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4

Coomologia

Chiacchiere.

4.1 Richiami di algebra omologica


In questa sezione riportiamo una serie di definizioni e risultati generali che
saranno utili in seguito.
Definizione 4.1.1. Una successione

........................................

fj
fj+1
Vj1 ........................................ Vj ........................................ Vj+1 ........................................

di omomorfismi (applicazioni lineari, eccetera) di gruppi abeliani (spazi vettoriali, eccetera) `e esatta in Vj se Ker fj+1 = Im fj ; ed `e esatta se lo `e in tutti
i suoi elementi.
In particolare, una successione esatta della forma
O

................................

................................

................................

................................

(4.1)

sar`a detta successione esatta corta.


Osservazione 4.1.2. Nel seguito useremo la parola morfismo per indicare
unapplicazione fra due insiemi con struttura che conserva la struttura. Per
esempio, un morfismo fra gruppi sar`a un omomorfismo, un morfismo fra spazi
vettoriali sar`a unapplicazione lineare, e cos` via.
Osservazione 4.1.3. Dire che una successione della forma
O

................................

................................

`e esatta `e equivalente a dire che f : U V `e iniettiva; e dire che una successione


della forma

112

4 Coomologia

................................

................................

`e esatta equivale a dire che g: V W `e surgettiva. In particolare, in una successione esatta corta (4.1) il morfismo f `e iniettivo, il morfismo g `e surgettivo
e W `e isomorfo al quoziente V /f (U ).
Definizione 4.1.4. Un gruppo abeliano (spazio vettoriale, eccetera) C `e graduato su N se si pu`o scrivere come somma diretta di sottogruppi (sottospazi,
eccetera) nella forma
!
C=
Ck ;
kN

Una k-cocatena (o cocatena di grado k) `e un elemento di C k . In modo analogo


si definisce un gruppo abeliano (spazio vettoriale, eccetera) graduato su Z.
Un morfismo graduato di grado d Z fra gruppi (spazi vettoriali, eccetera)
graduati `e un morfismo F : C D che modifica la graduazione di d livelli,
cio`e tale che F (C k ) Dk+d per ogni k N. Se d = 0 parleremo di morfismo
graduato.
Definizione 4.1.5. Un complesso differenziale (o complesso di cocatene) `e
una coppia (C, d)
da un gruppo abeliano (spazio vettoriale, eccetera)
"composta
graduato C =
C k e da un morfismo graduato d: C C di grado 1, detto
kN

differenziale, tale che

dd=O .

A volte scriveremo d al posto di d|C k .


Un k-cociclo `e un elemento di Z k (C) = Ker dk C k ; un k-cobordo `e un elemento di B k (C) = Im dk1 C k (dove per convenzione poniamo B 0 = {O}).
La condizione dd = O implica che B k Z k per ogni k N; il k-esimo gruppo
di coomologia H k (C) del complesso differenziale `e allora definito come il quoziente H k (C) = Z k (C)/B k (C). Infine, la coomologia
" delk complesso `e il gruppo
(spazio vettoriale, eccetera) graduato H (C) =
H (C). Indicheremo con
k

[c] H q (C) la classe del cociclo c Z q (C).

kN

#
$
Esempio 4.1.6. Sia M una variet`a. Allora la coppia A (M ), d , dove
A (M ) =

Ak (M )

kN

(con Ak (M ) = (O) se k > dim M ) e d `e il differenziale esterno, `e un complesso


differenziale la cui coomologia `e proprio la coomologia di de Rham. Un kcociclo `e una k-forma chiusa; un k-cobordo `e una k-forma esatta.
Osservazione 4.1.7. Un complesso di catene si definisce in modo analogo, ma
con un differenziale di grado 1, cio`e tale che d(C k ) C k1 .

4.1 Richiami di algebra omologica

113

Definizione 4.1.8. Siano (A, dA ) e (B, dB ) due complessi differenziali. Un


morfismo di cocatene `e un morfismo graduato F : A B che commuta con i
differenziali: F dA = dB F .
Esempio 4.1.9. Se F : M N `e unapplicazione differenziabile fra variet`a,
allora F : A (N ) A (M ) `e un morfismo di cocatene.
Se F : A B `e un morfismo di cocatene, chiaramente abbiamo
#
$
#
$
F Z k (A) Z k (B)
e
F B k (A) B k (B)

per ogni k N. Quindi F induce un morfismo graduato F : H (A) H (B)


semplicemente ponendo F ([c]) = [F (c)] per ogni c Z q (A). In particolare,
una successione di morfismi di cocatene
A

...............................

...............................

induce una successione di morfismi graduati


G
F
H (A) ........................... H (B) ........................... H (C) .
Esempio 4.1.10. In particolare, unapplicazione differenziabile F : M N fra
variet`a induce un morfismo di cocatene F : H (N ) H (M ), detto pullback.
Il primo risultato importante `e che partendo da una successione esatta
corta di morfismi di cocatene otteniamo in coomologia qualcosa di pi`
u di una
successione esatta corta di morfismi graduati:
Teorema 4.1.11. Sia
O

...............................

...............................

...............................

...............................

(4.2)

una successione esatta corta di morfismi di cocatene. Allora esiste un morfismo graduato d : H (C) H (A) di grado 1 tale che la successione

...............................................

sia esatta.

F
G
d
H k (A) ....................................... H k (B) ....................................... H k (C) ................................. H k+1 (A) .........................................
(4.3)

Dimostrazione. Il fatto che (4.2) sia una sequenza esatta corta di morfismi
di cocatene equivale a dire che il seguente diagramma `e commutativo a righe
esatte:

114

4 Coomologia

...................................................

.
.........
...
....
..
...
...
...
...
...
..

.
.........
...
....
..
...
...
...
...
...
..

.
.........
...
....
..
...
...
...
...
...
..

.
.........
...
....
..
...
...
...
...
...
..

.
.........
....
..
...
...
...
...
...
...
..

.
.........
...
....
..
...
...
...
...
...
..

F ..
G ..
..
Ak+1 ........................................... B k+1 ........................................... C k+1 ................................................. O
d

........................................................

Ak

d
F

........................................................

.
..........
..
...
...
...
...
...
...
...
..

Bk

d
G

........................................................

.
..........
..
...
...
...
...
...
...
...
..

Ck

........................................................

.
..........
...
....
..
...
...
...
...
...
..

Sia c Z k (C). Siccome G `e surgettiva, troviamo b B k tale che G(b) = c.


La commutativit`a del diagramma ci dice che G(db) = dG(b) = dc = O;
quindi db Ker G = Im F , per cui esiste un unico a Ak+1 tale che
F (a) = db. Inoltre, F (da) = dF (a) = d(db) = O; essendo F iniettiva troviamo da = O, cio`e a Z k+1 (A). Se poi b$ B q `e unaltra cocatena tale
che G(b$ ) = c, sia a$ Z k+1 (A) lunica cocatena tale che F (a$ ) = db$ . Siccome G(b b$ ) = O, esiste un unico a$$ Ak tale che b$ b = F (a$$ ). Quindi
db$ = db + dF (a$$ ) = F (a + da$$ ) da cui segue che a$ = a + da$$ . In altre parole,
a$ a B k+1 (A), e la classe di coomologia [a] H k+1 (A) dipende solo da
c Z k (C) e non dalla scelta di b B k . Per far vedere che abbiamo definito
un morfismo da H k (C) a H k+1 (A) rimane da verificare che se c B k (C)
allora a B k+1 (A). Ma infatti se c = dc$ per qualche c$ C k1 , scriviamo
c$ = G(b$$ ) con b$$ B k1 ; allora c = dG(b$$ ) = G(db$$ ), per cui possiamo
prendere b = db$$ , che implica db = O e a = O B k+1 (A) come voluto.
O

...
.
.........................................................

...
.
.......................................................

da

...
.
.............................................

.
..........
.....
..
...
...
...
...
...
.
...........

ddb = O
.
..........
....
...
...
...
...
...
...
.
..........

.
.
.
F
G
a, a$ ................................................. db, db$ ........................................... dc = O ................................................. O
..
..........
....
...
...
...
...
...
...
.
..........

d
O

...
.
.........................................................

a$$

..
..........
....
...
...
...
...
...
...
.
..........

..
..........
....
...
...
...
...
...
...
.
..........

d
F

...
.
.......................................................

.
G
b, b$ .......................................................... c
..
.........
..
....
..
...
...
...
...
...
.
..........

b$$

...
.
.........................................................

...
.
.........................................................

...
.
.........................................................

..
.........
..
....
..
...
...
...
...
...
.
..........

c$

4.1 Richiami di algebra omologica

115

In questo modo abbiamo definito un morfismo d : H k (C) H k+1 (A) per


ogni k N ; rimane da verificare che (4.3) `e esatta.
Esattezza in H k (B): sia [b] H k (B) tale che G ([b]) = O. Questo significa che esiste c C k1 tale che G(b) = dc, dove b Z k (B) `e un qualsiasi rappresentante di [b]. Scegliamo b$ B k1 tale che G(b$ ) = c; siccome
G(db$ ) = dG(b$ ) = dc = G(b), otteniamo che b db$ Ker G = Im F , per cui
esiste a Ak tale che b db$ = F (a). Inoltre F (da) = dF (a) = db ddb$ = O,
per cui da = O, cio`e a Z k (A). Mettendo il tutto insieme abbiamo
[b]#= F $([a]), per cui Ker G Im F . Per il viceversa, se a Z k (A) abbiamo
G F (a) = O, e quindi Im F Ker G , come voluto.
Esattezza in H k (C): prima di tutto, se [c] = G ([b]) con b Z k (B),
abbiamo db = O e quindi la costruzione del morfismo di connessione implica
subito che d [c] = O, cio`e Im G Ker d . Viceversa, se [c] H k (C) `e tale
che d [c] = O, necessariamente si deve avere c = G(b) con b Z k (B); quindi
[c] = G ([b]), per cui Ker d Im G , come voluto.
Esattezza in H k+1 (A): se [a] = d [c] H k+1 (A), per costruzione abbiamo
F (a) B k+1 (B), cio`e F ([a]) = O e Im d Ker F . Infine, prendiamo
[a] H k+1 (A) tale che F ([a]) = O. Questo vuol dire che se a Z k+1 (A) `e
k
un rappresentante di [a], abbiamo F (a) = db
# per$ un opportuno b B k. Sia
c = G(b); siccome dc = dG(b) = G(db) = G F (a) = O, abbiamo c Z (C),
e per costruzione d [c] = [a]. Quindi Ker F Im d , e abbiamo finito.
&
'
Osservazione 4.1.12. La tecnica utilizzata in questa dimostrazione si chiama
inseguimento nel diagramma (in inglese, diagram chasing).
Definizione 4.1.13. La successione (4.3) `e detta successione esatta lunga in
coomologia indotta dalla successione esatta corta (4.2), e il morfismo d `e
chiamato morfismo di connessione.
Definizione 4.1.14. Siano F , G: A B due morfismi di cocatene. Diremo
che F e G sono omotopi se esiste un operatore domotopia fra F e G, cio`e un
morfismo graduato K: A B di grado 1 tale che
F G = dB K K dA .
Proposizione 4.1.15. Due morfismi di cocatene omotopi inducono lo stesso
morfismo in coomologia.
Dimostrazione. Sia K: A B un operatore domotopia fra due morfismi di
cocatene F , G: A B. Se a Z k (A) abbiamo
#
$
F (a) = G(a) + (dB K K dA )(a) = G(a) + dB K(a) ,
per cui [F (a)] = [G(a)].

&
'

Corollario 4.1.16. Sia (A, d) un complesso differenziale tale che esista un


morfismo graduato K: A A di grado 1 tale che d K K d = id. Allora
H (A) = O.

116

4 Coomologia

Dimostrazione. Infatti K `e un operatore di omotopia fra lidentit`a e il morfismo nullo, e la tesi segue dalla Proposizione 4.1.15.
&
'
Un ultimo risultato generale molto utile `e il seguente:
Lemma 4.1.17 (dei cinque). Sia dato il seguente diagramma commutativo
di morfismi con le righe esatte:
A

f1

................................

...
...
...
...
..........
.

................................

f1$

f2

................................

...
...
...
...
..........
.

f3

................................

...
...
...
...
..........
.

................................

f2$

................................

f3$

f4

................................

