Sei sulla pagina 1di 139

Universit degli Studi di Napoli Federico II

D.E.TE.C. - Dipartimento di Energetica, TErmofluidodinamica


applicata e Condizionamenti ambientali

Dispensa N.7
LEnergia Solare
Gestione delle Risorse Energetiche
A.A. 2012/2013

Sommario
Richiami teorici sullirraggiamento
Richiami sulla disponibilit dellenergia solare
Analisi termodinamica dei collettori solari
Tipologie di collettori solari
Impianti basati sulla tecnologia del solare
termico
Analisi economica
Software di Calcolo - Case studies

Irraggiamento e Corpo Nero


Tutti i corpi a T > 0 K scambiano energia termica sotto
forma di radiazione elettromagnetica con lunghezza
donda compresa fra o,2 e 100 m.
Corpo Nero: un assorbimento perfetto di radiazione
Il Corpo Nero anche un emettitore perfetto
Il Corpo Nero non necessariamente visibile con il
colore nero dallocchio umano

Leggi dellirraggiamento
Legge di Plank

Legge di StephanBoltzmann

Legge di Wien
4

Coefficienti radiativi
G: Radiazione Incidente
R: Radiazione Riflessa
A: Radiazione Assorbita
T: Radiazione Trasmessa
: coefficiente di trasmissione
: coefficiente di assorbimento
: coefficiente di riflessione
Coefficienti monocromatici (relativi
allintervallo di lunghezze donda
infinitesimo avente origine in )
Coefficienti totali (relativi a tutto lo
spettro delle lunghezze donde)

Emittenza
Tutte le superfici reali non hanno il comportamento del
Corpo Nero
Lanalisi delle superfici reali analizzata attraverso il
concetto di emittenza, ovvero il rapporto fra il flusso
radiativo emesso dalla superficie reale ed il flusso
radiativo emesso dal corpo nero alla stessa
temperatura

Il sole (1)
Il sole una sfera di materia gassosa,
composta per l80 % da idrogeno e per il 19
% da elio
Il diametro di 1.39 milioni di km.
La massa pari a circa 2x1030 kg.
Le zone centrali del sole raggiungono
temperature comprese tra 8 e 40 milioni di
gradi Kelvin (K)
La temperatura esterna di circa 5500 K.
7

Il sole (2)
Si stima che il 90 % dellenergia
venga generato nella regione
centrale, tra 0 e 0.23 R (dove R
il raggio del sole), nella quale
contenuto il 40 % della massa
solare.
Lo strato esterno della zona
convettiva detto fotosfera il
cui bordo ben definito
Al suo esterno vi la
cromosfera, ossia uno strato
gassoso spesso circa 10000 km
8

Il sole (3)
L energia emessa nello spazio dalla
superficie del sole sotto forma di onde
elettromagnetiche.
La temperatura della superficie si porta ad
un valore di circa 5780 K
Il sole si comporta allora come un corpo
nero che, alla temperatura di 5780 K,
irradia energia nello spazio.
Quasi il 99% della radiazione solare ha
lunghezza donda compresa tra 0.15 e 3 m
e il massimo di intensit si ha a circa 0.5
m; la parte compresa tra 0.4 e 0.74 m
occupa la zona visibile dello spettro mentre
a sinistra ed a destra di tale fascia si
trovano rispettivamente le zone
dellultravioletto e dellinfrarosso.
9

Disponibilit (1)
Ogni anno il sole irradia 19000 GTEP mentre la richiesta di
energia primaria di 8 GTEP
La disponibilit dellenergia solare al suolo dipende dalla
latitudine, dallinclinazione della superficie e dallora, dal
giorno e dal mese nonch dalle condizioni atmosferiche
Si vede che nellemisfero Settentrionale la superficie esposta
a SUD riceve una maggiore aliquota di energia solare
rispetto ad una corrispondente superficie ORIZZONTALE
In generale si posiziona la superficie captante esposta a SUD
con un angolo di inclinazione rispetto allorizzontale di:
L-10 se utilizzata durante tutto lanno
L+10 se utilizzata prevalentemente in INVERNO

10

Disponibilit (2)

 Per coprire con pannelli fotovoltaici


tutto il fabbisogno elettrico mondiale
occorrerebbero superfici di captazione
per ca. 200.000 km2 (0,1% delle terre
emerse)
 .per coprire lintero fabbisogno di
energia servirebbero ca. 350.000 km2
(0,2% delle terre emerse)

 Potenza media extra atmosfera:


178.000 TW
 Potenza media al netto dellalbedo:
125.000 TW
 Potenza media assorbita dal suolo:
91.000 TW
(2,91012 TJ/anno: pi di 6.000 volte il
fabbisogno mondiale!)
11

La fonte solare ed il fabbisogno di energia mondiale


(Potenza media:
178.000 TW)

(370 TW)

(Geotermia = 35 TW)

(Sfruttamento comb.
Fossili: 10 TW)

12

La fonte solare e le altre fonti di energia

Fabbisogno stabilizzato (10x10^9ab.)

Fabbisogno
(TJ/anno)

Fabbisogno mondiale 2001


M aree
Idraulica

Rinnovabili
(TJ/anno)

Geotermia
Eolica
Solare (al suolo)
Nucleare (fissione moderata)

Non rinnovabili
(TJ)

Risorse fossili
Nucleare (fissione autofe rtilizzante)

1,
0E
+0
0
1,
0E
+0
3
1,
0E
+0
6
1,
0E
+0
9
1,
0E
+1
2
1,
0E
+1
5
1,
0E
+1
8
1,
0E
+2
1
1,
0E
+2
4
1,
0E
+2
7
1,
0E
+3
0
1,
0E
+3
3

Fusione da deuterio (1,5*10^18 m3 H2O)

13

La fonte solare: radiazione al suolo


 Latitudine del sito (): langolo
formato dalla retta congiungente il sito
con il centro della terra e dal piano
equatoriale.
 Azimut solare (): langolo formato
dalla proiezione sul piano orizzontale
della congiungente sole-terra con il
semiasse sud:
> 0 quando il sole verso est;
< 0 quando il sole verso ovest.
 Altezza solare (): langolo formato
dalla congiungente sole-terra nel sito
di riferimento con il piano orizzontale.
Altezza solare a mezzogiorno al
solstizio destate:
max=(90 )+23,45
Altezza solare al solstizio dinverno:
min= (90 ) 23,45

 Azimut superficiale del piano ()


langolo formato dalla proiezione sul
piano orizzontale della normale alla
superficie in oggetto con il semiasse
sud.
 Inclinazione della superficie in
oggetto (): langolo formato dalla
superficie in oggetto con il piano
14
orizzontale

La fonte solare: definizioni

15

Diagrammi dei percorsi solari - Polare

16

Diagrammi dei percorsi solari - Cartesiano

17

Diagramma dei percorsi solari e ombre portate


 Per la valutazione delle eventuali
ombre portate sulla superficie
captante da elementi naturali o
artificiali (colline, monti, edifici,
alberi, etc.), necessario rilevare il
profilo di tutti i volumi visibili sulla
linea dellorizzonte (o determinarli
con lausilio di una mappa quotata)
e sovrapporli al diagramma dei
percorsi solari.
 Il risultato finale un coefficiente di
ombreggiamento CO, definito come
rapporto
tra
lenergia
effettivamente incidente e quella
che si avrebbe senza ombre (CO 1)
 Anche il calcolo delle ombre portate gestibile in modo automatico dai software di supporto alla
progettazione dei sistemi solari

Diagramma dei percorsi solari e ombre portate: esempio per


superficie posta sul terrazzo del DETEC, P.le Tecchio

Diagramma dei percorsi solari con orizzonte - Napoli, P.le Tecchio,


(dal sito del JRC: http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/apps4/pvest.php )

