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Dott.

Giacomo Merialdo
LILIACEAE
Tematiche raccolte da miti, simboli e usi erboristici delle piante
Introduzione
Questa famiglia deve il suo nome al genere Lilium (il giglio, re dei fiori secondo gli scrittori
italiani del XVII secolo). E una delle famiglie pi vaste delle Monocotiledoni, composta infatti da
circa 240 generi con un numero di specie che compreso fra le 2.000 e le 4.000 unit.
Dalla struttura dei fiori si potrebbe dedurre che in questa famiglia vi sia una certa omogeneit di
caratteri, ma a un esame pi attento delle varie strutture, dei modi di vegetazione, del portamento,
della forma delle foglie e della natura dei frutti, appare in essa una notevole discordanza di aspetti.
Infatti nella classificazione delle varie sottofamiglie e generi, come vedremo, ho riscontrato
numerose versioni differenti, a testimonianza del fatto che il polimorfismo strutturale e la grande
variet e quantit di specie, diffuse in tutto il mondo, ha creato ai botanici non pochi problemi di
sistemazione. Ci nonostante, possiamo osservare in questa famiglia numerosi caratteri comuni, che
vanno dallo stesso carattere morfologico delle piante (si pensi al bulbo e allinfiorescenza, per es.)
allutilizzo terapeutico che ne stato fatto nei secoli, alle caratteristiche abitative, comportamentali
e soprattutto alla esaltazione dellaspetto estetico, ornamentale, correlato alla particolare soavit dei
profumi. Per questo motivo la maggior parte di queste piante sono da sempre usate a scopo
ornamentale e molte di esse (si pensi per es. al giacinto e al giglio) da sempre assunte a simbolo di
purezza. Daltra parte, per questa loro grossa radice bulbosa immersa nel terreno e contenente quasi
sempre zolfo, la simbologia ha sempre attribuito loro, fin dai tempi pi remoti, le qualit di piante
infere, peccaminose e nello stesso tempo un valore di salvaguardia dai malefici. E intorno a questo
dualismo terra-aria, peccato-purezza, passioni terrene (riguardanti per lo pi laspetto sessuale) e
aspirazioni celesti, che ruota tutta la dinamica simbolica delle Liliaceae.
Non a caso gli ultimi capitoli, riguardanti le qualit celesti e quelle terrene, sono i pi cospicui,
mentre la parte terapeutica mediamente rappresentata: se togliessimo da questa famiglia le
Agliacee, essa sarebbe senzaltro molto meno ampia che in altre famiglie. Da notare, a questo
riguardo, luso terapeutico per lapparato cardio-vascolare, al quale concorrono numerose specie e
non solo le Agliacee: pu essere suggestivo il collegamento con la tematica della sessualit, della
passionalit, cos enormemente espressa in questa famiglia.
Numerosi autori hanno messo in evidenza il dualismo aereo e terrestre, tipico delle Liliacee. Cito
solamente F. Vermeulen, autore (oltre che di altre opere omeopatiche), della bellissima Synoptic
Materia Medica II, per la quale ha consultato una vasta letteratura erboristico-botanica,
farmacologica e mitologica: ... le Liliaceae non sono piante ad alto fogliame. Solitamente hanno
una rosetta di foglie allungate e semplici. La caratteristica pi peculiare rappresentata dalla
presenza di fiori magnifici, spesso profumatissimi. Se noi prendiamo in considerazione larchetipo
di queste piante, come un organismo vivente diviso in tre parti (radici, foglie e fiori), possiamo
osservare come, nella maggior parte di specie di questa famiglia la parte intermedia (le foglie) sia
poco sviluppata. E come se enfatizzasse due dei tre simboli alchemici: da una parte quello terreno,
la densit (radici e bulbi), dallaltra la riproduzione e il metabolismo (fiori).
Unulteriore e fondamentale caratteristica di questa famiglia rappresentata, come vedremo
dalla morfologia, dalla ripetizione del numero tre e dei suoi multipli (sei, nove, ecc.). Non stupisce,
a questo punto, trovare in questo numero la simbologia della divinit, in contrapposizione alle forze
peccaminose e terrestri.

Caratteristiche morfologiche
Sono piante perenni ed erbacee, rare volte rampicanti e occasionalmente legnose. Le radici si
compongono di un rizoma o di un bulbo il quale contiene, in quasi tutte le specie, zolfo organico. Il
fusto eretto, spesso provvisto di gemme multiple, generalmente modificato in organi sotterranei
carnosi di immagazzinamento di materie di riserva. Le foglie sono semplici, intere, guainanti, piane,
talvolta lineari, canalicolate o cilindriche, disposte alla base o sul fusto, alterne o sul vertice; la
nervatura principalmente parallela e raramente parallela-reticolata. Linfiorescenza pu essere a
spiga, a racemo, a ombrella, a capolino, raramente a pannocchia.
I fiori sono bisessuati, raramente unisessuati. Il numero degli stami usualmente di sei ed essi
sono inseriti sul ricettacolo con filamenti distinti e parti terminale (antre) biloggiate.
Lovario generalmete a tre loculi: risulta formato da tre carpelli di solito saldati, ma talvolta
anche liberi; gli ovuli sono numerosi e in serie di due. Lo stilo unico, con stigmi comunemente in
numero di tre, o uno solo con tre lobi.
Il frutto per lo pi una capsula, talvolta in forma di bacca; esso contiene sempre numerosi semi
con albume carnoso e abbondante
Si tratta di una famiglia molto antica: foglie di Dracaena sono state riconosciute nei sedimenti
del Cretaceo. (da: Nel mondo della natura ed. Motta).
Nella descrizione precedentemente riportata, P. Font Quer insiste nel sottolineare: ...gli stami di
questa famiglia sono sei, come dire tre che possono considerarsi esterni e altri tre interni. E dato che
il pistillo contiene tre stili e altrettanti stigmi, che corrispondono alle parti del frutto, ne risulta che,
in tutti gli organi fiorali, si ripete sempre lo stesso numero tre, salvo in rari casi come la Paris q...

Numerologia (tratta da J. Chevalier e A. Gheerbrant, vedi bibliografia)


Il tre universalmente un numero fondamentale. Esprime un ordine intellettuale e spirituale, in
Dio, nel cosmo o nelluomo. Sintetizza la triplice unit dellessere vivente o risulta dalla
congiunzione di 1 e di 2, prodotto dallUnione del Cielo con la Terra. Il Tao produce uno; uno
produce due; due produce tre... (Tao-te ching, 42) (......). Eil compimento della manifestazione:
luomo, figlio del Cielo e della Terra, completa la grande Triade. Anche per i Cristiani il
compimento dellUnit divina: Dio Uno in tre Persone. Il Buddhismo ha la sua espressione
compiuta in un Triplice Gioiello o Trivatna (Budda, Darma, Sanga) che i Taoisti hanno tradotto con
Tao, Libri, Comunit. (.....) Anche per la religione Ind la Manifestazione divina trina (Trimurti):
Brahma, Vishnu, Shiva, aspetto produttore, conservatore, trasformatore, corrispondenti alle tre
tendenze (guna) : rajas, sattva, tamas, espansivo, ascendente o centripeto, discendente o centrifugo.
(.....). Il triangolo, solo o contenente il tetragramma ebraico, o anche lOcchio divino, un simbolo
della Trinit: ed anche un simbolo della Grande Triade cinese.
Nelle tradizioni iraniche, la cifra tre spesso dotata di un carattere magico-religioso. (.....) Le
parti dellAvesta che trattano altrettanto bene le questioni rituali e i soggetti morali abbondano di
riferimenti alla cifra tre, che rappresenta anche la trinit morale del mazdeismo. (.....) Il tre designa
anche i livelli della vita umana, materiale, razionale, spirituale o divino, nonch le tre fasi
dellevoluzione mistica: la purificazione, lilluminazione, la congiunzione con Dio.
Per Allendy il sei, il senario, segna essenzialmente lopposizione delle creature al Creatore in un
equilibrio indefinito. Questa opposizione non necessariamente di contraddizione; essa pu segnare

una semplice distinzione, ma che sar la fonte di tutte le ambivalenze del sei: esso riunisce infatti
due complessi di attivit ternarie. Pu inclinare verso il bene, ma anche verso il male, verso
lunione con Dio, ma anche verso la rivolta. E il numero dei doni reciproci e degli antagonismi, il
numero del destino mistico. E una perfezione in potenza, che si esprime col simbolismo grafico dei
sei triangoli equilateri inscritti in un cerchio: ogni lato di ciascun triangolo equivale al raggio del
cerchio e sei quasi esattamente il rapporto della circonferenza con il raggio.
Ma tale perfezione virtuale pu fallire e questo rischio fa del sei il numero della prova fra il bene
e il male.
Cos il falso profeta, lanticristo dellApocalisse, sar marcato col nome della Bestia e con la
cifra del suo nome...Chi ha intelligenza calcoli il numero della Bestia: essa rappresenta un nome
duomo. E tale cifra 666 (13,17-18). (.....) Secondo lanalisi delle fiabe, il sei sarebbe luomo
fisico senza il suo elemento di salvezza, senza questultima parte di s stesso che gli permette di
entrare in contatto con il divino. La cifra sei era consacrata nellantichit a Venere Afrodite, dea
dellamore fisico. (.....) In Cina, il sei anzitutto il numero del Cielo, bench lo sia soltanto dal
punto di vista della manifestazione: , se vogliamo, lesagramma chien del Yi-ching, carro tirato da
sei draghi, Cielo in azione. Le influenze celesti sono sei. (.....) Il numero sei si esprime con
lesagono, o meglio con lesagono stellato che la congiunzione di due triangoli rovesciati. Nel
linguaggio ind la penetrazione delle yoni da parte del linga, lequilibrio di acqua e fuoco,
simbolo della tendenza espansiva (rajas) che quella della manifestazione. Questa stella in
Occidente il sigillo di Salomone o scudo di David, emblema di Israele. Essa esprime sempre la
congiunzione di due opposti, un principio e il suo riflesso rovesciato nello specchio delle Acque. Si
potuto cos considerare il triangolo dritto come espressione della Natura divina del Cristo e il
triangolo rovesciato come espressione della sua natura umana, poich la stella lunione delle due
nature.
Nove uno dei numeri delle sfere celesti ed , simmetricamente, quello dei cerchi infernali,
secondo i miti cinesi, aztechi, maya, greci, cristiani, persiani, ind.
Sistematica
Come gi accennato nellintroduzione, il problema della classificazione di queste piante
sempre stato dibattuto dai botanici. Numerose sono le classificazioni proposte: ho scelto questa, di
Engler, poich mi sembra pi completa (con successive modificazioni). Ognuna di queste
sottofamiglie contiene da uno a molti generi, dei quali segnalo i principali:
1.- MELANTHOIDEAE:
Amanthium, Colchicum, Gloriosa, Helonias,
Littonia, Sabadilla, Tricyntis,
Uvularia, Veratrum, Xerophyllum, ecc.
2.- HERRERIOIDEAE:
Herreria
3.- ASPHODELOIDEAE:
Aloe, Anthericum, Asphodelus,
Chlorophitum, Hemerocallis, Phormium,
Xanthorrhoea, ecc.
4.- ALLIOIDEAE:
Allium, Gagea.
5.- LILIOIDEAE:
Agraphis, Fritillaria, Hyacintus, Lilium,
Muscari, Ornithogalum, Squilla,

Tulipa, ecc.
6.- DRACAENOIDEAE:
Agave, Cordyline, Dracaena, Sanseveria,
Yucca.
7.- ASPARAGOIDEAE:
Asparagus, Aspidistria, Convallaria, Danae,
Myrsiphillum, Paris, Polygonatum, Ruscus,
Smilacina, Trillium, ecc.
8.- OPHIOPOGONOIDEAE:
Ophiopogon.
9.- ALETROIDEAE:
Aletris.
10.- LUZURIAGOIDEAE:
Lapageria, Luzuriaga.
11.- SMILACOIDEAE:
Sarsaparilla, Smilax.
12.- AMARILLIDACEAE:
Galanthus, Narcissus.
Al genere LILIALES appartengono anche:
1.2.3.-

DIOSCOREACEAE:
Dioscorea, Tamus.
HAEMODORACEAE:
Lachnantes.
IRIDACEAE:
Crocus, Homeria, Iris, Sisyrinchium.

Strettamente imparentati sono anche i generi:

ORCHIDALES:
ORCHIDACEAE:
Cypripedium, Spiranthes, Vanilla.

BROMELIALES:
BROMELIACEAE:
Ananas.
ZINGIBERALES:
CANNACEAE:
Canna.
MUSACEAE:
Musa.
ZINGIBERACEAE:
Alpinia, Curcuma, Zingiber.

Le specie pi velenose sono quelle appartenenti alle Melanthoideae (gruppo 1), come i generi

Sabadilla e Veratrum, per la forte tossicit dei diversi alcaloidi in esse contenuti (Veratrina,
Veratroidina, Jervina): il Veratrum album, per esempio, veniva usato dal medioevo in poi per
avvelenare la punta delle frecce. Velenosi sono anche i semi del Colchicum a., contenenti
Colchicina, ad azione paralizzante, le radici della Gloriosa e le bacche del Paris.

Habitat
Come in altre famiglie delle Monocotiledoni, anche nelle Liliaceae gli adattamenti delle varie
specie allambiente sono frequenti e molto vari. E una famiglia cosmopolita, anche se le specie
tendono a diffondersi prevalentemente nei paesi a clima caldo, temperato o tropicale. Possono
crescere negli acquitrini, nelle paludi, sulle pendici montane e sui rilievi fino ai 2.000 metri.
Secondo gli antroposofi (L. Suglia) questa famiglia appartiene alla Terra intera : ciascun
continente, ciascuna zona climatica ospita i suoi individui, che si adattano con scioltezza di forme e
chimismo ai differenti parametri ambientali delle diverse latitudini: dalle Smilax del Centro
America alle Aloe africane, un caleidoscopio che compone in innumerevoli mutazioni i temi
comuni. Ne consegue un ventaglio di variabili tali da confermare alcune intuizioni goethiane riferite
da Pelikan, secondo le quali le Liliaceae costituirebbero una espressione concentratadi tutta la
classe delle Monocotiledoni: esse infatti manifestano in forma allusiva ci che si sviluppa in grande
allinterno dellintera classe: la magnificenza dei colori delle Orchidee, dei loro profumi, la
lussureggianza delle Graminacee, larborescenza delle Palme, la succulenza delle piante grasse (.....)
Queste specie oscillano in singolare equilibrio fra Mercurio e Zolfo, passano dal dominio dellacqua
a quello dellaria, in esse lacquoso mercuriale cede il posto a un poderoso processo solforico che le
impregna totalmente. Fra le poche eccezioni lAsparago che, come nota Pelikan non
impregnato di Zolfo ma di silice, pianta amica della silice.
In realt non solo lasparago ma la maggior parte delle specie predilige terreni sabbiosi,
necessitando di un terreno morbido ove poter espandere facilmente le radici, spesso composte da un
bulbo. Tale terreno deve essere, oltre che sabbioso, anche ricco di humus, a volte torboso,
comunque sempre morbido, mai argilloso o compatto, ben irrorato e drenato, ma mai intriso di
umidit per ristagno delle acque. Fanno eccezione le piante che vivono negli acquitrini o nelle
paludi, come lHelonias: Lambiente prediletto dalla maggior parte delle specie invece quello
umido, ombreggiato e possibilmente temperato: si va dalle piante tropicali come la Littonia, la
Gloriosa, il Chlorophiton, il Cordyline, la Dracaena, il Phormium, lo Smilax, a buona parte di tutte
le altre che crescono in ambienti possibilmente riparati dal freddo e dai venti, al riparo dalla luce
diretta del sole, nei sottoboschi umidi dal livello del mare e delle praterie ai pendii di montagna (il
Tricyrtis, per es., flora spontanea dellHimalaya, vivendo nei boschi fra i 1500 e i 2000 metri di
altezza).
Altre specie possono anche crescere in pieno sole, come la gi citata Helonias, lAspidistria,
lAnthericum, lAllium, lAletris, la Squilla, il Muscari, il Ruscus. Alcune, come la Xanthorrea e la
Yucca, crescono in ambienti aridi e desertici. Possono vivere anche a basse temperature le piante
pi robuste, come la Lapageria e lOrnithogalum. Vivono vicino al mare o vicino a corsi dacqua la
Squilla, la Smilacina, lAsparagus, lAspidistria. Alcune sono rusticissime e possono crescere
dappertutto, come lo Smilax. Il Cordyline cresce con fusti legnosi che possono raggiungere anche i
5 metri daltezza.

Comportamento
Tutti i trattati di botanica descrivono queste specie come piante a portamento maestoso, sia per
quanto riguarda lo sviluppo del loro fusto (che in alcuni, come nel gi ricordato Cordyline, ma

anche nella Xanthorroea, in alcune Dracenae e nelle Yucche pu crescere fino a 5/6 metri di
altezza) sia per lo sviluppo delle foglie e dei fiori, spesso eccezionalmente grandi, con soave
profumo e colori bellissimi. Alcune, come la Littonia, la Luzuriaga, la Gloriosa, la Lapageria e lo
Smilax, hanno fusti flessuosi, a volte legnosi e rampicanti. Anche i loro fiori sono definiti:
eleganti, sontuosi, maestosi, magnifici, ecc.
Per Xanthorhoeae, Cordyline, Dracenae e Yucche il portamento invece definito alto e slanciato,
di grande valore ornamentale.
Anche le piante pi piccole e apparentemente pi gracili, come i generi Lilium, Hyacintus e
Tulipa, hanno forza sufficiente per resistere agli inverni dellemisfero temperato.
Alcune hanno ottenuto il record di longevit: per es. una Dracaena, della specie D. draco, che
cresceva a Tenerife, nelle Canarie e che fu distrutta nel 1868 da un violento uragano. La pianta era
alta dai 20 ai 25 metri e gli indigeni ladoravano con il nome di: albero del sangue di drago. La
leggenda vuole che fosse gi oggetto di culto dei primissimi abitanti dellisola, circa 6.000 anni fa!
Le venivano attribuite facolt terapeutiche, verificate anche da un ricercatore inglese che osserv
come i feriti, posti alla base dellalbero, guarissero in pochi giorni..
Anche le piante velenose, come i generi Veratrum, Colchicum, Sabadilla e Paris presentano un
fusto robusto ed eretto, con portamento maestoso. La Gloriosa, riportano i botanici, spicca per i
curiosissimi e irregolari fiori; nota come il velenoso giglio rampicante della Cafreria, chiamata
anche Narciso superbo del Malabar.
Il Ruscus o pungitopo presenta una struttura molto curiosa: su un fusto legnoso ed eretto, porta
foglie ridotte a piccole scaglie e localizzate nel mezzo di rami appiattiti, falsamente simulanti delle
foglie.
Come abbiamo visto nel capitolo precedente, possono crescere un po dappertutto e infatti molte
di queste specie sono fortemente infestanti (Muscari, Squilla, Smilax, per es.), aiutate anche dal
fatto che non temono quasi i parassiti animali o vegetali, anche se il bulbo pu venir attaccato da
muffe e virus e specialmente danneggiato dal ristagno dacqua.
Alcune, come le Hemerocalli, hanno uno sviluppo compatto e nessuna pianta infestante pu
insediarsi nelle loro vicinanze: essa verrebbe infatti prontamente soffocata.
La caratteristica pi importante comunque, che riguarda il comportamento di queste piante,
risiede nel loro apparato riproduttivo, che assicura loro una moltiplicazione estremamente facile e
rapida. Si possono, infatti, riprodurre velocemente in pi modi: per impollinazione, che pu
avvenire tramite gli insetti, ma anche tramite gli uccelli attratti dai colori e dal profumo dei fiori,
oppure per moltiplicazione asessuale, affidata a piccoli bulbi, a rami sotterranei o anche a piccoli
bulbi fiorali, come nellaglio. Tutte queste piante (con lunica eccezione del genere Trillium) come
ribadiscono i botanici: sono di facilissima moltiplicazione, anche per commissione delle radici.
Alcune, come lOrnithogalum e la Squilla, si affidano alle formiche per la dispersione dei propri
semi. In pi, la maggior parte delle specie ha caratteri di precocit molto accentuata nella crescita:
non stupisce quindi come, in tempi brevi, possano formare larghe popolazioni.
Questo aspetto riproduttivo, cos tipico della famiglia, ben si associa a tutte le leggende, ai miti e
al simbolismo erotico di queste piante, che ritroveremo nella tematica della sessualit.