E
...
...

...
...
...
...
..........
.

%.............
.....

................................

f4$

E$

Supponiamo che e siano degli isomorfismi. Allora:


(i) se `e surgettivo allora `e iniettivo.
(ii) se % `e iniettivo allora `e surgettivo.
In particolare, se , , ed % sono degli isomorfismi, anche `e un isomorfismo.
Dimostrazione. (i) Sia
# c $C tale #che (c)
$ = O. Essendo il diagramma commutativo, abbiamo f3 (c) = f3$ (c) = O; siccome `e un isomorfismo,
otteniamo f3 (c) = O. Lesattezza
della
riga
implica c = f2 (b) per
#
$
# superiore
$
qualche b B; inoltre O = f2 (b) = f2$ (b) . Lesattezza della riga inferiore ci dice che esiste a$ A$ tale che (b) = f1$ (a#$ ). Essendo
$
# surgettivo,
$
troviamo a A tale che a$ = (a); quindi (b) = f#1$ (a)$ = f1 (a) . Ma
`e un isomorfismo; quindi b = f1 (a) e c = f2 (b) = f2 f1 (a) = O per lesattezza
della riga superiore, per cui `e iniettivo.
(ii) Sia c$ C $ . Essendo un isomorfismo, esiste un unico d D tale che (d) = f3$ (c$ ). La commutativit`
e lesattezza
del#
$a del diagramma
#
$
#
$
la riga inferiore ci dicono che % f4 (d) = f4$ (d) = f4$ f3$ (c$ ) = O;
essendo % iniettivo, troviamo f4 (d) = O. Quindi esiste c C tale che
f3 (C) = D. Applicando
di$ nuovo
#
# la $commutativit`a del diagramma troviamo f3$ (c$ ) = (d) = f3 (c) = f3$ (c) ; quindi c$ (c) Ker f3$ . Lesattezza
ci dice che esiste b$ B $ tale che f2$ (b$ ) = c$ (c); essendo un isomorfismo
troviamo b #B tale$ che b#$ = (b).
Infine, la commutativit`a del diagramma
$
#
$
assicura che f2 (b) = f2$ (b) = f2$ (b$ ) = c$ (c), per cui c$ = c+f2 (b) ,
e `e surgettiva.
&
'

4.2 La successione di Mayer-Vietoris


Un esempio di utilizzo della successione esatta lunga di coomologia `e la successione di Mayer-Vietoris, uno degli strumenti pi`
u utili per il calcolo della
coomologia.

4.2 La successione di Mayer-Vietoris

117

Sia U = {U0 , U1 } un ricoprimento aperto di


% una variet`a M composto di
due soli aperti U0 , U1 M
.
Indichiamo
con
U
U1 lunione disgiunta di U0 e
0
%
U1 , con

:
U
U

U
U
linclusione
di
U
U
j
0
1
0
1
0
1 in Uj (con j = 0, 1), e con
%
: U0 U1 M linclusione. Abbiamo quindi una successione di inclusioni
M

..................................

U0

...............
....................0
U1 ..................................... U0 U1
1

che induce una successione di restrizioni di forme


0

.....................................
A (M ) ............................. A (U0 ) A (U1 ) ......................................... A (U0 U1 )
.
1
Prendendo la differenza degli ultimi due morfismi otteniamo la successione di
Mayer-Vietoris:
O

.........................................

A (M ) ................................. A (U0 ) A (U1 ) ..............1.........................0..................... A (U0 U1 ) ..................................... O


.

(, ) ................................................................................................................

(4.4)

Teorema 4.2.1. Sia U = {U0 , U1 } un ricoprimento aperto di una variet`


a M.
Allora la successione di Mayer-Vietoris (4.4) `e esatta, e quindi induce una
successione esatta lunga in coomologia

..............................

d
H k (M ) .............................. H k (U0 ) H k (U1 ) ................. H k (U0 U1 ) .................. H k+1 (M ) .......................
(4.5)

Dimostrazione. Lesattezza di (4.4) `e evidente tranne allultimo punto. Sia


{0 , 1 } una partizione dellunit`a subordinata a U. Data A (U0 U1 ), notiamo che 1 `e ben definita come forma su U0 ; analogamente 0 A (U1 ).
Infine
(1 0 )(1 , 0 ) = (0 + 1 ) = ,
per cui (4.4) `e esatta. Lultima affermazione segue dal Teorema 4.1.11.

&
'

Osservazione 4.2.2. Calcoliamo esplicitamente il morfismo di connessione d


in (4.5). Sia {0 , 1 } una partizione dellunit`a subordinata al ricoprimento
aperto {U0 , U1 }, e sia [] H k (U0 U1 ) rappresentata dalla forma chiusa Z k (U0 U1 ). La forma `e immagine
tramite 1 $ 0 della coppia
#
(1 , 0 ), il cui differenziale esterno `e d(1 ), d(0 ) . Notiamo che
d(j ) = dj

in quanto `e chiusa, e che d0 + d1 O in U0 U1 ; quindi


&
[d1 ] in U0 ,

d [] =
[d0 ]
in U1 .
In particolare, il supporto di d [] `e contenuto in U0 U1 .

118

4 Coomologia

Esempio 4.2.3. Calcoliamo la coomologia di R. Le 0-forme sono funzioni. Lunica 0-forma esatta `e la funzione nulla; una 0-forma f `e chiusa se e solo se
df 0, cio`e se e solo se `e costante. Quindi H 0 (R) = R.
Le 1-forme su R sono tutte (banalmente) chiuse; vogliamo mostrare che
sono anche esatte. Infatti, data = f dx A1 (R), poniamo
' x
g(x) =
f (t) dt ;
0

allora si vede subito che dg = . Riassumendo,


(
R se k = 0 ,
H k (R) =
O se k > 0 .

Osservazione 4.2.4. Il ragionamento fatto allinizio dellesempio precedente


mostra che H 0 (M ) = Rc per ogni variet`a M , dove c 1 `e il numero di
componenti connesse di M .
Esempio 4.2.5. Calcoliamo la coomologia di S 1 . Grazie allosservazione precedente abbiamo H 0 (S 1 ) = R. Sia {U0 , U1 } il ricoprimento aperto di S 1 dato
da U0 = (1/2 , 1/2 + ) e U1 = (1/2 , 3/2 + ), dove (0, 1/2) e ovviamente stiamo identificando S 1 con R/Z. Siccome U0 e U1 sono diffeomorfi
a R, sappiamo che H 0 (Uj ) = R e H k (Uj ) = O per j = 0, 1 e ogni k > 0.
Inoltre U0 U1 consiste di due intervalli aperti, per cui H 0 (U0 U1 ) = R2 e
H k (U0 U1 ) = O per k > 0. La successione (4.5) diventa quindi
R

..............................

d
R R ......................................... R R ..................................... H 1 (S 1 ) ........................... O

per cui H 1 (S 1 )
= (R R)/ Im , dove : H 0 (U0 ) H 0 (U1 ) H 0 (U0 U1 ) `e il
morfismo indotto in coomologia da 1 0 . Chiaramente, (a, b) = (ba, ba);
quindi dim Im = 1. Riassumendo,
(
R se k = 0, 1 ;
H k (S 1 ) =
O se k > 1 .

Possiamo anche trovare un generatore di H 1 (S 1 ). Sia = (1, 0) H 0 (U0 U1 );


chiaramente
/ Im , per cui d `e un generatore di H 1 (S 1 ). Ricordando
lOsservazione 4.2.2, d `e rappresentato dalla 1-forma
&
d0 su (1/2 , 1/2 + ) ,
=
O
altrimenti,
dove {0 , 1 } `e una partizione dellunit`a subordinata a {U0 , U1 }.

4.3 Il teorema di Stokes


Per dimostrare il fondamentale teorema di Stokes dobbiamo introdurre il
concetto di variet`a con bordo.

4.3 Il teorema di Stokes

119

Definizione 4.3.1. Il semispazio superiore Hn Rn di dimensione n `e


Hn = {(x1 , . . . , xn ) Rn | xn 0} .
Il bordo Hn di Hn `e liperpiano {xn = 0}; linterno di Hn `e Hn \ Hn .

Definizione 4.3.2. Una variet`


a con bordo di dimensione n `e data da una
coppia (M, A), dove M `e un insieme e A = {(U , )} `e una famiglia di
applicazioni bigettive : U )
V , dove V `e un aperto di Hn , compatibili
a due a due e tali che M = U . Se V Hn /= diremo che (U , )
`e una n-carta di bordo; se invece V Hn = diremo che (U , ) `e una
n
carta interna. Linsieme dei punti p M che appartengono a 1
(H ) per
una carta di bordo (U , ) `e il bordo M di M ; il complementare del bordo
`e detto interno della variet`a con bordo M . A volte, le variet`a nel senso della
Definizione 2.1.5 sono dette variet`
a senza bordo.
Osservazione 4.3.3. Carte interne sono chiaramente carte locali nel senso visto
finora. Quando parliamo di compatibilit`a fra due carte di bordo (U , ) e
(U , ) intendiamo che (U U ) e (U U ) sono aperti di Hn (non
necessariamente di Rn !) e che 1
e un
: (U U ) (U U ) `
diffeomorfismo di classe C come applicazione fra sottoinsiemi di Rn , e quindi
ammette unestensione C a un intorno aperto (in Rn ) di (U U ). In
particolare, 1
e unapplicazione aperta, per cui manda il bordo nel
`
bordo; di conseguenza (perche?) il bordo di una variet`a con bordo `e ben
n
n
1
definito (cio`e se p 1
(H ) per qualche carta di bordo allora p (H )
n
per tutte le carte di bordo in p). Inoltre, la restrizione di 1
e
a H `

ancora C ; quindi le restrizioni a M delle carte di bordo formano un atlante


di M di dimensione n1 (dove stiamo identificando Hn con Rn1 nel modo
ovvio); quindi M ha una struttura naturale di variet`a (n 1)-dimensionale.
Definizione 4.3.4. Un atlante orientato di una variet`a con bordo `e un atlante in cui i determinanti jacobiani dei cambiamenti di coordinate sono tutti
positivi. Una variet`a con bordo con un atlante orientato `e detta orientata.

Vogliamo far vedere che il bordo di una variet`a orientata `e automaticamente orientato. Per farlo ci serve il seguente
j /= per j = 0, 1, dove
Lemma 4.3.5. Siano U0 , U1 Hn aperti di Hn con U
j = Uj Hn . Sia F : U0 U1 un diffeomorfismo con determinante jacobiano
U
0 U
1 , visto
sempre positivo. Allora il determinante jacobiano di F = F |U0 : U
n1
come diffeomorfismo di aperti di R
, `e sempre positivo
Dimostrazione. Scriviamo x = (x$ , xn ), con x$ = (x1 , . . . , xn1 ), e analogamente F = (F $ , F n ), con F $ = (F 1 , . . . , F n1 ); dunque F (x$ ) = F $ (x$ , 0). Per
ogni (x$ , 0) U0 Hn abbiamo
*
*
* Jac F (x$ ) Fn! (x$ , 0) *
$
*
* .
x
0 < det Jac F (x , 0) = det * F n $
F n
$
*
x! (x , 0) xn (x , 0)

120

4 Coomologia

0 ) U
1 implica F n (x$ , 0) 0; quindi
Ora, F (U
0 < det Jac F (x$ , 0) =

F n $
(x , 0) det Jac F (x$ ) .
xn

Infine, siccome F manda U0 Hn in U1 Hn , otteniamo


tesi segue.

