levante =; e а г. З7 ,
perarlo. ^ verso levante — in = verso po-
Lugà». Lugano. neule. — S.
La íainm de Lugan, ее. V. Fanim A La lunna veggia fa dori la vista
i. q. G. ngg. Forse il prov. ha relazione о po
Lughéra (in) agg. Luchéra e Lucheria sitiva o traslata со 'l noto adagio Luna
tianno i Diz. ilal. per Aria di viso, per vetus veíalas , juvenes nova luna re
mo cerlo modo di guardare, Piglio, cargar.
Guardatura. Pare non signifíchi allí o La Stella che compagna la lamín, v.
che la viva luce d'un pajo d'occhi scin cont. dell'A. M. Venere.
tillant! cosi di sdegno, come d'aiuore. Lumia calant ... Luna scema.
— V. Lunna cressent ... Luna crescenle.
Luit». Maa del Lulu. V. Maa i. q. G. Vece come la lunna ... « Forse «la
Lùj (in) agg. Luj e agost, donna mia, quelli Arcadi che passarono con Evan-
no le cognoss. V. Donna i. q. G. clro in Italia, i quali si vanlavano d'cs-
Lunada. Lucernala. Percossa data con ser più antichi dclla luua » (Tassoni,
la lucerna. Pensieri div., lib. III, ques. i5). — D,
Lomada. Lucernala. Quanlilà d'olio che Lunna (in), a.° sig., agg. Vess tajaa in
ticue una lucerua. ■ Utiva lunna, Figuralam., .a' Brianz, si
МАЛ ( i o5 ) MAA
gnifica Essere injchce, Palire il tarto bardara, delto Lovertis. — И gambo dél
délia disgrazia. Essere tagliato a cul ia zueca, la quale s'attacca e s'arram-
tiva luna , dicou anclic i Toscaui in pica ai soslegni che trova viciai , di-
queslo senso. — V. cesi dai Toscani VitedeUa zueca, aveudo
Vess tajaa in bonna o caltiva lunna. auch'esso gambo, come la vite, viticci
Vale anche, figuratam., Essere о non o capridli. — V.
essere alto e capace a riuscir bene in Luzia [santa Luzia, ее] (я) nel Voc. e
una facenda. Avère о non aver talento nelle G. agg. e corr. Di quesli dettati,
per una data operazione. — V. cui il commodo della rima diede ori
Luuna. II xviii." (Ici taroccbi. Su quella gine più che non il vero, quello di
carta è figurata la luna e un gambero san Sebastian è in disaccordo con la
a lei rivoíto: forse che di là venne il spiegazione datane dall'Autope.giacchè
dedo: Coss'ha a che fa la lunna cont quel Santo ricorre al 20 di genajo; e
i gamber? — S. perô, secondo esso, le due ore sareb-
Luscéra. Erba lúcciola. Lo Juncus niveus, bcro già guadagnate dal giorno SU la
cosí detto perché nei laghi dov'ella è nolle in geuajo, non in febrajo; e tra
stanziano voleotieri i lucci. tant'Anloni e san Sebastian, non pas-
Lusirœii o Lusarœù ... Quel fesso o aper- sando che tre giorni, in tre giorni si
lurina che in un letto, iu un uscio, iu guadagnerebhe la seconda oral In som
un' imposta di finestra, e simili, falta ma, sono dettati falsi, e il Vocab, non
и non fatta apporta, lascia passare al- dee diíenderli. — S.
quanto di luce. Chiarella? Chiaretto? Il vero deltato perô è .questo: A
— V. sanSebastian on'ora in man, — il quale
Lubirœù {in), a." sig., agg. Luslrini. V. s'accorda abbastanza csattamente со '1
Laiiibruscliini {Del modo di custod. i Calendario avanti la correzione grego
bachi). — V. riana, quando a Santa Luzia Г era el
Lusitàa {in) agg. I Brianz. usano questa dl pit curt che sia. Pare che quesli no-
voce per Vanilà, Cosa Ulusória, fía- stri proverbj astronomici, che concur,
galella, Nonnulla, Jnezia. — V. dano pure con quelli correnti in Tosca-
Lustrissein [L'è come a dàgh, ее] {in) 11a nelle bocche de'eootadini {V. Laslri
agg. « II dirvi giuntalori e cose simili, Agrie, vol. V), abbiano avuto origine
Era come si è dir: Fratel carissimo » - nel decimotcrzo e decimoquarlo secólo.
(Cecchi, Incanles. a. II, s. 5 ). — V. — V.
Luverlisa, v. br. che i Pavesi dicono Or Luzicànt, sust. га. pi. Lampanlt; cioè,
tisa. Stelo rampicante dei fagiuoli ram- Scudi e Zecchini. — V.
piebini o volúbili, il quale ha molla Luzziu. Aspdlato. Lo Aspalathus ebenus
simiglianza alio stelo del Lúpolo, loin- Lin.

Máa {in), i.° sig., agg. A sto mond chi Palbero inlristisce e muore. I gelsi cosi
vceur vess nominaa besogna (à и ben ammalali si nutricano da piede mol 1 i
o mea. V. Nominàa i. q. G. di que' funghi che si dicono fami'gliole
Màa [Malatia] {in) agg. Erba del maa de (Fonsg de moron o casgnœii) , che i
coo, Erba del maa d'orinna, Erba del contadini mangiano assai voleotieri.
■naa scottaa, Erba del mal d'œucc. V. Maa de la fo'rbesa. È diverso dal
Erba i. q. G. Forbicione il quai viene nelle gambe
Maa blanch ... Malatia del gclso ere- delle vacche ; mentre la Fórbesa viene
dula contagiosa che iutacca le radici. alia bocea, e sarebbe quella che alcuni
Per essa l'inleguinenti delle radici iu- contadini , che non dislinguono bene
llusciscono, iuibruuano, с assumouo male da male, chiamano Maa del fet-
una pátina a filanicnti biancastri , e ton j al qual Fctton è simile il Glossau*
Го1. V. i4
MAC ( ю6) MAD
I race (Carbone delta lingua, o Cancro sngo piutlosto denso che rimarte sollo
volante) e le Afte della lingua. — Y. le castagne hianche dopo che son col
Maa del bacchèlt. Lo stesso che Maa le; onde la frase: Doh come el macch.
del falehett о Maa del raraett. V. Ra- — V.
mèlt nel foe. Machina (in) agg. Oh machina! — Espres-
Maa del Luvin. Lupino? Mal del lu sione di inaraviglia, come Oh spetld-
pino, Maglía, Leucoma. Male nell'oc- col!, usât» ad ogni tratto dalle donne
chio de' buoi, delle vacclie, dei polli, briaiizuole, facili a maravigliarsi. — V.
ec, che è un punto rotondo e bianco. Machinètta ...Nome antonoinaslico di quel
In Maa del lanz, dopo zuppica, agg. vaserello di latta nel cui centro sta un
e ¡n poco tempo si perde. — Vuolsi focolaretlo a spirito di vino, su'l quale,
che ne sia cagione Г erba che dicono a m o' di fomelletlo, s'improvisa la ri
strigia, della cui lunga, soltile e dura scaldatura d'aque, decozioni, cioccolala,
radice si fanno scopette per trar la ec. , ec.
seta , per polir pauni, e imbozimar lele. Macolàa. Aggett. di frulte intristite, per-
— V. cosse, malconce da vento , gragnuola ,
In Maa de rima (Vol. Ш, р. 4, с- «Л e simili. Voce de' conladini circumpa-
г. 12) со/т. е distinguí гз 11 Maa de dani-pavesi, più che de' noslri. — V.
rima e il Maa del lanz non sono una Madalènu. Nome delle Nepe. V. Scimes
niedesinia cosa. La Rima è quello che d' acqua nel Voc. — Hanno per lipo
i Velerinarj chiamauo Coridgine, e il la Nepa cinérea, ее.
Lanz è quello che dicono Forbicione. Mader, e Madirœu dimin. Traído di vite.
Nel primo la pelle aderisce tenace Mana, Pálmile, Sermento: è voce dal
mente alle cóslole della vacca; laddove vicino Bergamasco passata in qualcbe
il Forbicione aliácea le estremilà della luogo della Brianza. — Dal latiuo Ma-
bestia , e precisamente le gambe. V. teria' (Legnamm mil.), come si vede
Acqu i. q, G. chiaro dal passo seguenle di Columella
Maa lioràa (in) agg. /^Fioràn i. q. G. (De re rust. lib. V, cap. vi, segm. 35):
Maa lieaach , m. br. Risipola. Mal Alteram est genus palmitis , quod de
d'Isacco? V. Maisàsc nel Voc. — V. novello nascitur, et in tenero alligatum
Maa mazzuch ( Maggi ). Melancolía, dependet , materiam vocamus. Ea et
Mattana, Malumore. — V. fruetum et nova ßagclla bene procréât.
Maa rdss o Maa de la rosa chiamano ~ Cosí Iradutlo da Beued. del Bene:
varj nostri conladini ogni AHezione « Un'allra qualità di tralcio che nasce
erisipelatosa. dal nuovo, e che, légalo al tenero, vi si
Maa vecc. Senlimc? Doglia che si appende, è detto legnoso. Questo pro
seule di quando in quaudo, massime duce e frutti e sermeuli nuovi». — V.
nelle mutazioui del tempo , in alcuna Màder de denter ... Nella Baila de ramm
parle del corpo per alcun maie avulo si chiama cosi la prima ciólola supe-
gia in quella. riorc entro cui diretlamenle colpisce il
L'è maa vecc... Dicono i Biianz. , maglio uel Javomre la palla.
alludendo a certi slrapazzi e disordini Màder de fœura ... Nella Salla de ramm
cii giovenlù. Mare vecchio dopo la Vic è l'ultima sua cidlola la quale suol es
toria, disse il Magalolti in un aenso sere inalcondiziouala, come quella che
quasi simile (Lett, contre VAteísmo, riceve prima tullo l'attrilo del corpo
vol. Ш, p. i54, Bol. 1821) — V. su cui il maglio la viene lavorando.
Sta maa in di pattej. Essere a mal Màder [Monaca\ (in)agg. Mader Discretta.
partito, in catlivo termine, in pericolo j Madre Discreta. Tilolo di quella mo-
Essere mal parato. — V. naca che entra a consiglio con la Ba-
Màa (in), avverbio, agg.E contadinescam. dessa nel goveruo del monastero.
Savenn de maa. Madonnina de teng ... Specie di Erba tin-
Maccàss. Guaslarsi, Macolarsi, Marcire. toria.
Dicesi delle frulfc che comiuciano a Mndonniuna [Lagrimetta] (in) agg. Luc-
corrompersi, a infracidare, ec. — V. cicone (Thouar, Op. var.). — V.
Macch (in) agg. Quel come brodo о [Vegni i madouuinnj (n) agg. Lucci-
MAG (« 07 ) MAL
tare Ii occhi, quando per tenerezza le punto il nostro Savè de magolc, Saper
lagrime sono Ii per iscoppiar fuori. — di nnicido, di muffaticcio. — V,
Bambolare negli occhi il pianto, cioè, Magón (in), a.° sig., agg. Si piglia anche
Oudulare le lagrime negli occhi, ma pe '1 segno eslerno del dolore che den
non cadere ancora. — V. tro ci preme, ello a commuovere l'ai-
Madresgià, v. c. br. ... Dicesi délie vacclie trui cuore.-ríceorazione, Accorataggine,
aile quali succéda la scesa dell' ulero Mesliiia, Abbatlitnenlo? — V.
nella vagina; e specialm. quando per Magouàss (in) agg. Ne' Diz. della lingua
essere la scesa grave Г ulero si lascia abbiamo Smagare, Smagarsi, propriam.,
vedere corne un grosso corpo rosso al- per Smnrrirsi, Errar la slrada; e, (igu-
l'onfizio delta vulva. — Sla vaccn la ma- ratam., Perdersi d 'animo, Costernarsi,
dresgia. Questa vacca fa la madre, di Avvilirsi, Altrislarsi, — siguifícali che
cono alcuni , non so quaulo italiana molió s'avvicinano al nostro Magonass
mente. с Immagonass. — V.
Madrinna ... Quella più prossima parente Magozz (in) corr. Non viene per ¡scesa,
d'una sposa che, quasi testimonia fe- o s¡a da catarro che scenda dal capo,
miuile, l'accompagna all'altare allorchè si per iofiammazione delle glandole
va a ricevere la beuedizion nuziale. linfálichc che si trovauo iulorao al eol
1 Comaschi la dicooo Filïpa (F. Monti, io. — V.
Voc. Com.). Ferse Paraninfo."! Màgra (in) agg. luíanla che la magra la
Madrona она piaula. Scapitozzarla, Sco- mceur, la grassa la consuma. F. Grássa
ronarla , dándole forma di Matrona. i. q. G.
F. Malroua i. q. G. — V. Magramént. Magramente. Falla magra-
Maèster (in)., l.°sig., agg., Maèster de cor. tnent. Passarsela paveramente.
Magiscoro. Il Praecanlor latino. Mai (in) agg. Mai e poeù mai. Non mai.
Màgg (in), i.°sig., agg. Se i oliv grap- Mai-ma-dèss, v. conl. hrianz. Sinon, del
pissen in raasg, ее. F. in Oliva /. q. G. nostro milaaese L* é li bella о L'è ta
Maggenghln. V. Fën i. q. G. bella. — Mai-ma-dess che I' è andaa
Magyia vèggia ... Varíela del btvccalello in Turchia. Gli è quel poco che se
d'Arzo uello Svizzero. n'è ito in Turchia.
Màgher, aggetl. di Formàj. f. nel Foc. Majólega ... К una specie di calcario bian
in Mata e Matin. co coulenente о nuclei o straterelli di
Maguan (in), i." sig., agg. Nel B. M., ove selce piromaco.
i porci sono in copia, è oflicio csclu- Majozzin, v. br., al plur. Majozzill. Man-
sivo non di tutti , ma dei più périt! giaretto o Pastetlo che si facia fuori
Caldera] ainbulanli, il castrare i verri delle ore consuele del cibarsi. Si fatti
per averli majali. — Percio il Magnan mangiarelli che si" fanno fuori dei su-
in allivilà esercenle quest' oflicio di- lili pasti sono i Benizzi, le Merenduzze
rebbesi ilalianam. Norcino o Castra- e i Pusigni. Tra I'asciolverc с il de-
porci о Caslraporceili. — Da quest'of- sinare si fa il beruzzo. Ira il desinare
licio deriva torse la stizza che haniio e la cena la iiierenduzza. Ira la cena
i cosi dclli Magnan quando la plebe с Túndala a letlo il pusigno. II Magaz-
per ischeroo grida lor dielro Fa' a Pa- zini (Ctdliv. lose., p. ia4) chiama Be-
dova, quasi rimproverasse lorola laurea ruzzo anche quel inaugiare e bere che
caslratoria porcina. laluni fanno bvapü la cena, — V.
Magnàn (in), a." sig., agg. Falla de ma Mftlacquisl ... Ció che s'acquisla con fro-
gnan. Scaltreggiare. d«. — Robba de mal acquis!. Farina
Magnànn a. Eggert, iti Fôlc. F. Fùlc i. q. G. del diavolo che torna in crusca. — S.
Maguarîs. Magnate. F. Mouti, Foc. Coin. Muíase, Maiàsc e Marascéll dimin., v. c.
Maguóccora per Mazzöccora. F. nel Fос. br. ... Anda/./.» di in.ilalia epidemica o
Magnœùla [parte del inanico délia vanga] endémica, ebecompare non si sa donde
(in) agg. Maniglia, Capitcllo. — V. nè come, e che presto vassi e dispare.
Magoùgora per Keiuigoj. F. nel Foc. Malaccio't Mala influenza. — V.
Magdlc [ flJùcido ] (in) nota che VEsser Maláss. Ammalarsi. — Avegh pocch a
moscio (vizzo, ammalvato ) non reude inalass ... In Briauza dicoulo delle don-

-
MAL ( 08) MAN
ne die sono prossime al parlo: p. е., Giannone, Opere, V, a3ij XIÍ, a3a).
La lal la g' lia pocch a malass ; che di- Forse puó esserci vénula questa voce
cesi anche La g' lia poccli a anda in anche dagli Spagnuoli , i quali, dopo
lett, La g' ha pocch a andà-giô, — e averci dominati un censetlantanni , ci
vagliono a significare copertamenle e ha nno finalmente lasciati malsabbadàa,
ouestameiile quel che i ciltadini dicono cioè, bruchi e со' piéfuor délie scarpe,
spialtellalamenle : La g' ha pocch a le quali in loro lingua si dicono cápalos.
parluil. — V. — V.
Malalia (in) ctgg. Fresch de malalía. V. Màlta [Crds de] (in) agg. V. Cros de Malla
Frèsch nel Voc. t. q. G.
Malbècch e Malbicch (in) agg. Li Spagn. Malièrmen. V. in Térmen, sig. 5.°, ncl
chiamano Bicho il baco; e dicono Mal Voc.
bicho il hriccone , che pur i Toscani Màmm [La]. Voce infantile per Mamma,
dicono MalbigatlO. llhrianldo Malbïcch Madre.
proviene dunque dallo spngnuolo, e si Mamma [La] ... II vulgaccio chiarna con
come pe '1 daniio che fa questa specie questo nome la persona che tiene il
di baco si puó veramente dire bric- saeco a' ladri , nascondendo o compe-
cona, cost il Brian, fasingolar risconlro randonc le cose da essi rubate.
al Franc, che lo dice Vcr-coquin. Mamma (in) agg. Cara mamma, sust. m.
Malcomed. Discommode. Tegni ом pè Dolcegrappolo , Dolcione , Dolciato ,
malcdmed ... Tenere un piede in po- Nuovo pesce , Cucciolotto , Cogliluvio ,
sizionc scommoda. Sciocco ßnimondone, che, facendo del
Malcôtt (in) agg. Usasi figuratam. per Di sentimentale, dà iu scempiezze e ridi-
mal итоге* Malcontento , lndisposto ¿ colaggini. — V.
Torbido. — V. Màn (in) agg. Andà adree a la mau. Se
Maledizión (in) agg. No vorè ne maledi- grí//1 Vordinc, Andaré secondo fordine,
zion nè benedizion ... Non ci voler en o sia di età, anzianità, o sia di mérito,
trare, Non voler averci mano, Starseoe o sia di, ее. — V.
dalla larga , Starsi neutrale. Ad A vè a la man agg. E, contadine-
Maliuguàa. Diseguale. — E, figuratam. , scam., a Ii man. Avere in suo potere,
L'è la cà del malinguaa ... E la casa in c.isa,presso di se, a' suoi commandi.
del malgoverno. — V.
Mal marin ... È la cidros! o pallidczza del Avègh ona gran man per fila, ее. ...
formentone; presagio foriero di mal Aver buena mano per la Glatura; Es-
raccollo. sere esperlissima filatrice.
Malméra, v. del Basso Mil.... L'ada- A Da о Lassa la man drizza a run
quamento della spianata d'un auno per agg. Oicesi per lo più di ein sia pe-
far fieno maggese produce nell'erba ricoloso, e da guardarsene. —> S.
una specie di annehbiamento, da' con- Fa a man, m. hr. Fare a sua mano,
tadini chiamalo Malméra. Queslo fa Lavorare a mano, cioé, Lavorare un
che il pralo rende poco, e l'erba n'è terreno per proprio conto, che i Brians,
perniciosa alle vacche che se ne pa- dicon anche Fà andà in ca on lœtigh,
scono. — Y. on Ierren. — Y.
Malo'ra (in) agg. Lassa andà in malora el Lassa la man larga a vun. Lasciarlo
íoeiigh. V. Fœùgh i. q. G. Jare ¡iberamente, Lasciarlo in sua ba-
Malsabbadáa (in) agg. Mal in arnese, lia ; Dargli о Lasciargli la briglia su 'I
Вruco , Sciatto, Malcalzato. I Yaldesi collo. — V.
erano detti Sabalati e Insabatati dal- Alett i mau dedree ... Frase cont.
l'andare scalzi come i Fratt minori, verso il Comasco equivalente a Ciappà
con nient' altro in piedi che un pajo quel che dan. Acconlenlarsi «F ogm
di poveri sáudalt detti sabáte. Chi era prezzo, e, dipinlivam. messe le mani die-
dunque cálzalo di sabáte rotte o giá Iro le schiene, accennarsi per contento
da ait ri dismesse, era perció detto mal- di quello che altri vorrà porvt a prezzo
sabalato (V. nel Glossario del Du Gange di ció che compera da voi.
le voci Sabatuti e Issab.wati ; V. pure Melt in niau a vun ona lit, опз que
MAN ( i 09 ) MAN
slîon, ec. ttimellere alla decisione di ál falto di maie, ha già ollrepassalo di
amo una differenza, una causa, una molió i termini del convenevole o del
lites — Farnclo arbitro, gindice, ec. giuslo. — V.
« Meltetnmo la queslione ¡n mano di Mancà (in), 4° sig., agg. Maucà a van ...
Giove, e tion la volle determinare » Frase elliltica, e vale fion pagarlo;
(Mattnetto Mannelli, Cronichetla), — V. Non sodisfarlo di quello che gli si deve.
Ona man con l'ullra se lava la fac- II Varchi ( Slor. fior. ) pur ellillicam.
cia. Una mano lava l'ultra {Manns ma- disse nel medesimo signif. « Venir me»
пит lavât). no ad uno ». — V.
Tegni i man dedree ... Л chi tiene Mancà-vi'a. Morirsi, Svenirsi, Spirare.
le niani a tergo usiaiii domandure se Mandà (in) agg. Mandà vun a dormi. Man
sbbia frumento da venderé. L'inchie- dare uno con Dio , Accontenlailo di
sta proviene da quelli che, andando ai belle parole e magre ragioni. — S.
mercali, tengono di dirtro fra le maní Mandaghel minga a di ... Dire aporta»
le mostré dei grani che vorrebbero ven mente ad uno le sue ragioni; Dirgli su '1
deré, senza tarsi scorgere d' essere al muso che che sia d' acerbo. — S.
mércalo per tal fine. Un simile ut leg- Mànega (in) agg. Tira la cusid úra de la
giamento si vuol proprio de' millionarj.' manega in mira al gdmbet. Aggiustare,
Tirass-sù ben su la soa man drizza ... Assettare le cose a suo uopo. Fare con
Guardarsi ben bene, Badare attenta- qualche artificio che torn! bene ció che
meute. Girar largo ai canti, Andar realmente non è. — V.
¡esto con uno. Stare addosso a uno con [Trà-fœara i manegh de la gippa]
l'occhio atiento che non ne gabbi: (in) agg.Ed anche semplicem. Trà-lœtira
Guardev, tiree su ben su la man drísza, i manegh. Trarsi delle braccia, Sbrac-
Cbè quel vost servitor fesionalissem, ciarsi, Fare ogni diligenza, ogni sforzo
S'cl pb frisxav, el friisa. per ... — S.
Maggi, il Barone di Birbanza, Manéggia (in), sig. a.°, si omettano le pa
Prologo, p. 199. — V. rolera cui si lasciano da capo aletini
Vess come cinqu did in d'ona man. ramilelli ebe si dicono cometli. — Si
У. Did i. q. G. ometfa pure tutto ¡1 tratto Con la parte
Vess ona cossa la man del Signor ... piaña, ec, sino alla fine. — La Manég
Essere cosa eccellenle, miracolosa in gia (Manecchia) detta anche Pal de
fare ГеПеИо e il bene che se ne desi- man, cioè, grosso quanto cape la ma
dera e se ne atiende. — V. no, è un semplicc palo senz' altro, al
Man. T. de' Murât. Dà ona man. tncal- quale si (endono e raccommandano cosi
cinare. i pedali , come i tralci délia vite. II
Man de gross. Arriccialo, Arriccia- palo , al quat si lasciano da capo al-
tura. E la seconda iucalcinatura o cre cuni ramicelli tronchi alia luughezza
sta greggia che si dà ai muri nuovi di due decimetri o poco più, accioc-
Hopo il rinznffo. — I mur nceuv prima chè i tralci novelli vi si aggrappino e
se scàjen ; pœu se glie dà ona man de montino su alto, noi lo chiamiamo
gross (e, scherzevolm., se sgiàlfen-sù) ; Stasgia , la quale ha moho che fare
in fin se stabilissen. / muri prima si со ч1 Вronсone , se non che la Staggia
rinzqffano con scaglie di sassi o te«oli с meno grossa , ed è solamente destí
spezzati; indi si arriccianoj da ultimo nate a mandarvi su i capi che hauno я
s'' intonacano, cioè, si dà loro una со- portar frullo 1' anno vcgnenle. — Il
perla liscia e polita. — V. Bronconc de' Toscan! non è per nienti;
Mánca ! (in) agg. и Le. Chi ve l'ha detto? la nostra Maneggia: ni Bronconi (dice
For. Manca! ... E' non vien persona al il Soderini , p. 78-9 ) о sono fallí di
forno che non ne favelli я (Fircnzuola, gamhali о rami di castagiii con più
Trinuzia, a. Il, s. 6). — V. furche o cornicelli che si posea in cima,
Mancà (in), i.° sig., agg. Ghe mancava o di travicelli di quercia segala in fog-
domà questa; o vero Ghe mancarav gia d'aguglia (dial. mil. Guggia), accom
anca qnesla ... Diciamo ironicani. per 1 modative sopra ccrchi o mezzi errehi
significare che altri in quel che ci ha a far palloni e rrggere e dispensare i
MAN ( 11 )) MAN
serment!,... o vero flecando loro da temed'andare a viaggio peralcuna com-
capo alla semplice piuoli o randelli missione.
di scopa , coruiolo o ginepro , ... che Se vào, vân; se de nö, che slaghen-
regge all'aqua gran lempo. » — V. li per on oller mercaa: mangià, mangeii
Maoeggià (in) agg. Salvand quel ch'el ma- minga ... Se si spacciano, bene sia; se
neggia ... Dicono seberzando i Brianz. no, per allra voila : non è roba che dia
per Sia dello con la riverenza dovula spesa.
al suo grado, al suo caraltere } Salvo Mangià [El] de la frusta ... Cosí dicesi
il rispelto per allro dovuto alia sua quella sßoecatura in cui finisce la c.i-
persona, ce. — V. napa da- cima dePniozzone.
