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Cosa intendiamo per sistematica

Cosa si intende per sistematica


La sistematica della scienza della diversità degli organismi la relazione tra essi. Lo sforzo dei
sistematici consiste nel ricostruire l'intera storia degli eventi evolutivi, inclusa la diversificazione
delle popolazioni in stirpi distinte e qualunque modificazione evolutiva delle caratteristiche degli
organismi associata a questi eventi di ramificazione, ma anche ciò che si è verificato nei tempi che
intercorrono fra le diverse ramificazioni. Scopo secondario ma determinante della sistematica è di
trasferire le diverse conoscenze dell'albero della vita, dei rami apicali e ogni loro rapporto
filogenetico, in un sistema di classificazione che ci possa così orientare nella comprensione della
vita.
La sistematica biologica, o tassonomia, è la teoria di raggruppare gli individui di specie, di
ordinare le specie in gruppi più ampi ed assegnare dei nomi a vari gruppi dando così luogo a una
classificazione.
Le classificazioni servono ad organizzare le informazioni sulle piante e a costruire chiavi per
identificarle. Ci sono molti modi per costruire una classificazione, esempio le piante potrebbero
essere classificate sulla base delle proprietà medicinali, sulla base del loro habitat. Una
classificazione basata sulla filogenesi si propone di ordinare gli organismi in gruppi sulla base delle
loro affinità evolutive. Ad esempio se immaginiamo una popolazione di organismi tutti simili fra loro,
a causa di diversi processi, la popolazione si divide in due popolazioni poi continuano ad evolversi
Indipendentemente essi definiscono così due stirpi. Le caratteristiche delle piante come il colore
del fiore o la struttura del fusto sono detti caratteri. Ogni carattere può avere valori differenti stati
del carattere. Questi caratteri possono però modificarsi dalla popolazione ancestrale e vengono
dette derivate. Un gruppo composto da un antenato e da tutti i suoi discendenti è un gruppo
monofiletico, lo riconosciamo perché condivide i caratteri modificati del gruppo dette
sinapomorfie ossia caratteri manifestatisi nell'antenato del gruppo che sono ancora presenti in
tutti i membri, sebbene a volte in forma modificata. Un gruppo parafiletico è un gruppo che
include un antenato comune e alcuni dei suoi discendenti. Alcuni gruppi tassonomici sono
cladisticamente non risolti, questi non possono essere definiti con sicurezza né parafilettici né
monofilettici e quindi sono definiti metafilettici. I gruppi polifilettici hanno due o più fonti
ancestrali nelle quali si sono evolute somiglianze parallele.
Evoluzione e nomenclatura
Col termine evoluzione in biologia si esprime l'idea che tutti gli organismi siano discese da un
unico antenato comune comparso in un'epoca remota. Secondo questa idea tutte le specie estinte
e viventi sono legate da relazioni antenato-discendente che caratterizzano il processo che
definiamo evoluzione. Per teoria dell'evoluzione si intende anche l'insieme delle ipotesi che
riguardano le modalità di funzionamento del processo evolutivo, questa teoria è alla base della
moderna sistematica biologica che fu elaborata da Darwin, decisive per la maturazione delle sue
idee erano state le osservazioni compiute durante il lungo viaggio sul brigantino Beagle. Secondo
Darwin l'evoluzione è il risultato dell'azione della selezione naturale, ossia un processo passivo per
il quale all'interno di una popolazione con caratteri variabili, sopravvivono in media e arrivano a
riprodursi più frequentemente quegli individui che casualmente presentano caratteri più adatti
all'ambiente naturale in cui vive la popolazione. L'ambiente infatti opera sempre una selezione
sugli individui perché le risorse necessarie alla vita sono limitate.
Un passo avanti determinante fu compiuto alla metà del 1800 da Mendel, che mediante semplici
esperimenti di ibridazione con piante di pisello scopri che caratteri vengono ereditati di
generazione in generazione. La scoperta di mendel costituiscono oggi è la base della genetica,
questa scoperta furono approfondita e rielaborata agli inizi del 1900 con la scoperta dei
cromosomi. Nella seconda metà del 1900 cominciò la rivoluzione molecolare con la scoperta della
struttura del DNA.
La tassonomia è la scienza della classificazione, è il processo di ordinamento logico della
diversità del mondo naturale e come tale è la più antica della scienze biologiche. Storicamente si
sono sviluppati diversi metodi di classificazione delle piante Sulla base della loro utilità per l'uomo
per esempio alimentari velenose o decorativa, oppure si può usare come criterio di portamento
raggruppando le piante in categorie come erbe, arbusti oppure classificarle sulla base del colore
dei fiori. Questi sistemi di classificazione sono del tutto artificiali perché riuniscono assieme specie
separate da profonde differenze, un esempio di classificazione artificiale fu il sistema sessuale di
Linneo. In questo sistema le piante erano suddivise in 24 classi, distinte principalmente in base al
numero caratteristiche degli stami e divisi in ordini dal numero dei pistilli.
Nei sistemi attuali invece se scopriamo che una specie appartiene alla famiglia delle poaceae
possiamo trarre automaticamente una notevole quantità di altre informazioni sulla sua morfologia,
anatomia biologia. Il compito della ricerca sistematica è innanzitutto quello di apportare sempre
nuove conoscenze e nuovi dati sui caratteri delle piante che possono servire affinare i sistemi di
classificazione. Negli ultimi decenni si è avviato un accesso dibattito scientifico sui criteri da
adottare per la costruzione dei sistemi di classificazione. Molti botanici ritengono che quello di
riunire secondo le affinità e separare secondo le differenze non sia il miglior criterio, infatti molti di
essi sono interessati a conoscere piuttosto le relazioni evolutive fra i gruppi ritenendo che la
classificazione debba riflettere essenzialmente la loro filogenesi. In questa visione filogenetica
assume Quindi maggiore importanza la ricostruzione della storia evolutiva dei gruppi canalizzati,
ha sempre preso più campo l'idea che le classificazioni dovrebbero recepire Nella maniera più
fedele possibile i risultati di analisi condotte secondo tecniche Per recepire i legami filogenetici.
Nella seconda metà del 1900 questi principi, che oggigiorno costituiscono la la cladistica, Sulla
base di caratteri esclusivamente morfologici, a questi si sono aggiunti altri tipi di carattere che
nell'ultimo decennio hanno preso sempre più importanza, i caratteri molecolari. Nella cladistiche è
importante distinguere fra le somiglianze dovute dalla discendenza di due organismi da un
antenato comune, definite omologia e quelle dovute invece alla comparsa indipendente di un
certo carattere in risposta a un simile ambiente, che rappresentano semplici analogie.
I risultati delle elaborazioni cladistiche sono espressi in forma di albero filogenetico,
cladogramma, la cui ramificazione rappresenta un modello ipotetico dei rapporti di derivazione dei
gruppi tassonomici esaminati. Spesso il rami, detti cladi, sono le specie, mentre andando verso
l'origine dell'albero abbiamo gruppi sempre più ampi che spesso corrispondono a insiemi di specie,
generi, gruppi di genere, famiglie e così via.
L'unità tassonomica elementare di ogni classificazione biologica è la specie. Per quanto concerne
le piante esistono diversi concetti di specie il più classico dei quali è quello basato sui caratteri
morfologici, secondo questo concetto la specie é un insieme di individui morfologicamente simili fra
loro, definita in questo modo specie morfologica. La specie è il più piccolo insieme di popolazioni
naturali permanentemente separate fra di loro discontinuità morfologiche e geografica. Ogni specie
è individuata da un nome, che fornisce la possibilità di accedere a una serie di informazioni sulle
caratteristiche biologiche e sulle proprietà di quella specie. Il nome è fondamentale per consentire
universalmente senza possibilità di errori la comunicazione è la trasmissione di informazioni fra
persone di tempi, lingue e culture diverse. Questo consiste in uno binomio latino seguito dal nome
dell'autore, cioè dal botanico che per primo ha descritto validamente quella specie. Questo modo
di nominare le specie usando due termini si definisce nomenclatura binomia e il suo uso fu
generalizzato è codificato dal naturalista svedese Carlo Linneo. Il primo termine indica il genere
mentre il secondo è l'epiteto specifico, spesso l'epiteto specifico fa riferimento a una
caratteristica morfologica della specie.
I cianobatteri
In rocce datate circa 2,5 miliardi di anni compaiono I resti fossili dei primi organismi procarioti, i
cianobatteri. Prima del paleozoico l'atmosfera terrestre aveva una composizione diversa da quella
attuale, non adatta alla vita di organismi aerobi. La comparsa dei cianobatteri apportò notevoli
innovazioni. Essendo organismi autotrofi il prodotto secondario della fotosintesi è l'ossigeno
gassoso che nel corso di milioni di anni arricchirono di ossigeno nell'atmosfera terrestre, questi
mutamenti resero inevitabile l'evoluzione della respirazione. Da allora i cianobatteri si trovano in
ogni ambiente della terra, all'occorrenza possono effettuare una fotosintesi anossigenica e una
respirazione anaerobica utilizzando zolfo al posto dell'ossigeno, molti di essi sono in grado di
sintetizzare sostanze organiche azotate mediante la fissazione biologica dell'azoto
atmosferico. I cianobatteri sono organismi unicellulari di piccole dimensioni, solitari o riuniti in
colonie.
Citologia
La cellula dei cianobatteri non contiene organelli cellulari tipici delle cellule eucarioti te, inoltre fra
cianobatteri non ci sono specie flagellate. Nella cellula si possono distinguere tre parti: la parete
cellulare, una parte periferica pigmentata chiamata cromatoplasma, una parte centrale detta
centroplasma.
La parete cellulare è formata da quattro strati, il primo strato adiacente al plasmalemma è
trasparente agli elettroni, il secondo appare come una banda scura ed è composto da mureina, I
due strati più esterni sono composti da proteine e lipidi. La membrana plasmatica crea delle
invaginazioni è conseguentemente uno spazio periplasmatico a livello delle quali è ricca di proteine
coinvolte nel trasporto di elettroni che rappresentano i siti in cui avviene la respirazione cellulare.
Il cromatoplasma della cellula differisce per struttura e composizione nelle due classi in cui sono
divisi cianobatteri:
Nella classe Cyanophyceae il cromato plasma a una struttura lamellare, è colorato da pigmenti
foto sintetici clorofilla a, B carotene, xantofille. La ficocianina, azzurra è di solito abbondante nelle
cianoficee tanto da mascherare o modificare il verde della clorofilla, può risultare anche rossa
quando prevale la ficoeritrina.
Nella classe Prochlorophyceae, il cromatoplasma è formato da lamelle fotosintetica, i pigmenti foto
sintetici sono le divinilclorofille A e B, note come precursori delle clorofille. In entrambe le classi
nello spazio tra i tilacoidi sono presenti piccoli granuli di amido nelle cianoficee, la principale
sostanza di riserva derivata dalla fotosintesi.
Nel centroplasma si trovano altre sostanze di riserva, i granuli di cianofficina e i granuli di
vololutina. Come negli altri batteri il centro della cellula è sede del genoma e svolge le funzioni del
nucleo. Un tipo di inclusione molto singolare è presente nei cianobatteri planctonici ed è
rappresentata dai vacuoli gassosi. I vacuoli gassosi conferiscono alle cellule una spinta di
galleggiamento che permette di occupare nella colonna d'acqua una posizione ottimale.
Riproduzione
Il processo di divisione della cellula è detto scissione binaria. In seguito alla replicazione del
genoma la ripartizione dei componenti del protoplasma tutto si compie mediante l'invaginazione
della membrana plasmatica e della parete cellulare. I cianobatteri hanno alcune capacità di
ricombinazione genetica, come la trasformazione che avviene quando il DNA viene incorporato nel
genoma di un'altra cellula, oppure con la coniugazione che comporta il trasferimento di DNA da
una cellula all'altra.
Le eterocisti
Nei cianobatteri alcune cellule vanno incontro a un processo di differenziamento, alcune cellule