Usi artigianali e industriali


Anche se la famiglia non molto conosciuta da questo punto di vista, non si pu non accennare
ad alcuni usi per i quali certe specie sono state sfruttate nel corso dei secoli:
a)-produzione di colle e coloranti
La gi citata Dracaena draco, famosa con il nome di sangue di drago, lascia trasudare un essudato
rosso e resinoso, usato nella produzione di vernici, cos come la Dracaena mannii, da cui si ricava

un colore chiaro per i tessuti. Tinte per tappeti e colle vengono ottenute anche dalle Asphodeliae.
Dalle Xanthorroeae, native dellAustralia, si ricava una resina gommosa, nerastra (black-boy gum)
o giallastra (botany-boy o acaroid resin). Luna e laltra servono per la preparazione di vernici a
spirito, isolanti, nella produzione di ceralacca, ecc.
b)-produzione di tessili
Dalle foglie del Phormium tenax si ricava una fibra tessile denominata lino della Nuova Zelanda.
Tessili sono anche le fibre che si ricavano da alcune specie di Aloe e Sanseveria, dalle quali si
ottengono cordami e tessuti grossolani , ma resistenti. Dalle foglie del Cordyline, in Polinesia, si
ottengono fibre per legacci, cos anche dalle foglie di Yucca.
c)-ebanisteria
Il legno di alcune specie di Yucca duro e permette di ricavarne piccoli oggetti e manici. La
Cordyline africana, dal legno duro e giallastro, stata usata per costruire imbarcazioni. Gli indigeni
la utilizzano anche per la realizzazione di tam-tam.

Usi alimentari
Da questo punto di vista le Liliaceae sono senzaltro pi conosciute, soprattutto quelle dei generi
Allium e Asparagus, anche se praticamente quasi tutte sono state usate nellalimentazione, persino
le Dracaenae, le Yucche, il Ruscus.
Il primo posto ovviamente qui occupato dallaglio, il porro, la cipolla, lo scalogno, lerba
cipollina e lasparago. Tutti conosciuti e coltivati nellantica Cina, quindi dagli Egizi e dai Romani.
La cipolla (Allium c.) era consacrata in Grecia alla dea Latona, madre di Apollo e Artemide, una
delle personificazioni della Grande Madre, che laveva adottata poich si favoleggiava che, quando
era rimasta incinta, soltanto una cipolla le aveva potuto stimolare lappetito.
Laglio veniva somministrato nellantico Egitto agli schiavi (o operai) che lavoravano alla
costruzione delle piramidi, per dare loro maggior forza muscolare. Per lo stesso motivo i Romani lo
raccomandavano, insieme alla cipolla, nella dieta dei gladiatori.
Per le loro propriet antiscorbutiche, un po tutte le agliacee erano presenti sulle imbarcazioni dei
navigatori fenici e vichinghi.
Anche lasparago era conosciuto fin dallantichit. I Greci lo ritenevano molto gustoso, ma
dannoso alla vista. Nel XV secolo era presente nelle mense ricche dEuropa.
E interessante, a mio parere, osservare anche quante altre Liliaceae siano state usate
nellalimentazione umana:
Gli Indiani del Nord America usano le radici di Lapageria r. e di Sarsaparilla e ne mangiano i
frutti che considerano di ottimo sapore; alla stessa guisa degli asparagi consumano alcune specie di
Uvularia e di Smilax, con radici carnose, utilizzate queste anche in Cina e Giappone.
Per rimanere in Oriente, dalle stesse popolazioni vengono consumati i fiori secchi
dellHemerocallis come condimento ai cibi: da recenti studi risulta infatti che essi avrebbero un alto
valore nutritivo, anche se usati sotto forma di aromatizzanti. Per i Cinesi soprattutto, essi
rappresentano uno dei piatti preferiti, come anche il bulbo del tulipano Edulis.
I bulbi di altre specie di Tulipa venivano consumati anche in Olanda e nel Belucistan.
Il Cordyline stato sempre usato come alimento in Asia meridionale, Polinesia e Australia: le sue
radici carnose vengono cotte come ortaggi ricercati. Nelle isole hawaiane ricavano dalle sue radici
una bevanda fermentata.
La Fritillaria (una specie simile ai tulipani) consumata dagli Ainu, una popolazione giapponese
che vive prevalentemente di pesca. Questo popolo considera i bulbi delle Fritillarie allo stesso modo
delle cipolle e se ne ciba con il riso e i grassi. La stessa pianta d anche nutrimento agli Esquimesi

dellAlaska; le trib indiane della Columbia britannica, del Montana e dello Utah consumano i
bulbi, cotti o crudi, della Fritillaria pudica, che fanno anche essiccare per un consumo invernale.
Alcune specie di Yucca (Y. australis, per es.) permettono la distillazione di alcool. Presso alcune
trib indiane dell America Centrale i frutti di diverse specie sono ottimi alimenti, cos come i semi.
Commestibili, dai tempi di Dioscoride, sono i bulbi di specie di Ornithogalum, cos come i
giovani getti del Ruscus, usati spesso in cucina come asparagi.I semi dello stesso Ruscus sono stati
usati come succedanei del caff.
La specie oleracea della Smilacina, originaria dellHimalaya, lortaggio preferito dagli indigeni
del Sikkim.
I rizomi del Polygonatum sono usati dai Turchi come alimento.
In Africa e soprattutto in Nigeria meridionale si consumano i giovani getti di alcune specie di
Dracaenae, a modo di asparagi, come condimento con il riso.
Oltre che da alcune Yucche, si pu ricavare dellottimo alcool da liquori anche dalle bacche
dellAsparagus off. e dall Asphodelus l. Altre specie di Asphodelus sono usate come alimento per
capre e bovini, anche se le Liliaceae sono, dal punto di vista del foraggio, di nessuna importanza,
perch rifiutate dal bestiame. Lo stesso genere Asphodelus, infine, il fiore dei morti nella
mitologia greca, poich veniva posto presso le tombe per sfamare con i suoi tuberi i Mani. Anche
Omero fa fiorire di Asphodeli i prati dellAde.

Usi terapeutici
Vista la complessit e la quantit di generi e di specie di questa famiglia, possiamo osservare
come il loro uso terapeutico sia sempre stato relativamente limitato, se si eccettuano i generi
Allium, Asparagus, Convallaria e pochi altri. Soprattutto le specie A. cepa e sativa dominano su
tutti: infatti ben difficile trovare in altre piante cos tante virt terapeutiche, applicabili a qualsiasi
apparato.
In ogni caso, vista la quantit di applicazioni, ho potuto facilmente riconoscere il particolare
tropismo nellorganismo umano e gli organi e gli apparati per i quali queste specie sono sempre
state usate.
a)-Sistema nervoso centrale e periferico
Unazione narcotica stata attribuita allAmianthium m., alla Paris q. e allAletris f., e per questa
azione sono stati impiegati.
La stessa Paris q. veniva usata anche come antispasmodica e in forti dosi per curare le vertigini e le
convulsioni. In Russia veniva prescritta per la pazzia.
La Convallaria m. (il mughetto): secondo il Thonin il suo profumo, da una parte cos gradevole,
possiede per una grande azione sui nervi e pu cagionare delle sincopi alle persone delicate, per
cui meglio evitare di lasciarne mazzetti durante la notte dove si dorme. La sua azione sui nervi la
indica anche nellapoplessia, nelle vertigini, coma, paralisi e nellepilessia. Un leggero massaggio
fatto con i suoi fiori sulla fronte, libera dallemicrania nervosa.
LAsparagus, secondo gli antichi, purga lumore malinconico, diminuisce la frenesia, cio il
nervosismo, lumore collerico. Veniva usato nel Medioevo dai monaci dei conventi come sedativo e
calmante.
Il Veratrum deve il suo nome alla radice latina verum, poich nellantichit si riteneva che questa
pianta producesse leffetto di rendere chiara la mente e di acuire lintelletto; per questo motivo
venne usato per vari secoli nella cura delle pazzie e dellepilessia. Le radici della pianta contengono
diversi alcaloidi che agiscono sul SNC, dapprima eccitandolo e poi paralizzandolo.
Nellavvelenamento acuto da Veratrum viride, la coscienza rimane vigile fino alla morte (come
nelle cicute). La stessa pianta ha azione paralizzante sulle terminazioni nervose sensorie, come

anche il Colchicum a., lAllium c., lAsparagus off. e il Lilium c.: per questo motivo il loro
unguento veniva usato per lenire i dolori da amputazione degli arti.
Lo stesso Colchicum a., in dosi tossiche, provoca vertigini, perdita di conoscenza, paralisi
ascendente, morte per paralisi respiratoria, mentre il cuore ancora in azione.
Plinio presentava laglio come una panacea, capace persino di guarire gli epilettici e i malati di
mente. Ed effettivamente, fino al secolo scorso, si curavano con risultati sorprendenti le malattie
nervose e gli attacchi epilettici con la cosiddetta Mostarda del diavolo, un impasto di aglio pestato
e di grasso. Veniva somministrato ai soldati dellantica Roma per infondere loro coraggio. Nel
Medioevo veniva anche usato per linsonnia.
Per quanto riguarda la Squilla, si scoperto oggi che ha poteri straordinari: offre alla meninge la
forza e la tendenza a mantenere il cervello nella possibilit di agire e, nei casi di meningite iniziale,
blocca il processo ed elimina lo stato infiammatorio.
Anche il genere Lilium stato usato in questo ambito: si raccomandava di respirarne il profumo per
combattere la tetraggine! Lunguento di Lilium candidum, secondo Dioscoride, serviva a calmare i
nervi e in modo particolare la durezza del temperamento femminile.
b)-Occhi e vista
Gi Dioscoride conosceva lutilit dellaglio e delle cipolle per migliorare la vista, per curare le
cataratte e le congiuntiviti. Secondo la scuola salernitana, per, laglio era dannoso alla vista. Lo
stesso aveva un uso popolare in Sicilia nelle terapie oftalmiche: nelle ulcerette alla cornea si
avvicina un pezzettino di aglio, tagliato a mezzo, allocchio, e questo comincia a lacrimare.
Anche la Convallaria m. e il Paris q. sono stati usati per combattere le infiammazioni oculari.
LAsparagus stato riconosciuto come generalmente utile alla vista.
c)-Apparato digerente
E questo uno dei maggiori campi di applicazione delle Alliaceae, ma non solo: molte piante
dellintera famiglia hanno qui una riconosciuta validit terapeutica.
Per cominciare dalleffetto stimolante lappetito, sono stati usati come aperitivi i succhi di Ruscus
a., Aloe s. e Asparagus o., i quali facilitano anche la digestione, insieme alla Convallaria m.
(lacqua aureo: infusione dei fiori in alcool, unottimo cordiale), allAllium c. e allAllium s. Di
questi ultimi due, riassumo le qualit fondamentali in questo ambito: il primo, oltre a stimolare la
digestione, aumenta la secrezione biliare, utile nelle enteriti acute, ha azione antisettica intestinale
e vermifuga. Il secondo -chi non lo conosce?- fondamentalmente antisettico nelle infiammazioni
acute e croniche della mucosa intestinale, accompagnate o meno da diarrea (con dissenteria, anche
da forme tifiche o paratifiche). E coleretico e colagogo, antispasmodico, potente vermifugo e
carminativo, depurante, purgativo. Se cotto con the e incenso, attenua il dolore di denti, qualit
che divide con lAsparagus o..
Come purgativi, depuranti ed emetici, sono stati usati il Polygonatum off., lo Hyacintus, il
Muscari, il Paris, lAletris, la Squilla, il Simethis, il Veratrum , il Colchicum (a bassissimi dosaggi!)
e lOrnithogalum.
Il Cordyline conosciuto come antidissenterico.
Per lazione vermifuga sono stati usati anche i generi Tubalghia, Schoenocaulum, Helonias e
Dracaena.
Per il meteorismo (carminativi) lAsparagus e la Squilla, secondo Dioscoride, curavano, col Ruscus,
anche litterizia.
d)-Apparato cardiovascolare
E questo un apparato verso cui alcune specie hanno un particolare tropismo, specialmente la
Convallaria m., conosciuta da secoli per la sua azione sul cuore simile alla digitale, anche se meno
affidabile e regolabile. In forti dosi aumenta la pressione arteriosa in un primo momento, seguita da
irregolarit del polso e collasso pressorio. Oltre a questa, hanno azione cardiaca:

-il Veratrum: lalcaloide protoveratrina rallenta la pulsazione cardiaca e la contrattilit muscolare.


Eleva o deprime la pressione arteriosa e per questi motivi stato usato nella cura del cardiopalmo;
-la Squilla: il principio attivo (scillarene) esercita azione cardiotonica analoga anchessa alla
digitalina ed stata utilizzata per aumentare la pressione arteriosa, rallentando il polso e
promuovendo la diuresi. Il suo potere cardiotonico si considera comunque inferiore a quello della
Digitale, ma ha il vantaggio di stimolare meglio la diuresi;
-la Paris, usata come sedativo per le palpitazioni cardiache, ma considerata anche un veleno
cardiaco: i battiti cardiaci che dapprima si accelerano, perdono poi di intensit e diventano pi rari
e le pulsazioni, man mano, diventano impercettibili;
-lAllium, soprattutto il sativum, rinforza il ritmo cardiaco, rallenta e regola il polso, dilata i vasi e,
risaputo da tutti, regola la pressione arteriosa ( un regolatore della P.A., pi che un ipotensivo). Se
consumato quotidianamente, previene laterosclerosi. Anche il cepa rinforza lattivit cardiaca e
regola la P.A.; medici inglesi hanno dimostrato che un importante rimedio per la trombosi
coronarica, contenendo un potente anticoagulante. La specie ascalonicum (lo scalogno) unottimo
tonico cardiaco e regolatore anchesso della P.A.
-altri generi che hanno unenergica azione cardiaca sono lAsparagus, lHemerocallis e lAletris.
-come antiemorragica veniva spesso usata la resina rossa della Dracena draco.
-infine il Colchicum: la colchicina dilata i capillari, che possono danneggiarsi.
e)-Apparato urinario
Lazione principale di queste piante genericamente diuretica. dalla letteratura ho riscontrato i
seguenti generi: Ruscus, Asparagus, Squilla, Hyacintus, Muscari, Asphodelus, Convallaria, Aletris,
Colchicum, Lilium, Polygonatum, Sarsaparilla e infine naturalmente Allium, il quale veniva anche
usato per la calcolosi renale (insieme allAsparagus e al Ruscus) e il sativum anche come antisettico
delle vie urinarie e perfino per lenuresi notturna.
f)-Apparato genitale femminile
Come emmenagoghi (stimolanti del flusso) sono stati usati il Ruscus, il Cordyline, lAsphodelus,
lAloe (anche se controindicato nel periodo mestruale e in gravidanza perch, provocando iperemia
dei visceri pelvici, pu causare metrorragia e aborto), lHelonias, il Trillium, il Veratrum, lAllium e
il Lilium (varie specie). Il Veratrum a. stato anche usato come abortivo, mentre la Convallaria m.
pare che faciliti il parto. Il rizoma dellHelonias contiene due eterosidi saponinici (camelirina e
elonina) che espletano propriet estrogene sfruttate per farmaci ad azione tonica sullutero. Sono
state quindi usate in casi di amenorrea, dismenorrea, leucorrea. Il Lilium c. sempre stato
conosciuto dai vecchi erboristi (Dioscoride compreso) come un depurante e un antiflogistico
dellapparato genitale femminile, utile anche in gravidanza.
Infine laglio e la cipolla, anchessi utilizzati contro le infiammazioni genitali. Un rimedio popolare
utilizzato in Bolivia consiste nellapplicare una poltiglia di aglio, chiusa in una pezzuola, sulla vulva
sotto forma di cataplasma, per provocare le mestruazioni. Sembra che si tratti di un rimedio
veramente efficace; molto probabilmente in questo caso vengono sfruttate le propriet
congestionanti dellaglio, che agirebbe a distanza sullutero.
g)-Apparato respiratorio
Rimanendo alle Alliaceae, notiamo che gi Plinio riferiva che laglio alleviava lasma se mangiato
cotto, sebbene ci fosse chi lo riteneva pi efficace crudo. Gargarismi di aglio tritato in acqua e aceto
curavano langina faringea. Pare che lessenza di aglio eserciti unazione stimolante e antisettica nei
bronchi, nei quali promuove la secrezione e si dimostrata efficace in casi anche gravi di TBC, di
broncorrea mucopurulenta, di cancrena polmonare e di asma. Ha anche unazione espettorante e
chiarifica la voce.
La cipolla (Allium c.) tossifuga e curativa delle laringiti, sotto forma di sciroppo, con miele e
zucchero; usata anchessa per le faringiti.
Azione espettorante del catarro hanno anche la Squilla (utilizzata nelle bronchiti, nellenfisema,

nelle polmoniti e nella tosse convulsa), la Xanthorrhoea e lOrnithogalum.


Nella medicina popolare cinese si usano i bulbi di Fritillaria r. per la cura dellasma.
Usato per le tossi convulsive il Veratrum, come pure il Polygonatum: questultimo si utilizza
prevalentemente in veterinaria, per la tosse del bestiame.
h)-Apparato osteomioarticolare
Una delle piante pi usate, in questo caso, sempre stato il Colchicum a.: per curare artralgie,
reumatismi, artrite, gotta, sciatica; veniva utilizzato con molta prudenza perch velenoso.
Dioscoride lo impiegava contro la gotta perch il bulbo evoca un dito gottoso.
Altre piante usate come antigottose appartengono ai generi Polygonatum, Convallaria (usata gi nel
Medioevo per uso esterno), Veratrum, Squilla e Asparagus.
Il Polygonatum, per la dottrina delle signature, veniva usato per via orale per saldare le ossa
fratturate, per uso esterno contro le contusioni e le ecchimosi, le tumefazioni artritiche e reumatiche.
Altre piante utilizzate come antireumatiche sono le Dracaenae, gli Smilax, i Veratrum, i Lilium, gli
Asparagus e le immancabili Alliaceae.
i)-Apparato cutaneo
Per lazione depurativa interna e per lazione diretta sullepidermide e gli annessi cutanei, anche in
questo caso, le Alliaceae occupano un posto di primo piano nella cura delle malattie cutanee.
LAllium c. disinfettante (se arrostito) sulle piaghe aperte e purulente, ma si diceva che chi avesse
malattie della pelle non dovesse cibarsene. Oltre che cicatrizzante per le ulcerazioni cutanee, ha
unazione disinfettante per ascessi, foruncoli, paterecci. Il succo si usa sulle bruciature e sulle
punture dinsetti. I bulbi farebbero ricrescere i capelli. Sotto sale, le cipolle secernono un succo utile
nei geloni. Insieme allaglio e alla Squilla m. utile per porri, verruche, comedoni e impurit della
pelle.
LAllium s. anchesso utile per curare le pustole e gli ascessi e, se frizionato sul capo (per chi ne
abbia il coraggio!) rid forza e vitalit ai capelli, allontanando la forfora. In passato stato anche
utilizzato contro i pidocchi.
Altre Liliaceae utili alla pelle appartengono innanzi tutto al genere Lilium: dalle varie specie si
ricava un olio utilizzato contro le piaghe, lHerpes zoster e simplex, le ulcere, gli eczemi, le ragadi
del capezzolo, le ustioni e in genere per tutte le malattie irritative della cute. Dona morbidezza e
purifica la pelle, anchesso utile per la forfora del cuoio capelluto.
LAloe utilizzato dalla moderna cosmetica per rendere morbida la pelle: la leviga, antirughe,
idratante, cicatrizzante, antiinfiammatoria, combatte la caduta dei capelli.
Unaltro ottimo purificante della pelle il Polygonatum (chiamato anche: sigillo di Salomone),
utilizzato in Europa come cicatrizzante per ferite e contusioni e per tutte le imperfezioni cutanee. Si
usa con molta efficacia per tonificare e purificare la pelle del viso.
Altre piante con attivit depurative e purificanti per la pelle appartengono ai generi Convallaria,
Veratrum, Smilax, Sarsaparilla, Ruscus (usato anche per la cellulite) e Asphodelus.
Il Veratrum a. usato dai pastori dei Pirenei per uso esterno per curare la rogna delle pecore.
La Squilla m., applicata direttamente sulla pianta dei piedi, ne cura le spaccature.
l)-Metabolismo
Tutte le Liliaceae contengono moltissime vitamine, specialmente del gruppo B e C e numerosi
aminoacidi. Laglio e la cipolla e altre specie dello stesso genere sono state utilizzate quali
antianemiche e, insieme al Polygonatum, quali antidiabetiche.
Laglio sempre stato considerato come la pianta delleterna giovinezza, in quanto mantiene sano e
forte lorganismo, garantendone la perfetta funzionalit. Per curiosit, si cita il fatto che nei
combattimenti di galli, nelle Antille e nelle Filippine, gli animali vengono normalmente alimentati
con spicchi daglio e pare che quelli pi forti siano correntemente nutriti con una miscela fatta in
parti eguali di aglio e di grano. E uno degli elementi pi importanti per la prevenzione del cancro e
delle malattie degenerative in generale, tramite la sua particolare azione antiossidante sulle cellule.

