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Sesta lezione:

La prevenzione
PSICOLOGIA DI COMUNITA
CORSO 2014/2015

Prof. Luca Scacchi

La lezione di oggi
- Prevenzione e politiche sanitarie
- Caplan e altre classificazioni della prevenzione
- Il modello biomedico e el sue critiche
- Strategie di intervento
- Efficacia nella prevenzione

Cosa la prevenzione?
The core idea:
azione portata avanti ora che pu evitare o
limitare una conseguenza indesiderabile od
uno situazione particolare nel futuro

(Levine 2002).

Prevenzione e politiche sanitarie


Prevenzione introdotta nelle politiche sanitarie
italiane sin da L. 833/1978 (istituzione SSN):
promozione, oltre che mantenimento e recupero,
della salute fisica e psichica di tutta la
popolazione senza distinzione di condizioni
individuali e sociali (art 1)
prevenzione malattie ed infortuni in ogni ambito
di vita e di lavoro (art 2)
Tra i principali obbiettivi dei due ultimi

Piani Sanitari Nazionali

Prevenzione in Valle dAosta


Nei principi ispiratori
dei Piani Sanitario VdA ultimo decennio
Individuare la prevenzione come

momento fondamentale di approccio ai


problemi e come criterio di
impostazione degli interventi . . .
(Piano 2002.04)

Ed in particolare

(Piano 2011.13)

Si conferma, infatti, limpostazione gi introdotta dal


precedente documento di programmazione, in base
alla quale il territorio dovr rappresentare sempre pi
lambito prioritario di riferimento della prevenzione,
della cura e della continuit assistenziale . I
benefici nella salute, apportati dalla continuit di
offerta dei programmi di prevenzione sono, rispetto
al passato, oggettivi ed evidenti; tuttavia
necessario ridurre ulteriormente il divario di
mortalit e di morbosit specifica che ancora
penalizza le popolazioni di montagna specie per i
tumori e le malattie cardiocerebrovascolari, cos
come occorre continuare a contrastare abitudini e
stili di vita sfavorevoli quali il fumo, lalcool, le
droghe e i non corretti stili di vita, ivi inclusi i
comportamenti stradali non conformi, in particolare
nelle giovani generazioni.

Piano per la salute ed il benessere 2011/13


Razionalizzazione dellattivit di prevenzione e cura
secondo i principi della medicina basata sulle evidenze
e secondo approcci basati sullappropriatezza clinica,
che
potranno
essere
meglio
perseguiti
anche
attraverso riorganizzazioni funzionali e organizzative;
(p 15)
Prevenzione selettiva, ossia azioni non solo orientate a
specifici ed oggettivi bisogni di salute (collegati alle
principali cause di morte e di morbosit), ma anche,
allinterno di questi, selezionate per gruppi di
popolazione a maggiore o minore vantaggio sociale, in
quanto portatori di livelli di rischio diversi;

Piano per la salute ed il benessere 2011/13


In aggiunta alle attivit di prevenzione attiva primaria,
inerenti cio la rimozione dei fattori di rischio per le
patologie che maggiormente sono cause di morte, la
prevenzione secondaria sta ricevendo una buona
partecipazione della popolazione regionale interessata,
(2 screening per i tumori femminili,).
Nella definizione delle politiche regionali di prevenzione
particolare attenzione alle nuove emergenze epidemiologiche (individuazione del rischio, tumori e screening,
malattie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie
croniche, malattie osteo-articolari, patologie orali,
disturbi psichiatrici, malattie neurologiche, cecit e
ipovisione, ipoacusia e sordit) con modalit innovative
(promuovere attivamente la prevenzione coinvolgendo
tutti i possibili attori del sistema).

Piano per la salute ed il benessere 2011/13


prevenire
mortalit
e
morbosit
cardiovascolare
mediante la valutazione del rischio individuale ;
ridurre gli eventi infortunistici e le patologie lavorocorrelate ;
realizzare la sorveglianza di patologie, determinanti
rischi per la salute, favorendo limplementazione di
sistemi di sorveglianza su comportamenti e stili di vita
(quali PASSI, OKKIO alla salute, HBSC) coordinati e
raccordati con gli altri sistemi informativi;
prevenire le patologie odontoiatriche, con particolare
riguardo alla popolazione in et evolutiva, attraverso
lattivazione di programmi di prevenzione (igiene orale,
alimentazione, fluoro profilassi sistemica e topica, visite
periodiche, ecc.).

