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APPUNTI SULLA STORIA DELLE CONFRATERNITE LAICHE PRESSO LA CHIESA DEI

SANTI TIMOTEO E SINFORIANO A CAMINATA VAL TIDONE


Elvy Costa Clerici

Il mio interesse per le confraternite laiche erette presso la Chiesa dei Santi Timoteo e Sinforiano a
Caminata Val Tidone, è nato casualmente vedendo lo stendardo della Congregazione della Beata
Vergine del Carmine che ha in controfaccia quello del Terzordine Francescano, portato alla luce da
Franco Daprà, che ripulitolo dalla polvere e dall'oblio ce lo ha reso leggibile. Ma della breve storia
dello stendardo parleremo più innanzi. Sappiamo che fin da tempi remoti le associazioni di laici
prosperarono nei paesi della Val Tidone, solo per citarne alcune ricordiamo a Castel San Giovanni
presso la Chiesa dei Celestini la Confraternita del Santissimo Corpo di Cristo risalente già al XIII
secolo, e quella dei Sacchi che già dal 1596 aveva la sua sede presso l'oratorio di Santa Maria della
Torricella. A Borgonovo, i Disciplini di San Rocco presso l'oratorio omonimo e quelli
dell'Immacolata Concezione dalle suggestive cappe turchine, con lo stemma del Santo e della
Vergine ricamato sul cuore.
Le confraternite, dal latino “cum” con “frater” fratello erano associazioni di fedeli con fine di pietà
e carità. Inizialmente esse erano costituite a scopo di culto e di devozione ed erano poste sotto la
protezione di un santo. In età medievale era difficile separare le confraternite dalle corporazioni,
poiché professione e religione erano elementi strettamente uniti. Alle confraternite si ricorreva per
la diffusione della dottrina cristiana, per l'assistenza dei poveri, dei moribondi e dei condannati a
morte, per nutrire e procurare l'assistenza degli avvocati ai reclusi, per dare sepoltura ai giustiziati,
per l'organizzazione delle cerimonie, per le feste patronali. Le somme raccolte dalle offerte degli
aderenti, elargite durante le adunanze venivano contabilizzate su un registro di cassa tenuto da un
responsabile, cosicchè la confraternita assumeva una forte valenza economica. Ogni confraternita
aveva il proprio “discretorio” (consiglio) composto da persone che governavano la Fraternità, di
pochi elementi se piccola; vi era un gruppo di officiali, con il priore, il vicepriore, i consiglieri, il
tesoriere, il cancelliere, i sindaci, i maestri e le maestre delle novizie, i confortatori degli infermi, i
sacristi, i coristi, i cassieri e distributori dei bollettini. I dirigenti dovevano annotare sul registro
degli Scritti i nomi degli aderenti, tenere il quaderno dei Verbali delle assemblee ed il Registro di
Cassa. Essi venivano puntualmente mostrati al Padre Visitatore che ne prendeva visione. Sappiamo
che la Confraternita della Madonna del Carmine di Caminata venne aggregata a quella Romana già
dal 26 agosto 1634. Abbiamo la conferma della sua esistenza nel “Libro dei Descritti” in data 28
giugno 1717, tenuto dal rettore della Parrocchia di Caminata, Pietro Martire Clerici che ci aggiorna
sulla vita della congregazione, sulle elezioni del priorato scrivendo nel Liber Congregationis:
“Avvisato il Popolo e convocato adi 7 gennaio nella chiesa parochiale della Caminata per far gli
Ufficiali della compagnia eretta nella nostra chiesa, cantato il Veni Creator Spiritus facendo il
voto, anno continuato gli ufficiali dell'anno scorso 1719 cioè per priore Pietro Antonio Prati, vice
Priore Giuseppe Pezzati, Priore dei defunti e di San Giuseppe Colombano Scabeno......” .
Le note accurate del Rettore Don Pietro Martire Clerici che le firma “in fede” ci relazionano di
confessi per S.Messe raccolte dalle cassette delle “limosine”, riscossione di crediti e offerte da
benefattori. Arriviamo così al marzo 1759, quando su un taccuino leggibile con difficoltà troviamo
annotato “seguitano gli Scritti (iscritti) alla Compagnia della Dottrina Cristiana”, dimostrazione
dell'esistenza di precedenti annotazioni andate disperse.
La data del 19 marzo 1786, dice che gli aderenti furono oltre trecento, sia maschi che femmine, sei
femmine vengono dette “signora” solo due maschi “signor” , forse in relazione al censo. In alcuni
casi è segnata una piccola croce che ne denuncia il decesso, tutti hanno accanto il nome del paese di
provenienza. Abbiamo rilevato il ruolo centrale della parrocchia di Caminata poiché accoglieva in
confraternita iscritti provenienti da: Nibbiano, Genepreto o Zenepreto, Trebecco, Pieve di Stadera,
Pecorara, Volpara, Monte Martino, Moncasacco o Montis Saccho, Rocca de Viberini, Vicobarone,
Romagnese, Corano, Mondonego, Sarturano, Pianello e Villa Illibardi.
Le relazioni che vanno dal 31 dicembre 1776 al 1786 circa, scritte di pugno dal Priore della Chiesa
