Sei sulla pagina 1di 28

Nona lezione:

I gruppi di lavoro

PSICOLOGIA DI COMUNITA
CORSO 2014/2015

Prof. Luca Scacchi

La lezione di oggi
-

Il piccolo gruppo
Psicologia sociale e gruppi
Psicologia dinamica e gruppi
Classificazione dei gruppi
Psicologia di comunit e gruppi
Il gruppo nellintervento: il self-help

Il piccolo gruppo: una definizione


Insieme di individui che interagiscono tra loro
influenzandosi
reciprocamente
e
che
condividono pi o meno consapevolmente
interessi, scopi, caratteristiche e norme
comportamentali.
Linfluenza reciproca tra i vari membri del gruppo
tanto pi intensa quanto pi il gruppo
ristretto per cui il gruppo si differenzia da
altre forme di aggregazione sociale come le
folle o le comunit in cui non esiste interazione
diretta fra tutti gli individui.
Galimberti (1994)

Alcuni autori dei primordi


Le prime considerazioni sui piccoli gruppi:
Simmel (1902): tra i primi a proporre un come oggetto
di indagine il gruppo ristretto, ed in particolare i
gruppi artificiali come sistema sociale in miniatura nel
quale era possibile osservare i processi nella loro
forma indipendentemente dal contenuto
Cooley (1909): gruppi primari e secondari (orientati al
compito), unit fondamentale societ, agente di
socializzazione e quindi di cambiamento dellindividuo
(il gruppo pu essere utilizzato come mezzo o contesto
per modificare i suoi membri).
Pratt (1905): incontri settimanali per pazienti malati di
TBC per parlare della malattia e della sua evoluzione

Psicologia sociale e piccoli gruppi


La psicologia sociale ha studiato alcune
caratteristiche e processi dei piccoli gruppi,
ricordiamo in particolare:
La

produttivit nei gruppi: Triplett (1898;


ciclisti in gruppo pi veloci), Zajonc (1965;
presenza di altri produce attivazione,
postitiva solo in compiti facili); effetto
Ringelman spiegato dalle teorie di Steiner
(1972, processi imperfetti) e Latane' e coll.
(1979, inerzia sociale)

I processi decisionali:
effetto di normalizzazione (Sherif,
1935) e di polarizzazione (rischio x
Stoner,
1961
e
in
opinioni
e
atteggiamenti, Moscovici e Zavalloni
1969); pensiero di gruppo (Janis,
1972); teorie del conformismo di Asch
(pressioni della maggioranza), delle
minoranze attive di Moscovici

Psicologia dinamica e piccoli gruppi


La psicologia dinamica ha iniziato a
lavorare con i gruppi con la seconda
guerra mondiale.
Primi utilizzi in clinica: Moreno (1934):
sociometria; e Wolf (1940) psicanalisi
di gruppo;
Bion (1961): gruppi di lavoro e gruppi di
base, assunti di base della dipendenza,
attacco-fuga e accoppiamento.

Terapie in una dimensione di gruppo:


Pearls: psicoterapia in gruppo centrata
su qui ed ora
Rogers: gruppi di incontro come
strumento
di
lettura
e
sviluppo
potenzialit positive
Berne: terapia di gruppo, uso dei
copioni di vita ricreati nelle dinamiche
di gruppo per restituire immagine e
sperimentare scelte diverse

Interpretazioni dei processi dinamici


Spaltro: gruppo come diversa mentalit e diverso modo
di vivere. Dalla cultura di coppia (rapporto edipico;
competitivit, dipendenza, comando) alla cultura di
gruppo
(pluralismo,
coesione,
cambiamento).
Identificazione elementi della dinamica: coesione,
conformismo, spinta e resistenza al cambiamento,
interazione, distribuzione dei ruoli, leadership,
affettivit e legami collettivi
Cattel: sintalit. Fenomeno di integrazione propria
esperienza soggettiva con quelle di altri, creando
clima favorevole per cambiamento.
Fornari: lettura delle dinamiche di gruppo a partire dalla
rappresentazione della famiglia e dei suoi codici

Classificazione dei gruppi


Due possibili grandi classificazioni:
-

gruppo
gruppo
gruppo

di lavoro,
formativo
terapeutico

Gruppo autocentrato (diretto allosservazione


di s o dei propri componenti) e gruppo
eterocentrato (diretto ad un compito)

Psicologia di comunit e piccoli gruppi


I piccoli gruppi sono un ambito ed uno strumento
organizzativo centrale negli interventi di
psicologia di comunit, sia in un ottica di
intervento verso lindividuo che in un ottica pi
sociale.
- Si lavora insieme a gruppi (formali ed
informali) come unit di organizzazione sociali
- Si lavora utilizzando il gruppo come strumento
di cambiamento individui/ambiente
- Si lavora in un gruppo (quipe)