OMS 1997
Richiama attenzione su considerevole
crescita disagio psicosociale e necessit
interventi preventivi.
Viene riconosciuta opportunit
multidimensionalit interventi (micro e
macro) e necessit mobilitazione risorse,
non solo da parte del sistema formale di
cura ma anche con responsabilit di
tutto il tessuto sociale

Vantaggi
Approcci riparativi hanno mostrato
difficolt di realizzazione e costi molto
alti in una societ di massa democratica.
Es: in USA stimata necessit interventi di salute
mentale su 15-20% popolazione (30/50 milioni di
abitanti) (Felner et al., 2000).

Per ogni dollaro speso in prevenzione,


tra 3 e 10 risparmiati in servizi terapeutici
(Rappaport

2000)

e costi della prevenzione


Quindi la prevenzione importante in una fase
di risparmio, anche se ci sono
resistenze e controtendenze:
deve tenere in considerazione 2 principali criticit:
1. le attivit di prevenzione per essere efficaci devono
essere applicate in maniera vasta e continua;
2. le attivit di prevenzione comportano un disagio
certo per un gran numero di persone in vista di un
vantaggio che sar distribuito statisticamente.
(PIANO SANITARIO VDA 2002/04)

Un antefatto: la Germania nazista


Prevenzione parallela a diffusione
politiche di salute pubblica, che si
sviluppano a partire da controllo
delle malattie infettive (primo servizio
sanitario a Venezia nel 500 per la peste)
Cancro sino anni 30 prima causa di
morte
Prima agenzia governativa al mondo
anticancro in Germania (1900)

Teorie naturiste e salutiste diffuse


in cultura tedesca sin da 800

Prevenzione contro cancro e stili di vita non sani


Edward Liek (1878-1935):
padre della medicina nazista

Centralit prevenzione
pi lo stile di vita naturale, pi
raro il cancro
Sviluppo diagnosi precoce di massa, con
campagne
informative
su
auto
palpazione seno, non uso alcol e
radiografie
su
tutta
popolazione
(battaglione ss con raggi x mobili)

Esempio: la pubblicit sul tabacco


Documentati prima volta effetti nocivi tabacco e
fumo passivo (F. Muller, 1939)
Decreto su controllo pubblicit tabacco (17/12/1941)
Questa deve essere:
Discreta, non presentata come
salute o innocente
Evitare legami con mascolinit, non
diretta a donne
Non legata a sport o automobili
Non attirare attenzione su basso
contenuto nicotina
Proibita su muri, mezzi trasporto,
per posta

3 concetti base
Incidenza: (indice
numero
di
nuovi
popolazione

di insorgenza)
casi
in
una

Prevalenza: numero totale dei casi


effettivi in una popolazione
Rischio: probabilit che una quota
popolazione sviluppi uno specifico
disordine.

Rischio come concetto epidemiologico


Il concetto si riferisce a:
- condizioni di rischio o
- popolazione a rischio
E errato riferirlo ad un individuo
(soggetto a rischio) perch un
concetto epidemiologico.

La classificazione di Caplan (1964)


In contesto di prevenzione psichiatrica, distingue:
Prevenzione primaria: riduzione incidenza
di disturbi (destinatario popolazione,
sviluppato malattia o comportamento target)

di ogni tipo
chi non ha

Prevenzione secondaria: riduzione della prevalenza


cio della durata dei disturbi in atto (individuazione
precoce dei disturbi)

Prevenzione
terziaria:
aggravamenti e disagi

riduzione
conseguenti

(miglioramento qualit della vita) e

disabilit,
a malattia

Nella pratica spesso si sovrappongono: es interventi a bassa soglia

CONTINUUM DELLA PREVENZIONE

Prevenzione
primaria

Prevenzione
secondaria

Prevenzione
terziaria

Tempo

Disturbo
conclamato

Seidman (1987):
PREVENZIONE
terziaria trattamento

secondaria intervento precoce

solo primaria vera prevenzione

La classificazione di Gordon

(1983)