Manclla ... Cosí chiamano le Brianzuole Mangià , pari, di Fornace, V. Fornàs i.
un manípolo di fllaticcio già bello e i- 9-
ammanilo per essere Ciato. — V. Mangià ... I Muratori usano in gergo que
Manera (in), i.° sig., agg. Cosí assolnlam. sts voce per Tralasciare, Scordarsi di
úsala, vale : Acconcio e bel modo, Mi- praticar nella muralura quei vani, о
sura conveniente, Buona regola, e simi quelli sfiatatoj che vi banno ad essere.
li: p. е., El g'ha minga de manara; P. e. , Foj , regôrde.t рази de mangià
El fa i coss con manera. — I Toscaui minga cl bus de la saa.
Hsano Mudo assolnlam. in qiieslo me- Mangiagrdpp (in), do/w Tessitori, agg. e
desimo signif. » Governava la famiglia quelli che ne'fîlatoj délia sela aggrup-
con modo », dice Pandolfíni, per Con pano i fill che si rotnpono per rimet-
modo acconcio, Come si conveniva, ec. terli su l'aspino.
— V. Mangiapalpée (in) agg. Cosí la plebe chia
Manèlta (in), i.° e sig , agg. Gruccia ma talvplla per ischerzo e per iseberno
dicoola i Toscani per certa simiglianza li impiegali di quai siasi Officio, ma più
che è Ira le due cose: р. е., « Già particolarmeute quelli d'ordine, come
avéa poslo la mano su la gruccia del- scrilturali , cursori, cemteggiatori , ec.
la bussola per aprire e andarseue ». V. Palpée i. q. G. — V.
— V. Mangialdria. V. Robba i. q. G.
Manèlta (a), in signif. di Sèssora о Pa- Mangiollà (a) nelie G. agg. Mnngiare con
lotlln, agg. L'Anguillara chiama Séssola certa avidilà e frella, e di spesso. Man-
quelPamcse scanalato clic si usa per giacchiare? — Usiamo sovente quesla
estrarre a mano l'aqua dalle barche, e voce in senso esteso : p. е., Mangiollà
simili : vim de basitl: и lncomincià ad ac-
Ma quci di soLto v^ban Ii occhi e Porecehie, carezzarlo e a mangiarlo da baci »
E con sénole e spugne empton le seerhie. (Zannoni, Rilrovam. del figl, a. Г, s. 3).
Metnm. с. IX, s. ao2. — V. — V.
Màngia (in) agg. Pastime (MagaloUi, Lett.). Ma ni, v. br. Appronlare, Ammanire, Pre
— V. parare. — V. e S.
Mángen luce in d'on piatt, in d'ona Manii. Pronto, Ammanilo, Apparecchialo.
s«)uella. Fanno tutti ad un pialto : — V.
Faremo ad un ptatltlto Manifeslatori. V. Giuramcnt i. q. G.
Voi e mía madre cd io, la fante e i ГаnIi. Manissèll de 61, v. br. Gomilolo di accia.
Berní, Son. IX, p. 105. — V. — V.
M.ingen tuce a on baslott, dice figu-^ Mauna (in) agg. L'acqna a sant'Anna t'è
retain, il Brianz. per Tutti si accor- mej de la manna. V. Anna ». q. G.
daño a mangiarci addosso , parlando Mànna (in), i." sig., mettasi Meltiggine in
di clii male ainminislra insieine con luogo di Mehiggine¡ e si cancel Ii Me
allri. — V. lanie, che è tull'altra cosh. — V.
Mangiàgh-via, p. е., on para d'orett. Mànna [Rugine] (in) agg. e corr. t= E
« Di sei ore e' ne polevan rodere un su 'I frumento specialnicnle, molli gra-
pajello » ( G. Giusli , Discorsi che nelli del quale himno la gluma (Lappa)
corr.). — V. annerila, e i più di essi trovansi im-
Robba che mangia la porten minga miserili о dislrutli, menlre che nlciini
via ... Si suol dire ellorchè quaicuna allri sonó lallili. — V.
MAN ( 11 i ) MAR
2^^* II Tañara fhiania Matante e Melume quel* termo al muro il filo della diriltura
Tumor vclenoso e adusto che nuocc alle biadc (legncehra) a una distanza molió pro-
cd alla viti, dello lalinam. Vertigo e Rubigo:
TVec pestilentem senliet A/ricum lungala.
Fecunda fifis, пес sterilem seges Mantegoùda (in) agg. Scaglia (Berni,
Rubiginem, etc. Son. xxi), contrario di moglie, di bue
Horatius, lib. Ill, od. XXIII. na e legitima compagua. — V.
(i Chiamasi Malume dal male cbe apporta, Mé Manùbri. T. de' Trombaj. Manubrio (Ca
tame dall' avère, per la viscosité delta nebbia rena, Prontu, p. 294).
e de1 vapori della terra , simigliaosa di melc ; e Sue parti sono : Curio. Carro — Vil. Vite =
tjuando è abondanza di questo malore , oltre il Leva, hieva — Tirant con Spezzadura. Tirante о
daDoo cbe apporta alle granalla y la paglia si Га Bracciuolo con snodatura tz Braga ... — Astaa
rosso-gialliccia e malsana per cavalli is, ec. (Tanára, Verga =5 Mâncgh, Menatojo.
Econom.ji. — la gcueralc, i nostri contaditii Manuscent , v. br. Brancicato, Malmeg-
ctiiamano Nibbia tutti i vizj si fatti dei vegeta*
bili, che о ne guastan le foglie, о ne consumaoo giato. V. Maslinàa nel Voc. — Figh
i semi e i frulli. 1 Pavesi e i viciai Circumpa- manuscent, disse il Maggi. — V.
dani dicono Marin un tal malore, e Marinan le Manz (in), 1." sig., a ch'el par on fasan
piante che ne sono ailette , ed è come dire — ara- agg. Affagianalo ( Aretino , Ipocrito ,
morbate da pestilenzioso vento marino, — che fe
^Africo d'Orazio appuolo. a. II, s. 8 ). — V.
È questa Manna, secondo che a mcpare,l,£/- Mànz (m), Vol. Ill, p. 44, c. a.*, г. 1З-14,
reào rubigo dei Naturalist! moderni, la quale con a Felta de meza agg. Meta di culaccio j
siste in un ammjsso di fungbetti microscopici che a Ponta de culalta agg. Groppa di culaccio.
«i prrsenlano sotto forma di macchielte polverosc, Nella stessa colonna, riga sestult., agg.
graoellose, giallicce. — V.
Sagnaccio ? Rognonata ? Cioppa d'arnione ?
Manna (in), 4-° sig., corr.= Quella ru- Manzée, v. cont. ... Quegli che governa i
gine rancia e densa che si vede su i manzi quando sono da maceilo (i bœu
rami d'ogni generazione di rose e che de grassa).
qui è della Mela ta de' rosaj , è altra Marabô (in) agg. Il Carena nel suo Pron
cosa dalla Spugna délie rose о Bede- tuario (pag. go) dice che il Marabii è
guar, da altri dello Ciüffolo, Riccio о piumino che si trae da quella Sgarza
Galla capelluta. Queslo è un aggregalo africana che ti Ornilólogi moderni chia-
di molle galliiz¿e Ira loro appiccate e inano Ctcogna algala.
coperte per di fuori di cerli peli da Maragnoliu ... Picciola roaragnuola di fie-
prima verdi e poi traenli ai tanè, in no, ec.
ciascuoa délie quali galluzze sta rin- Maramáo ... Esclamazione ammirativa e
chiuso un picciol baco nato dai semi spesso negativa , e simile al Metre-
depostivi dal cinipe della rosa in seno gnao dei N ipoletani (Basile, Lo Cunto
a certe iutaccalure ivi falle da lui Stes de li Cunlt, ec. Jörn. V, Tratenim. I.°).
se. — Hanno qualche simiglianza a un — Te crédet ti de ciappall eh? ... Ma
balúffolo di lana o di capelli, donde ramáo. Tu pensi coglierlo eh? Vin-
il nome lorn; с non fanno, ch'io sa ganni. — E spesso questo Maramao è
pin , che su la rosa canina. — Noi Ii accompagnato da alcun gesto correla
cliiainiamo non Manna , ma Rizz de tivo.
la recusa del coco. — V. Maramáo díctamo anche il Gatto par
Manlàcca dicesi da varj del contado, e lando со' bimbi.
specialm. verso il Novartse, quello che Marcadètt (in), 2° s¡g., ad Avè pien el
i Bresciani e i Mantovani dicono Mau- marcadett agg. « Aver pieno il sacco »
tegnarœùla; ed è c[ue\\'Appoggiatojo (Luigi Pulci, Morg.j с. XIX, s. 1З2
che in varie case si vede tutlora da e i44 )•
banda di alcuue scale per appoggio di Marchés (in), 3.° sig., corr. = Meslruo
cbi le pratica. — in — Mestrui t= ; e agg.
È la Mantàccola dei Pavesi. — V. .. un monte di letame
Manlècca de semi freddi ...Specie di man T'aipetta, manigoldo, sprimaccialo,
teca médicinale in cui entraño i cosí Perché tn muoja a tue sorelle allato
Questa saranno quella
delti qualtro semi freddi. Che, mal vivendo, li faran le spese,
Mantègna. T. dei Mural. ... Quell'oggetto E '1 lor, non quel di Man tova, márchese.
qualunque che s'adopera per tener Bcrni. 4'вя. сол(го VArttino.
MAR ( 112 ) MAR
Marthel!, dimin. di Marco úsalo verso il qualila » (Traft, dAgr. [, 124). P.e.,
Cremascojjra not piit communem. Mar- Una sciifletta 111 di aun ordeuari la d.»
Cbin. — Тгя san Marchen e Crosetl on duu stee ; in di aun che la spiga la
iuvernetl ... Proverbio clie odesi ¡11 quel- g' h;ia la marenda, ne da duu e mezz.
la parle del coutado che avviciua il El forment carton ne dà liua trii, e anca
Cremasco; e vale che Ira li ultimi d'a- pussee. — NR. La scaffetta si fa d'un
prile (i5, S. Marco) e i priini di mag- numero determínalo e costante di со-
gio (3, Invent. S. Croce) la siagione voni , cioé di 24. — V.
lalora incrudisce fuor del tenor ordi Marendada. Aggiunlo di spiga, e vale
nario di primavera; proverbio riuscilo Tulla plena, spiga che ha la Marenda.
verissimo in quest' auno i85o, iu cui V. i. q. G. — In di ann bondanzios la
il 7 di maggio, come slo «envendo, non spiga l'é merendada. AV./i anni ebon-
autora tocchiamo il tempéralo, e ab- dost la spica rende mertlo esttberanle
biamo ghiacci nollumi e brinate forti. alie faliche del contadtno. — Qnesla
Marci e Marsci ._ Altivamente úsalo, e merenda aduuque è come dire il so-
parlando di terreui, vale: Fare (cor pramerito, l'intéresse che il campo a
reré un velo d'aqua contioua sopra uu grano rende sopra la rendita ordinaria.
terreuo disposlo in modo che quella — V.
non vi slagni mai ; — con ció si viene Marendon. Dappoco, Coglione. — V.
a formare quella sorla di prato jemale Marènna de Spagna o Peveiou de Spa-
che noi chiamiaino Marscida, V., la gna. Peperone di Spagna. II Solanum
quale in Toscana non ba proprio no pseudocapsicum Lin.
me, non essendovi, ch'io sapia, la cosa. Maresciáll (in), sig. 2.0, agg. Castrapor-
Usando pero i Toscaui la vocefrácido cellt.
per eccessivameute molle e bagnato , Margárich. Margarina. Si olticne Saponi
non si potrebb'egli a un bisogno fog- ficando i grassi di monlone, di bue e
giare su quella la frase Fracidare un di porco., e, con maggior semplicita, ilai
terreno, per Introdurvi una certa quan- grasso dei cadaveri umani e dall'olio
tilá d'aqua scorrenle continuamente , doliva. Se ne fanno cándele, che rie-
si che vi producá erba nella siagione srono pero meno trasparenti delle sica-
jemale? Altri se'l vegga. — V. riebe.
Alaregnœù per Maragoœù. V. nel Voc, Margarina. Margheríla. — A santa Marga
Marenda, v. valsass. Figuratam. Sa oto, rina s'han de vedé (i castègn) loutan
Cogita. — V. ona picea ... Dettato de' contadini e
Marèiida ... I contadini brianz. con ben montanari brianzuoli со' I quale ten-
adalla metáfora chiamano Marenda i dono ad avvisare che il castagno deve
due ordini (sticht) mediani delle spi- avère il frtilto già visibile a qualche
ghe allorchè nelle buone anuate rie- dislanza poco innanzi la meta di giiiguo,
scono pieni di belle e sode granella , se ba da prometiere buou ricolto.
le quali nelle annate tristi o sol niez- Margase, ec. , per Melgase, ее. V.
zaiiamente buoue, non allegando per Per iseberzo i contadini chiamano
fallita fecondazione, ne lasciano vuole Margase anche il focíle dei militari.
le glume. — Onde Spiga che porta la Marl (ш) agg. El marl el g' ha i dcnl
marenda vale a; Brianz. Spiga compiu- de can, se not mord incocu el mord
ta, spiga le cui glume o caselle sonó doman ... Lo suol dire cbi sconsiglia
lutte piene de' loro cbicchi, delle loro ипн zitella dal maritarsi.
granella; spighe che il Crcscenzi di- Maridáss (in) agg. Chi se marida ron
rehbe venule a mérito: и Quando il nient finua a la mort s'en sent ... Ma
(teireno) caldo secco si inischia all'u- ritarsi poveri e indolali è male.
mido e al íreddo , si la un tempera Marin, v. del В. M. e del Pav. ... Mali
mento e al lora le piante vengono gna influenza pórtala dai ven 1 i che ven
a mérito; e (quella terra bonifícala me gono dai mari di mezzodi, e sparsa so
diante un tal temperamento ) muía le pra ogni generazione di vegelabili, per
selvaliche proprietà nelle domestiebe , cui le verdi foglie intrisliscono e sec-
cosí urllaquanlità de'frulti, come nella cano, e le frutle diveoute guaslc e im-
MAR ( i i3) MAR
bozzacchite cadouo. — Engine, Tiebbia, plici castagne che e' venda, è sempre
Mdume о Malume? Rubigine, Uiëdine? delto Casteguati ( Succiolajo). — V.
— Ha il Marin un sign if. più esteso Maronéssa, v. c. verso il Comasco ... Spe
che Dun ha la Manna Del senso di ru- cie di caslagna minore del marrone e
gine del grano. — V. niaggiore della caslagna propriamenle
Marina (/л) agg Veramente diciamo Ma- delta.
rioà el cœur d'ona cossa — S. Marossée (in), dopo Sensale, omelti la
Blarioàa. Annebbiato, Afato, Guasto, Im- voce Cozzone. — Omelti pure le parole
boziacchito, latristito, Malи mato ; Of Dallo spagn. Marroze'ro.
feso e malcomió dal Mmin. — V. Mársc, agietl. di Ball. V. i. q. G.
Mariuàss. Annebbiare, Malumarsi, Inlri- Mársc (in), 4-° s'o > aêS- Vess marse de
stire j Guaslarsi le frulle , Ii erhaggi , vun, o de vœuiiiia. Ensere innamorato
le biade, le foglie di qualsiasi piaula frdeido, Esscrne coito spotpalo. — V.
per Debbia, rugine (Marin). — V. Mársc; e, secando gradi, Marsciott, Mar-
Mansch, che si dice anche Marèsch. Gilín scion, Marsciotlent , Marscionent. Ag-
chelo, Giancaja, Cariceto. Ltiogo uli giuuto di lempo Piovoso, Molle, Frd
ginoso o aquitriiioso ( sortuinôs ), uel eido, MoUiccio, Fracidiccio, Mollaccio,
quale non fa altro che giuochi, < ái ici, Umidaccio. — Aggiunlo pure di ter
cannucce, life, e simili piante palustri ; reno, che, per mollume e bagnamento
— dal latino Mariscas e Mariscum , cagionalo da pioggia, sia fiácido e fau-
die è una specie di giunco grande ou- goso. — V.
de si fauno stuoje, sporle, ее. — V. Marsci oti Ierren, transilivam. úsalo per
Per estensione, si dice Marisch qua- Mandarvi su un velo d'aqui costante,
lunque terreno non cultivo, e di nés- a fine di fame un prato marcitojo (ona
sun utile produlto; e in qnesto senso marscida). V. Marc! e Marscida nel
cquivarrebbe al Glabrelo ricordalo da Voc. e i. q. G. — V.
Columella (lib. Il, cap. ix), che nui di- Marscida (in). Vorrebbesi qui notare che
гетто ter/en pelaa, zerbid (ex-herbi- il nome Marcita non viene gia dalle
dum?) — V. mahane e márcide esalazioni, le quali
Manniuiia de boseb, v. dell'A. M. Musco. in effello non ci sono; ma si viene
Mucor, Mucedo Lin. dalle voci affatto tioslre Marsc (mulle
Marmotta, v. cont. Bronlolare, V. Bar d'aqua) e Marsci in senso di Adaquare,
bolla net foc, Bagnare, Bender molle un terreno со '1
Marócca (in) agg. I Brianz. iisano qupsta farvi scorrer su aqua (V. Bérra, Dits,
voce anche in sigtnf. di quantità grande su le marcile). —• V.
di robe; come i Toscaiii ancora mano Praa de mezza-marsclda ... Quelle
Moróme cosi per ogni rifiuio di mer che viene irrígalo si all' invernó, ma
ca mía , готе per quantità grande di seuza orario cerlo e continúalo, e perció
die che sia. — V. di raccollo pure malsicuro
Äl.ndgiia о hogiia, v. с. br. ... Difettosilà Marscida (in), sig. 1 agg. e corr.c= Ag
dri cavólo verzolle consistente in una giunlo di terreno. Uliginoso, Omidoso,
escrescenza rapacea tulla bemoccoli e che lungaineule ritiene l'aqna o per
latíala nell'inlerno la quale si parasita soverchia tenacita , o per particolare
appena sopra Ierra su 'I gambo del ca disposizione del suolo. — S'egli sarà più
vólo, e lo fa iiilristire. che molle, si dirá piullnstu Motaccio ¡
Mai du [crodell] (in) agg. Colado. Caslè- e Filta se il natural moliere di esso
giia croiltlla , o cruvéla, come dicono sarà tanto e tale da non reggere il pie-
su i monti di Nava. Caslagna culatia, de di chi vi entra. — V.
o, assolutain., Colatia( V. Glierardmi, Marlnràila, v. с. br. sinon, di Basgiauàda
6u¡>plim. ). — V. (Carbelletia).
Maronée (in) agg. In cilla si prende par- Marùi-eh. Caparbio, Di sito capo, Leggiajo.
ticobnneule per Bruciatajo, e piíi spes- Maruvèscia, v. coni Maturaiiza. Ciappà
so per venditor di castagne in genere la maruvescia. Venire a maluranza.
quali esse si siano. — In Brianza non Marzelliaoa doppia ... Specie di slofia di
<:' è il Maronée, e, o marroni o sem- scla.
Vol. V. i5
MAS ( 1 14 ) MAT -
Masarb (in) agg. Masará la loss, el galar, suono di Masoccà. Allro errore è il
cl freggiô. Risohere, Rammollire la tosse, cliiamar participio fitpiauxa quand' è
ilcatarro, ec. Per emollienli о per caldo perfetto.
far si che la tosse, ec, d'aspra e secca Masoccäa. Strafalto, Stracolto. Divenuto
si facia lolerabile. II Macare de' Mar- inencio e disfatliccio per troppa cot-
cbigiani. tura. — V.
Mascaba (in), a.0 sig., agg. Reslà de mas Massa о Formagèlla ... I funditori di ra
caba. Àimanere altonito , Restare di me chiamauo cosi quel pane, о quella
stucco. — S. focaccia che si dica, di rame ch'esce
Mascàrpa (in) agg. Forse dallo spagn.JÍÍM fuso délia forma, e si passa poscia al
cherpa (assai sciocca, insípida). maglio perché lo lavori alla grossa.
Mascàrpa e Mascarpinna (a) nelle G., dopo Massai, v. cont. ... Falcetto male affilalo.
giomi, agg. allorchè nou sono sálate Massajà, v. cont. ... Ritagliar maie, Polar
quanlo si richiederebbe. Alcuni la chia- maie, Non fare i tagli netti.
luauo auebe Malmina per qualche si- Massarizzi , sust. m. s. F. lo stesso che
niiglianza cbe lia con la Mehna, ec. Massaría, i.° sig. Società colonica,Co'
— V- lonia parziaria. — V.
Mascarpôn (in) corr. = Mas cher z=ia = Massée (in) agg. Massaro, Cullivalore,Co~
Mas que —. lono (V. Borghini, Delia Chiesa e Vesc.
Màscliera (in), Vol. Ill, p. 63, c. a, r. 7, fior.). — V.
agg. со 'l Ciccantóne dei Norcini, ec. Le Communilà del suburbio (i Corp-
MaAiott (in) agg. Maschioccio (Lambru- sanl) sono chiamale a Siena le Masse,
sebini). MaschXo vegnenloccio, contra- onde forse il nome di Massajo ( Mas-
rio di siento. — V. see), lavoratore di terre a mezzeria, a
Masgée (in) agg. Aucbe dices! Piaña da' colonia. — V.
Brianz. — V. Mdsler, v. br. ... Çosl chiamano quella
Masiii (in), a.° sig., agg. Molinare. — V, pallottola su la quale si pongono i de-
Masóla (in), alle parti, agg, Mas'c. Pigna nari nel giuoco cbe pur dicesi Master.
a spire, Noce. ~ Tazzia. Tramoggia Chi, tirando in quella pallottola con
c= ... Campana cou iutaccalure — uu'allra, ne gilta i denari, vince tutti
Mánegh. Manovella ( * tose. Carena, i caduli riinasti fuori della periferia del
Prontu. р. З80). masters quelli in vece che sono an-
Masólo, a.° sigo., e Spolatlon (in) correggi dati sollo, si r¡ pongono su la pallottola,
cos\— \ Masnin iudicano coinmuuauza e rifassi il giuoco. — V.
di muro allora soltaoto quaodo tro- Mastrófol (in) agg. 1 Vocabolarj italiani
vausi da lutte e due le parti. Quaudo registrano Struffb e Strûffolo uel pre
non sono die da una parle, allora av- ciso signif. del Mastrofol del Var. mil.,
visano che il muro è proprio di quella voce tullora viva vivissima in Brianza,
parle dalla quale essi Irovansi. — Tom. dove Mastrofolón vale piuttosto Sciai-
Guerrino, cbe deve far testo in si fatle lo, Sciamannato, Scomposto negli abiti,
cose, dice a p. 1З8 del suo Euclide in che Babbione, Inelto della menle, ec.
Campagna : « Questi muri di cinta si — V.
couoscono di cbi siano, dalle spolatine Matinàda (in) agg. E lo dicono eltresl del
ь sassi vivi cbe in essi si fanno e si Cantar degli uccelli a'primi albori
pongono, poiebè di quella parle si do- quando empiono il bosco de* loro con-
\ranno giudicar proprj dove sono esse centi, e rallegrano d'essi i loro piccini
spolatine, о siano masnini : se saranno giacenti nel nido prossimano.
da ambe le parti, giudicherassi il muro Matt (in), a." sig., agg. A bait on matt
esser commune ». —■ V. el deventa pussee matt ... Il rirnbrotto
Masoccà (in) cancella la parola infarcirsi, umaro inasprisce e non sana; le per-
e corr. t= Il verbo usait* non volle cosse diseducano in luogo di educare ;
mai dire Infercio , ma In medio sum. solo la correzione seria si, ma disacerba
Quivi si è confuso il verbo ucaxbu con e paterna, corregge.
(uvín; ora /литой nel perfetto fa fis- Mátt, ogge«. di Vin. V. Vin i. q. G.
реатмха, cbe ha nulla cbe fare со '1 Malla [Ooa] de vuo. Un pazzaeckione.
MED ( i .5 ) MEL
Mallàbbi. Nel contado verso il Comasco Dottoi de medesinna. F. in Dolldr
alcuni chiamano con questo поте lo nel Foe.
Stelo del grano sa ra ce no {Polygonum Mèj noi diciamo impropriam. in città i
Fagopyrum) che i piii dicono Frajausc. semi del cost detlo Giavdn(f. nel Foe),
F. net Foc. trovandoli commisti al riso brillato al-
Nadarán per Mattdn del formenton. У. lorchè si monda per usarlo in zuppa.
Maltón nel Foc. Mèj [Meglio] (in) agg. Fava mej con quij
Maltarólt. Sordone (Savi). VAccentor al danee ... Modo scherzevole per censu
pinas di Beclistein. rare chi a mensa ci dia a manglar
Mattazzin ( Maggi e i vecchi Brianz. ). fave, quale cibo troppo vulgare. — S.
Matlaccino. Giocolatore e Saltatorc con Mejàna dicono impropriam. nel contado
niaschera. — V. i semi del cosi detto Giavón ( F. nel
Matterdn per Mattdu del formenton. У. Foc.) résidai nel riso brillato.
Mattdn nel Foc. Meláto. Metalo, Piacevole, Cerimonioso,
Mazzagàtt (i/i), dopo i54 e I, agg. e H, ec. Mellifluo.