F n
$
xn (x , 0)

> 0, e la
&
'

Questo lemma ci assicura che latlante di M indotto da unatlante


orientato di M `e ancora orientato; possiamo quindi introdurre la seguente
Definizione 4.3.6. Sia M una variet`a con bordo di dimensione n, orientata
da un atlante orientato A, e indichiamo con A latlante orientato indotto
da A su M . Lorientazione indotta su M `e allora quella data da A se n `e
pari, quella opposta se n `e dispari.
Osservazione 4.3.7. La differenza di orientazione fra pari e dispari `e necessaria
per ottenere lenunciato del teorema di Stokes senza segni.
` chiaOsservazione 4.3.8. Sia M una variet`a con bordo, di dimensione n. E
ramente possibile dare un senso anche allo spazio tangente a un punto del
bordo di M , che per`o risulta essere uno spazio di dimensione n 1. Di conseguenza, una n-forma su M (pensata come applicazione n-lineare alternante
applicata ai campi vettoriali) si annulla quando ristretta a M . Invece, una
(n1)-forma su M ristretta a M pu`o essere non nulla. Inoltre, su una variet`a
orientata con bordo M possiamo definire lintegrale di una n-forma a supporto
compatto esattamente come nel caso di variet`a senza bordo (le dimostrazioni
funzionano
identiche); infine, se `e una (n 1)-forma su M , possiamo defi+
nire M come lintegrale su M (orientato con lorientazione indotta) della
restrizione |M .
Teorema 4.3.9 (Stokes). Sia M una variet`
a orientata di dimensione n con
bordo, e consideriamo M con lorientazione indotta. Sia una (n1)-forma
con supporto compatto in M . Allora
'
'
d =
.
(4.6)
M

Dimostrazione. Cominciamo col dimostrarlo quando M = Rn . Per linearit`a, e


a meno di permutare le coordinate, possiamo supporre = f dx1 dxn1 .
f
1
n
Quindi d = (1)n1 x
n dx dx . Il teorema di Fubini allora ci dice
che
,' +
'
'
f
n1
n
d = (1)
dx dx1 dxn1 .
n
Rn
Rn1
x
Ma

'

f $ n
(x , x ) dxn = lim [f (x$ , t) f (x$ , t)] = 0
t+
xn

4.3 Il teorema di Stokes

121

perche f ha supporto compatto. Quindi Rn d = 0; essendo Rn senza bordo,


abbiamo dimostrato (4.6) in questo caso.
Consideriamo ora il caso M = Hn , e scriviamo
=

n
.
j=1

/j dxn ,
gj (x$ , xn ) dx1 dx

dove laccento circonflesso indica che quellelemento `e assente. Allora

n
.
g
j
d = (1)j1 j (x$ , xn ) dx1 dxn .
x
j=1
Ora, se 1 j n 1 si ha
' +
gj $ n
(x , x ) dxj
xj

lim [gj (x1 , . . . , xj , . . . , xn ) gj (x1 , . . . , xj , . . . , xn )] = 0

xj +

perche gj `e a supporto compatto in Hn . Quindi per j = 1, . . . , n 1 si ha


'
gj $ n
(x , x ) dx1 dxn
j
n
x
H
,' +
' + ,'
gj $ n
j
1
n1
/
j
=
(x , x ) dx dx dx dx
dxn
j
0
Rn2
x
= 0.
Inoltre
'

gn $ n
(x , x ) dxn = lim gn (x$ , t) gn (x$ , 0) = gn (x$ , 0) ,
t+
xn

sempre perche gn `e a supporto compatto in Hn . Quindi


'
'
gn $ n
n1
d = (1)
(x , x ) dx1 dxn
n
n
n
x
H
H
,' +
'
gn $ n
n1
n
= (1)
(x , x ) dx dx1 dxn1
xn
Rn1
0
'
'
= (1)n
gn (x$ , 0) dx1 dxn1 =
,
Rn1

Hn

dove lultima eguaglianza segue dallorientazione indotta su Hn e dal fatto


che ogni (n 1)-forma contenente dxn si annulla identicamente su Hn .
Infine, sia M qualsiasi, e scegliamo un atlante orientato A = {(U , )}
con (U ) = Rn o Hn per ogni
4 , e sia { } una partizione dellunit`a subordinata ad A. Scriviamo = ; per linearit`a, basta quindi dimostrare

122

4 Coomologia

(4.6) per ciascun , che `e una forma a supporto compatto contenuto in U .


Ma allora
'
'
'
d( ) =
d( ) =
(1 ) d( )
M
U
(U )
'
'
=
d(1 ) ( ) =
(1 ) ( )
(U )
(U )
'
'
=
(1 ) ( ) =
,
(U M )

dove abbiamo usato (4.6) per Rn ed Hn .


5

&
'

g
Osservazione 4.3.10. In R2 , se = f dx+g dy allora d = x
f
dxdy,
y
per cui il classico Teorema di Gauss-Green diventa un caso particolare del
Teorema di Stokes.
In 5R3 , se = f3 dx1 6
dx2 +f1 dx2 dx3 +f2 dx3 dx1 `e una 2-forma allora
f2
f3
f1
d = x
+ x
+ x
dx1 dx2 dx3 ; quindi identificando con il campo
1
2
3
vettoriale di coordinate (f1 , f2 , f3 ) vediamo che anche il classico teorema della
divergenza `e un caso particolare del teorema di Stokes.

Osservazione 4.3.11. Se f `e una funzione C in un aperto di R3 , allora


f
f
f
1
2
3
df = x
+ x
+ x
u
1 dx
2 dx
3 dx , per cui in un certo senso (saremo pi`
precisi quando introdurremo le metriche Riemanniane) possiamo identificare
df con il gradiente di f . Viceversa, a un campo vettoriale X = (f1 , f2 , f3 ) possiamo5associare la61-forma =5f1 dx1 +f2 6
dx2 +f3 dx3 . 5
In questo caso
6 abbiamo
f2
f1
f3
f2
f1
f3
1
2
d = x1 x2 dx dx + x2 x3 dx2 dx3 + x

dx3 dx1 ,
3
x1
per cui d rappresenta il rotore del campo X. Infine, se al campo X associamo
anche la 2-forma = f3 dx1 dx2 + f1 dx2 dx3 + f2 dx3 dx1 , allora d
rappresenta chiaramente la divergenza di X.
In particolare, la relazione dd = O ha come casi particolari i fatti ben noti
che il rotore di un gradiente o la divergenza di un rotore sono identicamente
nulli.

4.4 Il lemma di Poincar


e
In questa sezione calcoleremo la coomologia di Rn per ogni n 0, come
conseguenza della seguente proposizione:
Proposizione 4.4.1. Sia M una variet`
a. Indichiamo con : M R M la
proiezione sul primo fattore, e con : M M R la sezione (p) = (p, t0 ),
dove t0 R `e fissato. Allora : H (M ) H (M R) `e un isomorfismo, con
inversa data da : H (M R) H (M ).

4.4 Il lemma di Poincare

123

Dimostrazione. Da = id segue subito = id; dobbiamo dimostrare


che = id a livello di coomologia, tenendo presente che /= id e
che /= id al livello delle forme. Per avere la tesi costruiremo allora un
operatore domotopia fra id e , e applicheremo la Proposizione 4.1.15.
Ogni forma differenziale in M R si scrive in modo unico come combinazione lineare dei seguenti due tipi di forme:
f

f dt ,

dove f C (M R) e A (M ). Per ogni k 0 definiamo allora


K: Ak (M R) Ak1 (M R) ponendo
,' s

k1
f (p, t) dt ;
K(f ) = O
e
K(f dt) = (1)
t0

dobbiamo verificare che K `e un operatore domotopia.


Cominciamo con Ak (M R) della forma = f con Ak (M ).
Prima di tutto notiamo che possiamo scrivere

f
dt ,
t
4n f
j
dove in coordinate locali `e data da =
e
j=1 xj (dx ), e quindi `
combinazione lineare di forme del primo tipo. Quindi
df = +

(dK Kd) = Kd = K (f d( ) + df )
,
f
= K f (d) + + (1)k dt
t
,' s
f
=
(p, t) dt = f f (, t0 )
t
t0
= (id ) ,

per cui in questo caso ci siamo.


Prendiamo adesso = f dt con Ak1 (M ). Notando che

(dt) = d( t) = d(t ) = dt0 = O e che


7,' s
8
k1

dK = (1)
d
f (p, t) dt
t0
,' s
= K( dt) + + (1)k1
f (p, t) dt d ,
t0

troviamo

(dK Kd) = dK K( dt + f d( ) dt)


,' s
= K( dt) + + (1)k1
f (p, t) dt d
t
,' 0s

k1
K( dt) (1)
f (p, t) dt d
t0

= = (id s ) ,

124

4 Coomologia

e ci siamo.

&
'

Corollario 4.4.2 (Lemma di Poincar


e). La coomologia di Rn `e data da
(
R se k = 0 ,
H k (Rn ) =
O se k > 0 .

Dimostrazione. Segue subito dallEsempio 4.2.3 e dalla Proposizione 4.4.1,


ragionando per induzione su n.
&
'
Esempio 4.4.3. La coomologia di S n . Scriviamo S n = U0 U1 , dove
U0 = {x S n | xn+1 > } Rn+1

U1 = {x S n | xn+1 < }

per qualche > 0. Nota che U0 U1 `e diffeomorfo a S n1 R; quindi la


Proposizione 4.4.1 implica H (U0 U1 ) = H (S n1 ). Inoltre U0 e U1 sono
diffeomorfi a Rn , per cui H (U0 ) = H (U1 ) = H (Rn ). La successione di
Mayer-Vietoris
d
H k (U0 ) H k (U1 ) .............. H k (U0 U1 ) ................... H k+1 (S n ) ........................ H k+1 (U0 ) H k+1 (U1 )
diventa
O

.................................

d
H k (S n1 ) ................................ H k+1 (S n ) ................................................... O

per k 1 e
1 0
R R ............................................ R

.........................................................

H 1 (S n ) ......................................................... O

per k = 1, dove (1 0 )(, ) = , per cui 1 0 `e surgettiva. Lesattezza di


questa successione implica allora (perche?) H 1 (S n ) = O, mentre la successione
precedente ci dice che H k (S n ) = H k1 (S n1 ) per ogni k 2. Ragionando
per induzione e usando lEsempio 4.2.5 otteniamo quindi
(
R se k = 0, n ,
H k (S n ) =
O altrimenti.

Dimostriamo ora unaltra propriet`a importante della coomologia di de


Rham: linvarianza per omotopia.
Definizione 4.4.4. Unomotopia liscia fra due applicazioni differenziabili F0 ,
F1 : M N `e unapplicazione differenziabile H: M R N tale che
F0 = H(, 0) e F1 = H(, 1). In tal caso diremo che F0 e F1 sono C -omotope.
Proposizione 4.4.5. Due applicazioni C -omotope inducono lo stesso morfismo in coomologia.

4.4 Il lemma di Poincare

125

Dimostrazione. Sia H: M R N unomotopia liscia fra due applicazioni


differenziabili F0 , F1 : M N . Indichiamo con : M R M la proiezione
sul primo fattore, e con 0 , 1 : M M R le sezioni j (p) = (p, j) per
j = 0, 1. Notiamo che 0 = 1 in coomologia, in quanto (Proposizione 4.4.1)
sono entrambe uguali a ( )1 ; inoltre, Fj = H j per j = 0, 1. Quindi
F0 = (H 0 ) = 0 H = 1 H = (H 1 ) = F1 .
&
'
Definizione 4.4.6. Diremo che due variet`a M e N sono C -omotopicamente
equivalenti se esistono due applicazioni differenziabili F : M N e G: N M
tali che F G e G F siano C -omotope allidentit`a di N , rispettivamente M . Una variet`a C -omotopicamente equivalente a un punto `e detta
C -contraibile.
Osservazione 4.4.7. Si pu`o dimostrare che due variet`a sono C -omotopicamente equivalenti se e solo se sono topologicamente omotopicamente equivalenti (cio`e tramite omotopie solo continue). Questo perche ogni applicazione continua fra due variet`a `e topologicamente omotopa a unapplicazione
differenziabile (vedi lEsercizio ??).
Definizione 4.4.8. Una retrazione liscia di una variet`a M su una sottovariet`a S `e unapplicazione differenziabile r: M S che sia lidentit`a su S, cio`e
tale che r : S S sia lidentit`a di S, dove : S M `e linclusione. Se esiste
una retrazione liscia r di M su S diremo che S `e un retratto liscio di M . Se
inoltre la composizione r: M M `e C -omotopa allidentit`a di M diremo
che S `e un retratto di deformazione liscio di M . Chiaramente in questo caso
M e S sono C -omotopicamente equivalenti.
Corollario 4.4.9. Due variet`
a C -omotopicamente equivalenti hanno uguale
coomologia di de Rham. In particolare, se S `e un retratto di deformazione di M
allora H (M ) = H (S).
Dimostrazione. Segue subito dalla Proposizione 4.4.5.