Universale: su intera popolazione (cinture


sicurezza, dieta, ecc)

Selettiva: sottogruppo con rischio pi alto


media (prematuri, quartieri poveri, ecc)
Indicata: portatrici di
prodromici, alto rischio
disturbo
(bambini
comportamento, ecc)

chiari sintomi
sviluppo di un

con

problemi

Lo spettro dintervento in salute mentale

Universale

to
en
m
ni
te
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M

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Identificazione casi

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l

Riabilitazione

Il modello biomedico
Centralit dellintenzionalit:
la strategia e gli obbiettivi di
cambiamento devono discendere
direttamente dalla teoria e dalla
ricerca

buona prevenzione buona scienza

Eziologia ed intervento
Individuare cause e fattori su cui
intervenire, partendo da un principio di
sviluppo/funzionamento normale:
Verifica e misura di dove e come i
processi di sviluppo sono interrotti
Identificazione delle condizioni
determinano queste interruzioni
Correzione dello sviluppo interrotto

che

Le 5 fasi dellInstitute of Medicine (1994)


1) Identificazione del problema e delle
cause tramite ricerca di base
2) Rivisitazione
intervento

ricerca

per

sviluppare

3) Progettare e condurre intervento pilota


(efficacia)
4) Sviluppare
generalizzare
5)
Promuovere
popolazione

interventi

multipli

implementazione

per
nella

Critica alla miglior pratica:


Green (2001): dove sorge lidea che
levidenza sullefficacia di un intervento
in un confronto controllato possa essere
generalizzata come best practice in un
ampia variet di popolazioni e contesti?
Aggiustare gli interventi per adeguarsi
a condizioni sociali, culturali ed
economiche.

Diversi gap possibili


tra ricerca ed intervento:

Tra
Tra
Tra
Tra

modello ed implementazione reale


pratica migliore e adattamento ad un target
classi sociali diverse nel comportamento individuale
ricercatori e agenzie che implementano servizi

La pratica migliore un processo pi che un


programma preconfezionato,
- controllo sugli operatori da parte del target,
- valutazione locale,
- ricerca su come adattare i programmi per
specifici contesti, individui, gruppi

Cosa guida la prevenzione?


I dati oggettivi di ricerca?
I valori?
Le scelte politiche?

A: SCORAGGIARE LA GENTE A FUMARE


Giustificazioni
Fumare causa malattie e riduce la durata della vita
Il costo delle cure mediche per le malattie legate al fumo sono care. (e a
carico della comunit)
Il fumo produce assenteismo e perdita di produttivit (costi secondari)
Il fumo danneggia anche i non fumatori, fisicamente (fumo passivo) ed
economicamente (costo per lo stato e tasse per il cittadino)

Metodi e strategie
Educazione, informando dei rischi che provocano a se stessi a agli altri
Training, corsi e tecniche per smettere di fumare
Pubblicit, propaganda anti-fumo pagata dalle aziende che fabbricano le
sigarette.
Legislazione: vietare la pubblicit a favore delle sigarette, tassare in modo
deciso questi prodotti, vietare il fumo negli ambienti pubblici, far pagare ai
fumatori il costo delle cure mediche per il fumo. Il fumo potrebbe essere
completamente proibito.