186. Melga (in) agg. Tre sorte cultiviamo noi
Mazzèlta [ Impiorabaa a], lmpiombalo a di questo cereale:
mazzuolo. 1.' Melga de scov; — ha pannocchia
Mè |Hoo trovaa el mè] (in) agg. con luughi e sparsi panicoletti che la
Ob quests vol ta fao ben rhiamato il mïo! rendo no atta a fame scope;
2.a Melga de mez¿; — ha pannocchia
L'ho chiamato per ajulo, ed al vedere
Et n'ha bisogno più cbe non ho io. con panicoletti raccolti e strelti all'asse
Fagiuoli, Aime, p. 207. edii. della medesima;
di Amsterdam. — V. 3.a Melga negra; — ha pannocchia nú
sparsa, lié mol to ra eco lia. —■ I semi di
Méda (in) , 3.° sig.j nota che il carro mi- lutte e tre si danno a' polli e a'porci.
láñese di legna è una catasta di sedici — V.
braccia cubiche; — e pero, se uua ca Nota che Barba a' Briantéi vale cosi
tasta è larga 4 braccia, alla 4 e lunga6, la pannocchia della mélica o sagina ,
dev'essere eguale a carra sei e non a come quella del pánico, del miglio, e
(jualtro, se uon erro il conlo. — V. simili; e ch'essi dicono Barbill i molti
A Méda de fassinn , nelle parti, agg. panicoletti onde le dette pannocchie
Cavall. Comignolo — Cappa o Capell sono composte. — V.
o Capelliiina. Pioventi i due. Ad Andà-giô per la melga agg. Figu-
Medà per Immedà. F. nel Foc. ratam. Andaré io ruina, Aver mandato
Medegà. T. de'Forn. ...Canalulti, piauel- a male ogni cosa sua. Aver fatlo am-
le, e simili, posti su Г aja a seccare, bassi in fondo, Esserefritto, spiantato:
talora per troppo sole screpolano fre- Esser ilo per le fraile.
sclii. Rilurare Ii screpoli con poltiglia Povcre poésie, son per le fraile i
argiilacea è Medegà i copp, i lavcll, ec. Salvelli, Amantt ä'una Mora.
Uinsanicarli?
Medegàss. Drovà del so de medegass. Ri- Dicesi anche spesso di donna che sia
metterci del proprio in cbe che sia. cáscala fraie vecchie i che abbia dalo
Mèdegh (in) agg. L'è proibii del mèdegh nelle vecchie, nelle scartatc; la cui bcl-
(o, perché la frase corre ordinariam, lczza с freschezza sieno ile in dileguo
nelle bocchc civili, del mèdich) ... Frase per Ii anni che le hauno falto somma
communissitna Ira noi per accennar su le spalte. — V.
che un taie non potra pérvenire a fare Melgàda (я) nelle G. agg. Saginella. F.
la cosa onde si ragiona, o ch'clla non Formenlonada i. q. G, — V.
potrà succederc a quel modo che un Melgàsc (in) agg. Le parti: Candn. In
dice, ec. terned/ = Groppo. Notti.
Speccià a ciamà cl mèdegh. F. Gas- Melgàsc/wMelgdo, Melgonin. F. nel Foe.
giolt i. q. G. Mclgascde, ec. (in) corr. ~ graulurcali =
Medesinna. Maticina. La scienza medi in — granlurcúli.
ca о del medicare. Melgasciàda, v. br. Chiudenda, Chiusa, о
MEN ( i .6) MES
RJparo di siepi falle di saginali , o di imponuntur his collarial quae vocantitr
granturcúli. — V. milium. Varro , De re rust. lib. 11,
Melglièlta ... Cosi chiamiamo un'erba che cap. ix. — V.
infesta i prati specialen, del Creiinuiese. Menùder [T. d'Agric. ] (in) avverti che
Gella radici piú grosse di quelle délia oggidi solio la voce Menùder non s'in-
erainigna, e melle foglie cosí grandi, tende altro che le Semente serolintf
come quelle délia maiza sorda de' fossi и lulle quelle, cioè, che si fanno su'l
(Palmea, Battacc). — V. terreno dopo lévala la prima racrolla
Melgdn (a) nelie partí, dopo Barbis o nelPistesso anno ... I seini poi che so-
Cavij, agg o Barba. gliono usarsi per quesie sementé sono:
È scorso un errore di stampa de' pih fagiuoli, miglio, paníio, grano siciliano
curiosi. CoA come fu sbagliato il sub- (formentnnln, cinqiianOn), grano sari-
alfabeto, anche la semina deU'osl*u e ceno Ifidjna), sagina e rape» (Laslri,
del maggengh vi è nótala a rofescio. Si Agrie. II, 271). E perócancclla ivi me-
corregga come segue: desuno le parole = biade marzuole.
Melgon maggengh, ec. Si semina da — V.
DOÍ fra marzo e aprile. Mercal (in) agg. Vardass del bon mer-
Melgoa oslaD, ec. Si leniiua fia noi caa. Guardarsi dalle buone derrote ;
Ira inaggio e giugno. ché sollo il vil prezzo bene spesso si
Mcuim [La]. Vocz infantile per Mamma. nasconde frode. — V.
Madre. Mercan! [de pell d'inguill] (in)agg.u Mer-
Memoria (in), sig. a.°, agg. Ad eterna rei calanle che schiaccia noci e vende gu-
memoria ...Frase latina che, stioppiata sei a rilaglio » (Boccaccio, Decant.
a questo modo, adoperiamo frequen- Giorn. VI, Nov. X.) — V.
tem. per dire A memoria durevole , Mèrda (in) agg. Ann de erba, ano de
eterna. merda. V. Ann i. q, G.-
Mena (in) agj. El lemp el mena. XI tempo Tender come la iiierda ...Tenerrimo,
è lurbinoso , tempestóse; si rabbuffa, Molliccico. Tulli modi bassissimi e
minaccia bu/era. — V. propi j de' conladin!, come quelli che
Menalla adree. Tirarla in lungo, Non vers.mo sempre in si falle concimaje.
uscirne: р. е., parlando d'un ammalato, Vess Ira el cuu с la merda. V. Cùu
L'è lina de st'uiverua che la roèna adree. nel Гос.
— V. Vorc parla se s'avess de di merda ...
Mm necio, v. br. Torcicollo , Capitorza. Voler chiacchierare ad ogni costo.
Uccello; lo slesso che Siorlacoll. V. Meregdn e Meregonin in qualche parte
nel Voc. — S. del contado per Melgon e Melgoiùo.
Menadór per Mener [fíandello]. V. nel Voc. V. nel Voc.
Meiidicch (in) agg. Poveretto, Misero. Merigg ... Gruppo d'alberi frondosi su
Il Brian/., usa figuralam. quesla voee pe' pascoli motitani, dove Ii armenli si
e il suo diioin, Mendíchln , per Mm- raccolgono a passar l'ore calde, il me-
gherlmo, Sparuto, Afatuccio; Debolc, riggio. — Vale anche il tempo e lo stalo
Scarno, di scarsa salute. — V. di questo ri poso. Di qui: Meriggià. Me-
Mendicitàa [Она] per Un mínimo che. Un riggiare. Riposarsi nel suddetlo merigg.
frullo, ее. V. Miseria nel Foc, a.0 si- V. Amoiisc Í. q. G. — S.
gnif. — V. MeVit [Fass di merit, ее] (in) agg. Far-
Mendin [Ou], susl. m. ... Un picciol ri sene grado con uno (Marhiavelli e V.>r-
ñiendo. chi). Gratuirselo o Gratificárselo со 'I
Meneglnuua [ Figuraient. ] (in) agg. Car- rendergli alcun servizio. — V.
piccio, Dirotta, Rifrusto. — V. Alerta acquirceu (in)corr.~ II Merlo aqna-
Menestra (in) agg. Mej mineslra гага che juolo è il Turdus arundinaceus di Liu-
polt spessa. У. Pdlt i. q. G. néo, che è beu diverso dal Martin pe-
Mènn (in) agg. Coliare da cane, di ferro scatore.— Omeltasi quanlo nelle Ginn
con punie. Verrebbc mai dal lat. Mil- te. — V.
lus о Milium che significa la stessa Merlo. V. Badée nel Voc. — S.
cosa? [ie vuhterenlur (caues) a besliis, Mes (in) agg. In trenl'ann e Irenla mes
MKT ( i 17) MEZ
torna l'acqua ai sœu paes. V. Acqua lanto ftintis celebrare, quanto cadaver
«'. q. G. eßerre de' Laiini. — V.
In fine agg. Vedausi anche i dcllaii Mélt [Parre, Notare, Segnarc] (in) agg.
regislrxti in Èrra i. q. G. Meliere, su l'aulonlà del Berui e del
MesVm, v. 1>г. V. Mesturla i. q. G. Sansuvino :
Mèssa (in) agg. L'è on pezz che l'è foeurn Ihi sol Don СЫлго mette la lerifltira,
sta messa? « Quanl'è ch'ella entró E quest'allro f./lletto, ec.
questa inessaï» (Malt. Franco, Son.) Orl. tm. с. IV, st. 5.
— V. « Toloméo , fave liando delP isola di
Messizia (in) agg. Se te vœu che la mes- Malta, melle che il templo di Ginnone
sizia se manlègna , она man vaga e fosse, ec n (O/ig. de' Cnv. p. i54). —
l'ollra légua ... Del la I o bri.mznolo, come Cossc mdttel el Ciaravallin ? — El melt
dire elle l'amicizia si mantiene di re bell temp per lutl sto quart. — V.
ciproca oiTic-j . — S. Mèlla [Dil la] (in) agg. Dure la metida a
Messô (in) agg. Cnrrisponde eziandio al uno. appuntando ogtii cosa cite e' fai ia
Me>cirôba de' Toscaoi, d'onde si versa o dica.«Fare il ser Appuntitio >• (Ma-
l'aqua per lavar le maiii. — V. nuzzi, Diz.). — V.
Slesiee (in) agg. Guaslà о Rovinà el me- Melles [Metles-gió] (iti) agg. Melierst a
slee a vun. Torgli il monopolio del- lelto ma lato. — Quítidi
ГаПе. Esercitare il medesinio mcsiiere Melless gió del bell e del bou. Am-
che un altro, si che a questo si ven- malarsi seriamente, gravemente. — V.
gooo di niolto sceinando i guadagni. Mentida. A.ipetlo, Aspcllativa, Vista, Ap-
Ruinare altrui il mestiere, dicotio pur parenza , Speranza. II proinetler bene
i Toscan! iu queslo senso. — V. o male, molió o poco o nulla di clic
Mestura [El] ... Con questa voce deno- che sia , secondo lo slalo e le condi-
tianio le verzure che si aggiungono al zioni della -cosa. Per mo1 d'eserr.pio :
riso da mineslra. La mello la de la campagua l'c bi lla,
Mesturln, v. br. Panetto di farine com- la prometí bondanzia. L'aspellO dulla
misle e, per lo più, di grano e raaiz. campagna dà da sperar molió, promette
— Alcuni lo dicono Mes'cln. abondante raccollo. E di grande, o di
Metónica. Narciso siiperbo. poca, o di nessiuia uspettaliva. — V.
Melt, pari, di Tegoli, V. Cdpp i. q. G. Vale anche Asselto della persona,
Melt (in) agg. Mettcs-adree a fa , scriv, cioè, Maniera di veslirsi, abbigliarsi,
ее. Accingersi a Jare , scrivere, ее. assetlarsi accoociantente, le Vestí alia
Prendere o Imprendere a Jare, scri persoua. Franc. Toilette. — V.
vere, ее. Mèzz (in), i.° sig., agg. Ligàa a mezz a
Melt a slà via vun. Valere, o Sape- mezz V. Ligáa 1. q. G.
re, o Potete più d'alciino. — S. Sofíilla mezza mezz. V. .Soffitt. i.q. G.
Mell-gió ou bagaj. Corteare un bim Vess de inc/t. Tramezzare. Tra
bo. — S. Cecch e Podrió me par che ghe fuss
Mett in lelt vun ... Ajutare »Itri a de mezz María. Credo cite fra Ceceo
roricarsi, usandogli dieiro le cure da e Piero tramezzasse Marta. Quusto modo
ció. S. è tollo dalla Crónica ant. del Morelli.
Melt-sù ... Dices! del principiare varj A De mezza lacea agg. V. anche in
lavori: come ordire, lire i primi giri Ta cea. — S.
aile calze, ec. — S. Mezza-conversa. V. ConvèrSH i q. G.
In Mell-via [ Sepeliré ] agg. Vcss Mezzaj, o Porscell de mezza grassa. Ma-
incltuu via col pann biao<:h e la co jate mezzanamente grasso, mezzo gros
rono*' de Бог. Essere morto .vereine. so. — V.
— V. Mezza-marscida. V. in Martcida 1. q. G.
Melt-via cont la cro's de legn, fr. br. Mezzanèll (in)7 sig. agg. Mezzanino.
E lo slesso che Melt-via per caritaa, Mezza-parlida. T. di Giuoco. V. Partida
cioc, Far le esequie a un cadavere i. q. G.
senza niente di pompa, e affatlo gra Mezzaràll (in) agg. o corr. Da'Pavesi il
tis. — Nota che il nostro Melt-via vale Vispislrello è chiamato fíntlavóla. —V.
MIR ( ií 8) MOC
Mezz'ari. T. de' Mural, e Legn. — Mezza miracolós. Un Santo operator di mi-
fioeslra, che talora è anche meuo di racoli.
mezza, che si fa sopra le portine, ее. Miróld (in) corr. = II Pavese dice Mil'o.
— V. — V.
Mezz'omm. V. Omèssa í. q. G. Miros, v. br. ... Che ha occhio sicuro in
Miccbelrifài (in) agg. Li Spagnuoli dicono pigliar la mira giusta, in aggiustar bene
Mejetrefe per Medico falso, Medicon- il colpo al bersaglio. Imbercialore j il
zolo; e, con es tens ion di signifícate, cui contrario direbbesi Sbercialore ,
per Imbroglione, per Uomo che s" in- Sbercia. — V.
framclte, Mis'c. Meschino, Povero, Gretto. Ma non
Miccólt perVao de Comm. V. Pàn í. q. G. si dice dello spirito, bensl del cuore,
Micbée ]Fà san] (in) corr. = Portar via del corpo e della roba. — S.
= in = Trasportare. Mis'cia. V. Mès'cia nel Voc. — S.
Mice (in) agg. Chi tœu miee a honora Misemise (in) avverti. Forse, piuttostn
coi sô 6œu lavora ... Dettato contad. che dall'ingl., abbiamo ereditato que
br. di tutta verilà e bontà morale, e sta voce dal tedes. Mischmasch, Guaz-
di piana intelligenza. zabuglio, Miscuglio.
Migliàja dice il nostro vulgo idiolicam, Miserœù, v. с. br. Mingherlino, Scriatello.
per Febre miliare. Miserolln. Mingherlinuzzo.
Miglionètt. V. Mïonett nel Voc. Miss, v. br., per Mostró, Maestro. Voce
Milan (in) agg. E testée a Milan? o vero usata premeltersi ai nomi proprj di
E cont sli abilitaa te stee a Milan? ... Muratori, Legnajuoli, e simili: p. e..,
Ironía con cui si rimprovera altrui dap- Miss Pool, Miss Peder, Miss Andréa
pocaggine e inettitudine, e special m. se in luogo di Master Paol, ec. La si va
il rimproveralo si tiene per da quaU pero perdendo a giornate. — V.
cosa. Misùra e Mesura (in) agg. Mesura de
Mitanes (a) nelle G. agg. = e muta A- bocea. V. in Bocea i. q. G.
miens = in ~ Soi ins. — S. Mesura de bocea e filett. V. in Filèlt
Millésem (in) agi;. Avègh-sù cl millesem ... i. q. G.
Dicesi d'abili, о simili ,> di disegno e Misurâ e Mesura (<>i) agg. Mesura tre
colori si distinti, che chi una volta li vœult e tajá 'na vœulta. Misurar Ire
ha veduti, più non se li dimentica, volte e tagliar una.
e par che dica: Faron fallt nell' anno Mitàa (in), sig. agg. Pan a mitaa. Lo
laie. — S. slesso che Pan de mistura. V. in Pan
Mincidn (in) agg. La quaresma e la pre- nel Foc.
son hin faa per i mincion. V. Quares Mitazidn, v. br. // dovulo, Il giuslo , Il
ma i. q. G. convenevole , Il dovere, La parte, la
L' è mej vess mincionaa che vess misura che a ciascuno è dovuta o tocca.
mincion ... Torna bene esser tenulo — V.
baggiano, ma non rosi l'esserlo. Mitriôtt (in) nota che il Brianzuolo usa
Mitiere [Andà a farsi] (in) agg. V. la II. il positivo Mitria costantemente per
Nov. del Fortiiii , Ira le Nov. d'Aul. Codione, Codrionc, Coccige. — V.
sen. , dove è spiegata questa voce stra- Moccà (in), n.° sig., agg. Moneare, Far
niera. — V. moneo, Mozzare, Mutilare. — V.
Mira (in), i.° sig., agg. Imbercio. È cosi Moccà i pároli. V. Parla mocch in
l'atto dell' imberciare, mirare, affissar Mdcch nel Voc.
l'occhio per aggiustar il colpo al ber- Mdcch [Parla mocch] (in) agg. Che di
snglio, come quel segno che è nell'ar- cesi anche Moccà i pároli, e avverti.
chibuso per facilitare l'imberciar bene. Queste frasi non sono esatlamente tra
— V. duite da Scilinguare , se questo verbo
Tœu la mira. Imberciare, Porre о significa Balbellarc, come dicono i Diz.
Prender la mira, Mirare. — V. della lingua. Il nostro Parla mocch
Miracolós. Taumaturgo, Operalorc di mi- propriamente consiste nel non pronun-
racoli. Nel Diz. manca di questa acce- ziare inlere o ben nette e spiccale al-
zione la voce Miracoloso. — Ou Saut cune sillnbe, massimamehlc quelle nelle
MOE ( i 19 ) MOL
quali entra la r, o ció av venga per • Mola o Mácina verticale; Fond l'ori-
uatitral difetto della liugua de'parlanti, zontale; Balésler 1' ámese di legno о
о per affeltazione e mai vezzo. m Far baslone con che si alza la mácina ver
le parole mouche , Sinozzicare le pa ticale per sotloporvi i semi; Serva о
role m ( Machiavelli); к Maogiarsi le Servitor una specie di paletta che gira
parole » (Varchi) ; « Nod séguiti quelle con la mola rásente il fondo, e serve
matrone che parlando per vezzi, striu- a cacciarle soltó i semi che scappano
gendo le labra e dimezzando le parole, di quà, di là, a ció che tutti vengano
ее. »» ( Cavalca, Vulgariz. dell'Ep. ad bene infranti. — V.
Eust. p. 45i, ed. Silv.). — Nè il nostra Môgn ... Un seguo di tinto. V. Monti, Voc.
Moccà i pároli equivale al Parlar fo- Com.
gnalo, o Fognare, od Elidere alome Mognà. T. d'Agric. (to) agg. Diverso di
lellere dentro le parole, il che non fassi signif. ma vicino d'origine e di scopo
nè per vezzi, nè per natural difetto di é il verbo Miagolare usato da Vitale
chi parla, ma si per I' indole propria Magazzini per Ripolire il pedal della
di alcun dialetto, ec. — Y. vite dal musco che potesse aver con
Modell (in) egg. Tœù-giô el modèll. Ri' tralto, e levare e recidere (sempre rá
dürre dal modelloje, in generale, Pren sente al pédale) ogni seceume; il ehe
der esempio, modellar che che sia sur fassi di marzo mentre si pota la vite,
un dato modello. laddove l'operazione del Mognà (Spol-
Modesiinna per Respetlœùs, si rifada lañare, Scachiare ) si fa di maggio,
cosí ~ Modestinna. Modeslina (* tose. dopo che la vite abbia messo fuori i
Carena, Pronta, p. 83). Striscia di getti novelli. « Ottimo è miagolare le
panno lino con guernizione nel lato viti con un guanto di sovatto, stroplc-
euperiore, che portauo sopra il seno le ciando loro tulto il gambo » ( Cultiv.
donne, Specialmeute quaudo il vestilo tose, mese di marzo). II guanto di
sia inolto scollalo e aperlo su '1 da- duro cuojo serve moho bene a togliere
vanti. V. anche Respetlϝs. la vecchia buccia della vite, che, secca
Modula i êr de ris ... Verso il Lodigiano e screpolata e mezzo da quelle pen-
è detto cosí lo Spianare, cioè со' ba- zolanle, è nido e ricovero d'insetti. Av«
dili ridurre a piano regolare le porche verti che la mognadura si fa dilicata-
nelle risaje. E officio delle cosí dette mente con le dita mentre il getto è
Fenêr, fienajuole, o Faneuses de' Fran- teñera. L'una e l'altra pero delle due
cesi. operazioni tendono a ripolire la vite di
Mceud o Ferr di cdpp (to) agg. Ferr di ció che in essav'ha d' inutile e d'im«
copp con poca campanna ... Forma da pacciante, affinché la venga via più bella
tégole poco convessa a' suoi slremi. e prosperóse. — V.
Mceùja. Mdcero, Immollalura. — Onde Moja (in), sig. 3.°, agg. СЫ bisogna moja.
Mazz o Fass de mœuja. T. de' Li- Qui o bere o affbgare. Dicesi di chi
ziajuoli ... Fascio di lino da immollare, è sforzato dalla nécessita a fare una
da metler in molle. Sono questi fasci cosa che per altro non vorrebbe fare.
o mazzi formati da 36, о il manipoli, — V.
o vuoi brancale di fusti secchi di li Moinà (Maggi). Far moine, Ammoinare,
no, che, strettamente legati insieme Far vezzi, carezze, ec. — V.
con ritorte di vinco , formano come Mola (и), sig. io.°, agg. Molà dent с
una ruota, e battuti dalla parte delle Pella dent, sottintesavi la vanga, vale:
radici, si mettouo a macerare ne' ba- Vangare a due púntate, cioè, Falta una
gni a ciô préparât!. V. Stippa i. q. G. púntala , ricercare con la punta délia
— V. vanga ancor più addenlro il terreno.
Mœùla, sig. 3.°, riforma c= Che altri di- — V.
cono Molàzza. Luogo e Istrumento che Moleràtt, v. с. di Viganó. Cavalore (nelle
serve a infrangere i semi oleiferi per cave dell'arenaria delta Molerá).
estraroc poi Г olio, mediante la près- Molgiùda (in) agg. Munta (Ridolfi, Alti
sione del torcbio. Trapeto, Frantojo, Georg. XVIII, p. 45). «Due vacebe mon-
Jn/ranlojo. — Masna chiamiarao la gáne davano libre 37 di latte nelle due
MOL ( i o ) MON
munie cumúlale d» ciascun giorno. » Scorlellà la molla ... Tagliuzzar la
— V. malla col cortellasc o sia col seiabel
Moliii (л), i.° sig., in fine delle parti con: per a (linaria. '
— La Batlirteula, che с quel legno ¡I Tajà-giô la moin ... Con le mani le
quale, inosso dalla inacina-copercbio, var tanta malta dal paslone, quanta se
scoote contiuuamente la tramoggia a nc vuol porre nella forma.
ció che ii'esca il grano, è propriam. Cortellasc de la molla o Sciabel de
la Batióla de' Toscan! ; e i Ferr, deîli la molla ... Si usa a lagliuzzare e af-
auche i Canipanitl, sono ció che i To- linare la malla.
scaiii chiainano Tcnicnnella o Hollóla, La molla Г ha faa i codignon ... La
la quale, come il grano è inacinato tullo, malta ha falto crosla.
cade nella tramogt>ia , e со '1 rumore Mdllo (in) aggiungasi che v'è per lo meno
che fa ne avvisa il mugnajo. — Ten- anche in qucsl'altra frase Gguratam ...
tennella cbiaiiiasi pure quello che noi El voeur di molió. Importa assai, Fa
diciamo Carell della ruóla che melle gran peso in bilancia. — S.
in molo la mácina. — V. Molnâs. V. Prej de Mollrâs í". q. С. — V.
Da a moliii. Darda macinare. — Fi- Moment (in) agg. A momenli. Quasi ,
nyiratani. Da a inoliu per eliugerl el Quasi che, Per poco che non. — A sen-
soree. Gillare , Consumare malamente till lu, a momenli el g'ha reson tu.
il falto suo. — V. Quasi, a suo dire, è egli quel che hu
Molíase, Mollasridn. Contrario di iodo, ragione ; A udire lui, diresti quasi, er.
gagliardu edi forze grauite. Fiaccaccio, — A moment! el gh'aveva nanea du
Fralaccio^ Fiaccone. « Sapi che simili bev. Non avea quasi di che here.
noinmi (grossi e bellocci) son poi fia- Mominna (in) agg. I Brianzuoli daniio
lacci, e, come banoo duralo un po* di queslo nome a quella come pellico!»
falica, appena si reggon rilli » (Com- leñera che si forma su le caciuole (ro-
pariiii, // Peregrino, a. II, se. 5 ). — V. biolitt, formagltl) alcuni giorni dopo che
Molimin [On]. Una mollicolina. V. Mollin son falte. — V.
ncl foc., i.° signif. Moucècch e Frala (in) agg. Tanto Ii uo-
Mollitt de fórmenlo» (in) agg. Tátoli delle mini che le donne dei monti di Gar-
pannoecliie. Cosí 1¡ chiama Cosimo Ri- zeno, Traversa, Dosso del Liro, Livo,
dolli là dove parla dello Sgranalore l'ellioj Stazzona e S. Gregorio, sovra-
mecánico da formenlonc, a p. 118 del stanli aile cosi dette Tre Pievi di Dongo,
vol. XIX dorn. agr. tose, e allrove. Gravedana e Domaso, chiamansi Mon-
— V. cecch perché i loro monti sono detli
Molla (in) agg. Lavorà suttil in molla i anche Monli fraucesrhi (Mont cecch)
Yoltin, i mur, ее. ... Meiler poca malla dai frati francescani che avevano con
ira maltone e madone ; andar parco di venio in Dongo. L'ahito che indos.sa-
malta nelle loro commissure. no, che è un pannilano bruno, strelto
Molla [T. de' Fornac] (Úl) agg. Molla de in cintura da un largo с ín tolo di enojo,
quai ... Malta rimpaslala con materiali e cuppello di feliro » gran falde, fu per
giá conformai! e non cóllisi peri he rui- voto in occasioiiK d'uua peste nel sec.
liati dalla piova ; mrglio aflinala, ma XVII. У. anche Mouli , Voc. Com., in
j)iù dehole della inalla vergine. Moncèca.