Altri elementi di
valutazione: autoautoombreggiamento dei
pannelli

b+c

 La distanza tra file di collettori va scelta ottimizzando lo spazio disponibile; di solito, la distanza minima
si calcola imponendo che non ci siano ombre alle 12 del solstizio dinverno (ovvero, per una fissata
altezza solare: c = (90-23,45-latitudine), ad ex., alle nostre latitudini, c 25), oppure imponendo
lassenza di ombre almeno per altezze solari superiori a un valore prefissato (tipicamente 20):
Bmin = L sin (a) cos (g) / tan (b+c)
dove:
Bmin= distanza minima tra le file di pannelli (per non avere ombre con un prefissato valore di altezza solare c)
a = angolo di inclinazione del pannello
b = angolo di inclinazione della falda
L = altezza del pannello
g
g = azimuth (orientamento del pannello rispetto a sud )
c = altezza del sole prefissata

Ad esempio, per esposizione sud (g=0) su tetto piano (b=0) con inclinazione a = 30, per L = 1,0 m e c = 20
si ha: Bmin = 1,4 m. In alternativa, regola empirica: B 3Hcos(b) = 3Lsin(a) , che nel caso in esame
darebbe: Bmin = 1,5 m.

Irraggiamento extraterrestre

 POTENZA IRRADIATA DAL SOLE 3,81023 kW


 COSTANTE SOLARE G0 = IRRADIAZ. MEDIA ANNUA
ALLESTERNO DELLATMOSFERA 1.370 W/m2
21

Componenti della radiazione incidente


sulla terra: radiazione diretta
La radiazione diretta ricevuta direttamente dal sole, nasce dalla
radiazione ai confini dellatmosfera detraendovi la quota assorbita e
diffusa dallatmosfera durante lattraversamento dei raggi solari, quota
che proporzionale alla direzione del sole ed alle condizioni di
nuvolosit ed inquinamento del sito considerato.
Il fenomeno della diffusione dovuto sia allatmosfera tal quale secca e
pulita, sia alla ulteriore presenza di vapore, polveri ed altri aerosol.
Lassorbimento invece principalmente dovuto alla presenza di acqua.

22

Componenti della radiazione incidente


sulla terra: radiazione diffusa
La radiazione diffusa costituito da fotoni diffusi dallatmosfera parte delle particelle gassose o
solide presenti nellatmosfera (aria, nuvole, aerosol).
La sua struttura varia con le condizioni meteorologiche non superando il 15 25% del totale in una
giornata serena ed arrivando ad essere il 100% in caso di cielo totalmente coperto (assenza di
ombre).
Il suo contributo massimo si ha con una disposizione orizzontale della superficie captante, in grado
cio di vedere la massima estensione di cielo, e senza ostacoli sullorizzonte.
Con tempo coperto, si considera isotropo, vale a dire che si riceve un irraggiamento identico da tutte
le direzioni della volta celeste. Con tempo chiaro o velato, oltre al cielo blu, relativamente isotropo
(diffusione sullaria), si ha una corona pi brillante attorno al sole (componente chiamata
circumsolare) e sovente un rinforzo sullorizzonte, la cosiddetta banda dorizzonte.

23

Componenti della radiazione incidente


sulla terra: radiazione riflessa (albedo)
La componente di albedo dovuta alla riflessione
sulla superficie interessata da parte del suolo o di
altri corpi direttamente visibili come edifici,
montagne,etc.
Essa spesso determinata sperimentalmente ed
aleatoriamente influenzata dalle condizioni fisiche
del terreno circostante, innevato, coltivato, vicino al
mare, etc.
Si valuta la componente di albedo, su superfici
variamente inclinate, in percentuale della radiazione
totale orizzontale , secondo coefficienti empirici

24

Componenti della radiazione incidente


sulla terra
Le componenti della radiazione possono essere stimate per via
analitica oppure possono essere determinate sulla base di valori
effettivamente misurati
La via analitica consente un calcolo semplice della sola aliquota
diretta
Ove possibile sempre preferibile utilizzare dati provenienti da
misure

25

Misurazione della radiazione solare


Le misurazioni vengono fornite da opportune stazioni di
misurazione
I dati possono essere rilasciati sia in forma tabellare che grafica
(mappe isoradiative)

26

Misurazione della radiazione solare


In Italia, il riferimento l ATLANTE ITALIANO DELLA
RADIAZIONE SOLARE, pubblicato da ENEA e disponibile
al link http://www.solaritaly.enea.it/. anche possibile
realizzare calcoli e simulazione mediante il
componente disponibile sul sito.
In Europa, il riferimento il JRC
(http://sunbird.jrc.it/pvgis/imaps/index.htm ) che ha
elaborato un software disponibile in rete per il calcolo
della radiazione solare, diretta, diffusa ed albedo, su
superfici inclinate, verticali ed orizzontali. anche
possibile determinare linclinazione ottimale della
superficie e lenergia captata da sistemi ad
inseguimento
27

Mappe iso-radiative per lItalia

28

Misure di radiazione solare


Nel caso in cui non siano disponibili dati sulla radiazione possibile
utilizzare:
Piranometri
Cella Fotovoltaiche

Quasi mai si effettua una misura della radiazione diffusa che viene
invece ricavata per differenza, utilizzando opportuni algoritmi
Le misure effettuate sono sempre statiche

29

Richiami di geometria solare: influenza dellinclinazione della


superficie rispetto alla direzione della radiazione diretta
 Superficie ortogonale ai raggi solari:
Gn = G0 AM
AM = coefficiente di massa daria
(distanza percorsa nellatmosfera / distanza minima) = d / dmin 1 / sin
= coefficiente di trasparenza (inquinamento, nuvole, pulviscolo, incidenza
dellaliquota diffusa), valori tipici tra 0,5 e 0,8
Gn,max 1.000 W/m2
 Superficie non ortogonale ai raggi solari: G A = Gn An => G = Gn cos

Limite dellatmosfera assorbente


(dmin 100 km)

dmin

Superficie terrestre

Superficie ortogonale, An

Superficie captante, A = An / cos

La fonte solare: influenza


dellinclinazione (a cielo sereno)

31

La fonte solare: influenza dellinclinazione


(valori effettivi)

Inclinazione ottimale alle latitudini Italiane 30


(40se si vuole massimizzare lapporto invernale)
32

Richiami di geometria
solare: influenza
dellinclinazione e
dellorientamento della
superficie captante
sullirraggiamento
annuo

75

La fonte solare: radiazione media su base annua


(UNI 10349 -8477)
kWh/m2 giorno
Milano

Roma

Napoli

Trapani

90 (orient. sud)

2,44

3,15

3,27

3,43

0 (tetto piano)

3,39

4,18

4,50

4,77

30 (orient. sud)

3,76

4,76

5,08

5,38

1.854

1.964

kWh/m2 anno
30 (orient. sud)

1.372

1.737

 Rispetto alla soluzione ottimale (inclinazione di ca. 30), il sist ema di


captazione solare perde circa il 1012% nellapplicazione su superficie
orizzontale e ben il 35% nellapplicazione su facciata verticale.
 Linfluenza dellangolo di azimut invece minore: in un intervallo di angoli di
azimut compresi tra - 45e + 45rispetto al Sud (angolo di azimut co mpreso
tra sud-est e sud-ovest) i valori della radiazione incidente non si discostano
significativamente dal valore massimo: ad esempio, orientando le superfici a
Sud-Est oppure a Sud-Ovest si avrebbe una perdita pari al 5%.
34