Anche in Cina e nellOriente in genere, si conosce bene questa sua qualit e se fa un larghissimo
uso.

Disintossicanti, depurativi, antiveleni


Laglio era gi descritto da Plinio a questo proposito: esso neutralizza ogni veleno e guarisce
dalla lebbra, dallasma, dalla tosse; vermifugo, analgesico per le odontalgie e diuretico ed il
miglior preventivo della peste; ricordo che per questultima terribile malattia stato usato
moltissimo nel medioevo. Lo stesso Dioscoride, in precedenza, affermava che laglio e la cipolla
mangiati in quantit moderata, stimolano sempre lorganismo a espellere tutti i cattivi umori del
ventre (urine, feci, mestruo) e della pelle. Tra gli autori arabi, Avicenna insiste particolarmente
sul valore dellaglio per rendere innocue le acque cattive e, oltre che attribuirgli efficacia come
rimedio contro il morso delle vipere, vanta la decozione come ottimo rimedio per calmare i dolori di
testa provocati dal freddo. Gi nella Bibbia riportato che Booz lo dava da mangiare ai mietitori per
fortificarli e preservarli dalle epidemie. Sempre laglio stato usato, dallepoca classica, nel
medioevo e fino ai giorni nostri, oltre che per antidotare il veleno da morsi di vipera, bevuto
insieme al vino, come impiastro per applicazioni locali dopo i morsi di cani rabbiosi, come anche la
cipolla.
In effetti il bulbo dellaglio contiene principi antibiotici, quali lallicina, (essenza solforata
antisettica) la garlicina e lallistatina, insieme a vitamine (come gi accennato) del gruppo A, B, C,
sali minerali e oligoelementi. E anche accertato che il succo fresco esercita unazione antisettica e
combatte numerosi germi patogeni e per questo sempre stato indicato nella prevenzione e cura
delle malattie infettive, nelle affezioni polmonari cos come nei raffreddori, influenze e febbri,
soprattutto malariche, nelle difteriti e nelle febbri tifoidi. Lallicina, che volatile, agisce a distanza,
cosicche la maschera di essa imbevuta, usata dai medici nel Medioevo, poteva risultare veramente
efficace.
Tra le altre Liliaceae ad azione antisettica e depurativa, ricordo anzitutto quelle usate contro i
veleni: il Lilium c. (e probabilmente altre specie) veniva utilizzato gi da Dioscoride per curare le
morsicature di serpente e le intossicazioni da veleni o da funghi. Sempre contro il veleno dei
serpenti o le punture di animali velenosi in genere, venivano usati la Squilla m., la Convallaria m. e
la Sarsaparilla. A proposito di questultima, gi dai tempi di Dioscoride, veniva usata per purificare
il sangue. Si credeva anche che curasse la sifilide, ma senza alcun riscontro. Lo stesso Dioscoride
affermava che se si dava a un bimbo appena nato un poco di estratto delle foglie o del frutto, nessun
veleno lo avrebbe mai colpito.
LAloe sempre stata usata dagli alchimisti per purificare lorganismo e corroborarlo. Per
lazione emetica e purgativa sono state anche usate le specie Polygonatum e, con prudenza,
Veratrum.

Le qualit celesti:
a)-Lornamento, la bellezza
Il valore ornamentale delle Liliacee, dovuto alla magnificenza dei suoi fiori, conosciuto, si pu
dire, dai primordi della civilt. Tale valore ha assunto, nei secoli, anche un significato economico, al
punto che oggi molte di queste piante sono coltivate e commerciate in tutto il mondo. I generi pi
importanti sono i Lilium, Tulipa e Hyacintus, ma anche moltissimi altri.
Il valore ornamentale del giglio documentato dai vasi di Creta e dagli affreschi dellEt Minoica,,
mentre gi il Libro dei Re e il Cantico dei Cantici , nella Bibbia, ne cantano le lodi. Plinio scriveva:

Lilium rosae nobilitate proximum est e quindi secoli dopo, F. Holland (1552-1637) ribadiva lo
stesso concetto: Se si eccettui la rosa, non vi nessun fiore di maggior pregio del giglio. Era
ornamento alle colonne del tempio di Salomone; i bassorilievi degli Assiri portano fra i loro
elementi decorativi il fiore del giglio.
La sua bellezza esaltata nel simbolismo essoterico del Cantico dei Cantici, l dove pare che lo
sposo si limiti a celebrare la bellezza della sposa: spiega il C. Ripa (1669) nella sua Iconologia
che la donna habbia ascosa la testa fra le nuvole e il resto sia poco visibile per lo splendore che la
circonda, porga una mano fuor dello splendore, con la quale terr un giglio... La testa nascosta fra
le nuvole vuol significare che non cosa della quale pi difficilmente si possa parlare con mortal
lingua, e che meno si possa conoscere con lintelletto umano, quanto la bellezza, la quale, nelle cose
create non altro, metaforicamente parlando, che uno slendore che deriva dalla luce della faccia di
Dio, come diffiniscono i Platonici, essendo la prima bellezza una cosa con esso. Il giglio a sua
volta allude alla bellezza dei lineamenti e dei colori del corpo femminile, nel quale pare che sia
riposta gran parte di quella piccola misura di bellezza che partecipata e goduta in terra.
Il giacinto (Hyacinthus) veniva gi definito nel 1773 come il miglior fiore fra quelli che possono
ornare un giardino, nessuno potendolo superare; scriveva infatti lanonimo compilatore che...la
dolce vivezza de vari suoi colori, la disposizione, la molteplicit, e doppiezza delle sue foglie,
lordine dei fiori con cui vien formato, tutto concorre a riempire, chi lo mira, di piacere e di
ammirazione.
E importante ricordare il mito ellenico di Giacinto, il giovane spartano amato da Apollo per la sua
straordinaria bellezza e da lui ucciso con un involontario colpo di disco, mentre giocavano insieme.
Secondo il mito, il sangue di Giacinto sarebbe stato da Apollo stesso convertito nel fiore che ne
porta il nome; una leggenda dellantichit greco-romana, nella quale si estrinseca lallegoria delle
vicende solari, con il disco che dissecca la pianta e questa che risorge, rigermoglia e rifiorisce.
Questo mito sembra collegare il fiore del giacinto con una morte violenta, accompagnata da
spargimento di sangue. In unaltra versione, figura il vento Zefiro che, per gelosia, devia la
traiettoria del disco causando la morte del giovanetto. Da quel giorno, quando Zefiro soffia nel
giardino, Apollo guarda addolorato i fiori che gli rammentano la morte dellamante prediletto.
Forse il giacinto era nel mito greco di colore rosso-violaceo ed anche quando la leggenda ci
racconta che Aiace Telamonio, durante la guerra di Troia, furioso per non aver ottenuto le armi di
Achille, da lui contese ad Ulisse, si uccise e dal suo sangue caduto sul terreno nacque e germogli
un giacinto, anche allora, come nellaltra storia, sembra riferirsi non a un fiore turchino, ma rossoviolaceo.
I Greci antichi avevano consacrato a Cerere questo fiore e Pausania ci racconta che, in onore della
dea dei campi, i fanciulli se ne cingevano il capo; a Sparta ogni anno si indicevano pubbliche
manifestazioni che, dal fiore, prendevano la denominazione di Giacintee.
Per quanto riguarda i tulipani, come ci informa il Cattabiani Sulle rive del Bosforo divennero
popolari al tempo dei sultani Osmainidi, tant vero che servivano come decorazione per le feste
campestri, come riferiscono molte cronache di ambasciatori occidentali. Venivano coltivati anche
nei giardini degli harem, dove le donne recluse aspettavano con trepidazione che il loro signore
scegliesse la favorita della notte, gettandole un tulipano rosso. Nelle moschee di Istanbul e di Edirne
furono addirittura raffigurati sulle piastrelle. Piacquero a tal punto a Vienna, che si diffusero
rapidamente sia nei giardini di corte, sia in quelli degli studiosi e dei banchieri di Anversa,
Bruxelles e Augusta. Li studi anche un botanico francese, il Clusius, sovrintendente ai giardini
dellimperatore dAustria, fra il 1573 e il 1589: ne cre persino una nuova variet con diversi colori
e dimensioni. Nel 1578, invitato a tenere lezioni alluniversit di Leda, nei Paesi Bassi, ne port
qualche bulbo e i tulipani trovarono un terreno particolarmente adatto alla loro coltivazione. Fu la
Francia a decretarne la moda, allinizio del secolo successivo, grazie alle donne che li portavano
nelle scollature degli abiti. La moda dilag, cosicch i tulipani non tardarono a raggiungere prezzi
esorbitanti: uno sposo accettava come dote della moglie anche un sol bulbo, soprannominato

mariage de ma fille. Dalla Francia la mania si diffuse nelle Fiandre e poi in Olanda, dove si
approfitt subito della situazione per selezionare nuove variet e sottoporle a cultura intensiva.
Oggi i tulipani sono fra le pi importanti piante da ornamento. Per nessuna altra pianta, forse, si
sono spese nei secoli cifre cos folli per aggiudicarsene varieta nuove. Nei secoli passati essi furono
infatti oggetto di speculazioni paragonabili soltanto alle attuali operazioni borsistiche.
Fra gli altri generi della famiglia ricordo lHemerocallis, da sempre posto ai pi alti gradi
dellornamentabilit, per il verde delle foglie e la ricchezza e labbondanza dei fiori.
Etimologicamente Hemerocallis ha significato di bellezza effimera e quindi di bellezza di un sol
giorno, denominazione indovinata perch i deliziosi fiori di queste piante hanno una durata
veramente troppo breve.
La Lapageria v. certamente da considerare fra le pi belle piante rampicanti, adatte a tappezzare
muri ed adornare pilastri. La specie d ottimi risultati nei corridoi vetrati, dato che i suoi fiori
penduli raggiungono il massimo splendore ornamentale se si sanno sfruttare le alternanze di colore
di varit bianche e roee.
Anche i Veratrum sono considerati ornamentali per il loro grande fogliame.
Il genere Hornithogalum possiede fiori bianchi, bellissimi e viene coltivato nei giardini. Il Clarici ne
elencava gi alcune specie nel XVIII secolo. Oggigiorno formano oggetto di coltivazione
indistrializzata per es. nella Riviera dei Fiori, in Liguria, e in Costa Azzurra.
Le Sanseverie sono fra le piante pi adatte per la decorazione della casa, in virt anche della loro
eccezionale resistenza a condizioni ambientali assai sfavorevoli, quali la scarsa luminosit e
leccessiva secchezza dellaria.
Altre piante adatte a decorare i giardini e pi ancora gli interni, sono le Dracaenae.
Fra le piante da giardino, oltre a quelle citate, ricordo anche i generi Tricyrti, Phormium, Squilla,
Muscari, Paris, Trillium, Polygonatum, Smilacina (chiamata dagli inglesi Lily of the valley), Smilax
(usata, in diverse citt degli Stati Uniti, per addobbi di festivit, decorazioni, ecc.).
Per ornare il bordo delle aiuole e i margini dei viali si usano le Uvularie e soprattutto i Ruscus
(pungitopo).
Fra i generi che necessitano di climi pi secchi, ma comunque coltivate per lornamento che
conferiscono ai giardini, ricordo la Yucca e la Xanthorrhoea, questultima coltivata in Europa quasi
esclusivamente in serra.
Ricordo infine il piccolo Asparagus, conosciuto gi dagli Egizi, spesso riprodotto, come motivo
ornamentale, nelle loro pitture e sculture e perfino alcune specie di Alliaceae come lA. ursinum,
moly, giganteum, forum, roseum, adoperate nei giardini per bordare le aiuole, con vistose
infiorescenze giallo intenso, bianco, violaceoo porpora.

b)-Gli odori, i sapori, i profumi


Le varie specie di Lilium sono eccezionalmente profumate, soprattutto verso sera, allimbrunire. Per
alcuni il profumo cos forte che pu provocare cefalea, per altri studiosi cos intenso da stordire e
turbare i bimbi in chiesa e ne La cattedrale, Huysmaus denunzia cos i suoi effluvi inebrianti: Il
suo profumo esattamente il contrario di un sentore casto; una miscela di pepe e di miele,
qualcosa di acre e dolciastro, di scialbo e di forte, che lo scrittore non esita a definire erotico.

Neanche a dirlo, da questa specie e da altri generi della famiglia si ricavano oli, essenze, ecc..,usate
in cosmetica.
La Convallaria m. ha uno dei fiori pi gradevolmente profumati. Il mughetto infatti stato da
sempre coltivato per questa qualit, sebbene la pianta essiccata emani poi un odore amaro e
nauseabondo. Questo fiore bianco a forma di campanella, che emana un profumo cos soave, molto
usato in cosmetica, in Francia diventato sinonimo di dandy, a definire cio quegli uomini che
ostentano troppa raffinatezza, coquetteries eccessive: in questo senso ne parla Gautier in Capitan
Fracassa. Il mughetto ritenuto adatto soprattutto ai nati in Acquario, che al mattino devono
profumarsi con la sua essenza, oppure versarne qualche goccia nel bagno: li aiuterebbe a
smascherare e a vincere i nemici e i rivali.
Per quanto riguarda il giacinto, non si pu aggiungere molto di pi di quanto gi detto a proposito
dei gigli e dei mughetti, salvo ribadire la convinzione, condivisa da molti, che il suo profumo sia da
considerarsi fortemente afrodisiaco.
Anche il fiore dellAllium c. talvolta profumato o odoroso di miele.
Se tutte queste Liliaceae presentano la parte aerea, cio i fiori, cos intensamente profumati,
scopriamo che laltra parte terrestre, le radici, emanano quasi sempre odori forti, amarognoli, da
considerarsi tutto il contrario che profumi, perpetrando la dicotomia cielo-terra tipica della famiglia.
Per esempio le radici del genere Muscari emanano un forte e acre odore di muschio (da cui il
nome); quelle di Aletris f. contengono le sostanze pi amare che si conoscano, cos come quelle di
Colchicum (essendo la colchidina amarissima); le radici del Veratrum a. e del Ruscus a. hanno un
sapore e un odore acre, amaro, che ricorda a volte quello della trementina. Il bulbo di Squilla,
tagliato fresco, emana, come quelli del genere Alliaceae, una sostanza volatile irritante per le
congiuntive, sino alla lacrimazione. A proposito di questultime, ricordo che i Greci aborrivano
lodore dellaglio. Il suo nome pare derivi dalla parola celtica all, dal significato di pungente o
bruciante, oppure dal latino olere: odorare. Riguardo alla cipolla, si dice che i maghi astronomi
della Caldea ne inspirassero gli effluvi (bruciandole in bracieri), per aumentare la potenza della loro
magia. Anche gli Egizi tributavano onori sacri alla cipolla, che veniva anche riposta nel corredo
funerario.

c)-La purezza e la spiritualit


E questa, dal punto di vista simbolico e mitologico, una delle tematiche pi vaste che si incontrano
nello studio delle Liliaceae.
Prototipo di questo particolare argomento il giglio, a quale le leggende e la letteratura di tutti i
popoli hanno da sempre dedicato tanti onori. Come vedremo non lunico, ma anzi ho scoperto con
sorpresa che molte altre piante della famiglia sono da sempre considerate simbolo di castit,
purezza, innocenza, celestialit, ecc...
Il capostipite rimane comunque il giglio, per il quale ho trovato cos tanti riferimenti in letteratura
da rendere difficile una sintesi.
Potrei iniziare citando la mitologia greca: il dio solare, secondo la leggenda, avrebbe fatto cadere la
rugiada del sole su tre piante: sul giglio, sulla melissa e sul lentisco. Il giglio veniva tenuto in
grande considerazione dalla medicina ieratica greca, perch nato dalle gocce del latte succhiato da
Eracle dalle mammelle di Era. Il mito dice che il latte era cos abbondante da cadere sul cielo, dove
and a formare la Via Lattea, e sulla terra dove germogliarono appunto i candidi gigli. Questa pianta
veniva quindi considerata magica, perch conteneva la forza del latte di Era, la madre del cielo e il
calore della rugiada solare di Apollo.
Il giglio veniva anche menzionato da Sofocle nellEdipo a Colono, riferendo che i gigli ornavano

il capo delle due dee agresti Demetra e Cora, insieme con narcisi e crochi intrecciati in una corona.
Presente spesso nellarte decorativa sia minoica che micenea, aveva un significato e una funzione
sacrale, tant vero che lo si chiamava anche nthos anthon, il fiore dei fiori. In alcuni luoghi
dellItalia meridionale, nellepoca greca classica, il giglio appare in rapporto con divinit femminili,
come attestano per esempio i gigli votivi ritrovati negli scavi di Fratte.
NellAntico Testamento il giglio ha incarnato i simboli della Bellezza e della Fertilit, ma anche
della fioritura Spirituale. Cos appare nel Cantico dei Cantici, dove sotto il velo di amore umano
viene celebrato lamore di Dio per il suo popolo. Lo sposo del poema il Signore stesso che canta
la bella sposa, simbolo di Israele: Come un giglio fra i cardi, cos la mia amata tra le fanciulle (.....)
I tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella, che pascoleranno fra i gigli (.....) Le sue
labbra sono gigli che stillano fluida mirra (.....) Il tuo ventre un mucchio di grano circondato da
gigli. Dir poi il profeta Osea: Sar come rugiada per Israele: esso foirir come un giglio e
metter radici come un albero del libano.
Il simbolismo spirituale pi evidente in Siracide, dove colui che medita la Legge dellAltissimo e
brilla come saggio viene paragonato al giglio: Come un incenso spandete un buon profumo, fate
fiorire i fiori come il giglio.
Nei Vangeli il Cristo lo prende ad esempio come simbolo di abbandono alla Provvidenza,
laccettare ci che ci capita senza preoccuparci del futuro: Perch vi affannate per il vestito?
Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano n filano. Eppure io vi dico che neanche
Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Come sottolinea il Cattabiani (v. bibliografia), nel simbolismo medievale questo fiore diventer ,
per il suo candore, immagine della Purezza e dellabbandono alla Provvidenza, impersonando il
simbolo della Vergine Maria. Per questo motivo, a partire dal XIV sec., i pittori hanno spesso
configurato un vaso contenente un mazzo di gigli bianchi al fianco della Vergine o in mano a
diversi santi; nella scena dellAnnunciazione, lArcangelo Gabriele sempre stato raffigurato
nellatto di porgere un giglio a Maria, per significcare la sua Immacolata Concezione, la Verginit,
La Purezza, la Fecondit e lAbbandono alla volont divina; ma anche, sulla scia del Cantico dei
Cantici, la sua Elezione da parte dello Sposo e il fiorire spirituale sotto la rugiada divina.
Incarnando altri simbolismi, il giglio divent anche limmagine dello Sposo, come nello stesso
Cantico dei Cantici, dove Egli dice: Io sono un narciso di Saron, un giglio delle valli. Quel giglio
venne interpretato come lAlbero della vita, unimmagine profetica del Cristo e della sua regalit
sulluniverso. Un ignoto monaco inglese, che nellabbazia di Citeaux scriveva allinizio del XIII
secolo, le Distinzioni monastiche spiegava che, dato che il giglio si divide in sei petali, tanti quanti
sono i suoi stami, e poich questo numero perfetto si raddoppia nelle dodici parti del fiore, esso
esprime perfettamente la doppia perfezione del Cristo e della sua Umanit.
Come per la Madonna cos, per gli stessi motivi, stato attribuito il giglio a moltissimi santi della
chiesa: in primo luogo ad Antonio da Padova, tant vero che il Lilium candidum detto giglio di S.
Antonio (e non dimentichiamo che lo stesso Santo e anche patrono del matrimonio). Il simbolo
compete anche a molti altri, da S. Giovanni Battista a S. Domenico Guzman, da S. Pietro martire a
S. Tommaso dAquino, da S. Caterina da Siena a S. Chiara dAssisi, per citarne solo alcuni. A
Giuseppe, padre putativo di Ges, i gigli fioriscono in cima al bastone, secondo uniconografia del
XIV secolo, anche in questo caso a significare la sua Purezza e labbandono alla volont Divina.
Nelle allegorie rinascimentali, il fiore viene utilizzato per comporre la figura della Pudicizia, come
nella seguente descrizione: Una giovinetta vestita di bianco, in testa habbia un velo dello stesso
colore, che la cuopra la faccia fino alla cinta, con la destra mano tenghi un giglio parimenti bianco,
e sotto il piede destro una testuggine.
Nellimmaginario popolare occidentale sono prevalsi i simboli della Purezza e della Castit, tant
vero che si usa dire: pura come un giglio o quella fanciulla come un giglio
Come in Inghilterra anche in Grecia, oggi, i sacerdoti pongono una corona di gigli sul capo degli
sposi novelli, simbolo di purezza.
Anche nel linguaggio ottocentesco dei fiori, il giglio evoca Innocenza, Purezza, Verginit, Candore,
ma anche Maest.