Molla levada ... La malla vénula trop- Mond (in) agg. A sto mond chi veeur vess
po «ppiccaliccia perché lasciala a le un nominaa besogna fà o ben o maa. V.
di prepárala sema adoperarla e perció Nominàa i. q. G.
come lievilala. Conviene rimpaslarla De slo niond no se ne cava on figh,
alquanlo per sanarla. n vero она maladelta ... Al contrario il
Fà síi la molla, Zappà la molla ... Gelli (nella Sporla), pigliando il mondo
Inlridcre la malla con la marra. per un altro verso, ti dice: Da queslo
Impasta la molla ... Trameslare, in mondo non si cava allro, che cavarsi
lridere la malta. le voglie clie allri puó. — V.
Scarrellà la molla ...Da) cavo Iras- 1 donn hin la lin del mond, V, Don»
portare insü l'aja la malla a carrettale. na i. q. G.
MON ( i2 i ) MOR
Slo mond mitaa cl va de per lu ; d'aliso, non è allro che 'I Giglio, giac»
de l'ultra mitaa, on quart el se fa anda cbe Aliso e Giglio sonó una cosa me-
roDt el coOj e Toller a cazzott e pee desima. — V.
iu del cuu ... Il mondo è un coso toudo Mônscia (in) agg. Invíd de Monscia ...
che rullando va da sè. Invito fallo di mal animo e in modo
A Tutt el mond le paes, agg. Vale che uon riesca ad effetto. и Hai tu
aucbe che v'è il suo male e il suo bene pranzato?— Si. — Spiácemi, voleva in-
da per tullo; e che tal vizio che nel vitarti. » — Se rispondi: и No — Gli
nostro paese notiamo, troveremmo pu è tardi, sai? Chè non t'avvíi a casa?»
re in altri paeii , visitaodoli e consi — S.
derándola — S. Monsciir ... A Somma chiamano cosl una
Mondaría. У. Contèssa i. q. G., ed agg. specie di paleo (birlo) cónico, senza
La Cuoca: scanalalure, senza punta férrea, cbe nel
Che par a la coolem Mondaria centro delta sua base ha un legnuzzo
D\»vè aaraa soll cíav ta di cardent, te. per cui mezzo si fa roteare.
Gariooi, Batmcont., at. a3. — S. Monta (in), sig. a.0, «gg. Diciamo più so-
Mondèll (in), i.° sig., agg. Di frumento vente Monta la guardia. — S.
detlo mondell noi ne abbiamo due spe Monta (in), sig. 3.°, agg. Monta on orelogg.
cie: una è quella che si descrive uel Caricarlo. — S.
Foc.j l'allra, oltre all'essere senza reste Montàgna (in) agg. Quand la inontagna
(onde ha il nome), fa spiga, granelli e la g'ba bindaa o fassaa-su el coo, de
paglia quasi rossicci, rende più del- 11 a on qunj di g' hemm l'acqua ai
l'arislato in misura , ma pesa meno e pee; o vero, prest g' hemm l'acqua ai
dà farina scuriccia, e pero in coin- pee ... lnteudi la cima fasciata di nu-
iiiercio vale meno. — V. % bi indisio di pioggia vicina, di rauta-
Mondèll, sust. f. pl. Dicono su '1 Verbano zione di tempo bello in piovoso. — V.
quelle che i Briaiiz. dicouo Borœul, e Monlauéll ... Uccello che è la Motacilla
sono castagne arroslile iu padella di rubelra Liu.
ierro bueberata e su la Gamma; o vero Monlarùzz, V. br. Monzicchio , Montón-
iielle brege с poi uella cenere. Brucia- cello, Cúmulo, Támbalo, Monterozzolo.
te, Calde arrosto. — S. — V.
Moneda (in), i.° sig., agg. Costa ona mo Moulura (in), sig. dopo in fuori, agg.
neda. Valere un occfiio. e dal Zannoui: « La gli ando polila;
Moneda (in), 2.° sig., «gg. Guzzà la moneda. e' si trovo da vender la montura e 'I
1 conladini brianléi corne usano Guzzà focile, e lui si vesti da contadino ».
i brent ( V. Guzzà, a.° sig.), cosl le (Ritrovam. del figl. a. I, s. 3). — V.
inonete, e vale, figuratam., Recare al Mdra (in) agg. Giugà a la mora el fiaa ...
giuslo il valor abusivo o platéale di II Porta lo usó per Avvicinarsi a morte,
esse j Pareggiare , Ragguagliare il va e forse a cagiou d'asima. — S.
lor di piazza con Veffeltivo delta la- Mora [T. forense] (in) agg. Interess de
liffii. Di qui è nata la locuzione mora. Interessi moratorj, o sia quelli
A guzzalla. A recaria in oro, A ri- che incumbono al debitore che non
dnria al netto; p.e.: Con sti mooed paga , ad indennità del suo creditore.
alleraa el par cbe se ciappa tanli lir, — S.
e pœu, a guzzalla, vegnen a resta poch Mora ... Con questo nome i Brianz. chia
- de che. — V. mano quel mal effetto che fanno ai
A Trà in moneda agg. Recare in bozzoli le grisalidi mortevi dentro di
ispiccioli; a moneta di spicciolij a ma negrone, le quali, spappolatesi , vi ti
neta spiccia. — V. distendono a guisa di pátina su I'iu-
Moiieghèlla e Monegtiinn (in) nota che lerua párele del bozzolo, e lo fanno
il vero nome, in lingua, di questo liore esternainente apparir moro. —» V.
d'un bell'azurro è Cidno minore, cbe Morbélt. Cosi chiamano in varíe parti
in qualclie dialelto di Toscana è dello delta Brianza il Mal del groppone nei
Bultiségohi o Balüsécola, e Batlisuo- volalili. V. Smorbiœù, siguif. a.°, nel
cera. — II Fior-aliso iu vece, o Fior- || Voc. e i. q. G.
Fol. V. 16

-
MOR MOR
Môrd (in) agg. El mari el g' h», ее. У. tagli fatti a dovere per la prosperiti
Mari i. q. С. del gelso e di qualsiasi pianta ancora.
Morell de grana ... Specie di panno. — II taglio dev'essere fallo cou ferro-
Morèlla. У. Palusèlla i. q. G. ben affilato, a piano alquanlo inclínalo,
Muri [ Anda o Vegnl-via nioreod] (in) con un sol colpo si che rest! 11 bello,
agg. У. anche Moréod. liscio e netto d' ogni bava e scabrezza
Lassa morí l'acqua Idrbora sora on e di quelle smozzicature che talvolta
terreo ...Lasciarvela stagnare per qual- restaño de' rami mal taglíatí , le quali
tlie lempo, acciocche la vi depóngala poi, seecando e infracidendo, guastano
sua grassa e féconda bellelta, e nello la piaula. — V.
Messo tempo lo colmi. II Tauára cbia- Moronént , v. c. br. Ricco di gelse. —
nia quesl'operazioue falleggiar Vaqua Fceuja moronenta. Foglia morajuola t
túrbida sopra un terreno. — V. morajolosa ? Foglia pieua di more gebe
Morí la barba. V. Barba L q. G„ ЪУ più che il dovere ; segno di bella fe-
signif. racità nell'alber», di danno al cultiva-
Morí fceura ... Dices! de'cereali * tore de' bachi da seta , perché la fo
dell' erbe clie nel campo o nel pralo glia cosí falta rende menu di quel che
inuojono di mezza alle aine, e vi 1л- si vuole dat gelso, e pero dà minor
sciano degli spazj vuoti. Far piazie. frulto utile pe '1 baco.
<> S'egli avvien ... che vada la stagion Mors {in ), nel le parti, a Slanghella agg.
calda e asciutta inulto, il grano ribolle Predella.
e si perde , e fa piazze iie'catnpi w Morsellio. T. dei Murât ... Dimin. di Mor-
(Magazzini, Cultiv. lose, giugna). — V. sèll. У. nel Уое.
1 Brianz., per dire cbe dall'avarizia Morsèltn ... Nelle trombe prementi è quel-
о dalla dure zza di cuore d'un laie Don la specie d'orli che sí fermanocon dop-
è da attendersi punto di soccorso, nè pía vite, e servono a collegare fra loro
uu mínimo servizio, usano questa frase le canne délie trombe.
ili mezza ta: Se podarev morï, о erepà Morselldn. T. de'Tromba;. Briglie? Quel
de quell тал: cioè, Tu polresti mori le specie d'orli fus! con i due tubi che
ré, che e1 non si moverebbe a prestará fu miañóle trombe idráuliche, cou quat-
un ajuto al mondo. — Non è qui da tro fori per passarvi le viti che si ser
lacerai cbe il Davauzati (Ann. lib. XIII, rano cou dadi framezzati da aniraelle
num. xvi), per eufemismo, chiaina quel di cuojo.
mule il mal caduco. — V. Morl (tu) agg. I strèpit de la mort, o>
Muriggíorin de l isera ... Topolino da ri- l'ultem slrèpit.o i stramazj de la mort.
saja; il Mus minutas di fallas. У. Stramazz t. q. G.
Moi nee (in) agg. A dure un po' di baja L'è la Mort che ghe dà i butt. Frase
a'muguaj, supponiam che il gallo, can cont. sim. alla cittadina EI vœur muri.
tando, dica: In paradis j — e l'auitra: У. Morí nel Уое.
Quand? quand? — e l'asino: fio mai, In Fa la mort di agon corr. Signi
no mai. — V. fica piultosto Moriré lentamente e a
Mornéra o Malstra per Erba mornera о siento (a storia d!rebbe il Cesari). —
di рогг. У. nel Voc. e i. q. G. Onde Fa jà la mort di agon vale, fi-
Moi ôid (in) agg. Erba di moroid. У, ¿i ba guratam., quantoTegni su la corda, ec.
i. q. G. — V. e S.
Morón (in) a Moron (îorii agg. e osserva Mort [sust. m.] (in) agg. A toccà on mort
e= Moro o gelso fiorajo dicesi quello se suda minga i man ... Ubbi'a , fra le
che fa solamente fiori maschi o sta- taule, ridicula la parle sua.
miuíferi; Moro o gelso morajuolo quello Vess nauch bon per la noce di mort.
che melle sollamo fiori femine o pi- У. Noce ». q. G.
slillíferi, e produce more o gelse. — V. Mort [aggell.] (in) agg. Tràss mort. Fin~
A Moron pi a sen liu agg. Л 1c un i lo gersi murto, Far mostra d'esser mono.
credoDO il Mûrier rose dei Frances!. A Dass per mort, agg. Giudicarsi
Taj mal faa, moron ruinaa ... Prov. morlo. (Mail. Villani, Stor. lib. IX, 44)
agr. che li avvisa dell'imporlanza de' к Yedendo nelle inani di cui era e il
mos ( la $ ) MUR
duro partito, giudicossi morlo » (cioè, Rassegna; voce tedesca, in cui la pro
si tenne cerlo d'esser menait) a morte). nuncia supprime quasi la g. — S.
— V. Molla (in), i.° e a.0 sig., agg-. Nelle en
Mórt, aggctl. di SolTut. V. SoiThl i.q. G. tiche carte del nono e décimo secólo
Mort hianch e Mort pass, aggettivi di si trova usato Molla de Ierra e yàsone
bachi da seta. У. Pass ». q. G. i nd ist in tarn . per Zoila, o Piota ( У. An-
Moria (in), dopo Senlinella, agg. Brocea. tichilà longob, milan. , II , 364 e 65; e
— Per Brocea morta lalora inteudia- Du-Cange , Glossar, in investitdra et
mo tullo l'iusierne de' rami che morli vaso, p. 886, col. 1 ). D'onde forse il
о mezzo vivi si levano dagli alberi nel- Gazon de' Francesi, significante il me-
la potatura; e tal' altra inlendiamo il desuno. — Ona motta de geni , de
medesimo che Brocea secca, quale ve- omen, de donn, e anche de coss, noi
desi nella slagione che, cadule le fo- diciamo per Moltitudine, Frotta , Ra-
glie e arréstala la vegetatione appa gunata di persone , ec. Aulicamente ,
rente, non si distingue ell'occhio da a' tempi délia República milane.se ,
quelle che è veramente morta e secca. chiamavasi Motta il celo medio. « Co
У. Comprà о vend a brocea secca, in loro che alla mercatura attendevano
Brocea nel Уос. — V. ed alia negoziazione о ad alcun' arte
Toeulla o Ciappalla morta. Lasciar liberale, Mahilirono con Ii altri ricebi
andaré due о tre pani per coppia, Non ed agiali cillaclini un' allra credenza а
istar punta a punta, Non contestare. società , che Motta venne appellate;
Mortal (in) agg. L' è nanea sto mortal, nome probabilmente derívalo dal Sam
modo cont. brianz. Non v'è malaccio. sone Mole, che Congresso o Adunanza
É come dire: Polrebb'essere molto me- s' interpreta ( Du-Cange , Glossar, in
glio, è vero, ma pero gli è mezzano; Mota) ». Anlich. longob. milan. II, 3a5.
e s' applica a persone e cose in ogni — V.
numero e genere. — L'è nanea mor Multa. B'ica, Barca. — Igregn van in molla.
íala. È belloccia. — Hin nanea sto mor Fà la molla. Abbarcare , Abbicare
ía i. Sono discreti, mezzani, bonini, bel- su l'aja.
lucci, e sim. — La cera l'è minga mor Mùcia, e in qualche luogo Mùggia ...Sorte
tal. La cera è discreta (che diciamo di rete. У. Monti, Уос. Com.
anche — L'è minga el diavol, overo Mudazión (in) agg. Noi 1' usiamo quasi
L'è minga slo diavol). unicam. parlando del lempo.
Mosca (hi) agg. Tutt'i moscb pezzighen ... MùtT (a) agg. Feni mulTa ona cossa ...
Ogni concorrenle danneggia; A qual- Finiré che che sia in modo che non
Irino a quatlrino la lira se ne va. Par lasci contento e consolato. Lasciare
lando di bolegaj, è deltalo communis*, a bocea amara, Lasciar cattivo sopón
per iudicarc il danno che ogni nuova in bocea :
bolega di genere idéntico arreca alle . . . Tuce i spass del mond (bissen lulliTj
già esislenti e vicine. E &" lian pur quai savor,
Mosca. Mosca, seconda Capitale délia No lasten mai sagott rhi gbe sta sn.
Russia. Maggi , Cons. Alenegh. a. IH,
Fà el guadagn che ha faa i Franzes .. 7- - V.
in Mosca. У. Guadagn f. q. G. Mugoff, v. valsass. Gamba. Onde
Mosca, v. br. Picchietlare , Brizzolare , Ben mugolTàa. Bene plántalo insu le
Puntcggiare di più colori, a mo' di ca- gambe , Che ha sollo di belle gambe e
cherelli di mosche. — V. sode. — V.
Moscatèll imbriagh. V. in Uga i. q. G. Müll (in), i." sig., agg. Mull de TOspe-
Mossin, e Mossîlt al pl., v. br. Moschi daa. Bastardello.
no, Moscino, Moscerino, Moscherino, Mûr (in) agg. Se l'è nívur, la ciav sul
Mosciolino. — V. mur, ее. У. Ciàv i. q. G.
Mostàcc (in), i.° sig. , agg. Moslacc de Murcia!, v. br. cbe s'usa solo al modo
negà cinqu sold alPosl. Sfacciato, Im imperativo. Уа1 via, Escimi dagli occhi,
pudente, ec. — V. Tógliti di qui. — Equivale allonge
Mostrôn[T.nii!il.] (in) agg. Di Muslerimg, de' Latini. — V.
NAN (« 24 ) NAT
Murèll. Muriccia. Quella po' di muratura ralisti, fréquente lungo i prati marcitoj.
a secco onde si ricingono su '1 suolo Mùso [Vess ou] (râ) agg.
le pároli laterali e di fondo de' capanni Qoelli che me'stano presentemente
camperecci di legao e paglia per di Oh! che le pajón noüii ?
fundere dall'umido tcrragnúlo la supe- G. Giusti, Disccrji che corr. — V.
riore impaglialura délie pareil e dare Muslùra, Mustorà, Musturon, ec. Voci del
sempre maggiore solidilà al capanno. contado per Mistura, Mestura, Mcstu-
Murèlla. T. de' Fera. ... Muricciuolo so- ror», ее. V. nelVoc. — Trà » musturon.
vraposto al muro maestro délia fornacc. Sossoprarc, Scompigliarc, Mandare in
M user и цп о Topin ... Toporagno a coda miscuglio.
quadra; il Sorex tetragonurus Herrn. Múlov. T. Leg. Mùluo.
Non ¿ infrequenle ne' prati marcitoj e Mulus. L'usiamo nel modo macrlieronico
varia net colore del pelo. Cuius mains et non barbottarerunt, per
Muséràgn d'acqua ... Toporagno a- ingiungere all ru i che lacia, nè si dolga
quatico; il Crossopus fodicns de' Mu lu- di ciô che gli avvicnc. — S.

Nà Hicono quasi sempre tutti i conladini Nafknz [Frutto] (in) agg. Narànz amar, o
dell'Allo Milanese in vece di Anda. Armèlla. Arando forte.
Andaré. E quests smozzicatura usano Nariggiàa (in) corr. Narlgia, chè cosí odo
in tulle le uscile di questo verbo, fuor- chiamnrla i Muguaj, e i Ferraj che la
chè in quelle del presente cosi affer- fauno. — V.
mativö, come congiuntivo, dove, qual Nâs (in) agg. Nâs de bée, N3s montonàa.
verbo anómalo, piglia più voci da An Naso da montone, Naso pecorino. — V.
daré e da Vádere. Da Nà vengono Na Rescïà-sù el nâs. Torceré il grifo, il
va, Andava¡ — N.ia, Andalo; — Nerum, muso; Disdegnare, ее. — V.
Andiamo, imperat.; — Nee, Andate, im- A Reslà con lauto de nâs agg. Rima-
pera t. — Il Nare dei Latini, che val пег со 'l Hanno e con le beffe, di cosa
Nuolare e che Yirgilio [Georg, lib IV, sperata e non coiiscgui'ta. — V.
v. Sg] usù anche per Volare, ha a far Vegnlla mosca al nâs. Stiztirsi, Mon
nón poco con questo Nà rusticano. —V. tare in colera, Venire la muffa al naso.
Nàa. Participio rusticano per Andàa. V. — V.
poco sopra. E lo usano anche altor- Nasélta (in) agg. eNasrssa, snst. fem.
(piando la voce assume il senso figú (MHggi). Pali la nasetU. Essere sc/iit-
ralo: Ve lutta robba nada ; hin dance zinoso, Recaí si ogni cosa a sctiifo, Es
naa, cioè È tulla roba sciupala; sonó sere sospettoso , peí matoso. — V.
quattrini sprecali. Nàss (in) agg. Avegh i pee che vœuren
Nagólt e Nagólla (in) agg. Ii Finanz, dice nass del frfgg. V. Pc I. q. G.
Negolt, conservando puro il ne del la Nassa. Rete da pescare che abhia il ri-
tino ne gutta. — II contrario di Negotl troso; voce úsala non so se nell' alio,
è Vergalt , e i diniin. Vergolùnna e cerlo oel basso Milanese. E pure di
Veigolttn: Qualcosa, Qualcosellina.— V. lingua. — V.
On ver nagoll, o Quell ver nagolla. Nàla (in), Hopo Formaj magher, agg. Ca
Nientissimo, Siente affatlo. rio sburralo.
¡S'iinca, Nanmó e cosi Guànch e Gnamó, Nairn (in) agg. Tanára ( Cittad. in villa,
essendo voci composte della negativa p. 172) scrive: <• II coció leñero, o
Nè e Non e degli avverbj Anche e Mo, ver tomino, vogliam dire raveggiuolo,
atiderebbero scrítte cosí : N' anca , etioeesi da per sé olliuiaiueule alio
N'anch e Gu'anch, N'anmô, Gn'auió. spiedo, ec. » — V.
— V. Nulla, v. cont. ... Negli alberi è il nome
Nànna, aggclt. di Pianta. V. in Pianla dei nodi grossi e preternaltirali.
nul Voc.
NËB ( is5 ) NET
Naturalista. Naturalista, Naturale, Scril- Nebbiozzàa. Annebbiato. — V.
tor di malerie nalurali. Nedrugà (in) agg. Vale anche governare
Navéll (in), sig. 3.°, dopo Bevirocù, agg. bimbi, cioè, lavnrli, veslirli, peltinarli,
o Albiœù, o Aibiœù, o Elbifleù. cibarli, o sia Nutricarli, che corrispou-
Navèll, v. ant. Orecchino cimbiforme. de al Niidregn, e che è il senso pro
Navlgli {in), Vol. Hi, p. i66, a.', r. 48, prio dclla parola, taciulo nel Foc. — S.
agg. e corr. = Teníalo (it Naviglio di Negà (in), sig. agg. Negà del cald.
Padeilw) a'lempi di Lodovico il Moro Affogare dal caldo.
per opera di Leonardo da Vinci; riten- Negótt e Negotla , v. br. , per Nagôlt «
tato soltó Francesco I re di Francia Nagolla. V.
dagli iogegneri Missagtia e Delia Valle Negôzzi (in), sig, 4Л agg. Negozzi squa-
( 1 5 1 5, ec. ) ; ripiglialo il progetto nel jàn l'è mezz sassinàa , dice il Brianr..
i5j4 • e> >nsu 'a fino di quel secólo allorchè raccoinuianda allrui accorgi-
postavi mano , fu coiiduttu su '1 dise- niento e si'crelezza nel comlurre un
gno e sollo la direzioue dell'ingegn. affare , se lo si vuol meuare a buon
archil. Gius. Meda quasi n coinpiuien- (ine. — V.
to; ahbandonato per la miseria di que' Negrera in qualche parte del contado per
tempi, e rimaslo rosi in abbaiidono Scnrlϝsgia. V. nel Voc.
per quasi due secoli, ripreso finalmente Nencuràss dicono alcuni del contado per
nel 1773, fu compialo nel 1777. — V. || Raucuràss ( Lamentarsi di stalo fisico
Nàr.a e Nazza, v. br. Nocchio; Bcrnocvhio e morale). V. nel Voc.
di varia grussezza , simile ad novólo, Ndr per Ncgher diciamo nelle sote frasi
che protúbera al basso de' pedali dei Café пег. V. in Café nel foc. ; Ner
vecchi castagni, dai quali si slacca fá fumín. V. Fumín de ras nel Voc. i e
cilmente., percotendolo in isbieco cou Ner galla. Nero cupo. V. anche in Co
alcuna pielra o cosa simile. I ragazzi lor nel Voc.
ne fauno palloltoline per i loro giuochi. Néscio. Voce latina úsala anche nssni
— Per similitudine , dicesi di Naso communem. tra persone cuite net sc
grande e grosso ; Nasone^ Nasorre, Na- guenti deltati:
saccio. — V. Nescio vos. Non vi conosco; ed an
Nazott. Figuratam. Naso grosso, ma al- che, Non ne so nulla.
quanto schiacciato. — V. Per verhum nescio solvilur omnis
Nazólt. Chi ha si falto Naso. Nasacciulo, quaeslio ... Con l'allegarsi ignaro di che
¡fasuto. — V. che sin si fa cessare ogni disputa; e
Nè (in) agg. A denotare Cosa incompiuta, spesso anche nel signif. di // negare è
rimasla a mezzo, imperfetla, adnperin- il fior del pialo.
mo il participio passnto insieme со 'I Néscil ... Voce latina che usiamo nel dett.
futuro infinito dei verbi, ambo prece- Fà noscit. Par fiasco. La frase è tolla
duti dalla negativa Nè. — No semm alie scuole ove dicesi aver Jaa nescit
nè pagaa nè de pagàs No sont nè vestii di chi non ha suputo afta l lo la lezione.
nè de vestï. Nesià, V. c. br. Allcstire, Preparare, A-
ftèbbia (in) avverti che le voci Scigliéra, giarsi e Adagiarsi di alcuna cosa; For-
Ghiba, Caligo non sono di gergn, corne nirsene, Serxúrsene. Da Asiare, v. a., in
quivi è detto , ma di puro dialetto. senso di Fornirsi agiatamente di che
— V. che sia. — V.
Nëhbia (in), 1.° sig., ai'verti. Dai Pnvesi Nùspola senz'oss. Nespola serna semi ,
e dai loro vicini Circumpadani è delta sema nóccioli.
Malinf e Marinàa dicon essi quel che Nètl (in) agg. Tajà-via nelt come 011 porr.
noi diciamo Nibbiàa e Nebbiàa. — V. V. P6i r nelle G. al Voc.
Nehbiözz o Nibbiözz, dimin, di Nobbin. Nettafdnd, e piit communem. BoHóra ...
Nrbbia, о Nuvoli ieggieri quasi corne Specie di relé da pesca a magüe slret-
nrbbia. tissime di filo canapino, divisa in due
Ncbbiozzàss, Nebbiozzass-sù. Anncbbiar- alie lunghe forse olio 4>racca Tuna,
si. Annuvolarsi leggermente il cielo , munite di funi falte cou la scorza di
la montagna, ce; e quindi liglio,e terminante in una coda a sarco.
NIM ( la 5) NOC
Alla bocea ha un olre. Nettafondi per Nimo, che da qualche antico scrillore
ché netta via dal fondo ogoi più pic fu usato per Niuno, latinam. Nemo, ha
colo pesciolino; Bottera perché preda pur a far qualche cosa со '1 nostra Ni*
ghiozzi (botris). met. — V.
Neltàss. Figuratam. Pagare tutti i suoi Nisciœùla [Frutto] (in) agg. Il Crescenr.i
debiti. Sbrattarsi. — 1 debiti sooo veri chiama Scoglio la sgorhia di nisciœul.
Jmhralli. — V. « Manifestauo (le nocinole ) la loro
Nïarœù. Riforma Variicolo cosí =: Nïarœù. malurità quando da' loro scoglj si par-
Nidiace, e, contadinescara., Guascheri- lono » [cioè, si slaceano naturalm.]
no. Propriam., aggiunlo d'uccello che si (Tratt. a"Agrie. lib. V, cap. 3). — V.
rapisce со '1 nido o senza per poseía Niscioeùra de bosch. Bacilcola.
a llevarlo in gabbia. I Voc. di Padova Nissùn (in) agg. Gocubb pu nissun. F.
e Napoli dlssero auliquata la voce Gϝbb i. o. G.
Guascherino. Alberli e Cesari con biion Vess о Pari fiœu de nissun ... Non
senno le omisero quella nota d' anti- avère chi si curi di t;oi; e dicesi per
quata. 10 più di chi sta malissimo a vestili.