4 proposte della Francescato (2002)


In un contesto di difficolt e crisi dimensione collettive e
comunitarie (globalizzazione, ideologie liberiste, individualismo, ecc )
lavorare con il piccolo gruppo importante perch:

- Momento

di sviluppo di una dimensione inclusiva


sentendo emotivamente rapporto interdipendenza

- Rappresentano

strutture intermedie in grado di


facilitare costruzione di legami deboli, necessari per
rendere tessuto sociale pi integrato

- Permettono

di conquistare progressivamente una


mentalit plurale, passando dalla relazione di coppia a
quella di gruppo

- Essendo un moltiplicatore delle pressioni sociali, in

grado di essere non solo strumento di conformismo,


ma anche di forte trasformazione sociale

Vediamo il gruppo in 3 ambiti

Nellorganizzazione,
nella ricerca,
in terapia.

Il gruppo nellorganizzazione: lquipe


Chi lavora in servizi sociali appartiene ad un
organizzazione complessa. Loperatore non libero,
ma il suo comportamento si interconnette con
linsieme della struttura organizzativa in cui opera.
Questo un problema molto delicato, in cui si
confrontano capacit personali, scelte etiche, scelte
professionali (teorie ed impostazioni di riferimento)
con la struttura gerarchica, obbiettivi e norme della
servizi, scelte sui bilanci economici, ecc.
Momenti di incontro, scambio e verifica centrali,
indipendentemente dalla loro gestione pi o meno
autoritaria. Possono essere mono-professionali,
pluriprofessionale o di pi servizi (lavoro in rete).

Sviluppo del lavoro in quipe


Sviluppo territorializzazione degli interventi sanitari,
critica alla strutture di potere delle istituzioni,
elaborazione di paradigmi non solo medici in interventi
psicologici, evoluzione struttura di welfare state
hanno diffuso organizzazione per quipe.
In Italia sviluppo da anni 50, prima con impostazione
sommativa (Palmonari, 1996, in cui vi era lapporto di
altri specialisti ad un medico relativamente agli ambiti
ristretti alla propria funzione e formazione), poi con
un impostazione sempre pi globale.
Oggi centrale lavoro di rete, connessione tra pi servizi
e strutture sulla base di circolazione di informazione,
consorzio in progetti, interventi coordinati su un unico
soggetto

Tre nodi centrali del lavoro di quipe


- Gruppo di lavoro e gruppo di base: il non
detto ed il non dicibile nelle riunioni di
quipe.
- Problemi di negoziazione per ideologie
eterogenee ed in competizione (Orford 1992).
Risoluzione in organizzazione non funzionanti
o centrate sul leader (Noon 1988)
confusione
di
ruolo
per
- Inevitabile
sovrapposizione compiti e percorsi formativi.
Per molti questo il punto di forza delle
quipe, ad es. Rowbottom ed Hey (1978)

Il gruppo nella ricerca: il focus-group


Strumento nato intorno agli anni 40, da Merton
e Lazarsfeld (1946) in ricerca su reazioni a
programma radiofonico: invece che utilizzare
classica intervista di gruppo, i partecipanti
furono lasciati liberi di parlare e discutere
tra loro.
Usato poi soprattutto nel marketing. In anni 80
diventa strumento principale nella pubblicit e
nelle campagne elettorali (Bush 88, Berlusconi 94)
Dagli anni 90 si diffuso nelle ricerche sociali,
sia sociologiche che psicologiche

Cos il focus group?


- Tecnica di rilevazione della ricerca sociale
basata sulla discussione tra un piccolo gruppo di
persone, alla presenza di 1 o 2 moderatori,
focalizzata su un argomento che si vuole
indagare in profondit. (Corrao 2000)
- Metodo di ricerca qualitativa che consiste in una

discussione strutturata in una situazione di


piccolo gruppo. I focus group si prefiggono di
identificare le percezioni e le opinioni personali
inerenti una specifica problematica e possono
essere utilizzati al fine di ottenere dei
feedback da parte del gruppo target sulle
strategie di prevenzione (Glossario Samhsa 2002).

Unaltra definizione
- Tecnica di ricerca di mercato ora largamente
impiegata in altri campi, soprattutto nella
ricerca sociologica, per indagare le diverse idee
e opinioni. Piccolo gruppo di persone in cui sono
rappresentati i principali sottogruppi interessati
a un problema e in cui ciascuno chiamato a
dire la sua opinione e a discutere sul tema
prescelto. Il gruppo guidato da un moderatore
che sollecita le diverse opinioni, preferibilmente
sulla base di una traccia predefinita. I focus
group sono molto utili nella fase iniziale di
progettazione di un intervento o nella fase di
unelaborazione di uno strumento di rilevazione
(Morosini, Perraro, 2001).

