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Certificazione energetica.

La trattazione della certificazione energetica sar preceduta dall'esposizione delle


principali definizioni di base, che sono rintracciabili in parte allarticolo 2 del Decreto
legislativo 311 del 2006 e in parte nellallegato A.

Definizioni
EDIFICIO
Si definisce come un sistema costituto dalle strutture esterne che circoscrivono un
volume ripartito dalle strutture interne e dagli impianti e dai dispositivi tecnologici di
cui stabilmente dotato. In particolare occorre esaminare i luoghi di confine delle
superficie esterne delledificio che possono essere :

lambiente esterno;
il terreno;
altri edifici

Con il termine edificio possibile indicare un intero edificio o soltanto una parte di esso che sia
stato progettato o ristrutturato come una unit immobiliare a se stante.
Quindi nellesaminare un edificio, i dati che saranno ricercati saranno quelli relativi alle parti
esterne, ossia quelle che racchiudono uno spazio interno, al suddetto spazio e a tutti gli impianti che
si trovano al suo interno.
Quindi ledificio dovr essere considerato come un sistema complesso, che funzioni per mezzo
dello scambio di energia termica tra una sorgente, rappresentata dallimpianto e dalle strutture di
propagazione del calore costituite dagli elementi edilizi nel loro insieme.
Edificio di nuova costruzione
Con tale locuzione, in relazione alla certificazione energetica, si definisce un fabbricato per il quale
sia stata presentata una domanda di permesso di costruire o una denunzia di inizio attivit
successivamente alla entrata in vigore del decreto 322/2006 e precisamente il 2 febbraio 2007.
Prestazione energetica, efficienza energetica o anche semplicemente rendimento di un edificio
Con tale locuzione si indica la quantit di energia effettivamente consumata a posteriori o che si
presume che si debba consumare a priori, per far fronte ai bisogni energetici, ipotizzando un utilizzo
standard, delledificio, quindi quelli necessari per la climatizzazione in inverno e in estate, per
lacqua calda richiesta dagli usi igienico-sanitari, per la ventilazione e l'illuminazione. Tale quantit
viene espressa da uno o pi indici a cui si perviene tenendo presenti i dati relativi alla
coibentazione, alle caratteristiche tecniche e di installazione, alla progettazione, alla posizione, al
clima, allesposizione al sole, allinfluenza delle strutture adiacenti delledificio in esame, nonch
alleventuale presenza di sistemi di trasformazione di energia e ad altri fattori quali il clima degli
ambienti interni che in qualche misura influiscono sul fabbisogno energetico.

Quindi possiamo dire che la definizione data della prestazione energetica comprende anche
quello di funzionamento energetico di un edificio.
Esaminando attentamente le definizioni di prestazione, efficienza e rendiento energetico di un
edificio possiamo capire che ledificio deve essere considerato come un sistema in continua attivit
caratterizzato da continui scambi di energia tra ambiente esterno ed eventuali ambienti interni
ciascuno di essi a diversa temperatura.
Attestato di qualificazione energetica o di rendimento energetico di un edificio
che redatto secondo le norme del decreto 311/2006 attesta la prestazione energetica delledificio
ed eventualmente anche alcuni parametri caratteristici delledificio. Con tale documento possiamo
constatare il livello di qualit energetico di un edificio e quindi decidere se necessario di realizzare
quei interventi per aumentarne lefficienza energetica, scegliendoli tra tipologie riportate
nellattestato.
Diagnosi energetica
Con tale locuzione si indica una procedura con la quale acquisire un profilo dei consumi energetici
di un determinato edificio o gruppo di edifici, di una attivit e/o impianto industriale, di servizi
pubblici o privati in base al quale individuare e quantificare il pi opportuno sistema di risparmio
energetico dal punto di vista costi benefici per riferirne alla fine i risultati raggiungibili.
Quindi la diagnosi energetica di un edificio una attivit complessa che deve essere svolta in situ
su edifici esistenti, oppure nel corso della progettazione di nuove costruzioni. Allo scopo
vengono condotte delle campagne con le quali acquisire delle profonde conoscenze delle
caratteristiche costruttive delledificio, delle modalit del suo utilizzo da parte dei proprietari che
lo abitano oltre ai dati relativi alla zona climatico dove questo ubicato.
Gradi giorno di una localit
un parametro convenzionale che il quale sono rappresentate le condizioni climatiche locali ed
utilizzato per una stima pi precisa del fabbisogno energetico necessario per il mantenimento di
una prefissata temperatura dellambiente interno delledificio. La sua unit di misura il grado giorno (GG).
Il continuo scambio termico tra un edificio e lambiente esterno condizionato in via primaria
dalle variazioni di temperatura delle caratteristiche condizioni climatiche della zona a tal punto
dal verificarsi il caso limite di un edificio passivo cio di una abitazione che sia in grado
soddisfare i priori bisogni energetici con i soli apporti esterni ( energia solare).
Indice di prestazione energetica EP
Con tale espressione si indica il consumo di energia primaria totale per unit di superficie utile o
di volume lordo espresso con kWh/m2 anno o con kWh/m3 anno.
La grandezza Ep paragonabile al consumo di carburante di una autovettura, per
cui valori bassi di EP corrispondono a alte prestazione energetiche delledificio.