Per il mondo islamico questo fiore rappresenta la Resurrezione, laspirazione celeste.


Come simbolo araldico, ancora il giglio che viene rappresentato, soprattutto a Parigi e a Firenze,
con valore di onore senza macchia, di maestosit, di abbondanza, di lungimiranza e in una parola di
purezza e di eccellenza morale.
Le altre Liliaceae:
La Convallaria m.: secondo una leggenda cristiana i primi mughetti sarebbero nati dalle lacrime
della Madonna, sparse ai piedi della croce; per questo motivo si dice che il loro colore verginale
simboleggi la Purezza. Si incontra anche come simbolo di Salvezza e attributo del Cristo in molte
raffigurazioni del ciclo della nascita di Ges e anche del giudizio Universale, dove spicca sempre
nella parte del dipinto occupata dai beati.
Unaltra leggenda che riguarda il mughetto si rif a S. Leonardo, il santo guerriero che nel Sussex
combatt un drago per tre giorni con una sola mano: il quarto giorno, finalmente, lo sconfisse,
ricacciandolo nel fitto del bosco. Da allora, dove era caduto il sangue del santo, ogni anno rinascono
i mughetti. In Germania, i mughetti erano sacri a Ostara, la sorella di Donar, dea della primavera e
della nuova luce. Divenne poi la pianta, come gi accennato, della venerazione alla vergine Maria
(C. maialis, cio di maggio, il mese dedicato alla Madonna). In alcune leggende, le bacche rosse
erano considerate come lacrime daddio alla primavera appena passata. Il suo fiore rimane sempre
simbolo di umilt, castit e soave grazia. Nel linguaggio dei fiori pu alludere divolta in volta alla
Verginit, allInnocenza, alla Felicit, ma pu anche lanciare messaggi meno gradevoli come: Sei
leggera, oppure: Sei senza pudore, o infine esprimere un lamento: Sei indifferente.
Per quanto riguarda laglio e la cipolla, da sempre rappresentano il tema della purificazione, dal
momento che sono (nel bulbo) cos ricchi in zolfo che lelemento pi rappresentativo dell inferno,
nel quale finiscono coloro che devono essere purificati. La cipolla anche associata alla penitenza
quaresimale, come testimonia liconografia della Quaresima, raffigurata nelle sembianze di una
vecchia miserabile e affamata che porta cibi poveri, come laringa e la cipolla: da sempre pane e
cipolla sono considerati alimenti dei poveri o della penitenza. Da ricordare infine che i romani
dedicarono laglio a Marte, dio della guerra, combattivo, potente, virile.
La Squilla m. pare sia stata identificata con lerba moly dellOdissea: narra Omero che quando
Ulisse si avvia verso la casa di Circe, dopo che questultima ha gi trasformato in porci alcuni suoi
compagni, gli appare Hermes avvisandolo del pericolo e porgendogli un farmaco, questerba,
appunto, nera nella radice e con il fiore simile al latte, che far da antidoto a tutte le astuzie di
Circe. Ispirandosi allOdissea, un epigramma dellAntologia Palatina interpreta lepisodio come
unallegoria delluomo diviso fra le due sfere del celeste e del terrestre: Ulisse luomo eterno,
posto fra il chiarore celestialmente luminoso di Hermes e le tenebrose seduzioni di Circe. La
salvezza gli verr dallerba moly (la Squilla m.) che scaccia i cattivi pensieri e che gli sar donata
del messaggero degli dei. Secondo Hugo Rahner (autore di: Miti greci): Grazie al potere che in
questa pianta luomo si svincola dalle potenze tenebrose nelle quali egli sa che anche la sua radice
immersa; egli una progenie celeste che col suo fiore, il suo io spirituale, si dischiude versi lalto,
bianco come il latte e puro. Ma ci gli possibile solo in quanto egli riceve soccorso da Dio, in
quanto gli viene incontro il potere errante di Hermes.
A parte questo mito, la Squilla era considerata dagli antichi come pianta che, analogamente
allazione cardiaca, dispone al giusto ritmo e orienta i desideri dellanimo verso un giusto
equilibrio.
LAloe s. lerba sacra dellIslam. Per gli iniziati musulmani essa rappresenta la ricerca del Santo
Graal, in quanto non bisogna dimenticare che la pietra nera della Mecca (come tutte le pietre nere)
racchiude il segreto del Sacro Graal. Anche nel Cristianesimo, nel passo del Vangelo di Giovanni
scritto che Ges fu sepolto con mirra e aloe.

Lorigine del nome Ornithogalum dovrebbe essere cercata, secondo il Clarici, nel candore interno
del bulbo, il quale con la candidezza delluovo pareggia....
Anche il Veratrum ha unetimologia particolare: pare che derivi il suo nome da vero, cio dire il
vero, la verit, poich la polvere delle radici fa starnutire e la cultura popolare credeva che questo
confermasse il dire la verit.
Del Polygonatum infine, chiamato anche nel medioevo erba Beatae Mariae Verginis oppure
Sigillo di Salomone, si decantavano le qualit spirituali nellornamento di alcune citt, come
Valencia.

Le qualit terrene:
a)-la passione, la sessualit
Come gi accennato nel capitolo riguardante il comportamento, tutte la Liliaceae hanno una
straordinaria capacit riproduttiva, che ben si accorda a tutti i miti, leggende e simbologie sessuali
sorti attorno ad esse.
Nel caso del giglio, tanto per iniziare da esso anche in questa tematica, gi Plinio affermava: la sua
fecondit eccezionale, giacch una sola radice mette spesso cinquanta bulbi. Grazie alla sua
fecondit divenne un attributo delle Grandi Madri e fu considerato un fiore sacro nei culti
femminili.
Secondo le leggende, Afrodite, nata dalla bianca spuma del mare, alla vista del candore del giglio
venne assalita da violenta gelosia e, per dispetto, fece spuntare al centro del candido fiore un
enorme pistillo, che assomiglia alla verga dellasino. Questorgano sconcertante effettivamente
una caratteristica del Lilium candidum: non si pu non ravvisare nel fiore una certa ambiguit.
Simbolicamente esso rappresenterebbe un amore intenso, ma irrealizzabile, quello del Cavalier
servente per la sua dama e anche quello del devoto per Maria, (e sappiamo, fino a che punto, nel XII
e XIII secolo il culto della Vergine e lamor cortese furono legati): un amore dunque che pu
essere soltanto represso o sublimato.
A Roma il giglio era denominato Innonia Rosa, consacrato alla dea che nellarcaico pantheon
latino era strettamente connessa alla sessualit e alla fecondit femminili, tanto da assimilare in s
molte divinit minori, come Lucina, colei che faceva vedere al neonato la luce del giorno; Opigena,
che prestava aiuto alle partorienti; Cinxia, che modellava il cinto da sposa e Iterduca, che portava la
sposa alla nuova casa. Se tutta questa costellazione divina evocava il simbolo della fecondit, vi era
anche una dea alla quale era sacro il giglio per un diverso motivo: era la dea Pudicitia, che tutelava
la verginit delle giovanette e la purezza delle spose, non diversamente dalla Madonna nel
Cristianesimo.
Dallantichit al medioevo, il potere simbolico del giglio aumenta progressivamente: da simbolo di
Purezza diventa anche simbolo di Pace, di Resurrezione, di Regalit. La leggenda del latte di Era lo
fa poi diventare anche simbolo di Fecondit e come tale ricercato soprattutto dalle coppie che
attendono un figlio.
Nellantico simbolismo egizio, il giglio accostato al loto, come rinforzo della potenza fecondatrice
di questa altra pianta. La tradizione popolare impedisce che il fiore venga tagliato. Unantica ricetta
dice che il giglio uno dei pochi fiori che sa donare la sua energia vitale fino al momento in cui
conclude il suo ciclo. Si diceva che: .....le donne che desiderano la maternit devono vivere fra i
gigli, devono accarezzarli ed amarli perch i gigli possono aiutarle a trasformare i loro desideri in
realt.. Quando poi sono diventate madri, ma non hanno latte per i figli, sar sufficiente che
.....detergano le mammelle nellacqua di giglio.... Anche questa pratica va ovviamente messa in
relazione con il mitologico latte di Era: il fiore nato dal latte di una dea pu favorire il latte anche

alle donne.
Secondo una leggenda greca, il giacinto era fra i fiori sui quali Afrodite si era distesa per aumentare
il suo fascino agli occhi di Paride, quando essa aveva conteso il premio di bellezza alle altre dee. Le
fanciulle greche, quando presenziavano alle nozze di un loro fratello, portavano corone di fiori di
giacinto; nella Britannia il giacinto dei boschi, per il suo colore azzurro, era preteso dagli amanti ed
era portato solamente da coloro che nellamore erano sinceri.
Sempre nellantica Grecia, si dedicavano al giacinto feste che duravano tre giorni, chiamate
Giacinzie. Esse cadevano allinizio dellestate, in concomitanza con la raccolta di cereali.
Avevano un significato di propiziamento o meglio di liberazione delle forze feconde della
vegetazione e si concludevano con una notte orgiastica. La commemorazione del mito di Giacinto
avveniva tramite un riruale iniziatico, che era nello stesso tempo un rito di passaggio, di iniziazione
puberale, cui partecipavano maschi e femmine, e un rituale soteriologico che alludeva allultimo
passaggio dalla morte alla vita oltre la vita. Durante le feste, oltre alle solite gare musicali, alle
danze, ai canti corali, si costruivano capanne nelle quali venivano stesi lettucci di frasche raccolte
nel bosco che servivano da giaciglio ai partecipanti.
Nel Medioevo la sua essenza fu considerata adatta ai nati sotto il segno della Vergine. Si diceva che
essa agisse particolarmente sulla sessualit, che veniva ridestata nei temperamenti depressi.
Nel vocabolario damore ottocentesco, offrire il giacinto a una donna significava chiederle
Benevolenza. Ma il giacinto alludeva anche al lutto poich ricordava la tragica morte del giovinetto;
infine, veniva reputato segno di Gelosia (probabilmente per il comportamento del vento Zefiro).
Per quanto riguarda laglio, gi Galeno conferm che questa pianta eccita Venere, cacciando gli
umori negativi del cervello. Numerose sono poi le culture presso le quali laglio tenuto in
considerazione come afrodisiaco: secondo i Celti donava virilit e il Talmud gli attribuisce
addirittura il merito di rendere pi abbondante lo sperma. Scientificamente provato che laglio
svolge unazione vitalizzante, fortificante, antisenescente. Nel trattato Delle femmine sterili di
Ippocrate, laglio veniva indicato come mezzo infallibile per sapere se una donna era atta a
concepire: bisognava prendere uno spicchio daglio, introdurlo come pessario e se lindomani lalito
della donna odorava di aglio, ogni timore di sterilit era da scartarsi. I rabbini ebrei consigliavano di
consumarlo il venerd (vigilia del Sabato festivo e per coincidenza giorno dedicato a Venere), per
ravvivare il letto coniugale. I Romani lo avevano dedicato a Cerere (dea della fertilit) e ne
facevano gran uso durante i banchetti orgiastici. In Cina era vietato ai sacerdoti buddhisti e anche
gli Ind se ne astenevano perch allontanava dalla vita spirituale.
Anche la cipolla conosceva un destino analogo: i Pitagorici se ne astenevano perch, allopposto di
tutte le altre piante, cresceva quando la luna era calante ed eccitava la sensualit; credenza
ironicamente espressa da Marziale: Quando hai moglie vecchia e membro molle / non ti resta che
mangiar cipolle. Che fosse un cibo connesso alla generazione lo conferma Ateneo quando riferisce
unusanza nuziale dei Traci: Ificrate, sposando la figlia del re Cotys, ricevette fra gli altri doni
nuziali un vaso pieno di neve, uno di lenticchie e unaltro di cipolle. Secondo Castore Durante:
mangiate spesso, accrescono la virt genitale, il che pi vigoroso fa il seme; infatti , come per
laglio, si credeva nellantichit che aumentasse e migliorasse le qualit dello sperma.
Una antica ricetta della tradizione popolare, utilizzava le cipolle per la cura dellimpotenza. In Cina
erano utilizzate nel III secolo d. C. per le sindromi da eccessi sessuali, che si manifesta con sudori
freddi e svenimenti.
Per concludere con le Alliaceae, ricordo anche lA. porrum: avendo un bulbo molto allungato, ha
evocato limmagine del fallo, cos che gli sono state attribuite virt afrodisiache.
Al tulipano appartiene una graziosa leggenda persiana, anchessa riportata dal Cattabiani: Un
giorno il giovane Shirin si allontan dal suo paese dove viveva unavvenente fanciulla di nome

Farhad, che di lui era innamorata. Lei lo attese pazientemente fino a quando decise di partire alla
sua ricerca, avventurandosi nel deserto. Ma non riusc a resistere a lungo alla fatica e al dolore:
quando cadde a terra, pietre aguzze le ferirono le membra e fecero sgorgare gocce di sangue, che si
fusero con le lacrime, tramutandosi in rossi tulipani. A ogni primavera questi fiori tornano
regolarmente a sbocciare, in ricordo di quellinfelice passione.. Ancora oggi in Iran gli innamorati
si scambiano i tholypen come simbolo damore. Anche nelle Mille e una notte gli amanti si offrono
tulipani, come dichiarazione e pegno damore.
LAsparagus sempre stato considerato, fin dallantichit, come simbolo fallico. Nella medicina
rinascimentale lo si prescriveva come afrodisiaco: spiegava il Durante che mangiati caldi con un
poco di sale e butiro, provocano il coito. Effettivamente il turrione, soprattutto quello selvatico,
contiene un gran numero di sostanze energetiche, dalle vit A, B1, B2 ad aminoacidi e a numerosi
oligoelementi. Anche Plinio lo considerava afrodisiaco e credeva che aumentasse lo sperma, come
le altre Alliaceae.
La Sarsaparilla, secondo un mito greco, deriva dalla trasformazione in pianta della ninfa Smilax,
amata appassionatamente dal giovane Krokos (Crocus sativus): un amore destinato inesorabilmente
a finire perch egli era un mortale. Gli dei impietositi decisero di trasformare Smilax in una
Sarsaparilla e Krokos nel fiore che da quel giorno port il suo nome. Da ricordare anche che alcune
specie di Smilax sono usate come afrodisiaco in Malesia e in Indonesia.
Lo Scandix invece dedicato dai botanici a Venere ed anche chiamata Scandix pecten Veneris,
dato che i fiori producono becchi lunghi circa 5 cm. che si dispongono ordinatamente come tanti
sottili denti di un pettine femminile. La specie Australis possiede la propriet, secondo Plinio, di
rinvigorire il corpo spossato dallattivit amatoria e di risvegliare la potenza sessuale quando langue
per let avanzata..
A proposito della Squilla, alcuni autori del mondo classico la ponevano accanto al melograno a
garanzia della fecondit, della ripresa del ciclo vegetativo, della bellezza oblativa, pronta a sfamare
e a dissetare. Ma anche pianta dalle dubbie origini, nata forse dal sangue di Adgistis, lermafrodita
ubriacato e castrato da Dioniso.
Altre piante, infine, conosciute e usate come afrodisiaci, appartengono ai generi Gloriosa e
Helonias.

b)-il simbolo degli inferi e del peccato


Tutte le Liliaceae erano considerate dai greci piante infere; in particolare laglio era offerto alla
dea Ecate. In Egitto gli adoratori di Sokar, (unantichissima divinit infera, diventata nellantico
Impero patrona della necropoli di Sakkara e poi associata a Osiride, il dio protettore dei morti), si
adornavano con ghirlande daglio e di cipolle. A loro volta usavano masticare queste piante, i devoti
della dea Bastet, dalla testa felina, tellurica madre cui erano consacrati i gatti.
I Taoisti sostengono, non diversamente dai bramini, che laglio nutre i demoni del corpo e per
questo motivo evitano di consumarlo e cos pure lo yoga Prapidika: se ci si avvia sulla strada dello
yoga, laglio deve essere evitato. E unantica tradizione gi reperibile nella religione prebuddista
Bon, oggi diffusa soprattutto nel Tibet orientale. Nel suo trattato gZI-brjid si ammonisce:
... Contaminati dallagliaceo peccaminoso
si soffre nella fangaia,
nellinferno della putredine.
Contaminati dallagliaceo dannoso

si soffre nel lago di pus e di sangue.