Fasi di costruzione di un focus group


-

Individuazione dellobbiettivo
Scelta del gruppo di riferimento
Scelta dei moderatori
Definizione delle domande chiave
Attuazione dei focus
Analisi informazioni

Il gruppo nellintervento: self-help


Ricerca di Cowen (1982): la maggior parte delle
interazioni interpersonali potenzialmente utili
a persone con problemi psicologici avviene
fuori dal sistema formale. Ruolo importante
baristi e parrucchieri.
Dagli anni 70 in poi la forma pi diffusa di auto
aiuto sono i gruppi di self-help: gruppi
ristretti, fondati sullinterazione faccia a
faccia di persone che condividono condizioni,
situazioni, retaggi, disagi o esperienze comuni
(Borman 1975)

5 condizioni di Levy (1979)


Aiuto non professionale, orientato sui pari, attivistico ed
esperienziale, stimola partecipazione attiva dei membri
che sono prestatori e fruitori di cure.
-

Per Levy (1979) devono avere:


scopo esplicito e primario di fornire aiuto a suoi
membri
Origine e sanzione dal gruppo stesso (non dipende da
altra autorit)
Fonte primaria opera capacit conoscenze dei suoi
membri
Composto da persone che condividono nucleo comune
esperienze o problemi
Struttura ed attivit sotto controllo dei membri,
anche se occasionalmente possono chiedere consulenze

Una definizione
Self-help linsieme di tutte le misure
adottate da non professionisti per
promuovere mantenere o recuperare la
salute,
intesa
come
completo
benessere fisico psicologico e sociale,
di una determinata comunit
(OMS, 2000)

Tipologia dei gruppi


Francescato e Putton (1995) propongono classificazione in:

Controllo del comportamento (eliminare o


diminuire un comportamento: dipendenze, abuso
figli, disturbi alimentazione, ecc)
Portatori
malattie
croniche
o
deficit
(impossibilitati
a
cambiare
condizione,
adattamento e gestione: Aids, malati cancro,
infartuati, schizofrenici, handicap, ecc)
Parenti (supporto emotivo e informativo a
persone vicine a chi ha problemi gravi)
Persone in crisi (eventi con cambiamenti
improvvisi, negativi o positivi: neomadri,
studenti universitari, immigrati, ecc

Fattori chiave dei gruppi s-h


3 fattori primari e comuni che intervengono nellazione
dei gruppi di s-h:
Dinamica emotiva gruppo pari: abbassamento difese e
resistenze, comunicazione pi diretta, identificazione
nel cammino persone simili a s, scambio (conoscenze
informazioni rinforzi, feedbacks) socializzazione e
status
Ruolo di helper: ruolo di persona che aiuta un altro.
Rieeman (1965): helper terapy. Importante per una
persona perch avverte propria competenze, riequilibro
relazioni personali, apprende strategie di cambiamento,
riconoscimento e approvazione sociale,
Spinta
ideologica.
Principi,
fortemente persuasivi.

insegnamenti,

valori

Fattori di efficacia
Controllo
del
comportamento:
identificazione
e
modellamento. Apprendere a concentrarsi sul presente
e stabilire piccoli obbiettivi realistici.
Handicap e malattie croniche: sostegno emotivo, scambio
informativo, identificazione con pari, modificazione
pregiudizi e atteggiamenti altrui, aiuto ad altri.
Parenti: sostegno affettivo, strumentale, informativo.
Persone in crisi: supporto, identificazione, aiuto
reciproco a ridefinire crisi come momento di crescita

Valutazioni sui risultati


Controllo del comportamento: alcolisti anonimi i pi
conosciuti. Dal 1968 valutati ogni 3 anni, in
costante miglioramento: mantenimento stile sobrio
nel 70% dei casi (Colanianni, 1999). Evidenziato
consumo inferiore in soggetti dipendenti affiliati a
gruppi s-h (Mckay 1994)
Handicap e malattie croniche: studio lungitudinale di
10 anni in donne con cancro ha mostrato un effetto
significativo sulla durata vita dellappartenenza ai
gruppi s-h (36,6 mesi vs 18,9; Spiegel 1989).

nei 4 tipi di gruppi


Parenti. Pochi studi. Gidron e al. (1991) mostrano
benefici simili in diversi gruppi (genitori di bimbi
con cancro in Usa e familiari psichiatrici in
Israele)
Persone in crisi. Previene o riduce effetti eventi
traumatici. Es. coloro che perdono un figlio:
12,5% madri di un neonato morto sviluppano un
disturbo psichiatrico nei gruppi di s-h vs 55% in
gruppo controllo (Forrest e al. 1982)

Potrebbero piacerti anche