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I CARICHI TERMICI ESTIVI

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I CARICHI TERMICI ESTIVI Il calcolo delle rientrate di calore estive, rispetto a
quello delle dispersioni invernali, richiede una più difficile valutazione vist
a la molteplicità dei fattori da considerare per la stima dei carichi ambiente.
In particolare, mentre per il calcolo delle dispersioni invernali si fa riferime
nto a condizioni stazionarie (si assume cioè che la temperatura dell’aria estern
a rimanga costante nel corso della giornata e pari al valore di progetto) nel ca
so delle rientrate estive tale discorso viene a mancare a seguito dell’estrema v
ariabilità dei flussi termici legati alla radiazione solare. Si parla, infatti,
di carichi termici “rotanti” estremamente variabili nel corso della giornata e s
trettamente influenzati dalle caratteristiche inerziali delle strutture, respons
abili di fenomeni di attenuazione e sfasamento temporale del carico termico effe
ttivo rispetto all’apporto di calore istantaneo. Dal grafico 1 è possibile osser
vare quanto appena detto. La curva superiore rappresenta l’apporto di calore ist
antaneo per radiazione su una parete esposta ad ovest. Tale apporto istantaneo (
space heat gain) è definibile come la quantità di calore che entra all’interno d
ello spazio occupato in un dato istante. La curva inferiore rappresenta, invece,
il carico di raffreddamento effettivo (space cooling load) e cioè la quantità d
i calore che deve essere rimosso dallo spazio al fine di mantenere costante la t
emperatura dell’aria. La somma di tutti i flussi termici ad un dato istante non
necessariamente eguaglia il carico di raffreddamento per lo spazio allo stesso i
stante. Il calore dovuto alla radiazione solare deve essere prima assorbito dall
e superfici di delimitazione del locale (pareti, porte, soffitti etc…) e dagli o
ggetti in esso contenuti; allorché la temperatura di questi supera quella dell’a
ria ambiente una parte del calore assorbito viene trasferito per convezione ed i
rraggiamento all’ambiente circostante. La capacità della struttura di immagazzin
are il calore è responsabile quindi della differenza sostanziale che sta alla ba
se dei concetti di apporto di calore istantaneo e carico di raffreddamento. Semp
re dal grafico 1 si nota come l’inerzia termica delle strutture determina un’att
enuazione del carico di raffreddamento effettivo rispetto all’apporto istantaneo
ed uno sfasamento temporale funzione della massa delle strutture:
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al diminuire del peso della struttura il carico di raffreddamento effettivo,
Graf.1
Apporto di calore istantaneo Carico Termico 150 Kg/m2 490 Kg/m2 730 Kg/m2 Carico
di raffreddamento effettivo
Tempo
che andrà poi ad influire sulla scelta della potenzialità delle macchine, appros
sima sempre più l’andamento della radiazione solare istantanea. Particolare atte
nzione occorrerà, quindi, prestare allo studio di tali fenomeni onde evitare di
commettere errori grossolani che potrebbero far lievitare in modo considerevole
i costi impiantistici. VALUTAZIONE DEI CARICHI SENSIBILI E LATENTI La stima dei
carichi ambiente prevede un’attenta valutazione di tutte le componenti che contr
ibuiscono alla definizione dei carichi sensibili e latenti. E’ possibile, a tale
proposito, diversificare i contributi classificandoli per come di seguito ripor
tato.

CONTRIBUTI DI CALORE SENSIBILE - Radiazione solare attraverso vetri, muri, tetti
; - Trasmissione attraverso vetri, muri e tetti; - Infiltrazione di aria esterna
; - Apporto interno all’ambiente dovuto a persone, luci, apparecchiature elettri
che.
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CONTRIBUTI DI CALORE LATENTE Apporto di vapore dovuto a persone presenti in ambi
ente; Infiltrazione di aria esterna, avente in genere un’umidità specifica super
iore a quella dell’aria ambiente; - Vapore prodotto in ambiente da eventuali pro
cessi o apparecchiature presenti.
Sulla base di quanto appena detto appare chiaro che una stima precisa dei carich
i ambiente, vista la molteplicità dei fattori da considerare, prevede un’attenta
valutazione dei differenti contributi alle varie ore della giornata. La scelta
della potenzialità dell’impianto sarà quindi determinata dal valore del carico m
assimo concomitante ad una data ora.
Fig. 1- Esempio di rientrate di calore
Occorre tuttavia precisare che nella gran parte dei casi la richiesta di freddo,
in qualsiasi condizione, è sempre inferiore alla potenza frigorifera disponibil
e. Il grafico che segue mostra la durata di funzionamento di un gruppo frigo in
relazione al fabbisogno di freddo. Consideriamo, ad esempio, un piccolo impianto
di climatizzazione il cui carico frigorifero stimato sia pari a 15 kW per una t
emperatura dell’aria esterna di 35 °C.
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In piena estate con 35 °C il fabbisogno di freddo sarà di 15 kW e la regolazione
farà funzionare il gruppo 60 min/h al fine di mantenere in ambiente le condizio
ni desiderate. In inverno, essendo nulla la richiesta di freddo, il gruppo non f
unzionerà mai (0 min/h). Se il fabbisogno di freddo dovesse scendere a 7.5 kW, i
l gruppo funzionerebbe solo 30 min/h o 15 min/h se tale fabbisogno scendesse anc
ora a 3.75 kW. Naturalmente quando si dice che il gruppo funzionerà per 15 min/h
non significa che rimarrà fermo per 45 min ma che la somma dei tempi di funzion
amento La durata dei del gruppo di sarà uguale a 15 min. tempi funzionamento e d
ei tempi di arresto del gruppo frigo è
3.25 7.5 15
quindi strettamente dipendente dal rapporto tra la potenza
frigorifera richiesta e quella installata oltre che da parametri intimamente leg
ati al tipo di regolazione utilizzata, alla tipologia impiantistica adottata etc
… Nel caso di gruppi frigoriferi monocompressore, privi di gradi di parzializzaz
ione, un disavanzo elevato tra offerta e domanda può essere responsabile di inst
abilità operative che, oltre a dar luogo ad oscillazioni della temperatura di ma
ndata dell’acqua negli impianti, costringono il motocompressore a continui attac
chi e stacchi con il rischio di fermi tecnici legati a bruciatura degli avvolgim
enti elettrici, grippaggi del motore, etc… Per proteggere l’incolumità dei motoc
ompressori privi di parzializzazione e comunque in tutti quei casi in cui il con
tenuto di acqua nell’impianto sia basso al punto da rischiare blocchi funzionali
per intervento delle sicurezze antigelo, occorre aumentare artificialmente il c
ontenuto di acqua nell’impianto attraverso l’impiego del serbatoio inerziale. Qu
est’ultimo, infatti, funge da volano termico in grado di accumulare la potenza f
rigorifera prodotta in più nelle fasi di attività del compressore per restituirl
a successivamente nelle fasi di inattività. Una corretta valutazione dei carichi
ambiente è di fondamentale importanza ai fini della
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definizione della potenzialità frigorifera necessaria. Conviene ricordare che un
gruppo frigorifero sovradimensionato funziona lontano dalle condizioni nominali
e di conseguenza lavorando a carico parziale per la maggior parte del suo tempo
sarà caratterizzato da basse efficienze energetiche (EER) ed intermittenze oper
ative responsabili di possibili pendolazioni nei controlli di temperatura. CONSI
DERAZIONI DI CARATTERE IMPIANTISTICO Per poter procedere allo studio di un impia
nto di condizionamento occorre disporre di una serie di dati di fondamentale imp
ortanza necessari per una corretta valutazione dei carichi ambiente. I dati in q
uestione possono essere così riassunti: Località climatica; Piante e Sezioni; Or
ientamento; Caratteristiche strutturali dei componenti opachi; Caratteristiche d
ei componenti finestrati; Destinazione d’uso dei locali; Grado di polverosità de
ll’aria ambiente; Condizioni termoigrometriche di progetto previste (interne ed
esterne); Grado di tolleranza previsto per le condizioni ambiente; Numero di per
sone presenti o previste in ambiente; Numero e tipo di lampade per l’illuminazio
ne presenti in ambiente; Numero e tipo di macchine elettriche installate in ambi
ente; Orario previsto di funzionamento giornaliero dell’impianto; riscaldati e a
che temperatura); - Fluido termovettore a disposizione; - Disponibilità di vani
tecnici per alloggiare i macchinari;
- Informazioni sui locali circostanti, sottostanti e sovrastanti (se condizionat
i o
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CARICHI AMBIENTE Analizzeremo di seguito la procedura di calcolo dei carichi amb
iente. Tale trattazione verrà supportata da un esempio pratico allegato. 1. RADI
AZIONE SOLARE ATTRAVERSO IL VETRO.