Contaminati dallagliaceo debilitante
malattie sciagurate compaiono nel corpo.
E. Zolla cita nellopera Le meraviglie della natura: Che si varcasse un grado ulteriore nel
percorso discendente del Kali yuga o ciclo della Distruttrice, attorno alla met di questo secolo, fu
chiaro allorquando and smarrita la nozione, netta dianzi la buona societ, data per scontata nelle
battute di Shakespeare, che almeno laglio fosse sconveniente e increscioso. In verit sono piante le
agliacee soffuse di crudo zolfo, ottundono le facolt sensitive e turbano il raccoglimento spirituale.
Anche Maometto si asteneva dal mangiare aglio, proprio in quanto lo considerava pianta legata, in
qualche modo, agli spiriti del male. Ma in altri periodi e in altre culture, come vedremo, laglio fu
invece considerato una pianta antidiabolica.
Per parlare anche di altre Liliaceae in questa tematica, cito il Colchicum a. che rientrava nella
composizione dei filtri delle streghe.

c)-la protezione dalle forze del male


Laglio sempre stato considerato un potente talismano contro le streghe e i vampiri. Esso
garantirebbe da ogni maleficio, tanto da provocare malesseri gravissimi alle streghe che gli si
avvicinano. In Sanscrito, del resto, detto uccisore di mostri.
Uninvocazione napoletana anti-iettatura recita:
Agli e fravagli / fattura che non quagli /
corne e bicorne / capaalice e capa daglio
Ancora oggi, in alcune regioni della Francia, si usa battezzare i bambini ponendo loro uno spicchio
daglio in bocca, allo scopo di garantire al nuovo nato salute e felicit. Nellantica letteratura
nordica, laglio, preso in bevanda, proteggeva da ogni maleficio: la stessa credenza ancora viva in
Albania e in Romania dove si usa esporlo alla finestra nel giorno di S. Andrea per preservare
animali e persone dalla iettatura. Usanze in questo senso sono ancora vive in Grecia, dove laglio
viene messo nei berretti dei bambini per preservarli dal malocchio. Una pratica siciliana, tramandata
dal Pitr, raccoglie tutta una serie di elementi che costituiscono un rimedio infallibile contro il
malocchio. La funzione di amuleto tipica delle piante del sottosuolo, sacre agli dei inferi che nella
tradizione precristiana mediterranea non avevano certo una valenza negativa, ma impersonavano le
energie telluriche positive. Laglio nella tradizioni popolari anche talismano collegato al solstizio
destate. In Romagna si svolgeva il 24 Giugno il mercato dellaglio, ritenuto simbolo di
abbondanza.
La cipolla, al pari dellaglio, era considerata efficacissima contro i malefici delle streghe e lopera
degli spiriti diabolici.
Insieme allaglio e alla cipolla, anche la Squilla, per secoli, ha difeso il cammino dei viandanti, in
notti magiche, quali quelle del solstizio estivo. Questa Squilla citata da Teofrasto quando parla dei
Gentili i quali, superstiziosamente, la piantavano davanti alle porte, come amuleto atto a tener
lontano il malocchio e le disgrazie. Da Dioscoride, Plinio, Pitagora e Teocrito apprendiamo tanto
che essa veniva appesa agli architravi delle porte dingresso, quanto come essa fosse coltivata tutto
attorno ai cimiteri o in vicinanza dei sepolcri.
Anche lAloe veniva appesa sulla porta di casa, come protezione dal maligno e in questo caso le
leggende sulla pianta provengono dalla tradizione islamica, essendo essa sacra ai Musulmani, che la
usavano in senso protettivo anche nel loro pellegrinaggio alla Mecca.

Una leggenda molto significativa, raccolta da E. P. De La Liz, narra di come un arabo riusc a
salvare uno gnomo da un grave pericolo e di come questi, per ringraziarlo, gli avesse offerto una
ricompensa; larabo, che era alla ricerca del Graal , la bevanda degli iniziati che prolunga la vita e
congiunge al Santo Graal, gli chiese di rivelargli il nome di una pianta che potesse sostituire i poteri
del Graal perduto e lo gnomo gli offr una pianta di Aloe; per questo motivo, conclude la leggenda,
in molti paesi essa conosciuta come la pianta dei cento anni o della longevit; di fatto, in alcune
case turche vive ancora la tradizione di appendere sulla porta dingresso la pelle di un coccodrillo e
una pianta di Aloe, per garantirsi una vita molto lunga.
Sempre il De La Hiz riferisce unaltra tradizione, questa volta alchemica che si riferisce allAloe:
Quando si appende lAloe su una parete di casa, innonda tutto lambiente con questa
incomparabile energia, colmandola di pace, armonia, benedizione e fortuna. Gli iniziati sostengono
che, allo stesso modo delle pietre grialiche, lAloe possa esaudire ogni desiderio, chiesto attraverso
il pensiero e il verbo della creazione, sempre che questi desideri, cos come la persona che li
esprime, siano giusti e buoni, poich le vibrazioni basse non riuscirebbero mai a sintonizzarsi con
tale elevatissima forma di energia..
Concludo questo capitolo citando alcune virt del Ruscus a., riprese da Cattabiani: Come
lagrifoglio (il Ruscus) ha evocato lo stesso simbolismo di tenere lontano i malefici, piantando
lalbero nelle vicinanze della casa, nei giorni che prevedono il solstizio invernale: usanze e credenze
degli antichi Romani si sono tramandate fino ai nostri giorni. Per questi motivi, soprattutto in
Inghilterra, Francia, Svizzera e Germania, i contadini usavano appendere ramoscelli di agrifoglio o
di pungitopo (Ruscus) nelle case e nelle stalle per allontanare i sortilegi e propiziare la fecondit
degli animali..

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Dr. Giacomo Merialdo


Caso di LILIUM TIGRINUM (1)
Ricevo Rita in prima visita quattro anni fa. E una donna di 54 anni, molto bassa di statura,
vestita in modo elegante, gli occhi grandi come pure la bocca. Mi appare subito molto depressa e
ci viene da lei confermato come inizia a raccontarmi i suoi problemi, con tratti di loquacit
alternati a momenti di silenzio e di pianto.
Sono sola, vivo sola questo il mio guaio. Ancora di pi dalla morte di mia madre per un
Parkinson, un anno fa. Ma anche gli anni prima della sua morte, sono stati molto duri ero in
psicoterapia dall 83. Poi ho smesso nell88, ripreso nel 91 fino ad ora. Mia madre era molto
ossessiva. Mi sono incolpata di averla uccisa, perch prima della sua morte era caduta e si frattur,
io non potei evitarlo, cos da allora mi sento in colpa, molto.
Ho molta paura a muovermi, specialmente in treno e in aereo. Questanno ho reagito, ho fatto
molte cose, tipo recitazione, danza ecc
Ho questa forte depressione da questestate a rivedere la casa di campagna di mia madre, e le cose
sue.
Faccio linsegnante di lettere, alle medie. Attualmente prendo mezzo TAVOR al mattino e una
compressa alla sera, sempre da un mg.
Ora ho senso di affanno, angoscia, estraniamento dalla realt. ORA MI SENTO COME
BRACCATA. Mi estraneo dalla realt a volte non sono sicura di respirare. SONO SICURA CHE
NESSUNO POSSA FARE NIENTE PER ME.
Ho paura del suicidio, anche se non lo voglio, voglio vivere. Mi sembra di autosuggestionarmi
molto ho paura di non riuscire ad andare avanti, a vivere.
Molte paure le avevo gi nellinfanzia, perch mio padre aveva disturbi psichici, ha avuto molti
ricoveri. Io sono figlia unica.
Avevo paura della follia. Paura che la madre non reggesse e si suicidasse. Mio padre a volte
anche scappato di casa
Ho il terrore del non controllo di me stessa, di annullarmi
Le domando come il suo sonno, se ricorda dei sogni:
Oh, dormo bene col TAVOR. Il mio sogno ricorrente di quella casa di campagna, quasi sempre
in situazioni di pericolo perch in quella casa ho vissuto da bambina durante la guerra.
Poi sogno il mare, io nel mare, che non annego ma che nuoto e non riesco ad andare a riva. Io ho
una paura terribile dellacqua, del mare, del lago, anche a vederla, fin da bambina ma mi vedo la
morte dietro ogni cosa
Chiedo se pu spiegarmi meglio:
Ho sempre avuto molte paure da bambina avevo paura anche degli animali, specialmente i
cani, poi il buio, poi i temporali, i lampi, e poi degli uomini maschi, e tanto del sesso, ma questo pi
in adolescenza
Ho un po di claustrofobia, spesso, da anni. Ora, ho anche paura di andare al cinema.
Domando se ha altri disturbi:
Sono in menopausa da un anno, ha coinciso un po con la morte di mia madre. Ho avuto qualche
vampata, ma non troppe. Il ginecologo mi ha dato degli ormoni, che ho preso solo per un mese,
perch a me non piace prendere medicine. Per quando li ho smessi mi venuta una depressione

forte
Mi informo sul ciclo mestruale:
Ho avuto il menarca a dieci anni e mezzo, stato un trauma per me, non ne sapevo niente. Erano
un po irregolari da giovane, a volte dolorose a volte no. Poi, sono state pi regolari. Flusso scarso,
non pi dolorose. Sono sempre stata molto agitata prima, e un senso di liberazione durante e dopo.
Ho sempre avuto una forte aggressivit tremenda, quasi incontrollabile, prima delle mestruazioni,
soprattutto negli ultimi anni. Stavo meglio se il flusso era pi abbondante.
Rispetto al suo rapporto col cibo:
Ho un buon appetito. Digerisco bene, lintestino sempre stato regolare. Desidero di pi cose
salate, pizza, pasta, pane. Non mi appassionano i dolci, la panna, le creme. Mi va bene tutto, forse
lunica cosa che digerisco male luva, non so perch.
Le rivolgo alcune domande riguardo ai sintomi generali:
Sto meglio in primavera, nonostante una certa irrequietezza. Sto meglio col freddo, soffro il
caldo soprattutto negli ultimi due-tre anni, molto il caldo alla testa, non respiro e soffoco
QUESTO UNIVERSO NON MI FA RESPIRARE
I vestiti non mi dispiacciono stretti, perch mi fanno sentire pi femminile. A parte se sono molto
stretti alla pancia e al collo, l li tollero poco.
Le chiedo se pu dirmi altro del suo carattere:
Gli amici dicono di me che sono comunicativa, aperta, anche allegra. Che sono dolce, tenera.
Che mi suggestiono e mi spavento facilmente. Io sento di essere molto, troppo soggetta
allemotivit. Poi non sono costante. Vorrei essere onnipotente! E poi ho troppe paure.
Ho avuto gelosie TERRIBILI da ragazzina verso quelle mie compagne che avevano il fidanzato
e io no ho avuto sempre tanta paura per il sesso, per laltro sesso pensi che la mia prima
esperienza sessuale lho avuta che avevo 48 anni!
Sto con una persona, ma un disastro, sta finendo tutto (piange senza limiti, rimango in
silenzio per molto tempo).
Ora sono in psicoterapia Reichiana dalla dott.ssa XXX, ci vado una volta la settimana.
Repertorizzo:
MIND; REMORSE (72)
MIND; FEAR; water, of (35)
MIND; FEAR; sex, of opposite (4)
MIND; DELUSIONS, imaginations; persecuted, that he is (51)
MIND; JEALOUSY (65)
MIND; IRRITABILITY; menses; before (32)
MIND; FEAR; thunderstorm, of (33)
MIND; FEAR; insanity, of losing his reason (91)
MIND; FEAR; narrow place, in, claustrophobia (44)
MIND; DREAMS; water; swimming in (10)
In base alla repertorizzazione e allidea generale della paziente (loquace, gelosa, calorosa,
abbandonica, con i dolori mestruali che miglioravano con il flusso pi abbondante, ecc),
prescrivo Lachesis XM CH, due monodosi pi placebo.

Ci rivediamo dopo un mese e mezzo:


Ho avuto meno crisi di panico in questo periodo anche se ho sempre molta irrequietezza. A
volte degli sprazzi positivi, di buono, qualche giorno la settimana. Un mese fa ho avuto tanta
nausea, specialmente in corrispondenza di emozioni. Ho avuto comunque energie in pi, momenti
positivi in pi ho anche ridotto il TAVOR, ora ne prendo solo uno la sera.
Ho fatto un sogno: di passare per un sentiero stretto, sotto una strettoia e con una scala molto
perpendicolare
Ma laspetto della paziente, sempre molto depresso, e il modo con il quale mi riferisce queste
sue sensazioni non mi convincono per niente circa la bont della cura, per cui decido di cambiare
rimedio e, puntando molto sul suo sentimento di abbandono affettivo, decido per Pulsatilla XM
CH, due monodosi pi placebo.

Dopo un altro mese e mezzo:


Mi sono sentita subito meglio, per quanto riguarda le crisi dansia forti. Ho ritrovato delle
situazioni piacevoli, per esempio prima avevo limpressione che la citt fosse estranea, anche se
una citt che amo. Ora riprovo le situazioni piacevoli che provavo prima a girare la citt. Esco di
casa pi di prima, provo ancora un po un senso di chiusura quando esco, un senso di morsa, poi
per sto benissimo.
Mi sono scoperta uno spirito combattivo che non avevo, con sensazione di esserci, di contare.
Mi sono venute molte vampate, che non avevo prima.
Mi sento anche molto incazzata e nervosa. Ho limpressione di avere TANTA, TROPPA RABBIA
DA SMALTIRE la storia con quello l praticamente finita, ma non giusto ma io mi schiero,
finalmente, da una parte
Ho anche superato il problema dei luoghi chiusi ma non dellascensore quello mi fa sempre
paura.
Ho fatto un sogno: di biancheria sexy, nera, lasciata l per la strada, pensando nel sogno che era
stata lasciata l da una prostituta che aveva fatto lamore in auto.
Prescrivo placebo.

Ci si rivede successivamente per tre volte ogni due mesi, lei sempre riferendomi miglioramenti
parziali del suo stato danimo, delle sue ansie e paure, io sempre meno convinto della correttezza
del rimedio, che riprescrivo ancora alla XM e LM, ma senza cambiamenti significativi, almeno a
mio giudizio. In queste visite mi riferisce:
Sto andando abbastanza bene, sto superando le varie situazioni ho sempre meno stati dansia.
Sento dentro di me sempre una grande rabbia e un gran bisogno di affermazione, quindi non reggo
laggressivit degli altri.
Affronto i viaggi un po meglio, sono pi rilassata. Non ho pi il senso di soffocamento n di
secchezza della bocca. Ho diminuito il TAVOR ancora, ora ne prendo solo mezza compr. la sera, per
dormire.
Il mio problema grosso, centrale, quella della mancanza del partner questa cosa la vivo
sempre COME UNA GROSSISSIMA INGIUSTIZIA (mi parla pi e pi volte di questo suo
problema e ogni volta che solo lo accenna, scoppia in un pianto dirotto).
Ho un GRANDISSIMO bisogno di essere riconosciuta come persona da amare. Se mi si ama, io
riesco a superare TUTTE le mie paure: treno, viaggi, acqua, ecc

I sogni che ho fatto in questo periodo: per due volte, di essere in gallerie, tunnel. Unaltra volta, di
essere in un sotterraneo.
Sono stata al cinema da sola, non lavevo MAI fatto in vita mia l ho scoperto che non ho pi
paura del buio n ho claustrofobia
Dopo la terza di queste tre visite e un nuovo placebo, ci rivediamo dopo altri due mesi, circa un
anno dopo la prima visita:
Sto male per il senso del rifiuto, un dolore vecchio, antichissimo, che ancora ora mi provoca un
nodo duro qua allo stomaco. Cerco di farmi forza e mi dico: ecco, questo un universo che posso
vivere
E sono arrabbiata nera perch non merito il rifiuto.
Sono stata di nuovo male da sola in treno, ma anche in compagnia. Il treno mi ricorda e mi
rappresenta LUI, quel rapporto finito ormai un anno fa.
Mi tornata, o meglio non mi mai andata via, la mia paura dellacqua, pazzesca, non ci posso
stare vicino.
Ho avuto molti dolori alle dita delle mani, mi viene prima della pioggia e dei temporali, ma sono
diventata anche pazzescamente pi aggressiva prima che cambi il tempo, il temporale, mi viene una
rabbia terribile, soprattutto quando viene scirocco, sto male mentalmente, mi sento disordine dentro
di me, una folle aggressivit, mi sento pi brutta e furiosa.
Sempre meno convinto di Puls., penso a Lyss. come possibile rimedio, per questo suo terrore e
aggravamento mentale con lacqua. Prescrivo quindi Lyssinum XM CH, due monodosi pi
placebo.

La rivedo dopo altri due mesi, ma non noto significativi miglioramenti. Cambio ancora rimedio,
prescrivendo in questa visita Elaps 200 CH e nelle due successive rispettivamente Naja 200 CH
e Antimonium crudum 200 CH, senza notare peraltro reazioni positive particolari. Nel frattempo
la paziente ha lasciato il lavoro, avendo raggiunto let pensionabile. Durante questultima visita
(due mesi dopo cio dallultimo rimedio, Ant-c.), mi riferisce:
Sono in pensione, e questo non un problema. Faccio volontariato, in biblioteca, con i bambini,
faccio letture. Sono piena di belle attivit, faccio lezioni, prendo lezioni di Inglese, faccio gruppo
teatrale una come me non mai riuscita a stare ferma, devo sempre fare qualcosa. Per sentirmi
viva. Ho molti amici.
Ho sempre dormito, ma col TAVOR. Sono sempre tesa, per il problema affettivo (piange
immediatamente come accenna a parlarne), necessito delle carezze, del rapporto fisico, mi
trasformo allora, sono unaltra per esempio la casa importante per me il luogo dove
vorrei venisse a vivere la persona che amo (piange vistosamente).
Probabilmente ho una sfiducia profonda nelle cose in cui mi devo abbandonare, per questo non
so nuotare, per questo l'ascensore mi fa paura, o il treno, o il lasciarmi andare come donna.
Questa sua ultima affermazione mi fa ricordare tutta una serie di problematiche che Rita, nelle
visite precedenti, mi aveva solo accennato e io mai avevo approfondito, cio quelle riguardanti la
sessualit, la sua paura rispetto agli uomini, il fatto di aver avuto la sua prima esperienza sessuale
solo allet di 48 anni. Le rivolgo quindi, il pi delicatamente possibile (almeno cos cerco di fare),
tutta una serie di domande rispetto a questo suo vissuto, che si rivela man mano, mentre Rita mi
risponde con evidente imbarazzo, uno dei punti centrali della sua sofferenza esistenziale. Non
trascrivo n potrei, poich Rita attentissima in questo momento a scrutare ogni mia mossa e
comportamento. Arrossisce pi volte, spesso balbetta, altre volte si arrabbia, piange spessissimo
lasciando lunghi silenzi. Ricordo abbastanza bene di essere molto incalzante nelle domande, forse

troppo, ma confido in quel minimo di confidenza che dopo un anno e mezzo si venuta a creare
Alla fine della visita non ho la minima idea di cosa prescriverle e decido per un nuovo placebo,
senza fissarle un nuovo appuntamento.
Dopo un paio di settimane ricevo una sua telefonata, nella quale scopro il suo lato pi
aggressivo: una telefonata di rabbia, di protesta, nella quale mi dice di tutto, che mi odia e non mi
sopporta pi, che non avevo il diritto di scavare in cose cos intime e personali, che non dovevo
farle tornare a galla cos tanta sofferenza, che chi sono io per credermi di sapere tutto di lei, che
quelle cose dovevano essere morte e sepolte per lei, che non era colpa sua se leducazione ricevuta
era cos oppressiva e che cosa potevo saperne io, ecc ecc ecc Alla fine della telefonata sono
sicuro di aver perso la paziente.
Mi richiama invece tre mesi dopo, come nulla fosse successo, chiedendomi un appuntamento.
Ho intrapreso una nuova analisi da pochi mesi, perch con quellaltra non mi trovavo pi bene da
tempo e lo sapevo, ma non riuscivo mai a staccarmi. Io ho una difficolt enorme a staccarmi,
sempre il senso tremendo di ABBANDONO.
Mi ricomparso un herpes labiale che di solito mi viene nei periodi di maggiore tensione, come
stato per la morte di mia madre, ora cos probabilmente per un po di scombussolamento dato
dallanalisi.
I pensieri che ho sono sempre che sono sola, che non sto instaurando alcun rapporto damore. Ora
c uno a cui interesso, ma lui ha dieci anni meno di me mi commisero sempre, mi dico sono
vecchia e non ce la faccio pi.
Da quando faccio analisi ho fatto dei sogni, della mia casa, in cui erano stati spostati i mobili, e
qualcuno diceva che era una bella casa, a parte qualche riserva, e si danzava.
Un altro, in cui cera una valigia, io da l prendevo una sottoveste rossa e mi dicevo: com
bella
Un altro sogno, di un furto
Sto facendo animazione in una biblioteca e in quei momenti sono brillantissima e mi diverto e la
fantasia nasce, sono attivissima, ho molta energia. Ho questa energia forte nel fare le cose, non mi
risparmio.
Amo molto la mia casa, trasformarla, ma come vado a casa la tendenza di piangermi addosso, e
mi rompo le scatole ho la tendenza a fare il bambino orfano, a dire: non ce la faccio, a dirmi che
non riesco a combinare niente nel campo dellaffetto, dellamore. Ho sempre questo blocco di
avvinghiamento, di nostalgia al passato, intendo il passato recente, per quelluomo che ho lasciato.
In questi momenti di tensione, divento anche molto pi stitica.
Eseguo una nuova repertorizzazione:
GENERALITIES; SEXUAL; desire, suppression of; agg. (26)
MIND; JEALOUSY (65)
MIND; IRRITABILITY; menses; before (32)
MIND; AILMENTS from; love; disappointed, unhappy (40)
MIND; DWELLS on; past disagreeable occurrences (48)
MIND; WILDNESS (38)
MIND; OCCUPATION, diversion; amel. (51)
MIND; BUSY (71)
Il primo rimedio della lista repertoriale, Lil-t, mi sembra convincente, poich mi sembra siano
espresse in esso tutte quelle problematiche sessuali e morali delle quali Rita ha sempre fatto solo
qualche piccolo riferimento, chiaramente facendomi capire che si vergognava troppo a parlarne e

addirittura si vergognava troppo a sentirle dentro di s, cos forti e prorompenti.