diventano specializzate nella fissazione dell'azoto atmosferico, le eterocisti. Queste cellule una
volta differenziate non si possono più dividere, presentano forma arrotondata spesso più grandi
rispetto alle altre cellule.
La fissazione biologica dell'azoto
L'azoto è uno degli elementi primari della materia vivente, sebbene costituisca la componente più
abbondante dell'atmosfera terrestre, il 78%, non può essere utilizzato direttamente dai sistemi
biologici. Per contro di batteri nonno foto sintetici e molti cianobatteri sono capaci di fissare l'azoto
biologico grazie a un complesso enzimatico, la nitrogenasi.
Importanza ecologica ed evolutiva
I cianobatteri sono stati i principali protagonisti della storia naturale, essi rappresentano una svolta
decisiva nell'evoluzione del processo fotosintetico. Il periodo pre-cambriano era dominato per
lungo tempo dalla presenza dei cianobatteri che insieme altri batteri formarono le cosiddette
stromatoliti, rocce calcaree sedimentarie finemente stratificate. I cianobatteri sono ritenuti i
progenitori di tutti gli organismi vegetali, questa ipotesi si è sviluppata nella ben nota teoria
endosimbiotica: tra un ospite eucariota eterotrofo e cianobatteri avrebbe originato la prima cellula
con cloroplasti.
Le alghe
Numerosi organismi acquatici fotoautotrofi sono noti con il nome comune di alghe, sono distribuiti
in diverse categorie sistematiche. Il termine alga quindi alcun significato tassonomico. Questi
vegetali abitano sia nelle acque marine che quelle dolci anche alcuni ambienti terrestri. Hanno
varie dimensioni da pochi micron a decine di metri. Sono microalghe le specie unicellulari che
vivono sospese in acqua, fitoplancton. S hanno una notevole importanza ecologica come
produttori primari negli oceani, nei mari e nei laghi. Le specie multicellulari sono invece
macroalghe e rappresentano una componente importante della vegetazione marina, colonizzano le
coste rocciose e i substrati.
Citologia
La cellula delle alghe, in quanto eucarioti, ricalca il modello di quella delle piante sì. Una parete
cellulare è sempre presente nelle macroalghe ed è composta da polisaccaridi, può mancare invece
nelle micro alghe. La maggior parte delle specie possiede un involucro che si forma all'interno del
plasmalemma, il periplasto. Il periplasto A aspetto e composizione chimica vari in certi casi è
mineralizzato mediante silicizzazione o calcificazione.
Riproduzione
Le alghe si riproducono per via asessuata e sessuata, nella riproduzione intervengono cellule
specializzate, gameti spore, di solito flagellate.
Riproduzione asessuata
Molte micro alghe hanno soltanto questo tipo di riproduzione che si realizza mediante la semplice
divisione delle cellule. Nella maggior parte delle specie la riproduzione a sessuata avviene ad
opera di spore, mitospore. Nelle specie unicellulari l'intera cellula si trasforma in una spora, nelle
acrobatiche mi sporangi possono trovarsi sparsi sul tallo o raggruppati in sori, ed assumono
caratteristiche distintive al livello tassonomico. Nelle zoospore algali portano flagelli, hanno una
parete inspessita e talvolta mineralizzata in modo da restare dormienti per lunghi periodi e
sopravvivere a condizioni ambientali sfavorevoli.
Le macroalghe hanno un elevato potenziale di rigenerazione, per cui ogni frammento è in grado di
rigenerare l'intero indefinito.
Riproduzione sessuata
I gameti delle specie algali sono di solito prodotti da individui aploidi per mitosi e si formano dentro
i gametangi. Nelle specie unicellulari è l'intero individuo a trasformarsi in gametangio, in quelle
pluricellulari i gametangi si trovano singolarmente, se i gametangi maschili e femminili sono portate
sullo stesso individuo la specie è definita monoica, se invece sono portati su individui distinti la
specie è dioica.
Sistematica
Secondo le più recenti ricerche filogenetica degli eucarioti sono distribuiti in sei supergruppi: al
grande gruppo degli Archaeplastida appartengono tutti gli organismi dotati di cloroplasti con
clorofilla A, organelli che si ipotizza siano stati acquisiti in seguito a endosimbiosi. Questi organismi
sono i Rhodophyta e i Chloroplastida.
Le alghe rosse
Le Rhodophyta, le alghe rosse, hanno cloroplasti con tilacoidi non aggregati, tra i pigmenti
accessori i più importanti sono le ficobiliproteine. Mancano cellule flagellate, la sostanza di riserva
tipica dell'amido delle floridee, che forma granuli liberi nelle citoplasma.
Le Rhodophyta vengono divise in due divisioni; Cyanidiophytina e Rhodophytina.
Le Cyanidiophytina sono micro alghe di dimensioni di pochi micron di colore azzurro verde Che
abitano in ambienti estremi e sono anche capaci di nutrizione eterotrofa. Sono organismi unici tra
gli eucarioti, sono estremofili, richiedono temperature elevate e pH molto bassi. Vivono in presenza
di sostanza gassosa come acidi, Anidride carbonica, ammoniaca e crescono sul suolo e sulle
rocce.
Sono adatte ad effettuare la fotosintesi a bassa intensità luminosa, quando l'intensità luminosa
diventa limitante, sono in grado di sopravvivere per lunghi periodi nutrendosi dei composti organici.
La parete cellulare di natura proteica, i pigmenti foto sintetici sono clorofilla a, betacarotene e
xantofille.
Le Rhodophytina consistono di numerose specie di alghe rosse, pluricellulari e marine. Il colore
dei loro cloroplasti è dovuto alla combinazione di pigmenti fotosintetici esoprattutto alla
preponderanza della ficoeritrina.
Citologia
La cellula è di norma delimitata da una parete formata da una componente fibrillare immersa in
una matrice gelatinosa. La matrice può essere composta da piccole quantità di acido alginico. In
alcuni casi la parete cellulare può essere impregnata di carbonato di calcio, il cloroplasti sono
delimitati da una doppia membrana.
Riproduzione
La riproduzione vegetativa avviene per semplice divisione, la riproduzione sessuale si compie
secondo schemi diversi a seconda delle classi e degli ordini.
Le alghe verdi
Le Choroplastida sono un gruppo che riunisce vegetali con clorofilla A e B, che presentano il
caratteristico colore verde. Uno schema di classificazione proposto di recente divide i vegetali verdi
in due divisioni: Cholophyta e Charophyta.
La divisione Cholophyta consiste di più di 10.000 specie di alghe verdi, le cellule sono delimitate
da una parete celluloso-pectica stratificata che in certe specie è lievemente calcificata, alcune
micro alghe non hanno una parete cellulare. I cloroplasti hanno forme e dimensioni varie e sono
delimitati da una sola doppia membrana. I tilacoidi presentano diversi livelli di aggregazione, i
pigmenti foto sintetici sono clorofilla e carotenoidi con xantofille. In specie terrestri miscele di
carotenoidi possono trovarsi all'esterno delle cloroplasti in goccioline lipidica di colore rosso o
arancione maschera così il colore verde delle clorofille.
La divisione Charophyta sono alghe verdi, la componente fibrillare della parete cellulare è
cellulosa cristallina, la citodieresi è mediata dal fragmoplasto, sono tutte alghe d'acqua dolce o
salmastra.
Le alghe brune
Le Phaeophyceae sono note con il nome di alghe brune, le cellule sono dotate di una parete
cellulare complessa, la matrice è composta da fucoidano e alginati. Il cloroplasti sono pochi e
possono contenere vari pigmenti clorofille,caroteni e xantofille. Le sostanze di riserva sono le
crisolaminarine e il mannitolo. Le cellule flagellate, gameti è zoo spore, presentano una
caratteristica distintiva della classe che consiste nel fatto che entrambi i flagelli terminano con un
acronema.
Le forme più semplici di tallo sono rappresentate da filamenti uniseriati più o meno ramificati.
I talli più robusti e massicci sono composti da cauloidi, attaccati al substrato mezzo di semplici
rizoidi. Il corpo delle feificee può presentare un'organizzazione molto semplice, la crescita può
essere apicale, la zona midollare è composta da una a molte file di cellule allungate. Le cellule
midollari e quelle corticali più interne possono produrre filamenti, dette ifee.
Riproduzione
La riproduzione nelle alghe brune può essere asessuata o sessuata. La riproduzione sessuata
avviene per isogamia, anisogamia o oogamia. Le alghe zona sono quasi esclusivamente marina è
generalmente vivono nei mari freddi, le più comuni sono le ( da noi in acqua dolce) Diatomee
Diffuse in tutto il mondo in acque dolci, marine e salmastra.
I Protisti
Questo regno fu introdotto dai biologi che compresero che non tutti gli organismi eucarioti
potevano essere facilmente classificate come piante, animali o funghi. Per Protisti si intendono
organismi unicellulari, coloniali oppure pluricellulari semplici che non mostrano cellule
specializzate. Le cellule dei progettisti sono eucariotici con un nucleo racchiuso in una doppia
membrana e il DNA costituito da due filamenti. Alcuni Protisti nuotano attivamente grazie alle ciglia
e vanno in cerca di nutrimento, altri strisciano lentamente e sono le amebe, altri ancora sono
coperti da un guscio e rimangono immobili. Protisti particolari uniscono caratteristiche di animali
caratteristiche di vegetali in quanto possiedono cloroplasti e producono nutrimento, sono anche in
grado di nuotare attivamente e di consumare cibo come animali.
I Protisti fotosintetici vengono ancora chiamati collettivamente alghe.
Le alveolate
La sistematica moderna ha riconosciuto numerosi gruppi di Protisti, le alveolate sono un gruppo
che condividono un sistema di alveoli racchiusi da una membrana al disotto della membrana
plasmatica. Questi alveoli forniscono un supporto strutturale e possono dare origine a rivestimenti
più vistosi.
Gli euglenoidi
Questi organismi hanno confuso i biologi perché riuniscono insieme caratteristiche dei gruppi
diversi e le loro reazioni con gli altri eucarioti sono rimaste incerte. Così euglenoidi sono organismi
tipicamente unicellulari che vivono principalmente in acqua dolce si possono trovare anche in
acqua salata, alcuni sono addirittura parassiti. Gli euglenoidi sono privi di parete cellulare, hanno
bande flessibili di proteine e di micro tubuli sotto la loro membrana, possiedono anche due flagelli.
Il cloroplasti sono circondati da tre membrane, questo sostiene l'ipotesi di endosimbiosi. Questi
organismi contengono anche un organello rosso foto sensibile, chiamato macchia oculare che
consente all'organismo di orientarsi verso la fonte luminosa. Sono organismi molto importanti nelle
catene alimentari degli ecosistemi, inoltre sono rappresentare utili indicatori ecologici di acque
ricche in materia organica.
L'emersione dall'acqua
Circa 600 milioni di anni fa l'attività fotosintetica di cianobatteri ed alghe saturò le acque degli
oceani di ossigeno, spostandosi poi nell'atmosfera diede origine allo strato d'ozono. Questo gas
determinò un'azione schermante nei confronti dei raggi UV, rese possibile l'emersione dall'acqua di
piante e animali. Le terre emerse in quel tempo erano inospitali, ma all'emersione offriva alcuni
vantaggi: un più rapido scambio gassoso, un'elevata disponibilità di anidridecarbonica e la
possibilità di utilizzare l'intero spettro solare senza l'azione schermante dell'acqua.
Da tutti questi fattori scaturiva una maggiore resa fotosintetica, che ha esercitato sicuramente una
forte pressione selettiva per l'emersione dall'acqua. L'abbandono dell'ambiente acquatico poneva
molti problemi costringendo a una nuova organizzazione sia cellulare sia di strutture.
Le pareti
In ambiente acquatico la parete doveva avere soprattutto caratteristiche elastiche, la cellulosa
conferisce invece resistenza. Nell'ambiente terreno diventava invece necessaria la rigidità della
parete per contrapporsi alla pressione del vacuolo.
I plastidi
L'evoluzione delle alghe è stata guidata dai vantaggi offerti dalla diversificazione del corredo di
pigmenti foto sintetici, in ambiente acquatico infatti ha portato allo sviluppo di una grande varietà di
pigmenti, diversamente in ambiente terreno dove la captazione della luce non è un fattore
limitante, quel vasto assortimento di pigmenti Sono andati persi e si sono affermati invece un
corredo di pigmenti Meno diversificato, fatto da clorofilla A e B, carotenoidi.
Divisioni
Mentre in ambiente acquatico erano presenti citodieresi di vario tipo, in ambiente terrestre le
divisioni nucleari avvengono sempre per mitosi, e la citodieresi è tipicamente caratterizzata dal
Fragmoplasto con conseguente formazione di veri plasmodesmi.

