Sei sulla pagina 1di 44

Progettazione di un sistema

per la produzione di ACS


mediante pannelli solari
e integrazione con caldaia a metano
destinato a uso familiare

Corso di
Energie Rinnovabili e Ambiente
Prof. Ing. Arturo De Risi

Paolo Martina
Matricola: 20022171

a.a 2015/2016

Indice
1 Introduzione

2 Inclinazione ottimale e direzione dei pannelli

3 Calcolo della radiazione su superficie inclinata

4 Posizionamento dei pannelli

12

5 Fabbisogno energetico

13

6 Dimensionamento dellimpianto

15

6.1

Scelta dei pannelli solari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

15

6.2

Scelta del bollitore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

17

6.3

Numero di pannelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

19

6.3.1

Rendimento dei pannelli e loro producibilit . . . . . . . .

19

6.3.2

Spessore isolante e perdite energetiche attraverso le tubazioni 23

6.3.3

Perdite energetiche nel boiler . . . . . . . . . . . . . . . .

26

6.3.4

Calcolo della superficie captante . . . . . . . . . . . . . . .

27

6.4

Verifica della potenza scambiata al serpentino . . . . . . . . . . .

28

6.5

Dimensionamento vaso di espansione . . . . . . . . . . . . . . . .

30

6.6

Perdite di carico del circuito primario . . . . . . . . . . . . . . . .

32

6.6.1

Perdite di carico distribuite . . . . . . . . . . . . . . . . .

32

6.6.2

Perdite di carico concentrate . . . . . . . . . . . . . . . . .

35

6.6.3

Scelta del circolatore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

36

7 Scelta del telaio

37

7.1

Materiale della struttura portante . . . . . . . . . . . . . . . . . .

37

7.2

Dimensionamento delle zavorre . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

40

8 Lay-Out dellimpianto

42

Introduzione

Si illustra di seguito il dimensionamento di un impianto solare termico con integrazione a caldaia a metano destinato alla produzione di acqua calda sanitaria
(ACS) al fine di soddisfare il fabbisogno di ununit abitativa composta da quattro persone.
Limpianto rientra allinterno di un piano di riqualificazione energetica che impone, secondo la normativa relativa a edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti,
a partire dal 1 Gennaio 2017, la copertura del fabbisogno energetico relativo ad
ACS per almeno il 50%.
Labitazione, sita in Via Giorgio La Pira, 9, Leverano (Le), caratterizzata dai
seguenti dati generali:

Zona climatica: C ;
Localizzazione: Latitudine 40 16 N, Longitudine 17 59 E;
Superficie calpestabile: 130 [m2 ]

I dati planimetrici e le rilevazioni in-loco hanno permesso la ricostruzione 3D


dellabitazione allo scopo di individuare criticit relative allinsolazione giornaliera
dovute alla presenza di edifici adiacenti.

Figura 1: Rappresentazione 3D delledificio

Inclinazione ottimale e direzione dei pannelli

A causa del moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole e della rotazione
terrestre, secondo il Sistema di Coordinate altazimutali (Soggettive) lAltezza e
lAzimuth del sole, misurati alla Latitudine di un generico osservatore, sono in
continuo divenire sia durante la giornata che durante lanno.
Si definisce Altezza, , la lunghezza darco, misurata in gradi, contata dallorizzonte verso la stella (in questo caso il Sole); laltezza positiva verso lo Zenit.
Si definisce Azimuth, , la lunghezza darco misurata in gradi contata in senso
orario a partire dal Sud fino al piede dellastro considerato.

Figura 2: Coordinate Altazimutali

Per tenere traccia del moto relativo del sole, il progettista si avvale di diagrammi
solari (3).

Figura 3: Diagramma solare

In particolare, per una data Latitudine, la loro consultazione permette di estrapolare due considerazioni fondamentali. La prima che nellarco di una giornata
il sole raggiunge il punto pi alto alle ore 12:00. Losservatore a quellora, vedr
cadere la perpendicolare del sole sul piano dellorizzonte apparente lungo la direzione Sud, in corrispondenza di = 0. La seconda relativa al fatto che durante
un intero anno laltezza massima del sole, varia da un minimo in corrispondenza
del Solstizio dInverno (21-22 Dicembre) a un massimo raggiunto nel Solstizio
dEstate (21 Giugno).
Avere traccia dellandamento dellaltezza solare di strategica importanza quando noto che la massima insolazione durante la giornata la si ottiene nelle ore
in cui il sole pi alto. Poich per ragioni economiche non previsto un sistema
motorizzato di inseguimento del Sole, le considerazioni fin qui esposte giustificano
la scelta di direzionare i pannelli a Sud.

Per quanto riguarda linclinazione da attribuire agli stessi, ott , si adotta come criterio di progetto quello di ottimizzare la ricezione della radiazione solare
nel periodo invernale che va dal 22 Dicembre al 21 Marzo, secondo la relazione
seguente:

ott = 90 (N )

(1)

dove N = 1 il 1 Gennaio ed N = 365 il 31 Dicembre.


Da quanto detto sopra, laltezza solare varia a causa dei moti terrestri attorno al
Sole e della Latitudine. In particolare il moto di rivoluzione influenza la variazione della Declinazione solare, , definita come langolo tra il piano su cui giace
lEquatore Celeste e lEclittica. Essa varia durante lanno secondo la seguente
legge:

 

284 + N
(N ) = 23, 45sin 360
365

(2)

Il moto di rotazione influenza, invece, la variazione dellAngolo orario, .