B: INCORAGGIARE LA GENTE A FUMARE


Giustificazioni
Fumare aiuta le persone a fronteggiare momenti di difficolt
Promuovere il fumo ed il suo consumo creer nuovi posti di lavoro (riduzione
della disoccupazione)
Il governo recupera soldi che pu impiegare per potenziare i servizi
Il fumo riduce la diffusione di malattie croniche nella terza et, in quanto
i fumatori tendono a morire prima dei non fumatori. (riduce il costo delle
cure geriatriche)
Fumare piacevole (molti fumatori la ritengono unattivit piacevole)

Metodi e strategie

Pubblicizzare i vantaggi psico-sociali del fumare

Training formativi sul piacere del fumo (cosa fumare, in che occasioni,
quando usare il filtro e quando no, la frequenza ottimale (basata su dati
scientificamente basati)
Campagne contro la restrizione della pubblicit (in un paese capitalistico
dovrebbe essere possibile pubblicizzare qualsiasi cosa sia legale vendere)

SE QUESTO ESEMPIO
VI PARE
POCO CREDIBILE

A: SCORAGGIARE ALLATTAMENTO AL SENO


Giustificazioni
E controllato ed adattabile al bambino (intolleranze, ecc)
Contiene tutte le sostanze utili, comprese quelle che possono mancare nel
contesto
Si riduce la trasmissione di malattie dalla madre al bambino
Permette una maggiore cura del corpo femminile, e quindi autostima e
sicurezza della madre

Metodi e strategie
Pubblicit su vantaggi latte artificiale.
Educazione (training in ospedale e corsi preparto su uso e preparazione
latte artificiale)
Corsi a medici e personale sanitario per spiegare vantaggi latte artificiale
Kit alle neo mamme con manuali e forniture per prime settimane
Legislazione: tasse ridotte per latte; favorire rapporti finanziari e
isituzionali tra cse produttrici e medici/ospedali; ecc.

B: INCORAGGIARE ALLATTAMENTO AL SENO


Giustificazioni
Rinforza il sistema immunitario e protegge durante allattamento
Contatto continuo con la madre, soddisfacendo bisogni relazione
Riduce malattia di Crohn, il diabete mellito di tipo 2, l'atopia,
Aumenta la sintesi di fattori di crescita (es. IGF-I), e diminuisce la massa
grassa (effetto dovuto anche all'IGF-I contenuto nel latte materno)
Anche nella madre favorisce serenit e rilassamento (produzione ormoni),
contrazione utero pi rapida e consuma grassi accumulati in gravidanza
(ritorno peso

Metodi e strategie

Pubblicizzare i vantaggi allattamento materno

Training formativi sullallattamento materno (ospedale e corsi preparto)


Supporto informativo, formativo e emotivo in prime settimane di
allattamento da personale istituzionale e pari (Leche ligue)
Sostegno sui costi allattamento al seno (es. tiralatte, ecc).

Cosa prevenire?
Le
tematiche
di
intervento
sono
influenzate/determinate
dal
contesto
sociopolitico
Anni
Anni
Anni
Anni
Anni
Anni

50: malattia mentale


60: povert e svantaggio sociale
70: giustizia economica e sociale
80: guerra alle droghe
90: HIV e Aids
90-00: immigrazione/integrazione

Fattori di rischio e protezione


condizioni
ambientali (occupazione, territorio, ecc)
individuali (et, sesso, coping, ecc)

che predispongono allo sviluppo di disturbi


o hanno funzione compensatoria

Come si previene in psicologia?


Dove, come abbiamo visto, disagi e
malattie sono individuate tramite
sintomi e manca chiara e sicura
individuazione delle determinanti?

Fattori di rischio
Caratteristiche che riducono la probabilit di
un individuo di mantenere il suo stato di
benessere. Riduce le capacit di un individuo
di affrontare gli stressor e raggiungere i
propri obiettivi.
Es. vivere in una famiglia con un familiare
portatore di handicap (limitazioni delle libert,
tempo, denaro, etc.)
Accumulazione dei fattori di rischio (Haggerty
et al., 1994) : si parla di effetto
moltiplicativo
piuttosto
che
di
effetto
sommativo

Fattori di rischio
Fattore di
rischio

Comportamento
a rischio

Effetti
negativi

Fattori
Protettivi

Modelli per
comportamenti
negativi (es.
comportamenti a
rischio)

Scarso Controllo dei


comportamenti
negativi/positivi (es.
scarsa regolazione
emozioni)

Scarso Sostegno
(es. isolamento in
classe)

Fattori di protezione
Caratteristiche
ambientali
e/o
individuali
che
incrementano
le
probabilit e le capacit di una
persona di adattamento e di
mantenere uno stato di benessere
Es. la nostra rete sociale di sostegno