Prescrivo quindi in LM, Lilium tigrinum 18 LM, 4 gocce al giorno per tre settimane.

Ci rivediamo dopo due mesi, dopo le vacanze estive:


Sono stata in Olanda in Agosto, e sono stata bene, molto bene, sono stata molto serena, dovrei
andare in giro pi spesso.
Non mi sono aggrappata a nessuno, anche se ho voglia di essere sostenuta. Ma non mi sto
aggrappando a nessuno, direi di no, anche se ho ancora le ferite tutte aperte ma la cosa importante
che le veda ora, riconosco le mie ferite
Sono riuscita a vendere la casa dei vecchi, senza nessun aiuto, da sola. Ho fatto anche un sogno in
quei giorni, mentre la vendevo: ho sognato che ero circondata da persone non amiche, in un
edificio, e non trovavo pi il mio ombrello ed ero molto angosciata per quello, e nessuno mi sapeva
dire dove fosse
E molto chiara ora questa ferita affettiva. Ma io non mi incolpo, ritengo di avere gi sofferto
abbastanza. Per luomo che ho amato mi sono giocata tutto o quasi. Sento molto la mancanza di
questuomo ho bisogno di fare lamore, lo vorrei fare con lui e lui non c. Ma non posso
aggrapparmi, non posso di nuovo. Cerco di rendermi conto che questuomo non c.
Le chiedo come sono andate le vacanze e se ha avuto paura dellacqua, in Olanda:
Girare per Amsterdam mi piaciuto moltissimo. Poi ho girato dappertutto, per i canali, e sono
stata benissimo. Anche nella campagna olandese, piena dacqua, stavo benissimo, anche sulla
grande diga stavo molto bene.
Poi mi venuta un po di tristezza a Settembre, al rientro ce lho molto con i miei, e con la
Chiesa cattolica
Domando maggiori spiegazioni:
Per aver criminalizzato laffetto, il sesso, il piacere, per un ideale di mm
Io ero molto ingenua. Ora ho molta rabbia, ho molta rabbia per questo tradimento.
Lacqua la sto sognando, ho sognato un motoscafo, ero con i miei e ci stavo benissimo, anche se
cerano delle onde altissime, e io dicevo: ma insomma, perch ce ne stiamo fuori, dobbiamo andare
dentro il motoscafo, se no ci bagniamo tutti. Ma il motoscafo se ne andava tranquillo
Mi piace lacqua, mi sempre piaciuta, per esempio, ora ho scelto la meditazione sullacqua.
Prescrivo Lil-t 24 LM, 4 gocce tutte le mattine per tre settimane.

Dopo altri due mesi:


Sto abbastanza bene, mi dico: mi vengono le paure e le fobie oddio oddio, e poi non mi
vengono. Riesco ad affrontare le situazioni, MALGRADO ME. Le risorse poi ci sono. Ho anche
avuto molto da fare, sono sempre piena di attivit.
Devo dire che ho ritrovato il gusto del comico, che io ho sempre avuto molto e in questi anni
andava e veniva mi piace moltissimo ridere e far ridere, mi sempre piaciuto molto.
Mi piace tantissimo cantare, e ho scelto di fare canto, non mi interessa e sono contenta di
esibirmi.
La vedo, per la prima volta da quando la conosco, veramente allegra e spensierata, senza pi

quello sguardo angosciato e gli occhi tristi. Spesso ride raccontando le sue avventure. Le faccio
notare tutti questi suoi progressi e mi risponde:
Mi stupisco vero, mi trovo delle forze, una voglia di vivere come nuova. I problemi ci sono,
ma mi sento dentro a un cammino. Lo vedo che sto meglio, anche perch sono pi richiesta dalle
persone. Mi muovo bene, lo so. Credendo pi in me e nel mio corpo vedo la vita in modo pi
allargato. Sento questa Essenza, questo Dio
Mi interessa sentire emozioni.
Continuo la psicoterapia, ho bisogno di punti di riferimento, lei come medico e lui. Ho bisogno di
questo rigore.
Vedo che il problema maggiore della mia vita sempre stato labbandono affettivo e la paura di
impazzire, ma ora non lo sento. Cio, riesco a vivere bene anche senza questo affetto! Mi difendo,
molto (ride spesso) e desidero star bene, perch ho ancora parecchio da fare, la sensazione quella,
di avere parecchie cose da fare, di scoprire, andare al di l degli schemi.
Avevo dato un potere troppo grande ai genitori, alluniverso, un potere mitico che mi annientava.
Domando se ha fatto qualche sogno:
Li ho un po dimenticati. Ricordo vagamente che erano un po di orrore legati allinvasione
di persone, la mia casa invasa e io cercavo di buttare fuori questa gente, per scoprivo che erano
dappertutto e non se ne volevano andare.
Il senso che sentivo era che sono sola ma ce la faccio.
Ho cambiato molto il rapporto con tutti gli amici, si rivoluzionato poi ogni tanto ripenso al
rapporto con quelluomo, che mi aveva invaso in tutti i sensi, e ora mi rendo conto che mi ha
lasciato molto di positivo il sapere che c il sesso, e mi ha risvegliato questo desiderio, il desiderio
del sesso.
Prescrivo placebo e da allora sono passati quasi due anni. In questo periodo ho rivisto Rita ogni
tre quattro mesi e le cose continuano ad andare sempre molto bene. Dal punto di vista terapeutico,
in questi due anni ho solo ripetuto qualche volta la 24LM del rimedio, passando un anno fa circa
alla 30 LM, potenza che prende tuttora al bisogno, traendone sempre ottimo beneficio, anche per le
rare patologie acute fisiche intercorrenti.
Durante la visita nello scorso autunno, dopo le ultime vacanze estive, cos si espressa:
Ho fatto le vacanze a Maratea, e sono stata molto bene. Siamo andati in macchina e lho vissuto
molto bene, non ho avuto problemi di ansia MAI: cio niente nelle gallerie, non gallerie, code
Sono stata proprio bene, non ho mai avuto problemi, ho goduto della luce, del sole, come non mi
ricordavo da secoli. Andavamo in barca, tutte le mattine, ci salivo con estrema naturalezza, sono
sempre stata benissimo! Prima sentivo dentro di me come di aver ricevuto un abuso, nellaffettivo,
di cui io non ero responsabile mi dicevo: io tanto non sono allaltezza, io piccolina, bruttina,
poverina
Ora invece dentro di me sento un senso di apertura, non di chiusura, voglio stare con la gente, ci
sto bene. La prossima settimana dovrei andare in Abruzzo, in autobus diciamo che ora il viaggio
non pi quel mostro terribile
Ho fatto un sogno a Maratea, che le volevo raccontare: ero nellacqua alta, che faceva anche dei
vortici, ma io ci stavo benissimo, sembrava quasi il mio elemento

Dr. Giacomo Merialdo


Caso di IRIS VERSICOLOR (1)

Valeria ha cinque anni quando la vedo per la prima volta, nel Gennaio del 1997. E molto
graziosa, bionda, alta per la sua et, molto socievole e tranquilla, sorride sempre. E una delle poche
bambine (o bambini) che non mi hanno mai dato problemi di irrequietezza durante la visita: si porta
sempre qualcosa da leggere o da giocare, oppure accetta di buon grado di disegnare. Anche lesame
obiettivo con lei non ha mai presentato difficolt. Viene sempre accompagnata dalla madre, molto
gentile e cordiale, sempre molto attenta a descrivermi minuziosamente i sintomi. Una situazione
ideale, per un medico omeopata.

Mi spiega la madre:
Valeria da due mesi ha stanchezza, freddo, sonnolenza,
mal di testa, malumore, laltro giorno non voleva neanche
andare sulla giostra
Le abbiamo fatto le analisi e hanno trovato in gola lo
streptococco. Un anno fa ha fatto per due volte la
scarlattina, a Natale e a Pasqua io ho avuto unaltra figlia
nello stesso Natale di due anni fa.
Ora, abbiamo dovuto darle lantibiotico, lo prende da dieci
giorni. Si raffredda e prende mal di gola sempre volentieri.
E gi stata vista la scorsa primavera da un altro omeopata,
che le ha dato del Nat-m 200 CH, Kali-bi 5 CH e Rhus-t 5
CH che lavevano aiutata, per a Settembre ha avuto un
periodo di tosse continua e convulsa, era molto rumorosa.
Non migliorava con nessun farmaco, anche il BENTELAN,
che le abbiamo dato, non le ha fatto niente. Vomitava e
piangeva per la tosse, e dopo due mesi abbiamo dovuto
darle lantibiotico, che poi finalmente glie lha fatta passare.
Ma finito di darle quello, le venuta la stanchezza e il mal di
testa.
Adesso, da una settimana le sono venute anche delle

paure: quando a letto ha paura dei serpenti, che siano nel


suo letto o nel nostro, e poi ha la paura del buio, che non ha
mai avuto.
Domando com andata la gravidanza, il parto, come si
sviluppata nel primo anno di vita:
Tutto bene, ho fatto una gravidanza meravigliosa, ero
tranquilla e felice. Anche il parto tutto bene, nata alla
svelta, ho avuto un travaglio normale e si sviluppata bene,
normale, n troppo in fretta n in ritardo. Lho allattata per
quattro-cinque mesi, poi anche lo svezzamento avvenuto
senza problemi.
Di mal di gola ne ha sempre sofferto, anche di tonsille, il
naso ce lha sempre pieno e chiuso.
Le febbri iniziano con le mani freddissime e
ghiacciatissime, e salgono subito, velocemente, sui 38-38,5,
poi le viene il mal di testa qui, sulla fronte. Con la febbre alta
vuole stare coperta, anche quando suda suda molto con
la febbre, mentre in genere non suda molto, un po di pi in
estate.
La tosse era pi forte di primo mattino, alle 5-6 e la sera
prima di andare a letto, o a letto. La notte era buona. Sia
alla prima che alla seconda scarlattina non ha avuto febbre.
Ha avuto molto vomito e stanchezza, e poi le brigoline alla
pelle le sono venute dopo una settimana.
In genere ha le mani molto calde, il cioccolato le si scioglie
in mano.
Mi informo delle sue abitudini alimentari:
Le piace moltissimo il latte, se malata vive di latte, se
non malata comunque lo vuole. Non le piacciono i sughi, i
rag, i fritti. Ha un appetito discreto, non esagera mai nel
mangiare e non ci ha mai dato problemi. Digerisce tutto
bene, e anche lintestino regolare; ha avuto un po di
stitichezza mentre metteva i denti.

Aggiunge spontaneamente:
Con il mal di testa le dava molto fastidio la luce. Se ha la
febbre bisogna chiudere tutto in casa, tutte le tapparelle.
La bambina continua a giocare tranquilla, seguendo con
molta attenzione il colloquio. Quando la osservo, mi offre dei
larghi sorrisi. Domando alla madre se pu dirmi qualcosa
del suo carattere:
E vivace, anche se qua non sembra, molto sveglia,
sempre allegra. Non coccolona: se le do un bacino si
pulisce subito le d fastidio, non vuole il bacino, da
nessuno. Poi il suo umore varia, a seconda di niente, di
come le gira. Non ama giocare da sola, mi cerca spesso
per, a momenti, non mi cerca. Allasilo andata poco,
sempre per i problemi di salute. La sera si addormenta
sempre tardissimo non ha sonno, e al mattino non si
sveglierebbe mai.
Chiedo com il suo sonno:
Si muoveva molto nel sonno, in un letto a due piazze
cadeva e ora da due mesi con il letto nuovo pi tranquilla.
Non parla, non digrigna i denti nel sonno.
Ha spesso prurito sotto le ascelle. Nei due mesi in cui non
era stata bene aveva la pelle trasparente, soprattutto alle
gambe, si vedevano le vene.
Consulto rapidamente il Repertorio e, pi per la
sintomatologia accusata che per la valutazione generale
della piccola paziente (avendo anche pochi elementi),
prescrivo Belladonna 200 CH, una dose unica al giorno per
due giorni e del Rame oligoelemento, per tre settimane.

Ci rivediamo dopo due mesi, nei quali ho ricevuto qualche

telefonata dalla madre, lamentando frequenti cefalee a


Valeria:
Ha avuto molti mal di testa, se ne lamentata spesso.
Forse le danno fastidio i profumi, li ho tolti tutti da casa e in
effetti lei si lamentata un po meno. Un mese fa ha avuto
un episodio di febbre alta a 39, durata per 30 ore, con
vomito, mal di testa e bruciore agli occhi, le abbiamo dovuto
dare lantibiotico per cinque giorni. Ora, da una settimana ha
malumore, occhiaie e pelle trasparente, soprattutto alle
gambe. Laltro ieri ha avuto un raffreddore pauroso e da ieri
questa tosse, che di notte per fortuna non ha.
C anche la buona notizia che abbiamo rifatto il titolo
(TASL) ed risultato essere a 1000, prima di Natale era a
5000!
Poi non mangia, continua a non mangiare mangia solo il
latte. Per il resto molto attiva, gioca, ha pi voglia di uscire
di prima, che prima quando non stava bene non voleva fare
niente, ora mi chiede di uscire e di andare al parco. E poi
laltra cosa, che in questo periodo non ha preso i mal di
gola, almeno finora.
Osservo la bambina, che appare molto pallida ed
emaciata, pi silenziosa rispetto alla precedente visita,
anche se non mi risparmia i suoi sorrisi. Le domando come
sta, con che cosa le piace giocare, ma Valeria si rifugia nelle
braccia della madre e non mi risponde, sorridendomi
sempre.
Riprende la madre:
Quando va allasilo e si deve alzare presto, si ammala, le
viene la febbre. Patisce, ha proprio freddo, usciamo che
gelata. Non per lasilo, ci va volentieri, ma proprio per il
fatto del mattino, perch la sera va sempre a letto tardi, non
prima della mezzanotte.
Di umore sta meglio, esce. In questi due giorni prima di
ammalarsi era molto lamentosa, una rogna, piangeva su

tutto, ma nel complesso molto brava. E cambiato anche il


discorso delle paure, non ha pi parlato del buio o dei
serpenti, ora va anche in bagno da sola, col buio.
Valeria non sopporta molto il dolore, anche il soffiarsi il
naso la fa piangere. E molto fifona. Col mal di testa piange
sempre, non so se lo fa per attirare lattenzione se le
entra una scheggia in una mano, una tragedia a toglierla.
A volte nervosa, parla con i denti stretti, ha scatti dira
anche molto impaziente. E anche molto cresciuta,
ultimamente ha avuto una crescita forte e spaventosa.
Mi sono ricordata di una cosa che aveva verso i due-tre
anni, che anche allora dormiva poco, ma allora succedeva
di svegliarsi nel pieno della notte, verso le quattro, ed era
perfettamente sveglia, non era noiosa, non piangeva, non
voleva venire a letto con noi, ma si metteva l e voleva
giocare voleva solo giocare.
Questultima affermazione della madre, unita al fatto che
la bambina cresciuta cos rapidamente, mi fa pensare al
tipico rimedio della precocit nei bambini, che non vogliono
perdere tempo neanche a dormire. Prescrivo quindi
Cypripedium 30 CH, per cinque giorni, seguito da placebo.

La successiva visita avviene dopo tre mesi, preceduta


dalle ormai abituali e frequenti telefonate della madre, che
mi informa dei numerosi accessi di tosse o di febbre o di
nausea o di quantaltro della bambina:
Ha avuto tanta tosse, tantissime volte, ho provato a darle
quellultimo rimedio ma non le passava. Ho notato una cosa
che ha sempre avuto, e cio quando ha la tosse ha sempre
vomito. Verso fine Marzo, poco prima di Pasqua, ha avuto
un episodio di una tosse cos forte che la soffocava, non
riusciva a prendere il fiato, vomitava continuamente,

abbiamo dovuto portarla al Gaslini (lospedale pediatrico) e


le hanno fatto una fiala di BENTELAN. Aveva come lurlo
della pertosse, come se non riuscisse pi a prendere il
fiato era continua, sempre.
I mal di testa invece sono spariti, non so se associarli al
fatto che labbiamo tenuta lontana dagli odori comunque
molto sensibile agli odori, ai profumi, li avverte subito e me
lo dice.
E da una settimana che lamenta il mal di gambe dietro le
ginocchia
Interviene Valeria:
Quando mi accuccio
fa tanta ginnastica, potrebbe essere questo. Gioca
molto, sta bene con gli altri bambini, ora le dispiace che
chiuder lasilo
Valeria: Cantiamo spesso, a me mi piace tanto
cantare
e comunque tutti la cercano, perch socializza molto.
Allasilo mi dicono anche che mangia di tutto, mangia
sempre un po poco in casa ama sempre molto il latte e i
latticini, il latte lo digerisce bene, ma il formaggio non tanto,
le ha dato qualche problema di pancia.
Ha avuto spesso la pelle trasparente, che vuol dire che
non sta bene.
Repertorizzo:
MIND; SENSITIVE, oversensitive; pain, to (134) ****
STOMACH; VOMITING; General; coughing; on (97) ***
MIND; SENSITIVE, oversensitive; odors, to (66) **
EXTREMITIES; COLDNESS; Hands; fever, during (16) **
COUGH; CONVULSIVE, spasmodic (182) **
SKIN; NETWORK of bloodvessels (17) *
MIND; FEAR; suffering, of (24) *
HEAD PAIN; GENERAL; odors; strong, from (22)
GENERALITIES; FOOD and drinks; milk; desires (62)

Dalla repertorizzazione esce chiaramente il rimedio


Sabad., che mi convince abbastanza, per cui decido di
prescriverlo: Sabadilla 200 CH, in gocce una volta al giorno
per quattro giorni e poi placebo.