Una sua corretta valutazione necessita preliminarmente di calcolare lOra solare,
hsolare , in corrispondenza dellOra convenzionale, hconv = 12:


hsolare = hconv +

E 4(15 )
60


(3)

dove E data dalla seguente equazione:

E = 9, 87sin[(2g(N 81)] + 7, 67sin[g(N 1)]

dove g =

2
.
365

(4)

ora possibile calcolare lAngolo Orario, , come segue:

= 180 (15hsolare )

(5)

Una volta individuati Declinazione, , ed Angolo orario, , e nota la Latitudine


del luogo di interesse ( = 40 ) possibile effettuare il cambio di coordinate dal
Sistema di riferimento assoluto, detto Equatoriale, a quello soggettivo, detto Altazimutale, attraverso la seguente relazione che permette di individuare lAltezza
solare, per ogni giorno dellanno:

(N ) = arcsin[coscos(N )cos + sinsin(N )]

(6)

Essendo tuttavia interessati ad ottimizzare lutilizzo dei pannelli nel periodo


invernale, lAltezza da considerare sar quella ottenuta come media delle Altezze
nellarco dellInverno. In particolare risulta = 34, 8 .
Linclinazione ottimale, secondo la 1, risulter dunque ott = 90 34, 8 ' 55 .

Figura 4: Altezza solare ottimale

Calcolo della radiazione su superficie inclinata

Durante la fase di attraversamento dellatmosfera da parte della radiazione solare


si verificano i seguenti fenomeni:
Assorbimento energetico da parte dei gas costituenti latmosfera;
Diffusione dovuta alle diverse molecole gassose ed alle particelle solide in
sospensione nellaria;
Riflessione da parte dei vari strati dellatmosfera
Riflessione al suolo.
per necessario inserire in questo bilancio non solo lenergia proveniente dal
Sole, ma anche quella porzione di energia che viene rinviata a terra dallatmosfera
dopo che questa lha raccolta in parte dal Sole e in parte dalla Terra stessa.
La presenza combinata di questi diversi fenomeni rende dunque ragione di una
minor disponibilit energetica al suolo, quella che si suole definire come Radiazione diretta.
Inclinare i pannelli significa sfruttare meglio la Radiazione diretta, permettendo
di ottimizzarne la ricezione per ogni metro quadro di superficie captante.
Nel calcolo della radiazione solare globale giornaliera media mensile incidente su
superficie inclinata si terranno quindi conto dei seguenti contributi:
Radiazione riflessa;
Radiazione diffusa;
Radiazione diretta.
Lirradiazione H sul pannello inclinato, viene espressa in rapporto al valore
corrispondente Hh sul piano orizzontale. Detto R il valore medio mensile di
questo rapporto, si ha:

H = RHh = RKT Hho

(7)

dove KT =

Hh
,
Hho

definito Indice di soleggiamento reale, rappresenta la per-

centuale di radiazione solare globale che incide orizzontalmente sulla superficie


terrestre rispetto a quella globale extra-atmosferica.
Il valore di R pu essere approssimato con la formula seguente, in cui sono
sommati i contributi del soleggiamento diretto, diffuso e riflesso:


R=

dove il rapporto






Hd
Hd 1 + cos
1 cos
1
Rb +
+
Hh
Hh
2
2

Hd
Hh

(8)

la percentuale di radiazione solare diffusa rispetto a quella

globale su superficie orizzontale. Il suo valore tabellato in funzione di KT ;


rappresenta il valore di Riflettanza della superficie su cui viene installato limpianto solare termico e preso pari a = 0, 13 in corrispondenza di terrazzo in
bitume; Rb il valore medio mensile del rapporto tra lirradiazione diretta sulla
superficie inclinata e quella sullorizzontale:

Rb =

Hb
Hb,h

(9)

Per il calcolo dellirradiazione solare diretta su superficie inclinata, Hb , e per


quella su superficie orizzontale, Hb,h , si pone:

T = sin(sincos cossincos)

(10)

U = cos(coscos + sinsincos)

(11)

V = cos(sinsin)

(12)

Quindi il valore dellirradiazione solare diretta vale:

10

Hb = Go T
( 00 0 ) + U (sin 00 sin 0 ) V (cos 00 cos 0 )
180


(13)

Il valore giornaliero Hb,h sul piano orizzontale in assenza di ostruzioni vale:

Hb,h

= 2Go Th
s + Uh sins
180


(14)

dove s langolo dellapparire/scomparire del sole su piano orizzontale e 0 ,


00 sono rispettivamente gli angoli dellapparire e scomparire del sole per la superficie esposta, funzioni di T, U e V.
Una volta noti tutti i coefficienti si passa al calcolo della radiazione globale giornaliera media mensile su superficie inclinata, H, di cui si fornisce un prospetto
coi risultati ottenuti:
Tabella 1: Radiazione solare globale giornaliera media mensile su superficie inclinata

Mese

r.s.g.g.m.m
j
]
[ m2Mmese

Gennaio

373,42

Febbraio

402,31

Marzo

489,34

Aprile

525,79

Maggio

567,88

Giugno

556,20

Luglio

618,85

Agosto

644,48

Settembre

587,12

Ottobre

536,84

Novembre

371,10

Dicembre

339,00
j
6012,38 [ m2Manno
]

TOTALE

11

Posizionamento dei pannelli

Si sceglie di posizionare i pannelli solari sul tetto dellabitazione in esame.