&
'

Corollario 4.4.10. Sia : E M un fibrato vettoriale su una variet`


a M.
Allora H (E) = H (M ).
Dimostrazione. Identifichiamo M con limmagine della sezione nulla; per il
precedente corollario ci basta dimostrare che la sezione nulla `e un retratto
di deformazione di E. Sia C (R) tale che |(,0] 0, |[1,+) 1, e
|[0,1] : [0, 1] [0, 1] `e un diffeomorfismo. Definiamo H: E R E ponendo
H(v, t) = (t)v; si vede subito che H `e unomotopia liscia fra r e lidentit`a,
dove r(v) = O(v) `e la retrazione ovvia di E sulla sezione nulla, e `e linclusione della sezione nulla in E.
&
'

126

4 Coomologia

4.5 Coomologia a supporto compatto


Introduciamo ora un altro tipo di coomologia.
Definizione 4.5.1. Sia M una variet`a. Il supporto supp() di una forma A (M ) `e la chiusura dellinsieme dei p M per cui p /= O.
Indichiamo con Ac (M ) A (M ) linsieme delle forme a supporto compatto
in M . A volte scriveremo Cc (M ) al posto di A0c (M ).
La restrizione d: Ac (M ) Ac (M ) del differenziale esterno ad Ac (M ) `e
chiaramente ancora un differenziale sul complesso graduato Ac (M ). Poniamo Zc (M ) = Ker d|Ac (M ) e Bc (M ) = Im d|Ac (M ) ; la corrispondente coomologia Hc (M ) = Zc (M )/Bc (M ) `e detta coomologia a supporto compatto
di M .
Osservazione 4.5.2. Chiaramente Hc (M ) = H (M ) per ogni variet`a compatta M ; ma su variet`a non compatte le due coomologie possono essere diverse.
Infatti, una forma a supporto compatto `e chiusa se e solo se `e chiusa come
forma tout-court, cio`e Zc (M ) = Z (M ) Ac (M ); ma una forma a supporto
compatto esatta come forma non `e detto che sia esatta come forma a supporto compatto, in quanto potrebbe essere il differenziale esterno solo di forme
non a supporto compatto. In particolare, Bc (M ) potrebbe essere diverso da
B (M ) Ac (M ).

Esempio 4.5.3. Calcoliamo la coomologia a supporto compatto di R. Le 0forme sono funzioni. Lunica 0-forma esatta `e la funzione nulla; una 0-forma
f `e chiusa se e solo se df 0, cio`e se e solo se `e costante. Ma lunica funzione
costante a supporto compatto in R `e la funzione nulla; quindi Hc0 (R) = O.
Le 1-forme a supporto compatto su R sono tutte (banalmente) chiuse; vogliamo capire quando sono esatte come forme a supporto compatto.
Supponiamo che = df , con f A0c (R); allora
'
' +
=
f $ (t) dt = 0 ,
R

perche f `e a supporto
compatto. Quindi lintegrale su R definisce unappli+
cazione lineare R : Hc1 (R) R, chiaramente
+ surgettiva; dimostriamo che `e
anche iniettiva. Sia = g dt A1c (R) con R = 0. Allora g Cc (R) ha
supporto compatto, contenuto diciamo nellintervallo [a, b]. Poniamo
' t
f (t) =
g(s) ds ;
+

essendo R g dt = 0, segue che


+ f ha supporto compatto contenuto in [a, b], e
chiaramente df = . Quindi R : Hc1 (R) R `e un isomorfismo, e in particolare
Hc1 (R) = R. Riassumendo,
&
R se k = 1 ,
k
Hc (R) =
O se k /= 1 .

4.5 Coomologia a supporto compatto

127

Nota che il generatore naturale di Hc1 (R) `e rappresentato da una qualsiasi


1-forma a supporto compatto con integrale 1.
Osservazione 4.5.4. Il ragionamento fatto allinizio dellesempio precedente
mostra che Hc0 (M ) = Rc per ogni variet`a M , dove c 0 `e il numero di
componenti connesse compatte di M .
Vogliamo ora introdurre una successione di Mayer-Vietoris per la coomologia a supporto compatto. Lo strumento principale `e loperatore di estensione,
che non era disponibile per la coomologia usuale.
Definizione 4.5.5. Sia U M un aperto di una variet`a M , e indichiamo
con j: U 3 M linclusione. Loperatore di estensione j : Ac (U ) Ac (M ) `e
loperatore che associa a una forma a supporto compatto in U la forma j
a supporto compatto in M ottenuta estendendo a zero fuori da U .
Sia U = {U0 , U1 } un ricoprimento aperto di una variet`a M composto di
due soli aperti U0 , U1 M . Usando loperatore di estensione possiamo definire
la successione di Mayer-Vietoris a supporto compatto
O

......................

Ac (M ) .................................. Ac (U0 ) Ac (U1 ) ........................................ Ac (U0 U1 ) ............................ O ,

(4.7)

dove s : Ac (U0 ) Ac (U1 ) Ac (M ) `e definita da s (0 , 1 ) = j 0 + j 1 , e


: Ac (U0 U1 ) Ac (U0 ) Ac (U1 ) `e definita da () = (j , j ).
Teorema 4.5.6. Sia U = {U0 , U1 } un ricoprimento aperto di una variet`
a M.
Allora la successione di Mayer-Vietoris a supporto compatto (4.7) `e esatta, e
quindi induce una successione esatta lunga in coomologia

..............................

d
Hck (M ) .............................. Hck (U0 ) Hck (U1 ) ................ Hck (U0 U1 ) .................... Hck1 (M ) .......................
(4.8)

Dimostrazione. Lesattezza di (4.7) `e evidente tranne al primo punto. Sia


{0 , 1 } una partizione dellunit`a subordinata a U. Data Ac (M ), notiamo
che 0 `e ben definita come forma a supporto compatto in U0 ; analogamente
1 Ac (U0 ). Inoltre,
s (0 , 1 ) = (0 + 1 ) = ,
per cui (4.7) `e esatta. Lultima affermazione segue dal Teorema 4.1.11.

&
'

Osservazione 4.5.7. Calcoliamo esplicitamente il morfismo di connessione d


in (4.8). Sia {0 , 1 } una partizione dellunit`a subordinata al ricoprimento aperto {U0 , U1 }, e sia [] Hck1 (M ) rappresentata dalla forma chiusa
Zck1 (M ). La forma # `e immagine tramite
s della coppia (0 , 1 ), il
$
cui differenziale esterno `e d(0 ), d(1 ) . Notiamo che
d(j ) = dj

128

4 Coomologia

in quanto `e chiusa, e che dj O in M \ (U0 U1 ); quindi le forme d(j )


sono a supporto compatto in U0 U1 , e d(0 ) = d(1 ) in U0 U1 . Dunque
d [] `e rappresentato dalla forma chiusa Ac (U0 U1 ) data da
= d1 = d0 .
Per arrivare a calcolare la coomologia a supporto compatto di Rn ci serve
un risultato analogo alla Proposizione 4.4.1:
Proposizione 4.5.8. Per ogni variet`
a M , i gruppi di coomologia a supporto
compatto Hc (M R) e Hc1 (M ) sono isomorfi.
Dimostrazione. Iniziamo definendo un morfismo e : Hc (M ) Hc+1 (M R).
Sia e = e(t) dt A1c (R) un generatore della coomologia a supporto compatto
4.5.3 questo vuol dire che e Cc (R) e
+di R; per quanto visto nellEsempio

(M R) ponendo
e(t) dt = 1. Definiamo e# : Ac (M ) A+1
c
R
e# () = e .

Essendo e una forma chiusa, d e# = e# d, per cui e# induce un morfismo


graduato in coomologia e : Hc (M ) Hc+1 (M R).
Per trovare un morfismo in direzione opposta, notiamo che ogni forma
differenziale a supporto compatto in M R si scrive in modo unico come
combinazione lineare dei seguenti due tipi di forme:
f

f dt ,

con f Cc (M R) e A (M ), dove : M R M `e la proiezione sul


primo fattore. Definiamo # : Ac (M R) A1
(M ) ponendo
c
,' +
# (f ) = O
e
# (f dt) =
f (p, t) dt .

Prima di tutto osserviamo che # commuta con d. Infatti, notiamo che


possiamo scrivere
f
df = +
dt ,
t
4n f
j
dove in coordinate locali `e data da = j=1 x
e comj (dx ), e quindi `

k
binazione lineare di forme del primo tipo. Dunque se f Ac (M R) `e
una forma del primo tipo otteniamo
,
#
$
f
# d(f ) = # ( ) + (1)k #
dt
t
,'
f
= (1)k
(p, t) dt = O = d# (f ) ,
t

in quanto

4.5 Coomologia a supporto compatto

'

#
$
f
(p, t) dt = lim f (p, t) f (p, t) = 0
t+
t

129

(4.9)

perche f `e a supporto compatto. Analogamente, se = f dt Akc (M R)


`e una forma del secondo tipo, otteniamo
# (d) = # ( dt + f d dt)
,'
,' +
=d
f (, t) dt +
f (p, t) dt d = d# () .

Quindi # d = d # , e, come preannunciato, # induce un morfismo


graduato in coomologia : Hc (M R) Hc1 (M ).
Vogliamo dimostrare che e e sono isomorfismi, luno inverso dellaltro. Per costruzione, # e# = id, e quindi e = id. Dunque per
far vedere che e = id, ci basta costruire un operatore di omotopia
K: Ac (M R) A1
(M R) fra id e e# # .
c
Per ogni k 0 definiamo K: Ak (M R) Ak1 (M R) ponendo
K(f ) = O e
,' s
'

k1
K(f dt) = (1)
f (p, t) dt E(t)
f (p, t) dt ,

dove
E(t) =

'

e(s) ds ;

dobbiamo verificare che K `e un operatore domotopia.


Cominciamo con Ak (M R) della forma = f con Ak (M ).
Allora
(dK Kd) = Kd = K (f d( ) + df )
,
f
= K f (d) + + (1)k dt
t
,' s
f
=
(p, t) dt = f =
t
= (id e# # ) ,
per cui in questo caso ci siamo.
Prendiamo adesso = f dt con Ak1 (M ). Allora
,'

(id e# # ) = f dt
f (p, t) dt e ;

7,' s
8
'
k1

dK = (1)
d
f (p, t) dt E(t)
f (p, t) dt

,' s
= (1)k1
f (p, t) dt d + f dt

130

4 Coomologia

,'
(1)k1 E(t)
f (p, t) dt d

,'

f (p, t) dt e + K( dt) ;

e ci siamo.

Kd = K( dt + f d dt)
,' s

k1
= K( dt) + (1)
f (p, t) dt d

,'
k1
(1)
E(t)
f (p, t) dt d ,

&
'

Corollario 4.5.9 (Lemma di Poincar


e per la coomologia a supporto
compatto). La coomologia a supporto compatto di Rn `e data da
&
R se k = n ,
n
k
H (R ) =
O se k /= n .

Dimostrazione. Segue subito dallEsempio 4.5.3 e dalla Proposizione 4.5.8,


ragionando per induzione su n.
&
'

4.6 La dualit`
a di Poincar
e
Il ragionamento fatto nellEsempio 4.4.3 suggerisce che, usando la successione di Mayer-Vietoris, potrebbe essere possibile ricostruire la coomologia di
una variet`a partendo dalla combinatoria di un atlante con domini delle carte diffeomorfi a Rn e con intersezioni controllate. Lo strumento tecnico che
permette di realizzare questo programma `e quello di buon ricoprimento.
Definizione 4.6.1. Un buon ricoprimento (o ricoprimento di Leray) di una
variet`a n-dimensionale M `e un ricoprimento aperto {U } di M tale che ogni
intersezione finita non vuota U1 Ur sia diffeomorfa a Rn . Una variet`a
con un buon ricoprimento finito sar`a detta di tipo finito.
Definizione 4.6.2. Un insieme diretto `e un insieme I con un ordine parziale
< tale che per ogni a, b I esiste c I con c < a e c < b. Un sottoinsieme
J I `e cofinale se per ogni i I esiste j J tale che j < i.

Esempio 4.6.3. Linsieme dei ricoprimenti aperti di uno spazio topologico `e


un insieme diretto rispetto allordine parziale V < U se e solo se V `e un
raffinamento di U, perche due ricoprimenti aperti U = {U } e V = {V }
hanno U V = {U V } come raffinamento comune.