Ponte termico
Con tale espressione si indica la discontinuit dellisolamento termico ricontrabile ad esempio
sugli innesti degli elementi strutturali dellabitazione.

Definizione del concetto di trasmittanza


La maggiore o minore attitudine di una materiale a permettere lo scambio di calore, ossia la loro
prestazione termica viene rappresentata e stimata da una grandezza fisica, la conducibilit
termica espressa dalla con la lettera .
Quindi indicheremo come isolanti termicamente i materiali caratterizzati da bassi valori di
e che quindi ostacolano maggiormente rispetto ad altri materiali il passaggio del calore
attraverso di essi, chiameremo conduttori quelli con valori pi elevati di che
contrariamente ai primi favoriscono allinterno di essi il passaggio dellenergia termica.
I valori di per i diversi materiali sono determinati per mezzo di prove sperimentali su
campioni di dimensioni standard. Considerando una parete di materiale omogeneo, di spessore
s, con facce piane parallele di area pari a 1 mq avremo che il quantitativo di calore
scambiato fra le due facce nellunit di tempo sar direttamente proporzionale alla differenza di
temperatura delle due facce T, alla conducibilit termica e inversamentte proporzionale allo
spessore s della parete :
= T (/s)
Dalla relazione precedente, possiamo definire come il flusso di calore nellunit di tempo per
metro quadro, determinato dal verificarsi di una variazione di temperatura di 1 grado kelvin tra
le due facce di un materiale, di spessore convenzionale pari ad 1 metro.
Definizione della zona termica delledificio
Si prenda in esame una palazzina di tre piani con nove appartamenti, tre per ciascun piano. La
zona termica data per definizione dallarea avente medesima temperatura per cui dovremo
verificare quali porzioni delledificio abbiamo o meno la medesima temperatura. Sappiamo che la
temperatura di un locale risente di una serie di fattori quali la densit dellaria, i moti convettivi
secondo una legge di distribuzione complessa. Normalmente la temperatura pu variare da un
punto ad un altro di una stanza uniformemente riscaldata. Per i fini del calcolo che ci
proponiamo supponiamo che la temperatura sia costante allinterno dei locali muniti di impianto
di riscaldamento.
Classificazione degli edifici (DPR 412)
E.1 : EDIFICI ADIBITI A RESIDENZA E ASSIMILABILI ( abitazione adibite ad abitazione in
modo continuativo, quali abitazioni civili, conventi, case di pena e caserme. Abitazioni adibite a
3

residenza con occupazione saltuaria, quali case per vacanze, fine settimana e simili. Abitazioni
adibite ad albergo, pensione e attivit similari)

E.2 : EDIFICI ADIBITI AD UFFICIO E ASSIMILABILI ( eifici pubblici o privati, indipendenti


o contigui a costruzioni adibite ad attivit industriali o artigianali, purch siano da tali costruzioni
scorporabili agli effetti dellisolamento termico)
E.3 : EDIFICI ADIBITI AD OSPEDALI, CLINICHE O CASA DI CURA E ASSIMILABILI
( sono compresi quelli adibiti a ricovero o cura di minori o anziani nonch di strutture protette
per lassistenza ed il recupero dei tossicodipendenti ed altri soggetti affidati ai servizi sociali
pubblici)
E.4 : EDIFICI ADIBITI AD ATTIVITA RICREATIVE, ASSOCIATIVE O DI CULTO E
ASSIMILABILI ( Cinema, teatri, sale di riunione per congressi. Mostre, musei, biblioteche e
luoghi di culto. Bar, ristoranti, sle da ballo)
E.5 : EDIFICI ADIBITI AD ATTIVITA COMMERCIALI E ASSIMILABILI ( Negozi,
magazzini di vendita allingrosso o al minuto, supermercati, esposizioni)
E.6 : EDIFICI ADIBITI AD ATTIVITA SPORTIVE ( Piscine, saune e assimilabili. Palestre e
assimilabili. Servizi di supporto alle attivit sportive)
E.7 : EDIFICI ADIBITI AD ATTIVITA SCOLASTICHE A TUTTI I LIVELLI E
ASSIMILABILI
E.8 : EDIFICI ADIBITI AD ATTIVITA INDUSTRIALI E ASSIMILABILI
La zona termica pu essere considerata unica nel caso di un edificio le cui unit immobiliari siano
tutte a destinazione residenziale e servite da un unico impianto di riscaldamento. Ledificio va
invece suddivido in pi zone termiche se composto da unit immobiliari a diversa destinazione
duso ( ci potrebbero essere unit immobiliari adibite a residenza e altre a ufficio ) oppure nel
caso che la temperatura non si possa considerare costante per lintero anno come nel caso di
residenze per villeggiature abitate esclusivamente nel periodo estivo.
Individuata la zona termica da circoscrivere, si procede alla definizione dei suoi parametri, ossia
del suo volume V degli ambienti riscaldati e dalla somma delle superfici S che racchiudono tale
volume. Nel caso dellesempio delledificio composto da nove unit abitative, consideremo tre
volumi:
1. il volume riscaldato ( le nove uit abitative);
2. il volume non riscaldato del vano scala;
3. il volume non riscaldato del garage interrato.
La zona termica rappresentata dal volume lordo riscaldato circoscritto dalle superfici dellunit
immobiliare attraverso le quali si verifica la dispersione del calore. Per il computo di dette superfici
occorre considerare :