Piinsc (in) agg. Andà fœura del nïasc. An. Niver e Nivol (im) agg. Ni ver come on
dar fuori de1 covacci , cioè, fuori di pedù, Гг. c. br. Nuvolissimo.
casa, fuori del paese. II Bern i oel Co- Nivigà, v. c. , per Navigà. F. nel Foc.
pit. al Card. lpp. de' Medici: « Por- Niviri, per Naviglio, dicono i contadini di
tovvi (il desiderip di gloria) in Unghe- Gorgonzola.
n'a fuor de' covacci ». — V. Nivol (in) agg. Nivol d'acqua. Nuvoloni.
Nïasciass. Accovacciarsi in un covile, in Nuvoli deusi, prossimi a terra, e mi'
un lelio, in una cuccia, ec. — II suo naccianti pioggia,
contrario è Desnïasciàss. Scovaccia- Nivol de frece ... Nuvole alte da terra
re, Uscir di covo, di covaccio. — V. mollo, bianchicce, e corne addossale
Nidtíu. Gran nido. fra loro.
Nitínt (in) agg. Vessegh ona cossa per Nivol de nev... Nuvole bianco-cineree,
nient. Disgradare, Stimar meno o nienle conglobate a brevissimi globi, e mollo
che che sia. — Quest si cbe l'è vin I, о alte da terra.
vero Quest chi si che l'è vinlj el Mon- Nivol de tempesta ...Nuvole rade, ci-
tarobi el gh' è per nient. Questo è un nericce o gialline, che sorvolano quasi
vino che disgrada il licitare. « Iniagina- dissi sbrandellate ai lembi délie nuvole
luvi che '1 lempo del earucvale ci stia temporalesche.
per niente » (Alanagi, Raccol. Lelt.fac. Nivol de temporal ... Nuvole buje, o-
p. З4З). — E, figuratam.., scure, tetre, che minacciano temporale.
P^sco la mcnle d'an si oolnl cibo, Nivol de venl ...Nubi allistale. F. Gat-
Cb'imbrosia e oéltar aon iavidio a Giorr. lôo, 3.° sig., nel Foc.
Petrarca, Sort. 161. — V. Nivoldn (in) agg. Slargass adoss a vun
Nient nient che, ec. (in) agg. Panto el nivolon (Maggi). Figuratam. Crescere
punto che, ее. — V. 11 da /are, i pensieri, le cure, ifastidj.
Nigher, al plur. Nigri. Forma latina rima — V.
ste ancora viva ne'contadini briantéi Nivùr. Nel Milanese alcuni contadini a-
solíanlo perú per cerle cose. Cosí di- sano dire Nivùr per rimare con Mur
ranno: Cosse g'helt in quell cavagnœu V nel proverbio: Se l'è nivùr, la ciav sul
— G'h00 dent di figh nigri. = De che mur, ec. F. Ciàv i. q. G.
color l'è la radis de quell'erba? — L'è N0 (in) agg. Fà si e uo elsd. F. Sô i. q. G.
nigra. — V. [Di de no] (in) agg. Disdire che
Ni'inel (a) nelle G. agg. Anche si dice : che sia. Per esempio :
Nim e Nima al fem. E lo slesso che Va domaiidegh on piasè, che '1 te
Minim e Minima, troncátavi- la prima disa de nol
sillaba. — Nima che. Appena appena Va1 ebiedile un pîaecr, ch'ella il disdica.
che , Punto punto che ... Firentuola, Betlez. «ЬМ'/лмм.}— V.
On nimel, On nimelin. Un mínimo N6cc (in) ngg.Vess nanea bon per la norc
che di ... , Un non nulla , Un punto di ... di mort ... Non piacere, Non valere
NOM ( i 27 ) KUM
nulla. Lo dicoDO specialmente le donne Nos [Jibero] (in) agg. Nos de me missee
di sposi che non vadano a genio. (nonno), moron de me pader , e vit
Nodà (in) agg. Fà i perlegbelt ... Pro- de mi ... Prov. brianz. indicante Teta
in lamente consiste nel sollevare il cor- che dovrebbero avère le dette piante
po dall'aqua più che in qualunque al- per trame frutto notabile in quantità
tra maniera di ouoto, il che si Га co'l e qualità. — V.
battere délie mani alterne delt'aria su Nos [Frutto] (in) agg. Nos stoppa. Noce
l'aqua, facendovi cosi maggiore appog- sana e buona. È il contrario di bûgia,
gio. E ron questo modo si va più. ve- vana, bacala. — V.
loce, e meglio si vincouo le torrent! [Nos strencia] (in) corr. z=z La noce
per la minor presa che si dà all'aqua malescia propriam. non è la noce stret-
su 'I corpo. — S. <a, si bene è la guasla e tralignata in
Fà i spadlnn ... Nuotare su '1 fianco, sapore disgustoso e nocevole. — V.
fendendo 1' aqua со '1 braccio delta INovèi e Novellilt dimin., sust. m. pl. I
spalla sominersa e batiéndola contem contad, brianzuoli cliiamano cosi tanto
poráneamente con l'altro sollo il petto i loro figliuoleiti finché sono leneri,
e la pancia per spingersi avanti. — S. quanto li aniraali giovini e le giovini
Nceùv [Nœuv noveut] (in) agg. « Nuovo piante; nel che si riscontrano со' To-
d'impianlo », dice il Pananti nel Poeta scani. — V.
di teatro. — Y. Novell (in) agg, Cominciamento, Principio
Noll (a)nelle G. agg. Fa on bell noll.dello di qualsiasi cosa o facenda. I Filatojaj
ironicam. Fare un bel bollo (fior.). — V. quando dicono assolutam. Al novell iu-
Лота (in) agg. Dallo spagnuolo No mas, tendono — Al cominciar del lavorare
Non più; e pcró Domà n'è corrozione la nuova seta. — V.
più che ringeulilimenlo. — S. Chi no ghe n'ha al novell, ghe n'ha
Nominàa (in) agg. A sto mor/d cbi vœur minga tutt 1'ann. Figuratam. Chi non
vess шшипаи besogna fà о bea о таа. ha senno da giovine, non ne ha più
Proverbio di chiaro significato: in sua vita. — V.
Seggentlo in piunia, Camp de duu novej ... Dicesi quel
lo lama non si vieu, nc soltó coltre. « campo che , dopo il frumento , ha
Dante, Infer., с. XXIV, v. 47-48. pórtalo ¡inmediatamente nel inedesimo
Nominativ (in), dopo principale, agg. Man anno altro grano » (P. Lavezzari, Di-
ca il più, il meglio, l'essenziale. fetü delVAgvicul. milan. ). Potrebbesi
Nômm (in) agg. 1 contadini briantei in dirlo Campo risloppiatOj o ringranato?
molli casi a Nomm premettono la par- — V.
licella и ; cosi, per mo' d'es. : Com'het [Л1 novell] (in) agg. « Insii la ricolta
in nomm? — Ho nomm Cilio. t= Che valse lo stajo del grano soldi venti n
nomm g' haj raetluu al bagaj che v'è (G. Villani, Stor.fior.). — У.
nassuu? — G'hann mettuu in nomm Novellós. Novelloccio, Vegnenloccio, Ш-
Jacom. — V. goglioso; che è da crescer tostó. Di
Avègh ona cossa o ona personne el cesi propriam. di polldoi, vet toni, pian»
nomm con lee... Frase ellittica usata da' te novelle, ec, di bella e vigorosa ap-
Brianléi a siguifícare che il nome pro parenza. — V.
prio d'una persona od'unacosa esprime Nozzinna (in) agg. Propriam. parlando,
il carattere, l'indole, le qualità di essa. per Nozzinna noi intendiamo un boc-
Uno, per mo' d'esempio, dirá: Quella concellioo di pane regálalo con alcun
tosa Гè fresca e bella come ona rœusa pocolioo di pietanza , ad oggetto che
che comenza a s'eioppà fisura. — Rî- i bimhi, schivi del pane asciutlo, per
sponderà un altro: La g' ha el nomm quel po' di ghiotto se ne faciano cibo.
con lee (se la ragazza avrà nome Ro È voce oggidi quasi morta. Forse è
sine).—El tal Tèon tomm, l'è ona gior- come dire Nozzoline di pane e pietanza.
gia, Г è on lazaron, ее. — E, s'egli avrà Nudregà (in) agg. V. anche Spazzà.
nome Tomaso, Giorgio, Lázaro, ее, Nùmer (ut) agg. Numervuo. Sinonim. di
si sentirá tal uno soggiuogere: LI g'ha Giuridegh e Garanlli in senso figúralo.
el nomm con lu. — V. V. il Voc. eleG. '
ODI ( ,28) OEU
Vcvss f.illaa in (jener, numer e cas. ¡jiungere al nome numérale la locu-
V. Cas l 'Г. grainiiiat.] nel Voc. zione De numer. Per eseinpio: Éreu
II Urianz., qiiaudo vuol esprimere il Irii umen, propri domà Irii de uumer.
numero preciso di che che sia, » to- — Quanti pororó el l' ha daa? — Me
glier ogui iiidelenniualezza , suol ag- u' ha daa quatter de uumer. — V.

O O' [O largo е cálcalo ]. Crido di tri : A porta odi al fredell, a tegni odi
gart iiiicnlo , di disapprovazioue. Non al prossim, ec, sefà peccaa. — V.
fare, Sia, Ma!. — V. GVùcc (At) agg. Acqua d'œucc (Maggi).
Öcc» [Giusà a I'] (in). Vol. Ill, p. 184, Pianlo, Lagrime. — V.
c. a.', r. 49» Лоро giuoco, agg. che si Audà-fceura di œucc de vun ... AU
fa da' ragazzi cosí: Tie staimo sollo loutanarsene; p. е.: Va m m toeura di
rurvali a mo' di cavalli, appoggiando œucc. fa' ne di qui, tanto ch' io non
quel davanti il capo, poniauio, a una li veda. — V.
lavóla о ad una scrauiia, e Ii altri due Erba del mal d'œucc. V. Erba i. q. G.
l'un dietro all'altro alla groppa del vi- Sgaraltà о Slargà-fœura i œucc. Sgif
ciiK>. Uu quarto d'uu sallo monta su sciure li acchi (G. Ciusti, I Disc, cite
la sebiena de! primo, poi del secoodo, corr.). — V.
poi del lerzo, ее, e vi sla su, facendo il Tri a torna i œucc. Dar Vocchio in
cavalliere, linché quel lerzo, ec, grida terno, Dar (Cocchio. Ciliar li occhi su
Occa. —t Allora il cavallier disceude e le persone che ci slanuo inlorno , я
va sotto a far da ca vallo; l'aliro, sal- fine di tróvame una che si cerchi, o
laudo, vi monta su; e cosl il giuoco che ne piacia. — V.
continua e dura fin che piace. — V. Volià-viaiœucc... Rirolgerli throve.
A Coll d'occa agg. Dicesi anche quel — V.
Iralto di canale du' molini piegato a Voilà i œucc iu dent .„ Travolger
•no* di collo d'oca, pe '1 quale l'aqua Ii occhi, iiiorendo. — V.
precipita e balte su la ruota, e la l'a Ad Otíucc in pee, nelle G., agg. Occhi
girare. — V. ardttij destosí, vaghi, gliiolli di guardare.
Octtètia (ad), in fine ove dice = fiel pe E il contrario di Occhi bassi, atterrati,
larla v=,corr. z=. nello spiumarla. clniii, modesti. — V.
Ôdi e Oeùdi (in) uola che il Brianzuolo Oi-ucc [Scandelle] (in) agg. e, seconde il
nun la sinouime queste due voc.i. Usa Voc. di Napol'i, Scandelli.
la prima a significare il contrario di Oeuccpollin (in), i.° sig. , agg. e corr.
amare, di carilà; la seconda a signi Terreno di polla. E terreno dove sono
ficare noja , fastidio , nausea, stucclie- molle vene o polie d'aqua. — La vo
volezia, schifo, svogliatezza. Dirá, per ce Caora si trova usata usatissima da'
ino' d'eseuipo: A sla li lull el dl a fa scrillori toscani nel senso di Aggallato,
ncgolt ven in ceudi la vita. Lo stare di Pratcria che sla a galla, o, direoiino,
iu ozio lullo il di fa venire a uoja la notante, ne' padttli e ne1 laglti ; cosa
nita. El pan el ven mai in œudi, e la ben diversa dal aoslroOeuccpollin.it Le
carna si. La carne slucca, o la viene isole nuotanti o cuore о aggallati e
a fastidio; il pane non mai. El me l'ha pallunii sono iu copia nel lago di Bien-
mellada talinent in œudi, che no son pu lina » (Targioui Tozz. Gio. Valdin. I,
cossa J'ann. E* me n'ha svoglialo tal m - v.
mente, che non so più che farroene. — Oeùdi. Equivale ad Cvùgia. V. n. G. — V.
lu questi casi, e simili, il Brianzuolo Oeuh 1 ... Espressioue eUitlicissima cou
usera costautcin. œudi с uon mai odij che molli sogliono troncare a roezzo
laddove ustrà sempre odi in questi al- uua frase, un periodo, lasciaudo che
OEU ( i 29 ) OMB
Ii ascollaiili iuteiidano da sè il reslo. quello dclle uova corrolle. — V.
Per lo più chi l'usa il fa per uon aver Oferta (in) agg. Al Sant se ghe fa Го-
pronle le parole e le maniere di dire ferla ... Nella ricorrenza del proprio
accooce a compiere la frase. — V. giorno onomástico i più usano rega
Oeuhl Olter. Jniipiù, Bfolto mollo, lare d'asciolvere , o simile, i parenli,
Anzi à!avvanlaggio. — V. li amici, i dipendenli; chi non vuole
Si, œub! ... Aggiugue furxa all'affer- farlo, allorche n'è richiestö, risponde
mal i va. Si, senz'aUro} Si certamenle. со '1 deltato qui sposlo , come addu-
— V. rendo a suo pró 1' usanza che s'ha
Oeùli o Oli (in) agg. Crià oeuli , œuli , d'oQerire nella ricorrenza onomástica
che la tueca l é rulta (Maggi). Ctridare d'alcuu Sanio, e volendo inferirnc uu
ajulo, ajulo!; Cridare accoir' иочю! dirillo ad esser regálalo, anzichó re
— V. galare.
El maugiarav l'autibidoeu coudii Ofii (in) agg. Ofrl on giurament. T. for.
d'ueuli. V. Anlibidoeù i. q. G. Vale: Addutto uu falto in uu giudizio
Oeùser e Oeùsel, v. pav. e délia Bassa civile , offerirsi a giurarlo a comple
mil. t'bulo. — V. mento di prova. — S.
Ueùv (in) agg. Oeuv che cania de garott... Oggln (¡n), 3° sig., agg-. È quello che
Frase con cui le coutadine brianzuole dicesi dai Franc. Chambre à louer.
ilcuolatio quel suou mulo che maridarlo Oggllt ... Nome che i pescivendoli e i
le uova covalicce se agítale Ira loro pescatori danno ai pesci argentiui (ar- .
allorcbè le sono prossiine a esser bec- borell) appena nati.
cale dal polciiio che sla per isbucaroe. Olcèll. Uccello. i, voce rimasta Dell'all.-i
Oeuv ciùccb, v. br. V. Oeuv cucch Brianza, che uel plurale fa Olcli. — V.
ncl Уос. Oliólt. Oliaccio.
Oeuv col câlin, v. br. Uova sceme. Oliva [ Frutto ] (in) agg. Se i oliv grap-
Ad Oeuv cucch agg. Barle (Pauanli). pisseu in mnsg , prepara el campasg;
— V. se grappisseo in giugn , prepara el
Oeuv che ciocca. Uova uon pieue. pugn ... Prov. commune fra i coutadini
Uova guazzanli. — V. dclle costiere leccensi e lariensi , il
lu Oeuv del carleltàmro agg. Uovo quale significa che l'allegar dclle olive
co'l panno (* lose. Carena, Pronlu. in maggio ne presagisce buon raccol-
p. 427). lo; ¡11 giugno, caltivo. U Vettori (Culliv.
Oeuv pizzàa ... Le couladine brianx. oliv., p. 160) dice che « II cascar de'
chianiano cosi le Uova covalicce allor fiori dell' olivo, qiiando le lor foglie si
cbè le riconoscouo beccale dal polcino spiccano l'orale, e il vero segnale che...
prossimo a sbucarue. E talora dicooo ne sará sempre buona ricolta». II Cam
Han anmb de pizzass, ad indicare che pasg su quelle costiere é la Gerla (У.
il polcino non vi ha per anco dalo di Monti, Уос. Com. in Campùsc).
becro. ancorchè talora le senlano can Oltàn. У. Vollào i. q. G.
ia de garott. У. più sopra. Ollàna , sinon, di Voltàn. У. nel Уос. ,
Oeuv scornbizaa, o scurubizàa, o cd in Monti, Уос, Com. in Oltàna.
scrubizàa. Uovo guasto, il cui luorlo Oltanàzz. У. Voltàn ('. q. G. e Monti,
si spappoli e cominci a puzzare. Uovo Уос. Com. in Oltanaza.
guazzante? Uovo frdeido. — V. Ombrètta (in) corr. ed agg. Fa casco о
In Oeuv slrapazzaa agg. Les œufs caschin chi, entrando, muta tutte le car-
brouillés dei Frauc. te, salvo una; cdschera chi tulle, eccello
■a» Chi no cura, s'induriss i icuv cine; rascón chi lutte. -'Entro a vunna,
(Maggi). — Proverbio: luíanlo che tu a do, a Ire sono termini del Tarocch
badi , l'occasione passa. Chi non sla ombre, e simili, ma significano in vece
con Ii occhi apcrli, la buona occasioue leñero tulle le carte, fuorchè una, due,
gli scappa. — V. Ire che si cambiano con altre determi
Odor d'ceuv marsc. Nidóre. nate , già in mano d'allri giocatori.
Savè, o Senil d'ceuv marsc, de niaa. — A solo significa iu ambedue i giuo-
Essere nidoroso. Avere odor simile a chi uon mular carte, entrando. — S.
Уо1. У. '7
OMM ( i ) ) ONI
Omèssa, v. с. br. Omiciatlo, Vom da poco Omm san el pissa come on can; cioif
о da nulla. Lomo di poco vigore, spe- Facile e netto. — V.
cialm. corporate; e lo dicouo anche Quell l'è on omin! ... È persona
On mezz' omm. di gran conto, di gran vaglia, di gran
Oinètt (in), sig. io.°, agg. Atlaccapanni, valore, di gran mérito. Quello è un
Attaccaveslili (Carena, Pronta, p. 214). uomo come va ! — V.
Ométt o Legn a vit. Gruccia = Archi Ómnibus di can ... Carretta a mano co-
= ... Fusto = ... Vile. verchiata e finestrala in cui li uoinini
Ométt de carta. Fanloccio difoglio. — V. a ció deputati rincbindono i cani va»
Oinelt del Signor (in) agg. ganti in cilla, senza musoliera, da loro
.... un ccrlo omaccio di quei di Dio. accalappiati, per condurli alia canaltería,
Beroi, Cnpit. nil un amicO) dnvc li ammazzano se i padroni non
Poslsrritta. — V. vaimo a riscaltarli.
Oineltœù, v. с. br. Omiciatlo, Ometlólo. OiuiVri, Ondée ... Un succedersi di molla
Uinm (in) agg. L'oram di figli. Ser tutle- e grosse oxide l'una addosso all' alt ra.
salle. — V.
Omm bon de melt dove passa ois- tíngia (ill) agg. Vess li d'inninzà cont
sud. Uomo dappoco, Inetto, Senza azio- on'ongia. Frase cont. verso il Comasco.
ne, Inerte, Buono a nulla. — V. Essere grasso bracato.
Omin de conclusion.' Uomo di conto, Ougia. Solc/ielto, Fossicina larga quanto
di vaglia, di sennó. la grossezza d'un' unghia cálcala in
Ad Oinm de parer agg. E , scherze- cosa cedevole, — Oode
volra., Uomo , o Ceivello da slaluli ; Formenton de l'oogia. Cosí chiamano
da riformare statuti. — V. i contad, brianz. quel grauo turco i
Omm de rialtau j Omm real. Uomo cui granel!; batino in cima un solchetto
reale, cioè schielto, sincero, léale, ve- come d'unghia ivi dentro premuta. Alia
race. Cosí descrive il Maggi si fatli vista par quasi crespo e striate per in-
uomini: . compiula slagionntura, nía essi lo prc-
feriscono, per ció che fa meglio e per
Omen de rialtaa, nu dû polilegb, qtiaulità e per qualità. — V.
De di el so roaa, el so bcn Ongià. Rluovere spingendo innanzi. So-
Senza pensa pu mnani \ spingere alcun forte peso, come qual-
Ma se de fa on serviii el gbe ven,
Fan pu fait che crcaaz. ebe gran rnasso o trave, con quell'e-
Su V Ruq, p. 70. — V. slremilà della leva che chiamiamo On-
gia (Penna, Taglió), mettendo con que-
Omni de spesa. Dicesi per lo più sla il peso a lieva e poi cacciandolo
d'un gran maugiatore. innanzi a forza. — V.
Omm de lœu e de melt. Uomo ar- Ongià o Ongià adree on somee , e sin.
rendevole, clie si accommoda a tutto T. de' Maratón, ec. ... Dar di leva ad
fácilmente. — V. un trave, ec, per farlo scorrere innanzi.
Omm fodraa. Figuratam. Uomo dop- Oogin ... Nei Gssfpedi, e specialin. nei
pio, Versipelle, Furho. — V. bovini, è quella escrescenza cornea in
— El sô de fevree el manda l'omm cui si prolunga (alora una délie due
in del carlee. У. So i. q. G. metà dell'unghie. Se non si recide, r¡-
L'omm el viv de l'omm. — Dicono i piegandosi , serve spesso d'inciampo
cont. brianz. ; con che vogtion essi all' andaré, e causa lalora l'nzzoppare
dire, che l'uomo è animal socicvole, della bestia.
perdu l'un uomo lia bisogno dell'altro, Ongiùda. Ugnimento, Untala. — Di on'on-
e tutti campano di reciproci servigi. giuda ... Figuratam. Percuotere mala
— V. mente. — V.
Ogni omm l'è faa a la soa manera. Onlsc (in) agg. Oniccio per Ontano disse
» Tanti sono ne' petti coslumi, quante il Vinci a pag. 449 del MIO Trait. Del
sono nel mondo figure d'uomini ; il sa- moto e mis. delF aqua. « Li pali (per
vio a tutti si sa acconciare » (San Con- Jare palificate ) devono esscre grossi
cordio, Ammacstram.). — V. dal terzo al mezzo braccio , с lungbi
ORB (.3i) ORE
circa due hraccia e mezzo , e devono lucchese: Se t'hee pers el didaa,. t>a'l
csserc di quercia, о onlano, cioe onic- a cerca. — S.
cio, e sopra luttosiano verdi. Ho visto Orbisœù (in), sig. 2.°, correggi = Gias-
rifoiidare alcun pezzo di muro vecchio sœu es in = Giazzœu, che appunto si-
di Pavía, foudato nelle rive del Tirino, gnifîca Fragile. — S.
e Ii pali che vi si trovarono, quelli di Orcellàtl. Occhieggiatore , Vagheggione.
quercia erano ncri come carboni, quelli Che sbalestra Ii occhi in quà e in là
che furoDo d'oniccio avevano un russo curiosamente. — V.
corne verziiio, erauo assai ponderosi, e Orcellaltà (ad) agg. Civettare, che è qiiel
duri come ferro. » —- V. guardare curiosamente quà e là che
Onor (in) agg. A s. Vítor Irá- finura la fauno le civette, i civetlini e i civet-
bUtncheita con tult'ouor. V. Biaucbèlta toni , in cerca di oggelti cui vagheg-
i. q. G. gino. — V.
A Con lutt'onor agg. Debilamente , Ordena, v. br. Acconciare со '1 burro
De jure, Seconde il giusto , Con ogni strutto la polenta ridutta in fette, о in
securlà. horcón!. Onde
Ora e Besôrà. ... Oria carna de manz che Polenta ordenada. V. in Polenta i.
la sa de bon che l'ôra (o, besôra) de q. G. — V.
garúfol, caonella e malvasía (ti contad, Ördin [Fa per o cont], fr. cont. ... Fare
briani. dice malmasía) (Maggi). — Da aggiuslalamente, ordioatamente, bene.
Ora in senso di aura; e pero Ôrd e Oregèlla per la violett, v. ant. ... Forse
Besôrà vale qua uto Spirare , Esalare Oricella?
odore di, р. е., garolani, caonella , e Orègg ... Nelle Salle de ramm coe'i dette
simili. — V. de Segg e de Sidell si chiamano cosi
Orada. ... Spazio d'un'ora. Traita o Ti quelle orecchie nelle quali lerminano
rata d'un'ora. Per occasioue breve, rá i duc slremi della bocea. Si trovano in
pida e fugace. — Basta domà che me tutte le ciótole nelle quali, lavorate che
cápili on'orada bonna, o vero Che vè- siano, si assicura ¡I inanico, mentre in
gna quell'orada, e pœu lassa fa a ml. allri arnesi le orecchie sono di riporto.
Solo che mi si presentí il deslro, il mo Orèggia (in) agg. Orecc linn e sentoriv.
mento buono, e vedrai se io so tisarnc, Orecchi di spia. — V.
o vero, se me lo lascio scappare : Fà vegn i orecc. Frase cont. verso
Тил quamxumque Deux tibiforlunavcrit horam, H Contasco sinónima del milanese Fà
Grata sume manu y neu tlutcia ilifftr in annum. vegni i corni o i mincion, e sim. V.