Esempio 4.6.4. Un altro esempio di insieme diretto che ci servir`a in seguito


`e dato dalla famiglia degli intorni aperti di un punto in uno spazio topologico, rispetto allordine parziale dato dallinclusione. In particolare, un sistema
fondamentale di intorni `e esattamente un sottoinsieme cofinale.

4.6 La dualit`
a di Poincare

131

Il risultato tecnico che ci servir`a `e il seguente:


Teorema 4.6.5. Ogni variet`
a ha un buon ricoprimento (e in particolare le
variet`
a compatte sono di tipo finito). Pi`
u precisamente, i buoni ricoprimenti
sono cofinali nellinsieme di tutti i ricoprimenti aperti di una variet`
a.
Vedremo la dimostrazione completa di questo teorema solo pi`
u in l`a, quando introdurremo delle tecniche di geometria Riemanniana. In breve, introdurremo il concetto di aperti geodeticamente convessi, che si comportano come i
convessi di Rn (rispetto alle geodetiche della variet`a Riemanniana invece che
ai segmenti); in particolare, lintersezione di due aperti geodeticamente convessi `e ancora geodeticamente convesso, un aperto geodeticamente convesso
`e diffeomorfo a Rn , e ogni punto di una variet`a ha un sistema fondamentale
` quindi chiaro che ogni ricoprimento aperdintorni geodeticamente convessi. E
to ammette un raffinamento costrituito da aperti geodeticamente convessi, e
che un ricoprimento aperto costituito da aperti geodeticamente convessi `e un
buon ricoprimento.
Come primo esempio di applicazione della procedura di Mayer-Vietoris
dimostriamo la seguente
Proposizione 4.6.6. La coomologia di una variet`
a di tipo finito (per esempio,
di una variet`
a compatta) `e di dimensione finita.
Dimostrazione. Sia U = {U0 , . . . , Ur } un buon ricoprimento finito di M , e
procediamo per induzione su r. Se r = 1, la variet`a `e diffeomorfa a Rn , e la
tesi segue dal lemma di Poincare (Corollario 4.4.2). Supponiamo allora la tesi
vera per tutte le variet`a con un buon ricoprimento composto da r 1 aperti.
Poniamo U = U1 Ur1 e V = Ur . Per ipotesi induttiva, le coomologie di
U e di V hanno dimensione finita. Inoltre, {U1 Ur , . . . , Ur1 Ur } `e un buon
ricoprimento di U V composto da r 1 aperti; quindi anche la coomologia
di U V ha dimensione finita. Dalla successione di Mayer-Vietoris

.................................

deduciamo

r
d
H k1 (U V ) ................................. H k (U V ) ............................................ H k (U ) H k (V ) ...........................
H k (U V )
= Ker r Im r
= Im d Im r .

Siccome H k (U ), H k (V ) e H k1 (U V ) hanno dimensione finita, allora anche


H k (U V ) = H k (M ) ha dimensione finita, ed `e fatta.
&
'
Definizione 4.6.7. Unapplicazione bilineare 3 , 4: V W R `e non degenere se 3v, w4 = 0 per ogni w W implica v = O, e 3v, w4 = 0 per ogni v V
implica w = O.
Il nostro prossimo obiettivo `e unimportante dualit`a fra la coomologia
usuale e la coomologia a supporto compatto.

132

4 Coomologia

Lemma 4.6.8. Siano V e W due spazi vettoriali di dimensione finita, e


3 , 4: V W R unapplicazione bilineare. Allora 3 , 4 `e non degenere se
e solo se lapplicazione : V W data da (v) = 3v, 4 `e un isomorfismo.
Dimostrazione. Supponiamo che 3 , 4 sia non degenere. Per definizione, `e
iniettiva, per cui dim V dim W ; per concludere la dimostrazione ci basta far vedere che dim V = dim W . La non-degenericit`a implica che anche
lapplicazione w 5 3, w4 `e iniettiva; quindi dim W dim V , e ci siamo.
Viceversa, supponiamo che sia un isomorfismo; in particolare, 3v, w4 = 0
per ogni w W implica v = O, e dim V = dim W . Inoltre, anche
T : W = (W ) V `e un isomorfismo. Ora, T (w)(v) = (v)(w) = 3v, w4;
quindi T (w) = 3, w4, e liniettivit`a di T conclude la dimostrazione della
non-degenericit`a di 3 , 4.
&
'
Vogliamo costruire unapplicazione bilineare non degenere definita su
gruppi di coomologia. La prima osservazione `e che lidentit`a
d( ) = d + (1)k d
valida per ogni Ak (M ) e Ah (M ) ci dice che il prodotto esterno di due
forme chiuse `e una forma chiusa, e che il prodotto esterno di una forma chiusa
con una forma esatta (a supporto compatto) `e una forma esatta (a supporto
compatto). Di conseguenza, il prodotto esterno fra due classi di coomologia `e
ben definito, e otteniamo un prodotto : H k (M ) H h (M ) H h+k (M ) che
soddisfa tutte le propriet`a del prodotto esterno usuale. Inoltre, `e ben definito
(perche?) anche il prodotto esterno di H k (M ) con Hch (M ), e il
risultato `e una classe a supporto compatto Hch+k (M ).
Sia ora An1
(M ) una forma a supporto compatto su una variet`a nc
dimensionale orientata M . Allora non `e difficile (Esercizio 4.1) trovare un intorno U M del supporto di tale che U sia una variet`a con bordo compatta.
Allora il Teorema di Stokes ci dice che
'
'
'
d =
d =
=0.
M

Di conseguenza,
+ lintegrazione di n-forme a supporto compatto induce unoperatore lineare M : Hcn (M ) R. In particolare, per ogni 0 k n = dim M
otteniamo unapplicazione bilineare
'
: H k (M ) Hcnk (M ) R
data da
(, ) 5

'

la dualit`a di Poincare dir`a che questa applicazione `e non degenere. Per


dimostrarlo ci serve la seguente

4.6 La dualit`
a di Poincare

133

Proposizione 4.6.9. Siano U , V M due aperti di una variet`


a n-dimensionale orientata M . Allora il seguente diagramma
d .
.
.
.
) ...................................... H k (U )H k (V ) ........................................... H k (U V ) ....................................... H k+1 (U V ) ......................

....................... H k (U V

.................. H nk (U V
c

s.
.
.d
.
) ..................... Hcnk (U )Hcnk (V ) .......................... Hcnk (U V ) ........................... Hcnk1 (U V ) ...............

...
...
...
......... U V
.

...
...
..
.......... U
.

...
...
..
.......... U V
.

...
...
..
.......... U V
.

ottenuto mettendo insieme le due successioni di Mayer-Vietoris, `e commutativo a meno del segno.
Dimostrazione. La commutativit`a nel quadrato a sinistra `e conseguenza della
formula
'
'
'
(j 1 + j 2 ) =
|U 1 +
|V 2 ,
U V

che `e chiaramente verificata per ogni H (U V ), 1 Hck (U ) e


2 Hck (V ).
La commutativit`a nel quadrato centrale `e conseguenza della formula
'
'
'
1 (j ) +
2 j =
(2 |U V 1 |U V ) ,
k

U V

chiaramente valida per ogni 1 H (U ), 2 H k (V ) ed Hck (U V ).


La commutativit`a a meno del segno nel quadrato a destra `e conseguenza
della formula
'
'
k+1
d = (1)
d ,
k

U V

U V

per H k (U V ) e Hcnk1 (U V ), che dobbiamo dimostrare.


Sia {U , V } una partizione dellunit`a subordinata al ricoprimento {U, V }.
Quanto visto nellOsservazione 4.5.7 ci dice che
'
'
'
d =
dV = (1)k
dV .
U V

U V

U V

Daltra parte, lOsservazione 4.2.2 ci dice che


'
'
d =
dV ,
e ci siamo.

U V

U V

&
'

Teorema 4.6.10 (Dualit`


a di Poincar
e). Sia M una variet`
a n-dimensionale
orientata
di
tipo
finito.
Allora
per
ogni
0

n
lapplicazione
bilineare
+
k
nk
:
H
(M
)

H
(M
)

R
`
e
non
degenere.
In
particolare,
c
M
H k (M )
= Hcnk (M )

per ogni 0 k n.

(4.10)

134

4 Coomologia

Dimostrazione. Procediamo per induzione sulla cardinalit`a di un buon ricoprimento {U1 , . . . , Ur } di M . Se r = 1, la variet`a M `e diffeomorfa a Rn , per
cui la tesi `e ovvia
+ per k > 0, grazie
+ ai Corollari 4.4.2 e 4.5.9. Per k = 0, sia
Hcn (M ) con M = 1; allora M : H 0 (M ) Hcn (M ) R `e data da
'
(a, b) 5 a
b = ab ,
M

che `e chiaramente non degenere.


Supponiamo allora il teorema vero per tutte le variet`a con un buon ricoprimento composto da r 1 aperti, e poniamo U = U1 Ur1 e V = Ur .
Come nella dimostrazione della Proposizione 4.6.6 si verifica facilmente che U ,
V e U V hanno un buon ricoprimento costituito da al pi`
u r 1 aperti; quindi
il Teorema `e vero per U , V e U V . La Proposizione 4.6.9 e il Lemma 4.6.8
ci forniscono allora un diagramma commutativo della forma
.

H k1 (U )H k1 (V ) ....................................... H k1 (U V ) ............................. H k (M ) ................................................ H k (U )H k (V ) ........................................... H k (U V )

Hcnk+1 (U ) Hcnk+1 (V ) ............ Hcnk+1 (U V )

............

...
...
...
...
..........
.

...
...
...
...
..........
.

...
...
...
...
..........
.

...
...
...
...
..........
.

...
...
...
...
..........
.

Hcnk (M )

.......................

Hcnk (U ) Hcnk (V )

................. H nk (U V )
c

in cui la prima, seconda, quarta e quinta freccia verticale sono degli isomorfismi. Il Lemma 4.1.17 ci assicura allora che anche la terza freccia centrale `e
un isomorfismo, e la tesi segue subito dal Lemma 4.6.8.
&
'
Possiamo spingere questo argomento anche pi`
u in l`a:

Teorema 4.6.11. Sia M una+ variet`


a n-dimensionale orientata. Allora per
ogni 0 k n lapplicazione M : H k (M ) Hcnk (M ) `e un isomorfismo.

Dimostrazione. Il teorema precedente ci dice che lenunciato `e vero per ogni


variet`a di tipo finito. Supponiamo che M sia lunione disgiunta di una famiglia numerabile di variet`a n-dimensionali orientate di tipo finito Mk ; allora
lenunciato vale anche per
chiaramente iso9 M . Infatti, le restrizioni inducono
"

morfismi r: H (M ) k H (Mk ) ed s: Hc (M )
H
c (Mk ), e quindi
k
(ricordando che il duale della somma diretta
`
e
il
prodotto
diretto
dei duali;
9
vedi la Proposizione ??) un isomorfismo s : k Hc (Mk ) Hc (M ) . Usando
il Teorema 4.6.10 troviamo il diagramma commutativo
9
r
H (M ) ........................................................... k H (Mk )
+

Quindi
caso.

...
...
...
...
...
...
.
M ......
...
.
.........
.

...
...
...
...
...
...
...
...
...
..
.........
.