La fonte solare: radiazione media su base annua


a Napoli (UNI 10349 8477), in kWh/m2 giorno
Superficie orizzontale

Sup. verticale
orientata a sud

Sup. a 30
orientata a sud

Mese

Comp.
diffusa

Comp. diretta

Radiaz.
globale

Radiaz. globale

Radiaz. globale

Gennaio

0,83

1,03

1,86

3,08

2,96

Febbraio

1,11

1,56

2,67

3,39

3,71

Marzo

1,50

2,36

3,86

3,47

4,68

Aprile

1,86

3,39

5,25

3,17

5,56

Maggio

2,06

4,53

6,58

2,89

6,32

Giugno

2,06

5,25

7,31

2,72

6,69

Luglio

1,83

5,72

7,56

2,92

7,58

Agosto

1,67

4,97

6,64

3,42

6,80

Settembre

1,50

3,44

4,94

3,89

5,78

Ottobre

1,14

2,42

3,56

4,31

4,92

Novembre

0,89

1,22

2,11

3,31

3,27

Dicembre

0,75

0,86

1,61

2,72

2,65

MEDIA
ANNUALE

1,43

3,06

4,50

3,27

5,08

35

La fonte solare: radiazione media su base annua


a Napoli (UNI 10349 8477)
G media (kWh / m2 giorno)

8,00
7,00
6,00
diffusa, 0
diretta, 0
totale, 0
90, Sud
30, sud

5,00
4,00
3,00
2,00
1,00
0,00
1

10 11 12

Mese
36

Richiami di geometria solare: influenza


influenza dellinclinazione e
dellorientamento della superficie captante
Commenti:
 esposizione ottimale: Sud (nel nostro emisfero, ovviamente!)
 inclinazione ottimale Latitudine 10 (Latitudine + 10 se si vuole massimizzare
lapporto invernale)
 rispetto alla soluzione ottimale, la riduzione nellirradazione annuale :
 1012% in caso di superficie orizzontale;
 35% circa in caso di superficie verticale (esposta a sud; per altre esposizioni,
ovviamente, maggiore: ad esempio, per superficie verticale esposta a nord, come si
evince dal diagramma della pagina precedente, lirradiazione annuale minore del
70% rispetto al valore ottimale);
 linfluenza dellangolo di azimut relativamente bassa: in un intervallo di angoli di azimut
compresi tra -45 (sud-est) e +45 (sud-ovest) rispetto al Sud, i valori della radiazione
incidente non si discostano significativamente dal valore massimo: ad esempio, orientando
le superfici a Sud-Est oppure a Sud-Ovest si avrebbe una perdita pari al 5% circa.

Universit degli Studi di Napoli Federico II


D.E.TE.C. - Dipartimento di Energetica, TErmofluidodinamica
applicata e Condizionamenti ambientali

Dispensa N.8
Solare Termico
Gestione delle Risorse Energetiche
A.A. 2012/2013

Utilizzo dellenergia solare


Lenergia proveniente dal sole pu essere sfruttata
sostanzialmente attraverso due tecnologie principali: il
collettore solare e il pannello fotovoltaico.
Nel collettore solare la radiazione giunge al dispositivo
di captazione, viene assorbita dallassorbitore e
trasferita ad un fluido termovettore, che pu essere
acqua, aria o un fluido diatermico per poi cedere e
accumulare questo calore in un apposito serbatoio.
Il pannello fotovoltaico, invece, sfrutta le propriet
fotoelettriche di alcuni materiali per produrre energia
elettrica.
39

Lenergia termica
Lenergia TERMICA prodotta pu essere
utilizzata per:
 riscaldamento ACS
Riscaldamento degli ambienti
Riscaldamento di acqua in processi a bassa
temperatura
Essiccazione di prodotti agro-alimentari
Raffrescamento degli ambienti (costo ancora
elevato)
Produzione di energia elettrica (Solare
Termodinamico)
40

Il collettore solare
Ha la funzione di captare lenergia raggiante
del sole e trasferirla ad un fluido termovettore
Vengono caratterizzati in funzione di:
Tipologia di radiazione captata
Caratteristiche costruttive
Temperatura del fluido termovettore
Efficienza energetica
Costi di investimento
41

Classificazione dei sistemi di captazione solare (1)


I dispositivi di captazione possono essere classificati in base alla
temperatura del fluido termovettore e al rapporto di
concentrazione Cr, definito come il rapporto tra la superficie di
ammissione dellirraggiamento solare non concentrato e la
superficie di assorbimento del dispositivo, nonch rispetto alla
capacit di utilizzare le tre forme di radiazione solare.

42

Classificazione dei sistemi di captazione solare (2)

43

Collettori piani ed a concentrazione


Per i collettori piani (e per tutte sue le varianti) larea
della superficie che assorbe la radiazione pari a
quella che intercetta la radiazione solare; questi
vengono impiegati in impianti a bassa temperatura.
I collettori a concentrazione o a focheggiamento,
invece, hanno normalmente dei riflettori concavi o dei
campi di specchi che concentrano la radiazione
incidente sullarea totale del riflettore su uno
scambiatore di calore di area minore e pertanto
investito da un flusso di energia maggiore; vengono
impiegati in i applicazioni medie o alte (fino a 3000C
nelle fornaci solari).
44

Il collettore solare
Classificazione

Collettori a piastra
Collettori a tubi sottovuoto
Collettori monoblocco o ad
accumulo
Collettore Sferico
Collettore non vetrato
Collettore ad aria
Collettore a concentrazione

BASSA
TEMPERATURA

ALTA
TEMPERATURA
45

Il collettore solare piano

46

Il collettore solare piano


componenti

Assorbitore: ha la
funzione di assorbire la
radiazione solare
(piastra metallica ad
alta selettivit)
Fluido termovettore
(acqua, glicole o aria)
Tubi (metallici)
Coibentazione della
base e dei lati
Copertura trasparente: limita le perdite Involucro metallico
per convezione-irraggiamento
47

Il collettore solare piano


tipologie

Sulla base dello


schema
precedente
sono state
sviluppate
numerose
tipologie di
collettore
48

Il collettore solare piano


funzionamento

La temperatura iniziale dellassorbitore normalmente quella


dellambiente circostante. Esposto al sole, lassorbitore si riscalda, e anche
il fluido nei tubi si riscalda. Raggiunta una determinata temperatura, il
fluido comincia a circolare nelle serpentine: dal basso sale alla cima del
collettore e arriva al serbatoio dove uno scambiatore trasferisce il calore
all'acqua che si vuole riscaldare. Cedendo il calore allacqua, il fluido si
raffredda e torna nella parte bassa del collettore. Poi il processo ricomincia
da capo
49

Il collettore solare piano


funzionamento

Gli apporti solari sono utilizzati solo parzialmente. Parte di essi


sono perduti per:
 Riflessione
 Trasmissione

Laliquota rimanente di energia viene ceduta al fluido


termovettore e costituisce la potenza utile del collettore
50

Il collettore solare piano


funzionamento

AG
=
Q
+
Q
c
u
dis
Ac: superficie del collettore
G: radiazione solare incidente sulla superficie
del collettore
Qu: potenza termica ceduta al fluido
termovettore
Qdis: potenza termica dispersa per
trasmissione ed irraggiamento

Qu = m f c f (t f ,out t f ,in )