Caratteri anatomici
La necessità di protezione contro il distaccamento ha rappresentato un fattore selettivo per lo
sviluppo dei tessuti finalizzati all'impermeabilizzazione. Nel corso dell'evoluzione infatti sono
intervenute modifiche in particolare a carico della parete cellulare.
La semplice pressione di turgore non poteva essere sufficiente a garantire un sostegno valido e
per tale motivo è stato necessario differenziare tessuti di sostegno che hanno raggiunto una
notevole efficienza con la lignina.
La bipolarità tra disponibilità di acqua e sali minerali da un lato e la luce della mia rete carbonica
dal lato opposto, apposto il problema della comunicazione tra radici e foglie, Per il trasporto di
acqua e sali minerali dalle radici alle foglie e dei fotosintati in senso inverso.
Il tessuto di trasporto per l'acqua e sali minerali è stato creato, realizzato inizialmente con cellule
morte è casa, un forte deterrente contro gli organismi fitofagi. Successivamente è stata inserita la
lignina la quale conferisce rigidità e impermeabilità alle pareti assicurando un trasporto più
efficiente. I primi tessuti idroconduttore con lignina erano cellule allungate, con parete lignificata e
inspessita, solo successivamente comparvero con forma di anelli.
Organi riproduttori
Gameti e sporangi
Con l'emersione dall'acqua si è resa necessaria la protezione delle strutture vegetative dal
disseccamento, allo stesso modo è stato necessario proteggere le strutture riproduttive. In
ambiente terrestre troviamo sempre gametangi e sporangi pluricellulari provvisti di cellule sterili di
protezione, atte a tamponare il distaccamento.
Spore
In ambiente terrestre la produzione di mitospore è stata abbandonata con l'adozione esclusiva
delle meiospore. Con la meravigliosi infatti si ottiene un'elevata variabilità genetica che favorisce la
produzione di nuovi fenotipi che possono tentare soluzioni nuove ai problemi legati all'emersione
dalle acque. Le spore vengono avvolte in una parete costituita da una nuova sostanza, la
sporopollenina, che ne determina una notevole protezione contro il disseccamento.
Gameti
Mentre le spore hanno conquistato rapidamente il nuovo ambiente adottando strutture di
protezione e nuovi metodi di diffusione nell'ambiente , I gameti restano in parte ancora acquatici, in
quanto dotati di flagelli e natanti.
Embrione
Il giovane sporofilli tutto protetto e nutrito dalla generazione precedente è un carattere totalmente
nuovo esclusivo dell'ambiente terrestre. Tutte le piante terrestri hanno un embrione è pertanto
vengono definite embriofite. Attualmente le imbriglio fitte vengono riconosciute come un gruppo
mono Filetico e comprendono le briofite e le tracheofite.
Le briofite
Le briofite sono le più semplici piante terrestri sono definite non vascolari in quanto prive di tessuti
conduttori a parente lignificata. Sono aplodiplonti con alternanza di generazioni antitetiche ed
eteromorfiche, con una prevalenza delle generazioni gametofitiche. Il gametofito produce tipici
gametangi: l'archegonio o gametangio femminile e l'anteridio o gametangio maschile, delimitati
da uno strato di cellule sterili. Anche le meiospore sono formate in strutture provviste da una o più
pareti cellulari sterili. Il gametofito ha dimensioni limitate, tranne nelle forme acquatiche dove può
raggiungere anche la lunghezza di 1 m. Lo sporofito, per tutta la durata della sua breve vita
conserva rapporti anatomici e trofici con il gametofito. Le briofite sono diffuse in ambienti diversi,
come il sottobosco, foreste, tronchi, prati, torbiere e rocce. Sulla base dei caratteri morfologici
vengono divise in tre classi: muschi, epatiche e antocerote.
Muschi
I muschi rappresentano la componente più cospicua delle briofite, nei muschi il gametofito si
origina per germinazione di una meiospora ed è inizialmente costituito da uno stadio giovanile
pluricellulare detto protonema, questo può essere la laminare o filamentoso. Il protonema è
formato da una successione di cellule allungate, è costituito da tre diversi tipi di filamenti: un
caulonema caratterizzato da pareti orientate obliquamente con pochi cloroplasti, un cloronema
con pareti trasverse orientate trasversalmente con un elevato numero di cloroplasti, un rizonema
caratterizzato da plastidi poco differenziati. Il gametoforo dei muschi è costituito da un fusticino
detto caulidio che si allarga al substrato con numerosi rizoidi per sorreggere le numerose
foglioline, tali foglioline spesso sono provviste di una nervatura pluristratificata con elementi
conduttori e cellule di sostegno. Nei muschi lo sporofito non è mai ramificato, è costituito da una
capsula sorretta da una porzione allungata, detta seta, ancorata tramite una porzione basale detta
piede. La capsula rappresenta lo sporangio, al cui interno vengono prodotte delle meiospore.
Quando viene raggiunta la maturità, la capsula perde la caliptra e si apre per mezzo di un
opercolo che si distacca. Quando cade l'opercolo è possibile osservare una o più serie di denti che
derivano da strati di cellule concentriche, questi denti possono avere o meno la capacità di
muoversi in risposta alle variazioni di umidità dell'ambiente con movimenti che facilitano la caduta
dell'opercolo.
Epatiche
Sono meno numerose dei muschi, il gametofito si origina dalla meiospora sottoforma un tubo
germinativo costituito da due o tre cellule, di solito può essere semplice o pluristratificato. Lungo la
superficie ventrale sono presenti numerosi rizoidi e scaglie che costituiscono un efficace sistema di
raccolta e circolazione dell'acqua.
Antocerote
Questa classe un tempo veniva inclusa tra le epatiche, ma oggi in base alla morfologia degli
sporangi viene definita in una classe a parte. Lo sporofito è costituito da una capsula forma di
corno e da un piede globoso. La capsula è come quella di molti muschi, possiede stomi funzionanti
e costituiti sempre da due cellule di guardia. Lo sporofito inoltre raggiunge una notevole
indipendenza grazie all'attività fotosintetica, l'apertura dello sporangio avviene gradualmente e la
dispersione delle spore è facilitata dai movimenti cellulari di cellule con pareti inspessita, dette
Elateri.