Fattori di protezione
Fattore di
rischio

Comportamento
a rischio

Effetti
negativi

Fattori
Protettivi

Modelli per
comportamenti positivi
(es. stili di vita salutari,
valori/comportamenti
prosociali)

Controllo dei
comportamenti
negativi/positivi (es.
monitoring)

Sostegno (es. rete


sociale primaria)

Condizioni socio economiche disagiate


scarso sviluppo prerequisiti allapprendimento
difficolt di apprendimento
scarso rendimento bocciature
sostegno scolastico istituzionale
DROP OUT
problemi
psicologici

disoccupazione

gravidanza
precoce

scarso
reddito

delinquenza

continuo

Buono

Buono

Medio

Medio

Scarso

Scarso

INIZIO

CONSEGUENZE

1
2
3

ADATTAMENTO

ADATTAMENTO

Lo sviluppo non un processo lineare

4
5
PRE ADOLESCENZA

TARDA ADOLESCENZA

Lequazione delle competenze sociali


La formula di Albee (1982)
centrata sullindividuo
Incidenza dei disordini comportamentali ed emozionali =
Stress (1) + Vulnerabilit fisica (2)
Abilit di coping (3) + Sostegno sociale (4) + autostima (5)

Lequazione delle competenze sociali


La formula di Elias (1987) allarga la
prospettiva includendo fattori ambientali
Probabilit di disordini comportamentali ed emozionali =
Stressors (6) + Fattori di rischio ambientali (7)
Pratiche di socializzazione (8) + Risorse sociali (9) + Opportunit (10)

Tenete sempre presente che:


Ogni problema o disturbo collegato a pi fattori
Lo stesso fattore pu essere associato a pi problemi
I fattori hanno effetti moltiplicativi (non semplicemente
sommativi)
Molti problemi sembrano essere dovuti sia a fattori
ambientali che individuali
Il meccanismo di azione dei fattori sostanzialmente
sconosciuto
Ci sono pi conoscenze sui fattori di rischio che su quelli
protettivi
C una sostanziale eterogeneit delle conseguenze
dovute ad un singolo fattore
Per et diverse sono importanti fattori diversi a
seconda anche di circostanze diverse

Limiti e problemi della prevenzione


Sovrastima soggetti a rischio: in particolare quando il
tasso di prevalenza basso. Analisi su Primary Mental
Health Project (1973) su bambini a rischio (30% in prima
elementare): 81% risultato falso positivo (Levine e Perkins,
1987). Problema dei figli di alcolisti (Orford 1990): da solo un
elemento insufficiente

Senso
di
colpa:
si
pu
indurre
eccessiva
responsabilizzazione su individui. Donne incinte che fumano,
bevono, alimentazione.

Effetti imprevisti: in interdipendenza e multifattorialit,


difficile capire conseguenze. Educazione stradale a scuola
porta ad acquisire prima patente, aumentando autisti giovani.
Incremento abilit sociali in gruppi dove il consumo sostanze
psicoattive norma favorisce la diffusione

Controllo sociale: utilizzata da governo per repressione.


Esempio della Germania nazista che abbiamo visto

Promozione
La promozione della salute il
processo che favorisce nelle persone
lincremento del controllo sulla, e il
miglioramento della propria salute
(WHO, Ottawa Charter, 1986)

PREVENZIONE E PROMOZIONE
PREVENZIONE
CONCEZIONE SALUTE

PROMOZIONE
CONCEZIONE SALUTE

assenza di disturbi

presenza di risorse
personali, sociali e
fisiche

OBIETTIVO

OBIETTIVO

riduzione del problema

sviluppo di abilit e
competenze

Approcci di intervento
Sulla persona
Cambiamenti nel comportamento
persuasione, informazione, modelling