Horatius, Epist. lib. I, nel Foc.
epist. п. — V. Innen l'é el mè dlj vuj lira i orecc
Oiàri (in) agg. Orari di àcqu, che diccsi a chi vuj mí ... Dettato scherzcvole con
anche Rœuda. T. Idr. agr. Quindi l'es- cui s'accompagna l'atto reale di dare
pressione : In rœuda de tanti dl, de una lieve orecchiata al corhpagno da
tanti or; per dire che ogni tanti giorni chi allega un tale diritto, perché ricorre
si ha per tante ore Puso dell aqua d'uua in quel giorno il proprio onomástico;
data rogia, ec. — V. e lalora con intenzione allresí che il
Orba [Viv a l'orba, ec] (in) agg. II suo compagno abbia a pagargli la festa.
contrario è Viver chiaro. usalo da Ode- In Quand el galt el se Iecca, ce,
rigo di Credi ne' suoi Ricordi (Arch. corr.=. Quand el galt el se frega, o
Stor. ) , per Volerci vedcre nelle cose. vero el se lencia, ce. — V.
11 medesimo Credi usó spesso Chia- Voré vegni i orecc! Frase negativa
rezza per Sicurezza, per Documento cont. verso il Comasco ... Appunto egli
chiaro e sicuro. — V. vuol venire! lo ti so dire che vorrà
Oi-luira (in) agg. Parlando di polcini, Ce- venire I
caja. Malore che viene agli occhi de' Oreggia de rait (in) agg. E la Myosotis
polcini, massime a quelli che son uati palustris dei Sisteinatici , conosciula
d'estate. — V. comuiunem. sollo la frase : Non ti scor-
Orbisœù (in), sig. 2.°, agg. Anche da uoi dar di me. — V.
dicouo con inulta simiglinnza al d, lio Orèggia de sanl'Ambroeiis o Carninna о
PAC (.За) PAD
Camélia (allra) ... Specie di fungo die Orticcb (in) agg. Verribbe mai dal laliiini
è la fistulina hepática di Fries. Unica od Eruca, signilioanle propriam.
Oreggin de velù, ras, lana de Lion? il gorgoglione rhe rode le fave, e, fi
Camauro? . guralam., un nomo slupido, balordo,
Orcggióu (in), sig. i.°, agg. Ogni boscoti a tui la moglie fa fallo? V. Ercur. ad
el glia el so oreggiun. Dett. conl. lirianz. v. 276. Sat. vi Juven. vol. 1 cd. Taur.
Le siepi hanno orecchie e odonoj Le — V.
siepi non hanno occhi, ma oteeclne si. Orolùgg o Orelógg (in) agg. Pronl comè
Di cliiaro s ig и i f. on orelogg ... Puntúale , Iiiimancahile,
Oreggiou (in), 2." sig., agg. E negli uo- e special.n. a' convegni e per Г 01a
miui equivale a Gandido. V. nel Voc. pri' lissa.
Oreggion. Sinónimo di Anlefiss. V. nel Oriigón o lección. Lamia rossn e bianco.
Voc. Ospedàa [di cavaler] (in) agg. A' Rrmn-
Ôrgben (in) agg. Scala d'orghen. V. Scàla zuoli siguifica l'insieme di que* bacbi
' i, q. G. slremenziti e mezzo malali, che, rima-
Orgirœùla (in) agg. I Mandellascbi cliia- su' dopo i belli e sani già montad alla
mano iu vece per questo uome quella frasca, si ritirano insur un graliccio a
specie di Coltellozzo di legno со 'I parle e quivi si mandano al bosco
quale soglioiio affettare la polenta. a Glare quel bozzolo о falloppo ciie
Orïàn (in) agg. Oro, Quatlrini, Pecunia. — c' possono. — V.
Ghe vceur l'Orïan per tusscoss. Ogni 6ss de mort (m) agg. Il Magnlotti iu una
cosa vuol denaro. sna lellera al Redi del 16 di fehrajo
Origen (in), dove dice ~ loltene que! =: del 1682 verso il fine ha in qucslo si
corr. гз lolline quellt. gnif. Ossa di morto.
Oriii [A] (in) nolle G. agg. Figuralam. , 6ss de stringa. Piomhini da cordcllinc.
jéppena appena, Leggei mente, Un poco. Ossèll о Forcèlla (in) agg. È il complesso
Омргусо i precett insci a orín. délie due clavi'cole árcate dello strrno
Maggi, Rimr, p. 2З1. — V. carénalo degli uccelli, le quali riunile
Orinna (in) agg. Erba del maa d'orinna. simigliano alla grossa un V.
V. Cliiclu'ngen nel Voc. Oslaría (in) agg. La terra la va minga
Ornigà (in) agg. È voce ancor viva in a Tostaría. Térra i. q. G.
Rrianza. Forse viene dallo spagnuolo Ostensóri (ad) in fine dclle parti , dopo
Hormiguear , Bulicare o Brulicare co Crocetla, agg. r= Coo d'angiol. Tesline
me le formiclie; Forinicolare. Hormiga d'nngioli c= Sfera ...
spagn. Formica, — V. Osliglia. V. Kîs i. q. G.
Ornigamént. Brulichio, Formicolio . Quel O.stiii ... L'Oste giovane.
seulirsi iulernaroente uno spesseggiato Ovélta , plur. Ovèlt. Cuffta , Berrelta di
movimeoto come di formiclie, о simili, bnmbagia o di lino ( V. Moiili, Voc.
che vadauo per (utti i versi. — V. Com. in Ov'tT*).

Jtaccin, sust. f. Ghiotloner'ta. — V. pozzo, cioè, di Ijiiogo umido e guaz-


Pacciàcca e l'acciàcora ... Fanghiglia, e zoso per aqua che vi slagni per non
specialm. se di neve e aqua e fango. poler sfogarsi e scolare. — V.
Pacciarln, Pacciarïnua. T. de' Forn. ... Pacem abéle (in) agg. Altri dicono Spaz-
Poltiglia d'argilla che si usa a riturare zem abete, с vogliono con ció indicare
i crepacci de' laterizj fresebi. V. Me- uno Spancchia, uno che fa repuhsli
degà i. q. G. di quanto gli si melle in tavola. — V.
Pacciatôria. V. Robba i. q. G. Padcr (in), Vol. Ill, p. a35, с. t.», г." Il,
Pacciùgh (in) agg. Usiamo questa voce corr. = Mi no ss in ~ Mi-nö.
eziaudio in senso di Gitazzo, di Rim- Ad Hoo minga mazzaa inè pader agg.
PAG ( . 3) PAL
Orazio (Epodon, od. III) a chi avesse per adulazione o per esserne persuaso
ammazznlo suo padre augura il più reo gli da del signore. — V.
cilio del mondo, che, sccoudo lui, è Pagüra (in) agg. I pagíir, plur. A' contad,
l' aglio: brianz. vagliono Ombre, Anime de'
Parentis olim ¡i tfitit impía manu morti, Speltri. Larve, Mali spiriti, Dia-
Senile ftuttur fregerit, voli, e simili. — In quel palazz là su
f.dat dentis allium nocrnlitis. —• V. ghe sta mai nissun, perché lull i noce
Padimà (in) agg. mitigare. se sent andà alloma di pagur che pic-
Vess padiniaa. Esset'e abballuto, mor chen de chl e de Ii. — V.
tifícalo. Pàja (in) agg. No vorrè manlegnl vun
Padù e Padùmm (in) agg. II Po, latina gnànca a paja , m. br. ... Dicesi d'un
mente Padus , quando alio sciogliersi gran mangiatore, ¡I quale, mantellina
delle nevi in estate 6 al luugo e grosso anche di cibi grossi e di poco costo,
piovere d'auIuiiDo traboera, lascia di pur per la grau quanlilà che se ne ri-
quà e di là, fuori del suo letlo , di chiederebbe a saz^rlo, sarebbe sempre
molli paduli. II noslro Padit verrebbe di gran spesa. — V.
mai dal lal. Padus? — V. Pajàsc (in), sig. i.°, agg. Rugà-sù el pa-
Р*еэ (in) agg. In Irenl'auu e trenta nies jasc. Smunvere il sacconc (* lose. Ca
torna l'acqua ai sœu paes. V. Ácqua rena, Prontu. p. 24З). Solle vaine con
i. q. О. aiiibe le man i le foglie rimaste pigiale
Paga. Prezzolnre. pe 'I peso délia persona che vi gravito
Paga [ No vèssegb danee che le paga J snpra, onde ridurlo novaracnle soffice,
(in) agg. Valere più che non vale tulla Pojde (in) agg. Chi maja el levaa caga
foro del mondos e ¡I diciamo di cosa el [>ajee ... Lo dicono i con!, brianz.
o di persona che sia oltre ogni dire per indicare la necessilà di úserbare
un gran bene, attissima a renderci intalte le spmeuli, le scorie, i capilali.
appieno sodisfalti e felici. — Al qual Allri d icono Chi mangia la somenza
proposito piacemi di recar qui un Hat caga el pajee.
to, tollo dalla Lezione del Davanzali Nellc parti dopo Pienton agg. o
su la Maneta: « Tullí Ii uomini tra- Baslon.
vagliano per csser felici ; la felicita ere- Pajceùra (in) flgg.Morl de pajíeura dicono
don trovare nel sodisfare a tulle lor in qualche paesc del contado per Morí
voglie e bisogni. A ció fare ba la na de parí. Morirsi di parlo.
tura créale buone tulle le cose terre Pajtó ... Esclamazione verso fanciullo che
ne; tulle queste per accordo dclle genli vogliam dinoiare buono solo a scuT-
vagliono tullo Toro (e con esso inlendo liare. — Pajtô «h? Lisciar la pelle é bel
l'arieulo e '1 raine ) cite si travaglia. mestiere eh? Vote del B. M. — C.
Braman adunque lutli l¡ uomini tullo Pal (in) agg.
Toro per Comperar Inlte le cose, per Pinito c-1 pat, itrepp'j el i .1!,
appagar tulle lor voglie e bisogni , El di с la noce semper ingual.
per esser felici ». — V. Proverbio contad, che sign fien- al
Pagáa [ Prezzolalo ] (¿e) agg. Pagaa per palare ed alio spalare delle vili essere
la la spia ... Spía prezzolaia. il di e la nolle d'un tenore. — Г).
P'rS ('") "SS- ^a (>ocli • anni cbiamansi A Pàl de s'eeppa agg. e corr. Palo di
Paggi certe molle, falle a calamiitro spacco (Ricci, Calech. agr. II, 82, nota);
(V. Ferr de rólol nel Гос.), che, me Palanca. Palo diviso per lo longo. —
diante cordone e appiccúgnolo metal- II pulo peditgntiolo puó essere di spacco
lico , si lengouo appose alla cintura. si e 110, secundo ch'egll è più o ine-
Esse furouo inlrodulle affinché ledonne no grosso, e quindi o tale da poter
potessero cosí guardare le luuglie loro essere tcbhtppalo e diviso in due о
vestí dalle zaccliere. tre palanche, о in nessuna, non signi
Pàgn (m), i.° sig., agg. Sont el pussee ficando l'aggeliivo pedagnttolo allro che
scior che ghesia in dimeepagn... Cosí, la parte dell'albero (il pédale o pedaito)
scherzando, suol rispoiidcre cbi non d'onde il palo è slalo cávalo. — V.
с ricco, o tale nou si tiene, a chi o ilà (in), ?" sig., agg. Brezzare il grr.no,
РАМ (,34) PAN
Paleggiario, cioè, gittarlo con la pala nesi? « Arrivava talora una serva ¡ti
incontro alla brezza ; la quale opera- piazza con una gerletla di pamparigi,
ziooe è delta Brezzatura del grano (Gier, e ne dava uno al quallrino » (Aless.
agr. lose, ). — V. Sozzini, Diario della Rival, di Siena,
Palioua [T. de' Li veil. ] (in) avverli. Igna- in Archiv. Stor. vol. II, p. 3i 1); e poco
zio Dante perugino nel Commente al soltó spiega pamparigi per cialda. —V.
Radio Lilino usa più d'una volta la Pàn (in) agg. Pan a mitaa. J.o stesso che
voce fíiffa nel senso die noi usiarao Pan de mistura. V. in Pan nel Foe.
Palinna. — V. Pan de Comtn o Miccotl ... Pane
Palivéra, v. br. Falda, p. е., di neve; Sot- grosso, mol to soffice, e che per essere
UU slraterello o Jalda di terra, di fa ecccllentedeve avère la crosta ben col
rina, di polvere, e simili. — V. la. I Fornaj di Como lo fanno meglio
Palœù, v. br. È lo stesso che Ventolin. che Ii allri.
V. i. q. O. — V. A El pan del servi, ее, agg.
Palpàa (in), sig. 2.°, agg. J/flitto disse il Tu proverai si runic sa di sale
Petrarca pe '1 contrario di Vivace, Ri- l.o pane attrui.
goglioso. — V. Danto, Parad, с. XVII, ». 58-5g.
Palpée {in) agg. V. anche Papóle i. q. G. In Pan de mej, § Q.°, dopo Mayz,
Palpigndn. Chi, о che balte spesso le pal- agg. sottentralo pe '1 contadiname a
pebre. — V. quelle di miglio.
Paita (in) agg. Malta. La Palta propriam. In Pan de mistura si leVi il perio-
è la Malta de' Circumpadani e de' dino r= In Toscana inlendono pane di
Toscani. « Solevano li antichi nel fare grano e segale —\ per ció che anche in
le muraglie adoperare, in vece di cal Toscana da un pezzo in qua per pan
cina , la malta, cioè la terra tenace e me'scolo inlendono pane falta di fru
viscosa inlenerita con l'aqua » (Maggi, mento e gran turco (V. Sorofani, Del-
Fortifie, p. 86-6). — V. Гаппопа, р. З62, ediz. degli Econom.
El forment in la palla, e 'I formeu- ¡tal., Milano, 1808). — V.
ton in la polver. V. in Forment , si- Pan de stee ... Pane grossolano, sc-
gnif. a.0, i. q. G. condario, contrario di fine.
Paitan (in) agg. L' ama cl gran el so Pan de boll ... Pane di fior di fari
pallan. Prov. agr. br. Ama il grano na, Pane a burattello, Pan fine.
il suo pantanos cioè, il friimeulo ama £~' Qucsle due locus, sonó oraiai ándale
d'essere seininato quando il terreno è in disuso. — V.
niolliccio к quasi pantanoso. — V. Pan sant. Pan unto. — Fèlt de pan
La ranna va al paitan : sant. Fette di pan unto. — Fétt croslaa.
.... Trahit sua quemque voluptas. Croslini. Quelle feltucce che si met-
Virgilioi, Ed. II, v. 65. — V. lono sotto li uccelli a rosto, e che re
Pailón o Pallde dicono i cont. brianz. per staño inzuppate di grasso o di burro*
Moltirœù. V. in Fornasée nel Foc. — V.
Palusélla o Morèlla ... Erba che è la Ja- A Pan de sett colp nelle G. agg.
sione montana Lin.
Pampàra (in) agg. Pamparînna, Pampa- Ha' sempre sollo il bracrlo mczso pane,
rdn, Pamparónna. — Vitale Magazzini, Quel rode come un cane,
parlando délia foglia da darsi in cibo Poi giù pe 'I gorgozaul gli dà la spinla
ai bachi da seta, vuole « che sin asciut- Con Ire o quallro sorsi d'aqua tinta.
ta, granita, di morí vecchi, potendo; Berni, Лол. 1, p. 98. — V.
e non sia teneraccia, o pampalona, o Pàn [metaforicam.] (in) agg. La famm de
vetlajuola » (Culliv, tose., aprilt-, 42, ed. Lugan l'è quella che fa mangià cl pan.
Silv.).— Questo aggett. aumenlat. Pam V. Famm 1. q. G.
palona applicato a quelle foglie lenere Pàn de zuccher (in) agg. Pan bastard ...
с larghe come cialde, che noi diremmo Quel pane di zucchero rafiinato che
fojasc (plur.) de zémbola, non avreb- per mala fabrieazione riesce melà can
b'esso commune l'origine con la no dido e melà di colore gialldgnolo.
stra Pompara e со' Pamparigi de' Se- Panatlèj ... I nostri Droghieri chiainano
PAN ( i35 PAP
cosí que'Cubeui di legoo colóralo rap- Grasso, bracato, a peso «Ii carbone,
présentant! panetti di zuecbero che al- II suo caro TailHe'ii timiglia un В :
ternatam. со' torçhirlti (V. Torcèlt i. Un vero ror-conleoto, un mestolonc
q. G.) appendono sopravia le loro bo- Fallo, come suol dirsi, e messo H.
teghe a insegna délia professione. Sbuffa, cammiaa a pause e par di mota,
Pancoldœù dicono in qualche parle del Pare un lacebino quando ía la rota.
contado per Ciarèll. У. il Foc. G. Giusii, VAmor pacifico. — V.
Panéll (sotlo) agg. In panell. In lastre. Pantalón [a campanna] (ín) agg. Boccac
Lacea, Giald de cronim, ec., in panell. cio e Doni banno Calze a campanella.
Lacea, Giallo, ec., in lastre. — V.
Paul, Panias o Panniss, v. br. ... Venir Pantera (a) nel Voc. e nette G. agg. e
meno a poco a poco il lume prima di corr. =z Non è la Pantera un l m Icio
speguersi affalto. Vcnirsi gradalanienle solo, ma si bene molli tralci, о pint'
niorendo il lume. Appannarsi? An- tostó un filare più о men lungo di viti*
nebbiare? Offoscarsi? • со' loro tralci tesi e dislesi quale per
Come face al mancar delPatimcoto insú e quale per traverso e per ingiù
Lambe U aridi stami, e di pallorc sur una, diremmo, spalliera, delta forse
Vesle il luo lume ognor ptù acareo e lento; cosí о dal lat. Pondere, o dall' avère
£ gutua irresoluta, e par che amore una colal simililudine con la Pantera,
Ш vila la richiami, iufin che scioglie rete da pigliar anitre. — V.
L'ullitno volo, e sfavillando muore. Resta in figura de pantera. Rima-
Mouti, Match. Can. 1, ». 1-6. nere attonito, estático, di stucco. — S»
Ecco il panl de la lumm de' Brianzuo- Pàol. Paolo.
li. - V. Se fa boll el di de san Pàul,
Panigàda (in) osserva. L' etimología v' è S1 impiccben luce i Ultàvol.
cávala dal greco; non era naturale ca
varla da Panigh, со' i granelli del quale Proverbio conladinesco ¡I quale ha
pare abbiano qualcbe analogía quelli del pronostico di tempo, spesso fallace,
dt-lla Panigada? — S. conducendoci a credere che quando è
Panighirœù. У. Scimirceù nel Voc. sereno il giorno э5 di genajo 1' anno
Pauli e Pallida , v. br. Annaquaticcio , sia più largo, più ubertoso e di buona
Annaquaticcia, Torbidiccio, Annebbia- derrata; il che, per ordinario, rende im«
ticcio, Меъго-spenlo, ec. pazienti i ííltajuoli a spacciare a buon
Lumm j Lus, Ciar panii. Lucerna, patio e rápidamente la roba e a far
Luce, Candela annaquaticcia, pallida, denaro. — D.
che va morendo. V. Pani i. q. G. — V. Ala io ho per vero, almeno nell'alla
Panisciœù о Petasciœù, v. cont. Il frutto e media Italia , il proverbio Polvere
dello spinbianco. di genajo carica il solajo, e tale il
Pànu (m), sig. 5.", agg. Sporcà minga proclama do i tritissimi versi lconini:
duu o trii paun. Avère due о Ire panni Ciara dies Pauli bona témpora denota! anno;
délie sue purghe (Redi). Sifuerint nebulae, pereant animalia quaeque ;
Paupossóna, Panpossonöoa ...Chi amasse Sifuerint venti, désignant proelia genii ;
Si nix, si pluvia, désignant témpora cara. — V.
' di vedrrla bella e in persona, tale e
quale ell'è, la veda qui: Pàol pien ... Dicesi ad nomo assai pan-
ciuto.
La dama .... è un vero carnevale, Papéle e Palpée (in) agg. Fà papc'li per
Una meggiona di placido viso, vun. Far carte false, Spararsi per uno ;
Pare in tullo e per tullo tale e quale cioè, Amarlo tanto da far pazzíe. II Pa
Una pollastra ingrassata со '1 riso ¡ pel, carta da scrivere, e i Papéles, scrit-
Negli atti lenli ba scrilto : и Posa piano » , ture, sonó voci rimasteci dagli Spagnuo-
E «pira Semina un millio di lontano.
G. Giuitr, VAmor pacifico. — V. 1¡. — V.
Fa papéli.Figuratam. Fare gran com
Panpossondn {in) agg. Come e' sia falto, parsa, gran vista, grande spiccoj Ale
vedilo qui neU'amoroso di Veaeranda: ñar rumore, vampo. — V.
Pàppa o Pàpa (in) agg. L'è come papa
PAR ( i3fo PAR
S ist, el le periloiiiid nanea a Crist. У. Pari [Avè pari a abatl] (in) agg. — u Po-
Perdona i. q. G, levo dire e ridire, egli nou ne voleva
Pùppa [Avègh la pappa, ее] (Ai) agg. о consentir nulla » (Bocchiueri, Ricordi).
vero Trova la pappa bella e fada. — V.
Pappaquàna. Ipecacuana. Parielta, T. de' Tessil., v. br. ... Difelto
Paraboll (a) agg. Frontale da Janciulli, dell'orditOj quando due lili restaño нр-
CùQolo. — V. piccicati iu un solo , inenlre devon cs-
Paracàrr (in) agg. Paracarri (* tose. Ca sere distinli e bene slaccati l'uno dal-
rena, Pronlu. p. 12З). Se non erro, la I'altro. — V.
Paras tada o Parastas de'Greci rífe Parla (in) agg. Va de tuce i parla ... Nun
nla dal l'orcellini era da vero il uu- parlare secondo verità , ma secón. lo
stro Paracarr quando è addossalo agli l'intéresse del momento. —Anche s'usa
Slipili dei porloni. per Parlare a caso, a sproposito. —
Parida de morí, nellc G. — si rifada cosi: A l'aria moccli agg. У. Mócch î. q. G.
La Gramdglia , le Gramaglie ( * lose. Parla rar, m. br. Pallare tardamente,
Carena, Pronta, р. ю e ii). 11 com tardo e ícarsoi Prosare (cioc, parlando,
plejo de'panui iooebri rbe fauno velo asíTollar sé medesimo) j Favellare troppo
0 addobbo a1 calafdchi , alie pareil e od agio ; ßjjltere mezz'ora lia una pa
alie facciate delle cbicM in occasione rola e Г allia. Sputar perle polrebbesi
di fuuerali. dire, a un bel bisogtio, stanleclié qne-
Paradis (in) agg. El giugarav la soa рзг1 sti sacciuli , clie slanno insù 'I grave e
de paradis. Ha i asno net venlrigho. fauno caro delle lor parole alle persone,
— S. par che, favellaudo lentamente, ti ilici
Vess quell che gbe maucava al pa tano Ii tante perle quaute sono le sear-
radis ... Yenirc aluni die in aeconcio, se parole che ti vengouo sputando fuo-
si clie nulla maochi alla perfezione ri. — V.
tl'uiia cosa quai siasi. — S. Voi re parla, ее. V. Mèrda i. q. G.
Parapètt. T. de'Foru. Davanzale? Quel- Parla île popó. Parlar infantile. Madri e
iaggello clie sta sopra le bocclie délia nutriei usano со' loro bimbi un par-
mail i. lare lalora niozzo, talora per diminii-
Parasciœùla (a) in vece di — 11 lombardo tivi e Superlativ! ch'essi credono più
I'aiussola c=, faciasi e= La Parûssola adaltalo a quella leñera elà. Ne ïog-
degli aUri Lombardi; giaccliè il Mila giungo qui un indicólo più esatto chu
nese è pur lui lombardo. — V. ho potulo raccapezzare.
Paiàvia (a) nelie G. in vece di — Para-
vin vun, ее.,— si facia =J Parà-via vun Parlar infantile.
con di ball. Dice il Hrianz. per Inor- AnJà a paie. У. Pasc Carniana. la ciecifi.
piu sollo. Cavalo'n. Cavallo , an*
1 cllure ; cioè, con hollóle, lusiiigbe , Bin, Bi»in, Bijjln. Bacio. corché piccolo,
iijlinoccliiatiirc, parole artificíate l'are lifl'ù ... Ciavo (Fà). Far servo.
clie uno si parla da nui contento, che BtkèH. ЯInnato , На- Cocu, llevo.
ne resti sodisfatio. — V. tocco. Cocorin. ('ovo.
Bison, Bissiín. Pidocc/iio. Cora cora. Gallina.
Parce, sust. m. Punto di diligenza (Piedi, Bol.aa, Boliarin, Bul aron. Con* «a di»? Come ti
Opere, IV, 3 1 1 ). ¡Mella Pedagogía fe- Muir; piccolo, o sran dice ?
rularia era un bono rispariniatore di mate. Din, Didia. Dito.
sulfílale od allrelale castigo. La mano Bolid. Bevanda. Gbirujhln. Seggiolmo.
Boliu (Fà) Here. Gnamm «njmi» ( Fà ).
del Maestro ferulario sospeiideva lo Bobo. // hue. Mangiare.
stsflile alla vista d'uu parce, e il bi- Boml>nn,Bon. Pailadol- Gnào (El). II gaf.o.
laucio del bene e del male decideva ce, Art».)«. Latlin (El). Il laite.
Cacra! Porcheria. Mào, Mjramào (El). II
de' residui. Bíjc carca! No V toc- gallo,
Parenlôri (in) agg. Consorter.'a, I consor- care, die imbralta. Mèm, Minna. Mamma,
ti, I consanguinei . Aggregato di più Ca. Ilia e СассЫппа ... Mammina.
persone o fainiglie del inedesinio ceppo: Caf. riii (El). Cajfèco'l N'm, Nanàn. Carina.
p. е., A quel disnii gli'era tult el pa- ■ talle. Nanna ,
reulori . E' cera a quel desinare tutta Caj.i e Cara ( F'a ). Ca- Ñauan J(Fa). Dormiré.
rcggiare. Ninia )
la consorteria. — V. Ctirmorin. Camicittoia. Nïnee
PAR <• 3; ) PAS
Nîn, Nui m. Carino. It и er i.i о | la i. / . CirfVO. convenga »(Saccheili, Nov. 228). — V.
min. Pune. Sc.or. Tato. Part, sig. 3.°, [ No savè pu de che part
Papú, Рарапо. ВаЪЪо. Siiora. Tata. vollass ] (in) agg. и Ho ruínalo ¡I mio
Рарра. Рарра. Sc ■ . sV 1 11 il .i (In). In grem-
Раи (Anna a pate). An bnecio. Stalo ... per modo che non ho piü dove
ämie a mimmi (Ca Spassimu (Andj а). An~ mi vollare» (Caro, Lett. med. \\\, 216).
rcaj). dare a mimmi. — V.