signor Pietro Comasco, si aprono così: “ Convocato il Popolo in Congregazione in questa Chiesa
osservando la solita forma...” .
Notiamo che parallelamente alla congregazione più importante, cioè quella della Beata Vergine del
Carmine, stavano nascendo più piccole fratellanze riservate separatamente agli uomini e alle donne.
Alla data qui sopra leggiamo essere eletto il Priore di San Giuseppe signor Giuseppe Comasco del
fu Giò Batta e Giuseppe Costignola del fu Antonio, Sottopriore Giò Batta Gatto quondam Giò, la
lista si allunga citando i nomi dei priori dei Morti e di Sant'Antonio, fa seguito la contabilità resa dal
priore scaduto a quello nuovo eletto, in modo preciso è riportata la “scossa” e la “spesa”. I nomi
dei priori e dei sottopriori ricorrono pressochè li stessi, segno che la Compagnia riponeva molta
fiducia nel loro operato; a testimonianza di ciò ricordiamo che “ il Priore della Chiesa e della
Madonna signor Pietro Comasco sottoscrive i soliti patti di riscuotere o pagare del suo quanto che
non avrà riscosso e di rendere li conti al Popolo l'anno 1779” .
Dalla fine del 1700 al 1817 circa, non avendo tracce nei documenti, possiamo presumere che la
Confraternita avesse numerose difficoltà, la vecchia chiesa era cadente ma ancora aperta al culto e
quella nuova iniziata su disegno dell'architetto Pittaluga fu ultimata dall'arciprete C. Borrè solo nel
1856. Inoltre si trovò a fare i conti con le novità politiche e sociali che ne segnarono la soppressione
in osseequio alle rigide leggi napoleoniche. La parrocchia di Caminata, che era compresa
nell'Oltrepò Pavese, entrò nel vortice del rinnovamento: troviamo su una pagina della Trebbia del
maggio 1939 la seguente annotazione storica: “....la parrocchia de SS. Tim. e Sinf. - della Caminata
– Cantone di Zavattarello – Sotto Prefettura di Bobbio – Dipartimento di Genova Diocesi di
Casale”. Dagli anni '50 dell'800 agli anni '30 del '900 i documenti ci rimandano esclusivamente a
raccolte di denaro per l'acquisto del materiale da costruzione per la nuova Chiesa, possiamo
ricordare un versamento di lire 81 fatto dall'arciprete Borrè per conto del Vescovo di Bobbio, nel
1859 Maria Scaricabarozzi dona lire quattrocentocinquanta per una croce d'oro messa all'incanto; e
così si elencano offerte e donazioni.
L'erezione della congregazione del Terz'Ordine Francescano risale al 18 luglio 1927, già nel corso
del 1926 si accettavano le iscrizioni; Padre Cornelio Nobili, Minore Francescano del convento di
Borgonovo procedette alle vestizioni e richiamò gli aderenti all'obbedienza, alla docilità, all'osse
quio della Chiesa e del Romano Pontefice, all'obbligo di portare congolo e scapolare. Della
confraternita si parlerà qualche anno dopo nel Chronicon scritto di pugno dal parroco: “...Per
iniziativa delle Terziarie Francescane nell'agosto 1930 fu commesso alla ditta Giuseppe Cesati di
Milano la confezione di uno stendardo assai grande a doppia faccia: da una parte San Francesco
nell'atto di abbracciare il Crocifisso, ( nello sfondo a destra si potrebbe ipotizzare la raffigurazione
di Caminata con la nuova Chiesa, a sinistra le case e il Tidone). Dall'altra la Vergine del Carmelo
che consegna lo scapolare al beato Simone Stok inginocchiato, (di sfondo la valle del Tidone con il
Castello di Corticelli e la Rocca d'Olgisio); è riccamente ricamato in oro mezzofino,e seta a punto
francese, pomi e croce in ottone dorato di grandissimo effetto, è l'unico stendardo della chiesa di
Caminata”.In effetti sarebbe il secondo poiché dalle cronache del 1681, il Rettore G.Batta Callegari
in un elenco di suppellettili annota: “....item Stendardo con l'immagine della B.Vergine” non giunto
sino a noi.
Le notizie riguardanti la Confraternita del Terz'Ordine sono molte e dettagliate, riguardano il
numero degli aderenti, le offerte, le adunanze e le visite pastorali con le relative annotazioni. Il 7
marzo 1943 Padre Tiziano Sapegni visitatore dice: “In nomine Domini amen, mi compiaccio per la
cura diligente del regolamento, auguro sempre maggiori frutti”.Ma dal 1961 le visite pastorali
denunciano le defezioni dalle adunanze e la mancanza di giovani. Padre Alessandro Casolari, il 24
giugno 1966 constaterà l'estinzione della Confraternita.
Ci piace rievocare l'immagine dei Confratelli che muovono in processione per le strette vie di
Caminata, tra le case in pietra, salmodiando e cantando inni preceduti dallo stendardo “ricco e
magnifico”.
Dal Bollettino Famiglie Parrocchiali 2005

Per la compilazione di queste note ringrazio Don Luigi Carrà, parroco di Caminata, che mi ha
permesso l'accesso all' Archivio parrocchiale di Caminata, Katy Montalbano Pisanti per l'aiuto nell'
interpretazione dei documenti, Emanuela Achille per l'assistenza informatica.