Per mezzo del Software SketchUp stato possibile ricostruire il modello 3D delledificio dinteresse e di quelli circostanti allo scopo di ottimizzare la posizione dei
pannelli rispetto alle zone in ombra nel periodo pi critico dellanno: 22 Dicembre. Le immagini che seguono raffigurano gli ombreggiamenti sul tetto delledificio
nelle ore di massima insolazione:

(a) Ore 10:00.

(b) Ore 12:00.

(c) Ore 14:00.

(d) Ore 16:00.

Figura 5: Ombreggiamento 22 Dicembre

La zona scelta sar pertanto quella contrassegnata nel rettangolo rosso:

Figura 6: Posizione Pannelli

12

Fabbisogno energetico

Prima di procedere al dimensionamento dellimpianto solare termico per la produzione di ACS, necessario individuare il volume di acqua che si intende riscaldare
per coprire il fabbisogno di una famiglia composta da quattro persone.
La Normativa UNI/TS 11300-2 fornisce un criterio per il calcolo di tale volume.
Esso si basa sul valore della superficie calpestabile dellabitazione considerata, S.

Vw = aS + b

(15)

dove a e b sono due coefficienti, i cui valori sono tabellati in funzione di S =


130[m2 ].
In particolare si trova che Vw = 175[l/giorno] equivalenti a 0, 175[m3 /giorno].
Ipotizzando che lacqua di reintegro nellaccumulo arrivi alla temperatura T0 =
17[ C], valore ottenuto come media annuale della temperatura esterna media
mensile dellaria a Lecce (Norma UNI 10349), e che ad essa si voglia far compiere
un salto di temperatura fino a Ter = 60[ C], allora lenergia giornaliera che
necessario fornire al sistema di accumulo computabile come segue:

Qw = Cp [Vw (Ter T0 ]

(16)

immediato, individuare il fabbisogno energetico mensile e quindi quello annuale. Il prospetto che segue sintetizza i valori trovati:

13

Tabella 2: Fabbisogno energetico mensile

Mese

Qwm
Mj
[ mese
]

Gennaio

973,57

Febbraio

879,35

Marzo

973,57

Aprile

942,16

Maggio

973,57

Giugno

942,16

Luglio

973,57

Agosto

973,57

Settembre

942,16

Ottobre

973,57

Novembre

942,16

Dicembre

973,57

TOTALE

11 462,96

14

Mj
[ anno
]

Dimensionamento dellimpianto

6.1

Scelta dei pannelli solari

I collettori vetrati presenti sul mercato non sono tutti uguali. Esiste anzi una
grande variet di alternative tecniche, impiantistiche ed economiche. Per ragioni
di accessibilit economica, affidabilit e una tecnologia ampiamente consolidata,
la scelta ricade su pannelli piani vetrati selettivi.
Il modello in esame il CMG EVO 2500. Si fornisce di seguito unimmagine della
sezione del pannello e una panoramica delle sue caratteristiche principali:

Figura 7: Sezione pannello piano vetrato selettivo

A Pannello vetrato a basso contenuto di Ferro;


B Assorbitore Blue-Select, saldato al laser;
C Arpa in Rame;
D Guarnizione;
E Strato di isolante in lana di vetro ecologica;
F Profilato in Alluminio anodizzato con fori per scarico condensa e lastra
posteriore in Alluminio.

15

Si elencano di seguito le caratteristiche dimensionali di interesse:

Figura 8: Caratteristiche tecniche del collettore

Il produttore dei pannelli mette a disposizione una serie di coefficienti utili al


calcolo del rendimento del pannello:

0 = 0, 801;
a1 = 3, 653;
a2 = 0, 010.

dove 0 rappresenta il rendimento del pannello quando la temperatura media


del collettore e la temperatura ambiente sono identiche; a1 e a2 sono due fattori
di diminuzione del rendimento.

16

6.2

Scelta del bollitore

Nel dimensionamento di un impianto solare termico la scelta del bollitore funzione della superficie captante utile alla copertura del fabbisogno energetico. Tuttavia, poich nel suo computo rientrano le perdite energetiche del bollitore,
necessario sceglierne uno da cui estrapolare le caratteristiche dimensionali e verificare solo a posteriori se il volume del bollitore scelto congruo alla superficie
captante oppure no.
Per quanto riguarda, invece, la tipologia di bollitore la scelta ricade sul modello a
doppio serpentino. Ci giustificato dalla necessit di dover coprire il fabbisogno
energetico anche nei casi di bassa insolazione prolungata per giorni.
Si sceglie pertanto un prodotto della medesima azienda produttrice i pannelli:
CMG DS 300.
Di seguito, uno schema del bollitore con gli ingressi disponibili e le caratteristiche
dimensionali di rilievo.