Le superfici finestrate si comportano diversamente nei confronti degli scambi te
rmici per irraggiamento in relazione alla differente trasmissività che presentan
o alla radiazione a bassa ed alta lunghezza d’onda. Esse lasciano passare la mag
gior parte della radiazione nel campo 0.4 ÷ 2.5 µm interessante lo spettro solar
e ma si comportano come “opache” nei confronti della radiazione caratterizzata d
a elevata lunghezza d’onda (> 4 µm) che, per intenderci, è quella dovuta al risc
aldamento, all’illuminazione, alle persone e comunque emessa da tutti quei corpi
caratterizzati da un temperatura inferiore a 120 °C. Quanto appena detto consen
te di spiegare il problema “effetto serra”: la radiazione solare che attraversa
una superficie vetrata è in parte assorbita ed in parte riflessa dalle superfici
di delimitazione dell’ambiente e dagli oggetti in esso contenuti; essendo tale
radiazione caratterizzata da una lunghezza d’onda elevata rimane intrappolata al
l’interno dell’ambiente con un effetto di surriscaldamento legato all’energia as
sociata alla radiazione stessa. E’ ovvio che la trasmissività di una superficie
vetrata dipende dalla sua composizione chimica, dallo spessore, dalla presenza d
i pellicole di rivestimento, dalla lunghezza d’onda della radiazione e dal suo a
ngolo d’incidenza. Con riferimento a quest’ultimo punto occorre specificare che
ciò che investe la superficie vetrata non è totalmente trasmesso nell’ambiente m
a in parte è riflesso all’esterno, in parte trasmesso ed in parte assorbito. La
quota trasmessa all’interno dipende dall’angolo di incidenza dei raggi solari su
l vetro oltre che dalle caratteristiche del vetro in oggetto. Al crescere dell’a
ngolo d’incidenza aumenta la quota riflessa rispetto a quella trasmessa.
I inc. α I tr sm. α I tr sm. I ssor. I rifl. I inc.
I rifl.
I ssor.
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Il c lcolo delle rientr te di c lore ttr verso le superfici finestr te richiede
l conoscenz dei seguenti p r metri: 1. L r di zione sol re m ssim mensile p
er il mese consider to e per l’esposizione in oggetto; 2. Are finestre; 3. F tt
ori correttivi (f ttore t pp relle, f ttore foschi , f ttore Altitudine, f ttore
tipologi vetro); 4. F ttori d’ ccumulo; Il v lore di r di zione sol re m ssim
mensile si trov t bell to in funzione dell l titudine per i diversi mesi dell
’ nno e per le differenti esposizioni con riferimento vetro semplice e tel io
in legno. Nell t bell sottost nte sono riport ti, per pr ticità, solo i v lori
dell r di zione sol re con riferimento l titudini nord: 45° e 40°. (Per m gg
iori e più dett gli te inform zioni consult re speci listici)
RADIAZIONE SOLARE MAX MENSILE ATTRAVERSO VETRO SEMPLICE – FINESTRE CON TELAIO IN
LEGNO – [kc l/hm2]
L t.
40 °
45°
Mese/Esposizione Giugno Luglio/M ggio Agosto/Aprile Settembre/m rzo Ottobre/Febb
r io Novembre/Genn io Dicembre Giugno Luglio/M ggio Agosto/Aprile Settembre/m rz
o Ottobre/Febbr io Novembre/Genn io Dicembre
N 46 40 29 24 19 13 13 44 39 29 23 16 12 11
NE 360 344 276 157 94 32 27 349 330 265 147 86 26 23
E 439 444 439 404 330 271 233 440 443 433 389 307 222 155
SE 301 339 395 439 442 423 401 333 363 411 439 434 383 349
S 146 187 276 379 439 450 447 199 237 325 403 445 432 414
SO 301 339 396 439 442 423 401 333 363 411 439 434 383 349
O 439 444 439 404 330 271 233 440 443 433 389 307 222 155
NO 360 344 276 157 94 32 27 349 330 265 147 86 26 23
Orizzont le
642 631 580 496 349 279 230 620 601 541 448 301 211 169
I v lori riport ti in t bell , sono b s ti sulle seguenti ipotesi: Assenz di fo
schi ; Altitudine p ri l livello del m re; Temper tur di rugi d dell’ ri est
ern p ri 19.5 °C livello del m re.
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Nel c so, quindi, ci si discosti d l t li condizioni occorrerà correggere i d ti
sopr riport ti con i seguenti f ttori correttivi (FCR1):
FCR1 Tel io in met llo: Foschi : Altitudine: Punto di rugi d : + 17 % - 15 % + 0
.7 % per ogni 300 mt. di ltitudine sul livello del m re - 5% per ogni 4 °C di
umento del punto di rugi d dell’ ri estern rispetto 19.5°C.