51

Il collettore solare piano


perdite

Dispersioni per
irraggiamento convezione
dalla parte superiore

Dispersioni per
irraggiamento convezione
dalla parte superiore

Qdis = U supAc (Tp T ) + AU


(Tp T )
c inf
s
v

s
p

( ) (

+AG
+ AG

c
c

s
v

+ Ac Tp4 pIR vIR

Radiazione solare
riflessa dal vetro
Radiazione solare
riflessa dalla piastra

Radiazione solare
emessa dalla piastra
nellinfrarosso
52

Comportamento selettivo del vetro


Il coefficiente di riflessione monocromatico del vetro
circa costante ( 3-6 %)
La radiazione solare incidente sul vetro compresa
prevalentemente nel visibile e nel vicino infrarosso (0-3
micron)
In questo range, il coeff. Di trasmissione del vetro
molto alto (> 0.90), quindi la somma dei coeff. di
assorbimento e riflessione molto bassa (< 0.10)
Ovvero, la gran parte della radiazione solare incidente
sul vetro, riesce ad attraversarlo
La radiazione proveniente dalla piastra (330 K) invece
collocata nella zona del lontano infrarosso (> 3 micron)
In questa zona il coeff. di trasmissione del vetro basso
(circa 0.05), considerando un coeff. di riflessione pari a
0.05, ne deriva che il coeff. di assorbimento 0.90
Quindi la radiazione infrarossa emessa dalla piastra
viene prevalentemente assorbita dal vetro
Questa radiazione assorbita viene riemessa sia verso la
piastra che verso lesterno: la prima aliquota verr
riassorbita dalla piastra (effetto utile), la seconda verr
dispersa allesterno (dissipazione)
Quindi, il vetro limita ma non elimina il problema della
radiazione emessa (e dispersa dalla piastra): per
eliminare questo problema necessario usare una
piastra selettiva

53

Le perdite per irraggiamento


Laliquota di energia riflessa dal vetro molto bassa
Laliquota di energia emessa dalla piastra e trasmessa verso lesterno (perdita) dal
vetro pu essere significativa
necessario che la piastra abbia il massimo coefficiente di assorbimento nel
visibile per assorbire la massima radiazione solare
necessario che la piastra abbia il minimo coefficiente di emissione nellinfrarosso
per emettere la minima radiazione termica possibile

54

Il collettore solare piano


energia utile

Riscrivendo il bilancio e raggruppando i


termini
Qdis = (U sup + U inf ) Ac (Tp T ) + P
Perdite radiative

Perdite per trasmissione

 Usup funzione di un meccanismo combinato


radiativo-convettivo fra piastra, vetro ed
ambiente:
Tp

T
Tv
55

Il collettore solare piano


massimizzazione delle prestazione

Dai bilanci precedenti evidente che per


massimizzare lenergia utile, ovvero
minimizzare le perdite, necessario:
 la piastra deve avere elevata assorbitivit alla radiazione
solare e bassa emittenza alla radiazione infrarossa
 La trasmittanza del vetro ai raggi solari deve essere
prossima allunit
 La trasmittanza del vetro allinfrarosso deve essere
prossima allo zero
 Il coefficiente di trasmissione dellisolante deve essere il
pi basso possibile (grandi spessori, basse conducibilit)
56

Il collettore solare piano


massimizzazione delle prestazione

Dai bilanci precedenti evidente che per


massimizzare lenergia utile, ovvero
minimizzare le perdite, necessario:
 La distanza piastra-vetro deve essere tale da minimizzare il
coefficiente di trasmissione
 Lutilizzo di un doppio vetro pu ridurre la potenza
radiativa che arriva alla piastra ma riduce anche le perdite
attraverso il vetro stesso. Il secondo effetto di solito
prevale sul primo
 bisogna scegliere la geometria della distribuzione in modo
da ridurre le disuniformit termiche che determinano
maggiori dispersioni attraverso il vetro
57

Il collettore solare piano


tipologie di distribuzione

58

Il doppio vetro
In alcuni casi, per migliorare lefficienza del pannello si soliti
utilizzare una copertura con doppio vetro
In questo modo, analogamente a quanto succede per gli infissi degli
edifici, si limitano le perdite perch si riduce Usup.
Nello stesso tempo, per si riduce la radiazione solare incidente
sulla piastra in quanto questa subisce una doppia riflessione dalle
due lastre di vetro
Pertanto, risulta energeticamente conveniente lutilizzo del doppio
vetro solo quando il primo effetto prevale sul secondo

2v =

2
v
2
v

59

Il collettore solare piano


efficienza

Lefficienza di un collettore solare definita come il


rapporto fra la potenza termica utile ceduta al fluido
termovettore e la potenza solare incidente
Lefficienza dipende dalle caratteristiche del collettore
nonch dalla temperatura media del fluido, dalla
temperatura ambiente e dalla radiazione incidente
Lefficienza si valuta attraverso diagrammi di selezione
Si pu dimostrare che

c =

Qu
AG
c

t
(
= a b

f ,i

ta )
G

t t
a )
( f ,i
c

60

Curva di efficienza sperimentale di un


collettore

61

Curva di efficienza sperimentale di un


collettore - linearizzazione

62

Normogramma efficienza collettore


parametri esterni

63

Il collettore solare piano


diagrammi di efficienza

A: piastra annerita, 1 vetro


B: piastra annerita, 2 vetri
C: piastra selettiva, 1 vetro
D: piastra selettiva, 2 vetri

64

Il collettore solare piano


diagrammi di efficienza

65

Il collettore solare piano


analisi di efficienza

66

Il collettore solare piano


integrazione con le utenze

67

Collettore a piani vetrati


Presentano un ottimo rapporto qualit
prezzo
Hanno una durato non inferiore a 20 anni
Forniscono acqua calda dai 30C ai 60C
Possono essere a superficie non
selettiva, per lutilizzo prevalentemente
estivo
Possono essere a superficie selettiva, con
costi decisamente maggiori, per lutilizzo
su tutto lanno
Sono utilizzati prevalentemente per la
produzione di ACS, in rari casi anche per
il riscaldamento invernale
68

Collettore a piani vetrati (1)


assorbitore
La piastra assorbente ,quindi,funzionando da collettore di energia
solare deve garantire un elevato assorbimento di energia e una
ridotta capacit di emissione di calore. Essa pu essere caratterizzata
attraverso il proprio indice di merito definito dal rapporto tra il
fattore di assorbimento della superficie nella banda visibile e il
fattore di emissione nella banda infrarossa
Dal punto di vista termico, le principali caratteristiche
dellassorbitore devono, dunque, essere le seguenti:
elevato coefficiente di assorbimento nello spettro solare;
basso coefficiente di emissione nello spettro infrarosso in cui avviene il
reirraggiamento;
buona conducibilit termica del materiale che lo compone;
buon coefficiente di scambio con il fluido termovettore;
bassa capacit termica.

69

Collettore a piani vetrati (2)


assorbitore
Lelemento assorbente, daltra parte, deve fornire anche
garanzie di stabilit ed affidabilit nel tempo, e quindi
garantire parallelamente anche le seguenti prestazioni:
resistenza meccanica alle sollecitazioni (pressione, urti);
mantenimento delle propriet ottiche nel lungo periodo;
inalterabilit rispetto alle temperature raggiungibili;
peso limitato;
inattaccabilit rispetto ai fenomeni di ossidazione e corrosione.
Tenuto conto delle esigenze individuali, lassorbitore viene
generalmente realizzato tramite una lamina di metallica in rame,
alluminio o acciaio inox, con spessore generalmente variabile tra
0,15 e 2 mm, a secondo del materiale e della qualit del prodotto

70

Collettore a piani vetrati (3)


assorbitore
Nei prodotti pi recenti si
preferisce dotare la piastra di uno
strato superficiale selettivo, capace
di attribuirle propriet differenti
rispetto ai diversi spettri radiativi e
cio di aumentarne la capacit di
assorbimento nel visibile,
riducendo al tempo stesso le
dispersioni nellinfrarosso.
A questo scopo si pu ricorrere a
trattamenti chimici, elettrolitici o
meccanici per lapplicazione di
particolari sostanze o la
realizzazione di finiture superficiali
che consentono di ottenere la
desiderata selettivit.
71