1. le superfici che sono a diretto contatto con lesterno ossia coperture e pareti verticali;
2. le superfici a contatto con il vano scala ( pareti verticali) e quelle a contatto con il garage
(primo solaio)
I risultati di tale computo vanno ordinati secondo lorientamento delledificio per cui avremo :
Slorda Nord;
Slorda Sud;
Slorda Est;
Slorda Ovest;
Slorda Vano scala;
Slorda Copertura;
Slorda Solaio controterra
Fatte i dovuti calcoli si perviene alla misurazione della superficie lorda disperdente e a quello del
volume riscaldato :Slorda disperdente totale;V lordo riscaldato;
Calcolo del fattore di forma S/V
Il fattore di forma serve per stimare il grado di compattezza di un edificio dato dal rapporto della
superficie totale disperdente e dal volume riscaldato da questa racchiuso. Indicheremo con S la
superficie espressa in metri quadrati quella che delimita con lambiente esterno o un ambiente non
riscaldato il volume riscaldato; con V, espresso in metri cubi il volume lordo delle parti
delledificio riscaldate circoscritto dalle superfici rappresentate dagli elementi verticali ed
orizzontali delledificio.
Le caratteristiche geometriche di un edificio poco compatto come ad esempio una villetta
unifamiliare determinano un rapporto S/V fra volume riscaldato e superfici disperdenti, alto, in
quanto presenta molta superficie disperdente rispetto al volume da essa delimitato contrariamente d
un edificio molto compatto come ad esempio un edificio multipiano caratterizzato da poca
superficie disperdente rispetto al volume che circoscrive per cui il rapporto S/V basso.
Allallegato C del decreto 311/2006 nella sezione requisiti energetici degli edifici possibile
visionare due tabelle nelle quali in funzione del valore del rapporto di forma delledificio S/V e
delle condizione climatici della zona in cui ubicato ledificio sono riportati i corrispondenti livelli
massimi di indice di prestazione energetica EP (Eplimite) , ossia la massima quantit di energia di cui
necessita l immobile preso in esame.
I livelli di Eplimite divengono pi severi in relazione a fattori di forma S/V crescenti. Per chiarire
meglio il concetto nella tabella se in corrispondenza alla zona climatica A possiamo rilevare il
valore di 10 kwh/m2 per S/V = 0,2 , passiamo a 45 kwh/m2 per S/V = 0,9 risultato raggiungibile con
adeguati interventi di riqualificazione energetica sullinvolucro delledificio pi invasivi rispetto a
quelli richiesti in un edificio con valori di S/V pi bassi e con minori dispersioni.
Per il corretto calcolo del rapporto S/V bisogna individuare quali ambienti siano riscaldati e quali
siano le loro superfici disperdenti.
Ad esempio nel caso di un edificio residenziale su due piani fuori terra , con oiano cantina,
sottotetto non abitabile e vano scala non riscaldato la superficie S disperdente individuata in
quella che separa gli ambienti dagli ambienti esterni, per cui nel computo del volume escluderemo il
vano scala, il piano cantina e il sottotetto.

I gradi giorno e linfluenza delle condizioni climatiche locali


Le condizioni climatiche locali sono espresse da un parametro convenzionale i gradi-giorno. Esso
utilizzato per effettuare la stima del fabbisogno energetico necessario al mantenimento della
temperatura prefissata nellambiente. I gradi giorno si determinano con la somma delle differenze
delle temperature dellambiente interno e di quella media esterna giornaliera rilevate per tutto il
periodo di riscaldamento. Per esigenze di uniformit si proceduto alla suddivisione il territorio
nazionale in sei zone climatiche contraddistinte da precise fasce di valori di grado giorno.
Avremo quindi le zone A,B,C,D,E, i cui comuni presentano le seguenti fasce climatiche:
Per i comuni della zona A gradi giorno da 0 fino a 600; per quelli della zona B gradi giorno da 600
fino a 900; per quelli della zona C da 900 fino 1400; per quelli della zona D da 1400 a 2100; per
quelli della zona E da 2100 a 3000; per quelli della zona E oltre 3000.
Determinazione dellindica di prestazione energetica limite Eplim.
Le grandezze Eplim sono predeterminate e consultabili direttamente dallallegato C della norma. I
valori di Eplim sono determinate in rapporto al rapporto fi forma S/V e alla fascia climatica. Per i
valori che non sono presenti in tabella sovviene la norma precisando che per i valori di S/V
intermedi allintervallo 0,2 e 0,9 e per quelli dei gradi giorno (GG) compresi nei limiti delle zone
climatiche si procede per interpolazione lineare.
Linterpolazione lineare un metodo matematico che consiste nel determinare il valore
corrispondente al caso in esame per mezzo di un iano sulla cui ascissa sono riportati i gradi giorno
(GG) e sullordinata i valori degli Eplim. I valori della tabella circoscrivono il campo entro il quale
passano le linee dei valori intermedi compresi fra il limite superiore S/V =0,9 e inferiore S/V =0,2 ).
Esempio pratico
Si prenda ad esempio una palazzina di quattro unit abitative di cui due dislocate al piano terra a
contatto con il terreno e le altre due al primo piano. Ai due piani si accede per mezzo di due vani
scala non riscaldati inferiore e superiore; questultimo da accesso al primo piano. Nel calcolo delle
superfici disperdenti oltre le superfici che delimitano con lesterno saranno considerate quelle
interne che circoscrivono i due atrii condominiali.
Procediamo con ordine, partendo dal calcolo della superficie disperdente del prospetto Nord e
ordinatamente proseguiamo con i prospetti Sud, Ovest ed Est delle pareti verticali. Infine
calcoliamo le superfici di copertura degli ambienti riscaldati posti al primo piano e quelli a contatto
con il terreno a piano terra. Le superfici a falda non devono essere calcolate in quanto delimitano
una zona non riscaldata posta fra esse e la copertura degli appartamenti posti a primo piano.
Il secondo passaggio il calcolo del volume riscaldato che nel caso in esame si ottieme facendo la
sommatoria dei volumi dei ogni singolo appartamento a cominciare a quelli posti al pino terra di
forma rettangolare.
Noti le superfici disperdenti e i volumi totali delle unit abitative di cui si compone ledificio,
possiamo calcolare il rapporto di forma dato dal rapporto superfici disperdenti con i volumi
riscaldati S/V.
6