Figura 9: Sezione del bollitore

17

Figura 10: Caratteristiche tecniche del bollitore

18

6.3

Numero di pannelli

6.3.1

Rendimento dei pannelli e loro producibilit

La scelta del numero di pannelli solari da installare sar effettuata in base al


fabbisogno energetico annuo e in base alle perdite energetiche annue previste sul
circuito primario, quindi quelle riguardanti le tubazioni e il boiler.
Per prima cosa si determina la producibilit dei pannelli, una volta noti la radiazione solare globale giornaliera media mensile su superficie inclinata, H, ed il
rendimento dei pannelli, . Di seguito viene riportata la trattazione analitica utile
a valutare le prestazioni dei collettori in funzione delle caratteristiche costruttive, delle condizioni ambientali e dellirraggiamento solare incidente. Nellanalisi
si fa riferimento a un collettore piano vetrato, ovvero la tipologia utilizzata per
limpianto in questione. Si inizia con il bilancio termico del sistema:

ISaptr = qu + qd

dove:

la trasmittanza della copertura;


lassorbanza della piastra captante;
I lirradianza solare [W/m2 ];
Saptr la superficie di apertura del pannello;
qu la potenza termica ceduta al fluido [W ];
qd la potenza termica dispersa nellambiente [W ].

19

(17)

Il rendimento del collettore definito come il rapporto tra lenergia trasferita


al fluido e quella incidente. Ricavandosi la qu dal bilancio precedente si ha:

qu
ISaptr qd
=
ISaptr
ISaptr

(18)

Per determinare le perdite termiche si ipotizza che siano proporzionali alla


differenza tra la temperatura media della piastra e quella dellambiente. La costante di proporzionalit, che tiene conto di tutte le perdite, prende il nome di
coefficiente di perdita globale del collettore. Quindi le perdite risultano essere:

qd = UL Saptr (Tc Ta )

(19)

dove:

UL il coefficiente di perdita globale del collettore [W/(m2 K)];


Tc la temperatura media della piastra [K];
Ta la temperatura media dellambiente [K].

Sostituendo nellespressione del rendimento si ottiene:

= UL

Tc Ta
I

(20)

Come parametro di riferimento, al posto della Tc , risulta pi utile e pi semplice


usare la temperatura media del fluido. Per fare ci necessario introdurre un
parametro correttivo chiamato fattore di efficienza del collettore, F. In questo
modo il rendimento si pu scrivere come segue:

Tm Ta
= F UL
I

20


(21)

dove Tm =

Ti +To
2

la temperatura media del fluido calcolata con la temperatura

di ingresso, Ti , e la temperatura di uscita, To .


Si utilizza la formula per il calore assorbito, qu , di Hottel - Whillier - Bliss, in
cui si usa un altro parametro correttivo detto fattore di rimozione, FR :

qu = FR Saptr (I UL (Ti Ta ))

(22)

possibile calcolare FR in vari modi, qui di seguito se ne riporta un esempio:

FR =

m s Cp (To Ti )
I UL (Ti Ta )

(23)

dove

m s la portata di fluido su unit di superficie [Kg/m2 s];


Cp il calore specifico del fluido [j/KgK].

Quindi lequazione del rendimento diventa:



qu
Ti Ta
=
= FR UL
ISaptr
I
Entrambe le equazioni dellefficienza sono dipendenti da:

Energia incidente;
Temperatura dellambiente esterno;
Condizione operative: Tm o Ti ;
Caratteristiche costruttive: , e UL .

21

(24)

Come documentazione delle prestazioni del collettore solare, viene fornito il


diagramma della curva di efficienza istantanea, fig.[11]:

Figura 11: Curva di efficienza istantanea

Dalla curva verde, relativa al pannello scelto, possibile ricavare direttamente


lefficienza, conoscendo le condizioni ambientali, dirraggiamento e quelle operative. Il parametro di riferimento nellascissa ottenuto in questo modo:
Tr =

Tm Ta
I

In particolare Tm stato assunto ragionevolmente pari a 50 , Ta pari al valore


giornaliero medio mensile fornito dalla Norma UNI 10349, mentre I stato preso,
come consigliato dal costruttore dei pannelli, pari a I = 1000 [W/m2 ].

Figura 12: Valori dellefficienza mensile del pannello

22

6.3.2

Spessore isolante e perdite energetiche attraverso le tubazioni

La coibentazione dei condotti del circuito primario argomento centrale quando


si parla di perdite energetiche relative a impianti che devono soddisfare a un determinato fabbisogno energetico, sia dal punto di vista ambientale che economico,
determinando un minor consumo di combustibile fossile e quindi un risparmio al
cliente.
La scelta dello spessore dellisolante condotta tenendo conto delle leggi dello
scambio termico convettivo e conduttivo. In relazione alla fig.[13] si pu scrivere:

Figura 13: Sezione longitudinale del tubo coibentato

Q(r 000 ) =
1
2r0 Lh0

1
2L0

T
Taria
 H2O
 

000
r00
1
log r0 + 2L00 log rr00 +

(25)
1
2r000 Lh00

dove:

L la lunghezza dei condotti;


0 e 00 sono i coefficienti di scambio termico conduttivo rispettivamente del
rame e della lana minerale [W/mK];
h e h sono i coefficienti di scambio termico convettivo relativi ad acqua e
aria [W/m2 K].
r0 = 0, 007[m], r00 = 0, 008[m] sono i raggi interno ed esterno della tubazione
in rame.