Collettore a piani vetrati (3)


assorbitore
Nei prodotti pi recenti si
preferisce dotare la piastra di uno
strato superficiale selettivo, capace
di attribuirle propriet differenti
rispetto ai diversi spettri radiativi e
cio di aumentarne la capacit di
assorbimento nel visibile,
riducendo al tempo stesso le
dispersioni nellinfrarosso.
A questo scopo si pu ricorrere a
trattamenti chimici, elettrolitici o
meccanici per lapplicazione di
particolari sostanze o la
realizzazione di finiture superficiali
che consentono di ottenere la
desiderata selettivit.
72

Collettore a piani vetrati


canalizzazioni
Le principali tipologie di condotti per lo scorrimento del fluido sono:

conformazione piastra a tubo, in cui tanti tubicini vengono applicati alla piastra tramite
saldature, brasature o incollaggio con appositi mastici, oppure inseriti a pressione in solchi ricavati
sulla sua superficie;
serpentina, concepita come variante della procedente, nella quale la tubazione unica
e,attraverso tratti rettilinei e curvature a gomito, copre lintera piastra;
piastra canalizzata, realizzata secondo vari procedimenti (roll bond) che consentano di accoppiare
due lastre speculari con sezione a profilo grecato o similare, in modo da ricavare delle vie dacqua
allinterno dellassorbitore, con ottimi coefficienti di scambio termico;
piastra a canalette, in cui utilizzando una lamiera sagomata si ottiene una serie di canali paralleli,
aperti superiormente, nei quali il fluido scorre verso il basso per gravit;
collettore a letto fluido, allinterno del quale, in realt, non esistono canalizzazioni, ma il fluido
viene fatto scorrere tra due superfici parallele, di cui quella superiore rappresenta il vero e proprio
assorbitore.

73

Collettore a piani vetrati


fluido termovettore
Il fluido termovettore il mezzo che, allinterno dellassorbitore, asporta il calore
accumulato e lo trasferisce agli altri dispositivi dellimpianto (scambiatori, accumulo, ecc.).
Le sue peculiarit concorrono, dunque, alla qualit prestazionale complessiva del sistema
ed in generale dovrebbero consistere in:

buona capacit di scambio termico;


bassa viscosit, anche alle basse temperature;
non corrosivit;
assenza di impurit;
atossicit;
basso punto di congelamento;
elevato punto di ebollizione ( a meno che non si desidera sfruttare il cambiamento di fase);
inalterabilit nel tempo;
economicit.
Nei collettori a liquido, il fluido termovettore in genere rappresentato da una soluzione acquosa
contenente antigelo, come il glicole etilenico o propilenico, affinch non ghiacci nei periodi freddi
danneggiando il sistema, e sostanze anticorrosione per garantire la curabilit delle canalizzazioni.
Unaltra soluzione pu essere rappresentata dallimpegno di oli diatermici, oppure di fluidi frigorigeni,
sfruttandone i cicli di evaporazione e condensazione per migliorare i coefficienti di scambio termico.
Negli impianti pi semplici si pu ricorrere, infine, a semplice acqua di rete

74

Collettore a piani vetrati


Isolamento termico

Per aumentare lefficacia dellisolamento, un buon accorgimento


consiste nellinterporre tra la piastra assorbente ed il retrostante
materassino di coibentazione un foglio di materiale riflettente
nellinfrarosso, per impedire perdite radiative posteriori.
Analogamente, lisolante latrale pu essere rivestito da materiale
riflettente nel visibile, in modo da recuperare una parte della
radiazione incidente nel collettore ma al di fuori della piastra.

75

Collettori monoblocco
Hanno un serbatoio in acciaio INOX
esposto al sole, servito da un collettore
piano
Il serbatoio dipinto di nero,
termicamente isolato e coperto da una
lastra di materiale trasparente
termoisolante
Costituiscono un impianto completo
Minor costo ed ingombro
Facilit di installazione e manutezione
Producono solo ACS, possono
raffreddarsi di notte e nei periodi freddi
Utilizzo prevalentemente estivo
76

Collettori sottovuoto (1)

Eliminano le perdite per convezione


Lassorbitore portato sottovuoto in un tubo
di vetro
Il vuoto risulta un ottimo isolante termico
anche ad alte differenze di temperature
Hanno alti rendimenti anche dinverno
Il loro rendimento superiore del 15%
rispetto ai collettori a piastra
Forniscono acqua fino a 100C
Subiscono una lenta degradazione nel tempo
Il loro costo ancora molto elevato, non
competitivo con i collettori piani
Sono forniti con un concentratore per
massimizzarne le prestazioni (CPC)

77

Collettori sottovuoto (2)

Esistono diverse tipologie di collettori


sottovuoto:
Piani: derivano dai piani standard, ricavando il
vuoto nella camera fra vetro ed assorbitore.
Sono poco diffusi per problemi di tenuta
meccanica ed al vuoto
Tubolari: lintero involucro rappresentato da
un cilindro cavo con camera nel quale fatto
il vuoto. Risolvono i problemi di tenuta dei
Piani
Tubolari a tubo diretto: sono ricavati dai
precedenti ma il tubo di vetro senza camere
interne
A tubo di calore

Collettore sferico
Sistema poco invasivo
Basso impatto estetico
Praticit: il serbatoio contenuto nella sfera

79

Collettore non vetrato


Sono privi del vetro esterno
Hanno un costo decisamente
inferiore
Installazione e gestione molto
semplice
Rendimento molto basso
Temperature acqua comprese fra
10C e 40C

 Utilizzo prevalentemente estivo


 Sono costruiti in metallo con
superficie selettiva
 Si limitano ad applicazioni con
basse differenze di temperatura
(piscine)
 Vita utile di 30 anni

80

Collettori ad aria
Il fluido termovettore laria
Lassorbitore alettato
Esistono i pannelli ad aria di
rivestimento applicabili come
normale rivestimento delle
pareti, questi contribuiscono
anche allabbassamento della
temperatura ambiente nei mesi
estivi
81

Collettori a concentrazione (1)


Consentono di ottenere
maggiori temperature del
fluido
Hanno una minore
efficienza
Hanno un maggiore costo
Sono usati solo quando la
temperatura richiesta sia
maggiore di 80 C

82

Collettori a concentrazione (2)

I collettori di questo tipo,in sostanza, consentono, di aumentare la


superficie captante e diminuire contemporaneamente quella disperdente e
godere di tutta una serie di vantaggi, tra cui i principali sono:
temperature del fluido termovettore in uscita pi elevate;
maggiori efficienze termodinamiche in cui sono utili temperature superiori ai
100 C;
maggiori efficienze di conversione connesse alle minori dispersioni;
costi inferiori a parit di superficie di ammissione e quindi di radiazione captata;
maggior risparmio su materiali e trattamenti relativi allassorbitore.

Bisogna, daltra parte, riscontrare anche alcuni fattori critici come:


maggiori complessit dei prodotti;
minori sensibilit rispetto alla radiazione diffusa;
necessit di impiego di sistemi ad inseguimento per lottimizzazione delle
prestazioni;
impiego di superfici riflettenti, spesso deperibili nel lungo periodo

83

Collettori concentratori piani


le prestazione dellelemento tradizionale vengono migliorate
aumentandone lapertura effettiva. Oltre ad investire la copertura
trasparente, infatti, la radiazione solare investe anche le alette riflettenti
che la circondano e, grazie alla loro inclinazione, viene deviata sul vetro e lo
attraversa, aumentando lenergia utile che raggiunge lassorbitore.
In questo caso si parla di bassa concentrazione, con rapporto CR raramente
superiore a 2, ma si ottiene una buona capacit di sfruttamento tanto delle
frazione diretta quanto di quella diffusa e no si rivela necessario ricorrere a
dispositivi per linseguimento del Sole.