Determinazione di Eplim.
Per determinare il valore di Eplim che sar poi confrontato con quello determinato successivamente
si ricorre al grafico dei valori di Eplim. Per valori di EPlim relativi a S/V intermedi fra 0.9 e 0,2
occorre procedere ad una interpolazione lineare. Sul grafico sono riportate in forma di rettangolo e
trapezio le varie zone climatiche dalla A alla F . In corrispondenza dei valori delle ascisse che
rappresentano i GG avremo i valori delle ordinate che rappresentano Eplim. Per calcolare il valore di
Eplim corrispondenti a valori S/V intermedi fra 0,9 e 0,2 occorrer innanzitutto individuare larea
della zona climatica in cui ubicato limmobile oggetto di valutazione energetica e leggere le
coordinate degli spigoli di detta area che indicheremo con a,b,c,d. Note tali coordinate per
interpolazione lineare dovremo calcolare le ordinate dei punti intermedi e,f comprese tra le rette AB
BD che delimitano la zona C, corrispondenti alle ascisse dei GG della zona dove ubicato
limmobile di nostro interesse.
Per comodit di calcolo rappresenteremo con delle lettere il metodo della interpolazione:

con A e C ascisse e B e D ordinate

Della relazione di cui sopra x assegnata dai GG resta da calcolare la y corrispondente della retta ef
dove individuare il valore di Eplim , X1, Y1, X2, Y2 sono noti.
A = x X1 = x 900
B= y Y1 = y 15
C= X2 X1 = 1400 900
D = Y2 Y1 = 25 - 15
Sostituendo avremo lordinata di e compresa fra a e b :

Sostituendo avremo lordinata di f compresa fra c e d :


A = x X1 = x 900
B= y Y1 = y 60
C= X2 X1 = 1400 900
D = Y2 Y1 = 80 60

Sostituendo nelle relazioni che forniscono le ordinate dei punti e,f il valore dei gradi giorno noti ad
esempio GG= 1264 otteniamo calcoliamo il valore delle ordinate suddette.
Il calcolo di EP lim si ottiene facendo la media rapportata al valore del rapporto di forma trovato
per ledificio da valutare S/V = 0,799

da cui

Eseguiti i calcoli otteniamo EP limite = 52,550


Il calcolo di EP di progetto
La normativa di riferimento per il calcolo della prestazione energetica EP la norma UNI EN 13970
che prevede una procedura basata sul bilancio energetico ossia sulla differenza dei flussi di energia
che ledificio riceve e quelli che disperde.
Il calcolo di EP consider ale seguenti dispersioni :

dellinvolucro edilizio;
della ventilazione;
dellenergia persa dallimpianto, durante le varie fasi del suo funzionamento ( regolazione,
emissione e distribuzione ed emissione del calore);
degli apporti di energia primaria immessa nella centrale termica attraverso vettori energetici;
degli apporti gratuiti solari ed interni.

In sintesi EP dato dal rapporto tra il fabbisogno di energia primaria Q e la superficie utile
delledificio Sutile :

I valori di Q si compongono in :
fabbisogno energetico di energia primaria : Q = Qc + Qe ( fab. combustione + fab. elettrico)
con :

nelle quali :

(fab. en, di produzione)


Qbr, Qpo, sen ( incognite da calcolare)

(fab.energetico reale)
Qh, Qpo, po,c,tu,e ( incognite da calcolare)
Quanto descritto, rappresenta il diagramma di calcolo per la determinazione di EP di progetto.
Il fabbisogno energetico dellinvolucro edilizio
Il fabbisogno energetico dellinvolucro edilizio si indica con il simbolo QH . Esso pari alla
differenza fra dispersioni e apporti di calore dellimmobile (tenendo presente la zona termica dove
esso ubicato) che dia come risultato il livello di temperatura interna degli ambienti prevista da
progetto. Avremo :
QH = ( QL) - [ U . (QG) ]
Con QH fabbisogno energetico dellinvolucro; con QL lenergia totale dispersa; con QG lenergia
dovuta agli apporti gratuiti; con U il fattore di utilizzazione degli apporti gratuiti.