In presenz , inoltre, di schermi e/o di vetro ordin rio non semplice, occorrerà
introdurre un’ ltr serie di f ttori correttivi (FCR2), di cui si riport in t b
ell un sintesi bb st nz signific tiv :
FCR2 Venezi n intern o vvolgibile interno (45°) Chi r 0.56 0.54 0.48 0.56 me
di 0.65 0.61 0.56 0.65 Scur 0.75 0.67 0.64 0.74 Venezi n estern ( 45°) chi r
0.15 0.14 0.12 0.12
Chi r ll’esterno scur ll’interno
Tend estern Chi r 0.20 0.18 0.16 0.19 Medi o scur 0.25 0.22 0.2 0.24
Tipo di vetro
Senz schermi
Vetro semplice Vetro doppio Vetro triplo Vetro d 6 mm Vetro ssorbente
(40 % - 70%)
1 0.9 0.83 0.94
0.13 0.12 0.11 0.12
0.8 ÷ 0.62
0.51 ÷ 0.56
0.62 ÷ 0.64
0.72 ÷ 0.56
0.12 ÷ 0.10
0.1 ÷ 0.10
0.16 ÷ 0.12
0.20 ÷ 0.16
Occorrerà consider re, infine, i differenti f ttori di ccumulo (FCR3) t bell ti
nche essi in rel zione l numero di ore di funzion mento dell’impi nto, con ri
ferimento superfici finestr te con o senz schermi interni e/o esterni, ed in
rel zione lle differenti
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esposizioni, ll tipologi delle strutture (medie, leggere e pes nti) oltre che
ll’or sol re di riferimento. Nell t bell sottost nte sono st ti riport ti p
er comodità e per pr ticità di r ppresent zione solo i f ttori d’ ccumulo (FCR3)
per l r di zione sol re rel tivi d un impi nto con funzion mento p ri 12 or
e giorn liere, in presenz di schermi interni oppure vetro non scherm to o con s
chermi esterni - Temper tur mbiente cost nte.
L t. NORD Esposizione Nord /Est Kg/ m2 730 490 150 730 490 150 730 490 150 730 4
90 150 730 490 150 730 490 150 730 490 150 730 490 150 6 0.59 0.59 0.62 0.51 0.5
2 0.53 0.20 0.18 0.09 0.28 0.26 0.21 0.31 0.33 0.29 0.63 0.67 0.77 0.68 0.71 0.8
2 7 0.67 0.68 0.80 0.66 0.67 0.74 0.42 0.40 0.35 0.25 0.22 0.29 0.27 0.28 0.21 0
.31 0.33 0.34 0.28 0.31 0.33 8 0.62 0.64 0.75 0.71 0.73 0.82 0.59 0.57 0.61 0.40
0.38 0.48 0.27 0.25 0.18 0.28 0.28 0.25 0.27 0.27 0.25
Or sol re – Schermo interno 9 0.49 0.52 0.60 0.67 0.70 0.81 0.70 0.70 0.78 0.53
0.51 0.67 0.26 0.23 0.15 0.27 0.26 0.20 0.25 0.24 0.20 10 0.33 0.35 0.37 0.57 0
.58 0.65 0.74 0.75 0.86 0.64 0.64 0.79 0.25 0.23 0.14 0.25 0.24 0.17 0.23 0.22 0
.18 11 12 13 0.24 0.23 0.17 0.26 0.26 0.19 0.48 0.48 0.50 0.77 0.79 0.83 0.63 0.
64 0.69 0.29 0.28 0.22 0.19 0.18 0.13 14 0.22 0.20 0.15 0.25 0.24 0.16 0.33 0.34
0.30 0.73 0.77 0.56 0.72 0.74 0.82 0.46 0.44 0.44 0.24 0.23 0.19 15 0.21 0.19 0
.13 0.23 0.21 0.14 0.30 0.28 0.20 0.67 0.65 0.50 0.74 0.77 0.87 0.61 0.61 0.67 0
.41 0.40 0.41 16 0.20 0.17 0.12 0.21 0.19 0.11 0.26 0.25 0.17 0.49 0.51 0.24 0.6
9 0.70 0.79 0.71 0.72 0.82 0.56 0.58 0.64 17 0.17 0.15 0.11 0.19 0.16 0.09 0.24
0.21 0.13 0.31 0.31 0.16 0.54 0.55 0.60 0.72 0.73 0.85 0.67 0.70 0.80
Est
Sud /Est
Sud
Sud/Ovest
Ovest
Nord/Ovest
Nord o in ombr
0.27 0.25 0.29 0.24 0.25 0.19 0.40 0.29 0.40 0.29 0.43 0.25 0.71 0.61 0.72 0.63
0.82 0.69 0.72 0.77 0.73 0.79 0.88 0.89 0.27 0.50 0.35 0.50 0.27 0.50 0.24 0.22
0.22 0.20 0.14 0.13 0.22 0.20 0.21 0.19 0.15 0.14 0.96 0.98 1
10
L t. NORD Esposizione Nord /Est Kg/ m2 730 490 150 730 490 150 730 490 150 730 4
90 150 730 490 150 730 490 150 730 490 150 730 490 150 6 0.34 0.35 0.40 0.36 0.3
4 0.36 0.34 0.29 0.14 0.47 0.44 0.28 0.51 0.53 0.48 0.56 0.60 0.77 0.49 0.54 0.7
5 0.96 0.81
Or sol re – Vetro non scherm to o con schermo esterno 7 0.42 0.45 0.62 0.44 0.4
4 0.56 0.37 0.33 0.27 0.43 0.37 0.19 0.44 0.44 0.32 0.49 0.52 0.56 0.44 0.49 0.5
3 0.75 0.84 8 0.47 0.50 0.69 0.50 0.54 0.71 0.43 0.41 0.47 0.42 0.39 0.25 0.40 0
.37 0.25 0.44 0.44 0.38 0.39 0.41 0.36 0.79 0.86 9 0.45 0.49 0.64 0.53 0.58 0.76
0.50 0.51 0.64 0.46 0.43 0.38 0.37 0.35 0.20 0.39 0.39 0.28 0.36 0.35 0.28 0.83
0.89 10 0.42 0.45 0.48 0.53 0.57 0.70 0.54 0.58 0.75 0.51 0.50 0.54 0.34 0.31 0
.17 0.36 0.34 0.22 0.33 0.31 0.24 0.84 0.91 11 0.39 0.42 0.34 0.50 0.51 0.54 0.5
8 0.61 0.79 0.56 0.57 0.68 0.36 0.33 0.19 0.33 0.31 0.18 0.30 0.28 0.19 0.86 0.9
3 1 12 0.36 0.34 0.27 0.44 0.44 0.39 0.57 0.61 0.73 0.61 0.64 0.78 0.41 0.39 0.3
9 0.31 0.29 0.16 0.28 0.25 0.17 0.88 0.93 13 0.33 0.30 0.22 0.39 0.39 0.28 0.55
0.56 0.61 0.65 0.68 0.84 0.47 0.46 0.56 0.31 0.28 0.19 0.26 0.23 0.15 0.88 0.94
14 0.30 0.27 0.18 0.36 0.34 0.23 0.50 0.49 0.45 0.66 0.70 0.82 0.54 0.55 0.70 0.