23

In particolare stato effettuato uno studio di sensitivit, in cui si voluto


correlare lo spessore di isolante alla potenza termica dispersa, facendo variare il
valore di r :

Figura 14: Studio di sensitivit

24

Figura 15: Studio di sensitivit

Dal diagramma in figura 15, si pu osservare come ad uno spessore dellisolante


pari a 2 [cm] corrisponda un buon compromesso di coibentazione. Le perdite sono
state calcolate tenendo conto di questo spessore e della relativa dispersione Q = 56
[W ]
Qbu,dis,ls,mese =

s 3, 6
Qt
[M j/mese]
1000

dove ts il numero di ore al mese

25

6.3.3

Perdite energetiche nel boiler

Per il calcolo delle perdite energetiche attraverso il boiler si fa riferimento alla


Norma UNI TS 11300-2. Essa si basa sul meccanismo di trasmissione del calore
per conduzione attraverso lo strato di isolante che separa il fluido dallaria.
Dalle caratteristiche geometriche del boiler si ricavano la superficie disperdente,
Ss , e lo spessore dellisolante, ds . Nota anche la conducibilit del materiale coibente, = 0, 024 [W/mK] e le temperature di esercizio, lenergia dispersa dal
boiler si calcola come segue:

Qwol,ls,mese =

Ss
(Ts Ta )ts
ds

(26)

dove Ts la temperatura media dellaccumulo, posta pari a 60[ C], e Ta la


temperatura media annua del locale adibito ad ospitare il boiler, presa pari a
20[ C].

26

6.3.4

Calcolo della superficie captante

Noto il fabbisogno energetico e le perdite termiche dovute al circuito primario e


al boiler, la superficie captante utile a coprire lintero bilancio la seguente:

Scaptante =

Qsol,out,anno + Qbu,dis,ls,anno + Qwol,ls,anno


H

(27)

Figura 16: Calcolo del numero di pannelli solari

Dal foglio di calcolo in fig.16, risultano, dunque, necessari due pannelli.


Poich come anticipato, in questo calcolo si assunto il volume del boiler pari a
300 [l], bisogna assicurarsi a posteriori che la superficie captante sia congrua al
volume dellaccumulo. Generalmente si assume un volume del boiler pari a 60 [l]
per metro quadro di superficie captante. Da cui velocemente:
Vboiler = 60 2 2, 31 = 278[l]
Quindi il sistema pannelli-boiler risulta essere congruente.

27

6.4

Verifica della potenza scambiata al serpentino

Dopo aver scelto il boiler e verificato che laccumulo fosse congruente con lestensione della superficie captante, si verifica che i serpentini in acciaio al suo
interno, possiedano superfici di scambio sufficienti a garantire il raggiungimento
della temperatura di erogazione, Ter = 60[ C], in tempi ragionevoli.
Il meccanismo fisico di trasferimento del calore la convezione, ci permette di
scrivere quanto segue:

Q h = KS(Tm1 Tm2 )

(28)

Isolando S, si ottiene
S=

Q h
K(Tm1 Tm2 )

dove K il coefficiente di scambio termico convettivo relativo ad un serpentino in acciaio, assunto pari a 500 [Kcal/hm2 C]; Tm1 =

60+50
2

= 55[ C] la

temperatura media del fluido termo vettore tra lingresso e luscita dal boiler;
Tm2 =

60+17,1
2

= 38, 55[ C] la temperatura media dellacqua dellaccumulo tra

reintegro ed erogazione.
Per determinare Q h , si individua innanzitutto il fabbisogno di energia utile a
portare il volume dacqua di 175 [l] da 17,1 [ C] a 60 [ C]:
Qt = Vw Cp (Toutlet Tinlet ) = 7525[Kcal]
Il consumo orario, e quindi la potenza richiesta, vengono calcolati in base alla
somma della durata del periodo di preriscaldamento, tpr = 2[h], e del periodo di
punta, tpu = 1, 5[h]:
Q h =

Qt
= 2150[Kcal/h] = 3[KW ]
tpr + tpu

La superficie di scambio del serpentino utile a garantire tale potenza subito


ricavabile e pari a S = 0, 261[m2 ]. Dalle caratteristiche del boiler in fig.[10] risulta
dunque verificata la disuguaglianza:
Sserpentino > S

28

Nota la potenza dello scambio termico con cui avviene il riscaldamento dellACS, immediato anche ricavare la portata di fluido termovettore che bisogna
far fluire allinterno del circuito primario:
m
=

Q h
= 0, 06[Kg/s] = 216[l/h]
Cp T

dove T = 10[ C]. Il valore di portata trovato verifica anche il valore massimo
consentito di portata del serpentino inferiore pari a 768 [l/h].
Data la scelta del serbatoio daccumulo a doppio serpentino, si prevede limpiego
di ununit energetica di backup utile al soddisfacimento del fabbisogno energetico
nei periodi di scarsa insolazione. Questa unit deve garantire una potenza di
almeno 3 [KW ].
Si sceglie dunque la caldaia a metano Vaillant ATMOTEC PRO VMW 240/5-3B
che fornisce una potenza di ben 24 [KW ] compatibile con la potenza scambiabile
dal serpentino superiore del boiler (24 [KW ] < 31,3 [KW ]) e in grado di fornire
acqua calda istantaneamente.