Pepè. Scarpetle. Tele.Piglia pigtia^mpvT Párle, sust. f. Parte. Noi usiamo cosi in-
Puprfin. ScarpeUa. Tctfegn. Castagne.
Pfsrio. Piede. 'Jet in. etoeeim. tiera e italiana qiiesta voce nel solo
P¡|.¡; Folátile. Toeutœu. Ptrcossa. dettato seguenle: Chi gh'è gh'è, e chi
Pí.mii. Urina. Tolo , Tutoriii. Cu/te , no gh'è mangni la parte soa. Chi lardi
Pi.pu. Bimho, Mimma. Picciol rant. arriva, trova il diavol nel calino.
Pupt'ib. Bimha, M m m ii. l'^hinni. С/ел.
Vuri'iin. Polcino. Vennenúa. rifrmf, en Partida [T. di giuoco] (fit) agg. Fà mez-
Purrsúii. Ptilce. corche pictoIis*imo : za-parlida ... Alla Bázzica è il viocere
Ou п. tu.' Qualité sacca? di colpo meta dei punti per a vers i in
ParôlU (<"J ögg. Ch'tl disa ona parolla: . mano a bella prima tre carte di conto
cuua vœurell dämm? « Or veniamo uguali di Ire pali, о due e la malla clic
a' coulanli, e di' la tua parola e spàc- coula per la terza , о una e le due
ciati, ch'ei si fa lardi » (Alamanui, Flo malte, se cosi convennersi nel giuoco.
ra, a. II, s. 5). — V. Fà partida intrega ... Il viocere corne
I'.n ulla tasuda l'è niai SCrivuda. Prov. snpra per aversi in mano qualtro carie
Lrtauz. verstaue ciel vulg. Un bel lacere simili di conto di quattropali, о Ire с la
но и fu mai serillo. malta, o due e le due malte, se due
l'aroll che dis negotl. Parole vuote se ne conveunero in giuoco.
di senso : Partida. T. di Agricult. ... Quell' anta о
.... 1 par-oll lenca loslaniia ant die sta di quà e di là ¡inmediata
Pan giusla соше 1'ица tenta пищ. mente a un Шаге di vili.
Micjp, Rome, p. j65. — V. Partida. Spicchio (* tose. Carena, Prnn-
A Vt ss minga boo de di dó pároli tu. p. 247)- Nome di ognuno di que"
ill crus agg. •« Mon saper niellere quai- telaj di legno ripiegabili l'un su l'altro
im parole iusieoic » ( Nellij La serva verlicalmente e apribili a zigzag., onde
p.idr. a. I.). — V. si compone la scena (fiomba).
A Parolla de re agg. - Le lor {quelle Parziàlla [QTo podé]. Frase che odesi ncl
de' sensali) non son parole di re; di- cootado verso il Coinasco. Masticarla
<nun e ridicono, come lor piace » (A- maie, Non la poter ütgojare. Non sa
lanianiii, Flora, a. Ill, s. 5). — V. per tolerare lorli od oltraggi.
Pnióna. Coppollo j Schiavtna. Forse da Pas (in) agg. V¡v ¡o santa pas. fivere in
Patón (Pilólo), essendo essa una spe quiete e tranquilina intera, Vivere in
cie di cappa dozziuale sólita a porlarsi santa pace. — V.
dai Barcajuoli e dai Marinan. — D. A Fa pas agg-. Fa pas, e quel che
Farpceùla e Parpajœùla (in) agg. Bnraltá è (laa è staa :
i sovran in parpajœul , in. br. Fare Ii Oriíi faciam la pacp,
avanti di тонна Ciondoltna. — V. E quel cli'e ítalo, i llato.
tin (in), «ig. 4-°, aS8- D» Parl a vu" Salvetli, Ceceo Bimbi. — V.
d'ona cossa. Partecipargliela, Farglie.la Pàs (a) nelle G. agg. Palntizio. Olivo della
sapere ; Partiré cou es so alcuna cosa, domenica d'olivo.
a Alcuui, le cose che solamente son da Pase [Andà а]. Andaré a mimmi (* lose.
partiré con li amici, a ciase una con Careua, Prontu. p. 109).
tain) ». — V. Pasmón, v. c. br. ... Chi úslola, chi spa.
Fa pari a vun d'ona coisa, m. br. sima alia vista di alcuna cibaria.
Metier uno a parte, liante una parte Pasqua [alla] (in) agg. che i Brianzuoli
anche a lut; Divídete, Partire con esso dicono Pasqua con la frasca.
aJcuna cosa. — V. Pass (in) agg. Pass del mull. Per passo
A Quel lasst'i el fa la part a luce agg. diflicilo e pericoloso: p. е., Ghe semm
и Colui ebe 'I lullo vede, fa poi li la- nun э I pass del mull! Ci siamo noi
glieri, e taclia coûte a lui pare clic м a l ùttsillis! — V.
Fol. V. 18
PAS ( il S ) PAT
Fà on pass, o vero un basell a la gliameene ajfligere! Non ci ne diamo
Yceulta. Figuraient. Nou fare Iroppc cose pensierot — S.
a un tratlo. — V. Passion. Passione di С С.
On pass, o vero on basell dopo Toi Dominega de passion. V. Domineg*
ler, per avolta che la sia ona scala , i. q. G.
ghe se va fina in scitnn. A scaglione a Prèdega de la passion. V. Prèdega
scaglione si sale su la scala. Proverbio i. q. G.
significant die a poco a poco si viene Sellitnanna de passion. V. Selliman-
alla cogiiizione delle cose pi Ci alie, о lia i. q. G,
vero al coinpiraeiilo dei più difiicili Pàsl (in) agg. Incanlnss minga о Pèrdes
íiilti. — V. no in Гога di past ...Dicesi di questi
A Fà duu pass inanz e vuu indree fuyi-faliche o schiva-facende che non
tigg. Figuralani. Procederé lentamente sono mai prouti a' loro doveri, fuorchè
in сfie che sia, con i-ilerrozione, per- a quelle di f.ir bailare i denti. — V.
deudo a quaado a quando il guada- Past del loff ... In all une parti del
guato o il fallo. — S. coñudo e su 'I Varesino chiatnaiio cosí
Jn Vess longli de pass nota che quel lerzo pranzuccio che si la in oc-
Andaré di trapasso pare signiíicbi piut- casiorie di nozze fia i più stretti pa-
loslo quel porlainento del cavado pe '1 renti delle due fainiglie.
quale porta il piede posteriore più iu- Paslde (in), 3.° sig., agg. Alla Bassa e
iiauzi deU'auleriore die sta per levare. nel Pavrse dicouo Pasto, e moho »I-
V. Travàrga ncl Voc. — S. brgunn di signifícalo quesla voce. — V.
Pass ... Aggiunto de' baclii roorli dal cal Pasión (in), a.° sig., agg. Pasión di usej.
cino. Pastime da uccelli. Si fa di farina di
Pàss. T. de' Forn. ... Curt de pass, Longb grano turco e di bacocci (gatlozz, bor-
de pasa. V. in Cdpp i. q. G. docih) diseccali, pesti e stacciati, intrisa
Pàss e Passîn ... Le nostre donne chia- ogni cosa can рос' aqua к rimenata
mnno cosi quella specie di passante lauto che ue venga una specie di pasta.
со '1 quale si ferinaiio nel mezzo uno — V.
о più galani , uua о più gale di cas A Pasión di rossignœu agg. Si fa
tro, о simile. coure l'allro, se uon che, in vece d'a-
Passa (in) agg. Chi passa perd. V. Pèrd qua, si mette un po' di mêle e tuorlo
I. q. G. d'uovo; e, rimeualo il miscuglio, si fa
Л Passalla-foeura per el bus de la frigere cou burro.
ciav ag™. Uscirne, Passai sene pe'l rotto Paslorèll , susl. f. pl. ... Cosi chiamano i
délia euffia. — V. Brianzuoli le radicelle capillari, о quasi.
Sarà slaa quel che passa: p.e., Chi - V.
è slaa che ha rotl sla lazza? — Mi no. Palan. Buon pastricciano. Uomo semplice
— Uli m, douca el sarà slaa quell che e materiale, quielo e di buona pasta.
passa. Forse dallo spagnuulo Palan, che val
Passa {in), sig. 6.°, agg. Passa ona reson. Co'ntiidiuo che poita sc¡irpe grandi e
Far buona, Menar buona una ragione, rozzameule falle. — V.
Accellarla per valevole. — S. Pataufláiin ... Falde, lembi, e simili, di
Passadôra ... Tela che si sovrapone a' cui vogliamo notare la superfluità. — S.
soppedanei per difesa ov'è più fréquen Pàter (in) agg. lu temp de segaría no se
te il passaggio. — S. dis nè pater nè avemaria. V. Segaría
Passalègn, sust. m., v.. с. br. ... Specie di i. q- G.
Sbagg (f. nel Foc.) per fare che una Pali (in) agg. Usasi da' Brianz. per Man
piaula contorta rientri uella tila dvlle care, Non avère, о Non essere a suf-
sue compagne. ficienza; Difettare: p.e., Se la lovaja
Passera [rameeghinna] (in) corr. Passera la riva minga a quallà lutta la tavola,
che, sendo matura al voló, ha lasciato se g' hen fa pâli on poo d'ona pari e on
¡1 nido e se ue va di ramo iu ramo, poo de l'oltra (cioè, il difetto non si
di piaula in pianla volando. — V. Uscia lulto da uua parte, ma, dividen-
Passióu (in) a¡¡g. Mai passion! Non vo- dolo . si fa cbe inauchi un po' di (o
PAV 39 ) PEC
vaglia da un capo e un po" dall'altro). l'un lato, acciocché la midolla si sos
— V. tenga, e qua и to ha meno dell a cor
Patrèmm (in) nota che verrebbe a signi teccia, lauto arde nieglio e più chiaro
ficare ad patrent, suppouendosi che al nella lampana с più agevolinenle si ac-
inórente sia premorto il padre, come cende » (Grescenzi, Agricult. lib. VI,
ordine di natura vorrebbe, e che ¡I inó cap. 95). — Papiro per luci'gnolo ha il
renle vada a ricongiungersegli. E, in Muuuzzi; Pavero ha lo Spadafora, e
senso più esleso, al Padre di tutti. — S. Pavero dicouo i Veneziani alio stoppi
Palróu e Padrón (in) agg. El beo del no. — V.
patron l'è come cl via del peslon, che Fa pavir, ni. hr. Propriam. vale Ear
alla maliuna l'è bou e alla sira l'è lamiera} Risplendere di bella e viva
guasl ... Cosí è sólito lagiiarsi il con- luce; e dices! delle lucerne quando,
tadino hrianléo del durar poco e pas alluugalo e slargato il liicignolo, ren-
ear troppo presto l'amore de'suoi pa douo maggior lume del sólito. — Figu
droni verso di lui. — V. ra tam., vale Fart spicco. Fare scoppio,
Vess patron del camp e de la vigna. Fare gran mastín. — V.
V. Vigna i. q. G. Pavonazz (in) agg. Che Ira1 del pavonazz.
Pall (in) agg. Fa palt de ... Contenlarsi, Pavonmiógnol ¿ (Targ. fing. I, чд5).
Eleggersi, Togliersi. — Mi farev patl Pavonin , susl. т. , e Pavouinna fem. ...
de xtH in ca lull el di, quand gh'avcss Pollo pavonino. E noto anche ai mon -
liber a in с mœud. lo mi lorrei di stare tanari romagnoli.
vi casa tullo il di, quando avessi libri Pé (in) agg. Avegh i pee che vœuren
a mió genio. — V. nass del tVegg ... Avere i pié di là da
Palla [Fà] (in) Yess patla e pagaa. Esser fieddi.
sa e íh, corr. — Primamente si avéa a A Pé bioil agg. per sinon. A pé scolz
scrivere patl e pagaa, e uon palta e verso d Pavese.
pagaa, perché in quel modo più tostó Stà semper in fa 7. ion coi pee, coi
che in queslo si dice; poi perla cor- brasc, coi ál , ec. ... Slare in continuo
rispoudeuza italiana era nieglio metiere molo, od esercizio de'piedi.delle brac-
Restare palti e pagati (Varolii, Ercol. cia, delle ale, ec. — V.
p. 590, ediz. Coiniii.), o vero Essere A Tosù de coo per metí de pee agg.
pitlli e pagati (T. Tasso, Lett, inédit. Vale anche Far che che sia sema Trul
p. 16, ediz. Pis. 1827). lo, Tornar le tose a quel uiedesiino, e
Paltaja [In]. Per äonceiira, V.: simili.
Scoldà in !r(c, vedi: in paltaj4. Ves nè a pé nè a cavall. Essere per
Porta, Barboriii) sptrnnza rf\)rfl, aria? Non avere acconci appieno i fallí
il. 18. — S. suoi; Non cssersi per anco ben collo
Pattônna (in), sig. 7.0, agg. Stuoja. - Al cate sopra stabile fondamenío. — La
zo la stuoja cli'era all'uscio dell» chie- nostra frase è tolla da chi nel montare
sa я (Bibboni, Itelaz. te), — V. a cavailo resli Ii (qual che ne sia la ca-
Pattusc (in) agg. l'aluccio chlamano i gione) con un pié su la stall а с l'ait го
Bolognesi lu canapa più corta, che nel per aria. — V.
gramola i la, essendo poco consistente Pc [liase] (in) agg Noi usurpiamo que-
e íloscia, cade da sé(T»iiára, Econom. sla voce per Scarpa. — Dagh on poo
agr. p. 466). Moi la chianiiamo riVi, e de pé. Dure un po' di Scarpa diagonal-
i Toscan! capecchio. — V. mente.
Pavlr (in) agg. V. br. Papiro. Specie Pè. T. de' Forn. A pe d'asnin. V. Qua-
di cipero, la cui midolla si adopera a drcll i. q. G.
uso di stoppino. — и II papiro' . . . Pè. T. de' Murât. Fà soit on pè ... Dare
seccaio è inolto acconcio a uutriinento un po' di rialzo ad un ponte da fabrica
del fuoco nelle lucerne e nelle lampa- per poler continuare l'alzala del muro
lie ...Ha la sua midolla molto bianca, senza essere oblígalo a far nuovo poule.
spugnosa e porosa, la qual suga molió Scala a pè d'occa. V. Scàla i. q. G.
l'uuiidila ... Seccasi e scortícusi in mo Ресс [Melt el] (in) agg e corr. Tolgasi
do che rimane un po' di corteccia dal- l'aiticolo =el=:, e si dica solíanlo =
PEIÏ ( ijp) PEL
Melt росс. Meiler pello, Meiler mam- è alto я Urc all'amore, o chi non ne
те, Metler poppe. Come Beov. Cellini ha voglia , vada a letto a dormir de'
disse — melier persona — per crescere, sonui. — V.
farsi più grande, aumentare per qual- Schiscià i pedann de vun. Andar su
sivoglia versa del corpo; cosi i noslri le pédale allrui, Imitarla. — V.
contadiai dirono che le mante mdtlen Peder (in) agg. Pari el Peder Pipetla. F.
, pecc, per dire che loro s'ingrossa il Pipùtla i. q. G.
petto, che loro crcscono le mamme, Pedfn, dimin. di Pè. Fa pedin, in. br. ...
le poppe, il pello, la peccia per lalle Fare, in andando, poro o nessun ru
che tí si accumula insu lo scorcio délia more. Fare un leggrrissimo scarpic-
gestazione. — V. cío. — Anche usasi per Preinere destra-
Avè melluu pecc. Sbonwlare, Aver mente altrui ¡I piede per inlendersi di
le poppe sbonzolanli per abondanza di cose amorose. — V.
lalle. — Disienta ubera lacle (Virgilio, Pcddn (in) agg. Pedala.
Sgl. IV). Ladea demillunl ubera vaccae On pedon de nev, fr. cont. brianz. ...
(ld. Georg. II). — V. 'I' mía neve caduta in terra с ti r lasci
Peccia (in) agg Peccaa confessas l'è mczz campo a impronlarvi una pedata.
perdonas* ..; II solo r« „onoscere e con- Pedoiiin, v. dell'A. M. ... Picriola pedala.
fessare di aver peccato quasi ce n'as- On pedonin de bé.
sicura ¡I perdono. — V. Pedù (in) agg. Ntvcr come on pedi'i. F.
Peccàa [ El peccaa ei genera la mort ] Niver i. q. G.
(in) ац8. : Pedùzz. T. cPArcuilett. Pcduccio, Mén-
Miser cbi mal oprando si confîjj Sola, Piede di volla, ec. Quindi
Ch\)^nor slar debbïa il maleficio oceultnf linpeduzzá e Impeduzzadura, il far
Cbè, i|uando ogo'allro lacia, iulorno grida cire la voila posi su 'I peduccio. — V.
L\iria e In (erra istessa ia cb'è sepulto } Pérora (in), aggetl. di Caria, agg. F,
E Dio Га spe»so сггеЧ peccato guilla
Il peccator, poi ch'alcuil il i g'i ha iadulto, M^nti, Foc. Com. in Ptcoiu.
Che sè meilestnoj seosa allrui rirbielta, Pdl (¿i) agg Lavorà la seda in pél. T.
Inavvcdutamenle manifesta. de' Filaloj*).. Dare alla seta una par-
Arioslo^iirio-ío', с. VI, s* 1. licolare loicitura, diversa dilla trama
Stimulus mortis peccatum est. e dall'orsojo, ma che imita quest'ul-
(S. Paolo, Ер. a'Cor. I, c. xv). — У. timo. — V.
Peccatdria. F. in Robba i, q. G. Tira pussee on pel de vacca che orí
Pecciôlt , Peccidn. Accrescitivi di Pece. para de boeu ... Delto figúralo e dr
Poccione, Petloccio: p. е., Yarda che c'iiara signilirnnza. — V.
bell peccion la g'ha soll quella vaccal Pela (in), sig. agg. I cont. hrianz.
Ve' bei petloccio ch'ella ha sollo quella usano queslo verbo nel signif. idéntico
mueca! Ve' com'ella è pocciuta! — V. italiano di Peíate, Levare il pelo p'?r
Pedànna (in) agg. о Pedoua, aecresc. di iscoltatura.
Pedín. F. i. q, G. Pela e Pelua come oo zifol. F. Z.í-
Fa pedanna, m. br. ... Fare, in an fol i. q. G.
dando, rumor forte, Scalpitare, o Scal- Pela de la sét. Morir delta sele. — V.
picciar forte. — Chi noveeur fa pedin Pelador, v. c. br. ... Chi hruca foglia di
faga pedauna, e chi no vœur fa all'a- gelso.
rnor, vaga iu la tanna ... Cosi cania la Pelànda (in), i." sig., ! agg. Casacca (Tom-
fanciulla brianzuola nella canzone del mas. Sinon, in Maulo).
Sgenee (F. nel Foc. e i. q. G.): cioè, Pelaiiddn (in), i.° sig., ogg. Casaccone
Cbi non sa, о non vuol premere de (Tommas. iVi).
strámente il piede dell'amorosa per in- Petent, v. с. br. ... Aggiunto di ranno oil
tendersela con essa, che se ne vada allro ¡I quale scotta si che pela.
■l)a paglia; o vero, Chi non vuol cam- Péll (in), sig. agg. A fann ona pell,
minar leggiero e in punta de' piedi in. avverb. br. A due assai, Tult' al
(Ja pedin), si che allri non senla l'an- più, A faitea, e simili: р. е., El g lia
dar sue, vada con piè pesante e scal- on'entrada de cent zeechin, a faun one
picciante {fa pedanna). E cosi chi non pell. — V.
PEN i) PER
Pann di pell, plur. PigUarsene delle al padrone per l'uva mangiala ». — V.
salolle. — V. .Pendolera [ A ] (in) agg. II Brianz. dice
Vess fœu о fœura della poll. Essere A bindoléra , e par che dica mcgliu.
forte in colera, Essere fieramente adi- Quindi
rato, coi rucciato. Anda tutl a bindoldra. Sbrandcllarsi,
Oiia pell de lovalta. V. Lovatta ï. q.G. Andar tullo a brani, a brandclli, a
A san Vítor melt la pell al sol. F. slrambelli, a pezzi , a stracci. Dicesi
Vilór f. q. G. delle vesti che si slracciano e si di
Pell \Otre] (in) agg. Pell d'ceuli vœu} ... visorio in molli hrandelli. — V.
Cus!, per siimlil., chiainano i Brian*, le Pendolilt, sust. m pl. ... Dicesi de' biinbi,
poppe vizze e sucide, che Bozzncchio- consideiMiidoli quali appeudici с pesi
ni e Bariglioni diconsi du' Toscaui. de' genilori. — S.
— V. Peñera o, Pionera (in), 2.° sig., ag«. In
Pell. Prepuzio. Tiregh-giô lulla la pell. questo senso è anche 'Г. de'Aluiatr. e
Pellarèlla, v. a. (Ord. Ospil. Magg. del dcgli Scarpell., ed è quel denle dello
i5j8). La Pelatina, Alopecia. — Alcuni, slipite di vivo che s'incaslra nel cavo
come il medico Frapulli, sono d'avviso della soglia. — V.
che la Pellarella fosse sinon, aut. della Péng, v. cont. ¡Maturo anche d'allro, non
più moderna Pellagras ma l'opinione si.lo d'uve.
non pare bene accerlala. Penión. Opinione, Ai-viso, Idea, Credenza.
Pellàscia ... La Placeóla delle uova nelle Penna [da serivere] (in) agg. Penna che
galline. scrizza. Penna che schizza (*losc. Ca
Peloccdn.v. c. br. ... Grande scappellottn. rena, Pronta, p. 229).
Pelùcch (in), 2.' sig. , agg. Ciappà vnn Penna purgada. Penna concia (ivi).
per i pelucch. Prendere uno pe' capelli, Quell di penn. Pennajuolo. Vendí»
o vero pe 'l collares Scaricarsegli ad- tor ambulante di penne da scrivere.
dosso e mallratlarlo. — V. Penser. T. d'Agricult. I nostri conlndiui
Tirass per i peluccb. Accapigliarsi, e Irecciaj chiamano con queslo name
Tirarsi pe'' capelli.— E, figuratam., Fa quel primo nodello del gambo del gra
re a tira lira, Nnu andar d'accordo su no che s'inconlra scendendo dalla spiga
d'una cosa. — V. al pédale, e dond'esce la l'oglia vaginale
Penàggia (in), t." sig., nelle parti, dove o d' involucro ; e di quel culmo di pa-
dice Covèrc agg. che molli chiamano gliuca che único viene úsalo per Ircccia
anche Penaggin. da cappelli : e li uni e Ii allri sogliono
Osserva die in alcuni luoghi della dire che la paglia da treccia l'c longa
Brianza i conladioi dicooo Panaggia, de penser о l' с curta de penser, se
edicono meglio, se que.it o ámese, come cundo che dalla spiga al nodello roire
pare, viene da Panna. — V. più о men longo ¡I culmo. La frase é
Penaggin ... Coperchio mobile delb zdn- delle più »ingolari ed baaflinílá con la
gola (penaggia) uel quale è innastalo metal'. Fedula corla d una spanna, ее.
il peslone con la rolella da capo. — Allri estendono anche ad allro U
Penciorà (in) agg. I cout. br. lo dicono parí idéa, e dicono Ràsol curl o long/i
pure de' bac h i da seta allorchè inco- de penser per indicare nel magliuolo
miiiciano a dare segno di vita matura v ici na tiza e frequenza minore o mag-
e vicina alio infrascarsi. gíore d'occhi.
Pendizzi (in), sig t.",agg. Quelle rigáglie Pér, v. emit., per Pél [ Pelo]. V il Voc.
che ronsislono in un determínalo nu Per [Frutto] (in) agg. Per-seil-in-bocca.
mero di corbelli (cai'agn) d\iva in al Pera moscadellina.
cuni luoghi di Toscan» sono delle со- Per soinenzin , v. br. Pero sementino.
gni, forsc dal cogito in signif. di cesta. | Perc di grossezza mediocre e vemiiie
(У. Salvini./í/í/io/a:. aWArianna infer' che non inalurauo mai, e non si man-
ma del Redi ). « Viene questa voce i giano che colle e grulebliale.
(bicongia o bigoncia) dal latino bis e Peràtt, v. c. br. Perajuolo? Chi trafica
congium, che si diwe cogno, e i con- di pere.
tadiui dicono cogni nuelli che danno Percé, v. br. Parti in percé. Affettart il
PER ( i 42) PES
favellar toscano ; Parlare affèUato, le- pelare la pesca ù ricercatezza. — S.
zioso. È lo stesso che Parla in qui/ici Persónna (in) agg. Per sollomessa per
e quindi , cioè, Usar maniere e voci sonne. Per persona sostituila. E frase
che il Lasca direbbe Lascivie del par úsala fra i nostri Legali, Ragionieri ,
lar toscano. — V. Ingegneri, Amminisiralori per indicare
Pèrd (ш) ngg-.Chi passa perd ... Chi lascia c¡6 che ¡i vulgo dice on subalterno, on
passai- l'occasione non la ritrova più dipendeiil, uuo posto ad agiré in nostra
cosi fácilmente. Talora dicesi a mensa vece.
a ebi per cerimonia vuole che altri Pèrtega (in) agg. Pertega de fà-giô i ra-
prima di lui , cui locchi la voila, si gner. Ruschia? Gallinaccia? La Scar-
serva d'alcuna vivanda. piaiola de' Venez.
Perdizi. Ruina, Perdizione. Pertegdn ... Nome di lutli que' paloni che
Andà io perdizi. dudare in malora, a brevi dislanze sonó inchiodati da ci
Ituinarsij Malandare, Ridursi in cat- ma su '1 comígoolo, e da piede su le
tivo stato. — V radici de'eapanni cam perece! di legno
Manda in perdizi. Mandare in ruina, e paglia per formare l'ossatura della
in malora. — V. teltoja. Fanno oflicio di correntoni.