Riproduzione
Nelle brio fitte è presente sia la riproduzione asessuale che quella sessuale.
La riproduzione asessuale interessa solo il gametofito e può avvenire per frammentazione o
tramite produzione di propagali uni o pluricellulari, o per gemme.
La riproduzione sessuale avviene come in tutte le piante terrestri, per oogamia. I gametangi
maschili e femminili sono pluricellulari e delimitati da cellule sterili che proteggono i gameti dal
disseccamento. Le briofite sono per lo più dioiche.
L'acqua è fondamentale per la riproduzione, in quanto gli anterozoidi biflagellati devono poter
nuotare per raggiungere la archegonio. La gamia porta alla formazione di uno zigote che genera
un embrione molto semplice, questo embrione non entra mai in quiescenza e porta alla formazione
di uno sporofito. La produzione di meiospore completa il ciclo ontogenetico e porta alla diffusione
la specie con la dispersione delle spore attraverso il vento. Le meiospore vengono prodotte nella
capsula e in particolare nell'archeosporio, costituito dalle cellule madri delle spore. Le spore a
maturità sono circondate da una parete costituita internamente da intina ed esternamente da
esina, fatta da sporopollenina. La sporopollenina proteggere le spore dalla disidratazione è in
generale dall'ambiente esterno, le spore sono generalmente accompagnate da filamenti sterili,
elateri, Che aiutano la dispersione delle spore grazie ai loro movimenti. Le spore rappresentano
inoltre organi di durata in quanto sono in grado di sopravvivere in stato di quiescenza anche molti
anni.
Le pteridofite
Le piante vascolari o tracheofite rappresentano un grande gruppo monofiletico di piante perlopiù
di ambiente terrestre, dotate di tessuti conduttori e di sostegno con pareti lignificate. Il ciclo
biologico è sempre di tipo aplodiplonte con generazioni eteromorfiche, la generazione dominante
in termini di dimensione, di durata di vita e di complessità strutturale è lo sporofito. Si
differenziano pertanto in modo chiaro per molti caratteri dai muschi, si ritiene infatti che i tessuti
conduttori si siano evoluti da un antenato comune. Nel corpo vegetativo delle tracheofite attuali,
sono in genere riconoscibili tra diversi organi per struttura e funzione: la radice, il fusto e la foglia;
l'insieme dei tre organi costituisce il cormo. Questa combinazione di caratteri ha consentito alle
piante vascolari di divenire il gruppo più cospicuo di organismi sul pianeta e i produttori primari
principali negli ecosistemi terrestri. Le tracheofite viventi vengono riferite a nove categorie
principali, quattro di esse sono prive di semi e vengono chiamate pteridofite o crittogame, si
riproducono sessualmente per sporogonia e presentano il gametofito indipendente dallo sporofito.
Gli altri cinque gruppi, conifere, cicadee, gingko, gnetofite e angiosperme si propagano per seme e
hanno il gametofito di dimensioni molto ridotte, nel loro insieme vengono così denominate
spermatofite.
Pteridofite
Le pteridofite, il cui principali rappresentanti sono le felci, rappresentano una categoria che
comprende stirpi antiche prive di semi che sono originate indipendentemente. Tra le caratteristiche
comuni vi è la propagazione attraverso le meiospore, molto piccole e prodotte in gran numero
all'interno di sporangi dalle quali si originano gametofiti di piccole dimensioni. I gametofiti si
presentano con forma variabile, possono essere laminari, verdi e fotosintetici, altre volte sono
incolori. Gli sporangi possono essere di due tipi:
Eusporangi: se avvolti da due o più strati di cellule.
Leptosporangi: se provvisti di una parete composta da solo uno strato di cellule.
Le piante che indichiamo di solito come felci sono leptosporangiate, nella deiscenza dello
sporangio è causata da cambiamenti di un gruppo di cellule con parente spessa, disposte ad
anello e chiamate anulus.
La maggior parte delle pteridofite sono isosporee, ovvero producono spore tutte uguali, i gametofiti
risultano di conseguenza potenzialmente capaci di produrre entrambi i gameti. Come per gli altri
gruppi di vegetali, attraverso meccanismi di vario tipo viene preferito l'incrocio fra gameti che
provengono da gametofiti diversi, difatti solo pochissime famiglie sono eterosporee. Le
caratteristiche morfologiche delle spore delle ornamentazioni della loro parete risultano molto
variabili a livello di specie, assumendo un importante valore diagnostico per l'identificazione. In
particolare vengono distinte le spore trilete e le spore monolete, asseconda che presentino una
cicatrice a tre o a un solo raggio.
La fecondazione invece è strettamente legata alla presenza dell'acqua in quanto gli spermatozoi
flagellati devono poter nuotare dall' anteridio all'archegonio. Questo quindi rende inaccessibile a
queste piante gli habitat più aridi, inoltre è molto frequente anche la riproduzione sessuale.
Lo sporofito presenta tessuti vascolari organizzati in due tipi fondamentali di stelle:
La protostele, che il tipo più semplice primitivo,
La sifonostele, considerata più evoluta e tipica dei fusti della maggior parte delle pteridofite.
Per quanto riguarda la struttura delle foglie, tradizionalmente si distinguono foglie piccole con
un'unica nervatura, microfilli, e foglie più grandi con un sistema vascolare, macrofili.
Le pteridofite sono distribuite in tutte le regioni climatiche, raggiungendo addirittura lo sviluppo
conforme arboree.
Rionofite
Le rionofite sono piante vascolari fossili di struttura relativamente semplice. Non hanno un
apparato radicale ben differenziato ma sono provvisti di sottili rizomi per ancorarli al terreno. Lo
sporofito consiste di un fusto ramificato dicotomicamente con sporangi in una posizione terminale.
Licofite
Le licofite sono piante vascolari con radici fusto e foglie, piante di solito è erbacce relativamente
piccole. Le licopodiofite presentano sporofiti costituiti da piccoli fusti ramificati dicotomicamente, le
radici hanno origine avventizia e si originano dai fusti. Il gametofito è piccolo e di forma variabile.
All'interno di questa famiglia troviamo la saginellae ben rappresentata nella flora italiana.
Le Saginellae sono piante terrestri, erbacce e perenni. I fusti sono eretti o striscianti, con foglie
piccole uninervie disposte a spirale o spesso allineate in quattro serie con una piccola lingua
chiamata ligula nel punto di inserzione sul fusto. Questo genere di cui è ben rappresentato in Italia
sono tutte eterospore, con sporangi portati in prossimità o all'ascella dei sporofilli, raccolti in coni
simili a quelli dei licopodi.
Monilofite
Le monilofite comprendono quattro classi di cui la più nota è la Polipodiopsida, conosciuta come
Felce comunemente detta. Rappresentano il più grande gruppo di piante vascolari dopo le
Angiosperme, la diversità è molto elevata nelle regioni tropicali dove sono presenti addirittura
forme arboree. La maggior parte delle felci attuali hanno portamento erbaceo con un fusto
sotterraneo da cui si originano le radici. Dal fusto nascono foglie macrofille dette fronde che
costituiscono la parte più cospicua dello sporofito. Gli sporangi sono in genere portati dalle foglie
denominati sporofilli. Ogni sporofillo porta numerosi sporangi riuniti generalmente in gruppi
chiamati sori.
Le gimnosperme
Spermatofite
Le spermatofite sono piante vascolari dotate di culo, una struttura esclusiva e nuova in termini
evolutivi, dal quale si sviluppa il salame. Rappresentano il gruppo più cospicuo di piante vascolari
attualmente viventi, Tutte le piante assieme presentano un ciclo aplodiplonte.
Lo sporofito è costituito da radici, fusto e foglie, produce micro e macro spore all'interno di
microsporangi, sacca pollinica, o macrosporangi,nucella, non si apre a maturità. La nucella e i
tegumenti che la rivestono formano l'ovulo, questi tegumenti sono saldati tra loro per tutta la loro
estensione ma rimane una piccola apertura detta micropilo. All'interno della nucella una sola
cellula madre va incontro a meiosi originando quattro macrospore aploidi, di cui una solo resta
vitale.
Nelle spermatofite la macrospora non viene mai liberata rimanendo così all'interno dell'ovulo, qui
da origine ad un piccolo gametofito femminile che si sviluppa completamente dentro la parete della
macrospora, racchiusa dal macrosporangio. Il gamete femminile, ho cellula uovo, che viene
prodotto risulta pertanto fortemente protetto dai tessuti del gametofito femminile.
Anche nella linea evolutiva maschile sia
Tutte notevoli modificazioni, il microsporangio viene denominato sacca pollinica, è formato da
tessuti di protezione costituito da cellule sterili e di nutrimento, anche da un archesporio fertili
costituito da cellule madri del polline. Tali cellule si originano per melodiosi e iniziano a
germinare dentro la sacca pollinico, questo nello stadio iniziale del suo sviluppo è protetto dalla
parete della microspora rappresentata da una struttura nuova ed esclusiva delle spermatofite: il
granulo pollinico. I granuli pollinici vengono trasportati ad opera del vento o di animali in
prossimità dell'ovulo, qui il granulo germina formando un escrescenza allungata, tubetto
pollinico, che riesce a forzare la chiusura della nucella dell'ovulo con un meccanismo di
digestione. I gameti maschili possono così giungere vicino alla cellula uovo senza aver bisogno
dell'acqua come mezzo in cui muoversi. In questo modo nelle spermatofite i gameti dei due sessi
non entrano mai in contatto con l'aria evitando il pericolo delle disseccamento. La fecondazione
avviene all'interno della nucella dove si forma lo zigote da cui si origina l'embrione.
Il tegumento dell'ovulo maturo si modifica divenendo duro e impermeabile. L'embrione diventa così
l'organo di diffusione delle spermatofite, il seme. La formazione del seme consente quindi di
proteggere il giovane sport sporofito fino a quando le condizioni ambientali non diventino idonee al
suo sviluppo. Alla base del successo evolutivo delle spermatofite vi sono il completo affrancamento
della gamia dall'acqua e la sostituzione delle meiospore con il seme. Il seme avendo la possibilità
di entrare in uno stato di quiescenza, ha consentito alle spermatofite di poter conquistare gran
parte delle terre emerse. Le spermatofite viventi sono riconducibili a cinque gruppi principali che
vengono comunemente indicati col nome di gimnosperme poiché presentano ovuli e
conseguentemente semi esposti all'aria. Le angiosperme hanno invece ovuli e semi racchiusi
all'interno di foglie modificate che vanno a costituire l'ovario e in un secondo momento il frutto.

Caratteri generali delle gimnosperme


Con il termine gimnosperme viene tradizionalmente indicato un insieme di linee evolutive di
spermatofite legnose che portano ovuli e semi esposti all'aria, risalgono alle devo devoniano e
sono state descritte numerose entità fossili, il loro declino iniziò nel cretaceo in corrispondenza
della diversificazione e diffusione delle angiosperme.
Le gimnosperme viventi presentano le seguenti caratteristiche:
Hanno un legno omoxilo costituito da sole tracheiti con l'eccezione delle gnetofite dove si
osservano vasi più efficienti per il trasporto dell'acqua,
Hanno una riproduzione lenta tra impollinazione è fecondazione può infatti trascorrere anche un
anno mentre la maturazione del seme può richiedere perfino tre anni,
Vengono impollinartele dal vento, risultano raramente poliploidi.
Per quanto concerne la riproduzione, gli sporangi dei due sessi sono portati in strutture separate,
microsporofilli che portano alle sacche pollinico sono riuniti in strobili semplici, gli ovuli sono portati
da squame riuniti in strobili complessi nelle pinales, o corti sulle gingko.
L'impollinazione consiste nel trasporto dei granuli di polline dalle sacche polliniche fino al micropilo
degli ovuli, all'interno dell'ovulo si formano per meiosi quattro spore, di cui in genere una sola
rimane vitale. Essa origina un macrogametofito costituito da migliaia di cellule, assume funzione di
riserva per il futuro embrione ed è definito endosperma primario. In prossimità delle micropilo si
differenziano archegoni contenenti una cellula uovo che sarà poi fecondata. L'ovulo emette dal
micropilo una goccia di impollinazione costituita da un liquido zuccherino, tale goccia, seccandosi,
trascina il granuli pollinici all'interno dell'ovulo in una piccola cavità collocata tra la nucella e il
tegumento, detta camera pollinica, in seguito all'emissione del tubetto pollinico i gameti maschili
giungono al collo degli archegoni e lo fecondano. Originatosi lo zigote si sviluppa un embrione
racchiuso dai tegumenti dell'ovulo. L'unità che si viene così a formare costituisce il seme.
La riproduzione assessuata è poco diffusa.