Figura 17: Caldaia a Metano

29

6.5

Dimensionamento vaso di espansione

Il vaso di espansione un componente idraulico che svolge la funzione di contenere le variazioni di pressione del circuito evitando pericolosi sbalzi e colpi dariete,
che altrimenti dovrebbero essere assorbiti dalle tubature e dal resto dellimpianto.
In particolare si sceglie un vaso di espansione del tipo chiuso. Esso costituito
da un contenitore rigido diviso in due camere dal volume variabile: una contenente il fluido del circuito e laltra contenente aria o altro gas precaricata ad una
determinata pressione tramite apposita valvola. La divisione tra le due camere
pu avvenire grazie ad una sacca o una membrana elastica. Uneventuale variazione di pressione porter la sacca a variare di volume, andando a compensare
la variazione di pressione. Maggiore sar la sacca, maggiore sar la capacit di
compensare i cambiamenti. Da qui lesigenza di dimensionare opportunamente
questo elemento del circuito.
A tale scopo si fa riferimento al criterio di dimensionamento secondo i quaderni
Caleffi, azienda produttrice dei vasi despansione che si intende installare. Si far
inoltre riferimento al seguente schema dimpianto:

Figura 18: Circuito vaso despansione

30

dove:

e il coefficiente di dilatazione del fluido alla temperatura di esercizio. essa


funzione della percentuale di glicole e della temperatura. In particolare
per Tesercizio = 120[ C] e per una percentuale di glicole del 5% si trova che
e = 0, 0615;
K il coefficiente di sicurezza assunto pari a 1,1;
Vp il contenuto del fluido nei pannelli solari: Vp = 2 1, 9 = 3, 8 [l];
Va il contenuto di acqua nellimpianto: Va = Vp +volumenelletubazioni =
3, 8 + 0, 15 12 = 5, 6 [l];
Vu il volume utile del vaso: Vu = (Va e + Vp )K. Sostituendo i valori si
trova Vu = 2[l];
Pst la pressione idrostatica nel punto di installazione. Ipotizzando una
differenza di quota pari a h = 5[m], Pst = gh = 0, 5[bar];
Pvs la pressione di taratura della valvola di sicurezza che si impone uguale
a 6 [bar];
Par la pressione di riempimento relativa al lato acqua. Si assume Par =
P0 = Pst + 0, 5 = 1[bar];
Per la pressione massima di esercizio dellimpianto lato gas, ovvero Pvs
diminuita di un valore di pressione che previene lapertura della valvola di
sicurezza: Per = Pvs 0, 5 = 5, 5[bar].

possibile dunque dimensionare il volume minimo del vaso di espansione


secondo la seguente relazione:

Vn = Vu

Per + 1
Per P0

(29)

In particolare Vn = 2, 88[l]. Dal catalogo Caleffi si sceglie dunque un vaso di 8


[l].

31

6.6

Perdite di carico del circuito primario

Un impianto solare a circolazione forzata caratterizzato dallimpiego di un circolatore che provvede al trasporto del fluido termovettore. La scelta del circolatore
funzione di due parametri: portata del fluido termovettore e prevalenza. In
particolare la prevalenza della pompa uguale alle perdite di carico complessive
del circuito. Queste sono dovute alla somma di due termini: perdite distribuite,
cio perdite relative a tratti rettilinei dei condotti, e perdite concentrate dovute
alle varie accidentalit e quindi a valvole, saracinesche, derivazioni, curve, etc...

6.6.1

Perdite di carico distribuite

Le perdite di carico continue si possono calcolare con la seguente formula generale:

r = Fa

1 v2

D 2

(30)

dove:

r la perdita di carico unitaria, [P a/m];


Fa il fattore di attrito, adimensionale;
D il diametro del condotto, [m];
la densit del fluido termovettore, [Kg/m3 ];
v la velocit media del fluido, [m/s].

In tale formula, il fattore di attrito, Fa dipende dalle dimensioni e dalla rugosit del condotto e dal modo in cui scorre il fluido. In particolare, il modo di
scorrere, varia in relazione al regime di moto del fluido. Regime che pu essere
laminare, turbolento o transitorio. Questi diversi modi di scorrere del fluido sono
quantitativamente individuabili attraverso il Numero di Reynolds, Re: un valore
adimensionale cos definito:
Re =
32

vD

in cui compare il coefficiente , definito viscosit cinematica misurato in [m2 /s].


Per agevolare il compito dellimpiantista, sono disponibili tabelle in cui possibile
ricavare il valore delle perdite di carico distribuite associate al flusso di un fluido
di cui si conosce la temperatura, qui ipotizzata pari ad 80 [ C], la portata, e il
materiale del tubo allinterno del quale il fluido scorre, qui considerato Rame.
Nota la portata del fluido termovettore, pari a 216 [l/h], la geometria del condotto
che garantisce minori perdite e velocit contenute quella in corrispondenza di
Di = 14[mm] e De = 16[mm] (lo stesso condotto utilizzato nel calcolo delle
perdite termiche nel paragrafo relativo), mentre le perdite associate sono r =
16[mmCA/m].

Figura 19: Perdite di carico distribuite

Avendo gi ipotizzato una lunghezza totale dei condotti pari a 12 [m], le perdite
di carico distribuite ammontano a 192[mmCA] ' 0, 0188[bar].

33

Poich il circuito primario in pressione, per buona norma si consiglia di verificare la resistenza dei condotti a tale sollecitazione. In questa direzione i quaderni
Caleffi propongono una relazione che individua la pressione massima di esercizio
in relazione alle caratteristiche di spessore e materiale dei tubi:

Pmax = 200

sR
[Kgf /cm2 ]
De K

(31)

dove:

s lo spessore del tubo, qui pari a 1[mm];


R il carico di rottura relativo a un provino in rame, pari a 21 [Kgf /mm2 ]
De il diametro esterno del tubo;
K un coefficiente di sicurezza pari a 4.