Energia dispersa totale


QL= QT + Qv
con QT energia dispersa per trasmissione; QV energia dispersa per ventilazione
Energia dovuta ad apporti gratuiti
QG = QI + QSI
con QI lenergia dovuta dagli apporti interni ; QST lenergia dovuta agli apporti solari
Successivamente esporremmo come si calcolano QT , Qv , QI ,QSI e U
Calcolo degli apporti gratuiti interni
La grandezza QI serve per definire la quantit di calore presente all0interno dello spazio
climatizzato che proviene da sorgenti interne diverse da quelle del sistema di riscaldamento quali ad
esempio :

apporti dovuti al metabolismo degli occupanti presenti nellambiente;


apporti dovuti alla produzione di calore da parte di apparecchiature elettriche e da quelli di
illuminazione ;
apporti netti provenienti dal sistema di distribuzione e scarico dellacqua.

Analiticamente la grandezza QI si scrive :


QI = [ ih + ( 1 b ) iu] t = t t
indicando con Qt gli apporti di calore interni , con ih la potenza media degli apporti interni degli
spazi riscaldati; iu potenza media degli apporti negli spazi non riscaldati;t potenza media degli
apporti interni; b fattore di riduzione degli apporti solari negli spazi non riscaldati ( questultimi
apporti subiscono una riduzione calcolata con il fattore di riduzione contenuto nella EN ISO 13789
e infine sommati agli apporti solari degli spazi riscaldati).
Per QI esistono valori di riferimento nelle raccomandazione CTI ( vedi tabella seguente) ; un valore
consigliato per il, calcolo degli apporti interni di 5 W/m2 di area di pavimento di spazio riscaldato,

Tipologie di utenza

Apporti globali

Appartamenti di superficie lorda in pianta S fino a 200 m2 6,25 0,02 S [W/m2]


Appartamenti di superficie lorda in pianta S > 200 m2

450 [W]

Edifici per uffici

6 [W/m2]

Attivit commerciali

8 [W/m2]

10

Si procede al calcolo delle superfici totali degli ambienti riscaldati che coincidono in genere con la
sommatoria delle superfici degli appartamenti delledificio.
Stotale = S1 + S2 + S3 + Sn-1 + Sn
Per il calcolo degli apporti interni di un singolo appartamento avremo la cui superficie S non sia
superiore a 200 m2 :
Ai = [ 6,25 - ( 0,02 x S)] = n [ W/m2]
Per determinare lapporto globale interno di energia si dovr tenere conto del perido di occupazione
dellambiente esprimendo il tempo t in secondi, consideriamo a tal fine i giorni di un mese ad
esempio 31, il numero delle ore in cui si compone il giorno 24 , il numero di minuti in cui si
compone una ora , 60 minuti, il numero dei secondo di cui si compone un minuto, 60 avremo:
t = 31 x 24 x 60 x 60 = 2.678.400 [ s ]
Si ipotizza che limmobile sia adibito ad abitazione e quindi abitato per una intera giornata di 24 ore
e occupato per lintero anno. Lammontare degli apporti gratuiti interni per il mese di gennaio,
ipotizzando una superficie dellimmobile di 80 m2 a piano terra e Ai = 4,65 sar pari a :
Qi = Stotale x Ai x t = 80 x 4,65 x 2.678.400 = 996 [ MJ ]
Calcolo degli apporti gratuiti solari QSI
La relazione che definisce lenergia prodotta dagli apporti solari sulle superfici trasparenti la
seguente :
QSI = [ IS AS ( FS FC FF ) g ]
dove la sommatoria si intende estesa a tutti i serramenti secondo la loro esposizione e si indica con
QSI lenergia dovuta agli apporti solari sulle superfici trasparenti; IS lenergia totale della radiazione
solare globale su una superficie unitaria riferita al serramento preso in riferimento al periodo in cui
si procede al suo calcolo espresso in MJ/m2; AS area lorda ( telaio + vetro ) del serramento
considerato espresso in m2 ; FS coefficiente di correzione a causa dellombreggiatura; FC coefficiente
di correzione dovuto ai tendaggi ; FF coefficiente di riduzione dovuto al telaio ottenuto con il
rapporto fra area trasparente e area totale dellunit vetrata; g fattore solare effettivo del vetro pari a
0,9; g fattore solare perpendicolare del vetro ( fornito dai produttori del serramento).
Il coefficiente di correzione FS, dovuto allombreggiatura si calcola per mezzo di tre fattori di
correzione ; il primo quando si in presenza di ostruzioni esterne ; gli altri due quando le ostruzioni
sono di tipo verticale ( palazzi, alberi,ecc,) oppure orizzontali ( tende, balconi, ecc,)
FS = Fh + Fo + Ff