Le cicadee
Le cicadee sono le spermatofite viventi più antiche e hanno conservato caratteri primitivi come gli
spermatozoi flagellati. Si tratta di piante dal portamento simile a quello di una felce arborea di una
pianta con grandi foglie sempreverdi pennate e composte. Sono piante a crescita lenta, le radici
hanno un aspetto particolare dovuto alla presenza di cianobatteri simbionti, fissatori d'azoto.
Le strutture riproduttive sono collocate in prossimità dell'appendice del fusto sono rappresentate
da foglie più o meno ridotte che portano lì spora mangi, nello specifico vi sono i portatori di ovuli e
di polline, difatti sono dioiche.
Per quanto concerne il ciclo vitale tra impollinazione per fecondazione possono trascorrere anche
sei mesi. L'estremità basale del gametofito maschile si allunga producendo un tubetto pollinico
questo si avvicina agli archegoni e i gameti maschili ciliati possono raggiungere le ovocellule. Gli
spermi sono grandi presentano numerosi flagelli. Dopo la fecondazione dell'ovulo si trasforma in
un seme, rivestito da un tegumento formato da uno strato esterno carnoso è spesso avente una
colorazione vivace.
Gingko
La Gingko Biloba è l'unica entità ancora vivente di un gruppo che molto conosciuto come se fossi
la fine dalla permiano, è sopravvissuta perché coltivata in Cina e Giappone nei giardini dei
monasteri. Si tratta di una specie arborea dioica, di grandezza media, caratterizzata da foglia a
forma di ventaglio con nervature dicotomica che cadono in autunno dopo aver assunto una
splendida colorazione dorata.
Il processo riproduttivo e simile a quello delle Cicadee, grandi spermi ciliati vengono rilasciati nella
camera dell'archegonio dopo che il tubetto del granulo pollinico si è accresciuto in modo ramificato
all'interno della nucella.
Il gametofito femminile si forma prima dell'impollinazione, tra l'impollinazione e la fecondazione
passano alcuni mesi. I granuli pollinici arrivano al micropilo quando gli ovuli sono ancora sulla
pianta e la fecondazione può avvenire anche dopo che gli ovuli sono caduti a terra. I segni che si
vengono a formare sono muniti di un tegumento con uno strato esterno carnoso è maleodorante.
Conifere
Le conifere costituiscono il gruppo più abbondante di gimnosperme viventi, nonostante l'esigua
consistenza numerica se comparate con le angiosperme, rivestono un'enorme importanza
ecologica ed economica. Le conifere si sono originate nel carbonifero, raggiungendo la massima
diffusione durante il giurassico. Le conifere comprendono solo specie legnose perenni, arboree ma
anche arbustive. Le foglie sono nella gran parte dei casi aghiformi, sclerofille è sempre verdi, con
adattamenti che le consentono di vivere in ambienti aridi o freddi. Nelle foglie e nel legno
secondario sono presenti canali resiniferi, che secernono resina. Le specie arboree presentano
ramificazione monopoidale, con un fusto centrale dominante. Il loro nome deriva da particolari
strutture specializzate chiamate coni, queste strutture proteggono ovuli e semi. Questi coni sono
unì sessuali e possono essere portati da un solo individuo da individui diversi.
I coni femminili sono costituiti da un asse che porta brevi germogli modificati che costituiscono le
squame ovulifere, al di sotto di ogni squama vi è una brattea copritrice che protegge gli ovuli.
L'impollinazione avviene ad opera del vento, per quanto concerne il ciclo vitale al momento
dell'impollinazione le squame dei coni femminili si aprono per favorire la deposizione dei granuli
pollinici sulla goccia di impollinazione secreta dall'ovulo. I granuli pollinici di molte specie di pini
hanno due sacche hai rifare utili per il galleggiamento nella goccia di impollinazione. L'arrivo del
granulo pollinico stimola all'interno dell'ovulo la meiosi, che porta alla produzione di 4 macrospore
di cui solo una rimane vitale, germinando produce un gametofito femminile. Contemporaneamente
il granulo pollinico germina, si accresce con uno tubetto pollinico verso l'loculo, si originano quindi
tre cellule spermatiche prive di flagelli vengono portate dal tubetto pollinico fino alla ovocellula, qui
il tubetto si rompe e libera i gameti. Dalla fecondazione si origina un embrione.
Nelle conifere la riproduzione lenta, può infatti passare circa un anno e mezzo tra impollinazione è
maturazione dei semi, le squame a questo punto si aprono per consentire la dispersione dei semi.
Gnetofite
Le gnetofite sono un gruppo di particolare interesse nell'evoluzione delle spermatofite poiché
mostrano caratteri delle conifere, quali semi non racchiusi in un ovario, e caratteri delle
angiosperme, come la presenza di trachea nel legno e strutture riproduttive simili a fiori. Le
gnetofite mostrano varie possibili sinapomorfie: le strutture simili a fiori raggruppate in strobili
composti, la presenza di brattee che avvolgono ovuli e microsporangi. Le strutture riproduttive di
alcune specie appartenenti a questo gruppo producono nettare e vengono visitate da insetti,
nonostante l'impollinazione sia di tipo anemofilo.
Le angiosperme
Le angiosperme corrispondono ad oltre l'80% di tutti diversi vegetali terrestri, le angiosperme o
piante a fiore sono il gruppo più vasto piante e diversificato del nostro pianeta. Lei angiosperme
sono la componente principale della vegetazione sulla terraferma, costituiscono l'habitat di gran
parte delle comunità animali e sono il gruppo di piante di gran lunga più importante per l'uomo dal
punto di vista economico. Questo Phylum del regno vegetale mostra una straordinaria varietà di
forme a cominciare dall'aspetto generale e dalle dimensioni delle piante, da alberi giganteschi a
piccole specie erbacee. Anche i cicli vitali variano, abbiamo infatti piante erbacee a ciclo annuale,
biennale o pluriennale, accanto anche forme perenni legnose come arbusti e alberi, la cui vita può
durare in qualche caso anche diversi secoli. Questa diversità si contrappone fortemente alla
relativa uniformità morfologica delle gimnosperme. Forme diversissime sono presenti in tutti gli
organi delle angiosperme, in particolare nelle foglie e nei fiori, così da consentire lo svolgimento
delle funzioni vegetative e riproduttive negli ambienti più vari. La struttura secondaria del fusto è
caratterizzata dalla presenza di legno di tipo eteroxilo, che ha funzione di conduzione, sostegno e
riserva. Le angiosperme presentano anche un'eccezionale varietà di sostanze chimiche e di
molecole biologiche dalle funzioni più varie, questo è un valore adattativo nei confronti dell'habitat
o di segnale verso la componente animale. Da una così grande diversità e diffusione discende
anche l'enorme importanza applicativa ed economica che queste piante hanno per l'uomo: esse
includono infatti tutte le principali specie vegetali coltivate a scopo alimentare, medicinale,
ornamentale. Tale diversità è stata raggiunta dalle piante a fiore grazie soprattutto all'elevata
possibilità di insorgenza di nuovi caratteri legata all'affinamento dei processi riproduttivi.
Molti aspetti dell'origine delle piante a fiore sono ancora misteriosi, non è ancora noto con
chiarezza né quando né dove si siano originate, e neppure da quale progenitore derivino.
Un'ipotesi basata essenzialmente su aspetti morfologici e anatomici, rappresenterebbe le
angiosperme un ramo delle gnetine, con le quali formano un ampio gruppo indicato antofite.
In alcune di queste particolari gimnosperme sono infatti già presenti importanti caratteri, come il
legno eteroxilo con trachee. Non sappiamo ancora con certezza quale sia fra i gruppi di
spermatofite esistenti quello più strettamente collegato alle piante a fiore. Le prime tappe della
comparsa della diversificazione delle piante a fiore si sarebbero quindi svolte senza lasciare
alcuna traccia. Secondo studiosi le tre caratteristiche fondamentali che definiscono le
angiosperme, ovuli racchiusi dentro un carpello, doppia fecondazione, presenza di fiori, sarebbero
comparse separatamente e distanziate fra loro nel tempo. Sta di fatto che in un tempo
relativamente breve le angiosperme si sono evolute massicciamente sino a diventare il gruppo di
vegetali dominante in tutti i grandi luoghi terrestri, dai deserti alle foreste.
Le caratteristiche fondamentali, o sinapomorfie, condivise da tutte le piante a fiore sono:
Il legno eteroxilo con trachee,
Il floema con cellule compagne associate ai tubi cribrosi,
La presenza di fiori,
Gli ovuli racchiusi in un contenitore specializzato, l'ovario, formato dai carpelli da cui si sviluppa il
frutto,
La doppia fecondazione con la formazione di un endosperma secondario con corredo
cromosomico triploide.
La comparsa del carpello, struttura vascolarizzata di origine sfogliare, ha apportato alle
angiosperme alcuni vantaggi come quello di proteggere il gametofito femminile ed evitare il
dissecamento, in maniera tale che l'atto gamico e il successivo sviluppo del seme avvengano
nell'ambiente sicuro e protetto.
Il gameto maschile è costituito solo da due o tre cellule, quello femminile o sacco embrionale è
nella grande maggioranza dei casi costituito da sette cellule: l'ovocellula circondata da due cellule
al polo micropilare, tre cellule al polo opposto e una cellula con i due nuclei polari al centro. Questi
ultimi si uniranno con uno dei due gameti maschili per formare la prima cellula dell'endosperma
triploidi.
Questo processo di doppia fecondazione presenta il vantaggio di un risparmio energetico da parte
della pianta, nel complesso tutte queste fondamentali caratteristiche hanno consentito di
raggiungere un'efficienza riproduttiva ed adattativa maggiore rispetto a tutti gli altri gruppi di piante.
Il più straordinario passo che si realizza con le angiosperme è il fiore, tale organo è
sostanzialmente un germoglio accrescita determinata con internodi raccorciati e nodi che portano
verticilli di foglie specializzate, gli antofilli sterili( petali, sepali, che costituiscono
il perianzio) e sporofilli fertili( stami, carpelli).
Nel fiore si trovano riunite delle strutture dove si svolgono tutte le fasi della
riproduzione, fase che nelle altre piante terrestri avvengono in luoghi diversi al di
fuori del diretto controllo dell'individuo genitore.
Nella maggior parte dei casi, la selezione naturale ha premiato tutti i tipi di fiore
in cui viene favorita l'allogamia, cioè l'unione tra gameti geneticamente diversi
perché provenienti da fiori o individui diversi. Questa offre infatti maggiori
possibilità di ricombinazione genica e conseguentemente la comparsa di nuovi
caratteri. Molte caratteristiche del fiore sono legate al meccanismo di
impollinazione cioè di trasporto del polline dalle antere degli stami fino allo
stimma del pistillo. Nei fiori entomogami in cui il trasporto della granulo è affidato a insetti, sia in
genere un particolare sviluppo della corolla con forme, colori odori atte a favorire la visita degli
animali, massimizzando l'efficienza nella trasporto del polline.
Al contrario, nei tipici fiori anemogami dove è il vento il vettore del polline, si assiste ad un insieme
di adattamenti morfologici è funzionali che facilitano l'impollinazione.

Secondo una visione sistematica basata essenzialmente sui caratteri morfologici, le angiosperme
vengono divise nelle due classi: monocotiledoni e dicotiledoni. All'interno delle dicotiledoni viene
individuato un piccolo numero di sottoclassi sulla base delle caratteristiche del perianzio: piante
con fiori privi sia di calice che di corolla oppure provvisti di un solo verticillo; piante a fiori con
corolla diapetala; piante a fiori con petali fusi in corolla gamopetala.
Nelle monocotiledoni si parte da famiglie con fiori irregolari e si arriva alle orchidee con fiori
irregolari e complessi. Solo con le monocotiledoni costituiscono un gruppo monofilettico cioè che
deriva da un antico antenato comune. I principali caratteri condivisi dai membri di questo gruppo
sono la presenza di un unico cotiledone, (foglia embrionale), nel seme, il sistema radicale
fascicolato formato da radici avventizie, i fusti con fasci cribro vascolari sparsi e in genere privi di
accrescimento secondario, i granuli di polline generalmente monocolpati ossia con un solo solco.
Al contrario, le dicotiledoni sembrano formare un complesso parafilettico con caratteri plesimorfi.
Tale complesso comprende due gruppi principali e tre linee basali con origine indipendente, che
rappresentano probabilmente le piante a fiore oggi esistenti di origine più antica.
La riproduzione
Il processo riproduttivo può avvenire con modalità diverse ed è possibile così distinguere due tipi di
riproduzione: vegetativa, e sessuale.
La riproduzione vegetativa
La riproduzione vegetativa permette la moltiplicazione di un individuo in seguito a divisione del
corpo vegetativo o al distacco di una sua parte. Significativo è il fatto che lo sviluppo del nuovo
individuo, un clone, avvenga in seguito a divisioni mitotiche.
Esistono diversi processi moltiplicativi che da un solo organismo possono crearsi altri organismi:
Scissione, tipica degli organismi unicellulari, consente nella formazione di due cellule figlie in
seguito alla divisione mitotica di una cellula iniziale;
Gemmazione, simile alla scissione da cui si differenzia poiché una delle due cellule formate per
mitosi è più piccola;
Frammentazione, consiste nel distacco da un organismo di una parte del corpo che da sola è in
grado di riformare un individuo completo;
Propaguli vegetativi, gruppi di cellule prodotte da diverse parti del corpo;
Sporulazione, consiste nella produzione di cellule dette spore vegetative o mitospore, in grado di
ricreare in condizioni favorevoli un nuovo individuo.
La riproduzione sessuale
La riproduzione sessuale è caratterizzata da due eventi: la produzione di quattro cellule aploidi(n)
a partire da una cellula diploide(2n)in seguito alla meiosi e la successiva fecondazione per fusione
di due cellule aploidi. L'unione dei due gameti determina la formazione dello zigote, caratterizzato
da un numero cromosomico 2n.
Cicli biologici
In tutti gli organismi con una riproduzione sessuale si verificano la meiosi e la gamia. Nelle cellule
coinvolte in questi due eventi si verifica una variazione della fase nucleare. In particolare la meiosi
porta alla formazione di cellule con corredo cromosomico aploide(n) che rappresentano la fase
nucleare aploide, mentre la gamia determina la formazione dello zigote con corredo cromosomico
diploide(2n), che rappresenta la fase nucleare diploide.
Si definisce ciclo biologico la sequenza ordinata con cui si alternano le due fasi nucleari e quindi la
meiosi e la gamia nel corso della vita di un organismo. Si distinguono così tre tipi di cicli biologici:
Aplonte, diplonte e aplo-diplonte.
Ciclo Aplonte: le specie che seguono questo ciclo sono rappresentate dalla sola generazione
aploide. Lo zigote è l'unica cellula diploide che dividendosi per meiosi produce quattro meiospore
che ripristinano la condizione aploide. Negli organismi unicellulari, dopo varie divisioni cellulari per
mitosi, alcuni individui si comportano da gameti che con la loro fusione generano zigoti diploidi.
Per divisione meiotica ogni zigote produrrà quattro meiospore che formeranno altrettanti individui.
Se l'individuo è pluricellulare la formazione dei gameti avviene per mitosi entro i gametangi.
Questo tipo di ciclo è caratteristico di alcune alghe.
Ciclo Diplonte: questo ciclo biologico è caratterizzato dalla sola generazione diploide derivata
dalla divisione per mitosi dello zigote. Al momento della riproduzione sessuale la meiosi permette
la produzione dei gameti. L'incontro dei gameti e la loro fusione permette di ripristinare la
condizione diploide. Questo tipo di ciclo è caratteristico di pochi gruppi di alghe e di funghi, nonchè
della generalità degli organismi animali.
Ciclo Aplo-diplonte: nelle specie che presentano questo tipo di ciclo biologico, si alternano una
generazione diploide detta sporofito e una generazione aploide detta gametofito. Lo sporofito,
derivato direttamente dallo sviluppo dello zigote, subisce la meiosi e produce delle meiospore che
sempre per mitosi daranno origine al gametofito; e infine questo individuo che per mitosi formerà i
gameti. In questo ciclo le due generazioni sono separate dall'avvento meiotico per questo si parla
di meiosi intermedia. Nel mondo vegetale il prodotto della meiosi è rappresentato tipicamente dalle
meiospore.
Come le mitospore, le meiospore vengono prodotte all'interno di strutture più o meno complesse a
seconda dell'organismo considerato, dette sporangi, possono essere mobili o immobili.
Le spore possono essere morfologicamente uguali oppure diverse, in quest'ultimo caso poche e
grandi macrospore, i caratteri sessuali femminili, sono prodotti all'interno di macrosporangi
caratteri sessuali maschili, si sviluppano all'interno di microsporangi.
Il ciclo aplo-diploide è tipico della maggior parte delle specie vegetali, in alcune esse il gametofito e
lo sporofito sono indistinguibili.
Il fiore
Struttura
La riproduzione rappresenta l'evento più importante per la vita di un organismo, le angiosperme
investono a tal fine molta energia sviluppando i fiori. Queste sono strutture particolari che portano
una parte fertile e una parte sterile, hanno spesso la funzione di attrarre animali impollinatori per
favorire l'incontro fra i gameti. Il fiore si sviluppa da una gemma posta all'apice di un fusto
caratterizzata da una crescita determinata, nella maggior parte
dei casi il peduncolo fiorale termina in una posizione allargata,
il ricettacolo, sul quale sono inseriti dall'esterno verso l'interno
gli elementi fiorali, disposti in quattro verticilli concentrici:
I sepali, che nel loro insieme formano il calice;
Petali, che formano la corolla;
Stami, che formano l' androceo;
Pistilli, che formano il gineceo.
L'insieme dei sepali e dei petali costituisce il perianzio.