9 +
k

Mk

s 9
Hcn (M ) ........................................ k Hcn (Mk )
#9 + $
= s
e un isomorfismo, e la tesi segue in questo
k Mk r `

4.6 La dualit`
a di Poincare

135

Sia ora M orientata qualsiasi, e U = {U } un buon ricoprimento numerabile di M . Siccome M ha una base numerabile, e i buoni ricoprimenti sono
cofinali nella famiglia dei ricoprimenti aperti, possiamo anche supporre che
{U } sia una base della topologia di M .
#
$
Sia f C (M ) una esaustione (cio`e f 1 (, a] `e compatto per ogni
a R). Per ogni m Z poniamo
Am = {p M | m f (p) m + 1} ,
A$m = {p M | m 12 < f (p) < m + 32 } .
Siccome U `e una base, ogni punto di Am appartiene a un elemento di U
contenuto in A$m . Ma ciascun Am `e compatto; quindi possiamo ricoprire Am
con un numero finito di elementi di U contenuti in A$m . Sia Bm A$m la loro
unione; in particolare, Bm `e di tipo finito.
Per costruzione, Bm pu`o intersecare Bm! solo se m$ = m 1 (perche?);
quindi se poniamo
:
:
U=
B2k
e
V =
B2k+1 ,
kZ

kZ

allora U e V sono unione disgiunta di variet`a di tipo finito. In particolare,


per quanto visto sopra, la tesi vale per U e V . Inoltre, U V `e lunione
disgiunta delle variet`a B2k B2k+1 e B2k B2k1 con k Z, che sono ancora
di tipo finito (perche?); quindi la tesi vale anche per U V . Allora largomento
usato nella dimostrazione del Teorema 4.6.10 implica che la tesi vale anche
per U V = M , e abbiamo finito.
&
'
Osservazione 4.6.12. I gruppi di coomologia delle variet`a di tipo finito hanno
dimensione finita (Proposizione 4.6.6); quindi prendendo i duali si ha anche
Hck (M )
= H nk (M )
per tutte le variet`a orientabili di tipo finito. Questo non `e necessariamente
vero per le variet`a non di tipo finito.
In realt`a, si pu`o dimostrare che H k (M )
= Hcnk (M ) vale per tutte le
variet`a, non solo quelle di tipo finito, mentre su variet`a con coomologia di
dimensione infinita non `e detto che Hck (M ) sia isomorfo a H nk (M ) .
Corollario 4.6.13. Sia M una variet`
a compatta di dimensione n. Allora
(i) se M `e orientabile allora H n (M ) = R;
(ii) se M non `e orientabile allora H n (M ) = O.
Dimostrazione. La parte (i) segue subito da H n (M )
= H 0 (M ) = R.

Per la parte (ii), sia : M M il rivestimento orientabile a due fogli,


M
lautomorfismo non banale del rivestimento, che sappiamo
e A: M
invertire lorientazione.

136

4 Coomologia

).
Sia An (M ); dobbiamo dimostrare che `e esatta. Sia
= An (M

Chiaramente, A = implica A = ; quindi A


=
. Daltra parte,
A inverte lorientazione; quindi
'
'
'

=
A
=

+
= 0. La dualit`a di Poincare implica allora che
`e esatta,
da cui segue M
) con
per cui esiste An1 (M
= d.
Poniamo = 12 ( + A ). Siccome il differenziale esterno commuta con i
pull-back, d
=
; inoltre, essendo A2 = idM , si ha A = . Questultima
affermazione implica che esiste An1 (M ) tale che = . Infatti, sia
U M un aperto ben rivestito; allora esistono esattamente due sezioni 0 ,
del rivestimento su U , collegate da 1 = A 0 . Quindi
1 : U M
1 = 0 A = 0 ;
dunque ponendo |U = 0 definiamo una (n 1)-forma globale su M .
Infine,
d|U = d0 = 0 d
= 0
= 0 = |U ,
in quanto 0 = idU , e quindi = d, come voluto.

&
'

4.7 Il principio di Mayer-Vietoris


Per estendere gli argomenti basati sulla successione di Mayer-Vietoris dal caso
di ricoprimenti composti da due (o da un numero finito di) aperti al caso
di ricoprimenti numerabili qualunque ci serviranno alcuni nuovi concetti di
algebra omologica.
Definizione 4.7.1. Un complesso doppio `e una tripla (K, d, ) composta da
un gruppo abeliano (spazio vettoriale, eccetera) K con una doppia graduazione, cio`e che si decompone in una somma diretta
!
K=
K p,q
p,qN

di sottogruppi (sottospazi, eccetera), e da due morfismi d, : K K che


soddisfano le seguenti propriet`a:
(i) d(K p,q ) K p,q+1 e (K p,q ) K p+1,q per ogni p, q N;
(ii) d d = O e = O;
(iii) d = d.

La riga q-esima di un complesso doppio `e la successione di morfismi


..
..
..
..
K 0,q ......................... K 1,q ......................... K 2,q ......................... K 3,q ...........................

4.7 Il principio di Mayer-Vietoris

137

C`e un modo naturale per associare a un complesso doppio (K, d, ) un


complesso
" differenziale. Prima di tutto, consideriamo K con la graduazione
K = nN K n ottenuta ponendo
Kn =

K p,q .

p+q=n

Poi definiamo D: K K ponendo


D|K p,q = + (1)p d .
Allora D(K n ) K n+1 , e per ogni K p,q si ha
#
$
#
$
D D() = D + (1)p d = + (1)p+1 d + (1)p d + dd = O ;
quindi D D = O e (K, D) `e un complesso differenziale.

Definizione 4.7.2. Sia (K, d, ) un complesso doppio. Il complesso differenziale (K, D) appena definito `e il complesso differenziale indotto da (K, d, ).
La coomologia del complesso doppio (K, d, ) `e per definizione la coomolo
gia HD
(K) del complesso (K, D) indotto.
Osservazione 4.7.3. Un elemento K n `e, per definizione, una somma
= 0,n + 1,n1 + + n1,1 + n,0
con p,q K p,q . Quindi
D = d0,n + (0,n d1,n1 ) + + (n1,1 + (1)n dn,0 ) + n,0 ,
per cui
(D)p,q

d0,n
= p1,q + (1)p dp,q1
n,0

se p = 0 e q = n + 1 ;
se 0 < p < n + 1 e q = n + 1 p ;
se p = n + 1 e q = 0 .

In particolare,
D = O

e
= D

d0,n = O ,
p,q = (1)p dp+1,q1
n,0
= O ;

per 0 < p < n ,

0,n = d 0,n1 ,
p,q = p1,q + (1)p d p,q1
n,0
= n1,0 .

Una utile conseguenza di queste formule `e il

(4.11)

per 0 < p < n , (4.12)

138

4 Coomologia

Lemma 4.7.4. Sia (K, d, ) un complesso doppio con righe esatte. Allora ogni
n
classe di coomologia [] HD
(K) `e rappresentata da un elemento K 0,n
che `e d-chiuso e -chiuso.
Dimostrazione. Sia 0 = 0,n + + n,0 K n un D-cociclo rappresentante []. Siccome D0 = O, la (4.11) ci dice che n,0 = O; lesattezza
delle righe implica quindi che esiste K n1,0 tale che n,0 = . Poniamo
1 = 0 D; allora 1 `e ancora un D-cociclo rappresentante [], ma senza componente in K n,0 . La (4.11) dice allora che la componente in K n1,1
di 1 `e -chiusa; lesattezza delle righe implica che `e anche -esatta, e quindi
come prima possiamo sottrarre a 1 un D-cobordo in modo da ottenere un
rappresentante di [] senza componenti ne in K n,0 ne in K n1,1 .
Procedendo in questo modo otteniamo un rappresentante K 0,n di [];
e usando ancora (4.11) da D
= O deduciamo d = O e = O, ed `e fatta.
&
'
Lidea `e che un complesso doppio con righe esatte pu`o essere usato per
calcolare la coomologia di un complesso che possa essere inserito come colonna
iniziale del complesso doppio, formando un complesso doppio aumentato:
Definizione 4.7.5. Un complesso doppio aumentato `e dato da un complesso
doppio (K, d, ), un complesso differenziale (A, d) e un morfismo r: A K
che soddisfa le seguenti condizioni:
(i) r(Aq ) K 0,q per ogni q N;
(ii) r `e iniettivo;
(iii) r d = d r;
(iv) r = O.

La riga q-esima di un complesso doppio aumentato `e la successione di morfismi


O

................................

Aq

.............................

..
..
..
K 0,q ......................... K 1,q ......................... K 2,q ...........................

Teorema 4.7.6. Sia r: (A, d) (K, d, ) un complesso doppio aumentato. a

righe esatte. Allora r induce un isomorfismo fra H (A) e HD


(K).
Dimostrazione. Siccome
D r = ( + d) r = d r = r d ,
il morfismo r `e un morfismo di cocatene, e quindi induce un morfismo

r : H (A) HD
(K) in coomologia; vogliamo dimostrare che r `e un isomorfismo.
n
Sia [] HD
(K). Per il Lemma 4.7.4, possiamo trovare un -cociclo e d0,n
cociclo K
rappresentante []. Lesattezza delle righe ci fornisce allora
un An tale che r() = . Inoltre r(d) = dr() = d = O; essendo r
iniettivo troviamo d = O. Quindi `e un d-cociclo tale che r [] = [], per
cui r `e surgettiva.

4.7 Il principio di Mayer-Vietoris

139

Per dimostrare che r `e iniettivo, sia [] H n (A) tale che r [] = O.


Questo vuol dire che d = O e r() = D per un opportuno K n1 .
Siccome r() K 0,n , la (4.12) ci dice che n1,0 = O. Lesattezza delle righe
ci fornisce K n2,0 tale che = n1,0 , e quindi sottraendo D a
possiamo supporre che n1,0 = O.
Procedendo in questo modo, possiamo trovare K 0,n1 tale che
D
= r(). In particolare, = O, per cui lesattezza delle righe ci fornisce An1 tale che r() = . Quindi r(d) = Dr() = D
= r(), per
cui liniettivit`a di r implica = d, per cui [] = O e r `e iniettivo, come
voluto.
&
'

Vogliamo applicare questo risultato per calcolare la coomologia di de Rham


di una variet`a generalizzando la successione di Mayer-Vietoris al caso di un
ricoprimento aperto numerabile. Per far ci`o abbiamo bisogno di costruire un
doppio complesso aumentato.
Definizione 4.7.7. Sia U = {U }J un ricoprimento aperto numerabile
(o finito) di una variet`a M , dove J `e un insieme ordinato. Per r N e
0 , . . . , r J poniamo
U0 ...r = U0 Ur .
Per p, q N poniamo
C p (U, Aq ) =

>

Aq (U0 ...p ) .

0 <<p

Osservazione 4.7.8. Un elemento C p (U, Aq ) `e quindi ottenuto assegnando


una q-forma 0 ...p su ciascuna intersezione di p aperti U0 , . . . , Up U con
0 < < p . Per convenzione, dato C p (U, Aq ) definiremo 0 ...p anche
quando gli indici non sono ordinati ponendo
(0) ... (p) = sgn( )0 ...p

(4.13)

per ogni permutazione Sp ; in particolare 0 ...p = O non appena i = j


per qualche i /= j.

Il differenziale esterno induce un differenziale d: C p (U, Aq ) C p (U, Aq+1 )


agendo componente per componente. Per avere un complesso doppio, ci serve
un differenziale orizzontale.
Lemma 4.7.9. Sia U = {U } un ricoprimento aperto numerabile di una
variet`
a M . Per ogni C p (U, Aq ) poniamo
()0 ...p+1 =

p+1
.
j=0

(1)j (0 ...?j ...p+1 )|U0 ...p+1 ,

(4.14)

dove laccento circonflesso indica lomissione di un indice. Allora 5


definisce un differenziale : C p (U, Aq ) C p+1 (U, Aq ) che commuta con d.

140

4 Coomologia

Dimostrazione. Prima di tutto dobbiamo verificare che (4.14) effettivamente


definisca un elemento di C p+1 (U, Aq ), cio`e che soddisfi (4.13). Chiaramente, `e
sufficiente verificare (4.13) per le trasposizioni. Omettendo per semplicit`a di
scrittura loperatore di restrizione abbiamo
( )0 ...h ...k ...p+1
=

h1
.
j=0

(1)j 0 ...?j ...h ...k ...p+1

+(1)h 0 ...?h ...k ...p+1 +


+(1)k 0 ...h ...?k ...p+1 +

h1
.
j=0

k1
.

j=h+1
p+1
.

j=k+1

(1)j 0 ...?h ...j ...k ...p+1

(1)j 0 ...h ...?j ...k ...p+1

(1)j 0 ...h ...k ...?j ...p+1

+(1)h (1)kh+1 0 ...k ...?h ...p+1


+(1)k (1)hk+1 0 ...?k ...h ...p+1

= ()0 ...k ...h ...p+1 ,

k1
.

j=h+1
p+1
.

j=k+1

(1)j 0 ...k ...?j ...h ...p+1

(1)j 0 ...k ...h ...?j ...p+1

come voluto.
Per vedere che = O basta osservare che
( 2 )0 ...p+2 =

p+2
.
j=0

(1)j ()0 ...?j ...p+2

p+2 .
j1
.
j=0 i=0

(1)j (1)i 0 ...?i ...?j ...p+2

p+2 .
p+2
.

j=0 i=j+1

0i<jp+2

(1)i+j 0 ...?i ...?j ...p+2

0j<ip+2

=O.
Infine, d = d `e ovvio.