Educazione

incremento conoscenze e abilit


informazione per piccoli gruppi, training

Empowerment

Sullambiente

lavoro con utenti e comunit nella definizione dei loro bisogni


advocacy, sviluppo di comunit

Cambiamento sociale

ineguaglianze sulla salute


legislazione, controlli fiscali e sanitari

Sulla persona
Alcuni interventi hanno come focus il livello individuale.
Esempi
Training su abilit sociali (Soresi e Nota, 1994).
Interventi direttivi e molto strutturati per
apprendere alcune capacit relazione (es. Just say no!).
Addestramento problem-solving (Spivack e Shure, 1989).
In bambini prescolari, 40 attivit di gioco per
incentivare abilit ICPS (interpersonal cognitive problem
solving), ascoltare, riconoscere emozioni, ecc.
Tre principali azioni su pensiero alternativo, capacit
previsione e pensiero finalizzato

Campagne persuasive
Contributi della psicologia sociale alla modificazione
di credenze, atteggiamenti e comportamenti
Modello sulle credenze sulla salute (US Public Health
service): comportamento come risultante tra
percezione della minaccia e valutazione su efficacia
contromisure
Motivazione a progettersi (1987): comp. funzione
lineare
di
gravit,
suscettibilit,
efficacia,
autoefficacia, costi, vantaggio risposta disadattiva
Teorie azione ragionata (Fishben ed Ajzen, 1975):
atteggiamento,
norme
soggettive,
intenzione
comportamentale

Lo studio 3 comunit di Stanford


Studio su prevenzione CDH (disturbi coronarici),
Stanford Heart Disease Prevention Program
in 3 piccole comunit americane:
1)
2)
3)

Campagna informativa mass media


Incontri informativi con soggetti ad alto rischio
Gruppo controllo
Consapevolezza aumenta in entrambe comunit,
rischio meno 20% prima, meno 28% seconda
comunit (in particolare fumo, dieta, pressione
sangue)
Differenza significativa solo primo anno

Strategie sullambiente
Altri interventi privilegiano azione sullambiente
fisico e sociale o/e interazione tra ambiente ed
individuo
Spesso mettono accento su promozione del benessere
oltre che su prevenzione del disagio
Cowen (1973): prevenzione deve essere diretta ai
gruppi, non ai disturbi ma al benessere, in grado
di esser valutata indicando specifici obbiettivi
articolati
Definizione salute positiva: grado con cui un
individuo pu realizzare aspirazioni e soddisfare
bisogni e dallaltro cambiare o far fronte ad
ambiente (OMS 1984)

Il modello transazionale ecologico


Felner e Felner (1989) e Seidman (1990).

Risultante di due modelli:


transazionale (Semeroff e coll. 1975; enfatizzazione reciproche e
dinamiche interazioni ambiente-individuo) e Bronfenbrenner
1) considerazione regolarit sociali (condizioni strutturali)
2) Considerazione del problema della relazione fra diversi
sistemi (mesosistemi). Gli stili di vita adattivi in un
contesto possono essere disadattivi in un altro.
3) Considerazione dei sistemi con cui non si in contatto
(esostemi)
Questo modello non implica un deficit o una difetto
della persona.

Il progetto STEP (1982)


School Transition Environment Project
Il focus alterare lecologia del contesto scolastico,
pi che rafforzare capacit individui
Strategia multipla per ridurre il rischio
riducendo complessit ambiente scuola ed
esposizione a studenti pi grandi,
incrementando legami tra pari e con docenti.
- Creazione di gruppi 100 persone con cui vengono fatte

alcune attivit, in spazi ristretti


- Un incontro settimanale di discussione
- Ruolo dei docenti come facilitatori

Riduzione del 50% dei tassi di abbandono scolastico

I fattori socio economici nella salute


Come mostrano
questi grafici,
la caduta
dei tassi di incidenza
delle principali
malattie
nella popolazione Usa
stata precedente
a invenzione/scoperta
delle tecniche di cura.