35 0.33 0.33 0.26 0.24 0.17 0.91 0.94 15 0.29 0.26 0.16 0.34 0.31 0.18 0.45 0.44
0.32 0.65 0.68 0.76 0.57 0.62 0.80 0.42 0.43 0.52 0.30 0.30 0.30 0.92 0.95 16 0
.26 0.23 0.14 0.30 0.28 0.15 0.41 0.37 0.23 0.61 0.63 0.61 0.60 0.64 0.79 0.49 0
.51 0.69 0.37 0.39 0.50 0.93 0.95 17 0.25 0.20 0.12 0.28 0.24 0.12 0.37 0.33 0.1
8 0.54 0.53 0.42 0.58 0.60 0.69 0.54 0.57 0.77 0.44 0.48 0.66 0.93 0.95
Est
Sud /Est
Sud
Sud/Ovest
Ovest
Nord/Ovest
Nord o in ombr
(per m ggiori inform zioni consult re testi speci listici) Concludendo il c lcol
o delle rientr te per irr ggi mento ttr verso i componenti finestr ti può esser
e effettu to ttr verso l’ pplic zione di un rel zione del tipo: Q = (R d. Sol.
Mens.) x (Sup. Vetr t ) x (FCR1) x (FCR2) x (FCR3) 2. TRASMISSIONE DI CALORE AT
TRAVERSO I VETRI.
Il c lcolo delle rientr te di c lore per tr smissione ttr verso le superfici ve
tr te si effettu in m nier n log qu nto si f per il c lcolo delle dispers
ioni invern li. L formul d utilizz re è inf tti:
11
Q = K x S x ∆T Dove K è l tr smitt nz dell superficie finestr t ; S è l supe
rficie finestr t ; ∆T è l differenz di temper tur tr interno ed esterno. V l
ori pprossim tivi del coefficiente di tr smissione K sono:
• • •
Vetro doppio, tel io in legno ≅ 2.9 ÷ 3.2 W/m2 °C; Vetro doppio, tel io in met l
lo ≅ 3.3 ÷ 3.6 W/m2 °C; Vetro comune semplice ≅ 5 ÷ 6 W/m2 °C; TRASMISSIONE OPAC
HE. DI CALORE ATTRAVERSO LE STRUTTURE
3.
Il c lcolo delle rientr te di c lore per tr smissione ttr verso le superfici op
che (tetti, muri) richiede un’ ttent n lisi dei contributi di c rico leg ti
ll’effetto congiunto:
• •
Differenz di temper tur tr ri estern ed ri intern ; R di zione sol re.
L r di zione sol re è di f tto respons bile di un’ zione mplific trice dello s
c mbio termico convettivo – conduttivo - convettivo leg to l s lto termico esis
tente fr ri estern ed ri intern . T le r di zione, ssorbit d lle superfi
ci esterne, produce un effetto risc ld nte che occorre comput re i fini di un
corrett v lut zione delle rientr te estive rel tiv mente i componenti in ogget
to. L rel zione utilizz t per il c lcolo di t le tipologi di c richi è l seg
uente: Q = K x S x ∆Tequiv dove ∆Tequiv è un differenz di temper tur equiv le
nte che port in conto l’ pporto sol re v ri bile ciclic mente dur nte l giorn
t , l’escursione termic giorn lier dell’ ri estern e le c r tteristiche iner
zi li delle strutture di delimit zione del volume condizion to riferite l peso
per m2 di superficie. (Per p vimenti poggi nti su terreno o sovr st nti loc li i
nterr ti, nel c lcolo estivo si può tr scur re lo sc mbio di c lore).
12
I v lori di ∆Tequiv, con riferimento muri e tetti di colore grigio comunque or
ient ti e di differente peso, sono riport ti nelle t belle sottost nti in rel zi
one lle diverse ore del giorno e l titudine Nord p ri 40°.
L t. NORD Espos.ne Nord /Est
Or sol re ∆Tequiv. per muri di colore grigio, mese di LUGLIO, escursione termic
giorn lier 11°C, T .e. = 34 °C e T . . = 26 °C, 40° L titudine NORD Kg/ m2 30
0 500 700 300 500 700 300 500 700 300 500 700 300 500 700 300 500 700 300 500 70
0 300 500 700 8 -1.4 1.9 3 -0.3 3 5.3 -0.3 3 4.2 -2.5 0.8 3 -0.3 3 4.2 -0.3 3 5.
3 -2.5 1.9 3 -2.5 -0.3 -0.3 9 2.5 1.9 3 11.3 4.2 4.7 6.9 3 4.2 -1.9 0.8 2.5 -0.3
2.5 4.2 -0.3 3 4.7 -1.9 1.9 3 -1.9 -0.3 -0.3 10 13.1 1.9 3 16.4 7.4 4.2 10.8 3
4.2 -1.4 0.8 1.9 -0.3 1.3 4.2 -0.3 3 4.2 -1.4 1.9 3 -1.4 -0.3 -0.3 11 11.9 5.3 3
16.9 10.8 4.7 13.1 5.8 3.6 3.6 1.3 3.9 0.2 2.5 3.6 0.8 3 4.2 -0.3 1.9 3 -0.8 -0
.3 -0.3 12 10.8 8.5 3 16.9 13.1 5.3 15.2 8.5 3 6.4 1.9 1.9 0.8 3 3 1.9 3 4.2 0.8
1.9 3 -0.3 -0.3 -0.3 13 8.1 8.1 5.3 10.2 13.6 8.1 14.1 9.2 5.8 10.8 4.1 1.9 4.2
3.6 3 3.6 3.6 4.7 3 1.9 3 1.3 0.2 -0.3 14 5.3 7.4 7.4 7.4 13.1 9.7 13.6 9.7 7.4
13.1 6.4 1.9 6.4 4.2 3 5.3 4.2 5.3 4.2 1.9 3 3 0.8 -0.3 15 5.8 6.4 8.5 6.9 10.8
10.2 11.3 10.2 8.1 13.6 8.1 3.6 13.1 6.4 3.6 10.2 5.3 5.3 5.3 2.5 3 4.2 1.3 0.2
16 6.4 5.3 7.4 6.4 9.7 9.7 9.7 9.7 8.5 14.1 8.5 5.3 17.5 7.4 4.2 14.1 6.4 5.3 6
.4 3 3 5.3 1.9 0.8 17 6.9 5.8 6.4 6.9 8.5 9.2 8.1 8.5 9.7 12.5 9.7 6.9 19.2 10.2
4.7 18.6 9.2 5.8 11.3 4.7 3.6 5.8 2.5 1.3 18 7.4 6.4 5.3 7.4 7.4 8.5 7.4 7.4 8.