84

Collettori parabolici composti


I collettori parabolici composi, o CPC (compound parabolic collectors), sono
corredati da concentratori non focalizzati, formati da una serie di coppie
simmetriche da lamine riflettenti a profilo parabolico, disposte in modo da
formare tante sezioni ad U parallele tra loro.
La struttura cos realizzate viene interposta tra la piastra di copertura e
lassorbitore
A differenza della maggior parte dei sistemi a concentrazione, questi collettori,
sebbene dimostrano appieno la loro funzionalit soprattutto in presenza di
irraggiamento diretto, possono sfruttare anche la radiazione diffusa, in maniera
inversamente proporzionale rispetto allo specifico rapporto CR, che oscilla, in
genere, tra 3 e 6, a seconda delle varie configurazioni possibili. Per questo motivo
non indispensabile abbinarli a sistemi ad inseguimento, anche se questultimi ne
dovrebbero, comunque, esaltare le prestazioni

85

Collettori a parabole lineari

Un collettore cilindro-parabolico, o PTC (parabolic trough collector), costituito,


essenzialmente, da un concentratore, in forma di riflettore cilindrico a sezione parabolica, e da
un assorbitore tubolare, disposto per tutta la lunghezza del collettore in corrispondenza del
fuoco delle parabola.
Il concentratore, che nella maggior parte delle applicazioni esposto allaria aperta senza
protezione, viene fabbricato sagomando opportunamente per piegature delle lamine in metallo
lucidato, oppure con degli specchi concavi, oppure ancora applicando su superfici curvate
pellicole adesive riflettenti.
A protezione del condotto cilindrico viene di solito installato un involucro di protezione in vetro
La produttivit di questi componenti notevole, basti pensare che possono raggiungere
temperature di alcune centinaia di gradi. Il campo operativo della piastra oscilla normalmente,
infatti, tra i 50 C ed i 300 C, ma si possono raggiungere anche i 400 C. Per questo motivo si
devono impiegare appropriati fluidi termovettori,

86

La temperatura di stagnazione





E un ulteriore parametro significativo per la valutazione dellefficienza di un


collettore: si tratta della T di equilibrio tra energia solare in ingresso e perdite verso
lambiente; ovviamente, pi alta maggiore il livello di isolamento termico del
collettore
1 avetro
Valori tipici compresi tra 150 C e A:
200piastra
C o pi annerita,
(per collettori
tubi evacuati ad alta
efficienza si superano anche i 250 C)
B: piastra annerita, 2 vetri
E solo una T teorica: prima che si raggiunga una T di circa 120-130 C nel collettore
(assenza di carico, pompa di circolazione
bloccata),
limpianto
deve essere messo in
C: piastra
selettiva,
1 vetro
sicurezza: a tale scopo, si ricorre a:
piastraper
selettiva,
vetri
 valvole di sicurezza (sempreD:
necessarie,
lo sfiato in2caso
di emergenza)M
 sistemi di copertura/oscuramento dei pannelli;
 dissipatori;
 svuotamento dei collettori (o drain back) nei periodi di assenza di richiesta di
acqua calda: mediante apertura di una apposita valvola, il fluido termovettore
viene convogliato in un serbatoio di drenaggio.

Componenti di impianto

Accumulatori
Tubazioni di collegamento
Pompe
Isolamento delle tubazioni
Fluido termovettore
Vasi tampone
Vasi di espansione
Valvole di spurgo aria
Caldaia ausiliaria
Sistema di regolazione
88

Accumulatori
La potenza raggiante estremamente
discontinua
Esiste sempre un sistema di accumulo con la
funzione di volano termico
Si distinguono in:
 Accumulatori a calore sensibile
 Accumulatori a calore latente
 Accumulatori chimici

Possono essere a breve oppure a lungo


termine
Laccumulatore deve essere opportunamente
coibentato
89

Accumulatori
dimensionamento

In una giornata serena la potenza termica fornita da un sistema


solare approssimata da una curva che assume il valore massimo
alle 12 e un minimo durante lalba e il tramonto
Il sistema di accumulo dovr essere tale da immagazzinare energia
esuberante a un livello di temperatura tale da potere essere
restituita utilmente nelle fasi successive
Da studi effettuati le dimensioni ottimali da attribuire a un
accumulatore hanno portato a ritenere che quando si incrementa
lentit dellaccumulo di oltre i 50 l per m2 di captazione sono
possibili soli piccoli incrementi dellenergia annua utilizzabile. In
generale tenendo conto sia di aspetti tecnici che economici il range
ottimale oscilla tra 50 100 l
per m2 di area captante
90

Accumulatori
circuiti idraulici
Il sistema di circolazione trasferisce calore dal pannello verso il luogo di
accumulo :
il fluido che trasporta lenergia termica captata circola tra il pannello e
uno scambiatore di calore allinterno dellaccumulatore.
Esistono diverse tipologie di collegamento con limpianto. Ovvero:
 Scambio a miscela
 Scambio a superficie
 Scambio misto miscela-superficie

91

Accumulatori
circuiti idraulici
Nel circuito diretto il fluido vettore lo
stesso di quello di utilizzazione. Il circuito
unico. Si tratta di impianto semplice ed
economico.
Nel circuito indiretto il fluido vettore cede
calore a quello di utilizzazione in uno
scambiatore. Vi sono cos due distinti
circuiti idraulici.
Nelle localit dove esiste la possibilit di
congelamento dell'acqua circolante nel
collettore la scelta limitata al circuito
indiretto, che il solo a consentire il
ricorso a miscele anticongelanti oltre che
atte ad evitare incrostazioni.
Il circuito indiretto si presta inoltre ad una
pi precisa regolazione al fine della
migliore utilizzazione dell'energia solare
captata.
92

Tipologie di impianti
Circuito aperto: il fluido che scorre nel collettore lo stesso
di quello del circuito
Circuito chiuso: il fluido che scorre nel collettore diverso
da quello del circuito
Circolazione naturale: il moto del fluido garantito dallo
spontaneo movimento convettivo
Circolazione forzata: il moto del fluido garantito da una
pompa
Se si usa la circolazione naturale leventuale caldaia deve
essere posta in un punto pi alto rispetto al collettore, in
modo che lacqua pi fredda vada verso i collettori e quella
pi calda verso la caldaia

93

Circuito aperto a circolazione naturale


Utilizzato per ACS per
impianti di utilizzo
STAGIONALE
Utilizzato per ACS
domestico con
utilizzo annuale

94

Circuito chiuso a circolazione naturale

Utilizzato per ACS


domestico con
utilizzo annuale

95

Circuito aperto a circolazione forzata


ACS di impianti
centralizzati con
utilizzo stagionale
Riscaldamento
acqua di piscine
scoperte

96

Circuito chiuso a circolazione forzata


Produzione ACS in impianti
centralizzati per utilizzo
annuale
Riscaldamento acqua piscine
coperte o scopribili
Riscaldamento degli ambienti
ACS + piscine scoperte
La caldaia pu essere
posizionata
indipendentemente dai
collettori solari

97

La regolazione

Il sistema di regolazione elettronico ha il


compito di confrontare la temperatura
nell'accumulatore (T1) con quella dei
collettori (T2).
Se T2 maggiore di T1, la pompa di
circolazione viene avviata.