La misura dellanima - 2009

Aspettativa di vita e reddito pro-capite

Nei paesi ricchi non c relazione

Ma DENTRO le societ SI

La disuguaglianza:

Salute, problemi sociali e disuguaglianza

Differenze di classe in paesi


diversamente diseguali

Fiducia

Prevalenza della malattia mentale

Uso sostanze psicoattive

Mortalit infantile

Aspettativa di vita

Tra le tante ragioni: lo stigma

Importanza interventi socio/economici


Plaut (1980):
i progetti di prevenzione dovrebbero mirare
alla redistribuzione dei redditi e alla
riduzione povert. Critica ad enfasi su
responsabilit individuale (stile di vita).
Amartya Sen (2000).
Conseguenze della povert su benessere e
condizioni sanitarie (sviluppo malattie/vita
media popolazione). Necessit costruire
sviluppo economico e democrazia per
implementare politiche sanitarie.

North Karelia Project (Puska, 1972)


Incidenza eccezionalmente alta CDH
in una regione rurale della Finlandia,
180.000 abitanti.
Petizione popolare chiede intervento.
Stile di vita molto rischioso della popolazione per
cultura locale, organizzazione sociale e
ambiente fisico
Coinvolgimento di tutta comunit: servizi locali,
politici, industrie alimentari, mass media, con
enfatizzazione orgoglio e identit della
popolazione.

Intervento e risultati:
Informazioni operative e generali
formazione leader informali
restrizioni al fumo
promozione alimenti con pochi grassi
(caseifici, salumifici, negozi).
Gruppo controllo in altra contea finlandia.
Riduzione rischio reale in 10 anni molto netta:
diminuzione mortalit effettiva del 22% in
regione, 12% contea controllo e 11% Finlandia

Multilivello: il progetto Pathways


Basato sulla Social Learning Theory per promuovere attivit
fisica e assunzione di cibo consapevole (Davis et al., 2003)
Lintervento mira a:
- incrementare la conoscenza dei bambini
- potenziare il senso di controllo personale
- potenziare comportamenti salutari
A livello individuale:
- opportunit di sperimentazione nel contesto
- sviluppo abilit selezione/ preparazione cibo
- aumento ore per attivit fisica
- A livello ambientale:
- servizio fornitura alimenti
- coinvolgimento insegnanti e genitori
- modificazione curricula attivit fisica

TEORIA DELLAPPRENDIMENTO SOCIALE


(BANDURA, 1986)

TEORIA DELLAPPRENDIMENTO SOCIALE


MOTTO: il comportamento influenzato, non tanto dalle
conoscenze o dalle intenzioni, quanto dalle persone
significative

Dai modelli di ruolo avranno origine le aspettative di


autoefficacia sia rispetto alladozione di un comportamento
problematico (ad esempio la percezione di essere in grado di
compiere un furto senza essere presi), sia rispetto alla
capacit di rifiutare quel comportamento (ad esempio la
capacit di rifiutarsi di ubriacarsi anche se gli amici lo
fanno)
VARIABILI CHIAVE

Percezione del consumo di sostanze nellarea di residenza


Percezione di disponibilit e facilit di accesso alle sostanze
Uso di sostanze da parte dei genitori
Norme dei genitori circa il consumo di sostanze
Percezione che il consumo di sostanze sia diffuso e normale
tra gli amici

Il progetto Pathways
tra il 1997/2000, 1704 studenti di 41 scuole
elementari (selezionate casualmente)
-

- 3a e 4a elementare: una media di 4 attivit per


sessione (di 45 minuti) a settimana (per 12 settimane:
6 in autunno, 6 in primavera)
- 5a: le attivit aumentavano da 1 a 2 sessioni
- attivit: strutturate dagli psicologi in collaborazione
con un educatore Indian-american
- il focus delle sessioni non era sullobesit ma
sullimportanza di adottare uno stile salutare

Le attivit in classe
- preparazione di snack
- sperimentazione di nuovi cibi
- role playing sulla scelta dei cibi
- promozione di attivit fisica attraverso giochi culturali
- i bambini del quinto anno divengono i modelli per quelli
pi piccoli (portano la merenda, dimostrazioni fisiche, etc.)
- 2 eventi con il coinvolgimento della famiglia e comunit
- gli insegnanti sono formati e coinvolti nelle attivit con i
ragazzi

I risultati del progetto Pathways (oss.)