5 10.8 9.7 7.4 19.7 11.9 5.3 21.9 10.8 6.4 16.4 6.4 4.2 6.4 2.5 1.3 19 6.9 6.4 5
.3 6.9 7.4 7.4 6.9 6.9 8.1 10.8 9.7 7.4 19.2 12.5 8.1 22.5 13.6 7.4 16.9 9.1 4.7
6.4 2.5 2.5
Est
Sud /Est
Sud
Sud/Ovest
Ovest
Nord/Ovest
Nord o in ombr
T li v lori f nno riferimento d un temper tur dell’ ri estern di 34 °C ed u
n dell ri intern di 26 °C, con un escursione giorn lier di 11 °C rel tiv m
ente l mese di Luglio. In condizioni diverse d quelle cit te occorrerà pport
re le seguenti correzioni:

Con riferimento d un’escursione di 11 °C m con ∆T .e./ . . ≠ 8 °C, il ∆Tequiv
dovrà essere così corretto: ∆Tequiv. eff. = ∆Tequiv. t b. + [( T .e. – T . .) –
(34 – 26)]
13
Coeff. Corr. = [( T .e. – T . .) – (34 – 26)] (1) dove T . . è l temper tur de
ll’ ri mbiente; T .e. è l temper tur dell’ ri estern ; Inoltre

Per ogni gr do in meno rispetto gli 11°C di escursione termic giorn lier , bis
ognerà somm re 0.5 °C l v lore ric v to d ll (1) per vere v lore correttivo c
omplessivo;

Per ogni gr do in più rispetto gli 11°C di escursione termic giorn lier , occo
rrerà sottr rre 0.5 °C l v lore ric v to d ll (1) per vere v lore correttivo
complessivo;
Per muri di colore medio il ∆Tequiv. è d to d ll rel zione: ∆Tequiv. MEDIO = ∆T
equiv. grigio NORD + 0.77*( ∆Tequiv. ESPOSIZ. - ∆Tequiv. grigio NORD) Per tetti
di colore grigio, nelle stesse condizioni precedentemente viste, i v lori di ∆Te
quiv. sono riport ti nelle t belle successive.
L t. NORD Tetto Esposto l sole Ricoperto d’ cqu Irror to d’ cqu
Or sol re ∆Tequiv. per Tetti di colore grigio, mese di LUGLIO, escursione termi
c giorn lier 11°C, T .e. = 34 °C e T . . = 26 °C, 40° L titudine NORD Kg/ m2 1
00 200 300 100 200 300 100 200 300 100 200 300 8 -1.4 0.8 3 -0.3 -0.8 -1.4 -0.3
-0.8 -1.4 -2.5 -2.5 -1.4 9 -0.8 1.3 3.6 0.8 -0.8 1.4 0.8 -0.8 1.4 -1.4 -1.9 -1.4
10 0.8 3 4.2 1.9 -0.3 -1.4 1.9 -0.3 -1.4 -0.3 -1.4 -1.4 11 4.7 5.3 5.8 5.3 2.5
0.8 4.2 0.8 -0.3 0.8 -0.3 -0.8 12 8.5 8.5 8.5 8.5 5.3 2.5 6.4 2.8 0.8 3 0.8 -0.3
13 12.5 12.5 11.9 10.2 6.9 3.6 8.1 4.7 2.5 4.7 2.5 0.8 14 16.4 15.2 14.7 11.9 8
.1 5.3 9.7 6.9 4.2 6.4 4.2 1.9 15 19.7 18.1 16.9 10.8 8.1 6.4 9.2 7.4 5.3 6.9 5.
3 3 16 22.5 20.8 19.2 9.7 8.5 7.4 8.5 7.4 6.4 7.4 6.4 4.2 17 23.6 21.9 20.8 8.5
8.1 8.1 8.1 7.4 6.4 6.9 6.9 4.7 18 23.6 22.5 21.3 7.4 8.1 8.5 7.4 7.4 7.4 6.4 6.
4 5.3 19 21.9 21.3 20.8 6.4 7.4 8.1 6.4 6..9 6.9 5.3 5.8 5.3
In ombr
Per tetti di colore medio il ∆Tequiv. è d to d ll rel zione: ∆Tequiv. MEDIO = ∆
Tequiv. grigio OMBRA + 0.77*( ∆Tequiv. SOLE - ∆Tequiv. grigio OMBRA)
14
Nel c so di sottotetto ventil to e soffitto isol to il ∆Tequiv può essere ridott
o del 25%. Per ciò che rigu rd , invece, il c lcolo delle rientr te di c lore d
mbienti di centi non condizion ti, occorre tenere conto dell differenz di t
emper tur effettiv tr gli mbienti stessi. In ssenz di d ti precisi si può
ssumere che l’ mbiente non condizion to segu l’ nd mento dell temper tur est
ern con un differenzi le di 3 °C circ (in meno), nell’ipotesi chi r mente che
in t le mbiente non vi si no fonti di c lore interne. Nel c so di p reti di sep
r zione d cucine, loc li c ld ie etc.., l temper tur di t li mbienti può es
sere ssunt p ri Test. + (8 °C ÷ 14 °C). 4. CARICHI INTERNI.
Un contributo non tr scur bile per l definizione del c rico termico tot le c
rico dell’impi nto di r ffredd mento è r ppresent to inoltre d i contributi di c
lore sensibile e l tente, gener to ll’interno dell’ mbiente, d p rte di:
• • •
Persone; Illumin zione; App recchi ture/m cchine presenti in mbiente.
PERSONE Tutti noi sc mbi mo c lore sensibile e l tente con l’ mbiente che ci cir
cond . E’ tutt vi noto che ciò che sc mbi mo ed il modo stesso in cui lo f cci
mo è strett mente leg to l tipo di ttività svolt , lle condizioni termoigrome
triche dell’ ri Inf tti, un l voro “sedent rio leggero” comport uno sc mbio te
rmico sensibile e l tente di minore entità rispetto quello “messo in gioco” in
un l voro di tipo “pes nte”, così come p rità di condizioni, il c lore tot le
emesso d un soggetto m schio è sensibilmente m ggiore di quello emesso d un s
oggetto donn (≅15% in più). Nell pr tic impi ntistic si suole spesso introdu
rre un f ttore di contempor neità per ffoll mento. L’introduzione di t le f tto
re trov l su motiv zione nel f tto che è comunque difficile che il numero m x
di persone previste si effettiv mente presente e
15
qu lor lo fosse si bbi certezz sul numero re lmente presente d un d to ist
nte e sul tipo di ttività che si st svolgendo. A t le proposito riporti mo in
t bell lcuni dei v lori più diffusi di t li coefficienti:
Coefficiente di contempor neità per ffoll mento Alberghi Uffici Gr ndi m g zzin
i 0.4 ÷ 0.6 0.7 ÷ 0.9 0.8 ÷ 0.9
Nell t bell successiv figur no le quote di c lore sensibile e l tente sc mbi
to in rel zione differenti p r metri d’interesse: tipo di ttività svolt , tem
per tur di bulbo secco. T li d ti sono v lidi per persone che soggiorn no ll’i
nterno degli mbienti condizion ti lmeno per lmeno tre ore; un incremento fino
l 10 % è possibile per soggiorni brevi (15 min.). (Per m ggiori inform zioni c
onsult re testi speci listici)
C lore emesso d lle persone
T b. s.