Se l'apporto energetico proveniente dal circuito


solare insufficiente (cattivo tempo), oppure si
verifica un elevato consumo di acqua calda, la
temperatura nella parte superiore
dell'accumulatore scende sotto un certo livello e
allora la centralina elettronica comanda
l'inserimento del sistema di riscaldamento di
riscaldamento ausiliario.
98

Impianto ACS senza ausiliario


Lacqua sanitaria
viene prelevata
direttamente
dallaccumulo.
Per impianti in cui
lacqua pu
raggiungere una
temperatura
superiore ai 65 C
necessario installare
un miscelatore a
valle del serbatoio.
99

Produzione ACS, abitazione monofamiliare, circolazione


forzata e bollitore a doppio serpentino

100

Produzione ACS, centralizzato per


abitazioni plurifamiliari, circolazione
naturale

101

Produzione ACS, centralizzato plurifamiliare, circolazione forzata,


bollitore a doppio serpentino e caldaie murali

102

Produzione ACS, centralizzato plurifamiliare, circolazione forzata,


accumulatore inerziale e caldaie murali

103

Produzione ACS + riscaldamento , centralizzato plurifamiliare,


circolazione forzata, accumulatore inerziale, scambiatori di calore ed
unica caldaia

104

Produzione ACS + riscaldamento , centralizzato plurifamiliare,


circolazione forzata, accumulatore inerziale, sottostazioni ed unica
caldaia

105

Produzione ACS per strutture ricettive, circolazione forzata,


accumulatore inerziale, unica caldaia

106

Produzione ACS per strutture ricettive, circolazione forzata,


accumulatore inerziale, scambiatori ed unica caldaia

107

Produzione ACS per strutture ricettive, circolazione forzata,


accumulatore inerziale, scambiatori ed unica caldaia

108

Esempio: impianto con caldaia a condensazione per


ACS + riscaldamento con gestione climatica

109

Tipologia di attacchi: serie o parallelo

110

Impianto a circolazione naturale o compatto per il riscaldamento


dellacqua sanitaria con
integrazione di caldaia istantanea.

Se la temperatura
dellacqua sanitaria
allinterno
dellaccumulo
inferiore alla
temperatura nominale
desiderata (per esempio
45 C), lacqua viene
convogliata da una
valvola a tre vie a una
caldaia istantanea, e qui
riscaldata fino a
raggiungere la
temperatura richiesta

111

Impianto con resistenza elettrica integrata

La pompa di circolazione del circuito solare attivata


da un regolatore differenziale di temperatura quando
la temperatura allinterno del collettore superiore
alla temperatura di riferimento impostata nel
serbatoio di accumulo.
Accumulo: Serbatoio in verticale con integrato uno
scambiatore di calore a cui collegare il circuito solare
e una resistenza elettrica integrata.
Integrazione dellimpianto: Lacqua sanitaria viene
prelevata direttamente dal serbatoio di accumulo.
Negli impianti in cui lacqua pu raggiungere una
temperatura superiore ai 65 C necessario installare
un miscelatore a valle del serbatoio.
Riscaldamento ausiliario: La parte del serbatoio che
contiene lacqua calda a disposizione, cio quella da
tenere sempre in temperatura, pu essere riscaldata
da una resistenza elettrica integrata. Il riscaldamento
ausiliario viene attivato da un termostato quando nel
serbatoio la temperatura dellacqua nella parte a
disposizione scende al di sotto della temperatura
nominale desiderata. Per evitare dispersioni di calore,
il riscaldamento ausiliario pu anche essere gestito da
un timer.
Ricircolo: La linea del ricircolo viene ricondotta
dallutenza (rubinetto) pi lontana fino al serbatoio. Il
funzionamento della pompa di circolazione dovrebbe
essere limitato da un dispositivo a tempo perch
rimanga in funzione solo quando necessario. Si
consiglia inoltre di prevedere linserimento di un
termostato che escluda la pompa quando si raggiunge
una determinata temperatura nominale.
112

Impianto con ricircolo e caldaia di integrazione

Accumulo: Serbatoio verticale di


accumulo con due scambiatori di
calore integrati, uno per il circuito
solare e laltro per il riscaldamento
ausiliario.
La parte del serbatoio che contiene
lacqua calda a disposizione, cio
quella da tenere sempre in
temperatura, pu essere riscaldata da
uno scambiatore di calore legato a
una caldaia.
Il riscaldamento ausiliario viene
comandato da un termostato quando
nel serbatoio la temperatura
dellacqua nella parte a disposizione
scende al di sotto della temperatura
nominale desiderata.
Per evitare dispersioni di calore il
riscaldamento ausiliario pu in
aggiunta essere comandato anche da
un timer.

113

Impianto con ricircolo e caldaia di integrazione


Accumulo: Serbatoio di accumulo verticale con
integrato uno scambiatore di calore per il circuito
solare.
Integrazione dellimpianto: Lacqua sanitaria
viene prelevata direttamente dal serbatoio di
accumulo. Se la temperatura dellacqua sanitaria
inferiore alla temperatura nominale desiderata
(per esempio 45 C), lacqua viene convogliata da
una valvola a tre vie fino a una caldaia istantanea
e qui riscaldata fino a raggiungere la temperatura
richiesta. In alternativa lacqua sanitaria pu
essere anche condotta alle utenze senza essere
ulteriormente riscaldata. Negli impianti in cui
lacqua pu raggiungere una temperatura
superiore ai 65 C necessario installare un
miscelatore a valle della valvola a tre vie oppure a
valle del serbatoio.
Riscaldamento ausiliario:
Caldaia istantanea a gas o elettrica. La caldaia
istantanea deve essere predisposta per lavorare
con le diverse temperature di ingresso che si
possono verificare. La caldaia istantanea utilizzata
dovrebbe essere regolata non solo dalla
differenza di pressione ma anche dalla
temperatura di uscita.

114

Impianto con ricircolo e caldaia di integrazione

115

Impianto con ricircolo e caldaia di integrazione

116

Progettazione di massima
Analisi del fabbisogno di acqua calda
Negli edifici residenziali il fabbisogno termico per la produzione di acqua
calda rimane costante nel corso dellanno. Unindicazione sul fabbisogno
di acqua calda data dal numero di persone che abitano ledificio.
Solitamente il consumo giornaliero pro capite di acqua calda a 45 C
viene stimato intorno a queste cifre:
comfort basso 35 l/(persona/giorno)
comfort medio 50 l/(persona/giorno)
comfort alto 75 l/(persona/giorno)

Nel caso si vogliano collegare allimpianto solare anche la lavatrice e la


lavastoviglie, il fabbisogno deve essere aumentato di:
lavatrice 20 l/giorno (1 lavaggio al giorno)
lavastoviglie 20 l/giorno (1 lavaggio al giorno)

Esempio: Una famiglia di quattro persone necessita, per avere un


comfort medio, di circa (50 litri x 4 =) 200 l/giorno di acqua calda.
Considerando anche la lavatrice si calcolano circa 230 l/giorno.

117

Progettazione di massima
Analisi del fabbisogno di acqua calda
Negli edifici con funzione ricettiva il fabbisogno di acqua calda strettamente
dipendente dalla presenza di clienti. Il calcolo del fabbisogno giornaliero viene
eseguito sulla presenza media di persone nel periodo compreso tra maggio e
agosto, e su questo dato si effettua il dimensionamento dellimpianto. I valori di
riferimento per il fabbisogno giornaliero medio pro capite sono qui riportati:

ostello della giovent 35 l/(persone e giorno)


standard semplice 40 l/(persone e giorno)
standard alto 50 l/(persone e giorno)
standard molto alto 80 l/(persone e giorno)

Se la struttura offre anche servizio cucina, il fabbisogno di acqua calda aumenta


indicativamente in questo modo:
pasto semplice 10 l/(giorno e pasto)
pasto a pi portate 15 l/(giorno e pasto)

Esempio: Un agriturismo viene gestito da una famiglia di quattro persone.