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con Fh fattore di ombreggiatura parzale dovuto ad ostruzioni esterne ; Fo fattore di ombreggiatura


parziale dovuti ad aggetti orizzontali; Ff fattore di ombreggiatura parziale dovuto ad aggetti
verticali.
Il risultato dellombreggiatura causata da ostruzione esterne ( quali ad esempio il terreno, gli alberi
e altri edifici) varia secondo laltezza allorizzonte, alla latitudine , allesposizione, al clima locale e
al periodo di riscaldamento. I valori da prendere in considerazione per i tre parametri sono rilevanili
dalla tabella dellappendice H della norma UNI EN ISO 13790.
I fattori di riduzione dovuti allombreggiatura sono indicati in tabella suddivisi per esposizione delle
finestre e per tre latitudini in riferimento a climi medi tipi e per il periodo di riscaldamento da
ottobre ad aprile. Per le altre latitudini ed esposizioni si pu ricorrere ad una interpolazione .
laltezza sullorizzonte un angolo medio osservabile dalla facciata considerata
Se ledificio presenta balconi occorrer considerare lombreggiatura da ostruzione orizzontale, se
poi sono presenti anche spallette di finitura quella da ostruzione verticale,
noti i dati relativi agli infissi analizziamo il caso di due identiche strutture poste a una distanza di 31
metri luna dallaltra e la cui altezz fuori terra sia pari a 9 metri. Con la trigonometria ricaviamo un
angolo di 16 allorizzonte.
Consideriamo la latitudine della zona ad esempio supponiamo che sia 42 2 21 84 N utilizzeremo
i valori relatici alla latitudine di 45 con la parete esposta a SUD.
Per quanto riguarda langolo sullorizzontale necessario interpolare tra i valori 0,8 relativo a 10 e
0,9 relativo a 20 , ne consegue il valore 0,86.
Fattore di ombreggiatura parziale Fh
A. oriz.

45 N latitudine

55 N latitudine

65 N latitudine

E/O

E/O

E/O

1,00

1,00

1,00

1,00

1,00

1,00

1,00

1,00

1,00

10

0.97

0,95

1,00

0,94

0,92

0,99

0,86

0,89

0,97

20

0,85

0,82

0.98

0,68

0,75

0,95

0,58

0,68

0,93

30

0,62

0,70

0,94

0,49

0,62

0,92

0,41

0,54

0,89

40

0,46

0,61

0,90

0,40

0,56

0,89

0,29

0,49

0,85

Per la determinazione degli apporti solari attraverso le superfici trasparenti (infissi) necessario
conoscere lorientamento della palazzina in esame.
Calcolo della radiazione solare
Per effettuare una stima dell'energia derivante dagli apporti gratuiti solari occorre prima fare una
stima del valore del parametro dellirradianza solare caratteristico della zona in cui l'edificio si
trova. Grazie alla climatologia, che studia i macroclimi e i microclimi possibile determinare le
caratteristiche climatiche della zona e stimare i valori di radiazione solare.

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Il territorio italiano dal punta di visto climatico stato suddiviso in zone climatiche . Per
determinare il valore dellirradianza relativa a una determinata zona climatica possibile utilizzare
il sito dellENEA che ha istituito latlante italiano della radiazione solare. Il calcolo eseguito in
modo automatico inserendo in input i dati relativi al posizionamento geografico della localit, ossia
latitudine e longitudine.
Si ottiene una tabella con i dati relativi allirradianza solare suddivisi per mese dellanno( da
gennaio a dicembre), esposizione della superficie vetrata ( sud, S/O, S/E, Est/Ovest; N/O, N/E,
Nord) valori dellirradiaza diretta e diffusa.
Noti i dati di detta tabella si procede al calcolo degli apporti gratuiti solari con la relazione :
QSI = [ IS AS ( FS FC FF ) g ]
Non si terranno conto degli effetti prodotti dalla presenza di tendaggi e allombreggiatura ponendo
quindi FC ed FS ugualia 1 e saranno considerati un simgolo infisso con esposizione a Nord con
tipologia a 1 anta e a 2 ante.
I risultati sono riepilogati nel seguente foglio di calcolo :
NORD
1 ANTA

2 ANTE

A* F

I*(A*F)*G

A*F

I*(A*F)*G

gennaio

2,1

0,793

0,75

1,249

1,19

1,87

febbraio

2,9

0,793

0,75

1,725

1,19

2,59

marzo

0,793

0,75

2,379

1,19

3,57

aprile

5,7

0,793

0,75

3,39

1,19

5,09

maggio

8,3

0,793

0,75

4,936

1,19

7,41

giugno

10

0,793

0,75

5,948

1,19

8,98

luglio

9,6

0,793

0,75

5,71

1,19

8,57

agosto

6,7

0,793

0,75

3,985

1,19

5,98

settembre

4,4

0,793

0,75

2,617

1,19

3,93

ottobre

3,3

0,793

0,75

1,963

1,19

2,95

novembre

2,3

0,793

0,75

1,368

1,19

2,05

dicembre

1,8

0,793

0,75

1,071

1,19

1,61

TOTALE

36,339

54,53

Per determinare lapporto solare degli infissi orientati a nord baster moltiplicare i risultati totali
relativi agli infissi a 1 anta e a due ante per il numero degli infissi presenti sul lato delledificio
esposto a nord.