L t. ATTIVITA’
Seduto riposo Seduto, l voro molto leggero Impieg to d’ufficio in ttività mod
er t L voro leggero l b nco L voro sedent rio
24 Sens. [kc l/h] 60 60 L t. [kc l/h] 35 45
26 Sens. [kc l/h] 55 55 L t. [kc l/h] 40 50
27 Sens. [kc l/h] 50 50 L t. [kc l/h] 45 55
28 Sens. [kc l/h] 45 45
[kc l/h] 30 40
50
60
60
55
65
50
70
45
115
75
130
60
135
55
140
50
70
70
80
60
85
55
90
50
16
ILLUMINAZIONE I c richi interni dovuti d illumin zione richiedono, unit mente
quelli dovuti lle persone, un ttent v lut zione in qu nto un non corrett i
ndividu zione degli stessi potrebbe port re commettere errori nche sost nzi l
i nell stim dei c richi mbiente. Occorre precis re che ciò che viene ssorbit
o d lle l mp de in termini di potenz elettric non si tr duce inter mente in c
rico termico; nelle l mp de inc ndescenti un p rte dell potenz ssorbit (10%
circ ) è tr sform t in energi luminos , mentre l rim nente porzione l ritro
vi mo sottoform di c lore dissip to nell’ mbiente per r di zione (80%), convezi
one e conduzione (10%). T le c lore ssorbito d lle strutture di delimit zione v
iene successiv mente ril sci to d porte, muri, p vimento etc…. T le energi ss
orbit contribuisce, dunque, ll definizione del c rico di r ffredd mento nche
dopo l chiusur delle luci, visto lo sf s mento tempor le indotto d i fenomeni
di ccumulo termico nelle strutture. Le l mp de fluorescenti tr sform no in ene
rgi luminos circ il 25% di ciò che ssorbono, un ltro 25% lo sc mbi no per i
rr ggi mento ed il rim nente 50 % per convezione e conduzione. In ggiunt que
sto occorre consider re, per t li l mp de, un m ggior zione del 25% per effetto
del c lore dissip to nello st rter. Un v lore bb st nz utilizz to per l stim
dei c richi dovuti ll’illumin zione è 12 W/m2 , v lore che può s lire nche
20 W/m2 in ssenz di d ti precisi. Si ricord , comunque, che t li v lori posso
no port re sovr stim re o sottostim re l’effettiv entità dei c richi presenti
in mbiente; quindi, prim di utilizz re t li v lori, verific re sempre l’ tten
dibilità degli stessi. APPARECCHIATURE PRESENTI All definizione del c rico term
ico tot le contribuiscono ltre sorgenti che possono essere presenti in mbiente
e che dissip no in esso p rte dell’energi elettric ssorbit . Sti mo p rl ndo
in p rticol re di m cchine fotocopi trici, computer, st mp nti etc.., per i qu
li si può consider re medi mente un v lore di 20 ÷ 25 W/m2 che può rriv re fino
40 ÷ 45 W/m2 nel c so in cui, d esempio, si bbi un’ lt densità di compute
r.
17
A ciò occorre ggiungere i c richi svilupp ti in mbiente d motori elettrici ev
entu lmente presenti e quelli comunque gener ti d eventu li ltre sorgenti in r
el zione ll destin zione d’uso dei loc li. INFILTRAZIONI D’ARIA Il c lcolo del
le rientr te di c lore dovute d infiltr zioni di ri estern ttr verso finest
re, porte etc… richiede l conoscenz delle port te d’ ri effettiv mente introd
otte in mbiente e le condizioni termoigrometriche si interne che esterne. L’in
filtr zione di ri estern è respons bile di pporti di c lore sensibile e l te
nte non desider ti in mbiente qu ntific bili ttr verso le seguenti rel zioni:
QL = ρ * V * 0.60 * ∆X [kc l/h]; QS = ρ * V * 0.24 * ∆T [kc l/h]; dove ρ = densi
tà dell’a ia alla tempe atu a conside ata (p = 1 atm) [kg/m3]; 0.60 = calo e lat
ente di vapo izzazione dell’acqua [kcal/g]; 0.24 = calo e specifico dell’a ia [k
cal/kg°C]; ∆T = differenz di temper tur tr ri estern ed ri mbiente; ∆X
= differenz di umidità specific tr ri estern ed ri mbiente [gH2O/kg ri
secc ]; V = port t volumetric ri [m3/h]. Occorre precis re che nel c so di
impi nti di condizion mento tutt’ ri o impi nti ventilconvettori ed ri pr
im ri , il c rico termico dovuto ll’ ri di infiltr zione non v comput to. Inf
tti in t le tipologi di impi nti possi mo ssumere nulle le infiltr zioni vist
o che gli mbienti clim tizz ti vengono m ntenuti in pressione rispetto ll’ mbi
ente esterno. Noti mo, infine, che negli impi nti misti ( cqu - ri ) l’ ri imme
ss in mbiente è tr tt t e di conseguenz fornisce un contributo di r ffredd m
ento sensibile e l tente che rigore occorrerebbe comput re i fini dell defin
izione del c rico gr v nte su ventilconvettori.
18 CALCOLO DEI CARICHI TERMICI PER DEI LOCALI DESTINATI AD UFFICI Si vogli clim
tizz re i loc li riport ti nell di figur 1 e destin ti pubblici uffici. L
tipologi impi ntistic scelt si quell di un impi nto tutt’ ri con ric mbi
o esterno p ri l 50% del v lore tot le tr tt to. Si no t li loc li (h = 3.3 mt.
) posizion ti l pi no terr di un edificio e comunic nti superiormente in p rte
con pp rt menti non condizion ti, in p rte con un sottotetto ventil to ed in p
rte con un terr zzo; si f cci riferimento quest’ultimo come luogo dove poter
inst ll re l centr le di tr tt mento ri ed il gruppo frigorifero. DATI DI PR
OGETTO Loc lit ’: Cosenz ; L titudine: 40° NORD; Est te: T ri estern = 33.5 °C
; U.R.= 50 %; Est te: T mb. prog. = 25 °C; U.R.= 50 %; Inverno: T ri est. = -3
°C; Inverno: T mb. prog. = 20 °C; DT: 8° (escursione termic giorn lier ); H (s.
l.m.): 256 mt.; Mese più c ldo: Luglio; Kp r.: 0.95 W/m2 °C (Muro esterno compos
to d 2 m ttoni sep r ti d un c mer d’ ri con inton co esterno ed interno);
• • • • • • • • •
• • • • • • • • • •
Kfinestre.: 3,9 W/m2°C (doppio vetro - esterno ssorbente ed interno ordin rio -
, tel io in ferro); Kport : 2.5 W/m2°C (port in legno); Ksol io : 1.65 W/m2°C (
sol io superiore); Numero di ore di funzion mento giorn liero dell’impi nto: 12;
Schermi interni costituiti d venezi n di colore chi ro; Affoll mento previsto
1 person ogni 8 m2; Illumin zione: 18 W/m2 (Luci fluorescenti); App recchi tur
e elettriche previste (computer): 8 W/m2; S lto termico tr ri estern ed mbi
enti non condizion ti: 3 °C.