(1)j (1)i1 0 ...?j ...?i ...p+2


(1)i+j 0 ...?j ...?i ...p+2
&
'

4.7 Il principio di Mayer-Vietoris

141

Definizione 4.7.10. Sia U un# ricoprimento aperto numerabile di una variet`a M . Il complesso doppio C (U, A ), d, ) `e detto complesso doppio di
Mayer-Vietoris associato al ricoprimento U.
Per applicare il Teorema 4.7.6 dobbiamo aumentare il complesso doppio di
Mayer-Vietoris. Sia r: A (M ) C 0 (U, A ) il morfismo dato da r() = |U
per ogni J. Liniettivit`a di r segue subito dal fatto che U `e un ricoprimento.
Inoltre
#
$
r() 0 1 = (|U1 U0 )|U0 1 = O ;
#
$
#
$
quindi r: A (M ), d C (U, A ), d, `e un complesso doppio aumentato.

Definizione 4.7.11. Sia U un ricoprimento# aperto numerabile


di una va$
#
riet`a M . Il complesso doppio aumentato r: A (M ), d C (U, A ), d, )
`e detto complesso doppio aumentato di Mayer-Vietoris associato al ricoprimento U.
Il principio di Mayer-Vietoris dichiara allora che il complesso doppio
aumentato di Mayer-Vietoris ha righe esatte:
Teorema 4.7.12. Sia U un ricoprimento aperto numerabile di una variet`
a
M . Allora il complesso doppio aumentato di Mayer-Vietoris associato a U
ha righe esatte. In particolare, il morfismo r: A (M ) C (U, A ) induce un
isomorfismo fra la coomologia di de Rham H (M ) di M e la coomologia del
complesso doppio di Mayer-Vietoris.
Dimostrazione. Dobbiamo dimostrare che, per ogni q 0, la successione
O

.....................

Aq (M ) ............................. C 0 (U, Aq ) ..................... C 1 (U, Aq ) ..................... C 2 (U, Aq ) .......................................

`e esatta. Lesattezza in Aq (M ) `e liniettivit`a di r; lesattezza in C 0 (U, Aq )


segue da r = O e dal fatto che se C 0 (U, Aq ) `e tale che = O
U = si ottiene una q-forma globale Aq (M ) tale che
allora ponendo |

r() = .
Grazie al Corollario 4.1.16, per dimostrare lesattezza del resto della successione basta trovare un morfismo graduato K: C (U, Aq ) C (U, Aq ) di
grado 1 tale che K + K = id.
Scegliamo una partizione dellunit`a { } subordinata al ricoprimento U, e
per C p (U, Aq ) poniamo
.
(K)0 ...p1 =
0 ...p1 .

Allora
(K)0 ...p =

p
.
j=0

(1)j (K)0 ...?j ...p

142

4 Coomologia

p .
.
j=0

(K)0 ...p =

(1)j 0 ...?j ...p ;

()0 ...p

@
.

0 ...p +

p
..
j=0

= 0 ...p (K)0 ...p ,

(1)j+1 0 ...?j ...p

e ci siamo. Lultima affermazione segue dal Teorema 4.7.6.

&
'

Perche questo risultato sia utile, dobbiamo essere in grado di calcolare la


coomologia del complesso doppio di Mayer-Vietoris. La prima osservazione `e
)

d,
che se (K, d, ) `e un complesso doppio, allora il complesso doppio (K,
p,q = (1)p e |
p,q = (1)q d, cio`e scambiando
p,q = K q,p , d|
definito da K
K
K
righe e colonne, ha la stessa coomologia del complesso originale. Aumentare
)
equivale ad aggiungere una riga iniziale al com d,
il complesso doppio (K,
plesso doppio originale, cio`e ad avere un complesso differenziale (C, ) e un
morfismo graduato i: C K che soddisfa le seguenti condizioni:

(a) i(C p ) K p,0 per ogni p N;


(b) i `e iniettivo;
(c) i = i ;
(d) d i = O.

Il Teorema 4.7.6 quindi ci dice che se le colonne di questo complesso aumentato


sono esatte allora la coomologia del complesso doppio K `e isomorfa alla coomologia del complesso C. Nota inoltre che una scelta naturale per il complesso
C `e prendere C p = Ker(d|K p,0 ), e prendere come differenziale la restrizione del
differenziale del complesso doppio, e come morfismo i: C K linclusione.
Nel caso
del
#
$ complesso doppio di Mayer-Vietoris, il nucleo del differenziale
d in C p U, A0 `e composto dalle funzioni costanti sulle componenti connesse
delle intersezioni U0 ...p .

Definizione 4.7.13. Sia U = {U } un ricoprimento #aperto numerabile


di una
$
variet`a M . Per p 0 indichiamo con C p (U, R) = Ker d|C p (U,A0 ) C p (U, A0 )
lo spazio vettoriale delle funzioni costanti sulle componenti connesse delle intersezioni
#
$di p + 1 elementi del ricoprimento. Il complesso differenzia
le C (U, R), `e detto complesso di Cech
del ricoprimento U, e la sua

(U, R) `e la coomologia di Cech

coomologia H
del ricoprimento U.
` importante notare che la coomologia di Cech

E
di un ricoprimento dipende soltanto dalla combinatoria del ricoprimento, cio`e dalla struttura delle
intersezioni dei vari aperti del ricoprimento.
Inoltre, la dimostrazione del Teorema 4.7.12 non si applica al comples
so di Cech,
in quanto anche se C p (U, R) non `e affatto detto che

4.8 Coomologia dei fasci e teorema di de Rham

143

K C p1 (U, A0 ) appartenga a C p1 (U, R); e infatti, come vedremo, in

generale la coomologia di Cech


del ricoprimento U non `e banale.
Esempio 4.7.14. Supponiamo che U = {U }J sia un ricoprimento aperto numerabile di una variet`a M , composto da aperti connessi. Un elemento
C 0 (U, R) `e dato dallassegnazione di un numero reale R per ogni
J. Quindi = O se e solo se = ogni volta che U U /= . Segue
0 (U, R) = Rc , dove c 1 `e il numero di componenti connesse
subito che H
di M ; confronta con lOsservazione 4.2.4.
La colonna p-esima del complesso doppio di Mayer-Vietoris cos` aumentato
`e quindi
O

................

i
d
d
C p (U, R) ....................... C p (U, A0 ) ...................... C p (U, A1 ) ...................... C p (U, A2 ) ......................................

Questa successione `e esatta in C p (U, R) e C p (U, A0 ) per costruzione. Lostruzione allesattezza della successione in C p (U, Aq ) per q 1 `e invece data dai
gruppi di coomologia q-esima delle intersezioni di p + 1 elementi di U.
Di conseguenza, se U `e un ricoprimento qualsiasi non `e detto che le colonne
del complesso doppio di Mayer-Vietoris siano esatte, per cui la coomologia

di Cech
di U non `e necessariamente isomorfa alla coomologia del complesso
doppio di Mayer-Vietoris. Ma se U `e un buon ricoprimento, allora il lemma
di Poincare ci assicura che la coomologia di tutte le intersezioni `e banale;
quindi le colonne del complesso doppio di Mayer-Vietoris sono esatte, e il

Teorema 4.7.6 implica che la coomologia di Cech


di un buon ricoprimento `e
isomorfa alla coomologia del complesso doppio. Ma il Teorema 4.7.12 ci dice
che questultima `e sempre isomorfa alla coomologia di de Rham della variet`a;
quindi abbiamo dimostrato il

Corollario 4.7.15. La coomologia di Cech


di un buon ricoprimento di una
variet`
a M `e sempre isomorfa alla coomologia di de Rham di M .
Osservazione 4.7.16. In particolare, due buoni ricoprimenti di una variet`a

hanno sempre coomologie di Cech


isomorfe.
Il Corollario 4.7.15 non ci permette ancora di dedurre che la coomologia
di de Rham `e un invariante topologico di una variet`a, in quanto il concetto
di buon ricoprimento `e ancora un concetto differenziale e non topologico (in
quanto si richiede che le intersezioni siano diffeomorfe a Rn , e non soltanto
omeomorfe). Nella prossima sezione vedremo che, in realt`a, la coomologia di

Cech
di un buon ricoprimento `e un invariante topologico della variet`a; e questo
implicher`a che anche la coomologia di de Rham lo `e.

4.8 Coomologia dei fasci e teorema di de Rham

La costruzione della coomologia di Cech


di un ricoprimento `e un caso particolare di una costruzione molto pi`
u generale, che descriveremo in questa
sezione.

144

4 Coomologia

Iniziamo introducendo una nozione fondamentale nella geometria contemporanea.


Definizione 4.8.1. Un prefascio F su uno spazio topologico X `e unapplicazione che associa a ogni aperto U X un gruppo abeliano (spazio vettoriale,
modulo, anello, eccetera) F(U ), il gruppo delle sezioni di F su U , e a ogni
U
U
inclusione di aperti U
V : U 3 V un morfismo F(V ) = V : F(V ) F(U ),
detto restrizione, in modo che le seguenti propriet`a siano soddisfatte:
(a) U
U = idU per ogni aperto U X;
V
U
(b) U
V W = W ogni volta che U V W X.
Se s F(V ) e U V , spesso scriveremo s|U per U
V (s).
Un prefascio F `e detto fascio se sono inoltre soddisfatte le tre ulteriori
condizioni:

(c) F() = O;
(d) se {Uj }jJ `e un ricoprimento aperto dellaperto U X, e s, t F(U )
sono tali che s|Uj = t|Uj per tutti i j J, allora s = t (in altre parole, le
sezioni sono univocamente definite dalle loro restrizioni locali);
(e) se {Uj }jJ `e un ricoprimento aperto dellaperto U X, e sj F(Uj )
sono sezioni tali che si |Ui Uj = sj |Ui Uj per ogni i, j J, allora esiste
s F(U ) tale che s|Uj = sj per ogni j J (in altre parole, sezioni locali
compatibili si incollano).
A volte si usa la notazione (U, F) per indicare F(U ). Gli elementi di F(X)
sono detti sezioni globali di F.
Esempio 4.8.2. Sia M una variet`a. Allora possiamo definire un fascio EM associando a ogni aperto U M lanello EM (U ) = C (U ) delle funzioni differenziabili definite su U , e a ogni inclusione di aperti loperatore di restrizione.
Il fascio EM (a volte indicato con C ) `e detto fascio dei germi di funzioni
differenziabili su M ; nellEsempio 4.8.8 giustificheremo questa terminologia.
In modo analogo si pu`o definire il fascio dei germi di funzioni C k per
qualsiasi k N, o il fascio ApM dei germi di k-forme su M , o il fascio dei germi
di funzioni analitiche reali su una variet`a analitica reale, o il fascio O delle
funzioni olomorfe su una variet`a complessa.
Esempio 4.8.3. Sia G un gruppo abeliano qualsiasi. Il fascio banale di gruppo G su uno spazio topologico X `e ottenuto assegnando a ciascun aperto di X
il gruppo G e ponendo U
V = idG per ogni coppia di aperti U V X.
Esempio 4.8.4. Sia F il prefascio su R che associa a ogni aperto U R lanello
delle funzioni continue limitate su U , e a ogni inclusione di aperti loperatore
di restrizione. Si vede subito che F `e un prefascio ma non un fascio, in quanto
la propriet`a (e) non `e soddisfatta: se Uj = (j, j) per j N, allora le sezioni
sj = idR |Uj F(Uj ) sono compatibili ma non sono la restrizione di alcuna
sezione globale s F(R).