Durante il periodo estivo da maggio ad agosto la presenza media di ospiti di
circa 15 pernottamenti al giorno. Per gli ospiti vengono preparati due pasti al
giorno. La lavatrice fa cinque lavaggi al giorno. Fabbisogno per la famiglia (4 x 50 l
=) 200 l/giorno Fabbisogno per gli ospiti (15 x 50 l =) 750 l/giorno Cucina (30 x 10 l
=) 300 l/giorno Lavastoviglie (5 x 30 l =) 150 l/giorno Totale 1400 l/giorno
118

Contemporaneit

119

Progettazione di massima
Dimensionamento della superficie dei collettori

Per una situazione con orientamento ideale (sud, inclinazione


30) si utilizzano i valori di riferimento di seguito riportati per
dimensionare la superficie del collettore. Questa viene quindi
calcolata in relazione al fabbisogno giornaliero di acqua calda.
Zone in Italia valori di riferimento per il dimensionamento
Nord 1 m2/(50 l/giorno)
Centro 0,75 m2/(50 l/giorno)
Sud 0,55 m2/(50 l/giorno)

Questi valori di dimensionamento permettono di coprire


completamente il fabbisogno durante i mesi estivi, cio in estate
tutta lacqua calda sanitaria viene riscaldata dallimpianto solare.
Calcolato su tutto lanno, il risparmio energetico ottenuto di
circa 50-80%. I valori precedenti devono essere ridotti del 30 %
nel caso in cui si usino colletori a tubi sottovuoto.
120

Progettazione di massima
Dimensionamento della superficie dei collettori

Esempio di calcolo

121

Progettazione di massima Dimensionamento della


superficie dei collettori

Orientamenti diversi da quello ideale riducono la prestazione


dellimpianto molto meno di quanto normalmente si pensi. Nella
maggior parte dei casi questo pu essere compensato da un minimo
aumento della superficie dei collettori. Una struttura di supporto per
ottenere un migliore orientamento del collettore , ove possibile, da
evitare per motivi estetici. Nella tabella seguente sono indicati i valori di
correzione per i diversi orientamenti. La superficie del collettore
calcolata come descritto finora deve essere quindi divisa per il fattore di
correzione.

122

Progettazione di massima
Dimensionamento del serbatoio

Il serbatoio serve a equilibrare la differenza temporale tra la


presenza dellirraggiamento e lutilizzo dellacqua calda.
Serbatoi dallampio volume permettono di superare periodi
anche lunghi di brutto tempo, tuttavia causano anche
maggiori dispersioni di calore.
Il volume del serbatoio corrisponder circa a 50 - 70 l/(m
superficie di collettore piano).
Negli impianti con riscaldamento ausiliare integrato nel
serbatoio (per esempio un secondo scambiatore di calore
oppure una serpentina elettrica) il volume in temperatura,
cio la parte di serbatoio che viene mantenuta sempre alla
temperatura desiderata per lacqua calda, viene sempre
calcolato secondo il fabbisogno giornaliero di acqua calda. Si
aggira intorno ai 20 l/persona.
123

Progettazione di massima
Scambiatori di calore

Negli impianti semplici, come di norma sono quelli


delle case unifamiliari, si preferisce solitamente
impiegare allinterno del serbatoio scambiatori di calore
a tubi lisci o corrugati. Negli impianti pi grandi si
utilizzano scambiatori di calore esterni a piastre o a
fasci di tubi.
La superficie dello scambiatore di calore dovrebbe
essere circa 0,4 m2/(m2 superficie del collettore).
Per gli impianti pi grandi si calcola la potenza massima
che i collettori possono trasmettere e a seconda di
questa potenza si sceglie un adeguato scambiatore di
calore esterno.
124

Progettazione di massima
Ancora

Per completare la progettazione sar


necessario inoltre dimensionare:

La pressione di esercizio
Le caratteristiche del vaso di espansione
La pompa da utilizzare
I diametri dei collegamenti tubieri ed il loro isolamento
La valvola di sicurezza

La procedura finora descritta solo


qualitativa.

125

Progettazione
Ancora

La procedura da seguire per dimensionare


correttamente un collettore solare si basa
sulla valutazione della quantit di energia
solare captata da una superficie unitaria di un
collettore. Il calcolo deve essere eseguito con
frequenza mensile. Per eseguire il calcolo
occorre fra riferimento alle norme UNI 10349
ed UNI 8477

126

Case Study 1

127

Case Study 1

128

Case Study 2

129

Case Study 2

130

Analisi economica
producibilit giornaliera e superfici equivalenti

131

Analisi economica
costo della superficie equivalente
tecnologia

Costo
(/m2)

Piano std 465


465--570
Piano (ott. 512
512--627
Coib.)
Sottovuoto 620
620--750
Non
vetrati

84
84--100
132

Analisi economica
SPB

A Roma per gli utilizzi annuali i


collettori piani risultano avere il
miglior rapporto costi-benefici, con
un costo della Superficie
Equivalente che varia (a seconda
della taglia dell'impianto) dai 650
Euro ai 500 Euro e un VAN
compreso tra 450 Euro e i 600 Euro
per ogni Superficie Equivalente
istallata.
Per gli impianti stagionali invece i
collettori non vetrati sono
indubbiamente i pi convenienti
con un costo della Superficie
Equivalente che varia da 525 Euro
ai 450 Euro e un VAN compreso tra
639 Euro e 723 Euro.

133

Analisi economica
VAN

134

Norme
Legge 10/91 Uso razionale energia
DPR 412/93 Regolamento progettazione ed
esecuzione impianti termici
DLgs 192/05 Risparmio energetico edifici
DLgs 311/06 Risparmio energetico edifici
DPR 447/91 Attuazione 46/90
UNI, CEI, ISPESL
DLgs 28, Marzo 2011
Finanziaria 2008 Defiscalizzazione 55%
135

Obblighi ed incentivi
Il Dlgs 311/06 e il DLgs 192/05 rendono
obbligatoria linstallazione di impianti solari in
grado di far fronte ad almeno il 50 % di ACS, sia
per edifici nuovi che per impianti nuovi in edifici
esistenti, tuttavia i decreti attuativi che dovevano
definire la modalit di calcolo non sono ancora
usciti e di fatto tale obbligo risulta sospeso
La Finanziaria 2008 attribuisce una detrazione
IRPEF del 55% per installazione di impianti solari
per la produzione di ACS, fino ad un massimo di
60000 .
136

Esempio di analisi di fattibilit

Abitazione con 4 persone


Fabbisogno pro-capite di ACS: 50 l/giorno/persona
T ACS= 45 C
T acquedotto = 15 C
Fabbisogno Annuo ACS: (50*4*365)l/anno=73000 l/anno ovvero 73 t/anno
Superficie collettori installata: 4 m2
Produttivit media collettori: 50 l/giorno/m2
Energia prodotta: Q=mcT=73000*4,2*30 kJ/anno=9198 MJ/anno=2555
kWh/anno
Il risparmio economico annuo, se la stessa energia fosse stata prodotta con caldaia
(=0.8) a gas (Cum=0,65 /Sm3): C=2555*0.65/(9.59*0.8)/anno=216 /anno
Il costo del sistema : 500*4=2000
Considerando la detrazione al 55% il costo del sistema 900
SPB=900/216=4.2 anni
VAN=216*12.5-900=1800
IP=1800/900=2
137

Mercato: situazione Europea e Italiana

Italia

Newly Installed Capacity


(per capita x 1.000)

Mercato: situazione mondiale

Total capacity of
newly installed
glazed and
unglazed water
collectors
in the 10 leading
countries in 2010

Total installed capacity of


unglazed and glazed water
collectors
in operation in the 10
leading countries by the
end of 2010