Perdona (in) agg. L'è corne papa Sist, Pesa-pàn. Giascino. Ministro basso del
el le perdouna nanea a Crist ... Dicesi magislralo della Orasela. — Quello che
di chi è severo, iticsorabile, iudessi- noi diciamo Direllor de la viluàglia è a'
hile, che non guarda persone, ma vuole Toscani Ministro delta grascia, Abon-
irreinissibilmenle punitala colpa. Tolla danziere, Chi presiede all'annoua. —V.
dalla nota severilà di Sisto V, e dalla Pèsca (in) agg. Lassa vun in la pesca,
fermezza con cui personalmente sina- dice talora il Brianzuolo in vece di
scherù Г abuso Ulrica che cerli mal Lases che vun se la peschi luu. La-
ouesti Regolari fucevano d' una loro sciargli la cura, la briga, il pensiero,
imagine del Salvatore. la pena di strigare alcana facenda in-
Perdona l'è de Cristian, ma desmen- tricala e scabra. — V.
tegass l'è de bestia ... Detlato mondano Pesciàn [A] (in) agg. Pedibus calcantibnt
che consiglia a perdonare si a chi ne dicouo i contadini brianzuoli per va
oifese , ma a non ce ne fidare di poi riar frase, appreía questa, seconde, clie
IroppO facilinente. pare, dai Frali Znccolanti. — V.
Perlàcca, v. br. Pcllaccia. Membrana che Pesción ... A' Briantéi vale cosi un Gran
si trova Ira la carne, massinie d'animal picdcy come Chi ha piedi lunghi e lar-
gioviue. — V. ghi assai. — V.
Perlinna, dimin. di Perla. Bonna pcrlinna. Pesón ... Terra argilldcea assai tenace,
Diccsi liguratam. e ironicam. a persona malagevole ad appaslarsi , ma ecccl-
inaliziosa, furba, astuta in cherniisi, lenle pe' lavori da fornaciajo.
cioè, iu estremo grado. Bella gioja, Pèss (in) agg. I contadini hrianz. declinano
Faiitino, Ríndalo. — V. il nome Pèss al plurale per Plssj noi
Pcrsciinm (in) agg. Tra-via el perseimm. eiltadini diciaino Pèss iu ambo i nu-
Uscir di donzellatico ? ineri.
Pèrsegh [FruUo]. In Persegh gniff corr. Banca del pess. V. Pessée i. q. G.
— Pesca gialla , - Pesca carota gialla. El pess l'è bon in quij mes, ce. f.
La pesca sanguigna o di sиgo rosso in soltó Erra í. q. G.
dial, milan, si chiama Persegh biedrdv. Pess del diavol. Lo stesso cite Scàr-
In Briauza pero questa pesca è delta dola. V. il Гос.
Caiôlola, giacchè quivi Carôtola si dice Pessée (in) agg. Il Prsciajiiolo ambulante
la Barbabietola rossa, e Gniff la Ca che vende pesce fresco da noi è dello
rdia gialla (daucus carola). — V. Quell del pess ¡ ese ha bolega a vento
In A Tamis pe'legh el ligh, ce. Credo in pesebería dicesi pure cosi, ed an
esprima una massima machia vcllica, che Pessée, come dicesi la Banca del
cioè di far più garbi al nemico (che pess la sua botega posticcia. — Pessée
non puoi opprimere) che non aU'aini- o Salumiér in vece nomiuiamo posili-
со: in fallí с naturale pelare il Pico; vam. il Bolcgajo che vende pesci in
PET (i 43 ) VEZ
Sabmoja ed ogui specie <l¡ salumi qua- A La ca di pin, ее, agg. Il Porta (nel
dragesimali , come acciuglie, caviale , Fraa Conduit) la cbiama el magazzin
■npsciame , tonno soll' olio, olive sol- di saresilt. — V.
l'olio, limoni, rápperi, ее. Peltarùtt (in) agg. Pelón cbiamano ¡ con-
Pessilt (in) agg. Fa-fceura i so qualler lad, brianz. quelle fatto di scorza di
pessitt (Maggi). Snocciolare i suoi Quat castagno o di gelso, quando sono in
tro bezzi. — V. succhio. — V.
Fa sbignà feeura i pessilt a vuii. Pettcàvra (in) agg. Li Aretini lo dicono
Far isborsnre, Far snocciolare, Far Mal del forcone, e i Medici con nomi
sgatligliare allrui i sonajoli. — V. dotlriiiali Spina bifida e Idrorachia.
Pessonéra (in) agg. Pesciajuola (*losc. Peltegàscia (in). Vuolsi osservare che il
Carena, Pronlu. p. 354)- — VAnima о Muratori cita un passo degli Statuti di
íiavicella (Id. ivi) ne forma Г interno. Alodena, dove certa lana, inferiore a
Peslón. Stanlujo nelle iroinbe. Ha ¡a sua quel la di pécore e d'agnelli, ¿ detla
braga de peston con nos. lana de petegaliis : Nullus ... audeal im-
Pelàcca (in), sig. a Islrument de pe- miscere aliquod pilum de hove, vel da
lacca agg. Istrumcnlo da penna (Speron capra , vel de asina , vel de hirco, de
Speroni, Cura /am.). — V. caprelo, vel de cane, vel lanam de pe
Pelase (in) agg. Per Patlume, Pacciame, tegaliis , cum lana de pécora vel de
Capecchiaccio. Parlandosi di cánapa, il agnel!¡no, ele. (Dissert. Anlieh. Hal., II,
Tallara bolognese lo chiama Patuccio: 43o). - V.
р. е., Quest ann el cánev el m'è andaa Petuflàss-sù. Baltersi.
lull in petase, n' ho cavaa nient. — V. Petulànzu (in) agg. L'invidà l'è creanza,
Pelascioeù (in), j.° sig., agg. Abomaso. e el taccà o el zetlà l'è petulanza ...
Quarto stoinaco degli annual! rumi- Proverbio de' contadini brianz. со '1
tiauti. quale, chiamati da vol a parte delta
Pelasciœù per Panisciceù. V. i. <]. G. vostra merenda, o cena, о simili, vi
Petèll, v. br. , lo slesso che Petin. Mi ringraziano schermeudosi d'accetlare.
dan, Spizzicuccio, Spizzico. — V. Le fanciulle poi traggono talora il del»
Cagà a pelrj. Cacare a spizzichi, tato a tradire il secreto del cuore с
Scacazzare, Mandar fuora Ii escrementi obedire a un tempo al pudore ; e in
in più tratli e iu più luoghi e a poco allora il Taccà sta seinpre in iuogo del
per voila. — V. Zetlà.
Petigrl (in) osscr\>a. II vari (vajo) è, an- Péver (in) agg. Pever in mezza granna ...
clie secondo il Vocabf, la pancia dello È ¡I pepe acciaccato si, ma in franlumi
slesso anímale, di cui ¡I petigrl è il più grossi che non sia queWo roll о in
dosso. Nella Crónica piacenlina cilata tocch. Si pone Ira Ii involli de'panni
dal Verri, a proposito dclle nozze del lani, come quello in granna negl* in
figlio di Federico Barbarossa con Co- volli délie pellicce, per guarentirli dalle
stanza di Sicilia, leggesi: Grixiorum et tanne.
variorum , etc. ( Sloria di Milano , I , Peveràscia (in) agg. Il Soderini (Degli
a56 ). — S. Orti , p. 106, ediz. Silv.) la cbiama
II greco Phaios corrisponde a color Centone, Alsinia e Orecchia di topo.
bianco misto di пего. II Muratori nella — V.
Dissert. XXXiri su le Anlichilà italia- Peverascina ... Specie di peveràscia cbe
ne (vol. III, р. З95 ) adduce un verso infesta i lerreni semiuati a grano; ha
del Nazianzeno cbe in latino suona : fiore minuto e sla bassa terra terra.
— V.
Ex albo nigroque mixta natura colorent Peverascidn ... Altra peveràscia che pur
Phajum (cioè Fosco) parit. infesta i graui, ma s'alza più dell'allra,
Pelonée, v. br. Coreggiero, Scoreggiatore. ha foglie più larghc с pelóse, e iiori
— V.
Pèlt e Pitt (in) agg. Savè tutt i pelt, о più visibili. — V.
vtrOj ogni minem pett cbe se fa in Peverdn de Spagna per Marènna de Spa-
paes. Saper lutte le pisciaje del paese. g na. V. i. 7. G.
Pézz (in), agg. N0 gh'c più peu de met
— Y.
PIA ( i\ í ) PIA
lígli dice il Bilanz ; per E' non c'è r¡- Piauélla (¡n), i." sig., agg. Pianella per
l>oro, Elt'è spacciata. Actum est.— V. Alallou solide, ce é pur voce loscana.
Peziigà (m), i.° sig. , agg. e Pizzigà. Oa/i — V.
altrui un pizzico, un pizzicotto j cioè, Piangin, aggell. di Sáres. V. Sáres i. q. G.
Stringergli foi le cou due dila la carne, Piano (in), sust. in., agg. Piano, parlando
si che ne seota dolore. È più. di molto di piani di guerra o di altre operazioui.
clie Palpeggià. — V. Piánta (in) agg. Brasciáda, o Pianta de
Pezzigà (iff), sig., agg. Pigliarsi di che hrnsciada.T. d'Ingegn. ... Piauta di tan
che sia un pizzico, una duse modérala, ta grossezza qnauta cape uelle bracciu.
ее: p. е., Pezzigà on soguelt , on'o- — V.
relta de sogn, ec. Prendersi, Torsi un Piauta d' asta ... Diccsi communuiu.
sonncrello, un'oretta di sonno, ec. de' gelsi (moron), e sonó quelli и'
Sc in di ceucc senti i lorniiflh, ' quali si dà un tronco di tre brarcia
On sognin nol me despiâs , 0 Ii intorno. Sono il contrario detie
Piunli A ronch e men neuigh piaule папе e dei Moron de seeppadn,
Uurorclla in santa pâ*. 1 quali si Ironcano presso Ierra. — V.
Alaggi, Tt-alenim. in villir, A Pianta dolza cd a Légn dolz agg.
si. ïO. — V. Pianta bianca, biancuccia (Laslri e I\ic-
Pià (Ht), sig. !.°, a Pia, para, vollia e ti, Agricull.). — V.
inesseda agg. Fare un táppete tappele. Planta moría i» pee. Morticina ?
«• Para, piccliia e martella »fSalviui).— Piaula seccalasi ualuralmeute su '1 ter
Il Brians, dice: Dai, zolla e marietta. reno , moría di morte naturale prima
Ii Caro nel V. de' Maltaccini usa A~~- di allerrarla. — V.
zollare, altivo, per Bussare, Picchiare Pianta (//<), sig. 3.°, agg. la pianta sta
uno. — V. bil ... La femine ¿ incostant in plante
Pia (in), Ъ.° sig., agg. S'usa da' Bilanz, stabil disse bellamente il venustissimo
per Aver sapore acerbo, acido, agro, poeta (Vi ulano Zorutti nel suo Prono
Joríe, che pare iiiorda il palalo, hi lin stico pe 7
gua: p. е., On asee che pía coiné. Un Piauta, e piii communcm. Asta. Per Sla-
aceto potente, fortissimo. — V. Iura, Grandezza, Taglia, Taglio, Pre-
Piada. Bezzicala, Morsicata, Morso. —V. seiiza: р. е., Она bella pianta de don
Она piada de pan, e siin. ... (Juanlo na. Una bella taglia di donna; cioc,
se ne spicca in una volla со' denli j Donna rl¡ bella presenza e statura. —
Morso, Marsella : р. е., Tœu, ciappa; Omm d' ona pianta югшоа, d' она
Iceiiuu-via ona piada anca ti. — V. pianta granja. Uomo di mezza taglia,
Piadcsg, v. a., quasi dicasi Piateggio da di mezzana statura ,
Pialire, Pialeggiare (Contendere, Li Gigante non fu mai di magiar taglia;
tigare). Pialo, Litigio, Contesa, Taccolo cioè, di maggior statura. — V.
iCeva, El Remit e 4 Diavol). — V. Р'ЛЫааЧсоно varj Fornaciaj per Spiàrda.
Pïadltia. Bezzicatina. — V. V. nel Voc. e i. q. G.
Plaga lin) agg. Erba de piagh. V. Erba Piàrda. Hipa del fiume, Spiaggia, Spalla,
nel Voc. e i. q. G. ec. Voce usata cosí lungo il Po с I
Pian [Erpes dej. F. Èrpes i. q. G. Ticiiio, come lungo PAdda. — V.
Pianà [Erpes de]. V. Erpes i. q. G. Piatt (in) agg. Fann pien on pialt. Lo
Pianéll (a) nclle G. sostiluiscasi. Sust.m. stesso che Fann on bell piatt. V. il Vne.
T. dei Tessilori, commune a quasi O polla o lace no pö stà in del pialt,
tulla Lombard/a ... Quelle parte della prov. coutad. Non si pub avère la то-
téstala da cima d' un ruotolo di lela glie ebra e la botte piena.
clie i Tessilori sogliono rilenere per Piàlt de cardinal о de gardinal ... In
sé quasi loro provécelo ex jure. 1 più sensu di appauaggio о asseguamuntn,
temperati la sogliono limitare a circa vale Lauto, Splendide, Eccedente, co
un hraccio uoslrale. I Pianej sono a' me è lama che siano i pialti de' Prin-
Tessilori quello che Ii Scamón (V. net cipi delta Sania Chiesa.
Voc.) ai Sani, e nella scala delle nía- Vess bravo al piatt, o al tozz, o al
lizie arligiauc vaniio a una bandiera tavoliu ... Esser prude al itienar di
con essi. niascellc.
PIE (14:> ) PIN '
Pï-ivèsp, v. del В. Mil. Gruccione (S¡iv¡). s¡)orgere da un ramo d'albero, con iu
II Merops apiasler Liu. cima un bussolotto nel quai fermasi il
Piazza (in) agg. Melt in piazza vuii. Pu verge.llo, nelle cui lacche si ficcano i
blicare i fallí allrui. Far piazza de'Jatti paniuzzi ( baccheltine invischiale ). Li
mltruij Riempiere, о Far picne le piazze uccelli che passano, invilati dai rich ¡a -
d'uno; Metlerlo alia berlina. — V. mi nascosti per entro le frondi del-
Pirca. Picea... A sania Margarina s'lian de Talbero, vi calano, e, posalisi su i pa
vedé Ionian ona picea. V. Margarina niuzzi, vi restaño invischiali e presi. —
i. q. G. Coinuuque tu voglia falla qucsla spe
Picea [ Piccà-via ] (in) agg. Vale anche cie di uccellnre, ¡11 fondo cll'é sempre
Sgiaccà-via, in seuso di Gitlar via d'un un grosso palo con ¡11 cima un vergello
cofpo cke che sia, (laceándolo Bello da tullo irlo di paniuzzi, che tutl'iusieinc
ció a cui si trovi appiccalo. — V. »' assiinigtia molió ad un arboscello
Pie-caja. Molliludine di Picch , oioé di seccoe sl'rondalo, e perciô è dello Pien-
lá'igheri, di rozzi coutadini. I Pavesi ton da noi, e da' Toscani Palmone. — V.
dicono Piccaja quel cibo che i Mila- Pigarϝ ... Specie di rete con la quale si
nesi chiainaiio Punscetta q Panzclla. fa preda de' Plgh. V. nel Voc.
— V. Pignalta (in) agg. Dà-su la pignalta cont
Pircas*. Baílerti. el sciocch. Figuralam. Tirare a'suoi
Picch (hi), sig. 6.°, agg. V. Ass de picch colornbi, o Tirare i saisi alia sua со-
in Vípera i. q. G. lombaja. Farsi il male da sè:
Picchélt ... Cosí chiamano i conl. brianz. Su tlemm su la pigaalta conl el sciocch,
quel terreno rossiccio per ossido di Coss'uccorr Uecogni sc Ii va in locch ?
ferro che si trova qui e cola sollo lo Ma¡:¡;i, Cons. Meneçh. a. f,
si ritió cullivabile, che ha poca o oes- inlerm. i, p. — V.
smia coesione e tenacilà, che contiene Pignatlin (in) agg. Pignallin de tri tilt ...
pielra inorta (sass morí) ed ¿ slerilis- Pentolino di Ierra colla, a divers! usi,
siuio. — Y. che ha sollo, acció che slia sollevalo
Píccol, e al pl. Píccoi , v. br. Pietle di alquaulo, Ire peduccini molto simigliau-
scanno, di рапса, e simili. — Scagn de ¡i a Ire capézzoli. — V.
tri píccoi. Trepiede , Trípode. — V. Pignolélt, aggett. di'Formentdn. V.i.q. G.
Picrozzélt del coo ross. Ucccllo che è il Pigótla (in) agg. Giugà con la pigolta.
Picas minor Lin. Giocare a pupacci. и Per allro l' a-
Pitíga in signif. di Bosia (doppia). V.nel vrebbe voluta , che per giocare a pu
Гос. pacci con esso lei » ( Tassoai , Note
Píen [susl. m. fiipieiio] (in) agg. Pien de alie Rime del Petrarca, p. fói. Venezia.,
la lunna. Plenilunio. ■74'). - V.
Fa el pien I» huma. Fare o Estere Pila (in), sig. 2°, dopo Piatlo, agg. Ca-
plenilunio, Esserc luna piena. — V. pilello.
Pien [aggelt. Pieno] (in) agg. Pien come Pilallélla (in) agg. Talora significa peggio,
ou bisueu d'avi, Ir. cout. Pieno zeppo. cioè Sgiialdrinella sudiciotta. — S.
Picola (in), 3.° sig , a Pienta-li socch, ec, Pilo» de legua, v. br. ... Una piocola ca
muía = socch = /л=з soga; ed agg. V. tasta, d'ordiuario iu forma cúbica, che
Soga e Fusell» nel Voc. e i. q. G. — V. diremmo anche Medotta e Medott. — V.
l'ienlass (a) nelle G. agg. Pienlass coi Pin ... Verso il Comasco è nomc genérico
pee, o coi gamb per ari. Avanzare i che si da ai fanciulli.
pié fuor del lello ; Venire in basso sta Piucirceu (in) corr. II Raspollo dimenli-
te, Afetter meno di nulla in avanzo, A- çato dal vendemiatore uon è un sem-
vanzare dei debiti, ее. — V. plice deino d' uva, ma si bene un ra-
Piernón. Lo slesso che Cologuèll (de' ca- cimoletlo, un grappolinoj — e pero si
pauni cainperecci). V. i. q. G. omella da Quello lino a Raspollo. — V.
Pieiilon. Ritlo. Nelle bilance ferme su i Pi 11 цi &сс 11 ... Soprabito taglialo я sacco, túr
Iianchi délie boteghe è AReggibilaitcia. balo in vita e lungo ; ora fuori d'uso.
Pienlon (nelle G.) si corregga cosi: Per Piuzágola ... A Sómma dicono cosí ¡I 110-
alcuni Uccellalori è quel palo che si fu slro Birlo, E cónico, scanalato, cou
Vol. V. «9
PIT ( I {6 ) PIZ
punta di ferro al verlice, e si b ro duca dielro: р. е., Balista el g' ha a
teare cuu una coi'della che s' aggira dree ona pillada de bagaj. — V.
mile scanalalure. Pittùra (in) agg. Andà de pittura on ve-
Piœùcc, v. br. Il germe, il córenlo della slii. и Ti sigilla per l'appunto quel
castagua. Piólo, quando coiiiincia a vestito » (Tommas. Canti pop. loscani,
innovare , ad allungarsi spuntando ; р. rij).
d' onde il verbo ùnpiolire , parlando Pillùra [Céder de la]. V. Céder i. q. G.
tlclle castagne che cominciano a ger Più Si rifada l'articolo cosi. = Più di
minare (a germejà). — V. cono sempre i conladini brianzuoli per
Piœùv (in) agg. Doman Г lia de piœuv. il ciltadino Pu (V.). Noi diciamo En
Frai» cont. sinon, alla cittad. El vœur vuj pùj essi An vœnj più.
inori. V. Mori ncï Foc. Piùma («),3.° sig., agg. Non solo la messa
Se piœuv a S. Giovann, ее. V. Suce dcWannala negli alberi cedui, ma ezian-
ï. q. G. dio la rimessa della medica, del trifo-
Pioggéra. Fiiriàti? S'cioppà la pioggéra. glio e dell'altr'erbe dopo una segalura
Jmpidocchire, Venire ftiriaco. chiamano Piuma alcuni, allri Bavett (V.
Piola, Spiôla e Spiœùla (Hi due sillabc), i. q. G.), che è quel che i Toscaiii di-
V. br. Piaslrella, Lastrnccia. Sasso cono Guaime. — A proposito di quesla
pialto e Iraenle al circolare , di cui i piuma notisi che i Rotanici chiamano
ragazzi si servono per giocare in vece Piumelta о Piumiccinola quella parte
délie pallottole.Quindi Giugà ai spiœul. del seme che, germinando, si erge all'a-
— V. ria e diventa il fuslo della piaula cá
Piolín e Spiolin Piastrellina. Cosl chia- scenle. — V.
masi specialmcnle quello con cite gio- Piuinà, verb. n. Rimeltere a guaime (Da-
casi al giuoco del Mond. — V. vanzali, Culliv. tose). Ripullulare I'er-
Piombhna ... Nel conlado verso il Coma- ba ne'cainpi e ne' prati dopo la prima
sco danno queslo nome agli stillicidj segatura. — Talvolla si usa atlivatn. e
cbe sono lungo le pároli délie stalle e vale Far pullulate. — S. e V.
de' solterranei. Piumètla e Piumina ... Cosi chiamano i
Piôlta. Lo stesso che Scàrdola. V. il Voc. Brians, un musco giallolino с molle
Pipètta [Pari el Peder] ... Esser grao fu- che copre ¡I terreno ne' luoghi bassi
malore di tabacco. e umidi; il quale dicono essere indi-
P'ippa (in) agg. Ficeul d'ona pippa! Corpo zio di poca forza nella terra a dar fru
di bacco! mento. — V.
Picola. È quella spina, dirá cosí, del lo Piumista (in) agg. II Carena (Pronta, p. go)
slípile, che entra nel cavetlo della so- dice che in Toscana si chiaruA Pennajo
glia. Allri la dicono Peñera. V. i. q. G. e al fem. Pennaja, e che aolicam. di-
— V. cevasi anche Pennajuolo.
Piss. V. Pèss i. q. G. Piumilt ... Planta e Gore che è il Oian-
Pissacàn verso il Comasco, il Lodigiano thus plumarias Liu.
e il Novarese, dicono quella Rana che Pivèll (in) agg. La lingua italiana antica
noi chiamiamo Fráa, o Saltafràa, o ha Pivo per Bardassa. V. nel Voc.
И juna de praa. V. in Шиша nel Voc. Pivèlla (in) corr. — Citta — in =: Citta.
Fissón, aggell. Dicesi di ció di cui sia Dal lat. Paella. — S.
siuonlo il colore. — S. Pizdn \]>er Rrusàdu] (in) agg. Quella che
Pistagiià (in) agg. Dicesi piu /renuente noi chiamiamo Brusada, Pizon e Fa-
mente Impistagnà. — S. gascinna è della Pizza dai Romani,
Pill (in) , sig. a.", avverti. Non si puó Schiacciala dai Toscani^ Crescents dai
ammeilere che valga per Piedi. II primo Bolognesi, Placenta dai Lalini, con mí-
eseinpio citato nel Vocab. non è esalto: slovi per lo più qualche frutto onde
dicianio Fa el diavol coi pee de dree. variante il gusto, e talvolta condita cou
— Nel secondo pitt val pur sempre alquaulo di burro, ее. — V.
petit e qui, per sineddoche, culo. — S. Pizz o copp (a) nelle G. agg. Giugà a
Pillada (in) agg. Per simililudiue, dicesi pizz o copp, giuoco br. ... Avvertasi
di una numerosa ügliiiolauza, o di una ionanzi tralla che il pizz è la punta
brigalella di ragazzi che uuo si cuu- del uocciolo, e il copp (torse dal franc.
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СОирв) è la parte oppofta, la quale è di buona voglia. ; — V.
ol lusa e come mozza. Il giuoco poi si Pocclcch ... Diciamo a chi mangin poco
fa in due, dc'quali l'uuo, cb ¡uso un e a siento, che va intignemio cosí da
nocciolo nel pugno, diiuanda all'allro: svogliaticcio qualciie morsello di pane
Pizz о copp? ; cioè, Indovina se il uoe- nella parte tímida del piatto (póccia).
ciólo clie ho slrcllo in pugno с volto Onde il verbo
con la punía imù, о non è. — Se il Pocciccà, dimin. di Pocciá. Mangiucchia-
compagno indovina, vince il nocciolo; re. Mangiar poco e senza appelito, con
se non, ne dà uno de'suoi ail' altro. nausea del cibo; che si polrebbe Ira-
— V. dura: in Pocciccliiare, dimin. di Poc-
Pizza (in) agg. v. br., per Dezzicare, Рип- ciare, ove si dallasse solo di bever a
zeechiare, Punzellare. — V. zinzini con un fare fastidioso e d'inap-
Figuratam.,/w Melt-sù (Aizzare) di- pétente. — V.
cono varj del contado. V. in Moll nel Pocciyh e Poccigà son meglio delti che
Voc. Pocclcch e Pocciccà. — S.
Pizzàa ...Punzicchiato, Piccliiellato di pic- Podà (in) a Brovà agg. Bruscare, Dibru-
cole punture. — V. scarcj cioè, Togliere al Iralcio da la-
Pizzàa e Pizzàss. V. Oeùv i. q. G. sciare i brúscoli e friiscoli, che souo t
Pizzigàda, sust. fem. Bezzicala, Beccata, tralciuzzi laterali inulili , e i caprioli
Pizzicato j cioè Ferita fatla со '1 becco. o viticci. — V.
« E cosí rimase (la cornacchia) ignuda Nota che Magna non vale già Cimar
e vergognala; e in tal maniera (i pa- con l'unghia, ma si bene Levare con
vont) corressero la sua superbia, e con V unghia ¡aterí elcuni Indo novellini
molle pizzicato, ec. » (Vulg. ant. d'E- e le