13

TIPOLOGIA

I*(A*F)*G

N. INFISSI

TOTALE

1 anta

36,339

109,017

2 ante

54,53

218,124
327,141

Per determinare lapporto solare totale la procedura prima vista si deve ripetere per gli infissi di tutti
i restanti orientamenti delledificio (sud, est ) e alla fine di proceder alla somma complessiva degli
apporti gratuiti solari.
Nord

327,14

Sud

699,34

Est

624,90

Ovest

624,90

Totale

2.276,28 MJ

Calcolo dellenergia necessaria per la produzione di acqua calda


La produzione dellacqua calda una componente del fabbisogno energetico che deve essere
stimata e computata allo scopo di progettare il dimensionamento della caldaia. Per stimare lenergia
richiesta per lacqua calda sanitaria si utilizza tale relazione :
H = W cW ( W - o)
con il simbolo del pedice w ad indicare lacqua (water in inglese) ;
Gli altri simboli contenuti nella formula hanno il seguente significato :
a densit dellacqua, il cui valore noto a priori ed pari a 1.000 kg/m3; ca il calore specifico
dellacqua pari a 4180 J/(kgk); W temperatura finale dellacqua ; o temperatura allingresso del
sistema.
Calcolo dellenergia disparsa per ventilazione
Per calcolare lenergia termica per ventilazione si applica la seguente formula :
Q = H ( i - c) t
con ( i - c) che rappresenta la differenza di temperatura tra ambiente interno riscaldato e quello
esterno; t il periodo preso in esame nel calcolo e infine con H il coefficiente di dispersione per
ventilazione.
Per la definizione del termine H vale la relazione :
14

H = a ca V
indicando con a ca la capacit termica volumica dellaria il cui valore notoriamente pari a 1220
J/(m3J) a secondo che V sia espresso in m3/s , e pari a 0,34 Wh/ (m3K) se espresso in m3/h. Il
termine V = V x n , dove con V indichiamo il volume dello spazio riscaldato, rappresenta la portata
di aria di rinnovo, il cui afflusso causa della perdita energetica che dovremo valutare.
La norma in proposito afferma che in assenza di informazioni particolari per gli edifici residenziali
abitati possibile utilizzare il valore n = 0,5 h-1. Per un volume ipotizzato pari a 998,73 m3 con n =
0,5 h-1 , a ca = 0,34 Wh/(m3 K) effettuamo il calcolo dellenergia dispersa per il mese di gennaio,
sapendo che il valore della temperatura esterna di 11,6 C e imponendola temperatura interna pari
a 20 C. Avremo :
Q = ( 0,34 x 0,5 x 998,73) x 8,4 x 744 = 1.061.182
il valore ottenuto espresso in watt.
Riepilogando per tutti i mesi avremo:
giorni

ore

cV

Testerna

Q = VcVTt

gennaio

31

744

169,80

11,6

8,4

1.061.182

febbraio

28

672

169,80

11,9

8,1

924.255

marzo

30

744

169,80

13,1

6,9

871.685

novembre

15

360

169,80

16,5

3,5

213.948

dicembre

31

744

169,80

13,2

6,8

859.052

Totale

3.930.123

Calcolo dellenergia dispersa per trasmissione


La norma di riferimento per il calcolo dellenergia dispersa per trasmissione la UNI EN ISO
13789 recante il titolo Coefficiente di perdita di calore per trasmissione Metodo di calcolo.
Nella relazione di tale calcolo sono presenti tre componenti :

il calore presente nello spazio riscaldato disperdente verso lesterno,;


il calore presente nello spazio riscaldato, disperdente verso i locali non riscaldati;
il calore presente nello spazio riscaldato, disperdente verso il terreno;
HT = LD + LS + HU

con LD coefficiente di accoppiamento tra spazio riscaldato ed esterno espresso in W/K; LS


coefficiente di perdita di calore attraverso il terreno; HU coeffciente di perdita di calore tra ambienti
interni e spazi non riscaldati.

15

Abbiamo visto quali siano i coefficienti da utilizzare per il calcolo delle dispersioni attraverso
linvolucro edilizio. Ora passeremo a considerare unaltra grandezza dellinvolucro edilizio
rappresentata dalla propriet della trasmittanza di pareti, solai e coperture delledificio in esame. Le
norme utilizzate sono sempre le UNI; in particolare quelle che ci interessano in proposito sono la
UNI EN 10355 Murature e solai Valore della resistenza termica e metodo di calcolo, la UNI
10351 Materiale da costruzione - conduttivit termica e permeabilit al vapore, la UNI EN ISO
6946 Componenti ed elementi per ledilizia Resistenza termica e Trasmittanza termica - Metodo
di calcolo. Le suddette norme sono di tipo tabellare ossia, riportano per ogni tipo di muratura e per
numerosi materiali di costruzione i principali dati termotecnici necessari al calcolo della
trasmittanza e delle dispersioni. Tali norme i forma tabellare ci consente di calcolare la trasmittanza
di qualunque elemento edilizio costituito da diversi tipi di elementi edilizi riportati in tabella quale
murature, malte e quantaltro.
Calcolo delle trasmittanza
Calcolo della trasmittanza di una superficie opaca : la copertura
Per calcolare la trasmittanza di una copertura occorre preliminarmente conoscere la stratigrafia della
sua struttura, i materiali impiegati per ciascun strato e le loro caratteristiche termiche. Un esempio
di stratigafia di una copertura a tegole pu essere rappresentata dai seguenti elementi :
1.
2.
3.
4.
5.
6.