Per tutta lestate non ho pi loro notizie, solo con


lautunno e i primi freddi ricevo le ormai abituali telefonate
relative a nuovi episodi di tosse con o senza febbre. Ci
rivediamo verso la fine di Novembre 1997:
E stata abbastanza bene questestate, ora con i primi
freddi sono tornati i soliti problemi, anche se non forti finora,
per fortuna. Ho provato a darle la Sabadilla, ma non mi
sembra che le abbia fatto tanto, un po forse anche
questestate, in montagna, cera dellacqua che non andava
bene, e ha avuto una diarrea fulminante, dopo un giorno ho
provato a darle il rimedio, ma poi abbiamo dovuto passare
allantibiotico. In montagna ha avuto anche molto sangue
dal naso, che lei non ne ha mai sofferto, due episodi, ma
usciva a fiumi, siamo riusciti a fermarlo dopo un bel po. Ora
che ci penso, qualche episodio lha avuto in passato,
succedeva che sanguinava dal naso per le emozioni forse
si era emozionata anche l, mentre giocava
Sempre in montagna pi di una volta mi ha detto che
aveva sognato i serpenti
Interviene Valeria: Me li sentivo proprio nel letto
Come umore sempre stata bene, socializza con tutti, mi
han detto tutte le maestre che va benissimo. Quando invece
inizia a non stare bene, allora piange per i pi futili motivi,
piange subito
Chiedo spiegazioni:
Quando si ammala prima di tutto cambia umore:
silenziosa, di malumore, patisce di pi lambiente, ogni

minima cosa la infastidisce e la fa piangere. Piange anche


in modo spropositato: sente tutte le sue malattie, si
spaventa quando malata, la ingigantisce anche, si fa
coccolare subito dal nonno. Mi sembra proprio un
moscerino sotto un sasso, quando ha qualcosa.
Poi abbiamo fatto una grande scoperta, che il latte le fa
molto male, infatti aveva sempre lalito pesante e la lingua
bianca, ora va molto meglio col latte senza lattosio. Prima
voleva sempre il latte anche la sera, prima di dormire, ma
poi lo digeriva male, ha avuto di nuovo questestate molti
mal di testa, che poi le sono passati quando labbiamo tolto
e non ne ha pi avuti.
Poco soddisfatto dalla precedente prescrizione, decido di
ristudiarmi il caso, eseguendo una nuova repertorizzazione:
GENERALITIES; FOOD and drinks; milk; agg. (82)
MIND; DREAMS; animals, of; snakes (30)
MIND; AILMENTS from; excitement; general symptoms from (87)
NOSE; EPISTAXIS; children (26)
EXTREMITIES; COLDNESS; Hands; fever, during (16)
MOUTH; DISCOLORATION; white; tongue (233)
MIND; SENSITIVE, oversensitive; odors, to (66)
COUGH; CONVULSIVE, spasmodic (182)
HEAD PAIN; GENERAL; gastric (88)
STOMACH; VOMITING; General; coughing; on (97)

Se si guarda la totalit dei sintomi, questo rimedio non


compare in evidenzia, ma se si pone lopzione default
allora Iris evidenziato fra i primi rimedi. Alcuni sintomi che
non copre, come la sensibilit agli odori, so che
appartengono pi in generale a tutta la famiglia o gruppo
delle Liliflorae, di cui Iris fa parte, cos come pure la
sensibilit al dolore, alle malattie, alla sofferenza tipica di
questi rimedi. In pi, Iris ha un tropismo particolare per
lapparato digerente, dai quali disturbi si originano spesso
delle forti cefalee, con facilit al vomito.

Lo prescrivo quindi, in LM: Iris 06 LM, in gocce tutte le


mattine per tre settimane.

Il successivo controllo avviene in Aprile, oltre quattro


mesi dopo lultima visita, periodo nel quale ho ricevuto
pochissime telefonate dalla madre, nelle quali mi parlava pi
che altro dei disturbi della sorellina (anchessa nel frattempo
in cura presso di me):
LIris per lei va benissimo, le ha fatto un gran bene, ha
avuto pochi e niente disturbi, un inverno e una primavera
cos non lha mai passata! Ha avuto solo qualche lieve mal
di testa e qualche volta lintestino, perch lei mangia sempre
formaggio e formaggio
Non ha pi avuto una tosse, non so se mi spiego e
neanche febbre, n vomito. Anche la pelle non lho pi vista
traslucida, ma quella le veniva solo quando Valeria stava
male, e non pi successo. Le poche volte che ha avuto
qualche accenno di febbre con un po di tossetta, le ho dato
subito le goccine, e queste hanno funzionato subito. Non ha
perso un giorno di asilo! Anche la sera, ora forse anche
perch vede la sorella, ma accetta di andare a letto molto
prima, al massimo alle dieci e cos la mattina molto pi
riposata, sta meglio.
Come alimentazione dobbiamo starci un po attenti,
perch lei non mangerebbe mai la verdura e invece
andrebbe avanti a formaggi e patatine e porcherie ma
diarrea ne ha avuta poca e niente e la lingua sempre stata
pulita, lalito non lho pi sentito pesante.
Ovviamente, come la vede anche lei adesso, ancora
migliorata come carattere, ora si lascia anche coccolare di
pi, anche perch in competizione con la sorella, e ride e
gioca tutto il giorno.

Domando a Valeria se ha pi fatto brutti sogni, di tutti


quei serpenti:
No, non li ho pi sognati mi facevano schifo!
Prima di salutarci, domando ancora a Valeria se ha mai
visto delle luci davanti agli occhi:
S, delle lucine bianche, ma mi duravano poco, mi
venivano sempre quando poi mi veniva il mal di testa

Sono passati due anni da allora e continuo a seguire


Valeria che, per la verit, non ha avuto pi molto bisogno di
medici o di medicine. Solo qualche lieve acceso febbrile,
accompagnato da tosse, ha necessitato di trattamento con
poche gocce del rimedio, con pronta risoluzione. Anzi, nel
corso di questi due anni le emergenze sono andate man
mano calando, ora da quasi un anno che non ha pi avuto
bisogno di alcuna terapia. La vedo, ogni tanto, anche in
compagnia della sorellina e sono informato di lei
costantemente, poich tutta la famiglia segue le cure
omeopatiche presso di me, compresa la nonna e la zia.

Dr. Giacomo Merialdo


Caso di SABADILLA OFFICINALIS (2)
Vedo Pietro, 32 anni, nellOttobre 1998. Alto, un po fuori peso, un viso molto infantile e
simpatico, cordiale, tradisce una certa timidezza. Una incipiente calvizie senile.
Vestito in modo pratico anche se non trasandato. Come professione: meccanico per automobili.
Viene accompagnato dalla moglie.
Ho delle allergie varie, da anni. Sono in cura con un vaccino. Avevo dei problemi di asma
prima del vaccino, ora con questo va meglio, anche se lallergia non passata. Mi fa male il
pelo del gatto, ho molti starnuti e mi vengono gli occhi gonfi.
Chiedo quando ricorda i primi sintomi:
Avevo circa 12 anni, i primi tempi che mi spuntava la barba, ed venuta fuori questa
allergia. Il vaccino lho iniziato dai 12-13 anni, dopo le prove, dopo il primo periodo critico che
era in primavera. Molto prurito con gonfiore, lacrimazione costante, il naso tappato e difficolt
a respirare.
Anche in questi anni il periodo peggiore parte da Marzo fino a Settembre-Ottobre. Negli altri
mesi sono un po sensibile alla polvere, mentre nel periodo critico basta stare fuori che ho
subito questi problemi. Ora non c differenza fra lo stare in casa e allaperto. Poi pi facile
che abbia problemi in mattinata che nel pomeriggio.
I sintomi ora sono i soliti: gli occhi lacrimano e diventano rossi, prurito agli occhi, li sento
gonfi anche se allo specchio non lo sono molto, e molti starnuti a ripetizione, tantissime volte,
e tutti piuttosto forti. Il naso cola come un rubinetto, tutto molto acquoso. Il naso libero ma
come se si gonfiasse e faccio fatica a respirare. La stessa sensazione di gonfiore che ho
negli occhi. La notte anche libero, praticamente di notte problemi non ne ho mai avuti, al
mattino appena sveglio non accuso niente.
Domando se c altro:
Solo ultimamente mi hanno trovato la pressione un po alta, me lhanno vista in ospedale
mentre accompagnavo mia madre e mio padre che avevano dei problemi. Allora da unanno
prendo la pastiglia per la pressione, perch era a 160-170/110.
E anche una pressione piuttosto emotiva
Interviene la moglie:
Se gliela misura adesso, facile che sia a 200!
Chiedo qualcosa in merito allessere emotivo:
Mah, mi definirei bravo come carattere. Forse tendo a tenere dentro le cose, non mi sfogo.
Sono responsabile di una officina meccanica per auto e a volte devi assorbire i discorsi della
gente, a volte un po maleducata. Ma difficilmente mi fanno arrabbiare pi di tanto e non
divento mai irritabile con le persone.
Io le amicizie le ho sempre avute, anche di vecchia data.
Domando comera il suo carattere nellinfanzia:
Allet dellasilo ero pestifero. Poi andando a scuola sono un po migliorato. Da piccolo ero
il classico Pierino la peste, sempre dietro alla lavagna, facevo un sacco di caos! Poi alle
medie ero pi bravo. Poi forse perch sono nato dopo dieci anni da mia sorella, ero un po il
suo giocattolo

Poi avevo uno zio, fratello di mia madre che viveva con noi, ed ero quasi pi suo figlio o
fratello che era uguale per me, e poi morto in un incidente sul lavoro quando io avevo otto
anni, e da l io sono cambiato molto di carattere. Era una presenza per me stavo pi con lui
che con i genitori, che erano sempre fuori per i turni.
Mi venuta a mancare una persona che poi io ho seguito involontariamente tutti i suoi
passi, lo stesso lavoro che faceva lui, la passione che mi ha dato lui. La passione per le
macchine e i motori. Mi identifico molto in lui. Anche per sentito dire da tutti, io gli assomiglio
molto come carattere.
Poi nel giro di due anni mi erano morti anche i nonni, anche loro vivevano con noi in
inverno. Quindi mi sono sparite in pochi anni delle persone che vivevano con me. I nonni
sono morti prima dello zio.
Come carattere non sono uno che cerca lo scontro ma cerco sempre di aggiustare le cose.
Tendo sempre a cercare la quiete e la pace.
Volevo anche dirle che sudo abbastanza e mi d pi fastidio quando sudo o quando sono
pi accaldato. Per esempio, dopo che gioco a pallone, che sudo, dopo aver giocato mi viene
lallergia con gli starnuti. Io tendo sempre a scoprirmi, tendo a tenere tutto aperto, tipo le
finestre. Tendo anche a scoprirmi di notte, non sto molto coperto.
Da qualche anno quando faccio la doccia o quando sono molto sudato mi viene un
fortissimo prurito in tutto il corpo, non so perch, e mi devo grattare, dopo un po mi passa.
Minformo dei suoi gusti alimentari:
Lappetito buono come vede. La sete bevo regolarmente, non ho proprio tanta sete,
comunque principalmente acqua.
Come golosit sono pi sui dolci a volte li mangio di pi per un fattore nervoso. Per il
resto non ho quella cosa del mangiare, non ho preferenze particolari
La moglie:
Gli va bene sempre tutto.
Pietro:
Ho delle cose che non mangio, per esempio il pesce o il coniglio. Il pesce non lo conosco,
perch sono di origine emiliana, ma non che proprio non mi piace
Mi fanno invece male, che non digerisco i peperoni e le cipolle, e i cetrioli se ci sono tanti
condimenti stento a digerire. La cipolla non la mangio mai, mi piacerebbe come gusto ma se
poi la mangio per due giorni poi la digerisco.
Poi c il fatto che mangio in trenta secondi, sono sempre l col tempo un po contato e il
mangiare una delle cose che mi piacciono meno, allora lo faccio in fretta. Mi piace anche
molto mangiare la verdura, la classica insalata in tutti i tipi, pi che la carne.
Lo invito a parlarmi del suo sonno e di eventuali sogni:
Il sonno come tocco il letto rimango l! I sogni a volte mi sveglio col sorriso, ma non mi
ricordo perch. Lei dice che parlo anche nel sonno. Non mi ricordo bene i sogni, ma sono
sempre relativi al lavoro
Interviene la moglie:
Fanno riferimento su di lui un po tutti i colleghi, perch davvero una persona competente
e tutti si rivolgono a lui
Pietro:
Cerco sempre di andare incontro a tutti cercando un po il compromesso con tutti, mi
dicono a volte che non faccio mai il prepotente e io credo che il compromesso sia sempre la
cosa migliore. Mi porto spesse volte il lavoro a casa, dentro la testa e capita poi che nel

sonno trovo la soluzione al problema, capita che mi sveglio mentre sto avvitando qualcosa
con le mani. Mia moglie me lo conferma, che mi vede a volte nel sonno mentre avvito
qualcosa
Chiedo se ha mai avuto una qualche paura:
Ho sempre avuto paura per le altezze dopo che morto mio zio, perch morto cadendo
in una stiva di una nave. Soffro di vertigini di pi rispetto a un tempo, perch da piccolo
saltavo da una parte allaltra, ero pi incosciente del pericolo. Ora, se salgo su una scala o
una seggiovia ho sempre un po di paranoia.
Insisto a sapere se ricorda altro di s:
Da bambino ho avuto molto sangue dal naso, infatti mi hanno poi cauterizzato verso i 12
anni, ora raro che mi esca. Da bambino mi usciva anche perch gi allora starnutivo
spesso. Perdevo sangue con niente, bastava toccarmi solo il naso e usciva sangue.
Poi io soffro di pi il caldo, sono uno che ha sempre una temperatura corporea molto alta,
sento il caldo pi che il freddo.
La moglie:
Emana proprio calore, incredibile!
Pietro:
Per quanto per io stia meglio al caldo che al freddo, quando vado al mare e sto al sole
sono felice, adoro il mare. Ma ho il caldo dentro, entro in macchina anche in inverno e mi si
appannano subito i vetri.
Mi piace il mare e la libert del mare, fosse per me vivrei sempre in jeans e maglietta!
Poi a volte sono molto impulsivo: magari siamo in Vespa io e lei, mia moglie, e sto
parlandole e c quello per la strada che mi combina qualcosa, magari mi taglia la strada e io
gli dico di tutto e poi riprendo il discorso con lei come se nulla fosse
E poi dimentico facilmente molte cose, anche importanti, magari poi ricordo le stupidate!
Dopo un breve silenzio riprende spontaneamente:
Io a 13-14 anni mi dicevano che ero gi vecchio, perch sapevo gi che lavoro volevo
fare, sapevo gi cosa volevo fare e indirizzavo tutto verso il lavoro.
Ma forse i primi sintomi di allergia li ebbi gi prima dei 10 anni, prendevo gi qualche
antistaminico
Repertorizzo:

GENERALITIES; HEAT; sensation of (145)


MIND; AILMENTS from; death; parents or friends, of (61)
NOSE; CORYZA; annual, hay fever (132)
NOSE; CORYZA; annual, hay fever; asthmatic respiration, with (32)
NOSE; SNEEZING; violent (76)
NOSE; SNEEZING; paroxysmal (34)
NOSE; SWELLING of; sensation of (17)
EYE; SWELLING; sensation of (51)
EYE; ITCHING (202)
NOSE; EPISTAXIS; sneezing; when (10)
MIND; CHILDISH behavior (70)
SKIN; ITCHING; perspiration agg. (8)

SKIN; ITCHING; perspiring parts (31)


Da questo studio emerge la possibilit per Sabad, che prescrivo: Sabadilla 06 LM, tutti i
giorni per un mese.
Ci rivediamo nellAprile dellanno successivo, dopo una telefonata avvenuta circa un mese
prima, nella quale avevo raccomandato a Pietro di riprendere il rimedio due volte la
settimana, in prossimit della sua stagione critica.
La Sabadilla ho continuato a prenderla tutti i giorni, perch prendendola solo due giorni la
settimana mi riprendevano molti problemi. Invece prendendola tutti i giorni ho visto che va
meglio, anche se non del tutto. Anche ora, non faccio tanti starnuti ma ho molto prurito agli
occhi e il naso sempre un po raffreddato. Per non ho pi avuto problemi di respirazione, e
anche stando vicino ai gatti non ho pi problemi, o almeno non molti.
I sintomi ora sono di pi agli occhi, di prurito, e al naso. Il sangue dal naso non lho pi
avuto.
Ho cambiato anche officina, ora lavoro per una concessionaria e mi occupo solo di auto di
una certa marca. Gli utenti sono solo di un certo tipo e molto pi educati di prima mi faccio
meno stress, lavoro un po pi sereno
Dormo sempre bene, il naso libero.
Lo invito a continuare la stessa posologia, per due mesi. Mi chiamer poi nel mese di
Giugno dicendomi che tutto a posto, che ha trascorso una primavera eccezionale come
allergia e salute in generale.
Lo rivedo nel Marzo dellanno successivo:
Va sempre abbastanza bene, negli anni passati a questora avevo gi di tutto e invece non
ho neanche sentito i primi pollini allinizio del mese. Per il resto ho passato bene linverno,
non ho avuto niente, nessun disturbo, erano anni che non arrivavo in questo periodo cos a
posto.
La pressione la misuro sempre ogni 15-20 giorni ed normale, costante. Me la misuro io
perch se no mi emoziono
In questa primavera, dopo la 06 LM ho dovuto prescrivere la 12 LM, poich ha avuto una
lieve recidiva che non rientrava con la solita diluizione. E stato poi benissimo.
Nella primavera ancora successiva (siamo nel 2001):
Ho fatto come mi ha detto e da quattro mesi, in inverno, ho sempre preso le sue gocce nel
fine settimana e devo dire che nonostante la stagione la pressione si abbassata, mi sono
sentito anchio un po pi calmo, infatti non ho pi quellansia del lavoro che avevo prima, non
sogno pi di cose del lavoro! Allora anche il mio medico mi ha detto che posso prendere solo
mezza pastiglia per la pressione, e poi lho sempre misurata e va sempre bene cos.
Il lavoro va molto bene e ne sono contento, sono possiamo dire soddisfatto, e poi mi
stresso meno, me la prendo meno io perch mi sento pi calmo, le cose mi scivolano di pi
addosso.
Per lallergia finora non ho disturbi, sono venuto per la solita prevenzione in primavera.
Questautunno mi sanguinava anche spesso il naso e dopo aver preso le gocce non mi
pi successo.
Da allora (sono trascorsi altri tre anni) lo vedo sempre una volta lanno, allinizio della
primavera. La prescrizione sempre stata di Sabad 12 LM e Pietro non ha pi lamentato
sintomi di allergia, sempre stato bene.
Nellultima di queste visite, avvenuta nella scorsa primavera la prescrizione stata placebo.
Sempre tutto bene.

Dr. Giacomo Merialdo


Caso di SQUILLA MARITIMA (2)
Alessandra una graziosa bambina di quattro anni, che vedo nel Giugno 2003. In
realt prima vedo i suoi genitori, che esprimono il desiderio di entrare soli, per parlarmi
della figlia in sua assenza:
Il problema attuale che Alessandra ha delle tossi fortissime, con molto
broncospasmo (mi elencano la terapia tradizionale alla quale stata finora sottoposta:
broncodilatatori, antispastici, cortisonici, antibiotici).
Abbiamo fatto due brutti inverni, e per fortuna ai raggi non c mai stato niente. Ora al
Gaslini le hanno dato anche del Motilium, perch pensano a un riflusso gastrico. E stata
un po meglio, ma le crisi le ha sempre. Soprattutto la sera, non ha niente e poi attacca a
tossire: inizia con un colpo di tosse e poi va avanti sempre peggio tutta la notte.
Minformo circa il tipo di tosse:
E una tosse secca, stizzosa, fastidiosa, sembra allergica. Cos violenta, dal nulla,
senza avere mal di gola n niente. A volte a furia di tossire poi vomita.
Non convulsiva, continua, un colpo, poi un colpo e poi un altro. Una volta avevo
cronometrato: due colpi pi o meno al minuto, questo sempre di notte. Inizia verso sera,
dopo o prima che andata a letto, il pi delle volte nel letto. Poi va avanti tutta la notte e
soprattutto al momento del risveglio, quando si alza. Dura un po, poi fa laerosol che a
volte non basta neanche a calmarla. Non una tosse soffocante. E secca e abbastanza
normale.
Chiedo altre notizie riguardo la bambina:
E nata prematura, alla 32ma settimana. Li per l stata abbastanza bene, ma poi dopo
un mese e mezzo aveva dei rigurgiti di schiuma dopo unora o due dal pasto, era del muco
trasparente molto acido, che le bloccava la respirazione, lei non respirava pi. Ma non era
tipo rigurgito di ricotta e non era abbondante, a volte non si vedeva niente.
Io poi lho allattata fino ai due mesi, di pi no perch avevo la sensazione che il mio latte
non le andasse bene, ma poi stato comunque un problema anche il latte vaccino,
abbiamo provato di tutto, in effetti quando labbiamo svezzata, in anticipo, ha cominciato
ad andare meglio. Crosta lattea non ne ha avuta.
Poi stata bene, cresciuta bene e questi attacchi di tosse sono comparsi verso i due
anni. Per il resto, confrontandola con laltra figlia pi grande, che sempre stata pi
delicata, lei non ha avuto molte febbri o influenze, e rare tonsilliti.
E cresciuta bene in generale, bene anche la dentizione.
Il primo episodio avvenuto durante lestate di due anni fa, quindi non era ancora
andata allasilo: allimprovvviso, da uno stato di salute impeccabile ha avuto questo
attacco di notte, fino a quando ha vomitato.
Domando come si trovata allasilo:
L bene, ci va molto volentieri. Quando ha questi periodi di tosse molto dispiaciuta,
perch non ci pu andare. Le vaccinazioni le ha fatte tutte, anche le facoltative, tutte
quelle che si potevano fare.
Al Gaslini ha fatto anche una Ph-metria e hanno notato dei picchi di acido.