Sostituendo i valori nella 31, si ottiene Pmax = 64, 37[Kgf /cm2 ] ' 64, 37[bar].
Poich le pressioni nel circuito, come sottolineato nel paragrafo relativo alla verifica del vaso di espansione, non sono mai maggiori di 6 [bar], allora anche i
condotti scelti sono ampiamente verificati.

34

6.6.2

Perdite di carico concentrate

Le perdite di carico concentrate sono quelle che un fluido, in moto attraverso


un condotto, subisce a causa delle resistenze accidentali e delle irregolarit di
percorso (riduzioni o allargamenti, curve, valvole, organi di regolazione, etc...).
Esse sono determinate in funzione di un coefficiente il cui valore dipende dalla
forma e dal tipo di resistenza accidentale. Con questo metodo le perdite di carico
localizzate si calcolano con la seguente formula:

v2
z =
2

(32)

dove:
z la perdita di carico localizzata, [P a];
il coefficiente di perdita localizzata, adimensionale;
la densit del fluido;
v la velocit del flusso, [m/s].

Di seguito uno schema delle perdite nel circuito:


Tabella 3: Calcolo perdite localizzate

Tipo ostacolo

zi

[P a]

ztot
[P a]

Curva normale a 90

155,4

777

Allargamento

77,7

77,7

Restringimento

0,5

38,85

38,85

Valvola intercettazione

10

777

1554

Valvola saracinesca

0,2

15,54

31,08

Valvola ritegno

233,1

466,2

TOTALE

2943,83 [P a] ' 0,3 [bar]

35

6.6.3

Scelta del circolatore

Nel computo delle perdite di carico si aggiungono quelle dovute allattraversamento dei canali presenti nel collettore e nel boiler. Il loro valore determinato
da curve fornite nei cataloghi in funzione della portata del fluido termovettore.
Le perdite di carico totali sono date da:
R = r + zi + perditecollettore + perditeboiler

dove:

r = 0, 0188[bar];
zi = 0, 03[bar];
Perdite collettore pari a 0,002 [bar];
Perdite boiler pari a 0,0023 [bar].

Per un totale di R = 5310[P a] equivalenti a una prevalenza di H =

R
g

0, 54[m]. Per favorire la circolazione del fluido termovettore si sceglie il circolatore


Calpeda NCE HQ F.

Figura 20: Circolatore

36

7
7.1

Scelta del telaio


Materiale della struttura portante

La cassa dei pannelli solari realizzata in Alluminio anodizzato che rientra nella
categoria dei materiali cosiddetti non nobili. Ci comporta un limite nella scelta
del materiale di supporto su cui il pannello verr a poggiarsi e degli elementi di
collegamento.
La ragione di ci risiede nel fenomeno di corrosione galvanica. Il meccanismo
della corrosione galvanica si produce secondo un processo ad umido e si innesca
quando due materiali, aventi un diverso valore di nobilt, vengono posti a diretto
contatto (formando un accoppiamento galvanico), in presenza su entrambi di un
terzo elemento detto elettrolita. Si viene a formare una cella galvanica in cortocircuito nella quale gli elettrodi sono costituiti dai due materiali accoppiati. Si
genera un flusso di elettroni dal materiale meno nobile (avente potenziale minore), denominato Anodo (o polo negativo) che si ossida, verso quello pi nobile
avente potenziale maggiore, denominato Catodo (o polo positivo), dove avviene
la riduzione dei cationi, che pu rivestirsi di strati metallici. I metalli meno nobili
(per esempio Zinco, Ferro, Nichel) presentano una maggiore tendenza a corrodersi rispetto ai metalli pi nobili (per esempio Rame, Argento, Acciaio inox), per
cui mettendo a contatto un metallo meno nobile e un metallo pi nobile sar il
metallo meno nobile a corrodersi (fungendo da anodo) e la corrosione risulter
accelerata, invece il metallo pi nobile rimarr intatto a causa di un fenomeno di
protezione.

37

Lentit della corrosione dipende:


Dalla differenza di potenziale che si crea tra i due elementi, che tanto
grande quanto pi distanti sono gli elementi stessi nella scala dei potenziali
standard (o scala galvanica);
Dalla quantit di ossigeno presente nellambiente;
Dal rapporto tra la superficie complessiva dei due metalli e quella del metallo
meno nobile.

Si consiglia, pertanto, la realizzazione di accoppiamenti di metalli prossimi tra


loro nelle serie galvaniche, risultando cos galvanicamente compatibili ; mentre
da evitare limpiego di materiali tra loro lontani nella serie galvanica dinteresse.
La prevenzione o il contenimento della corrosione per contatto possono essere
realizzati evitando il contatto tra materiali di nobilt molto diversa o isolando tra
loro, ove possibile, materiali metallici differenti. Anche limpiego di rivestimenti
protettivi o di inibitori pu ridurre il rischio di corrosione per contatto. Qualora
sia impossibile evitare limpiego di una coppia di materiali metallici tra loro non
compatibili, si pu ampliare la catena galvanica, introducendo un terzo metallo,
meno nobile di quelli costituenti la coppia, agente quindi come anodo sacrificale.