malta di gesso con inerti ;


soletta in calcestruzzo armato;
barriera al bitume ( detta comunemente guaina);
fibra di vetro ( rappresenta lisolamento termico aumentando la resistenza termica);
intercapedine ;
tegole di copertura

Prima di esporre come si calcola la trasmittanza di una copertura di un edificio, spieghiamo


brevemente in cosa consista la trasmittanza. Essa la capacit di una sostanza d essere attraversata
da un flusso di calore. Possiamo osservare inoltre che il materiale si comporta diversamente
sottoposto alla prova di conduzione termica. Il flusso di calore diminuisce allaumentare dello
spessore del materiale che attraversa e che a parit di spessore varia in materiali con conducibilit
termica diversa. In generale potremo definire la trasmittanza con la seguente relazione :

laddove U direttamente proporzionale alla conducibilit termica e inversamente proporzionale allo


spessore.
La relazione della resistenza termica sar quella inversa di quella della trasmittanza in quanto
abbiamo visto che la resistenza termica aumenta allaumentare dello spessore e diminuisce
allaumentare del valore di conducibilit termica del materiale :

16

Fatte le dovute sostituzioni la relazione esprimete la trasmittanza termica si pu riscrivere come


linverso della resistenza termica :

Le relazioni sopra riportate spiegano perch il flusso di calore che attraversa un materiale
diminuisce aumentando lo spessore di questultimo e aumenti a parit di spessore per valori di
conducibilit termica pi alti. In una parete multistrato potremo scrivere la relazione esprimente la
sua trasmittanza in modo seguente :

con s1 , s2 .gli spessori dei vari strati di cui si compone la parete e 1 , 2 .i valori della
conducibilit termica di ogni singolo materiale costituente i singoli strati. Per eseguire il calcolo
della trasmittanza termica di una copertura baster definire i valori delle varie resistenze termiche
dei materiali degli elementi costruttivi che la compongono, tenendo presente anche i valori della
resistenza superficiale interne ed esterna, sommarli e determinare linverso della somma ottenuta :

con Rt= Rsi + R1 + R2 + R3 +R4 + R5 + R6 + Rse


Passiamo ora a calcolare in cifre, utilizzando che grandezze che ci interessano dalla norma UNI
10351 e UNI 6946
Descrizione

Spessore

Resistenza termica (M2K/W)

Malta di gesso con inerti

0,02

0,0690

Soletta calcestruzzo armato

0,20

0,10470

Barriera di bitume

0,02

0,0118

Fibra di vetro

0,04

1,0000

intercapedine

0,04

0,1600

Tegole di copertura

0,01

0,0101

In cifre :
Rt = 0,10 + 0,069 + 0, 10479 + 0,0118 + 1 + 0,1600 + 0,0101 + 0,04 = 0,6686

da cui

17

= 1,4956

Calcolo della trasmittanza di una parete verticale


Analizziamo una parete perimetrale di un edificio. La sua stratigrafia la seguente :
1. rivestimento della parte interna costituita da uno strato di gesso con inerti;
2. muratura con laterrzio alveolato, avente uno spessore di 25 cm. Con una percentuale di
foratura del 54%;
3. rivestimento della parte esterna costituita da uno strato di malta o malta e cemento.
Per determinare il valore della trasmittanza della parete occorre determoinare le resistenze termiche
dei singoli strati che qui ricordiamo essere :
1. resistenza termica superficiale interna;
2. resistenza termica dello strato di malta e gesso;
3. resistenza termica della parete in laterizi;
4. resistenza termica dello strato di malta esterna;
5. resistenza termica superficiale esterna.
Il valore delle resistenze termiche devono essere determinate con la norma UNI 10351 e UNI 6946
Riportiamo tutti i dati in un foglio di calcolo con i riferimenti normativi da ricercare per la
determinazione dei valori ricercati :
Descrizione

Spessore
(m)

Conducibilit
W/mK

Rsi Resistenza termica superficiale interna


1

Malta di gesso con inerti

0,02

Muratura di laterizio alveolato

0,25

Malta di calce o di calce di cemento

0,02

Rse Resistenza termica superficiale esterna

Resistenza totale della struttura

Trasmittanza termica della struttura


secondo UNI 6946

18

Rt =

0,29

0,90

Conduttanza Resistenza ter Riferiimento


CW/m2 k
Rm2K/W
normativo
0,13

Uni 6946

0,0690

Uni 10351

0,8600

Uni 10355

0,0222

Uni 10351

0,04

Uni 6946

1,1212

m2K/W