Efficacia della prevenzione


Articolo di Santinello e Cenedese (2002)
Presentazione meta-analisi su progetti prevenzione:
molti di pi su persone che su ambiente, (25 a 152)

Partire da solida base teorica ed empirica


Approccio globale alla salute
Prospettiva a lungo termine
Metodologia interattiva e partecipativa

Caratteristiche prevenzione selettiva


(Springer et al. 2004)

CONTENUTO DEI PROGETTI


I progetti che sviluppano life skills
comportamentali o propongono
attivit ricreative alternative sono pi
efficaci di quelli che si focalizzano
sulle conoscenze o su variabili di tipo
affettivo
STRATEGIE PRATICHE
(in generale le metodologie
esperienziali sono pi efficaci
della didattica frontale e delle
attivit condotte esclusivamente
dagli adulti)

program efficacy
0,15
0,1
0,05
0
-0,05
-0,1

program efficacy
0,2
0,15

life-skills more
dominant

0,1

CONTENUTO & STRATEGIE


combinazione life skills
comportamentali e metodi
interattivi = maggior efficacia

life-skills less
dominant

0,05
0
-0,05

interactive

non-interactive

caratteristiche dei progetti prevenzione efficaci


DOSAGGIO O ORE DI ATTIVITA
Alto dosaggio (3,3 ore a settimana o
pi) vs basso dosaggio (meno di 3,3 ore
a settimana).
Maggior dosaggio = maggior efficacia
ma anche
Basso dosaggio = nessuna efficacia

program efficacy
0,1
0,08
0,06
0,04
0,02
0
-0,02
-0,04

COME E STATO SCRITTO IL


PROGETTO
COERENZA: organizzazione generale
del progetto cartaceo, riferimento ad
un preciso modello teorico da cui
derivano gli obiettivi e le strategie del
progetto
CONSISTENZA: organizzazione del
progetto in termini di tempi, fasi,
azioni, risorse etc.
Alta coerenza e alta consistenza =
maggior efficacia

higher intensity

lower intensity

program efficacy
0,2
0,15
0,1
0,05
0
-0,05
-0,1
high
low
high
low
consistency,
consistency,
consistency,
consistency,
high coherence high coherence low coherence low coherence

SUMMARY
5 CARATTERISTICHE DEI PROGETTI EFFICACI PER RAGAZZI/E A
RISCHIO:
1) Life skills comportamentali;
2) Promozione di relazioni positive con adulti e coetanei attraverso la
proposta di attivit;
3) Progetti chiaramente strutturati e basati su un modello teorico;
4) Favorire la riflessione introspettiva sul proprio comportamento;
5) Alto dosaggio.
GLI EFFETTI CHE SI
ACCUMULANO..
4 o pi di queste caratteristiche
= significativo aumento di efficacia

program efficacy
0,25
0,2
0,15
0,1

Le differenze tra gruppo


sperimentale e di controllo sono
statisticamente significative solo nei
progetti che mostrano 4 o pi
caratteristiche di efficacia

0,05
0
-0,05
programs with 4 or 5 positive
characteristics

all others

Cosa funziona in prevenzione


(Nation et al., 2003)

Principi
Multi-livello

Definizioni

Interventi a diversi livelli o domini (es. famiglia, pari


comunit)
Metodi misti
Incremento della conoscenza e consapevolezza,
dinsegnamento acquisizione o rinforzo della abilit etc.
Sufficiente
Un certo numero di ore per unit di tempo, un
dosaggio
corretto follow-up per il mantenimento degli effetti
Teoricamente
Le ragioni teoriche oltre che le evidenze empiriche
fondati
sono fondamentali per guidare i programmi
Collocazione
Il programma deve iniziare sufficientemente presto
nel tempo
per incidere sul comportamento ed essere sensibile
alla fase di sviluppo del target
Culturalmente Il programma deve tenere in considerazione il
rilevante
contesto allinterno della quale viene implementato
Valutazione
Il programma deve avere chiari obiettivi ed essere
degli esiti
appropriatamente valutato e monitorato
Formazione
Il personale che lavora al progetto deve essere
adeguata dello accuratamente formato per comprendere in tutte le
staff
sue parti il programma