19 PIANTA DEI LOCALI DA CLIMATIZZARE
Fig. 1
V no sc l
Dopo un’ ttent n lisi delle condizioni di c rico termico cui potrebbe essere s
oggett l struttur in rel zione ll’orient mento dei loc li, ll m ggiore o m
inore vicin nz di edifici circost nti, lle c r tteristiche di tr smissività de
lle superfici finestr te ed ll’orient mento delle stesse, ll presenz di mbi
enti di centi non condizion ti o destin ti d ttività p rticol ri, supponi mo
di ver individu to nelle ore pomeridi ne (16:00) del mese presunto più c ldo (L
uglio) l condizione di c rico più gr vos leg t ll contempor neità di differ
enti contributi. Riporti mo per comodità di lettur su di un sched pur mente r
i ssuntiv , il v lore dei c richi sensibili e l tenti precedentemente c lcol ti
ttr verso l’ usilio di softw re specifici in rel zione lle condizioni estive e
d invern li di progetto; è ovvio che in t le sched non figurerà il contributo d
i c rico dovuto ll’ ri estern . Quest’ultim , inf tti, immess in mbiente già
tr tt t contribuirà m ntenerlo in sovr ppressione rispetto quello esterno
impedendo l’ingresso di ri indesider t ttr verso finestre, porte etc…
20
0
21 Nell t bell successiv figur no i v lori di DT equiv lente c lcol ti con ri
ferimento lle differenti esposizioni, consider ndo strutture op che di colore m
edio c r tterizz te d un peso per m2 di superficie di 200 e 300, vendo cur di
non tr scur re i f ttori correttivi leg ti d un differente v lore dell temper
tur estern ed intern di progetto e ll’escursione termic giorn lier .
Come è possibile osserv re d l gr fico di figur 2, il contributo di c rico m gg
iore risult essere quello leg to ll tr smissione ttr verso le strutture op c
he (40%), seguito d l c rico dovuto ll’illumin zione (20%), lle persone (16%)
ed infine ll’irr ggi mento (13%) ttr verso le superfici finestr te. Un
CARICHI TERMICI ESTIVI
irr ggi mento ttr verso Vetro 16% 5% 13% 6% Tr smissione ttr verso Vetro Tr sm
issione ttr v. Strutture Op che Luci 20% 40% App recchi ture elettriche Persone
v lut zione ottenuti
bb st nz porterebbe
superfici le dei risult ti questo punto d ttribuire lle rientr te di c lore d
ovute ll’irr ggi mento un ruolo di sc rso v lore se confront to con quello rel
tivo lle ltre forme di
Fig. 2
22
23 sc mbio termico. In re ltà, qu nto detto, cess di essere vero nel momento in
cui il confronto tr i differenti contributi di c rico è rel zion to ll’entità
dell superficie ttr verso cui il c lore penetr in mbiente. Movendosi in t l
e direzione è possibile rendersi conto di come in re ltà il c rico r di nte si
il più pericoloso poiché “sp lm to” su di un superficie che corrisponde l solo
7 % dell’inter superficie di delimit zione dell’edificio d clim tizz re. Ciò
f comprendere come in edifici c r tterizz ti d gr ndi superfici vetr te, l’ do
zione di degu t scherm tur nei confronti dell r di zione sol re permette un
gross riduzione dell componente di c rico ssoci t ed un minore richiest d
i potenz frigorifer con conseguente risp rmio sui costi leg ti ll’ cquisto de
l gruppo frigorifero ed l dimension mento dell’impi nto di distribuzione del fl
uido termovettore. Il gr fico di figur 3 mostr , in modo simil re, l’entità del
le dispersioni ttr verso muri, tetti, p reti e componenti finestr te. In questo
c so l dispersione ttr verso le strutture op che è rilev nte se confront t c
on quell che compete lle superfici vetr te.
DISPERSIONI INVERNALI
15%
Tr smissione ttr verso Vetro Tr smissione ttr v. Strutture Op che
85%
Fig. 3
Il d to di p rtenz per poter procedere gr fic mente (ASHRAE) ed n litic mente
d un v lut zione dei tr tt menti estivi ed invern li è r ppresent to d l c ric
o termico tot le. T le c rico vente v lore 29112 W è così composto: Sensibile 2
6937 W , L tente: 2175 W. D l di gr mm ASHRAE, fiss te le condizioni termoigrom
etriche di progetto estive e tr cci t l rett dei “ c richi mbiente” p rtir
e d l punto “A” con pendenz S/T, si ris le f cilmente lle condizioni termoigro
metriche cui immettere l’ ri in mbiente l fine di neutr lizz re il c rico ter
mico c lcol to.
24
S/T
Fig. 4
HM
o E
HC
S/T o
o M
o
D
C
A
Le rel zioni d utilizz re per individu re le condizioni di immissione dell’ ri
in mbiente sono: Qs = m c p ∆T = m 0.24 (T − Timm ) = 1.2 Q 0.24
(Ta − Timm ) ; (1) Ql = m 0.6 ∆X = m 0.6 ( X − X imm ) = 1.2 Q 0.6
( X a − X imm ) ; (2)
. .
.
.
Si t atta di un sistema di due equazioni in t e incognite: Timm, m , Ximm pe  i
solve e il quale occo e ipotizza e una delle t e va iabili e icava e di conseg
uenza le alt e due. Le alte native possibili sono due: 1) ipotizza e il dato di
po tata e icava e la tempe atu a d’immissione (Timm) ed il titolo (Ximm); 2) ip
otizza e il salto te mico DT amb. – imm e icava e la po tata d’a ia ( m ) ed il
titolo (Ximm). Scegliendo di segui e la seconda alte nativa ed ipotizzando un D
T t a a ia ambiente ed a ia immessa di ci ca 10,5 °C, dalla (1) icaviamo una po
tata volumet ica di a ia pa i a Q = 7670 m3/h. Sostituendo il valo e t ovato ne
lla (2) otteniamo un ∆X tr ri mbiente e ri immess di
0.34 g/Kg ri
secc .
.
.
E’ import nte not re che tutti i punti sull rett S/T r ppresent no condizioni
termoigrometriche di immissione dell’ ri in mbiente in gr do di neutr lizz re
i c richi mbiente. L differenz tr un punto ed un ltro è nell port t che n
e deriv : invi ndo ri in mbiente temper tur più elev t occorrerà un m gg
iore port t , vicevers con ri più
25 fredd s rà possibile utilizz re un minore qu ntit tivo di ri beneficio s
i di un più piccolo ventil tore si di un minore spes deriv nte d ll’impiego
di c n lizz zioni con dimensioni ridotte. Si “C” il punto r ppresent tivo delle
condizioni termoigrometriche di immissione dell’ ri . Un terz vi percorribi
le in gr do di consentire l’individu zione del C è quell di unire il punto di m
iscel M tr ri estern ed intern con un v lore di temper tur superfici le d
el p cco lett to prossimo quello r ggiungibile con le norm li temper ture del
l’ cqu refriger t o con l’esp nsione dirett di refriger zione. Con riferiment
o d cqu 7 °C e s lto termico 5 °C t le v lore di temper tur può essere con
sider to p ri l v lore medio dell temper tur dell’ cqu tr l’ingresso ed l’u
scit dell b tteri ument to di 2 °C ÷ 2.5 °C. D l gr fico r ppresent to in fi
gur 4 si ric v l potenz sc mbi t sull b tteri fredd :
QF = m ∆h = m (hm − hc ) = 1.2 * 7670 * (14.81 9.36) * 1.16 ≈ 58844 W (3)
. .