In genere nelle dicotiledoni ogni verticillo è composto da


quattro o cinque elementi, o multipli mentre nelle
monocotiledoni gli elementi fiorali sono tre o multipli di tre.
Anche la simmetria fiorale è molto variabile, si distinguono così
tre tipi di fiori:
Fiori attinomorfi: sono a simmetria tratteggiata, esistono due
o più piani di simmetria;
Fiori zigomorfi: sono a simmetria bilaterale, esiste un solo
piano di simmetria che divide il fiore in due parti speculari;
Fiori assimetrici: non è possibile individuare un vero e proprio piano di simmetria come nelle
orchidee.

Il fiore che si inserisce direttamente sul fusto senza peduncolo fiorale è detto sessile, se mancano
invece il calice e la corolla, fiore è nudo. La maggior parte dei fiori presenta segni agli organi
sessuali maschili che quelli femminili, per questo sono definiti ermafroditi. Se il fiore porta solo gli
stami addetto maschile, mentre se porta solo pistilli è detto femminile. Le specie che portano fiori
sessuali possono essere di due tipi:
Monoiche, se portano sfiga fiori maschili che fiori femminili sullo stesso individuo,
Dioiche, se ogni pianta porta solo fiori maschili o solo fiori femminili.

Varie parti del fiore possono essere modificate per la produzione di sostanze zuccherina così da
attirare gli animali impollinatori, una di queste sostanze è il nettare, prodotto dalle ghiandole
nettarine che si sviluppano alla base dei petali.
Generalmente i fiori sono riuniti in gruppi, chiamati infiorescenza: in queste strutture i fiori sono
distribuiti secondo regole precise lungo un asse semplice o ramificato.
I fiori di una infiorescenza non fioriscono mai tutti contemporaneamente, la fioritura procede dal
basso verso l'alto o al contrario.

Androceo
Formato da uno o più stami, costituisce la parte maschile del fiore, ogni istante è formato da una
porzione allungata, il filamento che sostiene l'antera.
L'antera è costituita da due teche ciascuna delle quali è formata da due sacche o logge polliniche.
Queste logge contengono le cellule madri delle microspore Che si trasformeranno in granuli di
polline.

Gineceo
Il gineceo è la parte femminile del fiore, è
formata da una o più foglie modificate,
detti carpelli che asseconda di come si
organizzano formano uno o più pistilli.
Ciascun pistillo consiste di tre regioni
sovrapposte: ovario, stillo e stigma.
Durante il loro sviluppo gli ovuli differenziano uno o due tegumenti che
avvolgono un tessuto parenchimatico chiamato nuccella che rappresenta il macrosporangio; I
tegumenti si interrompono solo in corrispondenza del micropilo, un stretto canale per il passaggio
del tubetto pollinico . La fecondazione è l'evento che dà il via alla trasformazione dell'ovulo in
seme e dell'ovario in frutto, una struttura protettiva che spesso anche la funzione di favorire la
dispersione dei semi nell'ambiente.

Impollinazione
L'insieme dei processi che va all'apertura dell'antera all'arrivo del polline sullo stigma è detto
impollinazione. Il granulo di polline, in seguito al contatto con le papille stigmatiche, si idrata e
germinano emettendo un tubetto pollinico. Questa struttura, caratteristica delle spermatofite è una
lunga estroflessione che permette ai gameti maschili di raggiungere il gamete femminile.
Se il polline è trasportato dalle antere al pistillo dello stesso fiore si parla di autoimpollinazione,
diversamente se il polline proviene da fiori prodotti da individui diversi si parla di impollinazione
incrociata, che favorisce la variabilità genetica. Il trasporto del polline da un fiore all'altro è facilitato
da diversi agenti esterni, e quindi possibile distinguere tipi di impollinazione diversi:
Impollinazione zoofila
Avviene tramite animali che visitano i fiori regolarmente, tutto ciò viene favorito dal fatto che i fiori
sono dotati di caratteristiche in grado di attrarre ed eventualmente ricompensare gli animali, tale
attrazione è data dal polline, dal nettare, dal profumo o dalla particolare forma del fiore. La maggior
parte delle angiosperme zoofile presenta fiori che producono nettare. I fattori di attrazione visiva
sono dovuti alla presenza nella corolla di pigmenti di varia natura, in particolare la presenza nel
vacuolo di antociani e flavoni che conferiscono particolari colori. L'attrazione chimica esercitata dai
fiori e dovuta anche alla produzione di sostanze odorose, nelle Araceae per esempio il profumo di
escremento o cadavere è destinato ad attirare gli insetti necrofagi e coprofagi. Spesso nei fiori
l'attrazione è resa più efficace dall'associazione di colore e profumo, a volte il messaggio visivo è
costituito da una parte del fiore che somiglia ad un insetto femmina esercitando un richiamo
sessuale verso i maschi, come accade per esempio in alcune orchidee( pseudo copulazione).
I fiori hanno acquisito evolutivamente caratteri morfologici, strutturali e colorazioni idonee ad
attirare un particolare impollinatore, è possibile quindi distinguere:
Fiori entomogami, nei quali il trasporto del polline e favorito dagli insetti, si tratta di solito di fiori
zigomorfi.
Fiori ornitogami, nei quali l'impollinazione avviene tramite gli uccelli, difatti in questi fiori mancano
zone di appoggio e gli uccelli devono rimanere sospesi in aria durante le loro visite.
Fiori chitterogami, cioè impollinarti dai pipistrelli, si tratta di fiori ad antesi notturna, spesso di
colore scuro e odore pungente molto ricchi di nettare e polline.
Impollinazione anemofila
Si verifica quando una grande quantità di polline riesce a rimanere sospesa nell'aria per un tempo
abbastanza lungo e se gli stigmi sono pronti a catturare i granuli pollinici.
Fiori anemofili, non necessitano quindi di nessun sistema di richiamo, sono spesso unisessuali e
producono polline polverulento per restare al lungo sospeso in aria.
Impollinazione idrofila
Si osserva solo in poche angiosperme che vivono immerse in acqua, il polline viene rilasciato dai
fiori maschili e trasportato dall'acqua allo stigma del fiore femminile, dopo la fecondazione del fiore
femminile la maturazione dei semi avviene sott'acqua.
I funghi
Il regno dei funghi, comprende gli organismi eucarioti eterotrofi che si nutrono per successivo
assorbimento delle soluzioni. I funghi sono tallofite che presentano strutture cellulari diverse,
possono infatti essere unicellulari o multicellulari con un'organizzazione vegetativa filamentosa
costituita da strutture tubulari denominate ife, che nel loro insieme costituiscono il micelio.
Le ife sono generalmente divise in compartimenti per mezzo di pareti chiamate setti. Sulla base
delle loro caratteristiche, sono costretti sempre ad un tipo di vita dipendente, possono infatti
comportarsi da saprotrofi( quando crescono e decompongono sostanza organica morta); o da
parassiti (quando utilizzano tessuti di piante e animali viventi) o da simbionti mutualisti di molti
organismi e di animali da cui traggono le sostanze indispensabili alla loro vita, assicurando però un
uguale vantaggio anche per l'altro componente del rapporto simbiotico.
I funghi quindi possono colonizzare un'ampia gamma di habitat sia acquatici e terrestri, per la loro
capacità di usare con successo vari tipi di risorse nutritive di origine vegetale o animale anche in
condizioni ambientali estreme.
La cellula fungina
Le ife sono strutture tubolari che nel loro insieme costituiscono il micelio, il micelio si propaga con
la crescita apicale delle ife e le loro ramificazioni, che permettono al micelio di raggiungere nuove
regioni dove sono presenti più nutrienti. La lunghezza della micelio è indeterminata e
potenzialmente illimitata. Ogni ifa è circondata da una parete rigida che separa il fungo
dall'ambiente esterno.
La parete cellulare
La parete cellulare fungina rappresenta l'interfaccia all'organismo dell'ambiente in cui vive, essa
conferisce quindi forma e rigidità alla cellula. La parete cellulare agisce anche come un filtro
controllando la secrezione e il trasporto di molecole, quindi la parete attraverso i suoi componenti
protegge il fungo contro i rischi dell'ambiente esterno. Tipicamente la parete contiene materiale
fibrillare legato insieme da zuccheri, proteine, lipidi e polisaccaridi in una complessa matrice simile
a un gel. A differenza delle piante verdi il ruolo di sostegno è svolto dalla chitina, che come la
cellulosa consiste di lunghe molecole aggregate in strutture cristalline. Un altro gruppo di proteine
trovate frequentemente nei funghi sono le idrofobine che possono costituire anche il 10% del
totale delle proteine di parete, quando un ifa emergere da una soluzione e cresce in aria vengono
legate alla parete per proteggerla dal disseccamento. Le melanine nella parete forniscono invece
buona protezione assorbendo le radiazioni e dissipando energia.
I setti
I setti sono barriere che dividono il filamento ifale, ma possono presentare delle perforazioni le
quali permettono una certa continuità citoplasmatica e una migrazione di organelli tra
compartimenti adiacenti nell'ifa, queste perforazioni sono chiamate pori del setto. Il poro può
essere chiuso così da regolare selettivamente il passaggio di componenti citoplasmatici.
I corpi di Woron sono organelli di proteine, circondati da membrana sferica, spesso possono
essere posizionati come un anello intorno a ciascun setto. Alcune specie presentano
apparentemente un setto completo che in realtà però è perforato da una molteplicità di sottili pori
chiamati micropori o plasmodesmi. Queste perforazioni permettono un parziale passaggio di
materiale citoplasmatico.
Membrana citoplasmatica
In alcune regioni della cellula stessa la membrana citoplasmatica appare nettamente separata
dalle pareti cellulari, in questi casi forma delle invaginazioni chiamati lomasomi, sembrano
associate al trasferimento del materiale da un ospite al parassita e viceversa. Il ruolo basilare delle
membrane cellulari è quello di produrre una barriera tra la cellula e il suo ambiente.
Citoplasma e organelli cellulari
Il citoplasma della cellula fungina è simile a quello delle altre cellule eucariotiche, i mitocondri
differiscono da quelli presenti in altri e organismi eucarioti per il fatto di essere allungati e orientati
lungo l'asse dell'ifa, anche le membrane sono organizzate come lamelle parallele. I nuclei delle
cellule fungine sono di dimensioni molto piccole e contengono meno DNA rispetto agli altri
eucarioti. I vacuoli sono presenti nei funghi in forma sferica e tubulare, passano attraverso i pori
dei setti. Nella crescita ifale i componenti della parete possono essere assemblati nei vacuoli
rilasciati presso l'apice.
Organizzazione del micelio
Il micelio può organizzarsi in strutture vegetative specializzate il cui ruolo è strettamente legato al
trasporto dei nutrienti e alla sopravvivenza della specie.
Gli Intrecci ifali sono molto comuni, essi si formano nella micelio dei processi coinvolti nella loro
produzione sembrano essere tre: La formazione di tre differenti tipi di ife, un cambiamento
nell'orientamento di crescita delle nuove ife e l'adesione tra alcune o tutte le ife.
Gli intrecci immaturi sembrano essere composti da ife di tutte le età, larghe, sottili e a forma di
vaso che si intrecciano con altre che appaiono metabolicamente attive. Gli intrecci possono
rappresentare anche una possibilità di conservare e riciclare l'azoto su substrati poveri, si ritiene
che la funzione degli intrecci sia quella di funzionare come canali per la traslocazione di acqua e
nutrienti.
Le rizomorfe sono cordoni miceliari melanizzati, costruiti quindi da più Ife. La funzione principale è
quella di essere strutture di aggressiva colonizzazione per l'esplorazione della substrato e il
trasporto a lunghe distanze dei nutrienti.
Gli sclerozi sono strutture costituite da aggregazioni di Ife, di morfologia variabile e ricche di
nutrienti, che rimangono dormienti quando l'ambiente è avverso, utilizzando le riserve accumulate
per germinare e dare nuovamente origine al tallo fungino, quando le condizioni ambientali
migliorano. Gli sclerozi usualmente consistono di uno strato continuo esterno di cellule
pseudoparenchimache e melanizzate, denominate Cortex che racchiude un'ampia medulla di ife
intrecciate.
Il cortex è una regione che serve all'accumulo;
La Medulla è costituita da ife intrecciate con pochi setti e si differenzia per l'accumulo di una
matrice extra cellulare negli spazi interifali.
I sinnemi si producono quando alcune ife crescono insieme verticalmente rispetto al micelio. La
loro funzione è quella di produrre spore.
Gli Austori sono delle strutture particolari che devono entrare in contatto con il tessuto di un
ospite, come avviene per i patogeni delle piante per il simbionti mutualistici.
Generalmente questa struttura serve al fungo per aumentare la superficie di contatto con la
membrana plasmatica dell'ospite e permettendogli così di aumentare l'assorbimento del carbonio
organico.
Riproduzione
I funghi sono classificati sulla base di caratteri morfologici macroscopici e microscopici. La
disperazione nello spazio e nel tempo delle specie fungina è garantita dalle spore derivanti da
riproduzione sessuale, meiospore o asessuale, mitospore. La formazione di spore richiede
l'impiego di una forte quantità di sostanze nutritive e la sintesi di sostanze speciali. Il fattore che da
solo riveste grande importanza della concentrazione di fonti di carbonio e di azoto. Le vitamine e i
fattori di crescita hanno importanza notevole sulla sporulazione e sullo sviluppo del micelio. La
forma asessuale di un fungo è definita anamorfo, la forma sessuale teleomorfo e l'insieme delle
due fasi definisce nell'organismo come olomorfo. I funghi dei quali non si conosce la riproduzione
sessuale, e che quindi si riproducono solo asessualmente vengono definiti come funghi
mitosporici. I funghi mostrano per lo più cicli Aplonti, dove la fusione tra nuclei aploidi porta
all'unico elemento diploide, lo zigote.
Le spore
La dispersione delle spore è un processo fisico che avviene nell'atmosfera e che provoca
l'allontanamento del materiale prodotto dalla sorgente che lo ha generato, tale meccanismo
comprende tre momenti:
Liberazione; dispersione e deposizione.
Questa sequenza di eventi è la stessa per tutti gli funghi, la liberazione della spora permette alla
spora di diventare areodispersa. Il processo di liberazione può avvenire con meccanismi attivi o
passivi, i meccanismi passivi avvengono per diffusione dovuta alla gravità e alle correnti d'aria, in
alcuni casi per la liberazione passiva è necessaria l'acqua sotto forma di nebbia.
I meccanismi attivi possono coinvolgere le cellule immediatamente al di sotto della spora, le quali
perdono acqua raggrinzendo la cellula, questo processo produce uno scatto nella cellula che
proietta così la spore. In altri casi si manifestano meccanismi di liberazione a iniezione, che
agiscono attraverso la produzione di forti pressioni idrostatiche.
Una volta areodisperse, le spore fungine sono libere di essere trasportate dalle correnti anche per
distanze molto elevate.