4.8 Coomologia dei fasci e teorema di de Rham

145

Definizione 4.8.5. Un morfismo f : F G fra due (pre)fasci F e G su uno


spazio topologico X `e una collezione di morfismi fU : F(U ) G(U ) che comU
mutano con le restrizioni: G(U
V ) fV = fU F(V ) per ogni coppia di aperti
U V X. Un isomorfismo di fasci `e un morfismo invertibile (cio`e tale
che fU `e invertibile per ogni aperto U X). Un fascio costante `e un fascio
isomorfo a un fascio banale.
Dato un fascio F su uno spazio topologico X, `e possibile associare in modo
unico un gruppo abeliano (spazio vettoriale, eccetera) Fx a ogni punto x X,
tramite il concetto di limite diretto di gruppi.
Definizione 4.8.6. Un sistema diretto di gruppi `e dato da una famiglia
{Gi }iI di gruppi abeliani indicizzata da un insieme diretto I e da morfismi
fji : Gj Gi per ogni coppia di indici i j tali che

(i) fii = idGi per ogni i I;


(ii) fji fkj = fki per ogni tripla di elementi i j k in I.

Il limite diretto lim Gi del sistema diretto {Gi } `e il quoziente dellunione


iI
B
disgiunta iI Gi rispetto alla relazione dequivalenza definita dicendo che
s Gi `e equivalente a t Gj se esiste k i, j tale che fik (s) = fjk (t) in Gk .
Si verifica facilmente (Esercizio 4.2) che `e una relazione dequivalenza e che
lim Gi ha una naturale struttura di gruppo. Indicheremo con fj : Gj lim Gi
iI
iI
B
la composizione fra linclusione di Gj in iI Gi e la proiezione naturale sul
quoziente.
Se F `e un (pre)fascio su uno spazio topologico X e x X, otteniamo un
sistema diretto di gruppi considerando la famiglia {F(U )} indicizzata dagli
aperti contenenti x (vedi lEsempio 4.6.4) e i morfismi di restrizione; quindi
possiamo considerarne il limite diretto.
Definizione 4.8.7. Sia F `e un (pre)fascio su uno spazio topologico X e
x X. Il limite diretto Fx del sistema diretto di gruppi {F(U )} indicizzato dagli aperti contenenti x `e detto spiga di F in x, e gli elementi di Fx
sono detti germi di sezioni di F in x.
Esempio 4.8.8. La spiga in un punto p M del fascio EM su una variet`a

differenziabile M coincide (perche?) con lanello CM


(p) dei germi di funzioni
differenziabili in p.
LEsercizio 4.5 descrive come mettere una topologia sullunione disgiunta delle spighe di un fascio in modo che le sezioni locali possano essere
interpretate come funzioni continue a valori in questa unione disgiunta.

Il nostro prossimo obiettivo `e definire la coomologia di Cech


a valori in un
prefascio, partendo in modo non dissimile da quanto fatto nella sezione precedente ma poi applicando il concetto di limite diretto per togliere la dipendenza
dai singoli ricoprimenti.

146

4 Coomologia

Definizione 4.8.9. Sia U = {U }J un ricoprimento aperto di uno spazio topologico X, dove J `e un insieme totalmente ordinato. Per r N e
0 , . . . , r J poniamo
U0 ...r = U0 Ur .
Se F `e un prefascio su X e p N, il gruppo delle p-cocatene su U a valori
in F `e
>
F(U0 ...p ) .
C p (U, F) =
0 <<p

Una p-cocatena s C p (U, F) `e una collezione {s0 ...p } di sezioni locali del
prefascio F; quando gli indici non sono ordinati, useremo la convenzione
s (0) ... (p) = sgn( )s0 ...p
per ogni permutazione Sp ; in particolare s0 ...p = O non appena i = j
per qualche i /= j.

Definizione 4.8.10. Sia U = {U }J un ricoprimento aperto di uno spazio


topologico X, dove J `e un insieme totalmente ordinato, e F un prefascio su
X. Per ogni p N sia : C p (U, F) C p+1 (U, F) definita da
(s)0 ...p+1 =

p+1
.
j=0

(1)j (s0 ...?j ...p+1 )|U0 ...p+1 ,

dove laccento circonflesso indica lomissione di un indice. Si verifica


# facilmente$
(vedi lEsercizio 4.6) che `e ben definita e che = O; quindi C (U, F),
(U, F) di questo complesso `e
`e un complesso differenziale. La coomologia H

detta coomologia di Cech del ricoprimento U a valori in F.

Osservazione 4.8.11. Se F `e il fascio banale di gruppo R, allora H(U,


F)

coincide con la coomologia di Cech H(U, R) del ricoprimento che avevamo


introdotto nella Definizione 4.7.13.

Come osservato nellEsempio 4.6.3, linsieme dei ricoprimenti aperti di uno


spazio topologico `e un insieme diretto; questo suggerisce di tentare di trasfor (U, F)} in un sistema diretto di gruppi indicizzato
mare la coomologia {H
dai ricoprimenti aperti. Per farlo, abbiamo bisogno di definire un morfismo da
(U, F) a H
(V, F) ogni volta che V `e un raffinamento di U.
H

Definizione 4.8.12. Sia V = {V }B un raffinamento di un ricoprimento aperto U = {U }A di uno spazio topologico X. Una funzione di
raffinamento `e una : B A tale che V U() per ogni B.
Dato un prefascio F su X e una funzione di raffinamento : B A
definiamo # : C (U, F) C (V, F) ponendo
(# s)0 ...p = s(0 )...(p ) |V0 ...p
per ogni s C p (U, F) e p N.

4.8 Coomologia dei fasci e teorema di de Rham

147

Lemma 4.8.13. Sia V = {V }B un raffinamento di un ricoprimento


aperto U = {U }A di uno spazio topologico X, e F un prefascio su X.

(i) Sia : B A una funzione di raffinamento. Allora lapplicazione indotta


# : C (U, F) C (V, F) `e un morfismo di cocatene, cio`e commuta con .
(ii) Se , : B A sono due funzioni di raffinamento, allora # e # sono
omotopi.
Dimostrazione. (i) Sia s C p (U, F). Allora
(# s)0 ...p+1 =

p+1
.

(1)j (# s)

p+1
.
j=0

0 ...j ...p+1

j=0

(1)j (s(

|V0 ...p+1

0 )...(j )...(p+1 )

|V

0 ...j ...p+1

)|V0 ...p+1

= (s)(0 )...(p+1 ) |V0 ...p+1 = (# s)0 ...p+1 ,


come voluto.
(ii) Definiamo K: C p (U, F) C p1 (V, F) ponendo
p1
.

(Ks)0 ...p1 =

j=0

(1)j s(0 )...(j )(j )...(p1 ) |V0 ...p1 .

Allora
(Ks)0 ...p =

p
.

(1)i (Ks)

(1)i+j s

/i )...(p )
(0 )...(j )(j )...(

0j<ip

0 ...i ...p

i=0

(1)i+j1 s(

e
(Ks)0 . . . p =

p
.

0 )...(i )...(j )(j )...(p )

0i<jp

(1)j (s)(0 )...(j )(j )...(p )

j=0

p
.

(1)j

j=0

p
.

i=0

(1)

j=0

j
.

(1)i s(

p
.

(1)i+1 s

i=j

(1)i+j s(

0i<jp

0 )...(i )...(j )(j )...(p )

/i )...(p )
(0 )...(j )(j )...(

0 )...(i )...(j )(j )...(p )

148

4 Coomologia

p
.

s(0 )...(j1 )(j )...(p )

j=0

(1)i+j+1 s(

0j<ip
p
.

0 )...(j )(j )...(i )...(p )

s(0 )...(i )(i+1 )...(p )

i=0

= (Ks)0 ...p + s(0 )...(p ) s(0 )...(p ) ,


dove per semplicit`a non abbiamo indicato le restrizioni a V0 ...p , per cui
# # = K + K, e K `e unoperatore di omotopia fra # e # . &
'
Come conseguenza di questo lemma e della Proposizione 4.1.15, per ogni
raffinamento V di un ricoprimento aperto U abbiamo un ben definito morfismo
(U, F) H
(V, F) indipendente dalla funzione di raffinain coomologia H
mento. Siccome la composizione di funzioni di raffinamento `e chiaramente
una funzione di raffinamento, abbiamo quindi ottenuto un sistema diretto di
gruppi.
Definizione 4.8.14. Sia F un prefascio su uno spazio topologico X. La coo
(X, F) `e il limite diretto del sistema
mologia di Cech
di X a valori in F H

diretto di gruppi {H (U, F)} indicizzato dai ricoprimenti aperti di X. In par


(X, G) di X a
ticolare, se G `e un gruppo abeliano, la coomologia di Cech
H

coefficienti in G `e la coomologia di Cech a valori nel fascio banale di gruppo G.

La coomologia di Cech
di uno spazio topologico X a coefficienti in un dato
gruppo G `e chiaramente un invariante topologico di X. Possiamo quindi finalmente dimostrare limportante teorema di de Rham, che implica fra le altre
cose che i gruppi di cooomologia di de Rham sono degli invarianti topologici
di una variet`a:
Teorema 4.8.15 (de Rham). La coomologia di de Rham di una variet`
a `e

canonicamente isomorfa alla coomologia di Cech


della variet`
a a coefficienti
in R.
Dimostrazione. Il Teorema 4.6.5 dice che i buoni ricoprimenti sono cofinali
nellinsieme di tutti i ricoprimenti aperti di una variet`a; quindi (Esercizio 4.3)

per calcolare la coomologia di Cech


a coefficienti in R possiamo limitarci a
fare il limite diretto sui buoni ricoprimenti.
Se U `e un buon ricoprimento della variet`a M , il Corollario 4.7.15 ci for (U, R) H (M ), ottenuto componendo lisonisce un isomorfismo U : H
#
$

morfismo : H (U, R) H C (U,#A ) indotto
$ dallinclusione con linverso
dellisomorfismo r : H (M ) H C (U, A ) indotto dalle restrizioni. Siccome stiamo usando inclusioni e restrizioni, `e chiaro (perche?) che se V `e un
(U, R) H
(V, R) `e il morfismo
buon ricoprimento che raffina U e : H
indotto da una funzione di raffinamento, abbiamo V = U . Da questo

4 Esercizi

149

segue (Esercizio 4.4) che possiamo passare al limite diretto e ottenere liso
morfismo : H(M,
R) H (M ) cercato.
&
'

Esercizi
Esercizio 4.1. Sia K M un compatto in una variet`a. Dimostra che esiste un
intorno aperto U M di K tale che U sia una variet`a con bordo compatta.
Esercizio 4.2. Sia {Gi }iI un sistema diretto di gruppi. Dimostra che la relazione introdotta nella Definizione 4.8.6 `e una relazione dequivalenza, e
che il limite diretto lim Gi ha ununica struttura di gruppo rispetto a cui le
iI

fi : Gi lim Gi siano dei morfismi.


iI

Esercizio 4.3. Sia {Gi }iI un sistema diretto di gruppi, e J I un sottoinsieme cofinale. Dimostra che lim Gj `e canonicamente isomorfo a lim Gi .
jJ

iI

Esercizio 4.4. Sia {Gi }iI un sistema diretto di gruppi. Sia G un gruppo, e supponiamo di avere una famiglia di morfismi i : Gi G tali che i fji = j per
ogni coppia di indici i j. Dimostra che esiste un unico morfismo : lim G
iI

tale che fi = i per ogni i I. Dimostra inoltre che `e un isomorfismo


se tutti i i lo sono.

Esercizio
B 4.5. Sia F un fascio su uno spazio topologico X, e indichiamo con
F = xX Fx lunione disgiunta delle spighe del fascio, e indichiamo con
: F X lovvia proiezione. Se U X `e aperto, una sezione s F(U ) determina un germe sx Fx per ogni x U , e quindi unapplicazione s: U F .
Dimostra che esiste ununica topologia minimale su F rispetto a cui tutte queste applicazioni s: U F sono continue e aperte; che questa topologia induce
la topologia discreta su ogni spiga; e che : F X `e un omeomorfismo locale.
Linsieme F con questa topologia `e detto spazio etale associato al fascio F.
Esercizio 4.6. Sia U = {U }J un ricoprimento aperto di uno spazio topologico X, dove J `e un insieme totalmente ordinato, e F un prefascio su X.
Procedendo come nel Lemma 4.7.9 dimostra che il morfismo introdotto nella
Definizione 4.8.10 `e ben definito e soddisfa = O.
Esercizio 4.7. Dimostra che H 1 (M ) = O per ogni variet`a M semplicemente
connessa.
Esercizio 4.8. Dimostra che H p (M, EM ) = O per ogni p 1 e ogni variet`a M ,
dove EM `e il fascio dei germi di funzioni differenziabili. (Suggerimento: usa le
partizioni dellunit`a.)