38

Dal punto di vista puramente qualitativo, qui di seguito viene riportata la


scala galvanica (riferita allelettrodo ad idrogeno) dei pi comuni metalli e leghe,
partendo dal meno nobile:
Litio;
Sodio;
Magnesio;
Titanio;
Alluminio;
Manganese;
Zinco;
Cromo;
Ferro - (Acciaio al carbonio, Ghisa);
Cadmio;
Nichel;
Stagno;
Piombo;
Rame;
Acciaio inox;
Argento
Mercurio;
Platino;
Oro.
Nel caso specifico in esame, la struttura di supporto verr realizza con estrusi
in Alluminio, compatibile con le caratteristiche galvaniche della cassa dei pannelli
solari.
39

7.2

Dimensionamento delle zavorre

Lazione del vento in concomitanza della superficie dei pannelli solari pu generare problemi di ribaltamento dovuti alleffetto vela. dunque necessario provvedere allancoraggio della struttura portante sulla superficie del tetto attraverso
collegamenti bullonati oppure con specifiche zavorre, la cui entit deve essere
opportunamente dimensionata. Ipotizzando di scegliere la seconda opzione, per
ragioni di salvaguardia strutturale dovute alle possibili infiltrazioni dacqua nel
tetto, il calcolo delle zavorre verr effettuato in sicurezza ipotizzando un valore
della velocit del vento pari a 30 [m/s].
Dal teorema di Bernoulli, la pressione del vento si calcola come:

1
Pv = v 2 [P a]
2
dove:

= 1, 25[Kg/m3 ];
v = 30[m/s].

Figura 21: Schema delle forze

40

(33)

Sostituendo i valori si trova Pv = 562, 5[P a]. Moltiplicando tale valore per la
sezione di passaggio del vento, si trova il valore della forza che supporremo agente
nel baricentro del pannello, indicata con F in figura 21 e pari a F = 1160, 5[N ]. La
componente di questa forza, ortogonale alla superficie del pannello responsabile
del ribaltamento del pannello, attorno attorno al punto o.
A bilanciare staticamente il sistema interviene il peso proprio della struttura
e quello delle zavorre. La forza avr direzione ortogonale al suolo, applicata
anchessa nel baricentro e pari a (41+Z), dove Z rappresenta il peso delle quattro
zavorre. La componente ortogonale alla superficie del pannello di tale forza
responsabile, invece, delleffetto stabilizzante.
Dallequilibrio alla rotazione delle forze ribaltante e stabilizzante rispetto al punto
O, risulta:
Mi = 0
cio
1, 004(41 + Z)cos(55) + 1, 004F sin(55) = 0
da cui si racava che
Z = 128[kgf ]
Ciascun pannello quindi avr quattro zavorre da 32 [Kg] ciascuna, per un totale
di 128 [Kg].

41

Lay-Out dellimpianto

Il controllo del sistema avviene per mezzo di un termoregolatore differenziale ed


un termostato. In particolare, il termoregolatore differenziale confronta la temperatura di uscita dal secondo collettore con la minima dellaccumulatore e avvia
la pompa quando la differenza di temperatura maggiore di quella impostata sul
regolatore. La differenza di temperatura deve essere regolata in modo che non
avvengano mai perdite di calore dellaccumulatore attraverso il collettore. Per
rispettare questa condizione la temperatura del collettore deve essere superiore
a quella dellaccumulatore di 8-12 [K] quando la pompa si avvia. Questo valore
risulta dalle seguenti ragioni:

La perdita di temperatura nella tubazione dal collettore allaccumulatore ,


a seconda della lunghezza, di 1-3 [K];
Le tolleranze delle sonde e del regolatore sono di 1-2 [K];
La differenza minima nello scambiatore di calore deve essere 3-5 [K];
Limpianto deve essere messo in funzione quando lenergia utile maggiore
di quella consumata dalla pompa, il che richiede una differenza di almeno
3 [K].

Queste differenze di temperatura si sommano e danno una differenza totale di


temperatura di almeno 8 [K].
Il termostato, invece, misura a mezzo della sonda posta in alto al bollitore, la
temperatura di erogazione dellacqua. Qualora essa risultasse al di sotto del valore
impostato, il termostato attiva il sistema di backup, in questo caso rappresentato
dalla caldaia a metano. Sia nel caso del termoregolatore differenziale che del
termostato, stato previsto un abbinamento con valvole a tre vie motorizzate
per il cui funzionamento indispensabile lutilizzo di un rel intermedio.

42

In figura 22 si riporta lo schema di impianto del sistema solare termico per


la produzione di ACS con caldaia a metano di backup. In esso si individuano i
seguenti elementi:

1) Pannelli solari;
2) Boiler;
3) Caldaia a metano;
4) Circolatore;
5) Manometro;
6) Filtro;
7) Valvola di non ritorno;
8) Valvola di regolazione:
9) Vaso di espansione;
10) Valvola miscelatrice a 3 vie motorizzata;
11) Sonda;
12) Valvola automatica di sfogo per laria;
13) Valvola manuale di sfogo per laria;
14) Barilotto per lo sfogo dellaria;
15) Riduttore di pressione;
16) Valvola di non ritorno a clapet.

43

44
Figura 22: Circuito dellimpianto solare