Il ciclo vitale di una spora, dopo la formazione, può essere diviso in una serie di eventi. E possono
essere:
La maturazione: periodo in cui avvengono cambiamenti citologici prima che la spora sia matura e
capace di germinare;
La dormienza: esteso periodo di quiescenza;
Post maturazione: periodo di conservazione richiesto prima che la spora germini;
Attivazione: specifici trattamenti di corta durata che interrompono la quiescenza;
Germinazione: primo passo che porta a uno Stato dove la spora a raggiungere la maturazione e
viene liberata su un substrato adatto, in grado di poter germinare.
La spora inizia la sua germinazione rigonfiandosi, aumentando cioè il suo volume. Questo
rigonfiamento comporta l'assorbimento di sostanze nutritive dal substrato. Durante il rigonfiamento
e la germinazione gli idrati di carbonio sono convertiti in chitina e cellulosa, mentre gli aminoacidi
vengono convertiti in sostanze proteiche. L'aumento della tensione delle pareti della spora
seguono rotture mentre la parete interna rimane intatta. Successivamente da una di queste rotture
fuoriesce l'abbozzo del tubo germinativo.
Organismi simbionti
Interazione tra funghi e alghe: i licheni
Il termine simbiosi indica il vivere assieme di due organismi diversi, si possono distinguere le
simbiosi parassitiche, il cui l'ospite subisce danni rilevanti fino alla morte in casi estremi, e
simbiosi mutualistiche dove entrambi ricevono vantaggi.
Perché la simbiosi sia tale si devono però realizzare alcune condizioni fondamentali:
• Tra i due partner l'associazione sia duratura nel tempo;
• Faccia parte integrante del ciclo vitale degli organismi interessati;
• Comprenda scambi nutrizionali influiscono sul metabolismo di entrambi.

Per lichene si intende l'associazione tra un organismo eteretrofo, fungo, e un organismo autotrofo,
alghe. Nel tallo che ne risulta il fungo occupa la parte più esterna mentre l'alga si colloca
internamente. Il primo usufruisce degli idrati di carbonio prodotti dall'intensa attività fotosintetica
dell'alga, l'alga invece utilizza l'acqua e il sali minerali disciolti che il fungo assorbe dal substrato,
tale associazione risulta essere stabile e autosufficiente.
Queste associazioni sono il risultato di una co-evoluzione che affinandosi nel tempo fa si che il
lichene sia un organismo fra i più resistenti in assoluto, capace di vivere in modo autosufficiente
laddove nel fungo e ne l'alga lo potrebbero fare da soli.
Questa entità nuova si caratterizza attraverso la produzione di acidi lichenici che nessuno dei due
partner è in grado di sintetizzare allo stato libero. I licheni hanno una crescita molto lenta ma sono
assai longevi. Possono colonizzare qualsiasi tipo di substrato sia naturale come rocce alberi sia
artificiale come materiali inorganici, addirittura nelle regioni tropicali sono capaci di crescere sul
carapace delle tartarughe o sul dorso dei coleotteri. Infatti il licheni di possiamo trovare ovunque
dal livello del mare sino a 7000 m di altitudine, o nei climi desertici fino alle zone antartiche.
I cosiddetti licheni Rupicoli rivestono una notevole importanza per la capacità di facilitare
l'insediamento di altri organismi, vengono definiti infatti organismi pionieri, difatti svolgono funzioni
che per esempio sulle colate laviche per mezzo delle ife fungine penetrano negli anfratti, in seguito
con l'aiuto degli agenti atmosferici e degli acidi lichenici disgregano le rocce e preparano il
substrato ad essere colonizzato da piante erbacee.
Il tallo lichenico è costituito da un filamento fungino, ifa, che avvolge più o meno la cellula algale in
grado da compiere la fotosintesi, il tallo può definirsi di tipo omomero se è privo di stratificazioni
dove sia alle cellule algali che le ife sono mescolate senza un ordine ben preciso, eteromero se il
fotobionte costituisce uno strato sottile posto sotto il cortex( costituito da ife fungine). La medulla È
lo strato intermedio più ampio a contatto con il cortex.
Le forme di crescita possono essere costituite da perse tipologia: crostosa, fogliosa e fruticosa.
I crostosi sono fortemente aderenti al substrato, privi di Cortex inferiore e assumono l'aspetto di
croste.
I fogliosi presentano lobi piuttosto appiattiti. Sono perlopiù ancorati al substrato per mezzo di
rizine.
I fruticosi sono aderenti al substrato solo con la parte basale e possono essere eletti o pendulati.
I corpi fruttiferi del fungo sono solitamente ben visibili sotto forma di dischi sono deputati alla
riproduzione sessuata attraverso la liberazione delle spore; queste una volta germinate sono dar
vita ad una nuova entità lichenica.

Interazione tra funghi-piante: le Micorrize


Per micorriza si intende l'associazione simbiontica mutualistica che si realizza tra i funghi del suolo
le radici di piante. La pianta fornisce al fungo carbonio organico e il fungo fornisce alla pianta
acqua e sali minerali. Da questa simbiosi entrambi i partner traggono ampi benefici che si
concretizzano in un più rigoglioso sviluppo della pianta. In condizioni naturali più dell'80% delle
spermatofite sono micorrizate.
Betulaceae
La famiglia delle Betulaceae comprende piante dicotiledoni,sono costituite da specie di alberi e
arbusti sono diffuse nelle regioni temperate e boreali.
Foglia
Sono generalmente alternate, semplici penninervie il cui margine è seghettato.
Fiori
I fiori sono uni sessuali, maschili e femminili su piante separate, animofili. Le infiorescenze sono
unite a formare peduncoli con bratte, i fiori sono attinomorfi.
La corteccia può essere liscia o squamosa.
Frutto
Il frutto è costituito da un solo seme associato ad un complesso di brattee più o meno sviluppate e
spesso fuse a forma di noce.