Nota a questo punto la potenza ed ipotizzato il salto te mico lato acqua di 5 °C
isaliamo alla po tata che dov à ci cola e all’inte no batte ia: m H2O = 10132
[l/h]. Semp e dal g afico p ecedente è possibile calcola e il valo e del fatto e
di contatto della batte ia (1 BF), definito dal appo to MC/MD, pa i ci ca a 0.
86. Una volta noto tale fatto e, ent ando nella tabella sottostante isaliamo a
lle ca atte istiche della batte ia standa d (geomet ia 60x30) in g ado di ealiz
za e il t attamento in oggetto.
FATTORE DI CONTATTO
V=2
8R 0.973 0.96 0.942 0.955 0.933 0.912 0.919 0.895 0.870
6R 0.936 0.915 0.870 0.908 0.875 0.850 0.850 0.82 0.800
4R 0.830 0.770 0.750 0.775 0.730 0.690 0.720 0.720 0.620
PASSO ALETTE 2
V = 2..5 V=3 V=2
PASSO ALETTE 2.5
V = 2..5 V=3 V=2
PASSO ALETTE 3
V = 2..5 V=3
Ipotizzando un passo alette di 2.5 mm ed una velocità di att ave samento dell’a 
ia comp esa t a 2,5
m/sec e 3 m/sec, il nume o di anghi della batte ia in g ado di ga anti e il t a
ttamento estivo
ichiesto è 6. E’ a questo punto chia o che le p estazioni di una batte ia dipen
dono dal nume o di anghi, dal
26 passo delle alette e dalla velocità di att ave samento dell’a ia. In pa ticol
a e il “fatto e di contatto” c esce all’aumenta e del NR pe ché aumenta la supe 
ficie di scambio; pe  un dato NR ed un’assegnata velocità c esce al diminui e de
l passo delle alette pe  lo stesso motivo p ecedentemente accennato; pe  un dato
NR e dato passo delle alette c esce al diminui e della velocità pe  effetto dei
mino i t afilamenti e pe  l’aumento dei tempi di contatto t a a ia e batte ia.
Passando, invece, alle dispe sioni inve nali abbiamo visto che esse valgono 3595
1 W ossia
30954 Kcal/h. Sulla base della po tata d’a ia già calcolata, pa tendo dalle cond
izioni di p ogetto, si
isale alla tempe atu a cui occo e immette e l’a ia in ambiente al fine di comp
ensa e le pe dite di calo e inve nali. Quanto appena detto è visibile sul diag a
mma ASHRAE di figu a 5.
S/T
Fig. 5
Hc
Hm
o A o M o E o
C
o
B
Dalla elazione:
Qs = m c p ∆T = m c p (Timm − Ta ) = 1.2 * 7670 * 0.24 * (Timm – 20) (4);
. .
si icava una tempe atu a di immissione dell’a ia: Timm = 34 °C (punto C); Consi
de ato che il valo e di titolo co ispondente ai punti M ed A è ispettivamente:
Xmisc = 4.95 g/Kg a ia secca; Xamb = 7.4 g/Kga ia secca;
e che l’a icchimento ig omet ico da ealizza e pe  po ta e l’a ia dalla condizi
oni M a quelle A è
27
2.45 g/kga ia
secca
, ne consegue la necessità di su iscalda e l’a ia ispetto ai 34 °C al fine di
compensa e il calo e asso bito nel p ocesso di umidificazione. Il valo e di tale
inc emento di tempe atu a lo si icava dalla seguente equazione di bilancio te 
mico:
0.6 * ∆X = 0.24 * ∆T;
∆T = 0.6 * 2.45/(0.24) = 6.125 °C ; D i v lori di ent lpi rel tivi i punti M e
C si ris le, infine, ll potenz termic sc mbi t sull b tteri c ld ttr v
erso l rel zione:
QF = m ∆h = m (hc − hm ) = 1.2*7670*(13.1 5) * 1.16 = 86.5 KW (3) Nota: come g
ià detto, l’a icchimento ig omet ico ealizzato è 2,45 g/Kga ia secca. Poiché p
e  ogni
. .
g ammo di a icchimento si ha una iduzione di tempe atu a di ci ca 2 ÷ 2,5 °C,
conve ebbe, nel caso di fo ti a icchimenti (quindi g osse iduzioni dei valo i
di tempe atu a), p ivilegia e un sistema di umidificazione a pacco alveola e. I
n tali ci costanze, infatti, con un sistema di umidificazione ad ugelli assiste 
emmo ad un innalzamento epentino della tempe atu a di mandata, con il ischio d
i ventilazioni calde in ambiente, a seguito dell’a esto della pompa di umidific
azione pe  effetto della chiamata di un umidostato ambiente. A ciò si aggiunge e
bbe o gli eventuali p oblemi di pendolazione nei cont olli di tempe atu a. Il pa
cco alveola e, invece, pe  effetto dell’ine zia continue ebbe ad umidifica e l’a
ia in misu a idotta evitando l’inso ge e del p oblema succitato. Rito nando al
t attamento estivo, abbiamo visto che l’a ia t attata dalla batte ia f edda esc
e nelle seguenti condizioni: Ta ia = 14.5 °C con U.R.: 95 %. Non potendo chia am
ente p ocede e ad una immissione di etta dell’a ia in ambiente, pe  i p oblemi c
he ne de ive ebbe o a seguito di ventilazioni f edde, è possibile pensa e ad un
post iscaldamento estivo dell’o dine di ci ca 5 ÷ 6 °C da ealizza si t amite u
na batte ia calda supplementa e. La potenzialità di tale batte ia pot ebbe esse 
e gestita t amite un egolato e che ha come segnale in ing esso quello di un te 
mostato ambiente e come segnale in uscita uno di tensione agente su di una valvo
la a t e vie posizionata in ing esso alla batte ia stessa. Sul diag amma che seg
ue (fig.6) è possibile visualizza e il t attamento da ealizza e e calcola e la
potenza scambiata sulla batte ia di post.
28
Fig. 6
E
o M
o
o
C
D
A
Att ave so la elazione:
Qs = m c p ∆T = m c p (TD − TC ) = 1.2*7670*0.24*(20.5– 14.5) * 1.16 = 15375 W
;
. .
si isale così alla dete minazione della potenza te mica elativa alla batte ia
di post iscaldamento necessa ia pe  il t attamento dell’a ia nella stagione est
iva.
BIBLIOGRAFIA
“Fundamentals”, ASHARAE HANDBOOK; “Int oduzione al Condizionamento dell’a ia”, A
ERMEC; “Condizionamento dell’a ia e ef ige azione”, CARLO PIZZETTI; “Manuale de
lla Climatizzazione”, TECNICHE NUOVE;
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