Minformo della sua digestione, del suo rapporto col cibo:


La digestione sempre bene. Anche lintestino sempre regolare, anche le feci sono
normali. Come appetito non un lupo, ma normale, e cos anche la sete: ma se vede
la sorella che beve le viene una sete pazzesca, ma di solito beve normale.
Se ha questo tipo di tosse questa le aumenta con laltitudine, gi dai 1000 metri in su, e
forse anche in campagna. Lei andava in salita e lo diceva, che respirava male. Labbiamo
notato diverse volte, anche in una gita a 800 metri di altezza.
Ah! Di cosa golosa? Di cose dolci cioccolato direi, al primo posto, fondente! Poi
luovo, senzaltro, molto. E poi pi volentieri il pesce della carne.
Quello che non riusciamo assolutamente a farle mangiare la frutta, in tutti i modi. E
curiosa di assaggiarla, ma poi ne rimane inorridita. Mangia volentieri il latte, e anche il
parmigiano, ma gli altri formaggi no, non li vuole molto.
Non beve nessuna bevanda gasata, guai, neanche lacqua frizzante. Piuttosto non beve.
Di altre cose di lei suda poco, non ha pruriti alla pelle e in generale alla pelle non ha
mai avuto niente.
La notte dorme sempre bene, ovviamente parlo di quando non ha la tosse, e ha sempre
dormito nel suo letto.
A questo punto facciamo entrare Alessandra: quello che subito mi colpisce
maggiormente il fatto che dimostra meno dei suoi anni, nonostante laltezza sia congrua
sembra abbia almeno unanno-unanno e mezzo in meno. Ha un fisico ben proporzionato,
bionda, una pelle colorita, abbronzata, molto carina e molto femminile senza peraltro
dimostrare aspetti seduttivi. Ha un bel sorriso, siede tranquilla e segue i nostri discorsi. Si
lascer poi visitare senza difficolt.
Invito i genitori a parlarmi un po del suo carattere: mi risponde come sempre la madre:
E molto espansiva, coccolona, tenerona. Le piace il contatto fisico, toccare e farsi
toccare, il contrario della grande. Anche quando malata tutto sommato rimane positiva,
anche se le scoccia esserlo, un po seccata e infastidita.
E socievole, ricerca gli altri bambini. Gioca di pi con i pi grandi che con i pi piccoli.
Anche perch molto sveglia, e quindi vuole avere una compagnia che la stimoli, e poi
magari anche perch abituata a giocare con la sorella, che ha tre anni pi di lei.
E pi per i giochi movimentati, dove ci si pu fare pi male
Domando dove preferisce andare in vacanza:
Al mare naturalmente, unelemento che a lei pi naturale. Poi al mare sta davvero
anche meglio, respira molto meglio sicuramente il mare non la disturba in nessun senso!
Sembra il suo ambiente! Ha unottimo rapporto con lacqua, anche se patisce il freddo,
quindi al minimo sentore di freddo esce, ma appena pu rientra. Ma se lacqua fredda
rinuncia a fare il bagno, non le piace. Anche la doccia la vuole pi calda della sorella.
Adora la piscina!
Chiedo cosa la faccia pi arrabbiare:
In casa, noto quando non riesce ad ottenere qualcosa nei confronti della sorella. Si
impunta un po per diciamo che non si arrabbia facilmente. Non fa capricci. Anche se
non molto remissiva, non cede le armi! Vuole avere sempre lultima parola, se pu! Si
giustifica sempre, anche se viene beccata a fare qualcosa.
Con la sorella c un bel rapporto: non abbiamo avuto problemi di gelosia o cos. E
molto attaccata alla sorella e la cosa corrisposta.
Minformo se ha o ha avuto qualche paura:
No, non direi almeno finora. E anche andata a dormire sola, diverse volte. Anche con
gli animali rispettosa, ma non ha il timore di niente.

Una cosa che invece le d molto fastidio il vento, fin da piccola.


Ah, dimenticavo di dirle che ha sofferto anche molto di afte in bocca, dallestate scorsa.
Domando com il suo rapporto con la musica:
Le piace molto, e anche i libri. Gira spesso con il suo mangianastri, sentendo la musica.
E poi i libri, tanti: ce li chiede, e si ferma davanti alle librerie, chiede pi quelli che le
bambole!
Repertorizzo:

COUGH; SUDDEN (15) ****


GENERALITIES; AIR; seashore air; amel. (34) ***
STOMACH; VOMITING; General; coughing; on (97) **
GENERALITIES; NURSING the infant, suckling; agg. (70) **
COUGH; DRY; night (115) **
MIND; CHEERFULNESS, gaiety, happiness; tendency (290) *
GENERALITIES; WEATHER; wind; agg. (86) *
GENERALITIES; MOUNTAIN sickness; children, in (11) *
GENERALITIES; FOOD and drinks; fruit; aversion (25) *
GENERALITIES; BATHING, washing; agg.; cold (74) *
MIND; AMOROUS; disposition (71)
MIND; AFFECTIONATE (40)
GENERALITIES; FOOD and drinks; eggs; desires (22)
COUGH; NIGHT; agg. (199)
COUGH; MIDNIGHT; agg.; after (73)
COUGH; DRY (344)
Nello studio repertoriale il rimedio Squil si mette in evidenza: un rimedio che gi
conosco per il tropismo respiratorio e delle prime vie aeree con il classico miglioramento
allaria di mare. Anche la piccola paziente mi sembra coerente con il quadro del rimedio e
della famiglia di appartenenza (le liliales): gioviale, allegra, piuttosto infantile.
Decido quindi di prescriverlo: Squilla maritima 30 CH in gocce una volta la giorno per
sette giorni ed in seguito solo al bisogno. Raccomando di eliminare qualsiasi altra terapia
in atto e di ricorrervi solo in eventuale emergenza.

Li rivedo allinizio dellautunno, in Ottobre:


Lestate bene, stata benissimo. E stata spesso al mare tutta lestate e sempre con
appetito! Abbiamo cominciato lasilo da un mese e senza problemi, e questo ci ha stupito
tantissimo, tutto bene finora!
Anche nelle scorse estati era stata meglio, ma non bene come questestate.
Ora va in piscina e anche se lacqua un po fredda ci vuole tornare!
Come alimentazione ora riesce a mangiare mezza mela a pasto, come fosse una
medicina. Mangia anche i formaggini sui crackers, che prima
Prescrivo Squil 30 CH solo un giorno la settimana per tre settimane.

La visita successiva avviene nel Febbraio 2004, senza aver ricevuto alcuna telefonata
demergenza nel frattempo:
La situazione generale migliorata sicuramente rispetto allanno scorso, non ha mai
preso in tutti questi mesi n un cortisonico n unantibiotico n laerosol, come invece
prendeva sempre linverno scorso. Ha avuto una crisi di tosse una settimana fa, preceduta
prima da un gusto acido in bocca che mi ha riferito. Era in piena crisi e come mi ha detto le
ho dato la sua Squilla 30 ogni ora, e la crisi violenta si bloccata, poi ancora nei due giorni
dopo glielho data tre-quattro volte al giorno e la crisi si risolta, senza prendere altro.
Una cosa che abbiamo notato ora che quando ha la crisi le viene unalito cattivo, molto
particolare, sembra di uova marce, ma a mio marito non sembra cos.
E stata comunque lunica crisi in tutti questi mesi, per il resto non ha avuto
assolutamente altro, neanche unaccenno. Non ha avuto neanche un raffreddore e una
influenza, e pensare che nellasilo c pieno!
La notte ora va decisamente meglio, prima cerano sempre dei problemi. E poi non ha
pi avuto crisi di broncospasmo! Neanche con la tosse, e non ha pi avuto le occhiaie.
Domando se hanno notato altro:
Abbiamo notato che mentre prima odiava la frutta ora le venuta la passione per le
spremute, soprattutto di arance, le piacciono molto! E poi sempre golosa di uova.
Come umore sta benissimo, ha un grosso entusiasmo perch labbiamo iscritta a scuola
per il prossimo Settembre. Scrive gi, a stampatello e legge quasi. Le piacerebbe gi fare i
compiti!
Prescrivo placebo ed il rimedio solo al bisogno.

Nel Settembre successivo:


E stata sempre molto bene, non ha avuto nulla, per questo non ci siamo pi fatti vivi.
Ora siamo venuti pi che altro per la prevenzione per lautunno e linverno.
Questestate siamo anche andati in montagna ed andato tutto bene, ha sempre
respirato benissimo, non si lamentata. Non ha avuto quella tosse da altitudini.
E cresciuta molto! Afte? Mai pi avute, da pi di unanno!

Dott. Paolo Algostino


CASO ACUTO FEBBRE 2.
BRUCIA, BRUCIA.
Sabato mattina, mi alzo e faccio tutto regolarmente, senza problemi, poi verso le 12
inizia una strana sensazione di dolenzia diffusa, con senso di ammaccatura delle ossa.
Alle 14 vado in studio, e faccio una grossa fatica a fare 2 visite, perch alla fine il
dolore alla gola parlando tremendo. Appena posso mi guardo la gola e..
Mi preparo immediatamente una soluzione acquosa con 10 granuli di . alla 15 C.H.
Stando un po meglio alla sera esco con amici, quando rientro alle 23 avverto, forte
debolezza, calore del volto, ma contemporaneamente inizio ad avere forti brividi
scuotenti con sensazione di freddo che mi fa tremare. Riprendo a sorseggiare il
rimedio e mi metto a letto, ma non riesco proprio a stare sdraiato tranquillo e dalle 2
alle 5 resto seduto in poltrona a dormicchiare e a sorseggiare il rimedio ogni 20/30.
Intanto la gola non pi molto dolente, ma ho limpressione e non solo quella di
avere del muco aderente che mi riveste tutto il faringe. Finalmente alle 5 riesco a
tornare nel letto, ed alle 7 mi sveglio coperto di sudore. Bevo nuovamente il rimedio
e riprendo sonno. Mi sveglio alle 9 con solo pi una lieve dolenzia, e voglia di
espettorare, ma non riesco a farlo, ed una gran debolezza. In mattinata prendo ancora
2 o 3 sorsi del rimedio, mangio pranzo con appetito e al pomeriggio mi sento bene.

RUBRICHE REPERTORIALI SULLA FEBBRE


FEVER, HEAT; HEAT in general (K1278, G1055) (249)
FEVER, HEAT; MORNING (K1278, G1055) (73)
FEVER, HEAT; AFTERNOON (K1278, G1055) (129)
FEVER, HEAT; EVENING (K1279, G1056) (147)
FEVER, HEAT; NIGHT (K1279, G1056) (159)
FEVER,HEAT;ALTERNATING; chills, with(K1280, G1057)(134)
FEVER, HEAT; ALTERNATING; perspiration (K1281, G1057)
(PERSPIRATION; Alternating with heat) (30)
FEVER, HEAT; ALTERNATING; shivering (K1281, G1057) (17)
(Rabbrividimento)
FEVER, HEAT; SHIVERING; with (K1290, G1064) (Shuddering;
heat, with) (61)
FEVER, HEAT; ALTERNATING; shuddering (K1281, G1057) (3)
(tremori)
FEVER, HEAT; SHUDDERING; heat, with (K1290, G1064)
(Shivering, with) (13)
FEVER, HEAT; ANGER, paroxysms brought on by (K1281, G1057)
(10)
MIND; ANXIETY; fever; during (K6, SI-76, G5) (105)
FEVER, HEAT; BILIOUS (83)
FEVER, HEAT; BURNING heat (K1281, G1058) (Intense heat)
(124)
FEVER, HEAT; CHILL; absent (K1283, G1058) (fever without chill)
(79)
FEVER, HEAT; CHILL; with (K1284, G1059) (Chilliness) (117)
FEVER, HEAT; COLDNESS, external, with (K1284, G1059) (26)
FEVER, HEAT; CONTINUED fever, typhus, typhoid (K1284, G1059)
(Puerperal) (Septic) (Zymotic) (152)
FEVER, HEAT; COUGHING increases heat (K1285, G1060) (29)
FEVER, HEAT; DENTITION, during (31)
FEVER, HEAT; DRINKING; agg. (K1285, G1060) (19)
FEVER, HEAT; DRINKING; amel. (10)
STOMACH; THIRST; fever, during all stages of (KFG529)(4)
FEVER, HEAT; DRY heat (K1285, G1061) (PERSPIRATION;
Absent) (151)

FEVER, HEAT; EATING; agg.; while (K1286, G1061) (15)


FEVER, HEAT; EATING; agg.; after (K1286, G1061) (44)
FEVER, HEAT; EATING; amel.; while (K1286, G1061) (5)
FEVER, HEAT; EATING; amel.; after (K1286, G1061) (11)
STOMACH; APPETITE; increased, hunger in general; fever;
during (K477, G408) (8)
FEVER, HEAT; ERUPTIVE fevers (K1286, G1061) (Continued
fever; eruptive) (120)
FEVER, HEAT; EXTERNAL heat (K1286, G1061) (164)
FEVER, HEAT; GASTRIC fever (K1287, G1062) (56)
FEVER, HEAT; HOMESICKNESS, from (2)
FEVER, HEAT; HYPOTHERMIA (20)
FEVER, HEAT; INFLAMMATORY fever (K1287, G1062) (Septic)
(62)
FEVER, HEAT; INFLUENZA (70)
FEVER, HEAT; INJURIES, after (SII-328, G1066) (30)
FEVER, HEAT; INTENSE heat, 39-40 Celsius (K1287, G1062)
(Burning heat) (81)
GENERALITIES; CONVULSIONS; heat; during (K1354, SII-130,
G1117) (21)
FEVER, HEAT; INTERMITTENT, chronic, ague, malarial (K1288,
G1062) (208)
FEVER, HEAT; INTERNAL heat (K1288, G1062) (Burning heat;
internal; mostly) (135)
FEVER, HEAT; MENSES; before (K1288, G1063) (13)
FEVER, HEAT; MENSES; during (K1288, G1063) (26)
FEVER, HEAT; MOTION; agg. (K1288, G1063) (22)
FEVER, HEAT; MOTION; amel. (K1288, G1063) (15)
FEVER, HEAT; MOTION; wants to be quiet in any stage (K1289,
G1063) (3)
FEVER, HEAT; PERIODICITY (Intermittent) (Quotidian) (Tertian)
(Quartan) (19)
FEVER, HEAT; PERSPIRATION; absent (K1289, G1063) (Dry
heat) (76)
FEVER, HEAT; PUERPERAL fever (K1289, G1064) (Septic)
(Zymotic) (72)
FEVER, HEAT; REMITTENT (K1289, G1064) (62)
FEVER, HEAT; RHEUMATIC fever (Catarrhal) (EXTREMITIES;

Inflammation; Joints; rheumatic) (EXTREMITY PAIN; General;


rheumatic) (55)
FEVER, HEAT; SEPTIC fevers (K1290, G1064) (Continued)
(Puerperal) (Zymotic) (GENERALITIES; Septicemia) (49)
FEVER, HEAT; SLEEP; heat comes on during (K1290, G1064)
(63) (inizia durante il sonno)
FEVER, HEAT; SLEEP; after; agg. (K1290, G1064) (39)
FEVER, HEAT; SLEEP; after; amel. (K1290, G1064) (7)
FEVER, HEAT; SUMMER (K1292, G1065) (hot season) (20)
FEVER, HEAT; UNCOVERING; amel. (K1292, G1066) (17)
FEVER, HEAT; UNCOVERING; aversion to (K1292, G1066) (42)
FEVER, HEAT; UNCOVERING; desire for (K1292, G1066) (48)
FEVER, HEAT; VOMITING; agg. during (K533, K1292, G1066)
(STOMACH; Vomiting; general; heat; during) (50)
FEVER, HEAT; VOMITING; amel. (K1292, G1066) (4)
FEVER, HEAT; WARM; covering agg. (K1292, G1066) (room agg.)
(Warmth agg.) (18)
FEVER, HEAT; WARM; room agg. (K1292, G1066) (covering
agg.) (15)
FEVER, HEAT; WINTER (K1292, G1066) (8)
FACE; DISCOLORATION; pale; heat, during (K360, G303) (20)
FACE; DISCOLORATION; red; fever; during (K362, G305) (72)
FACE; DISCOLORATION; red; dark red (K362, G305) (37)
FACE; DISCOLORATION; red; glowing, burning (K362, G305)
(61)
FACE; DISCOLORATION; red; one-sided; one pale, other red
(K362, G305) (20)
FACE; DISCOLORATION; red; alternating with paleness (K361,
G304) (60)
STOMACH; THIRSTLESSNESS; heat, during (K530, SII-634,
G451) (114)
SLEEP; SLEEPINESS; heat; during (K1250, SIII-46, SIII-109,
G1028, G1032) (77)
SLEEP; SLEEPINESS; heat; during; children and old people, in
(SIII-46) (1)
SLEEP; SLEEPLESSNESS; heat; during (K1253, SIII-158,
G1034) (86)
SLEEP; DEEP; heat; during (K1235, SIII-14, G1019) (Falling
asleep; heat, during) (21)

SLEEP; YAWNING; fever, during (3)


SLEEP; YAWNING; heat; during (K1258, SIII-228, G1038) (25)
MIND; RESTLESSNESS, nervousness; tendency; heat; with (K74,
SI-850, G59) (87)
EYE; PUPILS; contracted; heat, during (K262, G221) (14)
EYE; PUPILS; dilated; heat, during (K262, G221) (15)
MIND; TOUCHED; aversion of being (K89, SI-1028, G71)
(GENERALITIES; Touch; agg.) (63)
GENERALITIES; WEAKNESS, enervation, exhaustion, prostration,
infirmity; fever; during (K1417, SII-715, G1168) (70)
GENERALITIES; HARD; bed, sensation of (K1365, SII-296, G1126)
(53).
EXTREMITIES; COLDNESS; Foot; fever, during (K963, G808)
(38)
Dott. Paolo Algostino

CASO CLINICO 1: FEBBRE E..


Mi telefona alle 7.30 del mattino, la mamma di Carlotta, un po allarmata,
perch

la

bambina

di

aa.

il

fratellino

di

aa.

hanno

contemporaneamente accusato dalla tarda serata e nella notte episodi


ripetuti di violento vomito, accompagnati da rialzo termico oltre 39.
Erano molto agitati, sudavano freddo e chiedevano di stare coperti,
richiedevano inoltre da bere, ma dopo aver introdotto un sorso
vomitavano nuovamente. Da questi sintomi e dati consiglio di
somministrare ----- 7 o 9 C.H.. Pi tardi nella mattinata la mamma mi
richiama per informarmi che a saputo che diversi bambini della scuola
materna si sono recati al pronto soccorso con sintomi acuti di vomito,
febbre e diarrea, e sono stati prescritti antiemetici, fermenti ed in alcuni
casi antibiotici. Carlotta e il fratello hanno ancora vomitato 1 volta dopo
inizio rimedio, comparsa diarrea e la febbre persiste sui 38. Consiglio
di continuare la terapia e di risentirci verso sera. Alle 19 Carlotta e il
fratello non hanno pi nulla, hanno