Questa famiglia appartengono due sottofamiglia: le betulle e noccioli.

Le betulle fanno parte alberi che arrivano fino a 30 m di altezza, ma anche arbusti alti appena 3 m.
Scorza del tronco è bianca con una chioma piuttosto rada. Le foglie sono glabre, brillanti,
triangolari e più scure sopra. Le troviamo distribuite prevalentemente nelle zone temperate boreali
dell'emisfero nord.
Il nocciolo sono invece arbusti che variano dai tre ai 5 m, A numerosissimi fusti che partono da un
unico ceppo, le foglie sono ovali e terminano a doppia punta. Il frutto S ecco con un solo seme
nell'involucro.

Borraginacee
La famiglia della borragine comprende soprattutto piante erbacce che hanno valore medicinale è
spesso sono consumate in insalate. Sono diffuse nelle regioni mediterranee e le troviamo in
ambienti aperti e incolti.
Fusto
Il fusto è generalmente ricoperto di peli ruvidi che ritroviamo anche sulle foglie e sulle
infiorescenze.
Foglie
Le foglie sono alterne, semplici e di solito intere, senza stipole e presentano dei peli sulla
superficie formati da cellule silicizzate o calcarizzate.
Infiorescenze
Le infiorescenze consistono di una o più cime scorpioidi. È difficile trovare specie con fiori solitari,
di solito infatti sono riuniti in infiorescenze. I fiori variano dal colore azzurro al giallo o bianco.
Hanno una forma regolare, sono ermafroditi e attinomorfi. Il calice è formato da cinque sepali riuniti
alla base oppure liberi. La corolla è formata da cinque petali, è gamopetala, di solito ha una forma
a campana.
Il gineceo presenta un ovario supero, formato da due carpelli fusi.
Frutti
Il frutto è costituito solitamente da quattro o due nucule, oppure può essere una drupa, un frutto
carnoso.
I semi al suo interno possono presentarsi con o senza endosperma, si affidano a un inseminazione
favorita da animali zoocoria, o a formiche, mirmecoria.
La borragine officinale la troviamo in prati incolti, probabilmente è originaria del medio oriente. È
una pianta erbacea con fusto spesso e alto, ramificato con peli, foglie alterne e ovali, fiori blu e
stami neri, il frutto è un tetrachenio.

Brassicaceae o Crucifereae
Questa famiglia comprende perlopiù piante erbacce, perenni o annuali, distribuite in tutti i
continenti primi. Questa famiglia è identificata grazie alla omogeneità nelle strutture fiorali, difatti il
nome crucifere deriva dalla posizione a croce dei petali del fiore.
Questa famiglia comprende numerose specie alimentari molto utili, per esempio il cavolo, il
cavolfiore, il cavolo di Bruxelles e la rapa.
Fiore
Il fiore è diapetalo, attinomorfo, un calice formato da quattro sepali, una corolla formata da quattro
petali alternati ai sepali con disposizione a croce. L'ovario è supero.
L'infiorescenza
L'infiorescenza è di solito un corimbo privo di bratte e bratteole. I fiori sono perlopiù bianchi o gialli.
Frutto
Il frutto deriva da un ovario costituito da due carpelli. Il frutto può essere costituito da una capsula
lunga detta Siliqua, quando è meno lunga è detta siliquetta. Questo è un frutto secco
deiscendente che a maturità libera i semi aprendosi in maniera spontanea.
Foglie
Le foglie sono di solito alterne e spiralate, prive di stipole.
Impollinazione
L'impollinazione può essere entomologa, costituita da vari insetti soprattutto api e farfalle.
In alcuni casi può essere autogama, ossia autoimpollinazione.

Caryophyllaceae
Questa famiglia è relativamente ampia, costituite da specie che vivono soprattutto nelle zone
temperate fredde. Costituiscono un gruppo di piante annue o perenni, con foglie opposte,
normalmente prive di stipole.
Fiore
I fiori sono dialipetali, normalmente ermafroditi costituiti da un calice gamosepalo formato da
cinque elementi. La corolla è formata da cinque petali sempre liberi, cinque stami, un gineceo
supero formato da cinque a due carpelli.
Frutto
Il frutto è generalmente una capsula con deiscenza apicale, sormontata da denti, i semi sono di
forma reniforme che contengono un embrione curvo a forma di ferro di cavallo.
Foglie
Le foglie sono semplici, opposte e perlopiù senza stipole. Raramente sono alterne o verticillate.

Ericaceae
Sono una famiglia di piante perlopiù costituita da arbusti che troviamo sia nelle zone temperate
che nelle zone fredde.
Foglie
Le foglie sono coriacee, sempreverdi e prive di stipole.
Fiori
I fiori sono generalmente ermafroditi, con una corolla gamopetala e attinomorfi di solito a forma di
campana.
Frutti
I frutti sono a forma di capsula, spesso sono delle bacche ma raramente a Drupa.

Hanno un gineceo formato da cinque carpelli riuniti in un unico ovario che può essere supero o
infero.
L' androceo comprende invece due verticilli costituiti da cinque stami, hanno un ciclo aplo diplonte.
Un famoso rappresentante di questo famiglia è il corbezzolo, diffusa nella zona mediterranea è
caratterizzata dalla presenza di fiori e frutti per alcuni mesi dell'anno, con foglie lanceolate di colore
verde brillante.

Leguminosae
Sono una famiglia di piante dicotiledoni, che rappresentano un grande interesse sia dal punto di
vista scientifico che economico. Sono presenti in tutti gli habitat dalle foreste ai deserti.
La caratteristica comune a tutte le specie di questa famiglia è la presenza del legume: si tratta
infatti del frutto della pianta, formato da un carpello che racchiude i semi.
Le foglie
Le foglie sono alterne, paripennate, palmate e di solito provviste di stipole. Spesso sono modificate
in cirri.
Radici
Le radici sono a fittone e spesso sono costituiti da noduli che contengono batteri azotofissatori:
fissano l'azoto libero.
Fiore
Il fiore è composto da un calice gamosepalo formato da cinque sepali, una corolla zigomorfa
costituita anch'essa da cinque pezzi.
La androceo è formato da 10 stami, il gineceo è costituito invece da un solo carpello, si trova in
posizione supera.

Laminaceae
Le caratteristiche di questa famiglia sono costituite da ghiandole contenenti oli molto importanti
nella medicina antica contenuti all'interno delle foglie. Le foglie sono opposte o verticillate senza
stipole. Il fusto è costituito da fasci posizionati agli angoli che hanno funzione di sostegno, possono
essere annuali o perenni.
Fiore
I fiori sono costituiti da una corolla gamopetala composta da cinque petali, il calice costituito da
cinque sepali saldati a formare un tubo, le gineceo supero costituito da carpelli con quattro oculi.
La androceo è costituito da quattro stami.
Frutto
Il frutto è composto da quattro nucule, generalmente sprovvisto di endosperma e racchiuso
all'interno del calice.

Olaceae
Sono costituite da foglie opposte e prive di stipole. I fiori sono perlopiù ermafroditi portatili o solitari
o in grappoli. Il calice e la corolla sono composti da quattro pezzi saldati alla base con solo due
stami e ovario supero.
Ranunculaceae
Questa famiglia appartiene alle dicotiledoni, sono piante erbacce annue o perenni di solito arboree
e talvolta acquatiche. Sono presenti quasi ovunque ma le troviamo abbondanti dove il clima è
freddo o temperato.
Radici
Hanno radici semplici ma talvolta possono essere tuberizzate o rizomatose.
Fiori
I fiori possono essere solitari o riuniti in infiorescenze, gli stami sono inseriti sul ricettacolo, i
carpelli sono liberi con un ovario supero. Il calice è quasi sempre formato da cinque sepali colorati,
la corolla se è presente è formata da quattro a cinque petali, la fecondazione è entomologa.
Frutto
Il frutto spesso fuori essere achenio o un follicolo,
Foglie
Le foglie sono perlopiù palminervie, in genere composte.

Rosaceae
La famiglia delle rosacea è una delle famiglie maggiormente diffusa sul nostro pianeta. È formata
da diverse piante che comprendono il ciliegio, il pesco fragola.
La famiglia delle rosacea a un apparato vegetativo trai più vari, comprende piante erbacce o
strisciante, addirittura legnose.
Le foglie sono spiralate interne o composte, presentano un margine intero, seghettato o lobato.
Il ricettacolo assume una forma varia, talvolta può avere una struttura a coppa detta ipanzio. Il
calice è costituito da cinque sepali è una corolla dialipetala di cinque petali. La androceo può avere
molti stami mentre il gineceo è molto variabile, l'ovario può essere supero o infero.
Fiore
Il fiori sono generalmente riuniti in infiorescenze, sono ermafroditi regolari e pentameri.

Solanaceae
Sono una famiglia di dicotiledoni che comprende molte specie commestibili e velenose, infatti molti
componenti possiedono dei principi attivi come la solanina, che dà il nome alla famiglia.
Tra le piante che rivestono un ruolo importante nell'alimentazione umana possiamo infatti citare le
patate, le melanzane, peperoni e i pomodori che appartengono a questa famiglia.
Le infiorescenze sono normalmente costituite da cime bipare e elicoidali, il sfiori sono ermafroditi e
attinomorfi. Sono costituiti da un calice di cinque secoli, la corolla è gamopetala, pentamera a tubo.
La androceo presenta cinque stami, un ovario supero formato da due carpelli. L'impollinazione è
entomogama.

Scrophulariaceae
Comprende soprattutto piante erbacee annuali o perenni. Sono distribuite soprattutto nelle regioni
temperate e fredde. Allo stadio spontaneo nella regione mediterranea sono presenti in un gran
numero di ambienti. In questa famiglia si assiste a una evoluzione regressiva verso forme
parassite.
Il fusto è generalmente cilindrico e le foglie sono senza stipole, spiralate e alterne. Le infiorescenze
possono essere a grappolo formate da un asse principale che cresce più dei rami e che porta fiori
su peduncoli. I fiori possono avere una forma a campana, sono ermafroditi e possiedono un calice
costituito da cinque sepali, una corolla gamopetala pentamera e attinomorfa, con una struttura
bilabiata. La corolla può essere provvista anche di un sacco che si stacca dal tubo corollino.
La androceo possiede quattro stami 2 più lunghi e 2 più corti, o cinque stami inseriti all'apice della
corolla. Il gineceo è supero, costituito da due carpelli. Il frutto è costituito da una capsula deiscente
con impollinazione entomogama.

Compositae
Questa famiglia è tra le più evolute delle dicotiledoni, appartengono molte specie spontanee,
medicinali è ornamentali.
Fiori
I fiori sono riuniti in infiorescenze, dette a capolino che simula un unico fiore, accompagnato alla
base da un involucro con l'aspetto di calice, ma formato da bratte. Il calice può essere ridotto,
assente oppure sostituito da un pappo, un organo piumoso atto alla dispersione tramite il vento
dei frutti. La corolla è gamopetala di due tipi tubuloso o ligulata, i fiori sono ermafroditi. Gli stami
sono cinque, le antere sono saldate fra loro, l'ovario è infero e contiene solo un ovulo. Il frutto è
costituito da un achenio, sormontato dal pappo.

Papaveraceae
Sono una famiglia di angiosperme dicotiledoni.
Sono in massima parte erbacee, solo raramente lianose, arbustive o arboree, per lo più dotate di
vasi laticiferi. Le foglie sono distanziate e spesso frastagliate. I fiori, bisessuati, sono di regola
binari; possono essere singoli o in infiorescenze, cioè raggruppati secondo una precisa
disposizione lungo una porzione di stelo. I fiori hanno due sepali che generalmente cadono presto,
una corolla fatta da quattro petali liberi, due o più stami e un ovario supero contenente parecchi
ovuli. Il frutto è generalmente capsulato.